CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIABonus Barriere Architettoniche 2026: Stop al 75%, Detrazione al 50% e 36%Il bonus barriere architettoniche 2026 ha subito una trasformazione radicale rispetto agli anni precedenti. La detrazione del 75% introdotta dalla Legge di Bilancio 2022 (art. 119-ter del DL 34/2020) non e piu applicabile alle spese sostenute dopo il 31 dicembre 2025, salvo casi particolari legati a lavori gia avviati con specifiche condizioni. Per il 2026, chi vuole eliminare le barriere architettoniche nella propria abitazione deve orientarsi su percorsi alternativi: principalmente la detrazione del 50% prevista dall’art. 16-bis del TUIR per le ristrutturazioni edilizie, oppure la detrazione ridotta al 36% valida per immobili diversi dalla prima casa. Questa guida aggiornata spiega nel dettaglio cosa e ancora possibile, quali interventi rientrano, come calcolare il risparmio fiscale e quali documenti preparare.📬Resta aggiornato sulle novita fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCosa e cambiato dal 2024 al 2026: addio al bonus 75%Detrazione 50% e 36%: come funziona nel 2026Quali interventi sono ammessi nel 2026Limiti di spesa e tetti agevolabiliRequisiti tecnici: il DM 236/1989Cessione del credito e sconto in fattura nel 2026Esempi pratici di calcolo del risparmio fiscaleDocumenti necessari: asseverazione, bonifico e fatture parlantiTabella riepilogativa: confronto tra le detrazioni disponibiliDomande frequenti sul bonus barriere architettoniche 2026Cosa e cambiato dal 2024 al 2026: addio al bonus 75%Il bonus barriere architettoniche al 75% e stato introdotto dall’articolo 119-ter del Decreto Legge 34/2020 (Decreto Rilancio), in origine previsto per le spese sostenute nel 2022. Successivamente prorogato e modificato, ha subito un drastico ridimensionamento attraverso due interventi legislativi fondamentali:Decreto Legge 212/2023 (convertito con Legge 17/2024): ha introdotto per la prima volta paletti significativi, limitando la cessione del credito e lo sconto in fattura per il bonus 75% e restringendo il perimetro degli interventi ammissibili.Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024): ha sancito la definitiva scadenza del bonus 75% al 31 dicembre 2025, senza proroghe. Dal 1° gennaio 2026, la detrazione del 75% non e piu applicabile per le nuove spese, salvo lavori in corso con condizioni specifiche.In pratica, nessuna spesa sostenuta nel 2026 per l’eliminazione di barriere architettoniche puo beneficiare della detrazione al 75%. Chi ha avviato lavori entro il 31 dicembre 2025 e li ha completati (con relativa spesa sostenuta entro tale data) puo ancora fruire del vecchio incentivo in dichiarazione dei redditi. Per tutti gli altri, la strada obbligata passa per la detrazione ordinaria sulle ristrutturazioni edilizie, disciplinata dall’art. 16-bis del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). Detrazione 50% e 36%: come funziona nel 2026Dal 2026, l’agevolazione fiscale per l’eliminazione delle barriere architettoniche si articola su due aliquote principali, entrambe previste dall’art. 16-bis del TUIR e dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024):Detrazione del 50% (prima casa)La detrazione del 50% si applica alle spese per interventi di ristrutturazione edilizia sostenute su unita immobiliari adibite ad abitazione principale (prima casa). Questa aliquota e valida per il 2025 e il 2026 grazie alla Legge di Bilancio 2025, che ha confermato il mantenimento del 50% (anziche il ritorno al 36% previsto dalla normativa base) per le abitazioni principali. Gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche rientrano pienamente tra le ristrutturazioni edilizie agevolabili ai sensi dell’art. 16-bis, comma 1, lettera e) del TUIR.Detrazione del 36% (altri immobili)La detrazione del 36% si applica invece alle spese sostenute su immobili diversi dall’abitazione principale: seconde case, immobili locati, immobili di proprieta non utilizzati come dimora abituale. Questa aliquota e quella “base” prevista dall’art. 16-bis del TUIR, tornata applicabile per tutti gli immobili diversi dalla prima casa a partire dal 2025, con la fine delle proroghe che storicamente avevano mantenuto il 50% per tutte le tipologie.In entrambi i casi, la detrazione si porta in dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF) in 10 quote annuali di pari importo, a partire dall’anno in cui la spesa e sostenuta. Quali interventi sono ammessi nel 2026Gli interventi ammessi dalla detrazione sulle ristrutturazioni edilizie (art. 16-bis TUIR) comprendono tutte le opere finalizzate all’eliminazione delle barriere architettoniche, vale a dire quegli ostacoli fisici che impediscono o rendono difficoltosa la vita quotidiana a persone con disabilita motoria, sensoriale o cognitiva. Non e necessario che il richiedente sia portatore di handicap: la detrazione spetta a tutti i contribuenti che eseguono tali lavori.Gli interventi piu comuni agevolabili nel 2026 comprendono:Installazione di ascensori e montacarichi: installazione ex novo o ampliamento di impianti elevatori in edifici privi di ascensore o con cabine non conformi alle norme di accessibilita.Installazione di servoscala e montascale: dispositivi elettromeccanici che permettono la salita e la discesa lungo scale esistenti a persone con difficolta motorie.Costruzione di rampe di accesso: realizzazione di percorsi in pendenza che sostituiscono gradini all’ingresso dell’edificio o all’accesso ai vari locali.Adeguamento dei bagni: installazione di maniglioni antipanico, allargamento delle porte, realizzazione di docce a pavimento (walk-in shower), sostituzione di vasca con box doccia accessibile.Allargamento di porte e varchi: ampliamento di porte o finestre-porta per consentire il passaggio di carrozzine (larghezza minima 75-80 cm).Modifica di pavimentazioni: realizzazione di pavimenti antisdrucciolo, rimozione di dislivelli, installazione di segnaletica tattile a pavimento.Adeguamento degli spazi interni: modifiche agli ambienti domestici per rendere i percorsi fruibili da persone su sedia a rotelle (corridoi, cucine, camere).Impianti di automazione: sistemi domotici per l’apertura automatica di porte, finestre, tapparelle, a vantaggio di chi ha limitazioni motorie agli arti superiori. Limiti di spesa e tetti agevolabiliI limiti di spesa per la detrazione ex art. 16-bis TUIR sono unici per tutte le tipologie di intervento e si applicano per unita immobiliare. Il tetto massimo di spesa agevolabile e pari a 96.000 euro per unita immobiliare per ciascun anno solare. Questo limite si riferisce all’importo complessivo di tutte le spese di ristrutturazione edilizia sostenute nell’anno sull’immobile: se hai gia eseguito altri lavori (es. rifacimento bagno, tinteggiatura, cambio infissi), le spese per le barriere architettoniche si sommano agli altri interventi fino al raggiungimento del tetto.Riepilogo limiti e detrazioni massime ottenibili:Tipologia immobileAliquota detrazioneSpesa massima agevolabileDetrazione massima totaleDetrazione annua (10 anni)Prima casa (abitazione principale)50%96.000 euro48.000 euro4.800 euro/annoSeconda casa / altri immobili36%96.000 euro34.560 euro3.456 euro/annoNota importante: il limite di 96.000 euro e per unita immobiliare e per anno. Se l’immobile e in comproprietà, ogni comproprietario puo detrarre le spese in proporzione alla sua quota di proprieta. Ad esempio, due coniugi comproprietari al 50% che spendono 60.000 euro possono detrarre ciascuno il 50% di spesa, cio 30.000 euro, con una detrazione del 50% pari a 15.000 euro a testa (1.500 euro/anno per 10 anni). Requisiti tecnici: il DM 236/1989Per beneficiare della detrazione fiscale, gli interventi devono essere conformi ai requisiti tecnici minimi previsti dal Decreto Ministeriale 14 giugno 1989, n. 236 (“Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilita, l’adattabilita e la visitabilita degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata”). Questo decreto, ancora in vigore e applicabile anche nel 2026, stabilisce le misure minime per la piena accessibilita delle abitazioni.I requisiti tecnici principali da rispettare riguardano:Porte: larghezza minima di 75 cm per le porte interne, 80 cm per la porta d’ingresso. Lo spazio di manovra laterale alla porta deve essere almeno 60 cm sul lato maniglia e 15 cm sul lato cerniere.Corridoi e disimpegni: larghezza minima di 100 cm; punti di allargamento a 150 cm ogni 10 metri per consentire l’inversione di marcia della carrozzina.Rampe: pendenza massima dell’8%, larghezza minima 90 cm, con corrimani su entrambi i lati a 90 cm di altezza. Per rampe oltre i 10 metri, obbligo di ripiani orizzontali intermedi.Ascensori: cabina minima di 130 cm di profondita e 95 cm di larghezza. La porta deve avere una luce di almeno 80 cm. Pulsantiera entro 120 cm da terra, preferibilmente con Braille.Bagni accessibili: spazio di manovra antistante wc e doccia di almeno 80×150 cm, maniglioni di sostegno a 80 cm da terra, doccia a livello del pavimento senza piatto rialzato.Pavimentazioni: materiali antisdrucciolo certificati con coefficiente di attrito dinamico non inferiore a 0,40 in condizioni asciutte.L’agenzia delle Entrate, con varie circolari (tra cui la Circolare 43/E del 2016 e i successivi chiarimenti), ha confermato che il mancato rispetto dei requisiti tecnici del DM 236/1989 comporta la decadenza dal beneficio fiscale. E quindi fondamentale che l’impresa esecutrice rilasci un’asseverazione tecnica che attesti la conformita dei lavori al decreto. Cessione del credito e sconto in fattura nel 2026La cessione del credito e lo sconto in fattura per gli interventi di ristrutturazione edilizia ordinaria (compresa l’eliminazione di barriere architettoniche in regime 50%/36%) sono stati definitivamente bloccati dalla Legge di Bilancio 2023 (art. 1, comma 538, Legge 197/2022) e confermati nella loro impossibilita di utilizzo anche per il 2026.In sostanza, nel 2026 per gli interventi di eliminazione barriere architettoniche agevolati al 50% o 36%:NON e possibile cedere il credito fiscale a banche, intermediari o altri soggetti terzi.NON e possibile optare per lo sconto diretto in fattura applicato dall’impresa edile.L’unica modalita e la fruizione diretta in dichiarazione dei redditi, in 10 quote annuali.Questo rappresenta un cambiamento sostanziale rispetto al vecchio bonus 75%, per il quale era ancora possibile (in specifici casi) la cessione del credito fino alla sua scadenza. Nel 2026, chi non ha sufficiente capienza fiscale per utilizzare la detrazione puo rischiare di perdere in parte il beneficio: la detrazione, infatti, non e rimborsabile se supera l’imposta dovuta.Eccezione importante per i soggetti IRPEF a basso reddito: le persone con redditi molto bassi o esenti (es. chi percepisce solo pensione minima o redditi inferiori alla no-tax area) potrebbero non riuscire a sfruttare appieno la detrazione. In questi casi, e opportuno valutare con attenzione il costo/beneficio dell’intervento prima di procedere, oppure optare per finanziamenti agevolati. Esempi pratici di calcolo del risparmio fiscaleVediamo in concreto quanto si risparmia con la detrazione per l’eliminazione delle barriere architettoniche nel 2026, attraverso esempi numerici su diverse tipologie di intervento e di immobile.Esempio 1: installazione montascale su prima casa (spesa 15.000 euro)Un contribuente proprietario della propria prima casa installa un servoscala per l’accesso all’appartamento al primo piano. La spesa complessiva, comprensiva di installazione e materiali, e di 15.000 euro.Aliquota applicabile: 50% (prima casa)Detrazione totale: 15.000 x 50% = 7.500 euroQuota annua detraibile: 7.500 / 10 = 750 euro/anno per 10 anniRisparmio fiscale immediato (primo anno): 750 euro in meno di IRPEFEsempio 2: installazione ascensore su seconda casa (spesa 50.000 euro)Un proprietario installa un ascensore in un edificio bifamiliare che non e la propria abitazione principale. La spesa complessiva e di 50.000 euro.Aliquota applicabile: 36% (immobile non prima casa)Detrazione totale: 50.000 x 36% = 18.000 euroQuota annua detraibile: 18.000 / 10 = 1.800 euro/anno per 10 anniEsempio 3: ristrutturazione bagno e rampe su prima casa (spesa 30.000 euro)Intervento combinato: adeguamento del bagno (doccia walk-in, maniglioni, allargamento porta) + costruzione rampa di accesso esterno. Spesa totale: 30.000 euro sulla prima casa.Aliquota applicabile: 50% (prima casa)Detrazione totale: 30.000 x 50% = 15.000 euroQuota annua detraibile: 15.000 / 10 = 1.500 euro/anno per 10 anniEsempio 4: spesa al limite massimo su prima casa (spesa 96.000 euro)Intervento complesso che esaurisce il tetto massimo agevolabile: ristrutturazione totale dell’immobile con ascensore, rifacimento totale dei bagni, rampe, allargamento porte e sistema domotico. Spesa: 96.000 euro (limite massimo).Aliquota applicabile: 50% (prima casa)Detrazione totale massima: 96.000 x 50% = 48.000 euroQuota annua detraibile: 48.000 / 10 = 4.800 euro/anno per 10 anni Documenti necessari: asseverazione, bonifico e fatture parlantiPer fruire della detrazione fiscale per le barriere architettoniche nel 2026, e indispensabile conservare e produrre una serie di documenti obbligatori. La loro assenza o irregolarita puo comportare il disconoscimento della detrazione in sede di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.1. Bonifico bancario “parlante” (obbligatorio)Il pagamento deve avvenire esclusivamente tramite bonifico bancario o postale specificamente dedicato alle ristrutturazioni edilizie (il cosiddetto “bonifico parlante”). Il bonifico deve contenere obbligatoriamente:Causale di versamento con riferimento esplicito all’art. 16-bis del DPR 917/1986 (o art. 1, L. 449/1997 – la dicitura dipende dal software bancario)Codice fiscale del beneficiario della detrazione (chi paga)Codice fiscale o P.IVA dell’impresa esecutrice che riceve il pagamentoLe banche e le Poste applicano su questo tipo di bonifico una ritenuta d’acconto dell’8% (ex art. 25 DL 78/2010) sull’importo corrisposto all’impresa. Questo importo viene poi portato in compensazione dall’impresa stessa in sede di dichiarazione. E importante sapere che la ritenuta e automatica e non influenza il calcolo della detrazione, che si applica sull’intero importo pagato (al lordo della ritenuta).2. Fatture “parlanti”Le fatture emesse dall’impresa devono specificare chiaramente la natura dei lavori eseguiti e l’indirizzo dell’immobile oggetto degli interventi. Le fatture generiche che indicano solo “lavori edili” o “prestazioni varie” non sono sufficienti: devono descrivere in modo inequivocabile che si tratta di interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche.3. Asseverazione tecnicaL’asseverazione tecnica e un documento firmato da un tecnico abilitato (geometra, ingegnere o architetto) che attesta la conformita dei lavori eseguiti ai requisiti tecnici del DM 236/1989. Non e richiesta la presentazione all’Agenzia delle Entrate in via preventiva, ma deve essere conservata dal contribuente per esibirla in caso di controllo. Per installazioni di ascensori o impianti elevatori, serve anche il collaudo dell’ENEA e la dichiarazione di conformita dell’impianto.4. Altri documenti da conservareTitolo abilitativo: DIA (Dichiarazione di Inizio Attivita), SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attivita) o permesso di costruire, a seconda della tipologia di intervento e del comune. Per interventi di manutenzione straordinaria, normalmente basta la CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata).Comunicazione al Comune (se richiesta dalla normativa locale)Contratto con l’impresa esecutrice e preventivo dettagliatoEstratti conto bancari che attestano i pagamenti tramite bonifico parlanteDocumentazione fotografica prima/dopo i lavori (utile in caso di contestazioni)Tutti questi documenti devono essere conservati per almeno 10 anni dalla data della dichiarazione dei redditi in cui si porta la prima quota di detrazione. In caso di trasferimento dell’immobile, il diritto alla detrazione (per le quote non ancora utilizzate) si trasferisce automaticamente all’acquirente. Tabella riepilogativa: confronto tra le detrazioni disponibiliDi seguito un confronto schematico tra il vecchio bonus 75% e le detrazioni disponibili nel 2026, per avere un quadro chiaro della situazione attuale:CaratteristicaBonus 75% (scaduto 31/12/2025)Detrazione 50% (prima casa 2026)Detrazione 36% (altri immobili 2026)Base normativaArt. 119-ter DL 34/2020Art. 16-bis TUIR + L. 207/2024Art. 16-bis TUIRAliquota75%50%36%Limite spesa50.000 euro (singolo), 40.000 (condominio), 30.000 (condominii >8 unita)96.000 euro per unita96.000 euro per unitaCessione del creditoBloccata dal 17/02/2023Non disponibileNon disponibileSconto in fatturaBloccato dal 17/02/2023Non disponibileNon disponibileQuote di detrazione5 anni10 anni10 anniApplicabile nel 2026NO (scaduto)SI (prima casa)SI (altri immobili)Requisiti DM 236/1989SiSiSiCome si vede chiaramente dalla tabella, il bonus 75% e definitivamente scaduto per le spese del 2026. Il vantaggio fiscale massimo ottenibile ora e la detrazione del 50%, spalmata pero su 10 anni anziche 5. Dal punto di vista del valore attuale netto (VAN) del beneficio fiscale, la differenza tra il vecchio 75% in 5 anni e il nuovo 50% in 10 anni dipende molto dall’aliquota fiscale individuale e dal tasso di sconto applicato. Come si inserisce la detrazione nella dichiarazione dei redditiLa detrazione per le barriere architettoniche si inserisce nella dichiarazione dei redditi – sia nel modello 730 che nel modello Redditi PF – nel quadro dedicato alle spese detraibili. In particolare:Nel modello 730: nel quadro E, sezione III-A (“Spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio”), con il codice spesa specifico per ristrutturazioni edilizie art. 16-bis TUIR.Nel modello Redditi PF: nel quadro RP, con le stesse modalita.Se l’immobile e in condominio e i lavori sono stati deliberati dall’assemblea condominiale, spetta all’amministratore di condominio comunicare ai singoli condomini la quota di spesa di loro pertinenza tramite la Certificazione Unica o apposita comunicazione scritta. Il condomino inserisce poi la propria quota nella dichiarazione dei redditi. Per i lavori su parti comuni condominiali, il tetto di 96.000 euro si moltiplica per il numero di unita abitative presenti nell’edificio.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sul bonus barriere architettoniche 2026📬Resta aggiornato sulle novita fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →Niente spam. Cancellati quando vuoi.Il bonus barriere architettoniche 75% esiste ancora nel 2026?No. Il bonus barriere architettoniche al 75% (art. 119-ter DL 34/2020) e scaduto il 31 dicembre 2025. Non e stato prorogato dalla Legge di Bilancio 2025. Per le spese sostenute dal 1 gennaio 2026 in poi, non e piu possibile applicare questa aliquota. Chi ha effettuato e pagato lavori entro il 31/12/2025 puo ancora fruire del 75% nelle dichiarazioni dei redditi relative a quegli anni.Cosa posso detrarre per le barriere architettoniche nel 2026?Nel 2026 puoi detrarre le spese per l’eliminazione delle barriere architettoniche con l’aliquota del 50% se l’immobile e la tua prima casa (abitazione principale), oppure con l’aliquota del 36% per seconde case e altri immobili. La detrazione avviene in 10 quote annuali con un tetto massimo di spesa di 96.000 euro per unita immobiliare. Non sono piu disponibili la cessione del credito ne lo sconto in fattura.Quali lavori rientrano nella detrazione barriere architettoniche 2026?Rientrano ascensori, montascale, servoscala, rampe di accesso, adeguamento dei bagni (doccia a livello pavimento, maniglioni, allargamento porte), allargamento di porte e corridoi, pavimentazioni antisdrucciolo, sistemi domotici per l’apertura automatica di porte e finestre. I lavori devono rispettare i requisiti tecnici minimi del DM 236/1989 per poter beneficiare della detrazione.Devo avere una disabilita per accedere alla detrazione barriere architettoniche?No. La detrazione per l’eliminazione delle barriere architettoniche spetta a tutti i contribuenti che eseguono questi interventi, indipendentemente dalla presenza di persone con disabilita in famiglia. E sufficiente che i lavori siano funzionali all’eliminazione di ostacoli fisici e rispettino i requisiti tecnici del DM 236/1989.Come pago per ottenere la detrazione barriere architettoniche 2026?Il pagamento deve avvenire esclusivamente con bonifico bancario o postale parlante, contenente: causale con riferimento all’art. 16-bis DPR 917/1986, codice fiscale del beneficiario della detrazione, codice fiscale o P.IVA dell’impresa esecutrice. Non sono ammessi pagamenti in contanti, assegni o carte di credito. Le banche applicano automaticamente una ritenuta d’acconto dell’8% sull’importo del bonifico.Hai bisogno di assistenza per detrarre le barriere architettoniche?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare se i tuoi lavori rientrano nella detrazione, a predisporre tutta la documentazione necessaria e a inserire correttamente le spese nella dichiarazione dei redditi. Ti affianchiamo anche nella valutazione dell’ISEE e di altri bonus abbinabili.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA Bonus Prima Casa e Nuda Proprieta: anche la quota dell’1% e’ ostativa per la CassazioneLa Cassazione chiarisce che anche una quota minima dell'1% di nuda proprieta su un immobile preclude il bonus prima casa. 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Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Pubblicato su Google robert poletto 17/07/2026 Fantastici Pubblicato su Google Geanina Gaita 16/07/2026 Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 12, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-12 06:48:342026-05-31 17:53:52Bonus Barriere Architettoniche 2026: Stop al 75%, Detrazione al 50% e 36%
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CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIABonus Barriere Architettoniche 2026: Stop al 75%, Detrazione al 50% e 36%Il bonus barriere architettoniche 2026 ha subito una trasformazione radicale rispetto agli anni precedenti. La detrazione del 75% introdotta dalla Legge di Bilancio 2022 (art. 119-ter del DL 34/2020) non e piu applicabile alle spese sostenute dopo il 31 dicembre 2025, salvo casi particolari legati a lavori gia avviati con specifiche condizioni. Per il 2026, chi vuole eliminare le barriere architettoniche nella propria abitazione deve orientarsi su percorsi alternativi: principalmente la detrazione del 50% prevista dall’art. 16-bis del TUIR per le ristrutturazioni edilizie, oppure la detrazione ridotta al 36% valida per immobili diversi dalla prima casa. Questa guida aggiornata spiega nel dettaglio cosa e ancora possibile, quali interventi rientrano, come calcolare il risparmio fiscale e quali documenti preparare.📬Resta aggiornato sulle novita fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCosa e cambiato dal 2024 al 2026: addio al bonus 75%Detrazione 50% e 36%: come funziona nel 2026Quali interventi sono ammessi nel 2026Limiti di spesa e tetti agevolabiliRequisiti tecnici: il DM 236/1989Cessione del credito e sconto in fattura nel 2026Esempi pratici di calcolo del risparmio fiscaleDocumenti necessari: asseverazione, bonifico e fatture parlantiTabella riepilogativa: confronto tra le detrazioni disponibiliDomande frequenti sul bonus barriere architettoniche 2026Cosa e cambiato dal 2024 al 2026: addio al bonus 75%Il bonus barriere architettoniche al 75% e stato introdotto dall’articolo 119-ter del Decreto Legge 34/2020 (Decreto Rilancio), in origine previsto per le spese sostenute nel 2022. Successivamente prorogato e modificato, ha subito un drastico ridimensionamento attraverso due interventi legislativi fondamentali:Decreto Legge 212/2023 (convertito con Legge 17/2024): ha introdotto per la prima volta paletti significativi, limitando la cessione del credito e lo sconto in fattura per il bonus 75% e restringendo il perimetro degli interventi ammissibili.Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024): ha sancito la definitiva scadenza del bonus 75% al 31 dicembre 2025, senza proroghe. Dal 1° gennaio 2026, la detrazione del 75% non e piu applicabile per le nuove spese, salvo lavori in corso con condizioni specifiche.In pratica, nessuna spesa sostenuta nel 2026 per l’eliminazione di barriere architettoniche puo beneficiare della detrazione al 75%. Chi ha avviato lavori entro il 31 dicembre 2025 e li ha completati (con relativa spesa sostenuta entro tale data) puo ancora fruire del vecchio incentivo in dichiarazione dei redditi. Per tutti gli altri, la strada obbligata passa per la detrazione ordinaria sulle ristrutturazioni edilizie, disciplinata dall’art. 16-bis del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). Detrazione 50% e 36%: come funziona nel 2026Dal 2026, l’agevolazione fiscale per l’eliminazione delle barriere architettoniche si articola su due aliquote principali, entrambe previste dall’art. 16-bis del TUIR e dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024):Detrazione del 50% (prima casa)La detrazione del 50% si applica alle spese per interventi di ristrutturazione edilizia sostenute su unita immobiliari adibite ad abitazione principale (prima casa). Questa aliquota e valida per il 2025 e il 2026 grazie alla Legge di Bilancio 2025, che ha confermato il mantenimento del 50% (anziche il ritorno al 36% previsto dalla normativa base) per le abitazioni principali. Gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche rientrano pienamente tra le ristrutturazioni edilizie agevolabili ai sensi dell’art. 16-bis, comma 1, lettera e) del TUIR.Detrazione del 36% (altri immobili)La detrazione del 36% si applica invece alle spese sostenute su immobili diversi dall’abitazione principale: seconde case, immobili locati, immobili di proprieta non utilizzati come dimora abituale. Questa aliquota e quella “base” prevista dall’art. 16-bis del TUIR, tornata applicabile per tutti gli immobili diversi dalla prima casa a partire dal 2025, con la fine delle proroghe che storicamente avevano mantenuto il 50% per tutte le tipologie.In entrambi i casi, la detrazione si porta in dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF) in 10 quote annuali di pari importo, a partire dall’anno in cui la spesa e sostenuta. Quali interventi sono ammessi nel 2026Gli interventi ammessi dalla detrazione sulle ristrutturazioni edilizie (art. 16-bis TUIR) comprendono tutte le opere finalizzate all’eliminazione delle barriere architettoniche, vale a dire quegli ostacoli fisici che impediscono o rendono difficoltosa la vita quotidiana a persone con disabilita motoria, sensoriale o cognitiva. Non e necessario che il richiedente sia portatore di handicap: la detrazione spetta a tutti i contribuenti che eseguono tali lavori.Gli interventi piu comuni agevolabili nel 2026 comprendono:Installazione di ascensori e montacarichi: installazione ex novo o ampliamento di impianti elevatori in edifici privi di ascensore o con cabine non conformi alle norme di accessibilita.Installazione di servoscala e montascale: dispositivi elettromeccanici che permettono la salita e la discesa lungo scale esistenti a persone con difficolta motorie.Costruzione di rampe di accesso: realizzazione di percorsi in pendenza che sostituiscono gradini all’ingresso dell’edificio o all’accesso ai vari locali.Adeguamento dei bagni: installazione di maniglioni antipanico, allargamento delle porte, realizzazione di docce a pavimento (walk-in shower), sostituzione di vasca con box doccia accessibile.Allargamento di porte e varchi: ampliamento di porte o finestre-porta per consentire il passaggio di carrozzine (larghezza minima 75-80 cm).Modifica di pavimentazioni: realizzazione di pavimenti antisdrucciolo, rimozione di dislivelli, installazione di segnaletica tattile a pavimento.Adeguamento degli spazi interni: modifiche agli ambienti domestici per rendere i percorsi fruibili da persone su sedia a rotelle (corridoi, cucine, camere).Impianti di automazione: sistemi domotici per l’apertura automatica di porte, finestre, tapparelle, a vantaggio di chi ha limitazioni motorie agli arti superiori. Limiti di spesa e tetti agevolabiliI limiti di spesa per la detrazione ex art. 16-bis TUIR sono unici per tutte le tipologie di intervento e si applicano per unita immobiliare. Il tetto massimo di spesa agevolabile e pari a 96.000 euro per unita immobiliare per ciascun anno solare. Questo limite si riferisce all’importo complessivo di tutte le spese di ristrutturazione edilizia sostenute nell’anno sull’immobile: se hai gia eseguito altri lavori (es. rifacimento bagno, tinteggiatura, cambio infissi), le spese per le barriere architettoniche si sommano agli altri interventi fino al raggiungimento del tetto.Riepilogo limiti e detrazioni massime ottenibili:Tipologia immobileAliquota detrazioneSpesa massima agevolabileDetrazione massima totaleDetrazione annua (10 anni)Prima casa (abitazione principale)50%96.000 euro48.000 euro4.800 euro/annoSeconda casa / altri immobili36%96.000 euro34.560 euro3.456 euro/annoNota importante: il limite di 96.000 euro e per unita immobiliare e per anno. Se l’immobile e in comproprietà, ogni comproprietario puo detrarre le spese in proporzione alla sua quota di proprieta. Ad esempio, due coniugi comproprietari al 50% che spendono 60.000 euro possono detrarre ciascuno il 50% di spesa, cio 30.000 euro, con una detrazione del 50% pari a 15.000 euro a testa (1.500 euro/anno per 10 anni). Requisiti tecnici: il DM 236/1989Per beneficiare della detrazione fiscale, gli interventi devono essere conformi ai requisiti tecnici minimi previsti dal Decreto Ministeriale 14 giugno 1989, n. 236 (“Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilita, l’adattabilita e la visitabilita degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata”). Questo decreto, ancora in vigore e applicabile anche nel 2026, stabilisce le misure minime per la piena accessibilita delle abitazioni.I requisiti tecnici principali da rispettare riguardano:Porte: larghezza minima di 75 cm per le porte interne, 80 cm per la porta d’ingresso. Lo spazio di manovra laterale alla porta deve essere almeno 60 cm sul lato maniglia e 15 cm sul lato cerniere.Corridoi e disimpegni: larghezza minima di 100 cm; punti di allargamento a 150 cm ogni 10 metri per consentire l’inversione di marcia della carrozzina.Rampe: pendenza massima dell’8%, larghezza minima 90 cm, con corrimani su entrambi i lati a 90 cm di altezza. Per rampe oltre i 10 metri, obbligo di ripiani orizzontali intermedi.Ascensori: cabina minima di 130 cm di profondita e 95 cm di larghezza. La porta deve avere una luce di almeno 80 cm. Pulsantiera entro 120 cm da terra, preferibilmente con Braille.Bagni accessibili: spazio di manovra antistante wc e doccia di almeno 80×150 cm, maniglioni di sostegno a 80 cm da terra, doccia a livello del pavimento senza piatto rialzato.Pavimentazioni: materiali antisdrucciolo certificati con coefficiente di attrito dinamico non inferiore a 0,40 in condizioni asciutte.L’agenzia delle Entrate, con varie circolari (tra cui la Circolare 43/E del 2016 e i successivi chiarimenti), ha confermato che il mancato rispetto dei requisiti tecnici del DM 236/1989 comporta la decadenza dal beneficio fiscale. E quindi fondamentale che l’impresa esecutrice rilasci un’asseverazione tecnica che attesti la conformita dei lavori al decreto. Cessione del credito e sconto in fattura nel 2026La cessione del credito e lo sconto in fattura per gli interventi di ristrutturazione edilizia ordinaria (compresa l’eliminazione di barriere architettoniche in regime 50%/36%) sono stati definitivamente bloccati dalla Legge di Bilancio 2023 (art. 1, comma 538, Legge 197/2022) e confermati nella loro impossibilita di utilizzo anche per il 2026.In sostanza, nel 2026 per gli interventi di eliminazione barriere architettoniche agevolati al 50% o 36%:NON e possibile cedere il credito fiscale a banche, intermediari o altri soggetti terzi.NON e possibile optare per lo sconto diretto in fattura applicato dall’impresa edile.L’unica modalita e la fruizione diretta in dichiarazione dei redditi, in 10 quote annuali.Questo rappresenta un cambiamento sostanziale rispetto al vecchio bonus 75%, per il quale era ancora possibile (in specifici casi) la cessione del credito fino alla sua scadenza. Nel 2026, chi non ha sufficiente capienza fiscale per utilizzare la detrazione puo rischiare di perdere in parte il beneficio: la detrazione, infatti, non e rimborsabile se supera l’imposta dovuta.Eccezione importante per i soggetti IRPEF a basso reddito: le persone con redditi molto bassi o esenti (es. chi percepisce solo pensione minima o redditi inferiori alla no-tax area) potrebbero non riuscire a sfruttare appieno la detrazione. In questi casi, e opportuno valutare con attenzione il costo/beneficio dell’intervento prima di procedere, oppure optare per finanziamenti agevolati. Esempi pratici di calcolo del risparmio fiscaleVediamo in concreto quanto si risparmia con la detrazione per l’eliminazione delle barriere architettoniche nel 2026, attraverso esempi numerici su diverse tipologie di intervento e di immobile.Esempio 1: installazione montascale su prima casa (spesa 15.000 euro)Un contribuente proprietario della propria prima casa installa un servoscala per l’accesso all’appartamento al primo piano. La spesa complessiva, comprensiva di installazione e materiali, e di 15.000 euro.Aliquota applicabile: 50% (prima casa)Detrazione totale: 15.000 x 50% = 7.500 euroQuota annua detraibile: 7.500 / 10 = 750 euro/anno per 10 anniRisparmio fiscale immediato (primo anno): 750 euro in meno di IRPEFEsempio 2: installazione ascensore su seconda casa (spesa 50.000 euro)Un proprietario installa un ascensore in un edificio bifamiliare che non e la propria abitazione principale. La spesa complessiva e di 50.000 euro.Aliquota applicabile: 36% (immobile non prima casa)Detrazione totale: 50.000 x 36% = 18.000 euroQuota annua detraibile: 18.000 / 10 = 1.800 euro/anno per 10 anniEsempio 3: ristrutturazione bagno e rampe su prima casa (spesa 30.000 euro)Intervento combinato: adeguamento del bagno (doccia walk-in, maniglioni, allargamento porta) + costruzione rampa di accesso esterno. Spesa totale: 30.000 euro sulla prima casa.Aliquota applicabile: 50% (prima casa)Detrazione totale: 30.000 x 50% = 15.000 euroQuota annua detraibile: 15.000 / 10 = 1.500 euro/anno per 10 anniEsempio 4: spesa al limite massimo su prima casa (spesa 96.000 euro)Intervento complesso che esaurisce il tetto massimo agevolabile: ristrutturazione totale dell’immobile con ascensore, rifacimento totale dei bagni, rampe, allargamento porte e sistema domotico. Spesa: 96.000 euro (limite massimo).Aliquota applicabile: 50% (prima casa)Detrazione totale massima: 96.000 x 50% = 48.000 euroQuota annua detraibile: 48.000 / 10 = 4.800 euro/anno per 10 anni Documenti necessari: asseverazione, bonifico e fatture parlantiPer fruire della detrazione fiscale per le barriere architettoniche nel 2026, e indispensabile conservare e produrre una serie di documenti obbligatori. La loro assenza o irregolarita puo comportare il disconoscimento della detrazione in sede di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.1. Bonifico bancario “parlante” (obbligatorio)Il pagamento deve avvenire esclusivamente tramite bonifico bancario o postale specificamente dedicato alle ristrutturazioni edilizie (il cosiddetto “bonifico parlante”). Il bonifico deve contenere obbligatoriamente:Causale di versamento con riferimento esplicito all’art. 16-bis del DPR 917/1986 (o art. 1, L. 449/1997 – la dicitura dipende dal software bancario)Codice fiscale del beneficiario della detrazione (chi paga)Codice fiscale o P.IVA dell’impresa esecutrice che riceve il pagamentoLe banche e le Poste applicano su questo tipo di bonifico una ritenuta d’acconto dell’8% (ex art. 25 DL 78/2010) sull’importo corrisposto all’impresa. Questo importo viene poi portato in compensazione dall’impresa stessa in sede di dichiarazione. E importante sapere che la ritenuta e automatica e non influenza il calcolo della detrazione, che si applica sull’intero importo pagato (al lordo della ritenuta).2. Fatture “parlanti”Le fatture emesse dall’impresa devono specificare chiaramente la natura dei lavori eseguiti e l’indirizzo dell’immobile oggetto degli interventi. Le fatture generiche che indicano solo “lavori edili” o “prestazioni varie” non sono sufficienti: devono descrivere in modo inequivocabile che si tratta di interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche.3. Asseverazione tecnicaL’asseverazione tecnica e un documento firmato da un tecnico abilitato (geometra, ingegnere o architetto) che attesta la conformita dei lavori eseguiti ai requisiti tecnici del DM 236/1989. Non e richiesta la presentazione all’Agenzia delle Entrate in via preventiva, ma deve essere conservata dal contribuente per esibirla in caso di controllo. Per installazioni di ascensori o impianti elevatori, serve anche il collaudo dell’ENEA e la dichiarazione di conformita dell’impianto.4. Altri documenti da conservareTitolo abilitativo: DIA (Dichiarazione di Inizio Attivita), SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attivita) o permesso di costruire, a seconda della tipologia di intervento e del comune. Per interventi di manutenzione straordinaria, normalmente basta la CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata).Comunicazione al Comune (se richiesta dalla normativa locale)Contratto con l’impresa esecutrice e preventivo dettagliatoEstratti conto bancari che attestano i pagamenti tramite bonifico parlanteDocumentazione fotografica prima/dopo i lavori (utile in caso di contestazioni)Tutti questi documenti devono essere conservati per almeno 10 anni dalla data della dichiarazione dei redditi in cui si porta la prima quota di detrazione. In caso di trasferimento dell’immobile, il diritto alla detrazione (per le quote non ancora utilizzate) si trasferisce automaticamente all’acquirente. Tabella riepilogativa: confronto tra le detrazioni disponibiliDi seguito un confronto schematico tra il vecchio bonus 75% e le detrazioni disponibili nel 2026, per avere un quadro chiaro della situazione attuale:CaratteristicaBonus 75% (scaduto 31/12/2025)Detrazione 50% (prima casa 2026)Detrazione 36% (altri immobili 2026)Base normativaArt. 119-ter DL 34/2020Art. 16-bis TUIR + L. 207/2024Art. 16-bis TUIRAliquota75%50%36%Limite spesa50.000 euro (singolo), 40.000 (condominio), 30.000 (condominii >8 unita)96.000 euro per unita96.000 euro per unitaCessione del creditoBloccata dal 17/02/2023Non disponibileNon disponibileSconto in fatturaBloccato dal 17/02/2023Non disponibileNon disponibileQuote di detrazione5 anni10 anni10 anniApplicabile nel 2026NO (scaduto)SI (prima casa)SI (altri immobili)Requisiti DM 236/1989SiSiSiCome si vede chiaramente dalla tabella, il bonus 75% e definitivamente scaduto per le spese del 2026. Il vantaggio fiscale massimo ottenibile ora e la detrazione del 50%, spalmata pero su 10 anni anziche 5. Dal punto di vista del valore attuale netto (VAN) del beneficio fiscale, la differenza tra il vecchio 75% in 5 anni e il nuovo 50% in 10 anni dipende molto dall’aliquota fiscale individuale e dal tasso di sconto applicato. Come si inserisce la detrazione nella dichiarazione dei redditiLa detrazione per le barriere architettoniche si inserisce nella dichiarazione dei redditi – sia nel modello 730 che nel modello Redditi PF – nel quadro dedicato alle spese detraibili. In particolare:Nel modello 730: nel quadro E, sezione III-A (“Spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio”), con il codice spesa specifico per ristrutturazioni edilizie art. 16-bis TUIR.Nel modello Redditi PF: nel quadro RP, con le stesse modalita.Se l’immobile e in condominio e i lavori sono stati deliberati dall’assemblea condominiale, spetta all’amministratore di condominio comunicare ai singoli condomini la quota di spesa di loro pertinenza tramite la Certificazione Unica o apposita comunicazione scritta. Il condomino inserisce poi la propria quota nella dichiarazione dei redditi. Per i lavori su parti comuni condominiali, il tetto di 96.000 euro si moltiplica per il numero di unita abitative presenti nell’edificio.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sul bonus barriere architettoniche 2026📬Resta aggiornato sulle novita fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →Niente spam. Cancellati quando vuoi.Il bonus barriere architettoniche 75% esiste ancora nel 2026?No. Il bonus barriere architettoniche al 75% (art. 119-ter DL 34/2020) e scaduto il 31 dicembre 2025. Non e stato prorogato dalla Legge di Bilancio 2025. Per le spese sostenute dal 1 gennaio 2026 in poi, non e piu possibile applicare questa aliquota. Chi ha effettuato e pagato lavori entro il 31/12/2025 puo ancora fruire del 75% nelle dichiarazioni dei redditi relative a quegli anni.Cosa posso detrarre per le barriere architettoniche nel 2026?Nel 2026 puoi detrarre le spese per l’eliminazione delle barriere architettoniche con l’aliquota del 50% se l’immobile e la tua prima casa (abitazione principale), oppure con l’aliquota del 36% per seconde case e altri immobili. La detrazione avviene in 10 quote annuali con un tetto massimo di spesa di 96.000 euro per unita immobiliare. Non sono piu disponibili la cessione del credito ne lo sconto in fattura.Quali lavori rientrano nella detrazione barriere architettoniche 2026?Rientrano ascensori, montascale, servoscala, rampe di accesso, adeguamento dei bagni (doccia a livello pavimento, maniglioni, allargamento porte), allargamento di porte e corridoi, pavimentazioni antisdrucciolo, sistemi domotici per l’apertura automatica di porte e finestre. I lavori devono rispettare i requisiti tecnici minimi del DM 236/1989 per poter beneficiare della detrazione.Devo avere una disabilita per accedere alla detrazione barriere architettoniche?No. La detrazione per l’eliminazione delle barriere architettoniche spetta a tutti i contribuenti che eseguono questi interventi, indipendentemente dalla presenza di persone con disabilita in famiglia. E sufficiente che i lavori siano funzionali all’eliminazione di ostacoli fisici e rispettino i requisiti tecnici del DM 236/1989.Come pago per ottenere la detrazione barriere architettoniche 2026?Il pagamento deve avvenire esclusivamente con bonifico bancario o postale parlante, contenente: causale con riferimento all’art. 16-bis DPR 917/1986, codice fiscale del beneficiario della detrazione, codice fiscale o P.IVA dell’impresa esecutrice. Non sono ammessi pagamenti in contanti, assegni o carte di credito. Le banche applicano automaticamente una ritenuta d’acconto dell’8% sull’importo del bonifico.Hai bisogno di assistenza per detrarre le barriere architettoniche?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare se i tuoi lavori rientrano nella detrazione, a predisporre tutta la documentazione necessaria e a inserire correttamente le spese nella dichiarazione dei redditi. Ti affianchiamo anche nella valutazione dell’ISEE e di altri bonus abbinabili.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA Bonus Prima Casa e Nuda Proprieta: anche la quota dell’1% e’ ostativa per la CassazioneLa Cassazione chiarisce che anche una quota minima dell'1% di nuda proprieta su un immobile preclude il bonus prima casa. Guida completa requisiti, aliquote e soluzioni. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/03/bonus-acquisto-prima-casa-fondo-prima-casa-2020-giovani-coppie-agevolazioni.jpg 500 850 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-05 13:20:502026-08-05 11:07:21Bonus Prima Casa e Nuda Proprieta: anche la quota dell’1% e’ ostativa per la CassazioneCAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA Bonus Mobili ed Elettrodomestici 2026: Guida Completa a Detrazione, Tetto di Spesa e Requisiti Il bonus mobili 2026 è l'agevolazione fiscale che permette di detrarre parte della spesa sostenuta per acquistare mobili nuovi e grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. 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Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Pubblicato su Google robert poletto 17/07/2026 Fantastici Pubblicato su Google Geanina Gaita 16/07/2026 Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 12, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-12 06:48:342026-05-31 17:53:52Bonus Barriere Architettoniche 2026: Stop al 75%, Detrazione al 50% e 36%
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CAF, CRIPTOVALUTEISEE 2026 e Criptovalute: Le Novita della Legge di Bilancio su Saldo e Giacenza MediaLa Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 207/2024) ha introdotto cambiamenti significativi nel modo in cui le criptovalute devono essere dichiarate nell’ISEE. Per la prima volta in modo organico, la normativa impone ai possessori di asset digitali — Bitcoin, Ethereum, stablecoin e qualsiasi altra criptovaluta — di indicare nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) sia il saldo al 31 dicembre dell’anno precedente sia la giacenza media annua del portafoglio crypto. Questa novita non e banale: cambia le soglie ISEE di milioni di famiglie italiane che detengono asset digitali, con riflessi diretti su bonus, agevolazioni fiscali, rette universitarie, assegni di cura e prestazioni sociali legate all’indicatore economico. In questa guida il CAF Centro Fiscale di Udine analizza punto per punto le novita, spiega come calcolare correttamente i valori da indicare nella DSU e illustra le sanzioni previste per chi omette la dichiarazione.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiIl quadro normativo: dalla Legge di Bilancio 2026 alla DSUCosa sono le criptovalute nel contesto ISEE: definizione e perimetroIl saldo al 31 dicembre: come si calcola e cosa dichiarareLa giacenza media annua: metodo di calcolo e fonte dei datiL’impatto sulle soglie ISEE: bonus e prestazioni a rischioDove dichiarare le criptovalute nella DSU: quadro FC3 e FC7ISEE precompilato 2026 e crypto: cosa cambia con il DAC8Sanzioni per omessa o infedele dichiarazione nella DSUEsempi pratici: come calcolare saldo e giacenza mediaIl ruolo del CAF nella compilazione della DSU con criptovaluteDomande frequenti su ISEE 2026 e criptovaluteIl quadro normativo: dalla Legge di Bilancio 2026 alla DSUIl percorso normativo che ha portato all’obbligo di dichiarare le criptovalute nell’ISEE parte da lontano, ma si consolida con la Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 207/2024, pubblicata in GU Serie Generale n. 305 del 31 dicembre 2024). Prima di questa legge, la disciplina degli asset digitali nel quadro ISEE era frammentaria e di difficile applicazione pratica: mancavano indicazioni operative su come valorizzare un portafoglio crypto ai fini della DSU.Il DPCM 159/2013, che costituisce il regolamento ISEE di riferimento, definisce l’indicatore economico sulla base di tre componenti: reddito complessivo, patrimonio immobiliare e patrimonio mobiliare. Le criptovalute rientrano nel patrimonio mobiliare — analogamente a titoli, obbligazioni, fondi e conti correnti — ma fino al 2025 la loro valorizzazione nella DSU non era normata in modo preciso. Con la Legge di Bilancio 2026 il legislatore ha colmato questa lacuna, introducendo due grandezze specifiche per le cripto-attivita:Il valore del portafoglio al 31 dicembre dell’anno di riferimento (c.d. saldo di fine anno)La giacenza media annua, calcolata come media aritmetica dei saldi giornalieri o di fine mese nel corso dell’annoQueste due grandezze entrano nel calcolo del patrimonio mobiliare netto che concorre alla determinazione dell’ISEE. Il criterio della giacenza media era gia in uso per i conti correnti bancari e postali (introdotto dal Decreto Legge n. 78/2010, art. 11-bis) e ora viene esteso anche agli asset digitali, creando una simmetria tra prodotti finanziari tradizionali e nuovi strumenti digitali. Cosa sono le criptovalute nel contesto ISEE: definizione e perimetroAi fini della dichiarazione ISEE 2026, per cripto-attivita si intende qualsiasi rappresentazione digitale di valore o di diritti che puo essere trasferita e memorizzata elettronicamente utilizzando la tecnologia a registro distribuito (DLT, Distributed Ledger Technology), inclusa la blockchain. La definizione, coerente con quella adottata dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) all’art. 67, comma 1, lettera c-sexies, include:Criptovalute: Bitcoin (BTC), Ethereum (ETH), Litecoin (LTC), Solana (SOL) e qualsiasi altra valuta digitale decentralizzataStablecoin: come USDT (Tether), USDC, DAI — asset digitali ancorati al valore di valute fiat o materie primeToken di governance e utility token scambiabili su exchangeNFT (Non-Fungible Token) con valore di mercato determinabileCriptovalute derivanti da mining, staking o yield farmingNon rientrano nella definizione gli asset digitali che non hanno un mercato liquido e il cui valore non e determinabile in modo affidabile alla data del 31 dicembre. Tuttavia, la prudenza suggerisce di segnalare anche questi asset al CAF per una valutazione caso per caso.Il perimetro dell’obbligo dichiarativo comprende tutti i wallet — sia custodial (exchange centralizzati come Coinbase, Binance, Kraken) sia non-custodial (Metamask, Ledger, Trezor) — e anche i portafogli su piattaforme DeFi (Uniswap, Aave, Compound). La distinzione tra wallet custodial e non-custodial e rilevante ai fini del quadro RW e del Quadro W del modello dichiarativo, ma ai fini ISEE entrambe le tipologie concorrono al calcolo del patrimonio mobiliare. Il saldo al 31 dicembre: come si calcola e cosa dichiarareIl saldo al 31 dicembre dell’anno di riferimento rappresenta il valore di mercato in euro dell’intero portafoglio crypto alla data di chiusura dell’anno. Per la DSU 2026 (che prende a riferimento l’anno d’imposta 2024), il saldo da dichiarare e quello al 31 dicembre 2024. Per la DSU 2027 sara il 31 dicembre 2025, e cosi via.Come si calcola il saldo al 31 dicembre:Recupera l’elenco di tutti gli asset digitali detenuti nei tuoi wallet al 31 dicembre dell’anno di riferimentoDetermina il prezzo di mercato di ciascun asset in euro al 31 dicembre. Fonti attendibili: CoinMarketCap, CoinGecko, prezzi di chiusura degli exchange regolamentatiMoltiplica la quantita di ogni asset per il suo prezzo in euro al 31 dicembreSomma tutti i valori per ottenere il valore totale del portafoglio in euroDocumenti utili per il calcolo:Estratto conto dell’exchange al 31 dicembre (scaricabile dal pannello “Reports” o “Tax Documents” degli exchange come Coinbase, Binance, Kraken)Screenshot del wallet con data e valore in euro visibile al 31 dicembreReport fiscale generato da software come Koinly, CryptoTax, Blockpit che attestano il valore del portafoglio a una data specificaPrezzi ufficiali da fonti attendibili come il tasso di cambio pubblicato dalla Banca d’Italia (per le principali criptovalute) o i prezzi di chiusura di exchange regolamentatiUn punto critico: la valorizzazione degli NFT. Per questi asset, il valore di mercato al 31 dicembre puo essere difficile da determinare in assenza di transazioni recenti comparabili. In questi casi, si applica il principio della prudenza: se il valore e incerto, si puo indicare il valore di acquisto o il valore di listino su piattaforme come OpenSea alla data di riferimento. Raccomandiamo di conservare tutta la documentazione a supporto della valorizzazione adottata. La giacenza media annua: metodo di calcolo e fonte dei datiLa giacenza media annua delle criptovalute e una delle novita piu rilevanti della Legge di Bilancio 2026 per il calcolo dell’ISEE. Questo indicatore, gia familiare per i conti correnti bancari, viene applicato per la prima volta in modo sistematico anche agli asset digitali.Cos’e la giacenza media annua: e la media matematica dei saldi giornalieri (o mensili, in assenza di dati giornalieri) del portafoglio crypto durante l’intero anno di riferimento. In formula:Giacenza media = Somma dei saldi giornalieri in euro / Numero di giorni dell’anno (365 o 366)Metodo di calcolo passo per passo:Esporta lo storico completo delle transazioni dall’exchange o wallet per l’intero anno (1° gennaio – 31 dicembre 2024)Ricostruisci il saldo giornaliero del portafoglio in euro per ogni giorno dell’anno, applicando i prezzi di mercato di ciascun giornoSomma tutti i 365 (o 366) saldi giornalieriDividi per il numero di giorni dell’anno per ottenere la giacenza mediaStrumenti per il calcolo della giacenza media:Software di crypto tax: Koinly, CryptoTax Calculator, Blockpit — questi tool calcolano automaticamente la giacenza media annua esportando un report specifico per la dichiarazione fiscale italianaReport fiscale degli exchange: Binance, Coinbase e Kraken offrono report fiscali annuali che includono il calcolo della giacenza media in euroCalcolo manuale con foglio di calcolo (Excel/Google Sheets): importando lo storico prezzi da CoinGecko e lo storico transazioni dall’exchangeAttenzione al fenomeno della volatilita: la giacenza media puo differire significativamente dal saldo al 31 dicembre a causa della volatilita tipica delle criptovalute. Per esempio, se hai detenuto 1 BTC per tutto il 2024, il tuo saldo al 31 dicembre 2024 era di circa 86.000 euro (al prezzo di chiusura), ma la tua giacenza media annua potrebbe essere stata piu bassa (intorno a 55.000-60.000 euro) a causa dei prezzi piu bassi nella prima parte dell’anno. La DSU richiede la dichiarazione di entrambe le grandezze. L’impatto sulle soglie ISEE: bonus e prestazioni a rischioL’inclusione della giacenza media delle criptovalute nel calcolo dell’ISEE puo avere conseguenze rilevanti per le famiglie che detengono asset digitali significativi. L’ISEE e lo strumento utilizzato per accedere a decine di misure di sostegno: un suo aumento — dovuto alla corretta dichiarazione delle crypto — puo far perdere l’accesso a numerosi benefici.Principali prestazioni con soglie ISEE (anno 2026):PrestazioneSoglia ISEE massimaImporto/BeneficioAssegno Unico Universale (importo massimo)15.000 euro199,40 euro/mese per figlioBonus Asilo Nido (massima agevolazione)25.000 euro3.000 euro annuiReddito di Inclusione (MIA)10.140 euroVariabile per nucleoAgevolazioni universitarie (esonero tasse)24.335 euroEsonero totaleBonus bollette luce e gas9.530 euro (fino a 3 figli)Sconto in bollettaNASPI agevolata (senza decurtazione)Regole specifiche INPSIndennita pienaPrestazioni INPS per disabiliVaria per prestazioneVariaAgevolazioni rette asili nido comunaliDefinita dal comuneRiduzione rettaEsempio pratico di impatto: Una famiglia con ISEE di 22.000 euro (al netto delle crypto) che detiene un portafoglio crypto con giacenza media di 8.000 euro vedra il proprio ISEE salire a circa 23.800 euro (la componente mobiliare e moltiplicata per il coefficiente ISEE di 0,20 e poi divisa per il numero di componenti corretto dalla scala di equivalenza — ma la giacenza media si aggiunge al patrimonio mobiliare lordo che a sua volta impatta il denominatore). Questo puo portare alla perdita dell’accesso a determinati scaglioni di agevolazione per il Bonus Nido o per le tasse universitarie ridotte.Per approfondire come si calcola l’ISEE 2026 con le criptovalute e come compilare correttamente la DSU, puoi leggere la nostra guida completa dedicata. Ricorda che anche le prestazioni legate alla NASPI e ai bonus mamme possono essere influenzate da un ISEE piu elevato. Dove dichiarare le criptovalute nella DSU: quadro FC3 e FC7La Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) e il documento attraverso cui i nuclei familiari comunicano la propria situazione economica per ottenere l’ISEE. Con le novita della Legge di Bilancio 2026, le criptovalute vanno dichiarate in specifici quadri della DSU.Quadro FC3: Il patrimonio mobiliareIl Quadro FC3 della DSU raccoglie le informazioni sul patrimonio mobiliare di ogni componente del nucleo familiare. E qui che vanno dichiarate le criptovalute. In particolare, bisogna indicare:Valore del portafoglio crypto al 31 dicembre dell’anno di riferimento (in euro, arrotondato all’unita)Giacenza media annua delle cripto-attivita (in euro, calcolata come descritto nel paragrafo precedente)Questi dati si affiancano agli altri elementi del patrimonio mobiliare gia presenti nel Quadro FC3: conti correnti (saldo e giacenza media), titoli di Stato, obbligazioni, azioni, fondi comuni e polizze vita.Quadro FC7: I redditi esenti e le componenti aggiuntiveIl Quadro FC7 puo essere rilevante per chi ha realizzato plusvalenze da criptovalute durante l’anno. Le plusvalenze da cripto-attivita che non sono gia incluse nel reddito complessivo IRPEF — per esempio perche assoggettate a imposta sostitutiva — possono dover essere indicate separatamente in questo quadro, a seconda delle istruzioni INPS in vigore per la specifica annualita.Differenza fondamentale tra DSU e dichiarazione dei redditi: mentre nel 730 o nel Modello Redditi, le criptovalute vanno dichiarate nel Quadro W (per le cripto-attivita) e nel quadro RW (per i wallet presso operatori esteri), nella DSU l’attenzione si sposta sul patrimonio detenuto e sulla sua media nel tempo, non sulle sole operazioni imponibili realizzate durante l’anno.ISEE precompilato e il ruolo dell’Agenzia delle EntrateCon l’introduzione dell’ISEE precompilato (disponibile dal 2020 e progressivamente esteso), l’INPS precarica nella DSU i dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate, incluse le informazioni sulle criptovalute dichiarate nel Quadro W della dichiarazione dei redditi. Questo significa che, se hai correttamente dichiarato le tue criptovalute nel modello 730 o nel Modello Redditi dell’anno precedente, questi dati potrebbero essere gia presenti nella tua DSU precompilata. Tuttavia, il contribuente deve sempre verificare e integrare i dati precompilati, che potrebbero essere incompleti o non aggiornati. ISEE precompilato 2026 e crypto: cosa cambia con il DAC8La Direttiva DAC8 dell’Unione Europea — recepita in Italia con il D.Lgs. 27 dicembre 2023, n. 221 — introduce l’obbligo per gli exchange di criptovalute operanti nell’UE di comunicare alle autorita fiscali nazionali i dati delle operazioni effettuate dai propri clienti residenti. Questa direttiva e il vero fattore di cambiamento che rende inevitabile la corretta dichiarazione delle criptovalute anche ai fini ISEE.Cosa prevede la DAC8 in pratica:Gli exchange autorizzati nell’UE (tra cui Coinbase Europe, Crypto.com, Binance EU) devono comunicare all’Agenzia delle Entrate italiana i dati di ogni utente residente in Italia: numero di transazioni, valore totale acquisti e vendite, saldo del portafoglio, proventi da staking e interessiLe comunicazioni coprono i dati a partire dal 1° gennaio 2026 (per il primo reporting riferito all’anno 2025)L’Agenzia delle Entrate userebbe questi dati per alimentare sia la dichiarazione precompilata che l’ISEE precompilatoGli exchange extra-UE non sono soggetti alla DAC8, ma possono essere soggetti ad accordi bilaterali di scambio informazioni (FATCA, CRS)Implicazioni pratiche per il 2026: chi ha sempre omesso la dichiarazione delle criptovalute — sia nella dichiarazione dei redditi che nella DSU per l’ISEE — deve aspettarsi che l’Agenzia delle Entrate e l’INPS dispongano di informazioni sempre piu complete sui portafogli crypto. Il rischio di discrepanze tra la DSU presentata e i dati in possesso dell’amministrazione finanziaria diventa concreto e le conseguenze — tra sanzioni e decadenza dai benefici — possono essere significative.Per approfondire gli impatti del DAC8 sulle criptovalute 2026 e come questo cambia i controlli dell’Agenzia delle Entrate, leggi la nostra guida dedicata. Sanzioni per omessa o infedele dichiarazione nella DSUOmettere o dichiarare in modo infedele le criptovalute nella DSU non e senza conseguenze. La normativa prevede un doppio sistema sanzionatorio: quello civilistico-amministrativo legato alla DSU e quello penale tributario per le violazioni piu gravi.Sanzioni amministrative per DSU infedeleIl D.Lgs. 109/1998 e il DPCM 159/2013 prevedono le seguenti conseguenze per la presentazione di una DSU con dati falsi o omessi:Decadenza immediata dal beneficio percepito in base all’ISEE falsamente calcolato, con obbligo di restituzione di tutte le somme indebitamente percepiteSanzione da 500 a 5.164 euro per dichiarazione mendace (art. 76 del DPR 445/2000, applicato tramite il DPCM 159/2013)Esclusione per 10 anni dalla possibilita di presentare una nuova DSU, in casi gravi di dichiarazione fraudolentaSegnalazione all’autorita giudiziaria per i reati di falso in atto pubblico (art. 483 c.p.) nei casi piu graviSanzioni per omessa dichiarazione delle criptovalute nella dichiarazione dei redditiSeparatamente dalla DSU, l’omessa dichiarazione delle criptovalute nel modello 730 o nel Modello Redditi comporta sanzioni specifiche previste dall’art. 5 del D.Lgs. 167/1990 (per il Quadro RW/W):Sanzione dal 3% al 15% del valore non dichiarato per omessa indicazione nel Quadro W/RW (importi detenuti presso intermediari esteri)Sanzione dal 6% al 30% se gli asset sono detenuti in paesi Black ListImposta sostitutiva del 26% sulle plusvalenze da criptovalute non dichiarate, oltre alle sanzioni per infedele dichiarazione (dal 90% al 180% dell’imposta dovuta)Per i dettagli sulla tassazione delle criptovalute 2026 e su come regolarizzare posizioni pregresse, consulta la nostra guida sulla tassazione crypto 2026. Esempi pratici: come calcolare saldo e giacenza mediaVediamo tre esempi concreti che illustrano come calcolare le grandezze da dichiarare nella DSU e quale impatto possono avere sull’ISEE.Esempio 1: Detentore di Bitcoin con portafoglio stabileSituazione: Mario detiene 0,5 BTC per tutto il 2024, senza effettuare acquisti o vendite.Prezzo BTC al 1° gennaio 2024: circa 42.000 USD = circa 38.500 euro (cambio 1,09)Prezzo BTC al 31 dicembre 2024: circa 94.000 USD = circa 86.200 euro (cambio 1,09)Prezzo medio BTC 2024: circa 62.000 USD = circa 56.880 euroCalcolo per la DSU:Saldo al 31 dicembre 2024: 0,5 x 86.200 = 43.100 euroGiacenza media annua 2024: 0,5 x 56.880 = 28.440 euroImpatto sull’ISEE: Supponendo un nucleo di 3 persone con patrimonio mobiliare precedente di 10.000 euro (conti correnti), l’aggiunta della giacenza media crypto porta il patrimonio mobiliare a 38.440 euro. La componente patrimoniale dell’ISEE calcolata su questo importo e di circa 3.844 euro aggiuntivi all’ISEE (applicando il coefficiente di 1/5 e la scala di equivalenza per 3 persone). Un aumento che puo spostare la famiglia sopra la soglia per alcune agevolazioni.Esempio 2: Portfolio diversificato con stablecoinSituazione: Laura detiene un portafoglio misto: 0,2 ETH + 1.000 USDT + 500 USDCETH al 31 dicembre 2024: circa 3.350 USD = circa 3.073 euro → 0,2 ETH = 614,60 euroUSDT al 31 dicembre 2024: 1.000 USD = circa 917 euro (al cambio 1,09)USDC al 31 dicembre 2024: 500 USD = circa 459 euroSaldo totale al 31/12: 614,60 + 917 + 459 = 1.990,60 euroData la stabilita delle stablecoin e la relativa bassa volatilita di ETH nel 2024, la giacenza media sara vicina al saldo di fine anno. In questo caso, l’impatto sull’ISEE e modesto: circa 398 euro aggiuntivi alla componente patrimoniale ISEE (1.990 x 0,20 = 398 euro, prima della scala di equivalenza).Esempio 3: Trading attivo durante l’annoSituazione: Francesco e un trader attivo: a inizio 2024 aveva 5.000 euro in crypto, a luglio 2024 il portafoglio era cresciuto a 18.000 euro, poi e sceso a 9.000 euro al 31 dicembre 2024.Saldo al 31 dicembre 2024: 9.000 euroGiacenza media stimata (approssimazione semestrale): (5.000 x 6 mesi + 18.000 x 3 mesi + 9.000 x 3 mesi) / 12 = (30.000 + 54.000 + 27.000) / 12 = 9.250 euroIn questo caso, la giacenza media (9.250 euro) e leggermente superiore al saldo di fine anno (9.000 euro). Entrambi i valori devono essere dichiarati. Francesco dovra anche dichiarare le plusvalenze realizzate durante le operazioni di trading nel Quadro W della dichiarazione dei redditi, con imposta sostitutiva al 26% (per operazioni ante Legge di Bilancio 2026) o al 33% (per operazioni post-entrata in vigore della nuova aliquota, a seconda delle disposizioni transitorie). Il ruolo del CAF nella compilazione della DSU con criptovaluteCompilare una DSU che include le criptovalute richiede competenze sia fiscali che tecniche. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza professionale completa per guidare i propri clienti attraverso questo processo, minimizzando il rischio di errori e sanzioni.Cosa fa il CAF per teAnalisi della situazione crypto: il CAF raccoglie e verifica la documentazione relativa ai tuoi wallet (estratti conto exchange, report fiscali crypto)Calcolo del saldo al 31 dicembre: utilizziamo fonti ufficiali per la valorizzazione in euro di ogni assetCalcolo della giacenza media annua: elaboriamo i report degli exchange o dei software di crypto tax per determinare la giacenza media correttaCompilazione della DSU: inseriamo correttamente i dati nei quadri FC3 e FC7 della DSUCoordinamento con la dichiarazione dei redditi: assicuriamo coerenza tra DSU e dichiarazione fiscale (730/Modello Redditi), riducendo il rischio di discrepanze che potrebbero attirare controlliConsulenza personalizzata: spieghiamo l’impatto sull’ISEE e sulle prestazioni a cui hai diritto, consentendoti di pianificare in modo informatoDocumenti da portare al CAF per la DSU con criptovalute:Estratto conto o report fiscale di ogni exchange utilizzato (Binance, Coinbase, Kraken, ecc.) per l’anno di riferimentoStorico delle transazioni in formato CSV o PDF scaricabile dal pannello utente dell’exchangeScreenshot del wallet non-custodial (Metamask, Ledger) con il saldo al 31 dicembre, in euroReport da software di crypto tax (Koinly, Blockpit, ecc.) se disponibileProva dell’identita degli asset (seed phrase NON necessaria: basta l’indirizzo pubblico del wallet)Il CAF Centro Fiscale e abilitato alla trasmissione telematica della DSU all’INPS. Puoi prenotare un appuntamento presso la nostra sede di Udine o contattarci per una consulenza preliminare via WhatsApp.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale a Udine offre la compilazione del Modello ISEE in 4 giorni lavorativi. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Conclusione: perche agire subitoLe novita introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 sull’ISEE e le criptovalute segnano un punto di svolta: la regolarizzazione delle posizioni crypto non e piu una scelta ma un obbligo, e i controlli sono destinati ad aumentare grazie alla direttiva DAC8. Chi possiede criptovalute e ha diritto a prestazioni legate all’ISEE deve agire in modo proattivo:Raccogliere la documentazione relativa al proprio portafoglio crypto (estratti conto exchange, report fiscali)Calcolare correttamente sia il saldo al 31 dicembre che la giacenza media annuaDichiarare entrambi i valori nella prossima DSU, evitando omissioni che potrebbero portare a sanzioni e revoca delle prestazioniVerificare l’impatto sull’ISEE e pianificare in anticipo eventuali aggiustamenti (per esempio, non accettare prestazioni a cui non si ha piu diritto con il nuovo ISEE corretto)Allineare la DSU con la dichiarazione dei redditi per evitare discrepanze che possono attirare controlliIl CAF Centro Fiscale di Udine e al tuo fianco in questo processo. Contattaci per prenotare un appuntamento o per una prima consulenza gratuita sulla tua situazione.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande frequenti su ISEE 2026 e criptovaluteLe criptovalute vanno sempre dichiarate nella DSU per l’ISEE?Si, con la Legge di Bilancio 2026 tutte le cripto-attivita con valore di mercato determinabile devono essere dichiarate nella DSU. L’obbligo riguarda sia i wallet custodial (su exchange) sia i wallet non-custodial (hardware wallet, software wallet). Non ci sono soglie minime di esenzione: anche importi modesti devono essere indicati, sia come saldo al 31 dicembre che come giacenza media annua.Come si calcola la giacenza media annua delle criptovalute per l’ISEE?La giacenza media annua si calcola come media dei saldi giornalieri del portafoglio crypto, convertiti in euro al cambio del giorno. In pratica: si sommano tutti i saldi giornalieri in euro e si divide per 365 (o 366 per gli anni bisestili). Gli exchange e i software di crypto tax come Koinly o Blockpit possono generare automaticamente questo dato nel loro report fiscale annuale.Cosa succede se non dichiaro le criptovalute nella DSU?Omettere le criptovalute nella DSU e un’infedelta dichiarativa che comporta: decadenza dal beneficio percepito con obbligo di restituzione, sanzione da 500 a 5.164 euro, possibile segnalazione all’autorita giudiziaria. Inoltre, con la direttiva DAC8, gli exchange europei comunicano i dati all’Agenzia delle Entrate, rendendo sempre piu probabile l’individuazione delle omissioni.Le stablecoin (USDT, USDC) vanno dichiarate nell’ISEE?Si, le stablecoin sono cripto-attivita a tutti gli effetti e devono essere dichiarate nella DSU. Il loro valore in euro e facilmente determinabile (essendo ancorate al dollaro o all’euro) e sia il saldo al 31 dicembre che la giacenza media annua devono essere indicati nel Quadro FC3 della DSU.Il CAF puo aiutarmi a compilare la DSU con le criptovalute?Si, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione della DSU con criptovalute. Il nostro team raccoglie la documentazione (estratti conto exchange, report fiscali crypto), calcola saldo al 31 dicembre e giacenza media annua, e compila correttamente tutti i quadri della DSU. Puoi prenotare un appuntamento telefonando al 0432 1638640 o contattandoci via WhatsApp al 366 6018121.Richiedi Assistenza per la DSU con CriptovaluteIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a dichiarare correttamente le criptovalute nella DSU per l’ISEE 2026, calcolando saldo e giacenza media nel rispetto della Legge di Bilancio 2026.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, CRIPTOVALUTE DAC8 Criptovalute 2026: la Guida allo Scambio Automatico Dati La direttiva DAC8 criptovalute 2026 segna un punto di svolta per chiunque possieda Bitcoin, Ethereum o altre valute digitali. 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Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Pubblicato su Google robert poletto 17/07/2026 Fantastici Pubblicato su Google Geanina Gaita 16/07/2026 Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/10/rivalutazione-criptovalute-18.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-07 12:00:442026-05-31 17:56:16ISEE 2026 e Criptovalute: Le Novita della Legge di Bilancio su Saldo e Giacenza Media
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