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Tag Archivio per: bonus giovani under 35

NOTIZIE

Bonus assunzioni 2026: guida completa a incentivi giovani, donne, ZES e stabilizzazione dei contratti

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il 2026 conferma e amplia il pacchetto di incentivi all’occupazione destinati ai datori di lavoro privati che assumono giovani, donne, persone svantaggiate o stabilizzano contratti a termine. Tra i bonus assunzioni 2026 più rilevanti troviamo il Bonus Giovani Under 35, il Bonus Donne, il Bonus ZES Unica Mezzogiorno e la maxi deduzione del 120% sul costo del lavoro incrementale. Si tratta di misure introdotte principalmente dal Decreto Coesione (DL 60/2024) e prorogate o ridefinite dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024), il cui impatto pratico e significativo: per un’azienda, l’esonero contributivo può tradursi in un risparmio fino a 15.600 euro nell’arco di 24 mesi per singolo lavoratore.

In questa guida completa e aggiornata analizziamo ogni singolo bonus attivo nel 2026: requisiti, importi, durata, procedure INPS per la richiesta, regole di cumulabilità e esempi pratici di calcolo. L’obiettivo e offrire ad aziende, professionisti delle risorse umane e consulenti del lavoro uno strumento operativo per orientarsi tra le numerose agevolazioni disponibili, evitando errori che potrebbero compromettere il diritto all’esonero. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste quotidianamente i datori di lavoro nella verifica dei requisiti e nella corretta gestione documentale di queste misure.

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Bonus assunzioni 2026: la panoramica generale degli incentivi

Il quadro degli incentivi all’assunzione nel 2026 si fonda su due pilastri normativi principali. Il primo è il Decreto Coesione (DL 7 maggio 2024 n. 60, convertito dalla L. 4 luglio 2024 n. 95), che ha introdotto tre nuovi esoneri contributivi destinati ai datori di lavoro privati: il Bonus Giovani Under 35, il Bonus Donne e il Bonus ZES Unica Mezzogiorno. Il secondo pilastro è la Legge di Bilancio 2025 (L. 30 dicembre 2024 n. 207), che ha confermato la maxi deduzione del 120% sul costo del lavoro incrementale e ha allineato la disciplina degli incentivi per il triennio 2025-2027.

A queste misure si affiancano gli incentivi strutturali già previsti dall’ordinamento, come l’esonero per l’assunzione di percettori di NASpI, l’incentivo per l’assunzione di lavoratori in CIGS da almeno 3 mesi (art. 4, c. 3, L. 92/2012), l’esonero per l’assunzione di disabili (L. 68/1999) e gli sgravi per la trasformazione dei contratti di apprendistato. La convivenza tra misure straordinarie e ordinarie rende il sistema complesso ma estremamente vantaggioso per i datori di lavoro che sanno orientarsi correttamente. Comprendere quale bonus si applica al caso concreto, e se più incentivi possono essere cumulati, è il primo passo per massimizzare il risparmio contributivo.

Tabella riassuntiva: i principali bonus assunzioni attivi nel 2026

BonusImporto max/meseDurataNorma
Giovani Under 35500 euro (650 nelle regioni ZES)24 mesiDL 60/2024 art. 22
Donne svantaggiate650 euro24 mesiDL 60/2024 art. 23
ZES Unica Mezzogiorno650 euro24 mesiDL 60/2024 art. 24
Maxi deduzione 120%Deduzione fiscale +20%Anno per annoL. 207/2024 c. 399-400
NASpI (assunzione percettore)20% NASpI residuaUna tantumArt. 2 c. 10-bis L. 92/2012
Disabili (L. 68/1999)35-70% retribuzione36-60 mesiArt. 13 L. 68/1999

Bonus Giovani Under 35: esonero contributivo fino a 500 euro al mese

Il Bonus Giovani, previsto dall’articolo 22 del Decreto Coesione (DL 60/2024), è la misura più rilevante per chi vuole assumere lavoratori under 35. Si tratta di un esonero contributivo totale (100%) della quota di contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (esclusi i premi INAIL), nel limite massimo di 500 euro mensili per ciascun lavoratore. Il beneficio sale a 650 euro mensili per le assunzioni effettuate in una delle otto regioni ricomprese nella ZES Unica Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna).

Requisiti per il Bonus Giovani 2026

  • Eta del lavoratore: meno di 35 anni compiuti alla data dell’assunzione
  • Condizione occupazionale: il lavoratore non deve mai essere stato assunto a tempo indeterminato nel corso della sua vita lavorativa (con altri datori di lavoro)
  • Tipologia contrattuale: nuova assunzione a tempo indeterminato o trasformazione di un contratto a tempo determinato in tempo indeterminato
  • Datore di lavoro: tutti i datori di lavoro privati (esclusi datori di lavoro domestico e settore agricolo nei limiti di specifiche disposizioni)
  • Regolarità contributiva: possesso del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva)
  • Rispetto della normativa sulla sicurezza sul lavoro
  • Nessun obbligo di assunzione preesistente derivante da legge o contratto collettivo

Durata e caratteristiche dell’esonero

L’esonero ha una durata di 24 mesi a partire dalla data di assunzione. Il calcolo del risparmio massimo per il datore di lavoro è quindi pari a 12.000 euro per ciascun lavoratore (500 × 24) nelle aree ordinarie e a 15.600 euro (650 × 24) nelle aree ZES. È importante notare che l’esonero non si applica ai premi INAIL e ai contributi al Fondo di Tesoreria INPS per il TFR (per le aziende con più di 50 dipendenti). Il bonus è soggetto al rispetto del regime de minimis o, in alternativa, all’autorizzazione della Commissione Europea ai sensi del Quadro Temporaneo per gli aiuti di Stato (in base alla specifica formulazione confermata nelle circolari attuative).

Bonus Donne: esonero contributivo per favorire l’occupazione femminile

Il Bonus Donne previsto dall’articolo 23 del Decreto Coesione (DL 60/2024) è un esonero contributivo destinato ai datori di lavoro privati che assumono a tempo indeterminato donne svantaggiate. La misura punta a ridurre il divario occupazionale di genere, particolarmente accentuato in alcuni territori e settori economici. L’esonero è pari al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro nel limite di 650 euro mensili per una durata di 24 mesi.

Chi sono le “donne svantaggiate” ai fini del bonus

La definizione di “donna svantaggiata” segue il Regolamento UE 651/2014 e include una delle seguenti categorie:

  • Donne di qualsiasi età senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, ovunque residenti
  • Donne di qualsiasi età senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei Fondi Strutturali UE (in pratica, le regioni del Mezzogiorno e alcune aree del Centro-Nord individuate da decreto interministeriale)
  • Donne di qualsiasi età senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi e occupate in professioni o settori economici caratterizzati da un’accentuata disparità occupazionale di genere (individuati annualmente con decreto del Ministero del Lavoro)

Il requisito dell’incremento occupazionale netto

Una caratteristica peculiare del Bonus Donne è il requisito dell’incremento occupazionale netto: l’assunzione deve determinare un aumento del numero dei dipendenti rispetto alla media dei lavoratori occupati nei 12 mesi precedenti. Le diminuzioni di personale che si sono verificate per dimissioni volontarie, invalidita, pensionamento, riduzione volontaria dell’orario o licenziamento per giusta causa non si computano. Questo requisito rende il Bonus Donne uno strumento di incentivazione netta all’occupazione, non un semplice sgravio sulle assunzioni che si sarebbero comunque effettuate.

Bonus ZES Unica Mezzogiorno: 650 euro al mese per assumere al Sud

Il Bonus ZES Unica, disciplinato dall’articolo 24 del Decreto Coesione, è dedicato ai datori di lavoro privati che operano nelle otto regioni del Mezzogiorno ricomprese nella Zona Economica Speciale unica: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. È un esonero contributivo del 100% nel limite di 650 euro mensili per ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato, con una durata di 24 mesi.

Requisiti specifici del Bonus ZES

  • Datore di lavoro: privato con fino a 10 dipendenti nel mese di assunzione (microimprese e piccole imprese)
  • Sede di lavoro: in una delle 8 regioni della ZES Unica Mezzogiorno
  • Lavoratore: di età pari o superiore a 35 anni e privo di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi
  • Tipologia di rapporto: assunzione a tempo indeterminato (incluso part-time)
  • Incremento occupazionale netto rispetto alla media dei 12 mesi precedenti
  • Rispetto del Regolamento UE sugli aiuti di Stato a finalita regionale

È importante segnalare che il Bonus ZES Unica e complementare rispetto al Bonus Giovani Under 35: mentre quest’ultimo si rivolge ai giovani sotto i 35 anni, il Bonus ZES copre proprio i lavoratori che hanno superato questa soglia anagrafica ma operano in territori a maggiore svantaggio economico. Per i giovani Under 35 assunti al Sud, si applica invece il Bonus Giovani con il massimale maggiorato a 650 euro.

Stabilizzazione dei contratti: bonus per trasformare il tempo determinato in indeterminato

La stabilizzazione dei contratti a tempo determinato è uno degli obiettivi principali della politica del lavoro italiana ed europea. Anche se il sistema normativo italiano non prevede un singolo “bonus stabilizzazione” universale, esistono diverse misure che, applicate alle trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato, generano sgravi significativi per le aziende:

  • Bonus Giovani Under 35 (DL 60/2024 art. 22): si applica anche alle trasformazioni TD→TI, purché il lavoratore non sia mai stato titolare di un rapporto a tempo indeterminato in precedenza
  • Bonus Donne (DL 60/2024 art. 23): applicabile alle trasformazioni che riguardano donne con i requisiti di svantaggio
  • Esonero per stabilizzazione di apprendisti: al termine del periodo di apprendistato, la conferma a tempo indeterminato gode di un’aliquota contributiva agevolata del 10% (anziché ordinaria) per i 12 mesi successivi alla trasformazione, ai sensi del Testo Unico Apprendistato (D.Lgs. 81/2015)
  • Bonus NASpI: spetta una quota della NASpI residua spettante al lavoratore quando il datore di lavoro lo assume a tempo indeterminato (anche con trasformazione)

Vantaggi fiscali ulteriori: la maxi deduzione 120% sul costo del lavoro

Oltre agli sgravi contributivi, dal 2024 e per gli anni successivi (compresi 2025 e 2026, salvo modifiche), è prevista una super deduzione fiscale del 120% del costo del personale neoassunto a tempo indeterminato, qualora l’azienda registri un incremento occupazionale netto rispetto all’anno precedente. La maggiorazione sale al 130% nel caso di assunzione di categorie “meritevoli di maggior tutela” (donne con almeno due figli minori, giovani Under 30 ammessi a Garanzia Giovani, ex percettori del Reddito di Cittadinanza, persone con disabilità, ecc.). Questa misura, prevista dall’art. 4 del D.Lgs. 216/2023 e confermata dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024 art. 1 commi 399-400), si cumula con gli esoneri contributivi sopra descritti.

Altri esoneri e bonus attivi nel 2026

Accanto ai grandi bonus straordinari del Decreto Coesione, nel 2026 restano operativi numerosi incentivi strutturali che, in determinate situazioni, possono risultare più convenienti o complementari:

Bonus assunzione percettori NASpI

Il datore di lavoro che assume a tempo pieno e indeterminato un lavoratore titolare di NASpI ha diritto, a domanda, a un contributo mensile pari al 20% dell’indennità mensile residua che sarebbe stata corrisposta al lavoratore. Il beneficio è disciplinato dall’art. 2, comma 10-bis, della L. 92/2012 ed è cumulabile con altri incentivi solo nei limiti consentiti dalla normativa.

Incentivi per l’assunzione di disabili (L. 68/1999)

L’assunzione a tempo indeterminato di lavoratori disabili dà diritto a un incentivo economico variabile dal 35% al 70% della retribuzione lorda mensile, per una durata da 36 a 60 mesi, a seconda della tipologia di disabilità e del grado di riduzione della capacità lavorativa. L’incentivo è disciplinato dall’art. 13 della L. 68/1999, come modificato dal D.Lgs. 151/2015.

Incentivo Over 50 (L. 92/2012)

Per l’assunzione di lavoratori ultracinquantenni disoccupati da oltre 12 mesi spetta una riduzione del 50% dei contributi a carico del datore di lavoro per 12 mesi (tempo determinato) o 18 mesi (tempo indeterminato o trasformazione). Norma di riferimento: art. 4, commi 8-11, L. 92/2012.

Apprendistato professionalizzante

L’apprendistato professionalizzante (art. 44 D.Lgs. 81/2015) resta uno strumento estremamente conveniente: durante il periodo di formazione il datore di lavoro versa un’aliquota contributiva agevolata e al termine del periodo, in caso di conferma a tempo indeterminato, l’aliquota agevolata prosegue per ulteriori 12 mesi. Le aliquote specifiche variano in base alle dimensioni aziendali e al CCNL applicato, secondo le tabelle INPS più recenti.

Come si richiedono i bonus assunzioni all’INPS

La procedura di richiesta dei bonus assunzioni 2026 segue, salvo eccezioni, un iter standardizzato gestito attraverso il portale telematico dell’INPS. Comprenderla è essenziale per evitare errori che potrebbero comportare la decadenza dal beneficio.

I passaggi essenziali della procedura

  1. Comunicazione obbligatoria di assunzione (UNILAV): entro le ore 24 del giorno antecedente l’instaurazione del rapporto di lavoro va effettuata la comunicazione al Centro per l’Impiego competente
  2. Verifica preventiva dei requisiti: il datore di lavoro deve verificare il possesso di tutti i requisiti soggettivi (età del lavoratore, condizione di disoccupazione, assenza di precedenti rapporti a tempo indeterminato, ecc.) e oggettivi (DURC, rispetto della sicurezza sul lavoro, incremento occupazionale ove richiesto)
  3. Istanza telematica all’INPS: il datore di lavoro presenta domanda tramite il portale INPS, utilizzando il modulo specifico predisposto per il singolo bonus, indicando i dati del lavoratore e dichiarando il possesso dei requisiti
  4. Risposta INPS: l’INPS verifica la disponibilità delle risorse finanziarie (per i bonus a sportello) e l’esistenza dei requisiti. In caso positivo, comunica l’autorizzazione tramite il “Cassetto Previdenziale del Contribuente”
  5. Fruizione dell’esonero in busta paga: una volta ottenuta l’autorizzazione, il datore di lavoro applica l’esonero direttamente in sede di compilazione del flusso UniEmens, esponendo gli importi nei quadri previsti dalla circolare INPS attuativa

Circolari INPS applicative

Per ciascun bonus l’INPS pubblica circolari e messaggi applicativi che precisano i codici di esposizione UniEmens, le modalità di calcolo dell’esonero, eventuali integrazioni documentali necessarie. È sempre consigliabile consultare la circolare specifica prima di effettuare l’assunzione: per il Bonus Giovani Under 35, il Bonus Donne e il Bonus ZES Unica, le circolari INPS attuative del 2024-2025 e i successivi messaggi di chiarimento forniscono il quadro operativo completo. Il CAF Centro Fiscale di Udine mantiene aggiornato il proprio database normativo e affianca le aziende nella fase di compilazione delle istanze.

Cumulabilità tra bonus: cosa si può è cosa non si può sommare

Uno degli aspetti più complessi della gestione dei bonus assunzioni 2026 riguarda la cumulabilità. La regola generale è che gli esoneri contributivi non sono cumulabili tra loro per lo stesso lavoratore e per lo stesso periodo, salvo specifiche eccezioni previste dalla norma istitutiva. Tuttavia, esistono importanti spazi di cumulo, in particolare con misure di natura fiscale.

Le regole base di cumulabilità

  • Esoneri contributivi tra loro: generalmente non cumulabili sul medesimo rapporto di lavoro nello stesso periodo. Esempio: per uno stesso lavoratore Under 35 non si possono attivare contemporaneamente Bonus Giovani e Bonus ZES Unica (peraltro destinatari di platee diverse)
  • Esonero contributivo + Bonus NASpI: la giurisprudenza INPS più recente ha riconosciuto una parziale cumulabilità in specifiche condizioni, ma è essenziale verificare l’orientamento più aggiornato
  • Esoneri contributivi + Maxi deduzione 120%: cumulo pieno. La maxi deduzione è una misura fiscale (IRES/IRPEF) e opera su un piano diverso rispetto agli esoneri contributivi
  • Bonus contributivi + Crediti d’imposta ZES: generalmente cumulabili nei limiti della normativa sugli aiuti di Stato e del massimale de minimis

Prima di applicare un esonero, e sempre opportuno verificare gli orientamenti più recenti dell’INPS e del Ministero del Lavoro, perché il quadro evolve frequentemente attraverso messaggi e interpelli.

Esempi pratici di calcolo del risparmio contributivo

Per comprendere il reale impatto economico dei bonus assunzioni 2026 e utile analizzare alcuni casi concreti.

Esempio 1: assunzione di un giovane Under 35 al Nord

L’azienda Alfa Srl, con sede a Udine, assume Luca, 27 anni, mai assunto a tempo indeterminato, con un contratto a tempo indeterminato è una retribuzione lorda di 1.800 euro mensili. I contributi a carico del datore di lavoro su tale retribuzione sono indicativamente di circa 540 euro/mese (calcolando un’aliquota datoriale media del 30% circa, esclusi INAIL).

  • Massimale esonero Bonus Giovani: 500 euro/mese
  • Contributi mensili effettivamente azzerati: 500 euro/mese (l’eccedenza di 40 euro resta a carico dell’azienda)
  • Risparmio mensile: 500 euro
  • Risparmio totale 24 mesi: 12.000 euro

Esempio 2: assunzione di un giovane Under 35 al Sud

L’azienda Beta Srl, con sede a Napoli, assume Maria, 29 anni, mai assunta a tempo indeterminato, con un contratto a tempo indeterminato è una retribuzione lorda di 1.900 euro/mese. Operando in regione ZES, si applica il massimale maggiorato di 650 euro/mese.

  • Massimale esonero: 650 euro/mese
  • Risparmio mensile: circa 570 euro (importo dei contributi datoriali, comunque entro il massimale)
  • Risparmio totale 24 mesi: circa 13.700-15.600 euro (in base ai contributi effettivi)

Esempio 3: assunzione di una donna svantaggiata + maxi deduzione

L’azienda Gamma SpA assume Giulia, 42 anni, disoccupata da 30 mesi, con contratto a tempo indeterminato e retribuzione lorda di 2.100 euro/mese (contributi datoriali stimati: 630 euro). L’azienda registra anche un incremento occupazionale netto rispetto all’anno precedente.

  • Bonus Donne (esonero contributivo): 630 euro/mese × 24 = 15.120 euro
  • Maxi deduzione 120% del costo del lavoro: sul costo del personale incrementale (es. 30.000 euro/anno) si applica una deduzione fiscale aggiuntiva del 20%, pari a 6.000 euro. Considerando un’aliquota IRES del 24%, il risparmio fiscale e di circa 1.440 euro/anno
  • Risparmio totale stimato sui 24 mesi: circa 18.000 euro (esonero + benefici fiscali aggregati)

Bonus assunzioni 2026: gli errori da evitare

L’esperienza maturata in questi anni dai consulenti del lavoro mostra alcuni errori ricorrenti che possono compromettere il diritto all’esonero o, peggio, comportare il recupero degli importi indebitamente fruiti con sanzioni e interessi:

  • Mancata verifica dei requisiti soggettivi del lavoratore: ad esempio assumere come “mai stato a tempo indeterminato” un soggetto che in realtà ha avuto un breve TI in passato
  • Mancato rispetto del DURC: il documento deve essere regolare al momento della fruizione, non solo al momento dell’assunzione
  • Errato calcolo dell’incremento occupazionale netto: confondere le diminuzioni “neutre” (dimissioni volontarie, pensionamento) con quelle “computabili” (licenziamenti per riduzione del personale)
  • Errata esposizione dei codici UniEmens: ogni bonus ha codici specifici. Errori in questa fase generano segnalazioni automatiche da parte dell’INPS
  • Sovrapposizione di bonus non cumulabili sullo stesso lavoratore
  • Mancato rispetto dei massimali de minimis nei casi in cui il bonus è soggetto a questa disciplina

Cosa fare nel 2026 per non perdere occasioni

Il 2026 rappresenta un anno di consolidamento per i bonus assunzioni: la disciplina del Decreto Coesione è ormai operativa con tutte le circolari attuative e le aziende dispongono di strumenti chiari per programmare le assunzioni. Le scelte strategiche vincenti per i datori di lavoro sono:

  1. Pianificare in anticipo le assunzioni, verificando con il consulente del lavoro o con il CAF l’applicabilità del bonus più conveniente
  2. Mantenere costantemente regolare il DURC, perché un’irregolarità durante i 24 mesi di esonero ne comporta la sospensione
  3. Monitorare gli aggiornamenti normativi: messaggi INPS, circolari del Ministero del Lavoro e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate
  4. Documentare con cura la posizione del lavoratore (storico INPS, eventuali certificazioni di disoccupazione, dichiarazioni sostitutive)
  5. Conservare la documentazione per almeno 10 anni, considerando i tempi di controllo INPS

Affidarsi a un partner esperto come il CAF Centro Fiscale di Udine consente di evitare errori e di massimizzare il vantaggio economico delle agevolazioni. Il nostro team segue l’intero iter: dalla verifica dei requisiti, alla presentazione dell’istanza INPS, fino al monitoraggio della fruizione corretta nei flussi UniEmens.

Domande frequenti sui bonus assunzioni 2026

Il Bonus Giovani Under 35 si applica anche al part-time?

Sì, il bonus si applica anche ai contratti a tempo indeterminato part-time. Il massimale di 500 euro (650 per ZES) si riferisce all’esonero massimo mensile e si applica in proporzione alle ore lavorate nel mese.

Se assumo una donna over 50 disoccupata da 18 mesi, posso usare il Bonus Donne?

Sì, perché la condizione di “senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi” o di “almeno 6 mesi” se residente in aree svantaggiate o impiegata in settori a forte disparità di genere e alternativa rispetto all’età. Una donna ovunque residente, disoccupata da 24 mesi, ha diritto al bonus indipendentemente dall’età.

Le aziende con più di 10 dipendenti possono accedere al Bonus ZES Unica?

No, il Bonus ZES Unica è riservato a datori di lavoro privati con un numero di dipendenti pari o inferiore a 10. Le aziende più grandi che assumono al Sud possono comunque accedere ad altri incentivi (es. Bonus Giovani Under 35, Bonus Donne, decontribuzione Sud strutturale dove ancora prevista).

Cosa succede se durante i 24 mesi di esonero il lavoratore si dimette?

L’esonero si interrompe naturalmente. Se la cessazione avviene per dimissioni volontarie o per cause non imputabili al datore di lavoro (giusta causa di licenziamento, ecc.), l’azienda mantiene il beneficio già fruito senza obbligo di restituzione. Diverso il caso del licenziamento ingiustificato: in questo caso possono attivarsi meccanismi di recupero, come previsto dalle disposizioni applicative.

Il bonus è automatico o devo presentare domanda?

I bonus contributivi richiedono sempre una specifica istanza telematica all’INPS, con verifica preventiva dei requisiti e dell’eventuale disponibilità delle risorse stanziate. Una volta autorizzati, l’esonero viene fruito direttamente in compensazione nella denuncia UniEmens mensile.

La maxi deduzione 120% si applica anche per il 2026?

Sì, la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha confermato la misura della maggiorazione del 20% (e fino al 30% per categorie meritevoli) del costo del lavoro deducibile nei periodi d’imposta 2025, 2026 e 2027, in caso di incremento occupazionale netto. Restano fermi i requisiti di stabilità del rapporto e di mantenimento dell’incremento.

Conclusione: come sfruttare al meglio i bonus assunzioni 2026

I bonus assunzioni 2026 rappresentano un’opportunità concreta per le aziende italiane: il risparmio potenziale può superare i 15.000 euro per ogni nuovo lavoratore assunto, a cui si aggiungono i vantaggi fiscali della maxi deduzione 120%. Tuttavia, la complessità della disciplina richiede attenzione: verifica dei requisiti, corretta presentazione delle istanze, monitoraggio della cumulabilità e gestione precisa dei flussi UniEmens sono fattori che possono trasformare un’opportunità in un problema se gestiti con superficialita.

Il CAF Centro Fiscale di Udine mette a disposizione delle aziende del Friuli Venezia Giulia e di tutto il territorio nazionale un servizio completo di assistenza: analisi della convenienza, verifica preventiva dei requisiti, presentazione delle istanze INPS, monitoraggio della fruizione, supporto in caso di controlli. Contattaci per programmare le tue assunzioni del 2026 sfruttando al massimo le agevolazioni previste dalla normativa.

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Maggio 22, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-22 22:55:042026-05-22 22:26:05Bonus assunzioni 2026: guida completa a incentivi giovani, donne, ZES e stabilizzazione dei contratti
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Bonus Giovani 2026: Guida Completa allo Sgravio Totale per Assumere Under 35

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il bonus giovani 2026 rappresenta una delle principali misure di politica del lavoro pensate per favorire l’occupazione stabile dei più giovani in Italia. Si tratta di uno sgravio contributivo totale riconosciuto ai datori di lavoro privati che assumono giovani under 35 con contratto a tempo indeterminato, con un risparmio significativo sul costo del lavoro per ciascun lavoratore. Una novità importante della Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) è l’estensione del limite di età, che da 30 anni passa a 35 anni compiuti.

L’incentivo è particolarmente vantaggioso per le piccole e medie imprese, perché riduce drasticamente il costo del lavoro nei primi anni di un nuovo rapporto. Anche le famiglie e i giovani lavoratori ne traggono beneficio indiretto: più assunzioni stabili significano contratti più solidi, prospettive di carriera e accesso più sicuro a mutui, affitti e progetti di vita. In questo articolo spieghiamo in modo semplice come funziona il bonus giovani 2026, chi può richiederlo, come si calcola il risparmio e perché conviene affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine per gestire la procedura senza errori.

Il bonus giovani 2026 è cumulabile in alcuni casi con altri incentivi (come il Bonus Donne o il bonus ZES Unica per il Mezzogiorno) e prevede regole precise su durata, importo massimo e settori esclusi. È quindi essenziale conoscere bene i dettagli prima di pianificare un’assunzione, per evitare di perdere il diritto all’esonero contributivo giovani.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il bonus giovani 2026
  2. Requisiti per il bonus giovani 2026
  3. Importo dello sgravio totale under 35
  4. Come richiedere il bonus giovani 2026
  5. Cumulabilità con altri incentivi
  6. Esempi pratici di risparmio
  7. Esclusioni e cause di revoca
  8. Bonus giovani 2026 e ZES Unica del Mezzogiorno
  9. Domande frequenti sul bonus giovani 2026

Cos’è il bonus giovani 2026

Il bonus giovani 2026 è un esonero contributivo riconosciuto al datore di lavoro privato che assume, con contratto a tempo indeterminato, un lavoratore under 35 che non ha mai avuto in precedenza un rapporto di lavoro stabile. In pratica, l’azienda non versa i contributi previdenziali a proprio carico (la cosiddetta “quota datoriale” che finanzia la futura pensione del dipendente) per un periodo che può durare fino a 24 mesi, recuperando un’agevolazione che incide direttamente sul costo del lavoro.

La misura è stata introdotta dal Decreto Coesione (DL 60/2024, convertito in L. 95/2024) e potenziata dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 22), che ha prorogato l’incentivo assunzioni under 35 e lo ha esteso fino a 35 anni compiuti. La Circolare INPS n. 23 del 14 febbraio 2026 ne disciplina il funzionamento operativo: procedure di domanda, modalità di calcolo e flusso UniEmens.

L’obiettivo dichiarato del legislatore è duplice: da un lato contrastare la disoccupazione giovanile, che in Italia resta tra le più alte d’Europa; dall’altro favorire i contratti stabili, riducendo il ricorso a forme di lavoro precario come stage prolungati, contratti a termine reiterati o false partite IVA. Il bonus giovani 2026 si applica anche alle trasformazioni di un contratto a tempo determinato in un contratto a tempo indeterminato, purché il lavoratore rispetti i requisiti anagrafici e di pregresso lavorativo.

Un aspetto che spesso genera confusione riguarda il significato di “sgravio totale“: il datore di lavoro continua a versare il premio INAIL (l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro), mentre il bonus copre la parte contributiva previdenziale a carico azienda, fino al massimo previsto dalla norma. Le trattenute a carico del lavoratore (IRPEF e contributi a carico dipendente) restano invariate: il bonus giovani 2026 non riduce in alcun modo la pensione futura del giovane assunto.

Requisiti per il bonus giovani 2026

Per accedere al bonus giovani 2026 devono coesistere due ordini di requisiti: quelli relativi al lavoratore assunto e quelli che riguardano il datore di lavoro. Vediamoli in dettaglio, perché basta che manchi un solo requisito per perdere lo sgravio totale under 35.

Requisiti del lavoratore

Il giovane assunto deve possedere queste caratteristiche al momento della stipula del contratto:

  • avere meno di 35 anni compiuti (quindi fino a 34 anni e 364 giorni alla data di assunzione);
  • non aver mai avuto in precedenza un contratto a tempo indeterminato con nessun datore di lavoro, in Italia o all’estero;
  • essere assunto con un contratto a tempo indeterminato (full-time o part-time), oppure tramite trasformazione di un precedente contratto a termine;
  • non essere stato già beneficiario in passato dello stesso esonero contributivo giovani con un altro datore.

Eventuali contratti di apprendistato precedenti non pregiudicano l’accesso al bonus: pur essendo formalmente contratti a tempo indeterminato, l’apprendistato è considerato un percorso formativo e non interrompe il diritto allo sgravio contributivo under 35. Lo stesso vale per i contratti di tirocinio, stage e collaborazioni occasionali: non contano come “rapporto di lavoro stabile” pregresso.

Requisiti del datore di lavoro

Anche l’azienda deve rispettare alcune condizioni per ottenere il bonus giovani 2026:

  • essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali e assicurativi (DURC regolare);
  • applicare il CCNL di settore firmato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative;
  • rispettare la normativa in materia di sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008);
  • non aver effettuato licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nei 6 mesi precedenti l’assunzione, nella stessa unità produttiva e per la stessa qualifica;
  • realizzare un effettivo incremento occupazionale netto (nuove assunzioni in più rispetto alla media dell’anno precedente).

Il requisito dell’incremento occupazionale è quello che genera più dubbi tra i datori di lavoro. La logica è semplice: il bonus deve premiare chi crea nuovi posti di lavoro, non chi sostituisce un dipendente con un altro. Il calcolo si fa confrontando il numero medio di dipendenti dei 12 mesi precedenti con la nuova assunzione: se la media aumenta, si ha diritto allo sgravio. La verifica richiede attenzione e un buon supporto contabile: il CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca in questa analisi, sia in ufficio che online, per non rischiare la revoca del beneficio.

Importo dello sgravio totale under 35

L’importo dello sgravio totale under 35 dipende dal contesto territoriale dell’assunzione e dalla retribuzione del lavoratore. Il bonus giovani 2026 opera nella forma di un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, entro determinati massimali mensili e annui.

Per le assunzioni effettuate nelle Regioni del Centro-Nord, il tetto massimo dell’esonero è quello previsto dalla normativa vigente per il periodo di vigenza dell’incentivo, distribuito su una durata massima di 24 mesi. Significa che il datore può risparmiare, su due anni, una somma significativa che si traduce in maggiori margini per investimenti, formazione o nuove assunzioni.

Per le assunzioni nelle Regioni della ZES Unica del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna) è previsto un tetto maggiorato, sempre per 24 mesi, per stimolare l’occupazione stabile nei territori storicamente più colpiti dalla disoccupazione giovanile.

Per il lavoratore non cambia nulla in termini di retribuzione netta: lo sgravio incide solo sulla contribuzione versata dall’azienda all’INPS. La pensione futura resta piena, perché lo Stato si fa carico della differenza accreditando comunque la contribuzione virtuale al fondo pensionistico del lavoratore. È una misura “neutra” per il dipendente e molto conveniente per l’azienda.

Durata del bonus giovani 2026

La durata standard dell’esonero contributivo giovani è di 24 mesi dalla data di assunzione, indipendentemente dal fatto che il rapporto sia full-time o part-time. Se il contratto viene interrotto prima dei 24 mesi, l’azienda perde l’agevolazione per il periodo residuo, ma non deve restituire quanto già fruito legittimamente. Se il lavoratore raggiunge i 35 anni durante il rapporto, lo sgravio prosegue: ciò che conta è l’età al momento dell’assunzione.

Come richiedere il bonus giovani 2026

La procedura per ottenere il bonus giovani 2026 è interamente telematica e si svolge tramite il portale INPS, ma richiede una preparazione documentale accurata. Un errore nella compilazione può comportare il rigetto della domanda o, peggio, la revoca del beneficio a posteriori, con obbligo di restituzione integrale dei contributi non versati e applicazione di sanzioni amministrative.

Per evitare problemi, ti consigliamo di rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine: il nostro team segue passo dopo passo l’azienda, dalla verifica preliminare dei requisiti alla presentazione della domanda, fino alla gestione del flusso contributivo UniEmens nei mesi successivi. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine sia online, su tutto il territorio nazionale.

Documenti necessari

Per accedere al bonus giovani 2026 sono richiesti, di regola, i seguenti documenti:

  • copia del contratto di assunzione a tempo indeterminato firmato;
  • documento di identità del lavoratore e codice fiscale;
  • autocertificazione del lavoratore sull’assenza di precedenti rapporti a tempo indeterminato;
  • DURC aggiornato dell’azienda;
  • copia del CCNL applicato;
  • prospetto dell’organico aziendale dei 12 mesi precedenti per verificare l’incremento occupazionale.

Una procedura come questa richiede attenzione per evitare errori che potrebbero ritardare la pratica o invalidare lo sgravio totale under 35. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: dalla raccolta dei documenti alla presentazione della domanda, garantendo la correttezza di ogni passaggio. Prenota un appuntamento, in ufficio o da remoto: ti seguiamo dalla prima valutazione fino al monitoraggio mensile della contribuzione.

Cumulabilità con altri incentivi

Una delle domande più frequenti riguarda la cumulabilità del bonus giovani 2026 con altri incentivi assunzioni. La regola generale prevista dall’art. 22 del DL 60/2024 (Decreto Coesione, convertito in L. 95/2024 e prorogato dalla L. 207/2024) stabilisce che il bonus non è cumulabile, per il medesimo lavoratore, con altre forme di esonero contributivo che si appoggino sullo stesso fondamento normativo.

Tuttavia, lo sgravio è cumulabile con alcune misure compatibili: in particolare con i crediti d’imposta riconosciuti per spese di formazione o ricerca, con le agevolazioni regionali e con gli incentivi all’investimento in beni strumentali. Per chi assume nel Mezzogiorno, è importante valutare la combinazione con il bonus ZES Unica e con il Bonus 18mila Euro Under 35 dedicato a chi avvia un’attività autonoma.

Esiste poi un coordinamento specifico con il Bonus Donne: se la lavoratrice assunta ha meno di 35 anni e rientra anche nei requisiti del Bonus Donne, il datore di lavoro deve scegliere quale dei due esoneri applicare, perché non possono coesistere sullo stesso rapporto. La scelta dipende dai massimali, dalla durata e dalle condizioni di entrambe le misure: una valutazione professionale può fare la differenza tra un risparmio modesto e un risparmio ottimale.

Esempi pratici di risparmio

Per capire la portata del bonus giovani 2026, immaginiamo alcuni casi pratici. Supponiamo che Marco, 27 anni, venga assunto a tempo indeterminato da una piccola società di consulenza con sede a Udine, con una retribuzione lorda di 1.800 euro mensili (circa 23.400 euro annui, considerando le mensilità aggiuntive).

I contributi a carico del datore di lavoro su questa retribuzione si aggirano intorno al 30%, ovvero circa 7.020 euro all’anno. Grazie al bonus giovani 2026, l’azienda non versa questa somma per due anni, fino al tetto annuo previsto: si tratta di una somma che incide significativamente sul bilancio di una micro-impresa e che può essere reinvestita in formazione, aggiornamento tecnologico o nell’assunzione di altri profili.

Un secondo esempio: una società del Mezzogiorno (ad esempio in Basilicata) assume Giulia, 32 anni, mai stata a tempo indeterminato, con una retribuzione lorda di 1.600 euro al mese. In questo caso si applica il massimale maggiorato ZES Unica, con un risparmio annuo superiore rispetto al Centro-Nord. Per un’azienda meridionale in fase di espansione, lo sgravio totale under 35 può rappresentare la differenza tra assumere subito e rinviare di un anno.

Anche per i professionisti in regime forfettario che diventano datori di lavoro (con dipendenti) il bonus si applica regolarmente: la natura giuridica fiscale del datore (forfettario, ordinario, società di capitali) non incide sul diritto all’agevolazione, purché siano rispettati tutti gli altri requisiti.

Esclusioni e cause di revoca

Il bonus giovani 2026 presenta alcune esclusioni importanti che è bene conoscere prima di pianificare un’assunzione. Sono escluse dal beneficio le assunzioni effettuate dalla Pubblica Amministrazione (lo sgravio riguarda solo il settore privato), dal settore finanziario, bancario e assicurativo e dal lavoro domestico: per colf e badanti restano valide le agevolazioni specifiche di settore, di cui parliamo nella sezione Colf e Badanti.

Non rientrano inoltre nello sgravio totale under 35 i contratti di apprendistato (che hanno già un proprio regime contributivo agevolato), i contratti di lavoro intermittente “a chiamata” e i contratti a tempo determinato non ancora trasformati. Sono escluse anche le assunzioni di parenti o affini fino al secondo grado del titolare (per evitare abusi sui legami familiari).

Le cause di revoca del bonus sono principalmente quattro:

  • il licenziamento del lavoratore nei 6 mesi successivi all’assunzione senza giustificato motivo;
  • la mancata realizzazione dell’incremento occupazionale netto nel periodo di riferimento;
  • l’aver dichiarato in modo non veritiero il pregresso lavorativo del giovane (dichiarazioni mendaci);
  • il mancato rispetto del CCNL o della normativa sulla sicurezza sul lavoro.

In caso di revoca, l’azienda deve restituire integralmente i contributi non versati, maggiorati di sanzioni e interessi. È quindi essenziale, prima di avviare il rapporto, fare una verifica accurata di tutti i requisiti. Affidati ai nostri esperti del CAF Centro Fiscale per una consulenza preventiva: meglio investire poche ore in un controllo iniziale che rischiare migliaia di euro di sanzioni successive.

Bonus giovani 2026 e ZES Unica del Mezzogiorno

Un capitolo a parte merita l’applicazione del bonus giovani 2026 nelle Regioni del Mezzogiorno, organizzate dal 1° gennaio 2024 nella ZES Unica (Zona Economica Speciale Unica). In queste aree il bonus si applica con un massimale annuo maggiorato, riconoscendo l’esigenza di stimolare con maggior forza l’occupazione giovanile nei territori meridionali.

Le Regioni interessate dalla maggiorazione sono Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. L’azienda beneficia automaticamente del tetto maggiorato se la sede di lavoro effettiva del nuovo assunto si trova in una di queste Regioni. Non rileva la sede legale dell’impresa: ciò che conta è il luogo dove il giovane svolge la prestazione lavorativa in maniera prevalente.

Le aziende del Mezzogiorno possono inoltre valutare la cumulabilità del bonus con altre misure dedicate al Sud Italia, come gli incentivi del Piano Sud o le agevolazioni per il Bonus 18mila Euro Under 35 destinato a chi avvia un’attività autonoma. Una pianificazione attenta consente di combinare più strumenti, massimizzando il risparmio totale.

Domande frequenti sul bonus giovani 2026

Il bonus giovani 2026 spetta anche al lavoratore part-time?

Sì, il bonus giovani 2026 si applica sia ai contratti full-time sia ai contratti part-time, purché siano a tempo indeterminato. Per i part-time il massimale dell’esonero viene riproporzionato in base alle ore lavorate rispetto al full-time previsto dal CCNL applicato. Un dipendente al 50% otterrà la metà del tetto contributivo.

Se il giovane compie 35 anni durante il rapporto, il bonus si interrompe?

No. Ciò che conta è l’età alla data di assunzione: se in quel momento il lavoratore aveva meno di 35 anni compiuti, lo sgravio contributivo under 35 prosegue regolarmente fino alla scadenza dei 24 mesi previsti, anche se nel frattempo compie 35 o 36 anni.

Il bonus giovani 2026 è valido anche per gli apprendistati?

Il contratto di apprendistato non rientra direttamente nel bonus giovani 2026, perché ha già un suo regime contributivo agevolato. Tuttavia, se al termine del periodo di apprendistato il rapporto viene trasformato in un normale contratto a tempo indeterminato, da quel momento può attivarsi l’esonero, sempre nel rispetto dei requisiti anagrafici e dell’assenza di precedenti rapporti stabili.

Cosa succede se assumo un giovane che ha avuto solo contratti a termine?

I contratti a tempo determinato precedenti non pregiudicano il diritto al bonus. La norma esclude solo chi ha avuto un precedente rapporto a tempo indeterminato. Quindi un giovane con uno storico di contratti a termine, stage o collaborazioni occasionali rientra pienamente tra i destinatari dello sgravio totale under 35.

Posso cumulare il bonus giovani con altre agevolazioni regionali?

Sì, in molti casi il bonus giovani 2026 è cumulabile con agevolazioni regionali o di carattere territoriale (come la ZES Unica per il Mezzogiorno). Non è invece cumulabile con altre forme di esonero contributivo basate sullo stesso fondamento (es. Bonus Donne sullo stesso lavoratore). La cumulabilità va sempre verificata caso per caso, in base alla specifica norma regionale.

Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine

Hai bisogno di assistenza per gestire un’assunzione con il bonus giovani 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online, per verificare i requisiti, predisporre la documentazione e seguire l’intera procedura di domanda fino al monitoraggio mensile della contribuzione. Il nostro team accompagna l’azienda passo dopo passo, evitando errori che potrebbero portare alla revoca del beneficio.

Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Il servizio è disponibile in sede a Udine o comodamente da remoto, in tutta Italia. Affidati ai nostri esperti per cogliere appieno le opportunità offerte dal bonus giovani 2026 e ottimizzare il costo del lavoro nella tua impresa.

Maggio 21, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 22:59:422026-05-21 23:00:11Bonus Giovani 2026: Guida Completa allo Sgravio Totale per Assumere Under 35
CAF

Bonus Giovani fino a 650 Euro: Guida Completa al Decreto Primo Maggio 2025

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il Bonus Giovani fino a 650 Euro
  2. Il Decreto Primo Maggio 2025: novità principali
  3. Requisiti per accedere al Bonus Giovani
  4. Importi e calcolo dell’esonero contributivo
  5. Chi può assumere con il Bonus Giovani
  6. Tipologie di contratto ammesse
  7. Durata del beneficio
  8. Come richiederlo: procedura passo per passo
  9. Cumulabilità con altri incentivi
  10. Esclusioni e cause di decadenza
  11. Domande Frequenti sul Bonus Giovani

Il Bonus Giovani fino a 650 euro introdotto dal Decreto Primo Maggio 2025 rappresenta uno degli incentivi più rilevanti per favorire l’occupazione giovanile in Italia. Si tratta di un esonero contributivo riconosciuto ai datori di lavoro che assumono under 35 con contratto a tempo indeterminato, con un risparmio mensile che può arrivare fino a 650 euro per ogni lavoratore assunto. In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutte le informazioni su requisiti, importi, procedura di richiesta e compatibilità con altri benefici fiscali.

Cos’è il Bonus Giovani fino a 650 Euro

Il Bonus Giovani è un esonero contributivo riconosciuto ai datori di lavoro privati che assumono lavoratori under 35 che non abbiano mai avuto un contratto a tempo indeterminato. Il beneficio consiste nell’azzeramento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (con esclusione dei premi INAIL), entro un limite massimo di 650 euro mensili per ogni lavoratore.

La misura rientra nell’ambito degli incentivi all’occupazione giovanile previsti dal pacchetto di agevolazioni varato dal Governo, con l’obiettivo di ridurre la disoccupazione nella fascia 18-34 anni. L’incentivo è cumulabile con altri strumenti di politica attiva del lavoro, ampliando notevolmente la convenienza per le imprese che scelgono di investire in nuove assunzioni stabili.

In sintesi, i punti chiave del Bonus Giovani:

  • Esonero totale dei contributi previdenziali datoriali (esclusi INAIL)
  • Tetto massimo: 650 euro al mese per lavoratore
  • Durata: 24 mesi (36 mesi per assunzioni nel Mezzogiorno)
  • Target: under 35 mai assunti a tempo indeterminato
  • Applicabile a contratti a tempo indeterminato e apprendistato professionalizzante

Il Decreto Primo Maggio 2025: novità principali

Il Decreto Primo Maggio 2025 (Decreto Lavoro) ha introdotto e potenziato diversi strumenti di sostegno all’occupazione giovanile. Il provvedimento, convertito in legge con modificazioni, ha rafforzato il bonus assunzioni giovani esistente, innalzando il tetto dell’esonero contributivo e ampliando la platea dei beneficiari.

Le principali novità del Decreto Primo Maggio 2025 in materia di incentivi all’occupazione sono:

  • Innalzamento del tetto dell’esonero da 500 a 650 euro mensili per lavoratore
  • Estensione della durata del beneficio fino a 36 mesi per le regioni del Mezzogiorno
  • Ampliamento della platea: inclusi lavoratori fino a 34 anni e 364 giorni
  • Semplificazione procedurale per la richiesta tramite portale INPS
  • Cumulabilità con la detrazione per figli a carico e con l’Assegno Unico
  • Nuove tutele contro le assunzioni fittizie con obblighi di mantenimento occupazionale

Il decreto ha anche previsto misure specifiche per le imprese del settore turismo e ristorazione con un bonus aggiuntivo per le assunzioni a tempo indeterminato. La misura si inserisce nel più ampio pacchetto di agevolazioni che comprende anche il Bonus Prima Casa per under 36, pensato per agevolare l’accesso alla proprietà abitativa dei giovani lavoratori.

Requisiti per accedere al Bonus Giovani

Per accedere al Bonus Giovani 650 euro, devono essere soddisfatti requisiti sia da parte del datore di lavoro che del lavoratore assunto. Vediamo nel dettaglio tutti i criteri richiesti.

Requisiti del lavoratore

  • Età: under 35 anni al momento dell’assunzione (fino a 34 anni e 364 giorni)
  • Assenza di contratto a tempo indeterminato precedente, con qualsiasi datore di lavoro privato
  • Non aver già beneficiato del medesimo incentivo in rapporti di lavoro precedenti
  • Residenza in Italia o status di lavoratore comunitario o extracomunitario regolarmente residente

Requisiti del datore di lavoro

  • Datore di lavoro privato (escluse le Pubbliche Amministrazioni)
  • Regolarità contributiva: il datore deve essere in regola con il DURC
  • Rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008)
  • Assenza di licenziamenti nei 6 mesi precedenti per la stessa qualifica nella stessa unità produttiva
  • Rispetto dei contratti collettivi nazionali e territoriali
  • Incremento netto dell’occupazione rispetto alla media dei 12 mesi precedenti

Attenzione: il requisito dell’incremento occupazionale netto è uno degli elementi più delicati. Il datore di lavoro deve dimostrare che la nuova assunzione determina un effettivo aumento del numero di dipendenti, non una semplice sostituzione di lavoratori cessati. Il calcolo considera la media del personale nei 12 mesi antecedenti all’assunzione agevolata.

Importi e calcolo dell’esonero contributivo

Il Bonus Giovani 650 euro si traduce in un esonero totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, calcolati sulla retribuzione mensile del lavoratore, fino al tetto massimo previsto. I contributi previdenziali ordinariamente a carico del datore di lavoro ammontano a circa il 23-25% della retribuzione lorda. Con il Bonus Giovani, questo importo viene azzerato fino al tetto di 650 euro al mese.

Esempi pratici di calcolo

  • Per un RAL di 20.000 euro (circa 1.667 euro lordi/mese): contributi datoriali circa 400 euro/mese → esonero totale
  • Per un RAL di 25.000 euro (circa 2.083 euro lordi/mese): contributi datoriali circa 500 euro/mese → esonero totale
  • Per un RAL di 30.000 euro (circa 2.500 euro lordi/mese): contributi datoriali circa 625 euro/mese → esonero quasi totale
  • Per un RAL superiore a 33.000 euro: contributi datoriali superano 650 euro/mese → esonero parziale al tetto

Il risparmio annuale per il datore di lavoro può arrivare fino a 7.800 euro per ogni giovane assunto (650 euro x 12 mesi) nel primo biennio di rapporto. Per i contratti part-time, il tetto mensile viene ridotto proporzionalmente: un part-time al 50% ha un tetto di 325 euro mensili.

Esonero nel Mezzogiorno

Per le assunzioni nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia), la durata dell’esonero è estesa a 36 mesi, con un risparmio potenziale complessivo di 23.400 euro per assunzione (650 euro x 36 mesi). Questo rende il bonus assunzioni giovani uno degli incentivi più generosi mai introdotti per il Sud Italia.

Chi può assumere con il Bonus Giovani

Il Bonus Giovani è rivolto a tutti i datori di lavoro privati, indipendentemente dalla dimensione aziendale e dal settore di attività. Possono accedere all’incentivo:

  • Imprese di qualsiasi dimensione (micro, piccole, medie e grandi imprese)
  • Studi professionali (avvocati, commercialisti, medici, ecc.)
  • Associazioni e fondazioni private che svolgono attività commerciale
  • Cooperative e loro consorzi
  • Imprenditori agricoli (per assunzioni nel settore primario)
  • Artigiani e lavoratori autonomi con dipendenti

Sono esclusi i datori di lavoro del settore pubblico: ministeri, enti locali, aziende sanitarie pubbliche e università statali non possono beneficiare di questo incentivo. Per i datori di lavoro privati che adottano il regime forfettario con dipendenti, le modalità di calcolo dell’incremento occupazionale seguono regole specifiche INPS.

Tipologie di contratto ammesse

Il Bonus Giovani 650 euro si applica alle seguenti tipologie contrattuali:

  • Contratto a tempo indeterminato (sia full time che part time)
  • Contratto di apprendistato professionalizzante
  • Trasformazione da contratto a tempo determinato a contratto a tempo indeterminato

Non sono ammessi al beneficio: contratti a tempo determinato, contratti di lavoro intermittente (a chiamata), collaborazioni coordinate e continuative, stage e tirocini extracurriculari, contratti di lavoro domestico (colf, badanti, baby sitter).

Il caso della trasformazione del contratto merita attenzione: se un lavoratore under 35 viene assunto con contratto a termine e successivamente trasformato in indeterminato, il datore può richiedere l’incentivo dalla data della trasformazione. Questo aspetto va valutato anche in sede di dichiarazione dei redditi aziendale.

Durata del beneficio

La durata dell’esonero contributivo varia in base alla localizzazione dell’unità produttiva in cui viene inserito il lavoratore:

  • 24 mesi per le assunzioni nelle regioni del Centro-Nord
  • 36 mesi per le assunzioni nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia)

Il beneficio decorre dal primo giorno del mese in cui viene stipulato il contratto. In caso di trasformazione da tempo determinato a indeterminato, la durata si calcola dalla data della trasformazione. Al termine del periodo agevolato, il datore dovrà versare i contributi nella misura ordinaria. Il lavoratore mantiene il rapporto a tempo indeterminato e il datore può valutare la gestione del TFR maturato dal dipendente e le agevolazioni fiscali ordinarie.

Come richiederlo: procedura passo per passo

La procedura per richiedere il Bonus Giovani 650 euro prevede diversi passaggi da seguire con attenzione per evitare la perdita del beneficio. Ecco la guida completa step by step.

Step 1: Verifica dei requisiti

Prima di procedere con l’assunzione, il datore di lavoro deve verificare che il candidato soddisfi i requisiti soggettivi (età under 35, assenza di precedenti contratti a tempo indeterminato). Questa verifica avviene tramite dichiarazione sostitutiva del lavoratore, che attesta di non aver mai avuto un contratto a tempo indeterminato.

Step 2: Comunicazione obbligatoria di assunzione (COA)

Entro le ore 24:00 del giorno antecedente l’inizio del rapporto di lavoro, il datore deve inviare la comunicazione obbligatoria di assunzione (COA) attraverso il portale del Ministero del Lavoro. In questa comunicazione deve essere indicato il tipo di contratto e la qualifica del lavoratore.

Step 3: Domanda all’INPS

Dopo l’assunzione, il datore deve presentare la domanda di ammissione al beneficio attraverso il portale INPS (MyINPS o tramite intermediari abilitati come il CAF). La domanda deve essere inoltrata prima dell’utilizzo del beneficio in denuncia contributiva e deve contenere: dati del datore di lavoro (codice fiscale, matricola INPS), dati del lavoratore (codice fiscale, data di nascita), data di inizio del rapporto, tipo di contratto e sede di lavoro.

Step 4: Utilizzo in compensazione F24

Una volta ottenuta l’autorizzazione dall’INPS, il datore può iniziare a portare in compensazione i contributi agevolati nel modello F24 tramite il codice tributo specifico comunicato dall’INPS. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per tutta la procedura, dalla verifica dei requisiti all’invio della domanda e al monitoraggio del corretto utilizzo del beneficio.

Cumulabilità con altri incentivi

Una delle caratteristiche più interessanti del Bonus Giovani 650 euro è la possibilità di cumularlo con altri strumenti di sostegno all’occupazione. Tuttavia, esistono specifiche regole di compatibilità fondamentali da conoscere.

Incentivi cumulabili

  • Incentivo donne svantaggiate: per le lavoratrici under 35 disoccupate da almeno 6 mesi
  • Bonus NEET: per i giovani tra 15 e 29 anni che non lavorano, non studiano e non sono in formazione, potenziato con contributi aggiuntivi del Programma GOL
  • Incentivi regionali FVG: il Friuli Venezia Giulia ha misure aggiuntive di sostegno all’occupazione giovanile – per i dettagli consulta il CAF di riferimento
  • Credito d’imposta formazione 4.0: per le attività di formazione dei neoassunti in ambito digitale e Industry 4.0

Incompatibilità e limiti

  • Non cumulabile con la decontribuzione Sud per lo stesso lavoratore (si sceglie il beneficio più conveniente)
  • Non cumulabile con l’esonero contributivo per l’assunzione di lavoratori beneficiari di disoccupazione/NASPI
  • Limite de minimis: per alcune categorie di imprese il cumulo con altri aiuti di Stato è soggetto al regolamento de minimis (200.000 euro nel triennio)

Esclusioni e cause di decadenza

Conoscere le cause che possono determinare la perdita del Bonus Giovani è fondamentale per evitare spiacevoli sorprese in sede di verifica INPS. Le principali cause di decadenza sono:

  • Licenziamento del lavoratore agevolato prima della scadenza del periodo di esonero (il beneficio cessa e devono essere restituiti i contributi non versati)
  • Dimissioni del lavoratore (il beneficio cessa dalla data di cessazione, senza obbligo di restituzione)
  • Irregolarità contributiva: il DURC irregolare fa perdere il diritto al beneficio per tutto il periodo di irregolarità
  • Licenziamenti collettivi nei 6 mesi precedenti l’assunzione agevolata nella stessa unità produttiva per la medesima qualifica
  • Mancato incremento occupazionale netto: se al termine dell’esercizio non vi è stato effettivo aumento dei dipendenti, l’INPS può recuperare i contributi agevolati
  • False dichiarazioni sui requisiti del lavoratore (età, assenza di precedenti contratti a tempo indeterminato)

In caso di licenziamento prima della scadenza del periodo agevolato, il datore deve comunicare all’INPS la cessazione e provvedere al versamento dei contributi non corrisposti durante il periodo agevolato, maggiorati delle sanzioni di legge. Per approfondire le agevolazioni fiscali per il lavoro dipendente, consulta la nostra guida sulle detrazioni familiari a carico.

Domande Frequenti sul Bonus Giovani 650 Euro

Il Bonus Giovani si applica anche ai contratti a termine trasformati in indeterminato?

Si, il Bonus Giovani 650 euro si applica anche alle trasformazioni da contratto a tempo determinato a contratto a tempo indeterminato, a condizione che il lavoratore abbia meno di 35 anni e non abbia mai avuto precedentemente un contratto a tempo indeterminato con qualsiasi datore di lavoro. Il beneficio decorre dalla data della trasformazione.

Un lavoratore che ha avuto un contratto a tempo indeterminato in passato puo beneficiare del bonus?

No. Il requisito fondamentale e che il lavoratore non abbia mai avuto un contratto a tempo indeterminato con qualsiasi datore di lavoro privato, anche se quel rapporto si e concluso. Anche un brevissimo periodo di lavoro a tempo indeterminato in passato esclude il lavoratore dal beneficio. LINPS verifica questo requisito incrociando i dati dei Modelli Uniemens.

Il tetto di 650 euro e mensile o annuale?

Il tetto di 650 euro e mensile. Il beneficio annuale massimo per ogni lavoratore assunto e quindi di 7.800 euro (650 euro x 12 mesi). Per le assunzioni nel Mezzogiorno, dove la durata e di 36 mesi, il beneficio totale massimo puo arrivare a 23.400 euro per lavoratore.

Cosa succede se assumo un under 35 con contratto part-time?

Per le assunzioni part-time, il tetto mensile di 650 euro viene ridotto proporzionalmente all orario di lavoro. Ad esempio, per un contratto part-time al 50% dell orario full time, il limite massimo scende a 325 euro al mese. Il beneficio rimane conveniente poiche anche in caso di part-time i contributi previdenziali datoriali vengono azzerati entro il tetto ridotto.

Posso cumulare il Bonus Giovani con altri incentivi?

Dipende dall incentivo. Il Bonus Giovani e cumulabile con gli incentivi per le donne svantaggiate, con i bonus NEET, con gli incentivi regionali (come quelli del Friuli Venezia Giulia) e con il credito d imposta formazione 4.0. Non e invece cumulabile con la decontribuzione Sud (si sceglie il piu conveniente) ne con l incentivo NASPI per lo stesso lavoratore. E consigliabile verificare caso per caso con un consulente del lavoro o con il CAF.


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    NOTIZIE

    Bonus assunzioni 2026: guida completa a incentivi giovani, donne, ZES e stabilizzazione dei contratti

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Il 2026 conferma e amplia il pacchetto di incentivi all’occupazione destinati ai datori di lavoro privati che assumono giovani, donne, persone svantaggiate o stabilizzano contratti a termine. Tra i bonus assunzioni 2026 più rilevanti troviamo il Bonus Giovani Under 35, il Bonus Donne, il Bonus ZES Unica Mezzogiorno e la maxi deduzione del 120% sul costo del lavoro incrementale. Si tratta di misure introdotte principalmente dal Decreto Coesione (DL 60/2024) e prorogate o ridefinite dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024), il cui impatto pratico e significativo: per un’azienda, l’esonero contributivo può tradursi in un risparmio fino a 15.600 euro nell’arco di 24 mesi per singolo lavoratore.

    In questa guida completa e aggiornata analizziamo ogni singolo bonus attivo nel 2026: requisiti, importi, durata, procedure INPS per la richiesta, regole di cumulabilità e esempi pratici di calcolo. L’obiettivo e offrire ad aziende, professionisti delle risorse umane e consulenti del lavoro uno strumento operativo per orientarsi tra le numerose agevolazioni disponibili, evitando errori che potrebbero compromettere il diritto all’esonero. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste quotidianamente i datori di lavoro nella verifica dei requisiti e nella corretta gestione documentale di queste misure.

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    Bonus assunzioni 2026: la panoramica generale degli incentivi

    Il quadro degli incentivi all’assunzione nel 2026 si fonda su due pilastri normativi principali. Il primo è il Decreto Coesione (DL 7 maggio 2024 n. 60, convertito dalla L. 4 luglio 2024 n. 95), che ha introdotto tre nuovi esoneri contributivi destinati ai datori di lavoro privati: il Bonus Giovani Under 35, il Bonus Donne e il Bonus ZES Unica Mezzogiorno. Il secondo pilastro è la Legge di Bilancio 2025 (L. 30 dicembre 2024 n. 207), che ha confermato la maxi deduzione del 120% sul costo del lavoro incrementale e ha allineato la disciplina degli incentivi per il triennio 2025-2027.

    A queste misure si affiancano gli incentivi strutturali già previsti dall’ordinamento, come l’esonero per l’assunzione di percettori di NASpI, l’incentivo per l’assunzione di lavoratori in CIGS da almeno 3 mesi (art. 4, c. 3, L. 92/2012), l’esonero per l’assunzione di disabili (L. 68/1999) e gli sgravi per la trasformazione dei contratti di apprendistato. La convivenza tra misure straordinarie e ordinarie rende il sistema complesso ma estremamente vantaggioso per i datori di lavoro che sanno orientarsi correttamente. Comprendere quale bonus si applica al caso concreto, e se più incentivi possono essere cumulati, è il primo passo per massimizzare il risparmio contributivo.

    Tabella riassuntiva: i principali bonus assunzioni attivi nel 2026

    BonusImporto max/meseDurataNorma
    Giovani Under 35500 euro (650 nelle regioni ZES)24 mesiDL 60/2024 art. 22
    Donne svantaggiate650 euro24 mesiDL 60/2024 art. 23
    ZES Unica Mezzogiorno650 euro24 mesiDL 60/2024 art. 24
    Maxi deduzione 120%Deduzione fiscale +20%Anno per annoL. 207/2024 c. 399-400
    NASpI (assunzione percettore)20% NASpI residuaUna tantumArt. 2 c. 10-bis L. 92/2012
    Disabili (L. 68/1999)35-70% retribuzione36-60 mesiArt. 13 L. 68/1999

    Bonus Giovani Under 35: esonero contributivo fino a 500 euro al mese

    Il Bonus Giovani, previsto dall’articolo 22 del Decreto Coesione (DL 60/2024), è la misura più rilevante per chi vuole assumere lavoratori under 35. Si tratta di un esonero contributivo totale (100%) della quota di contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (esclusi i premi INAIL), nel limite massimo di 500 euro mensili per ciascun lavoratore. Il beneficio sale a 650 euro mensili per le assunzioni effettuate in una delle otto regioni ricomprese nella ZES Unica Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna).

    Requisiti per il Bonus Giovani 2026

    • Eta del lavoratore: meno di 35 anni compiuti alla data dell’assunzione
    • Condizione occupazionale: il lavoratore non deve mai essere stato assunto a tempo indeterminato nel corso della sua vita lavorativa (con altri datori di lavoro)
    • Tipologia contrattuale: nuova assunzione a tempo indeterminato o trasformazione di un contratto a tempo determinato in tempo indeterminato
    • Datore di lavoro: tutti i datori di lavoro privati (esclusi datori di lavoro domestico e settore agricolo nei limiti di specifiche disposizioni)
    • Regolarità contributiva: possesso del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva)
    • Rispetto della normativa sulla sicurezza sul lavoro
    • Nessun obbligo di assunzione preesistente derivante da legge o contratto collettivo

    Durata e caratteristiche dell’esonero

    L’esonero ha una durata di 24 mesi a partire dalla data di assunzione. Il calcolo del risparmio massimo per il datore di lavoro è quindi pari a 12.000 euro per ciascun lavoratore (500 × 24) nelle aree ordinarie e a 15.600 euro (650 × 24) nelle aree ZES. È importante notare che l’esonero non si applica ai premi INAIL e ai contributi al Fondo di Tesoreria INPS per il TFR (per le aziende con più di 50 dipendenti). Il bonus è soggetto al rispetto del regime de minimis o, in alternativa, all’autorizzazione della Commissione Europea ai sensi del Quadro Temporaneo per gli aiuti di Stato (in base alla specifica formulazione confermata nelle circolari attuative).

    Bonus Donne: esonero contributivo per favorire l’occupazione femminile

    Il Bonus Donne previsto dall’articolo 23 del Decreto Coesione (DL 60/2024) è un esonero contributivo destinato ai datori di lavoro privati che assumono a tempo indeterminato donne svantaggiate. La misura punta a ridurre il divario occupazionale di genere, particolarmente accentuato in alcuni territori e settori economici. L’esonero è pari al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro nel limite di 650 euro mensili per una durata di 24 mesi.

    Chi sono le “donne svantaggiate” ai fini del bonus

    La definizione di “donna svantaggiata” segue il Regolamento UE 651/2014 e include una delle seguenti categorie:

    • Donne di qualsiasi età senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, ovunque residenti
    • Donne di qualsiasi età senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei Fondi Strutturali UE (in pratica, le regioni del Mezzogiorno e alcune aree del Centro-Nord individuate da decreto interministeriale)
    • Donne di qualsiasi età senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi e occupate in professioni o settori economici caratterizzati da un’accentuata disparità occupazionale di genere (individuati annualmente con decreto del Ministero del Lavoro)

    Il requisito dell’incremento occupazionale netto

    Una caratteristica peculiare del Bonus Donne è il requisito dell’incremento occupazionale netto: l’assunzione deve determinare un aumento del numero dei dipendenti rispetto alla media dei lavoratori occupati nei 12 mesi precedenti. Le diminuzioni di personale che si sono verificate per dimissioni volontarie, invalidita, pensionamento, riduzione volontaria dell’orario o licenziamento per giusta causa non si computano. Questo requisito rende il Bonus Donne uno strumento di incentivazione netta all’occupazione, non un semplice sgravio sulle assunzioni che si sarebbero comunque effettuate.

    Bonus ZES Unica Mezzogiorno: 650 euro al mese per assumere al Sud

    Il Bonus ZES Unica, disciplinato dall’articolo 24 del Decreto Coesione, è dedicato ai datori di lavoro privati che operano nelle otto regioni del Mezzogiorno ricomprese nella Zona Economica Speciale unica: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. È un esonero contributivo del 100% nel limite di 650 euro mensili per ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato, con una durata di 24 mesi.

    Requisiti specifici del Bonus ZES

    • Datore di lavoro: privato con fino a 10 dipendenti nel mese di assunzione (microimprese e piccole imprese)
    • Sede di lavoro: in una delle 8 regioni della ZES Unica Mezzogiorno
    • Lavoratore: di età pari o superiore a 35 anni e privo di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi
    • Tipologia di rapporto: assunzione a tempo indeterminato (incluso part-time)
    • Incremento occupazionale netto rispetto alla media dei 12 mesi precedenti
    • Rispetto del Regolamento UE sugli aiuti di Stato a finalita regionale

    È importante segnalare che il Bonus ZES Unica e complementare rispetto al Bonus Giovani Under 35: mentre quest’ultimo si rivolge ai giovani sotto i 35 anni, il Bonus ZES copre proprio i lavoratori che hanno superato questa soglia anagrafica ma operano in territori a maggiore svantaggio economico. Per i giovani Under 35 assunti al Sud, si applica invece il Bonus Giovani con il massimale maggiorato a 650 euro.

    Stabilizzazione dei contratti: bonus per trasformare il tempo determinato in indeterminato

    La stabilizzazione dei contratti a tempo determinato è uno degli obiettivi principali della politica del lavoro italiana ed europea. Anche se il sistema normativo italiano non prevede un singolo “bonus stabilizzazione” universale, esistono diverse misure che, applicate alle trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato, generano sgravi significativi per le aziende:

    • Bonus Giovani Under 35 (DL 60/2024 art. 22): si applica anche alle trasformazioni TD→TI, purché il lavoratore non sia mai stato titolare di un rapporto a tempo indeterminato in precedenza
    • Bonus Donne (DL 60/2024 art. 23): applicabile alle trasformazioni che riguardano donne con i requisiti di svantaggio
    • Esonero per stabilizzazione di apprendisti: al termine del periodo di apprendistato, la conferma a tempo indeterminato gode di un’aliquota contributiva agevolata del 10% (anziché ordinaria) per i 12 mesi successivi alla trasformazione, ai sensi del Testo Unico Apprendistato (D.Lgs. 81/2015)
    • Bonus NASpI: spetta una quota della NASpI residua spettante al lavoratore quando il datore di lavoro lo assume a tempo indeterminato (anche con trasformazione)

    Vantaggi fiscali ulteriori: la maxi deduzione 120% sul costo del lavoro

    Oltre agli sgravi contributivi, dal 2024 e per gli anni successivi (compresi 2025 e 2026, salvo modifiche), è prevista una super deduzione fiscale del 120% del costo del personale neoassunto a tempo indeterminato, qualora l’azienda registri un incremento occupazionale netto rispetto all’anno precedente. La maggiorazione sale al 130% nel caso di assunzione di categorie “meritevoli di maggior tutela” (donne con almeno due figli minori, giovani Under 30 ammessi a Garanzia Giovani, ex percettori del Reddito di Cittadinanza, persone con disabilità, ecc.). Questa misura, prevista dall’art. 4 del D.Lgs. 216/2023 e confermata dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024 art. 1 commi 399-400), si cumula con gli esoneri contributivi sopra descritti.

    Altri esoneri e bonus attivi nel 2026

    Accanto ai grandi bonus straordinari del Decreto Coesione, nel 2026 restano operativi numerosi incentivi strutturali che, in determinate situazioni, possono risultare più convenienti o complementari:

    Bonus assunzione percettori NASpI

    Il datore di lavoro che assume a tempo pieno e indeterminato un lavoratore titolare di NASpI ha diritto, a domanda, a un contributo mensile pari al 20% dell’indennità mensile residua che sarebbe stata corrisposta al lavoratore. Il beneficio è disciplinato dall’art. 2, comma 10-bis, della L. 92/2012 ed è cumulabile con altri incentivi solo nei limiti consentiti dalla normativa.

    Incentivi per l’assunzione di disabili (L. 68/1999)

    L’assunzione a tempo indeterminato di lavoratori disabili dà diritto a un incentivo economico variabile dal 35% al 70% della retribuzione lorda mensile, per una durata da 36 a 60 mesi, a seconda della tipologia di disabilità e del grado di riduzione della capacità lavorativa. L’incentivo è disciplinato dall’art. 13 della L. 68/1999, come modificato dal D.Lgs. 151/2015.

    Incentivo Over 50 (L. 92/2012)

    Per l’assunzione di lavoratori ultracinquantenni disoccupati da oltre 12 mesi spetta una riduzione del 50% dei contributi a carico del datore di lavoro per 12 mesi (tempo determinato) o 18 mesi (tempo indeterminato o trasformazione). Norma di riferimento: art. 4, commi 8-11, L. 92/2012.

    Apprendistato professionalizzante

    L’apprendistato professionalizzante (art. 44 D.Lgs. 81/2015) resta uno strumento estremamente conveniente: durante il periodo di formazione il datore di lavoro versa un’aliquota contributiva agevolata e al termine del periodo, in caso di conferma a tempo indeterminato, l’aliquota agevolata prosegue per ulteriori 12 mesi. Le aliquote specifiche variano in base alle dimensioni aziendali e al CCNL applicato, secondo le tabelle INPS più recenti.

    Come si richiedono i bonus assunzioni all’INPS

    La procedura di richiesta dei bonus assunzioni 2026 segue, salvo eccezioni, un iter standardizzato gestito attraverso il portale telematico dell’INPS. Comprenderla è essenziale per evitare errori che potrebbero comportare la decadenza dal beneficio.

    I passaggi essenziali della procedura

    1. Comunicazione obbligatoria di assunzione (UNILAV): entro le ore 24 del giorno antecedente l’instaurazione del rapporto di lavoro va effettuata la comunicazione al Centro per l’Impiego competente
    2. Verifica preventiva dei requisiti: il datore di lavoro deve verificare il possesso di tutti i requisiti soggettivi (età del lavoratore, condizione di disoccupazione, assenza di precedenti rapporti a tempo indeterminato, ecc.) e oggettivi (DURC, rispetto della sicurezza sul lavoro, incremento occupazionale ove richiesto)
    3. Istanza telematica all’INPS: il datore di lavoro presenta domanda tramite il portale INPS, utilizzando il modulo specifico predisposto per il singolo bonus, indicando i dati del lavoratore e dichiarando il possesso dei requisiti
    4. Risposta INPS: l’INPS verifica la disponibilità delle risorse finanziarie (per i bonus a sportello) e l’esistenza dei requisiti. In caso positivo, comunica l’autorizzazione tramite il “Cassetto Previdenziale del Contribuente”
    5. Fruizione dell’esonero in busta paga: una volta ottenuta l’autorizzazione, il datore di lavoro applica l’esonero direttamente in sede di compilazione del flusso UniEmens, esponendo gli importi nei quadri previsti dalla circolare INPS attuativa

    Circolari INPS applicative

    Per ciascun bonus l’INPS pubblica circolari e messaggi applicativi che precisano i codici di esposizione UniEmens, le modalità di calcolo dell’esonero, eventuali integrazioni documentali necessarie. È sempre consigliabile consultare la circolare specifica prima di effettuare l’assunzione: per il Bonus Giovani Under 35, il Bonus Donne e il Bonus ZES Unica, le circolari INPS attuative del 2024-2025 e i successivi messaggi di chiarimento forniscono il quadro operativo completo. Il CAF Centro Fiscale di Udine mantiene aggiornato il proprio database normativo e affianca le aziende nella fase di compilazione delle istanze.

    Cumulabilità tra bonus: cosa si può è cosa non si può sommare

    Uno degli aspetti più complessi della gestione dei bonus assunzioni 2026 riguarda la cumulabilità. La regola generale è che gli esoneri contributivi non sono cumulabili tra loro per lo stesso lavoratore e per lo stesso periodo, salvo specifiche eccezioni previste dalla norma istitutiva. Tuttavia, esistono importanti spazi di cumulo, in particolare con misure di natura fiscale.

    Le regole base di cumulabilità

    • Esoneri contributivi tra loro: generalmente non cumulabili sul medesimo rapporto di lavoro nello stesso periodo. Esempio: per uno stesso lavoratore Under 35 non si possono attivare contemporaneamente Bonus Giovani e Bonus ZES Unica (peraltro destinatari di platee diverse)
    • Esonero contributivo + Bonus NASpI: la giurisprudenza INPS più recente ha riconosciuto una parziale cumulabilità in specifiche condizioni, ma è essenziale verificare l’orientamento più aggiornato
    • Esoneri contributivi + Maxi deduzione 120%: cumulo pieno. La maxi deduzione è una misura fiscale (IRES/IRPEF) e opera su un piano diverso rispetto agli esoneri contributivi
    • Bonus contributivi + Crediti d’imposta ZES: generalmente cumulabili nei limiti della normativa sugli aiuti di Stato e del massimale de minimis

    Prima di applicare un esonero, e sempre opportuno verificare gli orientamenti più recenti dell’INPS e del Ministero del Lavoro, perché il quadro evolve frequentemente attraverso messaggi e interpelli.

    Esempi pratici di calcolo del risparmio contributivo

    Per comprendere il reale impatto economico dei bonus assunzioni 2026 e utile analizzare alcuni casi concreti.

    Esempio 1: assunzione di un giovane Under 35 al Nord

    L’azienda Alfa Srl, con sede a Udine, assume Luca, 27 anni, mai assunto a tempo indeterminato, con un contratto a tempo indeterminato è una retribuzione lorda di 1.800 euro mensili. I contributi a carico del datore di lavoro su tale retribuzione sono indicativamente di circa 540 euro/mese (calcolando un’aliquota datoriale media del 30% circa, esclusi INAIL).

    • Massimale esonero Bonus Giovani: 500 euro/mese
    • Contributi mensili effettivamente azzerati: 500 euro/mese (l’eccedenza di 40 euro resta a carico dell’azienda)
    • Risparmio mensile: 500 euro
    • Risparmio totale 24 mesi: 12.000 euro

    Esempio 2: assunzione di un giovane Under 35 al Sud

    L’azienda Beta Srl, con sede a Napoli, assume Maria, 29 anni, mai assunta a tempo indeterminato, con un contratto a tempo indeterminato è una retribuzione lorda di 1.900 euro/mese. Operando in regione ZES, si applica il massimale maggiorato di 650 euro/mese.

    • Massimale esonero: 650 euro/mese
    • Risparmio mensile: circa 570 euro (importo dei contributi datoriali, comunque entro il massimale)
    • Risparmio totale 24 mesi: circa 13.700-15.600 euro (in base ai contributi effettivi)

    Esempio 3: assunzione di una donna svantaggiata + maxi deduzione

    L’azienda Gamma SpA assume Giulia, 42 anni, disoccupata da 30 mesi, con contratto a tempo indeterminato e retribuzione lorda di 2.100 euro/mese (contributi datoriali stimati: 630 euro). L’azienda registra anche un incremento occupazionale netto rispetto all’anno precedente.

    • Bonus Donne (esonero contributivo): 630 euro/mese × 24 = 15.120 euro
    • Maxi deduzione 120% del costo del lavoro: sul costo del personale incrementale (es. 30.000 euro/anno) si applica una deduzione fiscale aggiuntiva del 20%, pari a 6.000 euro. Considerando un’aliquota IRES del 24%, il risparmio fiscale e di circa 1.440 euro/anno
    • Risparmio totale stimato sui 24 mesi: circa 18.000 euro (esonero + benefici fiscali aggregati)

    Bonus assunzioni 2026: gli errori da evitare

    L’esperienza maturata in questi anni dai consulenti del lavoro mostra alcuni errori ricorrenti che possono compromettere il diritto all’esonero o, peggio, comportare il recupero degli importi indebitamente fruiti con sanzioni e interessi:

    • Mancata verifica dei requisiti soggettivi del lavoratore: ad esempio assumere come “mai stato a tempo indeterminato” un soggetto che in realtà ha avuto un breve TI in passato
    • Mancato rispetto del DURC: il documento deve essere regolare al momento della fruizione, non solo al momento dell’assunzione
    • Errato calcolo dell’incremento occupazionale netto: confondere le diminuzioni “neutre” (dimissioni volontarie, pensionamento) con quelle “computabili” (licenziamenti per riduzione del personale)
    • Errata esposizione dei codici UniEmens: ogni bonus ha codici specifici. Errori in questa fase generano segnalazioni automatiche da parte dell’INPS
    • Sovrapposizione di bonus non cumulabili sullo stesso lavoratore
    • Mancato rispetto dei massimali de minimis nei casi in cui il bonus è soggetto a questa disciplina

    Cosa fare nel 2026 per non perdere occasioni

    Il 2026 rappresenta un anno di consolidamento per i bonus assunzioni: la disciplina del Decreto Coesione è ormai operativa con tutte le circolari attuative e le aziende dispongono di strumenti chiari per programmare le assunzioni. Le scelte strategiche vincenti per i datori di lavoro sono:

    1. Pianificare in anticipo le assunzioni, verificando con il consulente del lavoro o con il CAF l’applicabilità del bonus più conveniente
    2. Mantenere costantemente regolare il DURC, perché un’irregolarità durante i 24 mesi di esonero ne comporta la sospensione
    3. Monitorare gli aggiornamenti normativi: messaggi INPS, circolari del Ministero del Lavoro e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate
    4. Documentare con cura la posizione del lavoratore (storico INPS, eventuali certificazioni di disoccupazione, dichiarazioni sostitutive)
    5. Conservare la documentazione per almeno 10 anni, considerando i tempi di controllo INPS

    Affidarsi a un partner esperto come il CAF Centro Fiscale di Udine consente di evitare errori e di massimizzare il vantaggio economico delle agevolazioni. Il nostro team segue l’intero iter: dalla verifica dei requisiti, alla presentazione dell’istanza INPS, fino al monitoraggio della fruizione corretta nei flussi UniEmens.

    Domande frequenti sui bonus assunzioni 2026

    Il Bonus Giovani Under 35 si applica anche al part-time?

    Sì, il bonus si applica anche ai contratti a tempo indeterminato part-time. Il massimale di 500 euro (650 per ZES) si riferisce all’esonero massimo mensile e si applica in proporzione alle ore lavorate nel mese.

    Se assumo una donna over 50 disoccupata da 18 mesi, posso usare il Bonus Donne?

    Sì, perché la condizione di “senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi” o di “almeno 6 mesi” se residente in aree svantaggiate o impiegata in settori a forte disparità di genere e alternativa rispetto all’età. Una donna ovunque residente, disoccupata da 24 mesi, ha diritto al bonus indipendentemente dall’età.

    Le aziende con più di 10 dipendenti possono accedere al Bonus ZES Unica?

    No, il Bonus ZES Unica è riservato a datori di lavoro privati con un numero di dipendenti pari o inferiore a 10. Le aziende più grandi che assumono al Sud possono comunque accedere ad altri incentivi (es. Bonus Giovani Under 35, Bonus Donne, decontribuzione Sud strutturale dove ancora prevista).

    Cosa succede se durante i 24 mesi di esonero il lavoratore si dimette?

    L’esonero si interrompe naturalmente. Se la cessazione avviene per dimissioni volontarie o per cause non imputabili al datore di lavoro (giusta causa di licenziamento, ecc.), l’azienda mantiene il beneficio già fruito senza obbligo di restituzione. Diverso il caso del licenziamento ingiustificato: in questo caso possono attivarsi meccanismi di recupero, come previsto dalle disposizioni applicative.

    Il bonus è automatico o devo presentare domanda?

    I bonus contributivi richiedono sempre una specifica istanza telematica all’INPS, con verifica preventiva dei requisiti e dell’eventuale disponibilità delle risorse stanziate. Una volta autorizzati, l’esonero viene fruito direttamente in compensazione nella denuncia UniEmens mensile.

    La maxi deduzione 120% si applica anche per il 2026?

    Sì, la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha confermato la misura della maggiorazione del 20% (e fino al 30% per categorie meritevoli) del costo del lavoro deducibile nei periodi d’imposta 2025, 2026 e 2027, in caso di incremento occupazionale netto. Restano fermi i requisiti di stabilità del rapporto e di mantenimento dell’incremento.

    Conclusione: come sfruttare al meglio i bonus assunzioni 2026

    I bonus assunzioni 2026 rappresentano un’opportunità concreta per le aziende italiane: il risparmio potenziale può superare i 15.000 euro per ogni nuovo lavoratore assunto, a cui si aggiungono i vantaggi fiscali della maxi deduzione 120%. Tuttavia, la complessità della disciplina richiede attenzione: verifica dei requisiti, corretta presentazione delle istanze, monitoraggio della cumulabilità e gestione precisa dei flussi UniEmens sono fattori che possono trasformare un’opportunità in un problema se gestiti con superficialita.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine mette a disposizione delle aziende del Friuli Venezia Giulia e di tutto il territorio nazionale un servizio completo di assistenza: analisi della convenienza, verifica preventiva dei requisiti, presentazione delle istanze INPS, monitoraggio della fruizione, supporto in caso di controlli. Contattaci per programmare le tue assunzioni del 2026 sfruttando al massimo le agevolazioni previste dalla normativa.

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    Maggio 22, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-22 22:55:042026-05-22 22:26:05Bonus assunzioni 2026: guida completa a incentivi giovani, donne, ZES e stabilizzazione dei contratti
    NOTIZIE

    Bonus Giovani 2026: Guida Completa allo Sgravio Totale per Assumere Under 35

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Il bonus giovani 2026 rappresenta una delle principali misure di politica del lavoro pensate per favorire l’occupazione stabile dei più giovani in Italia. Si tratta di uno sgravio contributivo totale riconosciuto ai datori di lavoro privati che assumono giovani under 35 con contratto a tempo indeterminato, con un risparmio significativo sul costo del lavoro per ciascun lavoratore. Una novità importante della Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) è l’estensione del limite di età, che da 30 anni passa a 35 anni compiuti.

    L’incentivo è particolarmente vantaggioso per le piccole e medie imprese, perché riduce drasticamente il costo del lavoro nei primi anni di un nuovo rapporto. Anche le famiglie e i giovani lavoratori ne traggono beneficio indiretto: più assunzioni stabili significano contratti più solidi, prospettive di carriera e accesso più sicuro a mutui, affitti e progetti di vita. In questo articolo spieghiamo in modo semplice come funziona il bonus giovani 2026, chi può richiederlo, come si calcola il risparmio e perché conviene affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine per gestire la procedura senza errori.

    Il bonus giovani 2026 è cumulabile in alcuni casi con altri incentivi (come il Bonus Donne o il bonus ZES Unica per il Mezzogiorno) e prevede regole precise su durata, importo massimo e settori esclusi. È quindi essenziale conoscere bene i dettagli prima di pianificare un’assunzione, per evitare di perdere il diritto all’esonero contributivo giovani.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il bonus giovani 2026
    2. Requisiti per il bonus giovani 2026
    3. Importo dello sgravio totale under 35
    4. Come richiedere il bonus giovani 2026
    5. Cumulabilità con altri incentivi
    6. Esempi pratici di risparmio
    7. Esclusioni e cause di revoca
    8. Bonus giovani 2026 e ZES Unica del Mezzogiorno
    9. Domande frequenti sul bonus giovani 2026

    Cos’è il bonus giovani 2026

    Il bonus giovani 2026 è un esonero contributivo riconosciuto al datore di lavoro privato che assume, con contratto a tempo indeterminato, un lavoratore under 35 che non ha mai avuto in precedenza un rapporto di lavoro stabile. In pratica, l’azienda non versa i contributi previdenziali a proprio carico (la cosiddetta “quota datoriale” che finanzia la futura pensione del dipendente) per un periodo che può durare fino a 24 mesi, recuperando un’agevolazione che incide direttamente sul costo del lavoro.

    La misura è stata introdotta dal Decreto Coesione (DL 60/2024, convertito in L. 95/2024) e potenziata dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 22), che ha prorogato l’incentivo assunzioni under 35 e lo ha esteso fino a 35 anni compiuti. La Circolare INPS n. 23 del 14 febbraio 2026 ne disciplina il funzionamento operativo: procedure di domanda, modalità di calcolo e flusso UniEmens.

    L’obiettivo dichiarato del legislatore è duplice: da un lato contrastare la disoccupazione giovanile, che in Italia resta tra le più alte d’Europa; dall’altro favorire i contratti stabili, riducendo il ricorso a forme di lavoro precario come stage prolungati, contratti a termine reiterati o false partite IVA. Il bonus giovani 2026 si applica anche alle trasformazioni di un contratto a tempo determinato in un contratto a tempo indeterminato, purché il lavoratore rispetti i requisiti anagrafici e di pregresso lavorativo.

    Un aspetto che spesso genera confusione riguarda il significato di “sgravio totale“: il datore di lavoro continua a versare il premio INAIL (l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro), mentre il bonus copre la parte contributiva previdenziale a carico azienda, fino al massimo previsto dalla norma. Le trattenute a carico del lavoratore (IRPEF e contributi a carico dipendente) restano invariate: il bonus giovani 2026 non riduce in alcun modo la pensione futura del giovane assunto.

    Requisiti per il bonus giovani 2026

    Per accedere al bonus giovani 2026 devono coesistere due ordini di requisiti: quelli relativi al lavoratore assunto e quelli che riguardano il datore di lavoro. Vediamoli in dettaglio, perché basta che manchi un solo requisito per perdere lo sgravio totale under 35.

    Requisiti del lavoratore

    Il giovane assunto deve possedere queste caratteristiche al momento della stipula del contratto:

    • avere meno di 35 anni compiuti (quindi fino a 34 anni e 364 giorni alla data di assunzione);
    • non aver mai avuto in precedenza un contratto a tempo indeterminato con nessun datore di lavoro, in Italia o all’estero;
    • essere assunto con un contratto a tempo indeterminato (full-time o part-time), oppure tramite trasformazione di un precedente contratto a termine;
    • non essere stato già beneficiario in passato dello stesso esonero contributivo giovani con un altro datore.

    Eventuali contratti di apprendistato precedenti non pregiudicano l’accesso al bonus: pur essendo formalmente contratti a tempo indeterminato, l’apprendistato è considerato un percorso formativo e non interrompe il diritto allo sgravio contributivo under 35. Lo stesso vale per i contratti di tirocinio, stage e collaborazioni occasionali: non contano come “rapporto di lavoro stabile” pregresso.

    Requisiti del datore di lavoro

    Anche l’azienda deve rispettare alcune condizioni per ottenere il bonus giovani 2026:

    • essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali e assicurativi (DURC regolare);
    • applicare il CCNL di settore firmato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative;
    • rispettare la normativa in materia di sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008);
    • non aver effettuato licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nei 6 mesi precedenti l’assunzione, nella stessa unità produttiva e per la stessa qualifica;
    • realizzare un effettivo incremento occupazionale netto (nuove assunzioni in più rispetto alla media dell’anno precedente).

    Il requisito dell’incremento occupazionale è quello che genera più dubbi tra i datori di lavoro. La logica è semplice: il bonus deve premiare chi crea nuovi posti di lavoro, non chi sostituisce un dipendente con un altro. Il calcolo si fa confrontando il numero medio di dipendenti dei 12 mesi precedenti con la nuova assunzione: se la media aumenta, si ha diritto allo sgravio. La verifica richiede attenzione e un buon supporto contabile: il CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca in questa analisi, sia in ufficio che online, per non rischiare la revoca del beneficio.

    Importo dello sgravio totale under 35

    L’importo dello sgravio totale under 35 dipende dal contesto territoriale dell’assunzione e dalla retribuzione del lavoratore. Il bonus giovani 2026 opera nella forma di un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, entro determinati massimali mensili e annui.

    Per le assunzioni effettuate nelle Regioni del Centro-Nord, il tetto massimo dell’esonero è quello previsto dalla normativa vigente per il periodo di vigenza dell’incentivo, distribuito su una durata massima di 24 mesi. Significa che il datore può risparmiare, su due anni, una somma significativa che si traduce in maggiori margini per investimenti, formazione o nuove assunzioni.

    Per le assunzioni nelle Regioni della ZES Unica del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna) è previsto un tetto maggiorato, sempre per 24 mesi, per stimolare l’occupazione stabile nei territori storicamente più colpiti dalla disoccupazione giovanile.

    Per il lavoratore non cambia nulla in termini di retribuzione netta: lo sgravio incide solo sulla contribuzione versata dall’azienda all’INPS. La pensione futura resta piena, perché lo Stato si fa carico della differenza accreditando comunque la contribuzione virtuale al fondo pensionistico del lavoratore. È una misura “neutra” per il dipendente e molto conveniente per l’azienda.

    Durata del bonus giovani 2026

    La durata standard dell’esonero contributivo giovani è di 24 mesi dalla data di assunzione, indipendentemente dal fatto che il rapporto sia full-time o part-time. Se il contratto viene interrotto prima dei 24 mesi, l’azienda perde l’agevolazione per il periodo residuo, ma non deve restituire quanto già fruito legittimamente. Se il lavoratore raggiunge i 35 anni durante il rapporto, lo sgravio prosegue: ciò che conta è l’età al momento dell’assunzione.

    Come richiedere il bonus giovani 2026

    La procedura per ottenere il bonus giovani 2026 è interamente telematica e si svolge tramite il portale INPS, ma richiede una preparazione documentale accurata. Un errore nella compilazione può comportare il rigetto della domanda o, peggio, la revoca del beneficio a posteriori, con obbligo di restituzione integrale dei contributi non versati e applicazione di sanzioni amministrative.

    Per evitare problemi, ti consigliamo di rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine: il nostro team segue passo dopo passo l’azienda, dalla verifica preliminare dei requisiti alla presentazione della domanda, fino alla gestione del flusso contributivo UniEmens nei mesi successivi. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine sia online, su tutto il territorio nazionale.

    Documenti necessari

    Per accedere al bonus giovani 2026 sono richiesti, di regola, i seguenti documenti:

    • copia del contratto di assunzione a tempo indeterminato firmato;
    • documento di identità del lavoratore e codice fiscale;
    • autocertificazione del lavoratore sull’assenza di precedenti rapporti a tempo indeterminato;
    • DURC aggiornato dell’azienda;
    • copia del CCNL applicato;
    • prospetto dell’organico aziendale dei 12 mesi precedenti per verificare l’incremento occupazionale.

    Una procedura come questa richiede attenzione per evitare errori che potrebbero ritardare la pratica o invalidare lo sgravio totale under 35. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: dalla raccolta dei documenti alla presentazione della domanda, garantendo la correttezza di ogni passaggio. Prenota un appuntamento, in ufficio o da remoto: ti seguiamo dalla prima valutazione fino al monitoraggio mensile della contribuzione.

    Cumulabilità con altri incentivi

    Una delle domande più frequenti riguarda la cumulabilità del bonus giovani 2026 con altri incentivi assunzioni. La regola generale prevista dall’art. 22 del DL 60/2024 (Decreto Coesione, convertito in L. 95/2024 e prorogato dalla L. 207/2024) stabilisce che il bonus non è cumulabile, per il medesimo lavoratore, con altre forme di esonero contributivo che si appoggino sullo stesso fondamento normativo.

    Tuttavia, lo sgravio è cumulabile con alcune misure compatibili: in particolare con i crediti d’imposta riconosciuti per spese di formazione o ricerca, con le agevolazioni regionali e con gli incentivi all’investimento in beni strumentali. Per chi assume nel Mezzogiorno, è importante valutare la combinazione con il bonus ZES Unica e con il Bonus 18mila Euro Under 35 dedicato a chi avvia un’attività autonoma.

    Esiste poi un coordinamento specifico con il Bonus Donne: se la lavoratrice assunta ha meno di 35 anni e rientra anche nei requisiti del Bonus Donne, il datore di lavoro deve scegliere quale dei due esoneri applicare, perché non possono coesistere sullo stesso rapporto. La scelta dipende dai massimali, dalla durata e dalle condizioni di entrambe le misure: una valutazione professionale può fare la differenza tra un risparmio modesto e un risparmio ottimale.

    Esempi pratici di risparmio

    Per capire la portata del bonus giovani 2026, immaginiamo alcuni casi pratici. Supponiamo che Marco, 27 anni, venga assunto a tempo indeterminato da una piccola società di consulenza con sede a Udine, con una retribuzione lorda di 1.800 euro mensili (circa 23.400 euro annui, considerando le mensilità aggiuntive).

    I contributi a carico del datore di lavoro su questa retribuzione si aggirano intorno al 30%, ovvero circa 7.020 euro all’anno. Grazie al bonus giovani 2026, l’azienda non versa questa somma per due anni, fino al tetto annuo previsto: si tratta di una somma che incide significativamente sul bilancio di una micro-impresa e che può essere reinvestita in formazione, aggiornamento tecnologico o nell’assunzione di altri profili.

    Un secondo esempio: una società del Mezzogiorno (ad esempio in Basilicata) assume Giulia, 32 anni, mai stata a tempo indeterminato, con una retribuzione lorda di 1.600 euro al mese. In questo caso si applica il massimale maggiorato ZES Unica, con un risparmio annuo superiore rispetto al Centro-Nord. Per un’azienda meridionale in fase di espansione, lo sgravio totale under 35 può rappresentare la differenza tra assumere subito e rinviare di un anno.

    Anche per i professionisti in regime forfettario che diventano datori di lavoro (con dipendenti) il bonus si applica regolarmente: la natura giuridica fiscale del datore (forfettario, ordinario, società di capitali) non incide sul diritto all’agevolazione, purché siano rispettati tutti gli altri requisiti.

    Esclusioni e cause di revoca

    Il bonus giovani 2026 presenta alcune esclusioni importanti che è bene conoscere prima di pianificare un’assunzione. Sono escluse dal beneficio le assunzioni effettuate dalla Pubblica Amministrazione (lo sgravio riguarda solo il settore privato), dal settore finanziario, bancario e assicurativo e dal lavoro domestico: per colf e badanti restano valide le agevolazioni specifiche di settore, di cui parliamo nella sezione Colf e Badanti.

    Non rientrano inoltre nello sgravio totale under 35 i contratti di apprendistato (che hanno già un proprio regime contributivo agevolato), i contratti di lavoro intermittente “a chiamata” e i contratti a tempo determinato non ancora trasformati. Sono escluse anche le assunzioni di parenti o affini fino al secondo grado del titolare (per evitare abusi sui legami familiari).

    Le cause di revoca del bonus sono principalmente quattro:

    • il licenziamento del lavoratore nei 6 mesi successivi all’assunzione senza giustificato motivo;
    • la mancata realizzazione dell’incremento occupazionale netto nel periodo di riferimento;
    • l’aver dichiarato in modo non veritiero il pregresso lavorativo del giovane (dichiarazioni mendaci);
    • il mancato rispetto del CCNL o della normativa sulla sicurezza sul lavoro.

    In caso di revoca, l’azienda deve restituire integralmente i contributi non versati, maggiorati di sanzioni e interessi. È quindi essenziale, prima di avviare il rapporto, fare una verifica accurata di tutti i requisiti. Affidati ai nostri esperti del CAF Centro Fiscale per una consulenza preventiva: meglio investire poche ore in un controllo iniziale che rischiare migliaia di euro di sanzioni successive.

    Bonus giovani 2026 e ZES Unica del Mezzogiorno

    Un capitolo a parte merita l’applicazione del bonus giovani 2026 nelle Regioni del Mezzogiorno, organizzate dal 1° gennaio 2024 nella ZES Unica (Zona Economica Speciale Unica). In queste aree il bonus si applica con un massimale annuo maggiorato, riconoscendo l’esigenza di stimolare con maggior forza l’occupazione giovanile nei territori meridionali.

    Le Regioni interessate dalla maggiorazione sono Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. L’azienda beneficia automaticamente del tetto maggiorato se la sede di lavoro effettiva del nuovo assunto si trova in una di queste Regioni. Non rileva la sede legale dell’impresa: ciò che conta è il luogo dove il giovane svolge la prestazione lavorativa in maniera prevalente.

    Le aziende del Mezzogiorno possono inoltre valutare la cumulabilità del bonus con altre misure dedicate al Sud Italia, come gli incentivi del Piano Sud o le agevolazioni per il Bonus 18mila Euro Under 35 destinato a chi avvia un’attività autonoma. Una pianificazione attenta consente di combinare più strumenti, massimizzando il risparmio totale.

    Domande frequenti sul bonus giovani 2026

    Il bonus giovani 2026 spetta anche al lavoratore part-time?

    Sì, il bonus giovani 2026 si applica sia ai contratti full-time sia ai contratti part-time, purché siano a tempo indeterminato. Per i part-time il massimale dell’esonero viene riproporzionato in base alle ore lavorate rispetto al full-time previsto dal CCNL applicato. Un dipendente al 50% otterrà la metà del tetto contributivo.

    Se il giovane compie 35 anni durante il rapporto, il bonus si interrompe?

    No. Ciò che conta è l’età alla data di assunzione: se in quel momento il lavoratore aveva meno di 35 anni compiuti, lo sgravio contributivo under 35 prosegue regolarmente fino alla scadenza dei 24 mesi previsti, anche se nel frattempo compie 35 o 36 anni.

    Il bonus giovani 2026 è valido anche per gli apprendistati?

    Il contratto di apprendistato non rientra direttamente nel bonus giovani 2026, perché ha già un suo regime contributivo agevolato. Tuttavia, se al termine del periodo di apprendistato il rapporto viene trasformato in un normale contratto a tempo indeterminato, da quel momento può attivarsi l’esonero, sempre nel rispetto dei requisiti anagrafici e dell’assenza di precedenti rapporti stabili.

    Cosa succede se assumo un giovane che ha avuto solo contratti a termine?

    I contratti a tempo determinato precedenti non pregiudicano il diritto al bonus. La norma esclude solo chi ha avuto un precedente rapporto a tempo indeterminato. Quindi un giovane con uno storico di contratti a termine, stage o collaborazioni occasionali rientra pienamente tra i destinatari dello sgravio totale under 35.

    Posso cumulare il bonus giovani con altre agevolazioni regionali?

    Sì, in molti casi il bonus giovani 2026 è cumulabile con agevolazioni regionali o di carattere territoriale (come la ZES Unica per il Mezzogiorno). Non è invece cumulabile con altre forme di esonero contributivo basate sullo stesso fondamento (es. Bonus Donne sullo stesso lavoratore). La cumulabilità va sempre verificata caso per caso, in base alla specifica norma regionale.

    Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine

    Hai bisogno di assistenza per gestire un’assunzione con il bonus giovani 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online, per verificare i requisiti, predisporre la documentazione e seguire l’intera procedura di domanda fino al monitoraggio mensile della contribuzione. Il nostro team accompagna l’azienda passo dopo passo, evitando errori che potrebbero portare alla revoca del beneficio.

    Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Il servizio è disponibile in sede a Udine o comodamente da remoto, in tutta Italia. Affidati ai nostri esperti per cogliere appieno le opportunità offerte dal bonus giovani 2026 e ottimizzare il costo del lavoro nella tua impresa.

    Maggio 21, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 22:59:422026-05-21 23:00:11Bonus Giovani 2026: Guida Completa allo Sgravio Totale per Assumere Under 35
    CAF

    Bonus Giovani fino a 650 Euro: Guida Completa al Decreto Primo Maggio 2025

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il Bonus Giovani fino a 650 Euro
    2. Il Decreto Primo Maggio 2025: novità principali
    3. Requisiti per accedere al Bonus Giovani
    4. Importi e calcolo dell’esonero contributivo
    5. Chi può assumere con il Bonus Giovani
    6. Tipologie di contratto ammesse
    7. Durata del beneficio
    8. Come richiederlo: procedura passo per passo
    9. Cumulabilità con altri incentivi
    10. Esclusioni e cause di decadenza
    11. Domande Frequenti sul Bonus Giovani

    Il Bonus Giovani fino a 650 euro introdotto dal Decreto Primo Maggio 2025 rappresenta uno degli incentivi più rilevanti per favorire l’occupazione giovanile in Italia. Si tratta di un esonero contributivo riconosciuto ai datori di lavoro che assumono under 35 con contratto a tempo indeterminato, con un risparmio mensile che può arrivare fino a 650 euro per ogni lavoratore assunto. In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutte le informazioni su requisiti, importi, procedura di richiesta e compatibilità con altri benefici fiscali.

    Cos’è il Bonus Giovani fino a 650 Euro

    Il Bonus Giovani è un esonero contributivo riconosciuto ai datori di lavoro privati che assumono lavoratori under 35 che non abbiano mai avuto un contratto a tempo indeterminato. Il beneficio consiste nell’azzeramento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (con esclusione dei premi INAIL), entro un limite massimo di 650 euro mensili per ogni lavoratore.

    La misura rientra nell’ambito degli incentivi all’occupazione giovanile previsti dal pacchetto di agevolazioni varato dal Governo, con l’obiettivo di ridurre la disoccupazione nella fascia 18-34 anni. L’incentivo è cumulabile con altri strumenti di politica attiva del lavoro, ampliando notevolmente la convenienza per le imprese che scelgono di investire in nuove assunzioni stabili.

    In sintesi, i punti chiave del Bonus Giovani:

    • Esonero totale dei contributi previdenziali datoriali (esclusi INAIL)
    • Tetto massimo: 650 euro al mese per lavoratore
    • Durata: 24 mesi (36 mesi per assunzioni nel Mezzogiorno)
    • Target: under 35 mai assunti a tempo indeterminato
    • Applicabile a contratti a tempo indeterminato e apprendistato professionalizzante

    Il Decreto Primo Maggio 2025: novità principali

    Il Decreto Primo Maggio 2025 (Decreto Lavoro) ha introdotto e potenziato diversi strumenti di sostegno all’occupazione giovanile. Il provvedimento, convertito in legge con modificazioni, ha rafforzato il bonus assunzioni giovani esistente, innalzando il tetto dell’esonero contributivo e ampliando la platea dei beneficiari.

    Le principali novità del Decreto Primo Maggio 2025 in materia di incentivi all’occupazione sono:

    • Innalzamento del tetto dell’esonero da 500 a 650 euro mensili per lavoratore
    • Estensione della durata del beneficio fino a 36 mesi per le regioni del Mezzogiorno
    • Ampliamento della platea: inclusi lavoratori fino a 34 anni e 364 giorni
    • Semplificazione procedurale per la richiesta tramite portale INPS
    • Cumulabilità con la detrazione per figli a carico e con l’Assegno Unico
    • Nuove tutele contro le assunzioni fittizie con obblighi di mantenimento occupazionale

    Il decreto ha anche previsto misure specifiche per le imprese del settore turismo e ristorazione con un bonus aggiuntivo per le assunzioni a tempo indeterminato. La misura si inserisce nel più ampio pacchetto di agevolazioni che comprende anche il Bonus Prima Casa per under 36, pensato per agevolare l’accesso alla proprietà abitativa dei giovani lavoratori.

    Requisiti per accedere al Bonus Giovani

    Per accedere al Bonus Giovani 650 euro, devono essere soddisfatti requisiti sia da parte del datore di lavoro che del lavoratore assunto. Vediamo nel dettaglio tutti i criteri richiesti.

    Requisiti del lavoratore

    • Età: under 35 anni al momento dell’assunzione (fino a 34 anni e 364 giorni)
    • Assenza di contratto a tempo indeterminato precedente, con qualsiasi datore di lavoro privato
    • Non aver già beneficiato del medesimo incentivo in rapporti di lavoro precedenti
    • Residenza in Italia o status di lavoratore comunitario o extracomunitario regolarmente residente

    Requisiti del datore di lavoro

    • Datore di lavoro privato (escluse le Pubbliche Amministrazioni)
    • Regolarità contributiva: il datore deve essere in regola con il DURC
    • Rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008)
    • Assenza di licenziamenti nei 6 mesi precedenti per la stessa qualifica nella stessa unità produttiva
    • Rispetto dei contratti collettivi nazionali e territoriali
    • Incremento netto dell’occupazione rispetto alla media dei 12 mesi precedenti

    Attenzione: il requisito dell’incremento occupazionale netto è uno degli elementi più delicati. Il datore di lavoro deve dimostrare che la nuova assunzione determina un effettivo aumento del numero di dipendenti, non una semplice sostituzione di lavoratori cessati. Il calcolo considera la media del personale nei 12 mesi antecedenti all’assunzione agevolata.

    Importi e calcolo dell’esonero contributivo

    Il Bonus Giovani 650 euro si traduce in un esonero totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, calcolati sulla retribuzione mensile del lavoratore, fino al tetto massimo previsto. I contributi previdenziali ordinariamente a carico del datore di lavoro ammontano a circa il 23-25% della retribuzione lorda. Con il Bonus Giovani, questo importo viene azzerato fino al tetto di 650 euro al mese.

    Esempi pratici di calcolo

    • Per un RAL di 20.000 euro (circa 1.667 euro lordi/mese): contributi datoriali circa 400 euro/mese → esonero totale
    • Per un RAL di 25.000 euro (circa 2.083 euro lordi/mese): contributi datoriali circa 500 euro/mese → esonero totale
    • Per un RAL di 30.000 euro (circa 2.500 euro lordi/mese): contributi datoriali circa 625 euro/mese → esonero quasi totale
    • Per un RAL superiore a 33.000 euro: contributi datoriali superano 650 euro/mese → esonero parziale al tetto

    Il risparmio annuale per il datore di lavoro può arrivare fino a 7.800 euro per ogni giovane assunto (650 euro x 12 mesi) nel primo biennio di rapporto. Per i contratti part-time, il tetto mensile viene ridotto proporzionalmente: un part-time al 50% ha un tetto di 325 euro mensili.

    Esonero nel Mezzogiorno

    Per le assunzioni nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia), la durata dell’esonero è estesa a 36 mesi, con un risparmio potenziale complessivo di 23.400 euro per assunzione (650 euro x 36 mesi). Questo rende il bonus assunzioni giovani uno degli incentivi più generosi mai introdotti per il Sud Italia.

    Chi può assumere con il Bonus Giovani

    Il Bonus Giovani è rivolto a tutti i datori di lavoro privati, indipendentemente dalla dimensione aziendale e dal settore di attività. Possono accedere all’incentivo:

    • Imprese di qualsiasi dimensione (micro, piccole, medie e grandi imprese)
    • Studi professionali (avvocati, commercialisti, medici, ecc.)
    • Associazioni e fondazioni private che svolgono attività commerciale
    • Cooperative e loro consorzi
    • Imprenditori agricoli (per assunzioni nel settore primario)
    • Artigiani e lavoratori autonomi con dipendenti

    Sono esclusi i datori di lavoro del settore pubblico: ministeri, enti locali, aziende sanitarie pubbliche e università statali non possono beneficiare di questo incentivo. Per i datori di lavoro privati che adottano il regime forfettario con dipendenti, le modalità di calcolo dell’incremento occupazionale seguono regole specifiche INPS.

    Tipologie di contratto ammesse

    Il Bonus Giovani 650 euro si applica alle seguenti tipologie contrattuali:

    • Contratto a tempo indeterminato (sia full time che part time)
    • Contratto di apprendistato professionalizzante
    • Trasformazione da contratto a tempo determinato a contratto a tempo indeterminato

    Non sono ammessi al beneficio: contratti a tempo determinato, contratti di lavoro intermittente (a chiamata), collaborazioni coordinate e continuative, stage e tirocini extracurriculari, contratti di lavoro domestico (colf, badanti, baby sitter).

    Il caso della trasformazione del contratto merita attenzione: se un lavoratore under 35 viene assunto con contratto a termine e successivamente trasformato in indeterminato, il datore può richiedere l’incentivo dalla data della trasformazione. Questo aspetto va valutato anche in sede di dichiarazione dei redditi aziendale.

    Durata del beneficio

    La durata dell’esonero contributivo varia in base alla localizzazione dell’unità produttiva in cui viene inserito il lavoratore:

    • 24 mesi per le assunzioni nelle regioni del Centro-Nord
    • 36 mesi per le assunzioni nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia)

    Il beneficio decorre dal primo giorno del mese in cui viene stipulato il contratto. In caso di trasformazione da tempo determinato a indeterminato, la durata si calcola dalla data della trasformazione. Al termine del periodo agevolato, il datore dovrà versare i contributi nella misura ordinaria. Il lavoratore mantiene il rapporto a tempo indeterminato e il datore può valutare la gestione del TFR maturato dal dipendente e le agevolazioni fiscali ordinarie.

    Come richiederlo: procedura passo per passo

    La procedura per richiedere il Bonus Giovani 650 euro prevede diversi passaggi da seguire con attenzione per evitare la perdita del beneficio. Ecco la guida completa step by step.

    Step 1: Verifica dei requisiti

    Prima di procedere con l’assunzione, il datore di lavoro deve verificare che il candidato soddisfi i requisiti soggettivi (età under 35, assenza di precedenti contratti a tempo indeterminato). Questa verifica avviene tramite dichiarazione sostitutiva del lavoratore, che attesta di non aver mai avuto un contratto a tempo indeterminato.

    Step 2: Comunicazione obbligatoria di assunzione (COA)

    Entro le ore 24:00 del giorno antecedente l’inizio del rapporto di lavoro, il datore deve inviare la comunicazione obbligatoria di assunzione (COA) attraverso il portale del Ministero del Lavoro. In questa comunicazione deve essere indicato il tipo di contratto e la qualifica del lavoratore.

    Step 3: Domanda all’INPS

    Dopo l’assunzione, il datore deve presentare la domanda di ammissione al beneficio attraverso il portale INPS (MyINPS o tramite intermediari abilitati come il CAF). La domanda deve essere inoltrata prima dell’utilizzo del beneficio in denuncia contributiva e deve contenere: dati del datore di lavoro (codice fiscale, matricola INPS), dati del lavoratore (codice fiscale, data di nascita), data di inizio del rapporto, tipo di contratto e sede di lavoro.

    Step 4: Utilizzo in compensazione F24

    Una volta ottenuta l’autorizzazione dall’INPS, il datore può iniziare a portare in compensazione i contributi agevolati nel modello F24 tramite il codice tributo specifico comunicato dall’INPS. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per tutta la procedura, dalla verifica dei requisiti all’invio della domanda e al monitoraggio del corretto utilizzo del beneficio.

    Cumulabilità con altri incentivi

    Una delle caratteristiche più interessanti del Bonus Giovani 650 euro è la possibilità di cumularlo con altri strumenti di sostegno all’occupazione. Tuttavia, esistono specifiche regole di compatibilità fondamentali da conoscere.

    Incentivi cumulabili

    • Incentivo donne svantaggiate: per le lavoratrici under 35 disoccupate da almeno 6 mesi
    • Bonus NEET: per i giovani tra 15 e 29 anni che non lavorano, non studiano e non sono in formazione, potenziato con contributi aggiuntivi del Programma GOL
    • Incentivi regionali FVG: il Friuli Venezia Giulia ha misure aggiuntive di sostegno all’occupazione giovanile – per i dettagli consulta il CAF di riferimento
    • Credito d’imposta formazione 4.0: per le attività di formazione dei neoassunti in ambito digitale e Industry 4.0

    Incompatibilità e limiti

    • Non cumulabile con la decontribuzione Sud per lo stesso lavoratore (si sceglie il beneficio più conveniente)
    • Non cumulabile con l’esonero contributivo per l’assunzione di lavoratori beneficiari di disoccupazione/NASPI
    • Limite de minimis: per alcune categorie di imprese il cumulo con altri aiuti di Stato è soggetto al regolamento de minimis (200.000 euro nel triennio)

    Esclusioni e cause di decadenza

    Conoscere le cause che possono determinare la perdita del Bonus Giovani è fondamentale per evitare spiacevoli sorprese in sede di verifica INPS. Le principali cause di decadenza sono:

    • Licenziamento del lavoratore agevolato prima della scadenza del periodo di esonero (il beneficio cessa e devono essere restituiti i contributi non versati)
    • Dimissioni del lavoratore (il beneficio cessa dalla data di cessazione, senza obbligo di restituzione)
    • Irregolarità contributiva: il DURC irregolare fa perdere il diritto al beneficio per tutto il periodo di irregolarità
    • Licenziamenti collettivi nei 6 mesi precedenti l’assunzione agevolata nella stessa unità produttiva per la medesima qualifica
    • Mancato incremento occupazionale netto: se al termine dell’esercizio non vi è stato effettivo aumento dei dipendenti, l’INPS può recuperare i contributi agevolati
    • False dichiarazioni sui requisiti del lavoratore (età, assenza di precedenti contratti a tempo indeterminato)

    In caso di licenziamento prima della scadenza del periodo agevolato, il datore deve comunicare all’INPS la cessazione e provvedere al versamento dei contributi non corrisposti durante il periodo agevolato, maggiorati delle sanzioni di legge. Per approfondire le agevolazioni fiscali per il lavoro dipendente, consulta la nostra guida sulle detrazioni familiari a carico.

    Domande Frequenti sul Bonus Giovani 650 Euro

    Il Bonus Giovani si applica anche ai contratti a termine trasformati in indeterminato?

    Si, il Bonus Giovani 650 euro si applica anche alle trasformazioni da contratto a tempo determinato a contratto a tempo indeterminato, a condizione che il lavoratore abbia meno di 35 anni e non abbia mai avuto precedentemente un contratto a tempo indeterminato con qualsiasi datore di lavoro. Il beneficio decorre dalla data della trasformazione.

    Un lavoratore che ha avuto un contratto a tempo indeterminato in passato puo beneficiare del bonus?

    No. Il requisito fondamentale e che il lavoratore non abbia mai avuto un contratto a tempo indeterminato con qualsiasi datore di lavoro privato, anche se quel rapporto si e concluso. Anche un brevissimo periodo di lavoro a tempo indeterminato in passato esclude il lavoratore dal beneficio. LINPS verifica questo requisito incrociando i dati dei Modelli Uniemens.

    Il tetto di 650 euro e mensile o annuale?

    Il tetto di 650 euro e mensile. Il beneficio annuale massimo per ogni lavoratore assunto e quindi di 7.800 euro (650 euro x 12 mesi). Per le assunzioni nel Mezzogiorno, dove la durata e di 36 mesi, il beneficio totale massimo puo arrivare a 23.400 euro per lavoratore.

    Cosa succede se assumo un under 35 con contratto part-time?

    Per le assunzioni part-time, il tetto mensile di 650 euro viene ridotto proporzionalmente all orario di lavoro. Ad esempio, per un contratto part-time al 50% dell orario full time, il limite massimo scende a 325 euro al mese. Il beneficio rimane conveniente poiche anche in caso di part-time i contributi previdenziali datoriali vengono azzerati entro il tetto ridotto.

    Posso cumulare il Bonus Giovani con altri incentivi?

    Dipende dall incentivo. Il Bonus Giovani e cumulabile con gli incentivi per le donne svantaggiate, con i bonus NEET, con gli incentivi regionali (come quelli del Friuli Venezia Giulia) e con il credito d imposta formazione 4.0. Non e invece cumulabile con la decontribuzione Sud (si sceglie il piu conveniente) ne con l incentivo NASPI per lo stesso lavoratore. E consigliabile verificare caso per caso con un consulente del lavoro o con il CAF.


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    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare i requisiti, preparare la documentazione e seguire la procedura INPS per ottenere il Bonus Giovani 650 euro. Contattaci per una consulenza personalizzata.

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      CAF

      Bonus giovani 2026 per gli under 35, come funziona davvero: la guida dell’Inps

      Il Bonus giovani under 35 2026 rappresenta una delle misure più importanti per favorire l’occupazione giovanile stabile in Italia. Introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024, art. 1 commi 180-186, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 305 del 31 dicembre 2024) e regolamentato dalla Circolare INPS n. 23 del 14 febbraio 2026, questo incentivo offre alle aziende uno sgravio contributivo totale per le nuove assunzioni a tempo indeterminato di giovani lavoratori.

      A differenza delle precedenti edizioni del bonus, la versione 2026 introduce novità significative: il limite di età sale a 35 anni compiuti (non più 29), l’importo massimo dello sgravio aumenta fino a 8.000 euro annui per 36 mesi, e vengono incluse anche le trasformazioni di contratti a termine in contratti stabili.

      In questa guida completa analizziamo tutti i dettagli operativi del bonus giovani 2026: chi può beneficiarne (requisiti per aziende e lavoratori), come funziona lo sgravio contributivo, come presentare domanda all’INPS, gli importi esatti riconosciuti, le incompatibilità con altri incentivi assunzioni under 35 e gli esempi pratici di calcolo del risparmio per le imprese. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste aziende e lavoratori nella verifica dei requisiti e nella compilazione delle domande.

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      Indice dei contenuti

      1. Cos’è il Bonus giovani under 35 2026
      2. Requisiti per i lavoratori under 35
      3. Requisiti per le aziende e datori di lavoro
      4. Importi e calcolo dello sgravio contributivo
      5. Come presentare domanda all’INPS
      6. Contratti ammessi e tipologie di assunzione
      7. Cumulabilità con altri incentivi e bonus
      8. Durata, sospensione e revoca del bonus
      9. Differenze con il Bonus NEET e altri incentivi
      10. Scadenze e calendario 2026

      Cos’è il Bonus giovani under 35 2026

      Il Bonus giovani under 35 è un incentivo strutturale per l’occupazione giovanile che consiste in uno sgravio contributivo del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, per un periodo massimo di 36 mesi (3 anni), entro il limite annuo di 8.000 euro per lavoratore.

      L’incentivo è finanziato dallo Stato e gestito dall’INPS attraverso il sistema informatico DiResCo (Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente). Le risorse stanziate per il 2026 ammontano a 1,8 miliardi di euro, con una dotazione incrementata del 25% rispetto al 2025 per rispondere all’aumento delle assunzioni giovani 2026.

      Base normativa

      • Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1 commi 180-186) – GU n. 305/2024
      • Decreto attuativo MIMIT del 15 gennaio 2026 (GU n. 12/2026)
      • Circolare INPS n. 23/2026 del 14 febbraio 2026 – Istruzioni operative
      • Messaggio INPS n. 891/2026 del 3 marzo 2026 – FAQ e chiarimenti

      Differenze con il bonus 2025

      Rispetto alla precedente edizione, il bonus giovani 2026 presenta queste novità:

      AspettoBonus 2025Bonus 2026
      Età massima29 anni35 anni
      Importo massimo annuo6.000 euro8.000 euro
      Durata24 mesi36 mesi
      TrasformazioniSolo assunzioni diretteAnche trasformazioni a T.I.
      Cumulo con altri bonusLimitatoCompatibile con ZES e Decontribuzione Sud

      Fonte: Circolare INPS n. 23/2026, paragrafo 2.1 “Modifiche rispetto all’anno precedente”.

      Requisiti per i lavoratori under 35

      Per accedere al bonus giovani 2026, il lavoratore deve possedere tutti i seguenti requisiti alla data di assunzione o trasformazione del contratto:

      1. Requisito anagrafico

      Il lavoratore deve avere meno di 36 anni alla data di decorrenza del rapporto di lavoro incentivato. La verifica si effettua alla data di assunzione (o trasformazione), non alla data di presentazione della domanda INPS.

      Esempio pratico: Un lavoratore nato il 15 aprile 1991 può beneficiare del bonus giovani under 35 se assunto entro il 14 aprile 2026 (compreso). Dal 15 aprile 2026 non sarà più ammissibile.

      2. Requisito occupazionale (no rapporti precedenti)

      Il lavoratore non deve aver mai avuto, presso qualsiasi datore di lavoro, un contratto a tempo indeterminato in tutta la sua vita lavorativa. Sono ammessi solo rapporti:

      • Contratti a termine
      • Contratti di apprendistato (di qualsiasi tipo)
      • Collaborazioni (co.co.co, partita IVA occasionale)
      • Tirocini/stage
      • Contratti intermittenti

      Attenzione: Anche un solo giorno di lavoro a tempo indeterminato presso un’altra azienda (anche 10 anni prima) esclude dal bonus. La verifica è effettuata dall’INPS tramite incrocio con l’archivio UNIEMENS.

      3. Assenza di ammortizzatori sociali attivi

      Il lavoratore non deve essere titolare, al momento dell’assunzione, di:

      • Trattamento pensionistico diretto (pensione di vecchiaia, anticipata, invalidità)
      • NASPI o altra indennità di disoccupazione
      • DIS-COLL (disoccupazione collaboratori)

      Eccezione: È ammesso il bonus se il lavoratore ha esaurito la NASPI da più di 60 giorni prima dell’assunzione (Circolare INPS n. 23/2026, punto 3.2.3).

      4. Casi particolari ammessi

      Il bonus INPS giovani è compatibile con lavoratori che hanno avuto in passato:

      • Contratti a chiamata/intermittenti (anche se tecnicamente sono T.I.)
      • Partita IVA (anche attiva al momento dell’assunzione, purché venga chiusa entro 30 giorni)
      • Lavoro subordinato all’estero (solo se non registrato in archivi INPS)

      Fonte: Circolare INPS n. 23/2026, paragrafo 3 “Requisiti soggettivi del lavoratore”.

      Requisiti per le aziende e datori di lavoro

      Le aziende che intendono beneficiare del bonus giovani under 35 2026 devono rispettare requisiti stringenti sia al momento dell’assunzione che per tutta la durata dello sgravio contributivo giovani.

      1. Regolarità contributiva e fiscale (DURC)

      L’azienda deve essere in possesso del DURC regolare (Documento Unico di Regolarità Contributiva) al momento della domanda e per tutta la durata del beneficio. Sono verificati:

      • Regolarità contributi INPS
      • Regolarità contributi INAIL
      • Regolarità contributiva Cassa Edile (per settore edilizia)
      • Assenza di debiti tributari superiori a 5.000 euro (verifica Agenzia Entrate)

      Attenzione: In caso di irregolarità sopravvenuta durante i 36 mesi, l’INPS sospende l’erogazione dello sgravio fino alla regolarizzazione. Se l’irregolarità persiste oltre 6 mesi, il bonus viene revocato con recupero delle somme già fruite.

      2. Rispetto dei CCNL e normativa lavoro

      L’azienda deve applicare integralmente il CCNL di riferimento per il settore e territorio, inclusi:

      • Retribuzione minima tabellare
      • Scatti di anzianità
      • Maggiorazioni (lavoro notturno, festivo, straordinario)
      • Contribuzione integrativa (fondi pensione, INPS, Sanità integrativa)

      Sono esclusi dal bonus i datori che, nei 6 mesi precedenti l’assunzione incentivata, abbiano effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o collettivi nella stessa unità produttiva e per la stessa qualifica del lavoratore assunto.

      3. Obbligo di incremento occupazionale netto

      Per aziende con più di 15 dipendenti, il bonus è subordinato all’incremento occupazionale netto calcolato su base annua. L’INPS verifica che:

      • Il numero di lavoratori T.I. al 31 dicembre dell’anno di assunzione sia superiore alla media dei 12 mesi precedenti
      • L’incremento sia almeno pari a +1 unità (quella incentivata)

      Esempio: Un’azienda con 20 dipendenti T.I. medi nel 2025 deve avere almeno 21 dipendenti T.I. al 31/12/2026 per mantenere il bonus assunzioni giovani 2026.

      4. Obbligo di stabilità occupazionale

      L’azienda si impegna a mantenere in servizio il lavoratore incentivato per almeno 36 mesi (durata dello sgravio). In caso di licenziamento anticipato (tranne giusta causa o dimissioni), l’azienda deve:

      • Restituire integralmente il bonus già fruito
      • Corrispondere gli interessi legali sulla somma
      • Non poter presentare nuove domande di incentivo per 12 mesi

      5. Settori ammessi ed esclusi

      Il bonus è ammesso per tutti i settori economici, pubblici e privati, con le seguenti esclusioni espresse:

      • Lavoro domestico (colf, badanti)
      • Lavoro agricolo (operai agricoli a tempo determinato)
      • Contratti di apprendistato (già incentivati)
      • Pubblico impiego (enti pubblici non economici)

      Fonte: Decreto MIMIT 15 gennaio 2026, art. 4 “Obblighi del datore di lavoro beneficiario”.

      Importi e calcolo dello sgravio contributivo

      Il bonus giovani under 35 2026 consiste in uno sgravio del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con un tetto massimo di 8.000 euro annui per lavoratore, per una durata di 36 mesi.

      Contributi oggetto di sgravio

      Sono azzerati i seguenti contributi:

      • Contributi IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti): aliquota ordinaria 23,81%
      • Contributi DS (Disoccupazione): aliquota 1,61%
      • Contributi per assegni familiari: aliquota 0,68%
      • Contributi maternità: aliquota 0,46%
      • Contributi CIG (Cassa Integrazione Guadagni): aliquota variabile per settore

      Totale aliquota contributiva azzerata: circa 27-29% della retribuzione lorda, a seconda del settore e dimensione aziendale.

      Contributi NON coperti dallo sgravio

      Restano a carico dell’azienda:

      • Contributo INAIL (contro infortuni): varia per settore (da 0,5% a 6%)
      • Contributi a fondi interprofessionali (Fondimpresa, Fondirigenti, ecc.): 0,30%
      • Contributi contrattuali (fondi pensione, sanità integrativa se previsti da CCNL)

      Massimale mensile e annuo

      Il massimale di 8.000 euro annui corrisponde a circa 667 euro mensili. Questo significa che:

      • Per retribuzioni lorde fino a 2.800 euro/mese (circa), lo sgravio copre il 100% dei contributi azzerabili
      • Per retribuzioni superiori, si applica il tetto di 667 euro/mese e l’eccedenza resta a carico dell’azienda

      Esempio pratico di calcolo

      Caso 1: Impiegato amministrativo, retribuzione lorda mensile 1.800 euro

      VoceImporto
      Retribuzione lorda mensile1.800 euro
      Contributi INPS datore (27,5%)495 euro
      Sgravio bonus giovani (100%)-495 euro
      Contributi INAIL (1%)18 euro
      Costo contributivo totale per l’azienda18 euro

      Risparmio annuo: 495 euro × 12 mesi = 5.940 euro/anno (sotto il tetto di 8.000)

      Caso 2: Dirigente commerciale, retribuzione lorda mensile 4.500 euro

      VoceImporto
      Retribuzione lorda mensile4.500 euro
      Contributi INPS datore (27,5%)1.237 euro
      Sgravio bonus giovani (max 667/mese)-667 euro
      Contributi INPS residui570 euro
      Contributi INAIL (0,5%)22 euro
      Costo contributivo totale per l’azienda592 euro

      Risparmio annuo: 667 euro × 12 mesi = 8.000 euro/anno (massimale raggiunto)

      Risparmio complessivo su 36 mesi

      Considerando la durata triennale dello sgravio, un’azienda può risparmiare:

      • Retribuzione 1.800 euro/mese: 17.820 euro totali (5.940 × 3 anni)
      • Retribuzione 4.500 euro/mese: 24.000 euro totali (8.000 × 3 anni, massimale)

      Fonte: Circolare INPS n. 23/2026, paragrafo 5 “Calcolo e fruizione dello sgravio contributivo”.

      Come presentare domanda all’INPS

      La procedura per richiedere il bonus giovani under 35 2026 prevede l’invio telematico della domanda tramite il portale INPS, seguendo una tempistica precisa.

      1. Quando presentare la domanda

      La domanda va presentata entro 7 giorni dalla data di instaurazione del rapporto di lavoro incentivato (assunzione o trasformazione). Questo termine è perentorio: domande tardive non saranno accolte.

      Esempio: Assunzione il 10 marzo 2026 → domanda entro il 17 marzo 2026 (compreso).

      2. Procedura online (portale INPS)

      L’accesso al servizio richiede:

      • SPID (Sistema Pubblico Identità Digitale) livello 2 o superiore
      • CIE (Carta Identità Elettronica) con PIN
      • CNS (Carta Nazionale Servizi) per professionisti abilitati

      Percorso di accesso:

      1. Accedere al portale www.inps.it con SPID/CIE
      2. Sezione “Imprese e Liberi Professionisti”
      3. Servizio “DiResCo – Dichiarazioni di Responsabilità”
      4. Selezionare “Incentivo occupazione giovani under 35 – anno 2026”
      5. Compilare il form con i dati richiesti
      6. Allegare documentazione (se necessaria)
      7. Inviare telematicamente

      3. Dati e documenti necessari

      Per compilare la domanda servono:

      • Codice Fiscale del lavoratore
      • Codice Fiscale e Matricola INPS dell’azienda
      • Data assunzione o trasformazione
      • Tipologia contrattuale (tempo indeterminato, part-time, full-time)
      • CCNL applicato (codice e descrizione)
      • Retribuzione lorda annua prevista
      • Sede di lavoro (indirizzo unità produttiva)
      • Qualifica del lavoratore

      In caso di trasformazione da tempo determinato a indeterminato, indicare anche:

      • Data inizio contratto a termine originario
      • Data di trasformazione

      4. Istruttoria e autorizzazione INPS

      Dopo l’invio, l’INPS effettua verifiche automatizzate:

      • Verifica anagrafica del lavoratore (età, codice fiscale)
      • Verifica storico contributivo (assenza T.I. precedenti)
      • Verifica DURC dell’azienda
      • Verifica disponibilità fondi (ordine cronologico di presentazione)

      L’esito è comunicato entro 30 giorni tramite:

      • PEC (Posta Elettronica Certificata) dell’azienda
      • Area riservata portale INPS

      5. Autorizzazione e fruizione dello sgravio

      In caso di esito positivo, l’INPS rilascia:

      • Codice autorizzazione univoco (da indicare nei flussi UNIEMENS)
      • Importo massimo mensile fruibile
      • Periodo di validità (36 mesi dalla data assunzione)

      Dal mese successivo all’autorizzazione, l’azienda può esporre il credito nel flusso UNIEMENS mensile, compilando l’elemento <Incentivo> con:

      • Codice autorizzazione INPS
      • Importo sgravio richiesto (max 667 euro/mese)
      • Tipologia incentivo: “BGIO2026”

      6. Assistenza nella compilazione

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre supporto nella:

      • Verifica preventiva requisiti azienda e lavoratore
      • Compilazione domanda telematica INPS
      • Invio telematico con delega
      • Gestione comunicazioni con INPS
      • Assistenza in caso di diniego o richiesta integrazione

      Fonte: Messaggio INPS n. 891/2026, allegato “Manuale operativo DiResCo – Bonus giovani 2026”.

      Contratti ammessi e tipologie di assunzione

      Il bonus giovani under 35 2026 è riconosciuto esclusivamente per rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato, con alcune specificità operative.

      1. Assunzioni dirette a tempo indeterminato

      Sono incentivate tutte le nuove assunzioni con contratto T.I., sia:

      • Full-time (tempo pieno)
      • Part-time (tempo parziale): lo sgravio è proporzionato alla percentuale di part-time

      Esempio: Part-time al 50% (20 ore settimanali) → sgravio massimo 4.000 euro/anno (50% di 8.000)

      2. Trasformazioni di contratti a termine

      Novità 2026: è incentivata anche la trasformazione di contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, purché:

      • Il lavoratore possegga i requisiti (under 36, mai avuto T.I.)
      • La trasformazione avvenga entro il 31 dicembre 2026
      • Il contratto a termine originario sia stato di durata almeno 6 mesi

      Decorrenza incentivo: dalla data di trasformazione (non dalla data di assunzione originaria).

      3. Somministrazione a tempo indeterminato

      Il bonus è fruibile anche per lavoratori somministrati (ex interinali), purché:

      • Il contratto di somministrazione sia a tempo indeterminato (staff leasing)
      • Il lavoratore sia assegnato a missione presso l’utilizzatore
      • Il beneficiario del bonus sia l’agenzia di somministrazione (non l’utilizzatore)

      4. Contratti ESCLUSI

      Non possono accedere al bonus:

      • Apprendistato (tutte le tipologie: professionalizzante, alta formazione, I livello)
      • Contratti a termine (determinato, stagionale)
      • Contratti intermittenti (a chiamata)
      • Collaborazioni (co.co.co., partita IVA)
      • Lavoro domestico (colf, badanti)
      • Lavoro agricolo a tempo determinato

      5. Clausole contrattuali ammesse

      Il bonus è compatibile con:

      • Patto di prova (entro limiti CCNL): lo sgravio decorre anche durante il periodo di prova
      • Clausole di mobilità (trasferimento temporaneo)
      • Smart working / lavoro agile: nessun impatto sullo sgravio

      6. Esclusioni per settore

      SettoreAmmissibilità
      Industria✓ Ammesso
      Commercio✓ Ammesso
      Artigianato✓ Ammesso
      Servizi✓ Ammesso
      Pubblico impiego (PA)✗ Escluso
      Lavoro domestico✗ Escluso
      Agricoltura (T.D.)✗ Escluso
      Agricoltura (T.I.)✓ Ammesso

      Fonte: Circolare INPS n. 23/2026, paragrafo 4 “Tipologie contrattuali ammesse”.

      Cumulabilità con altri incentivi e bonus

      Il bonus giovani under 35 2026 può essere cumulato parzialmente con altri incentivi assunzioni under 35, nel rispetto di limiti e condizioni specifiche.

      1. Incentivi cumulabili al 100%

      Il bonus giovani è totalmente compatibile con:

      • Decontribuzione Sud (art. 1 comma 161 L. 178/2020): per assunzioni in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna
      • ZES Unica Mezzogiorno: per aziende localizzate nelle Zone Economiche Speciali del Sud Italia
      • Bonus donne disoccupate (L. 92/2012, art. 4 commi 8-11): se il lavoratore under 35 è anche donna disoccupata da oltre 24 mesi
      • Esonero contributivo alternanza scuola-lavoro: per studenti under 35 assunti dopo tirocinio curriculare

      Esempio pratico: Un’azienda campana che assume un giovane under 35 può cumulare:

      IncentivoImporto annuo
      Bonus giovani under 358.000 euro
      Decontribuzione Sud+30% contributi residui
      Risparmio totale stimato~10.500 euro/anno

      2. Incentivi NON cumulabili

      Il bonus giovani è incompatibile con:

      • Incentivo NEET (giovani non occupati/non studenti): si può scegliere uno dei due, non entrambi
      • Incentivo occupazione disabili (L. 68/1999): prevale il bonus disabili se il lavoratore è iscritto a liste collocamento mirato
      • Apprendistato: incentivi specifici dell’apprendistato escludono il bonus giovani
      • Contratti di sviluppo MISE: il cumulo è consentito solo previa autorizzazione della Direzione regionale INPS

      3. Disciplina del cumulo (regola generale)

      In caso di cumulo ammesso, si applica la seguente gerarchia:

      1. Si fruisce prima del bonus giovani (8.000 euro/anno) sui contributi INPS
      2. Sui contributi residui si applica l’eventuale secondo incentivo (es. Decontribuzione Sud)
      3. Il totale dei benefici non può superare il 100% dei contributi dovuti

      4. Verifica preventiva obbligatoria

      Prima di assumere, è consigliabile:

      • Verificare con il CAF o consulente del lavoro la presenza di altri incentivi attivi
      • Richiedere parere preventivo all’INPS tramite il servizio “Quesiti online” per casi dubbi
      • Consultare la Guida operativa INPS aggiornata (disponibile su www.inps.it, sezione “Imprese”)

      Fonte: Circolare INPS n. 23/2026, paragrafo 7 “Cumulabilità con altri incentivi all’occupazione”.

      Durata, sospensione e revoca del bonus

      Il bonus giovani under 35 2026 ha una durata standard di 36 mesi, ma può essere sospeso, ridotto o revocato in caso di inadempimenti o situazioni specifiche.

      1. Durata standard dello sgravio

      Lo sgravio contributivo è riconosciuto per 36 mesi consecutivi dalla data di:

      • Assunzione a tempo indeterminato, oppure
      • Trasformazione del contratto da determinato a indeterminato

      Esempio: Assunzione 15 marzo 2026 → sgravio fruibile fino al 14 marzo 2029 (compreso).

      2. Sospensioni del rapporto di lavoro

      Durante le sospensioni del rapporto, il bonus viene temporaneamente sospeso e il periodo viene “congelato”. Rientrano in questa casistica:

      • Maternità obbligatoria (5 mesi): sospensione automatica, il conteggio riprende al rientro
      • Congedo parentale: sospensione per la durata del congedo
      • CIG ordinaria/straordinaria: lo sgravio è ridotto proporzionalmente alle ore lavorate
      • Malattia superiore a 60 giorni consecutivi: sospensione dal 61° giorno in poi
      • Aspettativa non retribuita: sospensione per tutta la durata dell’aspettativa

      Conseguenza: Il periodo di sospensione viene recuperato posticipando la scadenza dei 36 mesi.

      3. Licenziamento del lavoratore incentivato

      In caso di licenziamento prima dei 36 mesi, si applicano regole diverse a seconda della causale:

      Licenziamento per giusta causa

      Se il licenziamento avviene per giusta causa (grave inadempimento del lavoratore), l’azienda:

      • Conserva il bonus già fruito fino alla data di cessazione
      • Non deve restituire nulla all’INPS
      • Può presentare nuove domande per altri lavoratori

      Licenziamento per giustificato motivo oggettivo o soggettivo

      Se il licenziamento avviene per motivi economici o organizzativi, l’azienda:

      • Decade dal beneficio dalla data di licenziamento
      • Deve restituire integralmente il bonus già fruito
      • Paga interessi legali sulla somma (attualmente 2,5% annuo)
      • Non può presentare nuove domande di incentivo per 12 mesi

      4. Dimissioni volontarie del lavoratore

      In caso di dimissioni volontarie, l’azienda:

      • Conserva il bonus fruito fino alla data di cessazione
      • Non è tenuta a restituire nulla
      • Può assumere altro personale con incentivo

      Attenzione: Se le dimissioni avvengono entro i primi 12 mesi dall’assunzione, l’INPS può effettuare verifiche per escludere accordi simulati (“dimissioni indotte”).

      5. Revoca del bonus per irregolarità

      L’INPS revoca integralmente il bonus (con recupero somme + sanzioni) nei seguenti casi:

      • DURC irregolare per oltre 6 mesi consecutivi
      • Falsa dichiarazione sui requisiti del lavoratore o dell’azienda
      • Mancato rispetto CCNL (retribuzione inferiore al minimo tabellare)
      • Mancato incremento occupazionale (per aziende oltre 15 dipendenti)
      • Violazioni normativa sicurezza lavoro gravi o reiterate

      6. Recupero delle somme e sanzioni

      In caso di revoca, l’INPS procede a:

      • Recupero integrale del bonus fruito tramite compensazione nei flussi UNIEMENS successivi
      • Interessi legali dalla data di fruizione indebita
      • Sanzioni amministrative da 1.000 a 5.000 euro (per false dichiarazioni)
      • Segnalazione alla Guardia di Finanza (se importo superiore a 50.000 euro)

      Fonte: Decreto MIMIT 15 gennaio 2026, art. 6 “Decadenza, sospensione e revoca del beneficio”.

      Differenze con il Bonus NEET e altri incentivi

      Oltre al bonus giovani under 35, esistono altri incentivi per l’occupazione giovanile che possono generare confusione. Analizziamo le differenze principali.

      Bonus giovani under 35 vs Bonus NEET

      AspettoBonus under 35Bonus NEET
      NormativaL. 207/2024, art. 1 c. 180-186D.Lgs. 150/2015, art. 16
      Età lavoratoreMeno di 36 anni15-29 anni (“NEET”)
      Requisito NEETNon richiestoObbligatorio (iscrizione Garanzia Giovani)
      Storico lavorativoMai avuto T.I.Disoccupato da almeno 6 mesi
      Importo massimo8.000 euro/anno4.000-6.000 euro/anno (variabile)
      Durata36 mesi12-18 mesi
      CumulabilitàCon Decontribuzione Sud, ZESNon cumulabile con altri incentivi

      Quale scegliere? Se il lavoratore possiede i requisiti per entrambi, conviene il bonus under 35 per durata (36 vs 12-18 mesi) e importo (8.000 vs 4.000-6.000 euro).

      Bonus giovani under 35 vs Decontribuzione Sud

      AspettoBonus under 35Decontribuzione Sud
      NormativaL. 207/2024, art. 1 c. 180-186L. 178/2020, art. 1 c. 161-168
      TerritorioTutta ItaliaSolo 8 regioni Sud
      Requisiti lavoratoreUnder 36, mai T.I.Qualsiasi età/storico
      Importo sgravio100% contributi (max 8.000)30% contributi (no massimale)
      Durata36 mesiIllimitata (fino al 2029)
      Cumulabilità✓ Cumulabile✓ Cumulabile

      Cumulo ottimale (regioni Sud): Un’azienda del Mezzogiorno può applicare prima il bonus under 35 (8.000 euro) e poi la Decontribuzione Sud (30% sui contributi residui), ottenendo un risparmio totale superiore.

      Bonus giovani under 35 vs Esonero under 36 generalizzato

      Dal 2025 esiste anche un esonero contributivo generalizzato per under 36 (L. 213/2023, art. 1 c. 294-297), con differenze sostanziali:

      AspettoBonus under 35 (L. 207/2024)Esonero under 36 generalizzato
      TargetDatori di lavoroLavoratori dipendenti
      BeneficiarioAzienda (sgravio contributivo)Lavoratore (aumento netto in busta)
      RequisitiMai avuto T.I.Retribuzione imponibile fino a 35.000 euro
      ImportoMax 8.000 euro/anno al datoreMax 3.000 euro/anno al lavoratore
      Domanda INPSObbligatoriaAutomatica (datore in UNIEMENS)

      Nota: I due bonus sono cumulabili, quindi un datore può fruire dello sgravio 8.000 euro e contemporaneamente riconoscere al lavoratore under 36 l’esonero contributivo generalizzato (aumento netto fino a 3.000 euro/anno).

      Fonte: Circolare INPS n. 23/2026, Allegato 2 “Confronto con altri incentivi occupazionali”.

      Scadenze e calendario 2026

      Il bonus giovani under 35 2026 segue un calendario con scadenze precise per la presentazione delle domande e l’utilizzo delle risorse stanziate.

      Scadenze principali

      DataEvento
      1 gennaio 2026Entrata in vigore del bonus (valido per assunzioni dal 01/01/2026)
      14 febbraio 2026Pubblicazione Circolare INPS n. 23/2026 con istruzioni operative
      1 marzo 2026Apertura portale DiResCo per invio domande telematiche
      31 dicembre 2026Scadenza per presentare domande relative ad assunzioni/trasformazioni 2026
      31 gennaio 2027Termine ultimo per regolarizzare domande incomplete (richiesta integrazioni)

      Finestra temporale per le assunzioni

      Il bonus è riconosciuto per assunzioni/trasformazioni effettuate dal 1 gennaio 2026 al 31 dicembre 2026. Contratti stipulati prima del 01/01/2026 (anche se con decorrenza successiva) non sono ammessi.

      Esaurimento fondi: criterio cronologico

      Le risorse stanziate (1,8 miliardi di euro) vengono assegnate secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande. L’INPS comunica sul portale:

      • Stato residuo fondi aggiornato settimanalmente
      • Percentuale di utilizzo delle risorse disponibili
      • Alert esaurimento quando rimane meno del 10% dei fondi

      Consiglio operativo: Presentare la domanda il prima possibile (entro 7 giorni dall’assunzione) per garantirsi l’accesso ai fondi. Nel 2025, i fondi si sono esauriti a ottobre, lasciando scoperte le assunzioni degli ultimi due mesi.

      Monitoraggio disponibilità fondi

      Per verificare in tempo reale lo stato dei fondi:

      • Accedere a www.inps.it → Sezione “Imprese” → “Monitoraggio incentivi”
      • Consultare il contatore “Bonus giovani under 35 – anno 2026”
      • Visualizzare: importo stanziato, importo impegnato, saldo disponibile

      Scadenze per la fruizione dello sgravio

      Una volta autorizzato il bonus, il datore ha tempo fino al termine di prescrizione contributiva (5 anni) per esporre il credito nei flussi UNIEMENS. Tuttavia, è consigliabile fruire mensilmente dello sgravio per beneficiare subito del risparmio contributivo.

      Proroghe e rifinanziamenti

      La Legge di Bilancio 2025 prevede un meccanismo di rifinanziamento automatico: se entro il 30 settembre 2026 risultano fondi residui inferiori al 20% dello stanziamento iniziale, il MIMIT può incrementare la dotazione con decreto ministeriale (fino a +500 milioni di euro).

      Fonte: Legge 207/2024, art. 1 comma 185 “Dotazione finanziaria e monitoraggio”.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Conclusione

      Il Bonus giovani under 35 2026 rappresenta un’opportunità concreta per aziende e lavoratori: le imprese risparmiano fino a 24.000 euro in tre anni per ogni assunzione, mentre i giovani accedono a contratti stabili in un mercato del lavoro ancora difficile.

      La chiave del successo è la tempestività: presentare la domanda entro 7 giorni dall’assunzione e verificare preventivamente tutti i requisiti (età, assenza di T.I. precedenti, DURC aziendale regolare). Un errore formale o una verifica tardiva possono precludere l’accesso al beneficio.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

      • Verifica preliminare requisiti (lavoratore e azienda)
      • Simulazione risparmio contributivo (con calcoli personalizzati)
      • Compilazione e invio telematico domanda INPS
      • Gestione comunicazioni e integrazioni documentali
      • Assistenza in caso di revoca o contestazioni

      Non lasciarti sfuggire questa opportunità: il bonus si esaurisce rapidamente e le risorse vengono assegnate in ordine cronologico. Contattaci per una consulenza personalizzata e verifica subito se puoi accedere allo sgravio contributivo giovani.

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      Domande Frequenti sul Bonus giovani under 35

      Posso accedere al bonus se ho avuto un contratto a tempo indeterminato 5 anni fa?

      No, il requisito mai avuto un T.I. vale per tutta la vita lavorativa. Anche un solo giorno di contratto a tempo indeterminato presso qualsiasi datore di lavoro (anche molto tempo prima) esclude dal bonus. L’INPS verifica lo storico contributivo completo tramite archivio UNIEMENS.

      Il bonus vale anche per contratti part-time?

      Si, il bonus e riconosciuto anche per contratti part-time, ma lo sgravio e proporzionato alla percentuale di orario. Ad esempio, un part-time al 50% beneficia di uno sgravio massimo di 4.000 euro annui (meta di 8.000 euro).

      Cosa succede se il lavoratore si dimette dopo 1 anno?

      In caso di dimissioni volontarie, l’azienda conserva il bonus fruito fino alla data di cessazione e non deve restituire nulla. Tuttavia, se le dimissioni avvengono entro i primi 12 mesi, l’INPS puo verificare l’assenza di accordi simulati tra azienda e lavoratore.

      Posso cumulare il bonus giovani con la Decontribuzione Sud?

      Si, i due incentivi sono totalmente cumulabili. Un’azienda del Sud puo applicare prima il bonus giovani (100% contributi fino a 8.000 euro) e poi la Decontribuzione Sud (30% sui contributi residui), ottenendo un risparmio complessivo superiore.

      Entro quando devo presentare la domanda all’INPS?

      La domanda va presentata entro 7 giorni dalla data di assunzione o trasformazione del contratto. Questo termine e perentorio: domande tardive non saranno accolte. Ad esempio, se l’assunzione e il 10 marzo 2026, la domanda va inviata entro il 17 marzo 2026 (compreso).

      Se l’azienda ha un DURC irregolare, perde il bonus?

      Se il DURC risulta irregolare al momento della domanda, l’INPS respinge la richiesta. Se l’irregolarita emerge durante i 36 mesi, lo sgravio viene sospeso fino alla regolarizzazione. Se l’irregolarita persiste oltre 6 mesi, il bonus viene revocato con recupero delle somme gia fruite.


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        Luglio 7, 2026
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