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CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO

Pensione Anticipata Donne 2026: Quote, Finestre Mobili e Calcolo

Pensione 2026 INPS

Nel 2026, la pensione anticipata per le donne si articola su tre strade principali: pensione anticipata ordinaria con 41 anni e 10 mesi di contributi, Opzione Donna con i requisiti residui prorogati dalla Legge di Bilancio, e APE Sociale dedicata alle madri lavoratrici. Le finestre mobili comportano sempre un’attesa di alcuni mesi tra la maturazione dei requisiti e la prima decorrenza utile. Vediamo le tre vie, i requisiti aggiornati e come prepararsi alla domanda al patronato.

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Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con cedolini, calcoli, ricorsi e domande INPS. Chiama 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.

Tre vie di pensione anticipata femminile 2026

Per il 2026 una donna lavoratrice ha tre canali principali per anticipare il pensionamento:

  1. Pensione anticipata ordinaria: 41 anni e 10 mesi di contributi, indipendentemente dall’età. Finestra mobile di 3 mesi.
  2. Opzione Donna 2026: prorogata con paletti restrittivi (caregiver, invalide, lavoratrici di aziende in crisi). Calcolo interamente contributivo.
  3. APE Sociale donne con figli: 63 anni e 5 mesi, 30 anni di contributi (riducibili di 1 anno per figlio fino a 2). Sostegno fino a 1.500 €/mese.

Pensione anticipata ordinaria 41 anni 10 mesi

La pensione anticipata ordinaria è il canale principale per le donne che hanno cominciato a lavorare presto. Caratteristiche:

  • Requisito contributivo: 41 anni e 10 mesi (per le donne), con almeno 35 anni di contributi effettivi (no figurativi per disoccupazione/malattia oltre i limiti).
  • Età minima: nessuna richiesta.
  • Calcolo: misto (retributivo + contributivo) per chi ha contributi prima del 1996, interamente contributivo per chi è entrato nel mondo del lavoro dopo.
  • Finestra mobile: 3 mesi dopo la maturazione del requisito, quindi 3 mesi di attesa per la prima decorrenza utile.

Opzione Donna 2026: requisiti residui

L’Opzione Donna nel 2026 resta accessibile solo a categorie ristrette, con requisiti più stringenti rispetto al passato:

  • Età: 61 anni (ridotta di 1 anno per figlio fino a max 2, quindi 59 anni con 2+ figli).
  • Contributi: 35 anni effettivi.
  • Categorie ammesse: caregiver assistenti familiari conviventi di disabili gravi (L. 104/92), invalide civili al 74% o più, lavoratrici di aziende in crisi con tavoli al MIMIT.
  • Calcolo: interamente contributivo (penalizzazione 15-30% rispetto al sistema misto).

Per gli aggiornamenti normativi 2026 puoi consultare la guida alle novità pensioni Legge Bilancio 2026.

APE Sociale donne con figli

L’APE Sociale per donne con figli prevede:

  • Età: 63 anni e 5 mesi.
  • Contributi: 30 anni base, riducibili di 12 mesi per ogni figlio (max 2 anni, quindi 28 con 2 figli).
  • Reddito: assegno mensile fino a 1.500 € per 12 mensilità (no tredicesima).
  • Categorie ammesse: madri disoccupate, caregiver, invalide >= 74%, lavoratrici di lavori gravosi.

Finestre mobili: quando arriva davvero

La finestra mobile è il periodo che intercorre tra la maturazione dei requisiti e la prima decorrenza utile:

TipologiaFinestra
Pensione anticipata ordinaria3 mesi
Opzione Donna12 mesi (dipendenti) o 18 mesi (autonome)
APE Socialenessuna finestra: parte dal mese successivo alla domanda
Pensione di vecchiaia (67 anni)nessuna finestra

Calcolo importo con sistema contributivo

Per le donne che escono con Opzione Donna o con sistema misto, è importante valutare la penalizzazione:

  • Il sistema contributivo applica un coefficiente di trasformazione che varia per età: più si esce presto, meno alta è la pensione.
  • La penalizzazione media stimata per Opzione Donna è del 15-30% rispetto al sistema misto.
  • Le tabelle ISTAT con i coefficienti aggiornati 2026 sono pubblicate sul sito INPS.
  • Per una simulazione puntuale, il CAF Centro Fiscale di Udine offre il servizio di calcolo personalizzato con ECOCERT.

Documenti per la domanda al patronato

Per presentare la domanda di pensione anticipata serve:

  • Documento d’identità e codice fiscale.
  • Estratto conto contributivo aggiornato (ECOCERT) scaricabile da MyINPS.
  • Stato di famiglia (per APE Sociale o Opzione Donna con figli).
  • Certificazione disabilità grave (se beneficiaria della riduzione caregiver).
  • IBAN per l’accredito.

Il patronato del CAF Centro Fiscale di Udine gestisce gratuitamente l’intera pratica.

FAQ

Opzione Donna 2026 esiste ancora?

Sì, ma con paletti restrittivi: solo caregiver, invalide >=74% o lavoratrici di aziende in crisi. Per altre categorie l’accesso è stato chiuso.

Pensione donne 41+10 si applica anche con figli?

Sì, ma non c’è alcuno sconto contributivo per i figli sulla pensione anticipata ordinaria. Lo sconto vale solo per Opzione Donna e APE Sociale.

Quanto si perde con Opzione Donna?

La penalizzazione media stimata è 15-30% rispetto al sistema misto, perché il calcolo è interamente contributivo e l’età anticipata produce coefficienti meno favorevoli.

Quando posso fare domanda?

Subito dopo la maturazione dei requisiti. La domanda telematica può essere presentata in qualsiasi momento e la decorrenza è regolata dalla finestra mobile prevista per la tipologia scelta.

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Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

Maggio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-28 07:00:002026-05-30 00:51:53Pensione Anticipata Donne 2026: Quote, Finestre Mobili e Calcolo
ANF - ASSEGNI NUCLEO FAMILIARI, MATERNITA', PATRONATO

Tabelle ANF INPS 2026/2027: Importi, Fasce di Reddito e Novità

Le tabelle ANF INPS 2026 rappresentano lo strumento ufficiale per calcolare l’assegno per il nucleo familiare spettante a categorie specifiche di lavoratori e pensionati nel periodo che va dal 1° luglio 2026 al 30 giugno 2027. Anche se l’Assegno Unico Universale ha assorbito dal marzo 2022 la quota destinata ai figli minori, l’ANF continua a esistere ed essere erogato per nuclei familiari particolari, come pensionati senza figli minori, lavoratori domestici, percettori di NASpI e nuclei con persone inabili a carico.

In questa guida completa analizziamo tutto ciò che c’è da sapere sulle tabelle ANF INPS 2026: chi ha ancora diritto all’assegno, come si calcola, quali sono le fasce di reddito aggiornate, le novità della rivalutazione ISTAT per il biennio 2026/2027, le scadenze per la presentazione della domanda e gli errori più comuni da evitare. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna passo dopo passo nella compilazione del modello ANF-DIP e nella richiesta diretta a INPS, sia in ufficio che online.

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Indice dei contenuti

  1. Che cos’è l’ANF e come funziona nel 2026
  2. Chi ha ancora diritto alle tabelle ANF INPS 2026
  3. Periodo di validità delle tabelle ANF 2026/2027
  4. Come si calcola l’ANF: reddito, composizione, importi
  5. Fasce di reddito e tipologia di nucleo familiare
  6. Novità ANF 2026/2027 e rivalutazione ISTAT
  7. Come fare domanda di ANF nel 2026
  8. Scadenze ANF 2026 e arretrati
  9. Errori comuni e controlli INPS
  10. ANF vs Assegno Unico Universale: differenze
  11. Domande frequenti sulle tabelle ANF INPS 2026

Che cos’è l’ANF e come funziona nel 2026

L’assegno per il nucleo familiare (ANF) è una prestazione economica erogata dall’INPS a sostegno delle famiglie dei lavoratori dipendenti, dei pensionati e di altre categorie specifiche, il cui importo dipende dal numero dei componenti del nucleo e dal reddito complessivo familiare. La normativa di riferimento è la Legge n. 153 del 13 maggio 1988, che ha istituito l’assegno superando i precedenti assegni familiari erogati come integrazione salariale.

Nel 2026 le tabelle ANF INPS 2026 mantengono la struttura storica articolata su fasce di reddito crescenti, con importi mensili decrescenti man mano che il reddito del nucleo familiare aumenta. Ogni anno l’INPS pubblica le tabelle aggiornate con apposita circolare, applicando la rivalutazione ISTAT sui livelli reddituali. Le nuove tabelle valgono per dodici mesi, dal 1° luglio dell’anno di pubblicazione al 30 giugno dell’anno successivo. È quindi corretto parlare di tabelle ANF 2026/2027 per indicare il periodo che inizia il 1° luglio 2026 e termina il 30 giugno 2027.

L’importo dell’ANF non è uguale per tutti i nuclei: dipende da una combinazione di fattori che includono il numero dei componenti del nucleo, la presenza di figli minori, la presenza di soggetti inabili, la condizione di nucleo monoparentale e, naturalmente, il reddito complessivo familiare riferito all’anno precedente. Ad esempio, le tabelle ANF in vigore dal 1° luglio 2026 utilizzeranno i redditi del 2025 per il calcolo.

Chi ha ancora diritto alle tabelle ANF INPS 2026

Dal 1° marzo 2022, con l’introduzione dell’Assegno Unico Universale per i figli a carico previsto dal D.Lgs. 230/2021, l’ANF è stato sostituito limitatamente alla quota relativa ai figli minori di 21 anni. Tuttavia l’assegno per il nucleo familiare non è scomparso del tutto: continua a essere riconosciuto per composizioni del nucleo che non rientrano nell’Assegno Unico, e per le quali le tabelle ANF INPS 2026 restano lo strumento di riferimento per il calcolo degli importi spettanti.

Hanno diritto all’ANF 2026 i nuclei familiari composti da:

  • Coniuge non legalmente ed effettivamente separato (anche se di sesso opposto del richiedente)
  • Fratelli, sorelle e nipoti minori del richiedente, in via di principio orfani di entrambi i genitori e non titolari di pensione ai superstiti
  • Figli maggiorenni inabili, qualora si verifichino determinate condizioni di assenza di altro nucleo di riferimento
  • Componenti inabili (coniuge, fratelli, nipoti) per i quali è prevista una maggiorazione dell’importo

Le categorie di beneficiari che possono richiedere le tabelle ANF INPS 2026 sono in particolare i lavoratori dipendenti del settore privato (per i nuclei con componenti che non rientrano nell’Assegno Unico), i pensionati da lavoro dipendente, i lavoratori domestici (colf e badanti), i lavoratori agricoli OTI e OTD, i percettori di prestazioni a sostegno del reddito come la NASpI, la DIS-COLL e la mobilità, i lavoratori in cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria, e i lavoratori in malattia, maternità, congedo o donazione sangue/midollo.

Per le famiglie con figli minori di 21 anni a carico, la prestazione spettante non è più l’ANF ma l’Assegno Unico Universale, che è universale, non vincolato alla categoria lavorativa del genitore e calcolato in base all’ISEE. Per gestire correttamente la propria posizione, il CAF Centro Fiscale di Udine verifica la composizione del nucleo e indica con chiarezza quale prestazione spetta, evitando sovrapposizioni e contestazioni INPS.

Periodo di validità delle tabelle ANF 2026/2027

La caratteristica forse meno conosciuta delle tabelle ANF INPS 2026 è il loro periodo di validità “sfasato” rispetto all’anno solare. Le tabelle ANF non seguono il calendario dell’anno solare (1° gennaio – 31 dicembre) ma uno schema “annualità ANF” che corre da luglio a giugno dell’anno successivo. Le tabelle pubblicate nel 2026 valgono quindi per il periodo che va dal 1° luglio 2026 al 30 giugno 2027, motivo per cui si parla correttamente di “tabelle ANF 2026/2027”.

Questa scelta normativa ha una logica precisa: ogni anno, alla scadenza del 30 giugno, il decreto interministeriale Lavoro/Economia recepisce la rivalutazione ISTAT applicata ai livelli di reddito che determinano le fasce ANF. La nuova tabella diventa così operativa dal 1° luglio successivo. Il reddito di riferimento per il calcolo dell’ANF nel periodo 2026/2027 è quello complessivo del nucleo familiare riferito all’anno solare 2025, dichiarato nel modello 730 o Redditi 2026.

È importante non confondere il periodo di competenza ANF con altri periodi di riferimento: il 2026 nelle tabelle ANF significa “tabelle in vigore dal 1° luglio 2026”. Chi richiede l’assegno per il periodo precedente, ovvero dal 1° luglio 2025 al 30 giugno 2026, deve invece fare riferimento alle tabelle ANF 2025/2026. Capire questo meccanismo evita richieste errate e respingimenti da parte dell’INPS.

Come si calcola l’ANF: reddito, composizione, importi

Il calcolo dell’assegno per il nucleo familiare 2026 si basa su tre elementi fondamentali: il reddito complessivo del nucleo nell’anno precedente, la tipologia di nucleo familiare e il numero dei componenti che ne fanno parte. L’INPS pubblica annualmente le tabelle ANF articolate in 21 tipologie di nucleo, ognuna con la propria scala di fasce di reddito e relativi importi mensili dell’assegno.

Il reddito di riferimento per le tabelle ANF INPS 2026 è dato dalla somma di:

  • Redditi assoggettati a IRPEF al netto dei contributi previdenziali e assistenziali obbligatori
  • Redditi esenti da imposta o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva, se superiori a 1.032,91 euro
  • Trattamenti di famiglia percepiti durante l’anno (escluso il valore dell’ANF stesso)

Per avere diritto all’ANF, la somma dei redditi da lavoro dipendente, da pensione o da altre prestazioni previdenziali assimilate deve costituire almeno il 70% del reddito complessivo del nucleo familiare. Si tratta di una condizione importante: serve a indirizzare l’assegno verso famiglie che traggono il proprio sostentamento prevalentemente da lavoro dipendente o pensione, e non da redditi di altra natura (per esempio rendite o redditi d’impresa). Il CAF Centro Fiscale verifica preventivamente questo requisito sui documenti reddituali del nucleo, evitando spiacevoli sorprese in fase di erogazione.

Una volta determinati reddito complessivo e tipologia di nucleo, si individua nella tabella ANF la fascia di reddito corrispondente e si legge l’importo mensile spettante. L’importo è erogato direttamente dal datore di lavoro in busta paga (per i dipendenti del settore privato), dall’INPS direttamente per pensionati, lavoratori domestici, percettori NASpI e altre categorie particolari. Le tabelle ANF INPS 2026 indicano l’importo per ciascuna combinazione possibile di nucleo e fascia di reddito.

Fasce di reddito e tipologia di nucleo familiare

Le tabelle ANF INPS 2026 sono organizzate in 21 tabelle distinte (numerate dalla 11 alla 21 e dalla 11A alla 20A per i nuclei con inabili), ognuna corrispondente a una specifica tipologia di nucleo familiare. Le principali tipologie sono:

  • Tabella 11: nuclei con entrambi i genitori e almeno un figlio minore in cui non sussistano situazioni di inabilità (tipologia standard di riferimento)
  • Tabella 12: nuclei monoparentali con figli minori e senza componenti inabili
  • Tabella 13: nuclei senza figli con coniuge a carico (solo coniuge), tipica dei pensionati
  • Tabella 14: nuclei composti dal solo richiedente e da fratelli, sorelle o nipoti orfani minori
  • Tabelle 19-20: nuclei con presenza di soggetti inabili (importi maggiorati)
  • Tabelle 21 e 21A: nuclei orfanili (i due o più orfani diventano richiedenti tra loro)

Ogni tabella presenta fasce di reddito che partono da circa 15.000 euro di reddito annuo complessivo e arrivano fino a oltre 80.000 euro per nuclei numerosi. Più il numero dei componenti aumenta, più la soglia massima di reddito oltre la quale non spetta l’assegno si alza. L’importo mensile dell’ANF oscilla, in linea generale, da pochi euro nelle fasce di reddito più alte ad alcune centinaia di euro mensili per nuclei numerosi con redditi bassi. Gli importi precisi per il periodo 2026/2027 sono fissati dalla circolare INPS che annualmente recepisce il decreto interministeriale Lavoro-Economia di rivalutazione.

Per fare un esempio pratico: un nucleo familiare composto da pensionato, coniuge a carico e un figlio inabile maggiorenne, con reddito complessivo familiare di 25.000 euro annui, rientrerà in una tabella con maggiorazione per inabilità. L’importo mensile dell’ANF sarà significativamente più alto rispetto allo stesso nucleo senza inabili. Affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine garantisce l’identificazione corretta della tabella applicabile e l’individuazione esatta della fascia di reddito, evitando di richiedere importi inferiori o superiori a quelli effettivamente spettanti.

Novità ANF 2026/2027 e rivalutazione ISTAT

La novità principale delle tabelle ANF INPS 2026 per il biennio 2026/2027 è la consueta rivalutazione ISTAT annuale dei livelli reddituali, che adegua le soglie di reddito all’andamento dell’inflazione. La rivalutazione è prevista dall’art. 2, comma 12, della Legge 153/1988, e si applica utilizzando l’indice ISTAT FOI (indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati) rilevato nell’anno precedente.

Per il periodo 2026/2027, la rivalutazione applicata risulta dal dato ISTAT relativo all’anno 2025: i livelli di reddito delle tabelle ANF salgono in proporzione, consentendo a un numero potenzialmente maggiore di nuclei di rientrare nelle fasce con importo più alto rispetto all’anno precedente. La circolare INPS annuale che ufficializza le tabelle viene pubblicata, di norma, a ridosso del 1° luglio. Tutti i datori di lavoro e gli enti previdenziali devono adeguare i pagamenti dal mese di luglio successivo, anche su istanze ANF già attive.

Un altro elemento rilevante per il 2026 è il consolidamento del rapporto tra ANF e Assegno Unico Universale: i due strumenti coesistono ma su perimetri distinti. Le famiglie con figli minori ricevono l’Assegno Unico Universale, mentre i nuclei senza figli minori o con componenti inabili ricevono l’ANF. Il CAF Centro Fiscale aggiorna ogni anno la guida ai propri clienti e verifica nucleo per nucleo quali prestazioni richiedere e con quali tempistiche.

Come fare domanda di ANF nel 2026

La domanda di assegno per il nucleo familiare 2026 deve essere presentata all’INPS, attraverso un percorso che cambia a seconda della categoria di richiedente. La procedura non è banale: richiede la corretta individuazione della tipologia di nucleo, la raccolta dei documenti reddituali, l’eventuale autorizzazione preventiva (necessaria quando vi sono nel nucleo persone con redditi propri o quando il richiedente è separato/divorziato) e la presentazione nei tempi previsti.

Le tipologie di domanda ANF principali sono:

  • ANF-DIP per lavoratori dipendenti privati: la richiesta si presenta a INPS e l’esito viene comunicato al datore di lavoro per l’erogazione in busta paga
  • ANF per lavoratori domestici: viene erogata direttamente da INPS con accredito su IBAN
  • ANF per pensionati: erogata insieme alla rata di pensione
  • ANF per percettori di NASpI, mobilità o disoccupazione agricola: erogata da INPS con la prestazione di sostegno al reddito
  • ANF lavoratori agricoli OTI/OTD: con specifico modulo SR16 o tramite la sede INPS

La procedura richiede attenzione per evitare errori che potrebbero ritardare la pratica o causare la decadenza dell’assegno. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: dalla raccolta documenti alla compilazione del modello ANF-DIP, alla presentazione della domanda a INPS, alla gestione dell’eventuale autorizzazione necessaria. Affidarsi ai nostri esperti significa avere la certezza che le tabelle ANF INPS 2026 vengano applicate correttamente al tuo caso specifico, sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.

Scadenze ANF 2026 e arretrati

Una caratteristica fondamentale dell’assegno per il nucleo familiare è la possibilità di richiederlo retroattivamente fino a cinque anni indietro, in base alla regola generale di prescrizione delle prestazioni previdenziali. Significa che, ad esempio, nel 2026 è ancora possibile presentare domanda di ANF arretrati per il periodo a partire dal 2021/2022, purché si dimostri il diritto all’assegno in quegli anni e si rispetti il periodo di prescrizione.

Per il periodo 2026/2027 valgono le seguenti scadenze e regole:

  • La domanda ANF 2026/2027 può essere presentata dal 1° luglio 2026 e copre il periodo fino al 30 giugno 2027
  • Per le domande relative al periodo precedente (2025/2026), il termine ultimo per gli arretrati è la data di prescrizione quinquennale
  • L’autorizzazione INPS (mod. ANF/43), quando necessaria, va richiesta prima della presentazione della domanda
  • Per i nuclei con variazioni in corso d’anno (nascita, separazione, decesso) la comunicazione va fatta tempestivamente per evitare indebiti

Molti contribuenti scoprono solo a distanza di tempo di aver avuto diritto all’ANF in anni passati. Il CAF Centro Fiscale esegue un’analisi storica della posizione del nucleo familiare e, dove possibile, attiva il recupero degli arretrati ANF degli ultimi cinque anni, sia per dipendenti che per pensionati o lavoratori domestici. Si tratta di importi che possono raggiungere alcune migliaia di euro per nuclei numerosi.

Errori comuni e controlli INPS

Gli errori più frequenti che bloccano il riconoscimento dell’ANF 2026 o portano a richieste di restituzione da parte dell’INPS riguardano principalmente la composizione del nucleo, il calcolo dei redditi e l’individuazione della tabella applicabile. È bene quindi tenere presente alcuni aspetti critici per evitare contestazioni.

I controlli INPS si concentrano in particolare su:

  • Verifica della natura prevalente dei redditi (almeno il 70% da lavoro dipendente, pensione o prestazioni assimilate)
  • Coerenza tra reddito dichiarato e 730/Redditi PF del nucleo
  • Composizione del nucleo all’1° luglio dell’anno di riferimento
  • Esclusione corretta dei componenti che non rientrano nel diritto (es. figli minori rientranti in Assegno Unico)
  • Presenza dell’autorizzazione quando richiesta

Quando INPS rileva difformità tra quanto erogato e quanto effettivamente dovuto, può emettere un provvedimento di indebito e richiedere la restituzione delle somme con eventuali interessi. La gestione di un indebito ANF è complessa e richiede esperienza. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i propri clienti anche in caso di contenzioso con INPS, predisponendo memorie e ricorsi e gestendo il rapporto con l’ente previdenziale fino alla risoluzione.

ANF vs Assegno Unico Universale: differenze

Confondere ANF e Assegno Unico Universale è uno degli errori più comuni dopo la riforma del 2022. Le tabelle ANF INPS 2026 e gli importi dell’Assegno Unico Universale obbediscono a logiche di calcolo molto diverse e si applicano a perimetri di nuclei diversi. Comprendere bene la distinzione è fondamentale per richiedere correttamente entrambe le prestazioni quando spettano.

Le principali differenze possono essere riassunte così:

  • Reddito di riferimento: ANF utilizza il reddito complessivo del nucleo, mentre l’Assegno Unico Universale si basa sull’ISEE
  • Perimetro: l’assegno unico è per figli minori di 21 anni; l’ANF è per coniuge, fratelli/sorelle/nipoti orfani minori, inabili
  • Universalità: l’Assegno Unico è universale (spetta a tutti i nuclei con figli minori); l’ANF è limitato a categorie specifiche di lavoratori e pensionati
  • Modalità di calcolo: per l’Assegno Unico la maggiorazione è graduale; per l’ANF si applicano tabelle a fasce di reddito
  • Periodicità: Assegno Unico annuo (con domanda valida tutto l’anno solare), ANF da luglio a giugno

Per il calcolo dell’Assegno Unico Universale è necessario presentare l’ISEE aggiornato, mentre per l’ANF servono i documenti reddituali del nucleo (730, CU, Redditi PF) dell’anno precedente. Spesso le due prestazioni si sommano per uno stesso nucleo familiare, perché destinate a componenti diversi del medesimo nucleo. Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce entrambe le pratiche, garantendo coerenza tra le dichiarazioni e ottimizzazione di quanto spettante.

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Domande frequenti sulle tabelle ANF INPS 2026

Quando vengono pubblicate le tabelle ANF 2026/2027?

Le tabelle ANF INPS 2026 per il periodo 1° luglio 2026 – 30 giugno 2027 vengono pubblicate dall’INPS con apposita circolare annuale, di norma a ridosso del 1° luglio. La circolare recepisce il decreto interministeriale del Ministero del Lavoro e del Ministero dell’Economia, che fissa la rivalutazione ISTAT applicabile per il nuovo periodo. Il CAF Centro Fiscale comunica sempre tempestivamente ai propri clienti l’avvenuta pubblicazione e le eventuali variazioni rispetto alle tabelle dell’anno precedente.

Posso richiedere ANF e Assegno Unico Universale contemporaneamente?

Sì, è possibile e in molti casi opportuno. ANF e Assegno Unico hanno perimetri di nucleo diversi: l’Assegno Unico copre i figli minori di 21 anni, mentre l’ANF copre il coniuge, i fratelli/sorelle/nipoti orfani minori e i componenti inabili. Un nucleo con figli minori e coniuge a carico può ricevere entrambe le prestazioni. Il CAF Centro Fiscale di Udine analizza la situazione specifica per attivare tutte le prestazioni dovute, in ufficio o online.

Quali redditi vanno dichiarati per le tabelle ANF 2026?

Vanno dichiarati tutti i redditi del nucleo familiare riferiti all’anno solare precedente: redditi da lavoro dipendente, pensione, redditi assoggettati a IRPEF, redditi esenti se superiori a 1.032,91 euro, trattamenti di famiglia. Per richiedere l’ANF 2026/2027 (validità 1° luglio 2026 – 30 giugno 2027) si utilizzano i redditi dell’anno solare 2025, come risultanti dal 730 o dal modello Redditi PF.

Posso richiedere gli arretrati ANF degli anni passati?

Sì, è possibile richiedere gli arretrati ANF fino a cinque anni indietro, secondo la regola di prescrizione quinquennale delle prestazioni previdenziali. Significa che nel 2026 si possono ancora recuperare gli arretrati a partire dal periodo 2021/2022, se sussistevano i requisiti. Si tratta di importi che possono superare diverse migliaia di euro per nuclei numerosi. Il CAF Centro Fiscale verifica gratuitamente la posizione storica del nucleo familiare e attiva il recupero degli arretrati.

L’ANF spetta anche ai lavoratori domestici (colf e badanti)?

Sì, l’ANF per lavoratori domestici è una delle categorie ancora pienamente attive. Colf e badanti che hanno coniuge a carico, fratelli/sorelle/nipoti minori orfani o componenti inabili nel proprio nucleo possono richiedere l’assegno applicando le tabelle ANF INPS 2026. L’importo viene accreditato direttamente da INPS sull’IBAN del lavoratore. Il CAF Centro Fiscale gestisce annualmente decine di pratiche per colf e badanti in tutta Italia, sia in ufficio a Udine che online.

Conclusione: affidati al CAF Centro Fiscale per le tabelle ANF 2026

Le tabelle ANF INPS 2026 restano uno strumento fondamentale per il sostegno economico a nuclei familiari di pensionati, lavoratori domestici, percettori di NASpI, lavoratori agricoli e tutte le altre categorie ancora coperte dall’assegno per il nucleo familiare dopo l’introduzione dell’Assegno Unico Universale. Conoscere le fasce di reddito, le tipologie di nucleo, le scadenze e le modalità di domanda è essenziale per ottenere correttamente l’assegno spettante e non lasciare sul tavolo importi che spettano di diritto.

Hai bisogno di assistenza per le tabelle ANF INPS 2026, per la domanda di assegno per il nucleo familiare o per recuperare gli arretrati degli anni passati? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. I nostri esperti ti guidano dalla raccolta documenti fino all’invio della pratica a INPS, garantendo il corretto inquadramento del tuo nucleo e l’individuazione precisa della tabella applicabile. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento.

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Bonus centri estivi 2026: al via il Fondo nazionale da 60 milioni, come chiedere il contributo

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il bonus centri estivi 2026 rappresenta una delle misure di sostegno più attese dalle famiglie italiane con figli minori. Con la Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), il Governo ha reso strutturale il Fondo nazionale per le attività socio-educative a favore dei minori, stanziando 60 milioni di euro annui a partire dal 2026. Si tratta di una novità importante: fino allo scorso anno, infatti, il finanziamento veniva rinnovato di anno in anno, mentre ora le famiglie e i Comuni possono contare su una risorsa certa e ricorrente.

Ma come funziona esattamente il bonus centri estivi 2026? Chi può richiederlo? Quanto vale il contributo e quali sono le soglie ISEE da rispettare? In questa guida completa, redatta dal team del CAF Centro Fiscale di Udine, ti spieghiamo passo passo tutto quello che c’è da sapere: dalla normativa di riferimento alle modalità di domanda, dai documenti necessari ai tempi di erogazione. Troverai anche una tabella riassuntiva con le fasce ISEE e gli importi indicativi, esempi pratici di calcolo e una sezione FAQ con le risposte alle domande più frequenti.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è il Fondo nazionale centri estivi 2026
  2. Chi sono i beneficiari del bonus centri estivi 2026
  3. Importo del contributo e fasce ISEE
  4. Come e quando fare domanda per il bonus centri estivi 2026
  5. Documenti necessari per il bonus centri estivi 2026
  6. Tempistiche di pagamento e modalità di erogazione
  7. Cumulabilità con altri bonus famiglia
  8. Cosa fare se la domanda viene respinta
  9. Esempi pratici di calcolo del bonus
  10. Come il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti
  11. Domande frequenti sul bonus centri estivi 2026

Cos’è il Fondo nazionale centri estivi 2026

Il Fondo nazionale centri estivi 2026 è uno strumento di finanziamento pubblico istituito per sostenere le famiglie italiane nelle spese legate alla frequenza dei centri estivi e dei servizi socio-educativi territoriali destinati ai minori. L’obiettivo è duplice: da un lato aiutare i genitori a conciliare lavoro e cura dei figli durante i mesi di chiusura delle scuole, dall’altro potenziare i servizi educativi e ricreativi erogati dai Comuni nel periodo estivo.

La fonte normativa principale è la Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), che ha stabilizzato il Fondo per le attività socio-educative a favore dei minori con una dotazione di 60 milioni di euro annui a decorrere dal 2026. È una svolta significativa: il fondo, nato durante l’emergenza Covid, era stato rifinanziato di anno in anno con cifre variabili. Adesso diventa strutturale, garantendo certezza e continuità ai Comuni e alle famiglie.

Il decreto interministeriale del 7 maggio 2026

Con il decreto interministeriale del 7 maggio 2026, firmato dall’Autorità politica delegata per le politiche della famiglia di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, sono stati definiti i criteri di riparto delle risorse e le modalità di monitoraggio e recupero in caso di mancata o inadeguata realizzazione degli interventi. Si tratta del provvedimento attuativo che ha messo concretamente in moto la macchina amministrativa del bonus centri estivi 2026.

Come vengono distribuite le risorse

Dei 60 milioni di euro complessivi, 59,4 milioni sono destinati direttamente ai Comuni italiani (escluse le Province autonome di Trento e Bolzano, che gestiscono autonomamente le risorse per la famiglia). La quota residua (circa 600.000 euro) è riservata al Dipartimento per le politiche della famiglia per le attività di monitoraggio e controllo. La ripartizione tra i Comuni avviene principalmente in base alla popolazione minorile residente, con eventuali correttivi territoriali.

Le risorse del bonus centri estivi 2026 dovranno essere utilizzate per finanziare progetti da realizzare necessariamente tra il 1° giugno e il 31 dicembre 2026. Questo significa che il contributo non copre solo i classici centri estivi di luglio e agosto, ma anche servizi socio-educativi territoriali, centri ricreativi e attività doposcuola erogate fino a fine anno.

Chi sono i beneficiari del bonus centri estivi 2026

Il bonus centri estivi 2026 è destinato in via indiretta alle famiglie con figli minori: il Fondo nazionale finanzia infatti i Comuni, che a loro volta erogano contributi, voucher o riduzioni di retta alle famiglie residenti. La fascia di età tipicamente coperta va dai 3 ai 14 anni, ma può variare leggermente in base ai bandi comunali (alcuni Comuni estendono fino ai 17 anni per attività rivolte agli adolescenti).

I requisiti generali per accedere al bonus centri estivi 2026 sono i seguenti:

  • Avere uno o più figli minorenni a carico nella fascia di età prevista dal bando comunale (in genere 3-14 anni)
  • Essere residenti nel Comune che ha aderito al Fondo nazionale e pubblicato il proprio bando
  • Disporre di un ISEE in corso di validità entro la soglia massima stabilita dal Comune
  • Iscrivere il minore presso un centro estivo accreditato dal Comune o presso una struttura riconosciuta
  • Sostenere effettivamente la spesa di iscrizione e conservare le ricevute di pagamento

È importante sottolineare che ogni Comune definisce in autonomia i requisiti specifici, le modalità di erogazione del contributo e le scadenze. Per questo motivo è fondamentale consultare il bando del proprio Comune di residenza e, in caso di dubbi, rivolgersi a un CAF per un’assistenza personalizzata. Per il calcolo dell’ISEE aggiornato il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo, disponibile sia in ufficio che online.

Le soglie ISEE indicative

Le soglie ISEE variano sensibilmente da Comune a Comune e da Regione a Regione. In linea generale, i bandi regionali tendono a coprire famiglie con ISEE fino a 30.000 o 35.000 euro, mentre alcuni bandi locali fissano limiti più restrittivi. Ad esempio, in Emilia-Romagna la soglia è fissata a 26.000 euro, mentre in altre Regioni può salire fino a 35.000 euro. Per il bonus INPS centri estivi, qualora venga riproposto nel 2026, l’accesso è in genere consentito anche a fasce ISEE più alte, ma con percentuali di rimborso decrescenti.

Importo del contributo e fasce ISEE

L’importo del bonus centri estivi 2026 dipende da tre fattori: la fascia ISEE del nucleo familiare, il numero di settimane di iscrizione al centro estivo e il costo effettivo della retta. Il contributo può essere erogato in diverse forme: rimborso diretto alla famiglia (modello INPS), voucher spendibile presso le strutture convenzionate, oppure riduzione della retta applicata direttamente dal centro estivo o dal Comune.

Prendendo come riferimento il modello del bonus INPS applicato nel 2025 (e che dovrebbe essere riproposto con criteri simili nel 2026), il contributo massimo è pari a 100 euro a settimana, per un periodo da 1 a 4 settimane anche non consecutive, per un valore complessivo fino a 400 euro per figlio. Il rimborso viene calcolato sul costo più basso tra la retta effettivamente pagata e il tetto massimo previsto, applicando una percentuale variabile in base all’ISEE.

Tabella riassuntiva fasce ISEE e contributo

Fascia ISEEPercentuale di rimborsoImporto massimo settimanaleMassimo per 4 settimane
Fino a 8.000 euro100%100 euro400 euro
8.001 – 16.000 euro95%95 euro380 euro
16.001 – 24.000 euro90%90 euro360 euro
24.001 – 32.000 euro85%85 euro340 euro
32.001 – 56.000 euro80%80 euro320 euro
Oltre 56.000 euro o DSU mancante50%50 euro200 euro

Tabella indicativa basata sul bando INPS 2025. Gli importi per il 2026 saranno definiti con il bando ufficiale; i bandi comunali possono prevedere criteri differenti.

Va precisato che le percentuali e gli importi indicati sopra sono orientativi e fanno riferimento al modello del bonus INPS 2025. I bandi comunali finanziati con il Fondo nazionale centri estivi 2026 possono prevedere meccanismi differenti: alcuni Comuni applicano una quota fissa in base alla fascia ISEE (ad esempio 200 euro per fascia bassa, 100 euro per fascia media), altri preferiscono il sistema percentuale, altri ancora erogano voucher spendibili presso strutture accreditate.

Come e quando fare domanda per il bonus centri estivi 2026

La procedura per ottenere il bonus centri estivi 2026 si articola in due fasi distinte. Nella prima fase, sono i Comuni a manifestare la propria adesione al Fondo nazionale presentando una dichiarazione al Dipartimento per le politiche della famiglia. Nella seconda fase, una volta ricevute le risorse, ciascun Comune pubblica il proprio bando locale aperto alle famiglie residenti.

Fase 1: adesione dei Comuni (8-28 maggio 2026)

I Comuni interessati hanno presentato la propria dichiarazione di adesione al Fondo nazionale centri estivi 2026 esclusivamente attraverso la piattaforma dedicata pcm.appianportals.com, nella finestra temporale compresa tra l’8 e il 28 maggio 2026. Non erano ammesse modalità alternative. Tra giugno e luglio, una volta verificate le domande e ripartite le risorse in base alla popolazione minorile, i Comuni ricevono i fondi e possono attivare i propri bandi locali.

Fase 2: bandi comunali alle famiglie

Una volta ricevuti i fondi, ciascun Comune pubblica il proprio bando per le famiglie, in genere tra giugno e luglio 2026. Le modalità di partecipazione variano da Comune a Comune, ma le opzioni più diffuse sono:

  • Domanda telematica tramite la piattaforma comunale (con SPID, CIE o CNS), gestita dagli operatori del CAF
  • Domanda cartacea presso gli uffici comunali, da consegnare con la consulenza del CAF
  • Domanda tramite CAF o patronato, soluzione consigliata per evitare errori nella compilazione
  • Domanda al bonus INPS centri estivi, qualora venga riaperto nel 2026 per specifiche categorie di lavoratori

La procedura, pur essendo apparentemente lineare, presenta diverse insidie burocratiche: un ISEE non aggiornato, una documentazione incompleta o un errore nell’inserimento dei dati possono comportare il rigetto della domanda o ritardi nel pagamento del bonus centri estivi 2026. Per questo motivo, rivolgersi a un CAF è la scelta più sicura. Gli operatori del CAF Centro Fiscale di Udine si occupano di tutto: dal calcolo dell’ISEE aggiornato alla compilazione della domanda, fino al monitoraggio dell’esito.

Documenti necessari per il bonus centri estivi 2026

Per presentare la domanda di bonus centri estivi 2026, è indispensabile predisporre per tempo tutta la documentazione richiesta. Anche se i bandi comunali possono prevedere documenti aggiuntivi, esiste un elenco base comune a quasi tutte le procedure. Avere i documenti già pronti significa evitare di perdere la finestra di presentazione e velocizzare l’iter di pagamento.

  • ISEE in corso di validità: è il documento più importante. L’ISEE 2026 si rilascia dopo aver presentato la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) al CAF. Senza ISEE valido, la domanda non viene neppure accolta o viene collocata nella fascia massima (con rimborso minimo)
  • Documento d’identità del genitore richiedente in corso di validità
  • Codice fiscale del genitore e del minore iscritto al centro estivo
  • Attestato di iscrizione al centro estivo o al servizio socio-educativo, rilasciato dalla struttura
  • Ricevute di pagamento della retta (fatture, bonifici, ricevute fiscali), conservate accuratamente
  • IBAN del conto corrente intestato o cointestato al genitore richiedente, su cui ricevere il rimborso
  • Modulo di domanda compilato e firmato, scaricabile dal sito del Comune o predisposto dal CAF
  • Autocertificazione di residenza nel Comune che eroga il contributo

Un consiglio pratico: conserva tutte le ricevute di pagamento in originale e in copia digitale. Anche se la domanda viene gestita da remoto, in caso di controllo a campione il Comune può richiedere la presentazione dei giustificativi entro pochi giorni, pena la revoca del bonus centri estivi 2026.

Tempistiche di pagamento e modalità di erogazione

Le tempistiche di pagamento del bonus centri estivi 2026 dipendono dalla modalità di erogazione scelta dal Comune e dalla rapidità di istruttoria. In linea generale, le risorse del Fondo nazionale vengono trasferite ai Comuni tra giugno e luglio 2026; i Comuni a loro volta pubblicano i bandi locali e, una volta chiuse le finestre di presentazione delle domande, procedono ai pagamenti entro 30-90 giorni dall’approvazione della graduatoria.

Le modalità di erogazione più comuni del bonus centri estivi 2026 sono tre:

  1. Rimborso diretto sul conto corrente: la famiglia paga interamente la retta e successivamente riceve il rimborso tramite bonifico sull’IBAN indicato. È la modalità tipica del bonus INPS
  2. Voucher: il Comune emette un buono spendibile presso i centri estivi accreditati, riducendo l’importo da pagare al momento dell’iscrizione
  3. Riduzione diretta della retta: il Comune trasferisce il contributo direttamente al gestore del centro estivo, che applica uno sconto in fattura alla famiglia

Quale modalità sia preferibile dipende dalle esigenze familiari: il rimborso diretto presuppone che la famiglia possa anticipare l’intera spesa, mentre voucher e riduzione di retta sono più sostenibili per chi ha difficoltà ad anticipare la somma. Verifica sul bando del tuo Comune quale opzione è prevista per il bonus centri estivi 2026.

Cumulabilità con altri bonus famiglia

Una delle domande più frequenti riguarda la cumulabilità del bonus centri estivi 2026 con altre misure di sostegno alla famiglia. La regola generale è che il bonus è cumulabile con la maggior parte degli altri sussidi, ma non sempre in modo automatico: occorre verificare caso per caso.

  • Assegno Unico Universale: pienamente cumulabile. L’AUU spetta indipendentemente da bonus specifici come quello dei centri estivi
  • Bonus asilo nido: cumulabile, ma riguarda fasce d’età differenti (0-3 anni per il nido, 3-14 anni per i centri estivi)
  • Voucher Welfare aziendale: in genere cumulabile, ma il Comune può chiedere di dichiarare l’importo per evitare doppia copertura della stessa spesa
  • Bonus INPS centri estivi (se riproposto nel 2026): potrebbe non essere cumulabile con il bonus comunale per la stessa settimana di frequenza
  • Detrazioni fiscali per attività sportive e ricreative dei minori: cumulabili nel 730, ma la parte di spesa coperta dal bonus va sottratta

Per quanto riguarda le detrazioni fiscali, va ricordato che nel 730/2026 la quota di retta coperta da bonus o voucher non è detraibile come spesa sportiva o educativa: si può detrarre solo la parte effettivamente sostenuta dalla famiglia. Per evitare errori nella dichiarazione dei redditi, è opportuno rivolgersi al CAF al momento della compilazione del 730.

Cosa fare se la domanda viene respinta

Non sempre la domanda di bonus centri estivi 2026 viene accolta al primo tentativo. Le cause più frequenti di rigetto sono: ISEE non aggiornato o errato, documentazione incompleta, presentazione fuori termine, mancanza dei requisiti di residenza, esaurimento delle risorse stanziate dal Comune. In ogni caso, esistono strumenti di tutela a disposizione della famiglia.

Se la domanda di bonus centri estivi 2026 viene respinta, ecco i passaggi consigliati:

  1. Leggere attentamente la motivazione del rigetto, che il Comune è obbligato a comunicare
  2. Verificare la possibilità di integrare la documentazione entro i termini indicati nel provvedimento
  3. Presentare ricorso amministrativo al Comune o al TAR competente entro 60 giorni
  4. Aggiornare l’ISEE se la motivazione riguarda errori o omissioni nella DSU, rivolgendoti al CAF
  5. Verificare l’eventuale rinuncia di altri beneficiari che potrebbe liberare risorse per chi è in lista d’attesa

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste le famiglie anche in caso di rigetto: il nostro team valuta la fondatezza del provvedimento, predispone eventuali integrazioni documentali e segue la pratica di riesame. In molti casi il bonus centri estivi 2026 viene riconosciuto al secondo tentativo, semplicemente correggendo un dato ISEE o aggiungendo una ricevuta mancante.

Esempi pratici di calcolo del bonus

Per comprendere meglio come funziona il bonus centri estivi 2026, vediamo alcuni esempi pratici basati sul modello INPS 2025 (riferimento orientativo). Ipotizziamo che il costo settimanale del centro estivo sia di 120 euro, con un tetto massimo riconosciuto di 100 euro a settimana.

Esempio 1: Famiglia ISEE 15.000 euro con 2 figli

Marco e Lucia hanno due figli di 7 e 10 anni, iscritti entrambi al centro estivo comunale per 4 settimane. L’ISEE familiare è di 15.000 euro, quindi rientrano nella fascia 8.001-16.000 euro (rimborso 95%). Il calcolo è il seguente: 100 euro x 95% = 95 euro a settimana per figlio, per 4 settimane = 380 euro a figlio, per 2 figli = 760 euro totali di bonus centri estivi 2026.

Esempio 2: Famiglia ISEE 7.500 euro con 1 figlio

Sara è una madre single con un figlio di 9 anni e un ISEE di 7.500 euro. Rientra nella fascia fino a 8.000 euro (rimborso 100%). Iscrive il figlio per 3 settimane di centro estivo. Il rimborso sarà: 100 euro x 100% = 100 euro a settimana, per 3 settimane = 300 euro totali. Sara ottiene quindi il rimborso integrale del tetto massimo previsto dal bonus.

Esempio 3: Famiglia ISEE 35.000 euro con 1 figlio

Andrea e Chiara hanno un figlio di 8 anni e un ISEE di 35.000 euro. Rientrano nella fascia 32.001-56.000 euro (rimborso 80%). Iscrivono il figlio per 2 settimane. Il calcolo è: 100 euro x 80% = 80 euro a settimana, per 2 settimane = 160 euro totali. Pur con un ISEE relativamente elevato, riescono comunque a ottenere un contributo significativo.

Questi esempi mostrano quanto sia importante avere un ISEE aggiornato e corretto per massimizzare il bonus centri estivi 2026. Un errore in DSU può comportare la collocazione in una fascia più alta e quindi un rimborso inferiore. Il CAF verifica accuratamente ogni dato prima di rilasciare l’attestazione ISEE.

Come il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti

Il CAF Centro Fiscale di Udine è il partner di fiducia per gestire l’intera procedura legata al bonus centri estivi 2026. Il nostro team di esperti ti segue passo dopo passo, evitando errori che potrebbero compromettere l’esito della domanda. I servizi che offriamo includono:

  • Calcolo e rilascio dell’ISEE 2026 aggiornato in tempi rapidi
  • Verifica dei requisiti per accedere al bonus centri estivi del tuo Comune
  • Compilazione della domanda e raccolta della documentazione necessaria
  • Presentazione telematica della pratica sui portali comunali e INPS
  • Monitoraggio dell’esito e gestione di eventuali integrazioni o ricorsi
  • Consulenza personalizzata per cumulare il bonus con altre agevolazioni (Assegno Unico, bonus asilo nido, detrazioni 730)

Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online, in tutta Italia. Non importa dove risiedi: i nostri operatori possono assisterti da remoto via videocall, scambio documenti sicuro e firma digitale. Per le famiglie del Friuli Venezia Giulia conosciamo nel dettaglio i bandi dei Comuni capoluogo (Udine, Pordenone, Trieste, Gorizia) e dei principali Comuni della regione, garantendo un’assistenza specializzata sulla normativa locale.

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Domande frequenti sul bonus centri estivi 2026

Chi può richiedere il bonus centri estivi 2026?

Il bonus centri estivi 2026 può essere richiesto dalle famiglie con figli minorenni (in genere fascia 3-14 anni) residenti in un Comune che ha aderito al Fondo nazionale, in possesso di ISEE in corso di validità entro la soglia massima stabilita dal bando comunale.

Qual è la soglia ISEE massima per accedere?

La soglia ISEE varia da Comune a Comune. In linea generale, i bandi più diffusi prevedono limiti tra 26.000 e 35.000 euro. Il bonus INPS, se riproposto nel 2026, dovrebbe consentire l’accesso anche a fasce ISEE più alte, con percentuali di rimborso decrescenti.

Quanto vale il contributo massimo?

Sulla base del modello INPS 2025, il contributo massimo è di 100 euro a settimana per un massimo di 4 settimane, ossia 400 euro per figlio. I bandi comunali possono prevedere importi differenti, anche superiori per le fasce ISEE più basse.

Quando si possono presentare le domande?

Le finestre di presentazione delle domande variano per ogni Comune. In genere i bandi locali aprono tra giugno e luglio 2026, dopo che il Comune ha ricevuto il trasferimento delle risorse dal Dipartimento per le politiche della famiglia.

Il bonus centri estivi 2026 è compatibile con l’Assegno Unico?

Si, il bonus centri estivi 2026 è pienamente cumulabile con l’Assegno Unico Universale. Si tratta di due misure indipendenti, con finalità diverse: l’AUU è un sostegno strutturale al reddito familiare, il bonus centri estivi copre una spesa specifica e temporanea.

Posso richiedere il bonus per più figli?

Si, il bonus centri estivi 2026 può essere richiesto per ogni figlio iscritto al centro estivo. Ogni minore beneficia di un proprio plafond di rimborso, quindi una famiglia con 2 o 3 figli può ottenere un contributo complessivo molto significativo.

Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine

Il bonus centri estivi 2026 rappresenta un’opportunità importante per le famiglie italiane, ma richiede attenzione nella gestione delle pratiche e nel rispetto delle scadenze. Tra ISEE da aggiornare, bandi comunali da consultare e documentazione da preparare, il rischio di commettere errori è concreto. Affidarsi a un professionista significa massimizzare le possibilità di ottenere il contributo e nei tempi più rapidi.

Hai bisogno di assistenza per il bonus centri estivi 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento e ricevere assistenza personalizzata sul calcolo ISEE e sulla presentazione della domanda.


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    Giulia Guida
    25/08/2026
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
     

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    Maggio 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-27 16:08:382026-05-27 15:55:12Bonus centri estivi 2026: al via il Fondo nazionale da 60 milioni, come chiedere il contributo
    CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO

    Bonus Giorgetti 2026: 9,19% in Busta per Restare al Lavoro Oltre i 67 Anni

    Bonus mamma

    Il Bonus Giorgetti 2026 è la misura introdotta per incentivare i lavoratori che hanno maturato i requisiti per la pensione a restare al lavoro: in pratica, chi rinuncia ad andare in pensione vede aumentare la propria busta paga del 9,19% (la parte di contributi a carico del lavoratore), perché quei contributi previdenziali non vengono più versati e finiscono direttamente nello stipendio. Si applica a chi ha già maturato i requisiti per la pensione anticipata o per la pensione di vecchiaia ordinaria. Vediamo come funziona, a chi conviene e come richiederlo.

    Hai bisogno di assistenza per la tua pensione?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con cedolini, calcoli, ricorsi e domande INPS. Chiama 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.

    Bonus Giorgetti in 30 secondi

    Il Bonus Giorgetti (dal nome del Ministro dell’Economia che lo ha proposto) prevede che il lavoratore con requisiti per andare in pensione possa scegliere di posticipare l’uscita e ricevere subito in busta paga la quota di contributi previdenziali che altrimenti il datore di lavoro verserebbe a INPS. Il vantaggio è doppio:

    • Aumento immediato dello stipendio netto pari a circa il 9,19% (aliquota contributiva IVS a carico del lavoratore).
    • Possibilità di posticipare il pensionamento mantenendo l’ultimo stipendio per ricalcolare in seguito una pensione potenzialmente più alta.

    Per il 2026 la misura è confermata e potenziata rispetto alle versioni precedenti dalla Legge di Bilancio.

    Chi può chiederlo: requisiti 2026

    Per accedere al Bonus Giorgetti nel 2026 occorre rientrare in una di queste categorie:

    • Lavoratore con requisiti di pensione anticipata ordinaria: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne.
    • Lavoratore con requisiti di pensione di vecchiaia: 67 anni di età e 20 anni di contributi (almeno).
    • Lavoratore dipendente del settore privato o pubblico con rapporto di lavoro attivo.
    • Non aver presentato domanda di pensione: chi ha già attivato la prestazione non può richiedere il bonus.

    I lavoratori autonomi e i forfettari restano fuori dalla misura, che si applica solo al lavoro dipendente.

    Come funziona la decontribuzione 9,19%

    L’aliquota contributiva IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti) a carico del lavoratore dipendente è del 9,19% sulla retribuzione lorda. Con il Bonus Giorgetti:

    • Questa quota non viene più versata a INPS dal lavoratore.
    • L’importo corrispondente viene aggiunto allo stipendio netto.
    • Il datore di lavoro continua a versare la sua quota di contributi (23,81%).
    • La rinuncia ai contributi del lavoratore comporta che quei mesi non aumentano l’anzianità contributiva per il calcolo della pensione futura.

    Quanto si guadagna: 3 esempi (RAL 30/45/60k)

    RAL lordaContributi 9,19% annuiAumento mensile netto stimato
    30.000 €~ 2.757 €~ 200 € lordi/mese
    45.000 €~ 4.135 €~ 300 € lordi/mese
    60.000 €~ 5.514 €~ 400 € lordi/mese

    Gli importi netti dipendono dall’aliquota IRPEF marginale del lavoratore: il 9,19% in più di lordo è tassato normalmente, quindi il netto effettivo è leggermente inferiore. Per un calcolo personalizzato, il CAF può simulare lo scenario sulla base della tua busta paga.

    Come richiederlo all’INPS: domanda online

    La richiesta si presenta online attraverso il portale MyINPS:

    1. Accedi a inps.it con SPID, CIE o CNS.
    2. Cerca il servizio “Incentivo al posticipo del pensionamento” o “Bonus Giorgetti”.
    3. Compila la domanda indicando i tuoi dati anagrafici e contributivi.
    4. Il datore di lavoro riceve la comunicazione e applica la decontribuzione dalla mensilità successiva.

    In alternativa, puoi presentare la domanda attraverso un patronato o tramite il CAF Centro Fiscale di Udine, che ti assiste anche nella valutazione di convenienza con la simulazione della pensione futura.

    Bonus Giorgetti vs Quota 103: confronto

    Le due misure rispondono a logiche opposte: Quota 103 consente l’uscita anticipata, Bonus Giorgetti incentiva a restare. Ecco il confronto:

    • Quota 103: pensione anticipata con 62 anni di età e 41 anni di contributi, ma con tetto al primo importo (max 4 volte il minimo INPS) e calcolo contributivo.
    • Bonus Giorgetti: prosecuzione del lavoro oltre i requisiti di pensione con +9,19% in busta paga e nessun tetto.
    • Stato Quota 103 nel 2026: la misura è stata bloccata per il 2026 (vedi aggiornamento Legge di Bilancio 2026).

    Effetti sulla pensione futura

    Aderire al Bonus Giorgetti ha alcuni effetti sulla pensione futura:

    • Non si accumulano contributi per i mesi in cui si beneficia del bonus: l’anzianità contributiva resta ferma.
    • Si continua a lavorare con stipendio più alto: questo può comunque rivalutare la base di calcolo della pensione (ultime retribuzioni).
    • Una volta cessato il rapporto, si va in pensione con i requisiti maturati al momento dell’adesione, ma con un coefficiente potenzialmente più favorevole grazie all’età maggiore.

    FAQ

    Quanto dura il Bonus Giorgetti?

    Il bonus si applica fino a quando il lavoratore decide di andare in pensione o cessa il rapporto. Non c’è una scadenza massima fissata dalla legge, ma in pratica il lavoratore continua a maturare il diritto fino al pensionamento.

    Come si calcola il 9,19%?

    Il 9,19% è l’aliquota contributiva IVS standard a carico del lavoratore dipendente, calcolata sulla retribuzione lorda. Su uno stipendio mensile lordo di 2.500 €, l’aumento è di circa 230 € lordi, che diventano poi 130-160 € netti a seconda dell’IRPEF marginale.

    Bonus Giorgetti è compatibile con Quota 103?

    No: sono misure alternative. Inoltre, Quota 103 è stata bloccata nel 2026, quindi resta solo il Bonus Giorgetti per chi vuole rimandare il pensionamento.

    La pensione futura cala?

    I mesi in Bonus Giorgetti non aumentano l’anzianità contributiva, ma l’età più alta porta a un coefficiente di trasformazione più favorevole, che può compensare. In molti casi la pensione finale resta simile o addirittura più alta.

    Posso fermarmi e riprendere?

    Sì. In qualsiasi momento puoi rinunciare al bonus e presentare domanda di pensione. Una volta uscito, però, non puoi rientrare nel beneficio. Il CAF può aiutarti a valutare il momento migliore.

    Vuoi un controllo personalizzato della tua pensione?

    Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti analizzano cedolino, contributi e diritti per garantirti la pensione corretta.

    Tel: 0432 1638640  |  WhatsApp: 366 6018121

    Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

    Maggio 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/bonus-mamma.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-26 07:00:002026-05-30 00:52:12Bonus Giorgetti 2026: 9,19% in Busta per Restare al Lavoro Oltre i 67 Anni
    ASSEGNO UNICO, NASPI / DISOCCUPAZIONE, NOTIZIE, PATRONATO, RDC - REDDITO DI CITTADINANZA

    Pagamenti INPS dal 25 al 31 Maggio 2026: il Calendario Completo e la Data per l’Assegno di Inclusione

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    I pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 rappresentano l’ultima finestra del mese in cui milioni di cittadini italiani ricevono prestazioni di sostegno al reddito, indennità di disoccupazione, contributi familiari e misure di contrasto alla povertà. La settimana che va da lunedì 25 maggio a domenica 31 maggio 2026 è cruciale soprattutto per i beneficiari dell’Assegno di Inclusione (ADI), la cui data di accredito è ormai a un passo. Conoscere in anticipo quando arrivano i pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 consente di pianificare le spese di fine mese, programmare scadenze e gestire il bilancio familiare con maggiore serenità.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ha preparato questa guida completa con tutte le date verificate dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026, basata sulle comunicazioni ufficiali dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. Troverai il calendario INPS maggio 2026 dettagliato per ogni prestazione (Assegno di Inclusione, NASPI, DIS-COLL, Assegno Unico, pensioni, Supporto per la Formazione e il Lavoro, bonus famiglia), gli importi aggiornati, le modalità di accredito e i riferimenti normativi che disciplinano ciascuna misura. Una settimana decisiva per chi attende il bonifico più atteso di maggio: quello dell’Assegno di Inclusione.

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    Indice dei contenuti

    1. Calendario pagamenti INPS 25-31 maggio 2026: tabella riassuntiva
    2. La data per l’Assegno di Inclusione: 27 maggio 2026
    3. Importi ADI 2026 per composizione del nucleo familiare
    4. Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) a fine maggio
    5. NASPI e DIS-COLL: pagamenti residui di maggio 2026
    6. Assegno Unico Universale: arretrati e conguagli di fine mese
    7. Pensioni di maggio 2026: dettagli sul cedolino e quattordicesima
    8. Bonus nascita, maternità e congedo parentale
    9. Cosa fare se il pagamento INPS non arriva nei tempi
    10. Come verificare l’accredito su MyINPS e App IO
    11. Domande frequenti sui pagamenti INPS di maggio 2026

    Calendario pagamenti INPS 25-31 maggio 2026: tabella riassuntiva

    La settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 concentra in pochi giorni alcune delle erogazioni più rilevanti dal punto di vista sociale. L’INPS, in qualità di principale ente previdenziale italiano, gestisce contemporaneamente prestazioni assistenziali (Assegno di Inclusione, Supporto Formazione e Lavoro, Assegno Unico) e indennità a sostegno del reddito (NASPI, DIS-COLL, indennità di malattia e maternità). Ogni prestazione segue un proprio calendario di accredito, definito da circolari interne dell’Istituto e dalla cadenza tecnica delle procedure di pagamento gestite con Poste Italiane e con il sistema bancario nazionale.

    Di seguito trovi la tabella riassuntiva del calendario INPS maggio 2026, limitata alle erogazioni previste dal 25 al 31 maggio. Le date sono ricavate dalle prassi consolidate dell’Istituto e dai messaggi pubblicati nell’area “INPS Comunica” del portale ufficiale www.inps.it. Eventuali variazioni vengono comunicate dall’INPS in tempo reale tramite il servizio MyINPS e l’App IO.

    PrestazioneData accredito 25-31 maggio 2026Modalità di pagamento
    Assegno di Inclusione (ADI) – rinnovo mensileMercoledì 27 maggio 2026Carta di Inclusione (Poste Italiane)
    Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL)27 maggio 2026 (in concomitanza ADI)Bonifico su IBAN beneficiario
    NASPI / DIS-COLL (saldo maggio 2026)Tra il 25 e il 27 maggio 2026Bonifico bancario / postale
    Assegno Unico Universale – arretrati e conguagliTra il 27 e il 29 maggio 2026Bonifico su IBAN del richiedente
    Indennità di malattia, maternità, congedo parentalePagamenti a sportello fino al 31 maggio 2026Bonifico ordinario
    Bonus nuove nascite 2026 (decreto-legge 19/2024)Tra il 28 e il 31 maggio 2026Bonifico al genitore richiedente
    Pensioni di giugno 2026 (anticipo cedolino disponibile)Cedolino visualizzabile dal 25 maggio 2026Solo consultazione online

    Come vedi, la data più attesa della settimana è quella dell’Assegno di Inclusione: mercoledì 27 maggio 2026. Su questo appuntamento si concentrano oltre 700.000 nuclei familiari beneficiari della misura, secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Osservatorio statistico INPS sull’ADI. Nelle sezioni seguenti analizziamo nel dettaglio ogni singola prestazione con importi, requisiti e modalità di verifica.

    La data per l’Assegno di Inclusione: 27 maggio 2026

    La data più importante della settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 è senza dubbio quella riservata all’Assegno di Inclusione (ADI). L’INPS conferma anche per il mese di maggio l’accredito al 27 del mese, in linea con il calendario consolidato delle erogazioni mensili. Questo significa che mercoledì 27 maggio 2026 migliaia di nuclei familiari riceveranno il pagamento sulla Carta di Inclusione, lo strumento di pagamento prepagato emesso da Poste Italiane su richiesta dell’INPS.

    L’Assegno di Inclusione è la misura di sostegno al reddito introdotta dal Decreto-Legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito con modificazioni dalla Legge 3 luglio 2023, n. 85, che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza a partire dal 1° gennaio 2024. L’ADI è destinato ai nuclei familiari con presenza di minori, anziani over 60, persone con disabilità o componenti in condizioni di svantaggio socio-economico, in possesso di un ISEE ordinario non superiore a 10.140 euro annui (soglia 2026 aggiornata dall’INPS).

    Chi riceve l’ADI il 27 maggio 2026

    È fondamentale distinguere tra due categorie di beneficiari dell’Assegno di Inclusione, perché la data del 27 maggio 2026 riguarda solo una di queste due platee:

    • Beneficiari consolidati (rinnovi mensili): riceveranno il pagamento automaticamente mercoledì 27 maggio 2026 sulla Carta di Inclusione, senza necessità di ulteriori adempimenti, salvo non siano intervenute cause di sospensione, decadenza o variazioni nel nucleo familiare.
    • Nuovi beneficiari (prima erogazione): il pagamento può arrivare anche oltre il 27 maggio. Per chi ha presentato domanda nelle settimane precedenti, l’INPS effettua le verifiche e attiva la nuova Carta di Inclusione. L’accredito può richiedere fino a 30-60 giorni dalla data di firma del Patto di Attivazione Digitale (PAD).

    L’INPS, con il messaggio del 30 aprile 2025 n. 1469 e i successivi aggiornamenti procedurali, ha confermato che la data fissa del 27 di ogni mese rappresenta lo standard delle erogazioni ADI. In caso di festività o di problemi tecnici del sistema, l’accredito viene posticipato al primo giorno lavorativo utile. Maggio 2026 non presenta giorni festivi nella settimana in questione (il 27 cade di mercoledì), quindi l’erogazione dovrebbe avvenire regolarmente.

    Importi ADI 2026 per composizione del nucleo familiare

    Gli importi dell’Assegno di Inclusione 2026 sono determinati dalla composizione del nucleo familiare attraverso la scala di equivalenza ADI, prevista dall’articolo 2 del Decreto-Legge 48/2023. Il valore base è di 6.000 euro annui (500 euro mensili) per un nucleo composto da una sola persona maggiorenne con i requisiti, ma sale fino a un massimo di 10.140 euro annui se nel nucleo sono presenti minori, anziani o persone con disabilità. A questa quota base, denominata Quota A (sostegno al reddito), si può aggiungere una Quota B (componente affitto), riservata ai nuclei che pagano un canone di locazione regolarmente registrato.

    Vediamo la scala di equivalenza dell’ADI aggiornata per il 2026:

    Componente del nucleoCoefficiente scala di equivalenza
    Primo componente maggiorenne1,00
    Ulteriore componente maggiorenne (over 18)+ 0,40
    Componente maggiorenne con disabilità grave o non autosufficienza+ 0,50
    Componente maggiorenne con carichi di cura (figli sotto 3 anni o 3 figli minori)+ 0,40
    Minore tra 0 e 17 anni (primi due)+ 0,15 ciascuno
    Dal terzo minore in poi+ 0,20 ciascuno

    Per fare un esempio pratico: una famiglia con due genitori e due figli minori, con ISEE inferiore a 10.140 euro, otterrebbe un coefficiente totale di 1,70 (1,00 + 0,40 + 0,15 + 0,15). Moltiplicando questo coefficiente per la quota base annua di 6.000 euro si ottiene un importo annuo lordo di 10.200 euro, pari a circa 850 euro mensili. A questi può aggiungersi la Quota B affitto fino a 3.640 euro annui (circa 280 euro mensili) se il nucleo è in locazione con contratto registrato. È il CAF Centro Fiscale di Udine che si occupa di calcolare la spettanza esatta sulla base della tua specifica situazione familiare e patrimoniale.

    Quota A e Quota B: come si compongono

    La Quota A (sostegno al reddito) viene accreditata automaticamente sulla Carta di Inclusione entro il 27 del mese: per maggio 2026 si tratterà appunto del 27 maggio 2026. La Quota B (componente affitto) viene erogata, di norma in via contestuale, tramite bonifico bancario sul conto del beneficiario. Per ottenerla è necessario aver indicato nella domanda ADI gli estremi di un contratto di locazione regolarmente registrato all’Agenzia delle Entrate e i dati dell’IBAN su cui ricevere il bonifico mensile.

    Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) a fine maggio

    Insieme all’Assegno di Inclusione, anche il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) rientra tra le prestazioni in pagamento nella settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026. Si tratta della seconda misura nata dalla riforma del 2023 (sempre Decreto-Legge 48/2023) e destinata alle persone tra i 18 e i 59 anni appartenenti a nuclei familiari che non hanno i requisiti per l’ADI ma sono in condizioni di vulnerabilità economica e in carico ai servizi sociali o al Centro per l’Impiego.

    L’SFL consiste in un’indennità mensile pari a 500 euro, erogata per un massimo di 12 mesi, eventualmente rinnovabili. La data di pagamento mensile coincide normalmente con quella dell’ADI: per maggio 2026 si tratta quindi del 27 maggio 2026. L’erogazione avviene tramite bonifico bancario o postale sull’IBAN che il beneficiario ha indicato in fase di domanda. Per accedere all’SFL è obbligatoria l’iscrizione al sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (SIISL) e la sottoscrizione di un percorso di attivazione presso il Centro per l’Impiego.

    Differenze tra ADI e SFL

    • ADI: destinato a nuclei con minori, anziani over 60 o persone con disabilità; ISEE ≤ 10.140 euro; carta di pagamento dedicata; importo variabile fino a 10.140 euro annui + componente affitto.
    • SFL: destinato a persone 18-59 anni in nuclei senza i requisiti ADI; ISEE ≤ 6.000 euro; indennità fissa di 500 euro mensili; obbligo di attivazione lavoro/formazione.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i nuclei nella verifica dei requisiti per entrambe le misure, sia in ufficio che online, e si occupa della presentazione della domanda all’INPS per evitare errori che potrebbero comportare il rigetto della richiesta.

    NASPI e DIS-COLL: pagamenti residui di maggio 2026

    La settimana dal 25 al 31 maggio 2026 chiude i pagamenti mensili della NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) e della DIS-COLL (disoccupazione per collaboratori coordinati e continuativi), le due principali indennità di disoccupazione gestite dall’INPS. La NASPI viene erogata generalmente tra il 10 e il 15 del mese per i beneficiari consolidati, ma per nuove domande accolte nel corso di maggio 2026 e per le regolarizzazioni d’ufficio, l’accredito può slittare proprio negli ultimi giorni del mese, tra il 25 e il 27 maggio.

    La NASPI è disciplinata dal Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22, che ne stabilisce requisiti, modalità di calcolo e durata. L’importo della NASPI viene calcolato sulla retribuzione media imponibile degli ultimi 4 anni, applicando il 75% della retribuzione fino a una soglia di riferimento (1.480,30 euro mensili per il 2026, in base alla rivalutazione ISTAT pubblicata da INPS), con un massimale 2026 pari a circa 1.575,42 euro mensili lordi. Dal sesto mese di percezione in poi, l’importo è ridotto del 3% al mese.

    Requisiti per ricevere la NASPI

    • Stato di disoccupazione involontaria: licenziamento, scadenza contratto a termine, dimissioni per giusta causa
    • Almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la disoccupazione
    • Almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la cessazione
    • Presentazione della domanda entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto
    • Sottoscrizione della DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) e adesione al Patto di Servizio Personalizzato

    La DIS-COLL, invece, è l’indennità di disoccupazione riservata ai collaboratori coordinati e continuativi, agli assegnisti di ricerca e ai dottorandi con borsa di studio iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata INPS. Anche per la DIS-COLL il pagamento mensile segue il calendario della NASPI: per le nuove domande lavorate in maggio 2026, l’accredito può cadere proprio nei giorni dal 25 al 31 maggio 2026. La domanda di DIS-COLL deve essere presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto.

    Per chi è prossimo a perdere il lavoro o ha appena ricevuto una comunicazione di licenziamento, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza dedicata sulla NASPI 2026: dalla raccolta dei documenti alla compilazione della DID, fino alla presentazione della domanda all’INPS entro i tempi previsti dalla normativa, sia in ufficio che online.

    Assegno Unico Universale: arretrati e conguagli di fine mese

    L’Assegno Unico Universale (AUU) è la prestazione INPS più diffusa in Italia, percepita da oltre 6,1 milioni di famiglie. Per maggio 2026 i pagamenti mensili dell’Assegno Unico sono stati erogati nella prima metà del mese, tra il 20 e il 22 maggio 2026 per i beneficiari consolidati (chi aveva già percepito l’AUU il mese precedente senza variazioni). Tuttavia, gli arretrati, i conguagli e i pagamenti per nuove domande presentate nel corso di maggio vengono erogati nella seconda metà del mese, di norma tra il 27 e il 29 del mese. È quindi prevedibile una nuova ondata di accrediti AUU proprio nella settimana dal 25 al 31 maggio 2026.

    L’Assegno Unico Universale è stato istituito dal Decreto Legislativo 21 dicembre 2021, n. 230, attuativo della legge delega 46/2021, ed è operativo dal 1° marzo 2022. Spetta a tutte le famiglie con figli a carico fino a 21 anni di età (con limiti se maggiorenni) e con ISEE entro i parametri previsti. L’importo è determinato dall’ISEE del nucleo familiare, dal numero di figli e dalle eventuali maggiorazioni (figli con disabilità, nuclei monogenitoriali, madri sotto i 21 anni, terzo figlio in poi).

    Importi Assegno Unico 2026 per fasce ISEE

    Fascia ISEEImporto mensile per figlio minore (2026)
    ISEE ≤ 17.090,61 euro199,40 euro per figlio minore
    ISEE da 17.090,61 a 45.574,96 euroImporto decrescente tra 199,40 e 57 euro
    ISEE oltre 45.574,96 euro (o ISEE non presentato)Importo minimo 57 euro per figlio minore

    Gli importi sopra indicati sono frutto della rivalutazione ISTAT annuale, comunicata da INPS con apposita circolare a inizio anno. A questi si aggiungono le maggiorazioni previste dalla normativa: +85 euro per figlio con disabilità grave, +50% per terzo figlio in poi, +30% per madri under 21, +150 euro forfettari per nuclei con quattro o più figli. Per non perdere queste maggiorazioni, è essenziale presentare un ISEE 2026 aggiornato entro le scadenze previste dall’INPS.

    Se non hai ancora presentato l’ISEE 2026 o se hai avuto variazioni nel nucleo familiare (matrimonio, nascita di un figlio, separazione), rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: ti aiutiamo a presentare la DSU corretta e a richiedere all’INPS la rideterminazione dell’Assegno Unico Universale con gli importi aggiornati.

    Pensioni di maggio 2026: dettagli sul cedolino e quattordicesima

    Le pensioni di maggio 2026 sono state regolarmente pagate il 2 maggio 2026, primo giorno bancabile del mese. Nei giorni della settimana 25-31 maggio 2026, quindi, non sono previsti nuovi accrediti pensionistici ordinari, ma si tratta della finestra in cui i pensionati possono consultare anticipatamente il cedolino di giugno 2026 sull’area MyINPS o sull’App IO. Il cedolino di giugno diventa generalmente visibile online a partire dal 25 del mese precedente, ovvero proprio dal 25 maggio 2026.

    Sul cedolino di giugno 2026 i pensionati potranno verificare:

    • L’importo lordo della pensione di giugno
    • L’eventuale presenza della quattordicesima mensilità, prevista per i pensionati con redditi modesti
    • Le ritenute IRPEF e le addizionali regionali/comunali
    • Eventuali conguagli da modello 730/2026 (rimborsi o trattenute fiscali)
    • L’importo netto effettivamente accreditato

    La quattordicesima mensilità è una somma aggiuntiva erogata in via automatica ai pensionati con età superiore a 64 anni e redditi entro determinate soglie. L’importo varia indicativamente tra 336 e 655 euro, in base all’anzianità contributiva. Si tratta di una mensilità prevista per pensionati con trattamenti pensionistici sotto una determinata soglia di reddito (circa 11.000-15.000 euro lordi annui, parametro soggetto a rivalutazione annuale).

    Come leggere il cedolino pensionistico

    Leggere un cedolino pensionistico può essere complesso, specialmente in presenza di voci come “ritenute IRPEF da conguaglio”, “addizionale comunale a saldo” o “trattenute per pignoramento e cessione del quinto”. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio gratuito di lettura e analisi del cedolino, in ufficio o online: ti aiutiamo a capire ogni singola voce e a richiedere all’INPS eventuali rettifiche se rilevi errori sulla pensione percepita.

    Bonus nascita, maternità e congedo parentale

    Tra i pagamenti INPS della settimana 25-31 maggio 2026 rientrano anche alcuni bonus per la natalità e le indennità collegate alla genitorialità. Il nuovo Bonus nuove nascite 2026, istituito dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e dal successivo Decreto Legislativo attuativo, prevede un assegno una tantum di 1.000 euro erogato in unica soluzione per ogni figlio nato, adottato o in affidamento preadottivo dal 1° gennaio 2025, con ISEE del nucleo familiare non superiore a 40.000 euro annui. I pagamenti, per le domande accolte nel mese di maggio 2026, vengono effettuati indicativamente tra il 28 e il 31 maggio 2026.

    L’indennità di maternità, invece, è prevista per le lavoratrici dipendenti, autonome, parasubordinate e per le iscritte alla Gestione Separata. Spetta per i 5 mesi obbligatori a cavallo del parto (in genere 2 prima e 3 dopo, oppure flessibile fino a 1 prima e 4 dopo). L’importo è pari all’80% della retribuzione media giornaliera per le lavoratrici dipendenti. I pagamenti vengono effettuati con cadenza variabile, e per molte beneficiarie l’accredito può cadere proprio negli ultimi giorni di maggio 2026.

    Il congedo parentale indennizzato, infine, è disciplinato dal D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 (Testo Unico Maternità e Paternità), integrato dalle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) che ha portato il primo mese di congedo all’80% della retribuzione (per chi termina la maternità dal 31 dicembre 2023) e dalla Legge di Bilancio 2025 che ha esteso l’80% al secondo e al terzo mese. Il pagamento avviene tramite l’INPS direttamente al genitore richiedente, tipicamente entro la fine del mese di competenza.

    Cosa fare se il pagamento INPS non arriva nei tempi

    Una delle preoccupazioni più ricorrenti tra i beneficiari delle prestazioni INPS è il pagamento che non arriva nella data prevista. Per i pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026, in particolare per l’Assegno di Inclusione del 27 maggio, possono verificarsi ritardi dovuti a diverse cause: festività intermedie, problemi tecnici del sistema di accredito, errori nei dati anagrafici, sospensioni d’ufficio per controlli su DID/PSP, decadenze automatiche per superamento dei tetti reddituali o patrimoniali.

    Prima di allarmarsi, è opportuno attendere almeno 3-5 giorni lavorativi dopo la data prevista, perché i tempi tecnici di accredito su carta o IBAN possono richiedere fino a 72 ore. Trascorso questo periodo, se il pagamento non risulta accreditato, ecco cosa fare:

    • Verifica lo stato della pratica sull’area MyINPS o tramite App IO (sezione “I tuoi pagamenti”)
    • Controlla la sezione comunicazioni del Fascicolo Previdenziale per eventuali sospensioni o decadenze notificate
    • Rivolgiti al CAF o al patronato per assistenza nella verifica dell’istruttoria e per presentare un sollecito formale all’INPS
    • Verifica la Carta di Inclusione presso un ufficio postale o uno sportello automatico Postamat per controllare l’effettivo saldo aggiornato

    Il CAF Centro Fiscale di Udine e il suo patronato collegato gestiscono direttamente le pratiche di sollecito, le verifiche presso le sedi INPS e l’avvio di eventuali ricorsi amministrativi per il riconoscimento delle prestazioni negate. L’assistenza è disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.

    Come verificare l’accredito su MyINPS e App IO

    Per controllare se un pagamento INPS è stato effettuato regolarmente nella settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026, l’INPS mette a disposizione due strumenti digitali ufficiali: il portale MyINPS (area riservata sul sito istituzionale) e l’App IO, l’applicazione mobile dei servizi pubblici sviluppata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

    MyINPS: il portale di verifica delle prestazioni

    Nell’area MyINPS è possibile accedere alla sezione “Fascicolo previdenziale del cittadino“, da cui consultare lo stato di tutte le pratiche aperte (ADI, SFL, NASPI, Assegno Unico, pensione, indennità di maternità), gli importi liquidati per ciascuna mensilità, le date precise di accredito, le eventuali comunicazioni INPS in caso di sospensioni o richieste di integrazione documentale. L’accesso richiede credenziali SPID, CIE o CNS.

    App IO: notifiche in tempo reale

    L’App IO invia notifiche push direttamente sullo smartphone quando l’INPS dispone un pagamento, quando emette una comunicazione su una pratica o quando vi sono variazioni nello stato di un’erogazione. Per ricevere queste notifiche è sufficiente avere installato l’App IO sul proprio smartphone, aver eseguito l’accesso con SPID o CIE e aver abilitato il servizio “Comunicazioni INPS” nelle preferenze.

    Se preferisci non gestire da solo questi strumenti digitali o non hai dimestichezza con SPID e App IO, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa: i nostri operatori si occupano di verificare le tue pratiche INPS, controllare lo stato di un pagamento, scaricare il cedolino di pensione, consultare il Fascicolo Previdenziale. Il servizio è disponibile in sede a Udine o comodamente online in tutta Italia.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti sui pagamenti INPS di maggio 2026

    Qual è la data esatta dell’Assegno di Inclusione di maggio 2026?

    La data confermata per il pagamento dell’Assegno di Inclusione di maggio 2026 è mercoledì 27 maggio 2026. L’accredito riguarda i beneficiari consolidati, ovvero i nuclei familiari che hanno già percepito l’ADI nei mesi precedenti senza interruzioni, sospensioni o variazioni nel nucleo. L’erogazione avviene sulla Carta di Inclusione emessa da Poste Italiane.

    Quanto vale l’Assegno di Inclusione per una famiglia con due figli minori nel 2026?

    Una famiglia con due genitori e due figli minori, con ISEE inferiore a 10.140 euro, ha un coefficiente scala di equivalenza ADI pari a 1,70. Moltiplicato per la quota base di 6.000 euro annui, si ottengono 10.200 euro annui di Quota A, pari a circa 850 euro mensili. A questi si aggiunge la Quota B affitto (fino a 3.640 euro annui) se il nucleo paga un canone di locazione regolarmente registrato.

    L’Assegno Unico di maggio 2026 è già stato pagato?

    Sì, l’Assegno Unico Universale di maggio 2026 è stato pagato nella prima metà del mese (tra il 20 e il 22 maggio 2026) per i beneficiari consolidati. Nella settimana dal 25 al 31 maggio 2026 vengono erogati gli arretrati e i conguagli per nuove domande, variazioni ISEE o nuclei familiari modificati, generalmente tra il 27 e il 29 del mese.

    Quando arriva la NASPI di maggio 2026?

    La NASPI per i beneficiari consolidati è stata accreditata tra il 10 e il 15 maggio 2026. Per le nuove domande accolte nel corso di maggio e per i pagamenti d’ufficio regolarizzati a fine mese, l’accredito può avvenire tra il 25 e il 27 maggio 2026. È sempre possibile verificare lo stato del pagamento dal Fascicolo Previdenziale su MyINPS.

    Cosa succede se il 27 maggio 2026 non ricevo l’ADI?

    Se al 27 maggio 2026 non ricevi l’Assegno di Inclusione, attendi 3-5 giorni lavorativi prima di allarmarti: i tempi tecnici di accredito su Carta di Inclusione possono richiedere fino a 72 ore. Trascorso questo periodo, verifica lo stato della pratica su MyINPS o App IO. Se risultano sospensioni, decadenze o richieste di integrazione, rivolgiti al CAF Centro Fiscale per assistenza immediata.

    Posso percepire ADI e Assegno Unico contemporaneamente?

    Sì, i nuclei familiari che percepiscono l’Assegno di Inclusione possono ricevere contemporaneamente anche l’Assegno Unico Universale, purché in possesso dei rispettivi requisiti. Tuttavia, occorre considerare che l’Assegno Unico rientra nel calcolo dell’ISEE e quindi può influire sulle soglie di accesso all’ADI. È sempre opportuno far valutare la propria situazione complessiva da un CAF specializzato.

    Conclusione: come gestire al meglio i pagamenti INPS di fine maggio

    I pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 rappresentano una settimana ricca di erogazioni: dall’Assegno di Inclusione del 27 maggio 2026, prestazione attesa da centinaia di migliaia di nuclei familiari, fino al Supporto per la Formazione e il Lavoro, alle nuove pratiche NASPI/DIS-COLL, ai conguagli dell’Assegno Unico e ai bonus nuove nascite. Conoscere il calendario INPS, i requisiti e le modalità di verifica è essenziale per non perdere prestazioni che spettano di diritto e per intervenire tempestivamente in caso di ritardi o errori.

    Hai bisogno di assistenza per i tuoi pagamenti INPS di maggio 2026, per la verifica di una pratica ADI, per la presentazione di una domanda di NASPI o per la rideterminazione dell’Assegno Unico? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. I nostri operatori si occupano di tutto: dalla verifica dei requisiti al controllo dell’ISEE, dalla presentazione della domanda all’INPS al sollecito in caso di pagamenti non arrivati. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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    Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 11:25:432026-05-31 16:26:47Pagamenti INPS dal 25 al 31 Maggio 2026: il Calendario Completo e la Data per l’Assegno di Inclusione
    ESTRATTO CONTRIBUTIVO, PATRONATO

    Debiti con l’INPS fino a 60 rate: come ottenere il pagamento agevolato e recuperare i contributi

    contributi INPS artigiani e commercianti, regime forfettario

    Hai un debito con l’INPS e temi di non riuscire a pagarlo in un’unica soluzione? Da gennaio 2025 le regole sono cambiate in modo significativo: grazie al Decreto Legge 132/2024 (convertito nella Legge 162/2024) e alle nuove disposizioni operative dell’INPS, è ora possibile rateizzare i debiti contributivi fino a 60 rate mensili, ovvero 5 anni. Una vera boccata d’ossigeno per lavoratori autonomi, artigiani, commercianti, professionisti iscritti alla Gestione Separata e datori di lavoro che si trovano in difficoltà.

    Ma non è tutto: pagare i contributi arretrati non significa solo “mettersi in regola con l’INPS”. Significa soprattutto recuperare anni di contribuzione utili ai fini pensionistici, evitare il blocco del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva), scongiurare l’iscrizione a ruolo da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e bloccare l’accumulo di sanzioni civili che, in alcuni casi, possono superare il 50% del debito originario.

    In questa guida completa ti spieghiamo tutto quello che devi sapere sulla rateizzazione dei debiti INPS nel 2026: chi può accedere, come si calcolano gli interessi, quanti documenti servono, come si presenta la domanda e cosa succede se salti una rata. Con esempi pratici, tabelle riassuntive e i riferimenti alle ultime circolari.

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    Indice dei contenuti

    1. Cosa sono i debiti INPS e come nascono
    2. La novità: dilazione fino a 60 rate dal 2025
    3. Chi può richiedere la rateizzazione
    4. Quante rate si possono ottenere: il sistema a tre fasce
    5. Interessi, sanzioni civili e costi della rateizzazione
    6. Documenti necessari e procedura di domanda
    7. Esempi pratici di calcolo della rateizzazione
    8. Recupero contributi ai fini pensionistici
    9. Cosa succede se salti una rata: la decadenza
    10. Differenza tra dilazione INPS e cartella esattoriale
    11. Consigli pratici e ruolo del Patronato
    12. Domande frequenti (FAQ)

    Cosa sono i debiti INPS e come nascono

    Per debito con l’INPS si intende qualunque somma dovuta all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale a titolo di contributi previdenziali e assistenziali non versati entro le scadenze previste. Si tratta di una situazione molto più diffusa di quanto si pensi: secondo i dati pubblicati dall’INPS nei suoi rendiconti annuali, milioni di posizioni contributive presentano scoperti, totali o parziali.

    I debiti INPS possono nascere per molteplici ragioni:

    • Omessi versamenti: il contribuente non ha pagato i contributi alla scadenza prevista (per artigiani, commercianti e professionisti le scadenze ordinarie sono in maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno successivo);
    • Versamenti insufficienti: l’importo pagato è inferiore a quello dovuto, magari per un errore di calcolo del reddito;
    • Accertamenti d’ufficio: l’INPS, attraverso le verifiche incrociate con l’Agenzia delle Entrate, rileva contributi non dichiarati e li richiede d’ufficio;
    • Conguagli: per i datori di lavoro, situazioni di debito possono nascere dalle differenze tra contributi versati mensilmente e quelli risultanti dal flusso UniEmens;
    • Sanzioni e interessi: anche le maggiorazioni applicate per ritardato pagamento si trasformano, se non saldate, in debito esigibile.

    Le conseguenze di un debito INPS non risolto sono pesanti: dall’iscrizione a ruolo (con passaggio della pratica all’Agenzia delle Entrate-Riscossione), al blocco del DURC per imprese e professionisti, fino al mancato accredito dei contributi sulla posizione previdenziale, con effetti diretti sulla futura pensione.

    La novità: dilazione fino a 60 rate dal 2025

    Fino al 31 dicembre 2024 la rateizzazione ordinaria dei debiti contributivi INPS prevedeva un limite massimo di 24 rate mensili. Per ottenere un piano di dilazione più lungo (fino a 36 mesi) era necessario un decreto autorizzativo del Ministero del Lavoro, mentre per arrivare a 60 mesi serviva addirittura un’autorizzazione “straordinaria” rilasciata in casi eccezionali e con procedure complesse.

    Le cose sono cambiate radicalmente con l’articolo 23 del Decreto Legge 9 settembre 2024, n. 132, convertito con modificazioni dalla Legge 13 novembre 2024, n. 162. La nuova norma ha riscritto le regole della dilazione amministrativa dei debiti contributivi, con un duplice obiettivo: aiutare i contribuenti in difficoltà e al tempo stesso aumentare il recupero crediti da parte dell’Istituto, riducendo le iscrizioni a ruolo.

    L’INPS ha disciplinato l’applicazione concreta della norma con la Circolare n. 8 del 17 gennaio 2025 e con il successivo Messaggio n. 622 del 13 febbraio 2025, che ha attivato la procedura telematica aggiornata. In sintesi, i punti chiave della riforma sono:

    • Estensione fino a 60 rate mensili della dilazione amministrativa per i debiti contributivi non ancora iscritti a ruolo;
    • Articolazione in tre fasce di rate (fino a 24, da 25 a 36, da 37 a 60) con requisiti progressivamente più stringenti;
    • Gestione interamente telematica tramite il portale “Rateazione” del sito INPS, accessibile con SPID, CIE o CNS;
    • Applicazione anche ai debiti già esistenti al momento dell’entrata in vigore della norma, purché non siano stati iscritti a ruolo;
    • Mantenimento del calcolo delle sanzioni civili previsto dall’articolo 116, comma 8, della Legge 388/2000.

    La Circolare INPS n. 8/2025 ha inoltre chiarito che la nuova disciplina si applica alle domande presentate a partire dal 1° gennaio 2025 e che le rateazioni in corso, autorizzate con le vecchie regole, restano regolate dalla normativa previgente.

    Chi può richiedere la rateizzazione

    La dilazione amministrativa fino a 60 rate è uno strumento ampio, pensato per intercettare tutte le tipologie di contribuente che hanno maturato un debito previdenziale. Possono presentare domanda:

    • Lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali: artigiani e commercianti iscritti alle rispettive Gestioni INPS;
    • Coltivatori diretti, mezzadri e coloni iscritti alla Gestione agricoltura;
    • Professionisti senza cassa iscritti alla Gestione Separata (lavoratori autonomi occasionali, collaboratori coordinati e continuativi, amministratori di società, dottorandi, ricercatori);
    • Datori di lavoro privati per i debiti relativi ai contributi dei loro dipendenti (sia per lavoratori subordinati che per collaboratori);
    • Datori di lavoro domestico (famiglie che hanno assunto colf, badanti, baby sitter) per i contributi non versati alla Gestione Domestici;
    • Committenti di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa o di prestazione occasionale;
    • Liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata che esercitano attività non coperte da una cassa professionale autonoma.

    Sono esclusi dalla rateizzazione amministrativa INPS i debiti già iscritti a ruolo e affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. In questi casi, occorre rivolgersi direttamente ad ADER per chiedere la rateizzazione esattoriale, che segue regole proprie (e che attualmente prevede fino a 84 rate ordinarie, elevabili a 120 con dichiarazione di temporanea difficoltà economica documentata).

    I requisiti di accesso alla rateizzazione

    Per ottenere una rateizzazione INPS è necessario:

    • Essere identificato in modo univoco presso l’INPS (codice fiscale, matricola aziendale o numero di iscrizione);
    • Non avere precedenti rateazioni decadute per mancato pagamento di rate (la decadenza preclude nuove richieste, salvo specifiche eccezioni);
    • Presentare un piano coerente con la propria capacità economica, soprattutto per le fasce più alte di dilazione (37-60 rate);
    • Versare regolarmente i contributi correnti durante il piano di rateizzazione: la regolarità contributiva ordinaria non si interrompe e va mantenuta per non incorrere in nuove sanzioni;
    • Pagare la prima rata entro 30 giorni dalla notifica dell’accoglimento, condizione necessaria perché il piano diventi operativo.

    Quante rate si possono ottenere: il sistema a tre fasce

    La nuova rateizzazione INPS introdotta dal 2025 funziona con un meccanismo a tre fasce progressive. Ogni fascia richiede requisiti più stringenti e una documentazione più articolata. Lo schema è il seguente:

    FasciaNumero rateDurata massimaDocumentazione richiesta
    Fascia 1 – Ordinariafino a 24 rate2 anniDomanda telematica semplice, senza documentazione economica aggiuntiva
    Fascia 2 – Estesada 25 a 36 rate3 anniDomanda telematica + dichiarazione di temporanea difficoltà economica + documentazione comprovante
    Fascia 3 – Straordinariada 37 a 60 rate5 anniDomanda telematica + documentazione economico-patrimoniale completa (ISEE, bilanci, indicatori di liquidità) + relazione motivata

    L’INPS fissa un importo minimo della singola rata per evitare piani di rateizzazione antieconomici e troppo lunghi in rapporto all’entità del debito. La soglia esatta varia in base alla tipologia di gestione (Artigiani, Commercianti, Gestione Separata, Lavoro Domestico) e alle istruzioni operative pubblicate dall’INPS. In sede di domanda telematica, il sistema verifica automaticamente la congruità della rata proposta rispetto al debito complessivo.

    Cosa significa “temporanea difficoltà economica”

    Per accedere alle fasce 2 e 3 occorre dimostrare una situazione di temporanea difficoltà economica o finanziaria. La Circolare INPS n. 8/2025 ha chiarito che questa condizione va valutata caso per caso, ma fornisce alcuni indicatori di riferimento:

    • ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) non superiore a determinate soglie, parametrate alla composizione del nucleo familiare;
    • Indice di Liquidità (rapporto tra attività liquide e passività a breve) inferiore a una soglia di sostenibilità, per le imprese;
    • Indice Alfa (rapporto tra debito INPS e valore della produzione o fatturato) superiore a determinate soglie;
    • Documentazione di eventi straordinari (calamità naturali, crisi di settore, perdita di clienti rilevanti, problemi sanitari del titolare).

    In pratica, chi richiede 60 rate deve dimostrare di non poter sostenere un piano più breve senza compromettere la propria attività o sostentamento. Il CAF e il Patronato possono aiutare a costruire la documentazione e a redigere la relazione motivata richiesta dalla Fascia 3.

    Interessi, sanzioni civili e costi della rateizzazione

    La rateizzazione INPS non azzera i costi del debito, ma li struttura in modo prevedibile. Vediamo nel dettaglio le componenti economiche di un piano di dilazione.

    Sanzioni civili sul debito

    Le sanzioni civili previste dall’articolo 116, comma 8, della Legge 23 dicembre 2000, n. 388 si applicano a tutti i debiti contributivi non versati alla scadenza. La misura è la seguente:

    • Omissione contributiva (il debito è stato denunciato regolarmente ma non versato): sanzione pari al Tasso Ufficiale di Riferimento BCE + 5,5 punti percentuali, su base annua, fino al limite massimo del 40% del debito;
    • Evasione contributiva (il debito è stato occultato all’INPS): sanzione fissa del 30% del debito su base annua, fino al limite massimo del 60% del debito.

    Una volta raggiunto il limite massimo (40% o 60%), continuano a maturare gli interessi di mora al tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5,5 punti, fino all’effettivo pagamento.

    Interessi di dilazione

    Sull’importo da rateizzare l’INPS applica anche interessi di dilazione, calcolati al tasso ufficiale di riferimento BCE maggiorato di 6 punti percentuali, su base annua. Questi interessi servono a remunerare l’Istituto per la dilazione temporale del pagamento e si aggiungono alle eventuali sanzioni civili già maturate.

    Il tasso si determina al momento della concessione del piano e resta fisso per tutta la durata della rateizzazione, salvo modifiche legislative.

    Tabella riassuntiva dei costi

    Tipo costoImporto / aliquotaLimite massimoNorma
    Sanzione omissioneTUR + 5,5 punti annuo40% del debitoL. 388/2000 art. 116 c. 8 lett. a
    Sanzione evasione30% annuo60% del debitoL. 388/2000 art. 116 c. 8 lett. b
    Interessi di dilazioneTUR + 6 punti annuon.d.Circolare INPS n. 8/2025
    Interessi di mora post-limiteTUR + 5,5 punti annuon.d.L. 388/2000 art. 116 c. 8

    Il Tasso Ufficiale di Riferimento (TUR) della Banca Centrale Europea va verificato al momento del piano. Per il 2026, considerata la traiettoria di politica monetaria della BCE, il tasso si colloca intorno al 2-2,5%, quindi gli interessi complessivi di dilazione si aggirano sull’8% annuo. Si tratta di un costo non trascurabile, ma molto inferiore a quello di un finanziamento bancario per importi analoghi e, soprattutto, con la certezza di sbloccare DURC e posizione previdenziale.

    Documenti necessari e procedura di domanda

    La domanda di rateizzazione INPS si presenta esclusivamente in modalità telematica, attraverso il portale dell’Istituto. La procedura è stata aggiornata e razionalizzata con il Messaggio INPS n. 622 del 13 febbraio 2025.

    Come accedere al servizio online

    1. Collegarsi al sito www.inps.it;
    2. Accedere all’area riservata con SPID di secondo livello, CIE 3.0 o CNS;
    3. Cercare il servizio “Rateazione contributi” oppure “Dilazione amministrativa”;
    4. Selezionare la posizione contributiva interessata e il tipo di debito da rateizzare;
    5. Compilare il piano di rateazione, scegliendo il numero di rate (da 1 a 24, da 25 a 36 o da 37 a 60);
    6. Allegare la documentazione richiesta (per fasce 2 e 3);
    7. Confermare e inviare la domanda.

    Documentazione per la Fascia 1 (fino a 24 rate)

    Per la rateizzazione ordinaria non serve documentazione economica aggiuntiva. Bastano i dati anagrafici, il codice fiscale e l’identificazione della posizione INPS. La domanda viene accolta automaticamente se non ci sono cause ostative (rateazioni precedenti decadute, debiti già iscritti a ruolo, ecc.).

    Documentazione per la Fascia 2 (25-36 rate)

    • Dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante la temporanea difficoltà economica;
    • ISEE in corso di validità per persone fisiche;
    • Ultimo bilancio depositato per società di capitali;
    • Modello Unico/Redditi degli ultimi due anni per ditte individuali e società di persone;
    • Documentazione bancaria recente (estratti conto, situazione affidamenti).

    Documentazione per la Fascia 3 (37-60 rate)

    • Tutto quanto previsto per la Fascia 2;
    • Relazione tecnico-economica motivata sulla situazione di difficoltà e sul piano di rientro proposto;
    • Calcolo dell’Indice di Liquidità e dell’Indice Alfa per imprese e società;
    • Eventuale documentazione di eventi straordinari (calamità, crisi di settore, problemi sanitari);
    • Visura camerale aggiornata per imprese iscritte al Registro delle Imprese.

    Tempi di risposta

    L’INPS, di norma, risponde entro 30 giorni dalla presentazione della domanda. Per le fasce 2 e 3, che richiedono valutazioni più articolate, i tempi possono allungarsi fino a 90 giorni. In caso di silenzio prolungato è possibile inviare un sollecito o rivolgersi alla sede territoriale competente.

    Esempi pratici di calcolo della rateizzazione

    Per capire concretamente quanto costa una rateizzazione INPS, vediamo due esempi pratici con cifre realistiche. Ipotizziamo un Tasso Ufficiale di Riferimento BCE del 2,15% (valore di riferimento 2026).

    Esempio 1: artigiano con debito di 8.000 euro

    Marco, idraulico iscritto alla Gestione Artigiani, non ha versato i contributi delle rate di maggio e agosto 2025. Il suo debito complessivo (capitale + sanzioni civili maturate per omissione) ammonta a 8.000 euro. Marco chiede una rateizzazione in 24 mesi (Fascia 1).

    • Debito da rateizzare: 8.000 euro
    • Tasso interessi dilazione: 2,15% + 6 punti = 8,15% annuo
    • Interessi totali sul piano 24 mesi: circa 705 euro
    • Totale da pagare: circa 8.705 euro
    • Rata mensile media: circa 363 euro

    Esempio 2: commerciante con debito di 25.000 euro

    Giulia, titolare di un negozio iscritta alla Gestione Commercianti, ha accumulato debiti contributivi negli ultimi tre anni per 25.000 euro (capitale + sanzioni). Considerato il calo del fatturato e l’indice di liquidità sotto soglia, chiede e ottiene una rateizzazione in 60 mesi (Fascia 3).

    • Debito da rateizzare: 25.000 euro
    • Tasso interessi dilazione: 2,15% + 6 punti = 8,15% annuo
    • Interessi totali sul piano 60 mesi: circa 5.580 euro
    • Totale da pagare: circa 30.580 euro
    • Rata mensile media: circa 510 euro

    Confrontando i due piani si nota che, all’aumentare della durata, cresce il costo complessivo per via degli interessi, ma diminuisce la rata mensile, alleggerendo l’impatto sul flusso di cassa. La scelta della fascia va quindi calibrata sulla propria capacità di pagamento sostenibile nel medio periodo.

    Esempio 3: famiglia con colf in debito di 3.000 euro

    La famiglia Rossi non ha versato i contributi della Gestione Domestici per due trimestri della propria colf, accumulando un debito di 3.000 euro. Chiede una rateizzazione in 18 mesi (Fascia 1).

    • Debito da rateizzare: 3.000 euro
    • Interessi totali sul piano 18 mesi: circa 200 euro
    • Totale da pagare: circa 3.200 euro
    • Rata mensile media: circa 178 euro

    Per le famiglie con lavoratori domestici, la rateizzazione INPS è uno strumento utilissimo per regolarizzare situazioni di morosità senza dover ricorrere a finanziamenti onerosi. Il pagamento delle rate si effettua con il consueto bollettino MAV o tramite addebito SEPA, sempre con codici contributo dedicati alla Gestione Domestici.

    Recupero contributi ai fini pensionistici

    Uno degli aspetti spesso sottovalutati della rateizzazione INPS riguarda gli effetti sulla posizione previdenziale. Pagare i contributi arretrati, anche a rate, significa riaccreditare anni di contribuzione sulla propria posizione assicurativa, con effetti diretti sul calcolo della futura pensione.

    Quando si accreditano i contributi rateizzati

    L’INPS ha confermato, anche con la Circolare n. 8/2025, che i contributi inclusi in un piano di rateizzazione vengono accreditati sulla posizione assicurativa man mano che le rate vengono pagate. Questo significa che:

    • Non bisogna attendere la fine del piano per vedere i contributi sulla propria posizione;
    • Ogni rata pagata genera un accredito proporzionale;
    • Solo al completo pagamento del piano l’INPS considera regolarizzata integralmente la posizione contributiva del periodo rateizzato;
    • In caso di decadenza, i contributi accreditati fino a quel momento restano validi.

    Effetti sulla pensione

    Per chi è vicino al pensionamento, completare il piano di rateizzazione può essere determinante per maturare i requisiti contributivi minimi. I principali requisiti per le pensioni del sistema italiano sono:

    • Pensione di vecchiaia: 67 anni di età e 20 anni di contributi;
    • Pensione anticipata: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne, a prescindere dall’età;
    • Quota 103 (sperimentale): 62 anni di età + 41 anni di contributi, con specifiche regole di accesso;
    • Opzione Donna: requisiti specifici legati a particolari categorie (caregiver, invalide, lavoratrici licenziate o dipendenti di aziende in crisi).

    Recuperare anche solo uno o due anni di contributi tramite rateizzazione può fare la differenza tra “non avere ancora i requisiti” e “poter andare in pensione”. Il consiglio è sempre quello di richiedere preventivamente l’estratto contributivo INPS per verificare l’esatta situazione previdenziale e calcolare l’impatto della regolarizzazione.

    Riscatto e contribuzione volontaria: alternative complementari

    La rateizzazione non è l’unico strumento per “ricostruire” la posizione previdenziale. In alcuni casi può essere combinata con:

    • Riscatto di laurea (ordinario o agevolato per i periodi entro i 45 anni di età);
    • Contribuzione volontaria per coprire periodi di interruzione lavorativa;
    • Ricongiunzione contributiva tra gestioni diverse (INPS, casse professionali, gestioni speciali);
    • Totalizzazione dei periodi assicurativi maturati in gestioni differenti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine può effettuare una valutazione personalizzata della tua posizione previdenziale e indicarti la combinazione di strumenti più conveniente in vista del pensionamento.

    Cosa succede se salti una rata: la decadenza

    La regolarità nel pagamento delle rate è la condizione essenziale per mantenere attivo il piano di dilazione. Le regole sulla decadenza, ribadite dalla Circolare INPS n. 8/2025, sono chiare: il mancato pagamento di un numero predefinito di rate, anche non consecutive, comporta la decadenza automatica del piano.

    Soglia di decadenza

    La normativa attualmente prevede la decadenza in caso di mancato pagamento di:

    • 5 rate, anche non consecutive, sul totale delle rate previste dal piano;
    • L’ultima rata del piano di rateizzazione.

    Una volta verificata la decadenza, l’INPS notifica al contribuente il provvedimento e procede:

    • A iscrivere a ruolo il residuo debito non ancora coperto dai pagamenti effettuati;
    • A trasmettere la pratica all’Agenzia delle Entrate-Riscossione per il recupero forzoso;
    • A negare nuove rateizzazioni sullo stesso debito, salvo eccezioni;
    • A ripristinare il calcolo delle sanzioni civili per i periodi residui non pagati.

    È possibile rimediare?

    In caso di temporanea impossibilità a pagare una rata, è possibile richiedere all’INPS una sospensione temporanea del piano, motivata da gravi e documentate ragioni. La sospensione non è automatica: serve un’istanza motivata, accompagnata da documentazione, e l’autorizzazione è discrezionale.

    In alternativa, sempre prima della decadenza, è possibile chiedere una ridefinizione del piano (ad esempio passando da 24 a 36 rate o da 36 a 60), per allungare la durata e ridurre l’importo della singola rata.

    La regola fondamentale è: non aspettare la decadenza, agire prima. Se hai difficoltà a pagare anche solo una rata, rivolgiti immediatamente al Patronato per valutare insieme la soluzione più adatta.

    Differenza tra dilazione INPS e cartella esattoriale

    È importante distinguere tra due tipi di rateizzazione che riguardano i debiti contributivi:

    • Rateizzazione amministrativa INPS: si applica ai debiti non ancora iscritti a ruolo. È quella di cui abbiamo parlato finora: fino a 60 rate, gestita direttamente dall’INPS, con i requisiti che abbiamo visto;
    • Rateizzazione esattoriale ADER: si applica ai debiti già iscritti a ruolo e affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. È gestita da ADER, segue regole proprie e prevede attualmente fino a 84 rate ordinarie, elevabili fino a 120 in casi di documentata difficoltà.

    La scelta della procedura non è discrezionale: dipende dallo stato di lavorazione del debito. Finché il debito è “in casa” INPS (non iscritto a ruolo) si applica la rateizzazione amministrativa; quando è stato già trasmesso all’Agente della Riscossione, si applica la rateizzazione esattoriale.

    Tabella comparativa

    CaratteristicaDilazione INPSRateazione ADER
    GestoreINPSAgenzia Entrate-Riscossione
    Stato del debitoNon iscritto a ruoloIscritto a ruolo
    Numero massimo rateFino a 60Fino a 120
    Importo minimo rataDefinito da istruzioni INPS50 euro
    ProceduraTelematica via portale INPSTelematica via portale ADER
    DocumentazioneCrescente per fasceCrescente per fasce
    Effetto su DURCDURC regolare se piano in regolaDURC regolare se piano in regola

    Conviene quindi agire tempestivamente: chiedere la rateizzazione INPS prima dell’iscrizione a ruolo evita aggravi di costi (oneri di riscossione, ulteriori interessi di mora) e mantiene il rapporto direttamente con l’Istituto previdenziale.

    Consigli pratici e ruolo del Patronato

    La rateizzazione INPS è uno strumento potente ma va gestito con attenzione. Ecco alcuni consigli pratici per evitare errori e massimizzare i benefici.

    Prima di chiedere la rateizzazione

    • Richiedi l’estratto contributivo aggiornato per avere chiarezza sulla composizione del debito;
    • Verifica la prescrizione: i contributi previdenziali si prescrivono in 5 anni. Periodi più antichi potrebbero essere già prescritti e non più dovuti (con eccezioni);
    • Controlla eventuali errori di accertamento d’ufficio: a volte la pretesa INPS si fonda su redditi presunti che non corrispondono alla realtà;
    • Valuta la fascia adatta alla tua capacità di pagamento sostenibile: meglio una rata più alta in tempi brevi che un piano lungo a rischio decadenza.

    Durante il piano di rateizzazione

    • Imposta promemoria per ogni scadenza mensile;
    • Attiva l’addebito automatico SEPA per evitare dimenticanze;
    • Continua a versare regolarmente i contributi correnti (la rateizzazione riguarda solo il pregresso);
    • Conserva tutte le ricevute di pagamento;
    • Monitora periodicamente la tua posizione contributiva online.

    Il ruolo del Patronato CAF Centro Fiscale

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa e gratuita per la gestione di tutte le pratiche relative ai debiti INPS. In particolare:

    • Analisi della posizione contributiva: estratti contributivi, ricostruzione storica, individuazione di eventuali errori o periodi prescritti;
    • Predisposizione della domanda di rateizzazione: compilazione, raccolta documentazione, presentazione telematica;
    • Assistenza per la Fascia 3: redazione della relazione tecnico-economica, calcolo degli indici, presentazione documentazione completa;
    • Consulenza previdenziale: valutazione dell’impatto della regolarizzazione sulla futura pensione, individuazione di alternative (riscatto, contribuzione volontaria);
    • Monitoraggio del piano: verifica della corretta esecuzione, supporto in caso di difficoltà.

    Tutti i servizi del Patronato sono gratuiti per il cittadino, in quanto finanziati con fondi pubblici dedicati. Rivolgersi a un Patronato significa avere al proprio fianco un professionista esperto che conosce procedure, normative e prassi INPS, riducendo drasticamente il rischio di errori o rigetti.

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    Domande frequenti (FAQ)

    Posso rateizzare un debito INPS già iscritto a ruolo?

    No, la rateizzazione amministrativa INPS si applica solo ai debiti non ancora iscritti a ruolo. Se il debito è già stato affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, devi presentare domanda di rateizzazione direttamente ad ADER, che applica regole proprie e prevede fino a 84 rate ordinarie (elevabili a 120 in caso di difficoltà documentata).

    Quanto tempo ho per chiedere la rateizzazione?

    Non esiste un termine perentorio, ma è essenziale agire prima dell’iscrizione a ruolo del debito. Una volta che l’INPS ha trasmesso la pratica ad ADER (di solito entro 12-18 mesi dalla scadenza non rispettata), la rateizzazione amministrativa non è più possibile e occorre rivolgersi all’Agente della Riscossione.

    Posso ottenere una rateizzazione se ho già un debito iscritto a ruolo per altre pendenze INPS?

    Sì, la valutazione si fa per ogni singolo debito. Puoi avere contemporaneamente una rateizzazione amministrativa INPS per un debito non ancora iscritto a ruolo e una rateizzazione ADER per debiti già ruolizzati. Sono procedure parallele e indipendenti.

    Cosa succede al DURC durante la rateizzazione?

    Il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) viene rilasciato regolarmente se sei in regola con il piano di rateizzazione (pagamento delle rate alle scadenze) e con il versamento dei contributi correnti. Una sola rata non pagata può compromettere temporaneamente il DURC.

    I contributi pagati a rate “valgono” per la pensione anche prima della fine del piano?

    Sì, l’INPS accredita i contributi proporzionalmente man mano che le rate vengono pagate. Quindi anche durante il piano la tua posizione assicurativa cresce. Solo a piano completato, però, il periodo viene considerato integralmente regolarizzato.

    Posso saldare anticipatamente le rate per chiudere prima il piano?

    Sì, è sempre possibile estinguere anticipatamente la rateizzazione pagando il debito residuo in un’unica soluzione. Gli interessi di dilazione vengono ricalcolati e ridotti proporzionalmente al periodo di anticipo.

    Quanto costa l’assistenza del Patronato per la rateizzazione INPS?

    L’assistenza del Patronato è completamente gratuita per il cittadino. I servizi sono finanziati con fondi pubblici dedicati alla tutela previdenziale e assistenziale. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza completa per la presentazione della domanda di rateizzazione e per tutte le pratiche INPS connesse.

    Conclusione: agire subito è la chiave

    Avere un debito con l’INPS non è una condanna: la riforma introdotta dal Decreto Legge 132/2024 e attuata con la Circolare INPS n. 8/2025 ha aperto possibilità di rientro molto più ampie rispetto al passato, con piani di rateizzazione fino a 60 mesi e una procedura interamente telematica.

    L’importante è agire tempestivamente: prima il debito viene affrontato, minori saranno gli aggravi di sanzioni e interessi, e maggiore sarà la possibilità di evitare l’iscrizione a ruolo. Rateizzare significa non solo “mettersi in regola” con l’INPS, ma soprattutto recuperare anni preziosi di contribuzione per la propria pensione, sbloccare il DURC e ripartire con serenità.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine è al tuo fianco con un Patronato qualificato che ti assiste in ogni fase: dall’analisi della posizione contributiva alla scelta della fascia di rateizzazione, dalla preparazione della documentazione alla presentazione della domanda, fino al monitoraggio del piano nel tempo. Tutti i servizi sono gratuiti per il cittadino.

    Hai un debito con l’INPS o vuoi verificare la tua situazione contributiva? Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per un appuntamento. Un nostro operatore valuterà gratuitamente la tua posizione e ti indicherà la strada migliore per regolarizzare e proteggere il tuo futuro previdenziale.

    Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 09:25:432026-05-31 17:44:28Debiti con l’INPS fino a 60 rate: come ottenere il pagamento agevolato e recuperare i contributi
    CAF, CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, IMU, TASI E MODELLO F24

    IMU 2026 Pensionati: Acconto Giugno, Esenzioni e Casi Particolari

    calcolo imu CAF Udine

    L’IMU 2026 per pensionati ha l’acconto in scadenza martedì 16 giugno 2026: il pagamento riguarda chi possiede seconde case, fabbricati commerciali, terreni o aree edificabili. La prima casa di abitazione è esente (eccetto le categorie di lusso A/1, A/8, A/9), ma i pensionati AIRE residenti all’estero pagano il 50% dell’imposta sulla loro abitazione in Italia. In questa guida trovi scadenze, regole su prima casa e comodato, aliquote dei principali Comuni FVG, codici tributo F24 e suggerimenti su come gestire correttamente l’adempimento.

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    Indice dei contenuti

    1. Scadenza acconto IMU 2026: 16 giugno
    2. IMU prima casa: quando si paga e quando no
    3. Pensionati AIRE all’estero: regola del 50%
    4. Comodato d’uso a parenti
    5. Casa affittata: aliquote e calcolo
    6. Come pagare: F24 e codici tributo
    7. Calcolo IMU al CAF Centro Fiscale
    8. Domande frequenti

    Scadenza acconto IMU 2026: 16 giugno

    L’acconto IMU 2026 deve essere versato entro martedì 16 giugno 2026. La quota da pagare è il 50% dell’imposta annua calcolata applicando le aliquote vigenti al 31 dicembre 2025. Il saldo si pagherà entro il 16 dicembre 2026, conteggiando eventuali variazioni di aliquota deliberate dai Comuni nei termini di legge.

    Riepilogo scadenze IMU 2026:

    • 16 giugno 2026: acconto (50% dell’imposta annua)
    • 16 dicembre 2026: saldo (con eventuale conguaglio)
    • 30 giugno 2027: termine per la dichiarazione IMU 2026 (in caso di variazioni)

    Per inquadrare l’IMU nel calendario complessivo dei pagamenti dei pensionati di giugno, leggi anche la nostra guida al pagamento delle pensioni di giugno 2026: trovi tutte le scadenze del mese in un unico posto.

    IMU prima casa: quando si paga e quando no

    La regola generale dal 2014 è chiara: la prima casa di abitazione con relative pertinenze è esente da IMU. Per “prima casa” si intende l’unità immobiliare in cui il proprietario e il suo nucleo familiare hanno la residenza anagrafica e dimorano abitualmente.

    Pertinenze esenti: massimo una per categoria catastale C/2 (cantine, soffitte), C/6 (box auto, posti auto), C/7 (tettoie). Se si possiedono più pertinenze della stessa categoria, l’IMU si paga su quelle eccedenti.

    Eccezioni: case di lusso

    L’esenzione non si applica alle abitazioni accatastate nelle categorie:

    • A/1: abitazioni di tipo signorile
    • A/8: abitazioni in ville
    • A/9: castelli e palazzi di pregio

    Per queste tipologie, la prima casa è soggetta a IMU con aliquota base ridotta dello 0,5% (con possibilità per i Comuni di aumentare fino allo 0,6%) e una detrazione di 200 €.

    Coniugi separati

    In caso di separazione legale, l’esenzione IMU spetta al coniuge assegnatario della casa coniugale, anche se non è proprietario o lo è solo in parte. Il coniuge non assegnatario non paga l’IMU su quella casa, anche se ha quote di proprietà.

    Pensionati AIRE all’estero: regola del 50%

    Una novità rilevante per molti pensionati italiani residenti all’estero (iscritti AIRE) è la riduzione del 50% dell’IMU sull’abitazione in Italia, prevista dalla Legge di Bilancio 2021. La regola è confermata anche per il 2026.

    Requisiti per beneficiare del 50%:

    • Essere iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero)
    • Essere titolari di pensione estera maturata in regime di convenzione internazionale
    • Possedere in Italia una sola unità immobiliare ad uso abitativo
    • L’immobile non deve essere locato né concesso in comodato

    Esempio: Giorgio è un pensionato italiano residente in Germania, iscritto AIRE, percepisce pensione tedesca. Possiede una casa a Udine: paga il 50% dell’IMU normalmente dovuta. Stesso discorso per TARI (Tassa Rifiuti), che è ridotta a 1/3.

    Comodato d’uso a parenti

    Se concedi una seconda casa in comodato d’uso gratuito a un parente di primo grado (genitore o figlio), puoi beneficiare di una riduzione del 50% della base imponibile IMU, dimezzando di fatto l’imposta dovuta.

    Condizioni per il comodato agevolato:

    • Contratto di comodato registrato all’Agenzia delle Entrate
    • Comodatario residente nello stesso Comune dell’immobile
    • Comodatario possessore di una sola altra abitazione (non di lusso) sul territorio nazionale
    • Comodante (proprietario) con un solo altro immobile abitativo sul territorio
    • Immobile non di categoria A/1, A/8, A/9

    Il pensionato che concede in comodato la casa al figlio, e che a sua volta vive nella propria prima casa, può quindi pagare metà IMU sull’immobile dato in comodato. È una soluzione frequente per i genitori che aiutano i figli a costruire una stabilità abitativa.

    Casa affittata: aliquote e calcolo

    Se la seconda casa viene affittata, l’IMU si paga interamente, ma con aliquote differenziate stabilite dai Comuni. Vediamo le aliquote di alcuni Comuni di riferimento del Friuli Venezia Giulia (valori indicativi 2026).

    ComuneSeconde case (‰)Affitto canone concordato (‰)Aree edificabili (‰)
    Udine10,67,610,6
    Pordenone9,87,69,8
    Trieste10,68,610,6
    Codroipo (UD)10,67,610,6

    Esempio di calcolo: seconda casa a Udine, rendita catastale 600 €. La base imponibile IMU si ottiene rivalutando la rendita del 5% e moltiplicando per 160 (coefficiente per categoria A): 600 × 1,05 × 160 = 100.800 €.

    • IMU annua a 10,6 ‰: 100.800 × 0,0106 = 1.068,48 €
    • Acconto giugno (50%): 534,24 €
    • Saldo dicembre (50%): 534,24 €

    Importante: per i contratti di affitto a canone concordato (legge 431/98), molti Comuni applicano un’aliquota agevolata. Verifica sempre con il sito ufficiale del tuo Comune o richiedi il calcolo al CAF.

    Come pagare: F24 e codici tributo

    Il pagamento dell’IMU si effettua tramite modello F24, sezione “IMU e altri tributi locali”. I codici tributo da utilizzare sono:

    Codice tributoDescrizione
    3912IMU abitazione principale di lusso (A/1, A/8, A/9)
    3914IMU terreni
    3916IMU aree fabbricabili
    3918IMU altri fabbricati (seconde case)
    3925IMU fabbricati uso strumentale (capannoni, opifici)

    Dove pagare l’F24:

    • Banche e Poste con servizio F24 cartaceo
    • Home banking (modello F24 telematico)
    • Servizio “F24 web” sul sito Agenzia delle Entrate
    • Tramite intermediario (CAF, commercialista)

    Per importi superiori a 1.000 € il pagamento può avvenire solo in modalità telematica (no F24 cartaceo allo sportello). Per i pensionati che non utilizzano l’home banking, il CAF Centro Fiscale esegue il pagamento via canale telematico per loro conto.

    Calcolo IMU 2026 al CAF Centro Fiscale

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di calcolo IMU 2026 per pensionati e proprietari di immobili:

    • Verifica visure catastali e individuazione corretta dell’aliquota
    • Calcolo IMU per ogni unità immobiliare
    • Predisposizione del modello F24 (acconto e saldo)
    • Pagamento telematico per conto del cliente (per importi >1.000 €)
    • Predisposizione della dichiarazione IMU per casi particolari (eredità, comodati, ristrutturazioni)
    • Verifica avvisi di accertamento ricevuti dal Comune

    Il servizio ha tariffe convenzionate per i clienti CAF e Patronato. Conviene prenotare con qualche giorno di anticipo rispetto alla scadenza del 16 giugno.

    Calcolo IMU al CAF Centro Fiscale di Udine

    Calcolo IMU 2026, predisposizione F24 e pagamento telematico. Servizio per tutte le tipologie di immobile.

    📞 Telefono: 0432 1638640
    💬 WhatsApp: 366 6018121
    📍 Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

    Servizio IMU e F24

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti

    Quando si paga l’acconto IMU 2026?

    L’acconto IMU 2026 va versato entro martedì 16 giugno 2026, pari al 50% dell’imposta annua calcolata con le aliquote vigenti al 31 dicembre 2025. Il saldo si paga entro il 16 dicembre 2026.

    I pensionati pagano l’IMU sulla prima casa?

    No, salvo che l’abitazione sia di lusso (categorie A/1, A/8, A/9). Per la prima casa di lusso si paga IMU con aliquota base dello 0,5% e detrazione di 200 €.

    Pensionati italiani all’estero: quanto pagano di IMU?

    I pensionati AIRE titolari di pensione estera che possiedono una sola abitazione in Italia (non locata né in comodato) pagano l’IMU ridotta al 50%. La TARI è ridotta a 1/3.

    Posso dimezzare l’IMU dando casa in comodato a mio figlio?

    Sì, con un contratto di comodato registrato e rispetto delle condizioni: stesso Comune, comodatario con al massimo un’altra abitazione, comodante con al massimo due immobili abitativi totali, immobile non di lusso.

    Quale codice tributo per IMU seconde case?

    Il codice tributo F24 per IMU seconde case (e in generale “altri fabbricati”) è 3918. Per terreni agricoli si usa il 3914, per aree edificabili il 3916.

    Cosa succede se pago l’IMU in ritardo?

    Si applica il ravvedimento operoso con sanzioni ridotte: 0,1% per giorno di ritardo nei primi 14 giorni, poi 1,5% entro 30 giorni, 1,67% entro 90 giorni, fino al 3,75% entro un anno. Più gli interessi legali.

    Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 08:00:002026-05-31 17:44:52IMU 2026 Pensionati: Acconto Giugno, Esenzioni e Casi Particolari
    PATRONATO

    Quattordicesima Pensionati 2026: Quando Arriva, Importo e Chi Ne Ha Diritto

    Pensione 2026 INPS

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la Quattordicesima Pensionati e Come Funziona
    2. Quando Arriva la Quattordicesima Pensionati 2026: Date di Pagamento
    3. Chi Ha Diritto alla Quattordicesima Pensionati 2026: Requisiti
    4. Importo Quattordicesima Pensionati 2026: Tabella Aggiornata
    5. Quattordicesima e Pensione di Reversibilità: Spetta?
    6. Quattordicesima e Assegno Sociale: Non Spetta
    7. Come Verificare se Spetta la Quattordicesima 2026
    8. Cosa Fare se Non Ricevi la Quattordicesima Pensionati 2026
    9. Domande Frequenti sulla Quattordicesima Pensionati 2026

    La quattordicesima pensionati 2026 rappresenta una delle prestazioni INPS più attese dai pensionati italiani, soprattutto con l’arrivo dell’estate. Si tratta di una somma aggiuntiva che viene erogata una volta l’anno ai pensionati con redditi bassi, un vero e proprio aiuto economico che può arrivare fino a 655 euro. Ma quando arriva la quattordicesima 2026? Chi ne ha diritto? E soprattutto, quanto spetta in base ai propri anni di contributi?

    In questa guida completa rispondiamo a tutte le domande sulla quattordicesima pensionati 2026: dalle date di pagamento agli importi aggiornati, dai requisiti di reddito e di età fino alle istruzioni per verificare se ti spetta consultando il cedolino pensione. Se hai dubbi sulla tua situazione, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificare tutto con precisione.

    Cos’è la Quattordicesima Pensionati e Come Funziona

    La quattordicesima pensionati 2026 è una somma aggiuntiva, tecnicamente chiamata “somma aggiuntiva” (art. 5, commi 1-4, della Legge 3 agosto 2007, n. 127), che l’INPS eroga ai pensionati con redditi più bassi. Non si tratta di un bonus una tantum, ma di una prestazione strutturale che viene pagata automaticamente ogni anno a chi ne ha diritto.

    A differenza della tredicesima, che spetta a tutti i pensionati, la quattordicesima pensione 2026 è riservata esclusivamente a chi ha un reddito complessivo individuale al di sotto di determinate soglie. L’importo varia in base a due fattori principali: gli anni di contributi versati e la fascia di reddito in cui si rientra.

    La misura è stata introdotta nel 2007 e successivamente potenziata dalla Legge di Bilancio 2017, che ha ampliato la platea dei beneficiari e aumentato gli importi per chi ha redditi più bassi. Oggi ne beneficiano circa 3,2 milioni di pensionati italiani.

    Quando Arriva la Quattordicesima Pensionati 2026: Date di Pagamento

    La domanda più frequente è: quando arriva la quattordicesima 2026? Il pagamento avviene in due momenti diversi durante l’anno, a seconda della situazione del pensionato.

    Per chi ha già maturato il diritto alla quattordicesima (cioè ha già compiuto 64 anni entro il primo semestre 2026 e rientra nei limiti di reddito), il pagamento avviene con la pensione di luglio 2026. Si tratta dell’accredito principale che riguarda la maggior parte dei beneficiari.

    Per chi invece matura i requisiti nel secondo semestre 2026 (ad esempio compie 64 anni tra luglio e dicembre), la quattordicesima pensionati 2026 viene erogata con la pensione di dicembre 2026, come conguaglio di fine anno.

    È importante sapere che la quattordicesima non arriva in un bonifico separato: viene accreditata direttamente nella pensione del mese di riferimento (luglio o dicembre), quindi vedrai un importo più alto del solito nel cedolino.

    Calendario pagamento quattordicesima 2026

    Ecco il riepilogo delle date di pagamento:

    • Luglio 2026 (1° luglio per chi ha conto corrente, 2 luglio per chi ritira alle Poste): pagamento per chi ha già i requisiti al 30 giugno 2026
    • Dicembre 2026: pagamento per chi matura i requisiti tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2026
    • Su domanda: chi non la riceve automaticamente può presentare domanda INPS tramite il CAF Centro Fiscale

    Se nel cedolino di luglio non trovi la quattordicesima INPS 2026, non preoccuparti subito: potresti rientrare nel gruppo di dicembre, oppure potrebbe essere necessario presentare una domanda specifica.

    Chi Ha Diritto alla Quattordicesima Pensionati 2026: Requisiti

    Non tutti i pensionati ricevono la quattordicesima pensione 2026. Per averne diritto è necessario soddisfare contemporaneamente tre requisiti fondamentali: età, tipo di pensione e reddito.

    Il primo requisito riguarda l’età anagrafica: bisogna aver compiuto almeno 64 anni di età. Il requisito si considera soddisfatto nel momento del compimento degli anni, motivo per cui chi compie 64 anni nel secondo semestre riceve la quattordicesima a dicembre anziché a luglio.

    Il secondo requisito riguarda il tipo di pensione. La quattordicesima spetta ai titolari di:

    • Pensione di vecchiaia o pensione anticipata
    • Pensione di anzianità
    • Pensione di invalidità (assegno ordinario di invalidità o pensione di inabilità)
    • Pensione ai superstiti (reversibilità e indiretta)
    • Pensione anticipata con qualsiasi formula (Quota 103, Opzione Donna, APE Sociale)

    Il terzo requisito, forse il più importante, riguarda il reddito complessivo individuale. Si considera solo il reddito del pensionato, non quello del coniuge o del nucleo familiare.

    Soglie di reddito per la quattordicesima 2026

    Le soglie di reddito per la quattordicesima pensionati 2026 sono collegate al trattamento minimo INPS, che per il 2026 è pari a circa 598,61 euro mensili (7.781,93 euro annui, inclusa la tredicesima). Le fasce di reddito sono due:

    • Fascia 1 (importo pieno): reddito annuo fino a 1,5 volte il trattamento minimo, ovvero fino a circa 11.672,90 euro
    • Fascia 2 (importo ridotto): reddito annuo tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo, ovvero tra circa 11.672,90 e 15.563,86 euro

    Chi ha un reddito superiore a 2 volte il trattamento minimo (circa 15.563,86 euro annui) non ha diritto alla quattordicesima. È fondamentale ricordare che nel calcolo del reddito si considerano tutti i redditi assoggettabili a IRPEF, comprese altre prestazioni assistenziali, ma sono esclusi la casa di abitazione, il TFR e gli arretrati soggetti a tassazione separata.

    Importo Quattordicesima Pensionati 2026: Tabella Aggiornata

    L’importo della quattordicesima pensionati 2026 varia in base a due parametri: la fascia di reddito e gli anni di contribuzione versati. Più anni di contributi hai versato, più alto è l’importo che ricevi.

    Ecco la tabella aggiornata degli importi della quattordicesima 2026:

    Importi per la Fascia 1 (reddito fino a 1,5 volte il minimo)

    Per i pensionati con reddito annuo fino a circa 11.672,90 euro (1,5 volte il trattamento minimo), gli importi sono i più alti:

    Anni di contributiLavoratori dipendentiLavoratori autonomiImporto annuo
    Fino a 15 anniFino a 15 anniFino a 18 anni437 euro
    Da 15 a 25 anniDa 15 a 25 anniDa 18 a 28 anni546 euro
    Oltre 25 anniOltre 25 anniOltre 28 anni655 euro

    Questi importi rappresentano il massimo ottenibile con la quattordicesima INPS 2026.

    Importi per la Fascia 2 (reddito tra 1,5 e 2 volte il minimo)

    Per i pensionati con reddito annuo tra circa 11.672,90 e 15.563,86 euro, gli importi sono ridotti:

    Anni di contributiLavoratori dipendentiLavoratori autonomiImporto annuo
    Fino a 15 anniFino a 15 anniFino a 18 anni336 euro
    Da 15 a 25 anniDa 15 a 25 anniDa 18 a 28 anni420 euro
    Oltre 25 anniOltre 25 anniOltre 28 anni504 euro

    Gli importi della Fascia 2 sono stati introdotti dalla Legge di Bilancio 2017, che ha ampliato la platea dei beneficiari includendo anche i pensionati con redditi leggermente superiori alla soglia originaria.

    Come si calcola l’importo esatto

    Il calcolo dell’importo della quattordicesima pensionati 2026 segue regole precise. Per chi rientra pienamente nella fascia di riferimento, l’importo è quello indicato nelle tabelle sopra, erogato in un’unica soluzione.

    Tuttavia, in alcuni casi l’importo può essere proporzionato:

    • Se il diritto alla pensione è maturato durante l’anno (e non dal 1° gennaio), la quattordicesima viene calcolata in proporzione ai mesi di pensione effettivi
    • Se il reddito si colloca a cavallo della soglia, l’importo viene ridotto in modo che la somma di pensione + quattordicesima non superi il limite della fascia superiore (cosiddetto meccanismo di “clausola di salvaguardia”)

    Per verificare con certezza l’importo spettante nella tua situazione specifica, è consigliabile rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine, che può effettuare un calcolo personalizzato in base ai tuoi dati contributivi e reddituali.

    Quattordicesima e Pensione di Reversibilità: Spetta?

    Una domanda molto frequente riguarda il rapporto tra quattordicesima e pensione di reversibilità. La risposta è sì: la quattordicesima pensionati 2026 spetta anche a chi percepisce la pensione ai superstiti, sia essa una reversibilità (se il pensionato era già in pensione) o una pensione indiretta (se il lavoratore è deceduto prima di andare in pensione).

    Per averne diritto, il titolare della reversibilità deve comunque soddisfare tutti i requisiti generali: aver compiuto 64 anni e avere un reddito individuale al di sotto delle soglie previste. Gli anni di contributi da considerare sono quelli del lavoratore o pensionato deceduto, non quelli del superstite.

    È importante sottolineare che il reddito da considerare è sempre quello individuale del superstite, non quello del nucleo familiare. Questo significa che la pensione di reversibilità stessa viene conteggiata nel reddito, ma non i redditi dell’eventuale nuovo coniuge.

    Quattordicesima e Assegno Sociale: Non Spetta

    Al contrario della reversibilità, chi percepisce l’assegno sociale (ex pensione sociale) non ha diritto alla quattordicesima pensionati 2026. L’assegno sociale, infatti, è una prestazione di tipo assistenziale e non previdenziale: viene erogato a chi ha compiuto 67 anni e non ha redditi sufficienti, ma non si basa su contributi versati.

    Poiché la quattordicesima pensione 2026 è calcolata proprio sulla base degli anni di contribuzione, chi non ha mai versato contributi (o non ha maturato una pensione contributiva) resta escluso dalla prestazione.

    Attenzione però a non confondere l’assegno sociale con l’assegno ordinario di invalidità (AOI): quest’ultimo è una prestazione previdenziale basata sui contributi e dà diritto alla quattordicesima, a patto che si soddisfino i requisiti di età e reddito.

    Come Verificare se Spetta la Quattordicesima 2026

    Per sapere se hai diritto alla quattordicesima pensionati 2026, il metodo più immediato è controllare il cedolino pensione sul portale MyINPS. Il cedolino di luglio mostrerà una voce aggiuntiva se la quattordicesima è stata riconosciuta.

    Però attenzione: consultare il cedolino da soli può generare confusione, soprattutto se l’importo è diverso da quello atteso o se la voce non compare. Per una verifica completa e sicura, ti consigliamo di rivolgerti al CAF Centro Fiscale, dove i nostri operatori possono:

    • Verificare i tuoi anni di contribuzione effettivi (che potrebbero differire da quelli che ricordi)
    • Controllare il tuo reddito complessivo e capire in quale fascia rientri
    • Verificare se ci sono eventuali incompatibilità con altre prestazioni
    • Presentare domanda nel caso in cui la quattordicesima non sia stata erogata automaticamente

    Spesso l’INPS eroga la quattordicesima d’ufficio sulla base dei dati in suo possesso, ma non sempre i dati sono aggiornati. Se il tuo reddito è cambiato rispetto all’anno precedente, o se hai maturato il requisito anagrafico di recente, potrebbe essere necessario un intervento manuale.

    Cosa Fare se Non Ricevi la Quattordicesima Pensionati 2026

    Se nel cedolino di luglio 2026 non trovi la quattordicesima INPS 2026 e ritieni di averne diritto, è possibile che l’INPS non abbia tutti i dati necessari per il calcolo automatico. In questo caso, è necessario presentare domanda.

    La procedura richiede attenzione per evitare errori che potrebbero ritardare l’erogazione. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: dalla verifica dei requisiti alla presentazione della domanda, garantendo la correttezza di ogni passaggio.

    I motivi più comuni per cui la quattordicesima non viene erogata automaticamente sono:

    • Dati reddituali non aggiornati: l’INPS si basa sulle dichiarazioni dei redditi precedenti, che potrebbero non riflettere la situazione attuale
    • Contributi non ricongiunti: se hai lavorato con diverse casse previdenziali, i periodi contributivi potrebbero non essere stati sommati
    • Cambio di situazione: nuovo pensionamento, raggiungimento dei 64 anni nel corso dell’anno, variazione di reddito
    • Errori nei database INPS: a volte i dati risultano incompleti o errati

    In tutti questi casi, il nostro team verifica la tua posizione contributiva e reddituale, e presenta la domanda per il riconoscimento della quattordicesima pensione 2026 con tutta la documentazione necessaria.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sulla Quattordicesima Pensionati 2026

    Quando viene pagata la quattordicesima pensionati 2026?

    La quattordicesima pensionati 2026 viene pagata con la pensione di luglio 2026 per chi ha già maturato i requisiti entro il 30 giugno. Chi matura i requisiti nel secondo semestre (luglio-dicembre) la riceve con la pensione di dicembre 2026.

    Quanto è l’importo della quattordicesima pensione 2026?

    L’importo varia da un minimo di 336 euro a un massimo di 655 euro in base agli anni di contributi versati e alla fascia di reddito. Chi ha più di 25 anni di contributi e un reddito fino a 1,5 volte il trattamento minimo riceve l’importo massimo di 655 euro.

    La quattordicesima spetta con la pensione di reversibilità?

    Sì, la quattordicesima spetta anche ai titolari di pensione di reversibilità e pensione indiretta, a patto che il beneficiario abbia almeno 64 anni e un reddito individuale al di sotto delle soglie previste. Gli anni di contributi considerati sono quelli del lavoratore deceduto.

    Qual è il reddito massimo per avere la quattordicesima 2026?

    Il reddito massimo per avere diritto alla quattordicesima è pari a 2 volte il trattamento minimo INPS, ovvero circa 15.563,86 euro annui per il 2026. Chi ha un reddito fino a 1,5 volte il minimo (circa 11.672,90 euro) riceve importi più alti.

    La quattordicesima si paga sull’assegno sociale?

    No, la quattordicesima non spetta ai titolari di assegno sociale. L’assegno sociale è una prestazione assistenziale, non previdenziale, e la quattordicesima richiede un minimo di anni di contribuzione versati.

    Come faccio a sapere se mi spetta la quattordicesima?

    Per verificare se hai diritto alla quattordicesima pensionati 2026, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori controllano la tua posizione contributiva, il reddito e ti assistono nella domanda se necessario. Puoi anche controllare il cedolino pensione di luglio per vedere se compare la voce aggiuntiva.


    La quattordicesima pensionati 2026 rappresenta un importante sostegno economico per milioni di pensionati italiani con redditi medio-bassi. Con importi che vanno da 336 a 655 euro, conoscere i requisiti e le date di pagamento è fondamentale per non perdere questo diritto.

    Hai bisogno di assistenza per verificare se ti spetta la quattordicesima pensione 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online.
    Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

    Leggi anche: Pagamento Pensioni Giugno 2026 | Pensione Anticipata | APE Sociale 2026 | NASPI 2026

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    Alexandra Bala
    04/09/2026
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    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    Lady
    01/09/2026
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    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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    Giulia Guida
    25/08/2026
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
    Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
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    Cedolino Pensione Giugno 2026 Online: Importi, Calendario Pagamenti e Come Consultarlo

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    Il cedolino della pensione di giugno 2026 è il documento elettronico con cui l’INPS comunica ai pensionati l’importo netto erogato per il mese in corso, dettagliando trattenute fiscali, conguagli IRPEF, addizionali regionali e comunali e ogni eventuale variazione rispetto al mese precedente. Per il mese di giugno l’attenzione dei pensionati è particolarmente alta perché coincide con l’accredito della quattordicesima mensilità per chi ne ha diritto e con l’eventuale liquidazione dei conguagli da modello 730/2026.

    In questa guida completa scoprirai quando viene pagata la pensione di giugno 2026, come consultare il cedolino online sul portale MyINPS, quali sono gli importi aggiornati con la rivalutazione 2026, come leggere correttamente ogni voce della busta paga del pensionato e cosa fare in caso di errori o ritardi nell’accredito. Tutti i dati sono aggiornati al DM MEF del 19 novembre 2025 che ha fissato la perequazione definitiva per il 2026.

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    Quando viene pagata la pensione di giugno 2026: date ufficiali INPS

    L’INPS eroga le pensioni il primo giorno bancabile del mese, ossia il primo giorno in cui le banche e gli sportelli postali sono regolarmente operativi. Per giugno 2026, il primo giorno del mese cade di lunedì 1° giugno 2026, giornata in cui tradizionalmente Poste Italiane e gli istituti bancari sono aperti.

    Di conseguenza, il pagamento della pensione di giugno 2026 avviene il 1° giugno 2026 (lunedì), sia per i pensionati che riscuotono presso gli Uffici Postali sia per chi ha l’accredito su conto corrente bancario, postale o su libretto di risparmio. Diversamente da quanto accadeva in passato, l’INPS non prevede più la suddivisione del pagamento in due giornate distinte per ordine alfabetico del cognome: tutti i pensionati ricevono l’importo nello stesso giorno.

    Calendario sintetico pagamenti INPS giugno 2026

    PrestazioneData accreditoCanale
    Pensione INPS giugno 2026Lunedì 1° giugno 2026Banca, Posta, libretto
    Pensione INPS giugno 2026 (Poste in contanti)Lunedì 1° giugno 2026Sportello postale
    Quattordicesima (se spettante)Lunedì 1° luglio 2026Insieme alla rata di luglio
    Assegno Unico Universale17-19 giugno 2026 (indicativi)IBAN dichiarato
    NASpI giugno 2026Tra 10 e 15 giugno 2026IBAN dichiarato

    Attenzione: la quattordicesima viene erogata d’ufficio dall’INPS, di norma con la rata di luglio, per i pensionati con almeno 64 anni di età e reddito complessivo entro determinati limiti. Chi matura il diritto in corso d’anno (ad esempio compiendo 64 anni a settembre) la riceverà a dicembre.

    Cos’è il cedolino della pensione e perché è importante

    Il cedolino della pensione è l’equivalente, per i pensionati, della busta paga dei lavoratori dipendenti. Si tratta di un documento mensile prodotto dall’INPS che riporta nel dettaglio tutte le voci che concorrono a formare l’importo netto della pensione: importo lordo, ritenute fiscali, addizionali, conguagli, eventuali trattenute per pignoramenti, cessioni del quinto, recuperi di indebito e così via.

    Conoscere il cedolino è importante per almeno tre motivi pratici:

    • Verifica dell’importo netto: il cedolino consente di controllare che l’accredito sia corretto e di individuare subito eventuali errori, recuperi indebiti o trattenute non autorizzate.
    • Documento ufficiale per pratiche bancarie e affitti: è richiesto come prova di reddito per ottenere prestiti, fideiussioni, mutui, locazioni e contratti di telefonia.
    • Memoria storica delle trattenute: tenere uno storico dei cedolini è utile per il modello 730 (anche se i dati confluiscono nella Certificazione Unica) e per ricostruire i conguagli IRPEF degli anni successivi.

    A differenza della busta paga, il cedolino della pensione viene prodotto solo in formato elettronico: la spedizione cartacea è stata abolita per la generalità dei pensionati. La consultazione avviene esclusivamente online tramite l’area personale MyINPS.

    Come consultare il cedolino pensione di giugno 2026 online

    La consultazione del cedolino della pensione è gratuita e disponibile 24 ore su 24 sul sito istituzionale dell’INPS. Il servizio è accessibile solo previa identificazione digitale, secondo le regole stabilite dal Codice dell’Amministrazione Digitale.

    Procedura passo-passo per accedere a MyINPS

    1. Collegati al sito www.inps.it dal computer, dal tablet o dallo smartphone.
    2. Clicca sul pulsante “Accedi a MyINPS” in alto a destra.
    3. Scegli una delle credenziali abilitate: SPID (livello 2), CIE (Carta d’Identità Elettronica), CNS (Carta Nazionale dei Servizi). Le credenziali PIN INPS sono state dismesse dal 1° ottobre 2021.
    4. Una volta entrato nell’area personale, digita nella barra di ricerca interna la voce “Cedolino della pensione”.
    5. Seleziona il servizio “Cedolino della pensione – Consultazione”.
    6. Dal menu a tendina scegli la mensilità di giugno 2026 e visualizza il documento in formato PDF.
    7. Salva o stampa il cedolino: il file PDF è valido a tutti gli effetti come documento ufficiale.

    In alternativa, puoi consultare il cedolino tramite l’app ufficiale INPS Mobile, disponibile gratuitamente su App Store e Google Play. L’app consente anche di ricevere notifiche push quando viene pubblicato il nuovo cedolino, evitando di doverlo cercare manualmente ogni mese.

    Cosa fare se non riesci ad accedere

    Se non disponi di SPID, CIE o CNS, puoi:

    • Richiedere SPID gratuitamente presso uno degli identity provider abilitati (Poste, Aruba, InfoCert, Lepida, Namirial, Register, Sielte, Tim, Etna ID, Teamsystem).
    • Delegare un familiare o un patronato di fiducia all’accesso ai servizi INPS tramite la procedura “Delega dell’identità digitale”, attiva dal sito INPS o presso le sedi territoriali.
    • Recarti presso un CAF o patronato convenzionato: il CAF Centro Fiscale di Udine fornisce assistenza gratuita ai pensionati per la consultazione del cedolino e l’analisi delle trattenute.

    Importi della pensione a giugno 2026: la rivalutazione

    Il DM del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 19 novembre 2025, di concerto con il Ministero del Lavoro, ha fissato in via definitiva i parametri di perequazione automatica delle pensioni per il 2026. La rivalutazione ISTAT applicata alle pensioni nel 2026 è pari all’1,4%, calcolata sulla base della variazione media dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati registrata nel 2025.

    La perequazione segue le regole introdotte dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) e confermate per il 2026, secondo il seguente schema a fasce:

    Fascia importo pensionePercentuale di rivalutazione 2026
    Fino a 4 volte il trattamento minimo (circa 2.394 euro lordi mensili)100% dell’1,4% = +1,4%
    Oltre 4 e fino a 5 volte (fino a circa 2.992 euro lordi)90% dell’1,4% = +1,26%
    Oltre 5 e fino a 6 volte (fino a circa 3.591 euro lordi)75% dell’1,4% = +1,05%
    Oltre 6 e fino a 8 volte50% dell’1,4% = +0,70%
    Oltre 8 e fino a 10 volte36% dell’1,4% = +0,504%
    Oltre 10 volte il trattamento minimo22% dell’1,4% = +0,308%

    La rivalutazione è applicata dal 1° gennaio 2026 e si riflette nel cedolino di giugno con l’importo definitivo, comprensivo di eventuali conguagli per il riconoscimento differito di una parte della perequazione provvisoria erogata nei mesi precedenti.

    Trattamento minimo INPS 2026

    Il trattamento minimo della pensione INPS per il 2026 è pari a 611,85 euro lordi mensili, per un totale annuo di 7.954,05 euro (su 13 mensilità). L’importo è il risultato dell’applicazione della perequazione dell’1,4% al trattamento minimo dell’anno precedente, secondo quanto stabilito dal DM MEF del 19 novembre 2025.

    Hanno diritto al trattamento minimo i pensionati con pensione calcolata esclusivamente con il sistema retributivo o misto (ossia con almeno un anno di contributi al 31/12/1995) e con redditi entro determinate soglie. Chi è interamente nel sistema contributivo (lavoratori con primo accredito dal 1° gennaio 1996) non ha diritto all’integrazione al minimo, ma riceve esclusivamente quanto matura sulla base dei contributi effettivamente versati.

    Esempio pratico di rivalutazione

    Immagina che Maria, pensionata di 70 anni, percepisse nel 2025 una pensione lorda mensile di 1.800 euro. Essendo entro la prima fascia (fino a 4 volte il trattamento minimo), la rivalutazione applicata è pari al 100% dell’1,4%, ovvero +25,20 euro lordi mensili, per un nuovo importo lordo di 1.825,20 euro. Su base annua, parliamo di un aumento lordo di circa 327,60 euro distribuiti su 13 mensilità.

    Diverso il caso di Giuseppe, che percepisce una pensione lorda di 3.500 euro al mese (fascia 5-6 volte il minimo): la rivalutazione applicata sarà del 75% dell’1,4%, ossia il +1,05% = +36,75 euro lordi mensili, raggiungendo i 3.536,75 euro lordi al mese.

    Come leggere il cedolino: tutte le voci spiegate

    Il cedolino della pensione è suddiviso in blocchi informativi standardizzati. Imparare a leggerlo permette al pensionato di controllare ogni mese la correttezza dell’importo accreditato e di intervenire tempestivamente se rileva anomalie.

    1. Dati identificativi e categoria della pensione

    Nella parte alta del documento trovi nome e cognome del titolare, codice fiscale, numero di certificato della pensione (la cosiddetta “matricola”), categoria (vecchiaia, anzianità, invalidità, reversibilità, assegno sociale) e data di decorrenza.

    2. Importo lordo della pensione

    È l’importo “pieno” della pensione prima delle trattenute. Comprende la pensione base, eventuali maggiorazioni sociali, l’integrazione al trattamento minimo (per chi vi ha diritto), assegni accessori e quote di pensione di reversibilità.

    3. Ritenute fiscali IRPEF

    L’INPS opera come sostituto d’imposta e trattiene mensilmente l’IRPEF dovuta dal pensionato, applicando gli scaglioni in vigore. Per il 2026 gli scaglioni IRPEF sono quelli ridefiniti dal D.Lgs. 216/2023 e confermati:

    Scaglione di reddito annuoAliquota IRPEF 2026
    Fino a 28.000 euro23%
    Da 28.001 a 50.000 euro35%
    Oltre 50.000 euro43%

    Sulla pensione vengono inoltre applicate, di norma una sola volta all’anno tra novembre e marzo, le addizionali regionale e comunale calcolate sull’imposta dell’anno precedente. Per questo motivo, alcuni mesi (in particolare giugno e dicembre) possono presentare trattenute più alte rispetto agli altri.

    4. Detrazioni d’imposta

    L’INPS applica d’ufficio le detrazioni per redditi da pensione previste dall’art. 13 del TUIR, calcolandole sulla base del reddito complessivo presunto. Per il 2026 la detrazione massima per i pensionati è di 1.955 euro annui per redditi fino a 8.500 euro, importo che decresce progressivamente fino ad annullarsi a 55.000 euro. Se il pensionato ha familiari fiscalmente a carico (coniuge, figli senza redditi o con redditi minimi) può beneficiare di ulteriori detrazioni, ma deve farne specifica richiesta tramite il modello “Detrazioni d’imposta” sul portale INPS.

    5. Conguagli IRPEF e bonus

    Nei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno il cedolino può presentare conguagli derivanti dal modello 730/2026: rimborsi a credito a favore del pensionato o trattenute per IRPEF a debito. Il pensionato che ha indicato l’INPS come sostituto d’imposta nel modello 730 vede il conguaglio applicato direttamente sul cedolino, fino a capienza dell’importo netto mensile (in caso di credito superiore, il rimborso prosegue nei mesi successivi).

    6. Trattenute extra-fiscali

    Possono apparire sul cedolino anche trattenute per:

    • Cessione del quinto della pensione in favore di banche o finanziarie convenzionate.
    • Pignoramenti in essere (per debiti, alimenti, tributi), entro i limiti di legge.
    • Recupero di prestazioni indebite: somme erogate in eccesso negli anni precedenti che l’INPS recupera a rate.
    • Quote sindacali o contributi a forme di assistenza, se richiesti dal pensionato.

    7. Importo netto in pagamento

    È l’importo effettivamente accreditato sul conto corrente o ritirato in contanti allo sportello postale, risultato delle operazioni: lordo – IRPEF – addizionali – conguagli + detrazioni – trattenute extra-fiscali.

    Quattordicesima 2026: chi ne ha diritto e quando

    La quattordicesima mensilità, prevista dall’art. 5 del D.L. 81/2007 e successivamente modificata dalla Legge di Bilancio 2017 (L. 232/2016), è una somma aggiuntiva erogata d’ufficio dall’INPS ai pensionati che soddisfano determinati requisiti di età e reddito. Si tratta di una vera e propria “tredicesima estiva” che molti pensionati attendono con particolare interesse.

    Requisiti per la quattordicesima 2026

    • Età minima: 64 anni compiuti entro il 31 luglio 2026 (per chi compie 64 anni dopo, la quattordicesima viene erogata a dicembre).
    • Reddito complessivo non superiore a 2 volte il trattamento minimo annuo (circa 15.908 euro per il 2026), per ricevere l’importo pieno.
    • Importi differenziati in base agli anni di contribuzione (dipendenti) o agli anni di contribuzione (autonomi).

    Importi della quattordicesima 2026

    Reddito complessivoAnzianità contributiva (dipendenti)Importo
    Fino a 1,5 volte trattamento minimoFino a 15 anni437 euro
    Fino a 1,5 volte trattamento minimoDa 15 a 25 anni546 euro
    Fino a 1,5 volte trattamento minimoOltre 25 anni655 euro
    Tra 1,5 e 2 volte trattamento minimoFino a 15 anni336 euro
    Tra 1,5 e 2 volte trattamento minimoDa 15 a 25 anni420 euro
    Tra 1,5 e 2 volte trattamento minimoOltre 25 anni504 euro

    La quattordicesima viene accreditata insieme alla rata di luglio 2026, ovvero il 1° luglio 2026. Non compare quindi sul cedolino di giugno, ma è importante saperlo perché molti pensionati confondono i due mesi e si attendono la maggiorazione già nella rata di giugno.

    Errori nel cedolino di giugno: cosa fare

    Capita talvolta che il cedolino presenti differenze rispetto ai mesi precedenti o anomalie inattese. Prima di preoccuparsi è opportuno verificare alcune cause “fisiologiche”:

    • Cambio aliquota IRPEF per superamento o discesa di uno scaglione.
    • Conguaglio 730/2026: presenza di trattenute o rimborsi straordinari.
    • Variazione delle detrazioni per cambiamenti del reddito complessivo dell’anno.
    • Avvio di addizionali regionali e comunali a rate, da gennaio a novembre.
    • Inizio o cessazione di una cessione del quinto.

    Se dopo le verifiche l’importo continua a sembrare errato, puoi:

    1. Aprire un’istanza online sul portale INPS nella sezione “Comunica con l’INPS” – “Richiesta di informazioni” indicando la matricola della pensione.
    2. Telefonare al Contact Center INPS al numero verde 803 164 (gratis da fisso) o 06 164164 (da cellulare, a costo del piano tariffario).
    3. Recarti presso un patronato: il patronato è autorizzato per legge a presentare in nome e per conto del pensionato istanze, ricorsi e domande di riesame, gratuitamente. Il patronato collegato al CAF Centro Fiscale di Udine assiste i pensionati di Udine e provincia per tutte le pratiche INPS.

    Termini per contestare un errore

    Il termine ordinario per presentare un ricorso amministrativo contro provvedimenti INPS è di 90 giorni dalla notifica. Per i recuperi di indebito il termine per contestare è invece di 30 giorni, durante i quali il recupero è sospeso e l’INPS deve valutare le memorie difensive del pensionato. Per evitare la prescrizione, ogni contestazione va presentata per iscritto, conservando ricevuta o protocollo.

    Conguagli 730/2026 sul cedolino di giugno

    Per i pensionati che hanno presentato il modello 730/2026 indicando l’INPS come sostituto d’imposta, il cedolino di giugno è particolarmente importante perché contiene il primo conguaglio fiscale dell’anno. L’INPS riceve dall’Agenzia delle Entrate i risultati delle dichiarazioni 730 e applica direttamente sul cedolino:

    • Rimborsi a credito: la somma a favore del pensionato viene erogata insieme alla rata di pensione.
    • Trattenute a debito: l’importo da pagare viene sottratto dalla rata, in unica soluzione se contenuto entro l’importo netto disponibile, oppure rateizzato fino a novembre 2026 con applicazione di interessi dello 0,33% mensile.

    Il conguaglio inizia di norma da luglio per i lavoratori dipendenti, ma per i pensionati può partire già da giugno in funzione della data di consegna del 730 al CAF o al professionista. Per questo è importante leggere con attenzione il cedolino di giugno, dove possono comparire voci come “Conguaglio IRPEF da 730/2026 – rimborso” o “Trattenuta IRPEF da 730/2026 – rata 1 di N”.

    Cosa fare se il rimborso non arriva

    Se hai presentato il modello 730/2026 con esito a credito ma sul cedolino di giugno non compare alcun rimborso, le cause possono essere:

    • Modello 730 trasmesso dal CAF dopo il 15 giugno 2026 (il rimborso slitterà a luglio o agosto).
    • Dichiarazione con visto di conformità sospeso per controlli formali (art. 5 D.Lgs. 175/2014).
    • Rimborso superiore a 4.000 euro: l’Agenzia delle Entrate effettua controlli preventivi che possono ritardare l’erogazione fino a 6 mesi.
    • Mancata indicazione dell’INPS come sostituto d’imposta (in tal caso il rimborso arriva tramite bonifico dell’Agenzia delle Entrate).

    Bonus aggiuntivi e maggiorazioni 2026

    Oltre alla rivalutazione automatica, alcuni pensionati hanno diritto a maggiorazioni speciali riconosciute d’ufficio dall’INPS sulla base dei requisiti anagrafici e reddituali. Le principali per il 2026 sono:

    Maggiorazione sociale (incremento al milione)

    Riconosciuta ai pensionati ultra 70enni (con riduzioni per chi ha almeno 5 anni di contribuzione) con redditi entro le soglie di legge. Per il 2026 l’incremento al milione permette di raggiungere una pensione lorda mensile attorno ai 654-660 euro per 13 mensilità, in base alla situazione individuale.

    Integrazione al trattamento minimo

    Per chi ha una pensione contributiva o retributiva inferiore al minimo (611,85 euro lordi mensili per il 2026), l’INPS integra l’importo fino al raggiungimento del trattamento minimo, a condizione che i redditi personali (e del coniuge, per la quota di integrazione che eccede il 50%) restino entro i limiti di legge.

    Assegno sociale 2026

    L’assegno sociale 2026, riservato a chi non ha contributi sufficienti per la pensione e ha almeno 67 anni, è rivalutato dell’1,4% e ammonta a circa 538,69 euro mensili per 13 mensilità, salvo conferma puntuale nelle circolari INPS di gennaio 2026. Non viene erogato in via automatica: occorre presentare apposita domanda telematica.

    Ritiro della pensione allo sportello postale: regole e limiti

    I pensionati che riscuotono la pensione in contanti agli sportelli di Poste Italiane devono rispettare alcune regole stabilite dalla normativa antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007) e dalle convenzioni INPS-Poste:

    • Le pensioni di importo superiore a 1.000 euro netti mensili non possono essere erogate in contanti: il pensionato deve indicare un IBAN su cui ricevere l’accredito (conto corrente, libretto postale, conto Poste).
    • Il pensionato deve presentarsi munito di documento d’identità valido e codice fiscale.
    • Chi è impossibilitato a recarsi allo sportello (per età, malattia, disabilità) può delegare una persona di fiducia tramite la delega permanente alla riscossione della pensione, sottoscritta presso l’ufficio postale o presso una sede INPS.

    Per i pensionati residenti all’estero esistono procedure specifiche di accertamento dell’esistenza in vita gestite da Citibank N.A. su mandato INPS: in caso di mancato riscontro alla periodica richiesta di certificato di esistenza in vita, la pensione viene sospesa.

    Prossime scadenze importanti per i pensionati nel 2026

    ScadenzaAdempimento
    30 settembre 2026Termine ultimo invio modello 730/2026 (anche per pensionati)
    1° luglio 2026Accredito quattordicesima per chi matura il diritto entro il 31/07
    Novembre 2026Inizio addizionali regionali e comunali su cedolino
    Dicembre 2026Erogazione tredicesima e conguaglio fiscale di fine anno
    Gennaio 2027Notifica nuovi importi e modello CU 2027 (redditi 2026)

    Tenere d’occhio queste scadenze permette al pensionato di non farsi cogliere impreparato dalle variazioni periodiche del cedolino e di pianificare con anticipo eventuali adempimenti, come la presentazione del 730 o il rinnovo della delega alla riscossione.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine al servizio dei pensionati

    Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno centinaia di pensionati della provincia di Udine e del Friuli Venezia Giulia per la consultazione del cedolino della pensione, l’analisi delle trattenute, la presentazione del modello 730, la verifica delle detrazioni e la gestione di tutte le pratiche INPS. Il nostro patronato accreditato presso INPS può:

    • Stampare e analizzare gratuitamente il cedolino mensile della pensione.
    • Presentare istanze di riesame per importi non corretti, recuperi di indebito, errori sulle trattenute fiscali.
    • Calcolare la convenienza tra trattenuta a rate o in unica soluzione per i conguagli 730 a debito.
    • Aggiornare le detrazioni per familiari a carico, evitando trattenute IRPEF troppo elevate.
    • Assistere nelle pratiche di cessione del quinto della pensione per i pensionati che necessitano di liquidità.
    • Verificare i requisiti per la quattordicesima mensilità e per le maggiorazioni sociali.

    L’assistenza è gratuita per la maggior parte delle pratiche di patronato (a carico del Ministero del Lavoro), mentre per le pratiche fiscali (730, ISEE, RED, IMU) sono previste tariffe trasparenti comunicate prima dell’incarico. Il CAF Centro Fiscale opera anche con appuntamenti a domicilio per pensionati con difficoltà motorie e fornisce supporto sia in italiano che in inglese e tedesco.

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    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti sul cedolino di giugno 2026

    Quando esce il cedolino di giugno 2026 online?

    Il cedolino di giugno 2026 è di norma disponibile sul portale MyINPS a partire dagli ultimi giorni di maggio 2026, qualche giorno prima dell’accredito materiale. La pubblicazione anticipata consente al pensionato di verificare anticipatamente l’importo netto in arrivo.

    Posso ricevere il cedolino cartaceo a casa?

    La spedizione del cedolino cartaceo è stata abolita in via generale. La consultazione avviene solo online tramite MyINPS, app INPS Mobile o presso patronati e CAF. I pensionati che ne hanno necessità documentata possono chiedere assistenza al patronato per stampare il documento.

    Perché la pensione di giugno è diversa da quella di maggio?

    Le variazioni più frequenti tra maggio e giugno sono dovute al conguaglio del modello 730/2026 (rimborsi o trattenute), all’eventuale variazione delle detrazioni applicate dall’INPS o al cambio di scaglione IRPEF a seguito di un aumento del reddito complessivo presunto.

    La quattordicesima viene pagata a giugno o a luglio 2026?

    La quattordicesima è erogata d’ufficio insieme alla rata di luglio 2026, ossia il 1° luglio 2026, per chi ha già compiuto 64 anni entro il 31 luglio. Non appare quindi sul cedolino di giugno, ma viene anticipata dall’INPS senza necessità di domanda.

    Come faccio se non ricordo le credenziali SPID per consultare il cedolino?

    Puoi richiedere il recupero delle credenziali presso l’identity provider che ha rilasciato il tuo SPID (Poste, Aruba, ecc.). In alternativa, puoi rivolgerti a un patronato accreditato che, con apposita delega, può accedere al portale MyINPS per tuo conto e stampare il cedolino.

    Cosa significa la voce “Recupero indebito” sul cedolino?

    Indica che l’INPS sta recuperando, a rate, una somma erogata in passato in eccesso rispetto al dovuto (per esempio per redditi superiori dichiarati nel modello RED o per cessazione di un familiare a carico). La trattenuta è rateizzabile e può essere contestata se ritenuta non dovuta, presentando memorie difensive entro 30 giorni dalla comunicazione.

    Conclusioni: pianifica con il tuo cedolino

    Il cedolino della pensione di giugno 2026 è uno strumento informativo prezioso che ogni pensionato dovrebbe imparare a leggere e interpretare. Conoscere i propri importi, le trattenute, i conguagli e i bonus permette non solo di controllare la correttezza dell’accredito ma anche di pianificare con consapevolezza la gestione del budget familiare. Con la perequazione 2026 dell’1,4% e l’avvio dei conguagli 730/2026 già nel mese di giugno, è un’occasione preziosa per verificare aggiornamenti e ottimizzare la propria situazione fiscale.

    Se hai dubbi sul tuo cedolino, importi che non quadrano o vuoi semplicemente avere una consulenza personalizzata, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. Contattaci per fissare un appuntamento con i nostri operatori di patronato: ti aiuteremo a leggere il tuo cedolino, a presentare il 730 e a verificare tutti i bonus a cui hai diritto, comprese quattordicesima, maggiorazione sociale e detrazioni per familiari a carico.

    Maggio 23, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-23 10:34:342026-05-31 17:45:29Cedolino Pensione Giugno 2026 Online: Importi, Calendario Pagamenti e Come Consultarlo
    CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO

    Calendario Pagamenti INPS Giugno 2026: Date Complete per Ogni Prestazione

    Pensione 2026 INPS

    Il calendario dei pagamenti INPS di giugno 2026 rappresenta uno degli appuntamenti piu attesi dai milioni di cittadini italiani che ricevono pensioni, indennita di disoccupazione, prestazioni a sostegno della famiglia o misure di contrasto alla poverta. In questa guida completa trovi tutte le date precise per ciascuna prestazione erogata dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale durante il mese di giugno, con dettagli sugli importi, sulle modalita di accredito e sulle novita rispetto ai mesi precedenti.

    Conoscere in anticipo quando arrivera il bonifico INPS permette di pianificare le spese mensili, programmare scadenze fiscali e gestire al meglio il proprio bilancio familiare. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha preparato per te questa guida aggiornata con le informazioni ufficiali pubblicate dall’INPS e con i riferimenti normativi piu recenti, valida per pensionati, lavoratori, famiglie e tutti i beneficiari delle prestazioni assistenziali.

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    Pagamento Pensioni Giugno 2026: Quando Arriva l’Accredito

    Per il mese di giugno 2026, l’INPS effettua il pagamento delle pensioni a partire dal primo giorno bancabile. Poiche il 1° giugno 2026 cade di lunedi, l’accredito sara disponibile proprio dal lunedi 1° giugno 2026 per tutti i pensionati che ricevono la pensione tramite bonifico bancario, accredito su libretto postale, conto BancoPosta o carta prepagata abilitata.

    Il calendario di ritiro presso gli uffici postali (per chi ritira in contanti) segue invece una scaglionatura alfabetica distribuita sui primi giorni del mese. Questa modalita, introdotta originariamente per ridurre gli assembramenti durante l’emergenza COVID-19, e stata mantenuta come prassi consolidata per garantire ordine e sicurezza presso gli sportelli di Poste Italiane.

    Calendario alfabetico ritiro pensioni in contanti – Giugno 2026

    Iniziale CognomeGiorno di RitiroData Giugno 2026
    A – BLunedi1 giugno 2026
    C – DMartedi2 giugno 2026 (Festa Repubblica)
    E – KMercoledi3 giugno 2026
    L – OGiovedi4 giugno 2026
    P – RVenerdi5 giugno 2026
    S – ZSabato (solo mattina)6 giugno 2026

    Attenzione: il 2 giugno 2026 e festivita nazionale (Festa della Repubblica) e gli uffici postali sono chiusi. I pensionati con cognome iniziale C-D potranno ritirare in via anticipata da lunedi 1° giugno oppure recuperare nei giorni successivi. Per chi riceve l’accredito su conto corrente, la festivita non incide: il bonifico viene comunque valutato con valuta del primo giorno bancabile utile.

    Tipologie di pensione pagate a giugno 2026

    Il pagamento del 1° giugno 2026 riguarda tutte le tipologie di trattamento pensionistico erogato dall’INPS, incluse:

    • Pensione di vecchiaia (67 anni con almeno 20 anni di contributi)
    • Pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi uomini, 41 anni e 10 mesi donne)
    • Quota 103 (62 anni + 41 anni di contributi, con i requisiti vigenti per il 2026)
    • Opzione Donna e Ape Sociale (per chi ne ha i requisiti)
    • Pensione di reversibilita e pensione indiretta
    • Assegno ordinario di invalidita e pensione di inabilita
    • Pensione e assegno sociale (riservato agli over 67 con redditi bassi)
    • Trattamenti minimi integrati

    Per le pensioni di importo modesto (sotto i 12.000 euro annui lordi), nel cedolino di giugno potresti trovare la quattordicesima mensilita: si tratta di una somma aggiuntiva (compresa indicativamente tra 336 e 655 euro a seconda dell’anzianita contributiva) erogata in automatico ai pensionati con eta superiore a 64 anni e redditi entro determinate soglie.

    NASpI Giugno 2026: Date e Importi della Disoccupazione

    La NASpI – Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego e la principale indennita di disoccupazione gestita dall’INPS per i lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il posto di lavoro. Il pagamento mensile della NASpI a giugno 2026 viene di norma erogato tra il 10 e il 15 del mese, salvo eccezioni legate a sospensioni d’ufficio o controlli su DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilita) e PSP (Patto di Servizio Personalizzato).

    Per nuove domande accolte nel corso di maggio 2026, il primo pagamento puo arrivare anche piu tardi – di solito tra il 15 e il 25 di giugno – poiche l’erogazione segue tempi tecnici di lavorazione successivi all’accoglimento.

    Calcolo importo NASpI 2026

    L’importo della NASpI viene calcolato sulla retribuzione media imponibile degli ultimi 4 anni divisa per le settimane di contribuzione e moltiplicata per 4,33. Si applica il 75% della retribuzione fino a una soglia di riferimento pari a 1.480,30 euro mensili (valore 2026). Per la quota di retribuzione che eccede tale soglia, si aggiunge il 25% della parte eccedente.

    Il massimale NASpI 2026 e fissato a circa 1.575,42 euro mensili lordi. Dopo il sesto mese di percezione, l’importo viene ridotto del 3% al mese, secondo quanto previsto dal Decreto Legislativo 22/2015 che disciplina la prestazione.

    Requisiti per ricevere la NASpI

    • Stato di disoccupazione involontaria (licenziamento, cessazione contratto a termine, dimissioni per giusta causa)
    • Almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la disoccupazione
    • Almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la cessazione
    • Presentazione della domanda entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto
    • Sottoscrizione della DID online sul portale ANPAL

    DIS-COLL Giugno 2026: Disoccupazione per Collaboratori

    La DIS-COLL e l’indennita di disoccupazione riservata ai collaboratori coordinati e continuativi, agli assegnisti di ricerca e ai dottorandi con borsa di studio iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata INPS. Anche per giugno 2026, il pagamento mensile segue lo stesso calendario della NASpI, con accredito tra il 10 e il 15 giugno per le mensilita in corso.

    L’importo della DIS-COLL viene calcolato sul reddito medio mensile imponibile percepito nell’anno solare di cessazione e nell’anno precedente. Si applica il 75% del reddito fino alla soglia di 1.480,30 euro mensili, con maggiorazione del 25% sulla quota eccedente, analogamente alla NASpI. La durata massima della DIS-COLL e di 12 mesi dal 2023 (a seguito della Legge 234/2021), con riduzione del 3% mensile dal sesto mese di percezione.

    Assegno Unico Universale Giugno 2026: Date e Importi

    L’Assegno Unico e Universale per i figli a carico (D.Lgs. 230/2021) e una delle prestazioni piu importanti dal punto di vista del bilancio familiare. Per giugno 2026, l’INPS conferma il calendario di pagamento standard:

    • Beneficiari gia in pagamento: accredito tra il 17 e il 19 giugno 2026
    • Nuove domande accolte a maggio 2026: pagamento entro l’ultimo giorno lavorabile di giugno (30 giugno 2026)
    • Conguagli o variazioni ISEE: liquidati nello stesso flusso del 17-19 giugno

    Importi Assegno Unico 2026 per fascia ISEE

    Fascia ISEEImporto per figlio (mensile)
    ISEE fino a 17.090,61 euro199,40 euro
    ISEE intermedioscala progressiva
    ISEE oltre 45.574,96 euro o senza ISEE57,00 euro
    Maggiorazione per figli disabili+91,42 euro circa
    Maggiorazione famiglie con 4+ figli+18,00 euro per figlio
    Maggiorazione entrambi genitori lavoratori+35,68 euro per figlio
    Maggiorazione madri under 21+23,68 euro per figlio

    Attenzione all’ISEE: per ricevere l’Assegno Unico nella misura piena, e necessario un ISEE in corso di validita (1° gennaio – 31 dicembre 2026). Chi non presenta l’ISEE riceve solo l’importo minimo di 57 euro per figlio. Per recuperare gli arretrati dei mesi precedenti, l’ISEE deve essere presentato entro il 30 giugno 2026.

    Assegno di Inclusione (ADI) Giugno 2026

    L’Assegno di Inclusione (ADI), introdotto dal Decreto Legge 48/2023 (Decreto Lavoro) in sostituzione del Reddito di Cittadinanza, e la misura di sostegno economico riservata ai nuclei familiari in condizione di disagio economico con la presenza di disabili, minori o ultra-sessantenni. Per giugno 2026 i pagamenti seguono questo calendario:

    • Prima ricarica (nuovi accolti a maggio 2026): 15 giugno 2026, sulla Carta di Inclusione emessa da Poste Italiane
    • Rinnovo mensile (beneficiari gia attivi): 27 giugno 2026

    L’importo dell’Assegno di Inclusione si compone di una quota A (integrazione del reddito familiare fino alla soglia di 6.000 euro annui, parametrata alla scala di equivalenza) e di una eventuale quota B (contributo affitto fino a 3.640 euro annui). La famiglia deve mantenere un ISEE inferiore a 10.140 euro e rispettare i vincoli reddituali e patrimoniali stabiliti dalla normativa.

    Importante novita: dal 2026 e prevista la verifica annuale dei requisiti tramite incrocio automatico tra banche dati INPS, Agenzia delle Entrate e ANPAL. Eventuali variazioni reddituali o patrimoniali devono essere comunicate entro 15 giorni tramite Modello ADI-Com o aggiornamento ISEE.

    Supporto Formazione e Lavoro (SFL) Giugno 2026

    Il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL), anch’esso introdotto dal D.L. 48/2023, e destinato ai soggetti attivabili al lavoro di eta compresa tra 18 e 59 anni, appartenenti a nuclei con ISEE inferiore a 10.140 euro, che non hanno i requisiti per l’Assegno di Inclusione. L’importo mensile e di 500 euro per dodici mesi (rinnovabile per altri 12 mesi).

    Il pagamento SFL per giugno 2026 e calendarizzato il 15 giugno 2026 per i beneficiari iscritti correttamente al SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa) e impegnati nei percorsi formativi o di politica attiva del lavoro. L’erogazione avviene tramite bonifico bancario o IBAN comunicato in fase di domanda.

    Condizione essenziale: il SFL viene sospeso in caso di mancata partecipazione alle attivita formative o di mancata accettazione di offerte di lavoro congrue. Le famiglie con almeno un componente in carico al SFL non possono percepire contemporaneamente l’ADI sullo stesso beneficiario.

    Bonus Asilo Nido Giugno 2026

    Il Bonus Asilo Nido e un contributo economico erogato dall’INPS per il pagamento delle rette degli asili nido pubblici, privati autorizzati o per il supporto domiciliare a bambini affetti da gravi patologie croniche. Per il 2026, gli importi annuali massimi sono:

    Fascia ISEE MinorenniImporto Annuo MaxMassimo Mensile (su 11 mensilita)
    ISEE fino a 25.000,99 euro3.000 euro272,73 euro
    ISEE da 25.001 a 40.000 euro2.500 euro (3.600 euro se figli sotto 10 anni)227,27 – 327,27 euro
    ISEE oltre 40.000 euro o senza ISEE1.500 euro (3.600 euro se figli sotto 10 anni)136,37 – 327,27 euro

    I pagamenti del Bonus Asilo Nido sono effettuati a seguito della presentazione delle ricevute di pagamento delle rette mensili. Di norma, l’accredito avviene entro 30-60 giorni dalla validazione della documentazione caricata sul portale INPS. Per le mensilita di marzo e aprile 2026, molti pagamenti sono attesi nel mese di giugno 2026, in particolare nella seconda meta del mese.

    Disoccupazione Agricola Giugno 2026

    L’indennita di disoccupazione agricola e l’unico ammortizzatore sociale che viene erogato annualmente in un’unica soluzione, riferita all’attivita lavorativa svolta nell’anno solare precedente. La scadenza per presentare la domanda di disoccupazione agricola riferita al 2025 e fissata al 31 marzo 2026.

    L’INPS, sulla base delle domande accolte e dei dati comunicati dai datori di lavoro agricoli (DMAG), inizia ad effettuare i primi pagamenti dal mese di giugno 2026, con accrediti scaglionati nei mesi successivi fino a settembre. I beneficiari ricevono comunicazione personale tramite cassetto previdenziale o messaggio SMS sui contatti registrati.

    L’importo della disoccupazione agricola e pari al 40% della retribuzione percepita nel periodo di lavoro, per un massimo di 180 giornate annue, calcolato in base alle giornate di iscrizione negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.

    Indennita di Maternita e Paternita Giugno 2026

    Per le lavoratrici dipendenti, l’indennita di maternita obbligatoria (5 mesi: 2 mesi prima del parto + 3 mesi dopo) viene erogata mensilmente dall’INPS in accredito posticipato. Per giugno 2026, l’accredito mensile e previsto nei primi 10 giorni del mese (tipicamente entro il 10 giugno), salvo ritardi legati al protocollo di liquidazione.

    L’importo dell’indennita di maternita e pari all’80% della retribuzione media giornaliera percepita nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo di astensione obbligatoria. Per lavoratrici autonome e iscritte alla Gestione Separata, l’importo viene parametrato sui contributi versati negli ultimi 12 mesi.

    Il congedo di paternita obbligatorio di 10 giorni lavorativi (introdotto a regime dal 2022) viene anch’esso liquidato nel mese successivo all’utilizzo. I padri lavoratori dipendenti che hanno usufruito del congedo a maggio 2026 ricevono l’accredito a giugno 2026, di norma entro il 15 del mese.

    Congedo parentale facoltativo e bonus papa

    Anche il congedo parentale facoltativo (10 mesi complessivi tra i due genitori, fino a 12 anni di eta del bambino) viene retribuito al 30% della retribuzione per i primi mesi, con eventuali integrazioni per i mesi successivi previste dalla Legge di Bilancio 2024 (80% per il primo mese ulteriore e 60% per il secondo) per i nati dal 2024.

    Cassa Integrazione Guadagni (CIG e CIGS) Giugno 2026

    I pagamenti della Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO), della Cassa Integrazione Straordinaria (CIGS) e dei Fondi di Solidarieta bilaterali (Fondo FIS, FSBA, ecc.) seguono tempistiche variabili che dipendono da diverse condizioni:

    • Pagamento diretto INPS: la prestazione viene accreditata direttamente sul conto del lavoratore, di norma entro 30-60 giorni dall’autorizzazione del periodo di CIG
    • Pagamento anticipato dal datore: l’azienda anticipa il trattamento in busta paga e poi recupera l’importo dall’INPS tramite conguaglio UniEmens

    Per giugno 2026, i lavoratori che hanno fruito di CIG nei mesi di marzo-aprile 2026 ricevono l’accredito presumibilmente nella prima meta del mese (entro il 15 giugno), mentre per le sospensioni di maggio 2026 i pagamenti slittano alla seconda meta di giugno o all’inizio di luglio 2026.

    L’importo della Cassa Integrazione e pari all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate, con un massimale lordo rivalutato annualmente dall’INPS (per il 2026 il massimale ordinario e di circa 1.300 euro mensili lordi, leggermente piu alto per lavoratori in edilizia).

    Bonus 200 Euro, Bonus Una Tantum e Altre Prestazioni Straordinarie

    I bonus straordinari una tantum erogati negli anni 2022-2023 (Bonus 200 euro e Bonus 150 euro) sono stati misure temporanee legate alla congiuntura inflazionistica e non sono replicati nel 2026. La Legge di Bilancio 2026 ha invece confermato altre misure di sostegno strutturali, in particolare:

    • Bonus mamme lavoratrici (esonero contributivo per lavoratrici con almeno 2 figli, esteso dalla Legge di Bilancio 2024)
    • Bonus psicologo (contributi per sedute di psicoterapia entro tetti annuali per fascia ISEE)
    • Carta Risparmio Spesa (per nuclei con ISEE basso, eventuali rinnovi)
    • Bonus trasporti (in base ai decreti annuali, da verificare ogni anno)

    Per conoscere lo stato dei pagamenti dei bonus straordinari di propria pertinenza, e sempre consigliabile verificare il proprio Cassetto Previdenziale sul portale INPS (www.inps.it) accedendo con SPID, CIE o CNS. In alternativa, e possibile chiedere assistenza al patronato o al CAF di fiducia, che possono consultare la posizione previdenziale del cittadino con apposita delega.

    Calendario Completo INPS Giugno 2026: Tabella Riepilogativa

    Di seguito una tabella riepilogativa di tutte le date principali dei pagamenti INPS di giugno 2026 – da stampare e conservare per gestire al meglio il bilancio familiare del mese.

    PrestazioneData Pagamento Giugno 2026Modalita
    Pensioni (bonifico)1 giugno 2026 (lunedi)Bonifico bancario o postale
    Pensioni (contanti)1-6 giugno (scaglionato A-Z, escluso 2/6)Sportello Poste Italiane
    NASpI mensile10 – 15 giugno 2026Bonifico INPS
    NASpI nuove domande15 – 25 giugno 2026Bonifico INPS
    DIS-COLL10 – 15 giugno 2026Bonifico INPS
    Assegno Unico (beneficiari in corso)17 – 19 giugno 2026Bonifico/IBAN dichiarato
    Assegno Unico (nuove domande)Entro 30 giugno 2026Bonifico INPS
    Assegno di Inclusione (rinnovo)27 giugno 2026Carta di Inclusione (Poste)
    Assegno di Inclusione (prima ricarica)15 giugno 2026Carta di Inclusione (Poste)
    SFL (Supporto Formazione Lavoro)15 giugno 2026Bonifico bancario
    Bonus Asilo NidoVariabile (entro 30-60 gg da validazione ricevute)Bonifico INPS
    Disoccupazione AgricolaDa giugno 2026 (scaglionato)Bonifico INPS
    Maternita/PaternitaEntro il 10-15 giugno 2026Bonifico INPS
    Cassa Integrazione (pagamento diretto)Variabile (30-60 gg dall’autorizzazione)Bonifico INPS

    Come Controllare lo Stato dei Pagamenti INPS

    L’INPS mette a disposizione diversi canali per verificare lo stato dei pagamenti, l’eventuale sospensione di prestazioni o la presenza di pagamenti arretrati:

    1. Cassetto Previdenziale del Cittadino: accessibile su www.inps.it con SPID, CIE o CNS – consente di scaricare i cedolini di pagamento e visualizzare le prestazioni in essere
    2. App INPS Mobile: disponibile per Android e iOS, permette di consultare velocemente le date di pagamento dal proprio smartphone
    3. Contact Center INPS: numero verde gratuito 803.164 da rete fissa o 06.164.164 da cellulare (a pagamento secondo tariffa del proprio operatore)
    4. Patronato: consulenza gratuita per la verifica della posizione previdenziale e l’eventuale ricorso amministrativo
    5. CAF: consultazione del cedolino, pratiche ISEE, gestione modifiche dei dati personali

    Pagamento non arrivato? Cosa fare

    Se il pagamento atteso non viene accreditato nei tempi previsti, e fondamentale agire rapidamente. I motivi piu frequenti di ritardo o sospensione sono:

    • IBAN errato o non aggiornato – va modificato sul portale INPS
    • ISEE scaduto – va rinnovato tramite CAF o portale INPS
    • Mancata comunicazione di variazioni (residenza, composizione del nucleo familiare)
    • Mancata sottoscrizione del Patto di Servizio (per NASpI e ADI)
    • Controlli incrociati Agenzia delle Entrate (per ADI/SFL)

    In caso di mancato accredito entro 5 giorni lavorativi dalla data prevista, e consigliabile rivolgersi al patronato CAF Centro Fiscale di Udine per una verifica gratuita del proprio fascicolo previdenziale e per attivare, se necessario, le procedure di sollecito o ricorso amministrativo entro i termini previsti dall’INPS (di norma 90 giorni dalla comunicazione del provvedimento).

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sui Pagamenti INPS di Giugno 2026

    Quando arriva la pensione di giugno 2026?

    La pensione di giugno 2026 viene accreditata lunedi 1° giugno 2026 per chi la riceve tramite bonifico bancario o postale, in quanto e il primo giorno bancabile del mese. Per chi ritira in contanti presso gli uffici postali si applica la scaglionatura alfabetica dei primi giorni del mese, escluso il 2 giugno (festivita).

    L’Assegno Unico di giugno 2026 quando viene pagato?

    L’Assegno Unico Universale per beneficiari gia in pagamento viene erogato tra il 17 e il 19 giugno 2026. Per le nuove domande accolte a maggio, il primo pagamento arriva entro l’ultimo giorno lavorabile del mese (30 giugno 2026).

    Quando viene pagato l’ADI a giugno 2026?

    L’Assegno di Inclusione per i beneficiari gia attivi viene ricaricato sulla Carta di Inclusione il 27 giugno 2026. Per i nuovi accolti la prima ricarica e prevista il 15 giugno 2026.

    La NASpI viene pagata a inizio mese?

    No. La NASpI viene generalmente pagata tra il 10 e il 15 di ogni mese per le mensilita in corso. I pagamenti per nuove domande accolte possono arrivare entro la seconda meta del mese (15-25 giugno per giugno 2026).

    Come funziona il Bonus Asilo Nido a giugno 2026?

    Il Bonus Asilo Nido viene erogato a fronte di ricevute di pagamento delle rette caricate sul portale INPS. I pagamenti per le mensilita di marzo e aprile 2026 sono in genere liquidati nel mese di giugno 2026, in particolare nella seconda meta del mese.

    Cosa succede se il 1° del mese cade di sabato o domenica?

    Per le pensioni il pagamento viene anticipato al primo giorno bancabile (di solito il venerdi precedente). Nel caso di giugno 2026 il 1° giugno e lunedi, quindi non si applica anticipo. Le altre prestazioni (NASpI, Assegno Unico, ADI) seguono il proprio calendario interno indipendentemente dal giorno della settimana.

    Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine

    Comprendere le scadenze e gli importi delle prestazioni INPS non e sempre semplice. Le normative cambiano frequentemente, i requisiti per ciascuna misura variano in base a ISEE, composizione del nucleo familiare e situazione lavorativa, e un errore nella documentazione puo comportare ritardi o sospensione del pagamento.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre consulenza qualificata e gratuita per:

    • Verificare le tue prestazioni INPS attive e gli importi spettanti
    • Presentare nuove domande di Assegno Unico, Assegno di Inclusione, Bonus Asilo Nido e altre prestazioni
    • Rinnovare o aggiornare l’ISEE 2026 in modo corretto e completo
    • Gestire pratiche di pensione, NASpI, DIS-COLL e disoccupazione agricola
    • Effettuare la Dichiarazione dei Redditi 2026 (Modello 730 o Modello Redditi PF)
    • Risolvere ricorsi e contenziosi con INPS, Agenzia delle Entrate, Agenzia Riscossione

    Contattaci per prenotare un appuntamento o per ottenere informazioni dettagliate su ogni singola prestazione. I nostri operatori esperti ti guideranno passo dopo passo nella gestione della tua posizione previdenziale, garantendo precisione, riservatezza e rapidita.

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    Fonti ufficiali consultate: portale INPS (www.inps.it), D.Lgs. 22/2015 (NASpI e DIS-COLL), D.Lgs. 230/2021 (Assegno Unico Universale), D.L. 48/2023 convertito in L. 85/2023 (Assegno di Inclusione e Supporto Formazione e Lavoro), Legge di Bilancio 2026, circolari INPS aggiornate alla data di pubblicazione. Le date e gli importi indicati possono essere soggetti a variazioni; verificare sempre l’aggiornamento ufficiale sul sito INPS o presso il CAF/patronato di fiducia.

    Maggio 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-23 07:34:342026-05-31 09:44:00Calendario Pagamenti INPS Giugno 2026: Date Complete per Ogni Prestazione
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