Menu
CAF Centro Fiscale
  • SERVIZI FISCALI
        • Modello ISEE
        • Dichiarazione dei Redditi Modello 730 / Redditi
        • Dichiarazione dei Redditi per le Criptovalute
        • Pratica ENEA
        • Contratti di Locazione
        • Dichiarazione di Successione
        • Calcolo IMU
        • Cessione del Credito per Ristrutturazione
        • Gestione COLF e Badanti
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Modello 770 e Certificazioni Uniche
  • PATRONATO
        • NASPI / Disoccupazione
        • Richiesta NASpI Anticipata
        • Disoccupazione Agricola
        • Dimissioni Online
        • Elenco bonus Maternità INPS
          • Bonus Asilo Nido
        • Calcolo Pensione
        • Riscatto Anni Laurea: Agevolato e Ordinario
        • Invalidità Civile / Handicap (Legge 104) 
  • COLF E BADANTI
  • PARTITA IVA
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Gestione Partita IVA ordinaria
        • Gestione completa Partita IVA Agricola
  • BLOG
        • CAF – NOTIZIE FISCALI
        • PATRONATO
        • PARTITA IVA
        • NOTIZIE
  • Menu Menu
CAF Centro Fiscale
CAF, SUCCESSIONI

Eredito Casa con Bonus: Perdo la Detrazione Fiscale?

detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia

Indice dei contenuti

  1. Regola Generale: Le Detrazioni Si Trasferiscono agli Eredi
  2. Quote Ereditarie: Come Si Ripartiscono le Detrazioni
  3. Requisiti per Mantenere il Diritto alle Detrazioni
  4. Procedura Pratica: Come Gli Eredi Usufruiscono delle Detrazioni
  5. Casi Particolari: Vendita e Comunione Ereditaria

Quando si eredita una casa su cui il defunto aveva in corso detrazioni fiscali per lavori di ristrutturazione, la domanda più frequente degli eredi è: perdo il bonus o continuo a usufruirne? La risposta, rassicurante, è che le detrazioni residue si trasferiscono agli eredi, ma con regole precise da rispettare. Vediamo cosa accade alle rate non ancora utilizzate di bonus ristrutturazione, ecobonus, superbonus e bonus mobili quando l’immobile passa per successione.

Regola Generale: Le Detrazioni Si Trasferiscono agli Eredi

L’articolo 16-bis del TUIR stabilisce che le detrazioni fiscali per interventi edilizi non si perdono con il decesso del beneficiario originario. Le rate residue (quelle non ancora utilizzate dal defunto) si trasferiscono automaticamente agli eredi che acquisiscono la proprietà dell’immobile.

Esempio pratico: il signor Mario aveva sostenuto nel 2022 spese per ristrutturazione edilizia pari a 50.000 euro, con diritto a detrazione del 50% (25.000 euro) in 10 anni (2.500 euro/anno). Mario è deceduto nel 2025 dopo aver utilizzato solo 3 rate (7.500 euro). Restano quindi 7 rate residue (17.500 euro) che si trasferiscono agli eredi.

Bonus interessati dal trasferimento:

  • Bonus ristrutturazione (detrazione 50%)
  • Ecobonus (detrazione 50-65-70-75%)
  • Superbonus (detrazione 110% per spese 2020-2023, poi 70-65%)
  • Sismabonus (detrazione 50-70-80-85%)
  • Bonus mobili (detrazione 50% su arredi per immobile ristrutturato)
  • Bonus barriere architettoniche (detrazione 75%)

Quote Ereditarie: Come Si Ripartiscono le Detrazioni

Se gli eredi sono più di uno, le detrazioni residue si ripartiscono in proporzione alle quote ereditarie di ciascuno. Non è necessaria la divisione in parti uguali: vale la quota effettiva indicata nella dichiarazione di successione.

Esempio: due figli ereditano l’immobile con quote del 60% e 40%. Le 7 rate residue di 2.500 euro (totale 17.500 euro) si ripartiscono così:

  • Figlio A (60%): 1.500 euro/anno per 7 anni
  • Figlio B (40%): 1.000 euro/anno per 7 anni

ATTENZIONE: se uno degli eredi rinuncia all’eredità, perde anche il diritto alla sua quota di detrazioni, che viene ripartita tra gli altri eredi accettanti.

Requisiti per Mantenere il Diritto alle Detrazioni

Gli eredi mantengono il diritto alle detrazioni residue solo se rispettano due condizioni fondamentali:

1. Mantenimento della Proprietà dell’Immobile

L’erede deve conservare la proprietà (o altro diritto reale: usufrutto, uso, abitazione) dell’immobile oggetto degli interventi. Se vende la casa prima di aver fruito di tutte le rate, perde le detrazioni residue (che NON si trasferiscono all’acquirente, salvo casi specifici del Superbonus).

2. Destinazione dell’Immobile

L’immobile deve mantenere la stessa destinazione che aveva quando sono stati effettuati i lavori (abitativa, produttiva di reddito). Se l’erede cambia la destinazione d’uso (es. da abitazione a deposito non locato), può perdere le detrazioni residue.

NON è invece richiesto che l’erede:

  • Utilizzi l’immobile come abitazione principale
  • Sia residente nell’immobile
  • Abbia capienza fiscale sufficiente nell’anno (le detrazioni non utilizzate per incapienza si perdono, non sono riportabili)

Procedura Pratica: Come Gli Eredi Usufruiscono delle Detrazioni

Per fruire delle detrazioni ereditate, gli eredi devono inserirle nella propria dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi PF) a partire dall’anno successivo al decesso.

Step Operativi

ANNO DEL DECESSO: l’ultima rata spetta ancora al defunto. Gli eredi (o il CAF incaricato) devono presentare la dichiarazione dei redditi del de cuius per quell’anno, includendo la rata annuale della detrazione.

ANNI SUCCESSIVI: ogni erede inserisce nella propria dichiarazione la quota di detrazione spettante (calcolata in base alla quota ereditaria).

Documentazione Necessaria

  • Dichiarazione di successione (per verificare le quote ereditarie)
  • Documentazione originale dei lavori (fatture, bonifici, comunicazioni ENEA se richieste)
  • Visura catastale aggiornata con nuova intestazione
  • Eventuale prospetto delle rate già utilizzate dal defunto

Compilazione 730/Redditi: le detrazioni vanno indicate nei quadri E (redditi da fabbricati) o RP (oneri e spese), sezione dedicata alle ristrutturazioni/riqualificazioni energetiche, barrando la casella “erede” e indicando la propria quota percentuale.

Casi Particolari: Vendita e Comunione Ereditaria

Vendita dell’Immobile Ereditato

Se l’erede vende la casa prima di aver utilizzato tutte le rate residue, perde le detrazioni non ancora fruite. Eccezione: per il Superbonus, dal 2024 è possibile che l’acquirente subentri nelle detrazioni residue se l’immobile è adibito ad abitazione principale entro 18 mesi dall’acquisto (art. 119, comma 11, DL 34/2020).

Immobile in Comunione Ereditaria

Se l’immobile è ereditato in comunione tra più eredi (senza divisione), ciascun comproprietario:

  • Ha diritto alla propria quota di detrazione in base alla quota di proprietà
  • Può fruirne indipendentemente dagli altri coeredi
  • Se uno degli eredi cede la propria quota a un terzo o a un altro coerede, perde le detrazioni residue

Rinuncia all’Eredità

Chi rinuncia all’eredità perde automaticamente il diritto alle detrazioni fiscali. La quota di detrazione rinunciata viene ripartita tra gli altri eredi accettanti in proporzione alle loro quote.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti

Se eredito una casa con bonus ristrutturazione in corso, perdo le rate residue?

No, le detrazioni residue si trasferiscono automaticamente agli eredi in proporzione alle quote ereditarie. Non si perdono con il decesso del beneficiario originario.

Posso vendere la casa ereditata e mantenere le detrazioni fiscali?

No, se vendi l’immobile perdi le rate residue non ancora utilizzate. Eccezione: per il Superbonus, l’acquirente può subentrare nelle detrazioni se adibisce l’immobile ad abitazione principale entro 18 mesi.

Come si ripartiscono le detrazioni tra più eredi?

Le detrazioni si ripartiscono in base alle quote ereditarie indicate nella dichiarazione di successione. Se un erede ha il 60% e l’altro il 40%, anche le detrazioni si dividono con la stessa proporzione.

Devo usare la casa ereditata come abitazione principale per mantenere i bonus?

No, non è necessario che l’immobile sia la tua abitazione principale né che tu ci risieda. Basta mantenere la proprietà e la destinazione d’uso originaria dell’immobile.

Quali documenti servono per usufruire delle detrazioni ereditate?

Servono la dichiarazione di successione, la documentazione originale dei lavori (fatture e bonifici), la visura catastale aggiornata e il prospetto delle rate già utilizzate dal defunto.


Ereditare un immobile con detrazioni fiscali in corso non comporta la perdita dei benefici: le rate residue si trasferiscono agli eredi in proporzione alle quote ereditarie. È però fondamentale mantenere la proprietà dell’immobile e rispettare i requisiti normativi. Per gestire correttamente le detrazioni ereditate nella dichiarazione dei redditi, è consigliabile rivolgersi a un CAF esperto in successioni e fiscalità immobiliare.

ARTICOLI CORRELATI

Accettazione e rinuncia all'ereditàAccettazione e rinuncia all’eredità
CAF, SUCCESSIONI

Certificato di Eredita 2026: Guida Completa per Ottenerlo Senza Errori

Gennaio 28, 2026
/
0 Commenti
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Accettazione-e-rinuncia-alleredita-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-28 08:30:002026-01-03 06:14:20Certificato di Eredita 2026: Guida Completa per Ottenerlo Senza Errori
detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia
CAF, SUCCESSIONI

Eredito Casa con Bonus: Perdo la Detrazione Fiscale?

Indice dei contenutiRegola Generale: Le Detrazioni Si Trasferiscono agli Eredi Quote Ereditarie: Come Si Ripartiscono le Detrazioni Requisiti per Mantenere il Diritto alle Detrazioni Procedura Pratica: Come Gli Eredi Usufruiscono delle…
Gennaio 27, 2026
/
0 Commenti
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/detrazioni-fiscali-per-ristrutturazione-edilizia.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-27 07:26:472026-01-27 07:27:12Eredito Casa con Bonus: Perdo la Detrazione Fiscale?
dichiarazione di successione CAF
CAF, SUCCESSIONI

Donazione Senza Testimoni: Validita, Nullita e Soluzioni 2026

La donazione senza testimoni è uno degli errori più comuni che le famiglie commettono quando trasferiscono beni ai propri cari. Molti pensano che basti un accordo informale o una semplice scrittura privata per donare un immobile, del denaro…
Gennaio 18, 2026
/
0 Commenti
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-18 10:47:592026-02-23 23:30:33Donazione Senza Testimoni: Validita, Nullita e Soluzioni 2026
Gennaio 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/detrazioni-fiscali-per-ristrutturazione-edilizia.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-27 07:26:472026-05-31 16:25:39Eredito Casa con Bonus: Perdo la Detrazione Fiscale?
Modello 770 e Certificazione Unica

Codice Fiscale Condominio: Come Richiederlo e Quando Serve (Guida 2026)

Modello 770 e certificazione unica

Il codice fiscale del condominio è un elemento fondamentale per tutti gli adempimenti fiscali che l’amministratore di condominio deve gestire ogni anno. Senza questo codice identificativo, non è possibile presentare il Modello 770, rilasciare le Certificazioni Uniche (CU) ai dipendenti e collaboratori del condominio, né versare le ritenute d’acconto tramite modello F24. Dal momento in cui il condominio effettua pagamenti soggetti a ritenuta fiscale del 4% (come compensi a portieri, giardinieri o manutentori), diventa obbligatorio richiedere il codice fiscale all’Agenzia delle Entrate. La procedura è gratuita e relativamente semplice, ma richiede la compilazione del Modello AA5/6 e la presentazione di documenti specifici. In questa guida completa vedremo quando è obbligatorio avere il codice fiscale del condominio, chi deve richiederlo, come compilare il Modello AA5/6 passo dopo passo, quali documenti servono e come utilizzare il codice per gli adempimenti fiscali annuali come 770, CU e F24. Se sei un amministratore di condominio o un condomino delegato alle pratiche fiscali, questa guida ti fornirà tutte le informazioni necessarie per ottenere il codice fiscale condominio 2026 in modo corretto e tempestivo.

📌 Leggi la guida completa: 770 e CU Condominio 2026: Guida Completa per Amministratori

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il Codice Fiscale del Condominio
  2. Quando è Obbligatorio Avere il Codice Fiscale Condominio
  3. Chi Deve Richiedere il Codice Fiscale del Condominio
  4. Come Richiedere il Codice Fiscale: Procedura Agenzia Entrate
  5. Documenti Necessari per la Richiesta
  6. Modello AA5/6: Come Compilarlo Correttamente
  7. Codice Fiscale e Adempimenti Fiscali (770, CU, F24)
  8. Domande Frequenti

Cos’è il Codice Fiscale del Condominio

Il codice fiscale del condominio è un codice alfanumerico di 11 cifre (formato numerico, diverso da quello delle persone fisiche) che identifica in modo univoco il condominio presso l’Agenzia delle Entrate e gli enti fiscali. Questo codice viene attribuito gratuitamente dall’amministrazione finanziaria su richiesta e serve per tracciare tutti i rapporti fiscali che il condominio intrattiene con lo Stato.A differenza del codice fiscale delle persone fisiche (16 caratteri alfanumerici), il codice fiscale del condominio è composto da soli numeri ed è strutturato in modo da identificare univocamente l’entità condominiale. Questo codice deve essere utilizzato in tutti i documenti fiscali e nelle comunicazioni ufficiali con l’Agenzia delle Entrate.Il codice fiscale condominio permette di:– Identificare il condominio come sostituto d’imposta quando effettua pagamenti soggetti a ritenuta – Versare le ritenute fiscali del 4% tramite modello F24 – Presentare il Modello 770 annuale all’Agenzia delle Entrate – Rilasciare le Certificazioni Uniche (CU) ai percettori di compensi – Gestire eventuali rimborsi fiscali o crediti d’imposta – Rispondere a comunicazioni e controlli dell’amministrazione finanziariaSenza il codice fiscale, il condominio non può adempiere correttamente ai propri obblighi tributari e l’amministratore rischia di incorrere in sanzioni amministrative. Per questo motivo, la richiesta del codice fiscale è uno dei primi adempimenti che un amministratore deve effettuare quando assume l’incarico in un condominio che non ne è ancora dotato.

Quando è Obbligatorio Avere il Codice Fiscale Condominio

L’obbligo di richiedere il codice fiscale del condominio scatta nel momento in cui il condominio diventa sostituto d’imposta, ovvero quando effettua pagamenti a soggetti per i quali deve operare una ritenuta fiscale. Non tutti i condomini hanno questa necessità: dipende dalla tipologia di rapporti di lavoro e dalle prestazioni che vengono svolte per la gestione dello stabile.Il codice fiscale condominio è obbligatorio quando il condominio:– Impiega un portiere o un custode come dipendente o con contratto di collaborazione – Paga compensi a giardinieri, manutentori o addetti alle pulizie con rapporto continuativo – Corrisponde compensi sportivi ad allenatori o istruttori (se presenti impianti sportivi condominiali) – Versa indennità o rimborsi soggetti a ritenuta fiscale – Effettua pagamenti a collaboratori occasionali che superano la franchigia annuale – Deve rilasciare Certificazioni Uniche (CU) per redditi da lavoro dipendente o assimilatiIn pratica, se il condominio si limita a pagare fatture a professionisti (idraulici, elettricisti, imprese di pulizia con partita IVA) senza operare ritenute, non è obbligato ad avere un codice fiscale. La ritenuta del 4% scatta solo per compensi a lavoratori autonomi occasionali o collaboratori continuativi senza partita IVA.È importante sottolineare che l’obbligo sorge dal primo pagamento soggetto a ritenuta, anche se si tratta di un importo modesto. L’amministratore deve quindi valutare attentamente la tipologia di contratti in essere e richiedere il codice fiscale prima di effettuare il primo versamento di compensi soggetti a ritenuta.

Condomini Minimi Senza Amministratore

Un caso particolare riguarda i condomini minimi (fino a 8 condòmini) che non hanno l’obbligo di nominare un amministratore. In queste situazioni, se il condominio deve comunque effettuare pagamenti soggetti a ritenuta (ad esempio, assume un portiere part-time), sarà necessario nominare un condomino delegato che si occupi della richiesta del codice fiscale e degli adempimenti fiscali.Il condomino delegato agisce in rappresentanza dell’assemblea e deve essere formalmente incaricato tramite verbale assembleare. Questo documento sarà necessario per presentare la richiesta di codice fiscale all’Agenzia delle Entrate. In alternativa, i condomini possono decidere di nominare comunque un amministratore professionale, anche se non obbligatorio, per semplificare la gestione fiscale.

Chi Deve Richiedere il Codice Fiscale del Condominio

La richiesta del codice fiscale del condominio deve essere effettuata dal soggetto che rappresenta legalmente l’entità condominiale presso l’Agenzia delle Entrate. Nella maggior parte dei casi, questo compito spetta all’amministratore di condominio, ma ci sono situazioni specifiche in cui può essere un condomino delegato o un rappresentante temporaneo.Vediamo i soggetti legittimati a richiedere il codice fiscale:1. Amministratore di condominio (caso più frequente)L’amministratore nominato dall’assemblea è il soggetto naturalmente deputato a richiedere il codice fiscale. Essendo il rappresentante legale del condominio per gli atti fiscali, ha il potere di presentare il Modello AA5/6 e ottenere l’attribuzione del codice. Deve allegare alla richiesta:– Copia del verbale di nomina dell’assemblea condominiale – Documento d’identità dell’amministratore – Eventuale delega se la richiesta viene presentata da un intermediario2. Condomino delegato (condomini senza amministratore)Nei condomini minimi (fino a 8 unità) non è obbligatorio nominare un amministratore. In questi casi, l’assemblea può delegare un condomino a richiedere il codice fiscale. Il delegato deve presentare:– Verbale assembleare che attesta la delega conferita – Documento d’identità del condomino delegato – Elenco dei condòmini con indicazione delle quote millesimali3. Amministratore provvisorio o giudiziarioSe il condominio è privo di amministratore (per dimissioni o scadenza mandato) e l’assemblea non riesce a nominarne uno nuovo, il Tribunale può nominare un amministratore giudiziario. Anche in questo caso, l’amministratore provvisorio può richiedere il codice fiscale allegando:– Decreto di nomina del Tribunale – Documento d’identità dell’amministratore giudiziarioIn ogni caso, il soggetto richiedente deve essere maggiorenne, con piena capacità di agire e deve avere un titolo legittimo (nomina assembleare o giudiziaria) che lo autorizza ad agire per conto del condominio. La richiesta può essere presentata personalmente presso l’Agenzia delle Entrate oppure tramite intermediario abilitato (commercialista, CAF) con apposita delega.

Come Richiedere il Codice Fiscale: Procedura Agenzia Entrate

La procedura per richiedere il codice fiscale del condominio all’Agenzia delle Entrate è gratuita e può essere completata in pochi giorni lavorativi. L’amministratore di condominio o il delegato devono seguire questi passaggi per ottenere l’attribuzione del codice identificativo.STEP 1: Verifica documentazione necessariaPrima di recarti all’Agenzia delle Entrate, assicurati di avere tutti i documenti obbligatori (vedi sezione successiva). Senza la documentazione completa, la richiesta non potrà essere accolta e dovrai tornare in un secondo momento.STEP 2: Compila il Modello AA5/6Il Modello AA5/6 è il modulo ufficiale per la richiesta di attribuzione, variazione o cessazione del codice fiscale per enti, associazioni e altri soggetti diversi dalle persone fisiche. Il modulo è disponibile:– Sul sito dell’Agenzia delle Entrate (sezione “Modelli e servizi”) – Presso gli sportelli degli uffici territoriali dell’Agenzia – Presso CAF e commercialisti che offrono assistenza fiscaleIl modello deve essere compilato in tutte le sezioni obbligatorie (vedi prossima sezione per i dettagli).STEP 3: Presenta la domandaLa richiesta di codice fiscale può essere presentata con tre modalità:– Di persona presso qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate (non è necessario andare nell’ufficio della zona di residenza del condominio) – Tramite intermediario abilitato (commercialista, CAF, consulente del lavoro) con delega scritta – Per posta raccomandata con ricevuta di ritorno all’ufficio territoriale competente (sconsigliato per i tempi lunghi)La modalità più veloce è la presentazione diretta allo sportello, che consente di ricevere il codice fiscale in tempo reale se la documentazione è completa e corretta.STEP 4: Ricevi il codice fiscaleSe la richiesta è regolare e completa:– Presentazione allo sportello: ricevi il codice fiscale immediatamente (rilascio contestuale) – Tramite intermediario: il professionista ti comunica il codice entro 1-3 giorni lavorativi – Per posta: tempi di 10-15 giorni lavorativi (non consigliato)L’Agenzia delle Entrate rilascia un certificato di attribuzione che attesta il codice fiscale assegnato al condominio. Questo documento deve essere conservato dall’amministratore insieme agli atti condominiali.STEP 5: Comunica il codice fiscaleDopo aver ottenuto il codice fiscale, l’amministratore deve:– Comunicarlo ai condòmini tramite assemblea o circolare – Indicarlo nelle ritenute d’acconto (modello F24) – Utilizzarlo nel Modello 770 e nelle Certificazioni Uniche – Riportarlo nelle comunicazioni con l’Agenzia delle EntrateIl codice fiscale del condominio non ha scadenza e rimane valido fino all’eventuale scioglimento del condominio (ad esempio, per demolizione dell’edificio).

Documenti Necessari per la Richiesta

Per richiedere il codice fiscale del condominio all’Agenzia delle Entrate, è necessario presentare una serie di documenti che attestano l’esistenza del condominio, la legittimazione del richiedente e i dati identificativi dell’entità condominiale. Ecco l’elenco completo dei documenti obbligatori e facoltativi da portare con sé.DOCUMENTI OBBLIGATORI1. Modello AA5/6 compilatoÈ il modulo ufficiale di richiesta, che deve essere compilato in ogni sua parte (vedi sezione successiva). Deve essere firmato dal richiedente (amministratore o delegato).2. Documento d’identità del richiedente– Carta d’identità o patente di guida in corso di validità – Il documento deve essere dell’amministratore o del condomino delegato che presenta la richiesta3. Codice fiscale del richiedente– Tessera sanitaria o altro documento che attesti il codice fiscale personale di chi presenta la domanda4. Verbale di nomina amministratore (se presente)Se la richiesta è presentata dall’amministratore di condominio, è necessaria una copia del verbale assembleare che attesta la nomina. Il verbale deve contenere:– Data dell’assemblea – Elenco dei presenti e delle quote millesimali – Delibera di nomina dell’amministratore – Firma del presidente dell’assembleaNon è necessario che il verbale sia autenticato da un notaio: è sufficiente la copia conforme firmata dall’amministratore stesso.5. Delega assembleare (per condomini senza amministratore)Se il condominio non ha un amministratore (condomini minimi), serve un verbale assembleare che:– Delega un condomino specifico alla richiesta del codice fiscale – Elenca i condòmini e le rispettive quote – Riporta la decisione dell’assemblea di dotarsi di codice fiscaleDOCUMENTI FACOLTATIVI (ma consigliati)6. Elenco condòmini con quote millesimaliAnche se non sempre richiesto, è utile portare un prospetto dei condòmini con:– Nome, cognome e codice fiscale di ogni condomino – Quote millesimali di proprietàQuesto documento può velocizzare la pratica e chiarire eventuali dubbi dell’ufficio.7. Visura catastale dell’edificioNon è obbligatoria, ma può essere richiesta per verificare l’esistenza del condominio e il numero di unità immobiliari. La visura si ottiene gratuitamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate (sezione Consultazioni).8. Regolamento condominialeSe presente, una copia del regolamento condominiale può attestare l’esistenza e l’organizzazione del condominio.DOCUMENTI PER INTERMEDIARI (commercialisti, CAF)Se la richiesta viene presentata da un intermediario abilitato per conto dell’amministratore, serve:– Delega scritta firmata dall’amministratore – Copia del documento d’identità dell’amministratore delegante – Eventuale procura notarile se l’intermediario non ha già un mandato per gli adempimenti fiscali del condominioDOVE REPERIRE I DOCUMENTI– Modello AA5/6: [sito Agenzia delle Entrate](https://www.agenziaentrate.gov.it) > Modelli e servizi > Attribuzione codice fiscale – Verbali assembleari: archivio dell’amministratore uscente o segreteria condominiale – Visura catastale: [sito Agenzia delle Entrate](https://www.agenziaentrate.gov.it) > Consultazioni > Visure e certificatiPresentando la documentazione completa, la pratica di attribuzione del codice fiscale viene evasa immediatamente allo sportello. In caso di documentazione incompleta, l’ufficio può richiedere un’integrazione con tempi di attesa più lunghi.

Modello AA5/6: Come Compilarlo Correttamente

Il Modello AA5/6 è il modulo ufficiale per richiedere l’attribuzione del codice fiscale per soggetti diversi dalle persone fisiche, quindi anche per i condomìni. La compilazione corretta è fondamentale per evitare ritardi o rigetti della domanda. Vediamo sezione per sezione come compilare il modulo.SEZIONE 1: TIPO DI RICHIESTABarrare la casella “Attribuzione” del codice fiscale. Le altre opzioni (“Variazione” e “Cessazione”) si usano rispettivamente per modificare dati già registrati o comunicare lo scioglimento del condominio.SEZIONE 2: DATI DEL SOGGETTO– Denominazione: Scrivere “Condominio” seguito dall’indirizzo completo dell’edificio (es. “Condominio Via Roma 10 – Udine”) – Natura giuridica: Selezionare il codice “08 – Altri soggetti” (i condomìni rientrano in questa categoria) – Sede legale: Indicare l’indirizzo completo del condominio (via, numero civico, CAP, comune, provincia) – Comune: Nome del comune dove si trova il condominio – Provincia: Sigla della provincia (es. UD per Udine) – CAP: Codice di avviamento postaleSEZIONE 3: RAPPRESENTANTE LEGALEInserire i dati dell’amministratore di condominio o del condomino delegato:– Cognome e nome – Codice fiscale del rappresentante – Data e luogo di nascita – Residenza (indirizzo completo)Questi dati servono per identificare chi agisce in nome e per conto del condominio.SEZIONE 4: ESTREMI ATTO DI COSTITUZIONEPer i condomìni:– Data: Indicare la data del verbale assembleare che ha deliberato la richiesta del codice fiscale (o la data di nomina dell’amministratore) – Notaio/Pubblico Ufficiale: Lasciare vuoto (i verbali condominiali non richiedono atti notarili) – Repertorio: Lasciare vuotoSe il condominio esiste da molti anni e non si dispone di una data precisa, si può indicare una data presunta o la data della prima assemblea disponibile negli archivi.SEZIONE 5: ATTIVITÀ SVOLTA– Attività principale: Scrivere “Gestione condominio” o “Amministrazione immobiliare condominiale” – Non è necessario indicare un codice ATECO per i condomìniSEZIONE 6: FIRMA E DATA– Luogo e data: Indicare il luogo e la data di compilazione del modulo – Firma del richiedente: L’amministratore o il condomino delegato deve firmare il moduloSe la richiesta viene presentata da un intermediario abilitato (commercialista, CAF), deve essere allegata una delega firmata dall’amministratore.ALLEGATI AL MODELLOInsieme al Modello AA5/6 compilato, allegare:– Copia del documento d’identità del richiedente – Verbale di nomina dell’amministratore (o delega assembleare) – Eventuale elenco condòmini con quote millesimali (se richiesto dall’ufficio)ERRORI COMUNI DA EVITARE– Non indicare “Condominio” nella denominazione: senza questa dicitura, l’ufficio potrebbe non identificare correttamente il soggetto – Natura giuridica errata: selezionare un codice diverso da “08 – Altri soggetti” può causare problemi – Mancanza della firma: il modulo non firmato non è valido – Indirizzo incompleto: l’indirizzo deve includere via, numero civico, CAP, comune e provinciaDOVE SCARICARE IL MODELLOIl Modello AA5/6 è disponibile gratuitamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate:1. Vai su [agenziaentrate.gov.it](https://www.agenziaentrate.gov.it) 2. Sezione “Strumenti” > “Moduli e servizi” 3. Cerca “Modello AA5/6” 4. Scarica il PDF compilabileIn alternativa, puoi ritirare il modulo cartaceo presso qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate.PRESENTAZIONE DEL MODELLODopo la compilazione:– Stampa il modulo in duplice copia (una per l’ufficio, una con timbro di ricevuta per te) – Presenta la richiesta allo sportello dell’Agenzia delle Entrate più vicino – Consegna il modulo insieme a tutti i documenti obbligatoriL’ufficio verifica la documentazione e, se tutto è in ordine, rilascia immediatamente il codice fiscale con un certificato di attribuzione. Conserva questo documento negli archivi condominiali: sarà necessario per tutti gli adempimenti fiscali futuri.

Codice Fiscale e Adempimenti Fiscali (770, CU, F24)

Una volta ottenuto il codice fiscale del condominio, l’amministratore deve utilizzarlo per tutti gli adempimenti fiscali obbligatori previsti dalla normativa. Il codice identificativo consente al condominio di operare come sostituto d’imposta e di assolvere correttamente agli obblighi tributari. Vediamo in dettaglio come si utilizza il codice fiscale nei principali adempimenti.MODELLO 770 ANNUALEIl Modello 770 è la dichiarazione dei sostituti d’imposta che l’amministratore deve presentare all’Agenzia delle Entrate entro il 31 ottobre di ogni anno. Questo modello riepiloga tutte le ritenute operate dal condominio nell’anno fiscale precedente sui compensi corrisposti a:– Dipendenti (portieri, custodi) – Collaboratori coordinati e continuativi – Lavoratori autonomi occasionali – Professionisti (se soggetti a ritenuta d’acconto)Il codice fiscale del condominio deve essere indicato:– Nel frontespizio del Modello 770 (campo “Codice fiscale del sostituto d’imposta”) – In tutte le sezioni di dettaglio (ST, SV, SX) che riportano i dati dei percettori – Nei versamenti F24 riepilogati nel modelloSenza il codice fiscale, non è possibile trasmettere telematicamente il Modello 770, con conseguenti sanzioni amministrative per omessa dichiarazione.CERTIFICAZIONE UNICA (CU)La Certificazione Unica (CU) è il documento che l’amministratore deve rilasciare entro il 17 marzo di ogni anno a tutti i percettori di compensi soggetti a ritenuta. La CU attesta:– L’importo lordo dei compensi corrisposti nell’anno precedente – Le ritenute fiscali del 4% operate dal condominio – Le addizionali regionali e comunali (se dovute) – I dati del sostituto d’imposta (condominio) e del percettoreIl codice fiscale del condominio deve comparire:– Nella sezione “Dati del sostituto d’imposta” della CU – Insieme alla denominazione del condominio e all’indirizzoIl percettore (ad esempio, il portiere) utilizzerà la CU per la propria dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi). Se il codice fiscale del condominio non è corretto o mancante, la CU non è valida e il percettore rischia problemi con il fisco.MODELLO F24 (versamenti ritenute)Il Modello F24 è il modulo utilizzato per versare le ritenute d’acconto all’Erario. L’amministratore deve effettuare i versamenti con scadenza mensile (entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento del compenso) oppure trimestrale (se l’importo delle ritenute è inferiore a 500 euro trimestrali).Nel Modello F24, il codice fiscale del condominio deve essere riportato:– Nel campo “Codice fiscale del contribuente” (sezione in alto) – Insieme alla denominazione del condominioGli elementi essenziali del versamento F24 per condomini:– Codice tributo: 1040 (ritenute su redditi da lavoro dipendente) o 1038 (ritenute su redditi assimilati) – Anno di riferimento: anno in cui sono stati effettuati i pagamenti – Mese di riferimento: mese in cui sono stati corrisposti i compensi – Importo a debito: somma delle ritenute operate nel periodoSe il codice fiscale non è presente o errato, il versamento non viene attribuito correttamente al condominio, causando problemi di ricostruzione dei versamenti in fase di controllo.COMUNICAZIONI CON L’AGENZIA DELLE ENTRATEOgni comunicazione ufficiale tra il condominio e l’Agenzia delle Entrate deve riportare il codice fiscale:– Istanze di rimborso per eccedenze di versamento – Risposte a controlli automatizzati (es. comunicazioni di irregolarità) – Richieste di rateizzazione di debiti fiscali – Comunicazioni di variazione dati (cambio amministratore, indirizzo)Il codice fiscale permette all’amministrazione finanziaria di identificare univocamente il condominio e di associare correttamente tutte le pratiche fiscali.SANZIONI PER OMESSO UTILIZZOSe l’amministratore non richiede il codice fiscale quando obbligatorio, oppure lo utilizza in modo errato, può incorrere in:– Sanzioni per omessa presentazione del 770: da 258 euro a 2.065 euro (art. 11, D.Lgs. 471/1997) – Sanzioni per mancato rilascio CU: da 258 euro a 2.065 euro – Sanzioni per omesso versamento ritenute: 30% dell’importo non versatoPer evitare queste conseguenze, è fondamentale richiedere il codice fiscale del condominio appena si configura l’obbligo (primo pagamento soggetto a ritenuta) e utilizzarlo correttamente in tutti gli adempimenti fiscali.Se hai dubbi sulla gestione degli adempimenti fiscali del condominio o sulla richiesta del codice fiscale, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza specializzata agli amministratori di condominio. Contattaci per una consulenza personalizzata: 0432 1638640 oppure via WhatsApp al 366 6018121.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione della Certificazione Unica e del Modello 730/Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti

Quanto costa richiedere il codice fiscale del condominio?

La richiesta di codice fiscale del condominio è completamente gratuita. Non sono previsti costi né per la presentazione del Modello AA5/6 né per il rilascio del codice da parte dell’Agenzia delle Entrate. Se ti rivolgi a un commercialista o CAF per l’assistenza nella compilazione e presentazione, potrebbe essere previsto un compenso professionale (variabile da 30 a 100 euro circa), ma il servizio dell’Agenzia delle Entrate è gratuito.

Il codice fiscale del condominio ha una scadenza?

No, il codice fiscale del condominio non ha scadenza e rimane valido per tutta la durata di vita del condominio. L’unico caso in cui il codice cessa di essere valido è lo scioglimento del condominio (ad esempio, per demolizione totale dell’edificio o trasformazione in proprietà unica). In questo caso, l’amministratore deve comunicare la cessazione all’Agenzia delle Entrate tramite il Modello AA5/6 barrando la casella “Cessazione”.

Cosa succede se cambio amministratore? Devo richiedere un nuovo codice fiscale?

No, il codice fiscale del condominio rimane lo stesso anche in caso di cambio di amministratore. Il codice è legato all’entità condominiale (l’edificio), non alla persona dell’amministratore. Quando subentra un nuovo amministratore, deve semplicemente recuperare il codice fiscale esistente (negli archivi condominiali o tramite visura presso l’Agenzia delle Entrate) e utilizzarlo per gli adempimenti fiscali. Non è necessario comunicare il cambio di amministratore all’Agenzia delle Entrate.

Posso richiedere il codice fiscale del condominio online?

Attualmente, la richiesta di codice fiscale per condomini non può essere completata interamente online. È necessario presentare il Modello AA5/6 cartaceo (o tramite intermediario abilitato) presso un ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate. Puoi scaricare il modulo dal sito dell’Agenzia delle Entrate, compilarlo a casa e poi presentarlo di persona allo sportello. In alternativa, puoi affidare la pratica a un commercialista o CAF che si occuperà della presentazione per tuo conto.

Tutti i condomini devono avere il codice fiscale?

No, il codice fiscale del condominio è obbligatorio solo se il condominio diventa sostituto d’imposta, cioè quando effettua pagamenti soggetti a ritenuta fiscale del 4% (ad esempio, compensi a portieri, giardinieri, collaboratori). Se il condominio si limita a pagare fatture a professionisti con partita IVA (idraulici, elettricisti, imprese) senza operare ritenute, non è obbligato ad avere un codice fiscale. L’obbligo scatta dal momento del primo pagamento soggetto a ritenuta.

Come posso recuperare il codice fiscale del condominio se l’amministratore precedente non me lo ha passato?

Se il precedente amministratore non ti ha consegnato il codice fiscale del condominio, puoi recuperarlo in due modi: 1) Richiedere una visura del codice fiscale presso l’Agenzia delle Entrate presentando il tuo documento d’identità e il verbale di nomina come amministratore. 2) Contattare l’Agenzia delle Entrate (ufficio territoriale competente) e fornire i dati del condominio (indirizzo completo). L’ufficio verificherà se esiste già un codice fiscale associato al condominio e te lo comunicherà. Se il condominio non ha mai avuto un codice fiscale, dovrai richiederlo ex novo.

Conclusione

Il codice fiscale del condominio è uno strumento fondamentale per assolvere correttamente agli adempimenti fiscali obbligatori come Modello 770, Certificazioni Uniche e versamenti F24. La procedura per richiederlo all’Agenzia delle Entrate è gratuita e relativamente semplice, ma richiede la compilazione accurata del Modello AA5/6 e la presentazione della documentazione corretta. Se sei amministratore di condominio o condomino delegato e devi richiedere il codice fiscale, oppure hai dubbi sulla gestione fiscale del tuo condominio, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assistenza personalizzata. Contattaci al 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121: ti guideremo in tutti i passaggi, dalla compilazione del modulo alla presentazione della domanda, garantendo la correttezza e la tempestività degli adempimenti. Serviamo amministratori e condomini sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.

Contatta CAF Centro Fiscale Udine su WhatsApp

Articoli Correlati

  • Guide Turistiche: Regime IVA e Fatturazione 2026
  • Guide Turistiche e Regime IVA: Quando Applicare l’Esenzione
  • Guide Turistiche e Regime IVA: Quando Applicare l’Esenzione
  • Bonus Tende da Sole 2026: Detrazione al 50% con ENEA Anche Senza Ristrutturazione
  • Bonus Tende da Sole 2026: Detrazione 50% con Enea (Anche Senza Ristrutturazione)

Le Recensioni dei Nostri Clienti

Gennaio 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Cu-e-770.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-26 10:00:002026-05-31 13:03:51Codice Fiscale Condominio: Come Richiederlo e Quando Serve (Guida 2026)
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Psicologi

Fatturazione Psicologo 2026: Guida Completa con Esempio Pratico

regime forfettario partita iva

Fatturazione Psicologo 2026: Guida Completa con Esempio Pratico

Sei uno psicologo libero professionista e hai dubbi su come emettere correttamente le fatture? Non sai se devi usare la fatturazione elettronica o cartacea? Vuoi capire come addebitare il contributo ENPAP e la marca da bollo?

La fatturazione per gli psicologi presenta alcune particolarità rispetto ad altre professioni, soprattutto per quanto riguarda la privacy dei pazienti e gli obblighi verso il Sistema Tessera Sanitaria. In questa guida completa scoprirai tutto sulla fatturazione per psicologi nel 2026: regole, diciture obbligatorie, esempi pratici e scadenze.

Il CAF Centro Fiscale assiste gli psicologi nella corretta gestione della fatturazione, dalla predisposizione dei documenti all’invio dei dati al Sistema TS, garantendo il rispetto di tutti gli obblighi fiscali.

Indice dei contenuti

  1. Fattura Elettronica o Cartacea nel 2026?
  2. Elementi Obbligatori della Fattura
  3. Diciture Obbligatorie Regime Forfettario
  4. Come Addebitare il Contributo ENPAP 2%
  5. Marca da Bollo: Quando e Come Applicarla
  6. Sistema Tessera Sanitaria: Invio Dati
  7. Esempio Pratico di Fattura Psicologo
  8. Psicoterapia vs Consulenza: Differenze
  9. Domande Frequenti

Fattura Elettronica o Cartacea nel 2026?

Una delle domande più frequenti riguarda l’obbligo di fatturazione elettronica per gli psicologi. La situazione e particolare per le prestazioni sanitarie.

Divieto di Fattura Elettronica per Prestazioni Sanitarie

Per le prestazioni sanitarie erogate a persone fisiche (pazienti privati), vige un divieto di fatturazione elettronica tramite SdI (art. 10-bis DL 119/2018 e art. 9-bis, comma 2, DL 135/2018). Non è più una misura annuale prorogata di volta in volta: l’art. 2 del D.Lgs. 81/2025 ha eliminato il limite temporale e il divieto è diventato strutturale.

FATTURAZIONE ELETTRONICA PSICOLOGI
Prestazioni sanitarie a privatiDIVIETO – Fattura cartacea obbligatoria
Prestazioni sanitarie a aziende/entiOBBLIGO – Fattura elettronica obbligatoria
Consulenze non sanitarieOBBLIGO – Fattura elettronica obbligatoria

Perché il Divieto?

Il divieto di fattura elettronica per le prestazioni sanitarie a privati è stato introdotto per tutelare la privacy dei pazienti. I dati delle fatture elettroniche transitano nel Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate, e la natura sensibile delle prestazioni psicologiche richiede maggiore riservatezza.

Cosa Fare nel 2026

  • Psicoterapia, sostegno, colloqui clinici a privati: Fattura cartacea
  • Consulenze aziendali, selezione personale, perizie: Fattura elettronica
  • Prestazioni a cooperative, RSA, enti: Fattura elettronica

Nota: il divieto non ha più una data di scadenza: per le prestazioni sanitarie rese alle persone fisiche la fattura elettronica via SdI resta vietata anche nel 2026 e negli anni successivi, salvo nuove modifiche di legge.

Elementi Obbligatori della Fattura Psicologo

Ogni fattura emessa da uno psicologo deve contenere alcuni elementi obbligatori per essere fiscalmente valida.

Dati Obbligatori del Prestatore (Psicologo)

  • Nome e cognome (o ragione sociale)
  • Indirizzo di residenza o sede legale
  • Partita IVA
  • Codice fiscale
  • Numero iscrizione all’Albo degli Psicologi
  • Numero iscrizione ENPAP (consigliato)

Dati Obbligatori del Cliente (Paziente)

  • Nome e cognome
  • Indirizzo di residenza
  • Codice fiscale (obbligatorio per invio Sistema TS)

Dati della Prestazione

  • Numero progressivo della fattura
  • Data di emissione
  • Descrizione della prestazione (es. “Psicoterapia”, “Colloquio clinico”, “Sostegno psicologico”)
  • Data della prestazione (se diversa dalla data fattura)
  • Importo del compenso

Altri Elementi

  • Contributo integrativo ENPAP 2%
  • Marca da bollo (se importo > 77,47 euro)
  • Diciture fiscali obbligatorie (regime forfettario)
  • Modalità di pagamento
  • Totale da pagare

Riepilogo Struttura Fattura

SezioneContenuto
IntestazioneNumero fattura, data, dati psicologo
DestinatarioDati paziente (nome, indirizzo, CF)
CorpoDescrizione prestazione, importo
CalcoliCompenso + ENPAP 2% + bollo = Totale
DicitureRegime forfettario, esenzione IVA/ritenuta
PagamentoModalità e scadenza

Diciture Obbligatorie Regime Forfettario

Se sei in regime forfettario, devi inserire in fattura specifiche diciture che giustificano la non applicazione di IVA e ritenuta d’acconto.

Dicitura per Non Applicazione IVA

“Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 – Regime Forfettario”

Dicitura per Esonero Ritenuta d’Acconto

“Operazione non soggetta a ritenuta alla fonte a titolo di acconto ai sensi dell’articolo 1, comma 67, L. n. 190/2014 e successive modificazioni”

Dicitura per Marca da Bollo

Se l’importo della fattura supera 77,47 euro, aggiungi:

“Imposta di bollo da 2 euro assolta sull’originale per importi maggiori di 77,47 euro”

Esempio Completo di Diciture

In fondo alla fattura inserisci tutte le diciture necessarie:

NOTE FISCALI:

Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 – Regime Forfettario.

Operazione non soggetta a ritenuta alla fonte a titolo di acconto ai sensi dell’articolo 1, comma 67, L. n. 190/2014.

Imposta di bollo da 2 euro assolta sull’originale.

Codice Regime Fiscale (per e-fattura)

Se emetti fattura elettronica (es. verso aziende), usa il codice:

  • RF19 = Regime forfettario

Come Addebitare il Contributo ENPAP 2%

Il contributo integrativo ENPAP del 2% è un importo che lo psicologo deve addebitare in fattura al cliente. Non è un costo per lo psicologo, ma una rivalsa sul paziente.

Cos’è il Contributo Integrativo

CONTRIBUTO INTEGRATIVO ENPAP
Aliquota2% del corrispettivo lordo
Chi lo pagaIl cliente/paziente
Chi lo versa all’ENPAPLo psicologo (dopo averlo incassato)
Minimo annuo66 euro (anche se fatturi poco)

Come Calcolarlo

Contributo ENPAP = Compenso x 2%

Esempio:

  • Compenso seduta: 80 euro
  • Contributo ENPAP: 80 x 2% = 1,60 euro

Come Indicarlo in Fattura

Il contributo va indicato come voce separata:

Compenso per prestazione sanitaria80,00 euro
Contributo integrativo ENPAP (2%)1,60 euro
Marca da bollo2,00 euro
TOTALE83,60 euro

Contributo ENPAP aggiunto o compreso nella tariffa

Molti psicologi comunicano al paziente una tariffa “tutto compreso”. Il 2% si può gestire in due modi e in entrambi, in fattura, il contributo resta su una riga separata:

  • In aggiunta alla tariffa: seduta da 70 euro + 2% = 71,40 euro pagati dal paziente.
  • Già compreso nella tariffa: il paziente paga 70 euro e in fattura il totale si divide in 68,63 euro di prestazione + 1,37 euro di contributo ENPAP.

Compenso = Tariffa / 1,02  |  Contributo ENPAP = Tariffa – Compenso

Nell’esempio: 70 / 1,02 = 68,63 euro di compenso e 1,37 euro di contributo (il 2% di 68,63). È lo stesso esempio usato dall’Ordine degli Psicologi del Lazio nella sua guida al Bonus Psicologo. Il contributo resta calcolato al 2% sul compenso e addebitato al paziente: cambia solo il modo in cui comunichi il prezzo. Al Sistema TS si trasmette il totale della fattura, cioè 70 euro.

Il Contributo e Obbligatorio?

Si, l’addebito del contributo integrativo al cliente e obbligatorio per legge (art. 11 Regolamento ENPAP). Non puoi decidere di non addebitarlo al paziente.

Cosa Succede se Non lo Addebiti

Se non addebiti il 2% al cliente:

  • Devi versarlo comunque all’ENPAP (di tasca tua)
  • Il minimo annuo (66 euro) e sempre dovuto
  • Violi il regolamento ENPAP

Marca da Bollo: Quando e Come Applicarla

La marca da bollo da 2 euro è obbligatoria sulle fatture che superano un certo importo.

Quando Applicare la Marca da Bollo

MARCA DA BOLLO 2 EURO
Soglia di applicazioneImporti superiori a 77,47 euro
Chi la pagaIl cliente (ma lo psicologo la anticipa)
Dove applicarlaSull’originale della fattura cartacea
NormativaD.P.R. n. 642/1972

Come Funziona in Pratica

  1. Acquista le marche da bollo in tabaccheria
  2. Applica la marca sull’originale della fattura
  3. Addebita i 2 euro al cliente nella fattura
  4. Conserva la fattura per 10 anni (art. 2220 c.c.)

Esempi Pratici

Totale FatturaMarca da Bollo
60,00 euro (compenso 58,82 + ENPAP 1,18)NO – Sotto soglia
77,47 euroNO – Esattamente sulla soglia
77,48 euroSI – Sopra soglia
102,00 euro (compenso 100 + ENPAP 2)SI – Sopra soglia

Attenzione: Il Bollo Incide sul Reddito

Se addebiti la marca da bollo al cliente in regime forfettario, i 2 euro costituiscono compenso aggiuntivo e:

  • Concorrono al reddito forfettario (tassati al 5% o 15%)
  • Sono soggetti al 2% ENPAP integrativo

In pratica: su 2 euro di bollo paghi circa 0,10-0,30 euro di tasse e 0,04 euro di ENPAP.

Versamento Bolli Accumulati

Il versamento trimestrale con modello F24 riguarda solo l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche inviate tramite SdI (ad esempio quelle ad aziende o enti), qualunque sia l’importo complessivo. Le scadenze sono:

  • 31 maggio (fatture del primo trimestre; se l’imposta è inferiore a 5.000 euro si può versare entro il 30 settembre)
  • 30 settembre (secondo trimestre; se l’imposta dei primi due trimestri resta sotto i 5.000 euro si può versare entro il 30 novembre)
  • 30 novembre (terzo trimestre)
  • 28 febbraio dell’anno successivo (quarto trimestre)

Sulle fatture cartacee o in PDF consegnate ai pazienti fuori dallo SdI il bollo si assolve di norma con la marca da bollo da 2 euro applicata sull’originale, come visto sopra.

Sistema Tessera Sanitaria: Invio Dati

Gli psicologi che erogano prestazioni sanitarie a privati devono trasmettere i dati delle fatture al Sistema Tessera Sanitaria (STS) per la precompilazione del 730.

Chi Deve Inviare i Dati

  • Tutti gli psicologi che emettono fatture per prestazioni cliniche a privati
  • Solo prestazioni sanitarie: psicoterapia, sostegno, colloqui clinici, valutazioni
  • Escludere: consulenze aziendali, selezione personale, perizie (non sanitarie)

Scadenza Invio Dati 2026

AdempimentoScadenzaNote
Invio dati spese 20252 febbraio 2026Il 31/1 cadeva di sabato (termine scaduto)
Invio dati spese 20261° febbraio 2027Il 31/1 cade di domenica (DM MEF 29/10/2025)
Invio dei dati in modifica (spese 2026)Entro l’8 febbraio 2027DM 8/2/2024 (calendario Sistema TS)
Opposizione online del paziente (spese 2026)9 febbraio – 8 marzo 2027Funzione sul sito sistemats.it

Come Inviare i Dati

  1. Accreditati sul portale www.sistemats.it
  2. Accedi con SPID, CIE o credenziali
  3. Inserisci i dati delle fatture (codice fiscale paziente, importo, data)
  4. Invia entro la scadenza
  5. Verifica la corretta trasmissione

Opposizione del Paziente

Il paziente può opporsi all’invio dei suoi dati al Sistema TS per ragioni di privacy. In questo caso:

  • Comunichi i dati al STS senza il codice fiscale del paziente
  • La spesa non apparirà nel 730 precompilato del paziente
  • Conserva una dichiarazione di opposizione firmata dal paziente

Sanzioni per Mancato Invio

100 euro per ogni comunicazione omessa, tardiva o errata, con un massimo di 50.000 euro. La sanzione è ridotta a un terzo (massimo 20.000 euro) se la comunicazione corretta è trasmessa entro 60 giorni dalla scadenza; per i dati errati non si applica se la correzione arriva entro 5 giorni dalla scadenza o dalla segnalazione dell’Agenzia delle Entrate (art. 3, comma 5-bis, D.Lgs. 175/2014).

Dati da Trasmettere

  • Codice fiscale del paziente (o senza, se opposizione)
  • Data della prestazione
  • Tipologia di spesa (SP = Spesa sanitaria)
  • Importo della prestazione
  • Modalità di pagamento (tracciabile/contanti)

Dal periodo d’imposta 2025 l’invio è annuale: le spese del 2026 vanno trasmesse entro il 31 gennaio 2027, che cade di domenica, quindi il termine slitta a lunedì 1° febbraio 2027 (D.Lgs. 81/2025).

Bonus Psicologo: cosa scrivere in fattura e cosa inviare al Sistema TS

Il Bonus Psicologo è il contributo dell’INPS per le sedute di psicoterapia (art. 1-quater, comma 3, del DL 228/2021). Non cambia il valore della seduta: la fattura resta intestata al paziente con il totale pieno e in calce si indica come è stata pagata, distinguendo la quota coperta dal bonus da quella pagata dal paziente.

Esempio: seduta da 70 euro con contributo ENPAP compreso, di cui 50 euro coperti dal bonus.

Prestazione sanitaria (psicoterapia)68,63 euro
Contributo integrativo ENPAP (2%)1,37 euro
TOTALE FATTURA70,00 euro

Diciture da riportare in calce:

“Per euro 50,00 pagata attraverso il Bonus Psicologo ex art. 1-quater, c. 3, DL 228/2021 e successive modifiche – Codice univoco n. …”
“Per euro 20,00 saldata con bonifico / carta / bancomat”

Al Sistema TS si trasmette l’intero importo della fattura, ma su due voci distinte:

  • SP – Prestazione sanitaria: la parte pagata dal paziente (20 euro), che il paziente può detrarre;
  • AA – Altre spese: la quota coperta dal bonus (50 euro), che non è detraibile perché non l’ha pagata il paziente.

La voce AA per i contributi riconosciuti dalla legge è stata introdotta dall’art. 2 del DM MEF 28 dicembre 2022; le indicazioni operative sono nelle FAQ del Sistema TS, riprese dagli Ordini degli Psicologi (Lazio e Piemonte). Prima dell’invio conviene comunque controllare le specifiche in vigore sul portale sistemats.it, perché i tracciati vengono aggiornati periodicamente.

Seduta resa a un figlio minore: fattura al genitore, codice fiscale del figlio

Quando la seduta riguarda un figlio minorenne, di solito paga il genitore. In questo caso:

  • la fattura si intesta al genitore che paga, ed è utile indicare nel documento chi ha ricevuto la prestazione (per esempio “Prestazione resa a Luca Bianchi, C.F. …”);
  • al Sistema TS va il codice fiscale del figlio, perché al Sistema TS si comunica il codice fiscale del contribuente o del familiare a carico a cui si riferisce la spesa, cioè di chi ha ricevuto la prestazione;
  • se il figlio è fiscalmente a carico, la spesa è visibile anche al genitore nella dichiarazione precompilata.

Esempio Pratico di Fattura Psicologo

Ecco un esempio completo di fattura per uno psicologo in regime forfettario.

FATTURA

Numero: 001/2026
Data emissione: 15 gennaio 2026


PRESTATORE:
Dott. Mario Rossi
Via della Terapia, 10 – 33100 Udine
Codice Fiscale: RSSMRA80A01L483K
Partita IVA: 01234567890
Iscritto Albo Psicologi FVG n. 1234
Iscritto ENPAP n. 12345


CLIENTE:
Sig.ra Giulia Bianchi
Via Roma, 5 – 33100 Udine
Codice Fiscale: BNNGLA85B42L483D


PRESTAZIONE:

Psicoterapia – Colloquio clinico del 10/01/2026100,00 euro
Contributo integrativo ENPAP (2%)2,00 euro
Subtotale: 102,00 euro
Marca da bollo2,00 euro
TOTALE DA PAGARE104,00 euro

MODALITÀ DI PAGAMENTO: Bonifico bancario / Contanti


NOTE FISCALI:
Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 – Regime Forfettario.
Operazione non soggetta a ritenuta alla fonte a titolo di acconto ai sensi dell’art. 1, comma 67, L. 190/2014.
Imposta di bollo da 2 euro assolta sull’originale per importi maggiori di 77,47 euro.

Variante: Fattura Sotto Soglia Bollo

Se il compenso è di 60 euro:

Psicoterapia – Colloquio clinico60,00 euro
Contributo integrativo ENPAP (2%)1,20 euro
TOTALE DA PAGARE61,20 euro

Niente marca da bollo perché il totale (61,20 euro) e inferiore a 77,47 euro.

Variante: Fattura per Più Sedute

Se fatturi 5 sedute insieme:

Psicoterapia – 5 sedute (gen 2026)500,00 euro
Contributo integrativo ENPAP (2%)10,00 euro
Marca da bollo2,00 euro
TOTALE DA PAGARE512,00 euro

Strumenti: un software per fatture sanitarie e Sistema TS

Con molte sedute al mese, rifare a mano conti, diciture e invii al Sistema TS porta via tempo ed espone a errori. Un programma di fatturazione pensato per i sanitari se ne occupa al posto tuo. Tra le opzioni c’è Fatturazione Italia, progettato con il CAF Centro Fiscale: il piano Pro costa 89 € + IVA l’anno (108,58 € IVA inclusa), comprende 500 fatture SDI e il Sistema TS è incluso nel piano. Per gli psicologi:

  • fatture sanitarie ai pazienti in PDF, senza SDI, e fatture elettroniche via SDI alle strutture e alle aziende;
  • invio delle spese al Sistema TS con un clic o in automatico ogni notte, con variazioni, cancellazioni e opposizione del paziente;
  • Bonus Psicologo: diciture in fattura, quota del bonus con la voce AA e resto con SP;
  • seduta resa a un’altra persona: fattura al genitore e codice fiscale del figlio al Sistema TS;
  • contributo ENPAP in aggiunta o già compreso nel prezzo (la seduta da 70 € resta 70 €), applicato riga per riga;
  • catalogo delle prestazioni tipiche già pronto e numero della marca da bollo sul PDF;
  • import da PsicoGest: dal file .xls arrivano pazienti, fatture e fornitori, con il contributo ENPAP e il numero della marca da bollo. Nessuna fattura importata viene rimandata allo SDI o al Sistema TS.

Si può provare per 14 giorni gratis, senza carta; il prezzo è bloccato 3 anni per contratto. Scopri Fatturazione Italia.

Psicoterapia vs Consulenza: Differenze Fiscali

Non tutte le attività dello psicologo sono prestazioni sanitarie. Le differenze hanno importanti conseguenze fiscali.

Prestazioni Sanitarie (Psicoterapia)

PRESTAZIONI SANITARIE
EsempiPsicoterapia, sostegno psicologico, colloqui clinici, diagnosi, valutazioni psicodiagnostiche
IVAEsente (art. 10 DPR 633/72)
FatturazioneCartacea (divieto e-fattura a privati)
Sistema TSObbligatorio invio dati
Detraibilità pazienteSi (19% nel 730)

Prestazioni Non Sanitarie (Consulenza)

PRESTAZIONI NON SANITARIE
EsempiSelezione personale, psicologia del lavoro, perizie CTU/CTP, consulenze aziendali, formazione
IVA22% (regime ordinario) / Esente (forfettario)
FatturazioneElettronica obbligatoria
Sistema TSNon obbligatorio
Detraibilità clienteNo (non e spesa sanitaria)

Come Comportarsi

Se svolgi entrambe le attività:

  • Prestazioni sanitarie a privati: Fattura cartacea + invio Sistema TS
  • Consulenze a aziende/enti: Fattura elettronica + NO Sistema TS
  • Perizie per tribunali: Fattura elettronica (verso PA)

Consiglio: Tieni separate le numerazioni o usa un registro per distinguere le tipologie di fatture.

Domande Frequenti (FAQ)

Lo psicologo deve fare fattura elettronica?

Dipende. Per le prestazioni sanitarie a privati (psicoterapia, colloqui clinici) vige il divieto di e-fattura e si usa la fattura cartacea. Per consulenze aziendali, selezione personale o prestazioni a enti, la fattura elettronica è obbligatoria.

Come addebito il contributo ENPAP 2% in fattura?

Inserisci una riga separata: “Contributo integrativo ENPAP 2%” calcolato sul compenso. Esempio: compenso 100 euro + ENPAP 2 euro = 102 euro. Il contributo è a carico del paziente ed è obbligatorio addebitarlo.

Quando devo applicare la marca da bollo da 2 euro?

Quando il totale della fattura supera 77,47 euro. La marca va apposta sull’originale cartaceo e addebitata al cliente.

Cosa succede se non invio i dati al Sistema Tessera Sanitaria?

Rischi una sanzione di 100 euro per ogni comunicazione omessa, tardiva o errata (massimo 50.000 euro, ridotta a un terzo se regolarizzi entro 60 giorni). La scadenza per i dati delle spese 2026 è il 1° febbraio 2027.

Il paziente può opporsi all’invio dei dati al Sistema TS?

Si. Il paziente può esercitare l’opposizione per motivi di privacy. In questo caso trasmetti i dati senza il suo codice fiscale e la spesa non apparirà nel suo 730 precompilato.

Le spese psicologiche sono detraibili per il paziente?

Si. Le spese per psicoterapia e prestazioni sanitarie sono detraibili al 19% nel 730. Devono essere pagate con metodo tracciabile (bancomat, bonifico, carta).

Come si fattura una seduta pagata in parte con il Bonus Psicologo?

La fattura resta intestata al paziente con il totale pieno; in calce si indicano la quota pagata con il bonus (con il codice univoco) e quella pagata dal paziente. Al Sistema TS la quota del bonus va con il tipo spesa AA (non detraibile), il resto con SP.

Devo numerare le fatture progressivamente?

Si. Le fatture devono avere una numerazione progressiva univoca per anno solare (es. 001/2026, 002/2026, ecc.).

Conclusioni

La fatturazione per psicologi richiede attenzione a diversi aspetti: tipologia di prestazione, regime fiscale, obblighi verso il Sistema TS e corretta applicazione di contributi e bolli.

Punti chiave da ricordare:

  • Prestazioni sanitarie a privati: Fattura cartacea (divieto e-fattura)
  • Contributo ENPAP 2%: Sempre da addebitare al cliente
  • Marca da bollo: 2 euro se importo > 77,47 euro
  • Sistema TS: Invio dati annuale entro il 31 gennaio dell’anno successivo (1° febbraio 2027 per le spese 2026)
  • Diciture forfettario: Obbligatorie per giustificare esenzione IVA e ritenuta

Il CAF Centro Fiscale offre assistenza completa nella gestione della fatturazione per psicologi: predisposizione fatture, invio dati Sistema TS, gestione contributi ENPAP e adempimenti fiscali.

Contatta il CAF Centro Fiscale per una consulenza sulla tua situazione.

Ultimo aggiornamento: Gennaio 2026. Per normative aggiornate consultare il sito dell’Ordine degli Psicologi e dell’ENPAP.

Articoli correlati:

  • Partita IVA Psicologo 2026: Guida Completa
  • Contributi ENPAP 2026: Aliquote e Calcolo

Vuoi aprire la Partita IVA senza pensieri?

Il nostro team di esperti ti guida in ogni passaggio: dall’apertura della partita IVA alla gestione fiscale completa. Nessun errore, nessuna sorpresa.

+2000
Partite IVA aperte
100%
Assistenza garantita

Compila il modulo per una consulenza gratuità:

    Il tuo nome (*)

    La tua email (*)

    Il tuo telefono (*)

    Richiesta (eventuale)

    Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

    Oppure chiamaci: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121

    Gennaio 26, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-26 09:00:002026-10-12 09:13:16Fatturazione Psicologo 2026: Guida Completa con Esempio Pratico
    NOTIZIE

    Bonus Bollette: Sale la Soglia ISEE, Ecco Come Ottenere lo Sconto

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Indice dei contenuti

    1. Nuova Soglia ISEE 2026: Da 9.530 a 9.796 Euro
    2. Come Ottenere lo Sconto Automatico in Bolletta
    3. Chi Può Beneficiare del Bonus Bollette 2026
    4. Importi del Bonus Sociale 2026
    5. Documenti Necessari per l’ISEE 2026

    Dal 2026 aumenta la soglia ISEE per il bonus bollette: passa da 9.530 a 9.796 euro, permettendo a migliaia di famiglie in più di ottenere lo sconto automatico su luce e gas. Questa novità della Legge di Bilancio 2026 amplia la platea dei beneficiari del bonus sociale elettrico e gas, con risparmi fino a 375 euro all’anno per nucleo familiare.

    Se il tuo ISEE 2026 è sotto la nuova soglia, puoi accedere al bonus bollette senza presentare domanda: basta avere un ISEE valido e lo sconto viene applicato direttamente dai fornitori di energia. Ecco tutte le novità e come ottenere il beneficio.

    Nuova Soglia ISEE 2026: Da 9.530 a 9.796 Euro

    La Legge di Bilancio 2026 porta una buona notizia per le famiglie italiane: la soglia ISEE per accedere al bonus bollette sale da 9.530 euro (limite 2025) a 9.796 euro. Questo aumento di 266 euro permette a circa 100.000 famiglie in più di beneficiare dello sconto automatico sulle bollette di luce e gas.

    Per le famiglie numerose con almeno 4 figli a carico, il limite ISEE resta invariato a 20.000 euro. Il bonus viene applicato automaticamente dai fornitori di energia senza bisogno di presentare domanda specifica.

    Chi beneficia della novità? Le famiglie con ISEE tra 9.531 e 9.796 euro che nel 2025 erano escluse, nuclei con redditi medio-bassi, pensionati con pensioni minime e lavoratori part-time o stagionali.

    Come Ottenere lo Sconto Automatico in Bolletta

    Per accedere al bonus bollette 2026 non serve fare domanda. È sufficiente presentare l’ISEE 2026 presso un CAF autorizzato o direttamente online sul sito INPS. Una volta elaborato l’ISEE, i dati vengono trasmessi automaticamente ai fornitori di energia che applicano lo sconto direttamente in bolletta.

    I passaggi sono semplici:

    • Presenta la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) al CAF Centro Fiscale di Udine
    • Attendi l’elaborazione ISEE da parte dell’INPS (10-15 giorni lavorativi)
    • Il fornitore applica il bonus nella prima bolletta utile
    • Lo sconto è retroattivo: se presenti l’ISEE a giugno, ricevi anche gli arretrati da gennaio

    Nella bolletta lo sconto appare come “Bonus Sociale” o “Compensazione SGAte”. Il bonus viene riconosciuto per 12 mesi consecutivi e si rinnova automaticamente se l’ISEE resta valido.

    Chi Può Beneficiare del Bonus Bollette 2026

    Possono accedere al bonus bollette 2026:

    • Famiglie con ISEE fino a 9.796 euro (bonus elettrico e gas)
    • Famiglie numerose con ISEE fino a 20.000 euro (4 o più figli a carico)
    • Percettori di Reddito di Cittadinanza o Pensione di Cittadinanza (riconoscimento automatico)
    • Persone con disagio fisico (bonus elettrico senza limiti ISEE, con certificazione ASL)

    Il titolare del contratto di fornitura deve far parte del nucleo familiare indicato nell’ISEE. Il bonus viene applicato sia per l’energia elettrica che per il gas naturale, con importi diversi in base alla composizione del nucleo e all’uso dell’energia.

    Importi del Bonus Sociale 2026

    Gli importi del bonus bollette 2026 variano in base al numero di componenti del nucleo familiare e, per il gas, anche alla zona climatica e all’uso (cucina, acqua calda, riscaldamento).

    Bonus elettrico stimato:

    • Nucleo 1-2 persone: circa 150 euro/anno
    • Nucleo 3-4 persone: circa 175 euro/anno
    • Nucleo oltre 4 persone: circa 200 euro/anno

    Bonus gas stimato (zona climatica E – Udine, Milano, Torino):

    • Solo cucina: circa 35-50 euro/anno
    • Cucina + acqua calda: circa 90-110 euro/anno
    • Riscaldamento autonomo: circa 200-230 euro/anno

    Una famiglia di 4 persone con riscaldamento a gas può risparmiare fino a 375 euro all’anno sulle bollette: 175 euro dal bonus elettrico e 200 euro dal bonus gas.

    Gli importi vengono aggiornati trimestralmente dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) in base all’andamento del mercato energetico.

    Documenti Necessari per l’ISEE 2026

    Per richiedere l’ISEE 2026 e accedere al bonus bollette servono i seguenti documenti:

    Documenti anagrafici:

    • Stato di famiglia aggiornato
    • Codice fiscale di tutti i componenti
    • Documento d’identità del richiedente

    Documenti reddituali (anno 2024):

    • Certificazione Unica (CU) 2025 relativa ai redditi 2024
    • Modello 730 o Redditi se presentato
    • Documentazione redditi da partita IVA (autonomi, forfettari)

    Documenti patrimoniali (al 31/12/2024):

    • Saldo e giacenza media di tutti i conti correnti e libretti
    • Visure catastali degli immobili posseduti
    • Titoli, azioni, obbligazioni (valore al 31 dicembre 2024)
    • Contratti di mutuo con capitale residuo

    Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica la documentazione e compila la DSU in modo corretto, evitando errori che potrebbero ritardare l’accesso ai bonus. Per la lista completa dei documenti necessari per l’ISEE, consulta la nostra guida dettagliata.

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale a Udine offre la compilazione del Modello ISEE in 4 giorni lavorativi. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sul Bonus Bollette

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    Il bonus bollette è automatico?

    Sì, il bonus bollette 2026 è completamente automatico. Basta presentare l’ISEE 2026 al CAF o online. L’INPS trasmette i dati ai fornitori che applicano lo sconto direttamente in bolletta senza bisogno di domanda.

    Se presento l’ISEE in ritardo, perdo i mesi precedenti?

    No, il bonus è retroattivo. Se presenti l’ISEE a giugno 2026, riceverai lo sconto anche per i mesi di gennaio-maggio in un’unica soluzione nella prima bolletta utile. Conviene comunque presentarlo a inizio anno.

    Quanto vale il bonus bollette per una famiglia di 4 persone?

    Una famiglia di 4 persone con ISEE sotto 9.796 euro può risparmiare circa 375 euro all’anno: 175 euro dal bonus elettrico e 200 euro dal bonus gas (con riscaldamento autonomo in zona climatica E).

    Il bonus vale anche se cambio fornitore di energia?

    Sì, il bonus ti segue automaticamente anche se cambi fornitore. Il nuovo fornitore riceve i tuoi dati dal Sistema Informativo Integrato e continua ad applicare lo sconto senza che tu debba fare nulla.


    Dal 2026 ottenere il bonus bollette è più facile grazie all’aumento della soglia ISEE a 9.796 euro. Per accedere allo sconto automatico su luce e gas, presenta l’ISEE 2026 al CAF Centro Fiscale di Udine entro i primi mesi dell’anno per beneficiare subito del risparmio in bolletta.

    Per maggiori informazioni sul bonus bollette 2026, consulta la nostra guida completa con tutti i dettagli su requisiti, importi e attivazione.


    ARTICOLI CORRELATI

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    NOTIZIE

    ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPS

    Indice dei contenutiI Dati dell’Osservatorio INPS: DSU Raddoppiate dal 2022 Perché l’Assegno Unico Ha Raddoppiato le Richieste ISEE Cosa Significa per le Famiglie ItalianeL’introduzione dell’Assegno Unico Universale ha letteralmente…
    Febbraio 21, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 14:04:282026-02-21 14:04:55ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPS
    Dichiarazione dei redditi 730
    NOTIZIE

    Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026

    Indice dei contenutiCos’è la Detassazione dei Premi di Risultato Chi Può Beneficiare della Detassazione Quando il Datore Non Applica la Detassazione Come Recuperare nel 730/2026: Procedura Esempio Pratico di Risparmio Fiscale Scadenze…
    Febbraio 20, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:41:502026-02-20 09:42:03Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026
    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    NOTIZIE

    Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fattura

    Indice dei contenutiCos’e il Conto Termico 3.0? Chi puo accedere al Conto Termico 3.0? Bonus Caldaia 2026: gli interventi incentivati Bonus Fotovoltaico 2026: come funziona Lo sconto in fattura: il meccanismo chiave Incentivi e percentuali…
    Febbraio 19, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-19 09:52:232026-02-19 09:55:54Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fattura
    Gennaio 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-26 08:37:202026-05-31 18:24:58Bonus Bollette: Sale la Soglia ISEE, Ecco Come Ottenere lo Sconto
    NOTIZIE

    Bonus Mamme 2025: Scadenza Domande al 31 Gennaio – Ultimi Giorni per Richiederlo

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Indice dei contenuti

    1. Scadenza 31 Gennaio: Perché è Importante
    2. Chi Può Presentare Domanda Entro il 31 Gennaio
    3. Requisiti Essenziali per il Bonus Mamme
    4. Come Presentare la Domanda: Procedura Veloce
    5. Cosa Succede Dopo la Scadenza del 31 Gennaio

    Attenzione: mancano pochi giorni alla scadenza del Bonus Mamme 2025. Il 31 gennaio 2025 è l’ultimo giorno utile per le lavoratrici madri che vogliono presentare domanda di esonero contributivo per i periodi di lavoro svolti nel 2024.

    Se sei una lavoratrice dipendente con figli e hai lavorato nel corso del 2024, questa è la tua ultima opportunità per richiedere un beneficio economico fino a 3.000 euro annui. Il termine è perentorio: chi non presenta domanda entro il 31 gennaio perde il diritto all’esonero per l’anno 2024.

    In questo articolo ti spieghiamo chi può fare domanda, quali sono i requisiti minimi, come presentare la richiesta e cosa succede dopo la scadenza. Scopri tutti i dettagli nella nostra guida completa al Bonus Mamme 2026.

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    Scadenza 31 Gennaio: Perché è Importante

    La scadenza del 31 gennaio 2025 riguarda specificatamente la domanda di esonero contributivo per il 2024. Questo significa che le lavoratrici che hanno maturato il diritto al bonus durante l’anno scorso devono necessariamente comunicarlo all’INPS entro questa data.

    Il Bonus Mamme 2025 (introdotto dalla Legge di Bilancio 2024 e confermato per il 2025) consiste in un esonero parziale dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice, che si traduce in un aumento netto della busta paga fino a 250 euro mensili (circa 3.000 euro annui).

    Attenzione: chi non presenta la domanda entro il 31 gennaio 2025 per i periodi 2024 non potrà più recuperare il beneficio per quei mesi. L’esonero non è automatico: serve una comunicazione esplicita al datore di lavoro tramite portale INPS.

    Cosa Succede se Non Rispetti la Scadenza

    Se la domanda non viene presentata entro il 31 gennaio 2025:

    • Perdita definitiva del diritto all’esonero contributivo per i mesi di lavoro del 2024
    • Il datore di lavoro non potrà applicare retroattivamente l’esonero
    • Nessun rimborso o conguaglio per i contributi già versati nel 2024

    Per questo motivo è fondamentale agire subito se ritieni di avere i requisiti.

    Chi Può Presentare Domanda Entro il 31 Gennaio

    Possono presentare domanda di esonero contributivo entro il 31 gennaio 2025 le lavoratrici che soddisfano tutti i seguenti requisiti:

    1. Tipologia di Lavoro

    • Lavoratrici dipendenti del settore privato (a tempo indeterminato o determinato)
    • Escluse: lavoratrici autonome, partite IVA, collaboratrici, lavoratrici domestiche

    2. Numero di Figli

    Il bonus si applica a due categorie di madri:

    • Madri con almeno 2 figli (di cui almeno uno minore di 10 anni)
    • Madri con almeno 3 figli (di cui almeno uno minore di 18 anni)

    Esempio pratico:

    • Maria ha 2 figli (5 e 12 anni) → ha diritto al bonus (il figlio di 5 anni è sotto i 10)
    • Giulia ha 2 figli (11 e 14 anni) → NON ha diritto (nessun figlio sotto i 10 anni)
    • Laura ha 3 figli (15, 12 e 8 anni) → ha diritto al bonus (il figlio di 8 anni è minore)

    3. Periodo di Riferimento

    La domanda da presentare entro il 31 gennaio 2025 riguarda i mesi di lavoro del 2024 in cui la lavoratrice aveva già i requisiti (figli con età richiesta).

    Requisiti Essenziali per il Bonus Mamme

    Oltre ai requisiti anagrafici (numero e età dei figli), la lavoratrice deve rispettare alcune condizioni tecniche:

    Limite di Reddito

    L’esonero contributivo si applica fino a un limite massimo di retribuzione imponibile mensile pari a 2.692 euro (che corrispondono a circa 35.000 euro annui). Oltre questa soglia, l’esonero non si applica sulla parte eccedente.

    Aliquota di Esonero

    L’esonero copre il 100% dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice, esclusi i contributi pensionistici. In pratica, vengono azzerati i contributi IVS (invalidità, vecchiaia, superstiti) che normalmente la lavoratrice paga sulla busta paga.

    Compatibilità con Altri Bonus

    Il Bonus Mamme è cumulabile con:

    • Assegno Unico Universale per i figli a carico
    • Detrazioni fiscali per figli a carico
    • Altri bonus o agevolazioni per famiglie

    Non è cumulabile con altre forme di esonero contributivo totale sulla stessa posizione lavorativa.

    Come Presentare la Domanda: Procedura Veloce

    La domanda di esonero contributivo deve essere presentata esclusivamente online tramite il portale INPS. Ecco i passaggi da seguire:

    Passaggio 1: Accedi al Portale INPS

    Accedi al sito www.inps.it con una delle seguenti credenziali:

    • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)
    • CIE (Carta d’Identità Elettronica)
    • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

    Passaggio 2: Cerca il Servizio

    Nella barra di ricerca del portale INPS, digita: “Esonero contributivo lavoratrici madri” oppure accedi direttamente alla sezione “Sostegni, Sussidi e Indennità”.

    Passaggio 3: Compila la Domanda

    Dovrai indicare:

    • Dati anagrafici della lavoratrice
    • Codice fiscale dei figli e date di nascita
    • Dati del datore di lavoro (codice fiscale, denominazione)
    • Periodo per cui si richiede l’esonero (mesi del 2024)

    Passaggio 4: Invia e Comunica al Datore

    Dopo l’invio della domanda:

    • Riceverai una ricevuta di protocollo dall’INPS
    • Comunica immediatamente al tuo datore di lavoro di aver presentato domanda
    • Il datore di lavoro verificherà l’esito tramite il proprio cassetto previdenziale
    • Se accolta, l’esonero verrà applicato retroattivamente dal primo mese valido del 2024

    Difficoltà con la Procedura Online?

    Se hai difficoltà a compilare la domanda online o non hai le credenziali SPID, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine. Ti assisteremo nella:

    • Verifica dei requisiti
    • Compilazione e invio della domanda
    • Comunicazione con il datore di lavoro

    Contattaci subito:

    • Telefono: 0432 1638640
    • WhatsApp: 366 6018121
    • Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

    Cosa Succede Dopo la Scadenza del 31 Gennaio

    Dopo il 31 gennaio 2025, non sarà più possibile presentare domanda per l’esonero contributivo relativo ai periodi di lavoro del 2024. Tuttavia, è importante sapere che:

    Esonero per il 2025 e Anni Successivi

    Se hai i requisiti (figli con età richiesta), potrai comunque richiedere l’esonero per i mesi di lavoro del 2025. La domanda per il 2025 andrà presentata appena inizi a maturare il diritto (non c’è una scadenza annuale fissa, ma conviene fare domanda subito per massimizzare il beneficio).

    Controlli INPS e Decadenza

    L’INPS effettua controlli periodici sulla sussistenza dei requisiti. Se durante l’anno:

    • Il figlio compie 10 anni (per madri con 2 figli) → l’esonero cessa dal mese successivo
    • Il figlio compie 18 anni (per madri con 3 figli) → l’esonero cessa dal mese successivo
    • Cambia la situazione lavorativa (licenziamento, dimissioni) → l’esonero si interrompe

    È responsabilità della lavoratrice comunicare tempestivamente al datore di lavoro eventuali variazioni che comportano la perdita del diritto.

    Recupero Retroattivo Limitato

    Se presenti domanda dopo il 31 gennaio per i mesi del 2024, l’INPS respingerà la domanda. Non è previsto alcun recupero retroattivo oltre la scadenza.

    Per i mesi del 2025, invece, l’esonero può essere applicato retroattivamente dall’inizio dell’anno o dal mese in cui si acquisiscono i requisiti, purché la domanda venga presentata entro i termini (consigliato: entro il primo trimestre 2025).

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sulla Scadenza Bonus Mamme

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    Posso fare domanda se ho partorito il secondo figlio a dicembre 2024?

    Si, se il secondo figlio e nato entro il 31 dicembre 2024 e ha meno di 10 anni, puoi richiedere l’esonero per i mesi di lavoro successivi al parto (es. dicembre 2024 se hai lavorato dopo il parto). La domanda va presentata entro il 31 gennaio 2025 per i periodi 2024.

    Il Bonus Mamme vale anche per contratti part-time?

    Si, l’esonero contributivo si applica anche alle lavoratrici con contratto part-time. L’importo del beneficio sara proporzionale alle ore lavorate e alla retribuzione percepita.

    Se mio figlio compie 10 anni a febbraio 2025, perdo subito il bonus?

    Se hai 2 figli e uno compie 10 anni, l’esonero cessa dal mese successivo al compimento (nel tuo caso, da marzo 2025). Tuttavia, per i mesi di gennaio e febbraio 2025 hai ancora diritto al bonus, e per tutto il 2024 se avevi i requisiti.

    Devo presentare domanda ogni anno?

    Si, per ogni anno in cui vuoi beneficiare dell’esonero devi presentare una nuova domanda. La scadenza per il 2024 e il 31 gennaio 2025. Per il 2025, conviene presentare domanda appena possibile per non perdere mesi di esonero.

    Il CAF puo aiutarmi a compilare la domanda?

    Si, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per verificare i requisiti, compilare la domanda online tramite portale INPS e comunicare con il datore di lavoro. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp 366 6018121.


    Il 31 gennaio 2025 è la scadenza perentoria per richiedere il Bonus Mamme relativo ai periodi di lavoro del 2024. Se hai lavorato nel 2024 e hai almeno 2 figli (con uno sotto i 10 anni) o 3 figli (con uno sotto i 18 anni), non perdere questa opportunità.

    Ricorda che l’esonero contributivo può portare un beneficio fino a 3.000 euro annui – una cifra significativa che può fare la differenza per il bilancio familiare. Ma serve agire subito: dopo il 31 gennaio, il diritto per il 2024 sarà perso definitivamente.

    Hai dubbi sui requisiti o difficoltà con la procedura online?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per:

    • Verificare se hai diritto al Bonus Mamme
    • Compilare e inviare la domanda tramite portale INPS
    • Assisterti nella comunicazione con il datore di lavoro
    • Rispondere a ogni tua domanda sul beneficio

    Contattaci oggi stesso:

    • Telefono: 0432 1638640
    • WhatsApp: 366 6018121
    • Email: info@centrofiscale.com
    • Vieni in sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

    Non aspettare l’ultimo momento – agisci ora e assicurati il tuo diritto al Bonus Mamme 2025!

    → Leggi la guida completa al Bonus Mamme 2026 con tutti i dettagli


    Articoli Correlati

    • Bonus Mamme 2026: Guida Completa da 720 Euro per Lavoratrici con Figli – La guida completa con tutti i dettagli, requisiti, importi e procedura
    Gennaio 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-26 07:37:202026-05-31 18:25:10Bonus Mamme 2025: Scadenza Domande al 31 Gennaio – Ultimi Giorni per Richiederlo
    DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Tassazione Auto Aziendale: Come si Tassano i Rimborsi del Dipendente

    Dichiarazione dei redditi 730

    Indice dei contenuti

    1. Fringe Benefit Auto Aziendale: Richiamo Rapido
    2. Quando il Dipendente Paga Somme all’Azienda
    3. Come si Tassano le Somme Pagate dal Dipendente
    4. Esempi Pratici di Calcolo
    5. Domande Frequenti

    L’auto aziendale concessa in uso promiscuo al dipendente genera un fringe benefit tassato come reddito da lavoro dipendente. Ma cosa succede quando il dipendente paga delle somme all’azienda per l’utilizzo dell’auto oltre il benefit standard? Come vengono tassate queste somme pagate dal dipendente all’azienda? La questione è rilevante per migliaia di lavoratori dipendenti e per le aziende che gestiscono le auto aziendali.

    In questo articolo analizziamo il trattamento fiscale dei rimborsi auto aziendale pagati dal dipendente all’azienda, alla luce delle recenti circolari dell’Agenzia delle Entrate e della normativa vigente.

    Fringe Benefit Auto Aziendale: Richiamo Rapido

    Cos’è il fringe benefit auto aziendale

    Il fringe benefit per auto aziendale è il valore del benefit tassato come reddito da lavoro dipendente quando l’azienda concede al dipendente un’auto in uso promiscuo (uso aziendale e privato).

    Il calcolo del fringe benefit si basa sul:

    • 30% della percorrenza convenzionale di 15.000 km annui
    • Costo chilometrico ACI del veicolo
    • Emissioni CO2 del veicolo (dal 2020)

    Questo importo viene tassato come reddito da lavoro dipendente e soggetto a ritenute IRPEF e contributi INPS.

    Quando si applica il fringe benefit

    Il fringe benefit auto aziendale si applica quando:

    • L’auto è di proprietà o in leasing all’azienda
    • Il dipendente può utilizzarla anche per fini privati (uso promiscuo)
    • L’auto non è utilizzata esclusivamente per trasferte di lavoro

    L’importo del benefit viene indicato nella CU (Certificazione Unica) e concorre alla formazione del reddito imponibile del dipendente.

    Quando il Dipendente Paga Somme all’Azienda

    Casistiche di rimborsi auto aziendale

    Esistono diversi casi in cui il dipendente paga somme all’azienda per l’utilizzo dell’auto aziendale:

    1. Contributo mensile fisso per l’uso dell’auto (es. 100 euro/mese)
    2. Rimborso chilometrico per i km percorsi privatamente
    3. Rimborso carburante per uso privato
    4. Quota assicurazione o manutenzione straordinaria
    5. Penale per utilizzo improprio o danni all’auto

    Queste somme vengono versate dal dipendente all’azienda tramite:

    • Trattenute in busta paga
    • Bonifici diretti
    • Compensazione su rimborsi spese

    Perché il dipendente paga questi rimborsi

    Le aziende richiedono questi rimborsi per:

    • Coprire i costi reali dell’auto (carburante, manutenzione, assicurazione)
    • Limitare l’uso privato dell’auto aziendale
    • Responsabilizzare il dipendente sull’utilizzo del veicolo
    • Ridurre il costo fiscale del benefit per entrambe le parti

    Ma come si tassano fiscalmente queste somme?

    Come si Tassano le Somme Pagate dal Dipendente

    Principio fiscale fondamentale

    Secondo l’Agenzia delle Entrate (Circolare n. 326/E del 1997 e successive), le somme pagate dal dipendente all’azienda per l’utilizzo dell’auto aziendale:

    NON riducono il fringe benefit tassato, ma hanno un trattamento fiscale distinto:

    1. Le somme pagate dal dipendente NON sono deducibili dal suo reddito
    2. Il fringe benefit rimane invariato (calcolato con la formula standard ACI)
    3. Le somme pagate sono considerate corrispettivi per un servizio ricevuto

    Questo significa che il dipendente:

    • Paga il fringe benefit come reddito tassato (tassazione IRPEF + contributi)
    • Paga le somme all’azienda con reddito già tassato (no deducibilità)

    Risultato: Doppia tassazione economica (ma non fiscale in senso stretto).

    Posizione dell’Agenzia delle Entrate

    L’Agenzia delle Entrate ha chiarito nella Circolare 326/E/1997 che:

    “Le somme corrisposte dal dipendente al datore di lavoro a titolo di rimborso per l’uso privato dell’auto aziendale non riducono il valore del fringe benefit da assoggettare a tassazione.”

    La ratio di questa interpretazione è che:

    • Il fringe benefit è calcolato con criteri forfettari (tabelle ACI)
    • I rimborsi reali pagati dal dipendente sono indipendenti dal calcolo forfettario
    • Accettare la deducibilità creerebbe distorsioni e arbitraggi fiscali

    Quindi, anche se il dipendente paga 200 euro/mese all’azienda, il benefit tassato resta quello calcolato con le tabelle ACI.

    Esempi Pratici di Calcolo

    Esempio 1: Auto aziendale con contributo mensile

    Dati:

    • Auto aziendale: BMW Serie 3 (emissioni 120 g/km CO2)
    • Costo chilometrico ACI: 0,50 euro/km
    • Fringe benefit annuo: 0,50 x 15.000 x 30% = 2.250 euro
    • Contributo mensile pagato dal dipendente: 150 euro/mese (1.800 euro/anno)

    Tassazione:

    • Fringe benefit tassato: 2.250 euro (invariato)
    • IRPEF su benefit (aliquota 38%): 2.250 x 38% = 855 euro
    • Contributi INPS (9,19%): 2.250 x 9,19% = 207 euro
    • Somme pagate all’azienda: 1.800 euro (NO deducibili)

    Costo totale per il dipendente:

    • Tasse su benefit: 855 + 207 = 1.062 euro
    • Contributo azienda: 1.800 euro
    • TOTALE: 2.862 euro/anno

    Se il dipendente avesse potuto dedurre i 1.800 euro, avrebbe risparmiato circa 680 euro di IRPEF.

    Esempio 2: Rimborso carburante uso privato

    Dati:

    • Auto aziendale: Fiat 500 elettrica (emissioni 0 g/km CO2)
    • Fringe benefit annuo: ridotto del 50% = 1.125 euro
    • Rimborso carburante (ricariche private): 600 euro/anno

    Tassazione:

    • Fringe benefit tassato: 1.125 euro (invariato)
    • IRPEF + contributi (47,19%): 1.125 x 47,19% = 531 euro
    • Rimborso carburante: 600 euro (NO deducibili)

    Costo totale: 531 + 600 = 1.131 euro

    Anche in questo caso, il rimborso carburante non riduce il benefit.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il controllo della tua busta paga, verifica contributi INPS, ferie e detrazioni. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sulla Tassazione Auto Aziendale

    Le somme pagate dal dipendente per l’auto aziendale sono deducibili?

    No, secondo l’Agenzia delle Entrate (Circolare 326/E/1997) le somme pagate dal dipendente all’azienda per l’utilizzo dell’auto aziendale NON sono deducibili dal reddito del dipendente e NON riducono il fringe benefit tassato.

    Posso chiedere all’azienda di ridurre il benefit se pago contributi mensili?

    No, il fringe benefit e calcolato con criteri forfettari (tabelle ACI) indipendentemente dai rimborsi effettivi pagati dal dipendente. L’importo del benefit non puo essere ridotto neanche se il dipendente paga somme all’azienda.

    Come vengono tassate le somme che pago all’azienda per l’auto?

    Le somme pagate dal dipendente all’azienda sono pagate con reddito gia tassato (netto in busta paga) e non sono deducibili. In pratica, rappresentano un costo aggiuntivo rispetto alle tasse sul fringe benefit.

    Conviene tenere l’auto aziendale se devo pagare contributi all’azienda?

    Dipende dall’importo totale (benefit tassato + contributi azienda). Bisogna fare un calcolo comparativo tra il costo dell’auto aziendale (tasse + contributi) e il costo di un’auto personale (rate leasing + assicurazione + carburante + manutenzione).

    Le somme pagate dal dipendente all’azienda per l’utilizzo dell’auto aziendale oltre il fringe benefit standard NON riducono il benefit tassato e NON sono deducibili dal reddito del dipendente. Questo comporta un doppio onere economico: tasse sul benefit forfettario + rimborsi reali all’azienda.

    Per i dipendenti con auto aziendale è fondamentale:

    • Calcolare il costo reale totale (benefit tassato + contributi azienda)
    • Confrontare con un’auto personale per valutare la convenienza
    • Verificare in busta paga che il benefit sia calcolato correttamente

    Per maggiori informazioni sulla tassazione delle auto aziendali e sui fringe benefit, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per una consulenza personalizzata.


    ARTICOLI CORRELATI

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    NOTIZIE

    Pensione con 41 Anni di Contributi: Chi Può Accedere nel 2026

    Indice dei contenutiCos’è la Quota 41 e Come FunzionaLe Quattro Categorie che Possono AccedereCome Presentare Domanda INPSScadenze e Decorrenza Pensione 2026La pensione con 41 anni di contributi, nota come Quota…
    Gennaio 24, 2026
    /
    0 Commenti
    https://i0.wp.com/centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png?fit=1640%2C924&ssl=1 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-24 08:38:222026-01-24 07:07:31Pensione con 41 Anni di Contributi: Chi Può Accedere nel 2026
    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    NOTIZIE

    Pensione INPS 2026: Come e Quando Presentare la Domanda Online

    CONTENUTO AGGIORNATO
    Gennaio 23, 2026
    /
    0 Commenti
    https://i0.wp.com/centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png?fit=1640%2C924&ssl=1 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-23 16:21:262026-01-23 14:48:59Pensione INPS 2026: Come e Quando Presentare la Domanda Online
    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    NOTIZIE

    Rottamazione Quinquies 2026: Come Fare la Domanda Passo per Passo

    La Rottamazione Quinquies rappresenta una nuova opportunità per i contribuenti che hanno debiti con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Questa misura, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, permette di sanare le cartelle esattoriali pagando…
    Gennaio 22, 2026
    /
    0 Commenti
    https://i0.wp.com/centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png?fit=1640%2C924&ssl=1 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-22 08:08:362026-01-22 07:16:17Rottamazione Quinquies 2026: Come Fare la Domanda Passo per Passo

    Leggi anche

    • Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote Ridotte
    • Calendario Fiscale 2026: Tutte le Scadenze per Privati e Imp…
    • Dichiarazione Redditi Tardiva 2026: Sanzioni e Ravvedimento
    • Contratto di Locazione 2026: Registrazione, Tasse e Obblighi
    Gennaio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-25 13:07:272026-05-31 17:01:20Tassazione Auto Aziendale: Come si Tassano i Rimborsi del Dipendente
    DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    IVA 2026: Chi è Esonerato e Novità Normative

    Dichiarazione dei redditi 730

    Indice dei contenuti

    1. Regime Forfettario: Esonero IVA Confermato
    2. Regime di Vantaggio per Giovani
    3. Agricoltori e Produttori Agricoli: Regime Speciale
    4. Prestazioni Sanitarie ed Educative Esenti da IVA

    L’IVA 2026 presenta importanti novità per chi opera in regime forfettario e per le piccole attività. La normativa italiana prevede specifici esoneri dall’IVA per determinate categorie di contribuenti che rispettano precise soglie di fatturato. Conoscere quando si è esonerati dall’IVA è fondamentale per gestire correttamente la propria posizione fiscale e evitare errori nella fatturazione. Vediamo nel dettaglio chi è esonerato dall’IVA nel 2026 e quali sono i requisiti da rispettare.

    Regime Forfettario: Esonero IVA Confermato

    Il regime forfettario resta la principale forma di esonero IVA per i contribuenti italiani nel 2026. Chi aderisce a questo regime agevolato non applica IVA sulle fatture emesse e, di conseguenza, non detrae l’IVA sugli acquisti.

    Soglia di accesso 2026: il limite di ricavi per accedere al regime forfettario rimane 85.000 euro annui. Superata questa soglia, si esce automaticamente dal regime e si diventa soggetti IVA ordinari dall’anno successivo.

    Vantaggi dell’esonero IVA:

    • Fatturazione semplificata (senza IVA)
    • Nessun obbligo di dichiarazione IVA trimestrale o annuale
    • Nessuna liquidazione periodica IVA
    • Tassazione sostitutiva al 5% (primi 5 anni) o 15%

    Le fatture dei forfettari devono riportare la dicitura “Operazione senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 1, comma 58, L. 190/2014”.

    Regime di Vantaggio per Giovani

    Il regime di vantaggio (o regime dei minimi) è stato abrogato dal 2016, ma chi ne beneficiava prima di quella data ha potuto mantenerlo fino al completamento dei 5 anni previsti. Dal 2026, questo regime non è più operativo.

    I giovani che avviano una nuova attività devono orientarsi sul regime forfettario, che prevede aliquota agevolata al 5% per i primi 5 anni se:

    • Non hanno svolto attività d’impresa/lavoro autonomo nei 3 anni precedenti
    • L’attività non costituisce mera prosecuzione di precedente attività
    • Hanno meno di 35 anni (requisito eliminato dal 2023)

    Anche in questo caso, si beneficia dell’esonero IVA previsto per i forfettari.

    Agricoltori e Produttori Agricoli: Regime Speciale

    Gli agricoltori e i produttori agricoli possono beneficiare di un regime IVA speciale che, di fatto, li esonera dagli adempimenti ordinari IVA. Si tratta del regime IVA agricolo previsto dall’art. 34 del DPR 633/72.

    Come funziona:

    • L’IVA è applicata in modo forfettario sulle cessioni di prodotti agricoli
    • Le percentuali di compensazione variano dal 4% al 10% a seconda del prodotto
    • Non è necessaria la liquidazione periodica IVA
    • La dichiarazione annuale IVA è semplificata

    Produttori agricoli esonerati completamente: chi realizza un volume d’affari inferiore a 7.000 euro può richiedere l’esonero totale dagli adempimenti IVA (art. 34-bis DPR 633/72).

    Prestazioni Sanitarie ed Educative Esenti da IVA

    Alcune categorie professionali sono esenti da IVA per natura dell’attività svolta. Non si tratta di un esonero volontario, ma di esenzione obbligatoria prevista dalla legge.

    Prestazioni sanitarie esenti (art. 10, DPR 633/72):

    • Medici, odontoiatri, veterinari
    • Psicologi, biologi, infermieri (se iscritti all’albo)
    • Fisioterapisti, ostetriche, laboratori di analisi

    Prestazioni educative e sociali esenti:

    • Insegnanti privati (lezioni individuali o di gruppo)
    • Educatori, formatori professionali
    • Servizi socio-assistenziali

    Anche chi è in regime ordinario, se svolge queste attività, non applica IVA sulle fatture. Tuttavia, non può detrarre l’IVA sugli acquisti relativi a tali prestazioni esenti.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sull’IVA 2026

    Chi è esonerato dall’IVA nel 2026?

    Sono esonerati dall’IVA i contribuenti in regime forfettario (fino a 85.000 euro di ricavi annui), gli agricoltori con volume d’affari sotto 7.000 euro e i professionisti che svolgono attività esenti come prestazioni sanitarie o educative. L’esonero comporta l’impossibilità di detrarre l’IVA sugli acquisti.

    Qual è la soglia IVA per il regime forfettario 2026?

    La soglia di accesso al regime forfettario per il 2026 è di 85.000 euro di ricavi annui. Chi supera questo limite esce dal regime dall’anno successivo e diventa soggetto IVA ordinario, con obbligo di fatturazione con IVA e presentazione delle dichiarazioni periodiche.

    Chi è in regime forfettario deve fare la dichiarazione IVA?

    No, i contribuenti in regime forfettario sono esonerati dalla dichiarazione IVA annuale e dalle liquidazioni periodiche. Devono solo presentare la dichiarazione dei redditi (modello Redditi PF) con i ricavi conseguiti, ai quali si applica l’imposta sostitutiva del 5% o 15%.

    Gli agricoltori sono esonerati dall’IVA?

    Gli agricoltori possono beneficiare del regime IVA speciale agricolo (con compensazioni forfettarie) oppure, se il volume d’affari è inferiore a 7.000 euro annui, possono richiedere l’esonero totale dagli adempimenti IVA secondo l’art. 34-bis del DPR 633/72.


    L’esonero dall’IVA nel 2026 riguarda principalmente i contribuenti in regime forfettario, gli agricoltori sotto soglia e chi svolge attività esenti come prestazioni sanitarie ed educative. Conoscere questi meccanismi è fondamentale per evitare errori nella fatturazione e gestire correttamente la propria posizione fiscale. Per chi si trova vicino alle soglie di fatturato o vuole valutare il passaggio al regime ordinario, è consigliabile rivolgersi a un CAF o a un commercialista per una consulenza personalizzata.

    ARTICOLI CORRELATI

    Dichiarazione dei redditi 730
    DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    IVA 2026: Chi è Esonerato e Novità Normative

    Indice dei contenutiRegime Forfettario: Esonero IVA Confermato Regime di Vantaggio per Giovani Agricoltori e Produttori Agricoli: Regime Speciale Prestazioni Sanitarie ed Educative Esenti da IVAL’IVA 2026 presenta importanti…
    Gennaio 25, 2026
    /
    0 Commenti
    https://i0.wp.com/centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png?fit=1640%2C924&ssl=1 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-25 12:07:272026-01-25 12:11:12IVA 2026: Chi è Esonerato e Novità Normative
    Dichiarazione dei redditi 730
    DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Professionisti: Addio Soglia 5.000 Euro per Pagamenti della PA

    Indice dei contenutiCosa cambia per i professionistiLa novità normativa nel dettaglioVantaggi della nuova disciplinaDomande frequentiUna importante novità normativa interessa i professionisti che lavorano con…
    Gennaio 25, 2026
    /
    0 Commenti
    https://i0.wp.com/centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png?fit=1640%2C924&ssl=1 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-25 11:07:272026-01-25 12:11:16Professionisti: Addio Soglia 5.000 Euro per Pagamenti della PA
    comunicazione enea CAF Udine
    CAF, COMUNICAZIONE ENEA

    Portale ENEA 2026 Online: Via alle Comunicazioni per Ecobonus e Bonus Casa

    È finalmente operativo il portale ENEA 2026 per l’invio delle comunicazioni relative alle detrazioni fiscali per interventi di riqualificazione energetica (Ecobonus) e ristrutturazione edilizia (Bonus Casa). I contribuenti che hanno concluso…
    Gennaio 24, 2026
    /
    0 Commenti
    https://i0.wp.com/centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/comunicazione-enea.png?fit=1640%2C924&ssl=1 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-24 12:38:222026-01-24 07:36:07Portale ENEA 2026 Online: Via alle Comunicazioni per Ecobonus e Bonus Casa

    Leggi anche

    • Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote Ridotte
    • Calendario Fiscale 2026: Tutte le Scadenze per Privati e Imp…
    • Dichiarazione Redditi Tardiva 2026: Sanzioni e Ravvedimento
    • Contratto di Locazione 2026: Registrazione, Tasse e Obblighi
    Gennaio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-25 12:07:272026-05-31 16:19:55IVA 2026: Chi è Esonerato e Novità Normative
    DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Professionisti: Addio Soglia 5.000 Euro per Pagamenti della PA

    Dichiarazione dei redditi 730

    Indice dei contenuti

    1. Cosa cambia per i professionisti
    2. La novità normativa nel dettaglio
    3. Vantaggi della nuova disciplina
    4. Domande frequenti

    Una importante novità normativa interessa i professionisti che lavorano con la Pubblica Amministrazione: è stata eliminata la soglia di 5.000 euro per i controlli sui pagamenti. Questa modifica, in vigore dal 2026, rappresenta una semplificazione burocratica significativa che accelera i tempi di liquidazione delle fatture.

    La soglia dei 5.000 euro era stata introdotta per distinguere i pagamenti che richiedevano verifiche più approfondite da quelli di importo inferiore. Con la sua eliminazione, tutti i pagamenti della PA ai professionisti seguono ora la stessa procedura semplificata, indipendentemente dall’importo.

    Vediamo nel dettaglio cosa cambia, quali sono i vantaggi concreti per i professionisti e come si applicano le nuove regole.

    Cosa cambia per i professionisti

    L’eliminazione della soglia di 5.000 euro per i pagamenti PA comporta diverse modifiche operative per i professionisti:

    • Uniformità dei controlli: non c’è più distinzione tra pagamenti sotto o sopra la soglia
    • Procedure semplificate: tutti i pagamenti seguono lo stesso iter amministrativo
    • Tempi ridotti: eliminati i controlli aggiuntivi che rallentavano i pagamenti oltre i 5.000 euro
    • Meno burocrazia: documentazione richiesta standardizzata per qualsiasi importo

    Prima della riforma, i pagamenti superiori a 5.000 euro richiedevano verifiche supplementari da parte degli uffici amministrativi della PA, con conseguenti rallentamenti nei tempi di liquidazione. Questa distinzione creava spesso disagi operativi e ritardi nei pagamenti, specialmente per fatture di importo appena superiore alla soglia.

    Con la nuova disciplina, la Pubblica Amministrazione applica la stessa procedura di verifica e pagamento indipendentemente dall’importo della fattura, garantendo maggiore prevedibilità dei tempi di incasso per i professionisti.

    La novità normativa nel dettaglio

    La modifica normativa che elimina la soglia di 5.000 euro si inserisce in un più ampio processo di semplificazione dei rapporti tra professionisti e Pubblica Amministrazione.

    Ambito di applicazione

    La nuova disciplina si applica a:

    • Prestazioni professionali rese da liberi professionisti alla PA
    • Consulenze e collaborazioni con enti pubblici
    • Servizi specialistici (legali, fiscali, tecnici, sanitari)
    • Incarichi professionali affidati tramite procedure pubbliche o dirette

    Cosa non cambia

    Restano invariati:

    • Gli obblighi di fatturazione elettronica verso la PA
    • I termini di pagamento previsti dal D.Lgs. 231/2002 (30-60 giorni)
    • Le verifiche antimafia e di regolarità contributiva (DURC)
    • Gli adempimenti fiscali e previdenziali del professionista

    L’eliminazione della soglia riguarda esclusivamente le procedure interne di controllo amministrativo e contabile della PA, non gli obblighi formali del professionista.

    Vantaggi della nuova disciplina

    La rimozione della soglia di 5.000 euro porta vantaggi concreti sia per i professionisti che per la Pubblica Amministrazione:

    Per i professionisti

    • Tempi di pagamento più rapidi: eliminati i controlli aggiuntivi che rallentavano l’iter
    • Maggiore liquidità: incassi più prevedibili e tempestivi
    • Semplificazione operativa: stessa procedura per tutti gli importi
    • Riduzione del contenzioso: meno contestazioni legate a ritardi di pagamento

    Per la Pubblica Amministrazione

    • Snellimento delle procedure: un solo iter amministrativo invece di due
    • Riduzione dei costi: meno risorse dedicate a controlli differenziati
    • Efficienza organizzativa: processi standardizzati e più rapidi
    • Migliori rapporti con i fornitori di servizi professionali

    Questa riforma si colloca nel solco delle semplificazioni amministrative avviate negli ultimi anni per migliorare i rapporti tra cittadini, imprese, professionisti e PA.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sulla Soglia 5.000 Euro PA

    Da quando è eliminata la soglia di 5.000 euro per i pagamenti PA?

    La modifica normativa è in vigore dal 2026. Tutti i pagamenti della Pubblica Amministrazione ai professionisti, indipendentemente dall importo, seguono ora la stessa procedura semplificata senza distinzione di soglia.

    La soglia di 5.000 euro riguarda anche i pagamenti dell Agenzia delle Entrate?

    No, la soglia eliminata riguarda i controlli amministrativi interni della PA per i pagamenti ai professionisti. Non ha nulla a che vedere con le soglie fiscali per tracciabilita o deducibilita delle spese, che restano invariate.

    Cambiano i tempi di pagamento delle fatture alla PA?

    I tempi massimi di pagamento (30-60 giorni) previsti dal D.Lgs. 231/2002 restano invariati. Tuttavia, l eliminazione dei controlli aggiuntivi per importi oltre i 5.000 euro puo accelerare l iter di liquidazione effettivo.

    Devo modificare qualcosa nella mia fatturazione elettronica?

    No, non cambiano gli obblighi di fatturazione elettronica verso la PA. La novita riguarda solo le procedure interne di controllo amministrativo della Pubblica Amministrazione, non gli adempimenti del professionista.


    L’eliminazione della soglia di 5.000 euro per i controlli sui pagamenti PA rappresenta un passo importante verso la semplificazione burocratica e il miglioramento dei rapporti tra professionisti e Pubblica Amministrazione.

    Per i professionisti, questa novita si traduce in tempi di pagamento più prevedibili, maggiore liquidita e meno burocrazia. Per la PA, significa procedure più snelle e costi amministrativi ridotti.

    Se sei un professionista che lavora con la PA e hai dubbi su questa o altre novita normative, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per consulenze personalizzate su regime fiscale, adempimenti e semplificazioni.


    ARTICOLI CORRELATI

    Leggi anche

    • Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote Ridotte
    • Calendario Fiscale 2026: Tutte le Scadenze per Privati e Imp…
    • Dichiarazione Redditi Tardiva 2026: Sanzioni e Ravvedimento
    • Contratto di Locazione 2026: Registrazione, Tasse e Obblighi
    Gennaio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-25 11:07:272026-05-31 17:00:38Professionisti: Addio Soglia 5.000 Euro per Pagamenti della PA
    PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Psicologi

    Contributi ENPAP 2026: Guida Completa ad Aliquote, Calcolo e Scadenze per Psicologi

    regime forfettario partita iva

    Contributi ENPAP 2026 per Psicologi: Guida Completa ad Aliquote, Calcolo e Scadenze

    Sei uno psicologo libero professionista e vuoi sapere esattamente quanto pagherai di contributi ENPAP nel 2026? Vuoi capire come si calcolano i contributi in regime forfettario? Sei confuso tra contributo soggettivo, integrativo e maternità?

    L’ENPAP (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Psicologi) è la cassa previdenziale obbligatoria per tutti gli psicologi che esercitano la libera professione con partita IVA. In questa guida completa scoprirai tutto sui contributi ENPAP 2026: aliquote, minimali, calcolo pratico, scadenze e agevolazioni per i nuovi iscritti.

    Il CAF Centro Fiscale assiste gli psicologi nella corretta gestione dei contributi previdenziali, dalla prima iscrizione al calcolo annuale, garantendo il rispetto di tutte le scadenze e l’ottimizzazione fiscale dei versamenti.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’e l’ENPAP e Chi Deve Iscriversi
    2. Le 3 Tipologie di Contributi ENPAP
    3. Aliquote e Minimali 2026
    4. Calcolo Contributi in Regime Forfettario
    5. Tabella di Calcolo per Fasce di Fatturato
    6. Scadenze Versamenti 2026
    7. Riduzioni e Agevolazioni per Nuovi Iscritti
    8. Come Versare i Contributi
    9. Domande Frequenti

    Cos’e l’ENPAP e Chi Deve Iscriversi

    L’ENPAP (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Psicologi) è stato istituito nel 1996 come cassa previdenziale di categoria per tutti gli psicologi liberi professionisti. È un ente di diritto privato che gestisce la previdenza obbligatoria degli psicologi iscritti all’Albo che esercitano attività professionale autonoma.

    Chi Deve Iscriversi all’ENPAP

    L’iscrizione all’ENPAP e obbligatoria per:

    • Psicologi iscritti all’Albo che esercitano attività libero-professionale
    • Psicologi con partita IVA che svolgono attività di consulenza, sostegno, valutazione, psicoterapia
    • Anche se l’attività e occasionale o di importo minimo
    • Anche se hai un lavoro dipendente e svolgi attività libero-professionale in parallelo

    Chi NON Deve Iscriversi

    Non sono tenuti all’iscrizione ENPAP:

    • Psicologi dipendenti che non svolgono alcuna attività libero-professionale
    • Psicologi iscritti all’Albo che non esercitano la professione
    • Psicologi non iscritti all’Albo (non possono esercitare comunque)

    Quando Iscriversi

    L’iscrizione all’ENPAP deve avvenire entro 90 giorni dall’apertura della partita IVA o dall’inizio dell’attività libero-professionale.

    Documenti necessari per l’iscrizione:

    • Copia documento d’identità
    • Codice fiscale
    • Numero di partita IVA
    • Numero di iscrizione all’Albo degli Psicologi
    • Data di inizio attività

    Cosa Offre l’ENPAP

    In cambio dei contributi, l’ENPAP garantisce:

    • Pensione di vecchiaia al raggiungimento dei requisiti
    • Pensione di invalidità in caso di inabilita
    • Pensione ai superstiti in caso di decesso
    • Indennita di maternità per le iscritte
    • Prestazioni assistenziali in caso di difficolta

    Le 3 Tipologie di Contributi ENPAP

    I contributi ENPAP si suddividono in tre componenti distinte, ciascuna con caratteristiche e finalita specifiche.

    1. Contributo Soggettivo

    CONTRIBUTO SOGGETTIVO
    Aliquota ordinaria10% del reddito professionale netto
    Aliquota minima10%
    Aliquota massima volontariaFino al 30% (incrementi del 2%)
    Minimale 2026856 euro
    FinalitaCostruzione del montante pensionistico
    Deducibilità fiscale100% deducibile dal reddito

    Nota: Puoi scegliere di versare un’aliquota superiore al 10% (12%, 14%, 16%… fino al 30%) per aumentare la tua pensione futura. La scelta e volontaria e reversibile.

    2. Contributo Integrativo

    CONTRIBUTO INTEGRATIVO
    Aliquota2% del corrispettivo lordo fatturato
    Minimale 202666 euro
    Chi lo pagaIl cliente (addebitato in fattura)
    FinalitaFinanziamento servizi dell’Ente
    Deducibilità fiscaleNON deducibile (e a carico del cliente)

    Importante: Il contributo integrativo deve essere sempre addebitato in fattura al cliente come voce separata. Non è un costo per lo psicologo ma un importo che transita verso l’ENPAP.

    Contributo integrativo del 2% aggiunto o compreso nella tariffa. Se comunichi al paziente una tariffa “tutto compreso”, il 2% non si aggiunge ma si ricava dal totale; in fattura resta comunque su una riga separata. Con una seduta da 70 euro:

    • contributo in aggiunta: 70 euro + 2% = 71,40 euro pagati dal paziente;
    • contributo compreso: il paziente paga 70 euro, che in fattura diventano 68,63 euro di prestazione + 1,37 euro di contributo ENPAP (compenso = tariffa / 1,02).

    In entrambi i casi il contributo è il 2% del compenso e lo paga il paziente: cambia solo il prezzo che comunichi. Lo stesso esempio (70 euro = 68,63 + 1,37) è usato dall’Ordine degli Psicologi del Lazio nella sua guida alla fatturazione con il Bonus Psicologo.

    3. Contributo di Maternità

    CONTRIBUTO DI MATERNITA
    Importo130 euro (fisso annuale, importo stabilito dall’ENPAP per il 2025 e versato con il saldo del 1° ottobre 2026; l’importo per i redditi 2026 sarà comunicato dall’Ente)
    Chi lo pagaTutti gli iscritti (uomini e donne)
    FinalitaFinanziamento indennita di maternità
    Deducibilità fiscale100% deducibile dal reddito

    Nota: Il contributo di maternità è dovuto da tutti gli iscritti, indipendentemente dal sesso, per finanziare le indennita di maternità delle colleghe iscritte.

    Riepilogo Contributi ENPAP

    ContributoBase di CalcoloAliquotaMinimo 2026Deducibile
    SoggettivoReddito netto10%856 euroSI
    IntegrativoFatturato lordo2%66 euroNO (a carico cliente)
    MaternitàFisso–130 euroSI
    TOTALE MINIMO1.052 euro–

    Aliquote e Minimali ENPAP 2026

    Ecco il riepilogo completo delle aliquote e dei minimali contributivi ENPAP per l’anno 2026.

    Aliquote Contributive 2026

    Tipo ContributoAliquotaBase di Calcolo
    Soggettivo ordinario10%Reddito professionale netto
    Soggettivo pensionati ENPAP5%Reddito professionale netto
    Soggettivo volontario aumentato12%-30%Reddito professionale netto
    Integrativo2%Corrispettivo lordo fatturato
    MaternitàFisso130 euro annui (importo 2025)

    Minimali Contributivi 2026

    ContributoMinimo OrdinarioNote
    Soggettivo856 euroSempre dovuto anche con reddito basso
    Integrativo66 euroSempre dovuto anche con fatturato basso
    Maternità130 euroImporto fisso (stabilito per il 2025)
    TOTALE MINIMO1.052 euroDa versare anche con reddito zero

    Minimali Ridotti per Situazioni Particolari

    SituazioneRiduzione SoggettivoImporto Ridotto
    Nuovi iscritti (primi 3 anni)Riduzione a 1/3286 euro
    Lavoro dipendente contestualeRiduzione al 50%428 euro
    Reddito netto inferiore a 1.712 euroRiduzione speciale172 euro
    Pensionati over 57 (altro ente)Riduzione al 50%428 euro
    Inattività 6+ mesi per malattia (maternità solo se a rischio)Riduzione al 50%428 euro

    Massimale Contributivo 2026

    Il reddito su cui si calcola il contributo soggettivo ha un massimale annuo (oltre il quale non si paga più contributo):

    Massimale 2026: circa 103.000 euro di reddito

    Oltre questa soglia, il contributo soggettivo non aumenta più (per la parte eccedente l’aliquota e zero).

    Calcolo Contributi ENPAP in Regime Forfettario

    Per gli psicologi in regime forfettario, il calcolo dei contributi ENPAP segue regole specifiche basate sul coefficiente di redditività del 78%.

    Formula di Calcolo Step by Step

    STEP 1: Calcola il reddito forfettario

    Reddito = Fatturato annuo x 78%

    STEP 2: Calcola il contributo soggettivo

    Contributo soggettivo = Reddito x 10%
    (se inferiore a 856 euro, paga il minimo di 856 euro)

    STEP 3: Calcola il contributo integrativo

    Contributo integrativo = Fatturato x 2%
    (se inferiore a 66 euro, paga il minimo di 66 euro)

    STEP 4: Aggiungi il contributo maternità

    Contributo maternità = 130 euro (fisso, importo 2025)

    STEP 5: Somma totale

    TOTALE ENPAP = Soggettivo + Integrativo + Maternità

    Esempio Pratico 1: Fatturato 20.000 euro

    Fatturato annuo20.000 euro
    Reddito forfettario (20.000 x 78%)15.600 euro
    CALCOLO CONTRIBUTI
    Contributo soggettivo (15.600 x 10%)1.560 euro
    Contributo integrativo (20.000 x 2%)400 euro
    Contributo maternità130 euro
    TOTALE ENPAP ANNUO2.090 euro

    Esempio Pratico 2: Fatturato 40.000 euro

    Fatturato annuo40.000 euro
    Reddito forfettario (40.000 x 78%)31.200 euro
    CALCOLO CONTRIBUTI
    Contributo soggettivo (31.200 x 10%)3.120 euro
    Contributo integrativo (40.000 x 2%)800 euro
    Contributo maternità130 euro
    TOTALE ENPAP ANNUO4.050 euro

    Esempio Pratico 3: Fatturato 8.000 euro (sotto minimali)

    Fatturato annuo8.000 euro
    Reddito forfettario (8.000 x 78%)6.240 euro
    CALCOLO CONTRIBUTI
    Contributo soggettivo calcolato (6.240 x 10%)624 euro
    Minimo soggettivo applicato856 euro
    Contributo integrativo (8.000 x 2%)160 euro
    Contributo maternità130 euro
    TOTALE ENPAP ANNUO1.146 euro

    Nota: Anche con reddito basso, si paga sempre il minimo di 856 euro per il soggettivo.

    Tabella di Calcolo Contributi per Fasce di Fatturato

    Ecco una tabella riepilogativa dei contributi ENPAP per diverse fasce di fatturato in regime forfettario:

    FatturatoReddito (78%)SoggettivoIntegrativoMaternitàTOTALE
    5.000 euro3.900 euro856 euro (min)100 euro130 euro1.086 euro
    10.000 euro7.800 euro856 euro (min)200 euro130 euro1.186 euro
    15.000 euro11.700 euro1.170 euro300 euro130 euro1.600 euro
    20.000 euro15.600 euro1.560 euro400 euro130 euro2.090 euro
    25.000 euro19.500 euro1.950 euro500 euro130 euro2.580 euro
    30.000 euro23.400 euro2.340 euro600 euro130 euro3.070 euro
    35.000 euro27.300 euro2.730 euro700 euro130 euro3.560 euro
    40.000 euro31.200 euro3.120 euro800 euro130 euro4.050 euro
    50.000 euro39.000 euro3.900 euro1.000 euro130 euro5.030 euro
    60.000 euro46.800 euro4.680 euro1.200 euro130 euro6.010 euro
    70.000 euro54.600 euro5.460 euro1.400 euro130 euro6.990 euro
    80.000 euro62.400 euro6.240 euro1.600 euro130 euro7.970 euro
    85.000 euro66.300 euro6.630 euro1.700 euro130 euro8.460 euro

    I valori del contributo integrativo (2%) sono a carico del cliente e addebitati in fattura.

    Scadenze Versamenti ENPAP 2026

    I contributi ENPAP si versano in due momenti durante l’anno: acconto a marzo e saldo a ottobre.

    Calendario Scadenze 2026

    ScadenzaAdempimentoImporto
    2 Marzo 2026 (il 1° marzo cadeva di domenica)Versamento acconto70% dei contributi 2025
    1 Ottobre 2026Comunicazione reddituale + SaldoDifferenza tra dovuto e acconto

    Come Funziona l’Acconto

    L’acconto di marzo si calcola come 70% dei contributi (soggettivo + integrativo) dovuti l’anno precedente:

    Acconto redditi 2025 (entro il 2 marzo 2026) = (Soggettivo + Integrativo dovuti sui redditi 2024) x 70%

    Esempio: Se nel 2025 hai versato 3.000 euro di soggettivo + integrativo, l’acconto 2026 sarà:
    3.000 x 70% = 2.100 euro (da versare entro il 2 marzo 2026)

    Come Funziona il Saldo

    A ottobre, insieme alla comunicazione reddituale (dichiarazione dei redditi 2025), versi il saldo:

    Saldo 2026 = Contributi dovuti 2025 – Acconto versato a marzo

    Se l’acconto versato e superiore al dovuto, avrai un credito da compensare l’anno successivo.

    Primo Anno di Attività

    Se apri la partita IVA nel 2026, i contributi sui redditi 2026 (almeno i minimi) si dichiarano e si versano con la comunicazione reddituale entro il 1° ottobre 2027.

    Sanzioni per Ritardo

    Il mancato o ritardato versamento comporta:

    • Sanzioni: dal 5% al 30% dell’importo dovuto
    • Interessi legali: sulla somma non versata
    • Sospensione prestazioni: in caso di morosita prolungata

    Consiglio: Imposta promemoria o addebito automatico per non dimenticare le scadenze.

    Riduzioni e Agevolazioni per Nuovi Iscritti

    L’ENPAP prevede riduzioni sui contributi minimi per specifiche categorie di iscritti.

    Riduzione per Nuovi Iscritti (Primi 3 Anni)

    Chi si iscrive all’ENPAP per la prima volta beneficia della riduzione del minimo soggettivo a 1/3 per i primi 3 anni:

    Minimo soggettivo ridotto (primi 3 anni)286 euro (invece di 856)
    Minimo integrativo66 euro (invariato)
    Contributo maternità130 euro (invariato)
    TOTALE MINIMO (primi 3 anni)482 euro

    Risparmio: 570 euro/anno rispetto al minimo ordinario

    Riduzione per Lavoro Dipendente Contestuale

    Chi svolge contemporaneamente lavoro dipendente (pubblico o privato) e libera professione può richiedere la riduzione del minimo soggettivo al 50%:

    Minimo soggettivo ridotto (dipendente)428 euro (invece di 856)

    Requisito: Dimostrare che si ha un contratto di lavoro dipendente attivo.

    Riduzione per Reddito Molto Basso

    Chi ha un reddito netto professionale inferiore a 1.712 euro/anno può richiedere la riduzione a un quinto del minimo:

    Minimo soggettivo ridotto (reddito < 1.712 euro)172 euro

    Riduzione per Pensionati (Altro Ente)

    Gli psicologi over 57 che percepiscono pensione da altro ente previdenziale possono richiedere la riduzione del minimo soggettivo al 50%:

    Minimo soggettivo ridotto (pensionati over 57)428 euro

    Come Richiedere le Riduzioni

    Le riduzioni non sono automatiche. Devi:

    1. Accedere all’area riservata ENPAP
    2. Compilare il modulo di richiesta riduzione
    3. Allegare la documentazione richiesta
    4. Chiedere la riduzione in fase di compilazione della comunicazione reddituale (entro il 1° ottobre)

    La riduzione, una volta approvata, si applica per l’intero anno contributivo.

    Come Versare i Contributi ENPAP

    I contributi ENPAP si possono versare attraverso diversi canali.

    Modalità di Pagamento

    • Bonifico bancario: IBAN disponibile nell’area riservata ENPAP
    • MAV bancario: Generato automaticamente dall’area riservata
    • PagoPA: Tramite il sistema di pagamenti della Pubblica Amministrazione
    • Addebito diretto (SDD): Domiciliazione bancaria automatica

    Procedura di Versamento

    1. Accedi all’area riservata ENPAP (www.enpap.it)
    2. Vai alla sezione Contributi > Versamenti
    3. Genera il MAV o ottieni i dati per il bonifico
    4. Effettua il pagamento entro la scadenza
    5. Conserva la ricevuta

    Rateizzazione

    È possibile richiedere la rateizzazione dei contributi in caso di difficolta economiche:

    • Fino a 12 rate mensili per importi fino a 5.000 euro
    • Fino a 24 rate mensili per importi superiori
    • Applicazione di interessi sulle rate successive alla prima

    La richiesta va presentata tramite l’area riservata ENPAP.

    Comunicazione Reddituale

    Entro il 1 ottobre di ogni anno devi presentare la comunicazione reddituale, dichiarando:

    • Reddito professionale dell’anno precedente
    • Fatturato lordo dell’anno precedente
    • Eventuali variazioni della situazione contributiva

    La comunicazione si compila online nell’area riservata ENPAP.

    Strumenti per il contributo integrativo in fattura

    Per non sbagliare il 2% fattura per fattura, soprattutto con una tariffa “tutto compreso”, aiuta un programma di fatturazione che lo calcola da solo. Tra le opzioni c’è Fatturazione Italia, progettato con il CAF Centro Fiscale: nella fattura scegli se il contributo ENPAP va in aggiunta o è già compreso nel prezzo (la seduta da 70 € resta 70 €) e lo applichi riga per riga, così un rimborso spese resta fuori. Le casse previdenziali e il Sistema TS sono inclusi nel piano Pro, a 89 € + IVA l’anno (108,58 € IVA inclusa); chi arriva da PsicoGest può importare pazienti, fatture e fornitori dal file .xls. Prova gratuità di 14 giorni, senza carta: scopri Fatturazione Italia.

    Domande Frequenti (FAQ)

    Quanto paga di contributi ENPAP uno psicologo?

    Il minimo annuale è di 1.052 euro (856 soggettivo + 66 integrativo + 130 maternità, importo 2025). Per chi fattura di più, si paga il 10% del reddito + 2% del fatturato + 130 euro fissi.

    I contributi ENPAP sono deducibili fiscalmente?

    Si, il contributo soggettivo e il contributo di maternità sono integralmente deducibili dal reddito. Il contributo integrativo non è deducibile perché è a carico del cliente.

    Devo iscrivermi all’ENPAP anche se ho un lavoro dipendente?

    Si, se svolgi attività libero-professionale come psicologo (anche occasionale) devi iscriverti all’ENPAP. Puoi però richiedere la riduzione del minimo contributivo al 50%.

    Cosa succede se non verso i contributi?

    Il mancato versamento comporta sanzioni (5-30% dell’importo), interessi e possibile sospensione delle prestazioni. In caso di morosita prolungata, l’ENPAP può attivare la riscossione coattiva.

    Posso versare più del 10% per avere una pensione più alta?

    Si, puoi scegliere un’aliquota del contributo soggettivo superiore al 10% (fino al 30%, con incrementi del 2%). Questo aumenta il montante contributivo e quindi la pensione futura.

    Come addebito il contributo integrativo in fattura?

    Aggiungi una riga separata nella fattura: “Contributo integrativo ENPAP 2%” calcolato sull’onorario. Esempio: onorario 70 euro + integrativo 1,40 euro = totale 71,40 euro.

    Da quando devo iscrivermi all’ENPAP?

    Entro 90 giorni dall’apertura della partita IVA o dall’inizio dell’attività libero-professionale come psicologo.

    Conclusioni

    I contributi ENPAP rappresentano un costo importante per gli psicologi liberi professionisti, ma garantiscono tutele previdenziali fondamentali. Ecco i punti chiave da ricordare:

    • Tre contributi: Soggettivo (10%), Integrativo (2%), Maternità (130 euro, importo 2025)
    • Minimo annuale: 1.052 euro (riducibile per nuovi iscritti)
    • Scadenze: Acconto a marzo, saldo a ottobre
    • Deducibilità: Soggettivo e maternità sono deducibili al 100%
    • Integrativo: Sempre da addebitare in fattura al cliente

    Il CAF Centro Fiscale offre assistenza completa nella gestione dei contributi ENPAP: calcolo, scadenze, richieste di riduzione e comunicazione reddituale.

    Contatta il CAF Centro Fiscale per una consulenza sulla tua situazione contributiva.

    Ultimo aggiornamento: Gennaio 2026. Per importi e scadenze ufficiali, verificare sempre sul sito ENPAP (www.enpap.it).

    Articoli correlati:

    • Partita IVA Psicologo 2026: Guida Completa
    • Quanto Guadagna uno Psicologo con P.IVA

    Vuoi aprire la Partita IVA senza pensieri?

    Il nostro team di esperti ti guida in ogni passaggio: dall’apertura della partita IVA alla gestione fiscale completa. Nessun errore, nessuna sorpresa.

    +2000
    Partite IVA aperte
    100%
    Assistenza garantita

    Compila il modulo per una consulenza gratuità:

      Il tuo nome (*)

      La tua email (*)

      Il tuo telefono (*)

      Richiesta (eventuale)

      Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

      Oppure chiamaci: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121

      Gennaio 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-25 09:00:002026-10-12 09:13:20Contributi ENPAP 2026: Guida Completa ad Aliquote, Calcolo e Scadenze per Psicologi
      CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

      Forex e Quadro RW 2026: Guida Completa alla Dichiarazione Fiscale del Trading Valutario


      Il trading Forex (Foreign Exchange, ovvero il mercato delle valute) è diventato sempre più popolare tra gli investitori italiani. Ma quando si parla di investimenti in valute estere e operazioni di trading online, sorgono spesso dubbi sugli obblighi fiscali: devo dichiarare il conto Forex? Cos’è il quadro RW? Come funziona la tassazione delle plusvalenze sul Forex? In questa guida completa ti spieghiamo tutto quello che devi sapere sul Forex e quadro RW, con particolare attenzione alla differenza cruciale tra broker italiani e broker esteri, per aiutarti a gestire correttamente i tuoi adempimenti fiscali e evitare sanzioni.


      Indice dei contenuti

      1. Cos’è il Trading Forex e Come Funziona dal Punto di Vista Fiscale
      2. Broker Italiani vs Broker Esteri: La Differenza Cruciale per il Quadro RW
      3. Quando è Obbligatorio Compilare il Quadro RW per il Forex
      4. Come Compilare il Quadro RW per il Conto Forex Estero
      5. Tassazione delle Plusvalenze Forex: Come Funziona il Capital Gains al 26%
      6. Documenti Necessari per Dichiarare il Forex nel Quadro RW
      7. Sanzioni per la Mancata Dichiarazione del Forex nel Quadro RW
      8. Forex e Criptovalute: Differenze nel Quadro RW
      9. Domande Frequenti


      Cos’è il Trading Forex e Come Funziona dal Punto di Vista Fiscale

      Il mercato Forex è il più grande mercato finanziario al mondo, dove si scambiano coppie di valute (euro/dollaro, sterlina/yen, ecc.). Quando fai trading Forex, in pratica compri una valuta vendendone un’altra, sperando che il tasso di cambio si muova a tuo favore per ottenere un profitto.

      Dal punto di vista fiscale italiano, le operazioni in valuta estera sono considerate redditi diversi quando generano una plusvalenza (guadagno). L’Agenzia delle Entrate equipara il trading Forex alle altre forme di investimento finanziario, applicando una tassazione del 26% sui guadagni netti (capital gains).

      Ma c’è una distinzione fondamentale che devi conoscere: l’obbligo dichiarativo cambia radicalmente a seconda che tu operi con un broker italiano oppure con un broker estero. Questa differenza influisce direttamente sull’obbligo di compilare il quadro RW nella dichiarazione dei redditi.


      Broker Italiani vs Broker Esteri: La Differenza Cruciale per il Quadro RW

      Questa è la distinzione più importante da comprendere quando si parla di Forex e quadro RW. Vediamo le due situazioni:


      Trading con Broker Italiani (con Sostituto d’Imposta)

      Se il tuo broker ha sede in Italia e agisce come sostituto d’imposta, significa che:

      • Se hai scelto il regime amministrato, il broker applica l’imposta sostitutiva del 26% sui tuoi guadagni
      • Non devi compilare il quadro RW per le attività affidate in amministrazione a un intermediario italiano, quando è lui ad applicare le imposte sui redditi
      • Non devi dichiarare le plusvalenze autonomamente nel modello Redditi
      • Il broker versa le imposte al fisco italiano per tuo conto

      In questo caso, l’adempimento fiscale è completamente automatizzato. Tu ricevi i guadagni già al netto delle tasse, senza ulteriori obblighi dichiarativi. È la soluzione più semplice per chi non vuole preoccuparsi della dichiarazione fiscale del trading. Se invece con il broker italiano resti in regime dichiarativo, le plusvalenze vanno indicate da te nel quadro RT: in questo caso conviene verificare con un consulente anche gli obblighi di monitoraggio.


      Trading con Broker Esteri (Regime Dichiarativo)

      Se operi con un broker con sede all’estero (anche europeo), la situazione cambia completamente:

      • Il broker NON applica alcuna ritenuta fiscale sui tuoi guadagni
      • Sei obbligato a compilare il quadro RW per il monitoraggio fiscale del conto estero
      • Devi dichiarare autonomamente le plusvalenze nel modello Redditi (quadro RT)
      • Devi calcolare e versare tu l’imposta del 26% sui guadagni netti
      • Devi pagare l’IVAFE: lo 0,2% annuo del valore dei prodotti finanziari, oppure 34,20 euro fissi per i conti correnti con giacenza media superiore a 5.000 euro

      Questa modalità si chiama regime dichiarativo: sei tu responsabile di ogni adempimento fiscale. L’obbligo sussiste anche se il conto è intestato a te presso broker regolamentati in Europa (ad esempio a Cipro, a Malta o nel Regno Unito).


      Quando è Obbligatorio Compilare il Quadro RW per il Forex

      Il quadro RW è la sezione del modello Redditi dedicata al monitoraggio fiscale delle attività finanziarie detenute all’estero. Compilare correttamente questo quadro è fondamentale per evitare sanzioni molto pesanti.

      Devi compilare il quadro RW per il Forex in questi casi:

      • Hai un conto trading presso un broker estero (anche se europeo)
      • Il conto è stato aperto e/o detenuto per almeno un giorno durante l’anno fiscale
      • Per gli strumenti finanziari l’obbligo sussiste indipendentemente dal valore: anche se il conto ha pochi euro o è in perdita, va dichiarato. Fa eccezione la sola liquidità su depositi e conti correnti esteri: il monitoraggio non è dovuto se il valore massimo complessivo raggiunto nell’anno non supera 15.000 euro, ma il quadro va compilato comunque se è dovuta l’IVAFE
      • Anche se non hai fatto operazioni durante l’anno, se il conto è attivo va segnalato

      Il quadro RW serve all’Agenzia delle Entrate per monitorare i capitali detenuti all’estero dai residenti fiscali italiani. Non è solo una formalità: la mancata compilazione comporta sanzioni dal 3% al 15% degli importi non dichiarati, che salgono dal 6% al 30% se il conto è in un Paese a fiscalità privilegiata (art. 5, c. 2, DL 167/1990).

      Importante: se le tue attività sono affidate in amministrazione a un broker italiano che applica le imposte sui redditi, NON devi compilare il quadro RW per quelle attività. È questa la differenza cruciale tra le due tipologie di intermediari.


      Come Compilare il Quadro RW per il Conto Forex Estero

      La compilazione del quadro RW per un conto di trading Forex estero richiede attenzione e precisione. Ecco i passaggi fondamentali:


      Dati da Indicare nel Quadro RW

      Nel quadro RW dovrai inserire:

      • Codice individuazione bene (colonna 3), dalla tabella in appendice alle istruzioni: dipende dall’attività, ad esempio 1 per conti correnti e depositi, 9 per i contratti derivati conclusi fuori dall’Italia, 20 per il conto deposito titoli
      • Codice dello Stato estero (colonna 4) dove si trova il broker, dalla tabella dei Paesi allegata alle istruzioni
      • Valore iniziale (colonna 7) al 1° gennaio o al primo giorno di detenzione
      • Valore finale (colonna 8) al 31 dicembre o alla chiusura; per i conti correnti si indica il valore medio di giacenza
      • Giorni di detenzione (colonna 10), solo se è dovuta l’IVAFE
      • Valore massimo raggiunto nell’anno (colonna 9), solo per i conti correnti in Paesi non collaborativi

      Tutti i valori vanno indicati in euro, convertendo eventuali importi in valuta estera con il cambio indicato nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate sui cambi medi mensili.


      Calcolo dell’IVAFE sul Conto Forex

      Oltre alla compilazione del quadro RW, se detieni un conto presso un broker estero devi versare l’IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie all’Estero).

      Per i prodotti finanziari l’IVAFE è pari allo 0,2% del valore al 31 dicembre (o alla fine della detenzione), in proporzione ai giorni e alla quota di possesso; lo 0,4% per i prodotti detenuti in Paesi a fiscalità privilegiata. Ad esempio, strumenti per 10.000 euro detenuti tutto l’anno comportano 20 euro di IVAFE (10.000 x 0,2%). Per i conti correnti l’imposta è invece fissa, 34,20 euro annui, ed è dovuta solo se il valore medio di giacenza supera 5.000 euro.

      L’IVAFE si paga tramite modello F24, con il codice tributo 4043 per il saldo, e non va versata se l’importo dovuto non supera 12 euro. Il CAF Centro Fiscale può aiutarti nel calcolo corretto e nella predisposizione del modello di pagamento.


      Tassazione delle Plusvalenze Forex: Come Funziona il Capital Gains al 26%

      Se operi in regime dichiarativo (broker estero), oltre al quadro RW devi dichiarare le plusvalenze ottenute dal trading Forex nel quadro RT (Redditi Diversi) del modello Redditi.

      La tassazione delle plusvalenze Forex funziona così:

      • Le plusvalenze (guadagni) sono tassate con aliquota fissa del 26%
      • Puoi compensare le plusvalenze con le eventuali minusvalenze (perdite) dello stesso anno o dei 4 anni precedenti
      • Il calcolo è sulla differenza netta tra tutti i guadagni e tutte le perdite dell’anno
      • L’imposta va versata tramite modello F24 entro il termine del saldo delle imposte sui redditi (30 giugno, o 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%)

      Ad esempio, se nell’anno hai realizzato 5.000 euro di guadagni e 2.000 euro di perdite sul Forex, il capital gain netto è di 3.000 euro. Su questa cifra pagherai il 26%, ovvero 780 euro di tasse.

      Attenzione alla distinzione tra tipi di operazione. Le plusvalenze da cessione a pronti di valute prelevate da depositi e conti correnti sono tassate solo se, nel periodo d’imposta, la giacenza complessiva in valuta ha superato 51.645,69 euro per almeno sette giorni lavorativi continui (art. 67, c. 1-ter, TUIR). Il trading Forex con leva (CFD, rolling spot e altri contratti derivati) segue invece le regole dei contratti derivati (art. 67, c. 1, lett. c-quater, TUIR): i proventi sono tassati al 26% senza questa soglia.


      Documenti Necessari per Dichiarare il Forex nel Quadro RW

      Per compilare correttamente la dichiarazione fiscale del trading Forex con broker estero, dovrai raccogliere questi documenti:

      • Estratti conto del broker con i saldi al 1° gennaio e 31 dicembre
      • Report delle operazioni (trading statement) con tutte le transazioni dell’anno
      • Calcolo delle plusvalenze e minusvalenze realizzate
      • Dati anagrafici del broker (nome, indirizzo, Paese di residenza)
      • Giacenza media annua della liquidità sul conto (per l’IVAFE sui conti correnti) e valore degli strumenti al 31 dicembre

      Molti broker esteri forniscono report fiscali già pronti per la dichiarazione italiana, ma non sempre sono completi o corretti secondo le normative del fisco italiano. Per questo è consigliabile affidarsi a un CAF o commercialista esperto che possa verificare i dati e compilare correttamente tutti i quadri.


      Sanzioni per la Mancata Dichiarazione del Forex nel Quadro RW

      Le sanzioni per la mancata compilazione del quadro RW sono molto severe. L’Agenzia delle Entrate considera l’omessa dichiarazione delle attività finanziarie estere una violazione grave, che può portare a conseguenze pesanti:

      • Sanzione amministrativa dal 3% al 15% degli importi non dichiarati (258 euro fissi se la dichiarazione è presentata entro 90 giorni dalla scadenza)
      • Se il conto è detenuto in un Paese black list (paradiso fiscale), la sanzione sale dal 6% al 30%
      • Raddoppio dei termini di accertamento per le attività non dichiarate detenute in Paesi a fiscalità privilegiata; in via ordinaria l’Agenzia può accertare entro il 31 dicembre del quinto anno successivo alla dichiarazione (settimo se la dichiarazione è omessa)
      • Nei casi più gravi, può configurarsi il reato di dichiarazione infedele o addirittura dichiarazione fraudolenta

      Ad esempio, se hai un conto Forex estero del valore di 20.000 euro e non lo dichiari nel quadro RW, la sanzione minima è di 600 euro (3%), ma può arrivare fino a 3.000 euro (15%) in casi di particolare gravità.

      Oltre alle sanzioni sul quadro RW, se non dichiari le plusvalenze nel quadro RT, l’Agenzia delle Entrate può recuperare le imposte non versate (26% sui guadagni) con gli interessi e la sanzione per infedele dichiarazione, pari al 70% della maggiore imposta (120% se la dichiarazione è omessa), per le violazioni dal 1° settembre 2024.

      Per questo è fondamentale non sottovalutare gli obblighi dichiarativi: meglio rivolgersi a un professionista che possa guidarti nella corretta compilazione.


      Forex e Criptovalute: Differenze nel Quadro RW

      Molti trader operano sia sul Forex (valute tradizionali) che sulle criptovalute (Bitcoin, Ethereum, ecc.). Anche se entrambi rientrano nel quadro RW quando detenuti all’estero, ci sono alcune differenze importanti:

      • Il Forex è regolamentato come strumento finanziario tradizionale, le criptovalute hanno una normativa specifica più recente
      • Per il Forex si usa ad esempio il codice 1 (conti correnti e depositi) o il codice 9 (contratti derivati conclusi fuori dall’Italia), per le crypto il codice 21 (cripto-attività)
      • La tassazione era la stessa fino al 2025 (26%); dal 2026 le plusvalenze sulle criptovalute sono tassate al 33% (resta il 26% solo per i token di moneta elettronica in euro conformi MiCAR). Per le crypto non esiste più la franchigia di 2.000 euro: è stata abolita dal 2025 e le plusvalenze sono tassate dal primo euro
      • Per le crypto è stata prevista anche la rivalutazione del valore al 1° gennaio 2025, con imposta sostitutiva del 18% sul valore da versare entro il 30 novembre 2025 (finestra ormai chiusa)
      • Sulle crypto non si applica l’IVAFE ma l’imposta sul valore delle cripto-attività (IVCA), sempre dello 0,2%

      Se vuoi approfondire la dichiarazione fiscale delle criptovalute, ti consigliamo di leggere il nostro articolo dedicato: Dichiarazione dei Redditi per le Criptovalute, dove troverai tutte le informazioni su quadro RW, quadro RT e obblighi dichiarativi per Bitcoin e altre valute digitali.


      Domande Frequenti

      Devo dichiarare il conto Forex se non ho fatto operazioni durante l’anno?

      Sì, se il conto presso broker estero è stato aperto e attivo (anche senza operazioni), va dichiarato nel quadro RW. L’obbligo sussiste indipendentemente dall’operatività o dal saldo del conto.

      Se ho un broker italiano con sostituto d’imposta, devo compilare il quadro RW?

      No, se le attività sono affidate in amministrazione al broker italiano e lui applica l’imposta sostitutiva del 26% (regime amministrato), non devi compilare il quadro RW per quelle attività né dichiarare le plusvalenze. Se invece resti in regime dichiarativo, le plusvalenze vanno nel quadro RT.

      Posso compensare le perdite Forex con guadagni da altri investimenti?

      Sì, le minusvalenze da trading Forex possono essere compensate con altre plusvalenze e redditi diversi di natura finanziaria (ad esempio da azioni, obbligazioni o derivati) nello stesso anno fiscale o nei 4 anni successivi. Non si possono compensare con i proventi di fondi ed ETF, che sono redditi di capitale.

      Come si calcola il valore del conto Forex in euro per il quadro RW?

      Si usa il cambio indicato nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate sui cambi medi mensili, per le date di riferimento (31 dicembre, apertura o chiusura del conto). Il broker spesso fornisce già il dato in euro negli estratti conto.

      Devo pagare IVAFE anche se il conto Forex è in perdita?

      Sì, l’IVAFE si calcola sul valore del conto indipendentemente dal fatto che tu abbia guadagni o perdite: lo 0,2% del valore dei prodotti finanziari al 31 dicembre, oppure 34,20 euro fissi per i conti correnti con giacenza media superiore a 5.000 euro. Non dipende dal risultato economico.


      Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione del Forex?

      La gestione fiscale del trading Forex richiede attenzione e competenza, soprattutto se operi con broker esteri. La compilazione del quadro RW, il calcolo delle plusvalenze, il versamento dell’IVAFE e dell’imposta sostitutiva del 26% sono adempimenti che non possono essere sottovalutati: le sanzioni per errori o omissioni sono molto pesanti. La differenza fondamentale tra broker italiani (in regime amministrato, nessun obbligo dichiarativo) e broker esteri (regime dichiarativo, obbligo quadro RW) deve essere chiara fin dall’inizio, per evitare sorprese spiacevoli. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza pluriennale nell’assistenza ai trader per la compilazione del modello Redditi con quadro RW, quadro RT e tutti gli adempimenti connessi. Ti aiutiamo a calcolare correttamente le imposte, a predisporre i modelli F24 e a conservare la documentazione necessaria in caso di controlli fiscali. Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione fiscale del trading Forex? Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.


      Gennaio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-25 09:00:002026-10-13 23:52:46Forex e Quadro RW 2026: Guida Completa alla Dichiarazione Fiscale del Trading Valutario
      Pagina 169 di 194«‹167168169170171›»

      Ultime notizie

      • Pensione 2026 INPS
        Bonus pensioni dicembre 2026: chi riceve 154,94 euroOttobre 15, 2026 - 5:00 pmin: NOTIZIE
      • Pensione 2026 INPS
        Pensione dopo la NASpI: Come si Calcola l’Importo con i FigurativiOttobre 15, 2026 - 3:00 pmin: CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO
      • fatturazione elettronica CAF Udine
        Come fare fattura elettronica forfettario: guida in 8 passi alla prima fatturaOttobre 15, 2026 - 1:00 pmin: Finanza & Servizi, Guide Fatturazione Elettronica, Software Fatturazione Elettronica
      Search Search

      Seguici su Facebook

      Categorie Articoli

      Ultimi Articoli

      • Pensione 2026 INPS
        Bonus pensioni dicembre 2026: chi riceve 154,94 euroOttobre 15, 2026 - 5:00 pm
      • Pensione 2026 INPS
        Pensione dopo la NASpI: Come si Calcola l’Importo con i FigurativiOttobre 15, 2026 - 3:00 pm
      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        Manovra 2027: le tappe fino al 20 ottobre e le misure sul tavoloOttobre 15, 2026 - 7:00 am
      • fatturazione elettronica CAF Udine
        Spese Anticipate per il Cliente in Fattura 2026 (Geometri e Architetti): Bolli, Diritti, Oneri Comunali e Codice N1Ottobre 14, 2026 - 3:00 pm
      • detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia
        Bonus casa 2027: scende al 36%, in Manovra si attende la proroga del 50%Ottobre 14, 2026 - 1:00 pm
      • Pensione 2026 INPS
        DURC INPS: come verificare in anticipo le irregolarità con Ve.R.A.Ottobre 14, 2026 - 11:00 am
      • ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE
        Assegno Unico ottobre 2026: pagamento il 21 e 22 ottobre, importi, conguagli e controlli ISEEOttobre 14, 2026 - 7:00 am
      • detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia
        Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si RecuperaOttobre 13, 2026 - 4:00 pm
      CAF Udine Centro Assistenza Fiscale Udine

      Contatti

      Viale Giuseppe Tullio 13, scala B - Udine
      Email: info@centrofiscale.com
      Telefono: 0432 1638640
      WhatsApp CAF Udine: 366 6018121
      WhatsApp Patronato: 324 7411699

      Ultimi Articoli

      • Pensione 2026 INPS
        Bonus pensioni dicembre 2026: chi riceve 154,94 euroOttobre 15, 2026 - 5:00 pm
      • Pensione 2026 INPS
        Pensione dopo la NASpI: Come si Calcola l’Importo con i FigurativiOttobre 15, 2026 - 3:00 pm
      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        Manovra 2027: le tappe fino al 20 ottobre e le misure sul tavoloOttobre 15, 2026 - 7:00 am
      © Copyright - CAF Centro Fiscale Udine è un brand di Be Smart srls | P.Iva: 03031220308 |Viale Giuseppe Tullio 13 scala B, 33100 Udine
      mail: info@centrofiscale.com | Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121 | Privacy Policy
      • Collegamento a Facebook
      • Collegamento a Instagram
      • Collegamento a Rss questo sito
      Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto