https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/bonus-asilo-nido.png9241640Andrea Damianihttps://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.pngAndrea Damiani2026-07-11 19:23:222026-07-11 16:38:25Bonus Nido 2026, Pagamenti Più Veloci: Cosa Cambia per le Famiglie
Attenzione: nel 2026 esistono due misure diverse, entrambe indicate comunemente come “bonus mamme”, da non confondere. La prima è la decontribuzione IVS: uno sgravio sui contributi previdenziali riservato alle lavoratrici dipendenti con almeno 3 figli (fino a 3.000 euro l’anno di risparmio in busta paga, misura in scadenza il 31 dicembre 2026). La seconda è il Nuovo Bonus mamme INPS: una somma di 60 euro al mese erogata direttamente dall’INPS alle lavoratrici, anche autonome e partite IVA, con almeno 2 figli e reddito da lavoro entro 40.000 euro l’anno.
Le due misure hanno requisiti, importi e modalità di richiesta diversi: la decontribuzione è automatica in busta paga e non richiede domanda, mentre il Nuovo Bonus mamme va richiesto direttamente all’INPS. In questo articolo trovi la guida a entrambe, cosi capisci subito a quale hai diritto.
Cos’è la decontribuzione per le madri e come funziona
La decontribuzione (spesso chiamata anche “bonus mamme” in modo improprio) non è un pagamento diretto, ma uno sgravio contributivo: l’INPS non versa un assegno, ma riduce (fino ad azzerare) la quota dei contributi previdenziali che la lavoratrice paga ogni mese. In questo modo, la busta paga netta aumenta.
Lo sgravio si applica sui contributi a carico della lavoratrice per la parte destinata all’IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti), esclusa la maternità e altre voci minori.
Chi ha diritto alla decontribuzione
Nel 2026 ha diritto alla decontribuzione la lavoratrice che:
Ha almeno 3 figli, di cui il più piccolo di età inferiore a 18 anni
È lavoratrice dipendente a tempo indeterminato (incluse le pubbliche dipendenti)
Sono escluse le lavoratrici con contratto a tempo determinato e le lavoratrici domestiche (colf e badanti). Sono escluse anche le lavoratrici autonome e le partite IVA: per loro non è previsto uno sgravio contributivo di questo tipo, ma possono eventualmente avere diritto al Nuovo Bonus mamme (la somma mensile descritta più avanti in questo articolo).
Importo della decontribuzione
Lo sgravio copre la totalità dei contributi IVS a carico della lavoratrice, fino a un massimale di 3.000 euro l’anno (circa 250 euro al mese):
Requisito
Figlio più giovane
Sgravio
Almeno 3 figli
Fino a 18 anni
100% contributi IVS lavoratrice, fino a 3.000 euro/anno
L’importo esatto risparmiato ogni mese dipende dallo stipendio individuale (100% dei contributi IVS a carico della lavoratrice), fino al tetto massimo di 3.000 euro l’anno. Non va confuso con il Nuovo Bonus mamme, che eroga invece un importo fisso di 60 euro al mese indipendentemente dallo stipendio.
Attenzione: lo sgravio non penalizza la pensione futura. I contributi “azzerati” a carico della lavoratrice vengono comunque accreditati sul conto pensionistico, finanziati dallo Stato.
Differenze rispetto al 2025
La decontribuzione per le madri con almeno 3 figli resta sostanzialmente invariata rispetto al 2025 nei requisiti (lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato, figlio più piccolo fino a 18 anni, tetto di 3.000 euro l’anno). La misura è confermata per il 2026 ma è attualmente in scadenza al 31 dicembre 2026. La vera novità del 2026 riguarda invece il Nuovo Bonus mamme, la somma mensile erogata dall’INPS descritta nella sezione seguente, estesa anche alle lavoratrici autonome.
Nuovo Bonus mamme: i 60 euro al mese INPS
Il Nuovo Bonus mamme è una misura diversa dalla decontribuzione: si tratta di una somma in denaro erogata direttamente dall’INPS, pari a 60 euro al mese, che si aggiunge allo stipendio senza passare dalla busta paga come sgravio contributivo.
Possono richiederlo le lavoratrici, anche autonome e partite IVA, che hanno:
Almeno 2 figli
Un reddito da lavoro entro 40.000 euro l’anno
A differenza della decontribuzione, il Nuovo Bonus mamme non è automatico: va richiesto direttamente all’INPS tramite l’apposito servizio online nell’area riservata del sito INPS, sezione “Nuovo Bonus mamme”. Le lavoratrici che rientrano già nella decontribuzione (almeno 3 figli, dipendenti a tempo indeterminato) devono verificare con l’INPS o con il proprio Patronato quale misura conviene richiedere, poiché in alcuni casi non sono cumulabili sullo stesso periodo.
Come fare domanda
Per la decontribuzione, le lavoratrici dipendenti con almeno 3 figli possono:
Comunicare direttamente al datore di lavoro (o all’ufficio HR) che hanno i requisiti, con nome e codice fiscale dei figli
Rivolgersi a un CAF o Patronato che assiste nella verifica dei requisiti
Per il Nuovo Bonus mamme (60 euro al mese, anche per autonome e partite IVA), invece, occorre presentare domanda direttamente sul sito INPS, area riservata, sezione “Nuovo Bonus mamme”, oppure rivolgersi a un CAF o Patronato per la compilazione.
Il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistenza gratuita nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda all’INPS, per entrambe le misure. Per l’Assegno Unico e altri bonus puoi sempre consultare le nostre guide su ISEE e bonus famiglia.
Le due misure si cumulano con altri bonus?
Sia la decontribuzione sia il Nuovo Bonus mamme sono cumulabili con:
La decontribuzione non è invece cumulabile con altri sgravi contributivi sullo stesso rapporto di lavoro (se la lavoratrice beneficia già di un’altra esenzione contributiva totale). Per sapere se conviene richiedere la decontribuzione o il Nuovo Bonus mamme nel tuo caso specifico, rivolgiti al Patronato del CAF Centro Fiscale.
Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.
Hai bisogno di assistenza? Vieni al CAF
Se vuoi sapere se hai diritto al bonus mamme 2026, o hai bisogno di assistenza per la comunicazione all’INPS, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta. Prenota un appuntamento: siamo a Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/bonus-mamma.png9241640Andrea Damianihttps://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.pngAndrea Damiani2026-06-28 12:00:002026-08-07 08:04:36Bonus mamme INPS 2026: come funziona il nuovo bonus, requisiti e domanda entro il 30 giugno
Il bonus mamme lavoratrici 2026 — tecnicamente chiamato esonero contributivo per le lavoratrici madri — è una misura di sostegno alla natalita che riduce i contributi previdenziali a carico delle donne con 2 o piu figli. La scadenza per presentare la domanda INPS è il 30 giugno 2026: chi non ha ancora aderito ha circa 20 giorni di tempo.
In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: chi puo beneficiarne, quanto vale l’esonero, come presentare la domanda e quando arriva il beneficio in busta paga o sulle quote contributive.
Cos’e il bonus mamme lavoratrici 2026
Il bonus mamme lavoratrici e un esonero parziale dal versamento dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice. In pratica, una quota dei contributi che normalmente vengono trattenuti dalla busta paga (o versati dall’autonoma) viene azzerata, con un risparmio diretto in tasca alla madre.
La misura e stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) per le lavoratrici con 3 o piu figli e successivamente estesa anche a quelle con 2 figli dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1, commi 219-220). Per il 2026 la disciplina e confermata con le stesse condizioni.
Chi ha diritto al bonus mamme: i requisiti 2026
I requisiti per il bonus mamme lavoratrici 2026 sono i seguenti:
Lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato con almeno 2 figli, di cui il figlio piu giovane di eta inferiore ai 10 anni
Lavoratrici dipendenti a tempo determinato con almeno 3 figli, di cui il figlio piu giovane di eta inferiore ai 18 anni
Lavoratrici autonome iscritte all’INPS (artigiane, commercianti, lavoratrici agricole) o alle casse previdenziali private, con almeno 2 figli e figlio minore di eta inferiore ai 10 anni
Attenzione alla differenza tra dipendenti a tempo indeterminato e a tempo determinato: le prime accedono con 2 figli (figlio minore sotto i 10 anni), le seconde devono avere almeno 3 figli (figlio minore sotto i 18 anni). Questa distinzione e fondamentale per capire se si rientra nel beneficio.
Sono escluse le lavoratrici in congedo di maternita nel periodo in cui godono gia dell’esonero totale sui contributi previsto dalla maternita obbligatoria.
Quanto vale il bonus: importo 2026 per dipendenti e autonome
L’importo del bonus mamme varia a seconda della categoria lavorativa:
Categoria
Importo massimo
Modalita
Dipendenti a tempo indeterminato
3.000 euro annui
250 euro/mese in busta paga (esonero contributi)
Dipendenti a tempo determinato (3+ figli)
3.000 euro annui
250 euro/mese in busta paga (esonero contributi)
Lavoratrici autonome INPS
3.000 euro annui
Riduzione versamenti contributivi tramite F24
Professioniste casse private
3.000 euro annui
Riduzione quota contributiva annuale
Il beneficio massimo e di 3.000 euro annui (250 euro al mese), che corrispondono all’azzeramento della quota IVS (Invalidita, Vecchiaia e Superstiti) a carico della lavoratrice fino a quel massimale. Se i contributi effettivi sono inferiori, l’esonero si applica nella misura reale senza superare il tetto.
Come funziona il beneficio in busta paga
Per le lavoratrici dipendenti, il bonus mamme si traduce in un aumento netto della busta paga. Il datore di lavoro riceve dall’INPS il codice di autorizzazione e applica l’esonero mese per mese sul cedolino. Non c’e nessun accredito separato: la riduzione appare direttamente nella voce “esonero contributivo” del cedolino.
Il meccanismo e il seguente:
I contributi previdenziali a carico della lavoratrice (normalmente circa il 9,19% per i dipendenti) vengono ridotti fino a un massimo di 250 euro mensili
L’INPS comunica al datore di lavoro l’autorizzazione dopo l’accoglimento della domanda
L’esonero parte dal mese di accoglimento della domanda (o retroattivamente al 1° gennaio 2026 se la domanda e stata presentata entro i termini)
Per le lavoratrici autonome, l’INPS riduce direttamente la contribuzione dovuta sulle rate dei versamenti previdenziali. L’esonero viene comunicato tramite il portale INPS e si riflette sul debito contributivo dell’anno.
Come presentare la domanda INPS entro il 30 giugno 2026
La domanda per il bonus mamme lavoratrici 2026 si presenta online sul portale INPS entro il 30 giugno 2026. Ecco i passaggi:
Accedi al portale INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNS
Cerca il servizio “Esonero contributivo madri lavoratrici” o naviga in “Prestazioni e servizi” > “Maternita e famiglia”
Compila il modulo indicando: dati anagrafici, dati dei figli (codice fiscale e data di nascita), tipologia di rapporto di lavoro
Allega eventuale documentazione se richiesta (per le autonome con cassa privata potrebbe essere necessario il certificato di iscrizione alla cassa)
Invia la domanda e salva il numero di protocollo
In alternativa, la domanda si puo presentare tramite CAF o patronato. Il Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione e l’invio della domanda INPS: puoi contattarci per un appuntamento.
Il bonus mamme lavoratrici 2026 e compatibile con altre misure di sostegno alla famiglia, tra cui:
Assegno Unico Universale: si percepisce senza problemi in contemporanea all’esonero contributivo
Detrazioni per figli a carico (per figli oltre i 21 anni, non sostituiti dall’Assegno Unico): compatibili
Bonus nido e altri bonus famiglia INPS: compatibili
Non e invece cumulabile con l’esonero totale contributi durante il congedo di maternita obbligatoria (nel periodo di assenza per maternita, l’esonero specifico del bonus mamme e sospeso).
Per le lavoratrici in regime forfettario che sono anche madri, vale la pena ricordare che l’esonero contributivo del bonus mamme si applica sui contributi previdenziali effettivamente dovuti, riducendone l’importo fino al massimale annuo di 3.000 euro.
Dipendenti vs autonome: le differenze principali
Aspetto
Dipendente a tempo indeterminato
Dipendente a tempo determinato
Autonoma INPS/cassa
Numero figli richiesto
2 figli (minore < 10 anni)
3 figli (minore < 18 anni)
2 figli (minore < 10 anni)
Importo massimo annuo
3.000 euro
3.000 euro
3.000 euro
Come si riceve
In busta paga (meno contributi trattenuti)
In busta paga (meno contributi trattenuti)
Riduzione versamenti contributivi
Chi presenta domanda
La lavoratrice via INPS
La lavoratrice via INPS
La lavoratrice via INPS/cassa
Domande frequenti (FAQ)
Ho presentato la domanda nel 2025: devo richiederla di nuovo per il 2026?
Si, la domanda va presentata ogni anno perche il beneficio e annuale. Se hai gia aderito nel 2025, per il 2026 devi presentare una nuova domanda entro il 30 giugno 2026.
Cosa succede se presento la domanda dopo il 30 giugno 2026?
Le domande presentate dopo il 30 giugno 2026 potrebbero non essere accettate per l’annualita 2026 (il beneficio e riconosciuto dall’INPS in base alle risorse disponibili e ai termini fissati dalla circolare INPS). E importante non perdere la scadenza.
Il bonus mamme spetta anche alle lavoratrici con figlio adottato o affidato?
Si, il beneficio si applica anche ai figli adottati o in affidamento preadottivo, a condizione che il figlio piu giovane abbia eta inferiore al limite previsto (10 o 18 anni a seconda della tipologia contrattuale).
Il bonus mamme e tassato IRPEF?
No. L’esonero contributivo non costituisce reddito imponibile ai fini IRPEF: e una riduzione dei contributi versati, non un’erogazione di somme. Non va dichiarato nel 730 o nel Modello Redditi.
Sono una lavoratrice part-time: posso beneficiarne?
Si, le lavoratrici part-time a tempo indeterminato con i requisiti richiesti hanno diritto al bonus. L’importo sara proporzionato ai contributi effettivamente dovuti sul part-time (con il tetto massimo di 3.000 euro annui).
Come possiamo aiutarti al CAF Centro Fiscale di Udine
Se hai bisogno di assistenza per la domanda del bonus mamme lavoratrici 2026, il nostro team e a disposizione. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre supporto per:
Verifica dei requisiti e valutazione del diritto al beneficio
Compilazione e invio della domanda INPS tramite SPID/CIE
Assistenza per lavoratrici autonome con casse private
Coordinamento con il datore di lavoro per l’attivazione dell’esonero in cedolino
Contattaci per un appuntamento: la consulenza e personalizzata e valutiamo insieme tutte le misure a cui hai diritto. Ricorda che la scadenza e il 30 giugno 2026: non aspettare l’ultimo momento.
Il bonus centri estivi 2026 rappresenta una delle misure di sostegno più attese dalle famiglie italiane con figli minori. Con la Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), il Governo ha reso strutturale il Fondo nazionale per le attività socio-educative a favore dei minori, stanziando 60 milioni di euro annui a partire dal 2026. Si tratta di una novità importante: fino allo scorso anno, infatti, il finanziamento veniva rinnovato di anno in anno, mentre ora le famiglie e i Comuni possono contare su una risorsa certa e ricorrente.
Ma come funziona esattamente il bonus centri estivi 2026? Chi può richiederlo? Quanto vale il contributo e quali sono le soglie ISEE da rispettare? In questa guida completa, redatta dal team del CAF Centro Fiscale di Udine, ti spieghiamo passo passo tutto quello che c’è da sapere: dalla normativa di riferimento alle modalità di domanda, dai documenti necessari ai tempi di erogazione. Troverai anche una tabella riassuntiva con le fasce ISEE e gli importi indicativi, esempi pratici di calcolo e una sezione FAQ con le risposte alle domande più frequenti.
📬
Resta aggiornato sulle novità fiscali
Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.
Il Fondo nazionale centri estivi 2026 è uno strumento di finanziamento pubblico istituito per sostenere le famiglie italiane nelle spese legate alla frequenza dei centri estivi e dei servizi socio-educativi territoriali destinati ai minori. L’obiettivo è duplice: da un lato aiutare i genitori a conciliare lavoro e cura dei figli durante i mesi di chiusura delle scuole, dall’altro potenziare i servizi educativi e ricreativi erogati dai Comuni nel periodo estivo.
La fonte normativa principale è la Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), che ha stabilizzato il Fondo per le attività socio-educative a favore dei minori con una dotazione di 60 milioni di euro annui a decorrere dal 2026. È una svolta significativa: il fondo, nato durante l’emergenza Covid, era stato rifinanziato di anno in anno con cifre variabili. Adesso diventa strutturale, garantendo certezza e continuità ai Comuni e alle famiglie.
Il decreto interministeriale del 7 maggio 2026
Con il decreto interministeriale del 7 maggio 2026, firmato dall’Autorità politica delegata per le politiche della famiglia di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, sono stati definiti i criteri di riparto delle risorse e le modalità di monitoraggio e recupero in caso di mancata o inadeguata realizzazione degli interventi. Si tratta del provvedimento attuativo che ha messo concretamente in moto la macchina amministrativa del bonus centri estivi 2026.
Come vengono distribuite le risorse
Dei 60 milioni di euro complessivi, 59,4 milioni sono destinati direttamente ai Comuni italiani (escluse le Province autonome di Trento e Bolzano, che gestiscono autonomamente le risorse per la famiglia). La quota residua (circa 600.000 euro) è riservata al Dipartimento per le politiche della famiglia per le attività di monitoraggio e controllo. La ripartizione tra i Comuni avviene principalmente in base alla popolazione minorile residente, con eventuali correttivi territoriali.
Le risorse del bonus centri estivi 2026 dovranno essere utilizzate per finanziare progetti da realizzare necessariamente tra il 1° giugno e il 31 dicembre 2026. Questo significa che il contributo non copre solo i classici centri estivi di luglio e agosto, ma anche servizi socio-educativi territoriali, centri ricreativi e attività doposcuola erogate fino a fine anno.
Chi sono i beneficiari del bonus centri estivi 2026
Il bonus centri estivi 2026 è destinato in via indiretta alle famiglie con figli minori: il Fondo nazionale finanzia infatti i Comuni, che a loro volta erogano contributi, voucher o riduzioni di retta alle famiglie residenti. La fascia di età tipicamente coperta va dai 3 ai 14 anni, ma può variare leggermente in base ai bandi comunali (alcuni Comuni estendono fino ai 17 anni per attività rivolte agli adolescenti).
I requisiti generali per accedere al bonus centri estivi 2026 sono i seguenti:
Avere uno o più figli minorenni a carico nella fascia di età prevista dal bando comunale (in genere 3-14 anni)
Essere residenti nel Comune che ha aderito al Fondo nazionale e pubblicato il proprio bando
Disporre di un ISEE in corso di validità entro la soglia massima stabilita dal Comune
Iscrivere il minore presso un centro estivo accreditato dal Comune o presso una struttura riconosciuta
Sostenere effettivamente la spesa di iscrizione e conservare le ricevute di pagamento
È importante sottolineare che ogni Comune definisce in autonomia i requisiti specifici, le modalità di erogazione del contributo e le scadenze. Per questo motivo è fondamentale consultare il bando del proprio Comune di residenza e, in caso di dubbi, rivolgersi a un CAF per un’assistenza personalizzata. Per il calcolo dell’ISEE aggiornato il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo, disponibile sia in ufficio che online.
Le soglie ISEE indicative
Le soglie ISEE variano sensibilmente da Comune a Comune e da Regione a Regione. In linea generale, i bandi regionali tendono a coprire famiglie con ISEE fino a 30.000 o 35.000 euro, mentre alcuni bandi locali fissano limiti più restrittivi. Ad esempio, in Emilia-Romagna la soglia è fissata a 26.000 euro, mentre in altre Regioni può salire fino a 35.000 euro. Per il bonus INPS centri estivi, qualora venga riproposto nel 2026, l’accesso è in genere consentito anche a fasce ISEE più alte, ma con percentuali di rimborso decrescenti.
Importo del contributo e fasce ISEE
L’importo del bonus centri estivi 2026 dipende da tre fattori: la fascia ISEE del nucleo familiare, il numero di settimane di iscrizione al centro estivo e il costo effettivo della retta. Il contributo può essere erogato in diverse forme: rimborso diretto alla famiglia (modello INPS), voucher spendibile presso le strutture convenzionate, oppure riduzione della retta applicata direttamente dal centro estivo o dal Comune.
Prendendo come riferimento il modello del bonus INPS applicato nel 2025 (e che dovrebbe essere riproposto con criteri simili nel 2026), il contributo massimo è pari a 100 euro a settimana, per un periodo da 1 a 4 settimane anche non consecutive, per un valore complessivo fino a 400 euro per figlio. Il rimborso viene calcolato sul costo più basso tra la retta effettivamente pagata e il tetto massimo previsto, applicando una percentuale variabile in base all’ISEE.
Tabella riassuntiva fasce ISEE e contributo
Fascia ISEE
Percentuale di rimborso
Importo massimo settimanale
Massimo per 4 settimane
Fino a 8.000 euro
100%
100 euro
400 euro
8.001 – 16.000 euro
95%
95 euro
380 euro
16.001 – 24.000 euro
90%
90 euro
360 euro
24.001 – 32.000 euro
85%
85 euro
340 euro
32.001 – 56.000 euro
80%
80 euro
320 euro
Oltre 56.000 euro o DSU mancante
50%
50 euro
200 euro
Tabella indicativa basata sul bando INPS 2025. Gli importi per il 2026 saranno definiti con il bando ufficiale; i bandi comunali possono prevedere criteri differenti.
Va precisato che le percentuali e gli importi indicati sopra sono orientativi e fanno riferimento al modello del bonus INPS 2025. I bandi comunali finanziati con il Fondo nazionale centri estivi 2026 possono prevedere meccanismi differenti: alcuni Comuni applicano una quota fissa in base alla fascia ISEE (ad esempio 200 euro per fascia bassa, 100 euro per fascia media), altri preferiscono il sistema percentuale, altri ancora erogano voucher spendibili presso strutture accreditate.
Come e quando fare domanda per il bonus centri estivi 2026
La procedura per ottenere il bonus centri estivi 2026 si articola in due fasi distinte. Nella prima fase, sono i Comuni a manifestare la propria adesione al Fondo nazionale presentando una dichiarazione al Dipartimento per le politiche della famiglia. Nella seconda fase, una volta ricevute le risorse, ciascun Comune pubblica il proprio bando locale aperto alle famiglie residenti.
Fase 1: adesione dei Comuni (8-28 maggio 2026)
I Comuni interessati hanno presentato la propria dichiarazione di adesione al Fondo nazionale centri estivi 2026 esclusivamente attraverso la piattaforma dedicata pcm.appianportals.com, nella finestra temporale compresa tra l’8 e il 28 maggio 2026. Non erano ammesse modalità alternative. Tra giugno e luglio, una volta verificate le domande e ripartite le risorse in base alla popolazione minorile, i Comuni ricevono i fondi e possono attivare i propri bandi locali.
Fase 2: bandi comunali alle famiglie
Una volta ricevuti i fondi, ciascun Comune pubblica il proprio bando per le famiglie, in genere tra giugno e luglio 2026. Le modalità di partecipazione variano da Comune a Comune, ma le opzioni più diffuse sono:
Domanda telematica tramite la piattaforma comunale (con SPID, CIE o CNS), gestita dagli operatori del CAF
Domanda cartacea presso gli uffici comunali, da consegnare con la consulenza del CAF
Domanda tramite CAF o patronato, soluzione consigliata per evitare errori nella compilazione
Domanda al bonus INPS centri estivi, qualora venga riaperto nel 2026 per specifiche categorie di lavoratori
La procedura, pur essendo apparentemente lineare, presenta diverse insidie burocratiche: un ISEE non aggiornato, una documentazione incompleta o un errore nell’inserimento dei dati possono comportare il rigetto della domanda o ritardi nel pagamento del bonus centri estivi 2026. Per questo motivo, rivolgersi a un CAF è la scelta più sicura. Gli operatori del CAF Centro Fiscale di Udine si occupano di tutto: dal calcolo dell’ISEE aggiornato alla compilazione della domanda, fino al monitoraggio dell’esito.
Documenti necessari per il bonus centri estivi 2026
Per presentare la domanda di bonus centri estivi 2026, è indispensabile predisporre per tempo tutta la documentazione richiesta. Anche se i bandi comunali possono prevedere documenti aggiuntivi, esiste un elenco base comune a quasi tutte le procedure. Avere i documenti già pronti significa evitare di perdere la finestra di presentazione e velocizzare l’iter di pagamento.
ISEE in corso di validità: è il documento più importante. L’ISEE 2026 si rilascia dopo aver presentato la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) al CAF. Senza ISEE valido, la domanda non viene neppure accolta o viene collocata nella fascia massima (con rimborso minimo)
Documento d’identità del genitore richiedente in corso di validità
Codice fiscale del genitore e del minore iscritto al centro estivo
Attestato di iscrizione al centro estivo o al servizio socio-educativo, rilasciato dalla struttura
Ricevute di pagamento della retta (fatture, bonifici, ricevute fiscali), conservate accuratamente
IBAN del conto corrente intestato o cointestato al genitore richiedente, su cui ricevere il rimborso
Modulo di domanda compilato e firmato, scaricabile dal sito del Comune o predisposto dal CAF
Autocertificazione di residenza nel Comune che eroga il contributo
Un consiglio pratico: conserva tutte le ricevute di pagamento in originale e in copia digitale. Anche se la domanda viene gestita da remoto, in caso di controllo a campione il Comune può richiedere la presentazione dei giustificativi entro pochi giorni, pena la revoca del bonus centri estivi 2026.
Tempistiche di pagamento e modalità di erogazione
Le tempistiche di pagamento del bonus centri estivi 2026 dipendono dalla modalità di erogazione scelta dal Comune e dalla rapidità di istruttoria. In linea generale, le risorse del Fondo nazionale vengono trasferite ai Comuni tra giugno e luglio 2026; i Comuni a loro volta pubblicano i bandi locali e, una volta chiuse le finestre di presentazione delle domande, procedono ai pagamenti entro 30-90 giorni dall’approvazione della graduatoria.
Le modalità di erogazione più comuni del bonus centri estivi 2026 sono tre:
Rimborso diretto sul conto corrente: la famiglia paga interamente la retta e successivamente riceve il rimborso tramite bonifico sull’IBAN indicato. È la modalità tipica del bonus INPS
Voucher: il Comune emette un buono spendibile presso i centri estivi accreditati, riducendo l’importo da pagare al momento dell’iscrizione
Riduzione diretta della retta: il Comune trasferisce il contributo direttamente al gestore del centro estivo, che applica uno sconto in fattura alla famiglia
Quale modalità sia preferibile dipende dalle esigenze familiari: il rimborso diretto presuppone che la famiglia possa anticipare l’intera spesa, mentre voucher e riduzione di retta sono più sostenibili per chi ha difficoltà ad anticipare la somma. Verifica sul bando del tuo Comune quale opzione è prevista per il bonus centri estivi 2026.
Cumulabilità con altri bonus famiglia
Una delle domande più frequenti riguarda la cumulabilità del bonus centri estivi 2026 con altre misure di sostegno alla famiglia. La regola generale è che il bonus è cumulabile con la maggior parte degli altri sussidi, ma non sempre in modo automatico: occorre verificare caso per caso.
Assegno Unico Universale: pienamente cumulabile. L’AUU spetta indipendentemente da bonus specifici come quello dei centri estivi
Bonus asilo nido: cumulabile, ma riguarda fasce d’età differenti (0-3 anni per il nido, 3-14 anni per i centri estivi)
Voucher Welfare aziendale: in genere cumulabile, ma il Comune può chiedere di dichiarare l’importo per evitare doppia copertura della stessa spesa
Bonus INPS centri estivi (se riproposto nel 2026): potrebbe non essere cumulabile con il bonus comunale per la stessa settimana di frequenza
Detrazioni fiscali per attività sportive e ricreative dei minori: cumulabili nel 730, ma la parte di spesa coperta dal bonus va sottratta
Per quanto riguarda le detrazioni fiscali, va ricordato che nel 730/2026 la quota di retta coperta da bonus o voucher non è detraibile come spesa sportiva o educativa: si può detrarre solo la parte effettivamente sostenuta dalla famiglia. Per evitare errori nella dichiarazione dei redditi, è opportuno rivolgersi al CAF al momento della compilazione del 730.
Cosa fare se la domanda viene respinta
Non sempre la domanda di bonus centri estivi 2026 viene accolta al primo tentativo. Le cause più frequenti di rigetto sono: ISEE non aggiornato o errato, documentazione incompleta, presentazione fuori termine, mancanza dei requisiti di residenza, esaurimento delle risorse stanziate dal Comune. In ogni caso, esistono strumenti di tutela a disposizione della famiglia.
Se la domanda di bonus centri estivi 2026 viene respinta, ecco i passaggi consigliati:
Leggere attentamente la motivazione del rigetto, che il Comune è obbligato a comunicare
Verificare la possibilità di integrare la documentazione entro i termini indicati nel provvedimento
Presentare ricorso amministrativo al Comune o al TAR competente entro 60 giorni
Aggiornare l’ISEE se la motivazione riguarda errori o omissioni nella DSU, rivolgendoti al CAF
Verificare l’eventuale rinuncia di altri beneficiari che potrebbe liberare risorse per chi è in lista d’attesa
Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste le famiglie anche in caso di rigetto: il nostro team valuta la fondatezza del provvedimento, predispone eventuali integrazioni documentali e segue la pratica di riesame. In molti casi il bonus centri estivi 2026 viene riconosciuto al secondo tentativo, semplicemente correggendo un dato ISEE o aggiungendo una ricevuta mancante.
Esempi pratici di calcolo del bonus
Per comprendere meglio come funziona il bonus centri estivi 2026, vediamo alcuni esempi pratici basati sul modello INPS 2025 (riferimento orientativo). Ipotizziamo che il costo settimanale del centro estivo sia di 120 euro, con un tetto massimo riconosciuto di 100 euro a settimana.
Esempio 1: Famiglia ISEE 15.000 euro con 2 figli
Marco e Lucia hanno due figli di 7 e 10 anni, iscritti entrambi al centro estivo comunale per 4 settimane. L’ISEE familiare è di 15.000 euro, quindi rientrano nella fascia 8.001-16.000 euro (rimborso 95%). Il calcolo è il seguente: 100 euro x 95% = 95 euro a settimana per figlio, per 4 settimane = 380 euro a figlio, per 2 figli = 760 euro totali di bonus centri estivi 2026.
Esempio 2: Famiglia ISEE 7.500 euro con 1 figlio
Sara è una madre single con un figlio di 9 anni e un ISEE di 7.500 euro. Rientra nella fascia fino a 8.000 euro (rimborso 100%). Iscrive il figlio per 3 settimane di centro estivo. Il rimborso sarà: 100 euro x 100% = 100 euro a settimana, per 3 settimane = 300 euro totali. Sara ottiene quindi il rimborso integrale del tetto massimo previsto dal bonus.
Esempio 3: Famiglia ISEE 35.000 euro con 1 figlio
Andrea e Chiara hanno un figlio di 8 anni e un ISEE di 35.000 euro. Rientrano nella fascia 32.001-56.000 euro (rimborso 80%). Iscrivono il figlio per 2 settimane. Il calcolo è: 100 euro x 80% = 80 euro a settimana, per 2 settimane = 160 euro totali. Pur con un ISEE relativamente elevato, riescono comunque a ottenere un contributo significativo.
Questi esempi mostrano quanto sia importante avere un ISEE aggiornato e corretto per massimizzare il bonus centri estivi 2026. Un errore in DSU può comportare la collocazione in una fascia più alta e quindi un rimborso inferiore. Il CAF verifica accuratamente ogni dato prima di rilasciare l’attestazione ISEE.
Come il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti
Il CAF Centro Fiscale di Udine è il partner di fiducia per gestire l’intera procedura legata al bonus centri estivi 2026. Il nostro team di esperti ti segue passo dopo passo, evitando errori che potrebbero compromettere l’esito della domanda. I servizi che offriamo includono:
Calcolo e rilascio dell’ISEE 2026 aggiornato in tempi rapidi
Verifica dei requisiti per accedere al bonus centri estivi del tuo Comune
Compilazione della domanda e raccolta della documentazione necessaria
Presentazione telematica della pratica sui portali comunali e INPS
Monitoraggio dell’esito e gestione di eventuali integrazioni o ricorsi
Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online, in tutta Italia. Non importa dove risiedi: i nostri operatori possono assisterti da remoto via videocall, scambio documenti sicuro e firma digitale. Per le famiglie del Friuli Venezia Giulia conosciamo nel dettaglio i bandi dei Comuni capoluogo (Udine, Pordenone, Trieste, Gorizia) e dei principali Comuni della regione, garantendo un’assistenza specializzata sulla normativa locale.
📬
Resta aggiornato sulle novità fiscali
Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.
Niente spam. Cancellati quando vuoi.
Domande frequenti sul bonus centri estivi 2026
Chi può richiedere il bonus centri estivi 2026?
Il bonus centri estivi 2026 può essere richiesto dalle famiglie con figli minorenni (in genere fascia 3-14 anni) residenti in un Comune che ha aderito al Fondo nazionale, in possesso di ISEE in corso di validità entro la soglia massima stabilita dal bando comunale.
Qual è la soglia ISEE massima per accedere?
La soglia ISEE varia da Comune a Comune. In linea generale, i bandi più diffusi prevedono limiti tra 26.000 e 35.000 euro. Il bonus INPS, se riproposto nel 2026, dovrebbe consentire l’accesso anche a fasce ISEE più alte, con percentuali di rimborso decrescenti.
Quanto vale il contributo massimo?
Sulla base del modello INPS 2025, il contributo massimo è di 100 euro a settimana per un massimo di 4 settimane, ossia 400 euro per figlio. I bandi comunali possono prevedere importi differenti, anche superiori per le fasce ISEE più basse.
Quando si possono presentare le domande?
Le finestre di presentazione delle domande variano per ogni Comune. In genere i bandi locali aprono tra giugno e luglio 2026, dopo che il Comune ha ricevuto il trasferimento delle risorse dal Dipartimento per le politiche della famiglia.
Il bonus centri estivi 2026 è compatibile con l’Assegno Unico?
Si, il bonus centri estivi 2026 è pienamente cumulabile con l’Assegno Unico Universale. Si tratta di due misure indipendenti, con finalità diverse: l’AUU è un sostegno strutturale al reddito familiare, il bonus centri estivi copre una spesa specifica e temporanea.
Posso richiedere il bonus per più figli?
Si, il bonus centri estivi 2026 può essere richiesto per ogni figlio iscritto al centro estivo. Ogni minore beneficia di un proprio plafond di rimborso, quindi una famiglia con 2 o 3 figli può ottenere un contributo complessivo molto significativo.
Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine
Il bonus centri estivi 2026 rappresenta un’opportunità importante per le famiglie italiane, ma richiede attenzione nella gestione delle pratiche e nel rispetto delle scadenze. Tra ISEE da aggiornare, bandi comunali da consultare e documentazione da preparare, il rischio di commettere errori è concreto. Affidarsi a un professionista significa massimizzare le possibilità di ottenere il contributo e nei tempi più rapidi.
Hai bisogno di assistenza per il bonus centri estivi 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento e ricevere assistenza personalizzata sul calcolo ISEE e sulla presentazione della domanda.
Richiedi Assistenza per il Bonus Centri Estivi 2026
Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con il calcolo ISEE, la compilazione della domanda e il monitoraggio dell’esito per il bonus centri estivi.
Quando arriva l'Assegno Unico di settembre 2026? In questa guida aggiornata trovi le date di pagamento INPS previste, gli importi per ogni fascia ISEE, le maggiorazioni spettanti e come verificare lo stato del tuo pagamento. L'Assegno Unico…
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png9241640Andrea Damianihttps://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.pngAndrea Damiani2026-08-20 08:00:002026-08-17 11:02:09Pagamento Assegno Unico Settembre 2026: Date INPS, Importi e CalendarioASSEGNO UNICO UNIVERSALE
Hai visto la voce “conguaglio” nel pagamento dell’Assegno Unico e non sai cosa significa? Ecco perché l’INPS ricalcola gli importi, come vedere il conguaglio a credito o a debito e cosa fare se il calcolo sembra sbagliato.
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png9241640Andrea Damianihttps://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.pngAndrea Damiani2026-08-19 09:00:002026-08-13 09:12:32Conguaglio Assegno Unico 2026: Cos’è, Come Funziona e Come Vederlo su INPS
Il bonus mamme lavoratrici 2 figli è una delle misure più cercate del 2026, e anche una delle più fraintese. Il motivo è semplice: sotto lo stesso nome convivono due agevolazioni completamente diverse, con requisiti, importi e modalità…
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/bonus-mamma.png9241640Andrea Damianihttps://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.pngAndrea Damiani2026-08-07 13:00:002026-08-07 07:54:05Bonus Mamme Lavoratrici 2 Figli 2026: Guida Completa ai 60 Euro
CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI
Pubblicato su Google
Alexandra Bala
04/09/2026
⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
Pubblicato su Google
paolino servidio
03/09/2026
Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
Pubblicato su Google
Lady
01/09/2026
Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
Pubblicato su Google
Giulia Guida
25/08/2026
Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
Pubblicato su Google
Paola Zilli
07/08/2026
Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
Pubblicato su Google
Jacqueline B.
06/08/2026
Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
Pubblicato su Google
Maura Masutto
06/08/2026
Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
Pubblicato su Google
Issam Elhefnawi
31/07/2026
Molto gentile
Pubblicato su Google
Sibongile Moyana
30/07/2026
Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
Pubblicato su Google
Sabrina Cirina
23/07/2026
Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png9241640Team CAF Centro Fiscalehttps://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.pngTeam CAF Centro Fiscale2026-05-27 16:08:382026-05-27 15:55:12Bonus centri estivi 2026: al via il Fondo nazionale da 60 milioni, come chiedere il contributo
Il Bonus Nuovi Nati 2026 è un contributo una tantum di 1.000 euro erogato dall’INPS per ogni figlio nato o adottato a partire dal 1° gennaio 2025. Introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 (art. 1, comma 206, Legge n. 207/2024), il bonus è stato confermato anche per il 2026 e rappresenta uno degli strumenti di sostegno alla natalità più attesi dalle famiglie italiane. La misura è rivolta ai nuclei familiari con un ISEE inferiore a 40.000 euro e può essere richiesta entro precisi termini dalla nascita o adozione del bambino.
In questa guida aggiornata del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che devi sapere: chi ha diritto al bonus, come calcolare il requisito ISEE, la procedura completa per fare domanda sul portale INPS, i documenti da preparare e i tempi di erogazione. Se hai dubbi o hai bisogno di assistenza per la domanda, il nostro CAF è a tua disposizione.
📬
Resta aggiornato sulle novità fiscali
Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.
Niente spam. Cancellati quando vuoi.
Che cos’è il Bonus Nuovi Nati 2026?
Il Bonus Nuovi Nati è una misura di sostegno alla natalità introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207 del 30 dicembre 2024, articolo 1, commi 206-214). Si tratta di un contributo una tantum di 1.000 euro corrisposto in un’unica soluzione dall’INPS direttamente al genitore richiedente, senza necessità di presentare fatture o ricevute di spesa: il denaro è libero, senza vincoli di destinazione.
La misura è stata istituita con l’obiettivo dichiarato di incentivare la natalità in Italia, che ha raggiunto nel 2023 il minimo storico di circa 379.000 nati. Il bonus si affianca ad altre misure già esistenti come l’Assegno Unico Universale, il Bonus Asilo Nido e il Bonus Mamme Lavoratrici, costruendo un quadro complessivo di sostegno alle famiglie con figli.
Base normativa: La misura è stata originariamente disciplinata dall’art. 1, commi 206-214 della Legge n. 207/2024. L’INPS ha successivamente emanato la circolare n. 51 del 25 marzo 2025 con le istruzioni operative per la presentazione delle domande, e il messaggio INPS n. 1335 del 24 aprile 2025 con cui ha comunicato l’avvio effettivo del servizio di acquisizione delle domande sul portale.
Requisiti per ottenere il Bonus: chi ha diritto ai 1000 euro?
Per avere diritto al Bonus Nuovi Nati 2026 da 1.000 euro è necessario soddisfare contemporaneamente tutti i seguenti requisiti, come stabilito dalla Legge n. 207/2024 e specificato nella circolare INPS n. 51/2025:
1. Nascita o adozione del figlio dal 1° gennaio 2025
Il bonus spetta per ogni figlio nato, adottato o in affido preadottivo a partire dal 1° gennaio 2025. Non è previsto un limite di età del bambino al momento della domanda (tranne la scadenza di 90 giorni dalla nascita/adozione per presentare la richiesta), ma occorre che l’evento sia avvenuto entro il 31 dicembre del relativo anno di bilancio. Il bonus si applica a ciascun figlio: se nascono gemelli, spettano 1.000 euro per ogni bambino, quindi 2.000 euro in totale.
2. Cittadinanza o residenza in Italia
Il richiedente deve essere:
Cittadino italiano o cittadino UE residente in Italia
Cittadino straniero extra-UE in possesso di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o di permesso di soggiorno per asilo o protezione internazionale
Con residenza anagrafica in Italia al momento della presentazione della domanda
3. Requisito ISEE non superiore a 40.000 euro
Il nucleo familiare del richiedente deve avere un ISEE corrente non superiore a 40.000 euro al momento della domanda. Si tratta di una soglia relativamente alta che include la grande maggioranza delle famiglie italiane. L’ISEE da presentare è quello relativo al nucleo familiare aggiornato che include il neonato o il bambino adottato. Se non hai ancora aggiornato il tuo ISEE dopo la nascita, dovrai farlo prima di presentare la domanda (vedi oltre).
4. Convivenza con il figlio
Il richiedente deve convivere con il figlio nel nucleo familiare al momento della domanda. Il genitore che presenta la domanda deve risultare nello stesso stato di famiglia del bambino. In caso di genitori separati o non conviventi, ha diritto al bonus il genitore con cui il bambino convive.
Il requisito ISEE: soglia, calcolo e documenti
L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è il parametro centrale per l’accesso al bonus. Capire come funziona è fondamentale per sapere se hai diritto alla prestazione e come procedere prima di presentare la domanda INPS.
Quale ISEE serve?
Per il Bonus Nuovi Nati occorre presentare l’ISEE corrente che includa il neonato o il bambino adottato nel nucleo familiare. Dopo la nascita di un figlio, l’ISEE cambia perché cambia la composizione del nucleo e si applicano le relative scale di equivalenza. Pertanto, se prima della nascita avevi un ISEE superiore a 40.000 euro, dopo la nascita del figlio potrebbe scendere sotto la soglia grazie alla maggiore scala di equivalenza.
Attenzione: L’ISEE viene calcolato considerando i redditi e il patrimonio dell’anno precedente (DSU precompilata). Per il 2026 l’ISEE è basato sui dati 2024. Se la situazione reddituale è cambiata significativamente, puoi richiedere un ISEE corrente che fotografa la situazione attuale.
La scala di equivalenza con il neonato
La scala di equivalenza ISEE tiene conto della composizione del nucleo familiare:
Componenti del nucleo
Coefficiente ISEE
1 persona
1,00
2 persone
1,57
3 persone
2,04
4 persone
2,46
5 persone
2,85
Maggiorazione per ogni figlio minore (dal 3° in poi)
+0,35
Questo significa che una famiglia con reddito di 60.000 euro composta da 3 persone avrà un ISEE di circa 29.400 euro (60.000 / 2,04), ben al di sotto della soglia di 40.000 euro.
Come aggiornare l’ISEE dopo la nascita
Se non hai ancora l’ISEE aggiornato con il neonato, devi:
Attendere la registrazione della nascita all’anagrafe (solitamente entro 10 giorni)
Raccogliere i documenti necessari per la DSU (dichiarazione sostitutiva unica)
Recarti al CAF o compilare online la DSU precompilata sul portale INPS
Ottenere l’attestazione ISEE aggiornata
Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il servizio di compilazione ISEE con appuntamento. Contattaci per prenotare e avere l’attestazione ISEE pronta in tempi rapidi.
Come fare domanda INPS: procedura passo passo
La domanda per il Bonus Nuovi Nati 2026 si presenta esclusivamente online tramite il portale INPS, con le proprie credenziali digitali. Non è possibile presentare la domanda allo sportello o tramite raccomandata. Di seguito la procedura completa.
Credenziali necessarie
Per accedere ai servizi INPS online hai bisogno di uno dei seguenti sistemi di autenticazione:
SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) – livello 2 o superiore
CIE (Carta di Identità Elettronica) con PIN e lettore
CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
Se non hai ancora lo SPID, puoi attivarlo presso il CAF Centro Fiscale che offre il servizio di attivazione SPID con assistenza.
Passaggi per la domanda sul portale INPS
Accedi al portale INPS su www.inps.it con SPID, CIE o CNS
Nella barra di ricerca, cerca “Bonus nuovi nati” oppure naviga in: Prestazioni e servizi → Servizi → Bonus nuovi nati
Clicca su “Accedi al servizio”
Seleziona il figlio per cui si richiede il bonus (il sistema mostra i dati anagrafici disponibili)
Verifica o inserisci l’attestazione ISEE: il sistema si collega automaticamente alla banca dati INPS. Se hai già presentato la DSU, l’ISEE compare automaticamente
Inserisci l’IBAN del conto corrente su cui ricevere il bonifico (deve essere intestato o cointestato al richiedente)
Conferma i dati e invia la domanda
Conserva il numero di protocollo ricevuto via email o SMS
Entro quando fare domanda? La scadenza dei 90 giorni
La domanda deve essere presentata entro 90 giorni dalla nascita o dall’adozione del bambino. Questa è una scadenza perentoria: se non si presenta entro tale termine, il diritto al bonus decade e non è possibile recuperarlo. Calcola la scadenza con attenzione:
Data nascita/adozione
Scadenza domanda (90 giorni)
1 gennaio 2025
1 aprile 2025
1 marzo 2025
30 maggio 2025
1 giugno 2025
30 agosto 2025
1 settembre 2025
30 novembre 2025
1 gennaio 2026
1 aprile 2026
1 marzo 2026
30 maggio 2026
Consiglio pratico: Non aspettare l’ultimo momento. Presenta la domanda non appena hai l’ISEE aggiornato con il neonato, idealmente entro le prime 4-6 settimane dalla nascita.
Documenti necessari per la domanda
Prima di accedere al portale INPS per fare la domanda, assicurati di avere pronti questi documenti e informazioni:
Documento
Note
Documento di identità del richiedente
Carta di identità o passaporto in corso di validità
Codice fiscale del richiedente
Necessario per l’accesso SPID/CIE
Codice fiscale del neonato/figlio adottato
Ottenuto all’ufficio anagrafe dopo la nascita
Attestazione ISEE aggiornata
Deve includere il neonato nel nucleo familiare, valore massimo 40.000 euro
IBAN conto corrente
Intestato o cointestato al richiedente; accettati conti correnti, libretti postali con IBAN
Credenziali SPID o CIE con PIN
Per accedere al portale INPS
Per adozioni e affidi preadottivi: Occorre allegare copia del provvedimento di adozione o affido preadottivo emesso dall’autorità giudiziaria competente.
Per cittadini stranieri extra-UE: Oltre ai documenti sopra, occorre allegare copia del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per asilo/protezione internazionale.
Quando arrivano i 1000 euro? Tempi e modalità di erogazione
Dopo la presentazione della domanda, l’INPS procede alla verifica dei requisiti e all’erogazione del bonus. Ecco cosa aspettarsi:
Tempi di elaborazione
L’INPS verifica automaticamente i dati forniti (ISEE, residenza, codice fiscale del figlio) e, salvo richieste di documentazione integrativa, l’esito viene comunicato entro 30-60 giorni lavorativi dalla presentazione della domanda. In caso di accoglimento, il pagamento avviene tramite bonifico bancario sull’IBAN indicato nella domanda.
Modalità di pagamento
Il bonus viene erogato:
Accredito su conto corrente bancario tramite IBAN (soluzione più rapida)
Accredito su libretto postale con IBAN BancoPosta
Non è possibile ricevere il pagamento in contanti o tramite assegno
Comunicazione dell’esito
L’INPS comunica l’esito della domanda tramite:
Notifica nell’area personale del portale INPS (sezione “Le mie comunicazioni”)
Email all’indirizzo registrato nel profilo INPS
Possibile SMS se il numero di cellulare è stato associato al profilo
Puoi monitorare lo stato della tua domanda accedendo all’area personale INPS, sezione “Domande di prestazione / Archivio domande”.
Casi particolari: adozioni, affidamenti, gemelli
Esistono alcune situazioni specifiche che meritano un approfondimento, perché presentano caratteristiche diverse rispetto alla nascita “standard”.
Adozioni nazionali e internazionali
Il Bonus Nuovi Nati spetta anche in caso di adozione. I 90 giorni per la presentazione della domanda decorrono:
Per le adozioni nazionali: dalla data di ingresso del minore nel nucleo familiare (decreto del Tribunale per i Minorenni)
Per le adozioni internazionali: dalla data di ingresso del minore in Italia o dalla data del provvedimento di adozione straniero riconosciuto in Italia
Non esistono limiti di età del bambino adottato per l’accesso al bonus, purché l’adozione sia stata formalizzata dal 1° gennaio 2025 in poi.
Affido preadottivo
Il bonus spetta anche in caso di affido preadottivo, cioè quando il bambino viene collocato nella famiglia prima che l’adozione sia definitivamente pronunciata. In questo caso i 90 giorni decorrono dall’ingresso del minore nel nucleo familiare in base al provvedimento dell’autorità giudiziaria.
Gemelli e parti plurigemellari
In caso di parto gemellare o plurigemellare, il bonus spetta per ciascun neonato: se nascono gemelli, i 1.000 euro spettano per ognuno, per un totale di 2.000 euro. Occorre presentare una domanda separata per ogni bambino, specificando il codice fiscale di ciascuno. Il requisito ISEE si calcola una sola volta sul nucleo familiare allargato con tutti i gemelli.
Genitore single
Il bonus spetta anche al genitore single (madre o padre non convivente con un partner) purché conviva con il figlio e rispetti il requisito ISEE. In questo caso il nucleo familiare è composto dal genitore e dal figlio, e la scala di equivalenza si applica di conseguenza.
Genitori separati o divorziati
In caso di genitori non conviventi o separati, il bonus spetta al genitore con cui il bambino convive. Se l’affidamento è condiviso con residenza alternata, si raccomanda di verificare con cura chi risulta come convivente nel nucleo familiare all’atto della domanda.
Compatibilità con altri bonus e agevolazioni
Uno degli aspetti più importanti del Bonus Nuovi Nati 2026 è la sua compatibilità con le altre misure di sostegno alle famiglie. La Legge di Bilancio 2025 non ha previsto clausole di incompatibilità con le principali prestazioni INPS: il bonus è cumulabile con:
Assegno Unico Universale (AUU)
Il Bonus Nuovi Nati è compatibile con l’Assegno Unico Universale. Si tratta di due misure distinte: l’AUU è un assegno mensile che spetta per ogni figlio a carico fino a 21 anni (senza limite di età per figli disabili), mentre il Bonus Nuovi Nati è un’erogazione una tantum per la nascita o adozione. Puoi percepire entrambi contemporaneamente.
Bonus Asilo Nido
Il Bonus Nuovi Nati è compatibile con il Bonus Asilo Nido (contributo INPS per le rette degli asili nido). Si tratta di due prestazioni con finalità diverse: il Bonus Nuovi Nati è una tantum libera, il Bonus Nido è vincolato al pagamento delle rette. Non esistono clausole di incompatibilità.
Bonus Mamme Lavoratrici
Il Bonus Nuovi Nati è compatibile con il Bonus Mamme Lavoratrici (esonero contributivo per madri lavoratrici con almeno 2 figli). Le due misure hanno presupposti diversi e non sono in concorrenza.
Congedo parentale e indennità di maternità
Il Bonus Nuovi Nati è compatibile con l’indennità di maternità/paternità INPS e con il congedo parentale. Si tratta di prestazioni di natura diversa (una è un’indennità sostitutiva del reddito, l’altra un contributo una tantum per la nascita) e non esistono interferenze tra le due.
Detrazioni fiscali per figli a carico
Il bonus non è tassabile (non concorre alla formazione del reddito imponibile IRPEF) e non interferisce con le eventuali detrazioni per figli a carico nella dichiarazione dei redditi. I 1.000 euro vengono erogati in esenzione fiscale.
📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.
Tabella riepilogativa: tutto il Bonus Nuovi Nati 2026 in sintesi
Caratteristica
Dettaglio
Importo
1.000 euro una tantum per ogni figlio nato/adottato
A chi spetta
Genitore (madre o padre) convivente con il figlio
Requisito natalità
Figlio nato, adottato o in affido preadottivo dal 1° gennaio 2025
Requisito ISEE
ISEE del nucleo familiare non superiore a 40.000 euro
Cittadinanza
Cittadino italiano, UE o extra-UE con permesso di lungo soggiorno/asilo
Come fare domanda
Esclusivamente online sul portale INPS (www.inps.it)
Scadenza domanda
Entro 90 giorni dalla nascita o adozione
Erogazione
Bonifico bancario su IBAN indicato nella domanda
Tassazione
Esente da IRPEF (non concorre al reddito imponibile)
Cumulabilità
Cumulabile con AUU, Bonus Nido, Bonus Mamme e congedo parentale
Base normativa
Art. 1, commi 206-214, Legge n. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025)
Circolare INPS
Circolare n. 51 del 25 marzo 2025
Errori comuni da evitare nella domanda
Dall’esperienza del CAF Centro Fiscale nell’assistere le famiglie, ecco gli errori più frequenti che portano al rigetto della domanda o a ritardi nell’erogazione:
Presentare la domanda senza ISEE aggiornato: L’ISEE deve essere aggiornato dopo la nascita del figlio, includendo il neonato nel nucleo familiare. Se si usa un ISEE precedente che non include il bambino, la domanda viene rigettata.
Superare i 90 giorni: La scadenza è perentoria. Non esistono eccezioni o proroghe. Presenta la domanda il prima possibile, anche se non hai ancora ricevuto tutti i documenti.
IBAN non intestato al richiedente: L’IBAN indicato deve essere di un conto intestato o cointestato al richiedente. Non puoi indicare il conto di un familiare o convivente.
Dati anagrafici del figlio errati: Verifica che il codice fiscale del neonato sia corretto (rilasciato dall’Agenzia delle Entrate tramite l’ospedale o l’anagrafe).
Mancata corrispondenza tra residenza e stato di famiglia: Il richiedente e il figlio devono risultare nella stessa residenza anagrafica. Se non è ancora avvenuta la registrazione, attendi prima di fare la domanda.
Come il CAF Centro Fiscale può aiutarti
Presentare la domanda per il Bonus Nuovi Nati 2026 può sembrare semplice, ma spesso le famiglie incontrano difficoltà legate all’ISEE da aggiornare, all’accesso ai servizi INPS online o alla corretta identificazione della documentazione necessaria. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di assistenza che include:
Compilazione e aggiornamento ISEE post-nascita con il nuovo nucleo familiare
Verifica dei requisiti per il bonus (ISEE, residenza, documentazione)
Assistenza alla presentazione della domanda INPS online
Supporto in caso di richiesta di documentazione integrativa da parte dell’INPS
Consulenza su tutti i bonus cumulabili (Assegno Unico, Bonus Nido, Bonus Mamme)
Prenota un appuntamento telefonando al 0432 1638640 o contattaci tramite WhatsApp al 366 6018121. Siamo a Udine in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B.
📬
Resta aggiornato sulle novità fiscali
Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.
Niente spam. Cancellati quando vuoi.
Domande Frequenti sul Bonus Nuovi Nati 2026
Il Bonus Nuovi Nati 2026 da 1000 euro spetta anche al secondo figlio?
Si, il bonus spetta per ogni figlio nato o adottato dal 1 gennaio 2025, indipendentemente dal numero d’ordine. Il secondo, il terzo e ogni successivo figlio danno diritto ciascuno a 1.000 euro, purche il requisito ISEE del nucleo familiare sia rispettato (sotto 40.000 euro) e la domanda venga presentata entro 90 giorni dalla nascita.
Posso fare domanda anche se non ho lo SPID?
No, la domanda per il Bonus Nuovi Nati si presenta esclusivamente online sul portale INPS, che richiede l’accesso tramite SPID (livello 2), CIE con PIN oppure CNS. Non e possibile presentare la domanda allo sportello INPS o tramite CAF per conto del richiedente (il genitore deve accedere personalmente con le proprie credenziali digitali). Il CAF Centro Fiscale puo aiutarti ad attivare lo SPID e ad assistere nella compilazione.
Cosa succede se supero i 90 giorni dalla nascita?
La scadenza di 90 giorni dalla nascita o adozione e perentoria: se non presenti la domanda entro questo termine, perdi definitivamente il diritto al bonus. Non sono previste proroghe o eccezioni. E quindi fondamentale presentare la domanda tempestivamente, appena si ha l’ISEE aggiornato.
Il bonus e tassabile? Lo devo dichiarare nel 730?
No, il Bonus Nuovi Nati 2026 e esente da IRPEF e non concorre alla formazione del reddito imponibile. Non devi dichiararlo nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF). I 1.000 euro sono erogati in esenzione fiscale completa.
ISEE superiore a 40.000 euro: posso fare qualcosa per accedere al bonus?
Se il tuo ISEE supera di poco la soglia di 40.000 euro, puoi valutare alcune situazioni: (1) Se l’ISEE non include ancora il neonato, aggiornalo – potrebbe scendere sotto soglia grazie alla maggiore scala di equivalenza. (2) Se la situazione reddituale e cambiata (es. perdita di lavoro), puoi richiedere un ISEE corrente che fotografa la situazione attuale. (3) Se hai oneri documentali deducibili (spese mediche, contributi previdenziali), verificare che siano correttamente inseriti nella DSU. Il CAF puo analizzare la tua situazione e verificare se esistono margini per rientrare nella soglia.
Richiedi Assistenza per il Bonus Nuovi Nati 2026
Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con l’ISEE aggiornato, la verifica dei requisiti e la presentazione della domanda INPS per il Bonus Nuovi Nati da 1.000 euro.
Quando arriva l'Assegno Unico di settembre 2026? In questa guida aggiornata trovi le date di pagamento INPS previste, gli importi per ogni fascia ISEE, le maggiorazioni spettanti e come verificare lo stato del tuo pagamento. L'Assegno Unico…
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png9241640Andrea Damianihttps://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.pngAndrea Damiani2026-08-20 08:00:002026-08-17 11:02:09Pagamento Assegno Unico Settembre 2026: Date INPS, Importi e CalendarioASSEGNO UNICO UNIVERSALE
Hai visto la voce “conguaglio” nel pagamento dell’Assegno Unico e non sai cosa significa? Ecco perché l’INPS ricalcola gli importi, come vedere il conguaglio a credito o a debito e cosa fare se il calcolo sembra sbagliato.
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png9241640Andrea Damianihttps://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.pngAndrea Damiani2026-08-19 09:00:002026-08-13 09:12:32Conguaglio Assegno Unico 2026: Cos’è, Come Funziona e Come Vederlo su INPS
Il bonus mamme lavoratrici 2 figli è una delle misure più cercate del 2026, e anche una delle più fraintese. Il motivo è semplice: sotto lo stesso nome convivono due agevolazioni completamente diverse, con requisiti, importi e modalità…
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/bonus-mamma.png9241640Andrea Damianihttps://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.pngAndrea Damiani2026-08-07 13:00:002026-08-07 07:54:05Bonus Mamme Lavoratrici 2 Figli 2026: Guida Completa ai 60 Euro
CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI
Pubblicato su Google
Alexandra Bala
04/09/2026
⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
Pubblicato su Google
paolino servidio
03/09/2026
Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
Pubblicato su Google
Lady
01/09/2026
Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
Pubblicato su Google
Giulia Guida
25/08/2026
Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
Pubblicato su Google
Paola Zilli
07/08/2026
Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
Pubblicato su Google
Jacqueline B.
06/08/2026
Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
Pubblicato su Google
Maura Masutto
06/08/2026
Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
Pubblicato su Google
Issam Elhefnawi
31/07/2026
Molto gentile
Pubblicato su Google
Sibongile Moyana
30/07/2026
Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
Pubblicato su Google
Sabrina Cirina
23/07/2026
Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/01/bonusbebe.jpg5161024Team CAF Centro Fiscalehttps://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.pngTeam CAF Centro Fiscale2026-05-01 10:47:082026-05-31 16:28:50Bonus Nuovi Nati 2026: 1000 Euro, Come Fare Domanda? La Guida Completa
Bonus mamme casalinghe 2026: esiste davvero un bonus dedicato alle mamme che non lavorano? La risposta breve è no, il cosiddetto “bonus mamme” (l’esonero contributivo introdotto dalla Legge di Bilancio 2024) spetta esclusivamente alle lavoratrici dipendenti con almeno due figli. Tuttavia, le mamme casalinghe non restano a mani vuote: nel 2026 esistono almeno 7 agevolazioni concrete a cui possono accedere, dall’Assegno Unico Universale alla Carta Acquisti, dal Bonus Asilo Nido al Fondo Pensione Casalinghe INPS. In questa guida ti spieghiamo cosa spetta, quanto vale ogni agevolazione, quali sono i requisiti e come fare domanda.
Cerchiamo di fare chiarezza su un tema che genera molta confusione. Quando si parla di bonus mamme casalinghe 2026, molte donne sperano in un contributo economico specifico per chi si dedica alla cura della famiglia senza un’occupazione retribuita. Purtroppo, un bonus con questo nome non esiste nella normativa italiana.
Il cosiddetto “bonus mamme” di cui si parla spesso sui media e sui social network è in realtà l’esonero contributivo per le lavoratrici madri, una misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 (Legge n. 213/2023) e confermata anche per il 2026. Si tratta di uno sconto sui contributi previdenziali trattenuti in busta paga, che si traduce in un aumento dello stipendio netto mensile.
La parola chiave qui è “busta paga”: per beneficiarne serve avere un contratto di lavoro dipendente. Ed è proprio questo il punto che esclude automaticamente le casalinghe.
Esonero Contributivo Mamme: Perché le Casalinghe Sono Escluse
L’esonero contributivo per le mamme lavoratrici funziona in modo semplice: lo Stato rinuncia a una parte dei contributi previdenziali che normalmente vengono trattenuti dallo stipendio della lavoratrice. Nel 2026, il beneficio vale fino a 3.000 euro annui (circa 250 euro al mese in più in busta paga) per le lavoratrici dipendenti con almeno 2 figli, di cui il più piccolo deve avere meno di 10 anni.
Ecco perché le mamme casalinghe sono escluse:
Nessuna busta paga: l’esonero agisce sui contributi INPS trattenuti sullo stipendio. Senza stipendio, non ci sono contributi su cui applicare lo sconto
Nessun rapporto di lavoro dipendente: la misura è riservata esclusivamente ai contratti di lavoro subordinato (tempo determinato o indeterminato)
Esclusione anche per le autonome: inizialmente il bonus era limitato alle sole dipendenti, poi esteso parzialmente anche alle lavoratrici autonome, ma sempre con obbligo di versamento contributivo
Logica della misura: l’obiettivo del legislatore è incentivare le donne a restare nel mercato del lavoro dopo la maternità, non supportare chi ne è già fuori
Questa esclusione ha suscitato molte critiche, perché di fatto penalizza proprio le donne che spesso svolgono un lavoro di cura non retribuito ma fondamentale per la società. Tuttavia, la buona notizia è che esistono altre misure a cui le mamme casalinghe possono accedere.
Le 7 Agevolazioni per Mamme Casalinghe nel 2026
Anche se il “bonus mamme” in senso stretto non spetta alle casalinghe, il sistema di welfare italiano prevede diverse agevolazioni economiche accessibili indipendentemente dalla condizione lavorativa. Alcune di queste sono universali (spettano a tutte le famiglie), altre sono legate all’ISEE del nucleo familiare. Vediamole una per una.
Assegno Unico Universale: Spetta Anche Senza Lavoro
L’Assegno Unico Universale (AUU) è la principale agevolazione per le famiglie con figli a carico ed è anche la più importante per le mamme casalinghe. La parola chiave è “universale”: spetta a tutti i nuclei familiari con figli fino a 21 anni (senza limiti di età per figli disabili), indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori.
Quanto vale nel 2026:
Da 57 a 199,40 euro al mese per figlio (importo variabile in base all’ISEE)
Con ISEE fino a 17.090,61 euro: importo massimo di 199,40 euro per figlio
Con ISEE sopra 45.574,96 euro (o senza ISEE): importo minimo di 57 euro per figlio
Maggiorazioni: per figli disabili, per famiglie numerose (dal terzo figlio in poi), per genitori entrambi lavoratori, per madri sotto i 21 anni
Come fare domanda: la domanda si presenta tramite il portale INPS (sezione “Assegno Unico”), tramite il Contact Center INPS (803.164) oppure rivolgendosi a un patronato come il CAF Centro Fiscale di Udine. La domanda vale per l’intero anno e viene rinnovata automaticamente, ma è fondamentale aggiornare l’ISEE ogni anno per non perdere le maggiorazioni.
Bonus Asilo Nido 2026
Il Bonus Asilo Nido è un contributo per il pagamento della retta dell’asilo nido (pubblico o privato autorizzato) o per forme di supporto domiciliare per bambini con gravi patologie croniche. Anche questa agevolazione non richiede che la mamma lavori: basta che il bambino frequenti effettivamente un asilo nido.
Importi nel 2026:
ISEE fino a 25.000 euro: fino a 3.600 euro annui (circa 327 euro al mese per 11 mensilità)
ISEE da 25.001 a 40.000 euro: fino a 2.500 euro annui
ISEE oltre 40.000 euro: fino a 1.500 euro annui
Requisito importante: per ottenere l’importo massimo di 3.600 euro, nel nucleo familiare deve essere presente un altro figlio sotto i 10 anni. La domanda si presenta online su INPS allegando le ricevute di pagamento della retta.
Carta Acquisti: 80 Euro Ogni Due Mesi
La Carta Acquisti (detta anche Social Card) è una carta prepagata ricaricata dallo Stato con 80 euro ogni due mesi (480 euro all’anno). È pensata per le famiglie in difficoltà economica con bambini piccoli oppure per gli anziani over 65.
Requisiti per le mamme casalinghe con figli sotto i 3 anni:
ISEE del nucleo familiare non superiore a 8.052,75 euro
Avere un figlio di età inferiore a 3 anni
Essere cittadini italiani o comunitari (o titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo)
Essere residenti in Italia
Come si usa: la carta funziona come un normale bancomat per acquistare generi alimentari, prodotti farmaceutici e parafarmaceutici, e per pagare le bollette di luce e gas. La domanda si presenta presso gli uffici postali.
Carta Dedicata a Te: 460 Euro Una Tantum
La Carta Dedicata a Te è una misura introdotta nel 2023 e rinnovata anche per il 2025-2026. Si tratta di una carta prepagata del valore di 460 euro una tantum, destinata ai nuclei familiari in condizioni di difficoltà economica per l’acquisto di beni di prima necessità e carburante.
Requisiti:
ISEE del nucleo familiare non superiore a 15.000 euro
Nucleo composto da almeno 3 persone
Nessun componente del nucleo deve percepire già Assegno di Inclusione, NASpI, DIS-COLL, indennità di mobilità o cassa integrazione
Residenza in Italia
Importante: non serve fare domanda. I beneficiari vengono individuati automaticamente dall’INPS sulla base dell’ISEE e i Comuni comunicano gli aventi diritto. La carta si ritira presso gli uffici postali indicati dal proprio Comune di residenza. Però è fondamentale avere l’ISEE in corso di validità: senza ISEE aggiornato, non si viene selezionati.
Reddito di Libertà per Donne Vittime di Violenza
Il Reddito di Libertà è un contributo economico destinato alle donne vittime di violenza, seguite dai centri antiviolenza e dai servizi sociali territoriali. Non è specifico per le mamme casalinghe, ma molte donne in questa situazione si trovano proprio in condizione di non occupazione.
Quanto vale: l’importo è stato aumentato nel 2026 e può arrivare fino a 500 euro mensili per massimo 12 mesi, per un totale di 6.000 euro. L’obiettivo è favorire l’autonomia abitativa e il reinserimento sociale e lavorativo.
Come fare domanda: la richiesta va presentata ai servizi sociali del Comune di residenza, che verificano i requisiti in collaborazione con i centri antiviolenza. È necessario il parere favorevole del centro antiviolenza che segue la donna.
Assegno di Inclusione (ex Reddito di Cittadinanza)
L’Assegno di Inclusione (ADI) ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 1° gennaio 2024. È rivolto ai nuclei familiari che includono almeno un componente in condizione di svantaggio: minori, disabili, over 60 o persone in condizioni di svantaggio certificate.
Una mamma casalinga con figli minori rientra potenzialmente tra i beneficiari, a condizione di rispettare i seguenti requisiti economici:
ISEE non superiore a 9.360 euro
Reddito familiare non superiore a 6.000 euro annui (moltiplicato per la scala di equivalenza)
Patrimonio immobiliare (esclusa prima casa fino a 150.000 euro) non superiore a 30.000 euro
Patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro (incrementato per ogni componente familiare)
Nessun componente deve possedere autoveicoli con cilindrata superiore a 1600 cc immatricolati nei 36 mesi precedenti
Importo: fino a 500 euro mensili (630 euro per nuclei con tutti over 67 o disabili gravi), più un contributo affitto fino a 280 euro mensili. La domanda si presenta sul sito INPS, tramite patronato o presso i CAF.
Bonus Nuovi Nati 2026: 1.000 Euro Una Tantum
Il Bonus Nuovi Nati è una misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 che prevede un contributo di 1.000 euro una tantum per ogni figlio nato o adottato a partire dal 1° gennaio 2025. La buona notizia per le mamme casalinghe è che non è richiesta alcuna condizione lavorativa.
Requisiti:
Figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2025 in poi
ISEE del nucleo familiare non superiore a 40.000 euro
Cittadinanza italiana, UE o permesso di soggiorno di lungo periodo
Residenza in Italia
Come fare domanda: la richiesta va presentata all’INPS entro 60 giorni dalla nascita o dall’adozione, tramite il portale online INPS, il Contact Center o un patronato. L’importo di 1.000 euro viene erogato in un’unica soluzione e non concorre alla formazione del reddito.
Fondo Pensione Casalinghe INPS: Iscrizione Gratuita
Poche mamme casalinghe lo sanno, ma l’INPS gestisce un Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti, comunemente chiamato “Fondo casalinghe”. L’iscrizione è completamente gratuita e aperta a uomini e donne tra i 16 e i 65 anni che svolgono attività di lavoro in famiglia senza retribuzione e senza essere coperti da altra forma di previdenza obbligatoria.
Come funziona:
Iscrizione gratuita tramite il portale INPS o presso un patronato
Versamenti volontari con importo minimo di 25,82 euro al mese
Diritto alla pensione di vecchiaia a 57 anni (con almeno 5 anni di contributi) se l’importo maturato è almeno pari all’assegno sociale
Diritto alla pensione di inabilità in caso di impossibilità permanente a svolgere qualsiasi lavoro
Consiglio pratico: anche versare importi minimi (25-50 euro al mese) per diversi anni può garantire una piccola rendita pensionistica autonoma. È un modo per le mamme casalinghe di costruirsi una tutela previdenziale indipendente, particolarmente importante in caso di separazione o divorzio.
Tabella Riepilogativa: Tutti i Bonus a Confronto
Ecco un riepilogo di tutte le agevolazioni disponibili per le mamme casalinghe nel 2026, con importi, requisiti principali e canale per fare domanda:
Agevolazione
Importo
Requisito ISEE
Come fare domanda
Assegno Unico Universale
57-199,40 euro/mese per figlio
Universale (importo variabile con ISEE)
INPS online, patronato
Bonus Asilo Nido
Fino a 3.600 euro/anno
Fino a 25.000 euro per importo massimo
INPS online con ricevute
Carta Acquisti
80 euro ogni 2 mesi
Fino a 8.052,75 euro
Ufficio postale
Carta Dedicata a Te
460 euro una tantum
Fino a 15.000 euro
Automatica (serve ISEE)
Reddito di Libertà
Fino a 500 euro/mese x 12 mesi
Vittime di violenza certificate
Servizi sociali del Comune
Assegno di Inclusione
Fino a 500 euro/mese + 280 affitto
Fino a 9.360 euro
INPS online, patronato, CAF
Bonus Nuovi Nati
1.000 euro una tantum
Fino a 40.000 euro
INPS entro 60 giorni dalla nascita
Fondo Pensione Casalinghe
Rendita pensionistica futura
Nessun requisito ISEE
INPS online, patronato
Come Massimizzare i Benefici: Consigli Pratici
Per una mamma casalinga è fondamentale adottare alcune strategie per ottenere il massimo dalle agevolazioni disponibili. Ecco i consigli più importanti:
1. Presenta l’ISEE il prima possibile
L’ISEE è la chiave per accedere alla maggior parte delle agevolazioni. Senza un ISEE in corso di validità, rischi di ricevere solo gli importi minimi (come nel caso dell’Assegno Unico) o di non essere selezionata per la Carta Dedicata a Te. Presentalo entro gennaio-febbraio di ogni anno per non perdere arretrati.
2. Cumula più agevolazioni
Molte di queste misure sono cumulabili tra loro. Ad esempio, una mamma casalinga con ISEE basso può ricevere contemporaneamente:
Assegno Unico per ogni figlio
Bonus Asilo Nido (se il figlio frequenta il nido)
Carta Acquisti (se ISEE sotto 8.052 euro e figlio sotto i 3 anni)
Bonus Nuovi Nati (se ha avuto un figlio nel 2025-2026)
Immagina il caso di Marta, mamma casalinga con un figlio di 2 anni e ISEE di 7.000 euro. Marta potrebbe ricevere: Assegno Unico (199 euro/mese) + Bonus Nido (300 euro/mese) + Carta Acquisti (40 euro/mese) = circa 539 euro al mese, più la Carta Dedicata a Te (460 euro una tantum). In un anno, parliamo di oltre 6.900 euro di agevolazioni.
3. Non trascurare il Fondo Pensione
Anche piccoli versamenti regolari al Fondo Pensione Casalinghe INPS possono fare la differenza nel lungo periodo. Se il coniuge lavora, i contributi versati sono deducibili dalla sua dichiarazione dei redditi (modello 730), quindi il costo effettivo è inferiore a quanto versato.
4. Rivolgiti a un CAF o patronato
Un CAF come il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a presentare l’ISEE, verificare a quali agevolazioni hai diritto, compilare le domande e seguire l’iter delle pratiche. Il servizio è spesso gratuito o a costo contenuto e ti evita errori che potrebbero ritardare o compromettere l’erogazione dei benefici.
📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.
No, il “bonus mamme” inteso come esonero contributivo non spetta alle casalinghe. È riservato alle lavoratrici dipendenti (e in parte alle autonome) con almeno 2 figli. Tuttavia, le mamme casalinghe possono accedere ad altre agevolazioni come l’Assegno Unico Universale, il Bonus Asilo Nido, la Carta Acquisti e il Bonus Nuovi Nati.
Quali bonus spettano a una mamma che non lavora?
Una mamma che non lavora può richiedere: l’Assegno Unico Universale (per ogni figlio fino a 21 anni), il Bonus Asilo Nido (se il figlio frequenta il nido), la Carta Acquisti (con ISEE sotto 8.052 euro), la Carta Dedicata a Te (con ISEE sotto 15.000 euro), l’Assegno di Inclusione (con ISEE sotto 9.360 euro) e il Bonus Nuovi Nati (1.000 euro per figli nati dal 2025).
Come funziona il fondo pensione per casalinghe INPS?
Il Fondo Pensione Casalinghe INPS è un fondo previdenziale con iscrizione gratuita riservato a chi svolge lavoro di cura non retribuito. Puoi versare contributi volontari a partire da 25,82 euro al mese. Dopo almeno 5 anni di contributi, a 57 anni maturi il diritto alla pensione di vecchiaia (se l’importo è almeno pari all’assegno sociale). I contributi sono deducibili dal reddito del coniuge nel 730.
Serve l’ISEE per ricevere l’Assegno Unico?
L’Assegno Unico spetta a tutti, anche senza ISEE. Però senza ISEE ricevi solo l’importo minimo di 57 euro per figlio. Presentando l’ISEE, l’importo aumenta in base alla situazione economica del nucleo: con ISEE basso puoi arrivare fino a 199,40 euro per figlio al mese. Per questo motivo, presentare l’ISEE è sempre conveniente.
La Carta Dedicata a Te si può cumulare con l’Assegno Unico?
La Carta Dedicata a Te non è cumulabile con alcune prestazioni come l’Assegno di Inclusione o la NASpI. Tuttavia, è cumulabile con l’Assegno Unico Universale. Verifica i requisiti specifici del tuo nucleo familiare rivolgendoti al tuo Comune o a un patronato.
Posso ricevere il Bonus Nuovi Nati anche se sono casalinga?
Sì, il Bonus Nuovi Nati di 1.000 euro spetta indipendentemente dalla condizione lavorativa della madre. L’unico requisito economico è avere un ISEE non superiore a 40.000 euro. La domanda va presentata all’INPS entro 60 giorni dalla nascita o dall’adozione del figlio.
Hai bisogno di aiuto con ISEE, Assegno Unico o altre agevolazioni?
Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare a quali bonus hai diritto, a presentare l’ISEE e a compilare tutte le domande. Non lasciare soldi sul tavolo: molte mamme casalinghe non sanno di avere diritto a centinaia di euro al mese di agevolazioni.
Il bonus mamme lavoratrici 2025 2 figli è una delle agevolazioni più cercate dalle famiglie italiane. Si tratta dell’esonero contributivo per le mamme lavoratrici introdotto dalla Legge di Bilancio 2024 e confermato anche per il 2025 e il 2026: un risparmio concreto fino a 3.000 euro all’anno (250 euro al mese) sulla busta paga delle madri dipendenti con almeno 2 figli. Se sei una mamma lavoratrice e vuoi sapere se hai diritto a questo bonus, quanto vale e come richiederlo, in questa guida trovi tutte le risposte aggiornate.
Cos’è il Bonus Mamme Lavoratrici: l’Esonero Contributivo Spiegato Semplice
Il cosiddetto bonus mamme lavoratrici è in realtà un esonero contributivo, cioè una riduzione dei contributi previdenziali che ogni lavoratrice dipendente versa normalmente all’INPS. In pratica, invece di pagare la quota di contributi a carico della lavoratrice (che di solito è pari al 9,19% dello stipendio lordo), lo Stato se ne fa carico al posto tuo, fino a un massimo di 3.000 euro all’anno.
Questa misura è stata introdotta dall’articolo 1, commi 180-182 della Legge di Bilancio 2024 (Legge n. 213/2023) con l’obiettivo di sostenere la natalità e le famiglie con figli. La Legge di Bilancio 2025 ha confermato e ampliato il beneficio, estendendolo anche alle mamme con soli 2 figli, mentre in precedenza era riservato esclusivamente alle madri con 3 o più figli.
Il risultato concreto? Uno stipendio netto più alto ogni mese, senza dover fare nulla di diverso rispetto al normale lavoro. L’esonero contributivo mamme rappresenta un aiuto reale per le famiglie, ed è completamente diverso dall’assegno unico universale o dagli altri bonus legati all’ISEE.
Requisiti per il Bonus Mamme Lavoratrici 2025 2 Figli
Per ottenere il bonus mamme lavoratrici con 2 figli, devi soddisfare tutti i seguenti requisiti contemporaneamente:
Essere lavoratrice dipendente con contratto a tempo indeterminato (settore privato o pubblico)
Avere almeno 2 figli, di cui il più piccolo non abbia ancora compiuto 10 anni
Non essere una lavoratrice domestica (colf, badanti e baby-sitter sono escluse)
Attenzione a un dettaglio importante: il beneficio si applica fino al mese in cui il figlio più piccolo compie 10 anni. Ad esempio, se hai due figli di 8 e 5 anni, l’esonero durerà fino al compimento dei 10 anni del figlio più piccolo. Quando il bambino compie 10 anni, dal mese successivo l’esonero cessa automaticamente.
Il requisito si basa sulla presenza di figli: non è necessario che i figli siano fiscalmente a carico. Conta il semplice fatto di essere madre di almeno 2 figli, indipendentemente dal reddito dei figli stessi.
Importo dell’Esonero Contributivo: Quanto si Risparmia
L’esonero contributivo per le mamme lavoratrici prevede un risparmio massimo di:
3.000 euro all’anno (importo massimo annuo)
250 euro al mese (importo massimo mensile)
Come funziona il calcolo? L’esonero copre il 100% della quota di contributi IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) a carico della lavoratrice, che normalmente è pari al 9,19% della retribuzione lorda. Se i contributi mensili a tuo carico superano i 250 euro, il risparmio massimo resta comunque di 250 euro al mese.
Facciamo un esempio pratico: supponiamo che Maria abbia uno stipendio lordo di 2.000 euro al mese. I contributi a suo carico sarebbero normalmente 2.000 x 9,19% = 183,80 euro. Con l’esonero, Maria non paga quei 183,80 euro e li riceve direttamente in busta paga come stipendio netto in più. In un anno, Maria risparmia circa 2.205 euro.
Per stipendi più alti, il risparmio può raggiungere il tetto massimo. Ad esempio, con un lordo mensile di 2.800 euro, i contributi sarebbero 257,32 euro, ma l’esonero copre fino a un massimo di 250 euro: il risparmio annuo sarà quindi di 3.000 euro (il massimo previsto).
Differenza tra Bonus Mamme 2 Figli e Bonus Mamme 3 o Più Figli
La normativa prevede due versioni dell’esonero contributivo mamme, con regole leggermente diverse:
Caratteristica
Bonus 2 Figli
Bonus 3+ Figli
Numero figli
2 figli
3 o più figli
Limite di età
Fino ai 10 anni del minore
Fino ai 18 anni del minore
Importo massimo
3.000 euro/anno
3.000 euro/anno
Contratto richiesto
Tempo indeterminato
Tempo indeterminato
Durata prevista
2025-2026
2024-2026
Settore
Pubblico e privato
Pubblico e privato
Come puoi vedere, la differenza principale sta nel limite di età del figlio più piccolo: con 2 figli l’esonero dura fino ai 10 anni del minore, mentre con 3 o più figli si estende fino ai 18 anni. L’importo massimo è identico in entrambi i casi.
Un aspetto importante: se hai 2 figli e il più piccolo supera i 10 anni, perdi il diritto al bonus. Ma se nel frattempo nasce un terzo figlio, passi automaticamente alla versione “3 figli” con limite esteso a 18 anni.
Chi Ha Diritto al Bonus Mamme Lavoratrici
Il bonus mamme lavoratrici spetta a tutte le lavoratrici dipendenti con contratto a tempo indeterminato, sia nel settore privato che nel settore pubblico. Ecco nel dettaglio chi ne ha diritto:
Dipendenti del settore privato con contratto a tempo indeterminato
Dipendenti del settore pubblico (scuola, sanità, enti locali, ministeri, ecc.)
Lavoratrici in somministrazione con contratto a tempo indeterminato
Lavoratrici part-time a tempo indeterminato (l’esonero si calcola sui contributi effettivi)
Apprendiste con contratto di apprendistato (equiparato al tempo indeterminato)
Non è richiesto un livello minimo di reddito né un ISEE specifico. Il bonus spetta a tutte le madri lavoratrici dipendenti che soddisfano i requisiti, indipendentemente dalla fascia di reddito.
Chi è Escluso dal Bonus: Colf, Badanti e Lavoratrici Autonome
Non tutte le mamme lavoratrici possono accedere all’esonero. Sono escluse dal bonus mamme lavoratrici:
Lavoratrici domestiche: colf, badanti e baby-sitter sono espressamente escluse dalla norma, anche se hanno contratto a tempo indeterminato
Lavoratrici autonome e libere professioniste: chi ha partita IVA (incluse le lavoratrici in regime forfettario) non può accedere al bonus
Lavoratrici con contratto a tempo determinato: il contratto deve essere a tempo indeterminato
Collaboratrici coordinate e continuative (co.co.co.)
Lavoratrici con contratti atipici (prestazioni occasionali, lavoro intermittente, ecc.)
L’esclusione delle lavoratrici domestiche è stata molto dibattuta. Se sei una colf o badante e vuoi conoscere le alternative disponibili, leggi il nostro approfondimento su bonus mamme per colf e badanti: quali alternative esistono.
Come Richiedere il Bonus Mamme Lavoratrici: Procedura Passo per Passo
La buona notizia è che richiedere il bonus mamme lavoratrici è molto semplice. Non devi presentare domanda all’INPS: il bonus viene applicato direttamente dal tuo datore di lavoro. Ecco come fare:
1. Comunica al datore di lavoro i codici fiscali dei figli
Il primo passo è informare il tuo datore di lavoro (o l’ufficio paghe/consulente del lavoro) che hai diritto all’esonero. Dovrai comunicare i codici fiscali dei tuoi figli affinché il datore possa inserire il beneficio in busta paga.
2. Il datore di lavoro applica l’esonero in busta paga
Una volta ricevuti i dati, il datore di lavoro (tramite il consulente del lavoro o il software paghe) applica automaticamente l’esonero contributivo nella tua busta paga mensile. Vedrai la voce relativa all’esonero direttamente nel cedolino.
3. L’INPS verifica i requisiti
L’INPS effettua le verifiche necessarie sui dati comunicati. In caso di requisiti non soddisfatti, l’Istituto può procedere al recupero delle somme non dovute. Per questo è fondamentale comunicare dati corretti e aggiornati. Se hai ricevuto un esito negativo, puoi presentare riesame INPS entro 30 giorni.
Compatibilità del Bonus Mamme con Altri Bonus e Agevolazioni
Una delle domande più frequenti riguarda la cumulabilità del bonus mamme lavoratrici con le altre agevolazioni. Ecco la situazione aggiornata:
Assegno Unico Universale: SÌ, compatibile. Puoi ricevere sia l’esonero contributivo che l’assegno unico per i tuoi figli. Sono due misure diverse e cumulabili
Bonus Nido: SÌ, compatibile. Il bonus asilo nido è cumulabile con l’esonero mamme
Bonus Nuovi Nati: SÌ, compatibile. I 1.000 euro per i nuovi nati si sommano all’esonero
Detrazioni per figli a carico: SÌ, compatibili. Le detrazioni fiscali nel 730 restano applicabili
Esonero contributivo under 36: NO, non cumulabile. Se il datore di lavoro beneficia già dell’esonero per le assunzioni under 36, non si può applicare anche quello mamme sullo stesso rapporto di lavoro
Congedo di maternità: durante il congedo obbligatorio l’esonero continua ad applicarsi
In sintesi, l’esonero contributivo mamme si somma alla maggior parte delle prestazioni familiari. L’unica incompatibilità riguarda altri esoneri contributivi già applicati al contratto di lavoro.
Esempi Pratici di Calcolo del Bonus Mamme in Busta Paga
Per capire concretamente quanto risparmia una mamma lavoratrice, vediamo alcuni esempi pratici basati su diversi livelli di stipendio:
Stipendio lordo mensile
Contributi normali (9,19%)
Con esonero mamme
Risparmio mensile
Risparmio annuo
1.400 euro
128,66 euro
0 euro
128,66 euro
1.543,92 euro
1.800 euro
165,42 euro
0 euro
165,42 euro
1.985,04 euro
2.200 euro
202,18 euro
0 euro
202,18 euro
2.426,16 euro
2.800 euro
257,32 euro
7,32 euro
250,00 euro
3.000,00 euro
3.500 euro
321,65 euro
71,65 euro
250,00 euro
3.000,00 euro
Come puoi vedere, per stipendi fino a circa 2.720 euro lordi mensili, l’esonero copre l’intero importo dei contributi. Per stipendi superiori, il risparmio massimo si ferma a 250 euro al mese (3.000 euro annui).
📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.
Domande Frequenti sul Bonus Mamme Lavoratrici 2 Figli (FAQ)
Il bonus mamme lavoratrici vale anche nel 2026?
Sì, l’esonero contributivo per le mamme lavoratrici è stato confermato dalla Legge di Bilancio 2025 anche per il 2026. Le condizioni restano le stesse: fino a 3.000 euro annui di esonero per lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato con almeno 2 figli.
Devo presentare domanda all’INPS?
No. Non è necessario presentare domanda all’INPS. Devi semplicemente comunicare i codici fiscali dei tuoi figli al datore di lavoro, che provvederà ad applicare l’esonero in busta paga. L’INPS verificherà i requisiti in automatico.
Se ho un contratto part-time ho diritto al bonus?
Sì, a condizione che il contratto sia a tempo indeterminato. L’importo dell’esonero sarà proporzionato ai contributi effettivamente versati, che dipendono dallo stipendio (più basso per il part-time). Il tetto massimo resta 250 euro/mese.
Il bonus mamme influisce sulla pensione futura?
No. L’esonero è a carico dello Stato, che versa i contributi al posto tuo. La tua posizione contributiva INPS resta invariata: i contributi risultano comunque versati ai fini del calcolo della pensione. Non perdi nulla in termini di anzianità contributiva.
Cosa succede se il mio figlio compie 10 anni durante l’anno?
L’esonero cessa dal mese successivo al compimento dei 10 anni del figlio più piccolo (nel caso di 2 figli). Ad esempio, se tuo figlio compie 10 anni il 15 marzo, l’esonero si applica fino a marzo compreso e cessa da aprile.
Se sono in maternità, perdo il bonus?
No. Durante il congedo di maternità obbligatorio l’esonero continua ad applicarsi normalmente. Anche durante il congedo parentale facoltativo, se retribuito, l’esonero resta attivo.
Hai Bisogno di Aiuto con il Bonus Mamme?
Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare i requisiti per il bonus mamme lavoratrici e a comunicare correttamente i dati al tuo datore di lavoro. Contattaci per una consulenza personalizzata.
La domanda bonus nido 2026 può finalmente essere inviata: dal 1° aprile 2026 la piattaforma INPS è ufficialmente attiva per ricevere le richieste di contributo per le rette degli asili nido. Il Messaggio INPS n. 1136 del 31 marzo 2026 ha dato il via libera alle istanze, che potranno essere trasmesse fino al 31 dicembre 2026.
Se sei un genitore con un figlio che frequenta l’asilo nido e vuoi ottenere fino a 3.600 euro all’anno di rimborso sulle rette pagate, questa guida ti accompagna passo dopo passo nella compilazione della domanda bonus nido 2026 tramite il portale INPS. Ti spiegheremo come accedere, quali documenti preparare, come inserire le ricevute di pagamento e quali errori evitare per non vedere respinta la tua richiesta.
Una grande novità del 2026: la domanda, una volta accolta, resta valida fino ad agosto dell’anno in cui il bambino compie 3 anni. Non dovrai più ripresentarla ogni anno, ma solo aggiornare le mensilità e allegare i documenti di spesa. Vediamo nel dettaglio come procedere con la domanda bonus nido 2026 sulla piattaforma INPS.
📬
Resta aggiornato sulle novità fiscali
Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.
Piattaforma INPS Bonus Nido 2026: Quando e Come Accedere
La piattaforma INPS per il bonus nido 2026 è operativa dal 1° aprile 2026 e resterà aperta fino al 31 dicembre 2026. Per presentare la domanda bonus nido 2026 in autonomia devi possedere un’identità digitale valida: SPID di livello 2 o superiore, CIE 3.0 (Carta d’Identità Elettronica) oppure CNS (Carta Nazionale dei Servizi).
Per accedere al servizio collegati al sito ufficiale INPS e cerca la sezione “Sostegni, Sussidi e Indennità”, quindi seleziona “Bonus asilo nido e forme di supporto presso la propria abitazione“. In alternativa, puoi digitare direttamente questa dicitura nella barra di ricerca del portale.
Una volta effettuato l’accesso con le tue credenziali digitali, il sistema ti mostrerà la tua area personale. Da qui potrai visualizzare eventuali domande già presentate negli anni precedenti oppure creare una nuova istanza cliccando su “Inserimento“.
Se non hai dimestichezza con le procedure online o preferisci essere seguito da un professionista, il CAF Centro Fiscale di Udine può presentare la domanda per tuo conto, verificando che tutti i dati e i documenti siano corretti prima dell’invio.
Come Ottenere SPID per la Domanda Bonus Nido
Se non possiedi ancora SPID, puoi richiederlo gratuitamente presso diversi provider autorizzati (Poste Italiane, Aruba, InfoCert, Namirial, Sielte e altri). La procedura richiede un documento d’identità valido, la tessera sanitaria e un indirizzo email attivo. Il riconoscimento può avvenire online tramite webcam, di persona presso un ufficio abilitato, oppure con firma digitale se già ne possiedi una.
Per il bonus nido 2026 serve lo SPID di livello 2, che prevede l’autenticazione con password più un codice OTP (One Time Password) inviato via SMS o generato da app. La maggior parte dei provider rilascia direttamente questo livello.
Requisiti per la Domanda Bonus Nido 2026: Chi Può Richiederlo
Prima di procedere con la domanda bonus nido 2026 sulla piattaforma INPS, verifica di possedere tutti i requisiti necessari. Il contributo spetta al genitore che sostiene effettivamente il pagamento della retta e che convive con il minore. Ecco i requisiti completi:
Cittadinanza: italiana, di uno Stato UE, oppure permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, carta di soggiorno per familiari di cittadini UE, permesso unico lavoro superiore a 6 mesi
Residenza: il richiedente deve risiedere in Italia
Convivenza: genitore e bambino devono far parte dello stesso nucleo familiare
Età del bambino: da 0 a 3 anni (il bonus copre fino ad agosto dell’anno del terzo compleanno)
Pagamento rette: il richiedente deve essere chi effettivamente paga le rette dell’asilo
Il bonus è alternativo alla detrazione fiscale del 19% per le spese di frequenza asilo nido prevista dall’articolo 15 del TUIR. Se presenti la domanda bonus nido 2026 e ottieni il contributo, non potrai detrarre le stesse spese nella dichiarazione dei redditi.
Importi Bonus Nido 2026 per Fascia ISEE: Tabella Completa
Gli importi del bonus nido 2026 variano in base all’ISEE neutralizzato e alla data di nascita del bambino. L’ISEE neutralizzato è una novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2026: si tratta di un indicatore che esclude dal calcolo gli importi percepiti a titolo di Assegno Unico Universale (AUU), evitando così di penalizzare le famiglie che già beneficiano di questo sostegno.
La Circolare INPS n. 29 del 27 marzo 2026 ha chiarito come viene calcolato: dall’ISEE per prestazioni familiari si sottrae l’importo dell’Assegno Unico diviso per la scala di equivalenza.
Tabella importi per bambini nati dal 1° gennaio 2024:
Fascia ISEE neutralizzato
Importo annuo
Rate mensili
Fino a 40.000 euro
3.600 euro
10 rate da 327,27€ + 1 da 327,30€
Oltre 40.000 euro o ISEE assente
1.500 euro
10 rate da 136,37€ + 1 da 136,30€
Tabella importi per bambini nati prima del 1° gennaio 2024:
Fascia ISEE neutralizzato
Importo annuo
Rate mensili
Fino a 25.000,99 euro
3.000 euro
10 rate da 272,73€ + 1 da 272,70€
Da 25.001 a 40.000 euro
2.500 euro
10 rate da 227,27€ + 1 da 227,30€
Oltre 40.000 euro o ISEE assente
1.500 euro
10 rate da 136,37€ + 1 da 136,30€
Per ottenere l’importo massimo con la domanda bonus nido 2026 è fondamentale avere un ISEE aggiornato al 2026. Se non presenti l’ISEE, riceverai automaticamente l’importo minimo di 1.500 euro.
Esempio Pratico di ISEE Neutralizzato
La circolare INPS fornisce un esempio concreto: se il tuo nucleo familiare ha un ISEE per prestazioni familiari di 41.000 euro, una scala di equivalenza di 3,10 e un Assegno Unico percepito di 3.100 euro, l’importo da escludere è pari a 1.000 euro (3.100 / 3,10). L’ISEE neutralizzato scende quindi a 40.000 euro, permettendoti di accedere alla fascia con l’importo massimo di 3.600 euro anziché 1.500 euro.
Questo meccanismo è particolarmente vantaggioso per le famiglie con figli che percepiscono l’Assegno Unico: l’ISEE effettivo può superare la soglia, ma quello neutralizzato potrebbe rientrare nei limiti per gli importi più alti.
Vediamo ora nel dettaglio come compilare la domanda bonus nido 2026 sulla piattaforma INPS. La procedura è guidata e molti campi vengono precompilati automaticamente dal sistema, ma è importante verificare ogni informazione prima dell’invio.
Step 1 – Accesso al servizio Collegati al portale INPS e autenticati con SPID, CIE o CNS. Cerca “Bonus asilo nido” nella barra di ricerca e accedi al servizio dedicato.
Step 2 – Verifica dati richiedente Il sistema mostra automaticamente i tuoi dati anagrafici prelevati dal profilo INPS: nome, cognome, codice fiscale, residenza. Controlla che siano corretti e aggiornati. Se ci sono errori, dovrai prima correggerli nel tuo profilo MyINPS.
Step 3 – Inserimento dati del minore Inserisci il codice fiscale del bambino per cui richiedi il contributo. Il sistema verificherà automaticamente la presenza nel tuo nucleo familiare ISEE e l’età anagrafica.
Step 4 – Scelta tipologia di contributo Seleziona tra:
Contributo per frequenza asilo nido: per il rimborso delle rette di nidi pubblici o privati autorizzati
Contributo per supporto domiciliare: per bambini con gravi patologie croniche che non possono frequentare l’asilo (richiede certificazione del pediatra)
Step 5 – Dati della struttura Per il contributo asilo nido, inserisci i dati della struttura: denominazione completa, indirizzo, CAP, comune e specifica se si tratta di asilo pubblico o privato autorizzato.
Step 6 – Selezione mensilità Indica per quali mesi dell’anno richiedi il contributo. Puoi selezionare anche mensilità future, ma il pagamento avverrà solo dopo aver allegato le ricevute di avvenuto pagamento.
Strutture Ammesse dal 2026: Le Novità
Dal 1° gennaio 2026 la domanda bonus nido può essere presentata per una gamma più ampia di strutture educative:
Nidi e micronidi che accolgono bambini tra 3 e 36 mesi
Sezioni primavera per bambini tra 24 e 36 mesi
Servizi integrativi come spazi gioco autorizzati
Nidi in famiglia regolarmente censiti
Questo ampliamento offre maggiore flessibilità alle famiglie che utilizzano servizi educativi diversi dal classico asilo nido tradizionale.
Documenti da Allegare alla Domanda Bonus Nido 2026
Per completare correttamente la domanda bonus nido 2026 devi allegare specifici documenti. La documentazione varia in base alla tipologia di contributo richiesto.
Per il contributo rette asilo nido:
Ricevute di pagamento delle singole mensilità, oppure
Fatture quietanzate emesse dalla struttura, oppure
Dichiarazione della struttura che attesti l’avvenuto pagamento delle rette
I documenti devono riportare chiaramente: il nome del bambino o del genitore pagante, il periodo di riferimento (mese e anno), l’importo pagato e la denominazione della struttura.
Per il contributo supporto domiciliare:
Attestazione del pediatra di libera scelta che certifichi per l’intero anno di riferimento l’impossibilità del bambino a frequentare gli asili nido a causa di una grave patologia cronica
La certificazione deve essere allegata ogni anno solare per mantenere il diritto al contributo
Formato dei documenti: I file da caricare devono essere in formato PDF, JPG o PNG con dimensione massima di 2 MB ciascuno. Assicurati che le immagini siano leggibili e che tutti i dati siano visibili.
Importante: La scadenza per allegare tutti i documenti relativi alle spese di un anno solare è il 30 aprile dell’anno successivo. Ad esempio, per le rette pagate nel 2026 hai tempo fino al 30 aprile 2027.
Come Inserire le Ricevute di Pagamento Mensili
L’inserimento delle ricevute di pagamento è il passaggio cruciale per ottenere l’erogazione del bonus nido 2026. Il contributo viene infatti pagato solo a fronte della documentazione di spesa effettivamente sostenuta.
Dopo aver inviato la domanda iniziale, dovrai tornare periodicamente sulla piattaforma INPS per caricare le ricevute delle mensilità pagate. Ecco come procedere:
Step 1 – Accedi alla tua domanda Entra nel servizio “Bonus asilo nido” e seleziona “Le mie domande”. Visualizzerai l’elenco delle istanze presentate.
Step 2 – Seleziona “Allega documenti” Clicca sulla domanda attiva e poi sul pulsante “Allega documenti” o “Inserisci ricevute”.
Step 3 – Scegli la mensilità Seleziona il mese per cui stai caricando la documentazione (gennaio, febbraio, marzo, ecc.).
Step 4 – Carica il file Carica la ricevuta o fattura in formato PDF, JPG o PNG. Verifica che il documento mostri chiaramente: nome del bambino o del genitore pagante, mese e anno di riferimento, importo pagato, denominazione dell’asilo nido.
Step 5 – Conferma e invia Dopo il caricamento, conferma l’invio. Il sistema registrerà la documentazione e la pratica passerà in lavorazione.
Consiglio pratico: Non aspettare la fine dell’anno per caricare tutte le ricevute. Inseriscile man mano che le ricevi, così velocizzi i tempi di liquidazione e riduci il rischio di dimenticanze.
Ricevute Non Valide: Cosa Evitare
Alcuni documenti vengono respinti dal sistema o dalla verifica INPS:
Contabili di bonifico senza descrizione della causale
Screenshot di pagamenti da app bancarie (preferisci sempre il PDF della banca)
Ricevute generiche che non indicano il periodo di riferimento
Documenti illeggibili per scarsa qualità dell’immagine
Fatture non quietanzate (senza indicazione “pagato” o senza data di pagamento)
Se una ricevuta viene respinta, riceverai una notifica nell’area personale INPS e potrai caricare un nuovo documento.
Errori Comuni nella Domanda Bonus Nido 2026 e Come Evitarli
Molte domande vengono respinte o ritardate per errori facilmente evitabili. Ecco i più frequenti nella compilazione della domanda bonus nido 2026 e come prevenirli.
1. ISEE non valido o scaduto L’errore più comune è presentare la domanda senza un ISEE 2026 valido. Senza ISEE riceverai solo l’importo minimo di 1.500 euro, anche se avresti diritto a importi superiori. Verifica la validità del tuo ISEE prima di inviare la domanda.
2. Codice fiscale del minore errato Un semplice errore di digitazione nel codice fiscale del bambino blocca la pratica. Controlla sempre due volte prima di confermare.
3. Dati della struttura incompleti La denominazione esatta, l’indirizzo completo e l’indicazione se pubblica o privata autorizzata sono obbligatori. Informazioni parziali causano il rigetto della domanda.
4. Mancata convivenza con il minore Il richiedente deve convivere con il bambino ed essere presente nello stesso nucleo familiare ISEE. Se ci sono discrepanze anagrafiche, la domanda viene respinta.
5. Ricevute non conformi Documenti che non riportano chiaramente il periodo di riferimento, l’importo o il nome del bambino/genitore vengono scartati.
6. Richiesta per strutture non autorizzate Gli asili nido privati devono essere autorizzati dall’ente locale competente. Per i nidi in famiglia verifica che siano regolarmente censiti.
7. Doppia richiesta da parte di entrambi i genitori Solo un genitore può presentare la domanda. Se entrambi inviano l’istanza, una delle due verrà respinta.
Tempistiche di Lavorazione Domanda Bonus Nido INPS
Dopo aver inviato la domanda bonus nido 2026, l’INPS avvia l’istruttoria per verificare i requisiti e la documentazione allegata. Ecco le tempistiche indicative per le diverse fasi.
Verifica requisiti iniziale: 30-45 giorni Dall’invio della domanda, l’INPS verifica la sussistenza dei requisiti soggettivi (cittadinanza, residenza, convivenza con il minore) e incrocia i dati con l’ISEE. Se tutto è corretto, la domanda passa allo stato “Accolta”.
Prima erogazione: 60-90 giorni Dopo l’accoglimento e il caricamento della prima ricevuta di pagamento, la prima rata viene liquidata entro 60-90 giorni. I pagamenti successivi sono più rapidi.
Pagamenti mensili: entro 30 giorni Una volta avviata l’erogazione, i pagamenti delle mensilità successive avvengono generalmente entro 30 giorni dal caricamento della documentazione di spesa.
Come monitorare lo stato della pratica: Accedi periodicamente alla sezione “Le mie domande” nel servizio Bonus asilo nido. Potrai visualizzare:
Stato della domanda (in lavorazione, accolta, respinta)
Mensilità già liquidate
Importi erogati
Eventuali documenti mancanti
Notifiche automatiche: L’INPS invia comunicazioni via email e SMS (se hai attivato il servizio) per informarti di variazioni nello stato della pratica, richieste di integrazione documenti o avvenuta liquidazione.
Novità 2026: Validità Pluriennale della Domanda
Una delle principali novità per la domanda bonus nido 2026 riguarda la validità pluriennale dell’istanza. Fino al 2025 era necessario presentare una nuova domanda ogni anno solare. Dal 2026 le regole cambiano in modo significativo.
Come funziona la validità pluriennale: La domanda presentata nel 2026, una volta accolta, resta valida fino al mese di agosto dell’anno in cui il bambino compie 3 anni. Non dovrai più ripresentare l’istanza da zero ogni gennaio.
Esempio pratico: Se tuo figlio è nato a marzo 2024 e presenti la domanda ad aprile 2026, l’istanza resterà valida fino ad agosto 2027 (anno del terzo compleanno). Per oltre un anno non dovrai preoccuparti di rinnovare la domanda.
Cosa devi fare ogni anno solare: Anche se la domanda resta valida, ogni anno dovrai:
Indicare le mensilità richieste per il nuovo anno solare
Allegare le ricevute di pagamento delle rette
Per il contributo domiciliare, rinnovare la certificazione medica del pediatra
Questi aggiornamenti si effettuano sempre tramite la piattaforma INPS, accedendo alla domanda già presente.
Quando la domanda perde validità:
Il bambino compie 3 anni (validità fino ad agosto di quell’anno)
Perdita dei requisiti (cittadinanza, residenza, convivenza)
Cambio della struttura frequentata (richiede aggiornamento dati)
Rinuncia volontaria del genitore
📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.
Domande Frequenti sulla Procedura INPS Bonus Nido 2026
Posso fare la domanda bonus nido 2026 senza ISEE?
Sì, puoi presentare la domanda anche senza ISEE, ma riceverai automaticamente l’importo minimo di 1.500 euro annui. Per ottenere gli importi superiori (fino a 3.600 euro) devi avere un ISEE 2026 valido. Puoi anche presentare la domanda e integrare l’ISEE successivamente: l’importo verrà ricalcolato.
Entro quando devo caricare le ricevute di pagamento?
Le ricevute relative alle rette pagate in un anno solare devono essere caricate entro il 30 aprile dell’anno successivo. Ad esempio, per le spese del 2026 la scadenza è il 30 aprile 2027. Ti consigliamo però di caricarle man mano per velocizzare i rimborsi.
Cosa succede se cambio asilo nido durante l’anno?
Se cambi struttura durante l’anno devi aggiornare la domanda sulla piattaforma INPS inserendo i dati del nuovo asilo nido. La domanda resta valida, ma dovrai indicare le mensilità relative a ciascuna struttura e allegare le rispettive ricevute.
Possono fare domanda entrambi i genitori?
No, la domanda può essere presentata da un solo genitore: quello che effettivamente sostiene il pagamento delle rette e convive con il minore. Se entrambi i genitori inviano la richiesta, una delle due verrà respinta.
Il bonus nido è compatibile con l’Assegno Unico?
Sì, il bonus nido 2026 è pienamente compatibile con l’Assegno Unico Universale. Inoltre, l’ISEE neutralizzato introdotto nel 2026 esclude proprio gli importi dell’Assegno Unico dal calcolo, evitando penalizzazioni per chi percepisce entrambi i benefici.
📬
Resta aggiornato sulle novità fiscali
Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.
🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.
La domanda bonus nido 2026 sulla piattaforma INPS è ora più semplice grazie alla validità pluriennale e all’ISEE neutralizzato. Con questa guida hai tutti gli strumenti per compilare correttamente la richiesta, allegare i documenti necessari e monitorare lo stato della pratica.
Ricorda i punti chiave: accedi con SPID, CIE o CNS, verifica di avere un ISEE 2026 aggiornato per ottenere l’importo massimo, carica le ricevute man mano che le ricevi e rispetta la scadenza del 30 aprile dell’anno successivo per i documenti di spesa.
Hai bisogno di assistenza per la domanda bonus nido 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.