Menu
CAF Centro Fiscale
  • SERVIZI FISCALI
        • Modello ISEE
        • Dichiarazione dei Redditi Modello 730 / Redditi
        • Dichiarazione dei Redditi per le Criptovalute
        • Pratica ENEA
        • Contratti di Locazione
        • Dichiarazione di Successione
        • Calcolo IMU
        • Cessione del Credito per Ristrutturazione
        • Gestione COLF e Badanti
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Modello 770 e Certificazioni Uniche
  • PATRONATO
        • NASPI / Disoccupazione
        • Richiesta NASpI Anticipata
        • Disoccupazione Agricola
        • Dimissioni Online
        • Elenco bonus Maternità INPS
          • Bonus Asilo Nido
        • Calcolo Pensione
        • Riscatto Anni Laurea: Agevolato e Ordinario
        • Invalidità Civile / Handicap (Legge 104) 
  • COLF E BADANTI
  • PARTITA IVA
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Gestione Partita IVA ordinaria
        • Gestione completa Partita IVA Agricola
  • BLOG
        • CAF – NOTIZIE FISCALI
        • PATRONATO
        • PARTITA IVA
        • NOTIZIE
  • Menu Menu
CAF Centro Fiscale

Tag Archivio per: spese detraibili

CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026 per Pagare Meno Tasse nel 730/2027: la Checklist Completa

Dichiarazione dei redditi 730

Tutto ciò che paghi entro il 31 dicembre 2026 può trasformarsi in un risparmio concreto sulla dichiarazione dei redditi dell’anno prossimo. Il 730/2027, infatti, riguarda i redditi e le spese del 2026: una volta passata la mezzanotte del 31 dicembre 2026, ciò che non hai pagato non potrà più essere recuperato in quella dichiarazione. Non esiste un modo per “recuperare dopo” una spesa dimenticata.

Questa guida raccoglie, in una checklist operativa, tutte le leve di risparmio fiscale che puoi ancora attivare prima della fine dell’anno: spese mediche, versamenti al fondo pensione, bonus casa, interessi del mutuo, spese scolastiche e universitarie, donazioni, polizze assicurative, spese veterinarie e costi per badanti e addetti all’assistenza.

Per l’anno d’imposta 2026 c’è un motivo in più per organizzarsi: la seconda aliquota IRPEF scende dal 35% al 33% (art. 1 c. 3 della Legge 199/2025) e il 730/2027 sarà la prima dichiarazione a recepirla. Vediamo quindi, con ordine, cosa fare entro il 31 dicembre 2026 per pagare meno tasse, e quali adempimenti invece seguono un calendario diverso.

Indice dei contenuti

  1. Perché il 31 dicembre 2026 è la data che decide le tue tasse
  2. Spese sostenute entro il 31 dicembre 2026: il principio di cassa
  3. Spese mediche e sanitarie da saldare entro il 31 dicembre 2026
  4. Fondo pensione: il versamento deducibile entro il 31 dicembre 2026
  5. Bonus casa e ristrutturazioni: pagamenti da chiudere entro il 31 dicembre 2026
  6. Interessi del mutuo prima casa e spese collegate
  7. Spese per i figli: scuola, università, sport e asilo nido
  8. Donazioni agli enti del terzo settore (ex ONLUS) entro il 31 dicembre 2026
  9. Polizze vita, infortuni e rischi catastrofali
  10. Spese veterinarie, funebri e per le badanti
  11. Attenzione ai tetti: le detrazioni per redditi oltre 75.000 euro
  12. La checklist operativa da completare entro il 31 dicembre 2026
  13. Dopo il 31 dicembre: le scadenze del 730/2027
  14. Domande frequenti sulle spese entro il 31 dicembre 2026

Perché il 31 dicembre 2026 è la data che decide le tue tasse

Il sistema fiscale italiano lavora per “anni d’imposta”. La dichiarazione che presenterai nel 2027 fotografa esattamente un periodo: dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026. Tutte le spese che danno diritto a uno sconto d’imposta devono cadere dentro questa finestra. È per questo che entro il 31 dicembre 2026 si gioca gran parte del risparmio che vedrai nel 730/2027.

Prima di procedere, chiariamo due parole che ricorrono in tutto l’articolo. La detrazione è uno sconto che si applica direttamente sull’imposta da pagare: se hai una detrazione del 19% su una spesa di 1.000 euro, l’IRPEF scende di 190 euro. La deduzione, invece, abbassa il reddito imponibile, cioè la base su cui l’imposta viene calcolata: il risparmio dipende dalla tua aliquota, quindi più alto è il reddito, maggiore è il beneficio.

Nel 2026 le aliquote IRPEF sono tre: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.000 a 50.000 euro e 43% oltre i 50.000 euro. Significa che, per chi si colloca nel secondo scaglione, ogni 1.000 euro dedotti valgono circa 330 euro di imposta risparmiata. Ecco perché agire entro il 31 dicembre 2026 non è un dettaglio burocratico, ma una scelta economica.

Spese sostenute entro il 31 dicembre 2026: il principio di cassa

La regola base si chiama principio di cassa: conta la data in cui la spesa viene effettivamente pagata, non quella della fattura, della prenotazione o della prestazione ricevuta. Una visita specialistica eseguita a dicembre 2026 ma saldata a gennaio 2027 finirà nel 730/2028, non nel 730/2027. Al contrario, un pagamento anticipato effettuato entro il 31 dicembre 2026 rientra nell’anno in corso.

Ci sono poi alcune precisazioni pratiche che fanno la differenza a cavallo d’anno:

  • Con carta di credito rileva la data di utilizzo della carta, non quella dell’addebito sul conto (che spesso slitta al mese successivo).
  • Con bonifico conta la data dell’operazione: non ridurti all’ultimo giorno utile, anche perché il 31 dicembre 2026 cade di giovedì e le tempistiche bancarie di fine anno possono allungarsi.
  • Per i lavori sulle parti comuni condominiali rileva il bonifico effettuato dall’amministratore; il singolo condomino deve comunque aver versato la propria quota entro il termine di presentazione della dichiarazione.
  • Gli assegni rilevano alla data di consegna, ma per molte spese non sono un mezzo di pagamento ammesso.

Secondo punto irrinunciabile: la tracciabilità. Dal 2020 le detrazioni al 19% spettano solo se il pagamento avviene con mezzi tracciabili, cioè bonifico, carta di credito o debito, bancomat, assegno bancario o circolare (art. 1 c. 679 della L. 160/2019). Fanno eccezione i medicinali, i dispositivi medici e le prestazioni sanitarie erogate da strutture pubbliche o private accreditate al SSN, che restano detraibili anche se pagate in contanti. Regola pratica: da qui al 31 dicembre 2026, paga tutto ciò che è detraibile con strumenti elettronici e conserva le ricevute.

Spese mediche e sanitarie da saldare entro il 31 dicembre 2026

Le spese sanitarie sono la voce più diffusa del 730 e danno diritto a una detrazione del 19% sulla parte che eccede la franchigia di 129,11 euro (art. 15 c. 1 lett. c del TUIR). La franchigia è una soglia sotto la quale non si ottiene nulla: se in tutto l’anno spendi 120 euro, la detrazione è zero; se spendi 1.129,11 euro, il 19% si calcola su 1.000 euro, cioè 190 euro di IRPEF in meno.

Proprio per effetto della franchigia, concentrare le spese nello stesso anno conviene. Se hai già superato i 129,11 euro nel 2026, ogni ulteriore spesa sanitaria pagata entro il 31 dicembre 2026 è detraibile per intero al 19%. Se invece sei ancora sotto soglia, valuta se anticipare a dicembre quelle cure già programmate per l’inizio del 2027.

Quali spese sanitarie rientrano

  • Visite mediche generiche e specialistiche, analisi, radiografie, ecografie e altri esami diagnostici.
  • Farmaci e medicinali da banco, con scontrino parlante che riporta natura, quantità, codice alfanumerico e codice fiscale.
  • Cure odontoiatriche, fisioterapia e riabilitazione con prescrizione medica.
  • Occhiali da vista, lenti a contatto, apparecchi acustici e altri dispositivi medici marcati CE.
  • Ticket sanitari, interventi chirurgici e degenze.

Un aspetto poco conosciuto: se nel 2026 le spese sanitarie superano complessivamente 15.493,71 euro, la detrazione può essere ripartita in quattro quote annuali di pari importo, una soluzione utile quando l’imposta dovuta non è abbastanza capiente per assorbire tutto lo sconto in un colpo solo. È una valutazione da fare insieme a un operatore esperto, come approfondiamo nella nostra guida alle detrazioni per spese mediche. Se hai dubbi su quali documenti conservare, il CAF Centro Fiscale di Udine ti segue nella raccolta e nel controllo delle ricevute.

Fondo pensione: il versamento deducibile entro il 31 dicembre 2026

Il versamento a un fondo pensione o a un PIP è probabilmente la leva più potente da attivare entro il 31 dicembre 2026, perché non è una detrazione ma una deduzione: l’importo versato si sottrae direttamente dal reddito imponibile. Il limite annuo è di 5.164,57 euro (art. 8 c. 4 del D.Lgs. 252/2005), comprensivo dei contributi versati dal datore di lavoro, ma al netto del TFR conferito.

Immagina Marco, impiegato con un reddito di 38.000 euro, che nel 2026 versa 3.000 euro al suo fondo pensione entro fine anno. Quei 3.000 euro escono dall’imponibile e, trovandosi nello scaglione al 33%, gli fanno risparmiare circa 990 euro di IRPEF nel 730/2027. In più, quel denaro non è “speso”: resta suo, accantonato per la pensione integrativa.

Tre attenzioni operative prima della fine dell’anno:

  • Il versamento deve risultare effettuato entro il 31 dicembre 2026: i bonifici disposti a ridosso di Capodanno rischiano di essere contabilizzati nel 2027.
  • Se il fondo è aziendale, i contributi trattenuti in busta paga erodono già una parte del plafond di 5.164,57 euro: verifica quanto margine ti resta prima di fare un versamento aggiuntivo.
  • I contributi versati per i familiari fiscalmente a carico sono deducibili da chi li sostiene, sempre entro lo stesso tetto complessivo.

Ricorda inoltre che dal 1° luglio 2026 è entrato in vigore il meccanismo di adesione automatica alla previdenza complementare per i lavoratori dipendenti privati di prima assunzione, che ha sostituito il vecchio silenzio-assenso (art. 1 cc. 202 e 205 della L. 199/2025). Se hai cambiato lavoro quest’anno, vale la pena fare il punto sulla tua posizione previdenziale: il nostro CAF Centro Fiscale di Udine effettua la verifica completa.

Bonus casa e ristrutturazioni: pagamenti da chiudere entro il 31 dicembre 2026

Anche per i lavori in casa vale il principio di cassa: conta il bonifico parlante effettuato entro il 31 dicembre 2026, non la data di fine lavori né quella della fattura. Il “bonifico parlante” è un bonifico speciale che riporta la causale con il riferimento normativo, il codice fiscale di chi detrae e la partita IVA dell’impresa: senza questi dati la detrazione si perde.

Per il 2026 il bonus ristrutturazioni spetta nella misura del 50% sulle spese relative all’abitazione principale (per i titolari di proprietà o di un diritto reale di godimento) e del 36% per gli altri immobili, con un massimale di 96.000 euro per unità immobiliare e ripartizione in 10 quote annuali. La stessa struttura di aliquote si applica all’Ecobonus 2026 per il risparmio energetico.

Merita un discorso a parte il bonus mobili: 50% su una spesa massima di 5.000 euro per unità immobiliare, quindi fino a 2.500 euro di detrazione in 10 anni. Attenzione al requisito temporale, che genera molti errori: gli acquisti del 2026 sono agevolati solo se collegati a un intervento di recupero edilizio iniziato a partire dal 1° gennaio 2025 e comunque prima dell’acquisto dei mobili. Restano esclusi porte, pavimentazioni, tende e tendaggi.

  • Lavori edilizi: pagamento con bonifico parlante, obbligatorio.
  • Mobili ed elettrodomestici: ammessi bonifico ordinario, carta di credito o di debito; esclusi contanti e assegni.
  • Per gli interventi di efficienza energetica serve la comunicazione ENEA, da trasmettere entro 90 giorni dalla fine dei lavori: è un adempimento con un calendario proprio, diverso dal 31 dicembre.

Se i lavori sono in corso e la fine cantiere slitterà al 2027, valuta con l’impresa la possibilità di pagare entro il 31 dicembre 2026 lo stato di avanzamento già eseguito: farai rientrare quella quota nel 730/2027.

Interessi del mutuo prima casa e spese collegate

Gli interessi passivi sul mutuo ipotecario per l’acquisto dell’abitazione principale danno diritto a una detrazione del 19% su un massimo di 4.000 euro annui (art. 15 c. 1 lett. b del TUIR), cioè fino a 760 euro di IRPEF in meno. Il limite è riferito all’immobile e va diviso tra i cointestatari: se il mutuo è intestato a due coniugi al 50%, ciascuno porta in detrazione la propria metà.

Anche qui rilevano le rate pagate entro il 31 dicembre 2026. Se una rata è andata in insoluto, sistemarla prima di fine anno significa recuperarne la quota interessi già nel 730/2027. Nel plafond dei 4.000 euro rientrano anche gli oneri accessori sostenuti al momento della stipula: commissioni di istruttoria, imposta sostitutiva sul finanziamento, spese di perizia e di notaio relative al contratto di mutuo.

Procurati per tempo la certificazione annuale degli interessi rilasciata dalla banca e l’atto di acquisto: sono i documenti che servono in sede di compilazione. Come spiegato nella nostra guida alle detrazioni per interessi sul mutuo, la detrazione richiede che l’immobile sia adibito ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto, con alcune eccezioni per il personale trasferito e per le case inagibili.

Spese per i figli: scuola, università, sport e asilo nido

Le famiglie hanno diverse voci da mettere in ordine entro il 31 dicembre 2026. Le più comuni riguardano l’istruzione e le attività dei figli, e quasi sempre si tratta di detrazioni al 19% con tetti di spesa precisi.

  • Spese scolastiche (scuola dell’infanzia, primo ciclo e secondaria di secondo grado): 19% su un massimo di 800 euro per alunno, comprensivi di tasse di iscrizione, mensa, gite e servizi integrativi.
  • Spese universitarie: per gli atenei statali la detrazione segue l’importo effettivamente versato; per quelli non statali valgono i limiti fissati ogni anno con decreto ministeriale, differenziati per area disciplinare e zona geografica.
  • Canoni di locazione per studenti fuori sede: 19% su un massimo di 2.633 euro, se l’università si trova in un comune distante almeno 100 chilometri e in una provincia diversa da quella di residenza.
  • Attività sportive dei ragazzi tra 5 e 18 anni: 19% su un massimo di 210 euro per figlio, per iscrizioni e abbonamenti a palestre, piscine e associazioni sportive dilettantistiche.
  • Asilo nido: 19% su un massimo di 632 euro per figlio, per rette di nidi pubblici e privati.
  • Abbonamenti al trasporto pubblico: 19% su un massimo di 250 euro, anche per i familiari a carico.

Se una retta scolastica o la quota della società sportiva è ancora da saldare, pagarla entro il 31 dicembre 2026 significa portarla nel 730/2027 anziché rimandarla di un anno. Attenzione al tracciamento: il bonifico o il pagamento elettronico sono obbligatori anche per queste voci.

Chi ha figli all’università dovrebbe inoltre pianificare per tempo l’ISEE universitario, che determina l’importo delle tasse e l’accesso alle borse di studio, e più in generale l’ISEE 2026, richiesto per bonus e servizi comunali. Il CAF Centro Fiscale a Udine si occupa della pratica dalla raccolta documenti all’attestazione finale. Per gli affitti degli studenti fuori sede è fondamentale che il contratto sia regolarmente registrato: il nostro servizio di registrazione dei contratti di locazione mette in regola la posizione.

Donazioni agli enti del terzo settore (ex ONLUS) entro il 31 dicembre 2026

Le erogazioni liberali, cioè le donazioni, sono una delle poche spese che puoi decidere liberamente di sostenere entro il 31 dicembre 2026 ottenendo un doppio risultato: sostieni una causa e riduci l’imposta. Per gli enti del terzo settore iscritti al RUNTS il Codice del Terzo Settore (art. 83 del D.Lgs. 117/2017) prevede due strade alternative.

  • Detrazione del 30% sulle somme donate, per un importo massimo di 30.000 euro per periodo d’imposta; la percentuale sale al 35% per le donazioni in denaro alle organizzazioni di volontariato.
  • Deduzione dal reddito complessivo nel limite del 10% del reddito dichiarato, con possibilità di riportare l’eccedenza nei periodi d’imposta successivi.

La scelta tra detrazione e deduzione non è banale e dipende dal tuo reddito e dall’importo donato: in linea di massima, chi ha redditi più elevati trova spesso più conveniente la deduzione, chi ha redditi medio-bassi la detrazione. È una valutazione che facciamo insieme in fase di compilazione, come raccontiamo nella nostra guida alle detrazioni per erogazioni liberali.

Regola d’oro: la donazione deve essere tracciabile (bonifico, carta, bollettino postale) e deve risultare eseguita entro il 31 dicembre 2026. Conserva la ricevuta rilasciata dall’ente e l’estratto conto. Esistono poi regimi specifici per le donazioni a partiti politici (detrazione del 26% per importi tra 30 e 30.000 euro) e per quelle a favore di istituzioni religiose e ONG, con regole proprie.

Polizze vita, infortuni e rischi catastrofali

Molti contribuenti dimenticano i premi assicurativi, che invece danno diritto a una detrazione del 19% a condizione che il premio sia versato entro il 31 dicembre 2026. Se hai una rata in scadenza a gennaio, verifica con la compagnia se è possibile anticiparla.

  • Polizze vita e infortuni: detrazione del 19% su un massimo di 530 euro di premi annui.
  • Polizze contro il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana: limite elevato a 1.291,14 euro.
  • Polizze per eventi calamitosi stipulate su unità immobiliari a uso abitativo: detrazione del 19% sui premi, senza il limite dei 530 euro.
  • Polizze a tutela delle persone con disabilità grave: limite specifico di 750 euro per i premi relativi ad assicurazioni sulla vita a favore di familiari con handicap grave.

Un chiarimento utile: non tutte le polizze sono detraibili. Le coperture puramente finanziarie o di risparmio, le polizze RC auto e le garanzie accessorie a un mutuo che non abbiano natura di assicurazione sulla vita non rientrano nel beneficio. Porta il contratto e la quietanza di pagamento all’appuntamento: il CAF Centro Fiscale di Udine verifica caso per caso quali premi sono ammessi.

Spese veterinarie, funebri e per le badanti

Chiudiamo la rassegna con tre voci spesso trascurate, tutte da sostenere entro il 31 dicembre 2026 per entrare nel 730/2027.

Spese veterinarie

Le cure per gli animali domestici o destinati alla pratica sportiva danno diritto alla detrazione del 19% su un massimo di 550 euro, con la stessa franchigia di 129,11 euro prevista per le spese sanitarie. Rientrano visite, esami di laboratorio, interventi e farmaci prescritti dal veterinario; sono esclusi mangimi, toelettatura e accessori. Il pagamento deve essere tracciabile e la fattura intestata a chi detrae, come spieghiamo nella guida alle spese veterinarie detraibili.

Spese funebri

Le spese funebri sono detraibili al 19% fino a 1.550 euro per ciascun decesso, indipendentemente dal legame di parentela con il defunto. Se più familiari hanno contribuito, il limite resta unico per evento e va ripartito tra chi ha effettivamente sostenuto la spesa, in base a quanto risulta dalla fattura.

Badanti e addetti all’assistenza personale

Chi assiste una persona non autosufficiente ha due benefici distinti. Il primo è la detrazione del 19% su un massimo di 2.100 euro per le spese relative agli addetti all’assistenza personale, spettante però solo se il reddito complessivo non supera 40.000 euro. Il secondo è la deduzione dei contributi previdenziali versati per colf, badanti e collaboratori domestici, nel limite di 1.549,37 euro annui.

Attenzione: i contributi del quarto trimestre 2026 vanno versati nei primi dieci giorni di gennaio 2027 e, per il principio di cassa, saranno deducibili nel 730/2028. Se vuoi ottimizzare, valuta un versamento anticipato entro il 31 dicembre 2026. Per la gestione del rapporto di lavoro domestico, dalla comunicazione di assunzione ai bollettini, ci occupiamo noi di tutto tramite il servizio colf e badanti del CAF Centro Fiscale a Udine.

Attenzione ai tetti: le detrazioni per redditi oltre 75.000 euro

Prima di programmare le spese entro il 31 dicembre 2026, chi ha un reddito elevato deve tenere conto del cosiddetto riordino delle detrazioni introdotto dall’art. 16-ter del TUIR. In pratica, per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro gli oneri detraibili, considerati nel loro insieme, sono ammessi solo fino a un importo massimo.

Il calcolo parte da un importo base: 14.000 euro per redditi tra 75.000 e 100.000 euro, 8.000 euro oltre i 100.000 euro. Questo importo va poi moltiplicato per un coefficiente legato ai figli fiscalmente a carico:

  • 0,50 se non ci sono figli a carico;
  • 0,70 con un figlio a carico;
  • 0,85 con due figli a carico;
  • 1 con più di due figli o con almeno un figlio con disabilità accertata.

Restano fuori dal conteggio alcune voci importanti, tra cui le spese sanitarie e gli interessi sui mutui contratti fino al 31 dicembre 2024: un motivo in più per non rinunciare a quelle detrazioni. Va inoltre ricordato che la detrazione del 19% prevista dall’art. 15 del TUIR si riduce progressivamente per i redditi superiori a 120.000 euro, fino ad azzerarsi a 240.000 euro, con esclusione di spese sanitarie e interessi passivi. Infine, per i redditi superiori a 200.000 euro, la Legge di Bilancio 2026 ha previsto una riduzione fissa di 440 euro delle detrazioni spettanti.

Tradotto in pratica: se il tuo reddito supera i 75.000 euro, anticipare tutto entro il 31 dicembre 2026 potrebbe non essere la strategia migliore, perché rischi di superare il plafond e perdere una parte del beneficio. In questi casi la pianificazione va fatta con carta e penna insieme a un operatore esperto.

La checklist operativa da completare entro il 31 dicembre 2026

Ecco il riepilogo delle azioni concrete da mettere in agenda. Stampalo, spuntalo e portalo con te all’appuntamento per il 730/2027.

  • Raccogli tutte le ricevute del 2026 in un unico raccoglitore, divise per tipologia: sanitarie, istruzione, casa, assicurazioni, donazioni.
  • Verifica la franchigia sanitaria: se hai già superato i 129,11 euro, anticipa entro il 31 dicembre 2026 visite, occhiali o cure dentistiche già programmate.
  • Controlla il plafond del fondo pensione e valuta un versamento integrativo fino a 5.164,57 euro complessivi.
  • Chiudi i pagamenti dei lavori edilizi con bonifico parlante e verifica il requisito di inizio lavori per il bonus mobili.
  • Salda le rate arretrate del mutuo e richiedi alla banca la certificazione degli interessi.
  • Paga rette scolastiche, quote sportive e abbonamenti con strumenti tracciabili.
  • Effettua le donazioni agli enti del terzo settore che vuoi sostenere, sempre con bonifico o carta.
  • Verifica le scadenze dei premi assicurativi ed eventualmente anticipa la rata.
  • Sostituisci i pagamenti in contanti: dove la tracciabilità è obbligatoria, il contante azzera la detrazione.
  • Fissa l’appuntamento al CAF per una simulazione di convenienza prima di fine anno.

Una precisazione che vale per tutti: entro il 31 dicembre 2026 devono essere sostenute le spese, non presentati documenti all’Agenzia delle Entrate. Nessuno ti chiede di inviare nulla il 31 dicembre: quel giorno è semplicemente il confine dell’anno d’imposta.

Dopo il 31 dicembre: le scadenze del 730/2027

Chiuso l’anno, entra in gioco il calendario dichiarativo, che segue date completamente diverse dal 31 dicembre 2026. È importante non confondere i due piani: le spese si “congelano” a fine anno, gli adempimenti dichiarativi si distribuiscono nei mesi successivi.

  • Gennaio 2027: le strutture sanitarie e le farmacie trasmettono al Sistema Tessera Sanitaria i dati delle spese del 2026, che confluiranno nella dichiarazione precompilata.
  • Marzo 2027: i sostituti d’imposta consegnano la Certificazione Unica relativa ai redditi 2026.
  • Fine aprile 2027: l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione il 730 precompilato (dal 2026 la data di apertura è slittata al 30 aprile).
  • 30 settembre 2027: termine ordinario per l’invio del modello 730.
  • Autunno 2027: finestra per il 730 integrativo e, per chi presenta il modello Redditi PF, termine di invio a fine novembre.

Chi salta il termine non perde automaticamente tutto: esiste la possibilità di regolarizzare, come spieghiamo nella guida alla dichiarazione dei redditi tardiva. Resta però una strada più costosa e complicata rispetto al presentare tutto nei tempi previsti.

Un’ultima nota per chi vive in Friuli Venezia Giulia: oltre all’IRPEF nazionale, sul reddito incidono l’addizionale regionale del FVG e l’addizionale comunale stabilita dal proprio Comune, che variano da territorio a territorio. Anche per questo, farsi seguire da un CAF radicato sul territorio come il CAF Centro Fiscale di Udine aiuta a ottenere un calcolo corretto fino all’ultimo euro.

Domande frequenti sulle spese entro il 31 dicembre 2026

Se pago una visita medica il 2 gennaio 2027, posso inserirla nel 730/2027?

No. Vale il principio di cassa: una spesa pagata nel 2027 rientra nella dichiarazione del 2028, anche se la prestazione è stata eseguita nel 2026. Per farla rientrare nel 730/2027 il pagamento deve avvenire entro il 31 dicembre 2026.

Conviene sempre anticipare le spese entro il 31 dicembre 2026?

Nella maggior parte dei casi sì, soprattutto se hai già superato la franchigia sanitaria o se hai margine sul fondo pensione. Non conviene però se rischi di superare i tetti previsti per i redditi oltre 75.000 euro, o se la tua imposta lorda è troppo bassa per assorbire le detrazioni. Una simulazione al CAF chiarisce il quadro in pochi minuti.

Cosa succede se ho pagato in contanti una spesa detraibile?

Per le detrazioni al 19% il pagamento tracciabile è obbligatorio dal 2020: il contante fa perdere il beneficio. Restano però detraibili anche in contanti i medicinali, i dispositivi medici e le prestazioni rese da strutture pubbliche o accreditate al SSN. Se ti accorgi ora di aver pagato in contanti, chiedi alla struttura se è possibile rifare il pagamento in forma tracciabile prima della fine dell’anno.

Le spese di un familiare a carico si possono detrarre?

Sì, per molte voci. Le spese sanitarie, quelle di istruzione, i premi assicurativi e le spese sportive sostenute per i familiari fiscalmente a carico sono detraibili da chi le ha effettivamente pagate, purché il documento sia intestato correttamente. Le spese sanitarie dei figli si possono ripartire tra i genitori in base a quanto ciascuno ha sostenuto.

Devo inviare qualcosa all’Agenzia delle Entrate entro il 31 dicembre 2026?

No. Entro il 31 dicembre 2026 devi solo aver pagato le spese e conservato i documenti. Gli invii telematici seguono il calendario del 730/2027, che parte nella primavera del 2027. L’unica eccezione riguarda adempimenti con termini propri, come la comunicazione ENEA per gli interventi di efficienza energetica, dovuta entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

Il 730 precompilato contiene già tutte le spese del 2026?

Non sempre. La precompilata raccoglie molti dati trasmessi da farmacie, strutture sanitarie, banche e assicurazioni, ma diverse voci – come le spese scolastiche non comunicate, le quote sportive o alcune donazioni – possono mancare. Presentare la dichiarazione tramite CAF significa integrare le spese assenti e non lasciare soldi sul tavolo.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


Prepara il tuo 730/2027 con il CAF Centro Fiscale di Udine

Ogni situazione è diversa: una famiglia con figli all’università, un pensionato con spese sanitarie elevate e un lavoratore che ha appena ristrutturato casa hanno strategie di risparmio completamente differenti. Prima che scada il 31 dicembre 2026, una verifica con un operatore esperto ti permette di capire quali spese conviene davvero anticipare e quali documenti recuperare.

Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione dei redditi e per pianificare le spese entro il 31 dicembre 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio in Viale Tullio 13 che online in tutta Italia. I nostri operatori si occupano di tutto: controllo dei documenti, simulazione del risparmio e compilazione del 730/2027, con preventivo personalizzato in base alla tua situazione.

Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121: puoi anche prenotare un appuntamento direttamente dalla nostra pagina contatti.

Settembre 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-28 08:00:002026-09-21 13:44:07Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026 per Pagare Meno Tasse nel 730/2027: la Checklist Completa
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Modello 730 2026: Novità, Spese Detraibili e Deducibili

Dichiarazione dei redditi 730

Modello 730 2026: Novità, Spese Detraibili e Deducibili

Il Modello 730 2026 riguarda i redditi percepiti nel corso del 2025 e porta con sé alcune novità importanti rispetto agli anni precedenti. Tra le principali: il precompilato è disponibile dal 30 aprile 2026 (non più dal 15 aprile come in passato), e il tetto massimo complessivo per la maggior parte delle detrazioni al 19% è stato fissato in 75.000 euro di reddito complessivo, con alcune spese escluse da questo limite. Capire quali spese si possono portare in detrazione e quali si possono dedurre dal reddito è fondamentale per pagare il giusto e non lasciare soldi sul tavolo.

In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che devi sapere: le scadenze 2026, le principali novità normative, l’elenco delle spese detraibili e deducibili più comuni, con gli importi aggiornati e le condizioni per beneficiarne.

📬

Resta aggiornato sulle novità fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

Indice dei contenuti

  1. Le novità del Modello 730 2026
  2. Scadenze del Modello 730 2026
  3. Spese detraibili al 19%: l’elenco completo
  4. Spese deducibili dal reddito: differenza con le detrazioni
  5. Detrazioni per familiari a carico nel 730/2026
  6. Ristrutturazione edilizia e risparmio energetico
  7. Come presentare il 730/2026: le modalità disponibili
  8. Documenti da portare al CAF per il 730
  9. Cosa succede se si sbaglia il 730: ravvedimento e 730 integrativo
  10. Domande frequenti sul Modello 730 2026

Le novità del Modello 730 2026

Il 730/2026 introduce alcune modifiche rispetto agli anni precedenti, sia nelle scadenze sia nelle regole sulle detrazioni. Ecco le principali novità che devi conoscere.

Precompilato disponibile dal 30 aprile (non più dal 15 aprile)

Dal 2026, il 730 precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate è consultabile dal 30 aprile, non più dal 15 aprile come avveniva in passato. Questa modifica è stata introdotta per consentire all’Agenzia di raccogliere più dati dai sostituti d’imposta e dai sistemi di trasmissione delle spese (Sistema Tessera Sanitaria, catasto, ecc.) prima di popolare la dichiarazione.

Scaglioni IRPEF: tre aliquote dal 2024 in poi

Una novità già operativa dal 2024 e confermata per il 2026 riguarda la struttura dell’IRPEF. Prima del 2024 esistevano quattro scaglioni; ora ne esistono tre (riforma introdotta dal D.Lgs. 216/2023):

Scaglione di redditoAliquota IRPEF
Fino a 28.000 euro23%
Da 28.001 a 50.000 euro35%
Oltre 50.000 euro43%

La fascia intermedia (25% tra 15.001 e 28.000 euro) è stata eliminata, unificata nella prima aliquota al 23%. Questo ha portato a un risparmio fiscale per chi ha redditi medio-bassi.

Nuovo tetto di 75.000 euro per le detrazioni al 19%

Dal 2025 (anno d’imposta dichiarato nel 730/2026) è in vigore una nuova regola: la maggior parte delle detrazioni al 19% sono soggette a un limite decrescente al crescere del reddito. Nello specifico:

  • Chi ha un reddito complessivo fino a 75.000 euro può detrarre al 19% in base alle regole ordinarie (salvo il limite individuale per spesa)
  • Chi supera i 75.000 euro vede ridursi progressivamente le detrazioni disponibili
  • Alcune spese sono escluse dal tetto: spese sanitarie, interessi su mutui prima casa stipulati prima del 2025, premi assicurativi vita/infortuni, spese per persone con disabilità. Per questi ultimi il limite non si applica. Puoi leggere l’analisi completa nella nostra guida detrazioni 2026 e limite 75.000 euro.

Scadenze del Modello 730 2026

Ecco le scadenze principali da segnare in agenda per il Modello 730/2026:

AdempimentoScadenza
Disponibilità 730 precompilato30 aprile 2026
Invio definitivo Modello 73030 settembre 2026
Invio Modello Redditi PF (autonomi)30 novembre 2026
730 integrativo (correzione errori)25 ottobre 2026

Chi può presentare il 730? I lavoratori dipendenti, i pensionati, e chi percepisce redditi assimilati (es. collaboratori coordinati e continuativi). Chi ha partita IVA con redditi d’impresa o lavoro autonomo deve invece presentare il Modello Redditi PF entro il 30 novembre 2026.

Se hai già presentato il 730 e hai ricevuto il rimborso sul cedolino, puoi verificare i dettagli nella nostra guida: rimborso 730 2026: quando viene accreditato e come controllarlo. Per i pensionati invece, puoi trovare informazioni specifiche nell’articolo sul rimborso 730 luglio 2026.

Spese detraibili al 19%: l’elenco completo

Le detrazioni fiscali al 19% riducono direttamente l’imposta dovuta (non il reddito imponibile). Significa che se hai una spesa detraibile di 1.000 euro, risparmi 190 euro di tasse. Ecco le principali categorie.

Spese sanitarie

Le spese mediche sono detraibili al 19% sulla parte che supera la franchigia di 129,11 euro. Non c’è un limite massimo di spesa e sono escluse dal tetto dei 75.000 euro.

Rientrano in questa categoria:

  • Visite mediche specialistiche (cardiologo, ortopedico, oculista, ecc.)
  • Esami diagnostici (analisi del sangue, ecografie, TAC, risonanze)
  • Ricoveri e interventi chirurgici
  • Acquisto di farmaci con scontrino farmaceutico intestato
  • Protesi ortopediche, dentarie, acustiche
  • Occhiali da vista e lenti a contatto (con scontrino o fattura)
  • Fisioterapia e terapie riabilitative
  • Spese per disabilità (ausili, carrozzine, montascale) — senza franchigia

Attenzione al pagamento tracciabile: le spese sanitarie devono essere pagate con metodi tracciabili (carta di credito, bancomat, bonifico, app di pagamento). Fanno eccezione i farmaci e i ticket sanitari, che si possono pagare anche in contanti.

Interessi passivi su mutuo per la prima casa

Gli interessi passivi pagati sul mutuo per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa sono detraibili al 19%, con un limite massimo di 4.000 euro per i mutui d’acquisto e di 2.582,28 euro per i mutui di ristrutturazione. Attenzione: per i mutui stipulati prima del 2025, questa detrazione non rientra nel tetto dei 75.000 euro.

Spese per istruzione

Sono detraibili al 19% le spese per:

  • Università pubblica: rette e tasse universitarie integralmente
  • Università privata: fino all’importo delle tasse di una pubblica analoga
  • Asilo nido: fino a 632 euro per figlio
  • Scuola dell’infanzia, primaria e secondaria: fino a 800 euro per figlio
  • Mensa scolastica e spese di trasporto scolastico
  • Conservatori e accademie: spese per l’iscrizione dei figli

Premi assicurativi

I premi per assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni sono detraibili al 19% fino a 530 euro. Sale a 750 euro se il contratto copre il rischio di non autosufficienza. Per le polizze contro gli eventi calamitosi su immobili, il limite è di 1.291,14 euro. Se vuoi approfondire il confronto tra fondi pensione e assicurazioni vita, leggi la nostra guida: fondo pensione o assicurazione vita: quale conviene.

Spese veterinarie

Le spese per le cure degli animali domestici sono detraibili al 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro, fino a un massimo di 550 euro. Anche queste devono essere pagate con metodi tracciabili.

Spese funebri

Le spese per servizi funebri sono detraibili al 19% fino a 1.550 euro per ogni decesso di un familiare a carico.

Erogazioni liberali (donazioni)

Le donazioni a ONLUS, APS e organizzazioni del Terzo Settore sono detraibili al 30% (35% per le ASD) fino a 30.000 euro. Le donazioni a partiti politici sono detraibili al 26% tra 30 e 100.000 euro.

Spese deducibili dal reddito: differenza con le detrazioni

Prima di elencare le spese deducibili, chiariamo la differenza fondamentale rispetto alle detrazioni:

  • Detrazione al 19%: riduce direttamente l’imposta da pagare (l’IRPEF). Se hai una spesa detraibile di 1.000 euro, l’IRPEF scende di 190 euro.
  • Deduzione dal reddito: riduce il reddito imponibile su cui si calcola l’IRPEF. Se hai una deduzione di 1.000 euro e sei nello scaglione al 23%, paghi 230 euro di IRPEF in meno. Se sei nello scaglione al 35%, risparmi 350 euro.

Le deduzioni, quindi, valgono di più per chi ha redditi più alti (perché l’aliquota è più alta). Vediamo le principali.

Contributi previdenziali e assistenziali

I contributi INPS pagati nel 2025 sono integralmente deducibili dal reddito. Rientrano in questa categoria:

  • Contributi alla Gestione Separata INPS (per collaboratori, professionisti senza cassa, ecc.)
  • Contributi artigiani e commercianti
  • Contributi volontari INPS per riscatto anni di studio, ricongiunzione, ecc.
  • Contributi a casse professionali (avvocati, ingegneri, medici, ecc.)
  • Contributi per colf e badanti: il datore può dedurre fino a 1.549,37 euro all’anno

Fondi pensione complementare

I versamenti a fondi pensione integrativi sono deducibili fino a 5.164,57 euro annui. È uno dei meccanismi di risparmio fiscale più potenti disponibili per i lavoratori dipendenti: oltre al risparmio IRPEF immediato, il capitale si accumula con vantaggi fiscali in fase di rendita.

Assegno di mantenimento al coniuge separato

L’assegno periodico corrisposto all’ex coniuge (non quello per i figli) in base a provvedimento dell’autorità giudiziaria è integralmente deducibile. Non si deduce l’assegno per i figli.

Spese mediche per persone con disabilità

Le spese sanitarie sostenute per persone con disabilità grave (legge 104/1992) sono deducibili integralmente dal reddito, senza franchigia e senza limite massimo. Questa categoria comprende anche le spese per assistenza personale.

Erogazioni liberali a enti religiosi

Le donazioni a istituzioni religiose riconosciute (come la CEI, le chiese valdesi, ecc.) sono deducibili fino a 1.032,91 euro per ciascuna istituzione.

Detrazioni per familiari a carico nel 730/2026

Un familiare è considerato “a carico” quando ha un reddito complessivo annuo non superiore a 2.840,51 euro (4.000 euro per i figli fino a 24 anni).

Detrazione per coniuge a carico

La detrazione per il coniuge fiscalmente a carico è pari a 950 euro (aggiornata rispetto al precedente valore di 800 euro) ed è decrescente al crescere del reddito. Si azzera per redditi molto elevati.

Detrazione per figli a carico (over 21 anni)

Per i figli di età superiore a 21 anni (non sostituiti dall’Assegno Unico Universale), la detrazione è di 950 euro per figlio. I figli fino a 21 anni rientrano invece nell’Assegno Unico Universale, prestazione mensile erogata direttamente dall’INPS.

Detrazione per altri familiari a carico

Per genitori, suoceri, fratelli, sorelle e altri familiari conviventi a carico, la detrazione è pari a 750 euro per ciascun familiare, decrescente con il reddito.

Ristrutturazione edilizia e risparmio energetico

Questa categoria di detrazioni interessa moltissimi contribuenti che hanno effettuato lavori in casa nel 2025. Ecco le principali aliquote applicabili nel 730/2026:

Tipologia lavoriDetrazioneLimite spesa (per unità)Rate
Ristrutturazione edilizia (art. 16-bis TUIR)50%96.000 euro10 anni
Bonus mobili ed elettrodomestici (collegato a ristrutturazione)50%5.000 euro10 anni
Ecobonus (risparmio energetico standard)50% o 65%Variabile per intervento10 anni
Sismabonus (aree sismiche)50%-85%96.000 euro per unità5 anni

Nota importante: Il Superbonus al 110% e al 70% (per lavori avviati rispettivamente prima del 2023 e nel 2024) continua a comparire nel 730/2026 per i contribuenti che stanno ancora recuperando le quote annuali in detrazione. Chi ha ceduto il credito o optato per lo sconto in fattura non inserisce nulla in dichiarazione.

Come presentare il 730/2026: le modalità disponibili

Per presentare il Modello 730 hai tre possibilità:

  1. Tramite il CAF (Centro di Assistenza Fiscale): è la modalità più semplice e sicura. Il CAF verifica la documentazione, compila la dichiarazione e la trasmette. In caso di errore del CAF, la responsabilità è del CAF stesso, non del contribuente.
  2. Tramite il datore di lavoro o ente pensionistico (sostituto d’imposta): se il datore di lavoro offre questo servizio, puoi presentare il 730 direttamente.
  3. In autonomia tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate: accedendo al sito con SPID, CIE o CNS, puoi modificare e inviare il 730 precompilato. Richiede però competenza specifica.

Perché scegliere il CAF? Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica la correttezza dei dati, ti aiuta a non dimenticare nessuna spesa detraibile e risponde in caso di eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate. La responsabilità per eventuali errori nella dichiarazione presentata tramite CAF è del CAF stesso.

Documenti da portare al CAF per il 730

Quando prenoti un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine, porta con te:

  • Documento d’identità e codice fiscale (tuo e dei familiari a carico)
  • CU (Certificazione Unica) del datore di lavoro o ente pensionistico
  • Documentazione spese sanitarie: scontrini farmaceutici, fatture medici/strutture sanitarie (il Sistema Tessera Sanitaria ne precarica molte, ma verifica sempre)
  • Documentazione mutuo prima casa: certificato degli interessi passivi rilasciato dalla banca
  • Fatture ristrutturazione edilizia e bonifici parlanti
  • Scontrini/fatture spese scolastiche (rette asilo nido, università, ecc.)
  • Premi assicurativi: polizze vita/infortuni con indicazione del premio annuo
  • Estratti conto fondi pensione con versamenti effettuati nel 2025
  • 730 dell’anno precedente (utile per confronto e per verificare eventuali eccedenze)
  • Per chi ha carichi di famiglia non già presenti in anagrafe: autocertificazione

Cosa succede se si sbaglia il 730: ravvedimento e 730 integrativo

Se ti accorgi di aver commesso un errore nel 730 già inviato, puoi rimediare:

  • 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026: puoi presentare un 730 correttivo tramite CAF o sostituto d’imposta. Se il secondo 730 è a favore del contribuente (maggior rimborso o minor debito), viene elaborato entro novembre 2026.
  • Modello Redditi PF integrativo: se l’errore non è correggibile tramite 730 integrativo (ad esempio perché hai presentato autonomamente o per redditi non inseribili nel 730), puoi presentare il Modello Redditi PF integrativo entro il 30 novembre 2026.
  • Ravvedimento operoso: se hai omesso di presentare la dichiarazione entro il 30 settembre 2026, puoi presentarla in ritardo entro 90 giorni con una sanzione ridotta di 25 euro (1/10 di 250 euro). Oltre i 90 giorni la dichiarazione si considera omessa e le sanzioni sono ben più severe (dal 120% al 240% dell’imposta dovuta).

📬

Resta aggiornato sulle novità fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

Domande frequenti sul Modello 730 2026

Quando è disponibile il 730 precompilato 2026?

Dal 30 aprile 2026 sul sito dell’Agenzia delle Entrate, accessibile con SPID, CIE o CNS. Rispetto agli anni precedenti, la disponibilità è stata posticipata dal 15 aprile al 30 aprile.

Entro quando si deve presentare il Modello 730?

La scadenza è il 30 settembre 2026. Per i chi presenta autonomamente via portale AdE o tramite CAF.

Quali spese non rientrano nel limite dei 75.000 euro?

Sono escluse dal tetto: spese sanitarie, interessi su mutui prima casa stipulati prima del 2025, premi assicurativi vita e infortuni, spese per persone con disabilità e spese di recupero del patrimonio edilizio (ristrutturazioni) già avviate prima del 2025.

Posso detrarre le spese pagate in contanti?

Per la maggior parte delle spese detraibili (sanitarie, veterinarie, scolastiche, ecc.) il pagamento deve essere tracciabile (carta, bonifico, app di pagamento). Fanno eccezione i farmaci e i ticket del Servizio Sanitario Nazionale, che si possono pagare in contanti.

Ho una colf o badante: cosa posso dedurre?

I contributi INPS versati per colf e badanti sono deducibili fino a 1.549,37 euro annui. Se hai sostenuto spese per l’assistenza a un anziano non autosufficiente, puoi detrarre anche le spese di assistenza fino a un massimo di 2.100 euro (al 19%), a condizione che l’assistito abbia un reddito non superiore a 40.000 euro. Per tutti i dettagli leggi la nostra guida specifica: detrazione spese assistenza anziani 2026.

Quando mi viene rimborsato l’importo a credito?

Se hai un rimborso, questo viene erogato dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico con il cedolino di luglio (per i dipendenti) o agosto/settembre (per i pensionati). Per informazioni dettagliate sui tempi consulta il nostro articolo: rimborso 730 2026: quando arriva e come controllarlo.


Hai bisogno di aiuto con il tuo 730? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per compilare e trasmettere la tua dichiarazione dei redditi in modo corretto e senza stress. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine. Puoi contattarci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121. Prenota il tuo appuntamento: la nostra assistenza è personalizzata e professionale.

Luglio 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-02 04:31:352026-07-03 07:54:07Modello 730 2026: Novità, Spese Detraibili e Deducibili
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Detrazione spese assistenza anziani 2026: guida completa per il 730

Dichiarazione dei redditi 730

La detrazione spese assistenza anziani 2026 è un beneficio fiscale che permette di recuperare il 19% delle spese sostenute per pagare una badante o un addetto all’assistenza personale, fino a un massimo di 2.100 euro. Puoi beneficiarne se hai un anziano non autosufficiente in famiglia e un reddito complessivo non superiore a 40.000 euro. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere per compilare correttamente il modello 730 2026 e ottenere il rimborso IRPEF spettante.

📬

Resta aggiornato sulle novità fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la detrazione spese assistenza anziani 2026
  2. Requisiti per accedere alla detrazione
  3. Importo e calcolo della detrazione
  4. Chi è considerato non autosufficiente
  5. Spese ammesse e documenti necessari
  6. Come compilare il 730: istruzioni pratiche
  7. Tetto detrazioni 2026 per redditi sopra 75.000 euro
  8. Detrazione se l’anziano non è a carico fiscalmente
  9. Tabella riassuntiva: i numeri chiave
  10. Domande frequenti (FAQ)

Cos’è la detrazione spese assistenza anziani 2026

La detrazione spese assistenza anziani 2026 è disciplinata dall’articolo 15, comma 1, lettera i-septies del TUIR (DPR 917/1986). Si tratta di una detrazione IRPEF del 19% sulle spese sostenute per retribuire gli addetti all’assistenza personale di soggetti che non sono in grado di svolgere autonomamente le attività quotidiane di base.

In parole semplici: se hai pagato una badante per assistere un anziano non autosufficiente — che sia un genitore, un nonno, o un altro familiare — puoi portare quella spesa in detrazione nella dichiarazione dei redditi. Il Fisco ti restituisce il 19% delle spese, fino a un massimo calcolato su 2.100 euro. Significa che il rimborso massimo ottenibile è di 399 euro (19% × 2.100 euro).

Questa agevolazione si inserisce nel quadro delle detrazioni fiscali previste per le spese che le famiglie italiane sostengono per far fronte a bisogni essenziali. L’obiettivo del legislatore è alleviare il peso economico di chi si prende cura di un anziano non autosufficiente, una spesa spesso molto elevata e difficilmente evitabile.

Requisiti per accedere alla detrazione

Per poter fruire della detrazione assistenza anziani nel 730 2026, devono ricorrere contemporaneamente alcune condizioni essenziali. Vediamole nel dettaglio.

Il primo requisito riguarda il reddito complessivo del dichiarante. La legge stabilisce che la detrazione spetta soltanto se il reddito complessivo non supera 40.000 euro. Si tratta del reddito complessivo del soggetto che sostiene la spesa, non dell’anziano assistito. Superato questo limite, il beneficio non è accessibile.

Il secondo requisito riguarda la condizione dell’assistito: la persona che riceve le cure deve essere non autosufficiente nel compimento degli atti della vita quotidiana. Non basta una generica difficoltà: occorre che la non autosufficienza sia documentata (vedi sezione dedicata più avanti). L’assistito può essere il dichiarante stesso oppure un familiare — anche non fiscalmente a carico.

Il terzo requisito riguarda la natura delle spese: devono trattarsi di compensi pagati ad addetti all’assistenza personale. Rientrano quindi le retribuzioni pagate alla badante, all’assistente familiare o a qualsiasi altro operatore che svolga concretamente l’assistenza alla persona. Non rientrano, invece, le spese per il ricovero in strutture residenziali (RSA, case di riposo), né i costi per farmaci o visite mediche, che seguono regole diverse.

In sintesi, i requisiti sono:

  • Reddito complessivo del dichiarante: non superiore a 40.000 euro
  • Condizione dell’assistito: non autosufficienza certificata negli atti quotidiani
  • Natura della spesa: compensi per addetti all’assistenza personale (badante, assistente)
  • Tracciabilità del pagamento: le spese devono essere documentate e tracciabili

Importo e calcolo della detrazione

L’art. 15 c. 1 lett. i-septies TUIR stabilisce che la detrazione è pari al 19% delle spese sostenute, calcolata su un importo massimo di 2.100 euro. Questo significa che il risparmio fiscale massimo ottenibile è di 399 euro (calcolato come 19% × 2.100 euro).

Il limite di 2.100 euro è complessivo per l’intero nucleo familiare, non per ogni singola persona assistita. Ciò vuol dire che, anche se in famiglia ci sono due anziani non autosufficienti, la soglia massima su cui calcolare la detrazione rimane 2.100 euro in totale.

Un aspetto importante riguarda la ripartizione della detrazione tra più dichiaranti. Se le spese per la badante vengono sostenute da più familiari (ad esempio, due figli che dividono il costo), ognuno può detrarre la propria quota, ma sempre nel rispetto del limite complessivo di 2.100 euro. In pratica:

  • Fratello A paga 1.000 euro → detrae 19% di 1.000 = 190 euro
  • Fratella B paga 1.100 euro → detrae 19% di 1.100 = 209 euro
  • Totale detratto: 399 euro (il massimo consentito, poiché 1.000 + 1.100 = 2.100 euro)

Se invece uno dei due fratelli pagasse da solo 3.000 euro, potrebbe detrarre solo il 19% di 2.100 euro = 399 euro. La parte eccedente (900 euro) non è detraibile in questa voce. Facciamo un esempio pratico completo:

Esempio pratico: Mario ha un reddito complessivo di 28.000 euro e ha pagato la badante per la madre non autosufficiente 4.800 euro nell’anno 2025. Nel modello 730 2026, Mario può inserire nella riga E41 del quadro E un importo massimo di 2.100 euro. La detrazione spettante sarà 399 euro (2.100 × 19%), che verrà direttamente scalata dall’IRPEF dovuta o rimborsata nel cedolino stipendio di luglio (per i lavoratori dipendenti con sostituto d’imposta).

Chi è considerato non autosufficiente

La normativa fiscale definisce non autosufficiente la persona che non è in grado di compiere autonomamente gli atti della vita quotidiana. Non è richiesta necessariamente una disabilità riconosciuta ai sensi della Legge 104/1992, anche se spesso le due condizioni si sovrappongono.

Le istruzioni ministeriali al modello 730 precisano che la non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana si riferisce all’incapacità di svolgere almeno alcune delle seguenti attività in modo autonomo:

  • Assunzione degli alimenti (alimentarsi da soli)
  • Deambulazione (muoversi autonomamente)
  • Vestirsi e svestirsi
  • Igiene personale (lavarsi, curare la propria persona)
  • Espletamento delle funzioni fisiologiche
  • Interazioni cognitive essenziali

La non autosufficienza deve essere attestata da un medico. Nella pratica, è sufficiente una certificazione medica rilasciata dal medico curante (medico di medicina generale) o da un medico specialista che attesti lo stato di non autosufficienza. Non è necessaria una specifica commissione INPS o ASL, anche se l’eventuale verbale di invalidità civile o la certificazione di handicap grave ex Legge 104 sono certamente documenti validi e facilmente spendibili.

Un punto spesso frainteso: non è necessario che l’anziano abbia un’età minima. La detrazione spetta per qualsiasi persona non autosufficiente, indipendentemente dall’età. Un adulto di 50 anni con grave malattia degenerativa che necessita di assistenza h24 può rientrare nella fattispecie tanto quanto un ultraottantenne.

Analogamente, non è richiesto che l’assistito sia fiscalmente a carico del dichiarante. Anche se l’anziano ha una propria pensione e non risulta fiscalmente a carico del figlio che paga la badante, quest’ultimo può comunque detrarre le spese sostenute. Questo è un aspetto molto importante che spesso le famiglie ignorano.

Spese ammesse e documenti necessari

Non tutte le spese legate alla cura di un anziano sono detraibili con questa voce specifica. È fondamentale capire cosa rientra e cosa no nella detrazione per spese di assistenza personale.

Spese ammesse: rientrano nella detrazione le retribuzioni corrisposte alla badante o all’assistente familiare, compresi i contributi previdenziali INPS pagati dalla famiglia. In particolare sono detraibili:

  • Stipendio netto corrisposto alla badante
  • Contributi INPS per lavoro domestico (quota a carico del datore di lavoro)
  • Compensi ad agenzie di assistenza che forniscono il personale
  • Retribuzioni per assistenti familiari iscritti all’INPS come lavoratori domestici

Spese NON ammesse in questa voce: non rientrano nella detrazione i-septies le spese per:

  • Ricovero in RSA o casa di riposo (segue regole diverse)
  • Farmaci e medicinali (detraibili come spese sanitarie nella lett. c)
  • Visite mediche e specialistiche (lett. c)
  • Protesi e ausili (lett. c)
  • Spese per la casa (adattamenti, ascensori, ecc. — seguono bonus edilizi)

Per quanto riguarda i documenti da conservare, l’Agenzia delle Entrate richiede che il contribuente sia in grado di dimostrare la spesa sostenuta e la condizione di non autosufficienza dell’assistito. In particolare è necessario conservare:

  • Ricevute di pagamento (bonifico bancario, assegno, ricevuta firmata dalla badante)
  • Buste paga della lavoratrice domestica
  • Ricevuta versamento contributi INPS (il bollettino PagoPA/MAV)
  • Certificazione medica attestante la non autosufficienza dell’assistito
  • Contratto di lavoro con la badante (CCNL Lavoro Domestico)

Attenzione alla tracciabilità del pagamento: sebbene la normativa non imponga in modo assoluto il pagamento tracciabile per questa specifica detrazione (a differenza delle spese edilizie e di alcune spese sanitarie), è fortemente consigliato pagare la badante con bonifico bancario o assegno. I pagamenti in contanti, pur non esplicitamente vietati, sono più difficili da documentare in caso di controllo fiscale.

Le spese per colf e badanti hanno un trattamento fiscale complesso. Il CAF Centro Fiscale a Udine è specializzato nella gestione di queste pratiche: dalla stipula del contratto al versamento dei contributi INPS, fino alla corretta compilazione della dichiarazione dei redditi.

Come compilare il 730: istruzioni pratiche

Nella dichiarazione dei redditi 2026 (modello 730/2026 per l’anno d’imposta 2025), la detrazione spese assistenza anziani va inserita nel Quadro E — Oneri e spese, precisamente nella sezione dedicata alle spese per le quali spetta la detrazione del 19%.

La voce specifica è la riga E41 del modello 730, codice spesa 30. In questa riga dovrai indicare:

  • Colonna 1: il codice 30 (spese per addetti all’assistenza personale)
  • Colonna 2: l’importo della spesa sostenuta, fino a un massimo di 2.100 euro

Attenzione: l’importo da inserire è la spesa effettivamente sostenuta, non la detrazione. Il software della dichiarazione precompilata o del CAF calcolerà automaticamente il 19% da applicare. Se hai speso 3.500 euro per la badante, inserisci comunque 2.100 euro (il massimo detraibile).

Un aspetto fondamentale: nel quadro E dovrai anche dichiarare il codice fiscale della persona non autosufficiente assistita. Questa informazione è obbligatoria e permette all’Agenzia delle Entrate di verificare la spettanza della detrazione. Ricorda di averlo pronto al momento della compilazione.

Riguardo al 730 precompilato 2026: dal 30 aprile 2026 (data anticipata rispetto al passato) l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione il modello precompilato. Le spese per la badante potrebbero non essere già presenti nel precompilato, soprattutto se il pagamento è avvenuto in contanti o tramite modalità non comunicata al Fisco. In questo caso dovrai integrare manualmente il dato. Rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per la compilazione corretta del modello 730: i nostri operatori verificano che tutte le detrazioni spettanti siano inserite correttamente.

La scadenza per presentare il 730 2026 è il 30 settembre 2026. Per i lavoratori dipendenti con sostituto d’imposta, il rimborso eventuale viene erogato direttamente nella busta paga (di norma a partire da luglio/agosto). Per i pensionati il rimborso arriva nel cedolino pensione.

Tetto detrazioni 2026 per redditi sopra 75.000 euro

Una novità importante introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) riguarda il tetto massimo alle detrazioni fiscali per i contribuenti con redditi elevati. A partire dall’anno d’imposta 2025 (dichiarazione 2026), chi ha un reddito complessivo superiore a 75.000 euro non può più detrarre liberamente tutte le spese: subisce un limite.

In base al nuovo art. 16-ter TUIR introdotto dalla L. 207/2024, il totale delle detrazioni ammissibili viene limitato a un importo base moltiplicato per un coefficiente familiare:

  • Reddito tra 75.001 e 100.000 euro → importo base 14.000 euro
  • Reddito superiore a 100.000 euro → importo base 8.000 euro

L’importo base viene poi moltiplicato per un coefficiente che dipende dal numero di figli a carico:

  • Nessun figlio a carico → coefficiente 0,50
  • 1 figlio a carico → coefficiente 0,70
  • 2 figli a carico → coefficiente 0,85
  • Più di 2 figli o almeno 1 figlio disabile → coefficiente 1,00

Esempio pratico: Lucia ha un reddito di 90.000 euro e nessun figlio a carico. L’importo base è 14.000 euro, moltiplicato per 0,50 = 7.000 euro. Questo è il massimo totale di detrazioni (al netto degli oneri esclusi) che Lucia può far valere nella dichiarazione 2026.

Attenzione: la detrazione per spese di assistenza personale (lett. i-septies) è inclusa nel computo del tetto. A differenza delle spese sanitarie (lett. c) che sono esplicitamente escluse dal tetto, le spese per la badante rientrano nel calcolo. Questo significa che un contribuente con reddito superiore a 75.000 euro dovrà tenere conto di questo limite anche per la detrazione dell’assistenza anziani.

Va comunque ricordato che la detrazione i-septies ha già un suo requisito di reddito massimo: non spetta a chi supera 40.000 euro. Per questa ragione, il tetto da 75.000 euro nella maggior parte dei casi non interferisce con la detrazione per assistenza anziani, poiché chi ha redditi sopra 40.000 euro già non può fruire di questa voce specifica. Il problema del tetto si pone solo in situazioni marginali (ad esempio, se la detrazione viene fruita da un soggetto che ha un reddito intorno a 40.000 euro in un anno e supera 75.000 in un altro).

Hai dubbi su come interagiscono le diverse detrazioni con il tetto del reddito? Il team del CAF Centro Fiscale di Udine può verificare la tua situazione specifica e ottimizzare la dichiarazione dei redditi.

Detrazione se l’anziano non è a carico fiscalmente

Uno degli aspetti più interessanti e meno noti della detrazione per spese di assistenza personale è che la legge non richiede che l’anziano assistito sia fiscalmente a carico del dichiarante. La norma (art. 15 c. 1 lett. i-septies TUIR) non pone questa condizione.

Questo significa che il figlio che paga la badante per il padre pensionato può detrarre la spesa anche se il padre ha una pensione propria e quindi non è considerato fiscalmente a carico (ricordiamo che si è fiscalmente a carico se il reddito annuo non supera 2.840,51 euro, o 4.000 euro per i figli under 24). Nella pratica, quasi nessun anziano che riceve pensione è fiscalmente a carico del figlio, ma questo non impedisce la detrazione delle spese di assistenza.

In questo scenario il dichiarante deve verificare solo il proprio reddito complessivo (non deve superare 40.000 euro) e le spese sostenute devono essere effettivamente a carico suo — cioè deve essere lui/lei a pagare la badante, non l’anziano stesso.

Un caso frequente: la pensione del padre non autosufficiente non è sufficiente per pagare la badante. I figli integrano la somma mancante. In questo caso, ciascun figlio può detrarre la quota di spesa che ha effettivamente sostenuto (sempre nel rispetto del limite complessivo di 2.100 euro). L’importante è avere la documentazione (bonifici, ricevute) che dimostri chi ha pagato e quanto.

Esistono inoltre deduzioni INPS specifiche per i contributi versati per colf e badanti: si tratta della deduzione dal reddito complessivo dei contributi previdenziali e assistenziali versati per gli addetti ai servizi domestici. Questa deduzione è distinta dalla detrazione i-septies ed è fruibile anche quando il reddito supera 40.000 euro. Il CAF Centro Fiscale a Udine ti aiuta a sfruttare entrambe le agevolazioni.

Tabella riassuntiva: i numeri chiave

Ecco una tabella con tutti i dati essenziali sulla detrazione spese assistenza anziani 2026 da tenere sempre a portata di mano durante la compilazione del 730.

ParametroValore 2026Note
Norma di riferimentoArt. 15 c. 1 lett. i-septies TUIRDPR 917/1986
Aliquota detrazione19%Standard art. 15 TUIR
Spesa massima detraibile2.100 euroLimite complessivo per nucleo
Risparmio fiscale massimo399 euro19% × 2.100 euro
Limite reddito dichiaranteNon superiore a 40.000 euroReddito complessivo annuo
Condizione dell’assistitoNon autosufficiente certificatoCertificazione medica obbligatoria
Anziano a carico?Non richiestoDetrae anche il figlio con padre pensionato
Riga del 730Quadro E, riga E41, codice 30Modello 730/2026
Scadenza 730 202630 settembre 2026Proroga possibile con +0,40%
Tetto redditi > 75.000Si applica (art. 16-ter TUIR)Ma raramente interagisce con questa voce

Domande frequenti (FAQ)

📬

Resta aggiornato sulle novità fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

Conclusione

La detrazione spese assistenza anziani 2026 è un’agevolazione importante per le famiglie che sostengono il costo di una badante per un familiare non autosufficiente. Con un risparmio fiscale massimo di 399 euro e la possibilità di cumulare questa voce con la deduzione dei contributi INPS, si tratta di un beneficio che vale la pena non perdere.

I punti chiave da ricordare: reddito massimo 40.000 euro, spesa massima 2.100 euro, certificazione medica obbligatoria, inserimento in Quadro E riga E41 codice 30 del modello 730. Le spese vanno documentate e, preferibilmente, pagate in modo tracciabile.

Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione dei redditi? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. I nostri esperti verificano che tutte le detrazioni spettanti — compresa quella per la badante — siano correttamente inserite nel tuo 730.
Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Trovi il nostro ufficio in Viale Tullio 13, Udine. Il servizio è disponibile sia in presenza che online in tutta Italia.

Luglio 2, 2026/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-02 03:31:352026-07-02 00:22:09Detrazione spese assistenza anziani 2026: guida completa per il 730
CAF

Guida documenti 730 2017

ELENCO DI TUTTI I DOCUMENTI CHE POSSONO SERVIRE A FARE LA TUA DICHIARAZIONE DEI REDDITI. 

    1. Documenti di identità: copia documento di identità valido e della tessera sanitaria del dichiarante, del coniuge e dei familiari a carico.
    2. Le ultime due Dichiarazione dei redditi presentate: 730/2016 e 730/2015 (Unico 2016 /2015) comprese eventuali dichiarazioni integrative/rettificative o ultima dichiarazione presentata (solo per chi non ha presentato la precedente dichiarazione con il nostro studio).
    3. Redditi: Certificazione Unica 2017 redditi 2016. (Se sei pensionato o disoccupato il CU dell’inps lo possiamo scaricare noi)
    4. Terreni e/o fabbricati: visure catastali/atti di compravendita per acquisto, divisione o vendita (solo in caso di aggiornamento rispetto alla dichiarazione dell’anno precedente). Per gli immobili affittati è necessario il contratto di locazione registrato + estremi di registrazione del contratto dell’Agenzia delle Entrate. In caso di eredità produrre atto di successione.

    Continua a leggere

    Febbraio 2, 2017/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2017-02-02 17:30:242026-05-31 18:33:02Guida documenti 730 2017

    Ultime notizie

    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Anticipazione TFM amministratori: regole civilistiche e trattamento fiscaleOttobre 4, 2026 - 11:00 amin: NOTIZIE
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Ecobonus 2027: il Governo valuta una detrazione al 65% per l’efficienza energeticaOttobre 4, 2026 - 9:00 amin: NOTIZIE
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      CPB 2026-2027: adesione o rinnovo entro il 2 novembre, regole e vantaggiOttobre 4, 2026 - 7:00 amin: NOTIZIE
    Search Search

    Seguici su Facebook

    Categorie Articoli

    Ultimi Articoli

    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Anticipazione TFM amministratori: regole civilistiche e trattamento fiscaleOttobre 4, 2026 - 11:00 am
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Ecobonus 2027: il Governo valuta una detrazione al 65% per l’efficienza energeticaOttobre 4, 2026 - 9:00 am
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      CPB 2026-2027: adesione o rinnovo entro il 2 novembre, regole e vantaggiOttobre 4, 2026 - 7:00 am
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Bonus edilizi dopo il decesso: a quale erede passa la detrazioneOttobre 3, 2026 - 11:00 am
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Sanzione disciplinare ingiusta al lavoro: come contestarlaOttobre 3, 2026 - 9:00 am
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Bonus malus auto: conta la colpa o l’importo del danno causato?Ottobre 3, 2026 - 7:00 am
    • fatturazione elettronica CAF Udine
      Autofattura TD17 forfettario: guida 2026 a TD18 e TD19 per acquisti da Google, Meta, Amazon ed esteroOttobre 2, 2026 - 3:00 pm
    • regime forfettario partita iva
      Geometra Dipendente con Partita IVA 2027: Incompatibilità, Limite 35.000 Euro e Obblighi CIPAGOttobre 2, 2026 - 1:00 pm
    CAF Udine Centro Assistenza Fiscale Udine

    Contatti

    Viale Giuseppe Tullio 13, scala B - Udine
    Email: info@centrofiscale.com
    Telefono: 0432 1638640
    WhatsApp CAF Udine: 366 6018121
    WhatsApp Patronato: 324 7411699

    Ultimi Articoli

    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Anticipazione TFM amministratori: regole civilistiche e trattamento fiscaleOttobre 4, 2026 - 11:00 am
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Ecobonus 2027: il Governo valuta una detrazione al 65% per l’efficienza energeticaOttobre 4, 2026 - 9:00 am
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      CPB 2026-2027: adesione o rinnovo entro il 2 novembre, regole e vantaggiOttobre 4, 2026 - 7:00 am
    © Copyright - CAF Centro Fiscale Udine è un brand di Be Smart srls | P.Iva: 03031220308 |Viale Giuseppe Tullio 13 scala B, 33100 Udine
    mail: info@centrofiscale.com | Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121 | Privacy Policy
    • Collegamento a Facebook
    • Collegamento a Instagram
    • Collegamento a Rss questo sito
    Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto