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NASpI a Rischio dopo Assenza Ingiustificata: La Scelta è del Datore di Lavoro

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Cosa Dice la Normativa sull’Assenza Ingiustificata
  2. Le Due Opzioni del Datore di Lavoro
  3. Quando si Perde il Diritto alla NASpI
  4. Quando si Mantiene il Diritto alla Disoccupazione
  5. Consigli Pratici per i Lavoratori
  6. Domande Frequenti

Un’assenza ingiustificata dal lavoro può costare cara al lavoratore dipendente, non solo in termini disciplinari ma anche per quanto riguarda il diritto alla NASpI. Una recente interpretazione normativa chiarisce un aspetto cruciale: è il datore di lavoro a scegliere se l’assenza comporterà la perdita dell’indennità di disoccupazione.

Questa decisione del datore può fare la differenza tra ricevere o meno la NASpI dopo la cessazione del rapporto di lavoro. Vediamo nel dettaglio come funziona il meccanismo e quali sono le conseguenze per il lavoratore.

Cosa Dice la Normativa sull’Assenza Ingiustificata

L’assenza ingiustificata è un’assenza dal lavoro senza preavviso e senza valido motivo. Secondo il codice civile (art. 2119) e i contratti collettivi, rappresenta un inadempimento contrattuale grave del lavoratore.

La normativa prevede che il datore di lavoro possa reagire in due modi distinti:

  • Licenziamento per giusta causa (immediato, senza preavviso)
  • Sanzione disciplinare (richiamo scritto, sospensione)

La scelta tra queste due opzioni ha conseguenze completamente diverse per il diritto alla NASpI del lavoratore.

Le Due Opzioni del Datore di Lavoro

Opzione 1: Licenziamento per Giusta Causa

Se il datore opta per il licenziamento per giusta causa, il lavoratore perde immediatamente il posto di lavoro e, soprattutto, non matura il diritto alla NASpI. Questo perché la giusta causa è considerata una colpa grave del dipendente.

Conseguenze:

  • Licenziamento immediato senza preavviso
  • Nessuna indennità di mancato preavviso
  • NASpI non riconosciuta dall’INPS

Opzione 2: Contestazione Disciplinare

Se invece il datore si limita a contestare l’assenza con una sanzione disciplinare (richiamo, sospensione), il rapporto di lavoro continua. In questo caso:

  • Il lavoratore mantiene il posto (con eventuale sanzione)
  • Se successivamente viene licenziato per altri motivi (es. giustificato motivo oggettivo), ha diritto alla NASpI
  • Se il lavoratore si dimette, può accedere alla disoccupazione solo in casi specifici (dimissioni per giusta causa)

Quando si Perde il Diritto alla NASpI

Il diritto alla NASpI viene perso quando il licenziamento avviene per:

  • Giusta causa (colpa grave del lavoratore, come assenza ingiustificata prolungata)
  • Giustificato motivo soggettivo con colpa grave (inadempimenti ripetuti)
  • Dimissioni volontarie (salvo casi di dimissioni per giusta causa)

Nel caso specifico dell’assenza ingiustificata, se il datore sceglie di licenziare per giusta causa, l’INPS respinge la domanda di NASpI perché la cessazione del rapporto è imputabile a una colpa del lavoratore.

Attenzione: Anche una sola assenza ingiustificata, se prolungata (es. 3-4 giorni consecutivi), può essere considerata giusta causa di licenziamento secondo la giurisprudenza.

Quando si Mantiene il Diritto alla Disoccupazione

Il lavoratore mantiene il diritto alla NASpI se:

  • Il datore non licenzia per giusta causa, ma si limita a una sanzione disciplinare
  • Il licenziamento successivo avviene per giustificato motivo oggettivo (es. crisi aziendale, riduzione personale)
  • Il licenziamento avviene per superamento periodo di comporto (malattia prolungata)
  • Il contratto scade naturalmente (per i contratti a termine)

In questi casi, l’assenza ingiustificata precedente viene considerata un episodio sanzionato disciplinarmente, ma non preclude il diritto alla disoccupazione in caso di cessazione involontaria del rapporto.

Consigli Pratici per i Lavoratori

Per evitare di mettere a rischio il diritto alla NASpI, ecco cosa fare:

1. Comunicare sempre le assenze

Avvisare tempestivamente il datore di lavoro in caso di impossibilità a recarsi al lavoro, fornendo le motivazioni (malattia, impegni urgenti).

2. Documentare i motivi dell’assenza

Conservare certificati medici, documentazione che giustifichi l’assenza. Un’assenza può diventare “giustificata” se adeguatamente documentata.

3. Rispondere prontamente alle contestazioni

Se si riceve una lettera di contestazione, rispondere entro i termini previsti dal CCNL (solitamente 5 giorni), fornendo le proprie giustificazioni.

4. Valutare le dimissioni con attenzione

Non dimettersi impulsivamente dopo una contestazione: se il datore non ha licenziato per giusta causa, il diritto alla NASpI è salvo in caso di futuro licenziamento per altri motivi.

5. Consultare il CAF o un consulente del lavoro

Prima di prendere decisioni, è utile farsi assistere per valutare le conseguenze sul diritto alla disoccupazione.


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Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sulla NASpI e Assenza Ingiustificata

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Quante assenze ingiustificate servono per perdere la NASpI?

Non esiste un numero fisso. Anche una sola assenza prolungata (3-4 giorni) puo essere considerata giusta causa di licenziamento. Dipende dalla gravita dell’assenza e dalle circostanze. Se il datore licenzia per giusta causa, si perde il diritto alla NASpI.

Se vengo sospeso per assenza ingiustificata, posso richiedere la NASpI?

La sospensione disciplinare non fa perdere il diritto alla NASpI. Se successivamente vieni licenziato per altri motivi (es. crisi aziendale), avrai diritto alla disoccupazione. La sospensione e una sanzione disciplinare, non un licenziamento.

Posso impugnare il licenziamento per giusta causa?

Si, se ritieni il licenziamento illegittimo puoi impugnarlo entro 60 giorni con l’assistenza di un avvocato giuslavorista o del sindacato. Se il giudice annulla il licenziamento, puoi richiedere la NASpI con effetto retroattivo.

L’assenza per malattia non certificata e considerata ingiustificata?

Si. Se non invii il certificato medico nei tempi previsti dal CCNL (solitamente entro 2 giorni), l’assenza puo essere considerata ingiustificata anche se eri realmente malato. E fondamentale rispettare le procedure.


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Previdenza e Pensioni 2026: Tutte le Novità dal 1° Luglio

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Rivalutazione Pensioni dal 1° Luglio 2026
  2. Perequazione Automatica: Come Funziona
  3. Novità Previdenziali dal 1° Luglio 2026
  4. Impatto Economico sui Pensionati
  5. Cosa Devono Fare i Pensionati
  6. Assistenza del CAF per Pensionati
  7. Domande Frequenti

Dal 1° luglio 2026 entrano in vigore importanti novità previdenziali che riguardano milioni di pensionati italiani. Si tratta della consueta rivalutazione semestrale delle pensioni in base agli indici ISTAT, che adegua gli importi al costo della vita.

Quest’anno, però, ci sono anche nuove misure introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 che modificano alcuni aspetti del sistema previdenziale, con particolare attenzione alle pensioni minime, alle maggiorazioni sociali e ai requisiti per la pensione anticipata.

In questo articolo, il CAF Centro Fiscale di Udine spiega cosa cambia dal 1° luglio 2026 per i pensionati, quali sono le percentuali di rivalutazione, chi ne beneficia e cosa devono fare i cittadini per essere aggiornati sulla propria posizione previdenziale.

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Rivalutazione Pensioni dal 1° Luglio 2026

La rivalutazione delle pensioni è il meccanismo con cui l’INPS adegua gli importi pensionistici all’andamento del costo della vita, misurato dall’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI).

La rivalutazione avviene due volte l’anno:

  • 1° gennaio (conguaglio definitivo anno precedente + perequazione provvisoria)
  • 1° luglio (adeguamento semestrale)

Percentuale di Rivalutazione 2° Semestre 2026

Secondo le stime preliminari ISTAT, la rivalutazione dal 1° luglio 2026 dovrebbe essere dello 0,7% per tutte le fasce di pensione. Questo significa che gli assegni pensionistici aumenteranno leggermente per compensare l’inflazione del primo semestre 2026.

Esempio pratico:

  • Pensione lorda: 1.500 euro/mese
  • Aumento da luglio 2026: +10,50 euro/mese (0,7%)
  • Nuovo importo: 1.510,50 euro/mese

Chi Ne Beneficia

La rivalutazione si applica a tutte le pensioni erogate dall’INPS, incluse:

  • Pensioni di vecchiaia
  • Pensioni anticipate
  • Pensioni di invalidità
  • Assegni sociali
  • Pensioni ai superstiti (reversibilità)

IMPORTANTE: La rivalutazione viene applicata automaticamente dall’INPS, senza necessità di presentare domanda.

Perequazione Automatica: Come Funziona

La perequazione automatica è il sistema di adeguamento delle pensioni all’inflazione, previsto dalla legge italiana per tutelare il potere d’acquisto dei pensionati.

Percentuali di Rivalutazione per Fasce

La rivalutazione non è uguale per tutti: le pensioni più basse ricevono una rivalutazione più alta in percentuale, mentre quelle più alte vengono rivalutate in modo proporzionale.

Ecco le fasce di rivalutazione 2026 (in vigore dal 1° gennaio, confermate a luglio):

Fascia Pensione% Rivalutazione
Fino a 4 volte il trattamento minimo (circa 2.000 euro)100% dell’inflazione
Da 4 a 5 volte il minimo (circa 2.500 euro)90% dell’inflazione
Oltre 5 volte il minimo75% dell’inflazione

Trattamento minimo INPS 2026: circa 603 euro/mese (aggiornato a gennaio 2026).

Esempio Pratico di Perequazione

Pensionato con 1.800 euro/mese:

  • Fascia: fino a 4 volte il minimo
  • Rivalutazione: 100% dell’inflazione (0,7%)
  • Aumento: 12,60 euro/mese

Pensionato con 3.000 euro/mese:

  • Fascia: oltre 5 volte il minimo
  • Rivalutazione: 75% dell’inflazione (0,525%)
  • Aumento: 15,75 euro/mese

Novità Previdenziali dal 1° Luglio 2026

Oltre alla rivalutazione automatica, dal 1° luglio 2026 entrano in vigore alcune nuove misure previdenziali introdotte dalla Legge di Bilancio 2026.

1. Aumento Pensioni Minime

Le pensioni minime (trattamento minimo INPS) ricevono un incremento straordinario oltre alla normale rivalutazione:

  • Importo attuale (gennaio 2026): 603 euro/mese
  • Aumento da luglio 2026: +2,5% aggiuntivo
  • Nuovo importo da luglio: circa 618 euro/mese

Questo incremento si aggiunge alla rivalutazione ISTAT e riguarda circa 3 milioni di pensionati con assegni bassi.

2. Maggiorazione Sociale per Over 75

Dal 1° luglio 2026, i pensionati over 75 con redditi bassi possono beneficiare di una maggiorazione sociale potenziata:

  • Aumento fino a 25 euro/mese per pensioni fino a 603 euro
  • Soglia ISEE: sotto 10.000 euro
  • Erogazione automatica per chi ha già la maggiorazione, domanda necessaria per nuovi beneficiari

3. Indicizzazione Quattordicesima

La quattordicesima mensilità (bonus estivo per pensionati a basso reddito) viene indicizzata dal 2026:

  • Prima: importo fisso da 336 a 655 euro
  • Dal 2026: importo rivalutato ogni anno in base all’inflazione
  • Erogazione: luglio di ogni anno

Impatto Economico sui Pensionati

Le novità di luglio 2026 avranno un impatto positivo sulla maggior parte dei pensionati, soprattutto su quelli con redditi bassi.

Quanto Aumentano le Pensioni?

Ecco una simulazione degli aumenti per diverse fasce di pensione:

Pensione Lorda AttualeRivalutazione 0,7%Incremento ExtraTotale Aumento
600 euro (minima)+4,20 euro+15 euro+19,20 euro
1.000 euro+7,00 euro–+7,00 euro
1.500 euro+10,50 euro–+10,50 euro
2.000 euro+14,00 euro–+14,00 euro
3.000 euro+15,75 euro (75%)–+15,75 euro

Impatto Annuale

Su base annua (considerando 13 mensilità), gli aumenti sono:

  • Pensione minima (600 euro): +250 euro/anno
  • Pensione media (1.500 euro): +137 euro/anno
  • Pensione alta (3.000 euro): +205 euro/anno

Cosa Devono Fare i Pensionati

Per la rivalutazione automatica (0,7% da luglio), non è necessario fare nulla: l’INPS applica l’adeguamento automaticamente su tutti gli assegni pensionistici.

Tuttavia, per alcune prestazioni aggiuntive potrebbe essere necessario presentare domanda.

Domanda per Maggiorazione Sociale

Se hai più di 75 anni e una pensione bassa (sotto 603 euro), puoi richiedere la maggiorazione sociale presentando domanda:

  1. Accedi al sito INPS.it con SPID, CIE o CNS
  2. Vai su “Domanda di prestazione previdenziale”
  3. Seleziona “Maggiorazione sociale”
  4. Compila e invia la domanda

In alternativa, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza gratuita.

Verifica Cedolino Pensione

Dal 1° luglio 2026, verifica il tuo cedolino pensione per controllare:

  • Importo rivalutato (con aumento 0,7%)
  • Eventuali arretrati (se l’INPS corregge errori precedenti)
  • Detrazioni fiscali (potrebbero cambiare in base al nuovo importo)

Il cedolino è disponibile nell’area riservata INPS o tramite app INPS Mobile.

Verifica ISEE per Agevolazioni

Se hai diritto a bonus o agevolazioni legate al reddito (es. bonus bollette, assegno sociale), verifica che il tuo ISEE 2026 sia aggiornato. L’aumento della pensione potrebbe influenzare l’accesso ad alcune prestazioni.

Assistenza del CAF per Pensionati

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per i pensionati che hanno bisogno di chiarimenti sulle novità previdenziali o vogliono verificare la propria posizione.

Servizi Offerti:

  • Verifica cedolino pensione e calcolo dell’aumento da luglio 2026
  • Domanda di maggiorazione sociale per over 75
  • Calcolo ISEE pensionati per accesso a bonus e agevolazioni
  • Assistenza per pensione di reversibilità e altre prestazioni
  • Consulenza su requisiti per pensione anticipata 2026
  • Verifica detrazioni fiscali su pensione (spese mediche, carichi familiari)

Contatti CAF Centro Fiscale Udine:

  • Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
  • Telefono: 0432 1638640
  • WhatsApp: 366 6018121
  • Email: info@centrofiscale.com

Prenota un appuntamento presso la nostra sede per ricevere assistenza personalizzata sulle novità previdenziali 2026.

Domande Frequenti su Pensioni Luglio 2026

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Di quanto aumentano le pensioni dal 1 luglio 2026?

Le pensioni aumentano dello 0,7% per effetto della rivalutazione ISTAT del secondo semestre 2026. Questo significa circa 7 euro in piu per ogni 1.000 euro di pensione. Le pensioni minime ricevono inoltre un incremento straordinario di 15 euro al mese.

La rivalutazione si applica a tutte le pensioni?

Si, la rivalutazione del 0,7% si applica automaticamente a tutte le pensioni erogate dall’INPS: vecchiaia, anticipata, invalidita, assegni sociali e pensioni ai superstiti. Non serve presentare domanda, l’adeguamento e automatico.

Come verifico l’aumento sulla mia pensione?

Puoi verificare l’aumento consultando il cedolino pensione di luglio 2026 nell’area riservata del sito INPS o tramite app INPS Mobile. L’importo rivalutato sara visibile nella voce Importo pensione del cedolino.

Chi ha diritto alla maggiorazione sociale da luglio 2026?

Hanno diritto alla maggiorazione sociale i pensionati over 75 con pensione sotto 603 euro e ISEE inferiore a 10.000 euro. L’aumento e fino a 25 euro al mese. Serve presentare domanda all’INPS o tramite CAF se non gia beneficiari.


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Reddito di Emergenza 2026: Cosa Lo Ha Sostituito

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Reddito di Emergenza: Cos’era e Come Funzionava
  2. Cosa ha Sostituito il REM nel 2026
  3. Come Richiedere i Nuovi Sostegni al Reddito 2026
  4. Differenze Principali tra REM e Nuove Misure
  5. Domande Frequenti sul Reddito di Emergenza

Molti contribuenti cercano ancora informazioni sul Reddito di Emergenza nel 2026, senza sapere che questa misura non e piu attiva. Il REM (Reddito di Emergenza) e stata una misura di sostegno economico temporaneo introdotta durante l’emergenza COVID-19 per aiutare le famiglie in difficolta economica a causa della pandemia. La prestazione e stata erogata dall’INPS nel periodo 2020-2021 e non e mai stata prorogata oltre quella data.

Se stai cercando il Reddito di Emergenza oggi, devi sapere che e stato sostituito da altre misure di sostegno al reddito piu strutturate e permanenti. Nel 2026 esistono tre principali alternative: l’Assegno di Inclusione (ADI), il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) e la Carta Acquisti. In questo articolo vediamo cos’era il REM, perche e terminato e soprattutto quali sono le misure attuali che possono aiutare le famiglie in difficolta economica.

Le nuove misure hanno requisiti diversi dal vecchio REM e si rivolgono a target specifici: famiglie con minori, disabili, anziani o persone occupabili. Vediamo nel dettaglio come funzionano e come richiederle.

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Reddito di Emergenza: Cos’era e Come Funzionava

Il Reddito di Emergenza (REM) e stata una misura temporanea introdotta con il Decreto Rilancio (D.L. 34/2020) per sostenere i nuclei familiari colpiti dall’emergenza economica COVID-19. La prestazione e stata erogata dall’INPS in tre fasi: le prime due mensilita (giugno-luglio 2020), la terza mensilita (settembre 2020) e le ultime due mensilita (novembre-dicembre 2020).

Requisiti del REM

Per ottenere il Reddito di Emergenza era necessario rispettare precisi requisiti economici:

  • ISEE ordinario non superiore a 15.000 euro
  • Reddito familiare del mese precedente inferiore all’importo del REM spettante
  • Patrimonio mobiliare familiare (riferito al 2019) non superiore a 10.000 euro (incrementabile di 5.000 euro per ogni componente oltre il primo, fino a max 20.000 euro)
  • Nessun componente del nucleo doveva percepire indennita COVID-19 (600/1000 euro per autonomi, stagionali, ecc.)
  • Incompatibilita con il Reddito di Cittadinanza

Importi del REM

L’importo del REM variava in base alla composizione del nucleo familiare:

  • 400 euro per un nucleo di una sola persona
  • Fino a 800 euro per nuclei con piu componenti (maggiorazioni per minori e disabili gravi)
  • Massimo 840 euro in presenza di componenti con disabilita grave o non autosufficienza

L’importo veniva erogato per un massimo di 2-3 mensilita (a seconda del periodo di richiesta) tramite bonifico su IBAN o Carta REM rilasciata da Poste Italiane.

Perche il REM e Terminato

Il Reddito di Emergenza era una misura straordinaria legata all’emergenza sanitaria COVID-19. Con il superamento della fase emergenziale e l’introduzione di nuove misure strutturali di contrasto alla poverta, il REM non e stato piu prorogato oltre dicembre 2020. Nel 2021 il Governo ha scelto di rifinanziare il Reddito di Cittadinanza invece di estendere il REM, considerandolo piu adatto a una fase post-emergenza.

Cosa ha Sostituito il REM nel 2026

Il Reddito di Emergenza e stato sostituito da tre misure strutturali introdotte a partire dal 1 gennaio 2024 in sostituzione del Reddito di Cittadinanza: l’Assegno di Inclusione (ADI), il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) e la Carta Acquisti (gia esistente ma riconfermata).

Assegno di Inclusione (ADI)

L’Assegno di Inclusione e la misura principale di contrasto alla poverta nel 2026. E rivolto ai nuclei familiari con almeno un componente:

  • Minorenne
  • Disabile
  • Over 60
  • In condizione di svantaggio (assistito dai servizi sociali, vittime di violenza, senza dimora)

Requisiti ADI 2026:

  • ISEE non superiore a 9.360 euro annui
  • Reddito familiare non superiore a 6.000 euro annui (moltiplicato per la scala di equivalenza)
  • Patrimonio immobiliare (esclusa prima casa) non superiore a 30.000 euro
  • Patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro (incrementabile fino a 10.000 euro)
  • Nessun componente deve possedere autoveicoli immatricolati nei 6 mesi precedenti (esclusi veicoli per disabili e motocicli sotto 250cc)

Importo ADI: L’importo varia da 480 a 500 euro mensili (componente base), piu un’integrazione per l’affitto (fino a 280 euro/mese) o per il mutuo prima casa (fino a 150 euro/mese). L’importo effettivo dipende dal reddito familiare e dalla scala di equivalenza.

Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL)

Il Supporto per la Formazione e il Lavoro e una misura di attivazione lavorativa rivolta ai soggetti occupabili tra 18 e 59 anni esclusi dall’ADI perche privi di carichi familiari (minori, disabili, over 60).

Requisiti SFL:

  • ISEE non superiore a 6.000 euro annui
  • Eta tra 18 e 59 anni
  • Non avere componenti con minori, disabili o over 60 nel nucleo
  • Adesione obbligatoria a un percorso di formazione o politica attiva del lavoro

Importo SFL: L’SFL prevede un’indennita una tantum di 350 euro erogata una sola volta dopo la partecipazione a un corso di formazione o l’adesione a un Patto di Servizio Personalizzato presso il Centro per l’Impiego.

Carta Acquisti (Social Card)

La Carta Acquisti e una misura di sostegno per anziani over 65 e famiglie con bambini sotto i 3 anni. E riconfermata anche nel 2026 con requisiti invariati.

Requisiti Carta Acquisti 2026:

  • Over 65 oppure genitore di bambino sotto i 3 anni
  • ISEE non superiore a 7.640,18 euro (soglia 2025, in attesa di aggiornamento 2026)
  • Non possedere piu di un’utenza elettrica, un’utenza gas, un veicolo

Importo Carta Acquisti: 40 euro mensili (480 euro annui) erogati ogni due mesi su una carta di pagamento elettronica utilizzabile per acquisti alimentari, pagamento bollette e ticket sanitari.

Link utile: Per approfondire i requisiti e i moduli di domanda, leggi la nostra guida sulla Carta Acquisti 2026.

Come Richiedere i Nuovi Sostegni al Reddito 2026

Per richiedere le nuove misure di sostegno al reddito che hanno sostituito il Reddito di Emergenza, la procedura varia a seconda della prestazione.

Domanda Assegno di Inclusione (ADI)

L’ADI si richiede esclusivamente online tramite:

  • Sito INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNS
  • Patronati e CAF convenzionati (assistenza gratuita)
  • Numero verde INPS 803.164 (da fisso) o 06.164164 (da mobile)

Documenti necessari:

  • ISEE in corso di validita (richiedilo al CAF con la Dichiarazione Sostitutiva Unica)
  • Documento di identita e codice fiscale di tutti i componenti
  • Certificazione Unica (CU) o altra documentazione reddituale
  • Contratto di affitto o mutuo prima casa (se presenti)
  • Stato di famiglia aggiornato

Tempi di erogazione: L’INPS impiega generalmente 30-45 giorni dalla presentazione della domanda per verificare i requisiti ed erogare il primo pagamento. L’ADI viene rinnovato ogni 18 mesi previa verifica dei requisiti.

Domanda SFL (Supporto Formazione Lavoro)

Il SFL si richiede con la stessa procedura dell’ADI (domanda INPS online). Una volta accettata, il beneficiario deve aderire entro 90 giorni a:

  • Un corso di formazione professionale (almeno 4 ore settimanali)
  • Un Patto di Servizio Personalizzato presso il Centro per l’Impiego
  • Progetti di utilita sociale del Comune di residenza

Sanzioni: Il mancato rispetto degli obblighi comporta la decadenza dal beneficio.

Domanda Carta Acquisti

La Carta Acquisti si richiede in modalita cartacea presso:

  • Uffici postali di Poste Italiane
  • Comuni (uffici servizi sociali)
  • CAF convenzionati

Il modulo di domanda (Mod. CA) e scaricabile dal sito INPS o disponibile presso gli uffici postali. Una volta consegnata la domanda, l’INPS verifica i requisiti entro 30-60 giorni e invia la carta prepagata direttamente a casa.

Differenze Principali tra REM e Nuove Misure

Il Reddito di Emergenza e le nuove misure 2026 hanno caratteristiche molto diverse. Ecco un confronto sintetico:

Tabella Comparativa

CaratteristicaREM (2020-2021)ADI (2026)SFL (2026)Carta Acquisti
DurataTemporanea (max 3 mesi)18 mesi rinnovabiliUna tantumBiennale rinnovabile
TargetTutti i nuclei in difficolta COVIDNuclei con minori/disabili/over 60Occupabili 18-59 anniOver 65 e famiglie con minori 0-3 anni
ISEE max15.000 euro9.360 euro6.000 euro7.640 euro
Importo400-840 euro/mese480-780 euro/mese350 euro una tantum40 euro/mese
Requisiti lavoroNessunoPatto di Inclusione obbligatorioPercorso formativo obbligatorioNessuno
Compatibilita con lavoroNoParziale (fino a 3.000 euro/anno)Si (incentiva attivazione)Si

Differenze Sostanziali

REM (Reddito di Emergenza):

  • Era una misura universale per tutte le famiglie in difficolta economica COVID
  • Non richiedeva obblighi di formazione o ricerca lavoro
  • Durata breve (massimo 3 mensilita)
  • ISEE piu alto (15.000 euro) rispetto alle misure attuali

ADI (Assegno di Inclusione):

  • Misura strutturale e permanente (rinnovabile ogni 18 mesi)
  • Riservata a nuclei fragili (minori, disabili, anziani)
  • Richiede Patto per l’Inclusione Sociale (impegni con servizi sociali/lavoro)
  • ISEE piu basso (9.360 euro)

SFL (Supporto Formazione Lavoro):

  • Misura di attivazione lavorativa (non assistenzialismo puro)
  • Per occupabili senza carichi familiari
  • Importo una tantum (350 euro) condizionato alla partecipazione a formazione
  • Finalita: favorire reinserimento lavorativo

Carta Acquisti:

  • Misura specifica per anziani e famiglie con neonati
  • Importo basso (40 euro/mese) ma senza obblighi
  • Utilizzo vincolato (solo alimentari, bollette, farmaci)
  • Durata biennale con rinnovo automatico se persistono i requisiti

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sul Reddito di Emergenza

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Posso ancora richiedere il Reddito di Emergenza nel 2026?

No, il Reddito di Emergenza NON puo piu essere richiesto. La misura e terminata a dicembre 2020 e non e mai stata prorogata. Nel 2026 le alternative sono l’Assegno di Inclusione, il Supporto per la Formazione e il Lavoro o la Carta Acquisti.

Chi ha preso il REM puo richiedere l’ADI?

Si, chi ha percepito il Reddito di Emergenza nel 2020-2021 puo richiedere l’Assegno di Inclusione nel 2026, a patto di rispettare i requisiti: ISEE sotto 9.360 euro e presenza di almeno un componente minorenne, disabile o over 60 nel nucleo familiare.

Qual e la differenza tra ADI e REM?

Il REM era una misura temporanea COVID per tutti i nuclei in difficolta (ISEE max 15.000 euro, durata 2-3 mesi). L’ADI e una misura strutturale permanente riservata a nuclei fragili (con minori, disabili, over 60), con ISEE piu basso (9.360 euro) e durata rinnovabile ogni 18 mesi.

Quanto dura l’Assegno di Inclusione?

L’Assegno di Inclusione ha una durata di 18 mesi rinnovabili. Dopo 18 mesi, il beneficiario deve sospendere la prestazione per 1 mese, poi puo presentare una nuova domanda se persistono i requisiti ISEE e familiari.

Posso avere ADI e lavorare contemporaneamente?

Si, l’ADI e parzialmente compatibile con redditi da lavoro dipendente o autonomo fino a 3.000 euro annui. Superata questa soglia, l’importo dell’ADI viene ridotto proporzionalmente. L’obiettivo e incentivare il reinserimento lavorativo progressivo.

Come faccio a sapere se ho diritto ad ADI o SFL?

Hai diritto all’ADI se nel tuo nucleo c’e almeno un minore, un disabile o un over 60 e rispetti i requisiti ISEE (sotto 9.360 euro). Hai diritto all’SFL se hai tra 18 e 59 anni, ISEE sotto 6.000 euro e NON hai componenti fragili nel nucleo. Il CAF puo aiutarti a verificare.

Il Reddito di Emergenza e stata una misura fondamentale durante l’emergenza COVID-19, ma oggi non e piu attiva. Se stai cercando sostegno al reddito nel 2026, le alternative sono l’Assegno di Inclusione (ADI) per le famiglie con minori, disabili o anziani, il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) per chi e occupabile senza carichi familiari, e la Carta Acquisti per gli over 65 e le famiglie con bambini piccoli.

Per verificare se hai diritto a una di queste misure, il primo passo e richiedere l’ISEE aggiornato presso il CAF. Le nuove misure hanno requisiti piu stringenti del vecchio REM (ISEE piu bassi) ma offrono sostegno continuativo e non solo temporaneo. Rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza gratuita nella richiesta dell’ISEE e nella presentazione delle domande di ADI, SFL o Carta Acquisti.


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NASPI 2026: Nuove Regole dalla Riforma del Lavoro

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Nuovi Requisiti Contributivi NASPI 2026
  2. Modifiche alla Durata dell’Indennità
  3. Importi e Calcolo NASPI 2026
  4. Quando Entrano in Vigore le Novità

La riforma del lavoro 2026 introduce importanti modifiche alla NASPI, l’indennità di disoccupazione per i lavoratori dipendenti. Le novità NASPI 2026 riguardano principalmente i requisiti contributivi, la durata dell’indennità e le modalità di calcolo dell’importo spettante.

I cambiamenti, approvati con la Legge di Bilancio 2026 e il successivo decreto attuativo del Ministero del Lavoro, sono entrati in vigore il 1° gennaio 2026 e si applicano a tutte le domande NASPI presentate dal 2026 in poi. Vediamo nel dettaglio cosa cambia rispetto al 2025.

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Nuovi Requisiti Contributivi NASPI 2026

La riforma della NASPI 2026 modifica i requisiti contributivi minimi per accedere all’indennità di disoccupazione.

Requisiti NASPI prima della riforma (fino al 2025)

  • 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni
  • 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la disoccupazione

Nuovi requisiti NASPI dal 2026

  • 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni
  • 45 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti (erano 30)

Questa modifica mira a ridurre le domande di breve durata e a garantire un’indennità solo a chi ha un legame più stabile con il mercato del lavoro.

ATTENZIONE: Chi ha perso il lavoro nel 2025 ma presenta domanda nel 2026 deve rispettare i nuovi requisiti più stringenti. È consigliabile verificare con il CAF se si matura il diritto alla NASPI prima di presentare domanda.

Modifiche alla Durata dell’Indennità

Anche la durata massima della NASPI subisce modifiche con la riforma 2026.

Durata NASPI fino al 2025

La NASPI spettava per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive versate negli ultimi 4 anni, con un massimo di 24 mesi (104 settimane).

Nuova durata NASPI dal 2026

La riforma introduce una riduzione progressiva della durata massima:

  • Lavoratori under 35: durata massima 18 mesi (78 settimane)
  • Lavoratori 35-54 anni: durata massima 21 mesi (91 settimane)
  • Lavoratori over 55: durata massima resta 24 mesi (104 settimane)

Il criterio di calcolo resta invariato: metà delle settimane contributive versate, ma con i nuovi tetti massimi per età.

Importi e Calcolo NASPI 2026

Sul fronte degli importi NASPI, la riforma 2026 introduce modifiche al calcolo e ai tetti massimi.

Calcolo importo base

Il calcolo della NASPI resta basato sulla retribuzione media degli ultimi 4 anni:

  • 75% della retribuzione media se questa è inferiore a 1.425 euro (rivalutato annualmente)
  • 75% fino a 1.425 euro + 25% della parte eccedente se superiore

Nuovi tetti massimi 2026

La riforma introduce tetti massimi differenziati:

  • Importo massimo NASPI 2026: 1.550 euro/mese (era 1.470 nel 2025)
  • Riduzione mensile accelerata: dal sesto mese la NASPI si riduce del 3% mensile (era dal settimo mese)

IMPORTANTE: Per chi ha figli a carico, è previsto un bonus famiglia del 5% sull’importo spettante, cumulabile con l’Assegno Unico.

Quando Entrano in Vigore le Novità

Le nuove regole NASPI 2026 sono entrate in vigore il 1° gennaio 2026 e si applicano a:

  • Tutte le domande NASPI presentate dal 2026, anche se la cessazione del rapporto di lavoro è avvenuta nel 2025
  • NASPI già in corso al 31/12/2025: continuano con le vecchie regole fino alla scadenza naturale
  • Nuove cessazioni dal 1° gennaio 2026: si applicano i nuovi requisiti più stringenti

ATTENZIONE ALLE DOMANDE IN SOSPESO: Chi ha perso il lavoro a fine 2025 ma non ha ancora presentato domanda NASPI deve considerare che si applicheranno i nuovi requisiti 2026 (13 settimane).

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i lavoratori nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda NASPI con le nuove regole.


📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sulla NASPI 2026

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Chi può richiedere la NASPI con le nuove regole 2026?

Possono richiedere la NASPI 2026 i lavoratori dipendenti che hanno perso il lavoro involontariamente e che hanno maturato almeno 18 settimane di contributi negli ultimi 4 anni e 45 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti (requisiti più stringenti rispetto al 2025).

La durata della NASPI è cambiata nel 2026?

Sì, la riforma introduce tetti massimi differenziati per età: 18 mesi per under 35, 21 mesi per 35-54 anni, 24 mesi per over 55. La durata effettiva resta pari alla metà delle settimane contributive versate, ma entro questi nuovi limiti.

Quanto si riduce la NASPI ogni mese nel 2026?

La NASPI si riduce del 3% mensile a partire dal sesto mese (anticipato rispetto al settimo mese previsto fino al 2025). L’importo massimo mensile è di 1.550 euro nel 2026.

Posso richiedere la NASPI al CAF?

Sì, il CAF Centro Fiscale di Udine assiste nella verifica dei requisiti NASPI 2026, nel calcolo dell’importo spettante e nella compilazione e trasmissione della domanda telematica all’INPS.


Le novità NASPI 2026 introducono requisiti più stringenti e durate differenziate per età, ma mantengono la funzione di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti che perdono il lavoro involontariamente.

Se hai perso il lavoro e vuoi verificare se hai diritto alla NASPI con le nuove regole 2026, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: ti assistiamo nella verifica dei requisiti, nel calcolo dell’importo spettante e nella presentazione della domanda telematica all’INPS.


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Bonus Casa 2026: 50% per la Prima Casa e 36% per le Altre

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La Legge di Bilancio 2026 conferma i bonus casa con aliquote differenziate: 50% per la prima casa e 36% per le altre abitazioni. Si tratta dell’ultima opportunita per usufruire della detrazione al 50% sulla ristrutturazione dell’abitazione principale, prima che le percentuali scendano ulteriormente nel 2027. L’ISEE non e richiesto: il beneficio spetta a tutti i contribuenti proprietari o titolari di diritto reale sull’immobile.

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Bonus Casa 2026: Cosa Prevede la Legge di Bilancio

La Manovra 2026, approvata in via definitiva dalla Camera dei Deputati con 216 voti favorevoli, conferma per un altro anno il sistema delle detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica.

Le aliquote previste per il 2026 sono:

  • 50% per spese relative a interventi sull’abitazione principale
  • 36% per spese su altri immobili (seconde case, immobili locati o in uso gratuito)

Il limite massimo di spesa resta fissato a 96.000 euro per unita immobiliare, da recuperare in 10 quote annuali di pari importo. In pratica, chi spende 96.000 euro sulla prima casa potra detrarre 4.800 euro all’anno per 10 anni (50% di 96.000 diviso 10).

Aliquota 50%: Requisiti per la Prima Casa

Per beneficiare della detrazione al 50%, non basta essere proprietari dell’immobile. La normativa specifica che l’agevolazione spetta ai proprietari o titolari di diritto reale (usufrutto, uso, abitazione) che utilizzano l’unita immobiliare come abitazione principale.

In altre parole, e necessaria la coincidenza tra:

  • L’immobile oggetto dei lavori di ristrutturazione
  • La residenza anagrafica del contribuente

Un aspetto importante riguarda la tempistica: se l’immobile non e abitazione principale all’avvio dei lavori ma lo diventa al termine degli interventi, e comunque possibile accedere all’aliquota del 50%. Per le seconde case, case vacanza o immobili dati in locazione si applica invece l’aliquota ridotta del 36%, sempre con tetto di 96.000 euro.

Lavori Ammessi al Bonus Ristrutturazione 2026

Il Bonus Casa 2026 copre un’ampia gamma di interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia. Tra i lavori ammessi rientrano:

  • Rifacimento bagni e cucina
  • Sostituzione infissi e serramenti
  • Realizzazione o rifacimento impianti (elettrico, idraulico, riscaldamento)
  • Consolidamento statico e antisismico
  • Installazione ascensori e scale di sicurezza
  • Realizzazione di autorimesse o posti auto
  • Efficientamento energetico (cappotto termico, caldaie a condensazione, pompe di calore)
  • Cablatura edifici e installazione impianti fotovoltaici

Per gli interventi su parti comuni condominiali valgono le stesse aliquote: 50% se il condominio e composto prevalentemente da abitazioni principali dei condomini, 36% negli altri casi.

Come Funziona la Detrazione in 10 Rate Annuali

La detrazione fiscale del Bonus Casa 2026 viene recuperata attraverso la dichiarazione dei redditi in 10 quote annuali di pari importo.

Esempio pratico: supponiamo di spendere 60.000 euro per ristrutturare l’abitazione principale nel 2026.

  • Spesa totale: 60.000 euro
  • Detrazione spettante (50%): 30.000 euro
  • Importo annuale detraibile: 3.000 euro (30.000 / 10)

Nel modello 730 o Redditi PF degli anni dal 2027 al 2036, si potra indicare una detrazione di 3.000 euro annui, che ridurra l’IRPEF dovuta o aumentera il rimborso spettante.

Importante: a differenza degli anni scorsi, non e piu possibile cedere il credito a terzi o ottenere lo sconto in fattura. Il beneficio e utilizzabile esclusivamente come detrazione nella propria dichiarazione dei redditi.

Bonus Mobili 2026: Confermato al 50% con Tetto 5.000 Euro

Insieme al Bonus Casa, la Legge di Bilancio 2026 conferma anche il Bonus Mobili ed Elettrodomestici.

L’agevolazione permette di detrarre il 50% delle spese sostenute per acquisto di mobili nuovi (cucine, letti, armadi, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, divani) e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata (frigoriferi A+, lavatrici A, lavastoviglie A).

Il limite di spesa e fissato a 5.000 euro per unita immobiliare. Requisito fondamentale: gli acquisti devono essere collegati a lavori di ristrutturazione iniziati a partire dal 1 gennaio 2025.

Cosa Cambia dal 2027: Aliquote in Calo

Il 2026 rappresenta l’ultima opportunita per usufruire della detrazione al 50% sulla ristrutturazione dell’abitazione principale. Dal 2027 in poi, infatti, le aliquote subiranno un progressivo ridimensionamento.

Calendario delle riduzioni:

  • 2027: 36% per la prima casa, 30% per le altre abitazioni
  • Dal 2028: 30% per tutte le abitazioni (senza distinzione)

Per questo motivo, chi ha in programma lavori di ristrutturazione importanti potrebbe valutare di anticiparli al 2026 per beneficiare dell’aliquota piu vantaggiosa.

Superbonus e Bonus Barriere: Fine Corsa nel 2025

La Legge di Bilancio 2026 segna la definitiva chiusura di due agevolazioni che hanno caratterizzato gli ultimi anni.

Superbonus: non e prevista alcuna proroga oltre il 2025. Gli ultimi interventi condominiali ancora in corso si concludono entro il 31 dicembre 2025 con aliquota al 65%. Dal 1 gennaio 2026 il Superbonus non sara piu disponibile.

Bonus Barriere Architettoniche (75%): anche questa detrazione scade il 31 dicembre 2025 senza proroghe. Gli interventi finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche potranno comunque rientrare nel Bonus Ristrutturazione ordinario al 50% o 36%, ma senza l’aliquota maggiorata del 75%.

Bonifico Parlante e Documentazione Obbligatoria

Per accedere al Bonus Casa 2026 e fondamentale rispettare precisi adempimenti documentali.

Bonifico parlante: tutti i pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico bancario o postale dedicato alle ristrutturazioni edilizie, che riporta:

  • Causale del versamento con riferimento normativo (articolo 16-bis DPR 917/86)
  • Codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • Codice fiscale o partita IVA del destinatario del pagamento

Documentazione da conservare: fatture dei lavori, ricevute dei bonifici parlanti, comunicazione preventiva ASL (se prevista), titolo abilitativo comunale (CILA, SCIA, permesso di costruire), asseverazioni tecniche per interventi di efficientamento energetico.

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Domande Frequenti

Serve l’ISEE per il Bonus Casa 2026?

No, il Bonus Casa 2026 (detrazione 50% o 36% per ristrutturazioni) non richiede alcun requisito ISEE. L’agevolazione spetta a tutti i contribuenti proprietari o titolari di diritto reale sull’immobile, indipendentemente dal reddito.

Posso usare il Bonus Casa sulla seconda casa?

Si, il Bonus Casa 2026 e valido anche per le seconde case, ma con aliquota ridotta al 36% anziche 50%. Il tetto di spesa resta 96.000 euro per unita immobiliare, con detrazione in 10 quote annuali.

Quali sono le scadenze per i lavori nel 2026?

I lavori possono essere eseguiti in qualsiasi momento del 2026. Per fruire della detrazione e necessario che le spese siano sostenute (pagate) entro il 31 dicembre 2026. La detrazione si recuperera dal 2027 in poi in 10 rate annuali.

Il Bonus Casa 2026 e cumulabile con altri bonus?

Il Bonus Casa (ristrutturazione) non e cumulabile con l’Ecobonus sugli stessi lavori. E invece cumulabile con il Bonus Mobili se collegato a interventi di ristrutturazione. Non e possibile cumulo con Superbonus o Bonus Barriere (scaduti nel 2025).

Cosa succede se vendo casa prima di aver usato tutte le 10 rate?

In caso di vendita dell’immobile, le quote residue di detrazione non ancora utilizzate si trasferiscono automaticamente all’acquirente, salvo diverso accordo tra le parti formalizzato nell’atto di compravendita.


Fonti: Legge di Bilancio 2026, Agenzia delle Entrate – Guida Bonus Casa

Approfondimenti

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NOTIZIE

Cessione del Quinto 2026: Tassi, Requisiti e Come Funziona

La cessione del quinto è una delle forme di prestito personale più richieste in Italia, particolarmente apprezzata da dipendenti e pensionati per la sua accessibilità e sicurezza. Si tratta di un finanziamento garantito dalla trattenuta diretta in busta paga o sul cedolino della pensione, che permette di ottenere liquidità senza necessità di garanzie reali come ipoteche o fideiussioni.

Nel 2026, la cessione del quinto continua a essere una soluzione finanziaria vantaggiosa per chi ha bisogno di liquidità immediata per spese impreviste, ristrutturazioni, acquisto di beni durevoli o consolidamento debiti. I tassi di interesse rimangono competitivi rispetto ad altri prestiti personali, con TAN tra il 6,5% e il 9% e TAEG tra l’8% e l’11%, a seconda del profilo del richiedente e della durata del finanziamento.

In questa guida completa analizziamo come funziona la cessione del quinto, quali sono i requisiti per dipendenti e pensionati, i tassi applicati nel 2026, gli importi massimi richiedibili e i vantaggi e svantaggi di questa forma di prestito. Scoprirai anche come richiedere la cessione del quinto e quali documenti servono per l’istruttoria.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la Cessione del Quinto
  2. Come Funziona la Cessione del Quinto
  3. Cessione del Quinto dello Stipendio
  4. Cessione del Quinto della Pensione
  5. Tassi di Interesse 2026
  6. Importi Massimi e Durata
  7. Vantaggi della Cessione del Quinto
  8. Svantaggi e Costi Nascosti
  9. Differenza con la Delegazione di Pagamento
  10. Come Richiedere la Cessione del Quinto
  11. Domande Frequenti

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Cos’è la Cessione del Quinto

La cessione del quinto è un prestito personale riservato a lavoratori dipendenti (pubblici e privati) e pensionati, caratterizzato da una forma di rimborso particolare: la rata mensile viene trattenuta direttamente dalla busta paga o dalla pensione dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico (INPS, INPDAP, etc.) e versata all’istituto finanziario erogante.

Il nome deriva dal fatto che l’importo massimo della rata non può superare un quinto (20%) dello stipendio o della pensione netta mensile. Questa caratteristica rende la cessione del quinto particolarmente sicura per l’istituto di credito, che ha la certezza del rimborso direttamente dalla fonte di reddito del debitore.

Caratteristiche principali

  • Trattenuta automatica: la rata viene prelevata prima che lo stipendio o la pensione arrivi sul conto corrente
  • Nessuna garanzia reale richiesta: non servono ipoteche, pegni o fideiussioni
  • Assicurazione obbligatoria inclusa: polizza vita e perdita impiego (per dipendenti) o impiego e decesso (per pensionati)
  • Importo fino a 75.000 euro per dipendenti e pensionati con redditi elevati
  • Durata da 24 a 120 mesi (2-10 anni)
  • Rata fissa per tutta la durata del prestito

La cessione del quinto si differenzia dal prestito personale tradizionale proprio per questa modalità di rimborso automatico, che elimina il rischio di dimenticanze o ritardi nei pagamenti e garantisce tassi più bassi rispetto ad altre forme di credito al consumo.

Come Funziona la Cessione del Quinto

Il meccanismo della cessione del quinto si basa su un accordo trilaterale tra richiedente (dipendente o pensionato), istituto finanziario (banca o società specializzata) e datore di lavoro o ente pensionistico.

Fasi del processo

1. Richiesta del prestito

Il richiedente presenta domanda all’istituto finanziario compilando un modulo con i dati anagrafici, reddituali e occupazionali. L’istituto verifica la capienza della rata (che la trattenuta del 20% sia sostenibile) e la durata residua del rapporto di lavoro o della pensione.

2. Delibera e stipula del contratto

Se la pratica viene approvata, si firma il contratto di cessione del quinto che include:

  • Importo del prestito (capitale erogato)
  • TAN (Tasso Annuo Nominale) e TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale)
  • Numero e importo delle rate
  • Costo totale del credito (interessi + spese + polizze)
  • Condizioni delle polizze assicurative obbligatorie

3. Notifica al datore di lavoro o ente pensionistico

L’istituto finanziario comunica formalmente al datore di lavoro (per dipendenti) o all’INPS/INPDAP (per pensionati) l’avvenuta stipula del contratto e richiede l’attivazione della trattenuta mensile in busta paga o cedolino pensione.

4. Erogazione del prestito

Dopo la conferma della trattenuta da parte del datore di lavoro/ente pensionistico, l’istituto eroga il capitale netto sul conto corrente del richiedente, solitamente entro 7-15 giorni lavorativi.

5. Rimborso automatico

Ogni mese, il datore di lavoro o l’ente pensionistico trattiene la rata dalla busta paga o dalla pensione e la versa direttamente all’istituto finanziario. Il lavoratore o pensionato riceve lo stipendio o la pensione già al netto della rata.

Cosa succede in caso di cambio lavoro o cessazione del rapporto

  • Cambio datore di lavoro: la cessione del quinto viene trasferita al nuovo datore di lavoro (se il rapporto è a tempo indeterminato)
  • Perdita del lavoro: entra in funzione la polizza perdita impiego, che copre le rate per un periodo limitato (solitamente 6-12 mesi)
  • Pensionamento: la trattenuta viene trasferita automaticamente sulla pensione
  • Decesso: la polizza vita estingue il debito residuo senza gravare sugli eredi

Cessione del Quinto dello Stipendio

La cessione del quinto dello stipendio è riservata ai lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico che privato. È la forma più diffusa di questo tipo di prestito.

Requisiti per i dipendenti

  • Contratto a tempo indeterminato (in alcuni casi anche determinato con durata residua superiore a 36 mesi)
  • Anzianità di servizio minima: solitamente 6-12 mesi presso lo stesso datore di lavoro
  • Età: tra 18 e 75 anni (al termine del prestito)
  • Reddito minimo: stipendio netto mensile di almeno 800-1.000 euro
  • Assenza di pignoramenti o procedure concorsuali in corso
  • Non essere già titolare di altre cessioni del quinto che superino il limite del 20% (è possibile cumulare più cessioni fino al 20% totale)

Categorie di dipendenti ammessi

  • Dipendenti pubblici: statali, dipendenti di ministeri, scuola, sanità, enti locali, forze armate, forze dell’ordine
  • Dipendenti privati: assunti da aziende con almeno 15 dipendenti (requisito non sempre richiesto da tutti gli istituti)
  • Dipendenti di aziende partecipate pubbliche: Poste, Ferrovie, utilities

Vantaggi specifici per dipendenti

  • Importi elevati: fino a 75.000 euro per dipendenti pubblici con stipendi elevati
  • Tassi agevolati: i dipendenti pubblici ottengono TAN più bassi (6,5%-7,5%) rispetto ai privati (7,5%-9%)
  • Durata lunga: fino a 10 anni (120 mesi)
  • Polizza perdita impiego: copre le rate in caso di licenziamento involontario

Cessione del Quinto della Pensione

La cessione del quinto della pensione è riservata ai pensionati che percepiscono un trattamento pensionistico INPS, INPDAP o altri enti. È una soluzione ideale per gli over 65 che hanno difficoltà a ottenere prestiti tradizionali.

Requisiti per i pensionati

  • Titolarità di pensione: vecchiaia, anzianità, invalidità, reversibilità
  • Pensione netta minima: almeno 650-800 euro al mese (varia per istituto)
  • Età massima: fino a 90 anni al termine del prestito (alcuni istituti accettano fino a 85)
  • Tipologia di pensione: INPS, INPDAP, ex ENPALS, ex INPDAI, pensioni di guerra
  • Assenza di pignoramenti sulla pensione

Tipologie di pensione ammesse

  • Pensione di vecchiaia: la più comune, accettata da tutti gli istituti
  • Pensione anticipata: accettata se con trattamento stabile
  • Pensione di invalidità: accettata se permanente (non provvisoria)
  • Pensione di reversibilità: accettata con condizioni più restrittive (importi più bassi, durate più brevi)
  • Assegno sociale: generalmente NON accettato (troppo basso)

Vantaggi specifici per pensionati

  • Accesso facile al credito: anche per over 70 senza garanzie
  • Nessun limite di età massimo per la richiesta (conta l’età al termine del prestito)
  • Tassi competitivi: TAN 7%-8,5% (leggermente più alti dei dipendenti pubblici)
  • Importi adeguati: fino a 50.000 euro per pensioni elevate
  • Polizza vita inclusa: estinzione automatica del debito in caso di decesso

Limiti per pensionati

  • Importi più contenuti rispetto ai dipendenti (le pensioni sono generalmente più basse degli stipendi)
  • Durate più brevi: massimo 7-8 anni (84-96 mesi) per questioni attuariali legate all’età
  • Costi polizza più elevati: il premio assicurativo vita aumenta con l’età del richiedente

Tassi di Interesse 2026

I tassi di interesse applicati alla cessione del quinto nel 2026 dipendono da diversi fattori: profilo del richiedente (dipendente pubblico, privato, pensionato), durata del prestito, importo richiesto e politiche commerciali dell’istituto.

Range di tassi 2026

TAN (Tasso Annuo Nominale)

  • Dipendenti pubblici: dal 6,50% al 7,80%
  • Dipendenti privati: dal 7,50% al 9,00%
  • Pensionati: dal 7,00% al 8,50%

TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale)

  • Dipendenti pubblici: dall’8,00% al 9,50%
  • Dipendenti privati: dal 9,00% al 11,00%
  • Pensionati: dall’8,50% al 10,50%

Differenza tra TAN e TAEG

  • TAN (Tasso Annuo Nominale): è il tasso puro degli interessi, senza considerare le spese accessorie
  • TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale): include tutti i costi del prestito (interessi + spese istruttoria + commissioni + polizze assicurative). È l’indicatore più corretto per confrontare le offerte

IMPORTANTE: il TAEG è sempre più alto del TAN perché include tutte le voci di costo. La differenza tra TAEG e TAN è di circa 1,5-2 punti percentuali e dipende principalmente dal costo delle polizze assicurative.

Importi Massimi e Durata

L’importo massimo richiedibile con la cessione del quinto dipende da stipendio/pensione netta mensile, durata del prestito e politiche dell’istituto. La durata può variare da 24 a 120 mesi.

Calcolo dell’importo massimo

La rata mensile massima non può superare il 20% dello stipendio o pensione netta. L’importo totale finanziabile dipende quindi da reddito netto mensile, durata scelta e tasso applicato.

Formula semplificata: Rata massima = Stipendio/Pensione netta × 20%

Vantaggi della Cessione del Quinto

La cessione del quinto offre numerosi vantaggi rispetto ai prestiti personali tradizionali, che la rendono particolarmente attraente per dipendenti e pensionati.

1. Nessuna garanzia reale richiesta

A differenza dei mutui ipotecari o dei prestiti con pegno, la cessione del quinto non richiede ipoteche, pegni o fideiussioni. La garanzia è rappresentata dalla trattenuta diretta sullo stipendio o pensione, che elimina il rischio di insolvenza per l’istituto.

2. Assicurazione inclusa obbligatoria

Ogni cessione del quinto include automaticamente polizza vita, polizza perdita impiego (per dipendenti) e polizza invalidità permanente. Queste polizze, pur aumentando il costo totale, offrono una protezione completa per il debitore e i suoi familiari.

3. Rata fissa e gestione automatica

La rata è fissa per tutta la durata del prestito e viene trattenuta automaticamente dalla busta paga o pensione. Questo elimina il rischio di dimenticare i pagamenti, le penali per ritardo e la necessità di gestire RID bancari o bonifici mensili.

Svantaggi e Costi Nascosti

Nonostante i numerosi vantaggi, la cessione del quinto presenta anche alcuni svantaggi e costi nascosti che è importante conoscere prima di sottoscrivere il contratto.

1. Costo totale elevato

Il TAEG della cessione del quinto (8,5%-10,5%) include interessi, polizze assicurative obbligatorie (rappresentano il 30-40% del costo totale), spese di istruttoria e commissioni intermediari.

2. Trattenuta rigida in busta paga

Il 20% dello stipendio o pensione viene trattenuto automaticamente ogni mese per tutta la durata del prestito (fino a 10 anni). Questo riduce significativamente la liquidità disponibile mensile e può creare difficoltà in caso di spese impreviste.

Differenza con la Delegazione di Pagamento

Spesso confusa con la cessione del quinto, la delegazione di pagamento è un altro tipo di prestito con trattenuta in busta paga, ma presenta differenze sostanziali che è importante conoscere.

La delegazione di pagamento è un prestito personale in cui il lavoratore autorizza il datore di lavoro a trattenere la rata mensile dalla busta paga e versarla direttamente all’istituto finanziario. A differenza della cessione del quinto, la trattenuta non ha un limite fisso del 20% e può arrivare fino al 50%.

Come Richiedere la Cessione del Quinto

Richiedere la cessione del quinto è relativamente semplice, ma richiede la documentazione corretta e il rispetto di alcune procedure. Ecco la guida passo-passo.

Step 1: Verifica dei requisiti

Prima di presentare domanda, verifica di possedere i requisiti minimi: contratto a tempo indeterminato per dipendenti, pensione INPS/INPDAP di almeno 650-800 euro netti/mese per pensionati, età massimo 70-75 anni al termine del prestito e assenza di pignoramenti.

Come può aiutarti il CAF Centro Fiscale

Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella verifica della documentazione (buste paga, CU e cedolini), nel calcolo della sostenibilità della rata rispetto alle tue spese mensili, nel confronto delle offerte tra diversi istituti e nella richiesta di documentazione INPS per i pensionati.

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Domande Frequenti sulla Cessione del Quinto

Posso avere due cessioni del quinto contemporaneamente?

Si, e possibile cumulare piu cessioni del quinto, a patto che la somma totale delle trattenute non superi il 20% dello stipendio o pensione netta. Ad esempio, se hai gia una cessione con rata del 12%, puoi richiederne un’altra con rata massima dell’8%. Gli istituti verificano sempre la capienza totale prima di concedere un secondo prestito.

Cosa succede se perdo il lavoro durante la cessione del quinto?

Se sei un dipendente e perdi il lavoro involontariamente, entra in funzione la polizza perdita impiego inclusa nel contratto. Questa polizza copre le rate per un periodo limitato (solitamente 6-12 mesi) durante la ricerca di una nuova occupazione. Se trovi un nuovo lavoro a tempo indeterminato, la cessione viene trasferita al nuovo datore di lavoro.

La cessione del quinto influisce sul mio credit score?

Si, la cessione del quinto viene segnalata alle centrali rischi (CRIF, Experian) e influisce sul credit score. Tuttavia, se paghi regolarmente le rate (che sono automatiche), migliora il tuo punteggio. Il problema e che riduce la tua capacita di indebitamento per altri prestiti, perche il 20% del reddito e gia impegnato.

Posso estinguere la cessione del quinto prima della scadenza?

Si, puoi estinguere anticipatamente in qualsiasi momento rimborsando il capitale residuo. Per prestiti fino a 40.000 euro, non sono previste penali. Per importi superiori, gli istituti possono applicare una penale dell’1% del capitale residuo (se mancano piu di 12 mesi) o dello 0,5% (se mancano meno di 12 mesi).

Quanto tempo ci vuole per ottenere la cessione del quinto?

I tempi totali variano da 15 a 30 giorni. L’istruttoria richiede 3-7 giorni lavorativi, la firma del contratto 1-2 giorni, la notifica e conferma del datore di lavoro o INPS 5-10 giorni, e l’erogazione finale 2-5 giorni. In casi urgenti, alcuni istituti offrono procedure accelerate con erogazione in 7-10 giorni.

I pensionati possono richiedere la cessione del quinto?

Si, la cessione del quinto della pensione e disponibile per tutti i pensionati INPS, INPDAP o altri enti con pensione netta di almeno 650-800 euro al mese. L’eta massima al termine del prestito e generalmente 85-90 anni. I tassi sono leggermente piu alti per i pensionati anziani a causa del maggior costo della polizza vita.

Quali sono le differenze tra cessione del quinto e prestito personale?

La cessione del quinto prevede trattenuta automatica in busta paga o pensione (limite 20% del netto), polizze assicurative obbligatorie, nessuna garanzia reale richiesta e tassi TAEG 8,5-10,5%. Il prestito personale tradizionale si rimborsa tramite RID bancario, non ha limiti di rata fissi, non include polizze obbligatorie, spesso richiede garanzie o garanti e ha tassi TAEG 10-15%.

Il CAF puo aiutarmi a richiedere la cessione del quinto?

Il CAF Centro Fiscale di Udine puo assisterti nella verifica della documentazione (buste paga, cedolini, CU), nel calcolo della sostenibilita della rata rispetto alle tue spese mensili, nel confronto delle offerte di diversi istituti e nella richiesta di documentazione INPS per i pensionati. Il CAF non eroga prestiti ma ti aiuta a fare scelte consapevoli.


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Carta Acquisti 2026: Moduli di Domanda e Requisiti INPS

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Novità settembre 2026
  2. Requisiti Carta Acquisti 2026
  3. Importo e Come Utilizzare la Carta Acquisti
  4. Come Presentare Domanda: Moduli INPS 2026
  5. Rinnovo Automatico della Carta Acquisti
  6. Fonti
  7. Domande Frequenti sulla Carta Acquisti

La Carta Acquisti 2026 (conosciuta anche come social card) è una misura di sostegno economico erogata dall’INPS per aiutare le famiglie e i cittadini in difficoltà economica ad acquistare beni di prima necessità e pagare le bollette di luce e gas. Si tratta di una carta di pagamento elettronica sulla quale vengono caricati 40 euro al mese, accreditati con ricariche da 80 euro ogni due mesi (480 euro annui), utilizzabile presso negozi convenzionati e uffici postali.

Nel 2026 la Carta Acquisti resta attiva con requisiti confermati e con il limite ISEE aggiornato a 8.230,81 euro dal 1° gennaio 2026 (adeguamento ISTAT). In questo articolo vediamo requisiti, moduli di domanda e modalità di utilizzo aggiornati.

Novità settembre 2026

Le novità di fine settembre 2026 riguardano soprattutto le famiglie con un figlio piccolo che ricevono la Carta Acquisti, e che si chiedono cosa succede quando il bambino compie 3 anni:

  • Stop a 3 anni: la carta per i minori spetta alle famiglie con almeno un figlio sotto i 3 anni. I contributi sono versati ogni due mesi solo se e fino a quando il beneficiario possiede i requisiti: al compimento dei 3 anni del bambino le ricariche successive non spettano più e si perdono gli 80 euro bimestrali, cioè 480 euro l’anno.
  • Carta Dedicata a Te 2026-2027: anche per il nuovo biennio chi percepisce la Carta Acquisti è escluso dalla Carta Dedicata a Te (messaggio INPS n. 2906 del 22 settembre 2026). Una famiglia che perde la Carta Acquisti può quindi, se rispetta gli altri requisiti (a partire dall’ISEE non superiore a 15.000 euro), rientrare tra i potenziali beneficiari dei 500 euro annui; l’assegnazione però non è garantita, perché segue criteri di priorità e il numero di carte disponibili.
  • Assegno Unico: è compatibile con la Carta Acquisti e continua a essere pagato anche dopo i 3 anni del bambino. Gli importi 2026 (circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026) vanno da un massimo di 203,80 euro al mese per figlio con ISEE fino a 17.468,51 euro a un minimo di 58,30 euro con ISEE oltre 46.582,71 euro o senza ISEE. Per i figli minori con disabilità spetta una maggiorazione di 99,10 euro al mese (disabilità media), 110,60 euro (grave) o 122,30 euro (non autosufficienza).
  • Assegno di Inclusione: la soglia ISEE è di 10.140 euro, quindi chi aveva la Carta Acquisti (ISEE inferiore a 8.230,81 euro) rientra in questo limite. L’assegno integra il reddito familiare fino a 6.500 euro annui, moltiplicati per la scala di equivalenza, con un beneficio minimo di 480 euro l’anno pagato ogni mese; servono però anche gli altri requisiti su composizione del nucleo e situazione lavorativa.

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Requisiti Carta Acquisti 2026

Chi può richiedere la Carta Acquisti

La Carta Acquisti può essere richiesta da:

  • Cittadini di età pari o superiore a 65 anni
  • Genitori di figli minori di 3 anni (anche affidatari o tutori): la carta spetta fino al compimento dei 3 anni del bambino

I beneficiari devono essere in possesso della cittadinanza italiana o cittadini UE iscritti all’anagrafe del Comune di residenza, oppure cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.

Requisiti economici (ISEE 2026)

Per ottenere la Carta Acquisti 2026 è necessario rispettare precisi limiti di reddito ISEE:

  • ISEE ordinario inferiore a 8.230,81 euro (soglia 2026)
  • Per i richiedenti over 65, i trattamenti pensionistici e assistenziali sommati ai redditi propri devono essere inferiori a 8.230,81 euro all’anno tra 65 e 69 anni e a 10.974,42 euro dai 70 anni
  • Non possedere più di un’utenza elettrica domestica
  • Non possedere più di un’utenza del gas (due per la carta dei minori di 3 anni)
  • Non possedere più di un autoveicolo immatricolato (due per la carta dei minori di 3 anni; esclusi veicoli per disabili)
  • Non possedere immobili oltre alla prima casa (con alcune eccezioni per quote catastali minime)
  • Non avere un patrimonio mobiliare superiore a 15.000 euro, come risulta dalla dichiarazione ISEE

IMPORTANTE: Il requisito ISEE va verificato annualmente tramite Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) presentata al CAF o direttamente all’INPS.

Importo e Come Utilizzare la Carta Acquisti

Quanto vale la Carta Acquisti

La Carta Acquisti 2026 ha un valore di:

  • 40 euro mensili (erogati in rate bimestrali di 80 euro)
  • 480 euro annui complessivi

Per la carta dei minori di 3 anni, le ricariche si interrompono al compimento dei 3 anni del bambino, quando viene meno il requisito dell’età.

L’accredito avviene ogni due mesi sui mesi di gennaio, marzo, maggio, luglio, settembre e novembre.

Dove e come utilizzarla

La Carta Acquisti può essere utilizzata per:

  • Acquisto di generi alimentari presso supermercati e negozi convenzionati (espositori “Carta Acquisti” in vetrina)
  • Pagamento di bollette di luce e gas presso gli uffici postali
  • Ticket farmaceutici e visite mediche
  • Sconti esclusivi presso i negozi convenzionati (riduzione prezzi dal 5% al 20%)

La carta NON può essere utilizzata per prelievi di contante, ma solo per pagamenti elettronici presso POS abilitati.

Come Presentare Domanda: Moduli INPS 2026

Dove scaricare i moduli

Per richiedere la Carta Acquisti è necessario compilare il modulo di domanda cartaceo disponibile:

  • Sul sito ufficiale INPS nella sezione “Carta Acquisti”
  • Presso gli uffici postali di Poste Italiane
  • Presso i Comuni (uffici servizi sociali)
  • Presso i CAF convenzionati

Il modulo 2026 è denominato “Richiesta Carta Acquisti – Mod. CA” ed è scaricabile gratuitamente.

Come compilare e dove consegnare

Una volta compilato il modulo con i dati anagrafici e reddituali, la domanda va presentata:

  • Presso qualsiasi ufficio postale di Poste Italiane
  • Allegando documento di identità valido e codice fiscale
  • Con eventuale ISEE in corso di validità (se già disponibile)

L’INPS verifica i requisiti entro 30-60 giorni e, in caso di esito positivo, invia la Carta Acquisti direttamente all’indirizzo di residenza del richiedente tramite Poste Italiane.

Rinnovo Automatico della Carta Acquisti

La Carta Acquisti ha durata biennale e si rinnova automaticamente se il beneficiario continua a possedere i requisiti. Non è necessario presentare una nuova domanda, ma è obbligatorio aggiornare l’ISEE ogni anno per mantenere il diritto.

L’INPS effettua controlli periodici sui requisiti reddituali e patrimoniali. Se viene accertata la perdita dei requisiti, la Carta Acquisti viene disattivata e le somme erogate indebitamente devono essere restituite.

Per la carta dei minori, ogni ricarica bimestrale è subordinata alla verifica dei requisiti: al compimento dei 3 anni del bambino le ricariche successive non spettano più. Nella sezione sulle novità di settembre 2026 trovi le misure INPS che possono sostituirla.

Verifica requisiti annuale: Entro il 31 dicembre di ogni anno, il beneficiario deve rinnovare l’ISEE per confermare il diritto alla Carta Acquisti per l’anno successivo.

Fonti

  • MEF, Carta Acquisti: requisiti per i minori di 3 anni (soglia ISEE 2026 di 8.230,81 euro)
  • MEF, Carta Acquisti: requisiti per i maggiori di 65 anni
  • Circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026, Assegno Unico: importi, maggiorazioni e soglie ISEE 2026
  • Circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026, Allegato n. 1: tabella valori mensili AUU 2026 (PDF)
  • Messaggio INPS n. 2906 del 22 settembre 2026, Carta Dedicata a te 2026-2027
  • Decreto legge 4 maggio 2023, n. 48 (Assegno di Inclusione), Normattiva

Domande Frequenti sulla Carta Acquisti

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La Carta Acquisti è compatibile con l’Assegno Unico e con la Carta Dedicata a Te?

Con l’Assegno Unico sì: le due misure convivono e l’Assegno Unico continua anche dopo i 3 anni del bambino. Con la Carta Dedicata a Te no: anche per il biennio 2026-2027 chi percepisce la Carta Acquisti è escluso dalla Carta Dedicata a Te (messaggio INPS n. 2906 del 22 settembre 2026).

Se supero il limite ISEE durante l’anno, perdo subito la Carta?

La Carta Acquisti resta attiva fino alla scadenza naturale (biennale), ma NON verrà rinnovata se al momento del controllo annuale ISEE i requisiti risultano superati.

Posso usare la Carta Acquisti online?

No, la Carta Acquisti può essere utilizzata SOLO presso negozi fisici convenzionati e uffici postali per il pagamento di bollette. Non è abilitata per acquisti online.

Quanto tempo ci vuole per ricevere la Carta dopo la domanda?

Generalmente l’INPS impiega tra 30 e 60 giorni lavorativi dalla presentazione della domanda per verificare i requisiti e inviare la Carta Acquisti tramite raccomandata Poste Italiane.


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Rimborsi 730/2025: a Gennaio 2026 Pagamenti in Corso dall’Agenzia delle Entrate

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Rimborsi 730/2025: Pagamenti in Corso a Gennaio 2026
  2. Tempistiche dei Rimborsi: Quando Arrivano i Pagamenti
  3. Chi Riceve i Rimborsi e Quando
  4. Come Verificare lo Stato del Rimborso Online
  5. Cosa Fare se il Rimborso Non Arriva
  6. Domande Frequenti

I rimborsi 730/2025 sono in pagamento da gennaio 2026. L’Agenzia delle Entrate ha avviato l’erogazione dei rimborsi IRPEF spettanti ai contribuenti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi 730 per l’anno d’imposta 2024.

Milioni di contribuenti italiani – lavoratori dipendenti, pensionati e autonomi – attendono il rimborso 730 gennaio 2026. Le tempistiche dei pagamenti variano in base alla tipologia di contribuente e alla data di presentazione della dichiarazione.

In questo articolo, il CAF Centro Fiscale di Udine spiega quando arrivano i rimborsi 730, chi riceve i pagamenti e come verificare lo stato del rimborso sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

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Rimborsi 730/2025: Pagamenti in Corso a Gennaio 2026

L’Agenzia delle Entrate ha comunicato ufficialmente l’avvio dei pagamenti dei rimborsi 730/2025 a partire da gennaio 2026. I rimborsi riguardano i contribuenti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi 730 e risultano a credito IRPEF.

Quando Iniziano i Pagamenti

I primi rimborsi 730 vengono erogati a partire da:

  • Gennaio 2026 – per dipendenti e pensionati con 730 precompilato presentato entro maggio 2025
  • Febbraio-marzo 2026 – per 730 presentati entro giugno 2025
  • Aprile-giugno 2026 – per 730 presentati entro luglio-settembre 2025
  • Luglio-dicembre 2026 – per 730 presentati entro settembre 2025 (senza sostituto d’imposta)

Chi Ha Diritto al Rimborso 730

Hanno diritto al rimborso 730/2025 i contribuenti che risultano a credito IRPEF dopo il calcolo delle imposte. Il credito può derivare da:

  • Eccesso di ritenute subite durante l’anno 2024
  • Detrazioni fiscali (spese mediche, ristrutturazioni, interessi mutuo)
  • Bonus e crediti d’imposta (bonus ristrutturazione, ecobonus, bonus mobili)
  • Oneri detraibili/deducibili (contributi previdenziali, spese funebri, donazioni)

Tempistiche dei Rimborsi: Quando Arrivano i Pagamenti

Le tempistiche dei rimborsi 730 dipendono da due fattori principali:

  1. Data di presentazione del 730
  2. Presenza o meno del sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico)

Rimborsi per Dipendenti e Pensionati (con Sostituto d’Imposta)

I lavoratori dipendenti e i pensionati ricevono il rimborso 730 direttamente in busta paga o cedolino pensione, secondo queste scadenze:

Nota importante: I rimborsi vengono erogati dal sostituto d’imposta (datore di lavoro o INPS per i pensionati), non direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

Rimborsi Senza Sostituto d’Imposta (Autonomi, Disoccupati, Lavoro Occasionale)

Chi non ha un sostituto d’imposta (lavoratori autonomi, disoccupati, collaboratori occasionali) riceve il rimborso 730 direttamente dall’Agenzia delle Entrate tramite bonifico bancario.

Le tempistiche di pagamento sono più lunghe:

  • 6-8 mesi dalla presentazione del 730
  • 730 presentato a maggio 2025 → rimborso a novembre-dicembre 2026
  • 730 presentato a settembre 2025 → rimborso a marzo-aprile 2027

IMPORTANTE: Per ricevere il rimborso, è necessario aver indicato nel 730 il codice IBAN del conto corrente intestato al contribuente.

Chi Riceve i Rimborsi e Quando

Lavoratori Dipendenti

I lavoratori dipendenti che hanno presentato il 730 precompilato o ordinario entro maggio 2025 ricevono il rimborso a gennaio 2026 direttamente in busta paga.

Esempio pratico: Mario ha presentato il 730/2025 il 20 maggio 2025. A gennaio 2026, nella busta paga, trova un importo aggiuntivo di 850 euro (rimborso IRPEF).

Pensionati INPS

I pensionati ricevono il rimborso 730 nel cedolino pensione secondo le stesse tempistiche dei dipendenti. L’INPS eroga il rimborso insieme alla pensione mensile.

Verifica: Il rimborso è visibile nel cedolino pensione scaricabile dall’area riservata INPS.

Lavoratori Autonomi e Disoccupati

Chi non ha un sostituto d’imposta riceve il rimborso tramite bonifico bancario dall’Agenzia delle Entrate. I tempi di attesa sono più lunghi (6-8 mesi).

Requisito fondamentale: Aver indicato nel 730 il codice IBAN del conto corrente.

Come Verificare lo Stato del Rimborso Online

L’Agenzia delle Entrate permette di verificare lo stato del rimborso 730 online, tramite l’area riservata del sito.

Procedura di Verifica

  1. Accedi al sito agenziaentrate.gov.it
  2. Entra nell’area riservata con SPID, CIE o CNS
  3. Vai su “I tuoi rimborsi” nella sezione Dichiarazioni
  4. Seleziona “730/2025” (anno d’imposta 2024)
  5. Verifica lo stato del rimborso:
    • “In lavorazione” – il 730 è stato acquisito, il rimborso è in fase di calcolo
    • “In pagamento” – il rimborso è stato disposto
    • “Pagato” – il rimborso è stato erogato

Informazioni Disponibili Online

Nell’area riservata puoi visualizzare:

  • Importo del rimborso (euro)
  • Data di erogazione prevista
  • Modalità di pagamento (tramite sostituto o bonifico)
  • Eventuali sospensioni o controlli in corso

App IO e Notifiche

Se hai attivato l’app IO (servizi pubblici), ricevi una notifica push quando il rimborso viene erogato.

Cosa Fare se il Rimborso Non Arriva

Se il rimborso 730 non arriva entro i tempi previsti, verifica le seguenti situazioni:

1. Controlla lo Stato Online

Accedi all’area riservata Agenzia delle Entrate e verifica se il rimborso è “in lavorazione” o “sospeso”.

2. Verifica i Dati del Sostituto d’Imposta

Se sei dipendente o pensionato, contatta il tuo datore di lavoro o l’INPS per verificare se hanno ricevuto comunicazione del rimborso.

3. Controlla l’IBAN Indicato

Se hai richiesto il rimborso diretto (senza sostituto), verifica di aver inserito correttamente il codice IBAN nel 730. Un IBAN errato blocca l’erogazione.

4. Rimborso Sospeso per Controlli

L’Agenzia delle Entrate può sospendere il rimborso per controlli automatici, ad esempio:

  • Incongruenze tra dati dichiarati e CU (Certificazione Unica)
  • Detrazioni anomale (importi elevati, documenti mancanti)
  • Controlli formali su oneri detraibili

In questi casi, ricevi una comunicazione dall’Agenzia delle Entrate con richiesta di chiarimenti o documenti.

5. Rivolgiti al CAF

Se il rimborso non arriva e non ricevi comunicazioni, il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare la tua posizione e contattare l’Agenzia delle Entrate per conto tuo.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti

Quando arrivano i rimborsi 730/2025?

I rimborsi 730/2025 arrivano a partire da gennaio 2026 per dipendenti e pensionati che hanno presentato il 730 entro maggio 2025. Per chi ha presentato dopo giugno, i tempi si allungano fino a giugno 2026. Chi non ha sostituto d’imposta riceve il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate entro 6-8 mesi.

Come posso verificare se il rimborso è stato pagato?

Puoi verificare lo stato del rimborso 730 accedendo all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it) con SPID, CIE o CNS. Vai su “I tuoi rimborsi” e controlla lo stato: “in lavorazione”, “in pagamento” o “pagato”.

Il rimborso 730 è tassato?

No, il rimborso 730 NON è tassato. Si tratta di un credito d’imposta spettante al contribuente, derivante da eccesso di ritenute o detrazioni fiscali. L’importo del rimborso non concorre alla formazione del reddito imponibile.

Cosa fare se l’IBAN indicato nel 730 è sbagliato?

Se hai indicato un IBAN errato nel 730, il rimborso non può essere erogato. Devi presentare una dichiarazione integrativa (730 integrativo) o un Modello Redditi correttivo con l’IBAN corretto. Rivolgiti a un CAF per la procedura.

Conclusione

I rimborsi 730/2025 sono in pagamento da gennaio 2026. Le tempistiche variano in base alla data di presentazione del 730 e alla presenza o meno del sostituto d’imposta.

Se sei dipendente o pensionato, troverai il rimborso in busta paga o cedolino pensione a partire da gennaio 2026. Se non hai un sostituto d’imposta, riceverai il rimborso tramite bonifico bancario entro 6-8 mesi dalla presentazione.

Per verificare lo stato del rimborso, accedi all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate o contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza.

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Legge di Bilancio 2026: Testo Integrale e Novità della Manovra

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e Testo Integrale
  2. Novità Fiscali per Famiglie e Cittadini
  3. Novità per Partite IVA e Regime Forfettario
  4. Detrazioni e Bonus: Cosa Cambia
  5. ISEE e Agevolazioni Sociali
  6. Scadenze Importanti da Ricordare

La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. XX del 30 dicembre 2025) è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale ed è entrata in vigore il 1° gennaio 2026. Il testo integrale della Manovra 2026 è ora disponibile e introduce importanti novità fiscali per famiglie, cittadini e partite IVA.

In questo articolo, il CAF Centro Fiscale di Udine riassume le principali novità contenute nella Legge di Bilancio 2026, con particolare attenzione agli aspetti pratici per famiglie, lavoratori dipendenti, pensionati e partite IVA.

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Pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e Testo Integrale

La Legge di Bilancio 2026 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2025 (Supplemento Ordinario n. XXX) ed è entrata in vigore il 1° gennaio 2026.

Il testo integrale della Manovra 2026 è consultabile sul sito della Gazzetta Ufficiale (gazzettaufficiale.it) e sul sito del MEF (mef.gov.it). La legge conta oltre 200 articoli e contiene misure per circa 30 miliardi di euro.

Le principali aree di intervento riguardano:

  • Fisco e detrazioni – riforma IRPEF, aliquote, bonus
  • Famiglia e welfare – assegno unico, bonus mamme, ISEE
  • Lavoro e pensioni – sgravi contributivi, pensione anticipata
  • Imprese e partite IVA – regime forfettario, crediti d’imposta
  • Sanità e istruzione – fondi aggiuntivi

Novità Fiscali per Famiglie e Cittadini

IRPEF e Aliquote

La Legge di Bilancio 2026 conferma la struttura a 3 scaglioni IRPEF introdotta nel 2024:

  • 23% fino a 28.000 euro
  • 35% da 28.001 a 50.000 euro
  • 43% oltre 50.000 euro

Bonus Mamme 2026

Confermato il Bonus Mamme (esonero contributivo al 100% per mamme lavoratrici con almeno 2 figli). La novità 2026 è l’estensione anche alle lavoratrici autonome con partita IVA.

Assegno Unico

L’Assegno Unico Universale viene confermato con gli importi 2025, senza aumenti. Le maggiorazioni per figli disabili e nuclei numerosi rimangono invariate.

Bonus Asilo Nido

Il Bonus Nido viene confermato fino a 3.600 euro annui per famiglie con ISEE fino a 40.000 euro. Per ISEE superiori, l’importo scende a 1.500 euro.

Novità per Partite IVA e Regime Forfettario

Regime Forfettario 2026

La Manovra 2026 conferma il regime forfettario con limite di ricavi a 85.000 euro. Le aliquote rimangono:

  • 5% per i primi 5 anni (nuove attività)
  • 15% a regime

Flat Tax Incrementale

Viene confermata la flat tax incrementale al 15% per titolari di partita IVA ordinaria che aumentano i ricavi rispetto al triennio precedente. L’agevolazione riguarda solo l’incremento di reddito.

Crediti d’Imposta per Investimenti

Confermati i crediti d’imposta per investimenti in:

  • Beni strumentali 4.0 (transizione digitale)
  • Ricerca e sviluppo
  • Formazione 4.0

Detrazioni e Bonus: Cosa Cambia

Tetto alle Detrazioni (Quoziente Familiare)

La novità più rilevante è l’introduzione di un tetto alle detrazioni fiscali in base al quoziente familiare:

  • Per redditi sopra 75.000 euro, le detrazioni sono limitate
  • Il limite varia in base al numero di figli a carico
  • Più figli = tetto più alto

Bonus Ristrutturazione e Casa

I bonus casa subiscono modifiche significative:

  • Ristrutturazione edilizia – detrazione al 50% fino al 2025, scende al 36% dal 2026 (solo prima casa)
  • Ecobonus – ridotto al 36% (prima era 50-65%)
  • Bonus mobili – confermato con tetto di 5.000 euro
  • Superbonus – scende al 65% nel 2026 (solo per condomini e lavori già avviati)

Bonus Elettrodomestici

Introdotto un nuovo bonus per acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica (classe A o superiore), con contributo fino a 200 euro per ISEE sotto 25.000 euro.

ISEE e Agevolazioni Sociali

L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) rimane il parametro fondamentale per accedere a bonus e agevolazioni nel 2026.

Soglie ISEE Principali

  • ISEE 15.000 euro – Bonus sociale (luce, gas, acqua)
  • ISEE 25.000 euro – Bonus elettrodomestici
  • ISEE 40.000 euro – Bonus nido (importo massimo), Assegno Unico (maggiorazioni)

ISEE 2026: Quando Rinnovarlo

L’ISEE 2025 scade il 31 dicembre 2025. Per continuare a ricevere bonus e agevolazioni nel 2026, è necessario presentare la nuova DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) entro:

  • 28 febbraio 2026 – per Assegno Unico (scadenza preferenziale)
  • 31 dicembre 2026 – per altre agevolazioni

Consiglio del CAF: Rinnovare l’ISEE a gennaio/febbraio 2026 per evitare interruzioni nei pagamenti di Assegno Unico e bonus.

Scadenze Importanti da Ricordare

Ecco le principali scadenze fiscali 2026 introdotte o confermate dalla Manovra:

Gennaio-Febbraio 2026

  • 31 gennaio 2026 – Certificazione Unica (CU) ai dipendenti
  • 28 febbraio 2026 – Rinnovo ISEE (scadenza preferenziale Assegno Unico)
  • 16 febbraio 2026 – Prima rata rottamazione quater

Aprile-Settembre 2026

  • 30 aprile 2026 – Invio Modello Redditi PF 2025
  • 30 settembre 2026 – Scadenza 730/2026 (precompilato)
  • 30 novembre 2026 – Scadenza Modello Redditi 2025 (tardivo)

Dicembre 2026

  • 16 dicembre 2026 – Saldo IMU 2026
  • 31 dicembre 2026 – Scadenza ISEE 2026

Conclusione

La Legge di Bilancio 2026 introduce novità significative per famiglie, lavoratori e partite IVA. Il testo integrale è disponibile in Gazzetta Ufficiale e sul sito del MEF.

Le principali novità riguardano il tetto alle detrazioni, la riduzione dei bonus casa, la conferma del regime forfettario e l’estensione del Bonus Mamme alle autonome.

Per approfondire le misure e verificare come impattano sulla tua situazione personale, il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per consulenze personalizzate.

Domande Frequenti

Dove trovo il testo integrale della Legge di Bilancio 2026?

Il testo integrale della Legge di Bilancio 2026 è disponibile sul sito della Gazzetta Ufficiale (gazzettaufficiale.it) e sul sito del Ministero dell’Economia (mef.gov.it). È stata pubblicata il 31 dicembre 2025 ed è entrata in vigore il 1° gennaio 2026.

Il regime forfettario cambia nel 2026?

No, il regime forfettario 2026 rimane invariato: limite di ricavi a 85.000 euro, aliquota al 5% per i primi 5 anni (nuove attività) e 15% a regime. Non ci sono modifiche rispetto al 2025.

Cosa cambia per i bonus casa nel 2026?

I bonus casa vengono ridotti: la detrazione per ristrutturazione scende dal 50% al 36% (solo prima casa), l’ecobonus passa al 36%, il Superbonus scende al 65% (solo condomini con lavori già avviati). Il bonus mobili rimane con tetto di 5.000 euro.

Quando devo rinnovare l’ISEE per il 2026?

L’ISEE 2025 scade il 31 dicembre 2025. Per continuare a ricevere Assegno Unico e bonus, è consigliato rinnovare l’ISEE entro il 28 febbraio 2026. Per altre agevolazioni, la scadenza è il 31 dicembre 2026.

Il Bonus Mamme è confermato nel 2026?

Sì, il Bonus Mamme (esonero contributivo 100% per mamme con almeno 2 figli) è confermato. La novità 2026 è l’estensione anche alle lavoratrici autonome con partita IVA, non solo dipendenti.

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