NOTIZIEPensioni Scuola 2027, C’è la Data: Docenti e ATA Hanno Meno di Un Mese Per Fare DomandaPer i lavoratori della scuola che puntano al pensionamento dal prossimo anno scolastico è arrivata la data che tutti aspettavano. Il termine per presentare la domanda di cessazione dal servizio, con decorrenza dal 1° settembre 2027, è stato fissato al 21 ottobre 2026. La scadenza riguarda docenti, personale educativo e personale ATA (amministrativo, tecnico e ausiliario) e lascia meno di un mese di tempo per completare la procedura senza errori.La data è stata stabilita dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) con il decreto ministeriale n. 193 del 23 settembre 2026 e le istruzioni operative sono arrivate subito dopo con la circolare MIM prot. n. 24818 del 24 settembre 2026, diramata d’intesa con l’INPS. Le istanze sono già aperte dal 25 settembre 2026 sul portale Istanze OnLine (POLIS): si tratta di un adempimento annuale che coinvolge decine di migliaia di lavoratori del comparto scuola in tutta Italia. Indice dei contenutiChi deve fare domanda, da quando e con quale proceduraQuali sono i requisiti pensionistici 2027 per il personale scuolaCosa succede se si perde la finestra del 21 ottobreDomande frequenti sulle pensioni scuola 2027Chi deve fare domanda, da quando e con quale proceduraIl decreto ministeriale n. 193/2026 riguarda tutto il personale del comparto istruzione – settore scuola che intende cessare dal servizio a partire dal 1° settembre 2027, sia per dimissioni volontarie legate al raggiungimento dei requisiti pensionistici, sia per il raggiungimento dei limiti di età previsti dalla normativa. Le domande si presentano esclusivamente tramite la procedura web POLIS “istanze on line”, con le credenziali personali del lavoratore: la finestra è aperta dal 25 settembre al 21 ottobre 2026.Entro la stessa data del 21 ottobre 2026 chi ha già inviato la domanda può revocarla, ritirando l’istanza sempre tramite POLIS. Il termine vale anche per chi, avendo i requisiti per la pensione anticipata ma non avendo ancora compiuto 67 anni e 1 mese, chiede la trasformazione del rapporto a tempo parziale con contestuale attribuzione del trattamento pensionistico.Attenzione a una differenza procedurale che genera spesso errori: le domande di trattenimento o permanenza in servizio – quelle previste dall’articolo 1, comma 257, della legge n. 208/2015 per i progetti didattici internazionali e quelle presentate per raggiungere il minimo contributivo – non si presentano su POLIS, ma vanno inviate direttamente all’Ufficio territorialmente competente in formato analogico o digitale, sempre entro il 21 ottobre 2026.Docenti, personale educativo e ATA: domanda su POLIS dal 25 settembre al 21 ottobre 2026.Dirigenti scolastici: termine più ampio, fissato al 1° marzo 2027 (il 28 febbraio previsto dal CCNL Area V cade di domenica), con istanze presentabili dal 25 settembre 2026.APE sociale e lavoratori precoci: una volta ottenuto il riconoscimento dall’INPS, la domanda di cessazione si presenta in formato analogico o digitale entro il 31 agosto 2027.Personale delle province di Trento, Bolzano e Aosta: domanda direttamente alla sede scolastica di servizio o di titolarità, che la inoltra agli uffici competenti.Sul fronte dei controlli la circolare fissa anche i tempi interni: l’INPS accerterà il diritto a pensione entro il 21 aprile 2027, sulla base del conto assicurativo individuale e con riferimento esclusivo al tipo di pensione indicato nell’istanza. Scuole e uffici territoriali devono completare la sistemazione delle posizioni assicurative tramite Nuova Passweb entro l’11 gennaio 2027. È il motivo per cui conviene muoversi subito su riscatti, ricongiunzioni e periodi non ancora accreditati. Quali sono i requisiti pensionistici 2027 per il personale scuolaSui requisiti da rispettare per accedere alle pensioni scuola 2027 vale una premessa: non esistono regole speciali per il personale scolastico, che segue gli stessi requisiti del regime generale INPS. Cambia solo la finestra di uscita, legata al calendario scolastico. Quello che cambia rispetto al 2026, invece, è il livello dei requisiti.Dal 1° gennaio 2027 scatta infatti l’adeguamento alla speranza di vita. Il decreto direttoriale del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 19 dicembre 2025 (Gazzetta Ufficiale n. 301 del 30 dicembre 2025) aveva certificato un incremento di tre mesi; l’articolo 1, comma 185, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di Bilancio 2026) lo ha però diluito, stabilendo che “limitatamente all’anno 2027” l’aumento è applicato nella misura di un mese, fermo restando l’incremento pieno a decorrere dal 1° gennaio 2028. In pratica: +1 mese nel 2027 e +3 mesi complessivi dal 2028, come recepito dalla circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026 e richiamato dalla stessa circolare del MIM.Questi sono quindi i requisiti validi per chi cessa dal servizio il 1° settembre 2027, da maturare entro il 31 dicembre 2027:Pensione di vecchiaia: 67 anni e 1 mese di età e almeno 20 anni di contributi.Pensione anticipata ordinaria (la cosiddetta “Fornero”): 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 11 mesi per le donne, senza requisito di età minima.Pensione anticipata contributiva (per chi ha il primo accredito dal 1996): 64 anni e 1 mese di età e 20 anni e 1 mese di contributi effettivi, con il requisito di importo soglia.Lavoratori precoci: 41 anni e 1 mese di contributi; restano 41 anni per chi svolge le attività gravose della lettera d) dell’articolo 1, comma 199, della legge n. 232/2016.APE sociale: 63 anni e 5 mesi di età, con la sperimentazione prorogata al 31 dicembre 2026. Nell’elenco delle attività gravose (Allegato 3 alla legge n. 232/2016) rientrano i “Professori di scuola primaria, pre-primaria e professioni assimilate”, codice Istat 2.6.4.Un capitolo a parte riguarda chi è escluso dall’aumento. I commi 186 e 187 della legge di Bilancio 2026 disapplicano l’adeguamento per i lavoratori addetti ad attività gravose o particolarmente faticose e pesanti che abbiano almeno 30 anni di contributi: per loro la pensione di vecchiaia a domanda resta a 66 anni e 7 mesi (con attività gravosa da almeno 7 anni negli ultimi 10) oppure a 67 anni (con almeno 6 anni negli ultimi 7), e l’anticipata resta a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Tra le professioni dell’Allegato B alla legge n. 205/2017 rientrano gli insegnanti della scuola dell’infanzia e gli educatori degli asili nido. Il beneficio non si applica però a chi, al momento del pensionamento, percepisce l’APE sociale. Per un quadro completo delle tabelle e delle finestre di decorrenza si può consultare l’approfondimento Requisiti Pensione 2027 e 2028: Tabelle INPS, Età e Finestre di Decorrenza.Nessun aumento nemmeno per i lavori usuranti del D.Lgs. n. 67/2011: il comma 189 della legge n. 199/2025 ha aggiunto il 2027 agli anni in cui l’adeguamento non opera, congelando i requisiti fino al 31 dicembre 2028. Chi rientra in queste categorie trova un quadro più dettagliato negli articoli su Pensione Anticipata Lavori Gravosi e sulla Pensione Usuranti.Le misure sperimentali degli anni passati, invece, non sono più accessibili con nuovi requisiti: Quota 100, Quota 102, Quota 103, la pensione anticipata flessibile e Opzione Donna compaiono tra le istanze POLIS solo per chi ha già maturato il diritto entro le rispettive scadenze. La Quota 103 richiedeva 62 anni di età e 41 anni di contributi maturati entro il 31 dicembre 2023: il requisito anagrafico corretto è quello dei 62 anni, spesso riportato per errore con un anno in meno. Opzione Donna, invece, vale con 35 anni di contributi e 58 anni di età se i requisiti sono stati maturati entro il 2021, 60 anni entro il 2022 e 61 anni entro il 2023 o il 2024, con le condizioni soggettive di caregiver, invalidità almeno al 74% o lavoro gravoso. Nessuna delle due è stata prorogata dalla legge di Bilancio 2026: il diritto si “cristallizza” e può essere esercitato anche più tardi, ma non si matura più. Cosa succede se si perde la finestra del 21 ottobreIl rispetto della scadenza è determinante. La circolare MIM è esplicita: la presentazione dell’istanza nei termini è propedeutica al collocamento a riposo e non potranno essere disposte cessazioni dal servizio per le domande presentate dopo il 21 ottobre 2026. Chi manca il termine perde la decorrenza del 1° settembre 2027 e deve attendere la finestra successiva, quella dell’anno scolastico 2028/2029. Per il comparto scuola, a differenza di altri settori del pubblico impiego, le uscite sono infatti agganciate al calendario scolastico e non a scadenze trimestrali.Ci sono due situazioni in cui la cessazione avviene comunque, anche senza domanda. La prima è il collocamento a riposo d’ufficio: l’amministrazione colloca obbligatoriamente a riposo chi compie 67 anni e 1 mese entro il 31 agosto 2027 ed è in possesso del requisito per la pensione di vecchiaia (20 anni di contributi, più l’importo soglia per chi ha il primo accredito dal 1996). Se invece i 67 anni e 1 mese si compiono tra settembre e dicembre 2027, la cessazione avviene solo a domanda dell’interessato.La seconda è il trattenimento in servizio per raggiungere il minimo contributivo: nel 2027 permangono in servizio soltanto coloro che, compiuti 67 anni e 1 mese entro il 31 agosto 2027, non hanno 20 anni di anzianità contributiva a quella data e non hanno presentato domanda di cessazione su POLIS. Su questo istituto è intervenuta la Corte costituzionale con la sentenza n. 125 del 2026, che ha dichiarato illegittimo il limite fisso dei 70 anni dell’articolo 509, comma 3, del D.Lgs. n. 297/1994 nella parte in cui non teneva conto dell’adeguamento alla speranza di vita.Per questo chi ritiene di avere o di poter raggiungere i requisiti dovrebbe verificare con attenzione la propria posizione contributiva prima di presentare l’istanza, incrociando i dati con l’estratto conto contributivo INPS. Periodi da riscattare, ricongiungere o da sistemare – compresi quelli pre-ruolo ante 1988 – vanno segnalati subito, perché la sistemazione dei conti assicurativi si chiude l’11 gennaio 2027. Chi ha situazioni contributive particolari, per esempio legate alla NASpI o alla quota 41, trova indicazioni nell’articolo Quota 41 dopo NASpI. Domande frequenti sulle pensioni scuola 2027Qual è il termine per la domanda di pensioni scuola 2027?Il termine fissato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito con il decreto ministeriale n. 193 del 23 settembre 2026 è il 21 ottobre 2026, per le cessazioni dal servizio con decorrenza dal 1° settembre 2027. Le istanze si possono presentare a partire dal 25 settembre 2026.Chi riguarda la scadenza del 21 ottobre 2026?Riguarda tutto il personale della scuola che intende cessare dal servizio dal 1° settembre 2027: docenti, personale educativo e personale ATA (amministrativo, tecnico e ausiliario). Per i dirigenti scolastici il termine è diverso e più ampio: 1° marzo 2027.Come si presenta la domanda di cessazione dal servizio nella scuola?Tramite la procedura web POLIS “istanze on line” del Ministero, con le credenziali personali del lavoratore. Fanno eccezione le domande di trattenimento o permanenza in servizio, che vanno presentate all’Ufficio territorialmente competente in formato analogico o digitale, fuori da POLIS, sempre entro il 21 ottobre 2026.I requisiti pensionistici 2027 per la scuola sono diversi da quelli generali INPS?No. Il personale della scuola segue gli stessi requisiti del regime generale INPS: pensione di vecchiaia a 67 anni e 1 mese con 20 anni di contributi, pensione anticipata ordinaria con 42 anni e 11 mesi (uomini) o 41 anni e 11 mesi (donne). Cambia solo la finestra di uscita, agganciata al calendario scolastico.Nel 2027 l’età pensionabile aumenta per l’adeguamento alla speranza di vita?Sì. Dal 1° gennaio 2027 i requisiti aumentano di un mese e dal 1° gennaio 2028 di tre mesi complessivi: lo prevede l’articolo 1, comma 185, della legge n. 199/2025, che ha diluito l’incremento di tre mesi certificato dal decreto MEF del 19 dicembre 2025. L’aumento non si applica ai lavori usuranti, ai lavoratori gravosi con almeno 30 anni di contributi e ai precoci della lettera d).Cosa succede a chi non presenta la domanda entro il 21 ottobre 2026?La circolare MIM è chiara: non potranno essere disposte cessazioni dal servizio per le domande presentate dopo il 21 ottobre 2026. Si perde quindi la decorrenza del 1° settembre 2027 e si deve attendere la finestra successiva, quella dell’anno scolastico 2028/2029.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 26, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-26 20:00:002026-09-26 20:00:00Pensioni Scuola 2027, C’è la Data: Docenti e ATA Hanno Meno di Un Mese Per Fare Domanda
NOTIZIERiscatto laurea automatico per docenti e ATA: la proposta per equipararli ai militariIl personale scolastico potrebbe presto beneficiare di un riscatto automatico della laurea ai fini pensionistici, sulla falsariga di quanto già avviene per le Forze Armate. Una proposta parlamentare in discussione mira ad eliminare le differenze di trattamento tra categorie di lavoratori pubblici, permettendo a docenti e personale ATA di valorizzare il proprio titolo di studio senza dover sostenere i costi del riscatto ordinario. Ecco cosa sappiamo finora.Indice dei contenutiCosa prevede la proposta parlamentareCome funziona oggi il riscatto automatico per i militariRiscatto ordinario vs agevolato: le differenzeChi riguarda la proposta: docenti e personale ATAIter parlamentare e tempisticheDomande frequenti Cosa prevede la proposta parlamentareLa proposta prevede che i periodi universitari corrispondenti alla durata legale del corso di laurea vengano computati automaticamente ai fini della pensione per docenti e personale ATA (Amministrativo, Tecnico e Ausiliario) delle scuole pubbliche. Il meccanismo ricalca quello in vigore per le Forze Armate, dove i militari di carriera vedono riconosciuti d’ufficio gli anni di formazione accademica senza dover presentare domanda né sostenere oneri economici.In concreto, si tratterebbe di un riconoscimento a titolo gratuito (o quasi) dei periodi di studio universitari, senza che il lavoratore debba calcolare il costo del riscatto tradizionale né versare somme all’INPS. L’obiettivo dichiarato è garantire maggiore equità previdenziale tra categorie di dipendenti pubblici che, pur avendo percorsi formativi simili, godono di diritti pensionistici molto diversi. Come funziona oggi il riscatto automatico per i militariPer i militari di carriera è già in vigore un sistema di riconoscimento automatico della laurea ai fini previdenziali. In pratica, gli anni corrispondenti alla durata legale del corso di studi vengono aggiunti d’ufficio all’anzianità contributiva, senza che l’interessato debba presentare domanda all’INPS né pagare alcunché. Questo meccanismo permette di anticipare la data di pensionamento o di aumentare l’importo dell’assegno previdenziale.Il principio di fondo è che la formazione accademica, pur non essendo un periodo lavorativo in senso stretto, rappresenta una fase necessaria per accedere alla carriera. Le Forze Armate hanno ottenuto questo riconoscimento in virtù della specificità del percorso professionale militare. La proposta ora in esame vuole estendere lo stesso principio al comparto scuola, ritenendo che anche la laurea di un futuro insegnante sia un prerequisito indispensabile per il lavoro. Riscatto ordinario vs agevolato: le differenzePer capire la portata della proposta, è utile ricordare come funziona il riscatto della laurea per chi oggi vuole valorizzare gli anni di studio ai fini pensionistici.Riscatto ordinario: il costo viene calcolato applicando l’aliquota contributiva vigente alla retribuzione dell’anno precedente alla domanda, moltiplicato per gli anni da riscattare. Il costo può essere molto elevato, spesso tra 30.000 e 60.000 euro per una laurea quadriennale o quinquennale.Riscatto agevolato: introdotto in via sperimentale, prevede un costo fisso ridotto per i giovani under 45 privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995. Il costo è notevolmente inferiore rispetto all’ordinario ma rimane comunque significativo.Riscatto automatico (solo militari, per ora): nessun costo, nessuna domanda, riconoscimento d’ufficio. È esattamente questo il modello che la proposta parlamentare vorrebbe estendere al personale scolastico.Se la proposta diventasse legge, docenti e ATA potrebbero quindi maturare gli anni di pensione corrispondenti alla laurea senza alcun esborso, con un vantaggio economico potenzialmente molto rilevante. Per approfondire il funzionamento del riscatto della laurea nelle sue forme attuali, puoi leggere la nostra guida completa al riscatto laurea 2026. Chi riguarda la proposta: docenti e personale ATALa proposta riguarderebbe, stando alle prime indicazioni, tutto il personale della scuola pubblica inquadrato nel comparto istruzione e ricerca:Docenti di ogni ordine e grado (scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado), inclusi i supplenti di ruolo.Personale ATA (Amministrativo, Tecnico e Ausiliario): collaboratori scolastici, assistenti amministrativi, assistenti tecnici, direttori dei servizi generali e amministrativi (DSGA) che possiedono un titolo di laurea.Non è ancora chiaro se il beneficio si applicherebbe solo a chi ha già un contratto a tempo indeterminato o anche ai precari con contratti a termine. Questi dettagli dipenderanno dal testo definitivo della norma, qualora l’iter parlamentare si concluda positivamente. Iter parlamentare e tempisticheAl momento la proposta è in fase di discussione parlamentare e non ha ancora ricevuto il via libera definitivo. L’iter legislativo italiano prevede diversi passaggi: approvazione in commissione, votazione in aula alla Camera o al Senato, poi passaggio all’altro ramo del Parlamento. Prima dell’eventuale entrata in vigore occorre anche verificare la copertura finanziaria: il riconoscimento automatico della laurea per un’intera categoria di lavoratori pubblici comporterebbe costi significativi per le casse previdenziali.Non ci sono quindi date certe per l’approvazione o l’entrata in vigore. Come accade spesso per le riforme previdenziali, i tempi potrebbero essere lunghi e il testo definitivo potrebbe differire dalla proposta iniziale. Consigliamo di seguire gli aggiornamenti ufficiali e di consultare un patronato o il CAF di riferimento per valutare la propria situazione pensionistica personale, soprattutto se si è già in possesso di un titolo universitario e si lavora nella scuola pubblica.Domande frequenti Il riscatto automatico della laurea per i docenti è già legge?No. Al momento si tratta di una proposta parlamentare in discussione, non ancora approvata. La normativa vigente non prevede il riscatto automatico per il personale scolastico.I docenti possono già riscattare la laurea?Sì, ma con le modalità ordinarie: riscatto oneroso (costo calcolato sull’aliquota contributiva applicata alla retribuzione) o riscatto agevolato (costo fisso ridotto, per alcune categorie). Non esiste ancora un riscatto gratuito automatico come per i militari.Quanto costa oggi riscattare la laurea per un insegnante?Il costo varia in base alla retribuzione, all’aliquota contributiva e agli anni da riscattare. In media, per un docente, si parla di importi che possono superare i 30.000-50.000 euro per un corso di laurea quinquennale con il riscatto ordinario. Il riscatto agevolato ha costi inferiori ma è soggetto a requisiti specifici.Il personale ATA senza laurea è coinvolto dalla proposta?No. La proposta riguarda chi è in possesso di un titolo universitario. Il personale ATA privo di laurea non sarebbe interessato dal beneficio del riscatto automatico, che per definizione si applica solo agli anni del corso di studi universitari.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Agosto 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/riscatto-laurea.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-25 12:22:002026-08-25 09:38:05Riscatto laurea automatico per docenti e ATA: la proposta per equipararli ai militari