Menu
CAF Centro Fiscale
  • SERVIZI FISCALI
        • Modello ISEE
        • Dichiarazione dei Redditi Modello 730 / Redditi
        • Dichiarazione dei Redditi per le Criptovalute
        • Pratica ENEA
        • Contratti di Locazione
        • Dichiarazione di Successione
        • Calcolo IMU
        • Cessione del Credito per Ristrutturazione
        • Gestione COLF e Badanti
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Modello 770 e Certificazioni Uniche
  • PATRONATO
        • NASPI / Disoccupazione
        • Richiesta NASpI Anticipata
        • Disoccupazione Agricola
        • Dimissioni Online
        • Elenco bonus Maternità INPS
          • Bonus Asilo Nido
        • Calcolo Pensione
        • Riscatto Anni Laurea: Agevolato e Ordinario
        • Invalidità Civile / Handicap (Legge 104) 
  • COLF E BADANTI
  • PARTITA IVA
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Gestione Partita IVA ordinaria
        • Gestione completa Partita IVA Agricola
  • BLOG
        • CAF – NOTIZIE FISCALI
        • PATRONATO
        • PARTITA IVA
        • NOTIZIE
  • Menu Menu
CAF Centro Fiscale
BONUS NASCITA, BONUS BEBE', BONUS ASILO NIDO, MATERNITA', PATRONATO

Bonus Nido 2026, Pagamenti Più Veloci: Cosa Cambia per le Famiglie

Bonus mamma

Cos’è il Bonus Nido 2026 e a Chi Spetta

Il bonus asilo nido 2026 — ufficialmente denominato contributo per il pagamento di rette di asili nido — è una prestazione INPS rivolta alle famiglie con figli nati dal 1° gennaio 2024. Il contributo copre le spese per la frequenza di asili nido pubblici o privati autorizzati, oppure le spese sostenute per forme di assistenza domiciliare (babysitter) in caso di bambini con gravi patologie croniche che impediscono la frequenza dell’asilo.

A partire dal 2026, l’INPS ha introdotto importanti cambiamenti nelle modalità e nei tempi di erogazione, con l’obiettivo di ridurre l’attesa tra la presentazione della domanda e il primo accredito. Le famiglie che si trovano ad affrontare le spese dei nidi — spesso significative, tra i 300 e gli 800 euro al mese — potranno quindi ricevere il contributo in tempi molto più brevi rispetto agli anni precedenti.

In questo articolo spieghiamo tutto quello che c’è da sapere: gli importi aggiornati per fascia ISEE, le novità sui pagamenti, come fare domanda e cosa controllare per non perdere il contributo.

Importi 2026: Tabella Completa per Fascia ISEE

Il bonus nido è strutturato su tre fasce ISEE, con importi crescenti al diminuire del reddito familiare. Per il 2026 gli importi rimangono quelli definiti dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023), che ha introdotto la maggiorazione per i nuclei con ISEE sotto i 40.000 euro con almeno un altro figlio under 10.

Fascia ISEEImporto annuoImporto mensile (su 11 mensilità)Condizione
Fino a 25.000 euro3.000 euro272,72 euroNessun requisito aggiuntivo
Da 25.001 a 40.000 euro2.500 euro227,27 euroNessun requisito aggiuntivo
Oltre 40.000 euro o senza ISEE1.500 euro136,36 euroImporto base (invariato dal 2017)
Fino a 40.000 euro con almeno un figlio under 103.600 euro327,27 euroMaggiorazione per figli nati dal 2024 (solo secondo figlio o successivo)
Fonte: INPS, messaggi circolari 2025-2026. Gli importi sono per anno solare, erogati in 11 mensilità (escluso agosto).

Nota importante: il contributo viene erogato fino a un massimo di 11 mensilità per anno solare (da gennaio a luglio e da settembre a dicembre, escludendo il mese di agosto). Il rimborso avviene sulla base delle rette effettivamente pagate, documentate dal gestore della struttura.

La Novità 2026: Pagamenti Più Veloci con il Nuovo Sistema INPS

La principale novità del 2026 riguarda le tempistiche di liquidazione. Fino al 2024-2025, le famiglie dovevano spesso attendere 3-6 mesi dal pagamento della retta prima di ricevere il rimborso INPS. Con il nuovo sistema di gestione delle pratiche, l’Istituto ha ridotto significativamente i tempi di istruttoria.

Come Funzionava Prima (Fino al 2024)

Il vecchio meccanismo prevedeva che la famiglia:

  1. Presentasse domanda una volta all’anno (entro il 31 dicembre)
  2. Trasmettesse le attestazioni di pagamento mese per mese
  3. Attendesse la lavorazione da parte dell’INPS, con tempi medi di 60-120 giorni dal ricevimento dell’attestazione
  4. Ricevesse i rimborsi in forma cumulativa, spesso accorpando più mensilità arretrate

Questo sistema generava forti ritardi: molte famiglie ricevevano il contributo di gennaio solo ad aprile o maggio, con un significativo impatto sulla liquidità familiare.

Il Nuovo Sistema 2026: Liquidazione Mensile Automatica

Con le novità operative introdotte dall’INPS a partire dal 2026, il processo cambia in modo sostanziale:

  • Trasmissione dati in tempo reale: gli asili nido accreditati trasmettono elettronicamente i dati di frequenza e pagamento direttamente all’INPS tramite il portale dedicato
  • Liquidazione entro 30 giorni: una volta ricevuta la comunicazione della struttura, l’INPS punta a liquidare il contributo entro 30 giorni dalla fine del mese di riferimento
  • Accredito su IBAN o bonifico domiciliato: il contributo viene accreditato direttamente sul conto corrente indicato in domanda, senza necessità di ulteriori comunicazioni
  • Notifica via app INPS mobile: le famiglie ricevono una notifica push sull’app ufficiale INPS quando il pagamento viene disposto

In pratica, la famiglia che paga la retta di marzo 2026 dovrebbe ricevere il rimborso entro la fine di aprile 2026, anziché aspettare l’estate come accadeva in precedenza.

Requisiti 2026: Chi Può Richiedere il Bonus Nido

Per poter accedere al bonus nido 2026, è necessario soddisfare tutti i seguenti requisiti:

Requisiti del Bambino

  • Età: il bambino deve avere meno di 3 anni (36 mesi) alla data di pagamento della retta
  • Data di nascita: per beneficiare della maggiorazione prevista dalla Legge di Bilancio 2024, il bambino deve essere nato dal 1° gennaio 2024
  • Frequenza: il bambino deve frequentare un asilo nido pubblico o privato autorizzato oppure, in caso di grave patologia cronica certificata, ricevere assistenza domiciliare

Requisiti del Richiedente (Genitore)

  • Residenza: residenza in Italia
  • Cittadinanza o permesso di soggiorno: cittadini italiani, UE o extracomunitari con permesso di soggiorno di lungo periodo o per motivi di lavoro/famiglia
  • ISEE minorenni: per accedere alle fasce di importo maggiorate è necessario presentare l’ISEE minorenni (quello ordinario non è sufficiente per determinare la fascia corretta)
  • Pagamento documentato: la retta deve essere stata effettivamente pagata — non basta l’iscrizione all’asilo

Cosa Non Conta ai Fini dell’Accesso

  • Il reddito del richiedente (conta solo l’ISEE del nucleo familiare)
  • La situazione lavorativa (lavoratori dipendenti, autonomi, disoccupati e pensionati possono tutti fare domanda)
  • Il numero di figli (il bonus spetta anche per il primogenito, ma la maggiorazione dell’importo è prevista solo se ci sono altri figli under 10)

Come Fare Domanda: Procedura Passo per Passo

La domanda per il bonus asilo nido 2026 si presenta esclusivamente in via telematica, attraverso uno dei seguenti canali:

  1. Portale INPS (inps.it) → sezione Prestazioni e Servizi → Bonus Asilo Nido
  2. App INPS Mobile (disponibile per iOS e Android)
  3. CAF o Patronato abilitato, con delega del richiedente
Luglio 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/calcolo-pensione-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-17 17:00:002026-07-16 09:45:06Come Calcolare la Pensione nel 2026: Guida Completa ai 3 Sistemi
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, ESTRATTO CONTRIBUTIVO, PATRONATO

Ricongiunzione Contributi INPS 2026: Onerosa, Gratuita e Quando Conviene

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Hai contributi sparsi in diverse gestioni INPS (ad esempio dipendente + libero professionista, oppure INPS + INPDAP/ex-INPDAP)? Riunirli in un’unica posizione puo consentire di raggiungere prima i requisiti pensionistici. Ma attenzione: esistono diverse modalita di raccolta dei contributi, alcune gratuite e alcune molto costose. In questa guida trovi le differenze tra ricongiunzione onerosa, gratuita e cumulo contributivo 2026 e come scegliere lo strumento piu conveniente.

I Quattro Strumenti per Unire i Contributi

Prima di entrare nel merito della ricongiunzione, e utile avere il quadro completo degli strumenti disponibili:

StrumentoNormaCostoDove confluiscono
Ricongiunzione onerosa verso INPSL. 29/1979Pagamento onere calcolatoGestione INPS prescelta
Ricongiunzione libere professioniL. 45/1990Pagamento onereCassa professionale
Cumulo contributivoL. 228/2012GratuitoNessuna unificazione: contributi sommati virtualmente
Totalizzazione internazionaleReg. UE 883/2004GratuitaSolo per periodi esteri UE/convenzionati

Per capire il tuo estratto conto e verificare dove si trovano i tuoi contributi, leggi prima: Estratto Conto Contributivo INPS 2026: Guida Completa.

Ricongiunzione Onerosa: Legge 29/1979

La Legge 29/1979 consente ai lavoratori che hanno avuto periodi di lavoro in diverse gestioni INPS di trasferire tutti i contributi verso una gestione unica. E una ricongiunzione onerosa: bisogna pagare un importo all’INPS per la trasformazione.

Chi Puo Usarla

  • Lavoratori con contributi in piu gestioni INPS (es. FPLD + Gestione Separata + Gestione Commercianti)
  • Lavoratori che vogliono unificare tutto in un’unica gestione per calcolo pensione piu semplice

Come si Calcola il Costo della Ricongiunzione L. 29/1979

L’onere di ricongiunzione viene calcolato dall’INPS sulla base della riserva matematica necessaria per finanziare la maggior pensione derivante dall’unificazione dei contributi. I fattori che incidono sul costo sono:

  • Eta del richiedente al momento della domanda (piu si e anziani, piu e costoso)
  • Entita dei contributi da ricongiungere
  • Differenza tra la retribuzione nella gestione di partenza e quella di destinazione
  • Coefficienti attuariali INPS aggiornati periodicamente

Il pagamento puo essere effettuato in un’unica soluzione o rateizzato (fino a 120 rate mensili senza interessi). L’onere versato e deducibile fiscalmente.

Ricongiunzione verso le Casse Professionali: Legge 45/1990

La Legge 45/1990 consente il percorso inverso rispetto alla L. 29: trasferire i contributi dall’INPS verso una cassa professionale privatizzata (ad esempio Cassa Forense per avvocati, ENPAM per medici, INARCASSA per ingegneri/architetti).

Anche in questo caso si tratta di ricongiunzione onerosa con pagamento di un onere. E utile per professionisti che hanno iniziato come lavoratori dipendenti (con contributi INPS/FPLD) e poi sono passati all’attivita professionale.

Il Cumulo Contributivo: Lo Strumento Gratuito (L. 228/2012)

La Legge 228/2012 (Legge di Stabilita 2013) ha introdotto il cumulo contributivo, reso strutturale dalla L. 232/2016. Si tratta di uno strumento completamente gratuito che consente di sommare i periodi contributivi in diverse gestioni per raggiungere i requisiti pensionistici, senza unificare fisicamente i contributi.

Come funziona: ciascuna gestione eroga la propria quota di pensione proporzionale ai contributi versati, e le quote si sommano. Non c’e un unico assegno pensionistico ma la somma delle quote provenienti dalle diverse gestioni.

Vantaggi del Cumulo

  • Completamente gratuito (nessun onere)
  • Permette di accedere alla pensione di vecchiaia e anticipata sommando i periodi
  • Non richiede scelta definitiva — si puo optare dopo aver valutato la convenienza

Limiti del Cumulo

  • Non funziona per pensione con uscita anticipata tramite Quota 103, APE Social o simili misure con requisiti specifici (che richiedono tutti i contributi nella stessa gestione)
  • L’importo finale e calcolato con il metodo contributivo per i periodi post-1996, non con il retributivo
  • Le tempistiche di liquidazione sono spesso piu lunghe

Tabella Comparativa: Quando Conviene Cosa

SituazioneStrumento consigliatoMotivo
Vuoi pensione di vecchiaia 67 anni, hai contributi in 2 gestioni INPSCumulo (gratuito)Sufficiente per raggiungere il requisito. Non ha senso pagare la ricongiunzione.
Vuoi pensione anticipata con 42+1 anni contributi, hai contributi frammentatiCumulo (se disponibile) o Ricongiunzione L. 29Valutare se il cumulo copre i requisiti. Se no, ricongiunzione per unificare.
Sei professionista con cassa privatizzata e hai contributi INPS da dipendenteRicongiunzione L. 45 verso cassaConsolida nella cassa professionale dove sei piu attivo e dove la pensione sara piu alta.
Hai contributi molto vecchi in gestione inattiva (es. 5 anni come dipendente poi autonomo per 30 anni)Valutare cumulo primaSe i 5 anni in FPLD generano quota modesta, conviene prendere le due pensioni separate.

Caso Pratico: Dipendente + Gestione Separata

Lucia ha lavorato come dipendente per 20 anni (contributi FPLD) e poi come professionista autonoma con P.IVA per 15 anni (contributi Gestione Separata). Totale: 35 anni di contributi ma in due gestioni diverse.

  • Con cumulo L. 228/2012: sommando i 35 anni, Lucia raggiunge i requisiti per la pensione anticipata (41 anni e 10 mesi per le donne, 42 anni e 10 mesi per gli uomini… ma non li ha). Per la vecchiaia a 67 anni puo usare il cumulo gratuitamente.
  • Con ricongiunzione L. 29: potrebbe unificare tutti i contributi nell’FPLD, ma dovrebbe pagare un onere per il trasferimento degli anni Gestione Separata. Conveniente solo se l’importo pensionistico risultante e significativamente piu alto e giustifica il costo.

La simulazione specifica va fatta con il Patronato, che usa gli strumenti di calcolo INPS per confrontare le due strade.

Come Fare Domanda

La domanda di ricongiunzione (L. 29 o L. 45) si presenta:

  • Online tramite MyINPS (sezione “Ricongiunzioni contributive”)
  • Tramite Patronato (che assiste anche nella simulazione preventiva)

L’INPS invia il preventivo dell’onere: il richiedente ha tempo per valutare e accettare o rinunciare prima che la ricongiunzione sia definitiva. Una volta accettata e irrevocabile.

FAQ — Domande Frequenti sulla Ricongiunzione

Posso annullare la ricongiunzione dopo averla pagata?

No. Una volta che la ricongiunzione e stata perfezionata con il versamento dell’onere e la comunicazione di accettazione, e definitiva e irrevocabile. Per questo e fondamentale effettuare una simulazione preventiva con il Patronato prima di decidere.

L’onere di ricongiunzione e deducibile dalle tasse?

Si, gli oneri di ricongiunzione contributiva sono deducibili dal reddito complessivo ai sensi dell’art. 10 del TUIR (D.P.R. 917/1986). La deduzione si applica integralmente sull’importo versato, riducendo l’imponibile IRPEF.

Cumulo e ricongiunzione possono coesistere?

No. Si sceglie uno dei due strumenti per lo stesso periodo contributivo. Non e possibile ricongingere degli anni e poi cumulare gli stessi. Va definita la strategia complessiva prima di procedere con qualsiasi domanda.

Contatta il Patronato per una Simulazione Gratuita

La scelta tra ricongiunzione onerosa e cumulo gratuito dipende dalla situazione contributiva individuale e non si puo generalizzare. Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di simulazione previdenziale gratuita per aiutarti a scegliere la strada migliore verso la pensione. Leggi anche: Attestazioni INPS 2026: Riscatto, Ricongiunzioni e Rendite.

Luglio 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-17 11:00:002026-06-14 22:14:39Ricongiunzione Contributi INPS 2026: Onerosa, Gratuita e Quando Conviene
NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

NASPI stagionale 2026: turismo, agricoltura e lavoratori intermittenti

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Con la fine dell’estate, migliaia di lavoratori stagionali del turismo si ritrovano senza contratto: camerieri, receptionist, bagnini, personale di stabilimenti balneari e hotel. Lo stesso accade in agricoltura, dove i braccianti a termine concludono la stagione dei raccolti, e per i lavoratori intermittenti, chiamati a giornate alterne durante l’anno. In tutti questi casi la NASPI stagionale 2026 può rappresentare un sostegno economico importante nei mesi di inattività.

La NASPI stagionale 2026 non è una prestazione diversa dalla NASPI ordinaria, ma richiede attenzione in più su requisiti contributivi, calcolo dell’importo e tempistiche, proprio perché chi lavora solo alcuni mesi l’anno ha una storia contributiva più breve e frammentata. In questo approfondimento vediamo come funziona nei casi tipici del turismo, dell’agricoltura e del lavoro a chiamata, e quali errori evitare per non perdere il diritto alla prestazione. Per una panoramica completa su tutte le regole generali, puoi consultare la nostra guida completa alla NASPI 2026.

Come funziona la NASPI stagionale 2026 per il turismo

Immaginiamo il caso di Marco, receptionist assunto a tempo determinato da giugno a settembre in un hotel balneare. Alla scadenza naturale del contratto, senza rinnovo, Marco ha diritto a presentare domanda di NASPI perché si trova in stato di disoccupazione involontaria: il contratto stagionale non è stato rinnovato per scelta del datore di lavoro o per la naturale fine dell’attività stagionale, non per dimissioni volontarie (che escludono il diritto, salvo eccezioni come le dimissioni per giusta causa).

La NASPI stagionale 2026 per i lavoratori del turismo segue le stesse regole generali della NASPI ordinaria, ma con una particolarità: chi ha lavorato solo la stagione estiva o invernale avrà tipicamente un numero di settimane contribuite più basso, il che si riflette direttamente sulla durata della prestazione. È fondamentale non confondere la fine naturale del contratto a termine con le dimissioni: solo nel primo caso scatta il diritto alla NASPI.

Il caso del lavoratore stagionale in stabilimento balneare

Chi lavora in uno stabilimento balneare o in un campeggio con contratto stagionale da maggio a settembre matura generalmente intorno alle 18-20 settimane di contribuzione, un dato che supera abbondantemente il requisito minimo. Il punto critico non è quasi mai il diritto alla prestazione, quanto piuttosto la durata: con meno settimane lavorate, la NASPI durerà meno mesi rispetto a chi ha un impiego continuativo tutto l’anno.

Requisiti NASPI 2026 per chi ha lavorato solo pochi mesi

Per accedere alla NASPI, anche nella variante “stagionale”, servono due requisiti che vanno sempre verificati con attenzione quando la storia lavorativa è breve o frammentata. Il primo è il requisito contributivo, il secondo riguarda il lavoro effettivo svolto nell’ultimo anno.

  • Requisito contributivo: almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione negli ultimi 4 anni
  • Requisito di lavoro effettivo: almeno 30 giorni di lavoro effettivo negli ultimi 12 mesi che precedono la disoccupazione

Per chi lavora un’unica stagione, questi requisiti sono quasi sempre soddisfatti se il contratto è durato almeno 2-3 mesi. Il problema si presenta invece per chi ha avuto stagioni molto brevi (poche settimane) oppure periodi di inattività che superano i 4 anni tra un impiego stagionale e l’altro, magari alternando stagioni turistiche e periodi di disoccupazione non coperti da contribuzione. Per approfondire tutti i casi particolari, consulta la pagina dedicata ai requisiti NASPI 2026.

Bracciante agricolo a termine: un caso specifico

Il lavoratore agricolo che ha svolto attività a termine per la raccolta (vendemmia, raccolta frutta, lavori stagionali nei campi) è un operaio agricolo a tempo determinato (OTD), e proprio per questa categoria di lavoratori esiste una prestazione specifica: la disoccupazione agricola, non la NASPI ordinaria. Secondo la scheda INPS dedicata (scheda 50120), la disoccupazione agricola è infatti la prestazione tipica degli operai agricoli a tempo determinato, ossia proprio dei braccianti stagionali impiegati per la raccolta. La NASPI ordinaria resta invece la prestazione di riferimento per gli altri settori stagionali, come il turismo, e per i lavoratori intermittenti. Capire quale delle due prestazioni spetta è essenziale, perché le regole di calcolo, i requisiti e le modalità di domanda sono diversi.

Per un confronto dettagliato tra le due misure, consulta il nostro approfondimento su disoccupazione agricola vs NASPI: aiuta a capire quale prestazione richiedere in base al proprio contratto e al tipo di rapporto di lavoro agricolo. Per approfondire requisiti, importi e scadenza della domanda (che va presentata entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento, tramite CAF o patronato), consulta la nostra guida alla disoccupazione agricola 2026.

NASPI stagionale 2026 e lavoro intermittente: come cambia il calcolo

Il lavoratore intermittente, detto anche “a chiamata” o “a comando”, lavora solo nei giorni in cui viene effettivamente chiamato dal datore di lavoro, con periodi di inattività anche lunghi tra una chiamata e l’altra. Questa discontinuità rende il calcolo della NASPI più delicato, perché la retribuzione media di riferimento viene calcolata sugli ultimi 4 anni di contribuzione, includendo sia i periodi di lavoro effettivo sia quelli di inattività.

Chi ha lavorato in modo intermittente per anni, con chiamate sporadiche, avrà quindi una retribuzione media più bassa e di conseguenza un importo NASPI ridotto rispetto a un lavoratore continuativo con lo stesso stipendio giornaliero. È un aspetto che spesso sorprende chi presenta la domanda senza aver prima verificato la propria posizione contributiva con un patronato.

Quando finisce la disponibilità a chiamata

Se il contratto di lavoro intermittente si interrompe definitivamente (non solo un periodo di non chiamata, ma la cessazione vera e propria del rapporto), il lavoratore matura il diritto alla NASPI secondo le stesse regole generali. Attenzione: i periodi di semplice “non chiamata” all’interno di un contratto ancora attivo NON danno diritto alla NASPI, perché il rapporto di lavoro risulta ancora in essere.

Calcolo dell’importo NASPI 2026 per stagionali e intermittenti

L’importo della NASPI si calcola sulla base della retribuzione media degli ultimi 4 anni. In parole semplici: si prende lo stipendio medio mensile e si applica una percentuale.

  • 75% della retribuzione media mensile fino a una soglia di 1.480,30 euro lordi al mese
  • + 25% sulla parte di retribuzione eccedente questa soglia, fino a un importo massimo
  • Massimale NASPI 2026: 1.575,42 euro al mese
  • Decalage: dal sesto mese di fruizione l’importo si riduce del 3% ogni mese

Il decalage è il meccanismo di riduzione progressiva dell’assegno mensile: in pratica, più a lungo si percepisce la NASPI, più l’importo scende gradualmente. Per uno stagionale che ha maturato una NASPI breve (ad esempio 4-6 mesi), il decalage inciderà poco o nulla; per chi invece ha accumulato più settimane contribuite negli anni e ha diritto a una prestazione più lunga, la riduzione mensile va messa in conto nella pianificazione del bilancio familiare.

Durata della NASPI in base alle settimane contribuite

La durata della NASPI è collegata al numero di settimane di contribuzione maturate: in generale, la prestazione dura la metà delle settimane contribuite nei 4 anni precedenti la disoccupazione, fino a un massimo di 24 mesi. Questo significa che un lavoratore stagionale con una sola stagione lavorata nell’ultimo anno avrà diritto a una NASPI più breve rispetto a chi ha lavorato quasi tutto l’anno o ha accumulato contribuzione in più anni consecutivi. Per un dettaglio completo su tutte le regole di durata e importo, si può consultare la nostra guida completa alla NASPI 2026.

Documenti e scadenza per la domanda NASPI stagionale

Un errore che vediamo spesso commettere dai lavoratori stagionali è aspettare troppo prima di presentare la domanda, magari sperando in un richiamo per la stagione successiva o in un contratto alternativo. La legge fissa un termine preciso: la domanda di NASPI va presentata entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Superato questo termine, il diritto alla prestazione si perde definitivamente, anche se tutti gli altri requisiti sono soddisfatti.

È per questo importante muoversi subito dopo la fine del contratto stagionale, sia esso in un hotel, in uno stabilimento balneare, in un’azienda agricola o in un rapporto di lavoro intermittente. Per capire come viene gestita nel concreto la domanda NASPI online, è utile rivolgersi a un patronato che verifichi in anticipo la propria posizione contributiva.

Documenti utili per velocizzare la pratica

Per presentare la domanda in modo corretto e senza intoppi, è utile avere a disposizione alcuni documenti fondamentali, che aiutano il patronato a ricostruire con precisione la posizione contributiva del lavoratore stagionale.

  • Documento d’identità e codice fiscale
  • Lettera di assunzione e/o contratto di lavoro stagionale o intermittente
  • Comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro (se disponibile)
  • IBAN per l’accredito della prestazione
  • Ultime buste paga disponibili

La NASPI stagionale 2026 è un diritto concreto per chi lavora nel turismo, in agricoltura o con contratti intermittenti, ma richiede attenzione su requisiti contributivi, calcolo dell’importo e soprattutto sulla scadenza della domanda. Ogni situazione lavorativa stagionale ha le sue particolarità, e un errore nella valutazione dei requisiti o nella scelta tra NASPI e disoccupazione agricola può costare mesi di attesa o, nei casi peggiori, la perdita del diritto alla prestazione.

Il patronato CAF Centro Fiscale di Udine segue ogni anno decine di lavoratori stagionali del turismo e dell’agricoltura, guidandoli nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda NASPI, sia in ufficio che online.

Hai bisogno di assistenza per la tua NASPI stagionale, sia essa la NASPI ordinaria per il turismo e gli intermittenti o la disoccupazione agricola per i braccianti stagionali? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per verificare i requisiti e presentare la domanda corretta. Richiedi un preventivo personalizzato e senza impegno.

Luglio 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-17 10:00:002026-07-16 09:58:24NASPI stagionale 2026: turismo, agricoltura e lavoratori intermittenti
INAIL AGGRAVAMENTI, RICONOSCIMENTO MALATTIE PROFESSIONALI, INVALIDITA' 104, MALATTIA, INDENNITA' DI ACCOMPAGNAMENTO, PATRONATO

INAIL Agricoltura 2026: Assicurazione Obbligatoria, Premi e Tutele per Lavoratori Agricoli

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Chi lavora nei campi e a rischio infortuni e malattie professionali specifiche del settore agricolo. L’INAIL gestione agricoltura offre una tutela assicurativa dedicata, con regole e premi diversi rispetto all’industria o al settore dei servizi. Scopri chi e obbligato all’iscrizione, come vengono calcolati i premi 2026 e quali tutele spettano in caso di infortunio o malattia professionale agricola.

Chi e Assicurato con INAIL Agricoltura

L’assicurazione INAIL in agricoltura e disciplinata dal D.P.R. 1124/1965 (per la parte relativa ai lavoratori agricoli dipendenti) e dal D.Lgs. 38/2000 per le specificita della gestione. I soggetti obbligatoriamente assicurati sono:

Datori di Lavoro e Lavoratori Dipendenti Agricoli

  • Operai a Tempo Indeterminato (OTI): lavoratori agricoli con contratto stabile (braccianti fissi)
  • Operai a Tempo Determinato (OTD): braccianti stagionali, lavoratori per campagna
  • Compartecipanti: chi percepisce parte del prodotto del fondo agricolo in luogo del salario

Coltivatori Diretti, IAP e Coloni

  • Coltivatori diretti: che lavorano direttamente il fondo con prevalente lavoro proprio e della famiglia
  • Imprenditori Agricoli Professionali (IAP): ai sensi del D.Lgs. 99/2004
  • Mezzadri: lavoratori con contratto di mezzadria (forma contrattuale in estinzione ma ancora presente)
  • Coloni: simili ai mezzadri, con diverse forme di compartecipazione
  • Soci e associati di cooperative agricole che svolgono attivita agricola diretta

Familiari Coadiuvanti

I familiari coadiuvanti del coltivatore diretto che collaborano nell’attivita agricola sono assicurati INAIL obbligatoriamente. Questo include coniuge, figli e altri familiari che lavorano in modo continuativo nel fondo, anche senza un contratto formale.

Come Funzionano i Premi INAIL in Agricoltura

A differenza dell’industria (dove il premio INAIL e calcolato sulle retribuzioni effettive), in agricoltura il sistema e diverso e varia in base alla categoria di lavoratore:

Premi per Lavoratori Dipendenti Agricoli (OTI/OTD)

Per i braccianti (OTI e OTD), i premi INAIL vengono calcolati su retribuzioni convenzionali fissate annualmente con decreto ministeriale, non sulle retribuzioni effettive. Le retribuzioni convenzionali vengono aggiornate periodicamente dal Ministero del Lavoro di concerto con l’INAIL.

Il premio e quindi: retribuzione convenzionale annua x tasso INAIL per voce di rischio. Il tasso varia in base al tipo di lavorazione svolta (colture intensive, allevamento, uso macchinari, ecc.).

Premi per Coltivatori Diretti, IAP e Familiari

Per coltivatori diretti, IAP, mezzadri, coloni e familiari coadiuvanti, il premio INAIL e determinato su base convenzionale differente: viene calcolato tenendo conto della superficie del fondo, della tipologia di coltura e del numero di giornate lavorative convenzionali attribuite per ettaro.

In pratica, l’INAIL assegna un numero convenzionale di giornate lavorative per ettaro coltivato (diversificato per tipo di coltura) e applica su queste il premio assicurativo. Il versamento avviene solitamente in due rate annuali.

Tutele in Caso di Infortunio Agricolo

Le tutele INAIL in caso di infortunio per i lavoratori agricoli seguono gli stessi principi generali (indennizzo temporanea, indennizzo permanente, rendita per danni gravi) ma con alcune specificita:

  • Infortunio sul lavoro agricolo: gli stessi requisiti dell’industria — causa violenta, in occasione del lavoro. Include infortuni con macchinari, cadute, colpi di calore estivi
  • Indennizzo temporanea: dal 4° giorno, 60% della retribuzione convenzionale dal 4° al 90° giorno, 75% dal 91° giorno
  • Indennizzo permanente: scala da 6% a 100% di danno biologico, con gli stessi criteri dell’industria

Esempio Pratico: Infortunio del Trattorista

Mario, OTI con contratto a tempo indeterminato, si infortuna cadendo dal trattore durante le operazioni di aratura. L’infortunio avviene in occasione del lavoro e con causa violenta (la caduta). Percorso:

  • Il datore denuncia l’infortunio all’INAIL entro 2 giorni dal certificato medico (48 ore)
  • Primi 3 giorni: a carico del datore (carenza)
  • Dal 4° giorno: INAIL versa l’indennita temporanea (60% retribuzione convenzionale)
  • In caso di danni permanenti: visita medica INAIL per quantificare la percentuale di danno biologico
  • Con danno >= 6%: indennizzo capitale o rendita

Malattie Professionali Agricole: Le Specificita

Il D.P.R. 336/1994 elenca le malattie professionali tabellate specifiche dell’agricoltura. Le principali categorie a rischio in agricoltura includono:

  • Malattie da pesticidi e fitofarmaci: avvelenamenti cronici da sostanze chimiche usate in agricoltura
  • Leptospirosi: malattia batterica contratta nelle risaie o in aree umide
  • Dermatosi professionali: reazioni allergiche a piante, terra, prodotti chimici
  • Malattie da vibrazioni (HAV): uso prolungato di trattori e macchinari agricoli vibranti
  • Ipoacusia da rumore: esposizione a macchinari rumorosi senza adeguata protezione

Per i dettagli completi sulla procedura di riconoscimento e le tabelle malattie professionali, leggi: Malattia Professionale 2026: Tabelle INAIL, Riconoscimento e Indennizzo.

Coordinamento con Prestazioni INPS Agricola

Le tutele INAIL si affiancano alle prestazioni INPS specifiche per il settore agricolo:

  • Disoccupazione agricola (DISO-AGRI): per i braccianti che perdono il lavoro — diversa dalla NASPI ordinaria
  • Pensione per coltivatori diretti e IAP: gestione separata INPS agricola
  • Assegno unico universale: spetta anche ai lavoratori agricoli con figli a carico

Il Patronato conosce in profondita il sistema previdenziale agricolo e puo aiutarti a coordinare le diverse prestazioni INAIL e INPS a cui hai diritto.

Bando ISI INAIL: Contributi per la Sicurezza in Agricoltura

L’INAIL gestisce annualmente il bando ISI (Incentivi alle Imprese), che prevede contributi a fondo perduto per le aziende agricole che investono in sicurezza e prevenzione degli infortuni (macchinari sicuri, protezioni, formazione). Il bando ISI Agricoltura e una delle misure piu richieste dalle aziende del settore.

FAQ — Domande Frequenti su INAIL e Agricoltura

Devo iscrivermi io all’INAIL se sono coltivatore diretto?

Si, come coltivatore diretto hai l’obbligo di iscriverti alla gestione assicurativa INAIL agricoltura. L’iscrizione avviene tramite il portale INAIL o con l’assistenza del Patronato/CAF. I premi vengono comunicati dall’INAIL in base ai dati dichiarati sul fondo coltivato.

Se lavoro saltuariamente in campagna con mio padre (coltivatore diretto), sono assicurato?

Se collabori in modo continuativo (non episodico) nell’azienda di tuo padre, sei considerato familiare coadiuvante e devi essere assicurato INAIL. L’assicurazione copre anche te in caso di infortunio durante il lavoro in campagna.

L’infortunio durante la vendemmia e coperto INAIL anche se bracciante stagionale?

Si, gli OTD (braccianti stagionali) sono assicurati INAIL per tutta la durata del contratto stagionale. Un infortunio durante la vendemmia e pienamente coperto, purche il datore abbia regolarmente comunicato la prestazione di lavoro.

Hai Bisogno di Assistenza INAIL in Agricoltura?

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine assiste i lavoratori agricoli in tutte le pratiche INAIL: iscrizione, denuncia infortuni, domande di indennizzo, riconoscimento malattie professionali agricole. Il servizio e gratuito. Contattaci per un appuntamento.

Luglio 16, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-16 10:30:002026-06-14 22:12:01INAIL Agricoltura 2026: Assicurazione Obbligatoria, Premi e Tutele per Lavoratori Agricoli
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO

Integrazione al Trattamento Minimo Pensione 2026: A Chi Spetta e Quanto

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

L’integrazione al trattamento minimo è una somma che INPS aggiunge alla pensione di un pensionato per portarla al livello del trattamento minimo 2026 (611,85 euro mensili), quando la pensione calcolata in base ai contributi versati è inferiore. Spetta solo se il reddito personale (e del coniuge) rispetta determinate soglie. Si differenzia dalla maggiorazione sociale e dall’assegno sociale. Vediamo a chi spetta e come si calcola.

Hai bisogno di assistenza per la tua pensione?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con cedolini, calcoli, ricorsi e domande INPS. Chiama 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.

Integrazione al minimo: cos’è

L’integrazione al minimo è una quota aggiuntiva che porta la pensione INPS al livello del trattamento minimo legale. Per il 2026 il trattamento minimo è di 611,85 € mensili (619,80 € con rivalutazione straordinaria per chi è sotto soglia). L’integrazione si applica a:

  • Pensioni di vecchiaia con contributi prima del 1996 (sistema misto).
  • Pensione anticipata ordinaria con calcolo misto.
  • Pensione di reversibilità (proporzionata).

Non spetta alle pensioni interamente contributive (per chi è entrato nel lavoro dopo il 1995).

Differenza con maggiorazione sociale e assegno sociale

  • Integrazione al minimo: porta la pensione al trattamento minimo (611,85 €). Richiede contributi versati.
  • Maggiorazione sociale: somma aggiuntiva sopra il trattamento minimo per pensionati 60-65-70+ con bassi redditi. Vedi guida.
  • Assegno sociale: per cittadini >=67 anni senza contributi sufficienti, importo 2026 ~546 €/mese (dato indicativo).

Limiti reddituali 2026 (personale + coniuge)

TipologiaReddito limite 2026
Pensionato non coniugato – reddito personale2 volte il minimo (~15.870 €/anno)
Pensionato coniugato – reddito personale2 volte il minimo (~15.870 €/anno)
Pensionato coniugato – reddito coniugale5 volte il minimo (~39.770 €/anno)

Se il reddito supera questi limiti, l’integrazione non spetta. Se è oltre la prima soglia ma sotto la massima, l’integrazione è ridotta.

Importi 2026: come si calcola integrazione

L’integrazione è la differenza tra il trattamento minimo (611,85 €) e la pensione calcolata dai contributi. Esempi:

  • Pensione contributiva calcolata 450 € → integrazione 161,85 € → totale 611,85 €.
  • Pensione 580 € → integrazione 31,85 € → totale 611,85 €.
  • Pensione 620 € → nessuna integrazione (già sopra minimo).

Quando l’INPS la concede d’ufficio

L’INPS verifica automaticamente i requisiti al momento della liquidazione della pensione. Per nuovi pensionati l’integrazione viene calcolata d’ufficio. Per pensionati che vedono variare il reddito (es. cessazione di un secondo lavoro), conviene aggiornare i dati su MyINPS.

Quando va richiesta

  • Se INPS non ha dati reddituali aggiornati: presenta autodichiarazione su MyINPS.
  • Se cambia stato civile (matrimonio, divorzio): comunica entro 30 giorni.
  • Se cessano altri redditi: aggiorna su MyINPS per richiederne l’applicazione retroattiva.

Verifica diritto al CAF

Il patronato CAF Centro Fiscale Udine verifica:

  • L’ammontare della pensione contributiva vs il minimo.
  • I redditi personali e del coniuge.
  • L’eventuale spettanza retroattiva (fino a 5 anni).
  • La presentazione dell’autodichiarazione corretta.

FAQ

Integrazione al minimo e maggiorazione sono uguali?

No: integrazione porta la pensione al minimo (611,85 €); maggiorazione sociale è una somma aggiuntiva sopra il minimo per età avanzata e bassi redditi.

Si perde se aumenta reddito?

Sì, viene ridotta o revocata se il reddito personale supera le soglie (~15.870 € personale, ~39.770 € coniugale 2026).

Si può chiedere anche su reversibilità?

Sì, l’integrazione si applica anche sulla pensione di reversibilità (proporzionata alla quota di reversibilità: 60-100%).

Quanto tempo INPS impiega a riconoscerla?

Su nuove pensioni: applicata in automatico. Su aggiornamenti reddituali: 2-6 mesi per la decorrenza.

Vuoi un controllo personalizzato della tua pensione?

Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti analizzano cedolino, contributi e diritti per garantirti la pensione corretta.

Tel: 0432 1638640  |  WhatsApp: 366 6018121

Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

Luglio 16, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-16 07:00:002026-07-16 07:00:00Integrazione al Trattamento Minimo Pensione 2026: A Chi Spetta e Quanto
CONGEDO PARENTALE, MATERNITA', PATRONATO

Congedo Parentale Frazionato 2026: Ore, Giorni e Settimane — Come Funziona

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Non sempre e possibile o conveniente fruire del congedo parentale in un blocco unico. La legge consente di frazionare il congedo in modalita diverse — a ore, a giorni o a settimane — con regole specifiche che dipendono dal CCNL applicabile. Scopri come funziona il frazionamento del congedo parentale nel 2026, i vantaggi rispetto alla fruizione mensile e i casi pratici per genitori che vogliono alternare.

Il Frazionamento del Congedo Parentale: La Normativa

Il D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico maternita e paternita) e il D.Lgs. 105/2022 disciplinano il congedo parentale e le modalita di fruizione. La possibilita di fruizione frazionata e prevista dall’art. 32 del T.U., che stabilisce che il congedo puo essere goduto anche in modo frazionato.

Tuttavia, la modalita di frazionamento (solo mensile, settimanale, giornaliera, oraria) dipende da quanto prevede il CCNL applicabile. Non tutti i contratti collettivi consentono tutte le modalita.

Per approfondire la struttura generale del congedo parentale, le percentuali di indennita e la durata, leggi prima: Congedo Parentale 2026: Durata, Indennita e Domanda INPS e Calcolo Indennita 80% Congedo Parentale 2026.

Le Tre Modalita di Frazionamento

1. Fruizione Mensile (a Mesi Interi)

La modalita piu semplice: il genitore prende un intero mese di congedo. Tutti i CCNL la prevedono. La procedura e piu agevole: si presenta la domanda all’INPS specificando il mese di inizio e fine, l’INPS calcola l’indennita su base mensile (30 giorni convenzionali).

2. Fruizione Settimanale

Il congedo viene fruito per settimane intere. L’indennita viene calcolata per il numero di settimane fruite (7 giorni convenzionali per settimana). Questa modalita e generalmente prevista da piu contratti rispetto a quella giornaliera e oraria.

3. Fruizione Giornaliera

Il congedo viene fruito per singoli giorni. L’indennita viene calcolata per ogni giorno di congedo fruito (RMG x percentuale). Questa modalita richiede che il CCNL la consenta espressamente. Alcuni CCNL richiedono un preavviso minimo (es. 5 giorni) per la fruizione giornaliera.

4. Fruizione Oraria: La Modalita piu Flessibile

La fruizione oraria del congedo parentale e la modalita di massima flessibilita ed e stata introdotta dal D.Lgs. 105/2022 come diritto applicabile anche in assenza di previsione contrattuale (novita rilevante rispetto al passato).

Regole per la fruizione oraria:

  • Il lavoratore puo fruire del congedo per alcune ore al giorno anziché per l’intera giornata
  • Il limite minimo di fruizione oraria giornaliera e la meta dell’orario di lavoro giornaliero
  • Le ore fruite si convertono in giorni di congedo (orario di lavoro giornaliero / ore fruite = frazioni di giorno)
  • L’indennita e proporzionata alle ore di congedo fruite

Esempio pratico — fruizione oraria: lavoratore full-time con orario 8 ore/giorno. Fruzione 4 ore di congedo al giorno = 0,5 giornate di congedo. In un mese da 22 giorni lavorativi, fruzione di 4 ore/giorno equivale a 11 giorni convenzionali di congedo.

Impatto sulla Indennita: Mese Intero vs Frazionato

La percentuale di indennita (80% o 30%) e la stessa indipendentemente dalla modalita di fruizione. Cio che cambia e il numero di giorni/ore su cui si applica.

Modalita fruizioneGiorni congedo consumati (esempio mese)Giorni residui sul totale
Mese intero30 (convenzionali)-30 giorni
2 settimane14 giorni-14 giorni
5 giorni sparsi5 giorni-5 giorni
4 ore/giorno per 22 gg lavorativi11 giorni (0,5 x 22)-11 giorni

Il frazionamento consente quindi di conservare un maggior numero di giorni di congedo per usi futuri, distribuendo la copertura nel tempo. Questo e particolarmente utile quando il figlio e piccolo e le esigenze di cura cambiano frequentemente.

Casi Pratici: Alternanza Padre e Madre

Caso 1: Alternanza Mensile

Marco e Sara hanno un figlio di 2 anni. Marco prende 1 mese al 80% in gennaio, Sara prende 1 mese al 80% in aprile. Ciascuno ha consumato il suo mese all’80% e conserva ancora mesi al 30% da usare entro i 12 anni del figlio.

Caso 2: Alternanza Settimanale

Giulia e Andrea si alternano settimana per settimana: una settimana Giulia, la successiva Andrea. Questo schema richiede che entrambi i datori di lavoro siano informati e che i CCNL consentano la fruizione settimanale. L’INPS gestisce le domande separatamente per ciascun genitore.

Caso 3: Fruizione Oraria Condivisa

Entrambi i genitori fruiscono del congedo parentale a ore: la mattina uno, il pomeriggio l’altro. Questa soluzione permette di gestire il figlio senza ricorrere ad asili o babysitter nelle prime settimane. Ogni genitore accumula ore che si convertono in giorni consumati proporzionalmente.

Come Presentare la Domanda per Fruizione Frazionata

La domanda di congedo parentale frazionato si presenta tramite:

  • MyINPS: servizio “Congedo e permessi” — specificare modalita di fruizione (giorni, settimane, ore)
  • Patronato: assistenza gratuita per la compilazione e per la verifica della compatibilita con il CCNL
  • Contact center INPS: 803.164 (gratuito da rete fissa) o 06 164.164

Attenzione: per la fruizione oraria e spesso necessario informare preventivamente anche il datore di lavoro, che deve gestire l’orario del lavoratore in modo coerente.

FAQ — Domande Frequenti sul Congedo Frazionato

Posso alternare fruizione mensile e fruizione a giorni?

Si, purche il CCNL consenta entrambe le modalita. Non e necessario scegliere una sola modalita per tutta la durata del congedo: puoi usare un mese intero quando ti serve copertura completa e giorni singoli in altri periodi.

L’indennita all’80% si applica anche nella fruizione oraria?

Si, se stai usando il mese all’80% spettante. La percentuale si applica proporzionalmente alle ore/giorni fruiti, non cambia in base alla modalita di fruizione.

Con quanto preavviso devo comunicare la fruizione frazionata?

Il D.Lgs. 105/2022 prevede un preavviso di 5 giorni per la fruizione giornaliera e oraria (ridotto rispetto ai 15 giorni precedenti). Alcuni CCNL possono prevedere preavvisi diversi. Per la fruizione mensile il preavviso standard e di 15 giorni, ma molti contratti riducono a 5 giorni.

Hai Domande sul Tuo Congedo Parentale?

Le modalita di frazionamento dipendono dal tuo CCNL specifico e possono variare significativamente. Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a capire cosa prevede il tuo contratto, a presentare la domanda corretta all’INPS e a massimizzare i benefici del congedo parentale. Prenota un appuntamento gratuito.

Luglio 15, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-15 10:30:002026-06-14 22:09:59Congedo Parentale Frazionato 2026: Ore, Giorni e Settimane — Come Funziona
Pagina 7 di 38«‹56789›»

Ultime notizie

  • regime forfettario partita iva
    Fiscozen alternative 2026: FlexTax o CAF? Guida ai costi per la partita IVA forfettariaSettembre 29, 2026 - 4:00 pmin: PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    ISEE Corrente FVG 2026: Quando Conviene Rifarlo per Bonus Regionali e AgevolazioniSettembre 29, 2026 - 2:00 pmin: CAF, ISEE
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Assegno di invalidità e stipendio: perché scatta il conguaglio IRPEF in busta pagaSettembre 29, 2026 - 12:00 pmin: NOTIZIE
Search Search

Seguici su Facebook

Categorie Articoli

Ultimi Articoli

  • regime forfettario partita iva
    Fiscozen alternative 2026: FlexTax o CAF? Guida ai costi per la partita IVA forfettariaSettembre 29, 2026 - 4:00 pm
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    ISEE Corrente FVG 2026: Quando Conviene Rifarlo per Bonus Regionali e AgevolazioniSettembre 29, 2026 - 2:00 pm
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Assegno di invalidità e stipendio: perché scatta il conguaglio IRPEF in busta pagaSettembre 29, 2026 - 12:00 pm
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Opposizione decreto ingiuntivo: cosa cambia davvero con la riforma del processo civileSettembre 29, 2026 - 10:00 am
  • Pensione 2026 INPS
    Pensione nuovo lavoro: l’INPS può recuperare i rateiSettembre 29, 2026 - 8:00 am
  • ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026
    Rottamazione quinquies, Comuni e Regioni aderenti: dove si cancellano sanzioni e interessiSettembre 28, 2026 - 7:22 pm
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Partita IVA Igienista Dentale 2026: Guida Completa in 7 PuntiSettembre 28, 2026 - 7:00 pm
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Istanza di Rateizzazione: il Contribuente Può Ancora Contestare il DebitoSettembre 28, 2026 - 6:54 pm
CAF Udine Centro Assistenza Fiscale Udine

Contatti

Viale Giuseppe Tullio 13, scala B - Udine
Email: info@centrofiscale.com
Telefono: 0432 1638640
WhatsApp CAF Udine: 366 6018121
WhatsApp Patronato: 324 7411699

Ultimi Articoli

  • regime forfettario partita iva
    Fiscozen alternative 2026: FlexTax o CAF? Guida ai costi per la partita IVA forfettariaSettembre 29, 2026 - 4:00 pm
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    ISEE Corrente FVG 2026: Quando Conviene Rifarlo per Bonus Regionali e AgevolazioniSettembre 29, 2026 - 2:00 pm
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Assegno di invalidità e stipendio: perché scatta il conguaglio IRPEF in busta pagaSettembre 29, 2026 - 12:00 pm
© Copyright - CAF Centro Fiscale Udine è un brand di Be Smart srls | P.Iva: 03031220308 |Viale Giuseppe Tullio 13 scala B, 33100 Udine
mail: info@centrofiscale.com | Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121 | Privacy Policy
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a Rss questo sito
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto