Guide Fatturazione ElettronicaCodice Destinatario Fattura Elettronica 2026: Come Trovarlo e Usarlo CorrettamenteQuando emetti una fattura elettronica, il codice destinatario è il dato più importante: senza il codice corretto, la fattura non arriva mai al cliente o, peggio, finisce nelle mani sbagliate. Si tratta di un indirizzo telematico univoco di sette caratteri che il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate utilizza per recapitare il documento al destinatario giusto.In questa guida pratica vedremo cos’è il codice destinatario, dove va inserito nell’XML, quali codici usare nei diversi casi (privato, azienda, PEC, Pubblica Amministrazione, cliente estero), come ottenere quello del cliente e come gestire il tuo per ricevere fatture dai fornitori. Troverai anche gli errori più comuni e come evitarli.Indice dei contenutiCos’è il codice destinatario della fattura elettronicaDove si inserisce: il tag CodiceDestinatario nell’XMLI 5 tipi di destinatario: quale codice usareCome ottenere il codice destinatario del clienteCosa succede se sbagli il codice destinatarioCome verificare il codice destinatario di una PAIl tuo codice destinatario: come riceverlo dai fornitoriErrori comuni da evitarePrivati e cassetto fiscale: come consultare le fattureDomande frequenti (FAQ)Cos’è il codice destinatario della fattura elettronicaIl codice destinatario è un indirizzo telematico univoco di 7 caratteri alfanumerici che identifica il “canale” attraverso cui il Sistema di Interscambio recapita la fattura elettronica al cliente. È l’equivalente digitale di un indirizzo postale: senza, la lettera (in questo caso la fattura) non sa dove andare.Ogni soggetto che riceve fatture elettroniche (azienda, professionista, ente pubblico) può scegliere come riceverle:Tramite un codice destinatario assegnato dal proprio software di fatturazione (cassetto fiscale, gestionali, intermediari);Tramite PEC (in questo caso il codice destinatario è “0000000”);Tramite l’area riservata dell’Agenzia delle Entrate, se non si è registrato un canale telematico (anche qui codice “0000000”).Il codice è diverso dalla partita IVA e dal codice fiscale: è un identificativo tecnico che riguarda solo il flusso telematico, non l’identità anagrafica del cliente. Un’azienda può cambiare codice destinatario in qualsiasi momento (ad esempio cambiando software gestionale), senza modificare la propria P.IVA. ★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Dove si inserisce: il tag CodiceDestinatario nell’XMLLa fattura elettronica è un file XML strutturato secondo le specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate. All’interno del tracciato, il codice destinatario è obbligatorio e va inserito nel tag:<DatiTrasmissione> <IdTrasmittente>...</IdTrasmittente> <ProgressivoInvio>...</ProgressivoInvio> <FormatoTrasmissione>FPR12</FormatoTrasmissione> <CodiceDestinatario>ABC1234</CodiceDestinatario> </DatiTrasmissione>In quasi tutti i software di fatturazione (Fattura24, Fatture in Cloud, Aruba, Libero SiFattura, ecc.) non devi modificare l’XML manualmente: ti basta inserire il codice nel campo “Codice destinatario” o “Codice univoco” del cliente nell’anagrafica, e il software lo riporterà automaticamente nel tag corretto.Il FormatoTrasmissione indica anche il tipo di destinatario:FPR12: fattura verso privati (B2B/B2C);FPA12: fattura verso Pubblica Amministrazione. I 5 tipi di destinatario: quale codice usareEsistono cinque casistiche principali a seconda del cliente che ricevi fattura. Vediamole una per una con il codice da usare.1. Cliente privato (cittadino comune senza P.IVA)Quando emetti fattura a un consumatore finale (un privato che non ha P.IVA), devi usare:Codice destinatario: 0000000 (sette zeri);Inserisci il codice fiscale del cliente (non la P.IVA, perché non ce l’ha);Lascia vuoto il campo PEC.Lo SDI in questo caso recapita la fattura nell’area riservata del cliente sul sito dell’Agenzia delle Entrate, e tu come emittente sei tenuto a consegnare al cliente una copia analogica (cartacea o PDF). Il privato può consultare la fattura nel proprio cassetto fiscale accedendo con SPID o CIE alla sezione “Fatture e Corrispettivi”.2. Cliente azienda o professionista con codice univocoÈ il caso più frequente nelle operazioni B2B. Il cliente (azienda, ditta individuale, professionista con P.IVA) ha attivato un canale telematico tramite il proprio software di fatturazione e dispone di un codice destinatario di 7 caratteri alfanumerici (esempio: ABC1234, M5UXCR1, USAL8PV).Codice destinatario: i 7 caratteri forniti dal cliente;Va richiesto al cliente prima di emettere la prima fattura;Il cliente lo trova nel proprio software di fatturazione o nel cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate.Questa è l’opzione più rapida: la fattura viene recapitata in tempo reale nel gestionale del cliente, senza passaggi intermedi.3. Cliente azienda con PEC (senza codice univoco)Se il cliente B2B non ha un codice univoco ma vuole ricevere la fattura sulla propria casella di Posta Elettronica Certificata:Codice destinatario: 0000000;Compila il campo PECDestinatario con l’indirizzo PEC del cliente;Lo SDI recapita la fattura direttamente nella PEC indicata.Questa modalità è frequente tra partite IVA in regime forfettario e piccole attività che non usano gestionali avanzati.4. Pubblica Amministrazione (PA)Le fatture verso enti pubblici (Comuni, ASL, scuole, ministeri) hanno regole particolari:Codice destinatario: 6 caratteri alfanumerici (esempio: UF12X3);FormatoTrasmissione: FPA12 (non FPR12);Il codice si trova sul sito ufficiale indicepa.gov.it (Indice delle Pubbliche Amministrazioni).Attenzione: ogni PA può avere più uffici, ognuno con un codice diverso. Devi usare quello dell’ufficio che ti ha conferito l’incarico (es. “Ufficio Ragioneria” del Comune X), non un codice generico dell’ente. Il codice della PA è obbligatoriamente diverso da quello del trasmittente.5. Cliente non residente in Italia (estero UE o extra-UE)Per le operazioni transfrontaliere la regola è cambiata dal 2022: oggi tutte le fatture verso l’estero passano dallo SDI ed è obbligatorio l’esterometro tramite XML. Il codice da usare è:Codice destinatario: XXXXXXX (sette X maiuscole);Lo SDI riconosce automaticamente l’operazione come transfrontaliera e gestisce la trasmissione ai fini dell’esterometro;Per operazioni B2B intra-UE: indica l’identificativo IVA del cliente (es. DE123456789) e applica il reverse charge (Natura N6 o operazione non imponibile art. 41 DL 331/93);Per operazioni extra-UE: operazione non imponibile art. 7-ter o 8 DPR 633/72 a seconda del caso. Come ottenere il codice destinatario del clientePrima di emettere fattura a un nuovo cliente, devi conoscere il suo codice destinatario. Le strade sono tre:Chiederlo direttamente al cliente. È la via più veloce: il cliente lo conosce (o dovrebbe). In genere viene comunicato insieme ai dati di fatturazione (ragione sociale, P.IVA, sede legale, codice destinatario o PEC).Verificare nel cassetto fiscale del cliente, se hai delega come professionista o intermediario abilitato.Se il cliente non ha un canale telematico: usa 0000000 abbinato alla sua PEC (per aziende) o al codice fiscale (per privati).Una buona pratica è inserire nel contratto o preventivo un campo dedicato per “Codice destinatario / PEC”, in modo da raccogliere il dato all’inizio della collaborazione e non dover rincorrere il cliente al momento della fattura. Cosa succede se sbagli il codice destinatarioLe conseguenze di un errore dipendono dal tipo di sbaglio:Codice formalmente non valido (errore 00417)Se inserisci un codice destinatario che non rispetta il formato (lunghezza diversa da 7 caratteri per privati o da 6 per PA, caratteri non ammessi), lo SDI scarta la fattura con il codice di errore 00417 – “CodiceDestinatario non valido”. La fattura non viene mai recapitata e tu hai 5 giorni di tempo per correggere e ritrasmettere il file XML.Codice formalmente valido ma errato (cliente diverso)Questo è il caso più pericoloso. Se inserisci un codice di 7 caratteri esistente ma appartenente a un altro soggetto, lo SDI recapita correttamente la fattura… ma al cliente sbagliato! Il tuo cliente non la riceverà e potresti avere:Problemi di privacy (dati commerciali finiti a terzi);Mancato pagamento perché il cliente non si accorge della fattura;Necessità di emettere nota di credito e rifare la fattura corretta.Per questo è fondamentale verificare due volte il codice prima di trasmettere la fattura, soprattutto la prima volta che si fattura a un nuovo cliente.Codice 0000000 senza PEC: cosa succede?Se invii una fattura con codice destinatario 0000000 ma senza compilare il campo PEC (e il cliente è un soggetto B2B), la fattura viene comunque accettata dallo SDI e messa a disposizione nell’area riservata del cliente sull’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, il cliente potrebbe non accorgersene se non controlla il cassetto fiscale: meglio sempre indicare PEC o codice univoco quando il cliente li ha. Come verificare il codice destinatario di una PAPer le fatture alla Pubblica Amministrazione, il codice destinatario di 6 caratteri si verifica sul sito ufficiale indicepa.gov.it (IPA). La procedura è:Vai su indicepa.gov.it;Cerca l’ente per denominazione, codice fiscale o codice IPA;Apri la scheda dell’ente e individua la sezione “Servizi di fatturazione elettronica”;Annota il codice univoco ufficio di 6 caratteri (es. UF12X3) corrispondente all’ufficio che ti ha conferito l’incarico.Se il codice non è pubblicato o trovi più uffici, chiedi conferma scritta all’ente prima di emettere fattura: una fattura PA con codice errato viene scartata e bisogna ritrasmetterla, con conseguenti ritardi nei pagamenti (che per le PA sono già lunghi di loro).Il tuo codice destinatario: come riceverlo dai fornitoriAnche tu, in quanto soggetto IVA, devi avere un codice destinatario per ricevere le fatture dai fornitori. Hai tre opzioni:Codice destinatario fornito dal software di fatturazione: la maggior parte dei gestionali (Aruba, Fatture in Cloud, Fattura24, Libero SiFattura, TeamSystem, Zucchetti) assegna automaticamente un codice di 7 caratteri al momento dell’attivazione. Lo trovi nel pannello di amministrazione del software.PEC + codice 0000000: se non usi un gestionale o vuoi ricevere le fatture direttamente sulla PEC. Soluzione tipica per regime forfettario e piccoli professionisti.Solo cassetto fiscale: se non comunichi né PEC né codice destinatario, lo SDI mette comunque le fatture nella tua area riservata sull’Agenzia delle Entrate, ma rischi di non accorgerti subito di nuove fatture in arrivo.Una volta che hai il tuo codice (o PEC), comunicalo a tutti i fornitori: aggiornalo nei rapporti commerciali esistenti, indicalo nel piè di pagina delle email, sui contratti e sui preventivi. Puoi anche registrarlo nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate in “Fatture e Corrispettivi → Servizi disponibili → Registrazione dell’indirizzo telematico”, in modo che lo SDI lo usi automaticamente anche se il fornitore inserisce 0000000.Forfettari: cosa fareDal 2024 anche i contribuenti in regime forfettario sono obbligati a fattura elettronica. Per molti la scelta più semplice è:Codice destinatario: 0000000;Comunicare ai fornitori la propria PEC;Registrare la PEC nel servizio “Registrazione dell’indirizzo telematico” dell’Agenzia delle Entrate. Errori comuni da evitareNella pratica quotidiana ricorrono alcuni errori tipici:Confondere codice destinatario con altri identificativi (P.IVA, codice fiscale, REA): sono dati distinti, non vanno mai mischiati.Inserire la P.IVA al posto del codice destinatario: la P.IVA va nel campo IdFiscaleIVA, non nel CodiceDestinatario.Riutilizzare il codice univoco di una società del gruppo: ogni ragione sociale ha (può avere) il proprio codice, non sono trasferibili.Usare 0000000 senza compilare PEC per clienti aziende: la fattura passa, ma il cliente potrebbe non accorgersene fino al controllo del cassetto fiscale.Usare codice di 7 caratteri per la PA: per la Pubblica Amministrazione il codice è di 6 caratteri e il FormatoTrasmissione è FPA12.Dimenticare il codice XXXXXXX per l’estero: senza, lo SDI non identifica correttamente la transazione transfrontaliera.Non aggiornare il codice quando il cliente cambia software: se il cliente cambia gestionale, anche il codice destinatario può cambiare. Verificalo periodicamente.Privati e cassetto fiscale: come consultare le fattureQuando ricevi una fattura come privato consumatore (codice 0000000 + codice fiscale), il documento finisce nella tua area riservata sull’Agenzia delle Entrate. Per consultarla:Vai su agenziaentrate.gov.it e accedi con SPID, CIE o CNS;Entra nel cassetto fiscale e poi nel servizio “Fatture e Corrispettivi”;Nella sezione “Consultazione → Fatture elettroniche e altri dati IVA” trovi tutte le fatture ricevute (e quelle eventualmente emesse, se sei una P.IVA);Puoi scaricare il file XML, una versione PDF e visualizzare i dettagli.L’emittente è comunque obbligato a consegnarti una copia analogica (cartacea o PDF via email) al momento dell’operazione, ai sensi dell’art. 1, comma 909, L. 205/2017. La copia analogica ha lo stesso valore probatorio della fattura elettronica per le tue eventuali detrazioni fiscali (730, spese mediche, ecc.). Domande frequenti (FAQ)Il codice destinatario è uguale al codice univoco?Sì, sono sinonimi. “Codice destinatario”, “codice univoco” e “codice univoco ufficio” (quest’ultimo per la PA) indicano lo stesso campo: l’indirizzo telematico univoco usato dallo SDI per recapitare la fattura. Per i soggetti privati è di 7 caratteri, per la PA di 6.Posso usare 0000000 anche se il cliente ha un codice destinatario?Tecnicamente sì, la fattura non viene scartata. Ma se il cliente ha registrato il proprio codice destinatario o PEC nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate, lo SDI userà quello e bypasserà il tuo 0000000. Meglio comunque inserire il codice corretto: il recapito è più rapido e il cliente lo riceve direttamente nel proprio gestionale.Cosa cambia tra codice destinatario e PEC?Sono due canali alternativi. Il codice destinatario è un canale “dedicato” gestito dal software di fatturazione del cliente (più veloce, integrato nei gestionali). La PEC è una casella email certificata (più semplice da attivare ma meno integrata). Quando usi la PEC, il codice destinatario nell’XML è 0000000.Il codice destinatario di un’azienda può cambiare nel tempo?Sì. Se l’azienda cambia software di fatturazione o intermediario, il codice destinatario può essere diverso. Per questo è buona norma verificare i dati di fatturazione con il cliente almeno una volta l’anno, soprattutto se non emetti fatture spesso a quel cliente.Cosa succede se il cliente è un forfettario senza P.IVA estera?Se il cliente è un forfettario italiano, è comunque un soggetto IVA con P.IVA italiana, quindi rientra nel caso “azienda B2B”. Tipicamente i forfettari usano 0000000 + PEC. Se invece intendi un cliente estero senza identificativo IVA italiano, vale la regola del codice XXXXXXX.Posso modificare una fattura già accettata dallo SDI con codice errato?No, una fattura elettronica accettata dallo SDI non si può modificare. L’unica strada è emettere una nota di credito a storno totale e poi rifare la fattura corretta con il codice destinatario giusto. Per questo, prima di trasmettere, controlla sempre due volte il codice.Hai dubbi sulla fattura elettronica? Il CAF Centro Fiscale ti aiutaIl codice destinatario è un dettaglio tecnico ma fondamentale: un errore può bloccare i pagamenti, far perdere il controllo dei dati commerciali o costringere a rifare il lavoro. Ogni tipo di cliente (privato, azienda, PA, estero) richiede un codice diverso e regole specifiche.Se hai una partita IVA, soprattutto in regime forfettario, e vuoi essere sicuro di emettere e ricevere fatture elettroniche correttamente, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a:Configurare correttamente il tuo software di fatturazione e il codice destinatario;Verificare i dati dei tuoi clienti prima dell’emissione;Gestire fatture verso PA, esteri e regimi speciali;Risolvere eventuali scarti SDI e pratiche di rettifica.Prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale in Viale Giuseppe Tullio 13, Udine. Chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121: ti aiutiamo a mettere ordine nella tua fatturazione e a evitare errori che costano tempo e soldi.★ Scelta in evidenza · SponsorApri un conto business con QontoUna soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.🇮🇹IBAN italiano⚡Apertura in 10 min📄Fattura elettronica💳Carta Mastercard 🚀 Visita Qonto e apri il conto →Link affiliato. Aprendo il conto tramite questo link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Giugno 26, 2026/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-26 14:00:002026-05-24 09:54:40Codice Destinatario Fattura Elettronica 2026: Come Trovarlo e Usarlo Correttamente
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, Guide Fatturazione ElettronicaFattura Elettronica PA: Guida Completa 2026 per FornitoriIndice dei contenutiNormativa di Riferimento sulla Fattura Elettronica PAQuando è Obbligatoria la Fattura Elettronica PAFormato XML FatturaPA: Struttura e Specifiche TecnicheSistema di Interscambio (SDI): Come FunzionaCodice Univoco Ufficio (CUU): Cos’è e Dove TrovarloCodice CIG e CUP: Quando Sono ObbligatoriSplit Payment PA: Cos’è e Come FunzionaTermine di Emissione e Invio della Fattura Elettronica PAControlli dello SDI e Notifiche: Accettazione e ScartoSanzioni per Mancato Invio o Ritardo della Fattura PASoftware e Strumenti per Emettere Fatture Elettroniche PAConservazione Sostitutiva Obbligatoria delle Fatture PALa fattura elettronica verso la Pubblica Amministrazione è obbligatoria in Italia dal 6 giugno 2014, in attuazione del DL 66/2014 convertito nella Legge 89/2014. Questo adempimento rappresenta una vera rivoluzione digitale nel rapporto tra fornitori e PA, con l’obiettivo di semplificare gli scambi, ridurre i tempi di pagamento e contrastare l’evasione fiscale.Chi emette fattura verso enti pubblici, ministeri, comuni, ASL, scuole o università deve utilizzare il formato XML FatturaPA e inviare il documento attraverso il Sistema di Interscambio (SDI) gestito dall’Agenzia delle Entrate. Non basta più la fattura cartacea o PDF: solo la fattura elettronica conforme ha valore fiscale e consente il pagamento da parte dell’ente.In questa guida completa scoprirai tutto quello che devi sapere sulla fatturazione elettronica PA nel 2026: normativa di riferimento, formato obbligatorio, codici univoci, split payment, termini di emissione, sanzioni e strumenti software per gestire correttamente questo adempimento.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Normativa di Riferimento sulla Fattura Elettronica PAL’obbligo di fattura elettronica verso la Pubblica Amministrazione nasce con il Decreto Legislativo 52/2004, che ha recepito la Direttiva europea 2001/115/CE. Il passaggio definitivo al digitale è avvenuto con:Decreto Legge 66/2014 (convertito in Legge 89/2014): introduce l’obbligo di fatturazione elettronica per tutte le PA dal 6 giugno 2014 per ministeri, agenzie fiscali ed enti nazionali; dal 31 marzo 2015 per regioni, comuni, ASL, scuole e universitàDecreto Ministeriale 55/2013 del MEF: definisce le specifiche tecniche del formato XML FatturaPALegge di Stabilità 2008 (Legge 244/2007, art. 1 comma 209-214): introduce il Sistema di Interscambio (SDI)Decreto MEF del 17 giugno 2014: disciplina lo split payment (scissione dei pagamenti IVA)La normativa vigente nel 2026 conferma che la fattura elettronica è l’unico documento fiscalmente rilevante nei rapporti con la PA. Le fatture cartacee o in formato PDF non hanno alcun valore e non vengono pagate.Riferimenti normativi principali:DL 66/2014 (Legge 89/2014)DM MEF 55/2013Legge 244/2007, art. 1 commi 209-214DM MEF 17 giugno 2014 (split payment) Quando è Obbligatoria la Fattura Elettronica PALa fattura elettronica verso la PA è obbligatoria per tutte le cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti di:Amministrazioni centrali: Ministeri, Agenzie fiscali (Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL), Enti pubblici nazionaliAmministrazioni locali: Regioni, Province, Comuni, Città metropolitane, Comunità montaneEnti del Servizio Sanitario Nazionale: ASL, Aziende ospedaliere, IRCCSScuole e Università: Istituti scolastici statali, Università pubbliche, AFAMAltri enti pubblici: CONI, Camere di commercio, Ordini professionali, Consorzi pubbliciL’obbligo si applica a tutti i fornitori, indipendentemente dalla forma giuridica (imprese individuali, società, professionisti) e dal regime fiscale (ordinario, forfettario, semplificato).Eccezioni: Sono esclusi dall’obbligo solo i soggetti che emettono fattura per operazioni esenti IVA o fuori campo IVA verso PA, ma in questi casi la fattura elettronica è comunque raccomandata per semplificare i pagamenti.Importante: Dal 1° gennaio 2019, la fattura elettronica è diventata obbligatoria anche nei rapporti B2B (tra privati), ma il formato e il canale di trasmissione restano identici per la PA.Formato XML FatturaPA: Struttura e Specifiche TecnicheLa fattura elettronica PA deve essere emessa esclusivamente in formato XML secondo le specifiche tecniche definite dal Decreto MEF 55/2013. Il file XML contiene tutte le informazioni fiscali della fattura in modo strutturato e leggibile dai sistemi informatici.Struttura del file FatturaPA:FatturaElettronicaHeader: intestazione con dati del cedente/prestatore (fornitore) e del cessionario/committente (PA)FatturaElettronicaBody: corpo della fattura con dati generali, beni/servizi, importi, IVA, riepilogoInformazioni obbligatorie nel file XML:Dati identificativi del fornitore: partita IVA, codice fiscale, denominazione, indirizzo, regime fiscaleDati identificativi della PA: codice fiscale, denominazione, indirizzo, Codice Univoco Ufficio (CUU)Descrizione beni/servizi: natura, quantità, prezzo unitario, aliquota IVACodice CIG e CUP: obbligatori per appalti pubbliciTotale documento: imponibile, IVA, totale fatturaModalità pagamento: bonifico, RID, altroDati di pagamento: IBAN, banca, scadenzaEstensione del file: il file deve avere estensione .xml o .xml.p7m (se firmato digitalmente).Nome del file: il nome deve seguire il formato IT[PartitaIVA]_[ProgressivoUnivoco].xml (es. IT12345678901_00001.xml). Sistema di Interscambio (SDI): Come FunzionaIl Sistema di Interscambio (SDI) è il sistema centrale gestito dall’Agenzia delle Entrate che riceve, controlla e inoltra le fatture elettroniche verso la Pubblica Amministrazione (e, dal 2019, anche tra privati).Come funziona il processo di invio:Emissione fattura: il fornitore crea la fattura in formato XML FatturaPAInvio allo SDI: la fattura viene inviata allo SDI tramite PEC, web service o tramite intermediarioControlli automatici: lo SDI verifica la correttezza formale del file (formato, partita IVA, codice destinatario)Esito positivo: se la fattura supera i controlli, lo SDI invia una ricevuta di consegna al fornitore e inoltra la fattura alla PA destinatariaEsito negativo: se la fattura ha errori, lo SDI invia una notifica di scarto al fornitore, che deve correggere e reinviareCanali di trasmissione verso lo SDI:PEC (Posta Elettronica Certificata): invio del file XML come allegato all’indirizzo sdi01@pec.fatturapa.itWeb service: trasmissione diretta tramite protocollo HTTPS (richiede competenze tecniche)FTP (File Transfer Protocol): caricamento dei file su server FTP dedicato (per grandi volumi)Portale “Fatture e Corrispettivi”: compilazione e invio tramite interfaccia web dell’Agenzia delle Entrate (gratuito)Software gestionali: la maggior parte dei gestionali commerciali si collega automaticamente allo SDIImportante: La ricevuta di consegna dello SDI certifica che la fattura è stata correttamente trasmessa alla PA. Questo documento fa fede per la data di emissione della fattura e per i termini di pagamento.Codice Univoco Ufficio (CUU): Cos’è e Dove TrovarloIl Codice Univoco Ufficio (CUU) è un codice alfanumerico di 6 caratteri che identifica univocamente l’ufficio della Pubblica Amministrazione destinatario della fattura elettronica. È un campo obbligatorio nella fattura elettronica PA e serve allo SDI per instradare correttamente il documento.Dove trovare il Codice Univoco Ufficio:Tutti i CUU delle Pubbliche Amministrazioni sono registrati nell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA), accessibile gratuitamente all’indirizzo:www.indicepa.gov.itAttenzione: Alcuni enti hanno più codici univoci (uno per ogni ufficio o dipartimento). È importante verificare con l’ente quale codice utilizzare per la specifica fornitura. In caso di errore, lo SDI recapita la fattura, ma l’ufficio destinatario potrebbe non riceverla correttamente.Cosa succede se il CUU è errato:Lo SDI potrebbe scartare la fattura se il codice non esisteSe il codice esiste ma è sbagliato, la fattura viene recapitata all’ufficio errato e non viene pagataBisogna emettere nota di credito e riemettere la fattura con il CUU correttoCodice CIG e CUP: Quando Sono ObbligatoriNelle fatture elettroniche verso la PA, è spesso necessario indicare due codici aggiuntivi: il Codice Identificativo Gara (CIG) e il Codice Unico di Progetto (CUP). Questi codici sono obbligatori in determinati casi e vanno inseriti nel file XML della fattura.Codice Identificativo Gara (CIG):Cos’è: codice alfanumerico di 10 caratteri che identifica la procedura di gara o affidamento pubblicoQuando è obbligatorio: per tutte le forniture derivanti da appalti pubblici sopra la soglia comunitariaFormato: 10 caratteri alfanumerici (es. Z1234567890)Codice Unico di Progetto (CUP):Cos’è: codice alfanumerico di 15 caratteri che identifica un progetto di investimento pubblicoQuando è obbligatorio: per forniture legate a progetti di investimento pubblico finanziati con fondi pubbliciFormato: 15 caratteri alfanumerici (es. F12A34567890123)Sanzioni per omissione CIG/CUP:Mancanza CIG: la PA non può pagare la fattura fino alla regolarizzazioneMancanza CUP: la PA non può effettuare il pagamento. Sanzione amministrativa fino a 5.000 euro Split Payment PA: Cos’è e Come FunzionaLo split payment (o scissione dei pagamenti) è un meccanismo secondo il quale la Pubblica Amministrazione paga separatamente al fornitore l’imponibile della fattura e versa direttamente all’Erario l’IVA.Come funziona lo split payment:Emissione fattura: il fornitore emette fattura elettronica con IVA esposta normalmente (es. imponibile 1.000 euro + IVA 22% = totale 1.220 euro)Pagamento da parte della PA: la PA paga al fornitore solo l’imponibile (1.000 euro)Versamento IVA all’Erario: la PA versa l’IVA (220 euro) direttamente all’Agenzia delle EntrateIndicazione dello split payment nella fattura elettronica:Nel file XML FatturaPA, lo split payment va indicato nel campo:<EsigibilitaIVA>S</EsigibilitaIVA> (S = scissione pagamenti)Inoltre, nella descrizione o nelle note della fattura, è consigliabile riportare la dicitura:“Scissione dei pagamenti – art. 17-ter DPR 633/72”Gestione IVA per il fornitore:Il fornitore espone l’IVA in fattura normalmenteNella liquidazione IVA periodica, l’IVA a credito da split payment viene compensata con l’IVA a debitoSe l’IVA da split payment eccede l’IVA a debito, il credito IVA si accumula e può essere compensato nei periodi successivi o chiesto a rimborsoTermine di Emissione e Invio della Fattura Elettronica PAI termini di emissione e invio della fattura elettronica PA sono regolati dall’art. 21 e 21-bis del DPR 633/72 (Decreto IVA).Termine di emissione:La fattura elettronica deve essere emessa entro 12 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione (cessione beni o prestazione servizi)Data di effettuazione: per cessione di beni: data di consegna o spedizione; per prestazioni di servizi: data di ultimazione della prestazioneTermine di invio allo SDI:La fattura deve essere trasmessa allo SDI entro lo stesso termine di emissione (12 giorni dall’effettuazione)La decorrenza del termine di pagamento parte dalla data di ricevimento della fattura da parte della PA, certificata dalla ricevuta di consegna dello SDIAttenzione: Se la fattura viene inviata allo SDI dopo il termine di 12 giorni, si incorre in sanzioni fiscali.Controlli dello SDI e Notifiche: Accettazione e ScartoQuando il fornitore invia una fattura elettronica allo Sistema di Interscambio (SDI), il sistema esegue una serie di controlli automatici per verificare la correttezza formale del documento.Controlli formali eseguiti dallo SDI:Validità del formato XML: verifica che il file sia conforme allo schema XSD FatturaPAPartita IVA del fornitore: controlla che la P.IVA sia esistente e attivaCodice Univoco Ufficio (CUU): verifica che il codice destinatario esista nell’IPADimensione del file: massimo 5 MB per singolo file XMLTipologie di notifiche inviate dallo SDI:Ricevuta di consegna (RC): fattura consegnata con successo alla PANotifica di scarto (NS): fattura scartata per errori formali – correggere e reinviareNotifica di mancata consegna (MC): impossibile recapitare alla PA (es. CUU errato)Errori comuni che causano scarto:Codice CUU errato o inesistentePartita IVA fornitore non validaFile XML non conforme allo schemaDimensione file superiore a 5 MBImportante: La ricevuta di consegna (RC) ha valore legale e certifica che la fattura è stata correttamente trasmessa alla PA. Conservarla insieme alla fattura per 10 anni. Sanzioni per Mancato Invio o Ritardo della Fattura PAL’invio della fattura elettronica PA è un obbligo fiscale: il mancato invio, il ritardo o l’invio con dati errati comportano sanzioni amministrative previste dal D.Lgs. 471/1997.Sanzioni per mancata emissione o mancato invio:Sanzione ordinaria: dal 90% al 180% dell’imposta relativa all’imponibile non documentato, con un minimo di 500 euroSe la violazione non incide sulla determinazione del reddito, la sanzione è ridotta: da 250 a 2.000 euroSanzioni per ritardo nell’emissione:Se la fattura è emessa entro 15 giorni dal termine: sanzione da 250 a 2.000 euroSe il ritardo è superiore a 15 giorni: sanzione dal 90% al 180% dell’IVA (minimo 500 euro)Ravvedimento operoso:È possibile ridurre le sanzioni sanando spontaneamente la violazione tramite ravvedimento operoso. Con ravvedimento sprint (14 giorni): riduzione a 1/10 del minimo.Nota importante: Oltre alle sanzioni fiscali, il mancato invio della fattura elettronica comporta il mancato pagamento da parte della PA.Software e Strumenti per Emettere Fatture Elettroniche PAPer emettere e inviare fatture elettroniche alla PA è necessario utilizzare un software o una piattaforma che generi il file XML FatturaPA e lo trasmetta allo SDI.1. Portale “Fatture e Corrispettivi” (Agenzia delle Entrate) – GRATUITOAccesso: ivaservizi.agenziaentrate.gov.itAutenticazione: SPID, CIE o credenziali Entratel/FisconlineFunzionalità: compilazione guidata fattura, generazione XML, invio SDI, conservazione digitale gratuita per 10 anniPro: completamente gratuito, semplice, conservazione inclusa2. Software gestionali commercialiLa maggior parte dei software di contabilità include il modulo fatturazione elettronica:TeamSystem: Fatture in Cloud, Amica 10, Studio 2020Zucchetti: Gestionale 1, Mago.NetWolters Kluwer: Genya, Adhoc RevolutionAruba: Aruba Fatturazione ElettronicaVantaggi software commerciali: integrazione con contabilità, invio automatico allo SDI, gestione massiva, supporto tecnico.Costi: da 50-100 euro/anno per soluzioni base cloud, fino a diverse migliaia di euro/anno per gestionali completi.Conservazione Sostitutiva Obbligatoria delle Fatture PALe fatture elettroniche PA devono essere conservate digitalmente per 10 anni secondo le norme sulla conservazione sostitutiva (D.M. 17 giugno 2014 e CAD – Codice dell’Amministrazione Digitale).Cosa si intende per conservazione sostitutiva:È il processo che garantisce la validità legale, l’autenticità, l’integrità e la leggibilità nel tempo dei documenti informaticiSostituisce la conservazione cartacea: non è obbligatorio stampare le fatture elettronicheDocumenti da conservare:File XML della fattura (fattura attiva e passiva)Ricevute SDI (ricevuta di consegna, notifiche)Eventuali allegati (DDT, contratti)Modalità di conservazione:1. Conservazione tramite Agenzia delle Entrate (GRATUITA)Chi utilizza il portale “Fatture e Corrispettivi” ha automaticamente la conservazione gratuita per 10 anniVantaggi: completamente gratuita, conforme alle norme AgID, nessun adempimento aggiuntivo2. Conservazione tramite software gestionaleLa maggior parte dei software commerciali include il servizio di conservazioneCosti: da 20-50 euro/anno per piccoli volumiSanzioni per mancata conservazione:Mancata conservazione: da 1.000 a 8.000 euroEsibizione impossibile in caso di controllo: ricostruzione contabilità a carico del contribuente📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulla Fattura Elettronica PAPosso ancora emettere fatture cartacee verso la PA?No, dal 31 marzo 2015 la fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio e l’unico documento valido per le forniture verso tutte le Pubbliche Amministrazioni. Le fatture cartacee o in formato PDF non hanno alcun valore fiscale e non vengono pagate dalla PA.Cosa succede se sbaglio il Codice Univoco Ufficio nella fattura?Se il CUU e errato, lo SDI potrebbe scartare la fattura (se il codice non esiste) oppure recapitarla a un ufficio sbagliato. In entrambi i casi la PA non riceve correttamente la fattura e non la paga. Devi emettere nota di credito per annullare la fattura errata e riemettere con il CUU corretto verificato su indicepa.gov.it.Come gestisco l’IVA con lo split payment?Con lo split payment esponi l’IVA normalmente in fattura, ma la PA ti paga solo l’imponibile. L’IVA incassata (zero) va in detrazione come IVA a credito nella liquidazione periodica. Se il credito IVA eccede il debito, puoi compensarlo con altri tributi in F24 o chiederlo a rimborso annualmente.Devo stampare e conservare le fatture elettroniche PA?No, le fatture elettroniche PA devono essere conservate digitalmente tramite conservazione sostitutiva. Non e obbligatorio stamparle. Puoi utilizzare il servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate (tramite portale Fatture e Corrispettivi) o affidarti a un software gestionale con conservazione certificata.Quanto tempo ho per emettere la fattura elettronica PA?La fattura deve essere emessa e inviata allo SDI entro 12 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione (consegna merce o ultimazione servizio). Il termine di pagamento per la PA decorre dalla data di ricevimento certificata dalla ricevuta di consegna SDI.Il regime forfettario e esonerato dalla fattura elettronica PA?No, anche i contribuenti in regime forfettario devono emettere fattura elettronica verso la PA tramite Sistema di Interscambio. L’esonero dalla fatturazione elettronica B2B (previsto fino al 2023) non si applica ai rapporti con la Pubblica Amministrazione, dove l’obbligo e in vigore dal 2014-2015.Dove trovo i codici CIG e CUP obbligatori per la fattura PA?I codici CIG (Codice Identificativo Gara) e CUP (Codice Unico Progetto) devono essere forniti dalla PA nel contratto, nell’ordine o nella determina di affidamento. Se obbligatori ma non li hai ricevuti, contatta l’ufficio della PA committente prima di emettere fattura, altrimenti la PA non potra pagarti.Hai Bisogno di Assistenza per la Fatturazione Elettronica PA?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con tutti gli adempimenti fiscali legati alla fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione:Configurazione software e sistemi di fatturazioneCompilazione e invio fatture elettroniche PAGestione pratiche fiscali e contabilitàConsulenza su split payment e crediti IVAAssistenza in caso di scarto SDI o erroriContattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATIDICHIARAZIONE DEI REDDITI Modello Redditi PF 2026: Scadenze, Chi Deve Presentarlo e Come Compilarlo Indice dei contenutiCos’� il Modello Redditi PF 2026 Differenza tra 730 e Modello Redditi PF 2026 Chi deve presentare il Modello Redditi PF 2026 Scadenze Modello Redditi PF 2026 Quadri principali del Modello Redditi PF Come compilare… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-14 09:00:002026-02-23 15:20:19Modello Redditi PF 2026: Scadenze, Chi Deve Presentarlo e Come CompilarloDICHIARAZIONE DEI REDDITI Ecobonus 2026: Detrazioni per Risparmio Energetico, Aliquote e Lavori Ammessi L’ecobonus 2026 detrazioni rappresenta una delle principali agevolazioni fiscali per chi desidera migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione. 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Voto 10 per Edison Pubblicato su Google robert poletto 17/07/2026 Fantastici Pubblicato su Google Geanina Gaita 16/07/2026 Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato Pubblicato su Google Maria Antonella 15/07/2026 Da loro ho fatto 730 e ISEE. Sempre molto accoglienti, attenti e disponibili. Precisi ed efficienti nella compilazione dettagliata e corretta di tutta la documentazione. Assolutamente affidabili. Pubblicato su Google Elena Marra 14/07/2026 Personale veloce ed efficace. Edison è stato disponibile, gentile e professionale. Esperienza eccellente! Pubblicato su Google Francesca Monaco 14/07/2026 Il servizio che offrono è professionale, veloce, pratico e gli operatori (sopratutto Sara) sono disponibilissimi! Il prezzo potrebbe sembrare un po’ alto ma dopo aver ricevuto l’assistenza desiderata senza intoppi, senza il minimo problema e sapendo di essere stati seguiti passo passo questo viene subito compreso! Mi rivolgerò nuovamente in caso di necessità a questo CAF. Pubblicato su Google Graziano Ruttar 09/07/2026 Un grazie di cuore alle due ragazze del centro fiscale di Cividale,per la pazienza e la velocità con cui lavorano...,e anche tanta simpatia!! Sandra e Graziano Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleGiugno 26, 2026/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-30 08:43:212026-05-31 18:07:38Fattura Elettronica PA: Guida Completa 2026 per Fornitori
DICHIARAZIONE DEI REDDITI Modello Redditi PF 2026: Scadenze, Chi Deve Presentarlo e Come Compilarlo Indice dei contenutiCos’� il Modello Redditi PF 2026 Differenza tra 730 e Modello Redditi PF 2026 Chi deve presentare il Modello Redditi PF 2026 Scadenze Modello Redditi PF 2026 Quadri principali del Modello Redditi PF Come compilare… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-14 09:00:002026-02-23 15:20:19Modello Redditi PF 2026: Scadenze, Chi Deve Presentarlo e Come Compilarlo
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Guide Fatturazione ElettronicaCodice Destinatario Fattura Elettronica 2026: Come Trovarlo e Usarlo CorrettamenteQuando emetti una fattura elettronica, il codice destinatario è il dato più importante: senza il codice corretto, la fattura non arriva mai al cliente o, peggio, finisce nelle mani sbagliate. Si tratta di un indirizzo telematico univoco di sette caratteri che il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate utilizza per recapitare il documento al destinatario giusto.In questa guida pratica vedremo cos’è il codice destinatario, dove va inserito nell’XML, quali codici usare nei diversi casi (privato, azienda, PEC, Pubblica Amministrazione, cliente estero), come ottenere quello del cliente e come gestire il tuo per ricevere fatture dai fornitori. Troverai anche gli errori più comuni e come evitarli.Indice dei contenutiCos’è il codice destinatario della fattura elettronicaDove si inserisce: il tag CodiceDestinatario nell’XMLI 5 tipi di destinatario: quale codice usareCome ottenere il codice destinatario del clienteCosa succede se sbagli il codice destinatarioCome verificare il codice destinatario di una PAIl tuo codice destinatario: come riceverlo dai fornitoriErrori comuni da evitarePrivati e cassetto fiscale: come consultare le fattureDomande frequenti (FAQ)Cos’è il codice destinatario della fattura elettronicaIl codice destinatario è un indirizzo telematico univoco di 7 caratteri alfanumerici che identifica il “canale” attraverso cui il Sistema di Interscambio recapita la fattura elettronica al cliente. È l’equivalente digitale di un indirizzo postale: senza, la lettera (in questo caso la fattura) non sa dove andare.Ogni soggetto che riceve fatture elettroniche (azienda, professionista, ente pubblico) può scegliere come riceverle:Tramite un codice destinatario assegnato dal proprio software di fatturazione (cassetto fiscale, gestionali, intermediari);Tramite PEC (in questo caso il codice destinatario è “0000000”);Tramite l’area riservata dell’Agenzia delle Entrate, se non si è registrato un canale telematico (anche qui codice “0000000”).Il codice è diverso dalla partita IVA e dal codice fiscale: è un identificativo tecnico che riguarda solo il flusso telematico, non l’identità anagrafica del cliente. Un’azienda può cambiare codice destinatario in qualsiasi momento (ad esempio cambiando software gestionale), senza modificare la propria P.IVA. ★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Dove si inserisce: il tag CodiceDestinatario nell’XMLLa fattura elettronica è un file XML strutturato secondo le specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate. All’interno del tracciato, il codice destinatario è obbligatorio e va inserito nel tag:<DatiTrasmissione> <IdTrasmittente>...</IdTrasmittente> <ProgressivoInvio>...</ProgressivoInvio> <FormatoTrasmissione>FPR12</FormatoTrasmissione> <CodiceDestinatario>ABC1234</CodiceDestinatario> </DatiTrasmissione>In quasi tutti i software di fatturazione (Fattura24, Fatture in Cloud, Aruba, Libero SiFattura, ecc.) non devi modificare l’XML manualmente: ti basta inserire il codice nel campo “Codice destinatario” o “Codice univoco” del cliente nell’anagrafica, e il software lo riporterà automaticamente nel tag corretto.Il FormatoTrasmissione indica anche il tipo di destinatario:FPR12: fattura verso privati (B2B/B2C);FPA12: fattura verso Pubblica Amministrazione. I 5 tipi di destinatario: quale codice usareEsistono cinque casistiche principali a seconda del cliente che ricevi fattura. Vediamole una per una con il codice da usare.1. Cliente privato (cittadino comune senza P.IVA)Quando emetti fattura a un consumatore finale (un privato che non ha P.IVA), devi usare:Codice destinatario: 0000000 (sette zeri);Inserisci il codice fiscale del cliente (non la P.IVA, perché non ce l’ha);Lascia vuoto il campo PEC.Lo SDI in questo caso recapita la fattura nell’area riservata del cliente sul sito dell’Agenzia delle Entrate, e tu come emittente sei tenuto a consegnare al cliente una copia analogica (cartacea o PDF). Il privato può consultare la fattura nel proprio cassetto fiscale accedendo con SPID o CIE alla sezione “Fatture e Corrispettivi”.2. Cliente azienda o professionista con codice univocoÈ il caso più frequente nelle operazioni B2B. Il cliente (azienda, ditta individuale, professionista con P.IVA) ha attivato un canale telematico tramite il proprio software di fatturazione e dispone di un codice destinatario di 7 caratteri alfanumerici (esempio: ABC1234, M5UXCR1, USAL8PV).Codice destinatario: i 7 caratteri forniti dal cliente;Va richiesto al cliente prima di emettere la prima fattura;Il cliente lo trova nel proprio software di fatturazione o nel cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate.Questa è l’opzione più rapida: la fattura viene recapitata in tempo reale nel gestionale del cliente, senza passaggi intermedi.3. Cliente azienda con PEC (senza codice univoco)Se il cliente B2B non ha un codice univoco ma vuole ricevere la fattura sulla propria casella di Posta Elettronica Certificata:Codice destinatario: 0000000;Compila il campo PECDestinatario con l’indirizzo PEC del cliente;Lo SDI recapita la fattura direttamente nella PEC indicata.Questa modalità è frequente tra partite IVA in regime forfettario e piccole attività che non usano gestionali avanzati.4. Pubblica Amministrazione (PA)Le fatture verso enti pubblici (Comuni, ASL, scuole, ministeri) hanno regole particolari:Codice destinatario: 6 caratteri alfanumerici (esempio: UF12X3);FormatoTrasmissione: FPA12 (non FPR12);Il codice si trova sul sito ufficiale indicepa.gov.it (Indice delle Pubbliche Amministrazioni).Attenzione: ogni PA può avere più uffici, ognuno con un codice diverso. Devi usare quello dell’ufficio che ti ha conferito l’incarico (es. “Ufficio Ragioneria” del Comune X), non un codice generico dell’ente. Il codice della PA è obbligatoriamente diverso da quello del trasmittente.5. Cliente non residente in Italia (estero UE o extra-UE)Per le operazioni transfrontaliere la regola è cambiata dal 2022: oggi tutte le fatture verso l’estero passano dallo SDI ed è obbligatorio l’esterometro tramite XML. Il codice da usare è:Codice destinatario: XXXXXXX (sette X maiuscole);Lo SDI riconosce automaticamente l’operazione come transfrontaliera e gestisce la trasmissione ai fini dell’esterometro;Per operazioni B2B intra-UE: indica l’identificativo IVA del cliente (es. DE123456789) e applica il reverse charge (Natura N6 o operazione non imponibile art. 41 DL 331/93);Per operazioni extra-UE: operazione non imponibile art. 7-ter o 8 DPR 633/72 a seconda del caso. Come ottenere il codice destinatario del clientePrima di emettere fattura a un nuovo cliente, devi conoscere il suo codice destinatario. Le strade sono tre:Chiederlo direttamente al cliente. È la via più veloce: il cliente lo conosce (o dovrebbe). In genere viene comunicato insieme ai dati di fatturazione (ragione sociale, P.IVA, sede legale, codice destinatario o PEC).Verificare nel cassetto fiscale del cliente, se hai delega come professionista o intermediario abilitato.Se il cliente non ha un canale telematico: usa 0000000 abbinato alla sua PEC (per aziende) o al codice fiscale (per privati).Una buona pratica è inserire nel contratto o preventivo un campo dedicato per “Codice destinatario / PEC”, in modo da raccogliere il dato all’inizio della collaborazione e non dover rincorrere il cliente al momento della fattura. Cosa succede se sbagli il codice destinatarioLe conseguenze di un errore dipendono dal tipo di sbaglio:Codice formalmente non valido (errore 00417)Se inserisci un codice destinatario che non rispetta il formato (lunghezza diversa da 7 caratteri per privati o da 6 per PA, caratteri non ammessi), lo SDI scarta la fattura con il codice di errore 00417 – “CodiceDestinatario non valido”. La fattura non viene mai recapitata e tu hai 5 giorni di tempo per correggere e ritrasmettere il file XML.Codice formalmente valido ma errato (cliente diverso)Questo è il caso più pericoloso. Se inserisci un codice di 7 caratteri esistente ma appartenente a un altro soggetto, lo SDI recapita correttamente la fattura… ma al cliente sbagliato! Il tuo cliente non la riceverà e potresti avere:Problemi di privacy (dati commerciali finiti a terzi);Mancato pagamento perché il cliente non si accorge della fattura;Necessità di emettere nota di credito e rifare la fattura corretta.Per questo è fondamentale verificare due volte il codice prima di trasmettere la fattura, soprattutto la prima volta che si fattura a un nuovo cliente.Codice 0000000 senza PEC: cosa succede?Se invii una fattura con codice destinatario 0000000 ma senza compilare il campo PEC (e il cliente è un soggetto B2B), la fattura viene comunque accettata dallo SDI e messa a disposizione nell’area riservata del cliente sull’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, il cliente potrebbe non accorgersene se non controlla il cassetto fiscale: meglio sempre indicare PEC o codice univoco quando il cliente li ha. Come verificare il codice destinatario di una PAPer le fatture alla Pubblica Amministrazione, il codice destinatario di 6 caratteri si verifica sul sito ufficiale indicepa.gov.it (IPA). La procedura è:Vai su indicepa.gov.it;Cerca l’ente per denominazione, codice fiscale o codice IPA;Apri la scheda dell’ente e individua la sezione “Servizi di fatturazione elettronica”;Annota il codice univoco ufficio di 6 caratteri (es. UF12X3) corrispondente all’ufficio che ti ha conferito l’incarico.Se il codice non è pubblicato o trovi più uffici, chiedi conferma scritta all’ente prima di emettere fattura: una fattura PA con codice errato viene scartata e bisogna ritrasmetterla, con conseguenti ritardi nei pagamenti (che per le PA sono già lunghi di loro).Il tuo codice destinatario: come riceverlo dai fornitoriAnche tu, in quanto soggetto IVA, devi avere un codice destinatario per ricevere le fatture dai fornitori. Hai tre opzioni:Codice destinatario fornito dal software di fatturazione: la maggior parte dei gestionali (Aruba, Fatture in Cloud, Fattura24, Libero SiFattura, TeamSystem, Zucchetti) assegna automaticamente un codice di 7 caratteri al momento dell’attivazione. Lo trovi nel pannello di amministrazione del software.PEC + codice 0000000: se non usi un gestionale o vuoi ricevere le fatture direttamente sulla PEC. Soluzione tipica per regime forfettario e piccoli professionisti.Solo cassetto fiscale: se non comunichi né PEC né codice destinatario, lo SDI mette comunque le fatture nella tua area riservata sull’Agenzia delle Entrate, ma rischi di non accorgerti subito di nuove fatture in arrivo.Una volta che hai il tuo codice (o PEC), comunicalo a tutti i fornitori: aggiornalo nei rapporti commerciali esistenti, indicalo nel piè di pagina delle email, sui contratti e sui preventivi. Puoi anche registrarlo nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate in “Fatture e Corrispettivi → Servizi disponibili → Registrazione dell’indirizzo telematico”, in modo che lo SDI lo usi automaticamente anche se il fornitore inserisce 0000000.Forfettari: cosa fareDal 2024 anche i contribuenti in regime forfettario sono obbligati a fattura elettronica. Per molti la scelta più semplice è:Codice destinatario: 0000000;Comunicare ai fornitori la propria PEC;Registrare la PEC nel servizio “Registrazione dell’indirizzo telematico” dell’Agenzia delle Entrate. Errori comuni da evitareNella pratica quotidiana ricorrono alcuni errori tipici:Confondere codice destinatario con altri identificativi (P.IVA, codice fiscale, REA): sono dati distinti, non vanno mai mischiati.Inserire la P.IVA al posto del codice destinatario: la P.IVA va nel campo IdFiscaleIVA, non nel CodiceDestinatario.Riutilizzare il codice univoco di una società del gruppo: ogni ragione sociale ha (può avere) il proprio codice, non sono trasferibili.Usare 0000000 senza compilare PEC per clienti aziende: la fattura passa, ma il cliente potrebbe non accorgersene fino al controllo del cassetto fiscale.Usare codice di 7 caratteri per la PA: per la Pubblica Amministrazione il codice è di 6 caratteri e il FormatoTrasmissione è FPA12.Dimenticare il codice XXXXXXX per l’estero: senza, lo SDI non identifica correttamente la transazione transfrontaliera.Non aggiornare il codice quando il cliente cambia software: se il cliente cambia gestionale, anche il codice destinatario può cambiare. Verificalo periodicamente.Privati e cassetto fiscale: come consultare le fattureQuando ricevi una fattura come privato consumatore (codice 0000000 + codice fiscale), il documento finisce nella tua area riservata sull’Agenzia delle Entrate. Per consultarla:Vai su agenziaentrate.gov.it e accedi con SPID, CIE o CNS;Entra nel cassetto fiscale e poi nel servizio “Fatture e Corrispettivi”;Nella sezione “Consultazione → Fatture elettroniche e altri dati IVA” trovi tutte le fatture ricevute (e quelle eventualmente emesse, se sei una P.IVA);Puoi scaricare il file XML, una versione PDF e visualizzare i dettagli.L’emittente è comunque obbligato a consegnarti una copia analogica (cartacea o PDF via email) al momento dell’operazione, ai sensi dell’art. 1, comma 909, L. 205/2017. La copia analogica ha lo stesso valore probatorio della fattura elettronica per le tue eventuali detrazioni fiscali (730, spese mediche, ecc.). Domande frequenti (FAQ)Il codice destinatario è uguale al codice univoco?Sì, sono sinonimi. “Codice destinatario”, “codice univoco” e “codice univoco ufficio” (quest’ultimo per la PA) indicano lo stesso campo: l’indirizzo telematico univoco usato dallo SDI per recapitare la fattura. Per i soggetti privati è di 7 caratteri, per la PA di 6.Posso usare 0000000 anche se il cliente ha un codice destinatario?Tecnicamente sì, la fattura non viene scartata. Ma se il cliente ha registrato il proprio codice destinatario o PEC nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate, lo SDI userà quello e bypasserà il tuo 0000000. Meglio comunque inserire il codice corretto: il recapito è più rapido e il cliente lo riceve direttamente nel proprio gestionale.Cosa cambia tra codice destinatario e PEC?Sono due canali alternativi. Il codice destinatario è un canale “dedicato” gestito dal software di fatturazione del cliente (più veloce, integrato nei gestionali). La PEC è una casella email certificata (più semplice da attivare ma meno integrata). Quando usi la PEC, il codice destinatario nell’XML è 0000000.Il codice destinatario di un’azienda può cambiare nel tempo?Sì. Se l’azienda cambia software di fatturazione o intermediario, il codice destinatario può essere diverso. Per questo è buona norma verificare i dati di fatturazione con il cliente almeno una volta l’anno, soprattutto se non emetti fatture spesso a quel cliente.Cosa succede se il cliente è un forfettario senza P.IVA estera?Se il cliente è un forfettario italiano, è comunque un soggetto IVA con P.IVA italiana, quindi rientra nel caso “azienda B2B”. Tipicamente i forfettari usano 0000000 + PEC. Se invece intendi un cliente estero senza identificativo IVA italiano, vale la regola del codice XXXXXXX.Posso modificare una fattura già accettata dallo SDI con codice errato?No, una fattura elettronica accettata dallo SDI non si può modificare. L’unica strada è emettere una nota di credito a storno totale e poi rifare la fattura corretta con il codice destinatario giusto. Per questo, prima di trasmettere, controlla sempre due volte il codice.Hai dubbi sulla fattura elettronica? Il CAF Centro Fiscale ti aiutaIl codice destinatario è un dettaglio tecnico ma fondamentale: un errore può bloccare i pagamenti, far perdere il controllo dei dati commerciali o costringere a rifare il lavoro. Ogni tipo di cliente (privato, azienda, PA, estero) richiede un codice diverso e regole specifiche.Se hai una partita IVA, soprattutto in regime forfettario, e vuoi essere sicuro di emettere e ricevere fatture elettroniche correttamente, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a:Configurare correttamente il tuo software di fatturazione e il codice destinatario;Verificare i dati dei tuoi clienti prima dell’emissione;Gestire fatture verso PA, esteri e regimi speciali;Risolvere eventuali scarti SDI e pratiche di rettifica.Prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale in Viale Giuseppe Tullio 13, Udine. Chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121: ti aiutiamo a mettere ordine nella tua fatturazione e a evitare errori che costano tempo e soldi.★ Scelta in evidenza · SponsorApri un conto business con QontoUna soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.🇮🇹IBAN italiano⚡Apertura in 10 min📄Fattura elettronica💳Carta Mastercard 🚀 Visita Qonto e apri il conto →Link affiliato. Aprendo il conto tramite questo link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Giugno 26, 2026/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-26 14:00:002026-05-24 09:54:40Codice Destinatario Fattura Elettronica 2026: Come Trovarlo e Usarlo Correttamente
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, Guide Fatturazione ElettronicaFattura Elettronica PA: Guida Completa 2026 per FornitoriIndice dei contenutiNormativa di Riferimento sulla Fattura Elettronica PAQuando è Obbligatoria la Fattura Elettronica PAFormato XML FatturaPA: Struttura e Specifiche TecnicheSistema di Interscambio (SDI): Come FunzionaCodice Univoco Ufficio (CUU): Cos’è e Dove TrovarloCodice CIG e CUP: Quando Sono ObbligatoriSplit Payment PA: Cos’è e Come FunzionaTermine di Emissione e Invio della Fattura Elettronica PAControlli dello SDI e Notifiche: Accettazione e ScartoSanzioni per Mancato Invio o Ritardo della Fattura PASoftware e Strumenti per Emettere Fatture Elettroniche PAConservazione Sostitutiva Obbligatoria delle Fatture PALa fattura elettronica verso la Pubblica Amministrazione è obbligatoria in Italia dal 6 giugno 2014, in attuazione del DL 66/2014 convertito nella Legge 89/2014. Questo adempimento rappresenta una vera rivoluzione digitale nel rapporto tra fornitori e PA, con l’obiettivo di semplificare gli scambi, ridurre i tempi di pagamento e contrastare l’evasione fiscale.Chi emette fattura verso enti pubblici, ministeri, comuni, ASL, scuole o università deve utilizzare il formato XML FatturaPA e inviare il documento attraverso il Sistema di Interscambio (SDI) gestito dall’Agenzia delle Entrate. Non basta più la fattura cartacea o PDF: solo la fattura elettronica conforme ha valore fiscale e consente il pagamento da parte dell’ente.In questa guida completa scoprirai tutto quello che devi sapere sulla fatturazione elettronica PA nel 2026: normativa di riferimento, formato obbligatorio, codici univoci, split payment, termini di emissione, sanzioni e strumenti software per gestire correttamente questo adempimento.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Normativa di Riferimento sulla Fattura Elettronica PAL’obbligo di fattura elettronica verso la Pubblica Amministrazione nasce con il Decreto Legislativo 52/2004, che ha recepito la Direttiva europea 2001/115/CE. Il passaggio definitivo al digitale è avvenuto con:Decreto Legge 66/2014 (convertito in Legge 89/2014): introduce l’obbligo di fatturazione elettronica per tutte le PA dal 6 giugno 2014 per ministeri, agenzie fiscali ed enti nazionali; dal 31 marzo 2015 per regioni, comuni, ASL, scuole e universitàDecreto Ministeriale 55/2013 del MEF: definisce le specifiche tecniche del formato XML FatturaPALegge di Stabilità 2008 (Legge 244/2007, art. 1 comma 209-214): introduce il Sistema di Interscambio (SDI)Decreto MEF del 17 giugno 2014: disciplina lo split payment (scissione dei pagamenti IVA)La normativa vigente nel 2026 conferma che la fattura elettronica è l’unico documento fiscalmente rilevante nei rapporti con la PA. Le fatture cartacee o in formato PDF non hanno alcun valore e non vengono pagate.Riferimenti normativi principali:DL 66/2014 (Legge 89/2014)DM MEF 55/2013Legge 244/2007, art. 1 commi 209-214DM MEF 17 giugno 2014 (split payment) Quando è Obbligatoria la Fattura Elettronica PALa fattura elettronica verso la PA è obbligatoria per tutte le cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti di:Amministrazioni centrali: Ministeri, Agenzie fiscali (Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL), Enti pubblici nazionaliAmministrazioni locali: Regioni, Province, Comuni, Città metropolitane, Comunità montaneEnti del Servizio Sanitario Nazionale: ASL, Aziende ospedaliere, IRCCSScuole e Università: Istituti scolastici statali, Università pubbliche, AFAMAltri enti pubblici: CONI, Camere di commercio, Ordini professionali, Consorzi pubbliciL’obbligo si applica a tutti i fornitori, indipendentemente dalla forma giuridica (imprese individuali, società, professionisti) e dal regime fiscale (ordinario, forfettario, semplificato).Eccezioni: Sono esclusi dall’obbligo solo i soggetti che emettono fattura per operazioni esenti IVA o fuori campo IVA verso PA, ma in questi casi la fattura elettronica è comunque raccomandata per semplificare i pagamenti.Importante: Dal 1° gennaio 2019, la fattura elettronica è diventata obbligatoria anche nei rapporti B2B (tra privati), ma il formato e il canale di trasmissione restano identici per la PA.Formato XML FatturaPA: Struttura e Specifiche TecnicheLa fattura elettronica PA deve essere emessa esclusivamente in formato XML secondo le specifiche tecniche definite dal Decreto MEF 55/2013. Il file XML contiene tutte le informazioni fiscali della fattura in modo strutturato e leggibile dai sistemi informatici.Struttura del file FatturaPA:FatturaElettronicaHeader: intestazione con dati del cedente/prestatore (fornitore) e del cessionario/committente (PA)FatturaElettronicaBody: corpo della fattura con dati generali, beni/servizi, importi, IVA, riepilogoInformazioni obbligatorie nel file XML:Dati identificativi del fornitore: partita IVA, codice fiscale, denominazione, indirizzo, regime fiscaleDati identificativi della PA: codice fiscale, denominazione, indirizzo, Codice Univoco Ufficio (CUU)Descrizione beni/servizi: natura, quantità, prezzo unitario, aliquota IVACodice CIG e CUP: obbligatori per appalti pubbliciTotale documento: imponibile, IVA, totale fatturaModalità pagamento: bonifico, RID, altroDati di pagamento: IBAN, banca, scadenzaEstensione del file: il file deve avere estensione .xml o .xml.p7m (se firmato digitalmente).Nome del file: il nome deve seguire il formato IT[PartitaIVA]_[ProgressivoUnivoco].xml (es. IT12345678901_00001.xml). Sistema di Interscambio (SDI): Come FunzionaIl Sistema di Interscambio (SDI) è il sistema centrale gestito dall’Agenzia delle Entrate che riceve, controlla e inoltra le fatture elettroniche verso la Pubblica Amministrazione (e, dal 2019, anche tra privati).Come funziona il processo di invio:Emissione fattura: il fornitore crea la fattura in formato XML FatturaPAInvio allo SDI: la fattura viene inviata allo SDI tramite PEC, web service o tramite intermediarioControlli automatici: lo SDI verifica la correttezza formale del file (formato, partita IVA, codice destinatario)Esito positivo: se la fattura supera i controlli, lo SDI invia una ricevuta di consegna al fornitore e inoltra la fattura alla PA destinatariaEsito negativo: se la fattura ha errori, lo SDI invia una notifica di scarto al fornitore, che deve correggere e reinviareCanali di trasmissione verso lo SDI:PEC (Posta Elettronica Certificata): invio del file XML come allegato all’indirizzo sdi01@pec.fatturapa.itWeb service: trasmissione diretta tramite protocollo HTTPS (richiede competenze tecniche)FTP (File Transfer Protocol): caricamento dei file su server FTP dedicato (per grandi volumi)Portale “Fatture e Corrispettivi”: compilazione e invio tramite interfaccia web dell’Agenzia delle Entrate (gratuito)Software gestionali: la maggior parte dei gestionali commerciali si collega automaticamente allo SDIImportante: La ricevuta di consegna dello SDI certifica che la fattura è stata correttamente trasmessa alla PA. Questo documento fa fede per la data di emissione della fattura e per i termini di pagamento.Codice Univoco Ufficio (CUU): Cos’è e Dove TrovarloIl Codice Univoco Ufficio (CUU) è un codice alfanumerico di 6 caratteri che identifica univocamente l’ufficio della Pubblica Amministrazione destinatario della fattura elettronica. È un campo obbligatorio nella fattura elettronica PA e serve allo SDI per instradare correttamente il documento.Dove trovare il Codice Univoco Ufficio:Tutti i CUU delle Pubbliche Amministrazioni sono registrati nell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA), accessibile gratuitamente all’indirizzo:www.indicepa.gov.itAttenzione: Alcuni enti hanno più codici univoci (uno per ogni ufficio o dipartimento). È importante verificare con l’ente quale codice utilizzare per la specifica fornitura. In caso di errore, lo SDI recapita la fattura, ma l’ufficio destinatario potrebbe non riceverla correttamente.Cosa succede se il CUU è errato:Lo SDI potrebbe scartare la fattura se il codice non esisteSe il codice esiste ma è sbagliato, la fattura viene recapitata all’ufficio errato e non viene pagataBisogna emettere nota di credito e riemettere la fattura con il CUU correttoCodice CIG e CUP: Quando Sono ObbligatoriNelle fatture elettroniche verso la PA, è spesso necessario indicare due codici aggiuntivi: il Codice Identificativo Gara (CIG) e il Codice Unico di Progetto (CUP). Questi codici sono obbligatori in determinati casi e vanno inseriti nel file XML della fattura.Codice Identificativo Gara (CIG):Cos’è: codice alfanumerico di 10 caratteri che identifica la procedura di gara o affidamento pubblicoQuando è obbligatorio: per tutte le forniture derivanti da appalti pubblici sopra la soglia comunitariaFormato: 10 caratteri alfanumerici (es. Z1234567890)Codice Unico di Progetto (CUP):Cos’è: codice alfanumerico di 15 caratteri che identifica un progetto di investimento pubblicoQuando è obbligatorio: per forniture legate a progetti di investimento pubblico finanziati con fondi pubbliciFormato: 15 caratteri alfanumerici (es. F12A34567890123)Sanzioni per omissione CIG/CUP:Mancanza CIG: la PA non può pagare la fattura fino alla regolarizzazioneMancanza CUP: la PA non può effettuare il pagamento. Sanzione amministrativa fino a 5.000 euro Split Payment PA: Cos’è e Come FunzionaLo split payment (o scissione dei pagamenti) è un meccanismo secondo il quale la Pubblica Amministrazione paga separatamente al fornitore l’imponibile della fattura e versa direttamente all’Erario l’IVA.Come funziona lo split payment:Emissione fattura: il fornitore emette fattura elettronica con IVA esposta normalmente (es. imponibile 1.000 euro + IVA 22% = totale 1.220 euro)Pagamento da parte della PA: la PA paga al fornitore solo l’imponibile (1.000 euro)Versamento IVA all’Erario: la PA versa l’IVA (220 euro) direttamente all’Agenzia delle EntrateIndicazione dello split payment nella fattura elettronica:Nel file XML FatturaPA, lo split payment va indicato nel campo:<EsigibilitaIVA>S</EsigibilitaIVA> (S = scissione pagamenti)Inoltre, nella descrizione o nelle note della fattura, è consigliabile riportare la dicitura:“Scissione dei pagamenti – art. 17-ter DPR 633/72”Gestione IVA per il fornitore:Il fornitore espone l’IVA in fattura normalmenteNella liquidazione IVA periodica, l’IVA a credito da split payment viene compensata con l’IVA a debitoSe l’IVA da split payment eccede l’IVA a debito, il credito IVA si accumula e può essere compensato nei periodi successivi o chiesto a rimborsoTermine di Emissione e Invio della Fattura Elettronica PAI termini di emissione e invio della fattura elettronica PA sono regolati dall’art. 21 e 21-bis del DPR 633/72 (Decreto IVA).Termine di emissione:La fattura elettronica deve essere emessa entro 12 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione (cessione beni o prestazione servizi)Data di effettuazione: per cessione di beni: data di consegna o spedizione; per prestazioni di servizi: data di ultimazione della prestazioneTermine di invio allo SDI:La fattura deve essere trasmessa allo SDI entro lo stesso termine di emissione (12 giorni dall’effettuazione)La decorrenza del termine di pagamento parte dalla data di ricevimento della fattura da parte della PA, certificata dalla ricevuta di consegna dello SDIAttenzione: Se la fattura viene inviata allo SDI dopo il termine di 12 giorni, si incorre in sanzioni fiscali.Controlli dello SDI e Notifiche: Accettazione e ScartoQuando il fornitore invia una fattura elettronica allo Sistema di Interscambio (SDI), il sistema esegue una serie di controlli automatici per verificare la correttezza formale del documento.Controlli formali eseguiti dallo SDI:Validità del formato XML: verifica che il file sia conforme allo schema XSD FatturaPAPartita IVA del fornitore: controlla che la P.IVA sia esistente e attivaCodice Univoco Ufficio (CUU): verifica che il codice destinatario esista nell’IPADimensione del file: massimo 5 MB per singolo file XMLTipologie di notifiche inviate dallo SDI:Ricevuta di consegna (RC): fattura consegnata con successo alla PANotifica di scarto (NS): fattura scartata per errori formali – correggere e reinviareNotifica di mancata consegna (MC): impossibile recapitare alla PA (es. CUU errato)Errori comuni che causano scarto:Codice CUU errato o inesistentePartita IVA fornitore non validaFile XML non conforme allo schemaDimensione file superiore a 5 MBImportante: La ricevuta di consegna (RC) ha valore legale e certifica che la fattura è stata correttamente trasmessa alla PA. Conservarla insieme alla fattura per 10 anni. Sanzioni per Mancato Invio o Ritardo della Fattura PAL’invio della fattura elettronica PA è un obbligo fiscale: il mancato invio, il ritardo o l’invio con dati errati comportano sanzioni amministrative previste dal D.Lgs. 471/1997.Sanzioni per mancata emissione o mancato invio:Sanzione ordinaria: dal 90% al 180% dell’imposta relativa all’imponibile non documentato, con un minimo di 500 euroSe la violazione non incide sulla determinazione del reddito, la sanzione è ridotta: da 250 a 2.000 euroSanzioni per ritardo nell’emissione:Se la fattura è emessa entro 15 giorni dal termine: sanzione da 250 a 2.000 euroSe il ritardo è superiore a 15 giorni: sanzione dal 90% al 180% dell’IVA (minimo 500 euro)Ravvedimento operoso:È possibile ridurre le sanzioni sanando spontaneamente la violazione tramite ravvedimento operoso. Con ravvedimento sprint (14 giorni): riduzione a 1/10 del minimo.Nota importante: Oltre alle sanzioni fiscali, il mancato invio della fattura elettronica comporta il mancato pagamento da parte della PA.Software e Strumenti per Emettere Fatture Elettroniche PAPer emettere e inviare fatture elettroniche alla PA è necessario utilizzare un software o una piattaforma che generi il file XML FatturaPA e lo trasmetta allo SDI.1. Portale “Fatture e Corrispettivi” (Agenzia delle Entrate) – GRATUITOAccesso: ivaservizi.agenziaentrate.gov.itAutenticazione: SPID, CIE o credenziali Entratel/FisconlineFunzionalità: compilazione guidata fattura, generazione XML, invio SDI, conservazione digitale gratuita per 10 anniPro: completamente gratuito, semplice, conservazione inclusa2. Software gestionali commercialiLa maggior parte dei software di contabilità include il modulo fatturazione elettronica:TeamSystem: Fatture in Cloud, Amica 10, Studio 2020Zucchetti: Gestionale 1, Mago.NetWolters Kluwer: Genya, Adhoc RevolutionAruba: Aruba Fatturazione ElettronicaVantaggi software commerciali: integrazione con contabilità, invio automatico allo SDI, gestione massiva, supporto tecnico.Costi: da 50-100 euro/anno per soluzioni base cloud, fino a diverse migliaia di euro/anno per gestionali completi.Conservazione Sostitutiva Obbligatoria delle Fatture PALe fatture elettroniche PA devono essere conservate digitalmente per 10 anni secondo le norme sulla conservazione sostitutiva (D.M. 17 giugno 2014 e CAD – Codice dell’Amministrazione Digitale).Cosa si intende per conservazione sostitutiva:È il processo che garantisce la validità legale, l’autenticità, l’integrità e la leggibilità nel tempo dei documenti informaticiSostituisce la conservazione cartacea: non è obbligatorio stampare le fatture elettronicheDocumenti da conservare:File XML della fattura (fattura attiva e passiva)Ricevute SDI (ricevuta di consegna, notifiche)Eventuali allegati (DDT, contratti)Modalità di conservazione:1. Conservazione tramite Agenzia delle Entrate (GRATUITA)Chi utilizza il portale “Fatture e Corrispettivi” ha automaticamente la conservazione gratuita per 10 anniVantaggi: completamente gratuita, conforme alle norme AgID, nessun adempimento aggiuntivo2. Conservazione tramite software gestionaleLa maggior parte dei software commerciali include il servizio di conservazioneCosti: da 20-50 euro/anno per piccoli volumiSanzioni per mancata conservazione:Mancata conservazione: da 1.000 a 8.000 euroEsibizione impossibile in caso di controllo: ricostruzione contabilità a carico del contribuente📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulla Fattura Elettronica PAPosso ancora emettere fatture cartacee verso la PA?No, dal 31 marzo 2015 la fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio e l’unico documento valido per le forniture verso tutte le Pubbliche Amministrazioni. Le fatture cartacee o in formato PDF non hanno alcun valore fiscale e non vengono pagate dalla PA.Cosa succede se sbaglio il Codice Univoco Ufficio nella fattura?Se il CUU e errato, lo SDI potrebbe scartare la fattura (se il codice non esiste) oppure recapitarla a un ufficio sbagliato. In entrambi i casi la PA non riceve correttamente la fattura e non la paga. Devi emettere nota di credito per annullare la fattura errata e riemettere con il CUU corretto verificato su indicepa.gov.it.Come gestisco l’IVA con lo split payment?Con lo split payment esponi l’IVA normalmente in fattura, ma la PA ti paga solo l’imponibile. L’IVA incassata (zero) va in detrazione come IVA a credito nella liquidazione periodica. Se il credito IVA eccede il debito, puoi compensarlo con altri tributi in F24 o chiederlo a rimborso annualmente.Devo stampare e conservare le fatture elettroniche PA?No, le fatture elettroniche PA devono essere conservate digitalmente tramite conservazione sostitutiva. Non e obbligatorio stamparle. Puoi utilizzare il servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate (tramite portale Fatture e Corrispettivi) o affidarti a un software gestionale con conservazione certificata.Quanto tempo ho per emettere la fattura elettronica PA?La fattura deve essere emessa e inviata allo SDI entro 12 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione (consegna merce o ultimazione servizio). Il termine di pagamento per la PA decorre dalla data di ricevimento certificata dalla ricevuta di consegna SDI.Il regime forfettario e esonerato dalla fattura elettronica PA?No, anche i contribuenti in regime forfettario devono emettere fattura elettronica verso la PA tramite Sistema di Interscambio. L’esonero dalla fatturazione elettronica B2B (previsto fino al 2023) non si applica ai rapporti con la Pubblica Amministrazione, dove l’obbligo e in vigore dal 2014-2015.Dove trovo i codici CIG e CUP obbligatori per la fattura PA?I codici CIG (Codice Identificativo Gara) e CUP (Codice Unico Progetto) devono essere forniti dalla PA nel contratto, nell’ordine o nella determina di affidamento. Se obbligatori ma non li hai ricevuti, contatta l’ufficio della PA committente prima di emettere fattura, altrimenti la PA non potra pagarti.Hai Bisogno di Assistenza per la Fatturazione Elettronica PA?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con tutti gli adempimenti fiscali legati alla fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione:Configurazione software e sistemi di fatturazioneCompilazione e invio fatture elettroniche PAGestione pratiche fiscali e contabilitàConsulenza su split payment e crediti IVAAssistenza in caso di scarto SDI o erroriContattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATIDICHIARAZIONE DEI REDDITI Modello Redditi PF 2026: Scadenze, Chi Deve Presentarlo e Come Compilarlo Indice dei contenutiCos’� il Modello Redditi PF 2026 Differenza tra 730 e Modello Redditi PF 2026 Chi deve presentare il Modello Redditi PF 2026 Scadenze Modello Redditi PF 2026 Quadri principali del Modello Redditi PF Come compilare… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-14 09:00:002026-02-23 15:20:19Modello Redditi PF 2026: Scadenze, Chi Deve Presentarlo e Come CompilarloDICHIARAZIONE DEI REDDITI Ecobonus 2026: Detrazioni per Risparmio Energetico, Aliquote e Lavori Ammessi L’ecobonus 2026 detrazioni rappresenta una delle principali agevolazioni fiscali per chi desidera migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione. 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Voto 10 per Edison Pubblicato su Google robert poletto 17/07/2026 Fantastici Pubblicato su Google Geanina Gaita 16/07/2026 Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato Pubblicato su Google Maria Antonella 15/07/2026 Da loro ho fatto 730 e ISEE. Sempre molto accoglienti, attenti e disponibili. Precisi ed efficienti nella compilazione dettagliata e corretta di tutta la documentazione. Assolutamente affidabili. Pubblicato su Google Elena Marra 14/07/2026 Personale veloce ed efficace. Edison è stato disponibile, gentile e professionale. Esperienza eccellente! Pubblicato su Google Francesca Monaco 14/07/2026 Il servizio che offrono è professionale, veloce, pratico e gli operatori (sopratutto Sara) sono disponibilissimi! Il prezzo potrebbe sembrare un po’ alto ma dopo aver ricevuto l’assistenza desiderata senza intoppi, senza il minimo problema e sapendo di essere stati seguiti passo passo questo viene subito compreso! Mi rivolgerò nuovamente in caso di necessità a questo CAF. Pubblicato su Google Graziano Ruttar 09/07/2026 Un grazie di cuore alle due ragazze del centro fiscale di Cividale,per la pazienza e la velocità con cui lavorano...,e anche tanta simpatia!! Sandra e Graziano Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMarzo 30, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-30 08:43:212026-05-31 18:07:38Fattura Elettronica PA: Guida Completa 2026 per Fornitori
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