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Cedolare Secca 2026: Guida Definitiva Aliquote e Convenienza

cedolare secca

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la Cedolare Secca e Come Funziona
  2. Aliquote Cedolare Secca 2026: 21%, 10% e 26%
  3. Chi Può Scegliere la Cedolare Secca
  4. Cedolare Secca vs IRPEF: Quando Conviene
  5. Come Si Esercita l’Opzione
  6. Rinuncia agli Aggiornamenti ISTAT del Canone
  7. Versamento: Acconti e Saldo con F24
  8. Scadenze Cedolare Secca 2026
  9. Cedolare Secca per Più Immobili
  10. Domande Frequenti

La cedolare secca 2026 rappresenta una delle opzioni fiscali più vantaggiose per chi affitta un immobile abitativo in Italia. Si tratta di un regime di tassazione alternativo all’IRPEF che permette ai proprietari di pagare un’imposta sostitutiva con aliquota fissa, evitando così le aliquote progressive che possono arrivare fino al 43%. In questa guida definitiva analizziamo nel dettaglio tutte le aliquote della cedolare secca 2026, le novità introdotte dalla Legge di Bilancio, e soprattutto quando conviene davvero scegliere questo regime rispetto alla tassazione ordinaria.

Se stai valutando se applicare la cedolare secca al tuo contratto di locazione, oppure se hai già fatto questa scelta e vuoi verificare che sia ancora conveniente nel 2026, sei nel posto giusto. Vedremo insieme ogni aspetto: dai requisiti alle scadenze, dai codici tributo F24 fino al confronto numerico con l’IRPEF per ogni fascia di reddito. Per una visione completa della tua situazione fiscale, può essere utile anche effettuare un calcolo dello stipendio netto 2026 per capire l’impatto complessivo delle imposte.

Cos’è la Cedolare Secca e Come Funziona nel 2026

La cedolare secca è un regime fiscale opzionale introdotto dal Decreto Legislativo 23/2011, che consente ai proprietari di immobili ad uso abitativo di sostituire l’IRPEF e le relative addizionali (regionale e comunale) con un’imposta sostitutiva a aliquota fissa. In termini semplici, invece di pagare le tasse sul reddito da affitto secondo gli scaglioni IRPEF progressivi, si paga una percentuale fissa sul canone di locazione annuo.

La cedolare secca 2026 sostituisce contemporaneamente diverse imposte: l’IRPEF sul reddito dell’immobile, le addizionali regionali e comunali, l’imposta di registro sul contratto di locazione (normalmente pari al 2% del canone annuo) e l’imposta di bollo. Questo significa un notevole risparmio burocratico oltre che economico, perché non serve più pagare ogni anno l’imposta di registro sulla registrazione o sulla proroga del contratto.

Il funzionamento è semplice: il proprietario comunica all’Agenzia delle Entrate la scelta della cedolare secca al momento della registrazione del contratto, oppure in seguito tramite apposita comunicazione. Da quel momento, il canone di locazione annuo diventa la base imponibile su cui si applica l’aliquota fissa. Il reddito derivante dall’affitto non si cumula con gli altri redditi ai fini IRPEF, il che è particolarmente vantaggioso per chi ha redditi medio-alti.

Aliquote Cedolare Secca 2026: 21%, 10% e la Novità del 26%

Nel 2026, il sistema delle aliquote della cedolare secca prevede tre livelli distinti, ciascuno applicabile a situazioni specifiche. Conoscere le differenze è fondamentale per fare la scelta giusta e massimizzare il risparmio fiscale.

Aliquota del 21%: Contratti a Canone Libero

L’aliquota ordinaria del 21% si applica ai contratti di locazione a canone libero (tipologia 4+4 o transitorio). Questa è l’aliquota standard della cedolare secca e rappresenta l’opzione più comune. Si calcola sull’intero importo del canone annuo dichiarato nel contratto, senza alcuna deduzione o riduzione della base imponibile. Ad esempio, se affitti un appartamento a 800 euro al mese (9.600 euro annui), con la cedolare secca al 21% pagherai 2.016 euro di imposta per l’intero anno.

Aliquota del 10%: Contratti a Canone Concordato

L’aliquota ridotta del 10% è riservata ai contratti stipulati con canone concordato, ovvero quei contratti in cui l’importo dell’affitto viene determinato sulla base di accordi territoriali tra le organizzazioni dei proprietari e degli inquilini. Questa aliquota agevolata si applica nei Comuni ad alta tensione abitativa, nei Comuni capoluogo di provincia, e in tutti quei territori dove esistono accordi locali. Per accedere all’aliquota al 10% è necessario che il contratto sia stipulato secondo i modelli previsti dagli accordi territoriali e che sia presente l’attestazione di conformità rilasciata da un’organizzazione firmataria. Ad esempio, con un canone concordato di 600 euro al mese (7.200 euro annui), l’imposta sarà di soli 720 euro all’anno.

Novità 2026: Aliquota del 26% per Affitti Brevi (dal Secondo Immobile)

La grande novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 e confermata per il 2026 riguarda gli affitti brevi (locazioni turistiche con durata inferiore a 30 giorni). Dal 1 gennaio 2024, chi affitta più di un immobile in regime di locazione breve paga il 26% di cedolare secca dal secondo immobile in poi. Per il primo immobile si continua ad applicare l’aliquota del 21%. Questa misura è stata introdotta per contrastare il fenomeno della locazione turistica “seriale” e riguarda in particolare chi gestisce più appartamenti su piattaforme come Airbnb e Booking.

In pratica, se possiedi 3 appartamenti che affitti per brevi periodi, pagherai il 21% sul primo e il 26% sugli altri due. Il proprietario può scegliere quale immobile designare come “primo” per beneficiare dell’aliquota ridotta, generalmente quello con il canone più elevato.

Chi Può Scegliere la Cedolare Secca nel 2026

Non tutti possono accedere al regime della cedolare secca 2026. Esistono requisiti precisi sia per il locatore sia per l’immobile. Ecco chi può e chi non può scegliere questo regime fiscale agevolato.

Requisiti del locatore (proprietario):

  • Deve essere una persona fisica (no società, no imprese)
  • Non deve agire nell’esercizio di attività di impresa, arte o professione (in pratica, non deve avere partita IVA collegata all’attività di locazione)
  • Deve essere proprietario o titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione)

Requisiti dell’immobile:

  • Deve essere un immobile ad uso abitativo (categorie catastali da A1 a A11, escluso A10 che è ufficio)
  • Le relative pertinenze (box, cantina, posto auto) possono essere incluse se locate congiuntamente
  • Esclusi: immobili commerciali, uffici, negozi, capannoni

Requisiti dell’inquilino: L’inquilino (conduttore) non deve agire nell’esercizio di attività di impresa o di lavoro autonomo. Se l’inquilino è una società o un professionista che affitta per uso ufficio, la cedolare secca non è ammessa. Fanno eccezione i contratti stipulati con enti locali per scopi sociali.

È importante sapere che la scelta della cedolare secca è individuale per ciascun comproprietario: se un immobile è di proprietà di due persone, uno può optare per la cedolare secca e l’altro per la tassazione ordinaria IRPEF. Per approfondire le detrazioni fiscali a cui potresti rinunciare scegliendo la cedolare, consulta la nostra guida dedicata.

Cedolare Secca vs IRPEF: Quando Conviene Davvero

Capire quando la cedolare secca conviene rispetto all’IRPEF è la domanda chiave per ogni proprietario. La risposta dipende principalmente dal reddito complessivo e dalla fascia IRPEF in cui si ricade. Vediamo un confronto pratico con numeri reali.

Con la tassazione IRPEF ordinaria, il reddito da locazione si cumula con gli altri redditi (stipendio, pensione, ecc.) e viene tassato secondo gli scaglioni progressivi 2026: 23% fino a 28.000 euro, 35% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. A queste aliquote vanno aggiunte le addizionali regionali (dallo 0,9% al 3,33%) e comunali (fino allo 0,8%). Inoltre, con l’IRPEF si applica una deduzione forfettaria del 5% sul canone (il 95% viene tassato).

Con la cedolare secca al 21%, invece, si paga il 21% sull’intero canone senza deduzioni, ma senza addizionali e senza imposta di registro.

Tabella Confronto: Cedolare Secca 21% vs IRPEF per Fascia di Reddito

Ipotizziamo un canone di locazione di 10.000 euro annui e calcoliamo l’imposta nei due regimi (addizionali stimate al 2% complessivo):

Reddito complessivoAliquota IRPEF marginaleImposta IRPEF sul canone*Cedolare secca 21%Risparmio con cedolare
Fino a 15.000 euro23% + addizionali2.375 euro2.100 euro275 euro (conviene cedolare)
Da 15.001 a 28.000 euro23% + addizionali2.375 euro2.100 euro275 euro (conviene cedolare)
Da 28.001 a 50.000 euro35% + addizionali3.515 euro2.100 euro1.415 euro (conviene cedolare)
Oltre 50.000 euro43% + addizionali4.275 euro2.100 euro2.175 euro (conviene cedolare)
*Calcolata su 95% del canone (9.500 euro) + imposta di registro 2% (200 euro) + addizionali stimate 2%

Come si vede dalla tabella, la cedolare secca 2026 conviene quasi sempre, ma il vantaggio cresce enormemente al crescere del reddito. Per chi ha un reddito superiore a 50.000 euro, il risparmio è di oltre 2.000 euro all’anno su un canone di 10.000 euro. Per i redditi bassi (sotto i 15.000 euro) il vantaggio è minimo e potrebbe addirittura non convenire se si hanno diritto a detrazioni fiscali che verrebbero perse con la cedolare secca.

Attenzione: scegliendo la cedolare secca, il reddito da locazione non si somma al reddito complessivo. Questo significa che non aumenta la base imponibile IRPEF, ma anche che non genera diritto a detrazioni e deduzioni. Per chi ha redditi bassi e beneficia di detrazioni per familiari a carico o bonus vari, è fondamentale fare un calcolo preciso. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti con una simulazione personalizzata.

Come Si Esercita l’Opzione per la Cedolare Secca

Esercitare l’opzione per la cedolare secca 2026 è un passaggio obbligatorio e può avvenire in diversi momenti. La procedura varia a seconda che si tratti di un nuovo contratto o di un contratto già in corso.

Alla Registrazione del Contratto

Il momento più semplice per scegliere la cedolare secca è al momento della registrazione del contratto di locazione. L’opzione si esercita compilando il modello RLI (Registrazione Locazioni Immobili) presso l’Agenzia delle Entrate, barrando la casella dedicata alla cedolare secca. La registrazione può essere fatta online tramite il servizio telematico dell’Agenzia delle Entrate, oppure presso un ufficio territoriale. Scegliendo la cedolare al momento della registrazione, non si paga l’imposta di registro né l’imposta di bollo sulla registrazione stessa.

Per Contratti Già in Corso

Se hai un contratto di locazione già registrato e vuoi passare alla cedolare secca in un’annualità successiva, puoi farlo in occasione della proroga del contratto o di una annualità successiva. In questo caso, devi presentare il modello RLI entro 30 giorni dalla scadenza dell’annualità precedente. È anche possibile revocare l’opzione e tornare al regime ordinario, sempre con le stesse tempistiche.

Comunicazione all’inquilino: il locatore deve inviare all’inquilino una raccomandata (anche via PEC) con cui comunica la rinuncia all’aggiornamento del canone per tutta la durata dell’opzione. Questa comunicazione è un requisito essenziale e la sua mancanza può invalidare l’opzione per la cedolare secca.

Rinuncia agli Aggiornamenti ISTAT del Canone

Un aspetto che molti proprietari sottovalutano è che scegliere la cedolare secca comporta automaticamente la rinuncia agli aggiornamenti ISTAT del canone di locazione. In pratica, per tutta la durata dell’opzione, il canone mensile resta fisso e non può essere adeguato all’inflazione secondo l’indice ISTAT dei prezzi al consumo.

Normalmente, nei contratti di locazione a canone libero, è prevista una clausola che consente al proprietario di aggiornare il canone annualmente in base alla variazione dell’indice ISTAT (generalmente il 75% o il 100% della variazione). Con un’inflazione al 2%, su un canone di 800 euro al mese, l’aggiornamento ISTAT vale circa 12-16 euro mensili in più. Su 4 anni di contratto, la rinuncia può costare fino a 500-700 euro complessivi.

Tuttavia, nella maggior parte dei casi, il risparmio fiscale della cedolare secca supera ampiamente la perdita dell’aggiornamento ISTAT. Bisogna fare un calcolo preciso caso per caso. Il team del CAF Centro Fiscale può effettuare questa valutazione durante un appuntamento dedicato, confrontando il costo della rinuncia ISTAT con il risparmio fiscale effettivo.

Versamento della Cedolare Secca: Acconti e Saldo con F24

Il pagamento della cedolare secca 2026 segue le stesse regole dell’IRPEF per quanto riguarda acconti e saldo, e si effettua tramite il modello F24. Ecco i codici tributo e le modalità di versamento.

Codici Tributo F24 per la Cedolare Secca

  • Codice tributo 1840: Acconto prima rata della cedolare secca
  • Codice tributo 1841: Acconto seconda rata o acconto in unica soluzione della cedolare secca
  • Codice tributo 1842: Saldo della cedolare secca

Come Si Calcolano gli Acconti

L’acconto della cedolare secca 2026 è pari al 100% dell’imposta dovuta per l’anno precedente. Il versamento dell’acconto si divide in due rate se l’importo supera 257,52 euro:

  • Prima rata (40%): da versare entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%)
  • Seconda rata (60%): da versare entro il 30 novembre 2026

Se l’importo dell’acconto è inferiore o uguale a 257,52 euro, si versa in un’unica soluzione entro il 30 novembre. Il saldo viene poi versato l’anno successivo, entro il 30 giugno 2027, insieme alla dichiarazione dei redditi. Per ulteriori dettagli sui codici tributo F24, consulta la nostra guida completa.

Scadenze Cedolare Secca 2026: Il Calendario Completo

Avere chiare le scadenze della cedolare secca 2026 è essenziale per evitare sanzioni e interessi. Ecco il calendario completo con tutte le date da segnare:

ScadenzaAdempimentoCodice Tributo
30 giugno 2026Acconto prima rata (40%) o saldo anno precedente1840 / 1842
30 luglio 2026Acconto prima rata con maggiorazione 0,40%1840
30 settembre 2026Dichiarazione Redditi (Modello 730 o Redditi PF)–
30 novembre 2026Acconto seconda rata (60%) o acconto unica soluzione1841
30 giugno 2027Saldo cedolare secca 20261842

La dichiarazione dei redditi da locazione con cedolare secca va inserita nel Modello 730 (Quadro B) oppure nel Modello Redditi PF (Quadro RB). Per chi presenta il 730, la scadenza per l’invio è il 30 settembre 2026. Il CAF Centro Fiscale gestisce ogni anno centinaia di dichiarazioni con cedolare secca e può assisterti nella corretta compilazione e nel calcolo degli acconti.

Cedolare Secca per Più Immobili: Come Funziona

La cedolare secca può essere applicata a più immobili contemporaneamente dallo stesso proprietario. L’opzione va esercitata singolarmente per ciascun contratto di locazione. Non esiste un limite al numero di immobili per cui si può optare, a patto che siano tutti ad uso abitativo e che il locatore non agisca come imprenditore.

Per le locazioni lunghe (4+4, 3+2), l’aliquota resta al 21% o al 10% indipendentemente dal numero di immobili. La novità dell’aliquota al 26% riguarda esclusivamente gli affitti brevi (sotto i 30 giorni) a partire dal secondo immobile.

Facciamo un esempio pratico. Supponiamo che Marco possieda 3 appartamenti:

  • Appartamento A: locazione lunga 4+4 a canone libero (800 euro/mese) – cedolare secca 21% = 2.016 euro/anno
  • Appartamento B: locazione lunga 3+2 a canone concordato (500 euro/mese) – cedolare secca 10% = 600 euro/anno
  • Appartamento C: affitto breve su Airbnb (media 1.200 euro/mese) – cedolare secca 26% = 3.744 euro/anno (essendo il secondo immobile in locazione breve)

Marco pagherà in totale 6.360 euro di cedolare secca. Se avesse scelto l’IRPEF con un reddito da lavoro di 40.000 euro, avrebbe pagato circa 10.500 euro tra IRPEF, addizionali e imposta di registro. Il risparmio con la cedolare secca è di oltre 4.000 euro all’anno.

Per i proprietari con più immobili, il consiglio è rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine per una simulazione complessiva che tenga conto di tutte le variabili: tipo di contratto, durata, aliquota applicabile e impatto sul reddito complessivo.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sulla Cedolare Secca 2026

La cedolare secca conviene sempre?

No, non sempre. La cedolare secca 2026 conviene nella grande maggioranza dei casi, soprattutto per chi ha un reddito complessivo superiore a 28.000 euro. Per redditi molto bassi (sotto i 15.000 euro), potrebbe non convenire perché il reddito da locazione non genera diritto a detrazioni e deduzioni. Il consiglio è sempre quello di fare una simulazione personalizzata.

Si può passare dalla cedolare secca all’IRPEF e viceversa?

Sì, l’opzione non è irrevocabile. Puoi revocare la cedolare secca e tornare al regime IRPEF ordinario in occasione di ogni annualità del contratto, presentando il modello RLI entro 30 giorni dalla scadenza. Allo stesso modo, puoi aderire alla cedolare in un’annualità successiva se inizialmente non l’avevi scelta.

La cedolare secca si applica anche ai box e posti auto?

Le pertinenze (box, cantina, posto auto) possono essere incluse nella cedolare secca solo se locate congiuntamente all’immobile abitativo e con lo stesso contratto. Non è possibile applicare la cedolare a una pertinenza locata separatamente.

Come si dichiara la cedolare secca nel 730?

La cedolare secca si dichiara nel Quadro B del Modello 730, indicando il canone di locazione e barrando la casella relativa all’opzione per la cedolare. Il software di compilazione calcola automaticamente l’imposta dovuta. Se preferisci, il CAF Centro Fiscale compila e invia il 730 per te, verificando la correttezza dei dati.

Cosa succede se non si pagano gli acconti?

Il mancato o insufficiente versamento degli acconti della cedolare secca comporta l’applicazione di sanzioni (30% dell’importo non versato, riducibili con ravvedimento operoso) e interessi legali. Per evitare problemi, è importante calcolare correttamente gli acconti e rispettare le scadenze del 30 giugno e 30 novembre.

La cedolare secca influisce sull’ISEE?

Sì, il reddito soggetto a cedolare secca viene comunque conteggiato nel calcolo dell’ISEE. Anche se non si cumula ai fini IRPEF, il canone di locazione entra nel reddito complessivo utilizzato per determinare l’indicatore ISEE. Questo è un aspetto da considerare se si beneficia di prestazioni legate all’ISEE come assegno unico, bonus nido o agevolazioni universitarie.

Conclusione: Scegli la Cedolare Secca con il Supporto del CAF

La cedolare secca 2026 resta una delle opzioni fiscali più convenienti per i proprietari di immobili abitativi in Italia. Con le tre aliquote disponibili – 21% per canone libero, 10% per canone concordato e 26% per affitti brevi dal secondo immobile – offre flessibilità e, nella maggior parte dei casi, un significativo risparmio rispetto alla tassazione IRPEF ordinaria.

La scelta della cedolare secca richiede però una valutazione attenta e personalizzata: bisogna considerare il reddito complessivo, le detrazioni a cui si potrebbe rinunciare, il numero di immobili e il tipo di contratto. Non esiste una risposta universale, ma con i numeri giusti la decisione diventa chiara.

Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una consulenza personalizzata sulla cedolare secca. I nostri operatori possono effettuare una simulazione dettagliata, aiutarti con la registrazione del contratto e la compilazione del 730. Prenota un appuntamento chiamando lo 0432 1638640 o scrivendo su WhatsApp al 366 6018121. Ti aspettiamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.

Maggio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/cedolare-secca.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-05 09:00:002026-05-31 17:57:09Cedolare Secca 2026: Guida Definitiva Aliquote e Convenienza
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Cedolare Secca 2026: Guida Definitiva Aliquote e Convenienza

cedolare secca

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la Cedolare Secca e Come Funziona
  2. Aliquote Cedolare Secca 2026: 21%, 10% e 26%
  3. Chi Può Scegliere la Cedolare Secca
  4. Cedolare Secca vs IRPEF: Quando Conviene
  5. Come Si Esercita l’Opzione
  6. Rinuncia agli Aggiornamenti ISTAT del Canone
  7. Versamento: Acconti e Saldo con F24
  8. Scadenze Cedolare Secca 2026
  9. Cedolare Secca per Più Immobili
  10. Domande Frequenti

La cedolare secca 2026 rappresenta una delle opzioni fiscali più vantaggiose per chi affitta un immobile abitativo in Italia. Si tratta di un regime di tassazione alternativo all’IRPEF che permette ai proprietari di pagare un’imposta sostitutiva con aliquota fissa, evitando così le aliquote progressive che possono arrivare fino al 43%. In questa guida definitiva analizziamo nel dettaglio tutte le aliquote della cedolare secca 2026, le novità introdotte dalla Legge di Bilancio, e soprattutto quando conviene davvero scegliere questo regime rispetto alla tassazione ordinaria.

Se stai valutando se applicare la cedolare secca al tuo contratto di locazione, oppure se hai già fatto questa scelta e vuoi verificare che sia ancora conveniente nel 2026, sei nel posto giusto. Vedremo insieme ogni aspetto: dai requisiti alle scadenze, dai codici tributo F24 fino al confronto numerico con l’IRPEF per ogni fascia di reddito. Per una visione completa della tua situazione fiscale, può essere utile anche effettuare un calcolo dello stipendio netto 2026 per capire l’impatto complessivo delle imposte.

Cos’è la Cedolare Secca e Come Funziona nel 2026

La cedolare secca è un regime fiscale opzionale introdotto dal Decreto Legislativo 23/2011, che consente ai proprietari di immobili ad uso abitativo di sostituire l’IRPEF e le relative addizionali (regionale e comunale) con un’imposta sostitutiva a aliquota fissa. In termini semplici, invece di pagare le tasse sul reddito da affitto secondo gli scaglioni IRPEF progressivi, si paga una percentuale fissa sul canone di locazione annuo.

La cedolare secca 2026 sostituisce contemporaneamente diverse imposte: l’IRPEF sul reddito dell’immobile, le addizionali regionali e comunali, l’imposta di registro sul contratto di locazione (normalmente pari al 2% del canone annuo) e l’imposta di bollo. Questo significa un notevole risparmio burocratico oltre che economico, perché non serve più pagare ogni anno l’imposta di registro sulla registrazione o sulla proroga del contratto.

Il funzionamento è semplice: il proprietario comunica all’Agenzia delle Entrate la scelta della cedolare secca al momento della registrazione del contratto, oppure in seguito tramite apposita comunicazione. Da quel momento, il canone di locazione annuo diventa la base imponibile su cui si applica l’aliquota fissa. Il reddito derivante dall’affitto non si cumula con gli altri redditi ai fini IRPEF, il che è particolarmente vantaggioso per chi ha redditi medio-alti.

Aliquote Cedolare Secca 2026: 21%, 10% e la Novità del 26%

Nel 2026, il sistema delle aliquote della cedolare secca prevede tre livelli distinti, ciascuno applicabile a situazioni specifiche. Conoscere le differenze è fondamentale per fare la scelta giusta e massimizzare il risparmio fiscale.

Aliquota del 21%: Contratti a Canone Libero

L’aliquota ordinaria del 21% si applica ai contratti di locazione a canone libero (tipologia 4+4 o transitorio). Questa è l’aliquota standard della cedolare secca e rappresenta l’opzione più comune. Si calcola sull’intero importo del canone annuo dichiarato nel contratto, senza alcuna deduzione o riduzione della base imponibile. Ad esempio, se affitti un appartamento a 800 euro al mese (9.600 euro annui), con la cedolare secca al 21% pagherai 2.016 euro di imposta per l’intero anno.

Aliquota del 10%: Contratti a Canone Concordato

L’aliquota ridotta del 10% è riservata ai contratti stipulati con canone concordato, ovvero quei contratti in cui l’importo dell’affitto viene determinato sulla base di accordi territoriali tra le organizzazioni dei proprietari e degli inquilini. Questa aliquota agevolata si applica nei Comuni ad alta tensione abitativa, nei Comuni capoluogo di provincia, e in tutti quei territori dove esistono accordi locali. Per accedere all’aliquota al 10% è necessario che il contratto sia stipulato secondo i modelli previsti dagli accordi territoriali e che sia presente l’attestazione di conformità rilasciata da un’organizzazione firmataria. Ad esempio, con un canone concordato di 600 euro al mese (7.200 euro annui), l’imposta sarà di soli 720 euro all’anno.

Novità 2026: Aliquota del 26% per Affitti Brevi (dal Secondo Immobile)

La grande novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 e confermata per il 2026 riguarda gli affitti brevi (locazioni turistiche con durata inferiore a 30 giorni). Dal 1 gennaio 2024, chi affitta più di un immobile in regime di locazione breve paga il 26% di cedolare secca dal secondo immobile in poi. Per il primo immobile si continua ad applicare l’aliquota del 21%. Questa misura è stata introdotta per contrastare il fenomeno della locazione turistica “seriale” e riguarda in particolare chi gestisce più appartamenti su piattaforme come Airbnb e Booking.

In pratica, se possiedi 3 appartamenti che affitti per brevi periodi, pagherai il 21% sul primo e il 26% sugli altri due. Il proprietario può scegliere quale immobile designare come “primo” per beneficiare dell’aliquota ridotta, generalmente quello con il canone più elevato.

Chi Può Scegliere la Cedolare Secca nel 2026

Non tutti possono accedere al regime della cedolare secca 2026. Esistono requisiti precisi sia per il locatore sia per l’immobile. Ecco chi può e chi non può scegliere questo regime fiscale agevolato.

Requisiti del locatore (proprietario):

  • Deve essere una persona fisica (no società, no imprese)
  • Non deve agire nell’esercizio di attività di impresa, arte o professione (in pratica, non deve avere partita IVA collegata all’attività di locazione)
  • Deve essere proprietario o titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione)

Requisiti dell’immobile:

  • Deve essere un immobile ad uso abitativo (categorie catastali da A1 a A11, escluso A10 che è ufficio)
  • Le relative pertinenze (box, cantina, posto auto) possono essere incluse se locate congiuntamente
  • Esclusi: immobili commerciali, uffici, negozi, capannoni

Requisiti dell’inquilino: L’inquilino (conduttore) non deve agire nell’esercizio di attività di impresa o di lavoro autonomo. Se l’inquilino è una società o un professionista che affitta per uso ufficio, la cedolare secca non è ammessa. Fanno eccezione i contratti stipulati con enti locali per scopi sociali.

È importante sapere che la scelta della cedolare secca è individuale per ciascun comproprietario: se un immobile è di proprietà di due persone, uno può optare per la cedolare secca e l’altro per la tassazione ordinaria IRPEF. Per approfondire le detrazioni fiscali a cui potresti rinunciare scegliendo la cedolare, consulta la nostra guida dedicata.

Cedolare Secca vs IRPEF: Quando Conviene Davvero

Capire quando la cedolare secca conviene rispetto all’IRPEF è la domanda chiave per ogni proprietario. La risposta dipende principalmente dal reddito complessivo e dalla fascia IRPEF in cui si ricade. Vediamo un confronto pratico con numeri reali.

Con la tassazione IRPEF ordinaria, il reddito da locazione si cumula con gli altri redditi (stipendio, pensione, ecc.) e viene tassato secondo gli scaglioni progressivi 2026: 23% fino a 28.000 euro, 35% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. A queste aliquote vanno aggiunte le addizionali regionali (dallo 0,9% al 3,33%) e comunali (fino allo 0,8%). Inoltre, con l’IRPEF si applica una deduzione forfettaria del 5% sul canone (il 95% viene tassato).

Con la cedolare secca al 21%, invece, si paga il 21% sull’intero canone senza deduzioni, ma senza addizionali e senza imposta di registro.

Tabella Confronto: Cedolare Secca 21% vs IRPEF per Fascia di Reddito

Ipotizziamo un canone di locazione di 10.000 euro annui e calcoliamo l’imposta nei due regimi (addizionali stimate al 2% complessivo):

Reddito complessivoAliquota IRPEF marginaleImposta IRPEF sul canone*Cedolare secca 21%Risparmio con cedolare
Fino a 15.000 euro23% + addizionali2.375 euro2.100 euro275 euro (conviene cedolare)
Da 15.001 a 28.000 euro23% + addizionali2.375 euro2.100 euro275 euro (conviene cedolare)
Da 28.001 a 50.000 euro35% + addizionali3.515 euro2.100 euro1.415 euro (conviene cedolare)
Oltre 50.000 euro43% + addizionali4.275 euro2.100 euro2.175 euro (conviene cedolare)
*Calcolata su 95% del canone (9.500 euro) + imposta di registro 2% (200 euro) + addizionali stimate 2%

Come si vede dalla tabella, la cedolare secca 2026 conviene quasi sempre, ma il vantaggio cresce enormemente al crescere del reddito. Per chi ha un reddito superiore a 50.000 euro, il risparmio è di oltre 2.000 euro all’anno su un canone di 10.000 euro. Per i redditi bassi (sotto i 15.000 euro) il vantaggio è minimo e potrebbe addirittura non convenire se si hanno diritto a detrazioni fiscali che verrebbero perse con la cedolare secca.

Attenzione: scegliendo la cedolare secca, il reddito da locazione non si somma al reddito complessivo. Questo significa che non aumenta la base imponibile IRPEF, ma anche che non genera diritto a detrazioni e deduzioni. Per chi ha redditi bassi e beneficia di detrazioni per familiari a carico o bonus vari, è fondamentale fare un calcolo preciso. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti con una simulazione personalizzata.

Come Si Esercita l’Opzione per la Cedolare Secca

Esercitare l’opzione per la cedolare secca 2026 è un passaggio obbligatorio e può avvenire in diversi momenti. La procedura varia a seconda che si tratti di un nuovo contratto o di un contratto già in corso.

Alla Registrazione del Contratto

Il momento più semplice per scegliere la cedolare secca è al momento della registrazione del contratto di locazione. L’opzione si esercita compilando il modello RLI (Registrazione Locazioni Immobili) presso l’Agenzia delle Entrate, barrando la casella dedicata alla cedolare secca. La registrazione può essere fatta online tramite il servizio telematico dell’Agenzia delle Entrate, oppure presso un ufficio territoriale. Scegliendo la cedolare al momento della registrazione, non si paga l’imposta di registro né l’imposta di bollo sulla registrazione stessa.

Per Contratti Già in Corso

Se hai un contratto di locazione già registrato e vuoi passare alla cedolare secca in un’annualità successiva, puoi farlo in occasione della proroga del contratto o di una annualità successiva. In questo caso, devi presentare il modello RLI entro 30 giorni dalla scadenza dell’annualità precedente. È anche possibile revocare l’opzione e tornare al regime ordinario, sempre con le stesse tempistiche.

Comunicazione all’inquilino: il locatore deve inviare all’inquilino una raccomandata (anche via PEC) con cui comunica la rinuncia all’aggiornamento del canone per tutta la durata dell’opzione. Questa comunicazione è un requisito essenziale e la sua mancanza può invalidare l’opzione per la cedolare secca.

Rinuncia agli Aggiornamenti ISTAT del Canone

Un aspetto che molti proprietari sottovalutano è che scegliere la cedolare secca comporta automaticamente la rinuncia agli aggiornamenti ISTAT del canone di locazione. In pratica, per tutta la durata dell’opzione, il canone mensile resta fisso e non può essere adeguato all’inflazione secondo l’indice ISTAT dei prezzi al consumo.

Normalmente, nei contratti di locazione a canone libero, è prevista una clausola che consente al proprietario di aggiornare il canone annualmente in base alla variazione dell’indice ISTAT (generalmente il 75% o il 100% della variazione). Con un’inflazione al 2%, su un canone di 800 euro al mese, l’aggiornamento ISTAT vale circa 12-16 euro mensili in più. Su 4 anni di contratto, la rinuncia può costare fino a 500-700 euro complessivi.

Tuttavia, nella maggior parte dei casi, il risparmio fiscale della cedolare secca supera ampiamente la perdita dell’aggiornamento ISTAT. Bisogna fare un calcolo preciso caso per caso. Il team del CAF Centro Fiscale può effettuare questa valutazione durante un appuntamento dedicato, confrontando il costo della rinuncia ISTAT con il risparmio fiscale effettivo.

Versamento della Cedolare Secca: Acconti e Saldo con F24

Il pagamento della cedolare secca 2026 segue le stesse regole dell’IRPEF per quanto riguarda acconti e saldo, e si effettua tramite il modello F24. Ecco i codici tributo e le modalità di versamento.

Codici Tributo F24 per la Cedolare Secca

  • Codice tributo 1840: Acconto prima rata della cedolare secca
  • Codice tributo 1841: Acconto seconda rata o acconto in unica soluzione della cedolare secca
  • Codice tributo 1842: Saldo della cedolare secca

Come Si Calcolano gli Acconti

L’acconto della cedolare secca 2026 è pari al 100% dell’imposta dovuta per l’anno precedente. Il versamento dell’acconto si divide in due rate se l’importo supera 257,52 euro:

  • Prima rata (40%): da versare entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%)
  • Seconda rata (60%): da versare entro il 30 novembre 2026

Se l’importo dell’acconto è inferiore o uguale a 257,52 euro, si versa in un’unica soluzione entro il 30 novembre. Il saldo viene poi versato l’anno successivo, entro il 30 giugno 2027, insieme alla dichiarazione dei redditi. Per ulteriori dettagli sui codici tributo F24, consulta la nostra guida completa.

Scadenze Cedolare Secca 2026: Il Calendario Completo

Avere chiare le scadenze della cedolare secca 2026 è essenziale per evitare sanzioni e interessi. Ecco il calendario completo con tutte le date da segnare:

ScadenzaAdempimentoCodice Tributo
30 giugno 2026Acconto prima rata (40%) o saldo anno precedente1840 / 1842
30 luglio 2026Acconto prima rata con maggiorazione 0,40%1840
30 settembre 2026Dichiarazione Redditi (Modello 730 o Redditi PF)–
30 novembre 2026Acconto seconda rata (60%) o acconto unica soluzione1841
30 giugno 2027Saldo cedolare secca 20261842

La dichiarazione dei redditi da locazione con cedolare secca va inserita nel Modello 730 (Quadro B) oppure nel Modello Redditi PF (Quadro RB). Per chi presenta il 730, la scadenza per l’invio è il 30 settembre 2026. Il CAF Centro Fiscale gestisce ogni anno centinaia di dichiarazioni con cedolare secca e può assisterti nella corretta compilazione e nel calcolo degli acconti.

Cedolare Secca per Più Immobili: Come Funziona

La cedolare secca può essere applicata a più immobili contemporaneamente dallo stesso proprietario. L’opzione va esercitata singolarmente per ciascun contratto di locazione. Non esiste un limite al numero di immobili per cui si può optare, a patto che siano tutti ad uso abitativo e che il locatore non agisca come imprenditore.

Per le locazioni lunghe (4+4, 3+2), l’aliquota resta al 21% o al 10% indipendentemente dal numero di immobili. La novità dell’aliquota al 26% riguarda esclusivamente gli affitti brevi (sotto i 30 giorni) a partire dal secondo immobile.

Facciamo un esempio pratico. Supponiamo che Marco possieda 3 appartamenti:

  • Appartamento A: locazione lunga 4+4 a canone libero (800 euro/mese) – cedolare secca 21% = 2.016 euro/anno
  • Appartamento B: locazione lunga 3+2 a canone concordato (500 euro/mese) – cedolare secca 10% = 600 euro/anno
  • Appartamento C: affitto breve su Airbnb (media 1.200 euro/mese) – cedolare secca 26% = 3.744 euro/anno (essendo il secondo immobile in locazione breve)

Marco pagherà in totale 6.360 euro di cedolare secca. Se avesse scelto l’IRPEF con un reddito da lavoro di 40.000 euro, avrebbe pagato circa 10.500 euro tra IRPEF, addizionali e imposta di registro. Il risparmio con la cedolare secca è di oltre 4.000 euro all’anno.

Per i proprietari con più immobili, il consiglio è rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine per una simulazione complessiva che tenga conto di tutte le variabili: tipo di contratto, durata, aliquota applicabile e impatto sul reddito complessivo.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sulla Cedolare Secca 2026

La cedolare secca conviene sempre?

No, non sempre. La cedolare secca 2026 conviene nella grande maggioranza dei casi, soprattutto per chi ha un reddito complessivo superiore a 28.000 euro. Per redditi molto bassi (sotto i 15.000 euro), potrebbe non convenire perché il reddito da locazione non genera diritto a detrazioni e deduzioni. Il consiglio è sempre quello di fare una simulazione personalizzata.

Si può passare dalla cedolare secca all’IRPEF e viceversa?

Sì, l’opzione non è irrevocabile. Puoi revocare la cedolare secca e tornare al regime IRPEF ordinario in occasione di ogni annualità del contratto, presentando il modello RLI entro 30 giorni dalla scadenza. Allo stesso modo, puoi aderire alla cedolare in un’annualità successiva se inizialmente non l’avevi scelta.

La cedolare secca si applica anche ai box e posti auto?

Le pertinenze (box, cantina, posto auto) possono essere incluse nella cedolare secca solo se locate congiuntamente all’immobile abitativo e con lo stesso contratto. Non è possibile applicare la cedolare a una pertinenza locata separatamente.

Come si dichiara la cedolare secca nel 730?

La cedolare secca si dichiara nel Quadro B del Modello 730, indicando il canone di locazione e barrando la casella relativa all’opzione per la cedolare. Il software di compilazione calcola automaticamente l’imposta dovuta. Se preferisci, il CAF Centro Fiscale compila e invia il 730 per te, verificando la correttezza dei dati.

Cosa succede se non si pagano gli acconti?

Il mancato o insufficiente versamento degli acconti della cedolare secca comporta l’applicazione di sanzioni (30% dell’importo non versato, riducibili con ravvedimento operoso) e interessi legali. Per evitare problemi, è importante calcolare correttamente gli acconti e rispettare le scadenze del 30 giugno e 30 novembre.

La cedolare secca influisce sull’ISEE?

Sì, il reddito soggetto a cedolare secca viene comunque conteggiato nel calcolo dell’ISEE. Anche se non si cumula ai fini IRPEF, il canone di locazione entra nel reddito complessivo utilizzato per determinare l’indicatore ISEE. Questo è un aspetto da considerare se si beneficia di prestazioni legate all’ISEE come assegno unico, bonus nido o agevolazioni universitarie.

Conclusione: Scegli la Cedolare Secca con il Supporto del CAF

La cedolare secca 2026 resta una delle opzioni fiscali più convenienti per i proprietari di immobili abitativi in Italia. Con le tre aliquote disponibili – 21% per canone libero, 10% per canone concordato e 26% per affitti brevi dal secondo immobile – offre flessibilità e, nella maggior parte dei casi, un significativo risparmio rispetto alla tassazione IRPEF ordinaria.

La scelta della cedolare secca richiede però una valutazione attenta e personalizzata: bisogna considerare il reddito complessivo, le detrazioni a cui si potrebbe rinunciare, il numero di immobili e il tipo di contratto. Non esiste una risposta universale, ma con i numeri giusti la decisione diventa chiara.

Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una consulenza personalizzata sulla cedolare secca. I nostri operatori possono effettuare una simulazione dettagliata, aiutarti con la registrazione del contratto e la compilazione del 730. Prenota un appuntamento chiamando lo 0432 1638640 o scrivendo su WhatsApp al 366 6018121. Ti aspettiamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.

Maggio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/cedolare-secca.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-05 09:00:002026-05-31 17:57:01Cedolare Secca 2026: Guida Definitiva Aliquote e Convenienza
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Registrazione Contratto di Affitto: Scadenza 4 Maggio 2026, Imposta di Registro e Come Fare

Il 4 maggio 2026 è una data fondamentale per chi ha stipulato o rinnovato un contratto di affitto nel corso del mese di aprile: scade il termine ordinario di 30 giorni per la registrazione obbligatoria all’Agenzia delle Entrate e per il versamento dell’imposta di registro. Chi non rispetta questa scadenza rischia sanzioni e interessi che possono arrivare a raddoppiare il tributo dovuto. In questa guida completa trovi tutto quello che devi sapere: come registrare il contratto, quanto si paga, quali strumenti usare (Modello RLI, F24 Elide) e come scegliere tra imposta di registro ordinaria e cedolare secca.

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Indice dei contenuti

  1. Perché il 4 maggio 2026 è la scadenza chiave
  2. Obbligo di registrazione: chi deve farlo e quando
  3. Imposta di registro: aliquote, calcolo ed esempi pratici
  4. Cedolare secca: come funziona, aliquote 2026 e convenienza
  5. Modello RLI: come compilarlo e inviarlo
  6. F24 Elide: come versare l’imposta, codici tributo
  7. Tipi di contratto abitativo: 4+4, 3+2 a canone concordato, transitori
  8. Contratti a uso non abitativo
  9. Sanzioni per omessa o tardiva registrazione
  10. Ravvedimento operoso: come regolarizzare in ritardo
  11. Proroghe e rinnovi: obblighi e scadenze
  12. Registrazione contratto di affitto con il CAF: come fare

Perché il 4 maggio 2026 è la scadenza chiave

La registrazione dei contratti di locazione deve avvenire entro 30 giorni dalla data di stipula o dalla decorrenza, se antecedente alla firma. Lo stabilisce il DPR 26 aprile 1986 n. 131 (Testo Unico sull’Imposta di Registro – TUR), in combinato con l’art. 3, comma 1 del D.Lgs. 14 marzo 2011 n. 23. Il 4 maggio 2026 è quindi la scadenza per tutti i contratti di affitto che:

  • sono stati firmati il 4 aprile 2026 o successivamente (con decorrenza entro il 4 aprile)
  • avevano decorrenza dal 1° al 4 aprile 2026, anche se firmati in data precedente
  • sono stati rinnovati tacitamente o espressamente ad aprile 2026 con nuova decorrenza
  • riguardano subentri, proroghe e cessioni del contratto avvenuti in aprile

In pratica, se hai stipulato un contratto di locazione (abitativo o commerciale) nel mese di aprile 2026, il termine ultimo per registrarlo senza incorrere in sanzioni scade il 4 maggio 2026. Vale la stessa regola per i contratti con decorrenza 1° aprile: il trentesimo giorno cade il 1° maggio, che però è festivo. Poiché sia il 1° sia il 2° e il 3° maggio 2026 potrebbero coincidere con giorni non lavorativi (il 2 e 3 sono sabato e domenica), il termine slitta automaticamente al primo giorno lavorativo successivo, cioè il 4 maggio 2026 (lunedì). Questo meccanismo è previsto dall’art. 7, comma 1 dello Statuto del Contribuente (L. 212/2000).

Obbligo di registrazione: chi deve farlo e quando

L’obbligo di registrazione dei contratti di locazione è sancito dall’art. 17 del TUR (DPR 131/1986). Sono soggetti a registrazione obbligatoria tutti i contratti di affitto aventi ad oggetto:

  • Immobili ad uso abitativo (appartamenti, case, ville, box, cantine se locati insieme all’abitazione)
  • Immobili ad uso commerciale, artigianale o professionale (negozi, uffici, laboratori, magazzini)
  • Terreni agricoli e fondi rustici
  • Contratti di affitto d’azienda

Sono invece esclusi dall’obbligo di registrazione (secondo l’art. 2-bis della Tariffa allegata al TUR) i contratti di durata non superiore a 30 giorni complessivi nell’anno con lo stesso conduttore. In questo caso non vi è obbligo di registrare, ma se le parti lo desiderano possono registrare volontariamente. Attenzione: se la somma di più contratti brevi con lo stesso conduttore supera i 30 giorni nell’anno, scatta l’obbligo retroattivo di registrazione per tutti.

Chi è responsabile della registrazione? Ai sensi dell’art. 10 del TUR, l’obbligo è solidale tra locatore e conduttore. Nella pratica è il locatore (proprietario) a registrare il contratto, ma entrambi rispondono in caso di inadempimento. Dal 2014, con il D.Lgs. 23/2011 e la Legge 431/1998, l’Agenzia delle Entrate ha la facoltà di notificare l’avviso di liquidazione a chiunque dei contraenti, locatore o conduttore. Il locatore che non registra, inoltre, non può avvalersi di strumenti di tutela come lo sfratto per morosità nei confronti dell’inquilino.

Imposta di registro: aliquote, calcolo ed esempi pratici

L’imposta di registro sui contratti di locazione è disciplinata dall’art. 5 della Tariffa Parte I allegata al TUR e si applica quando il locatore non opta per la cedolare secca. Le aliquote variano in base al tipo di immobile e di contratto.

Tabella aliquote imposta di registro 2026

Tipo di immobile / contrattoAliquotaBase imponibileMinimo dovuto
Immobili abitativi (regime ordinario)2%Canone annuo67 euro
Fondi rustici / terreni agricoli0,50%Canone annuo67 euro
Immobili strumentali (uso commerciale, uffici, negozi)1%Canone annuo67 euro
Immobili strumentali esenti IVA (locazioni esenti)2%Canone annuo67 euro
Contratti di affitto d’azienda3%Canone annuo67 euro
Immobili abitativi con cedolare secca 21%0%——
Abitativo canone concordato con cedolare 10%0%——

Come si calcola l’imposta di registro? La base imponibile è il canone annuo (non la durata totale del contratto). L’imposta si calcola applicando l’aliquota al canone annuo e il risultato si moltiplica per gli anni di durata. Tuttavia, è prassi comune versare l’imposta annualmente, in base al canone dell’anno di competenza.

Esempi pratici di calcolo

Esempio 1 – Appartamento uso abitativo (regime ordinario, canone 700 euro/mese):

  • Canone annuo: 700 × 12 = 8.400 euro
  • Imposta di registro: 8.400 × 2% = 168 euro
  • Imposta minima: 67 euro → si applica il calcolato (168 euro > 67 euro)
  • Bollo contratto (se in forma scritta con più di un foglio): 16 euro ogni 4 facciate o 100 righe

Esempio 2 – Negozio uso commerciale (canone 1.500 euro/mese):

  • Canone annuo: 1.500 × 12 = 18.000 euro
  • Imposta di registro: 18.000 × 1% = 180 euro
  • Imposta minima: 67 euro → si applica il calcolato (180 euro)

Esempio 3 – Canone molto basso (600 euro/anno):

  • Imposta teorica: 600 × 2% = 12 euro
  • Applicazione del minimo: si versa 67 euro (il minimo legale)

È importante sapere che il pagamento dell’imposta di registro non coincide con la cedolare secca: se si sceglie la cedolare secca, l’imposta di registro non si paga affatto sull’atto di locazione, ma il locatore sostituisce IRPEF e addizionali con un’imposta sostitutiva calcolata sul canone. Entrambe le scelte vanno comunque effettuate al momento della registrazione tramite modello RLI.

Cedolare secca: come funziona, aliquote 2026 e convenienza

La cedolare secca, introdotta dall’art. 3 del D.Lgs. 23/2011, è un regime opzionale di tassazione che il locatore persona fisica può scegliere per le locazioni di immobili ad uso abitativo. In alternativa all’IRPEF ordinaria e all’imposta di registro, il locatore paga un’imposta sostitutiva flat calcolata sul canone annuo concordato.

Aliquote cedolare secca 2026

Tipo di contrattoAliquota cedolare 2026Base imponibile
Contratti liberi (4+4)21%100% canone annuo
Contratti a canone concordato (3+2) nei Comuni ad alta tensione abitativa10%100% canone annuo
Affitti brevi (non imprenditoriali, max 30 gg/anno stesso conduttore)21% (prima casa) / 26% (dalla 2a in poi)100% canone incassato

Nota importante per il 2026: La Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) ha confermato l’aliquota al 26% per gli affitti brevi dalla seconda unità immobiliare gestita dalla stessa persona. Questa norma ha subito un lungo iter parlamentare e giurisprudenziale, ma è pienamente applicabile a tutti i contratti registrati nel 2025-2026.

Vantaggi della cedolare secca:

  • Nessuna imposta di registro sul contratto di locazione (risparmio del 2% annuo)
  • Nessuna imposta di bollo sulla registrazione
  • Il reddito da locazione è escluso dal reddito complessivo IRPEF: vantaggio significativo per chi ha redditi elevati (aliquota marginale IRPEF al 43%)
  • Blocco degli aumenti ISTAT per tutta la durata del contratto in cedolare secca
  • Minore carico burocratico: niente dichiarazione IRPEF aggiuntiva per i redditi da locazione

Chi non può usare la cedolare secca: il regime è vietato per le locazioni effettuate nell’esercizio di un’attività d’impresa o professionale, per gli immobili ad uso non abitativo (negozi, uffici, capannoni), e per i locatori persone giuridiche (società, enti). Solo le persone fisiche che non locano nell’esercizio di attività d’impresa o arti e professioni possono optare per la cedolare secca.

Modello RLI: come compilarlo e inviarlo

Il Modello RLI (Registrazione Locazioni Immobili) è il modulo ufficiale dell’Agenzia delle Entrate per la registrazione, la proroga, la cessione e la risoluzione dei contratti di locazione. È stato introdotto dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 10 gennaio 2014 e aggiornato con successive circolari, tra cui la Circolare n. 1/E del 2 gennaio 2014.

Come compilare il Modello RLI

Il modello si divide in quadri. Ecco le sezioni principali:

  • Quadro A – Dati generali: tipo di atto (locazione, affitto, comodato), modalità di registrazione (telematica o ufficio)
  • Quadro B – Soggetti: dati anagrafici e codice fiscale del locatore e del conduttore; se ci sono più locatori o conduttori, si compilano righe separate
  • Quadro C – Dati dell’immobile: tipo catastale, comuni, rendita catastale, superficie; va inserito il codice Ateco per gli immobili strumentali
  • Quadro D – Dati del contratto: data di stipula, decorrenza, durata, canone mensile e annuo, eventuali pertinenze, tipo di contratto (libero, concordato, transitorio)
  • Quadro E – Opzione per la cedolare secca: si indica l’aliquota prescelta (21% o 10%) e si dichiara di rinunciare agli aggiornamenti ISTAT per tutta la durata
  • Quadro F – Liquidazione dell’imposta: riepilogo importi dovuti, codici tributo, modalità di pagamento (F24 Elide o addebito in conto)

Come inviare il Modello RLI

Dal 1° gennaio 2016 la registrazione telematica è obbligatoria per i soggetti che hanno almeno 10 contratti da registrare (agenzie, grandi proprietari). I privati con meno di 10 contratti possono scegliere tra:

  • Registrazione online tramite RLI Web (sul portale dell’Agenzia delle Entrate, area riservata con SPID, CIE o CNS): è il sistema più comodo e gratuito
  • Software RLI scaricabile dal sito dell’Agenzia delle Entrate: permette di compilare e inviare il file telematicamente
  • Presso lo sportello dell’Agenzia delle Entrate competente per territorio (in caso di impossibilità di accesso telematico, previo appuntamento)
  • Tramite intermediario abilitato (CAF, commercialista, patronato): il delegato si occupa di tutto, dalla compilazione all’invio e al versamento dell’imposta

Allegati obbligatori al Modello RLI: il contratto di locazione in originale (o copia) deve essere allegato alla registrazione. In caso di registrazione telematica, si allega il file PDF scansionato del contratto firmato. In caso di contratto di locazione a canone concordato, occorre anche allegare la attestazione dell’accordo territoriale sottoscritta dalle associazioni di categoria dei proprietari e degli inquilini.

F24 Elide: come versare l’imposta, codici tributo

Il versamento dell’imposta di registro sui contratti di locazione avviene tramite modello F24 Elide (Elementi Identificativi), non il classico F24 ordinario. Il modello F24 Elide è specifico per i tributi collegati a specifici atti o contratti e permette all’Agenzia delle Entrate di abbinare il versamento alla pratica di registrazione.

Codici tributo F24 Elide per contratti di locazione

Causale / Tipo tributoCodice tributo F24 Elide
Imposta di registro – primo versamento (registrazione)1500
Imposta di registro – annualità successive1501
Imposta di registro – cessione del contratto1502
Imposta di registro – risoluzione anticipata1503
Imposta di registro – proroga del contratto1504
Imposta di bollo (sulle copie del contratto)1505
Sanzione da ravvedimento operoso1506
Interessi da ravvedimento operoso1507
Cedolare secca – primo versamento (con registrazione)1840
Cedolare secca – annualità successive1841
Cedolare secca – risoluzione anticipata1842
Cedolare secca – proroga1843

Come compilare il campo “Elementi identificativi” dell’F24 Elide: in questo campo va inserito il codice identificativo del contratto (che viene assegnato dall’Agenzia delle Entrate al momento della registrazione, o che è riportato sulla ricevuta di registrazione telematica). Per la prima registrazione, prima che il codice sia assegnato, lasciare il campo vuoto se si versa contestualmente alla registrazione telematica.

Tipi di contratto abitativo: 4+4, 3+2 canone concordato, transitori

La normativa di riferimento per le locazioni abitative è la Legge 9 dicembre 1998 n. 431 (Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo). Essa prevede diversi tipi di contratto, ognuno con regole specifiche su durata, canone e registrazione.

Contratto a canone libero (4+4)

Il tipo più diffuso: durata minima 4 anni + rinnovo automatico di altri 4 anni. Il canone è liberamente concordato tra le parti. Non ci sono vincoli di importo, ma il locatore non può aumentarlo al di là degli aggiornamenti ISTAT (tranne in cedolare secca, dove nemmeno quello è consentito). La registrazione deve avvenire entro 30 giorni dalla decorrenza. L’imposta di registro è il 2% del canone annuo.

Contratto a canone concordato (3+2)

Riservato ai Comuni ad alta tensione abitativa (individuati con DPCM, circa 650 Comuni italiani): il canone è fissato entro fasce stabilite dagli accordi territoriali tra associazioni di proprietari e conduttori (ad es. CONFEDILIZIA, SUNIA, CGIL-Casa). La durata minima è 3 anni + rinnovo di 2 anni. Il vantaggio fiscale è doppio: se si opta per la cedolare secca, l’aliquota scende al 10% (invece del 21%). Inoltre, il locatore in regime ordinario beneficia di una riduzione del 30% sulla base imponibile IRPEF del reddito da locazione nei Comuni ad alta densità abitativa.

Contratti transitori e per studenti universitari

I contratti transitori hanno durata da 1 a 18 mesi e sono destinati a soddisfare esigenze abitative temporanee, documentate (motivi di lavoro, salute, studio). Anch’essi rientrano nella disciplina della L. 431/1998, art. 5. I contratti per studenti universitari fuori sede hanno durata da 6 mesi a 3 anni, rinnovabili. Anche questi contratti, se di durata superiore a 30 giorni, devono essere registrati entro i 30 giorni dalla decorrenza.

Contratti a uso non abitativo

I contratti di locazione di immobili ad uso non abitativo (negozi, uffici, laboratori, magazzini, capannoni) sono regolati dal Codice Civile (artt. 1571-1606 c.c.) e, per le attività commerciali, dalla Legge 27 luglio 1978 n. 392 (Equo Canone, tutt’ora applicabile per i profili di tutela del conduttore). La durata minima è di 6 anni (o 9 anni per strutture ricettive-alberghiere), con rinnovo automatico per uguale periodo, salvo disdetta.

Per questi contratti la cedolare secca non è ammessa: si applica obbligatoriamente l’imposta di registro all’1% (per immobili strumentali soggetti a IVA) o al 2% (per immobili strumentali esenti IVA). L’imposta va versata con F24 Elide codice 1500 per la prima annualità, e 1501 per quelle successive. L’obbligo di registrazione vale entro i soliti 30 giorni dalla decorrenza del contratto.

Sanzioni per omessa o tardiva registrazione

Le conseguenze di non registrare il contratto di affitto nei termini sono significative, sia fiscali sia civilistiche. L’art. 69 del TUR prevede sanzioni specifiche per la mancata registrazione.

Tipo di inadempimentoSanzione baseSanzione ridotta con ravvedimento
Omessa registrazione (oltre 30 giorni)dal 120% al 240% dell’imposta dovutaDipende dal ritardo (vedi ravvedimento)
Tardiva registrazione (ritardo minimo)dal 60% al 120% dell’impostaRiduzioni applicabili
Dichiarazione di canone inferiore al realedal 200% al 400% della maggiore impostaNon sempre ammesso ravvedimento

Oltre alle sanzioni fiscali, la mancata registrazione ha effetti civilistici gravissimi: ai sensi dell’art. 1, comma 346 della L. 311/2004, i contratti di locazione non registrati sono nulli. Questa nullità può essere fatta valere da entrambe le parti, con la conseguenza che il conduttore potrebbe chiedere la restituzione di tutti i canoni pagati (configurando un arricchimento senza causa del locatore). In più, come già accennato, il locatore che non ha registrato il contratto non può avviare una procedura di sfratto per morosità del conduttore.

Ravvedimento operoso: come regolarizzare in ritardo

Se hai superato il termine del 4 maggio 2026 senza registrare il contratto, non tutto è perduto: puoi ricorrere al ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997), che consente di sanare la posizione con una sanzione ridotta rispetto a quella ordinaria, purché l’irregolarità non sia già stata contestata dall’Agenzia delle Entrate.

Tempistica del ravvedimentoSanzione ridottaRiduzione rispetto al 120%
Entro 14 giorni dal termine (ravvedimento sprint)1/15 del 15% = 1% per giornoMassima riduzione
Dal 15° al 30° giorno (ravvedimento breve)1/10 del 30% = 3%Alta riduzione
Dal 31° giorno al 90° giorno1/9 del 30% = 3,33%Buona riduzione
Dal 91° giorno fino a 1 anno1/8 del 90% = 11,25%Riduzione media
Dopo 1 anno fino a 2 anni1/7 del 90% = 12,86%Riduzione minore
Oltre 2 anni1/6 del 120% = 20%Riduzione base

Al ravvedimento si aggiungono gli interessi moratori calcolati sul tributo non versato, al tasso legale vigente (dal 1° gennaio 2024 il tasso legale è stato fissato al 2,5% annuo). Sia la sanzione ridotta sia gli interessi si versano con i codici tributo 1506 e 1507 dell’F24 Elide. Il ravvedimento è possibile solo se il contribuente si auto-denuncia prima di ricevere un accertamento o una comunicazione formale dall’Agenzia delle Entrate.

Proroghe e rinnovi: obblighi e scadenze

La proroga del contratto di locazione deve essere comunicata all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla scadenza, anche quando avviene tacitamente (per silenzio dei contraenti). Lo stesso vale per la cessione del contratto (cambio del conduttore o del locatore) e per la risoluzione anticipata consensuale.

  • Proroga espressa o tacita: comunicare entro 30 giorni dalla scadenza originale; usare il codice tributo 1504 per versare l’imposta di registro sulla proroga (2% del canone annuo se non si è in cedolare secca, oppure il codice 1843 se si è in cedolare secca)
  • Risoluzione anticipata: comunicare entro 30 giorni; si versa eventuale imposta residua (tributo 1503) o si ottiene rimborso delle annualità versate in anticipo
  • Cessione del contratto: comunicare entro 30 giorni; si applica l’imposta di registro nella misura fissa di 200 euro (tributo 1502)
  • Subentro per successione: se il locatore o il conduttore decede, gli eredi devono comunicare il subentro entro 30 giorni; non si paga nuova imposta di registro

Una casistica frequente riguarda i contratti con rinnovo automatico alla scadenza del primo periodo (es. 4+4): se entrambe le parti non hanno comunicato disdetta nei termini, il contratto si rinnova automaticamente per altri 4 anni e il locatore deve comunicare il rinnovo all’Agenzia delle Entrate versando una nuova annualità di imposta di registro (oppure comunicando il mantenimento dell’opzione cedolare secca). Se il rinnovo avviene in aprile 2026, la comunicazione e il versamento devono avvenire entro il 4 maggio 2026.

Registrazione contratto di affitto con il CAF: come fare

Registrare un contratto di locazione richiede attenzione nella compilazione del Modello RLI, nella scelta del regime fiscale (ordinario o cedolare secca) e nel versamento dell’imposta con i codici tributo corretti. Un errore nella compilazione può portare a rigetti della registrazione, sanzioni o perdita di vantaggi fiscali. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

  • Registrazione online del contratto di locazione tramite modello RLI Web
  • Calcolo dell’imposta di registro o della cedolare secca più conveniente per la tua situazione
  • Compilazione e invio telematico del modello F24 Elide
  • Comunicazione di proroghe, rinnovi e risoluzioni entro i termini di legge
  • Ravvedimento operoso per contratti già in ritardo
  • Consulenza sulla dichiarazione dei redditi per i proventi da locazione (Quadro B del modello 730 o PF)

Non aspettare l’ultimo momento: il 4 maggio 2026 è vicino. Contattaci oggi stesso per registrare il tuo contratto in tempo e in modo corretto.

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Domande Frequenti sulla Registrazione del Contratto di Affitto

Entro quando devo registrare un contratto di affitto stipulato il 4 aprile 2026?

Il termine è di 30 giorni dalla data di stipula o decorrenza. Per un contratto stipulato o con decorrenza il 4 aprile 2026, la scadenza è il 4 maggio 2026 (lunedì, primo giorno lavorativo utile poiché il 1 maggio è festivo e il 2-3 maggio sono sabato e domenica).

Cosa succede se non registro il contratto di affitto nei 30 giorni?

Il contratto non registrato è nullo ai sensi dell’art. 1, comma 346 della L. 311/2004. Oltre alla nullità civile, si applicano sanzioni fiscali dal 120% al 240% dell’imposta dovuta. Il locatore non può avviare procedure di sfratto. È possibile regolarizzare con il ravvedimento operoso prima di ricevere accertamenti dall’Agenzia delle Entrate.

Conviene la cedolare secca o il regime ordinario con imposta di registro?

Per un locatore persona fisica con reddito elevato, la cedolare secca al 21% è quasi sempre più conveniente dell’IRPEF ordinaria (aliquote dal 23% al 43%) più l’imposta di registro al 2%. Per contratti a canone concordato la cedolare scende al 10%: vantaggio ancora maggiore. Fanno eccezione i casi in cui il locatore ha redditi molto bassi con IRPEF al 23% e l’imposta di registro è poca: in quel caso conviene fare un calcolo specifico.

Devo registrare anche il rinnovo automatico del contratto 4+4?

Sì. Quando il contratto 4+4 si rinnova automaticamente (perché nessuna delle parti ha comunicato la disdetta nei termini), il locatore deve comunicare il rinnovo all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla scadenza del primo periodo, versando una nuova annualità di imposta di registro (codice tributo 1501) o mantenendo l’opzione cedolare secca (codice 1841).

Posso registrare il contratto di affitto da solo o devo andare al CAF?

Puoi registrarlo autonomamente tramite il servizio RLI Web sul portale dell’Agenzia delle Entrate (con SPID, CIE o CNS) oppure usando il software RLI scaricabile. Tuttavia, per evitare errori nella compilazione, nella scelta del regime fiscale e nel calcolo dell’imposta, è consigliabile rivolgersi a un CAF o a un intermediario abilitato, specialmente per contratti complessi o quando si vuole optare per la cedolare secca.


Registra il tuo contratto di affitto con il CAF

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella registrazione del contratto di locazione, nel calcolo dell’imposta e nella scelta del regime fiscale più conveniente. Contattaci prima della scadenza del 4 maggio 2026.

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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Cedolare Secca 2026: Guida Definitiva Aliquote e Convenienza

    cedolare secca

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la Cedolare Secca e Come Funziona
    2. Aliquote Cedolare Secca 2026: 21%, 10% e 26%
    3. Chi Può Scegliere la Cedolare Secca
    4. Cedolare Secca vs IRPEF: Quando Conviene
    5. Come Si Esercita l’Opzione
    6. Rinuncia agli Aggiornamenti ISTAT del Canone
    7. Versamento: Acconti e Saldo con F24
    8. Scadenze Cedolare Secca 2026
    9. Cedolare Secca per Più Immobili
    10. Domande Frequenti

    La cedolare secca 2026 rappresenta una delle opzioni fiscali più vantaggiose per chi affitta un immobile abitativo in Italia. Si tratta di un regime di tassazione alternativo all’IRPEF che permette ai proprietari di pagare un’imposta sostitutiva con aliquota fissa, evitando così le aliquote progressive che possono arrivare fino al 43%. In questa guida definitiva analizziamo nel dettaglio tutte le aliquote della cedolare secca 2026, le novità introdotte dalla Legge di Bilancio, e soprattutto quando conviene davvero scegliere questo regime rispetto alla tassazione ordinaria.

    Se stai valutando se applicare la cedolare secca al tuo contratto di locazione, oppure se hai già fatto questa scelta e vuoi verificare che sia ancora conveniente nel 2026, sei nel posto giusto. Vedremo insieme ogni aspetto: dai requisiti alle scadenze, dai codici tributo F24 fino al confronto numerico con l’IRPEF per ogni fascia di reddito. Per una visione completa della tua situazione fiscale, può essere utile anche effettuare un calcolo dello stipendio netto 2026 per capire l’impatto complessivo delle imposte.

    Cos’è la Cedolare Secca e Come Funziona nel 2026

    La cedolare secca è un regime fiscale opzionale introdotto dal Decreto Legislativo 23/2011, che consente ai proprietari di immobili ad uso abitativo di sostituire l’IRPEF e le relative addizionali (regionale e comunale) con un’imposta sostitutiva a aliquota fissa. In termini semplici, invece di pagare le tasse sul reddito da affitto secondo gli scaglioni IRPEF progressivi, si paga una percentuale fissa sul canone di locazione annuo.

    La cedolare secca 2026 sostituisce contemporaneamente diverse imposte: l’IRPEF sul reddito dell’immobile, le addizionali regionali e comunali, l’imposta di registro sul contratto di locazione (normalmente pari al 2% del canone annuo) e l’imposta di bollo. Questo significa un notevole risparmio burocratico oltre che economico, perché non serve più pagare ogni anno l’imposta di registro sulla registrazione o sulla proroga del contratto.

    Il funzionamento è semplice: il proprietario comunica all’Agenzia delle Entrate la scelta della cedolare secca al momento della registrazione del contratto, oppure in seguito tramite apposita comunicazione. Da quel momento, il canone di locazione annuo diventa la base imponibile su cui si applica l’aliquota fissa. Il reddito derivante dall’affitto non si cumula con gli altri redditi ai fini IRPEF, il che è particolarmente vantaggioso per chi ha redditi medio-alti.

    Aliquote Cedolare Secca 2026: 21%, 10% e la Novità del 26%

    Nel 2026, il sistema delle aliquote della cedolare secca prevede tre livelli distinti, ciascuno applicabile a situazioni specifiche. Conoscere le differenze è fondamentale per fare la scelta giusta e massimizzare il risparmio fiscale.

    Aliquota del 21%: Contratti a Canone Libero

    L’aliquota ordinaria del 21% si applica ai contratti di locazione a canone libero (tipologia 4+4 o transitorio). Questa è l’aliquota standard della cedolare secca e rappresenta l’opzione più comune. Si calcola sull’intero importo del canone annuo dichiarato nel contratto, senza alcuna deduzione o riduzione della base imponibile. Ad esempio, se affitti un appartamento a 800 euro al mese (9.600 euro annui), con la cedolare secca al 21% pagherai 2.016 euro di imposta per l’intero anno.

    Aliquota del 10%: Contratti a Canone Concordato

    L’aliquota ridotta del 10% è riservata ai contratti stipulati con canone concordato, ovvero quei contratti in cui l’importo dell’affitto viene determinato sulla base di accordi territoriali tra le organizzazioni dei proprietari e degli inquilini. Questa aliquota agevolata si applica nei Comuni ad alta tensione abitativa, nei Comuni capoluogo di provincia, e in tutti quei territori dove esistono accordi locali. Per accedere all’aliquota al 10% è necessario che il contratto sia stipulato secondo i modelli previsti dagli accordi territoriali e che sia presente l’attestazione di conformità rilasciata da un’organizzazione firmataria. Ad esempio, con un canone concordato di 600 euro al mese (7.200 euro annui), l’imposta sarà di soli 720 euro all’anno.

    Novità 2026: Aliquota del 26% per Affitti Brevi (dal Secondo Immobile)

    La grande novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 e confermata per il 2026 riguarda gli affitti brevi (locazioni turistiche con durata inferiore a 30 giorni). Dal 1 gennaio 2024, chi affitta più di un immobile in regime di locazione breve paga il 26% di cedolare secca dal secondo immobile in poi. Per il primo immobile si continua ad applicare l’aliquota del 21%. Questa misura è stata introdotta per contrastare il fenomeno della locazione turistica “seriale” e riguarda in particolare chi gestisce più appartamenti su piattaforme come Airbnb e Booking.

    In pratica, se possiedi 3 appartamenti che affitti per brevi periodi, pagherai il 21% sul primo e il 26% sugli altri due. Il proprietario può scegliere quale immobile designare come “primo” per beneficiare dell’aliquota ridotta, generalmente quello con il canone più elevato.

    Chi Può Scegliere la Cedolare Secca nel 2026

    Non tutti possono accedere al regime della cedolare secca 2026. Esistono requisiti precisi sia per il locatore sia per l’immobile. Ecco chi può e chi non può scegliere questo regime fiscale agevolato.

    Requisiti del locatore (proprietario):

    • Deve essere una persona fisica (no società, no imprese)
    • Non deve agire nell’esercizio di attività di impresa, arte o professione (in pratica, non deve avere partita IVA collegata all’attività di locazione)
    • Deve essere proprietario o titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione)

    Requisiti dell’immobile:

    • Deve essere un immobile ad uso abitativo (categorie catastali da A1 a A11, escluso A10 che è ufficio)
    • Le relative pertinenze (box, cantina, posto auto) possono essere incluse se locate congiuntamente
    • Esclusi: immobili commerciali, uffici, negozi, capannoni

    Requisiti dell’inquilino: L’inquilino (conduttore) non deve agire nell’esercizio di attività di impresa o di lavoro autonomo. Se l’inquilino è una società o un professionista che affitta per uso ufficio, la cedolare secca non è ammessa. Fanno eccezione i contratti stipulati con enti locali per scopi sociali.

    È importante sapere che la scelta della cedolare secca è individuale per ciascun comproprietario: se un immobile è di proprietà di due persone, uno può optare per la cedolare secca e l’altro per la tassazione ordinaria IRPEF. Per approfondire le detrazioni fiscali a cui potresti rinunciare scegliendo la cedolare, consulta la nostra guida dedicata.

    Cedolare Secca vs IRPEF: Quando Conviene Davvero

    Capire quando la cedolare secca conviene rispetto all’IRPEF è la domanda chiave per ogni proprietario. La risposta dipende principalmente dal reddito complessivo e dalla fascia IRPEF in cui si ricade. Vediamo un confronto pratico con numeri reali.

    Con la tassazione IRPEF ordinaria, il reddito da locazione si cumula con gli altri redditi (stipendio, pensione, ecc.) e viene tassato secondo gli scaglioni progressivi 2026: 23% fino a 28.000 euro, 35% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. A queste aliquote vanno aggiunte le addizionali regionali (dallo 0,9% al 3,33%) e comunali (fino allo 0,8%). Inoltre, con l’IRPEF si applica una deduzione forfettaria del 5% sul canone (il 95% viene tassato).

    Con la cedolare secca al 21%, invece, si paga il 21% sull’intero canone senza deduzioni, ma senza addizionali e senza imposta di registro.

    Tabella Confronto: Cedolare Secca 21% vs IRPEF per Fascia di Reddito

    Ipotizziamo un canone di locazione di 10.000 euro annui e calcoliamo l’imposta nei due regimi (addizionali stimate al 2% complessivo):

    Reddito complessivoAliquota IRPEF marginaleImposta IRPEF sul canone*Cedolare secca 21%Risparmio con cedolare
    Fino a 15.000 euro23% + addizionali2.375 euro2.100 euro275 euro (conviene cedolare)
    Da 15.001 a 28.000 euro23% + addizionali2.375 euro2.100 euro275 euro (conviene cedolare)
    Da 28.001 a 50.000 euro35% + addizionali3.515 euro2.100 euro1.415 euro (conviene cedolare)
    Oltre 50.000 euro43% + addizionali4.275 euro2.100 euro2.175 euro (conviene cedolare)
    *Calcolata su 95% del canone (9.500 euro) + imposta di registro 2% (200 euro) + addizionali stimate 2%

    Come si vede dalla tabella, la cedolare secca 2026 conviene quasi sempre, ma il vantaggio cresce enormemente al crescere del reddito. Per chi ha un reddito superiore a 50.000 euro, il risparmio è di oltre 2.000 euro all’anno su un canone di 10.000 euro. Per i redditi bassi (sotto i 15.000 euro) il vantaggio è minimo e potrebbe addirittura non convenire se si hanno diritto a detrazioni fiscali che verrebbero perse con la cedolare secca.

    Attenzione: scegliendo la cedolare secca, il reddito da locazione non si somma al reddito complessivo. Questo significa che non aumenta la base imponibile IRPEF, ma anche che non genera diritto a detrazioni e deduzioni. Per chi ha redditi bassi e beneficia di detrazioni per familiari a carico o bonus vari, è fondamentale fare un calcolo preciso. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti con una simulazione personalizzata.

    Come Si Esercita l’Opzione per la Cedolare Secca

    Esercitare l’opzione per la cedolare secca 2026 è un passaggio obbligatorio e può avvenire in diversi momenti. La procedura varia a seconda che si tratti di un nuovo contratto o di un contratto già in corso.

    Alla Registrazione del Contratto

    Il momento più semplice per scegliere la cedolare secca è al momento della registrazione del contratto di locazione. L’opzione si esercita compilando il modello RLI (Registrazione Locazioni Immobili) presso l’Agenzia delle Entrate, barrando la casella dedicata alla cedolare secca. La registrazione può essere fatta online tramite il servizio telematico dell’Agenzia delle Entrate, oppure presso un ufficio territoriale. Scegliendo la cedolare al momento della registrazione, non si paga l’imposta di registro né l’imposta di bollo sulla registrazione stessa.

    Per Contratti Già in Corso

    Se hai un contratto di locazione già registrato e vuoi passare alla cedolare secca in un’annualità successiva, puoi farlo in occasione della proroga del contratto o di una annualità successiva. In questo caso, devi presentare il modello RLI entro 30 giorni dalla scadenza dell’annualità precedente. È anche possibile revocare l’opzione e tornare al regime ordinario, sempre con le stesse tempistiche.

    Comunicazione all’inquilino: il locatore deve inviare all’inquilino una raccomandata (anche via PEC) con cui comunica la rinuncia all’aggiornamento del canone per tutta la durata dell’opzione. Questa comunicazione è un requisito essenziale e la sua mancanza può invalidare l’opzione per la cedolare secca.

    Rinuncia agli Aggiornamenti ISTAT del Canone

    Un aspetto che molti proprietari sottovalutano è che scegliere la cedolare secca comporta automaticamente la rinuncia agli aggiornamenti ISTAT del canone di locazione. In pratica, per tutta la durata dell’opzione, il canone mensile resta fisso e non può essere adeguato all’inflazione secondo l’indice ISTAT dei prezzi al consumo.

    Normalmente, nei contratti di locazione a canone libero, è prevista una clausola che consente al proprietario di aggiornare il canone annualmente in base alla variazione dell’indice ISTAT (generalmente il 75% o il 100% della variazione). Con un’inflazione al 2%, su un canone di 800 euro al mese, l’aggiornamento ISTAT vale circa 12-16 euro mensili in più. Su 4 anni di contratto, la rinuncia può costare fino a 500-700 euro complessivi.

    Tuttavia, nella maggior parte dei casi, il risparmio fiscale della cedolare secca supera ampiamente la perdita dell’aggiornamento ISTAT. Bisogna fare un calcolo preciso caso per caso. Il team del CAF Centro Fiscale può effettuare questa valutazione durante un appuntamento dedicato, confrontando il costo della rinuncia ISTAT con il risparmio fiscale effettivo.

    Versamento della Cedolare Secca: Acconti e Saldo con F24

    Il pagamento della cedolare secca 2026 segue le stesse regole dell’IRPEF per quanto riguarda acconti e saldo, e si effettua tramite il modello F24. Ecco i codici tributo e le modalità di versamento.

    Codici Tributo F24 per la Cedolare Secca

    • Codice tributo 1840: Acconto prima rata della cedolare secca
    • Codice tributo 1841: Acconto seconda rata o acconto in unica soluzione della cedolare secca
    • Codice tributo 1842: Saldo della cedolare secca

    Come Si Calcolano gli Acconti

    L’acconto della cedolare secca 2026 è pari al 100% dell’imposta dovuta per l’anno precedente. Il versamento dell’acconto si divide in due rate se l’importo supera 257,52 euro:

    • Prima rata (40%): da versare entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%)
    • Seconda rata (60%): da versare entro il 30 novembre 2026

    Se l’importo dell’acconto è inferiore o uguale a 257,52 euro, si versa in un’unica soluzione entro il 30 novembre. Il saldo viene poi versato l’anno successivo, entro il 30 giugno 2027, insieme alla dichiarazione dei redditi. Per ulteriori dettagli sui codici tributo F24, consulta la nostra guida completa.

    Scadenze Cedolare Secca 2026: Il Calendario Completo

    Avere chiare le scadenze della cedolare secca 2026 è essenziale per evitare sanzioni e interessi. Ecco il calendario completo con tutte le date da segnare:

    ScadenzaAdempimentoCodice Tributo
    30 giugno 2026Acconto prima rata (40%) o saldo anno precedente1840 / 1842
    30 luglio 2026Acconto prima rata con maggiorazione 0,40%1840
    30 settembre 2026Dichiarazione Redditi (Modello 730 o Redditi PF)–
    30 novembre 2026Acconto seconda rata (60%) o acconto unica soluzione1841
    30 giugno 2027Saldo cedolare secca 20261842

    La dichiarazione dei redditi da locazione con cedolare secca va inserita nel Modello 730 (Quadro B) oppure nel Modello Redditi PF (Quadro RB). Per chi presenta il 730, la scadenza per l’invio è il 30 settembre 2026. Il CAF Centro Fiscale gestisce ogni anno centinaia di dichiarazioni con cedolare secca e può assisterti nella corretta compilazione e nel calcolo degli acconti.

    Cedolare Secca per Più Immobili: Come Funziona

    La cedolare secca può essere applicata a più immobili contemporaneamente dallo stesso proprietario. L’opzione va esercitata singolarmente per ciascun contratto di locazione. Non esiste un limite al numero di immobili per cui si può optare, a patto che siano tutti ad uso abitativo e che il locatore non agisca come imprenditore.

    Per le locazioni lunghe (4+4, 3+2), l’aliquota resta al 21% o al 10% indipendentemente dal numero di immobili. La novità dell’aliquota al 26% riguarda esclusivamente gli affitti brevi (sotto i 30 giorni) a partire dal secondo immobile.

    Facciamo un esempio pratico. Supponiamo che Marco possieda 3 appartamenti:

    • Appartamento A: locazione lunga 4+4 a canone libero (800 euro/mese) – cedolare secca 21% = 2.016 euro/anno
    • Appartamento B: locazione lunga 3+2 a canone concordato (500 euro/mese) – cedolare secca 10% = 600 euro/anno
    • Appartamento C: affitto breve su Airbnb (media 1.200 euro/mese) – cedolare secca 26% = 3.744 euro/anno (essendo il secondo immobile in locazione breve)

    Marco pagherà in totale 6.360 euro di cedolare secca. Se avesse scelto l’IRPEF con un reddito da lavoro di 40.000 euro, avrebbe pagato circa 10.500 euro tra IRPEF, addizionali e imposta di registro. Il risparmio con la cedolare secca è di oltre 4.000 euro all’anno.

    Per i proprietari con più immobili, il consiglio è rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine per una simulazione complessiva che tenga conto di tutte le variabili: tipo di contratto, durata, aliquota applicabile e impatto sul reddito complessivo.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sulla Cedolare Secca 2026

    La cedolare secca conviene sempre?

    No, non sempre. La cedolare secca 2026 conviene nella grande maggioranza dei casi, soprattutto per chi ha un reddito complessivo superiore a 28.000 euro. Per redditi molto bassi (sotto i 15.000 euro), potrebbe non convenire perché il reddito da locazione non genera diritto a detrazioni e deduzioni. Il consiglio è sempre quello di fare una simulazione personalizzata.

    Si può passare dalla cedolare secca all’IRPEF e viceversa?

    Sì, l’opzione non è irrevocabile. Puoi revocare la cedolare secca e tornare al regime IRPEF ordinario in occasione di ogni annualità del contratto, presentando il modello RLI entro 30 giorni dalla scadenza. Allo stesso modo, puoi aderire alla cedolare in un’annualità successiva se inizialmente non l’avevi scelta.

    La cedolare secca si applica anche ai box e posti auto?

    Le pertinenze (box, cantina, posto auto) possono essere incluse nella cedolare secca solo se locate congiuntamente all’immobile abitativo e con lo stesso contratto. Non è possibile applicare la cedolare a una pertinenza locata separatamente.

    Come si dichiara la cedolare secca nel 730?

    La cedolare secca si dichiara nel Quadro B del Modello 730, indicando il canone di locazione e barrando la casella relativa all’opzione per la cedolare. Il software di compilazione calcola automaticamente l’imposta dovuta. Se preferisci, il CAF Centro Fiscale compila e invia il 730 per te, verificando la correttezza dei dati.

    Cosa succede se non si pagano gli acconti?

    Il mancato o insufficiente versamento degli acconti della cedolare secca comporta l’applicazione di sanzioni (30% dell’importo non versato, riducibili con ravvedimento operoso) e interessi legali. Per evitare problemi, è importante calcolare correttamente gli acconti e rispettare le scadenze del 30 giugno e 30 novembre.

    La cedolare secca influisce sull’ISEE?

    Sì, il reddito soggetto a cedolare secca viene comunque conteggiato nel calcolo dell’ISEE. Anche se non si cumula ai fini IRPEF, il canone di locazione entra nel reddito complessivo utilizzato per determinare l’indicatore ISEE. Questo è un aspetto da considerare se si beneficia di prestazioni legate all’ISEE come assegno unico, bonus nido o agevolazioni universitarie.

    Conclusione: Scegli la Cedolare Secca con il Supporto del CAF

    La cedolare secca 2026 resta una delle opzioni fiscali più convenienti per i proprietari di immobili abitativi in Italia. Con le tre aliquote disponibili – 21% per canone libero, 10% per canone concordato e 26% per affitti brevi dal secondo immobile – offre flessibilità e, nella maggior parte dei casi, un significativo risparmio rispetto alla tassazione IRPEF ordinaria.

    La scelta della cedolare secca richiede però una valutazione attenta e personalizzata: bisogna considerare il reddito complessivo, le detrazioni a cui si potrebbe rinunciare, il numero di immobili e il tipo di contratto. Non esiste una risposta universale, ma con i numeri giusti la decisione diventa chiara.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una consulenza personalizzata sulla cedolare secca. I nostri operatori possono effettuare una simulazione dettagliata, aiutarti con la registrazione del contratto e la compilazione del 730. Prenota un appuntamento chiamando lo 0432 1638640 o scrivendo su WhatsApp al 366 6018121. Ti aspettiamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.

    Maggio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/cedolare-secca.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-05 09:00:002026-05-31 17:57:09Cedolare Secca 2026: Guida Definitiva Aliquote e Convenienza
    CAF

    Cedolare Secca 2026: Guida Definitiva Aliquote e Convenienza

    cedolare secca

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la Cedolare Secca e Come Funziona
    2. Aliquote Cedolare Secca 2026: 21%, 10% e 26%
    3. Chi Può Scegliere la Cedolare Secca
    4. Cedolare Secca vs IRPEF: Quando Conviene
    5. Come Si Esercita l’Opzione
    6. Rinuncia agli Aggiornamenti ISTAT del Canone
    7. Versamento: Acconti e Saldo con F24
    8. Scadenze Cedolare Secca 2026
    9. Cedolare Secca per Più Immobili
    10. Domande Frequenti

    La cedolare secca 2026 rappresenta una delle opzioni fiscali più vantaggiose per chi affitta un immobile abitativo in Italia. Si tratta di un regime di tassazione alternativo all’IRPEF che permette ai proprietari di pagare un’imposta sostitutiva con aliquota fissa, evitando così le aliquote progressive che possono arrivare fino al 43%. In questa guida definitiva analizziamo nel dettaglio tutte le aliquote della cedolare secca 2026, le novità introdotte dalla Legge di Bilancio, e soprattutto quando conviene davvero scegliere questo regime rispetto alla tassazione ordinaria.

    Se stai valutando se applicare la cedolare secca al tuo contratto di locazione, oppure se hai già fatto questa scelta e vuoi verificare che sia ancora conveniente nel 2026, sei nel posto giusto. Vedremo insieme ogni aspetto: dai requisiti alle scadenze, dai codici tributo F24 fino al confronto numerico con l’IRPEF per ogni fascia di reddito. Per una visione completa della tua situazione fiscale, può essere utile anche effettuare un calcolo dello stipendio netto 2026 per capire l’impatto complessivo delle imposte.

    Cos’è la Cedolare Secca e Come Funziona nel 2026

    La cedolare secca è un regime fiscale opzionale introdotto dal Decreto Legislativo 23/2011, che consente ai proprietari di immobili ad uso abitativo di sostituire l’IRPEF e le relative addizionali (regionale e comunale) con un’imposta sostitutiva a aliquota fissa. In termini semplici, invece di pagare le tasse sul reddito da affitto secondo gli scaglioni IRPEF progressivi, si paga una percentuale fissa sul canone di locazione annuo.

    La cedolare secca 2026 sostituisce contemporaneamente diverse imposte: l’IRPEF sul reddito dell’immobile, le addizionali regionali e comunali, l’imposta di registro sul contratto di locazione (normalmente pari al 2% del canone annuo) e l’imposta di bollo. Questo significa un notevole risparmio burocratico oltre che economico, perché non serve più pagare ogni anno l’imposta di registro sulla registrazione o sulla proroga del contratto.

    Il funzionamento è semplice: il proprietario comunica all’Agenzia delle Entrate la scelta della cedolare secca al momento della registrazione del contratto, oppure in seguito tramite apposita comunicazione. Da quel momento, il canone di locazione annuo diventa la base imponibile su cui si applica l’aliquota fissa. Il reddito derivante dall’affitto non si cumula con gli altri redditi ai fini IRPEF, il che è particolarmente vantaggioso per chi ha redditi medio-alti.

    Aliquote Cedolare Secca 2026: 21%, 10% e la Novità del 26%

    Nel 2026, il sistema delle aliquote della cedolare secca prevede tre livelli distinti, ciascuno applicabile a situazioni specifiche. Conoscere le differenze è fondamentale per fare la scelta giusta e massimizzare il risparmio fiscale.

    Aliquota del 21%: Contratti a Canone Libero

    L’aliquota ordinaria del 21% si applica ai contratti di locazione a canone libero (tipologia 4+4 o transitorio). Questa è l’aliquota standard della cedolare secca e rappresenta l’opzione più comune. Si calcola sull’intero importo del canone annuo dichiarato nel contratto, senza alcuna deduzione o riduzione della base imponibile. Ad esempio, se affitti un appartamento a 800 euro al mese (9.600 euro annui), con la cedolare secca al 21% pagherai 2.016 euro di imposta per l’intero anno.

    Aliquota del 10%: Contratti a Canone Concordato

    L’aliquota ridotta del 10% è riservata ai contratti stipulati con canone concordato, ovvero quei contratti in cui l’importo dell’affitto viene determinato sulla base di accordi territoriali tra le organizzazioni dei proprietari e degli inquilini. Questa aliquota agevolata si applica nei Comuni ad alta tensione abitativa, nei Comuni capoluogo di provincia, e in tutti quei territori dove esistono accordi locali. Per accedere all’aliquota al 10% è necessario che il contratto sia stipulato secondo i modelli previsti dagli accordi territoriali e che sia presente l’attestazione di conformità rilasciata da un’organizzazione firmataria. Ad esempio, con un canone concordato di 600 euro al mese (7.200 euro annui), l’imposta sarà di soli 720 euro all’anno.

    Novità 2026: Aliquota del 26% per Affitti Brevi (dal Secondo Immobile)

    La grande novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 e confermata per il 2026 riguarda gli affitti brevi (locazioni turistiche con durata inferiore a 30 giorni). Dal 1 gennaio 2024, chi affitta più di un immobile in regime di locazione breve paga il 26% di cedolare secca dal secondo immobile in poi. Per il primo immobile si continua ad applicare l’aliquota del 21%. Questa misura è stata introdotta per contrastare il fenomeno della locazione turistica “seriale” e riguarda in particolare chi gestisce più appartamenti su piattaforme come Airbnb e Booking.

    In pratica, se possiedi 3 appartamenti che affitti per brevi periodi, pagherai il 21% sul primo e il 26% sugli altri due. Il proprietario può scegliere quale immobile designare come “primo” per beneficiare dell’aliquota ridotta, generalmente quello con il canone più elevato.

    Chi Può Scegliere la Cedolare Secca nel 2026

    Non tutti possono accedere al regime della cedolare secca 2026. Esistono requisiti precisi sia per il locatore sia per l’immobile. Ecco chi può e chi non può scegliere questo regime fiscale agevolato.

    Requisiti del locatore (proprietario):

    • Deve essere una persona fisica (no società, no imprese)
    • Non deve agire nell’esercizio di attività di impresa, arte o professione (in pratica, non deve avere partita IVA collegata all’attività di locazione)
    • Deve essere proprietario o titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione)

    Requisiti dell’immobile:

    • Deve essere un immobile ad uso abitativo (categorie catastali da A1 a A11, escluso A10 che è ufficio)
    • Le relative pertinenze (box, cantina, posto auto) possono essere incluse se locate congiuntamente
    • Esclusi: immobili commerciali, uffici, negozi, capannoni

    Requisiti dell’inquilino: L’inquilino (conduttore) non deve agire nell’esercizio di attività di impresa o di lavoro autonomo. Se l’inquilino è una società o un professionista che affitta per uso ufficio, la cedolare secca non è ammessa. Fanno eccezione i contratti stipulati con enti locali per scopi sociali.

    È importante sapere che la scelta della cedolare secca è individuale per ciascun comproprietario: se un immobile è di proprietà di due persone, uno può optare per la cedolare secca e l’altro per la tassazione ordinaria IRPEF. Per approfondire le detrazioni fiscali a cui potresti rinunciare scegliendo la cedolare, consulta la nostra guida dedicata.

    Cedolare Secca vs IRPEF: Quando Conviene Davvero

    Capire quando la cedolare secca conviene rispetto all’IRPEF è la domanda chiave per ogni proprietario. La risposta dipende principalmente dal reddito complessivo e dalla fascia IRPEF in cui si ricade. Vediamo un confronto pratico con numeri reali.

    Con la tassazione IRPEF ordinaria, il reddito da locazione si cumula con gli altri redditi (stipendio, pensione, ecc.) e viene tassato secondo gli scaglioni progressivi 2026: 23% fino a 28.000 euro, 35% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. A queste aliquote vanno aggiunte le addizionali regionali (dallo 0,9% al 3,33%) e comunali (fino allo 0,8%). Inoltre, con l’IRPEF si applica una deduzione forfettaria del 5% sul canone (il 95% viene tassato).

    Con la cedolare secca al 21%, invece, si paga il 21% sull’intero canone senza deduzioni, ma senza addizionali e senza imposta di registro.

    Tabella Confronto: Cedolare Secca 21% vs IRPEF per Fascia di Reddito

    Ipotizziamo un canone di locazione di 10.000 euro annui e calcoliamo l’imposta nei due regimi (addizionali stimate al 2% complessivo):

    Reddito complessivoAliquota IRPEF marginaleImposta IRPEF sul canone*Cedolare secca 21%Risparmio con cedolare
    Fino a 15.000 euro23% + addizionali2.375 euro2.100 euro275 euro (conviene cedolare)
    Da 15.001 a 28.000 euro23% + addizionali2.375 euro2.100 euro275 euro (conviene cedolare)
    Da 28.001 a 50.000 euro35% + addizionali3.515 euro2.100 euro1.415 euro (conviene cedolare)
    Oltre 50.000 euro43% + addizionali4.275 euro2.100 euro2.175 euro (conviene cedolare)
    *Calcolata su 95% del canone (9.500 euro) + imposta di registro 2% (200 euro) + addizionali stimate 2%

    Come si vede dalla tabella, la cedolare secca 2026 conviene quasi sempre, ma il vantaggio cresce enormemente al crescere del reddito. Per chi ha un reddito superiore a 50.000 euro, il risparmio è di oltre 2.000 euro all’anno su un canone di 10.000 euro. Per i redditi bassi (sotto i 15.000 euro) il vantaggio è minimo e potrebbe addirittura non convenire se si hanno diritto a detrazioni fiscali che verrebbero perse con la cedolare secca.

    Attenzione: scegliendo la cedolare secca, il reddito da locazione non si somma al reddito complessivo. Questo significa che non aumenta la base imponibile IRPEF, ma anche che non genera diritto a detrazioni e deduzioni. Per chi ha redditi bassi e beneficia di detrazioni per familiari a carico o bonus vari, è fondamentale fare un calcolo preciso. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti con una simulazione personalizzata.

    Come Si Esercita l’Opzione per la Cedolare Secca

    Esercitare l’opzione per la cedolare secca 2026 è un passaggio obbligatorio e può avvenire in diversi momenti. La procedura varia a seconda che si tratti di un nuovo contratto o di un contratto già in corso.

    Alla Registrazione del Contratto

    Il momento più semplice per scegliere la cedolare secca è al momento della registrazione del contratto di locazione. L’opzione si esercita compilando il modello RLI (Registrazione Locazioni Immobili) presso l’Agenzia delle Entrate, barrando la casella dedicata alla cedolare secca. La registrazione può essere fatta online tramite il servizio telematico dell’Agenzia delle Entrate, oppure presso un ufficio territoriale. Scegliendo la cedolare al momento della registrazione, non si paga l’imposta di registro né l’imposta di bollo sulla registrazione stessa.

    Per Contratti Già in Corso

    Se hai un contratto di locazione già registrato e vuoi passare alla cedolare secca in un’annualità successiva, puoi farlo in occasione della proroga del contratto o di una annualità successiva. In questo caso, devi presentare il modello RLI entro 30 giorni dalla scadenza dell’annualità precedente. È anche possibile revocare l’opzione e tornare al regime ordinario, sempre con le stesse tempistiche.

    Comunicazione all’inquilino: il locatore deve inviare all’inquilino una raccomandata (anche via PEC) con cui comunica la rinuncia all’aggiornamento del canone per tutta la durata dell’opzione. Questa comunicazione è un requisito essenziale e la sua mancanza può invalidare l’opzione per la cedolare secca.

    Rinuncia agli Aggiornamenti ISTAT del Canone

    Un aspetto che molti proprietari sottovalutano è che scegliere la cedolare secca comporta automaticamente la rinuncia agli aggiornamenti ISTAT del canone di locazione. In pratica, per tutta la durata dell’opzione, il canone mensile resta fisso e non può essere adeguato all’inflazione secondo l’indice ISTAT dei prezzi al consumo.

    Normalmente, nei contratti di locazione a canone libero, è prevista una clausola che consente al proprietario di aggiornare il canone annualmente in base alla variazione dell’indice ISTAT (generalmente il 75% o il 100% della variazione). Con un’inflazione al 2%, su un canone di 800 euro al mese, l’aggiornamento ISTAT vale circa 12-16 euro mensili in più. Su 4 anni di contratto, la rinuncia può costare fino a 500-700 euro complessivi.

    Tuttavia, nella maggior parte dei casi, il risparmio fiscale della cedolare secca supera ampiamente la perdita dell’aggiornamento ISTAT. Bisogna fare un calcolo preciso caso per caso. Il team del CAF Centro Fiscale può effettuare questa valutazione durante un appuntamento dedicato, confrontando il costo della rinuncia ISTAT con il risparmio fiscale effettivo.

    Versamento della Cedolare Secca: Acconti e Saldo con F24

    Il pagamento della cedolare secca 2026 segue le stesse regole dell’IRPEF per quanto riguarda acconti e saldo, e si effettua tramite il modello F24. Ecco i codici tributo e le modalità di versamento.

    Codici Tributo F24 per la Cedolare Secca

    • Codice tributo 1840: Acconto prima rata della cedolare secca
    • Codice tributo 1841: Acconto seconda rata o acconto in unica soluzione della cedolare secca
    • Codice tributo 1842: Saldo della cedolare secca

    Come Si Calcolano gli Acconti

    L’acconto della cedolare secca 2026 è pari al 100% dell’imposta dovuta per l’anno precedente. Il versamento dell’acconto si divide in due rate se l’importo supera 257,52 euro:

    • Prima rata (40%): da versare entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%)
    • Seconda rata (60%): da versare entro il 30 novembre 2026

    Se l’importo dell’acconto è inferiore o uguale a 257,52 euro, si versa in un’unica soluzione entro il 30 novembre. Il saldo viene poi versato l’anno successivo, entro il 30 giugno 2027, insieme alla dichiarazione dei redditi. Per ulteriori dettagli sui codici tributo F24, consulta la nostra guida completa.

    Scadenze Cedolare Secca 2026: Il Calendario Completo

    Avere chiare le scadenze della cedolare secca 2026 è essenziale per evitare sanzioni e interessi. Ecco il calendario completo con tutte le date da segnare:

    ScadenzaAdempimentoCodice Tributo
    30 giugno 2026Acconto prima rata (40%) o saldo anno precedente1840 / 1842
    30 luglio 2026Acconto prima rata con maggiorazione 0,40%1840
    30 settembre 2026Dichiarazione Redditi (Modello 730 o Redditi PF)–
    30 novembre 2026Acconto seconda rata (60%) o acconto unica soluzione1841
    30 giugno 2027Saldo cedolare secca 20261842

    La dichiarazione dei redditi da locazione con cedolare secca va inserita nel Modello 730 (Quadro B) oppure nel Modello Redditi PF (Quadro RB). Per chi presenta il 730, la scadenza per l’invio è il 30 settembre 2026. Il CAF Centro Fiscale gestisce ogni anno centinaia di dichiarazioni con cedolare secca e può assisterti nella corretta compilazione e nel calcolo degli acconti.

    Cedolare Secca per Più Immobili: Come Funziona

    La cedolare secca può essere applicata a più immobili contemporaneamente dallo stesso proprietario. L’opzione va esercitata singolarmente per ciascun contratto di locazione. Non esiste un limite al numero di immobili per cui si può optare, a patto che siano tutti ad uso abitativo e che il locatore non agisca come imprenditore.

    Per le locazioni lunghe (4+4, 3+2), l’aliquota resta al 21% o al 10% indipendentemente dal numero di immobili. La novità dell’aliquota al 26% riguarda esclusivamente gli affitti brevi (sotto i 30 giorni) a partire dal secondo immobile.

    Facciamo un esempio pratico. Supponiamo che Marco possieda 3 appartamenti:

    • Appartamento A: locazione lunga 4+4 a canone libero (800 euro/mese) – cedolare secca 21% = 2.016 euro/anno
    • Appartamento B: locazione lunga 3+2 a canone concordato (500 euro/mese) – cedolare secca 10% = 600 euro/anno
    • Appartamento C: affitto breve su Airbnb (media 1.200 euro/mese) – cedolare secca 26% = 3.744 euro/anno (essendo il secondo immobile in locazione breve)

    Marco pagherà in totale 6.360 euro di cedolare secca. Se avesse scelto l’IRPEF con un reddito da lavoro di 40.000 euro, avrebbe pagato circa 10.500 euro tra IRPEF, addizionali e imposta di registro. Il risparmio con la cedolare secca è di oltre 4.000 euro all’anno.

    Per i proprietari con più immobili, il consiglio è rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine per una simulazione complessiva che tenga conto di tutte le variabili: tipo di contratto, durata, aliquota applicabile e impatto sul reddito complessivo.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sulla Cedolare Secca 2026

    La cedolare secca conviene sempre?

    No, non sempre. La cedolare secca 2026 conviene nella grande maggioranza dei casi, soprattutto per chi ha un reddito complessivo superiore a 28.000 euro. Per redditi molto bassi (sotto i 15.000 euro), potrebbe non convenire perché il reddito da locazione non genera diritto a detrazioni e deduzioni. Il consiglio è sempre quello di fare una simulazione personalizzata.

    Si può passare dalla cedolare secca all’IRPEF e viceversa?

    Sì, l’opzione non è irrevocabile. Puoi revocare la cedolare secca e tornare al regime IRPEF ordinario in occasione di ogni annualità del contratto, presentando il modello RLI entro 30 giorni dalla scadenza. Allo stesso modo, puoi aderire alla cedolare in un’annualità successiva se inizialmente non l’avevi scelta.

    La cedolare secca si applica anche ai box e posti auto?

    Le pertinenze (box, cantina, posto auto) possono essere incluse nella cedolare secca solo se locate congiuntamente all’immobile abitativo e con lo stesso contratto. Non è possibile applicare la cedolare a una pertinenza locata separatamente.

    Come si dichiara la cedolare secca nel 730?

    La cedolare secca si dichiara nel Quadro B del Modello 730, indicando il canone di locazione e barrando la casella relativa all’opzione per la cedolare. Il software di compilazione calcola automaticamente l’imposta dovuta. Se preferisci, il CAF Centro Fiscale compila e invia il 730 per te, verificando la correttezza dei dati.

    Cosa succede se non si pagano gli acconti?

    Il mancato o insufficiente versamento degli acconti della cedolare secca comporta l’applicazione di sanzioni (30% dell’importo non versato, riducibili con ravvedimento operoso) e interessi legali. Per evitare problemi, è importante calcolare correttamente gli acconti e rispettare le scadenze del 30 giugno e 30 novembre.

    La cedolare secca influisce sull’ISEE?

    Sì, il reddito soggetto a cedolare secca viene comunque conteggiato nel calcolo dell’ISEE. Anche se non si cumula ai fini IRPEF, il canone di locazione entra nel reddito complessivo utilizzato per determinare l’indicatore ISEE. Questo è un aspetto da considerare se si beneficia di prestazioni legate all’ISEE come assegno unico, bonus nido o agevolazioni universitarie.

    Conclusione: Scegli la Cedolare Secca con il Supporto del CAF

    La cedolare secca 2026 resta una delle opzioni fiscali più convenienti per i proprietari di immobili abitativi in Italia. Con le tre aliquote disponibili – 21% per canone libero, 10% per canone concordato e 26% per affitti brevi dal secondo immobile – offre flessibilità e, nella maggior parte dei casi, un significativo risparmio rispetto alla tassazione IRPEF ordinaria.

    La scelta della cedolare secca richiede però una valutazione attenta e personalizzata: bisogna considerare il reddito complessivo, le detrazioni a cui si potrebbe rinunciare, il numero di immobili e il tipo di contratto. Non esiste una risposta universale, ma con i numeri giusti la decisione diventa chiara.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una consulenza personalizzata sulla cedolare secca. I nostri operatori possono effettuare una simulazione dettagliata, aiutarti con la registrazione del contratto e la compilazione del 730. Prenota un appuntamento chiamando lo 0432 1638640 o scrivendo su WhatsApp al 366 6018121. Ti aspettiamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.

    Maggio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/cedolare-secca.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-05 09:00:002026-05-31 17:57:01Cedolare Secca 2026: Guida Definitiva Aliquote e Convenienza
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Registrazione Contratto di Affitto: Scadenza 4 Maggio 2026, Imposta di Registro e Come Fare

    Il 4 maggio 2026 è una data fondamentale per chi ha stipulato o rinnovato un contratto di affitto nel corso del mese di aprile: scade il termine ordinario di 30 giorni per la registrazione obbligatoria all’Agenzia delle Entrate e per il versamento dell’imposta di registro. Chi non rispetta questa scadenza rischia sanzioni e interessi che possono arrivare a raddoppiare il tributo dovuto. In questa guida completa trovi tutto quello che devi sapere: come registrare il contratto, quanto si paga, quali strumenti usare (Modello RLI, F24 Elide) e come scegliere tra imposta di registro ordinaria e cedolare secca.

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    Indice dei contenuti

    1. Perché il 4 maggio 2026 è la scadenza chiave
    2. Obbligo di registrazione: chi deve farlo e quando
    3. Imposta di registro: aliquote, calcolo ed esempi pratici
    4. Cedolare secca: come funziona, aliquote 2026 e convenienza
    5. Modello RLI: come compilarlo e inviarlo
    6. F24 Elide: come versare l’imposta, codici tributo
    7. Tipi di contratto abitativo: 4+4, 3+2 a canone concordato, transitori
    8. Contratti a uso non abitativo
    9. Sanzioni per omessa o tardiva registrazione
    10. Ravvedimento operoso: come regolarizzare in ritardo
    11. Proroghe e rinnovi: obblighi e scadenze
    12. Registrazione contratto di affitto con il CAF: come fare

    Perché il 4 maggio 2026 è la scadenza chiave

    La registrazione dei contratti di locazione deve avvenire entro 30 giorni dalla data di stipula o dalla decorrenza, se antecedente alla firma. Lo stabilisce il DPR 26 aprile 1986 n. 131 (Testo Unico sull’Imposta di Registro – TUR), in combinato con l’art. 3, comma 1 del D.Lgs. 14 marzo 2011 n. 23. Il 4 maggio 2026 è quindi la scadenza per tutti i contratti di affitto che:

    • sono stati firmati il 4 aprile 2026 o successivamente (con decorrenza entro il 4 aprile)
    • avevano decorrenza dal 1° al 4 aprile 2026, anche se firmati in data precedente
    • sono stati rinnovati tacitamente o espressamente ad aprile 2026 con nuova decorrenza
    • riguardano subentri, proroghe e cessioni del contratto avvenuti in aprile

    In pratica, se hai stipulato un contratto di locazione (abitativo o commerciale) nel mese di aprile 2026, il termine ultimo per registrarlo senza incorrere in sanzioni scade il 4 maggio 2026. Vale la stessa regola per i contratti con decorrenza 1° aprile: il trentesimo giorno cade il 1° maggio, che però è festivo. Poiché sia il 1° sia il 2° e il 3° maggio 2026 potrebbero coincidere con giorni non lavorativi (il 2 e 3 sono sabato e domenica), il termine slitta automaticamente al primo giorno lavorativo successivo, cioè il 4 maggio 2026 (lunedì). Questo meccanismo è previsto dall’art. 7, comma 1 dello Statuto del Contribuente (L. 212/2000).

    Obbligo di registrazione: chi deve farlo e quando

    L’obbligo di registrazione dei contratti di locazione è sancito dall’art. 17 del TUR (DPR 131/1986). Sono soggetti a registrazione obbligatoria tutti i contratti di affitto aventi ad oggetto:

    • Immobili ad uso abitativo (appartamenti, case, ville, box, cantine se locati insieme all’abitazione)
    • Immobili ad uso commerciale, artigianale o professionale (negozi, uffici, laboratori, magazzini)
    • Terreni agricoli e fondi rustici
    • Contratti di affitto d’azienda

    Sono invece esclusi dall’obbligo di registrazione (secondo l’art. 2-bis della Tariffa allegata al TUR) i contratti di durata non superiore a 30 giorni complessivi nell’anno con lo stesso conduttore. In questo caso non vi è obbligo di registrare, ma se le parti lo desiderano possono registrare volontariamente. Attenzione: se la somma di più contratti brevi con lo stesso conduttore supera i 30 giorni nell’anno, scatta l’obbligo retroattivo di registrazione per tutti.

    Chi è responsabile della registrazione? Ai sensi dell’art. 10 del TUR, l’obbligo è solidale tra locatore e conduttore. Nella pratica è il locatore (proprietario) a registrare il contratto, ma entrambi rispondono in caso di inadempimento. Dal 2014, con il D.Lgs. 23/2011 e la Legge 431/1998, l’Agenzia delle Entrate ha la facoltà di notificare l’avviso di liquidazione a chiunque dei contraenti, locatore o conduttore. Il locatore che non registra, inoltre, non può avvalersi di strumenti di tutela come lo sfratto per morosità nei confronti dell’inquilino.

    Imposta di registro: aliquote, calcolo ed esempi pratici

    L’imposta di registro sui contratti di locazione è disciplinata dall’art. 5 della Tariffa Parte I allegata al TUR e si applica quando il locatore non opta per la cedolare secca. Le aliquote variano in base al tipo di immobile e di contratto.

    Tabella aliquote imposta di registro 2026

    Tipo di immobile / contrattoAliquotaBase imponibileMinimo dovuto
    Immobili abitativi (regime ordinario)2%Canone annuo67 euro
    Fondi rustici / terreni agricoli0,50%Canone annuo67 euro
    Immobili strumentali (uso commerciale, uffici, negozi)1%Canone annuo67 euro
    Immobili strumentali esenti IVA (locazioni esenti)2%Canone annuo67 euro
    Contratti di affitto d’azienda3%Canone annuo67 euro
    Immobili abitativi con cedolare secca 21%0%——
    Abitativo canone concordato con cedolare 10%0%——

    Come si calcola l’imposta di registro? La base imponibile è il canone annuo (non la durata totale del contratto). L’imposta si calcola applicando l’aliquota al canone annuo e il risultato si moltiplica per gli anni di durata. Tuttavia, è prassi comune versare l’imposta annualmente, in base al canone dell’anno di competenza.

    Esempi pratici di calcolo

    Esempio 1 – Appartamento uso abitativo (regime ordinario, canone 700 euro/mese):

    • Canone annuo: 700 × 12 = 8.400 euro
    • Imposta di registro: 8.400 × 2% = 168 euro
    • Imposta minima: 67 euro → si applica il calcolato (168 euro > 67 euro)
    • Bollo contratto (se in forma scritta con più di un foglio): 16 euro ogni 4 facciate o 100 righe

    Esempio 2 – Negozio uso commerciale (canone 1.500 euro/mese):

    • Canone annuo: 1.500 × 12 = 18.000 euro
    • Imposta di registro: 18.000 × 1% = 180 euro
    • Imposta minima: 67 euro → si applica il calcolato (180 euro)

    Esempio 3 – Canone molto basso (600 euro/anno):

    • Imposta teorica: 600 × 2% = 12 euro
    • Applicazione del minimo: si versa 67 euro (il minimo legale)

    È importante sapere che il pagamento dell’imposta di registro non coincide con la cedolare secca: se si sceglie la cedolare secca, l’imposta di registro non si paga affatto sull’atto di locazione, ma il locatore sostituisce IRPEF e addizionali con un’imposta sostitutiva calcolata sul canone. Entrambe le scelte vanno comunque effettuate al momento della registrazione tramite modello RLI.

    Cedolare secca: come funziona, aliquote 2026 e convenienza

    La cedolare secca, introdotta dall’art. 3 del D.Lgs. 23/2011, è un regime opzionale di tassazione che il locatore persona fisica può scegliere per le locazioni di immobili ad uso abitativo. In alternativa all’IRPEF ordinaria e all’imposta di registro, il locatore paga un’imposta sostitutiva flat calcolata sul canone annuo concordato.

    Aliquote cedolare secca 2026

    Tipo di contrattoAliquota cedolare 2026Base imponibile
    Contratti liberi (4+4)21%100% canone annuo
    Contratti a canone concordato (3+2) nei Comuni ad alta tensione abitativa10%100% canone annuo
    Affitti brevi (non imprenditoriali, max 30 gg/anno stesso conduttore)21% (prima casa) / 26% (dalla 2a in poi)100% canone incassato

    Nota importante per il 2026: La Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) ha confermato l’aliquota al 26% per gli affitti brevi dalla seconda unità immobiliare gestita dalla stessa persona. Questa norma ha subito un lungo iter parlamentare e giurisprudenziale, ma è pienamente applicabile a tutti i contratti registrati nel 2025-2026.

    Vantaggi della cedolare secca:

    • Nessuna imposta di registro sul contratto di locazione (risparmio del 2% annuo)
    • Nessuna imposta di bollo sulla registrazione
    • Il reddito da locazione è escluso dal reddito complessivo IRPEF: vantaggio significativo per chi ha redditi elevati (aliquota marginale IRPEF al 43%)
    • Blocco degli aumenti ISTAT per tutta la durata del contratto in cedolare secca
    • Minore carico burocratico: niente dichiarazione IRPEF aggiuntiva per i redditi da locazione

    Chi non può usare la cedolare secca: il regime è vietato per le locazioni effettuate nell’esercizio di un’attività d’impresa o professionale, per gli immobili ad uso non abitativo (negozi, uffici, capannoni), e per i locatori persone giuridiche (società, enti). Solo le persone fisiche che non locano nell’esercizio di attività d’impresa o arti e professioni possono optare per la cedolare secca.

    Modello RLI: come compilarlo e inviarlo

    Il Modello RLI (Registrazione Locazioni Immobili) è il modulo ufficiale dell’Agenzia delle Entrate per la registrazione, la proroga, la cessione e la risoluzione dei contratti di locazione. È stato introdotto dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 10 gennaio 2014 e aggiornato con successive circolari, tra cui la Circolare n. 1/E del 2 gennaio 2014.

    Come compilare il Modello RLI

    Il modello si divide in quadri. Ecco le sezioni principali:

    • Quadro A – Dati generali: tipo di atto (locazione, affitto, comodato), modalità di registrazione (telematica o ufficio)
    • Quadro B – Soggetti: dati anagrafici e codice fiscale del locatore e del conduttore; se ci sono più locatori o conduttori, si compilano righe separate
    • Quadro C – Dati dell’immobile: tipo catastale, comuni, rendita catastale, superficie; va inserito il codice Ateco per gli immobili strumentali
    • Quadro D – Dati del contratto: data di stipula, decorrenza, durata, canone mensile e annuo, eventuali pertinenze, tipo di contratto (libero, concordato, transitorio)
    • Quadro E – Opzione per la cedolare secca: si indica l’aliquota prescelta (21% o 10%) e si dichiara di rinunciare agli aggiornamenti ISTAT per tutta la durata
    • Quadro F – Liquidazione dell’imposta: riepilogo importi dovuti, codici tributo, modalità di pagamento (F24 Elide o addebito in conto)

    Come inviare il Modello RLI

    Dal 1° gennaio 2016 la registrazione telematica è obbligatoria per i soggetti che hanno almeno 10 contratti da registrare (agenzie, grandi proprietari). I privati con meno di 10 contratti possono scegliere tra:

    • Registrazione online tramite RLI Web (sul portale dell’Agenzia delle Entrate, area riservata con SPID, CIE o CNS): è il sistema più comodo e gratuito
    • Software RLI scaricabile dal sito dell’Agenzia delle Entrate: permette di compilare e inviare il file telematicamente
    • Presso lo sportello dell’Agenzia delle Entrate competente per territorio (in caso di impossibilità di accesso telematico, previo appuntamento)
    • Tramite intermediario abilitato (CAF, commercialista, patronato): il delegato si occupa di tutto, dalla compilazione all’invio e al versamento dell’imposta

    Allegati obbligatori al Modello RLI: il contratto di locazione in originale (o copia) deve essere allegato alla registrazione. In caso di registrazione telematica, si allega il file PDF scansionato del contratto firmato. In caso di contratto di locazione a canone concordato, occorre anche allegare la attestazione dell’accordo territoriale sottoscritta dalle associazioni di categoria dei proprietari e degli inquilini.

    F24 Elide: come versare l’imposta, codici tributo

    Il versamento dell’imposta di registro sui contratti di locazione avviene tramite modello F24 Elide (Elementi Identificativi), non il classico F24 ordinario. Il modello F24 Elide è specifico per i tributi collegati a specifici atti o contratti e permette all’Agenzia delle Entrate di abbinare il versamento alla pratica di registrazione.

    Codici tributo F24 Elide per contratti di locazione

    Causale / Tipo tributoCodice tributo F24 Elide
    Imposta di registro – primo versamento (registrazione)1500
    Imposta di registro – annualità successive1501
    Imposta di registro – cessione del contratto1502
    Imposta di registro – risoluzione anticipata1503
    Imposta di registro – proroga del contratto1504
    Imposta di bollo (sulle copie del contratto)1505
    Sanzione da ravvedimento operoso1506
    Interessi da ravvedimento operoso1507
    Cedolare secca – primo versamento (con registrazione)1840
    Cedolare secca – annualità successive1841
    Cedolare secca – risoluzione anticipata1842
    Cedolare secca – proroga1843

    Come compilare il campo “Elementi identificativi” dell’F24 Elide: in questo campo va inserito il codice identificativo del contratto (che viene assegnato dall’Agenzia delle Entrate al momento della registrazione, o che è riportato sulla ricevuta di registrazione telematica). Per la prima registrazione, prima che il codice sia assegnato, lasciare il campo vuoto se si versa contestualmente alla registrazione telematica.

    Tipi di contratto abitativo: 4+4, 3+2 canone concordato, transitori

    La normativa di riferimento per le locazioni abitative è la Legge 9 dicembre 1998 n. 431 (Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo). Essa prevede diversi tipi di contratto, ognuno con regole specifiche su durata, canone e registrazione.

    Contratto a canone libero (4+4)

    Il tipo più diffuso: durata minima 4 anni + rinnovo automatico di altri 4 anni. Il canone è liberamente concordato tra le parti. Non ci sono vincoli di importo, ma il locatore non può aumentarlo al di là degli aggiornamenti ISTAT (tranne in cedolare secca, dove nemmeno quello è consentito). La registrazione deve avvenire entro 30 giorni dalla decorrenza. L’imposta di registro è il 2% del canone annuo.

    Contratto a canone concordato (3+2)

    Riservato ai Comuni ad alta tensione abitativa (individuati con DPCM, circa 650 Comuni italiani): il canone è fissato entro fasce stabilite dagli accordi territoriali tra associazioni di proprietari e conduttori (ad es. CONFEDILIZIA, SUNIA, CGIL-Casa). La durata minima è 3 anni + rinnovo di 2 anni. Il vantaggio fiscale è doppio: se si opta per la cedolare secca, l’aliquota scende al 10% (invece del 21%). Inoltre, il locatore in regime ordinario beneficia di una riduzione del 30% sulla base imponibile IRPEF del reddito da locazione nei Comuni ad alta densità abitativa.

    Contratti transitori e per studenti universitari

    I contratti transitori hanno durata da 1 a 18 mesi e sono destinati a soddisfare esigenze abitative temporanee, documentate (motivi di lavoro, salute, studio). Anch’essi rientrano nella disciplina della L. 431/1998, art. 5. I contratti per studenti universitari fuori sede hanno durata da 6 mesi a 3 anni, rinnovabili. Anche questi contratti, se di durata superiore a 30 giorni, devono essere registrati entro i 30 giorni dalla decorrenza.

    Contratti a uso non abitativo

    I contratti di locazione di immobili ad uso non abitativo (negozi, uffici, laboratori, magazzini, capannoni) sono regolati dal Codice Civile (artt. 1571-1606 c.c.) e, per le attività commerciali, dalla Legge 27 luglio 1978 n. 392 (Equo Canone, tutt’ora applicabile per i profili di tutela del conduttore). La durata minima è di 6 anni (o 9 anni per strutture ricettive-alberghiere), con rinnovo automatico per uguale periodo, salvo disdetta.

    Per questi contratti la cedolare secca non è ammessa: si applica obbligatoriamente l’imposta di registro all’1% (per immobili strumentali soggetti a IVA) o al 2% (per immobili strumentali esenti IVA). L’imposta va versata con F24 Elide codice 1500 per la prima annualità, e 1501 per quelle successive. L’obbligo di registrazione vale entro i soliti 30 giorni dalla decorrenza del contratto.

    Sanzioni per omessa o tardiva registrazione

    Le conseguenze di non registrare il contratto di affitto nei termini sono significative, sia fiscali sia civilistiche. L’art. 69 del TUR prevede sanzioni specifiche per la mancata registrazione.

    Tipo di inadempimentoSanzione baseSanzione ridotta con ravvedimento
    Omessa registrazione (oltre 30 giorni)dal 120% al 240% dell’imposta dovutaDipende dal ritardo (vedi ravvedimento)
    Tardiva registrazione (ritardo minimo)dal 60% al 120% dell’impostaRiduzioni applicabili
    Dichiarazione di canone inferiore al realedal 200% al 400% della maggiore impostaNon sempre ammesso ravvedimento

    Oltre alle sanzioni fiscali, la mancata registrazione ha effetti civilistici gravissimi: ai sensi dell’art. 1, comma 346 della L. 311/2004, i contratti di locazione non registrati sono nulli. Questa nullità può essere fatta valere da entrambe le parti, con la conseguenza che il conduttore potrebbe chiedere la restituzione di tutti i canoni pagati (configurando un arricchimento senza causa del locatore). In più, come già accennato, il locatore che non ha registrato il contratto non può avviare una procedura di sfratto per morosità del conduttore.

    Ravvedimento operoso: come regolarizzare in ritardo

    Se hai superato il termine del 4 maggio 2026 senza registrare il contratto, non tutto è perduto: puoi ricorrere al ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997), che consente di sanare la posizione con una sanzione ridotta rispetto a quella ordinaria, purché l’irregolarità non sia già stata contestata dall’Agenzia delle Entrate.

    Tempistica del ravvedimentoSanzione ridottaRiduzione rispetto al 120%
    Entro 14 giorni dal termine (ravvedimento sprint)1/15 del 15% = 1% per giornoMassima riduzione
    Dal 15° al 30° giorno (ravvedimento breve)1/10 del 30% = 3%Alta riduzione
    Dal 31° giorno al 90° giorno1/9 del 30% = 3,33%Buona riduzione
    Dal 91° giorno fino a 1 anno1/8 del 90% = 11,25%Riduzione media
    Dopo 1 anno fino a 2 anni1/7 del 90% = 12,86%Riduzione minore
    Oltre 2 anni1/6 del 120% = 20%Riduzione base

    Al ravvedimento si aggiungono gli interessi moratori calcolati sul tributo non versato, al tasso legale vigente (dal 1° gennaio 2024 il tasso legale è stato fissato al 2,5% annuo). Sia la sanzione ridotta sia gli interessi si versano con i codici tributo 1506 e 1507 dell’F24 Elide. Il ravvedimento è possibile solo se il contribuente si auto-denuncia prima di ricevere un accertamento o una comunicazione formale dall’Agenzia delle Entrate.

    Proroghe e rinnovi: obblighi e scadenze

    La proroga del contratto di locazione deve essere comunicata all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla scadenza, anche quando avviene tacitamente (per silenzio dei contraenti). Lo stesso vale per la cessione del contratto (cambio del conduttore o del locatore) e per la risoluzione anticipata consensuale.

    • Proroga espressa o tacita: comunicare entro 30 giorni dalla scadenza originale; usare il codice tributo 1504 per versare l’imposta di registro sulla proroga (2% del canone annuo se non si è in cedolare secca, oppure il codice 1843 se si è in cedolare secca)
    • Risoluzione anticipata: comunicare entro 30 giorni; si versa eventuale imposta residua (tributo 1503) o si ottiene rimborso delle annualità versate in anticipo
    • Cessione del contratto: comunicare entro 30 giorni; si applica l’imposta di registro nella misura fissa di 200 euro (tributo 1502)
    • Subentro per successione: se il locatore o il conduttore decede, gli eredi devono comunicare il subentro entro 30 giorni; non si paga nuova imposta di registro

    Una casistica frequente riguarda i contratti con rinnovo automatico alla scadenza del primo periodo (es. 4+4): se entrambe le parti non hanno comunicato disdetta nei termini, il contratto si rinnova automaticamente per altri 4 anni e il locatore deve comunicare il rinnovo all’Agenzia delle Entrate versando una nuova annualità di imposta di registro (oppure comunicando il mantenimento dell’opzione cedolare secca). Se il rinnovo avviene in aprile 2026, la comunicazione e il versamento devono avvenire entro il 4 maggio 2026.

    Registrazione contratto di affitto con il CAF: come fare

    Registrare un contratto di locazione richiede attenzione nella compilazione del Modello RLI, nella scelta del regime fiscale (ordinario o cedolare secca) e nel versamento dell’imposta con i codici tributo corretti. Un errore nella compilazione può portare a rigetti della registrazione, sanzioni o perdita di vantaggi fiscali. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

    • Registrazione online del contratto di locazione tramite modello RLI Web
    • Calcolo dell’imposta di registro o della cedolare secca più conveniente per la tua situazione
    • Compilazione e invio telematico del modello F24 Elide
    • Comunicazione di proroghe, rinnovi e risoluzioni entro i termini di legge
    • Ravvedimento operoso per contratti già in ritardo
    • Consulenza sulla dichiarazione dei redditi per i proventi da locazione (Quadro B del modello 730 o PF)

    Non aspettare l’ultimo momento: il 4 maggio 2026 è vicino. Contattaci oggi stesso per registrare il tuo contratto in tempo e in modo corretto.

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    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sulla Registrazione del Contratto di Affitto

    Entro quando devo registrare un contratto di affitto stipulato il 4 aprile 2026?

    Il termine è di 30 giorni dalla data di stipula o decorrenza. Per un contratto stipulato o con decorrenza il 4 aprile 2026, la scadenza è il 4 maggio 2026 (lunedì, primo giorno lavorativo utile poiché il 1 maggio è festivo e il 2-3 maggio sono sabato e domenica).

    Cosa succede se non registro il contratto di affitto nei 30 giorni?

    Il contratto non registrato è nullo ai sensi dell’art. 1, comma 346 della L. 311/2004. Oltre alla nullità civile, si applicano sanzioni fiscali dal 120% al 240% dell’imposta dovuta. Il locatore non può avviare procedure di sfratto. È possibile regolarizzare con il ravvedimento operoso prima di ricevere accertamenti dall’Agenzia delle Entrate.

    Conviene la cedolare secca o il regime ordinario con imposta di registro?

    Per un locatore persona fisica con reddito elevato, la cedolare secca al 21% è quasi sempre più conveniente dell’IRPEF ordinaria (aliquote dal 23% al 43%) più l’imposta di registro al 2%. Per contratti a canone concordato la cedolare scende al 10%: vantaggio ancora maggiore. Fanno eccezione i casi in cui il locatore ha redditi molto bassi con IRPEF al 23% e l’imposta di registro è poca: in quel caso conviene fare un calcolo specifico.

    Devo registrare anche il rinnovo automatico del contratto 4+4?

    Sì. Quando il contratto 4+4 si rinnova automaticamente (perché nessuna delle parti ha comunicato la disdetta nei termini), il locatore deve comunicare il rinnovo all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla scadenza del primo periodo, versando una nuova annualità di imposta di registro (codice tributo 1501) o mantenendo l’opzione cedolare secca (codice 1841).

    Posso registrare il contratto di affitto da solo o devo andare al CAF?

    Puoi registrarlo autonomamente tramite il servizio RLI Web sul portale dell’Agenzia delle Entrate (con SPID, CIE o CNS) oppure usando il software RLI scaricabile. Tuttavia, per evitare errori nella compilazione, nella scelta del regime fiscale e nel calcolo dell’imposta, è consigliabile rivolgersi a un CAF o a un intermediario abilitato, specialmente per contratti complessi o quando si vuole optare per la cedolare secca.


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    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella registrazione del contratto di locazione, nel calcolo dell’imposta e nella scelta del regime fiscale più conveniente. Contattaci prima della scadenza del 4 maggio 2026.

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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
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      robert poletto
      17/07/2026
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      Fantastici
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      Geanina Gaita
      16/07/2026
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      Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato

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      Maggio 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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      CAF

      Rimborso Eccedenze Cedolare Secca nel Modello 730: Come Funziona e Quando Spetta

      cedolare secca

      Quando si opta per la cedolare secca sugli affitti, si sceglie un regime fiscale semplificato che prevede il pagamento di un’imposta sostitutiva del 21% (o 10% per contratti a canone concordato) in luogo dell’IRPEF ordinaria. Ma cosa succede quando l’imposta versata tramite acconti risulta superiore a quella effettivamente dovuta? In questo caso si genera un’eccedenza di cedolare secca, che il contribuente ha diritto di recuperare tramite rimborso o compensazione nel Modello 730.

      Questa situazione è più frequente di quanto si pensi: basti pensare a chi ha cessato anticipatamente il contratto di locazione, riducendo i canoni incassati rispetto alle previsioni, oppure a chi ha versato acconti calcolati su redditi sovrastimati. In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine, vediamo nel dettaglio quando si genera un’eccedenza di cedolare secca, come recuperarla nel 730/2026, quali righi compilare, i tempi di rimborso e tutti i casi pratici con esempi di calcolo.

      Scoprirai anche le differenze tra credito cedolare e credito IRPEF, le modalità di utilizzo del credito e le verifiche da effettuare per evitare errori che potrebbero ritardare il rimborso o generare contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.

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      Indice dei contenuti

      1. Cos’è la cedolare secca e come funziona
      2. Quando si genera un’eccedenza di cedolare secca
      3. Come calcolare l’eccedenza di cedolare secca
      4. Quali righi del 730 compilare per recuperare l’eccedenza
      5. Rimborso o compensazione: quale scegliere
      6. Tempi di rimborso dell’eccedenza cedolare secca
      7. Esempi pratici di calcolo eccedenze
      8. Differenze tra credito cedolare e credito IRPEF
      9. Errori comuni da evitare
      10. Domande Frequenti

      Cos’è la cedolare secca e come funziona

      La cedolare secca è un regime fiscale opzionale riservato ai proprietari di immobili ad uso abitativo che concedono l’immobile in locazione a persone fisiche per destinazione abitativa. Si tratta di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF, delle addizionali regionali e comunali, dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo, che ordinariamente andrebbero pagate sul contratto di affitto.

      L’aliquota della cedolare secca può essere del 21% per i contratti a canone libero, oppure del 10% per i contratti a canone concordato (stipulati nei comuni ad alta densità abitativa secondo gli accordi territoriali). L’opzione per la cedolare secca va esercitata al momento della registrazione del contratto di locazione oppure, per i contratti già in corso, in sede di proroga o al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi.

      Una volta esercitata l’opzione, il canone di locazione annuo viene moltiplicato per l’aliquota applicabile (21% o 10%) per determinare l’imposta dovuta. Questa imposta si paga attraverso due modalità:

      • Saldo: a conguaglio in sede di dichiarazione dei redditi, entro le scadenze del 730 o del Modello Redditi
      • Acconti: versamenti anticipati calcolati in base all’imposta dell’anno precedente, da effettuare entro il 30 giugno (primo acconto, pari al 40% del dovuto) e il 30 novembre (secondo acconto, pari al 60% del dovuto)

      È proprio il meccanismo degli acconti a generare, in alcuni casi, le eccedenze di cedolare secca. Se gli acconti versati risultano superiori all’imposta effettivamente dovuta per l’anno di riferimento, il contribuente ha diritto al rimborso dell’eccedenza o alla sua compensazione con altri debiti fiscali.

      Quando si genera un’eccedenza di cedolare secca

      Un’eccedenza di cedolare secca si verifica quando l’ammontare delle imposte già versate (tramite acconti o ritenute) risulta superiore all’imposta effettivamente dovuta per l’anno d’imposta considerato. Questa situazione può verificarsi in diversi scenari, che è importante conoscere per prevenire o gestire correttamente il credito maturato.

      Casi più frequenti di eccedenza cedolare secca

      1. Cessazione anticipata del contratto di locazione

      Il caso più comune è quello del contratto di affitto risolto anticipatamente. Supponiamo che Mario abbia un immobile locato a 12.000 euro annui (1.000 euro al mese) con cedolare secca al 21%. A giugno 2025 ha versato il primo acconto di 1.008 euro (40% di 2.520 euro, l’imposta dell’anno precedente). Tuttavia, il contratto viene disdetto dal conduttore a fine agosto 2025, per cui Mario incassa solo 8 mensilità (8.000 euro). L’imposta effettivamente dovuta per il 2025 è quindi 1.680 euro (21% di 8.000), ma Mario ha già versato 1.008 euro di acconto. Se avesse versato anche il secondo acconto a novembre (1.512 euro), avrebbe un’eccedenza significativa da recuperare.

      2. Riduzione del canone concordato

      Un altro scenario tipico riguarda i contratti a canone concordato, soggetti a cedolare al 10%. Se il proprietario, per mantenere il conduttore o per difficoltà di mercato, accetta di ridurre il canone rispetto all’anno precedente, gli acconti calcolati sul canone originario risulteranno eccessivi, generando un’eccedenza.

      3. Immobile sfitto per parte dell’anno

      Se l’immobile resta sfitto per alcuni mesi dell’anno (ad esempio tra la fine di un contratto e l’inizio del successivo), i canoni effettivamente percepiti saranno inferiori a quelli previsti per l’intero anno, ma gli acconti potrebbero essere stati calcolati sull’intero canone annuale previsto.

      4. Errore di calcolo degli acconti

      In alcuni casi, l’eccedenza nasce da un errore di calcolo degli acconti da parte del contribuente o del CAF, che ha sovrastimato l’imposta dovuta. Questo può accadere quando si applica erroneamente l’aliquota del 21% invece del 10% (o viceversa), oppure quando si include nel calcolo un immobile che invece non è più locato.

      5. Passaggio da regime ordinario a cedolare secca

      Un caso particolare si verifica quando il contribuente passa dal regime ordinario IRPEF alla cedolare secca in corso d’anno. In questo caso, se aveva già versato acconti IRPEF sui redditi da locazione, potrebbe ritrovarsi con un’eccedenza IRPEF da compensare (o eventualmente un minor debito cedolare).

      Come calcolare l’eccedenza di cedolare secca

      Il calcolo dell’eccedenza di cedolare secca richiede di confrontare l’imposta dovuta per l’anno di riferimento con le somme già versate a titolo di acconto. La formula è semplice:

      Eccedenza = Acconti versati – Imposta dovuta

      Vediamo i passaggi nel dettaglio:

      Step 1: Calcolare l’imposta dovuta per l’anno 2025

      L’imposta dovuta si calcola applicando l’aliquota della cedolare secca (21% o 10%) al canone di locazione effettivamente percepito nell’anno 2025. È importante considerare solo i canoni effettivamente incassati (o maturati, in base al principio di cassa), escludendo eventuali mensilità non pagate dal conduttore.

      Formula:
      Imposta dovuta = Canone annuo percepito × Aliquota (21% o 10%)

      Esempio:
      Canone mensile: 800 euro
      Mesi di locazione nel 2025: 10 mesi (da gennaio a ottobre, poi disdetta)
      Canone annuo percepito: 800 × 10 = 8.000 euro
      Aliquota cedolare: 21%
      Imposta dovuta = 8.000 × 21% = 1.680 euro

      Step 2: Sommare gli acconti versati nel 2025

      Gli acconti cedolare secca per l’anno 2025 si compongono di due rate:

      • Primo acconto: 40% dell’imposta dovuta nell’anno precedente (2024), versato entro il 30 giugno 2025 (o 30 luglio con maggiorazione 0,4%)
      • Secondo acconto: 60% dell’imposta dovuta nell’anno precedente (2024), versato entro il 30 novembre 2025

      Esempio:
      Imposta cedolare 2024: 2.520 euro
      Primo acconto 2025 (40%): 2.520 × 40% = 1.008 euro (versato a giugno 2025)
      Secondo acconto 2025 (60%): 2.520 × 60% = 1.512 euro (versato a novembre 2025)
      Totale acconti versati = 1.008 + 1.512 = 2.520 euro

      Step 3: Calcolare l’eccedenza

      A questo punto, confrontiamo gli acconti versati con l’imposta effettivamente dovuta:

      Eccedenza = 2.520 euro (acconti) – 1.680 euro (imposta dovuta) = 840 euro

      Questo importo di 840 euro rappresenta il credito di cedolare secca che il contribuente può recuperare tramite il Modello 730/2026, richiedendo il rimborso in busta paga o sulla pensione, oppure utilizzandolo in compensazione con altri debiti fiscali (F24).

      È fondamentale conservare tutta la documentazione che giustifica il calcolo: contratto di locazione, disdetta, ricevute di pagamento dei canoni, F24 di versamento degli acconti. Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua questi calcoli in modo preciso, verificando ogni dato e garantendo la corretta compilazione del 730.

      Quali righi del 730 compilare per recuperare l’eccedenza

      Per recuperare l’eccedenza di cedolare secca tramite il Modello 730/2026, è necessario compilare correttamente i righi specifici dedicati ai redditi da locazione e al calcolo dell’imposta sostitutiva. La corretta compilazione garantisce che il credito venga riconosciuto dall’Agenzia delle Entrate e rimborsato nei tempi previsti.

      Quadro B – Redditi dei fabbricati

      Il Quadro B del 730 è dedicato ai redditi fondiari, cioè ai redditi derivanti dal possesso di terreni e fabbricati. Per gli immobili concessi in locazione con opzione per la cedolare secca, devi compilare:

      • Colonna 1: Tipologia del reddito (codice “2” per immobili locati)
      • Colonna 2: Utilizzo (lasciare in bianco se l’immobile è locato)
      • Colonna 3: Percentuale di possesso
      • Colonna 4: Codice canone (codice “3” per cedolare secca al 21%, codice “4” per cedolare secca al 10%)
      • Colonna 6: Canone di locazione annuo effettivamente percepito
      • Colonna 8: Numero di giorni di locazione nell’anno (per contratti non annuali)

      Attenzione: Nel rigo B6, se hai optato per la cedolare secca, non devi indicare la rendita catastale, ma solo il canone di locazione nella colonna 6. La rendita catastale va indicata solo se l’immobile è soggetto a tassazione ordinaria IRPEF.

      Sezione II del Quadro B – Dati relativi ai contratti di locazione

      Nella Sezione II del Quadro B devi fornire ulteriori dettagli sul contratto di locazione:

      • Rigo B8: Estremi di registrazione del contratto (ufficio, anno, serie, numero, sottonumero)
      • Rigo B9: Continuazione dell’indicazione dei dati catastali (se più immobili)
      • Rigo B10: Indicazione del codice fiscale del conduttore (se richiesto)

      Quadro F – Acconti, ritenute e eccedenze

      Il Quadro F è fondamentale per il recupero dell’eccedenza. In questa sezione vanno indicati tutti gli acconti versati e le ritenute subite, nonché eventuali eccedenze risultanti dalla precedente dichiarazione. I righi principali sono:

      • Rigo F4: Acconti cedolare secca versati (primo e secondo acconto)
      • Colonna 1: Totale acconti cedolare secca versati per il 2025
      • Colonna 2: Eventuale eccedenza di cedolare secca risultante dal 730/2025 (anno precedente)

      Esempio pratico:
      Se hai versato 2.520 euro di acconti cedolare nel 2025 (1.008 + 1.512), indicherai 2.520 euro nella colonna 1 del rigo F4. Se inoltre hai un’eccedenza dell’anno precedente (2024) pari a 300 euro, indicherai 300 euro nella colonna 2.

      Rigo F6 – Calcolo dell’eccedenza e scelta del rimborso

      Nel rigo F6 il programma del 730 calcola automaticamente se hai diritto a un rimborso o se devi effettuare un versamento a saldo. Se risulta un’eccedenza, devi indicare come intendi utilizzarla:

      • Casella “Rimborso”: spuntare se vuoi ricevere il rimborso direttamente in busta paga o sulla pensione (opzione consigliata per lavoratori dipendenti e pensionati)
      • Casella “Utilizzo in compensazione”: spuntare se preferisci utilizzare il credito in compensazione orizzontale tramite F24 (ad esempio per pagare IMU, TARI, contributi INPS)

      Attenzione: La scelta tra rimborso e compensazione è vincolante. Una volta presentato il 730, non puoi modificarla. Valuta bene quale opzione è più conveniente per te: il rimborso è immediato (entro luglio-agosto), mentre la compensazione richiede l’utilizzo tramite F24 entro i termini di legge (16 del mese successivo alla scadenza del tributo da pagare).

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione di tutti questi righi, verificando la correttezza dei dati e suggerendoti la scelta più conveniente tra rimborso e compensazione in base alla tua situazione fiscale complessiva.

      Rimborso o compensazione: quale scegliere

      Quando risulta un’eccedenza di cedolare secca dal Modello 730, il contribuente può scegliere tra due modalità di recupero del credito maturato: il rimborso diretto oppure l’utilizzo in compensazione. La scelta dipende dalla propria situazione fiscale, dalla presenza di altri debiti tributari e dai tempi di recupero desiderati.

      Rimborso diretto in busta paga o sulla pensione

      Il rimborso diretto è la modalità più semplice e immediata per recuperare l’eccedenza di cedolare secca, ed è riservata a chi presenta il 730 con sostituto d’imposta (lavoratori dipendenti, pensionati, percettori di NASPI o altri redditi assimilati). In questo caso, il datore di lavoro o l’ente pensionistico provvede a erogare il rimborso direttamente nella busta paga di luglio o agosto 2026 (o nel cedolino della pensione dello stesso periodo).

      Vantaggi del rimborso:

      • Tempistica rapida: il rimborso arriva entro 2-3 mesi dalla presentazione del 730
      • Nessun adempimento aggiuntivo: non devi fare nulla, il sostituto d’imposta provvede automaticamente
      • Liquidità immediata: ricevi il denaro direttamente sul conto corrente (se la busta paga è accreditata) o in contanti (se ritiri il cedolino)

      Svantaggi del rimborso:

      • Non utilizzabile per chi non ha sostituto: se sei un lavoratore autonomo senza datore di lavoro, o se il rapporto di lavoro è cessato prima del rimborso, non puoi scegliere questa modalità
      • Importo fisso: ricevi tutto in un’unica soluzione, senza possibilità di dilazionare il recupero

      Utilizzo in compensazione orizzontale con F24

      L’utilizzo in compensazione consiste nell’impiegare il credito di cedolare secca per pagare altri tributi tramite il modello F24. Questa modalità è obbligatoria per chi presenta il 730 senza sostituto d’imposta o il Modello Redditi, ma può essere scelta anche volontariamente da chi ha diritto al rimborso.

      Il credito può essere utilizzato in compensazione orizzontale, cioè per pagare tributi di natura diversa (non solo imposte sui redditi, ma anche contributi INPS, IMU, TARI, bollo auto, ecc.). Tuttavia, esistono dei limiti:

      • Limite annuale di 5.000 euro: per crediti superiori a questa soglia, è necessario il visto di conformità del CAF o del commercialista
      • Limite di 2.000 euro per compensazione INPS: per crediti fiscali utilizzati per pagare contributi previdenziali
      • Termine di utilizzo: il credito può essere utilizzato a partire dal 10° giorno successivo alla presentazione del 730 (o dal giorno di presentazione del Modello Redditi) e non oltre il 31 dicembre dell’anno successivo (nel nostro caso, entro il 31 dicembre 2027)

      Vantaggi della compensazione:

      • Flessibilità: puoi utilizzare il credito quando ne hai bisogno, per pagare i tributi che preferisci
      • Nessuna attesa: non devi aspettare il rimborso, usi il credito direttamente in F24
      • Utilizzo multiplo: puoi frazionare il credito su più F24 (ad esempio, usare 300 euro per l’IMU di giugno e 540 euro per la TARI di settembre)

      Svantaggi della compensazione:

      • Richiede competenze tecniche: devi saper compilare correttamente il modello F24 indicando i codici tributo giusti
      • Visto di conformità: per crediti superiori a 5.000 euro, devi rivolgerti a un CAF o commercialista
      • Termine di utilizzo: se non usi il credito entro il 31 dicembre 2027, lo perdi (anche se è raro che ciò accada)

      Quale opzione conviene scegliere

      La scelta tra rimborso e compensazione dipende dalla tua situazione:

      • Scegli il rimborso se sei lavoratore dipendente o pensionato, preferisci la semplicità e vuoi ricevere il denaro in tempi rapidi senza fare nulla
      • Scegli la compensazione se hai altri debiti fiscali da pagare (IMU, TARI, contributi INPS), non hai un sostituto d’imposta, oppure preferisci gestire il credito in modo flessibile

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti consiglia la scelta migliore in base alla tua situazione fiscale complessiva, valutando anche eventuali debiti in scadenza e opportunità di ottimizzazione fiscale.

      Tempi di rimborso dell’eccedenza cedolare secca

      I tempi di rimborso dell’eccedenza di cedolare secca variano a seconda della modalità di presentazione della dichiarazione e della scelta effettuata tra rimborso diretto e compensazione. Conoscere le tempistiche è importante per pianificare la propria liquidità e sapere quando aspettarsi il denaro.

      Rimborso tramite 730 con sostituto d’imposta

      Se hai presentato il 730 con sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) e hai scelto il rimborso, i tempi sono i seguenti:

      • 730 presentato entro il 31 maggio 2026: rimborso in busta paga o cedolino pensione di luglio 2026
      • 730 presentato tra il 1° giugno e il 20 giugno 2026: rimborso in busta paga o cedolino pensione di agosto 2026
      • 730 presentato dopo il 20 giugno 2026: rimborso in busta paga o cedolino pensione di settembre 2026 o mesi successivi (a seconda della data di presentazione)

      Il rimborso viene erogato in un’unica soluzione dal sostituto d’imposta, che recupera poi l’importo dall’Agenzia delle Entrate tramite il sistema di compensazione mensile.

      Rimborso tramite Modello Redditi o 730 senza sostituto

      Se hai presentato il Modello Redditi (ex Unico) oppure il 730 senza sostituto d’imposta, il rimborso dell’eccedenza di cedolare secca avviene direttamente dall’Agenzia delle Entrate tramite accredito sul conto corrente indicato nella dichiarazione. I tempi sono significativamente più lunghi:

      • Dichiarazione presentata entro settembre 2026: rimborso entro 6-12 mesi dalla presentazione (generalmente tra febbraio e giugno 2027)
      • Dichiarazione presentata oltre settembre 2026: rimborso entro 12-18 mesi dalla presentazione

      L’Agenzia delle Entrate comunica l’avvenuto rimborso tramite una ricevuta di liquidazione visibile nell’area riservata del sito o tramite l’app Agenzia Entrate Mobile. È importante verificare che l’IBAN indicato nel 730 sia corretto e attivo, altrimenti il rimborso potrebbe essere respinto e dover essere richiesto nuovamente.

      Compensazione con F24

      Se hai scelto l’utilizzo in compensazione, non c’è un “tempo di rimborso” vero e proprio, poiché sei tu a decidere quando utilizzare il credito. Tuttavia, ci sono delle regole temporali da rispettare:

      • Primo utilizzo: puoi iniziare a utilizzare il credito dal 10° giorno successivo alla presentazione del 730 (o dalla data di presentazione del Modello Redditi)
      • Ultimo utilizzo: il credito deve essere utilizzato entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui è stato generato (nel caso dell’eccedenza 2025, entro il 31 dicembre 2027)

      Ad esempio, se presenti il 730 il 15 giugno 2026, puoi utilizzare il credito di cedolare secca in F24 a partire dal 25 giugno 2026 e fino al 31 dicembre 2027.

      Cosa fare se il rimborso non arriva

      Se hai scelto il rimborso tramite sostituto d’imposta ma l’importo non compare nella busta paga nei tempi previsti, le cause possono essere:

      • Errori nella compilazione del 730: verifica che i dati siano corretti e che non ci siano incongruenze
      • Controlli automatici: l’Agenzia delle Entrate potrebbe aver sospeso il rimborso per controlli (riceverai una comunicazione)
      • Rapporto di lavoro cessato: se il rapporto è terminato dopo la presentazione del 730, il sostituto non può erogare il rimborso (dovrai richiederlo direttamente all’Agenzia)

      In questi casi, puoi verificare lo stato del rimborso accedendo all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate, sezione “Consultazione delle dichiarazioni”. Se il problema persiste, il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella richiesta di chiarimenti o nella presentazione di un’istanza di rettifica.

      Esempi pratici di calcolo eccedenze

      Per comprendere meglio come funziona il calcolo dell’eccedenza di cedolare secca, vediamo alcuni esempi pratici basati su situazioni reali che si verificano frequentemente.

      Esempio 1: Contratto risolto anticipatamente

      Situazione: Laura possiede un appartamento che affitta a 900 euro al mese con cedolare secca al 21%. Nel 2024 ha percepito l’intero canone annuo (10.800 euro), versando un’imposta di 2.268 euro (10.800 × 21%). A giugno 2025 ha versato il primo acconto di 907 euro (40% di 2.268) e a novembre 2025 il secondo acconto di 1.361 euro (60% di 2.268). Tuttavia, a settembre 2025 il conduttore disdice il contratto, per cui Laura incassa solo 9 mensilità (8.100 euro).

      Calcolo:

      • Canone effettivo 2025: 900 × 9 = 8.100 euro
      • Imposta dovuta 2025: 8.100 × 21% = 1.701 euro
      • Acconti versati 2025: 907 + 1.361 = 2.268 euro
      • Eccedenza = 2.268 – 1.701 = 567 euro

      Laura può recuperare 567 euro tramite il 730/2026, scegliendo tra rimborso in busta paga (se è lavoratrice dipendente) o utilizzo in compensazione.

      Esempio 2: Riduzione del canone concordato

      Situazione: Marco ha un immobile in una zona ad alta tensione abitativa e applica la cedolare secca al 10% su un contratto a canone concordato. Nel 2024 il canone era di 600 euro al mese (7.200 euro annui), con imposta di 720 euro. Nel 2025, per trattenere il conduttore, riduce il canone a 500 euro al mese (6.000 euro annui). Ha già versato gli acconti calcolati sul canone precedente: 288 euro (primo acconto) + 432 euro (secondo acconto) = 720 euro totali.

      Calcolo:

      • Canone effettivo 2025: 500 × 12 = 6.000 euro
      • Imposta dovuta 2025: 6.000 × 10% = 600 euro
      • Acconti versati 2025: 720 euro
      • Eccedenza = 720 – 600 = 120 euro

      Marco recupera 120 euro nel 730/2026. Anche se l’importo è modesto, è comunque un diritto e conviene recuperarlo (soprattutto se si sceglie il rimborso automatico).

      Esempio 3: Immobile sfitto per alcuni mesi

      Situazione: Giulia possiede un bilocale che affitta a 750 euro al mese con cedolare secca al 21%. Nel 2024 l’immobile è stato locato per tutto l’anno (9.000 euro annui), con imposta di 1.890 euro. A marzo 2025 il contratto termina e Giulia trova un nuovo conduttore solo a luglio 2025. Nel 2025 incassa quindi 9 mensilità (da gennaio a marzo con il vecchio inquilino, da luglio a dicembre con il nuovo): 6.750 euro. Ha già versato acconti per 1.890 euro (756 + 1.134).

      Calcolo:

      • Canone effettivo 2025: 750 × 9 = 6.750 euro
      • Imposta dovuta 2025: 6.750 × 21% = 1.418 euro (arrotondato)
      • Acconti versati 2025: 1.890 euro
      • Eccedenza = 1.890 – 1.418 = 472 euro

      Giulia recupera 472 euro tramite il 730/2026. Questo esempio dimostra che anche periodi di sfitto relativamente brevi possono generare eccedenze significative.

      Esempio 4: Passaggio da regime ordinario a cedolare secca

      Situazione: Stefano nel 2024 tassava i canoni di locazione con il regime ordinario IRPEF, versando IRPEF e addizionali sui redditi fondiari. Nel 2025 decide di optare per la cedolare secca al 21%. Ha un immobile locato a 1.000 euro al mese (12.000 euro annui). Nel 2024, con aliquota IRPEF marginale del 35%, aveva versato acconti per 4.200 euro. Nel 2025, con cedolare al 21%, l’imposta dovuta è solo 2.520 euro (12.000 × 21%).

      Calcolo:

      • Imposta cedolare dovuta 2025: 2.520 euro
      • Acconti IRPEF versati (non applicabili alla cedolare): 0 euro (vanno in detrazione IRPEF generale)
      • Acconti cedolare versati 2025: 0 euro (primo anno di opzione)
      • Saldo cedolare da versare: 2.520 euro

      In questo caso non si genera un’eccedenza di cedolare secca, ma Stefano avrà un credito IRPEF derivante dagli acconti IRPEF versati nel 2024, che potrà recuperare nella parte IRPEF del 730. È importante non confondere i due crediti: quello IRPEF e quello cedolare sono separati e non compensabili tra loro.

      Differenze tra credito cedolare e credito IRPEF

      Una delle domande più frequenti riguarda le differenze tra il credito di cedolare secca e il credito IRPEF. Anche se entrambi sono crediti fiscali recuperabili tramite il 730, hanno caratteristiche, modalità di calcolo e utilizzo diverse. È fondamentale non confonderli per evitare errori nella compilazione della dichiarazione.

      Natura giuridica

      Il credito IRPEF deriva dall’eccedenza di imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) versata rispetto a quella effettivamente dovuta. L’IRPEF è un’imposta progressiva che si calcola applicando aliquote crescenti agli scaglioni di reddito complessivo (23%, 25%, 35%, 43%). Include anche le addizionali regionali e comunali.

      Il credito cedolare secca, invece, deriva dall’eccedenza di imposta sostitutiva versata sui canoni di locazione. La cedolare secca è un’imposta proporzionale (aliquota fissa del 21% o 10%) che sostituisce IRPEF, addizionali, imposta di registro e imposta di bollo relativamente ai redditi da locazione.

      Calcolo separato nel 730

      Nel Modello 730, il credito IRPEF e il credito cedolare secca vengono calcolati in sezioni separate:

      • Credito IRPEF: si calcola nel Quadro N (Determinazione dell’IRPEF), confrontando l’imposta lorda con detrazioni, deduzioni, ritenute e acconti IRPEF. L’eventuale eccedenza risulta nel rigo “Differenza” (che può essere un credito o un debito).
      • Credito cedolare secca: si calcola nella Sezione II del Quadro F, confrontando gli acconti cedolare versati con l’imposta cedolare dovuta sui canoni dichiarati nel Quadro B. L’eccedenza è autonoma rispetto al calcolo IRPEF.

      I due crediti non si sommano e non si compensano tra loro. Ad esempio, se hai un credito IRPEF di 500 euro e un debito cedolare di 200 euro, non puoi usare il credito IRPEF per pagare il debito cedolare: devi versare i 200 euro di cedolare e ricevere il rimborso dei 500 euro IRPEF separatamente.

      Modalità di utilizzo

      Entrambi i crediti possono essere utilizzati in rimborso o in compensazione, ma con alcune differenze operative:

      • Credito IRPEF: può essere utilizzato in compensazione con qualsiasi tributo (IRPEF, IVA, contributi INPS, IMU, TARI, ecc.) tramite F24. Se superiore a 5.000 euro, richiede il visto di conformità.
      • Credito cedolare secca: può essere utilizzato in compensazione con qualsiasi tributo, ma con lo stesso limite di 5.000 euro per il visto di conformità. Può essere riportato nell’anno successivo se non utilizzato.

      Esempi di compensazione separata

      Caso 1: Credito IRPEF e credito cedolare entrambi positivi

      Paolo ha un credito IRPEF di 800 euro e un credito cedolare secca di 300 euro. Può scegliere:

      • Richiedere il rimborso di entrambi (riceverà 1.100 euro totali in busta paga)
      • Usare il credito IRPEF (800 euro) in compensazione per l’IMU e richiedere il rimborso del credito cedolare (300 euro)
      • Usare entrambi i crediti in compensazione per pagare tributi diversi

      Caso 2: Credito IRPEF e debito cedolare

      Maria ha un credito IRPEF di 600 euro ma un debito cedolare secca di 150 euro. Dovrà:

      • Versare 150 euro di saldo cedolare entro le scadenze (30 giugno o 30 luglio 2026)
      • Ricevere il rimborso di 600 euro IRPEF in busta paga (o usarlo in compensazione)

      Non può compensare il debito cedolare con il credito IRPEF: sono due imposte separate.

      Tabella riepilogativa delle differenze

      CaratteristicaCredito IRPEFCredito Cedolare Secca
      NaturaImposta progressiva sul reddito complessivoImposta sostitutiva sui canoni di locazione
      AliquotaVariabile (23%-43% a scaglioni)Fissa (21% o 10%)
      Quadro 730Quadro N (Determinazione IRPEF)Quadro F, Sezione II (Cedolare secca)
      Rimborso con sostitutoSì, in busta pagaSì, in busta paga
      CompensazioneSì, con tutti i tributi (F24)Sì, con tutti i tributi (F24)
      Limite visto conformità5.000 euro5.000 euro
      Compensabile tra loroNO – sono crediti separati

      Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua il calcolo separato di entrambi i crediti, verificando la corretta compilazione del 730 e suggerendoti la strategia migliore per il recupero.

      Errori comuni da evitare

      Nel gestire il rimborso delle eccedenze di cedolare secca, ci sono alcuni errori frequenti che possono compromettere il diritto al credito, ritardare il rimborso o generare contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate. Conoscerli ti permette di evitarli e di recuperare il tuo denaro senza problemi.

      Errore 1: Indicare il canone lordo invece del canone netto percepito

      Nel compilare il Quadro B del 730, devi indicare il canone effettivamente percepito nell’anno 2025, non il canone previsto dal contratto. Se il conduttore non ha pagato alcune mensilità, quelle vanno escluse dal calcolo (salvo recupero successivo, che andrà dichiarato nell’anno in cui vengono effettivamente incassate). Indicare un canone superiore a quello realmente percepito riduce artificialmente l’eccedenza e ti fa perdere parte del credito spettante.

      Errore 2: Confondere l’aliquota 21% con il 10%

      L’aliquota della cedolare secca varia a seconda del tipo di contratto: 21% per canone libero, 10% per canone concordato. Un errore comune è applicare l’aliquota sbagliata nel calcolo dell’imposta dovuta. Se hai un contratto a canone concordato ma indichi il codice “3” (cedolare al 21%) invece del codice “4” (cedolare al 10%), pagherai più del dovuto e non otterrai il rimborso dell’eccedenza reale.

      Errore 3: Non indicare gli acconti versati nel Quadro F

      Se hai versato acconti di cedolare secca nel 2025 ma dimentichi di indicarli nel rigo F4 del 730, il programma non riconoscerà il credito e ti chiederà di versare nuovamente l’imposta (anche se l’hai già pagata in acconto). Conserva sempre le ricevute F24 degli acconti e verifica che siano riportati correttamente nella dichiarazione.

      Errore 4: Scegliere il rimborso senza avere un sostituto d’imposta

      Se sei un lavoratore autonomo senza datore di lavoro, oppure il tuo rapporto di lavoro è cessato prima della data di rimborso, non puoi scegliere il rimborso tramite sostituto. In questo caso, devi necessariamente optare per l’utilizzo in compensazione tramite F24, altrimenti il credito non ti verrà erogato e dovrai presentare un’istanza di rettifica (con tempi molto più lunghi).

      Errore 5: Utilizzare il credito in compensazione prima del termine

      Se hai scelto l’utilizzo in compensazione, ricorda che puoi iniziare a usare il credito solo dal 10° giorno successivo alla presentazione del 730. Se utilizzi il credito prima di questo termine, la compensazione è irregolare e potresti ricevere una richiesta di chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate, con possibili sanzioni.

      Errore 6: Non conservare la documentazione

      L’Agenzia delle Entrate può richiedere in qualsiasi momento (entro i termini di decadenza, generalmente 5 anni) la documentazione che giustifica l’eccedenza di cedolare secca. Conserva sempre:

      • Contratto di locazione registrato
      • Ricevute dei canoni percepiti (bonifici, assegni, estratti conto)
      • Comunicazione di disdetta (se il contratto è cessato anticipatamente)
      • F24 degli acconti versati
      • Copia del 730 presentato

      In caso di controllo, se non riesci a dimostrare la correttezza dei dati dichiarati, l’Agenzia può disconoscere l’eccedenza e chiederti la restituzione del rimborso con sanzioni e interessi.

      Errore 7: Non verificare l’IBAN per il rimborso

      Se presenti il Modello Redditi o il 730 senza sostituto e scegli il rimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate, assicurati che l’IBAN indicato sia corretto e che il conto corrente sia attivo e intestato a te. Se l’IBAN è errato o il conto è chiuso, il bonifico verrà respinto e dovrai presentare una nuova richiesta, con tempi di attesa aggiuntivi di diversi mesi.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua tutti i controlli necessari prima di presentare il 730, verificando la correttezza dei dati, la coerenza tra canoni dichiarati e acconti versati, e la validità dell’IBAN per il rimborso. Affidarsi a professionisti esperti riduce drasticamente il rischio di errori e ti garantisce il recupero completo dell’eccedenza nei tempi previsti.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sul Rimborso Eccedenze Cedolare Secca

      Quando si genera un’eccedenza di cedolare secca?

      Un’eccedenza di cedolare secca si genera quando gli acconti versati nell’anno risultano superiori all’imposta effettivamente dovuta. I casi più comuni sono: contratto di locazione risolto anticipatamente, riduzione del canone rispetto all’anno precedente, immobile sfitto per alcuni mesi, errore di calcolo degli acconti. L’eccedenza va recuperata tramite il Modello 730 o Redditi, scegliendo tra rimborso diretto o compensazione con F24.

      Come si calcola l’eccedenza di cedolare secca nel 730?

      L’eccedenza si calcola confrontando gli acconti versati con l’imposta dovuta. Formula: Eccedenza = Acconti versati – Imposta dovuta. L’imposta dovuta si ottiene moltiplicando il canone annuo percepito per l’aliquota cedolare (21 percento o 10 percento). Gli acconti sono costituiti dal primo acconto (40 percento imposta anno precedente) e secondo acconto (60 percento imposta anno precedente). Il risultato va indicato nel Quadro F del 730.

      Quali righi del 730 si compilano per il rimborso cedolare secca?

      Per recuperare l’eccedenza di cedolare secca devi compilare: Quadro B (redditi fabbricati) indicando il canone percepito e il codice cedolare (3 per 21 percento, 4 per 10 percento); Quadro F rigo F4 per indicare gli acconti versati; Rigo F6 per scegliere tra rimborso in busta paga o utilizzo in compensazione F24. È fondamentale conservare i documenti (contratto, F24 acconti, ricevute canoni).

      Quanto tempo ci vuole per ricevere il rimborso cedolare secca?

      I tempi di rimborso variano: con 730 e sostituto d’imposta il rimborso arriva in busta paga o pensione entro luglio-agosto 2026 se presentato entro maggio, settembre se presentato dopo giugno. Con Modello Redditi o 730 senza sostituto il rimborso dall’Agenzia delle Entrate arriva entro 6-12 mesi dalla presentazione tramite bonifico sul conto indicato. Con compensazione F24 puoi usare il credito dal 10esimo giorno dopo la presentazione.

      Si può compensare il credito cedolare con debiti IRPEF?

      No, il credito di cedolare secca e il credito IRPEF sono separati e non compensabili tra loro. La cedolare secca è un’imposta sostitutiva che si calcola autonomamente nel Quadro F del 730, mentre l’IRPEF si calcola nel Quadro N. Se hai un credito cedolare e un debito IRPEF dovrai versare l’IRPEF e ricevere il rimborso cedolare separatamente, oppure usare il credito cedolare in compensazione F24 per altri tributi (IMU, TARI, contributi).

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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
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        robert poletto
        17/07/2026
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        Fantastici
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        Geanina Gaita
        16/07/2026
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        Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato

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        Aprile 21, 2026/0 Commenti/da Sara Carfora
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/cedolare-secca.png 924 1640 Sara Carfora https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Sara Carfora2026-04-21 10:10:092026-05-31 14:11:40Rimborso Eccedenze Cedolare Secca nel Modello 730: Come Funziona e Quando Spetta
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