PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariPartita IVA ostetrica 2026: aprire come libera professionista, ATECO e contributiPartita IVA ostetrica 2026: aprire come libera professionista, ATECO e contributiL’ostetrica (o ostetrico) e’ una delle professioni sanitarie con maggior potenziale per la libera professione, grazie alla crescente domanda di assistenza personalizzata in gravidanza, parto e puerperio. Aprire la Partita IVA come ostetrica libera professionista nel 2026 significa scegliere tra un’ampia gamma di attivita’: corsi preparto, assistenza al parto a domicilio, supporto allattamento, consulenza perinatale, monitoraggio gravidanza fisiologica. Questa guida chiarisce ogni aspetto fiscale e previdenziale.L’ostetrica e’ una professione sanitaria regolamentata dalla Legge 1/2002 e dall’albo FNOPO (Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica). Come altre professioni sanitarie della L. 251/2000, non ha una cassa previdenziale dedicata e confluisce nella Gestione Separata INPS.Professione di ostetrica: requisiti per la libera professione Per esercitare come ostetrica libera professionista occorre:Laurea triennale in Ostetricia (o titolo equipollente)Iscrizione all’albo FNOPO (Ordine della Professione di Ostetrica) della propria provinciaPolizza RC professionale obbligatoria (Legge 24/2017 Gelli-Bianco): per chi opera in ambito sanitario e’ obbligatoria per legge con massimali adeguati all’attivita’, incluso il parto a domicilioEventuale autorizzazione comunale/ASL per specifiche attivita’ (parto a domicilio, apertura studio)L’ostetrica lavora in autonomia per le attivita’ di sua competenza (gravidanza fisiologica, parto eutocico, puerperio, allattamento) e in collaborazione con il medico per le situazioni patologiche.Codice ATECO per l’ostetrica libera professionista Codice ATECODescrizioneCoefficiente forfettario86.21.09Servizi degli studi medici generici e ostetrici78%Il codice 86.21.09 copre specificamente l’attivita’ ostetrica, insieme a quella del medico di base. Il coefficiente di redditivita’ e’ il 78%, identico a tutte le professioni sanitarie nel regime forfettario. E’ il codice piu’ corretto per l’ostetrica che svolge assistenza perinatale, corsi preparto e supporto domiciliare.Attivita’ tipiche dell’ostetrica libera professionista Corsi preparto: singoli o di coppia, in studio o domiciliare. Attivita’ con altissima domanda privata, esentabile IVA se resa nell’ambito dell’assistenza perinatale.Assistenza domiciliare in puerperio: visite domiciliari post-partum per cura della mamma e del neonato, supporto allattamento materno. Tra le attivita’ piu’ comuni delle ostetriche libere professioniste.Consulenza pre-concezionale: counseling per coppie che desiderano una gravidanza, valutazione rischi.Monitoraggio gravidanza fisiologica: visite ostetriche, cardiotocografia, ecografia ostetrica (se abilitata).Assistenza al parto a domicilio: attivita’ a piu’ alto rischio clinico, richiede RC professionale ad hoc con massimali specifici. Necessita di autorizzazione in alcune regioni.Corsi di allattamento e supporto post-partum: spesso in associazione con associazioni o consultori privati.Collaborazioni con case maternita’ e birth center privati: come libera professionista su chiamata o in convenzione.Regime forfettario per l’ostetrica: parametri 2026 Soglia ricavi: fino a 85.000 euro/anno nell’anno precedenteUscita immediata: se si superano 100.000 euro nello stesso annoCausa ostativa dipendente: reddito da lavoro dipendente anno precedente > 35.000 euro (L. 207/2024)Coefficiente redditività: 78%Imposta sostitutiva: 15% (5% startup per i primi 5 anni di nuova attivita’)Molte ostetriche lavorano sia come dipendenti in ospedale/clinica che come libere professioniste. Se lo stipendio da dipendente supera 35.000 euro, si perde il diritto al forfettario per la Partita IVA. Con stipendi tipici SSN di un’ostetrica (intorno ai 28.000-32.000 euro iniziali), spesso il forfettario e’ ancora accessibile.Contributi previdenziali: Gestione Separata INPS L’ostetrica libera professionista non ha una cassa di categoria dedicata. I contributi vanno alla Gestione Separata INPS:26,07% per ostetriche con sola Partita IVA (nessun’altra copertura)24% per ostetriche dipendenti SSN + P.IVA (hanno gia’ INPS dipendenti)In regime forfettario e’ possibile optare per la riduzione del 35% dell’aliquota contributiva. Con questa opzione: 26,07% diventa circa 16,95%; 24% diventa circa 15,60%. La riduzione abbassa il costo contributivo immediato ma riduce la pensione futura.Per un confronto completo con le altre casse sanitarie: Contributi previdenziali professioni sanitarie 2026.IVA e Sistema Tessera Sanitaria per ostetriche Le prestazioni sanitarie dell’ostetrica sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18 DPR 633/72, in quanto rese da professionista abilitato nell’esercizio di professione sanitaria soggetta a vigilanza. Questo vale per:Visite ostetriche, monitoraggi, cardiotocografiaCorsi preparto con contenuto clinico-sanitarioAssistenza al parto a domicilioSupporto allattamento e visite puerperaliCodice natura IVA: N4 in regime ordinario, N2.2 in regime forfettario.L’ostetrica e’ obbligata alla trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria per tutte le prestazioni erogate a persone fisiche (codice SP). La scadenza e’ mensile (entro fine mese successivo). Per la guida completa: Fatturazione Sistema Tessera Sanitaria 2026.RC professionale: obbligo Legge Gelli-Bianco per il parto domiciliare La Legge 24/2017 (Gelli-Bianco) rende obbligatoria la RC professionale per tutti i professionisti sanitari. Per l’ostetrica libera professionista e’ particolarmente importante scegliere una polizza che copra tutte le attivita’ effettivamente svolte.Il parto a domicilio e’ un’attivita’ ad alto rischio clinico e assicurativo: molte compagnie assicurative non coprono il parto domiciliare nella polizza standard, o lo coprono solo con massimali molto elevati e premi corrispondenti. Prima di avviare questa attivita’, e’ essenziale verificare la copertura assicurativa specifica. FNOPO mantiene un elenco di compagnie che offrono polizze idonee.Il parto domiciliare richiede inoltre in alcune regioni un’autorizzazione sanitaria specifica. Verificare la normativa regionale prima di avviare questa attivita’.Esempio di calcolo fiscale: ostetrica in forfettario Scenario: ostetrica con sola P.IVA, 35.000 euro di compensi annui, regime forfettario, primo anno di attivita’ (imposta 5%).Compensi lordi: 35.000 euroReddito forfettario (x 78%): 27.300 euroImposta sostitutiva (5% startup): 1.365 euroContributi GS INPS (26,07% su 27.300): 7.117 euroTotale imposte + contributi: 8.482 euroNetto disponibile: circa 26.518 euroCon la riduzione del 35% sui contributi GS INPS: contributi = 4.626 euro, netto disponibile = 29.009 euro. La riduzione contributiva migliora il netto immediato ma riduce la pensione futura: valutare in base alla propria situazione personale.Domande frequenti Posso fare corsi preparto senza aprire la P.IVA se sono dipendente?No. Se i corsi preparto generano compensi con carattere abituale (anche occasionalmente ricorrente), devono essere dichiarati come reddito di lavoro autonomo. Se si tratta di pochissime occasioni nell’anno (< 5.000 euro e carattere occasionale), potrebbero rientrare nelle prestazioni occasionali senza P.IVA, ma e' un confine sottile da valutare con il consulente fiscale.Il corso preparto e’ soggetto a IVA?Se il corso preparto e’ reso da un’ostetrica abilitata nell’ambito della preparazione alla nascita (attivita’ sanitaria preventiva), e’ esente IVA art. 10 n. 18. Se invece il corso ha prevalentemente contenuto educativo/formativo non sanitario, potrebbe essere soggetto a IVA. La distinzione dipende dal contenuto specifico e va valutata caso per caso.Devo trasmettere al Sistema TS anche per i corsi preparto?Si, se i corsi preparto sono qualificati come prestazioni sanitarie e i partecipanti sono persone fisiche. Il codice spesa da usare e’ SP (spesa sanitaria). Le spese per corsi preparto sono detraibili al 19% nel 730 del paziente se ricorrono i presupposti di prestazione sanitaria professionale.Conclusione L’ostetrica libera professionista ha di fronte un mercato in crescita: sempre piu’ famiglie cercano un’assistenza perinatale personalizzata che il SSN non riesce a garantire. Sul piano fiscale e previdenziale, il percorso e’ lineare: ATECO 86.21.09, regime forfettario quasi sempre conveniente, Gestione Separata INPS, esenzione IVA per le prestazioni sanitarie. Il nodo critico e’ la RC professionale per chi assiste i parti a domicilio.Per aprire la P.IVA da ostetrica, gestire la dichiarazione dei redditi e ottimizzare il carico fiscale e previdenziale, il team di CAF Centro Fiscale e’ a disposizione. Richiedi un preventivo personalizzato senza impegno.Leggi anche: Hub Professionisti Sanitari 2026, Partita IVA Infermiere, Sistema Tessera Sanitaria 2026, Aprire Partita IVA 2026.Richiedi preventivo gratuitoLuglio 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-20 09:00:002026-06-14 18:38:57Partita IVA ostetrica 2026: aprire come libera professionista, ATECO e contributi
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOFatturazione Ostetrica 2026: Guida Completa a Sistema TS, Cassa Previdenziale e 7 Tariffe AggiornateIndice dei contenutiL’ostetrica come professione sanitaria 2026Regime fiscale dell’ostetrica libera professione: forfettario o ordinarioSistema TS per ostetriche: trasmissione spese sanitarie 2026Divieto fattura via SdI per prestazioni a privati 2026Tariffe ostetrica 2026: prestazioni più richiesteVisita domiciliare: gestione fattura e detrazioneBollo 2 euro sulla fattura forfettaria ostetricaSoftware di fatturazione consigliati per ostetricheCassa previdenziale dell’ostetrica e contributi 2026FAQ sulla fatturazione ostetrica 2026La fatturazione ostetrica 2026 richiede attenzione a una serie di adempimenti specifici che ogni ostetrica libera professionista deve conoscere: dal Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS) al divieto permanente di emettere fatture elettroniche via SdI verso i pazienti privati, fino alla scelta del regime fiscale più vantaggioso e all’iscrizione alla giusta cassa previdenziale. Se hai aperto o stai per aprire la partita IVA come ostetrica, devi sapere che dal 2026 sono entrate definitivamente a regime alcune regole importanti, come il DLgs 81/2025 che rende permanente il divieto di fatturazione elettronica via Sistema di Interscambio per le prestazioni sanitarie verso privati. In questa guida pratica sulla fatturazione ostetrica 2026 analizziamo ogni aspetto: regime forfettario o ordinario, tariffe medie del mercato, bollo, software consigliato e contributi previdenziali. Per approfondire l’apertura partita IVA, leggi anche la nostra guida su come aprire la partita IVA. L’ostetrica come professione sanitaria 2026L’ostetrica è una professione sanitaria regolamentata, iscritta a un albo professionale obbligatorio gestito dalla FNOPO (Federazione Nazionale Ordini Professione Ostetrica). Nessuno può esercitare la professione senza laurea triennale in Ostetricia e iscrizione all’Ordine provinciale. Questa iscrizione, oltre a essere obbligatoria, comporta il pagamento di una quota annuale che vedremo essere fiscalmente deducibile.Dal punto di vista fiscale, l’ostetrica libera professione svolge un’attività classificata con il codice ATECO 86.94.02 (Attività delle ostetriche indipendenti), introdotto dalla nuova classificazione ATECO 2025 entrata in vigore dal 1° aprile 2025. Si tratta di un codice specifico dedicato alle ostetriche libere professioniste, che ha sostituito il precedente codice generico 86.90.29. È un dato fondamentale, perché determina il coefficiente di redditività in caso di adesione al regime forfettario: per le attività professionali sanitarie il coefficiente è fissato al 78%. In pratica, significa che il 78% dei tuoi compensi è considerato reddito tassabile, mentre il restante 22% è considerato un costo forfettario.La fatturazione ostetrica 2026 si distingue rispetto a quella di altre partite IVA per due caratteristiche centrali: l’obbligo di trasmissione dati al Sistema TS e l’esenzione IVA ai sensi dell’art. 10 c. 1 n. 18 DPR 633/72. Molte ostetriche operano in attività mista: dipendenti pubbliche o private in ospedale e contemporaneamente libere professioniste per visite, consulenze pre e post parto, corsi preparto.Documenti e iscrizioni obbligatoriePer esercitare come ostetrica partita IVA devi avere in regola:Iscrizione all’Ordine FNOPO provinciale (con quota annuale)Apertura partita IVA con codice ATECO 86.94.02Iscrizione INPS entro 30 giorni dall’apertura della partita IVAAssicurazione professionale RC obbligatoria (L. 24/2017, legge Gelli-Bianco)Accreditamento al Sistema TS per la trasmissione dei dati delle spese sanitariePEC e SPID per gli accessi telematici Regime fiscale dell’ostetrica libera professione: forfettario o ordinarioLa scelta del regime fiscale è una delle decisioni più importanti per la fatturazione ostetrica 2026. Le opzioni principali sono due: regime forfettario (con imposta sostitutiva al 5% o 15%) e regime ordinario (con IRPEF a scaglioni). L’imposta sostitutiva è una tassa unica che, in pratica, sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, IRAP. Per la maggioranza delle ostetriche libere professioniste, il regime forfettario 2026 è nettamente più conveniente. I requisiti principali sono compensi annui non superiori a 85.000 euro e redditi da lavoro dipendente dell’anno precedente non oltre 30.000 euro. Per scoprire tutti i dettagli, consulta la nostra guida sul regime forfettario 2026: requisiti e aliquote.Esempio numerico: ostetrica neoiscrittaSupponiamo che Giulia, ostetrica neolaureata, apra partita IVA nel 2026 in regime forfettario. Nel primo anno fattura 28.000 euro tra visite, consulenze allattamento e corsi preparto. I calcoli:Compensi 2026: 28.000 euroCoefficiente di redditività (ATECO 86.94.02 professioni sanitarie): 78%Reddito imponibile: 28.000 x 78% = 21.840 euroImposta sostitutiva al 5% (start-up, primi 5 anni): 1.092 euroContributi INPS: circa 4.600-5.100 euroTotale carico fiscale e contributivo: circa 5.700-6.200 euro su 28.000. Una pressione complessiva intorno al 20-22%, molto contenuta. In regime ordinario, sui medesimi compensi, la cifra salirebbe a circa 8.500-9.000 euro.Esempio numerico: ostetrica con attività avviataMarta, ostetrica con 7 anni di libera professione, ha superato lo start-up al 5% e fattura 55.000 euro annui. Applica l’aliquota ordinaria del 15%: reddito imponibile 55.000 x 78% = 42.900 euro, imposta sostitutiva al 15% = 6.435 euro. Anche al 15%, il forfettario resta competitivo. Per chi ha costi reali elevati (studio in affitto, attrezzature), il regime ordinario potrebbe risultare più vantaggioso. Una valutazione personalizzata è sempre necessaria. Sistema TS per ostetriche: trasmissione spese sanitarie 2026Il Sistema TS (Tessera Sanitaria) è il portale telematico gestito da Sogei per conto del MEF a cui ogni ostetrica libera professionista deve trasmettere i dati delle spese sanitarie sostenute dai pazienti. Questi dati confluiscono nella dichiarazione precompilata 730 e permettono ai cittadini di vedersi automaticamente la detrazione del 19% per le spese sanitarie.Novità 2026 fondamentale: dal 2025 la trasmissione è diventata annuale, non più semestrale, in base all’art. 5 del D.Lgs. 81/2025. Il calendario operativo per il biennio 2026/2027 è stato fissato dal DM MEF del 29 ottobre 2025. Per le spese sostenute nel 2026, la scadenza di invio è fissata al 1 febbraio 2027, con seconda finestra fino all’8 febbraio 2027 per rettifiche.Cosa devi trasmettere al Sistema TSCodice fiscale del paziente (salvo opposizione)Importo della spesa sanitariaData del pagamento (non della fattura)Tipologia di spesa con codice TK (prestazioni sanitarie professionali)Numero e data fatturaEventuale opposizione manifestata dal paziente Divieto fattura via SdI per prestazioni a privati 2026Una delle regole più importanti della fatturazione ostetrica 2026 riguarda il divieto permanente di emettere fatture elettroniche tramite Sistema di Interscambio (SdI) verso pazienti privati. Questo divieto, che fino al 2024 era prorogato di anno in anno, è diventato strutturale e definitivo con il DLgs 81/2025 del 12 giugno 2025. Emettere una fattura elettronica via SdI per una prestazione sanitaria verso un privato non è solo un errore formale, ma una violazione del GDPR sanzionabile dal Garante Privacy.Come si fatturano le prestazioni a privatiFattura cartacea oppure fattura PDF tradizionale (analogica)Da consegnare al paziente in modo diretto (di persona, via email, stampa)Con i dati del paziente per consentire la trasmissione al Sistema TSConservata digitalmente nei propri archivi per 10 anniQuando invece serve la fattura elettronica via SdIIl divieto riguarda solo le prestazioni verso privati cittadini. Restano obbligatorie le fatture elettroniche via SdI per: prestazioni verso cliniche, ospedali, RSA (B2B), consulenze a società e partite IVA (B2B), prestazioni verso la Pubblica Amministrazione come ASL, comuni, scuole (B2G). Molte ostetriche hanno un mix di entrambe le tipologie: il software di fatturazione deve gestire entrambi i canali. Tariffe ostetrica 2026: prestazioni più richiesteLe tariffe ostetrica 2026 non sono regolamentate da un tariffario nazionale obbligatorio: ogni ostetrica libera professione stabilisce liberamente i propri compensi in base a competenze, esperienza, area geografica e tipologia di servizio. Vediamo le tariffe medie di mercato 2026:Visita ostetrica ambulatoriale: 50-80 euroVisita ostetrica domiciliare: 70-110 euro (con maggiorazione km)Consulenza allattamento (in studio o domicilio): 50-80 euroCorso preparto di coppia individuale: 60-100 euro a incontroCorso preparto di gruppo: 200-400 euro a coppia (ciclo 6-10 incontri)Assistenza al parto a domicilio: 1.500-3.000 euro (forfait completo)Massaggio neonatale, ginnastica post parto: 40-60 euro a sedutaMonitoraggio in gravidanza (cardiotocografia): 60-90 euroQueste tariffe sono esenti IVA in quanto prestazioni sanitarie alla persona ex art. 10 c. 1 n. 18 DPR 633/72. In fattura va indicato tale riferimento come dicitura di esenzione, e per i forfettari va aggiunta anche la dicitura specifica del regime forfettario. Visita domiciliare: gestione fattura e detrazioneLa visita domiciliare è una delle prestazioni più richieste alle ostetriche libere professioniste, in particolare nelle prime settimane dopo il parto per il sostegno all’allattamento, il controllo della mamma e del neonato e la riabilitazione del pavimento pelvico. Il compenso per la visita domiciliare è generalmente più alto di quello ambulatoriale, perché include il tempo di spostamento. Per ostetriche in regime forfettario non esiste rimborso km separato: tutto è compenso e concorre al limite degli 85.000 euro.Detrazione 19% per il pazienteLa fattura per visita domiciliare dell’ostetrica è una spesa sanitaria detraibile al 19% nella dichiarazione 730 del paziente, oltre la franchigia di 129,11 euro complessivi annui. Per ottenere la detrazione, il pagamento deve essere tracciabile: bonifico, carta, bancomat, app di pagamento. Il contante non è più ammesso per le spese sanitarie verso liberi professionisti (L. 160/2019, art. 1 c. 679). Per approfondire, leggi la nostra guida sulle detrazioni fiscali.Esempio praticoAnna, ostetrica forfettaria, esegue una visita domiciliare a Sara il 15 marzo 2026. Compenso 90 euro pagati con bonifico istantaneo. La fattura andrà emessa in formato cartaceo o PDF (no SdI per privati), trasmessa al Sistema TS entro il 1 febbraio 2027, e apporterà la marca da bollo da 2 euro perché l’imponibile supera 77,47 euro.Bollo 2 euro sulla fattura forfettaria ostetricaUna particolarità della fatturazione ostetrica 2026 in regime forfettario è l’obbligo di apporre la marca da bollo da 2 euro sulle fatture il cui imponibile supera 77,47 euro. Questa regola deriva dal DPR 642/1972. L’ostetrica libera professione è soggetta al bollo perché in regime forfettario non applica IVA (codice N2.2) e in regime ordinario le prestazioni sono esenti IVA art. 10 c. 1 n. 18 DPR 633/72 (codice N4). La marca può essere materialmente applicata sulla fattura cartacea oppure assolta in modo virtuale.Chi paga il bollo: ostetrica o paziente?Per legge, l’imposta di bollo è a carico di chi emette la fattura, cioè l’ostetrica. Tuttavia, è prassi consolidata addebitarlo al paziente in fattura, indicando una riga separata: Marca da bollo art. 6 D.M. 17/06/2014 – 2 euro. Questo importo, se addebitato, non concorre alla base imponibile e non si somma ai compensi ai fini del limite forfettario. Per fatture sotto 77,47 euro non occorre il bollo.Software di fatturazione consigliati per ostetricheScegliere il software fatturazione ostetrica giusto fa la differenza tra una gestione fluida e un calvario quotidiano. Le esigenze specifiche dell’ostetrica libera professione sono: integrazione con il Sistema TS, gestione doppio canale fattura (cartacea/PDF per privati, elettronica SdI per cliniche e PA), configurazione regime forfettario pronta all’uso, calcolo automatico bollo da 2 euro, conservazione digitale a norma per 10 anni, fatturazione da smartphone dopo una visita domiciliare.Fatturazione Italia: la soluzione consigliata dal CAFTra le opzioni sul mercato, Fatturazione Italia è particolarmente apprezzata dalle ostetriche perché integra tutte le caratteristiche necessarie: Sistema TS in 1 click incluso in tutti i piani senza costi aggiuntivi, zero-config forfettario con diciture ed esenzioni preimpostate, prezzo bloccato per 3 anni dalla sottoscrizione, app mobile per fatturare in tempo reale al domicilio del paziente. Puoi visitare il sito di Fatturazione Italia per verificare le funzionalità. Il CAF Centro Fiscale può affiancarti nella configurazione iniziale. Cassa previdenziale dell’ostetrica e contributi 2026Una delle informazioni più fraintese sulla fatturazione ostetrica 2026 riguarda la cassa previdenziale. Le ostetriche libere professioniste NON sono iscritte a ENPAM. ENPAM è la cassa di medici e odontoiatri. La vecchia cassa ENPAO (Ente Nazionale Previdenza Ostetriche) è stata chiusa nel 1990 dalla Legge 249/1990, che ha assegnato le ostetriche libere professioniste alla Gestione INPS Commercianti.Contributi INPS Commercianti per ostetriche 2026Il quadro previdenziale per il 2026 è stato ufficializzato dalla Circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026:Aliquota contributiva 2026: 24,48% sul reddito d’impresaMinimale di reddito 2026: 18.808 euro (Circolare INPS n. 14 del 09/02/2026)Contributo minimo fisso annuo 2026: 4.611,64 euro (4 rate trimestrali)Massimale di reddito 2026: 93.707 euro per iscritti ante 31/12/1995, oppure 122.295 euro per iscritti dal 1° gennaio 1996Riduzione 35% forfettari: richiesta facoltativa per i contributi su minimale e fissoLa riduzione del 35% per i forfettari va richiesta espressamente entro il 28 febbraio di ogni anno tramite il CAF, altrimenti decade. Il contributo minimo annuo passerebbe da 4.611,64 euro a circa 3.000 euro (4.611,64 × 0,65). Attenzione: la riduzione comporta anche una riduzione proporzionale dell’anzianità contributiva ai fini pensionistici. Per approfondire l’iscrizione previdenziale di altre professioni sanitarie, leggi le nostre guide su partita IVA logopedista e partita IVA dentista 2026.Attenzione: ostetriche dipendenti che esercitano anche la libera professioneLe ostetriche che lavorano come dipendenti in ospedale e svolgono in parallelo la libera professione hanno una posizione particolare: il contributo fisso minimo INPS Commercianti non è dovuto se hanno già copertura previdenziale prevalente come dipendenti. In questo caso si paga solo il contributo percentuale sui compensi della libera professione. Una situazione frequente che richiede una valutazione personalizzata da parte del CAF. La fatturazione ostetrica 2026 richiede una gestione attenta di numerosi adempimenti: scelta del regime fiscale, iscrizione alla giusta cassa previdenziale (INPS Commercianti, non ENPAM), gestione del Sistema TS con scadenza annuale, rispetto del divieto di fatturazione elettronica SdI verso privati, applicazione del bollo da 2 euro. Sono regole complesse, ma con il giusto supporto diventano gestibili e ti permettono di concentrarti sulla professione. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste le ostetriche libere professioniste in ogni fase: apertura partita IVA, scelta del regime forfettario più adatto, accreditamento al Sistema TS, dichiarazione dei redditi annuale, gestione contributi INPS Commercianti.Domande Frequenti sulla fatturazione ostetrica 2026L’ostetrica libera professione e iscritta a ENPAM?No, le ostetriche non sono iscritte a ENPAM, che e la cassa di medici e odontoiatri. La vecchia cassa ostetriche ENPAO e stata chiusa nel 1990 dalla L. 249/1990. Da allora le ostetriche libere professioniste sono iscritte alla Gestione Commercianti INPS, con aliquota 24,48% e contributo minimo annuo di 4.611,64 euro (Circolare INPS 14/2026).Devo emettere fattura elettronica via SdI ai miei pazienti privati?No. Dal 2026 il divieto di fatturazione elettronica via SdI verso i privati per le prestazioni sanitarie e diventato permanente e definitivo con il DLgs 81/2025. Devi emettere fattura cartacea o PDF tradizionale. La fattura elettronica SdI resta obbligatoria solo per i committenti B2B (cliniche, societa) e B2G (PA).Quando devo inviare i dati al Sistema TS per il 2026?Dal 2025 la trasmissione al Sistema TS e annuale, non piu semestrale, in base all’art. 5 D.Lgs. 81/2025. Per le spese sanitarie del 2026, devi trasmettere i dati entro il 1 febbraio 2027, con seconda finestra fino all’8 febbraio 2027 per rettifiche (calendario fissato dal DM MEF 29/10/2025).Conviene il regime forfettario per un’ostetrica?Nella maggioranza dei casi si. Il regime forfettario 2026 applica un coefficiente di redditivita del 78% per le professioni sanitarie e un’imposta sostitutiva del 5% (primi 5 anni) o 15%. Su 35.000 euro di compensi, il carico fiscale e di circa 1.400 euro (al 5%) o 4.100 euro (al 15%), molto inferiore al regime ordinario. La convenienza dipende pero dai costi reali: una valutazione personalizzata con il CAF e sempre consigliata.Richiedi Assistenza per la Fatturazione OstetricaIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con apertura partita IVA, regime forfettario, accreditamento Sistema TS, dichiarazione dei redditi e contributi INPS Commercianti per ostetriche libere professioniste.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATIPARTITA IVA, Professionisti Sanitari Codice ATECO Professioni Sanitarie 2026: Tabella Completa con Coefficienti Codice ATECO Professioni Sanitarie 2026: Tabella Completa con CoefficientiScegliere il codice ATECO corretto è uno degli adempimenti fondamentali per ogni professionista sanitario che apre la partita IVA. Un codice sbagliato può comportare… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-01 10:00:002026-08-17 11:02:42Codice ATECO Professioni Sanitarie 2026: Tabella Completa con CoefficientiPARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO Superamento Soglia 85.000 Euro Forfettario 2026: Cosa Succede e Come Gestire il PassaggioHai superato o stai per superare i 85.000 euro in regime forfettario? Scopri cosa cambia, quando esci, come gestire IVA e IRPEF nel passaggio al regime ordinario. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-30 18:00:002026-08-30 09:46:44Superamento Soglia 85.000 Euro Forfettario 2026: Cosa Succede e Come Gestire il PassaggioMedici e Odontoiatri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti Sanitari Partita IVA Odontoiatra 2026: ATECO 862301, ENPAM Quota B e Sistema TS Hai appena conseguito l'abilitazione all'esercizio dell'odontoiatria e stai valutando come avviare la tua attività libero-professionale? Aprire la partita IVA da odontoiatra nel 2026 richiede attenzione a diversi adempimenti specifici: il… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-30 08:00:002026-08-29 08:35:20Partita IVA Odontoiatra 2026: ATECO 862301, ENPAM Quota B e Sistema TSCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Pubblicato su Google robert poletto 17/07/2026 Fantastici Pubblicato su Google Geanina Gaita 16/07/2026 Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleLuglio 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-16 09:00:002026-08-17 10:17:25Fatturazione Ostetrica 2026: Guida Completa a Sistema TS, Cassa Previdenziale e 7 Tariffe Aggiornate
PARTITA IVA, Professionisti Sanitari Codice ATECO Professioni Sanitarie 2026: Tabella Completa con Coefficienti Codice ATECO Professioni Sanitarie 2026: Tabella Completa con CoefficientiScegliere il codice ATECO corretto è uno degli adempimenti fondamentali per ogni professionista sanitario che apre la partita IVA. Un codice sbagliato può comportare… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-01 10:00:002026-08-17 11:02:42Codice ATECO Professioni Sanitarie 2026: Tabella Completa con Coefficienti
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO Superamento Soglia 85.000 Euro Forfettario 2026: Cosa Succede e Come Gestire il PassaggioHai superato o stai per superare i 85.000 euro in regime forfettario? Scopri cosa cambia, quando esci, come gestire IVA e IRPEF nel passaggio al regime ordinario. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-30 18:00:002026-08-30 09:46:44Superamento Soglia 85.000 Euro Forfettario 2026: Cosa Succede e Come Gestire il Passaggio
Medici e Odontoiatri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti Sanitari Partita IVA Odontoiatra 2026: ATECO 862301, ENPAM Quota B e Sistema TS Hai appena conseguito l'abilitazione all'esercizio dell'odontoiatria e stai valutando come avviare la tua attività libero-professionale? Aprire la partita IVA da odontoiatra nel 2026 richiede attenzione a diversi adempimenti specifici: il… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-30 08:00:002026-08-29 08:35:20Partita IVA Odontoiatra 2026: ATECO 862301, ENPAM Quota B e Sistema TS
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariPartita IVA ostetrica 2026: aprire come libera professionista, ATECO e contributiPartita IVA ostetrica 2026: aprire come libera professionista, ATECO e contributiL’ostetrica (o ostetrico) e’ una delle professioni sanitarie con maggior potenziale per la libera professione, grazie alla crescente domanda di assistenza personalizzata in gravidanza, parto e puerperio. Aprire la Partita IVA come ostetrica libera professionista nel 2026 significa scegliere tra un’ampia gamma di attivita’: corsi preparto, assistenza al parto a domicilio, supporto allattamento, consulenza perinatale, monitoraggio gravidanza fisiologica. Questa guida chiarisce ogni aspetto fiscale e previdenziale.L’ostetrica e’ una professione sanitaria regolamentata dalla Legge 1/2002 e dall’albo FNOPO (Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica). Come altre professioni sanitarie della L. 251/2000, non ha una cassa previdenziale dedicata e confluisce nella Gestione Separata INPS.Professione di ostetrica: requisiti per la libera professione Per esercitare come ostetrica libera professionista occorre:Laurea triennale in Ostetricia (o titolo equipollente)Iscrizione all’albo FNOPO (Ordine della Professione di Ostetrica) della propria provinciaPolizza RC professionale obbligatoria (Legge 24/2017 Gelli-Bianco): per chi opera in ambito sanitario e’ obbligatoria per legge con massimali adeguati all’attivita’, incluso il parto a domicilioEventuale autorizzazione comunale/ASL per specifiche attivita’ (parto a domicilio, apertura studio)L’ostetrica lavora in autonomia per le attivita’ di sua competenza (gravidanza fisiologica, parto eutocico, puerperio, allattamento) e in collaborazione con il medico per le situazioni patologiche.Codice ATECO per l’ostetrica libera professionista Codice ATECODescrizioneCoefficiente forfettario86.21.09Servizi degli studi medici generici e ostetrici78%Il codice 86.21.09 copre specificamente l’attivita’ ostetrica, insieme a quella del medico di base. Il coefficiente di redditivita’ e’ il 78%, identico a tutte le professioni sanitarie nel regime forfettario. E’ il codice piu’ corretto per l’ostetrica che svolge assistenza perinatale, corsi preparto e supporto domiciliare.Attivita’ tipiche dell’ostetrica libera professionista Corsi preparto: singoli o di coppia, in studio o domiciliare. Attivita’ con altissima domanda privata, esentabile IVA se resa nell’ambito dell’assistenza perinatale.Assistenza domiciliare in puerperio: visite domiciliari post-partum per cura della mamma e del neonato, supporto allattamento materno. Tra le attivita’ piu’ comuni delle ostetriche libere professioniste.Consulenza pre-concezionale: counseling per coppie che desiderano una gravidanza, valutazione rischi.Monitoraggio gravidanza fisiologica: visite ostetriche, cardiotocografia, ecografia ostetrica (se abilitata).Assistenza al parto a domicilio: attivita’ a piu’ alto rischio clinico, richiede RC professionale ad hoc con massimali specifici. Necessita di autorizzazione in alcune regioni.Corsi di allattamento e supporto post-partum: spesso in associazione con associazioni o consultori privati.Collaborazioni con case maternita’ e birth center privati: come libera professionista su chiamata o in convenzione.Regime forfettario per l’ostetrica: parametri 2026 Soglia ricavi: fino a 85.000 euro/anno nell’anno precedenteUscita immediata: se si superano 100.000 euro nello stesso annoCausa ostativa dipendente: reddito da lavoro dipendente anno precedente > 35.000 euro (L. 207/2024)Coefficiente redditività: 78%Imposta sostitutiva: 15% (5% startup per i primi 5 anni di nuova attivita’)Molte ostetriche lavorano sia come dipendenti in ospedale/clinica che come libere professioniste. Se lo stipendio da dipendente supera 35.000 euro, si perde il diritto al forfettario per la Partita IVA. Con stipendi tipici SSN di un’ostetrica (intorno ai 28.000-32.000 euro iniziali), spesso il forfettario e’ ancora accessibile.Contributi previdenziali: Gestione Separata INPS L’ostetrica libera professionista non ha una cassa di categoria dedicata. I contributi vanno alla Gestione Separata INPS:26,07% per ostetriche con sola Partita IVA (nessun’altra copertura)24% per ostetriche dipendenti SSN + P.IVA (hanno gia’ INPS dipendenti)In regime forfettario e’ possibile optare per la riduzione del 35% dell’aliquota contributiva. Con questa opzione: 26,07% diventa circa 16,95%; 24% diventa circa 15,60%. La riduzione abbassa il costo contributivo immediato ma riduce la pensione futura.Per un confronto completo con le altre casse sanitarie: Contributi previdenziali professioni sanitarie 2026.IVA e Sistema Tessera Sanitaria per ostetriche Le prestazioni sanitarie dell’ostetrica sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18 DPR 633/72, in quanto rese da professionista abilitato nell’esercizio di professione sanitaria soggetta a vigilanza. Questo vale per:Visite ostetriche, monitoraggi, cardiotocografiaCorsi preparto con contenuto clinico-sanitarioAssistenza al parto a domicilioSupporto allattamento e visite puerperaliCodice natura IVA: N4 in regime ordinario, N2.2 in regime forfettario.L’ostetrica e’ obbligata alla trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria per tutte le prestazioni erogate a persone fisiche (codice SP). La scadenza e’ mensile (entro fine mese successivo). Per la guida completa: Fatturazione Sistema Tessera Sanitaria 2026.RC professionale: obbligo Legge Gelli-Bianco per il parto domiciliare La Legge 24/2017 (Gelli-Bianco) rende obbligatoria la RC professionale per tutti i professionisti sanitari. Per l’ostetrica libera professionista e’ particolarmente importante scegliere una polizza che copra tutte le attivita’ effettivamente svolte.Il parto a domicilio e’ un’attivita’ ad alto rischio clinico e assicurativo: molte compagnie assicurative non coprono il parto domiciliare nella polizza standard, o lo coprono solo con massimali molto elevati e premi corrispondenti. Prima di avviare questa attivita’, e’ essenziale verificare la copertura assicurativa specifica. FNOPO mantiene un elenco di compagnie che offrono polizze idonee.Il parto domiciliare richiede inoltre in alcune regioni un’autorizzazione sanitaria specifica. Verificare la normativa regionale prima di avviare questa attivita’.Esempio di calcolo fiscale: ostetrica in forfettario Scenario: ostetrica con sola P.IVA, 35.000 euro di compensi annui, regime forfettario, primo anno di attivita’ (imposta 5%).Compensi lordi: 35.000 euroReddito forfettario (x 78%): 27.300 euroImposta sostitutiva (5% startup): 1.365 euroContributi GS INPS (26,07% su 27.300): 7.117 euroTotale imposte + contributi: 8.482 euroNetto disponibile: circa 26.518 euroCon la riduzione del 35% sui contributi GS INPS: contributi = 4.626 euro, netto disponibile = 29.009 euro. La riduzione contributiva migliora il netto immediato ma riduce la pensione futura: valutare in base alla propria situazione personale.Domande frequenti Posso fare corsi preparto senza aprire la P.IVA se sono dipendente?No. Se i corsi preparto generano compensi con carattere abituale (anche occasionalmente ricorrente), devono essere dichiarati come reddito di lavoro autonomo. Se si tratta di pochissime occasioni nell’anno (< 5.000 euro e carattere occasionale), potrebbero rientrare nelle prestazioni occasionali senza P.IVA, ma e' un confine sottile da valutare con il consulente fiscale.Il corso preparto e’ soggetto a IVA?Se il corso preparto e’ reso da un’ostetrica abilitata nell’ambito della preparazione alla nascita (attivita’ sanitaria preventiva), e’ esente IVA art. 10 n. 18. Se invece il corso ha prevalentemente contenuto educativo/formativo non sanitario, potrebbe essere soggetto a IVA. La distinzione dipende dal contenuto specifico e va valutata caso per caso.Devo trasmettere al Sistema TS anche per i corsi preparto?Si, se i corsi preparto sono qualificati come prestazioni sanitarie e i partecipanti sono persone fisiche. Il codice spesa da usare e’ SP (spesa sanitaria). Le spese per corsi preparto sono detraibili al 19% nel 730 del paziente se ricorrono i presupposti di prestazione sanitaria professionale.Conclusione L’ostetrica libera professionista ha di fronte un mercato in crescita: sempre piu’ famiglie cercano un’assistenza perinatale personalizzata che il SSN non riesce a garantire. Sul piano fiscale e previdenziale, il percorso e’ lineare: ATECO 86.21.09, regime forfettario quasi sempre conveniente, Gestione Separata INPS, esenzione IVA per le prestazioni sanitarie. Il nodo critico e’ la RC professionale per chi assiste i parti a domicilio.Per aprire la P.IVA da ostetrica, gestire la dichiarazione dei redditi e ottimizzare il carico fiscale e previdenziale, il team di CAF Centro Fiscale e’ a disposizione. Richiedi un preventivo personalizzato senza impegno.Leggi anche: Hub Professionisti Sanitari 2026, Partita IVA Infermiere, Sistema Tessera Sanitaria 2026, Aprire Partita IVA 2026.Richiedi preventivo gratuitoLuglio 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-20 09:00:002026-06-14 18:38:57Partita IVA ostetrica 2026: aprire come libera professionista, ATECO e contributi
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOFatturazione Ostetrica 2026: Guida Completa a Sistema TS, Cassa Previdenziale e 7 Tariffe AggiornateIndice dei contenutiL’ostetrica come professione sanitaria 2026Regime fiscale dell’ostetrica libera professione: forfettario o ordinarioSistema TS per ostetriche: trasmissione spese sanitarie 2026Divieto fattura via SdI per prestazioni a privati 2026Tariffe ostetrica 2026: prestazioni più richiesteVisita domiciliare: gestione fattura e detrazioneBollo 2 euro sulla fattura forfettaria ostetricaSoftware di fatturazione consigliati per ostetricheCassa previdenziale dell’ostetrica e contributi 2026FAQ sulla fatturazione ostetrica 2026La fatturazione ostetrica 2026 richiede attenzione a una serie di adempimenti specifici che ogni ostetrica libera professionista deve conoscere: dal Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS) al divieto permanente di emettere fatture elettroniche via SdI verso i pazienti privati, fino alla scelta del regime fiscale più vantaggioso e all’iscrizione alla giusta cassa previdenziale. Se hai aperto o stai per aprire la partita IVA come ostetrica, devi sapere che dal 2026 sono entrate definitivamente a regime alcune regole importanti, come il DLgs 81/2025 che rende permanente il divieto di fatturazione elettronica via Sistema di Interscambio per le prestazioni sanitarie verso privati. In questa guida pratica sulla fatturazione ostetrica 2026 analizziamo ogni aspetto: regime forfettario o ordinario, tariffe medie del mercato, bollo, software consigliato e contributi previdenziali. Per approfondire l’apertura partita IVA, leggi anche la nostra guida su come aprire la partita IVA. L’ostetrica come professione sanitaria 2026L’ostetrica è una professione sanitaria regolamentata, iscritta a un albo professionale obbligatorio gestito dalla FNOPO (Federazione Nazionale Ordini Professione Ostetrica). Nessuno può esercitare la professione senza laurea triennale in Ostetricia e iscrizione all’Ordine provinciale. Questa iscrizione, oltre a essere obbligatoria, comporta il pagamento di una quota annuale che vedremo essere fiscalmente deducibile.Dal punto di vista fiscale, l’ostetrica libera professione svolge un’attività classificata con il codice ATECO 86.94.02 (Attività delle ostetriche indipendenti), introdotto dalla nuova classificazione ATECO 2025 entrata in vigore dal 1° aprile 2025. Si tratta di un codice specifico dedicato alle ostetriche libere professioniste, che ha sostituito il precedente codice generico 86.90.29. È un dato fondamentale, perché determina il coefficiente di redditività in caso di adesione al regime forfettario: per le attività professionali sanitarie il coefficiente è fissato al 78%. In pratica, significa che il 78% dei tuoi compensi è considerato reddito tassabile, mentre il restante 22% è considerato un costo forfettario.La fatturazione ostetrica 2026 si distingue rispetto a quella di altre partite IVA per due caratteristiche centrali: l’obbligo di trasmissione dati al Sistema TS e l’esenzione IVA ai sensi dell’art. 10 c. 1 n. 18 DPR 633/72. Molte ostetriche operano in attività mista: dipendenti pubbliche o private in ospedale e contemporaneamente libere professioniste per visite, consulenze pre e post parto, corsi preparto.Documenti e iscrizioni obbligatoriePer esercitare come ostetrica partita IVA devi avere in regola:Iscrizione all’Ordine FNOPO provinciale (con quota annuale)Apertura partita IVA con codice ATECO 86.94.02Iscrizione INPS entro 30 giorni dall’apertura della partita IVAAssicurazione professionale RC obbligatoria (L. 24/2017, legge Gelli-Bianco)Accreditamento al Sistema TS per la trasmissione dei dati delle spese sanitariePEC e SPID per gli accessi telematici Regime fiscale dell’ostetrica libera professione: forfettario o ordinarioLa scelta del regime fiscale è una delle decisioni più importanti per la fatturazione ostetrica 2026. Le opzioni principali sono due: regime forfettario (con imposta sostitutiva al 5% o 15%) e regime ordinario (con IRPEF a scaglioni). L’imposta sostitutiva è una tassa unica che, in pratica, sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, IRAP. Per la maggioranza delle ostetriche libere professioniste, il regime forfettario 2026 è nettamente più conveniente. I requisiti principali sono compensi annui non superiori a 85.000 euro e redditi da lavoro dipendente dell’anno precedente non oltre 30.000 euro. Per scoprire tutti i dettagli, consulta la nostra guida sul regime forfettario 2026: requisiti e aliquote.Esempio numerico: ostetrica neoiscrittaSupponiamo che Giulia, ostetrica neolaureata, apra partita IVA nel 2026 in regime forfettario. Nel primo anno fattura 28.000 euro tra visite, consulenze allattamento e corsi preparto. I calcoli:Compensi 2026: 28.000 euroCoefficiente di redditività (ATECO 86.94.02 professioni sanitarie): 78%Reddito imponibile: 28.000 x 78% = 21.840 euroImposta sostitutiva al 5% (start-up, primi 5 anni): 1.092 euroContributi INPS: circa 4.600-5.100 euroTotale carico fiscale e contributivo: circa 5.700-6.200 euro su 28.000. Una pressione complessiva intorno al 20-22%, molto contenuta. In regime ordinario, sui medesimi compensi, la cifra salirebbe a circa 8.500-9.000 euro.Esempio numerico: ostetrica con attività avviataMarta, ostetrica con 7 anni di libera professione, ha superato lo start-up al 5% e fattura 55.000 euro annui. Applica l’aliquota ordinaria del 15%: reddito imponibile 55.000 x 78% = 42.900 euro, imposta sostitutiva al 15% = 6.435 euro. Anche al 15%, il forfettario resta competitivo. Per chi ha costi reali elevati (studio in affitto, attrezzature), il regime ordinario potrebbe risultare più vantaggioso. Una valutazione personalizzata è sempre necessaria. Sistema TS per ostetriche: trasmissione spese sanitarie 2026Il Sistema TS (Tessera Sanitaria) è il portale telematico gestito da Sogei per conto del MEF a cui ogni ostetrica libera professionista deve trasmettere i dati delle spese sanitarie sostenute dai pazienti. Questi dati confluiscono nella dichiarazione precompilata 730 e permettono ai cittadini di vedersi automaticamente la detrazione del 19% per le spese sanitarie.Novità 2026 fondamentale: dal 2025 la trasmissione è diventata annuale, non più semestrale, in base all’art. 5 del D.Lgs. 81/2025. Il calendario operativo per il biennio 2026/2027 è stato fissato dal DM MEF del 29 ottobre 2025. Per le spese sostenute nel 2026, la scadenza di invio è fissata al 1 febbraio 2027, con seconda finestra fino all’8 febbraio 2027 per rettifiche.Cosa devi trasmettere al Sistema TSCodice fiscale del paziente (salvo opposizione)Importo della spesa sanitariaData del pagamento (non della fattura)Tipologia di spesa con codice TK (prestazioni sanitarie professionali)Numero e data fatturaEventuale opposizione manifestata dal paziente Divieto fattura via SdI per prestazioni a privati 2026Una delle regole più importanti della fatturazione ostetrica 2026 riguarda il divieto permanente di emettere fatture elettroniche tramite Sistema di Interscambio (SdI) verso pazienti privati. Questo divieto, che fino al 2024 era prorogato di anno in anno, è diventato strutturale e definitivo con il DLgs 81/2025 del 12 giugno 2025. Emettere una fattura elettronica via SdI per una prestazione sanitaria verso un privato non è solo un errore formale, ma una violazione del GDPR sanzionabile dal Garante Privacy.Come si fatturano le prestazioni a privatiFattura cartacea oppure fattura PDF tradizionale (analogica)Da consegnare al paziente in modo diretto (di persona, via email, stampa)Con i dati del paziente per consentire la trasmissione al Sistema TSConservata digitalmente nei propri archivi per 10 anniQuando invece serve la fattura elettronica via SdIIl divieto riguarda solo le prestazioni verso privati cittadini. Restano obbligatorie le fatture elettroniche via SdI per: prestazioni verso cliniche, ospedali, RSA (B2B), consulenze a società e partite IVA (B2B), prestazioni verso la Pubblica Amministrazione come ASL, comuni, scuole (B2G). Molte ostetriche hanno un mix di entrambe le tipologie: il software di fatturazione deve gestire entrambi i canali. Tariffe ostetrica 2026: prestazioni più richiesteLe tariffe ostetrica 2026 non sono regolamentate da un tariffario nazionale obbligatorio: ogni ostetrica libera professione stabilisce liberamente i propri compensi in base a competenze, esperienza, area geografica e tipologia di servizio. Vediamo le tariffe medie di mercato 2026:Visita ostetrica ambulatoriale: 50-80 euroVisita ostetrica domiciliare: 70-110 euro (con maggiorazione km)Consulenza allattamento (in studio o domicilio): 50-80 euroCorso preparto di coppia individuale: 60-100 euro a incontroCorso preparto di gruppo: 200-400 euro a coppia (ciclo 6-10 incontri)Assistenza al parto a domicilio: 1.500-3.000 euro (forfait completo)Massaggio neonatale, ginnastica post parto: 40-60 euro a sedutaMonitoraggio in gravidanza (cardiotocografia): 60-90 euroQueste tariffe sono esenti IVA in quanto prestazioni sanitarie alla persona ex art. 10 c. 1 n. 18 DPR 633/72. In fattura va indicato tale riferimento come dicitura di esenzione, e per i forfettari va aggiunta anche la dicitura specifica del regime forfettario. Visita domiciliare: gestione fattura e detrazioneLa visita domiciliare è una delle prestazioni più richieste alle ostetriche libere professioniste, in particolare nelle prime settimane dopo il parto per il sostegno all’allattamento, il controllo della mamma e del neonato e la riabilitazione del pavimento pelvico. Il compenso per la visita domiciliare è generalmente più alto di quello ambulatoriale, perché include il tempo di spostamento. Per ostetriche in regime forfettario non esiste rimborso km separato: tutto è compenso e concorre al limite degli 85.000 euro.Detrazione 19% per il pazienteLa fattura per visita domiciliare dell’ostetrica è una spesa sanitaria detraibile al 19% nella dichiarazione 730 del paziente, oltre la franchigia di 129,11 euro complessivi annui. Per ottenere la detrazione, il pagamento deve essere tracciabile: bonifico, carta, bancomat, app di pagamento. Il contante non è più ammesso per le spese sanitarie verso liberi professionisti (L. 160/2019, art. 1 c. 679). Per approfondire, leggi la nostra guida sulle detrazioni fiscali.Esempio praticoAnna, ostetrica forfettaria, esegue una visita domiciliare a Sara il 15 marzo 2026. Compenso 90 euro pagati con bonifico istantaneo. La fattura andrà emessa in formato cartaceo o PDF (no SdI per privati), trasmessa al Sistema TS entro il 1 febbraio 2027, e apporterà la marca da bollo da 2 euro perché l’imponibile supera 77,47 euro.Bollo 2 euro sulla fattura forfettaria ostetricaUna particolarità della fatturazione ostetrica 2026 in regime forfettario è l’obbligo di apporre la marca da bollo da 2 euro sulle fatture il cui imponibile supera 77,47 euro. Questa regola deriva dal DPR 642/1972. L’ostetrica libera professione è soggetta al bollo perché in regime forfettario non applica IVA (codice N2.2) e in regime ordinario le prestazioni sono esenti IVA art. 10 c. 1 n. 18 DPR 633/72 (codice N4). La marca può essere materialmente applicata sulla fattura cartacea oppure assolta in modo virtuale.Chi paga il bollo: ostetrica o paziente?Per legge, l’imposta di bollo è a carico di chi emette la fattura, cioè l’ostetrica. Tuttavia, è prassi consolidata addebitarlo al paziente in fattura, indicando una riga separata: Marca da bollo art. 6 D.M. 17/06/2014 – 2 euro. Questo importo, se addebitato, non concorre alla base imponibile e non si somma ai compensi ai fini del limite forfettario. Per fatture sotto 77,47 euro non occorre il bollo.Software di fatturazione consigliati per ostetricheScegliere il software fatturazione ostetrica giusto fa la differenza tra una gestione fluida e un calvario quotidiano. Le esigenze specifiche dell’ostetrica libera professione sono: integrazione con il Sistema TS, gestione doppio canale fattura (cartacea/PDF per privati, elettronica SdI per cliniche e PA), configurazione regime forfettario pronta all’uso, calcolo automatico bollo da 2 euro, conservazione digitale a norma per 10 anni, fatturazione da smartphone dopo una visita domiciliare.Fatturazione Italia: la soluzione consigliata dal CAFTra le opzioni sul mercato, Fatturazione Italia è particolarmente apprezzata dalle ostetriche perché integra tutte le caratteristiche necessarie: Sistema TS in 1 click incluso in tutti i piani senza costi aggiuntivi, zero-config forfettario con diciture ed esenzioni preimpostate, prezzo bloccato per 3 anni dalla sottoscrizione, app mobile per fatturare in tempo reale al domicilio del paziente. Puoi visitare il sito di Fatturazione Italia per verificare le funzionalità. Il CAF Centro Fiscale può affiancarti nella configurazione iniziale. Cassa previdenziale dell’ostetrica e contributi 2026Una delle informazioni più fraintese sulla fatturazione ostetrica 2026 riguarda la cassa previdenziale. Le ostetriche libere professioniste NON sono iscritte a ENPAM. ENPAM è la cassa di medici e odontoiatri. La vecchia cassa ENPAO (Ente Nazionale Previdenza Ostetriche) è stata chiusa nel 1990 dalla Legge 249/1990, che ha assegnato le ostetriche libere professioniste alla Gestione INPS Commercianti.Contributi INPS Commercianti per ostetriche 2026Il quadro previdenziale per il 2026 è stato ufficializzato dalla Circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026:Aliquota contributiva 2026: 24,48% sul reddito d’impresaMinimale di reddito 2026: 18.808 euro (Circolare INPS n. 14 del 09/02/2026)Contributo minimo fisso annuo 2026: 4.611,64 euro (4 rate trimestrali)Massimale di reddito 2026: 93.707 euro per iscritti ante 31/12/1995, oppure 122.295 euro per iscritti dal 1° gennaio 1996Riduzione 35% forfettari: richiesta facoltativa per i contributi su minimale e fissoLa riduzione del 35% per i forfettari va richiesta espressamente entro il 28 febbraio di ogni anno tramite il CAF, altrimenti decade. Il contributo minimo annuo passerebbe da 4.611,64 euro a circa 3.000 euro (4.611,64 × 0,65). Attenzione: la riduzione comporta anche una riduzione proporzionale dell’anzianità contributiva ai fini pensionistici. Per approfondire l’iscrizione previdenziale di altre professioni sanitarie, leggi le nostre guide su partita IVA logopedista e partita IVA dentista 2026.Attenzione: ostetriche dipendenti che esercitano anche la libera professioneLe ostetriche che lavorano come dipendenti in ospedale e svolgono in parallelo la libera professione hanno una posizione particolare: il contributo fisso minimo INPS Commercianti non è dovuto se hanno già copertura previdenziale prevalente come dipendenti. In questo caso si paga solo il contributo percentuale sui compensi della libera professione. Una situazione frequente che richiede una valutazione personalizzata da parte del CAF. La fatturazione ostetrica 2026 richiede una gestione attenta di numerosi adempimenti: scelta del regime fiscale, iscrizione alla giusta cassa previdenziale (INPS Commercianti, non ENPAM), gestione del Sistema TS con scadenza annuale, rispetto del divieto di fatturazione elettronica SdI verso privati, applicazione del bollo da 2 euro. Sono regole complesse, ma con il giusto supporto diventano gestibili e ti permettono di concentrarti sulla professione. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste le ostetriche libere professioniste in ogni fase: apertura partita IVA, scelta del regime forfettario più adatto, accreditamento al Sistema TS, dichiarazione dei redditi annuale, gestione contributi INPS Commercianti.Domande Frequenti sulla fatturazione ostetrica 2026L’ostetrica libera professione e iscritta a ENPAM?No, le ostetriche non sono iscritte a ENPAM, che e la cassa di medici e odontoiatri. La vecchia cassa ostetriche ENPAO e stata chiusa nel 1990 dalla L. 249/1990. Da allora le ostetriche libere professioniste sono iscritte alla Gestione Commercianti INPS, con aliquota 24,48% e contributo minimo annuo di 4.611,64 euro (Circolare INPS 14/2026).Devo emettere fattura elettronica via SdI ai miei pazienti privati?No. Dal 2026 il divieto di fatturazione elettronica via SdI verso i privati per le prestazioni sanitarie e diventato permanente e definitivo con il DLgs 81/2025. Devi emettere fattura cartacea o PDF tradizionale. La fattura elettronica SdI resta obbligatoria solo per i committenti B2B (cliniche, societa) e B2G (PA).Quando devo inviare i dati al Sistema TS per il 2026?Dal 2025 la trasmissione al Sistema TS e annuale, non piu semestrale, in base all’art. 5 D.Lgs. 81/2025. Per le spese sanitarie del 2026, devi trasmettere i dati entro il 1 febbraio 2027, con seconda finestra fino all’8 febbraio 2027 per rettifiche (calendario fissato dal DM MEF 29/10/2025).Conviene il regime forfettario per un’ostetrica?Nella maggioranza dei casi si. Il regime forfettario 2026 applica un coefficiente di redditivita del 78% per le professioni sanitarie e un’imposta sostitutiva del 5% (primi 5 anni) o 15%. Su 35.000 euro di compensi, il carico fiscale e di circa 1.400 euro (al 5%) o 4.100 euro (al 15%), molto inferiore al regime ordinario. La convenienza dipende pero dai costi reali: una valutazione personalizzata con il CAF e sempre consigliata.Richiedi Assistenza per la Fatturazione OstetricaIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con apertura partita IVA, regime forfettario, accreditamento Sistema TS, dichiarazione dei redditi e contributi INPS Commercianti per ostetriche libere professioniste.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATIPARTITA IVA, Professionisti Sanitari Codice ATECO Professioni Sanitarie 2026: Tabella Completa con Coefficienti Codice ATECO Professioni Sanitarie 2026: Tabella Completa con CoefficientiScegliere il codice ATECO corretto è uno degli adempimenti fondamentali per ogni professionista sanitario che apre la partita IVA. Un codice sbagliato può comportare… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-01 10:00:002026-08-17 11:02:42Codice ATECO Professioni Sanitarie 2026: Tabella Completa con CoefficientiPARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO Superamento Soglia 85.000 Euro Forfettario 2026: Cosa Succede e Come Gestire il PassaggioHai superato o stai per superare i 85.000 euro in regime forfettario? 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Aprire la partita IVA da odontoiatra nel 2026 richiede attenzione a diversi adempimenti specifici: il… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-30 08:00:002026-08-29 08:35:20Partita IVA Odontoiatra 2026: ATECO 862301, ENPAM Quota B e Sistema TSCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Pubblicato su Google robert poletto 17/07/2026 Fantastici Pubblicato su Google Geanina Gaita 16/07/2026 Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleLuglio 16, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-16 09:00:002026-08-17 10:17:25Fatturazione Ostetrica 2026: Guida Completa a Sistema TS, Cassa Previdenziale e 7 Tariffe Aggiornate
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