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Tag Archivio per: legge di bilancio 2026

NOTIZIE

Irpef 2026, l’aliquota scende al 33%: quanto risparmi in busta paga per fascia di reddito

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Dal 2026 cambia ancora una volta il volto dell’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche che ogni lavoratore dipendente e pensionato vede applicata direttamente in busta paga o sul cedolino pensionistico. La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025, art. 1 comma 3) ha infatti ridotto dal 35% al 33% l’aliquota del secondo scaglione, quello che riguarda i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro. Una modifica che, seppur limitata a due punti percentuali, produce un risparmio concreto per milioni di lavoratori con reddito medio.

Si tratta della prosecuzione del percorso di semplificazione degli scaglioni Irpef avviato con la riforma del 2024, che aveva già ridotto le aliquote da quattro a tre. Vediamo nel dettaglio cosa cambia, chi beneficia della riduzione dell’aliquota Irpef al 33% e quali sono, secondo le prime simulazioni disponibili, i risparmi stimati per fascia di reddito.

Indice dei contenuti

  1. Cosa cambia con l’aliquota Irpef 2026 al 33%
  2. Chi beneficia della riduzione e chi resta escluso
  3. Esempi di risparmio Irpef 2026 per fascia di reddito
  4. Quando entra in vigore la riforma Irpef 2026
  5. Domande frequenti sull’Irpef 2026 e l’aliquota al 33%

Cosa cambia con l’aliquota Irpef 2026 al 33%

Con l’Irpef 2026 la struttura degli scaglioni resta a tre fasce, ma la seconda diventa più leggera. Il sistema attuale prevede infatti la seguente ripartizione dell’imposta sul reddito:

  • 23% sui redditi fino a 28.000 euro (invariato)
  • 33% sui redditi oltre 28.000 euro e fino a 50.000 euro (in calo dal 35%)
  • 43% sui redditi oltre 50.000 euro (invariato)

In pratica, chi ha un reddito imponibile superiore ai 28.000 euro pagherà due punti percentuali in meno di Irpef sulla quota di reddito compresa tra 28.000 e 50.000 euro. È bene chiarire che l’aliquota più bassa non si applica sull’intero reddito, ma solo sulla porzione che rientra in quello scaglione: è il meccanismo della progressività per fasce, lo stesso che regola da sempre il calcolo dell’imposta sul reddito in Italia.

Chi beneficia della riduzione e chi resta escluso

La platea interessata dal taglio della seconda aliquota Irpef comprende principalmente lavoratori dipendenti, pensionati e soci di società di persone (Snc e Sas) con reddito imponibile superiore ai 28.000 euro annui. Restano invece fuori dal beneficio gli utili distribuiti dalle Srl ai soci persone fisiche, che scontano una ritenuta a titolo d’imposta del 26% e non gli scaglioni Irpef (il socio che percepisce anche compensi da amministratore o redditi di lavoro resta comunque soggetto alle nuove aliquote), così come i lavoratori con reddito imponibile inferiore a 28.000 euro, che restano nel primo scaglione al 23% e quindi non intercettano la riduzione.

Un aspetto importante riguarda i redditi più alti. Secondo quanto previsto dall’art. 1 comma 4 della Legge di Bilancio 2026, che modifica l’art. 16-ter del Tuir, il beneficio della riduzione al 33% viene integralmente sterilizzato per i redditi complessivi superiori a 200.000 euro: per questi contribuenti l’ammontare delle detrazioni spettanti è ridotto in misura fissa di 440 euro, cioè esattamente il vantaggio massimo prodotto dal taglio di due punti dell’aliquota. Non si tratta di un meccanismo graduale: la soglia opera in modo netto, perché basta superarla anche di un solo euro perché la riduzione di 440 euro si applichi per intero. L’obiettivo dichiarato dal legislatore è concentrare il vantaggio sui redditi medi, quelli compresi grosso modo tra i 30.000 e i 50.000 euro annui, categoria che comprende una larga fetta di lavoratori dipendenti e pensionati italiani.

Esempi di risparmio Irpef 2026 per fascia di reddito

Quanto vale in concreto il taglio dell’aliquota Irpef al 33%? Di seguito alcuni esempi di simulazione, elaborati sulla base della sola variazione di aliquota (dal 35% al 33%) sulla quota di reddito compresa nello scaglione 28.000-50.000 euro, a parità di altre condizioni. Si tratta di calcoli semplificati a scopo illustrativo, che non tengono conto di detrazioni, bonus e altre variabili individuali: il risparmio reale in busta paga può quindi variare da persona a persona.

  • Reddito 30.000 euro: risparmio stimato di circa 40 euro l’anno (2.000 euro di reddito nello scaglione ridotto x 2%)
  • Reddito 35.000 euro: risparmio stimato di circa 140 euro l’anno (7.000 euro x 2%)
  • Reddito 40.000 euro: risparmio stimato di circa 240 euro l’anno (12.000 euro x 2%)
  • Reddito 45.000 euro: risparmio stimato di circa 340 euro l’anno (17.000 euro x 2%)
  • Reddito 50.000 euro e oltre (fino alla soglia di sterilizzazione): risparmio massimo di circa 440 euro l’anno (22.000 euro x 2%, l’intera ampiezza dello scaglione)

Come si nota, il risparmio cresce in proporzione alla quota di reddito che ricade nello scaglione interessato dalla riduzione, fino a stabilizzarsi a 440 euro annui per i redditi pari o superiori a 50.000 euro: è il tetto massimo del beneficio, interamente riassorbito dalla riduzione delle detrazioni prevista per i redditi complessivi oltre i 200.000 euro. Su base mensile, per un lavoratore con reddito di 35.000 euro, il vantaggio si traduce in una decina di euro netti in più al mese in busta paga.

Quando entra in vigore la riforma Irpef 2026

La riduzione della seconda aliquota Irpef al 33% si applica dal periodo d’imposta 2026, come previsto dalla Legge di Bilancio 2026. Attenzione a non confondere i due piani: il modello 730/2026 e il Redditi PF 2026, che riguardano i redditi dell’anno d’imposta 2025, applicano ancora la vecchia aliquota del 35%; la nuova aliquota del 33% comparirà in dichiarazione per la prima volta nel 2027 (730/2027 e Redditi PF 2027). Per i lavoratori dipendenti e i pensionati, l’effetto pratico si riflette nelle trattenute operate dai sostituti d’imposta (datori di lavoro ed enti pensionistici) sui cedolini, con eventuali conguagli per i mesi già trascorsi in caso di applicazione non immediata delle nuove aliquote fin da gennaio. Per i lavoratori autonomi e i titolari di partita Iva in regime ordinario, invece, il beneficio si concretizzerà con il calcolo del saldo e degli acconti Irpef relativi all’anno d’imposta 2026, quindi nella dichiarazione dei redditi da presentare nel 2027.

La nuova aliquota non richiede provvedimenti attuativi: i sostituti d’imposta la applicano direttamente alle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e sulle pensioni corrisposti dal 1° gennaio 2026 e le eventuali differenze vengono comunque riallineate con le operazioni di conguaglio di fine anno, che il sostituto effettua entro il 28 febbraio dell’anno successivo (art. 23 comma 3 del Dpr 600/1973).

Domande frequenti sull’Irpef 2026 e l’aliquota al 33%

Da quando si applica la nuova aliquota Irpef del 33%?
La riduzione dal 35% al 33% si applica dal periodo d’imposta 2026, secondo quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025).

Chi ha un reddito di 28.000 euro risparmia qualcosa con la riforma Irpef 2026?
No, chi ha un reddito imponibile pari o inferiore a 28.000 euro resta interamente nel primo scaglione al 23% e non è interessato dalla riduzione della seconda aliquota.

Qual è il risparmio massimo previsto dal taglio dell’aliquota Irpef al 33%?
Secondo le prime simulazioni disponibili, il risparmio massimo si attesta intorno ai 440 euro annui, per i redditi pari o superiori a 50.000 euro e fino alla soglia di sterilizzazione del beneficio.

I redditi molto alti beneficiano della riduzione Irpef 2026?
Sopra i 200.000 euro di reddito complessivo il vantaggio viene azzerato: le detrazioni spettanti sono ridotte in misura fissa di 440 euro (art. 16-ter del Tuir, come modificato dalla Legge di Bilancio 2026). La riduzione non è graduale e si applica per intero al superamento della soglia, in modo da concentrare il vantaggio fiscale sui redditi medi.

I soci di Srl beneficiano del taglio della seconda aliquota Irpef?
Sugli utili distribuiti no: i dividendi percepiti dai soci persone fisiche scontano una ritenuta a titolo d’imposta del 26% e non passano dagli scaglioni Irpef. Il socio che percepisce anche compensi da amministratore, stipendi o altri redditi soggetti a Irpef beneficia invece della nuova aliquota del 33% sulla quota di reddito compresa tra 28.000 e 50.000 euro.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Settembre 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-19 12:25:392026-09-19 11:53:15Irpef 2026, l’aliquota scende al 33%: quanto risparmi in busta paga per fascia di reddito
CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

Bonus in Scadenza 2026: 8 Agevolazioni da Sfruttare Subito

detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia

Il tema dei bonus scadenza 2026 è diventato improvvisamente urgente per migliaia di famiglie italiane: entro il 31 dicembre 2026 alcune delle agevolazioni fiscali più utilizzate sulla casa si riducono, cambiano aliquota o rischiano di sparire del tutto. Chi ha in programma lavori di ristrutturazione, un cambio di caldaia, l’acquisto di nuovi elettrodomestici o un intervento antisismico ha davanti pochi mesi per decidere se anticipare la spesa e portare a casa la detrazione più alta. In questa guida completa trovi il quadro aggiornato di tutti i bonus in scadenza 2026, di quelli che sono già terminati (e che purtroppo molti credono ancora attivi) e di quelli che restano prorogati anche oltre il 2026. Per ogni misura ti spieghiamo in parole semplici cosa scade, entro quando, chi può ancora sfruttarla, cosa cambia dal 2027 e soprattutto quale azione concreta conviene fare adesso. Il riferimento normativo principale è la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 301 del 30 dicembre 2025 ed entrata in vigore il 1° gennaio 2026). Prima di muoverti, ricorda che ogni situazione ha le sue particolarità: il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a capire a quali bonus in scadenza nel 2026 hai diritto, sia in ufficio che online.

Indice dei contenuti

  1. Perché parlare di bonus scadenza 2026 proprio adesso
  2. Bonus ristrutturazione: cosa cambia con la scadenza 2026
  3. Ecobonus: scadenza 2026 e riduzione prevista dal 2027
  4. Bonus mobili 2026: il più a rischio tra i bonus in scadenza
  5. Superbonus 2026: attenzione, è già chiuso per quasi tutti
  6. Sismabonus: aliquote 2026 e step-down dal 2027
  7. Bonus verde: già terminato, ma restano le rate in corso
  8. Bonus prima casa under 36: cosa resta davvero nel 2026
  9. Bonus barriere architettoniche 75%: scaduto, cosa fare nel 2026
  10. Riepilogo bonus scadenza 2026: in scadenza, scaduti e prorogati
  11. Come sfruttare i bonus in scadenza 2026 senza errori

Perché parlare di bonus scadenza 2026 proprio adesso

Parlare di bonus scadenza 2026 ad agosto non è allarmismo: è semplicemente il momento giusto. Le detrazioni fiscali sulla casa funzionano secondo il cosiddetto principio di cassa, un termine tecnico che significa una cosa molto semplice: conta la data in cui paghi, non la data in cui i lavori finiscono o in cui ricevi la fattura. Se il bonifico parte il 30 dicembre 2026 hai diritto all’aliquota del 2026; se parte il 2 gennaio 2027 ti applicano le regole del nuovo anno.

Questo dettaglio, apparentemente burocratico, può valere migliaia di euro. Su una spesa di 50.000 euro per ristrutturare l’abitazione principale, la differenza tra il 50% e il 36% è di 7.000 euro di detrazione persa. Immagina che Marco stia valutando di rifare bagno e impianti di casa: se riesce a pagare almeno una parte dei lavori entro fine 2026, quella quota resta agganciata all’aliquota più alta.

Ecco perché conviene muoversi ora, con qualche mese di margine:

  • le imprese edili si riempiono di richieste negli ultimi mesi dell’anno e i tempi si allungano
  • alcune agevolazioni richiedono pratiche preliminari (comunicazione ENEA, asseverazioni tecniche, titoli edilizi)
  • servono i documenti corretti fin da subito: bonifico parlante, fatture intestate bene, dati catastali
  • un errore formale scoperto a gennaio non è più recuperabile

In sintesi, ragionare oggi sui bonus in scadenza a fine 2026 significa avere il tempo materiale di organizzare la spesa. Il CAF Centro Fiscale Udine segue anche le comunicazioni ENEA obbligatorie per diversi interventi agevolati.

Bonus ristrutturazione: cosa cambia con la scadenza 2026

Il bonus ristrutturazione è la detrazione più utilizzata dagli italiani e nel 2026 è pienamente confermato, ma con due aliquote diverse a seconda dell’immobile. Si tratta di una detrazione IRPEF, cioè di uno sconto sulle imposte che paghi ogni anno, ripartito in 10 rate annuali di pari importo.

Come funziona nel 2026:

  • 50% di detrazione per gli interventi sull’abitazione principale (la casa dove risiedi e vivi abitualmente)
  • 36% per tutti gli altri immobili: seconde case, immobili locati, pertinenze non collegate alla prima casa
  • tetto di spesa 96.000 euro per unità immobiliare
  • recupero in 10 quote annuali nella dichiarazione dei redditi

Facciamo un esempio concreto. Supponiamo che Laura ristrutturi la sua abitazione principale spendendo 60.000 euro nel 2026: la detrazione complessiva è di 30.000 euro (il 50%), cioè 3.000 euro all’anno per dieci anni di minori imposte. Se lo stesso intervento riguardasse la casa al mare, la detrazione scenderebbe a 21.600 euro (il 36%).

Cosa cambia dal 2027 sul bonus ristrutturazione

La Legge di Bilancio 2026 ha posticipato lo step-down delle aliquote, cioè la riduzione progressiva già programmata. Ad oggi, salvo modifiche che potrebbero arrivare con la manovra 2027, dal 1° gennaio 2027 le percentuali previste scendono a:

  • 36% per l’abitazione principale (oggi 50%)
  • 30% per gli altri immobili (oggi 36%)
Guardando ancora più avanti, la normativa attuale prevede dal 2028 e fino al 2033 un’aliquota unica del 30% con tetto di spesa ridotto a 48.000 euro per unità immobiliare.

Attenzione: la manovra per il 2027 non è ancora stata scritta, quindi questi valori sono quelli previsti dalla normativa attualmente in vigore e potrebbero essere rivisti. La prudenza però suggerisce di non scommettere su una proroga: chi può, anticipa.

Azione consigliata: se hai lavori già decisi, concorda con l’impresa un acconto significativo entro il 31 dicembre 2026, pagato con bonifico parlante (il bonifico speciale che riporta causale, riferimento normativo, codice fiscale di chi detrae e partita IVA della ditta). Quella quota resta agganciata all’aliquota 2026.

Chi può ancora usare il bonus ristrutturazione nel 2026

Possono accedere alla detrazione i proprietari, i titolari di diritti reali (usufrutto, uso, abitazione), gli inquilini con contratto registrato e i familiari conviventi che sostengono effettivamente la spesa. Rientrano manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, oltre alla manutenzione ordinaria sulle parti comuni condominiali.

Un passaggio spesso sottovalutato riguarda l’abitazione principale: per applicare il 50% l’immobile deve essere adibito a dimora abituale. Le casistiche particolari (immobile acquistato durante i lavori, cambio di residenza in corso d’opera, comproprietà) meritano una verifica preventiva. Rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per far controllare la tua posizione prima di iniziare i lavori.

Ecobonus: scadenza 2026 e riduzione prevista dal 2027

L’Ecobonus è la detrazione dedicata agli interventi di risparmio energetico e nel 2026 segue esattamente lo stesso schema del bonus ristrutturazione: 50% per l’abitazione principale e 36% per gli altri immobili, con tetto di spesa 96.000 euro e recupero in 10 rate annuali. Rientrano tipicamente la sostituzione di infissi, la coibentazione, le caldaie a condensazione ad alta efficienza, le pompe di calore e i pannelli solari termici.

Anche qui la Legge di Bilancio 2026 ha spostato in avanti la riduzione: dal 2027, ad oggi e salvo interventi della prossima manovra, è previsto il passaggio a 36% per la prima casa e 30% per gli altri immobili. Un dettaglio importante è la comunicazione ENEA, obbligatoria entro 90 giorni dalla fine lavori per la maggior parte degli interventi energetici: dimenticarla può compromettere la detrazione.

Azione consigliata: se stai valutando di cambiare gli infissi o l’impianto di riscaldamento, il 2026 è l’anno con l’aliquota più favorevole tra quelli attualmente programmati.

👉 Approfondisci: Ecobonus 2026: Detrazioni per Risparmio Energetico, Aliquote e Lavori Ammessi

Bonus mobili 2026: il più a rischio tra i bonus in scadenza

Tra tutti i bonus scadenza 2026, il bonus mobili ed elettrodomestici è quello che merita la massima attenzione. Nel 2026 è confermato (proroga disposta dalla L. 199/2025, art. 1 c. 22) con detrazione 50% su una soglia di spesa di 5.000 euro, per un massimo di 2.500 euro di detrazione recuperabile in 10 rate annuali. Il motivo dell’urgenza è semplice: al momento non è stata deliberata alcuna proroga per il 2027. A differenza di ristrutturazione ed ecobonus, che dal 2027 si riducono ma restano, il bonus mobili rischia di sparire del tutto, salvo diversa decisione della prossima manovra.

Ricorda la regola base: il bonus mobili si può utilizzare solo se collegato a un intervento di ristrutturazione sull’immobile. Non esiste come agevolazione autonoma per chi semplicemente compra un divano nuovo.

  • Cosa scade: l’intera misura, non prorogata oltre il 31 dicembre 2026
  • Entro quando: pagamento effettuato entro il 31 dicembre 2026
  • Chi può usarlo: chi ha in corso o ha avviato una ristrutturazione agevolata
  • Azione consigliata: anticipare gli acquisti di arredi ed elettrodomestici entro dicembre

👉 Approfondisci: Bonus Mobili ed Elettrodomestici 2026: Guida Completa a Detrazione, Tetto di Spesa e Requisiti

Superbonus 2026: attenzione, è già chiuso per quasi tutti

Il Superbonus è il caso più frainteso quando si parla di bonus scadenza 2026. Molti contribuenti pensano ancora di poterlo utilizzare: non è così. Il Superbonus nella sua ultima versione, con aliquota al 65%, si è chiuso definitivamente il 31 dicembre 2025, ed era riservato esclusivamente a chi aveva CILAS presentata, delibera assembleare o avvio lavori entro il 15 ottobre 2024.

Nel 2026, quindi, il Superbonus non esiste più come misura autonoma per la generalità dei casi privati. Chi oggi vuole riqualificare energeticamente o mettere in sicurezza la propria casa rientra nel bonus ristrutturazione o nell’Ecobonus ordinario, con le aliquote 50%/36% viste sopra.

Esiste un’unica eccezione rilevante, legata alle ricostruzioni post-sisma nei territori colpiti di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria: si tratta di un regime speciale, alternativo al contributo per la ricostruzione, la cui applicazione nel 2026 va verificata caso per caso in base alle proroghe vigenti e alla data di sostenimento delle spese. Si tratta di situazioni molto specifiche, legate a immobili danneggiati dagli eventi sismici e a procedure di ricostruzione dedicate.

Azione consigliata: se hai lavori avviati negli anni scorsi con il Superbonus, verifica che le rate residue siano correttamente riportate nella dichiarazione dei redditi. Se invece pensavi di iniziare adesso, sappi che devi ragionare sulle detrazioni ordinarie. Una verifica documentale con il CAF ti evita brutte sorprese in fase di controllo.

Sismabonus: aliquote 2026 e step-down dal 2027

Il Sismabonus è la detrazione per gli interventi di riduzione del rischio sismico, cioè i lavori che rendono l’edificio più sicuro in caso di terremoto: rinforzi strutturali, consolidamento delle fondazioni, miglioramento della classe di rischio. Nel 2026 segue lo stesso binario delle altre detrazioni edilizie: 50% per l’abitazione principale, 36% per gli altri immobili, tetto 96.000 euro, 10 rate annuali.

Anche per il Sismabonus, dal 2027 è previsto ad oggi lo scivolo verso 36% (prima casa) e 30% (altri immobili), salvo modifiche introdotte dalla manovra 2027.

  • Cosa cambia: riduzione dell’aliquota dal 1° gennaio 2027
  • Entro quando agire: spese pagate entro il 31 dicembre 2026
  • Chi può usarlo: proprietari e detentori di immobili in zona sismica 1, 2 e 3
  • Attenzione: serve l’asseverazione del tecnico depositata insieme al titolo edilizio, prima dell’inizio dei lavori

Il Sismabonus è particolarmente rilevante in Friuli Venezia Giulia, territorio con una lunga memoria sismica e un patrimonio edilizio in parte datato. Molti comuni della provincia di Udine rientrano in zone a rischio significativo, e gli interventi di consolidamento sono spesso combinabili con quelli di efficientamento energetico.

Azione consigliata: la parte più delicata è la tempistica delle asseverazioni. Se l’asseverazione arriva dopo l’avvio dei lavori, la detrazione può essere contestata. Fatti seguire fin dall’inizio per non perdere il beneficio.

Bonus verde: già terminato, ma restano le rate in corso

Il bonus verde non rientra tecnicamente tra i bonus in scadenza 2026, perché è già terminato il 31 dicembre 2024. Non è stato prorogato né dalla Legge di Bilancio 2025 né dalla Legge di Bilancio 2026. Lo citiamo comunque perché continua a generare confusione e perché migliaia di contribuenti hanno ancora rate in corso da portare in dichiarazione.

Ricordiamo come funzionava: detrazione del 36% su una spesa massima di 5.000 euro per la sistemazione a verde di giardini, terrazzi, aree scoperte private e impianti di irrigazione, con recupero in 10 rate annuali. Il massimo detraibile era di 1.800 euro complessivi, pari a circa 180 euro all’anno.

Chi ha sostenuto la spesa entro il 2024 ha ancora diritto a portare in detrazione le quote residue nei prossimi anni: nulla è perso, ma bisogna ricordarsi di inserirle correttamente nel modello 730 o nel modello Redditi. È un errore frequente dimenticare le rate degli anni precedenti, soprattutto quando si cambia intermediario.

Azione consigliata: conserva la documentazione (fatture, bonifici parlanti) e assicurati che le rate residue vengano riportate ogni anno. Il CAF Centro Fiscale di Udine recupera anche le detrazioni pluriennali avviate in passato e verifica che non ne manchi nessuna.

Bonus prima casa under 36: cosa resta davvero nel 2026

Il bonus prima casa under 36 è un altro caso da chiarire, perché su questo tema circolano molte informazioni superate. L’agevolazione fiscale che prevedeva l’esenzione da imposta di registro, ipotecaria e catastale per i giovani under 36 con ISEE fino a 40.000 euro è chiusa alle nuove richieste dal 31 dicembre 2023. Il regime transitorio, che copriva chi aveva già firmato un preliminare, si è concluso il 31 dicembre 2024.

Tradotto in pratica: nel 2026 non è più possibile ottenere quell’esenzione acquistando casa oggi. Chi compra prima casa applica le regole ordinarie dell’agevolazione prima casa (imposta di registro agevolata al 2% da privato, oppure IVA al 4% da impresa).

C’è però una buona notizia. Resta pienamente attivo il Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa gestito da Consap: si tratta di una garanzia pubblica che può arrivare fino all’80% della quota capitale del mutuo, per le categorie prioritarie e a determinate condizioni (tra cui un mutuo di importo superiore all’80% del prezzo di acquisto), pensata per chi ha difficoltà a ottenere finanziamenti elevati senza garanzie personali. È rivolto in particolare a giovani under 36, giovani coppie, famiglie monogenitoriali e conduttori di alloggi IACP, con ISEE fino a 40.000 euro. Questa misura è stata prorogata fino al 31 dicembre 2027.

  • Cosa non c’è più: esenzione imposte di registro/ipotecaria/catastale under 36
  • Cosa resta: Fondo Garanzia Consap (garanzia fino all’80%), valido fino al 31 dicembre 2027
  • Requisito chiave: ISEE fino a 40.000 euro
  • Azione consigliata: far calcolare un ISEE aggiornato prima di avviare la pratica di mutuo

Per ottenere la garanzia serve un ISEE valido e corretto: un valore calcolato male può farti superare la soglia dei 40.000 euro e farti perdere l’accesso al Fondo. Il CAF Centro Fiscale a Udine si occupa dell’intera pratica DSU, in sede o da remoto.

Bonus barriere architettoniche 75%: scaduto, cosa fare nel 2026

Il bonus barriere architettoniche con detrazione al 75% è scaduto il 31 dicembre 2025 e non è stato riproposto come misura autonoma dalla Legge di Bilancio 2026. È una notizia importante per le famiglie con persone anziane o con disabilità in casa, perché quella detrazione era particolarmente generosa e con tempi di recupero più brevi per le spese sostenute fino al 2023 (5 quote annuali, poi passate a 10 dal 2024).

Cosa succede a chi fa questi lavori nel 2026? Gli interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche — installazione di montascale, ascensori, servoscala, rifacimento di bagni accessibili, allargamento porte, rampe — rientrano nel bonus ristrutturazione ordinario, quindi al 50% se si tratta dell’abitazione principale o al 36% per gli altri immobili, con tetto 96.000 euro e recupero in 10 anni.

Un’avvertenza: nel dibattito parlamentare sono stati presentati emendamenti di tipo “salva-bonus” in sede di conversione del Milleproroghe, che al momento non risultano approvati. La materia è in movimento, quindi verifica con il tuo CAF se nel frattempo sono intervenute proroghe prima di dare per persa l’aliquota maggiorata.

Azione consigliata: chi deve rendere accessibile un’abitazione può comunque contare sul 50% nel 2026, aliquota destinata a scendere al 36% dal 2027 secondo la normativa attuale. Anche in questo caso, anticipare conviene. Se in famiglia c’è una persona con invalidità o Legge 104, valuta con il Patronato anche le altre agevolazioni collegate.

Riepilogo bonus scadenza 2026: in scadenza, scaduti e prorogati

Per orientarti rapidamente, ecco il quadro sintetico dei bonus scadenza 2026 suddivisi in tre gruppi. È lo schema che usiamo allo sportello per capire in pochi minuti su cosa vale la pena muoversi subito.

1. Bonus in scadenza o in riduzione a fine 2026 (agisci entro il 31 dicembre)

  • Bonus ristrutturazione: 50%/36% nel 2026 → previsto 36%/30% dal 2027
  • Ecobonus: 50%/36% nel 2026 → previsto 36%/30% dal 2027
  • Sismabonus: 50%/36% nel 2026 → previsto 36%/30% dal 2027
  • Bonus mobili ed elettrodomestici: 50% su 5.000 euro → nessuna proroga deliberata per il 2027

2. Bonus già terminati (non più richiedibili)

  • Superbonus 65%: chiuso al 31/12/2025, resta il 110% solo per ricostruzioni post-sisma 2016
  • Bonus verde: terminato al 31/12/2024, restano solo le rate residue
  • Bonus prima casa under 36 (esenzione imposte): chiuso alle nuove richieste dal 31/12/2023
  • Bonus barriere architettoniche 75%: scaduto al 31/12/2025, oggi confluisce nel bonus ristrutturazione

3. Misure ancora attive oltre il 2026

  • Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa Consap (garanzia 80%, ISEE fino a 40.000 euro): prorogato al 31 dicembre 2027

La lettura di questo schema porta a una conclusione netta: il 2026 è un anno di passaggio, con aliquote ancora favorevoli ma destinate a ridursi. Chi ha lavori in programma nei prossimi due anni ha un incentivo concreto ad anticipare almeno una parte della spesa.

Come sfruttare i bonus in scadenza 2026 senza errori

Sapere quali sono i bonus scadenza 2026 è solo metà del lavoro. L’altra metà è non commettere errori formali, perché in materia di detrazioni edilizie la forma è sostanza: un bonifico compilato male o una comunicazione dimenticata possono azzerare anni di beneficio fiscale.

Ecco gli adempimenti che fanno la differenza:

  • Bonifico parlante: deve indicare causale con riferimento normativo, codice fiscale di chi detrae e partita IVA o codice fiscale del beneficiario del pagamento
  • Fatture intestate correttamente a chi sostiene la spesa e detrarrà
  • Comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori, per gli interventi di risparmio energetico
  • Asseverazione tecnica depositata prima dell’inizio lavori per il Sismabonus
  • Titolo edilizio adeguato all’intervento (CILA, SCIA o permesso di costruire)
  • Dati catastali dell’immobile da riportare in dichiarazione

Un errore ricorrente riguarda le comproprietà: se l’immobile è di due coniugi ma paga solo uno, la detrazione spetta solo a chi ha effettivamente sostenuto la spesa e risulta nei documenti. Un altro riguarda la capienza fiscale: se l’IRPEF che paghi ogni anno è inferiore alla rata di detrazione, la parte eccedente si perde, perché non è rimborsabile. È una valutazione da fare prima di impostare i lavori, non dopo.

La procedura richiede attenzione e una verifica preliminare della tua situazione fiscale complessiva. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: controllo dei requisiti, verifica della capienza IRPEF, corretta compilazione dei documenti, comunicazioni obbligatorie e inserimento delle detrazioni in dichiarazione. Puoi prenotare un appuntamento in sede a Udine oppure farti seguire online da qualsiasi parte d’Italia.

Se stai valutando quali detrazioni fiscali inserire nella prossima dichiarazione, il nostro CAF Centro Fiscale di Udine analizza l’intera posizione e individua tutte le agevolazioni a cui hai diritto, comprese quelle che spesso restano inutilizzate.

Domande Frequenti sui Bonus in Scadenza 2026

Quali bonus casa scadono a fine 2026?

Il più a rischio è il bonus mobili ed elettrodomestici, per cui al momento non è prevista alcuna proroga oltre il 31 dicembre 2026. Bonus ristrutturazione, Ecobonus e Sismabonus non scadono ma si riducono: dal 2027, secondo la normativa attuale, passano dal 50% al 36% per l’abitazione principale e dal 36% al 30% per gli altri immobili. Anche in questo caso, quindi, conviene pagare entro fine 2026.

Il Superbonus è ancora disponibile nel 2026?

No. Il Superbonus 65% si è chiuso il 31 dicembre 2025 ed era riservato a chi aveva CILAS, delibera assembleare o avvio lavori entro il 15 ottobre 2024. Nel 2026 non esiste più come misura autonoma per i casi privati ordinari. Un regime speciale resta previsto solo per le ricostruzioni post-sisma in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, la cui applicabilità nel 2026 va verificata caso per caso. Chi oggi ristruttura utilizza il bonus ristrutturazione o l’Ecobonus ordinari.

Conviene anticipare i lavori prima di fine 2026?

Nella maggior parte dei casi sì. Poiché vale il principio di cassa, cioè conta la data del pagamento, anticipare anche solo un acconto entro il 31 dicembre 2026 permette di agganciare quella quota all’aliquota più alta. Su una spesa di 50.000 euro sull’abitazione principale, la differenza tra 50% e 36% vale 7.000 euro di detrazione. Prima di decidere, però, va verificata la tua capienza IRPEF.

Il bonus prima casa under 36 esiste ancora nel 2026?

L’esenzione da imposte di registro, ipotecaria e catastale per gli under 36 è chiusa alle nuove richieste dal 31 dicembre 2023, con regime transitorio terminato a fine 2024. Nel 2026 non è più applicabile. Resta invece attivo il Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa Consap, con garanzia pubblica che può arrivare fino all’80% per le categorie prioritarie per chi ha ISEE fino a 40.000 euro, prorogato fino al 31 dicembre 2027.

Posso ancora usare il bonus barriere architettoniche al 75%?

No, la detrazione maggiorata al 75% è scaduta il 31 dicembre 2025 e non è stata riproposta come misura autonoma dalla Legge di Bilancio 2026. Chi esegue questi lavori nel 2026 rientra nel bonus ristrutturazione ordinario (50% prima casa, 36% altri immobili). Sono stati presentati emendamenti “salva-bonus” non ancora approvati: verifica con il tuo CAF se nel frattempo sono intervenute proroghe.

Ho ancora rate del bonus verde: le perdo?

No. Il bonus verde è terminato il 31 dicembre 2024 e non è più richiedibile, ma chi ha sostenuto la spesa entro quella data continua a fruire delle rate residue — fino a circa 180 euro all’anno — per completare le 10 annualità. Devi solo ricordarti di riportarle correttamente in dichiarazione ogni anno, conservando fatture e bonifici parlanti.

Cosa succede se la mia IRPEF è troppo bassa per usare la detrazione?

Le detrazioni edilizie si recuperano solo fino a capienza dell’IRPEF dovuta: se l’imposta annuale è inferiore alla rata di detrazione, la parte eccedente si perde e non viene rimborsata. È una verifica da fare prima di programmare i lavori, valutando eventualmente di intestare la spesa a un familiare con reddito più alto, se ne ricorrono le condizioni. Il CAF ti aiuta a fare questo calcolo.

Il quadro dei bonus scadenza 2026 è chiaro: il 31 dicembre 2026 è una data spartiacque. Chi ha lavori in programma sulla casa ha davanti pochi mesi per sfruttare le aliquote più alte prima della riduzione prevista dal 2027, e nel caso del bonus mobili il rischio è addirittura la scomparsa totale dell’agevolazione. Allo stesso tempo, misure che molti credono ancora attive — Superbonus, bonus verde, bonus prima casa under 36, bonus barriere architettoniche 75% — sono già terminate, e continuare a contarci significa fare i conti sbagliati.

La cosa più utile che puoi fare adesso è una verifica personalizzata della tua situazione: quali agevolazioni ti spettano davvero, quanta detrazione riesci effettivamente a recuperare in base al tuo reddito, come vanno impostati pagamenti e documenti per non perdere il beneficio. È un’analisi che richiede pochi minuti allo sportello ma che può valere migliaia di euro.

Hai bisogno di assistenza per i bonus in scadenza nel 2026 e le detrazioni sulla casa? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio in Viale Tullio 13 che online in tutta Italia, con preventivo personalizzato in base alla pratica. Contattaci per prenotare un appuntamento: chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


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Agosto 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/detrazioni-fiscali-per-ristrutturazione-edilizia.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-25 09:00:002026-08-25 09:00:00Bonus in Scadenza 2026: 8 Agevolazioni da Sfruttare Subito
CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

Bonus Barriere Architettoniche 2026: Stop al 75%, Detrazione al 50% e 36%

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il bonus barriere architettoniche 2026 ha subito una trasformazione radicale rispetto agli anni precedenti. La detrazione del 75% introdotta dalla Legge di Bilancio 2022 (art. 119-ter del DL 34/2020) non e piu applicabile alle spese sostenute dopo il 31 dicembre 2025, salvo casi particolari legati a lavori gia avviati con specifiche condizioni. Per il 2026, chi vuole eliminare le barriere architettoniche nella propria abitazione deve orientarsi su percorsi alternativi: principalmente la detrazione del 50% prevista dall’art. 16-bis del TUIR per le ristrutturazioni edilizie, oppure la detrazione ridotta al 36% valida per immobili diversi dalla prima casa. Questa guida aggiornata spiega nel dettaglio cosa e ancora possibile, quali interventi rientrano, come calcolare il risparmio fiscale e quali documenti preparare.

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Indice dei contenuti

  1. Cosa e cambiato dal 2024 al 2026: addio al bonus 75%
  2. Detrazione 50% e 36%: come funziona nel 2026
  3. Quali interventi sono ammessi nel 2026
  4. Limiti di spesa e tetti agevolabili
  5. Requisiti tecnici: il DM 236/1989
  6. Cessione del credito e sconto in fattura nel 2026
  7. Esempi pratici di calcolo del risparmio fiscale
  8. Documenti necessari: asseverazione, bonifico e fatture parlanti
  9. Tabella riepilogativa: confronto tra le detrazioni disponibili
  10. Domande frequenti sul bonus barriere architettoniche 2026

Cosa e cambiato dal 2024 al 2026: addio al bonus 75%

Il bonus barriere architettoniche al 75% e stato introdotto dall’articolo 119-ter del Decreto Legge 34/2020 (Decreto Rilancio), in origine previsto per le spese sostenute nel 2022. Successivamente prorogato e modificato, ha subito un drastico ridimensionamento attraverso due interventi legislativi fondamentali:

  • Decreto Legge 212/2023 (convertito con Legge 17/2024): ha introdotto per la prima volta paletti significativi, limitando la cessione del credito e lo sconto in fattura per il bonus 75% e restringendo il perimetro degli interventi ammissibili.
  • Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024): ha sancito la definitiva scadenza del bonus 75% al 31 dicembre 2025, senza proroghe. Dal 1° gennaio 2026, la detrazione del 75% non e piu applicabile per le nuove spese, salvo lavori in corso con condizioni specifiche.

In pratica, nessuna spesa sostenuta nel 2026 per l’eliminazione di barriere architettoniche puo beneficiare della detrazione al 75%. Chi ha avviato lavori entro il 31 dicembre 2025 e li ha completati (con relativa spesa sostenuta entro tale data) puo ancora fruire del vecchio incentivo in dichiarazione dei redditi. Per tutti gli altri, la strada obbligata passa per la detrazione ordinaria sulle ristrutturazioni edilizie, disciplinata dall’art. 16-bis del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi).

Detrazione 50% e 36%: come funziona nel 2026

Dal 2026, l’agevolazione fiscale per l’eliminazione delle barriere architettoniche si articola su due aliquote principali, entrambe previste dall’art. 16-bis del TUIR e dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024):

Detrazione del 50% (prima casa)

La detrazione del 50% si applica alle spese per interventi di ristrutturazione edilizia sostenute su unita immobiliari adibite ad abitazione principale (prima casa). Questa aliquota e valida per il 2025 e il 2026 grazie alla Legge di Bilancio 2025, che ha confermato il mantenimento del 50% (anziche il ritorno al 36% previsto dalla normativa base) per le abitazioni principali. Gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche rientrano pienamente tra le ristrutturazioni edilizie agevolabili ai sensi dell’art. 16-bis, comma 1, lettera e) del TUIR.

Detrazione del 36% (altri immobili)

La detrazione del 36% si applica invece alle spese sostenute su immobili diversi dall’abitazione principale: seconde case, immobili locati, immobili di proprieta non utilizzati come dimora abituale. Questa aliquota e quella “base” prevista dall’art. 16-bis del TUIR, tornata applicabile per tutti gli immobili diversi dalla prima casa a partire dal 2025, con la fine delle proroghe che storicamente avevano mantenuto il 50% per tutte le tipologie.

In entrambi i casi, la detrazione si porta in dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF) in 10 quote annuali di pari importo, a partire dall’anno in cui la spesa e sostenuta.

Quali interventi sono ammessi nel 2026

Gli interventi ammessi dalla detrazione sulle ristrutturazioni edilizie (art. 16-bis TUIR) comprendono tutte le opere finalizzate all’eliminazione delle barriere architettoniche, vale a dire quegli ostacoli fisici che impediscono o rendono difficoltosa la vita quotidiana a persone con disabilita motoria, sensoriale o cognitiva. Non e necessario che il richiedente sia portatore di handicap: la detrazione spetta a tutti i contribuenti che eseguono tali lavori.

Gli interventi piu comuni agevolabili nel 2026 comprendono:

  • Installazione di ascensori e montacarichi: installazione ex novo o ampliamento di impianti elevatori in edifici privi di ascensore o con cabine non conformi alle norme di accessibilita.
  • Installazione di servoscala e montascale: dispositivi elettromeccanici che permettono la salita e la discesa lungo scale esistenti a persone con difficolta motorie.
  • Costruzione di rampe di accesso: realizzazione di percorsi in pendenza che sostituiscono gradini all’ingresso dell’edificio o all’accesso ai vari locali.
  • Adeguamento dei bagni: installazione di maniglioni antipanico, allargamento delle porte, realizzazione di docce a pavimento (walk-in shower), sostituzione di vasca con box doccia accessibile.
  • Allargamento di porte e varchi: ampliamento di porte o finestre-porta per consentire il passaggio di carrozzine (larghezza minima 75-80 cm).
  • Modifica di pavimentazioni: realizzazione di pavimenti antisdrucciolo, rimozione di dislivelli, installazione di segnaletica tattile a pavimento.
  • Adeguamento degli spazi interni: modifiche agli ambienti domestici per rendere i percorsi fruibili da persone su sedia a rotelle (corridoi, cucine, camere).
  • Impianti di automazione: sistemi domotici per l’apertura automatica di porte, finestre, tapparelle, a vantaggio di chi ha limitazioni motorie agli arti superiori.

Limiti di spesa e tetti agevolabili

I limiti di spesa per la detrazione ex art. 16-bis TUIR sono unici per tutte le tipologie di intervento e si applicano per unita immobiliare. Il tetto massimo di spesa agevolabile e pari a 96.000 euro per unita immobiliare per ciascun anno solare. Questo limite si riferisce all’importo complessivo di tutte le spese di ristrutturazione edilizia sostenute nell’anno sull’immobile: se hai gia eseguito altri lavori (es. rifacimento bagno, tinteggiatura, cambio infissi), le spese per le barriere architettoniche si sommano agli altri interventi fino al raggiungimento del tetto.

Riepilogo limiti e detrazioni massime ottenibili:

Tipologia immobileAliquota detrazioneSpesa massima agevolabileDetrazione massima totaleDetrazione annua (10 anni)
Prima casa (abitazione principale)50%96.000 euro48.000 euro4.800 euro/anno
Seconda casa / altri immobili36%96.000 euro34.560 euro3.456 euro/anno

Nota importante: il limite di 96.000 euro e per unita immobiliare e per anno. Se l’immobile e in comproprietà, ogni comproprietario puo detrarre le spese in proporzione alla sua quota di proprieta. Ad esempio, due coniugi comproprietari al 50% che spendono 60.000 euro possono detrarre ciascuno il 50% di spesa, cio 30.000 euro, con una detrazione del 50% pari a 15.000 euro a testa (1.500 euro/anno per 10 anni).

Requisiti tecnici: il DM 236/1989

Per beneficiare della detrazione fiscale, gli interventi devono essere conformi ai requisiti tecnici minimi previsti dal Decreto Ministeriale 14 giugno 1989, n. 236 (“Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilita, l’adattabilita e la visitabilita degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata”). Questo decreto, ancora in vigore e applicabile anche nel 2026, stabilisce le misure minime per la piena accessibilita delle abitazioni.

I requisiti tecnici principali da rispettare riguardano:

  • Porte: larghezza minima di 75 cm per le porte interne, 80 cm per la porta d’ingresso. Lo spazio di manovra laterale alla porta deve essere almeno 60 cm sul lato maniglia e 15 cm sul lato cerniere.
  • Corridoi e disimpegni: larghezza minima di 100 cm; punti di allargamento a 150 cm ogni 10 metri per consentire l’inversione di marcia della carrozzina.
  • Rampe: pendenza massima dell’8%, larghezza minima 90 cm, con corrimani su entrambi i lati a 90 cm di altezza. Per rampe oltre i 10 metri, obbligo di ripiani orizzontali intermedi.
  • Ascensori: cabina minima di 130 cm di profondita e 95 cm di larghezza. La porta deve avere una luce di almeno 80 cm. Pulsantiera entro 120 cm da terra, preferibilmente con Braille.
  • Bagni accessibili: spazio di manovra antistante wc e doccia di almeno 80×150 cm, maniglioni di sostegno a 80 cm da terra, doccia a livello del pavimento senza piatto rialzato.
  • Pavimentazioni: materiali antisdrucciolo certificati con coefficiente di attrito dinamico non inferiore a 0,40 in condizioni asciutte.

L’agenzia delle Entrate, con varie circolari (tra cui la Circolare 43/E del 2016 e i successivi chiarimenti), ha confermato che il mancato rispetto dei requisiti tecnici del DM 236/1989 comporta la decadenza dal beneficio fiscale. E quindi fondamentale che l’impresa esecutrice rilasci un’asseverazione tecnica che attesti la conformita dei lavori al decreto.

Cessione del credito e sconto in fattura nel 2026

La cessione del credito e lo sconto in fattura per gli interventi di ristrutturazione edilizia ordinaria (compresa l’eliminazione di barriere architettoniche in regime 50%/36%) sono stati definitivamente bloccati dalla Legge di Bilancio 2023 (art. 1, comma 538, Legge 197/2022) e confermati nella loro impossibilita di utilizzo anche per il 2026.

In sostanza, nel 2026 per gli interventi di eliminazione barriere architettoniche agevolati al 50% o 36%:

  • NON e possibile cedere il credito fiscale a banche, intermediari o altri soggetti terzi.
  • NON e possibile optare per lo sconto diretto in fattura applicato dall’impresa edile.
  • L’unica modalita e la fruizione diretta in dichiarazione dei redditi, in 10 quote annuali.

Questo rappresenta un cambiamento sostanziale rispetto al vecchio bonus 75%, per il quale era ancora possibile (in specifici casi) la cessione del credito fino alla sua scadenza. Nel 2026, chi non ha sufficiente capienza fiscale per utilizzare la detrazione puo rischiare di perdere in parte il beneficio: la detrazione, infatti, non e rimborsabile se supera l’imposta dovuta.

Eccezione importante per i soggetti IRPEF a basso reddito: le persone con redditi molto bassi o esenti (es. chi percepisce solo pensione minima o redditi inferiori alla no-tax area) potrebbero non riuscire a sfruttare appieno la detrazione. In questi casi, e opportuno valutare con attenzione il costo/beneficio dell’intervento prima di procedere, oppure optare per finanziamenti agevolati.

Esempi pratici di calcolo del risparmio fiscale

Vediamo in concreto quanto si risparmia con la detrazione per l’eliminazione delle barriere architettoniche nel 2026, attraverso esempi numerici su diverse tipologie di intervento e di immobile.

Esempio 1: installazione montascale su prima casa (spesa 15.000 euro)

Un contribuente proprietario della propria prima casa installa un servoscala per l’accesso all’appartamento al primo piano. La spesa complessiva, comprensiva di installazione e materiali, e di 15.000 euro.

  • Aliquota applicabile: 50% (prima casa)
  • Detrazione totale: 15.000 x 50% = 7.500 euro
  • Quota annua detraibile: 7.500 / 10 = 750 euro/anno per 10 anni
  • Risparmio fiscale immediato (primo anno): 750 euro in meno di IRPEF

Esempio 2: installazione ascensore su seconda casa (spesa 50.000 euro)

Un proprietario installa un ascensore in un edificio bifamiliare che non e la propria abitazione principale. La spesa complessiva e di 50.000 euro.

  • Aliquota applicabile: 36% (immobile non prima casa)
  • Detrazione totale: 50.000 x 36% = 18.000 euro
  • Quota annua detraibile: 18.000 / 10 = 1.800 euro/anno per 10 anni

Esempio 3: ristrutturazione bagno e rampe su prima casa (spesa 30.000 euro)

Intervento combinato: adeguamento del bagno (doccia walk-in, maniglioni, allargamento porta) + costruzione rampa di accesso esterno. Spesa totale: 30.000 euro sulla prima casa.

  • Aliquota applicabile: 50% (prima casa)
  • Detrazione totale: 30.000 x 50% = 15.000 euro
  • Quota annua detraibile: 15.000 / 10 = 1.500 euro/anno per 10 anni

Esempio 4: spesa al limite massimo su prima casa (spesa 96.000 euro)

Intervento complesso che esaurisce il tetto massimo agevolabile: ristrutturazione totale dell’immobile con ascensore, rifacimento totale dei bagni, rampe, allargamento porte e sistema domotico. Spesa: 96.000 euro (limite massimo).

  • Aliquota applicabile: 50% (prima casa)
  • Detrazione totale massima: 96.000 x 50% = 48.000 euro
  • Quota annua detraibile: 48.000 / 10 = 4.800 euro/anno per 10 anni

Documenti necessari: asseverazione, bonifico e fatture parlanti

Per fruire della detrazione fiscale per le barriere architettoniche nel 2026, e indispensabile conservare e produrre una serie di documenti obbligatori. La loro assenza o irregolarita puo comportare il disconoscimento della detrazione in sede di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

1. Bonifico bancario “parlante” (obbligatorio)

Il pagamento deve avvenire esclusivamente tramite bonifico bancario o postale specificamente dedicato alle ristrutturazioni edilizie (il cosiddetto “bonifico parlante”). Il bonifico deve contenere obbligatoriamente:

  • Causale di versamento con riferimento esplicito all’art. 16-bis del DPR 917/1986 (o art. 1, L. 449/1997 – la dicitura dipende dal software bancario)
  • Codice fiscale del beneficiario della detrazione (chi paga)
  • Codice fiscale o P.IVA dell’impresa esecutrice che riceve il pagamento

Le banche e le Poste applicano su questo tipo di bonifico una ritenuta d’acconto dell’8% (ex art. 25 DL 78/2010) sull’importo corrisposto all’impresa. Questo importo viene poi portato in compensazione dall’impresa stessa in sede di dichiarazione. E importante sapere che la ritenuta e automatica e non influenza il calcolo della detrazione, che si applica sull’intero importo pagato (al lordo della ritenuta).

2. Fatture “parlanti”

Le fatture emesse dall’impresa devono specificare chiaramente la natura dei lavori eseguiti e l’indirizzo dell’immobile oggetto degli interventi. Le fatture generiche che indicano solo “lavori edili” o “prestazioni varie” non sono sufficienti: devono descrivere in modo inequivocabile che si tratta di interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

3. Asseverazione tecnica

L’asseverazione tecnica e un documento firmato da un tecnico abilitato (geometra, ingegnere o architetto) che attesta la conformita dei lavori eseguiti ai requisiti tecnici del DM 236/1989. Non e richiesta la presentazione all’Agenzia delle Entrate in via preventiva, ma deve essere conservata dal contribuente per esibirla in caso di controllo. Per installazioni di ascensori o impianti elevatori, serve anche il collaudo dell’ENEA e la dichiarazione di conformita dell’impianto.

4. Altri documenti da conservare

  • Titolo abilitativo: DIA (Dichiarazione di Inizio Attivita), SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attivita) o permesso di costruire, a seconda della tipologia di intervento e del comune. Per interventi di manutenzione straordinaria, normalmente basta la CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata).
  • Comunicazione al Comune (se richiesta dalla normativa locale)
  • Contratto con l’impresa esecutrice e preventivo dettagliato
  • Estratti conto bancari che attestano i pagamenti tramite bonifico parlante
  • Documentazione fotografica prima/dopo i lavori (utile in caso di contestazioni)

Tutti questi documenti devono essere conservati per almeno 10 anni dalla data della dichiarazione dei redditi in cui si porta la prima quota di detrazione. In caso di trasferimento dell’immobile, il diritto alla detrazione (per le quote non ancora utilizzate) si trasferisce automaticamente all’acquirente.

Tabella riepilogativa: confronto tra le detrazioni disponibili

Di seguito un confronto schematico tra il vecchio bonus 75% e le detrazioni disponibili nel 2026, per avere un quadro chiaro della situazione attuale:

CaratteristicaBonus 75% (scaduto 31/12/2025)Detrazione 50% (prima casa 2026)Detrazione 36% (altri immobili 2026)
Base normativaArt. 119-ter DL 34/2020Art. 16-bis TUIR + L. 207/2024Art. 16-bis TUIR
Aliquota75%50%36%
Limite spesa50.000 euro (singolo), 40.000 (condominio), 30.000 (condominii >8 unita)96.000 euro per unita96.000 euro per unita
Cessione del creditoBloccata dal 17/02/2023Non disponibileNon disponibile
Sconto in fatturaBloccato dal 17/02/2023Non disponibileNon disponibile
Quote di detrazione5 anni10 anni10 anni
Applicabile nel 2026NO (scaduto)SI (prima casa)SI (altri immobili)
Requisiti DM 236/1989SiSiSi

Come si vede chiaramente dalla tabella, il bonus 75% e definitivamente scaduto per le spese del 2026. Il vantaggio fiscale massimo ottenibile ora e la detrazione del 50%, spalmata pero su 10 anni anziche 5. Dal punto di vista del valore attuale netto (VAN) del beneficio fiscale, la differenza tra il vecchio 75% in 5 anni e il nuovo 50% in 10 anni dipende molto dall’aliquota fiscale individuale e dal tasso di sconto applicato.

Come si inserisce la detrazione nella dichiarazione dei redditi

La detrazione per le barriere architettoniche si inserisce nella dichiarazione dei redditi – sia nel modello 730 che nel modello Redditi PF – nel quadro dedicato alle spese detraibili. In particolare:

  • Nel modello 730: nel quadro E, sezione III-A (“Spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio”), con il codice spesa specifico per ristrutturazioni edilizie art. 16-bis TUIR.
  • Nel modello Redditi PF: nel quadro RP, con le stesse modalita.

Se l’immobile e in condominio e i lavori sono stati deliberati dall’assemblea condominiale, spetta all’amministratore di condominio comunicare ai singoli condomini la quota di spesa di loro pertinenza tramite la Certificazione Unica o apposita comunicazione scritta. Il condomino inserisce poi la propria quota nella dichiarazione dei redditi. Per i lavori su parti comuni condominiali, il tetto di 96.000 euro si moltiplica per il numero di unita abitative presenti nell’edificio.

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Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti sul bonus barriere architettoniche 2026

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Il bonus barriere architettoniche 75% esiste ancora nel 2026?

No. Il bonus barriere architettoniche al 75% (art. 119-ter DL 34/2020) e scaduto il 31 dicembre 2025. Non e stato prorogato dalla Legge di Bilancio 2025. Per le spese sostenute dal 1 gennaio 2026 in poi, non e piu possibile applicare questa aliquota. Chi ha effettuato e pagato lavori entro il 31/12/2025 puo ancora fruire del 75% nelle dichiarazioni dei redditi relative a quegli anni.

Cosa posso detrarre per le barriere architettoniche nel 2026?

Nel 2026 puoi detrarre le spese per l’eliminazione delle barriere architettoniche con l’aliquota del 50% se l’immobile e la tua prima casa (abitazione principale), oppure con l’aliquota del 36% per seconde case e altri immobili. La detrazione avviene in 10 quote annuali con un tetto massimo di spesa di 96.000 euro per unita immobiliare. Non sono piu disponibili la cessione del credito ne lo sconto in fattura.

Quali lavori rientrano nella detrazione barriere architettoniche 2026?

Rientrano ascensori, montascale, servoscala, rampe di accesso, adeguamento dei bagni (doccia a livello pavimento, maniglioni, allargamento porte), allargamento di porte e corridoi, pavimentazioni antisdrucciolo, sistemi domotici per l’apertura automatica di porte e finestre. I lavori devono rispettare i requisiti tecnici minimi del DM 236/1989 per poter beneficiare della detrazione.

Devo avere una disabilita per accedere alla detrazione barriere architettoniche?

No. La detrazione per l’eliminazione delle barriere architettoniche spetta a tutti i contribuenti che eseguono questi interventi, indipendentemente dalla presenza di persone con disabilita in famiglia. E sufficiente che i lavori siano funzionali all’eliminazione di ostacoli fisici e rispettino i requisiti tecnici del DM 236/1989.

Come pago per ottenere la detrazione barriere architettoniche 2026?

Il pagamento deve avvenire esclusivamente con bonifico bancario o postale parlante, contenente: causale con riferimento all’art. 16-bis DPR 917/1986, codice fiscale del beneficiario della detrazione, codice fiscale o P.IVA dell’impresa esecutrice. Non sono ammessi pagamenti in contanti, assegni o carte di credito. Le banche applicano automaticamente una ritenuta d’acconto dell’8% sull’importo del bonifico.


Hai bisogno di assistenza per detrarre le barriere architettoniche?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare se i tuoi lavori rientrano nella detrazione, a predisporre tutta la documentazione necessaria e a inserire correttamente le spese nella dichiarazione dei redditi. Ti affianchiamo anche nella valutazione dell’ISEE e di altri bonus abbinabili.

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    Alexandra Bala
    04/09/2026
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    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    Lady
    01/09/2026
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    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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    Giulia Guida
    25/08/2026
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
     

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    Settembre 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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    NOTIZIE

    Irpef 2026, l’aliquota scende al 33%: quanto risparmi in busta paga per fascia di reddito

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Dal 2026 cambia ancora una volta il volto dell’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche che ogni lavoratore dipendente e pensionato vede applicata direttamente in busta paga o sul cedolino pensionistico. La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025, art. 1 comma 3) ha infatti ridotto dal 35% al 33% l’aliquota del secondo scaglione, quello che riguarda i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro. Una modifica che, seppur limitata a due punti percentuali, produce un risparmio concreto per milioni di lavoratori con reddito medio.

    Si tratta della prosecuzione del percorso di semplificazione degli scaglioni Irpef avviato con la riforma del 2024, che aveva già ridotto le aliquote da quattro a tre. Vediamo nel dettaglio cosa cambia, chi beneficia della riduzione dell’aliquota Irpef al 33% e quali sono, secondo le prime simulazioni disponibili, i risparmi stimati per fascia di reddito.

    Indice dei contenuti

    1. Cosa cambia con l’aliquota Irpef 2026 al 33%
    2. Chi beneficia della riduzione e chi resta escluso
    3. Esempi di risparmio Irpef 2026 per fascia di reddito
    4. Quando entra in vigore la riforma Irpef 2026
    5. Domande frequenti sull’Irpef 2026 e l’aliquota al 33%

    Cosa cambia con l’aliquota Irpef 2026 al 33%

    Con l’Irpef 2026 la struttura degli scaglioni resta a tre fasce, ma la seconda diventa più leggera. Il sistema attuale prevede infatti la seguente ripartizione dell’imposta sul reddito:

    • 23% sui redditi fino a 28.000 euro (invariato)
    • 33% sui redditi oltre 28.000 euro e fino a 50.000 euro (in calo dal 35%)
    • 43% sui redditi oltre 50.000 euro (invariato)

    In pratica, chi ha un reddito imponibile superiore ai 28.000 euro pagherà due punti percentuali in meno di Irpef sulla quota di reddito compresa tra 28.000 e 50.000 euro. È bene chiarire che l’aliquota più bassa non si applica sull’intero reddito, ma solo sulla porzione che rientra in quello scaglione: è il meccanismo della progressività per fasce, lo stesso che regola da sempre il calcolo dell’imposta sul reddito in Italia.

    Chi beneficia della riduzione e chi resta escluso

    La platea interessata dal taglio della seconda aliquota Irpef comprende principalmente lavoratori dipendenti, pensionati e soci di società di persone (Snc e Sas) con reddito imponibile superiore ai 28.000 euro annui. Restano invece fuori dal beneficio gli utili distribuiti dalle Srl ai soci persone fisiche, che scontano una ritenuta a titolo d’imposta del 26% e non gli scaglioni Irpef (il socio che percepisce anche compensi da amministratore o redditi di lavoro resta comunque soggetto alle nuove aliquote), così come i lavoratori con reddito imponibile inferiore a 28.000 euro, che restano nel primo scaglione al 23% e quindi non intercettano la riduzione.

    Un aspetto importante riguarda i redditi più alti. Secondo quanto previsto dall’art. 1 comma 4 della Legge di Bilancio 2026, che modifica l’art. 16-ter del Tuir, il beneficio della riduzione al 33% viene integralmente sterilizzato per i redditi complessivi superiori a 200.000 euro: per questi contribuenti l’ammontare delle detrazioni spettanti è ridotto in misura fissa di 440 euro, cioè esattamente il vantaggio massimo prodotto dal taglio di due punti dell’aliquota. Non si tratta di un meccanismo graduale: la soglia opera in modo netto, perché basta superarla anche di un solo euro perché la riduzione di 440 euro si applichi per intero. L’obiettivo dichiarato dal legislatore è concentrare il vantaggio sui redditi medi, quelli compresi grosso modo tra i 30.000 e i 50.000 euro annui, categoria che comprende una larga fetta di lavoratori dipendenti e pensionati italiani.

    Esempi di risparmio Irpef 2026 per fascia di reddito

    Quanto vale in concreto il taglio dell’aliquota Irpef al 33%? Di seguito alcuni esempi di simulazione, elaborati sulla base della sola variazione di aliquota (dal 35% al 33%) sulla quota di reddito compresa nello scaglione 28.000-50.000 euro, a parità di altre condizioni. Si tratta di calcoli semplificati a scopo illustrativo, che non tengono conto di detrazioni, bonus e altre variabili individuali: il risparmio reale in busta paga può quindi variare da persona a persona.

    • Reddito 30.000 euro: risparmio stimato di circa 40 euro l’anno (2.000 euro di reddito nello scaglione ridotto x 2%)
    • Reddito 35.000 euro: risparmio stimato di circa 140 euro l’anno (7.000 euro x 2%)
    • Reddito 40.000 euro: risparmio stimato di circa 240 euro l’anno (12.000 euro x 2%)
    • Reddito 45.000 euro: risparmio stimato di circa 340 euro l’anno (17.000 euro x 2%)
    • Reddito 50.000 euro e oltre (fino alla soglia di sterilizzazione): risparmio massimo di circa 440 euro l’anno (22.000 euro x 2%, l’intera ampiezza dello scaglione)

    Come si nota, il risparmio cresce in proporzione alla quota di reddito che ricade nello scaglione interessato dalla riduzione, fino a stabilizzarsi a 440 euro annui per i redditi pari o superiori a 50.000 euro: è il tetto massimo del beneficio, interamente riassorbito dalla riduzione delle detrazioni prevista per i redditi complessivi oltre i 200.000 euro. Su base mensile, per un lavoratore con reddito di 35.000 euro, il vantaggio si traduce in una decina di euro netti in più al mese in busta paga.

    Quando entra in vigore la riforma Irpef 2026

    La riduzione della seconda aliquota Irpef al 33% si applica dal periodo d’imposta 2026, come previsto dalla Legge di Bilancio 2026. Attenzione a non confondere i due piani: il modello 730/2026 e il Redditi PF 2026, che riguardano i redditi dell’anno d’imposta 2025, applicano ancora la vecchia aliquota del 35%; la nuova aliquota del 33% comparirà in dichiarazione per la prima volta nel 2027 (730/2027 e Redditi PF 2027). Per i lavoratori dipendenti e i pensionati, l’effetto pratico si riflette nelle trattenute operate dai sostituti d’imposta (datori di lavoro ed enti pensionistici) sui cedolini, con eventuali conguagli per i mesi già trascorsi in caso di applicazione non immediata delle nuove aliquote fin da gennaio. Per i lavoratori autonomi e i titolari di partita Iva in regime ordinario, invece, il beneficio si concretizzerà con il calcolo del saldo e degli acconti Irpef relativi all’anno d’imposta 2026, quindi nella dichiarazione dei redditi da presentare nel 2027.

    La nuova aliquota non richiede provvedimenti attuativi: i sostituti d’imposta la applicano direttamente alle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e sulle pensioni corrisposti dal 1° gennaio 2026 e le eventuali differenze vengono comunque riallineate con le operazioni di conguaglio di fine anno, che il sostituto effettua entro il 28 febbraio dell’anno successivo (art. 23 comma 3 del Dpr 600/1973).

    Domande frequenti sull’Irpef 2026 e l’aliquota al 33%

    Da quando si applica la nuova aliquota Irpef del 33%?
    La riduzione dal 35% al 33% si applica dal periodo d’imposta 2026, secondo quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025).

    Chi ha un reddito di 28.000 euro risparmia qualcosa con la riforma Irpef 2026?
    No, chi ha un reddito imponibile pari o inferiore a 28.000 euro resta interamente nel primo scaglione al 23% e non è interessato dalla riduzione della seconda aliquota.

    Qual è il risparmio massimo previsto dal taglio dell’aliquota Irpef al 33%?
    Secondo le prime simulazioni disponibili, il risparmio massimo si attesta intorno ai 440 euro annui, per i redditi pari o superiori a 50.000 euro e fino alla soglia di sterilizzazione del beneficio.

    I redditi molto alti beneficiano della riduzione Irpef 2026?
    Sopra i 200.000 euro di reddito complessivo il vantaggio viene azzerato: le detrazioni spettanti sono ridotte in misura fissa di 440 euro (art. 16-ter del Tuir, come modificato dalla Legge di Bilancio 2026). La riduzione non è graduale e si applica per intero al superamento della soglia, in modo da concentrare il vantaggio fiscale sui redditi medi.

    I soci di Srl beneficiano del taglio della seconda aliquota Irpef?
    Sugli utili distribuiti no: i dividendi percepiti dai soci persone fisiche scontano una ritenuta a titolo d’imposta del 26% e non passano dagli scaglioni Irpef. Il socio che percepisce anche compensi da amministratore, stipendi o altri redditi soggetti a Irpef beneficia invece della nuova aliquota del 33% sulla quota di reddito compresa tra 28.000 e 50.000 euro.

    Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

    Settembre 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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    CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

    Bonus in Scadenza 2026: 8 Agevolazioni da Sfruttare Subito

    detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia

    Il tema dei bonus scadenza 2026 è diventato improvvisamente urgente per migliaia di famiglie italiane: entro il 31 dicembre 2026 alcune delle agevolazioni fiscali più utilizzate sulla casa si riducono, cambiano aliquota o rischiano di sparire del tutto. Chi ha in programma lavori di ristrutturazione, un cambio di caldaia, l’acquisto di nuovi elettrodomestici o un intervento antisismico ha davanti pochi mesi per decidere se anticipare la spesa e portare a casa la detrazione più alta. In questa guida completa trovi il quadro aggiornato di tutti i bonus in scadenza 2026, di quelli che sono già terminati (e che purtroppo molti credono ancora attivi) e di quelli che restano prorogati anche oltre il 2026. Per ogni misura ti spieghiamo in parole semplici cosa scade, entro quando, chi può ancora sfruttarla, cosa cambia dal 2027 e soprattutto quale azione concreta conviene fare adesso. Il riferimento normativo principale è la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 301 del 30 dicembre 2025 ed entrata in vigore il 1° gennaio 2026). Prima di muoverti, ricorda che ogni situazione ha le sue particolarità: il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a capire a quali bonus in scadenza nel 2026 hai diritto, sia in ufficio che online.

    Indice dei contenuti

    1. Perché parlare di bonus scadenza 2026 proprio adesso
    2. Bonus ristrutturazione: cosa cambia con la scadenza 2026
    3. Ecobonus: scadenza 2026 e riduzione prevista dal 2027
    4. Bonus mobili 2026: il più a rischio tra i bonus in scadenza
    5. Superbonus 2026: attenzione, è già chiuso per quasi tutti
    6. Sismabonus: aliquote 2026 e step-down dal 2027
    7. Bonus verde: già terminato, ma restano le rate in corso
    8. Bonus prima casa under 36: cosa resta davvero nel 2026
    9. Bonus barriere architettoniche 75%: scaduto, cosa fare nel 2026
    10. Riepilogo bonus scadenza 2026: in scadenza, scaduti e prorogati
    11. Come sfruttare i bonus in scadenza 2026 senza errori

    Perché parlare di bonus scadenza 2026 proprio adesso

    Parlare di bonus scadenza 2026 ad agosto non è allarmismo: è semplicemente il momento giusto. Le detrazioni fiscali sulla casa funzionano secondo il cosiddetto principio di cassa, un termine tecnico che significa una cosa molto semplice: conta la data in cui paghi, non la data in cui i lavori finiscono o in cui ricevi la fattura. Se il bonifico parte il 30 dicembre 2026 hai diritto all’aliquota del 2026; se parte il 2 gennaio 2027 ti applicano le regole del nuovo anno.

    Questo dettaglio, apparentemente burocratico, può valere migliaia di euro. Su una spesa di 50.000 euro per ristrutturare l’abitazione principale, la differenza tra il 50% e il 36% è di 7.000 euro di detrazione persa. Immagina che Marco stia valutando di rifare bagno e impianti di casa: se riesce a pagare almeno una parte dei lavori entro fine 2026, quella quota resta agganciata all’aliquota più alta.

    Ecco perché conviene muoversi ora, con qualche mese di margine:

    • le imprese edili si riempiono di richieste negli ultimi mesi dell’anno e i tempi si allungano
    • alcune agevolazioni richiedono pratiche preliminari (comunicazione ENEA, asseverazioni tecniche, titoli edilizi)
    • servono i documenti corretti fin da subito: bonifico parlante, fatture intestate bene, dati catastali
    • un errore formale scoperto a gennaio non è più recuperabile

    In sintesi, ragionare oggi sui bonus in scadenza a fine 2026 significa avere il tempo materiale di organizzare la spesa. Il CAF Centro Fiscale Udine segue anche le comunicazioni ENEA obbligatorie per diversi interventi agevolati.

    Bonus ristrutturazione: cosa cambia con la scadenza 2026

    Il bonus ristrutturazione è la detrazione più utilizzata dagli italiani e nel 2026 è pienamente confermato, ma con due aliquote diverse a seconda dell’immobile. Si tratta di una detrazione IRPEF, cioè di uno sconto sulle imposte che paghi ogni anno, ripartito in 10 rate annuali di pari importo.

    Come funziona nel 2026:

    • 50% di detrazione per gli interventi sull’abitazione principale (la casa dove risiedi e vivi abitualmente)
    • 36% per tutti gli altri immobili: seconde case, immobili locati, pertinenze non collegate alla prima casa
    • tetto di spesa 96.000 euro per unità immobiliare
    • recupero in 10 quote annuali nella dichiarazione dei redditi

    Facciamo un esempio concreto. Supponiamo che Laura ristrutturi la sua abitazione principale spendendo 60.000 euro nel 2026: la detrazione complessiva è di 30.000 euro (il 50%), cioè 3.000 euro all’anno per dieci anni di minori imposte. Se lo stesso intervento riguardasse la casa al mare, la detrazione scenderebbe a 21.600 euro (il 36%).

    Cosa cambia dal 2027 sul bonus ristrutturazione

    La Legge di Bilancio 2026 ha posticipato lo step-down delle aliquote, cioè la riduzione progressiva già programmata. Ad oggi, salvo modifiche che potrebbero arrivare con la manovra 2027, dal 1° gennaio 2027 le percentuali previste scendono a:

    • 36% per l’abitazione principale (oggi 50%)
    • 30% per gli altri immobili (oggi 36%)
    Guardando ancora più avanti, la normativa attuale prevede dal 2028 e fino al 2033 un’aliquota unica del 30% con tetto di spesa ridotto a 48.000 euro per unità immobiliare.

    Attenzione: la manovra per il 2027 non è ancora stata scritta, quindi questi valori sono quelli previsti dalla normativa attualmente in vigore e potrebbero essere rivisti. La prudenza però suggerisce di non scommettere su una proroga: chi può, anticipa.

    Azione consigliata: se hai lavori già decisi, concorda con l’impresa un acconto significativo entro il 31 dicembre 2026, pagato con bonifico parlante (il bonifico speciale che riporta causale, riferimento normativo, codice fiscale di chi detrae e partita IVA della ditta). Quella quota resta agganciata all’aliquota 2026.

    Chi può ancora usare il bonus ristrutturazione nel 2026

    Possono accedere alla detrazione i proprietari, i titolari di diritti reali (usufrutto, uso, abitazione), gli inquilini con contratto registrato e i familiari conviventi che sostengono effettivamente la spesa. Rientrano manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, oltre alla manutenzione ordinaria sulle parti comuni condominiali.

    Un passaggio spesso sottovalutato riguarda l’abitazione principale: per applicare il 50% l’immobile deve essere adibito a dimora abituale. Le casistiche particolari (immobile acquistato durante i lavori, cambio di residenza in corso d’opera, comproprietà) meritano una verifica preventiva. Rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per far controllare la tua posizione prima di iniziare i lavori.

    Ecobonus: scadenza 2026 e riduzione prevista dal 2027

    L’Ecobonus è la detrazione dedicata agli interventi di risparmio energetico e nel 2026 segue esattamente lo stesso schema del bonus ristrutturazione: 50% per l’abitazione principale e 36% per gli altri immobili, con tetto di spesa 96.000 euro e recupero in 10 rate annuali. Rientrano tipicamente la sostituzione di infissi, la coibentazione, le caldaie a condensazione ad alta efficienza, le pompe di calore e i pannelli solari termici.

    Anche qui la Legge di Bilancio 2026 ha spostato in avanti la riduzione: dal 2027, ad oggi e salvo interventi della prossima manovra, è previsto il passaggio a 36% per la prima casa e 30% per gli altri immobili. Un dettaglio importante è la comunicazione ENEA, obbligatoria entro 90 giorni dalla fine lavori per la maggior parte degli interventi energetici: dimenticarla può compromettere la detrazione.

    Azione consigliata: se stai valutando di cambiare gli infissi o l’impianto di riscaldamento, il 2026 è l’anno con l’aliquota più favorevole tra quelli attualmente programmati.

    👉 Approfondisci: Ecobonus 2026: Detrazioni per Risparmio Energetico, Aliquote e Lavori Ammessi

    Bonus mobili 2026: il più a rischio tra i bonus in scadenza

    Tra tutti i bonus scadenza 2026, il bonus mobili ed elettrodomestici è quello che merita la massima attenzione. Nel 2026 è confermato (proroga disposta dalla L. 199/2025, art. 1 c. 22) con detrazione 50% su una soglia di spesa di 5.000 euro, per un massimo di 2.500 euro di detrazione recuperabile in 10 rate annuali. Il motivo dell’urgenza è semplice: al momento non è stata deliberata alcuna proroga per il 2027. A differenza di ristrutturazione ed ecobonus, che dal 2027 si riducono ma restano, il bonus mobili rischia di sparire del tutto, salvo diversa decisione della prossima manovra.

    Ricorda la regola base: il bonus mobili si può utilizzare solo se collegato a un intervento di ristrutturazione sull’immobile. Non esiste come agevolazione autonoma per chi semplicemente compra un divano nuovo.

    • Cosa scade: l’intera misura, non prorogata oltre il 31 dicembre 2026
    • Entro quando: pagamento effettuato entro il 31 dicembre 2026
    • Chi può usarlo: chi ha in corso o ha avviato una ristrutturazione agevolata
    • Azione consigliata: anticipare gli acquisti di arredi ed elettrodomestici entro dicembre

    👉 Approfondisci: Bonus Mobili ed Elettrodomestici 2026: Guida Completa a Detrazione, Tetto di Spesa e Requisiti

    Superbonus 2026: attenzione, è già chiuso per quasi tutti

    Il Superbonus è il caso più frainteso quando si parla di bonus scadenza 2026. Molti contribuenti pensano ancora di poterlo utilizzare: non è così. Il Superbonus nella sua ultima versione, con aliquota al 65%, si è chiuso definitivamente il 31 dicembre 2025, ed era riservato esclusivamente a chi aveva CILAS presentata, delibera assembleare o avvio lavori entro il 15 ottobre 2024.

    Nel 2026, quindi, il Superbonus non esiste più come misura autonoma per la generalità dei casi privati. Chi oggi vuole riqualificare energeticamente o mettere in sicurezza la propria casa rientra nel bonus ristrutturazione o nell’Ecobonus ordinario, con le aliquote 50%/36% viste sopra.

    Esiste un’unica eccezione rilevante, legata alle ricostruzioni post-sisma nei territori colpiti di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria: si tratta di un regime speciale, alternativo al contributo per la ricostruzione, la cui applicazione nel 2026 va verificata caso per caso in base alle proroghe vigenti e alla data di sostenimento delle spese. Si tratta di situazioni molto specifiche, legate a immobili danneggiati dagli eventi sismici e a procedure di ricostruzione dedicate.

    Azione consigliata: se hai lavori avviati negli anni scorsi con il Superbonus, verifica che le rate residue siano correttamente riportate nella dichiarazione dei redditi. Se invece pensavi di iniziare adesso, sappi che devi ragionare sulle detrazioni ordinarie. Una verifica documentale con il CAF ti evita brutte sorprese in fase di controllo.

    Sismabonus: aliquote 2026 e step-down dal 2027

    Il Sismabonus è la detrazione per gli interventi di riduzione del rischio sismico, cioè i lavori che rendono l’edificio più sicuro in caso di terremoto: rinforzi strutturali, consolidamento delle fondazioni, miglioramento della classe di rischio. Nel 2026 segue lo stesso binario delle altre detrazioni edilizie: 50% per l’abitazione principale, 36% per gli altri immobili, tetto 96.000 euro, 10 rate annuali.

    Anche per il Sismabonus, dal 2027 è previsto ad oggi lo scivolo verso 36% (prima casa) e 30% (altri immobili), salvo modifiche introdotte dalla manovra 2027.

    • Cosa cambia: riduzione dell’aliquota dal 1° gennaio 2027
    • Entro quando agire: spese pagate entro il 31 dicembre 2026
    • Chi può usarlo: proprietari e detentori di immobili in zona sismica 1, 2 e 3
    • Attenzione: serve l’asseverazione del tecnico depositata insieme al titolo edilizio, prima dell’inizio dei lavori

    Il Sismabonus è particolarmente rilevante in Friuli Venezia Giulia, territorio con una lunga memoria sismica e un patrimonio edilizio in parte datato. Molti comuni della provincia di Udine rientrano in zone a rischio significativo, e gli interventi di consolidamento sono spesso combinabili con quelli di efficientamento energetico.

    Azione consigliata: la parte più delicata è la tempistica delle asseverazioni. Se l’asseverazione arriva dopo l’avvio dei lavori, la detrazione può essere contestata. Fatti seguire fin dall’inizio per non perdere il beneficio.

    Bonus verde: già terminato, ma restano le rate in corso

    Il bonus verde non rientra tecnicamente tra i bonus in scadenza 2026, perché è già terminato il 31 dicembre 2024. Non è stato prorogato né dalla Legge di Bilancio 2025 né dalla Legge di Bilancio 2026. Lo citiamo comunque perché continua a generare confusione e perché migliaia di contribuenti hanno ancora rate in corso da portare in dichiarazione.

    Ricordiamo come funzionava: detrazione del 36% su una spesa massima di 5.000 euro per la sistemazione a verde di giardini, terrazzi, aree scoperte private e impianti di irrigazione, con recupero in 10 rate annuali. Il massimo detraibile era di 1.800 euro complessivi, pari a circa 180 euro all’anno.

    Chi ha sostenuto la spesa entro il 2024 ha ancora diritto a portare in detrazione le quote residue nei prossimi anni: nulla è perso, ma bisogna ricordarsi di inserirle correttamente nel modello 730 o nel modello Redditi. È un errore frequente dimenticare le rate degli anni precedenti, soprattutto quando si cambia intermediario.

    Azione consigliata: conserva la documentazione (fatture, bonifici parlanti) e assicurati che le rate residue vengano riportate ogni anno. Il CAF Centro Fiscale di Udine recupera anche le detrazioni pluriennali avviate in passato e verifica che non ne manchi nessuna.

    Bonus prima casa under 36: cosa resta davvero nel 2026

    Il bonus prima casa under 36 è un altro caso da chiarire, perché su questo tema circolano molte informazioni superate. L’agevolazione fiscale che prevedeva l’esenzione da imposta di registro, ipotecaria e catastale per i giovani under 36 con ISEE fino a 40.000 euro è chiusa alle nuove richieste dal 31 dicembre 2023. Il regime transitorio, che copriva chi aveva già firmato un preliminare, si è concluso il 31 dicembre 2024.

    Tradotto in pratica: nel 2026 non è più possibile ottenere quell’esenzione acquistando casa oggi. Chi compra prima casa applica le regole ordinarie dell’agevolazione prima casa (imposta di registro agevolata al 2% da privato, oppure IVA al 4% da impresa).

    C’è però una buona notizia. Resta pienamente attivo il Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa gestito da Consap: si tratta di una garanzia pubblica che può arrivare fino all’80% della quota capitale del mutuo, per le categorie prioritarie e a determinate condizioni (tra cui un mutuo di importo superiore all’80% del prezzo di acquisto), pensata per chi ha difficoltà a ottenere finanziamenti elevati senza garanzie personali. È rivolto in particolare a giovani under 36, giovani coppie, famiglie monogenitoriali e conduttori di alloggi IACP, con ISEE fino a 40.000 euro. Questa misura è stata prorogata fino al 31 dicembre 2027.

    • Cosa non c’è più: esenzione imposte di registro/ipotecaria/catastale under 36
    • Cosa resta: Fondo Garanzia Consap (garanzia fino all’80%), valido fino al 31 dicembre 2027
    • Requisito chiave: ISEE fino a 40.000 euro
    • Azione consigliata: far calcolare un ISEE aggiornato prima di avviare la pratica di mutuo

    Per ottenere la garanzia serve un ISEE valido e corretto: un valore calcolato male può farti superare la soglia dei 40.000 euro e farti perdere l’accesso al Fondo. Il CAF Centro Fiscale a Udine si occupa dell’intera pratica DSU, in sede o da remoto.

    Bonus barriere architettoniche 75%: scaduto, cosa fare nel 2026

    Il bonus barriere architettoniche con detrazione al 75% è scaduto il 31 dicembre 2025 e non è stato riproposto come misura autonoma dalla Legge di Bilancio 2026. È una notizia importante per le famiglie con persone anziane o con disabilità in casa, perché quella detrazione era particolarmente generosa e con tempi di recupero più brevi per le spese sostenute fino al 2023 (5 quote annuali, poi passate a 10 dal 2024).

    Cosa succede a chi fa questi lavori nel 2026? Gli interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche — installazione di montascale, ascensori, servoscala, rifacimento di bagni accessibili, allargamento porte, rampe — rientrano nel bonus ristrutturazione ordinario, quindi al 50% se si tratta dell’abitazione principale o al 36% per gli altri immobili, con tetto 96.000 euro e recupero in 10 anni.

    Un’avvertenza: nel dibattito parlamentare sono stati presentati emendamenti di tipo “salva-bonus” in sede di conversione del Milleproroghe, che al momento non risultano approvati. La materia è in movimento, quindi verifica con il tuo CAF se nel frattempo sono intervenute proroghe prima di dare per persa l’aliquota maggiorata.

    Azione consigliata: chi deve rendere accessibile un’abitazione può comunque contare sul 50% nel 2026, aliquota destinata a scendere al 36% dal 2027 secondo la normativa attuale. Anche in questo caso, anticipare conviene. Se in famiglia c’è una persona con invalidità o Legge 104, valuta con il Patronato anche le altre agevolazioni collegate.

    Riepilogo bonus scadenza 2026: in scadenza, scaduti e prorogati

    Per orientarti rapidamente, ecco il quadro sintetico dei bonus scadenza 2026 suddivisi in tre gruppi. È lo schema che usiamo allo sportello per capire in pochi minuti su cosa vale la pena muoversi subito.

    1. Bonus in scadenza o in riduzione a fine 2026 (agisci entro il 31 dicembre)

    • Bonus ristrutturazione: 50%/36% nel 2026 → previsto 36%/30% dal 2027
    • Ecobonus: 50%/36% nel 2026 → previsto 36%/30% dal 2027
    • Sismabonus: 50%/36% nel 2026 → previsto 36%/30% dal 2027
    • Bonus mobili ed elettrodomestici: 50% su 5.000 euro → nessuna proroga deliberata per il 2027

    2. Bonus già terminati (non più richiedibili)

    • Superbonus 65%: chiuso al 31/12/2025, resta il 110% solo per ricostruzioni post-sisma 2016
    • Bonus verde: terminato al 31/12/2024, restano solo le rate residue
    • Bonus prima casa under 36 (esenzione imposte): chiuso alle nuove richieste dal 31/12/2023
    • Bonus barriere architettoniche 75%: scaduto al 31/12/2025, oggi confluisce nel bonus ristrutturazione

    3. Misure ancora attive oltre il 2026

    • Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa Consap (garanzia 80%, ISEE fino a 40.000 euro): prorogato al 31 dicembre 2027

    La lettura di questo schema porta a una conclusione netta: il 2026 è un anno di passaggio, con aliquote ancora favorevoli ma destinate a ridursi. Chi ha lavori in programma nei prossimi due anni ha un incentivo concreto ad anticipare almeno una parte della spesa.

    Come sfruttare i bonus in scadenza 2026 senza errori

    Sapere quali sono i bonus scadenza 2026 è solo metà del lavoro. L’altra metà è non commettere errori formali, perché in materia di detrazioni edilizie la forma è sostanza: un bonifico compilato male o una comunicazione dimenticata possono azzerare anni di beneficio fiscale.

    Ecco gli adempimenti che fanno la differenza:

    • Bonifico parlante: deve indicare causale con riferimento normativo, codice fiscale di chi detrae e partita IVA o codice fiscale del beneficiario del pagamento
    • Fatture intestate correttamente a chi sostiene la spesa e detrarrà
    • Comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori, per gli interventi di risparmio energetico
    • Asseverazione tecnica depositata prima dell’inizio lavori per il Sismabonus
    • Titolo edilizio adeguato all’intervento (CILA, SCIA o permesso di costruire)
    • Dati catastali dell’immobile da riportare in dichiarazione

    Un errore ricorrente riguarda le comproprietà: se l’immobile è di due coniugi ma paga solo uno, la detrazione spetta solo a chi ha effettivamente sostenuto la spesa e risulta nei documenti. Un altro riguarda la capienza fiscale: se l’IRPEF che paghi ogni anno è inferiore alla rata di detrazione, la parte eccedente si perde, perché non è rimborsabile. È una valutazione da fare prima di impostare i lavori, non dopo.

    La procedura richiede attenzione e una verifica preliminare della tua situazione fiscale complessiva. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: controllo dei requisiti, verifica della capienza IRPEF, corretta compilazione dei documenti, comunicazioni obbligatorie e inserimento delle detrazioni in dichiarazione. Puoi prenotare un appuntamento in sede a Udine oppure farti seguire online da qualsiasi parte d’Italia.

    Se stai valutando quali detrazioni fiscali inserire nella prossima dichiarazione, il nostro CAF Centro Fiscale di Udine analizza l’intera posizione e individua tutte le agevolazioni a cui hai diritto, comprese quelle che spesso restano inutilizzate.

    Domande Frequenti sui Bonus in Scadenza 2026

    Quali bonus casa scadono a fine 2026?

    Il più a rischio è il bonus mobili ed elettrodomestici, per cui al momento non è prevista alcuna proroga oltre il 31 dicembre 2026. Bonus ristrutturazione, Ecobonus e Sismabonus non scadono ma si riducono: dal 2027, secondo la normativa attuale, passano dal 50% al 36% per l’abitazione principale e dal 36% al 30% per gli altri immobili. Anche in questo caso, quindi, conviene pagare entro fine 2026.

    Il Superbonus è ancora disponibile nel 2026?

    No. Il Superbonus 65% si è chiuso il 31 dicembre 2025 ed era riservato a chi aveva CILAS, delibera assembleare o avvio lavori entro il 15 ottobre 2024. Nel 2026 non esiste più come misura autonoma per i casi privati ordinari. Un regime speciale resta previsto solo per le ricostruzioni post-sisma in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, la cui applicabilità nel 2026 va verificata caso per caso. Chi oggi ristruttura utilizza il bonus ristrutturazione o l’Ecobonus ordinari.

    Conviene anticipare i lavori prima di fine 2026?

    Nella maggior parte dei casi sì. Poiché vale il principio di cassa, cioè conta la data del pagamento, anticipare anche solo un acconto entro il 31 dicembre 2026 permette di agganciare quella quota all’aliquota più alta. Su una spesa di 50.000 euro sull’abitazione principale, la differenza tra 50% e 36% vale 7.000 euro di detrazione. Prima di decidere, però, va verificata la tua capienza IRPEF.

    Il bonus prima casa under 36 esiste ancora nel 2026?

    L’esenzione da imposte di registro, ipotecaria e catastale per gli under 36 è chiusa alle nuove richieste dal 31 dicembre 2023, con regime transitorio terminato a fine 2024. Nel 2026 non è più applicabile. Resta invece attivo il Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa Consap, con garanzia pubblica che può arrivare fino all’80% per le categorie prioritarie per chi ha ISEE fino a 40.000 euro, prorogato fino al 31 dicembre 2027.

    Posso ancora usare il bonus barriere architettoniche al 75%?

    No, la detrazione maggiorata al 75% è scaduta il 31 dicembre 2025 e non è stata riproposta come misura autonoma dalla Legge di Bilancio 2026. Chi esegue questi lavori nel 2026 rientra nel bonus ristrutturazione ordinario (50% prima casa, 36% altri immobili). Sono stati presentati emendamenti “salva-bonus” non ancora approvati: verifica con il tuo CAF se nel frattempo sono intervenute proroghe.

    Ho ancora rate del bonus verde: le perdo?

    No. Il bonus verde è terminato il 31 dicembre 2024 e non è più richiedibile, ma chi ha sostenuto la spesa entro quella data continua a fruire delle rate residue — fino a circa 180 euro all’anno — per completare le 10 annualità. Devi solo ricordarti di riportarle correttamente in dichiarazione ogni anno, conservando fatture e bonifici parlanti.

    Cosa succede se la mia IRPEF è troppo bassa per usare la detrazione?

    Le detrazioni edilizie si recuperano solo fino a capienza dell’IRPEF dovuta: se l’imposta annuale è inferiore alla rata di detrazione, la parte eccedente si perde e non viene rimborsata. È una verifica da fare prima di programmare i lavori, valutando eventualmente di intestare la spesa a un familiare con reddito più alto, se ne ricorrono le condizioni. Il CAF ti aiuta a fare questo calcolo.

    Il quadro dei bonus scadenza 2026 è chiaro: il 31 dicembre 2026 è una data spartiacque. Chi ha lavori in programma sulla casa ha davanti pochi mesi per sfruttare le aliquote più alte prima della riduzione prevista dal 2027, e nel caso del bonus mobili il rischio è addirittura la scomparsa totale dell’agevolazione. Allo stesso tempo, misure che molti credono ancora attive — Superbonus, bonus verde, bonus prima casa under 36, bonus barriere architettoniche 75% — sono già terminate, e continuare a contarci significa fare i conti sbagliati.

    La cosa più utile che puoi fare adesso è una verifica personalizzata della tua situazione: quali agevolazioni ti spettano davvero, quanta detrazione riesci effettivamente a recuperare in base al tuo reddito, come vanno impostati pagamenti e documenti per non perdere il beneficio. È un’analisi che richiede pochi minuti allo sportello ma che può valere migliaia di euro.

    Hai bisogno di assistenza per i bonus in scadenza nel 2026 e le detrazioni sulla casa? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio in Viale Tullio 13 che online in tutta Italia, con preventivo personalizzato in base alla pratica. Contattaci per prenotare un appuntamento: chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

    Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


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    Agosto 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/detrazioni-fiscali-per-ristrutturazione-edilizia.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-25 09:00:002026-08-25 09:00:00Bonus in Scadenza 2026: 8 Agevolazioni da Sfruttare Subito
    CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

    Bonus Barriere Architettoniche 2026: Stop al 75%, Detrazione al 50% e 36%

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Il bonus barriere architettoniche 2026 ha subito una trasformazione radicale rispetto agli anni precedenti. La detrazione del 75% introdotta dalla Legge di Bilancio 2022 (art. 119-ter del DL 34/2020) non e piu applicabile alle spese sostenute dopo il 31 dicembre 2025, salvo casi particolari legati a lavori gia avviati con specifiche condizioni. Per il 2026, chi vuole eliminare le barriere architettoniche nella propria abitazione deve orientarsi su percorsi alternativi: principalmente la detrazione del 50% prevista dall’art. 16-bis del TUIR per le ristrutturazioni edilizie, oppure la detrazione ridotta al 36% valida per immobili diversi dalla prima casa. Questa guida aggiornata spiega nel dettaglio cosa e ancora possibile, quali interventi rientrano, come calcolare il risparmio fiscale e quali documenti preparare.

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    Indice dei contenuti

    1. Cosa e cambiato dal 2024 al 2026: addio al bonus 75%
    2. Detrazione 50% e 36%: come funziona nel 2026
    3. Quali interventi sono ammessi nel 2026
    4. Limiti di spesa e tetti agevolabili
    5. Requisiti tecnici: il DM 236/1989
    6. Cessione del credito e sconto in fattura nel 2026
    7. Esempi pratici di calcolo del risparmio fiscale
    8. Documenti necessari: asseverazione, bonifico e fatture parlanti
    9. Tabella riepilogativa: confronto tra le detrazioni disponibili
    10. Domande frequenti sul bonus barriere architettoniche 2026

    Cosa e cambiato dal 2024 al 2026: addio al bonus 75%

    Il bonus barriere architettoniche al 75% e stato introdotto dall’articolo 119-ter del Decreto Legge 34/2020 (Decreto Rilancio), in origine previsto per le spese sostenute nel 2022. Successivamente prorogato e modificato, ha subito un drastico ridimensionamento attraverso due interventi legislativi fondamentali:

    • Decreto Legge 212/2023 (convertito con Legge 17/2024): ha introdotto per la prima volta paletti significativi, limitando la cessione del credito e lo sconto in fattura per il bonus 75% e restringendo il perimetro degli interventi ammissibili.
    • Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024): ha sancito la definitiva scadenza del bonus 75% al 31 dicembre 2025, senza proroghe. Dal 1° gennaio 2026, la detrazione del 75% non e piu applicabile per le nuove spese, salvo lavori in corso con condizioni specifiche.

    In pratica, nessuna spesa sostenuta nel 2026 per l’eliminazione di barriere architettoniche puo beneficiare della detrazione al 75%. Chi ha avviato lavori entro il 31 dicembre 2025 e li ha completati (con relativa spesa sostenuta entro tale data) puo ancora fruire del vecchio incentivo in dichiarazione dei redditi. Per tutti gli altri, la strada obbligata passa per la detrazione ordinaria sulle ristrutturazioni edilizie, disciplinata dall’art. 16-bis del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi).

    Detrazione 50% e 36%: come funziona nel 2026

    Dal 2026, l’agevolazione fiscale per l’eliminazione delle barriere architettoniche si articola su due aliquote principali, entrambe previste dall’art. 16-bis del TUIR e dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024):

    Detrazione del 50% (prima casa)

    La detrazione del 50% si applica alle spese per interventi di ristrutturazione edilizia sostenute su unita immobiliari adibite ad abitazione principale (prima casa). Questa aliquota e valida per il 2025 e il 2026 grazie alla Legge di Bilancio 2025, che ha confermato il mantenimento del 50% (anziche il ritorno al 36% previsto dalla normativa base) per le abitazioni principali. Gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche rientrano pienamente tra le ristrutturazioni edilizie agevolabili ai sensi dell’art. 16-bis, comma 1, lettera e) del TUIR.

    Detrazione del 36% (altri immobili)

    La detrazione del 36% si applica invece alle spese sostenute su immobili diversi dall’abitazione principale: seconde case, immobili locati, immobili di proprieta non utilizzati come dimora abituale. Questa aliquota e quella “base” prevista dall’art. 16-bis del TUIR, tornata applicabile per tutti gli immobili diversi dalla prima casa a partire dal 2025, con la fine delle proroghe che storicamente avevano mantenuto il 50% per tutte le tipologie.

    In entrambi i casi, la detrazione si porta in dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF) in 10 quote annuali di pari importo, a partire dall’anno in cui la spesa e sostenuta.

    Quali interventi sono ammessi nel 2026

    Gli interventi ammessi dalla detrazione sulle ristrutturazioni edilizie (art. 16-bis TUIR) comprendono tutte le opere finalizzate all’eliminazione delle barriere architettoniche, vale a dire quegli ostacoli fisici che impediscono o rendono difficoltosa la vita quotidiana a persone con disabilita motoria, sensoriale o cognitiva. Non e necessario che il richiedente sia portatore di handicap: la detrazione spetta a tutti i contribuenti che eseguono tali lavori.

    Gli interventi piu comuni agevolabili nel 2026 comprendono:

    • Installazione di ascensori e montacarichi: installazione ex novo o ampliamento di impianti elevatori in edifici privi di ascensore o con cabine non conformi alle norme di accessibilita.
    • Installazione di servoscala e montascale: dispositivi elettromeccanici che permettono la salita e la discesa lungo scale esistenti a persone con difficolta motorie.
    • Costruzione di rampe di accesso: realizzazione di percorsi in pendenza che sostituiscono gradini all’ingresso dell’edificio o all’accesso ai vari locali.
    • Adeguamento dei bagni: installazione di maniglioni antipanico, allargamento delle porte, realizzazione di docce a pavimento (walk-in shower), sostituzione di vasca con box doccia accessibile.
    • Allargamento di porte e varchi: ampliamento di porte o finestre-porta per consentire il passaggio di carrozzine (larghezza minima 75-80 cm).
    • Modifica di pavimentazioni: realizzazione di pavimenti antisdrucciolo, rimozione di dislivelli, installazione di segnaletica tattile a pavimento.
    • Adeguamento degli spazi interni: modifiche agli ambienti domestici per rendere i percorsi fruibili da persone su sedia a rotelle (corridoi, cucine, camere).
    • Impianti di automazione: sistemi domotici per l’apertura automatica di porte, finestre, tapparelle, a vantaggio di chi ha limitazioni motorie agli arti superiori.

    Limiti di spesa e tetti agevolabili

    I limiti di spesa per la detrazione ex art. 16-bis TUIR sono unici per tutte le tipologie di intervento e si applicano per unita immobiliare. Il tetto massimo di spesa agevolabile e pari a 96.000 euro per unita immobiliare per ciascun anno solare. Questo limite si riferisce all’importo complessivo di tutte le spese di ristrutturazione edilizia sostenute nell’anno sull’immobile: se hai gia eseguito altri lavori (es. rifacimento bagno, tinteggiatura, cambio infissi), le spese per le barriere architettoniche si sommano agli altri interventi fino al raggiungimento del tetto.

    Riepilogo limiti e detrazioni massime ottenibili:

    Tipologia immobileAliquota detrazioneSpesa massima agevolabileDetrazione massima totaleDetrazione annua (10 anni)
    Prima casa (abitazione principale)50%96.000 euro48.000 euro4.800 euro/anno
    Seconda casa / altri immobili36%96.000 euro34.560 euro3.456 euro/anno

    Nota importante: il limite di 96.000 euro e per unita immobiliare e per anno. Se l’immobile e in comproprietà, ogni comproprietario puo detrarre le spese in proporzione alla sua quota di proprieta. Ad esempio, due coniugi comproprietari al 50% che spendono 60.000 euro possono detrarre ciascuno il 50% di spesa, cio 30.000 euro, con una detrazione del 50% pari a 15.000 euro a testa (1.500 euro/anno per 10 anni).

    Requisiti tecnici: il DM 236/1989

    Per beneficiare della detrazione fiscale, gli interventi devono essere conformi ai requisiti tecnici minimi previsti dal Decreto Ministeriale 14 giugno 1989, n. 236 (“Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilita, l’adattabilita e la visitabilita degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata”). Questo decreto, ancora in vigore e applicabile anche nel 2026, stabilisce le misure minime per la piena accessibilita delle abitazioni.

    I requisiti tecnici principali da rispettare riguardano:

    • Porte: larghezza minima di 75 cm per le porte interne, 80 cm per la porta d’ingresso. Lo spazio di manovra laterale alla porta deve essere almeno 60 cm sul lato maniglia e 15 cm sul lato cerniere.
    • Corridoi e disimpegni: larghezza minima di 100 cm; punti di allargamento a 150 cm ogni 10 metri per consentire l’inversione di marcia della carrozzina.
    • Rampe: pendenza massima dell’8%, larghezza minima 90 cm, con corrimani su entrambi i lati a 90 cm di altezza. Per rampe oltre i 10 metri, obbligo di ripiani orizzontali intermedi.
    • Ascensori: cabina minima di 130 cm di profondita e 95 cm di larghezza. La porta deve avere una luce di almeno 80 cm. Pulsantiera entro 120 cm da terra, preferibilmente con Braille.
    • Bagni accessibili: spazio di manovra antistante wc e doccia di almeno 80×150 cm, maniglioni di sostegno a 80 cm da terra, doccia a livello del pavimento senza piatto rialzato.
    • Pavimentazioni: materiali antisdrucciolo certificati con coefficiente di attrito dinamico non inferiore a 0,40 in condizioni asciutte.

    L’agenzia delle Entrate, con varie circolari (tra cui la Circolare 43/E del 2016 e i successivi chiarimenti), ha confermato che il mancato rispetto dei requisiti tecnici del DM 236/1989 comporta la decadenza dal beneficio fiscale. E quindi fondamentale che l’impresa esecutrice rilasci un’asseverazione tecnica che attesti la conformita dei lavori al decreto.

    Cessione del credito e sconto in fattura nel 2026

    La cessione del credito e lo sconto in fattura per gli interventi di ristrutturazione edilizia ordinaria (compresa l’eliminazione di barriere architettoniche in regime 50%/36%) sono stati definitivamente bloccati dalla Legge di Bilancio 2023 (art. 1, comma 538, Legge 197/2022) e confermati nella loro impossibilita di utilizzo anche per il 2026.

    In sostanza, nel 2026 per gli interventi di eliminazione barriere architettoniche agevolati al 50% o 36%:

    • NON e possibile cedere il credito fiscale a banche, intermediari o altri soggetti terzi.
    • NON e possibile optare per lo sconto diretto in fattura applicato dall’impresa edile.
    • L’unica modalita e la fruizione diretta in dichiarazione dei redditi, in 10 quote annuali.

    Questo rappresenta un cambiamento sostanziale rispetto al vecchio bonus 75%, per il quale era ancora possibile (in specifici casi) la cessione del credito fino alla sua scadenza. Nel 2026, chi non ha sufficiente capienza fiscale per utilizzare la detrazione puo rischiare di perdere in parte il beneficio: la detrazione, infatti, non e rimborsabile se supera l’imposta dovuta.

    Eccezione importante per i soggetti IRPEF a basso reddito: le persone con redditi molto bassi o esenti (es. chi percepisce solo pensione minima o redditi inferiori alla no-tax area) potrebbero non riuscire a sfruttare appieno la detrazione. In questi casi, e opportuno valutare con attenzione il costo/beneficio dell’intervento prima di procedere, oppure optare per finanziamenti agevolati.

    Esempi pratici di calcolo del risparmio fiscale

    Vediamo in concreto quanto si risparmia con la detrazione per l’eliminazione delle barriere architettoniche nel 2026, attraverso esempi numerici su diverse tipologie di intervento e di immobile.

    Esempio 1: installazione montascale su prima casa (spesa 15.000 euro)

    Un contribuente proprietario della propria prima casa installa un servoscala per l’accesso all’appartamento al primo piano. La spesa complessiva, comprensiva di installazione e materiali, e di 15.000 euro.

    • Aliquota applicabile: 50% (prima casa)
    • Detrazione totale: 15.000 x 50% = 7.500 euro
    • Quota annua detraibile: 7.500 / 10 = 750 euro/anno per 10 anni
    • Risparmio fiscale immediato (primo anno): 750 euro in meno di IRPEF

    Esempio 2: installazione ascensore su seconda casa (spesa 50.000 euro)

    Un proprietario installa un ascensore in un edificio bifamiliare che non e la propria abitazione principale. La spesa complessiva e di 50.000 euro.

    • Aliquota applicabile: 36% (immobile non prima casa)
    • Detrazione totale: 50.000 x 36% = 18.000 euro
    • Quota annua detraibile: 18.000 / 10 = 1.800 euro/anno per 10 anni

    Esempio 3: ristrutturazione bagno e rampe su prima casa (spesa 30.000 euro)

    Intervento combinato: adeguamento del bagno (doccia walk-in, maniglioni, allargamento porta) + costruzione rampa di accesso esterno. Spesa totale: 30.000 euro sulla prima casa.

    • Aliquota applicabile: 50% (prima casa)
    • Detrazione totale: 30.000 x 50% = 15.000 euro
    • Quota annua detraibile: 15.000 / 10 = 1.500 euro/anno per 10 anni

    Esempio 4: spesa al limite massimo su prima casa (spesa 96.000 euro)

    Intervento complesso che esaurisce il tetto massimo agevolabile: ristrutturazione totale dell’immobile con ascensore, rifacimento totale dei bagni, rampe, allargamento porte e sistema domotico. Spesa: 96.000 euro (limite massimo).

    • Aliquota applicabile: 50% (prima casa)
    • Detrazione totale massima: 96.000 x 50% = 48.000 euro
    • Quota annua detraibile: 48.000 / 10 = 4.800 euro/anno per 10 anni

    Documenti necessari: asseverazione, bonifico e fatture parlanti

    Per fruire della detrazione fiscale per le barriere architettoniche nel 2026, e indispensabile conservare e produrre una serie di documenti obbligatori. La loro assenza o irregolarita puo comportare il disconoscimento della detrazione in sede di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

    1. Bonifico bancario “parlante” (obbligatorio)

    Il pagamento deve avvenire esclusivamente tramite bonifico bancario o postale specificamente dedicato alle ristrutturazioni edilizie (il cosiddetto “bonifico parlante”). Il bonifico deve contenere obbligatoriamente:

    • Causale di versamento con riferimento esplicito all’art. 16-bis del DPR 917/1986 (o art. 1, L. 449/1997 – la dicitura dipende dal software bancario)
    • Codice fiscale del beneficiario della detrazione (chi paga)
    • Codice fiscale o P.IVA dell’impresa esecutrice che riceve il pagamento

    Le banche e le Poste applicano su questo tipo di bonifico una ritenuta d’acconto dell’8% (ex art. 25 DL 78/2010) sull’importo corrisposto all’impresa. Questo importo viene poi portato in compensazione dall’impresa stessa in sede di dichiarazione. E importante sapere che la ritenuta e automatica e non influenza il calcolo della detrazione, che si applica sull’intero importo pagato (al lordo della ritenuta).

    2. Fatture “parlanti”

    Le fatture emesse dall’impresa devono specificare chiaramente la natura dei lavori eseguiti e l’indirizzo dell’immobile oggetto degli interventi. Le fatture generiche che indicano solo “lavori edili” o “prestazioni varie” non sono sufficienti: devono descrivere in modo inequivocabile che si tratta di interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

    3. Asseverazione tecnica

    L’asseverazione tecnica e un documento firmato da un tecnico abilitato (geometra, ingegnere o architetto) che attesta la conformita dei lavori eseguiti ai requisiti tecnici del DM 236/1989. Non e richiesta la presentazione all’Agenzia delle Entrate in via preventiva, ma deve essere conservata dal contribuente per esibirla in caso di controllo. Per installazioni di ascensori o impianti elevatori, serve anche il collaudo dell’ENEA e la dichiarazione di conformita dell’impianto.

    4. Altri documenti da conservare

    • Titolo abilitativo: DIA (Dichiarazione di Inizio Attivita), SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attivita) o permesso di costruire, a seconda della tipologia di intervento e del comune. Per interventi di manutenzione straordinaria, normalmente basta la CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata).
    • Comunicazione al Comune (se richiesta dalla normativa locale)
    • Contratto con l’impresa esecutrice e preventivo dettagliato
    • Estratti conto bancari che attestano i pagamenti tramite bonifico parlante
    • Documentazione fotografica prima/dopo i lavori (utile in caso di contestazioni)

    Tutti questi documenti devono essere conservati per almeno 10 anni dalla data della dichiarazione dei redditi in cui si porta la prima quota di detrazione. In caso di trasferimento dell’immobile, il diritto alla detrazione (per le quote non ancora utilizzate) si trasferisce automaticamente all’acquirente.

    Tabella riepilogativa: confronto tra le detrazioni disponibili

    Di seguito un confronto schematico tra il vecchio bonus 75% e le detrazioni disponibili nel 2026, per avere un quadro chiaro della situazione attuale:

    CaratteristicaBonus 75% (scaduto 31/12/2025)Detrazione 50% (prima casa 2026)Detrazione 36% (altri immobili 2026)
    Base normativaArt. 119-ter DL 34/2020Art. 16-bis TUIR + L. 207/2024Art. 16-bis TUIR
    Aliquota75%50%36%
    Limite spesa50.000 euro (singolo), 40.000 (condominio), 30.000 (condominii >8 unita)96.000 euro per unita96.000 euro per unita
    Cessione del creditoBloccata dal 17/02/2023Non disponibileNon disponibile
    Sconto in fatturaBloccato dal 17/02/2023Non disponibileNon disponibile
    Quote di detrazione5 anni10 anni10 anni
    Applicabile nel 2026NO (scaduto)SI (prima casa)SI (altri immobili)
    Requisiti DM 236/1989SiSiSi

    Come si vede chiaramente dalla tabella, il bonus 75% e definitivamente scaduto per le spese del 2026. Il vantaggio fiscale massimo ottenibile ora e la detrazione del 50%, spalmata pero su 10 anni anziche 5. Dal punto di vista del valore attuale netto (VAN) del beneficio fiscale, la differenza tra il vecchio 75% in 5 anni e il nuovo 50% in 10 anni dipende molto dall’aliquota fiscale individuale e dal tasso di sconto applicato.

    Come si inserisce la detrazione nella dichiarazione dei redditi

    La detrazione per le barriere architettoniche si inserisce nella dichiarazione dei redditi – sia nel modello 730 che nel modello Redditi PF – nel quadro dedicato alle spese detraibili. In particolare:

    • Nel modello 730: nel quadro E, sezione III-A (“Spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio”), con il codice spesa specifico per ristrutturazioni edilizie art. 16-bis TUIR.
    • Nel modello Redditi PF: nel quadro RP, con le stesse modalita.

    Se l’immobile e in condominio e i lavori sono stati deliberati dall’assemblea condominiale, spetta all’amministratore di condominio comunicare ai singoli condomini la quota di spesa di loro pertinenza tramite la Certificazione Unica o apposita comunicazione scritta. Il condomino inserisce poi la propria quota nella dichiarazione dei redditi. Per i lavori su parti comuni condominiali, il tetto di 96.000 euro si moltiplica per il numero di unita abitative presenti nell’edificio.

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti sul bonus barriere architettoniche 2026

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    Il bonus barriere architettoniche 75% esiste ancora nel 2026?

    No. Il bonus barriere architettoniche al 75% (art. 119-ter DL 34/2020) e scaduto il 31 dicembre 2025. Non e stato prorogato dalla Legge di Bilancio 2025. Per le spese sostenute dal 1 gennaio 2026 in poi, non e piu possibile applicare questa aliquota. Chi ha effettuato e pagato lavori entro il 31/12/2025 puo ancora fruire del 75% nelle dichiarazioni dei redditi relative a quegli anni.

    Cosa posso detrarre per le barriere architettoniche nel 2026?

    Nel 2026 puoi detrarre le spese per l’eliminazione delle barriere architettoniche con l’aliquota del 50% se l’immobile e la tua prima casa (abitazione principale), oppure con l’aliquota del 36% per seconde case e altri immobili. La detrazione avviene in 10 quote annuali con un tetto massimo di spesa di 96.000 euro per unita immobiliare. Non sono piu disponibili la cessione del credito ne lo sconto in fattura.

    Quali lavori rientrano nella detrazione barriere architettoniche 2026?

    Rientrano ascensori, montascale, servoscala, rampe di accesso, adeguamento dei bagni (doccia a livello pavimento, maniglioni, allargamento porte), allargamento di porte e corridoi, pavimentazioni antisdrucciolo, sistemi domotici per l’apertura automatica di porte e finestre. I lavori devono rispettare i requisiti tecnici minimi del DM 236/1989 per poter beneficiare della detrazione.

    Devo avere una disabilita per accedere alla detrazione barriere architettoniche?

    No. La detrazione per l’eliminazione delle barriere architettoniche spetta a tutti i contribuenti che eseguono questi interventi, indipendentemente dalla presenza di persone con disabilita in famiglia. E sufficiente che i lavori siano funzionali all’eliminazione di ostacoli fisici e rispettino i requisiti tecnici del DM 236/1989.

    Come pago per ottenere la detrazione barriere architettoniche 2026?

    Il pagamento deve avvenire esclusivamente con bonifico bancario o postale parlante, contenente: causale con riferimento all’art. 16-bis DPR 917/1986, codice fiscale del beneficiario della detrazione, codice fiscale o P.IVA dell’impresa esecutrice. Non sono ammessi pagamenti in contanti, assegni o carte di credito. Le banche applicano automaticamente una ritenuta d’acconto dell’8% sull’importo del bonifico.


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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
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      Maggio 12, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-12 06:48:342026-09-28 20:56:00Bonus Barriere Architettoniche 2026: Stop al 75%, Detrazione al 50% e 36%
      CAF, CRIPTOVALUTE

      ISEE 2026 e Criptovalute: Le Novita della Legge di Bilancio su Saldo e Giacenza Media

      rivalutazione criptovalute 18%

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      1. Il quadro normativo: dalla Legge di Bilancio 2026 alla DSU
      2. Cosa sono le criptovalute nel contesto ISEE: definizione e perimetro
      3. Il saldo al 31 dicembre: come si calcola e cosa dichiarare
      4. La giacenza media annua: metodo di calcolo e fonte dei dati
      5. L’impatto sulle soglie ISEE: bonus e prestazioni a rischio
      6. Dove dichiarare le criptovalute nella DSU: quadro FC3 e FC7
      7. ISEE precompilato 2026 e crypto: cosa cambia con il DAC8
      8. Sanzioni per omessa o infedele dichiarazione nella DSU
      9. Esempi pratici: come calcolare saldo e giacenza media
      10. Il ruolo del CAF nella compilazione della DSU con criptovalute
      11. Domande frequenti su ISEE 2026 e criptovalute

      Il quadro normativo: dalla Legge di Bilancio 2026 alla DSU

      Il percorso normativo che ha portato all’obbligo di dichiarare le criptovalute nell’ISEE parte da lontano, ma si consolida con la Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 207/2024, pubblicata in GU Serie Generale n. 305 del 31 dicembre 2024). Prima di questa legge, la disciplina degli asset digitali nel quadro ISEE era frammentaria e di difficile applicazione pratica: mancavano indicazioni operative su come valorizzare un portafoglio crypto ai fini della DSU.

      Il DPCM 159/2013, che costituisce il regolamento ISEE di riferimento, definisce l’indicatore economico sulla base di tre componenti: reddito complessivo, patrimonio immobiliare e patrimonio mobiliare. Le criptovalute rientrano nel patrimonio mobiliare — analogamente a titoli, obbligazioni, fondi e conti correnti — ma fino al 2025 la loro valorizzazione nella DSU non era normata in modo preciso. Con la Legge di Bilancio 2026 il legislatore ha colmato questa lacuna, introducendo due grandezze specifiche per le cripto-attivita:

      • Il valore del portafoglio al 31 dicembre dell’anno di riferimento (c.d. saldo di fine anno)
      • La giacenza media annua, calcolata come media aritmetica dei saldi giornalieri o di fine mese nel corso dell’anno

      Queste due grandezze entrano nel calcolo del patrimonio mobiliare netto che concorre alla determinazione dell’ISEE. Il criterio della giacenza media era gia in uso per i conti correnti bancari e postali (introdotto dal Decreto Legge n. 78/2010, art. 11-bis) e ora viene esteso anche agli asset digitali, creando una simmetria tra prodotti finanziari tradizionali e nuovi strumenti digitali.

      Cosa sono le criptovalute nel contesto ISEE: definizione e perimetro

      Ai fini della dichiarazione ISEE 2026, per cripto-attivita si intende qualsiasi rappresentazione digitale di valore o di diritti che puo essere trasferita e memorizzata elettronicamente utilizzando la tecnologia a registro distribuito (DLT, Distributed Ledger Technology), inclusa la blockchain. La definizione, coerente con quella adottata dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) all’art. 67, comma 1, lettera c-sexies, include:

      • Criptovalute: Bitcoin (BTC), Ethereum (ETH), Litecoin (LTC), Solana (SOL) e qualsiasi altra valuta digitale decentralizzata
      • Stablecoin: come USDT (Tether), USDC, DAI — asset digitali ancorati al valore di valute fiat o materie prime
      • Token di governance e utility token scambiabili su exchange
      • NFT (Non-Fungible Token) con valore di mercato determinabile
      • Criptovalute derivanti da mining, staking o yield farming

      Non rientrano nella definizione gli asset digitali che non hanno un mercato liquido e il cui valore non e determinabile in modo affidabile alla data del 31 dicembre. Tuttavia, la prudenza suggerisce di segnalare anche questi asset al CAF per una valutazione caso per caso.

      Il perimetro dell’obbligo dichiarativo comprende tutti i wallet — sia custodial (exchange centralizzati come Coinbase, Binance, Kraken) sia non-custodial (Metamask, Ledger, Trezor) — e anche i portafogli su piattaforme DeFi (Uniswap, Aave, Compound). La distinzione tra wallet custodial e non-custodial e rilevante ai fini del quadro RW e del Quadro W del modello dichiarativo, ma ai fini ISEE entrambe le tipologie concorrono al calcolo del patrimonio mobiliare.

      Il saldo al 31 dicembre: come si calcola e cosa dichiarare

      Il saldo al 31 dicembre dell’anno di riferimento rappresenta il valore di mercato in euro dell’intero portafoglio crypto alla data di chiusura dell’anno. Per la DSU 2026 (che prende a riferimento l’anno d’imposta 2024), il saldo da dichiarare e quello al 31 dicembre 2024. Per la DSU 2027 sara il 31 dicembre 2025, e cosi via.

      Come si calcola il saldo al 31 dicembre:

      1. Recupera l’elenco di tutti gli asset digitali detenuti nei tuoi wallet al 31 dicembre dell’anno di riferimento
      2. Determina il prezzo di mercato di ciascun asset in euro al 31 dicembre. Fonti attendibili: CoinMarketCap, CoinGecko, prezzi di chiusura degli exchange regolamentati
      3. Moltiplica la quantita di ogni asset per il suo prezzo in euro al 31 dicembre
      4. Somma tutti i valori per ottenere il valore totale del portafoglio in euro

      Documenti utili per il calcolo:

      • Estratto conto dell’exchange al 31 dicembre (scaricabile dal pannello “Reports” o “Tax Documents” degli exchange come Coinbase, Binance, Kraken)
      • Screenshot del wallet con data e valore in euro visibile al 31 dicembre
      • Report fiscale generato da software come Koinly, CryptoTax, Blockpit che attestano il valore del portafoglio a una data specifica
      • Prezzi ufficiali da fonti attendibili come il tasso di cambio pubblicato dalla Banca d’Italia (per le principali criptovalute) o i prezzi di chiusura di exchange regolamentati

      Un punto critico: la valorizzazione degli NFT. Per questi asset, il valore di mercato al 31 dicembre puo essere difficile da determinare in assenza di transazioni recenti comparabili. In questi casi, si applica il principio della prudenza: se il valore e incerto, si puo indicare il valore di acquisto o il valore di listino su piattaforme come OpenSea alla data di riferimento. Raccomandiamo di conservare tutta la documentazione a supporto della valorizzazione adottata.

      La giacenza media annua: metodo di calcolo e fonte dei dati

      La giacenza media annua delle criptovalute e una delle novita piu rilevanti della Legge di Bilancio 2026 per il calcolo dell’ISEE. Questo indicatore, gia familiare per i conti correnti bancari, viene applicato per la prima volta in modo sistematico anche agli asset digitali.

      Cos’e la giacenza media annua: e la media matematica dei saldi giornalieri (o mensili, in assenza di dati giornalieri) del portafoglio crypto durante l’intero anno di riferimento. In formula:

      Giacenza media = Somma dei saldi giornalieri in euro / Numero di giorni dell’anno (365 o 366)

      Metodo di calcolo passo per passo:

      1. Esporta lo storico completo delle transazioni dall’exchange o wallet per l’intero anno (1° gennaio – 31 dicembre 2024)
      2. Ricostruisci il saldo giornaliero del portafoglio in euro per ogni giorno dell’anno, applicando i prezzi di mercato di ciascun giorno
      3. Somma tutti i 365 (o 366) saldi giornalieri
      4. Dividi per il numero di giorni dell’anno per ottenere la giacenza media

      Strumenti per il calcolo della giacenza media:

      • Software di crypto tax: Koinly, CryptoTax Calculator, Blockpit — questi tool calcolano automaticamente la giacenza media annua esportando un report specifico per la dichiarazione fiscale italiana
      • Report fiscale degli exchange: Binance, Coinbase e Kraken offrono report fiscali annuali che includono il calcolo della giacenza media in euro
      • Calcolo manuale con foglio di calcolo (Excel/Google Sheets): importando lo storico prezzi da CoinGecko e lo storico transazioni dall’exchange

      Attenzione al fenomeno della volatilita: la giacenza media puo differire significativamente dal saldo al 31 dicembre a causa della volatilita tipica delle criptovalute. Per esempio, se hai detenuto 1 BTC per tutto il 2024, il tuo saldo al 31 dicembre 2024 era di circa 86.000 euro (al prezzo di chiusura), ma la tua giacenza media annua potrebbe essere stata piu bassa (intorno a 55.000-60.000 euro) a causa dei prezzi piu bassi nella prima parte dell’anno. La DSU richiede la dichiarazione di entrambe le grandezze.

      L’impatto sulle soglie ISEE: bonus e prestazioni a rischio

      L’inclusione della giacenza media delle criptovalute nel calcolo dell’ISEE puo avere conseguenze rilevanti per le famiglie che detengono asset digitali significativi. L’ISEE e lo strumento utilizzato per accedere a decine di misure di sostegno: un suo aumento — dovuto alla corretta dichiarazione delle crypto — puo far perdere l’accesso a numerosi benefici.

      Principali prestazioni con soglie ISEE (anno 2026):

      PrestazioneSoglia ISEE massimaImporto/Beneficio
      Assegno Unico Universale (importo massimo)15.000 euro199,40 euro/mese per figlio
      Bonus Asilo Nido (massima agevolazione)25.000 euro3.000 euro annui
      Reddito di Inclusione (MIA)10.140 euroVariabile per nucleo
      Agevolazioni universitarie (esonero tasse)24.335 euroEsonero totale
      Bonus bollette luce e gas9.530 euro (fino a 3 figli)Sconto in bolletta
      NASPI agevolata (senza decurtazione)Regole specifiche INPSIndennita piena
      Prestazioni INPS per disabiliVaria per prestazioneVaria
      Agevolazioni rette asili nido comunaliDefinita dal comuneRiduzione retta

      Esempio pratico di impatto: Una famiglia con ISEE di 22.000 euro (al netto delle crypto) che detiene un portafoglio crypto con giacenza media di 8.000 euro vedra il proprio ISEE salire a circa 23.800 euro (la componente mobiliare e moltiplicata per il coefficiente ISEE di 0,20 e poi divisa per il numero di componenti corretto dalla scala di equivalenza — ma la giacenza media si aggiunge al patrimonio mobiliare lordo che a sua volta impatta il denominatore). Questo puo portare alla perdita dell’accesso a determinati scaglioni di agevolazione per il Bonus Nido o per le tasse universitarie ridotte.

      Per approfondire come si calcola l’ISEE 2026 con le criptovalute e come compilare correttamente la DSU, puoi leggere la nostra guida completa dedicata. Ricorda che anche le prestazioni legate alla NASPI e ai bonus mamme possono essere influenzate da un ISEE piu elevato.

      Dove dichiarare le criptovalute nella DSU: quadro FC3 e FC7

      La Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) e il documento attraverso cui i nuclei familiari comunicano la propria situazione economica per ottenere l’ISEE. Con le novita della Legge di Bilancio 2026, le criptovalute vanno dichiarate in specifici quadri della DSU.

      Quadro FC3: Il patrimonio mobiliare

      Il Quadro FC3 della DSU raccoglie le informazioni sul patrimonio mobiliare di ogni componente del nucleo familiare. E qui che vanno dichiarate le criptovalute. In particolare, bisogna indicare:

      • Valore del portafoglio crypto al 31 dicembre dell’anno di riferimento (in euro, arrotondato all’unita)
      • Giacenza media annua delle cripto-attivita (in euro, calcolata come descritto nel paragrafo precedente)

      Questi dati si affiancano agli altri elementi del patrimonio mobiliare gia presenti nel Quadro FC3: conti correnti (saldo e giacenza media), titoli di Stato, obbligazioni, azioni, fondi comuni e polizze vita.

      Quadro FC7: I redditi esenti e le componenti aggiuntive

      Il Quadro FC7 puo essere rilevante per chi ha realizzato plusvalenze da criptovalute durante l’anno. Le plusvalenze da cripto-attivita che non sono gia incluse nel reddito complessivo IRPEF — per esempio perche assoggettate a imposta sostitutiva — possono dover essere indicate separatamente in questo quadro, a seconda delle istruzioni INPS in vigore per la specifica annualita.

      Differenza fondamentale tra DSU e dichiarazione dei redditi: mentre nel 730 o nel Modello Redditi, le criptovalute vanno dichiarate nel Quadro W (per le cripto-attivita) e nel quadro RW (per i wallet presso operatori esteri), nella DSU l’attenzione si sposta sul patrimonio detenuto e sulla sua media nel tempo, non sulle sole operazioni imponibili realizzate durante l’anno.

      ISEE precompilato e il ruolo dell’Agenzia delle Entrate

      Con l’introduzione dell’ISEE precompilato (disponibile dal 2020 e progressivamente esteso), l’INPS precarica nella DSU i dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate, incluse le informazioni sulle criptovalute dichiarate nel Quadro W della dichiarazione dei redditi. Questo significa che, se hai correttamente dichiarato le tue criptovalute nel modello 730 o nel Modello Redditi dell’anno precedente, questi dati potrebbero essere gia presenti nella tua DSU precompilata. Tuttavia, il contribuente deve sempre verificare e integrare i dati precompilati, che potrebbero essere incompleti o non aggiornati.

      ISEE precompilato 2026 e crypto: cosa cambia con il DAC8

      La Direttiva DAC8 dell’Unione Europea — recepita in Italia con il D.Lgs. 27 dicembre 2023, n. 221 — introduce l’obbligo per gli exchange di criptovalute operanti nell’UE di comunicare alle autorita fiscali nazionali i dati delle operazioni effettuate dai propri clienti residenti. Questa direttiva e il vero fattore di cambiamento che rende inevitabile la corretta dichiarazione delle criptovalute anche ai fini ISEE.

      Cosa prevede la DAC8 in pratica:

      • Gli exchange autorizzati nell’UE (tra cui Coinbase Europe, Crypto.com, Binance EU) devono comunicare all’Agenzia delle Entrate italiana i dati di ogni utente residente in Italia: numero di transazioni, valore totale acquisti e vendite, saldo del portafoglio, proventi da staking e interessi
      • Le comunicazioni coprono i dati a partire dal 1° gennaio 2026 (per il primo reporting riferito all’anno 2025)
      • L’Agenzia delle Entrate userebbe questi dati per alimentare sia la dichiarazione precompilata che l’ISEE precompilato
      • Gli exchange extra-UE non sono soggetti alla DAC8, ma possono essere soggetti ad accordi bilaterali di scambio informazioni (FATCA, CRS)

      Implicazioni pratiche per il 2026: chi ha sempre omesso la dichiarazione delle criptovalute — sia nella dichiarazione dei redditi che nella DSU per l’ISEE — deve aspettarsi che l’Agenzia delle Entrate e l’INPS dispongano di informazioni sempre piu complete sui portafogli crypto. Il rischio di discrepanze tra la DSU presentata e i dati in possesso dell’amministrazione finanziaria diventa concreto e le conseguenze — tra sanzioni e decadenza dai benefici — possono essere significative.

      Per approfondire gli impatti del DAC8 sulle criptovalute 2026 e come questo cambia i controlli dell’Agenzia delle Entrate, leggi la nostra guida dedicata.

      Sanzioni per omessa o infedele dichiarazione nella DSU

      Omettere o dichiarare in modo infedele le criptovalute nella DSU non e senza conseguenze. La normativa prevede un doppio sistema sanzionatorio: quello civilistico-amministrativo legato alla DSU e quello penale tributario per le violazioni piu gravi.

      Sanzioni amministrative per DSU infedele

      Il D.Lgs. 109/1998 e il DPCM 159/2013 prevedono le seguenti conseguenze per la presentazione di una DSU con dati falsi o omessi:

      • Decadenza immediata dal beneficio percepito in base all’ISEE falsamente calcolato, con obbligo di restituzione di tutte le somme indebitamente percepite
      • Sanzione da 500 a 5.164 euro per dichiarazione mendace (art. 76 del DPR 445/2000, applicato tramite il DPCM 159/2013)
      • Esclusione per 10 anni dalla possibilita di presentare una nuova DSU, in casi gravi di dichiarazione fraudolenta
      • Segnalazione all’autorita giudiziaria per i reati di falso in atto pubblico (art. 483 c.p.) nei casi piu gravi

      Sanzioni per omessa dichiarazione delle criptovalute nella dichiarazione dei redditi

      Separatamente dalla DSU, l’omessa dichiarazione delle criptovalute nel modello 730 o nel Modello Redditi comporta sanzioni specifiche previste dall’art. 5 del D.Lgs. 167/1990 (per il Quadro RW/W):

      • Sanzione dal 3% al 15% del valore non dichiarato per omessa indicazione nel Quadro W/RW (importi detenuti presso intermediari esteri)
      • Sanzione dal 6% al 30% se gli asset sono detenuti in paesi Black List
      • Imposta sostitutiva del 26% sulle plusvalenze da criptovalute non dichiarate, oltre alle sanzioni per infedele dichiarazione (dal 90% al 180% dell’imposta dovuta)

      Per i dettagli sulla tassazione delle criptovalute 2026 e su come regolarizzare posizioni pregresse, consulta la nostra guida sulla tassazione crypto 2026.

      Esempi pratici: come calcolare saldo e giacenza media

      Vediamo tre esempi concreti che illustrano come calcolare le grandezze da dichiarare nella DSU e quale impatto possono avere sull’ISEE.

      Esempio 1: Detentore di Bitcoin con portafoglio stabile

      Situazione: Mario detiene 0,5 BTC per tutto il 2024, senza effettuare acquisti o vendite.

      • Prezzo BTC al 1° gennaio 2024: circa 42.000 USD = circa 38.500 euro (cambio 1,09)
      • Prezzo BTC al 31 dicembre 2024: circa 94.000 USD = circa 86.200 euro (cambio 1,09)
      • Prezzo medio BTC 2024: circa 62.000 USD = circa 56.880 euro

      Calcolo per la DSU:

      • Saldo al 31 dicembre 2024: 0,5 x 86.200 = 43.100 euro
      • Giacenza media annua 2024: 0,5 x 56.880 = 28.440 euro

      Impatto sull’ISEE: Supponendo un nucleo di 3 persone con patrimonio mobiliare precedente di 10.000 euro (conti correnti), l’aggiunta della giacenza media crypto porta il patrimonio mobiliare a 38.440 euro. La componente patrimoniale dell’ISEE calcolata su questo importo e di circa 3.844 euro aggiuntivi all’ISEE (applicando il coefficiente di 1/5 e la scala di equivalenza per 3 persone). Un aumento che puo spostare la famiglia sopra la soglia per alcune agevolazioni.

      Esempio 2: Portfolio diversificato con stablecoin

      Situazione: Laura detiene un portafoglio misto: 0,2 ETH + 1.000 USDT + 500 USDC

      • ETH al 31 dicembre 2024: circa 3.350 USD = circa 3.073 euro → 0,2 ETH = 614,60 euro
      • USDT al 31 dicembre 2024: 1.000 USD = circa 917 euro (al cambio 1,09)
      • USDC al 31 dicembre 2024: 500 USD = circa 459 euro
      • Saldo totale al 31/12: 614,60 + 917 + 459 = 1.990,60 euro

      Data la stabilita delle stablecoin e la relativa bassa volatilita di ETH nel 2024, la giacenza media sara vicina al saldo di fine anno. In questo caso, l’impatto sull’ISEE e modesto: circa 398 euro aggiuntivi alla componente patrimoniale ISEE (1.990 x 0,20 = 398 euro, prima della scala di equivalenza).

      Esempio 3: Trading attivo durante l’anno

      Situazione: Francesco e un trader attivo: a inizio 2024 aveva 5.000 euro in crypto, a luglio 2024 il portafoglio era cresciuto a 18.000 euro, poi e sceso a 9.000 euro al 31 dicembre 2024.

      • Saldo al 31 dicembre 2024: 9.000 euro
      • Giacenza media stimata (approssimazione semestrale): (5.000 x 6 mesi + 18.000 x 3 mesi + 9.000 x 3 mesi) / 12 = (30.000 + 54.000 + 27.000) / 12 = 9.250 euro

      In questo caso, la giacenza media (9.250 euro) e leggermente superiore al saldo di fine anno (9.000 euro). Entrambi i valori devono essere dichiarati. Francesco dovra anche dichiarare le plusvalenze realizzate durante le operazioni di trading nel Quadro W della dichiarazione dei redditi, con imposta sostitutiva al 26% (per operazioni ante Legge di Bilancio 2026) o al 33% (per operazioni post-entrata in vigore della nuova aliquota, a seconda delle disposizioni transitorie).

      Il ruolo del CAF nella compilazione della DSU con criptovalute

      Compilare una DSU che include le criptovalute richiede competenze sia fiscali che tecniche. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza professionale completa per guidare i propri clienti attraverso questo processo, minimizzando il rischio di errori e sanzioni.

      Cosa fa il CAF per te

      • Analisi della situazione crypto: il CAF raccoglie e verifica la documentazione relativa ai tuoi wallet (estratti conto exchange, report fiscali crypto)
      • Calcolo del saldo al 31 dicembre: utilizziamo fonti ufficiali per la valorizzazione in euro di ogni asset
      • Calcolo della giacenza media annua: elaboriamo i report degli exchange o dei software di crypto tax per determinare la giacenza media corretta
      • Compilazione della DSU: inseriamo correttamente i dati nei quadri FC3 e FC7 della DSU
      • Coordinamento con la dichiarazione dei redditi: assicuriamo coerenza tra DSU e dichiarazione fiscale (730/Modello Redditi), riducendo il rischio di discrepanze che potrebbero attirare controlli
      • Consulenza personalizzata: spieghiamo l’impatto sull’ISEE e sulle prestazioni a cui hai diritto, consentendoti di pianificare in modo informato

      Documenti da portare al CAF per la DSU con criptovalute:

      • Estratto conto o report fiscale di ogni exchange utilizzato (Binance, Coinbase, Kraken, ecc.) per l’anno di riferimento
      • Storico delle transazioni in formato CSV o PDF scaricabile dal pannello utente dell’exchange
      • Screenshot del wallet non-custodial (Metamask, Ledger) con il saldo al 31 dicembre, in euro
      • Report da software di crypto tax (Koinly, Blockpit, ecc.) se disponibile
      • Prova dell’identita degli asset (seed phrase NON necessaria: basta l’indirizzo pubblico del wallet)

      Il CAF Centro Fiscale e abilitato alla trasmissione telematica della DSU all’INPS. Puoi prenotare un appuntamento presso la nostra sede di Udine o contattarci per una consulenza preliminare via WhatsApp.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale a Udine offre la compilazione del Modello ISEE in 4 giorni lavorativi. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Conclusione: perche agire subito

      Le novita introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 sull’ISEE e le criptovalute segnano un punto di svolta: la regolarizzazione delle posizioni crypto non e piu una scelta ma un obbligo, e i controlli sono destinati ad aumentare grazie alla direttiva DAC8. Chi possiede criptovalute e ha diritto a prestazioni legate all’ISEE deve agire in modo proattivo:

      1. Raccogliere la documentazione relativa al proprio portafoglio crypto (estratti conto exchange, report fiscali)
      2. Calcolare correttamente sia il saldo al 31 dicembre che la giacenza media annua
      3. Dichiarare entrambi i valori nella prossima DSU, evitando omissioni che potrebbero portare a sanzioni e revoca delle prestazioni
      4. Verificare l’impatto sull’ISEE e pianificare in anticipo eventuali aggiustamenti (per esempio, non accettare prestazioni a cui non si ha piu diritto con il nuovo ISEE corretto)
      5. Allineare la DSU con la dichiarazione dei redditi per evitare discrepanze che possono attirare controlli

      Il CAF Centro Fiscale di Udine e al tuo fianco in questo processo. Contattaci per prenotare un appuntamento o per una prima consulenza gratuita sulla tua situazione.

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      Domande frequenti su ISEE 2026 e criptovalute

      Le criptovalute vanno sempre dichiarate nella DSU per l’ISEE?

      Si, con la Legge di Bilancio 2026 tutte le cripto-attivita con valore di mercato determinabile devono essere dichiarate nella DSU. L’obbligo riguarda sia i wallet custodial (su exchange) sia i wallet non-custodial (hardware wallet, software wallet). Non ci sono soglie minime di esenzione: anche importi modesti devono essere indicati, sia come saldo al 31 dicembre che come giacenza media annua.

      Come si calcola la giacenza media annua delle criptovalute per l’ISEE?

      La giacenza media annua si calcola come media dei saldi giornalieri del portafoglio crypto, convertiti in euro al cambio del giorno. In pratica: si sommano tutti i saldi giornalieri in euro e si divide per 365 (o 366 per gli anni bisestili). Gli exchange e i software di crypto tax come Koinly o Blockpit possono generare automaticamente questo dato nel loro report fiscale annuale.

      Cosa succede se non dichiaro le criptovalute nella DSU?

      Omettere le criptovalute nella DSU e un’infedelta dichiarativa che comporta: decadenza dal beneficio percepito con obbligo di restituzione, sanzione da 500 a 5.164 euro, possibile segnalazione all’autorita giudiziaria. Inoltre, con la direttiva DAC8, gli exchange europei comunicano i dati all’Agenzia delle Entrate, rendendo sempre piu probabile l’individuazione delle omissioni.

      Le stablecoin (USDT, USDC) vanno dichiarate nell’ISEE?

      Si, le stablecoin sono cripto-attivita a tutti gli effetti e devono essere dichiarate nella DSU. Il loro valore in euro e facilmente determinabile (essendo ancorate al dollaro o all’euro) e sia il saldo al 31 dicembre che la giacenza media annua devono essere indicati nel Quadro FC3 della DSU.

      Il CAF puo aiutarmi a compilare la DSU con le criptovalute?

      Si, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione della DSU con criptovalute. Il nostro team raccoglie la documentazione (estratti conto exchange, report fiscali crypto), calcola saldo al 31 dicembre e giacenza media annua, e compila correttamente tutti i quadri della DSU. Puoi prenotare un appuntamento telefonando al 0432 1638640 o contattandoci via WhatsApp al 366 6018121.


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      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a dichiarare correttamente le criptovalute nella DSU per l’ISEE 2026, calcolando saldo e giacenza media nel rispetto della Legge di Bilancio 2026.

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        Imposta sul Valore delle Cripto-Attività 2026: il 2 per Mille, Chi lo Paga, Calcolo su Wallet ed Exchange e Codici F24

        L'imposta sul valore delle cripto-attività è la tassa patrimoniale annuale che colpisce chi detiene Bitcoin, Ethereum, stablecoin, token e NFT fuori dal circuito degli intermediari finanziari italiani. Non è la tassa sui guadagni: si paga…
        Settembre 25, 2026
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        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-25 17:00:002026-09-18 19:24:35Imposta sul Valore delle Cripto-Attività 2026: il 2 per Mille, Chi lo Paga, Calcolo su Wallet ed Exchange e Codici F24
        Dichiarazione redditi Criptovalute
        CAF, CRIPTOVALUTE

        Regime Amministrato Crypto 2027: Guida ai 2 Regimi e al Quadro W

        Regime amministrato crypto o regime dichiarativo: come cambia la tassazione delle plusvalenze, quando l'exchange fa da sostituto d'imposta e quando il Quadro W resta obbligatorio. Guida pratica 2027.
        Settembre 23, 2026
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        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-23 09:31:372026-09-23 09:01:10Regime Amministrato Crypto 2027: Guida ai 2 Regimi e al Quadro W

        CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

        ECCELLENTE
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        In base a 920 recensioni
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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Maggio 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/10/rivalutazione-criptovalute-18.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-07 12:00:442026-05-31 17:56:16ISEE 2026 e Criptovalute: Le Novita della Legge di Bilancio su Saldo e Giacenza Media

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