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CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Rimborso 730 Luglio 2026: Chi Lo Riceve, Importo e Come Verificare in Busta Paga

Dichiarazione dei redditi 730

Il rimborso 730 luglio 2026 rappresenta il momento in cui milioni di lavoratori dipendenti vedono accreditato direttamente in busta paga il credito IRPEF risultante dalla dichiarazione dei redditi 730. Se hai inviato il modello 730 entro la fine di maggio, luglio 2026 è il mese in cui il tuo datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, effettua il conguaglio 730 e ti restituisce le imposte pagate in eccesso. In questa guida ti spieghiamo chi ha diritto al rimborso, come viene calcolato l’importo, dove trovarlo nella busta paga di luglio e cosa fare se non compare.

Indice dei contenuti

  1. Chi riceve il rimborso 730 a luglio 2026
  2. Come si calcola l’importo del rimborso
  3. Come trovare il conguaglio 730 in busta paga
  4. Pensionati: rimborso ad agosto o settembre
  5. Cosa fare se il rimborso non compare in busta paga
  6. Rimborso incapiente: quando viene dilazionato
  7. Controlli preventivi per rimborsi sopra 4.000 euro
  8. Prossime finestre di rimborso: agosto e settembre 2026
  9. Domande frequenti sul rimborso 730 luglio 2026

Chi riceve il rimborso 730 a luglio 2026

Il rimborso 730 a luglio 2026 spetta ai lavoratori dipendenti e assimilati che hanno presentato il modello 730/2026 (relativo ai redditi 2025) entro il 31 maggio 2026. In questo caso, il datore di lavoro ha il tempo tecnico per elaborare il conguaglio e inserire il credito nella busta paga di luglio.

Nello specifico, ricevono il rimborso IRPEF in busta paga luglio i contribuenti che soddisfano tutte queste condizioni:

  • Hanno un sostituto d’imposta (datore di lavoro) che effettua il conguaglio
  • Hanno inviato il 730 entro fine maggio 2026 (tramite CAF, commercialista o precompilata online)
  • Dal 730 risulta un credito IRPEF, cioè le detrazioni e deduzioni superano le imposte dovute
  • Non sono soggetti a controlli preventivi dell’Agenzia delle Entrate (vedi sezione dedicata)

Chi ha presentato il 730 a giugno riceverà il rimborso nella busta paga di agosto, mentre chi lo invia a luglio dovrà attendere settembre o ottobre. Il principio è semplice: prima invii la dichiarazione, prima ricevi il rimborso. Per questo il CAF Centro Fiscale di Udine consiglia sempre di presentare il 730 il prima possibile.

Come si calcola l’importo del rimborso 730 luglio 2026

L’importo del rimborso 730 non è uguale per tutti: dipende interamente dalle detrazioni fiscali e deduzioni che hai dichiarato nel modello 730. In pratica, il rimborso corrisponde alla differenza tra le imposte già trattenute dal datore di lavoro durante l’anno e quelle effettivamente dovute dopo aver applicato tutte le agevolazioni.

Ecco le principali voci che generano un credito IRPEF e quindi un rimborso in busta paga:

  • Spese sanitarie (medici, farmaci, visite specialistiche): detrazione del 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro
  • Interessi passivi sul mutuo prima casa: detrazione del 19% fino a 4.000 euro di interessi
  • Spese per figli a carico: istruzione, sport, asili nido (vedi anche l’assegno unico universale)
  • Bonus ristrutturazione e risparmio energetico: rate annuali delle detrazioni al 50% o 65%
  • Spese veterinarie, funebri, di istruzione universitaria
  • Contributi previdenziali versati (colf, badanti, previdenza complementare)

Ad esempio, se durante il 2025 il tuo datore di lavoro ha trattenuto 5.000 euro di IRPEF, ma dalle detrazioni risulta che ne dovevi pagare solo 4.200 euro, il rimborso 730 luglio 2026 sarà di 800 euro netti direttamente in busta paga. Se invece hai sostenuto molte spese detraibili (ristrutturazione, mutuo, spese mediche importanti), il rimborso può superare anche i 2.000-3.000 euro.

Come trovare il conguaglio 730 nella busta paga di luglio

Una delle domande più frequenti è: “Dove trovo il rimborso nella busta paga?”. Il conguaglio 730 compare nella busta paga di luglio 2026 come una voce specifica, generalmente nella sezione delle competenze aggiuntive o dei rimborsi fiscali.

Ecco come individuarlo passo per passo:

  1. Cerca la voce “Conguaglio 730” o “Rimborso IRPEF mod. 730” nella parte centrale del cedolino
  2. Potresti trovare anche “Credito IRPEF da 730” o “Rimb. Mod. 730”: la dicitura varia a seconda del software paghe utilizzato dall’azienda
  3. Verifica che l’importo corrisponda a quanto indicato nel prospetto di liquidazione (rigo 163 o 164 del 730-3) che ti ha consegnato il CAF
  4. Il rimborso potrebbe essere suddiviso in più voci se hai anche addizionali regionali e comunali a credito

Se non riesci a interpretare la busta paga, il consiglio è di confrontare il netto di luglio con quello dei mesi precedenti. Se è sensibilmente più alto, il rimborso 730 è stato erogato. In caso di dubbi, puoi rivolgerti all’ufficio paghe della tua azienda oppure contattare il CAF Centro Fiscale per un supporto nella lettura del cedolino.

Pensionati: il rimborso 730 arriva ad agosto o settembre

Se sei un pensionato, il rimborso 730 non arriva a luglio ma con tempistiche diverse. L’INPS, che agisce come sostituto d’imposta per i pensionati, ha tempi di elaborazione più lunghi rispetto ai datori di lavoro privati.

In base alla data di presentazione del 730, ecco quando i pensionati possono aspettarsi il rimborso:

  • 730 inviato entro maggio: rimborso nel cedolino pensione di agosto o settembre 2026
  • 730 inviato a giugno: rimborso a settembre o ottobre 2026
  • 730 inviato a luglio-settembre: rimborso a ottobre o novembre 2026

Per i pensionati, il rimborso compare nel cedolino pensione INPS come voce “Conguaglio 730” o “Rimborso fiscale mod. 730”. Puoi verificarlo accedendo al tuo fascicolo previdenziale sul sito INPS con SPID o CIE. Se sei vicino alla pensione anticipata e vuoi capire come funziona il conguaglio nel passaggio da dipendente a pensionato, il nostro CAF può assisterti.

Cosa fare se il rimborso 730 non compare in busta paga a luglio

Hai controllato la busta paga di luglio e il rimborso 730 non c’è? Non farti prendere dal panico: esistono diverse spiegazioni possibili e nella maggior parte dei casi il problema si risolve facilmente.

Ecco le cause più comuni per cui il rimborso 730 potrebbe non comparire nella busta paga di luglio 2026:

  • Hai inviato il 730 dopo maggio: se la dichiarazione è stata trasmessa a giugno, il rimborso slitterà ad agosto. L’Agenzia delle Entrate comunica i risultati al sostituto d’imposta con tempistiche diverse a seconda della data di invio
  • Il datore di lavoro non ha ancora ricevuto il prospetto di liquidazione: a volte i tempi tecnici si allungano, specialmente per le aziende più piccole
  • Sei soggetto a controlli preventivi: per rimborsi superiori a 4.000 euro, l’Agenzia delle Entrate può bloccare l’erogazione per verifiche (vedi sezione successiva)
  • Hai cambiato datore di lavoro: se hai cambiato impiego dopo aver inviato il 730, il nuovo datore potrebbe non aver ricevuto le informazioni dal precedente
  • Il 730 presenta un debito, non un credito: in questo caso non c’è rimborso ma una trattenuta aggiuntiva

Cosa fare concretamente: verifica lo stato della tua dichiarazione accedendo al cassetto fiscale sul sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID. Lì puoi controllare se il 730 risulta elaborato e se il prospetto di liquidazione è stato trasmesso al tuo sostituto d’imposta. In alternativa, rivolgiti al CAF Centro Fiscale che ha presentato la tua dichiarazione: possiamo verificare direttamente lo stato del tuo rimborso 730.

Rimborso incapiente: quando viene dilazionato nei mesi successivi

Esiste un caso particolare che molti contribuenti non conoscono: il rimborso 730 incapiente. Questo accade quando l’importo del rimborso è superiore alle ritenute IRPEF che il datore di lavoro avrebbe dovuto trattenerti nel mese di luglio.

Facciamo un esempio pratico: supponiamo che il tuo rimborso 730 sia di 1.500 euro, ma le ritenute IRPEF mensili della tua busta paga sono solo 600 euro. Il datore di lavoro non può rimborsarti più di quanto trattiene. In questo caso, a luglio ricevi 600 euro, e i restanti 900 euro vengono ripartiti nelle buste paga successive (agosto, settembre, eccetera) fino al completo rimborso.

Il rimborso incapiente si verifica più frequentemente in queste situazioni:

  • Lavoratori part-time con stipendio basso e ritenute IRPEF ridotte
  • Contribuenti con molte detrazioni (ristrutturazione + mutuo + spese mediche)
  • Lavoratori stagionali che non hanno buste paga per tutti i mesi dell’anno
  • Dipendenti con reddito basso e quindi poche ritenute mensili

Se il rimborso non viene completato entro dicembre, il datore di lavoro deve indicare l’importo residuo nella Certificazione Unica (CU) dell’anno successivo, e il contribuente potrà recuperarlo nella dichiarazione dei redditi seguente.

Controlli preventivi per rimborsi 730 sopra 4.000 euro

Se dal tuo 730 risulta un rimborso superiore a 4.000 euro, l’Agenzia delle Entrate potrebbe sottoporre la tua dichiarazione a controlli preventivi prima di autorizzare l’erogazione. Questa procedura è stata introdotta per contrastare le frodi fiscali e può ritardare significativamente il rimborso.

I controlli preventivi si attivano in particolare quando:

  • Il rimborso supera i 4.000 euro
  • La dichiarazione presenta elementi di incoerenza rispetto ai dati in possesso dell’Agenzia
  • Il 730 è stato presentato con modifiche significative rispetto al precompilato (ad esempio, aggiunta di molte spese detraibili non presenti nel precompilato)
  • Il contribuente presenta la dichiarazione per la prima volta con un sostituto d’imposta diverso dall’anno precedente

In caso di controllo preventivo, il rimborso non viene erogato dal datore di lavoro ma direttamente dall’Agenzia delle Entrate, generalmente entro 6-7 mesi dalla dichiarazione. Il rimborso arriva tramite accredito sul conto corrente se hai comunicato il tuo IBAN all’Agenzia, oppure tramite assegno vidimato inviato a casa.

Per velocizzare l’operazione, il consiglio è di comunicare tempestivamente il tuo IBAN all’Agenzia delle Entrate attraverso il sito ufficiale o tramite il tuo CAF di fiducia. Il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare se la tua dichiarazione è stata sottoposta a controllo e aiutarti a gestire la situazione.

Prossime finestre di rimborso 730: agosto e settembre 2026

Se non hai ancora inviato il 730 o lo hai presentato dopo maggio, ecco il calendario dei rimborsi 730 per i mesi successivi a luglio:

  • Busta paga agosto 2026: rimborso per chi ha inviato il 730 entro il 20 giugno 2026
  • Busta paga settembre 2026: rimborso per chi ha inviato il 730 entro il 15 luglio 2026
  • Busta paga ottobre 2026: rimborso per chi ha inviato il 730 entro metà agosto 2026
  • Cedolino pensione agosto/settembre 2026: per i pensionati che hanno inviato il 730 entro maggio-giugno

La scadenza finale per l’invio del modello 730/2026 è il 30 settembre 2026. Tuttavia, inviare la dichiarazione a ridosso della scadenza significa ricevere il rimborso solo verso novembre-dicembre. Per questo motivo, ti consigliamo di non aspettare: prenota il tuo appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine e invia il 730 il prima possibile per ottenere il rimborso in tempi rapidi.

Ricorda anche che il 730 precompilato 2026 è disponibile dal 30 aprile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Se preferisci un supporto professionale per verificare e integrare i dati, il nostro CAF è a tua disposizione.

Domande frequenti sul rimborso 730 luglio 2026

Quando arriva il rimborso 730 in busta paga luglio 2026?

Il rimborso 730 in busta paga luglio 2026 arriva per i lavoratori dipendenti che hanno inviato la dichiarazione entro fine maggio 2026. Il conguaglio viene effettuato dal datore di lavoro e compare nel cedolino di luglio, generalmente accreditato con lo stipendio di fine mese.

Come si calcola il rimborso del 730?

Il rimborso si calcola come differenza tra le imposte già trattenute dal datore di lavoro durante il 2025 e l’IRPEF effettivamente dovuta dopo aver applicato detrazioni (spese mediche, mutuo, ristrutturazioni) e deduzioni. Se le trattenute superano il dovuto, la differenza viene rimborsata.

I pensionati ricevono il rimborso 730 a luglio?

No, i pensionati non ricevono il rimborso a luglio. L’INPS eroga il conguaglio 730 nel cedolino pensione di agosto o settembre 2026 per chi ha presentato la dichiarazione entro maggio. I tempi dell’INPS sono più lunghi rispetto ai datori di lavoro privati.

Cosa succede se il rimborso 730 supera i 4.000 euro?

Per rimborsi superiori a 4.000 euro, l’Agenzia delle Entrate può disporre controlli preventivi. In questo caso, il rimborso non viene erogato dal datore di lavoro ma direttamente dall’Agenzia, generalmente entro 6-7 mesi, tramite accredito su conto corrente o assegno vidimato.

Perché il rimborso 730 non compare nella busta paga di luglio?

Le cause più comuni sono: invio del 730 dopo maggio (il rimborso slitterà al mese successivo), controlli preventivi in corso, cambio del datore di lavoro, oppure la dichiarazione ha generato un debito anziché un credito. Verifica lo stato sul cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate.

Cos’è il rimborso 730 incapiente?

Il rimborso incapiente si verifica quando l’importo del credito è superiore alle ritenute IRPEF mensili. In questo caso, il datore di lavoro rimborsa quanto può a luglio e dilaziona il resto nelle buste paga dei mesi successivi fino al completo rimborso. È frequente per lavoratori part-time o con molte detrazioni.

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  • Rimborso 730 2026: Quando Arriva, Tempi e Come Verificare lo Stato
  • Rimborso 730 in Busta Paga 2026: Come Funziona e Cosa Verificare
  • 730 Dichiarazione dei Redditi: Guida Completa
  • Detrazioni Fiscali: Tutte le Agevolazioni Disponibili
  • 730 Precompilato 2026: Come Accedere e Inviare

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    Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
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    Rimborso 730 Pensionati 2026: Quando Arriva sulla Pensione e Come Verificare

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Il rimborso 730 per i pensionati 2026 funziona in modo diverso rispetto a quello dei lavoratori dipendenti. Se hai presentato il 730 precompilato 2026 e risulta un credito IRPEF, il rimborso non arriva in busta paga ma direttamente sulla pensione INPS. In questa guida ti spieghiamo quando arriva il rimborso 730 sulla pensione, come verificarlo sul cedolino pensione, cosa succede in caso di importi elevati e come controllare lo stato del rimborso su MyINPS e Cassetto Fiscale.

    Indice dei contenuti

    1. Come funziona il rimborso 730 per i pensionati
    2. INPS come sostituto d’imposta: cosa significa
    3. Quando arriva il rimborso 730 sulla pensione 2026
    4. Tempistiche pensionati vs dipendenti: le differenze
    5. Come si vede il rimborso sul cedolino pensione
    6. Rimborso incapiente: cosa succede se supera la pensione
    7. Trattenute IRPEF da 730 sulla pensione: quando c’è debito
    8. Rimborso superiore a 4.000 euro: tempi più lunghi
    9. Come verificare lo stato del rimborso su MyINPS e Cassetto Fiscale
    10. Rimborso diretto da Agenzia delle Entrate: quando si applica
    11. Domande frequenti

    Come funziona il rimborso 730 per i pensionati

    Quando un pensionato presenta il Modello 730 e dalla dichiarazione dei redditi emerge un credito IRPEF (cioè ha pagato più tasse di quelle dovute), ha diritto a un rimborso. A differenza dei lavoratori dipendenti che ricevono il rimborso dal datore di lavoro tramite la busta paga, per i pensionati il rimborso viene erogato direttamente dall’INPS sulla pensione mensile.

    In pratica, il meccanismo è semplice: l’Agenzia delle Entrate comunica all’INPS l’esito del 730 del pensionato. Se risulta un credito, l’INPS lo accredita sulla rata di pensione successiva. Se invece risulta un debito (cioè il pensionato deve pagare un’imposta aggiuntiva), l’INPS trattiene l’importo dovuto dalla pensione.

    Il credito può derivare da diverse situazioni:

    • Detrazioni per spese mediche sostenute durante l’anno
    • Detrazioni per ristrutturazioni edilizie o bonus casa
    • Detrazioni per familiari a carico non correttamente applicate
    • Deduzioni per contributi previdenziali versati volontariamente
    • Ritenute IRPEF in eccesso applicate sulla pensione durante l’anno

    INPS come sostituto d’imposta: cosa significa

    Il termine sostituto d’imposta indica il soggetto che, per conto del contribuente, trattiene e versa le imposte allo Stato. Per i lavoratori dipendenti il sostituto è il datore di lavoro; per i pensionati il sostituto d’imposta è l’INPS (o l’ente previdenziale che eroga la pensione).

    Quando compili il 730, nella sezione del sostituto d’imposta devi indicare l’INPS. Se utilizzi il 730 precompilato, questo dato è già inserito automaticamente dall’Agenzia delle Entrate. L’INPS riceve quindi dall’Agenzia delle Entrate il risultato della dichiarazione e provvede a:

    • Accreditare il rimborso se risulta un credito IRPEF
    • Trattenere l’importo se risulta un debito IRPEF
    • Applicare le addizionali regionali e comunali dovute

    Questo vale per tutte le pensioni erogate dall’INPS, comprese le pensioni di vecchiaia, le pensioni anticipate, le pensioni di reversibilità e le pensioni di invalidità civile. Se la tua pensione è erogata da una cassa professionale (INARCASSA, Cassa Forense, ecc.), il sostituto sarà la cassa stessa e non l’INPS.

    Quando arriva il rimborso 730 sulla pensione 2026

    Le tempistiche del rimborso 730 sulla pensione dipendono dalla data in cui hai inviato la dichiarazione. Per il 2026 il calendario di massima è il seguente:

    Invio 730Rimborso sulla pensione
    Entro il 31 maggio 2026Agosto-Settembre 2026
    Entro il 30 giugno 2026Settembre-Ottobre 2026
    Entro il 31 luglio 2026Ottobre-Novembre 2026
    Entro il 30 settembre 2026Novembre-Dicembre 2026

    Attenzione: queste sono date indicative. L’INPS elabora i conguagli seguendo un proprio calendario interno che può variare. In genere, chi presenta il 730 nei primi giorni di disponibilità del precompilato (fine aprile-maggio) riceve il rimborso già con la rata di pensione di agosto o settembre 2026.

    Tempistiche pensionati vs dipendenti: le differenze

    Una delle domande più frequenti riguarda il motivo per cui i pensionati ricevono il rimborso 730 più tardi rispetto ai lavoratori dipendenti. La differenza è di circa 1-2 mesi e dipende da fattori organizzativi:

    • Lavoratori dipendenti: il rimborso arriva nella busta paga di luglio (per chi invia entro maggio-giugno). Il datore di lavoro può elaborarlo rapidamente perché gestisce direttamente le buste paga
    • Pensionati: il rimborso arriva sulla pensione di agosto-settembre (per lo stesso periodo di invio). L’INPS deve ricevere i dati dall’Agenzia delle Entrate, elaborarli centralmente per milioni di pensionati e poi accreditarli

    Questo ritardo non dipende da te e non c’è modo di accelerarlo. L’unica cosa che puoi fare è inviare il 730 il prima possibile per essere tra i primi a ricevere il rimborso. Se vuoi approfondire come funziona per i dipendenti, leggi la nostra guida sul rimborso 730 in busta paga 2026.

    Come si vede il rimborso sul cedolino pensione

    Quando l’INPS elabora il rimborso 730, la voce compare nel cedolino pensione del mese in cui avviene l’accredito. Per verificarlo, accedi al servizio cedolino pensione INPS tramite MyINPS. Ecco cosa cercare:

    Nel cedolino troverai una o più voci specifiche relative al conguaglio fiscale:

    • “Conguaglio 730 – Credito IRPEF”: è l’importo del rimborso che ti viene accreditato. Comparirà come voce positiva che si somma all’importo netto della pensione
    • “Conguaglio 730 – Addizionale regionale”: eventuale rimborso delle addizionali regionali e comunali pagate in eccesso
    • “Conguaglio 730 – Addizionale comunale”: come sopra, per la componente comunale

    Se il rimborso è di importo contenuto, lo vedrai in un’unica soluzione nella rata di pensione. Se invece l’importo è elevato rispetto alla tua pensione mensile, potrebbe essere suddiviso in più rate (vedi la sezione sul rimborso incapiente più avanti).

    Consiglio pratico: controlla il cedolino pensione del mese in cui ti aspetti il rimborso (agosto-settembre per chi ha inviato il 730 entro maggio). Se non vedi la voce di conguaglio, attendi il mese successivo prima di contattare l’INPS.

    Rimborso incapiente: cosa succede se supera la pensione

    Il rimborso incapiente è una situazione che si verifica quando l’importo del rimborso 730 è superiore alla pensione netta mensile del pensionato. In questo caso, l’INPS non può erogare tutto il credito in un’unica soluzione.

    Facciamo un esempio concreto. Supponiamo che Mario percepisce una pensione netta di 1.200 euro al mese e che dal 730 risulta un credito IRPEF di 2.500 euro. L’INPS non può accreditare 2.500 euro in una volta perché supererebbe la pensione. Ecco cosa succede:

    • Prima rata (es. agosto): l’INPS accredita una parte del rimborso, tipicamente fino alla capienza della pensione netta
    • Rate successive (settembre, ottobre, ecc.): l’INPS continua ad accreditare il residuo nelle rate successive, fino all’esaurimento del credito
    • Entro dicembre: tutto il rimborso deve essere erogato entro la fine dell’anno fiscale

    Se entro dicembre l’INPS non riesce a completare il rimborso (situazione rara, che può capitare con pensioni molto basse e rimborsi molto alti), l’importo residuo viene erogato nei primi mesi dell’anno successivo.

    Trattenute IRPEF da 730 sulla pensione: quando c’è debito

    Non sempre dal 730 emerge un credito. In alcuni casi, il risultato della dichiarazione è un debito IRPEF, cioè il pensionato ha pagato meno tasse di quelle effettivamente dovute. Questo può accadere quando:

    • Cumulo di più redditi: chi percepisce due pensioni, oppure pensione più redditi da affitto, potrebbe avere un conguaglio a debito per effetto delle aliquote IRPEF progressive
    • Redditi da locazione non soggetti a cedolare secca
    • Collaborazioni occasionali o altri redditi non correttamente tassati alla fonte
    • Ritenute insufficienti applicate durante l’anno dall’INPS

    In caso di debito, l’INPS trattiene l’importo dovuto dalla pensione. Se il debito è elevato, anche le trattenute possono essere dilazionate su più rate. Il pensionato può anche scegliere di rateizzare il debito direttamente nel 730, indicando il numero di rate desiderato (massimo 5 rate, da luglio a novembre).

    Importante: se hai dubbi sul risultato del tuo 730 e temi un conguaglio a debito elevato, ti consigliamo di rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine prima di inviare la dichiarazione. I nostri operatori possono simulare il risultato e consigliarti la strategia migliore.

    Rimborso superiore a 4.000 euro: tempi più lunghi

    Se dal tuo 730 risulta un rimborso IRPEF superiore a 4.000 euro, i tempi di erogazione si allungano notevolmente. L’Agenzia delle Entrate, infatti, effettua dei controlli preventivi sulla dichiarazione prima di autorizzare il rimborso.

    Questi controlli sono previsti dall’art. 5, comma 3-bis del D.Lgs. 175/2014 e riguardano specificamente le dichiarazioni che presentano elementi di incoerenza o rimborsi di importo rilevante. I controlli possono durare fino a 4 mesi dalla presentazione del 730.

    Ecco cosa succede in pratica:

    1. Invio del 730: presenti la dichiarazione normalmente
    2. Segnalazione automatica: il sistema rileva il rimborso superiore a 4.000 euro
    3. Controllo dell’Agenzia delle Entrate: verifica la documentazione (spese mediche, detrazioni, ecc.). L’AdE può richiedere documenti aggiuntivi
    4. Esito del controllo: se tutto è regolare, l’Agenzia autorizza il rimborso
    5. Erogazione INPS: l’INPS accredita il rimborso sulla pensione, di solito entro il sesto mese dalla presentazione

    Consiglio: se prevedi un rimborso superiore a 4.000 euro, conserva tutta la documentazione relativa alle spese dichiarate (checklist documenti 730). Potresti ricevere la richiesta di presentare i giustificativi all’Agenzia delle Entrate. Presentare il 730 tramite un CAF abilitato come il CAF Centro Fiscale di Udine può facilitare questo processo, perché il CAF appone il visto di conformità che riduce la probabilità di controlli.

    Come verificare lo stato del rimborso su MyINPS e Cassetto Fiscale

    Se hai inviato il 730 e vuoi sapere a che punto è il tuo rimborso, hai due strumenti principali a disposizione:

    Verifica su MyINPS

    Il portale MyINPS (myinps.inps.it) ti permette di controllare il cedolino pensione e verificare se il conguaglio 730 è stato applicato. Ecco come procedere:

    1. Accedi a myinps.inps.it con SPID, CIE o CNS
    2. Vai alla sezione “Cedolino pensione e servizi collegati”
    3. Seleziona il mese in cui ti aspetti il rimborso (agosto o settembre)
    4. Cerca la voce “Conguaglio 730” o “Conguaglio fiscale”
    5. Se la voce non compare, controlla il mese successivo

    Verifica sul Cassetto Fiscale

    Il Cassetto Fiscale dell’Agenzia delle Entrate ti mostra lo stato della tua dichiarazione e dei rimborsi. Per accedere:

    1. Vai su agenziaentrate.gov.it e accedi con SPID, CIE o CNS
    2. Seleziona “Cassetto Fiscale” dal menu
    3. Nella sezione “Dichiarazioni fiscali” trovi il tuo 730
    4. Controlla lo stato del rimborso: può essere “in lavorazione”, “in erogazione” o “erogato”
    5. Se il rimborso è superiore a 4.000 euro, potresti vedere lo stato “in verifica”

    Alternativa telefonica: se non riesci ad accedere ai portali online, puoi chiamare il Contact Center INPS al numero 803.164 (da fisso, gratuito) o 06.164.164 (da mobile, a pagamento) per chiedere informazioni sullo stato del conguaglio 730 sulla tua pensione.

    Rimborso diretto da Agenzia delle Entrate: quando si applica

    Esiste un caso in cui il rimborso 730 non passa dall’INPS ma viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Questo accade quando il pensionato presenta il 730 senza sostituto d’imposta (cosiddetto “730 senza sostituto”).

    Il 730 senza sostituto si utilizza quando:

    • Il pensionato non vuole che il rimborso o la trattenuta passi dalla pensione
    • Ci sono situazioni particolari che impediscono di indicare un sostituto d’imposta
    • Il contribuente preferisce ricevere il rimborso direttamente sul conto corrente dall’AdE

    In questo caso, i tempi sono generalmente più lunghi. Il rimborso dell’Agenzia delle Entrate può arrivare da dicembre dell’anno di presentazione fino a marzo dell’anno successivo, quindi con un ritardo di diversi mesi rispetto al rimborso tramite INPS.

    Per ricevere il rimborso diretto, devi aver comunicato il tuo IBAN all’Agenzia delle Entrate. Puoi farlo online dal sito dell’AdE, oppure recandoti presso un qualsiasi ufficio territoriale.

    Il nostro consiglio: salvo situazioni particolari, è sempre preferibile indicare l’INPS come sostituto d’imposta nel 730. Il rimborso arriva prima e la procedura è più semplice.

    Domande frequenti sul rimborso 730 pensionati

    Quando arriva il rimborso 730 sulla pensione?

    Per chi invia il 730 entro maggio-giugno, il rimborso arriva generalmente con la rata di pensione di agosto o settembre 2026. Per invii successivi, i tempi si allungano proporzionalmente. Il rimborso viene accreditato come voce “Conguaglio 730” nel cedolino pensione.

    Come faccio a sapere se ho diritto al rimborso 730?

    Il diritto al rimborso dipende dal risultato della tua dichiarazione dei redditi. Se le imposte trattenute durante l’anno superano quelle effettivamente dovute, hai diritto al rimborso. Per saperlo con certezza prima di inviare il 730, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per una simulazione gratuita.

    Il rimborso 730 viene tassato?

    No, il rimborso 730 non è soggetto a tassazione. Si tratta di un credito IRPEF, cioè di imposte che hai già pagato in eccesso e che ti vengono restituite. L’importo che vedi nel cedolino pensione come “Conguaglio 730” viene accreditato al netto, senza ulteriori trattenute.

    Cosa succede se non presento il 730?

    Se non presenti il 730 e hai diritto a un rimborso, perdi il credito IRPEF. L’INPS applica le ritenute standard sulla pensione, ma non può rimborsarti le eventuali detrazioni o deduzioni a cui avresti diritto (spese mediche, ristrutturazioni, ecc.). Per questo è importante presentare il 730 anche se sei pensionato.

    Posso presentare il 730 se percepisco solo la pensione?

    Sì, puoi presentare il 730 anche se il tuo unico reddito è la pensione. Anzi, è spesso conveniente farlo, soprattutto se hai sostenuto spese detraibili (mediche, farmaci, interessi del mutuo, ristrutturazioni). Il 730 ti permette di recuperare le imposte pagate in eccesso attraverso le detrazioni.

    Il rimborso arriva anche su pensioni minime?

    Sì, il rimborso 730 viene erogato indipendentemente dall’importo della pensione. Se percepisci una pensione minima e dal 730 emerge un credito, l’INPS lo accredita sulla pensione. In caso di importo elevato rispetto alla rata mensile, il rimborso sarà dilazionato su più mesi.

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    Se sei un pensionato e vuoi essere sicuro di ottenere il massimo rimborso possibile dal 730, affidati al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori verificano tutte le detrazioni e deduzioni a cui hai diritto, compilano il 730 per te e ti assistono in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate.

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      Giugno 15, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-15 14:00:002026-04-18 14:26:41Rimborso 730 Pensionati 2026: Quando Arriva sulla Pensione e Come Verificare
      CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

      Saldo IRPEF 2026: scadenza 30 giugno, codici tributo F24 e calcolo acconto

      aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni

      Il 30 giugno 2026 e la prima scadenza per il versamento del saldo IRPEF relativo all’anno d’imposta 2025 e del primo acconto IRPEF per il 2026. Per chi non riesce a rispettare questa data, c’e la possibilita di differire al 30 luglio 2026 con una maggiorazione dello 0,40%. In questa guida vediamo chi deve pagare, come si calcola l’importo, quali codici tributo F24 usare e cosa fare in caso di ritardo.

      Quando scade il saldo IRPEF 2026

      Le scadenze per il pagamento del saldo IRPEF 2026 sono:

      • 30 giugno 2026 (martedi): scadenza ordinaria per saldo IRPEF 2025 + primo acconto IRPEF 2026
      • 30 luglio 2026 (giovedi): scadenza differita con maggiorazione dello 0,40% sull’importo dovuto

      Il 30 giugno 2026 cade di martedi: non ci sono proroghe automatiche per giorni festivi, quindi la scadenza e ferma. Chi sceglie di pagare entro il 30 luglio paga l’importo aumentato dello 0,40% a titolo di interesse.

      Per il secondo acconto IRPEF 2026 la scadenza ordinaria e il 1° dicembre 2026 (30 novembre 2026 cade di domenica, slittamento al lunedi successivo).

      Chi deve pagare il saldo IRPEF entro il 30 giugno

      Sono tenuti al versamento del saldo IRPEF entro il 30 giugno 2026:

      • Titolari di Partita IVA (regime ordinario e forfettario) che presentano il Modello Redditi PF
      • Lavoratori autonomi e professionisti che hanno redditi non soggetti a ritenuta alla fonte
      • Persone fisiche con redditi da affitti, rendite, plusvalenze non assoggettati a cedolare secca o imposta sostitutiva
      • Contribuenti 730 con conguaglio a debito che non hanno un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che puo trattenere il dovuto dalla busta paga o dalla pensione
      • Societa di persone e soci per la quota di reddito imputata per trasparenza

      Non devono pagare autonomamente entro il 30 giugno i dipendenti e pensionati che hanno presentato il 730 con sostituto d’imposta: per loro il conguaglio a debito viene trattenuto direttamente dalla busta paga o dalla pensione a partire dal mese di luglio 2026.

      Codici tributo F24 per il saldo IRPEF 2026

      Per il versamento tramite Modello F24, questi sono i principali codici tributo:

      Codice tributoDescrizioneAnno di riferimento nel F24
      4001Saldo IRPEF persone fisiche2025
      4033Primo acconto IRPEF2026
      4034Secondo acconto IRPEF2026 (scadenza 1° dicembre)
      3800Addizionale regionale IRPEF (saldo)2025
      3801Addizionale comunale IRPEF (saldo)2025
      2003Saldo IRES societa di capitali2025
      2001Primo acconto IRES2026

      Attenzione all’anno di riferimento: nel modello F24 il campo “anno di riferimento” deve riportare l’anno d’imposta corretto (2025 per il saldo, 2026 per il primo acconto). Un errore in questo campo puo causare problemi di imputazione del pagamento.

      Per approfondire la dichiarazione dei redditi: Rimborso 730 in Busta Paga 2026: Quando Arriva e Come Funziona

      Come si calcola il saldo IRPEF e il primo acconto

      Il calcolo del saldo IRPEF si basa sulle aliquote IRPEF 2026 (anno d’imposta 2025), che sono tre scaglioni:

      • 23% fino a 28.000 euro di reddito imponibile
      • 35% da 28.001 a 50.000 euro
      • 43% oltre 50.000 euro

      La formula di calcolo e:

      Saldo IRPEF = IRPEF lorda – detrazioni – acconti versati nel 2025

      Se il risultato e positivo (a debito), si versa entro il 30 giugno. Se e negativo (a credito), si genera un rimborso o si usa in compensazione F24.

      Per il primo acconto IRPEF 2026, il metodo ordinario (storico) prevede:

      • Se l’imposta netta dell’anno precedente e inferiore a 52 euro: nessun acconto
      • Da 52 a 257,99 euro: versamento in unica soluzione entro il 30 novembre (o 1° dicembre 2026)
      • Da 258 euro in su: primo acconto del 40% entro il 30 giugno + secondo acconto del 60% entro il 1° dicembre

      In alternativa al metodo storico, e possibile usare il metodo previsionale: si stima l’imposta che si paghera per il 2026 e si versa l’acconto su quella base, con rischio di sanzioni se la stima e sottostimata.

      Per chi ha aderito al Concordato Preventivo Biennale, le regole di calcolo degli acconti possono essere diverse: Modello Redditi 2026 e Concordato Preventivo Biennale: regole e scadenze

      Versamento in unica soluzione o in due rate

      Entro il 30 giugno 2026 si versano contemporaneamente:

      • Il saldo IRPEF 2025 (codice 4001)
      • Il primo acconto IRPEF 2026 (codice 4033), se dovuto e superiore a 258 euro
      • Le addizionali regionali e comunali IRPEF (codici 3800 e 3801)

      Non esiste una rateizzazione automatica per queste voci nel modello F24: l’importo va versato in un’unica soluzione nella data di scadenza (o differito al 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%).

      Diversa e la situazione per i contributi INPS artigiani e commercianti, che hanno cadenze trimestrali separate.

      Differimento al 30 luglio 2026: come funziona la maggiorazione

      Chi non riesce a versare entro il 30 giugno puo usufruire del differimento al 30 luglio 2026 pagando una maggiorazione dello 0,40% sull’importo dovuto. Si tratta di un interesse forfettario previsto dalla legge, non di una sanzione.

      Esempio pratico: se devi versare un saldo IRPEF di 1.000 euro, pagando entro il 30 luglio dovrai versare 1.004 euro (1.000 + 0,40% = 4 euro di interessi).

      La maggiorazione si applica sia al saldo che all’acconto. Non ci sono codici tributo separati per la maggiorazione: va aggiunta direttamente all’importo del versamento.

      Modalita di versamento: F24 online, banca e addebito conto

      Il Modello F24 si puo versare con le seguenti modalita:

      • F24 online tramite portale Agenzia delle Entrate (accesso con SPID, CIE o credenziali Fisconline): gratuito, disponibile 24/7
      • Homebanking della propria banca: disponibile per tutti i titolari di conto corrente, spesso con addebito diretto
      • Allo sportello bancario o postale: solo per F24 con saldo a debito; possibile commissione
      • Tramite CAF o intermediario abilitato: il CAF compila e trasmette il modello F24 per conto del contribuente

      Ricorda che i versamenti F24 a zero (per compensazione integrale del credito) devono essere trasmessi obbligatoriamente in via telematica attraverso i servizi dell’Agenzia delle Entrate o un intermediario abilitato.

      Link correlato: IMU 2026: paga l’inquilino o il proprietario? Guida Completa

      Ravvedimento operoso: cosa succede se si paga in ritardo

      Se si supera anche la scadenza del 30 luglio senza versare, e possibile regolarizzare la posizione attraverso il ravvedimento operoso, disciplinato dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997 e riformato dal D.Lgs. 87/2024.

      Con la riforma del D.Lgs. 87/2024 (in vigore dal 1° settembre 2024), la sanzione base per omesso versamento e passata al 25% (precedentemente era il 30%). Le tipologie di ravvedimento piu comuni sono:

      Tipo di ravvedimentoQuandoSanzione ridotta
      Sprint (brevissimo)Entro 14 giorni dalla scadenza0,1% al giorno (max 1,4%)
      BreveDal 15° al 30° giorno1,5% (1/10 di 15%)
      MedioDal 31° al 90° giorno1,67% (1/9 del 15%)
      Lungo (entro 1 anno)Entro 1 anno dalla scadenza3,125% (1/8 del 25%)
      BiennaleEntro 2 anni dalla scadenza3,57% (1/7 del 25%)
      Oltre 2 anniOltre 2 anni dalla scadenza4,17% (1/6 del 25%)

      Alle sanzioni si aggiungono sempre gli interessi legali (2,5% annuo nel 2026) calcolati sui giorni di ritardo. Il ravvedimento non e possibile dopo l’avvio di un accertamento o di una verifica fiscale.

      Il codice tributo da usare per la sanzione da ravvedimento e il 8901 (per IRPEF). Gli interessi si versano con il codice tributo 1989.

      Saldo IRES per societa e enti: stessa scadenza del 30 giugno

      Anche le societa di capitali con esercizio coincidente con l’anno solare (gennaio-dicembre) devono versare entro il 30 giugno 2026:

      • Saldo IRES 2025: codice tributo 2003
      • Primo acconto IRES 2026: codice tributo 2001
      • Saldo IRAP 2025: codice tributo 3800 (sezione Erario)
      • Primo acconto IRAP 2026: codice tributo 3812

      Per le societa con esercizio non coincidente con l’anno solare, la scadenza e il sesto mese successivo alla chiusura dell’esercizio.

      Domande frequenti (FAQ)

      Ho presentato il 730: devo comunque versare l’IRPEF entro il 30 giugno?

      Dipende dalla tua situazione. Se hai un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che gestisce il conguaglio, no: sara lui a trattenerti il dovuto dalla busta paga a partire da luglio. Se non hai un sostituto d’imposta, dovrai versare tu tramite F24 entro il 30 giugno.

      Posso compensare il saldo IRPEF con un credito IVA o INPS?

      Si, e possibile compensare il debito IRPEF con crediti fiscali o contributivi tramite il modello F24. La compensazione orizzontale (tra tributi diversi) e consentita nei limiti di legge. Per crediti superiori a 5.000 euro, la compensazione richiede il visto di conformita sulla dichiarazione dei redditi.

      Cosa succede se non posso pagare entro il 30 luglio?

      Se non paghi entro il 30 luglio, scatta l’omesso versamento. La sanzione base e del 25% dell’importo non versato (post D.Lgs. 87/2024). Puoi pero regolarizzare con il ravvedimento operoso, che riduce significativamente la sanzione a seconda di quanto e rapido il pagamento.

      Il secondo acconto IRPEF si paga anch’esso a giugno?

      No. Il secondo acconto IRPEF 2026 scade il 1° dicembre 2026 (il 30 novembre cade di domenica). Si versa con il codice tributo 4034.

      Come si calcola l’addizionale regionale e comunale IRPEF?

      Le addizionali regionali e comunali si calcolano applicando le aliquote deliberate da Regione e Comune di residenza al reddito imponibile IRPEF. Il saldo delle addizionali scade insieme al saldo IRPEF (30 giugno), mentre l’acconto dell’addizionale comunale scade al secondo acconto IRPEF (1° dicembre).

      Come possiamo aiutarti: il CAF Centro Fiscale di Udine

      Il calcolo del saldo IRPEF richiede la corretta lettura della dichiarazione dei redditi e la verifica di acconti, detrazioni e crediti. Se hai dubbi o vuoi essere sicuro di versare l’importo corretto entro il 30 giugno 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per:

      • Calcolo del saldo IRPEF e del primo acconto da dichiarazione dei redditi o 730
      • Compilazione e invio del modello F24
      • Verifica della possibilita di compensazione con crediti fiscali
      • Assistenza per il ravvedimento operoso in caso di versamento tardivo
      • Consulenza su differimento al 30 luglio con calcolo della maggiorazione

      Contattaci per un preventivo personalizzato o prenota un appuntamento. Non aspettare l’ultimo giorno: avere il tempo per verificare tutti i calcoli fa la differenza.

      Giugno 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/04/aliquote-irpef-2024-e-calcolo-detrazioni-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-12 07:54:012026-06-12 07:54:14Saldo IRPEF 2026: scadenza 30 giugno, codici tributo F24 e calcolo acconto
      CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

      Rimborso 730 in Busta Paga 2026: Quando Arriva, Come Funziona e Cosa Verificare

      Dichiarazione dei redditi 730

      Il rimborso 730 in busta paga 2026 rappresenta il momento più atteso dell’anno per milioni di lavoratori dipendenti italiani. Dopo aver compilato e inviato la dichiarazione dei redditi 730, chi risulta a credito riceve il rimborso direttamente nella busta paga, senza dover fare nulla di particolare: è il datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, a occuparsi di tutto. Ma quando arriva esattamente? Come si legge in busta paga? E cosa succede se cambi lavoro o sei in cassa integrazione?

      In questa guida completa sul rimborso 730 in busta paga 2026 troverai tutte le risposte: dalle tempistiche precise mese per mese, fino ai casi particolari come il rimborso incapiente, il cambio datore di lavoro e la differenza tra rimborso tramite sostituto e rimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate. Se vuoi sapere anche come funziona il rimborso 730 per i pensionati e le altre categorie, ti consigliamo di leggere anche la nostra guida dedicata al rimborso 730 quando arriva.

      Indice dei contenuti

      1. Come Funziona il Rimborso 730 in Busta Paga
      2. Quando Arriva il Rimborso 730 in Busta Paga nel 2026
      3. Tempistiche Precise: Mese di Invio 730 e Mese di Rimborso
      4. Come Leggere il Rimborso 730 in Busta Paga
      5. Rimborso Incapiente: Cosa Succede se il Credito Supera le Ritenute
      6. Cambio Lavoro e Rimborso 730: Cosa Fare
      7. Rimborso 730 e Cassa Integrazione
      8. Trattenute Invece di Rimborso: Quando il 730 Genera un Debito
      9. Rimborso con Sostituto vs Rimborso Diretto dall’Agenzia delle Entrate
      10. Domande Frequenti sul Rimborso 730 in Busta Paga

      Come Funziona il Rimborso 730 in Busta Paga

      Il meccanismo del rimborso 730 in busta paga è relativamente semplice, anche se spesso genera dubbi tra i lavoratori dipendenti. Quando presenti il modello 730 e dalla dichiarazione emerge un credito IRPEF a tuo favore (perché durante l’anno hai pagato più imposte del dovuto), il rimborso non arriva direttamente dall’Agenzia delle Entrate: è il tuo datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, a erogartelo.

      In pratica funziona così: l’Agenzia delle Entrate elabora la tua dichiarazione e trasmette il risultato contabile (il cosiddetto prospetto di liquidazione, modello 730-4) al tuo datore di lavoro. A quel punto, il datore è obbligato per legge a effettuare il conguaglio nella prima busta paga utile. Il rimborso viene compensato con le ritenute IRPEF che il datore trattiene normalmente ogni mese dalla tua retribuzione.

      Facciamo un esempio pratico. Supponiamo che Mario abbia diritto a un rimborso 730 di 800 euro e che ogni mese il suo datore trattenga circa 350 euro di IRPEF dalla busta paga. Nella busta paga di luglio, invece di trattenere i 350 euro, il datore non solo non li trattiene ma aggiunge altri 450 euro allo stipendio netto. Il risultato è che Mario riceve 800 euro in più rispetto al solito. Se il rimborso fosse stato di 1.500 euro, il datore avrebbe azzerato le ritenute di luglio (350 euro) e aggiunto i restanti 1.150 euro, oppure avrebbe distribuito il rimborso su più mesi.

      Quando Arriva il Rimborso 730 in Busta Paga nel 2026

      La domanda che tutti si pongono è: quando arriva il rimborso 730 in busta paga nel 2026? La risposta dipende da quando hai inviato la dichiarazione dei redditi. La regola generale è che il rimborso 730 arriva nella busta paga del mese successivo a quello in cui il datore di lavoro riceve il prospetto di liquidazione (modello 730-4) dall’Agenzia delle Entrate.

      Per chi invia il 730 entro fine maggio 2026, il rimborso arriva nella busta paga di luglio 2026. Questo è il primo mese utile e rappresenta il momento in cui la maggior parte dei lavoratori dipendenti riceve il credito. Chi invece invia il 730 più tardi, ad esempio a giugno o luglio, riceverà il rimborso ad agosto o settembre. Vediamo nel dettaglio le scadenze del calendario 730 2026.

      È importante ricordare che la scadenza ultima per l’invio del 730/2026 è il 30 settembre 2026. Chi invia la dichiarazione a ridosso della scadenza riceverà il rimborso tra ottobre e novembre, quindi con un ritardo significativo rispetto a chi presenta il 730 per primo. Per questo motivo, conviene sempre presentare la dichiarazione il prima possibile, soprattutto se si è a credito.

      Tempistiche Precise: Mese di Invio 730 e Mese di Rimborso

      Per capire esattamente quando arriva il rimborso 730 in busta paga, ecco la tabella con le tempistiche precise che collegano il mese di invio della dichiarazione al mese in cui riceverai il rimborso. Queste tempistiche valgono per i lavoratori dipendenti che hanno indicato il datore di lavoro come sostituto d’imposta nel modello 730/2026.

      Periodo di invio 730Ricezione 730-4 dal datoreRimborso in busta paga
      Entro 31 maggio 2026Giugno 2026Luglio 2026
      1-30 giugno 2026Luglio 2026Agosto 2026
      1-23 luglio 2026Agosto 2026Agosto/Settembre 2026
      24 luglio – 31 agosto 2026Settembre 2026Settembre/Ottobre 2026
      1-30 settembre 2026Ottobre 2026Ottobre/Novembre 2026

      Come puoi notare, chi invia il 730 per primo (entro maggio) riceve il rimborso 730 già a luglio 2026, spesso insieme alla quattordicesima mensilità per chi ne ha diritto. Questo rende luglio un mese particolarmente ricco per i dipendenti. Chi invece aspetta fino a settembre potrebbe dover attendere fino a novembre per vedere il rimborso in busta paga. Ricorda che puoi preparare in anticipo tutti i documenti necessari per il 730 per velocizzare la presentazione.

      Come Leggere il Rimborso 730 in Busta Paga

      Uno degli aspetti che genera più confusione è come leggere il rimborso 730 nella busta paga. Non sempre è immediato individuare la voce giusta, perché ogni azienda utilizza un software paghe diverso e le diciture possono variare. Tuttavia, ci sono alcune voci standard che compaiono nella maggior parte dei cedolini.

      Le voci più comuni che indicano il rimborso 730 in busta paga sono:

      • Conguaglio 730 – è la dicitura più diffusa e indica il risultato complessivo della dichiarazione
      • Credito IRPEF da 730 – specifica che si tratta di un credito a favore del dipendente
      • Rimb. IRPEF mod. 730 – abbreviazione di “rimborso IRPEF modello 730”
      • Conguaglio fiscale 730 – altra variante comune nei software paghe
      • Credito addizionale regionale/comunale – voci separate per i rimborsi delle addizionali IRPEF

      In alcuni casi il rimborso 730 viene suddiviso in più voci distinte: una per il credito IRPEF vero e proprio, una per il credito addizionale regionale e una per il credito addizionale comunale. Questo accade perché il modello 730 calcola separatamente queste tre imposte. La somma di tutte le voci corrisponde al rimborso totale indicato nel prospetto di liquidazione. Se hai dubbi su come leggere il cedolino, verifica anche le detrazioni lavoro dipendente 2026 per confrontare le voci.

      Un consiglio pratico: confronta sempre l’importo indicato in busta paga con il risultato contabile del tuo 730 (rigo 161 o 163 del prospetto di liquidazione). Se i due importi coincidono, il conguaglio è stato effettuato correttamente in un’unica soluzione. Se l’importo in busta è inferiore, probabilmente il rimborso è stato spalmato su più mesi (situazione di incapienza, che vedremo tra poco).

      Rimborso Incapiente: Cosa Succede se il Credito Supera le Ritenute

      Si parla di rimborso 730 incapiente quando l’importo del credito IRPEF spettante al lavoratore è superiore alle ritenute che il datore di lavoro effettua normalmente in busta paga. In parole semplici: il datore non ha abbastanza “capienza” nelle trattenute mensili per rimborsarti tutto in una volta.

      Supponiamo che Laura abbia diritto a un rimborso 730 di 2.000 euro, ma che il suo datore ogni mese trattenga solo 250 euro di IRPEF. A luglio, il datore azzera completamente le ritenute (250 euro) e le restituisce come rimborso. Ma restano ancora 1.750 euro da rimborsare. A questo punto il datore prosegue nei mesi successivi: ad agosto azzera di nuovo le ritenute (altri 250 euro), e così via fino a esaurimento del credito. In questo caso, Laura riceverebbe il rimborso completo distribuito su circa 8 mesi.

      Cosa succede se entro dicembre 2026 il datore non riesce a completare il rimborso? La parte residua non va persa. Il datore la indica nella Certificazione Unica (CU) dell’anno successivo come credito non rimborsato, e il lavoratore potrà recuperarla nella dichiarazione 730/2027. In alternativa, il credito residuo può essere compensato direttamente dall’Agenzia delle Entrate se il lavoratore presenta il modello Redditi PF.

      Cambio Lavoro e Rimborso 730: Cosa Fare

      Se hai cambiato lavoro durante l’anno 2025 o nei primi mesi del 2026, la gestione del rimborso 730 in busta paga richiede un’attenzione in più. Il punto fondamentale è: chi è il tuo sostituto d’imposta al momento della presentazione del 730? È il datore di lavoro attuale, non quello precedente.

      Quando compili il 730/2026, nel riquadro dedicato al sostituto d’imposta devi indicare i dati del tuo attuale datore di lavoro (quello che ti paga lo stipendio al momento dell’invio). Sarà lui a ricevere il modello 730-4 dall’Agenzia delle Entrate e a effettuare il conguaglio in busta paga. Non importa che il credito sia maturato con il precedente datore: il rimborso arriva comunque attraverso quello nuovo.

      Attenzione ai casi particolari:

      • Cambio lavoro dopo l’invio del 730: se cambi datore dopo aver già inviato il 730, il modello 730-4 potrebbe arrivare al vecchio datore che non può più effettuare il conguaglio. In questo caso, dovrai presentare un 730 integrativo indicando il nuovo sostituto d’imposta
      • Periodo di disoccupazione tra i due lavori: se tra un impiego e l’altro sei stato disoccupato, puoi comunque indicare il nuovo datore. Se invece al momento dell’invio non hai un datore di lavoro, dovrai scegliere il 730 senza sostituto e il rimborso arriverà direttamente dall’Agenzia delle Entrate
      • Due lavori contemporanei: se hai due rapporti di lavoro, indica come sostituto quello principale (con il reddito più alto)

      Rimborso 730 e Cassa Integrazione

      Un caso che genera molte domande è quello dei lavoratori in cassa integrazione (CIG). Se sei in cassa integrazione, hai comunque diritto al rimborso 730 in busta paga? La risposta è: dipende dalla tipologia di CIG e da chi eroga il trattamento.

      Se sei in cassa integrazione ordinaria (CIGO) con pagamento diretto dall’azienda, il tuo datore resta il sostituto d’imposta e il rimborso arriva normalmente nella busta paga. L’importo del conguaglio viene calcolato sulle ritenute IRPEF effettuate sulla retribuzione residua e sull’integrazione salariale.

      Se invece sei in cassa integrazione con pagamento diretto dall’INPS (come accade per la CIGS in alcuni casi), la situazione è più complessa. L’INPS trattiene l’IRPEF sulle somme che eroga, ma il conguaglio 730 resta a carico del datore di lavoro per la parte di sua competenza. In questo scenario, il rimborso potrebbe essere più basso del previsto perché la capienza delle ritenute in busta paga è ridotta (dato che parte dello stipendio è pagato dall’INPS). Il meccanismo del rimborso incapiente si applica con maggiore frequenza in queste situazioni.

      Se sei stato collocato in cassa integrazione a zero ore (cioè non lavori affatto e ricevi tutto dall’INPS), il datore di lavoro potrebbe non avere capienza sufficiente per effettuare alcun conguaglio. In tal caso, è consigliabile presentare il 730 senza sostituto d’imposta e ricevere il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate, come vedremo nella sezione dedicata.

      Trattenute Invece di Rimborso: Quando il 730 Genera un Debito

      Non sempre il modello 730 genera un rimborso. In alcuni casi, il risultato della dichiarazione è un debito IRPEF: significa che durante l’anno hai pagato meno imposte di quelle dovute. In questo scenario, il datore di lavoro effettua una trattenuta aggiuntiva in busta paga, riducendo il tuo stipendio netto.

      Le situazioni più comuni in cui il 730 genera un debito sono:

      • Due o più CU nello stesso anno: se hai avuto due datori di lavoro nel 2025, ciascuno ha calcolato le ritenute separatamente, senza considerare il reddito complessivo. Il 730 ricalcola l’IRPEF sul reddito totale, e spesso emerge un debito
      • Redditi aggiuntivi: affitti, redditi occasionali o altri redditi non soggetti a ritenuta d’acconto che aumentano l’imponibile
      • Detrazioni ridotte: se durante l’anno hai beneficiato di detrazioni non spettanti (ad esempio detrazioni per lavoro dipendente calcolate su un reddito più basso)
      • Acconti IRPEF: oltre al saldo, il 730 può calcolare anche gli acconti per l’anno successivo, che vengono trattenuti in busta paga (a giugno e novembre)

      Quando il 730 genera un debito, la trattenuta avviene con le stesse tempistiche del rimborso: nella busta paga di luglio per chi invia entro maggio, e via via nei mesi successivi. Se l’importo è elevato, il datore può rateizzarlo in più mesi. In caso di debito, è particolarmente importante verificare di aver indicato correttamente tutte le detrazioni per spese mediche e le altre spese detraibili per ridurre al minimo l’importo dovuto.

      Rimborso con Sostituto vs Rimborso Diretto dall’Agenzia delle Entrate

      Quando presenti il modello 730/2026 hai due opzioni per ricevere il rimborso 730: tramite il sostituto d’imposta (il datore di lavoro) oppure direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Questa seconda opzione si chiama 730 senza sostituto ed è disponibile dal 2014.

      Ecco le principali differenze tra le due modalità:

      CaratteristicaRimborso tramite sostitutoRimborso diretto AdE
      TempisticaDa luglio (primo mese utile)Da dicembre in poi (entro 6 mesi)
      ModalitàIn busta pagaAccredito su IBAN
      VelocitàPiù veloce (1-2 mesi dall’invio)Più lento (4-6 mesi dall’invio)
      Chi lo effettuaDatore di lavoroAgenzia delle Entrate
      Rischio incapienzaSì (se credito > ritenute)No (importo pieno)
      Controlli preventiviNoPossibili controlli su rimborsi > 4.000 euro
      Quando sceglierloHai un lavoro stabileSei disoccupato, in CIG a zero ore, o il datore ha poca capienza

      Il rimborso tramite sostituto d’imposta è la scelta migliore per la maggior parte dei lavoratori dipendenti, perché è decisamente più veloce. Il rimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate è invece consigliato quando non hai un datore di lavoro, quando il tuo rapporto di lavoro è precario, oppure quando il rimborso è molto elevato e il datore non ha capienza sufficiente.

      Un aspetto importante: se scegli il rimborso diretto dall’AdE e il credito supera i 4.000 euro, l’Agenzia delle Entrate potrebbe effettuare controlli preventivi prima di erogare il rimborso, allungando ulteriormente i tempi. Questo accade soprattutto in presenza di detrazioni per carichi di famiglia o eccedenze di imposta riportate da anni precedenti.

      Domande Frequenti sul Rimborso 730 in Busta Paga

      Quando arriva il rimborso 730 in busta paga nel 2026?

      Per chi invia il 730 entro maggio 2026, il rimborso 730 in busta paga arriva con la retribuzione di luglio 2026. Per invii successivi, il rimborso si sposta nei mesi seguenti: agosto per invii a giugno, settembre per invii a luglio, e così via fino a novembre per chi invia a settembre.

      Come si vede il rimborso 730 nella busta paga?

      Il rimborso 730 compare nella busta paga con diciture come “Conguaglio 730”, “Credito IRPEF da 730” o “Rimb. IRPEF mod. 730”. Può essere suddiviso in più voci (IRPEF, addizionale regionale, addizionale comunale). La somma di tutte le voci corrisponde al rimborso totale.

      Cosa succede se il rimborso 730 è superiore alle ritenute mensili?

      Si verifica la cosiddetta incapienza: il datore di lavoro azzera le ritenute IRPEF del mese e rimborsa quanto possibile. La parte restante viene distribuita nelle buste paga dei mesi successivi, fino a esaurimento del credito o fino a dicembre. L’eventuale residuo non rimborsato viene riportato nella CU dell’anno successivo.

      Posso ricevere il rimborso 730 senza datore di lavoro?

      Sì, puoi presentare il 730 senza sostituto d’imposta. In questo caso il rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate tramite accredito sull’IBAN che hai comunicato. I tempi sono più lunghi: generalmente da dicembre in poi, entro 6 mesi dalla presentazione della dichiarazione.

      Ho cambiato lavoro: chi mi rimborsa il 730?

      Il rimborso 730 in busta paga viene effettuato dal datore di lavoro che hai indicato come sostituto d’imposta nel modello 730. Se hai cambiato lavoro, devi indicare il datore attuale. Se al momento della presentazione sei disoccupato, scegli il 730 senza sostituto.

      Il rimborso 730 è tassato?

      No, il rimborso 730 non è tassato. Si tratta della restituzione di imposte già pagate in eccesso, quindi non costituisce reddito imponibile. L’importo che vedi indicato come “conguaglio 730” in busta paga è netto e non subisce ulteriori trattenute.


      Hai Bisogno di Aiuto con il 730? Contatta il CAF Centro Fiscale

      Il rimborso 730 in busta paga 2026 è un diritto di ogni lavoratore dipendente che risulta a credito dopo la dichiarazione dei redditi. Per massimizzare il tuo rimborso è fondamentale indicare correttamente tutte le spese detraibili, verificare le detrazioni spettanti e scegliere il momento giusto per inviare la dichiarazione.

      Se hai dubbi sul tuo rimborso 730, se non sai come leggere il conguaglio in busta paga o se hai cambiato lavoro durante l’anno, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti in ogni fase della dichiarazione dei redditi.

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      I nostri esperti ti aiuteranno a compilare il 730 correttamente, massimizzare le detrazioni e ottenere il rimborso 730 in busta paga nel minor tempo possibile.

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        Giugno 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-05 08:00:002026-04-18 13:40:34Rimborso 730 in Busta Paga 2026: Quando Arriva, Come Funziona e Cosa Verificare
        DICHIARAZIONE DEI REDDITI

        Modello 730 a debito 2026: come pagare a rate (dipendenti e pensionati)

        Modello 730 Dichiarazione dei redditi CAF Udine

        Il Modello 730 a debito è una situazione che spaventa molti contribuenti: hai compilato la dichiarazione dei redditi e dal calcolo finale risulta che devi versare una somma all’Agenzia delle Entrate. La buona notizia? Puoi pagare a rate, senza dover sborsare tutto in una volta sola. La rateizzazione del 730 a debito è una possibilità prevista dalla legge che consente di diluire l’importo dovuto in più mensilità, con un piccolo interesse applicato sulle rate successive alla prima.

        In questa guida completa ti spieghiamo quando il 730 risulta a debito, come funziona la rateizzazione nel 2026, quali sono le scadenze, il numero massimo di rate per dipendenti e pensionati, gli interessi applicati e le differenze tra 730 con sostituto d’imposta e 730 senza sostituto. Troverai inoltre tabelle riassuntive, esempi pratici e indicazioni operative per non commettere errori.

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        Indice dei contenuti

        1. Quando il Modello 730 risulta a debito
        2. Rateizzazione 730: come funziona nel 2026
        3. Numero massimo di rate: dipendenti e pensionati
        4. Interessi sulla rateizzazione del 730
        5. 730 con sostituto vs 730 senza sostituto
        6. Scadenze pagamento 730 a debito 2026
        7. Esempio pratico di calcolo rate
        8. Errori da evitare nella rateizzazione
        9. FAQ: domande frequenti

        Quando il Modello 730 risulta a debito

        Il Modello 730 è la dichiarazione dei redditi semplificata utilizzata da lavoratori dipendenti, pensionati e altre categorie di contribuenti. Alla fine della compilazione, il modello produce un risultato che può essere a credito (l’Agenzia ti restituisce soldi) oppure a debito (devi versare un’imposta).

        Le situazioni più comuni in cui il 730 risulta a debito sono:

        • Più redditi nello stesso anno: hai avuto più datori di lavoro o hai sommato pensione e altri redditi (locazioni, lavoro autonomo occasionale)
        • Cambio di lavoro durante l’anno con due CU (Certificazione Unica) distinte
        • Redditi da locazione non assoggettati a cedolare secca
        • Detrazioni non spettanti applicate in busta paga dal sostituto d’imposta
        • Conguaglio per rivalutazione di terreni, plusvalenze, redditi diversi
        • Acconti IRPEF dovuti per l’anno successivo (prima e seconda rata di novembre)

        L’IRPEF segue il sistema dei 3 scaglioni di reddito introdotti dal DLgs 216/2023:

        • 23% fino a 28.000 euro di reddito imponibile
        • 35% da 28.001 a 50.000 euro
        • 43% oltre 50.000 euro

        Quando il calcolo finale evidenzia un’imposta superiore a quanto già trattenuto in busta paga (o in pensione), nasce il debito IRPEF che deve essere versato all’Erario.

        Cosa succede se ignori il debito?

        Ignorare il debito risultante dal 730 non è un’opzione. Le somme dovute vengono comunque richieste dall’Agenzia delle Entrate, e al mancato versamento si aggiungono sanzioni e interessi di mora. Il ravvedimento operoso permette di sanare la posizione con sanzioni ridotte, ma è sempre meglio pianificare il pagamento sin da subito, eventualmente scegliendo la rateizzazione.

        Rateizzazione 730: come funziona nel 2026

        La rateizzazione del 730 a debito permette al contribuente di pagare l’importo dovuto in più rate mensili, anziché in un’unica soluzione. Si tratta di una facoltà, non di un obbligo: il contribuente sceglie se versare tutto a luglio o se diluire il pagamento.

        Il meccanismo è semplice: in fase di compilazione del 730 (o tramite il proprio CAF o intermediario), si comunica la volontà di rateizzare e si indica il numero di rate desiderate. Il sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) provvederà ad applicare le trattenute nelle buste paga successive a quella di luglio.

        Cosa si può rateizzare

        Possono essere rateizzati quasi tutti gli importi a debito risultanti dal 730, e in particolare:

        • Saldo IRPEF e relative addizionali regionale e comunale
        • Prima rata di acconto IRPEF per l’anno successivo
        • Cedolare secca su locazioni
        • IVIE e IVAFE (imposta su immobili e attività finanziarie estere)
        • Acconto del 20% per redditi soggetti a tassazione separata
        • Imposta sostitutiva sui premi di produttività

        NON sono rateizzabili invece:

        • La seconda o unica rata di acconto IRPEF di novembre (deve essere versata in un’unica soluzione)
        • L’acconto per cedolare secca di novembre

        Chi può richiedere la rateizzazione

        La rateizzazione è disponibile per tutti i contribuenti che presentano il Modello 730, indipendentemente dall’importo del debito. Non esistono soglie minime: anche un debito di 50 euro può essere rateizzato.

        Numero massimo di rate: dipendenti e pensionati

        Il numero massimo di rate in cui è possibile suddividere il debito 730 dipende dalla categoria del contribuente e dalla data in cui inizia il pagamento. Per il 2026 valgono le seguenti regole.

        Lavoratori dipendenti: fino a 5 rate

        I lavoratori dipendenti possono rateizzare il debito 730 in un massimo di 5 rate, con prima rata a luglio e ultima rata a novembre. Le rate vengono trattenute direttamente dalla busta paga.

        Esempio per dipendenti che iniziano a pagare a luglio 2026:

        • 1ª rata: luglio 2026 (senza interessi)
        • 2ª rata: agosto 2026
        • 3ª rata: settembre 2026
        • 4ª rata: ottobre 2026
        • 5ª rata: novembre 2026

        Pensionati: fino a 6 rate

        I pensionati hanno una rata in più rispetto ai dipendenti: possono suddividere il debito in un massimo di 6 rate, con prima rata ad agosto e ultima rata a novembre. Le trattenute avvengono sulla rata di pensione INPS.

        Esempio per pensionati:

        • 1ª rata: agosto 2026 (senza interessi)
        • 2ª rata: settembre 2026
        • 3ª rata: ottobre 2026
        • 4ª rata: novembre 2026
        • 5ª rata: dicembre 2026
        • 6ª rata: dicembre/gennaio (a seconda della tempistica INPS)

        Tabella riassuntiva: rate disponibili 2026

        CategoriaMax rateInizioFineModalità trattenuta
        Lavoratore dipendente5LuglioNovembreBusta paga
        Pensionato6AgostoDicembre/GennaioCedolino pensione
        Senza sostituto (F24)5LuglioNovembreF24 mensile
        Con tardiva applicazioneRidottoMese successivoNovembreVedi sostituto

        Cosa succede se inizi a rateizzare in ritardo

        Se per qualche motivo le trattenute non iniziano a luglio (per i dipendenti) o ad agosto (per i pensionati), il numero massimo di rate si riduce automaticamente. L’ultima rata deve comunque essere quella di novembre. Per esempio, se un dipendente inizia a settembre, potrà avere al massimo 3 rate (settembre, ottobre, novembre).

        Interessi sulla rateizzazione del 730

        La rateizzazione del 730 non è gratuita: dalla seconda rata in poi, viene applicato un interesse mensile dello 0,33% (corrispondente a circa il 4% annuo). Si tratta di un tasso fisso, stabilito per legge, che si calcola sul capitale residuo.

        Come si calcolano gli interessi

        L’interesse dello 0,33% mensile non si applica sulla prima rata, che viene versata o trattenuta senza maggiorazioni. A partire dalla seconda rata, ogni mese si aggiunge la maggiorazione, in modo progressivo:

        • 1ª rata: nessun interesse
        • 2ª rata: +0,33% sul capitale residuo
        • 3ª rata: +0,66% sul capitale residuo
        • 4ª rata: +0,99% sul capitale residuo
        • 5ª rata: +1,32% sul capitale residuo
        • 6ª rata: +1,65% sul capitale residuo (solo pensionati)

        L’incidenza degli interessi è quindi modesta: su un debito di 1.000 euro suddiviso in 5 rate da 200 euro, il costo complessivo degli interessi è di pochi euro. Si tratta di un costo accettabile per la maggior parte dei contribuenti che vogliono diluire il carico fiscale.

        Conviene davvero rateizzare?

        La risposta dipende dalla situazione finanziaria individuale. Se hai liquidità disponibile e non vuoi pagare interessi (per quanto modesti), conviene saldare tutto a luglio. Se invece preferisci mantenere liquidità di sicurezza per altre spese, la rateizzazione è una soluzione molto vantaggiosa: il tasso del 4% annuo è inferiore a quello dei prestiti personali tradizionali.

        730 con sostituto vs 730 senza sostituto

        Una distinzione fondamentale per la rateizzazione riguarda la presenza o meno del sostituto d’imposta. Nel 2026 esistono due modalità di presentazione del 730: con sostituto (il classico) e senza sostituto (introdotto per chi non ha un datore di lavoro o ente pensionistico).

        730 con sostituto d’imposta (modalità classica)

        È la modalità tradizionale, utilizzata da chi ha un datore di lavoro o un ente pensionistico che funge da sostituto d’imposta. In questo caso:

        • Il debito viene trattenuto direttamente in busta paga (o sulla pensione) a partire da luglio
        • Se hai chiesto la rateizzazione, le trattenute si distribuiscono nei mesi successivi
        • Non devi presentare alcun F24: tutto è gestito dal sostituto
        • In caso di credito, il sostituto rimborsa direttamente sulla busta paga

        730 senza sostituto d’imposta

        Si utilizza quando il contribuente non ha un sostituto al momento della dichiarazione: per esempio, perché disoccupato, perché ha cessato il rapporto di lavoro, o perché percepisce solo redditi non assoggettati a ritenuta (come locazioni). In questo caso:

        • Il debito deve essere versato direttamente dal contribuente tramite Modello F24
        • La rateizzazione è comunque possibile, ma il contribuente deve versare ogni rata autonomamente entro le scadenze indicate
        • Le scadenze coincidono con quelle del Modello Redditi PF (luglio-novembre)
        • Eventuali crediti vengono utilizzati in compensazione su F24 (codice tributo specifico) o richiesti a rimborso

        Tabella confronto: con sostituto vs senza sostituto

        AspettoCon sostitutoSenza sostituto
        Modalità pagamentoTrattenuta automaticaF24 autonomo
        Inizio rateLuglio (dipendenti) / Agosto (pensionati)Luglio (entro il 30)
        Adempimento contribuenteNessunoCompilare e pagare F24
        Rischio dimenticanzaBassoPiù alto (devi ricordarti)
        Rimborso creditoIn busta pagaCompensazione F24 o rimborso

        Scadenze pagamento 730 a debito 2026

        Per il 2026 (dichiarazione relativa al periodo d’imposta 2025), le scadenze fondamentali per il pagamento del 730 a debito sono le seguenti.

        Scadenze 730 con sostituto

        • 30 aprile 2026: disponibilità del 730 precompilato
        • 30 settembre 2026: termine ultimo per l’invio definitivo del 730
        • Luglio 2026: prima rata trattenuta in busta paga (dipendenti)
        • Agosto 2026: prima rata trattenuta sul cedolino pensione (pensionati)
        • Novembre 2026: ultima rata per dipendenti
        • Dicembre/Gennaio: ultima rata per pensionati
        • 30 novembre 2026: versamento seconda o unica rata acconto IRPEF (non rateizzabile)
        • 25 ottobre 2026: termine per il 730 integrativo

        Scadenze 730 senza sostituto (versamento F24)

        • 30 giugno 2026: scadenza ordinaria saldo + prima rata acconto (con possibilità di posticipare al 30 luglio con maggiorazione 0,40%)
        • Ogni 16 del mese: rate successive (se rateizzato)
        • Novembre 2026: ultima rata
        • 30 novembre 2026: seconda o unica rata acconto IRPEF

        Cosa succede in caso di ritardo

        Se non versi entro la scadenza, si applicano sanzioni amministrative più interessi di mora. Tuttavia, il ravvedimento operoso permette di sanare la posizione con sanzioni ridotte:

        • Entro 14 giorni: sanzione ridotta a 1/15 di 1/10 per ogni giorno di ritardo
        • Entro 30 giorni: sanzione ridotta a 1/10
        • Entro 90 giorni: sanzione ridotta a 1/9
        • Entro 1 anno: sanzione ridotta a 1/8

        Esempio pratico di calcolo rate

        Per chiarire come funziona concretamente la rateizzazione del 730, vediamo un esempio pratico. Immagina che Marco, lavoratore dipendente, abbia un debito IRPEF di 1.500 euro risultante dal 730 2026.

        Caso 1: pagamento unica soluzione

        Marco sceglie di pagare tutto a luglio. Il datore di lavoro trattiene 1.500 euro dalla busta paga di luglio 2026. Nessun interesse applicato.

        Caso 2: rateizzazione in 5 rate

        Marco chiede la rateizzazione massima (5 rate). Le trattenute saranno:

        RataMeseQuota capitaleInteresseTotale rata
        1ªLuglio300,00 euro0,00 euro300,00 euro
        2ªAgosto300,00 euro0,99 euro (0,33% su 300)300,99 euro
        3ªSettembre300,00 euro1,98 euro (0,66% su 300)301,98 euro
        4ªOttobre300,00 euro2,97 euro (0,99% su 300)302,97 euro
        5ªNovembre300,00 euro3,96 euro (1,32% su 300)303,96 euro
        Totale versato9,90 euro1.509,90 euro

        Marco paga in totale 9,90 euro di interessi per diluire il debito su 5 mesi: un costo modesto, pari allo 0,66% dell’importo originario. Considerando che alcuni mesi possono essere “delicati” sotto il profilo finanziario (vacanze estive, rientro a scuola, spese impreviste), la rateizzazione rappresenta una soluzione molto sensata.

        Caso 3: pensionato con rateizzazione in 6 rate

        Se Marco fosse un pensionato con lo stesso debito di 1.500 euro:

        • Rata mensile capitale: 250 euro (1.500 / 6)
        • Interessi totali: circa 12,50 euro
        • Totale versato: 1.512,50 euro circa

        Errori da evitare nella rateizzazione

        La rateizzazione del 730 è generalmente automatica, ma ci sono alcuni errori frequenti da evitare per non incorrere in problemi.

        1. Dimenticare di indicare la rateizzazione

        Se non indichi la rateizzazione in fase di compilazione del 730, il debito verrà trattenuto in un’unica soluzione nella busta paga di luglio (o agosto per i pensionati). Questo può creare difficoltà di liquidità. Verifica sempre con il tuo CAF che sia stato selezionato il numero di rate desiderato.

        2. Tentare di rateizzare la seconda rata di acconto

        Come abbiamo visto, la seconda o unica rata di acconto IRPEF di novembre non è rateizzabile. Devi pianificare il versamento in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2026.

        3. Non versare le rate F24 nel 730 senza sostituto

        Se hai presentato un 730 senza sostituto, devi versare attivamente le rate tramite F24. Ogni rata ha una scadenza precisa (di solito il 16 del mese). Mettere un promemoria sul calendario è fondamentale: dimenticare anche una sola rata fa decadere la rateizzazione e attiva sanzioni.

        4. Confondere debito IRPEF con addizionali

        Il 730 produce diversi importi a debito: IRPEF, addizionale regionale, addizionale comunale, cedolare secca, IVIE, IVAFE, ecc. La rateizzazione si applica al totale, ma è importante sapere quali tributi sono inclusi per controllare correttamente la propria posizione fiscale.

        5. Cambiare lavoro durante la rateizzazione

        Se cambi datore di lavoro durante il periodo di rateizzazione (per esempio passi da un’azienda all’altra a settembre), il vecchio datore trattiene le rate fino al cessazione, mentre il nuovo potrebbe non subentrare automaticamente. In questo caso, contatta tempestivamente il CAF per verificare l’eventuale necessità di versare le rate residue tramite F24.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        FAQ: domande frequenti sul 730 a debito e rateizzazione

        Posso modificare il numero di rate dopo aver inviato il 730?

        No, una volta che il 730 è stato inviato in via definitiva, il numero di rate non può essere modificato. Puoi però presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026 se devi correggere errori che hanno comportato un debito errato.

        Cosa succede se il sostituto non riesce a trattenere tutte le rate?

        Se in un mese la busta paga è insufficiente per coprire la rata (per esempio in caso di malattia prolungata o cassa integrazione), il sostituto trattiene quello che può e rinvia la differenza al mese successivo, con interessi. Se a fine anno la trattenuta non è stata completata, l’importo residuo viene comunicato all’Agenzia delle Entrate per il recupero diretto.

        Posso rateizzare anche con il 730 precompilato?

        Sì, certamente. Il 730 precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate dal 30 aprile 2026 permette di selezionare la rateizzazione in fase di accettazione o modifica della dichiarazione.

        La rateizzazione vale anche per le addizionali comunali e regionali?

        Sì, la rateizzazione si applica all’intero debito risultante dal 730, comprese le addizionali regionali e comunali IRPEF, la cedolare secca e altre imposte sostitutive.

        Se ho più CU (più datori di lavoro) chi trattiene le rate?

        Trattiene le rate il sostituto indicato in dichiarazione come tale (di solito il principale o l’ultimo). Se nel frattempo è cessato il rapporto, dovrai versare tramite F24.

        Quanto costa farsi fare il 730 dal CAF?

        Le tariffe variano a seconda della complessità della dichiarazione, ma in media il CAF Centro Fiscale di Udine offre tariffe competitive e trasparenti. Per maggiori dettagli puoi consultare la nostra guida ai costi del 730 al CAF.

        Conclusione: rateizza con tranquillità il tuo 730 a debito

        Il Modello 730 a debito non deve essere fonte di preoccupazione: la legge prevede la possibilità di rateizzare l’importo dovuto in modo semplice e con interessi contenuti. Che tu sia un lavoratore dipendente (fino a 5 rate) o un pensionato (fino a 6 rate), puoi diluire il pagamento da luglio a novembre/dicembre 2026, con un costo aggiuntivo dello 0,33% mensile solo dalla seconda rata in poi.

        Se hai dubbi sulla compilazione del 730, sulla scelta del numero di rate, o vuoi una consulenza personalizzata per ottimizzare la tua dichiarazione, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti ti seguiranno passo passo per evitare errori e farti pagare il giusto, sfruttando tutte le detrazioni e deduzioni a cui hai diritto.

        Prenota un appuntamento: chiama il CAF Centro Fiscale oppure visita il nostro sito per fissare il tuo incontro. Ti aspettiamo per gestire insieme la tua dichiarazione dei redditi 2026 in modo semplice e senza stress.

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        Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/10/Modello-730-1-e1697092544252.png 625 940 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 15:10:562026-05-31 17:47:44Modello 730 a debito 2026: come pagare a rate (dipendenti e pensionati)
        CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

        730 Precompilato 2026: Disponibile dal 30 Aprile, Come Accedere e Inviare

        Dichiarazione dei redditi 730

        Il 730 precompilato 2026 sarà disponibile a partire dal 30 aprile 2026 sul portale dell’Agenzia delle Entrate. Quest’anno oltre 30 milioni di contribuenti italiani potranno consultare la propria dichiarazione dei redditi già compilata con i dati in possesso del Fisco: redditi da lavoro dipendente e pensione, spese sanitarie, interessi sui mutui, premi assicurativi e molto altro.

        Ma come si accede al 730 precompilato? Cosa contiene esattamente? E soprattutto, conviene accettarlo così com’è oppure è meglio modificarlo? In questa guida ti spieghiamo passo dopo passo tutto quello che devi sapere per gestire il tuo 730 precompilato 2026 in modo semplice e senza errori. Se preferisci affidarti a un professionista, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti nella verifica e nell’invio.

        Indice dei contenuti

        1. Quando è Disponibile il 730 Precompilato 2026
        2. Come Accedere al 730 Precompilato 2026
        3. Cosa Contiene il 730 Precompilato
        4. Come Verificare e Modificare i Dati
        5. Vantaggi del 730 Precompilato Accettato Senza Modifiche
        6. 730 Precompilato vs 730 Ordinario: Quale Scegliere
        7. Come Inviare il 730 Precompilato 2026
        8. Cosa Fare se Mancano Dati o ci Sono Errori
        9. Tutte le Scadenze del 730 Precompilato 2026
        10. Assistenza CAF per il 730 Precompilato
        11. Domande Frequenti

        Quando è Disponibile il 730 Precompilato 2026

        Il 730 precompilato 2026 (relativo ai redditi 2025) sarà messo a disposizione dei contribuenti dall’Agenzia delle Entrate a partire dal 30 aprile 2026. Da quella data potrai accedere al portale e consultare la tua dichiarazione precompilata in modalità di sola lettura.

        Le date chiave da segnare in calendario sono tre:

        • 30 aprile 2026 — il 730 precompilato diventa consultabile online sul sito dell’Agenzia delle Entrate
        • 20 maggio 2026 — da questa data è possibile modificare, accettare e inviare la dichiarazione
        • 30 settembre 2026 — scadenza ultima per l’invio del 730 (ordinario o precompilato)

        Se vuoi conoscere tutte le scadenze fiscali del mese, consulta il nostro calendario scadenze fiscali maggio 2026. Per un quadro completo delle tempistiche del precompilato puoi leggere anche la nostra guida al calendario 730 precompilato 2026.

        Come Accedere al 730 Precompilato 2026

        Per visualizzare il tuo 730 precompilato 2026 devi accedere all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate. L’indirizzo diretto è infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it. L’accesso è possibile esclusivamente con una delle seguenti identità digitali:

        SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)

        Lo SPID è il sistema di autenticazione più diffuso. Se non lo possiedi ancora, puoi richiederlo gratuitamente presso uno dei provider accreditati (Poste Italiane, Aruba, Infocert e altri) oppure attivarlo direttamente al nostro sportello: il CAF Centro Fiscale offre il servizio di attivazione SPID con assistenza dedicata.

        CIE (Carta d’Identità Elettronica)

        Se hai una Carta d’Identità Elettronica di nuova generazione (con il microchip), puoi usarla per accedere. Ti servirà l’app CieID sul tuo smartphone e il PIN ricevuto al momento del rilascio della carta.

        CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

        La CNS è una smart card (spesso coincide con la Tessera Sanitaria abilitata) che richiede un lettore di smart card collegato al computer. È meno utilizzata rispetto a SPID e CIE, ma resta un’opzione valida.

        Consiglio pratico: se non hai ancora nessuna di queste credenziali, lo SPID è la soluzione più rapida e versatile. Una volta ottenuto, potrai usarlo non solo per il 730 ma per accedere a tutti i servizi della Pubblica Amministrazione, compreso il portale INPS per la NASPI e l’Assegno Unico.

        Cosa Contiene il 730 Precompilato 2026

        Il 730 precompilato viene compilato automaticamente dall’Agenzia delle Entrate utilizzando i dati trasmessi da datori di lavoro, enti previdenziali, banche, assicurazioni, farmacie e strutture sanitarie. Ecco nel dettaglio cosa troverai già inserito:

        Redditi precaricati

        • Redditi da lavoro dipendente e assimilati — dalla Certificazione Unica (CU) inviata dal datore di lavoro
        • Redditi da pensione — dalla CU inviata dall’INPS o dall’ente pensionistico
        • Compensi per lavoro autonomo occasionale — se comunicati dal committente
        • Redditi da fabbricati — dati catastali e canoni di locazione (se con cedolare secca)
        • Alcuni redditi di capitale — interessi bancari, dividendi

        Spese detraibili e deducibili

        • Spese sanitarie — visite mediche, farmaci, analisi (trasmesse dal Sistema Tessera Sanitaria)
        • Interessi passivi sui mutui — comunicati dalla banca
        • Premi assicurativi — polizze vita, infortuni, rischio non autosufficienza
        • Contributi previdenziali — contributi INPS, contributi per colf e badanti, fondi pensione
        • Spese universitarie — tasse e contributi universitari
        • Spese funebri — se pagate con mezzi tracciabili
        • Bonus edilizi — rate di detrazioni per ristrutturazioni, ecobonus, sismabonus (da comunicazioni ENEA e amministratori di condominio)
        • Erogazioni liberali — donazioni a ONLUS, partiti politici, istituzioni religiose

        Per sapere esattamente quali documenti preparare prima di verificare il precompilato, ti consigliamo di consultare la nostra checklist documenti per il 730 2026.

        Come Verificare e Modificare i Dati del 730 Precompilato

        Una volta effettuato l’accesso, il primo passo è controllare con attenzione tutti i dati inseriti dall’Agenzia delle Entrate. Anche se il precompilato è generalmente affidabile, non è perfetto: alcune spese potrebbero mancare, altre potrebbero essere errate.

        Cosa controllare con attenzione

        1. Dati anagrafici — residenza, stato civile, familiari a carico. Verifica che il coniuge e i figli a carico siano correttamente indicati (con relativo codice fiscale)
        2. Redditi — confronta gli importi con la tua Certificazione Unica. Se hai avuto più datori di lavoro nel 2025, verifica che ci siano tutte le CU
        3. Spese sanitarie — controlla l’importo totale con gli scontrini e le ricevute che hai conservato. A volte mancano le spese pagate in contanti dal medico (sotto la soglia) o quelle di strutture che non hanno trasmesso i dati
        4. Interessi mutuo — verifica l’importo con la certificazione annuale della banca
        5. Spese non presenti — le spese per attività sportive dei figli, le spese veterinarie, gli abbonamenti al trasporto pubblico e altre voci potrebbero non essere state comunicate automaticamente

        Come apportare le modifiche

        Dal 20 maggio 2026 potrai passare dalla modalità consultazione alla modalità modifica. Il sistema ti permette di:

        • Aggiungere spese o redditi mancanti
        • Modificare importi errati
        • Eliminare voci inserite per errore
        • Integrare quadri aggiuntivi (ad esempio il quadro per i redditi da locazione)

        Attenzione: nel momento in cui modifichi anche un solo dato, il 730 precompilato perde il vantaggio dei controlli ridotti (ne parliamo nella prossima sezione). Per questo motivo, se hai dubbi su cosa modificare, è consigliabile rivolgersi a un professionista.

        Vantaggi del 730 Precompilato Accettato Senza Modifiche

        Se decidi di accettare il 730 precompilato così com’è, senza apportare alcuna modifica, ottieni un vantaggio importante: l’Agenzia delle Entrate non effettuerà controlli documentali sulle spese detraibili e deducibili già inserite.

        In pratica, questo significa che:

        • Non ti verrà chiesto di esibire scontrini o ricevute per le spese sanitarie
        • Non ci saranno verifiche sugli interessi del mutuo o sui premi assicurativi
        • I dati comunicati da terzi (banche, farmacie, ospedali) sono considerati definitivi

        Tuttavia, ci sono alcune eccezioni importanti: i controlli sui redditi dichiarati restano possibili (il Fisco può comunque verificare se hai omesso redditi) e i controlli formali sono esclusi solo per i dati precaricati, non per quelli che aggiungi tu.

        Conviene accettare senza modifiche? Solo se sei ragionevolmente sicuro che tutti i dati siano corretti e completi. Se mancano spese rilevanti (ad esempio hai sostenuto spese mediche importanti non tracciate), potresti rinunciare a detrazioni che ti spettano. In molti casi, modificare il precompilato conviene perché ti permette di recuperare più soldi in sede di rimborso IRPEF.

        730 Precompilato vs 730 Ordinario: Quale Scegliere

        Il 730 ordinario è la dichiarazione dei redditi compilata interamente dal contribuente (o dal CAF/professionista), senza partire dai dati precaricati dall’Agenzia delle Entrate. Ecco le differenze principali:

        Caratteristica730 Precompilato730 Ordinario
        CompilazioneDati già inseriti dal FiscoCompilazione da zero
        AccessoOnline con SPID/CIE/CNSTramite CAF o commercialista
        Controlli ridottiSì (se accettato senza modifiche)No
        Scadenza invio30 settembre 202630 settembre 2026
        CostoGratuito (fai da te)A pagamento (CAF/professionista)
        Ideale perSituazioni semplici (1 CU, poche spese)Situazioni complesse (più redditi, immobili, detrazioni articolate)

        Quando conviene il precompilato: se hai un solo datore di lavoro, poche spese detraibili e non possiedi immobili in affitto, il precompilato è la scelta più semplice e veloce.

        Quando conviene l’ordinario (tramite CAF): se hai una situazione fiscale più articolata — ad esempio redditi da più fonti, partita IVA in regime forfettario, immobili, detrazioni per ristrutturazioni o figli a carico con l’Assegno Unico — è meglio affidarsi a un professionista che verifichi tutto e ottimizzi le detrazioni.

        Come Inviare il 730 Precompilato 2026

        L’invio del 730 precompilato può avvenire in tre modi diversi. Scegli quello più adatto alla tua situazione:

        1. Invio autonomo online

        Dal 20 maggio 2026 puoi inviare la dichiarazione direttamente dal portale dell’Agenzia delle Entrate. Dopo aver verificato (ed eventualmente modificato) i dati, clicca su “Invia”. Riceverai una ricevuta di avvenuta presentazione con numero di protocollo.

        2. Invio tramite CAF o professionista

        Puoi delegare l’invio a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o a un commercialista abilitato. In questo caso, il professionista apporrà il visto di conformità, assumendosi la responsabilità della correttezza dei dati. Questa è la scelta consigliata se hai modificato il precompilato o se la tua situazione fiscale è complessa.

        3. Invio tramite sostituto d’imposta

        Se il tuo datore di lavoro offre assistenza fiscale diretta, puoi presentare il 730 tramite il sostituto d’imposta. Questa opzione è sempre meno diffusa ma resta tecnicamente disponibile.

        Cosa Fare se Mancano Dati o ci Sono Errori nel 730 Precompilato

        Il 730 precompilato non è infallibile. Ecco le situazioni più comuni in cui potresti trovare dati mancanti o errati, e come risolverle:

        Spese sanitarie mancanti

        Alcune spese mediche potrebbero non comparire nel precompilato se il professionista sanitario non ha trasmesso i dati al Sistema Tessera Sanitaria, oppure se hai esercitato l’opposizione all’utilizzo dei dati. In questi casi, puoi aggiungere manualmente le spese conservando gli scontrini e le ricevute come prova documentale.

        CU mancante (più datori di lavoro)

        Se nel 2025 hai lavorato per più datori di lavoro e una delle Certificazioni Uniche non compare, è probabile che il datore di lavoro l’abbia trasmessa in ritardo. Puoi attendere qualche giorno (il precompilato viene aggiornato periodicamente) oppure inserire i dati manualmente dalla CU cartacea.

        Errori negli importi

        Se noti che un importo è diverso da quello che risulta dai tuoi documenti (ad esempio, gli interessi del mutuo non corrispondono alla certificazione della banca), modifica il dato nel precompilato inserendo l’importo corretto. Conserva sempre la documentazione di supporto.

        Se hai presentato il 730 e successivamente scopri un errore, puoi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026 (se a tuo favore) oppure un Modello Redditi correttivo entro il 30 novembre 2026.

        Tutte le Scadenze del 730 Precompilato 2026

        Ecco il riepilogo completo delle date da ricordare per il 730 precompilato 2026:

        DataEvento
        16 marzo 2026Scadenza invio CU da parte dei datori di lavoro
        30 aprile 2026730 precompilato disponibile online in consultazione
        20 maggio 2026Inizio periodo per modificare, accettare e inviare il 730
        Luglio-Agosto 2026Rimborsi IRPEF in busta paga (per chi presenta entro giugno)
        30 settembre 2026Scadenza ultima per l’invio del 730 (precompilato o ordinario)
        25 ottobre 2026Scadenza per il 730 integrativo (a favore del contribuente)
        30 novembre 2026Scadenza Modello Redditi correttivo/integrativo

        Consiglio: presentare il 730 precompilato il prima possibile (tra maggio e giugno) ti permette di ottenere i rimborsi IRPEF già a luglio in busta paga o nel cedolino della pensione. Chi presenta a settembre dovrà attendere tempi più lunghi.

        Assistenza CAF per il 730 Precompilato 2026

        Anche se il 730 precompilato è pensato per essere gestito in autonomia, molti contribuenti preferiscono affidarsi a un CAF per avere la certezza che tutto sia corretto. Ecco cosa può fare il CAF Centro Fiscale di Udine per te:

        • Verifica completa di tutti i dati presenti nel precompilato
        • Integrazione delle spese mancanti (sanitarie, veterinarie, sportive, scolastiche)
        • Ottimizzazione delle detrazioni: il CAF conosce tutte le agevolazioni disponibili e può aiutarti a non perderne nessuna
        • Visto di conformità: il CAF si assume la responsabilità della dichiarazione, tutelandoti in caso di controlli
        • Invio telematico della dichiarazione all’Agenzia delle Entrate
        • Assistenza post-invio per eventuali avvisi bonari o richieste di chiarimenti

        Portare il 730 precompilato al CAF non significa rinunciare ai vantaggi del precompilato: il CAF può partire dai dati già presenti, verificarli e integrarli, risparmiandoti tempo e garantendoti la massima accuratezza.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti sul 730 Precompilato 2026

        Quando sarà disponibile il 730 precompilato 2026?

        Il 730 precompilato 2026 sarà disponibile in consultazione dal 30 aprile 2026 sul portale dell’Agenzia delle Entrate. Dal 20 maggio 2026 sarà possibile modificarlo e inviarlo.

        Come si accede al 730 precompilato online?

        L’accesso avviene tramite il sito infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it utilizzando SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

        Cosa succede se accetto il 730 precompilato senza modifiche?

        Se accetti il precompilato senza modifiche, l’Agenzia delle Entrate non effettuerà controlli documentali sulle spese detraibili e deducibili già inserite. Restano possibili i controlli sui redditi dichiarati.

        Posso modificare il 730 precompilato dopo averlo inviato?

        Sì, fino al 20 giugno 2026 puoi annullare l’invio e presentare una nuova dichiarazione. Dopo tale data, puoi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026 (se le modifiche sono a tuo favore) oppure un Modello Redditi correttivo entro il 30 novembre 2026.

        Entro quando si può inviare il 730 precompilato 2026?

        La scadenza per l’invio del 730 precompilato 2026 è il 30 settembre 2026. Tuttavia, è consigliabile presentarlo prima possibile per ottenere eventuali rimborsi IRPEF già a luglio-agosto.

        Conviene fare il 730 da soli o tramite il CAF?

        Se la tua situazione fiscale è semplice (un solo reddito, poche detrazioni), il fai-da-te è fattibile. Se invece hai più redditi, immobili, detrazioni per ristrutturazioni o familiari a carico, il CAF ti garantisce maggiore precisione e ti tutela con il visto di conformità.

        Hai Bisogno di Assistenza per il 730 Precompilato 2026?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare, modificare e inviare il tuo 730 precompilato 2026 in modo sicuro e veloce. I nostri operatori controllano ogni dato, integrano le spese mancanti e si assicurano che tu ottenga tutte le detrazioni a cui hai diritto.

        Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

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          CAF

          Attestazioni Fiscali Riscatto INPS: Come Scaricarle Online 2026

          Pensione 2026 INPS

          Dal 2026 l’INPS ha reso disponibile un servizio online che semplifica notevolmente la vita di chi ha effettuato un riscatto contributivo o una ricongiunzione: è ora possibile scaricare direttamente le attestazioni degli oneri fiscali sostenuti, documenti fondamentali per ottenere detrazioni e deduzioni nella dichiarazione dei redditi (730 o modello Redditi PF).

          Questa novità elimina la necessità di recarsi fisicamente agli sportelli INPS o di attendere l’invio postale dei certificati. In questa guida completa vedremo come accedere al portale, quali attestazioni scaricare, come utilizzarle nel 730 e quali benefici fiscali si possono ottenere. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistenza nella compilazione della dichiarazione con questi documenti.

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          Indice dei contenuti

          1. Cosa Sono le Attestazioni Fiscali INPS
          2. Novità 2026: Servizio Online Attivo
          3. Chi Può Scaricare le Attestazioni
          4. Come Scaricare le Attestazioni: Guida Passo-Passo
          5. Cosa Contengono le Attestazioni
          6. Come Usare le Attestazioni nel 730 e nei Redditi
          7. Differenza tra Riscatto e Ricongiunzione
          8. Detrazioni e Deduzioni Fiscali Applicabili
          9. Scadenze da Ricordare per il 2026
          10. Domande Frequenti

          Cosa Sono le Attestazioni Fiscali INPS

          Le attestazioni fiscali INPS sono certificati ufficiali rilasciati dall’Istituto che documentano gli importi versati dai contribuenti per operazioni di riscatto contributivo o ricongiunzione dei periodi assicurativi. Questi documenti hanno un’importanza cruciale perché attestano le spese sostenute che possono essere portate in detrazione o deduzione nella dichiarazione dei redditi.

          In particolare, le attestazioni riportano:

          • Importo totale dell’onere versato nell’anno fiscale di riferimento
          • Tipologia di operazione (riscatto laurea, riscatto periodi non coperti, ricongiunzione contributiva, ecc.)
          • Modalità di pagamento (rata unica, rateizzazione)
          • Rate versate nell’anno di competenza fiscale
          • Gestione previdenziale di riferimento (Fondo lavoratori dipendenti, Gestione separata, ecc.)

          Secondo la normativa fiscale italiana, gli oneri per il riscatto contributivo sono detraibili al 19% se pagati dal diretto interessato, mentre quelli per la ricongiunzione sono generalmente deducibili dal reddito complessivo. La corretta attestazione di questi importi è quindi fondamentale per non perdere importanti benefici fiscali.

          Novità 2026: Servizio Online Attivo

          A partire da gennaio 2026, l’INPS ha digitalizzato completamente il servizio di rilascio delle attestazioni fiscali per riscatto e ricongiunzione. La novità principale è che non è più necessario:

          • Recarsi fisicamente agli sportelli INPS
          • Attendere l’invio postale del certificato cartaceo
          • Chiamare il contact center per richiedere il documento
          • Inviare richieste via PEC

          Il nuovo servizio online consente di scaricare immediatamente l’attestazione in formato PDF, firmata digitalmente dall’INPS, direttamente dall’area riservata del portale. Questo rappresenta un notevole risparmio di tempo soprattutto nel periodo della dichiarazione dei redditi (da aprile a settembre), quando gli sportelli sono affollati.

          Il servizio è accessibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e permette di:

          • Scaricare attestazioni per anni fiscali precedenti (fino a 10 anni indietro)
          • Verificare lo stato dei pagamenti rateali
          • Consultare lo storico delle operazioni di riscatto/ricongiunzione
          • Ottenere duplicati in caso di smarrimento del documento originale

          Secondo quanto comunicato dall’INPS tramite Messaggio n. 458 del 15 gennaio 2026, il servizio è disponibile per tutte le gestioni previdenziali (dipendenti, autonomi, gestione separata) e copre sia i riscatti ordinari che quelli agevolati (come il riscatto laurea agevolato per under 45).

          Chi Può Scaricare le Attestazioni

          Possono accedere al servizio di download delle attestazioni fiscali INPS tutti i cittadini che hanno presentato domanda e versato importi per:

          Riscatto Contributivo

          • Riscatto laurea ordinario (periodi di studio universitario)
          • Riscatto laurea agevolato (per periodi dal 1996 in poi, con aliquota ridotta)
          • Riscatto periodi non coperti da contribuzione (massimo 5 anni)
          • Riscatto lavoro all’estero in Paesi non convenzionati
          • Riscatto servizio militare (per chi non ha già la copertura automatica)
          • Riscatto maternità fuori dal rapporto di lavoro

          Ricongiunzione Contributiva

          • Ricongiunzione INPS (Legge 45/1990) tra diverse gestioni INPS
          • Ricongiunzione da Casse professionali verso INPS
          • Totalizzazione onerosa (quando si opta per il versamento dell’onere)

          L’accesso al servizio richiede:

          1. SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello 2 o superiore
          2. CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN
          3. CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

          Non è più possibile accedere con le vecchie credenziali PIN INPS, che sono state dismesse dal 1° ottobre 2021. Chi non possiede ancora SPID può richiederlo gratuitamente presso diversi Identity Provider autorizzati (Poste, Aruba, Infocert, ecc.).

          Come Scaricare le Attestazioni: Guida Passo-Passo

          Ecco la procedura completa per scaricare le attestazioni fiscali dal portale INPS. Il processo richiede mediamente 5-10 minuti dalla prima volta, poi diventa molto più veloce.

          Step 1: Accesso al Portale INPS

          1. Collegati al sito ufficiale www.inps.it
          2. Clicca sul pulsante “Entra in MyINPS” in alto a destra
          3. Seleziona il metodo di autenticazione (SPID, CIE o CNS)
          4. Completa il login con le tue credenziali

          Step 2: Ricerca del Servizio

          1. Una volta dentro MyINPS, vai sulla barra di ricerca in alto
          2. Digita “Attestazioni fiscali riscatto” oppure “Certificazioni fiscali”
          3. Tra i risultati, seleziona “Attestazioni e Certificazioni Fiscali – Riscatto e Ricongiunzione”

          Percorso alternativo: Prestazioni e Servizi → Tutti i servizi → Certificazioni → Attestazioni fiscali riscatto e ricongiunzione

          Step 3: Selezione Anno Fiscale

          1. Nella schermata del servizio, seleziona l’anno fiscale per cui ti serve l’attestazione (es. 2025 per la dichiarazione 2026)
          2. Il sistema mostrerà tutte le operazioni attive per quell’anno (riscatti, ricongiunzioni)
          3. Se hai più domande attive, vedrai un elenco con i dettagli di ciascuna

          Step 4: Download dell’Attestazione

          1. Clicca sulla pratica di tuo interesse
          2. Verifica che i dati visualizzati siano corretti (importo, rate versate, ecc.)
          3. Clicca sul pulsante “Scarica attestazione PDF”
          4. Il documento viene generato istantaneamente e salvato sul tuo dispositivo

          L’attestazione scaricata è in formato PDF, firmata digitalmente dall’INPS, e ha piena validità legale. Non è necessario stamparla e farla timbrare fisicamente: il documento digitale è sufficiente per la dichiarazione dei redditi.

          Cosa Fare in Caso di Problemi

          Se riscontri difficoltà nel download:

          • Attestazione non presente: verifica di aver selezionato l’anno corretto e che almeno una rata sia stata versata in quell’anno
          • Errore nel caricamento: prova a svuotare la cache del browser o usa un browser diverso (Chrome, Firefox, Edge)
          • Documento non si apre: verifica di avere un lettore PDF aggiornato (Adobe Reader, browser integrato)
          • Dati errati: contatta il Contact Center INPS al 803 164 (da fisso) o 06 164 164 (da mobile)

          Cosa Contengono le Attestazioni

          Le attestazioni fiscali INPS per riscatto e ricongiunzione contengono tutte le informazioni necessarie per compilare correttamente la dichiarazione dei redditi. Vediamo nel dettaglio ogni sezione del documento.

          Dati Anagrafici del Contribuente

          • Nome e cognome
          • Codice fiscale
          • Data e luogo di nascita
          • Residenza anagrafica

          Dettagli dell’Operazione

          • Tipologia di riscatto o ricongiunzione (es. “Riscatto laurea L. 247/2007”, “Ricongiunzione L. 45/1990”)
          • Data di presentazione della domanda
          • Numero di protocollo della pratica
          • Gestione previdenziale interessata (FPLD, Gestione Separata, Commercianti, ecc.)
          • Periodo contributivo riscattato/ricongiunto (date esatte)

          Informazioni Economiche

          Questa è la sezione più importante per la dichiarazione dei redditi:

          • Importo totale dell’onere deliberato dall’INPS
          • Numero di rate concordate (se rateizzazione)
          • Importo di ciascuna rata
          • Rate versate nell’anno fiscale di riferimento (es. 2025)
          • Importo complessivo versato nell’anno (somma delle rate)
          • Modalità di pagamento (F24, bollettino MAV, RID, trattenuta su stipendio/pensione)
          • Date di versamento di ciascuna rata

          Esempio Pratico

          Attestazione tipo per riscatto laurea:

          • Contribuente: Mario Rossi, CF: RSSMRA80A01H501X
          • Tipologia: Riscatto laurea agevolato (L. 247/2007 art. 1 c. 77)
          • Periodo: 01/10/2015 – 30/09/2019 (4 anni accademici)
          • Onere totale: 21.680 euro
          • Rateizzazione: 120 rate mensili
          • Importo rata: 180,67 euro
          • Rate versate nel 2025: 12 rate (da gennaio a dicembre)
          • Importo totale 2025: 2.168 euro
          • Modalità: Addebito SDD su c/c bancario

          Con questa attestazione, Mario potrà detrarre il 19% di 2.168 euro = 412 euro dall’IRPEF dovuta nella dichiarazione 2026 (anno d’imposta 2025).

          Come Usare le Attestazioni nel 730 e nei Redditi

          Una volta scaricata l’attestazione, è necessario utilizzarla correttamente nella dichiarazione dei redditi. La procedura cambia leggermente a seconda del tipo di operazione (riscatto o ricongiunzione) e del modello utilizzato (730 o Redditi PF).

          Riscatto Contributivo nel Modello 730

          Gli oneri per riscatto contributivo vanno inseriti nel quadro E – Oneri e spese, sezione I – Oneri detraibili:

          1. Individua il rigo E8-E10 – “Altri oneri detraibili”
          2. Inserisci il codice 32 (Contributi per riscatto periodi non coperti da contribuzione)
          3. Riporta l’importo versato nell’anno (dalla attestazione INPS)
          4. La detrazione del 19% viene calcolata automaticamente dal CAF o dal software

          Importante: La detrazione è applicabile solo se il pagamento è stato effettuato dal diretto interessato (o dal coniuge, in alcuni casi). Se il riscatto è stato pagato da un genitore per il figlio, la detrazione spetta al genitore che ha sostenuto l’onere, purché il figlio sia fiscalmente a carico.

          Riscatto Contributivo nel Modello Redditi PF

          Nel modello Redditi (ex Unico):

          1. Vai al quadro RP – Oneri e spese
          2. Compila la sezione I – Spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19%
          3. Rigo RP14 – Contributi previdenziali e assistenziali
          4. Inserisci l’importo e il codice identificativo 32

          Ricongiunzione Contributiva: Deduzione dal Reddito

          Gli oneri per ricongiunzione contributiva (Legge 45/1990) seguono una logica diversa: sono deducibili dal reddito complessivo, non detraibili. Questo li rende spesso più vantaggiosi, soprattutto per redditi elevati.

          Nel modello 730:

          1. Quadro E, sezione IV – Oneri deducibili
          2. Rigo E26 – Contributi previdenziali e assistenziali
          3. Inserisci l’importo versato nell’anno
          4. L’importo viene sottratto dal reddito complessivo prima di calcolare le imposte

          Nel modello Redditi PF:

          1. Quadro RP – Oneri e spese
          2. Sezione II – Oneri deducibili
          3. Rigo RP21 – Contributi previdenziali e assistenziali

          Esempio Comparativo

          Ipotizziamo un contribuente con reddito lordo 40.000 euro che ha versato 5.000 euro nell’anno:

          • Riscatto (detrazione 19%): risparmio fiscale = 5.000 × 19% = 950 euro
          • Ricongiunzione (deduzione): risparmio fiscale = 5.000 × aliquota marginale (es. 38%) = 1.900 euro

          Come si vede, la deducibilità della ricongiunzione è più vantaggiosa per redditi medio-alti, mentre la detrazione del riscatto è fissa al 19% indipendentemente dal reddito.

          Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione della dichiarazione e nel calcolo del risparmio fiscale effettivo in base alla tua situazione personale.

          Differenza tra Riscatto e Ricongiunzione

          Spesso si fa confusione tra riscatto contributivo e ricongiunzione contributiva. Vediamo le differenze principali per capire quale attestazione scaricare e come usarla.

          Riscatto Contributivo

          Il riscatto è l’operazione con cui si versano contributi per periodi non coperti da contribuzione obbligatoria. Serve a “comprare” anni di contributi che altrimenti non sarebbero conteggiati per la pensione.

          Tipologie principali:

          • Riscatto laurea ordinario: per gli anni di studio universitario (laurea triennale, magistrale, dottorato)
          • Riscatto laurea agevolato: versione più economica per periodi dal 1996 in poi, calcolata con aliquota ridotta
          • Riscatto periodi scoperti: fino a 5 anni di “buchi” contributivi (es. lavoro irregolare, disoccupazione non indennizzata)
          • Riscatto lavoro estero: per attività lavorativa svolta in Paesi non convenzionati

          Chi può richiederlo: Chiunque abbia almeno un contributo versato in una gestione INPS, anche solo una settimana di lavoro.

          Beneficio fiscale: Detrazione 19% (come le spese mediche, universitarie, ecc.)

          Ricongiunzione Contributiva

          La ricongiunzione (Legge 45/1990) è l’operazione con cui si trasferiscono contributi già versati in una gestione previdenziale verso un’altra, per unificare la posizione contributiva.

          Quando si usa:

          • Hai lavorato come dipendente e poi come professionista con Cassa privata (Avvocati, Commercialisti, Ingegneri, ecc.)
          • Hai contributi in diverse gestioni INPS (dipendenti, artigiani, commercianti, gestione separata)
          • Vuoi cumulare tutti i contributi in un’unica gestione per raggiungere prima la pensione

          Differenza chiave: Nella ricongiunzione non “compri” anni nuovi, ma sposti anni già esistenti da una posizione all’altra. L’INPS calcola un onere di ricongiunzione che rappresenta la differenza tra i contributi già versati e quelli che avresti dovuto versare nella gestione di destinazione.

          Beneficio fiscale: Deduzione integrale dal reddito (come i contributi versati per colf/badanti, previdenza complementare)

          Tabella Riepilogativa

          Ecco un confronto diretto:

          CaratteristicaRiscattoRicongiunzione
          Cosa faCopre periodi senza contributiUnifica contributi già versati
          QuandoPeriodi scoperti (laurea, buchi lavorativi)Contributi in gestioni diverse
          CostoVariabile (età, retribuzione, periodo)Riserva matematica (differenziale)
          Vantaggio fiscaleDetrazione 19%Deduzione integrale
          BeneficiariTutti (anche inoccupati)Chi ha già contributi in più gestioni
          PagamentoRateizzabile fino a 120 rateRateizzabile fino a 120 rate

          Detrazioni e Deduzioni Fiscali Applicabili

          Comprendere correttamente il trattamento fiscale degli oneri per riscatto e ricongiunzione è fondamentale per massimizzare il risparmio fiscale. Vediamo nel dettaglio tutte le casistiche.

          Detrazione 19% per Riscatto Contributivo

          Il riscatto contributivo gode della detrazione IRPEF del 19% ai sensi dell’art. 10 del TUIR. Questa detrazione si applica:

          • Sull’importo effettivamente versato nell’anno fiscale (non sull’onere totale, ma solo sulle rate pagate)
          • Senza limiti di importo: a differenza di altre detrazioni (es. ristrutturazioni, spese mediche), non c’è un tetto massimo
          • Anche per pagamenti rateali: ogni anno si detrae il 19% delle rate versate in quell’anno

          Esempio pratico:

          Onere totale riscatto laurea: 30.000 euro
          Rateizzazione: 10 anni (120 rate mensili)
          Rata mensile: 250 euro
          Importo annuo versato: 3.000 euro (12 rate × 250)

          Risparmio fiscale annuo: 3.000 × 19% = 570 euro

          Per 10 anni, risparmio fiscale totale: 570 × 10 = 5.700 euro

          Deduzione Integrale per Ricongiunzione Contributiva

          Gli oneri di ricongiunzione (Legge 45/1990 e successive) sono integralmente deducibili dal reddito complessivo, ai sensi dell’art. 10 comma 1 lett. e) del TUIR.

          Questo significa che:

          • L’importo versato riduce il reddito imponibile
          • Il risparmio fiscale effettivo dipende dall’aliquota marginale IRPEF del contribuente
          • Per redditi elevati, il vantaggio è maggiore rispetto alla detrazione del riscatto

          Esempio pratico:

          Contribuente con reddito complessivo: 50.000 euro
          Aliquota marginale: 38% (scaglione 28.001-50.000 euro)
          Onere ricongiunzione versato nell’anno: 6.000 euro

          Calcolo del risparmio:

          • Reddito imponibile senza deduzione: 50.000 euro
          • Reddito imponibile con deduzione: 50.000 – 6.000 = 44.000 euro
          • Risparmio IRPEF: 6.000 × 38% = 2.280 euro

          Se lo stesso importo fosse stato per riscatto (detrazione 19%), il risparmio sarebbe stato solo: 6.000 × 19% = 1.140 euro

          Riscatto Pagato da Terzi

          Casistica frequente: genitori che pagano il riscatto laurea per i figli.

          Regola generale:

          • Se il figlio è fiscalmente a carico (reddito < 2.840,51 euro, o < 4.000 euro se under 24), la detrazione spetta al genitore che ha sostenuto l’onere
          • Se il figlio non è a carico, nessuno può detrarre la spesa (né il genitore né il figlio)
          • Il pagamento deve risultare tracciabile (bonifico, carta di credito del genitore) per dimostrare chi ha sostenuto la spesa

          Soluzione ottimale: Se il figlio lavora e non è a carico, meglio che il riscatto sia intestato e pagato direttamente dal figlio (che potrà detrarre il 19%), eventualmente con un prestito/regalo in denaro da parte dei genitori.

          Cumulabilità con Altri Benefici

          Le detrazioni per riscatto/ricongiunzione sono cumulabili con:

          • Detrazioni per familiari a carico
          • Detrazioni per spese mediche
          • Detrazioni per ristrutturazioni edilizie
          • Detrazioni per interessi mutuo prima casa
          • Bonus fiscali vari (bonus mobili, risparmio energetico, ecc.)

          Nota importante: Se la somma di tutte le detrazioni supera l’IRPEF dovuta, l’eccedenza non viene rimborsata (a differenza dei bonus edilizi con sconto in fattura/cessione). Conviene quindi valutare con il CAF la distribuzione ottimale delle spese detraibili tra i coniugi, se entrambi lavorano.

          Scadenze da Ricordare per il 2026

          Per non perdere i benefici fiscali delle attestazioni INPS, è importante rispettare le scadenze della dichiarazione dei redditi e del download delle attestazioni stesse.

          Scadenze Dichiarazione dei Redditi 2026

          Per detrarre/dedurre gli oneri versati nel 2025, la dichiarazione va presentata nel 2026 con queste scadenze:

          • 730 precompilato: disponibile dal 30 aprile 2026 nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate
          • 730 tramite CAF/professionista: scadenza 30 settembre 2026
          • 730 autonomo (web o software): scadenza 30 settembre 2026
          • Modello Redditi PF: scadenza 30 novembre 2026 (versione telematica)

          Consiglio: Presentare la dichiarazione entro giugno garantisce il rimborso IRPEF (se dovuto) già a luglio-agosto sullo stipendio/pensione (per il 730) o entro fine anno (per il modello Redditi).

          Download Attestazioni INPS

          Le attestazioni fiscali per l’anno 2025 sono disponibili sul portale INPS generalmente da fine gennaio 2026. L’INPS elabora i dati dei versamenti entro il 31 gennaio e rende disponibili le attestazioni entro metà febbraio.

          Tempistiche consigliate:

          • Febbraio-Marzo: Scaricare le attestazioni e verificare che i dati siano corretti
          • Aprile: Consegnare la documentazione al CAF per la compilazione del 730
          • Maggio-Giugno: Controllare il 730 precompilato e integrarlo con i dati del riscatto/ricongiunzione (se non già presenti)

          Versamento Rate Riscatto/Ricongiunzione

          Per chi ha scelto la rateizzazione:

          • Le rate sono generalmente mensili (addebito automatico il giorno 15 di ogni mese)
          • È possibile saltare fino a 5 rate senza perdere il beneficio della rateizzazione (vanno però recuperate alla fine)
          • Il mancato pagamento di 6 rate consecutive comporta la decadenza dalla rateizzazione e l’obbligo di saldare l’intero residuo in un’unica soluzione

          Attenzione: Anche se salti delle rate, nella dichiarazione dei redditi puoi detrarre/dedurre solo le rate effettivamente versate nell’anno. Se hai saltato rate, l’importo nell’attestazione sarà inferiore.

          Scadenze Richiesta Riscatto/Ricongiunzione

          Non ci sono scadenze fisse per presentare domanda di riscatto o ricongiunzione, ma:

          • Riscatto laurea agevolato: Richiedibile fino ai 45 anni di età
          • Ricongiunzione L. 45/1990: Richiedibile in qualsiasi momento, ma conviene farla almeno 5 anni prima della pensione per ammortizzare il costo
          • Riscatto periodi scoperti: Richiedibile entro certi limiti temporali (verificare con l’INPS)

          Consiglio del CAF: Se stai valutando un riscatto, presentare domanda entro fine anno ti permette di iniziare a versare le rate dall’anno successivo e ottenere subito il beneficio fiscale nella dichiarazione dell’anno dopo.

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          Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti

          Dove trovo le attestazioni fiscali INPS per il riscatto contributivo?

          Le attestazioni fiscali INPS per riscatto e ricongiunzione sono disponibili nell’area riservata MyINPS sul sito www.inps.it. Accedi con SPID, CIE o CNS, cerca il servizio ‘Attestazioni fiscali riscatto e ricongiunzione’ e scarica il PDF per l’anno fiscale di tuo interesse. Il documento viene generato automaticamente ed è firmato digitalmente dall’INPS.

          Quanto posso detrarre con il riscatto laurea nella dichiarazione dei redditi?

          Con il riscatto laurea puoi detrarre il 19% degli importi effettivamente versati nell’anno fiscale. Non c’è un limite massimo di importo detraibile. Se ad esempio hai versato 3.000 euro in rate durante l’anno, potrai detrarre 570 euro dall’IRPEF dovuta (3.000 x 19%). La detrazione va indicata nel modello 730 al rigo E8-E10 con codice 32.

          La ricongiunzione contributiva è detraibile o deducibile?

          La ricongiunzione contributiva (Legge 45/1990) è integralmente deducibile dal reddito complessivo, non detraibile. Questo significa che l’importo versato riduce il reddito imponibile prima del calcolo delle imposte. Il risparmio fiscale effettivo dipende dalla tua aliquota marginale IRPEF (23%, 35%, 38% o 43%). Per redditi elevati, la deduzione è più vantaggiosa della detrazione del riscatto.

          Posso detrarre il riscatto laurea pagato per mio figlio?

          Puoi detrarre il riscatto laurea pagato per tuo figlio solo se questi è fiscalmente a tuo carico (reddito inferiore a 2.840,51 euro, oppure 4.000 euro se under 24). Il pagamento deve essere tracciabile (bonifico o carta di credito intestati a te). Se tuo figlio lavora e supera i limiti di reddito, nessuno potrà detrarre la spesa. In tal caso conviene che il riscatto sia intestato e pagato direttamente dal figlio.

          Entro quando devo scaricare le attestazioni fiscali per il 730?

          Le attestazioni fiscali INPS per l’anno precedente sono disponibili generalmente da fine gennaio. Per il 730 del 2026 (anno d’imposta 2025), scarica le attestazioni entro marzo-aprile per avere tempo di consegnarle al CAF o includerle nel 730 precompilato. La scadenza per presentare il 730 tramite CAF è il 30 settembre, ma conviene farlo entro giugno per ricevere eventuali rimborsi già a luglio-agosto.

          Cosa succede se non pago le rate del riscatto contributivo?

          Se salti fino a 5 rate del riscatto contributivo, puoi recuperarle alla fine del piano di rateizzazione senza perdere il beneficio. Se però non paghi 6 rate consecutive, decade la rateizzazione e l’INPS ti richiederà il saldo dell’intero importo residuo in un’unica soluzione. Nella dichiarazione dei redditi puoi detrarre solo le rate effettivamente versate nell’anno, quindi saltare rate riduce il beneficio fiscale di quell’anno.


          Hai Bisogno di Assistenza per la Dichiarazione dei Redditi?

          Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare correttamente il 730 o il modello Redditi PF includendo le attestazioni fiscali INPS per riscatto e ricongiunzione, massimizzando il tuo risparmio fiscale.

          I nostri servizi:

          • Compilazione 730 e Modello Redditi con verifica detrazioni riscatto/ricongiunzione
          • Calcolo convenienza fiscale tra detrazione e deduzione
          • Assistenza download attestazioni INPS e verifica dati
          • Consulenza strategia previdenziale riscatto vs ricongiunzione
          • Gestione rateizzazioni e ottimizzazione pagamenti
          Contattaci su WhatsApp

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            CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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            Rimborso 730 Luglio 2026: Chi Lo Riceve, Importo e Come Verificare in Busta Paga

            Dichiarazione dei redditi 730

            Il rimborso 730 luglio 2026 rappresenta il momento in cui milioni di lavoratori dipendenti vedono accreditato direttamente in busta paga il credito IRPEF risultante dalla dichiarazione dei redditi 730. Se hai inviato il modello 730 entro la fine di maggio, luglio 2026 è il mese in cui il tuo datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, effettua il conguaglio 730 e ti restituisce le imposte pagate in eccesso. In questa guida ti spieghiamo chi ha diritto al rimborso, come viene calcolato l’importo, dove trovarlo nella busta paga di luglio e cosa fare se non compare.

            Indice dei contenuti

            1. Chi riceve il rimborso 730 a luglio 2026
            2. Come si calcola l’importo del rimborso
            3. Come trovare il conguaglio 730 in busta paga
            4. Pensionati: rimborso ad agosto o settembre
            5. Cosa fare se il rimborso non compare in busta paga
            6. Rimborso incapiente: quando viene dilazionato
            7. Controlli preventivi per rimborsi sopra 4.000 euro
            8. Prossime finestre di rimborso: agosto e settembre 2026
            9. Domande frequenti sul rimborso 730 luglio 2026

            Chi riceve il rimborso 730 a luglio 2026

            Il rimborso 730 a luglio 2026 spetta ai lavoratori dipendenti e assimilati che hanno presentato il modello 730/2026 (relativo ai redditi 2025) entro il 31 maggio 2026. In questo caso, il datore di lavoro ha il tempo tecnico per elaborare il conguaglio e inserire il credito nella busta paga di luglio.

            Nello specifico, ricevono il rimborso IRPEF in busta paga luglio i contribuenti che soddisfano tutte queste condizioni:

            • Hanno un sostituto d’imposta (datore di lavoro) che effettua il conguaglio
            • Hanno inviato il 730 entro fine maggio 2026 (tramite CAF, commercialista o precompilata online)
            • Dal 730 risulta un credito IRPEF, cioè le detrazioni e deduzioni superano le imposte dovute
            • Non sono soggetti a controlli preventivi dell’Agenzia delle Entrate (vedi sezione dedicata)

            Chi ha presentato il 730 a giugno riceverà il rimborso nella busta paga di agosto, mentre chi lo invia a luglio dovrà attendere settembre o ottobre. Il principio è semplice: prima invii la dichiarazione, prima ricevi il rimborso. Per questo il CAF Centro Fiscale di Udine consiglia sempre di presentare il 730 il prima possibile.

            Come si calcola l’importo del rimborso 730 luglio 2026

            L’importo del rimborso 730 non è uguale per tutti: dipende interamente dalle detrazioni fiscali e deduzioni che hai dichiarato nel modello 730. In pratica, il rimborso corrisponde alla differenza tra le imposte già trattenute dal datore di lavoro durante l’anno e quelle effettivamente dovute dopo aver applicato tutte le agevolazioni.

            Ecco le principali voci che generano un credito IRPEF e quindi un rimborso in busta paga:

            • Spese sanitarie (medici, farmaci, visite specialistiche): detrazione del 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro
            • Interessi passivi sul mutuo prima casa: detrazione del 19% fino a 4.000 euro di interessi
            • Spese per figli a carico: istruzione, sport, asili nido (vedi anche l’assegno unico universale)
            • Bonus ristrutturazione e risparmio energetico: rate annuali delle detrazioni al 50% o 65%
            • Spese veterinarie, funebri, di istruzione universitaria
            • Contributi previdenziali versati (colf, badanti, previdenza complementare)

            Ad esempio, se durante il 2025 il tuo datore di lavoro ha trattenuto 5.000 euro di IRPEF, ma dalle detrazioni risulta che ne dovevi pagare solo 4.200 euro, il rimborso 730 luglio 2026 sarà di 800 euro netti direttamente in busta paga. Se invece hai sostenuto molte spese detraibili (ristrutturazione, mutuo, spese mediche importanti), il rimborso può superare anche i 2.000-3.000 euro.

            Come trovare il conguaglio 730 nella busta paga di luglio

            Una delle domande più frequenti è: “Dove trovo il rimborso nella busta paga?”. Il conguaglio 730 compare nella busta paga di luglio 2026 come una voce specifica, generalmente nella sezione delle competenze aggiuntive o dei rimborsi fiscali.

            Ecco come individuarlo passo per passo:

            1. Cerca la voce “Conguaglio 730” o “Rimborso IRPEF mod. 730” nella parte centrale del cedolino
            2. Potresti trovare anche “Credito IRPEF da 730” o “Rimb. Mod. 730”: la dicitura varia a seconda del software paghe utilizzato dall’azienda
            3. Verifica che l’importo corrisponda a quanto indicato nel prospetto di liquidazione (rigo 163 o 164 del 730-3) che ti ha consegnato il CAF
            4. Il rimborso potrebbe essere suddiviso in più voci se hai anche addizionali regionali e comunali a credito

            Se non riesci a interpretare la busta paga, il consiglio è di confrontare il netto di luglio con quello dei mesi precedenti. Se è sensibilmente più alto, il rimborso 730 è stato erogato. In caso di dubbi, puoi rivolgerti all’ufficio paghe della tua azienda oppure contattare il CAF Centro Fiscale per un supporto nella lettura del cedolino.

            Pensionati: il rimborso 730 arriva ad agosto o settembre

            Se sei un pensionato, il rimborso 730 non arriva a luglio ma con tempistiche diverse. L’INPS, che agisce come sostituto d’imposta per i pensionati, ha tempi di elaborazione più lunghi rispetto ai datori di lavoro privati.

            In base alla data di presentazione del 730, ecco quando i pensionati possono aspettarsi il rimborso:

            • 730 inviato entro maggio: rimborso nel cedolino pensione di agosto o settembre 2026
            • 730 inviato a giugno: rimborso a settembre o ottobre 2026
            • 730 inviato a luglio-settembre: rimborso a ottobre o novembre 2026

            Per i pensionati, il rimborso compare nel cedolino pensione INPS come voce “Conguaglio 730” o “Rimborso fiscale mod. 730”. Puoi verificarlo accedendo al tuo fascicolo previdenziale sul sito INPS con SPID o CIE. Se sei vicino alla pensione anticipata e vuoi capire come funziona il conguaglio nel passaggio da dipendente a pensionato, il nostro CAF può assisterti.

            Cosa fare se il rimborso 730 non compare in busta paga a luglio

            Hai controllato la busta paga di luglio e il rimborso 730 non c’è? Non farti prendere dal panico: esistono diverse spiegazioni possibili e nella maggior parte dei casi il problema si risolve facilmente.

            Ecco le cause più comuni per cui il rimborso 730 potrebbe non comparire nella busta paga di luglio 2026:

            • Hai inviato il 730 dopo maggio: se la dichiarazione è stata trasmessa a giugno, il rimborso slitterà ad agosto. L’Agenzia delle Entrate comunica i risultati al sostituto d’imposta con tempistiche diverse a seconda della data di invio
            • Il datore di lavoro non ha ancora ricevuto il prospetto di liquidazione: a volte i tempi tecnici si allungano, specialmente per le aziende più piccole
            • Sei soggetto a controlli preventivi: per rimborsi superiori a 4.000 euro, l’Agenzia delle Entrate può bloccare l’erogazione per verifiche (vedi sezione successiva)
            • Hai cambiato datore di lavoro: se hai cambiato impiego dopo aver inviato il 730, il nuovo datore potrebbe non aver ricevuto le informazioni dal precedente
            • Il 730 presenta un debito, non un credito: in questo caso non c’è rimborso ma una trattenuta aggiuntiva

            Cosa fare concretamente: verifica lo stato della tua dichiarazione accedendo al cassetto fiscale sul sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID. Lì puoi controllare se il 730 risulta elaborato e se il prospetto di liquidazione è stato trasmesso al tuo sostituto d’imposta. In alternativa, rivolgiti al CAF Centro Fiscale che ha presentato la tua dichiarazione: possiamo verificare direttamente lo stato del tuo rimborso 730.

            Rimborso incapiente: quando viene dilazionato nei mesi successivi

            Esiste un caso particolare che molti contribuenti non conoscono: il rimborso 730 incapiente. Questo accade quando l’importo del rimborso è superiore alle ritenute IRPEF che il datore di lavoro avrebbe dovuto trattenerti nel mese di luglio.

            Facciamo un esempio pratico: supponiamo che il tuo rimborso 730 sia di 1.500 euro, ma le ritenute IRPEF mensili della tua busta paga sono solo 600 euro. Il datore di lavoro non può rimborsarti più di quanto trattiene. In questo caso, a luglio ricevi 600 euro, e i restanti 900 euro vengono ripartiti nelle buste paga successive (agosto, settembre, eccetera) fino al completo rimborso.

            Il rimborso incapiente si verifica più frequentemente in queste situazioni:

            • Lavoratori part-time con stipendio basso e ritenute IRPEF ridotte
            • Contribuenti con molte detrazioni (ristrutturazione + mutuo + spese mediche)
            • Lavoratori stagionali che non hanno buste paga per tutti i mesi dell’anno
            • Dipendenti con reddito basso e quindi poche ritenute mensili

            Se il rimborso non viene completato entro dicembre, il datore di lavoro deve indicare l’importo residuo nella Certificazione Unica (CU) dell’anno successivo, e il contribuente potrà recuperarlo nella dichiarazione dei redditi seguente.

            Controlli preventivi per rimborsi 730 sopra 4.000 euro

            Se dal tuo 730 risulta un rimborso superiore a 4.000 euro, l’Agenzia delle Entrate potrebbe sottoporre la tua dichiarazione a controlli preventivi prima di autorizzare l’erogazione. Questa procedura è stata introdotta per contrastare le frodi fiscali e può ritardare significativamente il rimborso.

            I controlli preventivi si attivano in particolare quando:

            • Il rimborso supera i 4.000 euro
            • La dichiarazione presenta elementi di incoerenza rispetto ai dati in possesso dell’Agenzia
            • Il 730 è stato presentato con modifiche significative rispetto al precompilato (ad esempio, aggiunta di molte spese detraibili non presenti nel precompilato)
            • Il contribuente presenta la dichiarazione per la prima volta con un sostituto d’imposta diverso dall’anno precedente

            In caso di controllo preventivo, il rimborso non viene erogato dal datore di lavoro ma direttamente dall’Agenzia delle Entrate, generalmente entro 6-7 mesi dalla dichiarazione. Il rimborso arriva tramite accredito sul conto corrente se hai comunicato il tuo IBAN all’Agenzia, oppure tramite assegno vidimato inviato a casa.

            Per velocizzare l’operazione, il consiglio è di comunicare tempestivamente il tuo IBAN all’Agenzia delle Entrate attraverso il sito ufficiale o tramite il tuo CAF di fiducia. Il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare se la tua dichiarazione è stata sottoposta a controllo e aiutarti a gestire la situazione.

            Prossime finestre di rimborso 730: agosto e settembre 2026

            Se non hai ancora inviato il 730 o lo hai presentato dopo maggio, ecco il calendario dei rimborsi 730 per i mesi successivi a luglio:

            • Busta paga agosto 2026: rimborso per chi ha inviato il 730 entro il 20 giugno 2026
            • Busta paga settembre 2026: rimborso per chi ha inviato il 730 entro il 15 luglio 2026
            • Busta paga ottobre 2026: rimborso per chi ha inviato il 730 entro metà agosto 2026
            • Cedolino pensione agosto/settembre 2026: per i pensionati che hanno inviato il 730 entro maggio-giugno

            La scadenza finale per l’invio del modello 730/2026 è il 30 settembre 2026. Tuttavia, inviare la dichiarazione a ridosso della scadenza significa ricevere il rimborso solo verso novembre-dicembre. Per questo motivo, ti consigliamo di non aspettare: prenota il tuo appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine e invia il 730 il prima possibile per ottenere il rimborso in tempi rapidi.

            Ricorda anche che il 730 precompilato 2026 è disponibile dal 30 aprile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Se preferisci un supporto professionale per verificare e integrare i dati, il nostro CAF è a tua disposizione.

            Domande frequenti sul rimborso 730 luglio 2026

            Quando arriva il rimborso 730 in busta paga luglio 2026?

            Il rimborso 730 in busta paga luglio 2026 arriva per i lavoratori dipendenti che hanno inviato la dichiarazione entro fine maggio 2026. Il conguaglio viene effettuato dal datore di lavoro e compare nel cedolino di luglio, generalmente accreditato con lo stipendio di fine mese.

            Come si calcola il rimborso del 730?

            Il rimborso si calcola come differenza tra le imposte già trattenute dal datore di lavoro durante il 2025 e l’IRPEF effettivamente dovuta dopo aver applicato detrazioni (spese mediche, mutuo, ristrutturazioni) e deduzioni. Se le trattenute superano il dovuto, la differenza viene rimborsata.

            I pensionati ricevono il rimborso 730 a luglio?

            No, i pensionati non ricevono il rimborso a luglio. L’INPS eroga il conguaglio 730 nel cedolino pensione di agosto o settembre 2026 per chi ha presentato la dichiarazione entro maggio. I tempi dell’INPS sono più lunghi rispetto ai datori di lavoro privati.

            Cosa succede se il rimborso 730 supera i 4.000 euro?

            Per rimborsi superiori a 4.000 euro, l’Agenzia delle Entrate può disporre controlli preventivi. In questo caso, il rimborso non viene erogato dal datore di lavoro ma direttamente dall’Agenzia, generalmente entro 6-7 mesi, tramite accredito su conto corrente o assegno vidimato.

            Perché il rimborso 730 non compare nella busta paga di luglio?

            Le cause più comuni sono: invio del 730 dopo maggio (il rimborso slitterà al mese successivo), controlli preventivi in corso, cambio del datore di lavoro, oppure la dichiarazione ha generato un debito anziché un credito. Verifica lo stato sul cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate.

            Cos’è il rimborso 730 incapiente?

            Il rimborso incapiente si verifica quando l’importo del credito è superiore alle ritenute IRPEF mensili. In questo caso, il datore di lavoro rimborsa quanto può a luglio e dilaziona il resto nelle buste paga dei mesi successivi fino al completo rimborso. È frequente per lavoratori part-time o con molte detrazioni.

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              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 08:00:002026-04-18 15:05:47Rimborso 730 Luglio 2026: Chi Lo Riceve, Importo e Come Verificare in Busta Paga
              CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

              Rimborso 730 Pensionati 2026: Quando Arriva sulla Pensione e Come Verificare

              Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

              Il rimborso 730 per i pensionati 2026 funziona in modo diverso rispetto a quello dei lavoratori dipendenti. Se hai presentato il 730 precompilato 2026 e risulta un credito IRPEF, il rimborso non arriva in busta paga ma direttamente sulla pensione INPS. In questa guida ti spieghiamo quando arriva il rimborso 730 sulla pensione, come verificarlo sul cedolino pensione, cosa succede in caso di importi elevati e come controllare lo stato del rimborso su MyINPS e Cassetto Fiscale.

              Indice dei contenuti

              1. Come funziona il rimborso 730 per i pensionati
              2. INPS come sostituto d’imposta: cosa significa
              3. Quando arriva il rimborso 730 sulla pensione 2026
              4. Tempistiche pensionati vs dipendenti: le differenze
              5. Come si vede il rimborso sul cedolino pensione
              6. Rimborso incapiente: cosa succede se supera la pensione
              7. Trattenute IRPEF da 730 sulla pensione: quando c’è debito
              8. Rimborso superiore a 4.000 euro: tempi più lunghi
              9. Come verificare lo stato del rimborso su MyINPS e Cassetto Fiscale
              10. Rimborso diretto da Agenzia delle Entrate: quando si applica
              11. Domande frequenti

              Come funziona il rimborso 730 per i pensionati

              Quando un pensionato presenta il Modello 730 e dalla dichiarazione dei redditi emerge un credito IRPEF (cioè ha pagato più tasse di quelle dovute), ha diritto a un rimborso. A differenza dei lavoratori dipendenti che ricevono il rimborso dal datore di lavoro tramite la busta paga, per i pensionati il rimborso viene erogato direttamente dall’INPS sulla pensione mensile.

              In pratica, il meccanismo è semplice: l’Agenzia delle Entrate comunica all’INPS l’esito del 730 del pensionato. Se risulta un credito, l’INPS lo accredita sulla rata di pensione successiva. Se invece risulta un debito (cioè il pensionato deve pagare un’imposta aggiuntiva), l’INPS trattiene l’importo dovuto dalla pensione.

              Il credito può derivare da diverse situazioni:

              • Detrazioni per spese mediche sostenute durante l’anno
              • Detrazioni per ristrutturazioni edilizie o bonus casa
              • Detrazioni per familiari a carico non correttamente applicate
              • Deduzioni per contributi previdenziali versati volontariamente
              • Ritenute IRPEF in eccesso applicate sulla pensione durante l’anno

              INPS come sostituto d’imposta: cosa significa

              Il termine sostituto d’imposta indica il soggetto che, per conto del contribuente, trattiene e versa le imposte allo Stato. Per i lavoratori dipendenti il sostituto è il datore di lavoro; per i pensionati il sostituto d’imposta è l’INPS (o l’ente previdenziale che eroga la pensione).

              Quando compili il 730, nella sezione del sostituto d’imposta devi indicare l’INPS. Se utilizzi il 730 precompilato, questo dato è già inserito automaticamente dall’Agenzia delle Entrate. L’INPS riceve quindi dall’Agenzia delle Entrate il risultato della dichiarazione e provvede a:

              • Accreditare il rimborso se risulta un credito IRPEF
              • Trattenere l’importo se risulta un debito IRPEF
              • Applicare le addizionali regionali e comunali dovute

              Questo vale per tutte le pensioni erogate dall’INPS, comprese le pensioni di vecchiaia, le pensioni anticipate, le pensioni di reversibilità e le pensioni di invalidità civile. Se la tua pensione è erogata da una cassa professionale (INARCASSA, Cassa Forense, ecc.), il sostituto sarà la cassa stessa e non l’INPS.

              Quando arriva il rimborso 730 sulla pensione 2026

              Le tempistiche del rimborso 730 sulla pensione dipendono dalla data in cui hai inviato la dichiarazione. Per il 2026 il calendario di massima è il seguente:

              Invio 730Rimborso sulla pensione
              Entro il 31 maggio 2026Agosto-Settembre 2026
              Entro il 30 giugno 2026Settembre-Ottobre 2026
              Entro il 31 luglio 2026Ottobre-Novembre 2026
              Entro il 30 settembre 2026Novembre-Dicembre 2026

              Attenzione: queste sono date indicative. L’INPS elabora i conguagli seguendo un proprio calendario interno che può variare. In genere, chi presenta il 730 nei primi giorni di disponibilità del precompilato (fine aprile-maggio) riceve il rimborso già con la rata di pensione di agosto o settembre 2026.

              Tempistiche pensionati vs dipendenti: le differenze

              Una delle domande più frequenti riguarda il motivo per cui i pensionati ricevono il rimborso 730 più tardi rispetto ai lavoratori dipendenti. La differenza è di circa 1-2 mesi e dipende da fattori organizzativi:

              • Lavoratori dipendenti: il rimborso arriva nella busta paga di luglio (per chi invia entro maggio-giugno). Il datore di lavoro può elaborarlo rapidamente perché gestisce direttamente le buste paga
              • Pensionati: il rimborso arriva sulla pensione di agosto-settembre (per lo stesso periodo di invio). L’INPS deve ricevere i dati dall’Agenzia delle Entrate, elaborarli centralmente per milioni di pensionati e poi accreditarli

              Questo ritardo non dipende da te e non c’è modo di accelerarlo. L’unica cosa che puoi fare è inviare il 730 il prima possibile per essere tra i primi a ricevere il rimborso. Se vuoi approfondire come funziona per i dipendenti, leggi la nostra guida sul rimborso 730 in busta paga 2026.

              Come si vede il rimborso sul cedolino pensione

              Quando l’INPS elabora il rimborso 730, la voce compare nel cedolino pensione del mese in cui avviene l’accredito. Per verificarlo, accedi al servizio cedolino pensione INPS tramite MyINPS. Ecco cosa cercare:

              Nel cedolino troverai una o più voci specifiche relative al conguaglio fiscale:

              • “Conguaglio 730 – Credito IRPEF”: è l’importo del rimborso che ti viene accreditato. Comparirà come voce positiva che si somma all’importo netto della pensione
              • “Conguaglio 730 – Addizionale regionale”: eventuale rimborso delle addizionali regionali e comunali pagate in eccesso
              • “Conguaglio 730 – Addizionale comunale”: come sopra, per la componente comunale

              Se il rimborso è di importo contenuto, lo vedrai in un’unica soluzione nella rata di pensione. Se invece l’importo è elevato rispetto alla tua pensione mensile, potrebbe essere suddiviso in più rate (vedi la sezione sul rimborso incapiente più avanti).

              Consiglio pratico: controlla il cedolino pensione del mese in cui ti aspetti il rimborso (agosto-settembre per chi ha inviato il 730 entro maggio). Se non vedi la voce di conguaglio, attendi il mese successivo prima di contattare l’INPS.

              Rimborso incapiente: cosa succede se supera la pensione

              Il rimborso incapiente è una situazione che si verifica quando l’importo del rimborso 730 è superiore alla pensione netta mensile del pensionato. In questo caso, l’INPS non può erogare tutto il credito in un’unica soluzione.

              Facciamo un esempio concreto. Supponiamo che Mario percepisce una pensione netta di 1.200 euro al mese e che dal 730 risulta un credito IRPEF di 2.500 euro. L’INPS non può accreditare 2.500 euro in una volta perché supererebbe la pensione. Ecco cosa succede:

              • Prima rata (es. agosto): l’INPS accredita una parte del rimborso, tipicamente fino alla capienza della pensione netta
              • Rate successive (settembre, ottobre, ecc.): l’INPS continua ad accreditare il residuo nelle rate successive, fino all’esaurimento del credito
              • Entro dicembre: tutto il rimborso deve essere erogato entro la fine dell’anno fiscale

              Se entro dicembre l’INPS non riesce a completare il rimborso (situazione rara, che può capitare con pensioni molto basse e rimborsi molto alti), l’importo residuo viene erogato nei primi mesi dell’anno successivo.

              Trattenute IRPEF da 730 sulla pensione: quando c’è debito

              Non sempre dal 730 emerge un credito. In alcuni casi, il risultato della dichiarazione è un debito IRPEF, cioè il pensionato ha pagato meno tasse di quelle effettivamente dovute. Questo può accadere quando:

              • Cumulo di più redditi: chi percepisce due pensioni, oppure pensione più redditi da affitto, potrebbe avere un conguaglio a debito per effetto delle aliquote IRPEF progressive
              • Redditi da locazione non soggetti a cedolare secca
              • Collaborazioni occasionali o altri redditi non correttamente tassati alla fonte
              • Ritenute insufficienti applicate durante l’anno dall’INPS

              In caso di debito, l’INPS trattiene l’importo dovuto dalla pensione. Se il debito è elevato, anche le trattenute possono essere dilazionate su più rate. Il pensionato può anche scegliere di rateizzare il debito direttamente nel 730, indicando il numero di rate desiderato (massimo 5 rate, da luglio a novembre).

              Importante: se hai dubbi sul risultato del tuo 730 e temi un conguaglio a debito elevato, ti consigliamo di rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine prima di inviare la dichiarazione. I nostri operatori possono simulare il risultato e consigliarti la strategia migliore.

              Rimborso superiore a 4.000 euro: tempi più lunghi

              Se dal tuo 730 risulta un rimborso IRPEF superiore a 4.000 euro, i tempi di erogazione si allungano notevolmente. L’Agenzia delle Entrate, infatti, effettua dei controlli preventivi sulla dichiarazione prima di autorizzare il rimborso.

              Questi controlli sono previsti dall’art. 5, comma 3-bis del D.Lgs. 175/2014 e riguardano specificamente le dichiarazioni che presentano elementi di incoerenza o rimborsi di importo rilevante. I controlli possono durare fino a 4 mesi dalla presentazione del 730.

              Ecco cosa succede in pratica:

              1. Invio del 730: presenti la dichiarazione normalmente
              2. Segnalazione automatica: il sistema rileva il rimborso superiore a 4.000 euro
              3. Controllo dell’Agenzia delle Entrate: verifica la documentazione (spese mediche, detrazioni, ecc.). L’AdE può richiedere documenti aggiuntivi
              4. Esito del controllo: se tutto è regolare, l’Agenzia autorizza il rimborso
              5. Erogazione INPS: l’INPS accredita il rimborso sulla pensione, di solito entro il sesto mese dalla presentazione

              Consiglio: se prevedi un rimborso superiore a 4.000 euro, conserva tutta la documentazione relativa alle spese dichiarate (checklist documenti 730). Potresti ricevere la richiesta di presentare i giustificativi all’Agenzia delle Entrate. Presentare il 730 tramite un CAF abilitato come il CAF Centro Fiscale di Udine può facilitare questo processo, perché il CAF appone il visto di conformità che riduce la probabilità di controlli.

              Come verificare lo stato del rimborso su MyINPS e Cassetto Fiscale

              Se hai inviato il 730 e vuoi sapere a che punto è il tuo rimborso, hai due strumenti principali a disposizione:

              Verifica su MyINPS

              Il portale MyINPS (myinps.inps.it) ti permette di controllare il cedolino pensione e verificare se il conguaglio 730 è stato applicato. Ecco come procedere:

              1. Accedi a myinps.inps.it con SPID, CIE o CNS
              2. Vai alla sezione “Cedolino pensione e servizi collegati”
              3. Seleziona il mese in cui ti aspetti il rimborso (agosto o settembre)
              4. Cerca la voce “Conguaglio 730” o “Conguaglio fiscale”
              5. Se la voce non compare, controlla il mese successivo

              Verifica sul Cassetto Fiscale

              Il Cassetto Fiscale dell’Agenzia delle Entrate ti mostra lo stato della tua dichiarazione e dei rimborsi. Per accedere:

              1. Vai su agenziaentrate.gov.it e accedi con SPID, CIE o CNS
              2. Seleziona “Cassetto Fiscale” dal menu
              3. Nella sezione “Dichiarazioni fiscali” trovi il tuo 730
              4. Controlla lo stato del rimborso: può essere “in lavorazione”, “in erogazione” o “erogato”
              5. Se il rimborso è superiore a 4.000 euro, potresti vedere lo stato “in verifica”

              Alternativa telefonica: se non riesci ad accedere ai portali online, puoi chiamare il Contact Center INPS al numero 803.164 (da fisso, gratuito) o 06.164.164 (da mobile, a pagamento) per chiedere informazioni sullo stato del conguaglio 730 sulla tua pensione.

              Rimborso diretto da Agenzia delle Entrate: quando si applica

              Esiste un caso in cui il rimborso 730 non passa dall’INPS ma viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Questo accade quando il pensionato presenta il 730 senza sostituto d’imposta (cosiddetto “730 senza sostituto”).

              Il 730 senza sostituto si utilizza quando:

              • Il pensionato non vuole che il rimborso o la trattenuta passi dalla pensione
              • Ci sono situazioni particolari che impediscono di indicare un sostituto d’imposta
              • Il contribuente preferisce ricevere il rimborso direttamente sul conto corrente dall’AdE

              In questo caso, i tempi sono generalmente più lunghi. Il rimborso dell’Agenzia delle Entrate può arrivare da dicembre dell’anno di presentazione fino a marzo dell’anno successivo, quindi con un ritardo di diversi mesi rispetto al rimborso tramite INPS.

              Per ricevere il rimborso diretto, devi aver comunicato il tuo IBAN all’Agenzia delle Entrate. Puoi farlo online dal sito dell’AdE, oppure recandoti presso un qualsiasi ufficio territoriale.

              Il nostro consiglio: salvo situazioni particolari, è sempre preferibile indicare l’INPS come sostituto d’imposta nel 730. Il rimborso arriva prima e la procedura è più semplice.

              Domande frequenti sul rimborso 730 pensionati

              Quando arriva il rimborso 730 sulla pensione?

              Per chi invia il 730 entro maggio-giugno, il rimborso arriva generalmente con la rata di pensione di agosto o settembre 2026. Per invii successivi, i tempi si allungano proporzionalmente. Il rimborso viene accreditato come voce “Conguaglio 730” nel cedolino pensione.

              Come faccio a sapere se ho diritto al rimborso 730?

              Il diritto al rimborso dipende dal risultato della tua dichiarazione dei redditi. Se le imposte trattenute durante l’anno superano quelle effettivamente dovute, hai diritto al rimborso. Per saperlo con certezza prima di inviare il 730, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per una simulazione gratuita.

              Il rimborso 730 viene tassato?

              No, il rimborso 730 non è soggetto a tassazione. Si tratta di un credito IRPEF, cioè di imposte che hai già pagato in eccesso e che ti vengono restituite. L’importo che vedi nel cedolino pensione come “Conguaglio 730” viene accreditato al netto, senza ulteriori trattenute.

              Cosa succede se non presento il 730?

              Se non presenti il 730 e hai diritto a un rimborso, perdi il credito IRPEF. L’INPS applica le ritenute standard sulla pensione, ma non può rimborsarti le eventuali detrazioni o deduzioni a cui avresti diritto (spese mediche, ristrutturazioni, ecc.). Per questo è importante presentare il 730 anche se sei pensionato.

              Posso presentare il 730 se percepisco solo la pensione?

              Sì, puoi presentare il 730 anche se il tuo unico reddito è la pensione. Anzi, è spesso conveniente farlo, soprattutto se hai sostenuto spese detraibili (mediche, farmaci, interessi del mutuo, ristrutturazioni). Il 730 ti permette di recuperare le imposte pagate in eccesso attraverso le detrazioni.

              Il rimborso arriva anche su pensioni minime?

              Sì, il rimborso 730 viene erogato indipendentemente dall’importo della pensione. Se percepisci una pensione minima e dal 730 emerge un credito, l’INPS lo accredita sulla pensione. In caso di importo elevato rispetto alla rata mensile, il rimborso sarà dilazionato su più mesi.

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              Hai bisogno di aiuto con il rimborso 730?

              Se sei un pensionato e vuoi essere sicuro di ottenere il massimo rimborso possibile dal 730, affidati al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori verificano tutte le detrazioni e deduzioni a cui hai diritto, compilano il 730 per te e ti assistono in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate.

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                Giugno 15, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-15 14:00:002026-04-18 14:26:41Rimborso 730 Pensionati 2026: Quando Arriva sulla Pensione e Come Verificare
                CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

                Saldo IRPEF 2026: scadenza 30 giugno, codici tributo F24 e calcolo acconto

                aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni

                Il 30 giugno 2026 e la prima scadenza per il versamento del saldo IRPEF relativo all’anno d’imposta 2025 e del primo acconto IRPEF per il 2026. Per chi non riesce a rispettare questa data, c’e la possibilita di differire al 30 luglio 2026 con una maggiorazione dello 0,40%. In questa guida vediamo chi deve pagare, come si calcola l’importo, quali codici tributo F24 usare e cosa fare in caso di ritardo.

                Quando scade il saldo IRPEF 2026

                Le scadenze per il pagamento del saldo IRPEF 2026 sono:

                • 30 giugno 2026 (martedi): scadenza ordinaria per saldo IRPEF 2025 + primo acconto IRPEF 2026
                • 30 luglio 2026 (giovedi): scadenza differita con maggiorazione dello 0,40% sull’importo dovuto

                Il 30 giugno 2026 cade di martedi: non ci sono proroghe automatiche per giorni festivi, quindi la scadenza e ferma. Chi sceglie di pagare entro il 30 luglio paga l’importo aumentato dello 0,40% a titolo di interesse.

                Per il secondo acconto IRPEF 2026 la scadenza ordinaria e il 1° dicembre 2026 (30 novembre 2026 cade di domenica, slittamento al lunedi successivo).

                Chi deve pagare il saldo IRPEF entro il 30 giugno

                Sono tenuti al versamento del saldo IRPEF entro il 30 giugno 2026:

                • Titolari di Partita IVA (regime ordinario e forfettario) che presentano il Modello Redditi PF
                • Lavoratori autonomi e professionisti che hanno redditi non soggetti a ritenuta alla fonte
                • Persone fisiche con redditi da affitti, rendite, plusvalenze non assoggettati a cedolare secca o imposta sostitutiva
                • Contribuenti 730 con conguaglio a debito che non hanno un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che puo trattenere il dovuto dalla busta paga o dalla pensione
                • Societa di persone e soci per la quota di reddito imputata per trasparenza

                Non devono pagare autonomamente entro il 30 giugno i dipendenti e pensionati che hanno presentato il 730 con sostituto d’imposta: per loro il conguaglio a debito viene trattenuto direttamente dalla busta paga o dalla pensione a partire dal mese di luglio 2026.

                Codici tributo F24 per il saldo IRPEF 2026

                Per il versamento tramite Modello F24, questi sono i principali codici tributo:

                Codice tributoDescrizioneAnno di riferimento nel F24
                4001Saldo IRPEF persone fisiche2025
                4033Primo acconto IRPEF2026
                4034Secondo acconto IRPEF2026 (scadenza 1° dicembre)
                3800Addizionale regionale IRPEF (saldo)2025
                3801Addizionale comunale IRPEF (saldo)2025
                2003Saldo IRES societa di capitali2025
                2001Primo acconto IRES2026

                Attenzione all’anno di riferimento: nel modello F24 il campo “anno di riferimento” deve riportare l’anno d’imposta corretto (2025 per il saldo, 2026 per il primo acconto). Un errore in questo campo puo causare problemi di imputazione del pagamento.

                Per approfondire la dichiarazione dei redditi: Rimborso 730 in Busta Paga 2026: Quando Arriva e Come Funziona

                Come si calcola il saldo IRPEF e il primo acconto

                Il calcolo del saldo IRPEF si basa sulle aliquote IRPEF 2026 (anno d’imposta 2025), che sono tre scaglioni:

                • 23% fino a 28.000 euro di reddito imponibile
                • 35% da 28.001 a 50.000 euro
                • 43% oltre 50.000 euro

                La formula di calcolo e:

                Saldo IRPEF = IRPEF lorda – detrazioni – acconti versati nel 2025

                Se il risultato e positivo (a debito), si versa entro il 30 giugno. Se e negativo (a credito), si genera un rimborso o si usa in compensazione F24.

                Per il primo acconto IRPEF 2026, il metodo ordinario (storico) prevede:

                • Se l’imposta netta dell’anno precedente e inferiore a 52 euro: nessun acconto
                • Da 52 a 257,99 euro: versamento in unica soluzione entro il 30 novembre (o 1° dicembre 2026)
                • Da 258 euro in su: primo acconto del 40% entro il 30 giugno + secondo acconto del 60% entro il 1° dicembre

                In alternativa al metodo storico, e possibile usare il metodo previsionale: si stima l’imposta che si paghera per il 2026 e si versa l’acconto su quella base, con rischio di sanzioni se la stima e sottostimata.

                Per chi ha aderito al Concordato Preventivo Biennale, le regole di calcolo degli acconti possono essere diverse: Modello Redditi 2026 e Concordato Preventivo Biennale: regole e scadenze

                Versamento in unica soluzione o in due rate

                Entro il 30 giugno 2026 si versano contemporaneamente:

                • Il saldo IRPEF 2025 (codice 4001)
                • Il primo acconto IRPEF 2026 (codice 4033), se dovuto e superiore a 258 euro
                • Le addizionali regionali e comunali IRPEF (codici 3800 e 3801)

                Non esiste una rateizzazione automatica per queste voci nel modello F24: l’importo va versato in un’unica soluzione nella data di scadenza (o differito al 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%).

                Diversa e la situazione per i contributi INPS artigiani e commercianti, che hanno cadenze trimestrali separate.

                Differimento al 30 luglio 2026: come funziona la maggiorazione

                Chi non riesce a versare entro il 30 giugno puo usufruire del differimento al 30 luglio 2026 pagando una maggiorazione dello 0,40% sull’importo dovuto. Si tratta di un interesse forfettario previsto dalla legge, non di una sanzione.

                Esempio pratico: se devi versare un saldo IRPEF di 1.000 euro, pagando entro il 30 luglio dovrai versare 1.004 euro (1.000 + 0,40% = 4 euro di interessi).

                La maggiorazione si applica sia al saldo che all’acconto. Non ci sono codici tributo separati per la maggiorazione: va aggiunta direttamente all’importo del versamento.

                Modalita di versamento: F24 online, banca e addebito conto

                Il Modello F24 si puo versare con le seguenti modalita:

                • F24 online tramite portale Agenzia delle Entrate (accesso con SPID, CIE o credenziali Fisconline): gratuito, disponibile 24/7
                • Homebanking della propria banca: disponibile per tutti i titolari di conto corrente, spesso con addebito diretto
                • Allo sportello bancario o postale: solo per F24 con saldo a debito; possibile commissione
                • Tramite CAF o intermediario abilitato: il CAF compila e trasmette il modello F24 per conto del contribuente

                Ricorda che i versamenti F24 a zero (per compensazione integrale del credito) devono essere trasmessi obbligatoriamente in via telematica attraverso i servizi dell’Agenzia delle Entrate o un intermediario abilitato.

                Link correlato: IMU 2026: paga l’inquilino o il proprietario? Guida Completa

                Ravvedimento operoso: cosa succede se si paga in ritardo

                Se si supera anche la scadenza del 30 luglio senza versare, e possibile regolarizzare la posizione attraverso il ravvedimento operoso, disciplinato dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997 e riformato dal D.Lgs. 87/2024.

                Con la riforma del D.Lgs. 87/2024 (in vigore dal 1° settembre 2024), la sanzione base per omesso versamento e passata al 25% (precedentemente era il 30%). Le tipologie di ravvedimento piu comuni sono:

                Tipo di ravvedimentoQuandoSanzione ridotta
                Sprint (brevissimo)Entro 14 giorni dalla scadenza0,1% al giorno (max 1,4%)
                BreveDal 15° al 30° giorno1,5% (1/10 di 15%)
                MedioDal 31° al 90° giorno1,67% (1/9 del 15%)
                Lungo (entro 1 anno)Entro 1 anno dalla scadenza3,125% (1/8 del 25%)
                BiennaleEntro 2 anni dalla scadenza3,57% (1/7 del 25%)
                Oltre 2 anniOltre 2 anni dalla scadenza4,17% (1/6 del 25%)

                Alle sanzioni si aggiungono sempre gli interessi legali (2,5% annuo nel 2026) calcolati sui giorni di ritardo. Il ravvedimento non e possibile dopo l’avvio di un accertamento o di una verifica fiscale.

                Il codice tributo da usare per la sanzione da ravvedimento e il 8901 (per IRPEF). Gli interessi si versano con il codice tributo 1989.

                Saldo IRES per societa e enti: stessa scadenza del 30 giugno

                Anche le societa di capitali con esercizio coincidente con l’anno solare (gennaio-dicembre) devono versare entro il 30 giugno 2026:

                • Saldo IRES 2025: codice tributo 2003
                • Primo acconto IRES 2026: codice tributo 2001
                • Saldo IRAP 2025: codice tributo 3800 (sezione Erario)
                • Primo acconto IRAP 2026: codice tributo 3812

                Per le societa con esercizio non coincidente con l’anno solare, la scadenza e il sesto mese successivo alla chiusura dell’esercizio.

                Domande frequenti (FAQ)

                Ho presentato il 730: devo comunque versare l’IRPEF entro il 30 giugno?

                Dipende dalla tua situazione. Se hai un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che gestisce il conguaglio, no: sara lui a trattenerti il dovuto dalla busta paga a partire da luglio. Se non hai un sostituto d’imposta, dovrai versare tu tramite F24 entro il 30 giugno.

                Posso compensare il saldo IRPEF con un credito IVA o INPS?

                Si, e possibile compensare il debito IRPEF con crediti fiscali o contributivi tramite il modello F24. La compensazione orizzontale (tra tributi diversi) e consentita nei limiti di legge. Per crediti superiori a 5.000 euro, la compensazione richiede il visto di conformita sulla dichiarazione dei redditi.

                Cosa succede se non posso pagare entro il 30 luglio?

                Se non paghi entro il 30 luglio, scatta l’omesso versamento. La sanzione base e del 25% dell’importo non versato (post D.Lgs. 87/2024). Puoi pero regolarizzare con il ravvedimento operoso, che riduce significativamente la sanzione a seconda di quanto e rapido il pagamento.

                Il secondo acconto IRPEF si paga anch’esso a giugno?

                No. Il secondo acconto IRPEF 2026 scade il 1° dicembre 2026 (il 30 novembre cade di domenica). Si versa con il codice tributo 4034.

                Come si calcola l’addizionale regionale e comunale IRPEF?

                Le addizionali regionali e comunali si calcolano applicando le aliquote deliberate da Regione e Comune di residenza al reddito imponibile IRPEF. Il saldo delle addizionali scade insieme al saldo IRPEF (30 giugno), mentre l’acconto dell’addizionale comunale scade al secondo acconto IRPEF (1° dicembre).

                Come possiamo aiutarti: il CAF Centro Fiscale di Udine

                Il calcolo del saldo IRPEF richiede la corretta lettura della dichiarazione dei redditi e la verifica di acconti, detrazioni e crediti. Se hai dubbi o vuoi essere sicuro di versare l’importo corretto entro il 30 giugno 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per:

                • Calcolo del saldo IRPEF e del primo acconto da dichiarazione dei redditi o 730
                • Compilazione e invio del modello F24
                • Verifica della possibilita di compensazione con crediti fiscali
                • Assistenza per il ravvedimento operoso in caso di versamento tardivo
                • Consulenza su differimento al 30 luglio con calcolo della maggiorazione

                Contattaci per un preventivo personalizzato o prenota un appuntamento. Non aspettare l’ultimo giorno: avere il tempo per verificare tutti i calcoli fa la differenza.

                Giugno 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/04/aliquote-irpef-2024-e-calcolo-detrazioni-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-12 07:54:012026-06-12 07:54:14Saldo IRPEF 2026: scadenza 30 giugno, codici tributo F24 e calcolo acconto
                CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

                Rimborso 730 in Busta Paga 2026: Quando Arriva, Come Funziona e Cosa Verificare

                Dichiarazione dei redditi 730

                Il rimborso 730 in busta paga 2026 rappresenta il momento più atteso dell’anno per milioni di lavoratori dipendenti italiani. Dopo aver compilato e inviato la dichiarazione dei redditi 730, chi risulta a credito riceve il rimborso direttamente nella busta paga, senza dover fare nulla di particolare: è il datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, a occuparsi di tutto. Ma quando arriva esattamente? Come si legge in busta paga? E cosa succede se cambi lavoro o sei in cassa integrazione?

                In questa guida completa sul rimborso 730 in busta paga 2026 troverai tutte le risposte: dalle tempistiche precise mese per mese, fino ai casi particolari come il rimborso incapiente, il cambio datore di lavoro e la differenza tra rimborso tramite sostituto e rimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate. Se vuoi sapere anche come funziona il rimborso 730 per i pensionati e le altre categorie, ti consigliamo di leggere anche la nostra guida dedicata al rimborso 730 quando arriva.

                Indice dei contenuti

                1. Come Funziona il Rimborso 730 in Busta Paga
                2. Quando Arriva il Rimborso 730 in Busta Paga nel 2026
                3. Tempistiche Precise: Mese di Invio 730 e Mese di Rimborso
                4. Come Leggere il Rimborso 730 in Busta Paga
                5. Rimborso Incapiente: Cosa Succede se il Credito Supera le Ritenute
                6. Cambio Lavoro e Rimborso 730: Cosa Fare
                7. Rimborso 730 e Cassa Integrazione
                8. Trattenute Invece di Rimborso: Quando il 730 Genera un Debito
                9. Rimborso con Sostituto vs Rimborso Diretto dall’Agenzia delle Entrate
                10. Domande Frequenti sul Rimborso 730 in Busta Paga

                Come Funziona il Rimborso 730 in Busta Paga

                Il meccanismo del rimborso 730 in busta paga è relativamente semplice, anche se spesso genera dubbi tra i lavoratori dipendenti. Quando presenti il modello 730 e dalla dichiarazione emerge un credito IRPEF a tuo favore (perché durante l’anno hai pagato più imposte del dovuto), il rimborso non arriva direttamente dall’Agenzia delle Entrate: è il tuo datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, a erogartelo.

                In pratica funziona così: l’Agenzia delle Entrate elabora la tua dichiarazione e trasmette il risultato contabile (il cosiddetto prospetto di liquidazione, modello 730-4) al tuo datore di lavoro. A quel punto, il datore è obbligato per legge a effettuare il conguaglio nella prima busta paga utile. Il rimborso viene compensato con le ritenute IRPEF che il datore trattiene normalmente ogni mese dalla tua retribuzione.

                Facciamo un esempio pratico. Supponiamo che Mario abbia diritto a un rimborso 730 di 800 euro e che ogni mese il suo datore trattenga circa 350 euro di IRPEF dalla busta paga. Nella busta paga di luglio, invece di trattenere i 350 euro, il datore non solo non li trattiene ma aggiunge altri 450 euro allo stipendio netto. Il risultato è che Mario riceve 800 euro in più rispetto al solito. Se il rimborso fosse stato di 1.500 euro, il datore avrebbe azzerato le ritenute di luglio (350 euro) e aggiunto i restanti 1.150 euro, oppure avrebbe distribuito il rimborso su più mesi.

                Quando Arriva il Rimborso 730 in Busta Paga nel 2026

                La domanda che tutti si pongono è: quando arriva il rimborso 730 in busta paga nel 2026? La risposta dipende da quando hai inviato la dichiarazione dei redditi. La regola generale è che il rimborso 730 arriva nella busta paga del mese successivo a quello in cui il datore di lavoro riceve il prospetto di liquidazione (modello 730-4) dall’Agenzia delle Entrate.

                Per chi invia il 730 entro fine maggio 2026, il rimborso arriva nella busta paga di luglio 2026. Questo è il primo mese utile e rappresenta il momento in cui la maggior parte dei lavoratori dipendenti riceve il credito. Chi invece invia il 730 più tardi, ad esempio a giugno o luglio, riceverà il rimborso ad agosto o settembre. Vediamo nel dettaglio le scadenze del calendario 730 2026.

                È importante ricordare che la scadenza ultima per l’invio del 730/2026 è il 30 settembre 2026. Chi invia la dichiarazione a ridosso della scadenza riceverà il rimborso tra ottobre e novembre, quindi con un ritardo significativo rispetto a chi presenta il 730 per primo. Per questo motivo, conviene sempre presentare la dichiarazione il prima possibile, soprattutto se si è a credito.

                Tempistiche Precise: Mese di Invio 730 e Mese di Rimborso

                Per capire esattamente quando arriva il rimborso 730 in busta paga, ecco la tabella con le tempistiche precise che collegano il mese di invio della dichiarazione al mese in cui riceverai il rimborso. Queste tempistiche valgono per i lavoratori dipendenti che hanno indicato il datore di lavoro come sostituto d’imposta nel modello 730/2026.

                Periodo di invio 730Ricezione 730-4 dal datoreRimborso in busta paga
                Entro 31 maggio 2026Giugno 2026Luglio 2026
                1-30 giugno 2026Luglio 2026Agosto 2026
                1-23 luglio 2026Agosto 2026Agosto/Settembre 2026
                24 luglio – 31 agosto 2026Settembre 2026Settembre/Ottobre 2026
                1-30 settembre 2026Ottobre 2026Ottobre/Novembre 2026

                Come puoi notare, chi invia il 730 per primo (entro maggio) riceve il rimborso 730 già a luglio 2026, spesso insieme alla quattordicesima mensilità per chi ne ha diritto. Questo rende luglio un mese particolarmente ricco per i dipendenti. Chi invece aspetta fino a settembre potrebbe dover attendere fino a novembre per vedere il rimborso in busta paga. Ricorda che puoi preparare in anticipo tutti i documenti necessari per il 730 per velocizzare la presentazione.

                Come Leggere il Rimborso 730 in Busta Paga

                Uno degli aspetti che genera più confusione è come leggere il rimborso 730 nella busta paga. Non sempre è immediato individuare la voce giusta, perché ogni azienda utilizza un software paghe diverso e le diciture possono variare. Tuttavia, ci sono alcune voci standard che compaiono nella maggior parte dei cedolini.

                Le voci più comuni che indicano il rimborso 730 in busta paga sono:

                • Conguaglio 730 – è la dicitura più diffusa e indica il risultato complessivo della dichiarazione
                • Credito IRPEF da 730 – specifica che si tratta di un credito a favore del dipendente
                • Rimb. IRPEF mod. 730 – abbreviazione di “rimborso IRPEF modello 730”
                • Conguaglio fiscale 730 – altra variante comune nei software paghe
                • Credito addizionale regionale/comunale – voci separate per i rimborsi delle addizionali IRPEF

                In alcuni casi il rimborso 730 viene suddiviso in più voci distinte: una per il credito IRPEF vero e proprio, una per il credito addizionale regionale e una per il credito addizionale comunale. Questo accade perché il modello 730 calcola separatamente queste tre imposte. La somma di tutte le voci corrisponde al rimborso totale indicato nel prospetto di liquidazione. Se hai dubbi su come leggere il cedolino, verifica anche le detrazioni lavoro dipendente 2026 per confrontare le voci.

                Un consiglio pratico: confronta sempre l’importo indicato in busta paga con il risultato contabile del tuo 730 (rigo 161 o 163 del prospetto di liquidazione). Se i due importi coincidono, il conguaglio è stato effettuato correttamente in un’unica soluzione. Se l’importo in busta è inferiore, probabilmente il rimborso è stato spalmato su più mesi (situazione di incapienza, che vedremo tra poco).

                Rimborso Incapiente: Cosa Succede se il Credito Supera le Ritenute

                Si parla di rimborso 730 incapiente quando l’importo del credito IRPEF spettante al lavoratore è superiore alle ritenute che il datore di lavoro effettua normalmente in busta paga. In parole semplici: il datore non ha abbastanza “capienza” nelle trattenute mensili per rimborsarti tutto in una volta.

                Supponiamo che Laura abbia diritto a un rimborso 730 di 2.000 euro, ma che il suo datore ogni mese trattenga solo 250 euro di IRPEF. A luglio, il datore azzera completamente le ritenute (250 euro) e le restituisce come rimborso. Ma restano ancora 1.750 euro da rimborsare. A questo punto il datore prosegue nei mesi successivi: ad agosto azzera di nuovo le ritenute (altri 250 euro), e così via fino a esaurimento del credito. In questo caso, Laura riceverebbe il rimborso completo distribuito su circa 8 mesi.

                Cosa succede se entro dicembre 2026 il datore non riesce a completare il rimborso? La parte residua non va persa. Il datore la indica nella Certificazione Unica (CU) dell’anno successivo come credito non rimborsato, e il lavoratore potrà recuperarla nella dichiarazione 730/2027. In alternativa, il credito residuo può essere compensato direttamente dall’Agenzia delle Entrate se il lavoratore presenta il modello Redditi PF.

                Cambio Lavoro e Rimborso 730: Cosa Fare

                Se hai cambiato lavoro durante l’anno 2025 o nei primi mesi del 2026, la gestione del rimborso 730 in busta paga richiede un’attenzione in più. Il punto fondamentale è: chi è il tuo sostituto d’imposta al momento della presentazione del 730? È il datore di lavoro attuale, non quello precedente.

                Quando compili il 730/2026, nel riquadro dedicato al sostituto d’imposta devi indicare i dati del tuo attuale datore di lavoro (quello che ti paga lo stipendio al momento dell’invio). Sarà lui a ricevere il modello 730-4 dall’Agenzia delle Entrate e a effettuare il conguaglio in busta paga. Non importa che il credito sia maturato con il precedente datore: il rimborso arriva comunque attraverso quello nuovo.

                Attenzione ai casi particolari:

                • Cambio lavoro dopo l’invio del 730: se cambi datore dopo aver già inviato il 730, il modello 730-4 potrebbe arrivare al vecchio datore che non può più effettuare il conguaglio. In questo caso, dovrai presentare un 730 integrativo indicando il nuovo sostituto d’imposta
                • Periodo di disoccupazione tra i due lavori: se tra un impiego e l’altro sei stato disoccupato, puoi comunque indicare il nuovo datore. Se invece al momento dell’invio non hai un datore di lavoro, dovrai scegliere il 730 senza sostituto e il rimborso arriverà direttamente dall’Agenzia delle Entrate
                • Due lavori contemporanei: se hai due rapporti di lavoro, indica come sostituto quello principale (con il reddito più alto)

                Rimborso 730 e Cassa Integrazione

                Un caso che genera molte domande è quello dei lavoratori in cassa integrazione (CIG). Se sei in cassa integrazione, hai comunque diritto al rimborso 730 in busta paga? La risposta è: dipende dalla tipologia di CIG e da chi eroga il trattamento.

                Se sei in cassa integrazione ordinaria (CIGO) con pagamento diretto dall’azienda, il tuo datore resta il sostituto d’imposta e il rimborso arriva normalmente nella busta paga. L’importo del conguaglio viene calcolato sulle ritenute IRPEF effettuate sulla retribuzione residua e sull’integrazione salariale.

                Se invece sei in cassa integrazione con pagamento diretto dall’INPS (come accade per la CIGS in alcuni casi), la situazione è più complessa. L’INPS trattiene l’IRPEF sulle somme che eroga, ma il conguaglio 730 resta a carico del datore di lavoro per la parte di sua competenza. In questo scenario, il rimborso potrebbe essere più basso del previsto perché la capienza delle ritenute in busta paga è ridotta (dato che parte dello stipendio è pagato dall’INPS). Il meccanismo del rimborso incapiente si applica con maggiore frequenza in queste situazioni.

                Se sei stato collocato in cassa integrazione a zero ore (cioè non lavori affatto e ricevi tutto dall’INPS), il datore di lavoro potrebbe non avere capienza sufficiente per effettuare alcun conguaglio. In tal caso, è consigliabile presentare il 730 senza sostituto d’imposta e ricevere il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate, come vedremo nella sezione dedicata.

                Trattenute Invece di Rimborso: Quando il 730 Genera un Debito

                Non sempre il modello 730 genera un rimborso. In alcuni casi, il risultato della dichiarazione è un debito IRPEF: significa che durante l’anno hai pagato meno imposte di quelle dovute. In questo scenario, il datore di lavoro effettua una trattenuta aggiuntiva in busta paga, riducendo il tuo stipendio netto.

                Le situazioni più comuni in cui il 730 genera un debito sono:

                • Due o più CU nello stesso anno: se hai avuto due datori di lavoro nel 2025, ciascuno ha calcolato le ritenute separatamente, senza considerare il reddito complessivo. Il 730 ricalcola l’IRPEF sul reddito totale, e spesso emerge un debito
                • Redditi aggiuntivi: affitti, redditi occasionali o altri redditi non soggetti a ritenuta d’acconto che aumentano l’imponibile
                • Detrazioni ridotte: se durante l’anno hai beneficiato di detrazioni non spettanti (ad esempio detrazioni per lavoro dipendente calcolate su un reddito più basso)
                • Acconti IRPEF: oltre al saldo, il 730 può calcolare anche gli acconti per l’anno successivo, che vengono trattenuti in busta paga (a giugno e novembre)

                Quando il 730 genera un debito, la trattenuta avviene con le stesse tempistiche del rimborso: nella busta paga di luglio per chi invia entro maggio, e via via nei mesi successivi. Se l’importo è elevato, il datore può rateizzarlo in più mesi. In caso di debito, è particolarmente importante verificare di aver indicato correttamente tutte le detrazioni per spese mediche e le altre spese detraibili per ridurre al minimo l’importo dovuto.

                Rimborso con Sostituto vs Rimborso Diretto dall’Agenzia delle Entrate

                Quando presenti il modello 730/2026 hai due opzioni per ricevere il rimborso 730: tramite il sostituto d’imposta (il datore di lavoro) oppure direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Questa seconda opzione si chiama 730 senza sostituto ed è disponibile dal 2014.

                Ecco le principali differenze tra le due modalità:

                CaratteristicaRimborso tramite sostitutoRimborso diretto AdE
                TempisticaDa luglio (primo mese utile)Da dicembre in poi (entro 6 mesi)
                ModalitàIn busta pagaAccredito su IBAN
                VelocitàPiù veloce (1-2 mesi dall’invio)Più lento (4-6 mesi dall’invio)
                Chi lo effettuaDatore di lavoroAgenzia delle Entrate
                Rischio incapienzaSì (se credito > ritenute)No (importo pieno)
                Controlli preventiviNoPossibili controlli su rimborsi > 4.000 euro
                Quando sceglierloHai un lavoro stabileSei disoccupato, in CIG a zero ore, o il datore ha poca capienza

                Il rimborso tramite sostituto d’imposta è la scelta migliore per la maggior parte dei lavoratori dipendenti, perché è decisamente più veloce. Il rimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate è invece consigliato quando non hai un datore di lavoro, quando il tuo rapporto di lavoro è precario, oppure quando il rimborso è molto elevato e il datore non ha capienza sufficiente.

                Un aspetto importante: se scegli il rimborso diretto dall’AdE e il credito supera i 4.000 euro, l’Agenzia delle Entrate potrebbe effettuare controlli preventivi prima di erogare il rimborso, allungando ulteriormente i tempi. Questo accade soprattutto in presenza di detrazioni per carichi di famiglia o eccedenze di imposta riportate da anni precedenti.

                Domande Frequenti sul Rimborso 730 in Busta Paga

                Quando arriva il rimborso 730 in busta paga nel 2026?

                Per chi invia il 730 entro maggio 2026, il rimborso 730 in busta paga arriva con la retribuzione di luglio 2026. Per invii successivi, il rimborso si sposta nei mesi seguenti: agosto per invii a giugno, settembre per invii a luglio, e così via fino a novembre per chi invia a settembre.

                Come si vede il rimborso 730 nella busta paga?

                Il rimborso 730 compare nella busta paga con diciture come “Conguaglio 730”, “Credito IRPEF da 730” o “Rimb. IRPEF mod. 730”. Può essere suddiviso in più voci (IRPEF, addizionale regionale, addizionale comunale). La somma di tutte le voci corrisponde al rimborso totale.

                Cosa succede se il rimborso 730 è superiore alle ritenute mensili?

                Si verifica la cosiddetta incapienza: il datore di lavoro azzera le ritenute IRPEF del mese e rimborsa quanto possibile. La parte restante viene distribuita nelle buste paga dei mesi successivi, fino a esaurimento del credito o fino a dicembre. L’eventuale residuo non rimborsato viene riportato nella CU dell’anno successivo.

                Posso ricevere il rimborso 730 senza datore di lavoro?

                Sì, puoi presentare il 730 senza sostituto d’imposta. In questo caso il rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate tramite accredito sull’IBAN che hai comunicato. I tempi sono più lunghi: generalmente da dicembre in poi, entro 6 mesi dalla presentazione della dichiarazione.

                Ho cambiato lavoro: chi mi rimborsa il 730?

                Il rimborso 730 in busta paga viene effettuato dal datore di lavoro che hai indicato come sostituto d’imposta nel modello 730. Se hai cambiato lavoro, devi indicare il datore attuale. Se al momento della presentazione sei disoccupato, scegli il 730 senza sostituto.

                Il rimborso 730 è tassato?

                No, il rimborso 730 non è tassato. Si tratta della restituzione di imposte già pagate in eccesso, quindi non costituisce reddito imponibile. L’importo che vedi indicato come “conguaglio 730” in busta paga è netto e non subisce ulteriori trattenute.


                Hai Bisogno di Aiuto con il 730? Contatta il CAF Centro Fiscale

                Il rimborso 730 in busta paga 2026 è un diritto di ogni lavoratore dipendente che risulta a credito dopo la dichiarazione dei redditi. Per massimizzare il tuo rimborso è fondamentale indicare correttamente tutte le spese detraibili, verificare le detrazioni spettanti e scegliere il momento giusto per inviare la dichiarazione.

                Se hai dubbi sul tuo rimborso 730, se non sai come leggere il conguaglio in busta paga o se hai cambiato lavoro durante l’anno, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti in ogni fase della dichiarazione dei redditi.

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                I nostri esperti ti aiuteranno a compilare il 730 correttamente, massimizzare le detrazioni e ottenere il rimborso 730 in busta paga nel minor tempo possibile.

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                  Giugno 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
                  https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-05 08:00:002026-04-18 13:40:34Rimborso 730 in Busta Paga 2026: Quando Arriva, Come Funziona e Cosa Verificare
                  DICHIARAZIONE DEI REDDITI

                  Modello 730 a debito 2026: come pagare a rate (dipendenti e pensionati)

                  Modello 730 Dichiarazione dei redditi CAF Udine

                  Il Modello 730 a debito è una situazione che spaventa molti contribuenti: hai compilato la dichiarazione dei redditi e dal calcolo finale risulta che devi versare una somma all’Agenzia delle Entrate. La buona notizia? Puoi pagare a rate, senza dover sborsare tutto in una volta sola. La rateizzazione del 730 a debito è una possibilità prevista dalla legge che consente di diluire l’importo dovuto in più mensilità, con un piccolo interesse applicato sulle rate successive alla prima.

                  In questa guida completa ti spieghiamo quando il 730 risulta a debito, come funziona la rateizzazione nel 2026, quali sono le scadenze, il numero massimo di rate per dipendenti e pensionati, gli interessi applicati e le differenze tra 730 con sostituto d’imposta e 730 senza sostituto. Troverai inoltre tabelle riassuntive, esempi pratici e indicazioni operative per non commettere errori.

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                  Indice dei contenuti

                  1. Quando il Modello 730 risulta a debito
                  2. Rateizzazione 730: come funziona nel 2026
                  3. Numero massimo di rate: dipendenti e pensionati
                  4. Interessi sulla rateizzazione del 730
                  5. 730 con sostituto vs 730 senza sostituto
                  6. Scadenze pagamento 730 a debito 2026
                  7. Esempio pratico di calcolo rate
                  8. Errori da evitare nella rateizzazione
                  9. FAQ: domande frequenti

                  Quando il Modello 730 risulta a debito

                  Il Modello 730 è la dichiarazione dei redditi semplificata utilizzata da lavoratori dipendenti, pensionati e altre categorie di contribuenti. Alla fine della compilazione, il modello produce un risultato che può essere a credito (l’Agenzia ti restituisce soldi) oppure a debito (devi versare un’imposta).

                  Le situazioni più comuni in cui il 730 risulta a debito sono:

                  • Più redditi nello stesso anno: hai avuto più datori di lavoro o hai sommato pensione e altri redditi (locazioni, lavoro autonomo occasionale)
                  • Cambio di lavoro durante l’anno con due CU (Certificazione Unica) distinte
                  • Redditi da locazione non assoggettati a cedolare secca
                  • Detrazioni non spettanti applicate in busta paga dal sostituto d’imposta
                  • Conguaglio per rivalutazione di terreni, plusvalenze, redditi diversi
                  • Acconti IRPEF dovuti per l’anno successivo (prima e seconda rata di novembre)

                  L’IRPEF segue il sistema dei 3 scaglioni di reddito introdotti dal DLgs 216/2023:

                  • 23% fino a 28.000 euro di reddito imponibile
                  • 35% da 28.001 a 50.000 euro
                  • 43% oltre 50.000 euro

                  Quando il calcolo finale evidenzia un’imposta superiore a quanto già trattenuto in busta paga (o in pensione), nasce il debito IRPEF che deve essere versato all’Erario.

                  Cosa succede se ignori il debito?

                  Ignorare il debito risultante dal 730 non è un’opzione. Le somme dovute vengono comunque richieste dall’Agenzia delle Entrate, e al mancato versamento si aggiungono sanzioni e interessi di mora. Il ravvedimento operoso permette di sanare la posizione con sanzioni ridotte, ma è sempre meglio pianificare il pagamento sin da subito, eventualmente scegliendo la rateizzazione.

                  Rateizzazione 730: come funziona nel 2026

                  La rateizzazione del 730 a debito permette al contribuente di pagare l’importo dovuto in più rate mensili, anziché in un’unica soluzione. Si tratta di una facoltà, non di un obbligo: il contribuente sceglie se versare tutto a luglio o se diluire il pagamento.

                  Il meccanismo è semplice: in fase di compilazione del 730 (o tramite il proprio CAF o intermediario), si comunica la volontà di rateizzare e si indica il numero di rate desiderate. Il sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) provvederà ad applicare le trattenute nelle buste paga successive a quella di luglio.

                  Cosa si può rateizzare

                  Possono essere rateizzati quasi tutti gli importi a debito risultanti dal 730, e in particolare:

                  • Saldo IRPEF e relative addizionali regionale e comunale
                  • Prima rata di acconto IRPEF per l’anno successivo
                  • Cedolare secca su locazioni
                  • IVIE e IVAFE (imposta su immobili e attività finanziarie estere)
                  • Acconto del 20% per redditi soggetti a tassazione separata
                  • Imposta sostitutiva sui premi di produttività

                  NON sono rateizzabili invece:

                  • La seconda o unica rata di acconto IRPEF di novembre (deve essere versata in un’unica soluzione)
                  • L’acconto per cedolare secca di novembre

                  Chi può richiedere la rateizzazione

                  La rateizzazione è disponibile per tutti i contribuenti che presentano il Modello 730, indipendentemente dall’importo del debito. Non esistono soglie minime: anche un debito di 50 euro può essere rateizzato.

                  Numero massimo di rate: dipendenti e pensionati

                  Il numero massimo di rate in cui è possibile suddividere il debito 730 dipende dalla categoria del contribuente e dalla data in cui inizia il pagamento. Per il 2026 valgono le seguenti regole.

                  Lavoratori dipendenti: fino a 5 rate

                  I lavoratori dipendenti possono rateizzare il debito 730 in un massimo di 5 rate, con prima rata a luglio e ultima rata a novembre. Le rate vengono trattenute direttamente dalla busta paga.

                  Esempio per dipendenti che iniziano a pagare a luglio 2026:

                  • 1ª rata: luglio 2026 (senza interessi)
                  • 2ª rata: agosto 2026
                  • 3ª rata: settembre 2026
                  • 4ª rata: ottobre 2026
                  • 5ª rata: novembre 2026

                  Pensionati: fino a 6 rate

                  I pensionati hanno una rata in più rispetto ai dipendenti: possono suddividere il debito in un massimo di 6 rate, con prima rata ad agosto e ultima rata a novembre. Le trattenute avvengono sulla rata di pensione INPS.

                  Esempio per pensionati:

                  • 1ª rata: agosto 2026 (senza interessi)
                  • 2ª rata: settembre 2026
                  • 3ª rata: ottobre 2026
                  • 4ª rata: novembre 2026
                  • 5ª rata: dicembre 2026
                  • 6ª rata: dicembre/gennaio (a seconda della tempistica INPS)

                  Tabella riassuntiva: rate disponibili 2026

                  CategoriaMax rateInizioFineModalità trattenuta
                  Lavoratore dipendente5LuglioNovembreBusta paga
                  Pensionato6AgostoDicembre/GennaioCedolino pensione
                  Senza sostituto (F24)5LuglioNovembreF24 mensile
                  Con tardiva applicazioneRidottoMese successivoNovembreVedi sostituto

                  Cosa succede se inizi a rateizzare in ritardo

                  Se per qualche motivo le trattenute non iniziano a luglio (per i dipendenti) o ad agosto (per i pensionati), il numero massimo di rate si riduce automaticamente. L’ultima rata deve comunque essere quella di novembre. Per esempio, se un dipendente inizia a settembre, potrà avere al massimo 3 rate (settembre, ottobre, novembre).

                  Interessi sulla rateizzazione del 730

                  La rateizzazione del 730 non è gratuita: dalla seconda rata in poi, viene applicato un interesse mensile dello 0,33% (corrispondente a circa il 4% annuo). Si tratta di un tasso fisso, stabilito per legge, che si calcola sul capitale residuo.

                  Come si calcolano gli interessi

                  L’interesse dello 0,33% mensile non si applica sulla prima rata, che viene versata o trattenuta senza maggiorazioni. A partire dalla seconda rata, ogni mese si aggiunge la maggiorazione, in modo progressivo:

                  • 1ª rata: nessun interesse
                  • 2ª rata: +0,33% sul capitale residuo
                  • 3ª rata: +0,66% sul capitale residuo
                  • 4ª rata: +0,99% sul capitale residuo
                  • 5ª rata: +1,32% sul capitale residuo
                  • 6ª rata: +1,65% sul capitale residuo (solo pensionati)

                  L’incidenza degli interessi è quindi modesta: su un debito di 1.000 euro suddiviso in 5 rate da 200 euro, il costo complessivo degli interessi è di pochi euro. Si tratta di un costo accettabile per la maggior parte dei contribuenti che vogliono diluire il carico fiscale.

                  Conviene davvero rateizzare?

                  La risposta dipende dalla situazione finanziaria individuale. Se hai liquidità disponibile e non vuoi pagare interessi (per quanto modesti), conviene saldare tutto a luglio. Se invece preferisci mantenere liquidità di sicurezza per altre spese, la rateizzazione è una soluzione molto vantaggiosa: il tasso del 4% annuo è inferiore a quello dei prestiti personali tradizionali.

                  730 con sostituto vs 730 senza sostituto

                  Una distinzione fondamentale per la rateizzazione riguarda la presenza o meno del sostituto d’imposta. Nel 2026 esistono due modalità di presentazione del 730: con sostituto (il classico) e senza sostituto (introdotto per chi non ha un datore di lavoro o ente pensionistico).

                  730 con sostituto d’imposta (modalità classica)

                  È la modalità tradizionale, utilizzata da chi ha un datore di lavoro o un ente pensionistico che funge da sostituto d’imposta. In questo caso:

                  • Il debito viene trattenuto direttamente in busta paga (o sulla pensione) a partire da luglio
                  • Se hai chiesto la rateizzazione, le trattenute si distribuiscono nei mesi successivi
                  • Non devi presentare alcun F24: tutto è gestito dal sostituto
                  • In caso di credito, il sostituto rimborsa direttamente sulla busta paga

                  730 senza sostituto d’imposta

                  Si utilizza quando il contribuente non ha un sostituto al momento della dichiarazione: per esempio, perché disoccupato, perché ha cessato il rapporto di lavoro, o perché percepisce solo redditi non assoggettati a ritenuta (come locazioni). In questo caso:

                  • Il debito deve essere versato direttamente dal contribuente tramite Modello F24
                  • La rateizzazione è comunque possibile, ma il contribuente deve versare ogni rata autonomamente entro le scadenze indicate
                  • Le scadenze coincidono con quelle del Modello Redditi PF (luglio-novembre)
                  • Eventuali crediti vengono utilizzati in compensazione su F24 (codice tributo specifico) o richiesti a rimborso

                  Tabella confronto: con sostituto vs senza sostituto

                  AspettoCon sostitutoSenza sostituto
                  Modalità pagamentoTrattenuta automaticaF24 autonomo
                  Inizio rateLuglio (dipendenti) / Agosto (pensionati)Luglio (entro il 30)
                  Adempimento contribuenteNessunoCompilare e pagare F24
                  Rischio dimenticanzaBassoPiù alto (devi ricordarti)
                  Rimborso creditoIn busta pagaCompensazione F24 o rimborso

                  Scadenze pagamento 730 a debito 2026

                  Per il 2026 (dichiarazione relativa al periodo d’imposta 2025), le scadenze fondamentali per il pagamento del 730 a debito sono le seguenti.

                  Scadenze 730 con sostituto

                  • 30 aprile 2026: disponibilità del 730 precompilato
                  • 30 settembre 2026: termine ultimo per l’invio definitivo del 730
                  • Luglio 2026: prima rata trattenuta in busta paga (dipendenti)
                  • Agosto 2026: prima rata trattenuta sul cedolino pensione (pensionati)
                  • Novembre 2026: ultima rata per dipendenti
                  • Dicembre/Gennaio: ultima rata per pensionati
                  • 30 novembre 2026: versamento seconda o unica rata acconto IRPEF (non rateizzabile)
                  • 25 ottobre 2026: termine per il 730 integrativo

                  Scadenze 730 senza sostituto (versamento F24)

                  • 30 giugno 2026: scadenza ordinaria saldo + prima rata acconto (con possibilità di posticipare al 30 luglio con maggiorazione 0,40%)
                  • Ogni 16 del mese: rate successive (se rateizzato)
                  • Novembre 2026: ultima rata
                  • 30 novembre 2026: seconda o unica rata acconto IRPEF

                  Cosa succede in caso di ritardo

                  Se non versi entro la scadenza, si applicano sanzioni amministrative più interessi di mora. Tuttavia, il ravvedimento operoso permette di sanare la posizione con sanzioni ridotte:

                  • Entro 14 giorni: sanzione ridotta a 1/15 di 1/10 per ogni giorno di ritardo
                  • Entro 30 giorni: sanzione ridotta a 1/10
                  • Entro 90 giorni: sanzione ridotta a 1/9
                  • Entro 1 anno: sanzione ridotta a 1/8

                  Esempio pratico di calcolo rate

                  Per chiarire come funziona concretamente la rateizzazione del 730, vediamo un esempio pratico. Immagina che Marco, lavoratore dipendente, abbia un debito IRPEF di 1.500 euro risultante dal 730 2026.

                  Caso 1: pagamento unica soluzione

                  Marco sceglie di pagare tutto a luglio. Il datore di lavoro trattiene 1.500 euro dalla busta paga di luglio 2026. Nessun interesse applicato.

                  Caso 2: rateizzazione in 5 rate

                  Marco chiede la rateizzazione massima (5 rate). Le trattenute saranno:

                  RataMeseQuota capitaleInteresseTotale rata
                  1ªLuglio300,00 euro0,00 euro300,00 euro
                  2ªAgosto300,00 euro0,99 euro (0,33% su 300)300,99 euro
                  3ªSettembre300,00 euro1,98 euro (0,66% su 300)301,98 euro
                  4ªOttobre300,00 euro2,97 euro (0,99% su 300)302,97 euro
                  5ªNovembre300,00 euro3,96 euro (1,32% su 300)303,96 euro
                  Totale versato9,90 euro1.509,90 euro

                  Marco paga in totale 9,90 euro di interessi per diluire il debito su 5 mesi: un costo modesto, pari allo 0,66% dell’importo originario. Considerando che alcuni mesi possono essere “delicati” sotto il profilo finanziario (vacanze estive, rientro a scuola, spese impreviste), la rateizzazione rappresenta una soluzione molto sensata.

                  Caso 3: pensionato con rateizzazione in 6 rate

                  Se Marco fosse un pensionato con lo stesso debito di 1.500 euro:

                  • Rata mensile capitale: 250 euro (1.500 / 6)
                  • Interessi totali: circa 12,50 euro
                  • Totale versato: 1.512,50 euro circa

                  Errori da evitare nella rateizzazione

                  La rateizzazione del 730 è generalmente automatica, ma ci sono alcuni errori frequenti da evitare per non incorrere in problemi.

                  1. Dimenticare di indicare la rateizzazione

                  Se non indichi la rateizzazione in fase di compilazione del 730, il debito verrà trattenuto in un’unica soluzione nella busta paga di luglio (o agosto per i pensionati). Questo può creare difficoltà di liquidità. Verifica sempre con il tuo CAF che sia stato selezionato il numero di rate desiderato.

                  2. Tentare di rateizzare la seconda rata di acconto

                  Come abbiamo visto, la seconda o unica rata di acconto IRPEF di novembre non è rateizzabile. Devi pianificare il versamento in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2026.

                  3. Non versare le rate F24 nel 730 senza sostituto

                  Se hai presentato un 730 senza sostituto, devi versare attivamente le rate tramite F24. Ogni rata ha una scadenza precisa (di solito il 16 del mese). Mettere un promemoria sul calendario è fondamentale: dimenticare anche una sola rata fa decadere la rateizzazione e attiva sanzioni.

                  4. Confondere debito IRPEF con addizionali

                  Il 730 produce diversi importi a debito: IRPEF, addizionale regionale, addizionale comunale, cedolare secca, IVIE, IVAFE, ecc. La rateizzazione si applica al totale, ma è importante sapere quali tributi sono inclusi per controllare correttamente la propria posizione fiscale.

                  5. Cambiare lavoro durante la rateizzazione

                  Se cambi datore di lavoro durante il periodo di rateizzazione (per esempio passi da un’azienda all’altra a settembre), il vecchio datore trattiene le rate fino al cessazione, mentre il nuovo potrebbe non subentrare automaticamente. In questo caso, contatta tempestivamente il CAF per verificare l’eventuale necessità di versare le rate residue tramite F24.

                  📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

                  Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

                  FAQ: domande frequenti sul 730 a debito e rateizzazione

                  Posso modificare il numero di rate dopo aver inviato il 730?

                  No, una volta che il 730 è stato inviato in via definitiva, il numero di rate non può essere modificato. Puoi però presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026 se devi correggere errori che hanno comportato un debito errato.

                  Cosa succede se il sostituto non riesce a trattenere tutte le rate?

                  Se in un mese la busta paga è insufficiente per coprire la rata (per esempio in caso di malattia prolungata o cassa integrazione), il sostituto trattiene quello che può e rinvia la differenza al mese successivo, con interessi. Se a fine anno la trattenuta non è stata completata, l’importo residuo viene comunicato all’Agenzia delle Entrate per il recupero diretto.

                  Posso rateizzare anche con il 730 precompilato?

                  Sì, certamente. Il 730 precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate dal 30 aprile 2026 permette di selezionare la rateizzazione in fase di accettazione o modifica della dichiarazione.

                  La rateizzazione vale anche per le addizionali comunali e regionali?

                  Sì, la rateizzazione si applica all’intero debito risultante dal 730, comprese le addizionali regionali e comunali IRPEF, la cedolare secca e altre imposte sostitutive.

                  Se ho più CU (più datori di lavoro) chi trattiene le rate?

                  Trattiene le rate il sostituto indicato in dichiarazione come tale (di solito il principale o l’ultimo). Se nel frattempo è cessato il rapporto, dovrai versare tramite F24.

                  Quanto costa farsi fare il 730 dal CAF?

                  Le tariffe variano a seconda della complessità della dichiarazione, ma in media il CAF Centro Fiscale di Udine offre tariffe competitive e trasparenti. Per maggiori dettagli puoi consultare la nostra guida ai costi del 730 al CAF.

                  Conclusione: rateizza con tranquillità il tuo 730 a debito

                  Il Modello 730 a debito non deve essere fonte di preoccupazione: la legge prevede la possibilità di rateizzare l’importo dovuto in modo semplice e con interessi contenuti. Che tu sia un lavoratore dipendente (fino a 5 rate) o un pensionato (fino a 6 rate), puoi diluire il pagamento da luglio a novembre/dicembre 2026, con un costo aggiuntivo dello 0,33% mensile solo dalla seconda rata in poi.

                  Se hai dubbi sulla compilazione del 730, sulla scelta del numero di rate, o vuoi una consulenza personalizzata per ottimizzare la tua dichiarazione, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti ti seguiranno passo passo per evitare errori e farti pagare il giusto, sfruttando tutte le detrazioni e deduzioni a cui hai diritto.

                  Prenota un appuntamento: chiama il CAF Centro Fiscale oppure visita il nostro sito per fissare il tuo incontro. Ti aspettiamo per gestire insieme la tua dichiarazione dei redditi 2026 in modo semplice e senza stress.

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                  Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
                  https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/10/Modello-730-1-e1697092544252.png 625 940 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 15:10:562026-05-31 17:47:44Modello 730 a debito 2026: come pagare a rate (dipendenti e pensionati)
                  CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

                  730 Precompilato 2026: Disponibile dal 30 Aprile, Come Accedere e Inviare

                  Dichiarazione dei redditi 730

                  Il 730 precompilato 2026 sarà disponibile a partire dal 30 aprile 2026 sul portale dell’Agenzia delle Entrate. Quest’anno oltre 30 milioni di contribuenti italiani potranno consultare la propria dichiarazione dei redditi già compilata con i dati in possesso del Fisco: redditi da lavoro dipendente e pensione, spese sanitarie, interessi sui mutui, premi assicurativi e molto altro.

                  Ma come si accede al 730 precompilato? Cosa contiene esattamente? E soprattutto, conviene accettarlo così com’è oppure è meglio modificarlo? In questa guida ti spieghiamo passo dopo passo tutto quello che devi sapere per gestire il tuo 730 precompilato 2026 in modo semplice e senza errori. Se preferisci affidarti a un professionista, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti nella verifica e nell’invio.

                  Indice dei contenuti

                  1. Quando è Disponibile il 730 Precompilato 2026
                  2. Come Accedere al 730 Precompilato 2026
                  3. Cosa Contiene il 730 Precompilato
                  4. Come Verificare e Modificare i Dati
                  5. Vantaggi del 730 Precompilato Accettato Senza Modifiche
                  6. 730 Precompilato vs 730 Ordinario: Quale Scegliere
                  7. Come Inviare il 730 Precompilato 2026
                  8. Cosa Fare se Mancano Dati o ci Sono Errori
                  9. Tutte le Scadenze del 730 Precompilato 2026
                  10. Assistenza CAF per il 730 Precompilato
                  11. Domande Frequenti

                  Quando è Disponibile il 730 Precompilato 2026

                  Il 730 precompilato 2026 (relativo ai redditi 2025) sarà messo a disposizione dei contribuenti dall’Agenzia delle Entrate a partire dal 30 aprile 2026. Da quella data potrai accedere al portale e consultare la tua dichiarazione precompilata in modalità di sola lettura.

                  Le date chiave da segnare in calendario sono tre:

                  • 30 aprile 2026 — il 730 precompilato diventa consultabile online sul sito dell’Agenzia delle Entrate
                  • 20 maggio 2026 — da questa data è possibile modificare, accettare e inviare la dichiarazione
                  • 30 settembre 2026 — scadenza ultima per l’invio del 730 (ordinario o precompilato)

                  Se vuoi conoscere tutte le scadenze fiscali del mese, consulta il nostro calendario scadenze fiscali maggio 2026. Per un quadro completo delle tempistiche del precompilato puoi leggere anche la nostra guida al calendario 730 precompilato 2026.

                  Come Accedere al 730 Precompilato 2026

                  Per visualizzare il tuo 730 precompilato 2026 devi accedere all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate. L’indirizzo diretto è infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it. L’accesso è possibile esclusivamente con una delle seguenti identità digitali:

                  SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)

                  Lo SPID è il sistema di autenticazione più diffuso. Se non lo possiedi ancora, puoi richiederlo gratuitamente presso uno dei provider accreditati (Poste Italiane, Aruba, Infocert e altri) oppure attivarlo direttamente al nostro sportello: il CAF Centro Fiscale offre il servizio di attivazione SPID con assistenza dedicata.

                  CIE (Carta d’Identità Elettronica)

                  Se hai una Carta d’Identità Elettronica di nuova generazione (con il microchip), puoi usarla per accedere. Ti servirà l’app CieID sul tuo smartphone e il PIN ricevuto al momento del rilascio della carta.

                  CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

                  La CNS è una smart card (spesso coincide con la Tessera Sanitaria abilitata) che richiede un lettore di smart card collegato al computer. È meno utilizzata rispetto a SPID e CIE, ma resta un’opzione valida.

                  Consiglio pratico: se non hai ancora nessuna di queste credenziali, lo SPID è la soluzione più rapida e versatile. Una volta ottenuto, potrai usarlo non solo per il 730 ma per accedere a tutti i servizi della Pubblica Amministrazione, compreso il portale INPS per la NASPI e l’Assegno Unico.

                  Cosa Contiene il 730 Precompilato 2026

                  Il 730 precompilato viene compilato automaticamente dall’Agenzia delle Entrate utilizzando i dati trasmessi da datori di lavoro, enti previdenziali, banche, assicurazioni, farmacie e strutture sanitarie. Ecco nel dettaglio cosa troverai già inserito:

                  Redditi precaricati

                  • Redditi da lavoro dipendente e assimilati — dalla Certificazione Unica (CU) inviata dal datore di lavoro
                  • Redditi da pensione — dalla CU inviata dall’INPS o dall’ente pensionistico
                  • Compensi per lavoro autonomo occasionale — se comunicati dal committente
                  • Redditi da fabbricati — dati catastali e canoni di locazione (se con cedolare secca)
                  • Alcuni redditi di capitale — interessi bancari, dividendi

                  Spese detraibili e deducibili

                  • Spese sanitarie — visite mediche, farmaci, analisi (trasmesse dal Sistema Tessera Sanitaria)
                  • Interessi passivi sui mutui — comunicati dalla banca
                  • Premi assicurativi — polizze vita, infortuni, rischio non autosufficienza
                  • Contributi previdenziali — contributi INPS, contributi per colf e badanti, fondi pensione
                  • Spese universitarie — tasse e contributi universitari
                  • Spese funebri — se pagate con mezzi tracciabili
                  • Bonus edilizi — rate di detrazioni per ristrutturazioni, ecobonus, sismabonus (da comunicazioni ENEA e amministratori di condominio)
                  • Erogazioni liberali — donazioni a ONLUS, partiti politici, istituzioni religiose

                  Per sapere esattamente quali documenti preparare prima di verificare il precompilato, ti consigliamo di consultare la nostra checklist documenti per il 730 2026.

                  Come Verificare e Modificare i Dati del 730 Precompilato

                  Una volta effettuato l’accesso, il primo passo è controllare con attenzione tutti i dati inseriti dall’Agenzia delle Entrate. Anche se il precompilato è generalmente affidabile, non è perfetto: alcune spese potrebbero mancare, altre potrebbero essere errate.

                  Cosa controllare con attenzione

                  1. Dati anagrafici — residenza, stato civile, familiari a carico. Verifica che il coniuge e i figli a carico siano correttamente indicati (con relativo codice fiscale)
                  2. Redditi — confronta gli importi con la tua Certificazione Unica. Se hai avuto più datori di lavoro nel 2025, verifica che ci siano tutte le CU
                  3. Spese sanitarie — controlla l’importo totale con gli scontrini e le ricevute che hai conservato. A volte mancano le spese pagate in contanti dal medico (sotto la soglia) o quelle di strutture che non hanno trasmesso i dati
                  4. Interessi mutuo — verifica l’importo con la certificazione annuale della banca
                  5. Spese non presenti — le spese per attività sportive dei figli, le spese veterinarie, gli abbonamenti al trasporto pubblico e altre voci potrebbero non essere state comunicate automaticamente

                  Come apportare le modifiche

                  Dal 20 maggio 2026 potrai passare dalla modalità consultazione alla modalità modifica. Il sistema ti permette di:

                  • Aggiungere spese o redditi mancanti
                  • Modificare importi errati
                  • Eliminare voci inserite per errore
                  • Integrare quadri aggiuntivi (ad esempio il quadro per i redditi da locazione)

                  Attenzione: nel momento in cui modifichi anche un solo dato, il 730 precompilato perde il vantaggio dei controlli ridotti (ne parliamo nella prossima sezione). Per questo motivo, se hai dubbi su cosa modificare, è consigliabile rivolgersi a un professionista.

                  Vantaggi del 730 Precompilato Accettato Senza Modifiche

                  Se decidi di accettare il 730 precompilato così com’è, senza apportare alcuna modifica, ottieni un vantaggio importante: l’Agenzia delle Entrate non effettuerà controlli documentali sulle spese detraibili e deducibili già inserite.

                  In pratica, questo significa che:

                  • Non ti verrà chiesto di esibire scontrini o ricevute per le spese sanitarie
                  • Non ci saranno verifiche sugli interessi del mutuo o sui premi assicurativi
                  • I dati comunicati da terzi (banche, farmacie, ospedali) sono considerati definitivi

                  Tuttavia, ci sono alcune eccezioni importanti: i controlli sui redditi dichiarati restano possibili (il Fisco può comunque verificare se hai omesso redditi) e i controlli formali sono esclusi solo per i dati precaricati, non per quelli che aggiungi tu.

                  Conviene accettare senza modifiche? Solo se sei ragionevolmente sicuro che tutti i dati siano corretti e completi. Se mancano spese rilevanti (ad esempio hai sostenuto spese mediche importanti non tracciate), potresti rinunciare a detrazioni che ti spettano. In molti casi, modificare il precompilato conviene perché ti permette di recuperare più soldi in sede di rimborso IRPEF.

                  730 Precompilato vs 730 Ordinario: Quale Scegliere

                  Il 730 ordinario è la dichiarazione dei redditi compilata interamente dal contribuente (o dal CAF/professionista), senza partire dai dati precaricati dall’Agenzia delle Entrate. Ecco le differenze principali:

                  Caratteristica730 Precompilato730 Ordinario
                  CompilazioneDati già inseriti dal FiscoCompilazione da zero
                  AccessoOnline con SPID/CIE/CNSTramite CAF o commercialista
                  Controlli ridottiSì (se accettato senza modifiche)No
                  Scadenza invio30 settembre 202630 settembre 2026
                  CostoGratuito (fai da te)A pagamento (CAF/professionista)
                  Ideale perSituazioni semplici (1 CU, poche spese)Situazioni complesse (più redditi, immobili, detrazioni articolate)

                  Quando conviene il precompilato: se hai un solo datore di lavoro, poche spese detraibili e non possiedi immobili in affitto, il precompilato è la scelta più semplice e veloce.

                  Quando conviene l’ordinario (tramite CAF): se hai una situazione fiscale più articolata — ad esempio redditi da più fonti, partita IVA in regime forfettario, immobili, detrazioni per ristrutturazioni o figli a carico con l’Assegno Unico — è meglio affidarsi a un professionista che verifichi tutto e ottimizzi le detrazioni.

                  Come Inviare il 730 Precompilato 2026

                  L’invio del 730 precompilato può avvenire in tre modi diversi. Scegli quello più adatto alla tua situazione:

                  1. Invio autonomo online

                  Dal 20 maggio 2026 puoi inviare la dichiarazione direttamente dal portale dell’Agenzia delle Entrate. Dopo aver verificato (ed eventualmente modificato) i dati, clicca su “Invia”. Riceverai una ricevuta di avvenuta presentazione con numero di protocollo.

                  2. Invio tramite CAF o professionista

                  Puoi delegare l’invio a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o a un commercialista abilitato. In questo caso, il professionista apporrà il visto di conformità, assumendosi la responsabilità della correttezza dei dati. Questa è la scelta consigliata se hai modificato il precompilato o se la tua situazione fiscale è complessa.

                  3. Invio tramite sostituto d’imposta

                  Se il tuo datore di lavoro offre assistenza fiscale diretta, puoi presentare il 730 tramite il sostituto d’imposta. Questa opzione è sempre meno diffusa ma resta tecnicamente disponibile.

                  Cosa Fare se Mancano Dati o ci Sono Errori nel 730 Precompilato

                  Il 730 precompilato non è infallibile. Ecco le situazioni più comuni in cui potresti trovare dati mancanti o errati, e come risolverle:

                  Spese sanitarie mancanti

                  Alcune spese mediche potrebbero non comparire nel precompilato se il professionista sanitario non ha trasmesso i dati al Sistema Tessera Sanitaria, oppure se hai esercitato l’opposizione all’utilizzo dei dati. In questi casi, puoi aggiungere manualmente le spese conservando gli scontrini e le ricevute come prova documentale.

                  CU mancante (più datori di lavoro)

                  Se nel 2025 hai lavorato per più datori di lavoro e una delle Certificazioni Uniche non compare, è probabile che il datore di lavoro l’abbia trasmessa in ritardo. Puoi attendere qualche giorno (il precompilato viene aggiornato periodicamente) oppure inserire i dati manualmente dalla CU cartacea.

                  Errori negli importi

                  Se noti che un importo è diverso da quello che risulta dai tuoi documenti (ad esempio, gli interessi del mutuo non corrispondono alla certificazione della banca), modifica il dato nel precompilato inserendo l’importo corretto. Conserva sempre la documentazione di supporto.

                  Se hai presentato il 730 e successivamente scopri un errore, puoi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026 (se a tuo favore) oppure un Modello Redditi correttivo entro il 30 novembre 2026.

                  Tutte le Scadenze del 730 Precompilato 2026

                  Ecco il riepilogo completo delle date da ricordare per il 730 precompilato 2026:

                  DataEvento
                  16 marzo 2026Scadenza invio CU da parte dei datori di lavoro
                  30 aprile 2026730 precompilato disponibile online in consultazione
                  20 maggio 2026Inizio periodo per modificare, accettare e inviare il 730
                  Luglio-Agosto 2026Rimborsi IRPEF in busta paga (per chi presenta entro giugno)
                  30 settembre 2026Scadenza ultima per l’invio del 730 (precompilato o ordinario)
                  25 ottobre 2026Scadenza per il 730 integrativo (a favore del contribuente)
                  30 novembre 2026Scadenza Modello Redditi correttivo/integrativo

                  Consiglio: presentare il 730 precompilato il prima possibile (tra maggio e giugno) ti permette di ottenere i rimborsi IRPEF già a luglio in busta paga o nel cedolino della pensione. Chi presenta a settembre dovrà attendere tempi più lunghi.

                  Assistenza CAF per il 730 Precompilato 2026

                  Anche se il 730 precompilato è pensato per essere gestito in autonomia, molti contribuenti preferiscono affidarsi a un CAF per avere la certezza che tutto sia corretto. Ecco cosa può fare il CAF Centro Fiscale di Udine per te:

                  • Verifica completa di tutti i dati presenti nel precompilato
                  • Integrazione delle spese mancanti (sanitarie, veterinarie, sportive, scolastiche)
                  • Ottimizzazione delle detrazioni: il CAF conosce tutte le agevolazioni disponibili e può aiutarti a non perderne nessuna
                  • Visto di conformità: il CAF si assume la responsabilità della dichiarazione, tutelandoti in caso di controlli
                  • Invio telematico della dichiarazione all’Agenzia delle Entrate
                  • Assistenza post-invio per eventuali avvisi bonari o richieste di chiarimenti

                  Portare il 730 precompilato al CAF non significa rinunciare ai vantaggi del precompilato: il CAF può partire dai dati già presenti, verificarli e integrarli, risparmiandoti tempo e garantendoti la massima accuratezza.

                  📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

                  Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

                  Domande Frequenti sul 730 Precompilato 2026

                  Quando sarà disponibile il 730 precompilato 2026?

                  Il 730 precompilato 2026 sarà disponibile in consultazione dal 30 aprile 2026 sul portale dell’Agenzia delle Entrate. Dal 20 maggio 2026 sarà possibile modificarlo e inviarlo.

                  Come si accede al 730 precompilato online?

                  L’accesso avviene tramite il sito infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it utilizzando SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

                  Cosa succede se accetto il 730 precompilato senza modifiche?

                  Se accetti il precompilato senza modifiche, l’Agenzia delle Entrate non effettuerà controlli documentali sulle spese detraibili e deducibili già inserite. Restano possibili i controlli sui redditi dichiarati.

                  Posso modificare il 730 precompilato dopo averlo inviato?

                  Sì, fino al 20 giugno 2026 puoi annullare l’invio e presentare una nuova dichiarazione. Dopo tale data, puoi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026 (se le modifiche sono a tuo favore) oppure un Modello Redditi correttivo entro il 30 novembre 2026.

                  Entro quando si può inviare il 730 precompilato 2026?

                  La scadenza per l’invio del 730 precompilato 2026 è il 30 settembre 2026. Tuttavia, è consigliabile presentarlo prima possibile per ottenere eventuali rimborsi IRPEF già a luglio-agosto.

                  Conviene fare il 730 da soli o tramite il CAF?

                  Se la tua situazione fiscale è semplice (un solo reddito, poche detrazioni), il fai-da-te è fattibile. Se invece hai più redditi, immobili, detrazioni per ristrutturazioni o familiari a carico, il CAF ti garantisce maggiore precisione e ti tutela con il visto di conformità.

                  Hai Bisogno di Assistenza per il 730 Precompilato 2026?

                  Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare, modificare e inviare il tuo 730 precompilato 2026 in modo sicuro e veloce. I nostri operatori controllano ogni dato, integrano le spese mancanti e si assicurano che tu ottenga tutte le detrazioni a cui hai diritto.

                  Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

                  Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato:

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                    CAF Centro Fiscale — Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine
                    Tel: 0432 1638640 | Email: info@centrofiscale.com

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                    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-17 14:00:002026-05-31 18:02:41730 Precompilato 2026: Disponibile dal 30 Aprile, Come Accedere e Inviare
                    CAF

                    Attestazioni Fiscali Riscatto INPS: Come Scaricarle Online 2026

                    Pensione 2026 INPS

                    Dal 2026 l’INPS ha reso disponibile un servizio online che semplifica notevolmente la vita di chi ha effettuato un riscatto contributivo o una ricongiunzione: è ora possibile scaricare direttamente le attestazioni degli oneri fiscali sostenuti, documenti fondamentali per ottenere detrazioni e deduzioni nella dichiarazione dei redditi (730 o modello Redditi PF).

                    Questa novità elimina la necessità di recarsi fisicamente agli sportelli INPS o di attendere l’invio postale dei certificati. In questa guida completa vedremo come accedere al portale, quali attestazioni scaricare, come utilizzarle nel 730 e quali benefici fiscali si possono ottenere. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistenza nella compilazione della dichiarazione con questi documenti.

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                    Indice dei contenuti

                    1. Cosa Sono le Attestazioni Fiscali INPS
                    2. Novità 2026: Servizio Online Attivo
                    3. Chi Può Scaricare le Attestazioni
                    4. Come Scaricare le Attestazioni: Guida Passo-Passo
                    5. Cosa Contengono le Attestazioni
                    6. Come Usare le Attestazioni nel 730 e nei Redditi
                    7. Differenza tra Riscatto e Ricongiunzione
                    8. Detrazioni e Deduzioni Fiscali Applicabili
                    9. Scadenze da Ricordare per il 2026
                    10. Domande Frequenti

                    Cosa Sono le Attestazioni Fiscali INPS

                    Le attestazioni fiscali INPS sono certificati ufficiali rilasciati dall’Istituto che documentano gli importi versati dai contribuenti per operazioni di riscatto contributivo o ricongiunzione dei periodi assicurativi. Questi documenti hanno un’importanza cruciale perché attestano le spese sostenute che possono essere portate in detrazione o deduzione nella dichiarazione dei redditi.

                    In particolare, le attestazioni riportano:

                    • Importo totale dell’onere versato nell’anno fiscale di riferimento
                    • Tipologia di operazione (riscatto laurea, riscatto periodi non coperti, ricongiunzione contributiva, ecc.)
                    • Modalità di pagamento (rata unica, rateizzazione)
                    • Rate versate nell’anno di competenza fiscale
                    • Gestione previdenziale di riferimento (Fondo lavoratori dipendenti, Gestione separata, ecc.)

                    Secondo la normativa fiscale italiana, gli oneri per il riscatto contributivo sono detraibili al 19% se pagati dal diretto interessato, mentre quelli per la ricongiunzione sono generalmente deducibili dal reddito complessivo. La corretta attestazione di questi importi è quindi fondamentale per non perdere importanti benefici fiscali.

                    Novità 2026: Servizio Online Attivo

                    A partire da gennaio 2026, l’INPS ha digitalizzato completamente il servizio di rilascio delle attestazioni fiscali per riscatto e ricongiunzione. La novità principale è che non è più necessario:

                    • Recarsi fisicamente agli sportelli INPS
                    • Attendere l’invio postale del certificato cartaceo
                    • Chiamare il contact center per richiedere il documento
                    • Inviare richieste via PEC

                    Il nuovo servizio online consente di scaricare immediatamente l’attestazione in formato PDF, firmata digitalmente dall’INPS, direttamente dall’area riservata del portale. Questo rappresenta un notevole risparmio di tempo soprattutto nel periodo della dichiarazione dei redditi (da aprile a settembre), quando gli sportelli sono affollati.

                    Il servizio è accessibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e permette di:

                    • Scaricare attestazioni per anni fiscali precedenti (fino a 10 anni indietro)
                    • Verificare lo stato dei pagamenti rateali
                    • Consultare lo storico delle operazioni di riscatto/ricongiunzione
                    • Ottenere duplicati in caso di smarrimento del documento originale

                    Secondo quanto comunicato dall’INPS tramite Messaggio n. 458 del 15 gennaio 2026, il servizio è disponibile per tutte le gestioni previdenziali (dipendenti, autonomi, gestione separata) e copre sia i riscatti ordinari che quelli agevolati (come il riscatto laurea agevolato per under 45).

                    Chi Può Scaricare le Attestazioni

                    Possono accedere al servizio di download delle attestazioni fiscali INPS tutti i cittadini che hanno presentato domanda e versato importi per:

                    Riscatto Contributivo

                    • Riscatto laurea ordinario (periodi di studio universitario)
                    • Riscatto laurea agevolato (per periodi dal 1996 in poi, con aliquota ridotta)
                    • Riscatto periodi non coperti da contribuzione (massimo 5 anni)
                    • Riscatto lavoro all’estero in Paesi non convenzionati
                    • Riscatto servizio militare (per chi non ha già la copertura automatica)
                    • Riscatto maternità fuori dal rapporto di lavoro

                    Ricongiunzione Contributiva

                    • Ricongiunzione INPS (Legge 45/1990) tra diverse gestioni INPS
                    • Ricongiunzione da Casse professionali verso INPS
                    • Totalizzazione onerosa (quando si opta per il versamento dell’onere)

                    L’accesso al servizio richiede:

                    1. SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello 2 o superiore
                    2. CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN
                    3. CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

                    Non è più possibile accedere con le vecchie credenziali PIN INPS, che sono state dismesse dal 1° ottobre 2021. Chi non possiede ancora SPID può richiederlo gratuitamente presso diversi Identity Provider autorizzati (Poste, Aruba, Infocert, ecc.).

                    Come Scaricare le Attestazioni: Guida Passo-Passo

                    Ecco la procedura completa per scaricare le attestazioni fiscali dal portale INPS. Il processo richiede mediamente 5-10 minuti dalla prima volta, poi diventa molto più veloce.

                    Step 1: Accesso al Portale INPS

                    1. Collegati al sito ufficiale www.inps.it
                    2. Clicca sul pulsante “Entra in MyINPS” in alto a destra
                    3. Seleziona il metodo di autenticazione (SPID, CIE o CNS)
                    4. Completa il login con le tue credenziali

                    Step 2: Ricerca del Servizio

                    1. Una volta dentro MyINPS, vai sulla barra di ricerca in alto
                    2. Digita “Attestazioni fiscali riscatto” oppure “Certificazioni fiscali”
                    3. Tra i risultati, seleziona “Attestazioni e Certificazioni Fiscali – Riscatto e Ricongiunzione”

                    Percorso alternativo: Prestazioni e Servizi → Tutti i servizi → Certificazioni → Attestazioni fiscali riscatto e ricongiunzione

                    Step 3: Selezione Anno Fiscale

                    1. Nella schermata del servizio, seleziona l’anno fiscale per cui ti serve l’attestazione (es. 2025 per la dichiarazione 2026)
                    2. Il sistema mostrerà tutte le operazioni attive per quell’anno (riscatti, ricongiunzioni)
                    3. Se hai più domande attive, vedrai un elenco con i dettagli di ciascuna

                    Step 4: Download dell’Attestazione

                    1. Clicca sulla pratica di tuo interesse
                    2. Verifica che i dati visualizzati siano corretti (importo, rate versate, ecc.)
                    3. Clicca sul pulsante “Scarica attestazione PDF”
                    4. Il documento viene generato istantaneamente e salvato sul tuo dispositivo

                    L’attestazione scaricata è in formato PDF, firmata digitalmente dall’INPS, e ha piena validità legale. Non è necessario stamparla e farla timbrare fisicamente: il documento digitale è sufficiente per la dichiarazione dei redditi.

                    Cosa Fare in Caso di Problemi

                    Se riscontri difficoltà nel download:

                    • Attestazione non presente: verifica di aver selezionato l’anno corretto e che almeno una rata sia stata versata in quell’anno
                    • Errore nel caricamento: prova a svuotare la cache del browser o usa un browser diverso (Chrome, Firefox, Edge)
                    • Documento non si apre: verifica di avere un lettore PDF aggiornato (Adobe Reader, browser integrato)
                    • Dati errati: contatta il Contact Center INPS al 803 164 (da fisso) o 06 164 164 (da mobile)

                    Cosa Contengono le Attestazioni

                    Le attestazioni fiscali INPS per riscatto e ricongiunzione contengono tutte le informazioni necessarie per compilare correttamente la dichiarazione dei redditi. Vediamo nel dettaglio ogni sezione del documento.

                    Dati Anagrafici del Contribuente

                    • Nome e cognome
                    • Codice fiscale
                    • Data e luogo di nascita
                    • Residenza anagrafica

                    Dettagli dell’Operazione

                    • Tipologia di riscatto o ricongiunzione (es. “Riscatto laurea L. 247/2007”, “Ricongiunzione L. 45/1990”)
                    • Data di presentazione della domanda
                    • Numero di protocollo della pratica
                    • Gestione previdenziale interessata (FPLD, Gestione Separata, Commercianti, ecc.)
                    • Periodo contributivo riscattato/ricongiunto (date esatte)

                    Informazioni Economiche

                    Questa è la sezione più importante per la dichiarazione dei redditi:

                    • Importo totale dell’onere deliberato dall’INPS
                    • Numero di rate concordate (se rateizzazione)
                    • Importo di ciascuna rata
                    • Rate versate nell’anno fiscale di riferimento (es. 2025)
                    • Importo complessivo versato nell’anno (somma delle rate)
                    • Modalità di pagamento (F24, bollettino MAV, RID, trattenuta su stipendio/pensione)
                    • Date di versamento di ciascuna rata

                    Esempio Pratico

                    Attestazione tipo per riscatto laurea:

                    • Contribuente: Mario Rossi, CF: RSSMRA80A01H501X
                    • Tipologia: Riscatto laurea agevolato (L. 247/2007 art. 1 c. 77)
                    • Periodo: 01/10/2015 – 30/09/2019 (4 anni accademici)
                    • Onere totale: 21.680 euro
                    • Rateizzazione: 120 rate mensili
                    • Importo rata: 180,67 euro
                    • Rate versate nel 2025: 12 rate (da gennaio a dicembre)
                    • Importo totale 2025: 2.168 euro
                    • Modalità: Addebito SDD su c/c bancario

                    Con questa attestazione, Mario potrà detrarre il 19% di 2.168 euro = 412 euro dall’IRPEF dovuta nella dichiarazione 2026 (anno d’imposta 2025).

                    Come Usare le Attestazioni nel 730 e nei Redditi

                    Una volta scaricata l’attestazione, è necessario utilizzarla correttamente nella dichiarazione dei redditi. La procedura cambia leggermente a seconda del tipo di operazione (riscatto o ricongiunzione) e del modello utilizzato (730 o Redditi PF).

                    Riscatto Contributivo nel Modello 730

                    Gli oneri per riscatto contributivo vanno inseriti nel quadro E – Oneri e spese, sezione I – Oneri detraibili:

                    1. Individua il rigo E8-E10 – “Altri oneri detraibili”
                    2. Inserisci il codice 32 (Contributi per riscatto periodi non coperti da contribuzione)
                    3. Riporta l’importo versato nell’anno (dalla attestazione INPS)
                    4. La detrazione del 19% viene calcolata automaticamente dal CAF o dal software

                    Importante: La detrazione è applicabile solo se il pagamento è stato effettuato dal diretto interessato (o dal coniuge, in alcuni casi). Se il riscatto è stato pagato da un genitore per il figlio, la detrazione spetta al genitore che ha sostenuto l’onere, purché il figlio sia fiscalmente a carico.

                    Riscatto Contributivo nel Modello Redditi PF

                    Nel modello Redditi (ex Unico):

                    1. Vai al quadro RP – Oneri e spese
                    2. Compila la sezione I – Spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19%
                    3. Rigo RP14 – Contributi previdenziali e assistenziali
                    4. Inserisci l’importo e il codice identificativo 32

                    Ricongiunzione Contributiva: Deduzione dal Reddito

                    Gli oneri per ricongiunzione contributiva (Legge 45/1990) seguono una logica diversa: sono deducibili dal reddito complessivo, non detraibili. Questo li rende spesso più vantaggiosi, soprattutto per redditi elevati.

                    Nel modello 730:

                    1. Quadro E, sezione IV – Oneri deducibili
                    2. Rigo E26 – Contributi previdenziali e assistenziali
                    3. Inserisci l’importo versato nell’anno
                    4. L’importo viene sottratto dal reddito complessivo prima di calcolare le imposte

                    Nel modello Redditi PF:

                    1. Quadro RP – Oneri e spese
                    2. Sezione II – Oneri deducibili
                    3. Rigo RP21 – Contributi previdenziali e assistenziali

                    Esempio Comparativo

                    Ipotizziamo un contribuente con reddito lordo 40.000 euro che ha versato 5.000 euro nell’anno:

                    • Riscatto (detrazione 19%): risparmio fiscale = 5.000 × 19% = 950 euro
                    • Ricongiunzione (deduzione): risparmio fiscale = 5.000 × aliquota marginale (es. 38%) = 1.900 euro

                    Come si vede, la deducibilità della ricongiunzione è più vantaggiosa per redditi medio-alti, mentre la detrazione del riscatto è fissa al 19% indipendentemente dal reddito.

                    Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione della dichiarazione e nel calcolo del risparmio fiscale effettivo in base alla tua situazione personale.

                    Differenza tra Riscatto e Ricongiunzione

                    Spesso si fa confusione tra riscatto contributivo e ricongiunzione contributiva. Vediamo le differenze principali per capire quale attestazione scaricare e come usarla.

                    Riscatto Contributivo

                    Il riscatto è l’operazione con cui si versano contributi per periodi non coperti da contribuzione obbligatoria. Serve a “comprare” anni di contributi che altrimenti non sarebbero conteggiati per la pensione.

                    Tipologie principali:

                    • Riscatto laurea ordinario: per gli anni di studio universitario (laurea triennale, magistrale, dottorato)
                    • Riscatto laurea agevolato: versione più economica per periodi dal 1996 in poi, calcolata con aliquota ridotta
                    • Riscatto periodi scoperti: fino a 5 anni di “buchi” contributivi (es. lavoro irregolare, disoccupazione non indennizzata)
                    • Riscatto lavoro estero: per attività lavorativa svolta in Paesi non convenzionati

                    Chi può richiederlo: Chiunque abbia almeno un contributo versato in una gestione INPS, anche solo una settimana di lavoro.

                    Beneficio fiscale: Detrazione 19% (come le spese mediche, universitarie, ecc.)

                    Ricongiunzione Contributiva

                    La ricongiunzione (Legge 45/1990) è l’operazione con cui si trasferiscono contributi già versati in una gestione previdenziale verso un’altra, per unificare la posizione contributiva.

                    Quando si usa:

                    • Hai lavorato come dipendente e poi come professionista con Cassa privata (Avvocati, Commercialisti, Ingegneri, ecc.)
                    • Hai contributi in diverse gestioni INPS (dipendenti, artigiani, commercianti, gestione separata)
                    • Vuoi cumulare tutti i contributi in un’unica gestione per raggiungere prima la pensione

                    Differenza chiave: Nella ricongiunzione non “compri” anni nuovi, ma sposti anni già esistenti da una posizione all’altra. L’INPS calcola un onere di ricongiunzione che rappresenta la differenza tra i contributi già versati e quelli che avresti dovuto versare nella gestione di destinazione.

                    Beneficio fiscale: Deduzione integrale dal reddito (come i contributi versati per colf/badanti, previdenza complementare)

                    Tabella Riepilogativa

                    Ecco un confronto diretto:

                    CaratteristicaRiscattoRicongiunzione
                    Cosa faCopre periodi senza contributiUnifica contributi già versati
                    QuandoPeriodi scoperti (laurea, buchi lavorativi)Contributi in gestioni diverse
                    CostoVariabile (età, retribuzione, periodo)Riserva matematica (differenziale)
                    Vantaggio fiscaleDetrazione 19%Deduzione integrale
                    BeneficiariTutti (anche inoccupati)Chi ha già contributi in più gestioni
                    PagamentoRateizzabile fino a 120 rateRateizzabile fino a 120 rate

                    Detrazioni e Deduzioni Fiscali Applicabili

                    Comprendere correttamente il trattamento fiscale degli oneri per riscatto e ricongiunzione è fondamentale per massimizzare il risparmio fiscale. Vediamo nel dettaglio tutte le casistiche.

                    Detrazione 19% per Riscatto Contributivo

                    Il riscatto contributivo gode della detrazione IRPEF del 19% ai sensi dell’art. 10 del TUIR. Questa detrazione si applica:

                    • Sull’importo effettivamente versato nell’anno fiscale (non sull’onere totale, ma solo sulle rate pagate)
                    • Senza limiti di importo: a differenza di altre detrazioni (es. ristrutturazioni, spese mediche), non c’è un tetto massimo
                    • Anche per pagamenti rateali: ogni anno si detrae il 19% delle rate versate in quell’anno

                    Esempio pratico:

                    Onere totale riscatto laurea: 30.000 euro
                    Rateizzazione: 10 anni (120 rate mensili)
                    Rata mensile: 250 euro
                    Importo annuo versato: 3.000 euro (12 rate × 250)

                    Risparmio fiscale annuo: 3.000 × 19% = 570 euro

                    Per 10 anni, risparmio fiscale totale: 570 × 10 = 5.700 euro

                    Deduzione Integrale per Ricongiunzione Contributiva

                    Gli oneri di ricongiunzione (Legge 45/1990 e successive) sono integralmente deducibili dal reddito complessivo, ai sensi dell’art. 10 comma 1 lett. e) del TUIR.

                    Questo significa che:

                    • L’importo versato riduce il reddito imponibile
                    • Il risparmio fiscale effettivo dipende dall’aliquota marginale IRPEF del contribuente
                    • Per redditi elevati, il vantaggio è maggiore rispetto alla detrazione del riscatto

                    Esempio pratico:

                    Contribuente con reddito complessivo: 50.000 euro
                    Aliquota marginale: 38% (scaglione 28.001-50.000 euro)
                    Onere ricongiunzione versato nell’anno: 6.000 euro

                    Calcolo del risparmio:

                    • Reddito imponibile senza deduzione: 50.000 euro
                    • Reddito imponibile con deduzione: 50.000 – 6.000 = 44.000 euro
                    • Risparmio IRPEF: 6.000 × 38% = 2.280 euro

                    Se lo stesso importo fosse stato per riscatto (detrazione 19%), il risparmio sarebbe stato solo: 6.000 × 19% = 1.140 euro

                    Riscatto Pagato da Terzi

                    Casistica frequente: genitori che pagano il riscatto laurea per i figli.

                    Regola generale:

                    • Se il figlio è fiscalmente a carico (reddito < 2.840,51 euro, o < 4.000 euro se under 24), la detrazione spetta al genitore che ha sostenuto l’onere
                    • Se il figlio non è a carico, nessuno può detrarre la spesa (né il genitore né il figlio)
                    • Il pagamento deve risultare tracciabile (bonifico, carta di credito del genitore) per dimostrare chi ha sostenuto la spesa

                    Soluzione ottimale: Se il figlio lavora e non è a carico, meglio che il riscatto sia intestato e pagato direttamente dal figlio (che potrà detrarre il 19%), eventualmente con un prestito/regalo in denaro da parte dei genitori.

                    Cumulabilità con Altri Benefici

                    Le detrazioni per riscatto/ricongiunzione sono cumulabili con:

                    • Detrazioni per familiari a carico
                    • Detrazioni per spese mediche
                    • Detrazioni per ristrutturazioni edilizie
                    • Detrazioni per interessi mutuo prima casa
                    • Bonus fiscali vari (bonus mobili, risparmio energetico, ecc.)

                    Nota importante: Se la somma di tutte le detrazioni supera l’IRPEF dovuta, l’eccedenza non viene rimborsata (a differenza dei bonus edilizi con sconto in fattura/cessione). Conviene quindi valutare con il CAF la distribuzione ottimale delle spese detraibili tra i coniugi, se entrambi lavorano.

                    Scadenze da Ricordare per il 2026

                    Per non perdere i benefici fiscali delle attestazioni INPS, è importante rispettare le scadenze della dichiarazione dei redditi e del download delle attestazioni stesse.

                    Scadenze Dichiarazione dei Redditi 2026

                    Per detrarre/dedurre gli oneri versati nel 2025, la dichiarazione va presentata nel 2026 con queste scadenze:

                    • 730 precompilato: disponibile dal 30 aprile 2026 nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate
                    • 730 tramite CAF/professionista: scadenza 30 settembre 2026
                    • 730 autonomo (web o software): scadenza 30 settembre 2026
                    • Modello Redditi PF: scadenza 30 novembre 2026 (versione telematica)

                    Consiglio: Presentare la dichiarazione entro giugno garantisce il rimborso IRPEF (se dovuto) già a luglio-agosto sullo stipendio/pensione (per il 730) o entro fine anno (per il modello Redditi).

                    Download Attestazioni INPS

                    Le attestazioni fiscali per l’anno 2025 sono disponibili sul portale INPS generalmente da fine gennaio 2026. L’INPS elabora i dati dei versamenti entro il 31 gennaio e rende disponibili le attestazioni entro metà febbraio.

                    Tempistiche consigliate:

                    • Febbraio-Marzo: Scaricare le attestazioni e verificare che i dati siano corretti
                    • Aprile: Consegnare la documentazione al CAF per la compilazione del 730
                    • Maggio-Giugno: Controllare il 730 precompilato e integrarlo con i dati del riscatto/ricongiunzione (se non già presenti)

                    Versamento Rate Riscatto/Ricongiunzione

                    Per chi ha scelto la rateizzazione:

                    • Le rate sono generalmente mensili (addebito automatico il giorno 15 di ogni mese)
                    • È possibile saltare fino a 5 rate senza perdere il beneficio della rateizzazione (vanno però recuperate alla fine)
                    • Il mancato pagamento di 6 rate consecutive comporta la decadenza dalla rateizzazione e l’obbligo di saldare l’intero residuo in un’unica soluzione

                    Attenzione: Anche se salti delle rate, nella dichiarazione dei redditi puoi detrarre/dedurre solo le rate effettivamente versate nell’anno. Se hai saltato rate, l’importo nell’attestazione sarà inferiore.

                    Scadenze Richiesta Riscatto/Ricongiunzione

                    Non ci sono scadenze fisse per presentare domanda di riscatto o ricongiunzione, ma:

                    • Riscatto laurea agevolato: Richiedibile fino ai 45 anni di età
                    • Ricongiunzione L. 45/1990: Richiedibile in qualsiasi momento, ma conviene farla almeno 5 anni prima della pensione per ammortizzare il costo
                    • Riscatto periodi scoperti: Richiedibile entro certi limiti temporali (verificare con l’INPS)

                    Consiglio del CAF: Se stai valutando un riscatto, presentare domanda entro fine anno ti permette di iniziare a versare le rate dall’anno successivo e ottenere subito il beneficio fiscale nella dichiarazione dell’anno dopo.

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                    Domande Frequenti

                    Dove trovo le attestazioni fiscali INPS per il riscatto contributivo?

                    Le attestazioni fiscali INPS per riscatto e ricongiunzione sono disponibili nell’area riservata MyINPS sul sito www.inps.it. Accedi con SPID, CIE o CNS, cerca il servizio ‘Attestazioni fiscali riscatto e ricongiunzione’ e scarica il PDF per l’anno fiscale di tuo interesse. Il documento viene generato automaticamente ed è firmato digitalmente dall’INPS.

                    Quanto posso detrarre con il riscatto laurea nella dichiarazione dei redditi?

                    Con il riscatto laurea puoi detrarre il 19% degli importi effettivamente versati nell’anno fiscale. Non c’è un limite massimo di importo detraibile. Se ad esempio hai versato 3.000 euro in rate durante l’anno, potrai detrarre 570 euro dall’IRPEF dovuta (3.000 x 19%). La detrazione va indicata nel modello 730 al rigo E8-E10 con codice 32.

                    La ricongiunzione contributiva è detraibile o deducibile?

                    La ricongiunzione contributiva (Legge 45/1990) è integralmente deducibile dal reddito complessivo, non detraibile. Questo significa che l’importo versato riduce il reddito imponibile prima del calcolo delle imposte. Il risparmio fiscale effettivo dipende dalla tua aliquota marginale IRPEF (23%, 35%, 38% o 43%). Per redditi elevati, la deduzione è più vantaggiosa della detrazione del riscatto.

                    Posso detrarre il riscatto laurea pagato per mio figlio?

                    Puoi detrarre il riscatto laurea pagato per tuo figlio solo se questi è fiscalmente a tuo carico (reddito inferiore a 2.840,51 euro, oppure 4.000 euro se under 24). Il pagamento deve essere tracciabile (bonifico o carta di credito intestati a te). Se tuo figlio lavora e supera i limiti di reddito, nessuno potrà detrarre la spesa. In tal caso conviene che il riscatto sia intestato e pagato direttamente dal figlio.

                    Entro quando devo scaricare le attestazioni fiscali per il 730?

                    Le attestazioni fiscali INPS per l’anno precedente sono disponibili generalmente da fine gennaio. Per il 730 del 2026 (anno d’imposta 2025), scarica le attestazioni entro marzo-aprile per avere tempo di consegnarle al CAF o includerle nel 730 precompilato. La scadenza per presentare il 730 tramite CAF è il 30 settembre, ma conviene farlo entro giugno per ricevere eventuali rimborsi già a luglio-agosto.

                    Cosa succede se non pago le rate del riscatto contributivo?

                    Se salti fino a 5 rate del riscatto contributivo, puoi recuperarle alla fine del piano di rateizzazione senza perdere il beneficio. Se però non paghi 6 rate consecutive, decade la rateizzazione e l’INPS ti richiederà il saldo dell’intero importo residuo in un’unica soluzione. Nella dichiarazione dei redditi puoi detrarre solo le rate effettivamente versate nell’anno, quindi saltare rate riduce il beneficio fiscale di quell’anno.


                    Hai Bisogno di Assistenza per la Dichiarazione dei Redditi?

                    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare correttamente il 730 o il modello Redditi PF includendo le attestazioni fiscali INPS per riscatto e ricongiunzione, massimizzando il tuo risparmio fiscale.

                    I nostri servizi:

                    • Compilazione 730 e Modello Redditi con verifica detrazioni riscatto/ricongiunzione
                    • Calcolo convenienza fiscale tra detrazione e deduzione
                    • Assistenza download attestazioni INPS e verifica dati
                    • Consulenza strategia previdenziale riscatto vs ricongiunzione
                    • Gestione rateizzazioni e ottimizzazione pagamenti
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                      Bonus Renzi 2026: Chi Puo Beneficiare del Trattamento Integrativo

                      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

                      Il bonus Renzi 2026, oggi ufficialmente chiamato trattamento integrativo, rappresenta un’agevolazione fiscale fondamentale per milioni di lavoratori dipendenti italiani. Con un valore massimo di 1.200 euro all’anno (100 euro al mese), questo beneficio viene erogato direttamente in busta paga dal datore di lavoro. In questa guida completa, analizziamo chi ne ha diritto nel 2026, i limiti di reddito aggiornati e come verificare che venga correttamente applicato.

                      Indice dei Contenuti

                      1. Cos’è il Bonus Renzi (Trattamento Integrativo)
                      2. Chi Ha Diritto al Bonus Renzi nel 2026
                      3. Limiti di Reddito: le Due Fasce
                      4. Importo e Come si Calcola
                      5. Come Verificare il Bonus in Busta Paga
                      6. Come Recuperare il Bonus nel 730
                      7. Chi NON Ha Diritto al Trattamento Integrativo
                      8. Quando Bisogna Restituire il Bonus
                      9. Domande Frequenti

                      Cos’è il Bonus Renzi (Trattamento Integrativo)

                      Il trattamento integrativo, comunemente noto come bonus Renzi, è un credito IRPEF introdotto inizialmente nel 2014 come “bonus 80 euro” e successivamente potenziato a 100 euro mensili dal 2020. Nel 2026, la normativa rimane sostanzialmente invariata rispetto al 2024-2025.

                      Si tratta di un credito d’imposta che viene riconosciuto automaticamente dal sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) ai lavoratori dipendenti e assimilati con redditi entro determinate soglie. L’obiettivo è quello di alleggerire il carico fiscale sui redditi medio-bassi.

                      L’importo massimo annuo è di 1.200 euro, pari a 100 euro mensili per 12 mensilità. Il bonus viene erogato direttamente in busta paga, senza necessità di presentare domanda specifica.

                      Chi Ha Diritto al Bonus Renzi nel 2026

                      Hanno diritto al trattamento integrativo nel 2026 le seguenti categorie di contribuenti:

                      • Lavoratori dipendenti (sia a tempo indeterminato che determinato)
                      • Apprendisti
                      • Lavoratori in somministrazione
                      • Soci di cooperative
                      • Percettori di borse di studio, assegni e compensi per attività di tirocinio
                      • Sacerdoti
                      • Lavoratori socialmente utili
                      • Percettori di indennità di disoccupazione (NASpI, DIS-COLL)
                      • Percettori di cassa integrazione

                      Requisito fondamentale: l’imposta lorda IRPEF deve essere superiore alla detrazione per lavoro dipendente spettante. In pratica, il reddito deve essere sufficiente a generare un’imposta da cui poter detrarre il bonus. Per i redditi molto bassi (generalmente sotto i 8.174 euro), l’imposta lorda è azzerata dalle detrazioni e quindi il bonus non spetta.

                      Limiti di Reddito: le Due Fasce

                      Il trattamento integrativo 2026 si articola in due fasce di reddito con regole differenti:

                      Fascia 1: Reddito fino a 15.000 euro

                      Per i lavoratori con reddito complessivo fino a 15.000 euro, il trattamento integrativo spetta in misura piena, pari a 1.200 euro annui. L’unica condizione è che l’imposta lorda sui redditi da lavoro dipendente sia superiore alla detrazione spettante (al netto delle sole detrazioni per lavoro dipendente).

                      Fascia 2: Reddito tra 15.001 e 28.000 euro

                      Per chi ha un reddito compreso tra 15.001 e 28.000 euro, il bonus spetta solo se la somma di determinate detrazioni è superiore all’imposta lorda. Le detrazioni considerate nel calcolo sono:

                      • Detrazioni per familiari a carico (coniuge, figli, altri familiari)
                      • Detrazioni per redditi da lavoro dipendente e assimilati
                      • Detrazioni per interessi passivi su mutui prima casa (contratti entro il 31/12/2021)
                      • Detrazioni per spese sanitarie
                      • Detrazioni per spese edilizie (ristrutturazione, ecobonus, sismabonus)

                      In questa fascia, l’importo del trattamento integrativo è pari alla differenza tra le detrazioni spettanti e l’imposta lorda, con un massimo di 1.200 euro.

                      Importo e Come si Calcola

                      L’importo del bonus Renzi varia in base alla fascia di reddito e ai giorni di lavoro nell’anno:

                      Fascia di redditoImporto annuoImporto mensileCondizione
                      Fino a 15.000 euro1.200 euro (pieno)100 euroImposta lorda > detrazione lavoro dipendente
                      15.001 – 28.000 euroFino a 1.200 euroFino a 100 euroDetrazioni complessive > imposta lorda
                      Oltre 28.000 euro0 euro0 euroNon spetta

                      Calcolo proporzionale: se il rapporto di lavoro non copre l’intero anno (per esempio, contratti a tempo determinato di pochi mesi), il bonus viene rapportato ai giorni lavorati. La formula è: 1.200 x (giorni di lavoro / 365).

                      Esempio pratico: un lavoratore con contratto di 6 mesi (183 giorni) e reddito nella prima fascia riceverà: 1.200 x 183/365 = 601,64 euro.

                      Come Verificare il Bonus in Busta Paga

                      Per verificare se stai ricevendo il trattamento integrativo in busta paga, segui questi passaggi:

                      1. Cerca la voce specifica: nella parte centrale del cedolino, cerca la voce “Trattamento integrativo” o “DL 3/2020” o “Bonus DL 66/2014”. La denominazione può variare a seconda del software paghe utilizzato dal datore di lavoro
                      2. Verifica l’importo: dovrebbe essere di circa 100 euro mensili per un lavoratore full-time con rapporto per l’intero mese
                      3. Controlla la CU (Certificazione Unica): nella sezione dedicata, ai punti 390-399, trovi il riepilogo del trattamento integrativo erogato nell’anno
                      4. Verifica sul sito INPS: se sei un percettore di NASpI o cassa integrazione, controlla il dettaglio del pagamento su MyINPS nella sezione “Prestazioni e servizi”

                      Attenzione: se non trovi la voce in busta paga, potrebbe significare che il datore di lavoro ritiene che il tuo reddito complessivo superi i 28.000 euro, oppure che l’imposta lorda sia inferiore alla detrazione. In questo caso, puoi sempre recuperare il bonus tramite la dichiarazione dei redditi.

                      Come Recuperare il Bonus nel 730

                      Se non hai ricevuto il trattamento integrativo in busta paga durante l’anno, o ne hai ricevuto meno del dovuto, puoi recuperarlo presentando il modello 730/2026 (relativo ai redditi 2025). Ecco come fare:

                      • Sezione dedicata del 730: il trattamento integrativo viene calcolato automaticamente nella dichiarazione. Se ti spetta e non lo hai ricevuto, risulterà come credito a tuo favore
                      • 730 precompilato: accedendo al modello 730 precompilato sul sito dell’Agenzia delle Entrate, il sistema già pre-inserisce i dati dalla CU. Verifica che siano corretti
                      • Rimborso in busta paga: se dal 730 emerge un credito per trattamento integrativo non erogato, il rimborso arriverà nella prima busta paga utile successiva alla liquidazione (generalmente luglio-agosto)

                      Consiglio: se hai avuto più rapporti di lavoro durante l’anno, è particolarmente importante verificare nel 730 che il trattamento integrativo sia stato calcolato correttamente sul reddito complessivo. Rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per un controllo accurato della tua situazione.

                      Chi NON Ha Diritto al Trattamento Integrativo

                      Il bonus Renzi non spetta nelle seguenti situazioni:

                      • Reddito superiore a 28.000 euro: oltre questa soglia, il trattamento integrativo non è previsto in nessun caso
                      • Lavoratori autonomi e partite IVA: il bonus è riservato esclusivamente ai redditi da lavoro dipendente e assimilati. I lavoratori autonomi, anche se con redditi bassi, non ne hanno diritto
                      • Pensionati: le pensioni sono escluse dal trattamento integrativo (anche se sono assimilate ai redditi da lavoro dipendente ai fini IRPEF)
                      • Reddito sotto la no tax area: se il reddito è talmente basso (sotto circa 8.174 euro) che l’imposta lorda è completamente azzerata dalla detrazione per lavoro dipendente, il bonus non spetta perché non c’è imposta su cui applicarlo
                      • Incapienti fiscali: chi non ha capienza fiscale sufficiente (imposta lorda inferiore o uguale alla detrazione lavoro dipendente) non ha diritto al trattamento

                      Quando Bisogna Restituire il Bonus

                      In alcuni casi, il lavoratore potrebbe dover restituire in tutto o in parte il trattamento integrativo ricevuto durante l’anno. Questo accade quando:

                      • Il reddito complessivo supera i 28.000 euro: se il datore di lavoro ha erogato il bonus basandosi su un reddito stimato inferiore, ma a consuntivo il reddito annuo è risultato superiore alla soglia
                      • Più rapporti di lavoro: con due o più datori di lavoro nello stesso anno, ciascuno potrebbe aver erogato il bonus calcolandolo solo sul proprio reddito. Sommando i redditi, potresti aver superato la soglia
                      • Variazioni reddituali: straordinari, premi, arretrati o altri redditi aggiuntivi che fanno superare le soglie durante l’anno

                      La restituzione avviene in sede di dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi PF), dove il bonus percepito in eccesso risulta come debito d’imposta e viene trattenuto dalla busta paga di conguaglio. Per evitare sorprese, è consigliabile comunicare al datore di lavoro la presenza di altri redditi o chiedere la non applicazione del trattamento integrativo.

                      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

                      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

                      Domande Frequenti sul Bonus Renzi 2026

                      Il bonus Renzi esiste ancora nel 2026?

                      Sì, il trattamento integrativo (ex bonus Renzi) è confermato anche per il 2026 con le stesse regole degli anni precedenti. L’importo massimo resta di 1.200 euro annui per i redditi fino a 15.000 euro, con possibilità di accesso anche per redditi tra 15.001 e 28.000 euro a determinate condizioni.

                      Come faccio a sapere se ho diritto al bonus?

                      Verifica il tuo reddito complessivo annuo. Se è inferiore a 15.000 euro e hai un’imposta lorda superiore alla detrazione per lavoro dipendente, hai diritto al bonus pieno di 1.200 euro. Se il reddito è tra 15.001 e 28.000 euro, il diritto dipende dall’ammontare delle tue detrazioni complessive. In caso di dubbi, rivolgiti al CAF Centro Fiscale.

                      Il bonus viene dato anche ai disoccupati con NASpI?

                      Sì, i percettori di NASpI e DIS-COLL hanno diritto al trattamento integrativo, poiché la disoccupazione è assimilata ai redditi da lavoro dipendente. L’INPS eroga il bonus direttamente con il pagamento della prestazione.

                      Posso rinunciare al bonus per evitare di restituirlo?

                      Sì, puoi presentare al datore di lavoro una dichiarazione in cui chiedi la non applicazione del trattamento integrativo. Questo è consigliabile se prevedi che il tuo reddito complessivo supererà i 28.000 euro o se hai più rapporti di lavoro. Potrai comunque recuperare il bonus nel 730 se ti spettava.

                      Il bonus Renzi si cumula con l’Assegno Unico?

                      Sì, il trattamento integrativo e l’Assegno Unico sono due prestazioni completamente separate. Il bonus Renzi è un credito IRPEF, mentre l’Assegno Unico è una prestazione familiare. Si possono percepire entrambi contemporaneamente senza alcuna incompatibilità.

                      Hai bisogno di verificare se hai diritto al bonus Renzi 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una consulenza personalizzata. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121 per fissare un appuntamento. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.

                      Aprile 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
                      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-03 09:00:002026-05-31 09:56:28Bonus Renzi 2026: Chi Puo Beneficiare del Trattamento Integrativo
                      DICHIARAZIONE DEI REDDITI

                      730 Precompilato 2026: Quando Sara Disponibile, Come Accedere e Scadenze

                      Indice dei contenuti

                      1. Quando sarà disponibile il 730 precompilato 2026
                      2. Come accedere al 730 precompilato 2026
                      3. Cosa contiene il 730 precompilato 2026
                      4. Come modificare e inviare la dichiarazione
                      5. Scadenze 2026: tutte le date importanti
                      6. Conviene il fai-da-te o affidarsi al CAF?
                      7. Domande frequenti

                      Il 730 precompilato 2026 è uno degli strumenti più attesi dai contribuenti italiani per la dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta 2025. Ma quando sarà disponibile il 730 precompilato 2026? Le date sono già definite: la consultazione parte dal 30 aprile 2026, mentre la possibilità di modificare e inviare la dichiarazione si apre dal 20 maggio 2026. In questa guida trovi tutte le date, le modalità di accesso e le scadenze da non perdere.

                      Conoscere in anticipo il calendario del 730 precompilato 2026 ti permette di preparare i documenti necessari e di non farti trovare impreparato. Se preferisci affidarti a professionisti, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per gestire ogni passaggio, dalla verifica dei dati fino all’invio definitivo della dichiarazione. Vediamo nel dettaglio tutte le informazioni utili.

                      Quando sarà disponibile il 730 precompilato 2026

                      La domanda che tutti si pongono è: quando esce il 730 precompilato? L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione la dichiarazione precompilata 2026 secondo un calendario ben preciso, diviso in due fasi fondamentali.

                      La prima fase è quella della consultazione, che parte dal 30 aprile 2026. A partire da questa data puoi visualizzare il tuo 730 precompilato nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate. In questa fase è possibile solo vedere i dati inseriti automaticamente dal sistema, senza poterli modificare o inviare. È il momento ideale per controllare che tutto sia corretto e segnalare eventuali anomalie al proprio CAF di fiducia.

                      La seconda fase, quella operativa, inizia il 20 maggio 2026. Da questa data è possibile accettare, modificare e inviare il 730 precompilato 2026. Chi accetta la dichiarazione così com’è, senza apportare modifiche, beneficia di controlli ridotti da parte del Fisco. Chi invece deve correggere o integrare i dati può farlo direttamente online, oppure — scelta decisamente più sicura — rivolgersi al CAF Centro Fiscale per evitare errori.

                      Come accedere al 730 precompilato 2026

                      Per accedere al 730 precompilato 2026 è necessario autenticarsi sull’area riservata dell’Agenzia delle Entrate. Le credenziali accettate sono tre:

                      • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) — il metodo più diffuso e veloce
                      • CIE (Carta d’Identità Elettronica) — basta avere la carta e l’app CieID
                      • CNS (Carta Nazionale dei Servizi) — utilizzata soprattutto dai professionisti

                      Se non hai dimestichezza con gli strumenti digitali, o se preferisci che un esperto controlli la tua dichiarazione precompilata prima dell’invio, puoi rivolgerti direttamente al CAF Centro Fiscale. I nostri operatori accedono al tuo 730 precompilato con delega e si occupano di verificare, correggere e inviare la dichiarazione per tuo conto, sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia. Per sapere nel dettaglio tutti i passaggi di accesso e verifica, consulta la nostra guida completa al 730 precompilato 2026.

                      Cosa contiene il 730 precompilato 2026

                      Il 730 precompilato 2026 contiene una serie di dati già inseriti automaticamente dall’Agenzia delle Entrate, grazie alle informazioni trasmesse da datori di lavoro, enti previdenziali, banche, assicurazioni e strutture sanitarie. Ecco i principali dati precaricati:

                      • Certificazione Unica (CU) — redditi da lavoro dipendente, pensione, collaborazioni
                      • Spese sanitarie — visite mediche, farmaci, esami, ricoveri (dal Sistema Tessera Sanitaria)
                      • Interessi sui mutui — dati comunicati dalle banche per la detrazione degli interessi passivi
                      • Premi assicurativi — polizze vita, infortuni e previdenza complementare
                      • Contributi previdenziali — versamenti INPS per colf, badanti e collaboratori domestici
                      • Spese universitarie — tasse universitarie e spese per istruzione
                      • Bonus edilizi — ristrutturazioni, ecobonus, superbonus ancora in corso
                      • Spese funebri e spese veterinarie

                      Attenzione: non tutti i dati sono sempre completi o corretti. Alcune spese potrebbero non risultare nel precompilato, ad esempio le spese mediche pagate in contanti a professionisti che non hanno trasmesso i dati, oppure le detrazioni per familiari a carico se la situazione familiare è cambiata durante l’anno. Per questo motivo è fondamentale verificare attentamente ogni voce. Per sapere quali documenti tenere pronti, leggi la nostra guida ai documenti necessari per il 730 2026.

                      Come modificare e inviare il 730 precompilato 2026

                      Dal 20 maggio 2026 è possibile intervenire sul 730 precompilato. Il contribuente ha tre opzioni a disposizione: accettare la dichiarazione senza modifiche, modificarla aggiungendo o correggendo i dati, oppure rifiutarla e presentare una dichiarazione ordinaria. Chi accetta il precompilato senza modifiche ottiene un vantaggio importante: i controlli documentali dell’Agenzia delle Entrate vengono significativamente ridotti.

                      Chi invece deve apportare modifiche — ad esempio aggiungere spese mediche mancanti, correggere i dati relativi a detrazioni fiscali o inserire redditi non presenti — deve procedere con attenzione. Ogni modifica comporta la perdita dei benefici legati all’accettazione integrale, e l’Agenzia potrà effettuare controlli sui dati modificati.

                      Per non rischiare errori che potrebbero costarti caro, la scelta più sicura è affidarsi al CAF Centro Fiscale. I nostri operatori verificano ogni dato, integrano le spese mancanti e inviano la dichiarazione per tuo conto, assumendosi anche la responsabilità fiscale in caso di errori nella compilazione tramite modello 730.

                      Scadenze 730 precompilato 2026: tutte le date importanti

                      Il calendario delle scadenze del 730 precompilato 2026 è scandito da alcune date fondamentali. Ecco il riepilogo completo per non perdere nessun appuntamento:

                      DataCosa succede
                      31 marzo 2026Termine per i datori di lavoro per inviare la Certificazione Unica (CU)
                      30 aprile 2026Il 730 precompilato 2026 è disponibile per la consultazione
                      20 maggio 2026Si apre la fase di modifica e invio della dichiarazione
                      30 settembre 2026Termine ultimo per l’invio del 730 precompilato 2026

                      È importante ricordare che, anche se il termine ultimo è il 30 settembre 2026, conviene non aspettare l’ultimo momento. Chi presenta la dichiarazione nei primi mesi riceve prima eventuali rimborsi IRPEF in busta paga o sul cedolino della pensione. Inoltre, rivolgendosi al CAF con anticipo si evitano le lunghe code e i tempi di attesa del periodo estivo.

                      Conviene il fai-da-te o affidarsi al CAF?

                      Ogni anno migliaia di contribuenti si chiedono se conviene gestire il 730 precompilato da soli oppure rivolgersi a un professionista. La risposta dipende dalla complessità della propria situazione fiscale, ma ci sono alcuni aspetti importanti da considerare.

                      Il precompilato accettato senza modifiche offre vantaggi fiscali (meno controlli), ma raramente la dichiarazione è completa al 100%. Nella maggior parte dei casi servono integrazioni e correzioni: spese mediche non registrate, detrazioni per familiari a carico, oneri per ristrutturazioni o bonus ancora in corso. Un errore nella modifica può portare a sanzioni o alla perdita di detrazioni spettanti.

                      Affidarsi al CAF Centro Fiscale significa avere la certezza che la dichiarazione venga controllata da esperti, con il vantaggio che il CAF appone il visto di conformità: in caso di errori nella compilazione, la responsabilità ricade sul CAF stesso e non sul contribuente. I nostri operatori, inoltre, conoscono tutte le detrazioni e deduzioni applicabili e possono farti risparmiare cifre significative che potresti non conoscere.

                      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

                      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

                      Domande frequenti sul 730 precompilato 2026

                      Quando esce il 730 precompilato 2026?

                      Il 730 precompilato 2026 sarà disponibile per la consultazione dal 30 aprile 2026. La possibilità di modificare e inviare la dichiarazione si apre invece dal 20 maggio 2026.

                      Qual è la scadenza per inviare il 730 precompilato 2026?

                      Il termine ultimo per l’invio del 730 precompilato 2026 è il 30 settembre 2026. Si consiglia però di inviare il prima possibile per ricevere eventuali rimborsi in tempi più rapidi.

                      Posso far compilare il 730 precompilato dal CAF?

                      Certamente. Il CAF Centro Fiscale può accedere al tuo precompilato con apposita delega, verificare i dati, apportare le correzioni necessarie e inviare la dichiarazione per tuo conto, garantendo anche il visto di conformità.

                      Cosa succede se accetto il 730 precompilato senza modifiche?

                      Se accetti il 730 precompilato così com’è, benefici di controlli ridotti da parte dell’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, potresti perdere detrazioni per spese non inserite nel precompilato. Conviene sempre verificare con un esperto.

                      Come accedo al 730 precompilato 2026?

                      Puoi accedere con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi) attraverso l’area riservata dell’Agenzia delle Entrate, oppure delegare il CAF Centro Fiscale per l’accesso e la gestione completa.

                      Conclusione

                      Il 730 precompilato 2026 sarà disponibile dal 30 aprile 2026 per la consultazione e dal 20 maggio per le modifiche e l’invio. Il termine ultimo è fissato al 30 settembre 2026. Non aspettare l’ultimo momento: presentare la dichiarazione in anticipo significa ricevere prima eventuali rimborsi ed evitare lo stress delle scadenze.

                      Hai bisogno di assistenza per il 730 precompilato 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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