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CAF Centro Fiscale
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

730 2026: Guida Completa alla Dichiarazione dei Redditi

Dichiarazione dei redditi 730

730 2026: Guida Completa alla Dichiarazione dei Redditi

La dichiarazione dei redditi tramite modello 730 è uno degli appuntamenti fiscali più importanti dell’anno per milioni di lavoratori dipendenti e pensionati italiani. Il 730 2026 rappresenta l’occasione per dichiarare i redditi percepiti nel 2025 e ottenere eventuali rimborsi fiscali o regolarizzare quanto dovuto all’Erario.

Questa guida completa ti aiuterà a comprendere tutto quello che c’è da sapere sul 730 2026: dalle scadenze ai documenti necessari, dalle novità normative alle detrazioni fiscali disponibili. Che tu voglia affidarti al CAF oppure compilare autonomamente la dichiarazione precompilata, qui troverai tutte le informazioni necessarie.



Indice dei Contenuti

  1. Cos’è il 730 e a Cosa Serve
  2. Chi Deve Presentare il 730 2026
  3. Chi NON Può Presentare il 730
  4. Scadenze 730 2026: Calendario Completo
  5. Documenti Necessari per il 730 2026
  6. Novità 730 2026: Cosa Cambia
  7. Detrazioni Fiscali 2026: Panoramica Completa
  8. 730 Precompilato 2026: Come Funziona
  9. Come Presentare il 730
  10. Errori Frequenti da Evitare
  11. Domande Frequenti

Cos’è il 730 e a Cosa Serve

Il modello 730 è il modulo fiscale semplificato che consente a lavoratori dipendenti e pensionati di dichiarare i redditi percepiti nell’anno precedente (nel caso del 730 2026, i redditi del 2025).

A differenza del modello Redditi PF (ex Unico), il 730 presenta alcuni vantaggi significativi:

  • Rimborsi più veloci: eventuali crediti fiscali vengono erogati direttamente in busta paga o nel cedolino della pensione, generalmente a partire da luglio
  • Nessun calcolo da fare: il sostituto d’imposta (datore di lavoro o INPS) effettua automaticamente conguagli e versamenti
  • Procedura semplificata: non serve utilizzare il modello F24 per versare eventuali imposte dovute
  • Assistenza fiscale gratuita: è possibile rivolgersi a CAF e patronati per la compilazione senza costi aggiuntivi

Il 730 serve principalmente a:

  1. Dichiarare i redditi: comunicare all’Agenzia delle Entrate tutti i redditi percepiti nel 2025
  2. Ottenere detrazioni: recuperare le spese detraibili (sanitarie, ristrutturazioni, mutui, istruzione, ecc.)
  3. Richiedere deduzioni: ridurre il reddito imponibile con contributi previdenziali, donazioni, ecc.
  4. Regolarizzare la posizione: versare eventuali imposte non trattenute correttamente dal sostituto



Chi Deve Presentare il 730 2026

Possono e devono presentare il modello 730 2026 i contribuenti che nel 2025 hanno percepito:

Redditi da Lavoro Dipendente

  • Stipendi e salari da lavoro subordinato
  • Redditi da contratti a tempo determinato o indeterminato
  • Emolumenti da rapporti di lavoro a tempo parziale
  • Indennità e compensi percepiti in qualità di lavoratore dipendente

Redditi da Pensione

  • Pensioni di ogni tipo erogate da INPS, INPDAP, INPGI, Casse private
  • Rendite vitalizie a titolo oneroso
  • Assegni di accompagnamento alla pensione
  • Pensioni di reversibilità

Altri Redditi Assimilati

  • Compensi da collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.)
  • Borse di studio e assegni di ricerca
  • Indennità percepite da amministratori locali
  • Assegni di mantenimento erogati dal coniuge
  • Compensi per attività sportive dilettantistiche (entro i limiti previsti)

Requisito Fondamentale: Il Sostituto d’Imposta

Per poter utilizzare il 730, è indispensabile avere un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che sia ancora attivo al momento della presentazione della dichiarazione. Il sostituto si occuperà di effettuare i conguagli (rimborsi o trattenute) direttamente in busta paga o sul cedolino pensione.

Attenzione: se nel corso del 2026 cambi lavoro, il nuovo datore di lavoro diventerà il tuo sostituto d’imposta per i conguagli del 730 2026.



Chi NON Può Presentare il 730

Esistono situazioni in cui non è possibile utilizzare il modello 730 e occorre presentare il modello Redditi PF (ex Unico). Questo accade quando:

Assenza del Sostituto d’Imposta

Se al momento della presentazione della dichiarazione (maggio-settembre 2026) non hai più un datore di lavoro o un ente pensionistico attivo, non puoi usare il 730 ordinario. In questo caso puoi:

  • Presentare il 730 senza sostituto (riceverai rimborsi tramite bonifico bancario e dovrai versare eventuali imposte con F24)
  • Presentare il modello Redditi PF

Redditi Non Dichiarabili con il 730

Devi utilizzare il modello Redditi PF se nel 2025 hai percepito:

  • Redditi d’impresa: proventi da attività commerciali o imprenditoriali
  • Redditi da partecipazione in società di persone: quote di società semplici, SNC, SAS
  • Redditi derivanti da trust: proventi da patrimoni in trust
  • Plusvalenze da cessione di partecipazioni qualificate: vendita di quote societarie rilevanti
  • Redditi di capitale di fonte estera non sottoposti a ritenuta: dividendi, interessi esteri non tassati alla fonte
  • Stock option: in alcuni casi particolari

Situazioni Patrimoniali Particolari

Non puoi usare il 730 se devi comunicare:

  • Plusvalenze derivanti dalla vendita di immobili entro 5 anni dall’acquisto
  • Redditi soggetti a tassazione separata di importo superiore a 10.000 euro
  • Perdite da partecipazione in società

In sintesi: se hai solo redditi da lavoro dipendente, pensione o collaborazione, il 730 è la scelta giusta. Se invece hai partita IVA attiva, società o patrimoni complessi, dovrai usare il modello Redditi PF.



Scadenze 730 2026: Calendario Completo

Il calendario delle scadenze per il 730 2026 prevede tempistiche precise da rispettare. Ecco tutte le date da segnare:

Scadenze di Presentazione

ModalitàScadenzaNote
730 tramite CAF o Professionista30 giugno 2026Consegna documentazione entro questa data
730 precompilato autonomo30 settembre 2026Invio diretto dal contribuente
730 senza sostituto30 settembre 2026Per chi non ha datore di lavoro attivo

Calendario dei Rimborsi

I tempi di erogazione dei rimborsi dipendono dalla data di invio della dichiarazione:

  • Invio entro maggio 2026: rimborso in busta paga/pensione a partire da luglio 2026
  • Invio entro giugno 2026: rimborso a partire da agosto/settembre 2026
  • Invio entro settembre 2026: rimborso a partire da ottobre/novembre 2026
  • 730 senza sostituto: rimborso tramite bonifico dall’Agenzia delle Entrate entro 6 mesi dall’invio

Altre Date Importanti

  • Aprile 2026: disponibilità del 730 precompilato sul sito Agenzia delle Entrate
  • 17 marzo 2026: scadenza per i datori di lavoro per inviare le Certificazioni Uniche (CU)
  • Entro 15 giorni dall’invio: il CAF o professionista deve consegnare copia del 730 compilato

Consiglio: presentare la dichiarazione entro maggio garantisce rimborsi più rapidi e permette di evitare la ressa estiva presso i CAF.



Documenti Necessari per il 730 2026

Per compilare correttamente il 730 2026 è necessario raccogliere una serie di documenti. Ecco la checklist completa:

Documenti Identificativi

  • Carta d’identità o patente in corso di validità
  • Codice fiscale (tessera sanitaria)
  • Eventuali deleghe per coniuge o familiari

Certificazioni Reddituali

  • Certificazione Unica (CU) 2026: rilasciata dal datore di lavoro o INPS entro il 17 marzo 2026
  • CU di eventuali lavori precedenti nel 2025
  • Certificazioni di redditi esteri (se presenti)
  • Documentazione su indennità NASPI, disoccupazione, cassa integrazione

Spese Sanitarie

  • Ricevute farmaci e medicinali (con codice fiscale del paziente)
  • Fatture visite mediche specialistiche
  • Ticket sanitari
  • Spese odontoiatriche
  • Spese per occhiali e lenti (con prescrizione medica)
  • Spese per protesi e ausili medici
  • Ricevute di strutture sanitarie private

Spese per la Casa

  • Mutuo prima casa: certificazione interessi passivi dalla banca
  • Affitto: contratto registrato e ricevute pagamento
  • Ristrutturazioni edilizie: fatture, bonifici parlanti, comunicazione ENEA
  • Bonus mobili: fatture e bonifici per acquisto mobili/elettrodomestici
  • Bonus verde: fatture lavori su giardini e terrazzi

Spese per l’Istruzione

  • Rette scolastiche (asili, scuole materne, elementari, medie, superiori)
  • Tasse universitarie e contributi
  • Spese per mense scolastiche
  • Spese per gite e attività integrative

Altre Detrazioni e Deduzioni

  • Premi assicurativi (vita, infortuni)
  • Contributi previdenziali versati
  • Spese funebri
  • Erogazioni liberali a ONLUS, partiti, chiese
  • Spese per badanti e collaboratori domestici
  • Contributi volontari INPS

Familiari a Carico

  • Codici fiscali di coniuge e figli a carico
  • Certificazione redditi familiari (se presenti)
  • Documentazione per figli disabili

Importante: tutti i documenti di spesa devono essere intestati al contribuente o ai familiari a carico e riportare il codice fiscale. Per approfondire, consulta la nostra guida su come correggere errori nella dichiarazione.

Consiglio pratico: organizza i documenti per categoria in cartelline separate. Questo faciliterà il lavoro del CAF e ridurrà i tempi di attesa.



Novità 730 2026: Cosa Cambia

Il 730 2026 presenta alcune novità importanti introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 e da normative precedenti. Ecco i principali cambiamenti:

1. Nuove Regole sulle Detrazioni per Reddito

Dal 2025 (quindi dichiarato nel 730 2026) è entrato in vigore il sistema di detrazioni modulato sul reddito complessivo:

  • Detrazioni piene per redditi fino a 50.000 euro
  • Detrazioni ridotte progressivamente per redditi tra 50.000 e 120.000 euro
  • Limite massimo di spesa detraibile per redditi oltre 120.000 euro

Questo significa che chi ha redditi elevati vedrà ridursi l’importo complessivo delle detrazioni fruibili (spese mediche, mutuo, ristrutturazioni, ecc.).

2. Potenziamento del 730 Precompilato

L’Agenzia delle Entrate ha ulteriormente migliorato il sistema di precompilazione:

  • Più dati precaricati: bonus edilizi, spese funebri, premi assicurativi
  • Fatture elettroniche: integrazione automatica delle spese sanitarie da Sistema Tessera Sanitaria
  • Oneri deducibili: contributi previdenziali già inseriti
  • Interfaccia semplificata: navigazione più intuitiva per i contribuenti

3. Bonus Edilizi: Nuove Regole

Per le spese sostenute nel 2025 (da dichiarare nel 730 2026):

  • Superbonus: aliquota al 65% (scesa dal 70% del 2024)
  • Ecobonus: detrazione al 50% o 65% a seconda dell’intervento
  • Bonus ristrutturazioni: 50% per prime case, 36% per altre proprietà
  • Bonus mobili: tetto massimo di 5.000 euro

4. Flat Tax Incrementale per Dipendenti

Nuova agevolazione per lavoratori dipendenti con aumenti di reddito rispetto al 2024:

  • Tassazione agevolata al 15% sull’incremento di reddito (entro certi limiti)
  • Applicabile solo a redditi da lavoro dipendente
  • Requisiti specifici da verificare con il CAF

5. Detrazioni per Figli a Carico

Confermata l’Assegno Unico Universale che ha sostituito le vecchie detrazioni per figli. Nel 730 2026:

  • Nessuna detrazione per figli under 21 (sostituita dall’Assegno Unico)
  • Detrazioni ancora valide per figli maggiorenni over 21 a carico

6. Semplificazioni Amministrative

  • Niente più green pass: accesso libero ai CAF senza certificazioni sanitarie
  • Deleghe semplificate: procedura più snella per delegare CAF e intermediari
  • Conservazione documenti: ridotto l’obbligo di conservazione cartacea (grazie alla fatturazione elettronica)

Attenzione: alcune di queste novità sono complesse e richiedono valutazioni caso per caso. Per evitare errori e massimizzare il rimborso, è consigliabile affidarsi a un CAF esperto.

Detrazioni Fiscali 2026: Panoramica Completa

Le detrazioni fiscali sono importi che riducono direttamente l’imposta dovuta (a differenza delle deduzioni che riducono il reddito imponibile). Ecco le principali detrazioni inseribili nel 730 2026:

Spese Sanitarie (19%)

Detrazione del 19% sulle spese sanitarie che eccedono la franchigia di 129,11 euro:

  • Visite mediche specialistiche
  • Esami diagnostici e analisi
  • Farmaci e medicinali
  • Interventi chirurgici
  • Spese odontoiatriche
  • Fisioterapia e riabilitazione
  • Protesi e ausili medici
  • Occhiali da vista (con prescrizione)

Esempio pratico: se hai speso 1.500 euro in spese mediche, puoi detrarre il 19% di (1.500 – 129,11) = 260,47 euro di rimborso.

Interessi Passivi Mutuo Prima Casa (19%)

Detrazione del 19% sugli interessi del mutuo per acquisto prima casa:

  • Massimo 4.000 euro di spesa (760 euro di detrazione massima)
  • Solo per mutui stipulati per acquisto, costruzione o ristrutturazione prima casa
  • L’immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro 12 mesi

Spese di Affitto (Varie Percentuali)

Detrazioni variabili in base alla tipologia di contratto:

  • Contratto canone concordato: detrazione da 495,80 a 990,00 euro (dipende dal reddito)
  • Contratto canone libero: detrazione da 300 a 600 euro
  • Giovani 20-31 anni: detrazione maggiorata fino a 2.000 euro (se reddito sotto 15.493,71 euro)

Spese per Ristrutturazioni Edilizie (50% o 36%)

Detrazione per lavori di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento:

  • 50% su prime case: massimo 96.000 euro di spesa (detrazione in 10 anni)
  • 36% su altre proprietà: riduzione per seconde case
  • Interventi: rifacimento bagno, sostituzione infissi, impianti, tetti, facciate
  • Importante: pagamento SOLO con bonifico parlante

Bonus Mobili ed Elettrodomestici (50%)

Detrazione 50% per acquisto mobili/elettrodomestici destinati ad immobile ristrutturato:

  • Massimo 5.000 euro di spesa (2.500 euro di detrazione in 10 anni)
  • Condizione: deve esserci una ristrutturazione in corso
  • Ammessi: cucine, divani, armadi, letti, elettrodomestici classe energetica alta

Risparmio Energetico – Ecobonus (50-65%)

  • 65%: sostituzione caldaia con condensazione + termoregolazione evoluta, cappotto termico
  • 50%: infissi, schermature solari, caldaie a condensazione
  • Comunicazione ENEA obbligatoria entro 90 giorni

Spese Scolastiche e Universitarie (19%)

  • Scuole infanzia/primaria/secondaria: max 800 euro per alunno
  • Università pubbliche: intero importo delle tasse
  • Università private: limite stabilito dal MIUR per area geografica e corso
  • Detraibili: mense, gite, corsi extracurricolari

Spese Funebri (19%)

Detrazione 19% su massimo 1.550 euro per ciascun decesso.

Premi Assicurativi (19%)

  • Assicurazioni vita/infortuni: max 530 euro di premio
  • Assicurazioni rischio morte/invalidità: max 750 euro
  • Long Term Care (non autosufficienza): max 1.291,14 euro

Spese per Badanti e Colf (19%)

Detrazione 19% su massimo 2.100 euro di contributi versati per assistenza personale (solo se reddito sotto 40.000 euro).

Ricorda: le detrazioni riducono direttamente le imposte da pagare, quindi massimizzarle significa ottenere rimborsi maggiori. Un CAF esperto saprà individuare tutte le detrazioni a cui hai diritto.



730 Precompilato 2026: Come Funziona

Il 730 precompilato è un servizio dell’Agenzia delle Entrate che mette a disposizione una dichiarazione già compilata con i dati in possesso dell’amministrazione finanziaria. Vediamo come funziona:

Cosa Contiene il 730 Precompilato

L’Agenzia delle Entrate precarica automaticamente:

  • Dati anagrafici: nome, cognome, codice fiscale, residenza
  • Redditi da lavoro/pensione: dati dalla Certificazione Unica
  • Spese sanitarie: ricevute trasmesse da farmacie, medici, strutture sanitarie tramite Sistema Tessera Sanitaria
  • Contributi previdenziali: versamenti INPS, casse professionali
  • Premi assicurativi: polizze vita e infortuni comunicate dalle compagnie
  • Bonus edilizi: comunicazioni da ENEA e notifiche all’Agenzia
  • Mutui: interessi passivi comunicati dalle banche

Quando è Disponibile

Il 730 precompilato per il 2026 sarà disponibile indicativamente:

  • Metà aprile 2026: consultazione online
  • Da maggio 2026: possibilità di accettare o modificare
  • Scadenza invio: 30 settembre 2026

Come Accedere

Per visualizzare il tuo 730 precompilato:

  1. Vai sul sito www.agenziaentrate.gov.it
  2. Accedi con SPID, CIE o CNS
  3. Vai nella sezione “730 precompilato”
  4. Visualizza e verifica i dati

Cosa Puoi Fare

Una volta visualizzato il precompilato, hai tre opzioni:

1. Accettare Senza Modifiche

Se i dati sono corretti e completi:

  • Confermi la dichiarazione così com’è
  • Vantaggio: nessun controllo documentale da parte dell’Agenzia (tranne in casi particolari)
  • Invio diretto online

2. Modificare e Integrare

Se mancano spese o ci sono errori:

  • Aggiungi spese non presenti (es. visite mediche pagate privatamente)
  • Correggi dati errati
  • Attenzione: le modifiche potrebbero farti perdere l’esonero dai controlli documentali

3. Delegare un Intermediario (CAF/Commercialista)

Puoi autorizzare un CAF o professionista abilitato:

  • Accedi al precompilato
  • Delega l’intermediario tramite apposita funzione
  • Il CAF modificherà e invierà per tuo conto
  • Riceverai assistenza qualificata e responsabilità dell’intermediario

Vantaggi del Precompilato

  • Semplicità: molti dati già inseriti
  • Velocità: meno tempo per la compilazione
  • Esonero controlli: se accettato senza modifiche (o con modifiche su dati già precaricati)
  • Gratuità: nessun costo se fai tutto da solo online

Limiti e Attenzione

  • Dati parziali: non tutte le spese sono tracciate (es. scontrini farmacia senza codice fiscale)
  • Errori possibili: il precompilato può contenere errori o duplicazioni
  • Responsabilità: anche se precompilato, sei tu responsabile della correttezza della dichiarazione

Consiglio del CAF: anche se usi il precompilato, fatti aiutare da un esperto per verificare che non manchino detrazioni importanti. Spesso il CAF trova spese non tracciate che aumentano il rimborso!

Come Presentare il 730: CAF, Commercialista o Fai da Te

Esistono tre modalità principali per presentare il 730 2026. Vediamo pro e contro di ciascuna:

1. Tramite CAF o Patronato (CONSIGLIATO)

Come Funziona

  • Prendi appuntamento presso un CAF o patronato
  • Porta tutta la documentazione richiesta
  • L’operatore compila la dichiarazione per te
  • Verifichi e firmi il 730
  • Il CAF invia telematicamente all’Agenzia delle Entrate

Vantaggi

  • Assistenza qualificata: operatori formati su normativa fiscale
  • Massimizzazione detrazioni: il CAF ti aiuta a trovare tutte le spese detraibili
  • Responsabilità del CAF: in caso di errori, risponde il CAF (visto di conformità)
  • Servizio gratuito: i CAF e patronati non possono chiedere compensi per il 730
  • Nessun stress: ti occupi solo di raccogliere i documenti

Svantaggi

  • Necessità di prendere appuntamento (possibili attese nei periodi di punta)
  • Devi recarti fisicamente presso la sede
  • Scadenza anticipata (30 giugno vs 30 settembre)

Quando Sceglierlo: se hai molte spese da detrarre, situazioni complesse, familiari a carico, redditi variabili. È la scelta più sicura.

2. Tramite Commercialista

Come Funziona

Simile al CAF, ma con un professionista privato:

  • Contatti un commercialista di fiducia
  • Consegni i documenti
  • Il professionista compila e invia
  • Paghi un onorario (variabile, solitamente 80-200 euro)

Vantaggi

  • Rapporto personalizzato e continuativo
  • Competenza su casi complessi (redditi d’impresa, esteri, ecc.)
  • Consulenza fiscale a 360 gradi

Svantaggi

  • Costo: devi pagare la prestazione
  • Non sempre necessario per dichiarazioni semplici

Quando Sceglierlo: se hai partita IVA, redditi complessi, patrimoni esteri, immobili all’estero. In questi casi il commercialista è indispensabile.

3. Fai da Te (730 Precompilato Online)

Come Funziona

  • Accedi al sito Agenzia delle Entrate con SPID/CIE
  • Visualizzi il 730 precompilato
  • Verifichi e modifichi i dati
  • Invii autonomamente

Vantaggi

  • Totalmente gratuito
  • Comodo: fai tutto da casa
  • Flessibilità: scadenza al 30 settembre
  • Controllo diretto: gestisci personalmente tutti i dati

Svantaggi

  • Competenza fiscale necessaria: devi sapere cosa stai facendo
  • Rischio errori: nessuno controlla per te
  • Responsabilità totale: eventuali sanzioni ricadono su di te
  • Potrebbero mancare detrazioni: non sempre il precompilato ha tutto

Quando Sceglierlo: se hai una situazione semplice (solo CU da lavoro dipendente, poche spese), hai dimestichezza con la tecnologia e ti senti sicuro.

Confronto Rapido

ModalitàCostoAssistenzaAdatto a
CAF/PatronatoGratuitoCompletaTutti, specialmente casi medi/complessi
Commercialista80-200€SpecialisticaPartite IVA, casi molto complessi
Fai da teGratuitoNessunaCasi molto semplici

Consiglio finale: se hai dubbi, scegli il CAF. È gratuito, sicuro e ti garantisce il massimo rimborso possibile.



Errori Frequenti da Evitare nel 730 2026

Compilare il 730 può sembrare semplice, ma alcuni errori ricorrono frequentemente e possono costarti rimborsi o causare sanzioni. Ecco i più comuni e come evitarli:

1. Dimenticare Spese Detraibili

Errore: non inserire tutte le spese che danno diritto a detrazione.

Soluzione: fai una checklist completa a inizio anno e conserva tutti gli scontrini/fatture. Le spese più dimenticate:

  • Ticket sanitari
  • Farmaci da banco (se con scontrino parlante)
  • Occhiali da vista
  • Spese per mense scolastiche
  • Contributi volontari INPS

2. Bonifici Non Parlanti per Ristrutturazioni

Errore: pagare lavori di ristrutturazione con bonifico ordinario invece che con bonifico parlante.

Soluzione: usa SEMPRE il bonifico specifico per ristrutturazioni/risparmio energetico. Deve contenere:

  • Causale con riferimento normativo (art. 16-bis DPR 917/1986)
  • Codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • Codice fiscale o partita IVA del beneficiario del pagamento

3. Spese Intestate alla Persona Sbagliata

Errore: detrarre spese intestate a familiari non a carico o non inserite correttamente.

Soluzione: le spese devono essere intestate a te o ai tuoi familiari fiscalmente a carico. Inoltre:

  • Verifica che il codice fiscale sulla ricevuta sia corretto
  • Se la spesa è per un familiare a carico, dichiaralo nel quadro familiari

4. Errori sui Dati del Sostituto d’Imposta

Errore: indicare il sostituto sbagliato o dati errati.

Soluzione: copia i dati del datore di lavoro esattamente dalla Certificazione Unica (codice fiscale, denominazione). Se hai cambiato lavoro durante l’anno, indica il datore attuale al momento della presentazione del 730.

5. Non Comunicare Variazioni di Residenza

Errore: dichiarare residenza non aggiornata.

Soluzione: se hai cambiato residenza nel 2025, aggiorna il dato nel 730. Questo influisce su:

  • Addizionali regionali e comunali
  • Detrazioni per affitto
  • Prima casa (IMU, detrazioni)

6. Detrarre Spese Non Tracciabili

Errore: inserire spese pagate in contanti senza ricevuta fiscale.

Soluzione: dal 2020 molte spese devono essere pagate con mezzi tracciabili (bonifico, carta, bancomat) per essere detraibili. Verifica sempre i requisiti.

7. Non Conservare la Documentazione

Errore: buttare via scontrini e fatture dopo aver compilato il 730.

Soluzione: conserva TUTTI i documenti per almeno 5 anni. In caso di controllo fiscale, devi poterli esibire. Organizzali per anno e per categoria.

8. Familiari a Carico Non Aggiornati

Errore: continuare a dichiarare come a carico un figlio che ha superato il limite di reddito (2.840,51 euro o 4.000 euro se under 24).

Soluzione: verifica ogni anno i redditi dei familiari. Un figlio che inizia a lavorare o ha redditi da affitti potrebbe non essere più a carico.

9. Omettere Redditi Occasionali

Errore: non dichiarare piccoli redditi occasionali, lavori saltuari, rimborsi spese oltre franchigia.

Soluzione: dichiara TUTTI i redditi, anche minimi. L’Agenzia ha sistemi di incrocio dati e potrebbe rilevare l’omissione.

10. Inviare il 730 Oltre la Scadenza

Errore: dimenticare le scadenze.

Soluzione: segna in calendario:

  • 30 giugno 2026: scadenza consegna al CAF
  • 30 settembre 2026: scadenza invio autonomo

Oltre queste date, devi fare un 730 integrativo o un modello Redditi, con possibili sanzioni.

Consiglio del CAF: affidati a un professionista per evitare questi errori. Molti contribuenti perdono centinaia di euro di rimborso solo per dimenticanze evitabili. Per saperne di più, leggi come correggere errori nella dichiarazione dei redditi.

Domande Frequenti sul 730 2026

Entro quando devo presentare il 730 2026?

Dipende dalla modalità scelta:

  • Tramite CAF o commercialista: entro il 30 giugno 2026
  • In autonomia (precompilato): entro il 30 settembre 2026

Il 730 è obbligatorio?

No, il 730 non è obbligatorio. Puoi scegliere di presentare il modello Redditi PF. Tuttavia, il 730 è vantaggioso perché:

  • Rimborsi più veloci
  • Nessun F24 da compilare
  • Assistenza CAF gratuita

Posso presentare il 730 se non ho più il datore di lavoro?

Sì, puoi presentare il 730 senza sostituto d’imposta. In questo caso:

  • Eventuali rimborsi arriveranno tramite bonifico dall’Agenzia delle Entrate
  • Dovrai versare le imposte con F24 se dovute
  • Scadenza: 30 settembre 2026

Quanto tempo ci vuole per ricevere il rimborso 730?

Dipende da quando invii la dichiarazione:

  • Invio a maggio: rimborso a luglio in busta paga/pensione
  • Invio a giugno: rimborso ad agosto/settembre
  • Invio a luglio-settembre: rimborso da ottobre in poi
  • 730 senza sostituto: entro 6 mesi dall’invio tramite bonifico

Posso detrarre le spese mediche di mio figlio maggiorenne non a carico?

No. Puoi detrarre solo le spese sostenute per te stesso e per i familiari fiscalmente a carico. Se tuo figlio maggiorenne ha un reddito superiore a 2.840,51 euro (o 4.000 euro se under 24), non è fiscalmente a carico e non puoi detrarre le sue spese.

Il CAF può chiedere un compenso per il 730?

No. I CAF e i patronati non possono richiedere alcun compenso per l’assistenza fiscale relativa al modello 730. Il servizio è completamente gratuito per legge.

Cosa succede se sbaglio qualcosa nel 730?

Puoi correggere gli errori in due modi:

  • 730 integrativo: se l’errore è a tuo favore (hai dimenticato detrazioni), puoi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026
  • Modello Redditi integrativo: se l’errore comporta maggiori imposte, devi presentare un Redditi integrativo entro il 30 novembre 2026

Per maggiori dettagli, leggi la nostra guida su come correggere errori nella dichiarazione.

Posso detrarre le spese se ho pagato in contanti?

Dipende dal tipo di spesa:

  • Spese sanitarie: puoi pagare in contanti, ma devi avere ricevuta/fattura con codice fiscale
  • Ristrutturazioni edilizie: SOLO bonifico parlante
  • Spese scolastiche/universitarie: preferibile pagamento tracciabile, ma accettati anche contanti con ricevuta
  • Premi assicurativi: tracciabili

Se ho lavorato per più datori di lavoro nel 2025, come faccio?

Devi:

  • Richiedere la CU a ciascun datore di lavoro
  • Inserire tutti i redditi nel 730
  • Indicare come sostituto d’imposta il datore attuale (quello attivo al momento della dichiarazione)

Posso modificare il 730 dopo averlo inviato?

Sì, tramite:

  • 730 integrativo: se devi aggiungere spese dimenticate (a tuo favore)
  • Redditi integrativo: se devi correggere errori che comportano maggiori imposte

Ci sono scadenze precise da rispettare (25 ottobre o 30 novembre 2026 a seconda del caso).

Il 730 precompilato è sempre corretto?

No. Il precompilato è una base di partenza, ma:

  • Potrebbero mancare spese non tracciate
  • Potrebbero esserci errori o duplicazioni
  • Sei tu responsabile della correttezza finale

Consiglio: verifica sempre con attenzione o fatti aiutare da un CAF.



Hai Bisogno di Aiuto con il 730 2026?

Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per compilare la tua dichiarazione dei redditi in modo corretto e massimizzare il tuo rimborso.

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Maggio 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Registrazione Contratto di Affitto: Scadenza 4 Maggio 2026, Imposta di Registro e Come Fare

Il 4 maggio 2026 è una data fondamentale per chi ha stipulato o rinnovato un contratto di affitto nel corso del mese di aprile: scade il termine ordinario di 30 giorni per la registrazione obbligatoria all’Agenzia delle Entrate e per il versamento dell’imposta di registro. Chi non rispetta questa scadenza rischia sanzioni e interessi che possono arrivare a raddoppiare il tributo dovuto. In questa guida completa trovi tutto quello che devi sapere: come registrare il contratto, quanto si paga, quali strumenti usare (Modello RLI, F24 Elide) e come scegliere tra imposta di registro ordinaria e cedolare secca.

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Indice dei contenuti

  1. Perché il 4 maggio 2026 è la scadenza chiave
  2. Obbligo di registrazione: chi deve farlo e quando
  3. Imposta di registro: aliquote, calcolo ed esempi pratici
  4. Cedolare secca: come funziona, aliquote 2026 e convenienza
  5. Modello RLI: come compilarlo e inviarlo
  6. F24 Elide: come versare l’imposta, codici tributo
  7. Tipi di contratto abitativo: 4+4, 3+2 a canone concordato, transitori
  8. Contratti a uso non abitativo
  9. Sanzioni per omessa o tardiva registrazione
  10. Ravvedimento operoso: come regolarizzare in ritardo
  11. Proroghe e rinnovi: obblighi e scadenze
  12. Registrazione contratto di affitto con il CAF: come fare

Perché il 4 maggio 2026 è la scadenza chiave

La registrazione dei contratti di locazione deve avvenire entro 30 giorni dalla data di stipula o dalla decorrenza, se antecedente alla firma. Lo stabilisce il DPR 26 aprile 1986 n. 131 (Testo Unico sull’Imposta di Registro – TUR), in combinato con l’art. 3, comma 1 del D.Lgs. 14 marzo 2011 n. 23. Il 4 maggio 2026 è quindi la scadenza per tutti i contratti di affitto che:

  • sono stati firmati il 4 aprile 2026 o successivamente (con decorrenza entro il 4 aprile)
  • avevano decorrenza dal 1° al 4 aprile 2026, anche se firmati in data precedente
  • sono stati rinnovati tacitamente o espressamente ad aprile 2026 con nuova decorrenza
  • riguardano subentri, proroghe e cessioni del contratto avvenuti in aprile

In pratica, se hai stipulato un contratto di locazione (abitativo o commerciale) nel mese di aprile 2026, il termine ultimo per registrarlo senza incorrere in sanzioni scade il 4 maggio 2026. Vale la stessa regola per i contratti con decorrenza 1° aprile: il trentesimo giorno cade il 1° maggio, che però è festivo. Poiché sia il 1° sia il 2° e il 3° maggio 2026 potrebbero coincidere con giorni non lavorativi (il 2 e 3 sono sabato e domenica), il termine slitta automaticamente al primo giorno lavorativo successivo, cioè il 4 maggio 2026 (lunedì). Questo meccanismo è previsto dall’art. 7, comma 1 dello Statuto del Contribuente (L. 212/2000).

Obbligo di registrazione: chi deve farlo e quando

L’obbligo di registrazione dei contratti di locazione è sancito dall’art. 17 del TUR (DPR 131/1986). Sono soggetti a registrazione obbligatoria tutti i contratti di affitto aventi ad oggetto:

  • Immobili ad uso abitativo (appartamenti, case, ville, box, cantine se locati insieme all’abitazione)
  • Immobili ad uso commerciale, artigianale o professionale (negozi, uffici, laboratori, magazzini)
  • Terreni agricoli e fondi rustici
  • Contratti di affitto d’azienda

Sono invece esclusi dall’obbligo di registrazione (secondo l’art. 2-bis della Tariffa allegata al TUR) i contratti di durata non superiore a 30 giorni complessivi nell’anno con lo stesso conduttore. In questo caso non vi è obbligo di registrare, ma se le parti lo desiderano possono registrare volontariamente. Attenzione: se la somma di più contratti brevi con lo stesso conduttore supera i 30 giorni nell’anno, scatta l’obbligo retroattivo di registrazione per tutti.

Chi è responsabile della registrazione? Ai sensi dell’art. 10 del TUR, l’obbligo è solidale tra locatore e conduttore. Nella pratica è il locatore (proprietario) a registrare il contratto, ma entrambi rispondono in caso di inadempimento. Dal 2014, con il D.Lgs. 23/2011 e la Legge 431/1998, l’Agenzia delle Entrate ha la facoltà di notificare l’avviso di liquidazione a chiunque dei contraenti, locatore o conduttore. Il locatore che non registra, inoltre, non può avvalersi di strumenti di tutela come lo sfratto per morosità nei confronti dell’inquilino.

Imposta di registro: aliquote, calcolo ed esempi pratici

L’imposta di registro sui contratti di locazione è disciplinata dall’art. 5 della Tariffa Parte I allegata al TUR e si applica quando il locatore non opta per la cedolare secca. Le aliquote variano in base al tipo di immobile e di contratto.

Tabella aliquote imposta di registro 2026

Tipo di immobile / contrattoAliquotaBase imponibileMinimo dovuto
Immobili abitativi (regime ordinario)2%Canone annuo67 euro
Fondi rustici / terreni agricoli0,50%Canone annuo67 euro
Immobili strumentali (uso commerciale, uffici, negozi)1%Canone annuo67 euro
Immobili strumentali esenti IVA (locazioni esenti)2%Canone annuo67 euro
Contratti di affitto d’azienda3%Canone annuo67 euro
Immobili abitativi con cedolare secca 21%0%——
Abitativo canone concordato con cedolare 10%0%——

Come si calcola l’imposta di registro? La base imponibile è il canone annuo (non la durata totale del contratto). L’imposta si calcola applicando l’aliquota al canone annuo e il risultato si moltiplica per gli anni di durata. Tuttavia, è prassi comune versare l’imposta annualmente, in base al canone dell’anno di competenza.

Esempi pratici di calcolo

Esempio 1 – Appartamento uso abitativo (regime ordinario, canone 700 euro/mese):

  • Canone annuo: 700 × 12 = 8.400 euro
  • Imposta di registro: 8.400 × 2% = 168 euro
  • Imposta minima: 67 euro → si applica il calcolato (168 euro > 67 euro)
  • Bollo contratto (se in forma scritta con più di un foglio): 16 euro ogni 4 facciate o 100 righe

Esempio 2 – Negozio uso commerciale (canone 1.500 euro/mese):

  • Canone annuo: 1.500 × 12 = 18.000 euro
  • Imposta di registro: 18.000 × 1% = 180 euro
  • Imposta minima: 67 euro → si applica il calcolato (180 euro)

Esempio 3 – Canone molto basso (600 euro/anno):

  • Imposta teorica: 600 × 2% = 12 euro
  • Applicazione del minimo: si versa 67 euro (il minimo legale)

È importante sapere che il pagamento dell’imposta di registro non coincide con la cedolare secca: se si sceglie la cedolare secca, l’imposta di registro non si paga affatto sull’atto di locazione, ma il locatore sostituisce IRPEF e addizionali con un’imposta sostitutiva calcolata sul canone. Entrambe le scelte vanno comunque effettuate al momento della registrazione tramite modello RLI.

Cedolare secca: come funziona, aliquote 2026 e convenienza

La cedolare secca, introdotta dall’art. 3 del D.Lgs. 23/2011, è un regime opzionale di tassazione che il locatore persona fisica può scegliere per le locazioni di immobili ad uso abitativo. In alternativa all’IRPEF ordinaria e all’imposta di registro, il locatore paga un’imposta sostitutiva flat calcolata sul canone annuo concordato.

Aliquote cedolare secca 2026

Tipo di contrattoAliquota cedolare 2026Base imponibile
Contratti liberi (4+4)21%100% canone annuo
Contratti a canone concordato (3+2) nei Comuni ad alta tensione abitativa10%100% canone annuo
Affitti brevi (non imprenditoriali, max 30 gg/anno stesso conduttore)21% (prima casa) / 26% (dalla 2a in poi)100% canone incassato

Nota importante per il 2026: La Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) ha confermato l’aliquota al 26% per gli affitti brevi dalla seconda unità immobiliare gestita dalla stessa persona. Questa norma ha subito un lungo iter parlamentare e giurisprudenziale, ma è pienamente applicabile a tutti i contratti registrati nel 2025-2026.

Vantaggi della cedolare secca:

  • Nessuna imposta di registro sul contratto di locazione (risparmio del 2% annuo)
  • Nessuna imposta di bollo sulla registrazione
  • Il reddito da locazione è escluso dal reddito complessivo IRPEF: vantaggio significativo per chi ha redditi elevati (aliquota marginale IRPEF al 43%)
  • Blocco degli aumenti ISTAT per tutta la durata del contratto in cedolare secca
  • Minore carico burocratico: niente dichiarazione IRPEF aggiuntiva per i redditi da locazione

Chi non può usare la cedolare secca: il regime è vietato per le locazioni effettuate nell’esercizio di un’attività d’impresa o professionale, per gli immobili ad uso non abitativo (negozi, uffici, capannoni), e per i locatori persone giuridiche (società, enti). Solo le persone fisiche che non locano nell’esercizio di attività d’impresa o arti e professioni possono optare per la cedolare secca.

Modello RLI: come compilarlo e inviarlo

Il Modello RLI (Registrazione Locazioni Immobili) è il modulo ufficiale dell’Agenzia delle Entrate per la registrazione, la proroga, la cessione e la risoluzione dei contratti di locazione. È stato introdotto dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 10 gennaio 2014 e aggiornato con successive circolari, tra cui la Circolare n. 1/E del 2 gennaio 2014.

Come compilare il Modello RLI

Il modello si divide in quadri. Ecco le sezioni principali:

  • Quadro A – Dati generali: tipo di atto (locazione, affitto, comodato), modalità di registrazione (telematica o ufficio)
  • Quadro B – Soggetti: dati anagrafici e codice fiscale del locatore e del conduttore; se ci sono più locatori o conduttori, si compilano righe separate
  • Quadro C – Dati dell’immobile: tipo catastale, comuni, rendita catastale, superficie; va inserito il codice Ateco per gli immobili strumentali
  • Quadro D – Dati del contratto: data di stipula, decorrenza, durata, canone mensile e annuo, eventuali pertinenze, tipo di contratto (libero, concordato, transitorio)
  • Quadro E – Opzione per la cedolare secca: si indica l’aliquota prescelta (21% o 10%) e si dichiara di rinunciare agli aggiornamenti ISTAT per tutta la durata
  • Quadro F – Liquidazione dell’imposta: riepilogo importi dovuti, codici tributo, modalità di pagamento (F24 Elide o addebito in conto)

Come inviare il Modello RLI

Dal 1° gennaio 2016 la registrazione telematica è obbligatoria per i soggetti che hanno almeno 10 contratti da registrare (agenzie, grandi proprietari). I privati con meno di 10 contratti possono scegliere tra:

  • Registrazione online tramite RLI Web (sul portale dell’Agenzia delle Entrate, area riservata con SPID, CIE o CNS): è il sistema più comodo e gratuito
  • Software RLI scaricabile dal sito dell’Agenzia delle Entrate: permette di compilare e inviare il file telematicamente
  • Presso lo sportello dell’Agenzia delle Entrate competente per territorio (in caso di impossibilità di accesso telematico, previo appuntamento)
  • Tramite intermediario abilitato (CAF, commercialista, patronato): il delegato si occupa di tutto, dalla compilazione all’invio e al versamento dell’imposta

Allegati obbligatori al Modello RLI: il contratto di locazione in originale (o copia) deve essere allegato alla registrazione. In caso di registrazione telematica, si allega il file PDF scansionato del contratto firmato. In caso di contratto di locazione a canone concordato, occorre anche allegare la attestazione dell’accordo territoriale sottoscritta dalle associazioni di categoria dei proprietari e degli inquilini.

F24 Elide: come versare l’imposta, codici tributo

Il versamento dell’imposta di registro sui contratti di locazione avviene tramite modello F24 Elide (Elementi Identificativi), non il classico F24 ordinario. Il modello F24 Elide è specifico per i tributi collegati a specifici atti o contratti e permette all’Agenzia delle Entrate di abbinare il versamento alla pratica di registrazione.

Codici tributo F24 Elide per contratti di locazione

Causale / Tipo tributoCodice tributo F24 Elide
Imposta di registro – primo versamento (registrazione)1500
Imposta di registro – annualità successive1501
Imposta di registro – cessione del contratto1502
Imposta di registro – risoluzione anticipata1503
Imposta di registro – proroga del contratto1504
Imposta di bollo (sulle copie del contratto)1505
Sanzione da ravvedimento operoso1506
Interessi da ravvedimento operoso1507
Cedolare secca – primo versamento (con registrazione)1840
Cedolare secca – annualità successive1841
Cedolare secca – risoluzione anticipata1842
Cedolare secca – proroga1843

Come compilare il campo “Elementi identificativi” dell’F24 Elide: in questo campo va inserito il codice identificativo del contratto (che viene assegnato dall’Agenzia delle Entrate al momento della registrazione, o che è riportato sulla ricevuta di registrazione telematica). Per la prima registrazione, prima che il codice sia assegnato, lasciare il campo vuoto se si versa contestualmente alla registrazione telematica.

Tipi di contratto abitativo: 4+4, 3+2 canone concordato, transitori

La normativa di riferimento per le locazioni abitative è la Legge 9 dicembre 1998 n. 431 (Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo). Essa prevede diversi tipi di contratto, ognuno con regole specifiche su durata, canone e registrazione.

Contratto a canone libero (4+4)

Il tipo più diffuso: durata minima 4 anni + rinnovo automatico di altri 4 anni. Il canone è liberamente concordato tra le parti. Non ci sono vincoli di importo, ma il locatore non può aumentarlo al di là degli aggiornamenti ISTAT (tranne in cedolare secca, dove nemmeno quello è consentito). La registrazione deve avvenire entro 30 giorni dalla decorrenza. L’imposta di registro è il 2% del canone annuo.

Contratto a canone concordato (3+2)

Riservato ai Comuni ad alta tensione abitativa (individuati con DPCM, circa 650 Comuni italiani): il canone è fissato entro fasce stabilite dagli accordi territoriali tra associazioni di proprietari e conduttori (ad es. CONFEDILIZIA, SUNIA, CGIL-Casa). La durata minima è 3 anni + rinnovo di 2 anni. Il vantaggio fiscale è doppio: se si opta per la cedolare secca, l’aliquota scende al 10% (invece del 21%). Inoltre, il locatore in regime ordinario beneficia di una riduzione del 30% sulla base imponibile IRPEF del reddito da locazione nei Comuni ad alta densità abitativa.

Contratti transitori e per studenti universitari

I contratti transitori hanno durata da 1 a 18 mesi e sono destinati a soddisfare esigenze abitative temporanee, documentate (motivi di lavoro, salute, studio). Anch’essi rientrano nella disciplina della L. 431/1998, art. 5. I contratti per studenti universitari fuori sede hanno durata da 6 mesi a 3 anni, rinnovabili. Anche questi contratti, se di durata superiore a 30 giorni, devono essere registrati entro i 30 giorni dalla decorrenza.

Contratti a uso non abitativo

I contratti di locazione di immobili ad uso non abitativo (negozi, uffici, laboratori, magazzini, capannoni) sono regolati dal Codice Civile (artt. 1571-1606 c.c.) e, per le attività commerciali, dalla Legge 27 luglio 1978 n. 392 (Equo Canone, tutt’ora applicabile per i profili di tutela del conduttore). La durata minima è di 6 anni (o 9 anni per strutture ricettive-alberghiere), con rinnovo automatico per uguale periodo, salvo disdetta.

Per questi contratti la cedolare secca non è ammessa: si applica obbligatoriamente l’imposta di registro all’1% (per immobili strumentali soggetti a IVA) o al 2% (per immobili strumentali esenti IVA). L’imposta va versata con F24 Elide codice 1500 per la prima annualità, e 1501 per quelle successive. L’obbligo di registrazione vale entro i soliti 30 giorni dalla decorrenza del contratto.

Sanzioni per omessa o tardiva registrazione

Le conseguenze di non registrare il contratto di affitto nei termini sono significative, sia fiscali sia civilistiche. L’art. 69 del TUR prevede sanzioni specifiche per la mancata registrazione.

Tipo di inadempimentoSanzione baseSanzione ridotta con ravvedimento
Omessa registrazione (oltre 30 giorni)dal 120% al 240% dell’imposta dovutaDipende dal ritardo (vedi ravvedimento)
Tardiva registrazione (ritardo minimo)dal 60% al 120% dell’impostaRiduzioni applicabili
Dichiarazione di canone inferiore al realedal 200% al 400% della maggiore impostaNon sempre ammesso ravvedimento

Oltre alle sanzioni fiscali, la mancata registrazione ha effetti civilistici gravissimi: ai sensi dell’art. 1, comma 346 della L. 311/2004, i contratti di locazione non registrati sono nulli. Questa nullità può essere fatta valere da entrambe le parti, con la conseguenza che il conduttore potrebbe chiedere la restituzione di tutti i canoni pagati (configurando un arricchimento senza causa del locatore). In più, come già accennato, il locatore che non ha registrato il contratto non può avviare una procedura di sfratto per morosità del conduttore.

Ravvedimento operoso: come regolarizzare in ritardo

Se hai superato il termine del 4 maggio 2026 senza registrare il contratto, non tutto è perduto: puoi ricorrere al ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997), che consente di sanare la posizione con una sanzione ridotta rispetto a quella ordinaria, purché l’irregolarità non sia già stata contestata dall’Agenzia delle Entrate.

Tempistica del ravvedimentoSanzione ridottaRiduzione rispetto al 120%
Entro 14 giorni dal termine (ravvedimento sprint)1/15 del 15% = 1% per giornoMassima riduzione
Dal 15° al 30° giorno (ravvedimento breve)1/10 del 30% = 3%Alta riduzione
Dal 31° giorno al 90° giorno1/9 del 30% = 3,33%Buona riduzione
Dal 91° giorno fino a 1 anno1/8 del 90% = 11,25%Riduzione media
Dopo 1 anno fino a 2 anni1/7 del 90% = 12,86%Riduzione minore
Oltre 2 anni1/6 del 120% = 20%Riduzione base

Al ravvedimento si aggiungono gli interessi moratori calcolati sul tributo non versato, al tasso legale vigente (dal 1° gennaio 2024 il tasso legale è stato fissato al 2,5% annuo). Sia la sanzione ridotta sia gli interessi si versano con i codici tributo 1506 e 1507 dell’F24 Elide. Il ravvedimento è possibile solo se il contribuente si auto-denuncia prima di ricevere un accertamento o una comunicazione formale dall’Agenzia delle Entrate.

Proroghe e rinnovi: obblighi e scadenze

La proroga del contratto di locazione deve essere comunicata all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla scadenza, anche quando avviene tacitamente (per silenzio dei contraenti). Lo stesso vale per la cessione del contratto (cambio del conduttore o del locatore) e per la risoluzione anticipata consensuale.

  • Proroga espressa o tacita: comunicare entro 30 giorni dalla scadenza originale; usare il codice tributo 1504 per versare l’imposta di registro sulla proroga (2% del canone annuo se non si è in cedolare secca, oppure il codice 1843 se si è in cedolare secca)
  • Risoluzione anticipata: comunicare entro 30 giorni; si versa eventuale imposta residua (tributo 1503) o si ottiene rimborso delle annualità versate in anticipo
  • Cessione del contratto: comunicare entro 30 giorni; si applica l’imposta di registro nella misura fissa di 200 euro (tributo 1502)
  • Subentro per successione: se il locatore o il conduttore decede, gli eredi devono comunicare il subentro entro 30 giorni; non si paga nuova imposta di registro

Una casistica frequente riguarda i contratti con rinnovo automatico alla scadenza del primo periodo (es. 4+4): se entrambe le parti non hanno comunicato disdetta nei termini, il contratto si rinnova automaticamente per altri 4 anni e il locatore deve comunicare il rinnovo all’Agenzia delle Entrate versando una nuova annualità di imposta di registro (oppure comunicando il mantenimento dell’opzione cedolare secca). Se il rinnovo avviene in aprile 2026, la comunicazione e il versamento devono avvenire entro il 4 maggio 2026.

Registrazione contratto di affitto con il CAF: come fare

Registrare un contratto di locazione richiede attenzione nella compilazione del Modello RLI, nella scelta del regime fiscale (ordinario o cedolare secca) e nel versamento dell’imposta con i codici tributo corretti. Un errore nella compilazione può portare a rigetti della registrazione, sanzioni o perdita di vantaggi fiscali. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

  • Registrazione online del contratto di locazione tramite modello RLI Web
  • Calcolo dell’imposta di registro o della cedolare secca più conveniente per la tua situazione
  • Compilazione e invio telematico del modello F24 Elide
  • Comunicazione di proroghe, rinnovi e risoluzioni entro i termini di legge
  • Ravvedimento operoso per contratti già in ritardo
  • Consulenza sulla dichiarazione dei redditi per i proventi da locazione (Quadro B del modello 730 o PF)

Non aspettare l’ultimo momento: il 4 maggio 2026 è vicino. Contattaci oggi stesso per registrare il tuo contratto in tempo e in modo corretto.

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📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sulla Registrazione del Contratto di Affitto

Entro quando devo registrare un contratto di affitto stipulato il 4 aprile 2026?

Il termine è di 30 giorni dalla data di stipula o decorrenza. Per un contratto stipulato o con decorrenza il 4 aprile 2026, la scadenza è il 4 maggio 2026 (lunedì, primo giorno lavorativo utile poiché il 1 maggio è festivo e il 2-3 maggio sono sabato e domenica).

Cosa succede se non registro il contratto di affitto nei 30 giorni?

Il contratto non registrato è nullo ai sensi dell’art. 1, comma 346 della L. 311/2004. Oltre alla nullità civile, si applicano sanzioni fiscali dal 120% al 240% dell’imposta dovuta. Il locatore non può avviare procedure di sfratto. È possibile regolarizzare con il ravvedimento operoso prima di ricevere accertamenti dall’Agenzia delle Entrate.

Conviene la cedolare secca o il regime ordinario con imposta di registro?

Per un locatore persona fisica con reddito elevato, la cedolare secca al 21% è quasi sempre più conveniente dell’IRPEF ordinaria (aliquote dal 23% al 43%) più l’imposta di registro al 2%. Per contratti a canone concordato la cedolare scende al 10%: vantaggio ancora maggiore. Fanno eccezione i casi in cui il locatore ha redditi molto bassi con IRPEF al 23% e l’imposta di registro è poca: in quel caso conviene fare un calcolo specifico.

Devo registrare anche il rinnovo automatico del contratto 4+4?

Sì. Quando il contratto 4+4 si rinnova automaticamente (perché nessuna delle parti ha comunicato la disdetta nei termini), il locatore deve comunicare il rinnovo all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla scadenza del primo periodo, versando una nuova annualità di imposta di registro (codice tributo 1501) o mantenendo l’opzione cedolare secca (codice 1841).

Posso registrare il contratto di affitto da solo o devo andare al CAF?

Puoi registrarlo autonomamente tramite il servizio RLI Web sul portale dell’Agenzia delle Entrate (con SPID, CIE o CNS) oppure usando il software RLI scaricabile. Tuttavia, per evitare errori nella compilazione, nella scelta del regime fiscale e nel calcolo dell’imposta, è consigliabile rivolgersi a un CAF o a un intermediario abilitato, specialmente per contratti complessi o quando si vuole optare per la cedolare secca.


Registra il tuo contratto di affitto con il CAF

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella registrazione del contratto di locazione, nel calcolo dell’imposta e nella scelta del regime fiscale più conveniente. Contattaci prima della scadenza del 4 maggio 2026.

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    Alexandra Bala
    04/09/2026
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    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    Lady
    01/09/2026
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    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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    Giulia Guida
    25/08/2026
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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    Maggio 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    730/2026 Congiunto: Come Ottenere i Rimborsi Rapidamente e Gestire le Detrazioni

    Dichiarazione dei redditi 730

    Il 730 congiunto 2026 è uno strumento fiscale potente che molte coppie non sfruttano al massimo: presentare un’unica dichiarazione dei redditi per entrambi i coniugi non significa solo semplificare la burocrazia, ma può significare rimborsi più rapidi, detrazioni ottimizzate e un risparmio fiscale concreto. In questa guida completa trovi tutto quello che devi sapere sul 730 congiunto 2026: chi può presentarlo, come funzionano i rimborsi in busta paga, come ripartire correttamente le detrazioni tra i coniugi e quali sono le scadenze da rispettare per non perdere nemmeno un euro.

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    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il 730 congiunto 2026 e chi può presentarlo
    2. Vantaggi del 730 congiunto: perché conviene
    3. Rimborso 730 congiunto: come ottenerlo in busta paga rapidamente
    4. Cosa succede quando uno dei coniugi non ha il sostituto d’imposta
    5. Detrazioni nel 730 congiunto: come ripartirle correttamente
    6. Quali spese si possono detrarre nel 730 congiunto
    7. Errori comuni nel 730 congiunto e come evitarli
    8. Quando NON conviene il 730 congiunto
    9. Scadenze 730/2026: le date da non perdere
    10. Domande frequenti sul 730 congiunto

    Cos’è il 730 congiunto 2026 e chi può presentarlo

    Il 730 congiunto 2026 è la modalità di presentazione della dichiarazione dei redditi che consente a due coniugi o partner di un’unione civile di inviare un’unica dichiarazione per entrambi, anziché due separate. In pratica, uno dei due svolge il ruolo di dichiarante e l’altro quello di coniuge dichiarante: il dichiarante è il soggetto principale che firma la dichiarazione, mentre il coniuge dichiarante è colui i cui redditi e detrazioni confluiscono nella stessa dichiarazione.

    Per poter presentare il 730/2026 in forma congiunta, devono essere soddisfatte alcune condizioni fondamentali. Prima di tutto, i coniugi non devono essere legalmente separati: le coppie con separazione legale o divorzio non possono utilizzare questa modalità, anche se continuano a vivere insieme. In secondo luogo, almeno uno dei due coniugi deve avere un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che possa effettuare le operazioni di conguaglio. Infine, entrambi i coniugi devono rientrare tra i soggetti che possono presentare il modello 730 (lavoratori dipendenti, pensionati, collaboratori, percettori di redditi assimilati).

    Un aspetto spesso ignorato riguarda le unioni civili: dal 2016, anche i partner uniti civilmente ai sensi della Legge Cirinnà (Legge 76/2016) hanno diritto a presentare il 730 congiunto, con le stesse modalità e gli stessi vantaggi riconosciuti ai coniugi. Non rientrano invece in questa categoria le coppie di fatto (conviventi non sposati e non uniti civilmente), che devono necessariamente presentare dichiarazioni separate.

    Vantaggi del 730 congiunto: perché conviene

    Scegliere il 730 congiunto 2026 offre una serie di vantaggi concreti che vanno ben oltre la semplice comodità di presentare un solo documento. Il beneficio più immediato è la semplificazione burocratica: una sola pratica, un solo appuntamento al CAF, un solo controllo finale. Ma i vantaggi reali riguardano soprattutto la gestione dei rimborsi e delle detrazioni.

    Il primo grande vantaggio è la possibilità di trasferire le detrazioni che un coniuge non riesce a utilizzare completamente all’altro. Immaginiamo che Marco abbia spese mediche per 3.000 euro e un reddito molto basso: le detrazioni fiscali derivanti da queste spese potrebbero non essere completamente sfruttabili dalla sua dichiarazione individuale, perché l’imposta lorda risultante è troppo bassa. Con il 730 congiunto, quelle detrazioni possono essere attribuite in parte o integralmente a Lucia, il cui reddito più elevato permette di recuperare l’intero beneficio fiscale.

    Un secondo vantaggio riguarda le spese sostenute in modo indiviso: con il 730 congiunto è più semplice gestire spese come la ristrutturazione edilizia, i pagamenti per il bonus mobili o le spese condominiali, che spesso sono intestate a uno solo dei coniugi ma sostenute da entrambi. Infine, in caso di rimborso fiscale, il meccanismo del conguaglio in busta paga garantisce tempi più rapidi rispetto al rimborso diretto da parte dell’Agenzia delle Entrate.

    Rimborso 730 congiunto: come ottenerlo in busta paga rapidamente

    Uno degli aspetti più attesi dai contribuenti che presentano il 730 congiunto 2026 è il rimborso fiscale in busta paga. Questo meccanismo, detto conguaglio fiscale, è uno dei principali vantaggi del modello 730 rispetto al modello Redditi PF: invece di aspettare che l’Agenzia delle Entrate eroghi il rimborso direttamente sul conto corrente (operazione che può richiedere molti mesi), il rimborso viene anticipato dal sostituto d’imposta (cioè il datore di lavoro o l’ente pensionistico) direttamente nella busta paga o nel cedolino della pensione.

    Ecco come funziona nel dettaglio: dopo la trasmissione della dichiarazione da parte del CAF o del sostituto d’imposta (entro il 30 settembre 2026 per il 730 ordinario), l’Agenzia delle Entrate elabora i dati e trasmette al sostituto d’imposta i risultati contabili. Il sostituto è poi obbligato a effettuare il conguaglio fiscale nel cedolino paga di luglio (per le dichiarazioni trasmesse entro il 30 giugno) o nel cedolino di settembre o ottobre (per le dichiarazioni trasmesse a luglio-settembre). I pensionati, invece, ricevono il rimborso nel cedolino della pensione solitamente nei mesi di agosto o settembre.

    Nel caso del 730 congiunto, il rimborso o il debito vengono attribuiti esclusivamente al dichiarante principale (non al coniuge dichiarante), ed è il datore di lavoro o l’ente pensionistico del dichiarante che opera il conguaglio. Per questo motivo, nella scelta di chi deve fare da dichiarante è spesso conveniente indicare il coniuge che ha un reddito più elevato e stabile, in modo da garantire un conguaglio più rapido e sicuro. Un altro fattore da considerare è la capienza dell’imposta: se il rimborso atteso è molto elevato, è meglio che il dichiarante sia colui il cui sostituto d’imposta è in grado di gestire importi maggiori senza difficoltà di liquidità.

    Se il conguaglio positivo (rimborso) non viene erogato entro il terzo mese successivo al termine di presentazione della dichiarazione, il contribuente può segnalare il ritardo al datore di lavoro e, in caso di persistente inadempienza, rivolgersi all’Agenzia delle Entrate. In ogni caso, l’intermediario (CAF o sostituto d’imposta) che ha trasmesso la dichiarazione può verificare lo stato di elaborazione attraverso i canali telematici dell’Agenzia.

    Cosa succede quando uno dei coniugi non ha il sostituto d’imposta

    Una situazione molto comune riguarda le coppie in cui uno dei due coniugi non ha un sostituto d’imposta: ad esempio, un lavoratore autonomo senza sostituto, un libero professionista, una persona che ha perso il lavoro di recente, oppure chi percepisce solo redditi fondiari o da capitale. In questi casi è comunque possibile presentare il 730 congiunto 2026, ma occorre fare attenzione alle regole specifiche che regolano i rimborsi.

    Se il coniuge dichiarante (quello che affianca il dichiarante principale) non ha un sostituto d’imposta, non è un problema: il conguaglio fiscale viene comunque effettuato dal sostituto del dichiarante principale, che è l’unico soggetto da cui passa il flusso dei rimborsi e dei versamenti. Il reddito e le detrazioni del coniuge dichiarante senza sostituto confluiscono comunque nella dichiarazione unica, ma sono le operazioni di conguaglio del dichiarante principale a fare da “veicolo” per erogare o recuperare le somme.

    Il discorso cambia, invece, se è il dichiarante principale a non avere un sostituto d’imposta. In questo caso, il 730 congiunto non può essere presentato nella forma ordinaria con conguaglio in busta paga: il contribuente dovrà presentare il modello Redditi PF (ex modello Unico) e il rimborso, se spettante, sarà erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate tramite bonifico sul conto corrente indicato nella dichiarazione. I tempi in questo caso sono più lunghi: mediamente dai 4 ai 12 mesi dalla trasmissione della dichiarazione, anche se l’Agenzia delle Entrate ha progressivamente accelerato i tempi di liquidazione grazie all’automazione dei controlli.

    Un caso particolare riguarda i contribuenti che durante l’anno hanno perso il lavoro e non hanno un nuovo sostituto d’imposta al momento della presentazione della dichiarazione. In questa situazione, il 730 può comunque essere presentato tramite il CAF, ma l’eventuale rimborso non potrà essere erogato in busta paga: sarà necessario indicare un IBAN valido nel modello 730, e l’Agenzia delle Entrate provvederà al rimborso diretto. Il CAF Centro Fiscale segue ogni anno centinaia di contribuenti in questa situazione, garantendo la corretta compilazione della dichiarazione e il monitoraggio dei tempi di rimborso.

    Detrazioni nel 730 congiunto: come ripartirle correttamente

    La corretta gestione delle detrazioni fiscali è il cuore strategico del 730 congiunto 2026. La regola generale stabilita dall’Agenzia delle Entrate è che ogni detrazione spetta al coniuge che ha sostenuto effettivamente la spesa o al cui nome è intestata la fattura o il documento di spesa. Tuttavia, nella pratica esistono molte situazioni in cui la ripartizione può essere ottimizzata a favore di entrambi i coniugi.

    Regola del sostenimento della spesa

    La regola del sostenimento della spesa significa che la detrazione spetta a chi ha effettivamente pagato, indipendentemente dall’intestazione della ricevuta o della fattura. Se la ricevuta è intestata a uno dei coniugi ma il pagamento è stato effettuato dall’altro (ad esempio con il bancomat del partner), la detrazione in linea di principio spetta a chi ha sostenuto la spesa. In pratica, per le spese pagate con strumenti tracciabili (bonifico, carta di credito, bancomat), è possibile dimostrare chi ha effettivamente pagato e attribuire la detrazione alla persona corretta.

    Per le spese mediche, la regola è che la detrazione del 19% spetta alla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro. Se i due coniugi hanno spese sanitarie separate, ciascuno le porta in detrazione sulla propria quota del 730 congiunto. Se invece le spese mediche sono intestate a un familiare a carico (ad esempio un figlio), possono essere portate in detrazione dal coniuge con il reddito più alto, oppure ripartite tra entrambi nella percentuale più conveniente.

    Detrazioni per i figli a carico

    Un capitolo a parte meritano le detrazioni per figli a carico. A partire dal 2022, con l’introduzione dell’Assegno Unico Universale, le detrazioni IRPEF per figli fino a 21 anni sono state in gran parte sostituite dall’Assegno Unico. Restano tuttavia le detrazioni per figli da 21 anni in su (se a carico del nucleo familiare), che nel 730 congiunto 2026 si attribuiscono nella misura del 50% a ciascun coniuge oppure nella misura del 100% al coniuge con il reddito più elevato, se questo risulta più conveniente. La scelta va effettuata tenendo conto della capienza d’imposta di ciascun coniuge: se uno dei due ha un’imposta lorda molto bassa, potrebbe non riuscire a sfruttare completamente la propria quota di detrazione, e in quel caso è meglio concentrare tutto sul coniuge capiente.

    Quali spese si possono detrarre nel 730 congiunto

    Il 730/2026 congiunto permette di gestire una gamma molto ampia di spese detraibili. Vediamo le principali categorie, con le regole specifiche per la ripartizione tra i coniugi.

    Spese sanitarie e mediche

    Le spese sanitarie danno diritto a una detrazione del 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro (solo per le spese del contribuente; per le spese dei familiari a carico non si applica la franchigia, e la detrazione del 19% è piena). Rientrano nelle spese mediche detraibili: visite specialistiche, esami di laboratorio, farmaci con ricetta medica, acquisto di dispositivi medici (occhiali, protesi, apparecchi acustici), spese odontoiatriche, interventi chirurgici e degenze ospedaliere. Dal 2020, le spese sanitarie sono detraibili solo se pagate con strumenti tracciabili (bonifico, carta, bancomat), ad eccezione dei farmaci e dei ticket sanitari del SSN.

    Mutuo per l’abitazione principale

    Gli interessi passivi sul mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale danno diritto a una detrazione del 19% su un importo massimo di 4.000 euro annui (detrazione massima: 760 euro l’anno). Nel 730 congiunto, questa detrazione spetta ai coniugi nella proporzione degli interessi effettivamente pagati da ciascuno: se il mutuo è intestato a entrambi, ciascuno detrae il 50%; se è intestato a uno solo (ma l’altro è proprietario dell’immobile), la detrazione spetta solo all’intestatario del mutuo. Fanno eccezione i coniugi in cui uno dei due è “fiscalmente a carico” dell’altro: in quel caso, l’intestatario del mutuo può detrarre anche la quota dell’altro.

    Ristrutturazioni edilizie e Superbonus residui

    Le spese per la ristrutturazione edilizia (bonus ristrutturazione al 50%) e i residui del Superbonus 110% ancora in detrazione sono tra le voci più significative del 730/2026. Per le ristrutturazioni, la detrazione del 50% (fino a un massimale di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare) va ripartita in 10 quote annuali di pari importo: se la spesa è stata sostenuta congiuntamente da entrambi i coniugi, ciascuno porta in detrazione la propria quota. Per il Superbonus, i lavori conclusi entro il 31 dicembre 2023 con SAL hanno consentito detrazioni ancora fruibili nel 730/2026 sotto forma di quote residue: è importante verificare con attenzione l’intestazione dei bonifici e delle fatture per attribuire correttamente le quote tra i coniugi.

    Bonus mobili e grandi elettrodomestici

    Il bonus mobili 2026 consente di detrarre il 50% delle spese per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata (A o superiore per forni e lavastoviglie, E o superiore per lavatrice e frigorifero), a condizione che le spese siano collegate a un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato nel 2025 o nel 2026. Il limite massimo di spesa detraibile per il 2026 è di 5.000 euro, con una detrazione massima di 2.500 euro, ripartita in 10 quote annuali. Nel 730 congiunto, la detrazione spetta al coniuge che ha sostenuto la spesa e che ha avviato i lavori di ristrutturazione.

    Spese per l’istruzione dei figli

    Le spese per l’istruzione (rette di asili nido, scuole dell’infanzia, scuole primarie e secondarie, università) danno diritto a detrazioni fiscali specifiche. Per gli asili nido, la detrazione è del 19% su un massimo di 632 euro per figlio. Per le scuole di ogni ordine e grado (pubbliche e private parificate), la detrazione è del 19% su un massimo di 800 euro per studente. Per le università, la detrazione riguarda le tasse di iscrizione, con un limite legato al corrispondente importo delle tasse universitarie statali. Nel 730 congiunto, queste spese si attribuiscono al coniuge che le ha effettivamente pagate, oppure vengono ripartite secondo la convenienza fiscale.

    Errori comuni nel 730 congiunto e come evitarli

    La complessità del 730 congiunto 2026 si traduce purtroppo in una serie di errori ricorrenti che possono costare rimborsi persi o, peggio, accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate. Ecco gli errori più frequenti che i consulenti del CAF Centro Fiscale si trovano a correggere ogni anno.

    Il primo e più comune errore è l’errata attribuzione delle detrazioni: molte coppie attribuiscono le spese mediche o le rate del mutuo al coniuge sbagliato, senza considerare quale dei due abbia la capienza fiscale sufficiente per sfruttarle completamente. Il risultato è che una parte delle detrazioni va sprecata, riducendo il rimborso finale. Un secondo errore frequente riguarda le spese non tracciabili: dal 2020, le spese sanitarie pagate in contanti (ad eccezione dei farmaci) non danno diritto alla detrazione del 19%. Molti contribuenti continuano a indicare queste spese in dichiarazione, esponendosi a contestazioni in sede di controllo formale.

    Un terzo errore riguarda la dichiarazione del coniuge a carico: se uno dei coniugi ha un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro (oppure 4.000 euro se ha meno di 24 anni), può essere considerato “a carico” dell’altro ai fini delle detrazioni per familiari a carico. In questo caso, il coniuge capiente può detrarre una quota aggiuntiva, ma l’importo varia in base al reddito del coniuge a carico e al reddito complessivo del dichiarante. Sbagliare questa compilazione porta a detrazioni non spettanti o, viceversa, a perdere detrazioni legittime. Infine, un errore molto frequente riguarda la scelta sbagliata di chi fa da dichiarante principale: se il dichiarante ha un reddito troppo basso per supportare il conguaglio del debito eventuale, il sostituto d’imposta potrebbe avere difficoltà a trattenere le somme dovute, con conseguenti irregolarità nel cedolino paga.

    Quando NON conviene il 730 congiunto

    Sebbene il 730 congiunto 2026 offra numerosi vantaggi, esistono situazioni in cui la scelta di presentare dichiarazioni separate risulta più conveniente o addirittura obbligatoria. Conoscere questi casi aiuta a fare la scelta giusta fin dall’inizio, evitando errori difficili da correggere.

    Il caso più ovvio è quello della separazione legale o del divorzio: i coniugi separati legalmente non possono presentare il 730 congiunto, anche se la separazione è recente e i due continuano a vivere nello stesso domicilio. La data di riferimento per verificare lo stato civile è il 31 dicembre dell’anno di imposta (per il 730/2026 si fa riferimento al 31 dicembre 2025): se a quella data la separazione era già in atto, le dichiarazioni devono essere necessariamente separate.

    Un secondo caso in cui il 730 congiunto non conviene riguarda le situazioni in cui entrambi i coniugi hanno debiti fiscali significativi: nel 730 congiunto, il debito complessivo viene addebitato al dichiarante principale tramite il suo sostituto d’imposta. Se il debito è molto elevato, potrebbe essere preferibile presentare dichiarazioni separate per diluire i versamenti. Analogamente, se uno dei coniugi ha crediti da precedenti dichiarazioni già in fase di rimborso, la presentazione del 730 congiunto potrebbe creare complicazioni nella gestione di quei crediti pregressi.

    Infine, il 730 congiunto può non essere la scelta giusta quando uno dei coniugi è un lavoratore autonomo senza sostituto d’imposta e deve presentare il modello Redditi PF per altri redditi non compatibili con il modello 730 (ad esempio plusvalenze da cessione di partecipazioni qualificate, redditi da impresa, ecc.). In questi casi, anche l’altro coniuge che potrebbe presentare il 730 potrebbe valutare la convenienza di presentare il modello Redditi PF in forma congiunta, se disponibile, oppure separatamente.

    Scadenze 730/2026: le date da non perdere

    Rispettare le scadenze del 730/2026 è fondamentale per non perdere i rimborsi in busta paga a luglio e per evitare sanzioni. Il calendario fiscale 2026 prevede le seguenti date chiave per la presentazione della dichiarazione dei redditi.

    Il 730 precompilato è reso disponibile dall’Agenzia delle Entrate sul portale online a partire dal 30 aprile 2026. Dalla stessa data, è possibile accettarlo senza modifiche, modificarlo oppure delegarne la gestione al CAF. La presentazione diretta del 730 precompilato da parte del contribuente (senza intermediari) è possibile fino al 30 settembre 2026.

    Per chi si affida al CAF o al sostituto d’imposta per la presentazione del 730 ordinario (non precompilato), le scadenze sono le seguenti:

    • Entro il 30 giugno 2026: presentazione al CAF per garantire il conguaglio nel cedolino di luglio (la scadenza più conveniente per chi si aspetta un rimborso)
    • Dal 1° luglio al 31 agosto 2026: il sostituto d’imposta effettua il conguaglio nel cedolino di settembre o di ottobre
    • Entro il 30 settembre 2026: termine ultimo assoluto per la presentazione del 730 (sia precompilato che tramite CAF)

    I pensionati che ricevono il rimborso tramite INPS seguono un calendario leggermente diverso: le dichiarazioni presentate entro fine giugno vengono conguagliate nel cedolino di agosto, mentre quelle presentate tra luglio e settembre vengono conguagliate a novembre-dicembre. Chi non presenta il 730 entro il 30 settembre 2026 perde la possibilità di utilizzare questo modello per l’anno di imposta 2025 e deve ricorrere alla dichiarazione dei redditi tramite modello Redditi PF, con scadenza al 31 ottobre 2026 (per la presentazione telematica).

    Tabella riepilogativa scadenze 730/2026

    DataEventoRimborso in busta paga
    30 aprile 2026Disponibile il 730 precompilato–
    30 giugno 2026Scadenza per rimborso a luglio (via CAF)Luglio 2026
    31 agosto 2026Secondo termine intermedioSettembre/Ottobre 2026
    30 settembre 2026Termine ultimo assoluto 730Novembre/Dicembre 2026
    31 ottobre 2026Termine Modello Redditi PF (telematico)Rimborso diretto AdE

    La raccomandazione del CAF Centro Fiscale è sempre quella di presentare la dichiarazione il prima possibile, idealmente entro fine giugno, per ricevere il conguaglio positivo già a luglio. Ogni mese di ritardo nella presentazione significa attendere un mese in più per il rimborso, che nel frattempo continua a giacere “congelato” senza interessi.

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Conclusione: ottimizza il tuo 730 congiunto con il CAF

    Il 730 congiunto 2026 è uno strumento potente nelle mani di chi lo sa usare correttamente. La corretta ripartizione delle detrazioni fiscali, la scelta ottimale del dichiarante principale, la gestione delle spese per figli a carico e il rispetto delle scadenze sono tutti elementi che possono fare la differenza di centinaia o addirittura di migliaia di euro nel rimborso finale. Affidarsi a professionisti esperti come quelli del CAF Centro Fiscale di Udine significa non lasciare nulla al caso: ogni detrazione viene verificata, ogni spesa analizzata per trovare la soluzione fiscalmente più conveniente per la tua famiglia, sia in ufficio che online da tutta Italia.

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    Domande frequenti sul 730 congiunto 2026

    Chi puo presentare il 730 congiunto 2026?

    Il 730 congiunto puo essere presentato dai coniugi non legalmente separati e dai partner di unioni civili registrate (ai sensi della Legge 76/2016). Almeno uno dei due deve avere un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico). Le coppie di fatto (conviventi non sposati) non possono presentare il 730 congiunto.

    Quando arriva il rimborso del 730 congiunto?

    Se la dichiarazione viene presentata entro il 30 giugno 2026, il rimborso (conguaglio positivo) arriva in busta paga a luglio 2026. Per le dichiarazioni presentate tra luglio e agosto, il rimborso arriva a settembre-ottobre. Per quelle di settembre, a novembre-dicembre. I pensionati ricevono il rimborso nel cedolino della pensione di agosto (per dichiarazioni entro giugno) o di novembre-dicembre (per dichiarazioni di luglio-settembre).

    Come si ripartiscono le detrazioni tra i coniugi nel 730 congiunto?

    Le detrazioni spettano al coniuge che ha effettivamente sostenuto la spesa. Per le spese dei figli a carico, la detrazione si attribuisce al 50% a ciascun coniuge oppure al 100% al coniuge con reddito piu elevato (se l’altro non ha capienza fiscale sufficiente). Per le spese mediche, spetta la detrazione del 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro. E sempre consigliabile affidarsi a un CAF per ottimizzare la ripartizione.

    Cosa succede se uno dei coniugi non ha il sostituto d’imposta?

    Se e il coniuge dichiarante (non il dichiarante principale) a non avere un sostituto d’imposta, non ci sono problemi: il conguaglio avviene comunque tramite il sostituto del dichiarante principale. Se invece e il dichiarante principale a non avere un sostituto d’imposta, il 730 congiunto non e applicabile: occorre presentare il Modello Redditi PF, e l’eventuale rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

    E conveniente il 730 congiunto se entrambi i coniugi lavorano?

    Generalmente si, perche permette di ottimizzare le detrazioni (attribuendole al coniuge con reddito maggiore), semplifica la burocrazia e garantisce rimborsi rapidi in busta paga. Tuttavia, e necessario valutare caso per caso: se entrambi hanno debiti fiscali elevati, potrebbe essere piu conveniente presentare dichiarazioni separate. Il CAF Centro Fiscale effettua sempre una verifica preventiva della convenienza.


    Hai bisogno di assistenza per il 730 congiunto?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a ottimizzare il tuo 730/2026 congiunto: massimizziamo le detrazioni, gestiamo la ripartizione delle spese e garantiamo il rimborso piu rapido possibile. Servizio disponibile sia in ufficio a Udine che online da tutta Italia.

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      CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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      Maggio 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-04 07:42:582026-05-31 17:57:58730/2026 Congiunto: Come Ottenere i Rimborsi Rapidamente e Gestire le Detrazioni
      CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

      Detrazione Mantenimento Cane Guida 2026: 1.100 euro nel Modello 730 (rigo E81)

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      La detrazione per il mantenimento del cane guida è un'agevolazione fiscale riservata alle persone non vedenti che possiedono un cane guida regolarmente addestrato. Nel Modello 730/2026 (redditi 2025) la detrazione forfettaria sale da 1.000 a 1.100 euro: un importo fisso, non legato al 19% e non subordinato alla presentazione di scontrini o fatture.

      In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine spieghiamo come funziona davvero la detrazione del rigo E81 del Quadro E, chi può richiederla, come si compila il modello e perché è importante distinguerla dalla diversa detrazione del 19% sulle spese di acquisto del cane guida.

      Cos'è la detrazione forfettaria mantenimento cane guida (rigo E81)

      Il rigo E81 del Modello 730/2026 è dedicato esclusivamente alle persone non vedenti che mantengono un cane guida. Si tratta di una detrazione forfettaria: barrando la casella, viene riconosciuto un importo fisso, indipendentemente dalle spese effettivamente sostenute per l'animale (cibo, veterinario, accessori).

      Nel 730/2026 l'importo della detrazione forfettaria sale a 1.100 euro (era 1.000 euro fino al 730/2025). Il nuovo importo viene applicato in fase di compilazione del modello e compare al rigo 38 del prospetto di liquidazione (il riepilogo delle detrazioni).

      Anno fiscaleModello 730Detrazione forfettaria
      Redditi 2024730/20251.000 euro
      Redditi 2025730/20261.100 euro

      Non è il 19%: è una somma fissa

      È importante chiarire un equivoco frequente: la detrazione del rigo E81 non è il 19% di un importo. Si tratta di una somma fissa che il sistema applica direttamente in dichiarazione barrando la casella, senza calcoli percentuali.

      La differenza con altre voci del Quadro E è sostanziale: per le spese mediche, ad esempio, occorre indicare l'importo speso e l'Agenzia delle Entrate calcola il 19% al netto della franchigia di 129,11 euro. Per il mantenimento del cane guida, invece, basta barrare la casella e l'importo di 1.100 euro viene riconosciuto in via forfettaria.

      Chi può richiedere la detrazione

      La detrazione del rigo E81 spetta esclusivamente alla persona non vedente proprietaria del cane guida. Non può essere indicata in dichiarazione da un familiare, anche se la persona non vedente è fiscalmente a carico. È un punto delicato che spesso genera confusione nelle famiglie con un componente non vedente a carico.

      Conseguenza pratica: la persona non vedente proprietaria del cane guida deve presentare il proprio Modello 730 (o Modello Redditi PF) per beneficiare della detrazione, anche se per il resto sarebbe a carico fiscale di un familiare. Senza dichiarazione propria, la detrazione viene persa.

      Requisiti soggettivi

      • Cecità totale oppure residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi con eventuale correzione
      • Possesso effettivo del cane guida regolarmente addestrato presso un centro riconosciuto
      • Indicazione una sola volta per ciascun contribuente, anche in caso di possesso di più cani guida

      La detrazione è legata alla capienza fiscale

      La detrazione forfettaria di 1.100 euro è un importo che si sottrae direttamente dall'IRPEF dovuta. Funziona quindi solo se il contribuente paga IRPEF sufficiente: la quota di detrazione che eccede l'imposta lorda viene perduta, perché non è un credito d'imposta rimborsabile.

      Esempi pratici

      • IRPEF dovuta 0 euro: il contribuente non recupera nulla. La detrazione di 1.100 euro non genera rimborso.
      • IRPEF dovuta 500 euro: il contribuente recupera solo 500 euro. La parte eccedente (600 euro) viene persa.
      • IRPEF dovuta 1.500 euro: il contribuente recupera l'intera detrazione di 1.100 euro.

      Per questo motivo la detrazione è piena solo per chi ha un reddito imponibile sufficiente a generare imposta lorda capiente. Nei casi di reddito basso o nullo, l'agevolazione è solo parziale o inesistente.

      Come compilare il rigo E81 nel Modello 730/2026

      La compilazione è estremamente semplice: nella Sezione VI del Quadro E (“Altre detrazioni”), in corrispondenza del rigo E81, basta apporre una X nella casella. Non occorre indicare l'importo, né allegare scontrini o fatture: l'importo forfettario di 1.100 euro viene applicato in automatico dal sistema.

      Documentazione da conservare

      Anche se non serve allegare nulla in dichiarazione, il contribuente deve conservare per eventuali controlli:

      • Certificato medico di cecità (totale o con residuo visivo non superiore a 1/20)
      • Documentazione del centro di addestramento riconosciuto da cui proviene il cane guida
      • Documenti che attestino la proprietà del cane (microchip, libretto sanitario)

      Dove appare nella dichiarazione

      Una volta compilato il rigo E81 e completata la dichiarazione, l'importo della detrazione forfettaria di 1.100 euro compare al rigo 38 del prospetto di liquidazione del Modello 730/2026. Consigliamo di verificare sempre questa sezione prima di firmare la dichiarazione.

      Diversa dalla detrazione del 19% per l'acquisto del cane

      Il rigo E81 va tenuto separato dalla detrazione del 19% per l'acquisto del cane guida, che rientra invece tra le spese sanitarie del rigo E5. Sono due agevolazioni distinte e cumulabili:

      Acquisto cane guidaMantenimento cane guida
      RigoE5 (spese sanitarie 19%)E81 (detrazione forfettaria)
      TipoDetrazione 19% sull'importo spesoImporto fisso 1.100 euro
      FrequenzaUna volta ogni 4 anniOgni anno
      DocumentiFattura di acquistoNessuno (basta barrare la casella)
      IVA acquistoAliquota agevolata 4%—

      Chi acquista per la prima volta un cane guida può quindi beneficiare nello stesso anno sia della detrazione del 19% sulla spesa di acquisto (rigo E5), sia della detrazione forfettaria di mantenimento (rigo E81). Negli anni successivi, fino al successivo acquisto, resta solo la detrazione forfettaria del rigo E81.

      Lo storico degli importi nel tempo

      L'importo forfettario per il mantenimento del cane guida ha avuto diversi adeguamenti nel corso degli anni:

      • Fino al 2001: 1.000.000 di lire
      • Dal 2002 con l'introduzione dell'euro: 516,46 euro
      • Dal 730/2020 (redditi 2019): 1.000 euro
      • Dal 730/2026 (redditi 2025): 1.100 euro

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      Domande frequenti sul rigo E81

      Devo conservare scontrini per cibo e veterinario?

      No. La detrazione forfettaria del rigo E81 prescinde dalle spese effettivamente sostenute. Non occorre conservare scontrini di cibo, accessori o visite veterinarie. È sufficiente la documentazione di proprietà del cane guida e del certificato di cecità.

      Posso indicare in dichiarazione il cane guida del mio familiare a carico?

      No. La detrazione del rigo E81 spetta esclusivamente alla persona non vedente proprietaria del cane. Anche se il familiare non vedente è fiscalmente a tuo carico, la detrazione non è trasferibile: deve essere il proprietario a presentare la propria dichiarazione.

      Cosa succede se la mia IRPEF è inferiore a 1.100 euro?

      Recuperi solo l'importo pari all'IRPEF dovuta. La parte di detrazione eccedente l'imposta lorda non genera rimborso e viene perduta. La detrazione forfettaria del rigo E81 non è un credito d'imposta rimborsabile.

      Cosa cambia tra il 730/2025 e il 730/2026?

      L'importo forfettario passa da 1.000 a 1.100 euro. La modalità di compilazione (barrare la casella E81) e i requisiti per beneficiare della detrazione restano invariati.

      Hai bisogno di aiuto con il tuo Modello 730?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste le persone con disabilità visiva nella corretta compilazione del Modello 730/2026, garantendo l'applicazione di tutte le detrazioni spettanti, inclusa la detrazione forfettaria di 1.100 euro per il mantenimento del cane guida.

      Per prendere appuntamento o richiedere informazioni, contatta il nostro CAF di Udine: ti aiuteremo a verificare i requisiti, raccogliere la documentazione necessaria e a compilare la dichiarazione in modo corretto.

      Maggio 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-03 08:17:392026-05-31 17:58:15Detrazione Mantenimento Cane Guida 2026: 1.100 euro nel Modello 730 (rigo E81)
      CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

      730 Precompilato 2026: dal 14 Maggio è Possibile Visualizzare la Dichiarazione

      Dichiarazione dei redditi 730

      Indice dei contenuti

      1. Cos’è il 730 Precompilato e Perché dal 14 Maggio 2026
      2. Come Accedere al 730 Precompilato 2026
      3. Dati già Presenti nel 730 Precompilato 2026
      4. Novità del 730 Precompilato 2026
      5. Come Verificare, Modificare e Accettare la Dichiarazione
      6. Vantaggi dell’Accettazione Senza Modifiche: Esonero dai Controlli Formali
      7. Scadenze del 730 Precompilato 2026
      8. Come Delegare il CAF Centro Fiscale per il 730
      9. Domande Frequenti sul 730 Precompilato 2026

      Il 730 precompilato 2026 rappresenta uno degli strumenti più importanti messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per semplificare la dichiarazione dei redditi dei lavoratori dipendenti e pensionati. A partire dal 14 maggio 2026, i contribuenti possono finalmente visualizzare la propria dichiarazione precompilata, controllarne i dati, modificarla se necessario e presentarla direttamente online. In questa guida completa spieghiamo tutto ciò che devi sapere: come accedere con SPID, CIE o CNS, quali dati sono già inseriti, le novità di quest’anno, le scadenze da rispettare e i vantaggi concreti di accettare il modello senza modifiche.

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      Cos’è il 730 Precompilato e Perché dal 14 Maggio 2026

      Il modello 730 precompilato è la dichiarazione dei redditi già compilata dall’Agenzia delle Entrate sulla base dei dati fiscali che terzi soggetti (datori di lavoro, enti previdenziali, banche, assicurazioni, strutture sanitarie, istituti di istruzione) comunicano all’Amministrazione finanziaria nel corso dell’anno. Il servizio, introdotto nel 2015, si è progressivamente arricchito di nuove informazioni, diventando ogni anno più completo e affidabile.

      Per l’anno d’imposta 2025 (dichiarazione 2026), la finestra temporale di visualizzazione si apre il 14 maggio 2026. Si tratta della data a partire dalla quale ogni contribuente legittimato (lavoratore dipendente, pensionato, collaboratore coordinato e continuativo) può entrare nel portale dell’Agenzia delle Entrate e vedere la propria dichiarazione già popolata con i dati in possesso del Fisco. La possibilità di inviare il 730 precompilato è invece aperta a partire dalla stessa data.

      Chi può utilizzare il 730 precompilato? Possono presentare il modello 730 i contribuenti che nel periodo d’imposta 2025 hanno percepito:

      • Redditi di lavoro dipendente (compresi i redditi a questi assimilati, come le borse di studio, i compensi per lavori socialmente utili, le indennità di disoccupazione NASPI)
      • Redditi da pensione (pensioni INPS, pensioni complementari, rendite vitalizie)
      • Redditi di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.)
      • Redditi fondiari (terreni e fabbricati)
      • Redditi di capitale non soggetti a ritenuta a titolo d’imposta definitiva
      • Redditi diversi (es. plusvalenze da vendita di terreni non edificabili)
      • Redditi soggetti a tassazione separata (TFR, arretrati, ecc.), da indicare ai fini della liquidazione dell’imposta

      Come Accedere al 730 Precompilato 2026

      L’accesso al 730 precompilato 2026 avviene esclusivamente in modalità telematica, tramite il portale dedicato dell’Agenzia delle Entrate. Sono previste tre modalità di autenticazione, tutte basate sull’identità digitale o su credenziali personali certificate:

      SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)

      Lo SPID è la modalità di accesso più diffusa. Per accedere al 730 precompilato con SPID occorre avere un account di livello 2 (username, password + codice OTP via app o SMS) o superiore. I principali provider SPID in Italia sono: PosteID, Aruba, TIM ID, Namirial, Infocert, Register.it. Se non hai ancora lo SPID, puoi richiederlo gratuitamente online attraverso il sito di uno dei provider accreditati, con riconoscimento tramite webcam o di persona.

      CIE (Carta d’Identità Elettronica)

      La Carta d’Identità Elettronica (CIE 3.0) può essere usata per accedere al 730 precompilato tramite l’app CieID (disponibile su Android e iOS) oppure tramite un lettore NFC collegato al PC. L’accesso con CIE garantisce un livello di sicurezza pari al livello 3 SPID. Per chi non ha ancora lo SPID ma dispone di una CIE rilasciata dopo il 2016, è un’ottima alternativa immediata.

      CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

      La Carta Nazionale dei Servizi (CNS) include la tessera sanitaria abilitata (quella con il microchip) e i dispositivi equivalenti rilasciati da alcune Camere di Commercio. Per usarla occorre un lettore di smart card e il relativo software installato sul PC, oltre al codice PIN fornito al momento del rilascio. Questa modalità è ancora utilizzata da molti professionisti e anziani che non hanno adottato lo SPID.

      Come accedere passo per passo:

      1. Vai su precompilata.agenziaentrate.gov.it
      2. Clicca su “Accedi alla dichiarazione precompilata”
      3. Scegli la modalità di autenticazione (SPID, CIE o CNS)
      4. Completa l’autenticazione con le tue credenziali
      5. Una volta dentro, clicca su “Visualizza” accanto al tuo 730

      Dati già Presenti nel 730 Precompilato 2026

      Il 730 precompilato 2026 contiene già una grande quantità di informazioni trasmesse da soggetti terzi all’Agenzia delle Entrate. Ecco un riepilogo completo dei dati che troverai già inseriti nella tua dichiarazione:

      Redditi e Ritenute

      • Redditi di lavoro dipendente e pensione: dati dalla Certificazione Unica (CU) trasmessa dal sostituto d’imposta (datore di lavoro, INPS, enti pensionistici)
      • Redditi da lavoro autonomo occasionale: se soggetti a ritenuta d’acconto del 20%
      • Ritenute IRPEF e addizionali regionali/comunali: già indicate nella CU
      • Detrazioni da lavoro dipendente e pensione: calcolate automaticamente in base al reddito

      Spese Sanitarie

      Dal 2016 il Sistema Tessera Sanitaria trasmette all’Agenzia delle Entrate tutti i dati sulle spese sanitarie sostenute dai contribuenti. Nel 730 precompilato troverai:

      • Spese mediche detraibili al 19% (visite specialistiche, esami, farmaci con ricetta, dispositivi medici)
      • Ticket SSN
      • Spese veterinarie
      • Contributi a fondi sanitari integrativi
      • Spese per assistenza personale (badanti, assistenti familiari)

      Attenzione: le spese sanitarie detraibili al 19% sono soggette alla franchigia di 129,11 euro: la detrazione si calcola sull’importo eccedente tale soglia. L’importo massimo detraibile non ha un tetto fisso, ma per redditi superiori a 120.000 euro le detrazioni vengono ridotte progressivamente fino ad azzerarsi sopra i 240.000 euro.

      Mutui e Interessi Passivi

      • Interessi su mutui ipotecari per acquisto prima casa: detrazione del 19% su un massimo di 4.000 euro di interessi passivi
      • Interessi su mutui per costruzione prima casa: detrazione del 19% su un massimo di 2.582,28 euro
      • Interessi su mutui agrari: detrazione del 19% nei limiti del reddito dei terreni

      Polizze Assicurative

      • Premi per assicurazioni vita e infortuni: detrazione del 19% su un massimo di 530 euro (o 750 euro per rischio morte/invalidità permanente, 1.291,14 euro per non autosufficienza)
      • Premi per polizze aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi su unità immobiliari ad uso abitativo: detrazione del 19% senza limite massimo

      Spese Scolastiche e Universitarie

      • Rette scolastiche per scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado (statali e paritarie)
      • Tasse universitarie (università pubbliche e private)
      • Spese per asilo nido: detrazione del 19% su un massimo di 632 euro per figlio
      • Spese per attività sportive dei figli di età tra 5 e 18 anni: detrazione del 19% su un massimo di 210 euro per figlio

      Contributi Previdenziali e Assistenziali

      • Contributi INPS versati come lavoratore dipendente (già nella CU)
      • Contributi per colf e badanti: deducibili fino a 1.549,37 euro
      • Contributi a fondi pensione complementare: deducibili fino a 5.164,57 euro
      • Contributi versati per familiari a carico (es. contributi volontari INPS per la pensione del coniuge)

      Immobili e Rendite

      • Redditi fondiari (terreni e fabbricati) da Catasto
      • Canoni di locazione da contratti registrati
      • Cedolare secca su affitti (10% o 21% a seconda del tipo di contratto)
      • IMU versata: le abitazioni diverse dalla prima casa soggette ad IMU non scontano più IRPEF sui redditi fondiari

      Novità del 730 Precompilato 2026

      Il 730 precompilato 2026 (per l’anno d’imposta 2025) porta con sé alcune importanti novità rispetto alle edizioni precedenti, sia in termini di dati inclusi sia di funzionalità del portale:

      Nuovi Dati Precaricati

      • Spese per interventi edilizi (superbonus, bonus ristrutturazioni): i dati sulle spese sostenute nel 2025 per interventi agevolati vengono inseriti direttamente dall’Agenzia delle Entrate sulla base delle comunicazioni ricevute
      • Contributi per riduzione rischio sismico: sismabonus e acquisti di immobili in zona sismica
      • Spese per sistemi di accumulo energia: detraibili al 50%
      • Dati su criptoattività: dal 2024 gli intermediari finanziari hanno l’obbligo di comunicare le operazioni in criptoattività; le relative informazioni potranno essere presenti nel 730 precompilato 2026
      • Spese funebri: trasmesse da onoranze funebri certificate

      Nuove Funzionalità del Portale

      • Aggiornamento interfaccia: il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it è stato aggiornato per una migliore navigazione da dispositivi mobili
      • Storico dichiarazioni: è possibile consultare le dichiarazioni degli anni precedenti direttamente dall’area riservata
      • Notifiche via email/SMS: il contribuente può attivare notifiche automatiche per aggiornamenti sul rimborso o sull’elaborazione della dichiarazione
      • Assistenza virtuale (chatbot): l’Agenzia mette a disposizione un assistente virtuale per rispondere alle domande più frequenti direttamente sul portale

      Modifiche Normative che Impattano il 730/2026

      • Riforma IRPEF 2025: il regime a scaglioni con le aliquote aggiornate (23% fino a 28.000 euro, 35% da 28.000 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro) è già recepito nel precompilato
      • Detrazioni per familiari a carico: modifiche alle detrazioni per figli a carico sopra i 21 anni (in parte sostituite dall’Assegno Unico Universale)
      • Oneri detraibili al 19%: confermato il requisito del pagamento tracciabile (bonifico, carta, PagoPa) per la detraibilità
      • Bonus casa 2025: le spese per ristrutturazioni ordinarie sono agevolate al 36% (non più 50% per molte tipologie), mentre il Superbonus scende ulteriormente per i lavori non completati

      Come Verificare, Modificare e Accettare la Dichiarazione

      Dopo aver effettuato l’accesso al portale e visualizzato il tuo 730 precompilato 2026, hai tre possibilità di azione:

      1. Accettare senza Modifiche

      Se i dati presenti nel 730 sono corretti e completi, puoi accettare la dichiarazione così com’è e inviarla direttamente. Il processo è semplice:

      1. Visualizza la dichiarazione precompilata
      2. Controlla il riepilogo dei dati
      3. Clicca su “Conferma e invia”
      4. Inserisci il codice di conferma (inviato via SMS al tuo numero o via app del provider SPID)
      5. Ricevi la ricevuta telematica di avvenuta presentazione

      2. Modificare e Integrare

      Se vuoi aggiungere dati mancanti o correggere informazioni errate, puoi modificare il 730 direttamente online. Le modifiche più comuni riguardano:

      • Spese non presenti nel sistema (es. spese mediche pagate in contanti prima di luglio 2020 e non registrate nel sistema TS, libri scolastici, abbonamenti trasporti)
      • Correzione di dati errati (es. importo mutuo diverso da quello comunicato dalla banca)
      • Aggiunta di redditi non precaricati (es. redditi da locazione non registrati)
      • Inserimento di oneri non comunicati (es. erogazioni liberali, contributi associativi)

      Attenzione: ogni modifica apportata al 730 precompilato trasforma la dichiarazione in una dichiarazione “modificata”, perdendo il beneficio dell’esonero dai controlli formali sulle spese detraibili (vedi sezione successiva).

      3. Delegare un CAF o Professionista Abilitato

      Puoi delegare un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o un professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro) ad accedere, verificare, modificare e trasmettere il tuo 730 per conto tuo. Il CAF acquisisce la delega tramite un apposito modulo e accede ai tuoi dati direttamente dal portale dell’Agenzia delle Entrate, senza che tu debba fare nulla online. È la soluzione ideale per chi ha una situazione fiscale complessa o non ha dimestichezza con gli strumenti digitali.

      Vantaggi dell’Accettazione Senza Modifiche: Esonero dai Controlli Formali

      Accettare il 730 precompilato senza modifiche offre un vantaggio fiscale molto rilevante: l’esonero dai controlli formali documentali sulle spese detraibili e deducibili presenti nella dichiarazione. Questo beneficio è disciplinato dall’art. 5 del D.Lgs. 175/2014 e confermato dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate.

      Cosa Significa “Esonero dai Controlli Formali”?

      Normalmente, dopo la presentazione del 730, l’Agenzia delle Entrate può richiedere al contribuente la documentazione a supporto delle spese detratte (ricevute mediche, ricevute pagamenti, contratti di mutuo, polizze, ecc.). Se accetti il 730 precompilato senza apportare modifiche, l’Agenzia delle Entrate rinuncia al controllo formale sui dati già in suo possesso (quelli trasmessi dai soggetti terzi). In sostanza:

      • Non ti verranno richieste ricevute o documenti per le spese già presenti nel precompilato (es. spese mediche dal sistema TS, interessi su mutuo dalla banca, premi assicurativi dalla compagnia)
      • Non saranno applicate sanzioni né richieste integrazioni per i dati precaricati, anche se risultassero leggermente diversi dalla realtà per errori del soggetto terzo
      • La responsabilità del dato errato ricade sul soggetto che lo ha trasmesso all’Agenzia (es. la banca che ha comunicato un importo di interessi sbagliato), non sul contribuente

      Cosa Succede se il CAF Trasmette il 730 Precompilato?

      Quando è il CAF a presentare il 730 precompilato per tuo conto (con o senza modifiche), l’esonero dai controlli formali si estende anche ai dati che il CAF ha verificato e attestato. Il CAF rilascia al contribuente una ricevuta di avvenuta presentazione e conserva la documentazione che ha verificato, garantendo all’Agenzia delle Entrate che i dati siano corretti. In caso di errore del CAF, la responsabilità ricade sul CAF stesso, non sul contribuente.

      Questo rappresenta un’ulteriore tutela per il contribuente che si affida a un CAF Centro Fiscale per la gestione del proprio 730.

      Scadenze del 730 Precompilato 2026

      Rispettare le scadenze del 730 precompilato 2026 è fondamentale per evitare sanzioni e per ricevere i rimborsi IRPEF entro i tempi previsti. Ecco il calendario completo:

      DataEventoChi Riguarda
      14 maggio 2026Apertura visualizzazione e invio 730 precompilatoTutti i contribuenti abilitati
      30 giugno 2026Scadenza per ricevere rimborso IRPEF nello stipendio/pensione di luglioDipendenti e pensionati con sostituto d’imposta
      23 luglio 2026Scadenza per ricevere rimborso nella rata di agostoDipendenti e pensionati con sostituto d’imposta
      30 settembre 2026Scadenza finale per presentare il 730 (incluso precompilato modificato)Tutti i contribuenti (tramite CAF, professionista o autonomamente)
      25 ottobre 2026Scadenza per il 730 integrativo a favore del contribuenteChi ha presentato il 730 entro il 30 settembre e vuole correggere a proprio favore

      Rimborsi IRPEF: se dalla dichiarazione emerge un credito d’imposta, il rimborso viene erogato direttamente in busta paga (o nella rata di pensione) dal sostituto d’imposta a partire da luglio 2026, oppure dall’INPS per i pensionati. Se non hai un sostituto d’imposta (es. sei disoccupato o hai perso il lavoro), il rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate tramite accredito sul conto corrente.

      Come Delegare il CAF Centro Fiscale per il 730

      Delegare il CAF Centro Fiscale di Udine per la presentazione del tuo 730 precompilato 2026 è la scelta più sicura e conveniente, soprattutto se hai una situazione fiscale articolata (immobili, spese mediche elevate, familiari a carico, redditi da lavoro autonomo occasionale, interessi su mutuo, bonus edilizi).

      Vantaggi del CAF per la Dichiarazione dei Redditi

      • Verifica professionale di tutti i dati precaricati: il CAF controlla ogni voce e segnala anomalie o dati mancanti
      • Integrazione di spese non presenti nel precompilato: il CAF conosce tutte le tipologie di oneri detraibili e si assicura che tu non perda nemmeno un euro di detrazione
      • Garanzia CAF: in caso di errore nella compilazione, la responsabilità fiscale ricade sul CAF, non sul contribuente. Questo significa zero rischi per te
      • Assistenza post-dichiarazione: il CAF ti supporta in caso di comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate, richieste di chiarimenti o controlli
      • Deleghe per persone anziane o non digitali: il CAF si occupa di tutto, anche per chi non usa internet o ha difficoltà con i sistemi digitali

      Documenti da Portare al CAF per il 730

      • Documento d’identità in corso di validità e codice fiscale
      • Certificazione Unica (CU) del 2025 rilasciata dal datore di lavoro o dall’INPS
      • Dichiarazione dei redditi dell’anno precedente (modello 730/2025 o Redditi PF 2025)
      • Documentazione spese detraibili: ricevute mediche, fatture interventi edilizi, ricevute bonifici ristrutturazioni, contratto mutuo e certificato interessi passivi della banca, quietanze premi assicurativi, ricevute spese scolastiche, ricevute erogazioni liberali
      • Dati immobili: visure catastali, contratti di locazione, dati IMU versata
      • Coordinate bancarie (IBAN) per l’accredito del rimborso IRPEF

      Il CAF Centro Fiscale di Udine accetta appuntamenti da maggio 2026 per la presentazione del modello 730. Puoi prenotare il tuo appuntamento tramite WhatsApp, telefonando allo sportello o compilando il modulo online qui sotto.

      In alternativa al 730 precompilato, i contribuenti con redditi più complessi (es. redditi d’impresa, redditi da lavoro autonomo professionale) devono presentare il modello Redditi PF. Il CAF Centro Fiscale assiste anche in questi casi.

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      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sul 730 Precompilato 2026

      Dal 14 maggio 2026 posso anche INVIARE il 730 precompilato o solo visualizzarlo?

      Dal 14 maggio 2026 puoi fare entrambe le cose: visualizzare il 730 precompilato E inviarlo. Non c’e differenza tra data di apertura alla visualizzazione e data di apertura all’invio: dal 14 maggio il portale dell’Agenzia delle Entrate e aperto sia per controllare i dati che per confermare e trasmettere la dichiarazione.

      Se non ho SPID come accedo al 730 precompilato?

      Puoi accedere con la CIE (Carta d’Identita Elettronica 3.0) tramite l’app CieID, oppure con la CNS (Carta Nazionale dei Servizi, ovvero la tessera sanitaria con chip) usando un lettore di smart card. In alternativa, puoi delegare un CAF che accede per tuo conto.

      Cosa succede se accetto il 730 precompilato e i dati sono errati?

      Se accetti il 730 precompilato senza modifiche e i dati erano sbagliati per colpa di chi li ha trasmessi (banca, medico, datore di lavoro), la responsabilita ricade su quel soggetto, non su di te. Sei esonerato dai controlli formali documentali sulle spese gia presenti nel precompilato. Se invece hai aggiunto dati o modificato la dichiarazione, la responsabilita torna in parte su di te per le voci modificate.

      Entro quando devo presentare il 730 precompilato 2026?

      La scadenza finale per presentare il 730 (incluso il precompilato) e il 30 settembre 2026. Per ricevere il rimborso IRPEF gia nello stipendio/pensione di luglio, pero, conviene presentarlo entro il 30 giugno 2026. Per il rimborso di agosto, entro il 23 luglio 2026.

      Se mi rivolgo al CAF perdo il beneficio dell’esonero dai controlli formali?

      No, anzi. Quando e il CAF a presentare il tuo 730 (anche modificato), il CAF stesso verifica e attesta la correttezza dei dati, estendendo l’esonero dai controlli formali. In piu, in caso di errore del CAF, la responsabilita fiscale ricade sul CAF e non su di te: hai quindi una doppia tutela.


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        CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Maggio 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-01 09:47:082026-05-31 17:58:56730 Precompilato 2026: dal 14 Maggio è Possibile Visualizzare la Dichiarazione
        CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

        Precompilata 2026 Online: il Portale Informativo per Accedere al 730 e al Modello Redditi

        Dichiarazione dei redditi 730

        Il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it rappresenta il punto di accesso unificato per la dichiarazione dei redditi 2026. Dall’anno fiscale 2026, il sistema mette a disposizione dei contribuenti due strumenti distinti: il 730 precompilato, disponibile dal 30 aprile, e la precompilata Modello Redditi PF, disponibile dal 15 aprile. Capire quale utilizzare, come accedere e quali dati verificare è fondamentale per non commettere errori che potrebbero costare sanzioni o, peggio, far perdere rimborsi spettanti. In questa guida analizziamo il portale in ogni sua funzione, le differenze tra i due modelli, le scadenze 2026 e il ruolo del CAF nella gestione della pratica.

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        Indice dei contenuti

        1. Cos’è il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it
        2. Come accedere al portale precompilata 2026
        3. Differenza tra 730 precompilato e Modello Redditi PF precompilato
        4. Chi deve usare il 730 e chi il Modello Redditi PF
        5. Quali dati sono già precaricati nel portale 2026
        6. Come verificare e modificare i dati della precompilata
        7. Scadenze 2026: calendario completo del portale
        8. Inviare senza modifiche: quando conviene e rischi
        9. Il ruolo del CAF nella gestione della precompilata
        10. Errori comuni e come evitarli
        11. Domande Frequenti sulla Precompilata 2026

        Cos’è il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it

        Il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it è il servizio online dell’Agenzia delle Entrate che permette ai contribuenti italiani di accedere, verificare e inviare la propria dichiarazione dei redditi precompilata. Introdotto nel 2015 come sperimentazione, è diventato negli anni lo strumento principale per la gestione fiscale annuale di milioni di italiani.

        Il portale non è semplicemente un modulo da compilare: è un sistema informativo integrato che raccoglie automaticamente i dati fiscali del contribuente da molteplici fonti. L’Agenzia delle Entrate riceve informazioni da datori di lavoro, enti previdenziali, istituti bancari, assicurazioni, strutture sanitarie e molti altri soggetti, e le organizza in una dichiarazione pre-popolata pronta per essere verificata e inviata.

        A partire dalla campagna dichiarativa 2026, il portale mette a disposizione dei contribuenti due diversi modelli precompilati:

        • Modello 730 precompilato: per dipendenti, pensionati e assimilati, disponibile dal 30 aprile 2026
        • Modello Redditi PF precompilato: per autonomi, titolari di partita IVA e chi ha redditi diversi, disponibile dal 15 aprile 2026

        Questa distinzione è fondamentale: accedere al portale non significa automaticamente dover usare il 730. Il sistema ti mostra quale modello è più adatto alla tua situazione reddituale, guidandoti nella scelta corretta.

        Come accedere al portale precompilata 2026

        Per accedere al portale precompilata 2026 è necessario disporre di un’identità digitale riconosciuta. L’Agenzia delle Entrate ha progressivamente eliminato l’accesso con le credenziali Fisconline/Entratel, migrando tutto verso i sistemi di autenticazione nazionali. Attualmente i metodi di accesso validi per il 2026 sono:

        • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale): il metodo più diffuso, disponibile tramite operatori accreditati come Poste Italiane, Aruba, TIM, Namirial e altri
        • CIE (Carta di Identità Elettronica): la carta di identità di nuova generazione con chip NFC, utilizzabile con lettore o smartphone compatibile
        • CNS (Carta Nazionale dei Servizi): la tessera sanitaria con chip, utilizzabile con apposito lettore
        • Credenziali Entratel/Fisconline: ancora valide per chi le possiede, ma non più rilasciate ai nuovi utenti

        Procedura di accesso passo per passo:

        1. Collegarsi a precompilata.agenziaentrate.gov.it
        2. Cliccare su “Accedi alla dichiarazione precompilata”
        3. Selezionare il metodo di autenticazione (SPID, CIE o CNS)
        4. Completare l’autenticazione con il proprio provider
        5. Accedere alla propria area personale dove sarà visibile la dichiarazione precompilata

        Una volta autenticati, il portale mostra immediatamente quale modello è disponibile per il contribuente (730 o Modello Redditi PF) e lo stato della dichiarazione: se è accessibile, se è già stata inviata da un intermediario (CAF, professionista) o se ci sono anomalie da verificare.

        Accesso tramite CAF o intermediario abilitato: Se ci si affida a un CAF per la dichiarazione dei redditi, l’intermediario accede direttamente al portale per conto del contribuente, tramite apposita delega. Il contribuente non deve fare nulla di tecnico: il CAF gestisce l’intero processo di accesso, verifica e invio.

        Differenza tra 730 precompilato e Modello Redditi PF precompilato

        Una delle domande più frequenti riguarda la differenza tra 730 e Modello Redditi PF nella versione precompilata. Si tratta di due strumenti distinti, con destinatari, meccanismi di rimborso e scadenze differenti. Ecco un confronto dettagliato:

        Caratteristica730 PrecompilatoModello Redditi PF Precompilato
        Disponibile dal30 aprile 202615 aprile 2026
        Destinatari principaliDipendenti, pensionati, co.co.co.Autonomi, partite IVA, redditi esteri
        Rimborso IRPEFIn busta paga (luglio/agosto) o pensioneDa Agenzia Entrate (tempi piu lunghi)
        Scadenza invio diretto30 settembre 202630 novembre 2026 (persone fisiche)
        Scadenza tramite CAF30 settembre 202630 novembre 2026
        Pagamento imposteTrattenuta in busta pagaCon modello F24 (giugno/novembre)
        Responsabilita CAFIl CAF si assume responsabilita vistoResponsabilita rimane al contribuente

        La novità principale del 2026 riguarda la precompilata del Modello Redditi PF: per la prima volta l’Agenzia delle Entrate ha esteso il sistema precompilato anche ai contribuenti che normalmente presentano il Modello Redditi (autonomi, professionisti, imprenditori individuali in contabilità semplificata). Questo è un cambiamento strutturale che amplia notevolmente la platea dei beneficiari del servizio precompilato.

        Chi deve usare il 730 e chi il Modello Redditi PF

        La scelta tra i due modelli non è discrezionale: dipende dalla tipologia di redditi percepiti nell’anno di imposta 2025 (dichiarati nel 2026). Il portale aiuta a identificare il modello corretto, ma è utile conoscere in anticipo le regole principali.

        Chi usa il 730 precompilato 2026

        Il 730 precompilato 2026 è destinato ai contribuenti che nell’anno d’imposta 2025 hanno percepito:

        • Redditi di lavoro dipendente (qualsiasi datore di lavoro, anche part-time)
        • Redditi di pensione (pensioni INPS, pensioni complementari, rendite vitalizie)
        • Redditi assimilati al lavoro dipendente: collaborazioni coordinate e continuative (co.co.co.), borse di studio, assegni di ricerca, redditi di lavoro socialmente utile
        • Redditi fondiari (terreni e fabbricati) se non hanno altri redditi che escludono il 730
        • Redditi di capitale non soggetti a ritenuta a titolo d’imposta
        • Alcuni redditi diversi: plusvalenze da cessione di terreni edificabili, indennità di esproprio

        Condizione essenziale per il 730: il contribuente deve avere un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che effettuerà le operazioni di conguaglio in busta paga o sulla pensione. Se non si ha un sostituto d’imposta (es. si è in cerca di lavoro, in cassa integrazione, o disoccupati), si presenta comunque il 730, ma si dovrà indicare l’assenza di sostituto: il rimborso verrà erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

        Chi usa il Modello Redditi PF precompilato 2026

        Il Modello Redditi PF precompilato 2026 è obbligatorio per chi ha percepito redditi che non rientrano nel 730. In particolare:

        • Redditi di lavoro autonomo: professionisti (avvocati, medici, ingegneri, commercialisti), collaboratori occasionali
        • Redditi d’impresa: imprenditori individuali in contabilità ordinaria o semplificata (inclusi forfettari con ricavi sopra soglia)
        • Contribuenti in regime forfettario: devono presentare il Modello Redditi PF anche se il regime è semplificato
        • Redditi da partecipazione in società di persone (snc, sas) o associazioni professionali
        • Redditi di fonte estera: redditi percepiti all’estero, conti correnti e investimenti esteri (quadro RW), immobili esteri
        • Contribuenti non residenti in Italia
        • Contribuenti con crediti d’imposta particolari o con situazioni fiscali complesse non gestibili con il 730

        I contribuenti in regime forfettario rientrano in questa categoria: anche se il loro regime fiscale è semplificato, devono comunque presentare il Modello Redditi PF per dichiarare i ricavi, le spese deducibili e determinare l’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni).

        Quali dati sono già precaricati nel portale 2026

        Il portale precompilata 2026 è alimentato da un sistema di comunicazioni automatiche che le varie organizzazioni inviano all’Agenzia delle Entrate. Conoscere quali dati sono già presenti aiuta a capire cosa verificare con attenzione e cosa invece potrebbe mancare.

        Dati certamente precaricati:

        • Redditi da lavoro dipendente e pensione: trasmessi tramite la Certificazione Unica (CU) da datori di lavoro ed enti previdenziali entro il 16 marzo 2026
        • Interessi bancari e rendimenti finanziari: trasmessi dalle banche e intermediari finanziari
        • Spese sanitarie: trasmesse dal Sistema Tessera Sanitaria (STS) da medici, ospedali, farmacie, ottici, dentisti e altri operatori sanitari. Include ticket SSN, visite specialistiche, farmaci, occhiali da vista, apparecchi acustici
        • Premi assicurativi: polizze vita, infortuni, responsabilità civile
        • Contributi previdenziali e assistenziali: versamenti INPS volontari, contributi colf e badanti
        • Erogazioni liberali: donazioni a ONLUS, APS, fondazioni riconosciute
        • Ristrutturazioni e bonus edilizi: lavori con detrazioni 50%, superbonus, ecobonus, bonus facciate comunicati dai sostituti d’imposta
        • Mutui ipotecari: interessi passivi comunicati dalle banche
        • Rette asili nido: spese trasmesse dai gestori degli asili
        • Canoni di locazione: contratti registrati all’Agenzia delle Entrate
        • Acquisti immobili: rogiti registrati tramite notai

        Dati che potrebbero non essere presenti e vanno inseriti manualmente:

        • Spese mediche pagate in contanti (senza ricevuta fiscale elettronica)
        • Spese scolastiche (rette universitarie, mense, gite scolastiche) se non trasmesse dall’ente
        • Spese funebri
        • Contributi versati a fondi pensione (se non comunicati dal datore di lavoro)
        • Canoni di affitto pagati (anche se il contratto è registrato, la detrazione va indicata)
        • Spese veterinarie
        • Acquisto abbonamenti trasporto pubblico

        Come verificare e modificare i dati della precompilata

        Accedere al portale e trovare la dichiarazione precompilata non significa che i dati siano automaticamente corretti. L’Agenzia delle Entrate stessa raccomanda di verificare con attenzione tutti i dati precaricati prima di inviare la dichiarazione.

        Cosa verificare nella precompilata 2026

        • Completezza dei dati sanitari: confrontare le spese sanitarie precaricate con le proprie ricevute e scontrini farmaceutici. Alcune spese potrebbero non essere arrivate al Sistema Tessera Sanitaria (es. spese pagate in contanti, professionisti che non trasmettono al STS)
        • Correttezza dei redditi da CU: verificare che i redditi indicati nella Certificazione Unica siano stati correttamente recepiti. In caso di errori nella CU, bisogna prima far correggere la CU al sostituto d’imposta
        • Dati degli immobili: verificare rendite catastali, variazioni di proprietà avvenute nel 2025, cedolare secca su affitti
        • Familiari a carico: aggiornare i dati di figli, coniuge o altri familiari a carico, con verifica dei limiti di reddito per il 2025
        • Detrazioni per carichi di famiglia: con l’introduzione dell’Assegno Unico, molte detrazioni per figli under 21 non sono più applicabili; verificare la corretta gestione da parte del sistema
        • Bonus e detrazioni edilizi: verificare che i lavori effettuati nel 2025 con diritto a detrazione siano presenti e correttamente quantificati

        Come modificare i dati

        Se si riscontrano dati errati o mancanti, è possibile modificare la dichiarazione precompilata direttamente sul portale. Le modifiche possono essere effettuate:

        • In autonomia: l’utente accede al portale, clicca su “Modifica” e apporta le variazioni necessarie. In questo caso, la responsabilità del contenuto modificato è del contribuente
        • Tramite CAF o intermediario: il professionista accede con delega, verifica, integra e invia. Il CAF si assume la responsabilità del visto di conformità sui dati che ha verificato, proteggendo il contribuente da eventuali sanzioni per errori non intenzionali nelle spese detraibili

        Attenzione: se si invia la precompilata senza alcuna modifica (accettandola così com’è), si beneficia di una protezione parziale: l’Agenzia delle Entrate non può effettuare controlli documentali sulle spese precaricate. Tuttavia, se si aggiungono spese non presenti nel sistema, queste sono soggette ai normali controlli.

        Scadenze 2026: calendario completo del portale

        Conoscere le scadenze 2026 del portale precompilata è fondamentale per non incorrere in sanzioni per omessa o tardiva presentazione. Il sistema è articolato su date diverse a seconda del modello utilizzato e della modalità di presentazione.

        DataEventoModello interessato
        15 aprile 2026Disponibile precompilata Modello Redditi PFModello Redditi PF
        30 aprile 2026Disponibile 730 precompilato730
        30 giugno 2026Scadenza 1 rata acconto Modello Redditi (o unica soluzione se importo inferiore a 257,52 euro)Modello Redditi PF
        30 settembre 2026Scadenza invio 730 precompilato (autonomo o tramite CAF)730
        30 novembre 2026Scadenza invio Modello Redditi PF persone fisicheModello Redditi PF
        30 novembre 2026Scadenza 2 rata acconto (novembre)Modello Redditi PF

        Per chi presenta il 730 precompilato 2026, la scadenza del 30 settembre vale sia per l’invio autonomo tramite il portale sia per la presentazione tramite CAF o professionista abilitato. Per le scadenze fiscali di maggio 2026 (IVA, INPS, acconto) si rimanda al calendario completo delle scadenze fiscali maggio 2026.

        Inviare senza modifiche: quando conviene e rischi

        Molti contribuenti si chiedono se sia sicuro inviare la precompilata senza modifiche, accettando semplicemente quanto proposto dall’Agenzia delle Entrate. La risposta non è univoca: dipende dalla complessità della propria situazione fiscale.

        Vantaggi dell’invio senza modifiche

        Chi invia la dichiarazione precompilata senza apportare modifiche beneficia di una protezione specifica prevista dall’art. 5 del D.Lgs. 175/2014 (il decreto che ha istituito la precompilata):

        • Esonero dai controlli documentali sulle spese precaricate (es. spese sanitarie inserite automaticamente dal Sistema Tessera Sanitaria)
        • Esonero da accertamenti basati sulle dichiarazioni di terzi (banche, assicurazioni, ecc.) per i dati già presenti
        • Semplificazione: nessun documento da conservare per i dati già nel sistema

        Rischi dell’invio senza verificare

        Il rischio principale non è quello di sbagliare qualcosa che il sistema ha inserito, ma quello di perdere detrazioni a cui si ha diritto ma che non sono state precaricate. Esempi concreti:

        • Spese mediche pagate in contanti (visita da un medico privato che non ha trasmesso al STS) → perdita della detrazione del 19%
        • Contributi versati a un fondo pensione integrativo se il datore non li ha indicati nella CU → perdita della deduzione
        • Canone di affitto pagato da inquilino → perdita della detrazione per inquilini (importo variabile: 300 euro per redditi fino a 15.493 euro, 150 euro fino a 30.987 euro)
        • Abbonamento trasporto pubblico → perdita della detrazione del 19% fino a 250 euro di spesa

        Raccomandazione: prima di inviare senza modifiche, fare sempre un rapido confronto tra le spese precaricate e le proprie ricevute. In caso di dubbi, rivolgersi a un CAF: la verifica professionale costa poco e può recuperare centinaia di euro di rimborso.

        Il ruolo del CAF nella gestione della precompilata

        Il CAF (Centro di Assistenza Fiscale) svolge un ruolo fondamentale nella gestione della precompilata, sia per chi presenta il 730 sia per chi utilizza il Modello Redditi PF. Nonostante la dichiarazione sia “precompilata”, affidarsi a un professionista qualificato offre vantaggi concreti.

        Cosa fa il CAF con la precompilata

        • Accesso con delega: il contribuente autorizza il CAF ad accedere al portale in suo nome. Non è necessario che il contribuente acceda personalmente
        • Verifica dei dati precaricati: il professionista confronta i dati del portale con la documentazione fornita dal contribuente, identificando dati mancanti o errati
        • Integrazione delle spese: aggiunge le detrazioni fiscali e deduzioni non presenti nel sistema (spese mediche non trasmesse, affitto, ecc.)
        • Apposizione del visto di conformità: per il 730, il CAF certifica la correttezza della dichiarazione. Questo visto trasferisce la responsabilità: in caso di errori sui dati dichiarati dal contribuente ma non verificabili da terze parti, il CAF risponde al suo posto
        • Invio telematico: il CAF invia la dichiarazione in modo sicuro e conserva copia per il contribuente

        Quando affidarsi al CAF è indispensabile

        Ci sono situazioni in cui l’intervento del CAF Centro Fiscale non è solo utile, ma praticamente indispensabile:

        • Situazioni reddituali complesse: chi ha avuto più datori di lavoro, ha percepito redditi da lavoro dipendente e autonomo nello stesso anno, o ha cambiato tipologia reddituale
        • Bonus edilizi: chi ha eseguito lavori con superbonus, ecobonus o bonus ristrutturazione ha situazioni spesso complesse da gestire correttamente nel 730
        • Redditi esteri o criptovalute: chi ha conti correnti esteri, investimenti all’estero o ha compravenduto criptovalute deve compilare quadri specifici (RW, W) che richiedono competenza specialistica
        • Prima dichiarazione: chi non ha mai presentato una dichiarazione dei redditi o si trova in una situazione nuova (primo lavoro, matrimonio, acquisto casa) può beneficiare di una consulenza per capire cosa dichiarare
        • Famiglie numerose o con disabilità: la gestione dei familiari a carico, del bonus mamme, dell’Assegno Unico e delle detrazioni per disabilità richiede attenzione

        Errori comuni e come evitarli

        L’analisi delle dichiarazioni dei redditi evidenzia alcuni errori ricorrenti che i contribuenti commettono quando gestiscono in autonomia la precompilata. Conoscerli in anticipo permette di evitarli.

        Errore 1: Non verificare le spese sanitarie

        Le spese sanitarie sono tra le detrazioni più significative: il 19% delle spese mediche che superano la franchigia di 129,11 euro è detraibile dall’IRPEF. Molti contribuenti accettano il dato precaricato senza verificarlo, perdendo spese pagate in contanti o da professionisti sanitari non collegati al Sistema Tessera Sanitaria. Conservare sempre ricevute e scontrini farmaceutici dell’anno precedente è fondamentale.

        Errore 2: Non aggiornare i familiari a carico

        Le situazioni familiari cambiano: figli che superano i limiti di reddito o di età, coniuge che inizia a lavorare, anziani che passano in struttura. Se i dati dei familiari a carico non vengono aggiornati, la dichiarazione potrebbe indicare detrazioni non spettanti (con rischio di dover restituire importi a seguito di controllo) o, al contrario, non indicare detrazioni spettanti.

        Errore 3: Usare il modello sbagliato

        Presentare il 730 quando si dovrebbe usare il Modello Redditi PF è un errore grave. Accade quando, ad esempio, un contribuente che si è messo in proprio a metà anno (aprendo partita IVA) tenta di usare il 730 come in precedenza. Il 730 non consente la dichiarazione di redditi di lavoro autonomo o d’impresa (tranne casi limitati): chi commette questo errore dovrà presentare un Modello Redditi PF correttivo con possibili sanzioni.

        Errore 4: Non dichiarare il reddito da locazione

        Chi affitta immobili e non ha optato per la cedolare secca (o lo ha fatto solo parzialmente) deve includere i canoni nel reddito complessivo. Il portale precompilata include i contratti registrati, ma alcuni errori (contratti non registrati, accordi verbali, variazioni di canone non comunicate) possono portare a dichiarazioni incomplete con rischio di accertamento.

        Errore 5: Ignorare la sezione degli acconti

        I contribuenti che presentano il Modello Redditi PF devono prestare attenzione non solo al saldo dell’imposta 2025, ma anche agli acconti per il 2026. Il sistema calcola automaticamente gli acconti in base all’imposta dell’anno precedente, ma in caso di riduzione prevedibile del reddito è possibile ridurre l’acconto. Non farlo significa versare più del necessario e attendere il rimborso l’anno successivo.

        Se hai dubbi sulla tua situazione fiscale o vuoi essere sicuro di non perdere alcuna detrazione, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. Con anni di esperienza nella gestione di dichiarazioni dei redditi complesse, offriamo assistenza personalizzata sia per il 730 precompilato 2026 che per il Modello Redditi PF.

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        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti sulla Precompilata 2026

        Quando e disponibile la precompilata 2026?

        La precompilata 2026 e disponibile in due momenti diversi: il Modello Redditi PF precompilato e accessibile dal 15 aprile 2026, mentre il 730 precompilato e disponibile dal 30 aprile 2026. Entrambi sono accessibili tramite il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it con SPID, CIE o CNS.

        Posso inviare la precompilata senza andare al CAF?

        Si, e possibile inviare la precompilata autonomamente tramite il portale Agenzia delle Entrate, a condizione di avere SPID, CIE o CNS e di essere in grado di verificare i dati precaricati. Tuttavia, per situazioni complesse (piu datori di lavoro, bonus edilizi, redditi esteri, familiari a carico con situazioni particolari), affidarsi a un CAF garantisce una verifica professionale e il visto di conformita che trasferisce la responsabilita al professionista.

        Cosa succede se non invio la precompilata entro la scadenza?

        Il mancato invio della dichiarazione dei redditi entro le scadenze previste comporta sanzioni. Per il 730, la scadenza e il 30 settembre 2026. Per il Modello Redditi PF, il 30 novembre 2026. E possibile presentare dichiarazione tardiva entro 90 giorni dalla scadenza con sanzione ridotta (dichiarazione omessa se oltre 90 giorni). Il ravvedimento operoso permette di regolarizzare spontaneamente con sanzioni ridotte.

        Qual e la differenza tra 730 e Modello Redditi PF precompilato?

        Il 730 e destinato a dipendenti, pensionati e assimilati: il rimborso IRPEF arriva in busta paga o sulla pensione a luglio/agosto, e la scadenza e il 30 settembre. Il Modello Redditi PF e per autonomi, professionisti, partite IVA, chi ha redditi esteri: il rimborso e erogato dall’Agenzia delle Entrate con tempi piu lunghi, e le imposte si pagano con F24 a giugno e novembre. La scadenza e il 30 novembre.

        Il CAF puo accedere alla mia precompilata?

        Si. Il contribuente puo delegare il CAF ad accedere alla propria area riservata del portale precompilata. La delega viene acquisita direttamente dal CAF che accede tramite i propri sistemi abilitati. Non e necessario che il contribuente faccia nulla di tecnico: porta al CAF la propria documentazione fiscale (CU, spese, ricevute) e il professionista gestisce tutto il processo di verifica, integrazione e invio.


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          CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

          ECCELLENTE
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          In base a 920 recensioni
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          Alexandra Bala
          04/09/2026
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          ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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          paolino servidio
          03/09/2026
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          Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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          Lady
          01/09/2026
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          Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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          Giulia Guida
          25/08/2026
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          Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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          Paola Zilli
          07/08/2026
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          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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          Jacqueline B.
          06/08/2026
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          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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          Maura Masutto
          06/08/2026
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          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
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          Molto gentile
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          Sibongile Moyana
          30/07/2026
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          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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          Sabrina Cirina
          23/07/2026
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          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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          Maggio 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-01 08:47:082026-05-31 17:59:17Precompilata 2026 Online: il Portale Informativo per Accedere al 730 e al Modello Redditi
          CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

          Modello 730/2026: Quadro B Fabbricati e Novita CIN per Affitti Brevi

          Dichiarazione dei redditi 730

          Il quadro B del modello 730/2026 e la sezione dedicata ai redditi dei fabbricati: e qui che il contribuente con una o piu unita immobiliari (prima casa, seconda casa, abitazione locata, comodato gratuito, affitti brevi) deve riportare rendite catastali, periodi di possesso e canoni percepiti nel 2025. La compilazione sembra semplice ma nasconde insidie, soprattutto da quando e diventato operativo il CIN (Codice Identificativo Nazionale) per le locazioni brevi e le strutture ricettive.

          In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutte le regole aggiornate per compilare correttamente il quadro B nel 730/2026 (anno d’imposta 2025): codici utilizzo, esclusioni, regole IMU/IRPEF, cedolare secca e la novita CIN che riguarda chi affitta anche per pochi giorni l’anno.

          Indice dei contenuti

          1. Cos’e il quadro B e a chi serve
          2. Cosa indicare nel quadro B (righi B1-B11)
          3. Novita CIN per affitti brevi e turistici
          4. Esclusioni dal quadro B
          5. IMU vs IRPEF: cosa cambia
          6. Cedolare secca per le locazioni
          7. Errori piu comuni da evitare
          8. Come compilare con il CAF Centro Fiscale
          9. Domande frequenti (FAQ)

          Cos’e il quadro B e a chi serve

          Il quadro B del modello 730 e dedicato ai redditi dei fabbricati, ovvero ai redditi fondiari prodotti dalle unita immobiliari urbane iscritte nel Catasto edilizio urbano. La sua funzione e duplice: da un lato consente all’Agenzia delle Entrate di calcolare l’IRPEF dovuta sui redditi degli immobili, dall’altro garantisce la corretta applicazione del rapporto tra IMU e IRPEF (che dal 2014 si escludono a vicenda sugli immobili non locati, salvo eccezioni).

          Chi deve compilare il quadro B

          • Proprietari di fabbricati situati in Italia iscritti o iscrivibili in catasto;
          • Titolari di diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie);
          • Soci di societa semplici che producono redditi di fabbricati;
          • Locatari in caso di locazione breve effettuata in qualita di sublocatori o comodatari (per i canoni percepiti).

          Casi di esonero

          Non e tenuto a compilare il quadro B (e quindi puo restare esonerato dalla dichiarazione, salvo altri obblighi) chi possiede esclusivamente:

          • L’abitazione principale (con eventuali pertinenze) non di lusso, su cui paga IMU agevolata o e esente, e ha solo redditi da lavoro dipendente o pensione gia tassati alla fonte;
          • Fabbricati per cui sussistono cause di esenzione IRPEF totale (fabbricati rurali strumentali con codice 17, immobili in costruzione, ecc.).

          Cosa indicare nel quadro B (righi B1-B11)

          Il quadro B si articola in due sezioni: la Sezione I (righi da B1 a B11) per i dati anagrafici e catastali di ciascun immobile, e la Sezione II per i dati relativi ai contratti di locazione. Vediamo i campi principali.

          Sezione I – Dati identificativi dell’immobile

          • Colonna 1 – Rendita catastale: si indica la rendita non rivalutata risultante dalla visura catastale; il sistema applica automaticamente la rivalutazione del 5%;
          • Colonna 2 – Codice utilizzo: il dato piu importante; dipende dall’uso effettivo dell’immobile (vedi tabella sotto);
          • Colonna 3 – Giorni di possesso: massimo 365; in caso di acquisto/vendita nell’anno si indicano i giorni effettivi;
          • Colonna 4 – Percentuale di possesso: 100% se proprietario unico, quota effettiva in caso di comproprieta;
          • Colonna 5 – Codice canone: indica il regime di tassazione del canone (cedolare 21%, 10%, IRPEF ordinaria, ecc.);
          • Colonna 6 – Canone di locazione: per gli immobili dati in affitto, importo del canone annuale rapportato ai giorni e alla percentuale di possesso;
          • Colonna 7 – Casi particolari: per immobili di interesse storico/artistico, immobili inagibili, ecc.;
          • Colonne 8-12: continuazione, codice comune, abitazione principale, immobili antisismici, cedolare secca, esenzioni IMU.

          I codici utilizzo piu importanti

          CodiceSignificato
          1Abitazione principale
          2Immobile a disposizione (seconda casa non locata)
          3Immobile locato in regime di libero mercato (canone libero)
          4Canone concordato con cedolare secca
          5Pertinenza abitazione principale (box, cantina, soffitta)
          8Immobile locato in regime convenzionale (equo canone)
          9Altri usi (es. unita non utilizzata in attesa di destinazione)
          10Abitazione concessa in uso gratuito a familiare residente
          11Locazione parziale (parte affittata, parte abitata)
          12Immobile di interesse storico-artistico locato
          16Immobile situato in Comune colpito da calamita (esente)
          17Immobile rurale strumentale (esente IRPEF)
          18Immobile in Provincia di Trento o Bolzano soggetto a IMI/IMIS
          19Immobile esente per enti non commerciali

          Attenzione: per le locazioni brevi (durata fino a 30 giorni) c’e un trattamento dedicato; il codice utilizzo e il 3 (libero mercato) o, se si opta per la cedolare, il 4, ma il dato si combina con la sezione II e con il nuovo riquadro per il CIN (vedi paragrafo dedicato).

          Sezione II – Dati dei contratti di locazione

          In Sezione II vanno indicati gli estremi di registrazione del contratto (data, numero, serie, codice ufficio) o, in alternativa, gli estremi della denuncia/comunicazione presentata. Per gli affitti brevi sotto i 30 giorni la registrazione del contratto non e obbligatoria, ma resta l’obbligo di comunicazione di alloggiati alla Questura e l’indicazione del CIN nelle pubblicita e nei contratti.

          Novita CIN: il Codice Identificativo Nazionale per affitti brevi e turistici

          La principale novita che impatta il quadro B 730/2026 e l’obbligo del CIN – Codice Identificativo Nazionale, introdotto dall’art. 13-ter del DL 145/2023 (decreto Anticipi) e diventato pienamente operativo nel corso del 2025 dopo l’avvio della Banca Dati Strutture Ricettive (BDSR) gestita dal Ministero del Turismo.

          Cos’e il CIN e a cosa serve

          Il CIN e un codice alfanumerico univoco assegnato a ciascuna unita immobiliare destinata a:

          • Locazione per finalita turistiche (ai sensi della L. 431/1998);
          • Locazioni brevi di durata non superiore a 30 giorni (DL 50/2017);
          • Strutture ricettive turistiche alberghiere ed extralberghiere (B&B, agriturismi, affittacamere, case vacanza).

          Il codice deve essere esposto all’esterno dello stabile e indicato in tutti gli annunci pubblicitari (siti, portali OTA come Airbnb e Booking, social media) e nei contratti.

          Come ottenere il CIN

          Il CIN si ottiene gratuitamente accedendo al portale BDSR del Ministero del Turismo (bdsr.ministeroturismo.gov.it) tramite SPID o CIE. Occorre inserire i dati catastali dell’immobile, i requisiti di sicurezza (estintori, rilevatori di gas e CO) e i dati del titolare. Il rilascio e immediato.

          Come si dichiara il CIN nel 730/2026

          Nel modello 730/2026, per gli immobili destinati a locazioni brevi (codice utilizzo 3 o 4) e necessario riportare il CIN nell’apposita colonna del quadro B, in corrispondenza dell’unita immobiliare interessata. La compilazione del campo CIN e obbligatoria: la sua mancanza puo far scattare i controlli automatici incrociati tra Agenzia delle Entrate e Banca dati strutture ricettive.

          Sanzioni per chi non rispetta gli obblighi CIN

          • Mancata richiesta del CIN: sanzione amministrativa indicativamente da 800 a 8.000 euro per ciascuna struttura/immobile (l’importo varia in base alla dimensione della struttura – da verificare con il decreto attuativo aggiornato);
          • Mancata esposizione del CIN all’esterno o nelle pubblicita: sanzione indicativamente da 500 a 5.000 euro per ciascuna inserzione/struttura;
          • Affitti brevi senza CIN: in caso di accertamento, l’amministrazione puo procedere alla rimozione dell’annuncio dai portali e al recupero delle imposte.

          Per gli importi esatti delle sanzioni e le scadenze aggiornate, fare riferimento al sito ufficiale del Ministero del Turismo e all’Agenzia delle Entrate.

          Esclusioni dal quadro B: cosa NON va dichiarato

          Non tutti gli immobili posseduti generano un reddito da dichiarare nel quadro B. Sono esclusi:

          • Immobili in costruzione o in ristrutturazione: fino al termine dei lavori e all’accatastamento, non producono reddito imponibile (purche siano effettivamente non utilizzati);
          • Immobili posseduti da societa di persone o di capitali nell’esercizio dell’attivita d’impresa (vanno nel quadro RB del modello Redditi PF/SC);
          • Immobili oggetto di sequestro o confisca finche perdura il provvedimento;
          • Fabbricati rurali strumentali (codice utilizzo 17): se rispettano i requisiti del DM 26/7/2012, sono esenti IRPEF perche il reddito e gia compreso in quello dominicale del terreno;
          • Immobili esenti IMU/IRPEF a seguito di terremoti recenti (codice 16), nei Comuni indicati dalle ordinanze di Protezione civile;
          • Immobili destinati esclusivamente all’esercizio del culto e relative pertinenze.

          Anche gli immobili totalmente inagibili o collabenti (categoria catastale F/2) non concorrono a formare reddito ma vanno comunque indicati con il codice 9 e l’opportuno codice “casi particolari”.

          IMU vs IRPEF: il principio di alternativita

          Una delle regole piu importanti per la compilazione corretta del quadro B e il principio di alternativita IMU/IRPEF: dal 2014, l’IMU sostituisce l’IRPEF e relative addizionali su tutti gli immobili non locati. Vediamo gli scenari principali.

          Abitazione principale

          • Categoria non di lusso (A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7): esente IMU (regola generale) e esente IRPEF;
          • Categoria di lusso (A/1, A/8, A/9): IMU dovuta con aliquota agevolata, IRPEF non dovuta sul reddito dell’abitazione (sostituita da IMU).

          Seconda casa non locata

          Se l’immobile e nello stesso Comune dell’abitazione principale: paga IMU + e dovuta IRPEF al 50% della rendita catastale rivalutata maggiorata di 1/3 (codice utilizzo 2). Se invece e in altro Comune: paga solo IMU, IRPEF non dovuta.

          Immobile locato

          Se l’immobile e locato: si paga IMU e IRPEF (o cedolare secca) sul canone. L’alternativita non opera per gli immobili che producono reddito da locazione.

          Cedolare secca per le locazioni: aliquote 2026

          La cedolare secca e un regime sostitutivo opzionale che consente di tassare il canone di locazione con un’aliquota fissa, escludendolo dal reddito complessivo IRPEF. E spesso piu vantaggioso, soprattutto per chi ha aliquote IRPEF medio-alte. Le aliquote in vigore nel 2026 (per i redditi 2025) sono:

          Tipologia contrattoAliquota
          Canone libero (4+4 anni)21%
          Canone concordato (3+2) in Comuni ad alta tensione abitativa10%
          Affitti brevi – primo immobile destinato a locazione breve21%
          Affitti brevi – dal secondo al quarto immobile26%
          Affitti brevi – oltre 4 immobili (attivita imprenditoriale)Non si applica la cedolare; obbligo P.IVA

          Vantaggi cedolare secca: aliquota fissa indipendente dagli scaglioni IRPEF, esclusione del canone dal reddito complessivo (utile per ISEE e detrazioni), nessuna imposta di registro e di bollo annuale.

          Svantaggi: rinuncia all’aggiornamento ISTAT del canone per la durata dell’opzione, perdita delle detrazioni per canoni di locazione (lato inquilino), e canone non concorre alla formazione del reddito utile per altre agevolazioni.

          L’opzione si esercita in dichiarazione barrando l’apposita casella in colonna “Cedolare secca” del quadro B (codice canone 3 per la cedolare 21%, codice 4 per il 10% concordato).

          Errori piu comuni da evitare nel quadro B

          • Dimenticare il CIN per gli immobili affittati con contratti di locazione breve: il sistema dei controlli automatizzati ora incrocia i dati con la BDSR;
          • Confondere abitazione principale con prima casa: la “prima casa” e una nozione fiscale legata all’acquisto (agevolazioni 2%/4%); l'”abitazione principale” e la dimora abituale e residenza anagrafica del contribuente. Solo quest’ultima beneficia del codice 1;
          • Errato calcolo del periodo di possesso in caso di compravendita: i giorni vanno calcolati dalla data del rogito (incluso il giorno per il venditore o per l’acquirente, mai entrambi);
          • Mancata indicazione di immobili posseduti per pochi mesi: anche un immobile ereditato a novembre o acquistato a dicembre va dichiarato con i giorni effettivi;
          • Errore sulla percentuale di possesso in caso di comproprieta: ogni comproprietario dichiara solo la propria quota;
          • Omessa indicazione delle pertinenze (codice 5): box, cantina, soffitta vanno indicati separatamente con il loro identificativo catastale;
          • Cedolare secca dichiarata male: non basta barrare la casella, serve aver inviato il modello RLI all’Agenzia delle Entrate alla registrazione del contratto.

          Compila il quadro B con il CAF Centro Fiscale di Udine

          Compilare il quadro B in autonomia puo essere rischioso: tra codici utilizzo, novita CIN, scelte di cedolare secca e principio di alternativita IMU/IRPEF, e facile commettere errori che si traducono in sanzioni o accertamenti. Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori si occupano di tutto, dal controllo delle visure catastali all’invio telematico del 730.

          Documenti necessari per il quadro B

          • Visure catastali aggiornate di tutti gli immobili posseduti (anche pertinenze);
          • Atti di acquisto/vendita intervenuti nel 2025;
          • Atti di successione o donazione ricevuti nel 2025;
          • Contratti di locazione registrati e relative ricevute di pagamento dell’imposta di registro (per chi non ha optato per la cedolare);
          • Eventuali contratti di locazione breve e codice CIN assegnato all’immobile;
          • F24 IMU pagati nel 2025 (acconto giugno + saldo dicembre);
          • Modello RLI presentato all’Agenzia delle Entrate per l’opzione cedolare secca (se applicabile).

          Vantaggi del CAF Centro Fiscale

          • Visto di conformita: ti garantiamo la correttezza formale della dichiarazione e ci assumiamo la responsabilita fiscale verso l’Agenzia delle Entrate;
          • Controllo incrociato dei dati catastali con quanto comunicato dall’Agenzia;
          • Assistenza per il CIN: ti aiutiamo a richiederlo e a gestirlo correttamente in dichiarazione;
          • Calcolo della convenienza tra cedolare secca e IRPEF ordinaria;
          • Rispetto delle scadenze: il 730/2026 va inviato entro il 30 settembre 2026.

          Prenota l’appuntamento per il tuo 730/2026

          Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste passo passo nella compilazione del modello 730/2026, anche per i casi piu complessi del quadro B (affitti brevi, CIN, cedolare secca, immobili in comproprieta).

          • Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
          • Telefono: 0432 1638640
          • WhatsApp: 366 6018121
          • Servizio dedicato: Modello 730 Dichiarazione dei Redditi

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          Domande frequenti (FAQ)

          Devo dichiarare la prima casa nel quadro B del 730/2026?

          Si, l’abitazione principale (con codice utilizzo 1) e relative pertinenze (codice 5) vanno indicate, ma se non e di lusso (categorie A/1, A/8, A/9) il reddito e azzerato grazie alla deduzione equivalente alla rendita rivalutata. Resta comunque un’indicazione obbligatoria per il quadro complessivo del patrimonio.

          Cos’e il CIN e quando va indicato nel 730/2026?

          Il CIN (Codice Identificativo Nazionale) e il codice univoco assegnato dal Ministero del Turismo a ogni unita immobiliare destinata a locazione breve, locazione turistica o struttura ricettiva. Va indicato nel quadro B del 730/2026 in corrispondenza dell’immobile interessato, accanto al codice utilizzo 3 o 4.

          Posso usare la cedolare secca anche per gli affitti brevi?

          Si, ma con un’avvertenza: dal 2024 la cedolare e al 21% solo per il primo immobile destinato a locazione breve, mentre dal secondo al quarto sale al 26%. Oltre 4 immobili l’attivita si presume imprenditoriale e occorre aprire la partita IVA, perdendo l’accesso al regime agevolato.

          Cosa succede se dimentico un immobile nel quadro B?

          L’omissione e sanabile con il 730 integrativo entro il 25 ottobre, oppure con il modello Redditi PF correttivo o integrativo. Se l’errore viene rilevato dall’Agenzia, scattano sanzioni dal 90% al 180% della maggiore imposta dovuta, riducibili con il ravvedimento operoso.

          Gli immobili in ristrutturazione vanno dichiarati nel quadro B?

          No, non producono reddito imponibile durante i lavori, purche risultino effettivamente non utilizzati e i lavori siano regolarmente comunicati al Comune. Vanno comunque indicati con il codice 9 (altri usi) o segnalati come immobili in costruzione (codice F/3 o F/4 in catasto).

          L’IMU e alternativa all’IRPEF su tutti gli immobili?

          No, l’alternativita opera solo sugli immobili non locati. Sugli immobili affittati si paga sia IMU sia IRPEF (o cedolare). C’e poi l’eccezione delle seconde case nello stesso Comune dell’abitazione principale: pagano IMU + 50% IRPEF su rendita maggiorata di 1/3.

          Entro quando devo presentare il 730/2026?

          Il termine ordinario per il 730/2026 e il 30 settembre 2026. Per il modello Redditi PF (richiesto se hai redditi non compatibili con il 730) il termine e il 31 ottobre 2026. Prenota per tempo l’appuntamento al CAF per evitare le code di settembre.

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          Maggio 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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          CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

          Interessi Passivi Mutuo 730/2026: Come Portarli in Detrazione

          Dichiarazione dei redditi 730

          Hai un mutuo per l’acquisto della tua prima casa e vuoi sapere come portare in detrazione gli interessi passivi nel 730/2026? La normativa fiscale italiana prevede un’agevolazione importante: puoi detrarre dall’IRPEF il 19% degli interessi passivi pagati nel 2025, fino a un massimo di 4.000 euro. Ma quali sono i requisiti? Come si compila il 730? Quali documenti servono? In questa guida completa ti spieghiamo tutto quello che devi sapere, con esempi pratici di calcolo e le risposte alle domande più frequenti.

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            Aprile 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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            Bonus Mobili 2026: Detrazione 50%, Importo Massimo 5.000 Euro, Requisiti e Come Ottenerlo

            Bonus Mobili

            Il bonus mobili 2026 è una delle agevolazioni fiscali più interessanti per chi sta ristrutturando casa. Si tratta di una detrazione IRPEF del 50% sulle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, fino a un importo massimo di 5.000 euro. In questa guida completa ti spieghiamo cos’è, quali sono i requisiti per ottenerlo, quali mobili ed elettrodomestici rientrano nell’agevolazione, come pagare correttamente e come inserire la detrazione nel modello 730/2026.

            Indice dei contenuti

            1. Cos’è il Bonus Mobili 2026
            2. Importo Massimo e Detrazione
            3. Requisiti per il Bonus Mobili 2026
            4. Quali Mobili Sono Ammessi
            5. Quali Elettrodomestici Sono Ammessi
            6. Come Pagare: Metodi di Pagamento Ammessi
            7. Documenti Necessari per la Detrazione
            8. Come Inserire il Bonus Mobili nel 730/2026
            9. Differenza tra Bonus Mobili e Bonus Ristrutturazione
            10. Esempi Pratici di Calcolo
            11. Errori Comuni da Evitare
            12. Domande Frequenti (FAQ)
            13. Assistenza del CAF Centro Fiscale

            Cos’è il Bonus Mobili 2026

            Il bonus mobili è un’agevolazione fiscale introdotta dall’articolo 16, comma 2, del D.L. 63/2013 e prorogata dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024) anche per il 2026. Consiste in una detrazione IRPEF del 50% sulle spese sostenute per l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata, destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione edilizia.

            In parole semplici, se stai facendo lavori di ristrutturazione a casa tua, puoi ottenere un rimborso del 50% su quello che spendi per comprare mobili e grandi elettrodomestici nuovi, fino a un tetto di spesa di 5.000 euro. Questo rimborso avviene direttamente nella tua dichiarazione dei redditi 730, distribuito in 10 rate annuali di pari importo.

            È importante sottolineare che il bonus mobili non è un contributo a fondo perduto: si tratta di una detrazione dall’IRPEF, cioè riduce l’importo delle tasse che devi pagare. Per questo motivo, ne beneficia solo chi ha un reddito soggetto a IRPEF (non è utile, ad esempio, per chi è in regime forfettario, che paga un’imposta sostitutiva).

            Importo Massimo e Detrazione: Quanto Si Risparmia

            L’importo massimo di spesa detraibile per il bonus mobili 2026 è pari a 5.000 euro. Questo significa che la detrazione massima ottenibile è di 2.500 euro (il 50% di 5.000), ripartita in 10 rate annuali da 250 euro ciascuna.

            Ecco come è cambiato il tetto di spesa negli ultimi anni:

            AnnoImporto massimo di spesaDetrazione massima (50%)
            202116.000 euro8.000 euro
            202210.000 euro5.000 euro
            20238.000 euro4.000 euro
            20245.000 euro2.500 euro
            20255.000 euro2.500 euro
            20265.000 euro2.500 euro

            Il limite di 5.000 euro si riferisce alla singola unità immobiliare oggetto di ristrutturazione. Se stai ristrutturando due appartamenti diversi, puoi beneficiare del bonus mobili per ciascuno di essi, fino a 5.000 euro per immobile.

            Requisiti per il Bonus Mobili 2026

            Per ottenere il bonus mobili 2026 è necessario rispettare alcuni requisiti fondamentali. Il più importante è che l’acquisto dei mobili deve essere collegato a interventi di ristrutturazione edilizia.

            Requisito principale: la ristrutturazione

            Il bonus mobili spetta solo a chi ha in corso (o ha completato) lavori di ristrutturazione sull’immobile dove andranno i nuovi mobili o elettrodomestici. I lavori che danno diritto al bonus includono:

            • Manutenzione straordinaria su singole unità immobiliari (rifacimento bagno, sostituzione impianto elettrico o idraulico, installazione scala interna)
            • Restauro e risanamento conservativo (interventi su edifici storici o degradati)
            • Ristrutturazione edilizia vera e propria (demolizioni e ricostruzioni, modifiche strutturali)
            • Manutenzione ordinaria e straordinaria su parti comuni condominiali (tinteggiatura facciate, sostituzione portone, rifacimento tetto)

            Attenzione: la semplice manutenzione ordinaria su un singolo appartamento (come tinteggiare le pareti o sostituire i pavimenti senza modificare la struttura) non dà diritto al bonus mobili. Serve un intervento di manutenzione straordinaria come minimo.

            Tempistica: date dei lavori e degli acquisti

            Per il bonus mobili 2026, la data di inizio dei lavori di ristrutturazione deve essere non anteriore al 1° gennaio 2025. La data di inizio lavori deve risultare da eventuali abilitazioni amministrative (CILA, SCIA, permesso di costruire), comunicazione preventiva all’ASL o dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

            Importante: non è necessario che le spese per i mobili siano sostenute dopo quelle per la ristrutturazione. L’acquisto dei mobili può avvenire anche prima del pagamento dei lavori, purché i lavori siano già iniziati.

            Quali Mobili Sono Ammessi al Bonus Mobili

            Il bonus mobili copre l’acquisto di mobili nuovi (non usati) destinati ad arredare l’immobile oggetto di ristrutturazione. Ecco l’elenco completo:

            • Letti (singoli, matrimoniali, a castello, divani letto)
            • Armadi e guardaroba
            • Cassettiere e comò
            • Librerie e scaffalature
            • Scrivanie e tavoli
            • Sedie e poltrone
            • Comodini
            • Divani
            • Materassi
            • Credenze e madie
            • Cucine (la struttura e i mobili della cucina)
            • Mobili da bagno
            • Apparecchi di illuminazione che costituiscono arredo (lampadari, applique, piantane)

            Non sono ammessi: porte, pavimenti e rivestimenti (rientrano nella ristrutturazione), tende e complementi tessili, mobili usati o di seconda mano, oggetti di antiquariato.

            Quali Elettrodomestici Sono Ammessi e Classi Energetiche Minime

            Oltre ai mobili, il bonus copre anche l’acquisto di grandi elettrodomestici nuovi, purché rispettino determinate classi energetiche minime. Dal 1° marzo 2021 l’Unione Europea ha introdotto nuove etichette energetiche (da A a G).

            ElettrodomesticoClasse energetica minima
            Forni e forni a microondeClasse A
            LavatriciClasse E
            LavasciugaClasse E
            LavastoviglieClasse E
            AsciugatriciClasse A
            Frigoriferi e congelatoriClasse F
            Apparecchi di cottura (piani cottura)Nessuna classe richiesta
            Stufe elettriche e radiatoriNessuna classe richiesta
            Ventilatori e condizionatoriNessuna classe richiesta

            Consiglio pratico: prima di acquistare un grande elettrodomestico, verifica sempre l’etichetta energetica. Se la classe non rispetta il minimo richiesto, non potrai portare la spesa in detrazione. Conserva l’etichetta come prova.

            Come Pagare: Metodi di Pagamento Ammessi

            Per ottenere il bonus mobili 2026 è fondamentale pagare con i metodi corretti. L’Agenzia delle Entrate accetta esclusivamente i seguenti metodi di pagamento:

            • Bonifico bancario o postale (anche non “parlante”)
            • Carta di credito
            • Carta di debito (bancomat)
            • Finanziamento a rate, a condizione che la società finanziaria paghi con le modalità sopra indicate

            Non sono ammessi: contanti, assegni bancari o circolari, altri mezzi di pagamento non tracciabili.

            Nota importante: per il bonus mobili, a differenza del bonus ristrutturazione, non è obbligatorio utilizzare il “bonifico parlante” (quello con causale specifica, codice fiscale e partita IVA). Va bene anche un bonifico ordinario. La data del pagamento è quella che fa fede: per il bonifico conta la data di effettuazione, per la carta conta la data della transazione (non quella dell’addebito sul conto).

            Documenti Necessari per la Detrazione nel 730

            Per ottenere la detrazione nel 730/2026, devi conservare e presentare al CAF una serie di documenti. Ecco la checklist completa:

            • Fattura o scontrino fiscale di acquisto dei mobili/elettrodomestici, con indicazione della natura, qualità e quantità dei beni e i dati del compratore
            • Ricevuta del bonifico bancario o postale (se pagato con bonifico)
            • Ricevuta di avvenuta transazione con carta di credito/debito e relativo estratto conto
            • Documentazione della ristrutturazione: CILA, SCIA o permesso di costruire
            • Comunicazione all’ASL (se obbligatoria per il tipo di lavori)
            • Dichiarazione sostitutiva con data di inizio lavori e dati catastali dell’immobile
            • Etichetta energetica degli elettrodomestici

            Consiglio: crea una cartellina dedicata dove raccogliere tutti questi documenti man mano che fai gli acquisti. Al momento della dichiarazione dei redditi avrai tutto pronto.

            Come Inserire il Bonus Mobili nel 730/2026

            La detrazione per il bonus mobili si inserisce nel modello 730/2026 (relativo ai redditi 2025) nella sezione dedicata alle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio:

            1. Le spese vanno indicate nel Quadro E, Sezione III C – “Spese per l’arredo degli immobili ristrutturati”
            2. Nella Riga E57 devi indicare il numero della riga della Sezione III A o III B dove hai indicato le spese di ristrutturazione collegate, e l’importo delle spese sostenute
            3. Il software calcola automaticamente la detrazione del 50% e la divide in 10 rate annuali

            Se utilizzi il 730 precompilato, l’Agenzia delle Entrate potrebbe aver già inserito alcune spese. È comunque consigliabile verificare e, se necessario, integrare i dati con l’aiuto di un professionista del CAF.

            Differenza tra Bonus Mobili e Bonus Ristrutturazione

            È fondamentale non confondere il bonus mobili con il bonus ristrutturazione, anche se sono strettamente collegati. Ecco le principali differenze:

            CaratteristicaBonus MobiliBonus Ristrutturazione
            OggettoMobili e grandi elettrodomesticiLavori di ristrutturazione edilizia
            Aliquota50%50% (prima casa 2025-2026) / 36% (altre)
            Tetto di spesa5.000 euro96.000 euro (2025) / variabile
            Rate annuali1010
            PagamentoBonifico ordinario o cartaBonifico parlante obbligatorio
            CollegamentoRichiede ristrutturazione in corsoAutonomo

            In sintesi: i due bonus sono complementari e si possono sommare. Puoi ottenere fino a 2.500 euro di detrazione per i mobili in aggiunta alla detrazione per i lavori di ristrutturazione.

            Esempi Pratici di Calcolo della Detrazione

            Esempio 1: Marco ristruttura il bagno

            Marco sta rifacendo il bagno (manutenzione straordinaria, lavori iniziati a marzo 2025). Acquista un mobile bagno sospeso (800 euro), una lavatrice classe E (600 euro) e un materasso nuovo (500 euro).

            Totale spesa: 1.900 euro | Detrazione 50%: 950 euro | Rata annuale: 95 euro per 10 anni

            Esempio 2: Laura arreda la cucina

            Laura ha ristrutturato la cucina (rifacimento impianti). Acquista cucina completa (3.200 euro), frigorifero classe F (700 euro), lavastoviglie classe E (500 euro) e forno classe A (400 euro).

            Totale spesa: 4.800 euro | Detrazione 50%: 2.400 euro | Rata annuale: 240 euro per 10 anni

            Esempio 3: Paolo supera il tetto

            Paolo acquista mobili per 7.000 euro. Poiché il tetto è 5.000 euro: importo detraibile 5.000 euro, detrazione 2.500 euro, rata annuale 250 euro per 10 anni. I restanti 2.000 euro non sono detraibili.

            Errori Comuni da Evitare

            Ecco gli errori più frequenti che possono farti perdere il diritto alla detrazione del bonus mobili:

            1. Pagare in contanti o con assegno: il pagamento deve essere tracciabile
            2. Acquistare mobili senza ristrutturazione: senza un intervento edilizio in corso, non hai diritto al bonus
            3. Non conservare i documenti: fatture, ricevute e CILA devono essere conservate per almeno 15 anni
            4. Comprare elettrodomestici con classe energetica troppo bassa: verifica sempre l’etichetta
            5. Superare il limite pensando di detrarre tutto: il tetto è 5.000 euro
            6. Acquistare mobili usati: il bonus vale solo per mobili nuovi
            7. Non collegare le spese alla pratica di ristrutturazione: nel 730 devi indicare il riferimento

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            Domande Frequenti (FAQ) sul Bonus Mobili 2026

            Posso ottenere il bonus mobili senza ristrutturazione?

            No. Il bonus mobili è strettamente collegato a interventi di ristrutturazione edilizia. Senza una pratica di ristrutturazione in corso (almeno manutenzione straordinaria), non puoi accedere al bonus.

            Il bonus mobili vale anche per la seconda casa?

            Sì. Il bonus mobili si applica a qualsiasi immobile residenziale oggetto di ristrutturazione, incluse seconde case e case vacanza. Il limite di 5.000 euro vale per ogni singola unità immobiliare ristrutturata.

            Posso comprare i mobili prima di iniziare la ristrutturazione?

            No. La data di inizio dei lavori deve essere antecedente o coincidente con la data di acquisto dei mobili. Puoi però acquistare i mobili prima di aver pagato i lavori, purché i lavori siano già formalmente iniziati.

            Il materasso rientra nel bonus mobili?

            Sì. I materassi rientrano tra i beni ammessi al bonus mobili. Anche letti, divani letto e reti a doghe sono inclusi. Devono essere nuovi e il pagamento deve essere tracciabile.

            Come funziona il bonus mobili per chi ha una partita IVA forfettaria?

            Chi è in regime forfettario paga un’imposta sostitutiva e non l’IRPEF ordinaria. Poiché il bonus mobili è una detrazione IRPEF, i forfettari non possono beneficiarne direttamente. Tuttavia, se il forfettario ha anche altri redditi soggetti a IRPEF (lavoro dipendente, fabbricati), può sfruttare la detrazione su quei redditi.

            Cosa succede se cambio casa dopo aver ottenuto il bonus?

            Se vendi l’immobile ristrutturato, le rate residue della detrazione restano a te (non si trasferiscono al nuovo proprietario), a meno che non concordiate diversamente nell’atto di vendita. In caso di decesso, le rate si trasferiscono all’erede che conserva la detenzione dell’immobile.

            Hai Bisogno di Assistenza per il Bonus Mobili? Contatta il CAF Centro Fiscale

            Gestire correttamente la detrazione per il bonus mobili richiede attenzione ai documenti, ai metodi di pagamento e alla compilazione del 730. Se vuoi essere sicuro di non commettere errori e ottenere il massimo rimborso possibile, affidati ai professionisti del CAF Centro Fiscale di Udine.

            I nostri operatori ti aiuteranno a verificare che i tuoi acquisti rientrino nel bonus, controllare la documentazione necessaria, compilare correttamente il modello 730 con la detrazione e gestire il bonus in combinazione con la detrazione per ristrutturazione.

            Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

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              CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

              730 Precompilato 2026: Disponibile dal 30 Aprile, Come Accedere e Inviare

              Dichiarazione dei redditi 730

              Il 730 precompilato 2026 sarà disponibile a partire dal 30 aprile 2026 sul portale dell’Agenzia delle Entrate. Quest’anno oltre 30 milioni di contribuenti italiani potranno consultare la propria dichiarazione dei redditi già compilata con i dati in possesso del Fisco: redditi da lavoro dipendente e pensione, spese sanitarie, interessi sui mutui, premi assicurativi e molto altro.

              Ma come si accede al 730 precompilato? Cosa contiene esattamente? E soprattutto, conviene accettarlo così com’è oppure è meglio modificarlo? In questa guida ti spieghiamo passo dopo passo tutto quello che devi sapere per gestire il tuo 730 precompilato 2026 in modo semplice e senza errori. Se preferisci affidarti a un professionista, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti nella verifica e nell’invio.

              Indice dei contenuti

              1. Quando è Disponibile il 730 Precompilato 2026
              2. Come Accedere al 730 Precompilato 2026
              3. Cosa Contiene il 730 Precompilato
              4. Come Verificare e Modificare i Dati
              5. Vantaggi del 730 Precompilato Accettato Senza Modifiche
              6. 730 Precompilato vs 730 Ordinario: Quale Scegliere
              7. Come Inviare il 730 Precompilato 2026
              8. Cosa Fare se Mancano Dati o ci Sono Errori
              9. Tutte le Scadenze del 730 Precompilato 2026
              10. Assistenza CAF per il 730 Precompilato
              11. Domande Frequenti

              Quando è Disponibile il 730 Precompilato 2026

              Il 730 precompilato 2026 (relativo ai redditi 2025) sarà messo a disposizione dei contribuenti dall’Agenzia delle Entrate a partire dal 30 aprile 2026. Da quella data potrai accedere al portale e consultare la tua dichiarazione precompilata in modalità di sola lettura.

              Le date chiave da segnare in calendario sono tre:

              • 30 aprile 2026 — il 730 precompilato diventa consultabile online sul sito dell’Agenzia delle Entrate
              • 20 maggio 2026 — da questa data è possibile modificare, accettare e inviare la dichiarazione
              • 30 settembre 2026 — scadenza ultima per l’invio del 730 (ordinario o precompilato)

              Se vuoi conoscere tutte le scadenze fiscali del mese, consulta il nostro calendario scadenze fiscali maggio 2026. Per un quadro completo delle tempistiche del precompilato puoi leggere anche la nostra guida al calendario 730 precompilato 2026.

              Come Accedere al 730 Precompilato 2026

              Per visualizzare il tuo 730 precompilato 2026 devi accedere all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate. L’indirizzo diretto è infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it. L’accesso è possibile esclusivamente con una delle seguenti identità digitali:

              SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)

              Lo SPID è il sistema di autenticazione più diffuso. Se non lo possiedi ancora, puoi richiederlo gratuitamente presso uno dei provider accreditati (Poste Italiane, Aruba, Infocert e altri) oppure attivarlo direttamente al nostro sportello: il CAF Centro Fiscale offre il servizio di attivazione SPID con assistenza dedicata.

              CIE (Carta d’Identità Elettronica)

              Se hai una Carta d’Identità Elettronica di nuova generazione (con il microchip), puoi usarla per accedere. Ti servirà l’app CieID sul tuo smartphone e il PIN ricevuto al momento del rilascio della carta.

              CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

              La CNS è una smart card (spesso coincide con la Tessera Sanitaria abilitata) che richiede un lettore di smart card collegato al computer. È meno utilizzata rispetto a SPID e CIE, ma resta un’opzione valida.

              Consiglio pratico: se non hai ancora nessuna di queste credenziali, lo SPID è la soluzione più rapida e versatile. Una volta ottenuto, potrai usarlo non solo per il 730 ma per accedere a tutti i servizi della Pubblica Amministrazione, compreso il portale INPS per la NASPI e l’Assegno Unico.

              Cosa Contiene il 730 Precompilato 2026

              Il 730 precompilato viene compilato automaticamente dall’Agenzia delle Entrate utilizzando i dati trasmessi da datori di lavoro, enti previdenziali, banche, assicurazioni, farmacie e strutture sanitarie. Ecco nel dettaglio cosa troverai già inserito:

              Redditi precaricati

              • Redditi da lavoro dipendente e assimilati — dalla Certificazione Unica (CU) inviata dal datore di lavoro
              • Redditi da pensione — dalla CU inviata dall’INPS o dall’ente pensionistico
              • Compensi per lavoro autonomo occasionale — se comunicati dal committente
              • Redditi da fabbricati — dati catastali e canoni di locazione (se con cedolare secca)
              • Alcuni redditi di capitale — interessi bancari, dividendi

              Spese detraibili e deducibili

              • Spese sanitarie — visite mediche, farmaci, analisi (trasmesse dal Sistema Tessera Sanitaria)
              • Interessi passivi sui mutui — comunicati dalla banca
              • Premi assicurativi — polizze vita, infortuni, rischio non autosufficienza
              • Contributi previdenziali — contributi INPS, contributi per colf e badanti, fondi pensione
              • Spese universitarie — tasse e contributi universitari
              • Spese funebri — se pagate con mezzi tracciabili
              • Bonus edilizi — rate di detrazioni per ristrutturazioni, ecobonus, sismabonus (da comunicazioni ENEA e amministratori di condominio)
              • Erogazioni liberali — donazioni a ONLUS, partiti politici, istituzioni religiose

              Per sapere esattamente quali documenti preparare prima di verificare il precompilato, ti consigliamo di consultare la nostra checklist documenti per il 730 2026.

              Come Verificare e Modificare i Dati del 730 Precompilato

              Una volta effettuato l’accesso, il primo passo è controllare con attenzione tutti i dati inseriti dall’Agenzia delle Entrate. Anche se il precompilato è generalmente affidabile, non è perfetto: alcune spese potrebbero mancare, altre potrebbero essere errate.

              Cosa controllare con attenzione

              1. Dati anagrafici — residenza, stato civile, familiari a carico. Verifica che il coniuge e i figli a carico siano correttamente indicati (con relativo codice fiscale)
              2. Redditi — confronta gli importi con la tua Certificazione Unica. Se hai avuto più datori di lavoro nel 2025, verifica che ci siano tutte le CU
              3. Spese sanitarie — controlla l’importo totale con gli scontrini e le ricevute che hai conservato. A volte mancano le spese pagate in contanti dal medico (sotto la soglia) o quelle di strutture che non hanno trasmesso i dati
              4. Interessi mutuo — verifica l’importo con la certificazione annuale della banca
              5. Spese non presenti — le spese per attività sportive dei figli, le spese veterinarie, gli abbonamenti al trasporto pubblico e altre voci potrebbero non essere state comunicate automaticamente

              Come apportare le modifiche

              Dal 20 maggio 2026 potrai passare dalla modalità consultazione alla modalità modifica. Il sistema ti permette di:

              • Aggiungere spese o redditi mancanti
              • Modificare importi errati
              • Eliminare voci inserite per errore
              • Integrare quadri aggiuntivi (ad esempio il quadro per i redditi da locazione)

              Attenzione: nel momento in cui modifichi anche un solo dato, il 730 precompilato perde il vantaggio dei controlli ridotti (ne parliamo nella prossima sezione). Per questo motivo, se hai dubbi su cosa modificare, è consigliabile rivolgersi a un professionista.

              Vantaggi del 730 Precompilato Accettato Senza Modifiche

              Se decidi di accettare il 730 precompilato così com’è, senza apportare alcuna modifica, ottieni un vantaggio importante: l’Agenzia delle Entrate non effettuerà controlli documentali sulle spese detraibili e deducibili già inserite.

              In pratica, questo significa che:

              • Non ti verrà chiesto di esibire scontrini o ricevute per le spese sanitarie
              • Non ci saranno verifiche sugli interessi del mutuo o sui premi assicurativi
              • I dati comunicati da terzi (banche, farmacie, ospedali) sono considerati definitivi

              Tuttavia, ci sono alcune eccezioni importanti: i controlli sui redditi dichiarati restano possibili (il Fisco può comunque verificare se hai omesso redditi) e i controlli formali sono esclusi solo per i dati precaricati, non per quelli che aggiungi tu.

              Conviene accettare senza modifiche? Solo se sei ragionevolmente sicuro che tutti i dati siano corretti e completi. Se mancano spese rilevanti (ad esempio hai sostenuto spese mediche importanti non tracciate), potresti rinunciare a detrazioni che ti spettano. In molti casi, modificare il precompilato conviene perché ti permette di recuperare più soldi in sede di rimborso IRPEF.

              730 Precompilato vs 730 Ordinario: Quale Scegliere

              Il 730 ordinario è la dichiarazione dei redditi compilata interamente dal contribuente (o dal CAF/professionista), senza partire dai dati precaricati dall’Agenzia delle Entrate. Ecco le differenze principali:

              Caratteristica730 Precompilato730 Ordinario
              CompilazioneDati già inseriti dal FiscoCompilazione da zero
              AccessoOnline con SPID/CIE/CNSTramite CAF o commercialista
              Controlli ridottiSì (se accettato senza modifiche)No
              Scadenza invio30 settembre 202630 settembre 2026
              CostoGratuito (fai da te)A pagamento (CAF/professionista)
              Ideale perSituazioni semplici (1 CU, poche spese)Situazioni complesse (più redditi, immobili, detrazioni articolate)

              Quando conviene il precompilato: se hai un solo datore di lavoro, poche spese detraibili e non possiedi immobili in affitto, il precompilato è la scelta più semplice e veloce.

              Quando conviene l’ordinario (tramite CAF): se hai una situazione fiscale più articolata — ad esempio redditi da più fonti, partita IVA in regime forfettario, immobili, detrazioni per ristrutturazioni o figli a carico con l’Assegno Unico — è meglio affidarsi a un professionista che verifichi tutto e ottimizzi le detrazioni.

              Come Inviare il 730 Precompilato 2026

              L’invio del 730 precompilato può avvenire in tre modi diversi. Scegli quello più adatto alla tua situazione:

              1. Invio autonomo online

              Dal 20 maggio 2026 puoi inviare la dichiarazione direttamente dal portale dell’Agenzia delle Entrate. Dopo aver verificato (ed eventualmente modificato) i dati, clicca su “Invia”. Riceverai una ricevuta di avvenuta presentazione con numero di protocollo.

              2. Invio tramite CAF o professionista

              Puoi delegare l’invio a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o a un commercialista abilitato. In questo caso, il professionista apporrà il visto di conformità, assumendosi la responsabilità della correttezza dei dati. Questa è la scelta consigliata se hai modificato il precompilato o se la tua situazione fiscale è complessa.

              3. Invio tramite sostituto d’imposta

              Se il tuo datore di lavoro offre assistenza fiscale diretta, puoi presentare il 730 tramite il sostituto d’imposta. Questa opzione è sempre meno diffusa ma resta tecnicamente disponibile.

              Cosa Fare se Mancano Dati o ci Sono Errori nel 730 Precompilato

              Il 730 precompilato non è infallibile. Ecco le situazioni più comuni in cui potresti trovare dati mancanti o errati, e come risolverle:

              Spese sanitarie mancanti

              Alcune spese mediche potrebbero non comparire nel precompilato se il professionista sanitario non ha trasmesso i dati al Sistema Tessera Sanitaria, oppure se hai esercitato l’opposizione all’utilizzo dei dati. In questi casi, puoi aggiungere manualmente le spese conservando gli scontrini e le ricevute come prova documentale.

              CU mancante (più datori di lavoro)

              Se nel 2025 hai lavorato per più datori di lavoro e una delle Certificazioni Uniche non compare, è probabile che il datore di lavoro l’abbia trasmessa in ritardo. Puoi attendere qualche giorno (il precompilato viene aggiornato periodicamente) oppure inserire i dati manualmente dalla CU cartacea.

              Errori negli importi

              Se noti che un importo è diverso da quello che risulta dai tuoi documenti (ad esempio, gli interessi del mutuo non corrispondono alla certificazione della banca), modifica il dato nel precompilato inserendo l’importo corretto. Conserva sempre la documentazione di supporto.

              Se hai presentato il 730 e successivamente scopri un errore, puoi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026 (se a tuo favore) oppure un Modello Redditi correttivo entro il 30 novembre 2026.

              Tutte le Scadenze del 730 Precompilato 2026

              Ecco il riepilogo completo delle date da ricordare per il 730 precompilato 2026:

              DataEvento
              16 marzo 2026Scadenza invio CU da parte dei datori di lavoro
              30 aprile 2026730 precompilato disponibile online in consultazione
              20 maggio 2026Inizio periodo per modificare, accettare e inviare il 730
              Luglio-Agosto 2026Rimborsi IRPEF in busta paga (per chi presenta entro giugno)
              30 settembre 2026Scadenza ultima per l’invio del 730 (precompilato o ordinario)
              25 ottobre 2026Scadenza per il 730 integrativo (a favore del contribuente)
              30 novembre 2026Scadenza Modello Redditi correttivo/integrativo

              Consiglio: presentare il 730 precompilato il prima possibile (tra maggio e giugno) ti permette di ottenere i rimborsi IRPEF già a luglio in busta paga o nel cedolino della pensione. Chi presenta a settembre dovrà attendere tempi più lunghi.

              Assistenza CAF per il 730 Precompilato 2026

              Anche se il 730 precompilato è pensato per essere gestito in autonomia, molti contribuenti preferiscono affidarsi a un CAF per avere la certezza che tutto sia corretto. Ecco cosa può fare il CAF Centro Fiscale di Udine per te:

              • Verifica completa di tutti i dati presenti nel precompilato
              • Integrazione delle spese mancanti (sanitarie, veterinarie, sportive, scolastiche)
              • Ottimizzazione delle detrazioni: il CAF conosce tutte le agevolazioni disponibili e può aiutarti a non perderne nessuna
              • Visto di conformità: il CAF si assume la responsabilità della dichiarazione, tutelandoti in caso di controlli
              • Invio telematico della dichiarazione all’Agenzia delle Entrate
              • Assistenza post-invio per eventuali avvisi bonari o richieste di chiarimenti

              Portare il 730 precompilato al CAF non significa rinunciare ai vantaggi del precompilato: il CAF può partire dai dati già presenti, verificarli e integrarli, risparmiandoti tempo e garantendoti la massima accuratezza.

              📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

              Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

              Domande Frequenti sul 730 Precompilato 2026

              Quando sarà disponibile il 730 precompilato 2026?

              Il 730 precompilato 2026 sarà disponibile in consultazione dal 30 aprile 2026 sul portale dell’Agenzia delle Entrate. Dal 20 maggio 2026 sarà possibile modificarlo e inviarlo.

              Come si accede al 730 precompilato online?

              L’accesso avviene tramite il sito infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it utilizzando SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

              Cosa succede se accetto il 730 precompilato senza modifiche?

              Se accetti il precompilato senza modifiche, l’Agenzia delle Entrate non effettuerà controlli documentali sulle spese detraibili e deducibili già inserite. Restano possibili i controlli sui redditi dichiarati.

              Posso modificare il 730 precompilato dopo averlo inviato?

              Sì, fino al 20 giugno 2026 puoi annullare l’invio e presentare una nuova dichiarazione. Dopo tale data, puoi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026 (se le modifiche sono a tuo favore) oppure un Modello Redditi correttivo entro il 30 novembre 2026.

              Entro quando si può inviare il 730 precompilato 2026?

              La scadenza per l’invio del 730 precompilato 2026 è il 30 settembre 2026. Tuttavia, è consigliabile presentarlo prima possibile per ottenere eventuali rimborsi IRPEF già a luglio-agosto.

              Conviene fare il 730 da soli o tramite il CAF?

              Se la tua situazione fiscale è semplice (un solo reddito, poche detrazioni), il fai-da-te è fattibile. Se invece hai più redditi, immobili, detrazioni per ristrutturazioni o familiari a carico, il CAF ti garantisce maggiore precisione e ti tutela con il visto di conformità.

              Hai Bisogno di Assistenza per il 730 Precompilato 2026?

              Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare, modificare e inviare il tuo 730 precompilato 2026 in modo sicuro e veloce. I nostri operatori controllano ogni dato, integrano le spese mancanti e si assicurano che tu ottenga tutte le detrazioni a cui hai diritto.

              Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

              Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato:

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                Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

                CAF Centro Fiscale — Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine
                Tel: 0432 1638640 | Email: info@centrofiscale.com

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