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Tag Archivio per: soglia 85000 euro forfettario

Geometri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Rimborsi Spese e Anticipazioni del Geometra 2027: Diritti Catastali, Bolli e Oneri Comunali Contano nella Soglia degli 85.000 Euro?

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Capire come trattare i rimborsi spese geometra è una delle questioni più delicate per chi esercita la libera professione tecnica, soprattutto se si lavora in regime forfettario. Il motivo è semplice: ogni giorno il geometra anticipa somme per conto dei propri clienti — diritti catastali, marche da bollo, diritti di segreteria comunali, oneri per accessi agli atti — e allo stesso tempo sostiene spese proprie di trasferta per raggiungere cantieri, uffici tecnici e conservatorie. Sono due mondi contabili completamente diversi, anche se finiscono sulla stessa fattura.

La distinzione non è un dettaglio formale. Trattare male i rimborsi spese geometra significa sbagliare il calcolo del volume d’affari, cioè il totale delle operazioni fatturate in un anno, e quindi rischiare di credersi fuori (o dentro) il regime agevolato senza esserlo davvero. Nel 2027, con la soglia degli 85.000 euro ancora al centro della vita fiscale dei professionisti, un errore di questo tipo può costare l’uscita indebita dal regime forfettario, con ricalcolo di IRPEF, IVA e contributi.

In questa guida vediamo, con parole semplici ed esempi pratici, quali somme sono vere anticipazioni escluse da IVA ai sensi dell’art. 15 comma 1 n. 3 del DPR 633/1972, quali invece sono rimborsi spese imponibili, come si comporta il contributo integrativo Cassa Geometri e come indicare tutto correttamente in fattura elettronica con la natura N1.

Indice dei contenuti

  1. Rimborsi spese geometra: perché la distinzione conta nel 2027
  2. Cosa sono le anticipazioni in nome e per conto ex art. 15 DPR 633/1972
  3. Diritti catastali, bolli e oneri comunali: perché sono esclusi da IVA
  4. Rimborsi spese geometra imponibili: viaggio, vitto, alloggio e trasferte
  5. Le anticipazioni contano nella soglia degli 85.000 euro del forfettario?
  6. Il contributo integrativo Cassa Geometri al 5%: su cosa si applica davvero
  7. Come indicare tutto in fattura elettronica: natura N1 ed esempio pratico
  8. Errori comuni sui rimborsi spese geometra e rischi concreti
  9. Domande frequenti sui rimborsi spese geometra
  10. Assistenza fiscale per geometri: come possiamo aiutarti

Rimborsi spese geometra: perché la distinzione conta nel 2027

Immagina che il geometra Marco riceva l’incarico di predisporre una pratica catastale per il signor Rossi. Per completare il lavoro Marco paga 48 euro di diritti catastali allo sportello dell’Agenzia delle Entrate, 16 euro di marca da bollo e 60 euro di diritti di segreteria al Comune. Poi guida per 90 chilometri per fare il sopralluogo. A fine incarico emette una fattura che comprende il compenso, le somme anticipate e il rimborso del viaggio.

Dal punto di vista fiscale, però, quelle voci non hanno lo stesso peso. Le somme pagate in nome e per conto del cliente sono semplici movimentazioni finanziarie: il denaro passa dalle mani del geometra a quelle della pubblica amministrazione, ma il debito era del cliente. Il rimborso del viaggio, invece, è una spesa che Marco ha sostenuto in proprio nome per svolgere l’incarico e che viene poi ribaltata sul committente: per il fisco è a tutti gli effetti parte del compenso professionale.

Questa differenza si riflette su tre piani distinti: l’IVA (imponibile o esclusa), il reddito imponibile del professionista e — punto cruciale per chi ha scelto il regime forfettario per geometri — il conteggio dei ricavi ai fini della soglia degli 85.000 euro. Gestire correttamente i rimborsi spese geometra significa quindi avere numeri affidabili su cui costruire la propria pianificazione fiscale.

Cosa sono le anticipazioni in nome e per conto ex art. 15 DPR 633/1972

L’art. 15 comma 1 n. 3 del DPR 633/1972 stabilisce che non concorrono a formare la base imponibile IVA “le somme dovute a titolo di rimborso delle anticipazioni fatte in nome e per conto della controparte, purché regolarmente documentate”. Tradotto in linguaggio quotidiano: se il geometra paga qualcosa che, per legge, è dovuto dal cliente, e ne conserva la prova, quella somma non è un suo compenso e quindi non viene tassata come tale.

Perché un’anticipazione sia legittimamente esclusa devono ricorrere tre condizioni, che vale la pena tenere sempre a mente prima di emettere fattura:

  • Spesa sostenuta in nome e per conto del cliente: l’obbligo di pagamento è del committente, non del professionista
  • Documentazione intestata al cliente (o comunque chiaramente riferibile a lui e alla sua pratica): ricevute, quietanze, contrassegni, attestazioni di versamento
  • Riaddebito a piè di lista, cioè per l’importo esatto anticipato, senza ricarichi, maggiorazioni o “forfait”

Se anche una sola di queste condizioni manca, l’operazione cambia natura. Un ricarico del 10% su un diritto catastale, per esempio, trasforma l’intera somma in un rimborso spese imponibile, con tutte le conseguenze del caso. La regola d’oro, nella gestione dei rimborsi spese geometra, è quindi conservare ordinatamente ogni pezza giustificativa collegandola alla singola pratica e al singolo cliente.

Diritti catastali, bolli e oneri comunali: perché sono esclusi da IVA

Le somme che il geometra anticipa più spesso rientrano quasi sempre nella categoria delle anticipazioni escluse, perché si tratta di tributi, diritti o oneri il cui soggetto obbligato è il cliente. Nella pratica professionale quotidiana parliamo di:

  • Diritti catastali e tributi speciali catastali per visure, volture, presentazione di pratiche DOCFA e Pregeo
  • Imposte di bollo e marche da bollo apposte su istanze, elaborati e permessi
  • Diritti di segreteria comunali e oneri di istruttoria per CILA, SCIA, permessi di costruire, accessi agli atti
  • Tributi ipotecari e diritti di conservatoria per ispezioni e note di trascrizione
  • Oneri di urbanizzazione e costi di costruzione versati per conto del committente

In tutti questi casi il geometra funge da “cassiere” del cliente: anticipa la liquidità per non bloccare la pratica, ma non guadagna nulla su quella somma. Ecco perché i diritti catastali in fattura vanno indicati separatamente dal compenso, con l’apposita natura N1, e non entrano né nella base IVA né nel reddito professionale.

Attenzione a un equivoco frequente: la marca da bollo da 2 euro che il professionista applica sulla propria parcella quando emette fattura senza IVA (tipico caso del forfettario, per importi non assoggettati a IVA superiori a 77,47 euro) è cosa diversa. Quel bollo riguarda il documento del professionista e, se riaddebitato al cliente, segue le regole ordinarie della fattura. Non confonderlo con i bolli pagati sulle pratiche del committente, che sono vere anticipazioni geometra.

Rimborsi spese geometra imponibili: viaggio, vitto, alloggio e trasferte

Passiamo all’altra faccia della medaglia. Quando il geometra si sposta per raggiungere un cantiere lontano, pernotta fuori sede o pranza durante una giornata di rilievi, sta sostenendo spese proprie necessarie allo svolgimento dell’incarico. Il fatto che il cliente le rimborsi non cambia la loro natura: si tratta di rimborsi spese imponibili, che concorrono a formare il compenso.

Rientrano in questa categoria, sia nella forma analitica (a piè di lista, con giustificativi) sia nella forma forfettaria (una cifra pattuita a prescindere dalla spesa effettiva):

  • Rimborso chilometrico per l’uso dell’auto propria, pedaggi autostradali, carburante e parcheggi
  • Biglietti di treno o aereo intestati al professionista
  • Vitto e alloggio durante trasferte fuori dal comune dello studio
  • Noleggio di strumentazione (droni, stazioni totali, ponteggi per ispezioni) e materiali di consumo
  • Spese di stampa, plottaggio e copisteria intestate al geometra

Tutte queste voci vanno assoggettate allo stesso trattamento del compenso: seguono l’IVA della prestazione principale (o, per il forfettario, l’esclusione da IVA con natura N2.2 tipica del regime), sono soggette al contributo integrativo Cassa Geometri e concorrono ai ricavi dell’anno. In altre parole, i rimborsi spese geometra di questa seconda categoria sono compenso a tutti gli effetti, anche se nel linguaggio comune si continua a chiamarli “rimborsi”.

Per un professionista in regime agevolato c’è un aspetto ulteriore da considerare: nel forfettario i costi non si deducono analiticamente, perché il reddito si determina applicando un coefficiente di redditività ai ricavi incassati. Il coefficiente è una percentuale fissa che stima quanta parte dell’incasso sia reddito e quanta sia costo: per l’attività tecnica del geometra è pari al 78%. Significa che ogni euro di rimborso imponibile incassato viene tassato al 78%, anche se al geometra quella somma è servita solo a coprire benzina e pedaggi.

Le anticipazioni contano nella soglia degli 85.000 euro del forfettario?

Ecco la domanda centrale di questa guida, e la risposta è netta: no, le anticipazioni escluse ex art. 15 non concorrono alla soglia degli 85.000 euro del regime forfettario. Non sono compensi, non sono ricavi, non sono operazioni imponibili: sono mere movimentazioni finanziarie per conto terzi, che il geometra incassa dal cliente solo per rientrare di quanto già versato alla pubblica amministrazione.

Al contrario, i rimborsi spese imponibili rientrano pienamente nel conteggio. Chi verifica il rispetto del limite guardando soltanto la riga “onorario” della fattura rischia di sottostimare i propri ricavi; chi invece somma anche le anticipazioni rischia il problema opposto, cioè di credersi vicino allo sforamento quando in realtà ha ampio margine.

Un esempio chiarisce tutto. Nel 2027 il geometra Marco fattura 78.000 euro di compensi, 6.000 euro di rimborsi chilometrici e trasferte e 9.000 euro di anticipazioni per diritti catastali, bolli e diritti di segreteria. Il totale che transita sul conto corrente è di 93.000 euro, ma i ricavi rilevanti ai fini della soglia degli 85.000 euro sono 84.000 euro (78.000 + 6.000). Marco resta quindi nel regime forfettario, anche se il suo estratto conto racconta un’altra storia.

Ricordiamo anche il secondo scalino previsto dalla normativa: superati gli 85.000 euro ma restando sotto i 100.000 euro, l’uscita dal regime scatta dall’anno successivo; oltre i 100.000 euro la fuoriuscita è immediata, con obbligo di applicare l’IVA già dall’operazione che ha determinato il superamento. Un errore di classificazione dei rimborsi spese geometra può quindi tradursi in un ricalcolo pesante e in sanzioni evitabili. Per un quadro completo sui requisiti puoi leggere la nostra guida al regime forfettario: requisiti e aliquote e la pillar dedicata alla partita IVA in regime forfettario seguita dal CAF Centro Fiscale di Udine.

Il contributo integrativo Cassa Geometri al 5%: su cosa si applica davvero

Il contributo integrativo Cassa Geometri (CIPAG) è pari al 5% e va addebitato in fattura al cliente: il professionista lo incassa e poi lo riversa alla Cassa. È una somma che, di fatto, il committente paga in più rispetto al compenso, e per questo non costituisce reddito del geometra.

La base di calcolo è il volume d’affari ai fini IVA, e qui si chiude il cerchio con quanto detto finora. Poiché le anticipazioni escluse ex art. 15 non entrano nella base imponibile IVA, su di esse il contributo integrativo del 5% non si applica. Si applica invece su tutto ciò che è compenso: onorario professionale e rimborsi spese imponibili.

Riassumendo in modo operativo, il 5% CIPAG si calcola su:

  • Sì sul compenso professionale (onorario)
  • Sì sui rimborsi spese analitici e forfettari di viaggio, vitto e alloggio
  • No sulle anticipazioni per diritti catastali, bolli, diritti di segreteria e oneri comunali

Va aggiunto che il contributo integrativo si affianca al contributo soggettivo, la quota calcolata sul reddito professionale che alimenta la posizione previdenziale personale dell’iscritto, e ai contributi minimi annuali dovuti anche in caso di redditi bassi. Per gli importi aggiornati e le scadenze di versamento puoi consultare gli approfondimenti su Cassa Geometri: contributo soggettivo, integrativo e minimi e su aliquote e scadenze dei contributi CIPAG.

Come indicare tutto in fattura elettronica: natura N1 ed esempio pratico

Nella fattura elettronica le due categorie devono viaggiare su righe separate, ciascuna con il proprio codice natura. Il codice natura N1 identifica proprio le operazioni escluse ex art. 15 DPR 633/72: è l’etichetta tecnica che comunica al Sistema di Interscambio che quella somma non è imponibile perché non è un corrispettivo.

Ecco come si presenta, in forma semplificata, la fattura del geometra Marco al signor Rossi, ipotizzando un compenso di 1.000 euro, 150 euro di rimborso trasferta e 124 euro di anticipazioni:

  • Riga 1 – Compenso professionale per pratica catastale: 1.000,00 euro
  • Riga 2 – Rimborso spese di trasferta (imponibile, stesso regime IVA del compenso): 150,00 euro
  • Riga 3 – Contributo integrativo CIPAG 5% su 1.150,00 euro: 57,50 euro
  • Riga 4 – Anticipazioni escluse art. 15 DPR 633/72, natura N1 (diritti catastali, bolli, diritti di segreteria): 124,00 euro

Il totale documento sarà di 1.331,50 euro, ma il volume d’affari rilevante è pari a 1.207,50 euro: le anticipazioni restano fuori. Se Marco opera in regime forfettario, sulle righe 1, 2 e 3 non applica IVA e utilizza la natura N2.2 con la dicitura di legge prevista per il regime, mentre la riga 4 conserva la sua natura N1.

Un ultimo accorgimento pratico riguarda la descrizione: scrivere genericamente “spese” è il modo più rapido per creare confusione in sede di controllo. Meglio dettagliare tipologia, ente destinatario e riferimento della pratica, allegando o conservando le quietanze. Una fattura ben costruita è la prima difesa quando l’Agenzia delle Entrate chiede conto della corretta gestione dei rimborsi spese geometra.

Errori comuni sui rimborsi spese geometra e rischi concreti

Nella nostra esperienza con i professionisti tecnici, gli errori si ripetono con una certa regolarità. Il più frequente è “gonfiare” il volume d’affari includendo per abitudine le anticipazioni tra i ricavi: il geometra si convince di aver superato la soglia degli 85.000 euro, esce dal regime agevolato e passa al regime ordinario con IVA, contabilità e costi di gestione superiori, senza averne alcun obbligo.

L’errore opposto è altrettanto pericoloso: classificare come anticipazioni escluse somme che tali non sono, per esempio i rimborsi chilometrici o le spese di stampa intestate allo studio. In questo caso i ricavi risultano sottostimati, il contributo integrativo viene versato in misura inferiore al dovuto e la permanenza nel regime forfettario potrebbe rivelarsi indebita in sede di verifica.

Le conseguenze più ricorrenti sono queste:

  • Ricalcolo dell’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per le nuove attività) e dei contributi previdenziali
  • Recupero dell’IVA non applicata in caso di fuoriuscita retroattiva dal regime
  • Sanzioni e interessi su fatture emesse con natura IVA errata
  • Contributo integrativo CIPAG versato in eccesso o in difetto, con conguagli successivi
  • Errori nel quadro LM del Modello Redditi PF, con dichiarazione da rettificare

La buona notizia è che tutto questo si previene con un metodo semplice: una separazione contabile chiara fin dal momento in cui la spesa viene sostenuta e un controllo periodico del volume d’affari “pulito”. Chi sta valutando ora di aprire la partita IVA come libero professionista tecnico dovrebbe impostare correttamente questo schema fin dalla prima fattura, evitando di dover correggere anni di documenti.

Domande frequenti sui rimborsi spese geometra

Le anticipazioni per diritti catastali vanno indicate in fattura?

Sì, vanno indicate ma in una riga separata con natura N1, come somme escluse ex art. 15 DPR 633/72. Devono essere riaddebitate esattamente per l’importo anticipato e supportate da documentazione riferibile al cliente. Non si sommano al compenso e non entrano nella base imponibile.

Il rimborso chilometrico del geometra è imponibile?

Sì. Il rimborso chilometrico è una spesa sostenuta dal professionista in nome proprio per eseguire l’incarico: è quindi un rimborso spese imponibile, concorre al compenso, è soggetto al contributo integrativo del 5% e rientra nel calcolo della soglia degli 85.000 euro.

Il contributo integrativo si applica sulle anticipazioni escluse?

No. Il contributo integrativo Cassa Geometri si calcola sul volume d’affari ai fini IVA e le anticipazioni ex art. 15 ne sono fuori. Il 5% si applica quindi solo su onorario e rimborsi spese imponibili.

Cosa succede se sbaglio a calcolare la soglia includendo le anticipazioni?

Rischi di uscire dal regime forfettario senza averne motivo, con costi di gestione più alti e una tassazione meno favorevole. In caso di errore già consolidato in dichiarazione è possibile intervenire con una dichiarazione integrativa: è una procedura delicata, che conviene affidare agli esperti del CAF Centro Fiscale.

Se la ricevuta non è intestata al cliente posso comunque usare la natura N1?

È il punto più fragile. La norma richiede anticipazioni regolarmente documentate: se manca ogni collegamento con il committente e con la sua pratica, l’Agenzia delle Entrate può riqualificare la somma come compenso imponibile. Conserva sempre quietanze, contrassegni e attestazioni di versamento associandoli al fascicolo del cliente.

Un rimborso forfettario di trasferta è trattato come un’anticipazione?

No. Il rimborso concordato “a forfait”, cioè in cifra fissa a prescindere dalla spesa reale, non ha nulla a che vedere con le anticipazioni geometra: è a tutti gli effetti compenso imponibile, con contributo integrativo e rilevanza ai fini della soglia.

Assistenza fiscale per geometri: come possiamo aiutarti

Gestire correttamente i rimborsi spese geometra e le anticipazioni escluse ex art. 15 significa avere sotto controllo il proprio volume d’affari, versare il giusto contributo integrativo e restare serenamente entro la soglia degli 85.000 euro quando conviene. Non è una materia da improvvisare a fine anno: è un metodo da impostare sulla prima fattura e mantenere con costanza.

Il CAF Centro Fiscale di Udine segue professionisti tecnici e partite IVA in regime forfettario in tutta Italia: verifichiamo l’impostazione delle tue fatture, controlliamo la corretta separazione tra compensi e anticipazioni, monitoriamo la soglia dei ricavi e curiamo dichiarazione dei redditi e adempimenti previdenziali. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine, in Viale Tullio 13, sia online, con preventivo personalizzato in base alla tua attività.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


Hai bisogno di assistenza per la gestione fiscale della tua attività di geometra? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci per fissare un appuntamento: chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Settembre 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-07 15:00:002026-09-05 09:22:56Rimborsi Spese e Anticipazioni del Geometra 2027: Diritti Catastali, Bolli e Oneri Comunali Contano nella Soglia degli 85.000 Euro?

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