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Tag Archivio per: contributi INPS regime forfettario

PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Co.Co.Co. Sportivo e Partita IVA Forfettaria 2026: Guida Completa alla Compatibilita

società sportiva SSD

Aggiornato a marzo 2026 – Sei un istruttore sportivo con un contratto Co.Co.Co. e stai pensando di aprire partita IVA forfettaria? Oppure hai già una P.IVA e vuoi capire se puoi accettare anche compensi sportivi? La buona notizia è che le due forme sono perfettamente compatibili, ma ci sono regole precise da conoscere per non perdere i benefici fiscali. In questa guida completa analizziamo tutto: soglie, contributi INPS, tassazione e esempi pratici con calcoli reali.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il Contratto Co.Co.Co. Sportivo
  2. Le Soglie di Esenzione Fiscale 2026
  3. Requisiti Regime Forfettario 2026
  4. Compatibilità Co.Co.Co. e Forfettario
  5. Contributi INPS: Come Funzionano
  6. Esempi Pratici con Calcoli Dettagliati
  7. Obblighi Fiscali e Dichiarativi
  8. Quando Conviene Aprire P.IVA
  9. Domande Frequenti

Cos’è il Contratto Co.Co.Co. Sportivo

Il contratto di collaborazione coordinata e continuativa sportiva (Co.Co.Co. sportivo) è una forma contrattuale introdotta dal D.Lgs. 36/2021 (Riforma dello Sport), entrata pienamente in vigore dal 1° luglio 2023. Si tratta di una tipologia contrattuale specifica per il settore sportivo dilettantistico che permette alle associazioni e società sportive dilettantistiche (ASD/SSD) di instaurare rapporti di lavoro con istruttori, allenatori, preparatori e altri collaboratori sportivi.

Le caratteristiche distintive del Co.Co.Co. sportivo sono:

  • Coordinamento con l’ente sportivo: il lavoratore organizza la propria attività seguendo le direttive dell’ASD/SSD
  • Continuità della prestazione: non si tratta di prestazioni occasionali, ma di un rapporto stabile nel tempo
  • Prevalenza personale: il lavoro viene svolto personalmente dal collaboratore
  • Assenza di vincolo di subordinazione: diversamente dal lavoro dipendente, il collaboratore mantiene autonomia organizzativa

Chi può avere un Co.Co.Co. sportivo? Questo contratto è riservato a figure professionali del mondo sportivo dilettantistico: istruttori di nuoto, fitness, tennis, calcio, pallavolo, preparatori atletici, allenatori di squadre giovanili, direttori tecnici e altre figure previste dai regolamenti delle federazioni sportive.

Le Soglie di Esenzione Fiscale 2026

Uno dei principali vantaggi del Co.Co.Co. sportivo è il regime fiscale agevolato. Per il 2026, le soglie di esenzione sono confermate come segue:

Fascia di CompensoTassazione IRPEFContributi INPS
0 – 5.000 euroEsenteEsenti
5.001 – 15.000 euroEsenteDovuti (con riduzione 50%)
Oltre 15.000 euroTassati (solo parte eccedente)Dovuti

Soglia 5.000 euro: esenzione totale

I compensi sportivi fino a 5.000 euro annui lordi sono completamente esenti sia da IRPEF che da contributi INPS. Questa soglia è cumulativa: se lavori per più ASD/SSD, devi sommare tutti i compensi ricevuti. Ad esempio, se ricevi 3.000 euro da un’ASD e 4.000 euro da un’altra, il totale di 7.000 euro supera la soglia dei 5.000 euro.

Soglia 15.000 euro: esenzione solo IRPEF

I compensi tra 5.001 e 15.000 euro restano esenti da IRPEF, ma sono soggetti a contributi INPS. La contribuzione si calcola sulla parte eccedente i 5.000 euro, con una riduzione del 50% dell’imponibile contributivo valida fino al 31 dicembre 2027.

Oltre 15.000 euro: tassazione ordinaria

Superata la soglia di 15.000 euro, i compensi eccedenti vengono tassati secondo le aliquote IRPEF ordinarie. La tassazione si applica solo sulla parte che supera i 15.000 euro, non sull’intero importo.

Requisiti Regime Forfettario 2026

Per comprendere la compatibilità tra Co.Co.Co. sportivo e partita IVA forfettaria, è fondamentale conoscere i requisiti del regime forfettario 2026:

Limite di ricavi: 85.000 euro

Il limite principale è quello dei ricavi/compensi: per restare nel regime forfettario, non devi superare 85.000 euro annui di fatturato dalla tua attività con partita IVA. Se superi questa soglia ma resti sotto i 100.000 euro, esci dal regime forfettario dall’anno successivo. Se superi i 100.000 euro, l’uscita è immediata.

Limite redditi da lavoro dipendente: 35.000 euro

Attenzione a questo requisito: se nell’anno precedente hai percepito redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 35.000 euro (limite elevato per il 2025-2026, in precedenza era 30.000 euro), non puoi accedere al forfettario. Tuttavia, i compensi sportivi Co.Co.Co. NON rientrano in questo limite, come vedremo nel prossimo paragrafo.

Altre cause di esclusione

  • Spese per dipendenti: non devi aver sostenuto spese per lavoro dipendente superiori a 20.000 euro lordi
  • Partecipazioni societarie: non puoi possedere quote in società di persone o controllare SRL con attività riconducibile alla tua
  • Ex datore di lavoro: se oltre il 50% dei tuoi compensi deriva dal tuo ex datore di lavoro dei 2 anni precedenti, sei escluso
  • Regimi speciali IVA: non puoi utilizzare contemporaneamente regimi speciali IVA

Aliquote del regime forfettario

TipologiaAliquotaRequisiti
Start-up5%Primi 5 anni, nuova attività
Ordinaria15%Dal 6° anno o senza requisiti start-up

Il reddito imponibile si calcola applicando un coefficiente di redditività ai ricavi. Per le attività sportive (codice ATECO 85.51 e simili), il coefficiente è del 78%.

Compatibilità Co.Co.Co. Sportivo e P.IVA Forfettaria

Arriviamo alla domanda centrale: si può avere contemporaneamente un Co.Co.Co. sportivo e una partita IVA forfettaria? La risposta è sì, sono perfettamente compatibili.

Perché sono compatibili

I compensi sportivi percepiti con Co.Co.Co. sono classificati fiscalmente come redditi diversi (art. 67, comma 1, lettera m del TUIR) e non come redditi da lavoro dipendente o assimilati. Questo significa che:

  • Non contano ai fini del limite 35.000 euro di redditi da lavoro dipendente/assimilato
  • Non contano ai fini del limite 85.000 euro di ricavi forfettari (sono redditi separati)
  • Non creano incompatibilità con il regime forfettario

Questa interpretazione è confermata dalla Circolare Agenzia delle Entrate 10/E del 4 aprile 2016 e dalla Risoluzione 64/E del 2019, che chiariscono la natura dei compensi sportivi e la loro compatibilità con altri regimi fiscali.

Come si cumulano i redditi

I due redditi vengono dichiarati separatamente e tassati con regole diverse:

  • Reddito forfettario: tassato con imposta sostitutiva 5% o 15%
  • Compensi sportivi fino a 15.000 euro: esenti IRPEF
  • Compensi sportivi oltre 15.000 euro: tassati con IRPEF ordinaria (solo la parte eccedente)

Contributi INPS: Come Funzionano

La gestione contributiva è uno degli aspetti più complessi quando si combinano Co.Co.Co. sportivo e P.IVA forfettaria. Vediamo nel dettaglio come funzionano i contributi INPS 2026.

Contributi sul Co.Co.Co. sportivo

I collaboratori sportivi sono iscritti alla Gestione Separata INPS. Le aliquote 2026, secondo la Circolare INPS n. 8/2026, sono:

SituazioneAliquota IVSAliquota totale
Senza altra copertura previdenziale25%27,03% (+ contributi minori)
Con altra copertura (es. P.IVA)24%24%

Riduzione 50% fino al 2027: per i lavoratori sportivi, l’imponibile contributivo è ridotto del 50% sulla parte eccedente i 5.000 euro. Questo significa che su 10.000 euro di compensi sportivi, i contributi si calcolano solo su 2.500 euro (metà di 5.000 euro eccedenti).

Ripartizione dell’onere: 2/3 a carico dell’ASD/SSD, 1/3 a carico del collaboratore.

Contributi sulla P.IVA forfettaria

Se sei iscritto alla Gestione Separata anche per la P.IVA (professionista senza cassa), l’aliquota 2026 è:

  • 26,07% se non hai altra copertura previdenziale
  • 24% se hai già altra copertura (es. dal Co.Co.Co. sportivo)

In caso di doppia iscrizione, puoi beneficiare dell’aliquota ridotta del 24% sulla P.IVA, poiché risulti già coperto dalla previdenza del Co.Co.Co.

Esempi Pratici con Calcoli Dettagliati

Vediamo ora tre esempi pratici con calcoli reali per capire concretamente quanto si paga e quanto resta netto.

Esempio 1: Istruttore di nuoto con P.IVA personal trainer

Situazione:

  • Co.Co.Co. sportivo presso piscina comunale: 12.000 euro/anno
  • P.IVA forfettaria come personal trainer: 28.000 euro/anno

Calcolo imposte e contributi:

Compensi sportivi (12.000 euro):

  • IRPEF: 0 euro (sotto soglia 15.000 euro, esente)
  • Contributi INPS: base imponibile = (12.000 – 5.000) x 50% = 3.500 euro
  • Contributi dovuti: 3.500 x 24% = 840 euro (di cui 280 euro a carico del lavoratore)

Reddito forfettario (28.000 euro):

  • Reddito imponibile: 28.000 x 78% = 21.840 euro
  • Imposta sostitutiva (15%): 21.840 x 15% = 3.276 euro
  • Contributi INPS (24%): 21.840 x 24% = 5.242 euro

Totale imposte e contributi annui:

  • IRPEF/Imposta sostitutiva: 3.276 euro
  • Contributi totali a carico: 280 + 5.242 = 5.522 euro
  • Totale: 8.798 euro

Reddito netto annuo: 40.000 – 8.798 = 31.202 euro (circa 2.600 euro/mese)

Esempio 2: Personal trainer con doppia attività intensa

Situazione:

  • Co.Co.Co. sportivo presso 2 palestre: 8.000 euro/anno
  • P.IVA forfettaria (corsi privati + online): 45.000 euro/anno

Calcolo imposte e contributi:

Compensi sportivi (8.000 euro):

  • IRPEF: 0 euro (esente)
  • Contributi INPS: base = (8.000 – 5.000) x 50% = 1.500 euro
  • Contributi dovuti: 1.500 x 24% = 360 euro (120 euro a carico lavoratore)

Reddito forfettario (45.000 euro):

  • Reddito imponibile: 45.000 x 78% = 35.100 euro
  • Imposta sostitutiva (15%): 35.100 x 15% = 5.265 euro
  • Contributi INPS (24%): 35.100 x 24% = 8.424 euro

Totale imposte e contributi: 5.265 + 120 + 8.424 = 13.809 euro

Reddito netto annuo: 53.000 – 13.809 = 39.191 euro (circa 3.266 euro/mese)

Esempio 3: Fisioterapista sportivo (caso limite)

Situazione:

  • Co.Co.Co. sportivo presso società calcio: 20.000 euro/anno
  • P.IVA forfettaria come fisioterapista: 60.000 euro/anno

Verifica compatibilità: OK – il Co.Co.Co. sportivo non conta per il limite 85.000 euro forfettario né per il limite 35.000 euro redditi dipendenti.

Calcolo imposte e contributi:

Compensi sportivi (20.000 euro):

  • IRPEF su parte eccedente 15.000: (20.000 – 15.000) x 23% = 1.150 euro
  • Contributi INPS: base = (20.000 – 5.000) x 50% = 7.500 euro
  • Contributi dovuti: 7.500 x 24% = 1.800 euro (600 euro a carico lavoratore)

Reddito forfettario (60.000 euro):

  • Reddito imponibile: 60.000 x 78% = 46.800 euro
  • Imposta sostitutiva (15%): 46.800 x 15% = 7.020 euro
  • Contributi INPS (24%): 46.800 x 24% = 11.232 euro

Totale imposte e contributi: 1.150 + 600 + 7.020 + 11.232 = 20.002 euro

Reddito netto annuo: 80.000 – 20.002 = 59.998 euro (circa 5.000 euro/mese)

Obblighi Fiscali e Dichiarativi

Chi ha sia Co.Co.Co. sportivo che P.IVA forfettaria deve presentare il Modello Redditi Persone Fisiche (ex Unico). Ecco i quadri da compilare:

Quadri del Modello Redditi PF

  • Quadro LM: per il reddito forfettario (sezione II per forfettari)
  • Quadro RL: per i compensi sportivi (rigo RL21/RL22 per redditi diversi)
  • Quadro RR: per i contributi INPS Gestione Separata

Certificazione Unica (CU)

L’ASD/SSD che ti corrisponde i compensi sportivi deve rilasciarti la Certificazione Unica entro il 16 marzo di ogni anno. Questo documento riporta i compensi erogati e le eventuali ritenute/contributi.

Scadenze 2026

AdempimentoScadenza
Ricezione CU dall’ASD16 marzo 2026
Dichiarazione Redditi PF30 settembre 2026
Saldo imposte + 1° acconto30 giugno 2026
2° acconto imposte30 novembre 2026

Quando Conviene Aprire Partita IVA

Non sempre conviene aprire partita IVA se hai già un Co.Co.Co. sportivo. Ecco una checklist decisionale:

Conviene aprire P.IVA se:

  • Hai clienti privati che vogliono fattura
  • Vuoi offrire servizi a palestre/centri sportivi come fornitore esterno
  • I tuoi compensi sportivi sono stabili e vuoi diversificare
  • Vuoi dedurre costi (nel forfettario solo in modo forfettario)
  • Hai prospettive di crescita oltre i limiti del Co.Co.Co.

Non conviene aprire P.IVA se:

  • I compensi sportivi sono già sufficienti
  • Non hai clienti esterni all’ASD
  • Vuoi mantenere la semplicità gestionale
  • Rischi di superare i limiti del forfettario

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Domande Frequenti

Posso avere Co.Co.Co. sportivo e P.IVA forfettaria insieme?

Sì, le due forme sono perfettamente compatibili. I compensi sportivi sono classificati come redditi diversi e non interferiscono con i requisiti del regime forfettario.

I compensi sportivi contano per il limite 85.000 euro del forfettario?

No, i compensi sportivi da Co.Co.Co. non rientrano nel calcolo dei ricavi/compensi forfettari. Sono redditi di natura diversa e vengono dichiarati separatamente.

Cosa succede se supero 35.000 euro di compensi sportivi?

I compensi sportivi non sono redditi da lavoro dipendente, quindi non contano ai fini del limite 35.000 euro per l’accesso al forfettario. Puoi percepire qualsiasi importo di compensi sportivi senza perdere il diritto al regime forfettario.

Devo emettere fattura per i compensi sportivi?

No, i compensi sportivi da Co.Co.Co. non richiedono fattura. L’ASD/SSD ti rilascia una ricevuta o un cedolino e ti fornisce la Certificazione Unica a fine anno.

Posso avere più Co.Co.Co. con diverse ASD?

Sì, puoi collaborare con più associazioni sportive. Ricorda però che le soglie di esenzione (5.000 e 15.000 euro) sono cumulative: devi sommare tutti i compensi ricevuti da tutte le ASD/SSD.

Quali contributi pago in totale?

Se hai entrambe le attività, paghi: contributi sul Co.Co.Co. (24% sulla base ridotta al 50%, di cui 1/3 a tuo carico) + contributi sulla P.IVA (24% sul reddito forfettario, avendo già altra copertura). L’aliquota ridotta del 24% anziché 26,07% si applica perché risulti già coperto previdenzialmente.

Come dichiaro i redditi delle due attività?

Devi presentare il Modello Redditi PF, compilando il Quadro LM per il reddito forfettario e il Quadro RL per i compensi sportivi. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella compilazione corretta.

Conviene aprire P.IVA se ho compensi sportivi stabili?

Dipende dalla tua situazione. Se hai già compensi sportivi significativi (oltre 10-15.000 euro) e la possibilità di acquisire clienti privati, la P.IVA forfettaria può essere un ottimo complemento. Se invece i compensi sportivi ti bastano e non hai prospettive di clientela esterna, potrebbe non convenire aggiungere gli adempimenti della partita IVA.

Hai bisogno di assistenza?

La gestione fiscale di Co.Co.Co. sportivo e partita IVA forfettaria richiede attenzione. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella valutazione della tua situazione, nell’apertura della partita IVA e nella corretta compilazione della dichiarazione dei redditi.

Contattaci:

  • Telefono: 0432 1638640
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Marzo 12, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/guida-SSD.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-12 12:51:312026-10-11 22:15:46Co.Co.Co. Sportivo e Partita IVA Forfettaria 2026: Guida Completa alla Compatibilita
Geometri

Contributi CIPAG 2026: Guida Completa Aliquote e Scadenze per Geometri

regime forfettario partita iva

Se sei un geometra iscritto alla CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza Geometri), è fondamentale conoscere gli obblighi contributivi per il 2026. Quest’anno porta importanti conferme sulle aliquote e introduce novità che entreranno in vigore dal 2027, con un aumento previsto al 22%.

In questa guida completa scoprirai quanto devi versare, come si calcolano i contributi, quali scadenze rispettare e quali agevolazioni sono disponibili per i neo-iscritti. Ti spiegheremo anche come gestire correttamente il contributo integrativo in fattura, un aspetto spesso fonte di dubbi.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la CIPAG e chi deve iscriversi
  2. Aliquote Contributive 2026
  3. Contributo Minimo 4.205 euro
  4. Come si Calcolano i Contributi CIPAG
  5. Contributo Integrativo in Fattura
  6. Scadenze Versamenti 2026
  7. Agevolazioni per Geometri Under 30
  8. Sanzioni per Mancato Pagamento
  9. Novità: Aumento al 22% dal 2027
  10. Domande Frequenti

Cos’è la CIPAG e chi deve iscriversi

La CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza Geometri) è l’ente previdenziale obbligatorio per tutti i geometri liberi professionisti iscritti all’Albo. Non si tratta di un’assicurazione facoltativa: l’iscrizione è automatica e obbligatoria dal momento in cui apri partita IVA come geometra e inizi l’attività professionale.

La CIPAG gestisce la previdenza (pensione di vecchiaia, invalidità, superstiti) e l’assistenza (indennità di maternità, sussidi per malattia) dei geometri. A differenza dell’INPS, che si occupa dei lavoratori dipendenti, la CIPAG è una cassa privatizzata riservata esclusivamente alla categoria dei geometri.

Chi deve iscriversi:

  • Geometri con partita IVA individuale iscritti all’Albo professionale
  • Geometri che esercitano in forma di società tra professionisti (STP)
  • Anche chi opera in regime forfettario è obbligato al versamento

Chi NON deve iscriversi:

  • Geometri dipendenti a tempo pieno (coperti da INPS)
  • Geometri pensionati che non esercitano più attività professionale
  • Chi ha sospeso l’iscrizione all’Albo (ma attenzione: la sospensione non è automatica, va richiesta formalmente)

L’iscrizione va effettuata entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA. Il mancato rispetto comporta l’applicazione di sanzioni e interessi di mora.


Aliquote Contributive 2026

I contributi CIPAG 2026 si compongono di tre voci principali, ciascuna con una propria aliquota. È importante capire la differenza tra queste voci perché si calcolano in modo diverso e hanno finalità distinte.

1. Contributo Soggettivo (20%)

Il contributo soggettivo è la componente principale dei versamenti alla CIPAG. Serve per finanziare la tua futura pensione (vecchiaia, invalidità, superstiti). L’aliquota per il 2026 rimane al 20% del reddito professionale netto, confermata rispetto agli anni precedenti.

Questo significa che, se nel 2026 dichiari un reddito professionale di 30.000 euro, dovrai versare 6.000 euro di contributo soggettivo (20% di 30.000). Il reddito professionale è quello dichiarato nel modello Redditi o nel 730, al netto delle spese deducibili.

Attenzione: Se il tuo reddito è basso o nullo, sei comunque tenuto a versare il contributo minimo (vedi sezione dedicata), che per il 2026 è pari a 4.205 euro.

2. Contributo Integrativo (5%)

Il contributo integrativo ha un’aliquota del 5% e si applica sul volume d’affari, cioè sul totale dei compensi fatturati ai clienti (IVA esclusa). A differenza del contributo soggettivo, che si calcola sul reddito netto, l’integrativo si basa sul fatturato lordo.

Questo contributo ha una particolarità importante: va addebitato in fattura al cliente, proprio come l’IVA. In pratica, quando emetti una fattura per una prestazione professionale, devi aggiungere il 5% di contributo integrativo che il cliente ti pagherà insieme al compenso. Tu poi lo verserai alla CIPAG.

Esempio di fattura:

  • Compenso professionale: 1.000 euro
  • Contributo integrativo 5%: 50 euro
  • Imponibile totale: 1.050 euro
  • IVA 22% su 1.050: 231 euro
  • Totale fattura: 1.281 euro

I 50 euro di contributo integrativo li incassi dal cliente, ma dovrai versarli alla CIPAG nelle scadenze previste.

3. Contributo di Maternità (0,50%)

Il contributo di maternità è un versamento solidale, obbligatorio per tutti gli iscritti (uomini e donne), e serve a finanziare l’indennità di maternità e l’indennità di paternità. L’aliquota per il 2026 è dello 0,50% del reddito professionale netto.

Si tratta di un importo relativamente contenuto: su un reddito di 30.000 euro, il contributo di maternità è di 150 euro annui (0,50% di 30.000).

Riepilogo aliquote 2026:

  • Contributo soggettivo: 20% del reddito netto
  • Contributo integrativo: 5% del fatturato (addebitabile in fattura)
  • Contributo maternità: 0,50% del reddito netto

Contributo Minimo 4.205 euro

Anche se il tuo reddito professionale è basso o addirittura nullo, la CIPAG ti richiede il versamento di un contributo minimo. Per il 2026, l’importo del contributo minimo è pari a 4.205 euro, confermato rispetto al 2025.

Questo significa che, indipendentemente da quanto guadagni, sei tenuto a versare almeno questa somma per mantenere la tua posizione previdenziale attiva e maturare i requisiti per la pensione.

A chi si applica il contributo minimo

Il contributo minimo scatta quando il 20% del tuo reddito professionale risulta inferiore a 4.205 euro. In altre parole, se il tuo reddito annuo è inferiore a 21.025 euro, paghi comunque il minimo di 4.205 euro.

Esempio pratico:

  • Geometra A – Reddito 2026: 15.000 euro – 20% = 3.000 euro – Si applica il minimo di 4.205 euro
  • Geometra B – Reddito 2026: 25.000 euro – 20% = 5.000 euro – Si versa 5.000 euro (sopra il minimo)
  • Geometra C – Reddito 2026: 0 euro (primo anno di attività) – Si versa comunque 4.205 euro

Il contributo minimo rappresenta un impegno economico significativo, soprattutto per chi inizia l’attività o attraversa un periodo di fatturato basso.


Come si Calcolano i Contributi CIPAG

Capire come si calcolano i contributi CIPAG 2026 è fondamentale per pianificare correttamente i tuoi versamenti. Vediamo tre esempi pratici con diversi livelli di reddito.

Esempio 1: Reddito 20.000 euro

Geometra con reddito professionale di 20.000 euro e fatturato totale di 28.000 euro.

  • Contributo soggettivo: 20.000 x 20% = 4.000 euro – Si applica il minimo di 4.205 euro
  • Contributo maternità: 20.000 x 0,50% = 100 euro
  • Contributo integrativo: 28.000 x 5% = 1.400 euro

Totale: 4.305 euro (più 1.400 euro integrativo già incassati dai clienti)

Esempio 2: Reddito 40.000 euro

Geometra con reddito di 40.000 euro e fatturato di 55.000 euro.

  • Contributo soggettivo: 40.000 x 20% = 8.000 euro
  • Contributo maternità: 40.000 x 0,50% = 200 euro
  • Contributo integrativo: 55.000 x 5% = 2.750 euro

Totale: 8.200 euro (più 2.750 euro integrativo)

Esempio 3: Reddito 60.000 euro

Geometra con reddito di 60.000 euro e fatturato di 80.000 euro.

  • Contributo soggettivo: 60.000 x 20% = 12.000 euro
  • Contributo maternità: 60.000 x 0,50% = 300 euro
  • Contributo integrativo: 80.000 x 5% = 4.000 euro

Totale: 12.300 euro (più 4.000 euro integrativo)


Contributo Integrativo in Fattura

Il contributo integrativo del 5% va addebitato in fattura al cliente. Vediamo come funziona in pratica.

Struttura di una fattura corretta:

  1. Compenso professionale: 1.500 euro
  2. Contributo integrativo CIPAG 5%: 75 euro
  3. Imponibile IVA: 1.575 euro
  4. IVA 22%: 346,50 euro
  5. Totale fattura: 1.921,50 euro

Regime forfettario

Se operi in regime forfettario, devi comunque addebitare il contributo integrativo 5%, ma senza IVA.

Esempio: Compenso 1.000 euro + Contributo 5% (50 euro) = Totale 1.050 euro


Scadenze Versamenti 2026

I contributi CIPAG 2026 vanno versati in quattro rate trimestrali:

RataScadenzaNote
Prima rata31 maggio 202625% importo annuo
Seconda rata31 agosto 202625% importo annuo
Terza rata30 novembre 202625% importo annuo
Quarta rata28 febbraio 2027Saldo conguaglio

È fondamentale rispettare queste scadenze per evitare sanzioni e interessi di mora.


Agevolazioni per Geometri Under 30

Se sei un geometra under 30 che si iscrive per la prima volta alla CIPAG, hai diritto a significative agevolazioni contributive nei primi cinque anni.

Riduzione nei primi 2 anni

Durante i primi due anni, paghi solo un quarto del contributo soggettivo minimo.

  • Contributo ordinario: 4.205 euro
  • Contributo agevolato: 1.051 euro
  • Risparmio: 3.154 euro/anno

Risparmio totale 5 anni

Un geometra under 30 risparmia oltre 12.600 euro nei primi 5 anni grazie alle agevolazioni!


Sanzioni per Mancato Pagamento

Non versare i contributi CIPAG comporta interessi di mora al 5,5% annuo e sanzioni amministrative dal 2% al 10% in base ai mesi di ritardo.

Ravvedimento operoso

Se regolarizzi spontaneamente, puoi ridurre le sanzioni:

  • Entro 14 giorni: 0,1% per giorno
  • Entro 30 giorni: 1,5%
  • Entro 90 giorni: 1,67%

Novità: Aumento al 22% dal 2027

Dal 1 gennaio 2027 l’aliquota del contributo soggettivo aumenterà dal 20% al 22%. Questo incremento è necessario per garantire la sostenibilità del sistema previdenziale.

Quanto pagherai in più

  • Reddito 30.000 euro: +600 euro/anno
  • Reddito 40.000 euro: +800 euro/anno
  • Reddito 50.000 euro: +1.000 euro/anno
  • Reddito 60.000 euro: +1.200 euro/anno

È consigliabile pianificare il budget e valutare un eventuale adeguamento delle tariffe professionali.


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Domande Frequenti sui Contributi CIPAG 2026

Posso versare i contributi CIPAG in unica soluzione?

Sì, puoi versare l’intero importo annuale in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2026. Tuttavia, non ci sono vantaggi economici nel pagare anticipatamente.

Se chiudo la partita IVA a metà anno, devo versare i contributi per l’intero anno?

No, i contributi sono dovuti solo per i mesi di effettiva attività professionale. Devi comunicare formalmente la cessazione alla CIPAG entro 60 giorni.

I contributi CIPAG sono deducibili dal reddito?

Sì, i contributi previdenziali CIPAG sono interamente deducibili dal reddito professionale ai fini IRPEF. Questo riduce il reddito imponibile e le tasse da pagare.

Cosa succede se dimentico di addebitare il contributo integrativo in fattura?

Perdi definitivamente quel compenso: non puoi emettere una nota integrativa successiva. Inoltre, sei comunque tenuto a versare l’integrativo alla CIPAG, quindi la perdita è a tuo carico.

Come faccio a sapere se ho diritto alle agevolazioni under 30?

Hai diritto alle agevolazioni se al momento della prima iscrizione hai meno di 30 anni. L’agevolazione non è automatica: devi presentare domanda formale entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA.

Posso rateizzare un debito contributivo pregresso?

Sì, puoi richiedere un piano di rateizzazione fino a 72 rate mensili. Devi presentare domanda formale alla CIPAG, che valuterà la tua situazione economica.


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Gestire correttamente i contributi CIPAG 2026 è fondamentale per evitare sanzioni, ottimizzare la tua posizione previdenziale e pianificare con serenità la tua attività professionale. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per:

  • Calcolare l’importo esatto dei contributi da versare
  • Verificare se hai diritto alle agevolazioni under 30
  • Compilare correttamente il modello F24 per i versamenti
  • Regolarizzare eventuali debiti contributivi con ravvedimento operoso o rateizzazione
  • Ottimizzare la tua posizione fiscale e previdenziale

Il nostro servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online, per offrirti assistenza ovunque ti trovi.

Contattaci al 0432 504432 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Leggi anche: Guida completa alla Partita IVA Geometra 2026

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PARTITA IVA

Part-time con Partita IVA: Quando i Contributi INPS Restano Dovuti nel 2026

regime forfettario partita iva

Sempre più professionisti si trovano a gestire contemporaneamente un lavoro dipendente part-time e una Partita IVA. Una situazione comune, ad esempio, per chi lavora come impiegato part-time e nel tempo libero svolge consulenze autonome, oppure per chi mantiene un contratto a tempo parziale mentre avvia la propria attività.

La domanda che sorge spontanea è: devo pagare i contributi INPS per entrambe le attività? La risposta non è semplice e dipende da diversi fattori: il tipo di gestione previdenziale, il reddito complessivo, il regime fiscale adottato e le specifiche normative INPS.

In questa guida approfondita analizziamo quando i contributi INPS restano dovuti anche in presenza di doppio lavoro, quali sono i casi di esonero contributivo, e come funzionano le regole specifiche per chi è in regime forfettario.

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La Normativa sui Contributi INPS: Gestione Separata e Altre Casse

Per comprendere quando i contributi INPS restano dovuti anche con un lavoro part-time, è fondamentale conoscere le diverse gestioni previdenziali previste dall’ordinamento italiano.

Gestione Separata INPS (Legge 335/1995)

La Gestione Separata INPS è stata istituita con la Legge 8 agosto 1995, n. 335 (Riforma Dini) e riguarda i lavoratori autonomi che non hanno una propria cassa professionale. Sono iscritti alla Gestione Separata:

  • Professionisti senza cassa (consulenti, formatori, web designer, copywriter, ecc.)
  • Collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.)
  • Amministratori di società
  • Venditori porta a porta
  • Lavoratori autonomi occasionali (oltre i 5.000 euro annui)

L’aliquota contributiva 2026 per la Gestione Separata è pari al 26,07% per i non pensionati e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie. Tuttavia, questa aliquota si riduce quando il soggetto è già coperto da altra forma pensionistica obbligatoria (come un lavoro dipendente).

Gestione Commercianti e Artigiani

Se la tua Partita IVA riguarda un’attività commerciale o artigianale, devi iscriverti alla relativa gestione INPS. I contributi per commercianti e artigiani nel 2026 prevedono:

  • Contributo fisso minimo: circa 4.200 euro annui (indipendentemente dal reddito)
  • Contributo eccedente: 24% sul reddito eccedente il minimale
  • Contributo maternità: 0,62% sul minimale

Questi contributi sono sempre dovuti, anche se hai un lavoro dipendente part-time. Non esiste esonero contributivo per commercianti e artigiani che svolgono contemporaneamente lavoro dipendente.

Casse Professionali Private (Avvocati, Ingegneri, Medici, ecc.)

Le casse professionali privatizzate (come Cassa Forense per gli avvocati, INARCASSA per ingegneri e architetti, ENPAM per i medici) hanno regolamenti autonomi. Generalmente, non prevedono esonero contributivo per chi svolge contemporaneamente lavoro dipendente, e i contributi vanno versati indipendentemente da altre coperture previdenziali.

Esonero Contributivo: Quando Si Applica e Limiti

L’esonero contributivo per i titolari di Partita IVA con lavoro dipendente è previsto solo per chi è iscritto alla Gestione Separata INPS e già coperto da altra forma pensionistica obbligatoria.

Requisiti per l’Esonero (Art. 2, comma 26, Legge 335/1995)

Secondo l’articolo 2, comma 26 della Legge 335/1995, come modificato dalla Legge 326/2003, l’esonero dal versamento dei contributi alla Gestione Separata si applica quando:

  1. Il soggetto è già iscritto ad altra forma pensionistica obbligatoria (lavoro dipendente, commercianti, artigiani, cassa professionale)
  2. Il soggetto è già titolare di pensione diretta

In pratica: se hai un contratto di lavoro dipendente part-time (che ti iscrive automaticamente all’INPS gestione lavoratori dipendenti) e apri una Partita IVA in Gestione Separata, non devi versare i contributi alla Gestione Separata per l’attività autonoma.

Aliquota Ridotta per Chi Non Ha Diritto all’Esonero Totale

Attenzione: l’esonero non è automatico. Se sei iscritto alla Gestione Separata ma non rientri nei casi sopra citati, dovrai comunque versare i contributi, seppur con aliquota ridotta:

  • 24% se sei già pensionato o iscritto ad altra gestione obbligatoria
  • 26,07% se non sei coperto da altra forma pensionistica

Fonte: Circolare INPS n. 12 del 3 febbraio 2020 – “Aliquote contributive Gestione Separata”.

Tabella Riepilogativa: Quando Si Pagano i Contributi

SituazioneGestione P.IVAContributi Dovuti?Aliquota
Part-time dipendente + P.IVA professionaleGestione SeparataNO (esonero)0%
Part-time dipendente + P.IVA commercioCommerciantiSÌFisso ~4.200€ + 24% eccedente
Part-time dipendente + P.IVA artigianoArtigianiSÌFisso ~4.200€ + 24% eccedente
Part-time dipendente + P.IVA professionale con cassaCassa privataSÌVariabile (dipende dalla cassa)
Pensionato + P.IVA professionaleGestione SeparataNO (esonero)0%

Quando i Contributi Restano Dovuti: Casi Specifici

Nonostante l’esonero contributivo previsto dalla legge, esistono situazioni particolari in cui i contributi alla Gestione Separata INPS restano comunque dovuti, anche in presenza di lavoro dipendente part-time.

Caso 1: Attività Occasionale Oltre i 5.000 Euro

Se svolgi prestazioni occasionali (senza Partita IVA) che superano i 5.000 euro lordi annui, scatta l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata e il versamento dei contributi, anche se hai un lavoro dipendente. In questo caso, però, l’aliquota è ridotta al 24% perché sei già coperto da altra forma pensionistica.

Fonte: Circolare INPS n. 104 del 18 novembre 2003.

Caso 2: Collaborazione Coordinata e Continuativa (Co.Co.Co.)

Se il tuo “lavoro autonomo” è configurato come collaborazione coordinata e continuativa, i contributi alla Gestione Separata sono sempre dovuti, con ripartizione 2/3 committente e 1/3 collaboratore. L’aliquota complessiva è del 26,07% se non sei pensionato né iscritto ad altra gestione, oppure 24% se hai già copertura previdenziale da lavoro dipendente.

Caso 3: Contributo di Solidarietà (DL 269/2003)

Anche se benefici dell’esonero contributivo per la Gestione Separata, esiste un contributo di solidarietà del 0,72% previsto dal Decreto Legge 30 settembre 2003, n. 269 (convertito nella Legge 326/2003). Questo contributo è dovuto sul reddito eccedente il massimale contributivo (pari a 119.650 euro per il 2026).

In pratica, se il tuo reddito complessivo da lavoro autonomo supera i 119.650 euro, dovrai versare lo 0,72% sulla parte eccedente, anche se sei esonerato dai contributi ordinari.

Caso 4: Cambio di Regime Fiscale Durante l’Anno

Se cambi regime fiscale durante l’anno (ad esempio, passi dal regime ordinario al forfettario o viceversa), l’INPS potrebbe richiedere il versamento dei contributi anche per periodi in cui credevi di essere esonerato. È importante comunicare tempestivamente all’INPS ogni variazione della tua situazione lavorativa.

Regime Forfettario e Lavoro Dipendente: Regole Specifiche

Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato più diffuso tra le Partite IVA in Italia. Ma si può accedere al forfettario avendo un lavoro dipendente part-time? E quali sono le implicazioni sui contributi INPS?

Requisiti di Accesso al Forfettario con Lavoro Dipendente

Secondo la Legge 190/2014 (Legge di Stabilità 2015), come modificata dalla Legge di Bilancio 2023, il regime forfettario è accessibile se rispetti questi limiti:

  • Ricavi/compensi annui fino a 85.000 euro
  • Spese per lavoro dipendente/collaboratori fino a 20.000 euro lordi annui
  • Costo beni strumentali (valore complessivo) fino a 20.000 euro

La novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge 197/2022) riguarda i redditi da lavoro dipendente. Fino al 2022, chi percepiva oltre 30.000 euro lordi da lavoro dipendente non poteva accedere al forfettario. Dal 2023, questo limite è stato abolito.

Quindi, ad oggi (2026), puoi avere un lavoro dipendente part-time con qualsiasi reddito e contemporaneamente una Partita IVA in regime forfettario, purché rispetti i limiti sopra indicati.

Contributi INPS in Regime Forfettario con Lavoro Dipendente

Se sei in regime forfettario e iscritto alla Gestione Separata INPS, mentre hai contemporaneamente un lavoro dipendente part-time, benefici dell’esonero contributivo per l’attività autonoma, come spiegato nei paragrafi precedenti.

In pratica:

  • Per il lavoro dipendente part-time: versamento regolare dei contributi INPS con ripartizione datore di lavoro/dipendente (circa 33% a carico datore, 9,19% a carico tuo)
  • Per l’attività in Partita IVA forfettaria (Gestione Separata): nessun contributo se hai già la copertura pensionistica da lavoro dipendente

Attenzione: Regime Forfettario con Gestione Commercianti/Artigiani

Se la tua Partita IVA forfettaria riguarda un’attività commerciale o artigianale, devi iscriverti alla relativa gestione INPS e versare i contributi fissi (circa 4.200 euro annui), indipendentemente dal fatto che tu abbia un lavoro dipendente. In questo caso, non c’è esonero contributivo.

Questa è una delle differenze più importanti tra Gestione Separata e Gestioni speciali (commercianti/artigiani).

Esempi Pratici con Calcoli

Vediamo alcuni esempi concreti per chiarire quando i contributi INPS sono dovuti e in che misura.

Esempio 1: Impiegato Part-time + Consulente Informatico

Situazione:
Mario lavora come impiegato part-time in un’azienda (18 ore settimanali) con reddito annuo lordo di 15.000 euro. Nel tempo libero svolge consulenze informatiche con Partita IVA in regime forfettario, con compensi annui di 25.000 euro.

Gestione previdenziale: Gestione Separata INPS (professionista senza cassa)

Contributi dovuti:

  • Sul lavoro dipendente: contributi INPS regolari con ripartizione datore/dipendente (circa 1.400 euro annui a carico di Mario)
  • Sulla Partita IVA: 0 euro (esonero contributivo perché già coperto da lavoro dipendente)

Risparmio: Se non avesse il lavoro dipendente, Mario dovrebbe versare il 26,07% di 25.000 euro = 6.517,50 euro di contributi Gestione Separata. Grazie all’esonero, risparmia questa cifra.

Esempio 2: Commessa Part-time + Negozio E-commerce

Situazione:
Laura lavora come commessa part-time (20 ore settimanali) con reddito annuo lordo di 12.000 euro. Apre una Partita IVA per vendere prodotti online (e-commerce) con ricavi annui di 30.000 euro.

Gestione previdenziale: Commercianti (attività di vendita)

Contributi dovuti:

  • Sul lavoro dipendente: contributi INPS regolari (circa 1.100 euro annui a carico di Laura)
  • Sulla Partita IVA: contributi fissi commercianti pari a circa 4.200 euro annui (contributo minimo) + 24% sul reddito eccedente il minimale

Totale contributi P.IVA: Considerando un reddito imponibile di circa 18.000 euro (60% forfettario sui 30.000 di ricavi), il contributo eccedente sarà: 24% di (18.000 – 17.504 minimale 2026) = circa 119 euro. Totale: 4.319 euro di contributi INPS commercianti.

Attenzione: In questo caso, Laura non beneficia dell’esonero perché la gestione commercianti ha regole diverse dalla Gestione Separata.

Esempio 3: Segretaria Part-time + Collaborazione Occasionale

Situazione:
Anna lavora come segretaria part-time con reddito annuo lordo di 10.000 euro. Svolge anche prestazioni occasionali di traduzione per 6.500 euro lordi annui, senza Partita IVA.

Gestione previdenziale: Gestione Separata INPS (prestazioni occasionali oltre 5.000 euro)

Contributi dovuti:

  • Sul lavoro dipendente: contributi INPS regolari (circa 920 euro annui a carico di Anna)
  • Sulle prestazioni occasionali: 24% di 6.500 euro = 1.560 euro (aliquota ridotta perché già coperta da lavoro dipendente)

Importante: Anche se Anna non ha Partita IVA, superando i 5.000 euro di prestazioni occasionali scatta l’obbligo di contributi alla Gestione Separata. L’aliquota è ridotta al 24% invece del 26,07% perché ha già copertura pensionistica.

Obblighi di Comunicazione all’INPS

Per beneficiare correttamente dell’esonero contributivo, è fondamentale comunicare tempestivamente all’INPS la propria situazione lavorativa. Ecco gli adempimenti principali.

Comunicazione di Inizio Attività

Quando apri la Partita IVA, devi presentare la Comunicazione Unica tramite il portale Impresa in un giorno (o tramite commercialista). In questa sede, dovrai indicare:

  • La gestione previdenziale a cui intendi iscriverti
  • Se sei già iscritto ad altra forma pensionistica obbligatoria (lavoro dipendente)
  • Se richiedi l’esonero contributivo per la Gestione Separata

La comunicazione viene trasmessa automaticamente all’INPS tramite il sistema ComUnica.

Dichiarazione Annuale dei Redditi

Ogni anno, con la dichiarazione dei redditi (modello Redditi PF o 730 se applicabile), dovrai comunicare:

  • I redditi da lavoro autonomo percepiti (Quadro RE o Quadro LM per i forfettari)
  • I redditi da lavoro dipendente (Quadro RC, tramite CU del datore)

L’INPS riceve automaticamente questi dati dall’Agenzia delle Entrate e verifica la correttezza dell’esonero contributivo applicato.

Variazioni in Corso d’Anno

Se durante l’anno cambia la tua situazione lavorativa (ad esempio, perdi il lavoro dipendente o vai in pensione), devi comunicarlo tempestivamente all’INPS tramite:

  • Portale INPS (area “Cassetto Previdenziale”)
  • PEC alla sede INPS territoriale
  • CAF o commercialista

Questo è fondamentale perché, perdendo il lavoro dipendente, perdi anche l’esonero contributivo e dovrai iniziare a versare i contributi alla Gestione Separata con aliquota piena (26,07%).

Strategie di Ottimizzazione Contributiva

Esistono alcune strategie lecite per ottimizzare il carico contributivo quando si gestisce un doppio lavoro part-time + Partita IVA.

Mantenere un Contratto Dipendente Part-time

Se la tua attività autonoma è in Gestione Separata, mantenere anche solo poche ore di lavoro dipendente (es. 10-15 ore settimanali) può farti risparmiare migliaia di euro di contributi INPS grazie all’esonero contributivo.

Esempio: con 15.000 euro di compensi da Partita IVA, risparmi circa 3.910 euro annui (26,07% di 15.000) mantenendo un lavoro dipendente anche part-time.

Valutare il Regime Fiscale in Base ai Contributi

Il regime forfettario prevede tassazione agevolata (5% per startup o 15% a regime) ma non permette di dedurre i contributi pagati. Se sei in regime ordinario e versi contributi INPS, puoi dedurli interamente dal reddito imponibile, riducendo IRPEF e addizionali.

Prima di scegliere il regime fiscale, fai una simulazione comparativa considerando anche l’impatto contributivo.

Pianificazione Pensionistica Integrata

Se benefici dell’esonero contributivo per la Gestione Separata, stai comunque maturando contributi solo dal lavoro dipendente. Questo potrebbe non essere sufficiente per una pensione adeguata.

Valuta l’opportunità di:

  • Versamenti volontari INPS per integrare la posizione contributiva
  • Previdenza complementare (fondi pensione) per costruire una pensione integrativa
  • Riscatto contributivo di periodi non coperti (laurea, altri periodi)

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Domande Frequenti (FAQ)

Posso avere un lavoro dipendente part-time e una Partita IVA contemporaneamente?

Sì, è assolutamente possibile avere un contratto di lavoro dipendente part-time e contemporaneamente una Partita IVA. Dal 2023 è stato abolito il limite dei 30.000 euro di reddito da lavoro dipendente per accedere al regime forfettario. Devi però rispettare i limiti di ricavi/compensi del regime fiscale scelto (85.000 euro per il forfettario).

Devo pagare i contributi INPS su entrambe le attività?

Dipende dalla gestione previdenziale della tua Partita IVA. Se sei in Gestione Separata INPS (professionisti senza cassa), benefici dell’esonero contributivo e non devi versare contributi sull’attività autonoma. Se sei commerciante o artigiano, devi versare i contributi fissi (circa 4.200 euro annui) indipendentemente dal lavoro dipendente.

Cosa succede se perdo il lavoro dipendente?

Se perdi il lavoro dipendente, perdi anche l’esonero contributivo per la Gestione Separata INPS. Dal momento della cessazione del rapporto di lavoro, dovrai iniziare a versare i contributi sulla tua attività autonoma con aliquota piena (26,07%). Devi comunicare tempestivamente la variazione all’INPS tramite il portale online o tramite CAF.

Il regime forfettario conviene con un lavoro dipendente part-time?

Generalmente sì, perché il forfettario prevede tassazione agevolata (5% primi 5 anni o 15% a regime) e semplificazioni amministrative. Inoltre, se sei in Gestione Separata, benefici dell’esonero contributivo grazie al lavoro dipendente. Tuttavia, devi valutare caso per caso con una simulazione, considerando che nel forfettario non puoi dedurre i costi effettivi.

Devo comunicare all’INPS che ho due lavori?

Sì, quando apri la Partita IVA tramite Comunicazione Unica, devi dichiarare di essere già iscritto ad altra forma pensionistica obbligatoria (lavoro dipendente) e richiedere l’esonero contributivo per la Gestione Separata. Inoltre, con la dichiarazione dei redditi annuale, l’INPS riceve automaticamente i dati sui tuoi redditi da entrambe le fonti.

Quali sono i vantaggi dell’esonero contributivo?

L’esonero contributivo per la Gestione Separata ti permette di risparmiare il 26,07% sui tuoi compensi da Partita IVA. Ad esempio, con 20.000 euro di compensi annui, risparmi circa 5.214 euro di contributi. Questo rende molto più conveniente avviare un’attività autonoma mantenendo un lavoro dipendente part-time.


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Gestire lavoro dipendente e Partita IVA può essere complesso. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a:

  • Verificare il diritto all’esonero contributivo
  • Aprire e gestire la Partita IVA (forfettario o ordinario)
  • Compilare la dichiarazione dei redditi con entrambe le fonti di reddito
  • Comunicare le variazioni all’INPS
  • Pianificare la tua posizione previdenziale
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    Bonus Psicologo in fattura 2026: diciture, quota del bonus e invio al Sistema TS

    Bonus psicologo in fattura 2026: la fattura riporta il prezzo intero della seduta e separa la quota pagata dal bonus (fino a 50 euro) da quella a carico del paziente. Al Sistema TS la quota del bonus va con la voce AA, il resto con SP. Esempio da 70 euro, bollo, IVA esente e detrazione.
    Ottobre 16, 2026
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    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-16 13:00:002026-10-13 17:01:59Bonus Psicologo in fattura 2026: diciture, quota del bonus e invio al Sistema TS
    fatturazione elettronica CAF Udine
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    Spese Anticipate per il Cliente in Fattura 2026 (Geometri e Architetti): Bolli, Diritti, Oneri Comunali e Codice N1

    Come gestire le spese anticipate in fattura per geometri e architetti nel 2026: i tre regimi dei rimborsi spese dopo il D.Lgs. 192/2024, requisiti dell'art. 15 DPR 633/1972, codice natura IVA N1, effetti sulla soglia degli 85.000 euro del forfettario e sui contributi CIPAG e Inarcassa.
    Ottobre 14, 2026
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    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-14 15:00:002026-10-11 22:34:31Spese Anticipate per il Cliente in Fattura 2026 (Geometri e Architetti): Bolli, Diritti, Oneri Comunali e Codice N1

    CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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    Alexandra Bala
    04/09/2026
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    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    Lady
    01/09/2026
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    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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    Giulia Guida
    25/08/2026
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
     

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    Marzo 12, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-11 11:00:002026-10-11 22:15:34Part-time con Partita IVA: Quando i Contributi INPS Restano Dovuti nel 2026
    PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

    Co.Co.Co. Sportivo e Partita IVA Forfettaria 2026: Guida Completa alla Compatibilita

    società sportiva SSD

    Aggiornato a marzo 2026 – Sei un istruttore sportivo con un contratto Co.Co.Co. e stai pensando di aprire partita IVA forfettaria? Oppure hai già una P.IVA e vuoi capire se puoi accettare anche compensi sportivi? La buona notizia è che le due forme sono perfettamente compatibili, ma ci sono regole precise da conoscere per non perdere i benefici fiscali. In questa guida completa analizziamo tutto: soglie, contributi INPS, tassazione e esempi pratici con calcoli reali.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il Contratto Co.Co.Co. Sportivo
    2. Le Soglie di Esenzione Fiscale 2026
    3. Requisiti Regime Forfettario 2026
    4. Compatibilità Co.Co.Co. e Forfettario
    5. Contributi INPS: Come Funzionano
    6. Esempi Pratici con Calcoli Dettagliati
    7. Obblighi Fiscali e Dichiarativi
    8. Quando Conviene Aprire P.IVA
    9. Domande Frequenti

    Cos’è il Contratto Co.Co.Co. Sportivo

    Il contratto di collaborazione coordinata e continuativa sportiva (Co.Co.Co. sportivo) è una forma contrattuale introdotta dal D.Lgs. 36/2021 (Riforma dello Sport), entrata pienamente in vigore dal 1° luglio 2023. Si tratta di una tipologia contrattuale specifica per il settore sportivo dilettantistico che permette alle associazioni e società sportive dilettantistiche (ASD/SSD) di instaurare rapporti di lavoro con istruttori, allenatori, preparatori e altri collaboratori sportivi.

    Le caratteristiche distintive del Co.Co.Co. sportivo sono:

    • Coordinamento con l’ente sportivo: il lavoratore organizza la propria attività seguendo le direttive dell’ASD/SSD
    • Continuità della prestazione: non si tratta di prestazioni occasionali, ma di un rapporto stabile nel tempo
    • Prevalenza personale: il lavoro viene svolto personalmente dal collaboratore
    • Assenza di vincolo di subordinazione: diversamente dal lavoro dipendente, il collaboratore mantiene autonomia organizzativa

    Chi può avere un Co.Co.Co. sportivo? Questo contratto è riservato a figure professionali del mondo sportivo dilettantistico: istruttori di nuoto, fitness, tennis, calcio, pallavolo, preparatori atletici, allenatori di squadre giovanili, direttori tecnici e altre figure previste dai regolamenti delle federazioni sportive.

    Le Soglie di Esenzione Fiscale 2026

    Uno dei principali vantaggi del Co.Co.Co. sportivo è il regime fiscale agevolato. Per il 2026, le soglie di esenzione sono confermate come segue:

    Fascia di CompensoTassazione IRPEFContributi INPS
    0 – 5.000 euroEsenteEsenti
    5.001 – 15.000 euroEsenteDovuti (con riduzione 50%)
    Oltre 15.000 euroTassati (solo parte eccedente)Dovuti

    Soglia 5.000 euro: esenzione totale

    I compensi sportivi fino a 5.000 euro annui lordi sono completamente esenti sia da IRPEF che da contributi INPS. Questa soglia è cumulativa: se lavori per più ASD/SSD, devi sommare tutti i compensi ricevuti. Ad esempio, se ricevi 3.000 euro da un’ASD e 4.000 euro da un’altra, il totale di 7.000 euro supera la soglia dei 5.000 euro.

    Soglia 15.000 euro: esenzione solo IRPEF

    I compensi tra 5.001 e 15.000 euro restano esenti da IRPEF, ma sono soggetti a contributi INPS. La contribuzione si calcola sulla parte eccedente i 5.000 euro, con una riduzione del 50% dell’imponibile contributivo valida fino al 31 dicembre 2027.

    Oltre 15.000 euro: tassazione ordinaria

    Superata la soglia di 15.000 euro, i compensi eccedenti vengono tassati secondo le aliquote IRPEF ordinarie. La tassazione si applica solo sulla parte che supera i 15.000 euro, non sull’intero importo.

    Requisiti Regime Forfettario 2026

    Per comprendere la compatibilità tra Co.Co.Co. sportivo e partita IVA forfettaria, è fondamentale conoscere i requisiti del regime forfettario 2026:

    Limite di ricavi: 85.000 euro

    Il limite principale è quello dei ricavi/compensi: per restare nel regime forfettario, non devi superare 85.000 euro annui di fatturato dalla tua attività con partita IVA. Se superi questa soglia ma resti sotto i 100.000 euro, esci dal regime forfettario dall’anno successivo. Se superi i 100.000 euro, l’uscita è immediata.

    Limite redditi da lavoro dipendente: 35.000 euro

    Attenzione a questo requisito: se nell’anno precedente hai percepito redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 35.000 euro (limite elevato per il 2025-2026, in precedenza era 30.000 euro), non puoi accedere al forfettario. Tuttavia, i compensi sportivi Co.Co.Co. NON rientrano in questo limite, come vedremo nel prossimo paragrafo.

    Altre cause di esclusione

    • Spese per dipendenti: non devi aver sostenuto spese per lavoro dipendente superiori a 20.000 euro lordi
    • Partecipazioni societarie: non puoi possedere quote in società di persone o controllare SRL con attività riconducibile alla tua
    • Ex datore di lavoro: se oltre il 50% dei tuoi compensi deriva dal tuo ex datore di lavoro dei 2 anni precedenti, sei escluso
    • Regimi speciali IVA: non puoi utilizzare contemporaneamente regimi speciali IVA

    Aliquote del regime forfettario

    TipologiaAliquotaRequisiti
    Start-up5%Primi 5 anni, nuova attività
    Ordinaria15%Dal 6° anno o senza requisiti start-up

    Il reddito imponibile si calcola applicando un coefficiente di redditività ai ricavi. Per le attività sportive (codice ATECO 85.51 e simili), il coefficiente è del 78%.

    Compatibilità Co.Co.Co. Sportivo e P.IVA Forfettaria

    Arriviamo alla domanda centrale: si può avere contemporaneamente un Co.Co.Co. sportivo e una partita IVA forfettaria? La risposta è sì, sono perfettamente compatibili.

    Perché sono compatibili

    I compensi sportivi percepiti con Co.Co.Co. sono classificati fiscalmente come redditi diversi (art. 67, comma 1, lettera m del TUIR) e non come redditi da lavoro dipendente o assimilati. Questo significa che:

    • Non contano ai fini del limite 35.000 euro di redditi da lavoro dipendente/assimilato
    • Non contano ai fini del limite 85.000 euro di ricavi forfettari (sono redditi separati)
    • Non creano incompatibilità con il regime forfettario

    Questa interpretazione è confermata dalla Circolare Agenzia delle Entrate 10/E del 4 aprile 2016 e dalla Risoluzione 64/E del 2019, che chiariscono la natura dei compensi sportivi e la loro compatibilità con altri regimi fiscali.

    Come si cumulano i redditi

    I due redditi vengono dichiarati separatamente e tassati con regole diverse:

    • Reddito forfettario: tassato con imposta sostitutiva 5% o 15%
    • Compensi sportivi fino a 15.000 euro: esenti IRPEF
    • Compensi sportivi oltre 15.000 euro: tassati con IRPEF ordinaria (solo la parte eccedente)

    Contributi INPS: Come Funzionano

    La gestione contributiva è uno degli aspetti più complessi quando si combinano Co.Co.Co. sportivo e P.IVA forfettaria. Vediamo nel dettaglio come funzionano i contributi INPS 2026.

    Contributi sul Co.Co.Co. sportivo

    I collaboratori sportivi sono iscritti alla Gestione Separata INPS. Le aliquote 2026, secondo la Circolare INPS n. 8/2026, sono:

    SituazioneAliquota IVSAliquota totale
    Senza altra copertura previdenziale25%27,03% (+ contributi minori)
    Con altra copertura (es. P.IVA)24%24%

    Riduzione 50% fino al 2027: per i lavoratori sportivi, l’imponibile contributivo è ridotto del 50% sulla parte eccedente i 5.000 euro. Questo significa che su 10.000 euro di compensi sportivi, i contributi si calcolano solo su 2.500 euro (metà di 5.000 euro eccedenti).

    Ripartizione dell’onere: 2/3 a carico dell’ASD/SSD, 1/3 a carico del collaboratore.

    Contributi sulla P.IVA forfettaria

    Se sei iscritto alla Gestione Separata anche per la P.IVA (professionista senza cassa), l’aliquota 2026 è:

    • 26,07% se non hai altra copertura previdenziale
    • 24% se hai già altra copertura (es. dal Co.Co.Co. sportivo)

    In caso di doppia iscrizione, puoi beneficiare dell’aliquota ridotta del 24% sulla P.IVA, poiché risulti già coperto dalla previdenza del Co.Co.Co.

    Esempi Pratici con Calcoli Dettagliati

    Vediamo ora tre esempi pratici con calcoli reali per capire concretamente quanto si paga e quanto resta netto.

    Esempio 1: Istruttore di nuoto con P.IVA personal trainer

    Situazione:

    • Co.Co.Co. sportivo presso piscina comunale: 12.000 euro/anno
    • P.IVA forfettaria come personal trainer: 28.000 euro/anno

    Calcolo imposte e contributi:

    Compensi sportivi (12.000 euro):

    • IRPEF: 0 euro (sotto soglia 15.000 euro, esente)
    • Contributi INPS: base imponibile = (12.000 – 5.000) x 50% = 3.500 euro
    • Contributi dovuti: 3.500 x 24% = 840 euro (di cui 280 euro a carico del lavoratore)

    Reddito forfettario (28.000 euro):

    • Reddito imponibile: 28.000 x 78% = 21.840 euro
    • Imposta sostitutiva (15%): 21.840 x 15% = 3.276 euro
    • Contributi INPS (24%): 21.840 x 24% = 5.242 euro

    Totale imposte e contributi annui:

    • IRPEF/Imposta sostitutiva: 3.276 euro
    • Contributi totali a carico: 280 + 5.242 = 5.522 euro
    • Totale: 8.798 euro

    Reddito netto annuo: 40.000 – 8.798 = 31.202 euro (circa 2.600 euro/mese)

    Esempio 2: Personal trainer con doppia attività intensa

    Situazione:

    • Co.Co.Co. sportivo presso 2 palestre: 8.000 euro/anno
    • P.IVA forfettaria (corsi privati + online): 45.000 euro/anno

    Calcolo imposte e contributi:

    Compensi sportivi (8.000 euro):

    • IRPEF: 0 euro (esente)
    • Contributi INPS: base = (8.000 – 5.000) x 50% = 1.500 euro
    • Contributi dovuti: 1.500 x 24% = 360 euro (120 euro a carico lavoratore)

    Reddito forfettario (45.000 euro):

    • Reddito imponibile: 45.000 x 78% = 35.100 euro
    • Imposta sostitutiva (15%): 35.100 x 15% = 5.265 euro
    • Contributi INPS (24%): 35.100 x 24% = 8.424 euro

    Totale imposte e contributi: 5.265 + 120 + 8.424 = 13.809 euro

    Reddito netto annuo: 53.000 – 13.809 = 39.191 euro (circa 3.266 euro/mese)

    Esempio 3: Fisioterapista sportivo (caso limite)

    Situazione:

    • Co.Co.Co. sportivo presso società calcio: 20.000 euro/anno
    • P.IVA forfettaria come fisioterapista: 60.000 euro/anno

    Verifica compatibilità: OK – il Co.Co.Co. sportivo non conta per il limite 85.000 euro forfettario né per il limite 35.000 euro redditi dipendenti.

    Calcolo imposte e contributi:

    Compensi sportivi (20.000 euro):

    • IRPEF su parte eccedente 15.000: (20.000 – 15.000) x 23% = 1.150 euro
    • Contributi INPS: base = (20.000 – 5.000) x 50% = 7.500 euro
    • Contributi dovuti: 7.500 x 24% = 1.800 euro (600 euro a carico lavoratore)

    Reddito forfettario (60.000 euro):

    • Reddito imponibile: 60.000 x 78% = 46.800 euro
    • Imposta sostitutiva (15%): 46.800 x 15% = 7.020 euro
    • Contributi INPS (24%): 46.800 x 24% = 11.232 euro

    Totale imposte e contributi: 1.150 + 600 + 7.020 + 11.232 = 20.002 euro

    Reddito netto annuo: 80.000 – 20.002 = 59.998 euro (circa 5.000 euro/mese)

    Obblighi Fiscali e Dichiarativi

    Chi ha sia Co.Co.Co. sportivo che P.IVA forfettaria deve presentare il Modello Redditi Persone Fisiche (ex Unico). Ecco i quadri da compilare:

    Quadri del Modello Redditi PF

    • Quadro LM: per il reddito forfettario (sezione II per forfettari)
    • Quadro RL: per i compensi sportivi (rigo RL21/RL22 per redditi diversi)
    • Quadro RR: per i contributi INPS Gestione Separata

    Certificazione Unica (CU)

    L’ASD/SSD che ti corrisponde i compensi sportivi deve rilasciarti la Certificazione Unica entro il 16 marzo di ogni anno. Questo documento riporta i compensi erogati e le eventuali ritenute/contributi.

    Scadenze 2026

    AdempimentoScadenza
    Ricezione CU dall’ASD16 marzo 2026
    Dichiarazione Redditi PF30 settembre 2026
    Saldo imposte + 1° acconto30 giugno 2026
    2° acconto imposte30 novembre 2026

    Quando Conviene Aprire Partita IVA

    Non sempre conviene aprire partita IVA se hai già un Co.Co.Co. sportivo. Ecco una checklist decisionale:

    Conviene aprire P.IVA se:

    • Hai clienti privati che vogliono fattura
    • Vuoi offrire servizi a palestre/centri sportivi come fornitore esterno
    • I tuoi compensi sportivi sono stabili e vuoi diversificare
    • Vuoi dedurre costi (nel forfettario solo in modo forfettario)
    • Hai prospettive di crescita oltre i limiti del Co.Co.Co.

    Non conviene aprire P.IVA se:

    • I compensi sportivi sono già sufficienti
    • Non hai clienti esterni all’ASD
    • Vuoi mantenere la semplicità gestionale
    • Rischi di superare i limiti del forfettario

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    Domande Frequenti

    Posso avere Co.Co.Co. sportivo e P.IVA forfettaria insieme?

    Sì, le due forme sono perfettamente compatibili. I compensi sportivi sono classificati come redditi diversi e non interferiscono con i requisiti del regime forfettario.

    I compensi sportivi contano per il limite 85.000 euro del forfettario?

    No, i compensi sportivi da Co.Co.Co. non rientrano nel calcolo dei ricavi/compensi forfettari. Sono redditi di natura diversa e vengono dichiarati separatamente.

    Cosa succede se supero 35.000 euro di compensi sportivi?

    I compensi sportivi non sono redditi da lavoro dipendente, quindi non contano ai fini del limite 35.000 euro per l’accesso al forfettario. Puoi percepire qualsiasi importo di compensi sportivi senza perdere il diritto al regime forfettario.

    Devo emettere fattura per i compensi sportivi?

    No, i compensi sportivi da Co.Co.Co. non richiedono fattura. L’ASD/SSD ti rilascia una ricevuta o un cedolino e ti fornisce la Certificazione Unica a fine anno.

    Posso avere più Co.Co.Co. con diverse ASD?

    Sì, puoi collaborare con più associazioni sportive. Ricorda però che le soglie di esenzione (5.000 e 15.000 euro) sono cumulative: devi sommare tutti i compensi ricevuti da tutte le ASD/SSD.

    Quali contributi pago in totale?

    Se hai entrambe le attività, paghi: contributi sul Co.Co.Co. (24% sulla base ridotta al 50%, di cui 1/3 a tuo carico) + contributi sulla P.IVA (24% sul reddito forfettario, avendo già altra copertura). L’aliquota ridotta del 24% anziché 26,07% si applica perché risulti già coperto previdenzialmente.

    Come dichiaro i redditi delle due attività?

    Devi presentare il Modello Redditi PF, compilando il Quadro LM per il reddito forfettario e il Quadro RL per i compensi sportivi. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella compilazione corretta.

    Conviene aprire P.IVA se ho compensi sportivi stabili?

    Dipende dalla tua situazione. Se hai già compensi sportivi significativi (oltre 10-15.000 euro) e la possibilità di acquisire clienti privati, la P.IVA forfettaria può essere un ottimo complemento. Se invece i compensi sportivi ti bastano e non hai prospettive di clientela esterna, potrebbe non convenire aggiungere gli adempimenti della partita IVA.

    Hai bisogno di assistenza?

    La gestione fiscale di Co.Co.Co. sportivo e partita IVA forfettaria richiede attenzione. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella valutazione della tua situazione, nell’apertura della partita IVA e nella corretta compilazione della dichiarazione dei redditi.

    Contattaci:

    • Telefono: 0432 1638640
    • WhatsApp: 366 6018121
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    Geometri

    Contributi CIPAG 2026: Guida Completa Aliquote e Scadenze per Geometri

    regime forfettario partita iva

    Se sei un geometra iscritto alla CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza Geometri), è fondamentale conoscere gli obblighi contributivi per il 2026. Quest’anno porta importanti conferme sulle aliquote e introduce novità che entreranno in vigore dal 2027, con un aumento previsto al 22%.

    In questa guida completa scoprirai quanto devi versare, come si calcolano i contributi, quali scadenze rispettare e quali agevolazioni sono disponibili per i neo-iscritti. Ti spiegheremo anche come gestire correttamente il contributo integrativo in fattura, un aspetto spesso fonte di dubbi.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la CIPAG e chi deve iscriversi
    2. Aliquote Contributive 2026
    3. Contributo Minimo 4.205 euro
    4. Come si Calcolano i Contributi CIPAG
    5. Contributo Integrativo in Fattura
    6. Scadenze Versamenti 2026
    7. Agevolazioni per Geometri Under 30
    8. Sanzioni per Mancato Pagamento
    9. Novità: Aumento al 22% dal 2027
    10. Domande Frequenti

    Cos’è la CIPAG e chi deve iscriversi

    La CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza Geometri) è l’ente previdenziale obbligatorio per tutti i geometri liberi professionisti iscritti all’Albo. Non si tratta di un’assicurazione facoltativa: l’iscrizione è automatica e obbligatoria dal momento in cui apri partita IVA come geometra e inizi l’attività professionale.

    La CIPAG gestisce la previdenza (pensione di vecchiaia, invalidità, superstiti) e l’assistenza (indennità di maternità, sussidi per malattia) dei geometri. A differenza dell’INPS, che si occupa dei lavoratori dipendenti, la CIPAG è una cassa privatizzata riservata esclusivamente alla categoria dei geometri.

    Chi deve iscriversi:

    • Geometri con partita IVA individuale iscritti all’Albo professionale
    • Geometri che esercitano in forma di società tra professionisti (STP)
    • Anche chi opera in regime forfettario è obbligato al versamento

    Chi NON deve iscriversi:

    • Geometri dipendenti a tempo pieno (coperti da INPS)
    • Geometri pensionati che non esercitano più attività professionale
    • Chi ha sospeso l’iscrizione all’Albo (ma attenzione: la sospensione non è automatica, va richiesta formalmente)

    L’iscrizione va effettuata entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA. Il mancato rispetto comporta l’applicazione di sanzioni e interessi di mora.


    Aliquote Contributive 2026

    I contributi CIPAG 2026 si compongono di tre voci principali, ciascuna con una propria aliquota. È importante capire la differenza tra queste voci perché si calcolano in modo diverso e hanno finalità distinte.

    1. Contributo Soggettivo (20%)

    Il contributo soggettivo è la componente principale dei versamenti alla CIPAG. Serve per finanziare la tua futura pensione (vecchiaia, invalidità, superstiti). L’aliquota per il 2026 rimane al 20% del reddito professionale netto, confermata rispetto agli anni precedenti.

    Questo significa che, se nel 2026 dichiari un reddito professionale di 30.000 euro, dovrai versare 6.000 euro di contributo soggettivo (20% di 30.000). Il reddito professionale è quello dichiarato nel modello Redditi o nel 730, al netto delle spese deducibili.

    Attenzione: Se il tuo reddito è basso o nullo, sei comunque tenuto a versare il contributo minimo (vedi sezione dedicata), che per il 2026 è pari a 4.205 euro.

    2. Contributo Integrativo (5%)

    Il contributo integrativo ha un’aliquota del 5% e si applica sul volume d’affari, cioè sul totale dei compensi fatturati ai clienti (IVA esclusa). A differenza del contributo soggettivo, che si calcola sul reddito netto, l’integrativo si basa sul fatturato lordo.

    Questo contributo ha una particolarità importante: va addebitato in fattura al cliente, proprio come l’IVA. In pratica, quando emetti una fattura per una prestazione professionale, devi aggiungere il 5% di contributo integrativo che il cliente ti pagherà insieme al compenso. Tu poi lo verserai alla CIPAG.

    Esempio di fattura:

    • Compenso professionale: 1.000 euro
    • Contributo integrativo 5%: 50 euro
    • Imponibile totale: 1.050 euro
    • IVA 22% su 1.050: 231 euro
    • Totale fattura: 1.281 euro

    I 50 euro di contributo integrativo li incassi dal cliente, ma dovrai versarli alla CIPAG nelle scadenze previste.

    3. Contributo di Maternità (0,50%)

    Il contributo di maternità è un versamento solidale, obbligatorio per tutti gli iscritti (uomini e donne), e serve a finanziare l’indennità di maternità e l’indennità di paternità. L’aliquota per il 2026 è dello 0,50% del reddito professionale netto.

    Si tratta di un importo relativamente contenuto: su un reddito di 30.000 euro, il contributo di maternità è di 150 euro annui (0,50% di 30.000).

    Riepilogo aliquote 2026:

    • Contributo soggettivo: 20% del reddito netto
    • Contributo integrativo: 5% del fatturato (addebitabile in fattura)
    • Contributo maternità: 0,50% del reddito netto

    Contributo Minimo 4.205 euro

    Anche se il tuo reddito professionale è basso o addirittura nullo, la CIPAG ti richiede il versamento di un contributo minimo. Per il 2026, l’importo del contributo minimo è pari a 4.205 euro, confermato rispetto al 2025.

    Questo significa che, indipendentemente da quanto guadagni, sei tenuto a versare almeno questa somma per mantenere la tua posizione previdenziale attiva e maturare i requisiti per la pensione.

    A chi si applica il contributo minimo

    Il contributo minimo scatta quando il 20% del tuo reddito professionale risulta inferiore a 4.205 euro. In altre parole, se il tuo reddito annuo è inferiore a 21.025 euro, paghi comunque il minimo di 4.205 euro.

    Esempio pratico:

    • Geometra A – Reddito 2026: 15.000 euro – 20% = 3.000 euro – Si applica il minimo di 4.205 euro
    • Geometra B – Reddito 2026: 25.000 euro – 20% = 5.000 euro – Si versa 5.000 euro (sopra il minimo)
    • Geometra C – Reddito 2026: 0 euro (primo anno di attività) – Si versa comunque 4.205 euro

    Il contributo minimo rappresenta un impegno economico significativo, soprattutto per chi inizia l’attività o attraversa un periodo di fatturato basso.


    Come si Calcolano i Contributi CIPAG

    Capire come si calcolano i contributi CIPAG 2026 è fondamentale per pianificare correttamente i tuoi versamenti. Vediamo tre esempi pratici con diversi livelli di reddito.

    Esempio 1: Reddito 20.000 euro

    Geometra con reddito professionale di 20.000 euro e fatturato totale di 28.000 euro.

    • Contributo soggettivo: 20.000 x 20% = 4.000 euro – Si applica il minimo di 4.205 euro
    • Contributo maternità: 20.000 x 0,50% = 100 euro
    • Contributo integrativo: 28.000 x 5% = 1.400 euro

    Totale: 4.305 euro (più 1.400 euro integrativo già incassati dai clienti)

    Esempio 2: Reddito 40.000 euro

    Geometra con reddito di 40.000 euro e fatturato di 55.000 euro.

    • Contributo soggettivo: 40.000 x 20% = 8.000 euro
    • Contributo maternità: 40.000 x 0,50% = 200 euro
    • Contributo integrativo: 55.000 x 5% = 2.750 euro

    Totale: 8.200 euro (più 2.750 euro integrativo)

    Esempio 3: Reddito 60.000 euro

    Geometra con reddito di 60.000 euro e fatturato di 80.000 euro.

    • Contributo soggettivo: 60.000 x 20% = 12.000 euro
    • Contributo maternità: 60.000 x 0,50% = 300 euro
    • Contributo integrativo: 80.000 x 5% = 4.000 euro

    Totale: 12.300 euro (più 4.000 euro integrativo)


    Contributo Integrativo in Fattura

    Il contributo integrativo del 5% va addebitato in fattura al cliente. Vediamo come funziona in pratica.

    Struttura di una fattura corretta:

    1. Compenso professionale: 1.500 euro
    2. Contributo integrativo CIPAG 5%: 75 euro
    3. Imponibile IVA: 1.575 euro
    4. IVA 22%: 346,50 euro
    5. Totale fattura: 1.921,50 euro

    Regime forfettario

    Se operi in regime forfettario, devi comunque addebitare il contributo integrativo 5%, ma senza IVA.

    Esempio: Compenso 1.000 euro + Contributo 5% (50 euro) = Totale 1.050 euro


    Scadenze Versamenti 2026

    I contributi CIPAG 2026 vanno versati in quattro rate trimestrali:

    RataScadenzaNote
    Prima rata31 maggio 202625% importo annuo
    Seconda rata31 agosto 202625% importo annuo
    Terza rata30 novembre 202625% importo annuo
    Quarta rata28 febbraio 2027Saldo conguaglio

    È fondamentale rispettare queste scadenze per evitare sanzioni e interessi di mora.


    Agevolazioni per Geometri Under 30

    Se sei un geometra under 30 che si iscrive per la prima volta alla CIPAG, hai diritto a significative agevolazioni contributive nei primi cinque anni.

    Riduzione nei primi 2 anni

    Durante i primi due anni, paghi solo un quarto del contributo soggettivo minimo.

    • Contributo ordinario: 4.205 euro
    • Contributo agevolato: 1.051 euro
    • Risparmio: 3.154 euro/anno

    Risparmio totale 5 anni

    Un geometra under 30 risparmia oltre 12.600 euro nei primi 5 anni grazie alle agevolazioni!


    Sanzioni per Mancato Pagamento

    Non versare i contributi CIPAG comporta interessi di mora al 5,5% annuo e sanzioni amministrative dal 2% al 10% in base ai mesi di ritardo.

    Ravvedimento operoso

    Se regolarizzi spontaneamente, puoi ridurre le sanzioni:

    • Entro 14 giorni: 0,1% per giorno
    • Entro 30 giorni: 1,5%
    • Entro 90 giorni: 1,67%

    Novità: Aumento al 22% dal 2027

    Dal 1 gennaio 2027 l’aliquota del contributo soggettivo aumenterà dal 20% al 22%. Questo incremento è necessario per garantire la sostenibilità del sistema previdenziale.

    Quanto pagherai in più

    • Reddito 30.000 euro: +600 euro/anno
    • Reddito 40.000 euro: +800 euro/anno
    • Reddito 50.000 euro: +1.000 euro/anno
    • Reddito 60.000 euro: +1.200 euro/anno

    È consigliabile pianificare il budget e valutare un eventuale adeguamento delle tariffe professionali.


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    Domande Frequenti sui Contributi CIPAG 2026

    Posso versare i contributi CIPAG in unica soluzione?

    Sì, puoi versare l’intero importo annuale in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2026. Tuttavia, non ci sono vantaggi economici nel pagare anticipatamente.

    Se chiudo la partita IVA a metà anno, devo versare i contributi per l’intero anno?

    No, i contributi sono dovuti solo per i mesi di effettiva attività professionale. Devi comunicare formalmente la cessazione alla CIPAG entro 60 giorni.

    I contributi CIPAG sono deducibili dal reddito?

    Sì, i contributi previdenziali CIPAG sono interamente deducibili dal reddito professionale ai fini IRPEF. Questo riduce il reddito imponibile e le tasse da pagare.

    Cosa succede se dimentico di addebitare il contributo integrativo in fattura?

    Perdi definitivamente quel compenso: non puoi emettere una nota integrativa successiva. Inoltre, sei comunque tenuto a versare l’integrativo alla CIPAG, quindi la perdita è a tuo carico.

    Come faccio a sapere se ho diritto alle agevolazioni under 30?

    Hai diritto alle agevolazioni se al momento della prima iscrizione hai meno di 30 anni. L’agevolazione non è automatica: devi presentare domanda formale entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA.

    Posso rateizzare un debito contributivo pregresso?

    Sì, puoi richiedere un piano di rateizzazione fino a 72 rate mensili. Devi presentare domanda formale alla CIPAG, che valuterà la tua situazione economica.


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    • Calcolare l’importo esatto dei contributi da versare
    • Verificare se hai diritto alle agevolazioni under 30
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    Leggi anche: Guida completa alla Partita IVA Geometra 2026

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    Marzo 12, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-12 09:00:002026-10-11 22:10:19Contributi CIPAG 2026: Guida Completa Aliquote e Scadenze per Geometri
    PARTITA IVA

    Part-time con Partita IVA: Quando i Contributi INPS Restano Dovuti nel 2026

    regime forfettario partita iva

    Sempre più professionisti si trovano a gestire contemporaneamente un lavoro dipendente part-time e una Partita IVA. Una situazione comune, ad esempio, per chi lavora come impiegato part-time e nel tempo libero svolge consulenze autonome, oppure per chi mantiene un contratto a tempo parziale mentre avvia la propria attività.

    La domanda che sorge spontanea è: devo pagare i contributi INPS per entrambe le attività? La risposta non è semplice e dipende da diversi fattori: il tipo di gestione previdenziale, il reddito complessivo, il regime fiscale adottato e le specifiche normative INPS.

    In questa guida approfondita analizziamo quando i contributi INPS restano dovuti anche in presenza di doppio lavoro, quali sono i casi di esonero contributivo, e come funzionano le regole specifiche per chi è in regime forfettario.

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    La Normativa sui Contributi INPS: Gestione Separata e Altre Casse

    Per comprendere quando i contributi INPS restano dovuti anche con un lavoro part-time, è fondamentale conoscere le diverse gestioni previdenziali previste dall’ordinamento italiano.

    Gestione Separata INPS (Legge 335/1995)

    La Gestione Separata INPS è stata istituita con la Legge 8 agosto 1995, n. 335 (Riforma Dini) e riguarda i lavoratori autonomi che non hanno una propria cassa professionale. Sono iscritti alla Gestione Separata:

    • Professionisti senza cassa (consulenti, formatori, web designer, copywriter, ecc.)
    • Collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.)
    • Amministratori di società
    • Venditori porta a porta
    • Lavoratori autonomi occasionali (oltre i 5.000 euro annui)

    L’aliquota contributiva 2026 per la Gestione Separata è pari al 26,07% per i non pensionati e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie. Tuttavia, questa aliquota si riduce quando il soggetto è già coperto da altra forma pensionistica obbligatoria (come un lavoro dipendente).

    Gestione Commercianti e Artigiani

    Se la tua Partita IVA riguarda un’attività commerciale o artigianale, devi iscriverti alla relativa gestione INPS. I contributi per commercianti e artigiani nel 2026 prevedono:

    • Contributo fisso minimo: circa 4.200 euro annui (indipendentemente dal reddito)
    • Contributo eccedente: 24% sul reddito eccedente il minimale
    • Contributo maternità: 0,62% sul minimale

    Questi contributi sono sempre dovuti, anche se hai un lavoro dipendente part-time. Non esiste esonero contributivo per commercianti e artigiani che svolgono contemporaneamente lavoro dipendente.

    Casse Professionali Private (Avvocati, Ingegneri, Medici, ecc.)

    Le casse professionali privatizzate (come Cassa Forense per gli avvocati, INARCASSA per ingegneri e architetti, ENPAM per i medici) hanno regolamenti autonomi. Generalmente, non prevedono esonero contributivo per chi svolge contemporaneamente lavoro dipendente, e i contributi vanno versati indipendentemente da altre coperture previdenziali.

    Esonero Contributivo: Quando Si Applica e Limiti

    L’esonero contributivo per i titolari di Partita IVA con lavoro dipendente è previsto solo per chi è iscritto alla Gestione Separata INPS e già coperto da altra forma pensionistica obbligatoria.

    Requisiti per l’Esonero (Art. 2, comma 26, Legge 335/1995)

    Secondo l’articolo 2, comma 26 della Legge 335/1995, come modificato dalla Legge 326/2003, l’esonero dal versamento dei contributi alla Gestione Separata si applica quando:

    1. Il soggetto è già iscritto ad altra forma pensionistica obbligatoria (lavoro dipendente, commercianti, artigiani, cassa professionale)
    2. Il soggetto è già titolare di pensione diretta

    In pratica: se hai un contratto di lavoro dipendente part-time (che ti iscrive automaticamente all’INPS gestione lavoratori dipendenti) e apri una Partita IVA in Gestione Separata, non devi versare i contributi alla Gestione Separata per l’attività autonoma.

    Aliquota Ridotta per Chi Non Ha Diritto all’Esonero Totale

    Attenzione: l’esonero non è automatico. Se sei iscritto alla Gestione Separata ma non rientri nei casi sopra citati, dovrai comunque versare i contributi, seppur con aliquota ridotta:

    • 24% se sei già pensionato o iscritto ad altra gestione obbligatoria
    • 26,07% se non sei coperto da altra forma pensionistica

    Fonte: Circolare INPS n. 12 del 3 febbraio 2020 – “Aliquote contributive Gestione Separata”.

    Tabella Riepilogativa: Quando Si Pagano i Contributi

    SituazioneGestione P.IVAContributi Dovuti?Aliquota
    Part-time dipendente + P.IVA professionaleGestione SeparataNO (esonero)0%
    Part-time dipendente + P.IVA commercioCommerciantiSÌFisso ~4.200€ + 24% eccedente
    Part-time dipendente + P.IVA artigianoArtigianiSÌFisso ~4.200€ + 24% eccedente
    Part-time dipendente + P.IVA professionale con cassaCassa privataSÌVariabile (dipende dalla cassa)
    Pensionato + P.IVA professionaleGestione SeparataNO (esonero)0%

    Quando i Contributi Restano Dovuti: Casi Specifici

    Nonostante l’esonero contributivo previsto dalla legge, esistono situazioni particolari in cui i contributi alla Gestione Separata INPS restano comunque dovuti, anche in presenza di lavoro dipendente part-time.

    Caso 1: Attività Occasionale Oltre i 5.000 Euro

    Se svolgi prestazioni occasionali (senza Partita IVA) che superano i 5.000 euro lordi annui, scatta l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata e il versamento dei contributi, anche se hai un lavoro dipendente. In questo caso, però, l’aliquota è ridotta al 24% perché sei già coperto da altra forma pensionistica.

    Fonte: Circolare INPS n. 104 del 18 novembre 2003.

    Caso 2: Collaborazione Coordinata e Continuativa (Co.Co.Co.)

    Se il tuo “lavoro autonomo” è configurato come collaborazione coordinata e continuativa, i contributi alla Gestione Separata sono sempre dovuti, con ripartizione 2/3 committente e 1/3 collaboratore. L’aliquota complessiva è del 26,07% se non sei pensionato né iscritto ad altra gestione, oppure 24% se hai già copertura previdenziale da lavoro dipendente.

    Caso 3: Contributo di Solidarietà (DL 269/2003)

    Anche se benefici dell’esonero contributivo per la Gestione Separata, esiste un contributo di solidarietà del 0,72% previsto dal Decreto Legge 30 settembre 2003, n. 269 (convertito nella Legge 326/2003). Questo contributo è dovuto sul reddito eccedente il massimale contributivo (pari a 119.650 euro per il 2026).

    In pratica, se il tuo reddito complessivo da lavoro autonomo supera i 119.650 euro, dovrai versare lo 0,72% sulla parte eccedente, anche se sei esonerato dai contributi ordinari.

    Caso 4: Cambio di Regime Fiscale Durante l’Anno

    Se cambi regime fiscale durante l’anno (ad esempio, passi dal regime ordinario al forfettario o viceversa), l’INPS potrebbe richiedere il versamento dei contributi anche per periodi in cui credevi di essere esonerato. È importante comunicare tempestivamente all’INPS ogni variazione della tua situazione lavorativa.

    Regime Forfettario e Lavoro Dipendente: Regole Specifiche

    Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato più diffuso tra le Partite IVA in Italia. Ma si può accedere al forfettario avendo un lavoro dipendente part-time? E quali sono le implicazioni sui contributi INPS?

    Requisiti di Accesso al Forfettario con Lavoro Dipendente

    Secondo la Legge 190/2014 (Legge di Stabilità 2015), come modificata dalla Legge di Bilancio 2023, il regime forfettario è accessibile se rispetti questi limiti:

    • Ricavi/compensi annui fino a 85.000 euro
    • Spese per lavoro dipendente/collaboratori fino a 20.000 euro lordi annui
    • Costo beni strumentali (valore complessivo) fino a 20.000 euro

    La novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge 197/2022) riguarda i redditi da lavoro dipendente. Fino al 2022, chi percepiva oltre 30.000 euro lordi da lavoro dipendente non poteva accedere al forfettario. Dal 2023, questo limite è stato abolito.

    Quindi, ad oggi (2026), puoi avere un lavoro dipendente part-time con qualsiasi reddito e contemporaneamente una Partita IVA in regime forfettario, purché rispetti i limiti sopra indicati.

    Contributi INPS in Regime Forfettario con Lavoro Dipendente

    Se sei in regime forfettario e iscritto alla Gestione Separata INPS, mentre hai contemporaneamente un lavoro dipendente part-time, benefici dell’esonero contributivo per l’attività autonoma, come spiegato nei paragrafi precedenti.

    In pratica:

    • Per il lavoro dipendente part-time: versamento regolare dei contributi INPS con ripartizione datore di lavoro/dipendente (circa 33% a carico datore, 9,19% a carico tuo)
    • Per l’attività in Partita IVA forfettaria (Gestione Separata): nessun contributo se hai già la copertura pensionistica da lavoro dipendente

    Attenzione: Regime Forfettario con Gestione Commercianti/Artigiani

    Se la tua Partita IVA forfettaria riguarda un’attività commerciale o artigianale, devi iscriverti alla relativa gestione INPS e versare i contributi fissi (circa 4.200 euro annui), indipendentemente dal fatto che tu abbia un lavoro dipendente. In questo caso, non c’è esonero contributivo.

    Questa è una delle differenze più importanti tra Gestione Separata e Gestioni speciali (commercianti/artigiani).

    Esempi Pratici con Calcoli

    Vediamo alcuni esempi concreti per chiarire quando i contributi INPS sono dovuti e in che misura.

    Esempio 1: Impiegato Part-time + Consulente Informatico

    Situazione:
    Mario lavora come impiegato part-time in un’azienda (18 ore settimanali) con reddito annuo lordo di 15.000 euro. Nel tempo libero svolge consulenze informatiche con Partita IVA in regime forfettario, con compensi annui di 25.000 euro.

    Gestione previdenziale: Gestione Separata INPS (professionista senza cassa)

    Contributi dovuti:

    • Sul lavoro dipendente: contributi INPS regolari con ripartizione datore/dipendente (circa 1.400 euro annui a carico di Mario)
    • Sulla Partita IVA: 0 euro (esonero contributivo perché già coperto da lavoro dipendente)

    Risparmio: Se non avesse il lavoro dipendente, Mario dovrebbe versare il 26,07% di 25.000 euro = 6.517,50 euro di contributi Gestione Separata. Grazie all’esonero, risparmia questa cifra.

    Esempio 2: Commessa Part-time + Negozio E-commerce

    Situazione:
    Laura lavora come commessa part-time (20 ore settimanali) con reddito annuo lordo di 12.000 euro. Apre una Partita IVA per vendere prodotti online (e-commerce) con ricavi annui di 30.000 euro.

    Gestione previdenziale: Commercianti (attività di vendita)

    Contributi dovuti:

    • Sul lavoro dipendente: contributi INPS regolari (circa 1.100 euro annui a carico di Laura)
    • Sulla Partita IVA: contributi fissi commercianti pari a circa 4.200 euro annui (contributo minimo) + 24% sul reddito eccedente il minimale

    Totale contributi P.IVA: Considerando un reddito imponibile di circa 18.000 euro (60% forfettario sui 30.000 di ricavi), il contributo eccedente sarà: 24% di (18.000 – 17.504 minimale 2026) = circa 119 euro. Totale: 4.319 euro di contributi INPS commercianti.

    Attenzione: In questo caso, Laura non beneficia dell’esonero perché la gestione commercianti ha regole diverse dalla Gestione Separata.

    Esempio 3: Segretaria Part-time + Collaborazione Occasionale

    Situazione:
    Anna lavora come segretaria part-time con reddito annuo lordo di 10.000 euro. Svolge anche prestazioni occasionali di traduzione per 6.500 euro lordi annui, senza Partita IVA.

    Gestione previdenziale: Gestione Separata INPS (prestazioni occasionali oltre 5.000 euro)

    Contributi dovuti:

    • Sul lavoro dipendente: contributi INPS regolari (circa 920 euro annui a carico di Anna)
    • Sulle prestazioni occasionali: 24% di 6.500 euro = 1.560 euro (aliquota ridotta perché già coperta da lavoro dipendente)

    Importante: Anche se Anna non ha Partita IVA, superando i 5.000 euro di prestazioni occasionali scatta l’obbligo di contributi alla Gestione Separata. L’aliquota è ridotta al 24% invece del 26,07% perché ha già copertura pensionistica.

    Obblighi di Comunicazione all’INPS

    Per beneficiare correttamente dell’esonero contributivo, è fondamentale comunicare tempestivamente all’INPS la propria situazione lavorativa. Ecco gli adempimenti principali.

    Comunicazione di Inizio Attività

    Quando apri la Partita IVA, devi presentare la Comunicazione Unica tramite il portale Impresa in un giorno (o tramite commercialista). In questa sede, dovrai indicare:

    • La gestione previdenziale a cui intendi iscriverti
    • Se sei già iscritto ad altra forma pensionistica obbligatoria (lavoro dipendente)
    • Se richiedi l’esonero contributivo per la Gestione Separata

    La comunicazione viene trasmessa automaticamente all’INPS tramite il sistema ComUnica.

    Dichiarazione Annuale dei Redditi

    Ogni anno, con la dichiarazione dei redditi (modello Redditi PF o 730 se applicabile), dovrai comunicare:

    • I redditi da lavoro autonomo percepiti (Quadro RE o Quadro LM per i forfettari)
    • I redditi da lavoro dipendente (Quadro RC, tramite CU del datore)

    L’INPS riceve automaticamente questi dati dall’Agenzia delle Entrate e verifica la correttezza dell’esonero contributivo applicato.

    Variazioni in Corso d’Anno

    Se durante l’anno cambia la tua situazione lavorativa (ad esempio, perdi il lavoro dipendente o vai in pensione), devi comunicarlo tempestivamente all’INPS tramite:

    • Portale INPS (area “Cassetto Previdenziale”)
    • PEC alla sede INPS territoriale
    • CAF o commercialista

    Questo è fondamentale perché, perdendo il lavoro dipendente, perdi anche l’esonero contributivo e dovrai iniziare a versare i contributi alla Gestione Separata con aliquota piena (26,07%).

    Strategie di Ottimizzazione Contributiva

    Esistono alcune strategie lecite per ottimizzare il carico contributivo quando si gestisce un doppio lavoro part-time + Partita IVA.

    Mantenere un Contratto Dipendente Part-time

    Se la tua attività autonoma è in Gestione Separata, mantenere anche solo poche ore di lavoro dipendente (es. 10-15 ore settimanali) può farti risparmiare migliaia di euro di contributi INPS grazie all’esonero contributivo.

    Esempio: con 15.000 euro di compensi da Partita IVA, risparmi circa 3.910 euro annui (26,07% di 15.000) mantenendo un lavoro dipendente anche part-time.

    Valutare il Regime Fiscale in Base ai Contributi

    Il regime forfettario prevede tassazione agevolata (5% per startup o 15% a regime) ma non permette di dedurre i contributi pagati. Se sei in regime ordinario e versi contributi INPS, puoi dedurli interamente dal reddito imponibile, riducendo IRPEF e addizionali.

    Prima di scegliere il regime fiscale, fai una simulazione comparativa considerando anche l’impatto contributivo.

    Pianificazione Pensionistica Integrata

    Se benefici dell’esonero contributivo per la Gestione Separata, stai comunque maturando contributi solo dal lavoro dipendente. Questo potrebbe non essere sufficiente per una pensione adeguata.

    Valuta l’opportunità di:

    • Versamenti volontari INPS per integrare la posizione contributiva
    • Previdenza complementare (fondi pensione) per costruire una pensione integrativa
    • Riscatto contributivo di periodi non coperti (laurea, altri periodi)

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    Domande Frequenti (FAQ)

    Posso avere un lavoro dipendente part-time e una Partita IVA contemporaneamente?

    Sì, è assolutamente possibile avere un contratto di lavoro dipendente part-time e contemporaneamente una Partita IVA. Dal 2023 è stato abolito il limite dei 30.000 euro di reddito da lavoro dipendente per accedere al regime forfettario. Devi però rispettare i limiti di ricavi/compensi del regime fiscale scelto (85.000 euro per il forfettario).

    Devo pagare i contributi INPS su entrambe le attività?

    Dipende dalla gestione previdenziale della tua Partita IVA. Se sei in Gestione Separata INPS (professionisti senza cassa), benefici dell’esonero contributivo e non devi versare contributi sull’attività autonoma. Se sei commerciante o artigiano, devi versare i contributi fissi (circa 4.200 euro annui) indipendentemente dal lavoro dipendente.

    Cosa succede se perdo il lavoro dipendente?

    Se perdi il lavoro dipendente, perdi anche l’esonero contributivo per la Gestione Separata INPS. Dal momento della cessazione del rapporto di lavoro, dovrai iniziare a versare i contributi sulla tua attività autonoma con aliquota piena (26,07%). Devi comunicare tempestivamente la variazione all’INPS tramite il portale online o tramite CAF.

    Il regime forfettario conviene con un lavoro dipendente part-time?

    Generalmente sì, perché il forfettario prevede tassazione agevolata (5% primi 5 anni o 15% a regime) e semplificazioni amministrative. Inoltre, se sei in Gestione Separata, benefici dell’esonero contributivo grazie al lavoro dipendente. Tuttavia, devi valutare caso per caso con una simulazione, considerando che nel forfettario non puoi dedurre i costi effettivi.

    Devo comunicare all’INPS che ho due lavori?

    Sì, quando apri la Partita IVA tramite Comunicazione Unica, devi dichiarare di essere già iscritto ad altra forma pensionistica obbligatoria (lavoro dipendente) e richiedere l’esonero contributivo per la Gestione Separata. Inoltre, con la dichiarazione dei redditi annuale, l’INPS riceve automaticamente i dati sui tuoi redditi da entrambe le fonti.

    Quali sono i vantaggi dell’esonero contributivo?

    L’esonero contributivo per la Gestione Separata ti permette di risparmiare il 26,07% sui tuoi compensi da Partita IVA. Ad esempio, con 20.000 euro di compensi annui, risparmi circa 5.214 euro di contributi. Questo rende molto più conveniente avviare un’attività autonoma mantenendo un lavoro dipendente part-time.


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    Gestire lavoro dipendente e Partita IVA può essere complesso. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a:

    • Verificare il diritto all’esonero contributivo
    • Aprire e gestire la Partita IVA (forfettario o ordinario)
    • Compilare la dichiarazione dei redditi con entrambe le fonti di reddito
    • Comunicare le variazioni all’INPS
    • Pianificare la tua posizione previdenziale
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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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      Marzo 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-11 11:00:002026-10-11 22:15:34Part-time con Partita IVA: Quando i Contributi INPS Restano Dovuti nel 2026
      Geometri

      Codice ATECO Geometra 2026: Guida al Codice 71.12.30 e Coefficiente 78%

      regime forfettario partita iva

      Il codice ATECO geometra corretto è fondamentale per aprire partita IVA nel 2026 e accedere al regime forfettario. Scegliere il codice sbagliato significa applicare il coefficiente di redditività errato, con conseguenze fiscali importanti. In questa guida scopri tutto sul codice ATECO 71.12.30, le attività incluse e come comunicarlo all’Agenzia delle Entrate.

      Indice dei contenuti

      1. Cos’è il Codice ATECO e Perché è Importante
      2. Codice ATECO 71.12.30: Descrizione Ufficiale ISTAT
      3. Attività Incluse nel Codice 71.12.30
      4. Coefficiente di Redditività 78% nel Regime Forfettario
      5. Come Comunicare il Codice ATECO all’Agenzia delle Entrate
      6. Codici ATECO Alternativi e Aggiuntivi per Geometri
      7. Errori Comuni nella Scelta del Codice ATECO
      8. Domande Frequenti

      Cos’è il Codice ATECO e Perché è Importante

      Il codice ATECO (Attività Economiche) è un sistema di classificazione delle attività produttive utilizzato dall’ISTAT e dall’Agenzia delle Entrate. Ogni professionista che apre partita IVA come geometra deve dichiarare il proprio codice ATECO, che identifica il tipo di attività svolta.

      Per i geometri, il codice principale è il 71.12.30, che rientra nella categoria delle “Attività tecniche svolte da geometri”. Questo codice è determinante per tre motivi principali:

      • Coefficiente di redditività: nel regime forfettario, il codice ATECO 71.12.30 ha un coefficiente del 78%. Questo significa che se fatturi 30.000 euro, il reddito imponibile su cui paghi le tasse è di 23.400 euro (30.000 x 78%).
      • Contributi previdenziali: il codice determina quale cassa previdenziale devi iscriverti. I geometri devono iscriversi alla Cassa Italiana Geometri (CIPAG).
      • Detrazioni e agevolazioni: alcuni bonus fiscali sono riservati a specifici codici ATECO. Un codice errato può farti perdere opportunità di risparmio.

      Scegliere il codice ATECO sbagliato comporta errori nel calcolo delle tasse e potenziali sanzioni in caso di controlli. Per questo è importante affidarsi a un CAF specializzato che verifichi la correttezza della classificazione.

      Codice ATECO 71.12.30: Descrizione Ufficiale ISTAT

      Il codice ATECO 71.12.30 è così definito dall’ISTAT nella classificazione ufficiale 2007 (aggiornata al 2025-2026):

      “Attività tecniche svolte da geometri”

      Questa categoria comprende le attività professionali tipiche del geometra, regolamentate dal Collegio dei Geometri e Geometri Laureati. Il codice si inserisce nella gerarchia ATECO in questo modo:

      • Sezione M: Attività professionali, scientifiche e tecniche
      • Divisione 71: Attività degli studi di architettura e d’ingegneria; collaudi ed analisi tecniche
      • Gruppo 71.1: Attività degli studi di architettura, ingegneria ed altri studi tecnici
      • Classe 71.12: Attività degli studi di ingegneria ed altri studi tecnici
      • Categoria 71.12.30: Attività tecniche svolte da geometri

      Questo codice distingue i geometri da altre figure tecniche come gli ingegneri (codice 71.12.10) o gli architetti (codice 71.11.00). La distinzione è importante perché ogni professione ha regole deontologiche, limiti di competenza e contributi previdenziali differenti.

      Attività Incluse nel Codice 71.12.30

      Il codice ATECO 71.12.30 copre tutte le attività tecniche che rientrano nelle competenze professionali del geometra, secondo quanto previsto dalla normativa italiana. Ecco le principali attività incluse:

      Rilievi e Topografia

      • Rilievi topografici per progetti edilizi e infrastrutturali
      • Tracciamenti di confini, lottizzazioni e frazionamenti
      • Misurazione terreni e determinazione di superfici
      • Accatastamenti di nuove costruzioni e variazioni catastali

      Progettazione Edilizia

      • Progettazione di edifici civili di limitata complessità
      • Ristrutturazioni e ampliamenti edilizi
      • Direzione lavori per cantieri edili
      • Computi metrici e preventivi di spesa

      Consulenza Tecnica e Amministrativa

      • Pratiche edilizie: CILA, SCIA, permessi di costruire
      • Certificazioni energetiche (APE)
      • Perizie tecniche e stime immobiliari
      • Consulenze catastali e successioni immobiliari

      Sicurezza e Ambiente

      • Coordinamento sicurezza nei cantieri edili
      • Valutazioni di impatto ambientale (VIA) di competenza
      • Pratiche per bonus edilizi: Superbonus, Ecobonus, Sismabonus

      Queste attività sono quelle tipicamente svolte dai geometri e riconosciute dalla legge professionale. Se la tua attività principale rientra in questa descrizione, il codice ATECO 71.12.30 è quello corretto per la tua partita IVA.

      Coefficiente di Redditività 78% nel Regime Forfettario

      Nel regime forfettario 2026, il coefficiente di redditività è la percentuale di fatturato che viene considerata come reddito imponibile. Per il codice ATECO 71.12.30, questo coefficiente è del 78%.

      Vediamo con un esempio pratico come funziona il calcolo:

      Esempio di Calcolo delle Tasse

      Immagina di essere un geometra in regime forfettario con questi dati:

      • Fatturato annuo: 40.000 euro
      • Coefficiente di redditività: 78%
      • Imposta sostitutiva: 15% (o 5% se sei nei primi 5 anni di attività)

      Il calcolo è questo:

      1. Reddito imponibile = 40.000 euro x 78% = 31.200 euro
      2. Imposta sostitutiva = 31.200 euro x 15% = 4.680 euro

      A questi 4.680 euro devi aggiungere i contributi CIPAG (Cassa Italiana Geometri), che nel 2026 sono calcolati sul reddito imponibile con aliquote progressive. In media, per un reddito di 31.200 euro, i contributi si aggirano intorno ai 5.000-6.000 euro annui.

      L’imposta sostitutiva è una tassa unica che sostituisce IRPEF, IRAP e addizionali regionali/comunali. In pratica, invece di pagare più imposte separate, ne paghi una sola con aliquota agevolata. Questo rende il regime forfettario molto conveniente rispetto al regime ordinario.

      Perché il Coefficiente è 78%

      Il coefficiente del 78% riflette il fatto che i geometri, come molti professionisti tecnici, hanno spese operative moderate. Il legislatore stima che circa il 22% del fatturato sia assorbito da costi (software, strumentazione, formazione, assicurazioni), mentre il restante 78% costituisce il reddito effettivo.

      Questo coefficiente è identico per altre professioni tecniche simili (ingegneri, architetti), mentre differisce per attività con strutture di costo diverse. Ad esempio, il commercio al dettaglio ha coefficienti più bassi (40%) perché i costi di acquisto merce sono molto elevati.

      Come Comunicare il Codice ATECO all’Agenzia delle Entrate

      Il codice ATECO geometra va comunicato all’Agenzia delle Entrate in due momenti principali: all’apertura della partita IVA e in caso di variazione dell’attività.

      Apertura Partita IVA

      Quando apri partita IVA come geometra, devi presentare il modello AA9/12 (persone fisiche) all’Agenzia delle Entrate. In questo modello compili:

      • Quadro B: dati anagrafici e domicilio fiscale
      • Quadro C: attività svolta e codice ATECO 71.12.30
      • Quadro F: regime contabile (ad esempio, regime forfettario)

      Il modello può essere presentato in tre modi:

      1. Online tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate (serve SPID o CIE)
      2. Tramite intermediario abilitato (commercialista o CAF)
      3. Consegna diretta presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate

      Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutta la procedura: dalla compilazione del modello alla scelta del codice ATECO corretto, fino alla verifica della tua iscrizione alla Cassa Geometri (CIPAG). Questo ti garantisce di partire senza errori e con tutti gli adempimenti in regola.

      Variazione Codice ATECO

      Se cambi attività o aggiungi nuovi servizi, devi comunicare la variazione del codice ATECO entro 30 giorni dall’inizio della nuova attività. Si usa sempre il modello AA9/12, barrando la casella “Variazione dati”.

      Ad esempio, se sei un geometra che inizia anche attività di amministrazione condominiale, potresti aggiungere il codice ATECO 68.32.00. Oppure, se ti specializzi in progettazione impianti termici, potresti affiancare il codice 71.12.40.

      Codici ATECO Alternativi e Aggiuntivi per Geometri

      Oltre al codice principale 71.12.30, i geometri possono utilizzare codici ATECO aggiuntivi se svolgono attività complementari. Ecco una tabella di confronto con i codici più comuni:

      Codice ATECODescrizione AttivitàCoefficiente RedditivitàQuando Usarlo
      71.12.30Attività tecniche svolte da geometri78%Attività principale del geometra
      71.12.10Attività degli studi di ingegneria78%Se sei geometra laureato con competenze ingegneristiche
      71.11.00Attività degli studi di architettura78%Progettazione architettonica (solo con titolo abilitante)
      71.12.40Attività tecniche svolte da periti industriali78%Perizie tecniche industriali e impiantistiche
      68.32.00Amministrazione di condomini e gestione beni immobiliari67%Se svolgi anche attività di amministratore di condominio
      71.20.10Controllo di qualità e certificazione78%Certificazioni energetiche, collaudi tecnici

      La scelta del codice ATECO giusto dipende dalla prevalenza dell’attività. Se svolgi principalmente attività tecniche tipiche del geometra (rilievi, progettazione, direzione lavori), il codice corretto è il 71.12.30. Se invece affianchi servizi complementari (ad esempio, amministrazione condominiale), puoi dichiarare il 71.12.30 come codice principale e il 68.32.00 come attività secondaria.

      Attenzione: nel regime forfettario, se svolgi attività con coefficienti diversi, si applica il coefficiente dell’attività prevalente. Per questo è importante tracciare bene i ricavi per ogni tipo di servizio.

      Errori Comuni nella Scelta del Codice ATECO

      Molti geometri commettono errori nella scelta del codice ATECO, con conseguenze fiscali e contributive. Ecco i più frequenti:

      1. Confondere 71.12.30 con 71.12.10

      Il codice 71.12.10 è riservato agli ingegneri, non ai geometri. Anche se hanno lo stesso coefficiente di redditività (78%), la differenza è sostanziale per l’iscrizione alla cassa previdenziale. Gli ingegneri si iscrivono a INARCASSA, i geometri alla CIPAG. Usare il codice sbagliato significa iscriversi alla cassa sbagliata, con sanzioni e recuperi contributivi.

      2. Non Dichiarare Attività Secondarie

      Se svolgi anche amministrazione condominiale o consulenza immobiliare, devi dichiarare anche questi codici ATECO. Non farlo significa rischiare contestazioni in caso di controllo fiscale, impossibilità di emettere fatture conformi per quei servizi e problemi con le detrazioni fiscali richieste dai clienti.

      3. Scegliere il Codice Solo per il Coefficiente

      Alcuni professionisti scelgono il codice ATECO in base al coefficiente di redditività più basso (per pagare meno tasse nel forfettario). Questo è un errore grave: il codice ATECO deve rispecchiare l’attività effettivamente svolta, non la convenienza fiscale. L’Agenzia delle Entrate può contestare il codice se non corrisponde ai servizi fatturati, con sanzioni e recupero delle imposte.

      4. Non Aggiornare il Codice quando Cambia l’Attività

      Se ampli i tuoi servizi (ad esempio, inizi a fare anche progettazione energetica o sicurezza cantieri), devi comunicare la variazione. Continuare a usare il vecchio codice ATECO significa operare in modo irregolare.

      5. Non Verificare la Coerenza con la Cassa Previdenziale

      Il codice ATECO deve essere coerente con l’iscrizione alla CIPAG. Se ti iscrivi alla Cassa Geometri ma usi un codice diverso dal 71.12.30, la cassa può chiedere chiarimenti e contestare i contributi versati. Affidati al CAF per verificare che tutto sia allineato.

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      Domande Frequenti

      Qual è il codice ATECO per geometri nel 2026?

      Il codice ATECO principale per i geometri è il 71.12.30 – “Attività tecniche svolte da geometri”. Questo codice ha un coefficiente di redditività del 78% nel regime forfettario.

      Posso usare più codici ATECO come geometra?

      Sì, puoi dichiarare un codice ATECO principale (71.12.30) e uno o più codici secondari se svolgi attività complementari, come amministrazione condominiale (68.32.00) o consulenza immobiliare. L’importante è che il codice principale corrisponda all’attività prevalente.

      Cosa succede se scelgo il codice ATECO sbagliato?

      Se il codice ATECO non corrisponde all’attività effettivamente svolta, rischi sanzioni fiscali per dichiarazioni non conformi, recupero imposte se hai applicato il coefficiente di redditività errato, e problemi con la cassa previdenziale (CIPAG), che potrebbe contestare i contributi versati.

      Il codice ATECO 71.12.30 vale anche per geometri laureati?

      Sì, il codice 71.12.30 vale sia per i geometri diplomati che per i geometri laureati (L-7 o L-23). La differenza di competenze professionali non cambia il codice ATECO, ma solo le attività che puoi svolgere secondo la normativa professionale.

      Come comunico il codice ATECO all’apertura della partita IVA?

      Compili il modello AA9/12 (persone fisiche) e lo presenti all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. Puoi farlo online, tramite intermediario (CAF o commercialista) o presso un ufficio territoriale. Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce tutta la pratica per te.

      Posso cambiare codice ATECO dopo aver aperto partita IVA?

      Sì, puoi modificare il codice ATECO presentando una variazione dati con il modello AA9/12 entro 30 giorni dal cambio di attività. Ad esempio, se inizi a svolgere anche amministrazione condominiale, aggiungi il codice 68.32.00 come attività secondaria.


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      Leggi anche: Guida completa alla Partita IVA Geometra 2026

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      Marzo 10, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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      Contributi INPS 2026 Artigiani e Commercianti: Nuovi Minimi, Tabelle e Scadenze

      contributi INPS artigiani e commercianti, regime forfettario


      Indice dei contenuti

      1. Aumenti Contributi INPS 2026: Cosa Cambia per Artigiani e Commercianti
      2. Tabella Minimali Contributivi 2026 Artigiani
      3. Tabella Minimali Contributivi 2026 Commercianti
      4. Confronto Minimali 2025 vs 2026: Quanto Aumentano i Contributi
      5. Come Si Calcolano i Contributi INPS: Aliquote e Formule
      6. Scadenze Versamento Trimestrale 2026: Calendario Completo
      7. Esempi Pratici di Calcolo Contributi
      8. Come Versare: Modello F24 e Codici Tributo
      9. Esoneri e Riduzioni Contributive 2026
      10. Domande Frequenti sui Contributi INPS

      Dal 1° gennaio 2026 sono entrati in vigore i nuovi minimali contributivi INPS per artigiani e commercianti, con aumenti significativi rispetto all’anno precedente. Le aliquote contributive rimangono invariate al 24% per il reddito eccedente il minimale, ma i contributi fissi obbligatori da versare sono cresciuti in linea con l’adeguamento ISTAT e le rivalutazioni previste dalla Legge di Bilancio 2026.

      In questa guida completa aggiornata al 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine ti spiega nel dettaglio:

      • I nuovi minimali contributivi 2026 per artigiani e commercianti
      • Le tabelle complete con tutti gli importi aggiornati
      • Il confronto 2025-2026 per capire quanto aumentano i contributi
      • Le scadenze di versamento trimestrale e i codici tributo F24
      • Esempi pratici di calcolo per diverse fasce di reddito
      • Gli esoneri e riduzioni disponibili per alcune categorie

      Che tu sia un artigiano iscritto alla gestione INPS o un commerciante con partita IVA, questa guida ti aiuterà a comprendere esattamente quanto dovrai versare nel 2026 e come calcolare correttamente i tuoi contributi previdenziali.

      Aumenti Contributi INPS 2026: Cosa Cambia per Artigiani e Commercianti

      I contributi INPS per artigiani e commercianti si compongono di due parti:

      1. Contributo fisso sul reddito minimale (indipendente dal reddito effettivo, fino a un certo limite)
      2. Contributo proporzionale sul reddito eccedente (24% dell’eccedenza rispetto al minimale)

      Per il 2026, le principali novità riguardano:

      Reddito Minimale 2026

      Il reddito minimale annuo su cui si calcolano i contributi fissi è stato adeguato all’inflazione ISTAT e alle rivalutazioni previste dalla normativa previdenziale. Per il 2026, il reddito minimale è fissato a:

      • 17.504 euro annui (incremento rispetto ai 17.193 euro del 2025)

      Questo significa che anche se il tuo reddito effettivo è inferiore a questa soglia, dovrai comunque versare i contributi calcolati sul minimale. Se invece il tuo reddito supera i 17.504 euro, pagherai i contributi fissi sul minimale più il 24% sull’eccedenza (fino al massimale).

      Massimale Contributivo 2026

      Il massimale contributivo, ovvero il tetto oltre il quale non si versano ulteriori contributi proporzionali, è stato anch’esso rivalutato per il 2026:

      • 89.461 euro annui (rispetto agli 87.997 euro del 2025)

      Chi supera questo reddito versa contributi sul minimale + 24% fino al massimale, ma non paga contributi aggiuntivi sulla parte eccedente gli 89.461 euro.

      Aliquote Contributive 2026 (invariate)

      Le aliquote contributive restano confermate per il 2026:

      Tipo ContributoAliquota 2026
      Contributo IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti)24%
      Contributo maternitàIncluso nel 24%
      Aliquota ridotta under 2122,35%

      Nota importante: L’aliquota del 24% si applica solo al reddito eccedente il minimale di 17.504 euro. Sul reddito minimale si versa un contributo fisso che vedremo nelle tabelle seguenti.

      Tabella Minimali Contributivi 2026 Artigiani

      Gli artigiani iscritti alla gestione INPS versano contributi in base al proprio reddito d’impresa. Ecco la tabella completa dei minimali 2026:

      Contributi Fissi Artigiani 2026

      CategoriaReddito MinimaleContributo Annuo FissoContributo Trimestrale
      Artigiani con più di 21 anni17.504 euro4.201 euro1.050,25 euro
      Artigiani under 2117.504 euro3.912 euro978 euro
      Coadiuvanti/Coadiutori under 2117.504 euro3.912 euro978 euro
      Collaboratori over 2117.504 euro4.201 euro1.050,25 euro

      Come leggere la tabella:

      • Contributo annuo fisso: è l’importo minimo da versare in un anno, calcolato applicando l’aliquota del 24% (o 22,35% per under 21) al reddito minimale di 17.504 euro
      • Contributo trimestrale: è la rata da versare ogni trimestre (contributo annuo diviso 4)

      Calcolo Contributo Eccedente Minimale

      Se il tuo reddito d’impresa supera 17.504 euro, oltre al contributo fisso dovrai versare il 24% sull’eccedenza.

      Formula:

      Contributo totale = Contributo fisso (4.201 euro) + [(Reddito - 17.504) x 24%]

      Esempio: Artigiano con reddito di 35.000 euro:

      • Contributo fisso: 4.201 euro
      • Eccedenza: 35.000 – 17.504 = 17.496 euro
      • Contributo su eccedenza: 17.496 x 24% = 4.199 euro
      • Contributo totale annuo: 8.400 euro

      Tabella Minimali Contributivi 2026 Commercianti

      I commercianti iscritti alla gestione INPS seguono le stesse regole degli artigiani, con minimali e aliquote identiche. La distinzione è solo amministrativa, in base al codice ATECO dell’attività.

      Contributi Fissi Commercianti 2026

      CategoriaReddito MinimaleContributo Annuo FissoContributo Trimestrale
      Commercianti con più di 21 anni17.504 euro4.201 euro1.050,25 euro
      Commercianti under 2117.504 euro3.912 euro978 euro
      Coadiuvanti familiari17.504 euro4.201 euro1.050,25 euro

      Chi deve iscriversi come commerciante?

      • Esercenti attività di commercio al dettaglio (negozi, e-commerce)
      • Commercio all’ingrosso
      • Agenzie di servizi (immobiliari, viaggi, intermediazione)
      • Attività di ristorazione e somministrazione (bar, ristoranti)
      • Rappresentanti e agenti di commercio

      La distinzione tra artigiani e commercianti è importante ai fini della registrazione presso la Camera di Commercio, ma non influisce sugli importi contributivi INPS.

      Confronto Minimali 2025 vs 2026: Quanto Aumentano i Contributi

      Analizziamo nel dettaglio quanto sono aumentati i contributi INPS nel passaggio dal 2025 al 2026:

      Tabella Comparativa Minimali e Contributi

      Elemento20252026Aumento% Variazione
      Reddito minimale17.193 euro17.504 euro+311 euro+1,81%
      Contributo annuo fisso (24%)4.126 euro4.201 euro+75 euro+1,82%
      Contributo trimestrale1.031,50 euro1.050,25 euro+18,75 euro+1,82%
      Massimale contributivo87.997 euro89.461 euro+1.464 euro+1,66%

      Impatto Concreto per Redditi Diversi

      Vediamo quanto aumenta la spesa contributiva per diverse fasce di reddito:

      Reddito d’ImpresaContributi 2025Contributi 2026Aumento Annuo
      15.000 euro (sotto minimale)4.126 euro4.201 euro+75 euro
      25.000 euro6.000 euro6.100 euro+100 euro
      35.000 euro8.400 euro8.499 euro+99 euro
      50.000 euro12.000 euro12.200 euro+200 euro
      70.000 euro16.800 euro17.100 euro+300 euro
      90.000 euro (oltre massimale)21.000 euro21.370 euro+370 euro

      Nota: Gli importi sono arrotondati. L’aumento è proporzionale al reddito: chi guadagna di più paga di più in valore assoluto, ma la percentuale resta costante.

      Cause dell’Aumento 2026

      L’incremento dei contributi INPS 2026 è dovuto a:

      • Rivalutazione ISTAT: adeguamento all’inflazione 2025 (+1,8% circa)
      • Legge di Bilancio 2026: aggiornamento automatico dei minimali previdenziali
      • Obiettivi di sostenibilità INPS: garantire equilibrio tra contributi versati e prestazioni erogate

      Come Si Calcolano i Contributi INPS: Aliquote e Formule

      Il calcolo dei contributi INPS per artigiani e commercianti può sembrare complesso, ma seguendo pochi passaggi diventa semplice. Vediamo le formule e le modalità di calcolo.

      Formula Generale di Calcolo

      Il calcolo dipende da dove si colloca il tuo reddito rispetto al minimale e al massimale:

      Caso 1: Reddito Inferiore al Minimale (< 17.504 euro)

      Contributo annuo = 4.201 euro (fisso)

      Anche se il reddito è basso o nullo, il contributo minimo è dovuto. Unica eccezione: esoneri specifici (vedi sezione dedicata).

      Caso 2: Reddito tra Minimale e Massimale (17.504 – 89.461 euro)

      Contributo annuo = 4.201 euro + [(Reddito - 17.504) x 24%]

      Esempio: Commerciante con reddito di 40.000 euro:

      • Contributo fisso: 4.201 euro
      • Eccedenza: 40.000 – 17.504 = 22.496 euro
      • Contributo su eccedenza: 22.496 x 24% = 5.399 euro
      • Totale: 4.201 + 5.399 = 9.600 euro annui

      Caso 3: Reddito Superiore al Massimale (> 89.461 euro)

      Contributo annuo = 4.201 euro + [(89.461 - 17.504) x 24%]
                       = 4.201 + 17.270 = 21.471 euro (contributo massimo)

      Chi supera il massimale non paga contributi aggiuntivi sull’eccedenza.

      Aliquote Ridotte per Under 21

      Gli artigiani e commercianti con meno di 21 anni beneficiano di un’aliquota ridotta del 22,35% invece del 24%:

      Contributo fisso under 21 = 17.504 x 22,35% = 3.912 euro/anno

      Risparmio annuo: 4.201 – 3.912 = 289 euro

      L’aliquota ridotta si applica fino al compimento del 21° anno di età.

      Reddito da Considerare per il Calcolo

      Il reddito su cui calcolare i contributi è quello determinato secondo le regole fiscali:

      • Regime ordinario: reddito d’impresa (ricavi – costi) dichiarato nel Modello Redditi
      • Regime forfettario: reddito imponibile forfettario (ricavi x coefficiente di redditività)

      Esempio regime forfettario: Artigiano con ricavi 50.000 euro e coefficiente 67%:

      • Reddito imponibile: 50.000 x 67% = 33.500 euro
      • Contributi INPS: 4.201 + [(33.500 – 17.504) x 24%] = 8.040 euro

      Scadenze Versamento Trimestrale 2026: Calendario Completo

      I contributi INPS per artigiani e commercianti si versano in quattro rate trimestrali a cadenza fissa. Ecco il calendario completo per il 2026:

      Calendario Scadenze Trimestrali 2026

      TrimestreScadenzaImporto Minimo (>21 anni)Importo Minimo (under 21)
      1° Trimestre (gennaio-marzo)16 maggio 20261.050,25 euro978 euro
      2° Trimestre (aprile-giugno)20 agosto 20261.050,25 euro978 euro
      3° Trimestre (luglio-settembre)16 novembre 20261.050,25 euro978 euro
      4° Trimestre (ottobre-dicembre)16 febbraio 20271.050,25 euro978 euro

      Note importanti:

      • Se la scadenza cade di sabato o festivo, slitta al primo giorno lavorativo successivo
      • Gli importi indicati sono minimi (contributo sul reddito minimale diviso 4)
      • Se il reddito supera il minimale, i versamenti trimestrali sono acconti da conguagliare l’anno successivo

      Acconto e Saldo Contributivo

      Il sistema di versamento dei contributi INPS per artigiani e commercianti funziona in acconto e saldo:

      Durante il 2026: Versamenti Trimestrali (Acconto)

      Nelle quattro scadenze trimestrali versi acconti calcolati:

      • Sul reddito minimale se non hai ancora dichiarato il reddito definitivo
      • Oppure in base al reddito dell’anno precedente se già noto

      Giugno 2027: Saldo in Dichiarazione dei Redditi

      Quando presenti la dichiarazione dei redditi 2027 (per i redditi 2026), calcoli:

      • Contributo dovuto in base al reddito effettivo 2026
      • Acconti già versati nei quattro trimestri
      • Saldo (differenza da pagare o credito da recuperare)

      Esempio pratico:

      • Reddito effettivo 2026: 30.000 euro
      • Contributi dovuti: 4.201 + [(30.000 – 17.504) x 24%] = 7.200 euro
      • Acconti versati (4 rate): 4 x 1.050,25 = 4.201 euro
      • Saldo da pagare a giugno 2027: 7.200 – 4.201 = 2.999 euro

      Sanzioni per Ritardato Pagamento

      Il mancato o ritardato versamento dei contributi comporta:

      • Interessi di mora: calcolati giorno per giorno dal giorno di scadenza
      • Sanzioni amministrative: fino al 30% dell’importo non versato
      • Cartella esattoriale: l’INPS notifica le somme dovute con aggravio di ulteriori costi

      Consiglio: Se hai difficoltà economiche, contatta tempestivamente l’INPS o il CAF per valutare piani di rateizzazione prima che scadano i termini.

      Esempi Pratici di Calcolo Contributi

      Vediamo alcuni casi concreti per capire esattamente quanto si paga in contributi INPS nel 2026:

      Esempio 1: Artigiano Idraulico con Reddito Minimo

      Dati:

      • Reddito d’impresa 2026: 12.000 euro (sotto il minimale)
      • Età: 35 anni (aliquota ordinaria 24%)
      • Gestione: Artigiani INPS

      Calcolo contributi:

      Anche se il reddito è sotto il minimale di 17.504 euro, deve comunque versare il contributo fisso:

      • Contributo annuo: 4.201 euro
      • Rate trimestrali: 1.050,25 euro x 4
      • Incidenza sul reddito: 4.201 / 12.000 = 35% (molto alta perché sotto minimale)

      Esempio 2: Commerciante E-commerce Forfettario

      Dati:

      • Ricavi 2026: 60.000 euro
      • Regime forfettario, coefficiente redditività: 40%
      • Reddito imponibile: 60.000 x 40% = 24.000 euro
      • Età: 28 anni

      Calcolo contributi:

      • Contributo fisso: 4.201 euro
      • Eccedenza minimale: 24.000 – 17.504 = 6.496 euro
      • Contributo su eccedenza: 6.496 x 24% = 1.559 euro
      • Contributo totale annuo: 4.201 + 1.559 = 5.760 euro
      • Incidenza sul reddito: 5.760 / 24.000 = 24%

      Esempio 3: Giovane Artigiano Under 21 con Agevolazioni

      Dati:

      • Reddito d’impresa 2026: 18.000 euro
      • Età: 20 anni (aliquota ridotta 22,35%)
      • Prima attività avviata nel 2025

      Calcolo contributi:

      • Contributo fisso (aliquota ridotta): 17.504 x 22,35% = 3.912 euro
      • Eccedenza minimale: 18.000 – 17.504 = 496 euro
      • Contributo su eccedenza: 496 x 22,35% = 111 euro
      • Contributo totale annuo: 3.912 + 111 = 4.023 euro
      • Risparmio rispetto ad aliquota ordinaria: 289 euro/anno

      Esempio 4: Artigiano con Reddito Alto (vicino al massimale)

      Dati:

      • Reddito d’impresa 2026: 80.000 euro
      • Età: 45 anni

      Calcolo contributi:

      • Contributo fisso: 4.201 euro
      • Eccedenza minimale: 80.000 – 17.504 = 62.496 euro
      • Contributo su eccedenza: 62.496 x 24% = 14.999 euro
      • Contributo totale annuo: 4.201 + 14.999 = 19.200 euro
      • Incidenza sul reddito: 19.200 / 80.000 = 24%

      Riepilogo Comparativo

      CasoRedditoContributi AnnuiIncidenza %
      Esempio 1 (sotto minimale)12.000 euro4.201 euro35%
      Esempio 2 (forfettario)24.000 euro5.760 euro24%
      Esempio 3 (under 21)18.000 euro4.023 euro22,35%
      Esempio 4 (alto reddito)80.000 euro19.200 euro24%

      Osservazione: L’incidenza percentuale sui redditi sopra il minimale è costante al 24%, mentre chi ha redditi bassi subisce un’incidenza molto più alta a causa del contributo fisso obbligatorio.

      Come Versare: Modello F24 e Codici Tributo

      I contributi INPS per artigiani e commercianti si versano tramite modello F24 con codici tributo specifici. Vediamo come compilarlo correttamente.

      Codici Tributo F24 per Artigiani

      Codice TributoDescrizioneQuando si Usa
      AR01Contributi IVS artigiani – Quota fissaVersamento trimestrale sul minimale
      AR02Contributi IVS artigiani – Quota eccedenteSaldo su redditi oltre il minimale
      AR03Contributi IVS artigiani – MaternitàContributo maternità (già incluso nell’aliquota 24%)

      Codici Tributo F24 per Commercianti

      Codice TributoDescrizioneQuando si Usa
      CM01Contributi IVS commercianti – Quota fissaVersamento trimestrale sul minimale
      CM02Contributi IVS commercianti – Quota eccedenteSaldo su redditi oltre il minimale
      CM03Contributi IVS commercianti – MaternitàContributo maternità (già incluso nell’aliquota 24%)

      Come Compilare il Modello F24

      Vediamo passo per passo la compilazione del modello F24 per i contributi trimestrali:

      Sezione da Compilare: INPS

      I contributi artigiani e commercianti vanno nella sezione INPS del modello F24 (non nella sezione Erario).

      Campi da Compilare

      1. Codice tributo: AR01 (artigiani) o CM01 (commercianti)
      2. Matricola INPS: il tuo numero di matricola (10 cifre)
      3. Periodo di riferimento: trimestre di competenza (es. 01 per 1° trimestre)
      4. Anno di riferimento: 2026
      5. Importo a debito: 1.050,25 euro (o 978 euro se under 21)

      Esempio Compilazione (Artigiano 1° Trimestre 2026)

      Sezione INPS
      - Codice tributo: AR01
      - Matricola INPS: 1234567890
      - Periodo: 01 (gennaio-marzo)
      - Anno: 2026
      - Importo a debito: 1.050,25 euro

      Modalità di Pagamento

      Puoi versare il modello F24 tramite:

      • Home banking: la maggior parte delle banche consente il pagamento F24 online
      • Sportello bancario/postale: presentando il modello compilato (per importi < 1.000 euro anche in contanti)
      • Servizi telematici Agenzia Entrate: tramite Entratel o Fisconline
      • Intermediario abilitato: CAF o commercialista possono gestire i versamenti per te

      Consiglio: Se non sei sicuro della compilazione, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine. Ti aiuteremo a calcolare gli importi corretti e compilare i modelli F24.

      Esoneri e Riduzioni Contributive 2026

      In alcuni casi è possibile ottenere esoneri o riduzioni dei contributi INPS. Vediamo le principali agevolazioni disponibili nel 2026:

      Esonero per Nuove Attività Giovanili (fino a 35 anni)

      I giovani artigiani e commercianti che avviano una nuova attività possono beneficiare di uno sconto contributivo del 50% per i primi 3 anni, a condizione che:

      • Abbiano meno di 35 anni al momento dell’apertura della partita IVA
      • Non abbiano mai svolto attività artigianale/commerciale in precedenza
      • Il reddito non superi determinate soglie

      Importo ridotto:

      • Contributo annuo: 4.201 / 2 = 2.100,50 euro
      • Contributo trimestrale: 525,12 euro

      Come richiederlo: Compilare il modulo di domanda all’INPS entro 90 giorni dall’apertura della partita IVA.

      Riduzione per Pensionati Attivi

      Gli artigiani e commercianti già pensionati che continuano a lavorare possono richiedere l’esonero parziale o totale dei contributi IVS, mantenendo solo il contributo maternità.

      Requisiti:

      • Essere titolare di pensione di vecchiaia o anticipata
      • Continuare a svolgere attività artigianale/commerciale

      Contributo ridotto: circa 200-300 euro/anno (solo maternità)

      Sospensione per Maternità/Paternità

      Le artigiane e commercianti in maternità possono richiedere la sospensione dei contributi per i periodi di:

      • Congedo di maternità: 5 mesi (2 prima + 3 dopo il parto)
      • Congedo parentale: fino a 6 mesi (facoltativo)

      Durante questi periodi, non sono dovuti i contributi fissi. La copertura contributiva è garantita dall’INPS.

      Riduzione per Coadiuvanti Familiari

      I coadiuvanti e coadiutori familiari (es. moglie che aiuta il marito artigiano) beneficiano di contributi ridotti:

      • Aliquota: 21% invece del 24%
      • Contributo annuo fisso: circa 3.670 euro

      Rateizzazione per Difficoltà Economiche

      Se hai difficoltà a pagare i contributi, puoi richiedere all’INPS un piano di rateizzazione:

      • Fino a 24 mesi per importi sotto i 10.000 euro
      • Fino a 72 mesi per importi superiori
      • Interessi agevolati rispetto a sanzioni e more

      Importante: La rateizzazione va richiesta prima della scadenza per evitare sanzioni.

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      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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      Domande Frequenti sui Contributi INPS 2026

      1. Quanto costa al mese la contribuzione INPS per artigiani e commercianti nel 2026?

      Il contributo mensile minimo (calcolando la rata trimestrale divisa 3) è di circa 350 euro al mese per chi ha più di 21 anni. Questo importo sale se il reddito supera il minimale di 17.504 euro annui.

      2. Devo pagare i contributi INPS anche se non ho guadagnato nulla?

      Sì, il contributo minimo è sempre dovuto, anche se l’attività non ha prodotto reddito. L’unica eccezione sono casi di sospensione/cessazione dell’attività comunicati all’INPS.

      3. Posso dedurre i contributi INPS dalla dichiarazione dei redditi?

      Sì, i contributi INPS versati sono interamente deducibili dal reddito d’impresa, riducendo la base imponibile IRPEF (o imposta sostitutiva se sei in regime forfettario).

      4. Se pago in ritardo i contributi INPS, cosa succede?

      Il ritardo comporta interessi di mora calcolati giornalmente e sanzioni fino al 30% dell’importo dovuto. Inoltre, l’INPS può emettere una cartella esattoriale con ulteriori aggravi di spese.

      5. I contributi INPS danno diritto alla pensione?

      Sì, i contributi versati come artigiano o commerciante sono utili ai fini pensionistici e danno diritto a:

      • Pensione di vecchiaia (67 anni con almeno 20 anni di contributi)
      • Pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi per uomini, 41 anni e 10 mesi per donne)
      • Pensione di invalidità e pensione ai superstiti

      6. Come faccio a sapere la mia matricola INPS?

      La matricola INPS è un codice di 10 cifre che ti viene assegnato al momento dell’iscrizione alla gestione artigiani o commercianti. Puoi trovarla:

      • Nella comunicazione INPS di iscrizione
      • Accedendo al sito INPS con SPID nell’area “Fascicolo previdenziale”
      • Chiedendo al tuo CAF o commercialista

      7. Cosa succede se chiudo la partita IVA a metà anno?

      Se chiudi l’attività in corso d’anno, i contributi si calcolano proporzionalmente ai mesi di attività. Ad esempio, se chiudi il 30 giugno, dovrai versare metà del contributo annuo (6 mesi su 12).

      Importante: Devi comunicare la cessazione all’INPS entro 30 giorni per interrompere l’obbligo contributivo.

      8. Posso versare i contributi in un’unica soluzione annuale invece che trimestralmente?

      No, l’INPS richiede obbligatoriamente il versamento trimestrale alle scadenze fisse. Non è possibile versare tutto insieme a inizio o fine anno. Il mancato rispetto delle scadenze comporta sanzioni.


      Hai Bisogno di Aiuto con i Contributi INPS?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella gestione dei contributi INPS per artigiani e commercianti:

      • Calcolo preciso dei contributi in base al tuo reddito effettivo
      • Compilazione modelli F24 con i codici tributo corretti
      • Verifica posizione contributiva e controllo eventuali scoperti
      • Richiesta esoneri e riduzioni per giovani, pensionati, maternità
      • Piani di rateizzazione in caso di difficoltà economiche
      • Assistenza in caso di cartelle INPS e contenziosi
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          Febbraio 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-11 20:29:552026-10-11 22:14:20Contributi INPS 2026 Artigiani e Commercianti: Nuovi Minimi, Tabelle e Scadenze
          Architetti e Ingegneri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

          Fatturazione Architetto e Ingegnere 2026: Guida con Esempi Pratici

          regime forfettario partita iva

          Fatturazione Architetto e Ingegnere 2026: Guida Completa con Esempi Pratici

          Sei un architetto o ingegnere e vuoi sapere come emettere correttamente le fatture? Ti chiedi come funziona il contributo integrativo Inarcassa 4%, quando applicare la marca da bollo e quali diciture inserire in regime forfettario?

          La fatturazione corretta e fondamentale per evitare errori fiscali e sanzioni. In questa guida completa vedremo come emettere fatture per architetti e ingegneri, con esempi pratici per regime forfettario e ordinario, il contributo integrativo del 4%, la marca da bollo e tutte le diciture obbligatorie.

          Il CAF Centro Fiscale assiste architetti e ingegneri nella corretta gestione della fatturazione e degli adempimenti fiscali.

          Indice dei contenuti

          1. Fattura Elettronica Obbligatoria
          2. Il Contributo Integrativo 4%
          3. Fattura in Regime Forfettario
          4. Fattura in Regime Ordinario
          5. Marca da Bollo: Quando e Obbligatoria
          6. Diciture Obbligatorie
          7. Esempi di Fatture Complete
          8. Domande Frequenti

          Fattura Elettronica Obbligatoria

          Dal 2024, la fattura elettronica e obbligatoria per tutti i professionisti, compresi quelli in regime forfettario.

          Chi Deve Emettere Fattura Elettronica

          Regime ordinarioObbligo fattura elettronica dal 2019
          Regime forfettarioObbligo fattura elettronica dal 1/1/2024
          EccezionePrestazioni verso privati esteri (fattura cartacea)

          Come Funziona la Fattura Elettronica

          • Formato: XML trasmesso tramite Sistema di Interscambio (SDI)
          • Conservazione: Minimo 10 anni in formato digitale
          • Invio: Entro 12 giorni dalla data dell’operazione
          • Software: Fatture in Cloud, Aruba, Assosoftware, o portale Agenzia Entrate

          Dati Obbligatori in Fattura

          Dati emittenteNome, indirizzo, P.IVA, CF
          Dati clienteNome/Ragione sociale, indirizzo, P.IVA o CF
          Codice SDI/PECPer invio al cliente
          Numero e dataProgressivo univoco per anno
          DescrizioneNatura e quantita della prestazione
          ImportiCompenso, contributo 4%, totale

          Il Contributo Integrativo Inarcassa 4%

          Il contributo integrativo del 4% e un elemento caratteristico delle fatture di architetti e ingegneri iscritti a Inarcassa.

          Come Funziona il Contributo Integrativo

          CONTRIBUTO INTEGRATIVO 4%
          Aliquota4% del compenso professionale
          Chi lo pagaIl cliente (addebitato in fattura)
          Chi lo versa a InarcassaIl professionista
          E un costo per te?NO – Lo incassi e lo versi
          Va in fattura?SI – Sempre obbligatorio

          Calcolo del Contributo Integrativo

          Contributo Integrativo = Compenso x 4%

          Esempio: Compenso 5.000 euro → Contributo integrativo = 200 euro

          Il Contributo Integrativo e l’IVA

          • Regime forfettario: Il contributo integrativo NON e soggetto a IVA
          • Regime ordinario: Il contributo integrativo E soggetto a IVA (22%)

          Esempio in Regime Ordinario

          Compenso professionale5.000,00 euro
          Contributo integrativo 4%200,00 euro
          Imponibile IVA5.200,00 euro
          IVA 22%1.144,00 euro
          TOTALE FATTURA6.344,00 euro

          Il Contributo Integrativo e Deducibile?

          Il contributo integrativo non e deducibile per te (perche non e un tuo costo). Tuttavia, se il tuo cliente e un professionista o un’impresa, lui puo dedurlo come costo.

          Fattura in Regime Forfettario

          In regime forfettario, la fattura ha caratteristiche specifiche: niente IVA e niente ritenuta d’acconto.

          Caratteristiche Fattura Forfettario

          IVANon si applica (operazione esente)
          Ritenuta d’accontoNon si applica
          Contributo integrativo 4%SI – sempre obbligatorio
          Marca da bolloSI – se importo supera 77,47 euro
          Diciture obbligatorieRiferimento normativo forfettario

          Schema Fattura Regime Forfettario

          FATTURA N. 001/2026


          Prestazione: Progettazione architettonica edificio residenziale

          Compenso professionale5.000,00 euro
          Contributo integrativo Inarcassa 4%200,00 euro
          Marca da bollo2,00 euro
          TOTALE FATTURA5.202,00 euro

          Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014 (Regime Forfettario).
          Operazione non soggetta a ritenuta ai sensi dell’art. 1, comma 67, Legge n. 190/2014.
          Imposta di bollo assolta sull’originale – ID bollo: XXXXXXXXXXXXXXX

          Diciture Obbligatorie Forfettario

          1. Per l’esenzione IVA: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014”
          2. Per la ritenuta: “Operazione non soggetta a ritenuta ai sensi dell’art. 1, comma 67, Legge n. 190/2014”
          3. Per la marca da bollo: “Imposta di bollo assolta sull’originale” (se cartacea) o ID bollo virtuale

          Fattura in Regime Ordinario

          In regime ordinario, la fattura include IVA e ritenuta d’acconto.

          Caratteristiche Fattura Regime Ordinario

          IVA22% sull’imponibile (compenso + contributo 4%)
          Ritenuta d’acconto20% sul compenso (se cliente e sostituto d’imposta)
          Contributo integrativo 4%SI – soggetto a IVA
          Marca da bolloNO – non necessaria con IVA

          Schema Fattura Regime Ordinario (con Ritenuta)

          FATTURA N. 002/2026


          Prestazione: Progettazione strutturale

          Compenso professionale5.000,00 euro
          Contributo integrativo Inarcassa 4%200,00 euro
          Imponibile IVA5.200,00 euro
          IVA 22%1.144,00 euro
          Totale lordo6.344,00 euro
          Ritenuta d’acconto 20% (su 5.000)– 1.000,00 euro
          NETTO A PAGARE5.344,00 euro

          Ritenuta d’Acconto: Quando si Applica

          ClienteRitenuta d’Acconto
          Azienda/ImpresaSI – 20% sul compenso
          Professionista con P.IVASI – 20% sul compenso
          Ente pubblicoSI – 20% sul compenso
          Privato persona fisicaNO – Non e sostituto d’imposta

          Nota sulla Ritenuta

          La ritenuta d’acconto si calcola solo sul compenso, non sul contributo integrativo 4%.

          Marca da Bollo: Quando e Obbligatoria

          La marca da bollo e obbligatoria sulle fatture esenti da IVA che superano un certo importo.

          Quando Applicare la Marca da Bollo

          SituazioneMarca da Bollo
          Fattura forfettario > 77,47 euroSI – 2,00 euro
          Fattura forfettario fino a 77,47 euroNO
          Fattura con IVA (regime ordinario)NO

          Come Applicare la Marca da Bollo

          Fattura Cartacea

          • Apporre marca da bollo da 2 euro sull’originale
          • Indicare in fattura: “Imposta di bollo assolta sull’originale”
          • Annullare la marca con timbro o firma

          Fattura Elettronica

          • Selezionare l’opzione “Bollo virtuale” nel software
          • L’importo viene addebitato trimestralmente dall’Agenzia Entrate
          • Indicare in fattura il campo XML dedicato

          Chi Paga la Marca da Bollo

          La marca da bollo e a carico del cliente, quindi viene addebitata in fattura oltre al compenso. Tuttavia, il professionista e responsabile del suo versamento.

          Versamento Bollo Virtuale

          1° trimestreVersamento entro 31 maggio
          2° trimestreVersamento entro 30 settembre
          3° trimestreVersamento entro 30 novembre
          4° trimestreVersamento entro 28 febbraio anno successivo

          Diciture Obbligatorie in Fattura

          Ecco tutte le diciture obbligatorie da inserire nelle fatture di architetti e ingegneri.

          Diciture Regime Forfettario

          Esenzione IVA“Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014 e successive modificazioni”
          No ritenuta“Operazione non soggetta a ritenuta ai sensi dell’art. 1, comma 67, Legge n. 190/2014”
          Marca da bollo“Imposta di bollo da 2,00 euro assolta in modo virtuale” (o “sull’originale”)

          Diciture Regime Ordinario

          Ritenuta d’acconto“Ritenuta d’acconto 20% ai sensi dell’art. 25 DPR 600/73”
          Contributo integrativo“Contributo integrativo Inarcassa 4% ai sensi dell’art. 10 L. 6/81”

          Diciture Comuni a Tutti

          Iscrizione AlboNumero iscrizione Ordine Architetti/Ingegneri
          Partita IVANumero P.IVA
          Codice fiscaleCF del professionista
          Codice destinatarioSDI del cliente (per fattura elettronica)

          Esempi di Fatture Complete

          Esempio 1: Fattura Forfettario ad Azienda

          ARCHITETTO MARIO ROSSI
          Via Roma 123 – 33100 Udine (UD)
          P.IVA 01234567890 – C.F. RSSMRA80A01L483X
          Iscritto all’Ordine degli Architetti di Udine n. 1234


          FATTURA N. 015/2026
          Data: 15 gennaio 2026

          CLIENTE: Edilizia Friulana S.r.l.
          Via Industria 45 – 33100 Udine
          P.IVA 09876543210 – Cod. SDI: KRRH6B9


          Oggetto: Progettazione architettonica edificio commerciale

          Compenso professionale8.000,00 euro
          Contributo integrativo Inarcassa 4%320,00 euro
          Imposta di bollo2,00 euro
          TOTALE DA PAGARE8.322,00 euro

          Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014.
          Operazione non soggetta a ritenuta ai sensi dell’art. 1, comma 67, Legge n. 190/2014.
          Imposta di bollo da 2,00 euro assolta in modo virtuale.

          Pagamento: Bonifico bancario – IBAN IT00X0000000000000000000000

          Esempio 2: Fattura Ordinario ad Ente Pubblico

          ING. LUCA BIANCHI
          Via Mazzini 55 – 33100 Udine (UD)
          P.IVA 11223344556 – C.F. BNCLCU85B15L483Y
          Iscritto all’Ordine degli Ingegneri di Udine n. 5678


          FATTURA N. 008/2026
          Data: 20 gennaio 2026

          CLIENTE: Comune di Udine
          Piazza Liberta 1 – 33100 Udine
          P.IVA 00168650307 – CIG: Z3F1234567 – CUP: J11B12345678901


          Oggetto: Verifica strutturale edificio scolastico

          Compenso professionale10.000,00 euro
          Contributo integrativo Inarcassa 4%400,00 euro
          Imponibile IVA10.400,00 euro
          IVA 22%2.288,00 euro
          TOTALE FATTURA12.688,00 euro
          Ritenuta d’acconto 20% (su 10.000)– 2.000,00 euro
          NETTO A PAGARE10.688,00 euro

          Ritenuta d’acconto 20% ai sensi dell’art. 25 DPR 600/73.
          Contributo integrativo Inarcassa 4% ai sensi dell’art. 10 L. 6/81.

          Domande Frequenti (FAQ)

          Devo sempre indicare il contributo integrativo 4% in fattura?

          Si, il contributo integrativo Inarcassa 4% deve essere sempre indicato in fattura e addebitato al cliente. E obbligatorio per tutti gli iscritti a Inarcassa.

          Il contributo integrativo e soggetto a IVA?

          In regime ordinario si, il contributo integrativo fa parte dell’imponibile IVA. In regime forfettario no, perche non c’e IVA.

          Quando devo applicare la marca da bollo?

          La marca da bollo da 2 euro e obbligatoria sulle fatture esenti da IVA (regime forfettario) di importo superiore a 77,47 euro.

          La ritenuta d’acconto si calcola sul contributo integrativo?

          No, la ritenuta d’acconto 20% si calcola solo sul compenso professionale, non sul contributo integrativo 4%.

          Devo emettere fattura elettronica in regime forfettario?

          Si, dal 1 gennaio 2024 la fattura elettronica e obbligatoria anche per i professionisti in regime forfettario.

          Che dicitura devo mettere per il regime forfettario?

          Devi indicare: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014” e “Operazione non soggetta a ritenuta ai sensi dell’art. 1, comma 67, Legge n. 190/2014”.

          Conclusioni

          La fatturazione corretta e fondamentale per architetti e ingegneri.

          Punti chiave:

          • Contributo integrativo 4%: Sempre obbligatorio, lo paga il cliente
          • Regime forfettario: Niente IVA, niente ritenuta, si marca da bollo
          • Regime ordinario: IVA 22%, ritenuta 20% sul compenso
          • Marca da bollo: 2 euro se fattura esente IVA superiore a 77,47 euro
          • Fattura elettronica: Obbligatoria per tutti dal 2024
          • Diciture: Inserire sempre i riferimenti normativi corretti

          Il CAF Centro Fiscale offre assistenza completa per architetti e ingegneri: fatturazione, dichiarazione dei redditi, gestione contributi Inarcassa e ottimizzazione fiscale.

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          Ultimo aggiornamento: Gennaio 2026.

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            Febbraio 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-01 09:00:002026-05-30 00:07:42Fatturazione Architetto e Ingegnere 2026: Guida con Esempi Pratici
            Architetti e Ingegneri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

            Contributi Inarcassa 2026: Guida Completa ad Aliquote, Scadenze e Agevolazioni Under 35

            regime forfettario partita iva

            Contributi Inarcassa 2026: Guida Completa ad Aliquote, Scadenze e Agevolazioni

            Sei un architetto o ingegnere iscritto a Inarcassa e vuoi sapere quanto dovrai versare di contributi nel 2026? Ti chiedi quali sono le aliquote, i minimali, le scadenze e le agevolazioni disponibili?

            Inarcassa (Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza per Ingegneri e Architetti) e l’ente previdenziale obbligatorio per tutti i professionisti iscritti agli Albi che esercitano la libera professione. In questa guida completa analizzeremo tutti i contributi Inarcassa 2026: aliquote, importi minimi, scadenze, modalita di pagamento e agevolazioni per giovani under 35.

            Il CAF Centro Fiscale assiste architetti e ingegneri nella gestione dei contributi Inarcassa, nella dichiarazione dei redditi e nell’ottimizzazione fiscale.

            Indice dei contenuti

            1. Chi Deve Iscriversi a Inarcassa
            2. Tipologie di Contributi
            3. Aliquote e Importi 2026
            4. Contributi Minimi Obbligatori
            5. Scadenze e Modalita di Versamento
            6. Come Calcolare i Contributi
            7. Agevolazioni Under 35
            8. Deducibilita Fiscale
            9. Domande Frequenti

            Chi Deve Iscriversi a Inarcassa

            L’iscrizione a Inarcassa e obbligatoria quando si verificano contemporaneamente tre condizioni.

            Requisiti per l’Iscrizione Obbligatoria

            CondizioneDescrizione
            1. Iscrizione all’AlboOrdine degli Architetti o Ordine degli Ingegneri
            2. Partita IVAPer l’esercizio della libera professione
            3. Libera professioneEsercizio continuativo della professione

            Chi NON Deve Iscriversi

            • Dipendenti esclusivi che non esercitano la libera professione
            • Pensionati Inarcassa che non esercitano piu
            • Professionisti con altra cassa prevalente (es. Cassa Geometri)
            • Iscritti all’Albo senza partita IVA per attivita professionale

            Quando Iscriversi

            L’iscrizione deve avvenire entro 30 giorni dall’inizio dell’attivita libero-professionale. La mancata iscrizione comporta sanzioni e interessi di mora.

            Gestione Separata INPS: Alternativa?

            Se sei iscritto all’Albo ma non eserciti la libera professione in modo esclusivo, potresti versare alla Gestione Separata INPS. Tuttavia, per la maggior parte dei liberi professionisti architetti e ingegneri, Inarcassa e obbligatoria.

            Tipologie di Contributi Inarcassa

            I contributi Inarcassa si suddividono in tre componenti principali.

            Riepilogo Contributi

            ContributoAliquotaBase di CalcoloChi lo Paga
            Soggettivo14,5%Reddito professionale nettoIl professionista
            Integrativo4%Volume d’affari IVAIl cliente (in fattura)
            Maternita/PaternitaFisso–Il professionista

            1. Contributo Soggettivo

            Il contributo soggettivo e il principale contributo previdenziale ed e interamente a carico del professionista.

            • Aliquota: 14,5% del reddito professionale netto
            • Base di calcolo: Reddito imponibile ai fini IRPEF
            • Minimo: Circa 2.800 euro annui (anche con reddito basso)
            • Massimale: Circa 143.000 euro di reddito
            • Deducibilita: 100% deducibile dal reddito

            2. Contributo Integrativo

            Il contributo integrativo viene addebitato in fattura al cliente.

            • Aliquota: 4% del volume d’affari
            • Base di calcolo: Compensi professionali fatturati
            • Minimo: Circa 850 euro annui
            • Chi lo paga: Il cliente (tu lo incassi e lo versi a Inarcassa)
            • Non e un costo: Per te e un flusso finanziario, non una spesa

            3. Contributo Maternita/Paternita

            Contributo fisso obbligatorio per tutti gli iscritti.

            • Importo 2026: 72 euro annui (65 euro maternita + 7 euro paternita)
            • Obbligatorio: Per tutti gli iscritti, indipendentemente dal reddito
            • Finalita: Finanzia le indennita di maternita e paternita

            Aliquote e Importi Inarcassa 2026

            Ecco le aliquote contributive e gli importi per l’anno 2026.

            Tabella Completa Aliquote 2026

            ContributoAliquota OrdinariaAliquota Under 35Minimo 2026
            Soggettivo14,5%7,25% (50%)~2.800 euro
            Integrativo4%4%~850 euro
            Maternita/Paternita72 euro72 euro72 euro
            TOTALE MINIMO–~3.722 euro

            Massimali e Minimali di Reddito

            Reddito minimo (per contributi minimi)~19.300 euro
            Reddito massimale~143.000 euro
            Volume d’affari minimo (integrativo)~21.000 euro

            Nota sui Contributi Minimi

            I contributi minimi sono dovuti anche se il reddito professionale e basso o nullo. Questo significa che un architetto o ingegnere appena iscritto dovra comunque versare circa 3.700 euro all’anno come minimo.

            Contributi Minimi Obbligatori 2026

            Anche con reddito basso o nullo, ogni iscritto deve versare i contributi minimi.

            Dettaglio Contributi Minimi Annui

            Contributo soggettivo minimo~2.800 euro
            Contributo integrativo minimo~850 euro
            Contributo maternita/paternita72 euro
            TOTALE MINIMO ANNUO~3.722 euro

            Contributi Minimi per Under 35

            I giovani professionisti under 35 beneficiano di una riduzione del 50% sul contributo soggettivo.

            Contributo soggettivo ridotto~1.400 euro
            Contributo integrativo minimo~850 euro
            Contributo maternita/paternita72 euro
            TOTALE MINIMO UNDER 35~2.322 euro

            Quando si Applicano i Minimi

            I contributi minimi si applicano quando:

            • Il reddito professionale e inferiore a circa 19.300 euro
            • Il volume d’affari e inferiore a circa 21.000 euro
            • Il professionista e al primo anno di attivita

            Scadenze e Modalita di Versamento 2026

            I contributi Inarcassa possono essere versati in un’unica soluzione o rateizzati.

            Scadenze Versamenti 2026

            ScadenzaAdempimento
            2 febbraio 2026Richiesta rateizzazione bimestrale
            30 giugno 20261a rata contributi minimi (o unica soluzione)
            31 agosto 2026Versamento contributo integrativo
            30 settembre 20262a rata contributi minimi
            31 ottobre 2026Dichiarazione reddituale Inarcassa
            31 dicembre 2026Conguaglio annuale

            Opzione Rateizzazione Bimestrale

            E possibile richiedere la rateizzazione in 6 rate bimestrali:

            • Quando: Entro il 2 febbraio dell’anno
            • Come: Tramite IOL (Inarcassa On Line)
            • Rate: 6 rate con scadenza bimestrale
            • Vantaggi: Migliore gestione del flusso di cassa

            Scadenze Rate Bimestrali 2026

            RataScadenza
            1a rata28 febbraio 2026
            2a rata30 aprile 2026
            3a rata30 giugno 2026
            4a rata31 agosto 2026
            5a rata31 ottobre 2026
            6a rata31 dicembre 2026

            Modalita di Pagamento

            • IOL (Inarcassa On Line): Pagamento diretto con carta o addebito conto
            • MAV bancario: Bollettino pagabile in banca
            • Domiciliazione bancaria: Addebito automatico su conto corrente
            • PagoPA: Tramite i canali abilitati

            Come Calcolare i Contributi Inarcassa

            Ecco come calcolare i contributi Inarcassa in base al reddito e al volume d’affari.

            Formula Calcolo Contributo Soggettivo

            Contributo Soggettivo = Reddito Professionale x 14,5%

            Se il risultato e inferiore al minimo (~2.800 euro), si versa il minimo.

            Formula Calcolo Contributo Integrativo

            Contributo Integrativo = Volume d’Affari x 4%

            Se il risultato e inferiore al minimo (~850 euro), si versa il minimo.

            Esempio Calcolo: Reddito 40.000 euro

            DATI
            Reddito professionale netto40.000 euro
            Volume d’affari (fatturato)50.000 euro
            CALCOLO CONTRIBUTI
            Contributo soggettivo (40.000 x 14,5%)5.800 euro
            Contributo integrativo (50.000 x 4%)2.000 euro
            Contributo maternita/paternita72 euro
            TOTALE CONTRIBUTI7.872 euro

            Nota: Il contributo integrativo (2.000 euro) lo incassi dal cliente, quindi il tuo esborso effettivo e 5.872 euro.

            Tabella Contributi per Fasce di Reddito

            RedditoSoggettivo (14,5%)Integrativo (4%)*MaternitaTotale
            20.000 euro2.900 euro1.000 euro72 euro3.972 euro
            35.000 euro5.075 euro1.750 euro72 euro6.897 euro
            50.000 euro7.250 euro2.500 euro72 euro9.822 euro
            70.000 euro10.150 euro3.500 euro72 euro13.722 euro
            85.000 euro12.325 euro4.250 euro72 euro16.647 euro

            *Il contributo integrativo viene incassato dal cliente, non e un costo per il professionista.

            Agevolazioni Under 35 e Altre Riduzioni

            Inarcassa prevede importanti agevolazioni contributive per i giovani professionisti.

            Agevolazioni Under 35

            I professionisti che si iscrivono a Inarcassa prima dei 35 anni beneficiano di riduzioni significative.

            BeneficioOrdinarioUnder 35Risparmio
            Aliquota soggettivo14,5%7,25%50%
            Minimo soggettivo~2.800 euro~1.400 euro50%
            Durata agevolazione–5 anni–

            Requisiti per le Agevolazioni Under 35

            • Iscriversi a Inarcassa prima del compimento dei 35 anni
            • Reddito professionale inferiore a circa 40.000 euro
            • Richiedere l’agevolazione tramite IOL entro il 31 maggio

            Esempio Risparmio Under 35

            Ingegnere under 35 con reddito 30.000 euro
            Contributo ordinario (30.000 x 14,5%)4.350 euro
            Contributo ridotto (30.000 x 7,25%)2.175 euro
            Risparmio annuo2.175 euro
            Risparmio in 5 anni~10.875 euro

            Altre Agevolazioni

            Maternita/Paternita

            • Esonero contributivo: Durante il periodo di maternita obbligatoria
            • Indennita: Circa 80% del reddito degli ultimi 12 mesi
            • Durata: 5 mesi (2 mesi prima + 3 mesi dopo il parto)

            Contribuzione Figurativa

            Chi beneficia delle agevolazioni under 35 e poi versa contributi per almeno 25 anni riceve un riconoscimento di contribuzione figurativa che incrementa il montante pensionistico.

            Come Richiedere le Agevolazioni

            1. Accedi a Inarcassa On Line (IOL)
            2. Vai alla sezione “Richieste agevolazioni”
            3. Compila il modulo entro il 31 maggio dell’anno
            4. Per nuovi iscritti: entro 90 giorni dall’iscrizione

            Deducibilita Fiscale dei Contributi

            I contributi Inarcassa sono deducibili dal reddito ai fini fiscali.

            Quali Contributi sono Deducibili

            ContributoDeducibilitaNote
            Soggettivo100% deducibileRiduce il reddito imponibile
            Maternita/Paternita100% deducibile72 euro annui
            IntegrativoNon deducibileNon e un tuo costo (lo paga il cliente)

            Deducibilita in Regime Forfettario

            In regime forfettario, i contributi previdenziali obbligatori sono deducibili dal reddito forfettario:

            ESEMPIO: Architetto in Forfettario
            Fatturato annuo50.000 euro
            Reddito lordo (50.000 x 78%)39.000 euro
            Contributi deducibili versati– 5.727 euro
            Reddito netto imponibile33.273 euro
            Imposta sostitutiva 15%4.991 euro

            Vantaggio Fiscale della Deduzione

            La deduzione dei contributi genera un risparmio fiscale:

            • Regime forfettario 15%: Risparmio = Contributi x 15%
            • Regime forfettario 5%: Risparmio = Contributi x 5%
            • Regime ordinario: Risparmio = Contributi x aliquota marginale IRPEF (23-43%)

            Esempio: Con 5.000 euro di contributi in regime forfettario 15%, il risparmio fiscale e 750 euro.

            Domande Frequenti (FAQ)

            Quanto devo versare a Inarcassa come minimo?

            Il contributo minimo annuo e circa 3.722 euro (soggettivo ~2.800 + integrativo ~850 + maternita 72). Per gli under 35, il minimo e ridotto a circa 2.322 euro.

            Devo pagare i contributi anche se fatturo poco?

            Si, i contributi minimi sono dovuti anche con reddito basso o nullo. E importante pianificare questa spesa fissa quando si apre la partita IVA.

            Il contributo integrativo 4% e un costo?

            No, il contributo integrativo viene addebitato in fattura al cliente. Tu lo incassi insieme al compenso e poi lo versi a Inarcassa. Non e una tua spesa.

            Come faccio a richiedere le agevolazioni under 35?

            Devi accedere a Inarcassa On Line (IOL) e compilare la richiesta nella sezione dedicata entro il 31 maggio dell’anno.

            I contributi Inarcassa sono deducibili?

            Si, il contributo soggettivo e maternita/paternita sono 100% deducibili dal reddito, anche in regime forfettario. Il contributo integrativo no (perche non e un tuo costo).

            Quando si paga Inarcassa?

            I contributi minimi si pagano in due rate (30 giugno e 30 settembre) oppure in 6 rate bimestrali. Il conguaglio si versa entro il 31 dicembre.

            Cosa succede se non pago i contributi?

            In caso di mancato pagamento si applicano interessi di mora e sanzioni. Inoltre, rischi la cancellazione da Inarcassa e la perdita dei diritti previdenziali.

            Conclusioni

            I contributi Inarcassa rappresentano un costo fisso importante per architetti e ingegneri liberi professionisti.

            Punti chiave:

            • Contributo soggettivo: 14,5% del reddito (minimo ~2.800 euro)
            • Contributo integrativo: 4% del volume d’affari (lo paga il cliente)
            • Contributo maternita: 72 euro fissi
            • Minimo totale: ~3.722 euro annui
            • Under 35: Riduzione 50% sul soggettivo per 5 anni
            • Deducibilita: Soggettivo e maternita sono 100% deducibili
            • Scadenze: 30 giugno e 30 settembre (o rate bimestrali)

            Il CAF Centro Fiscale offre assistenza completa per architetti e ingegneri: gestione contributi Inarcassa, dichiarazione dei redditi, ottimizzazione fiscale e richiesta agevolazioni under 35.

            Contatta il CAF Centro Fiscale per una consulenza personalizzata sui contributi Inarcassa.

            Ultimo aggiornamento: Gennaio 2026. Per importi e scadenze ufficiali, verificare sul sito Inarcassa (www.inarcassa.it).

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              Gennaio 31, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-31 09:00:002026-05-30 00:07:36Contributi Inarcassa 2026: Guida Completa ad Aliquote, Scadenze e Agevolazioni Under 35
              Architetti e Ingegneri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

              Quanto Guadagna un Architetto o Ingegnere nel 2026: Compensi e Netto in Tasca

              regime forfettario partita iva

              Quanto Guadagna un Architetto o Ingegnere nel 2026: Guida Completa ai Compensi

              Ti stai chiedendo quanto guadagna un architetto o quanto guadagna un ingegnere con partita IVA in Italia? Vuoi sapere quali sono i compensi medi per le diverse tipologie di incarico e quanto ti restera realmente in tasca dopo tasse e contributi Inarcassa?

              Il guadagno di architetti e ingegneri liberi professionisti varia molto in base a specializzazione, esperienza, localizzazione geografica e tipologia di clientela. In questa guida completa analizzeremo i compensi medi, le tariffe per tipologia di incarico, il calcolo dal lordo al netto e i fattori che influenzano i guadagni nel 2026.

              Il CAF Centro Fiscale assiste architetti e ingegneri nella gestione fiscale della professione, ottimizzando tasse e contributi per massimizzare il guadagno netto.

              Indice dei contenuti

              1. Guadagno Medio Architetti e Ingegneri
              2. Differenze Geografiche: Nord, Centro, Sud
              3. Compensi per Tipologia di Incarico
              4. Tariffe Professionali ed Equo Compenso
              5. Calcolo dal Lordo al Netto
              6. Fattori che Influenzano il Guadagno
              7. Strategie per Aumentare i Compensi
              8. Domande Frequenti

              Guadagno Medio Architetti e Ingegneri 2026

              I guadagni di architetti e ingegneri liberi professionisti variano significativamente in base all’esperienza e alla specializzazione.

              Architetti Liberi Professionisti

              EsperienzaFatturato Annuo LordoNetto Stimato
              Junior (0-3 anni)20.000 – 35.000 euro14.000 – 25.000 euro
              Medio (4-10 anni)40.000 – 65.000 euro28.000 – 48.000 euro
              Senior (10+ anni)65.000 – 100.000+ euro48.000 – 75.000+ euro

              Ingegneri Liberi Professionisti

              EsperienzaFatturato Annuo LordoNetto Stimato
              Junior (0-3 anni)25.000 – 40.000 euro18.000 – 28.000 euro
              Medio (4-10 anni)50.000 – 80.000 euro35.000 – 58.000 euro
              Senior (10+ anni)80.000 – 130.000+ euro58.000 – 95.000+ euro

              Guadagni per Specializzazione (Ingegneri)

              SpecializzazioneFatturato Medio AnnuoNote
              Ingegnere Civile45.000 – 75.000 euroCostruzioni, infrastrutture
              Ingegnere Strutturista50.000 – 85.000 euroSpecializzazione molto ricercata
              Ingegnere Meccanico45.000 – 70.000 euroIndustriale, automotive
              Ingegnere Elettrico48.000 – 78.000 euroImpianti, energie rinnovabili
              Ingegnere Ambientale40.000 – 65.000 euroSettore in forte crescita

              Guadagni per Specializzazione (Architetti)

              SpecializzazioneFatturato Medio AnnuoNote
              Architetto Progettista40.000 – 70.000 euroResidenziale e commerciale
              Architetto Sostenibile50.000 – 85.000 euroGreen building, certificazioni LEED
              Architetto Interior35.000 – 60.000 euroInterni residenziali e commerciali
              Architetto Restauratore45.000 – 75.000 euroEdifici storici e monumentali
              Architetto Urbanista50.000 – 80.000 euroPianificazione territoriale

              Differenze Geografiche: Nord, Centro, Sud Italia

              La localizzazione geografica incide significativamente sui compensi di architetti e ingegneri.

              Confronto Guadagni per Area Geografica

              AreaArchitettiIngegneriVariazione vs Media
              Nord Italia
              (Milano, Torino, Bologna)
              50.000 – 90.000 euro60.000 – 100.000 euro+20-30%
              Centro Italia
              (Roma, Firenze)
              40.000 – 70.000 euro50.000 – 85.000 euro+10-20%
              Sud Italia
              (Napoli, Palermo, Bari)
              30.000 – 55.000 euro35.000 – 65.000 euro-15-25%

              Citta con i Compensi piu Alti

              1. Milano e hinterland: +25-35% rispetto alla media nazionale (rigenerazione urbana, lusso)
              2. Bologna e Emilia-Romagna: +20-30% (logistica, industriale, green building)
              3. Torino: +15-25% (automotive, manifatturiero)
              4. Roma: +10-20% (ma con pagamenti piu lenti nella PA)
              5. Modena/Reggio Emilia: +15-20% (lusso, arredamento)

              Perche le Differenze

              • Nord: Maggiore concentrazione di cantieri, studi grandi, clientela corporate
              • Centro: Pubblica amministrazione, restauro, grandi progetti
              • Sud: Mercato piu piccolo, minore concentrazione di cantieri, tariffe piu basse

              Compensi per Tipologia di Incarico

              Ecco i compensi medi per le principali tipologie di incarico di architetti e ingegneri.

              Progettazione Architettonica

              Tipologia ProgettoImporto LavoriCompenso Progettazione
              Casa singola/Villetta250.000 – 400.000 euro12.000 – 30.000 euro
              Appartamento ristrutturazione50.000 – 150.000 euro4.000 – 12.000 euro
              Edificio residenziale1.000.000 – 3.000.000 euro40.000 – 120.000 euro
              Edificio commerciale2.000.000 – 5.000.000 euro80.000 – 200.000 euro
              Capannone industriale1.500.000 – 4.000.000 euro50.000 – 150.000 euro

              Progettazione Strutturale

              TipologiaCompenso Medio
              Calcolo statico edificio residenziale5.000 – 15.000 euro
              Calcolo statico edificio commerciale15.000 – 50.000 euro
              Adeguamento sismico8.000 – 30.000 euro
              Consolidamento fondazioni5.000 – 20.000 euro
              Restauro strutturale10.000 – 40.000 euro

              Direzione Lavori

              Dimensione CantiereImporto LavoriCompenso DL
              Piccolo cantiere100.000 – 300.000 euro8.000 – 25.000 euro
              Cantiere medio500.000 – 1.500.000 euro30.000 – 80.000 euro
              Cantiere grande2.000.000 – 5.000.000 euro80.000 – 200.000 euro

              Altre Prestazioni Professionali

              Certificazione energetica (APE)150 – 350 euro per unita
              Perizia estimativa500 – 2.000 euro
              Perizia tecnica strutturale800 – 3.000 euro
              Consulenza oraria80 – 200 euro/ora
              Pratica edilizia (SCIA, CILA)800 – 2.500 euro
              Pratica catastale300 – 1.000 euro

              Tariffe Professionali ed Equo Compenso

              La Legge 49/2023 sull’equo compenso ha ridefinito le regole per i compensi professionali.

              Parametri di Riferimento (DM 17 giugno 2016)

              Sebbene i parametri minimi non siano piu obbligatori, restano un riferimento per il calcolo dell’equo compenso.

              Importo Lavori% Progettazione% Direzione Lavori
              Fino a 100.000 euro7-10%4-6%
              100.000 – 500.000 euro5-8%3-5%
              500.000 – 2.000.000 euro3-6%2-4%
              Oltre 2.000.000 euro2-4%1,5-3%

              Legge 49/2023: Equo Compenso

              La legge stabilisce che il compenso deve essere:

              • Proporzionato alla quantita e qualita del lavoro
              • Conforme ai parametri professionali di riferimento
              • Adeguato alla complessita dell’incarico

              Fattori che Determinano l’Equo Compenso

              Complessita dell’incaricoBassa, media, alta (+20-50%)
              Urgenza/Tempi ristretti+20-50% sul compenso base
              Specializzazione richiesta+15-40% (es: antisismica, LEED)
              Responsabilita professionale+10-25% per rischi elevati
              Coordinamento team+15-30% per project management

              Esempio di Calcolo Equo Compenso

              Progettazione edificio residenziale

              Importo lavori800.000 euro
              Percentuale base (5%)40.000 euro
              Fattore complessita alta (x1,3)52.000 euro
              Specializzazione sostenibilita (x1,2)62.400 euro
              Compenso equo finale62.400 euro

              Calcolo dal Lordo al Netto: Quanto Resta in Tasca

              Vediamo quanto resta effettivamente in tasca a un architetto o ingegnere dopo tasse e contributi.

              Esempio 1: Architetto con Fatturato 50.000 euro

              FATTURATO E CONTRIBUTO INTEGRATIVO
              Fatturato professionale50.000 euro
              Contributo integrativo 4% (incassato)+ 2.000 euro
              Totale incassato52.000 euro
              CALCOLO REDDITO (Regime Forfettario)
              Reddito lordo (50.000 x 78%)39.000 euro
              CONTRIBUTI INARCASSA
              Contributo soggettivo (39.000 x 14,5%)– 5.655 euro
              Contributo integrativo (da versare)– 2.000 euro
              Contributo maternita– 72 euro
              Totale contributi– 7.727 euro
              CALCOLO IMPOSTA
              Reddito netto imponibile33.273 euro
              Imposta sostitutiva 15%– 4.991 euro
              Imposta 5% (primi 5 anni)– 1.664 euro
              NETTO IN TASCA (al 15%)37.282 euro
              NETTO IN TASCA (al 5%)40.609 euro

              Esempio 2: Ingegnere con Fatturato 80.000 euro

              CALCOLO COMPLETO
              Fatturato professionale80.000 euro
              Contributo integrativo 4% (incassato)+ 3.200 euro
              Reddito lordo (80.000 x 78%)62.400 euro
              Contributo soggettivo (62.400 x 14,5%)– 9.048 euro
              Contributo integrativo (da versare)– 3.200 euro
              Contributo maternita– 72 euro
              Reddito netto imponibile53.280 euro
              Imposta sostitutiva 15%– 7.992 euro
              NETTO IN TASCA59.688 euro
              Percentuale netto/lordo74,6%

              Tabella Riepilogativa Netto per Fasce di Fatturato

              FatturatoContributi InarcassaImposta 15%Netto Stimato% Netto
              30.000 euro~5.100 euro~2.800 euro~22.100 euro73,7%
              50.000 euro~7.700 euro~5.000 euro~37.300 euro74,6%
              70.000 euro~10.300 euro~7.000 euro~52.700 euro75,3%
              85.000 euro~12.300 euro~8.500 euro~64.200 euro75,5%

              Nota: Il contributo integrativo 4% non e un costo (lo incassi dal cliente). I calcoli sono indicativi e possono variare.

              Fattori che Influenzano il Guadagno

              Diversi fattori determinano il guadagno effettivo di architetti e ingegneri.

              1. Esperienza Professionale

              0-3 anni (Junior)Tariffe basse, clientela limitata, margini 60-65%
              4-10 anni (Medio)Incarichi piu grossi, tariffe competitive, margini 65-70%
              10+ anni (Senior)Reputazione solida, networking, margini 70-75%
              15+ anni (Expert)Specializzazione verticale, brand personale, margini 75-80%

              2. Specializzazione

              L’alta specializzazione garantisce tariffe superiori e margini maggiori:

              • Ingegnere strutturista antisismico: +30-40% rispetto alla media
              • Architetto sostenibilita/LEED: +25-35%
              • Specialista impianti meccanici: +20-30%
              • Esperto BIM: +15-25%
              • Perito asseveratore: +20-25%

              3. Dimensione dello Studio

              TipologiaProControGuadagno Tipico
              Freelancer singoloMassima autonomia, 100% ricaviVisibilita limitata30.000 – 50.000 euro
              Studio piccolo (2-3)Condivisione costiDivisione ricavi40.000 – 60.000 euro
              Studio medio (4-8)Progetti articolatiComplessita gestionale50.000 – 80.000 euro
              Studio grande (10+)Progetti grossi, brandRiduzione margini60.000 – 100.000+ euro

              4. Tipologia di Clientela

              Clientela corporate/DeveloperTariffe negoziabili, pagamenti puntuali, volumi alti55.000 – 85.000 euro
              Clientela privataTariffe base-medie, pagamenti moderati40.000 – 65.000 euro
              Pubblica AmministrazioneTariffe regolate, pagamenti lenti (90-180 gg)35.000 – 55.000 euro

              5. Settori in Crescita 2026

              • Sostenibilita e Green Building: +40% domanda incarichi
              • Rigenerazione urbana: +35% commesse
              • Antisismica: +25% specializzazione ricercata
              • Efficienza energetica: +30% APE e consulenze
              • Digital twin/BIM: +20% competenza con premium +10-15%

              Strategie per Aumentare i Compensi

              Ecco le strategie piu efficaci per aumentare il guadagno come architetto o ingegnere.

              1. Specializzati in Settori ad Alta Domanda

              • Efficienza energetica: Certificazioni APE, Superbonus, diagnosi energetiche
              • Antisismica: Sismabonus, adeguamenti, verifiche di vulnerabilita
              • Sostenibilita: Certificazioni LEED, BREEAM, green building
              • BIM: Building Information Modeling, digital twin

              2. Diversifica le Fonti di Reddito

              Perizie e consulenzeMargine 80-85%, basso impegno temporale
              APE e certificazioniVolume alto, margine 70%, ricorrente
              Formazione/Docenze150-300 euro/ora, posizionamento esperto
              Collaborazioni con studiProgetti piu grandi senza costi fissi

              3. Investi nel Marketing Professionale

              • Sito web professionale con portfolio e case study
              • LinkedIn attivo per networking B2B
              • Referral program: Clienti soddisfatti portano nuovi clienti
              • Presenza locale: Partecipazione a eventi e associazioni

              4. Ottimizza la Gestione Fiscale

              • Regime forfettario: Fino a 85.000 euro e il piu conveniente
              • Contributi deducibili: Riduci l’imponibile con i contributi Inarcassa
              • Pianificazione fiscale: Consulenza per ottimizzare tasse e contributi

              5. Aumenta le Tariffe Gradualmente

              1. Analizza il mercato: Verifica le tariffe dei competitor
              2. Valorizza la specializzazione: Giustifica il premium con competenze specifiche
              3. Comunica il valore: Mostra i risultati ottenuti per i clienti
              4. Incrementa del 5-10% annuo: Aumenti graduali sono piu accettati

              Domande Frequenti (FAQ)

              Quanto guadagna un architetto al mese?

              Un architetto libero professionista guadagna in media 2.500 – 5.000 euro netti al mese, variando da 1.500 euro per i junior a oltre 6.000 euro per i senior affermati.

              Quanto guadagna un ingegnere con partita IVA?

              Un ingegnere libero professionista guadagna in media 3.000 – 6.500 euro netti al mese. Gli ingegneri strutturisti e specializzati possono superare i 7.000 euro mensili.

              Quanto costa la progettazione di una casa?

              La progettazione architettonica di una casa singola costa dal 5% all’8% dell’importo dei lavori. Per una casa da 300.000 euro, il compenso e circa 15.000-24.000 euro.

              Conviene aprire la partita IVA come architetto?

              Si, soprattutto in regime forfettario. L’imposta e solo del 15% (5% i primi 5 anni) e con un buon fatturato il netto supera il 70% del lordo.

              Come calcolare il compenso professionale?

              Il compenso si calcola come percentuale dell’importo dei lavori (5-10% per progettazione), moltiplicata per fattori di complessita, specializzazione e urgenza.

              Quanto resta in tasca su 50.000 euro di fatturato?

              Con 50.000 euro di fatturato in regime forfettario, restano in tasca circa 37.000-40.000 euro netti, pari al 74-80% del fatturato.

              Gli architetti guadagnano meno degli ingegneri?

              In media si, gli ingegneri guadagnano circa il 15-25% in piu degli architetti, soprattutto nelle specializzazioni tecniche (strutture, impianti).

              Conclusioni

              Il guadagno di architetti e ingegneri dipende da molteplici fattori: esperienza, specializzazione, localizzazione e tipologia di clientela.

              Punti chiave:

              • Architetti: Fatturato medio 40.000-70.000 euro, netto 28.000-52.000 euro
              • Ingegneri: Fatturato medio 50.000-85.000 euro, netto 35.000-62.000 euro
              • Nord Italia: +20-30% rispetto alla media nazionale
              • Specializzazione: Puo aumentare i guadagni del 25-40%
              • Regime forfettario: Netto circa 70-75% del fatturato
              • Settori in crescita: Sostenibilita, BIM, antisismica

              Il CAF Centro Fiscale offre assistenza completa per architetti e ingegneri: apertura partita IVA, gestione contributi Inarcassa, dichiarazione dei redditi e ottimizzazione fiscale per massimizzare il guadagno netto.

              Contatta il CAF Centro Fiscale per una consulenza personalizzata.

              Ultimo aggiornamento: Gennaio 2026. I dati sono indicativi e possono variare in base alla situazione specifica.

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                Gennaio 30, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-30 09:00:002026-05-30 00:07:31Quanto Guadagna un Architetto o Ingegnere nel 2026: Compensi e Netto in Tasca
                Architetti e Ingegneri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

                Codice ATECO Architetto e Ingegnere 2026: Guida alla Scelta Corretta

                regime forfettario partita iva

                Codice ATECO Architetto e Ingegnere 2026: Guida Completa alla Scelta Corretta

                Stai per aprire la partita IVA come architetto o ingegnere e non sai quale codice ATECO scegliere? Ti chiedi qual e la differenza tra 71.11.00, 71.12.10 e 71.12.20? Vuoi capire se puoi avere piu codici ATECO contemporaneamente?

                La scelta del codice ATECO corretto e fondamentale per la tua partita IVA: determina il coefficiente di redditivita in regime forfettario, gli obblighi professionali e la corretta classificazione fiscale della tua attivita. Un errore nella scelta puo portare a sanzioni e problemi con l’Agenzia delle Entrate.

                In questa guida completa analizzeremo tutti i codici ATECO per architetti e ingegneri, le differenze tra i vari codici, come scegliere quello giusto e gli errori da evitare.

                Il CAF Centro Fiscale assiste architetti e ingegneri nell’apertura della partita IVA e nella corretta scelta del codice ATECO, garantendo la piena conformita fiscale.

                Indice dei contenuti

                1. Cos’e il Codice ATECO
                2. Codice ATECO per Architetti (71.11.00)
                3. Codici ATECO per Ingegneri
                4. Il Coefficiente di Redditivita 78%
                5. Come Scegliere il Codice Corretto
                6. Piu Codici ATECO: Quando e Possibile
                7. Errori Comuni da Evitare
                8. Domande Frequenti

                Cos’e il Codice ATECO

                Il codice ATECO (Attivita Economiche) e una combinazione alfanumerica che identifica univocamente l’attivita economica svolta da un’impresa o da un professionista ai fini statistici e fiscali.

                A Cosa Serve il Codice ATECO

                FunzioneDescrizione
                Classificazione fiscaleIdentifica la tua attivita per l’Agenzia delle Entrate
                Regime forfettarioDetermina il coefficiente di redditivita
                Obblighi previdenzialiIndica la cassa di appartenenza (Inarcassa)
                Statistiche ISTATClassificazione per rilevazioni statistiche nazionali
                Camera di CommercioIscrizione al Registro Imprese (se applicabile)

                Struttura del Codice ATECO

                Il codice ATECO ha una struttura gerarchica a 6 cifre:

                • Sezione (lettera): M = Attivita professionali, scientifiche e tecniche
                • Divisione (2 cifre): 71 = Attivita degli studi di architettura e ingegneria
                • Gruppo (3 cifre): 71.1 = Attivita architettura / 71.2 = Collaudi e analisi
                • Classe (4 cifre): 71.11 = Architettura / 71.12 = Ingegneria
                • Categoria (5-6 cifre): 71.11.00, 71.12.10, ecc.

                Esempio: 71.11.00 = Sezione M, Divisione 71, Gruppo 71.1, Classe 71.11, Categoria 00

                Codice ATECO per Architetti: 71.11.00

                Il codice 71.11.00 e il codice ATECO principale per gli architetti liberi professionisti.

                Descrizione Ufficiale

                CODICE ATECO 71.11.00
                DenominazioneAttivita degli studi di architettura
                Coefficiente forfettario78%
                Cassa previdenzialeInarcassa
                Albo professionaleOrdine degli Architetti PPC

                Cosa Include il Codice 71.11.00

                Il codice 71.11.00 comprende:

                • Progettazione architettonica di edifici residenziali, commerciali, industriali
                • Pianificazione urbanistica e territoriale
                • Architettura del paesaggio e progettazione di spazi esterni
                • Restauro e ristrutturazione di edifici storici e moderni
                • Progettazione di interni (interior design architettonico)
                • Studi di fattibilita per progetti architettonici
                • Supervisione lavori e direzione artistica
                • Realizzazione di plastici e modelli architettonici
                • Consulenza architettonica

                Cosa Esclude il Codice 71.11.00

                Non rientrano nel codice 71.11.00:

                Attivita EsclusaCodice ATECO Corretto
                Progettazione strutturale e calcoli statici71.12.10
                Progettazione impianti (elettrici, meccanici)71.12.20
                Attivita di costruzione41.20.00, 43.xx.xx
                Gestione immobiliare68.20.00
                Intermediazione immobiliare68.31.00
                Design industriale/grafico74.10.xx

                Architetti Sezione A e Sezione B

                Il codice 71.11.00 si applica sia agli architetti Sezione A (laureati magistrali) che Sezione B (architetti junior con laurea triennale), con le rispettive limitazioni di competenze stabilite dall’Ordine.

                Codici ATECO per Ingegneri

                Gli ingegneri possono scegliere tra diversi codici ATECO in base alla specializzazione e al tipo di attivita svolta.

                Tabella Riepilogativa Codici ATECO Ingegneri

                CodiceDenominazioneCoefficienteSpecializzazione
                71.12.10Attivita degli studi di ingegneria78%Progettazione, calcoli strutturali
                71.12.20Servizi di ingegneria integrata78%Progetti multidisciplinari, BIM
                71.12.30Attivita tecniche svolte da geometri78%Rilievi, topografia, catasto

                71.12.10 – Attivita degli Studi di Ingegneria

                Il codice 71.12.10 e il piu utilizzato dagli ingegneri ed e dedicato alla progettazione tecnica e strutturale.

                Include:

                • Progettazione strutturale di edifici e infrastrutture
                • Calcoli statici e verifiche sismiche
                • Relazioni tecniche strutturali
                • Progettazione di fondazioni
                • Collaudi strutturali
                • Perizie e diagnosi strutturali
                • Studi di stabilita e consolidamento

                71.12.20 – Servizi di Ingegneria Integrata

                Il codice 71.12.20 e indicato per chi svolge attivita multidisciplinari che integrano diverse competenze.

                Include:

                • Progettazione integrata (strutture + impianti)
                • Progettazione impianti meccanici, elettrici, termici
                • Building Information Modeling (BIM)
                • Coordinamento tra discipline tecniche diverse
                • Efficienza energetica e certificazioni (LEED, BREEAM)
                • Valutazione di impatto ambientale
                • Project management tecnico

                71.12.30 – Attivita Tecniche da Geometri

                Il codice 71.12.30 e utilizzato principalmente dai geometri ma anche da ingegneri che svolgono attivita specifiche di rilievo.

                Include:

                • Rilievi topografici e catastali
                • Misurazione e mappatura di proprieta
                • Progettazione di piccole opere civili
                • Pratiche catastali e urbanistiche
                • Perizie estimative
                • Assistenza in fase costruttiva

                Differenze Chiave tra i Codici

                Aspetto71.12.1071.12.2071.12.30
                FocusStruttureMultidisciplinareRilievi/Catasto
                Complessita progettiAltaMolto altaMedia-bassa
                Impianti inclusiNoSiNo
                CoordinamentoNoSi (centrale)No
                Esempio tipicoCalcolo statico edificioProgetto completo BIMRilievo catastale

                Il Coefficiente di Redditivita 78%

                Tutti i codici ATECO per architetti e ingegneri (71.11.00, 71.12.10, 71.12.20, 71.12.30) hanno lo stesso coefficiente di redditivita del 78% in regime forfettario.

                Cosa Significa il Coefficiente 78%

                In regime forfettario, il reddito imponibile si calcola applicando il coefficiente ai ricavi:

                Reddito Imponibile = Fatturato x 78%

                Il restante 22% e considerato forfettariamente come spese professionali (non devi documentarle).

                Calcolo Pratico

                ESEMPIO: Fatturato 60.000 euro
                Fatturato annuo60.000 euro
                Coefficiente di redditivitax 78%
                Reddito imponibile46.800 euro
                Spese forfettarie (22%)13.200 euro

                Tabella Coefficienti per Confronto

                Categoria ProfessionaleCoefficienteSpese Forfettarie
                Architetti e Ingegneri78%22%
                Psicologi, Commercialisti78%22%
                Intermediari commercio62%38%
                Commercio al dettaglio40%60%
                Ristorazione40%60%

                Perche lo Stesso Coefficiente?

                Tutti i professionisti tecnici (architetti, ingegneri, geometri) hanno il 78% perche:

                • Svolgono attivita intellettuali con basse spese materiali
                • I costi principali sono tempo e competenze, non merci
                • Le spese tipiche (software, attrezzature, formazione) sono limitate rispetto ai ricavi

                Attenzione: La scelta del codice ATECO non incide sul coefficiente forfettario per queste categorie. Scegli il codice in base all’attivita realmente svolta, non per motivi fiscali.

                Come Scegliere il Codice ATECO Corretto

                La scelta del codice ATECO deve basarsi sull’attivita effettivamente svolta, non su considerazioni fiscali.

                Matrice Decisionale

                Se svolgi prevalentemente…Codice ATECO
                Progettazione architettonica, design edifici, interni, urbanistica71.11.00
                Calcoli strutturali, progettazione strutturale, verifiche sismiche71.12.10
                Progetti integrati (strutture + impianti), BIM, coordinamento71.12.20
                Rilievi topografici, pratiche catastali, perizie estimative71.12.30

                Criterio della Prevalenza Economica

                Il codice prevalente e quello relativo all’attivita che genera il 70% o piu dei ricavi.

                Esempio pratico:

                Ricavi totali: 80.000 euro
                Progettazione architettonica58.000 euro72,5% – PREVALENTE
                Consulenza strutturale15.000 euro18,75% – Secondario
                Perizie tecniche7.000 euro8,75% – Secondario
                Codice prevalente: 71.11.00

                Domande Guida per la Scelta

                1. Qual e la tua professione principale? Architetto = 71.11.00, Ingegnere = 71.12.10/20
                2. Che tipo di progetti svolgi? Solo architettonici, solo strutturali, o integrati?
                3. Da quale attivita proviene il 70%+ dei ricavi? Quello e il tuo codice prevalente
                4. Svolgi attivita di coordinamento multidisciplinare? Se si, valuta 71.12.20

                Quando Cambiare il Codice ATECO

                Devi valutare un cambio di codice quando:

                • La composizione dei ricavi cambia significativamente (oltre il 10%)
                • Inizi una nuova specializzazione che diventa prevalente
                • Il tipo di clientela o progetti cambia strutturalmente

                Non cambiare codice solo per variazioni temporanee o stagionali dei ricavi.

                Piu Codici ATECO: Quando e Possibile

                E possibile avere piu codici ATECO contemporaneamente quando si svolgono attivita diverse e documentabili.

                Quando Avere Piu Codici

                SI – E consigliatoAttivita diverse con ricavi documentabili separatamente (es: 50% architettura, 30% ingegneria)
                NO – SconsigliatoAttivita secondaria sporadica (meno del 5% dei ricavi)
                SI – E consigliatoAttivita complementari che richiedono tracciabilita separata
                NO – SconsigliatoSolo per “flessibilita” senza attivita effettiva

                Esempio Pratico: Architetto con Attivita Multiple

                Ricavi totali: 100.000 euro
                Progettazione architettonica65.000 euro (65%)71.11.00 – PREVALENTE
                Consulenza energetica e BIM25.000 euro (25%)71.12.20 – Secondario
                Perizie immobiliari10.000 euro (10%)68.32.09 – Secondario

                Come Gestire Piu Codici

                1. Fatture separate: Emetti fatture con causale chiara per ogni tipo di attivita
                2. Tracciabilita: Mantieni documentazione che dimostri la natura delle prestazioni
                3. Dichiarazione: Indica tutti i codici nella dichiarazione dei redditi
                4. Aggiornamento: Comunica eventuali variazioni all’Agenzia delle Entrate

                Limite Massimo di Codici

                Non c’e un limite formale, ma nella pratica:

                • 1-2 codici: Situazione normale per la maggior parte dei professionisti
                • 3 codici: Accettabile se le attivita sono realmente diverse
                • 4+ codici: Puo attirare attenzione dell’Agenzia delle Entrate

                Errori Comuni da Evitare

                Ecco i 10 errori piu frequenti nella scelta del codice ATECO per architetti e ingegneri.

                Errore 1: Scegliere il Codice per Risparmio Fiscale

                Il problema: “Scelgo un codice diverso perche potrebbe avere un coefficiente piu basso.”

                La realta: Tutti i codici per architetti e ingegneri hanno il 78%. Non cambia nulla fiscalmente, ma rischi sanzioni per classificazione errata.

                Errore 2: Frazionare Artifiziosamente i Ricavi

                Il problema: Dichiarare ricavi divisi tra piu codici quando in realta l’attivita e una sola.

                Conseguenze: Accertamenti, sanzioni dal 100% al 200%, interessi moratori.

                Errore 3: Confondere Preferenza con Prevalenza

                Il problema: “Faccio 50% architettura e 50% ingegneria. Scelgo l’architettura perche mi piace di piu.”

                La realta: Il criterio e il ricavo effettivo, non la preferenza personale. Traccia i ricavi reali degli ultimi 2-3 anni.

                Errore 4: Non Documentare le Attivita Secondarie

                Il problema: Avere piu codici senza fatture che dimostrino la divisione.

                Soluzione: Fatture con causale chiara e documentazione di supporto per ogni attivita.

                Errore 5: Cambiare Codice Ogni Anno

                Il problema: Cambiare frequentemente codice ATECO senza motivi reali.

                Conseguenze: Attira l’attenzione dell’Agenzia delle Entrate come anomalia.

                Errore 6: Non Comunicare le Variazioni

                Il problema: La composizione dei ricavi cambia ma non si aggiorna il codice ATECO.

                Soluzione: Valuta ogni anno se la composizione e cambiata significativamente (oltre il 10%).

                Errore 7: Usare Codici Troppo Generici

                Il problema: Usare codici come 71.12.90 “altre attivita di ingegneria non classificate” per avere flessibilita.

                Conseguenze: I codici generici attirano controlli. Meglio il codice specifico corretto.

                Errore 8: Ignorare gli Obblighi Professionali

                Il problema: Scegliere un codice che non corrisponde all’iscrizione all’Albo.

                Conseguenze: Problemi con Ordine professionale, Inarcassa e assicurazione RC.

                Errore 9: Confondere ATECO con Tipologia di Lavoro

                Il problema: “Sto facendo un lavoro di ingegneria, devo cambiare codice ATECO.”

                La realta: Il codice ATECO indica l’attivita prevalente, non ogni singolo incarico.

                Errore 10: Non Chiedere Consulenza

                Il problema: Scegliere il codice ATECO con il supporto di esperti senza verifiche.

                Soluzione: Consulta un commercialista o il CAF Centro Fiscale per una valutazione corretta.

                Domande Frequenti (FAQ)

                Qual e il codice ATECO per un architetto?

                Il codice ATECO principale per gli architetti e 71.11.00 – “Attivita degli studi di architettura”. Ha un coefficiente di redditivita del 78% in regime forfettario.

                Qual e il codice ATECO per un ingegnere?

                Il codice piu comune per gli ingegneri e 71.12.10 – “Attivita degli studi di ingegneria”. Per attivita multidisciplinari (strutture + impianti) si usa il 71.12.20.

                Posso avere sia il codice da architetto che da ingegnere?

                Si, se svolgi entrambe le attivita e hai i requisiti professionali. Devi indicare quale e il codice prevalente (quello con il 70%+ dei ricavi).

                Il codice ATECO influisce sulle tasse?

                Per architetti e ingegneri, no. Tutti i codici (71.11.00, 71.12.10, 71.12.20, 71.12.30) hanno lo stesso coefficiente forfettario del 78%.

                Cosa succede se scelgo il codice ATECO sbagliato?

                Rischi: accertamenti fiscali, sanzioni (100-200%), richiesta di differenze di imposta. E importante scegliere il codice corretto dall’inizio.

                Come faccio a cambiare il codice ATECO?

                Devi comunicare la variazione all’Agenzia delle Entrate tramite modello AA9/12 (persone fisiche) entro 30 giorni dalla variazione.

                Devo avere lo stesso codice ATECO della mia iscrizione all’Albo?

                Il codice ATECO deve essere coerente con la tua abilitazione professionale. Un architetto iscritto all’Albo usera tipicamente il 71.11.00.

                Conclusioni

                La scelta del codice ATECO corretto e fondamentale per architetti e ingegneri che aprono la partita IVA.

                Punti chiave da ricordare:

                • Architetti: Codice 71.11.00 – Attivita degli studi di architettura
                • Ingegneri: Codice 71.12.10 (strutture), 71.12.20 (integrata), 71.12.30 (rilievi)
                • Coefficiente: 78% per tutti i codici – nessun vantaggio fiscale nella scelta
                • Prevalenza: Scegli in base all’attivita che genera il 70%+ dei ricavi
                • Piu codici: Possibile se le attivita sono diverse e documentabili
                • Errori: Evita scelte basate su considerazioni fiscali o preferenze personali

                Il CAF Centro Fiscale offre consulenza specializzata per architetti e ingegneri: verifica del codice ATECO corretto, apertura partita IVA, iscrizione Inarcassa e ottimizzazione fiscale.

                Contatta il CAF Centro Fiscale per una consulenza personalizzata sulla scelta del codice ATECO.

                Ultimo aggiornamento: Gennaio 2026. Per la classificazione ufficiale ATECO, consultare il sito ISTAT (www.istat.it).

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                  Gennaio 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
                  https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-29 09:00:002026-05-30 00:07:25Codice ATECO Architetto e Ingegnere 2026: Guida alla Scelta Corretta
                  Architetti e Ingegneri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

                  Partita IVA Architetto e Ingegnere 2026: Guida Completa Regime Forfettario, Inarcassa, Tasse

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                  Partita IVA Architetto e Ingegnere 2026: Guida Completa a Regime Forfettario, Inarcassa e Tasse

                  Sei un architetto o un ingegnere e vuoi aprire la partita IVA? Ti chiedi quanto pagherai di contributi Inarcassa, quale regime fiscale scegliere e quanto ti restera effettivamente in tasca? Sei confuso tra contributo soggettivo, integrativo e le varie scadenze?

                  Aprire la partita IVA come architetto o ingegnere richiede una pianificazione attenta, soprattutto per quanto riguarda la previdenza Inarcassa e la scelta del regime fiscale piu conveniente. In questa guida completa scoprirai tutto quello che serve per avviare la tua attivita professionale nel 2026: costi, tasse, contributi, guadagni netti e molto altro.

                  Il CAF Centro Fiscale assiste architetti e ingegneri nell’apertura della partita IVA, nella scelta del regime fiscale ottimale e nella gestione dei contributi Inarcassa, garantendo la massima ottimizzazione fiscale.

                  Nota normativa 2026: il limite di ricavi/compensi per accedere e restare nel regime forfettario nel 2026 è 85.000 euro annui (con uscita immediata sopra i 100.000 euro). Il valore di 65.000 euro eventualmente presente negli esempi di questo articolo si riferisce a scenari di reddito ipotetico, non al limite normativo di accesso. Fonte: L. 197/2022.

                  Indice dei contenuti

                  1. Requisiti per Aprire Partita IVA
                  2. Codice ATECO Architetto e Ingegnere
                  3. Regime Forfettario: Come Funziona
                  4. Inarcassa: Cos’e e Chi Deve Iscriversi
                  5. Contributi Inarcassa 2026
                  6. Calcolo Tasse e Contributi
                  7. Quanto Guadagna un Architetto/Ingegnere
                  8. Fatturazione e Contributo Integrativo 4%
                  9. Agevolazioni Under 35
                  10. Domande Frequenti

                  Requisiti per Aprire Partita IVA Architetto/Ingegnere

                  Per esercitare la libera professione come architetto o ingegnere devi possedere specifici requisiti.

                  Requisiti Obbligatori

                  RequisitoArchitettoIngegnere
                  LaureaArchitettura (magistrale o ciclo unico)Ingegneria (magistrale)
                  Esame di StatoAbilitazione professionaleAbilitazione professionale
                  Iscrizione AlboOrdine degli Architetti (sezione A o B)Ordine degli Ingegneri (sezione A o B)
                  Partita IVAObbligatoria per libera professioneObbligatoria per libera professione
                  InarcassaObbligatoria se libero professionistaObbligatoria se libero professionista

                  Sezioni dell’Albo

                  • Sezione A: Laureati magistrali – possono svolgere tutte le attivita
                  • Sezione B: Laureati triennali – attivita limitate (Junior)

                  Iter di Apertura

                  1. Iscrizione all’Albo dell’Ordine professionale
                  2. Apertura Partita IVA presso Agenzia Entrate
                  3. Iscrizione a Inarcassa entro 30 giorni dall’inizio attivita
                  4. Attivazione PEC per comunicazioni ufficiali
                  5. Assicurazione RC professionale obbligatoria

                  Tempistiche

                  L’intero iter richiede circa 1-2 mesi dalla decisione all’operativita.

                  Codice ATECO Architetto e Ingegnere

                  Il codice ATECO identifica l’attivita economica ai fini fiscali e determina il coefficiente di redditivita in regime forfettario.

                  Codici ATECO per Architetti

                  ARCHITETTI
                  Codice71.11.00Coefficiente forfettario: 78%
                  DescrizioneAttivita degli studi di architettura
                  IncludeProgettazione edifici, pianificazione urbanistica, architettura del paesaggio

                  Codici ATECO per Ingegneri

                  Codice ATECODescrizioneCoefficiente
                  71.12.10Attivita degli studi di ingegneria (progettazione)78%
                  71.12.20Servizi di ingegneria integrata78%
                  71.12.30Attivita tecniche svolte da geometri78%

                  Cosa Significa il Coefficiente 78%

                  In regime forfettario, il reddito imponibile si calcola applicando il coefficiente ai ricavi:

                  Reddito imponibile = Fatturato x 78%

                  Esempio: Con 50.000 euro di fatturato, il reddito imponibile sara 50.000 x 78% = 39.000 euro

                  Il 22% rimanente e considerato forfettariamente come spese deducibili (non devi documentarle).

                  Regime Forfettario per Architetti e Ingegneri

                  Il regime forfettario e il regime fiscale piu conveniente per la maggior parte dei professionisti tecnici che iniziano l’attivita.

                  Requisiti per Accedere al Forfettario 2026

                  Limite ricaviMax 85.000 euro annui
                  Redditi da lavoro dipendenteMax 30.000 euro (se contemporaneo)
                  Spese per personaleMax 20.000 euro annui
                  Partecipazioni societarieNon detenere quote in SRL con attivita affini

                  Vantaggi del Regime Forfettario

                  • Imposta sostitutiva 15% (invece di IRPEF fino al 43%)
                  • Imposta ridotta 5% per i primi 5 anni (nuove attivita)
                  • Niente IVA in fattura (semplifica la gestione)
                  • Niente ritenuta d’acconto
                  • Contabilita semplificata (niente registri IVA)
                  • Contributi Inarcassa deducibili dal reddito

                  Calcolo Tasse in Regime Forfettario

                  Formula:

                  1. Reddito lordo = Fatturato x 78%
                  2. Reddito netto = Reddito lordo – Contributi Inarcassa versati
                  3. Imposta = Reddito netto x 15% (o 5% primi 5 anni)

                  Esempio Pratico

                  Fatturato annuo50.000 euro
                  Reddito lordo (50.000 x 78%)39.000 euro
                  Contributi Inarcassa versati– 7.500 euro
                  Reddito netto imponibile31.500 euro
                  Imposta 15%4.725 euro
                  Imposta 5% (primi 5 anni)1.575 euro

                  Inarcassa: Cos’e e Chi Deve Iscriversi

                  Inarcassa e la Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza per gli Ingegneri e Architetti Liberi Professionisti.

                  Chi Deve Iscriversi a Inarcassa

                  L’iscrizione e obbligatoria quando si verificano contemporaneamente tre condizioni:

                  1. Iscrizione all’Albo degli Ingegneri o degli Architetti
                  2. Titolarita di Partita IVA per l’esercizio della professione
                  3. Esercizio della libera professione in modo continuativo

                  Chi NON Deve Iscriversi

                  • Dipendenti esclusivi senza attivita libero-professionale
                  • Pensionati che non esercitano piu la professione
                  • Professionisti con altra cassa prevalente (es. Cassa Geometri)

                  Quando Iscriversi

                  L’iscrizione a Inarcassa deve avvenire entro 30 giorni dall’inizio dell’attivita libero-professionale.

                  Gestione Separata INPS: Alternativa?

                  Se sei iscritto all’Albo ma non eserciti la libera professione in modo esclusivo o prevalente, potresti versare alla Gestione Separata INPS invece che a Inarcassa. Tuttavia, per la maggior parte dei liberi professionisti Inarcassa e obbligatoria.

                  Cosa Offre Inarcassa

                  • Pensione di vecchiaia (a 65-67 anni con 35 anni di contributi)
                  • Pensione di invalidita
                  • Pensione ai superstiti
                  • Indennita di maternita/paternita
                  • Prestazioni assistenziali (mutui, prestiti, sussidi)

                  Contributi Inarcassa 2026

                  I contributi Inarcassa si suddividono in tre componenti principali.

                  Riepilogo Contributi 2026

                  ContributoAliquotaBase di CalcoloMinimo 2026
                  Soggettivo14,5%Reddito professionale netto~2.800 euro
                  Integrativo4%Volume d’affari IVA~850 euro
                  Maternita/PaternitaFisso–72 euro
                  TOTALE MINIMO––~3.722 euro

                  1. Contributo Soggettivo (14,5%)

                  • Aliquota: 14,5% del reddito professionale
                  • Minimo: circa 2.800 euro (anche con reddito basso)
                  • Massimale reddito: circa 143.000 euro
                  • Deducibilita: 100% deducibile dal reddito IRPEF

                  2. Contributo Integrativo (4%)

                  • Aliquota: 4% del volume d’affari
                  • Minimo: circa 850 euro
                  • Chi lo paga: Il cliente (addebitato in fattura)
                  • Non e un costo: Lo incassi dal cliente e lo versi a Inarcassa

                  3. Contributo Maternita/Paternita

                  • Importo fisso: 72 euro annui
                  • Composizione: Maternita 65 euro + Paternita 7 euro
                  • Obbligatorio: Per tutti gli iscritti

                  Scadenze Versamenti 2026

                  ScadenzaAdempimento
                  30 giugno 20261a rata contributi minimi
                  31 agosto 2026Versamento contributo integrativo
                  30 settembre 20262a rata contributi minimi
                  31 ottobre 2026Dichiarazione reddituale
                  31 dicembre 2026Conguaglio annuale

                  Opzione rate bimestrali: Puoi richiedere la rateizzazione in 6 rate bimestrali entro il 2 febbraio 2026 tramite IOL (Inarcassa On Line).

                  Calcolo Completo Tasse e Contributi

                  Vediamo il calcolo completo per un architetto/ingegnere in regime forfettario.

                  Esempio: Fatturato 40.000 euro

                  DATI DI PARTENZA
                  Fatturato annuo lordo40.000 euro
                  Contributo integrativo 4% (incassato dal cliente)+ 1.600 euro
                  Totale incassato41.600 euro
                  CALCOLO REDDITO
                  Reddito lordo (40.000 x 78%)31.200 euro
                  CALCOLO CONTRIBUTI INARCASSA
                  Contributo soggettivo (31.200 x 14,5%)4.524 euro
                  Contributo integrativo (da versare)1.600 euro
                  Contributo maternita72 euro
                  Totale contributi6.196 euro
                  CALCOLO IMPOSTA
                  Reddito netto (31.200 – 4.524 – 72)26.604 euro
                  Imposta 15%3.991 euro
                  Imposta 5% (primi 5 anni)1.330 euro
                  TOTALE TASSE + CONTRIBUTI (15%)10.187 euro
                  NETTO IN TASCA (al 15%)29.813 euro

                  Nota: Il contributo integrativo (1.600 euro) non e un costo perche lo incassi dal cliente.

                  Tabella Calcolo per Fasce di Fatturato

                  FatturatoReddito (78%)InarcassaImposta 15%Netto
                  25.000 euro19.500 euro~4.500 euro~2.250 euro~18.250 euro
                  35.000 euro27.300 euro~5.400 euro~3.285 euro~26.315 euro
                  50.000 euro39.000 euro~7.500 euro~4.725 euro~37.775 euro
                  65.000 euro50.700 euro~9.600 euro~6.165 euro~49.235 euro
                  85.000 euro66.300 euro~12.200 euro~8.115 euro~64.685 euro

                  Valori indicativi. Il netto effettivo dipende dalla situazione specifica.

                  Quanto Guadagna un Architetto/Ingegnere con P.IVA

                  I guadagni variano molto in base alla specializzazione, all’esperienza e al mercato locale.

                  Compensi Medi per Tipologia di Incarico

                  Tipologia IncaricoCompenso Indicativo
                  Progetto residenziale piccolo3.000 – 10.000 euro
                  Progetto residenziale medio10.000 – 30.000 euro
                  Progetto commerciale15.000 – 50.000 euro
                  Progetto industriale30.000 – 100.000+ euro
                  Direzione lavori (piccolo cantiere)5.000 – 15.000 euro
                  Direzione lavori (cantiere medio)20.000 – 60.000 euro
                  Perizia tecnica500 – 3.000 euro
                  Certificazione energetica (APE)150 – 400 euro

                  Fatturato Medio Annuo

                  EsperienzaFatturato AnnuoNetto Stimato
                  Neo-abilitato (1-3 anni)15.000 – 30.000 euro10.000 – 22.000 euro
                  Professionista avviato (4-10 anni)40.000 – 70.000 euro28.000 – 52.000 euro
                  Professionista affermato (10+ anni)70.000 – 150.000+ euro50.000 – 100.000+ euro

                  Equo Compenso

                  La Legge 49/2023 sull’equo compenso stabilisce che i compensi professionali non possono scendere sotto i parametri minimi del DM 17 giugno 2016, garantendo una remunerazione adeguata.

                  Fatturazione e Contributo Integrativo 4%

                  Il contributo integrativo del 4% deve essere sempre addebitato in fattura al cliente.

                  Come Funziona il Contributo Integrativo

                  CONTRIBUTO INTEGRATIVO 4%
                  Aliquota4% del compenso
                  Chi lo pagaIl cliente
                  Chi lo versa a InarcassaIl professionista
                  E un costo per te?NO – Lo incassi e lo versi
                  Minimo annuo~850 euro (anche senza fatturato)

                  Esempio di Fattura (Regime Forfettario)

                  FATTURA N. 001/2026


                  Prestazione: Progettazione architettonica

                  Compenso professionale5.000,00 euro
                  Contributo integrativo Inarcassa (4%)200,00 euro
                  TOTALE FATTURA5.200,00 euro

                  Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 – Regime Forfettario
                  Operazione non soggetta a ritenuta ai sensi dell’art. 1, comma 67, L. 190/2014

                  Marca da Bollo

                  In regime forfettario, se l’importo supera 77,47 euro, devi applicare la marca da bollo da 2 euro.

                  Contributo Integrativo Deducibile?

                  Il contributo integrativo non e deducibile dal tuo reddito (perche non e un tuo costo). Tuttavia, se il tuo cliente e un professionista, lui puo dedurlo.

                  Agevolazioni Under 35

                  Inarcassa prevede importanti riduzioni contributive per i giovani professionisti.

                  Requisiti per le Agevolazioni

                  • Iscriversi a Inarcassa prima dei 35 anni
                  • Reddito professionale inferiore a ~40.000 euro

                  Benefici per i Primi 5 Anni

                  ContributoAliquota OrdinariaAliquota Under 35Risparmio
                  Soggettivo minimo~2.800 euro~1.400 euro50%
                  Soggettivo a conguaglio14,5%7,25%50%
                  Integrativo4%4%Nessuna

                  Esempio Risparmio Under 35

                  Ingegnere under 35 con reddito 25.000 euro:

                  Contributo ordinario25.000 x 14,5% = 3.625 euro
                  Contributo ridotto25.000 x 7,25% = 1.812 euro
                  Risparmio annuo1.813 euro

                  Come Richiedere le Agevolazioni

                  1. Accedi a Inarcassa On Line (IOL)
                  2. Vai alla sezione richieste agevolazioni
                  3. Compila il modulo entro il 31 maggio dell’anno
                  4. Per nuovi iscritti: entro 90 giorni dall’iscrizione

                  Contribuzione Figurativa

                  Chi beneficia delle agevolazioni under 35
                  e poi versa contributi per almeno 25 anni, riceve un riconoscimento di contribuzione figurativa che incrementa il montante pensionistico.

                  Domande Frequenti (FAQ)

                  Quanto costa aprire la partita IVA come architetto o ingegnere?

                  L’apertura della partita IVA e gratuita. I costi iniziali sono: iscrizione Albo (~200-300 euro), contributi minimi Inarcassa (~3.700 euro/anno), assicurazione RC (~300-500 euro/anno), commercialista (~500-800 euro/anno).

                  Quale codice ATECO devo usare?

                  Architetti: 71.11.00. Ingegneri: 71.12.10 (progettazione), 71.12.20 (servizi integrati). Entrambi hanno coefficiente forfettario del 78%.

                  Conviene il regime forfettario per architetti e ingegneri?

                  Si, nella maggior parte dei casi. Paghi solo il 15% di imposta (5% i primi 5 anni) invece dell’IRPEF fino al 43%. Inoltre non devi gestire l’IVA.

                  Devo iscrivermi a Inarcassa anche se fatturo poco?

                  Si, se sei iscritto all’Albo e hai partita IVA per attivita professionale, l’iscrizione e obbligatoria. Dovrai versare almeno i contributi minimi (~3.700 euro/anno).

                  Il contributo integrativo 4% e un costo?

                  No, il contributo integrativo lo addebiti al cliente in fattura. Tu lo incassi e poi lo versi a Inarcassa. E un costo per il cliente, non per te.

                  Posso dedurre i contributi Inarcassa?

                  Si, il contributo soggettivo e maternita sono interamente deducibili dal reddito. Il contributo integrativo no (perche non e un tuo costo).

                  Ci sono agevolazioni per i giovani?

                  Si, gli under 35 pagano il 50% in meno di contributo soggettivo per i primi 5 anni (aliquota 7,25% invece di 14,5%).

                  Conclusioni

                  Aprire la partita IVA come architetto o ingegnere richiede attenzione alla previdenza Inarcassa e alla scelta del regime fiscale.

                  Punti chiave:

                  • Regime forfettario: Consigliato per la maggior parte (imposta 15% o 5%)
                  • Codice ATECO: 71.11.00 (architetti) o 71.12.10 (ingegneri) – coefficiente 78%
                  • Inarcassa obbligatoria: Contributo soggettivo 14,5% + integrativo 4% + maternita
                  • Minimali: ~3.700 euro/anno anche con reddito basso
                  • Under 35: Sconto 50% sui contributi per 5 anni
                  • Integrativo 4%: Lo paga il cliente, non e un tuo costo

                  Il CAF Centro Fiscale offre assistenza completa per architetti e ingegneri: apertura partita IVA, iscrizione Inarcassa, dichiarazione dei redditi e ottimizzazione fiscale.

                  Contatta il CAF Centro Fiscale per una consulenza personalizzata.

                  Ultimo aggiornamento: Gennaio 2026. Per importi e scadenze ufficiali, verificare sul sito Inarcassa (www.inarcassa.it).

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                    Gennaio 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
                    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-28 09:00:002026-05-30 00:07:18Partita IVA Architetto e Ingegnere 2026: Guida Completa Regime Forfettario, Inarcassa, Tasse
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