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NOTIZIE

Contributi INPS Lavoratori Domestici 2026: Scadenze e Modalità di Pagamento

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Scadenze Trimestrali Contributi INPS 2026
  2. Modalità di Pagamento Contributi INPS 2026
  3. Come Calcolare i Contributi INPS Dovuti
  4. Differenze tra Rapporto a Ore e Convivente
  5. Sanzioni per Ritardi o Mancato Pagamento
  6. Come Accedere al Cassetto Previdenziale INPS

I contributi INPS per lavoratori domestici 2026 devono essere versati con cadenza trimestrale dalle famiglie che hanno assunto colf, badanti o altri collaboratori domestici. La normativa prevede scadenze precise e diverse modalità di pagamento (PagoPA, F24, MAV) per garantire la regolarità contributiva. Il mancato versamento comporta sanzioni e la perdita di tutele previdenziali per il lavoratore. Vediamo nel dettaglio come funziona il pagamento dei contributi INPS nel 2026, quali sono le scadenze trimestrali, come si calcolano gli importi dovuti e quali strumenti utilizzare per restare in regola.

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Scadenze Trimestrali Contributi INPS 2026

Il versamento dei contributi INPS per lavoratori domestici segue un calendario trimestrale con quattro scadenze annuali. Ogni trimestre copre tre mesi di lavoro e il pagamento deve essere effettuato entro il 10 del mese successivo alla chiusura del trimestre.

Le scadenze 2026 sono:

  • 10 aprile 2026: pagamento contributi per il trimestre gennaio-febbraio-marzo 2026
  • 10 luglio 2026: pagamento contributi per il trimestre aprile-maggio-giugno 2026
  • 10 ottobre 2026: pagamento contributi per il trimestre luglio-agosto-settembre 2026
  • 10 gennaio 2027: pagamento contributi per il trimestre ottobre-novembre-dicembre 2026

È fondamentale rispettare queste scadenze per evitare sanzioni e garantire la copertura previdenziale del lavoratore. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di promemoria e assistenza nella gestione contributiva per non perdere mai una scadenza.

Modalità di Pagamento Contributi INPS 2026

L’INPS mette a disposizione tre modalità principali per il versamento dei contributi INPS lavoratori domestici 2026. La scelta dipende dalle preferenze del datore di lavoro e dagli strumenti a disposizione.

PagoPA è la piattaforma digitale unificata dei pagamenti verso la Pubblica Amministrazione. Permette di pagare i contributi INPS tramite:

  • Home banking del proprio istituto
  • App IO
  • Sportelli ATM abilitati
  • Ricevitorie e tabaccherie convenzionate

Il pagamento tramite PagoPA è immediato, sicuro e genera automaticamente la ricevuta di pagamento. Il datore di lavoro accede al cassetto previdenziale INPS con le proprie credenziali (SPID, CIE o CNS), visualizza l’importo dovuto e procede al pagamento.

Modello F24 è il metodo tradizionale utilizzato da chi preferisce pagare tramite bonifico bancario o presso uno sportello bancario/postale. Il modello F24 va compilato con i codici tributo specifici per i lavoratori domestici e l’importo calcolato per il trimestre di riferimento.

Bollettino MAV viene inviato dall’INPS direttamente all’indirizzo del datore di lavoro domestico registrato. Il bollettino contiene già l’importo precompilato e può essere pagato presso qualsiasi sportello bancario o postale, oppure tramite home banking inserendo il codice MAV.

Il CAF Centro Fiscale può gestire il pagamento per conto del datore di lavoro, garantendo la corretta compilazione e il versamento puntuale dei contributi INPS.

Come Calcolare i Contributi INPS Dovuti

Il calcolo dei contributi INPS per lavoratori domestici 2026 si basa su tabelle contributive aggiornate annualmente dall’INPS. L’importo varia in base a:

  • Tipologia di rapporto: lavoratore a ore o convivente
  • Retribuzione oraria effettiva del lavoratore
  • Ore lavorate nel trimestre
  • Fasce di retribuzione oraria stabilite dall’INPS

Per i lavoratori a ore, i contributi si calcolano moltiplicando le ore lavorate nel trimestre per l’aliquota contributiva oraria corrispondente alla fascia di retribuzione. L’INPS prevede diverse fasce, generalmente da un minimo di circa 1,50 euro a un massimo di 2,50 euro di contributi per ogni ora lavorata.

Per i lavoratori conviventi (come le badanti che vivono presso la famiglia), il calcolo avviene su base forfettaria mensile, con importi fissi trimestrali che dipendono dalla qualifica (assistente a persone autosufficienti o non autosufficienti) e dal livello contrattuale.

Il cassetto previdenziale INPS per i datori di lavoro domestico mostra automaticamente l’importo dovuto per ogni trimestre, facilitando il calcolo. Tuttavia, è importante verificare la correttezza dei dati inseriti (ore lavorate, retribuzione) per evitare errori che potrebbero portare a versamenti insufficienti o sanzioni.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza nel calcolo corretto dei contributi, considerando le specificità di ogni rapporto di lavoro domestico e garantendo il rispetto della normativa vigente.

Differenze tra Rapporto a Ore e Convivente

La distinzione tra lavoratore domestico a ore e lavoratore convivente è fondamentale per il calcolo dei contributi INPS, poiché cambiano sia l’importo che le modalità contributive.

Il lavoratore a ore (come una colf che lavora alcune ore al giorno o alla settimana) prevede:

  • Contributi calcolati su base oraria
  • Importo variabile in base alle ore effettivamente lavorate
  • Necessità di registrare con precisione le ore nel trimestre
  • Retribuzione oraria che determina la fascia contributiva applicabile

Il lavoratore convivente (come una badante che vive presso la famiglia assistita) prevede:

  • Contributi calcolati su base forfettaria mensile
  • Importo fisso trimestrale indipendente dalle ore (il convivente ha contratto full-time per definizione)
  • Calcolo semplificato senza necessità di conteggiare le ore
  • Importi generalmente più elevati rispetto al rapporto a ore, ma con copertura previdenziale più ampia

Ad esempio, per una badante convivente che assiste una persona non autosufficiente, l’INPS applica un contributo trimestrale fisso di circa 800-900 euro (variabile in base al livello contrattuale). Per una colf a ore che lavora 20 ore settimanali, il contributo trimestrale sarà di circa 500-600 euro, calcolato sulle ore effettive.

Queste differenze incidono anche sulle tutele previdenziali del lavoratore: il convivente matura generalmente contributi pensionistici più rapidamente grazie alla continuità del rapporto.

Per gestire correttamente queste distinzioni e scegliere la tipologia contrattuale più adatta, il CAF Centro Fiscale fornisce consulenza personalizzata alle famiglie.

Sanzioni per Ritardi o Mancato Pagamento

Il mancato o ritardato pagamento dei contributi INPS per lavoratori domestici comporta conseguenze importanti sia per il datore di lavoro che per il lavoratore stesso.

Sanzioni per il datore di lavoro:

  • Sanzione civile: pari al 40% dei contributi non versati, ridotta al 2,5% annuo se il pagamento avviene entro 12 mesi dalla scadenza
  • Sanzione amministrativa: in caso di omissione contributiva prolungata, da 1.000 a 8.000 euro per ogni lavoratore
  • Rischio penale: nei casi più gravi, l’omissione contributiva può configurare il reato di evasione contributiva

Conseguenze per il lavoratore:

  • Perdita di copertura INPS: assenze ingiustificate del datore possono compromettere le tutele (malattia, maternità, disoccupazione)
  • Riduzione della pensione futura: i periodi scoperti non vengono conteggiati ai fini pensionistici
  • Impossibilità di richiedere prestazioni: senza contributi regolari, il lavoratore non può accedere a indennità e sussidi INPS

L’INPS controlla periodicamente la regolarità contributiva e invia solleciti di pagamento. Se il datore di lavoro non regolarizza entro i termini, scatta l’iscrizione a ruolo e il recupero forzoso tramite Agenzia Entrate-Riscossione.

Per evitare queste conseguenze, è essenziale rispettare le scadenze trimestrali e versare sempre l’importo corretto. Il CAF Centro Fiscale di Udine può gestire tutta la parte contributiva per conto della famiglia, garantendo puntualità e correttezza nei versamenti.

Come Accedere al Cassetto Previdenziale INPS

Il cassetto previdenziale INPS per datori di lavoro domestici è uno strumento online essenziale per gestire i contributi INPS 2026. Permette di visualizzare tutti i dati del rapporto di lavoro, calcolare gli importi dovuti e scaricare i bollettini di pagamento.

Per accedere al cassetto previdenziale servono:

  • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)
  • CIE (Carta d’Identità Elettronica)
  • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

Una volta autenticato sul sito INPS (www.inps.it), il datore di lavoro domestico accede alla sezione dedicata ai contributi per collaboratori domestici. Il cassetto mostra:

  • Dati del lavoratore registrato (nome, codice fiscale, data assunzione)
  • Importi contributivi dovuti per ogni trimestre
  • Scadenze di pagamento evidenziate
  • Storico dei versamenti effettuati
  • Bollettini MAV precompilati da scaricare
  • Possibilità di pagare direttamente tramite PagoPA

Il cassetto previdenziale permette anche di modificare i dati del rapporto (ad esempio, se cambiano le ore lavorate) e di comunicare variazioni come cessazione, sospensione o trasformazione del contratto.

Molte famiglie trovano complessa la navigazione del portale INPS e preferiscono affidarsi a un professionista. Il CAF Centro Fiscale accede al cassetto previdenziale per conto del datore di lavoro (con delega), gestisce tutti gli adempimenti e fornisce assistenza costante per qualsiasi problematica contributiva.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sui Contributi INPS Lavoratori Domestici

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Quando scadono i contributi INPS per lavoratori domestici nel 2026?

Le scadenze trimestrali 2026 sono: 10 aprile (trimestre gen-mar), 10 luglio (apr-giu), 10 ottobre (lug-set), 10 gennaio 2027 (ott-dic 2026).

Quanto costano i contributi INPS per una badante convivente?

Per una badante convivente, i contributi INPS trimestrali sono circa 800-900 euro, a seconda del livello contrattuale e della qualifica (assistenza a persone autosufficienti o non autosufficienti).

Come si pagano i contributi INPS per colf e badanti?

I contributi INPS si possono pagare tramite PagoPA (online o app IO), modello F24 presso banca o posta, o bollettino MAV precompilato inviato dall’INPS.

Cosa succede se non pago i contributi INPS per lavoratori domestici?

Il mancato pagamento comporta sanzioni dal 2,5% al 40% dei contributi dovuti, oltre a possibili sanzioni amministrative da 1.000 a 8.000 euro. Il lavoratore perde le tutele previdenziali.

Come si calcolano i contributi INPS per colf a ore?

I contributi per colf a ore si calcolano moltiplicando le ore lavorate nel trimestre per l’aliquota oraria (circa 1,50-2,50 euro per ora) in base alla fascia di retribuzione applicata.

Il pagamento dei contributi INPS per lavoratori domestici 2026 richiede attenzione alle scadenze trimestrali e la corretta applicazione delle tabelle contributive. Le famiglie possono scegliere tra diverse modalità di pagamento (PagoPA, F24, MAV) e devono distinguere tra rapporto a ore e convivente per calcolare l’importo dovuto. Il mancato versamento comporta sanzioni significative e compromette le tutele del lavoratore. Per gestire con serenità tutti gli adempimenti contributivi ed evitare errori, il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di assistenza nella gestione dei rapporti di lavoro domestico.


Hai bisogno di assistenza per i contributi INPS?

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Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – 33100 Udine
Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 601 8121


Guida Completa Colf e Badanti 2026

Approfondisci tutti gli aspetti della gestione del rapporto di lavoro domestico:

  • Costo Badante Convivente 2026 – Tabelle stipendio e spese totali
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CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO

Fondi Pensione: Versamenti Deducibili fino a 5.164,57 Euro

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Come Funziona la Deduzione dei Fondi Pensione
  2. Chi Può Beneficiare della Deduzione
  3. Vantaggi Fiscali Concreti: Quanto Risparmi
  4. Come Indicare i Versamenti nella Dichiarazione dei Redditi
  5. Domande Frequenti

I versamenti ai fondi pensione rappresentano uno degli strumenti fiscali più vantaggiosi per ridurre il carico tributario annuale. Dal 2026 è confermato il limite di deducibilità di 5.164,57 euro per i contributi versati alla previdenza complementare, un’opportunità che consente di risparmiare centinaia di euro in tasse ogni anno.

Molti contribuenti ignorano questa possibilità o sottovalutano il risparmio fiscale concreto che deriva dall’adesione a un fondo pensione. Eppure, si tratta di uno degli investimenti più intelligenti: costruisci un capitale per il futuro e nel frattempo riduci le tasse da pagare oggi.

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno centinaia di lavoratori nella compilazione della dichiarazione dei redditi 730, garantendo che tutti i versamenti ai fondi pensione vengano correttamente dedotti dal reddito imponibile. In questa guida scoprirai come funziona la deduzione, chi può beneficiarne e quanto potresti risparmiare concretamente.

Come Funziona la Deduzione dei Fondi Pensione

La deduzione fiscale dei fondi pensione funziona riducendo il reddito imponibile su cui vengono calcolate le imposte. Non si tratta di una detrazione (che riduce le imposte dovute), ma di una deduzione dal reddito complessivo, meccanismo ancora più vantaggioso.

In pratica: se il tuo reddito annuo lordo è di 35.000 euro e versi 5.164,57 euro al fondo pensione, il tuo reddito imponibile scende a 29.835,43 euro. Le imposte vengono calcolate su quest’ultimo importo, generando un risparmio fiscale immediato.

Il limite massimo di 5.164,57 euro annui è valido per tutti i lavoratori, indipendentemente dal tipo di contratto (dipendente, autonomo, libero professionista). Questo significa che puoi versare anche importi superiori, ma solo i primi 5.164,57 euro saranno deducibili fiscalmente.

Importante: La deduzione si applica nell’anno in cui effettui materialmente il versamento al fondo pensione. Se versi a dicembre 2026, la deduzione vale per il 730/2027 (redditi 2026).

Chi Può Beneficiare della Deduzione

La deduzione dei versamenti ai fondi pensione è accessibile a tutte le categorie di lavoratori che aderiscono alla previdenza complementare. Vediamo nel dettaglio:

Lavoratori Dipendenti

I lavoratori dipendenti possono aderire a:

  • Fondi pensione negoziali (chiusi) previsti dal proprio CCNL
  • Fondi pensione aperti offerti da banche, assicurazioni, SGR
  • PIP (Piani Individuali Pensionistici) assicurativi

Possono versare al fondo il TFR maturando, contributi volontari personali e contributi del datore di lavoro. Tutti questi importi (con il limite di 5.164,57 euro per i contributi personali) sono deducibili dal reddito.

Lavoratori Autonomi e Liberi Professionisti

Anche chi ha partita IVA (inclusi i forfettari) può aderire ai fondi pensione aperti o ai PIP. La deduzione funziona allo stesso modo: fino a 5.164,57 euro annui deducibili dal reddito complessivo.

Per i professionisti in regime forfettario la deduzione si applica all’interno del calcolo del reddito imponibile forfettario, riducendo quindi l’imposta sostitutiva del 5% o 15%.

Pensionati

Anche i pensionati possono continuare a versare contributi ai fondi pensione e dedurre gli importi dal reddito da pensione, beneficiando del risparmio fiscale. Particolarmente utile per chi integra la pensione con altre entrate (affitti, lavoro occasionale).

Disoccupati e Inoccupati

Chi non ha reddito può comunque aderire a un fondo pensione, ma la deduzione fiscale ha effetto solo se si hanno redditi imponibili. Senza redditi, non si beneficia del vantaggio fiscale immediato.

Vantaggi Fiscali Concreti: Quanto Risparmi

Il risparmio fiscale derivante dalla deduzione dei fondi pensione dipende dalla tua aliquota IRPEF marginale. Più alto è il tuo reddito, maggiore sarà il risparmio in termini assoluti.

Con le aliquote IRPEF 2026 confermate dalla Legge di Bilancio, ecco quanto risparmi versando il massimo deducibile di 5.164,57 euro:

Scaglione IRPEF 23% (Redditi fino a 28.000 euro)

Risparmio fiscale annuo: 1.187,85 euro

Se guadagni 25.000 euro lordi e versi 5.164,57 euro al fondo pensione, il tuo reddito imponibile scende a 19.835,43 euro. Risparmierai il 23% di 5.164,57 euro, pari a 1.187,85 euro di tasse in meno.

In pratica, l’investimento netto al fondo pensione è di soli 3.976,72 euro, perché 1.187,85 euro te li restituisce lo Stato sotto forma di minori imposte.

Scaglione IRPEF 33% (Redditi tra 28.001 e 50.000 euro)

Risparmio fiscale annuo: 1.704,31 euro

Con un reddito di 40.000 euro, versando il massimo al fondo pensione risparmi il 33% di 5.164,57 euro, ovvero 1.704,31 euro. L’investimento netto scende a 3.460,26 euro.

Scaglione IRPEF 43% (Redditi oltre 50.000 euro)

Risparmio fiscale annuo: 2.220,76 euro

Per redditi elevati, il vantaggio fiscale è massimo. Versando 5.164,57 euro, risparmi 2.220,76 euro di IRPEF, rendendo l’investimento netto di soli 2.943,81 euro.

Tabella Riepilogativa Risparmio Fiscale:

Scaglione IRPEFAliquotaRisparmio AnnuoInvestimento Netto
Fino a 28.000 euro23%1.187,85 euro3.976,72 euro
28.001 – 50.000 euro33%1.704,31 euro3.460,26 euro
Oltre 50.000 euro43%2.220,76 euro2.943,81 euro

Oltre al risparmio IRPEF, si risparmiano anche le addizionali regionali e comunali, che aumentano ulteriormente il vantaggio fiscale complessivo.

Come Indicare i Versamenti nella Dichiarazione dei Redditi

Per beneficiare della deduzione dei fondi pensione, devi indicare correttamente gli importi versati nella tua dichiarazione dei redditi 730 o nel Modello Redditi PF.

Quadro E – Sezione I del Modello 730

I contributi ai fondi pensione vanno inseriti nel Quadro E, Sezione I, righi da E27 a E32, a seconda del tipo di fondo pensione:

  • Rigo E27: Fondi pensione negoziali (chiusi)
  • Rigo E28: Fondi pensione aperti
  • Rigo E29: PIP (Piani Individuali Pensionistici)

Devi indicare l’importo totale versato nell’anno, comprensivo di contributi personali, TFR e contributi del datore di lavoro. Il software fiscale calcola automaticamente la deduzione rispettando il limite di 5.164,57 euro.

Certificazione del Fondo Pensione

Entro marzo dell’anno successivo, il tuo fondo pensione ti invia una certificazione con l’importo totale dei contributi versati nell’anno. Questo documento è fondamentale per la compilazione del 730.

Se non l’hai ricevuta, puoi scaricarla dall’area riservata del sito del fondo pensione o richiederla direttamente.

Compilazione Assistita al CAF

Il CAF Centro Fiscale di Udine compila gratuitamente il tuo 730 inserendo correttamente tutti i versamenti ai fondi pensione, verificando il rispetto dei limiti di deducibilità e massimizzando il tuo risparmio fiscale.

Porta con te:

  • Certificazione Unica (CU) 2026
  • Certificazione del fondo pensione con l’importo versato nel 2025
  • Documento d’identità e codice fiscale

I nostri operatori verificheranno che tutti i dati siano corretti e che tu ottenga il massimo rimborso IRPEF possibile.

Domande Frequenti sui Fondi Pensione Deducibili

Posso dedurre i versamenti al fondo pensione se sono in regime forfettario?

Si, anche chi e in regime forfettario puo dedurre i contributi ai fondi pensione. La deduzione si applica sul reddito imponibile forfettario, riducendo quindi l imposta sostitutiva del 5 percento o 15 percento. Il limite di 5.164,57 euro annui resta valido anche per i forfettari.

Il TFR versato al fondo pensione rientra nel limite di 5.164,57 euro?

No, il TFR versato al fondo pensione non concorre al limite di 5.164,57 euro. Questo limite riguarda solo i contributi volontari personali. Il TFR e sempre deducibile interamente, senza limiti, perche rappresenta una quota di retribuzione differita gia tassata.

Cosa succede se verso piu di 5.164,57 euro in un anno?

Se versi piu di 5.164,57 euro, puoi dedurre fiscalmente solo questo importo. La parte eccedente resta versata al fondo pensione e concorre alla formazione del capitale finale, ma non genera risparmio fiscale nell anno corrente. Non puoi riportare la deduzione negli anni successivi.

I fondi pensione convengono davvero rispetto ad altri investimenti?

I fondi pensione offrono un vantaggio fiscale immediato (deduzione fino a 5.164,57 euro) che altri investimenti non hanno. In piu, beneficiano di tassazione agevolata sui rendimenti (20 percento contro 26 percento) e sulla prestazione finale (da 15 percento a 9 percento). Il vincolo e la disponibilita limitata del capitale prima della pensione.


I fondi pensione deducibili rappresentano uno strumento doppiamente vantaggioso: costruisci un capitale per integrare la pensione pubblica e nel frattempo risparmi centinaia di euro di tasse ogni anno. Con un limite di deduzione di 5.164,57 euro annui, il risparmio fiscale può arrivare fino a 2.220 euro per i redditi più alti.

Non perdere questa opportunità. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione del 730 garantendo che tutti i versamenti al fondo pensione vengano correttamente dedotti. Contattaci oggi stesso per una consulenza gratuita e scopri quanto puoi risparmiare.


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NOTIZIE

NASpI a Rischio dopo Assenza Ingiustificata: La Scelta è del Datore di Lavoro

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Cosa Dice la Normativa sull’Assenza Ingiustificata
  2. Le Due Opzioni del Datore di Lavoro
  3. Quando si Perde il Diritto alla NASpI
  4. Quando si Mantiene il Diritto alla Disoccupazione
  5. Consigli Pratici per i Lavoratori
  6. Domande Frequenti

Un’assenza ingiustificata dal lavoro può costare cara al lavoratore dipendente, non solo in termini disciplinari ma anche per quanto riguarda il diritto alla NASpI. Una recente interpretazione normativa chiarisce un aspetto cruciale: è il datore di lavoro a scegliere se l’assenza comporterà la perdita dell’indennità di disoccupazione.

Questa decisione del datore può fare la differenza tra ricevere o meno la NASpI dopo la cessazione del rapporto di lavoro. Vediamo nel dettaglio come funziona il meccanismo e quali sono le conseguenze per il lavoratore.

Cosa Dice la Normativa sull’Assenza Ingiustificata

L’assenza ingiustificata è un’assenza dal lavoro senza preavviso e senza valido motivo. Secondo il codice civile (art. 2119) e i contratti collettivi, rappresenta un inadempimento contrattuale grave del lavoratore.

La normativa prevede che il datore di lavoro possa reagire in due modi distinti:

  • Licenziamento per giusta causa (immediato, senza preavviso)
  • Sanzione disciplinare (richiamo scritto, sospensione)

La scelta tra queste due opzioni ha conseguenze completamente diverse per il diritto alla NASpI del lavoratore.

Le Due Opzioni del Datore di Lavoro

Opzione 1: Licenziamento per Giusta Causa

Se il datore opta per il licenziamento per giusta causa, il lavoratore perde immediatamente il posto di lavoro e, soprattutto, non matura il diritto alla NASpI. Questo perché la giusta causa è considerata una colpa grave del dipendente.

Conseguenze:

  • Licenziamento immediato senza preavviso
  • Nessuna indennità di mancato preavviso
  • NASpI non riconosciuta dall’INPS

Opzione 2: Contestazione Disciplinare

Se invece il datore si limita a contestare l’assenza con una sanzione disciplinare (richiamo, sospensione), il rapporto di lavoro continua. In questo caso:

  • Il lavoratore mantiene il posto (con eventuale sanzione)
  • Se successivamente viene licenziato per altri motivi (es. giustificato motivo oggettivo), ha diritto alla NASpI
  • Se il lavoratore si dimette, può accedere alla disoccupazione solo in casi specifici (dimissioni per giusta causa)

Quando si Perde il Diritto alla NASpI

Il diritto alla NASpI viene perso quando il licenziamento avviene per:

  • Giusta causa (colpa grave del lavoratore, come assenza ingiustificata prolungata)
  • Giustificato motivo soggettivo con colpa grave (inadempimenti ripetuti)
  • Dimissioni volontarie (salvo casi di dimissioni per giusta causa)

Nel caso specifico dell’assenza ingiustificata, se il datore sceglie di licenziare per giusta causa, l’INPS respinge la domanda di NASpI perché la cessazione del rapporto è imputabile a una colpa del lavoratore.

Attenzione: Anche una sola assenza ingiustificata, se prolungata (es. 3-4 giorni consecutivi), può essere considerata giusta causa di licenziamento secondo la giurisprudenza.

Quando si Mantiene il Diritto alla Disoccupazione

Il lavoratore mantiene il diritto alla NASpI se:

  • Il datore non licenzia per giusta causa, ma si limita a una sanzione disciplinare
  • Il licenziamento successivo avviene per giustificato motivo oggettivo (es. crisi aziendale, riduzione personale)
  • Il licenziamento avviene per superamento periodo di comporto (malattia prolungata)
  • Il contratto scade naturalmente (per i contratti a termine)

In questi casi, l’assenza ingiustificata precedente viene considerata un episodio sanzionato disciplinarmente, ma non preclude il diritto alla disoccupazione in caso di cessazione involontaria del rapporto.

Consigli Pratici per i Lavoratori

Per evitare di mettere a rischio il diritto alla NASpI, ecco cosa fare:

1. Comunicare sempre le assenze

Avvisare tempestivamente il datore di lavoro in caso di impossibilità a recarsi al lavoro, fornendo le motivazioni (malattia, impegni urgenti).

2. Documentare i motivi dell’assenza

Conservare certificati medici, documentazione che giustifichi l’assenza. Un’assenza può diventare “giustificata” se adeguatamente documentata.

3. Rispondere prontamente alle contestazioni

Se si riceve una lettera di contestazione, rispondere entro i termini previsti dal CCNL (solitamente 5 giorni), fornendo le proprie giustificazioni.

4. Valutare le dimissioni con attenzione

Non dimettersi impulsivamente dopo una contestazione: se il datore non ha licenziato per giusta causa, il diritto alla NASpI è salvo in caso di futuro licenziamento per altri motivi.

5. Consultare il CAF o un consulente del lavoro

Prima di prendere decisioni, è utile farsi assistere per valutare le conseguenze sul diritto alla disoccupazione.


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Domande Frequenti sulla NASpI e Assenza Ingiustificata

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Quante assenze ingiustificate servono per perdere la NASpI?

Non esiste un numero fisso. Anche una sola assenza prolungata (3-4 giorni) puo essere considerata giusta causa di licenziamento. Dipende dalla gravita dell’assenza e dalle circostanze. Se il datore licenzia per giusta causa, si perde il diritto alla NASpI.

Se vengo sospeso per assenza ingiustificata, posso richiedere la NASpI?

La sospensione disciplinare non fa perdere il diritto alla NASpI. Se successivamente vieni licenziato per altri motivi (es. crisi aziendale), avrai diritto alla disoccupazione. La sospensione e una sanzione disciplinare, non un licenziamento.

Posso impugnare il licenziamento per giusta causa?

Si, se ritieni il licenziamento illegittimo puoi impugnarlo entro 60 giorni con l’assistenza di un avvocato giuslavorista o del sindacato. Se il giudice annulla il licenziamento, puoi richiedere la NASpI con effetto retroattivo.

L’assenza per malattia non certificata e considerata ingiustificata?

Si. Se non invii il certificato medico nei tempi previsti dal CCNL (solitamente entro 2 giorni), l’assenza puo essere considerata ingiustificata anche se eri realmente malato. E fondamentale rispettare le procedure.


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Previdenza e Pensioni 2026: Tutte le Novità dal 1° Luglio

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Indice dei contenuti

  1. Rivalutazione Pensioni dal 1° Luglio 2026
  2. Perequazione Automatica: Come Funziona
  3. Novità Previdenziali dal 1° Luglio 2026
  4. Impatto Economico sui Pensionati
  5. Cosa Devono Fare i Pensionati
  6. Assistenza del CAF per Pensionati
  7. Domande Frequenti

Dal 1° luglio 2026 entrano in vigore importanti novità previdenziali che riguardano milioni di pensionati italiani. Si tratta della consueta rivalutazione semestrale delle pensioni in base agli indici ISTAT, che adegua gli importi al costo della vita.

Quest’anno, però, ci sono anche nuove misure introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 che modificano alcuni aspetti del sistema previdenziale, con particolare attenzione alle pensioni minime, alle maggiorazioni sociali e ai requisiti per la pensione anticipata.

In questo articolo, il CAF Centro Fiscale di Udine spiega cosa cambia dal 1° luglio 2026 per i pensionati, quali sono le percentuali di rivalutazione, chi ne beneficia e cosa devono fare i cittadini per essere aggiornati sulla propria posizione previdenziale.

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Rivalutazione Pensioni dal 1° Luglio 2026

La rivalutazione delle pensioni è il meccanismo con cui l’INPS adegua gli importi pensionistici all’andamento del costo della vita, misurato dall’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI).

La rivalutazione avviene due volte l’anno:

  • 1° gennaio (conguaglio definitivo anno precedente + perequazione provvisoria)
  • 1° luglio (adeguamento semestrale)

Percentuale di Rivalutazione 2° Semestre 2026

Secondo le stime preliminari ISTAT, la rivalutazione dal 1° luglio 2026 dovrebbe essere dello 0,7% per tutte le fasce di pensione. Questo significa che gli assegni pensionistici aumenteranno leggermente per compensare l’inflazione del primo semestre 2026.

Esempio pratico:

  • Pensione lorda: 1.500 euro/mese
  • Aumento da luglio 2026: +10,50 euro/mese (0,7%)
  • Nuovo importo: 1.510,50 euro/mese

Chi Ne Beneficia

La rivalutazione si applica a tutte le pensioni erogate dall’INPS, incluse:

  • Pensioni di vecchiaia
  • Pensioni anticipate
  • Pensioni di invalidità
  • Assegni sociali
  • Pensioni ai superstiti (reversibilità)

IMPORTANTE: La rivalutazione viene applicata automaticamente dall’INPS, senza necessità di presentare domanda.

Perequazione Automatica: Come Funziona

La perequazione automatica è il sistema di adeguamento delle pensioni all’inflazione, previsto dalla legge italiana per tutelare il potere d’acquisto dei pensionati.

Percentuali di Rivalutazione per Fasce

La rivalutazione non è uguale per tutti: le pensioni più basse ricevono una rivalutazione più alta in percentuale, mentre quelle più alte vengono rivalutate in modo proporzionale.

Ecco le fasce di rivalutazione 2026 (in vigore dal 1° gennaio, confermate a luglio):

Fascia Pensione% Rivalutazione
Fino a 4 volte il trattamento minimo (circa 2.000 euro)100% dell’inflazione
Da 4 a 5 volte il minimo (circa 2.500 euro)90% dell’inflazione
Oltre 5 volte il minimo75% dell’inflazione

Trattamento minimo INPS 2026: circa 603 euro/mese (aggiornato a gennaio 2026).

Esempio Pratico di Perequazione

Pensionato con 1.800 euro/mese:

  • Fascia: fino a 4 volte il minimo
  • Rivalutazione: 100% dell’inflazione (0,7%)
  • Aumento: 12,60 euro/mese

Pensionato con 3.000 euro/mese:

  • Fascia: oltre 5 volte il minimo
  • Rivalutazione: 75% dell’inflazione (0,525%)
  • Aumento: 15,75 euro/mese

Novità Previdenziali dal 1° Luglio 2026

Oltre alla rivalutazione automatica, dal 1° luglio 2026 entrano in vigore alcune nuove misure previdenziali introdotte dalla Legge di Bilancio 2026.

1. Aumento Pensioni Minime

Le pensioni minime (trattamento minimo INPS) ricevono un incremento straordinario oltre alla normale rivalutazione:

  • Importo attuale (gennaio 2026): 603 euro/mese
  • Aumento da luglio 2026: +2,5% aggiuntivo
  • Nuovo importo da luglio: circa 618 euro/mese

Questo incremento si aggiunge alla rivalutazione ISTAT e riguarda circa 3 milioni di pensionati con assegni bassi.

2. Maggiorazione Sociale per Over 75

Dal 1° luglio 2026, i pensionati over 75 con redditi bassi possono beneficiare di una maggiorazione sociale potenziata:

  • Aumento fino a 25 euro/mese per pensioni fino a 603 euro
  • Soglia ISEE: sotto 10.000 euro
  • Erogazione automatica per chi ha già la maggiorazione, domanda necessaria per nuovi beneficiari

3. Indicizzazione Quattordicesima

La quattordicesima mensilità (bonus estivo per pensionati a basso reddito) viene indicizzata dal 2026:

  • Prima: importo fisso da 336 a 655 euro
  • Dal 2026: importo rivalutato ogni anno in base all’inflazione
  • Erogazione: luglio di ogni anno

Impatto Economico sui Pensionati

Le novità di luglio 2026 avranno un impatto positivo sulla maggior parte dei pensionati, soprattutto su quelli con redditi bassi.

Quanto Aumentano le Pensioni?

Ecco una simulazione degli aumenti per diverse fasce di pensione:

Pensione Lorda AttualeRivalutazione 0,7%Incremento ExtraTotale Aumento
600 euro (minima)+4,20 euro+15 euro+19,20 euro
1.000 euro+7,00 euro–+7,00 euro
1.500 euro+10,50 euro–+10,50 euro
2.000 euro+14,00 euro–+14,00 euro
3.000 euro+15,75 euro (75%)–+15,75 euro

Impatto Annuale

Su base annua (considerando 13 mensilità), gli aumenti sono:

  • Pensione minima (600 euro): +250 euro/anno
  • Pensione media (1.500 euro): +137 euro/anno
  • Pensione alta (3.000 euro): +205 euro/anno

Cosa Devono Fare i Pensionati

Per la rivalutazione automatica (0,7% da luglio), non è necessario fare nulla: l’INPS applica l’adeguamento automaticamente su tutti gli assegni pensionistici.

Tuttavia, per alcune prestazioni aggiuntive potrebbe essere necessario presentare domanda.

Domanda per Maggiorazione Sociale

Se hai più di 75 anni e una pensione bassa (sotto 603 euro), puoi richiedere la maggiorazione sociale presentando domanda:

  1. Accedi al sito INPS.it con SPID, CIE o CNS
  2. Vai su “Domanda di prestazione previdenziale”
  3. Seleziona “Maggiorazione sociale”
  4. Compila e invia la domanda

In alternativa, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza gratuita.

Verifica Cedolino Pensione

Dal 1° luglio 2026, verifica il tuo cedolino pensione per controllare:

  • Importo rivalutato (con aumento 0,7%)
  • Eventuali arretrati (se l’INPS corregge errori precedenti)
  • Detrazioni fiscali (potrebbero cambiare in base al nuovo importo)

Il cedolino è disponibile nell’area riservata INPS o tramite app INPS Mobile.

Verifica ISEE per Agevolazioni

Se hai diritto a bonus o agevolazioni legate al reddito (es. bonus bollette, assegno sociale), verifica che il tuo ISEE 2026 sia aggiornato. L’aumento della pensione potrebbe influenzare l’accesso ad alcune prestazioni.

Assistenza del CAF per Pensionati

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per i pensionati che hanno bisogno di chiarimenti sulle novità previdenziali o vogliono verificare la propria posizione.

Servizi Offerti:

  • Verifica cedolino pensione e calcolo dell’aumento da luglio 2026
  • Domanda di maggiorazione sociale per over 75
  • Calcolo ISEE pensionati per accesso a bonus e agevolazioni
  • Assistenza per pensione di reversibilità e altre prestazioni
  • Consulenza su requisiti per pensione anticipata 2026
  • Verifica detrazioni fiscali su pensione (spese mediche, carichi familiari)

Contatti CAF Centro Fiscale Udine:

  • Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
  • Telefono: 0432 1638640
  • WhatsApp: 366 6018121
  • Email: info@centrofiscale.com

Prenota un appuntamento presso la nostra sede per ricevere assistenza personalizzata sulle novità previdenziali 2026.

Domande Frequenti su Pensioni Luglio 2026

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Di quanto aumentano le pensioni dal 1 luglio 2026?

Le pensioni aumentano dello 0,7% per effetto della rivalutazione ISTAT del secondo semestre 2026. Questo significa circa 7 euro in piu per ogni 1.000 euro di pensione. Le pensioni minime ricevono inoltre un incremento straordinario di 15 euro al mese.

La rivalutazione si applica a tutte le pensioni?

Si, la rivalutazione del 0,7% si applica automaticamente a tutte le pensioni erogate dall’INPS: vecchiaia, anticipata, invalidita, assegni sociali e pensioni ai superstiti. Non serve presentare domanda, l’adeguamento e automatico.

Come verifico l’aumento sulla mia pensione?

Puoi verificare l’aumento consultando il cedolino pensione di luglio 2026 nell’area riservata del sito INPS o tramite app INPS Mobile. L’importo rivalutato sara visibile nella voce Importo pensione del cedolino.

Chi ha diritto alla maggiorazione sociale da luglio 2026?

Hanno diritto alla maggiorazione sociale i pensionati over 75 con pensione sotto 603 euro e ISEE inferiore a 10.000 euro. L’aumento e fino a 25 euro al mese. Serve presentare domanda all’INPS o tramite CAF se non gia beneficiari.


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Reddito di Emergenza 2026: Cosa Lo Ha Sostituito

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Reddito di Emergenza: Cos’era e Come Funzionava
  2. Cosa ha Sostituito il REM nel 2026
  3. Come Richiedere i Nuovi Sostegni al Reddito 2026
  4. Differenze Principali tra REM e Nuove Misure
  5. Domande Frequenti sul Reddito di Emergenza

Molti contribuenti cercano ancora informazioni sul Reddito di Emergenza nel 2026, senza sapere che questa misura non e piu attiva. Il REM (Reddito di Emergenza) e stata una misura di sostegno economico temporaneo introdotta durante l’emergenza COVID-19 per aiutare le famiglie in difficolta economica a causa della pandemia. La prestazione e stata erogata dall’INPS nel periodo 2020-2021 e non e mai stata prorogata oltre quella data.

Se stai cercando il Reddito di Emergenza oggi, devi sapere che e stato sostituito da altre misure di sostegno al reddito piu strutturate e permanenti. Nel 2026 esistono tre principali alternative: l’Assegno di Inclusione (ADI), il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) e la Carta Acquisti. In questo articolo vediamo cos’era il REM, perche e terminato e soprattutto quali sono le misure attuali che possono aiutare le famiglie in difficolta economica.

Le nuove misure hanno requisiti diversi dal vecchio REM e si rivolgono a target specifici: famiglie con minori, disabili, anziani o persone occupabili. Vediamo nel dettaglio come funzionano e come richiederle.

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Reddito di Emergenza: Cos’era e Come Funzionava

Il Reddito di Emergenza (REM) e stata una misura temporanea introdotta con il Decreto Rilancio (D.L. 34/2020) per sostenere i nuclei familiari colpiti dall’emergenza economica COVID-19. La prestazione e stata erogata dall’INPS in tre fasi: le prime due mensilita (giugno-luglio 2020), la terza mensilita (settembre 2020) e le ultime due mensilita (novembre-dicembre 2020).

Requisiti del REM

Per ottenere il Reddito di Emergenza era necessario rispettare precisi requisiti economici:

  • ISEE ordinario non superiore a 15.000 euro
  • Reddito familiare del mese precedente inferiore all’importo del REM spettante
  • Patrimonio mobiliare familiare (riferito al 2019) non superiore a 10.000 euro (incrementabile di 5.000 euro per ogni componente oltre il primo, fino a max 20.000 euro)
  • Nessun componente del nucleo doveva percepire indennita COVID-19 (600/1000 euro per autonomi, stagionali, ecc.)
  • Incompatibilita con il Reddito di Cittadinanza

Importi del REM

L’importo del REM variava in base alla composizione del nucleo familiare:

  • 400 euro per un nucleo di una sola persona
  • Fino a 800 euro per nuclei con piu componenti (maggiorazioni per minori e disabili gravi)
  • Massimo 840 euro in presenza di componenti con disabilita grave o non autosufficienza

L’importo veniva erogato per un massimo di 2-3 mensilita (a seconda del periodo di richiesta) tramite bonifico su IBAN o Carta REM rilasciata da Poste Italiane.

Perche il REM e Terminato

Il Reddito di Emergenza era una misura straordinaria legata all’emergenza sanitaria COVID-19. Con il superamento della fase emergenziale e l’introduzione di nuove misure strutturali di contrasto alla poverta, il REM non e stato piu prorogato oltre dicembre 2020. Nel 2021 il Governo ha scelto di rifinanziare il Reddito di Cittadinanza invece di estendere il REM, considerandolo piu adatto a una fase post-emergenza.

Cosa ha Sostituito il REM nel 2026

Il Reddito di Emergenza e stato sostituito da tre misure strutturali introdotte a partire dal 1 gennaio 2024 in sostituzione del Reddito di Cittadinanza: l’Assegno di Inclusione (ADI), il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) e la Carta Acquisti (gia esistente ma riconfermata).

Assegno di Inclusione (ADI)

L’Assegno di Inclusione e la misura principale di contrasto alla poverta nel 2026. E rivolto ai nuclei familiari con almeno un componente:

  • Minorenne
  • Disabile
  • Over 60
  • In condizione di svantaggio (assistito dai servizi sociali, vittime di violenza, senza dimora)

Requisiti ADI 2026:

  • ISEE non superiore a 9.360 euro annui
  • Reddito familiare non superiore a 6.000 euro annui (moltiplicato per la scala di equivalenza)
  • Patrimonio immobiliare (esclusa prima casa) non superiore a 30.000 euro
  • Patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro (incrementabile fino a 10.000 euro)
  • Nessun componente deve possedere autoveicoli immatricolati nei 6 mesi precedenti (esclusi veicoli per disabili e motocicli sotto 250cc)

Importo ADI: L’importo varia da 480 a 500 euro mensili (componente base), piu un’integrazione per l’affitto (fino a 280 euro/mese) o per il mutuo prima casa (fino a 150 euro/mese). L’importo effettivo dipende dal reddito familiare e dalla scala di equivalenza.

Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL)

Il Supporto per la Formazione e il Lavoro e una misura di attivazione lavorativa rivolta ai soggetti occupabili tra 18 e 59 anni esclusi dall’ADI perche privi di carichi familiari (minori, disabili, over 60).

Requisiti SFL:

  • ISEE non superiore a 6.000 euro annui
  • Eta tra 18 e 59 anni
  • Non avere componenti con minori, disabili o over 60 nel nucleo
  • Adesione obbligatoria a un percorso di formazione o politica attiva del lavoro

Importo SFL: L’SFL prevede un’indennita una tantum di 350 euro erogata una sola volta dopo la partecipazione a un corso di formazione o l’adesione a un Patto di Servizio Personalizzato presso il Centro per l’Impiego.

Carta Acquisti (Social Card)

La Carta Acquisti e una misura di sostegno per anziani over 65 e famiglie con bambini sotto i 3 anni. E riconfermata anche nel 2026 con requisiti invariati.

Requisiti Carta Acquisti 2026:

  • Over 65 oppure genitore di bambino sotto i 3 anni
  • ISEE non superiore a 7.640,18 euro (soglia 2025, in attesa di aggiornamento 2026)
  • Non possedere piu di un’utenza elettrica, un’utenza gas, un veicolo

Importo Carta Acquisti: 40 euro mensili (480 euro annui) erogati ogni due mesi su una carta di pagamento elettronica utilizzabile per acquisti alimentari, pagamento bollette e ticket sanitari.

Link utile: Per approfondire i requisiti e i moduli di domanda, leggi la nostra guida sulla Carta Acquisti 2026.

Come Richiedere i Nuovi Sostegni al Reddito 2026

Per richiedere le nuove misure di sostegno al reddito che hanno sostituito il Reddito di Emergenza, la procedura varia a seconda della prestazione.

Domanda Assegno di Inclusione (ADI)

L’ADI si richiede esclusivamente online tramite:

  • Sito INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNS
  • Patronati e CAF convenzionati (assistenza gratuita)
  • Numero verde INPS 803.164 (da fisso) o 06.164164 (da mobile)

Documenti necessari:

  • ISEE in corso di validita (richiedilo al CAF con la Dichiarazione Sostitutiva Unica)
  • Documento di identita e codice fiscale di tutti i componenti
  • Certificazione Unica (CU) o altra documentazione reddituale
  • Contratto di affitto o mutuo prima casa (se presenti)
  • Stato di famiglia aggiornato

Tempi di erogazione: L’INPS impiega generalmente 30-45 giorni dalla presentazione della domanda per verificare i requisiti ed erogare il primo pagamento. L’ADI viene rinnovato ogni 18 mesi previa verifica dei requisiti.

Domanda SFL (Supporto Formazione Lavoro)

Il SFL si richiede con la stessa procedura dell’ADI (domanda INPS online). Una volta accettata, il beneficiario deve aderire entro 90 giorni a:

  • Un corso di formazione professionale (almeno 4 ore settimanali)
  • Un Patto di Servizio Personalizzato presso il Centro per l’Impiego
  • Progetti di utilita sociale del Comune di residenza

Sanzioni: Il mancato rispetto degli obblighi comporta la decadenza dal beneficio.

Domanda Carta Acquisti

La Carta Acquisti si richiede in modalita cartacea presso:

  • Uffici postali di Poste Italiane
  • Comuni (uffici servizi sociali)
  • CAF convenzionati

Il modulo di domanda (Mod. CA) e scaricabile dal sito INPS o disponibile presso gli uffici postali. Una volta consegnata la domanda, l’INPS verifica i requisiti entro 30-60 giorni e invia la carta prepagata direttamente a casa.

Differenze Principali tra REM e Nuove Misure

Il Reddito di Emergenza e le nuove misure 2026 hanno caratteristiche molto diverse. Ecco un confronto sintetico:

Tabella Comparativa

CaratteristicaREM (2020-2021)ADI (2026)SFL (2026)Carta Acquisti
DurataTemporanea (max 3 mesi)18 mesi rinnovabiliUna tantumBiennale rinnovabile
TargetTutti i nuclei in difficolta COVIDNuclei con minori/disabili/over 60Occupabili 18-59 anniOver 65 e famiglie con minori 0-3 anni
ISEE max15.000 euro9.360 euro6.000 euro7.640 euro
Importo400-840 euro/mese480-780 euro/mese350 euro una tantum40 euro/mese
Requisiti lavoroNessunoPatto di Inclusione obbligatorioPercorso formativo obbligatorioNessuno
Compatibilita con lavoroNoParziale (fino a 3.000 euro/anno)Si (incentiva attivazione)Si

Differenze Sostanziali

REM (Reddito di Emergenza):

  • Era una misura universale per tutte le famiglie in difficolta economica COVID
  • Non richiedeva obblighi di formazione o ricerca lavoro
  • Durata breve (massimo 3 mensilita)
  • ISEE piu alto (15.000 euro) rispetto alle misure attuali

ADI (Assegno di Inclusione):

  • Misura strutturale e permanente (rinnovabile ogni 18 mesi)
  • Riservata a nuclei fragili (minori, disabili, anziani)
  • Richiede Patto per l’Inclusione Sociale (impegni con servizi sociali/lavoro)
  • ISEE piu basso (9.360 euro)

SFL (Supporto Formazione Lavoro):

  • Misura di attivazione lavorativa (non assistenzialismo puro)
  • Per occupabili senza carichi familiari
  • Importo una tantum (350 euro) condizionato alla partecipazione a formazione
  • Finalita: favorire reinserimento lavorativo

Carta Acquisti:

  • Misura specifica per anziani e famiglie con neonati
  • Importo basso (40 euro/mese) ma senza obblighi
  • Utilizzo vincolato (solo alimentari, bollette, farmaci)
  • Durata biennale con rinnovo automatico se persistono i requisiti

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sul Reddito di Emergenza

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Posso ancora richiedere il Reddito di Emergenza nel 2026?

No, il Reddito di Emergenza NON puo piu essere richiesto. La misura e terminata a dicembre 2020 e non e mai stata prorogata. Nel 2026 le alternative sono l’Assegno di Inclusione, il Supporto per la Formazione e il Lavoro o la Carta Acquisti.

Chi ha preso il REM puo richiedere l’ADI?

Si, chi ha percepito il Reddito di Emergenza nel 2020-2021 puo richiedere l’Assegno di Inclusione nel 2026, a patto di rispettare i requisiti: ISEE sotto 9.360 euro e presenza di almeno un componente minorenne, disabile o over 60 nel nucleo familiare.

Qual e la differenza tra ADI e REM?

Il REM era una misura temporanea COVID per tutti i nuclei in difficolta (ISEE max 15.000 euro, durata 2-3 mesi). L’ADI e una misura strutturale permanente riservata a nuclei fragili (con minori, disabili, over 60), con ISEE piu basso (9.360 euro) e durata rinnovabile ogni 18 mesi.

Quanto dura l’Assegno di Inclusione?

L’Assegno di Inclusione ha una durata di 18 mesi rinnovabili. Dopo 18 mesi, il beneficiario deve sospendere la prestazione per 1 mese, poi puo presentare una nuova domanda se persistono i requisiti ISEE e familiari.

Posso avere ADI e lavorare contemporaneamente?

Si, l’ADI e parzialmente compatibile con redditi da lavoro dipendente o autonomo fino a 3.000 euro annui. Superata questa soglia, l’importo dell’ADI viene ridotto proporzionalmente. L’obiettivo e incentivare il reinserimento lavorativo progressivo.

Come faccio a sapere se ho diritto ad ADI o SFL?

Hai diritto all’ADI se nel tuo nucleo c’e almeno un minore, un disabile o un over 60 e rispetti i requisiti ISEE (sotto 9.360 euro). Hai diritto all’SFL se hai tra 18 e 59 anni, ISEE sotto 6.000 euro e NON hai componenti fragili nel nucleo. Il CAF puo aiutarti a verificare.

Il Reddito di Emergenza e stata una misura fondamentale durante l’emergenza COVID-19, ma oggi non e piu attiva. Se stai cercando sostegno al reddito nel 2026, le alternative sono l’Assegno di Inclusione (ADI) per le famiglie con minori, disabili o anziani, il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) per chi e occupabile senza carichi familiari, e la Carta Acquisti per gli over 65 e le famiglie con bambini piccoli.

Per verificare se hai diritto a una di queste misure, il primo passo e richiedere l’ISEE aggiornato presso il CAF. Le nuove misure hanno requisiti piu stringenti del vecchio REM (ISEE piu bassi) ma offrono sostegno continuativo e non solo temporaneo. Rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza gratuita nella richiesta dell’ISEE e nella presentazione delle domande di ADI, SFL o Carta Acquisti.


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Gennaio 5, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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CAF, SUCCESSIONI

Dichiarazione di Successione 2026: Guida Completa con Novità e Procedura

Documenti necessari per la dichiarazione di successione 2026 - checklist CAF Udine

La dichiarazione di successione 2026 introduce importanti novità che semplificano la gestione delle successioni ereditarie grazie al nuovo sistema di autoliquidazione telematica. Se hai ereditato beni da un familiare, è fondamentale conoscere obblighi, scadenze, documenti necessari e imposte da pagare per evitare sanzioni e gestire correttamente la successione ereditaria 2026.

Quando una persona viene a mancare, gli eredi devono presentare la dichiarazione di successione telematica entro 12 mesi dalla data di apertura della successione (generalmente coincidente con il decesso). La procedura telematica si è evoluta: dal 2024 è attivo il sistema di autoliquidazione successione, che calcola automaticamente le imposte di successione, ipotecarie e catastali dovute, semplificando il pagamento e riducendo i tempi di attesa per l’attestazione finale (il cosiddetto Glifo).

Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle dichiarazioni di successione, con particolare competenza nel sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia, che presenta caratteristiche uniche rispetto al sistema ordinario. I nostri esperti ti assistono in ogni fase: dalla raccolta dei documenti per la successione al calcolo delle imposte, dalla presentazione telematica all’ottenimento del Glifo, fino alla voltura catastale e trascrizione tavolare.

In questa guida completa alla dichiarazione di successione 2026, scoprirai tutte le novità normative, i requisiti, le aliquote e franchigie aggiornate, le agevolazioni fiscali per eredi under 26 e la procedura operativa passo dopo passo. Che tu debba gestire una successione con immobili tavolari in Friuli Venezia Giulia, conti correnti bancari, azioni o altri beni, troverai tutte le informazioni necessarie per affrontare con serenità questo momento delicato.

Indice dei contenuti

  1. Novità Dichiarazione di Successione 2026: Autoliquidazione
  2. Chi Deve Presentare la Dichiarazione di Successione
  3. Termini e Modalità di Presentazione Telematica
  4. Documenti Necessari per la Successione
  5. Sistema Tavolare in Friuli Venezia Giulia
  6. Voltura e Trascrizione Catastale
  7. Agevolazioni per Eredi Under 26 e Prima Casa
  8. Domande Frequenti sulla Successione 2026

Novità Dichiarazione di Successione 2026: Autoliquidazione

La principale novità della dichiarazione di successione 2026 è la piena operatività del sistema di autoliquidazione telematica, che ha rivoluzionato il modo di gestire le successioni ereditarie in Italia. A partire dal 1° gennaio 2024, l’Agenzia delle Entrate ha reso obbligatorio il nuovo sistema che calcola automaticamente tutte le imposte dovute: imposta di successione, imposta ipotecaria, imposta catastale e tributi speciali.

Come funziona il sistema di autoliquidazione successione

Con la dichiarazione successione telematica 2026, non è più necessario attendere la liquidazione manuale delle imposte da parte dell’Ufficio Territoriale. Il sistema informatico dell’Agenzia delle Entrate elabora la dichiarazione e:

  • Calcola automaticamente tutte le imposte di successione dovute applicando le aliquote vigenti
  • Verifica le franchigie spettanti a ciascun erede in base al grado di parentela
  • Applica le agevolazioni fiscali per prima casa e eredi under 26
  • Determina l’importo esatto delle imposte ipotecarie e catastali (2% + 1% sui beni immobili)
  • Genera l’F24 con i tributi da versare entro 90 giorni dalla presentazione

Il pagamento delle imposte avviene tramite addebito diretto sull’IBAN del dichiarante indicato nella pratica. Questa modalità garantisce certezza dei tempi e tracciabilità completa dei versamenti, eliminando il rischio di errori o dimenticanze.

Vantaggi del nuovo sistema per gli eredi

L’autoliquidazione della dichiarazione di successione 2026 offre numerosi vantaggi pratici rispetto al vecchio sistema:

  • Tempi ridotti: l’attestazione di avvenuta presentazione (Glifo) viene rilasciata in 10-14 giorni lavorativi invece dei precedenti 2-3 mesi
  • Certezza dell’importo: gli eredi conoscono immediatamente le imposte esatte da pagare, senza sorprese successive
  • Trasparenza: il sistema mostra il dettaglio completo del calcolo delle imposte, voce per voce
  • Minor margine di errore: l’elaborazione automatica riduce drasticamente gli errori di calcolo che potevano causare sanzioni
  • Sblocco rapido dei beni: con il Glifo ottenuto in tempi brevi, è possibile sbloccare conti correnti, azioni e obbligazioni del defunto

Per le successioni con immobili, dopo l’ottenimento del Glifo, il CAF Centro Fiscale procede con la voltura catastale (o trascrizione tavolare in Friuli Venezia Giulia), che viene completata in ulteriori 3-4 settimane, portando gli immobili definitivamente a nome degli eredi.

Obblighi telematici e ruolo del CAF

La dichiarazione di successione 2026 deve essere obbligatoriamente presentata in modalità telematica attraverso il software SuccessioniOnLine dell’Agenzia delle Entrate. I cittadini privati non possono presentarla autonomamente: è necessario rivolgersi a un intermediario abilitato come un CAF, un commercialista o un notaio.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di assistenza per la dichiarazione successione telematica, che include:

  • Analisi della situazione ereditaria e identificazione di tutti i beni da dichiarare
  • Raccolta e verifica di tutta la documentazione necessaria
  • Calcolo preventivo delle imposte prima dell’invio telematico
  • Compilazione e trasmissione della dichiarazione tramite piattaforma SuccessioniOnLine
  • Gestione del pagamento tramite addebito IBAN
  • Ottenimento del Glifo e consegna all’erede
  • Voltura catastale o trascrizione tavolare per gli immobili

Grazie alla nostra esperienza ventennale in materia di successioni, garantiamo tempi certi, massima precisione fiscale e assistenza personalizzata in ogni fase della procedura.

Chi Deve Presentare la Dichiarazione di Successione

L’obbligo di presentare la dichiarazione di successione 2026 ricade su specifici soggetti individuati dalla normativa fiscale. È fondamentale sapere chi è tenuto a presentarla per evitare sanzioni che vanno dal 120% al 240% delle imposte dovute, oltre agli interessi di mora.

I soggetti obbligati alla presentazione

Sono obbligati a presentare la dichiarazione di successione i seguenti soggetti, in ordine di priorità:

  1. Gli eredi chiamati all’eredità, sia legittimi (cioè previsti dalla legge) che testamentari (nominati nel testamento)
  2. I legatari, ovvero coloro che ricevono beni specifici indicati nel testamento
  3. I rappresentanti legali degli eredi o legatari (tutori, curatori, amministratori di sostegno)
  4. Gli immessi nel possesso temporaneo dei beni dell’assente
  5. Gli amministratori dell’eredità
  6. I curatori dell’eredità giacente
  7. Gli esecutori testamentari

Nella pratica quotidiana, la dichiarazione viene generalmente presentata dal coniuge superstite o dal figlio maggiorenne del defunto, che agisce anche per conto degli altri eredi. Tuttavia, ciascun erede o legatario è autonomamente responsabile della presentazione: se nessuno provvede, tutti gli obbligati rischiano le sanzioni.

Casi in cui NON è obbligatoria la dichiarazione

La dichiarazione di successione non deve essere presentata quando ricorrono contemporaneamente tutte le seguenti condizioni:

  • L’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta (figli, genitori)
  • L’attivo ereditario ha un valore non superiore a 100.000 euro
  • L’eredità non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari (usufrutto, uso, abitazione, superficie, enfiteusi)

Esempio pratico: se il defunto lascia solo 50.000 euro in conti correnti e nessun immobile, e gli eredi sono il coniuge e due figli, non è necessario presentare la dichiarazione di successione. Tuttavia, se l’asse ereditario comprende anche solo una quota di un immobile o un terreno, la dichiarazione diventa obbligatoria, indipendentemente dal valore complessivo.

Chi può presentare per conto di tutti gli eredi

Nella dichiarazione di successione telematica 2026, è sufficiente che un solo soggetto obbligato presenti la dichiarazione per conto di tutti gli eredi e legatari. Il dichiarante principale (chiamato “soggetto dichiarante”) indica nella pratica tutti gli altri coeredi e le rispettive quote ereditarie.

Questa modalità semplifica notevolmente la procedura: non è necessario che tutti gli eredi si rechino fisicamente al CAF o dal professionista. Il dichiarante principale deve però disporre di:

  • Documenti di identità di tutti gli eredi
  • Codici fiscali di tutti gli eredi
  • Coordinate bancarie (IBAN) per l’addebito delle imposte
  • Delega firmata dagli altri eredi (se richiesta dal professionista)

Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce quotidianamente dichiarazioni di successione presentate da un unico erede per conto di famiglie anche numerose, occupandosi di tutti gli adempimenti burocratici e fiscali.

Successioni con eredi minorenni o incapaci

Quando tra gli eredi vi sono minori, interdetti o persone con amministratore di sostegno, la dichiarazione deve essere presentata dai rispettivi rappresentanti legali: genitori esercenti la responsabilità genitoriale, tutore o amministratore di sostegno.

In questi casi, il rappresentante legale deve:

  • Accettare l’eredità con beneficio di inventario (obbligatorio per legge per minori e incapaci)
  • Presentare la dichiarazione di successione entro i termini
  • Gestire i beni ereditati nell’interesse del minore o incapace
  • Ottenere, se necessario, l’autorizzazione del Giudice Tutelare per atti di straordinaria amministrazione

Il CAF Centro Fiscale assiste anche in queste situazioni più complesse, coordinandosi con i legali della famiglia per garantire la piena tutela degli eredi minori e il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge.

Termini e Modalità di Presentazione Telematica

La dichiarazione di successione 2026 deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che generalmente coincide con la data del decesso del dante causa. Il rispetto di questo termine è fondamentale per evitare sanzioni amministrative che possono essere molto gravose.

Scadenza dei 12 mesi: come si calcola

Il termine di 12 mesi decorre dal giorno successivo alla data di apertura della successione:

  • In caso di morte naturale: dal giorno successivo al decesso (es. decesso 15 marzo 2025 → scadenza 15 marzo 2026)
  • In caso di morte presunta dichiarata dal tribunale: dalla data del passaggio in giudicato della sentenza dichiarativa di morte presunta
  • In caso di testamento: dalla data di pubblicazione del testamento se successiva al decesso

Se la scadenza dei 12 mesi cade in un giorno festivo o di sabato, la presentazione può avvenire il primo giorno lavorativo successivo senza applicazione di sanzioni.

Attenzione: il termine di 12 mesi è perentorio. La presentazione oltre tale termine comporta l’applicazione di sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro. Per questo motivo, il CAF Centro Fiscale consiglia sempre di avviare la pratica con largo anticipo, considerando i tempi necessari per reperire tutta la documentazione necessaria.

Modalità di presentazione obbligatoria: solo telematica

Dal 2018, la dichiarazione di successione può essere presentata esclusivamente in modalità telematica attraverso il servizio SuccessioniOnLine dell’Agenzia delle Entrate. Non è più possibile la presentazione cartacea presso gli uffici territoriali.

La trasmissione telematica deve avvenire tramite:

  • Software SuccessioniOnLine Desktop: installabile su PC Windows, utilizzabile da intermediari abilitati (CAF, commercialisti, notai)
  • Portale web SuccessioniOnLine: accessibile con SPID, CIE o CNS, ma utilizzabile solo tramite intermediari (i cittadini comuni non hanno accesso autonomo)

Il CAF Centro Fiscale di Udine utilizza il software ufficiale dell’Agenzia delle Entrate per la compilazione e trasmissione di tutte le dichiarazioni di successione, garantendo:

  • Piena conformità normativa con i requisiti tecnici dell’Agenzia
  • Controllo automatico degli errori formali prima della trasmissione
  • Ricevuta di presentazione rilasciata istantaneamente dal sistema
  • Protocollo telematico che attesta data e ora esatta di invio

Procedura operativa di trasmissione

La presentazione della dichiarazione successione telematica segue questi passaggi operativi:

  1. Compilazione della dichiarazione: il CAF inserisce nel software tutti i dati del defunto, degli eredi, dei beni ereditati (immobili, conti correnti, titoli, ecc.) e degli eventuali debiti
  2. Allegazione documenti digitali: vengono caricati i documenti in PDF (certificato di morte, atti di proprietà, estratti conto, testamento, ecc.)
  3. Verifica automatica: il software controlla la correttezza formale e l’assenza di incongruenze
  4. Calcolo automatico imposte: il sistema di autoliquidazione calcola tutte le imposte dovute
  5. Firma digitale: il CAF appone la firma digitale del dichiarante sulla dichiarazione
  6. Trasmissione telematica: invio all’Agenzia delle Entrate con ricevuta protocollata
  7. Addebito imposte: entro 90 giorni, addebito automatico sull’IBAN indicato
  8. Rilascio del Glifo: in 10-14 giorni, l’Agenzia rilascia l’attestazione di presentazione (Glifo)

Integrazione e rettifica della dichiarazione

Se dopo la presentazione della dichiarazione di successione 2026 emergono nuovi beni o errori, è possibile presentare:

  • Dichiarazione integrativa: quando si scoprono beni precedentemente non dichiarati (es. un conto corrente dimenticato, un immobile all’estero). Va presentata entro i termini dell’accertamento (generalmente 5 anni) pagando le maggiori imposte con sanzioni ridotte (ravvedimento operoso)
  • Dichiarazione sostitutiva: quando si devono correggere errori nella dichiarazione già presentata (es. quote ereditarie errate, dati catastali sbagliati). Va presentata il prima possibile per evitare complicazioni nelle volture catastali

Il CAF Centro Fiscale assiste gli eredi anche in caso di necessità di integrazione o rettifica, valutando la strategia migliore per minimizzare sanzioni e interessi.

Documenti Necessari per la Successione

Per presentare correttamente la dichiarazione di successione 2026, è necessario raccogliere una documentazione completa e aggiornata relativa al defunto, agli eredi e a tutti i beni che compongono l’asse ereditario. La completezza della documentazione è fondamentale per evitare integrazioni, ritardi e possibili sanzioni.

Documenti anagrafici e di stato civile

Questi documenti servono a identificare il defunto, gli eredi e il tipo di successione (legittima o testamentaria):

  • Certificato di morte del defunto in carta semplice (rilasciato dal Comune di residenza o di decesso)
  • Certificato di ultima residenza del defunto
  • Certificato di stato di famiglia storico del defunto alla data del decesso
  • Documenti di identità di tutti gli eredi (carta d’identità o patente in corso di validità)
  • Codici fiscali di tutti gli eredi
  • Certificato di matrimonio del defunto (se coniugato)
  • Sentenza di divorzio o separazione (se il defunto era divorziato/separato)
  • Testamento pubblico, olografo o segreto con relativo verbale di pubblicazione (se esiste testamento)
  • Certificato di rinuncia all’eredità (se qualche erede ha rinunciato, con relativo verbale notarile o del Tribunale)

Il CAF Centro Fiscale di Udine può richiedere per conto degli eredi i certificati necessari presso i Comuni e gli uffici competenti, semplificando la fase di raccolta documentale.

Documentazione immobiliare

Se nell’eredità sono presenti immobili (case, appartamenti, terreni, box, cantine), è necessario fornire:

  • Visure catastali aggiornate di tutti gli immobili (con dati catastali: Foglio, Particella/Mappale, Subalterno, Categoria, Classe, Rendita)
  • Atti di provenienza (atti di acquisto, donazioni, successioni precedenti) che dimostrano come il defunto è diventato proprietario
  • Certificati di destinazione urbanistica (per terreni agricoli o edificabili)
  • Estratti tavolari (per immobili soggetti al sistema tavolare in Friuli Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, alcune zone del Veneto)
  • Rogito di acquisto con relativa nota di trascrizione
  • Planimetrie catastali (se disponibili)

Per gli immobili tavolari in Friuli Venezia Giulia, il CAF Centro Fiscale effettua direttamente le visure tavolari telematiche presso le Conservatorie dei Registri Immobiliari di Udine, Trieste, Gorizia e Pordenone, fornendo agli eredi la documentazione completa necessaria.

Documentazione finanziaria e patrimoniale

Per i beni mobili e finanziari presenti nell’asse ereditario:

  • Estratti conto bancari e postali alla data del decesso (saldi di conti correnti, libretti di risparmio, conti deposito)
  • Certificati di giacenza titoli (azioni, obbligazioni, fondi comuni, ETF) con valorizzazione alla data del decesso
  • Polizze vita con beneficiari designati (indicare numero polizza, compagnia, capitale assicurato)
  • Quote di società (SRL, SPA, SNC, SAS) con relativa valorizzazione contabile
  • Libretti al portatore e buoni fruttiferi postali
  • Cassette di sicurezza (indicazione banca e numero cassetta, con inventario del contenuto se aperta)
  • Crediti vantati dal defunto verso terzi (con documentazione probatoria)
  • Autovetture, moto, imbarcazioni (con certificato di proprietà del PRA)

Le banche e Poste Italiane rilasciano gratuitamente agli eredi legittimi i certificati di giacenza e i prospetti patrimoniali alla data del decesso, necessari per la compilazione della dichiarazione.

Documentazione relativa a debiti e passività

Nella dichiarazione di successione vanno indicati anche i debiti del defunto deducibili dall’attivo ereditario:

  • Mutui ipotecari residui (con certificato della banca sul debito residuo alla data del decesso)
  • Debiti tributari (cartelle esattoriali, avvisi bonari, tasse non pagate)
  • Spese mediche e ospedaliere non pagate
  • Spese funerarie (detraibili fino a 1.032,91 euro per ciascun erede)
  • Debiti verso fornitori e creditori

I debiti riducono la base imponibile su cui si calcolano le imposte di successione, per cui è importante documentarli correttamente.

Informazioni necessarie per la presentazione telematica

Per la trasmissione della dichiarazione successione telematica, il dichiarante deve fornire al CAF:

  • Coordinate bancarie (IBAN) su cui addebitare le imposte
  • Indirizzo email per ricevere comunicazioni dall’Agenzia delle Entrate
  • Numero di cellulare per eventuali comunicazioni urgenti
  • Codice fiscale e delega per la trasmissione telematica

Il CAF Centro Fiscale di Udine ha predisposto una checklist completa dei documenti che viene consegnata a ogni cliente all’avvio della pratica di successione, guidandolo passo dopo passo nella raccolta di tutta la documentazione necessaria. Per approfondire ulteriormente l’argomento, è disponibile la nostra guida dedicata ai documenti per la successione.

Il calcolo delle imposte di successione 2026 viene effettuato automaticamente dal sistema di autoliquidazione telematica, ma è fondamentale comprendere il meccanismo di calcolo per stimare preventivamente l’importo dovuto e pianificare il pagamento. Le imposte di successione si articolano in tre tributi principali: l’imposta di successione (proporzionale al valore dei beni ereditati e al grado di parentela), l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale (applicate sugli immobili).

Imposta di successione: aliquote per grado di parentela

L’imposta di successione si applica al valore complessivo netto dell’asse ereditario (attivo meno passivo) con aliquote differenziate in base al grado di parentela tra defunto ed erede:

La franchigia è la quota di eredità esente da imposta: si applica separatamente per ciascun erede, non sull’intero asse ereditario. Questo significa che se il coniuge e due figli ereditano 2.500.000 euro, ciascuno ha diritto alla franchigia di 1.000.000 euro sulla propria quota.

Esempio pratico di calcolo – Coniuge e due figli:

  • Asse ereditario netto: 2.400.000 euro
  • Quote: coniuge 50% (1.200.000 euro), ciascun figlio 25% (600.000 euro)
  • Imposta coniuge: (1.200.000 – 1.000.000) × 4% = 200.000 × 4% = 8.000 euro
  • Imposta ciascun figlio: (600.000 – 1.000.000) = 0 (quota sotto franchigia) = 0 euro
  • Imposta totale di successione: 8.000 euro

Imposte ipotecaria e catastale sugli immobili

Se nell’asse ereditario sono presenti immobili (terreni, fabbricati), si applicano anche le imposte ipotecaria e catastale:

  • Imposta ipotecaria: 2% del valore catastale degli immobili
  • Imposta catastale: 1% del valore catastale degli immobili
  • Tributo speciale: 35 euro per ciascuna formalità di trascrizione, iscrizione, annotazione
  • Imposta di bollo: 230 euro (importo forfettario per dichiarazione)

Il valore catastale si calcola rivalutando la rendita catastale del 5% e moltiplicandola per specifici coefficienti:

  • Prima casa (abitazione principale): rendita × 1,05 × 110
  • Altri fabbricati: rendita × 1,05 × 120
  • Fabbricati categoria A/10, C/1: rendita × 1,05 × 60
  • Terreni agricoli: reddito dominicale × 1,25 × 135
  • Terreni edificabili: valore venale commerciale (da perizia)

Agevolazione prima casa: se l’erede beneficia dell’agevolazione prima casa, le imposte ipotecaria e catastale si applicano in misura fissa di 200 euro ciascuna (totale 400 euro) invece che in percentuale. I requisiti sono gli stessi previsti per gli acquisti: immobile situato nel Comune di residenza (o trasferimento entro 18 mesi), categoria catastale non di lusso (A/2-A/7), non possesso di altra abitazione nello stesso Comune.

Agevolazione per eredi under 26

Dal 2024, è stata introdotta un’importante agevolazione fiscale per gli eredi con età inferiore a 26 anni alla data di apertura della successione. Per questi giovani eredi:

  • Franchigia maggiorata a 1.500.000 euro (invece di 1.000.000 per coniuge e figli)
  • Imposta ridotta al 3% (invece del 4%) sulla parte eccedente la franchigia

Questa agevolazione può generare risparmi significativi nelle successioni di patrimoni rilevanti con eredi giovani.

Esempio con erede under 26:

  • Figlio erede unico, 24 anni, eredità 1.800.000 euro
  • Con agevolazione under 26: (1.800.000 – 1.500.000) × 3% = 9.000 euro
  • Senza agevolazione: (1.800.000 – 1.000.000) × 4% = 32.000 euro
  • Risparmio: 23.000 euro

Modalità e termini di pagamento

Con il sistema di autoliquidazione successione 2026, le imposte vengono automaticamente addebitate sull’IBAN indicato dal dichiarante entro 90 giorni dalla presentazione della dichiarazione telematica. L’Agenzia delle Entrate invia una comunicazione preventiva con l’importo esatto da addebitare e la data prevista del prelievo.

Se l’importo delle imposte supera 1.000 euro, è possibile richiedere la rateizzazione in rate trimestrali (fino a 8 rate per importi fino a 20.000 euro). La richiesta di rateizzazione deve essere presentata contestualmente alla dichiarazione.

Il CAF Centro Fiscale di Udine fornisce sempre agli eredi un preventivo dettagliato delle imposte prima della presentazione telematica, consentendo di pianificare con serenità il pagamento e valutare eventuali strategie di ottimizzazione fiscale.

Sistema Tavolare in Friuli Venezia Giulia

Il Friuli Venezia Giulia (insieme a Trentino-Alto Adige e alcune zone del Veneto e della Lombardia) è caratterizzato dalla presenza del sistema tavolare, un sistema di pubblicità immobiliare completamente diverso dal sistema ordinario (detto anche “dei registri immobiliari” o “transcriztionale”) vigente nel resto d’Italia. Questa differenza ha implicazioni rilevanti nella gestione delle dichiarazioni di successione 2026 con immobili tavolari.

Che cos’è il sistema tavolare

Il sistema tavolare (o “del libro fondiario”) è un sistema di pubblicità immobiliare di origine asburgica, introdotto in Friuli Venezia Giulia durante il periodo austro-ungarico e mai abolito dopo l’annessione all’Italia. Si basa su principi fondamentali che lo distinguono nettamente dal sistema ordinario:

  • Principio della pubblica fede: il Libro Fondiario (Tavolare) fa piena prova della titolarità dei diritti reali sugli immobili. Chi risulta iscritto come proprietario nel Libro Fondiario è il proprietario a tutti gli effetti legali
  • Principio dell’iscrizione costitutiva: il trasferimento della proprietà (o di altri diritti reali) si perfeziona solo con l’iscrizione nel Libro Fondiario, non con la semplice stipula del contratto
  • Principio di specialità: ogni corpo tavolare (partita tavolare) identifica univocamente un singolo immobile con i relativi diritti e oneri
  • Principio di legalità: ogni iscrizione deve essere autorizzata da decreto del Conservatore dei Registri Immobiliari dopo verifica della legittimità

In pratica, mentre nel sistema ordinario la proprietà si trasferisce al momento della stipula del rogito (e la trascrizione ha funzione solo di opponibilità ai terzi), nel sistema tavolare la proprietà si trasferisce solo quando viene iscritta nel Libro Fondiario dal Conservatore.

Conseguenze per le successioni di immobili tavolari

Nelle successioni con immobili tavolari in Friuli Venezia Giulia, il passaggio di proprietà agli eredi richiede l’intavolazione (iscrizione nel Libro Fondiario) del diritto di proprietà a loro favore. Senza intavolazione, gli eredi non possono:

  • Vendere l’immobile ereditato
  • Donarlo o trasferirlo in altro modo
  • Ipotecarlo per ottenere finanziamenti
  • Locare con contratto opponibile ai terzi

La procedura di intavolazione successoria si svolge presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari competente (Udine, Trieste, Gorizia, Pordenone) e richiede:

  1. Dichiarazione di successione presentata e Glifo (attestazione) rilasciato dall’Agenzia delle Entrate
  2. Domanda di intavolazione firmata da un professionista abilitato (avvocato, notaio, geometra, ingegnere)
  3. Documenti tavolari (estratto tavolare, mappa particellare)
  4. Certificato di morte e documentazione degli eredi
  5. Pagamento dei tributi tavolari (imposta di registro, bollo, diritti di Conservatoria)

Il CAF Centro Fiscale di Udine ha sviluppato una competenza specialistica ventennale nella gestione delle successioni con immobili tavolari, collaborando con professionisti tecnici (geometri e ingegneri) per l’intavolazione presso le Conservatorie friulane. Offriamo un servizio completo che include sia la dichiarazione di successione telematica che la successiva intavolazione tavolare, consegnando agli eredi gli immobili definitivamente intestati.

Per approfondire le caratteristiche del sistema tavolare e le specificità operative, puoi consultare la nostra guida completa al Sistema Tavolare di Udine.

Differenze rispetto al sistema ordinario (voltura catastale)

Nel resto d’Italia, dove vige il sistema ordinario, il passaggio di proprietà degli immobili agli eredi avviene con la voltura catastale, una procedura molto più semplice:

  • La proprietà passa automaticamente agli eredi al momento del decesso (per successione legittima o testamentaria)
  • La voltura catastale ha solo funzione di aggiornamento dei registri catastali, non costitutiva
  • Viene presentata telematicamente dal CAF contestualmente alla dichiarazione di successione
  • Si perfeziona automaticamente in pochi giorni senza decreto del Conservatore

Al contrario, nel sistema tavolare, la proprietà non passa automaticamente: serve sempre l’intavolazione con decreto del Conservatore.

Verifica preliminare: tavolare o ordinario?

Non tutti gli immobili in Friuli Venezia Giulia sono tavolari. Alcune zone della regione (specialmente quelle annesse all’Italia prima del 1918) seguono il sistema ordinario. Per verificare se un immobile è tavolare o ordinario, è necessario:

  • Controllare gli atti di provenienza (rogiti precedenti): se parlano di “intavolazione”, l’immobile è tavolare
  • Richiedere una visura tavolare presso la Conservatoria: se esiste, l’immobile è tavolare
  • Verificare con la visura catastale: gli immobili tavolari sono identificati anche nel catasto ma la trascrizione avviene solo al tavolare

Il CAF Centro Fiscale effettua sempre questa verifica preliminare per ogni successione con immobili in Friuli Venezia Giulia, informando gli eredi sulla procedura corretta da seguire (intavolazione tavolare o voltura ordinaria).

La procedura telematica della dichiarazione di successione 2026 si svolge interamente online attraverso il sistema SuccessioniOnLine dell’Agenzia delle Entrate. Comprendere il flusso operativo completo dalla trasmissione al rilascio del Glifo (attestazione di avvenuta presentazione) permette agli eredi di pianificare i tempi e prepararsi agli adempimenti successivi.

Step 1: Preparazione e trasmissione telematica

Il CAF Centro Fiscale raccoglie tutta la documentazione necessaria (vedi sezione dedicata) e compila la dichiarazione di successione telematica nel software SuccessioniOnLine Desktop. Durante la compilazione:

  • Vengono inseriti i dati anagrafici del defunto e di tutti gli eredi/legatari
  • Vengono censiti tutti i beni (immobili con dati catastali, conti correnti, titoli, auto, ecc.) e le relative valorizzazioni alla data del decesso
  • Vengono indicati i debiti deducibili (mutui, spese funerarie, ecc.)
  • Vengono allegati in formato PDF tutti i documenti probatori (certificati, atti, estratti conto, ecc.)
  • Il sistema calcola automaticamente le quote ereditarie di ciascun erede secondo legge o testamento

Una volta completata la compilazione, il software effettua un controllo automatico di coerenza verificando l’assenza di errori formali. Se il controllo ha esito positivo, la dichiarazione viene firmata digitalmente e trasmessa telematicamente all’Agenzia delle Entrate. Il sistema rilascia immediatamente una ricevuta di presentazione protocollata con data e ora esatta di invio.

Step 2: Autoliquidazione imposte e generazione F24

Entro pochi minuti dalla trasmissione, il sistema di autoliquidazione dell’Agenzia delle Entrate elabora la dichiarazione e calcola automaticamente:

  • Imposta di successione per ciascun erede, applicando aliquote e franchigie corrette
  • Imposte ipotecaria e catastale sui beni immobili (2% + 1% del valore catastale)
  • Agevolazioni fiscali (prima casa, under 26)
  • Tributi speciali e bollo

Il sistema genera automaticamente il modello F24 precompilato con tutti i tributi dovuti e i relativi codici tributo. L’F24 viene reso disponibile nell’area riservata del software SuccessioniOnLine e può essere scaricato in formato PDF.

L’Agenzia delle Entrate invia anche una comunicazione via PEC (al CAF che ha trasmesso la dichiarazione) con:

  • Riepilogo dettagliato del calcolo delle imposte
  • Importo totale da versare
  • Data prevista di addebito sull’IBAN indicato (entro 90 giorni dalla presentazione)

Step 3: Addebito diretto delle imposte su IBAN

Con il sistema di autoliquidazione successione 2026, il pagamento delle imposte avviene esclusivamente tramite addebito automatico sull’IBAN del dichiarante indicato nella dichiarazione telematica. Non è più possibile pagare tramite F24 cartaceo o presso banche/poste.

La procedura operativa è la seguente:

  • L’Agenzia delle Entrate invia una comunicazione preventiva (circa 15-20 giorni prima) con l’importo esatto e la data di addebito
  • Il dichiarante deve assicurarsi di avere capienza sul conto corrente alla data prevista
  • Alla data stabilita, l’Agenzia dispone il prelievo automatico tramite SDD (SEPA Direct Debit)
  • Il versamento risulta immediatamente tracciato e certificato dal sistema

Importante: se il conto corrente non ha capienza sufficiente e l’addebito viene respinto, l’Agenzia considera il pagamento non effettuato e applica sanzioni del 30% sull’importo non versato più gli interessi di mora. È quindi fondamentale garantire la disponibilità sul conto.

Se gli eredi preferiscono ripartire l’importo delle imposte tra loro (invece di far pagare tutto al dichiarante), possono:

  • Concordare privatamente la suddivisione
  • Ciascuno versa la propria quota al dichiarante prima della data di addebito
  • Il dichiarante garantisce la capienza totale sul proprio IBAN

Step 4: Rilascio del Glifo (attestazione di presentazione)

Dopo la trasmissione telematica e l’accettazione della dichiarazione, l’Agenzia delle Entrate elabora la pratica e rilascia il Glifo, cioè l’attestazione di avvenuta presentazione della dichiarazione di successione. Il Glifo è un documento ufficiale che certifica:

  • La corretta presentazione della dichiarazione
  • I dati del defunto e degli eredi
  • L’elenco dei beni dichiarati
  • Le imposte liquidate e pagate (o in corso di pagamento)

Con il nuovo sistema di autoliquidazione, i tempi di rilascio del Glifo si sono drasticamente ridotti: 10-14 giorni lavorativi dalla trasmissione telematica (contro i precedenti 2-3 mesi). Il Glifo viene reso disponibile nell’area riservata di SuccessioniOnLine in formato PDF e può essere scaricato e stampato.

Il CAF Centro Fiscale scarica il Glifo appena disponibile e lo consegna immediatamente agli eredi, insieme a una copia della dichiarazione e della ricevuta di presentazione.

Step 5: Utilizzo del Glifo per sbloccare beni del defunto

Il Glifo è il documento fondamentale che consente agli eredi di sbloccare i beni del defunto presso banche, poste, società finanziarie e altre istituzioni. In particolare, con il Glifo gli eredi possono:

  • Sbloccare conti correnti e libretti di risparmio: le banche autorizzano il prelievo/trasferimento delle somme agli eredi
  • Liquidare titoli, azioni, obbligazioni: le società di intermediazione trasferiscono i titoli ai depositi titoli degli eredi
  • Riscuotere polizze vita: le compagnie assicurative erogano il capitale ai beneficiari
  • Intestare autovetture: il PRA autorizza la voltura al nome degli eredi
  • Procedere con voltura/intavolazione immobili: Catasto e Conservatorie accettano le domande di aggiornamento

Ogni istituzione richiede copia del Glifo insieme ad altri documenti (certificato di morte, documenti degli eredi, eventuale testamento). Il CAF Centro Fiscale fornisce sempre agli eredi un ”pacchetto documentale completo” pronto per essere presentato a banche e altri enti, comprensivo di Glifo, dichiarazione di successione e certificazioni necessarie.

Step 6: Voltura catastale e Trascrizione tavolare (per immobili)

Se nell’asse ereditario sono presenti immobili, dopo il rilascio del Glifo il CAF procede con:

  • Voltura catastale (per immobili in sistema ordinario): trasmissione telematica della domanda di voltura al Catasto, che aggiorna gli intestatari in 3-4 settimane
  • Intavolazione tavolare (per immobili tavolari in FVG): presentazione della domanda alla Conservatoria dei Registri Immobiliari, che emette decreto di intavolazione in 4-6 settimane

Al termine di questa fase, gli immobili risultano definitivamente intestati agli eredi nei pubblici registri, consentendo loro di esercitare pienamente i diritti di proprietà (vendita, donazione, locazione, ipoteca).

Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce l’intero ciclo della procedura successoria, dall’apertura pratica al rilascio degli immobili intestati, garantendo agli eredi assistenza continua, tempi certi e massima professionalità in ogni fase.

Voltura e Trascrizione Catastale

La voltura catastale (o trascrizione tavolare per gli immobili in sistema tavolare) è l’adempimento finale della dichiarazione di successione, che consente di aggiornare i pubblici registri immobiliari con l’intestazione degli immobili agli eredi. Senza voltura/trascrizione, gli immobili continuano a risultare formalmente intestati al defunto, impedendo agli eredi di esercitare pienamente i diritti di proprietà.

Che cos’è la voltura catastale

La voltura catastale è la procedura amministrativa con cui si aggiorna l’intestazione degli immobili nei registri del Catasto a seguito di un evento che modifica la titolarità (compravendita, donazione, successione, ecc.). Nel caso di successione ereditaria, la voltura serve a registrare il passaggio di proprietà dal defunto agli eredi.

La voltura catastale ha carattere dichiarativo, non costitutivo: la proprietà passa agli eredi automaticamente al momento del decesso per effetto della successione legittima o testamentaria. La voltura serve solo ad aggiornare i registri pubblici per renderli conformi alla reale titolarità.

Quando va presentata la voltura catastale

La domanda di voltura catastale deve essere presentata entro 30 giorni dalla presentazione della dichiarazione di successione telematica. Con il sistema attuale, la voltura viene generalmente trasmessa dal CAF contestualmente alla dichiarazione, nel medesimo invio telematico tramite il software SuccessioniOnLine.

Il sistema calcola automaticamente le imposte ipotecarie e catastali dovute (2% + 1% del valore catastale degli immobili) e le include nell’F24 complessivo della successione, addebitato sull’IBAN del dichiarante.

Procedura operativa della voltura

La voltura catastale successoria segue questi passaggi:

  1. Compilazione domanda di voltura: il CAF inserisce nel software SuccessioniOnLine i dati catastali di tutti gli immobili ereditati (Foglio, Particella, Subalterno per ciascun immobile)
  2. Indicazione quote ereditarie: vengono specificate le quote di proprietà spettanti a ciascun erede (es. coniuge 50%, figlio 1 25%, figlio 2 25%)
  3. Allegazione documenti: vengono caricati certificato di morte, Glifo, visure catastali
  4. Trasmissione telematica: invio contestuale alla dichiarazione di successione
  5. Elaborazione da parte del Catasto: in 3-4 settimane, il Catasto elabora la domanda e aggiorna gli intestatari
  6. Verifica visure aggiornate: il CAF richiede le nuove visure catastali per confermare l’avvenuto aggiornamento

Al termine del processo, le visure catastali mostrano gli eredi come nuovi proprietari con le rispettive quote di comproprietà.

Trascrizione tavolare per immobili in Friuli Venezia Giulia

Per gli immobili soggetti al sistema tavolare in Friuli Venezia Giulia, la procedura è diversa e più complessa. Come spiegato nella sezione dedicata al sistema tavolare FVG, la proprietà degli immobili tavolari passa agli eredi solo con l’intavolazione (iscrizione) nel Libro Fondiario presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari.

La procedura di intavolazione successoria richiede:

  1. Domanda di intavolazione sottoscritta da un professionista tecnico abilitato (geometra, ingegnere, architetto, avvocato, notaio)
  2. Allegazione del Glifo e della dichiarazione di successione
  3. Estratto tavolare aggiornato dell’immobile
  4. Documentazione degli eredi (certificato di morte, stato di famiglia, testamento se presente)
  5. Presentazione telematica alla Conservatoria competente
  6. Istruttoria del Conservatore: verifica della legittimità e conformità della domanda
  7. Emissione del decreto di intavolazione: il Conservatore autorizza l’iscrizione
  8. Iscrizione nel Libro Fondiario: gli eredi risultano proprietari a tutti gli effetti legali

I tempi di intavolazione tavolare sono generalmente di 4-6 settimane dalla presentazione della domanda, più lunghi rispetto alla voltura ordinaria. Il CAF Centro Fiscale di Udine collabora con geometri e ingegneri specializzati in pratiche tavolari per gestire l’intero processo, garantendo agli eredi il perfezionamento della proprietà.

Costi della voltura e trascrizione

I costi della voltura catastale sono già inclusi nelle imposte ipotecarie e catastali calcolate in fase di autoliquidazione della dichiarazione di successione (2% + 1% del valore catastale). Non ci sono ulteriori tributi da versare al Catasto.

Per la trascrizione tavolare in Friuli Venezia Giulia, si aggiungono:

  • Diritti di Conservatoria: circa 100-150 euro per ciascuna partita tavolare
  • Bollo e imposta di registro: calcolati dal sistema in fase di autoliquidazione
  • Onorari del professionista tecnico: variabili in base alla complessità (generalmente 300-600 euro per pratica)

Il CAF Centro Fiscale fornisce sempre un preventivo dettagliato che include sia le imposte che gli onorari professionali per voltura/intavolazione, consentendo agli eredi di conoscere con esattezza l’importo complessivo della pratica successoria.

Cosa succede se non si fa la voltura

La mancata voltura catastale comporta conseguenze negative per gli eredi:

  • Impossibilità di vendere: nessun notaio roga un atto di vendita se le visure catastali non sono aggiornate
  • Problemi con i mutui: le banche non concedono mutui su immobili con intestazioni catastali difformi
  • Sanzioni amministrative: il ritardo oltre i 30 giorni comporta sanzioni da 60 a 300 euro
  • Confusione nei pubblici registri: gli immobili continuano a risultare intestati a un soggetto deceduto, creando problemi legali

Per questo motivo, il CAF Centro Fiscale gestisce sempre la voltura/intavolazione come parte integrante del servizio di dichiarazione di successione, garantendo che gli immobili vengano definitivamente intestati agli eredi entro i termini di legge.

Agevolazioni per Eredi Under 26 e Prima Casa

La normativa fiscale prevede importanti agevolazioni per determinate categorie di eredi, con l’obiettivo di ridurre il carico tributario delle successioni ereditarie 2026. Le due agevolazioni più rilevanti riguardano gli eredi giovani (under 26) e l’acquisto della prima casa, che possono generare risparmi fiscali significativi.

Agevolazione under 26: franchigia maggiorata e aliquota ridotta

Dal 1° gennaio 2024, è stata introdotta un’agevolazione fiscale specifica per gli eredi che non hanno ancora compiuto 26 anni alla data di apertura della successione. Questa misura mira a sostenere i giovani che ereditano patrimoni, riducendo il loro carico fiscale.

L’agevolazione consiste in:

  • Franchigia maggiorata a 1.500.000 euro per ciascun erede under 26 (invece di 1.000.000 euro previsti per coniuge e figli)
  • Aliquota ridotta al 3% sulla quota eccedente la franchigia (invece del 4% ordinario)

L’agevolazione si applica automaticamente in fase di autoliquidazione della dichiarazione di successione, senza necessità di richieste specifiche. Il sistema verifica l’età dell’erede alla data del decesso e calcola le imposte con franchigia e aliquota agevolate.

Requisiti per accedere all’agevolazione under 26:

  • Erede figlio, nipote in linea retta (non fratello/sorella o altri parenti)
  • Età inferiore a 26 anni alla data di apertura della successione
  • Nessun altro requisito: l’agevolazione spetta indipendentemente dal reddito, dal patrimonio personale, dalla residenza

Esempi pratici di risparmio fiscale:

Caso 1 – Erede 24 anni, eredità 2.000.000 euro:

  • Con agevolazione under 26: (2.000.000 – 1.500.000) × 3% = 500.000 × 3% = 15.000 euro
  • Senza agevolazione: (2.000.000 – 1.000.000) × 4% = 1.000.000 × 4% = 40.000 euro
  • Risparmio: 25.000 euro

Caso 2 – Due figli eredi, uno 23 anni e uno 28 anni, eredità 3.000.000 euro (1.500.000 ciascuno):

  • Figlio 23 anni: (1.500.000 – 1.500.000) × 3% = 0 × 3% = 0 euro (quota interamente coperta da franchigia maggiorata)
  • Figlio 28 anni: (1.500.000 – 1.000.000) × 4% = 500.000 × 4% = 20.000 euro
  • Risparmio complessivo: 20.000 euro (figlio under 26 non paga nulla, figlio over 26 paga 20.000 invece di 20.000 ciascuno)

L’agevolazione under 26 può quindi generare risparmi molto rilevanti, soprattutto in successioni di patrimoni consistenti con eredi giovani.

Agevolazione prima casa: imposte ipotecarie e catastali ridotte

Quando un erede eredita un immobile abitativo e può beneficiare delle agevolazioni prima casa, le imposte ipotecaria e catastale si applicano in misura fissa agevolata invece che in percentuale:

  • Imposta ipotecaria: 200 euro (invece del 2% del valore catastale)
  • Imposta catastale: 200 euro (invece dell’1% del valore catastale)
  • Totale imposte fisse: 400 euro

Questa agevolazione genera risparmi notevoli su immobili di valore elevato.

Requisiti per l’agevolazione prima casa in successione:

  1. L’immobile deve essere situato nel Comune di residenza dell’erede (o l’erede si impegna a trasferirvi la residenza entro 18 mesi dall’eredità)
  2. L’immobile deve appartenere a una categoria catastale non di lusso (A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7 – escluse A/1 signorile, A/8 ville, A/9 castelli)
  3. L’erede non deve possedere un’altra abitazione nello stesso Comune con agevolazioni prima casa già godute
  4. L’erede non deve possedere un’altra abitazione su tutto il territorio nazionale acquistata con agevolazioni prima casa (se la possiede, deve venderla entro 1 anno)

L’agevolazione va richiesta espressamente in dichiarazione di successione, indicando i dati dell’immobile e autocertificando il possesso dei requisiti.

Esempio pratico di risparmio:

Immobile ereditato: appartamento con rendita catastale 1.000 euro:

  • Valore catastale: 1.000 × 1,05 × 120 = 126.000 euro
  • Senza agevolazione prima casa: Imposta ipotecaria (126.000 × 2%) + Imposta catastale (126.000 × 1%) = 2.520 + 1.260 = 3.780 euro
  • Con agevolazione prima casa: 200 + 200 = 400 euro
  • Risparmio: 3.380 euro

Su immobili di maggior valore, il risparmio può essere ancora più significativo.

Cumulo delle agevolazioni under 26 e prima casa

Le due agevolazioni sono cumulabili: un erede under 26 che eredita un immobile con requisiti prima casa può beneficiare contemporaneamente di:

  • Franchigia maggiorata 1.500.000 euro e aliquota ridotta 3% sull’imposta di successione
  • Imposte ipotecaria e catastale fisse 200+200 euro sull’immobile ereditato

Questa combinazione massimizza il risparmio fiscale complessivo.

Come richiedere le agevolazioni

Le agevolazioni vengono applicate in fase di compilazione della dichiarazione di successione telematica:

  • Agevolazione under 26: si applica automaticamente in base all’età dell’erede risultante dai dati anagrafici inseriti. Non serve alcuna richiesta esplicita
  • Agevolazione prima casa: va richiesta espressamente barrando l’apposito campo nel software SuccessioniOnLine per ciascun immobile e autocertificando il possesso dei requisiti

Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica sempre la sussistenza dei requisiti per accedere alle agevolazioni fiscali, consigliando agli eredi le strategie più convenienti per minimizzare le imposte di successione nel pieno rispetto della normativa vigente.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la dichiarazione di successione completa, con gestione del sistema tavolare FVG, voltura catastale e calcolo imposte. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sulla Successione 2026

1. Quanto tempo ho per presentare la dichiarazione di successione?

La dichiarazione di successione 2026 deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che generalmente coincide con la data del decesso. Il termine è perentorio: la presentazione oltre i 12 mesi comporta sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro. È consigliabile avviare la pratica con anticipo per reperire tutta la documentazione necessaria.

2. Quanto costa fare la dichiarazione di successione?

Il costo totale della dichiarazione di successione dipende da due componenti:

  • Imposte fiscali: calcolate automaticamente dal sistema di autoliquidazione in base al valore dell’asse ereditario, al grado di parentela e alla presenza di immobili. Vanno dall’esenzione totale (per successioni sotto franchigia) a migliaia di euro per patrimoni rilevanti
  • Onorari professionali: variano in base alla complessità della pratica. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre preventivi personalizzati, generalmente tra 300 e 800 euro per pratiche standard

Per una stima precisa, è necessario analizzare la composizione dell’asse ereditario. Contattaci per un preventivo gratuito.

3. Cosa succede se non presento la dichiarazione di successione?

La mancata presentazione della dichiarazione di successione comporta:

  • Sanzioni amministrative dal 120% al 240% delle imposte dovute, con minimo 250 euro
  • Impossibilità di sbloccare conti correnti, titoli, azioni del defunto
  • Impossibilità di vendere o ipotecare gli immobili ereditati
  • Blocco della voltura catastale: gli immobili rimangono intestati al defunto
  • Possibile accertamento d’ufficio dell’Agenzia delle Entrate con sanzioni aggravate

La presentazione è obbligatoria per legge e va effettuata tempestivamente per evitare conseguenze negative.

4. Devo pagare le imposte di successione anche se eredito solo debiti?

Se l’asse ereditario passivo (debiti) supera l’attivo (beni), non si pagano imposte di successione. Il sistema di autoliquidazione calcola il valore netto ereditario (attivo meno passivo) e applica le imposte solo sull’eventuale valore positivo. Se il risultato è negativo o pari a zero, non sono dovute imposte di successione.

Tuttavia, restano dovute le imposte ipotecarie e catastali sugli immobili (2% + 1%) anche se l’asse è in passivo, a meno di rinunciare all’eredità.

5. Posso rinunciare all’eredità? Come si fa?

Sì, ogni erede può rinunciare all’eredità se non desidera accettarla (ad esempio per evitare di ereditare debiti). La rinuncia all’eredità deve essere fatta:

  • Con dichiarazione ricevuta da notaio e iscritta nel registro delle successioni
  • Oppure con dichiarazione resa al Cancelliere del Tribunale del circondario in cui si è aperta la successione
  • Entro i termini di prescrizione del diritto di accettare: 10 anni dalla data di apertura della successione (o 3 mesi se si è nel possesso dei beni)

La rinuncia è irrevocabile e fa sì che l’erede rinunciatario sia considerato come se non fosse mai stato chiamato all’eredità. La sua quota viene ripartita tra gli altri eredi (o, se non ce ne sono, ai gradi successivi di parentela).

6. Chi paga le spese funerarie?

Le spese funerarie vengono generalmente pagate dagli eredi e sono deducibili dalla dichiarazione di successione fino a un massimo di 1.032,91 euro per ciascun erede. Questo importo riduce la base imponibile su cui si calcolano le imposte di successione.

Le spese funerarie devono essere documentate con fattura o ricevuta fiscale intestata al soggetto che le ha sostenute.

7. Cosa succede se nell’eredità c’è un immobile in comproprietà?

Se il defunto possedeva una quota di comproprietà di un immobile (ad esempio 50% di un appartamento), nella dichiarazione di successione va indicata solo la quota di proprietà del defunto. Gli eredi ereditano quella quota e diventano comproprietari insieme agli altri soggetti che già possedevano le restanti quote.

Le imposte ipotecarie e catastali si calcolano solo sul valore della quota ereditata, non sull’intero immobile.

8. Quanto tempo ci vuole per ottenere il Glifo?

Con il sistema di autoliquidazione successione 2026, il Glifo (attestazione di avvenuta presentazione) viene rilasciato dall’Agenzia delle Entrate in 10-14 giorni lavorativi dalla trasmissione telematica della dichiarazione. Questo è un grande miglioramento rispetto ai precedenti 2-3 mesi necessari con il vecchio sistema.

Il CAF Centro Fiscale scarica il Glifo appena disponibile e lo consegna immediatamente agli eredi.

9. Posso vendere un immobile ereditato prima di fare la successione?

No, non è possibile vendere un immobile prima di aver presentato la dichiarazione di successione e completato la voltura catastale (o intavolazione tavolare in Friuli Venezia Giulia). Il notaio non può rogare l’atto di vendita se le visure catastali/tavolari non mostrano gli eredi come intestatari.

La sequenza corretta è:

  1. Presentare la dichiarazione di successione
  2. Ottenere il Glifo
  3. Completare la voltura/intavolazione
  4. Verificare le visure aggiornate con gli eredi come proprietari
  5. Procedere con l’atto di vendita

10. Il CAF può gestire successioni con beni all’estero?

Sì, il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce anche successioni con patrimoni esteri: immobili, conti correnti, titoli, partecipazioni societarie situati fuori dall’Italia. Questi beni vanno dichiarati nella dichiarazione di successione italiana se il defunto era residente in Italia alla data del decesso.

Per i beni immobili esteri, generalmente non si applica l’imposta di successione italiana se l’immobile è situato in Paesi con cui l’Italia ha convenzioni contro le doppie imposizioni (Francia, Germania, Svizzera, ecc.), ma vanno comunque dichiarati per trasparenza fiscale.

Il CAF fornisce assistenza per la corretta valorizzazione dei beni esteri e il coordinamento con eventuali obblighi fiscali nel Paese estero di ubicazione del bene.

Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

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Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle dichiarazioni di successione, con esperienza specifica nel sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. I nostri esperti ti assistono in ogni fase della pratica.

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    NASPI 2026: Nuove Regole dalla Riforma del Lavoro

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Indice dei contenuti

    1. Nuovi Requisiti Contributivi NASPI 2026
    2. Modifiche alla Durata dell’Indennità
    3. Importi e Calcolo NASPI 2026
    4. Quando Entrano in Vigore le Novità

    La riforma del lavoro 2026 introduce importanti modifiche alla NASPI, l’indennità di disoccupazione per i lavoratori dipendenti. Le novità NASPI 2026 riguardano principalmente i requisiti contributivi, la durata dell’indennità e le modalità di calcolo dell’importo spettante.

    I cambiamenti, approvati con la Legge di Bilancio 2026 e il successivo decreto attuativo del Ministero del Lavoro, sono entrati in vigore il 1° gennaio 2026 e si applicano a tutte le domande NASPI presentate dal 2026 in poi. Vediamo nel dettaglio cosa cambia rispetto al 2025.

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    Nuovi Requisiti Contributivi NASPI 2026

    La riforma della NASPI 2026 modifica i requisiti contributivi minimi per accedere all’indennità di disoccupazione.

    Requisiti NASPI prima della riforma (fino al 2025)

    • 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni
    • 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la disoccupazione

    Nuovi requisiti NASPI dal 2026

    • 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni
    • 45 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti (erano 30)

    Questa modifica mira a ridurre le domande di breve durata e a garantire un’indennità solo a chi ha un legame più stabile con il mercato del lavoro.

    ATTENZIONE: Chi ha perso il lavoro nel 2025 ma presenta domanda nel 2026 deve rispettare i nuovi requisiti più stringenti. È consigliabile verificare con il CAF se si matura il diritto alla NASPI prima di presentare domanda.

    Modifiche alla Durata dell’Indennità

    Anche la durata massima della NASPI subisce modifiche con la riforma 2026.

    Durata NASPI fino al 2025

    La NASPI spettava per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive versate negli ultimi 4 anni, con un massimo di 24 mesi (104 settimane).

    Nuova durata NASPI dal 2026

    La riforma introduce una riduzione progressiva della durata massima:

    • Lavoratori under 35: durata massima 18 mesi (78 settimane)
    • Lavoratori 35-54 anni: durata massima 21 mesi (91 settimane)
    • Lavoratori over 55: durata massima resta 24 mesi (104 settimane)

    Il criterio di calcolo resta invariato: metà delle settimane contributive versate, ma con i nuovi tetti massimi per età.

    Importi e Calcolo NASPI 2026

    Sul fronte degli importi NASPI, la riforma 2026 introduce modifiche al calcolo e ai tetti massimi.

    Calcolo importo base

    Il calcolo della NASPI resta basato sulla retribuzione media degli ultimi 4 anni:

    • 75% della retribuzione media se questa è inferiore a 1.425 euro (rivalutato annualmente)
    • 75% fino a 1.425 euro + 25% della parte eccedente se superiore

    Nuovi tetti massimi 2026

    La riforma introduce tetti massimi differenziati:

    • Importo massimo NASPI 2026: 1.550 euro/mese (era 1.470 nel 2025)
    • Riduzione mensile accelerata: dal sesto mese la NASPI si riduce del 3% mensile (era dal settimo mese)

    IMPORTANTE: Per chi ha figli a carico, è previsto un bonus famiglia del 5% sull’importo spettante, cumulabile con l’Assegno Unico.

    Quando Entrano in Vigore le Novità

    Le nuove regole NASPI 2026 sono entrate in vigore il 1° gennaio 2026 e si applicano a:

    • Tutte le domande NASPI presentate dal 2026, anche se la cessazione del rapporto di lavoro è avvenuta nel 2025
    • NASPI già in corso al 31/12/2025: continuano con le vecchie regole fino alla scadenza naturale
    • Nuove cessazioni dal 1° gennaio 2026: si applicano i nuovi requisiti più stringenti

    ATTENZIONE ALLE DOMANDE IN SOSPESO: Chi ha perso il lavoro a fine 2025 ma non ha ancora presentato domanda NASPI deve considerare che si applicheranno i nuovi requisiti 2026 (13 settimane).

    Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i lavoratori nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda NASPI con le nuove regole.


    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sulla NASPI 2026

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    Chi può richiedere la NASPI con le nuove regole 2026?

    Possono richiedere la NASPI 2026 i lavoratori dipendenti che hanno perso il lavoro involontariamente e che hanno maturato almeno 18 settimane di contributi negli ultimi 4 anni e 45 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti (requisiti più stringenti rispetto al 2025).

    La durata della NASPI è cambiata nel 2026?

    Sì, la riforma introduce tetti massimi differenziati per età: 18 mesi per under 35, 21 mesi per 35-54 anni, 24 mesi per over 55. La durata effettiva resta pari alla metà delle settimane contributive versate, ma entro questi nuovi limiti.

    Quanto si riduce la NASPI ogni mese nel 2026?

    La NASPI si riduce del 3% mensile a partire dal sesto mese (anticipato rispetto al settimo mese previsto fino al 2025). L’importo massimo mensile è di 1.550 euro nel 2026.

    Posso richiedere la NASPI al CAF?

    Sì, il CAF Centro Fiscale di Udine assiste nella verifica dei requisiti NASPI 2026, nel calcolo dell’importo spettante e nella compilazione e trasmissione della domanda telematica all’INPS.


    Le novità NASPI 2026 introducono requisiti più stringenti e durate differenziate per età, ma mantengono la funzione di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti che perdono il lavoro involontariamente.

    Se hai perso il lavoro e vuoi verificare se hai diritto alla NASPI con le nuove regole 2026, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: ti assistiamo nella verifica dei requisiti, nel calcolo dell’importo spettante e nella presentazione della domanda telematica all’INPS.


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    Bonus Casa 2026: 50% per la Prima Casa e 36% per le Altre

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    La Legge di Bilancio 2026 conferma i bonus casa con aliquote differenziate: 50% per la prima casa e 36% per le altre abitazioni. Si tratta dell’ultima opportunita per usufruire della detrazione al 50% sulla ristrutturazione dell’abitazione principale, prima che le percentuali scendano ulteriormente nel 2027. L’ISEE non e richiesto: il beneficio spetta a tutti i contribuenti proprietari o titolari di diritto reale sull’immobile.

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    Bonus Casa 2026: Cosa Prevede la Legge di Bilancio

    La Manovra 2026, approvata in via definitiva dalla Camera dei Deputati con 216 voti favorevoli, conferma per un altro anno il sistema delle detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica.

    Le aliquote previste per il 2026 sono:

    • 50% per spese relative a interventi sull’abitazione principale
    • 36% per spese su altri immobili (seconde case, immobili locati o in uso gratuito)

    Il limite massimo di spesa resta fissato a 96.000 euro per unita immobiliare, da recuperare in 10 quote annuali di pari importo. In pratica, chi spende 96.000 euro sulla prima casa potra detrarre 4.800 euro all’anno per 10 anni (50% di 96.000 diviso 10).

    Aliquota 50%: Requisiti per la Prima Casa

    Per beneficiare della detrazione al 50%, non basta essere proprietari dell’immobile. La normativa specifica che l’agevolazione spetta ai proprietari o titolari di diritto reale (usufrutto, uso, abitazione) che utilizzano l’unita immobiliare come abitazione principale.

    In altre parole, e necessaria la coincidenza tra:

    • L’immobile oggetto dei lavori di ristrutturazione
    • La residenza anagrafica del contribuente

    Un aspetto importante riguarda la tempistica: se l’immobile non e abitazione principale all’avvio dei lavori ma lo diventa al termine degli interventi, e comunque possibile accedere all’aliquota del 50%. Per le seconde case, case vacanza o immobili dati in locazione si applica invece l’aliquota ridotta del 36%, sempre con tetto di 96.000 euro.

    Lavori Ammessi al Bonus Ristrutturazione 2026

    Il Bonus Casa 2026 copre un’ampia gamma di interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia. Tra i lavori ammessi rientrano:

    • Rifacimento bagni e cucina
    • Sostituzione infissi e serramenti
    • Realizzazione o rifacimento impianti (elettrico, idraulico, riscaldamento)
    • Consolidamento statico e antisismico
    • Installazione ascensori e scale di sicurezza
    • Realizzazione di autorimesse o posti auto
    • Efficientamento energetico (cappotto termico, caldaie a condensazione, pompe di calore)
    • Cablatura edifici e installazione impianti fotovoltaici

    Per gli interventi su parti comuni condominiali valgono le stesse aliquote: 50% se il condominio e composto prevalentemente da abitazioni principali dei condomini, 36% negli altri casi.

    Come Funziona la Detrazione in 10 Rate Annuali

    La detrazione fiscale del Bonus Casa 2026 viene recuperata attraverso la dichiarazione dei redditi in 10 quote annuali di pari importo.

    Esempio pratico: supponiamo di spendere 60.000 euro per ristrutturare l’abitazione principale nel 2026.

    • Spesa totale: 60.000 euro
    • Detrazione spettante (50%): 30.000 euro
    • Importo annuale detraibile: 3.000 euro (30.000 / 10)

    Nel modello 730 o Redditi PF degli anni dal 2027 al 2036, si potra indicare una detrazione di 3.000 euro annui, che ridurra l’IRPEF dovuta o aumentera il rimborso spettante.

    Importante: a differenza degli anni scorsi, non e piu possibile cedere il credito a terzi o ottenere lo sconto in fattura. Il beneficio e utilizzabile esclusivamente come detrazione nella propria dichiarazione dei redditi.

    Bonus Mobili 2026: Confermato al 50% con Tetto 5.000 Euro

    Insieme al Bonus Casa, la Legge di Bilancio 2026 conferma anche il Bonus Mobili ed Elettrodomestici.

    L’agevolazione permette di detrarre il 50% delle spese sostenute per acquisto di mobili nuovi (cucine, letti, armadi, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, divani) e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata (frigoriferi A+, lavatrici A, lavastoviglie A).

    Il limite di spesa e fissato a 5.000 euro per unita immobiliare. Requisito fondamentale: gli acquisti devono essere collegati a lavori di ristrutturazione iniziati a partire dal 1 gennaio 2025.

    Cosa Cambia dal 2027: Aliquote in Calo

    Il 2026 rappresenta l’ultima opportunita per usufruire della detrazione al 50% sulla ristrutturazione dell’abitazione principale. Dal 2027 in poi, infatti, le aliquote subiranno un progressivo ridimensionamento.

    Calendario delle riduzioni:

    • 2027: 36% per la prima casa, 30% per le altre abitazioni
    • Dal 2028: 30% per tutte le abitazioni (senza distinzione)

    Per questo motivo, chi ha in programma lavori di ristrutturazione importanti potrebbe valutare di anticiparli al 2026 per beneficiare dell’aliquota piu vantaggiosa.

    Superbonus e Bonus Barriere: Fine Corsa nel 2025

    La Legge di Bilancio 2026 segna la definitiva chiusura di due agevolazioni che hanno caratterizzato gli ultimi anni.

    Superbonus: non e prevista alcuna proroga oltre il 2025. Gli ultimi interventi condominiali ancora in corso si concludono entro il 31 dicembre 2025 con aliquota al 65%. Dal 1 gennaio 2026 il Superbonus non sara piu disponibile.

    Bonus Barriere Architettoniche (75%): anche questa detrazione scade il 31 dicembre 2025 senza proroghe. Gli interventi finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche potranno comunque rientrare nel Bonus Ristrutturazione ordinario al 50% o 36%, ma senza l’aliquota maggiorata del 75%.

    Bonifico Parlante e Documentazione Obbligatoria

    Per accedere al Bonus Casa 2026 e fondamentale rispettare precisi adempimenti documentali.

    Bonifico parlante: tutti i pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico bancario o postale dedicato alle ristrutturazioni edilizie, che riporta:

    • Causale del versamento con riferimento normativo (articolo 16-bis DPR 917/86)
    • Codice fiscale del beneficiario della detrazione
    • Codice fiscale o partita IVA del destinatario del pagamento

    Documentazione da conservare: fatture dei lavori, ricevute dei bonifici parlanti, comunicazione preventiva ASL (se prevista), titolo abilitativo comunale (CILA, SCIA, permesso di costruire), asseverazioni tecniche per interventi di efficientamento energetico.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti

    Serve l’ISEE per il Bonus Casa 2026?

    No, il Bonus Casa 2026 (detrazione 50% o 36% per ristrutturazioni) non richiede alcun requisito ISEE. L’agevolazione spetta a tutti i contribuenti proprietari o titolari di diritto reale sull’immobile, indipendentemente dal reddito.

    Posso usare il Bonus Casa sulla seconda casa?

    Si, il Bonus Casa 2026 e valido anche per le seconde case, ma con aliquota ridotta al 36% anziche 50%. Il tetto di spesa resta 96.000 euro per unita immobiliare, con detrazione in 10 quote annuali.

    Quali sono le scadenze per i lavori nel 2026?

    I lavori possono essere eseguiti in qualsiasi momento del 2026. Per fruire della detrazione e necessario che le spese siano sostenute (pagate) entro il 31 dicembre 2026. La detrazione si recuperera dal 2027 in poi in 10 rate annuali.

    Il Bonus Casa 2026 e cumulabile con altri bonus?

    Il Bonus Casa (ristrutturazione) non e cumulabile con l’Ecobonus sugli stessi lavori. E invece cumulabile con il Bonus Mobili se collegato a interventi di ristrutturazione. Non e possibile cumulo con Superbonus o Bonus Barriere (scaduti nel 2025).

    Cosa succede se vendo casa prima di aver usato tutte le 10 rate?

    In caso di vendita dell’immobile, le quote residue di detrazione non ancora utilizzate si trasferiscono automaticamente all’acquirente, salvo diverso accordo tra le parti formalizzato nell’atto di compravendita.


    Fonti: Legge di Bilancio 2026, Agenzia delle Entrate – Guida Bonus Casa

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    Cessione del Quinto 2026: Tassi, Requisiti e Come Funziona

    La cessione del quinto è una delle forme di prestito personale più richieste in Italia, particolarmente apprezzata da dipendenti e pensionati per la sua accessibilità e sicurezza. Si tratta di un finanziamento garantito dalla trattenuta diretta in busta paga o sul cedolino della pensione, che permette di ottenere liquidità senza necessità di garanzie reali come ipoteche o fideiussioni.

    Nel 2026, la cessione del quinto continua a essere una soluzione finanziaria vantaggiosa per chi ha bisogno di liquidità immediata per spese impreviste, ristrutturazioni, acquisto di beni durevoli o consolidamento debiti. I tassi di interesse rimangono competitivi rispetto ad altri prestiti personali, con TAN tra il 6,5% e il 9% e TAEG tra l’8% e l’11%, a seconda del profilo del richiedente e della durata del finanziamento.

    In questa guida completa analizziamo come funziona la cessione del quinto, quali sono i requisiti per dipendenti e pensionati, i tassi applicati nel 2026, gli importi massimi richiedibili e i vantaggi e svantaggi di questa forma di prestito. Scoprirai anche come richiedere la cessione del quinto e quali documenti servono per l’istruttoria.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la Cessione del Quinto
    2. Come Funziona la Cessione del Quinto
    3. Cessione del Quinto dello Stipendio
    4. Cessione del Quinto della Pensione
    5. Tassi di Interesse 2026
    6. Importi Massimi e Durata
    7. Vantaggi della Cessione del Quinto
    8. Svantaggi e Costi Nascosti
    9. Differenza con la Delegazione di Pagamento
    10. Come Richiedere la Cessione del Quinto
    11. Domande Frequenti

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    Cos’è la Cessione del Quinto

    La cessione del quinto è un prestito personale riservato a lavoratori dipendenti (pubblici e privati) e pensionati, caratterizzato da una forma di rimborso particolare: la rata mensile viene trattenuta direttamente dalla busta paga o dalla pensione dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico (INPS, INPDAP, etc.) e versata all’istituto finanziario erogante.

    Il nome deriva dal fatto che l’importo massimo della rata non può superare un quinto (20%) dello stipendio o della pensione netta mensile. Questa caratteristica rende la cessione del quinto particolarmente sicura per l’istituto di credito, che ha la certezza del rimborso direttamente dalla fonte di reddito del debitore.

    Caratteristiche principali

    • Trattenuta automatica: la rata viene prelevata prima che lo stipendio o la pensione arrivi sul conto corrente
    • Nessuna garanzia reale richiesta: non servono ipoteche, pegni o fideiussioni
    • Assicurazione obbligatoria inclusa: polizza vita e perdita impiego (per dipendenti) o impiego e decesso (per pensionati)
    • Importo fino a 75.000 euro per dipendenti e pensionati con redditi elevati
    • Durata da 24 a 120 mesi (2-10 anni)
    • Rata fissa per tutta la durata del prestito

    La cessione del quinto si differenzia dal prestito personale tradizionale proprio per questa modalità di rimborso automatico, che elimina il rischio di dimenticanze o ritardi nei pagamenti e garantisce tassi più bassi rispetto ad altre forme di credito al consumo.

    Come Funziona la Cessione del Quinto

    Il meccanismo della cessione del quinto si basa su un accordo trilaterale tra richiedente (dipendente o pensionato), istituto finanziario (banca o società specializzata) e datore di lavoro o ente pensionistico.

    Fasi del processo

    1. Richiesta del prestito

    Il richiedente presenta domanda all’istituto finanziario compilando un modulo con i dati anagrafici, reddituali e occupazionali. L’istituto verifica la capienza della rata (che la trattenuta del 20% sia sostenibile) e la durata residua del rapporto di lavoro o della pensione.

    2. Delibera e stipula del contratto

    Se la pratica viene approvata, si firma il contratto di cessione del quinto che include:

    • Importo del prestito (capitale erogato)
    • TAN (Tasso Annuo Nominale) e TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale)
    • Numero e importo delle rate
    • Costo totale del credito (interessi + spese + polizze)
    • Condizioni delle polizze assicurative obbligatorie

    3. Notifica al datore di lavoro o ente pensionistico

    L’istituto finanziario comunica formalmente al datore di lavoro (per dipendenti) o all’INPS/INPDAP (per pensionati) l’avvenuta stipula del contratto e richiede l’attivazione della trattenuta mensile in busta paga o cedolino pensione.

    4. Erogazione del prestito

    Dopo la conferma della trattenuta da parte del datore di lavoro/ente pensionistico, l’istituto eroga il capitale netto sul conto corrente del richiedente, solitamente entro 7-15 giorni lavorativi.

    5. Rimborso automatico

    Ogni mese, il datore di lavoro o l’ente pensionistico trattiene la rata dalla busta paga o dalla pensione e la versa direttamente all’istituto finanziario. Il lavoratore o pensionato riceve lo stipendio o la pensione già al netto della rata.

    Cosa succede in caso di cambio lavoro o cessazione del rapporto

    • Cambio datore di lavoro: la cessione del quinto viene trasferita al nuovo datore di lavoro (se il rapporto è a tempo indeterminato)
    • Perdita del lavoro: entra in funzione la polizza perdita impiego, che copre le rate per un periodo limitato (solitamente 6-12 mesi)
    • Pensionamento: la trattenuta viene trasferita automaticamente sulla pensione
    • Decesso: la polizza vita estingue il debito residuo senza gravare sugli eredi

    Cessione del Quinto dello Stipendio

    La cessione del quinto dello stipendio è riservata ai lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico che privato. È la forma più diffusa di questo tipo di prestito.

    Requisiti per i dipendenti

    • Contratto a tempo indeterminato (in alcuni casi anche determinato con durata residua superiore a 36 mesi)
    • Anzianità di servizio minima: solitamente 6-12 mesi presso lo stesso datore di lavoro
    • Età: tra 18 e 75 anni (al termine del prestito)
    • Reddito minimo: stipendio netto mensile di almeno 800-1.000 euro
    • Assenza di pignoramenti o procedure concorsuali in corso
    • Non essere già titolare di altre cessioni del quinto che superino il limite del 20% (è possibile cumulare più cessioni fino al 20% totale)

    Categorie di dipendenti ammessi

    • Dipendenti pubblici: statali, dipendenti di ministeri, scuola, sanità, enti locali, forze armate, forze dell’ordine
    • Dipendenti privati: assunti da aziende con almeno 15 dipendenti (requisito non sempre richiesto da tutti gli istituti)
    • Dipendenti di aziende partecipate pubbliche: Poste, Ferrovie, utilities

    Vantaggi specifici per dipendenti

    • Importi elevati: fino a 75.000 euro per dipendenti pubblici con stipendi elevati
    • Tassi agevolati: i dipendenti pubblici ottengono TAN più bassi (6,5%-7,5%) rispetto ai privati (7,5%-9%)
    • Durata lunga: fino a 10 anni (120 mesi)
    • Polizza perdita impiego: copre le rate in caso di licenziamento involontario

    Cessione del Quinto della Pensione

    La cessione del quinto della pensione è riservata ai pensionati che percepiscono un trattamento pensionistico INPS, INPDAP o altri enti. È una soluzione ideale per gli over 65 che hanno difficoltà a ottenere prestiti tradizionali.

    Requisiti per i pensionati

    • Titolarità di pensione: vecchiaia, anzianità, invalidità, reversibilità
    • Pensione netta minima: almeno 650-800 euro al mese (varia per istituto)
    • Età massima: fino a 90 anni al termine del prestito (alcuni istituti accettano fino a 85)
    • Tipologia di pensione: INPS, INPDAP, ex ENPALS, ex INPDAI, pensioni di guerra
    • Assenza di pignoramenti sulla pensione

    Tipologie di pensione ammesse

    • Pensione di vecchiaia: la più comune, accettata da tutti gli istituti
    • Pensione anticipata: accettata se con trattamento stabile
    • Pensione di invalidità: accettata se permanente (non provvisoria)
    • Pensione di reversibilità: accettata con condizioni più restrittive (importi più bassi, durate più brevi)
    • Assegno sociale: generalmente NON accettato (troppo basso)

    Vantaggi specifici per pensionati

    • Accesso facile al credito: anche per over 70 senza garanzie
    • Nessun limite di età massimo per la richiesta (conta l’età al termine del prestito)
    • Tassi competitivi: TAN 7%-8,5% (leggermente più alti dei dipendenti pubblici)
    • Importi adeguati: fino a 50.000 euro per pensioni elevate
    • Polizza vita inclusa: estinzione automatica del debito in caso di decesso

    Limiti per pensionati

    • Importi più contenuti rispetto ai dipendenti (le pensioni sono generalmente più basse degli stipendi)
    • Durate più brevi: massimo 7-8 anni (84-96 mesi) per questioni attuariali legate all’età
    • Costi polizza più elevati: il premio assicurativo vita aumenta con l’età del richiedente

    Tassi di Interesse 2026

    I tassi di interesse applicati alla cessione del quinto nel 2026 dipendono da diversi fattori: profilo del richiedente (dipendente pubblico, privato, pensionato), durata del prestito, importo richiesto e politiche commerciali dell’istituto.

    Range di tassi 2026

    TAN (Tasso Annuo Nominale)

    • Dipendenti pubblici: dal 6,50% al 7,80%
    • Dipendenti privati: dal 7,50% al 9,00%
    • Pensionati: dal 7,00% al 8,50%

    TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale)

    • Dipendenti pubblici: dall’8,00% al 9,50%
    • Dipendenti privati: dal 9,00% al 11,00%
    • Pensionati: dall’8,50% al 10,50%

    Differenza tra TAN e TAEG

    • TAN (Tasso Annuo Nominale): è il tasso puro degli interessi, senza considerare le spese accessorie
    • TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale): include tutti i costi del prestito (interessi + spese istruttoria + commissioni + polizze assicurative). È l’indicatore più corretto per confrontare le offerte

    IMPORTANTE: il TAEG è sempre più alto del TAN perché include tutte le voci di costo. La differenza tra TAEG e TAN è di circa 1,5-2 punti percentuali e dipende principalmente dal costo delle polizze assicurative.

    Importi Massimi e Durata

    L’importo massimo richiedibile con la cessione del quinto dipende da stipendio/pensione netta mensile, durata del prestito e politiche dell’istituto. La durata può variare da 24 a 120 mesi.

    Calcolo dell’importo massimo

    La rata mensile massima non può superare il 20% dello stipendio o pensione netta. L’importo totale finanziabile dipende quindi da reddito netto mensile, durata scelta e tasso applicato.

    Formula semplificata: Rata massima = Stipendio/Pensione netta × 20%

    Vantaggi della Cessione del Quinto

    La cessione del quinto offre numerosi vantaggi rispetto ai prestiti personali tradizionali, che la rendono particolarmente attraente per dipendenti e pensionati.

    1. Nessuna garanzia reale richiesta

    A differenza dei mutui ipotecari o dei prestiti con pegno, la cessione del quinto non richiede ipoteche, pegni o fideiussioni. La garanzia è rappresentata dalla trattenuta diretta sullo stipendio o pensione, che elimina il rischio di insolvenza per l’istituto.

    2. Assicurazione inclusa obbligatoria

    Ogni cessione del quinto include automaticamente polizza vita, polizza perdita impiego (per dipendenti) e polizza invalidità permanente. Queste polizze, pur aumentando il costo totale, offrono una protezione completa per il debitore e i suoi familiari.

    3. Rata fissa e gestione automatica

    La rata è fissa per tutta la durata del prestito e viene trattenuta automaticamente dalla busta paga o pensione. Questo elimina il rischio di dimenticare i pagamenti, le penali per ritardo e la necessità di gestire RID bancari o bonifici mensili.

    Svantaggi e Costi Nascosti

    Nonostante i numerosi vantaggi, la cessione del quinto presenta anche alcuni svantaggi e costi nascosti che è importante conoscere prima di sottoscrivere il contratto.

    1. Costo totale elevato

    Il TAEG della cessione del quinto (8,5%-10,5%) include interessi, polizze assicurative obbligatorie (rappresentano il 30-40% del costo totale), spese di istruttoria e commissioni intermediari.

    2. Trattenuta rigida in busta paga

    Il 20% dello stipendio o pensione viene trattenuto automaticamente ogni mese per tutta la durata del prestito (fino a 10 anni). Questo riduce significativamente la liquidità disponibile mensile e può creare difficoltà in caso di spese impreviste.

    Differenza con la Delegazione di Pagamento

    Spesso confusa con la cessione del quinto, la delegazione di pagamento è un altro tipo di prestito con trattenuta in busta paga, ma presenta differenze sostanziali che è importante conoscere.

    La delegazione di pagamento è un prestito personale in cui il lavoratore autorizza il datore di lavoro a trattenere la rata mensile dalla busta paga e versarla direttamente all’istituto finanziario. A differenza della cessione del quinto, la trattenuta non ha un limite fisso del 20% e può arrivare fino al 50%.

    Come Richiedere la Cessione del Quinto

    Richiedere la cessione del quinto è relativamente semplice, ma richiede la documentazione corretta e il rispetto di alcune procedure. Ecco la guida passo-passo.

    Step 1: Verifica dei requisiti

    Prima di presentare domanda, verifica di possedere i requisiti minimi: contratto a tempo indeterminato per dipendenti, pensione INPS/INPDAP di almeno 650-800 euro netti/mese per pensionati, età massimo 70-75 anni al termine del prestito e assenza di pignoramenti.

    Come può aiutarti il CAF Centro Fiscale

    Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella verifica della documentazione (buste paga, CU e cedolini), nel calcolo della sostenibilità della rata rispetto alle tue spese mensili, nel confronto delle offerte tra diversi istituti e nella richiesta di documentazione INPS per i pensionati.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sulla Cessione del Quinto

    Posso avere due cessioni del quinto contemporaneamente?

    Si, e possibile cumulare piu cessioni del quinto, a patto che la somma totale delle trattenute non superi il 20% dello stipendio o pensione netta. Ad esempio, se hai gia una cessione con rata del 12%, puoi richiederne un’altra con rata massima dell’8%. Gli istituti verificano sempre la capienza totale prima di concedere un secondo prestito.

    Cosa succede se perdo il lavoro durante la cessione del quinto?

    Se sei un dipendente e perdi il lavoro involontariamente, entra in funzione la polizza perdita impiego inclusa nel contratto. Questa polizza copre le rate per un periodo limitato (solitamente 6-12 mesi) durante la ricerca di una nuova occupazione. Se trovi un nuovo lavoro a tempo indeterminato, la cessione viene trasferita al nuovo datore di lavoro.

    La cessione del quinto influisce sul mio credit score?

    Si, la cessione del quinto viene segnalata alle centrali rischi (CRIF, Experian) e influisce sul credit score. Tuttavia, se paghi regolarmente le rate (che sono automatiche), migliora il tuo punteggio. Il problema e che riduce la tua capacita di indebitamento per altri prestiti, perche il 20% del reddito e gia impegnato.

    Posso estinguere la cessione del quinto prima della scadenza?

    Si, puoi estinguere anticipatamente in qualsiasi momento rimborsando il capitale residuo. Per prestiti fino a 40.000 euro, non sono previste penali. Per importi superiori, gli istituti possono applicare una penale dell’1% del capitale residuo (se mancano piu di 12 mesi) o dello 0,5% (se mancano meno di 12 mesi).

    Quanto tempo ci vuole per ottenere la cessione del quinto?

    I tempi totali variano da 15 a 30 giorni. L’istruttoria richiede 3-7 giorni lavorativi, la firma del contratto 1-2 giorni, la notifica e conferma del datore di lavoro o INPS 5-10 giorni, e l’erogazione finale 2-5 giorni. In casi urgenti, alcuni istituti offrono procedure accelerate con erogazione in 7-10 giorni.

    I pensionati possono richiedere la cessione del quinto?

    Si, la cessione del quinto della pensione e disponibile per tutti i pensionati INPS, INPDAP o altri enti con pensione netta di almeno 650-800 euro al mese. L’eta massima al termine del prestito e generalmente 85-90 anni. I tassi sono leggermente piu alti per i pensionati anziani a causa del maggior costo della polizza vita.

    Quali sono le differenze tra cessione del quinto e prestito personale?

    La cessione del quinto prevede trattenuta automatica in busta paga o pensione (limite 20% del netto), polizze assicurative obbligatorie, nessuna garanzia reale richiesta e tassi TAEG 8,5-10,5%. Il prestito personale tradizionale si rimborsa tramite RID bancario, non ha limiti di rata fissi, non include polizze obbligatorie, spesso richiede garanzie o garanti e ha tassi TAEG 10-15%.

    Il CAF puo aiutarmi a richiedere la cessione del quinto?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine puo assisterti nella verifica della documentazione (buste paga, cedolini, CU), nel calcolo della sostenibilita della rata rispetto alle tue spese mensili, nel confronto delle offerte di diversi istituti e nella richiesta di documentazione INPS per i pensionati. Il CAF non eroga prestiti ma ti aiuta a fare scelte consapevoli.


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    Carta Acquisti 2026: Moduli di Domanda e Requisiti INPS

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Indice dei contenuti

    1. Requisiti Carta Acquisti 2026
    2. Importo e Come Utilizzare la Carta Acquisti
    3. Come Presentare Domanda: Moduli INPS 2026
    4. Rinnovo Automatico della Carta Acquisti
    5. Domande Frequenti sulla Carta Acquisti

    La Carta Acquisti 2026 (conosciuta anche come social card) è una misura di sostegno economico erogata dall’INPS per aiutare le famiglie e i cittadini in difficoltà economica ad acquistare beni di prima necessità e pagare le bollette di luce e gas. Si tratta di una carta di pagamento elettronica sulla quale vengono caricati 40 euro al mese (480 euro annui), utilizzabile presso negozi convenzionati e uffici postali.

    Nel 2026 la Carta Acquisti resta attiva con requisiti confermati, ma con un importante aggiornamento: i limiti ISEE potrebbero essere rivisti alla luce della Legge di Bilancio 2026. In questo articolo vediamo requisiti, moduli di domanda e modalità di utilizzo aggiornati.

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    Requisiti Carta Acquisti 2026

    Chi può richiedere la Carta Acquisti

    La Carta Acquisti può essere richiesta da:

    • Cittadini di età pari o superiore a 65 anni
    • Genitori di figli minori di 3 anni (anche affidatari o tutori)

    I beneficiari devono essere in possesso della cittadinanza italiana o cittadini UE iscritti all’anagrafe del Comune di residenza, oppure cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.

    Requisiti economici (ISEE 2026)

    Per ottenere la Carta Acquisti 2026 è necessario rispettare precisi limiti di reddito ISEE:

    • ISEE ordinario non superiore a 7.640,18 euro (soglia 2025, in attesa di aggiornamento 2026)
    • Per gli over 70, il limite di reddito complessivo familiare non deve superare 1,5 volte l’assegno sociale (circa 10.380 euro annui)
    • Non possedere più di un’utenza elettrica domestica
    • Non possedere più di un’utenza del gas
    • Non possedere più di un autoveicolo immatricolato (esclusi veicoli per disabili)
    • Non possedere immobili oltre alla prima casa (con alcune eccezioni per quote catastali minime)

    IMPORTANTE: Il requisito ISEE va verificato annualmente tramite Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) presentata al CAF o direttamente all’INPS.

    Importo e Come Utilizzare la Carta Acquisti

    Quanto vale la Carta Acquisti

    La Carta Acquisti 2026 ha un valore di:

    • 40 euro mensili (erogati in rate bimestrali di 80 euro)
    • 480 euro annui complessivi

    L’accredito avviene ogni due mesi sui mesi di gennaio, marzo, maggio, luglio, settembre e novembre.

    Dove e come utilizzarla

    La Carta Acquisti può essere utilizzata per:

    • Acquisto di generi alimentari presso supermercati e negozi convenzionati (espositori “Carta Acquisti” in vetrina)
    • Pagamento di bollette di luce e gas presso gli uffici postali
    • Ticket farmaceutici e visite mediche
    • Sconti esclusivi presso i negozi convenzionati (riduzione prezzi dal 5% al 20%)

    La carta NON può essere utilizzata per prelievi di contante, ma solo per pagamenti elettronici presso POS abilitati.

    Come Presentare Domanda: Moduli INPS 2026

    Dove scaricare i moduli

    Per richiedere la Carta Acquisti è necessario compilare il modulo di domanda cartaceo disponibile:

    • Sul sito ufficiale INPS nella sezione “Carta Acquisti”
    • Presso gli uffici postali di Poste Italiane
    • Presso i Comuni (uffici servizi sociali)
    • Presso i CAF convenzionati

    Il modulo 2026 è denominato “Richiesta Carta Acquisti – Mod. CA” ed è scaricabile gratuitamente.

    Come compilare e dove consegnare

    Una volta compilato il modulo con i dati anagrafici e reddituali, la domanda va presentata:

    • Presso qualsiasi ufficio postale di Poste Italiane
    • Allegando documento di identità valido e codice fiscale
    • Con eventuale ISEE in corso di validità (se già disponibile)

    L’INPS verifica i requisiti entro 30-60 giorni e, in caso di esito positivo, invia la Carta Acquisti direttamente all’indirizzo di residenza del richiedente tramite Poste Italiane.

    Rinnovo Automatico della Carta Acquisti

    La Carta Acquisti ha durata biennale e si rinnova automaticamente se il beneficiario continua a possedere i requisiti. Non è necessario presentare una nuova domanda, ma è obbligatorio aggiornare l’ISEE ogni anno per mantenere il diritto.

    L’INPS effettua controlli periodici sui requisiti reddituali e patrimoniali. Se viene accertata la perdita dei requisiti, la Carta Acquisti viene disattivata e le somme erogate indebitamente devono essere restituite.

    Verifica requisiti annuale: Entro il 31 dicembre di ogni anno, il beneficiario deve rinnovare l’ISEE per confermare il diritto alla Carta Acquisti per l’anno successivo.

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    Il CAF Centro Fiscale a Udine offre la compilazione del Modello ISEE in 4 giorni lavorativi. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sulla Carta Acquisti

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    Posso avere sia la Carta Acquisti che il Reddito di Cittadinanza?

    No, la Carta Acquisti non e cumulabile con il Reddito di Cittadinanza o con l’Assegno di Inclusione. Chi percepisce gia queste misure non puo richiedere la Carta Acquisti.

    Se supero il limite ISEE durante l’anno, perdo subito la Carta?

    La Carta Acquisti resta attiva fino alla scadenza naturale (biennale), ma NON verra rinnovata se al momento del controllo annuale ISEE i requisiti risultano superati.

    Posso usare la Carta Acquisti online?

    No, la Carta Acquisti puo essere utilizzata SOLO presso negozi fisici convenzionati e uffici postali per il pagamento di bollette. Non e abilitata per acquisti online.

    Quanto tempo ci vuole per ricevere la Carta dopo la domanda?

    Generalmente l’INPS impiega tra 30 e 60 giorni lavorativi dalla presentazione della domanda per verificare i requisiti e inviare la Carta Acquisti tramite raccomandata Poste Italiane.


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