NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATOColf e Badanti: NASPI anche dopo Dimissioni in Maternità – La Sentenza che Cambia TuttoUna recente pronuncia giurisprudenziale ha chiarito un aspetto fondamentale per le lavoratrici domestiche: anche le colf e le badanti che si dimettono durante il periodo di maternità hanno diritto all’indennità di disoccupazione NASPI. Questa sentenza rappresenta una svolta importante per migliaia di lavoratrici del settore domestico, che finora si trovavano spesso escluse da questa tutela.La questione riguarda un principio cruciale: le dimissioni presentate durante il periodo tutelato di maternità sono equiparate, ai fini del diritto alla NASPI, alle cessazioni involontarie del rapporto di lavoro. Questo significa che una badante o una colf che si dimette nei primi tre anni di vita del bambino (o nei primi tre anni dall’ingresso in famiglia in caso di adozione/affidamento) non perde il diritto all’indennità di disoccupazione.In questa guida completa analizziamo nel dettaglio cosa stabilisce la giurisprudenza, quali sono i requisiti per accedere alla NASPI, come presentare domanda e quali importi spettano alle lavoratrici domestiche. 📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiLa Tutela delle Dimissioni in MaternitàRequisiti per la NASPI delle Lavoratrici DomesticheImporto e Durata della NASPI per Colf e BadantiProcedura per Richiedere la NASPICasi Pratici ed Esempi ConcretiCompatibilità della NASPI con Altri RedditiObblighi del Percettore di NASPINASPI e Diritti Previdenziali FuturiLa Tutela delle Dimissioni in MaternitàIl Decreto Legislativo 151/2001 (Testo Unico sulla maternità e paternità) stabilisce che le dimissioni presentate dalla lavoratrice durante il periodo che va dall’inizio della gravidanza fino al compimento del terzo anno di età del bambino devono essere convalidate presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL).Questa procedura di convalida ha una funzione protettiva: garantisce che la decisione sia libera e consapevole, non frutto di pressioni da parte del datore di lavoro. Ma ha anche un importante effetto collaterale: le dimissioni convalidate in questo periodo sono equiparate, per legge, a una cessazione involontaria del rapporto di lavoro. Cosa significa in pratica?Significa che la lavoratrice che si dimette durante questo periodo protetto ha diritto alle stesse tutele di chi viene licenziato, compresa l’indennità di disoccupazione NASPI. Questo principio, già consolidato per i lavoratori subordinati ordinari, è stato esteso alle colf e alle badanti grazie alle recenti pronunce giurisprudenziali.Periodo tutelatoDalla comunicazione dello stato di gravidanzaFino al compimento del terzo anno di età del bambinoIn caso di adozione/affidamento: primi tre anni dall’ingresso del minore in famigliaCasi particolariSe la lavoratrice domestica ha più figli, il periodo protetto si calcola sul figlio più piccolo. Quindi, se una badante ha un bambino di 2 anni e uno di 5, potrà presentare dimissioni tutelate ancora per un anno (fino al compimento del terzo anno del figlio minore).Requisiti per la NASPI delle Lavoratrici DomestichePer accedere all’indennità NASPI, le colf e le badanti devono soddisfare gli stessi requisiti previsti per tutti i lavoratori dipendenti, con alcune specificità legate al settore del lavoro domestico. Requisiti contributiviAlmeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazioneAlmeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti l’inizio della disoccupazionePer le lavoratrici domestiche, il calcolo delle settimane contributive tiene conto dei versamenti effettuati dal datore di lavoro tramite i bollettini MAV trimestrali. Ogni trimestre con contributi regolarmente versati vale 13 settimane.Come si contano le 13 settimaneSe una badante ha lavorato per 4 trimestri consecutivi con contributi regolari, ha accumulato 52 settimane di contribuzione, ben oltre il minimo richiesto. Anche un anno di lavoro continuativo è sufficiente per maturare il diritto.Le 30 giornate di lavoro effettivoQuesta condizione è fondamentale. Non si tratta di 30 giorni di contribuzione, ma di 30 giorni in cui la lavoratrice ha effettivamente lavorato. Per le colf e badanti con contratto part-time, si applicano le seguenti regole:Se il contratto prevede almeno 4 ore giornaliere: ogni giorno conta come una giornataSe il contratto prevede meno di 4 ore: occorrono più giorni per raggiungere una giornata interaEsempio praticoMaria è una colf assunta con contratto di 20 ore settimanali (4 ore al giorno per 5 giorni). Ha lavorato per 18 mesi continuativi e si dimette durante la maternità (il bambino ha 2 anni). Maria ha:72 settimane di contribuzione (18 mesi x 4 settimane)Più di 30 giornate di lavoro effettivoMaria ha tutti i requisiti per richiedere la NASPI.Requisiti soggettiviStato di disoccupazione (non avere altri rapporti di lavoro attivi)Dimissioni durante il periodo tutelato di maternità con convalida ITLRilascio della Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID) al lavoro presso il Centro per l’ImpiegoImporto e Durata della NASPI per Colf e BadantiL’importo della NASPI per le lavoratrici domestiche viene calcolato sulla base della retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni. Il metodo di calcolo è lo stesso applicato a tutti i lavoratori dipendenti. Calcolo dell’importo mensileL’INPS somma tutte le retribuzioni imponibili degli ultimi 4 anni e le divide per il numero di settimane contributive, moltiplicando il risultato per 4,33 (coefficiente per ottenere l’importo mensile).Sul risultato si applica:Il 75% della retribuzione mensile se questa è inferiore a 1.352,19 euro (importo 2026)Il 75% di 1.352,19 euro + il 25% della differenza se la retribuzione supera questa sogliaImporto massimo: 1.550,42 euro mensili (importo 2026)Importo minimo: Non esiste un importo minimo fisso, ma l’indennità non può essere inferiore all’assegno sociale (534,41 euro nel 2026).Esempio di calcoloAnna è una badante con contratto convivente. La sua retribuzione mensile media negli ultimi 4 anni è stata di 1.100 euro.Importo NASPI = 1.100 x 75% = 825 euro mensiliSe invece la retribuzione media fosse stata di 1.600 euro:Importo NASPI = (1.352,19 x 75%) + [(1.600 – 1.352,19) x 25%]Importo NASPI = 1.014,14 + 61,95 = 1.076,09 euro mensiliDurata della prestazioneLa NASPI viene erogata per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive accumulate negli ultimi 4 anni, con un massimo di 24 mesi.Esempi:52 settimane contributive → 26 settimane di NASPI (6 mesi)104 settimane contributive → 52 settimane di NASPI (12 mesi)208 settimane o più → 104 settimane di NASPI (24 mesi)Riduzione progressivaDal quarto mese di fruizione, l’importo della NASPI si riduce del 3% ogni mese. Questa decurtazione serve a incentivare la ricerca attiva di un nuovo impiego.Dopo 6 mesi di NASPI da 825 euro:Mesi 1-3: 825 euroMese 4: 800,25 euro (-3%)Mese 5: 776,24 euro (-3%)Mese 6: 752,95 euro (-3%)Procedura per Richiedere la NASPILa richiesta della NASPI per le lavoratrici domestiche che si dimettono durante la maternità richiede alcuni passaggi specifici. È fondamentale seguire l’ordine corretto per non perdere il diritto alla prestazione. Step 1: Convalida delle dimissioni presso l’ITLPrima ancora di presentare le dimissioni al datore di lavoro, la lavoratrice deve recarsi presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro per convalidare la propria volontà di dimettersi. Questa procedura è obbligatoria per legge.Documenti necessari per la convalida:Documento d’identità validoCodice fiscaleLettera di dimissioni datata e firmataCertificato di nascita del bambino (o documentazione adozione/affidamento)Copia del contratto di lavoroL’ITL convoca la lavoratrice per un colloquio e verifica che la decisione sia libera e consapevole. Al termine, rilascia il verbale di convalida.Step 2: Comunicazione al datore di lavoroDopo aver ottenuto la convalida ITL, la lavoratrice deve comunicare formalmente le dimissioni al datore di lavoro, rispettando il preavviso previsto dal CCNL del lavoro domestico:Fino a 5 anni di anzianità: 15 giorni di preavvisoOltre 5 anni di anzianità: 30 giorni di preavvisoIl datore di lavoro deve versare l’ultima contribuzione trimestrale e rilasciare il CUD (Certificazione Unica).Step 3: Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID)Entro 15 giorni dalla cessazione del rapporto, la lavoratrice deve recarsi presso il Centro per l’Impiego e rilasciare la DID, dichiarandosi immediatamente disponibile a lavorare. Questo passaggio è fondamentale: senza DID non si può accedere alla NASPI.La DID può essere rilasciata:Di persona presso il CPIOnline tramite il portale ANPALTramite i patronati abilitatiStep 4: Domanda NASPI all’INPSLa domanda di NASPI va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.Modalità di presentazione:Online sul sito INPS (con SPID, CIE o CNS)– Accedere al portale www.inps.it– Sezione “Prestazioni e servizi” → “NASPI”– Compilare il modulo onlineTramite Contact Center INPS– Numero verde 803 164 (da rete fissa)– Numero 06 164 164 (da cellulare)Tramite CAF o Patronato– Portare la documentazione necessaria– Il CAF compila e trasmette la domanda per conto della lavoratriceDocumenti da allegare:Verbale di convalida dimissioni ITLCertificato di nascita del figlioCUD del datore di lavoroIBAN per l’accreditoEventuale documentazione di altri rapporti di lavoro (per escludere attività in corso)Tempi di rispostaL’INPS istruisce la pratica entro 30 giorni e, se tutto è in regola, inizia a erogare la NASPI dal primo giorno successivo alla scadenza del periodo di preavviso (o dal giorno della domanda, se successivo).Casi Pratici ed Esempi ConcretiPer comprendere meglio come funziona il diritto alla NASPI per le dimissioni in maternità, analizziamo alcuni casi concreti che rispecchiano situazioni reali. Caso 1: Badante convivente con bimbo di 1 annoSituazione:Giulia lavora come badante convivente da 3 anni. Ha un bambino di 1 anno e decide di dimettersi perché non riesce più a conciliare l’assistenza al bambino con il lavoro.Retribuzione mensile: 1.400 euro netti (circa 1.750 euro lordi)Contributi: Versati regolarmente ogni trimestre per 3 anniAnalisi:Giulia ha 156 settimane di contribuzione (3 anni)Ha lavorato più di 30 giornate negli ultimi 12 mesiIl bambino ha 1 anno: rientra nel periodo tutelatoSoluzione:Giulia ha pieno diritto alla NASPI. Deve:Recarsi all’ITL per convalidare le dimissioniDare preavviso di 15 giorniFare la DID al Centro per l’ImpiegoPresentare domanda NASPI entro 68 giorniImporto NASPI stimato: circa 1.080 euro/mese per 18 mesi (metà delle 156 settimane)Caso 2: Colf part-time con due bambiniSituazione:Maria lavora come colf 20 ore settimanali presso due famiglie diverse (10 ore ciascuna). Ha due bambini: uno di 5 anni e uno di 2 anni. Si dimette da entrambi i lavori.Retribuzione complessiva: 900 euro mensiliContributi: Versati regolarmente per 2 anniAnalisi:Maria ha 104 settimane di contribuzione (2 anni)Ha lavorato più di 30 giornateIl figlio minore ha 2 anni: rientra nel periodo tutelatoParticolarità:Maria deve convalidare le dimissioni per entrambi i rapporti di lavoro, presentando all’ITL due lettere di dimissioni separate. Può farlo nello stesso appuntamento.Importo NASPI stimato: circa 675 euro/mese per 12 mesiCaso 3: Badante con contratto da 6 mesiSituazione:Luisa ha iniziato a lavorare come badante 6 mesi fa (2 trimestri). Ha un bambino di 6 mesi. Vorrebbe dimettersi.Retribuzione mensile: 1.200 euroContributi: Versati per 2 trimestri (26 settimane)Analisi:Luisa ha 26 settimane di contribuzioneHa lavorato più di 30 giornateIl bambino ha 6 mesi: rientra nel periodo tutelatoAttenzione:Luisa ha appena raggiunto il requisito minimo delle 13 settimane. Se si dimette ora, avrà diritto alla NASPI ma per un periodo molto breve (13 settimane, cioè 3 mesi circa).Consiglio:Potrebbe essere conveniente continuare a lavorare ancora qualche mese per accumulare più contributi e avere una NASPI di durata maggiore, visto che il periodo tutelato dura fino ai 3 anni del bambino.Caso 4: Dimissioni oltre il terzo annoSituazione:Sofia lavora come colf da 4 anni. Ha un bambino di 3 anni e 2 mesi. Si dimette.Analisi:Il bambino ha superato i 3 anni: Sofia non rientra più nel periodo tutelato. Le sue dimissioni sono ordinarie, non convalidabili dall’ITL.Conseguenza:Sofia NON ha diritto alla NASPI, perché le dimissioni volontarie ordinarie non danno accesso all’indennità di disoccupazione.Alternativa:Se Sofia ha un valido motivo (es. molestie sul lavoro, mancato pagamento, modifica peggiorativa delle condizioni), può presentare dimissioni per giusta causa, che danno diritto alla NASPI anche fuori dal periodo di maternità.Compatibilità della NASPI con Altri RedditiUna domanda frequente riguarda la possibilità di percepire la NASPI mentre si hanno altri redditi o si svolgono altre attività.NASPI e lavoro occasionaleÈ possibile svolgere lavori occasionali mentre si percepisce la NASPI, ma con limiti precisi:Reddito annuo da lavoro occasionale non superiore a 5.000 euroObbligo di comunicazione all’INPS prima di iniziare l’attivitàLa NASPI viene ridotta dell’80% del reddito previstoEsempio:Se una ex badante percepisce 800 euro/mese di NASPI e inizia a fare pulizie occasionali per 200 euro/mese:Riduzione: 200 x 80% = 160 euroNASPI residua: 800 – 160 = 640 euroNASPI e lavoro subordinatoSe si viene assunti con un nuovo contratto subordinato, la NASPI:Si sospende automaticamente per tutta la durata del rapportoRiprende al termine, se ci sono ancora mesi residuiDecade definitivamente se il rapporto dura oltre 6 mesiNASPI e assegno unico figliLa NASPI è pienamente compatibile con l’Assegno Unico Universale per i figli. Sono due prestazioni diverse e non si influenzano a vicenda. Anzi, percepire la NASPI (che è un reddito) può aumentare leggermente l’importo dell’Assegno Unico, rispetto a chi non ha alcun reddito.NASPI e maternità INPSSe una lavoratrice percepisce la NASPI e rimane nuovamente incinta, ha diritto all’indennità di maternità INPS, che sostituisce temporaneamente la NASPI per il periodo di astensione obbligatoria (2 mesi prima + 3 mesi dopo il parto). Al termine della maternità, la NASPI riprende per i mesi residui.NASPI e partita IVAAprire una partita IVA mentre si percepisce la NASPI è possibile, ma con regole precise:Obbligo di comunicazione all’INPS prima dell’aperturaSe il reddito previsto supera 5.000 euro annui: la NASPI decadeSe il reddito previsto è inferiore a 5.000 euro: la NASPI si riduce dell’80% del redditoObblighi del Percettore di NASPIChi percepisce la NASPI ha specifici obblighi da rispettare. La violazione di questi obblighi può portare alla decadenza della prestazione. 1. Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID)È l’obbligo più importante. La lavoratrice deve dichiararsi disponibile a:Accettare offerte di lavoro congruePartecipare a misure di politica attiva del lavoroPartecipare a iniziative di orientamento e formazioneCosa significa “offerta congrua”?Nei primi 12 mesi di NASPI, un’offerta è congrua se:La retribuzione è almeno pari all’80% della retribuzione precedenteIl luogo di lavoro è raggiungibile in 80 minuti con mezzi pubblici (o 100 km se si ha auto)La qualifica è coerente con le competenze della lavoratriceDopo 12 mesi, i criteri si allentano: diventa congrua qualsiasi offerta con retribuzione superiore alla NASPI percepita.2. Patto di Servizio PersonalizzatoEntro 90 giorni dalla DID, il Centro per l’Impiego convoca la lavoratrice per stipulare il Patto di Servizio Personalizzato. In questo incontro si definiscono:Il profilo professionaleGli obiettivi di reinserimento lavorativoLe attività da svolgere (formazione, tirocini, colloqui)La mancata presentazione all’appuntamento senza giustificato motivo comporta la perdita di un mese di NASPI.3. Comunicazione di variazioni redditualiOgni variazione della situazione reddituale o lavorativa va comunicata all’INPS entro 30 giorni:Inizio di un lavoro (anche occasionale)Apertura partita IVACessazione di un’attivitàVariazione di redditi previstiLa comunicazione va fatta online sul portale INPS (sezione “NASPI-COM”) oppure tramite patronato.4. Residenza e domicilioOgni cambio di residenza o domicilio va comunicato tempestivamente all’INPS e al Centro per l’Impiego. Questo è importante perché il CPI convoca per attività formative o offerte di lavoro in base al domicilio dichiarato.Sanzioni per violazione degli obblighiPrima violazione: Decurtazione di 1/4 dell’importo mensile per 2 mesiSeconda violazione: Decurtazione di 1/4 dell’importo per 4 mesiTerza violazione: Decadenza totale dalla NASPICasi di decadenza immediataMancata comunicazione di inizio lavoroRifiuto di un’offerta congrua senza giustificato motivoPerdita dello stato di disoccupazioneRaggiungimento dell’età pensionabileAcquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità (salvo opzione per la NASPI)NASPI e Diritti Previdenziali FuturiUn aspetto spesso trascurato è l’impatto della NASPI sui contributi previdenziali e, quindi, sulla futura pensione.Contribuzione figurativa durante la NASPIMentre si percepisce la NASPI, l’INPS accredita automaticamente contributi figurativi utili ai fini pensionistici. Questo significa che i mesi di NASPI contano per:Il diritto alla pensione (requisito contributivo)Il calcolo dell’importo della pensioneAttenzione: I contributi figurativi da NASPI sono calcolati su una retribuzione convenzionale, che corrisponde all’importo della NASPI percepita. Se la NASPI è inferiore alla precedente retribuzione (come di solito accade), anche i contributi accreditati saranno proporzionalmente inferiori.EsempioMaria lavorava come badante con retribuzione di 1.400 euro. Percepisce NASPI di 1.050 euro per 12 mesi.Contributi versati durante il lavoro: calcolati su 1.400 euroContributi figurativi durante NASPI: calcolati su 1.050 euroQuindi i 12 mesi di NASPI “valgono” meno, ai fini pensionistici, rispetto a 12 mesi di lavoro effettivo.Integrazione volontaria dei contributiLe lavoratrici domestiche che percepiscono la NASPI possono valutare, al termine della prestazione, di versare contributi volontari per coprire eventuali periodi scoperti o per raggiungere prima i requisiti pensionistici.I contributi volontari per il lavoro domestico si versano tramite:Domanda all’INPS di autorizzazioneVersamento trimestrale con bollettini MAVImporto calcolato sulla retribuzione media dell’ultimo anno di lavoroMaternità e contributiI periodi di maternità obbligatoria sono sempre coperti da contribuzione figurativa, anche se la lavoratrice si è dimessa. Quindi:Maternità INPS: contributi figurativi su retribuzione pienaNASPI dopo dimissioni: contributi figurativi su importo NASPIEntrambi i periodi contano per la pensione.Totalizzazione dei contributiPer le lavoratrici che hanno contributi in diverse gestioni (ad esempio, hanno lavorato come dipendente prima di diventare colf), la totalizzazione permette di sommare tutti i contributi per raggiungere il diritto alla pensione, anche se ogni gestione singolarmente non raggiungerebbe i requisiti.La totalizzazione è gratuita e può essere richiesta quando si fa domanda di pensione.ConclusioniIl riconoscimento del diritto alla NASPI per le colf e le badanti che si dimettono durante il periodo di maternità rappresenta un’importante tutela per migliaia di lavoratrici. Questa interpretazione giurisprudenziale conferma che il periodo tutelato di maternità ha effetti concreti anche sul diritto all’indennità di disoccupazione.È fondamentale seguire correttamente la procedura: convalidare le dimissioni presso l’ITL, rispettare i termini per la DID e per la domanda NASPI, comunicare tempestivamente ogni variazione all’INPS. La mancata osservanza di questi adempimenti può comportare la perdita del diritto alla prestazione.Per le lavoratrici domestiche, spesso caratterizzate da rapporti di lavoro frammentati e irregolarità contributive, il supporto di un CAF è particolarmente importante. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste le colf e le badanti nella verifica dei requisiti, nella compilazione della domanda e in tutte le comunicazioni con l’INPS.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi. Domande Frequenti sulla NASPI per Dimissioni in MaternitàPosso richiedere la NASPI se mi dimetto volontariamente come colf?Sì, ma solo se ti dimetti durante il periodo tutelato di maternità (dalla gravidanza fino ai 3 anni di età del bambino) e le dimissioni vengono convalidate dall’Ispettorato del Lavoro. In questo caso, le dimissioni sono equiparate a una cessazione involontaria e danno diritto alla NASPI.Quanto tempo ho per presentare domanda di NASPI dopo le dimissioni?Hai 68 giorni di tempo dalla cessazione effettiva del rapporto di lavoro (quindi dalla fine del preavviso). Se presenti la domanda oltre questo termine, perdi il diritto alla prestazione.La NASPI si riduce ogni mese?La NASPI rimane costante per i primi 3 mesi. Dal quarto mese in poi si riduce del 3 percento ogni mese. Questa riduzione serve a incentivare la ricerca attiva di un nuovo lavoro.Posso lavorare mentre percepisco la NASPI?Sì, puoi svolgere lavori occasionali con reddito fino a 5.000 euro annui, comunicandolo preventivamente all’INPS. La NASPI verrà ridotta dell’80 percento del reddito occasionale. Se trovi un lavoro subordinato, la NASPI si sospende per la durata del rapporto.Cosa succede se il datore di lavoro non ha versato i contributi?Se i contributi non sono stati versati regolarmente, potresti non raggiungere i requisiti per la NASPI (13 settimane negli ultimi 4 anni). In questo caso devi denunciare l’omissione contributiva all’INPS, che può procedere al recupero dei contributi dovuti. Il CAF può assisterti in questa procedura.La NASPI è compatibile con l’Assegno Unico per i figli?Sì, sono pienamente compatibili. Puoi percepire contemporaneamente la NASPI e l’Assegno Unico Universale per i tuoi figli. Sono due prestazioni diverse che non si influenzano.Se ho due rapporti di lavoro part-time e mi dimetto da entrambi?Devi presentare due domande di convalida dimissioni separate presso l’ITL (puoi farlo nello stesso appuntamento). Poi presenti un’unica domanda NASPI all’INPS, che calcolerà l’indennità sommando le retribuzioni di entrambi i rapporti.Hai Bisogno di Assistenza per la NASPI?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la domanda NASPI per colf e badanti: verifica requisiti, compila la domanda e gestisce tutte le comunicazioni con l’INPS.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640 ARTICOLI CORRELATICAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Tresy Mia 02/01/2026 Esperienza ottima. Grazie al supporto whap con Roberta Pubblicato su Alessandra Capello 30/12/2025 Servizio ottimo!!!! Super efficiente!!!!! Operatore molto disponibile e gentile!!!! Soddisfattissima!!!!!! Pubblicato su Samuel R. 27/12/2025 Mi sono rivolto a loro online e Mirsada è riuscita a fare di tutto! Veramente estremamente preparata e competente oltre a professionale. Bravi davvero Pubblicato su Serhii Kovalchuk 22/12/2025 Professionalità e umanità: una combinazione rara. Grazie CAF! Essendo stranieri, affrontare le pratiche burocratiche in Italia può essere molto complesso, ma il vostro CAF è stata una piacevolissima eccezione. Siamo sinceri: io e mia moglie non abbiamo mai incontrato persone così disponibili e gentili come qui. Un ringraziamento speciale va a Sara. È una vera professionista: estremamente competente, precisa ed efficace in ogni questione che le abbiamo sottoposto. La sua disponibilità è stata straordinaria. Apprezziamo moltissimo anche la comodità della comunicazione via WhatsApp. Vivendo a 30 km da Udine, la possibilità di chiarire dubbi e ricevere consulenze rapide online è un enorme vantaggio che facilita tutto il processo. Grazie a tutto il centro per un'assistenza così preziosa e di qualità. Un grazie di cuore a Sara per il suo ottimo lavoro! Pubblicato su SILVIA P 22/12/2025 Ho conosciuto questo centro grazie a un collega per una pratica per mia madre, per la quale mia sorella aveva avuto ben 3 appuntamenti presso altro centro in altra regione, per sentirsi dire che mia madre non me aveva diritto. Qui non solo la pratica è stata evasa, ma in tempi record e senza dovermici recare personalmente. E, da sottolineare, a 3 gg da natale. Perciò grazie e super consigliato. Efficienza e velocità. Ah, non l'ho detto, pratica fatta in giornata. Bravi! Pubblicato su Noura Omrani 22/12/2025 Sono super bravi gentili e professionali consiglio Pubblicato su Moldovan Madalina Ancuta 22/12/2025 Bravissimi, molto cordiali e disponibili, e soprattutto molto veloci. Raccomando volentieri!!😀 Pubblicato su Valentina Simeoni 21/12/2025 Mi sono rivolta a questo patronato per risolvere una questione con il congedo maternità. Sono rimasta estremamente soddisfatta, mi hanno dato appuntamento in brevissimo tempo, il personale é giovane ,preparato e competente. Ho avuto il piacere di conoscere Sara che é stata gentilissima e velocissima nel darmi una mano. Sicuramente mi affiderò a loro per il prossimo ISEE e 730. Pubblicato su Xhoana Lika 19/12/2025 Ho avuto un’ottima esperienza al CAF grazie a Sara. È una ragazza molto preparata, disponibile e paziente, mi ha seguita passo dopo passo chiarendo ogni dubbio e aiutandomi con diverse pratiche in modo preciso e professionale. Si vede che lavora con competenza e attenzione verso le persone. Davvero consigliata! Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMarzo 15, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-15 08:57:152026-03-18 09:19:14Colf e Badanti: NASPI anche dopo Dimissioni in Maternità – La Sentenza che Cambia Tutto