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NOTIZIE

NASPI 2026: Nuove Regole dalla Riforma del Lavoro

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Nuovi Requisiti Contributivi NASPI 2026
  2. Modifiche alla Durata dell’Indennità
  3. Importi e Calcolo NASPI 2026
  4. Quando Entrano in Vigore le Novità

La riforma del lavoro 2026 introduce importanti modifiche alla NASPI, l’indennità di disoccupazione per i lavoratori dipendenti. Le novità NASPI 2026 riguardano principalmente i requisiti contributivi, la durata dell’indennità e le modalità di calcolo dell’importo spettante.

I cambiamenti, approvati con la Legge di Bilancio 2026 e il successivo decreto attuativo del Ministero del Lavoro, sono entrati in vigore il 1° gennaio 2026 e si applicano a tutte le domande NASPI presentate dal 2026 in poi. Vediamo nel dettaglio cosa cambia rispetto al 2025.

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Nuovi Requisiti Contributivi NASPI 2026

La riforma della NASPI 2026 modifica i requisiti contributivi minimi per accedere all’indennità di disoccupazione.

Requisiti NASPI prima della riforma (fino al 2025)

  • 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni
  • 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la disoccupazione

Nuovi requisiti NASPI dal 2026

  • 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni
  • 45 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti (erano 30)

Questa modifica mira a ridurre le domande di breve durata e a garantire un’indennità solo a chi ha un legame più stabile con il mercato del lavoro.

ATTENZIONE: Chi ha perso il lavoro nel 2025 ma presenta domanda nel 2026 deve rispettare i nuovi requisiti più stringenti. È consigliabile verificare con il CAF se si matura il diritto alla NASPI prima di presentare domanda.

Modifiche alla Durata dell’Indennità

Anche la durata massima della NASPI subisce modifiche con la riforma 2026.

Durata NASPI fino al 2025

La NASPI spettava per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive versate negli ultimi 4 anni, con un massimo di 24 mesi (104 settimane).

Nuova durata NASPI dal 2026

La riforma introduce una riduzione progressiva della durata massima:

  • Lavoratori under 35: durata massima 18 mesi (78 settimane)
  • Lavoratori 35-54 anni: durata massima 21 mesi (91 settimane)
  • Lavoratori over 55: durata massima resta 24 mesi (104 settimane)

Il criterio di calcolo resta invariato: metà delle settimane contributive versate, ma con i nuovi tetti massimi per età.

Importi e Calcolo NASPI 2026

Sul fronte degli importi NASPI, la riforma 2026 introduce modifiche al calcolo e ai tetti massimi.

Calcolo importo base

Il calcolo della NASPI resta basato sulla retribuzione media degli ultimi 4 anni:

  • 75% della retribuzione media se questa è inferiore a 1.425 euro (rivalutato annualmente)
  • 75% fino a 1.425 euro + 25% della parte eccedente se superiore

Nuovi tetti massimi 2026

La riforma introduce tetti massimi differenziati:

  • Importo massimo NASPI 2026: 1.550 euro/mese (era 1.470 nel 2025)
  • Riduzione mensile accelerata: dal sesto mese la NASPI si riduce del 3% mensile (era dal settimo mese)

IMPORTANTE: Per chi ha figli a carico, è previsto un bonus famiglia del 5% sull’importo spettante, cumulabile con l’Assegno Unico.

Quando Entrano in Vigore le Novità

Le nuove regole NASPI 2026 sono entrate in vigore il 1° gennaio 2026 e si applicano a:

  • Tutte le domande NASPI presentate dal 2026, anche se la cessazione del rapporto di lavoro è avvenuta nel 2025
  • NASPI già in corso al 31/12/2025: continuano con le vecchie regole fino alla scadenza naturale
  • Nuove cessazioni dal 1° gennaio 2026: si applicano i nuovi requisiti più stringenti

ATTENZIONE ALLE DOMANDE IN SOSPESO: Chi ha perso il lavoro a fine 2025 ma non ha ancora presentato domanda NASPI deve considerare che si applicheranno i nuovi requisiti 2026 (13 settimane).

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i lavoratori nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda NASPI con le nuove regole.


📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sulla NASPI 2026

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Chi può richiedere la NASPI con le nuove regole 2026?

Possono richiedere la NASPI 2026 i lavoratori dipendenti che hanno perso il lavoro involontariamente e che hanno maturato almeno 18 settimane di contributi negli ultimi 4 anni e 45 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti (requisiti più stringenti rispetto al 2025).

La durata della NASPI è cambiata nel 2026?

Sì, la riforma introduce tetti massimi differenziati per età: 18 mesi per under 35, 21 mesi per 35-54 anni, 24 mesi per over 55. La durata effettiva resta pari alla metà delle settimane contributive versate, ma entro questi nuovi limiti.

Quanto si riduce la NASPI ogni mese nel 2026?

La NASPI si riduce del 3% mensile a partire dal sesto mese (anticipato rispetto al settimo mese previsto fino al 2025). L’importo massimo mensile è di 1.550 euro nel 2026.

Posso richiedere la NASPI al CAF?

Sì, il CAF Centro Fiscale di Udine assiste nella verifica dei requisiti NASPI 2026, nel calcolo dell’importo spettante e nella compilazione e trasmissione della domanda telematica all’INPS.


Le novità NASPI 2026 introducono requisiti più stringenti e durate differenziate per età, ma mantengono la funzione di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti che perdono il lavoro involontariamente.

Se hai perso il lavoro e vuoi verificare se hai diritto alla NASPI con le nuove regole 2026, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: ti assistiamo nella verifica dei requisiti, nel calcolo dell’importo spettante e nella presentazione della domanda telematica all’INPS.


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Bonus Casa 2026: 50% per la Prima Casa e 36% per le Altre

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La Legge di Bilancio 2026 conferma i bonus casa con aliquote differenziate: 50% per la prima casa e 36% per le altre abitazioni. Si tratta dell’ultima opportunita per usufruire della detrazione al 50% sulla ristrutturazione dell’abitazione principale, prima che le percentuali scendano ulteriormente nel 2027. L’ISEE non e richiesto: il beneficio spetta a tutti i contribuenti proprietari o titolari di diritto reale sull’immobile.

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Bonus Casa 2026: Cosa Prevede la Legge di Bilancio

La Manovra 2026, approvata in via definitiva dalla Camera dei Deputati con 216 voti favorevoli, conferma per un altro anno il sistema delle detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica.

Le aliquote previste per il 2026 sono:

  • 50% per spese relative a interventi sull’abitazione principale
  • 36% per spese su altri immobili (seconde case, immobili locati o in uso gratuito)

Il limite massimo di spesa resta fissato a 96.000 euro per unita immobiliare, da recuperare in 10 quote annuali di pari importo. In pratica, chi spende 96.000 euro sulla prima casa potra detrarre 4.800 euro all’anno per 10 anni (50% di 96.000 diviso 10).

Aliquota 50%: Requisiti per la Prima Casa

Per beneficiare della detrazione al 50%, non basta essere proprietari dell’immobile. La normativa specifica che l’agevolazione spetta ai proprietari o titolari di diritto reale (usufrutto, uso, abitazione) che utilizzano l’unita immobiliare come abitazione principale.

In altre parole, e necessaria la coincidenza tra:

  • L’immobile oggetto dei lavori di ristrutturazione
  • La residenza anagrafica del contribuente

Un aspetto importante riguarda la tempistica: se l’immobile non e abitazione principale all’avvio dei lavori ma lo diventa al termine degli interventi, e comunque possibile accedere all’aliquota del 50%. Per le seconde case, case vacanza o immobili dati in locazione si applica invece l’aliquota ridotta del 36%, sempre con tetto di 96.000 euro.

Lavori Ammessi al Bonus Ristrutturazione 2026

Il Bonus Casa 2026 copre un’ampia gamma di interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia. Tra i lavori ammessi rientrano:

  • Rifacimento bagni e cucina
  • Sostituzione infissi e serramenti
  • Realizzazione o rifacimento impianti (elettrico, idraulico, riscaldamento)
  • Consolidamento statico e antisismico
  • Installazione ascensori e scale di sicurezza
  • Realizzazione di autorimesse o posti auto
  • Efficientamento energetico (cappotto termico, caldaie a condensazione, pompe di calore)
  • Cablatura edifici e installazione impianti fotovoltaici

Per gli interventi su parti comuni condominiali valgono le stesse aliquote: 50% se il condominio e composto prevalentemente da abitazioni principali dei condomini, 36% negli altri casi.

Come Funziona la Detrazione in 10 Rate Annuali

La detrazione fiscale del Bonus Casa 2026 viene recuperata attraverso la dichiarazione dei redditi in 10 quote annuali di pari importo.

Esempio pratico: supponiamo di spendere 60.000 euro per ristrutturare l’abitazione principale nel 2026.

  • Spesa totale: 60.000 euro
  • Detrazione spettante (50%): 30.000 euro
  • Importo annuale detraibile: 3.000 euro (30.000 / 10)

Nel modello 730 o Redditi PF degli anni dal 2027 al 2036, si potra indicare una detrazione di 3.000 euro annui, che ridurra l’IRPEF dovuta o aumentera il rimborso spettante.

Importante: a differenza degli anni scorsi, non e piu possibile cedere il credito a terzi o ottenere lo sconto in fattura. Il beneficio e utilizzabile esclusivamente come detrazione nella propria dichiarazione dei redditi.

Bonus Mobili 2026: Confermato al 50% con Tetto 5.000 Euro

Insieme al Bonus Casa, la Legge di Bilancio 2026 conferma anche il Bonus Mobili ed Elettrodomestici.

L’agevolazione permette di detrarre il 50% delle spese sostenute per acquisto di mobili nuovi (cucine, letti, armadi, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, divani) e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata (frigoriferi A+, lavatrici A, lavastoviglie A).

Il limite di spesa e fissato a 5.000 euro per unita immobiliare. Requisito fondamentale: gli acquisti devono essere collegati a lavori di ristrutturazione iniziati a partire dal 1 gennaio 2025.

Cosa Cambia dal 2027: Aliquote in Calo

Il 2026 rappresenta l’ultima opportunita per usufruire della detrazione al 50% sulla ristrutturazione dell’abitazione principale. Dal 2027 in poi, infatti, le aliquote subiranno un progressivo ridimensionamento.

Calendario delle riduzioni:

  • 2027: 36% per la prima casa, 30% per le altre abitazioni
  • Dal 2028: 30% per tutte le abitazioni (senza distinzione)

Per questo motivo, chi ha in programma lavori di ristrutturazione importanti potrebbe valutare di anticiparli al 2026 per beneficiare dell’aliquota piu vantaggiosa.

Superbonus e Bonus Barriere: Fine Corsa nel 2025

La Legge di Bilancio 2026 segna la definitiva chiusura di due agevolazioni che hanno caratterizzato gli ultimi anni.

Superbonus: non e prevista alcuna proroga oltre il 2025. Gli ultimi interventi condominiali ancora in corso si concludono entro il 31 dicembre 2025 con aliquota al 65%. Dal 1 gennaio 2026 il Superbonus non sara piu disponibile.

Bonus Barriere Architettoniche (75%): anche questa detrazione scade il 31 dicembre 2025 senza proroghe. Gli interventi finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche potranno comunque rientrare nel Bonus Ristrutturazione ordinario al 50% o 36%, ma senza l’aliquota maggiorata del 75%.

Bonifico Parlante e Documentazione Obbligatoria

Per accedere al Bonus Casa 2026 e fondamentale rispettare precisi adempimenti documentali.

Bonifico parlante: tutti i pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico bancario o postale dedicato alle ristrutturazioni edilizie, che riporta:

  • Causale del versamento con riferimento normativo (articolo 16-bis DPR 917/86)
  • Codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • Codice fiscale o partita IVA del destinatario del pagamento

Documentazione da conservare: fatture dei lavori, ricevute dei bonifici parlanti, comunicazione preventiva ASL (se prevista), titolo abilitativo comunale (CILA, SCIA, permesso di costruire), asseverazioni tecniche per interventi di efficientamento energetico.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti

Serve l’ISEE per il Bonus Casa 2026?

No, il Bonus Casa 2026 (detrazione 50% o 36% per ristrutturazioni) non richiede alcun requisito ISEE. L’agevolazione spetta a tutti i contribuenti proprietari o titolari di diritto reale sull’immobile, indipendentemente dal reddito.

Posso usare il Bonus Casa sulla seconda casa?

Si, il Bonus Casa 2026 e valido anche per le seconde case, ma con aliquota ridotta al 36% anziche 50%. Il tetto di spesa resta 96.000 euro per unita immobiliare, con detrazione in 10 quote annuali.

Quali sono le scadenze per i lavori nel 2026?

I lavori possono essere eseguiti in qualsiasi momento del 2026. Per fruire della detrazione e necessario che le spese siano sostenute (pagate) entro il 31 dicembre 2026. La detrazione si recuperera dal 2027 in poi in 10 rate annuali.

Il Bonus Casa 2026 e cumulabile con altri bonus?

Il Bonus Casa (ristrutturazione) non e cumulabile con l’Ecobonus sugli stessi lavori. E invece cumulabile con il Bonus Mobili se collegato a interventi di ristrutturazione. Non e possibile cumulo con Superbonus o Bonus Barriere (scaduti nel 2025).

Cosa succede se vendo casa prima di aver usato tutte le 10 rate?

In caso di vendita dell’immobile, le quote residue di detrazione non ancora utilizzate si trasferiscono automaticamente all’acquirente, salvo diverso accordo tra le parti formalizzato nell’atto di compravendita.


Fonti: Legge di Bilancio 2026, Agenzia delle Entrate – Guida Bonus Casa

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Gennaio 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-04 11:28:552026-09-28 20:55:14Bonus Casa 2026: 50% per la Prima Casa e 36% per le Altre
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Cessione del Quinto 2026: Tassi, Requisiti e Come Funziona

La cessione del quinto è una delle forme di prestito personale più richieste in Italia, particolarmente apprezzata da dipendenti e pensionati per la sua accessibilità e sicurezza. Si tratta di un finanziamento garantito dalla trattenuta diretta in busta paga o sul cedolino della pensione, che permette di ottenere liquidità senza necessità di garanzie reali come ipoteche o fideiussioni.

Nel 2026, la cessione del quinto continua a essere una soluzione finanziaria vantaggiosa per chi ha bisogno di liquidità immediata per spese impreviste, ristrutturazioni, acquisto di beni durevoli o consolidamento debiti. I tassi di interesse rimangono competitivi rispetto ad altri prestiti personali, con TAN tra il 6,5% e il 9% e TAEG tra l’8% e l’11%, a seconda del profilo del richiedente e della durata del finanziamento.

In questa guida completa analizziamo come funziona la cessione del quinto, quali sono i requisiti per dipendenti e pensionati, i tassi applicati nel 2026, gli importi massimi richiedibili e i vantaggi e svantaggi di questa forma di prestito. Scoprirai anche come richiedere la cessione del quinto e quali documenti servono per l’istruttoria.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la Cessione del Quinto
  2. Come Funziona la Cessione del Quinto
  3. Cessione del Quinto dello Stipendio
  4. Cessione del Quinto della Pensione
  5. Tassi di Interesse 2026
  6. Importi Massimi e Durata
  7. Vantaggi della Cessione del Quinto
  8. Svantaggi e Costi Nascosti
  9. Differenza con la Delegazione di Pagamento
  10. Come Richiedere la Cessione del Quinto
  11. Domande Frequenti

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Cos’è la Cessione del Quinto

La cessione del quinto è un prestito personale riservato a lavoratori dipendenti (pubblici e privati) e pensionati, caratterizzato da una forma di rimborso particolare: la rata mensile viene trattenuta direttamente dalla busta paga o dalla pensione dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico (INPS, INPDAP, etc.) e versata all’istituto finanziario erogante.

Il nome deriva dal fatto che l’importo massimo della rata non può superare un quinto (20%) dello stipendio o della pensione netta mensile. Questa caratteristica rende la cessione del quinto particolarmente sicura per l’istituto di credito, che ha la certezza del rimborso direttamente dalla fonte di reddito del debitore.

Caratteristiche principali

  • Trattenuta automatica: la rata viene prelevata prima che lo stipendio o la pensione arrivi sul conto corrente
  • Nessuna garanzia reale richiesta: non servono ipoteche, pegni o fideiussioni
  • Assicurazione obbligatoria inclusa: polizza vita e perdita impiego (per dipendenti) o impiego e decesso (per pensionati)
  • Importo fino a 75.000 euro per dipendenti e pensionati con redditi elevati
  • Durata da 24 a 120 mesi (2-10 anni)
  • Rata fissa per tutta la durata del prestito

La cessione del quinto si differenzia dal prestito personale tradizionale proprio per questa modalità di rimborso automatico, che elimina il rischio di dimenticanze o ritardi nei pagamenti e garantisce tassi più bassi rispetto ad altre forme di credito al consumo.

Come Funziona la Cessione del Quinto

Il meccanismo della cessione del quinto si basa su un accordo trilaterale tra richiedente (dipendente o pensionato), istituto finanziario (banca o società specializzata) e datore di lavoro o ente pensionistico.

Fasi del processo

1. Richiesta del prestito

Il richiedente presenta domanda all’istituto finanziario compilando un modulo con i dati anagrafici, reddituali e occupazionali. L’istituto verifica la capienza della rata (che la trattenuta del 20% sia sostenibile) e la durata residua del rapporto di lavoro o della pensione.

2. Delibera e stipula del contratto

Se la pratica viene approvata, si firma il contratto di cessione del quinto che include:

  • Importo del prestito (capitale erogato)
  • TAN (Tasso Annuo Nominale) e TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale)
  • Numero e importo delle rate
  • Costo totale del credito (interessi + spese + polizze)
  • Condizioni delle polizze assicurative obbligatorie

3. Notifica al datore di lavoro o ente pensionistico

L’istituto finanziario comunica formalmente al datore di lavoro (per dipendenti) o all’INPS/INPDAP (per pensionati) l’avvenuta stipula del contratto e richiede l’attivazione della trattenuta mensile in busta paga o cedolino pensione.

4. Erogazione del prestito

Dopo la conferma della trattenuta da parte del datore di lavoro/ente pensionistico, l’istituto eroga il capitale netto sul conto corrente del richiedente, solitamente entro 7-15 giorni lavorativi.

5. Rimborso automatico

Ogni mese, il datore di lavoro o l’ente pensionistico trattiene la rata dalla busta paga o dalla pensione e la versa direttamente all’istituto finanziario. Il lavoratore o pensionato riceve lo stipendio o la pensione già al netto della rata.

Cosa succede in caso di cambio lavoro o cessazione del rapporto

  • Cambio datore di lavoro: la cessione del quinto viene trasferita al nuovo datore di lavoro (se il rapporto è a tempo indeterminato)
  • Perdita del lavoro: entra in funzione la polizza perdita impiego, che copre le rate per un periodo limitato (solitamente 6-12 mesi)
  • Pensionamento: la trattenuta viene trasferita automaticamente sulla pensione
  • Decesso: la polizza vita estingue il debito residuo senza gravare sugli eredi

Cessione del Quinto dello Stipendio

La cessione del quinto dello stipendio è riservata ai lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico che privato. È la forma più diffusa di questo tipo di prestito.

Requisiti per i dipendenti

  • Contratto a tempo indeterminato (in alcuni casi anche determinato con durata residua superiore a 36 mesi)
  • Anzianità di servizio minima: solitamente 6-12 mesi presso lo stesso datore di lavoro
  • Età: tra 18 e 75 anni (al termine del prestito)
  • Reddito minimo: stipendio netto mensile di almeno 800-1.000 euro
  • Assenza di pignoramenti o procedure concorsuali in corso
  • Non essere già titolare di altre cessioni del quinto che superino il limite del 20% (è possibile cumulare più cessioni fino al 20% totale)

Categorie di dipendenti ammessi

  • Dipendenti pubblici: statali, dipendenti di ministeri, scuola, sanità, enti locali, forze armate, forze dell’ordine
  • Dipendenti privati: assunti da aziende con almeno 15 dipendenti (requisito non sempre richiesto da tutti gli istituti)
  • Dipendenti di aziende partecipate pubbliche: Poste, Ferrovie, utilities

Vantaggi specifici per dipendenti

  • Importi elevati: fino a 75.000 euro per dipendenti pubblici con stipendi elevati
  • Tassi agevolati: i dipendenti pubblici ottengono TAN più bassi (6,5%-7,5%) rispetto ai privati (7,5%-9%)
  • Durata lunga: fino a 10 anni (120 mesi)
  • Polizza perdita impiego: copre le rate in caso di licenziamento involontario

Cessione del Quinto della Pensione

La cessione del quinto della pensione è riservata ai pensionati che percepiscono un trattamento pensionistico INPS, INPDAP o altri enti. È una soluzione ideale per gli over 65 che hanno difficoltà a ottenere prestiti tradizionali.

Requisiti per i pensionati

  • Titolarità di pensione: vecchiaia, anzianità, invalidità, reversibilità
  • Pensione netta minima: almeno 650-800 euro al mese (varia per istituto)
  • Età massima: fino a 90 anni al termine del prestito (alcuni istituti accettano fino a 85)
  • Tipologia di pensione: INPS, INPDAP, ex ENPALS, ex INPDAI, pensioni di guerra
  • Assenza di pignoramenti sulla pensione

Tipologie di pensione ammesse

  • Pensione di vecchiaia: la più comune, accettata da tutti gli istituti
  • Pensione anticipata: accettata se con trattamento stabile
  • Pensione di invalidità: accettata se permanente (non provvisoria)
  • Pensione di reversibilità: accettata con condizioni più restrittive (importi più bassi, durate più brevi)
  • Assegno sociale: generalmente NON accettato (troppo basso)

Vantaggi specifici per pensionati

  • Accesso facile al credito: anche per over 70 senza garanzie
  • Nessun limite di età massimo per la richiesta (conta l’età al termine del prestito)
  • Tassi competitivi: TAN 7%-8,5% (leggermente più alti dei dipendenti pubblici)
  • Importi adeguati: fino a 50.000 euro per pensioni elevate
  • Polizza vita inclusa: estinzione automatica del debito in caso di decesso

Limiti per pensionati

  • Importi più contenuti rispetto ai dipendenti (le pensioni sono generalmente più basse degli stipendi)
  • Durate più brevi: massimo 7-8 anni (84-96 mesi) per questioni attuariali legate all’età
  • Costi polizza più elevati: il premio assicurativo vita aumenta con l’età del richiedente

Tassi di Interesse 2026

I tassi di interesse applicati alla cessione del quinto nel 2026 dipendono da diversi fattori: profilo del richiedente (dipendente pubblico, privato, pensionato), durata del prestito, importo richiesto e politiche commerciali dell’istituto.

Range di tassi 2026

TAN (Tasso Annuo Nominale)

  • Dipendenti pubblici: dal 6,50% al 7,80%
  • Dipendenti privati: dal 7,50% al 9,00%
  • Pensionati: dal 7,00% al 8,50%

TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale)

  • Dipendenti pubblici: dall’8,00% al 9,50%
  • Dipendenti privati: dal 9,00% al 11,00%
  • Pensionati: dall’8,50% al 10,50%

Differenza tra TAN e TAEG

  • TAN (Tasso Annuo Nominale): è il tasso puro degli interessi, senza considerare le spese accessorie
  • TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale): include tutti i costi del prestito (interessi + spese istruttoria + commissioni + polizze assicurative). È l’indicatore più corretto per confrontare le offerte

IMPORTANTE: il TAEG è sempre più alto del TAN perché include tutte le voci di costo. La differenza tra TAEG e TAN è di circa 1,5-2 punti percentuali e dipende principalmente dal costo delle polizze assicurative.

Importi Massimi e Durata

L’importo massimo richiedibile con la cessione del quinto dipende da stipendio/pensione netta mensile, durata del prestito e politiche dell’istituto. La durata può variare da 24 a 120 mesi.

Calcolo dell’importo massimo

La rata mensile massima non può superare il 20% dello stipendio o pensione netta. L’importo totale finanziabile dipende quindi da reddito netto mensile, durata scelta e tasso applicato.

Formula semplificata: Rata massima = Stipendio/Pensione netta × 20%

Vantaggi della Cessione del Quinto

La cessione del quinto offre numerosi vantaggi rispetto ai prestiti personali tradizionali, che la rendono particolarmente attraente per dipendenti e pensionati.

1. Nessuna garanzia reale richiesta

A differenza dei mutui ipotecari o dei prestiti con pegno, la cessione del quinto non richiede ipoteche, pegni o fideiussioni. La garanzia è rappresentata dalla trattenuta diretta sullo stipendio o pensione, che elimina il rischio di insolvenza per l’istituto.

2. Assicurazione inclusa obbligatoria

Ogni cessione del quinto include automaticamente polizza vita, polizza perdita impiego (per dipendenti) e polizza invalidità permanente. Queste polizze, pur aumentando il costo totale, offrono una protezione completa per il debitore e i suoi familiari.

3. Rata fissa e gestione automatica

La rata è fissa per tutta la durata del prestito e viene trattenuta automaticamente dalla busta paga o pensione. Questo elimina il rischio di dimenticare i pagamenti, le penali per ritardo e la necessità di gestire RID bancari o bonifici mensili.

Svantaggi e Costi Nascosti

Nonostante i numerosi vantaggi, la cessione del quinto presenta anche alcuni svantaggi e costi nascosti che è importante conoscere prima di sottoscrivere il contratto.

1. Costo totale elevato

Il TAEG della cessione del quinto (8,5%-10,5%) include interessi, polizze assicurative obbligatorie (rappresentano il 30-40% del costo totale), spese di istruttoria e commissioni intermediari.

2. Trattenuta rigida in busta paga

Il 20% dello stipendio o pensione viene trattenuto automaticamente ogni mese per tutta la durata del prestito (fino a 10 anni). Questo riduce significativamente la liquidità disponibile mensile e può creare difficoltà in caso di spese impreviste.

Differenza con la Delegazione di Pagamento

Spesso confusa con la cessione del quinto, la delegazione di pagamento è un altro tipo di prestito con trattenuta in busta paga, ma presenta differenze sostanziali che è importante conoscere.

La delegazione di pagamento è un prestito personale in cui il lavoratore autorizza il datore di lavoro a trattenere la rata mensile dalla busta paga e versarla direttamente all’istituto finanziario. A differenza della cessione del quinto, la trattenuta non ha un limite fisso del 20% e può arrivare fino al 50%.

Come Richiedere la Cessione del Quinto

Richiedere la cessione del quinto è relativamente semplice, ma richiede la documentazione corretta e il rispetto di alcune procedure. Ecco la guida passo-passo.

Step 1: Verifica dei requisiti

Prima di presentare domanda, verifica di possedere i requisiti minimi: contratto a tempo indeterminato per dipendenti, pensione INPS/INPDAP di almeno 650-800 euro netti/mese per pensionati, età massimo 70-75 anni al termine del prestito e assenza di pignoramenti.

Come può aiutarti il CAF Centro Fiscale

Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella verifica della documentazione (buste paga, CU e cedolini), nel calcolo della sostenibilità della rata rispetto alle tue spese mensili, nel confronto delle offerte tra diversi istituti e nella richiesta di documentazione INPS per i pensionati.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sulla Cessione del Quinto

Posso avere due cessioni del quinto contemporaneamente?

Si, e possibile cumulare piu cessioni del quinto, a patto che la somma totale delle trattenute non superi il 20% dello stipendio o pensione netta. Ad esempio, se hai gia una cessione con rata del 12%, puoi richiederne un’altra con rata massima dell’8%. Gli istituti verificano sempre la capienza totale prima di concedere un secondo prestito.

Cosa succede se perdo il lavoro durante la cessione del quinto?

Se sei un dipendente e perdi il lavoro involontariamente, entra in funzione la polizza perdita impiego inclusa nel contratto. Questa polizza copre le rate per un periodo limitato (solitamente 6-12 mesi) durante la ricerca di una nuova occupazione. Se trovi un nuovo lavoro a tempo indeterminato, la cessione viene trasferita al nuovo datore di lavoro.

La cessione del quinto influisce sul mio credit score?

Si, la cessione del quinto viene segnalata alle centrali rischi (CRIF, Experian) e influisce sul credit score. Tuttavia, se paghi regolarmente le rate (che sono automatiche), migliora il tuo punteggio. Il problema e che riduce la tua capacita di indebitamento per altri prestiti, perche il 20% del reddito e gia impegnato.

Posso estinguere la cessione del quinto prima della scadenza?

Si, puoi estinguere anticipatamente in qualsiasi momento rimborsando il capitale residuo. Per prestiti fino a 40.000 euro, non sono previste penali. Per importi superiori, gli istituti possono applicare una penale dell’1% del capitale residuo (se mancano piu di 12 mesi) o dello 0,5% (se mancano meno di 12 mesi).

Quanto tempo ci vuole per ottenere la cessione del quinto?

I tempi totali variano da 15 a 30 giorni. L’istruttoria richiede 3-7 giorni lavorativi, la firma del contratto 1-2 giorni, la notifica e conferma del datore di lavoro o INPS 5-10 giorni, e l’erogazione finale 2-5 giorni. In casi urgenti, alcuni istituti offrono procedure accelerate con erogazione in 7-10 giorni.

I pensionati possono richiedere la cessione del quinto?

Si, la cessione del quinto della pensione e disponibile per tutti i pensionati INPS, INPDAP o altri enti con pensione netta di almeno 650-800 euro al mese. L’eta massima al termine del prestito e generalmente 85-90 anni. I tassi sono leggermente piu alti per i pensionati anziani a causa del maggior costo della polizza vita.

Quali sono le differenze tra cessione del quinto e prestito personale?

La cessione del quinto prevede trattenuta automatica in busta paga o pensione (limite 20% del netto), polizze assicurative obbligatorie, nessuna garanzia reale richiesta e tassi TAEG 8,5-10,5%. Il prestito personale tradizionale si rimborsa tramite RID bancario, non ha limiti di rata fissi, non include polizze obbligatorie, spesso richiede garanzie o garanti e ha tassi TAEG 10-15%.

Il CAF puo aiutarmi a richiedere la cessione del quinto?

Il CAF Centro Fiscale di Udine puo assisterti nella verifica della documentazione (buste paga, cedolini, CU), nel calcolo della sostenibilita della rata rispetto alle tue spese mensili, nel confronto delle offerte di diversi istituti e nella richiesta di documentazione INPS per i pensionati. Il CAF non eroga prestiti ma ti aiuta a fare scelte consapevoli.


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NOTIZIE

Carta Acquisti 2026: Moduli di Domanda e Requisiti INPS

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Novità settembre 2026
  2. Requisiti Carta Acquisti 2026
  3. Importo e Come Utilizzare la Carta Acquisti
  4. Come Presentare Domanda: Moduli INPS 2026
  5. Rinnovo Automatico della Carta Acquisti
  6. Fonti
  7. Domande Frequenti sulla Carta Acquisti

La Carta Acquisti 2026 (conosciuta anche come social card) è una misura di sostegno economico erogata dall’INPS per aiutare le famiglie e i cittadini in difficoltà economica ad acquistare beni di prima necessità e pagare le bollette di luce e gas. Si tratta di una carta di pagamento elettronica sulla quale vengono caricati 40 euro al mese, accreditati con ricariche da 80 euro ogni due mesi (480 euro annui), utilizzabile presso negozi convenzionati e uffici postali.

Nel 2026 la Carta Acquisti resta attiva con requisiti confermati e con il limite ISEE aggiornato a 8.230,81 euro dal 1° gennaio 2026 (adeguamento ISTAT). In questo articolo vediamo requisiti, moduli di domanda e modalità di utilizzo aggiornati.

Novità settembre 2026

Le novità di fine settembre 2026 riguardano soprattutto le famiglie con un figlio piccolo che ricevono la Carta Acquisti, e che si chiedono cosa succede quando il bambino compie 3 anni:

  • Stop a 3 anni: la carta per i minori spetta alle famiglie con almeno un figlio sotto i 3 anni. I contributi sono versati ogni due mesi solo se e fino a quando il beneficiario possiede i requisiti: al compimento dei 3 anni del bambino le ricariche successive non spettano più e si perdono gli 80 euro bimestrali, cioè 480 euro l’anno.
  • Carta Dedicata a Te 2026-2027: anche per il nuovo biennio chi percepisce la Carta Acquisti è escluso dalla Carta Dedicata a Te (messaggio INPS n. 2906 del 22 settembre 2026). Una famiglia che perde la Carta Acquisti può quindi, se rispetta gli altri requisiti (a partire dall’ISEE non superiore a 15.000 euro), rientrare tra i potenziali beneficiari dei 500 euro annui; l’assegnazione però non è garantita, perché segue criteri di priorità e il numero di carte disponibili.
  • Assegno Unico: è compatibile con la Carta Acquisti e continua a essere pagato anche dopo i 3 anni del bambino. Gli importi 2026 (circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026) vanno da un massimo di 203,80 euro al mese per figlio con ISEE fino a 17.468,51 euro a un minimo di 58,30 euro con ISEE oltre 46.582,71 euro o senza ISEE. Per i figli minori con disabilità spetta una maggiorazione di 99,10 euro al mese (disabilità media), 110,60 euro (grave) o 122,30 euro (non autosufficienza).
  • Assegno di Inclusione: la soglia ISEE è di 10.140 euro, quindi chi aveva la Carta Acquisti (ISEE inferiore a 8.230,81 euro) rientra in questo limite. L’assegno integra il reddito familiare fino a 6.500 euro annui, moltiplicati per la scala di equivalenza, con un beneficio minimo di 480 euro l’anno pagato ogni mese; servono però anche gli altri requisiti su composizione del nucleo e situazione lavorativa.

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Requisiti Carta Acquisti 2026

Chi può richiedere la Carta Acquisti

La Carta Acquisti può essere richiesta da:

  • Cittadini di età pari o superiore a 65 anni
  • Genitori di figli minori di 3 anni (anche affidatari o tutori): la carta spetta fino al compimento dei 3 anni del bambino

I beneficiari devono essere in possesso della cittadinanza italiana o cittadini UE iscritti all’anagrafe del Comune di residenza, oppure cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.

Requisiti economici (ISEE 2026)

Per ottenere la Carta Acquisti 2026 è necessario rispettare precisi limiti di reddito ISEE:

  • ISEE ordinario inferiore a 8.230,81 euro (soglia 2026)
  • Per i richiedenti over 65, i trattamenti pensionistici e assistenziali sommati ai redditi propri devono essere inferiori a 8.230,81 euro all’anno tra 65 e 69 anni e a 10.974,42 euro dai 70 anni
  • Non possedere più di un’utenza elettrica domestica
  • Non possedere più di un’utenza del gas (due per la carta dei minori di 3 anni)
  • Non possedere più di un autoveicolo immatricolato (due per la carta dei minori di 3 anni; esclusi veicoli per disabili)
  • Non possedere immobili oltre alla prima casa (con alcune eccezioni per quote catastali minime)
  • Non avere un patrimonio mobiliare superiore a 15.000 euro, come risulta dalla dichiarazione ISEE

IMPORTANTE: Il requisito ISEE va verificato annualmente tramite Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) presentata al CAF o direttamente all’INPS.

Importo e Come Utilizzare la Carta Acquisti

Quanto vale la Carta Acquisti

La Carta Acquisti 2026 ha un valore di:

  • 40 euro mensili (erogati in rate bimestrali di 80 euro)
  • 480 euro annui complessivi

Per la carta dei minori di 3 anni, le ricariche si interrompono al compimento dei 3 anni del bambino, quando viene meno il requisito dell’età.

L’accredito avviene ogni due mesi sui mesi di gennaio, marzo, maggio, luglio, settembre e novembre.

Dove e come utilizzarla

La Carta Acquisti può essere utilizzata per:

  • Acquisto di generi alimentari presso supermercati e negozi convenzionati (espositori “Carta Acquisti” in vetrina)
  • Pagamento di bollette di luce e gas presso gli uffici postali
  • Ticket farmaceutici e visite mediche
  • Sconti esclusivi presso i negozi convenzionati (riduzione prezzi dal 5% al 20%)

La carta NON può essere utilizzata per prelievi di contante, ma solo per pagamenti elettronici presso POS abilitati.

Come Presentare Domanda: Moduli INPS 2026

Dove scaricare i moduli

Per richiedere la Carta Acquisti è necessario compilare il modulo di domanda cartaceo disponibile:

  • Sul sito ufficiale INPS nella sezione “Carta Acquisti”
  • Presso gli uffici postali di Poste Italiane
  • Presso i Comuni (uffici servizi sociali)
  • Presso i CAF convenzionati

Il modulo 2026 è denominato “Richiesta Carta Acquisti – Mod. CA” ed è scaricabile gratuitamente.

Come compilare e dove consegnare

Una volta compilato il modulo con i dati anagrafici e reddituali, la domanda va presentata:

  • Presso qualsiasi ufficio postale di Poste Italiane
  • Allegando documento di identità valido e codice fiscale
  • Con eventuale ISEE in corso di validità (se già disponibile)

L’INPS verifica i requisiti entro 30-60 giorni e, in caso di esito positivo, invia la Carta Acquisti direttamente all’indirizzo di residenza del richiedente tramite Poste Italiane.

Rinnovo Automatico della Carta Acquisti

La Carta Acquisti ha durata biennale e si rinnova automaticamente se il beneficiario continua a possedere i requisiti. Non è necessario presentare una nuova domanda, ma è obbligatorio aggiornare l’ISEE ogni anno per mantenere il diritto.

L’INPS effettua controlli periodici sui requisiti reddituali e patrimoniali. Se viene accertata la perdita dei requisiti, la Carta Acquisti viene disattivata e le somme erogate indebitamente devono essere restituite.

Per la carta dei minori, ogni ricarica bimestrale è subordinata alla verifica dei requisiti: al compimento dei 3 anni del bambino le ricariche successive non spettano più. Nella sezione sulle novità di settembre 2026 trovi le misure INPS che possono sostituirla.

Verifica requisiti annuale: Entro il 31 dicembre di ogni anno, il beneficiario deve rinnovare l’ISEE per confermare il diritto alla Carta Acquisti per l’anno successivo.

Fonti

  • MEF, Carta Acquisti: requisiti per i minori di 3 anni (soglia ISEE 2026 di 8.230,81 euro)
  • MEF, Carta Acquisti: requisiti per i maggiori di 65 anni
  • Circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026, Assegno Unico: importi, maggiorazioni e soglie ISEE 2026
  • Circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026, Allegato n. 1: tabella valori mensili AUU 2026 (PDF)
  • Messaggio INPS n. 2906 del 22 settembre 2026, Carta Dedicata a te 2026-2027
  • Decreto legge 4 maggio 2023, n. 48 (Assegno di Inclusione), Normattiva

Domande Frequenti sulla Carta Acquisti

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La Carta Acquisti è compatibile con l’Assegno Unico e con la Carta Dedicata a Te?

Con l’Assegno Unico sì: le due misure convivono e l’Assegno Unico continua anche dopo i 3 anni del bambino. Con la Carta Dedicata a Te no: anche per il biennio 2026-2027 chi percepisce la Carta Acquisti è escluso dalla Carta Dedicata a Te (messaggio INPS n. 2906 del 22 settembre 2026).

Se supero il limite ISEE durante l’anno, perdo subito la Carta?

La Carta Acquisti resta attiva fino alla scadenza naturale (biennale), ma NON verrà rinnovata se al momento del controllo annuale ISEE i requisiti risultano superati.

Posso usare la Carta Acquisti online?

No, la Carta Acquisti può essere utilizzata SOLO presso negozi fisici convenzionati e uffici postali per il pagamento di bollette. Non è abilitata per acquisti online.

Quanto tempo ci vuole per ricevere la Carta dopo la domanda?

Generalmente l’INPS impiega tra 30 e 60 giorni lavorativi dalla presentazione della domanda per verificare i requisiti e inviare la Carta Acquisti tramite raccomandata Poste Italiane.


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ASSEGNO UNICO, MATERNITA'

Assegno Unico 2026: Come Funziona, Importi e Requisiti

ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

Indice dei contenuti

  1. Importi Assegno Unico 2026
  2. Tabella Importi per Fascia ISEE
  3. Maggiorazioni Previste
  4. Requisiti per Richiedere l’Assegno Unico
  5. Novità 2026 dalla Legge di Bilancio
  6. Come Richiedere l’Assegno Unico
  7. Quando Arriva il Pagamento
  8. Domande Frequenti

L’Assegno Unico e Universale 2026 rappresenta il principale sostegno economico per le famiglie con figli a carico in Italia. Con la Legge di Bilancio 2026, sono stati confermati gli importi rivalutati e introdotte nuove maggiorazioni per sostenere le famiglie numerose e con figli piccoli.

Se hai figli a carico o stai per diventare genitore, è fondamentale conoscere gli importi 2026, i requisiti ISEE e le maggiorazioni spettanti. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno centinaia di famiglie nella richiesta dell’Assegno Unico Universale, garantendo la corretta compilazione della domanda e il calcolo preciso degli importi spettanti.

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Importi Assegno Unico 2026

Gli importi dell’Assegno Unico 2026 variano in base all’ISEE del nucleo familiare, all’età dei figli e ad eventuali maggiorazioni. La Legge di Bilancio 2026 ha confermato la rivalutazione annuale degli importi in base all’inflazione.

Importi Base per Figlio (2026)

  • Importo massimo: 199,40 euro al mese per figlio (con ISEE fino a 17.090,61 euro)
  • Importo minimo: 57 euro al mese per figlio (con ISEE superiore a 45.574,96 euro o senza ISEE)
  • Importo per figli maggiorenni (18-21 anni): da 96,90 euro (ISEE basso) a 27,60 euro (ISEE alto o assente)

Importante: Gli importi sono mensili e vengono erogati per 12 mesi all’anno, da gennaio a dicembre. Se presenti la domanda con ISEE aggiornato entro febbraio 2026, riceverai gli arretrati da marzo (se avevi già la domanda attiva).

Tabella Importi per Fascia ISEE

Ecco una tabella riepilogativa degli importi Assegno Unico 2026 per le diverse fasce ISEE:

Fascia ISEEImporto Mensile per Figlio MinorenneImporto Mensile Figlio 18-21 Anni
Fino a 17.090,61 euro199,40 euro96,90 euro
Da 17.090,61 a 25.000 euroDa 199,40 a 153 euroDa 96,90 a 74 euro
Da 25.001 a 45.574,96 euroDa 153 a 57 euroDa 74 a 27,60 euro
Oltre 45.574,96 euro o senza ISEE57 euro27,60 euro

Nota: Gli importi sono progressivi all’interno di ogni fascia ISEE. Per conoscere l’importo esatto spettante per il tuo ISEE, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale che calcolerà con precisione l’ammontare mensile dell’Assegno Unico 2026.

Maggiorazioni Previste

Oltre all’importo base, l’Assegno Unico 2026 prevede diverse maggiorazioni che aumentano significativamente l’importo mensile spettante. Queste maggiorazioni si sommano all’importo base e variano in base alla situazione familiare.

1. Maggiorazione per Figli Minorenni

  • Figli sotto i 3 anni: +88,80 euro al mese (con ISEE fino a 45.574,96 euro)
  • Figli sotto 1 anno: maggiorazione aggiuntiva variabile

2. Maggiorazione per Figli Disabili

  • Disabilità media: +96,90 euro al mese
  • Disabilità grave: +120,90 euro al mese
  • Non autosufficienza: +120,90 euro al mese

Importante: Le maggiorazioni per disabilità sono compatibili con tutte le altre maggiorazioni e si applicano senza limiti di età del figlio.

3. Maggiorazione per Nuclei Numerosi

  • 4 o più figli a carico: +153 euro al mese per nucleo familiare (non per figlio)
  • 3 figli a carico: +96,90 euro al mese per nucleo (dal terzo figlio in poi)

4. Maggiorazione per Madri Giovani

  • Madri con meno di 21 anni: +20 euro al mese per ogni figlio

5. Maggiorazione per Entrambi i Genitori Lavoratori

  • +30 euro al mese per ogni figlio se entrambi i genitori hanno un reddito da lavoro
  • Requisito: ISEE non superiore a 45.574,96 euro

Esempio pratico: Una famiglia con ISEE 15.000 euro, 3 figli di cui uno di 2 anni, riceve:

  • Figlio 1 (10 anni): 199,40 euro
  • Figlio 2 (6 anni): 199,40 euro
  • Figlio 3 (2 anni): 199,40 euro + 88,80 euro (under 3) = 288,20 euro
  • Maggiorazione 3 figli: +96,90 euro
  • Maggiorazione entrambi lavoratori: +30 euro x 3 = +90 euro

Totale mensile: 873,90 euro (circa 10.486 euro annui)

Requisiti per Richiedere l’Assegno Unico

Per avere diritto all’Assegno Unico 2026, devi rispettare i seguenti requisiti:

Requisiti del Richiedente

  • Cittadinanza: cittadino italiano, UE, o cittadino extra-UE con permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o permesso unico lavoro di almeno 6 mesi
  • Residenza: residente e domiciliato in Italia
  • Soggiorno: soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia
  • Residenza continuativa: residente in Italia da almeno 2 anni (anche non continuativi) oppure titolare di contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato di almeno 6 mesi

Requisiti per i Figli

L’Assegno Unico spetta per:

  • Figli minorenni a carico (fino a 18 anni)
  • Figli maggiorenni (da 18 a 21 anni) a carico se:
  • Frequentano un corso di formazione scolastica o professionale, oppure un corso di laurea
  • Svolgono un tirocinio o attività lavorativa con reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui
  • Sono registrati come disoccupati e in cerca di lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego
  • Svolgono il servizio civile universale
  • Figli con disabilità a carico senza limiti di età

Nota: L’Assegno Unico spetta anche dal settimo mese di gravidanza per i nascituri, previa presentazione del certificato medico che attesta la gravidanza.

Novità 2026 dalla Legge di Bilancio

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto alcune importanti novità per l’Assegno Unico:

1. Rivalutazione Importi al Tasso di Inflazione

Gli importi dell’Assegno Unico 2026 sono stati rivalutati in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Rispetto al 2025, gli importi sono aumentati di circa il 2,3%, garantendo il potere d’acquisto delle famiglie.

2. Maggiorazione Potenziata per Famiglie Numerose

È stata confermata la maggiorazione per nuclei con 4 o più figli, che rappresenta un aiuto concreto per le famiglie numerose.

3. Compatibilità con il Bonus Mamme 2026

L’Assegno Unico è pienamente compatibile con il Bonus Mamme 2026 (esonero contributivo per lavoratrici madri). Le madri lavoratrici possono beneficiare di entrambe le misure contemporaneamente.

4. Integrazione con Bonus Asilo Nido

Rimane confermata la compatibilità con il Bonus Asilo Nido, che può arrivare fino a 3.000 euro annui con ISEE basso. Le famiglie possono quindi cumulare Assegno Unico e Bonus Nido per un sostegno complessivo molto significativo.

5. Semplificazioni nella Domanda

L’INPS ha introdotto la precompilazione automatica di alcuni dati della domanda per chi aveva già l’Assegno Unico attivo nel 2025. Sarà comunque necessario aggiornare l’ISEE per mantenere gli importi maggiorati.

Come Richiedere l’Assegno Unico

Per richiedere l’Assegno Unico 2026, puoi seguire tre modalità:

1. Online sul Sito INPS

  • Accedi al sito inps.it con SPID, CIE o CNS
  • Cerca il servizio “Assegno Unico e Universale”
  • Compila la domanda seguendo le istruzioni
  • Allega la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) per ISEE se non l’hai già presentata

2. Tramite Contact Center INPS

  • Chiama il numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 (da cellulare, a pagamento)
  • L’operatore ti guiderà nella compilazione della domanda

3. Tramite CAF o Patronato (CONSIGLIATO)

Il modo più sicuro e veloce è rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori:

  • Compilano gratuitamente la tua DSU/ISEE
  • Presentano la domanda di Assegno Unico per tuo conto
  • Calcolano con precisione gli importi spettanti e le maggiorazioni
  • Verificano eventuali incompatibilità o errori
  • Gestiscono gli aggiornamenti per variazioni del nucleo familiare (nuovi nati, figli che compiono 18 anni, ecc.)

Importante: Se avevi già l’Assegno Unico nel 2025, la domanda rimane valida anche per il 2026. Tuttavia, per mantenere gli importi maggiorati, devi aggiornare l’ISEE entro febbraio 2026. Senza ISEE aggiornato, dal 1° marzo riceverai solo l’importo minimo (57 euro per figlio).

Quando Arriva il Pagamento

L’Assegno Unico 2026 viene erogato mensilmente dall’INPS, solitamente tra il 15 e il 21 di ogni mese. Il pagamento avviene tramite:

  • Accredito su conto corrente (bancario o postale)
  • Bonifico presso Poste Italiane (per chi non ha conto corrente)
  • Carta prepagata con IBAN

Date Pagamenti Assegno Unico 2026 (Indicative)

  • Gennaio 2026: intorno al 17-18 gennaio
  • Febbraio 2026: intorno al 19-20 febbraio
  • Marzo 2026: intorno al 18-19 marzo
  • E così via per tutti i mesi successivi

Nota: Le date possono variare leggermente. L’INPS pubblica sul proprio sito il calendario dei pagamenti aggiornato ogni mese.

Arretrati

Se presenti la domanda dopo gennaio 2026 ma avevi già la domanda attiva nel 2025, riceverai gli arretrati a partire da marzo 2026. Se invece è la tua prima domanda, l’Assegno decorre dal mese successivo alla presentazione (quindi niente arretrati).

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti

Quanto prendo di Assegno Unico con 2 figli e ISEE 20.000 euro?

Con ISEE 20.000 euro e 2 figli minorenni, ricevi circa 170 euro al mese per ogni figlio, per un totale di circa 340 euro mensili (4.080 euro annui). Se uno dei figli ha meno di 3 anni, si aggiunge la maggiorazione di 88,80 euro, portando il totale a circa 428 euro mensili. Se entrambi i genitori lavorano, si aggiunge un’ulteriore maggiorazione di 30 euro per figlio (totale 488 euro mensili).

Devo rifare la domanda ogni anno?

No, la domanda di Assegno Unico presentata una volta rimane valida anche per gli anni successivi. Tuttavia, devi aggiornare l’ISEE ogni anno entro febbraio per mantenere gli importi maggiorati. Senza ISEE aggiornato, dal 1 marzo riceverai solo l’importo minimo di 57 euro per figlio.

L’Assegno Unico e compatibile con il reddito da lavoro?

Si, l’Assegno Unico e universale e compatibile con qualsiasi reddito da lavoro (dipendente, autonomo, pensione). L’importo varia in base all’ISEE, non al reddito diretto. Anche chi ha un reddito elevato ha diritto almeno all’importo minimo di 57 euro per figlio. Inoltre, se entrambi i genitori lavorano, si ottiene una maggiorazione aggiuntiva di 30 euro per figlio.

Cosa succede se mio figlio compie 18 anni?

Quando il figlio compie 18 anni, l’importo dell’Assegno Unico si riduce automaticamente. Passa dall’importo per minorenni (fino a 199,40 euro) all’importo per maggiorenni (fino a 96,90 euro con ISEE basso). Il figlio deve inoltre rispettare i requisiti per maggiorenni: studiare, lavorare con reddito sotto 8.000 euro, fare tirocinio o essere disoccupato in cerca di lavoro. A 22 anni, l’Assegno cessa (salvo disabilita).

Posso ricevere l’Assegno Unico senza ISEE?

Si, puoi richiedere l’Assegno Unico anche senza presentare l’ISEE. In questo caso, riceverai l’importo minimo di 57 euro al mese per ogni figlio minorenne e 27,60 euro per ogni figlio maggiorenne (18-21 anni). Ti consigliamo di presentare sempre l’ISEE al CAF, anche se il tuo reddito e alto, perche potresti comunque avere diritto a importi maggiori e alle maggiorazioni.


Hai Bisogno di Assistenza per l’Assegno Unico 2026?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta gratuitamente con:

  • Compilazione ISEE 2026 per ottenere gli importi massimi
  • Presentazione domanda Assegno Unico con calcolo preciso delle maggiorazioni
  • Aggiornamento domanda per variazioni del nucleo (nuovi nati, figli maggiorenni)
  • Verifica compatibilità con Bonus Asilo Nido e Bonus Mamme
  • Assistenza su arretrati e pagamenti mancanti
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    Approfondimenti sull’Assegno Unico

    Scopri tutti i dettagli nelle nostre guide dedicate:

    • Assegno Unico Universale: Guida Completa – Tutto quello che devi sapere sull’Assegno Unico: requisiti, importi, maggiorazioni e procedura di richiesta completa
    • ISEE 2026: Come Richiederlo e Documenti Necessari – Guida completa per compilare l’ISEE 2026 e ottenere gli importi massimi di Assegno Unico
    • Bonus Asilo Nido 2026 – Fino a 3.000 euro annui, cumulabile con l’Assegno Unico
    • Bonus Mamme 2026 – Esonero contributivo per lavoratrici madri, compatibile con Assegno Unico

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    Gennaio 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-03 11:30:002026-05-31 14:08:33Assegno Unico 2026: Come Funziona, Importi e Requisiti
    NOTIZIE

    Rimborsi 730/2025: a Gennaio 2026 Pagamenti in Corso dall’Agenzia delle Entrate

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Indice dei contenuti

    1. Rimborsi 730/2025: Pagamenti in Corso a Gennaio 2026
    2. Tempistiche dei Rimborsi: Quando Arrivano i Pagamenti
    3. Chi Riceve i Rimborsi e Quando
    4. Come Verificare lo Stato del Rimborso Online
    5. Cosa Fare se il Rimborso Non Arriva
    6. Domande Frequenti

    I rimborsi 730/2025 sono in pagamento da gennaio 2026. L’Agenzia delle Entrate ha avviato l’erogazione dei rimborsi IRPEF spettanti ai contribuenti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi 730 per l’anno d’imposta 2024.

    Milioni di contribuenti italiani – lavoratori dipendenti, pensionati e autonomi – attendono il rimborso 730 gennaio 2026. Le tempistiche dei pagamenti variano in base alla tipologia di contribuente e alla data di presentazione della dichiarazione.

    In questo articolo, il CAF Centro Fiscale di Udine spiega quando arrivano i rimborsi 730, chi riceve i pagamenti e come verificare lo stato del rimborso sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

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    Rimborsi 730/2025: Pagamenti in Corso a Gennaio 2026

    L’Agenzia delle Entrate ha comunicato ufficialmente l’avvio dei pagamenti dei rimborsi 730/2025 a partire da gennaio 2026. I rimborsi riguardano i contribuenti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi 730 e risultano a credito IRPEF.

    Quando Iniziano i Pagamenti

    I primi rimborsi 730 vengono erogati a partire da:

    • Gennaio 2026 – per dipendenti e pensionati con 730 precompilato presentato entro maggio 2025
    • Febbraio-marzo 2026 – per 730 presentati entro giugno 2025
    • Aprile-giugno 2026 – per 730 presentati entro luglio-settembre 2025
    • Luglio-dicembre 2026 – per 730 presentati entro settembre 2025 (senza sostituto d’imposta)

    Chi Ha Diritto al Rimborso 730

    Hanno diritto al rimborso 730/2025 i contribuenti che risultano a credito IRPEF dopo il calcolo delle imposte. Il credito può derivare da:

    • Eccesso di ritenute subite durante l’anno 2024
    • Detrazioni fiscali (spese mediche, ristrutturazioni, interessi mutuo)
    • Bonus e crediti d’imposta (bonus ristrutturazione, ecobonus, bonus mobili)
    • Oneri detraibili/deducibili (contributi previdenziali, spese funebri, donazioni)

    Tempistiche dei Rimborsi: Quando Arrivano i Pagamenti

    Le tempistiche dei rimborsi 730 dipendono da due fattori principali:

    1. Data di presentazione del 730
    2. Presenza o meno del sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico)

    Rimborsi per Dipendenti e Pensionati (con Sostituto d’Imposta)

    I lavoratori dipendenti e i pensionati ricevono il rimborso 730 direttamente in busta paga o cedolino pensione, secondo queste scadenze:

    Nota importante: I rimborsi vengono erogati dal sostituto d’imposta (datore di lavoro o INPS per i pensionati), non direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

    Rimborsi Senza Sostituto d’Imposta (Autonomi, Disoccupati, Lavoro Occasionale)

    Chi non ha un sostituto d’imposta (lavoratori autonomi, disoccupati, collaboratori occasionali) riceve il rimborso 730 direttamente dall’Agenzia delle Entrate tramite bonifico bancario.

    Le tempistiche di pagamento sono più lunghe:

    • 6-8 mesi dalla presentazione del 730
    • 730 presentato a maggio 2025 → rimborso a novembre-dicembre 2026
    • 730 presentato a settembre 2025 → rimborso a marzo-aprile 2027

    IMPORTANTE: Per ricevere il rimborso, è necessario aver indicato nel 730 il codice IBAN del conto corrente intestato al contribuente.

    Chi Riceve i Rimborsi e Quando

    Lavoratori Dipendenti

    I lavoratori dipendenti che hanno presentato il 730 precompilato o ordinario entro maggio 2025 ricevono il rimborso a gennaio 2026 direttamente in busta paga.

    Esempio pratico: Mario ha presentato il 730/2025 il 20 maggio 2025. A gennaio 2026, nella busta paga, trova un importo aggiuntivo di 850 euro (rimborso IRPEF).

    Pensionati INPS

    I pensionati ricevono il rimborso 730 nel cedolino pensione secondo le stesse tempistiche dei dipendenti. L’INPS eroga il rimborso insieme alla pensione mensile.

    Verifica: Il rimborso è visibile nel cedolino pensione scaricabile dall’area riservata INPS.

    Lavoratori Autonomi e Disoccupati

    Chi non ha un sostituto d’imposta riceve il rimborso tramite bonifico bancario dall’Agenzia delle Entrate. I tempi di attesa sono più lunghi (6-8 mesi).

    Requisito fondamentale: Aver indicato nel 730 il codice IBAN del conto corrente.

    Come Verificare lo Stato del Rimborso Online

    L’Agenzia delle Entrate permette di verificare lo stato del rimborso 730 online, tramite l’area riservata del sito.

    Procedura di Verifica

    1. Accedi al sito agenziaentrate.gov.it
    2. Entra nell’area riservata con SPID, CIE o CNS
    3. Vai su “I tuoi rimborsi” nella sezione Dichiarazioni
    4. Seleziona “730/2025” (anno d’imposta 2024)
    5. Verifica lo stato del rimborso:
      • “In lavorazione” – il 730 è stato acquisito, il rimborso è in fase di calcolo
      • “In pagamento” – il rimborso è stato disposto
      • “Pagato” – il rimborso è stato erogato

    Informazioni Disponibili Online

    Nell’area riservata puoi visualizzare:

    • Importo del rimborso (euro)
    • Data di erogazione prevista
    • Modalità di pagamento (tramite sostituto o bonifico)
    • Eventuali sospensioni o controlli in corso

    App IO e Notifiche

    Se hai attivato l’app IO (servizi pubblici), ricevi una notifica push quando il rimborso viene erogato.

    Cosa Fare se il Rimborso Non Arriva

    Se il rimborso 730 non arriva entro i tempi previsti, verifica le seguenti situazioni:

    1. Controlla lo Stato Online

    Accedi all’area riservata Agenzia delle Entrate e verifica se il rimborso è “in lavorazione” o “sospeso”.

    2. Verifica i Dati del Sostituto d’Imposta

    Se sei dipendente o pensionato, contatta il tuo datore di lavoro o l’INPS per verificare se hanno ricevuto comunicazione del rimborso.

    3. Controlla l’IBAN Indicato

    Se hai richiesto il rimborso diretto (senza sostituto), verifica di aver inserito correttamente il codice IBAN nel 730. Un IBAN errato blocca l’erogazione.

    4. Rimborso Sospeso per Controlli

    L’Agenzia delle Entrate può sospendere il rimborso per controlli automatici, ad esempio:

    • Incongruenze tra dati dichiarati e CU (Certificazione Unica)
    • Detrazioni anomale (importi elevati, documenti mancanti)
    • Controlli formali su oneri detraibili

    In questi casi, ricevi una comunicazione dall’Agenzia delle Entrate con richiesta di chiarimenti o documenti.

    5. Rivolgiti al CAF

    Se il rimborso non arriva e non ricevi comunicazioni, il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare la tua posizione e contattare l’Agenzia delle Entrate per conto tuo.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti

    Quando arrivano i rimborsi 730/2025?

    I rimborsi 730/2025 arrivano a partire da gennaio 2026 per dipendenti e pensionati che hanno presentato il 730 entro maggio 2025. Per chi ha presentato dopo giugno, i tempi si allungano fino a giugno 2026. Chi non ha sostituto d’imposta riceve il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate entro 6-8 mesi.

    Come posso verificare se il rimborso è stato pagato?

    Puoi verificare lo stato del rimborso 730 accedendo all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it) con SPID, CIE o CNS. Vai su “I tuoi rimborsi” e controlla lo stato: “in lavorazione”, “in pagamento” o “pagato”.

    Il rimborso 730 è tassato?

    No, il rimborso 730 NON è tassato. Si tratta di un credito d’imposta spettante al contribuente, derivante da eccesso di ritenute o detrazioni fiscali. L’importo del rimborso non concorre alla formazione del reddito imponibile.

    Cosa fare se l’IBAN indicato nel 730 è sbagliato?

    Se hai indicato un IBAN errato nel 730, il rimborso non può essere erogato. Devi presentare una dichiarazione integrativa (730 integrativo) o un Modello Redditi correttivo con l’IBAN corretto. Rivolgiti a un CAF per la procedura.

    Conclusione

    I rimborsi 730/2025 sono in pagamento da gennaio 2026. Le tempistiche variano in base alla data di presentazione del 730 e alla presenza o meno del sostituto d’imposta.

    Se sei dipendente o pensionato, troverai il rimborso in busta paga o cedolino pensione a partire da gennaio 2026. Se non hai un sostituto d’imposta, riceverai il rimborso tramite bonifico bancario entro 6-8 mesi dalla presentazione.

    Per verificare lo stato del rimborso, accedi all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate o contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza.

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    Gennaio 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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    NOTIZIE

    Legge di Bilancio 2026: Testo Integrale e Novità della Manovra

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Indice dei contenuti

    1. Pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e Testo Integrale
    2. Novità Fiscali per Famiglie e Cittadini
    3. Novità per Partite IVA e Regime Forfettario
    4. Detrazioni e Bonus: Cosa Cambia
    5. ISEE e Agevolazioni Sociali
    6. Scadenze Importanti da Ricordare

    La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. XX del 30 dicembre 2025) è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale ed è entrata in vigore il 1° gennaio 2026. Il testo integrale della Manovra 2026 è ora disponibile e introduce importanti novità fiscali per famiglie, cittadini e partite IVA.

    In questo articolo, il CAF Centro Fiscale di Udine riassume le principali novità contenute nella Legge di Bilancio 2026, con particolare attenzione agli aspetti pratici per famiglie, lavoratori dipendenti, pensionati e partite IVA.

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    Pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e Testo Integrale

    La Legge di Bilancio 2026 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2025 (Supplemento Ordinario n. XXX) ed è entrata in vigore il 1° gennaio 2026.

    Il testo integrale della Manovra 2026 è consultabile sul sito della Gazzetta Ufficiale (gazzettaufficiale.it) e sul sito del MEF (mef.gov.it). La legge conta oltre 200 articoli e contiene misure per circa 30 miliardi di euro.

    Le principali aree di intervento riguardano:

    • Fisco e detrazioni – riforma IRPEF, aliquote, bonus
    • Famiglia e welfare – assegno unico, bonus mamme, ISEE
    • Lavoro e pensioni – sgravi contributivi, pensione anticipata
    • Imprese e partite IVA – regime forfettario, crediti d’imposta
    • Sanità e istruzione – fondi aggiuntivi

    Novità Fiscali per Famiglie e Cittadini

    IRPEF e Aliquote

    La Legge di Bilancio 2026 conferma la struttura a 3 scaglioni IRPEF introdotta nel 2024:

    • 23% fino a 28.000 euro
    • 35% da 28.001 a 50.000 euro
    • 43% oltre 50.000 euro

    Bonus Mamme 2026

    Confermato il Bonus Mamme (esonero contributivo al 100% per mamme lavoratrici con almeno 2 figli). La novità 2026 è l’estensione anche alle lavoratrici autonome con partita IVA.

    Assegno Unico

    L’Assegno Unico Universale viene confermato con gli importi 2025, senza aumenti. Le maggiorazioni per figli disabili e nuclei numerosi rimangono invariate.

    Bonus Asilo Nido

    Il Bonus Nido viene confermato fino a 3.600 euro annui per famiglie con ISEE fino a 40.000 euro. Per ISEE superiori, l’importo scende a 1.500 euro.

    Novità per Partite IVA e Regime Forfettario

    Regime Forfettario 2026

    La Manovra 2026 conferma il regime forfettario con limite di ricavi a 85.000 euro. Le aliquote rimangono:

    • 5% per i primi 5 anni (nuove attività)
    • 15% a regime

    Flat Tax Incrementale

    Viene confermata la flat tax incrementale al 15% per titolari di partita IVA ordinaria che aumentano i ricavi rispetto al triennio precedente. L’agevolazione riguarda solo l’incremento di reddito.

    Crediti d’Imposta per Investimenti

    Confermati i crediti d’imposta per investimenti in:

    • Beni strumentali 4.0 (transizione digitale)
    • Ricerca e sviluppo
    • Formazione 4.0

    Detrazioni e Bonus: Cosa Cambia

    Tetto alle Detrazioni (Quoziente Familiare)

    La novità più rilevante è l’introduzione di un tetto alle detrazioni fiscali in base al quoziente familiare:

    • Per redditi sopra 75.000 euro, le detrazioni sono limitate
    • Il limite varia in base al numero di figli a carico
    • Più figli = tetto più alto

    Bonus Ristrutturazione e Casa

    I bonus casa subiscono modifiche significative:

    • Ristrutturazione edilizia – detrazione al 50% fino al 2025, scende al 36% dal 2026 (solo prima casa)
    • Ecobonus – ridotto al 36% (prima era 50-65%)
    • Bonus mobili – confermato con tetto di 5.000 euro
    • Superbonus – scende al 65% nel 2026 (solo per condomini e lavori già avviati)

    Bonus Elettrodomestici

    Introdotto un nuovo bonus per acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica (classe A o superiore), con contributo fino a 200 euro per ISEE sotto 25.000 euro.

    ISEE e Agevolazioni Sociali

    L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) rimane il parametro fondamentale per accedere a bonus e agevolazioni nel 2026.

    Soglie ISEE Principali

    • ISEE 15.000 euro – Bonus sociale (luce, gas, acqua)
    • ISEE 25.000 euro – Bonus elettrodomestici
    • ISEE 40.000 euro – Bonus nido (importo massimo), Assegno Unico (maggiorazioni)

    ISEE 2026: Quando Rinnovarlo

    L’ISEE 2025 scade il 31 dicembre 2025. Per continuare a ricevere bonus e agevolazioni nel 2026, è necessario presentare la nuova DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) entro:

    • 28 febbraio 2026 – per Assegno Unico (scadenza preferenziale)
    • 31 dicembre 2026 – per altre agevolazioni

    Consiglio del CAF: Rinnovare l’ISEE a gennaio/febbraio 2026 per evitare interruzioni nei pagamenti di Assegno Unico e bonus.

    Scadenze Importanti da Ricordare

    Ecco le principali scadenze fiscali 2026 introdotte o confermate dalla Manovra:

    Gennaio-Febbraio 2026

    • 31 gennaio 2026 – Certificazione Unica (CU) ai dipendenti
    • 28 febbraio 2026 – Rinnovo ISEE (scadenza preferenziale Assegno Unico)
    • 16 febbraio 2026 – Prima rata rottamazione quater

    Aprile-Settembre 2026

    • 30 aprile 2026 – Invio Modello Redditi PF 2025
    • 30 settembre 2026 – Scadenza 730/2026 (precompilato)
    • 30 novembre 2026 – Scadenza Modello Redditi 2025 (tardivo)

    Dicembre 2026

    • 16 dicembre 2026 – Saldo IMU 2026
    • 31 dicembre 2026 – Scadenza ISEE 2026

    Conclusione

    La Legge di Bilancio 2026 introduce novità significative per famiglie, lavoratori e partite IVA. Il testo integrale è disponibile in Gazzetta Ufficiale e sul sito del MEF.

    Le principali novità riguardano il tetto alle detrazioni, la riduzione dei bonus casa, la conferma del regime forfettario e l’estensione del Bonus Mamme alle autonome.

    Per approfondire le misure e verificare come impattano sulla tua situazione personale, il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per consulenze personalizzate.

    Domande Frequenti

    Dove trovo il testo integrale della Legge di Bilancio 2026?

    Il testo integrale della Legge di Bilancio 2026 è disponibile sul sito della Gazzetta Ufficiale (gazzettaufficiale.it) e sul sito del Ministero dell’Economia (mef.gov.it). È stata pubblicata il 31 dicembre 2025 ed è entrata in vigore il 1° gennaio 2026.

    Il regime forfettario cambia nel 2026?

    No, il regime forfettario 2026 rimane invariato: limite di ricavi a 85.000 euro, aliquota al 5% per i primi 5 anni (nuove attività) e 15% a regime. Non ci sono modifiche rispetto al 2025.

    Cosa cambia per i bonus casa nel 2026?

    I bonus casa vengono ridotti: la detrazione per ristrutturazione scende dal 50% al 36% (solo prima casa), l’ecobonus passa al 36%, il Superbonus scende al 65% (solo condomini con lavori già avviati). Il bonus mobili rimane con tetto di 5.000 euro.

    Quando devo rinnovare l’ISEE per il 2026?

    L’ISEE 2025 scade il 31 dicembre 2025. Per continuare a ricevere Assegno Unico e bonus, è consigliato rinnovare l’ISEE entro il 28 febbraio 2026. Per altre agevolazioni, la scadenza è il 31 dicembre 2026.

    Il Bonus Mamme è confermato nel 2026?

    Sì, il Bonus Mamme (esonero contributivo 100% per mamme con almeno 2 figli) è confermato. La novità 2026 è l’estensione anche alle lavoratrici autonome con partita IVA, non solo dipendenti.

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    BONUS NASCITA, BONUS BEBE', BONUS ASILO NIDO, MATERNITA'

    Bonus Mamme 2026: Guida Completa da 720 Euro per Lavoratrici con Figli

    Maternità INPS CAF Udine

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il Bonus Mamme 2026
    2. Novità 2026: da 480 a 720 Euro
    3. Chi Ha Diritto al Bonus Mamme
    4. Limite Reddito 40.000 Euro
    5. Come Richiedere il Bonus
    6. Scadenze e Tempistiche
    7. Bonus Mamme per Lavoratrici Autonome
    8. Differenza con Esonero Contributivo
    9. Compatibilità con Altri Bonus
    10. FAQ sul Bonus Mamme 2026

    Il Bonus Mamme 2026 rappresenta una delle misure più importanti a sostegno delle lavoratrici con figli introdotte dalla Legge di Bilancio. Quest’anno l’importo aumenta del 50%, passando da 480 a 720 euro annui, e viene esteso anche alle lavoratrici autonome. In questa guida completa scoprirai tutti i requisiti, come fare domanda e le scadenze da rispettare.

    Se sei una mamma lavoratrice con almeno due figli e il tuo reddito non supera i 40.000 euro annui, potresti avere diritto a questo importante contributo economico. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna passo dopo passo nella richiesta, assicurandoti di non perdere questa opportunità.

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    Cos’è il Bonus Mamme 2026

    Il Bonus Mamme 2026 è un contributo economico mensile destinato alle lavoratrici madri con almeno due figli a carico. Introdotto inizialmente con la Legge di Bilancio 2024 e successivamente potenziato, questo bonus mira a sostenere le donne nel conciliare lavoro e famiglia.

    A differenza di altri bonus legati all’ISEE, il Bonus Mamme si basa esclusivamente sul reddito da lavoro della madre, semplificando notevolmente i requisiti di accesso. Il contributo non concorre alla formazione del reddito imponibile e non viene considerato ai fini ISEE, rendendolo particolarmente vantaggioso.

    Caratteristiche principali del Bonus Mamme 2026:

    • Importo: 60 euro al mese, fino a 720 euro annui
    • Beneficiarie: lavoratrici dipendenti e autonome con 2+ figli
    • Limite reddito: massimo 40.000 euro annui da lavoro
    • Durata: fino al 10° compleanno del figlio più piccolo (18° con 3+ figli)
    • Erogazione: in un’unica soluzione a dicembre 2026
    • Tassazione: esente IRPEF e non rilevante ISEE

    Novità 2026: da 480 a 720 Euro

    La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto importanti novità per il Bonus Mamme, potenziando significativamente la misura rispetto al 2025:

    Aumento dell’Importo del 50%

    L’importo mensile passa da 40 euro a 60 euro, con un incremento del 50%. Su base annua, questo significa passare da 480 euro a 720 euro per le lavoratrici che lavorano tutti i 12 mesi.

    Confronto importi 2025 vs 2026:

    • 2025: 40 euro/mese = 480 euro/anno
    • 2026: 60 euro/mese = 720 euro/anno
    • Differenza: +240 euro annui (+50%)

    Estensione alle Lavoratrici Autonome

    Una delle novità più rilevanti del 2026 è l’estensione del bonus alle lavoratrici autonome. Possono ora accedere alla misura:

    • Libere professioniste iscritte alle casse previdenziali
    • Artigiane e commercianti iscritte alla Gestione INPS
    • Lavoratrici agricole autonome
    • Collaboratrici coordinate e continuative

    Attenzione: Sono escluse le lavoratrici con regime forfettario che non versano contributi INPS, e le lavoratrici domestiche (colf, badanti).

    Chi Ha Diritto al Bonus Mamme

    Per accedere al Bonus Mamme 2026 è necessario soddisfare tutti i seguenti requisiti:

    1. Requisito Figli

    La lavoratrice deve avere almeno 2 figli a carico. Sono considerati:

    • Figli naturali
    • Figli adottivi
    • Figli in affidamento preadottivo

    Il figlio più piccolo deve avere meno di 10 anni (o meno di 18 anni se i figli sono 3 o più).

    2. Requisito Lavorativo

    La madre deve essere lavoratrice in una delle seguenti categorie:

    • Dipendente privata (a tempo determinato o indeterminato)
    • Dipendente pubblica
    • Lavoratrice autonoma iscritta a gestione INPS o cassa professionale

    Escluse dal Bonus Mamme:

    • Lavoratrici domestiche (colf, badanti, baby-sitter)
    • Lavoratrici con 3+ figli e contratto a tempo indeterminato (hanno diritto all’esonero contributivo, misura alternativa più vantaggiosa)
    • Disoccupate o inoccupate

    3. Requisito Reddito

    Il reddito annuo da lavoro non deve superare i 40.000 euro. Questo limite si riferisce esclusivamente ai redditi da lavoro dipendente o autonomo, non al reddito familiare complessivo.

    Limite Reddito 40.000 Euro: Come si Calcola

    Il limite di 40.000 euro è uno dei requisiti fondamentali per accedere al Bonus Mamme 2026. Ecco come verificare se rientri nella soglia:

    Per Lavoratrici Dipendenti

    Il reddito da considerare è il reddito lordo annuo da lavoro dipendente, che trovi:

    • Nella Certificazione Unica (CU) al punto 1 “Redditi di lavoro dipendente”
    • Nelle buste paga: somma delle retribuzioni lorde mensili

    Esempio pratico: Se guadagni 2.800 euro lordi al mese per 13 mensilità, il tuo reddito annuo è 36.400 euro. Rientri nel limite e puoi richiedere il bonus.

    Per Lavoratrici Autonome

    Il reddito da considerare è il reddito netto da lavoro autonomo:

    • Per le professioniste con cassa: reddito professionale dichiarato alla cassa
    • Per le iscritte alla Gestione Separata INPS: reddito da collaborazione/autonomo
    • Per artigiane e commercianti: reddito d’impresa

    Cosa NON rientra nel calcolo:

    • Redditi del coniuge o partner
    • Redditi da locazione (affitti)
    • Redditi da capitale (interessi, dividendi)
    • Assegno Unico e altri bonus familiari
    • TFR e altre indennità una tantum

    Come Richiedere il Bonus Mamme 2026

    La domanda per il Bonus Mamme 2026 deve essere presentata telematicamente all’INPS. Il modo più semplice e sicuro è rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine:

    • Verifica preventiva di tutti i requisiti
    • Assistenza nella compilazione della domanda
    • Controllo documentazione per evitare errori
    • Monitoraggio dello stato della pratica
    • Servizio gratuito per il cittadino

    Documenti Necessari

    Per presentare la domanda, prepara:

    • Documento d’identità in corso di validità
    • Codice fiscale tuo e dei figli
    • Certificazione Unica (CU) o dichiarazione dei redditi
    • Dati del datore di lavoro (per dipendenti)
    • IBAN per l’accredito del bonus

    Scadenze e Tempistiche

    Ecco le date importanti da segnare per il Bonus Mamme 2026:

    Quando Presentare Domanda

    • Dal 1° gennaio 2026: apertura domande per il bonus 2026
    • Entro il 31 gennaio 2026: termine per richiedere il bonus 2025 residuo
    • Entro dicembre 2026: termine consigliato per ricevere il pagamento a fine anno

    Quando Arriva il Pagamento

    Il Bonus Mamme viene erogato in un’unica soluzione:

    • Dicembre 2026: pagamento del bonus annuale (fino a 720 euro)
    • L’importo dipende dai mesi effettivamente lavorati nell’anno
    • Esempio: se hai lavorato 10 mesi, riceverai 60 x 10 = 600 euro

    Per chi ha fatto domanda entro il 31 gennaio 2026 per il bonus 2025: il pagamento arriverà a febbraio 2026 con l’importo 2025 (40 euro/mese, max 480 euro).

    Bonus Mamme per Lavoratrici Autonome

    Una delle grandi novità del 2026 è l’estensione del Bonus Mamme alle lavoratrici autonome. Ecco chi può accedere:

    Chi Può Richiedere il Bonus

    • Libere professioniste iscritte a casse previdenziali (avvocati, commercialisti, medici, ingegneri, ecc.)
    • Artigiane iscritte alla Gestione Artigiani INPS
    • Commercianti iscritte alla Gestione Commercianti INPS
    • Lavoratrici agricole autonome (coltivatori diretti, IAP)
    • Iscritte alla Gestione Separata INPS

    Requisiti Specifici per Autonome

    • Reddito netto da lavoro autonomo inferiore a 40.000 euro
    • Regolarità contributiva presso la propria gestione previdenziale
    • Almeno 2 figli a carico (stesso requisito delle dipendenti)

    Escluse tra le Autonome

    Non possono accedere al Bonus Mamme:

    • Lavoratrici con regime forfettario che non versano contributi (contributo minimo o flat)
    • Coadiuvanti familiari non iscritte autonomamente
    • Chi ha irregolarità contributive non sanate

    Se hai una partita IVA e vuoi verificare se puoi accedere al bonus, consulta la nostra guida sul Regime Forfettario 2026 o contatta il CAF Centro Fiscale.

    Differenza con Esonero Contributivo

    Spesso si fa confusione tra Bonus Mamme ed Esonero Contributivo. Sono due misure diverse, non cumulabili tra loro:

    Tabella Comparativa

    Bonus Mamme 2026:

    • Beneficiarie: mamme con 2+ figli
    • Contratto: qualsiasi (determinato, indeterminato, autonomo)
    • Importo: 720 euro/anno massimo
    • Limite reddito: 40.000 euro
    • Erogazione: bonifico diretto a dicembre

    Esonero Contributivo IVS:

    • Beneficiarie: mamme con 3+ figli
    • Contratto: solo tempo indeterminato
    • Importo: esonero 100% contributi IVS (risparmio maggiore, circa 2.000-3.000 euro/anno)
    • Limite reddito: nessun limite
    • Erogazione: direttamente in busta paga ogni mese

    Quale Scegliere?

    Se hai 3 o più figli e un contratto a tempo indeterminato, l’esonero contributivo è più vantaggioso del Bonus Mamme. In questo caso, non puoi cumulare le due misure: devi scegliere l’esonero.

    Se hai 2 figli, oppure hai 3+ figli ma un contratto a termine o sei autonoma, puoi accedere solo al Bonus Mamme.

    Compatibilità con Altri Bonus

    Il Bonus Mamme 2026 è compatibile e cumulabile con la maggior parte delle altre prestazioni familiari:

    Si Cumula Con:

    • Assegno Unico Universale (AUU) per i figli a carico
    • Bonus Asilo Nido (fino a 3.600 euro/anno)
    • Carta Dedicata a Te (500 euro per acquisti alimentari)
    • Detrazioni fiscali per figli a carico
    • Bonus bollette (se si rispettano i requisiti ISEE)
    • NASPI in caso di perdita del lavoro

    Non Si Cumula Con:

    • Esonero contributivo IVS per mamme con 3+ figli (misura alternativa)

    Non Influisce su ISEE

    Il Bonus Mamme non viene considerato nel calcolo dell’ISEE. Questo significa che riceverlo non compromette l’accesso ad altre prestazioni legate all’ISEE 2026.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sul Bonus Mamme 2026

    Quanto vale il Bonus Mamme 2026?

    Il Bonus Mamme 2026 vale 60 euro al mese, per un massimo di 720 euro annui se la madre lavora tutti i 12 mesi dell’anno. L’importo è aumentato rispetto al 2025, quando era di 40 euro mensili (480 euro annui).

    Chi ha diritto al Bonus Mamme 2026?

    Hanno diritto al bonus le lavoratrici dipendenti o autonome con almeno 2 figli a carico, il cui reddito da lavoro non supera i 40.000 euro annui. Il figlio più piccolo deve avere meno di 10 anni (18 anni con 3+ figli).

    Le lavoratrici autonome possono richiedere il Bonus Mamme?

    Sì, dal 2026 il Bonus Mamme è esteso anche alle lavoratrici autonome: libere professioniste, artigiane, commercianti e iscritte alla Gestione Separata INPS. Sono escluse solo le lavoratrici con regime forfettario che non versano contributi INPS.

    Come si richiede il Bonus Mamme?

    Il modo più semplice e sicuro è rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine, che offre assistenza gratuita per la compilazione e l’invio della domanda INPS, evitando errori e garantendo il monitoraggio della pratica.

    Quando viene pagato il Bonus Mamme 2026?

    Il Bonus Mamme viene erogato in un’unica soluzione a dicembre 2026. L’importo dipende dai mesi effettivamente lavorati nell’anno. Chi presenta domanda entro il 31 gennaio 2026 per il bonus 2025 riceverà il pagamento a febbraio 2026.

    Il Bonus Mamme si cumula con l’Assegno Unico?

    Sì, il Bonus Mamme è perfettamente compatibile con l’Assegno Unico Universale. Le due prestazioni si cumulano senza problemi. Il bonus inoltre non incide sul calcolo ISEE.

    Qual è il limite di reddito per il Bonus Mamme 2026?

    Il limite è di 40.000 euro di reddito annuo da lavoro (dipendente o autonomo). Non si considera il reddito del coniuge o altri redditi familiari. Si guarda solo il reddito da lavoro della madre.

    Le lavoratrici domestiche possono richiedere il Bonus Mamme?

    No, le lavoratrici domestiche (colf, badanti, baby-sitter) sono escluse dal Bonus Mamme 2026. Questa categoria non rientra tra i beneficiari previsti dalla normativa.

    Richiedi Assistenza per il Bonus Mamme 2026

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare i requisiti e presentare la domanda per il Bonus Mamme 2026. Offriamo assistenza completa per:

    • Verifica preventiva dei requisiti (reddito, figli a carico, tipologia contrattuale)
    • Compilazione e invio domanda INPS in via telematica
    • Controllo documentazione per evitare errori e rigetti
    • Monitoraggio stato della pratica fino all’erogazione

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    CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640

    Approfondimenti sul Bonus Mamme 2026

    Scopri tutti i dettagli nelle nostre guide dedicate:

    • Requisiti Bonus Mamme 2026 – Limite reddito 40.000 euro e figli a carico
    • Domanda INPS Bonus Mamme – Guida completa alla richiesta
    • Bonus Mamme per Autonome e P.IVA – Requisiti specifici per lavoratrici autonome
    • Esonero Contributivo Mamme – Come funziona e quanto si risparmia
    • Compatibilità con Altri Bonus – Quali bonus puoi cumulare

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    NOTIZIE

    Legge di Bilancio 2026 Approvata: Tutte le Novità su IRPEF, Pensioni, Bonus e Famiglie

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Indice dei contenuti

    1. Approvazione della Legge di Bilancio 2026
    2. IRPEF 2026: nuova aliquota al 33% con esempi di risparmio
    3. Novità in busta paga: premi e buoni pasto
    4. Bonus Mamme 2026: da 40 a 60 euro al mese
    5. Novità ISEE 2026: casa esclusa dal calcolo
    6. Carta Dedicata a Te e bonus scuola
    7. Pensioni 2026: requisiti e novità
    8. Rottamazione Quinquies: rate in 9 anni
    9. Bonus casa 2026: cosa resta e cosa cambia
    10. TFR e previdenza complementare
    La Legge di Bilancio 2026 è stata approvata definitivamente il 30 dicembre 2025 dalla Camera dei Deputati con 216 voti favorevoli. La manovra da 22 miliardi di euro porta novità importanti per le famiglie italiane: dalla riduzione delle tasse sul lavoro al potenziamento dei bonus per genitori e figli. In questa guida analizziamo tutte le misure che impatteranno sul tuo portafoglio dal 1° gennaio 2026, con esempi pratici per capire quanto risparmierai.

    Approvazione della Legge di Bilancio 2026

    Il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha dichiarato: “Lo sforzo fatto si concentra sui redditi medio-bassi“. La manovra 2026 rappresenta un intervento mirato a sostenere il potere d’acquisto delle famiglie italiane, con particolare attenzione a:
    • Lavoratori dipendenti con redditi fino a 50.000 euro
    • Famiglie con figli attraverso bonus potenziati
    • Nuclei con ISEE basso con nuove agevolazioni
    • Pensionati con aumenti delle pensioni minime

    IRPEF 2026: nuova aliquota al 33% con esempi di risparmio

    La novità più attesa della Legge di Bilancio 2026 è la riduzione dell’aliquota IRPEF per il secondo scaglione di reddito. L’aliquota passa dal 35% al 33% per i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro.

    Le nuove aliquote IRPEF 2026

    Scaglione di redditoAliquota 2025Aliquota 2026
    Fino a 28.000 euro23%23%
    Da 28.001 a 50.000 euro35%33%
    Oltre 50.000 euro43%43%

    Esempi pratici: quanto risparmi?

    Ecco alcuni esempi concreti di risparmio annuo in base al tuo reddito lordo:
    Reddito lordo annuoRisparmio IRPEF 2026Risparmio mensile
    30.000 euro40 euro/anno3,33 euro/mese
    35.000 euro140 euro/anno11,67 euro/mese
    40.000 euro240 euro/anno20 euro/mese
    45.000 euro340 euro/anno28,33 euro/mese
    50.000 euro440 euro/anno36,67 euro/mese
    Esempio pratico – Mario, impiegato: Mario guadagna 40.000 euro lordi all’anno. Nel 2025 pagava il 35% sulla quota tra 28.000 e 40.000 euro (12.000 euro), ovvero 4.200 euro. Nel 2026 pagherà il 33%, ovvero 3.960 euro. Risparmio: 240 euro all’anno, circa 20 euro in più al mese in busta paga.Attenzione – Redditi alti: Chi guadagna oltre 200.000 euro annui non beneficerà del taglio: il risparmio teorico di 440 euro viene annullato da una riduzione equivalente delle detrazioni fiscali (escluse le spese sanitarie).

    Novità in busta paga: premi e buoni pasto

    Tassazione agevolata al 5% sugli aumenti contrattuali

    Se il tuo contratto collettivo è stato rinnovato tra il 2024 e il 2026 e guadagni meno di 33.000 euro, gli aumenti retributivi derivanti dal rinnovo saranno tassati solo al 5% invece dell’aliquota ordinaria.Esempio pratico – Lucia, commessa: Lucia guadagna 25.000 euro. Il suo CCNL è stato rinnovato e prevede un aumento di 100 euro al mese (1.200 euro/anno). Invece di pagare il 23% di IRPEF (276 euro), pagherà solo il 5% (60 euro). Risparmio: 216 euro all’anno.

    Premi di produttività tassati all’1%

    I premi di risultato fino a 5.000 euro annui saranno tassati con un’imposta sostitutiva dell’1% (prima era il 5%). Se la tua azienda eroga premi di produttività, il vantaggio fiscale è notevole.Esempio: Un premio di 3.000 euro verrà tassato con soli 30 euro di imposta (invece di 150 euro). Risparmio: 120 euro.

    Buoni pasto: soglia esentasse a 10 euro

    La soglia giornaliera esentasse per i buoni pasto sale da 8 a 10 euro. Se ricevi buoni pasto elettronici da 10 euro per 22 giorni lavorativi al mese, il beneficio esentasse è ora completo.

    Bonus Mamme 2026: da 40 a 60 euro al mese

    Il Bonus Mamme viene potenziato in modo significativo. L’importo mensile passa da 40 a 60 euro, per un totale di 720 euro all’anno.

    Chi può richiedere il Bonus Mamme 2026

    • Mamme lavoratrici dipendenti o autonome
    • Con ISEE fino a 40.000 euro
    • Con almeno 2 figli a carico (di cui almeno uno sotto i 10 anni)
    Esempio pratico – Giulia, mamma di 2 figli: Giulia lavora part-time come segretaria e ha un ISEE familiare di 28.000 euro. Ha due figli di 4 e 8 anni. Dal 2026 riceverà 60 euro al mese (720 euro/anno) direttamente in busta paga come riduzione dei contributi previdenziali.

    Confronto Bonus Mamme 2025 vs 2026

    Caratteristica20252026
    Importo mensile40 euro60 euro
    Importo annuo480 euro720 euro
    Limite ISEE40.000 euro40.000 euro
    Figli richiestiAlmeno 2Almeno 2

    Novità ISEE 2026: casa esclusa dal calcolo

    Dal 2026 cambiano le regole per il calcolo dell’ISEE. La novità più importante riguarda la prima casa di proprietà: non verrà più conteggiata nel patrimonio immobiliare.

    Cosa cambia nel calcolo ISEE 2026

    • Prima abitazione esclusa dal patrimonio immobiliare
    • Soglia di esclusione: fino a 91.500 euro di valore catastale
    • Soglia maggiorata per chi vive in grandi città: fino a 120.000 euro
    • Scala di equivalenza più favorevole per famiglie numerose
    Esempio pratico – Famiglia Rossi: La famiglia Rossi ha un reddito di 35.000 euro e una casa di proprietà del valore catastale di 80.000 euro. Nel 2025 la casa veniva conteggiata nell’ISEE, aumentandolo. Nel 2026 la casa sarà esclusa, con un ISEE più basso e maggiore accesso a bonus e agevolazioni.Impatto pratico: Un ISEE più basso significa poter accedere a:
    • Assegno Unico più alto
    • Bonus nido
    • Riduzioni sulle tasse universitarie
    • Agevolazioni per le bollette (bonus sociale)

    Carta Dedicata a Te e bonus scuola

    Carta Dedicata a Te: 500 euro per la spesa

    Viene rifinanziata per il 2026 e 2027 la “Carta dedicata a te“, un contributo di 500 euro per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità.Requisiti:
    • ISEE non superiore a 15.000 euro
    • Non essere già beneficiari di altri sostegni al reddito (es. Reddito di Cittadinanza, NASPI)

    Bonus libri per le scuole superiori

    Le famiglie con ISEE fino a 30.000 euro potranno beneficiare del bonus libri comunale per l’acquisto dei testi scolastici per le scuole superiori. L’importo varia in base al Comune di residenza.

    Contributo scuole paritarie: fino a 1.500 euro

    Novità assoluta: le famiglie con ISEE fino a 30.000 euro che scelgono le scuole paritarie potranno ricevere un contributo fino a 1.500 euro per:
    • Scuole medie paritarie
    • Primo biennio delle scuole superiori paritarie

    Congedi potenziati per i genitori

    La manovra potenzia anche:
    • Congedo parentale: aumenta l’indennità all’80% per un mese aggiuntivo
    • Congedo per malattia dei figli: esteso fino ai 12 anni di età del bambino

    Pensioni 2026: requisiti e novità

    Requisiti pensione 2026

    Tipo di pensioneRequisiti 2026
    Pensione di vecchiaia67 anni di età + 20 anni di contributi
    Pensione anticipata uomini42 anni e 10 mesi di contributi + 3 mesi finestra
    Pensione anticipata donne41 anni e 10 mesi di contributi + 3 mesi finestra
    APE Sociale63 anni e 5 mesi + 30/36 anni contributi (prorogata)

    Cosa scompare nel 2026

    Attenzione: Dal 1° gennaio 2026 non saranno più disponibili:
    • Quota 103 (62 anni + 41 contributi): ABOLITA
    • Opzione Donna (35 anni contributi): NON RINNOVATA

    Aumento pensioni minime

    Le pensioni minime aumentano di 20 euro al mese, pari a 260 euro all’anno. L’aumento riguarda i pensionati con assegni minimi in condizioni economiche disagiate.

    Rottamazione Quinquies: rate in 9 anni

    La Legge di Bilancio 2026 conferma la Rottamazione Quinquies, la nuova definizione agevolata delle cartelle esattoriali.

    Come funziona la Rottamazione Quinquies

    • Debiti ammessi: carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione fino al 31 dicembre 2023
    • Cosa si paga: solo il capitale dovuto, SENZA sanzioni e interessi di mora
    • Rateazione: pagamento in unica soluzione oppure in 54 rate bimestrali (9 anni)
    Esempio pratico – Marco con cartelle: Marco ha una cartella da 10.000 euro di cui 6.000 euro di capitale, 2.500 euro di sanzioni e 1.500 euro di interessi. Con la Rottamazione Quinquies pagherà solo 6.000 euro, risparmiando 4.000 euro. Potrà pagare in 54 rate da circa 111 euro ciascuna.

    Bonus casa 2026: cosa resta e cosa cambia

    Bonus ristrutturazioni

    Tipo di immobileDetrazione 2026Tetto spesa
    Abitazione principale50%96.000 euro
    Altri immobili36%96.000 euro
    Esempio: Se spendi 50.000 euro per ristrutturare la tua prima casa, potrai detrarre il 50% (25.000 euro) in 10 anni, ovvero 2.500 euro all’anno dalla dichiarazione dei redditi.

    Altri bonus confermati

    • Ecobonus: prorogato per interventi di efficienza energetica
    • Sismabonus: prorogato per interventi antisismici
    • Bonus mobili: detrazione 50% fino a 5.000 euro di spesa

    Superbonus 110%: addio definitivo

    Il Superbonus 110% termina definitivamente, con l’unica eccezione dei cantieri nelle zone colpite dai terremoti del 2009 e 2016.

    TFR e previdenza complementare

    Dal 1° luglio 2026 scatta l’adesione automatica alla previdenza complementare per i neoassunti del settore privato.

    Come funziona il silenzio-assenso TFR

    1. Al momento dell’assunzione, il lavoratore ha 60 giorni per decidere
    2. Se non esprime scelta, il TFR andrà automaticamente al fondo pensione
    3. Se vuole tenerlo in azienda, deve comunicarlo esplicitamente
    Vantaggio fiscale: Il limite di deducibilità dei contributi versati alla previdenza complementare sale a 5.300 euro all’anno.

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    • Rottamazione Quinquies 2026: Guida Completa
    • Regime Forfettario 2026: Requisiti e Aliquote
    • ISEE 2026: Scopri tutte le novità
    • Bonus Mamme: Come Funziona
    • NASPI 2026: Requisiti e Domanda

    Domande Frequenti sui Bonus

    Come faccio a sapere quali bonus posso richiedere?

    I bonus disponibili dipendono dalla tua situazione economica (ISEE), composizione familiare e tipo di spesa. Il CAF Centro Fiscale analizza la tua situazione e individua tutte le agevolazioni spettanti.

    Quali documenti servono per richiedere i bonus?

    Generalmente servono: ISEE in corso di validita, documento d’identita, codice fiscale e documentazione specifica. Il nostro CAF ti indica esattamente cosa portare.

    Posso richiedere piu bonus contemporaneamente?

    Si, molti bonus sono cumulabili. Ad esempio puoi avere Assegno Unico, Bonus Nido e detrazioni per spese scolastiche. Il CAF verifica la compatibilita tra le diverse agevolazioni.

    Approfondimenti

    • ISEE 2026
    • Dichiarazione Redditi
    • Contatta il CAF

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