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Tag Archivio per: affitti brevi 2026

CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, IMU, TASI E MODELLO F24

Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo con 32 Appuntamenti

calcolo imu CAF Udine

Giugno 2026 e un mese fiscalmente impegnativo: ben 32 scadenze si concentrano soprattutto in 4 date chiave. Tra gli appuntamenti piu importanti spiccano l’acconto IMU del 16 giugno, il versamento delle ritenute alla fonte, i contributi INPS e l’IVA mensile. Questo calendario aggiornato ti guida attraverso tutti gli adempimenti del mese, con le date esatte e le istruzioni per non perdere nessuna scadenza.

Le 4 date chiave di giugno 2026

Le scadenze di giugno 2026 si addensano in quattro momenti precisi del mese. Conoscerle in anticipo permette di organizzarsi per tempo ed evitare sanzioni e interessi da ravvedimento operoso.

DataAdempimento principaleChi riguarda
2 giugno 2026Festa della Repubblica (nessun adempimento)Tutti
16 giugno 2026Acconto IMU, ritenute, IVA mensile, contributi INPS/INAILTitolari immobili, datori di lavoro, P.IVA mensili
25 giugno 2026INTRASTAT mensile e trimestraleOperatori intracomunitari
30 giugno 2026Versamenti IRPEF, cedolare secca, contributi colf/badantiPrivati, professionisti, datori di lavoro domestico

Nota: Il 2 giugno e festa nazionale (Festa della Repubblica): tutti gli adempimenti eventualmente in scadenza sono automaticamente prorogati al primo giorno lavorativo successivo, che nel 2026 e il 3 giugno (mercoledi).

16 giugno 2026: la scadenza piu importante del mese

Il 16 giugno e il giorno piu affollato del calendario fiscale estivo. Coincidono almeno 15 adempimenti diversi, tra cui:

Acconto IMU giugno 2026

L’acconto IMU 2026 si versa entro il 16 giugno. Il calcolo si basa sulle aliquote 2025 applicate al 50% del dovuto annuo (cosiddetto metodo storico). In alternativa, si puo versare il 50% dell’imposta calcolata con le aliquote 2026 se gia deliberate dal Comune (metodo previsionale).

Per sapere chi e esente e come calcolare l’IMU se sei pensionato, leggi la nostra guida: IMU 2026 Pensionati: Acconto Giugno, Esenzioni e Casi Particolari.

Ritenute alla fonte su redditi di lavoro

I datori di lavoro (inclusi i condomini come sostituti d’imposta) devono versare via modello F24 le ritenute IRPEF operate a maggio 2026 su:

  • Redditi di lavoro dipendente e assimilati (codice tributo 1001)
  • Redditi di lavoro autonomo e professionisti (codice tributo 1040)
  • Redditi diversi (codice tributo 1040 o 1045 secondo il caso)
  • Provvigioni agenti (codice tributo 1038)

IVA mensile maggio 2026

I contribuenti IVA con liquidazione mensile devono versare l’IVA relativa al mese di maggio 2026 entro il 16 giugno. Il pagamento avviene con F24, codice tributo 6005 (IVA mensile maggio). Chi ha saldo a credito non deve effettuare versamenti.

Contributi INPS artigiani e commercianti

Gli artigiani e commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS versano entro il 16 giugno la seconda rata 2026 dei contributi fissi sul minimale. L’importo varia in base al settore e alla gestione. Per il 2026, l’aliquota contributiva per artigiani e commercianti e del 24,48% sul reddito imponibile.

Contributi INPS gestione separata

I collaboratori e i professionisti senza cassa iscritti alla gestione separata INPS versano il saldo 2025 e il primo acconto 2026 entro il 30 giugno (non il 16). L’aliquota e del 26,07% per chi non ha altra copertura previdenziale, 24% per chi ha un’altra copertura.

Contributi INAIL premio annuale

Entro il 16 giugno i datori di lavoro devono versare il premio INAIL per l’assicurazione obbligatoria contro infortuni e malattie professionali. Il pagamento avviene con F24 o bollettino INAIL, sulla base della comunicazione inviata dall’Istituto a febbraio 2026.

Bollo auto: le scadenze di giugno 2026

Il bollo auto non ha una data unica nazionale: la scadenza dipende dal mese di immatricolazione del veicolo e dalla regione di residenza. In linea generale:

  • I veicoli immatricolati in aprile hanno il bollo in scadenza a giugno 2026 (entro la fine del mese successivo all’immatricolazione)
  • Il pagamento avviene tramite portale ACI, sportello ACI, banche, tabaccai abilitati, oppure online su Pago PA
  • In caso di mancato pagamento e applicabile il ravvedimento operoso con sanzioni ridotte rispetto a quella ordinaria

Esenzioni bollo auto 2026: sono esenti i veicoli elettrici (per i primi 5 anni in molte regioni), i veicoli intestati a persone con grave disabilita (legge 104), i veicoli storici con oltre 30 anni di eta.

Affitti brevi: versamento ritenute di giugno 2026

I gestori di portali di locazione turistica (Airbnb, Booking, Vrbo, ecc.) che hanno operato ritenute del 21% sui canoni di maggio 2026 relativi a contratti di affitto breve devono versare le ritenute entro il 16 giugno tramite F24 con codice tributo 1919.

Per i proprietari privati con cedolare secca sugli affitti brevi: il saldo della cedolare secca 2025 e l’acconto 2026 confluiscono nelle scadenze del 30 giugno (senza maggiorazione) oppure del 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%. Per approfondire le regole sulla cedolare secca nelle dichiarazioni precompilate: Cedolare Secca nel Modello Redditi PF Precompilato 2026.

Per dettagli sulle ritenute versate a maggio 2026 dagli intermediari: Affitti Brevi, Scadenza 18 Maggio 2026: Versamento Ritenute degli Intermediari.

30 giugno 2026: versamenti IRPEF e cedolare secca

Il 30 giugno e l’altra data cruciale del mese: entro questa data, chi ha presentato il Modello 730 o il Modello Redditi PF 2026 deve versare (senza maggiorazione) le imposte emergenti dalla dichiarazione:

  • Saldo IRPEF 2025 e primo acconto IRPEF 2026 (per chi versa autonomamente, non tramite sostituto d’imposta)
  • Saldo cedolare secca 2025 e acconto cedolare secca 2026
  • Addizionali regionali e comunali IRPEF 2025
  • Imposta sostitutiva sul regime forfettario 2025 (saldo 15% o 5% nuove attivita)
  • Contributi INPS da Modello Redditi (gestione separata, artigiani/commercianti, saldo 2025)

Chi non riesce a versare entro il 30 giugno puo farlo entro il 30 luglio 2026 con una maggiorazione dello 0,40% (interesse da dilazione). Per approfondire il calcolo dei versamenti: Saldo e Acconto IRPEF 2026: Calendario Scadenze e Calcolo Versamenti.

Calendario completo delle 32 scadenze fiscali di giugno 2026

Di seguito il riepilogo schematico di tutti i 32 adempimenti di giugno 2026, suddivisi per data e tipologia.

Scadenze del 16 giugno 2026 (15 adempimenti)

N.AdempimentoChi pagaCodice tributo F24
1Acconto IMU 2026 prima rataProprietari immobili3912–3956 (per tipologia)
2IVA mensile maggio 2026P.IVA liquidazione mensile6005
3Ritenute lavoro dipendente maggio 2026Datori di lavoro1001
4Ritenute lavoro autonomo maggio 2026Committenti/condomini1040
5Ritenute su provvigioni maggio 2026Preponenti/agenti1038
6Ritenute su dividendi maggio 2026Societa distributrici1035
7Contributi INPS artigiani – 2a rata sul minimaleArtigiani0703, 0704
8Contributi INPS commercianti – 2a rata sul minimaleCommercianti0703, 0705
9Premio INAIL 2026 (regolazione e anticipo)Datori di lavoro con dipendentiBollettino/F24
10Ritenute affitti brevi intermediari – maggio 2026Portali di locazione turistica1919
11Contributi INPS lavoratori parasubordinati – quota datoreCommittentiF24/DM10
12IVA trimestrale primo trimestre con opzione mensileOperatori IVA trimestrali con opzione6031
13Addizionale regionale IRPEF su cessazione rapportoDatori di lavoro (su TFR)3802
14Tobin Tax su operazioni finanziarie maggio 2026Intermediari finanziari4058–4059
15Imposta di bollo su fatture elettroniche emesse nel secondo trimestre 2026Titolari P.IVA soggetti a bollo2521–2524

Scadenze del 25 giugno 2026 (2 adempimenti)

N.AdempimentoChi presenta
16Modello INTRASTAT mensile maggio 2026 (acquisti e cessioni UE)Operatori intracomunitari con obbligo mensile
17Modello INTRASTAT trimestrale primo trimestre 2026Operatori intracomunitari con obbligo trimestrale

Scadenze del 30 giugno 2026 (15 adempimenti)

N.AdempimentoChi paga
18Saldo IRPEF 2025 da Modello 730/Redditi (senza maggiorazione)Persone fisiche, autonomi senza sostituto
19Primo acconto IRPEF 2026 (senza maggiorazione)Persone fisiche, autonomi senza sostituto
20Saldo cedolare secca 2025 (senza maggiorazione)Locatori con cedolare secca
21Acconto cedolare secca 2026 (senza maggiorazione)Locatori con cedolare secca
22Addizionale regionale IRPEF 2025 saldoPersone fisiche
23Addizionale comunale IRPEF 2025 saldoPersone fisiche
24Imposta sostitutiva forfettario – saldo 2025 e acconto 2026Titolari P.IVA forfettaria
25Contributi INPS gestione separata – saldo 2025 e acconto 2026Professionisti senza cassa, collaboratori
26IVIE 2025 saldo (immobili esteri)Persone fisiche con immobili all’estero
27IVAFE 2025 saldo (attivita finanziarie estere)Persone fisiche con conti/attivita all’estero
28IVCA 2025 saldo (cripto-attivita)Detentori di criptovalute
29Imposta sostitutiva rivalutazione TFR 2025Datori di lavoro che detengono TFR
30Diritto annuale CCIAA 2026Imprese iscritte al Registro Imprese
31Bollo auto giugno 2026 (veicoli con scadenza a giugno)Proprietari/possessori veicoli
32Ravvedimento operoso per versamenti omessi/insufficienti fino a maggio 2026Contribuenti in ritardo

Contributi colf e badanti: scadenza luglio 2026

I datori di lavoro domestico (chi ha assunto una colf, una badante o una baby sitter) devono versare i contributi INPS relativi al secondo trimestre 2026 (aprile-maggio-giugno) entro il 10 luglio 2026, come da calendario INPS per i versamenti trimestrali del lavoro domestico.

Il pagamento avviene tramite PagoPA sul sito INPS, non con F24. I contributi si calcolano in base alle ore lavorate e alla retribuzione oraria (fascia A, B o C del CCNL lavoro domestico 2024-2028).

Diritto annuale CCIAA: scadenza 30 giugno 2026

Tutte le imprese iscritte al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio (CCIAA) devono versare il diritto annuale 2026 entro il 30 giugno, tramite F24 con il codice tributo 3850.

L’importo varia a seconda della forma giuridica e della fascia di fatturato:

  • Imprese individuali: importo fisso determinato da ciascuna CCIAA (generalmente tra 40 e 200 euro)
  • Societa di persone (SNC, SAS): importo fisso base, intorno ai 200 euro
  • Societa di capitali (SRL, SPA): importo variabile in base al fatturato, da circa 200 a oltre 40.000 euro

Il mancato versamento comporta l’applicazione di sanzioni e interessi legali. Con ravvedimento operoso e possibile regolarizzare pagando una sanzione ridotta rispetto a quella ordinaria.

Come si usa il ravvedimento operoso in caso di ritardo

Il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997, aggiornato dal D.Lgs. 87/2024) consente di regolarizzare spontaneamente un versamento omesso o insufficiente, pagando una sanzione ridotta. Dal 1 settembre 2024 la riforma delle sanzioni tributarie ha abbassato la sanzione base per omessi versamenti al 25% (in luogo del precedente 30%). Le aliquote ridotte del ravvedimento dipendono dal tempo trascorso dalla scadenza:

Tipo di ravvedimentoTermineCoefficiente riduzioneSanzione ridotta (su base 25%)
Ravvedimento sprintEntro 14 giorni dalla scadenza1/300 per giorno0,083% al giorno (max 1,16%)
Ravvedimento breveDal 15 al 30 giorno1/10 della sanzione ridotta al 12,5%1,25%
Ravvedimento medioDal 31 al 90 giorno1/91,39%
Ravvedimento lungoDal 91 giorno a 1 anno1/83,125%
Ravvedimento biennaleEntro 2 anni1/73,57%
Oltre 2 anniOltre 2 anni1/64,17%

Alla sanzione ridotta si aggiungono sempre gli interessi legali al tasso vigente (calcolati sui giorni di ritardo). Il ravvedimento si perfeziona con il versamento dell’imposta, degli interessi e della sanzione ridotta in un unico F24.

Proroga versamenti 2026: cosa cambia per ISA e forfettari

Anche nel 2026 e stato previsto un regime di proroga per i contribuenti soggetti a ISA (Indici Sintetici di Affidabilita) e per i forfettari. In base al Decreto del Ministero dell’Economia, la scadenza del 30 giugno per questi contribuenti e prorogata al 20 luglio 2026 senza alcuna maggiorazione.

Possono versare entro il 20 luglio senza la maggiorazione dello 0,40%:

  • Titolari di P.IVA soggetti a ISA che presentano il modello ISA allegato al Modello Redditi
  • Contribuenti in regime forfettario
  • Contribuenti in regime di vantaggio (ex minimi)
  • Soggetti che dichiarano redditi da partecipazione in societa soggette a ISA

Per tutti i dettagli sulla proroga 2026: Proroga versamenti dichiarazioni fiscali 2026 al 20 luglio per ISA e Forfettari.

Domande frequenti sulle scadenze fiscali di giugno 2026

Il 2 giugno 2026 (Festa della Repubblica) e lavorativo per le scadenze fiscali?
No. Il 2 giugno e giorno festivo e tutti gli adempimenti eventualmente in scadenza sono automaticamente prorogati al primo giorno lavorativo successivo (3 giugno 2026).

Se non verso l’acconto IMU entro il 16 giugno, cosa succede?
Si applica la sanzione prevista dalla normativa vigente. Con ravvedimento operoso entro 14 giorni si beneficia della sanzione piu ridotta (0,083% al giorno).

I titolari di P.IVA forfettaria devono versare entro il 30 giugno o il 20 luglio?
I forfettari possono versare saldo 2025 e acconti 2026 entro il 20 luglio 2026 senza maggiorazione, grazie alla proroga ISA/forfettari. Se versano tra il 21 luglio e il 20 agosto, si applica la maggiorazione dello 0,40%.

Come si calcola l’acconto IMU di giugno?
Il metodo piu comune e quello storico: si calcola il 50% dell’IMU pagata per l’anno 2025. In alternativa, metodo previsionale: si calcola il 50% dell’IMU dovuta per il 2026 (utile se le aliquote comunali sono cambiate o se l’immobile e stato venduto/acquistato).

Chi deve pagare il diritto annuale CCIAA?
Tutte le imprese iscritte nel Registro delle Imprese. Sono esclusi i professionisti iscritti solo all’Ordine professionale (senza iscrizione alla CCIAA) e le associazioni non profit senza attivita commerciale.

L’IVA trimestrale si paga il 16 giugno?
Solo se si e optato per la liquidazione mensile. L’IVA trimestrale primo trimestre 2026 aveva scadenza il 16 maggio (con maggiorazione 1% per il differimento). L’IVA del secondo trimestre scade il 16 agosto (con proroga automatica a settembre per il periodo feriale).

Hai dubbi su una scadenza? Il CAF e a tua disposizione

Le scadenze di giugno 2026 richiedono attenzione, soprattutto per chi deve coordinare piu adempimenti contemporaneamente. Il CAF Centro Fiscale di Udine e a disposizione per:

  • Verificare la tua situazione IMU e calcolare l’acconto corretto
  • Compilare e inviare il modello F24 per i versamenti IRPEF
  • Gestire il ravvedimento operoso per ritardi nei versamenti
  • Assistere nella presentazione della dichiarazione dei redditi 730/2026
  • Calcolare i contributi INPS dovuti per artigiani, commercianti e gestione separata

Prenota un appuntamento presso lo sportello di Udine in Viale Giuseppe Tullio 13 o contattaci per una consulenza rapida. Verifica anche le scadenze per la Dichiarazione IMU 2026 se hai modificato la tua situazione immobiliare nell’ultimo anno.

Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-01 22:36:292026-06-01 23:32:14Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo con 32 Appuntamenti
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Affitti Brevi, Scadenza 18 Maggio 2026: Versamento Ritenute degli Intermediari

cedolare secca

Il 18 maggio 2026 è una data cruciale per tutti gli intermediari immobiliari e i portali di prenotazione online che gestiscono affitti brevi: entro questa scadenza devono essere versate le ritenute operate nel mese di aprile 2026 sui corrispettivi dei contratti di locazione breve. La data slitta al lunedì 18 maggio perché il 16 maggio cade di sabato. Conoscere questa scadenza e le modalità di versamento è fondamentale per evitare sanzioni e interessi di mora. In questa guida completa analizziamo ogni aspetto della normativa, dal quadro fiscale alle aliquote, dai codici tributo agli esempi pratici di calcolo.

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Indice dei contenuti

  1. Il Regime Fiscale degli Affitti Brevi: Quadro Normativo
  2. Scadenza 18 Maggio 2026: Perché Questa Data
  3. Chi È Obbligato al Versamento: Intermediari e Portali
  4. Aliquote della Cedolare Secca: 21% e 26%
  5. Codice Tributo 1919 e Modalità di Versamento F24
  6. Come Si Calcola la Ritenuta: Esempi Pratici
  7. Sanzioni per Omesso o Tardivo Versamento
  8. Ravvedimento Operoso: Come Regolarizzare
  9. Certificazione Unica (CU) degli Intermediari
  10. Dichiarazione dei Redditi per i Locatori
  11. Domande Frequenti

Il Regime Fiscale degli Affitti Brevi: Quadro Normativo

La disciplina fiscale degli affitti brevi è regolata principalmente dall’articolo 4 del D.L. 50/2017, convertito con modificazioni dalla Legge 96/2017, e successive modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2024 (Legge 213/2023). Per locazione breve si intende qualsiasi contratto di durata non superiore a 30 giorni, stipulato da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, avente ad oggetto il godimento di immobili a uso abitativo.

Il locatore che affitta un immobile tramite piattaforme digitali (come Airbnb, Booking.com, VRBO, Expedia) o tramite agenzie immobiliari può scegliere tra due regimi fiscali:

  • IRPEF ordinaria: i canoni concorrono alla formazione del reddito imponibile complessivo, con possibilità di dedurre il 5% a titolo forfettario di spese di manutenzione
  • Cedolare secca: imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali, senza possibilità di deduzioni ma con aliquota fissa e applicazione automatica da parte dell’intermediario

Il meccanismo delle ritenute operate dagli intermediari è il cuore del sistema fiscale degli affitti brevi: quando il locatore si avvale di un intermediario abilitato, questi è obbligato a operare una ritenuta sui corrispettivi pagati al locatore, versarla all’Erario e rilasciare una Certificazione Unica al termine dell’anno.

Scadenza 18 Maggio 2026: Perché Questa Data

Il versamento delle ritenute sugli affitti brevi segue le scadenze mensili ordinarie dell’F24. In via generale, le ritenute operate nel mese precedente devono essere versate entro il giorno 16 del mese successivo. Per il mese di aprile 2026, la scadenza ordinaria sarebbe il 16 maggio 2026. Tuttavia, il 16 maggio 2026 cade di sabato: in questo caso, per effetto del principio generale sancito dall’art. 7 del D.L. 70/2011, la scadenza è automaticamente prorogata al primo giorno lavorativo successivo, ossia lunedì 18 maggio 2026.

Si tratta quindi di una proroga automatica di legge, non discrezionale: non è necessaria alcuna comunicazione o domanda da parte del contribuente. Il versamento effettuato entro il 18 maggio 2026 si considera tempestivo a tutti gli effetti, senza applicazione di sanzioni o interessi.

Mese di competenza ritenuteScadenza ordinaria versamentoNote
Gennaio 202616 febbraio 2026Lunedì
Febbraio 202616 marzo 2026Lunedì
Marzo 202616 aprile 2026Giovedì
Aprile 202618 maggio 202616 cade sabato → proroga lunedì 18
Maggio 202616 giugno 2026Martedì
Giugno 202616 luglio 2026Giovedì

Per gli intermediari con grandi volumi di transazioni (ad esempio le OTA – Online Travel Agencies come Airbnb o Booking.com), il calcolo aggregato delle ritenute da versare per aprile 2026 può riguardare migliaia di contratti stipulati in tutto il territorio italiano. La puntualità nel versamento è fondamentale per evitare le sanzioni previste dall’articolo 13 del D.Lgs. 471/1997.

Chi È Obbligato al Versamento: Intermediari e Portali

L’obbligo di operare le ritenute sui canoni di locazione breve e di versarle all’Erario grava su tutti i soggetti che intervengono nel pagamento o che incassano i corrispettivi per conto dei locatori. La normativa individua due categorie principali di obbligati:

Intermediari Immobiliari Tradizionali

Le agenzie immobiliari, i property manager e i gestori di case vacanza che operano come intermediari tra locatore e conduttore sono obbligati a operare la ritenuta quando:

  • Incassano i corrispettivi per conto del locatore (anche se poi li girano)
  • Intervengono nel pagamento, agendo da tramite finanziario
  • Gestiscono le pratiche di prenotazione e riscossione in modo continuativo

Portali e OTA (Online Travel Agencies)

Le piattaforme digitali di prenotazione sono soggette agli stessi obblighi degli intermediari tradizionali quando incassano i pagamenti. In particolare:

  • Airbnb: opera ritenute del 21% sui canoni per soggetti residenti in Italia che non dichiarano di operare nell’ambito di impresa
  • Booking.com: applica il medesimo meccanismo per le strutture classificate come affitti privati non imprenditoriali
  • VRBO/HomeAway e altre piattaforme internazionali con stabile organizzazione in Italia o che incassano corrispettivi di locatori italiani
  • Wimdu, Holiday-lettings e ogni altra OTA che riscuote per conto del locatore

L’obbligo di ritenuta NON sussiste quando il portale si limita a mettere in contatto locatore e conduttore senza intervenire nel pagamento (c.d. “portali che non incassano”). In questo caso, il locatore riceve il corrispettivo direttamente dal conduttore e provvede autonomamente al versamento delle imposte in sede di dichiarazione dei redditi.

Importante: la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 88/2017 ha chiarito che sono esonerati dall’obbligo di ritenuta i soggetti che non intervengono nel pagamento, anche se forniscono altri servizi accessori (comunicazione CIN, gestione calendario, etc.).

Aliquote della Cedolare Secca: 21% e 26%

La Legge di Bilancio 2024 (Legge 30 dicembre 2023, n. 213) ha introdotto una significativa modifica al regime fiscale degli affitti brevi: per i locatori che possiedono più di un immobile destinato alla locazione breve, a partire dal 1° gennaio 2024 si applica un’aliquota differenziata.

Il sistema di aliquote vigente nel 2026 è il seguente:

Numero di immobili in locazione breveAliquota cedolare seccaAliquota ritenuta operata dall’intermediario
Primo immobile21%21% (a titolo d’acconto)
Secondo immobile e successivi26%21% (a titolo d’acconto)

La distinzione è fondamentale: l’intermediario applica sempre la ritenuta del 21% a prescindere dal numero di immobili del locatore, perché non è in grado di conoscere il patrimonio immobiliare complessivo del soggetto. La ritenuta è sempre operata “a titolo di acconto“. Sarà poi il locatore, in sede di dichiarazione dei redditi, a:

  • Indicare tutti gli immobili locati nel quadro dedicato
  • Optare per la cedolare secca o per l’IRPEF ordinaria
  • Calcolare l’imposta dovuta in base alle aliquote effettive (21% o 26%)
  • Usare la ritenuta subita come credito d’imposta, versando solo l’eventuale differenza

Se il locatore possiede un solo immobile destinato agli affitti brevi, la ritenuta del 21% corrisponde esattamente all’imposta dovuta a cedolare secca, quindi non vi è alcun conguaglio. Se invece possiede due o più immobili in locazione breve, dovrà versare la differenza del 5% (26% – 21%) in sede di dichiarazione dei redditi per il secondo e i successivi immobili.

Attenzione: la norma si riferisce agli immobili complessivamente posseduti dal locatore, non ai contratti. Pertanto, chi affitta lo stesso appartamento per 50 settimane all’anno stipulando 50 contratti distinti ha comunque un solo immobile e applica l’aliquota del 21%.

Codice Tributo 1919 e Modalità di Versamento F24

Il versamento delle ritenute sugli affitti brevi deve essere eseguito tramite modello F24, utilizzando i codici tributo specifici istituiti dall’Agenzia delle Entrate. La Risoluzione n. 88 del 26 giugno 2017 dell’Agenzia delle Entrate ha istituito i seguenti codici:

Codice TributoDescrizioneSezione F24
1919Ritenuta operata dagli intermediari su corrispettivi di locazione breve – cedolare secca (a titolo d’acconto)Erario
1920Sanzioni relative alle ritenute di cui al codice 1919Erario
1921Interessi relativi alle ritenute di cui al codice 1919Erario

Per la compilazione dell’F24, la sezione da utilizzare è quella dell’Erario. I campi da compilare sono:

  • Codice tributo: 1919
  • Anno di riferimento: 2026 (anno di competenza dei contratti su cui la ritenuta è stata operata)
  • Mese di riferimento: 04 (aprile 2026, mese in cui le ritenute sono state operate)
  • Importo a debito: totale ritenute operate nel mese di aprile 2026

Modalità di pagamento: l’F24 con il codice 1919 può essere versato:

  • Tramite servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline o Entratel) per i soggetti che vi sono abilitati
  • Tramite home banking delle banche aderenti al circuito CBI
  • Tramite intermediari abilitati (commercialisti, CAF, agenti della riscossione)
  • Allo sportello bancario o postale (solo per F24 con saldo positivo)

Compensazione: è possibile compensare il debito per ritenute (codice 1919) con crediti esistenti, sia fiscali (IRPEF, IVA, etc.) sia contributivi (INPS). La compensazione avviene direttamente in F24, portando i crediti nella sezione appropriata con saldo zero.

Come Si Calcola la Ritenuta: Esempi Pratici

Il calcolo della ritenuta da operare sui canoni di locazione breve segue regole precise stabilite dall’Agenzia delle Entrate. La base imponibile è costituita dal canone lordo percepito dal locatore, al netto delle commissioni dell’intermediario stesse (se trattenute dall’intermediario). Vediamo alcuni esempi pratici.

Esempio 1 – Locatore con un solo immobile (Airbnb)

Mario Rossi affitta il proprio appartamento tramite Airbnb nel mese di aprile 2026. I dati della transazione sono i seguenti:

  • Canone lordo addebitato al turista: 1.000 euro
  • Commissione Airbnb (3%): 30 euro
  • Importo netto accreditato al locatore: 970 euro
  • Ritenuta del 21% sull’importo accreditato (970 euro): 203,70 euro
  • Importo effettivamente pagato da Airbnb a Mario Rossi: 766,30 euro

Airbnb verserà entro il 18 maggio 2026 la ritenuta di 203,70 euro all’Erario tramite F24, codice tributo 1919.

Esempio 2 – Agenzia immobiliare con più locatori

Un’agenzia immobiliare di Udine gestisce nel mese di aprile 2026 cinque contratti di affitto breve per conto di tre diversi proprietari. Ecco il quadro riepilogativo:

ContrattoLocatoreCanone Netto (euro)Ritenuta 21% (euro)
Contratto ARossi Mario800,00168,00
Contratto BRossi Mario600,00126,00
Contratto CBianchi Anna1.200,00252,00
Contratto DBianchi Anna950,00199,50
Contratto EVerdi Luca700,00147,00
TOTALE–4.250,00892,50

L’agenzia verserà entro il 18 maggio 2026 la somma complessiva di 892,50 euro con un unico F24, codice tributo 1919, anno 2026, mese 04. Ogni locatore riceverà a fine anno la propria Certificazione Unica con le ritenute subite.

Esempio 3 – Locatore con due immobili (calcolo conguaglio)

Carla Neri possiede due appartamenti entrambi destinati agli affitti brevi. Nel 2026, i corrispettivi totali sono:

  • Appartamento A (prima casa affittata): corrispettivi annui 8.000 euro → cedolare secca 21% = 1.680 euro
  • Appartamento B (seconda casa affittata): corrispettivi annui 5.000 euro → cedolare secca 26% = 1.300 euro

L’intermediario ha operato ritenute al 21% su entrambi gli immobili:

  • Ritenuta su appartamento A: 8.000 × 21% = 1.680 euro
  • Ritenuta su appartamento B: 5.000 × 21% = 1.050 euro
  • Totale ritenute subite: 2.730 euro

Imposta totale dovuta: 1.680 + 1.300 = 2.980 euro

Conguaglio da versare in dichiarazione dei redditi: 2.980 – 2.730 = 250 euro (corrispondente al 5% sull’appartamento B).

Sanzioni per Omesso o Tardivo Versamento

L’omesso o tardivo versamento delle ritenute sugli affitti brevi espone l’intermediario a sanzioni amministrative previste dall’articolo 13 del D.Lgs. 471/1997. Le sanzioni variano in base ai giorni di ritardo:

Ritardo nel versamentoSanzioneModalità di calcolo
Fino a 14 giorni1/15 del 15% per ogni giorno (0,5% al giorno, max 7,5%)Sanzione giornaliera ridotta
Da 15 a 90 giorni15% dell’importo non versatoSanzione fissa
Oltre 90 giorni30% dell’importo non versatoSanzione ordinaria

Oltre alla sanzione principale, si aggiungono gli interessi legali di mora, calcolati al tasso vigente (nel 2026 pari al 2,5% annuo) per il periodo dal giorno successivo alla scadenza al giorno del pagamento effettivo.

Se il versamento omesso supera i 150.000 euro, l’omissione può configurare il reato di omesso versamento di ritenute ai sensi dell’articolo 10-bis del D.Lgs. 74/2000, con conseguente responsabilità penale in capo al legale rappresentante dell’intermediario. La soglia di rilevanza penale è calcolata per ciascun periodo d’imposta, non per singolo mese.

Ravvedimento Operoso: Come Regolarizzare

Se l’intermediario non ha versato le ritenute entro il 18 maggio 2026, ha la possibilità di regolarizzare la propria posizione avvalendosi del ravvedimento operoso, disciplinato dall’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997. Il ravvedimento consente di versare l’imposta dovuta, le sanzioni ridotte e gli interessi, prima che l’Amministrazione finanziaria avvii un’attività di controllo formale.

Le aliquote di sanzione ridotta del ravvedimento operoso dipendono dal momento in cui avviene la regolarizzazione:

Tipo di ravvedimentoEntro quandoSanzione ridottaCodice tributo sanzioni
SprintEntro 14 giorni dalla scadenza0,1% per ogni giorno (max 1,4%)1920
BreveDa 15 a 30 giorni1,5% (1/10 del 15%)1920
MedioDa 31 a 90 giorni1,67% (1/9 del 15%)1920
LungoEntro 1 anno dalla scadenza3,75% (1/8 del 30%)1920
BiennaleEntro 2 anni dalla scadenza4,29% (1/7 del 30%)1920
UltrabiennaleOltre 2 anni5% (1/6 del 30%)1920

Al versamento con ravvedimento operoso si aggiungono sempre gli interessi legali (codice tributo 1921), calcolati dalla data di scadenza originaria al giorno del pagamento effettivo.

Esempio di Ravvedimento Operoso

Supponiamo che un’agenzia immobiliare non abbia versato le ritenute di aprile 2026 (scadenza 18 maggio 2026) e voglia regolarizzarsi il 10 giugno 2026 (23 giorni di ritardo):

  • Ritenute non versate: 500,00 euro (codice 1919)
  • Ravvedimento applicabile: “Breve” (da 15 a 30 giorni) → sanzione 1,5%
  • Sanzione: 500,00 × 1,5% = 7,50 euro (codice 1920)
  • Interessi legali (2,5% annuo per 23 giorni): 500,00 × 2,5% × 23/365 = 0,79 euro (codice 1921)
  • Totale da versare: 508,29 euro

Il ravvedimento operoso può essere effettuato tramite F24, indicando per ogni importo il relativo codice tributo (1919 per l’imposta, 1920 per le sanzioni, 1921 per gli interessi), l’anno di riferimento 2026 e il mese 04.

Certificazione Unica (CU) degli Intermediari

Oltre al versamento mensile delle ritenute, gli intermediari sono tenuti a rilasciare ai locatori la Certificazione Unica (CU), il documento che attesta i corrispettivi erogati e le ritenute operate nel corso dell’anno. La CU degli affitti brevi ha caratteristiche specifiche rispetto alla CU ordinaria del lavoro dipendente.

Le scadenze per la CU degli intermediari di affitti brevi sono:

  • Trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate: entro il 31 marzo dell’anno successivo (per i corrispettivi 2025 entro il 31 marzo 2026)
  • Consegna ai locatori: entro il 31 marzo dell’anno successivo (in formato cartaceo o elettronico)

La CU deve contenere i seguenti dati fondamentali:

  • Dati identificativi del locatore (codice fiscale, nome, cognome, data e luogo di nascita)
  • Corrispettivi lordi erogati nel corso dell’anno
  • Ritenute operate e versate per conto del locatore
  • Dati dell’immobile locato (se disponibili: indirizzo, tipologia)
  • Numero di contratti stipulati nel corso dell’anno

Il locatore utilizzerà la CU ricevuta dall’intermediario per compilare correttamente la propria dichiarazione dei redditi, indicando i corrispettivi e le ritenute subite nel quadro specifico (Quadro B del modello 730 o Quadro RB del modello Redditi Persone Fisiche).

Dichiarazione dei Redditi per i Locatori

Per i locatori che percepiscono canoni da affitti brevi, la dichiarazione dei redditi è il momento in cui viene determinata l’imposta definitiva e si effettua il conguaglio con le ritenute già subite. I redditi da affitti brevi vanno dichiarati nel quadro specifico:

  • Modello 730: Quadro B (Redditi da fabbricati) – il 730 2026 può essere presentato tramite sostituto d’imposta, CAF o direttamente
  • Modello Redditi PF: Quadro RB (Redditi dei fabbricati) – obbligatorio per chi non ha sostituto d’imposta o per situazioni più complesse

Nel quadro dedicato, il locatore deve indicare:

  • I dati catastali dell’immobile
  • Il tipo di utilizzo (codice specifico per affitti brevi)
  • Il numero di giorni di locazione nel periodo d’imposta
  • Il canone percepito (importo lordo prima della ritenuta)
  • L’opzione per la cedolare secca (se non già esercitata all’atto del contratto)

Se il locatore opta per la cedolare secca, l’imposta viene calcolata automaticamente dal sistema (21% per il primo immobile, 26% per i successivi) e la ritenuta subita viene utilizzata come credito d’imposta. Se il locatore opta per l’IRPEF ordinaria, i canoni vengono tassati con l’aliquota marginale IRPEF del soggetto (potenzialmente superiore al 21-26%), ma è possibile dedurre il 5% forfettario a titolo di spese.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la dichiarazione dei redditi degli affitti brevi, inclusa la gestione delle CU ricevute dagli intermediari, il calcolo dell’imposta ottimale e la compilazione dei modelli fiscali. Potete contattarci per dichiarare i redditi da affitto nel 730 2026.

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Domande Frequenti sugli Affitti Brevi e la Scadenza del 18 Maggio

Perché la scadenza è il 18 maggio e non il 16 maggio 2026?

La scadenza ordinaria per il versamento delle ritenute operate nel mese di aprile 2026 sarebbe il 16 maggio 2026. Tuttavia, il 16 maggio 2026 cade di sabato. Per effetto dell’articolo 7 del D.L. 70/2011, le scadenze fiscali che cadono in giorno festivo o di sabato sono automaticamente prorogate al primo giorno lavorativo successivo, che nel caso specifico è lunedì 18 maggio 2026.

Airbnb versa le ritenute al posto del locatore?

Sì. Airbnb, quando incassa i corrispettivi per conto del locatore, è obbligata a operare la ritenuta del 21% e a versarla all’Erario entro il 16 del mese successivo (o il primo giorno lavorativo utile). Il locatore non deve preoccuparsi del versamento mensile, ma deve comunque dichiarare i redditi percepiti nella propria dichiarazione dei redditi (730 o Redditi PF), utilizzando la CU rilasciata da Airbnb come documento di riferimento.

Cosa succede se ho due appartamenti in affitto breve nel 2026?

Se possiedi due immobili destinati agli affitti brevi, l’intermediario applica la ritenuta del 21% su entrambi. Tuttavia, in dichiarazione dei redditi dovrai applicare l’aliquota del 26% sul secondo immobile (quello con i corrispettivi piu elevati, se non coincidente con la dimora principale). Dovrai versare la differenza del 5% in sede di dichiarazione. Per la prima casa in affitto breve l’aliquota rimane al 21%.

Quali sono le conseguenze se un’agenzia immobiliare non versa le ritenute entro il 18 maggio?

Il mancato versamento entro il 18 maggio 2026 comporta l’applicazione di sanzioni che variano dal 1% al 30% dell’importo non versato, a seconda dei giorni di ritardo, piu gli interessi legali. E tuttavia possibile regolarizzare la situazione tramite ravvedimento operoso, versando l’imposta dovuta con la sanzione ridotta (dal 0,1% al 5%) e gli interessi calcolati al tasso legale. Per importi omessi superiori a 150.000 euro annui puo configurarsi anche una responsabilita penale.

Il CAF puo aiutarmi a dichiarare i redditi da affitti brevi?

Assolutamente sì. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la dichiarazione dei redditi da affitti brevi: raccolta delle Certificazioni Uniche rilasciate dagli intermediari (Airbnb, agenzie, etc.), verifica delle aliquote applicabili (21% o 26%), calcolo dell’imposta e del conguaglio, compilazione del modello 730 o Redditi PF. Potete contattarci tramite WhatsApp al 366 6018121 o compilare il modulo di prenotazione sul nostro sito.

Come faccio a sapere se il portale ha davvero versato le ritenute per me?

Puoi verificarlo tramite il Cassetto Fiscale dell’Agenzia delle Entrate (accessibile con SPID, CIE o CNS), dove sono visibili le dichiarazioni e i versamenti effettuati da terzi per tuo conto. Inoltre, a fine anno riceverai la Certificazione Unica dall’intermediario che indica l’importo delle ritenute operate e versate. Se la CU non arriva entro il 31 marzo dell’anno successivo, contatta direttamente la piattaforma o l’agenzia.


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Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella dichiarazione dei redditi da affitti brevi, nella gestione delle Certificazioni Uniche degli intermediari e nel calcolo delle imposte dovute con cedolare secca.

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    Maggio 16, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/cedolare-secca.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-16 11:26:452026-05-16 11:53:44Affitti Brevi, Scadenza 18 Maggio 2026: Versamento Ritenute degli Intermediari
    CAF

    Affitti Brevi e Cedolare Secca 2026: Aliquota 21% e 26%

    cedolare secca

    Gli affitti brevi rappresentano una delle forme di locazione in maggiore crescita in Italia, alimentati dal successo di piattaforme come Airbnb e Booking. Nel 2026 la tassazione degli affitti brevi prevede due aliquote di cedolare secca differenziate: 21% per il primo immobile e 26% dal secondo in poi. A queste novità si aggiungono l’obbligo del codice CIN, la ritenuta del 21% applicata dalle piattaforme e nuovi obblighi dichiarativi. In questa guida il CAF Centro Fiscale di Udine ti spiega tutto quello che devi sapere sulla tassazione degli affitti brevi 2026, con esempi pratici e risposte alle domande più frequenti. Per il quadro completo sulla cedolare secca, consulta anche la nostra guida alla cedolare secca 2026.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è un Affitto Breve
    2. Cedolare Secca 21% e 26%
    3. Obbligo del Codice CIN
    4. Ritenuta 21% da Piattaforme
    5. Obblighi Dichiarativi
    6. Comunicazione alla Questura
    7. Imposta di Soggiorno
    8. Domande Frequenti

    Cos’è un Affitto Breve: Definizione e Durata Massima 2026

    Per affitto breve si intende un contratto di locazione di immobile ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, stipulato da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa. La definizione è stata introdotta dall’articolo 4 del D.L. 50/2017 e confermata anche per il 2026. Il contratto può prevedere anche la fornitura di servizi accessori come biancheria e pulizia, senza che questo trasformi l’attività in imprenditoriale, a patto che i servizi restino di natura complementare.

    Un aspetto fondamentale della tassazione degli affitti brevi 2026 riguarda il limite dei 30 giorni: se la locazione supera questa durata, non si parla più di affitto breve e si applicano le regole ordinarie dei contratti di locazione, con obbligo di registrazione presso l’Agenzia delle Entrate. Al contrario, gli affitti brevi sotto i 30 giorni non richiedono la registrazione del contratto, semplificando notevolmente gli adempimenti burocratici. Tuttavia, come vedremo, esistono altri obblighi specifici da rispettare.

    Cedolare Secca sugli Affitti Brevi 2026: Aliquota 21% e 26%

    La principale novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 e confermata nel 2026 riguarda la doppia aliquota di cedolare secca per gli affitti brevi. Il sistema prevede:

    • Aliquota del 21% sui redditi derivanti dal primo immobile locato con affitto breve
    • Aliquota del 26% sui redditi derivanti dal secondo, terzo e quarto immobile locato con affitto breve

    Il proprietario che affitta un solo appartamento con formula di affitto breve continuerà quindi a pagare la cedolare secca al 21%, esattamente come prima. Chi invece gestisce più immobili vedrà applicare l’aliquota maggiorata del 26% a partire dal secondo. Per fare un esempio: se Mario possiede 3 appartamenti e li affitta tutti con affitti brevi, sul primo pagherà il 21%, sul secondo e sul terzo il 26%. La scelta di quale immobile considerare come “primo” spetta al contribuente in sede di dichiarazione dei redditi.

    È importante ricordare che la cedolare secca sugli affitti brevi resta un regime opzionale: chi preferisce può sempre optare per la tassazione IRPEF ordinaria, con applicazione delle aliquote progressive. Il CAF Centro Fiscale ti aiuta a valutare quale regime sia più conveniente nella tua situazione specifica, considerando il tuo reddito complessivo e il numero di immobili locati.

    Obbligo del Codice CIN per gli Affitti Brevi 2026

    Dal 2 novembre 2024, tutti gli immobili destinati ad affitti brevi devono essere dotati del Codice Identificativo Nazionale (CIN). Questa novità, introdotta dall’articolo 13-ter del D.L. 145/2023, rappresenta uno degli adempimenti più importanti per chi opera nel settore delle locazioni turistiche nel 2026. Il codice CIN è un identificativo unico assegnato a ciascun immobile e deve essere richiesto attraverso la Banca Dati delle Strutture Ricettive (BDSR) del Ministero del Turismo.

    Il codice CIN deve essere esposto all’esterno dell’immobile e indicato in ogni annuncio pubblicato sulle piattaforme di prenotazione come Airbnb, Booking e altre. Le sanzioni per chi non si adegua sono significative: da 800 a 8.000 euro per la mancata esposizione del CIN, e da 500 a 5.000 euro per la mancata indicazione negli annunci. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella richiesta del codice CIN e nella verifica di tutti gli adempimenti connessi alla tassazione degli affitti brevi 2026.

    Ritenuta del 21% Applicata dalle Piattaforme: Airbnb e Booking

    Le piattaforme di intermediazione come Airbnb, Booking, Vrbo e simili sono obbligate ad operare una ritenuta del 21% sui corrispettivi lordi versati ai proprietari degli immobili locati con affitti brevi. Questa ritenuta viene trattenuta direttamente dalla piattaforma al momento del pagamento e versata all’Erario come sostituto d’imposta.

    La ritenuta del 21% ha natura diversa a seconda del regime fiscale scelto dal proprietario. Se il contribuente opta per la cedolare secca, la ritenuta si considera a titolo d’imposta per il primo immobile (dove l’aliquota è appunto 21%). Per il secondo immobile e successivi, dove l’aliquota è del 26%, la ritenuta del 21% funge da acconto e la differenza del 5% andrà versata in sede di dichiarazione dei redditi. Se invece il contribuente sceglie la tassazione IRPEF ordinaria, la ritenuta del 21% è sempre a titolo di acconto e verrà scomputata dall’imposta dovuta nel modello 730 o nel modello Redditi PF. Affidarsi al CAF Centro Fiscale per la dichiarazione dei redditi garantisce il corretto scomputo di tutte le ritenute.

    Obblighi Dichiarativi per gli Affitti Brevi 2026

    Chi percepisce redditi da affitti brevi ha l’obbligo di dichiararli nella dichiarazione dei redditi annuale. Se si sceglie la cedolare secca, i redditi da locazione breve vanno indicati nel quadro B del modello 730 o nel corrispondente quadro del modello Redditi PF, selezionando l’opzione per la cedolare secca. La Certificazione Unica (CU) rilasciata dalle piattaforme di intermediazione deve essere utilizzata per verificare l’importo delle ritenute già operate.

    Un aspetto spesso trascurato riguarda la corretta indicazione del numero di immobili locati con formula breve. Poiché l’aliquota del 26% si applica dal secondo immobile in poi, è fondamentale dichiarare correttamente quali e quanti immobili sono stati locati durante l’anno. Il contribuente deve anche conservare la documentazione relativa ai contratti stipulati, ai pagamenti ricevuti e alle Certificazioni Uniche ricevute dalle piattaforme. Per evitare errori che potrebbero portare a sanzioni, il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: dalla raccolta della documentazione alla compilazione della dichiarazione, garantendo la correttezza di ogni passaggio nella tassazione degli affitti brevi 2026.

    Comunicazione alla Questura per gli Affitti Brevi

    Chi affitta un immobile con affitto breve è tenuto a comunicare alla Questura le generalità degli ospiti entro 24 ore dall’arrivo. Questo obbligo, previsto dall’articolo 109 del TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza), si applica a tutte le locazioni turistiche, indipendentemente dalla durata. La comunicazione avviene tramite il portale telematico Alloggiati Web della Polizia di Stato.

    Le informazioni da comunicare includono le generalità complete degli ospiti (nome, cognome, data e luogo di nascita, cittadinanza, documento di identità), le date di arrivo e partenza e il tipo di alloggio. Per gli ospiti stranieri è necessario comunicare anche gli estremi del passaporto o documento di viaggio. La mancata comunicazione comporta sanzioni amministrative e, nei casi più gravi, conseguenze penali. Questo adempimento è a carico del proprietario dell’immobile destinato ad affitti brevi e non può essere delegato alle piattaforme di intermediazione.

    Imposta di Soggiorno e Affitti Brevi 2026

    L’imposta di soggiorno è un tributo locale applicato da molti Comuni italiani ai turisti che pernottano nelle strutture ricettive del territorio. Dal 2024, le piattaforme come Airbnb e Booking sono tenute a riscuotere l’imposta di soggiorno per conto dei Comuni e a versarla direttamente, sollevando il proprietario da questo adempimento quando la prenotazione avviene attraverso la piattaforma.

    Tuttavia, per le prenotazioni dirette (senza intermediazione di piattaforme), il proprietario resta responsabile del tributo con funzione di agente contabile. Questo significa che deve riscuotere l’imposta di soggiorno dall’ospite, conservarne la documentazione e versarla al Comune secondo le modalità e le scadenze previste dal regolamento locale. L’importo dell’imposta varia da Comune a Comune, generalmente tra 1 e 5 euro a notte per persona, e può differenziarsi in base alla tipologia di alloggio e al periodo dell’anno. Per gestire correttamente tutti gli aspetti fiscali degli affitti brevi, rivolgiti al CAF Centro Fiscale.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sulla Tassazione degli Affitti Brevi 2026

    Quanti immobili posso affittare con affitto breve senza partita IVA?

    È possibile locare con formula di affitto breve fino a 4 immobili senza che l’attività venga considerata imprenditoriale. Dal quinto immobile in poi, scatta la presunzione di attività d’impresa e diventa necessaria la partita IVA. Questa regola vale per anno solare e per ciascun proprietario.

    La cedolare secca al 21% si applica ancora agli affitti brevi nel 2026?

    Sì, la cedolare secca al 21% è confermata per il 2026, ma solo per il primo immobile locato con affitto breve. Dal secondo immobile in poi, l’aliquota sale al 26%. Il contribuente sceglie quale immobile designare come “primo” in sede di dichiarazione dei redditi, ottimizzando così il carico fiscale.

    Devo registrare il contratto di affitto breve all’Agenzia delle Entrate?

    No, i contratti di affitto breve con durata inferiore a 30 giorni non richiedono la registrazione presso l’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, i redditi percepiti devono essere dichiarati nella dichiarazione annuale. Per soggiorni superiori a 30 giorni, è invece obbligatoria la registrazione del contratto.

    Come funziona la ritenuta del 21% applicata da Airbnb?

    Airbnb e le altre piattaforme trattengono automaticamente il 21% del corrispettivo lordo e lo versano all’Erario. Se si opta per la cedolare secca al 21% sul primo immobile, la ritenuta copre l’intera imposta dovuta. Per gli immobili successivi (aliquota 26%), la ritenuta funge da acconto e il 5% residuo va versato in dichiarazione dei redditi.

    Cosa succede se non richiedo il codice CIN per il mio affitto breve?

    La mancata richiesta del codice CIN comporta sanzioni da 800 a 8.000 euro. Il codice è obbligatorio per tutti gli immobili destinati ad affitti brevi e deve essere esposto all’esterno dell’immobile e indicato in ogni annuncio online. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti guida nella richiesta e nei relativi adempimenti.

    Conclusione: Gestire gli Affitti Brevi nel 2026 senza Errori

    La tassazione degli affitti brevi 2026 richiede attenzione su più fronti: la scelta tra cedolare secca al 21% e 26%, il rispetto dell’obbligo del codice CIN, la gestione delle ritenute delle piattaforme, la comunicazione alla Questura e l’eventuale imposta di soggiorno. Un errore nella dichiarazione o un adempimento dimenticato possono tradursi in sanzioni significative.

    Hai bisogno di assistenza per la gestione fiscale dei tuoi affitti brevi? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. I nostri operatori ti guidano dalla richiesta del codice CIN alla compilazione della dichiarazione dei redditi, assicurando il corretto trattamento di ogni aspetto della tassazione degli affitti brevi 2026. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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    Maggio 28, 2026
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    Maggio 27, 2026
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    Rottamazione quater, rata in scadenza il 31 maggio: pagamento posticipato a giugno

    La rata della rottamazione quater in scadenza il 31 maggio 2026 si paga entro il 5 giugno grazie alla tolleranza di 5 giorni. Tutti i dettagli operativi.
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    Maggio 27, 2026
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    ASSEGNO UNICO, NASPI / DISOCCUPAZIONE, NOTIZIE, PATRONATO, RDC - REDDITO DI CITTADINANZA

    Pagamenti INPS dal 25 al 31 Maggio 2026: il Calendario Completo e la Data per l’Assegno di Inclusione

    I pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 rappresentano l'ultima finestra del mese in cui milioni di cittadini italiani ricevono prestazioni di sostegno al reddito, indennità di disoccupazione, contributi familiari e misure di contrasto alla…
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    Maggio 25, 2026
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    Bonus assunzioni 2026: guida completa a incentivi giovani, donne, ZES e stabilizzazione dei contratti

    Tutti i bonus assunzioni 2026: Bonus Giovani Under 35, Bonus Donne, ZES Unica, stabilizzazione e maxi deduzione 120%. Importi, requisiti, procedure INPS, esempi pratici di calcolo e cumulabilità.
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    Rottamazione quater: per la Cassazione basta la prima rata per perfezionare la sanatoria

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    Maggio 22, 2026
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    Bonus Giovani 2026: Guida Completa allo Sgravio Totale per Assumere Under 35

    Bonus Giovani 2026: sgravio contributivo totale fino a 24 mesi per le assunzioni stabili di lavoratori under 35. Guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine su requisiti, importi, procedura e cumulabilita' con altri incentivi.
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    Maggio 21, 2026
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    Scadenze fiscali 18-24 maggio 2026: il calendario dell’Agenzia delle Entrate

    La settimana fiscale dal 18 al 24 maggio 2026 si apre con la scadenza piu importante del mese: il 18 maggio (slittamento dal 16, sabato) per il versamento unificato dei tributi mensili. Tutti gli appuntamenti del calendario dell'Agenzia delle Entrate, i codici tributo F24 da utilizzare, le sanzioni in caso di omesso versamento e le percentuali aggiornate del ravvedimento operoso dopo la riforma del D.Lgs. 87/2024.
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    Maggio 19, 2026
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    Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
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    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, IMU, TASI E MODELLO F24

    Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo con 32 Appuntamenti

    calcolo imu CAF Udine

    Giugno 2026 e un mese fiscalmente impegnativo: ben 32 scadenze si concentrano soprattutto in 4 date chiave. Tra gli appuntamenti piu importanti spiccano l’acconto IMU del 16 giugno, il versamento delle ritenute alla fonte, i contributi INPS e l’IVA mensile. Questo calendario aggiornato ti guida attraverso tutti gli adempimenti del mese, con le date esatte e le istruzioni per non perdere nessuna scadenza.

    Le 4 date chiave di giugno 2026

    Le scadenze di giugno 2026 si addensano in quattro momenti precisi del mese. Conoscerle in anticipo permette di organizzarsi per tempo ed evitare sanzioni e interessi da ravvedimento operoso.

    DataAdempimento principaleChi riguarda
    2 giugno 2026Festa della Repubblica (nessun adempimento)Tutti
    16 giugno 2026Acconto IMU, ritenute, IVA mensile, contributi INPS/INAILTitolari immobili, datori di lavoro, P.IVA mensili
    25 giugno 2026INTRASTAT mensile e trimestraleOperatori intracomunitari
    30 giugno 2026Versamenti IRPEF, cedolare secca, contributi colf/badantiPrivati, professionisti, datori di lavoro domestico

    Nota: Il 2 giugno e festa nazionale (Festa della Repubblica): tutti gli adempimenti eventualmente in scadenza sono automaticamente prorogati al primo giorno lavorativo successivo, che nel 2026 e il 3 giugno (mercoledi).

    16 giugno 2026: la scadenza piu importante del mese

    Il 16 giugno e il giorno piu affollato del calendario fiscale estivo. Coincidono almeno 15 adempimenti diversi, tra cui:

    Acconto IMU giugno 2026

    L’acconto IMU 2026 si versa entro il 16 giugno. Il calcolo si basa sulle aliquote 2025 applicate al 50% del dovuto annuo (cosiddetto metodo storico). In alternativa, si puo versare il 50% dell’imposta calcolata con le aliquote 2026 se gia deliberate dal Comune (metodo previsionale).

    Per sapere chi e esente e come calcolare l’IMU se sei pensionato, leggi la nostra guida: IMU 2026 Pensionati: Acconto Giugno, Esenzioni e Casi Particolari.

    Ritenute alla fonte su redditi di lavoro

    I datori di lavoro (inclusi i condomini come sostituti d’imposta) devono versare via modello F24 le ritenute IRPEF operate a maggio 2026 su:

    • Redditi di lavoro dipendente e assimilati (codice tributo 1001)
    • Redditi di lavoro autonomo e professionisti (codice tributo 1040)
    • Redditi diversi (codice tributo 1040 o 1045 secondo il caso)
    • Provvigioni agenti (codice tributo 1038)

    IVA mensile maggio 2026

    I contribuenti IVA con liquidazione mensile devono versare l’IVA relativa al mese di maggio 2026 entro il 16 giugno. Il pagamento avviene con F24, codice tributo 6005 (IVA mensile maggio). Chi ha saldo a credito non deve effettuare versamenti.

    Contributi INPS artigiani e commercianti

    Gli artigiani e commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS versano entro il 16 giugno la seconda rata 2026 dei contributi fissi sul minimale. L’importo varia in base al settore e alla gestione. Per il 2026, l’aliquota contributiva per artigiani e commercianti e del 24,48% sul reddito imponibile.

    Contributi INPS gestione separata

    I collaboratori e i professionisti senza cassa iscritti alla gestione separata INPS versano il saldo 2025 e il primo acconto 2026 entro il 30 giugno (non il 16). L’aliquota e del 26,07% per chi non ha altra copertura previdenziale, 24% per chi ha un’altra copertura.

    Contributi INAIL premio annuale

    Entro il 16 giugno i datori di lavoro devono versare il premio INAIL per l’assicurazione obbligatoria contro infortuni e malattie professionali. Il pagamento avviene con F24 o bollettino INAIL, sulla base della comunicazione inviata dall’Istituto a febbraio 2026.

    Bollo auto: le scadenze di giugno 2026

    Il bollo auto non ha una data unica nazionale: la scadenza dipende dal mese di immatricolazione del veicolo e dalla regione di residenza. In linea generale:

    • I veicoli immatricolati in aprile hanno il bollo in scadenza a giugno 2026 (entro la fine del mese successivo all’immatricolazione)
    • Il pagamento avviene tramite portale ACI, sportello ACI, banche, tabaccai abilitati, oppure online su Pago PA
    • In caso di mancato pagamento e applicabile il ravvedimento operoso con sanzioni ridotte rispetto a quella ordinaria

    Esenzioni bollo auto 2026: sono esenti i veicoli elettrici (per i primi 5 anni in molte regioni), i veicoli intestati a persone con grave disabilita (legge 104), i veicoli storici con oltre 30 anni di eta.

    Affitti brevi: versamento ritenute di giugno 2026

    I gestori di portali di locazione turistica (Airbnb, Booking, Vrbo, ecc.) che hanno operato ritenute del 21% sui canoni di maggio 2026 relativi a contratti di affitto breve devono versare le ritenute entro il 16 giugno tramite F24 con codice tributo 1919.

    Per i proprietari privati con cedolare secca sugli affitti brevi: il saldo della cedolare secca 2025 e l’acconto 2026 confluiscono nelle scadenze del 30 giugno (senza maggiorazione) oppure del 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%. Per approfondire le regole sulla cedolare secca nelle dichiarazioni precompilate: Cedolare Secca nel Modello Redditi PF Precompilato 2026.

    Per dettagli sulle ritenute versate a maggio 2026 dagli intermediari: Affitti Brevi, Scadenza 18 Maggio 2026: Versamento Ritenute degli Intermediari.

    30 giugno 2026: versamenti IRPEF e cedolare secca

    Il 30 giugno e l’altra data cruciale del mese: entro questa data, chi ha presentato il Modello 730 o il Modello Redditi PF 2026 deve versare (senza maggiorazione) le imposte emergenti dalla dichiarazione:

    • Saldo IRPEF 2025 e primo acconto IRPEF 2026 (per chi versa autonomamente, non tramite sostituto d’imposta)
    • Saldo cedolare secca 2025 e acconto cedolare secca 2026
    • Addizionali regionali e comunali IRPEF 2025
    • Imposta sostitutiva sul regime forfettario 2025 (saldo 15% o 5% nuove attivita)
    • Contributi INPS da Modello Redditi (gestione separata, artigiani/commercianti, saldo 2025)

    Chi non riesce a versare entro il 30 giugno puo farlo entro il 30 luglio 2026 con una maggiorazione dello 0,40% (interesse da dilazione). Per approfondire il calcolo dei versamenti: Saldo e Acconto IRPEF 2026: Calendario Scadenze e Calcolo Versamenti.

    Calendario completo delle 32 scadenze fiscali di giugno 2026

    Di seguito il riepilogo schematico di tutti i 32 adempimenti di giugno 2026, suddivisi per data e tipologia.

    Scadenze del 16 giugno 2026 (15 adempimenti)

    N.AdempimentoChi pagaCodice tributo F24
    1Acconto IMU 2026 prima rataProprietari immobili3912–3956 (per tipologia)
    2IVA mensile maggio 2026P.IVA liquidazione mensile6005
    3Ritenute lavoro dipendente maggio 2026Datori di lavoro1001
    4Ritenute lavoro autonomo maggio 2026Committenti/condomini1040
    5Ritenute su provvigioni maggio 2026Preponenti/agenti1038
    6Ritenute su dividendi maggio 2026Societa distributrici1035
    7Contributi INPS artigiani – 2a rata sul minimaleArtigiani0703, 0704
    8Contributi INPS commercianti – 2a rata sul minimaleCommercianti0703, 0705
    9Premio INAIL 2026 (regolazione e anticipo)Datori di lavoro con dipendentiBollettino/F24
    10Ritenute affitti brevi intermediari – maggio 2026Portali di locazione turistica1919
    11Contributi INPS lavoratori parasubordinati – quota datoreCommittentiF24/DM10
    12IVA trimestrale primo trimestre con opzione mensileOperatori IVA trimestrali con opzione6031
    13Addizionale regionale IRPEF su cessazione rapportoDatori di lavoro (su TFR)3802
    14Tobin Tax su operazioni finanziarie maggio 2026Intermediari finanziari4058–4059
    15Imposta di bollo su fatture elettroniche emesse nel secondo trimestre 2026Titolari P.IVA soggetti a bollo2521–2524

    Scadenze del 25 giugno 2026 (2 adempimenti)

    N.AdempimentoChi presenta
    16Modello INTRASTAT mensile maggio 2026 (acquisti e cessioni UE)Operatori intracomunitari con obbligo mensile
    17Modello INTRASTAT trimestrale primo trimestre 2026Operatori intracomunitari con obbligo trimestrale

    Scadenze del 30 giugno 2026 (15 adempimenti)

    N.AdempimentoChi paga
    18Saldo IRPEF 2025 da Modello 730/Redditi (senza maggiorazione)Persone fisiche, autonomi senza sostituto
    19Primo acconto IRPEF 2026 (senza maggiorazione)Persone fisiche, autonomi senza sostituto
    20Saldo cedolare secca 2025 (senza maggiorazione)Locatori con cedolare secca
    21Acconto cedolare secca 2026 (senza maggiorazione)Locatori con cedolare secca
    22Addizionale regionale IRPEF 2025 saldoPersone fisiche
    23Addizionale comunale IRPEF 2025 saldoPersone fisiche
    24Imposta sostitutiva forfettario – saldo 2025 e acconto 2026Titolari P.IVA forfettaria
    25Contributi INPS gestione separata – saldo 2025 e acconto 2026Professionisti senza cassa, collaboratori
    26IVIE 2025 saldo (immobili esteri)Persone fisiche con immobili all’estero
    27IVAFE 2025 saldo (attivita finanziarie estere)Persone fisiche con conti/attivita all’estero
    28IVCA 2025 saldo (cripto-attivita)Detentori di criptovalute
    29Imposta sostitutiva rivalutazione TFR 2025Datori di lavoro che detengono TFR
    30Diritto annuale CCIAA 2026Imprese iscritte al Registro Imprese
    31Bollo auto giugno 2026 (veicoli con scadenza a giugno)Proprietari/possessori veicoli
    32Ravvedimento operoso per versamenti omessi/insufficienti fino a maggio 2026Contribuenti in ritardo

    Contributi colf e badanti: scadenza luglio 2026

    I datori di lavoro domestico (chi ha assunto una colf, una badante o una baby sitter) devono versare i contributi INPS relativi al secondo trimestre 2026 (aprile-maggio-giugno) entro il 10 luglio 2026, come da calendario INPS per i versamenti trimestrali del lavoro domestico.

    Il pagamento avviene tramite PagoPA sul sito INPS, non con F24. I contributi si calcolano in base alle ore lavorate e alla retribuzione oraria (fascia A, B o C del CCNL lavoro domestico 2024-2028).

    Diritto annuale CCIAA: scadenza 30 giugno 2026

    Tutte le imprese iscritte al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio (CCIAA) devono versare il diritto annuale 2026 entro il 30 giugno, tramite F24 con il codice tributo 3850.

    L’importo varia a seconda della forma giuridica e della fascia di fatturato:

    • Imprese individuali: importo fisso determinato da ciascuna CCIAA (generalmente tra 40 e 200 euro)
    • Societa di persone (SNC, SAS): importo fisso base, intorno ai 200 euro
    • Societa di capitali (SRL, SPA): importo variabile in base al fatturato, da circa 200 a oltre 40.000 euro

    Il mancato versamento comporta l’applicazione di sanzioni e interessi legali. Con ravvedimento operoso e possibile regolarizzare pagando una sanzione ridotta rispetto a quella ordinaria.

    Come si usa il ravvedimento operoso in caso di ritardo

    Il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997, aggiornato dal D.Lgs. 87/2024) consente di regolarizzare spontaneamente un versamento omesso o insufficiente, pagando una sanzione ridotta. Dal 1 settembre 2024 la riforma delle sanzioni tributarie ha abbassato la sanzione base per omessi versamenti al 25% (in luogo del precedente 30%). Le aliquote ridotte del ravvedimento dipendono dal tempo trascorso dalla scadenza:

    Tipo di ravvedimentoTermineCoefficiente riduzioneSanzione ridotta (su base 25%)
    Ravvedimento sprintEntro 14 giorni dalla scadenza1/300 per giorno0,083% al giorno (max 1,16%)
    Ravvedimento breveDal 15 al 30 giorno1/10 della sanzione ridotta al 12,5%1,25%
    Ravvedimento medioDal 31 al 90 giorno1/91,39%
    Ravvedimento lungoDal 91 giorno a 1 anno1/83,125%
    Ravvedimento biennaleEntro 2 anni1/73,57%
    Oltre 2 anniOltre 2 anni1/64,17%

    Alla sanzione ridotta si aggiungono sempre gli interessi legali al tasso vigente (calcolati sui giorni di ritardo). Il ravvedimento si perfeziona con il versamento dell’imposta, degli interessi e della sanzione ridotta in un unico F24.

    Proroga versamenti 2026: cosa cambia per ISA e forfettari

    Anche nel 2026 e stato previsto un regime di proroga per i contribuenti soggetti a ISA (Indici Sintetici di Affidabilita) e per i forfettari. In base al Decreto del Ministero dell’Economia, la scadenza del 30 giugno per questi contribuenti e prorogata al 20 luglio 2026 senza alcuna maggiorazione.

    Possono versare entro il 20 luglio senza la maggiorazione dello 0,40%:

    • Titolari di P.IVA soggetti a ISA che presentano il modello ISA allegato al Modello Redditi
    • Contribuenti in regime forfettario
    • Contribuenti in regime di vantaggio (ex minimi)
    • Soggetti che dichiarano redditi da partecipazione in societa soggette a ISA

    Per tutti i dettagli sulla proroga 2026: Proroga versamenti dichiarazioni fiscali 2026 al 20 luglio per ISA e Forfettari.

    Domande frequenti sulle scadenze fiscali di giugno 2026

    Il 2 giugno 2026 (Festa della Repubblica) e lavorativo per le scadenze fiscali?
    No. Il 2 giugno e giorno festivo e tutti gli adempimenti eventualmente in scadenza sono automaticamente prorogati al primo giorno lavorativo successivo (3 giugno 2026).

    Se non verso l’acconto IMU entro il 16 giugno, cosa succede?
    Si applica la sanzione prevista dalla normativa vigente. Con ravvedimento operoso entro 14 giorni si beneficia della sanzione piu ridotta (0,083% al giorno).

    I titolari di P.IVA forfettaria devono versare entro il 30 giugno o il 20 luglio?
    I forfettari possono versare saldo 2025 e acconti 2026 entro il 20 luglio 2026 senza maggiorazione, grazie alla proroga ISA/forfettari. Se versano tra il 21 luglio e il 20 agosto, si applica la maggiorazione dello 0,40%.

    Come si calcola l’acconto IMU di giugno?
    Il metodo piu comune e quello storico: si calcola il 50% dell’IMU pagata per l’anno 2025. In alternativa, metodo previsionale: si calcola il 50% dell’IMU dovuta per il 2026 (utile se le aliquote comunali sono cambiate o se l’immobile e stato venduto/acquistato).

    Chi deve pagare il diritto annuale CCIAA?
    Tutte le imprese iscritte nel Registro delle Imprese. Sono esclusi i professionisti iscritti solo all’Ordine professionale (senza iscrizione alla CCIAA) e le associazioni non profit senza attivita commerciale.

    L’IVA trimestrale si paga il 16 giugno?
    Solo se si e optato per la liquidazione mensile. L’IVA trimestrale primo trimestre 2026 aveva scadenza il 16 maggio (con maggiorazione 1% per il differimento). L’IVA del secondo trimestre scade il 16 agosto (con proroga automatica a settembre per il periodo feriale).

    Hai dubbi su una scadenza? Il CAF e a tua disposizione

    Le scadenze di giugno 2026 richiedono attenzione, soprattutto per chi deve coordinare piu adempimenti contemporaneamente. Il CAF Centro Fiscale di Udine e a disposizione per:

    • Verificare la tua situazione IMU e calcolare l’acconto corretto
    • Compilare e inviare il modello F24 per i versamenti IRPEF
    • Gestire il ravvedimento operoso per ritardi nei versamenti
    • Assistere nella presentazione della dichiarazione dei redditi 730/2026
    • Calcolare i contributi INPS dovuti per artigiani, commercianti e gestione separata

    Prenota un appuntamento presso lo sportello di Udine in Viale Giuseppe Tullio 13 o contattaci per una consulenza rapida. Verifica anche le scadenze per la Dichiarazione IMU 2026 se hai modificato la tua situazione immobiliare nell’ultimo anno.

    Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-01 22:36:292026-06-01 23:32:14Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo con 32 Appuntamenti
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Affitti Brevi, Scadenza 18 Maggio 2026: Versamento Ritenute degli Intermediari

    cedolare secca

    Il 18 maggio 2026 è una data cruciale per tutti gli intermediari immobiliari e i portali di prenotazione online che gestiscono affitti brevi: entro questa scadenza devono essere versate le ritenute operate nel mese di aprile 2026 sui corrispettivi dei contratti di locazione breve. La data slitta al lunedì 18 maggio perché il 16 maggio cade di sabato. Conoscere questa scadenza e le modalità di versamento è fondamentale per evitare sanzioni e interessi di mora. In questa guida completa analizziamo ogni aspetto della normativa, dal quadro fiscale alle aliquote, dai codici tributo agli esempi pratici di calcolo.

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    Indice dei contenuti

    1. Il Regime Fiscale degli Affitti Brevi: Quadro Normativo
    2. Scadenza 18 Maggio 2026: Perché Questa Data
    3. Chi È Obbligato al Versamento: Intermediari e Portali
    4. Aliquote della Cedolare Secca: 21% e 26%
    5. Codice Tributo 1919 e Modalità di Versamento F24
    6. Come Si Calcola la Ritenuta: Esempi Pratici
    7. Sanzioni per Omesso o Tardivo Versamento
    8. Ravvedimento Operoso: Come Regolarizzare
    9. Certificazione Unica (CU) degli Intermediari
    10. Dichiarazione dei Redditi per i Locatori
    11. Domande Frequenti

    Il Regime Fiscale degli Affitti Brevi: Quadro Normativo

    La disciplina fiscale degli affitti brevi è regolata principalmente dall’articolo 4 del D.L. 50/2017, convertito con modificazioni dalla Legge 96/2017, e successive modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2024 (Legge 213/2023). Per locazione breve si intende qualsiasi contratto di durata non superiore a 30 giorni, stipulato da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, avente ad oggetto il godimento di immobili a uso abitativo.

    Il locatore che affitta un immobile tramite piattaforme digitali (come Airbnb, Booking.com, VRBO, Expedia) o tramite agenzie immobiliari può scegliere tra due regimi fiscali:

    • IRPEF ordinaria: i canoni concorrono alla formazione del reddito imponibile complessivo, con possibilità di dedurre il 5% a titolo forfettario di spese di manutenzione
    • Cedolare secca: imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali, senza possibilità di deduzioni ma con aliquota fissa e applicazione automatica da parte dell’intermediario

    Il meccanismo delle ritenute operate dagli intermediari è il cuore del sistema fiscale degli affitti brevi: quando il locatore si avvale di un intermediario abilitato, questi è obbligato a operare una ritenuta sui corrispettivi pagati al locatore, versarla all’Erario e rilasciare una Certificazione Unica al termine dell’anno.

    Scadenza 18 Maggio 2026: Perché Questa Data

    Il versamento delle ritenute sugli affitti brevi segue le scadenze mensili ordinarie dell’F24. In via generale, le ritenute operate nel mese precedente devono essere versate entro il giorno 16 del mese successivo. Per il mese di aprile 2026, la scadenza ordinaria sarebbe il 16 maggio 2026. Tuttavia, il 16 maggio 2026 cade di sabato: in questo caso, per effetto del principio generale sancito dall’art. 7 del D.L. 70/2011, la scadenza è automaticamente prorogata al primo giorno lavorativo successivo, ossia lunedì 18 maggio 2026.

    Si tratta quindi di una proroga automatica di legge, non discrezionale: non è necessaria alcuna comunicazione o domanda da parte del contribuente. Il versamento effettuato entro il 18 maggio 2026 si considera tempestivo a tutti gli effetti, senza applicazione di sanzioni o interessi.

    Mese di competenza ritenuteScadenza ordinaria versamentoNote
    Gennaio 202616 febbraio 2026Lunedì
    Febbraio 202616 marzo 2026Lunedì
    Marzo 202616 aprile 2026Giovedì
    Aprile 202618 maggio 202616 cade sabato → proroga lunedì 18
    Maggio 202616 giugno 2026Martedì
    Giugno 202616 luglio 2026Giovedì

    Per gli intermediari con grandi volumi di transazioni (ad esempio le OTA – Online Travel Agencies come Airbnb o Booking.com), il calcolo aggregato delle ritenute da versare per aprile 2026 può riguardare migliaia di contratti stipulati in tutto il territorio italiano. La puntualità nel versamento è fondamentale per evitare le sanzioni previste dall’articolo 13 del D.Lgs. 471/1997.

    Chi È Obbligato al Versamento: Intermediari e Portali

    L’obbligo di operare le ritenute sui canoni di locazione breve e di versarle all’Erario grava su tutti i soggetti che intervengono nel pagamento o che incassano i corrispettivi per conto dei locatori. La normativa individua due categorie principali di obbligati:

    Intermediari Immobiliari Tradizionali

    Le agenzie immobiliari, i property manager e i gestori di case vacanza che operano come intermediari tra locatore e conduttore sono obbligati a operare la ritenuta quando:

    • Incassano i corrispettivi per conto del locatore (anche se poi li girano)
    • Intervengono nel pagamento, agendo da tramite finanziario
    • Gestiscono le pratiche di prenotazione e riscossione in modo continuativo

    Portali e OTA (Online Travel Agencies)

    Le piattaforme digitali di prenotazione sono soggette agli stessi obblighi degli intermediari tradizionali quando incassano i pagamenti. In particolare:

    • Airbnb: opera ritenute del 21% sui canoni per soggetti residenti in Italia che non dichiarano di operare nell’ambito di impresa
    • Booking.com: applica il medesimo meccanismo per le strutture classificate come affitti privati non imprenditoriali
    • VRBO/HomeAway e altre piattaforme internazionali con stabile organizzazione in Italia o che incassano corrispettivi di locatori italiani
    • Wimdu, Holiday-lettings e ogni altra OTA che riscuote per conto del locatore

    L’obbligo di ritenuta NON sussiste quando il portale si limita a mettere in contatto locatore e conduttore senza intervenire nel pagamento (c.d. “portali che non incassano”). In questo caso, il locatore riceve il corrispettivo direttamente dal conduttore e provvede autonomamente al versamento delle imposte in sede di dichiarazione dei redditi.

    Importante: la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 88/2017 ha chiarito che sono esonerati dall’obbligo di ritenuta i soggetti che non intervengono nel pagamento, anche se forniscono altri servizi accessori (comunicazione CIN, gestione calendario, etc.).

    Aliquote della Cedolare Secca: 21% e 26%

    La Legge di Bilancio 2024 (Legge 30 dicembre 2023, n. 213) ha introdotto una significativa modifica al regime fiscale degli affitti brevi: per i locatori che possiedono più di un immobile destinato alla locazione breve, a partire dal 1° gennaio 2024 si applica un’aliquota differenziata.

    Il sistema di aliquote vigente nel 2026 è il seguente:

    Numero di immobili in locazione breveAliquota cedolare seccaAliquota ritenuta operata dall’intermediario
    Primo immobile21%21% (a titolo d’acconto)
    Secondo immobile e successivi26%21% (a titolo d’acconto)

    La distinzione è fondamentale: l’intermediario applica sempre la ritenuta del 21% a prescindere dal numero di immobili del locatore, perché non è in grado di conoscere il patrimonio immobiliare complessivo del soggetto. La ritenuta è sempre operata “a titolo di acconto“. Sarà poi il locatore, in sede di dichiarazione dei redditi, a:

    • Indicare tutti gli immobili locati nel quadro dedicato
    • Optare per la cedolare secca o per l’IRPEF ordinaria
    • Calcolare l’imposta dovuta in base alle aliquote effettive (21% o 26%)
    • Usare la ritenuta subita come credito d’imposta, versando solo l’eventuale differenza

    Se il locatore possiede un solo immobile destinato agli affitti brevi, la ritenuta del 21% corrisponde esattamente all’imposta dovuta a cedolare secca, quindi non vi è alcun conguaglio. Se invece possiede due o più immobili in locazione breve, dovrà versare la differenza del 5% (26% – 21%) in sede di dichiarazione dei redditi per il secondo e i successivi immobili.

    Attenzione: la norma si riferisce agli immobili complessivamente posseduti dal locatore, non ai contratti. Pertanto, chi affitta lo stesso appartamento per 50 settimane all’anno stipulando 50 contratti distinti ha comunque un solo immobile e applica l’aliquota del 21%.

    Codice Tributo 1919 e Modalità di Versamento F24

    Il versamento delle ritenute sugli affitti brevi deve essere eseguito tramite modello F24, utilizzando i codici tributo specifici istituiti dall’Agenzia delle Entrate. La Risoluzione n. 88 del 26 giugno 2017 dell’Agenzia delle Entrate ha istituito i seguenti codici:

    Codice TributoDescrizioneSezione F24
    1919Ritenuta operata dagli intermediari su corrispettivi di locazione breve – cedolare secca (a titolo d’acconto)Erario
    1920Sanzioni relative alle ritenute di cui al codice 1919Erario
    1921Interessi relativi alle ritenute di cui al codice 1919Erario

    Per la compilazione dell’F24, la sezione da utilizzare è quella dell’Erario. I campi da compilare sono:

    • Codice tributo: 1919
    • Anno di riferimento: 2026 (anno di competenza dei contratti su cui la ritenuta è stata operata)
    • Mese di riferimento: 04 (aprile 2026, mese in cui le ritenute sono state operate)
    • Importo a debito: totale ritenute operate nel mese di aprile 2026

    Modalità di pagamento: l’F24 con il codice 1919 può essere versato:

    • Tramite servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline o Entratel) per i soggetti che vi sono abilitati
    • Tramite home banking delle banche aderenti al circuito CBI
    • Tramite intermediari abilitati (commercialisti, CAF, agenti della riscossione)
    • Allo sportello bancario o postale (solo per F24 con saldo positivo)

    Compensazione: è possibile compensare il debito per ritenute (codice 1919) con crediti esistenti, sia fiscali (IRPEF, IVA, etc.) sia contributivi (INPS). La compensazione avviene direttamente in F24, portando i crediti nella sezione appropriata con saldo zero.

    Come Si Calcola la Ritenuta: Esempi Pratici

    Il calcolo della ritenuta da operare sui canoni di locazione breve segue regole precise stabilite dall’Agenzia delle Entrate. La base imponibile è costituita dal canone lordo percepito dal locatore, al netto delle commissioni dell’intermediario stesse (se trattenute dall’intermediario). Vediamo alcuni esempi pratici.

    Esempio 1 – Locatore con un solo immobile (Airbnb)

    Mario Rossi affitta il proprio appartamento tramite Airbnb nel mese di aprile 2026. I dati della transazione sono i seguenti:

    • Canone lordo addebitato al turista: 1.000 euro
    • Commissione Airbnb (3%): 30 euro
    • Importo netto accreditato al locatore: 970 euro
    • Ritenuta del 21% sull’importo accreditato (970 euro): 203,70 euro
    • Importo effettivamente pagato da Airbnb a Mario Rossi: 766,30 euro

    Airbnb verserà entro il 18 maggio 2026 la ritenuta di 203,70 euro all’Erario tramite F24, codice tributo 1919.

    Esempio 2 – Agenzia immobiliare con più locatori

    Un’agenzia immobiliare di Udine gestisce nel mese di aprile 2026 cinque contratti di affitto breve per conto di tre diversi proprietari. Ecco il quadro riepilogativo:

    ContrattoLocatoreCanone Netto (euro)Ritenuta 21% (euro)
    Contratto ARossi Mario800,00168,00
    Contratto BRossi Mario600,00126,00
    Contratto CBianchi Anna1.200,00252,00
    Contratto DBianchi Anna950,00199,50
    Contratto EVerdi Luca700,00147,00
    TOTALE–4.250,00892,50

    L’agenzia verserà entro il 18 maggio 2026 la somma complessiva di 892,50 euro con un unico F24, codice tributo 1919, anno 2026, mese 04. Ogni locatore riceverà a fine anno la propria Certificazione Unica con le ritenute subite.

    Esempio 3 – Locatore con due immobili (calcolo conguaglio)

    Carla Neri possiede due appartamenti entrambi destinati agli affitti brevi. Nel 2026, i corrispettivi totali sono:

    • Appartamento A (prima casa affittata): corrispettivi annui 8.000 euro → cedolare secca 21% = 1.680 euro
    • Appartamento B (seconda casa affittata): corrispettivi annui 5.000 euro → cedolare secca 26% = 1.300 euro

    L’intermediario ha operato ritenute al 21% su entrambi gli immobili:

    • Ritenuta su appartamento A: 8.000 × 21% = 1.680 euro
    • Ritenuta su appartamento B: 5.000 × 21% = 1.050 euro
    • Totale ritenute subite: 2.730 euro

    Imposta totale dovuta: 1.680 + 1.300 = 2.980 euro

    Conguaglio da versare in dichiarazione dei redditi: 2.980 – 2.730 = 250 euro (corrispondente al 5% sull’appartamento B).

    Sanzioni per Omesso o Tardivo Versamento

    L’omesso o tardivo versamento delle ritenute sugli affitti brevi espone l’intermediario a sanzioni amministrative previste dall’articolo 13 del D.Lgs. 471/1997. Le sanzioni variano in base ai giorni di ritardo:

    Ritardo nel versamentoSanzioneModalità di calcolo
    Fino a 14 giorni1/15 del 15% per ogni giorno (0,5% al giorno, max 7,5%)Sanzione giornaliera ridotta
    Da 15 a 90 giorni15% dell’importo non versatoSanzione fissa
    Oltre 90 giorni30% dell’importo non versatoSanzione ordinaria

    Oltre alla sanzione principale, si aggiungono gli interessi legali di mora, calcolati al tasso vigente (nel 2026 pari al 2,5% annuo) per il periodo dal giorno successivo alla scadenza al giorno del pagamento effettivo.

    Se il versamento omesso supera i 150.000 euro, l’omissione può configurare il reato di omesso versamento di ritenute ai sensi dell’articolo 10-bis del D.Lgs. 74/2000, con conseguente responsabilità penale in capo al legale rappresentante dell’intermediario. La soglia di rilevanza penale è calcolata per ciascun periodo d’imposta, non per singolo mese.

    Ravvedimento Operoso: Come Regolarizzare

    Se l’intermediario non ha versato le ritenute entro il 18 maggio 2026, ha la possibilità di regolarizzare la propria posizione avvalendosi del ravvedimento operoso, disciplinato dall’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997. Il ravvedimento consente di versare l’imposta dovuta, le sanzioni ridotte e gli interessi, prima che l’Amministrazione finanziaria avvii un’attività di controllo formale.

    Le aliquote di sanzione ridotta del ravvedimento operoso dipendono dal momento in cui avviene la regolarizzazione:

    Tipo di ravvedimentoEntro quandoSanzione ridottaCodice tributo sanzioni
    SprintEntro 14 giorni dalla scadenza0,1% per ogni giorno (max 1,4%)1920
    BreveDa 15 a 30 giorni1,5% (1/10 del 15%)1920
    MedioDa 31 a 90 giorni1,67% (1/9 del 15%)1920
    LungoEntro 1 anno dalla scadenza3,75% (1/8 del 30%)1920
    BiennaleEntro 2 anni dalla scadenza4,29% (1/7 del 30%)1920
    UltrabiennaleOltre 2 anni5% (1/6 del 30%)1920

    Al versamento con ravvedimento operoso si aggiungono sempre gli interessi legali (codice tributo 1921), calcolati dalla data di scadenza originaria al giorno del pagamento effettivo.

    Esempio di Ravvedimento Operoso

    Supponiamo che un’agenzia immobiliare non abbia versato le ritenute di aprile 2026 (scadenza 18 maggio 2026) e voglia regolarizzarsi il 10 giugno 2026 (23 giorni di ritardo):

    • Ritenute non versate: 500,00 euro (codice 1919)
    • Ravvedimento applicabile: “Breve” (da 15 a 30 giorni) → sanzione 1,5%
    • Sanzione: 500,00 × 1,5% = 7,50 euro (codice 1920)
    • Interessi legali (2,5% annuo per 23 giorni): 500,00 × 2,5% × 23/365 = 0,79 euro (codice 1921)
    • Totale da versare: 508,29 euro

    Il ravvedimento operoso può essere effettuato tramite F24, indicando per ogni importo il relativo codice tributo (1919 per l’imposta, 1920 per le sanzioni, 1921 per gli interessi), l’anno di riferimento 2026 e il mese 04.

    Certificazione Unica (CU) degli Intermediari

    Oltre al versamento mensile delle ritenute, gli intermediari sono tenuti a rilasciare ai locatori la Certificazione Unica (CU), il documento che attesta i corrispettivi erogati e le ritenute operate nel corso dell’anno. La CU degli affitti brevi ha caratteristiche specifiche rispetto alla CU ordinaria del lavoro dipendente.

    Le scadenze per la CU degli intermediari di affitti brevi sono:

    • Trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate: entro il 31 marzo dell’anno successivo (per i corrispettivi 2025 entro il 31 marzo 2026)
    • Consegna ai locatori: entro il 31 marzo dell’anno successivo (in formato cartaceo o elettronico)

    La CU deve contenere i seguenti dati fondamentali:

    • Dati identificativi del locatore (codice fiscale, nome, cognome, data e luogo di nascita)
    • Corrispettivi lordi erogati nel corso dell’anno
    • Ritenute operate e versate per conto del locatore
    • Dati dell’immobile locato (se disponibili: indirizzo, tipologia)
    • Numero di contratti stipulati nel corso dell’anno

    Il locatore utilizzerà la CU ricevuta dall’intermediario per compilare correttamente la propria dichiarazione dei redditi, indicando i corrispettivi e le ritenute subite nel quadro specifico (Quadro B del modello 730 o Quadro RB del modello Redditi Persone Fisiche).

    Dichiarazione dei Redditi per i Locatori

    Per i locatori che percepiscono canoni da affitti brevi, la dichiarazione dei redditi è il momento in cui viene determinata l’imposta definitiva e si effettua il conguaglio con le ritenute già subite. I redditi da affitti brevi vanno dichiarati nel quadro specifico:

    • Modello 730: Quadro B (Redditi da fabbricati) – il 730 2026 può essere presentato tramite sostituto d’imposta, CAF o direttamente
    • Modello Redditi PF: Quadro RB (Redditi dei fabbricati) – obbligatorio per chi non ha sostituto d’imposta o per situazioni più complesse

    Nel quadro dedicato, il locatore deve indicare:

    • I dati catastali dell’immobile
    • Il tipo di utilizzo (codice specifico per affitti brevi)
    • Il numero di giorni di locazione nel periodo d’imposta
    • Il canone percepito (importo lordo prima della ritenuta)
    • L’opzione per la cedolare secca (se non già esercitata all’atto del contratto)

    Se il locatore opta per la cedolare secca, l’imposta viene calcolata automaticamente dal sistema (21% per il primo immobile, 26% per i successivi) e la ritenuta subita viene utilizzata come credito d’imposta. Se il locatore opta per l’IRPEF ordinaria, i canoni vengono tassati con l’aliquota marginale IRPEF del soggetto (potenzialmente superiore al 21-26%), ma è possibile dedurre il 5% forfettario a titolo di spese.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la dichiarazione dei redditi degli affitti brevi, inclusa la gestione delle CU ricevute dagli intermediari, il calcolo dell’imposta ottimale e la compilazione dei modelli fiscali. Potete contattarci per dichiarare i redditi da affitto nel 730 2026.

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    Domande Frequenti sugli Affitti Brevi e la Scadenza del 18 Maggio

    Perché la scadenza è il 18 maggio e non il 16 maggio 2026?

    La scadenza ordinaria per il versamento delle ritenute operate nel mese di aprile 2026 sarebbe il 16 maggio 2026. Tuttavia, il 16 maggio 2026 cade di sabato. Per effetto dell’articolo 7 del D.L. 70/2011, le scadenze fiscali che cadono in giorno festivo o di sabato sono automaticamente prorogate al primo giorno lavorativo successivo, che nel caso specifico è lunedì 18 maggio 2026.

    Airbnb versa le ritenute al posto del locatore?

    Sì. Airbnb, quando incassa i corrispettivi per conto del locatore, è obbligata a operare la ritenuta del 21% e a versarla all’Erario entro il 16 del mese successivo (o il primo giorno lavorativo utile). Il locatore non deve preoccuparsi del versamento mensile, ma deve comunque dichiarare i redditi percepiti nella propria dichiarazione dei redditi (730 o Redditi PF), utilizzando la CU rilasciata da Airbnb come documento di riferimento.

    Cosa succede se ho due appartamenti in affitto breve nel 2026?

    Se possiedi due immobili destinati agli affitti brevi, l’intermediario applica la ritenuta del 21% su entrambi. Tuttavia, in dichiarazione dei redditi dovrai applicare l’aliquota del 26% sul secondo immobile (quello con i corrispettivi piu elevati, se non coincidente con la dimora principale). Dovrai versare la differenza del 5% in sede di dichiarazione. Per la prima casa in affitto breve l’aliquota rimane al 21%.

    Quali sono le conseguenze se un’agenzia immobiliare non versa le ritenute entro il 18 maggio?

    Il mancato versamento entro il 18 maggio 2026 comporta l’applicazione di sanzioni che variano dal 1% al 30% dell’importo non versato, a seconda dei giorni di ritardo, piu gli interessi legali. E tuttavia possibile regolarizzare la situazione tramite ravvedimento operoso, versando l’imposta dovuta con la sanzione ridotta (dal 0,1% al 5%) e gli interessi calcolati al tasso legale. Per importi omessi superiori a 150.000 euro annui puo configurarsi anche una responsabilita penale.

    Il CAF puo aiutarmi a dichiarare i redditi da affitti brevi?

    Assolutamente sì. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la dichiarazione dei redditi da affitti brevi: raccolta delle Certificazioni Uniche rilasciate dagli intermediari (Airbnb, agenzie, etc.), verifica delle aliquote applicabili (21% o 26%), calcolo dell’imposta e del conguaglio, compilazione del modello 730 o Redditi PF. Potete contattarci tramite WhatsApp al 366 6018121 o compilare il modulo di prenotazione sul nostro sito.

    Come faccio a sapere se il portale ha davvero versato le ritenute per me?

    Puoi verificarlo tramite il Cassetto Fiscale dell’Agenzia delle Entrate (accessibile con SPID, CIE o CNS), dove sono visibili le dichiarazioni e i versamenti effettuati da terzi per tuo conto. Inoltre, a fine anno riceverai la Certificazione Unica dall’intermediario che indica l’importo delle ritenute operate e versate. Se la CU non arriva entro il 31 marzo dell’anno successivo, contatta direttamente la piattaforma o l’agenzia.


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      CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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      Maggio 16, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/cedolare-secca.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-16 11:26:452026-05-16 11:53:44Affitti Brevi, Scadenza 18 Maggio 2026: Versamento Ritenute degli Intermediari
      CAF

      Affitti Brevi e Cedolare Secca 2026: Aliquota 21% e 26%

      cedolare secca

      Gli affitti brevi rappresentano una delle forme di locazione in maggiore crescita in Italia, alimentati dal successo di piattaforme come Airbnb e Booking. Nel 2026 la tassazione degli affitti brevi prevede due aliquote di cedolare secca differenziate: 21% per il primo immobile e 26% dal secondo in poi. A queste novità si aggiungono l’obbligo del codice CIN, la ritenuta del 21% applicata dalle piattaforme e nuovi obblighi dichiarativi. In questa guida il CAF Centro Fiscale di Udine ti spiega tutto quello che devi sapere sulla tassazione degli affitti brevi 2026, con esempi pratici e risposte alle domande più frequenti. Per il quadro completo sulla cedolare secca, consulta anche la nostra guida alla cedolare secca 2026.

      Indice dei contenuti

      1. Cos’è un Affitto Breve
      2. Cedolare Secca 21% e 26%
      3. Obbligo del Codice CIN
      4. Ritenuta 21% da Piattaforme
      5. Obblighi Dichiarativi
      6. Comunicazione alla Questura
      7. Imposta di Soggiorno
      8. Domande Frequenti

      Cos’è un Affitto Breve: Definizione e Durata Massima 2026

      Per affitto breve si intende un contratto di locazione di immobile ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, stipulato da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa. La definizione è stata introdotta dall’articolo 4 del D.L. 50/2017 e confermata anche per il 2026. Il contratto può prevedere anche la fornitura di servizi accessori come biancheria e pulizia, senza che questo trasformi l’attività in imprenditoriale, a patto che i servizi restino di natura complementare.

      Un aspetto fondamentale della tassazione degli affitti brevi 2026 riguarda il limite dei 30 giorni: se la locazione supera questa durata, non si parla più di affitto breve e si applicano le regole ordinarie dei contratti di locazione, con obbligo di registrazione presso l’Agenzia delle Entrate. Al contrario, gli affitti brevi sotto i 30 giorni non richiedono la registrazione del contratto, semplificando notevolmente gli adempimenti burocratici. Tuttavia, come vedremo, esistono altri obblighi specifici da rispettare.

      Cedolare Secca sugli Affitti Brevi 2026: Aliquota 21% e 26%

      La principale novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 e confermata nel 2026 riguarda la doppia aliquota di cedolare secca per gli affitti brevi. Il sistema prevede:

      • Aliquota del 21% sui redditi derivanti dal primo immobile locato con affitto breve
      • Aliquota del 26% sui redditi derivanti dal secondo, terzo e quarto immobile locato con affitto breve

      Il proprietario che affitta un solo appartamento con formula di affitto breve continuerà quindi a pagare la cedolare secca al 21%, esattamente come prima. Chi invece gestisce più immobili vedrà applicare l’aliquota maggiorata del 26% a partire dal secondo. Per fare un esempio: se Mario possiede 3 appartamenti e li affitta tutti con affitti brevi, sul primo pagherà il 21%, sul secondo e sul terzo il 26%. La scelta di quale immobile considerare come “primo” spetta al contribuente in sede di dichiarazione dei redditi.

      È importante ricordare che la cedolare secca sugli affitti brevi resta un regime opzionale: chi preferisce può sempre optare per la tassazione IRPEF ordinaria, con applicazione delle aliquote progressive. Il CAF Centro Fiscale ti aiuta a valutare quale regime sia più conveniente nella tua situazione specifica, considerando il tuo reddito complessivo e il numero di immobili locati.

      Obbligo del Codice CIN per gli Affitti Brevi 2026

      Dal 2 novembre 2024, tutti gli immobili destinati ad affitti brevi devono essere dotati del Codice Identificativo Nazionale (CIN). Questa novità, introdotta dall’articolo 13-ter del D.L. 145/2023, rappresenta uno degli adempimenti più importanti per chi opera nel settore delle locazioni turistiche nel 2026. Il codice CIN è un identificativo unico assegnato a ciascun immobile e deve essere richiesto attraverso la Banca Dati delle Strutture Ricettive (BDSR) del Ministero del Turismo.

      Il codice CIN deve essere esposto all’esterno dell’immobile e indicato in ogni annuncio pubblicato sulle piattaforme di prenotazione come Airbnb, Booking e altre. Le sanzioni per chi non si adegua sono significative: da 800 a 8.000 euro per la mancata esposizione del CIN, e da 500 a 5.000 euro per la mancata indicazione negli annunci. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella richiesta del codice CIN e nella verifica di tutti gli adempimenti connessi alla tassazione degli affitti brevi 2026.

      Ritenuta del 21% Applicata dalle Piattaforme: Airbnb e Booking

      Le piattaforme di intermediazione come Airbnb, Booking, Vrbo e simili sono obbligate ad operare una ritenuta del 21% sui corrispettivi lordi versati ai proprietari degli immobili locati con affitti brevi. Questa ritenuta viene trattenuta direttamente dalla piattaforma al momento del pagamento e versata all’Erario come sostituto d’imposta.

      La ritenuta del 21% ha natura diversa a seconda del regime fiscale scelto dal proprietario. Se il contribuente opta per la cedolare secca, la ritenuta si considera a titolo d’imposta per il primo immobile (dove l’aliquota è appunto 21%). Per il secondo immobile e successivi, dove l’aliquota è del 26%, la ritenuta del 21% funge da acconto e la differenza del 5% andrà versata in sede di dichiarazione dei redditi. Se invece il contribuente sceglie la tassazione IRPEF ordinaria, la ritenuta del 21% è sempre a titolo di acconto e verrà scomputata dall’imposta dovuta nel modello 730 o nel modello Redditi PF. Affidarsi al CAF Centro Fiscale per la dichiarazione dei redditi garantisce il corretto scomputo di tutte le ritenute.

      Obblighi Dichiarativi per gli Affitti Brevi 2026

      Chi percepisce redditi da affitti brevi ha l’obbligo di dichiararli nella dichiarazione dei redditi annuale. Se si sceglie la cedolare secca, i redditi da locazione breve vanno indicati nel quadro B del modello 730 o nel corrispondente quadro del modello Redditi PF, selezionando l’opzione per la cedolare secca. La Certificazione Unica (CU) rilasciata dalle piattaforme di intermediazione deve essere utilizzata per verificare l’importo delle ritenute già operate.

      Un aspetto spesso trascurato riguarda la corretta indicazione del numero di immobili locati con formula breve. Poiché l’aliquota del 26% si applica dal secondo immobile in poi, è fondamentale dichiarare correttamente quali e quanti immobili sono stati locati durante l’anno. Il contribuente deve anche conservare la documentazione relativa ai contratti stipulati, ai pagamenti ricevuti e alle Certificazioni Uniche ricevute dalle piattaforme. Per evitare errori che potrebbero portare a sanzioni, il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: dalla raccolta della documentazione alla compilazione della dichiarazione, garantendo la correttezza di ogni passaggio nella tassazione degli affitti brevi 2026.

      Comunicazione alla Questura per gli Affitti Brevi

      Chi affitta un immobile con affitto breve è tenuto a comunicare alla Questura le generalità degli ospiti entro 24 ore dall’arrivo. Questo obbligo, previsto dall’articolo 109 del TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza), si applica a tutte le locazioni turistiche, indipendentemente dalla durata. La comunicazione avviene tramite il portale telematico Alloggiati Web della Polizia di Stato.

      Le informazioni da comunicare includono le generalità complete degli ospiti (nome, cognome, data e luogo di nascita, cittadinanza, documento di identità), le date di arrivo e partenza e il tipo di alloggio. Per gli ospiti stranieri è necessario comunicare anche gli estremi del passaporto o documento di viaggio. La mancata comunicazione comporta sanzioni amministrative e, nei casi più gravi, conseguenze penali. Questo adempimento è a carico del proprietario dell’immobile destinato ad affitti brevi e non può essere delegato alle piattaforme di intermediazione.

      Imposta di Soggiorno e Affitti Brevi 2026

      L’imposta di soggiorno è un tributo locale applicato da molti Comuni italiani ai turisti che pernottano nelle strutture ricettive del territorio. Dal 2024, le piattaforme come Airbnb e Booking sono tenute a riscuotere l’imposta di soggiorno per conto dei Comuni e a versarla direttamente, sollevando il proprietario da questo adempimento quando la prenotazione avviene attraverso la piattaforma.

      Tuttavia, per le prenotazioni dirette (senza intermediazione di piattaforme), il proprietario resta responsabile del tributo con funzione di agente contabile. Questo significa che deve riscuotere l’imposta di soggiorno dall’ospite, conservarne la documentazione e versarla al Comune secondo le modalità e le scadenze previste dal regolamento locale. L’importo dell’imposta varia da Comune a Comune, generalmente tra 1 e 5 euro a notte per persona, e può differenziarsi in base alla tipologia di alloggio e al periodo dell’anno. Per gestire correttamente tutti gli aspetti fiscali degli affitti brevi, rivolgiti al CAF Centro Fiscale.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sulla Tassazione degli Affitti Brevi 2026

      Quanti immobili posso affittare con affitto breve senza partita IVA?

      È possibile locare con formula di affitto breve fino a 4 immobili senza che l’attività venga considerata imprenditoriale. Dal quinto immobile in poi, scatta la presunzione di attività d’impresa e diventa necessaria la partita IVA. Questa regola vale per anno solare e per ciascun proprietario.

      La cedolare secca al 21% si applica ancora agli affitti brevi nel 2026?

      Sì, la cedolare secca al 21% è confermata per il 2026, ma solo per il primo immobile locato con affitto breve. Dal secondo immobile in poi, l’aliquota sale al 26%. Il contribuente sceglie quale immobile designare come “primo” in sede di dichiarazione dei redditi, ottimizzando così il carico fiscale.

      Devo registrare il contratto di affitto breve all’Agenzia delle Entrate?

      No, i contratti di affitto breve con durata inferiore a 30 giorni non richiedono la registrazione presso l’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, i redditi percepiti devono essere dichiarati nella dichiarazione annuale. Per soggiorni superiori a 30 giorni, è invece obbligatoria la registrazione del contratto.

      Come funziona la ritenuta del 21% applicata da Airbnb?

      Airbnb e le altre piattaforme trattengono automaticamente il 21% del corrispettivo lordo e lo versano all’Erario. Se si opta per la cedolare secca al 21% sul primo immobile, la ritenuta copre l’intera imposta dovuta. Per gli immobili successivi (aliquota 26%), la ritenuta funge da acconto e il 5% residuo va versato in dichiarazione dei redditi.

      Cosa succede se non richiedo il codice CIN per il mio affitto breve?

      La mancata richiesta del codice CIN comporta sanzioni da 800 a 8.000 euro. Il codice è obbligatorio per tutti gli immobili destinati ad affitti brevi e deve essere esposto all’esterno dell’immobile e indicato in ogni annuncio online. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti guida nella richiesta e nei relativi adempimenti.

      Conclusione: Gestire gli Affitti Brevi nel 2026 senza Errori

      La tassazione degli affitti brevi 2026 richiede attenzione su più fronti: la scelta tra cedolare secca al 21% e 26%, il rispetto dell’obbligo del codice CIN, la gestione delle ritenute delle piattaforme, la comunicazione alla Questura e l’eventuale imposta di soggiorno. Un errore nella dichiarazione o un adempimento dimenticato possono tradursi in sanzioni significative.

      Hai bisogno di assistenza per la gestione fiscale dei tuoi affitti brevi? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. I nostri operatori ti guidano dalla richiesta del codice CIN alla compilazione della dichiarazione dei redditi, assicurando il corretto trattamento di ogni aspetto della tassazione degli affitti brevi 2026. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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      Modello 730/2026: Quadro B Fabbricati e Novita CIN per Affitti Brevi

      Dichiarazione dei redditi 730

      Il quadro B del modello 730/2026 e la sezione dedicata ai redditi dei fabbricati: e qui che il contribuente con una o piu unita immobiliari (prima casa, seconda casa, abitazione locata, comodato gratuito, affitti brevi) deve riportare rendite catastali, periodi di possesso e canoni percepiti nel 2025. La compilazione sembra semplice ma nasconde insidie, soprattutto da quando e diventato operativo il CIN (Codice Identificativo Nazionale) per le locazioni brevi e le strutture ricettive.

      In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutte le regole aggiornate per compilare correttamente il quadro B nel 730/2026 (anno d’imposta 2025): codici utilizzo, esclusioni, regole IMU/IRPEF, cedolare secca e la novita CIN che riguarda chi affitta anche per pochi giorni l’anno.

      Indice dei contenuti

      1. Cos’e il quadro B e a chi serve
      2. Cosa indicare nel quadro B (righi B1-B11)
      3. Novita CIN per affitti brevi e turistici
      4. Esclusioni dal quadro B
      5. IMU vs IRPEF: cosa cambia
      6. Cedolare secca per le locazioni
      7. Errori piu comuni da evitare
      8. Come compilare con il CAF Centro Fiscale
      9. Domande frequenti (FAQ)

      Cos’e il quadro B e a chi serve

      Il quadro B del modello 730 e dedicato ai redditi dei fabbricati, ovvero ai redditi fondiari prodotti dalle unita immobiliari urbane iscritte nel Catasto edilizio urbano. La sua funzione e duplice: da un lato consente all’Agenzia delle Entrate di calcolare l’IRPEF dovuta sui redditi degli immobili, dall’altro garantisce la corretta applicazione del rapporto tra IMU e IRPEF (che dal 2014 si escludono a vicenda sugli immobili non locati, salvo eccezioni).

      Chi deve compilare il quadro B

      • Proprietari di fabbricati situati in Italia iscritti o iscrivibili in catasto;
      • Titolari di diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie);
      • Soci di societa semplici che producono redditi di fabbricati;
      • Locatari in caso di locazione breve effettuata in qualita di sublocatori o comodatari (per i canoni percepiti).

      Casi di esonero

      Non e tenuto a compilare il quadro B (e quindi puo restare esonerato dalla dichiarazione, salvo altri obblighi) chi possiede esclusivamente:

      • L’abitazione principale (con eventuali pertinenze) non di lusso, su cui paga IMU agevolata o e esente, e ha solo redditi da lavoro dipendente o pensione gia tassati alla fonte;
      • Fabbricati per cui sussistono cause di esenzione IRPEF totale (fabbricati rurali strumentali con codice 17, immobili in costruzione, ecc.).

      Cosa indicare nel quadro B (righi B1-B11)

      Il quadro B si articola in due sezioni: la Sezione I (righi da B1 a B11) per i dati anagrafici e catastali di ciascun immobile, e la Sezione II per i dati relativi ai contratti di locazione. Vediamo i campi principali.

      Sezione I – Dati identificativi dell’immobile

      • Colonna 1 – Rendita catastale: si indica la rendita non rivalutata risultante dalla visura catastale; il sistema applica automaticamente la rivalutazione del 5%;
      • Colonna 2 – Codice utilizzo: il dato piu importante; dipende dall’uso effettivo dell’immobile (vedi tabella sotto);
      • Colonna 3 – Giorni di possesso: massimo 365; in caso di acquisto/vendita nell’anno si indicano i giorni effettivi;
      • Colonna 4 – Percentuale di possesso: 100% se proprietario unico, quota effettiva in caso di comproprieta;
      • Colonna 5 – Codice canone: indica il regime di tassazione del canone (cedolare 21%, 10%, IRPEF ordinaria, ecc.);
      • Colonna 6 – Canone di locazione: per gli immobili dati in affitto, importo del canone annuale rapportato ai giorni e alla percentuale di possesso;
      • Colonna 7 – Casi particolari: per immobili di interesse storico/artistico, immobili inagibili, ecc.;
      • Colonne 8-12: continuazione, codice comune, abitazione principale, immobili antisismici, cedolare secca, esenzioni IMU.

      I codici utilizzo piu importanti

      CodiceSignificato
      1Abitazione principale
      2Immobile a disposizione (seconda casa non locata)
      3Immobile locato in regime di libero mercato (canone libero)
      4Canone concordato con cedolare secca
      5Pertinenza abitazione principale (box, cantina, soffitta)
      8Immobile locato in regime convenzionale (equo canone)
      9Altri usi (es. unita non utilizzata in attesa di destinazione)
      10Abitazione concessa in uso gratuito a familiare residente
      11Locazione parziale (parte affittata, parte abitata)
      12Immobile di interesse storico-artistico locato
      16Immobile situato in Comune colpito da calamita (esente)
      17Immobile rurale strumentale (esente IRPEF)
      18Immobile in Provincia di Trento o Bolzano soggetto a IMI/IMIS
      19Immobile esente per enti non commerciali

      Attenzione: per le locazioni brevi (durata fino a 30 giorni) c’e un trattamento dedicato; il codice utilizzo e il 3 (libero mercato) o, se si opta per la cedolare, il 4, ma il dato si combina con la sezione II e con il nuovo riquadro per il CIN (vedi paragrafo dedicato).

      Sezione II – Dati dei contratti di locazione

      In Sezione II vanno indicati gli estremi di registrazione del contratto (data, numero, serie, codice ufficio) o, in alternativa, gli estremi della denuncia/comunicazione presentata. Per gli affitti brevi sotto i 30 giorni la registrazione del contratto non e obbligatoria, ma resta l’obbligo di comunicazione di alloggiati alla Questura e l’indicazione del CIN nelle pubblicita e nei contratti.

      Novita CIN: il Codice Identificativo Nazionale per affitti brevi e turistici

      La principale novita che impatta il quadro B 730/2026 e l’obbligo del CIN – Codice Identificativo Nazionale, introdotto dall’art. 13-ter del DL 145/2023 (decreto Anticipi) e diventato pienamente operativo nel corso del 2025 dopo l’avvio della Banca Dati Strutture Ricettive (BDSR) gestita dal Ministero del Turismo.

      Cos’e il CIN e a cosa serve

      Il CIN e un codice alfanumerico univoco assegnato a ciascuna unita immobiliare destinata a:

      • Locazione per finalita turistiche (ai sensi della L. 431/1998);
      • Locazioni brevi di durata non superiore a 30 giorni (DL 50/2017);
      • Strutture ricettive turistiche alberghiere ed extralberghiere (B&B, agriturismi, affittacamere, case vacanza).

      Il codice deve essere esposto all’esterno dello stabile e indicato in tutti gli annunci pubblicitari (siti, portali OTA come Airbnb e Booking, social media) e nei contratti.

      Come ottenere il CIN

      Il CIN si ottiene gratuitamente accedendo al portale BDSR del Ministero del Turismo (bdsr.ministeroturismo.gov.it) tramite SPID o CIE. Occorre inserire i dati catastali dell’immobile, i requisiti di sicurezza (estintori, rilevatori di gas e CO) e i dati del titolare. Il rilascio e immediato.

      Come si dichiara il CIN nel 730/2026

      Nel modello 730/2026, per gli immobili destinati a locazioni brevi (codice utilizzo 3 o 4) e necessario riportare il CIN nell’apposita colonna del quadro B, in corrispondenza dell’unita immobiliare interessata. La compilazione del campo CIN e obbligatoria: la sua mancanza puo far scattare i controlli automatici incrociati tra Agenzia delle Entrate e Banca dati strutture ricettive.

      Sanzioni per chi non rispetta gli obblighi CIN

      • Mancata richiesta del CIN: sanzione amministrativa indicativamente da 800 a 8.000 euro per ciascuna struttura/immobile (l’importo varia in base alla dimensione della struttura – da verificare con il decreto attuativo aggiornato);
      • Mancata esposizione del CIN all’esterno o nelle pubblicita: sanzione indicativamente da 500 a 5.000 euro per ciascuna inserzione/struttura;
      • Affitti brevi senza CIN: in caso di accertamento, l’amministrazione puo procedere alla rimozione dell’annuncio dai portali e al recupero delle imposte.

      Per gli importi esatti delle sanzioni e le scadenze aggiornate, fare riferimento al sito ufficiale del Ministero del Turismo e all’Agenzia delle Entrate.

      Esclusioni dal quadro B: cosa NON va dichiarato

      Non tutti gli immobili posseduti generano un reddito da dichiarare nel quadro B. Sono esclusi:

      • Immobili in costruzione o in ristrutturazione: fino al termine dei lavori e all’accatastamento, non producono reddito imponibile (purche siano effettivamente non utilizzati);
      • Immobili posseduti da societa di persone o di capitali nell’esercizio dell’attivita d’impresa (vanno nel quadro RB del modello Redditi PF/SC);
      • Immobili oggetto di sequestro o confisca finche perdura il provvedimento;
      • Fabbricati rurali strumentali (codice utilizzo 17): se rispettano i requisiti del DM 26/7/2012, sono esenti IRPEF perche il reddito e gia compreso in quello dominicale del terreno;
      • Immobili esenti IMU/IRPEF a seguito di terremoti recenti (codice 16), nei Comuni indicati dalle ordinanze di Protezione civile;
      • Immobili destinati esclusivamente all’esercizio del culto e relative pertinenze.

      Anche gli immobili totalmente inagibili o collabenti (categoria catastale F/2) non concorrono a formare reddito ma vanno comunque indicati con il codice 9 e l’opportuno codice “casi particolari”.

      IMU vs IRPEF: il principio di alternativita

      Una delle regole piu importanti per la compilazione corretta del quadro B e il principio di alternativita IMU/IRPEF: dal 2014, l’IMU sostituisce l’IRPEF e relative addizionali su tutti gli immobili non locati. Vediamo gli scenari principali.

      Abitazione principale

      • Categoria non di lusso (A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7): esente IMU (regola generale) e esente IRPEF;
      • Categoria di lusso (A/1, A/8, A/9): IMU dovuta con aliquota agevolata, IRPEF non dovuta sul reddito dell’abitazione (sostituita da IMU).

      Seconda casa non locata

      Se l’immobile e nello stesso Comune dell’abitazione principale: paga IMU + e dovuta IRPEF al 50% della rendita catastale rivalutata maggiorata di 1/3 (codice utilizzo 2). Se invece e in altro Comune: paga solo IMU, IRPEF non dovuta.

      Immobile locato

      Se l’immobile e locato: si paga IMU e IRPEF (o cedolare secca) sul canone. L’alternativita non opera per gli immobili che producono reddito da locazione.

      Cedolare secca per le locazioni: aliquote 2026

      La cedolare secca e un regime sostitutivo opzionale che consente di tassare il canone di locazione con un’aliquota fissa, escludendolo dal reddito complessivo IRPEF. E spesso piu vantaggioso, soprattutto per chi ha aliquote IRPEF medio-alte. Le aliquote in vigore nel 2026 (per i redditi 2025) sono:

      Tipologia contrattoAliquota
      Canone libero (4+4 anni)21%
      Canone concordato (3+2) in Comuni ad alta tensione abitativa10%
      Affitti brevi – primo immobile destinato a locazione breve21%
      Affitti brevi – dal secondo al quarto immobile26%
      Affitti brevi – oltre 4 immobili (attivita imprenditoriale)Non si applica la cedolare; obbligo P.IVA

      Vantaggi cedolare secca: aliquota fissa indipendente dagli scaglioni IRPEF, esclusione del canone dal reddito complessivo (utile per ISEE e detrazioni), nessuna imposta di registro e di bollo annuale.

      Svantaggi: rinuncia all’aggiornamento ISTAT del canone per la durata dell’opzione, perdita delle detrazioni per canoni di locazione (lato inquilino), e canone non concorre alla formazione del reddito utile per altre agevolazioni.

      L’opzione si esercita in dichiarazione barrando l’apposita casella in colonna “Cedolare secca” del quadro B (codice canone 3 per la cedolare 21%, codice 4 per il 10% concordato).

      Errori piu comuni da evitare nel quadro B

      • Dimenticare il CIN per gli immobili affittati con contratti di locazione breve: il sistema dei controlli automatizzati ora incrocia i dati con la BDSR;
      • Confondere abitazione principale con prima casa: la “prima casa” e una nozione fiscale legata all’acquisto (agevolazioni 2%/4%); l'”abitazione principale” e la dimora abituale e residenza anagrafica del contribuente. Solo quest’ultima beneficia del codice 1;
      • Errato calcolo del periodo di possesso in caso di compravendita: i giorni vanno calcolati dalla data del rogito (incluso il giorno per il venditore o per l’acquirente, mai entrambi);
      • Mancata indicazione di immobili posseduti per pochi mesi: anche un immobile ereditato a novembre o acquistato a dicembre va dichiarato con i giorni effettivi;
      • Errore sulla percentuale di possesso in caso di comproprieta: ogni comproprietario dichiara solo la propria quota;
      • Omessa indicazione delle pertinenze (codice 5): box, cantina, soffitta vanno indicati separatamente con il loro identificativo catastale;
      • Cedolare secca dichiarata male: non basta barrare la casella, serve aver inviato il modello RLI all’Agenzia delle Entrate alla registrazione del contratto.

      Compila il quadro B con il CAF Centro Fiscale di Udine

      Compilare il quadro B in autonomia puo essere rischioso: tra codici utilizzo, novita CIN, scelte di cedolare secca e principio di alternativita IMU/IRPEF, e facile commettere errori che si traducono in sanzioni o accertamenti. Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori si occupano di tutto, dal controllo delle visure catastali all’invio telematico del 730.

      Documenti necessari per il quadro B

      • Visure catastali aggiornate di tutti gli immobili posseduti (anche pertinenze);
      • Atti di acquisto/vendita intervenuti nel 2025;
      • Atti di successione o donazione ricevuti nel 2025;
      • Contratti di locazione registrati e relative ricevute di pagamento dell’imposta di registro (per chi non ha optato per la cedolare);
      • Eventuali contratti di locazione breve e codice CIN assegnato all’immobile;
      • F24 IMU pagati nel 2025 (acconto giugno + saldo dicembre);
      • Modello RLI presentato all’Agenzia delle Entrate per l’opzione cedolare secca (se applicabile).

      Vantaggi del CAF Centro Fiscale

      • Visto di conformita: ti garantiamo la correttezza formale della dichiarazione e ci assumiamo la responsabilita fiscale verso l’Agenzia delle Entrate;
      • Controllo incrociato dei dati catastali con quanto comunicato dall’Agenzia;
      • Assistenza per il CIN: ti aiutiamo a richiederlo e a gestirlo correttamente in dichiarazione;
      • Calcolo della convenienza tra cedolare secca e IRPEF ordinaria;
      • Rispetto delle scadenze: il 730/2026 va inviato entro il 30 settembre 2026.

      Prenota l’appuntamento per il tuo 730/2026

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste passo passo nella compilazione del modello 730/2026, anche per i casi piu complessi del quadro B (affitti brevi, CIN, cedolare secca, immobili in comproprieta).

      • Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
      • Telefono: 0432 1638640
      • WhatsApp: 366 6018121
      • Servizio dedicato: Modello 730 Dichiarazione dei Redditi

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande frequenti (FAQ)

      Devo dichiarare la prima casa nel quadro B del 730/2026?

      Si, l’abitazione principale (con codice utilizzo 1) e relative pertinenze (codice 5) vanno indicate, ma se non e di lusso (categorie A/1, A/8, A/9) il reddito e azzerato grazie alla deduzione equivalente alla rendita rivalutata. Resta comunque un’indicazione obbligatoria per il quadro complessivo del patrimonio.

      Cos’e il CIN e quando va indicato nel 730/2026?

      Il CIN (Codice Identificativo Nazionale) e il codice univoco assegnato dal Ministero del Turismo a ogni unita immobiliare destinata a locazione breve, locazione turistica o struttura ricettiva. Va indicato nel quadro B del 730/2026 in corrispondenza dell’immobile interessato, accanto al codice utilizzo 3 o 4.

      Posso usare la cedolare secca anche per gli affitti brevi?

      Si, ma con un’avvertenza: dal 2024 la cedolare e al 21% solo per il primo immobile destinato a locazione breve, mentre dal secondo al quarto sale al 26%. Oltre 4 immobili l’attivita si presume imprenditoriale e occorre aprire la partita IVA, perdendo l’accesso al regime agevolato.

      Cosa succede se dimentico un immobile nel quadro B?

      L’omissione e sanabile con il 730 integrativo entro il 25 ottobre, oppure con il modello Redditi PF correttivo o integrativo. Se l’errore viene rilevato dall’Agenzia, scattano sanzioni dal 90% al 180% della maggiore imposta dovuta, riducibili con il ravvedimento operoso.

      Gli immobili in ristrutturazione vanno dichiarati nel quadro B?

      No, non producono reddito imponibile durante i lavori, purche risultino effettivamente non utilizzati e i lavori siano regolarmente comunicati al Comune. Vanno comunque indicati con il codice 9 (altri usi) o segnalati come immobili in costruzione (codice F/3 o F/4 in catasto).

      L’IMU e alternativa all’IRPEF su tutti gli immobili?

      No, l’alternativita opera solo sugli immobili non locati. Sugli immobili affittati si paga sia IMU sia IRPEF (o cedolare). C’e poi l’eccezione delle seconde case nello stesso Comune dell’abitazione principale: pagano IMU + 50% IRPEF su rendita maggiorata di 1/3.

      Entro quando devo presentare il 730/2026?

      Il termine ordinario per il 730/2026 e il 30 settembre 2026. Per il modello Redditi PF (richiesto se hai redditi non compatibili con il 730) il termine e il 31 ottobre 2026. Prenota per tempo l’appuntamento al CAF per evitare le code di settembre.

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      Maggio 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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      NOTIZIE

      Affitti Brevi 2026: Nuova Tassazione con la Terza Casa

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Indice dei contenuti

      1. Cedolare Secca Affitti Brevi: Come Funziona nel 2026
      2. Cosa si Intende per ‘Terza Casa’ negli Affitti Brevi
      3. Novità Fiscali 2026: Confronto con la Normativa Precedente
      4. Adempimenti Fiscali per Affitti Brevi nel 2026
      5. Quando Conviene la Cedolare Secca per Affitti Brevi

      La Legge di Bilancio 2026 introduce importanti novità fiscali per gli affitti brevi, ridefinendo il perimetro della cedolare secca in base al numero di immobili destinati a locazioni turistiche. Dal 1° gennaio 2026 cambia il trattamento fiscale: aliquota agevolata al 21% per chi affitta fino a 2 immobili, mentre dalla terza casa in poi si applica l’aliquota ordinaria al 26%. Vediamo nel dettaglio cosa cambia per proprietari e host.

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      Cedolare Secca Affitti Brevi: Come Funziona nel 2026

      La cedolare secca è il regime fiscale sostitutivo che permette di pagare un’imposta fissa sul canone di locazione, senza applicare le aliquote IRPEF progressive. Per gli affitti brevi (durata inferiore a 30 giorni), la normativa 2026 introduce una differenziazione basata sul numero di immobili posseduti.

      Aliquote cedolare secca 2026

      • 21% – per affitti brevi su 1 o 2 immobili (aliquota agevolata)
      • 26% – dalla terza casa in poi destinata ad affitti brevi (aliquota ordinaria)

      Questa riforma mira a scoraggiare la concentrazione di immobili destinati a locazioni turistiche nelle mani di pochi proprietari, favorendo invece i piccoli locatori.

      Cosa si Intende per ‘Terza Casa’ negli Affitti Brevi

      Il concetto di ‘terza casa’ nella normativa sugli affitti brevi si riferisce al numero complessivo di immobili che il proprietario destina a locazioni turistiche brevi (inferiori a 30 giorni) nell’anno solare.

      Criterio di calcolo

      Si considerano nel conteggio:

      • Tutti gli immobili di proprietà (o in comproprietà) destinati ad affitti brevi
      • Ubicati ovunque sul territorio nazionale (non solo nello stesso comune)
      • Anche se affittati tramite piattaforme diverse (Airbnb, Booking, ecc.)

      Esempio: Se possiedi un appartamento a Roma, uno a Firenze e uno a Milano, tutti destinati ad affitti brevi, dal terzo immobile si applica la cedolare al 26% invece che al 21%.

      Novità Fiscali 2026: Confronto con la Normativa Precedente

      Prima del 2026, la cedolare secca sugli affitti brevi era applicata con aliquota unica al 21%, indipendentemente dal numero di immobili posseduti. La riforma introduce una penalizzazione fiscale per chi possiede più di 2 proprietà destinate a locazioni turistiche.

      Numero immobiliCedolare prima 2026Cedolare dal 2026
      1 immobile21%21% (invariato)
      2 immobili21%21% (invariato)
      3+ immobili21%26% (aumento +5%)

      L’aumento del 5% sulla terza casa comporta un maggior carico fiscale significativo per chi gestisce portafogli immobiliari.

      Adempimenti Fiscali per Affitti Brevi nel 2026

      I proprietari che affittano immobili con affitti brevi devono rispettare precisi adempimenti fiscali, sia che optino per la cedolare secca che per la tassazione ordinaria IRPEF.

      Obblighi principali

      • Opzione cedolare secca: va comunicata all’Agenzia delle Entrate tramite il modello RLI (Registrazione Locazioni Immobili) o in sede di dichiarazione dei redditi
      • Dichiarazione redditi: i canoni vanno indicati nel quadro RB del modello 730 o Redditi PF
      • Codice identificativo nazionale (CIN): dal 2024 è obbligatorio ottenere il CIN dal Ministero del Turismo per ogni immobile destinato a locazioni turistiche
      • Comunicazione alloggiati: obbligo di comunicare alla Questura i dati degli ospiti entro 24 ore dall’arrivo
      • Tracciabilità pagamenti: incassi devono essere tracciabili (bonifico, carta, PayPal, ecc.)

      Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella gestione di tutti questi adempimenti.

      Quando Conviene la Cedolare Secca per Affitti Brevi

      La scelta della cedolare secca sugli affitti brevi conviene nella maggior parte dei casi, ma va valutata in base alla situazione reddituale complessiva del contribuente.

      Vantaggi cedolare secca

      • Imposta sostitutiva fissa (21% o 26%) anziché aliquota IRPEF progressiva (fino al 43%)
      • Nessuna imposta di registro e bollo
      • Semplificazione fiscale (no detrazioni, no deduzioni)

      Quando valutare l’IRPEF ordinaria

      L’IRPEF ordinaria potrebbe essere più conveniente se:

      • Hai un reddito complessivo basso (scaglione IRPEF al 23%)
      • Puoi dedurre spese elevate (interessi mutuo, spese condominiali straordinarie, ecc.)
      • Possiedi più di 2 immobili e vuoi evitare l’aliquota al 26%

      Consiglio: fatti assistere dal CAF per una simulazione fiscale personalizzata prima di scegliere il regime.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sugli Affitti Brevi 2026

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      Da quando si applica l’aliquota al 26% sugli affitti brevi?

      L’aliquota cedolare secca al 26% si applica dal 1 gennaio 2026 sugli affitti brevi relativi al terzo immobile e successivi destinati a locazioni turistiche di durata inferiore a 30 giorni.

      Come si contano gli immobili per la terza casa affitti brevi?

      Si contano tutti gli immobili di proprieta (o in comproprieta) destinati ad affitti brevi nell’anno solare, ovunque ubicati sul territorio nazionale, anche se affittati tramite piattaforme diverse.

      Posso cambiare regime fiscale durante l’anno per gli affitti brevi?

      No, la scelta tra cedolare secca e IRPEF ordinaria va fatta all’inizio del contratto o dell’anno fiscale e vale per l’intero periodo d’imposta. Puo essere modificata solo per i contratti successivi.

      Cosa succede se non dichiaro i redditi da affitti brevi?

      L’omessa dichiarazione dei redditi da affitti brevi comporta sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, oltre agli interessi di mora. Le piattaforme comunicano i dati all’Agenzia delle Entrate, rendendo facilmente individuabili le omissioni.

      La riforma fiscale degli affitti brevi 2026 introduce una maggiore progressività nella tassazione, penalizzando chi concentra molti immobili a destinazione turistica. L’aliquota al 26% dalla terza casa rappresenta un aumento significativo del carico fiscale, rendendo ancora più importante una pianificazione fiscale accurata. Se gestisci affitti brevi o stai valutando di iniziare, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a scegliere il regime fiscale più conveniente e a gestire correttamente tutti gli adempimenti.


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