Menu
CAF Centro Fiscale
  • SERVIZI FISCALI
        • Modello ISEE
        • Dichiarazione dei Redditi Modello 730 / Redditi
        • Dichiarazione dei Redditi per le Criptovalute
        • Pratica ENEA
        • Contratti di Locazione
        • Dichiarazione di Successione
        • Calcolo IMU
        • Cessione del Credito per Ristrutturazione
        • Gestione COLF e Badanti
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Modello 770 e Certificazioni Uniche
  • PATRONATO
        • NASPI / Disoccupazione
        • Richiesta NASpI Anticipata
        • Disoccupazione Agricola
        • Dimissioni Online
        • Elenco bonus Maternità INPS
          • Bonus Asilo Nido
        • Calcolo Pensione
        • Riscatto Anni Laurea: Agevolato e Ordinario
        • Invalidità Civile / Handicap (Legge 104) 
  • COLF E BADANTI
  • PARTITA IVA
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Gestione Partita IVA ordinaria
        • Gestione completa Partita IVA Agricola
  • BLOG
        • CAF – NOTIZIE FISCALI
        • PATRONATO
        • PARTITA IVA
        • NOTIZIE
  • Menu Menu
CAF Centro Fiscale

Tag Archivio per: gestione separata INPS 2026

CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Pensione in Cumulo tra Gestione Separata e Commercianti INPS: Guida Completa 2026

Pensione 2026 INPS

La pensione in cumulo tra Gestione Separata e Commercianti INPS è uno strumento prezioso per chi ha versato contributi in diverse gestioni previdenziali nel corso della propria vita lavorativa. Molti lavoratori — freelance diventati commercianti, o artigiani che hanno avuto periodi di collaborazione — si trovano con contributi «spezzettati» tra più casse, senza riuscire a maturare da soli i requisiti minimi per la pensione. Il cumulo contributivo, introdotto dalla Legge di Stabilità 2013 (L. 228/2012) e poi potenziato dalla Legge di Bilancio 2017 (L. 232/2016), risolve proprio questo problema: permette di sommare periodi assicurativi non coincidenti tra le diverse gestioni INPS, senza costi e senza perdere i contributi versati.

In questa guida approfondita analizziamo nel dettaglio come funziona il cumulo tra la Gestione Separata e la Gestione Commercianti INPS, quali sono i requisiti di accesso nel 2026, come viene calcolata la pensione, e quali sono le differenze rispetto a totalizzazione e ricongiunzione. Troverai esempi pratici di calcolo e una tabella riassuntiva dei requisiti. Se vuoi verificare la tua situazione contributiva personale, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione: i nostri esperti analizzano il tuo estratto conto INPS e ti aiutano a pianificare il pensionamento.

📬

Resta aggiornato sulle novità fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

Indice dei Contenuti
  1. Cos’è il cumulo contributivo: definizione e normativa
  2. Gestione Separata e Gestione Commercianti: le differenze
  3. Requisiti per la pensione in cumulo 2026
  4. Come si calcola la pensione in cumulo: esempi pratici
  5. Cumulo, totalizzazione e ricongiunzione: differenze chiave
  6. Vantaggi e limiti del cumulo contributivo
  7. Come fare domanda di pensione in cumulo
  8. Tabella riassuntiva requisiti 2026
  9. Domande Frequenti (FAQ)

Cos’è il Cumulo Contributivo: Definizione e Normativa

Il cumulo contributivo è il meccanismo che consente a un lavoratore di mettere insieme — senza costi — i periodi assicurativi maturati presso diverse gestioni previdenziali dell’INPS, ai fini del raggiungimento dei requisiti pensionistici. In parole semplici: se hai lavorato 12 anni come collaboratore (versando alla Gestione Separata INPS) e poi 12 anni come commerciante (versando alla Gestione Commercianti INPS), con il cumulo puoi sommare questi 24 anni e maturare il diritto alla pensione, pur non avendo i 20 anni minimi richiesti in nessuna delle due gestioni prese singolarmente.

La normativa di riferimento è costruita su due pilastri fondamentali:

  • Legge 228/2012 (Legge di Stabilità 2013), art. 1 c. 239-248: ha introdotto il cumulo gratuito per i lavoratori iscritti a due o più forme di previdenza obbligatoria, limitatamente alla pensione di vecchiaia.
  • Legge 232/2016 (Legge di Bilancio 2017), art. 1 c. 195: ha esteso il cumulo anche alla pensione anticipata, eliminando la penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo rispetto ai 62 anni che era stata prevista in origine. Dal 2017 il cumulo vale quindi per tutte le tipologie di pensione.

Una caratteristica fondamentale del cumulo, che lo distingue nettamente dalla ricongiunzione, è la sua gratuità: non si paga nulla per utilizzarlo. I contributi restano fisicamente in ciascuna gestione e vengono «sommati» solo ai fini del calcolo del diritto. La pensione viene poi liquidata pro-quota da ciascuna gestione, ognuna per la parte di competenza.

Il cumulo si applica tra le diverse gestioni INPS (Gestione Separata, Gestione Commercianti, Gestione Artigiani, Fondo Lavoratori Dipendenti) ma anche tra INPS e casse previdenziali dei liberi professionisti (come Cassa Forense, ENPAM, INARCASSA, ecc.), a condizione che la cassa professionale aderisca all’istituto del cumulo.

Gestione Separata e Gestione Commercianti: Le Differenze

Prima di capire come funziona il cumulo, è utile chiarire la differenza tra le due gestioni coinvolte, perché hanno caratteristiche molto diverse sia per chi vi è iscritto sia per come vengono calcolati i contributi.

Gestione Separata INPS

La Gestione Separata INPS è stata istituita dalla Legge 335/1995 (riforma Dini) per coprire i lavoratori parasubordinati e autonomi «privi di cassa»: collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.), liberi professionisti senza albo, lavoratori a progetto, venditori a domicilio. Dal 2012 vi sono iscritti anche i soci di alcune cooperative. È la gestione dei «nuovi lavori» nati con la flessibilizzazione del mercato del lavoro.

I contributi alla Gestione Separata si versano su base percentuale del reddito imponibile. Nel 2026, le aliquote sono le seguenti:

  • 26,07% per i soggetti non iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria (include quota base 25% + maternità 0,72% + DIS-COLL 0,35%).
  • 24% per chi è già pensionato o iscritto ad altra cassa previdenziale (c.d. «doppia iscrizione»).

Il massimale annuo di reddito imponibile per il 2026 è pari a circa 119.650 euro (rivalutato ISTAT annualmente). Il minimale contributivo è di circa 19.000 euro. Non esiste un contributo minimale fisso annuo come per artigiani e commercianti: si versa solo in proporzione al reddito effettivo.

Gestione Commercianti INPS

La Gestione Commercianti INPS (tecnicamente «Gestione Esercenti Attività Commerciali») è destinata a commercianti al dettaglio e all’ingrosso, agenti e rappresentanti di commercio, gestori di impianti di distribuzione carburanti e altre categorie similari che svolgono attività in modo autonomo. Anche il titolare d’impresa familiare e i collaboratori dell’imprenditore commerciale devono iscriversi a questa gestione.

Per il 2026 i commercianti (così come gli artigiani, che hanno una gestione analoga) versano contributi INPS con un’aliquota del 24,48% sul reddito d’impresa dichiarato nel Modello Redditi. Una caratteristica peculiare rispetto alla Gestione Separata è l’esistenza di un contributo minimale fisso: anche se il reddito è basso o nullo, il commerciante deve comunque versare un importo minimo annuo (circa 4.200 euro nel 2026, rivalutato ogni anno). Questo minimale garantisce almeno un anno di anzianità contributiva. Per i contribuenti in regime forfettario è prevista una riduzione del 35% sull’aliquota contributiva.

Requisiti per la Pensione in Cumulo 2026

Quando si utilizza il cumulo, i requisiti di accesso alle diverse tipologie di pensione restano quelli ordinari dell’AGO (Assicurazione Generale Obbligatoria), cioè come se l’assicurato fosse un lavoratore dipendente standard. Questo è un aspetto cruciale: non si usano i requisiti specifici della gestione con il maggior numero di contributi, ma quelli «canonici» dell’AGO.

Pensione di Vecchiaia in Cumulo 2026

Per la pensione di vecchiaia con il cumulo, i requisiti nel 2026 sono:

  • Età: 67 anni (sia per uomini che per donne).
  • Anzianità contributiva minima: 20 anni di contributi complessivi (sommati tra tutte le gestioni).
  • Importo soglia: la pensione deve risultare pari o superiore all’assegno sociale (circa 546 euro mensili nel 2026 per chi ha contribuzione interamente post-1995). Per chi ha contribuzione mista, la soglia non si applica.

Attenzione: se le tue gestioni sono entrambe «contributive pure» (ossia tutti i contributi versati dopo il 31 dicembre 1995), la soglia di importo minimo è obbligatoria. In caso contrario, con almeno un anno di contributi ante-1996, si applica il sistema misto e la soglia non è richiesta.

Pensione Anticipata in Cumulo 2026

Per la pensione anticipata con cumulo, i requisiti 2026 sono:

  • Uomini: 42 anni e 10 mesi di contributi, indipendentemente dall’età.
  • Donne: 41 anni e 10 mesi di contributi, indipendentemente dall’età.
  • Nessun requisito anagrafico minimo (ma esiste una finestra di 3 mesi tra la maturazione del diritto e la decorrenza della pensione).

Anche in questo caso, i contributi si sommano tra tutte le gestioni. Un lavoratore che ha versato 22 anni alla Gestione Separata e 20 anni alla Gestione Commercianti può raggiungere i 42 anni e 10 mesi necessari per la pensione anticipata.

Pensione Anticipata Contributiva in Cumulo 2026

Esiste anche una forma di pensione anticipata contributiva, accessibile a chi ha tutta la contribuzione dopo il 1995 (sistema contributivo puro). I requisiti 2026 sono:

  • Età: 64 anni.
  • Anzianità contributiva: 20 anni effettivi (non con il minimale, ma con contribuzione reale).
  • Importo soglia: la pensione deve essere pari ad almeno 3 volte l’assegno sociale (circa 1.638 euro mensili lordi nel 2026). Questo è il requisito più selettivo: molti freelance con carriere discontinue non lo raggiungono.

Nota importante: dalla Legge di Bilancio 2024 è stato abrogato il meccanismo che consentiva di computare il montante dei fondi pensione complementari per raggiungere la soglia delle 3 volte l’assegno sociale. Dal 2024 si usa solo la pensione obbligatoria.

Come si Calcola la Pensione in Cumulo: Esempi Pratici

Il meccanismo del calcolo della pensione in cumulo è quello che spesso crea più confusione. Ecco come funziona in modo semplice: ogni gestione calcola in modo indipendente la quota di pensione di propria competenza, applicando le proprie regole di calcolo. La pensione totale è la somma delle quote pro-rata di ciascuna gestione.

Il Meccanismo Pro-Quota

Ciascuna gestione calcola la propria quota come se l’assicurato avesse lavorato solo per quella gestione, per il numero di anni effettivamente versati. Il calcolo avviene con il sistema contributivo (per i periodi post-1995) o retributivo/misto (per i periodi ante-1996), applicando le regole specifiche della gestione coinvolta.

Per la Gestione Separata, il calcolo è esclusivamente contributivo (sistema che moltiplica il montante accumulato per il coefficiente di trasformazione in base all’età). Per la Gestione Commercianti, il calcolo dipende dall’anzianità: se ci sono anni ante-1996, si applica il metodo retributivo o misto; se tutti i contributi sono post-1995, si usa il contributivo puro.

Esempio Pratico: Marco, Freelance Diventato Commerciante

Supponiamo che Marco abbia questa storia contributiva:

  • Gestione Separata: 18 anni di contributi (dal 1997 al 2014) come consulente informatico. Reddito medio: 28.000 euro/anno.
  • Gestione Commercianti: 12 anni di contributi (dal 2015 al 2026) come titolare di un negozio. Reddito medio: 32.000 euro/anno.
  • Totale contributi cumulati: 30 anni.

Marco compie 67 anni nel 2026 e ha tutti i requisiti per la pensione di vecchiaia in cumulo (67 anni di età + 30 anni di contributi cumulati, superiori ai 20 anni richiesti). La pensione sarà liquidata così:

  • Gestione Separata calcola la quota sui 18 anni di contributi, applicando il sistema contributivo. Con un reddito medio di 28.000 euro e un’aliquota del 26,07% per i primi anni (poi ridotta al 24%), il montante accumulato sarà di circa 130.000-140.000 euro. Applicando il coefficiente di trasformazione all’età 67 (pari a circa 5,604%), la quota Gestione Separata ammonterà a circa 7.300-7.800 euro annui (circa 600 euro al mese).
  • Gestione Commercianti calcola la quota sui 12 anni di contributi, sistema contributivo. Con reddito medio 32.000 euro e aliquota 24,48%, il montante è circa 94.000 euro. Quota annua: circa 5.200-5.500 euro (circa 450 euro al mese).
  • Pensione totale: circa 1.050-1.050 euro mensili lordi.

Nota: questi sono valori indicativi. Il calcolo esatto dipende dai contributi effettivamente versati anno per anno, dalla rivalutazione dei montanti e dal coefficiente di trasformazione vigente al momento del pensionamento. Il CAF Centro Fiscale può effettuare una simulazione precisa sulla base del tuo estratto conto INPS.

Tabella dei Coefficienti di Trasformazione 2026

Il coefficiente di trasformazione è un moltiplicatore che l’INPS applica al montante contributivo accumulato per calcolare la pensione annua. Viene aggiornato ogni 2 anni in base all’aspettativa di vita ISTAT. I coefficienti vigenti nel 2026 (attivi dal 2025 fino al 2026) sono i seguenti:

Età al pensionamentoCoefficiente (%)Pensione annua su 100.000 euro di montante
57 anni4,270%4.270 euro
60 anni4,615%4.615 euro
62 anni4,856%4.856 euro
64 anni5,159%5.159 euro
65 anni5,352%5.352 euro
67 anni5,604%5.604 euro
70 anni6,466%6.466 euro
71 anni6,751%6.751 euro

Nota: i coefficienti indicati sono approssimativi e basati sui valori INPS 2025-2026. I valori esatti sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale con il decreto ministeriale di aggiornamento biennale.

Cumulo, Totalizzazione e Ricongiunzione: Differenze Chiave

Molti lavoratori confondono cumulo, totalizzazione e ricongiunzione. Si tratta di tre strumenti diversi, ciascuno con pro e contro specifici. Capire le differenze è fondamentale per scegliere la strategia pensionistica più conveniente.

Il Cumulo Contributivo (L. 228/2012 e L. 232/2016)

Come abbiamo visto, il cumulo è gratuito: i contributi restano dove sono stati versati e le gestioni liquidano ciascuna la propria quota. Il calcolo avviene sempre con il sistema contributivo per i periodi post-1995, mentre per i periodi ante-1996 si applicano le regole specifiche di ciascuna gestione. Il vantaggio è evidente: nessun costo, nessun trasferimento di contributi. Lo svantaggio è che le quote pro-rata vengono calcolate separatamente, e per chi ha carriere molto discontinue o con redditi bassi, l’importo complessivo potrebbe risultare limitato.

La Totalizzazione (D.Lgs. 42/2006)

La totalizzazione è disciplinata dal D.Lgs. 42/2006 e consente, come il cumulo, di sommare periodi contributivi di diverse gestioni senza trasferirli. La differenza principale rispetto al cumulo è che con la totalizzazione il calcolo della pensione è sempre contributivo puro per tutti i periodi, anche quelli ante-1996. Questo può penalizzare chi ha iniziato a lavorare prima del 1996, perché perde il più favorevole calcolo retributivo (che premia le ultime retribuzioni più alte). Per questo motivo, dopo l’estensione del cumulo del 2017, la totalizzazione è diventata meno conveniente per la maggior parte dei lavoratori.

Un altro limite della totalizzazione riguarda i requisiti: per la pensione di vecchiaia servono 65 anni di età e 20 anni di contributi; per la pensione anticipata in totalizzazione servono 41 anni di contributi (indipendente dal sesso) e almeno 57 anni di età. Requisiti più stringenti rispetto al cumulo. Infine, la totalizzazione prevede una finestra di 18 mesi tra il momento della maturazione del diritto e il primo pagamento (24 mesi per la pensione anticipata), contro i soli 3 mesi del cumulo.

La Ricongiunzione (L. 29/1979 e L. 45/1990)

La ricongiunzione è un meccanismo completamente diverso: prevede il trasferimento fisico dei contributi da una gestione all’altra. Il lavoratore sceglie una gestione «ospitante» verso cui confluiranno tutti i contributi delle altre gestioni. Il vantaggio è che si ottiene una pensione unica, calcolata con le regole di una sola gestione. Lo svantaggio è il costo elevato: la ricongiunzione verso l’INPS dipendenti (Fondo Lavoratori Dipendenti) è onerosa, poiché richiede di versare la differenza attuariale tra i contributi versati e quelli che sarebbero stati dovuti nella gestione ospitante. In alcuni casi il costo può superare le decine di migliaia di euro.

La ricongiunzione può essere conveniente in casi specifici: ad esempio quando si vuole unificare la carriera in un’unica gestione per motivi amministrativi, oppure quando si prevede che la pensione calcolata con le regole della gestione ospitante sarà significativamente più alta da giustificare il costo.

CaratteristicaCumuloTotalizzazioneRicongiunzione
CostoGratuitoGratuitaOnerosa (spesso costosa)
Trasferimento contributiNo (restano nelle gestioni)NoSì (confluiscono in una gestione)
Calcolo ante-1996Retributivo/misto dove applicabileSempre contributivo puroRegole gestione ospitante
Finestra attesa3 mesi18-24 mesiVariabile
Quando convieneQuasi sempre (gratuito e flessibile)Solo se gestioni non aderiscono al cumuloCasi specifici con analisi costi-benefici

Vantaggi e Limiti del Cumulo Contributivo

Il cumulo è generalmente lo strumento più vantaggioso per chi ha contributi in più gestioni INPS, ma è importante conoscere sia i punti di forza che i limiti, per poter fare una scelta consapevole.

I Principali Vantaggi del Cumulo

  • Gratuità assoluta: non si paga nulla per attivare il cumulo. I contributi restano nelle gestioni di origine senza alcun costo di trasferimento.
  • Accesso a tutte le tipologie di pensione: dopo la L. 232/2016 è possibile usare il cumulo per la pensione di vecchiaia, anticipata, anticipata contributiva, APE sociale e altre prestazioni previdenziali.
  • Preservazione del calcolo retributivo ante-1996: a differenza della totalizzazione, il cumulo non penalizza chi ha anni di contribuzione prima del 1996, poiché ciascuna gestione applica le proprie regole di calcolo (incluso il metodo retributivo per i periodi ante-1996).
  • Finestra breve (3 mesi): il periodo di attesa tra la maturazione del diritto e il primo pagamento della pensione è di soli 3 mesi, molto più breve dei 18-24 mesi della totalizzazione.
  • Reversibilità: anche dopo aver presentato la domanda, è possibile rinunciare al cumulo (entro certi termini) se ci si rende conto che un’altra soluzione è più conveniente.

I Limiti e i Casi di Attenzione

  • Importi più bassi per carriere frammentate: se i contributi sono «spezzettati» in piccole quote su molte gestioni, la somma delle pensioni pro-quota potrebbe risultare inferiore rispetto a una pensione unica calcolata con anni interi in una sola gestione.
  • Soglia di importo minimo per il contributivo puro: chi ha tutta la carriera post-1996 deve rispettare il requisito dell’assegno sociale per la pensione di vecchiaia. Se la pensione calcolata è troppo bassa, non si ha diritto alla pensione (anche se si hanno 20 anni di contributi).
  • Complessità amministrativa: la domanda di pensione in cumulo deve essere presentata all’INPS e coinvolge più gestioni. Eventuali errori o incongruenze nell’estratto conto possono ritardare la liquidazione.
  • Non applicabile con tutte le casse professionali: alcune casse dei liberi professionisti non aderiscono al cumulo. In questo caso si deve valutare la totalizzazione o la ricongiunzione.

Come Fare Domanda di Pensione in Cumulo

La procedura per richiedere la pensione in cumulo prevede alcuni passaggi fondamentali. Prima di presentare la domanda, è indispensabile avere a disposizione il proprio estratto conto INPS aggiornato, che mostra tutti i contributi versati per gestione e per anno. Questo documento è essenziale per verificare se si hanno effettivamente i requisiti e per pianificare la data di pensionamento più conveniente.

Una volta verificati i requisiti, la domanda di pensione in cumulo deve essere presentata all’INPS, che coordina tutte le gestioni coinvolte. Il processo richiede attenzione: eventuali difformità nell’estratto conto (contributi non accreditati, periodi sovrapposti tra gestioni diverse) devono essere risolte prima di presentare la domanda, altrimenti rischiano di bloccarla o ritardarla. Il CAF Centro Fiscale si occupa di tutto: dalla verifica dell’estratto conto alla presentazione della domanda all’INPS, garantendo la correttezza di ogni passaggio.

  • Verifica estratto conto INPS: controlla che tutti i periodi contributivi siano presenti e corretti per ciascuna gestione.
  • Simulazione importo pensione: fai simulare la pensione pro-quota da ciascuna gestione per verificare se l’importo complessivo supera le soglie richieste (se applicabili).
  • Scelta della data di decorrenza: individua la data ottimale di pensionamento tenendo conto delle finestre di attesa e dell’impatto sul calcolo.
  • Presentazione domanda INPS: la domanda si presenta tramite patronato o CAF. Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce l’intera pratica, dalla documentazione alla presentazione formale all’INPS.
  • Monitoraggio iter: dopo la presentazione, segue una fase istruttoria che coinvolge tutte le gestioni. I tempi possono variare da pochi mesi a oltre un anno nei casi più complessi.

Tabella Riassuntiva dei Requisiti Pensione in Cumulo 2026

Tipo di PensioneEtàContributiImporto minimoFinestra attesa
Vecchiaia67 anni20 anniAssegno sociale (se puro contributivo)3 mesi
Anticipata (uomini)Qualsiasi42 anni e 10 mesiNessuna3 mesi
Anticipata (donne)Qualsiasi41 anni e 10 mesiNessuna3 mesi
Anticipata contributiva64 anni20 anni3× assegno sociale3 mesi

📬

Resta aggiornato sulle novità fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sulla Pensione in Cumulo (FAQ)

Posso usare il cumulo se ho contributi alla Gestione Separata e alla Gestione Commercianti?

Sì, il cumulo è applicabile tra tutte le gestioni INPS, incluse la Gestione Separata e la Gestione Commercianti. I periodi contributivi di entrambe le gestioni vengono sommati per verificare il raggiungimento dei requisiti minimi (20 anni per la vecchiaia, 42 anni e 10 mesi per la pensione anticipata uomini). La pensione viene poi liquidata pro-quota da ciascuna gestione.

Il cumulo è conveniente rispetto alla totalizzazione per chi ha contributi ante-1996?

Generalmente sì. Il cumulo è più conveniente della totalizzazione per chi ha contributi ante-1996 perché ciascuna gestione applica il proprio sistema di calcolo (che può includere il metodo retributivo o misto per i periodi ante-1996). La totalizzazione invece «azzera» il vantaggio del retributivo, applicando sempre il sistema contributivo puro. Fa eccezione quando la gestione principale non aderisce al cumulo: in quel caso la totalizzazione è l’unica alternativa gratuita.

Cosa succede se i periodi contributivi delle due gestioni si sovrappongono?

Nel cumulo i periodi non devono essere coincidenti: si possono sommare solo periodi contributivi non sovrapposti tra le gestioni. Se in un determinato anno hai versato contemporaneamente alla Gestione Separata e alla Gestione Commercianti (doppia iscrizione), quell’anno conta come un solo anno ai fini del cumulo. L’INPS nel calcolo pro-quota terrà conto di entrambe le contribuzioni per quell’anno, ma ai fini del conteggio dell’anzianità vale come periodo unico.

Con il cumulo posso accedere all’APE Sociale 2026?

Sì. L’APE Sociale è compatibile con il cumulo contributivo. Chi appartiene alle categorie protette (lavoratori gravosi, caregiver, disabili, disoccupati di lunga durata) può utilizzare il cumulo per raggiungere il requisito contributivo di 30 o 36 anni richiesto dall’APE Sociale, sommando i periodi della Gestione Separata e della Gestione Commercianti.

Quanto tempo ci vuole per liquidare la pensione in cumulo?

Dopo la presentazione della domanda, l’INPS avvia un’istruttoria che coinvolge tutte le gestioni interessate. I tempi dipendono dalla complessità del caso: in media vanno da 3 a 6 mesi per pratiche semplici, ma possono arrivare a 12-18 mesi in casi con incongruenze nell’estratto conto o con molte gestioni coinvolte. È fondamentale verificare e bonificare l’estratto conto INPS prima di presentare la domanda, per evitare ritardi.

Posso rinunciare al cumulo dopo aver presentato la domanda?

Sì, è possibile rinunciare al cumulo e presentare una nuova domanda con una strategia diversa (ad esempio totalizzazione o pensione da una sola gestione), purché non sia già stata emessa la liquidazione definitiva. In ogni caso, è meglio valutare attentamente tutte le opzioni prima di presentare la domanda, affidandosi a un esperto del CAF Centro Fiscale che può confrontare le diverse strategie e calcolare l’importo stimato per ciascuna.

Hai bisogno di assistenza per la pensione in cumulo tra Gestione Separata e Gestione Commercianti? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. I nostri esperti di previdenza analizzano il tuo estratto conto INPS, verificano i requisiti e gestiscono l’intera pratica di pensionamento. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Il servizio è disponibile in ufficio a Udine e online in tutta Italia.

Maggio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-28 21:58:502026-05-31 17:41:29Pensione in Cumulo tra Gestione Separata e Commercianti INPS: Guida Completa 2026
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Quadro RR 2026: Come Compilare Contributi INPS e CPB nel Modello Redditi

Modello 730 Dichiarazione dei redditi CAF Udine

Il Quadro RR del Modello Redditi PF 2026 e il quadro dedicato alla liquidazione dei contributi previdenziali INPS dovuti dai lavoratori autonomi e dai titolari di partita IVA. In questa sezione della dichiarazione dei redditi si determina l’importo dei contributi a saldo per il 2025 e gli acconti per il 2026, tenendo conto delle eventuali somme gia versate nel corso dell’anno.La corretta compilazione del Quadro RR e fondamentale non solo per non incorrere in sanzioni, ma anche perche — per chi ha aderito al Concordato Preventivo Biennale (CPB) — i contributi INPS devono essere ricalcolati sulla base del reddito concordato, seguendo regole specifiche introdotte dal D.Lgs. 13/2024 e successivamente modificate dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024).In questa guida trovi tutto cio che devi sapere: struttura del Quadro RR, sezioni per categoria di contribuente, calcolo dei contributi, interazione con il CPB e gli errori piu comuni da evitare.

📬

Resta aggiornato sulle novita fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

Cos’e il Quadro RR e chi deve compilarlo

Il Quadro RR e presente nel Modello Redditi Persone Fisiche 2026 (anno d’imposta 2025) ed e dedicato alla liquidazione dei contributi previdenziali INPS dovuti dai soggetti che non rientrano nel lavoro dipendente. In particolare devono compilarlo:

  • Artigiani e commercianti iscritti alla Gestione IVS (Invalidita, Vecchiaia e Superstiti) INPS
  • Lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS (es. collaboratori, professionisti senza cassa)
  • Forfettari iscritti alla Gestione IVS o alla Gestione Separata
  • Soggetti che hanno aderito al Concordato Preventivo Biennale (CPB) per il biennio 2024-2025

Il quadro si suddivide in tre sezioni distinte, ciascuna dedicata a una categoria diversa di contribuente:

SezioneCategoria contribuenteTipo contributi
Sezione IArtigiani e commercianti (Gestione IVS)Contributi fissi + percentuali sul reddito eccedente il minimale
Sezione IIIscritti Gestione Separata INPSContributi percentuali sul reddito netto
Sezione IIISoggetti CPB (Concordato Preventivo Biennale)Contributi aggiuntivi sul maggior reddito concordato

Nota: chi e contemporaneamente iscritto a una cassa professionale privata (es. avvocati con Cassa Forense, medici con ENPAM) non compila il Quadro RR per quella copertura, ma usa altri appositi righi.

Sezione I — Contributi artigiani e commercianti (Gestione IVS)

La Sezione I del Quadro RR riguarda gli artigiani e commercianti iscritti alla Gestione IVS INPS. Il meccanismo contributivo e strutturato su due livelli:

  • Contributo fisso sul minimale: versato in quattro rate (scadenze 16 maggio, 20 agosto, 17 novembre 2025, 16 febbraio 2026) indipendentemente dal reddito effettivo
  • Contributo percentuale sull’eccedenza: applicato sulla parte di reddito che supera il minimale, versato a saldo con la dichiarazione

Aliquote e importi 2025 (anno d’imposta dichiarazione 2026)

Per l’anno d’imposta 2025, i parametri contributivi per artigiani e commercianti sono i seguenti:

ParametroArtigianiCommercianti
Aliquota contributiva totale24,00%24,48%
Reddito minimale annuo18.415 euro18.415 euro
Contributo fisso annuo (artigiani)~4.419 euro–
Contributo fisso annuo (commercianti)–~4.507 euro
Massimale contributivo119.650 euro119.650 euro
Riduzione forfettari (-35%)ApplicabileApplicabile

Fonte: Circolare INPS n. 31/2025 — valori definitivi per l’anno d’imposta 2025.

Riduzione del 35% per il regime forfettario

I contribuenti in regime forfettario iscritti alla Gestione IVS possono beneficiare di una riduzione del 35% sull’aliquota contributiva, previa domanda all’INPS. Questa agevolazione si riflette nel Quadro RR con la barratura dell’apposita casella e il ricalcolo dei contributi ridotti.

L’opzione per la riduzione deve essere esercitata entro il 28 febbraio dell’anno di imposta. Se si aderisce per la prima volta, la domanda va presentata entro 30 giorni dall’inizio dell’attivita.

Come si compila la Sezione I: istruzioni rigo per rigo

I principali righi della Sezione I sono:

  • RR1 col. 1: reddito d’impresa o di lavoro autonomo su cui calcolare i contributi (riprende il rigo RF o RG a seconda del regime)
  • RR1 col. 2: reddito minimale (precompilato in base alla categoria)
  • RR1 col. 3: eccedenza rispetto al minimale (col. 1 meno col. 2, se positivo)
  • RR1 col. 4: contributi dovuti sull’eccedenza
  • RR1 col. 5: contributi fissi gia versati nel corso dell’anno
  • RR1 col. 6: contributi a saldo (differenza tra dovuto e versato)
  • Casella riduzione 35%: barrare se si e in forfettario con riduzione

Il saldo contributivo (RR1 col. 6) viene versato con F24 entro la scadenza ordinaria della dichiarazione (30 giugno 2026, prorogata al 20 luglio 2026 per ISA e forfettari — vedi la nostra guida sulla proroga versamenti 2026).

Sezione II — Contributi Gestione Separata INPS

La Sezione II del Quadro RR riguarda i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS, ossia coloro che non hanno un’altra forma di copertura previdenziale (cassa professionale o altra gestione INPS).

Vi rientrano tipicamente: liberi professionisti senza albo (es. consulenti IT, formatori), collaboratori coordinati e continuativi (Co.Co.Co.), alcune categorie di professionisti iscritti ad albi ma non a casse private, oltre ai titolari di partita IVA che svolgono attivita non coperti da casse autonome.

Aliquote Gestione Separata 2025

SituazioneAliquota 2025Note
Senza altra copertura previdenziale26,07%Include aliquota aggiuntiva per maternita/malattia/disoccupazione
Con altra copertura (pensionati, dipendenti)24,00%Aliquota base
Massimale di reddito imponibile119.650 euroContributi non dovuti sull’eccedenza

Fonte: Circolare INPS n. 31/2025 e messaggio INPS per aggiornamento massimale.

Compilazione Sezione II: i righi principali

I contributi della Gestione Separata si calcolano sul reddito netto da lavoro autonomo (dopo deduzione delle spese, se in regime ordinario) o sul reddito imponibile forfettario (reddito lordo x coefficiente di redditivita) per chi e in regime forfettario.

  • RR2 col. 1: reddito imponibile ai fini contributivi
  • RR2 col. 2: aliquota applicabile (26,07% o 24%)
  • RR2 col. 3: contributi complessivi dovuti
  • RR2 col. 4: contributi gia versati in acconto (prima e seconda rata)
  • RR2 col. 5: contributi a saldo o rimborso

Attenzione: per i collaboratori Co.Co.Co. e i lavoratori occasionali, il committente effettua la ritenuta e versa la quota a carico del lavoratore. In questo caso il Quadro RR non va compilato dal lavoratore ma dall’azienda (tramite il modello 770).

Esempio pratico: forfettario con Gestione Separata

Mario e un consulente in regime forfettario, codice ATECO 62.01.09 (sviluppo software), coefficiente di redditivita 78%. Ricavi 2025: 48.000 euro.

  • Reddito imponibile forfettario: 48.000 x 78% = 37.440 euro
  • Contributi Gestione Separata (aliquota 26,07%): 37.440 x 26,07% = 9.762 euro ca.
  • Acconti versati: prima rata 40% a giugno, seconda rata 60% a novembre
  • Saldo in dichiarazione: differenza tra dovuto e acconti

I contributi versati sono interamente deducibili dal reddito complessivo (non dal reddito forfettario, ma nella dichiarazione dei redditi ordinaria), abbattendo l’IRPEF dovuta sulle altre fonti di reddito.

Sezione III — Il CPB e i contributi INPS aggiuntivi

La sezione piu complessa e novita del Quadro RR 2026 e la Sezione III, dedicata ai contribuenti che hanno aderito al Concordato Preventivo Biennale (CPB) per il biennio 2024-2025.

Il Concordato Preventivo Biennale, introdotto dal D.Lgs. 13/2024 e modificato dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024), consente ai titolari di partita IVA soggetti agli ISA (Indici Sintetici di Affidabilita) di concordare preventivamente il reddito da dichiarare per due anni (2024 e 2025), beneficiando di vantaggi fiscali e semplificazioni. Per chi ha aderito alla sanatoria CPB 2026, le regole si intersecano con il regime di ravvedimento.

Come il CPB modifica i contributi INPS

Se il reddito concordato e superiore al reddito effettivo, il contribuente deve versare i contributi INPS sul reddito piu alto (quello concordato). Se invece il reddito concordato e inferiore, i contributi vengono calcolati sul reddito effettivo (non si puo abbassare la base contributiva).

In altri termini: il CPB non puo ridurre i contributi INPS dovuti, ma puo aumentarli qualora il reddito concordato superi quello effettivamente conseguito.

Come compilare la Sezione III del Quadro RR

I righi della Sezione III si attivano solo se il contribuente ha aderito al CPB. Ecco la logica:

  • RR3 col. 1: reddito effettivo 2025 (quello da Sezione I o II)
  • RR3 col. 2: reddito concordato 2025 (il valore accettato nell’accordo CPB)
  • RR3 col. 3: differenza positiva (reddito concordato – reddito effettivo), se positiva
  • RR3 col. 4: contributi aggiuntivi sulla differenza (stessa aliquota della categoria di appartenenza)

I contributi aggiuntivi di RR3 si sommano a quelli calcolati nelle sezioni precedenti e vanno versati con le stesse scadenze del saldo dichiarativo.

Esempio pratico: artigiano con CPB

Lucia e un’artigiana (idraulica, codice ATECO 43.22.01). Ha aderito al CPB 2024-2025. Situazione 2025:

  • Reddito effettivo 2025: 32.000 euro
  • Reddito concordato CPB 2025: 36.500 euro
  • Differenza CPB: 36.500 – 32.000 = 4.500 euro
  • Contributi aggiuntivi (24,00% su 4.500): 1.080 euro

Lucia paghera i contributi IVS su 32.000 euro nelle sezioni ordinarie del Quadro RR, piu 1.080 euro aggiuntivi in Sezione III per effetto del CPB.

Scadenze di versamento contributi INPS 2026

Le scadenze per il versamento dei contributi emergenti dal Quadro RR 2026 (anno d’imposta 2025) sono le seguenti:

ScadenzaCosa si versaCodice tributo F24
30 giugno 2026Saldo contributi 2025 + primo acconto 2026 (40%)Artigiani: 0731-0732 / Comm.: 0733-0734 / Gest. Sep.: 1840-1841
20 luglio 2026 (+0,40%)Stesse voci, con maggiorazione per proroga ISA/forfettariStesso
31 luglio 2026 (+1,80%)Proroga ordinaria con doppia maggiorazione per tutti i contribuentiStesso
30 novembre 2026Secondo acconto 2026 (60%)Artigiani: 0731-0732 / Comm.: 0733-0734 / Gest. Sep.: 1840-1841

Importante: per ISA e forfettari la proroga al 20 luglio 2026 senza maggiorazione e gia confermata per il 2026 (vedi dettagli sulla proroga versamenti dichiarazioni fiscali 2026). La maggiorazione dello 0,40% si applica solo se si sceglie di versare dopo il 30 giugno ma entro il 31 luglio (per i soggetti non ISA/forfettari) o dopo il 20 luglio (per ISA/forfettari).

Chi ha problemi di liquidita puo richiedere una rateizzazione dei debiti INPS fino a 60 rate, ma solo per i contributi pregressi non oggetto di versamento corrente da dichiarazione.

Codici tributo F24 per il versamento

Per versare i contributi emergenti dal Quadro RR tramite modello F24, si utilizzano le seguenti sezioni e codici tributo:

CategoriaTipo versamentoCodice tributoSezione F24
ArtigianiSaldo contributi fissi0731INPS
ArtigianiSaldo contributi eccedenza minimale0732INPS
CommerciantiSaldo contributi fissi0733INPS
CommerciantiSaldo contributi eccedenza minimale0734INPS
Gestione Separata (senza altra copertura)Saldo contributi1840INPS
Gestione Separata (con altra copertura)Saldo contributi1841INPS
CPB — contributi aggiuntiviMaggiorazione CPBVedi istruzioni INPS 2026INPS

Nota: i codici per gli acconti (prima rata: cod. 0731/0732/0733/0734 (Gest.IVS) o 1840/1841 (Gest.Sep.) con aggiunta della causale acconto) sono gli stessi; e la causale a variare. Si raccomanda di verificare sempre la circolare INPS aggiornata prima del versamento.

Contributi INPS e deducibilita fiscale

I contributi INPS versati dai lavoratori autonomi sono deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF, secondo le seguenti regole:

  • Regime ordinario (artigiani/commercianti/gestione separata): i contributi sono integralmente deducibili nel Quadro RP (oneri deducibili) del Modello Redditi PF. Abbattono il reddito complessivo e riducono l’IRPEF.
  • Regime forfettario: i contributi INPS NON riducono il reddito forfettario (tassato con imposta sostitutiva 15% o 5%), ma sono deducibili dal reddito complessivo delle altre fonti di reddito (es. reddito da lavoro dipendente part-time, redditi da fabbricati).
  • CPB — contributi aggiuntivi: seguono le stesse regole di deducibilita dei contributi ordinari della rispettiva gestione.

Se il contribuente e esclusivamente forfettario e non ha altri redditi IRPEF, i contributi INPS non generano un risparmio fiscale diretto, ma rimangono comunque obbligatori e vanno versati integralmente.

Errori comuni nel Quadro RR e come evitarli

Anche i piu esperti commettono errori nel Quadro RR. Ecco i piu frequenti che riscontriamo nello sportello CAF:

  • Omettere la casella di riduzione forfettario: se si e in regime agevolato e si ha presentato domanda INPS per la riduzione 35%, bisogna barrare l’apposita casella. Senza, si versano contributi interi e non si ottiene rimborso automatico.
  • Confondere reddito fiscale e reddito contributivo: per i forfettari, la base per l’IRPEF (imposta sostitutiva) e identica alla base contributiva. Per gli ordinari, il reddito contributivo per la Gestione IVS puo differire da quello fiscale in alcuni casi (es. plusvalenze escluse).
  • Non considerare il massimale: i contributi non si calcolano su tutto il reddito oltre il minimale senza limiti. Oltre i 119.650 euro (2025) non si versano contributi percentuali.
  • Errori nel CPB — sezione III: compilare RR3 anche quando il reddito effettivo supera quello concordato (in quel caso la sezione III non genera contributi aggiuntivi, poiche si versano i contributi sull’effettivo che e gia maggiore).
  • Dimenticare il secondo acconto: il Quadro RR calcola anche gli acconti per il 2026. Se non si versano (o si versano insufficientemente), scattano le sanzioni.
  • Versare con codice tributo errato: artigiani e commercianti hanno codici diversi (0731-0732 vs 0733-0734). Un errore di codice genera un credito su un conto e un debito sull’altro, con sanzioni e interessi sul non versato.

Interazione tra Quadro RR, Quadro LM e Quadro F del 730

E importante non confondere il Modello 730 con il Modello Redditi PF quando si ha una partita IVA:

  • Chi ha SOLO reddito da lavoro autonomo/d’impresa: non puo usare il 730, deve usare il Modello Redditi PF che include il Quadro RR.
  • Chi ha redditi misti (es. lavoro dipendente + partita IVA in regime ordinario): in alcuni casi puo fare il 730 integrativo o puo optare per il Modello Redditi PF completo con Quadro RR.
  • I forfettari: usano obbligatoriamente il Modello Redditi PF con il Quadro LM (per la tassazione) e il Quadro RR (per i contributi). NON possono usare il 730 per dichiarare i redditi forfettari.

Per un confronto tra i due modelli e quando scegliere uno o l’altro, consulta la nostra guida sugli errori comuni del 730 2026. Utile anche la sezione sul Quadro F del Modello 730/2026 per chi ha entrambe le fonti di reddito.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?

Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 5 anni.

📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronica

Domande frequenti (FAQ)

Chi non deve compilare il Quadro RR?

Non compilano il Quadro RR: i lavoratori dipendenti (coperti dall’azienda), i pensionati senza partita IVA, i professionisti iscritti esclusivamente a casse private (es. avvocati con Cassa Forense, medici con ENPAM), e chi ha una partita IVA ma non ha prodotto reddito nel 2025.

Se ho aderito al CPB ma poi ho ritirato l’adesione, devo compilare la Sezione III?

No. Se l’adesione al CPB e stata ritirata o revocata entro i termini previsti, la Sezione III del Quadro RR non va compilata e i contributi si calcolano esclusivamente sul reddito effettivo nelle sezioni I e II.

I contributi INPS del Quadro RR si possono pagare a rate?

I contributi emergenti dalla dichiarazione (saldo e acconti) non sono rateizzabili con la procedura standard da dichiarazione (a differenza delle imposte IRPEF). Tuttavia, chi ha gia debiti contributivi pregressi puo accedere alla rateizzazione INPS fino a 60 rate separatamente.

Cosa succede se non verso i contributi entro la scadenza?

Scattano le sanzioni INPS: 30% dell’importo non versato (ridotte con ravvedimento operoso). Gli interessi di mora si aggiungono alla sanzione. Il mancato versamento incide anche sui requisiti per prestazioni future (disoccupazione, maternita, pensione). Si consiglia sempre il ravvedimento immediato.

Come si calcola l’acconto per il 2026 nel Quadro RR?

L’acconto 2026 si calcola applicando le aliquote contributive al reddito 2025 (metodo storico) oppure al reddito 2026 stimato (metodo previsionale, se inferiore). Il metodo storico e il piu semplice: si prende la base contributiva 2025 e si calcolano i contributi con le stesse aliquote. La prima rata (40%) scade il 30 giugno 2026, la seconda (60%) il 30 novembre 2026.

Posso non versare il CPB e pagare le sanzioni invece?

Chi ha aderito al CPB e obbligato a rispettare i termini dell’accordo. Il mancato versamento dei contributi aggiuntivi da CPB (Sezione III del Quadro RR) comporta la decadenza dal concordato con conseguente ripristino della piena tassazione ordinaria piu sanzioni. Non e conveniente.

📬

Resta aggiornato sulle novita fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

Conclusione: la consulenza CAF per il Quadro RR

Il Quadro RR 2026 e uno dei quadri piu articolati del Modello Redditi PF, con un impatto diretto sulla liquidita dei contribuenti: un errore nel calcolo dei contributi puo costare centinaia o migliaia di euro in sanzioni e interessi.

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste artigiani, commercianti, professionisti e forfettari nella compilazione corretta del Quadro RR, nel raccordo con il Concordato Preventivo Biennale e nel versamento puntuale dei contributi INPS. Per appuntamento o informazioni:

  • Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine
  • Telefono: 0432 1638640
  • WhatsApp: 366 6018121
  • Email: info@centrofiscale.com

Fonti ufficiali di riferimento: Circolare INPS n. 31/2025 (aliquote e massimali 2025); Istruzioni Modello Redditi PF 2026 (Agenzia delle Entrate); D.Lgs. 13/2024 (Concordato Preventivo Biennale); L. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025); Messaggi INPS aggiornamento massimale 2025.

Maggio 28, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/10/Modello-730-1-e1697092544252.png 625 940 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-28 20:58:502026-05-31 22:22:30Quadro RR 2026: Come Compilare Contributi INPS e CPB nel Modello Redditi

Ultime notizie

  • fatturazione elettronica CAF Udine
    Fattura Elettronica Carburante 2026: Guida Completa Eni, Q8, Tamoil, Esso e IPLuglio 13, 2026 - 2:00 pmin: Guide Fatturazione Elettronica
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Detrazione Affitto Studenti Fuori Sede 730/2026: Guida CompletaLuglio 13, 2026 - 1:00 pmin: CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Revoca Dimissioni Online 2026: 7 Giorni per Ripensarci, Procedura e TuteleLuglio 13, 2026 - 11:00 amin: DIMISSIONI ONLINE, PATRONATO
Search Search

Seguici su Facebook

Categorie Articoli

Ultimi Articoli

  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Detrazione Affitto Studenti Fuori Sede 730/2026: Guida CompletaLuglio 13, 2026 - 1:00 pm
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Revoca Dimissioni Online 2026: 7 Giorni per Ripensarci, Procedura e TuteleLuglio 13, 2026 - 11:00 am
  • Pensione 2026 INPS
    Cedolino pensione luglio 2026: conguagli e trattenuteLuglio 13, 2026 - 10:00 am
  • Dichiarazione di successione CAF - assistenza ereditaria Centro Fiscale Udine
    Testamento 2026: Guida Completa su Come Scriverlo e Renderlo ValidoLuglio 13, 2026 - 9:00 am
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Osteopata: aprire la partita IVA e regime fiscale 2026Luglio 13, 2026 - 8:30 am
  • colf e badanti CAF Udine
    ISEE e badante convivente: come incideLuglio 13, 2026 - 6:00 am
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Partita IVA Social Media Manager 2026: Apertura, Regime Forfettario e TasseLuglio 12, 2026 - 2:00 pm
  • regime forfettario partita iva
    Partita IVA ottico optometrista 2026: codice ATECO, regime fiscale e fatturazioneLuglio 12, 2026 - 9:00 am
CAF Udine Centro Assistenza Fiscale Udine

Contatti

Viale Giuseppe Tullio 13, scala B - Udine
Email: info@centrofiscale.com
Telefono: 0432 1638640
WhatsApp CAF Udine: 366 6018121
WhatsApp Patronato: 324 7411699

Ultimi Articoli

  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Detrazione Affitto Studenti Fuori Sede 730/2026: Guida CompletaLuglio 13, 2026 - 1:00 pm
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Revoca Dimissioni Online 2026: 7 Giorni per Ripensarci, Procedura e TuteleLuglio 13, 2026 - 11:00 am
  • Pensione 2026 INPS
    Cedolino pensione luglio 2026: conguagli e trattenuteLuglio 13, 2026 - 10:00 am
© Copyright - CAF Centro Fiscale Udine è un brand di Be Smart srls | P.Iva: 03031220308 |Viale Giuseppe Tullio 13 scala B, 33100 Udine
mail: info@centrofiscale.com | Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121 | Privacy Policy
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a Rss questo sito
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto