Guide Fatturazione ElettronicaCodice Destinatario Fattura Elettronica 2026: Come Trovarlo e Usarlo CorrettamenteQuando emetti una fattura elettronica, il codice destinatario è il dato più importante: senza il codice corretto, la fattura non arriva mai al cliente o, peggio, finisce nelle mani sbagliate. Si tratta di un indirizzo telematico univoco di sette caratteri che il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate utilizza per recapitare il documento al destinatario giusto.In questa guida pratica vedremo cos’è il codice destinatario, dove va inserito nell’XML, quali codici usare nei diversi casi (privato, azienda, PEC, Pubblica Amministrazione, cliente estero), come ottenere quello del cliente e come gestire il tuo per ricevere fatture dai fornitori. Troverai anche gli errori più comuni e come evitarli.Indice dei contenutiCos’è il codice destinatario della fattura elettronicaDove si inserisce: il tag CodiceDestinatario nell’XMLI 5 tipi di destinatario: quale codice usareCome ottenere il codice destinatario del clienteCosa succede se sbagli il codice destinatarioCome verificare il codice destinatario di una PAIl tuo codice destinatario: come riceverlo dai fornitoriErrori comuni da evitarePrivati e cassetto fiscale: come consultare le fattureDomande frequenti (FAQ)Cos’è il codice destinatario della fattura elettronicaIl codice destinatario è un indirizzo telematico univoco di 7 caratteri alfanumerici che identifica il “canale” attraverso cui il Sistema di Interscambio recapita la fattura elettronica al cliente. È l’equivalente digitale di un indirizzo postale: senza, la lettera (in questo caso la fattura) non sa dove andare.Ogni soggetto che riceve fatture elettroniche (azienda, professionista, ente pubblico) può scegliere come riceverle:Tramite un codice destinatario assegnato dal proprio software di fatturazione (cassetto fiscale, gestionali, intermediari);Tramite PEC (in questo caso il codice destinatario è “0000000”);Tramite l’area riservata dell’Agenzia delle Entrate, se non si è registrato un canale telematico (anche qui codice “0000000”).Il codice è diverso dalla partita IVA e dal codice fiscale: è un identificativo tecnico che riguarda solo il flusso telematico, non l’identità anagrafica del cliente. Un’azienda può cambiare codice destinatario in qualsiasi momento (ad esempio cambiando software gestionale), senza modificare la propria P.IVA.★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Dove si inserisce: il tag CodiceDestinatario nell’XMLLa fattura elettronica è un file XML strutturato secondo le specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate. All’interno del tracciato, il codice destinatario è obbligatorio e va inserito nel tag:<DatiTrasmissione> <IdTrasmittente>...</IdTrasmittente> <ProgressivoInvio>...</ProgressivoInvio> <FormatoTrasmissione>FPR12</FormatoTrasmissione> <CodiceDestinatario>ABC1234</CodiceDestinatario> </DatiTrasmissione>In quasi tutti i software di fatturazione (Fattura24, Fatture in Cloud, Aruba, Libero SiFattura, ecc.) non devi modificare l’XML manualmente: ti basta inserire il codice nel campo “Codice destinatario” o “Codice univoco” del cliente nell’anagrafica, e il software lo riporterà automaticamente nel tag corretto.Il FormatoTrasmissione indica anche il tipo di destinatario:FPR12: fattura verso privati (B2B/B2C);FPA12: fattura verso Pubblica Amministrazione.I 5 tipi di destinatario: quale codice usareEsistono cinque casistiche principali a seconda del cliente che ricevi fattura. Vediamole una per una con il codice da usare.1. Cliente privato (cittadino comune senza P.IVA)Quando emetti fattura a un consumatore finale (un privato che non ha P.IVA), devi usare:Codice destinatario: 0000000 (sette zeri);Inserisci il codice fiscale del cliente (non la P.IVA, perché non ce l’ha);Lascia vuoto il campo PEC.Lo SDI in questo caso recapita la fattura nell’area riservata del cliente sul sito dell’Agenzia delle Entrate, e tu come emittente sei tenuto a consegnare al cliente una copia analogica (cartacea o PDF). Il privato può consultare la fattura nel proprio cassetto fiscale accedendo con SPID o CIE alla sezione “Fatture e Corrispettivi”.2. Cliente azienda o professionista con codice univocoÈ il caso più frequente nelle operazioni B2B. Il cliente (azienda, ditta individuale, professionista con P.IVA) ha attivato un canale telematico tramite il proprio software di fatturazione e dispone di un codice destinatario di 7 caratteri alfanumerici (esempio: ABC1234, M5UXCR1, USAL8PV).Codice destinatario: i 7 caratteri forniti dal cliente;Va richiesto al cliente prima di emettere la prima fattura;Il cliente lo trova nel proprio software di fatturazione o nel cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate.Questa è l’opzione più rapida: la fattura viene recapitata in tempo reale nel gestionale del cliente, senza passaggi intermedi.3. Cliente azienda con PEC (senza codice univoco)Se il cliente B2B non ha un codice univoco ma vuole ricevere la fattura sulla propria casella di Posta Elettronica Certificata:Codice destinatario: 0000000;Compila il campo PECDestinatario con l’indirizzo PEC del cliente;Lo SDI recapita la fattura direttamente nella PEC indicata.Questa modalità è frequente tra partite IVA in regime forfettario e piccole attività che non usano gestionali avanzati.4. Pubblica Amministrazione (PA)Le fatture verso enti pubblici (Comuni, ASL, scuole, ministeri) hanno regole particolari:Codice destinatario: 6 caratteri alfanumerici (esempio: UF12X3);FormatoTrasmissione: FPA12 (non FPR12);Il codice si trova sul sito ufficiale indicepa.gov.it (Indice delle Pubbliche Amministrazioni).Attenzione: ogni PA può avere più uffici, ognuno con un codice diverso. Devi usare quello dell’ufficio che ti ha conferito l’incarico (es. “Ufficio Ragioneria” del Comune X), non un codice generico dell’ente. Il codice della PA è obbligatoriamente diverso da quello del trasmittente.5. Cliente non residente in Italia (estero UE o extra-UE)Per le operazioni transfrontaliere la regola è cambiata dal 2022: oggi tutte le fatture verso l’estero passano dallo SDI ed è obbligatorio l’esterometro tramite XML. Il codice da usare è:Codice destinatario: XXXXXXX (sette X maiuscole);Lo SDI riconosce automaticamente l’operazione come transfrontaliera e gestisce la trasmissione ai fini dell’esterometro;Per operazioni B2B intra-UE: indica l’identificativo IVA del cliente (es. DE123456789) e applica il reverse charge (Natura N6 o operazione non imponibile art. 41 DL 331/93);Per operazioni extra-UE: operazione non imponibile art. 7-ter o 8 DPR 633/72 a seconda del caso.Come ottenere il codice destinatario del clientePrima di emettere fattura a un nuovo cliente, devi conoscere il suo codice destinatario. Le strade sono tre:Chiederlo direttamente al cliente. È la via più veloce: il cliente lo conosce (o dovrebbe). In genere viene comunicato insieme ai dati di fatturazione (ragione sociale, P.IVA, sede legale, codice destinatario o PEC).Verificare nel cassetto fiscale del cliente, se hai delega come professionista o intermediario abilitato.Se il cliente non ha un canale telematico: usa 0000000 abbinato alla sua PEC (per aziende) o al codice fiscale (per privati).Una buona pratica è inserire nel contratto o preventivo un campo dedicato per “Codice destinatario / PEC”, in modo da raccogliere il dato all’inizio della collaborazione e non dover rincorrere il cliente al momento della fattura.Cosa succede se sbagli il codice destinatarioLe conseguenze di un errore dipendono dal tipo di sbaglio:Codice formalmente non valido (errore 00417)Se inserisci un codice destinatario che non rispetta il formato (lunghezza diversa da 7 caratteri per privati o da 6 per PA, caratteri non ammessi), lo SDI scarta la fattura con il codice di errore 00417 – “CodiceDestinatario non valido”. La fattura non viene mai recapitata e tu hai 5 giorni di tempo per correggere e ritrasmettere il file XML.Codice formalmente valido ma errato (cliente diverso)Questo è il caso più pericoloso. Se inserisci un codice di 7 caratteri esistente ma appartenente a un altro soggetto, lo SDI recapita correttamente la fattura… ma al cliente sbagliato! Il tuo cliente non la riceverà e potresti avere:Problemi di privacy (dati commerciali finiti a terzi);Mancato pagamento perché il cliente non si accorge della fattura;Necessità di emettere nota di credito e rifare la fattura corretta.Per questo è fondamentale verificare due volte il codice prima di trasmettere la fattura, soprattutto la prima volta che si fattura a un nuovo cliente.Codice 0000000 senza PEC: cosa succede?Se invii una fattura con codice destinatario 0000000 ma senza compilare il campo PEC (e il cliente è un soggetto B2B), la fattura viene comunque accettata dallo SDI e messa a disposizione nell’area riservata del cliente sull’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, il cliente potrebbe non accorgersene se non controlla il cassetto fiscale: meglio sempre indicare PEC o codice univoco quando il cliente li ha.Come verificare il codice destinatario di una PAPer le fatture alla Pubblica Amministrazione, il codice destinatario di 6 caratteri si verifica sul sito ufficiale indicepa.gov.it (IPA). La procedura è:Vai su indicepa.gov.it;Cerca l’ente per denominazione, codice fiscale o codice IPA;Apri la scheda dell’ente e individua la sezione “Servizi di fatturazione elettronica”;Annota il codice univoco ufficio di 6 caratteri (es. UF12X3) corrispondente all’ufficio che ti ha conferito l’incarico.Se il codice non è pubblicato o trovi più uffici, chiedi conferma scritta all’ente prima di emettere fattura: una fattura PA con codice errato viene scartata e bisogna ritrasmetterla, con conseguenti ritardi nei pagamenti (che per le PA sono già lunghi di loro).Il tuo codice destinatario: come riceverlo dai fornitoriAnche tu, in quanto soggetto IVA, devi avere un codice destinatario per ricevere le fatture dai fornitori. Hai tre opzioni:Codice destinatario fornito dal software di fatturazione: la maggior parte dei gestionali (Aruba, Fatture in Cloud, Fattura24, Libero SiFattura, TeamSystem, Zucchetti) assegna automaticamente un codice di 7 caratteri al momento dell’attivazione. Lo trovi nel pannello di amministrazione del software.PEC + codice 0000000: se non usi un gestionale o vuoi ricevere le fatture direttamente sulla PEC. Soluzione tipica per regime forfettario e piccoli professionisti.Solo cassetto fiscale: se non comunichi né PEC né codice destinatario, lo SDI mette comunque le fatture nella tua area riservata sull’Agenzia delle Entrate, ma rischi di non accorgerti subito di nuove fatture in arrivo.Una volta che hai il tuo codice (o PEC), comunicalo a tutti i fornitori: aggiornalo nei rapporti commerciali esistenti, indicalo nel piè di pagina delle email, sui contratti e sui preventivi. Puoi anche registrarlo nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate in “Fatture e Corrispettivi → Servizi disponibili → Registrazione dell’indirizzo telematico”, in modo che lo SDI lo usi automaticamente anche se il fornitore inserisce 0000000.Forfettari: cosa fareDal 2024 anche i contribuenti in regime forfettario sono obbligati a fattura elettronica. Per molti la scelta più semplice è:Codice destinatario: 0000000;Comunicare ai fornitori la propria PEC;Registrare la PEC nel servizio “Registrazione dell’indirizzo telematico” dell’Agenzia delle Entrate.Errori comuni da evitareNella pratica quotidiana ricorrono alcuni errori tipici:Confondere codice destinatario con altri identificativi (P.IVA, codice fiscale, REA): sono dati distinti, non vanno mai mischiati.Inserire la P.IVA al posto del codice destinatario: la P.IVA va nel campo IdFiscaleIVA, non nel CodiceDestinatario.Riutilizzare il codice univoco di una società del gruppo: ogni ragione sociale ha (può avere) il proprio codice, non sono trasferibili.Usare 0000000 senza compilare PEC per clienti aziende: la fattura passa, ma il cliente potrebbe non accorgersene fino al controllo del cassetto fiscale.Usare codice di 7 caratteri per la PA: per la Pubblica Amministrazione il codice è di 6 caratteri e il FormatoTrasmissione è FPA12.Dimenticare il codice XXXXXXX per l’estero: senza, lo SDI non identifica correttamente la transazione transfrontaliera.Non aggiornare il codice quando il cliente cambia software: se il cliente cambia gestionale, anche il codice destinatario può cambiare. Verificalo periodicamente.Privati e cassetto fiscale: come consultare le fattureQuando ricevi una fattura come privato consumatore (codice 0000000 + codice fiscale), il documento finisce nella tua area riservata sull’Agenzia delle Entrate. Per consultarla:Vai su agenziaentrate.gov.it e accedi con SPID, CIE o CNS;Entra nel cassetto fiscale e poi nel servizio “Fatture e Corrispettivi”;Nella sezione “Consultazione → Fatture elettroniche e altri dati IVA” trovi tutte le fatture ricevute (e quelle eventualmente emesse, se sei una P.IVA);Puoi scaricare il file XML, una versione PDF e visualizzare i dettagli.L’emittente è comunque obbligato a consegnarti una copia analogica (cartacea o PDF via email) al momento dell’operazione, ai sensi dell’art. 1, comma 909, L. 205/2017. La copia analogica ha lo stesso valore probatorio della fattura elettronica per le tue eventuali detrazioni fiscali (730, spese mediche, ecc.).Domande frequenti (FAQ)Il codice destinatario è uguale al codice univoco?Sì, sono sinonimi. “Codice destinatario”, “codice univoco” e “codice univoco ufficio” (quest’ultimo per la PA) indicano lo stesso campo: l’indirizzo telematico univoco usato dallo SDI per recapitare la fattura. Per i soggetti privati è di 7 caratteri, per la PA di 6.Posso usare 0000000 anche se il cliente ha un codice destinatario?Tecnicamente sì, la fattura non viene scartata. Ma se il cliente ha registrato il proprio codice destinatario o PEC nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate, lo SDI userà quello e bypasserà il tuo 0000000. Meglio comunque inserire il codice corretto: il recapito è più rapido e il cliente lo riceve direttamente nel proprio gestionale.Cosa cambia tra codice destinatario e PEC?Sono due canali alternativi. Il codice destinatario è un canale “dedicato” gestito dal software di fatturazione del cliente (più veloce, integrato nei gestionali). La PEC è una casella email certificata (più semplice da attivare ma meno integrata). Quando usi la PEC, il codice destinatario nell’XML è 0000000.Il codice destinatario di un’azienda può cambiare nel tempo?Sì. Se l’azienda cambia software di fatturazione o intermediario, il codice destinatario può essere diverso. Per questo è buona norma verificare i dati di fatturazione con il cliente almeno una volta l’anno, soprattutto se non emetti fatture spesso a quel cliente.Cosa succede se il cliente è un forfettario senza P.IVA estera?Se il cliente è un forfettario italiano, è comunque un soggetto IVA con P.IVA italiana, quindi rientra nel caso “azienda B2B”. Tipicamente i forfettari usano 0000000 + PEC. Se invece intendi un cliente estero senza identificativo IVA italiano, vale la regola del codice XXXXXXX.Posso modificare una fattura già accettata dallo SDI con codice errato?No, una fattura elettronica accettata dallo SDI non si può modificare. L’unica strada è emettere una nota di credito a storno totale e poi rifare la fattura corretta con il codice destinatario giusto. Per questo, prima di trasmettere, controlla sempre due volte il codice.Hai dubbi sulla fattura elettronica? Il CAF Centro Fiscale ti aiutaIl codice destinatario è un dettaglio tecnico ma fondamentale: un errore può bloccare i pagamenti, far perdere il controllo dei dati commerciali o costringere a rifare il lavoro. Ogni tipo di cliente (privato, azienda, PA, estero) richiede un codice diverso e regole specifiche.Se hai una partita IVA, soprattutto in regime forfettario, e vuoi essere sicuro di emettere e ricevere fatture elettroniche correttamente, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a:Configurare correttamente il tuo software di fatturazione e il codice destinatario;Verificare i dati dei tuoi clienti prima dell’emissione;Gestire fatture verso PA, esteri e regimi speciali;Risolvere eventuali scarti SDI e pratiche di rettifica.Prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale in Viale Giuseppe Tullio 13, Udine. Chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121: ti aiutiamo a mettere ordine nella tua fatturazione e a evitare errori che costano tempo e soldi.★ Scelta in evidenza · SponsorApri un conto business con QontoUna soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.🇮🇹IBAN italiano⚡Apertura in 10 min📄Fattura elettronica💳Carta Mastercard 🚀 Visita Qonto e apri il conto →Link affiliato. Aprendo il conto tramite questo link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Giugno 26, 2026/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-26 14:00:002026-05-24 09:54:40Codice Destinatario Fattura Elettronica 2026: Come Trovarlo e Usarlo Correttamente