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Tag Archivio per: ISTAT

ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATO

Assegno Unico Luglio 2026: Date di Pagamento, Nuove Tabelle ISTAT e Guida per i Lavoratori Autonomi

ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

L’Assegno Unico Universale di luglio 2026 sta per arrivare: l’INPS ha comunicato le date di pagamento e, grazie alla rivalutazione ISTAT, gli importi hanno subito un aggiornamento che riguarda milioni di famiglie italiane. In questo articolo trovi tutto quello che devi sapere: quando arrivano i soldi sul conto corrente, quanto puoi ricevere in base al tuo ISEE, e una guida dettagliata per i lavoratori autonomi e le partite IVA, che spesso hanno dubbi su come funziona questo sostegno mensile.

Che tu sia un dipendente, un lavoratore in regime forfettario o un professionista con partita IVA, l’Assegno Unico spetta a tutti i genitori con figli a carico fino a 21 anni (e senza limiti d’età per i figli disabili). Leggi fino in fondo per non perdere nessun dettaglio.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è l’Assegno Unico Universale: una panoramica rapida
  2. Date di pagamento Assegno Unico luglio 2026
  3. Importi Assegno Unico 2026: le tabelle con la rivalutazione ISTAT
  4. Cosa significa “rivalutazione ISTAT” e come cambia l’assegno
  5. Assegno Unico per i lavoratori autonomi e le partite IVA: guida completa
  6. Come aggiornare l’ISEE per ottenere l’assegno corretto
  7. Cosa fare se non ricevi l’Assegno Unico o l’importo è sbagliato
  8. Assegno Unico e altri bonus luglio 2026: come si combinano
  9. Scadenze importanti legate all’Assegno Unico nel secondo semestre 2026
  10. Domande frequenti sull’Assegno Unico luglio 2026
  11. Come il CAF Centro Fiscale può aiutarti

Cos’è l’Assegno Unico Universale: una panoramica rapida

L’Assegno Unico Universale (AUU) è un sostegno economico mensile introdotto dal D.Lgs. 230/2021 ed erogato dall’INPS a tutte le famiglie con figli a carico. Ha sostituito i vecchi strumenti come gli Assegni al Nucleo Familiare (ANF), il Bonus Bebè e la detrazione IRPEF per i figli fino a 21 anni.

In parole semplici: se hai figli, hai diritto a ricevere ogni mese una somma di denaro direttamente sul tuo conto corrente, che varia in base al tuo ISEE (la dichiarazione patrimoniale della tua famiglia) e al numero di figli. Non importa se lavori come dipendente, come autonomo o come libero professionista: il beneficio è universale.

Chi ha diritto all’Assegno Unico:

  • Cittadini italiani e UE residenti in Italia
  • Cittadini extra-UE con permesso di soggiorno di lungo periodo
  • Con figli a carico fino a 21 anni (con condizioni lavorative o di studio)
  • Senza limiti di età per i figli con disabilità riconosciuta
  • Con residenza e domicilio in Italia da almeno 2 anni (o titolo di studio con borsa di studio)

Date di pagamento Assegno Unico luglio 2026

L’INPS eroga l’Assegno Unico ogni mese. Per luglio 2026, le date di accredito dipendono dalla tua situazione:

Tipologia beneficiarioData pagamento luglio 2026
Beneficiari con domanda già in corso (rinnovo automatico)17-19 luglio 2026
Nuove domande accolte nel mese di giugno 2026Fine mese (ultimo giorno lavorabile)
Domande con variazioni ISEE presentate entro giugno17-19 luglio 2026 (con conguaglio arretrati)

Secondo la KB normativa INPS, i pagamenti ordinari avvengono tra il 17 e il 19 di ogni mese. Luglio 2026 non fa eccezione: se hai già una domanda attiva e accolta, vedrai l’accredito in questo arco di date.

Per chi ha presentato la domanda per la prima volta (o ha fatto variazioni importanti) nel corso di giugno 2026, il primo pagamento arriverà invece nell’ultimo giorno lavorabile di luglio, che nel 2026 cade il 31 luglio.

Puoi verificare lo stato del tuo pagamento accedendo al portale INPS con SPID, CIE o CNS nella sezione dedicata all’Assegno Unico.

Leggi anche: Pagamenti INPS di luglio 2026: assegno unico, pensioni e quattordicesima in arrivo, le date

Importi Assegno Unico 2026: le tabelle con la rivalutazione ISTAT

Gli importi dell’Assegno Unico vengono rivalutati ogni anno in base all’indice ISTAT (l’indice dei prezzi al consumo che misura l’inflazione). Questo meccanismo serve a mantenere il valore reale del beneficio nel tempo.

Per il 2026, gli importi confermati dalla normativa (D.Lgs. 230/2021 con aggiornamento ISTAT) sono i seguenti:

Importo base per ciascun figlio

Fascia ISEEImporto mensile per figlio
ISEE fino a 17.090 euro199,40 euro
ISEE tra 17.090 e 45.574 euroImporto progressivo (tra 57 e 199,40 euro)
ISEE oltre 45.574 euro oppure senza ISEE57,00 euro

In pratica: se il tuo ISEE è molto basso (sotto i 17.090 euro), ricevi il massimo previsto dalla legge, ossia quasi 200 euro al mese per ogni figlio. Se invece non hai presentato l’ISEE o hai un reddito familiare elevato, il beneficio scende al minimo garantito di 57 euro per figlio.

Per le fasce intermedie, l’importo si calcola con una scala progressiva: man mano che l’ISEE sale, l’assegno diminuisce gradualmente. Non c’è un “gradino” brusco, ma una riduzione continua.

Maggiorazioni previste dalla legge

Oltre all’importo base, la normativa prevede delle maggiorazioni che si sommano al beneficio principale. Ecco le principali per il 2026:

Tipologia maggiorazioneImporto mensile aggiuntivoCondizione
Figlio con disabilitàfino a 91,42 euroDisabilità riconosciuta (importo varia per gravità)
Famiglie con 4 o più figli18,00 euro per ciascun figlioDal quarto figlio in poi
Entrambi i genitori lavoratori35,68 euro per figlioFigli fino a 21 anni, entrambi i genitori con reddito da lavoro
Madri under 2123,68 euro per figlioMadre con età inferiore a 21 anni al momento della richiesta

Esempio pratico. Supponiamo che Giulia e Marco abbiano 2 figli e un ISEE di 20.000 euro. L’importo base per ciascun figlio sarà progressivo (ipotizziamo circa 160 euro per figlio). Poiché entrambi lavorano, hanno diritto alla maggiorazione di 35,68 euro per figlio. Totale mensile stimato: circa (160 + 35,68) × 2 = circa 391 euro al mese.

Cosa significa “rivalutazione ISTAT” e come cambia l’assegno

Il termine rivalutazione ISTAT può sembrare complicato, ma il concetto è semplice. Ogni anno l’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) calcola di quanto sono aumentati i prezzi in Italia rispetto all’anno precedente. Questo dato, chiamato indice di inflazione, viene poi applicato agli importi dell’Assegno Unico per mantenerne il potere d’acquisto.

In pratica: se nel 2025 compravi un carrello della spesa con 100 euro, e l’inflazione è stata del 2%, nel 2026 quello stesso carrello costa circa 102 euro. Senza rivalutazione, l’assegno varrebbe meno in termini reali. Con la rivalutazione, l’importo aumenta per compensare l’inflazione.

Per il 2026, le soglie ISEE di accesso e gli importi dell’Assegno Unico sono stati aggiornati secondo le nuove tabelle ISTAT pubblicate dal Ministero del Lavoro. Le soglie chiave sono:

  • Soglia ISEE minima rivalutata 2026: 17.090 euro (per l’importo massimo di 199,40 euro)
  • Soglia ISEE massima rivalutata 2026: 45.574 euro (oltre la quale si percepisce il minimo di 57 euro)

Queste soglie vengono aggiornate con decreto ministeriale ogni anno sulla base dei dati ISTAT. Se il tuo ISEE è rimasto invariato ma le soglie sono salite, potresti trovarti in una fascia leggermente più favorevole rispetto all’anno scorso.

Assegno Unico per i lavoratori autonomi e le partite IVA: guida completa

Una delle domande più frequenti che riceviamo al CAF riguarda proprio i lavoratori autonomi e le partite IVA. La buona notizia è che l’Assegno Unico è davvero universale: spetta anche a chi ha una partita IVA, sia in regime ordinario che in regime forfettario.

Vediamo le peculiarità per questa categoria di lavoratori.

Chi ha diritto tra gli autonomi

Hanno diritto all’Assegno Unico tutti i lavoratori autonomi che:

  • Risiedono in Italia da almeno 2 anni consecutivi
  • Hanno figli a carico under 21 (o figli disabili senza limite di età)
  • Sono in regola con i contributi previdenziali
  • Hanno un domicilio fiscale in Italia

Non esistono requisiti di reddito minimo per i lavoratori autonomi: anche chi ha un fatturato basso o ha aperto la partita IVA da poco tempo può presentare domanda.

Come funziona l’ISEE per i lavoratori autonomi

Qui sta la principale differenza rispetto ai dipendenti. Per un lavoratore dipendente, il calcolo dell’ISEE è relativamente semplice: si parte dalla busta paga e dal modello CU. Per un lavoratore autonomo, invece, si considera il reddito imponibile dichiarato nel modello dei redditi dell’anno precedente.

Attenzione per i forfettari: se sei in regime forfettario, il tuo reddito imponibile ai fini ISEE non è il fatturato, ma il reddito imponibile calcolato con il coefficiente di redditività. Ad esempio, se sei un professionista forfettario con un fatturato di 40.000 euro e un coefficiente dell’78%, il tuo reddito imponibile è 31.200 euro (40.000 × 78%). Questo è il valore che viene considerato per il calcolo dell’ISEE.

Il coefficiente di redditività, per chi non lo conosce, è una percentuale fissa stabilita dalla legge (L. 190/2014) che rappresenta la quota del fatturato considerata “reddito”. I valori variano in base all’attività svolta:

Categoria attivitàCoefficiente di redditività
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie78%
Alloggio e ristorazione67%
Commercio all’ingrosso e dettaglio40%
Costruzioni e attività immobiliari86%
Altre attività economiche67%

Leggi anche: Congedo Parentale Lavoratori Autonomi e Forfettario 2026: Indennità e Procedura INPS

La maggiorazione per entrambi i genitori lavoratori: come funziona per gli autonomi

La maggiorazione di 35,68 euro per figlio (destinata alle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano) spetta anche quando uno o entrambi i genitori sono lavoratori autonomi. La condizione è che entrambi abbiano un reddito da lavoro nell’anno di riferimento, sia esso da lavoro dipendente, autonomo o d’impresa.

Attenzione: la maggiorazione spetta per i figli fino a 21 anni, ma solo se il figlio soddisfa almeno una delle condizioni di frequenza scolastica/lavorativa previste dalla legge (frequenza universitaria, tirocinio, lavoro con reddito inferiore a 8.000 euro annui, disoccupazione con ricerca attiva di lavoro, servizio civile).

Come presentare domanda (o rinnovarla) come lavoratore autonomo

La domanda si presenta tramite il portale INPS (www.inps.it), accedendo con SPID, CIE o CNS. Se hai già una domanda attiva dall’anno precedente, questa si rinnova automaticamente senza che tu debba fare nulla — a patto che la tua situazione non sia cambiata significativamente.

Il consiglio pratico che diamo sempre ai nostri clienti: aggiorna sempre l’ISEE entro il 30 giugno. Chi presenta l’ISEE in ritardo perde gli arretrati. Se presenti l’ISEE a luglio, riceverai l’importo aggiornato solo da luglio in poi, senza recuperare i mesi precedenti.

Per i lavoratori autonomi, il consiglio è ancora più importante: il vostro reddito può variare di anno in anno. Se nel 2025 avete guadagnato meno rispetto al 2024, potreste avere un ISEE più basso e quindi ricevere un assegno più alto. Aggiornare l’ISEE vi permette di ottenere l’importo corretto e, potenzialmente, gli arretrati dall’inizio dell’anno.

Come aggiornare l’ISEE per ottenere l’assegno corretto

L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è la dichiarazione che fotografia la situazione economica del tuo nucleo familiare. Deve essere aggiornato ogni anno perché considera i redditi e i patrimoni dell’anno precedente.

Per il 2026, l’ISEE si calcola sui redditi e patrimoni del 2024 (l’anno fiscale di riferimento). Questo significa che se hai presentato il modello dei redditi 2025 (relativo al 2024), quei dati entrano nel calcolo del tuo ISEE corrente.

Documenti necessari per il calcolo ISEE 2026

  • Documento di identità e codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare
  • CU 2025 (Certificazione Unica per lavoratori dipendenti e pensionati)
  • Modello Redditi PF 2025 o modello 730/2025 (per lavoratori autonomi e forfettari)
  • Estratto conto bancario e postale al 31 dicembre 2024
  • Visura catastale degli immobili posseduti
  • Dati sulle auto di proprietà
  • Eventuali documentazione su disabilità o non autosufficienza

Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a compilare e presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) necessaria per ottenere l’ISEE. Se non hai ancora aggiornato il tuo ISEE per il 2026, ti consigliamo di farlo subito: anche se è luglio, puoi ancora presentarlo e ottenere l’assegno aggiornato dai mesi successivi.

Leggi anche: Luglio 2026, INPS Cambia le Date: NASpI, Assegno Unico, Bonus 100-500 Euro e AdI

Cosa fare se non ricevi l’Assegno Unico o l’importo è sbagliato

Può capitare che l’assegno non arrivi, che l’importo sia inferiore al previsto, o che ci siano problemi con l’IBAN comunicato all’INPS. Ecco come comportarsi nelle situazioni più comuni.

L’assegno non è arrivato entro il 19 luglio

Se sei un beneficiario consolidato e il 19 luglio non hai ancora ricevuto il pagamento, prima di agitarti attendi fino al 21 luglio: i bonifici bancari a volte impiegano 1-2 giorni lavorativi in più per essere accreditati, specialmente con certe banche. Se dopo il 21 luglio il pagamento non è ancora arrivato:

  • Accedi al portale INPS e verifica lo stato della tua domanda
  • Controlla che l’IBAN comunicato all’INPS sia aggiornato e corretto
  • Verifica che la domanda non sia in stato “sospesa” o “in verifica”
  • Se tutto sembra a posto ma l’assegno non è arrivato, contatta il Contact Center INPS o rivolgiti a un patronato

L’importo ricevuto è inferiore alle aspettative

L’importo può essere diverso da quello atteso per vari motivi:

  • ISEE non aggiornato o assente: senza ISEE valido si riceve solo il minimo di 57 euro per figlio
  • Dati errati nella domanda: numero di figli, presenza di disabilità, lavoro di entrambi i genitori
  • Conguaglio negativo: se l’INPS ha rilevato un pagamento eccessivo nei mesi precedenti, può scalare l’importo
  • Figlio compiuto 21 anni: il beneficio cessa al compimento del 21° anno di età del figlio (eccetto disabili)

In tutti questi casi, puoi presentare istanza di riesame tramite il portale INPS o con l’assistenza di un patronato come il CAF Centro Fiscale di Udine.

Assegno Unico e altri bonus luglio 2026: come si combinano

L’Assegno Unico è compatibile con molti altri sostegni e bonus previsti per le famiglie nel 2026. Ecco una panoramica di quello che può arrivare nello stesso mese:

PrestazioneData indicativa luglio 2026Compatibile con AUU?
Assegno Unico Universale17-19 luglio—
Pensioni e assegni pensionistici1-2 luglioSì (se figli a carico)
NASpI (indennità di disoccupazione)15-20 luglioSì
Assegno di Inclusione (AdI)27 luglio circaSì (somme differenziate)
Bonus asilo nidoCon l’Assegno UnicoIntegrato

Leggi anche: Detraibilità Spese Asili Nido 2026: Come Fare con il 730 o il Modello PF

Per le pensioni di luglio 2026, ricordiamo che questo è anche il mese della quattordicesima per i pensionati con reddito medio-basso e dei rimborsi 730. Leggi il nostro approfondimento: Pensioni luglio 2026: assegni più ricchi tra quattordicesima e rimborsi 730

Scadenze importanti legate all’Assegno Unico nel secondo semestre 2026

Ecco le date da non dimenticare per gestire correttamente l’Assegno Unico nel resto del 2026:

ScadenzaCosa fare
Entro il 30 settembre 2026Presentare nuova DSU/ISEE per avere l’assegno aggiornato da gennaio 2026 (con arretrati)
Dicembre 2026Verificare la proroga automatica della domanda per il 2027
Gennaio 2027Rinnovo ISEE per il nuovo anno (senza rinnovo si percepisce il minimo da marzo)

Attenzione importante: se presenti la DSU (la dichiarazione necessaria per calcolare l’ISEE) entro il 30 giugno 2026 con ISEE valido, hai diritto agli arretrati dall’1 gennaio 2026. Se la presenti tra luglio e settembre 2026, la maggiorazione parte dal mese successivo alla presentazione. Dopo il 30 settembre, non è più possibile recuperare gli arretrati dei mesi precedenti.

Leggi anche: Scadenze fiscali di luglio 2026 al via: dal 10 al 31 le date per privati, imprese e Partite IVA

Domande frequenti sull’Assegno Unico luglio 2026

Quando arriva l’Assegno Unico di luglio 2026?

Per chi ha già la domanda attiva e confermata, il pagamento avviene tra il 17 e il 19 luglio 2026. Per le nuove domande accolte a giugno, il primo pagamento arriva nell’ultimo giorno lavorabile di luglio (31 luglio 2026).

Quanto ricevo se non ho presentato l’ISEE?

Senza ISEE valido ricevi il minimo garantito dalla legge, che per il 2026 è di 57 euro al mese per ciascun figlio. Puoi aumentare l’importo presentando la DSU per il calcolo dell’ISEE in qualsiasi momento dell’anno.

Spetta l’Assegno Unico ai lavoratori forfettari?

Sì, assolutamente. Il regime fiscale (forfettario, ordinario, dipendente, ecc.) non incide sul diritto all’Assegno Unico. Ciò che cambia è il modo in cui viene calcolato il reddito nell’ISEE: per i forfettari si considera il reddito imponibile (fatturato × coefficiente di redditività), non il fatturato lordo.

Devo rinnovare la domanda ogni anno?

No. La domanda dell’Assegno Unico si rinnova automaticamente. Quello che devi fare ogni anno è aggiornare l’ISEE (presentando la nuova DSU), altrimenti riceverai solo l’importo minimo da marzo in poi. Non è obbligatorio rinnovare la domanda INPS, ma è fondamentale aggiornare l’ISEE.

L’Assegno Unico si cumula con la NASpI?

Sì, l’Assegno Unico è compatibile con la NASpI. Se stai percependo l’indennità di disoccupazione e hai figli a carico, puoi ricevere entrambi i benefici contemporaneamente. La NASpI non riduce l’importo dell’Assegno Unico, ma il suo importo viene considerato nel calcolo dell’ISEE dell’anno successivo.

Cosa succede se mio figlio compie 21 anni a luglio?

L’Assegno Unico cessa per quel figlio dal mese successivo al compimento del 21° anno di età (eccetto in caso di disabilità). Se tuo figlio compie 21 anni a luglio, il mese di luglio è ancora coperto, ma da agosto 2026 l’assegno non includerà più quel figlio. Fanno eccezione i figli con disabilità riconosciuta, per cui il beneficio non ha limite di età.

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Come il CAF Centro Fiscale può aiutarti

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per tutto ciò che riguarda l’Assegno Unico Universale:

  • Calcolo e presentazione dell’ISEE: ti aiutiamo a raccogliere i documenti e compilare la DSU nel modo corretto, evitando errori che possono ridurre l’importo dell’assegno o causare problemi con l’INPS
  • Prima domanda Assegno Unico: se non hai mai richiesto l’assegno, ti guidiamo nel processo passo per passo
  • Variazioni e aggiornamenti: se la tua situazione familiare o lavorativa è cambiata, ti aiutiamo ad aggiornare la domanda e ottenere l’importo corretto
  • Istanze di riesame: se hai ricevuto meno del dovuto o la domanda è stata sospesa, possiamo presentare istanza di riesame per tuo conto
  • Consulenza per lavoratori autonomi: specificamente per partite IVA e forfettari, ti spieghiamo come il tuo reddito impatta sull’ISEE e sull’importo dell’assegno

Per un appuntamento o una consulenza, contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B a Udine.

Luglio 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-03 05:04:252026-07-03 07:53:38Assegno Unico Luglio 2026: Date di Pagamento, Nuove Tabelle ISTAT e Guida per i Lavoratori Autonomi
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Rivalutazione TFR 2026: Coefficienti ISTAT e Calcolo

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La rivalutazione TFR 2026 è un meccanismo fondamentale che protegge il Trattamento di Fine Rapporto dall’erosione dell’inflazione. Ogni anno, il TFR accantonato dal datore di lavoro viene rivalutato applicando una formula precisa che combina una quota fissa e una variabile legata all’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Capire come funziona la rivalutazione del TFR ti permette di sapere esattamente quanto cresce la tua liquidazione anno dopo anno.

In questa guida trovi i coefficienti ISTAT aggiornati al 2026, la formula di calcolo con esempi pratici e le informazioni sulla tassazione della rivalutazione. Per un quadro completo sul trattamento di fine rapporto, leggi anche la nostra guida completa al TFR 2026: calcolo, anticipo e tassazione.

Indice dei contenuti

  1. Come Funziona la Rivalutazione del TFR
  2. La Formula: 1,5% Fisso + 75% Indice ISTAT
  3. Coefficienti ISTAT per la Rivalutazione TFR 2026
  4. Esempio Pratico di Calcolo Rivalutazione TFR
  5. Tassazione della Rivalutazione TFR: Imposta Sostitutiva 17%
  6. Domande Frequenti

Come Funziona la Rivalutazione del TFR

La rivalutazione del TFR è disciplinata dall’articolo 2120 del Codice Civile e si applica automaticamente al fondo TFR accantonato in azienda al 31 dicembre di ogni anno. Il meccanismo è pensato per proteggere il potere d’acquisto della liquidazione nel tempo, agganciandolo parzialmente all’andamento dei prezzi.

In pratica, il TFR maturato fino all’anno precedente viene incrementato ogni anno sulla base dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) pubblicato dall’ISTAT. Questo adeguamento avviene a dicembre con riferimento all’indice di dicembre dell’anno precedente. La rivalutazione TFR 2026 si calcola quindi confrontando l’indice FOI di dicembre 2025 con quello di dicembre 2026.

È importante sottolineare che la rivalutazione si applica solo al TFR già accantonato, non alla quota maturata nell’anno corrente. Se hai iniziato a lavorare a gennaio 2026, la prima rivalutazione verrà applicata a dicembre 2027 sulla quota accantonata nel 2026. Se il TFR è stato destinato a un fondo pensione, la rivalutazione non si applica: i rendimenti dipendono dalla gestione finanziaria del fondo.

La Formula: 1,5% Fisso + 75% Indice ISTAT

La formula per la rivalutazione TFR è composta da due elementi distinti che si sommano tra loro. Il primo elemento è una quota fissa dell’1,5% annuo, che rappresenta il rendimento minimo garantito dalla legge indipendentemente dall’inflazione. Anche in un anno di deflazione (prezzi in calo), il TFR cresce almeno dell’1,5%.

Il secondo elemento è una quota variabile pari al 75% dell’incremento dell’indice ISTAT FOI rispetto all’anno precedente. Questo significa che se l’inflazione annua è del 2%, il contributo variabile sarà 2% x 75% = 1,5%. La formula completa è quindi:

Rivalutazione TFR = 1,5% + (75% x variazione indice ISTAT FOI)

Facciamo un esempio numerico semplice. Se l’inflazione ISTAT nel 2026 è del 2,0%, la rivalutazione sarà: 1,5% + (75% x 2,0%) = 1,5% + 1,5% = 3,0%. Su un TFR accantonato di 30.000 euro, questo significa un incremento di 900 euro lordi. In periodi di alta inflazione, come nel 2022 quando l’indice FOI superò l’8%, la rivalutazione può essere particolarmente generosa.

Coefficienti ISTAT per la Rivalutazione TFR 2026

I coefficienti di rivalutazione TFR 2026 vengono aggiornati mensilmente dall’ISTAT sulla base dell’indice FOI. Servono principalmente per calcolare il TFR in caso di cessazione del rapporto di lavoro durante l’anno (dimissioni, licenziamento, pensionamento).

Mese 2026Indice FOI (base 2015=100)Coefficiente rivalutazione
GennaioIn attesa pubblicazione ISTAT0,125% + quota variabile
FebbraioIn attesa pubblicazione ISTAT0,250% + quota variabile
MarzoIn attesa pubblicazione ISTAT0,375% + quota variabile
AprileIn attesa pubblicazione ISTAT0,500% + quota variabile
MaggioIn attesa pubblicazione ISTAT0,625% + quota variabile
GiugnoIn attesa pubblicazione ISTAT0,750% + quota variabile
LuglioIn attesa pubblicazione ISTAT0,875% + quota variabile
AgostoIn attesa pubblicazione ISTAT1,000% + quota variabile
SettembreIn attesa pubblicazione ISTAT1,125% + quota variabile
OttobreIn attesa pubblicazione ISTAT1,250% + quota variabile
NovembreIn attesa pubblicazione ISTAT1,375% + quota variabile
DicembreIn attesa pubblicazione ISTAT1,500% + quota variabile

Nota: La quota fissa mensile si calcola come 1,5% / 12 = 0,125% al mese. La quota variabile dipende dalla variazione percentuale dell’indice FOI dal dicembre precedente al mese di riferimento, moltiplicata per il 75%. Questa tabella verrà aggiornata man mano che l’ISTAT pubblicherà i dati ufficiali 2026.

Esempio Pratico di Calcolo Rivalutazione TFR

Vediamo un esempio concreto di calcolo della rivalutazione TFR per rendere tutto più chiaro. Supponiamo che Laura abbia un TFR accantonato al 31 dicembre 2025 di 25.000 euro e che l’indice ISTAT FOI di dicembre 2026 sia cresciuto del 1,8% rispetto a dicembre 2025.

Applichiamo la formula di rivalutazione TFR 2026:

  • Quota fissa: 1,5% di 25.000 euro = 375 euro
  • Quota variabile: 75% x 1,8% = 1,35% di 25.000 euro = 337,50 euro
  • Rivalutazione totale lorda: 375 + 337,50 = 712,50 euro
  • Percentuale rivalutazione: 1,5% + 1,35% = 2,85%

Il TFR di Laura al 31 dicembre 2026 sarà quindi di 25.712,50 euro lordi, a cui va aggiunta la quota TFR maturata nel 2026 (la retribuzione lorda annua divisa per 13,5). Attenzione però: sulla rivalutazione si applica un’imposta sostitutiva del 17%, di cui parliamo nella sezione successiva. Per approfondire come calcolare l’intero TFR, consulta la guida al calcolo TFR 2026.

Tassazione della Rivalutazione TFR: Imposta Sostitutiva 17%

La tassazione della rivalutazione TFR funziona in modo diverso dalla tassazione del TFR stesso. Sulla rivalutazione annua si applica un’imposta sostitutiva del 17%, che il datore di lavoro trattiene e versa direttamente all’Erario. Questa aliquota, aumentata dal 11% al 17% dal 2015, è rimasta invariata nel 2026.

Riprendendo l’esempio di Laura, la rivalutazione lorda è di 712,50 euro. L’imposta sostitutiva sarà: 712,50 x 17% = 121,13 euro. La rivalutazione netta effettiva è quindi di 591,37 euro. È importante sapere che questa imposta viene anticipata dal datore di lavoro entro il 16 dicembre di ogni anno (acconto del 90%) e il saldo entro il 16 febbraio dell’anno successivo.

Un aspetto spesso trascurato: l’imposta del 17% sulla rivalutazione è definitiva. Questo significa che al momento dell’erogazione del TFR, la rivalutazione già tassata non viene più inclusa nella base imponibile per la tassazione separata. In sostanza, sulla rivalutazione paghi il 17% e basta, mentre sul TFR (esclusa la rivalutazione) si applica l’aliquota media IRPEF. Se vuoi confrontare questa tassazione con quella del fondo pensione, che gode di aliquote dal 15% al 9%, leggi la nostra guida dedicata.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

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Domande Frequenti

Quanto viene rivalutato il TFR nel 2026?

La rivalutazione TFR 2026 dipende dall’inflazione ISTAT. La formula prevede l’1,5% fisso annuo più il 75% dell’incremento dell’indice FOI. Con un’inflazione stimata intorno all’1,5-2%, la rivalutazione totale si aggira tra il 2,6% e il 3,0%.

Che imposta si paga sulla rivalutazione del TFR?

Sulla rivalutazione annua del TFR si paga un’imposta sostitutiva del 17%. Questa imposta è trattenuta e versata dal datore di lavoro ed è definitiva: la rivalutazione non viene più tassata al momento dell’erogazione del TFR.

Dove trovo i coefficienti ISTAT aggiornati?

I coefficienti ISTAT per la rivalutazione del TFR vengono pubblicati mensilmente dall’ISTAT sul proprio sito ufficiale (istat.it). In alternativa, puoi consultare le tabelle aggiornate su questa pagina o contattare il CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza nel calcolo.

La rivalutazione si applica anche al TFR nel fondo pensione?

No. La rivalutazione con la formula 1,5% + 75% ISTAT si applica solo al TFR lasciato in azienda. Il TFR conferito a un fondo pensione viene investito sui mercati finanziari e il rendimento dipende dalla linea di investimento scelta, che può essere superiore o inferiore alla rivalutazione legale.

Come si calcola la rivalutazione TFR in caso di dimissioni a metà anno?

In caso di cessazione del rapporto durante l’anno, la rivalutazione del TFR si calcola proporzionalmente ai mesi lavorati, utilizzando il coefficiente mensile (1,5% / 12 = 0,125% al mese per la quota fissa, più la quota variabile ISTAT). Le frazioni di mese uguali o superiori a 15 giorni contano come mese intero.

Comprendere la rivalutazione TFR 2026 ti permette di valutare con precisione quanto cresce la tua liquidazione nel tempo. Se hai bisogno di un calcolo personalizzato del tuo TFR o vuoi valutare se conviene destinarlo a un fondo pensione, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione: contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Aprile 16, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-16 09:00:002026-05-31 16:29:30Rivalutazione TFR 2026: Coefficienti ISTAT e Calcolo

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