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Tag Archivio per: CPB quadro RR

PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Quadro RR Redditi 2026: chiarimenti su contributi, Gestione separata e Concordato Preventivo

Dichiarazione dei redditi 730

Il Quadro RR del Modello Redditi PF 2026 è la sezione dedicata ai contributi previdenziali INPS che devono versare gli artigiani, i commercianti e i lavoratori iscritti alla Gestione separata. Per chi ha aderito al Concordato Preventivo Biennale (CPB), ci sono inoltre regole specifiche che cambiano le basi imponibili di calcolo. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: come si compila, quali aliquote si applicano nel 2026, come si calcolano i contributi minimi e massimi, e come il Concordato Preventivo interagisce con il Quadro RR.

Se hai una partita IVA come artigiano o commerciante, o sei un libero professionista iscritto alla Gestione separata INPS, questo articolo fa per te. Leggi anche: Scadenze Fiscali Luglio 2026: Calendario Completo.

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Indice dei contenuti

  1. Che cos’è il Quadro RR del Modello Redditi
  2. Sezione RR1: Contributi Artigiani e Commercianti 2026
  3. Sezione RR2: Contributi Gestione Separata INPS 2026
  4. Sezione RR3: Il Concordato Preventivo Biennale e il Quadro RR
  5. Scadenze di versamento contributi 2026
  6. Deducibilità dei contributi INPS: come abbatte il reddito imponibile
  7. Errori comuni nella compilazione del Quadro RR
  8. Quadro RR e Concordato Preventivo: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate 2026
  9. Come compilare il Quadro RR: guida pratica passo per passo
  10. Domande frequenti sul Quadro RR Redditi 2026
  11. FAQ: Quadro RR Redditi 2026
  12. Perché affidarsi al CAF Centro Fiscale per il Modello Redditi 2026

Che cos’è il Quadro RR del Modello Redditi

Il Quadro RR è una sezione del Modello Redditi PF (Persone Fisiche), il modello dichiarativo che sostituisce il 730 per chi ha redditi da lavoro autonomo o d’impresa. Il quadro RR serve a calcolare e dichiarare i contributi previdenziali INPS dovuti da:

  • Artigiani iscritti alla Gestione Artigiani INPS (Sezione RR1)
  • Commercianti iscritti alla Gestione Commercianti INPS (Sezione RR1)
  • Lavoratori autonomi e collaboratori iscritti alla Gestione separata INPS (Sezione RR2)
  • Soggetti che hanno aderito al Concordato Preventivo Biennale (CPB) e devono calcolare i contributi sul reddito concordato (Sezione RR3)

In pratica, nel Quadro RR dichiari quanti contributi devi versare all’INPS in base al tuo reddito d’impresa o di lavoro autonomo. Non è un quadro opzionale: se sei iscritto all’INPS come artigiano, commerciante o Gestione separata, devi compilarlo obbligatoriamente.

Differenza rispetto al 730: Il 730 è il modello semplificato che usano i lavoratori dipendenti e pensionati. Il Modello Redditi PF è invece per chi ha partita IVA, redditi esteri, partecipazioni in società o situazioni fiscali più articolate. Il Quadro RR esiste solo nel Modello Redditi, non nel 730.

Sezione RR1: Contributi Artigiani e Commercianti 2026

La Sezione RR1 del Quadro RR riguarda gli iscritti alle Gestioni Artigiani e Commercianti INPS. Questi contributi finanziano la pensione e le prestazioni previdenziali per chi svolge un’attività artigianale (idraulico, elettricista, falegname, acconciatore, ecc.) o commerciale (negozio, e-commerce, agente di commercio, ecc.).

Aliquote contributive 2026

Per il 2026, l’aliquota contributiva per artigiani e commercianti è pari al 24,48% del reddito d’impresa. Questa percentuale è applicata sia dagli artigiani sia dai commercianti, con lievi differenze di codici INPS ma stessa aliquota base.

CategoriaAliquota 2026Riduzione ForfettariAliquota Netta Forfettari
Artigiani (titolari)24,48%-35%15,91%
Commercianti (titolari)24,48%-35%15,91%
Collaboratori familiari under 2124,48%-35%15,91%
Collaboratori familiari 21+24,48%-35%15,91%

La riduzione del 35% si applica ai titolari in regime forfettario. È una agevolazione molto importante: invece di pagare il 24,48% sul reddito imponibile, i forfettari pagano circa il 15,91%. Questo significa un risparmio contributivo significativo rispetto a chi è in regime ordinario.

Contributo minimo annuo (minimale) 2026

Un concetto fondamentale del Quadro RR è il contributo minimo, detto anche minimale. Si tratta dell’importo minimo che devi versare all’INPS ogni anno, indipendentemente da quanto hai guadagnato. Anche se il tuo reddito è zero, devi comunque pagare il minimale.

Per il 2026, il contributo minimo annuo per artigiani e commercianti è pari a circa 4.200 euro. Questo importo viene rivalutato ogni anno dall’INPS in base all’inflazione (precisamente, in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo).

Come funziona in pratica? Il minimale è calcolato applicando l’aliquota contributiva a un reddito minimale convenzionale stabilito dall’INPS. Se il tuo reddito reale supera questo reddito convenzionale, paghi i contributi sul reddito reale. Se è inferiore, paghi comunque il minimale.

Esempio pratico (Marco, idraulico in regime forfettario):
Marco ha ricavi per 30.000 euro nel 2025. Il coefficiente di redditività del suo codice ATECO è 67%. Il suo reddito imponibile è 30.000 × 67% = 20.100 euro. Con la riduzione del 35%, i contributi INPS si calcolano su 20.100 × 15,91% ≈ 3.198 euro. Poiché questo importo è inferiore al minimale di 4.200 euro, Marco dovrà comunque versare 4.200 euro di contributi minimi.

Contributo massimo (massimale) 2026

Esiste anche un massimale contributivo: una soglia di reddito oltre la quale non si pagano più contributi. Questo tetto è diverso per le Gestioni Artigiani/Commercianti rispetto alla Gestione separata.

Per le Gestioni Artigiani e Commercianti, il massimale di reddito per il 2026 è pari a circa 86.983 euro (primo scaglione) con un’aliquota aggiuntiva dell’1% oltre questa soglia fino al massimale assoluto. Questi valori sono pubblicati ogni anno con circolare INPS.

Sezione RR2: Contributi Gestione Separata INPS 2026

La Gestione separata INPS è la cassa previdenziale dedicata a una vasta platea di lavoratori autonomi che non hanno una cassa professionale propria. Ci rientrano, tra gli altri:

  • Liberi professionisti senza albo o con cassa professionale non obbligatoria (web designer, consulenti, copywriter, fotografi, social media manager)
  • Collaboratori a progetto e lavoratori parasubordinati
  • Amministratori di società e sindaci
  • Venditori a domicilio
  • Dottorandi e assegnisti di ricerca con compensi
  • Alcune categorie di lavoratori autonomi “occasionali” sopra i 5.000 euro annui

La Sezione RR2 del Quadro RR serve a dichiarare e calcolare i contributi dovuti alla Gestione separata.

Aliquote Gestione separata 2026

Le aliquote della Gestione separata dipendono dalla tua situazione previdenziale:

SituazioneAliquota 2026Note
Iscritto solo alla Gestione separata (no altra copertura)26,07%Include base 25% + maternità 0,72% + DIS-COLL 0,35%
Iscritto ad altra cassa previdenziale (es. Cassa Forense, ENPAM)24%Ridotta perché già coperto altrove
Pensionato già in pensione24%Ridotta perché già in godimento pensione

L’aliquota del 26,07% è quella più comune e si applica a chi non ha altra copertura previdenziale. Questa percentuale include:

  • 25% → contributo pensionistico base
  • 0,72% → indennità di maternità/paternità
  • 0,35% → DIS-COLL (indennità di disoccupazione per i collaboratori)

Massimale e minimale Gestione separata 2026

Anche per la Gestione separata esistono soglie minime e massime:

  • Minimale 2026: circa 19.000 euro di reddito (importo indicativo, soggetto a conferma circolare INPS). Attenzione: il minimale per la Gestione separata non funziona come per artigiani/commercianti — non esiste un contributo minimo fisso, ma il reddito minimo per maturare un anno utile ai fini pensionistici
  • Massimale 2026: circa 119.650 euro di reddito. Oltre questa soglia non si versano contributi sulla parte eccedente

Chi paga i contributi alla Gestione separata? La risposta dipende dalla tipologia del rapporto:

  • Collaboratori (co.co.co, co.co.pro): il committente versa i 2/3 del contributo, il lavoratore ne versa solo 1/3 (trattenuto dalla busta paga)
  • Liberi professionisti autonomi: versano il 100% del contributo direttamente tramite F24

Esempio pratico (Sara, graphic designer freelance):
Sara è iscritta alla Gestione separata senza altra copertura previdenziale. Nel 2025 ha guadagnato 28.000 euro di compensi. I suoi contributi INPS sono: 28.000 × 26,07% = 7.299,60 euro da versare tramite F24, in sede di dichiarazione (saldo) e acconti (giugno e novembre). Leggi anche: Partita IVA UX UI Designer 2026.

Sezione RR3: Il Concordato Preventivo Biennale e il Quadro RR

Il Concordato Preventivo Biennale (CPB) è uno strumento introdotto dal D.Lgs. 13/2024 che permette a contribuenti con partita IVA — artigiani, commercianti e professionisti — di concordare con il Fisco un reddito predefinito per due anni. In cambio di questa “pace fiscale”, le tasse si pagano sul reddito concordato, indipendentemente da quello effettivo (salvo eventi eccezionali).

Ma come interagisce il CPB con il Quadro RR e i contributi INPS? È qui che molti contribuenti si trovano in difficoltà.

Contributi INPS sul reddito concordato o su quello effettivo?

La regola generale è che i contributi previdenziali INPS si calcolano sul reddito effettivo, non su quello concordato. Questo è un punto cruciale e spesso frainteso.

Tuttavia, il D.Lgs. 13/2024 e le successive istruzioni dell’Agenzia delle Entrate (Provvedimento del 15 giugno 2024 e circolari successive) hanno chiarito che:

  • I contribuenti in CPB possono optare per versare i contributi previdenziali anche sulla parte di reddito concordato che eccede quello effettivo (cosiddetto “adeguamento contributivo volontario”)
  • Questa opzione è vantaggiosa per chi vuole aumentare la propria posizione previdenziale (più contributi = pensione più alta)
  • Chi non esercita l’opzione versa i contributi solo sul reddito effettivo

Attenzione: le istruzioni ufficiali al Modello Redditi PF 2026 (anno d’imposta 2025) fornite dall’Agenzia delle Entrate contengono indicazioni specifiche sulla compilazione della Sezione RR3 per i contribuenti CPB. È essenziale fare riferimento a queste istruzioni ufficiali.

Come si compila la Sezione RR3

La Sezione RR3 del Quadro RR è stata introdotta specificamente per i soggetti in CPB. I campi principali da compilare sono:

CampoCosa inserire
RR3, col. 1Reddito concordato comunicato dall’AdE
RR3, col. 2Reddito effettivo dichiarato nell’anno
RR3, col. 3Differenza (se positiva: reddito concordato > effettivo)
RR3, col. 4Contributi calcolati sul differenziale (opzionale)
RR3, col. 5Indicazione dell’opzione per il versamento aggiuntivo

Esempio pratico (Luigi, commerciante in CPB):
Luigi ha concordato con il Fisco un reddito di 45.000 euro per il biennio 2024-2025. Il suo reddito effettivo 2025 è stato invece di 38.000 euro. Nel Quadro RR, Luigi:

  • Inserisce 45.000 euro nel campo del reddito concordato (RR3, col. 1)
  • Inserisce 38.000 euro come reddito effettivo (RR3, col. 2)
  • Il differenziale è 7.000 euro (RR3, col. 3)
  • Se vuole versare contributi aggiuntivi, indica l’opzione e calcola i contributi su 7.000 euro aggiuntivi
  • Se non vuole l’opzione, i contributi si calcolano solo sui 38.000 euro effettivi

Scadenze di versamento contributi 2026

I contributi emergenti dal Quadro RR si versano tramite il modello F24, nelle stesse scadenze del saldo IRPEF. Ecco il calendario per il 2026 (anno di imposta 2025):

ScadenzaCosa si versaNote
30 giugno 2026Saldo contributi 2025 + 1° acconto 2026 (40%)Con eventuale maggiorazione 0,40% se si paga entro il 31 luglio
30 luglio 2026Stessa scadenza con maggiorazione interessi 0,40%Solo per chi non riesce a pagare entro il 30 giugno
30 novembre 20262° acconto contributi 2026 (60%)Non prorogabile di norma

I codici tributo F24 per la Gestione separata sono principalmente:

  • 1840 → Contributi Gestione separata (saldo/acconto)
  • 1841 → Contributi Gestione separata (2° acconto)

Per gli artigiani e commercianti, i codici tributo INPS sono comunicati direttamente dall’INPS con i modelli di pagamento precompilati (MAV) inviati a casa.

Consulta anche il nostro articolo sulle Scadenze Fiscali Luglio 2026 per non dimenticare nessuna data importante.

Deducibilità dei contributi INPS: come abbatte il reddito imponibile

Un aspetto molto importante dei contributi INPS dichiarati nel Quadro RR è la loro deducibilità fiscale. I contributi previdenziali versati sono deducibili dal reddito complessivo, riducendo così la base imponibile IRPEF.

Regime ordinario: deducibilità integrale

Per chi è in regime ordinario (non forfettario), i contributi INPS versati sono interamente deducibili dal reddito complessivo. Questo significa che riducono la base su cui si calcola l’IRPEF. Se hai versato 5.000 euro di contributi, il tuo reddito imponibile scende di 5.000 euro, con un risparmio fiscale pari all’aliquota marginale IRPEF applicata (23%, 35% o 43%).

Regime forfettario: deducibilità parziale (quota forfettaria)

Per i forfettari la situazione è diversa. I contributi INPS sono deducibili dal reddito lordo, ma il calcolo avviene in modo specifico:

  • Si calcola il reddito imponibile (ricavi × coefficiente di redditività)
  • Da questo si sottraggono i contributi previdenziali versati
  • Sul risultato si applica l’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per le nuove attività nei primi 5 anni)

Quindi i contributi INPS abbassano anche l’imposta sostitutiva del forfettario, non solo l’IRPEF. È un doppio vantaggio: meno contributi rispetto all’ordinario (riduzione 35%) e deducibilità dall’imposta sostitutiva.

Esempio: Giulia è forfettaria, agente di commercio. Ricavi 2025: 50.000 euro. Coefficiente di redditività: 62%. Reddito lordo: 31.000 euro. Contributi INPS versati (con riduzione 35%): circa 4.200 euro (minimale). Reddito netto imponibile: 31.000 – 4.200 = 26.800 euro. Imposta sostitutiva 15%: 26.800 × 15% = 4.020 euro.

Errori comuni nella compilazione del Quadro RR

Ecco gli errori più frequenti che i contribuenti commettono nel compilare il Quadro RR, e come evitarli:

1. Confondere Sezione RR1 e RR2

Artigiani e commercianti compilano la Sezione RR1. I professionisti e collaboratori iscritti alla Gestione separata compilano la Sezione RR2. Non si compilano entrambe, salvo casi particolari (es. chi è contemporaneamente artigiano e ha anche collaborazioni).

2. Dimenticare i contributi versati durante l’anno

I contributi versati come acconti durante l’anno (a giugno e novembre) devono essere riportati nel Quadro RR per il calcolo del saldo. Se dimentichi di inserirli, rischi di pagare più del dovuto o di generare un rimborso non richiesto.

3. Non applicare la riduzione del 35% per i forfettari

I titolari in regime forfettario hanno diritto alla riduzione del 35% sui contributi INPS. È un vantaggio automatico ma bisogna barrare l’apposita casella nel Quadro RR e calcolare correttamente il contributo ridotto.

4. Sbagliare la base imponibile per la Gestione separata

Per la Gestione separata, la base imponibile è il reddito netto di lavoro autonomo (compensi al netto delle spese documentate), non i compensi lordi. Un errore frequente è applicare l’aliquota ai compensi lordi, pagando contributi in eccesso.

5. Omettere la Sezione RR3 per i contribuenti CPB

Chi ha aderito al Concordato Preventivo Biennale deve compilare la Sezione RR3. Omettere questa sezione costituisce un errore nella dichiarazione che può essere oggetto di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Quadro RR e Concordato Preventivo: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate 2026

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato diverse circolari e provvedimenti per chiarire l’interazione tra il CPB e il Quadro RR. I chiarimenti principali riguardano:

Reddito concordato e base imponibile contributiva

Come già anticipato, la base imponibile per i contributi INPS resta il reddito effettivo, non quello concordato. Il CPB opera principalmente sul versante fiscale (tasse), non su quello previdenziale. Tuttavia, come spiegato, esiste la possibilità di versare contributi aggiuntivi sul differenziale (opzione volontaria).

Cause di cessazione del CPB e impatto sul Quadro RR

Il CPB decade in caso di eventi eccezionali: fallimento, cessazione dell’attività, modifiche significative dell’attività. In questi casi, il Quadro RR dovrà essere compilato considerando il reddito effettivo per intero, senza riferimento al reddito concordato. È necessario in questi casi verificare se spettano rimborsi sui contributi eventualmente versati in eccesso.

Forfettari e CPB

I contribuenti in regime forfettario nel 2024 potevano aderire al CPB solo con caratteristiche specifiche previste dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. Per il biennio 2025-2026, le condizioni di accesso al CPB e i relativi obblighi dichiarativi nel Quadro RR sono stabiliti dalle istruzioni al Modello Redditi PF 2026, che si consiglia di consultare direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Come compilare il Quadro RR: guida pratica passo per passo

Vediamo un riepilogo pratico su come procedere alla compilazione del Quadro RR del Modello Redditi PF 2026:

Step 1: Identifica la sezione corretta

Verifica a quale gestione INPS sei iscritto:

  • Artigiano o commerciante → Sezione RR1
  • Lavoratore autonomo/collaboratore → Sezione RR2
  • Aderente al CPB → Sezione RR3 (in aggiunta alle precedenti)

Step 2: Calcola il reddito imponibile

Il reddito da inserire nel Quadro RR proviene da altri quadri del Modello Redditi:

  • Per artigiani/commercianti → reddito d’impresa dal Quadro RF o RG o LM (se forfettari)
  • Per Gestione separata → reddito da lavoro autonomo dal Quadro RE

Step 3: Applica l’aliquota corretta

Usa l’aliquota appropriata:

  • Artigiani/commercianti regime ordinario: 24,48%
  • Artigiani/commercianti in forfettario: 24,48% ridotto del 35% → circa 15,91%
  • Gestione separata senza altra copertura: 26,07%
  • Gestione separata con altra copertura o pensionati: 24%

Step 4: Verifica il minimale

Se i contributi calcolati risultano inferiori al minimale annuo (circa 4.200 euro per artigiani/commercianti nel 2026), si versa comunque il minimale.

Step 5: Sottrai i contributi già versati

Dal totale dei contributi dovuti, sottrai gli acconti già versati durante l’anno. Il risultato è il saldo da versare entro il 30 giugno 2026 (con possibile proroga al 31 luglio con maggiorazione).

Domande frequenti sul Quadro RR Redditi 2026

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FAQ: Quadro RR Redditi 2026

Il Quadro RR è obbligatorio per tutti?
No. È obbligatorio solo per chi è iscritto alle Gestioni Artigiani, Commercianti o alla Gestione separata INPS. Chi versa contributi solo a una cassa professionale (INPDAP, ENPAM, Cassa Forense, ecc.) non compila il Quadro RR.

Se ho aderito al CPB devo compilare la Sezione RR3?
Sì, è obbligatoria se hai aderito al Concordato Preventivo Biennale per il periodo d’imposta 2025.

Qual è la scadenza per versare i contributi del Quadro RR?
La scadenza ordinaria è il 30 giugno 2026 (saldo 2025 + 1° acconto 2026). Con proroga (e maggiorazione 0,40%) al 30 luglio 2026. Il 2° acconto va invece versato entro il 30 novembre 2026.

I forfettari hanno la riduzione del 35% anche sui contributi della Gestione separata?
No. La riduzione del 35% si applica solo agli artigiani e commercianti in regime forfettario iscritti alle rispettive gestioni INPS. I forfettari iscritti alla Gestione separata versano l’aliquota piena (26,07% o 24% secondo la propria situazione).

Posso rateizzare i contributi emergenti dal Quadro RR?
Sì, è possibile rateizzare in un massimo di 6 rate mensili, a partire dalla scadenza di giugno. La rateizzazione comporta l’applicazione di interessi legali sulle rate successive alla prima.

Cosa succede se non compilo il Quadro RR?
L’omessa compilazione del Quadro RR costituisce un errore nella dichiarazione. L’INPS può emettere avvisi di addebito per i contributi non versati, con sanzioni e interessi. È sempre consigliabile rivolgersi a un CAF o a un professionista abilitato per la compilazione corretta.

Perché affidarsi al CAF Centro Fiscale per il Modello Redditi 2026

La compilazione del Modello Redditi PF, e in particolare del Quadro RR, richiede una conoscenza approfondita della normativa previdenziale e fiscale in continua evoluzione. Errori nella dichiarazione possono portare a pagamenti in eccesso o a sanzioni dell’INPS e dell’Agenzia delle Entrate.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

  • Compilazione del Modello Redditi PF (compresi tutti i quadri, incluso RR)
  • Calcolo corretto dei contributi INPS per artigiani, commercianti e Gestione separata
  • Gestione del Concordato Preventivo Biennale (Sezione RR3)
  • Verifica delle scadenze e dei codici tributo F24
  • Consulenza sul regime forfettario e sulla convenienza del CPB

Prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine: siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B. Puoi contattarci al 0432 1638640 oppure su WhatsApp al 366 6018121. Consulta anche il nostro articolo sul Trattamento integrativo 2026 e sugli Investimenti strumentali nel regime forfettario 2026.

Giugno 23, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-23 08:23:482026-06-28 00:15:49Quadro RR Redditi 2026: chiarimenti su contributi, Gestione separata e Concordato Preventivo
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Quadro RR 2026: Come Compilare Contributi INPS e CPB nel Modello Redditi

Modello 730 Dichiarazione dei redditi CAF Udine

Il Quadro RR del Modello Redditi PF 2026 è il quadro dedicato alla liquidazione dei contributi previdenziali INPS dovuti dai lavoratori autonomi e dai titolari di partita IVA. In questa sezione della dichiarazione dei redditi si determina l’importo dei contributi a saldo per il 2025 e gli acconti per il 2026, tenendo conto delle eventuali somme già versate nel corso dell’anno.La corretta compilazione del Quadro RR è fondamentale non solo per non incorrere in sanzioni, ma anche perché — per chi ha aderito al Concordato Preventivo Biennale (CPB) — i contributi INPS devono essere ricalcolati sulla base del reddito concordato, seguendo regole specifiche introdotte dal D.Lgs. 13/2024 e successivamente modificate dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024).In questa guida trovi tutto ciò che devi sapere: struttura del Quadro RR, sezioni per categoria di contribuente, calcolo dei contributi, interazione con il CPB e gli errori più comuni da evitare.

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Cos’è il Quadro RR e chi deve compilarlo

Il Quadro RR è presente nel Modello Redditi Persone Fisiche 2026 (anno d’imposta 2025) ed è dedicato alla liquidazione dei contributi previdenziali INPS dovuti dai soggetti che non rientrano nel lavoro dipendente. In particolare devono compilarlo:

  • Artigiani e commercianti iscritti alla Gestione IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) INPS
  • Lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS (es. collaboratori, professionisti senza cassa)
  • Forfettari iscritti alla Gestione IVS o alla Gestione Separata
  • Soggetti che hanno aderito al Concordato Preventivo Biennale (CPB) per il biennio 2024-2025

Il quadro si suddivide in tre sezioni distinte, ciascuna dedicata a una categoria diversa di contribuente:

SezioneCategoria contribuenteTipo contributi
Sezione IArtigiani e commercianti (Gestione IVS)Contributi fissi + percentuali sul reddito eccedente il minimale
Sezione IIIscritti Gestione Separata INPSContributi percentuali sul reddito netto
Sezione IIISoggetti CPB (Concordato Preventivo Biennale)Contributi aggiuntivi sul maggior reddito concordato

Nota: chi è contemporaneamente iscritto a una cassa professionale privata (es. avvocati con Cassa Forense, medici con ENPAM) non compila il Quadro RR per quella copertura, ma usa altri appositi righi.

Sezione I — Contributi artigiani e commercianti (Gestione IVS)

La Sezione I del Quadro RR riguarda gli artigiani e commercianti iscritti alla Gestione IVS INPS. Il meccanismo contributivo è strutturato su due livelli:

  • Contributo fisso sul minimale: versato in quattro rate (scadenze 16 maggio, 20 agosto, 17 novembre 2025, 16 febbraio 2026) indipendentemente dal reddito effettivo
  • Contributo percentuale sull’eccedenza: applicato sulla parte di reddito che supera il minimale, versato a saldo con la dichiarazione

Aliquote e importi 2025 (anno d’imposta dichiarazione 2026)

Per l’anno d’imposta 2025, i parametri contributivi per artigiani e commercianti sono i seguenti:

ParametroArtigianiCommercianti
Aliquota contributiva totale24,00%24,48%
Reddito minimale annuo18.415 euro18.415 euro
Contributo fisso annuo (artigiani)~4.419 euro–
Contributo fisso annuo (commercianti)–~4.507 euro
Massimale contributivo119.650 euro119.650 euro
Riduzione forfettari (-35%)ApplicabileApplicabile

Fonte: Circolare INPS n. 31/2025 — valori definitivi per l’anno d’imposta 2025.

Riduzione del 35% per il regime forfettario

I contribuenti in regime forfettario iscritti alla Gestione IVS possono beneficiare di una riduzione del 35% sull’aliquota contributiva, previa domanda all’INPS. Questa agevolazione si riflette nel Quadro RR con la barratura dell’apposita casella e il ricalcolo dei contributi ridotti.

L’opzione per la riduzione deve essere esercitata entro il 28 febbraio dell’anno di imposta. Se si aderisce per la prima volta, la domanda va presentata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività.

Come si compila la Sezione I: istruzioni rigo per rigo

I principali righi della Sezione I sono:

  • RR1 col. 1: reddito d’impresa o di lavoro autonomo su cui calcolare i contributi (riprende il rigo RF o RG a seconda del regime)
  • RR1 col. 2: reddito minimale (precompilato in base alla categoria)
  • RR1 col. 3: eccedenza rispetto al minimale (col. 1 meno col. 2, se positivo)
  • RR1 col. 4: contributi dovuti sull’eccedenza
  • RR1 col. 5: contributi fissi già versati nel corso dell’anno
  • RR1 col. 6: contributi a saldo (differenza tra dovuto e versato)
  • Casella riduzione 35%: barrare se si è in forfettario con riduzione

Il saldo contributivo (RR1 col. 6) viene versato con F24 entro la scadenza ordinaria della dichiarazione (30 giugno 2026, prorogata al 20 luglio 2026 per ISA e forfettari — vedi la nostra guida sulla proroga versamenti 2026).

Sezione II — Contributi Gestione Separata INPS

La Sezione II del Quadro RR riguarda i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS, ossia coloro che non hanno un’altra forma di copertura previdenziale (cassa professionale o altra gestione INPS).

Vi rientrano tipicamente: liberi professionisti senza albo (es. consulenti IT, formatori), collaboratori coordinati e continuativi (Co.Co.Co.), alcune categorie di professionisti iscritti ad albi ma non a casse private, oltre ai titolari di partita IVA che svolgono attività non coperti da casse autonome.

Aliquote Gestione Separata 2025

SituazioneAliquota 2025Note
Senza altra copertura previdenziale26,07%Include aliquota aggiuntiva per maternità/malattia/disoccupazione
Con altra copertura (pensionati, dipendenti)24,00%Aliquota base
Massimale di reddito imponibile119.650 euroContributi non dovuti sull’eccedenza

Fonte: Circolare INPS n. 31/2025 e messaggio INPS per aggiornamento massimale.

Compilazione Sezione II: i righi principali

I contributi della Gestione Separata si calcolano sul reddito netto da lavoro autonomo (dopo deduzione delle spese, se in regime ordinario) o sul reddito imponibile forfettario (reddito lordo x coefficiente di redditività) per chi è in regime forfettario.

  • RR2 col. 1: reddito imponibile ai fini contributivi
  • RR2 col. 2: aliquota applicabile (26,07% o 24%)
  • RR2 col. 3: contributi complessivi dovuti
  • RR2 col. 4: contributi già versati in acconto (prima e seconda rata)
  • RR2 col. 5: contributi a saldo o rimborso

Attenzione: per i collaboratori Co.Co.Co. e i lavoratori occasionali, il committente effettua la ritenuta e versa la quota a carico del lavoratore. In questo caso il Quadro RR non va compilato dal lavoratore ma dall’azienda (tramite il modello 770).

Esempio pratico: forfettario con Gestione Separata

Mario è un consulente in regime forfettario, codice ATECO 62.01.09 (sviluppo software), coefficiente di redditività 78%. Ricavi 2025: 48.000 euro.

  • Reddito imponibile forfettario: 48.000 x 78% = 37.440 euro
  • Contributi Gestione Separata (aliquota 26,07%): 37.440 x 26,07% = 9.762 euro ca.
  • Acconti versati: prima rata 40% a giugno, seconda rata 60% a novembre
  • Saldo in dichiarazione: differenza tra dovuto e acconti

I contributi versati sono interamente deducibili dal reddito complessivo (non dal reddito forfettario, ma nella dichiarazione dei redditi ordinaria), abbattendo l’IRPEF dovuta sulle altre fonti di reddito.

Sezione III — Il CPB e i contributi INPS aggiuntivi

La sezione più complessa e novità del Quadro RR 2026 è la Sezione III, dedicata ai contribuenti che hanno aderito al Concordato Preventivo Biennale (CPB) per il biennio 2024-2025.

Il Concordato Preventivo Biennale, introdotto dal D.Lgs. 13/2024 e modificato dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024), consente ai titolari di partita IVA soggetti agli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità) di concordare preventivamente il reddito da dichiarare per due anni (2024 e 2025), beneficiando di vantaggi fiscali e semplificazioni. Per chi ha aderito alla sanatoria CPB 2026, le regole si intersecano con il regime di ravvedimento.

Come il CPB modifica i contributi INPS

Se il reddito concordato è superiore al reddito effettivo, il contribuente deve versare i contributi INPS sul reddito più alto (quello concordato). Se invece il reddito concordato è inferiore, i contributi vengono calcolati sul reddito effettivo (non si può abbassare la base contributiva).

In altri termini: il CPB non può ridurre i contributi INPS dovuti, ma può aumentarli qualora il reddito concordato superi quello effettivamente conseguito.

Come compilare la Sezione III del Quadro RR

I righi della Sezione III si attivano solo se il contribuente ha aderito al CPB. Ecco la logica:

  • RR3 col. 1: reddito effettivo 2025 (quello da Sezione I o II)
  • RR3 col. 2: reddito concordato 2025 (il valore accettato nell’accordo CPB)
  • RR3 col. 3: differenza positiva (reddito concordato – reddito effettivo), se positiva
  • RR3 col. 4: contributi aggiuntivi sulla differenza (stessa aliquota della categoria di appartenenza)

I contributi aggiuntivi di RR3 si sommano a quelli calcolati nelle sezioni precedenti e vanno versati con le stesse scadenze del saldo dichiarativo.

Esempio pratico: artigiano con CPB

Lucia è un’artigiana (idraulica, codice ATECO 43.22.01). Ha aderito al CPB 2024-2025. Situazione 2025:

  • Reddito effettivo 2025: 32.000 euro
  • Reddito concordato CPB 2025: 36.500 euro
  • Differenza CPB: 36.500 – 32.000 = 4.500 euro
  • Contributi aggiuntivi (24,00% su 4.500): 1.080 euro

Lucia pagherà i contributi IVS su 32.000 euro nelle sezioni ordinarie del Quadro RR, più 1.080 euro aggiuntivi in Sezione III per effetto del CPB.

Scadenze di versamento contributi INPS 2026

Le scadenze per il versamento dei contributi emergenti dal Quadro RR 2026 (anno d’imposta 2025) sono le seguenti:

ScadenzaCosa si versaCodice tributo F24
30 giugno 2026Saldo contributi 2025 + primo acconto 2026 (40%)Artigiani: 0731-0732 / Comm.: 0733-0734 / Gest. Sep.: 1840-1841
20 luglio 2026 (+0,40%)Stesse voci, con maggiorazione per proroga ISA/forfettariStesso
31 luglio 2026 (+1,80%)Proroga ordinaria con doppia maggiorazione per tutti i contribuentiStesso
30 novembre 2026Secondo acconto 2026 (60%)Artigiani: 0731-0732 / Comm.: 0733-0734 / Gest. Sep.: 1840-1841

Importante: per ISA e forfettari la proroga al 20 luglio 2026 senza maggiorazione è già confermata per il 2026 (vedi dettagli sulla proroga versamenti dichiarazioni fiscali 2026). La maggiorazione dello 0,40% si applica solo se si sceglie di versare dopo il 30 giugno ma entro il 31 luglio (per i soggetti non ISA/forfettari) o dopo il 20 luglio (per ISA/forfettari).

Chi ha problemi di liquidità può richiedere una rateizzazione dei debiti INPS fino a 60 rate, ma solo per i contributi pregressi non oggetto di versamento corrente da dichiarazione.

Codici tributo F24 per il versamento

Per versare i contributi emergenti dal Quadro RR tramite modello F24, si utilizzano le seguenti sezioni e codici tributo:

CategoriaTipo versamentoCodice tributoSezione F24
ArtigianiSaldo contributi fissi0731INPS
ArtigianiSaldo contributi eccedenza minimale0732INPS
CommerciantiSaldo contributi fissi0733INPS
CommerciantiSaldo contributi eccedenza minimale0734INPS
Gestione Separata (senza altra copertura)Saldo contributi1840INPS
Gestione Separata (con altra copertura)Saldo contributi1841INPS
CPB — contributi aggiuntiviMaggiorazione CPBVedi istruzioni INPS 2026INPS

Nota: i codici per gli acconti (prima rata: cod. 0731/0732/0733/0734 (Gest.IVS) o 1840/1841 (Gest.Sep.) con aggiunta della causale acconto) sono gli stessi; è la causale a variare. Si raccomanda di verificare sempre la circolare INPS aggiornata prima del versamento.

Contributi INPS e deducibilità fiscale

I contributi INPS versati dai lavoratori autonomi sono deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF, secondo le seguenti regole:

  • Regime ordinario (artigiani/commercianti/gestione separata): i contributi sono integralmente deducibili nel Quadro RP (oneri deducibili) del Modello Redditi PF. Abbattono il reddito complessivo e riducono l’IRPEF.
  • Regime forfettario: i contributi INPS NON riducono il reddito forfettario (tassato con imposta sostitutiva 15% o 5%), ma sono deducibili dal reddito complessivo delle altre fonti di reddito (es. reddito da lavoro dipendente part-time, redditi da fabbricati).
  • CPB — contributi aggiuntivi: seguono le stesse regole di deducibilità dei contributi ordinari della rispettiva gestione.

Se il contribuente è esclusivamente forfettario e non ha altri redditi IRPEF, i contributi INPS non generano un risparmio fiscale diretto, ma rimangono comunque obbligatori e vanno versati integralmente.

Errori comuni nel Quadro RR e come evitarli

Anche i più esperti commettono errori nel Quadro RR. Ecco i più frequenti che riscontriamo nello sportello CAF:

  • Omettere la casella di riduzione forfettario: se si è in regime agevolato e si ha presentato domanda INPS per la riduzione 35%, bisogna barrare l’apposita casella. Senza, si versano contributi interi e non si ottiene rimborso automatico.
  • Confondere reddito fiscale e reddito contributivo: per i forfettari, la base per l’IRPEF (imposta sostitutiva) è identica alla base contributiva. Per gli ordinari, il reddito contributivo per la Gestione IVS può differire da quello fiscale in alcuni casi (es. plusvalenze escluse).
  • Non considerare il massimale: i contributi non si calcolano su tutto il reddito oltre il minimale senza limiti. Oltre i 119.650 euro (2025) non si versano contributi percentuali.
  • Errori nel CPB — sezione III: compilare RR3 anche quando il reddito effettivo supera quello concordato (in quel caso la sezione III non genera contributi aggiuntivi, poiché si versano i contributi sull’effettivo che è già maggiore).
  • Dimenticare il secondo acconto: il Quadro RR calcola anche gli acconti per il 2026. Se non si versano (o si versano insufficientemente), scattano le sanzioni.
  • Versare con codice tributo errato: artigiani e commercianti hanno codici diversi (0731-0732 vs 0733-0734). Un errore di codice genera un credito su un conto e un debito sull’altro, con sanzioni e interessi sul non versato.

Interazione tra Quadro RR, Quadro LM e Quadro F del 730

È importante non confondere il Modello 730 con il Modello Redditi PF quando si ha una partita IVA:

  • Chi ha SOLO reddito da lavoro autonomo/d’impresa: non può usare il 730, deve usare il Modello Redditi PF che include il Quadro RR.
  • Chi ha redditi misti (es. lavoro dipendente + partita IVA in regime ordinario): in alcuni casi può fare il 730 integrativo o può optare per il Modello Redditi PF completo con Quadro RR.
  • I forfettari: usano obbligatoriamente il Modello Redditi PF con il Quadro LM (per la tassazione) e il Quadro RR (per i contributi). NON possono usare il 730 per dichiarare i redditi forfettari.

Per un confronto tra i due modelli e quando scegliere uno o l’altro, consulta la nostra guida sugli errori comuni del 730 2026. Utile anche la sezione sul Quadro F del Modello 730/2026 per chi ha entrambe le fonti di reddito.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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Domande frequenti (FAQ)

Chi non deve compilare il Quadro RR?

Non compilano il Quadro RR: i lavoratori dipendenti (coperti dall’azienda), i pensionati senza partita IVA, i professionisti iscritti esclusivamente a casse private (es. avvocati con Cassa Forense, medici con ENPAM), e chi ha una partita IVA ma non ha prodotto reddito nel 2025.

Se ho aderito al CPB ma poi ho ritirato l’adesione, devo compilare la Sezione III?

No. Se l’adesione al CPB è stata ritirata o revocata entro i termini previsti, la Sezione III del Quadro RR non va compilata e i contributi si calcolano esclusivamente sul reddito effettivo nelle sezioni I e II.

I contributi INPS del Quadro RR si possono pagare a rate?

I contributi emergenti dalla dichiarazione (saldo e acconti) non sono rateizzabili con la procedura standard da dichiarazione (a differenza delle imposte IRPEF). Tuttavia, chi ha già debiti contributivi pregressi può accedere alla rateizzazione INPS fino a 60 rate separatamente.

Cosa succede se non verso i contributi entro la scadenza?

Scattano le sanzioni INPS: 30% dell’importo non versato (ridotte con ravvedimento operoso). Gli interessi di mora si aggiungono alla sanzione. Il mancato versamento incide anche sui requisiti per prestazioni future (disoccupazione, maternità, pensione). Si consiglia sempre il ravvedimento immediato.

Come si calcola l’acconto per il 2026 nel Quadro RR?

L’acconto 2026 si calcola applicando le aliquote contributive al reddito 2025 (metodo storico) oppure al reddito 2026 stimato (metodo previsionale, se inferiore). Il metodo storico è il più semplice: si prende la base contributiva 2025 e si calcolano i contributi con le stesse aliquote. La prima rata (40%) scade il 30 giugno 2026, la seconda (60%) il 30 novembre 2026.

Posso non versare il CPB e pagare le sanzioni invece?

Chi ha aderito al CPB è obbligato a rispettare i termini dell’accordo. Il mancato versamento dei contributi aggiuntivi da CPB (Sezione III del Quadro RR) comporta la decadenza dal concordato con conseguente ripristino della piena tassazione ordinaria più sanzioni. Non è conveniente.

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Conclusione: la consulenza CAF per il Quadro RR

Il Quadro RR 2026 è uno dei quadri più articolati del Modello Redditi PF, con un impatto diretto sulla liquidità dei contribuenti: un errore nel calcolo dei contributi può costare centinaia o migliaia di euro in sanzioni e interessi.

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste artigiani, commercianti, professionisti e forfettari nella compilazione corretta del Quadro RR, nel raccordo con il Concordato Preventivo Biennale e nel versamento puntuale dei contributi INPS. Per appuntamento o informazioni:

  • Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine
  • Telefono: 0432 1638640
  • WhatsApp: 366 6018121
  • Email: info@centrofiscale.com

Fonti ufficiali di riferimento: Circolare INPS n. 31/2025 (aliquote e massimali 2025); Istruzioni Modello Redditi PF 2026 (Agenzia delle Entrate); D.Lgs. 13/2024 (Concordato Preventivo Biennale); L. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025); Messaggi INPS aggiornamento massimale 2025.

Maggio 28, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/10/Modello-730-1-e1697092544252.png 625 940 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-28 20:58:502026-09-27 09:14:30Quadro RR 2026: Come Compilare Contributi INPS e CPB nel Modello Redditi

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