NOTIZIEBonus affitto, fino a 500 euro al mese: scopri a chi spetta e quando parteUn nuovo bonus affitto 2026 è in arrivo per i genitori separati o divorziati non assegnatari della casa familiare che pagano un canone di locazione. Il contributo può arrivare fino a 500 euro al mese, per un massimo di 6.000 euro l’anno (12 mensilità). La misura è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 e il relativo decreto attuativo è stato firmato il 14 settembre 2026 dai Ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell’Economia e delle Finanze: sarà il MIT a gestire il riparto dei fondi tra le Regioni. Vediamo nel dettaglio come funziona il bonus affitto 2026, chi può richiederlo e quando è previsto l’avvio delle domande.Indice dei contenutiCos’è il bonus affitto 2026 e perché nasceBonus affitto fino a 500 euro al mese: come funzionaRequisiti per accedere al bonus affitto 2026Quando parte l’erogazione del bonus affitto: tempistiche e bandoBonus affitto e altre agevolazioni per la casa: il quadro completoDomande frequenti sul bonus affitto 2026Cos’è il bonus affitto 2026 e perché nasceIl bonus affitto 2026 nasce per dare una risposta concreta all’aumento dei canoni di locazione registrato negli ultimi anni nelle principali città italiane. Si tratta di un fondo per il sostegno abitativo riservato a chi, dopo una separazione o un divorzio, deve continuare a pagare un affitto pur avendo già obblighi di mantenimento verso i figli. Lo stanziamento previsto è di circa 20 milioni di euro annui, per un totale di 60 milioni di euro nel triennio 2026-2028.Va precisato che questa non è l’unica forma di sostegno per chi affitta casa in Italia. Esiste già da tempo il Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione, gestito dai Comuni e basato sull’ISEE, rivolto principalmente a nuclei familiari a basso reddito. Il nuovo bonus affitto 2026 si affianca a questa misura ordinaria, ma con caratteristiche e requisiti diversi, come vedremo più avanti. Bonus affitto fino a 500 euro al mese: come funzionaIl meccanismo del bonus affitto è pensato per alleggerire concretamente il peso del canone mensile. Il contributo copre il 50% delle spese sostenute per il canone di locazione, fino a un tetto massimo di 500 euro al mese. Su base annua, l’aiuto non potrà quindi superare i 6.000 euro, corrispondenti a un massimo di 12 mensilità.In pratica, chi ha un canone di locazione elevato potrà vedersi rimborsata una parte significativa della spesa mensile, con un tetto pensato per intervenire soprattutto nelle zone dove gli affitti sono più cari. Trattandosi di una misura nuova, alcuni dettagli operativi (come le modalità concrete di erogazione, se tramite bonifico diretto o credito d’imposta) saranno chiariti solo con la pubblicazione del bando attuativo. Requisiti per accedere al bonus affitto 2026Per accedere al bonus affitto 2026 serve rientrare in una serie di requisiti economici e familiari ben precisi. Una particolarità di questa misura, rispetto ad altri bonus casa, è che non si basa sull’ISEE ma sul reddito individuale risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi disponibile.Essere genitore separato o divorziato non assegnatario dell’abitazione familiare, con almeno un figlio a carico fino a 21 anni e in regola con gli obblighi di mantenimentoReddito individuale IRPEF non superiore a 35.000 euro annui, risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi presentataContratto di locazione regolarmente registrato e residenza in un Comune italianoNessun altro immobile residenziale di proprietà entro un raggio di 50 km dalla precedente abitazione familiare (non rileva l’immobile di proprietà dell’ex coniuge)Esclusione per chi è assegnatario di alloggi di edilizia residenziale pubblica o beneficia già di altre misure pubbliche di sostegno all’affittoVa sottolineato che non si tratta di un bonus affitto generalizzato: la platea è circoscritta ai genitori separati o divorziati che rispettano tutte le condizioni sopra elencate. Chi paga un canone di locazione ma non si trova in questa situazione non può accedere a questo contributo, pur restando eventualmente destinatario di altre misure come il Fondo nazionale sostegno affitto gestito dai Comuni. Se rientri in questa situazione, i requisiti specifici per i genitori separati sono spiegati in modo approfondito in un altro nostro articolo: https://centrofiscale.com/bonus-affitto-genitori-separati-2026/.Un aspetto da non sottovalutare riguarda proprio la regolarità del contratto di locazione: senza registrazione, il diritto al bonus affitto decade. Chi ha dubbi sulla propria situazione contrattuale può approfondire il tema qui: https://centrofiscale.com/contratto-affitto-non-registrato-spese-detraibili/. Quando parte l’erogazione del bonus affitto: tempistiche e bandoMolti si chiedono quando sarà possibile presentare domanda per il bonus affitto 2026. Al momento le domande non sono ancora aperte. Il decreto attuativo firmato il 14 settembre 2026 rappresenta solo il primo passo formale: ora il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dovrà pubblicare il bando operativo, che secondo le indicazioni ministeriali dovrebbe arrivare entro l’autunno 2026.Non è ancora stata definita una scadenza per la presentazione delle domande: questo dettaglio, insieme alle modalità operative di richiesta e alla piattaforma da utilizzare, sarà reso noto con la pubblicazione dell’avviso ministeriale. È probabile che, una volta aperto il bando, i fondi vengano assegnati fino a esaurimento delle risorse stanziate, come avviene solitamente per questo tipo di misure. Bonus affitto e altre agevolazioni per la casa: il quadro completoIl bonus affitto 2026 si inserisce in un panorama più ampio di misure pensate per aiutare chi vive in affitto. Accanto a questa nuova misura resta attivo il Fondo nazionale sostegno affitto ordinario, gestito dai Comuni sulla base dell’ISEE, a cui accedono ogni anno migliaia di famiglie a basso reddito. Le due misure hanno platee e criteri diversi e non sono cumulabili: il decreto attuativo esclude infatti dal nuovo contributo chi beneficia già di altre misure pubbliche di sostegno all’affitto.Per chi deve comunque verificare la propria posizione ISEE in vista di altri bonus e agevolazioni legate alla casa, può essere utile ricordare che l’indicatore ha una scadenza e va rinnovato periodicamente: tutti i dettagli sono disponibili in questo approfondimento: https://centrofiscale.com/isee-2026-quando-rinnovarlo-bonus-agevolazioni/. Domande frequenti sul bonus affitto 2026Chi può richiedere il bonus affitto 2026?La misura è riservata ai genitori separati o divorziati non assegnatari della casa familiare, con almeno un figlio a carico fino a 21 anni, in regola con gli obblighi di mantenimento, con reddito individuale fino a 35.000 euro e contratto di locazione regolarmente registrato. Non è un bonus affitto aperto a tutti gli inquilini.Quanto vale il bonus affitto fino a 500 euro al mese?Il contributo può coprire fino al 50% del canone di locazione, con un tetto massimo di 500 euro al mese e 6.000 euro all’anno, per un massimo di 12 mensilità.Serve l’ISEE per il bonus affitto 2026?No, questa specifica misura non si basa sull’ISEE ma sul reddito individuale IRPEF risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi presentata, che non deve superare i 35.000 euro annui.Quando si potrà fare domanda per il bonus affitto 2026?Al momento le domande non sono ancora aperte. Il bando attuativo, che definirà tempi e modalità di presentazione, è atteso entro l’autunno 2026.Il bonus affitto è cumulabile con altre agevolazioni sulla casa?No: il decreto attuativo esclude dal contributo chi beneficia già di altre misure pubbliche di sostegno all’affitto o è assegnatario di alloggi di edilizia residenziale pubblica. Le modalità di verifica saranno precisate nel bando.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-23 13:00:002026-09-17 15:20:39Bonus affitto, fino a 500 euro al mese: scopri a chi spetta e quando parte
NOTIZIEContratto affitto non registrato: le spese di casa sono detraibili?Molti inquilini firmano un contratto di locazione senza preoccuparsi di registrarlo in Agenzia delle Entrate, magari per risparmiare sull’imposta di registro o perché il proprietario preferisce così. Ma un contratto affitto non registrato non è solo un problema tra le parti: ha conseguenze dirette sulla possibilità di scaricare le spese di casa nella dichiarazione dei redditi. Se ti stai chiedendo se con un contratto affitto non registrato spese detraibili possano comunque essere portate in detrazione, la risposta breve è no: senza registrazione, la maggior parte delle agevolazioni fiscali legate all’affitto restano precluse.In questo articolo vediamo perché la registrazione è un passaggio obbligatorio, quali detrazioni si perdono con un contratto affitto non registrato, cosa succede al bonus ristrutturazioni per chi vive in affitto e come è possibile sanare la posizione con la registrazione tardiva.Indice dei contenutiPerché la registrazione del contratto di affitto è obbligatoriaContratto affitto non registrato: quali spese non sono detraibiliBonus ristrutturazione e altre agevolazioni: cosa succede senza registrazioneSi può sanare la situazione? Registrazione tardiva e ravvedimento operosoDomande frequenti sul contratto affitto non registratoPerché la registrazione del contratto di affitto è obbligatoriaLa legge italiana è molto chiara su questo punto. L’articolo 1, comma 346, della Legge 311/2004 stabilisce che i contratti di locazione non registrati sono nulli. In pratica, un contratto di affitto stipulato ma mai portato in Agenzia delle Entrate non produce effetti giuridici pieni: è come se, dal punto di vista fiscale e legale, non fosse mai esistito in forma valida.La registrazione del contratto di locazione non è quindi un adempimento facoltativo o burocratico di secondo piano: è la condizione che rende il contratto opponibile a terzi, compreso il Fisco. Questo significa che tutte le agevolazioni fiscali collegate all’affitto di un immobile, dalle detrazioni per l’inquilino ai bonus edilizi, presuppongono un contratto regolarmente registrato.Va inoltre ricordato che l’obbligo di registrazione riguarda sia i contratti a canone libero sia quelli a canone concordato: l’unica eccezione è rappresentata dai contratti di durata non superiore a 30 giorni complessivi nell’anno con lo stesso conduttore, per i quali la registrazione è dovuta soltanto in caso d’uso. Anche i contratti transitori, ad esempio quelli stipulati per motivi di lavoro o di studio, devono essere registrati entro i termini previsti per non incorrere in problemi successivi. Contratto affitto non registrato: quali spese non sono detraibiliIl primo effetto pratico di un contratto affitto non registrato riguarda la detrazione del canone di locazione, disciplinata dall’articolo 16 del TUIR (il Testo Unico delle Imposte sui Redditi). Questa norma prevede una serie di detrazioni IRPEF a favore degli inquilini, cui si affianca la detrazione per i canoni degli studenti universitari fuori sede prevista dall’articolo 15, comma 1, lettera i-sexies del TUIR: tutte queste agevolazioni richiedono come presupposto un contratto di locazione valido e registrato.Senza registrazione, restano quindi precluse diverse categorie di detrazione per l’affitto, tra cui:la detrazione per i contratti a canone concordato, riservata agli inquilini che affittano l’abitazione principale con questa tipologia di contratto;la detrazione per i giovani di età compresa tra i 20 e i 31 anni non compiuti che stipulano un contratto per l’abitazione principale, diversa da quella dei genitori;la detrazione per i lavoratori dipendenti che si sono trasferiti per motivi di lavoro (i cosiddetti lavoratori fuori sede);la detrazione per gli studenti universitari fuori sede (articolo 15, comma 1, lettera i-sexies del TUIR), molto richiesta dalle famiglie con figli che studiano lontano da casa.Su quest’ultimo punto, se in famiglia avete uno studente fuori sede, può essere utile approfondire come funziona la detrazione affitto studenti fuori sede nel 730/2026 e come cambiano le regole con il nuovo bonus affitto studenti fuori sede: anche in questi casi, senza un contratto registrato, la detrazione non spetta. Se invece devi già capire dove inserire questi importi in dichiarazione, la guida su come compilare i righi E71 e E72 del 730/2026 spiega passo passo la compilazione, ma resta valida solo se il contratto alla base è regolare.In sostanza, con un contratto affitto non registrato spese detraibili legate al canone non possono essere indicate nella dichiarazione dei redditi. Chi lo facesse comunque rischierebbe una contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, con recupero della detrazione indebitamente fruita e applicazione di sanzioni. Bonus ristrutturazione e altre agevolazioni: cosa succede senza registrazioneIl problema non riguarda solo la detrazione del canone. Anche chi vive in affitto e sostiene spese per lavori di ristrutturazione sull’immobile può, in linea generale, beneficiare delle detrazioni edilizie, ma solo se possiede un titolo idoneo sull’immobile: cioè un contratto di locazione o di comodato regolarmente registrato.Questo significa che, con un contratto affitto non registrato, l’inquilino che paga di tasca propria interventi di ristrutturazione, manutenzione straordinaria o riqualificazione energetica rischia di non poter accedere ai bonus edilizi, proprio perché manca il presupposto formale richiesto dalla normativa fiscale: un contratto opponibile e riconosciuto dal Fisco.La questione si estende, più in generale, a tutte le situazioni in cui la detrazione o la deduzione è collegata alla disponibilità dell’immobile in qualità di detentore (e non di proprietario). Ogni volta che la normativa richiede la prova del titolo di detenzione, un contratto non registrato non è considerato una prova valida. Per questo motivo, prima di sostenere spese importanti su un immobile in affitto, è sempre consigliabile verificare la propria posizione con un professionista, così da evitare di scoprire solo in dichiarazione dei redditi di aver perso il diritto all’agevolazione. Si può sanare la situazione? Registrazione tardiva e ravvedimento operosoLa buona notizia è che un contratto affitto non registrato non è una situazione irreversibile. È infatti possibile procedere con la registrazione tardiva del contratto, versando l’imposta di registro dovuta e le sanzioni previste, ridotte grazie al ravvedimento operoso se la regolarizzazione avviene spontaneamente, prima di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.Una volta registrato il contratto, il rapporto di locazione acquista piena validità e da quel momento si aprono, in linea di principio, le condizioni per accedere alle detrazioni future collegate all’affitto. Il trattamento delle annualità pregresse, cioè se e in che misura sia possibile recuperare le detrazioni relative agli anni in cui il contratto non era ancora registrato, dipende dalle circostanze specifiche del singolo caso: è quindi opportuno verificare con il proprio CAF o commercialista come gestire correttamente la propria situazione, anche in relazione ai termini per la dichiarazione integrativa.È importante sapere, inoltre, che l’obbligo di registrazione non riguarda solo l’inquilino: anche il proprietario che affitta un immobile senza registrare il contratto va incontro a conseguenze fiscali, comprese sanzioni per omessa registrazione e per l’eventuale mancata dichiarazione dei canoni percepiti. In molti casi, quindi, la regolarizzazione conviene a entrambe le parti del rapporto di locazione. Domande frequenti sul contratto affitto non registratoUn contratto affitto non registrato è valido tra le parti?No. Secondo l’articolo 1, comma 346, della Legge 311/2004, i contratti di locazione non registrati sono nulli, quindi privi di effetti giuridici pieni sia tra le parti sia nei confronti del Fisco.Con un contratto affitto non registrato spese detraibili come il canone possono comunque essere indicate in dichiarazione?No, la detrazione del canone di locazione prevista dall’articolo 16 del TUIR richiede sempre un contratto regolarmente registrato: senza registrazione la detrazione non spetta.Gli studenti fuori sede perdono la detrazione se il contratto non è registrato?Sì. Anche la detrazione per gli studenti universitari fuori sede, prevista dall’articolo 15, comma 1, lettera i-sexies del TUIR, presuppone un contratto di locazione registrato, altrimenti l’agevolazione non può essere richiesta.Si può ancora rimediare a un contratto non registrato?Sì, tramite la registrazione tardiva del contratto, con versamento dell’imposta di registro e delle sanzioni ridotte grazie al ravvedimento operoso, quando la regolarizzazione avviene spontaneamente.Solo l’inquilino subisce conseguenze per il contratto non registrato?No. Anche il proprietario che non registra il contratto è soggetto a sanzioni e rischia contestazioni sui canoni percepiti e non dichiarati.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. Settembre 9, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/12/registrazione-contratto-di-locazione-caf-centro-fiscale-udine.jpg 500 800 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-09 19:00:002026-09-06 10:38:59Contratto affitto non registrato: le spese di casa sono detraibili?
NOTIZIEBonus affitto genitori separati 2026: 500 euro, conta il reddito (non l’ISEE)Il bonus affitto genitori separati diventa realtà nel 2026. Dopo l’introduzione in Legge di Bilancio 2026, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha comunicato il 29 agosto 2026 di aver completato l’iter normativo e inviato la richiesta al MEF per sbloccare le risorse. Si tratta di un contributo mensile fino a 500 euro per sostenere i genitori che, a seguito di separazione o divorzio, devono affrontare le spese di un nuovo affitto. La particolarità decisiva è che il requisito principale è il reddito IRPEF, non l’ISEE: una scelta voluta esplicitamente per rispecchiare meglio la situazione economica reale del singolo genitore. Indice dei contenutiCos’e’ il bonus affitto genitori separati e a chi spettaQuanto vale il bonus: fino a 500 euro al mese per 12 mesiIl requisito fondamentale: il reddito IRPEF, non l’ISEERequisiti completi per accedere al bonus affitto genitori separati 2026Come fare domanda per il bonus affitto genitori separatiIl bonus e la detrazione affitto nel 730: cosa cambiaDomande frequenti sul bonus affitto genitori separatiCos’è il bonus affitto genitori separati e a chi spettaIl bonus affitto genitori separati è un contributo economico introdotto con la Legge di Bilancio 2026 per sostenere i genitori separati o divorziati che, dopo la fine del matrimonio o della convivenza, si trovano a dover pagare un nuovo affitto. La misura è stata fortemente voluta dal vicepremier e Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che ha dichiarato: “Quest’anno daremo un contributo a migliaia di genitori separati che perdono la loro casa e spesso pagano anche il mutuo della loro vecchia abitazione, oltre a quello dell’affitto.”Il fondo complessivo è di 60 milioni di euro per il triennio 2026-2028, pari a 20 milioni di euro l’anno. L’obiettivo è raggiungere una platea di circa 15.000 beneficiari nel triennio, partendo da una prima tranche di almeno 5.000 persone nei prossimi mesi.La misura è rivolta ai genitori separati o divorziati che hanno lasciato la casa coniugale e devono sostenere il costo di un nuovo affitto, trovandosi spesso a dover far fronte contemporaneamente anche al mutuo o all’affitto della vecchia abitazione familiare. L’obiettivo è evitare che la crisi di coppia si trasformi automaticamente in una crisi economica che penalizza anche i figli. Quanto vale il bonus: fino a 500 euro al mese per 12 mesiIl bonus affitto genitori separati copre il 50% del canone di locazione della nuova abitazione, fino a un massimo di 500 euro al mese. La durata massima del contributo è di 12 mensilità, per un totale massimo di 6.000 euro annui.L’importo non è fisso per tutti: dipende dall’effettivo canone di affitto pagato. Se il canone è di 700 euro al mese, il contributo sarà pari al 50%, cioè 350 euro. Se il canone è di 1.000 euro o più, si arriva al massimo di 500 euro mensili.Il beneficio copre le spese della nuova abitazione in cui il genitore risiede dopo la separazione. È importante conservare tutta la documentazione: contratto di locazione registrato, ricevute di pagamento e documenti che attestano la separazione o il divorzio. Il requisito fondamentale: il reddito IRPEF, non l’ISEELa differenza più rilevante rispetto ad altri bonus è che il parametro di riferimento è il reddito IRPEF del richiedente, non l’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente). È stato lo stesso Salvini a chiarirlo: “Per questa manovra ho tolto il criterio dell’Isee e messo quello della dichiarazione dei redditi.”Per accedere al bonus affitto genitori separati, il reddito annuo ai fini IRPEF non deve superare i 35.000 euro. Si tratta della soglia stabilita dalla norma, che considera il reddito personale del richiedente così come risulta dalla dichiarazione dei redditi.Perché questa scelta? L’ISEE in caso di separazione può includere anche beni e redditi dell’ex coniuge, non rispecchiando la situazione economica reale del singolo genitore — specialmente nei periodi immediatamente successivi alla separazione. Il reddito IRPEF personale è invece un parametro più diretto e più equo per misurare la capacità economica di chi ha realmente bisogno del sostegno. Requisiti completi per accedere al bonus affitto genitori separati 2026Per presentare domanda e ottenere il bonus affitto genitori separati, tutti i seguenti requisiti devono sussistere contemporaneamente:Essere genitore separato o divorziato con provvedimento del tribunale o accordo di separazione omologato;Avere almeno un figlio fiscalmente a carico di età non superiore a 21 anni;Essere in regola con il versamento dell’assegno di mantenimento (se stabilito dal giudice);Avere un reddito annuo IRPEF non superiore a 35.000 euro;Avere un contratto di locazione regolarmente registrato presso l’Agenzia delle Entrate;Non possedere altri immobili entro un raggio di 50 chilometri dalla precedente abitazione familiare;Non aver ottenuto l’assegnazione di un alloggio di edilizia popolare.Un aspetto da tenere presente: il contributo non è cumulabile con altri sussidi pubblici destinati al pagamento dell’affitto. Se si percepisce già un altro contributo pubblico per l’affitto, non si può richiedere anche questo bonus.La verifica puntuale di ciascun requisito è fondamentale, perché la domanda può essere rigettata anche per una sola condizione non rispettata. Come fare domanda per il bonus affitto genitori separatiLe richieste dovranno essere presentate attraverso una procedura interamente telematica. Al momento della pubblicazione di questa notizia, il calendario preciso per la presentazione delle domande non è ancora stato definito: il MIT ha comunicato l’avvio dell’iter il 29 agosto 2026, ma l’apertura delle domande dipenderà dallo sblocco formale delle risorse da parte del MEF.È già noto che l’assegnazione dei fondi seguirà un criterio di priorità territoriale: la precedenza sarà data alle Regioni con maggiore concentrazione di situazioni di disagio abitativo tra i genitori separati.I documenti che sarà necessario raccogliere includono in via generale:Documento di identità e codice fiscale del richiedente;Provvedimento di separazione o divorzio (sentenza o verbale omologato);Contratto di locazione registrato;Documentazione reddituale (CU, modello 730 o Modello Redditi dell’ultimo anno);Dichiarazione relativa ai figli fiscalmente a carico;IBAN per l’accredito del contributo.Data la complessità della documentazione richiesta e la necessità di rispettare le scadenze dei bandi, raccogliere tutto il materiale in modo corretto è essenziale per evitare il rigetto della domanda. Il CAF Centro Fiscale a Udine può aiutarti a verificare i requisiti e raccogliere la documentazione necessaria. Il bonus e la detrazione affitto nel 730: cosa cambiaUna domanda che molti si pongono riguarda il rapporto tra il bonus affitto genitori separati e la detrazione fiscale sul canone di locazione che si può inserire nel modello 730.I due strumenti operano su piani diversi: il bonus è un contributo diretto erogato dallo Stato per abbattere la spesa di affitto, mentre la detrazione fiscale è una riduzione dell’imposta IRPEF dovuta in dichiarazione dei redditi. In linea di principio non si escludono a vicenda.Attenzione però: la norma stabilisce che il bonus non è cumulabile con altri sussidi pubblici destinati al pagamento dell’affitto. Questo significa che se si percepisce già un contributo pubblico per l’affitto (ad esempio un contributo comunale o regionale specifico per l’emergenza abitativa), non si potrà ricevere anche il bonus per i genitori separati. La detrazione fiscale del 730, non essendo un “sussidio per il pagamento dell’affitto” ma una agevolazione fiscale, è in teoria su un piano differente — ma è comunque consigliabile verificare caso per caso con un esperto.Per approfondire le detrazioni fiscali sull’affitto che puoi rivendicare nel 730, consulta la nostra guida al bonus affitto 2026 e detrazione canone locazione.Domande frequenti sul bonus affitto genitori separatiQual è la soglia di reddito per il bonus affitto genitori separati?Il reddito annuo ai fini IRPEF non deve superare i 35.000 euro. Non si considera l’ISEE, ma il reddito dichiarato ai fini fiscali dal singolo richiedente.Il bonus affitto genitori separati si calcola sull’ISEE o sul reddito?Si calcola sul reddito IRPEF, non sull’ISEE. È stata una scelta esplicita del legislatore: l’ISEE in caso di separazione può includere beni e redditi dell’ex coniuge e non riflettere la situazione reale del singolo genitore.Quanto dura il bonus affitto per genitori separati?Il contributo può essere erogato per un periodo massimo di 12 mesi, per un totale massimo di 6.000 euro annui (500 euro/mese).Il bonus è cumulabile con altri contributi per l’affitto?No: il bonus non è cumulabile con altri sussidi pubblici destinati al pagamento dell’affitto. Se si percepisce già un contributo pubblico per l’affitto (comunale, regionale ecc.), non si può ricevere anche questo bonus.Quando si può fare domanda per il bonus affitto genitori separati?Le date precise non sono ancora state definite. Il MIT ha completato l’iter normativo il 29 agosto 2026 e ha inviato la richiesta al MEF per sbloccare le risorse. Le domande saranno telematiche, con priorità territoriale per le Regioni con maggiore disagio abitativo.Il bonus affitto genitori separati rappresenta un sostegno concreto per chi si trova ad affrontare le spese di un nuovo affitto dopo una separazione o un divorzio, con un contributo fino a 500 euro al mese per 12 mesi. L’elemento chiave — il fatto che conti il reddito IRPEF fino a 35.000 euro e non l’ISEE — allarga la platea dei potenziali beneficiari. I dettagli operativi (apertura domande, piattaforma, bando) saranno resi noti nelle prossime settimane. Tieni d’occhio le comunicazioni ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e del MEF.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. Settembre 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-01 17:00:002026-08-31 15:08:06Bonus affitto genitori separati 2026: 500 euro, conta il reddito (non l’ISEE)