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Tag Archivio per: codici tributo IMU

CAF, IMU, TASI E MODELLO F24

IMU Seconda Rata 2026: Scadenza 16 Dicembre, Calcolo Saldo e Come Pagare

calcolo imu CAF Udine

La IMU seconda rata 2026 scade il 16 dicembre 2026 e rappresenta il momento in cui i proprietari di immobili devono versare il saldo dell’Imposta Municipale Unica. A differenza dell’acconto di giugno, il saldo di dicembre potrebbe avere un importo diverso: se il tuo Comune ha modificato le aliquote IMU nel corso dell’anno, dovrai ricalcolare l’imposta e conguagliare la differenza. In questa guida ti spieghiamo passo dopo passo come calcolare il saldo IMU 2026, quali sono i codici tributo per il modello F24 e cosa fare se hai saltato l’acconto di giugno.

Indice dei contenuti

  1. Scadenza IMU seconda rata 2026
  2. Differenza tra acconto di giugno e saldo di dicembre
  3. Come calcolare il saldo IMU 2026
  4. Esempio pratico di calcolo saldo IMU
  5. Codici tributo IMU per il modello F24
  6. Come pagare l’IMU seconda rata
  7. Pagamento IMU online: F24 web e home banking
  8. Esenzioni IMU 2026: chi non deve pagare
  9. Cosa fare se non hai pagato l’acconto di giugno
  10. Ravvedimento operoso per IMU tardiva
  11. Domande frequenti

Scadenza IMU seconda rata 2026: quando si paga il saldo

La scadenza IMU seconda rata 2026 e fissata al mercoledi 16 dicembre 2026. Questa data e stabilita dall’articolo 1, comma 762, della Legge n. 160/2019 e non cambia di anno in anno: il saldo IMU si paga sempre entro il 16 dicembre.

Se il 16 dicembre cade di sabato o domenica, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo successivo. Nel 2026, il 16 dicembre cade di mercoledi, quindi non ci sono proroghe automatiche.

Le due scadenze IMU dell’anno sono quindi:

  • Acconto (prima rata): entro il 16 giugno 2026 – pari al 50% dell’imposta calcolata con le aliquote dell’anno precedente
  • Saldo (seconda rata): entro il 16 dicembre 2026 – conguaglio a saldo con le aliquote definitive dell’anno in corso

In alternativa, il contribuente può scegliere di pagare l’IMU in un’unica soluzione entro il 16 giugno, applicando direttamente le aliquote dell’anno in corso (se già deliberate dal Comune).

Differenza tra acconto IMU di giugno e saldo di dicembre

Molti contribuenti pensano che la seconda rata IMU sia semplicemente una copia dell’acconto versato a giugno. In realta, le due rate possono avere importi diversi, e capire il perché e fondamentale per non sbagliare il pagamento.

L’acconto di giugno si calcola applicando le aliquote IMU dell’anno precedente (2025). Questo perché a giugno i Comuni potrebbero non aver ancora deliberato le nuove aliquote per l’anno in corso.

Il saldo di dicembre si calcola applicando le aliquote deliberate dal Comune per il 2026. Se le aliquote sono cambiate rispetto al 2025, il saldo serve anche da conguaglio: in pratica, paghi la differenza tra l’imposta totale 2026 e quanto già versato a giugno.

Ecco cosa può succedere concretamente:

SituazioneEffetto sul saldo di dicembre
Le aliquote 2026 sono uguali a quelle 2025Il saldo e uguale all’acconto di giugno
Il Comune ha aumentato le aliquote 2026Il saldo sara più alto dell’acconto (devi pagare il conguaglio)
Il Comune ha ridotto le aliquote 2026Il saldo sara più basso dell’acconto
Il Comune non ha deliberato nuove aliquote entro il 28 ottobreSi applicano le aliquote 2025: il saldo e uguale all’acconto

Dove verificare le aliquote: le delibere comunali IMU sono pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze entro il 28 ottobre di ogni anno. Se il tuo Comune non ha pubblicato nuove aliquote entro questa data, valgono quelle dell’anno precedente.

Come calcolare il saldo IMU 2026: la formula passo dopo passo

Il calcolo del saldo IMU 2026 segue una formula precisa. Vediamola nel dettaglio, spiegando ogni passaggio in modo semplice.

Formula di base per l’IMU annua:

IMU annua = Rendita catastale x 1,05 x Moltiplicatore x Aliquota comunale

Formula per il saldo di dicembre:

Saldo IMU = IMU annua 2026 (con aliquote 2026) - Acconto versato a giugno

Ecco il significato di ogni elemento:

  • Rendita catastale: e il valore che trovi nella visura catastale dell’immobile. La puoi richiedere gratuitamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate o presso il nostro CAF
  • Rivalutazione del 5% (x 1,05): la rendita catastale va sempre rivalutata del 5%, come previsto dalla legge
  • Moltiplicatore: dipende dalla categoria catastale dell’immobile (vedi tabella sotto)
  • Aliquota comunale: la percentuale stabilita dal Comune dove si trova l’immobile. Si esprime in millesimi (per esempio, 10,6 per mille = 1,06%)

Moltiplicatori IMU per categoria catastale

Categoria catastaleTipologiaMoltiplicatore
A/1, A/8, A/9Abitazioni di lusso, ville, castelli160
Da A/2 a A/7Abitazioni ordinarie (esenti se prima casa)160
BCollegi, ospedali, uffici pubblici140
C/1Negozi e botteghe55
C/2, C/6, C/7Magazzini, garage, tettoie160
C/3, C/4, C/5Laboratori, palestre, stabilimenti140
D (escluso D/5)Immobili produttivi (capannoni, hotel)65
D/5Istituti di credito80

Esempio pratico: calcolo saldo IMU seconda casa

Vediamo un esempio concreto di calcolo del saldo IMU per capire meglio come funziona. Supponiamo che Marco possieda un appartamento come seconda casa a Udine.

Dati dell’immobile di Marco:

  • Categoria catastale: A/3 (abitazione di tipo economico)
  • Rendita catastale: 650 euro
  • Aliquota IMU 2025 (usata per l’acconto): 10,6 per mille
  • Aliquota IMU 2026 (deliberata dal Comune): 10,8 per mille
  • Possesso: 100% per 12 mesi

Calcolo dell’acconto versato a giugno (con aliquote 2025)

Base imponibile = 650 x 1,05 x 160 = 109.200 euro
IMU annua 2025 = 109.200 x 10,6 / 1.000 = 1.157,52 euro
Acconto giugno = 1.157,52 / 2 = 578,76 euro (arrotondato a 579 euro)

Calcolo del saldo di dicembre (con aliquote 2026)

Base imponibile = 650 x 1,05 x 160 = 109.200 euro
IMU annua 2026 = 109.200 x 10,8 / 1.000 = 1.179,36 euro
Saldo dicembre = 1.179,36 - 579 = 600,36 euro (arrotondato a 600 euro)

Come puoi notare, Marco paga a dicembre 21 euro in più rispetto all’acconto di giugno, proprio perché il Comune ha aumentato l’aliquota di 0,2 punti. Se le aliquote fossero rimaste invariate, il saldo sarebbe stato identico all’acconto (579 euro).

Nota sull’arrotondamento: l’importo IMU va arrotondato all’euro per difetto se i centesimi sono fino a 49, per eccesso se sono da 50 in su.

Codici tributo IMU 2026 per il modello F24

Per compilare correttamente il modello F24, devi utilizzare il codice tributo IMU corrispondente alla tipologia del tuo immobile. I codici sono diversi a seconda che si tratti di abitazione, terreno, area edificabile o immobile produttivo.

Codice tributoTipologia immobileDestinatario
3912Abitazione principale e pertinenze (solo A/1, A/8, A/9)Comune
3914Terreni agricoliComune
3916Aree fabbricabiliComune
3918Altri fabbricati (seconde case, negozi, uffici)Comune
3925Immobili categoria D – quota Stato (aliquota 0,76%)Stato
3930Immobili categoria D – quota Comune (eccedenza 0,76%)Comune

Attenzione agli immobili di categoria D (capannoni, hotel, centri commerciali): per questi immobili devi compilare due righe nel modello F24. Una con il codice 3925 (quota Stato, calcolata con aliquota fissa dello 0,76%) e una con il codice 3930 (quota Comune, calcolata sulla differenza tra aliquota comunale e 0,76%).

Nella sezione “IMU e altri tributi locali” del modello F24 dovrai indicare:

  • Il codice catastale del Comune dove si trova l’immobile (es. L483 per Udine)
  • La casella “Saldo” barrata (non “Acconto”)
  • Il numero degli immobili a cui si riferisce il pagamento
  • L’anno di riferimento: 2026
  • L’importo a debito da versare

Come pagare l’IMU seconda rata 2026

Il pagamento della IMU seconda rata 2026 può avvenire attraverso diversi canali. Lo strumento principale e il modello F24, ma vediamo tutte le opzioni disponibili.

Modello F24 ordinario

È il metodo più comune. Puoi compilare il modello F24 e presentarlo presso:

  • Banca: allo sportello o tramite home banking
  • Ufficio postale: allo sportello con il modello cartaceo
  • Intermediario abilitato: il tuo commercialista o il nostro CAF possono gestire il pagamento per te

Importante: i titolari di partita IVA sono obbligati a pagare il modello F24 esclusivamente per via telematica (home banking, Entratel o F24 web dell’Agenzia delle Entrate).

Bollettino postale

In alternativa al modello F24, puoi utilizzare il bollettino di conto corrente postale con numero di conto 1008857615, valido per tutti i Comuni d’Italia. Il bollettino e disponibile presso gli uffici postali e deve riportare i dati dell’immobile e l’importo del saldo.

Il bollettino postale non e però disponibile per gli immobili di categoria D (per la quota Stato), per i quali devi obbligatoriamente usare il modello F24.

Pagamento IMU online: F24 web e home banking

Pagare l’IMU online e il modo più comodo e veloce. Ecco le opzioni disponibili:

F24 web dell’Agenzia delle Entrate

Puoi compilare e inviare il modello F24 direttamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate:

  1. Accedi a Fisconline con SPID, CIE o CNS
  2. Vai nella sezione “Pagamenti” > “F24 web”
  3. Compila la sezione “IMU e altri tributi locali” con codice tributo e importo
  4. Indica l’IBAN del conto corrente da addebitare
  5. Conferma e invia

Il pagamento viene addebitato il giorno della scadenza (16 dicembre), quindi puoi compilarlo anche con qualche giorno di anticipo.

Home banking

Quasi tutti gli istituti bancari offrono la possibilità di compilare e inviare il modello F24 dall’area riservata del conto online. La procedura e simile a quella dell’Agenzia delle Entrate: compili i campi del tributo, indichi l’importo e confermi il pagamento.

Se non ti senti sicuro nella compilazione del modello F24, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine: ti aiutiamo a calcolare l’importo corretto e a compilare il modello senza errori.

Esenzioni IMU 2026: chi non deve pagare

Non tutti i proprietari di immobili devono pagare l’IMU. Ecco le principali esenzioni IMU 2026 previste dalla legge:

Esenzione IMU prima casa

La prima casa (abitazione principale) e le relative pertinenze (un garage C/6, una cantina C/2, una tettoia C/7) sono esenti da IMU, a condizione che:

  • Il proprietario vi abbia la residenza anagrafica
  • Il proprietario vi abbia la dimora abituale (cioè ci viva effettivamente)
  • L’immobile non sia di categoria catastale A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) o A/9 (castelli e palazzi storici)

Nota importante: dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 209/2022, l’esenzione spetta anche ai coniugi con residenze diverse nello stesso Comune. Ciascun coniuge può scegliere una sola abitazione come principale e ottenere l’esenzione IMU su quella.

Altre esenzioni IMU

  • Terreni agricoli montani e collinari: i terreni ubicati nei Comuni classificati come montani dall’ISTAT sono totalmente esenti
  • Terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti o IAP: esenti anche se non montani, purche il proprietario sia iscritto alla previdenza agricola
  • Immobili di categoria E: stazioni, ponti, fari
  • “Beni merce” delle imprese costruttrici: fabbricati costruiti e destinati alla vendita dall’impresa costruttrice, finche non sono locati (dal 2022 l’esenzione e piena)
  • Immobili inagibili o inabitabili: non sono esenti, ma hanno una riduzione del 50% della base imponibile. Serve perizia dell’ufficio tecnico comunale o dichiarazione sostitutiva
  • Fabbricati di interesse storico o artistico (vincolati ai sensi dell’art. 10 del D.Lgs. 42/2004, indipendentemente dalla categoria catastale): godono della riduzione del 50% della base imponibile
  • Immobili concessi in comodato a figli o genitori che li usano come abitazione principale: riduzione del 50% della base imponibile, a condizione che il contratto sia registrato, che il comodante possieda in Italia solo quell’abitazione (oppure, in più, la propria abitazione principale nello stesso Comune) e che risieda e dimori nello stesso Comune; sono escluse le categorie A/1, A/8 e A/9 (art. 1, comma 747, legge 160/2019)

Cosa fare se non hai pagato l’acconto IMU di giugno

Se hai saltato il pagamento dell’acconto IMU di giugno 2026, non e il caso di farsi prendere dal panico. Hai due opzioni:

Opzione 1: ravvedimento operoso per l’acconto

Puoi versare l’acconto in ritardo utilizzando il ravvedimento operoso, pagando una sanzione ridotta e gli interessi legali. Prima lo fai, meno paghi di sanzione (vedi la sezione dedicata più avanti).

Opzione 2: pagare tutto a dicembre

Puoi versare l’intero importo annuo con il saldo di dicembre. In questo caso, dovrai comunque regolarizzare il mancato acconto con il ravvedimento operoso (sanzione + interessi calcolati dal 17 giugno al giorno del pagamento).

Attenzione: non puoi semplicemente pagare tutto a dicembre senza sanzioni. Il mancato acconto e comunque un’omissione che va sanata. La buona notizia e che il ravvedimento operoso ti permette di farlo a costi molto contenuti rispetto alla sanzione piena del 30%.

Ravvedimento operoso per IMU tardiva: sanzioni e calcolo

Il ravvedimento operoso e lo strumento che ti permette di regolarizzare un pagamento IMU in ritardo pagando una sanzione ridotta, molto inferiore al 30% previsto in caso di accertamento da parte del Comune.

Le sanzioni ridotte del ravvedimento operoso dipendono da quanto tempo e passato dalla scadenza originaria:

RitardoTipo di ravvedimentoSanzione
Entro 14 giorniRavvedimento sprint0,1% per ogni giorno di ritardo (max 1,4%)
Dal 15esimo al 30esimo giornoRavvedimento breve1,5% dell’imposta
Dal 31esimo al 90esimo giornoRavvedimento intermedio1,67% dell’imposta
Entro 1 anno dalla scadenzaRavvedimento lungo3,75% dell’imposta
Oltre 1 anno e fino a 2 anniRavvedimento biennale4,29% dell’imposta
Oltre 2 anniRavvedimento ultrannuale5% dell’imposta

Oltre alla sanzione, devi versare anche gli interessi legali calcolati giorno per giorno dal giorno successivo alla scadenza fino al giorno del pagamento. Il tasso di interesse legale per il 2026 e stabilito con decreto del MEF (nel 2025 era il 2%).

Esempio: ravvedimento operoso IMU acconto non pagato

Supponiamo che Marco (dall’esempio precedente) non abbia pagato l’acconto di 579 euro entro il 16 giugno e decida di regolarizzare il 15 settembre (91 giorni di ritardo):

Imposta dovuta: 579 euro
Sanzione (3,75% - entro 1 anno): 579 x 3,75% = 21,71 euro (arrotondato a 22 euro)
Interessi legali (2% annuo per 91 giorni): 579 x 2% x 91/365 = 2,89 euro (arrotondato a 3 euro)

Totale ravvedimento: 579 + 22 + 3 = 604 euro

Marco paga 604 euro invece dei 579 originari: solo 25 euro in più. Se invece avesse aspettato l’accertamento del Comune, la sanzione sarebbe stata del 30%, cioè 173,70 euro in più.

Come compilare il modello F24 per il ravvedimento: usa lo stesso codice tributo dell’IMU ordinaria. La sanzione e gli interessi vanno sommati all’imposta. Nella casella “ravvedimento” del modello F24 barra la casella “Ravv.”.

Domande frequenti sull’IMU seconda rata 2026

Quando scade l’IMU seconda rata 2026?

La scadenza per il saldo IMU 2026 e fissata al 16 dicembre 2026 (mercoledi). Il pagamento deve essere effettuato entro questa data tramite modello F24 o bollettino postale.

Come faccio a sapere se il mio Comune ha cambiato le aliquote IMU?

Le delibere comunali sulle aliquote IMU devono essere pubblicate entro il 28 ottobre sul sito del Dipartimento delle Finanze. Puoi controllare direttamente sul sito finanze.gov.it oppure sul sito web del tuo Comune. Se entro il 28 ottobre il Comune non ha deliberato, valgono le aliquote dell’anno precedente.

La prima casa e esente da IMU?

Si, l’abitazione principale e le sue pertinenze sono esenti da IMU, a condizione che il proprietario vi risieda e ci abiti effettivamente. Fanno eccezione le abitazioni di lusso (categorie A/1, A/8 e A/9), che pagano l’IMU con aliquota ridotta e detrazione di 200 euro. Se hai dubbi sull’esenzione IMU prima casa, il nostro CAF può verificare la tua situazione.

Posso pagare l’IMU in ritardo senza sanzioni?

No, il pagamento in ritardo comporta sempre una sanzione. Però, con il ravvedimento operoso, la sanzione e molto ridotta: si va dallo 0,1% al giorno (nei primi 14 giorni) fino al 5% (oltre 2 anni). E molto più conveniente regolarizzare subito piuttosto che aspettare un avviso di accertamento dal Comune, che comporta la sanzione piena del 30%.

Devo pagare l’IMU su un immobile ereditato?

Si, gli eredi devono pagare l’IMU dalla data di apertura della successione (cioè dalla data di decesso). L’imposta e dovuta in proporzione alla quota ereditaria e ai mesi di possesso. Se hai ereditato un immobile, puoi rivolgerti al nostro CAF per la dichiarazione di successione e per il calcolo dell’IMU dovuta.

Come si calcola l’IMU per i mesi di possesso parziale?

Se hai acquistato, venduto o ereditato un immobile nel corso dell’anno, l’IMU si calcola solo per i mesi di effettivo possesso. Il mese si conta per intero se il possesso si e protratto per più di 15 giorni. Ad esempio, se hai acquistato il 20 marzo, marzo non si conta (solo 12 giorni); se hai acquistato il 10 marzo, marzo si conta (21 giorni).

Hai bisogno di aiuto con il calcolo IMU? Contatta il CAF Centro Fiscale

Il calcolo del saldo IMU può sembrare complicato, soprattutto se possiedi più immobili, hai ereditato una proprietà o il tuo Comune ha cambiato le aliquote. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre assistenza completa per:

  • Calcolo preciso dell’IMU su tutti i tuoi immobili
  • Compilazione del modello F24 con i codici tributo corretti
  • Verifica delle esenzioni e riduzioni a cui hai diritto
  • Ravvedimento operoso per pagamenti in ritardo
  • Visure catastali e controllo della rendita

Prenota il tuo appuntamento per il calcolo IMU

Non rischiare di sbagliare il pagamento o di perdere un’esenzione. I nostri consulenti verificano la tua situazione e ti preparano il modello F24 pronto da pagare.

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    CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640

    Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

    Settembre 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-20 08:00:002026-09-30 09:16:30IMU Seconda Rata 2026: Scadenza 16 Dicembre, Calcolo Saldo e Come Pagare
    CAF, IMU, TASI E MODELLO F24

    Codici Tributo F24 2026: Guida Completa con Tabella e Risoluzioni AdE

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Il modello F24 è il documento che ogni contribuente italiano usa per pagare tasse, imposte, contributi previdenziali e molte altre somme dovute allo Stato. Al suo interno, i codici tributo F24 sono il cuore del sistema: identificano con precisione il tipo di versamento, l’anno di riferimento e la sezione corretta del modello. Senza il codice giusto, il pagamento potrebbe essere attribuito in modo errato — con conseguenti sanzioni o richieste di chiarimento dall’Agenzia delle Entrate.

    In questa guida trovi una spiegazione chiara di come funzionano i codici tributo, una tabella riassuntiva aggiornata al 2026 con i codici più utilizzati, e le istruzioni per compilare il modello F24 senza errori. Abbiamo anche analizzato le risoluzioni più recenti dell’Agenzia delle Entrate che hanno introdotto nuovi codici tributo nel corso del 2025 e 2026.

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    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il Codice Tributo nel Modello F24
    2. Le Sezioni del Modello F24 e i Relativi Codici
    3. Tabella dei Codici Tributo F24 più Utilizzati nel 2026
    4. Le Risoluzioni AdE 2025-2026 sui Nuovi Codici Tributo
    5. Come Compilare il Modello F24: Guida Pratica ai Campi
    6. Compensazione con il Modello F24: Come Funziona
    7. Codici Tributo per il Regime Forfettario 2026
    8. Codici Tributo per i Contributi INPS dei Liberi Professionisti
    9. Errori Comuni nella Compilazione del Codice Tributo F24
    10. Come Trovare il Codice Tributo Corretto
    11. Scadenze F24 del 2026: le Date da Ricordare
    12. F24 a Saldo Zero: Quando è Obbligatorio
    13. Domande Frequenti sui Codici Tributo F24

    Cos’è il Codice Tributo nel Modello F24

    Il codice tributo è un codice alfanumerico di 4 cifre (a volte accompagnato da lettere) che identifica univocamente la natura del versamento nel modello F24. È, in pratica, il “nome” del pagamento che stai effettuando: ogni tipo di tassa, contributo o imposta ha il suo codice specifico.

    Per capirne l’importanza, immagina di dover pagare l’IRPEF a saldo: senza il codice tributo corretto (1001), l’Agenzia delle Entrate non saprebbe a quale imposta applicare il tuo versamento. Lo stesso vale per l’acconto IRPEF (codice 0100), l’IVA mensile (codice 6001-6012), i contributi INPS e decine di altre voci.

    I codici tributo vengono istituiti dall’Agenzia delle Entrate tramite apposite risoluzioni. Queste risoluzioni, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale e sul portale AdE, definiscono il codice, la sezione del modello F24 in cui inserirlo, e le istruzioni operative. Nel corso del 2025-2026 sono state emesse numerose risoluzioni per nuovi adempimenti, agevolazioni fiscali e semplificazioni.

    Le Sezioni del Modello F24 e i Relativi Codici

    Il modello F24 è suddiviso in diverse sezioni, ognuna destinata a una categoria specifica di versamenti. I codici tributo variano a seconda della sezione utilizzata:

    • Sezione ERARIO: per le imposte erariali (IRPEF, IVA, IRES, imposte sostitutive, addizionali statali). È la sezione più utilizzata dai privati e dalle partite IVA.
    • Sezione REGIONI: per l’addizionale regionale IRPEF e i tributi regionali specifici.
    • Sezione ICI/IMU: per il pagamento dell’IMU, della TASI e di altre imposte sugli immobili (codici che iniziano con 3xxx o 4xxx).
    • Sezione INPS: per i contributi previdenziali, sia dei dipendenti sia degli autonomi (regime forfettario, artigiani, commercianti).
    • Sezione Altri Enti: per versamenti a enti diversi (es. INAIL, ENPAM, Cassa Edile).

    Conoscere la sezione corretta è fondamentale: inserire un codice tributo nella sezione sbagliata invalida il pagamento e può generare sanzioni.

    Tabella dei Codici Tributo F24 più Utilizzati nel 2026

    Di seguito la tabella riepilogativa dei codici tributo più comuni, suddivisi per categoria di versamento:

    CodiceDescrizioneSezione F24Rif. Anno
    IRPEF e Imposte sui Redditi
    1001IRPEF – saldoErarioAnno d’imposta
    0100IRPEF – acconto prima rataErarioAnno di versamento
    0200IRPEF – acconto seconda rata o acconto unicoErarioAnno di versamento
    1800IRES – saldoErarioAnno d’imposta
    2002IRES – acconto prima rataErarioAnno di versamento
    IVA
    6001-6012IVA mensile (6001 = gennaio, 6012 = dicembre)ErarioAnno d’imposta
    6031-6034IVA trimestrale (6031 = I trim., 6032 = II, 6033 = III, 6034 = IV)ErarioAnno d’imposta
    6099IVA – saldo annualeErarioAnno d’imposta
    6013IVA – acconto dicembreErarioAnno d’imposta
    Imposta Sostitutiva (Regime Forfettario)
    1790Imposta sostitutiva regime forfettario – saldoErarioAnno d’imposta
    1791Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto prima rataErarioAnno di versamento
    1792Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto seconda rataErarioAnno di versamento
    IMU e Tributi Locali
    3912IMU – abitazione principale (cat. A/1, A/8, A/9) e pertinenzeICI/IMUAnno d’imposta
    3918IMU – altri fabbricatiICI/IMUAnno d’imposta
    3914IMU – terreni agricoliICI/IMUAnno d’imposta
    3916IMU – aree fabbricabiliICI/IMUAnno d’imposta
    Contributi INPS
    0901Contributi INPS artigiani – quota fissa sul minimaleINPSTrimestrale
    0903Contributi INPS commercianti – quota fissa sul minimaleINPSTrimestrale
    0902Contributi INPS artigiani – eccedenza sul minimaleINPSSaldo
    0904Contributi INPS commercianti – eccedenza sul minimaleINPSSaldo
    2521Contributi INPS gestione separata – compenso lavoro autonomoINPSAnno d’imposta
    2522Contributi INPS gestione separata – acconto prima rataINPSAnno di versamento
    Ritenute alla Fonte
    1040Ritenute su redditi di lavoro autonomo e provvigioniErarioMese di riferimento
    1001Ritenute su redditi di lavoro dipendente e assimilatiErarioMese di riferimento
    1030Ritenute su redditi di lavoro dipendente (tempo determinato)ErarioMese di riferimento
    Cedolare Secca
    1840Cedolare secca – saldo (aliquota 21% o 10% per canone concordato)ErarioAnno d’imposta
    1841Cedolare secca – acconto prima rataErarioAnno di versamento
    1842Cedolare secca – acconto seconda rataErarioAnno di versamento

    Le Risoluzioni AdE 2025-2026 sui Nuovi Codici Tributo

    L’Agenzia delle Entrate emette periodicamente risoluzioni per istituire nuovi codici tributo legati a provvedimenti normativi di recente approvazione. Ogni risoluzione descrive in modo preciso il codice, la sua denominazione, la sezione F24 di riferimento e le modalità di utilizzo.

    Nel corso del 2025, alcune delle risoluzioni più significative hanno riguardato:

    • Nuovi codici per la rottamazione delle cartelle: con l’introduzione delle rate della rottamazione quinquies (sanatoria dei carichi affidati all’Agente della Riscossione), sono stati istituiti specifici codici tributo da utilizzare nella sezione Erario del modello F24. Le risoluzioni AdE hanno aggiornato le istruzioni per ogni rata di pagamento.
    • Codici per la tregua fiscale e il ravvedimento speciale: nell’ambito delle misure di pace fiscale previste dalla Legge di Bilancio 2025, sono stati introdotti codici tributo dedicati per la regolarizzazione spontanea di violazioni tributarie (ravvedimento operoso speciale, concordato preventivo biennale).
    • Codici per il concordato preventivo biennale (CPB): i contribuenti che hanno aderito al CPB per gli anni 2024-2025 devono versare l’imposta sostitutiva tramite codici tributo specifici istituiti dall’AdE nel 2024-2025.
    • Codici per agevolazioni settoriali: nuovi incentivi (crediti d’imposta per investimenti, ZES unica Sud, Transizione 5.0) hanno richiesto l’istituzione di codici tributo ad hoc per il corretto utilizzo in compensazione tramite F24.

    Per restare aggiornato sulle risoluzioni più recenti, ti consigliamo di consultare regolarmente la sezione “Normativa e prassi > Risoluzioni” del portale agenziaentrate.gov.it oppure di iscriverti alla nostra newsletter qui sopra.

    Come Compilare il Modello F24: Guida Pratica ai Campi

    Compilare correttamente il modello F24 non è difficile, ma richiede attenzione ai dettagli. Ecco i campi principali da compilare nella sezione Erario (la più utilizzata):

    • Codice tributo: il codice a 4 cifre che identifica il tipo di pagamento (es. 1790 per l’imposta sostitutiva del forfettario).
    • Rateazione/Regione/Prov.: indica il numero di rata se stai pagando a rate (es. 0101 = prima rata su una, 0103 = prima rata su tre), oppure lascia vuoto se paghi in unica soluzione.
    • Anno di riferimento: l’anno a cui si riferisce il tributo. Per l’IRPEF a saldo 2025 (da pagare nel 2026) si indica 2025; per gli acconti 2026 si indica 2026.
    • Importi a debito versati: la somma che stai pagando.
    • Importi a credito compensati: eventuali crediti che stai utilizzando in compensazione.

    Esempio pratico: Supponiamo che Luca, libero professionista con regime forfettario, debba pagare il saldo dell’imposta sostitutiva per il 2025 entro il 30 giugno 2026. Il suo F24 avrà:

    • Sezione: Erario
    • Codice tributo: 1790 (imposta sostitutiva forfettario – saldo)
    • Anno di riferimento: 2025
    • Importo a debito: [importo calcolato]

    Compensazione con il Modello F24: Come Funziona

    Una delle caratteristiche più utili del modello F24 è la possibilità di utilizzare i crediti tributari in compensazione: invece di pagare l’intero importo dovuto, puoi scalare i crediti che vanti verso il fisco (es. crediti IVA, crediti IRPEF da rimborso, crediti d’imposta per investimenti).

    La compensazione funziona così:

    • Compensazione orizzontale: puoi usare un credito di un’imposta per pagarne un’altra (es. credito IVA per pagare IRPEF). Ammessa fino a 2 milioni di euro annui per i crediti fiscali (limite portato a 2 milioni dalla L. 207/2024 – Legge di Bilancio 2025).
    • Compensazione verticale: usi il credito della stessa imposta (es. IVA a credito di un periodo per compensare IVA a debito del periodo successivo).
    • Visto di conformità: per crediti superiori a 5.000 euro (IVA) o 5.000 euro (altri tributi) è obbligatorio il visto di conformità apposto da un CAF o un professionista abilitato. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti in questo adempimento.

    Attenzione: dal 2024 è obbligatorio presentare il modello F24 esclusivamente in via telematica quando si utilizza la compensazione (anche se il saldo netto è zero). Non è più possibile presentarlo in forma cartacea in questi casi.

    Codici Tributo per il Regime Forfettario 2026

    I contribuenti in regime forfettario hanno codici tributo specifici per il versamento dell’imposta sostitutiva (15% ordinaria, 5% per i nuovi contribuenti nei primi 5 anni). Ecco una guida pratica:

    CodiceDescrizioneScadenza 2026
    1790Imposta sostitutiva forfettario – saldo anno precedente30 giugno 2026 (con proroga possibile al 31 luglio con maggiorazione 0,40%)
    1791Imposta sostitutiva forfettario – acconto 1ª rata (40%)30 giugno 2026
    1792Imposta sostitutiva forfettario – acconto 2ª rata (60%)30 novembre 2026

    Nota importante per il 2026: i contribuenti forfettari devono versare gli acconti con il metodo storico (basato sull’imposta dell’anno precedente) oppure con il metodo previsionale (basato al reddito atteso). Se hai dubbi su quale metodo conviene, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a fare il calcolo corretto e a compilare il modello F24.

    Codici Tributo per i Contributi INPS dei Liberi Professionisti

    I liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS versano i contributi tramite F24 con i seguenti codici:

    CodiceDescrizioneSezione
    2521Contributi INPS gestione separata – saldo compenso lavoro autonomoINPS
    2522Contributi INPS gestione separata – acconto prima rataINPS
    2523Contributi INPS gestione separata – acconto seconda rataINPS

    L’aliquota contributiva della Gestione Separata per il 2026 è del 26,07% per i soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie, e del 24% per i soggetti già pensionati o iscritti ad altre casse. Ricorda di indicare sempre l’anno di riferimento nel campo apposito del modello F24.

    Errori Comuni nella Compilazione del Codice Tributo F24

    Gli errori più frequenti che i contribuenti commettono nel compilare il modello F24 riguardano proprio i codici tributo. Ecco i più comuni e come evitarli:

    • Codice tributo sbagliato per la sezione: inserire un codice IMU (es. 3916) nella sezione Erario invece che nella sezione ICI/IMU. Il sistema telematico di solito blocca l’operazione, ma meglio verificare prima.
    • Anno di riferimento errato: per il saldo IRPEF 2025 (da pagare nel 2026) si deve indicare 2025, non 2026. Per gli acconti 2026 si indica 2026. Confondere i due può portare a versamenti non imputati correttamente.
    • Rateazione non compilata: se si paga a rate (es. 3 rate), il campo rateazione deve riportare il codice corretto (0101 = prima rata su una, 0103 = prima di tre, 0203 = seconda di tre, ecc.).
    • Compensazione senza visto: usare crediti superiori a 5.000 euro senza il visto di conformità è sanzionabile. Rivolgiti sempre a un CAF o commercialista abilitato.
    • Inversione debito/credito: mettere l’importo nella colonna sbagliata (a debito invece di a credito, o viceversa) può causare problemi seri. Verifica sempre prima di inviare.

    Come Trovare il Codice Tributo Corretto

    Se non sei sicuro del codice tributo da utilizzare, hai diverse opzioni:

    • Portale AdE: la sezione “F24” del sito dell’Agenzia delle Entrate contiene le istruzioni complete e la lista dei codici tributo aggiornata.
    • Software di compilazione F24: il servizio telematico dell’AdE (F24 online) propone automaticamente i codici tributo in base al tipo di versamento selezionato.
    • Risoluzione AdE di riferimento: ogni nuovo codice tributo è istituito con una risoluzione numerata. Puoi cercare la risoluzione specifica sul portale normativa dell’AdE.
    • CAF o commercialista: la soluzione più sicura. Un operatore qualificato verifica che tutto sia corretto prima dell’invio. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza personalizzata per la compilazione del modello F24 e la gestione delle scadenze fiscali.

    Scadenze F24 del 2026: le Date da Ricordare

    Oltre al codice tributo, è fondamentale rispettare le scadenze di versamento. Ecco le principali date del 2026 che interessano privati e partite IVA:

    • 16 di ogni mese: versamento ritenute, contributi INPS dipendenti, IVA mensile del mese precedente.
    • 16 marzo 2026: IVA annuale – saldo (con codice 6099).
    • 16 aprile, 16 luglio, 16 settembre, 16 dicembre 2026: IVA trimestrale (per contribuenti trimestrali).
    • 30 giugno 2026: saldo IRPEF 2025 + primo acconto IRPEF 2026 + saldo/acconto imposta sostitutiva forfettario. Possibile proroga al 31 luglio con maggiorazione 0,40%.
    • 1 dicembre 2026: secondo acconto IRPEF (ufficialmente confermato da calendario AdE).
    • 16 giugno e 16 dicembre 2026: rate IMU (acconto e saldo).

    Puoi trovare il calendario completo delle scadenze fiscali di luglio 2026 nel nostro articolo dedicato: Scadenze fiscali di luglio 2026: tutte le date per privati, imprese e Partite IVA.

    F24 a Saldo Zero: Quando è Obbligatorio

    In alcuni casi, il modello F24 deve essere presentato anche quando il totale da versare è zero euro. Questo accade tipicamente quando si utilizza la compensazione integrale: l’importo a credito compensa completamente l’importo a debito, e il saldo finale è zero.

    In questi casi:

    • Il modello F24 deve essere presentato obbligatoriamente per via telematica (non può essere presentato in forma cartacea o allo sportello bancario).
    • L’F24 a zero può essere inviato solo tramite i servizi telematici dell’AdE (Fisconline/Entratel) o tramite intermediario abilitato (CAF, commercialista).
    • Le banche e Poste non accettano F24 a saldo zero.

    Domande Frequenti sui Codici Tributo F24

    Dove trovo la lista aggiornata dei codici tributo F24?

    La lista ufficiale e aggiornata dei codici tributo è disponibile sul portale dell’Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it), nella sezione dedicata al modello F24. Ogni nuovo codice viene istituito con una risoluzione numerata che puoi consultare nella sezione “Normativa e prassi”. In alternativa, i principali software di compilazione F24 aggiornano automaticamente i codici disponibili.

    Cosa succede se uso il codice tributo sbagliato?

    Se hai usato un codice tributo errato, il versamento potrebbe essere imputato a un tributo diverso da quello dovuto, oppure potrebbe risultare non lavorabile da parte dell’Agenzia delle Entrate. In entrambi i casi puoi presentare una richiesta di correzione (istanza di correzione dati F24) all’Agenzia delle Entrate, allegando la documentazione che prova l’errore materiale. È consigliabile agire tempestivamente per evitare che vengano emesse cartelle esattoriali per il tributo non versato.

    Posso pagare il modello F24 in banca senza essere correntista?

    Sì, è possibile pagare il modello F24 cartaceo allo sportello bancario o postale anche senza essere correntista, purché il saldo da versare sia superiore a zero e non si utilizzi la compensazione. Se invece il saldo è zero (per compensazione integrale) oppure l’importo supera 1.000 euro in alcuni casi specifici, è obbligatorio il pagamento telematico.

    Come funziona il codice tributo per il ravvedimento operoso?

    Quando si regolarizza spontaneamente un pagamento omesso o tardivo tramite ravvedimento operoso, si usa lo stesso codice tributo del versamento originario, a cui si aggiungono ulteriori righe per gli interessi (codice tributo 1989 per interessi da ravvedimento su imposte erariali) e le sanzioni ridotte (vari codici in base al tipo di sanzione). Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a calcolare correttamente l’importo del ravvedimento e a compilare il modello F24 in modo corretto.

    Qual è il codice tributo per pagare l’INPS gestione separata?

    I contribuenti iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, freelance, professionisti senza cassa) usano i codici: 2521 (saldo), 2522 (acconto prima rata), 2523 (acconto seconda rata). Questi vanno inseriti nella sezione INPS del modello F24, indicando nell’apposito campo il codice sede INPS di competenza e la matricola INPS.

    I nuovi codici tributo 2026 dove vengono pubblicati?

    I nuovi codici tributo vengono istituiti dall’Agenzia delle Entrate tramite risoluzioni ufficiali, pubblicate sul portale agenziaentrate.gov.it nella sezione “Normativa e prassi > Risoluzioni” e nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Ogni risoluzione riporta il numero progressivo, la data di emissione, la denominazione del nuovo codice, la sezione F24 di riferimento e le istruzioni per l’utilizzo corretto. È buona pratica verificare sempre che il codice che si intende utilizzare sia quello più aggiornato, soprattutto per versamenti legati a nuovi adempimenti o agevolazioni di recente istituzione.

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    Luglio 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-03 03:04:252026-07-03 07:53:42Codici Tributo F24 2026: Guida Completa con Tabella e Risoluzioni AdE
    CAF, CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, IMU, TASI E MODELLO F24

    IMU 2026 Pensionati: Acconto Giugno, Esenzioni e Casi Particolari

    calcolo imu CAF Udine

    L’IMU 2026 per pensionati ha l’acconto in scadenza martedì 16 giugno 2026: il pagamento riguarda chi possiede seconde case, fabbricati commerciali, terreni o aree edificabili. La prima casa di abitazione è esente (eccetto le categorie di lusso A/1, A/8, A/9), ma i pensionati AIRE residenti all’estero pagano il 50% dell’imposta sulla loro abitazione in Italia. In questa guida trovi scadenze, regole su prima casa e comodato, aliquote dei principali Comuni FVG, codici tributo F24 e suggerimenti su come gestire correttamente l’adempimento.

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    Indice dei contenuti

    1. Scadenza acconto IMU 2026: 16 giugno
    2. IMU prima casa: quando si paga e quando no
    3. Pensionati AIRE all’estero: regola del 50%
    4. Comodato d’uso a parenti
    5. Casa affittata: aliquote e calcolo
    6. Come pagare: F24 e codici tributo
    7. Calcolo IMU al CAF Centro Fiscale
    8. Domande frequenti

    Scadenza acconto IMU 2026: 16 giugno

    L’acconto IMU 2026 deve essere versato entro martedì 16 giugno 2026. La quota da pagare è il 50% dell’imposta annua calcolata applicando le aliquote vigenti al 31 dicembre 2025. Il saldo si pagherà entro il 16 dicembre 2026, conteggiando eventuali variazioni di aliquota deliberate dai Comuni nei termini di legge.

    Riepilogo scadenze IMU 2026:

    • 16 giugno 2026: acconto (50% dell’imposta annua)
    • 16 dicembre 2026: saldo (con eventuale conguaglio)
    • 30 giugno 2027: termine per la dichiarazione IMU 2026 (in caso di variazioni)

    Per inquadrare l’IMU nel calendario complessivo dei pagamenti dei pensionati di giugno, leggi anche la nostra guida al pagamento delle pensioni di giugno 2026: trovi tutte le scadenze del mese in un unico posto.

    IMU prima casa: quando si paga e quando no

    La regola generale dal 2014 è chiara: la prima casa di abitazione con relative pertinenze è esente da IMU. Per “prima casa” si intende l’unità immobiliare in cui il proprietario e il suo nucleo familiare hanno la residenza anagrafica e dimorano abitualmente.

    Pertinenze esenti: massimo una per categoria catastale C/2 (cantine, soffitte), C/6 (box auto, posti auto), C/7 (tettoie). Se si possiedono più pertinenze della stessa categoria, l’IMU si paga su quelle eccedenti.

    Eccezioni: case di lusso

    L’esenzione non si applica alle abitazioni accatastate nelle categorie:

    • A/1: abitazioni di tipo signorile
    • A/8: abitazioni in ville
    • A/9: castelli e palazzi di pregio

    Per queste tipologie, la prima casa è soggetta a IMU con aliquota base ridotta dello 0,5% (con possibilità per i Comuni di aumentare fino allo 0,6%) e una detrazione di 200 €.

    Coniugi separati

    In caso di separazione legale, l’esenzione IMU spetta al coniuge assegnatario della casa coniugale, anche se non è proprietario o lo è solo in parte. Il coniuge non assegnatario non paga l’IMU su quella casa, anche se ha quote di proprietà.

    Pensionati AIRE all’estero: regola del 50%

    Una novità rilevante per molti pensionati italiani residenti all’estero (iscritti AIRE) è la riduzione del 50% dell’IMU sull’abitazione in Italia, prevista dalla Legge di Bilancio 2021. La regola è confermata anche per il 2026.

    Requisiti per beneficiare del 50%:

    • Essere iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero)
    • Essere titolari di pensione estera maturata in regime di convenzione internazionale
    • Possedere in Italia una sola unità immobiliare ad uso abitativo
    • L’immobile non deve essere locato né concesso in comodato

    Esempio: Giorgio è un pensionato italiano residente in Germania, iscritto AIRE, percepisce pensione tedesca. Possiede una casa a Udine: paga il 50% dell’IMU normalmente dovuta. Stesso discorso per TARI (Tassa Rifiuti), che è ridotta a 1/3.

    Comodato d’uso a parenti

    Se concedi una seconda casa in comodato d’uso gratuito a un parente di primo grado (genitore o figlio), puoi beneficiare di una riduzione del 50% della base imponibile IMU, dimezzando di fatto l’imposta dovuta.

    Condizioni per il comodato agevolato:

    • Contratto di comodato registrato all’Agenzia delle Entrate
    • Comodatario residente nello stesso Comune dell’immobile
    • Comodatario possessore di una sola altra abitazione (non di lusso) sul territorio nazionale
    • Comodante (proprietario) con un solo altro immobile abitativo sul territorio
    • Immobile non di categoria A/1, A/8, A/9

    Il pensionato che concede in comodato la casa al figlio, e che a sua volta vive nella propria prima casa, può quindi pagare metà IMU sull’immobile dato in comodato. È una soluzione frequente per i genitori che aiutano i figli a costruire una stabilità abitativa.

    Casa affittata: aliquote e calcolo

    Se la seconda casa viene affittata, l’IMU si paga interamente, ma con aliquote differenziate stabilite dai Comuni. Vediamo le aliquote di alcuni Comuni di riferimento del Friuli Venezia Giulia (valori indicativi 2026).

    ComuneSeconde case (‰)Affitto canone concordato (‰)Aree edificabili (‰)
    Udine10,67,610,6
    Pordenone9,87,69,8
    Trieste10,68,610,6
    Codroipo (UD)10,67,610,6

    Esempio di calcolo: seconda casa a Udine, rendita catastale 600 €. La base imponibile IMU si ottiene rivalutando la rendita del 5% e moltiplicando per 160 (coefficiente per categoria A): 600 × 1,05 × 160 = 100.800 €.

    • IMU annua a 10,6 ‰: 100.800 × 0,0106 = 1.068,48 €
    • Acconto giugno (50%): 534,24 €
    • Saldo dicembre (50%): 534,24 €

    Importante: per i contratti di affitto a canone concordato (legge 431/98), molti Comuni applicano un’aliquota agevolata. Verifica sempre con il sito ufficiale del tuo Comune o richiedi il calcolo al CAF.

    Come pagare: F24 e codici tributo

    Il pagamento dell’IMU si effettua tramite modello F24, sezione “IMU e altri tributi locali”. I codici tributo da utilizzare sono:

    Codice tributoDescrizione
    3912IMU abitazione principale di lusso (A/1, A/8, A/9)
    3914IMU terreni
    3916IMU aree fabbricabili
    3918IMU altri fabbricati (seconde case)
    3925IMU fabbricati uso strumentale (capannoni, opifici)

    Dove pagare l’F24:

    • Banche e Poste con servizio F24 cartaceo
    • Home banking (modello F24 telematico)
    • Servizio “F24 web” sul sito Agenzia delle Entrate
    • Tramite intermediario (CAF, commercialista)

    Per importi superiori a 1.000 € il pagamento può avvenire solo in modalità telematica (no F24 cartaceo allo sportello). Per i pensionati che non utilizzano l’home banking, il CAF Centro Fiscale esegue il pagamento via canale telematico per loro conto.

    Calcolo IMU 2026 al CAF Centro Fiscale

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di calcolo IMU 2026 per pensionati e proprietari di immobili:

    • Verifica visure catastali e individuazione corretta dell’aliquota
    • Calcolo IMU per ogni unità immobiliare
    • Predisposizione del modello F24 (acconto e saldo)
    • Pagamento telematico per conto del cliente (per importi >1.000 €)
    • Predisposizione della dichiarazione IMU per casi particolari (eredità, comodati, ristrutturazioni)
    • Verifica avvisi di accertamento ricevuti dal Comune

    Il servizio ha tariffe convenzionate per i clienti CAF e Patronato. Conviene prenotare con qualche giorno di anticipo rispetto alla scadenza del 16 giugno.

    Calcolo IMU al CAF Centro Fiscale di Udine

    Calcolo IMU 2026, predisposizione F24 e pagamento telematico. Servizio per tutte le tipologie di immobile.

    📞 Telefono: 0432 1638640
    💬 WhatsApp: 366 6018121
    📍 Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

    Servizio IMU e F24

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti

    Quando si paga l’acconto IMU 2026?

    L’acconto IMU 2026 va versato entro martedì 16 giugno 2026, pari al 50% dell’imposta annua calcolata con le aliquote vigenti al 31 dicembre 2025. Il saldo si paga entro il 16 dicembre 2026.

    I pensionati pagano l’IMU sulla prima casa?

    No, salvo che l’abitazione sia di lusso (categorie A/1, A/8, A/9). Per la prima casa di lusso si paga IMU con aliquota base dello 0,5% e detrazione di 200 €.

    Pensionati italiani all’estero: quanto pagano di IMU?

    I pensionati AIRE titolari di pensione estera che possiedono una sola abitazione in Italia (non locata né in comodato) pagano l’IMU ridotta al 50%. La TARI è ridotta a 1/3.

    Posso dimezzare l’IMU dando casa in comodato a mio figlio?

    Sì, con un contratto di comodato registrato e rispetto delle condizioni: stesso Comune, comodatario con al massimo un’altra abitazione, comodante con al massimo due immobili abitativi totali, immobile non di lusso.

    Quale codice tributo per IMU seconde case?

    Il codice tributo F24 per IMU seconde case (e in generale “altri fabbricati”) è 3918. Per terreni agricoli si usa il 3914, per aree edificabili il 3916.

    Cosa succede se pago l’IMU in ritardo?

    Si applica il ravvedimento operoso con sanzioni ridotte: 0,1% per giorno di ritardo nei primi 14 giorni, poi 1,5% entro 30 giorni, 1,67% entro 90 giorni, fino al 3,75% entro un anno. Più gli interessi legali.

    Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 08:00:002026-05-31 17:44:52IMU 2026 Pensionati: Acconto Giugno, Esenzioni e Casi Particolari
    IMU, TASI E MODELLO F24

    Dichiarazione IMU 2026 entro il 30 giugno: Guida Completa

    calcolo imu CAF Udine

    La dichiarazione IMU rappresenta uno degli adempimenti più sottovalutati dai contribuenti italiani, ma anche uno dei più pericolosi quando viene omesso. Entro il 30 giugno 2026 chi possiede immobili soggetti all’Imposta Municipale Propria deve verificare se rientra nei casi di obbligo dichiarativo per le variazioni intervenute durante il 2025. Si tratta di una scadenza fissata dall’articolo 1, comma 769, della Legge 160/2019, che molti proprietari ignorano fino al ricevimento di un avviso di accertamento.

    In questa guida completa il CAF Centro Fiscale di Udine spiega chi deve presentare la dichiarazione IMU 2026, quali sono i casi obbligatori, come si compila il modello, quali sanzioni si rischiano in caso di omissione e come gestire correttamente l’adempimento. Vedremo anche le particolarità del sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia, che rende la dichiarazione IMU ancora più delicata per chi possiede immobili in regione.

    La dichiarazione IMU entro il 30 giugno non è un’imposta da pagare, ma una comunicazione formale al Comune competente che certifica situazioni rilevanti ai fini del tributo. Capire quando è obbligatoria e quando invece non serve è il primo passo per evitare errori costosi.

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    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la dichiarazione IMU e a cosa serve
    2. Scadenza dichiarazione IMU 2026: il 30 giugno
    3. Chi deve presentare la dichiarazione IMU
    4. I casi di obbligo dichiarativo
    5. Modello dichiarazione IMU 2026
    6. Come si compila il modello
    7. Modalità di presentazione e trasmissione
    8. Codici tributo IMU per il modello F24
    9. Sanzioni per omessa o infedele dichiarazione IMU
    10. Ravvedimento operoso per la dichiarazione IMU
    11. Dichiarazione IMU in FVG: il sistema tavolare
    12. Errori frequenti da evitare
    13. Domande frequenti

    Cos’è la dichiarazione IMU e a cosa serve

    La dichiarazione IMU è la comunicazione che il proprietario di un immobile (o il titolare di un diritto reale come usufrutto, uso o abitazione) presenta al Comune dove si trova l’immobile, per segnalare elementi rilevanti ai fini dell’Imposta Municipale Propria. Non è un modello in cui si calcola l’imposta da pagare, come accade per il Modello Redditi PF o il 730, ma uno strumento informativo che serve al Comune per accertare correttamente il tributo dovuto.

    La logica del sistema parte da un principio fondamentale: il Comune ha già a disposizione, tramite l’interscambio con il Catasto e l’Agenzia delle Entrate, i dati standard degli immobili. Per questo motivo la dichiarazione IMU 2026 va presentata solo nei casi in cui esistono situazioni particolari che il Comune non può conoscere autonomamente: un’esenzione, una riduzione, un comodato gratuito, un immobile dato in locazione a canone concordato.

    Il riferimento normativo principale è l’articolo 1, comma 769, della Legge 27 dicembre 2019, n. 160, che ha riformato l’IMU dal 2020 unificando le previgenti IMU e TASI. Il modello e le relative istruzioni sono stati aggiornati con il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 29 luglio 2022, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 188 del 12 agosto 2022.

    La differenza con il pagamento dell’IMU

    È fondamentale non confondere la dichiarazione IMU con il pagamento dell’imposta. Si tratta di due adempimenti distinti, con scadenze diverse e finalità diverse. Il pagamento avviene tramite modello F24 in due rate: acconto entro il 16 giugno 2026 e saldo entro il 16 dicembre 2026. La dichiarazione, invece, riguarda solo le variazioni intervenute nel 2025 e va presentata entro il 30 giugno 2026. Per approfondire le date dei versamenti consulta la nostra guida sulle scadenze IMU 2026.

    Scadenza dichiarazione IMU 2026: il 30 giugno

    La scadenza della dichiarazione IMU è fissata al 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione o si è iniziato il possesso dell’immobile. Per le variazioni intervenute nel corso del 2025 la dichiarazione va quindi presentata entro il 30 giugno 2026. Il termine è perentorio: una presentazione tardiva, anche di un solo giorno, comporta l’applicazione delle sanzioni previste per l’omessa dichiarazione.

    Attenzione: il 30 giugno 2026 cade di martedì, quindi non opera la proroga automatica al primo giorno lavorativo successivo prevista per le scadenze che cadono di sabato, domenica o festivo. Per chi presenta la dichiarazione IMU in modalità telematica fa fede la data di trasmissione; per chi la consegna a mano o la spedisce per raccomandata vale la data di consegna o di spedizione.

    Tabella riepilogativa delle scadenze IMU 2026

    AdempimentoScadenza 2026Riferimento normativo
    Acconto IMU 202616 giugno 2026L. 160/2019 art. 1 c. 762
    Dichiarazione IMU per variazioni 202530 giugno 2026L. 160/2019 art. 1 c. 769
    Saldo IMU 202616 dicembre 2026L. 160/2019 art. 1 c. 762

    Vale la pena ricordare che la dichiarazione IMU 2026 ha effetto anche per gli anni successivi, finché non intervengono ulteriori variazioni rilevanti. Una volta presentata correttamente, non va replicata ogni anno: il Comune la considera valida fino a quando la situazione dell’immobile non cambia.

    Chi deve presentare la dichiarazione IMU

    Sono tenuti a presentare la dichiarazione IMU i soggetti passivi dell’imposta, ossia coloro che possiedono immobili a titolo di proprietà o di altro diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie). Sono inoltre soggetti passivi il locatario di immobili in leasing, il concessionario di aree demaniali e l’amministratore di condominio per le parti comuni.

    Non tutti i possessori di immobili devono però presentare la dichiarazione IMU 2026. L’obbligo scatta solo quando si verifica una delle situazioni previste dalla normativa, che vedremo nel dettaglio nella prossima sezione. Per la casa di abitazione principale non di lusso (categorie diverse da A/1, A/8 e A/9) l’immobile è esente da IMU e non richiede dichiarazione, salvo casi particolari come la destinazione a comodato gratuito ai familiari.

    Pluralità di proprietari: chi presenta la dichiarazione

    In caso di immobili posseduti da più soggetti pro quota, ciascun comproprietario è tenuto a presentare una propria dichiarazione IMU per la quota di sua spettanza. Non esiste una dichiarazione “cumulativa” da parte di un solo comproprietario per conto degli altri: ogni soggetto passivo risponde autonomamente del proprio obbligo dichiarativo e dei relativi pagamenti.

    Lo stesso principio vale per gli eredi nel caso di successione: ciascun erede deve presentare la propria dichiarazione IMU per la quota ereditata, indicando la data di apertura della successione (giorno del decesso). Per gestire correttamente i passaggi successori, soprattutto in Friuli Venezia Giulia dove vige il sistema tavolare, è consigliabile rivolgersi al CAF Centro Fiscale che segue l’intera dichiarazione di successione e le conseguenze IMU.

    I casi di obbligo dichiarativo

    I casi obbligatori di dichiarazione IMU sono espressamente individuati dalle istruzioni ministeriali del DM 29 luglio 2022 e riguardano tutte quelle situazioni in cui il Comune non può venire a conoscenza dell’evento attraverso le banche dati a sua disposizione (Catasto, Anagrafe, Registro Imprese). Vediamo i principali.

    Riduzioni ed esenzioni

    La dichiarazione IMU 2026 è obbligatoria quando si vuole beneficiare di una riduzione o di un’esenzione non automaticamente riconosciuta. Tra le ipotesi più comuni:

    • Comodato gratuito a parente in linea retta entro il primo grado (genitori-figli) con riduzione del 50% della base imponibile, ai sensi dell’art. 1 c. 747 L. 160/2019
    • Immobile locato a canone concordato (legge 431/1998) con riduzione del 25% dell’imposta
    • Fabbricati di interesse storico o artistico riconosciuti ai sensi del D.Lgs. 42/2004, con riduzione del 50% della base imponibile
    • Fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili con riduzione del 50% della base imponibile
    • Immobili di proprietà di anziani o disabili residenti in istituti di ricovero, assimilati all’abitazione principale per delibera comunale
    • Pensionati esteri iscritti AIRE che possiedono in Italia una sola unità immobiliare non locata né data in comodato, con riduzione al 50%

    Variazioni rilevanti dell’immobile

    Va presentata la dichiarazione IMU anche per cambiamenti che incidono sul calcolo del tributo:

    • Acquisizione o cessazione del diritto di abitazione del coniuge superstite a seguito di decesso
    • Immobili che dal 1° gennaio 2025 hanno perso o acquisito il diritto all’esenzione
    • Aree edificabili che il proprietario coltiva direttamente come imprenditore agricolo professionale (IAP) o coltivatore diretto
    • Immobili oggetto di assegnazione ad uno dei coniugi a seguito di sentenza di separazione o divorzio
    • Variazioni del valore venale delle aree fabbricabili rispetto al valore in precedenza dichiarato
    • Immobili merce delle imprese costruttrici, destinati alla vendita e non locati
    • Immobili posseduti da enti non commerciali con destinazione mista (parte commerciale e parte istituzionale)

    Trasferimenti e atti non registrati al Catasto

    Un caso particolarmente insidioso riguarda gli atti che, pur essendo giuridicamente perfetti, non risultano nelle banche dati telematiche del Comune. È il caso, ad esempio, dei trasferimenti per usucapione riconosciuti con sentenza, dei contratti di leasing immobiliare stipulati prima dell’integrazione nei sistemi informatici comunali, o di alcune situazioni in regime di sistema tavolare tipiche del Friuli Venezia Giulia, dove le iscrizioni avvengono con modalità diverse rispetto al sistema della conservatoria.

    Modello dichiarazione IMU 2026

    Il modello di dichiarazione IMU 2026 in vigore è quello approvato con il Decreto MEF del 29 luglio 2022, articolato in più quadri che il contribuente deve compilare in base alla propria situazione. Esiste anche un modello speciale denominato IMU/IMPi (Imposta Immobiliare sulle Piattaforme Marine), pensato per le strutture installate offshore, e un modello specifico per gli enti non commerciali, che hanno scadenza diversa (entro il 30 giugno con presentazione esclusivamente telematica).

    Il modello standard è composto da: un frontespizio con i dati identificativi del contribuente; un quadro per ogni immobile dichiarato, con i dati catastali, la quota di possesso, il valore imponibile, l’eventuale riduzione o esenzione, e la causa della dichiarazione; le istruzioni allegate, che riportano l’elenco completo dei casi di obbligo.

    Dove scaricare il modello

    Il modello ufficiale è disponibile sul sito del Dipartimento delle Finanze all’indirizzo finanze.gov.it nella sezione “Imposta Municipale Propria (IMU)”. Alcuni Comuni offrono anche moduli compilabili online con il proprio software gestionale tributi. Tuttavia, la corretta compilazione richiede competenze specifiche su catasto, agevolazioni e aliquote: per evitare errori che potrebbero costare cari, ti consigliamo di rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine.

    Come si compila il modello

    La compilazione della dichiarazione IMU richiede attenzione ai dati catastali, alle quote di possesso e alle eventuali agevolazioni. Vediamo i passaggi principali, ricordando che ogni errore può tradursi in un accertamento da parte del Comune anche a distanza di anni.

    Frontespizio: i dati anagrafici

    Nel frontespizio vanno indicati i dati identificativi del contribuente: codice fiscale, cognome e nome (o denominazione sociale), data e luogo di nascita, residenza, recapiti. Per le persone fisiche è importante indicare il codice fiscale del soggetto passivo titolare dell’immobile, mentre per le società va riportata la partita IVA e la sede legale.

    Quadro descrittivo dell’immobile

    Per ogni immobile dichiarato vanno indicati: il Comune di ubicazione, l’indirizzo, i dati catastali (foglio, particella, subalterno, categoria, classe, rendita), la quota di possesso espressa in percentuale, la data di inizio o cessazione del possesso, il valore imponibile ai fini IMU. Per i fabbricati il valore imponibile si ottiene moltiplicando la rendita catastale rivalutata del 5% per il coefficiente di categoria (160 per abitazioni rivalutato a 168, 80 per banche e uffici, 65 per alberghi e categoria D, 55 per categoria C/1, 135 per terreni agricoli sul reddito dominicale rivalutato del 25%).

    Indicazione della causa della dichiarazione

    Va indicato il motivo per cui si presenta la dichiarazione IMU 2026: comodato gratuito, immobile inagibile, immobile storico, locazione a canone concordato, abitazione assimilata, eccetera. Le istruzioni del modello riportano l’elenco completo delle causali con il relativo codice numerico, da inserire negli appositi campi.

    Esempio pratico di calcolo della base imponibile

    Facciamo un esempio concreto. Marco possiede a Udine un appartamento di categoria A/3 con rendita catastale di 850 euro, dato in comodato gratuito al figlio dal 1° marzo 2025. La base imponibile IMU si calcola così: 850 × 1,05 (rivalutazione) × 168 (coefficiente A/3) = 149.940 euro. Avendo i requisiti per il comodato gratuito a parente in linea retta, la base imponibile si riduce del 50%, scendendo a 74.970 euro. Marco deve presentare la dichiarazione IMU entro il 30 giugno 2026 per comunicare al Comune l’attivazione del beneficio, allegando idonea documentazione (atto registrato di comodato, residenza del comodatario).

    Modalità di presentazione e trasmissione

    La dichiarazione IMU 2026 può essere presentata in modalità diverse a seconda della natura del soggetto passivo. Le possibilità ammesse dalla normativa sono tre: cartacea direttamente al Comune, raccomandata postale, telematica.

    Persone fisiche: cartacea o tramite intermediario

    Le persone fisiche possono presentare la dichiarazione IMU in formato cartaceo, consegnandola direttamente all’ufficio tributi del Comune dove è ubicato l’immobile oppure spedendola con raccomandata semplice senza ricevuta di ritorno. Fa fede la data del timbro postale di partenza o la data di protocollazione in caso di consegna a mano. In alternativa, possono avvalersi di un intermediario abilitato (commercialista, CAF, tributarista) che la trasmetterà telematicamente.

    Enti non commerciali e soggetti diversi: obbligo telematico

    Per gli enti non commerciali la dichiarazione IMU (modello “EN-C”) va trasmessa esclusivamente per via telematica tramite i servizi Entratel o Fisconline dell’Agenzia delle Entrate. Stesso obbligo per i soggetti tenuti alla trasmissione telematica dei modelli dichiarativi (società di capitali, soggetti IRES). Per chi non ha le credenziali Entratel, l’invio passa obbligatoriamente per un intermediario abilitato.

    Un Comune per ogni dichiarazione

    Va ricordato che la dichiarazione IMU si presenta al Comune dove è ubicato l’immobile, non al Comune di residenza del contribuente (se diversi). Chi possiede immobili in più Comuni deve quindi presentare una dichiarazione separata per ciascun Comune. Questo aspetto è particolarmente rilevante per chi ha case di vacanza in località diverse: ogni Comune ha le proprie aliquote, le proprie modalità operative e il proprio ufficio tributi.

    Codici tributo IMU per il modello F24

    Anche se la dichiarazione IMU 2026 non comporta un pagamento contestuale, è utile riepilogare i codici tributo IMU per il modello F24, perché molto spesso la dichiarazione segue (o anticipa) un versamento. Conoscere il codice giusto evita ravvedimenti complicati e errate imputazioni.

    Codice tributo F24Tipologia di immobileBeneficiario
    3912Abitazione principale (solo A/1, A/8, A/9) e relative pertinenzeComune
    3913Fabbricati rurali ad uso strumentaleComune
    3914Terreni agricoliComune
    3916Aree fabbricabiliComune
    3918Altri fabbricati (categorie diverse da A/10 e D)Comune
    3925Immobili categoria D – quota StatoStato
    3930Immobili categoria D – incremento ComuneComune

    I codici sono stati istituiti con la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 35/E del 12 aprile 2012 e successive modifiche. Per gli immobili di categoria D è importante ricordare che l’aliquota base dello 0,76% è destinata allo Stato (codice 3925), mentre l’eventuale aliquota aggiuntiva deliberata dal Comune entro il limite massimo dell’1,06% va al Comune stesso (codice 3930). Una corretta separazione dei codici nel modello F24 è essenziale per evitare contestazioni.

    Sanzioni per omessa o infedele dichiarazione IMU

    L’omissione o la presentazione infedele della dichiarazione IMU espone il contribuente a sanzioni amministrative significative, regolate dall’articolo 1, comma 775, della Legge 160/2019 e dal D.Lgs. 471/1997. È un capitolo che molti proprietari sottovalutano, scoprendo solo a distanza di anni che l’omissione costa molto più di quanto avrebbero risparmiato evitando l’adempimento.

    Omessa dichiarazione IMU

    La sanzione per omessa dichiarazione IMU va dal 100% al 200% del tributo dovuto, con un minimo di 50 euro. Il Comune può inoltre richiedere il pagamento integrale dell’imposta non versata, gli interessi legali maturati dalla scadenza al momento dell’accertamento, e l’eventuale aggio della riscossione. Quando non è stato versato neanche il tributo, alle sanzioni della dichiarazione si sommano quelle del mancato versamento (30% dell’importo non pagato), per un esborso complessivo che può facilmente superare il doppio del tributo originario.

    Dichiarazione infedele

    La dichiarazione IMU infedele, ossia presentata con dati incompleti, sbagliati o tali da determinare un’imposta inferiore al dovuto, comporta una sanzione dal 50% al 100% della maggiore imposta accertata, con minimo di 50 euro. Rientrano in questa categoria gli errori sui dati catastali, sulle quote di possesso, sulle agevolazioni indebitamente fruite o sui valori delle aree edificabili sottostimati.

    Riduzioni e regolarizzazione

    Se la dichiarazione IMU viene presentata tardivamente entro 90 giorni dalla scadenza, la sanzione è ridotta a un decimo del minimo (10% del tributo, minimo 50 euro). Se l’errore è stato regolarizzato attraverso il ravvedimento operoso, prima di una contestazione formale del Comune, la sanzione può essere ulteriormente abbattuta in base ai termini di pentimento, come vedremo nella sezione dedicata.

    Ravvedimento operoso per la dichiarazione IMU

    Il ravvedimento operoso è lo strumento che permette al contribuente di sanare spontaneamente l’omissione o l’errore nella dichiarazione IMU, ottenendo sanzioni notevolmente ridotte rispetto a quelle applicate in caso di accertamento. La sua disciplina è contenuta nell’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997 e si applica anche ai tributi locali come l’IMU.

    Le riduzioni del ravvedimento

    Le sanzioni si riducono in funzione di quanto tempo è passato dalla scadenza originaria:

    • Entro 30 giorni dalla scadenza: sanzione ridotta a 1/10 (3% del tributo non versato)
    • Entro 90 giorni: sanzione ridotta a 1/9 (circa 3,33%)
    • Entro 1 anno: sanzione ridotta a 1/8 (3,75%)
    • Entro 2 anni: sanzione ridotta a 1/7 (4,29%)
    • Oltre 2 anni: sanzione ridotta a 1/6 (5%)

    Vanno sempre versati anche gli interessi legali calcolati al tasso vigente (attualmente in valutazione la conferma del tasso del 2,5% in vigore dal 2024) sui giorni di ritardo. Per regolarizzare correttamente serve calcolare con precisione tributo, sanzione ridotta e interessi, oltre a presentare la dichiarazione omessa o corretta. Si tratta di un’operazione delicata che il CAF Centro Fiscale di Udine può gestire per conto del contribuente.

    Dichiarazione IMU in FVG: il sistema tavolare

    In Friuli Venezia Giulia, e in particolare nelle ex province di Gorizia, Trieste e in parte di quelle di Udine e Pordenone, vige il sistema tavolare, un sistema di pubblicità immobiliare diverso da quello della trascrizione in vigore nel resto d’Italia. Questa peculiarità ha conseguenze concrete anche sulla dichiarazione IMU 2026.

    Nel sistema tavolare l’acquisto della proprietà non si perfeziona con il rogito notarile ma con l’iscrizione nel Libro Fondiario. Questo significa che, in attesa dell’iscrizione tavolare, il nuovo acquirente non è ancora soggetto passivo IMU ai sensi dell’articolo 1 c. 743 L. 160/2019: il tributo resta a carico del venditore fino al perfezionamento dell’intavolazione. Una circostanza che può creare incertezze in caso di compravendite a cavallo tra due anni d’imposta.

    Successioni e voltura non automatica

    Lo stesso principio vale per le successioni: nelle zone tavolari la voltura catastale non avviene automaticamente dopo la presentazione della dichiarazione di successione, come accade nel resto d’Italia, ma richiede un’apposita istanza al giudice tavolare. Gli eredi devono comunque versare l’IMU dall’apertura della successione (giorno del decesso del de cuius), ma per molti Comuni FVG resta operativo solo dopo l’intavolazione. Per gestire correttamente queste situazioni il CAF Centro Fiscale di Udine ha sviluppato competenze specifiche, frutto di pluriennale esperienza locale.

    Errori frequenti da evitare

    Nella nostra esperienza con i contribuenti di Udine e provincia abbiamo individuato alcuni errori ricorrenti che portano a sanzioni anche pesanti. Conoscerli aiuta a non commetterli quando si gestisce la dichiarazione IMU 2026.

    • Confondere dichiarazione e versamento: in molti pensano che pagando l’F24 si “salti” la dichiarazione. Falso: sono due adempimenti distinti.
    • Non dichiarare il comodato gratuito attivato nel 2025 perdendo così il diritto alla riduzione del 50%.
    • Dichiarare un valore delle aree fabbricabili non aggiornato rispetto al valore venale di mercato.
    • Omettere la dichiarazione per immobili inagibili ritenendo che la sola perizia tecnica basti: serve la dichiarazione formale al Comune.
    • Presentare la dichiarazione al Comune di residenza invece che a quello dove si trova l’immobile.
    • Non aggiornare il valore catastale dopo lavori di ristrutturazione che cambiano la categoria.
    • Confondere abitazione principale e residenza fiscale: per l’IMU conta la dimora abituale e la residenza anagrafica del nucleo, non semplicemente l’iscrizione AIRE o la residenza in altro luogo.

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