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Tag Archivio per: avvocato forfettario 2026

PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Quanto Guadagna un Avvocato in Regime Forfettario 2026: Simulazione Netto con Cassa Forense e Tasse

regime forfettario partita iva

Stai pensando di aprire la partita IVA come avvocato o sei già iscritto all’Albo e vuoi capire quanto ti rimane in tasca alla fine del mese? La domanda è legittima e la risposta dipende da un meccanismo fiscale che molti professionisti sottovalutano: il regime forfettario. In questo articolo analizziamo, con simulazioni numeriche concrete, quanto guadagna davvero un avvocato in regime forfettario nel 2026, tenendo conto di Cassa Forense, imposta sostitutiva e coefficiente di redditività.

I numeri che vedrai non sono teorici: sono calcolati sulle aliquote e sulle soglie vigenti nel 2026, verificate sulla normativa aggiornata (L. 190/2014 e successive modifiche).

Indice dei contenuti

  • Regime Forfettario per Avvocati 2026: Come Funziona
  • Il Coefficiente di Redditività al 78%: Cosa Significa
  • Cassa Forense 2026: Contributi Soggettivi e Integrativi
  • Simulazione Netto Avvocato Forfettario 2026 (Tabelle)
  • Imposta Sostitutiva: 5% o 15%? Quando si Applica Ciascuna
  • Forfettario vs Regime Ordinario: Quando Conviene?
  • Fatturazione Elettronica dell’Avvocato Forfettario
  • Domande Frequenti (FAQ)

Regime Forfettario per Avvocati 2026: Come Funziona

Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato introdotto dalla Legge 190/2014, pensato per i professionisti e le piccole partite IVA con compensi annui che non superano 85.000 euro. Per un avvocato che rientra in questi limiti, rappresenta spesso la scelta fiscalmente più conveniente, soprattutto nei primi anni di attività.

Come funziona in concreto? Il meccanismo è diverso dall’ordinario e si basa su tre pilastri:

  • Nessuna IVA sulle fatture emesse (le parcelle non riportano IVA)
  • Reddito forfettizzato tramite un coefficiente fisso (il 78% per gli avvocati)
  • Imposta sostitutiva al 5% o al 15% invece dell’IRPEF ordinaria

Il grande vantaggio è la semplicità: non devi conservare le ricevute delle spese deducibili (a parte i contributi previdenziali), non calcoli l’IRAP e non presenti la dichiarazione IVA. La burocrazia si riduce sensibilmente. La controindicazione è che le spese reali sostenute non vengono dedotte: il fisco applica automaticamente il 78% come percentuale di reddito, indipendentemente da quanto hai speso in studio, cancelleria, software o formazione.

Per capire meglio i requisiti di accesso e le cause ostative, ti consigliamo la lettura della nostra guida completa: Partita IVA Avvocato Forfettario 2026: Guida Completa su ATECO 69.10.10, Cassa Forense e Contributi.

Requisiti principali 2026

  • Compensi annui sotto 85.000 euro (uscita immediata se si supera 100.000 euro)
  • Redditi da lavoro dipendente o pensione nell’anno precedente sotto 35.000 euro
  • Spese per lavoro accessorio/personale sotto 20.000 euro lordi
  • Nessuna partecipazione in società di persone, srl in trasparenza o associazioni professionali (cause ostative art. 1 c. 57 L. 190/2014)

Il Coefficiente di Redditività al 78%: Cosa Significa

Il coefficiente di redditività è il cuore del meccanismo forfettario. In parole semplici: il fisco assume che, su ogni euro incassato, tu ne spenda una quota fissa in costi d’esercizio. Il restante è considerato reddito su cui pagare le imposte.

Per gli avvocati (e in generale per le attività professionali, scientifiche, tecniche e sanitarie), il coefficiente è 78%. Significa che, su 100 euro incassati, il fisco considera 78 euro come reddito imponibile e presume che i restanti 22 euro siano andati in spese.

Compensi annui lordiReddito imponibile (78%)
20.000 euro15.600 euro
30.000 euro23.400 euro
40.000 euro31.200 euro
50.000 euro39.000 euro
70.000 euro54.600 euro
85.000 euro66.300 euro

Da questo reddito imponibile si deducono poi i contributi previdenziali versati a Cassa Forense, che abbassano ulteriormente la base su cui calcolare l’imposta sostitutiva. È uno dei pochi veri “sconti” rimasti nel forfettario.

Attenzione alla convenienza reale: se le tue spese effettive di studio superano il 22% dei compensi (cioè più di quanto il forfettario deduce forfettariamente), potresti pagare più tasse del necessario. In quel caso, il regime ordinario potrebbe essere più conveniente. Approfondisci questo confronto nella nostra guida su quando la tassazione ordinaria è più conveniente.

Cassa Forense 2026: Contributi Soggettivi e Integrativi

Gli avvocati iscritti all’Albo sono obbligatoriamente iscritti a Cassa Forense (la cassa previdenziale degli avvocati). I contributi versati a Cassa Forense non vengono versati all’INPS e hanno un meccanismo diverso rispetto alla Gestione Separata.

I due tipi di contributo Cassa Forense 2026

  • Contributo soggettivo: il 16% del reddito professionale netto (cioè il reddito imponibile forfettario). È la quota che costruisce la tua pensione futura.
  • Contributo integrativo: il 4% del volume d’affari (fatturato lordo). Tecnicamente dovrebbe essere rivalso sul cliente (addebitato in parcella come “contributo integrativo Cassa Forense”), ma in regime forfettario diventa un costo a carico del professionista in quanto non si applica l’IVA.
  • Contributo minimo annuo 2026: circa 2.875 euro (importo indicativo, da verificare sul portale Cassa Forense per l’anno di riferimento). Si paga comunque anche se i redditi sono molto bassi.

Per un approfondimento sulla compilazione del Modello 5 Cassa Forense (il modulo annuale di comunicazione redditi), leggi la nostra guida: Modello 5 2026 Cassa Forense: Guida Completa alla Compilazione.

Nota importante per il forfettario: i contributi soggettivi versati a Cassa Forense sono deducibili dal reddito forfettario prima del calcolo dell’imposta sostitutiva. Non così il contributo integrativo. Questo significa che la base imponibile per le imposte si riduce ulteriormente, a beneficio del professionista.

Simulazione Netto Avvocato Forfettario 2026 (Tabelle)

Vediamo ora delle simulazioni concrete. Le calcoliamo su tre scenari rappresentativi: avvocato che inizia (aliquota 5%), avvocato a regime (aliquota 15%), e avvocato con fatturato più alto.

Come si calcola il netto: la formula passo per passo

  1. Compensi lordi = quanto fatturi nell’anno
  2. Reddito imponibile forfettario = Compensi × 78%
  3. Contributo soggettivo Cassa Forense = Reddito imponibile × 16%
  4. Base imponibile imposta sostitutiva = Reddito imponibile − Contributo soggettivo
  5. Imposta sostitutiva = Base imponibile × 5% (o 15%)
  6. Contributo integrativo Cassa Forense = Compensi lordi × 4%
  7. Reddito netto disponibile = Compensi − Contributo soggettivo − Imposta sostitutiva − Contributo integrativo

Scenario A: Avvocato neo-iscritto con aliquota startup 5% — Compensi 30.000 euro

VoceImporto
Compensi lordi annui30.000 euro
Reddito imponibile forfettario (×78%)23.400 euro
Contributo soggettivo Cassa Forense (16%)3.744 euro
Base imponibile imposta sostitutiva19.656 euro
Imposta sostitutiva (5%)983 euro
Contributo integrativo Cassa Forense (4% su lordo)1.200 euro
Reddito netto disponibile24.073 euro/anno (≈ 2.006 euro/mese)

Scenario B: Avvocato a regime con aliquota 15% — Compensi 30.000 euro

VoceImporto
Compensi lordi annui30.000 euro
Reddito imponibile forfettario (×78%)23.400 euro
Contributo soggettivo Cassa Forense (16%)3.744 euro
Base imponibile imposta sostitutiva19.656 euro
Imposta sostitutiva (15%)2.948 euro
Contributo integrativo Cassa Forense (4% su lordo)1.200 euro
Reddito netto disponibile22.108 euro/anno (≈ 1.842 euro/mese)

Scenario C: Avvocato a regime con aliquota 15% — Compensi 50.000 euro

VoceImporto
Compensi lordi annui50.000 euro
Reddito imponibile forfettario (×78%)39.000 euro
Contributo soggettivo Cassa Forense (16%)6.240 euro
Base imponibile imposta sostitutiva32.760 euro
Imposta sostitutiva (15%)4.914 euro
Contributo integrativo Cassa Forense (4% su lordo)2.000 euro
Reddito netto disponibile36.846 euro/anno (≈ 3.071 euro/mese)

Scenario D: Avvocato a regime con aliquota 15% — Compensi 70.000 euro

VoceImporto
Compensi lordi annui70.000 euro
Reddito imponibile forfettario (×78%)54.600 euro
Contributo soggettivo Cassa Forense (16%)8.736 euro
Base imponibile imposta sostitutiva45.864 euro
Imposta sostitutiva (15%)6.880 euro
Contributo integrativo Cassa Forense (4% su lordo)2.800 euro
Reddito netto disponibile51.584 euro/anno (≈ 4.299 euro/mese)

Nota: i calcoli sopra non tengono conto di eventuali addizionali locali, ritenute o contributi minimi Cassa Forense. Le simulazioni hanno scopo informativo; per il calcolo personalizzato sulla tua situazione, consulta un esperto.

Imposta Sostitutiva: 5% o 15%? Quando si Applica Ciascuna

L’imposta sostitutiva è una tassa unica che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, e IRAP. In pratica, invece di calcolare diversi tributi separati (che nel regime ordinario possono avere un impatto pesante), paghi una sola aliquota fissa sul reddito imponibile.

Esistono due aliquote:

  • Aliquota agevolata al 5% — si applica ai primi 5 anni di attività, a condizione che si tratti di una nuova attività e che nei 3 anni precedenti non si sia esercitata attività d’impresa, arte o professione in forma individuale, associata o familiare. È il cosiddetto regime startup.
  • Aliquota ordinaria al 15% — si applica a regime, cioè dopo i primi 5 anni o quando non si verificano i requisiti startup.

Il risparmio del 5% nei primi anni è considerevole. Riprendendo lo Scenario B (30.000 euro di compensi), la differenza tra il 5% e il 15% vale circa 1.965 euro all’anno (2.948 − 983). Su 5 anni, stiamo parlando di quasi 10.000 euro in più di netto per il professionista che parte con l’aliquota agevolata.

Attenzione ai requisiti startup: non basta aprire una nuova partita IVA. Se nei 3 anni precedenti hai già esercitato attività professionale (anche in forma di associazione professionale o come dipendente di studio legale con partita IVA), l’Agenzia delle Entrate potrebbe disconoscere il 5%. Verifica con il tuo consulente fiscale prima di applicare l’aliquota ridotta.

Forfettario vs Regime Ordinario: Quando Conviene?

Il forfettario non è sempre la scelta migliore. Vediamo i casi in cui il regime ordinario può essere più conveniente per un avvocato:

  • Spese di studio molto elevate: se l’avvocato sostiene costi reali superiori al 22% dei compensi (la quota che il forfettario presume come spese), nel regime ordinario deduce l’effettivo, risparmiando di più.
  • Acquisto di beni strumentali rilevanti: nel forfettario non puoi ammortizzare computer, attrezzature, arredi studio. Se hai investimenti importanti, il regime ordinario ti permette di dedurli.
  • Collaboratori e dipendenti oltre 20.000 euro: questa voce può far perdere il requisito del forfettario.
  • Clienti con IVA detraibile: se i tuoi clienti sono principalmente aziende, la mancata applicazione dell’IVA in parcella non è un vantaggio per loro e potrebbe ridurre la tua competitività.

In generale, il forfettario è conveniente per avvocati con compensi tra 20.000 e 60.000 euro annui, spese di esercizio contenute e clientela privata (persone fisiche). Per fatturati più alti, specialmente vicini agli 85.000 euro, è necessaria un’analisi personalizzata.

Fatturazione Elettronica dell’Avvocato Forfettario

Dal 2024, anche gli avvocati in regime forfettario sono obbligati alla fatturazione elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SDI). Non ci sono più esoneri per i forfettari, indipendentemente dal fatturato.

Nella fattura elettronica dell’avvocato forfettario devono comparire obbligatoriamente:

  • Codice natura N2.2 (operazione fuori campo IVA regime forfettario)
  • Dicitura obbligatoria: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014, regime forfettario — operazione senza applicazione di IVA”
  • Richiesta di non applicazione ritenuta d’acconto: “Si richiede di non applicare la ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1 c. 67 L. 190/2014”
  • Marca da bollo da 2 euro se l’imponibile supera 77,47 euro (quasi sempre, per le parcelle legali)

Per gestire la fatturazione in modo semplice ed economico, molti avvocati forfettari scelgono soluzioni SaaS come Fatturazione Italia (disponibile su fatturazioneitalia.it), che offre il prezzo bloccato per 5 anni e gestisce automaticamente tutte le specifiche del regime forfettario (codice N2.2, bollo virtuale, dicitura di esonero IVA). Puoi approfondire anche le funzioni e i prezzi delle principali soluzioni nella nostra guida su Facile Fattura Elettronica: Recensione 2026.

Domande Frequenti (FAQ)

Quanto paga di tasse un avvocato forfettario nel 2026?

Dipende dal fatturato e dall’aliquota applicabile. Con 30.000 euro di compensi e aliquota al 15%, l’imposta sostitutiva è circa 2.948 euro. Con l’aliquota startup al 5%, scende a 983 euro. A questi si aggiungono i contributi Cassa Forense (soggettivo 16% + integrativo 4% del volume d’affari).

L’avvocato forfettario versa i contributi all’INPS?

No. Gli avvocati iscritti all’Albo versano i contributi previdenziali a Cassa Forense, non all’INPS Gestione Separata. Cassa Forense è la cassa previdenziale autonoma della categoria forense.

Il contributo integrativo Cassa Forense è deducibile nel forfettario?

No, solo il contributo soggettivo (il 16% del reddito professionale) è deducibile dal reddito imponibile forfettario. Il contributo integrativo (4% del volume d’affari) non è deducibile ai fini dell’imposta sostitutiva nel regime forfettario.

Il forfettario può emettere parcelle con il contributo integrativo Cassa Forense?

Sì. L’avvocato forfettario può (e spesso deve, per statuto Cassa Forense) addebitare il contributo integrativo del 4% in parcella. Tuttavia, non applicando l’IVA, la rivalsa non può essere maggiorata dell’IVA su quel 4%, diversamente da quanto avviene nel regime ordinario. Il 4% rimane un costo aggiuntivo che in molti casi finisce per incidere sul netto del professionista.

Cosa succede se supero i 85.000 euro di compensi?

Se superi la soglia di 85.000 euro nell’anno, esci dal regime forfettario dall’anno successivo. Se invece superi i 100.000 euro, l’uscita è immediata nello stesso anno e devi ricalcolare e applicare l’IVA sulle operazioni eccedenti.

Posso applicare l’aliquota al 5% se mi sono già iscritto all’Albo in passato?

Dipende. Il requisito per l’aliquota al 5% è che nei 3 anni precedenti non si sia esercitata un’attività d’impresa, arte o professione in forma individuale. La sola iscrizione all’Albo senza aver aperto partita IVA o esercitato in concreto l’attività potrebbe non essere ostativa, ma è un tema delicato che va verificato caso per caso con il consulente fiscale.


Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


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Gestire Cassa Forense, l’imposta sostitutiva e la fatturazione elettronica non è complicato con il supporto giusto. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste avvocati e professionisti nell’apertura della partita IVA forfettaria, nella verifica dei requisiti, nella predisposizione del Modello 5 Cassa Forense e nella dichiarazione annuale (Quadro LM).

Richiedi un preventivo personalizzato senza impegno: un esperto CAF analizzerà la tua situazione e ti indicherà se il forfettario è la scelta giusta per te, con simulazione del netto atteso.

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Agosto 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Partita IVA Avvocato Forfettario 2026: Guida Completa su ATECO 69.10.10, Cassa Forense e Contributi

regime forfettario partita iva

Sei un avvocato che sta valutando di aprire la partita IVA o di passare al regime forfettario nel 2026? Questa guida risponde in modo esauriente a tutte le domande pratiche: codice ATECO corretto, contributi Cassa Forense, calcolo delle tasse con la flat tax al 15%, obblighi di fatturazione elettronica e le situazioni in cui il forfettario non conviene. Dati aggiornati all’anno fiscale 2026.

Indice dei contenuti

  • Avvocato forfettario nel 2026: conviene davvero?
  • Requisiti del regime forfettario per avvocati
  • Codice ATECO 69.10.10: attivita’ legale
  • Come aprire la partita IVA da avvocato: procedura passo per passo
  • Cassa Forense e contributi nel regime forfettario
  • Calcolo tasse avvocato forfettario: flat tax e imposta sostitutiva
  • Fatturazione elettronica per avvocato forfettario
  • Quando conviene il forfettario e quando no
  • Domande frequenti (FAQ)

Avvocato forfettario nel 2026: conviene davvero?

La domanda che riceve CAF Centro Fiscale piu’ spesso dagli avvocati giovani o con volume d’affari ancora limitato e’: vale la pena scegliere il regime forfettario rispetto a quello ordinario? La risposta non e’ universale, ma ci sono elementi oggettivi che rendono il forfettario molto attraente per la categoria forense nel 2026.

Il vantaggio piu’ evidente e’ la flat tax al 15% (o al 5% per i primi 5 anni di nuova attivita’) applicata al reddito imponibile, invece delle aliquote IRPEF progressive che partono dal 23% e arrivano al 43%. Per un avvocato con compensi annui di 40.000 euro, la differenza fiscale puo’ valere migliaia di euro ogni anno. Si sommano poi la semplificazione contabile (niente IVA da gestire, niente ritenute d’acconto da subire), l’esonero dall’IRAP e la possibilita’ di ridurre i contributi INPS Gestione Separata del 35%.

Il limite principale resta il tetto di 85.000 euro di compensi annui: superato questo importo (o 100.000 euro in corso d’anno, con uscita immediata), si deve passare al regime ordinario con IVA e contabilita’ completa. Per molti avvocati che esercitano come liberi professionisti alle prime armi, questo limite non e’ un problema concreto.

Requisiti del regime forfettario per avvocati nel 2026

Per accedere al regime forfettario (L. 190/2014, art. 1, commi 54-89) un avvocato deve rispettare nel 2026 questi requisiti e non incorrere in nessuna delle cause ostative:

  • Compensi annui non superiori a 85.000 euro nell’anno precedente (il superamento comporta l’uscita l’anno successivo; se si superano i 100.000 euro in corso d’anno, si esce immediatamente con ricalcolo IVA).
  • Nessuna partecipazione in societa’ di persone, associazioni o SRL con controllo diretto se l’attivita’ svolta e’ riconducibile a quella della partita IVA.
  • Spese per lavoro accessorio e dipendenti non superiori a 20.000 euro lordi annui (limite ridotto da 30.000 a 20.000 dalla Legge di Bilancio 2025, in vigore dal 2025).
  • Redditi da lavoro dipendente o assimilati non superiori a 35.000 euro nell’anno precedente (causa ostativa: se si e’ anche dipendenti o pensionati con reddito oltre questa soglia, non si puo’ accedere al forfettario). La soglia era 30.000 euro fino al 2024, elevata a 35.000 dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024 art. 1 c. 12).
  • Non applicabile a chi ha optato per il regime ordinario nei tre anni precedenti (vincolo triennale di permanenza).

Nota importante per gli avvocati che svolgono anche attivita’ di docenza o consulenza per enti pubblici: i compensi da lavoro dipendente (anche a tempo determinato o co.co.co.) si sommano per verificare il limite dei 35.000 euro.

Codice ATECO 69.10.10: attivita’ legale dell’avvocato

Il codice ATECO corretto per l’avvocato che esercita la libera professione e’ il 69.10.10 – Attivita’ degli studi legali. Questo codice identifica l’esercizio della professione forense, sia in forma individuale (studio legale monoprofessionale) sia come associato in uno studio legale associato.

DatoValore
Codice ATECO69.10.10
DescrizioneAttivita’ degli studi legali
Sezione ATECOM – Attivita’ professionali, scientifiche e tecniche
Cassa previdenzialeCassa Forense (CASSA FORENSE)
Coefficiente di redditivita’ forfettario78%
Contributi previdenzialiCassa Forense (NON INPS Gestione Separata)

Il coefficiente di redditivita’ del 78% e’ quello applicato alle attivita’ professionali, scientifiche e tecniche nel regime forfettario (L. 190/2014, Allegato 4, che raggruppa in questa categoria anche medici, commercialisti, psicologi, architetti e altri professionisti). Questo coefficiente e’ fondamentale per il calcolo del reddito imponibile: se un avvocato forfettario incassa 50.000 euro di compensi in un anno, il suo reddito imponibile e’ 50.000 x 78% = 39.000 euro, sul quale si calcola la flat tax al 15% (5.850 euro di imposta) o al 5% (1.950 euro nei primi 5 anni).

Attenzione al codice ATECO per la mediazione o la consulenza legale generica: se l’avvocato svolge anche attivita’ di mediatore civile o consulente (non strettamente forense), potrebbe essere necessario un secondo codice ATECO. Nel regime forfettario e’ possibile avere piu’ codici ATECO, ma si usa il coefficiente di redditivita’ relativo all’attivita’ prevalente (per compensi). Vedi anche: come gestire piu’ codici ATECO nel forfettario 2026.

Come aprire la partita IVA da avvocato: procedura passo per passo

Aprire la partita IVA da avvocato forfettario e’ un’operazione che si puo’ completare in pochi giorni. Ecco il percorso completo:

1. Iscrizione all’Albo degli Avvocati

Prima di aprire la partita IVA, l’avvocato deve essere iscritto all’Albo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati (COA) della propria circoscrizione. L’iscrizione all’Albo e’ requisito indispensabile per esercitare la professione forense e per iscriversi a Cassa Forense. Senza iscrizione all’Albo, il COA segnala la mancata iscrizione alla previdenza forense.

2. Apertura della partita IVA all’Agenzia delle Entrate

La partita IVA si apre presentando il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate (online tramite i servizi telematici, in presenza o tramite intermediario abilitato). Nel modello si inserisce:

  • Codice ATECO: 69.10.10
  • Regime fiscale: regime forfettario (codice RF19 in fatturazione elettronica)
  • Data inizio attivita’
  • Comune e indirizzo dello studio legale

L’apertura online tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate e’ gratuita e il numero di partita IVA viene assegnato immediatamente.

3. Iscrizione a Cassa Forense

Contestualmente all’apertura della partita IVA (o entro 30 giorni), l’avvocato deve iscriversi a Cassa Forense (Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense). L’iscrizione avviene online sul sito istituzionale cassaforense.it. Non c’e’ una soglia minima di reddito per l’obbligo di iscrizione: qualsiasi avvocato iscritto all’Albo che esercita la professione e’ obbligato ad iscriversi a Cassa Forense.

Attenzione: a differenza di altri liberi professionisti non coperti da una cassa privata (ad esempio molti consulenti), gli avvocati non versano i contributi all’INPS Gestione Separata ma esclusivamente a Cassa Forense. Questa distinzione e’ fondamentale per calcolare correttamente gli oneri previdenziali nel forfettario.

4. Comunicazione all’Ordine degli Avvocati

Alcuni COA richiedono la comunicazione dell’apertura della partita IVA per aggiornare i registri dell’Ordine. E’ buona pratica verificare con il proprio Ordine locale le formalita’ specifiche.

Cassa Forense e contributi nel regime forfettario 2026

La gestione previdenziale e’ il capitolo piu’ complesso per l’avvocato forfettario, perche’ Cassa Forense ha regole proprie, indipendenti dal regime fiscale scelto.

Struttura dei contributi Cassa Forense

Cassa Forense prevede due tipologie di contributo obbligatorio per tutti gli iscritti:

  • Contributo soggettivo: 16% del reddito professionale netto (dichiarato ai fini dell’IRPEF). L’aliquota e’ stata elevata al 16% nel 2024 (era il 15% in precedenza).
  • Contributo integrativo: 4% del volume d’affari IVA (fatturato lordo). Nel regime forfettario non si applica l’IVA, ma il contributo integrativo del 4% si calcola comunque sui compensi lordi incassati, perche’ il volume d’affari ai fini Cassa Forense e’ il corrispettivo del servizio prestato.
  • Contributo minimo 2026: circa 2.875 euro (valore indicativo; Cassa Forense pubblica i minimi aggiornati ogni anno nelle circolari). Il contributo minimo si deve versare indipendentemente dal reddito effettivo, anche se si e’ avuta pochissima attivita’.

Esiste anche una riduzione per i giovani avvocati iscritti per i primi anni: Cassa Forense prevede agevolazioni contributive per i neoiscritti all’Albo (di solito nei primi 6 anni). Le percentuali variano e vanno verificate direttamente sul sito cassaforense.it al momento dell’iscrizione.

La riduzione del 35% INPS non si applica agli avvocati

Uno dei vantaggi del regime forfettario per i professionisti iscritti all’INPS Gestione Separata (ad esempio molti consulenti, ingegneri non iscritti a Inarcassa, ecc.) e’ la possibilita’ di ridurre i contributi del 35%. Questa riduzione NON si applica agli avvocati iscritti a Cassa Forense: Cassa Forense e’ una cassa privata con regole autonome e non prevede la riduzione forfettaria del 35% riservata ai contribuenti INPS. E’ un punto di attenzione cruciale che spesso viene trascurato nella pianificazione fiscale degli avvocati forfettari.

Deducibilita’ dei contributi Cassa Forense

I contributi versati a Cassa Forense sono interamente deducibili dal reddito complessivo nella dichiarazione dei redditi, indipendentemente dal regime fiscale. Anche l’avvocato forfettario deduce i contributi Cassa Forense, ma in modo specifico: la deduzione avviene nel quadro LM (Modello Redditi PF), abbattendo il reddito imponibile su cui si calcola la flat tax. E’ un vantaggio reale che riduce il carico fiscale complessivo.

Scadenze versamento contributi Cassa Forense 2026

I contributi si versano in due rate:

  • Prima rata (acconto): di solito entro il 31 maggio (o data comunicata da Cassa Forense)
  • Seconda rata (saldo + contributo integrativo): di solito entro il 31 ottobre / 30 novembre (variabile: verificare il portale Cassa Forense)

Le scadenze esatte vengono comunicate annualmente da Cassa Forense tramite circolari e sul portale myForense. E’ obbligatorio presentare ogni anno la comunicazione reddituale (Dichiarazione Reddituale Annuale) al portale Cassa Forense, anche se il reddito e’ zero o minimo.

Calcolo tasse avvocato forfettario 2026: flat tax e imposta sostitutiva

Vediamo un esempio pratico con numeri reali per capire esattamente quanto paga di tasse un avvocato forfettario nel 2026.

Esempio: avvocato forfettario con 40.000 euro di compensi

VoceImportoCome si calcola
Compensi lordi incassati40.000 euroFatture emesse e incassate nell’anno
Coefficiente di redditivita’78%Categoria professioni intellettuali
Reddito imponibile lordo31.200 euro40.000 x 78%
Contributi Cassa Forense (soggettivo 16%)4.992 euro31.200 x 16%
Contributi Cassa Forense (integrativo 4%)1.600 euro40.000 x 4%
Reddito imponibile netto (dopo deduzione contributi)26.208 euro31.200 – 4.992 euro
Imposta sostitutiva al 15%3.931 euro26.208 x 15%
Totale tasse + contributi~10.523 euro3.931 + 4.992 + 1.600

Nota: i valori sopra sono indicativi e non includono eventuali addizionali locali o altri oneri specifici. Il contributo integrativo al 4% e’ tecnicamente a carico del cliente (ribaltato in fattura), ma molti avvocati forfettari lo assorbono nel compenso per semplificare la fatturazione.

Se invece si tratta di una nuova attivita’ (primi 5 anni), l’aliquota sostitutiva scende al 5%: l’imposta sull’esempio sopra sarebbe di soli 1.310 euro, con un risparmio di quasi 2.621 euro rispetto all’aliquota standard.

Confronto forfettario vs. regime ordinario per lo stesso avvocato

Con 40.000 euro di compensi in regime ordinario (aliquote IRPEF 2026):

  • IRPEF lorda su circa 35.000 euro di reddito netto (dopo costi e contributi): circa 9.370 euro (23% sui primi 28.000 + 35% sulla parte eccedente)
  • Contributi Cassa Forense: circa 6.592 euro (simili, ma senza riduzione forfettaria)
  • Costi di commercialista e tenuta contabilita’ IVA: 1.000-3.000 euro/anno
  • Totale: significativamente superiore al forfettario

Il forfettario e’ quasi sempre vantaggioso sotto gli 85.000 euro di compensi per avvocati con pochi costi deducibili (affitto studio, materiale, etc.) che nel regime ordinario abbatterebbero il reddito. Se l’avvocato ha invece spese elevate (collaboratori, affitti costosi, attrezzatura), il regime ordinario potrebbe essere piu’ conveniente perche’ nel forfettario le spese reali non sono deducibili, ma solo il coefficiente standard del 78%.

Per un’analisi personalizzata sulla convenienza specifica della tua situazione, ti invitiamo a consultare un esperto. Puoi anche leggere la nostra guida approfondita: quando la tassazione ordinaria conviene rispetto all’imposta sostitutiva.

Fatturazione elettronica per avvocato forfettario nel 2026

Dal 2024 la fatturazione elettronica e’ obbligatoria per tutti i forfettari, senza eccezioni di soglia. Anche l’avvocato forfettario deve emettere le fatture tramite il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate in formato XML FatturaPA v1.2.2.

Elementi obbligatori della fattura avvocato forfettario

  • Codice natura IVA: N2.2 (operazioni non soggette IVA per regime forfettario)
  • Regime fiscale: RF19 (regime forfettario)
  • Dicitura obbligatoria: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014, regime forfettario – operazione senza applicazione di IVA”
  • Richiesta di non applicare la ritenuta d’acconto: “Si richiede di non applicare la ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1 c. 67 L. 190/2014” (solo quando il cliente e’ sostituto d’imposta)
  • Marca da bollo virtuale da 2 euro: obbligatoria se il compenso supera 77,47 euro (importo imponibile escluse eventuali spese anticipate)

Il contributo integrativo Cassa Forense del 4%: deve essere indicato in fattura come voce separata (ribaltamento contributo previdenziale integrativo). Molti avvocati forfettari scelgono di includerlo nel compenso per semplificare, ma e’ prassi corretta indicarlo separatamente per trasparenza verso il cliente.

Per la scelta del software di fatturazione, puoi confrontare le soluzioni disponibili sul mercato: Aruba Fattura Elettronica costi 2026 oppure Facile Fattura Elettronica recensione 2026 per trovare la soluzione piu’ adatta alle tue esigenze.

Quando il regime forfettario conviene all’avvocato (e quando no)

Il forfettario NON conviene nei seguenti casi specifici per l’avvocato:

  • Compensi vicini o superiori agli 85.000 euro: gestire l’uscita dal forfettario con ricalcolo IVA e’ oneroso.
  • Molte spese reali deducibili: affitto di uno studio costoso in centro citta’, collaboratori, informatica e attrezzatura. Nel forfettario si deduce solo il 22% (100% – 78%) dei compensi a titolo forfettario: se le spese reali superano il 22% dei compensi, il regime ordinario e’ piu’ conveniente.
  • Clienti prevalentemente aziende: le imprese hanno bisogno di detrarre l’IVA. Se lavori quasi solo con clienti B2B, addebitare il contributo integrativo Cassa Forense del 4% al posto dell’IVA ordinaria potrebbe essere meno vantaggioso per il cliente e ridurre la tua competitivita’.
  • Redditi da lavoro dipendente superiori a 35.000 euro: causa ostativa.
  • Partecipazione in studi legali associati o SRL: causa ostativa in certi casi.

Il forfettario conviene invece per:

  • Avvocati alle prime armi con compensi crescenti ma ancora entro 85.000 euro.
  • Avvocati con clientela prevalentemente privata (famiglie, persone fisiche).
  • Avvocati con poche spese di studio (lavoro da casa, senza dipendenti).
  • Avvocati che vogliono semplificare la gestione fiscale senza tenere una contabilita’ analitica delle spese.

Domande frequenti (FAQ) – Avvocato e Regime Forfettario 2026

Un avvocato forfettario paga l’IVA?

No. Il regime forfettario esenta dall’applicazione e dal versamento dell’IVA. Le fatture emesse non riportano l’IVA e il professionista non effettua liquidazioni periodiche ne’ versamenti IVA. Deve pero’ indicare il codice natura N2.2 e la dicitura esplicativa obbligatoria.

Un avvocato forfettario deve versare i contributi INPS?

No, gli avvocati iscritti a Cassa Forense non versano contributi all’INPS Gestione Separata. Cassa Forense e’ la loro cassa previdenziale esclusiva. Questo significa anche che non si applica la riduzione del 35% dei contributi INPS prevista per i forfettari iscritti alla Gestione Separata o artigiani/commercianti.

Qual e’ il coefficiente di redditivita’ per l’avvocato forfettario?

Il coefficiente e’ 78% per le attivita’ professionali, scientifiche e tecniche (categoria che include avvocati, commercialisti, medici, psicologi, architetti e altri). Significa che il 22% dei compensi e’ forfettariamente considerato come spese, e il 78% e’ il reddito imponibile su cui si calcola la flat tax.

Un avvocato forfettario puo’ avere collaboratori di studio?

Si, ma con il limite di 20.000 euro lordi annui di spese per lavoro accessorio, dipendenti, collaboratori e prestazioni di lavoro (soglia 2025-2026, ridotta da 30.000 dalla Legge di Bilancio 2025). Se si supera questo limite, si perde il diritto al regime forfettario dall’anno successivo.

L’avvocato forfettario deve emettere fattura elettronica?

Si, dal 2024 la fatturazione elettronica e’ obbligatoria per tutti i forfettari, inclusi gli avvocati. Non ci sono piu’ esoneri per soglia. Le fatture vanno trasmesse tramite SDI in formato XML.

Quanto paga di tasse un avvocato forfettario con 30.000 euro di compensi?

Con 30.000 euro di compensi: reddito imponibile = 23.400 euro (30.000 x 78%); contributi soggettivi Cassa Forense = 3.744 euro (16%); reddito imponibile netto = 19.656 euro; imposta sostitutiva al 15% = 2.948 euro. Totale tasse + contributi: circa 8.292 euro. Con l’aliquota startup al 5% (nuova attivita’) l’imposta scende a circa 983 euro, per un totale di circa 5.327 euro.


Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


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Aprire la partita IVA, scegliere il regime fiscale giusto e gestire i contributi Cassa Forense sono decisioni importanti che impattano su anni di attivita’ professionale. Il team di CAF Centro Fiscale e’ a tua disposizione per una consulenza personalizzata e per aiutarti a calcolare la convenienza del regime forfettario sulla base del tuo profilo specifico. Richiedi un preventivo personalizzato senza impegno: i nostri consulenti fiscali ti risponderanno nel piu’ breve tempo possibile.

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Agosto 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Partita IVA avvocato 2026: guida completa al forfettario, Cassa Forense e RC professionale

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Sei un avvocato e stai valutando di aprire la partita IVA o di verificare la convenienza del regime forfettario nel 2026? Sei nel posto giusto. Con oltre 154.828 avvocati in regime forfettario (dati Corte dei Conti 2024), questa categoria professionale è in assoluto il primo settore per numero di contribuenti forfettari in Italia: il 7,44% di tutti i professionisti che applicano questo regime. Una scelta fiscale che, se ben strutturata, può fare una differenza concreta sul reddito netto annuo.

In questa guida trovi tutto quello che ti serve: codice ATECO, contributi Cassa Forense, RC professionale obbligatoria, soglie di accesso, fatturazione e un caso pratico con i numeri reali.

Indice dei contenuti

  1. Avvocati in forfettario: 154.000 professionisti – il settore #1
  2. Codice ATECO 69.10.10 e coefficiente di redditività 78%
  3. Cassa Forense vs Gestione Separata INPS: quale previdenza per l’avvocato
  4. Contributi Cassa Forense 2026: soggettivo, integrativo e maternità
  5. RC professionale obbligatoria per avvocati: L. 247/2012 art. 12
  6. Aprire studio legale: requisiti, forme giuridiche e adempimenti
  7. Soglia 85.000 euro e causa ostativa 35.000 euro da lavoro dipendente
  8. Fatturazione dell’avvocato in forfettario: bollo, ritenuta e rimborsi
  9. Caso pratico: calcolo netto avvocato 50.000 euro forfettario vs ordinario
  10. Il CAF può aiutarti: preventivo personalizzato gratuito

Avvocati in forfettario: 154.000 professionisti – il settore #1

Secondo l’analisi della Corte dei Conti sui dati fiscali 2024, gli avvocati che applicano il regime forfettario sono 154.828, pari al 7,44% dell’intera platea dei contribuenti forfettari italiani. Non è un caso: la professione forense, con i suoi costi strutturali contenuti (soprattutto nelle fasi iniziali) e ricavi che raramente superano la soglia degli 85.000 euro nei primi anni, si sposa perfettamente con questo regime agevolato.

Il forfettario è un regime fiscale semplificato pensato per i professionisti con ricavi annui entro 85.000 euro. In parole semplici: paghi un’imposta sostitutiva del 15% (o del 5% per i primi 5 anni di nuova attività) invece di IRPEF ordinaria, IRAP e addizionali. Non hai l’obbligo di contabilità ordinaria, non addebiti l’IVA ai tuoi clienti e la gestione fiscale diventa molto più snella.

Vuoi confrontare i coefficienti di tutti i settori professionali e capire dove si colloca l’avvocato? Leggi la nostra analisi: Coefficienti di redditività forfettario 2026: analisi per settore.

Codice ATECO 69.10.10 e coefficiente di redditività 78%

Il codice ATECO dell’avvocato è 69.10.10 – Attività degli studi legali. Questo codice identifica tutte le attività di consulenza e assistenza legale svolta da avvocati iscritti all’Albo: cause civili, penali, amministrative, consulenza stragiudiziale, redazione di atti.

Nel regime forfettario, ogni categoria ATECO ha un coefficiente di redditività: una percentuale che viene applicata ai ricavi lordi per calcolare il reddito imponibile. Immagina che il coefficiente rappresenti la quota dei tuoi incassi che si considera “guadagno netto” ai fini fiscali — il resto viene considerato automaticamente come costo (senza bisogno di giustificare le spese reali).

Per gli avvocati (e per tutte le attività professionali, scientifiche, tecniche e sanitarie) il coefficiente è del 78%. Significa che se incassi 50.000 euro in un anno, il tuo reddito imponibile sarà di 39.000 euro (50.000 x 78%). Su questo imponibile pagherai l’imposta sostitutiva del 15% (o 5% nei primi 5 anni).

Ricavi annuiImponibile (78%)Imposta 15%Imposta 5% (startup)
30.000 €23.400 €3.510 €1.170 €
50.000 €39.000 €5.850 €1.950 €
80.000 €62.400 €9.360 €3.120 €

Cassa Forense vs Gestione Separata INPS: quale previdenza per l’avvocato

Uno dei punti di maggiore confusione per chi apre la partita IVA come avvocato riguarda la previdenza obbligatoria: devo iscrivermi alla Cassa Forense o alla Gestione Separata INPS?

La risposta è precisa e dipende dall’iscrizione all’Albo:

  • Avvocato iscritto all’Albo degli Avvocati → iscrizione a Cassa Forense obbligatoria (L. 21/1952 e Regolamento Unico Cassa Forense). Non puoi scegliere la Gestione Separata.
  • Professionista che svolge attività giuridica senza iscrizione all’Albo (es. praticante non abilitato, mediatore) → Gestione Separata INPS.

In sintesi: se hai superato l’esame di Stato e sei iscritto all’Albo, la Cassa Forense è il tuo unico interlocutore previdenziale. La Gestione Separata INPS con aliquota 26,07% (o 24% con altra copertura) non si applica agli avvocati iscritti all’Albo.

Per approfondire il ruolo del consulente del lavoro e il confronto con altre categorie, vedi: Partita IVA Consulente del Lavoro 2026.

Contributi Cassa Forense 2026: soggettivo, integrativo e maternità

La Cassa Forense è l’ente previdenziale degli avvocati italiani. Versare i contributi è obbligatorio per tutti gli iscritti all’Albo, anche quando si è in regime forfettario. Il sistema contributivo si articola in tre voci principali:

1. Contributo soggettivo

È il contributo pensionistico principale, calcolato sul reddito professionale netto. Prevede un minimo annuo che gli avvocati devono comunque versare, anche se il reddito è inferiore a tale soglia. Per il 2026 l’aliquota base si aggira intorno al 14-15% del reddito professionale, con un minimo annuo indicativamente tra i 2.700 e i 3.000 euro (ti consigliamo di verificare l’importo esatto per il 2026 direttamente sul sito della Cassa Forense, poiché viene aggiornato ogni anno).

2. Contributo integrativo

Il contributo integrativo è pari al 4% del fatturato e viene addebitato direttamente ai clienti come voce separata in fattura. In pratica, non è a tuo carico economico diretto: lo anticipa il cliente e tu lo riversi alla Cassa. Anche i forfettari devono addebitare questo 4%.

3. Contributo di maternità

Un contributo fisso annuo, uguale per tutti gli iscritti indipendentemente dal reddito. L’importo è indicativamente di poche decine di euro l’anno (verifica l’importo aggiornato sul sito Cassa Forense).

I contributi alla Cassa Forense si dichiarano tramite il Modello 5, la dichiarazione annuale dei redditi da presentare alla Cassa entro il 30 settembre di ogni anno.

RC professionale obbligatoria per avvocati: L. 247/2012 art. 12

Dal 2013, la polizza di responsabilità civile professionale è obbligatoria per tutti gli avvocati ai sensi dell’art. 12 della Legge 247/2012 (Riforma dell’Ordinamento Forense). Non si tratta di una semplice raccomandazione: l’avvocato che esercita senza polizza RC viola i doveri deontologici e può essere soggetto a provvedimenti disciplinari.

La polizza deve coprire i danni causati ai clienti nell’esercizio dell’attività professionale. I massimali minimi variano in base alla complessità dell’attività e all’eventuale apporto di collaboratori. I costi medi per un avvocato in regime forfettario (studio individuale, attività media) oscillano indicativamente tra i 200 e i 600 euro annui, in base all’assicuratore e ai massimali scelti.

Per un confronto completo sulle polizze RC professionali obbligatorie, consulta la nostra guida: Polizze RC professionali obbligatorie: guida per liberi professionisti 2026. Trovi anche la scheda specifica sulla RC avvocati: RC professionale avvocati: obblighi e coperture nel 2026.

Aprire studio legale: requisiti, forme giuridiche e adempimenti

Per esercitare la professione forense in modo autonomo e aprire uno studio legale occorre soddisfare i seguenti requisiti:

  • Laurea magistrale in Giurisprudenza
  • Tirocinio professionale di 18 mesi presso uno studio legale abilitato
  • Esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione forense
  • Iscrizione all’Albo degli Avvocati presso il Consiglio dell’Ordine locale
  • PEC (Posta Elettronica Certificata) obbligatoria per la comunicazione ufficiale

Forme giuridiche per lo studio legale

  • Studio individuale: la forma più semplice, ideale per chi avvia l’attività in regime forfettario. Piena responsabilità personale.
  • Studio associato: associazione tra più professionisti. Struttura flessibile ma non è compatibile con il forfettario (causa ostativa: partecipazione associativa).
  • STA – Società Tra Avvocati (L. 247/2012 art. 4-bis): forma societaria dedicata esclusivamente agli avvocati, introdotta dalla Riforma forense. Prevede regole specifiche di governance e incompatibile con il regime forfettario.

Per chi è all’inizio della carriera o ha ricavi contenuti, lo studio individuale in regime forfettario è la scelta più efficiente: meno adempimenti, meno costi di gestione, imposta fissa e vantaggiosa.

Soglia 85.000 euro e causa ostativa 35.000 euro da lavoro dipendente

Per accedere al regime forfettario nel 2026 devi rispettare due condizioni economiche fondamentali:

Soglia ricavi: 85.000 euro

I ricavi o compensi dell’anno precedente non devono superare 85.000 euro. Se nel 2025 hai incassato meno di 85.000 euro come avvocato, nel 2026 puoi restare o entrare in forfettario. Se hai superato 85.000 euro nel corso del 2026, esci dal regime dall’anno successivo (2027). Se superi i 100.000 euro nello stesso anno, l’uscita è immediata con ricalcolo IVA.

Causa ostativa: 35.000 euro da reddito dipendente

Questa regola è particolarmente rilevante per chi svolge sia l’attività forense sia un’attività di lavoro dipendente (es. docente universitario, dipendente di ente pubblico). Se nell’anno precedente hai percepito redditi da lavoro dipendente o assimilato superiori a 35.000 euro (soglia elevata da 30.000 a 35.000 dalla Legge di Bilancio 2025, L. 207/2024), non puoi applicare il forfettario.

Attenzione: la soglia da verificare è quella dell’anno precedente. Se nel 2025 hai percepito 36.000 euro come dipendente, nel 2026 non puoi essere forfettario, anche se i ricavi come avvocato sono sotto gli 85.000 euro.

Fatturazione dell’avvocato in forfettario: bollo, ritenuta e rimborsi

Le fatture emesse dall’avvocato in forfettario hanno alcune caratteristiche specifiche da rispettare:

Marca da bollo 2 euro

I forfettari non addebitano l’IVA. Proprio perché non c’è IVA, scatta l’obbligo di marca da bollo (2 euro) su ogni fattura il cui imponibile supera 77,47 euro. Il bollo virtuale si versa tramite F24 con appositi codici tributo.

Ritenuta d’acconto: NON applicabile

Nel regime forfettario, il cliente non deve applicare la ritenuta d’acconto sull’onorario dell’avvocato. Devi inserire in fattura la dicitura obbligatoria:

“Si richiede di non applicare la ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1 c. 67 L. 190/2014”

Rimborsi spese e anticipazioni

I rimborsi spese documentati (marche da bollo pagate per il cliente, spese di cancelleria, contributo unificato anticipato) non entrano nel calcolo del reddito forfettario se trattati correttamente come rimborso di anticipazioni in nome e per conto del cliente. Le spese anticipate “in nome e per conto” del cliente non sono ricavo per il forfettario: vanno distinte in fattura e documentate.

Caso pratico: calcolo netto avvocato 50.000 euro forfettario vs ordinario

Vediamo un esempio concreto per capire quanto rimane effettivamente in tasca a un avvocato con 50.000 euro di ricavi annui, confrontando forfettario e regime ordinario.

Ipotesi: avvocato iscritto all’Albo, nessun reddito da dipendente, contributi Cassa Forense calcolati indicativamente (soggettivo + maternità, escluso l’integrativo che è a carico del cliente).

VoceForfettarioRegime ordinario
Ricavi lordi50.000 €50.000 €
Imponibile fiscale39.000 € (78% x 50k)Reddito netto reale (ricavi – costi deducibili)
Imposta sostitutiva/IRPEF5.850 € (15%)~10.500 € (IRPEF scaglioni + addizionali)
Contributi Cassa Forense (stima)~5.500-7.000 €~5.500-7.000 €
Reddito netto stimato~37.000-38.650 €~30.000-33.000 €

Nota: i valori sono stime orientative. Il reddito netto in regime ordinario dipende dai costi reali deducibili (affitto studio, software, aggiornamento professionale, ecc.). Per un calcolo preciso sulla tua situazione specifica, ti consigliamo un preventivo personalizzato con un esperto CAF.

Vuoi simulare il calcolo con il tuo dato reale? Usa il nostro tool: Excel Calcolo Tasse Forfettario 2026: Tool Gratuito.

Il CAF può aiutarti: preventivo personalizzato gratuito

Aprire la partita IVA come avvocato, valutare la convenienza del forfettario rispetto al regime ordinario, gestire il Modello 5 per la Cassa Forense, capire come fatturare correttamente: sono tutte attività che richiedono attenzione e aggiornamento costante.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza personalizzata per professionisti e partite IVA. Puoi prenotare un appuntamento, richiedere un preventivo gratuito o contattarci per qualsiasi chiarimento fiscale.

Approfondisci anche la guida alla partita IVA per psicologi, un’altra categoria con coefficiente 78%: Partita IVA Psicologo 2026: Guida Completa.

Contattaci:
CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine
Tel. 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121

Giugno 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-29 14:00:002026-07-03 07:54:49Partita IVA avvocato 2026: guida completa al forfettario, Cassa Forense e RC professionale

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