ANF - ASSEGNI NUCLEO FAMILIARI, MATERNITA', PATRONATOTabelle ANF INPS 2026/2027: Importi, Fasce di Reddito e NovitàLe tabelle ANF INPS 2026 rappresentano lo strumento ufficiale per calcolare l’assegno per il nucleo familiare spettante a categorie specifiche di lavoratori e pensionati nel periodo che va dal 1° luglio 2026 al 30 giugno 2027. Anche se l’Assegno Unico Universale ha assorbito dal marzo 2022 la quota destinata ai figli minori, l’ANF continua a esistere ed essere erogato per nuclei familiari particolari, come pensionati senza figli minori, lavoratori domestici, percettori di NASpI e nuclei con persone inabili a carico.In questa guida completa analizziamo tutto ciò che c’è da sapere sulle tabelle ANF INPS 2026: chi ha ancora diritto all’assegno, come si calcola, quali sono le fasce di reddito aggiornate, le novità della rivalutazione ISTAT per il biennio 2026/2027, le scadenze per la presentazione della domanda e gli errori più comuni da evitare. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna passo dopo passo nella compilazione del modello ANF-DIP e nella richiesta diretta a INPS, sia in ufficio che online.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiChe cos’è l’ANF e come funziona nel 2026Chi ha ancora diritto alle tabelle ANF INPS 2026Periodo di validità delle tabelle ANF 2026/2027Come si calcola l’ANF: reddito, composizione, importiFasce di reddito e tipologia di nucleo familiareNovità ANF 2026/2027 e rivalutazione ISTATCome fare domanda di ANF nel 2026Scadenze ANF 2026 e arretratiErrori comuni e controlli INPSANF vs Assegno Unico Universale: differenzeDomande frequenti sulle tabelle ANF INPS 2026 Che cos’è l’ANF e come funziona nel 2026L’assegno per il nucleo familiare (ANF) è una prestazione economica erogata dall’INPS a sostegno delle famiglie dei lavoratori dipendenti, dei pensionati e di altre categorie specifiche, il cui importo dipende dal numero dei componenti del nucleo e dal reddito complessivo familiare. La normativa di riferimento è la Legge n. 153 del 13 maggio 1988, che ha istituito l’assegno superando i precedenti assegni familiari erogati come integrazione salariale.Nel 2026 le tabelle ANF INPS 2026 mantengono la struttura storica articolata su fasce di reddito crescenti, con importi mensili decrescenti man mano che il reddito del nucleo familiare aumenta. Ogni anno l’INPS pubblica le tabelle aggiornate con apposita circolare, applicando la rivalutazione ISTAT sui livelli reddituali. Le nuove tabelle valgono per dodici mesi, dal 1° luglio dell’anno di pubblicazione al 30 giugno dell’anno successivo. È quindi corretto parlare di tabelle ANF 2026/2027 per indicare il periodo che inizia il 1° luglio 2026 e termina il 30 giugno 2027.L’importo dell’ANF non è uguale per tutti i nuclei: dipende da una combinazione di fattori che includono il numero dei componenti del nucleo, la presenza di figli minori, la presenza di soggetti inabili, la condizione di nucleo monoparentale e, naturalmente, il reddito complessivo familiare riferito all’anno precedente. Ad esempio, le tabelle ANF in vigore dal 1° luglio 2026 utilizzeranno i redditi del 2025 per il calcolo. Chi ha ancora diritto alle tabelle ANF INPS 2026Dal 1° marzo 2022, con l’introduzione dell’Assegno Unico Universale per i figli a carico previsto dal D.Lgs. 230/2021, l’ANF è stato sostituito limitatamente alla quota relativa ai figli minori di 21 anni. Tuttavia l’assegno per il nucleo familiare non è scomparso del tutto: continua a essere riconosciuto per composizioni del nucleo che non rientrano nell’Assegno Unico, e per le quali le tabelle ANF INPS 2026 restano lo strumento di riferimento per il calcolo degli importi spettanti.Hanno diritto all’ANF 2026 i nuclei familiari composti da:Coniuge non legalmente ed effettivamente separato (anche se di sesso opposto del richiedente)Fratelli, sorelle e nipoti minori del richiedente, in via di principio orfani di entrambi i genitori e non titolari di pensione ai superstitiFigli maggiorenni inabili, qualora si verifichino determinate condizioni di assenza di altro nucleo di riferimentoComponenti inabili (coniuge, fratelli, nipoti) per i quali è prevista una maggiorazione dell’importoLe categorie di beneficiari che possono richiedere le tabelle ANF INPS 2026 sono in particolare i lavoratori dipendenti del settore privato (per i nuclei con componenti che non rientrano nell’Assegno Unico), i pensionati da lavoro dipendente, i lavoratori domestici (colf e badanti), i lavoratori agricoli OTI e OTD, i percettori di prestazioni a sostegno del reddito come la NASpI, la DIS-COLL e la mobilità, i lavoratori in cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria, e i lavoratori in malattia, maternità, congedo o donazione sangue/midollo.Per le famiglie con figli minori di 21 anni a carico, la prestazione spettante non è più l’ANF ma l’Assegno Unico Universale, che è universale, non vincolato alla categoria lavorativa del genitore e calcolato in base all’ISEE. Per gestire correttamente la propria posizione, il CAF Centro Fiscale di Udine verifica la composizione del nucleo e indica con chiarezza quale prestazione spetta, evitando sovrapposizioni e contestazioni INPS. Periodo di validità delle tabelle ANF 2026/2027La caratteristica forse meno conosciuta delle tabelle ANF INPS 2026 è il loro periodo di validità “sfasato” rispetto all’anno solare. Le tabelle ANF non seguono il calendario dell’anno solare (1° gennaio – 31 dicembre) ma uno schema “annualità ANF” che corre da luglio a giugno dell’anno successivo. Le tabelle pubblicate nel 2026 valgono quindi per il periodo che va dal 1° luglio 2026 al 30 giugno 2027, motivo per cui si parla correttamente di “tabelle ANF 2026/2027”.Questa scelta normativa ha una logica precisa: ogni anno, alla scadenza del 30 giugno, il decreto interministeriale Lavoro/Economia recepisce la rivalutazione ISTAT applicata ai livelli di reddito che determinano le fasce ANF. La nuova tabella diventa così operativa dal 1° luglio successivo. Il reddito di riferimento per il calcolo dell’ANF nel periodo 2026/2027 è quello complessivo del nucleo familiare riferito all’anno solare 2025, dichiarato nel modello 730 o Redditi 2026.È importante non confondere il periodo di competenza ANF con altri periodi di riferimento: il 2026 nelle tabelle ANF significa “tabelle in vigore dal 1° luglio 2026”. Chi richiede l’assegno per il periodo precedente, ovvero dal 1° luglio 2025 al 30 giugno 2026, deve invece fare riferimento alle tabelle ANF 2025/2026. Capire questo meccanismo evita richieste errate e respingimenti da parte dell’INPS. Come si calcola l’ANF: reddito, composizione, importiIl calcolo dell’assegno per il nucleo familiare 2026 si basa su tre elementi fondamentali: il reddito complessivo del nucleo nell’anno precedente, la tipologia di nucleo familiare e il numero dei componenti che ne fanno parte. L’INPS pubblica annualmente le tabelle ANF articolate in 21 tipologie di nucleo, ognuna con la propria scala di fasce di reddito e relativi importi mensili dell’assegno.Il reddito di riferimento per le tabelle ANF INPS 2026 è dato dalla somma di:Redditi assoggettati a IRPEF al netto dei contributi previdenziali e assistenziali obbligatoriRedditi esenti da imposta o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva, se superiori a 1.032,91 euroTrattamenti di famiglia percepiti durante l’anno (escluso il valore dell’ANF stesso)Per avere diritto all’ANF, la somma dei redditi da lavoro dipendente, da pensione o da altre prestazioni previdenziali assimilate deve costituire almeno il 70% del reddito complessivo del nucleo familiare. Si tratta di una condizione importante: serve a indirizzare l’assegno verso famiglie che traggono il proprio sostentamento prevalentemente da lavoro dipendente o pensione, e non da redditi di altra natura (per esempio rendite o redditi d’impresa). Il CAF Centro Fiscale verifica preventivamente questo requisito sui documenti reddituali del nucleo, evitando spiacevoli sorprese in fase di erogazione.Una volta determinati reddito complessivo e tipologia di nucleo, si individua nella tabella ANF la fascia di reddito corrispondente e si legge l’importo mensile spettante. L’importo è erogato direttamente dal datore di lavoro in busta paga (per i dipendenti del settore privato), dall’INPS direttamente per pensionati, lavoratori domestici, percettori NASpI e altre categorie particolari. Le tabelle ANF INPS 2026 indicano l’importo per ciascuna combinazione possibile di nucleo e fascia di reddito. Fasce di reddito e tipologia di nucleo familiareLe tabelle ANF INPS 2026 sono organizzate in 21 tabelle distinte (numerate dalla 11 alla 21 e dalla 11A alla 20A per i nuclei con inabili), ognuna corrispondente a una specifica tipologia di nucleo familiare. Le principali tipologie sono:Tabella 11: nuclei con entrambi i genitori e almeno un figlio minore in cui non sussistano situazioni di inabilità (tipologia standard di riferimento)Tabella 12: nuclei monoparentali con figli minori e senza componenti inabiliTabella 13: nuclei senza figli con coniuge a carico (solo coniuge), tipica dei pensionatiTabella 14: nuclei composti dal solo richiedente e da fratelli, sorelle o nipoti orfani minoriTabelle 19-20: nuclei con presenza di soggetti inabili (importi maggiorati)Tabelle 21 e 21A: nuclei orfanili (i due o più orfani diventano richiedenti tra loro)Ogni tabella presenta fasce di reddito che partono da circa 15.000 euro di reddito annuo complessivo e arrivano fino a oltre 80.000 euro per nuclei numerosi. Più il numero dei componenti aumenta, più la soglia massima di reddito oltre la quale non spetta l’assegno si alza. L’importo mensile dell’ANF oscilla, in linea generale, da pochi euro nelle fasce di reddito più alte ad alcune centinaia di euro mensili per nuclei numerosi con redditi bassi. Gli importi precisi per il periodo 2026/2027 sono fissati dalla circolare INPS che annualmente recepisce il decreto interministeriale Lavoro-Economia di rivalutazione.Per fare un esempio pratico: un nucleo familiare composto da pensionato, coniuge a carico e un figlio inabile maggiorenne, con reddito complessivo familiare di 25.000 euro annui, rientrerà in una tabella con maggiorazione per inabilità. L’importo mensile dell’ANF sarà significativamente più alto rispetto allo stesso nucleo senza inabili. Affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine garantisce l’identificazione corretta della tabella applicabile e l’individuazione esatta della fascia di reddito, evitando di richiedere importi inferiori o superiori a quelli effettivamente spettanti.Novità ANF 2026/2027 e rivalutazione ISTATLa novità principale delle tabelle ANF INPS 2026 per il biennio 2026/2027 è la consueta rivalutazione ISTAT annuale dei livelli reddituali, che adegua le soglie di reddito all’andamento dell’inflazione. La rivalutazione è prevista dall’art. 2, comma 12, della Legge 153/1988, e si applica utilizzando l’indice ISTAT FOI (indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati) rilevato nell’anno precedente.Per il periodo 2026/2027, la rivalutazione applicata risulta dal dato ISTAT relativo all’anno 2025: i livelli di reddito delle tabelle ANF salgono in proporzione, consentendo a un numero potenzialmente maggiore di nuclei di rientrare nelle fasce con importo più alto rispetto all’anno precedente. La circolare INPS annuale che ufficializza le tabelle viene pubblicata, di norma, a ridosso del 1° luglio. Tutti i datori di lavoro e gli enti previdenziali devono adeguare i pagamenti dal mese di luglio successivo, anche su istanze ANF già attive.Un altro elemento rilevante per il 2026 è il consolidamento del rapporto tra ANF e Assegno Unico Universale: i due strumenti coesistono ma su perimetri distinti. Le famiglie con figli minori ricevono l’Assegno Unico Universale, mentre i nuclei senza figli minori o con componenti inabili ricevono l’ANF. Il CAF Centro Fiscale aggiorna ogni anno la guida ai propri clienti e verifica nucleo per nucleo quali prestazioni richiedere e con quali tempistiche. Come fare domanda di ANF nel 2026La domanda di assegno per il nucleo familiare 2026 deve essere presentata all’INPS, attraverso un percorso che cambia a seconda della categoria di richiedente. La procedura non è banale: richiede la corretta individuazione della tipologia di nucleo, la raccolta dei documenti reddituali, l’eventuale autorizzazione preventiva (necessaria quando vi sono nel nucleo persone con redditi propri o quando il richiedente è separato/divorziato) e la presentazione nei tempi previsti.Le tipologie di domanda ANF principali sono:ANF-DIP per lavoratori dipendenti privati: la richiesta si presenta a INPS e l’esito viene comunicato al datore di lavoro per l’erogazione in busta pagaANF per lavoratori domestici: viene erogata direttamente da INPS con accredito su IBANANF per pensionati: erogata insieme alla rata di pensioneANF per percettori di NASpI, mobilità o disoccupazione agricola: erogata da INPS con la prestazione di sostegno al redditoANF lavoratori agricoli OTI/OTD: con specifico modulo SR16 o tramite la sede INPSLa procedura richiede attenzione per evitare errori che potrebbero ritardare la pratica o causare la decadenza dell’assegno. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: dalla raccolta documenti alla compilazione del modello ANF-DIP, alla presentazione della domanda a INPS, alla gestione dell’eventuale autorizzazione necessaria. Affidarsi ai nostri esperti significa avere la certezza che le tabelle ANF INPS 2026 vengano applicate correttamente al tuo caso specifico, sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.Scadenze ANF 2026 e arretratiUna caratteristica fondamentale dell’assegno per il nucleo familiare è la possibilità di richiederlo retroattivamente fino a cinque anni indietro, in base alla regola generale di prescrizione delle prestazioni previdenziali. Significa che, ad esempio, nel 2026 è ancora possibile presentare domanda di ANF arretrati per il periodo a partire dal 2021/2022, purché si dimostri il diritto all’assegno in quegli anni e si rispetti il periodo di prescrizione.Per il periodo 2026/2027 valgono le seguenti scadenze e regole:La domanda ANF 2026/2027 può essere presentata dal 1° luglio 2026 e copre il periodo fino al 30 giugno 2027Per le domande relative al periodo precedente (2025/2026), il termine ultimo per gli arretrati è la data di prescrizione quinquennaleL’autorizzazione INPS (mod. ANF/43), quando necessaria, va richiesta prima della presentazione della domandaPer i nuclei con variazioni in corso d’anno (nascita, separazione, decesso) la comunicazione va fatta tempestivamente per evitare indebitiMolti contribuenti scoprono solo a distanza di tempo di aver avuto diritto all’ANF in anni passati. Il CAF Centro Fiscale esegue un’analisi storica della posizione del nucleo familiare e, dove possibile, attiva il recupero degli arretrati ANF degli ultimi cinque anni, sia per dipendenti che per pensionati o lavoratori domestici. Si tratta di importi che possono raggiungere alcune migliaia di euro per nuclei numerosi. Errori comuni e controlli INPSGli errori più frequenti che bloccano il riconoscimento dell’ANF 2026 o portano a richieste di restituzione da parte dell’INPS riguardano principalmente la composizione del nucleo, il calcolo dei redditi e l’individuazione della tabella applicabile. È bene quindi tenere presente alcuni aspetti critici per evitare contestazioni.I controlli INPS si concentrano in particolare su:Verifica della natura prevalente dei redditi (almeno il 70% da lavoro dipendente, pensione o prestazioni assimilate)Coerenza tra reddito dichiarato e 730/Redditi PF del nucleoComposizione del nucleo all’1° luglio dell’anno di riferimentoEsclusione corretta dei componenti che non rientrano nel diritto (es. figli minori rientranti in Assegno Unico)Presenza dell’autorizzazione quando richiestaQuando INPS rileva difformità tra quanto erogato e quanto effettivamente dovuto, può emettere un provvedimento di indebito e richiedere la restituzione delle somme con eventuali interessi. La gestione di un indebito ANF è complessa e richiede esperienza. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i propri clienti anche in caso di contenzioso con INPS, predisponendo memorie e ricorsi e gestendo il rapporto con l’ente previdenziale fino alla risoluzione.ANF vs Assegno Unico Universale: differenzeConfondere ANF e Assegno Unico Universale è uno degli errori più comuni dopo la riforma del 2022. Le tabelle ANF INPS 2026 e gli importi dell’Assegno Unico Universale obbediscono a logiche di calcolo molto diverse e si applicano a perimetri di nuclei diversi. Comprendere bene la distinzione è fondamentale per richiedere correttamente entrambe le prestazioni quando spettano.Le principali differenze possono essere riassunte così:Reddito di riferimento: ANF utilizza il reddito complessivo del nucleo, mentre l’Assegno Unico Universale si basa sull’ISEEPerimetro: l’assegno unico è per figli minori di 21 anni; l’ANF è per coniuge, fratelli/sorelle/nipoti orfani minori, inabiliUniversalità: l’Assegno Unico è universale (spetta a tutti i nuclei con figli minori); l’ANF è limitato a categorie specifiche di lavoratori e pensionatiModalità di calcolo: per l’Assegno Unico la maggiorazione è graduale; per l’ANF si applicano tabelle a fasce di redditoPeriodicità: Assegno Unico annuo (con domanda valida tutto l’anno solare), ANF da luglio a giugnoPer il calcolo dell’Assegno Unico Universale è necessario presentare l’ISEE aggiornato, mentre per l’ANF servono i documenti reddituali del nucleo (730, CU, Redditi PF) dell’anno precedente. Spesso le due prestazioni si sommano per uno stesso nucleo familiare, perché destinate a componenti diversi del medesimo nucleo. Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce entrambe le pratiche, garantendo coerenza tra le dichiarazioni e ottimizzazione di quanto spettante. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sulle tabelle ANF INPS 2026Quando vengono pubblicate le tabelle ANF 2026/2027?Le tabelle ANF INPS 2026 per il periodo 1° luglio 2026 – 30 giugno 2027 vengono pubblicate dall’INPS con apposita circolare annuale, di norma a ridosso del 1° luglio. La circolare recepisce il decreto interministeriale del Ministero del Lavoro e del Ministero dell’Economia, che fissa la rivalutazione ISTAT applicabile per il nuovo periodo. Il CAF Centro Fiscale comunica sempre tempestivamente ai propri clienti l’avvenuta pubblicazione e le eventuali variazioni rispetto alle tabelle dell’anno precedente.Posso richiedere ANF e Assegno Unico Universale contemporaneamente?Sì, è possibile e in molti casi opportuno. ANF e Assegno Unico hanno perimetri di nucleo diversi: l’Assegno Unico copre i figli minori di 21 anni, mentre l’ANF copre il coniuge, i fratelli/sorelle/nipoti orfani minori e i componenti inabili. Un nucleo con figli minori e coniuge a carico può ricevere entrambe le prestazioni. Il CAF Centro Fiscale di Udine analizza la situazione specifica per attivare tutte le prestazioni dovute, in ufficio o online.Quali redditi vanno dichiarati per le tabelle ANF 2026?Vanno dichiarati tutti i redditi del nucleo familiare riferiti all’anno solare precedente: redditi da lavoro dipendente, pensione, redditi assoggettati a IRPEF, redditi esenti se superiori a 1.032,91 euro, trattamenti di famiglia. Per richiedere l’ANF 2026/2027 (validità 1° luglio 2026 – 30 giugno 2027) si utilizzano i redditi dell’anno solare 2025, come risultanti dal 730 o dal modello Redditi PF.Posso richiedere gli arretrati ANF degli anni passati?Sì, è possibile richiedere gli arretrati ANF fino a cinque anni indietro, secondo la regola di prescrizione quinquennale delle prestazioni previdenziali. Significa che nel 2026 si possono ancora recuperare gli arretrati a partire dal periodo 2021/2022, se sussistevano i requisiti. Si tratta di importi che possono superare diverse migliaia di euro per nuclei numerosi. Il CAF Centro Fiscale verifica gratuitamente la posizione storica del nucleo familiare e attiva il recupero degli arretrati.L’ANF spetta anche ai lavoratori domestici (colf e badanti)?Sì, l’ANF per lavoratori domestici è una delle categorie ancora pienamente attive. Colf e badanti che hanno coniuge a carico, fratelli/sorelle/nipoti minori orfani o componenti inabili nel proprio nucleo possono richiedere l’assegno applicando le tabelle ANF INPS 2026. L’importo viene accreditato direttamente da INPS sull’IBAN del lavoratore. Il CAF Centro Fiscale gestisce annualmente decine di pratiche per colf e badanti in tutta Italia, sia in ufficio a Udine che online.Conclusione: affidati al CAF Centro Fiscale per le tabelle ANF 2026Le tabelle ANF INPS 2026 restano uno strumento fondamentale per il sostegno economico a nuclei familiari di pensionati, lavoratori domestici, percettori di NASpI, lavoratori agricoli e tutte le altre categorie ancora coperte dall’assegno per il nucleo familiare dopo l’introduzione dell’Assegno Unico Universale. Conoscere le fasce di reddito, le tipologie di nucleo, le scadenze e le modalità di domanda è essenziale per ottenere correttamente l’assegno spettante e non lasciare sul tavolo importi che spettano di diritto.Hai bisogno di assistenza per le tabelle ANF INPS 2026, per la domanda di assegno per il nucleo familiare o per recuperare gli arretrati degli anni passati? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. I nostri esperti ti guidano dalla raccolta documenti fino all’invio della pratica a INPS, garantendo il corretto inquadramento del tuo nucleo e l’individuazione precisa della tabella applicabile. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi. Maggio 27, 2026/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/12/ANF-INPS-ASSEGNI-FAMILIARI.jpg 960 1280 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-27 17:08:382026-05-31 17:11:26Tabelle ANF INPS 2026/2027: Importi, Fasce di Reddito e Novità
ESTRATTO CONTRIBUTIVO, PATRONATODebiti con l’INPS fino a 60 rate: come ottenere il pagamento agevolato e recuperare i contributiHai un debito con l’INPS e temi di non riuscire a pagarlo in un’unica soluzione? Da gennaio 2025 le regole sono cambiate in modo significativo: grazie al Decreto Legge 132/2024 (convertito nella Legge 162/2024) e alle nuove disposizioni operative dell’INPS, è ora possibile rateizzare i debiti contributivi fino a 60 rate mensili, ovvero 5 anni. Una vera boccata d’ossigeno per lavoratori autonomi, artigiani, commercianti, professionisti iscritti alla Gestione Separata e datori di lavoro che si trovano in difficoltà.Ma non è tutto: pagare i contributi arretrati non significa solo “mettersi in regola con l’INPS”. Significa soprattutto recuperare anni di contribuzione utili ai fini pensionistici, evitare il blocco del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva), scongiurare l’iscrizione a ruolo da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e bloccare l’accumulo di sanzioni civili che, in alcuni casi, possono superare il 50% del debito originario.In questa guida completa ti spieghiamo tutto quello che devi sapere sulla rateizzazione dei debiti INPS nel 2026: chi può accedere, come si calcolano gli interessi, quanti documenti servono, come si presenta la domanda e cosa succede se salti una rata. Con esempi pratici, tabelle riassuntive e i riferimenti alle ultime circolari.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCosa sono i debiti INPS e come nasconoLa novità: dilazione fino a 60 rate dal 2025Chi può richiedere la rateizzazioneQuante rate si possono ottenere: il sistema a tre fasceInteressi, sanzioni civili e costi della rateizzazioneDocumenti necessari e procedura di domandaEsempi pratici di calcolo della rateizzazioneRecupero contributi ai fini pensionisticiCosa succede se salti una rata: la decadenzaDifferenza tra dilazione INPS e cartella esattorialeConsigli pratici e ruolo del PatronatoDomande frequenti (FAQ) Cosa sono i debiti INPS e come nasconoPer debito con l’INPS si intende qualunque somma dovuta all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale a titolo di contributi previdenziali e assistenziali non versati entro le scadenze previste. Si tratta di una situazione molto più diffusa di quanto si pensi: secondo i dati pubblicati dall’INPS nei suoi rendiconti annuali, milioni di posizioni contributive presentano scoperti, totali o parziali.I debiti INPS possono nascere per molteplici ragioni:Omessi versamenti: il contribuente non ha pagato i contributi alla scadenza prevista (per artigiani, commercianti e professionisti le scadenze ordinarie sono in maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno successivo);Versamenti insufficienti: l’importo pagato è inferiore a quello dovuto, magari per un errore di calcolo del reddito;Accertamenti d’ufficio: l’INPS, attraverso le verifiche incrociate con l’Agenzia delle Entrate, rileva contributi non dichiarati e li richiede d’ufficio;Conguagli: per i datori di lavoro, situazioni di debito possono nascere dalle differenze tra contributi versati mensilmente e quelli risultanti dal flusso UniEmens;Sanzioni e interessi: anche le maggiorazioni applicate per ritardato pagamento si trasformano, se non saldate, in debito esigibile.Le conseguenze di un debito INPS non risolto sono pesanti: dall’iscrizione a ruolo (con passaggio della pratica all’Agenzia delle Entrate-Riscossione), al blocco del DURC per imprese e professionisti, fino al mancato accredito dei contributi sulla posizione previdenziale, con effetti diretti sulla futura pensione. La novità: dilazione fino a 60 rate dal 2025Fino al 31 dicembre 2024 la rateizzazione ordinaria dei debiti contributivi INPS prevedeva un limite massimo di 24 rate mensili. Per ottenere un piano di dilazione più lungo (fino a 36 mesi) era necessario un decreto autorizzativo del Ministero del Lavoro, mentre per arrivare a 60 mesi serviva addirittura un’autorizzazione “straordinaria” rilasciata in casi eccezionali e con procedure complesse.Le cose sono cambiate radicalmente con l’articolo 23 del Decreto Legge 9 settembre 2024, n. 132, convertito con modificazioni dalla Legge 13 novembre 2024, n. 162. La nuova norma ha riscritto le regole della dilazione amministrativa dei debiti contributivi, con un duplice obiettivo: aiutare i contribuenti in difficoltà e al tempo stesso aumentare il recupero crediti da parte dell’Istituto, riducendo le iscrizioni a ruolo.L’INPS ha disciplinato l’applicazione concreta della norma con la Circolare n. 8 del 17 gennaio 2025 e con il successivo Messaggio n. 622 del 13 febbraio 2025, che ha attivato la procedura telematica aggiornata. In sintesi, i punti chiave della riforma sono:Estensione fino a 60 rate mensili della dilazione amministrativa per i debiti contributivi non ancora iscritti a ruolo;Articolazione in tre fasce di rate (fino a 24, da 25 a 36, da 37 a 60) con requisiti progressivamente più stringenti;Gestione interamente telematica tramite il portale “Rateazione” del sito INPS, accessibile con SPID, CIE o CNS;Applicazione anche ai debiti già esistenti al momento dell’entrata in vigore della norma, purché non siano stati iscritti a ruolo;Mantenimento del calcolo delle sanzioni civili previsto dall’articolo 116, comma 8, della Legge 388/2000.La Circolare INPS n. 8/2025 ha inoltre chiarito che la nuova disciplina si applica alle domande presentate a partire dal 1° gennaio 2025 e che le rateazioni in corso, autorizzate con le vecchie regole, restano regolate dalla normativa previgente. Chi può richiedere la rateizzazioneLa dilazione amministrativa fino a 60 rate è uno strumento ampio, pensato per intercettare tutte le tipologie di contribuente che hanno maturato un debito previdenziale. Possono presentare domanda:Lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali: artigiani e commercianti iscritti alle rispettive Gestioni INPS;Coltivatori diretti, mezzadri e coloni iscritti alla Gestione agricoltura;Professionisti senza cassa iscritti alla Gestione Separata (lavoratori autonomi occasionali, collaboratori coordinati e continuativi, amministratori di società, dottorandi, ricercatori);Datori di lavoro privati per i debiti relativi ai contributi dei loro dipendenti (sia per lavoratori subordinati che per collaboratori);Datori di lavoro domestico (famiglie che hanno assunto colf, badanti, baby sitter) per i contributi non versati alla Gestione Domestici;Committenti di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa o di prestazione occasionale;Liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata che esercitano attività non coperte da una cassa professionale autonoma.Sono esclusi dalla rateizzazione amministrativa INPS i debiti già iscritti a ruolo e affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. In questi casi, occorre rivolgersi direttamente ad ADER per chiedere la rateizzazione esattoriale, che segue regole proprie (e che attualmente prevede fino a 84 rate ordinarie, elevabili a 120 con dichiarazione di temporanea difficoltà economica documentata). I requisiti di accesso alla rateizzazionePer ottenere una rateizzazione INPS è necessario:Essere identificato in modo univoco presso l’INPS (codice fiscale, matricola aziendale o numero di iscrizione);Non avere precedenti rateazioni decadute per mancato pagamento di rate (la decadenza preclude nuove richieste, salvo specifiche eccezioni);Presentare un piano coerente con la propria capacità economica, soprattutto per le fasce più alte di dilazione (37-60 rate);Versare regolarmente i contributi correnti durante il piano di rateizzazione: la regolarità contributiva ordinaria non si interrompe e va mantenuta per non incorrere in nuove sanzioni;Pagare la prima rata entro 30 giorni dalla notifica dell’accoglimento, condizione necessaria perché il piano diventi operativo.Quante rate si possono ottenere: il sistema a tre fasceLa nuova rateizzazione INPS introdotta dal 2025 funziona con un meccanismo a tre fasce progressive. Ogni fascia richiede requisiti più stringenti e una documentazione più articolata. Lo schema è il seguente:FasciaNumero rateDurata massimaDocumentazione richiestaFascia 1 – Ordinariafino a 24 rate2 anniDomanda telematica semplice, senza documentazione economica aggiuntivaFascia 2 – Estesada 25 a 36 rate3 anniDomanda telematica + dichiarazione di temporanea difficoltà economica + documentazione comprovanteFascia 3 – Straordinariada 37 a 60 rate5 anniDomanda telematica + documentazione economico-patrimoniale completa (ISEE, bilanci, indicatori di liquidità) + relazione motivataL’INPS fissa un importo minimo della singola rata per evitare piani di rateizzazione antieconomici e troppo lunghi in rapporto all’entità del debito. La soglia esatta varia in base alla tipologia di gestione (Artigiani, Commercianti, Gestione Separata, Lavoro Domestico) e alle istruzioni operative pubblicate dall’INPS. In sede di domanda telematica, il sistema verifica automaticamente la congruità della rata proposta rispetto al debito complessivo. Cosa significa “temporanea difficoltà economica”Per accedere alle fasce 2 e 3 occorre dimostrare una situazione di temporanea difficoltà economica o finanziaria. La Circolare INPS n. 8/2025 ha chiarito che questa condizione va valutata caso per caso, ma fornisce alcuni indicatori di riferimento:ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) non superiore a determinate soglie, parametrate alla composizione del nucleo familiare;Indice di Liquidità (rapporto tra attività liquide e passività a breve) inferiore a una soglia di sostenibilità, per le imprese;Indice Alfa (rapporto tra debito INPS e valore della produzione o fatturato) superiore a determinate soglie;Documentazione di eventi straordinari (calamità naturali, crisi di settore, perdita di clienti rilevanti, problemi sanitari del titolare).In pratica, chi richiede 60 rate deve dimostrare di non poter sostenere un piano più breve senza compromettere la propria attività o sostentamento. Il CAF e il Patronato possono aiutare a costruire la documentazione e a redigere la relazione motivata richiesta dalla Fascia 3.Interessi, sanzioni civili e costi della rateizzazioneLa rateizzazione INPS non azzera i costi del debito, ma li struttura in modo prevedibile. Vediamo nel dettaglio le componenti economiche di un piano di dilazione.Sanzioni civili sul debitoLe sanzioni civili previste dall’articolo 116, comma 8, della Legge 23 dicembre 2000, n. 388 si applicano a tutti i debiti contributivi non versati alla scadenza. La misura è la seguente:Omissione contributiva (il debito è stato denunciato regolarmente ma non versato): sanzione pari al Tasso Ufficiale di Riferimento BCE + 5,5 punti percentuali, su base annua, fino al limite massimo del 40% del debito;Evasione contributiva (il debito è stato occultato all’INPS): sanzione fissa del 30% del debito su base annua, fino al limite massimo del 60% del debito.Una volta raggiunto il limite massimo (40% o 60%), continuano a maturare gli interessi di mora al tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5,5 punti, fino all’effettivo pagamento.Interessi di dilazioneSull’importo da rateizzare l’INPS applica anche interessi di dilazione, calcolati al tasso ufficiale di riferimento BCE maggiorato di 6 punti percentuali, su base annua. Questi interessi servono a remunerare l’Istituto per la dilazione temporale del pagamento e si aggiungono alle eventuali sanzioni civili già maturate.Il tasso si determina al momento della concessione del piano e resta fisso per tutta la durata della rateizzazione, salvo modifiche legislative.Tabella riassuntiva dei costiTipo costoImporto / aliquotaLimite massimoNormaSanzione omissioneTUR + 5,5 punti annuo40% del debitoL. 388/2000 art. 116 c. 8 lett. aSanzione evasione30% annuo60% del debitoL. 388/2000 art. 116 c. 8 lett. bInteressi di dilazioneTUR + 6 punti annuon.d.Circolare INPS n. 8/2025Interessi di mora post-limiteTUR + 5,5 punti annuon.d.L. 388/2000 art. 116 c. 8Il Tasso Ufficiale di Riferimento (TUR) della Banca Centrale Europea va verificato al momento del piano. Per il 2026, considerata la traiettoria di politica monetaria della BCE, il tasso si colloca intorno al 2-2,5%, quindi gli interessi complessivi di dilazione si aggirano sull’8% annuo. Si tratta di un costo non trascurabile, ma molto inferiore a quello di un finanziamento bancario per importi analoghi e, soprattutto, con la certezza di sbloccare DURC e posizione previdenziale.Documenti necessari e procedura di domandaLa domanda di rateizzazione INPS si presenta esclusivamente in modalità telematica, attraverso il portale dell’Istituto. La procedura è stata aggiornata e razionalizzata con il Messaggio INPS n. 622 del 13 febbraio 2025. Come accedere al servizio onlineCollegarsi al sito www.inps.it;Accedere all’area riservata con SPID di secondo livello, CIE 3.0 o CNS;Cercare il servizio “Rateazione contributi” oppure “Dilazione amministrativa”;Selezionare la posizione contributiva interessata e il tipo di debito da rateizzare;Compilare il piano di rateazione, scegliendo il numero di rate (da 1 a 24, da 25 a 36 o da 37 a 60);Allegare la documentazione richiesta (per fasce 2 e 3);Confermare e inviare la domanda.Documentazione per la Fascia 1 (fino a 24 rate)Per la rateizzazione ordinaria non serve documentazione economica aggiuntiva. Bastano i dati anagrafici, il codice fiscale e l’identificazione della posizione INPS. La domanda viene accolta automaticamente se non ci sono cause ostative (rateazioni precedenti decadute, debiti già iscritti a ruolo, ecc.).Documentazione per la Fascia 2 (25-36 rate)Dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante la temporanea difficoltà economica;ISEE in corso di validità per persone fisiche;Ultimo bilancio depositato per società di capitali;Modello Unico/Redditi degli ultimi due anni per ditte individuali e società di persone;Documentazione bancaria recente (estratti conto, situazione affidamenti).Documentazione per la Fascia 3 (37-60 rate)Tutto quanto previsto per la Fascia 2;Relazione tecnico-economica motivata sulla situazione di difficoltà e sul piano di rientro proposto;Calcolo dell’Indice di Liquidità e dell’Indice Alfa per imprese e società;Eventuale documentazione di eventi straordinari (calamità, crisi di settore, problemi sanitari);Visura camerale aggiornata per imprese iscritte al Registro delle Imprese.Tempi di rispostaL’INPS, di norma, risponde entro 30 giorni dalla presentazione della domanda. Per le fasce 2 e 3, che richiedono valutazioni più articolate, i tempi possono allungarsi fino a 90 giorni. In caso di silenzio prolungato è possibile inviare un sollecito o rivolgersi alla sede territoriale competente.Esempi pratici di calcolo della rateizzazionePer capire concretamente quanto costa una rateizzazione INPS, vediamo due esempi pratici con cifre realistiche. Ipotizziamo un Tasso Ufficiale di Riferimento BCE del 2,15% (valore di riferimento 2026).Esempio 1: artigiano con debito di 8.000 euroMarco, idraulico iscritto alla Gestione Artigiani, non ha versato i contributi delle rate di maggio e agosto 2025. Il suo debito complessivo (capitale + sanzioni civili maturate per omissione) ammonta a 8.000 euro. Marco chiede una rateizzazione in 24 mesi (Fascia 1).Debito da rateizzare: 8.000 euroTasso interessi dilazione: 2,15% + 6 punti = 8,15% annuoInteressi totali sul piano 24 mesi: circa 705 euroTotale da pagare: circa 8.705 euroRata mensile media: circa 363 euroEsempio 2: commerciante con debito di 25.000 euroGiulia, titolare di un negozio iscritta alla Gestione Commercianti, ha accumulato debiti contributivi negli ultimi tre anni per 25.000 euro (capitale + sanzioni). Considerato il calo del fatturato e l’indice di liquidità sotto soglia, chiede e ottiene una rateizzazione in 60 mesi (Fascia 3).Debito da rateizzare: 25.000 euroTasso interessi dilazione: 2,15% + 6 punti = 8,15% annuoInteressi totali sul piano 60 mesi: circa 5.580 euroTotale da pagare: circa 30.580 euroRata mensile media: circa 510 euroConfrontando i due piani si nota che, all’aumentare della durata, cresce il costo complessivo per via degli interessi, ma diminuisce la rata mensile, alleggerendo l’impatto sul flusso di cassa. La scelta della fascia va quindi calibrata sulla propria capacità di pagamento sostenibile nel medio periodo.Esempio 3: famiglia con colf in debito di 3.000 euroLa famiglia Rossi non ha versato i contributi della Gestione Domestici per due trimestri della propria colf, accumulando un debito di 3.000 euro. Chiede una rateizzazione in 18 mesi (Fascia 1).Debito da rateizzare: 3.000 euroInteressi totali sul piano 18 mesi: circa 200 euroTotale da pagare: circa 3.200 euroRata mensile media: circa 178 euroPer le famiglie con lavoratori domestici, la rateizzazione INPS è uno strumento utilissimo per regolarizzare situazioni di morosità senza dover ricorrere a finanziamenti onerosi. Il pagamento delle rate si effettua con il consueto bollettino MAV o tramite addebito SEPA, sempre con codici contributo dedicati alla Gestione Domestici.Recupero contributi ai fini pensionisticiUno degli aspetti spesso sottovalutati della rateizzazione INPS riguarda gli effetti sulla posizione previdenziale. Pagare i contributi arretrati, anche a rate, significa riaccreditare anni di contribuzione sulla propria posizione assicurativa, con effetti diretti sul calcolo della futura pensione. Quando si accreditano i contributi rateizzatiL’INPS ha confermato, anche con la Circolare n. 8/2025, che i contributi inclusi in un piano di rateizzazione vengono accreditati sulla posizione assicurativa man mano che le rate vengono pagate. Questo significa che:Non bisogna attendere la fine del piano per vedere i contributi sulla propria posizione;Ogni rata pagata genera un accredito proporzionale;Solo al completo pagamento del piano l’INPS considera regolarizzata integralmente la posizione contributiva del periodo rateizzato;In caso di decadenza, i contributi accreditati fino a quel momento restano validi.Effetti sulla pensionePer chi è vicino al pensionamento, completare il piano di rateizzazione può essere determinante per maturare i requisiti contributivi minimi. I principali requisiti per le pensioni del sistema italiano sono:Pensione di vecchiaia: 67 anni di età e 20 anni di contributi;Pensione anticipata: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne, a prescindere dall’età;Quota 103 (sperimentale): 62 anni di età + 41 anni di contributi, con specifiche regole di accesso;Opzione Donna: requisiti specifici legati a particolari categorie (caregiver, invalide, lavoratrici licenziate o dipendenti di aziende in crisi).Recuperare anche solo uno o due anni di contributi tramite rateizzazione può fare la differenza tra “non avere ancora i requisiti” e “poter andare in pensione”. Il consiglio è sempre quello di richiedere preventivamente l’estratto contributivo INPS per verificare l’esatta situazione previdenziale e calcolare l’impatto della regolarizzazione.Riscatto e contribuzione volontaria: alternative complementariLa rateizzazione non è l’unico strumento per “ricostruire” la posizione previdenziale. In alcuni casi può essere combinata con:Riscatto di laurea (ordinario o agevolato per i periodi entro i 45 anni di età);Contribuzione volontaria per coprire periodi di interruzione lavorativa;Ricongiunzione contributiva tra gestioni diverse (INPS, casse professionali, gestioni speciali);Totalizzazione dei periodi assicurativi maturati in gestioni differenti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine può effettuare una valutazione personalizzata della tua posizione previdenziale e indicarti la combinazione di strumenti più conveniente in vista del pensionamento.Cosa succede se salti una rata: la decadenzaLa regolarità nel pagamento delle rate è la condizione essenziale per mantenere attivo il piano di dilazione. Le regole sulla decadenza, ribadite dalla Circolare INPS n. 8/2025, sono chiare: il mancato pagamento di un numero predefinito di rate, anche non consecutive, comporta la decadenza automatica del piano.Soglia di decadenzaLa normativa attualmente prevede la decadenza in caso di mancato pagamento di:5 rate, anche non consecutive, sul totale delle rate previste dal piano;L’ultima rata del piano di rateizzazione.Una volta verificata la decadenza, l’INPS notifica al contribuente il provvedimento e procede:A iscrivere a ruolo il residuo debito non ancora coperto dai pagamenti effettuati;A trasmettere la pratica all’Agenzia delle Entrate-Riscossione per il recupero forzoso;A negare nuove rateizzazioni sullo stesso debito, salvo eccezioni;A ripristinare il calcolo delle sanzioni civili per i periodi residui non pagati.È possibile rimediare?In caso di temporanea impossibilità a pagare una rata, è possibile richiedere all’INPS una sospensione temporanea del piano, motivata da gravi e documentate ragioni. La sospensione non è automatica: serve un’istanza motivata, accompagnata da documentazione, e l’autorizzazione è discrezionale.In alternativa, sempre prima della decadenza, è possibile chiedere una ridefinizione del piano (ad esempio passando da 24 a 36 rate o da 36 a 60), per allungare la durata e ridurre l’importo della singola rata.La regola fondamentale è: non aspettare la decadenza, agire prima. Se hai difficoltà a pagare anche solo una rata, rivolgiti immediatamente al Patronato per valutare insieme la soluzione più adatta.Differenza tra dilazione INPS e cartella esattorialeÈ importante distinguere tra due tipi di rateizzazione che riguardano i debiti contributivi:Rateizzazione amministrativa INPS: si applica ai debiti non ancora iscritti a ruolo. È quella di cui abbiamo parlato finora: fino a 60 rate, gestita direttamente dall’INPS, con i requisiti che abbiamo visto;Rateizzazione esattoriale ADER: si applica ai debiti già iscritti a ruolo e affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. È gestita da ADER, segue regole proprie e prevede attualmente fino a 84 rate ordinarie, elevabili fino a 120 in casi di documentata difficoltà.La scelta della procedura non è discrezionale: dipende dallo stato di lavorazione del debito. Finché il debito è “in casa” INPS (non iscritto a ruolo) si applica la rateizzazione amministrativa; quando è stato già trasmesso all’Agente della Riscossione, si applica la rateizzazione esattoriale. Tabella comparativaCaratteristicaDilazione INPSRateazione ADERGestoreINPSAgenzia Entrate-RiscossioneStato del debitoNon iscritto a ruoloIscritto a ruoloNumero massimo rateFino a 60Fino a 120Importo minimo rataDefinito da istruzioni INPS50 euroProceduraTelematica via portale INPSTelematica via portale ADERDocumentazioneCrescente per fasceCrescente per fasceEffetto su DURCDURC regolare se piano in regolaDURC regolare se piano in regolaConviene quindi agire tempestivamente: chiedere la rateizzazione INPS prima dell’iscrizione a ruolo evita aggravi di costi (oneri di riscossione, ulteriori interessi di mora) e mantiene il rapporto direttamente con l’Istituto previdenziale.Consigli pratici e ruolo del PatronatoLa rateizzazione INPS è uno strumento potente ma va gestito con attenzione. Ecco alcuni consigli pratici per evitare errori e massimizzare i benefici.Prima di chiedere la rateizzazioneRichiedi l’estratto contributivo aggiornato per avere chiarezza sulla composizione del debito;Verifica la prescrizione: i contributi previdenziali si prescrivono in 5 anni. Periodi più antichi potrebbero essere già prescritti e non più dovuti (con eccezioni);Controlla eventuali errori di accertamento d’ufficio: a volte la pretesa INPS si fonda su redditi presunti che non corrispondono alla realtà;Valuta la fascia adatta alla tua capacità di pagamento sostenibile: meglio una rata più alta in tempi brevi che un piano lungo a rischio decadenza.Durante il piano di rateizzazioneImposta promemoria per ogni scadenza mensile;Attiva l’addebito automatico SEPA per evitare dimenticanze;Continua a versare regolarmente i contributi correnti (la rateizzazione riguarda solo il pregresso);Conserva tutte le ricevute di pagamento;Monitora periodicamente la tua posizione contributiva online.Il ruolo del Patronato CAF Centro FiscaleIl Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa e gratuita per la gestione di tutte le pratiche relative ai debiti INPS. In particolare:Analisi della posizione contributiva: estratti contributivi, ricostruzione storica, individuazione di eventuali errori o periodi prescritti;Predisposizione della domanda di rateizzazione: compilazione, raccolta documentazione, presentazione telematica;Assistenza per la Fascia 3: redazione della relazione tecnico-economica, calcolo degli indici, presentazione documentazione completa;Consulenza previdenziale: valutazione dell’impatto della regolarizzazione sulla futura pensione, individuazione di alternative (riscatto, contribuzione volontaria);Monitoraggio del piano: verifica della corretta esecuzione, supporto in caso di difficoltà.Tutti i servizi del Patronato sono gratuiti per il cittadino, in quanto finanziati con fondi pubblici dedicati. Rivolgersi a un Patronato significa avere al proprio fianco un professionista esperto che conosce procedure, normative e prassi INPS, riducendo drasticamente il rischio di errori o rigetti.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti (FAQ) Posso rateizzare un debito INPS già iscritto a ruolo?No, la rateizzazione amministrativa INPS si applica solo ai debiti non ancora iscritti a ruolo. Se il debito è già stato affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, devi presentare domanda di rateizzazione direttamente ad ADER, che applica regole proprie e prevede fino a 84 rate ordinarie (elevabili a 120 in caso di difficoltà documentata).Quanto tempo ho per chiedere la rateizzazione?Non esiste un termine perentorio, ma è essenziale agire prima dell’iscrizione a ruolo del debito. Una volta che l’INPS ha trasmesso la pratica ad ADER (di solito entro 12-18 mesi dalla scadenza non rispettata), la rateizzazione amministrativa non è più possibile e occorre rivolgersi all’Agente della Riscossione.Posso ottenere una rateizzazione se ho già un debito iscritto a ruolo per altre pendenze INPS?Sì, la valutazione si fa per ogni singolo debito. Puoi avere contemporaneamente una rateizzazione amministrativa INPS per un debito non ancora iscritto a ruolo e una rateizzazione ADER per debiti già ruolizzati. Sono procedure parallele e indipendenti.Cosa succede al DURC durante la rateizzazione?Il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) viene rilasciato regolarmente se sei in regola con il piano di rateizzazione (pagamento delle rate alle scadenze) e con il versamento dei contributi correnti. Una sola rata non pagata può compromettere temporaneamente il DURC.I contributi pagati a rate “valgono” per la pensione anche prima della fine del piano?Sì, l’INPS accredita i contributi proporzionalmente man mano che le rate vengono pagate. Quindi anche durante il piano la tua posizione assicurativa cresce. Solo a piano completato, però, il periodo viene considerato integralmente regolarizzato.Posso saldare anticipatamente le rate per chiudere prima il piano?Sì, è sempre possibile estinguere anticipatamente la rateizzazione pagando il debito residuo in un’unica soluzione. Gli interessi di dilazione vengono ricalcolati e ridotti proporzionalmente al periodo di anticipo.Quanto costa l’assistenza del Patronato per la rateizzazione INPS?L’assistenza del Patronato è completamente gratuita per il cittadino. I servizi sono finanziati con fondi pubblici dedicati alla tutela previdenziale e assistenziale. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza completa per la presentazione della domanda di rateizzazione e per tutte le pratiche INPS connesse.Conclusione: agire subito è la chiaveAvere un debito con l’INPS non è una condanna: la riforma introdotta dal Decreto Legge 132/2024 e attuata con la Circolare INPS n. 8/2025 ha aperto possibilità di rientro molto più ampie rispetto al passato, con piani di rateizzazione fino a 60 mesi e una procedura interamente telematica.L’importante è agire tempestivamente: prima il debito viene affrontato, minori saranno gli aggravi di sanzioni e interessi, e maggiore sarà la possibilità di evitare l’iscrizione a ruolo. Rateizzare significa non solo “mettersi in regola” con l’INPS, ma soprattutto recuperare anni preziosi di contribuzione per la propria pensione, sbloccare il DURC e ripartire con serenità.Il CAF Centro Fiscale di Udine è al tuo fianco con un Patronato qualificato che ti assiste in ogni fase: dall’analisi della posizione contributiva alla scelta della fascia di rateizzazione, dalla preparazione della documentazione alla presentazione della domanda, fino al monitoraggio del piano nel tempo. Tutti i servizi sono gratuiti per il cittadino.Hai un debito con l’INPS o vuoi verificare la tua situazione contributiva? Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per un appuntamento. Un nostro operatore valuterà gratuitamente la tua posizione e ti indicherà la strada migliore per regolarizzare e proteggere il tuo futuro previdenziale.Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 09:25:432026-05-31 17:44:28Debiti con l’INPS fino a 60 rate: come ottenere il pagamento agevolato e recuperare i contributi
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOCome Cambiare IBAN e Conto di Accredito Pensione INPS: Guida Completa 2026Indice dei contenutiQuando e perché cambiare l’IBAN per la pensione INPSProcedura online sul sito INPS (SPID/CIE/CNS)Variazione tramite app INPS MobileRichiesta tramite patronato o CAFContact Center INPS: numero 803 164Il modello AP04: cos’e e quando utilizzarloTempistiche di attivazione del nuovo IBANCosa fare se il pagamento non arriva o l’IBAN e erratoLimiti di importo e conto cointestatoConto corrente, libretto postale o carta prepagata: differenzeDocumenti necessari per la variazioneErrori comuni e come evitarliDomande frequentiCambiare il conto corrente di accredito della pensione INPS è un’operazione che interessa migliaia di pensionati ogni anno: si cambia banca, si chiudè un conto diventato oneroso, si passa da Poste Italiane a una banca tradizionale, o semplicemente si vuole accreditare la pensione INPS su un conto più conveniente. La buona notizia e che la variazione delle coordinate bancarie INPS e oggi un’operazione relativamente semplice, eseguibile online in pochi minuti oppure tramite patronato, app mobile o telefono. In questa guida aggiornata al 2026 trovi tutto quello che serve sapere: le procedure passo passo, il modello AP04, le tempistiche, i documenti necessari e gli errori più comuni da evitare.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Quando e perché cambiare l’IBAN per la pensione INPSEsistono molteplici situazioni in cui un pensionato si trova nella necessita di cambiare l’IBAN per l’accredito della pensione. Le più frequenti sono:Chiusura del conto corrente bancario o del libretto postale attualmente accreditatoCambio di banca per spese di gestione più basse o servizi miglioriPassaggio a un conto online (es. conto corrente a zero spese)Apertura di un nuovo conto intestato a se stessi, in sostituzione di un conto cointestatoTrasferimento all’estero con necessita di accredito su conto SEPA europeoDecesso del cointestatario e necessita di conto intestato solo al pensionatoPerdita o furto del libretto postale nominativoIn tutti questi casi, l’INPS consente di aggiornare le coordinate bancarie in modo gratuito, senza costi e senza necessita di recarsi fisicamente agli sportelli dell’istituto. E importante agire tempestivamente: se il pagamento viene inviato su un IBAN non più attivo, si generano complicazioni che possono ritardare l’accredito di uno o più mesi.Attenzione alle scadenze mensili: la variazione delle coordinate bancarie deve essere comunicata all’INPS entro i termini previsti per il mese in corso. In genere, se la richiesta viene effettuata dopo il 15-20 del mese, sara operativa a partire dal mese successivo. I tempi esatti dipendono dalla procedura utilizzata e sono dettagliati nel paragrafo dedicato alle tempistiche. Procedura online sul sito INPS (SPID/CIE/CNS)La modalità più rapida e autonoma per cambiare IBAN pensione INPS e quella online, attraverso il portale ufficiale dell’INPS all’indirizzo www.inps.it. Per accedere al servizio sono necessarie le credenziali digitali: SPID (Sistema Pubblico di Identita Digitale), CIE (Carta di Identita Elettronica) oppure CNS (Carta Nazionale dei Servizi).Il servizio da utilizzare si chiama ufficialmente “Variazione coordinate bancarie” ed e accessibile dall’area riservata del portale INPS. Di seguito la procedura passo per passo:Accedi a myINPS su www.inps.it utilizzando SPID, CIE o CNS. Nella pagina iniziale clicca su “Accedi a myINPS” in alto a destra.Vai alla sezione Pensione: una volta autenticato, nel menu principale seleziona “Prestazioni e servizi” e poi cerca il servizio “Variazione coordinate bancarie per il pagamento delle prestazioni”.Seleziona la prestazione per cui vuoi modificare l’IBAN (la pensione di vecchiaia, invalidita, superstiti, ecc.).Inserisci il nuovo IBAN: il codice IBAN italiano e composto da 27 caratteri (IT + 2 cifre di controllo + 23 caratteri alfanumerici). Verificalo con cura prima di confermare.Conferma i dati e invia la richiesta. Il sistema genera una ricevuta con numero di protocollo che e bene conservare.Verifica del conto intestato: il portale INPS, durante la procedura online, verifica in automatico che il conto corrente comunicato sia intestato o cointestato al pensionato. Non è possibile inserirè un IBAN intestato a un soggetto terzo diverso dal pensionato (fanno eccezione casi particolari come tutela legale o amministrazione di sostegno, che richiedono documentazione aggiuntiva).Requisito SPID: chi non dispone ancora di SPID puo richiederlo gratuitamente presso uno dei provider accreditati (Aruba, Poste Italiane, TIM, Namirial, ecc.) oppure farsi assistere dal CAF o patronato. In alternativa, la CIE di nuova generazione (con chip) e le credenziali CNS rilasciate dalla propria Regione consentono ugualmente l’accesso. Variazione tramite app INPS MobileL’INPS mette a disposizione l’applicazione ufficiale INPS Mobile, disponibile gratuitamente sia per Android (Google Play Store) sia per iOS (Apple App Store). L’app permette di gestire numerosi servizi previdenziali direttamente dallo smartphone, inclusa la variazione delle coordinate bancarie per il pagamento della pensione.La procedura tramite app e sostanzialmente identica a quella web:Scarica e aggiorna l’app INPS Mobile all’ultima versionè disponibileAccedi con SPID o CIE (le credenziali PIN INPS non sono più supportate dal 1 ottobre 2021)Nella sezione “I miei servizi” o tramite la barra di ricerca, cerca “Variazione coordinate bancarie”Segui la procedura guidata: seleziona la prestazione e inserisci il nuovo IBANConferma l’operazione è conserva la ricevuta digitale con il numero di protocolloL’app INPS Mobile e particolarmente comoda per chi ha già lo SPID configurato sul proprio smartphone, perché consente di completare l’operazione in pochi minuti senza necessita di accedere a un computer. La app permette anche di monitorare lo stato della richiesta e ricevere notifiche sull’avanzamento dell’aggiornamento. Richiesta tramite patronato o CAFPer chi non ha dimestichezza con gli strumenti digitali, o semplicemente preferisce essere assistito da un professionista, il patronato e il CAF rappresentano il canale più sicuro e raccomandato per richiedere la variazione delle coordinate bancarie INPS. Il servizio e completamentè gratuito per il cittadino: patronati e CAF sono finanziati dall’INPS tramitè un sistema di contribuzione pubblica.Presso il CAF Centro Fiscale di Udine, gli operatori del patronato sono abilitati a:Verificare la correttezza dell’IBAN da comunicare (intestazione, formato, attività del conto)Accedere al portale INPS in qualita di intermediari abilitati e inviare la richiesta di variazioneMonitorare l’esito della richiesta è segnalare eventuali anomalieAssistere nella compilazione del modello AP04 qualora richiestoComunicare con la sede INPS territorialmente competente in caso di blocchi o anomalieDocumenti da portare in sede:Documento di identita valido (carta di identita o passaporto)Codice fiscale (tesserino o certificato)Codice IBAN del nuovo conto corrente (visibile sull’estratto conto, sull’app della banca o sul documento di apertura conto)Numero del cedolino pensione INPS (sè disponibile, per velocizzare la ricerca della posizione)Il patronato e particolarmente utile anche nei casi più complessi: pensionati con tutela legale, erede che deve comunicare il decesso e bloccare i pagamenti, pensionati residenti all’estero, o situazioni in cui la procedura automatica online presenti errori o blocchi. Contact Center INPS: numero 803 164Un’ulteriore modalità per richiedere la variazione delle coordinate bancarie INPS e il Contact Center INPS, raggiungibile al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure allo 06 164 164 (a pagamento da cellulare, tariffa operatore).Come funziona la procedura telefonica:Chiama il 803 164 da rete fissa o il 06 164 164 da cellulareScegli l’opzione relativa alle prestazioni pensionistiche dal menu vocaleL’operatore verifichera la tua identita chiedendo i tuoi dati anagrafici, codice fiscale e numero di pensioneComunica il nuovo codice IBAN: scandiscilo lentamente e chiaramente, carattere per carattereRichiedi il numero di protocollo della richiesta come confermaLimitazioni del Contact Center: la procedura telefonica e soggetta a volumi di chiamate elevati, con possibili attese. Inoltre, l’operatore potrebbe non essere in grado di completare immediatamente tutte le variazioni più complesse e potrebbe indirizzare a una sede INPS fisica o al patronato. Il Contact Center è attivo dal lunedi al venerdi dalle 8:00 alle 20:00 e il sabato dalle 8:00 alle 14:00. Il modello AP04: cos’e e quando utilizzarloIl modello AP04 (o modulo AP04) e il modulo cartaceo ufficiale dell’INPS per la comunicazione o la variazione delle coordinate bancarie relative al pagamento delle prestazioni pensionistiche. Si tratta del tradizionale modulo su carta, oggi progressivamente sostituito dai canali digitali, ma ancora valido e utilizzato in determinate situazioni.Quando si usa il modello AP04:Quando il pensionato non dispone di credenziali digitali (SPID, CIE, CNS) e preferisce la procedura cartaceaQuando il patronato o il CAF lo utilizza come supporto documentale della richiesta telematicaIn caso di delega a un familiare o a un intermediario abilitato per la presentazione in sede INPSPer pensionati residenti all’estero che presentano la richiesta tramite consolato italiano o patronato esteroIn presenza di tutela legale o amministrazione di sostegno, dove serve documentazione aggiuntivaCome si compila il modello AP04:Sezione “Dati anagrafici”: nome, cognome, codice fiscale, data e luogo di nascita, indirizzo di residenzaSezione “Dati pensione”: tipo di pensione, numero di trattamento pensionisticoSezione “Coordinate bancarie”: indicare il codice IBAN completo (27 caratteri), denominazione banca/posta, intestatario del contoFirma del pensionato o del rappresentante legale con relativa documentazioneIn caso di delega: dati del delegato e copia del documento di identita del deleganteIl modulo AP04 puo essere scaricato dal sito INPS (sezione Moduli) o richiesto direttamente presso le sedi territoriali INPS, i patronati e i CAF. Una volta compilato, va presentato allo sportello INPS o consegnato al patronato abilitato. Tempistiche di attivazione del nuovo IBANUna delle domande più frequenti dei pensionati che richiedono la variazione delle coordinate bancarie e: da quando verra accreditata la pensione sul nuovo IBAN? La risposta dipende da diversi fattori, ma in linea generale bisogna tenere conto di queste indicazioni:Tempistiche orientative per il cambio IBAN pensione INPS:Canale di richiestaTempi di attivazioneNotePortale INPS online (SPID/CIE)1-2 mesi lavorativiOperativo di norma nel secondo mese successivo alla richiestaApp INPS Mobile1-2 mesi lavorativiStesse tempistiche della procedura webPatronato/CAF1-2 mesi lavorativiLa richiesta è trasmessa telematicamente; le tempistiche sono simili al canale onlineContact Center 803 1642-3 mesiTempi leggermente più lunghi per la gestione manualeModulo AP04 cartaceo (sportello)2-4 mesiDipende dal carico di lavoro della sede INPS territorialeCosa succede nel mese di transizione? Nel periodo compreso tra la richiesta è l’attivazione del nuovo IBAN, l’INPS continua ad accreditare la pensione sul conto precedente. E quindi fondamentale non chiudere il vecchio conto prima di aver verificato che il nuovo IBAN sia effettivamentè attivo. In caso contrario, il pagamento potrebbe essere respinto dalla banca e restituito all’INPS, generando ulteriori ritardi.Come verificare l’aggiornamento dell’IBAN: è possibile controllare online attraverso il servizio “Cedolino pensione” disponibile su myINPS, oppure consultando il proprio cedolino pensione, dove compare la modalità di pagamento aggiornata. Cosa fare se il pagamento non arriva o l’IBAN e erratoSe dopo aver comunicato il nuovo IBAN la pensione non risulta accreditata, oppure se si accorge di aver inserito un codice errato, è importante agire rapidamente seguendo questi passi:Pagamento su IBAN sbagliato o inesistenteSe l’IBAN comunicato era errato e il pagamento è stato rifiutato dalla banca (perché il conto non esiste o e chiuso), il bonifico viene di norma restituito all’INPS entro i tempi bancari (solitamente qualche giorno lavorativo). In questo caso:Verifica tramite myINPS o il Contact Center se il pagamento risulta “sospeso” o “restituito”Contatta il patronato o la sede INPS per comunicare l’IBAN corretto con urgenzaL’INPS provvedera al rinnovo del pagamento con il nuovo IBAN, di solito nel mese successivo alla correzioneConserva tutta la documentazione della richiesta di variazione come prova delle comunicazioni effettuatePagamento su IBAN di altro soggettoIn rari casi, per errori di digitazione, il pagamento potrebbe finire su un conto di terzi. In questo caso occorre:Presentare immediatamentè una denuncia di indebito accredito alla propria banca e all’INPSContattare la sede INPS territorialmente competente per avviare il recupero delle sommeIn caso di mancata restituzione spontanea da parte del ricevente, l’INPS puo attivare le procedure di recupero coattivoPagamento non arriva: altri motivi possibiliSe la pensione non risulta accreditata senza evidenti errori di IBAN, le cause più comuni sono:Conto soggetto a fermo amministrativo (pignoramento o blocco): la banca trattiene le somme per debiti del titolare. La pensione è tuttavia impignorabile fino a un certo limite (pari alla quota minima più 50% per le somme eccedenti)Conto non ancora attivo: se si e aperto un conto molto recentemente, potrebbe esserè necessario qualche giorno prima che l’IBAN sia operativo per i bonifici in entrataVariazione non ancora elaborata dall’INPS: attendere i tempi tecnici descritti nel paragrafo precedenteSospensione d’ufficio della pensione per mancato invio del certificato di esistenza in vita (per pensionati residenti all’estero) o per altre verifiche INPS Limiti di importo e conto cointestatoUna questione spesso trascurata riguarda le regole per l’accredito della pensione su conto cointestato. La normativa antiriciclaggio e le disposizioni INPS prevedono vincoli precisi che è importante conoscere prima di comunicarè un IBAN condiviso.Soglia dei 1.000 euro e conto intestatoIn base alle disposizioni vigenti (art. 49 del D.Lgs. 231/2007 in materia antiriciclaggio), per importi di pensione superiori a 1.000 euro mensili l’accredito deve obbligatoriamente avvenire su un conto corrente intestato esclusivamente al pensionato (o di cui il pensionato sia l’unico titolare). Non è quindi possibile accreditare pensioni elevate su conti cointestati con il coniuge o altri familiari.In pratica:Pensione fino a 1.000 euro/mese: puo essere accreditata su conto cointestatoPensione oltre 1.000 euro/mese: deve essere accreditata su conto a solo nome del pensionatoPer pensioni pagate in rate (es. arretrati), il calcolo si applica all’importo mensile ordinarioAttenzione alle variazioni importo: se la pensione inizialmente inferiore a 1.000 euro viene rivalutata o integrata fino a superare tale soglia, sara necessario aggiornare il conto di accredito con uno intestato solo al pensionato. Il mancato adeguamento puo portare alla sospensione temporanea dei pagamenti da parte dell’INPS.Carte prepagate con IBAN cointestatoAlcune carte prepagate ricaricabili (es. Postepay Evolution, Hype, Revolut) hanno un IBAN personale e possono essere utilizzate per ricevere l’accredito della pensione INPS, purche rispettino le condizioni di importo descritte sopra. E importante verificare che la carta sia intestata solo al pensionato e che non ci siano limitazioni dell’emittente per i bonifici periodici. Conto corrente, libretto postale o carta prepagata: differenzeL’INPS accredita le prestazioni pensionistiche su diversi strumenti di pagamento. Conoscere le differenze aiuta a scegliere la soluzione più conveniente e appropriata.StrumentoVantaggiSvantaggiLimite cointestazioneConto corrente bancarioAmpia gamma servizi, accesso ATM, bonifici, app mobileCosti annui se non esenteLimite 1.000 euro/meseLibretto postale nominativoDiffuso, spesso già usato da anzianiNon ha IBAN; usa coordinate postali specificheSolo intestato al pensionatoConto corrente postale (BancoPosta)Rete capillare Poste Italiane, spesso agevolato per pensionatiCosti variabili; funzionalita limitate rispetto a banche tradizionaliLimite 1.000 euro/meseCarta prepagata con IBANZero o bassi costi, apertura rapida, ideale per importi bassiLimiti su prelievi/depositi, meno serviziSolo intestata al pensionatoNota sul libretto postale: il libretto di risparmio postale nominativo non dispone di un IBAN nel formato standard bancario. Per l’accredito della pensione su libretto postale, le coordinate vengono inserite tramitè un sistema specifico di Poste Italiane (codice conto corrente postale). Il cambio da conto bancario a libretto postale (o viceversa) richiede comunque la procedura di variazione coordinate bancarie INPS.Documenti necessari per la variazioneIndipendentemente dal canale scelto per la variazione delle coordinate bancarie INPS, è fondamentale avere a portata di mano la documentazione corretta. Una documentazione incompleta o errata è una delle cause più frequenti di ritardi e rigetti della richiesta.Documento di identita in corso di validita: carta di identita (anche quella scaduta e accettata in alcuni casi, ma meglio avere quella valida) o passaportoCodice fiscale: tesserino plastificato o certificato attribuzione del codice fiscaleCodice IBAN del nuovo conto: il codice e composto da 27 caratteri per i conti italiani (IT + 2 cifre + 5 cifre ABI + 5 cifre CAB + 12 cifre numero conto). Si trova sull’estratto conto, nell’app della banca, sul documento di apertura conto o richiedendolo allo sportelloProva di intestazione del conto: in alcuni casi potrebbe essere richiesto un documento che attesti che il conto e intestato al pensionato (es. lettera di benvenuto della banca, foglio di apertura conto, estratto conto intestato)Numero di pensione o cedolino INPS (facoltativo ma utile): accelera la ricerca della posizione previdenzialePer la presentazione tramite patronato e sufficiente portare i documenti sopra elencati: sara l’operatore a gestire tutta la procedura telematica. Per la procedura online autonoma basta avere SPID o CIE funzionanti e il codice IBAN a portata di mano. Errori comuni e come evitarliEcco gli errori più frequenti commessi dai pensionati quando cambiano l’IBAN per l’accredito della pensione INPS, con i relativi consigli per evitarli:Chiudere il vecchio conto prima che il nuovo IBAN sia attivo: questo e l’errore più grave. Il pagamento finisce su un conto inesistente e viene restituito all’INPS, causando ritardi di 1-2 mesi. Aspetta sempre la conferma dell’attivazione del nuovo IBAN prima di chiudere il precedente conto.Digitare l’IBAN in modo errato: trascrivere manualmentè un IBAN di 27 caratteri è rischioso. Usa il copia-incolla dall’app della banca, oppure fai verificare il codice all’operatore prima di confermare.Comunicarè un IBAN di conto cointestato per pensioni superiori a 1.000 euro: la richiesta verra rigettata dall’INPS. Verifica prima se la tua pensione rientra nel limite o apri un conto personale.Non conservare la ricevuta della richiesta: il numero di protocollo è fondamentale in caso di contestazioni o per verificare lo stato della pratica. Stampa o salva sempre la ricevuta.Aspettarsi il cambio immediato nel mese in corso: la variazione non ha effetto immediato. Se la tua banca sta chiudendo il conto a fine mese, informa immediatamente il patronato o l’INPS e chiedi di accelerare la procedura.Usarè un IBAN estero non SEPA: l’INPS paga in area SEPA (Unione Europea + alcuni paesi associati). Per pensionati residenti fuori dall’area SEPA, le modalità di pagamento sono differenti e vanno verificate con la sede INPS competente per l’estero.Ignorare la comunicazione INPS di sospensione del pagamento: se l’INPS invia una comunicazione di anomalia sul pagamento, è fondamentale rispondere tempestivamente. Le comunicazioni arrivano via raccomandata o tramite il fascicolo previdenziale su myINPS. Come fare in modo che vada tutto liscioCambiare l’IBAN per l’accredito della pensione INPS non è un’operazione complicata, ma richiede attenzione nei dettagli e tempistiche adeguate. Il consiglio più importante e di non aspettare l’ultimo momento: avvia la procedura di variazione con almeno 2-3 mesi di anticipo rispetto alla chiusura del vecchio conto. In questo modo avrai tutto il tempo per verificare che il nuovo IBAN sia stato correttamente registrato e attivato dall’INPS prima che il vecchio conto venga chiuso.Se hai dubbi sulla procedura corretta, sulla compatibilita del tuo conto o sull’intestazione, rivolgiti al patronato o al CAF: il servizio è gratuito, veloce e gestito da professionisti esperti nelle pratiche INPS. Il pagamento puntuale della pensione ogni mese dipende dalla correttezza delle coordinate bancarie registrate dall’INPS: non lasciare niente al caso.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti su Come Cambiare IBAN Pensione INPSQuanto tempo ci vuole per cambiare l’IBAN della pensione INPS?Di norma la variazione del conto di accredito pensione INPS richiede da 1 a 2 mesi lavorativi dalla data della richiesta. La procedura online tramite SPID e generalmente la più rapida. Il modulo cartaceo AP04 presentato allo sportello puo richiedere fino a 3-4 mesi.Posso accreditare la pensione INPS su un conto cointestato?Si, ma solo se l’importo mensile della pensione e uguale o inferiore a 1.000 euro. Per importi superiori, la normativa antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007) impone che il conto sia intestato esclusivamente al pensionato.Come faccio a sapere se il mio nuovo IBAN è stato registrato dall’INPS?Puoi verificare l’aggiornamento dell’IBAN accedendo alla tua area personale su myINPS con SPID o CIE, nella sezione ‘Cedolino pensione’ o ‘Variazione coordinate bancarie’. In alternativa, puoi chiamare il Contact Center INPS al numero 803 164 o rivolgerti al patronato.Posso accreditare la pensione su una carta prepagata con IBAN?Si, è possibile accreditare la pensione INPS su una carta prepagata con IBAN (come Postepay Evolution, Hype, N26) a condizione che sia intestata solo al pensionato e che l’importo mensile non superi i limiti della carta stessa. Verifica le condizioni specifiche della carta con l’emittente.Cosa devo fare se ho inserito un IBAN sbagliato?Se ti accorgi di aver inserito un IBAN errato, contatta immediatamente il patronato o la sede INPS per correggere la richiesta. Se il pagamento e già stato effettuato su un IBAN errato o inesistente, segnalalo all’INPS e alla tua banca: i fondi vengono di norma restituiti all’INPS e riaccreditati nel mese successivo dopo la correzione.Posso cambiare IBAN pensione INPS senza SPID?Si. Puoi utilizzare la CIE (Carta di Identita Elettronica) o la CNS (Carta Nazionale dei Servizi) per accedere ai servizi INPS online. In alternativa, puoi rivolgerti al patronato o al CAF (gratuitamente), oppure presentare il modello AP04 direttamente allo sportello INPS.Quanto costa cambiare l’IBAN per la pensione INPS?La variazione delle coordinate bancarie per l’accredito della pensione INPS e completamente gratuita, sia che si utilizzi il portale online, sia tramite patronato, CAF, app mobile o Contact Center. I patronati sono finanziati dall’INPS e non possono richiedere compensi per questo servizio.Hai bisogno di assistenza per cambiare IBAN pensione INPS?Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza di patronato gratuita per la variazione delle coordinate bancarie INPS, la gestione di pratiche pensionistiche e molto altro. I nostri operatori ti seguono in ogni fase della procedura.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Pagamento Pensioni Luglio 2026: Date di Accredito, Quattordicesima e Calendario INPS Il pagamento pensioni luglio 2026 è il mese più atteso dell'anno per milioni di pensionati italiani. Il motivo? Insieme alla mensilità ordinaria, a luglio arriva la quattordicesima, il bonus economico che può valere… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-20 14:00:002026-04-18 10:38:49Pagamento Pensioni Luglio 2026: Date di Accredito, Quattordicesima e Calendario INPSCALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Rimborso 730 Pensionati 2026: Quando Arriva e Quanto Tempo AttendereRimborso 730 Pensionati 2026: Quando Arriva e Quanto Tempo Attendere. 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Essendo stranieri, affrontare le pratiche burocratiche in Italia può essere molto complesso, ma il vostro CAF è stata una piacevolissima eccezione. Siamo sinceri: io e mia moglie non abbiamo mai incontrato persone così disponibili e gentili come qui. Un ringraziamento speciale va a Sara. È una vera professionista: estremamente competente, precisa ed efficace in ogni questione che le abbiamo sottoposto. La sua disponibilità è stata straordinaria. Apprezziamo moltissimo anche la comodità della comunicazione via WhatsApp. Vivendo a 30 km da Udine, la possibilità di chiarire dubbi e ricevere consulenze rapide online è un enorme vantaggio che facilita tutto il processo. Grazie a tutto il centro per un'assistenza così preziosa e di qualità. Un grazie di cuore a Sara per il suo ottimo lavoro! Pubblicato su SILVIA P 22/12/2025 Ho conosciuto questo centro grazie a un collega per una pratica per mia madre, per la quale mia sorella aveva avuto ben 3 appuntamenti presso altro centro in altra regione, per sentirsi dire che mia madre non me aveva diritto. Qui non solo la pratica è stata evasa, ma in tempi record e senza dovermici recare personalmente. E, da sottolineare, a 3 gg da natale. Perciò grazie e super consigliato. Efficienza e velocità. Ah, non l'ho detto, pratica fatta in giornata. Bravi! Pubblicato su Noura Omrani 22/12/2025 Sono super bravi gentili e professionali consiglio Pubblicato su Moldovan Madalina Ancuta 22/12/2025 Bravissimi, molto cordiali e disponibili, e soprattutto molto veloci. Raccomando volentieri!!😀 Pubblicato su Valentina Simeoni 21/12/2025 Mi sono rivolta a questo patronato per risolvere una questione con il congedo maternità. Sono rimasta estremamente soddisfatta, mi hanno dato appuntamento in brevissimo tempo, il personale é giovane ,preparato e competente. Ho avuto il piacere di conoscere Sara che é stata gentilissima e velocissima nel darmi una mano. Sicuramente mi affiderò a loro per il prossimo ISEE e 730. Pubblicato su Xhoana Lika 19/12/2025 Ho avuto un’ottima esperienza al CAF grazie a Sara. È una ragazza molto preparata, disponibile e paziente, mi ha seguita passo dopo passo chiarendo ogni dubbio e aiutandomi con diverse pratiche in modo preciso e professionale. Si vede che lavora con competenza e attenzione verso le persone. Davvero consigliata! Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 27, 2026/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-07 14:00:442026-05-31 16:22:55Come Cambiare IBAN e Conto di Accredito Pensione INPS: Guida Completa 2026
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ANF - ASSEGNI NUCLEO FAMILIARI, MATERNITA', PATRONATOTabelle ANF INPS 2026/2027: Importi, Fasce di Reddito e NovitàLe tabelle ANF INPS 2026 rappresentano lo strumento ufficiale per calcolare l’assegno per il nucleo familiare spettante a categorie specifiche di lavoratori e pensionati nel periodo che va dal 1° luglio 2026 al 30 giugno 2027. Anche se l’Assegno Unico Universale ha assorbito dal marzo 2022 la quota destinata ai figli minori, l’ANF continua a esistere ed essere erogato per nuclei familiari particolari, come pensionati senza figli minori, lavoratori domestici, percettori di NASpI e nuclei con persone inabili a carico.In questa guida completa analizziamo tutto ciò che c’è da sapere sulle tabelle ANF INPS 2026: chi ha ancora diritto all’assegno, come si calcola, quali sono le fasce di reddito aggiornate, le novità della rivalutazione ISTAT per il biennio 2026/2027, le scadenze per la presentazione della domanda e gli errori più comuni da evitare. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna passo dopo passo nella compilazione del modello ANF-DIP e nella richiesta diretta a INPS, sia in ufficio che online.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiChe cos’è l’ANF e come funziona nel 2026Chi ha ancora diritto alle tabelle ANF INPS 2026Periodo di validità delle tabelle ANF 2026/2027Come si calcola l’ANF: reddito, composizione, importiFasce di reddito e tipologia di nucleo familiareNovità ANF 2026/2027 e rivalutazione ISTATCome fare domanda di ANF nel 2026Scadenze ANF 2026 e arretratiErrori comuni e controlli INPSANF vs Assegno Unico Universale: differenzeDomande frequenti sulle tabelle ANF INPS 2026 Che cos’è l’ANF e come funziona nel 2026L’assegno per il nucleo familiare (ANF) è una prestazione economica erogata dall’INPS a sostegno delle famiglie dei lavoratori dipendenti, dei pensionati e di altre categorie specifiche, il cui importo dipende dal numero dei componenti del nucleo e dal reddito complessivo familiare. La normativa di riferimento è la Legge n. 153 del 13 maggio 1988, che ha istituito l’assegno superando i precedenti assegni familiari erogati come integrazione salariale.Nel 2026 le tabelle ANF INPS 2026 mantengono la struttura storica articolata su fasce di reddito crescenti, con importi mensili decrescenti man mano che il reddito del nucleo familiare aumenta. Ogni anno l’INPS pubblica le tabelle aggiornate con apposita circolare, applicando la rivalutazione ISTAT sui livelli reddituali. Le nuove tabelle valgono per dodici mesi, dal 1° luglio dell’anno di pubblicazione al 30 giugno dell’anno successivo. È quindi corretto parlare di tabelle ANF 2026/2027 per indicare il periodo che inizia il 1° luglio 2026 e termina il 30 giugno 2027.L’importo dell’ANF non è uguale per tutti i nuclei: dipende da una combinazione di fattori che includono il numero dei componenti del nucleo, la presenza di figli minori, la presenza di soggetti inabili, la condizione di nucleo monoparentale e, naturalmente, il reddito complessivo familiare riferito all’anno precedente. Ad esempio, le tabelle ANF in vigore dal 1° luglio 2026 utilizzeranno i redditi del 2025 per il calcolo. Chi ha ancora diritto alle tabelle ANF INPS 2026Dal 1° marzo 2022, con l’introduzione dell’Assegno Unico Universale per i figli a carico previsto dal D.Lgs. 230/2021, l’ANF è stato sostituito limitatamente alla quota relativa ai figli minori di 21 anni. Tuttavia l’assegno per il nucleo familiare non è scomparso del tutto: continua a essere riconosciuto per composizioni del nucleo che non rientrano nell’Assegno Unico, e per le quali le tabelle ANF INPS 2026 restano lo strumento di riferimento per il calcolo degli importi spettanti.Hanno diritto all’ANF 2026 i nuclei familiari composti da:Coniuge non legalmente ed effettivamente separato (anche se di sesso opposto del richiedente)Fratelli, sorelle e nipoti minori del richiedente, in via di principio orfani di entrambi i genitori e non titolari di pensione ai superstitiFigli maggiorenni inabili, qualora si verifichino determinate condizioni di assenza di altro nucleo di riferimentoComponenti inabili (coniuge, fratelli, nipoti) per i quali è prevista una maggiorazione dell’importoLe categorie di beneficiari che possono richiedere le tabelle ANF INPS 2026 sono in particolare i lavoratori dipendenti del settore privato (per i nuclei con componenti che non rientrano nell’Assegno Unico), i pensionati da lavoro dipendente, i lavoratori domestici (colf e badanti), i lavoratori agricoli OTI e OTD, i percettori di prestazioni a sostegno del reddito come la NASpI, la DIS-COLL e la mobilità, i lavoratori in cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria, e i lavoratori in malattia, maternità, congedo o donazione sangue/midollo.Per le famiglie con figli minori di 21 anni a carico, la prestazione spettante non è più l’ANF ma l’Assegno Unico Universale, che è universale, non vincolato alla categoria lavorativa del genitore e calcolato in base all’ISEE. Per gestire correttamente la propria posizione, il CAF Centro Fiscale di Udine verifica la composizione del nucleo e indica con chiarezza quale prestazione spetta, evitando sovrapposizioni e contestazioni INPS. Periodo di validità delle tabelle ANF 2026/2027La caratteristica forse meno conosciuta delle tabelle ANF INPS 2026 è il loro periodo di validità “sfasato” rispetto all’anno solare. Le tabelle ANF non seguono il calendario dell’anno solare (1° gennaio – 31 dicembre) ma uno schema “annualità ANF” che corre da luglio a giugno dell’anno successivo. Le tabelle pubblicate nel 2026 valgono quindi per il periodo che va dal 1° luglio 2026 al 30 giugno 2027, motivo per cui si parla correttamente di “tabelle ANF 2026/2027”.Questa scelta normativa ha una logica precisa: ogni anno, alla scadenza del 30 giugno, il decreto interministeriale Lavoro/Economia recepisce la rivalutazione ISTAT applicata ai livelli di reddito che determinano le fasce ANF. La nuova tabella diventa così operativa dal 1° luglio successivo. Il reddito di riferimento per il calcolo dell’ANF nel periodo 2026/2027 è quello complessivo del nucleo familiare riferito all’anno solare 2025, dichiarato nel modello 730 o Redditi 2026.È importante non confondere il periodo di competenza ANF con altri periodi di riferimento: il 2026 nelle tabelle ANF significa “tabelle in vigore dal 1° luglio 2026”. Chi richiede l’assegno per il periodo precedente, ovvero dal 1° luglio 2025 al 30 giugno 2026, deve invece fare riferimento alle tabelle ANF 2025/2026. Capire questo meccanismo evita richieste errate e respingimenti da parte dell’INPS. Come si calcola l’ANF: reddito, composizione, importiIl calcolo dell’assegno per il nucleo familiare 2026 si basa su tre elementi fondamentali: il reddito complessivo del nucleo nell’anno precedente, la tipologia di nucleo familiare e il numero dei componenti che ne fanno parte. L’INPS pubblica annualmente le tabelle ANF articolate in 21 tipologie di nucleo, ognuna con la propria scala di fasce di reddito e relativi importi mensili dell’assegno.Il reddito di riferimento per le tabelle ANF INPS 2026 è dato dalla somma di:Redditi assoggettati a IRPEF al netto dei contributi previdenziali e assistenziali obbligatoriRedditi esenti da imposta o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva, se superiori a 1.032,91 euroTrattamenti di famiglia percepiti durante l’anno (escluso il valore dell’ANF stesso)Per avere diritto all’ANF, la somma dei redditi da lavoro dipendente, da pensione o da altre prestazioni previdenziali assimilate deve costituire almeno il 70% del reddito complessivo del nucleo familiare. Si tratta di una condizione importante: serve a indirizzare l’assegno verso famiglie che traggono il proprio sostentamento prevalentemente da lavoro dipendente o pensione, e non da redditi di altra natura (per esempio rendite o redditi d’impresa). Il CAF Centro Fiscale verifica preventivamente questo requisito sui documenti reddituali del nucleo, evitando spiacevoli sorprese in fase di erogazione.Una volta determinati reddito complessivo e tipologia di nucleo, si individua nella tabella ANF la fascia di reddito corrispondente e si legge l’importo mensile spettante. L’importo è erogato direttamente dal datore di lavoro in busta paga (per i dipendenti del settore privato), dall’INPS direttamente per pensionati, lavoratori domestici, percettori NASpI e altre categorie particolari. Le tabelle ANF INPS 2026 indicano l’importo per ciascuna combinazione possibile di nucleo e fascia di reddito. Fasce di reddito e tipologia di nucleo familiareLe tabelle ANF INPS 2026 sono organizzate in 21 tabelle distinte (numerate dalla 11 alla 21 e dalla 11A alla 20A per i nuclei con inabili), ognuna corrispondente a una specifica tipologia di nucleo familiare. Le principali tipologie sono:Tabella 11: nuclei con entrambi i genitori e almeno un figlio minore in cui non sussistano situazioni di inabilità (tipologia standard di riferimento)Tabella 12: nuclei monoparentali con figli minori e senza componenti inabiliTabella 13: nuclei senza figli con coniuge a carico (solo coniuge), tipica dei pensionatiTabella 14: nuclei composti dal solo richiedente e da fratelli, sorelle o nipoti orfani minoriTabelle 19-20: nuclei con presenza di soggetti inabili (importi maggiorati)Tabelle 21 e 21A: nuclei orfanili (i due o più orfani diventano richiedenti tra loro)Ogni tabella presenta fasce di reddito che partono da circa 15.000 euro di reddito annuo complessivo e arrivano fino a oltre 80.000 euro per nuclei numerosi. Più il numero dei componenti aumenta, più la soglia massima di reddito oltre la quale non spetta l’assegno si alza. L’importo mensile dell’ANF oscilla, in linea generale, da pochi euro nelle fasce di reddito più alte ad alcune centinaia di euro mensili per nuclei numerosi con redditi bassi. Gli importi precisi per il periodo 2026/2027 sono fissati dalla circolare INPS che annualmente recepisce il decreto interministeriale Lavoro-Economia di rivalutazione.Per fare un esempio pratico: un nucleo familiare composto da pensionato, coniuge a carico e un figlio inabile maggiorenne, con reddito complessivo familiare di 25.000 euro annui, rientrerà in una tabella con maggiorazione per inabilità. L’importo mensile dell’ANF sarà significativamente più alto rispetto allo stesso nucleo senza inabili. Affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine garantisce l’identificazione corretta della tabella applicabile e l’individuazione esatta della fascia di reddito, evitando di richiedere importi inferiori o superiori a quelli effettivamente spettanti.Novità ANF 2026/2027 e rivalutazione ISTATLa novità principale delle tabelle ANF INPS 2026 per il biennio 2026/2027 è la consueta rivalutazione ISTAT annuale dei livelli reddituali, che adegua le soglie di reddito all’andamento dell’inflazione. La rivalutazione è prevista dall’art. 2, comma 12, della Legge 153/1988, e si applica utilizzando l’indice ISTAT FOI (indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati) rilevato nell’anno precedente.Per il periodo 2026/2027, la rivalutazione applicata risulta dal dato ISTAT relativo all’anno 2025: i livelli di reddito delle tabelle ANF salgono in proporzione, consentendo a un numero potenzialmente maggiore di nuclei di rientrare nelle fasce con importo più alto rispetto all’anno precedente. La circolare INPS annuale che ufficializza le tabelle viene pubblicata, di norma, a ridosso del 1° luglio. Tutti i datori di lavoro e gli enti previdenziali devono adeguare i pagamenti dal mese di luglio successivo, anche su istanze ANF già attive.Un altro elemento rilevante per il 2026 è il consolidamento del rapporto tra ANF e Assegno Unico Universale: i due strumenti coesistono ma su perimetri distinti. Le famiglie con figli minori ricevono l’Assegno Unico Universale, mentre i nuclei senza figli minori o con componenti inabili ricevono l’ANF. Il CAF Centro Fiscale aggiorna ogni anno la guida ai propri clienti e verifica nucleo per nucleo quali prestazioni richiedere e con quali tempistiche. Come fare domanda di ANF nel 2026La domanda di assegno per il nucleo familiare 2026 deve essere presentata all’INPS, attraverso un percorso che cambia a seconda della categoria di richiedente. La procedura non è banale: richiede la corretta individuazione della tipologia di nucleo, la raccolta dei documenti reddituali, l’eventuale autorizzazione preventiva (necessaria quando vi sono nel nucleo persone con redditi propri o quando il richiedente è separato/divorziato) e la presentazione nei tempi previsti.Le tipologie di domanda ANF principali sono:ANF-DIP per lavoratori dipendenti privati: la richiesta si presenta a INPS e l’esito viene comunicato al datore di lavoro per l’erogazione in busta pagaANF per lavoratori domestici: viene erogata direttamente da INPS con accredito su IBANANF per pensionati: erogata insieme alla rata di pensioneANF per percettori di NASpI, mobilità o disoccupazione agricola: erogata da INPS con la prestazione di sostegno al redditoANF lavoratori agricoli OTI/OTD: con specifico modulo SR16 o tramite la sede INPSLa procedura richiede attenzione per evitare errori che potrebbero ritardare la pratica o causare la decadenza dell’assegno. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: dalla raccolta documenti alla compilazione del modello ANF-DIP, alla presentazione della domanda a INPS, alla gestione dell’eventuale autorizzazione necessaria. Affidarsi ai nostri esperti significa avere la certezza che le tabelle ANF INPS 2026 vengano applicate correttamente al tuo caso specifico, sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.Scadenze ANF 2026 e arretratiUna caratteristica fondamentale dell’assegno per il nucleo familiare è la possibilità di richiederlo retroattivamente fino a cinque anni indietro, in base alla regola generale di prescrizione delle prestazioni previdenziali. Significa che, ad esempio, nel 2026 è ancora possibile presentare domanda di ANF arretrati per il periodo a partire dal 2021/2022, purché si dimostri il diritto all’assegno in quegli anni e si rispetti il periodo di prescrizione.Per il periodo 2026/2027 valgono le seguenti scadenze e regole:La domanda ANF 2026/2027 può essere presentata dal 1° luglio 2026 e copre il periodo fino al 30 giugno 2027Per le domande relative al periodo precedente (2025/2026), il termine ultimo per gli arretrati è la data di prescrizione quinquennaleL’autorizzazione INPS (mod. ANF/43), quando necessaria, va richiesta prima della presentazione della domandaPer i nuclei con variazioni in corso d’anno (nascita, separazione, decesso) la comunicazione va fatta tempestivamente per evitare indebitiMolti contribuenti scoprono solo a distanza di tempo di aver avuto diritto all’ANF in anni passati. Il CAF Centro Fiscale esegue un’analisi storica della posizione del nucleo familiare e, dove possibile, attiva il recupero degli arretrati ANF degli ultimi cinque anni, sia per dipendenti che per pensionati o lavoratori domestici. Si tratta di importi che possono raggiungere alcune migliaia di euro per nuclei numerosi. Errori comuni e controlli INPSGli errori più frequenti che bloccano il riconoscimento dell’ANF 2026 o portano a richieste di restituzione da parte dell’INPS riguardano principalmente la composizione del nucleo, il calcolo dei redditi e l’individuazione della tabella applicabile. È bene quindi tenere presente alcuni aspetti critici per evitare contestazioni.I controlli INPS si concentrano in particolare su:Verifica della natura prevalente dei redditi (almeno il 70% da lavoro dipendente, pensione o prestazioni assimilate)Coerenza tra reddito dichiarato e 730/Redditi PF del nucleoComposizione del nucleo all’1° luglio dell’anno di riferimentoEsclusione corretta dei componenti che non rientrano nel diritto (es. figli minori rientranti in Assegno Unico)Presenza dell’autorizzazione quando richiestaQuando INPS rileva difformità tra quanto erogato e quanto effettivamente dovuto, può emettere un provvedimento di indebito e richiedere la restituzione delle somme con eventuali interessi. La gestione di un indebito ANF è complessa e richiede esperienza. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i propri clienti anche in caso di contenzioso con INPS, predisponendo memorie e ricorsi e gestendo il rapporto con l’ente previdenziale fino alla risoluzione.ANF vs Assegno Unico Universale: differenzeConfondere ANF e Assegno Unico Universale è uno degli errori più comuni dopo la riforma del 2022. Le tabelle ANF INPS 2026 e gli importi dell’Assegno Unico Universale obbediscono a logiche di calcolo molto diverse e si applicano a perimetri di nuclei diversi. Comprendere bene la distinzione è fondamentale per richiedere correttamente entrambe le prestazioni quando spettano.Le principali differenze possono essere riassunte così:Reddito di riferimento: ANF utilizza il reddito complessivo del nucleo, mentre l’Assegno Unico Universale si basa sull’ISEEPerimetro: l’assegno unico è per figli minori di 21 anni; l’ANF è per coniuge, fratelli/sorelle/nipoti orfani minori, inabiliUniversalità: l’Assegno Unico è universale (spetta a tutti i nuclei con figli minori); l’ANF è limitato a categorie specifiche di lavoratori e pensionatiModalità di calcolo: per l’Assegno Unico la maggiorazione è graduale; per l’ANF si applicano tabelle a fasce di redditoPeriodicità: Assegno Unico annuo (con domanda valida tutto l’anno solare), ANF da luglio a giugnoPer il calcolo dell’Assegno Unico Universale è necessario presentare l’ISEE aggiornato, mentre per l’ANF servono i documenti reddituali del nucleo (730, CU, Redditi PF) dell’anno precedente. Spesso le due prestazioni si sommano per uno stesso nucleo familiare, perché destinate a componenti diversi del medesimo nucleo. Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce entrambe le pratiche, garantendo coerenza tra le dichiarazioni e ottimizzazione di quanto spettante. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sulle tabelle ANF INPS 2026Quando vengono pubblicate le tabelle ANF 2026/2027?Le tabelle ANF INPS 2026 per il periodo 1° luglio 2026 – 30 giugno 2027 vengono pubblicate dall’INPS con apposita circolare annuale, di norma a ridosso del 1° luglio. La circolare recepisce il decreto interministeriale del Ministero del Lavoro e del Ministero dell’Economia, che fissa la rivalutazione ISTAT applicabile per il nuovo periodo. Il CAF Centro Fiscale comunica sempre tempestivamente ai propri clienti l’avvenuta pubblicazione e le eventuali variazioni rispetto alle tabelle dell’anno precedente.Posso richiedere ANF e Assegno Unico Universale contemporaneamente?Sì, è possibile e in molti casi opportuno. ANF e Assegno Unico hanno perimetri di nucleo diversi: l’Assegno Unico copre i figli minori di 21 anni, mentre l’ANF copre il coniuge, i fratelli/sorelle/nipoti orfani minori e i componenti inabili. Un nucleo con figli minori e coniuge a carico può ricevere entrambe le prestazioni. Il CAF Centro Fiscale di Udine analizza la situazione specifica per attivare tutte le prestazioni dovute, in ufficio o online.Quali redditi vanno dichiarati per le tabelle ANF 2026?Vanno dichiarati tutti i redditi del nucleo familiare riferiti all’anno solare precedente: redditi da lavoro dipendente, pensione, redditi assoggettati a IRPEF, redditi esenti se superiori a 1.032,91 euro, trattamenti di famiglia. Per richiedere l’ANF 2026/2027 (validità 1° luglio 2026 – 30 giugno 2027) si utilizzano i redditi dell’anno solare 2025, come risultanti dal 730 o dal modello Redditi PF.Posso richiedere gli arretrati ANF degli anni passati?Sì, è possibile richiedere gli arretrati ANF fino a cinque anni indietro, secondo la regola di prescrizione quinquennale delle prestazioni previdenziali. Significa che nel 2026 si possono ancora recuperare gli arretrati a partire dal periodo 2021/2022, se sussistevano i requisiti. Si tratta di importi che possono superare diverse migliaia di euro per nuclei numerosi. Il CAF Centro Fiscale verifica gratuitamente la posizione storica del nucleo familiare e attiva il recupero degli arretrati.L’ANF spetta anche ai lavoratori domestici (colf e badanti)?Sì, l’ANF per lavoratori domestici è una delle categorie ancora pienamente attive. Colf e badanti che hanno coniuge a carico, fratelli/sorelle/nipoti minori orfani o componenti inabili nel proprio nucleo possono richiedere l’assegno applicando le tabelle ANF INPS 2026. L’importo viene accreditato direttamente da INPS sull’IBAN del lavoratore. Il CAF Centro Fiscale gestisce annualmente decine di pratiche per colf e badanti in tutta Italia, sia in ufficio a Udine che online.Conclusione: affidati al CAF Centro Fiscale per le tabelle ANF 2026Le tabelle ANF INPS 2026 restano uno strumento fondamentale per il sostegno economico a nuclei familiari di pensionati, lavoratori domestici, percettori di NASpI, lavoratori agricoli e tutte le altre categorie ancora coperte dall’assegno per il nucleo familiare dopo l’introduzione dell’Assegno Unico Universale. Conoscere le fasce di reddito, le tipologie di nucleo, le scadenze e le modalità di domanda è essenziale per ottenere correttamente l’assegno spettante e non lasciare sul tavolo importi che spettano di diritto.Hai bisogno di assistenza per le tabelle ANF INPS 2026, per la domanda di assegno per il nucleo familiare o per recuperare gli arretrati degli anni passati? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. I nostri esperti ti guidano dalla raccolta documenti fino all’invio della pratica a INPS, garantendo il corretto inquadramento del tuo nucleo e l’individuazione precisa della tabella applicabile. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi. Maggio 27, 2026/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/12/ANF-INPS-ASSEGNI-FAMILIARI.jpg 960 1280 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-27 17:08:382026-05-31 17:11:26Tabelle ANF INPS 2026/2027: Importi, Fasce di Reddito e Novità
ESTRATTO CONTRIBUTIVO, PATRONATODebiti con l’INPS fino a 60 rate: come ottenere il pagamento agevolato e recuperare i contributiHai un debito con l’INPS e temi di non riuscire a pagarlo in un’unica soluzione? Da gennaio 2025 le regole sono cambiate in modo significativo: grazie al Decreto Legge 132/2024 (convertito nella Legge 162/2024) e alle nuove disposizioni operative dell’INPS, è ora possibile rateizzare i debiti contributivi fino a 60 rate mensili, ovvero 5 anni. Una vera boccata d’ossigeno per lavoratori autonomi, artigiani, commercianti, professionisti iscritti alla Gestione Separata e datori di lavoro che si trovano in difficoltà.Ma non è tutto: pagare i contributi arretrati non significa solo “mettersi in regola con l’INPS”. Significa soprattutto recuperare anni di contribuzione utili ai fini pensionistici, evitare il blocco del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva), scongiurare l’iscrizione a ruolo da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e bloccare l’accumulo di sanzioni civili che, in alcuni casi, possono superare il 50% del debito originario.In questa guida completa ti spieghiamo tutto quello che devi sapere sulla rateizzazione dei debiti INPS nel 2026: chi può accedere, come si calcolano gli interessi, quanti documenti servono, come si presenta la domanda e cosa succede se salti una rata. Con esempi pratici, tabelle riassuntive e i riferimenti alle ultime circolari.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCosa sono i debiti INPS e come nasconoLa novità: dilazione fino a 60 rate dal 2025Chi può richiedere la rateizzazioneQuante rate si possono ottenere: il sistema a tre fasceInteressi, sanzioni civili e costi della rateizzazioneDocumenti necessari e procedura di domandaEsempi pratici di calcolo della rateizzazioneRecupero contributi ai fini pensionisticiCosa succede se salti una rata: la decadenzaDifferenza tra dilazione INPS e cartella esattorialeConsigli pratici e ruolo del PatronatoDomande frequenti (FAQ) Cosa sono i debiti INPS e come nasconoPer debito con l’INPS si intende qualunque somma dovuta all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale a titolo di contributi previdenziali e assistenziali non versati entro le scadenze previste. Si tratta di una situazione molto più diffusa di quanto si pensi: secondo i dati pubblicati dall’INPS nei suoi rendiconti annuali, milioni di posizioni contributive presentano scoperti, totali o parziali.I debiti INPS possono nascere per molteplici ragioni:Omessi versamenti: il contribuente non ha pagato i contributi alla scadenza prevista (per artigiani, commercianti e professionisti le scadenze ordinarie sono in maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno successivo);Versamenti insufficienti: l’importo pagato è inferiore a quello dovuto, magari per un errore di calcolo del reddito;Accertamenti d’ufficio: l’INPS, attraverso le verifiche incrociate con l’Agenzia delle Entrate, rileva contributi non dichiarati e li richiede d’ufficio;Conguagli: per i datori di lavoro, situazioni di debito possono nascere dalle differenze tra contributi versati mensilmente e quelli risultanti dal flusso UniEmens;Sanzioni e interessi: anche le maggiorazioni applicate per ritardato pagamento si trasformano, se non saldate, in debito esigibile.Le conseguenze di un debito INPS non risolto sono pesanti: dall’iscrizione a ruolo (con passaggio della pratica all’Agenzia delle Entrate-Riscossione), al blocco del DURC per imprese e professionisti, fino al mancato accredito dei contributi sulla posizione previdenziale, con effetti diretti sulla futura pensione. La novità: dilazione fino a 60 rate dal 2025Fino al 31 dicembre 2024 la rateizzazione ordinaria dei debiti contributivi INPS prevedeva un limite massimo di 24 rate mensili. Per ottenere un piano di dilazione più lungo (fino a 36 mesi) era necessario un decreto autorizzativo del Ministero del Lavoro, mentre per arrivare a 60 mesi serviva addirittura un’autorizzazione “straordinaria” rilasciata in casi eccezionali e con procedure complesse.Le cose sono cambiate radicalmente con l’articolo 23 del Decreto Legge 9 settembre 2024, n. 132, convertito con modificazioni dalla Legge 13 novembre 2024, n. 162. La nuova norma ha riscritto le regole della dilazione amministrativa dei debiti contributivi, con un duplice obiettivo: aiutare i contribuenti in difficoltà e al tempo stesso aumentare il recupero crediti da parte dell’Istituto, riducendo le iscrizioni a ruolo.L’INPS ha disciplinato l’applicazione concreta della norma con la Circolare n. 8 del 17 gennaio 2025 e con il successivo Messaggio n. 622 del 13 febbraio 2025, che ha attivato la procedura telematica aggiornata. In sintesi, i punti chiave della riforma sono:Estensione fino a 60 rate mensili della dilazione amministrativa per i debiti contributivi non ancora iscritti a ruolo;Articolazione in tre fasce di rate (fino a 24, da 25 a 36, da 37 a 60) con requisiti progressivamente più stringenti;Gestione interamente telematica tramite il portale “Rateazione” del sito INPS, accessibile con SPID, CIE o CNS;Applicazione anche ai debiti già esistenti al momento dell’entrata in vigore della norma, purché non siano stati iscritti a ruolo;Mantenimento del calcolo delle sanzioni civili previsto dall’articolo 116, comma 8, della Legge 388/2000.La Circolare INPS n. 8/2025 ha inoltre chiarito che la nuova disciplina si applica alle domande presentate a partire dal 1° gennaio 2025 e che le rateazioni in corso, autorizzate con le vecchie regole, restano regolate dalla normativa previgente. Chi può richiedere la rateizzazioneLa dilazione amministrativa fino a 60 rate è uno strumento ampio, pensato per intercettare tutte le tipologie di contribuente che hanno maturato un debito previdenziale. Possono presentare domanda:Lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali: artigiani e commercianti iscritti alle rispettive Gestioni INPS;Coltivatori diretti, mezzadri e coloni iscritti alla Gestione agricoltura;Professionisti senza cassa iscritti alla Gestione Separata (lavoratori autonomi occasionali, collaboratori coordinati e continuativi, amministratori di società, dottorandi, ricercatori);Datori di lavoro privati per i debiti relativi ai contributi dei loro dipendenti (sia per lavoratori subordinati che per collaboratori);Datori di lavoro domestico (famiglie che hanno assunto colf, badanti, baby sitter) per i contributi non versati alla Gestione Domestici;Committenti di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa o di prestazione occasionale;Liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata che esercitano attività non coperte da una cassa professionale autonoma.Sono esclusi dalla rateizzazione amministrativa INPS i debiti già iscritti a ruolo e affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. In questi casi, occorre rivolgersi direttamente ad ADER per chiedere la rateizzazione esattoriale, che segue regole proprie (e che attualmente prevede fino a 84 rate ordinarie, elevabili a 120 con dichiarazione di temporanea difficoltà economica documentata). I requisiti di accesso alla rateizzazionePer ottenere una rateizzazione INPS è necessario:Essere identificato in modo univoco presso l’INPS (codice fiscale, matricola aziendale o numero di iscrizione);Non avere precedenti rateazioni decadute per mancato pagamento di rate (la decadenza preclude nuove richieste, salvo specifiche eccezioni);Presentare un piano coerente con la propria capacità economica, soprattutto per le fasce più alte di dilazione (37-60 rate);Versare regolarmente i contributi correnti durante il piano di rateizzazione: la regolarità contributiva ordinaria non si interrompe e va mantenuta per non incorrere in nuove sanzioni;Pagare la prima rata entro 30 giorni dalla notifica dell’accoglimento, condizione necessaria perché il piano diventi operativo.Quante rate si possono ottenere: il sistema a tre fasceLa nuova rateizzazione INPS introdotta dal 2025 funziona con un meccanismo a tre fasce progressive. Ogni fascia richiede requisiti più stringenti e una documentazione più articolata. Lo schema è il seguente:FasciaNumero rateDurata massimaDocumentazione richiestaFascia 1 – Ordinariafino a 24 rate2 anniDomanda telematica semplice, senza documentazione economica aggiuntivaFascia 2 – Estesada 25 a 36 rate3 anniDomanda telematica + dichiarazione di temporanea difficoltà economica + documentazione comprovanteFascia 3 – Straordinariada 37 a 60 rate5 anniDomanda telematica + documentazione economico-patrimoniale completa (ISEE, bilanci, indicatori di liquidità) + relazione motivataL’INPS fissa un importo minimo della singola rata per evitare piani di rateizzazione antieconomici e troppo lunghi in rapporto all’entità del debito. La soglia esatta varia in base alla tipologia di gestione (Artigiani, Commercianti, Gestione Separata, Lavoro Domestico) e alle istruzioni operative pubblicate dall’INPS. In sede di domanda telematica, il sistema verifica automaticamente la congruità della rata proposta rispetto al debito complessivo. Cosa significa “temporanea difficoltà economica”Per accedere alle fasce 2 e 3 occorre dimostrare una situazione di temporanea difficoltà economica o finanziaria. La Circolare INPS n. 8/2025 ha chiarito che questa condizione va valutata caso per caso, ma fornisce alcuni indicatori di riferimento:ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) non superiore a determinate soglie, parametrate alla composizione del nucleo familiare;Indice di Liquidità (rapporto tra attività liquide e passività a breve) inferiore a una soglia di sostenibilità, per le imprese;Indice Alfa (rapporto tra debito INPS e valore della produzione o fatturato) superiore a determinate soglie;Documentazione di eventi straordinari (calamità naturali, crisi di settore, perdita di clienti rilevanti, problemi sanitari del titolare).In pratica, chi richiede 60 rate deve dimostrare di non poter sostenere un piano più breve senza compromettere la propria attività o sostentamento. Il CAF e il Patronato possono aiutare a costruire la documentazione e a redigere la relazione motivata richiesta dalla Fascia 3.Interessi, sanzioni civili e costi della rateizzazioneLa rateizzazione INPS non azzera i costi del debito, ma li struttura in modo prevedibile. Vediamo nel dettaglio le componenti economiche di un piano di dilazione.Sanzioni civili sul debitoLe sanzioni civili previste dall’articolo 116, comma 8, della Legge 23 dicembre 2000, n. 388 si applicano a tutti i debiti contributivi non versati alla scadenza. La misura è la seguente:Omissione contributiva (il debito è stato denunciato regolarmente ma non versato): sanzione pari al Tasso Ufficiale di Riferimento BCE + 5,5 punti percentuali, su base annua, fino al limite massimo del 40% del debito;Evasione contributiva (il debito è stato occultato all’INPS): sanzione fissa del 30% del debito su base annua, fino al limite massimo del 60% del debito.Una volta raggiunto il limite massimo (40% o 60%), continuano a maturare gli interessi di mora al tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5,5 punti, fino all’effettivo pagamento.Interessi di dilazioneSull’importo da rateizzare l’INPS applica anche interessi di dilazione, calcolati al tasso ufficiale di riferimento BCE maggiorato di 6 punti percentuali, su base annua. Questi interessi servono a remunerare l’Istituto per la dilazione temporale del pagamento e si aggiungono alle eventuali sanzioni civili già maturate.Il tasso si determina al momento della concessione del piano e resta fisso per tutta la durata della rateizzazione, salvo modifiche legislative.Tabella riassuntiva dei costiTipo costoImporto / aliquotaLimite massimoNormaSanzione omissioneTUR + 5,5 punti annuo40% del debitoL. 388/2000 art. 116 c. 8 lett. aSanzione evasione30% annuo60% del debitoL. 388/2000 art. 116 c. 8 lett. bInteressi di dilazioneTUR + 6 punti annuon.d.Circolare INPS n. 8/2025Interessi di mora post-limiteTUR + 5,5 punti annuon.d.L. 388/2000 art. 116 c. 8Il Tasso Ufficiale di Riferimento (TUR) della Banca Centrale Europea va verificato al momento del piano. Per il 2026, considerata la traiettoria di politica monetaria della BCE, il tasso si colloca intorno al 2-2,5%, quindi gli interessi complessivi di dilazione si aggirano sull’8% annuo. Si tratta di un costo non trascurabile, ma molto inferiore a quello di un finanziamento bancario per importi analoghi e, soprattutto, con la certezza di sbloccare DURC e posizione previdenziale.Documenti necessari e procedura di domandaLa domanda di rateizzazione INPS si presenta esclusivamente in modalità telematica, attraverso il portale dell’Istituto. La procedura è stata aggiornata e razionalizzata con il Messaggio INPS n. 622 del 13 febbraio 2025. Come accedere al servizio onlineCollegarsi al sito www.inps.it;Accedere all’area riservata con SPID di secondo livello, CIE 3.0 o CNS;Cercare il servizio “Rateazione contributi” oppure “Dilazione amministrativa”;Selezionare la posizione contributiva interessata e il tipo di debito da rateizzare;Compilare il piano di rateazione, scegliendo il numero di rate (da 1 a 24, da 25 a 36 o da 37 a 60);Allegare la documentazione richiesta (per fasce 2 e 3);Confermare e inviare la domanda.Documentazione per la Fascia 1 (fino a 24 rate)Per la rateizzazione ordinaria non serve documentazione economica aggiuntiva. Bastano i dati anagrafici, il codice fiscale e l’identificazione della posizione INPS. La domanda viene accolta automaticamente se non ci sono cause ostative (rateazioni precedenti decadute, debiti già iscritti a ruolo, ecc.).Documentazione per la Fascia 2 (25-36 rate)Dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante la temporanea difficoltà economica;ISEE in corso di validità per persone fisiche;Ultimo bilancio depositato per società di capitali;Modello Unico/Redditi degli ultimi due anni per ditte individuali e società di persone;Documentazione bancaria recente (estratti conto, situazione affidamenti).Documentazione per la Fascia 3 (37-60 rate)Tutto quanto previsto per la Fascia 2;Relazione tecnico-economica motivata sulla situazione di difficoltà e sul piano di rientro proposto;Calcolo dell’Indice di Liquidità e dell’Indice Alfa per imprese e società;Eventuale documentazione di eventi straordinari (calamità, crisi di settore, problemi sanitari);Visura camerale aggiornata per imprese iscritte al Registro delle Imprese.Tempi di rispostaL’INPS, di norma, risponde entro 30 giorni dalla presentazione della domanda. Per le fasce 2 e 3, che richiedono valutazioni più articolate, i tempi possono allungarsi fino a 90 giorni. In caso di silenzio prolungato è possibile inviare un sollecito o rivolgersi alla sede territoriale competente.Esempi pratici di calcolo della rateizzazionePer capire concretamente quanto costa una rateizzazione INPS, vediamo due esempi pratici con cifre realistiche. Ipotizziamo un Tasso Ufficiale di Riferimento BCE del 2,15% (valore di riferimento 2026).Esempio 1: artigiano con debito di 8.000 euroMarco, idraulico iscritto alla Gestione Artigiani, non ha versato i contributi delle rate di maggio e agosto 2025. Il suo debito complessivo (capitale + sanzioni civili maturate per omissione) ammonta a 8.000 euro. Marco chiede una rateizzazione in 24 mesi (Fascia 1).Debito da rateizzare: 8.000 euroTasso interessi dilazione: 2,15% + 6 punti = 8,15% annuoInteressi totali sul piano 24 mesi: circa 705 euroTotale da pagare: circa 8.705 euroRata mensile media: circa 363 euroEsempio 2: commerciante con debito di 25.000 euroGiulia, titolare di un negozio iscritta alla Gestione Commercianti, ha accumulato debiti contributivi negli ultimi tre anni per 25.000 euro (capitale + sanzioni). Considerato il calo del fatturato e l’indice di liquidità sotto soglia, chiede e ottiene una rateizzazione in 60 mesi (Fascia 3).Debito da rateizzare: 25.000 euroTasso interessi dilazione: 2,15% + 6 punti = 8,15% annuoInteressi totali sul piano 60 mesi: circa 5.580 euroTotale da pagare: circa 30.580 euroRata mensile media: circa 510 euroConfrontando i due piani si nota che, all’aumentare della durata, cresce il costo complessivo per via degli interessi, ma diminuisce la rata mensile, alleggerendo l’impatto sul flusso di cassa. La scelta della fascia va quindi calibrata sulla propria capacità di pagamento sostenibile nel medio periodo.Esempio 3: famiglia con colf in debito di 3.000 euroLa famiglia Rossi non ha versato i contributi della Gestione Domestici per due trimestri della propria colf, accumulando un debito di 3.000 euro. Chiede una rateizzazione in 18 mesi (Fascia 1).Debito da rateizzare: 3.000 euroInteressi totali sul piano 18 mesi: circa 200 euroTotale da pagare: circa 3.200 euroRata mensile media: circa 178 euroPer le famiglie con lavoratori domestici, la rateizzazione INPS è uno strumento utilissimo per regolarizzare situazioni di morosità senza dover ricorrere a finanziamenti onerosi. Il pagamento delle rate si effettua con il consueto bollettino MAV o tramite addebito SEPA, sempre con codici contributo dedicati alla Gestione Domestici.Recupero contributi ai fini pensionisticiUno degli aspetti spesso sottovalutati della rateizzazione INPS riguarda gli effetti sulla posizione previdenziale. Pagare i contributi arretrati, anche a rate, significa riaccreditare anni di contribuzione sulla propria posizione assicurativa, con effetti diretti sul calcolo della futura pensione. Quando si accreditano i contributi rateizzatiL’INPS ha confermato, anche con la Circolare n. 8/2025, che i contributi inclusi in un piano di rateizzazione vengono accreditati sulla posizione assicurativa man mano che le rate vengono pagate. Questo significa che:Non bisogna attendere la fine del piano per vedere i contributi sulla propria posizione;Ogni rata pagata genera un accredito proporzionale;Solo al completo pagamento del piano l’INPS considera regolarizzata integralmente la posizione contributiva del periodo rateizzato;In caso di decadenza, i contributi accreditati fino a quel momento restano validi.Effetti sulla pensionePer chi è vicino al pensionamento, completare il piano di rateizzazione può essere determinante per maturare i requisiti contributivi minimi. I principali requisiti per le pensioni del sistema italiano sono:Pensione di vecchiaia: 67 anni di età e 20 anni di contributi;Pensione anticipata: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne, a prescindere dall’età;Quota 103 (sperimentale): 62 anni di età + 41 anni di contributi, con specifiche regole di accesso;Opzione Donna: requisiti specifici legati a particolari categorie (caregiver, invalide, lavoratrici licenziate o dipendenti di aziende in crisi).Recuperare anche solo uno o due anni di contributi tramite rateizzazione può fare la differenza tra “non avere ancora i requisiti” e “poter andare in pensione”. Il consiglio è sempre quello di richiedere preventivamente l’estratto contributivo INPS per verificare l’esatta situazione previdenziale e calcolare l’impatto della regolarizzazione.Riscatto e contribuzione volontaria: alternative complementariLa rateizzazione non è l’unico strumento per “ricostruire” la posizione previdenziale. In alcuni casi può essere combinata con:Riscatto di laurea (ordinario o agevolato per i periodi entro i 45 anni di età);Contribuzione volontaria per coprire periodi di interruzione lavorativa;Ricongiunzione contributiva tra gestioni diverse (INPS, casse professionali, gestioni speciali);Totalizzazione dei periodi assicurativi maturati in gestioni differenti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine può effettuare una valutazione personalizzata della tua posizione previdenziale e indicarti la combinazione di strumenti più conveniente in vista del pensionamento.Cosa succede se salti una rata: la decadenzaLa regolarità nel pagamento delle rate è la condizione essenziale per mantenere attivo il piano di dilazione. Le regole sulla decadenza, ribadite dalla Circolare INPS n. 8/2025, sono chiare: il mancato pagamento di un numero predefinito di rate, anche non consecutive, comporta la decadenza automatica del piano.Soglia di decadenzaLa normativa attualmente prevede la decadenza in caso di mancato pagamento di:5 rate, anche non consecutive, sul totale delle rate previste dal piano;L’ultima rata del piano di rateizzazione.Una volta verificata la decadenza, l’INPS notifica al contribuente il provvedimento e procede:A iscrivere a ruolo il residuo debito non ancora coperto dai pagamenti effettuati;A trasmettere la pratica all’Agenzia delle Entrate-Riscossione per il recupero forzoso;A negare nuove rateizzazioni sullo stesso debito, salvo eccezioni;A ripristinare il calcolo delle sanzioni civili per i periodi residui non pagati.È possibile rimediare?In caso di temporanea impossibilità a pagare una rata, è possibile richiedere all’INPS una sospensione temporanea del piano, motivata da gravi e documentate ragioni. La sospensione non è automatica: serve un’istanza motivata, accompagnata da documentazione, e l’autorizzazione è discrezionale.In alternativa, sempre prima della decadenza, è possibile chiedere una ridefinizione del piano (ad esempio passando da 24 a 36 rate o da 36 a 60), per allungare la durata e ridurre l’importo della singola rata.La regola fondamentale è: non aspettare la decadenza, agire prima. Se hai difficoltà a pagare anche solo una rata, rivolgiti immediatamente al Patronato per valutare insieme la soluzione più adatta.Differenza tra dilazione INPS e cartella esattorialeÈ importante distinguere tra due tipi di rateizzazione che riguardano i debiti contributivi:Rateizzazione amministrativa INPS: si applica ai debiti non ancora iscritti a ruolo. È quella di cui abbiamo parlato finora: fino a 60 rate, gestita direttamente dall’INPS, con i requisiti che abbiamo visto;Rateizzazione esattoriale ADER: si applica ai debiti già iscritti a ruolo e affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. È gestita da ADER, segue regole proprie e prevede attualmente fino a 84 rate ordinarie, elevabili fino a 120 in casi di documentata difficoltà.La scelta della procedura non è discrezionale: dipende dallo stato di lavorazione del debito. Finché il debito è “in casa” INPS (non iscritto a ruolo) si applica la rateizzazione amministrativa; quando è stato già trasmesso all’Agente della Riscossione, si applica la rateizzazione esattoriale. Tabella comparativaCaratteristicaDilazione INPSRateazione ADERGestoreINPSAgenzia Entrate-RiscossioneStato del debitoNon iscritto a ruoloIscritto a ruoloNumero massimo rateFino a 60Fino a 120Importo minimo rataDefinito da istruzioni INPS50 euroProceduraTelematica via portale INPSTelematica via portale ADERDocumentazioneCrescente per fasceCrescente per fasceEffetto su DURCDURC regolare se piano in regolaDURC regolare se piano in regolaConviene quindi agire tempestivamente: chiedere la rateizzazione INPS prima dell’iscrizione a ruolo evita aggravi di costi (oneri di riscossione, ulteriori interessi di mora) e mantiene il rapporto direttamente con l’Istituto previdenziale.Consigli pratici e ruolo del PatronatoLa rateizzazione INPS è uno strumento potente ma va gestito con attenzione. Ecco alcuni consigli pratici per evitare errori e massimizzare i benefici.Prima di chiedere la rateizzazioneRichiedi l’estratto contributivo aggiornato per avere chiarezza sulla composizione del debito;Verifica la prescrizione: i contributi previdenziali si prescrivono in 5 anni. Periodi più antichi potrebbero essere già prescritti e non più dovuti (con eccezioni);Controlla eventuali errori di accertamento d’ufficio: a volte la pretesa INPS si fonda su redditi presunti che non corrispondono alla realtà;Valuta la fascia adatta alla tua capacità di pagamento sostenibile: meglio una rata più alta in tempi brevi che un piano lungo a rischio decadenza.Durante il piano di rateizzazioneImposta promemoria per ogni scadenza mensile;Attiva l’addebito automatico SEPA per evitare dimenticanze;Continua a versare regolarmente i contributi correnti (la rateizzazione riguarda solo il pregresso);Conserva tutte le ricevute di pagamento;Monitora periodicamente la tua posizione contributiva online.Il ruolo del Patronato CAF Centro FiscaleIl Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa e gratuita per la gestione di tutte le pratiche relative ai debiti INPS. In particolare:Analisi della posizione contributiva: estratti contributivi, ricostruzione storica, individuazione di eventuali errori o periodi prescritti;Predisposizione della domanda di rateizzazione: compilazione, raccolta documentazione, presentazione telematica;Assistenza per la Fascia 3: redazione della relazione tecnico-economica, calcolo degli indici, presentazione documentazione completa;Consulenza previdenziale: valutazione dell’impatto della regolarizzazione sulla futura pensione, individuazione di alternative (riscatto, contribuzione volontaria);Monitoraggio del piano: verifica della corretta esecuzione, supporto in caso di difficoltà.Tutti i servizi del Patronato sono gratuiti per il cittadino, in quanto finanziati con fondi pubblici dedicati. Rivolgersi a un Patronato significa avere al proprio fianco un professionista esperto che conosce procedure, normative e prassi INPS, riducendo drasticamente il rischio di errori o rigetti.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti (FAQ) Posso rateizzare un debito INPS già iscritto a ruolo?No, la rateizzazione amministrativa INPS si applica solo ai debiti non ancora iscritti a ruolo. Se il debito è già stato affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, devi presentare domanda di rateizzazione direttamente ad ADER, che applica regole proprie e prevede fino a 84 rate ordinarie (elevabili a 120 in caso di difficoltà documentata).Quanto tempo ho per chiedere la rateizzazione?Non esiste un termine perentorio, ma è essenziale agire prima dell’iscrizione a ruolo del debito. Una volta che l’INPS ha trasmesso la pratica ad ADER (di solito entro 12-18 mesi dalla scadenza non rispettata), la rateizzazione amministrativa non è più possibile e occorre rivolgersi all’Agente della Riscossione.Posso ottenere una rateizzazione se ho già un debito iscritto a ruolo per altre pendenze INPS?Sì, la valutazione si fa per ogni singolo debito. Puoi avere contemporaneamente una rateizzazione amministrativa INPS per un debito non ancora iscritto a ruolo e una rateizzazione ADER per debiti già ruolizzati. Sono procedure parallele e indipendenti.Cosa succede al DURC durante la rateizzazione?Il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) viene rilasciato regolarmente se sei in regola con il piano di rateizzazione (pagamento delle rate alle scadenze) e con il versamento dei contributi correnti. Una sola rata non pagata può compromettere temporaneamente il DURC.I contributi pagati a rate “valgono” per la pensione anche prima della fine del piano?Sì, l’INPS accredita i contributi proporzionalmente man mano che le rate vengono pagate. Quindi anche durante il piano la tua posizione assicurativa cresce. Solo a piano completato, però, il periodo viene considerato integralmente regolarizzato.Posso saldare anticipatamente le rate per chiudere prima il piano?Sì, è sempre possibile estinguere anticipatamente la rateizzazione pagando il debito residuo in un’unica soluzione. Gli interessi di dilazione vengono ricalcolati e ridotti proporzionalmente al periodo di anticipo.Quanto costa l’assistenza del Patronato per la rateizzazione INPS?L’assistenza del Patronato è completamente gratuita per il cittadino. I servizi sono finanziati con fondi pubblici dedicati alla tutela previdenziale e assistenziale. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza completa per la presentazione della domanda di rateizzazione e per tutte le pratiche INPS connesse.Conclusione: agire subito è la chiaveAvere un debito con l’INPS non è una condanna: la riforma introdotta dal Decreto Legge 132/2024 e attuata con la Circolare INPS n. 8/2025 ha aperto possibilità di rientro molto più ampie rispetto al passato, con piani di rateizzazione fino a 60 mesi e una procedura interamente telematica.L’importante è agire tempestivamente: prima il debito viene affrontato, minori saranno gli aggravi di sanzioni e interessi, e maggiore sarà la possibilità di evitare l’iscrizione a ruolo. Rateizzare significa non solo “mettersi in regola” con l’INPS, ma soprattutto recuperare anni preziosi di contribuzione per la propria pensione, sbloccare il DURC e ripartire con serenità.Il CAF Centro Fiscale di Udine è al tuo fianco con un Patronato qualificato che ti assiste in ogni fase: dall’analisi della posizione contributiva alla scelta della fascia di rateizzazione, dalla preparazione della documentazione alla presentazione della domanda, fino al monitoraggio del piano nel tempo. Tutti i servizi sono gratuiti per il cittadino.Hai un debito con l’INPS o vuoi verificare la tua situazione contributiva? Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per un appuntamento. Un nostro operatore valuterà gratuitamente la tua posizione e ti indicherà la strada migliore per regolarizzare e proteggere il tuo futuro previdenziale.Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 09:25:432026-05-31 17:44:28Debiti con l’INPS fino a 60 rate: come ottenere il pagamento agevolato e recuperare i contributi
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOCome Cambiare IBAN e Conto di Accredito Pensione INPS: Guida Completa 2026Indice dei contenutiQuando e perché cambiare l’IBAN per la pensione INPSProcedura online sul sito INPS (SPID/CIE/CNS)Variazione tramite app INPS MobileRichiesta tramite patronato o CAFContact Center INPS: numero 803 164Il modello AP04: cos’e e quando utilizzarloTempistiche di attivazione del nuovo IBANCosa fare se il pagamento non arriva o l’IBAN e erratoLimiti di importo e conto cointestatoConto corrente, libretto postale o carta prepagata: differenzeDocumenti necessari per la variazioneErrori comuni e come evitarliDomande frequentiCambiare il conto corrente di accredito della pensione INPS è un’operazione che interessa migliaia di pensionati ogni anno: si cambia banca, si chiudè un conto diventato oneroso, si passa da Poste Italiane a una banca tradizionale, o semplicemente si vuole accreditare la pensione INPS su un conto più conveniente. La buona notizia e che la variazione delle coordinate bancarie INPS e oggi un’operazione relativamente semplice, eseguibile online in pochi minuti oppure tramite patronato, app mobile o telefono. In questa guida aggiornata al 2026 trovi tutto quello che serve sapere: le procedure passo passo, il modello AP04, le tempistiche, i documenti necessari e gli errori più comuni da evitare.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Quando e perché cambiare l’IBAN per la pensione INPSEsistono molteplici situazioni in cui un pensionato si trova nella necessita di cambiare l’IBAN per l’accredito della pensione. Le più frequenti sono:Chiusura del conto corrente bancario o del libretto postale attualmente accreditatoCambio di banca per spese di gestione più basse o servizi miglioriPassaggio a un conto online (es. conto corrente a zero spese)Apertura di un nuovo conto intestato a se stessi, in sostituzione di un conto cointestatoTrasferimento all’estero con necessita di accredito su conto SEPA europeoDecesso del cointestatario e necessita di conto intestato solo al pensionatoPerdita o furto del libretto postale nominativoIn tutti questi casi, l’INPS consente di aggiornare le coordinate bancarie in modo gratuito, senza costi e senza necessita di recarsi fisicamente agli sportelli dell’istituto. E importante agire tempestivamente: se il pagamento viene inviato su un IBAN non più attivo, si generano complicazioni che possono ritardare l’accredito di uno o più mesi.Attenzione alle scadenze mensili: la variazione delle coordinate bancarie deve essere comunicata all’INPS entro i termini previsti per il mese in corso. In genere, se la richiesta viene effettuata dopo il 15-20 del mese, sara operativa a partire dal mese successivo. I tempi esatti dipendono dalla procedura utilizzata e sono dettagliati nel paragrafo dedicato alle tempistiche. Procedura online sul sito INPS (SPID/CIE/CNS)La modalità più rapida e autonoma per cambiare IBAN pensione INPS e quella online, attraverso il portale ufficiale dell’INPS all’indirizzo www.inps.it. Per accedere al servizio sono necessarie le credenziali digitali: SPID (Sistema Pubblico di Identita Digitale), CIE (Carta di Identita Elettronica) oppure CNS (Carta Nazionale dei Servizi).Il servizio da utilizzare si chiama ufficialmente “Variazione coordinate bancarie” ed e accessibile dall’area riservata del portale INPS. Di seguito la procedura passo per passo:Accedi a myINPS su www.inps.it utilizzando SPID, CIE o CNS. Nella pagina iniziale clicca su “Accedi a myINPS” in alto a destra.Vai alla sezione Pensione: una volta autenticato, nel menu principale seleziona “Prestazioni e servizi” e poi cerca il servizio “Variazione coordinate bancarie per il pagamento delle prestazioni”.Seleziona la prestazione per cui vuoi modificare l’IBAN (la pensione di vecchiaia, invalidita, superstiti, ecc.).Inserisci il nuovo IBAN: il codice IBAN italiano e composto da 27 caratteri (IT + 2 cifre di controllo + 23 caratteri alfanumerici). Verificalo con cura prima di confermare.Conferma i dati e invia la richiesta. Il sistema genera una ricevuta con numero di protocollo che e bene conservare.Verifica del conto intestato: il portale INPS, durante la procedura online, verifica in automatico che il conto corrente comunicato sia intestato o cointestato al pensionato. Non è possibile inserirè un IBAN intestato a un soggetto terzo diverso dal pensionato (fanno eccezione casi particolari come tutela legale o amministrazione di sostegno, che richiedono documentazione aggiuntiva).Requisito SPID: chi non dispone ancora di SPID puo richiederlo gratuitamente presso uno dei provider accreditati (Aruba, Poste Italiane, TIM, Namirial, ecc.) oppure farsi assistere dal CAF o patronato. In alternativa, la CIE di nuova generazione (con chip) e le credenziali CNS rilasciate dalla propria Regione consentono ugualmente l’accesso. Variazione tramite app INPS MobileL’INPS mette a disposizione l’applicazione ufficiale INPS Mobile, disponibile gratuitamente sia per Android (Google Play Store) sia per iOS (Apple App Store). L’app permette di gestire numerosi servizi previdenziali direttamente dallo smartphone, inclusa la variazione delle coordinate bancarie per il pagamento della pensione.La procedura tramite app e sostanzialmente identica a quella web:Scarica e aggiorna l’app INPS Mobile all’ultima versionè disponibileAccedi con SPID o CIE (le credenziali PIN INPS non sono più supportate dal 1 ottobre 2021)Nella sezione “I miei servizi” o tramite la barra di ricerca, cerca “Variazione coordinate bancarie”Segui la procedura guidata: seleziona la prestazione e inserisci il nuovo IBANConferma l’operazione è conserva la ricevuta digitale con il numero di protocolloL’app INPS Mobile e particolarmente comoda per chi ha già lo SPID configurato sul proprio smartphone, perché consente di completare l’operazione in pochi minuti senza necessita di accedere a un computer. La app permette anche di monitorare lo stato della richiesta e ricevere notifiche sull’avanzamento dell’aggiornamento. Richiesta tramite patronato o CAFPer chi non ha dimestichezza con gli strumenti digitali, o semplicemente preferisce essere assistito da un professionista, il patronato e il CAF rappresentano il canale più sicuro e raccomandato per richiedere la variazione delle coordinate bancarie INPS. Il servizio e completamentè gratuito per il cittadino: patronati e CAF sono finanziati dall’INPS tramitè un sistema di contribuzione pubblica.Presso il CAF Centro Fiscale di Udine, gli operatori del patronato sono abilitati a:Verificare la correttezza dell’IBAN da comunicare (intestazione, formato, attività del conto)Accedere al portale INPS in qualita di intermediari abilitati e inviare la richiesta di variazioneMonitorare l’esito della richiesta è segnalare eventuali anomalieAssistere nella compilazione del modello AP04 qualora richiestoComunicare con la sede INPS territorialmente competente in caso di blocchi o anomalieDocumenti da portare in sede:Documento di identita valido (carta di identita o passaporto)Codice fiscale (tesserino o certificato)Codice IBAN del nuovo conto corrente (visibile sull’estratto conto, sull’app della banca o sul documento di apertura conto)Numero del cedolino pensione INPS (sè disponibile, per velocizzare la ricerca della posizione)Il patronato e particolarmente utile anche nei casi più complessi: pensionati con tutela legale, erede che deve comunicare il decesso e bloccare i pagamenti, pensionati residenti all’estero, o situazioni in cui la procedura automatica online presenti errori o blocchi. Contact Center INPS: numero 803 164Un’ulteriore modalità per richiedere la variazione delle coordinate bancarie INPS e il Contact Center INPS, raggiungibile al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure allo 06 164 164 (a pagamento da cellulare, tariffa operatore).Come funziona la procedura telefonica:Chiama il 803 164 da rete fissa o il 06 164 164 da cellulareScegli l’opzione relativa alle prestazioni pensionistiche dal menu vocaleL’operatore verifichera la tua identita chiedendo i tuoi dati anagrafici, codice fiscale e numero di pensioneComunica il nuovo codice IBAN: scandiscilo lentamente e chiaramente, carattere per carattereRichiedi il numero di protocollo della richiesta come confermaLimitazioni del Contact Center: la procedura telefonica e soggetta a volumi di chiamate elevati, con possibili attese. Inoltre, l’operatore potrebbe non essere in grado di completare immediatamente tutte le variazioni più complesse e potrebbe indirizzare a una sede INPS fisica o al patronato. Il Contact Center è attivo dal lunedi al venerdi dalle 8:00 alle 20:00 e il sabato dalle 8:00 alle 14:00. Il modello AP04: cos’e e quando utilizzarloIl modello AP04 (o modulo AP04) e il modulo cartaceo ufficiale dell’INPS per la comunicazione o la variazione delle coordinate bancarie relative al pagamento delle prestazioni pensionistiche. Si tratta del tradizionale modulo su carta, oggi progressivamente sostituito dai canali digitali, ma ancora valido e utilizzato in determinate situazioni.Quando si usa il modello AP04:Quando il pensionato non dispone di credenziali digitali (SPID, CIE, CNS) e preferisce la procedura cartaceaQuando il patronato o il CAF lo utilizza come supporto documentale della richiesta telematicaIn caso di delega a un familiare o a un intermediario abilitato per la presentazione in sede INPSPer pensionati residenti all’estero che presentano la richiesta tramite consolato italiano o patronato esteroIn presenza di tutela legale o amministrazione di sostegno, dove serve documentazione aggiuntivaCome si compila il modello AP04:Sezione “Dati anagrafici”: nome, cognome, codice fiscale, data e luogo di nascita, indirizzo di residenzaSezione “Dati pensione”: tipo di pensione, numero di trattamento pensionisticoSezione “Coordinate bancarie”: indicare il codice IBAN completo (27 caratteri), denominazione banca/posta, intestatario del contoFirma del pensionato o del rappresentante legale con relativa documentazioneIn caso di delega: dati del delegato e copia del documento di identita del deleganteIl modulo AP04 puo essere scaricato dal sito INPS (sezione Moduli) o richiesto direttamente presso le sedi territoriali INPS, i patronati e i CAF. Una volta compilato, va presentato allo sportello INPS o consegnato al patronato abilitato. Tempistiche di attivazione del nuovo IBANUna delle domande più frequenti dei pensionati che richiedono la variazione delle coordinate bancarie e: da quando verra accreditata la pensione sul nuovo IBAN? La risposta dipende da diversi fattori, ma in linea generale bisogna tenere conto di queste indicazioni:Tempistiche orientative per il cambio IBAN pensione INPS:Canale di richiestaTempi di attivazioneNotePortale INPS online (SPID/CIE)1-2 mesi lavorativiOperativo di norma nel secondo mese successivo alla richiestaApp INPS Mobile1-2 mesi lavorativiStesse tempistiche della procedura webPatronato/CAF1-2 mesi lavorativiLa richiesta è trasmessa telematicamente; le tempistiche sono simili al canale onlineContact Center 803 1642-3 mesiTempi leggermente più lunghi per la gestione manualeModulo AP04 cartaceo (sportello)2-4 mesiDipende dal carico di lavoro della sede INPS territorialeCosa succede nel mese di transizione? Nel periodo compreso tra la richiesta è l’attivazione del nuovo IBAN, l’INPS continua ad accreditare la pensione sul conto precedente. E quindi fondamentale non chiudere il vecchio conto prima di aver verificato che il nuovo IBAN sia effettivamentè attivo. In caso contrario, il pagamento potrebbe essere respinto dalla banca e restituito all’INPS, generando ulteriori ritardi.Come verificare l’aggiornamento dell’IBAN: è possibile controllare online attraverso il servizio “Cedolino pensione” disponibile su myINPS, oppure consultando il proprio cedolino pensione, dove compare la modalità di pagamento aggiornata. Cosa fare se il pagamento non arriva o l’IBAN e erratoSe dopo aver comunicato il nuovo IBAN la pensione non risulta accreditata, oppure se si accorge di aver inserito un codice errato, è importante agire rapidamente seguendo questi passi:Pagamento su IBAN sbagliato o inesistenteSe l’IBAN comunicato era errato e il pagamento è stato rifiutato dalla banca (perché il conto non esiste o e chiuso), il bonifico viene di norma restituito all’INPS entro i tempi bancari (solitamente qualche giorno lavorativo). In questo caso:Verifica tramite myINPS o il Contact Center se il pagamento risulta “sospeso” o “restituito”Contatta il patronato o la sede INPS per comunicare l’IBAN corretto con urgenzaL’INPS provvedera al rinnovo del pagamento con il nuovo IBAN, di solito nel mese successivo alla correzioneConserva tutta la documentazione della richiesta di variazione come prova delle comunicazioni effettuatePagamento su IBAN di altro soggettoIn rari casi, per errori di digitazione, il pagamento potrebbe finire su un conto di terzi. In questo caso occorre:Presentare immediatamentè una denuncia di indebito accredito alla propria banca e all’INPSContattare la sede INPS territorialmente competente per avviare il recupero delle sommeIn caso di mancata restituzione spontanea da parte del ricevente, l’INPS puo attivare le procedure di recupero coattivoPagamento non arriva: altri motivi possibiliSe la pensione non risulta accreditata senza evidenti errori di IBAN, le cause più comuni sono:Conto soggetto a fermo amministrativo (pignoramento o blocco): la banca trattiene le somme per debiti del titolare. La pensione è tuttavia impignorabile fino a un certo limite (pari alla quota minima più 50% per le somme eccedenti)Conto non ancora attivo: se si e aperto un conto molto recentemente, potrebbe esserè necessario qualche giorno prima che l’IBAN sia operativo per i bonifici in entrataVariazione non ancora elaborata dall’INPS: attendere i tempi tecnici descritti nel paragrafo precedenteSospensione d’ufficio della pensione per mancato invio del certificato di esistenza in vita (per pensionati residenti all’estero) o per altre verifiche INPS Limiti di importo e conto cointestatoUna questione spesso trascurata riguarda le regole per l’accredito della pensione su conto cointestato. La normativa antiriciclaggio e le disposizioni INPS prevedono vincoli precisi che è importante conoscere prima di comunicarè un IBAN condiviso.Soglia dei 1.000 euro e conto intestatoIn base alle disposizioni vigenti (art. 49 del D.Lgs. 231/2007 in materia antiriciclaggio), per importi di pensione superiori a 1.000 euro mensili l’accredito deve obbligatoriamente avvenire su un conto corrente intestato esclusivamente al pensionato (o di cui il pensionato sia l’unico titolare). Non è quindi possibile accreditare pensioni elevate su conti cointestati con il coniuge o altri familiari.In pratica:Pensione fino a 1.000 euro/mese: puo essere accreditata su conto cointestatoPensione oltre 1.000 euro/mese: deve essere accreditata su conto a solo nome del pensionatoPer pensioni pagate in rate (es. arretrati), il calcolo si applica all’importo mensile ordinarioAttenzione alle variazioni importo: se la pensione inizialmente inferiore a 1.000 euro viene rivalutata o integrata fino a superare tale soglia, sara necessario aggiornare il conto di accredito con uno intestato solo al pensionato. Il mancato adeguamento puo portare alla sospensione temporanea dei pagamenti da parte dell’INPS.Carte prepagate con IBAN cointestatoAlcune carte prepagate ricaricabili (es. Postepay Evolution, Hype, Revolut) hanno un IBAN personale e possono essere utilizzate per ricevere l’accredito della pensione INPS, purche rispettino le condizioni di importo descritte sopra. E importante verificare che la carta sia intestata solo al pensionato e che non ci siano limitazioni dell’emittente per i bonifici periodici. Conto corrente, libretto postale o carta prepagata: differenzeL’INPS accredita le prestazioni pensionistiche su diversi strumenti di pagamento. Conoscere le differenze aiuta a scegliere la soluzione più conveniente e appropriata.StrumentoVantaggiSvantaggiLimite cointestazioneConto corrente bancarioAmpia gamma servizi, accesso ATM, bonifici, app mobileCosti annui se non esenteLimite 1.000 euro/meseLibretto postale nominativoDiffuso, spesso già usato da anzianiNon ha IBAN; usa coordinate postali specificheSolo intestato al pensionatoConto corrente postale (BancoPosta)Rete capillare Poste Italiane, spesso agevolato per pensionatiCosti variabili; funzionalita limitate rispetto a banche tradizionaliLimite 1.000 euro/meseCarta prepagata con IBANZero o bassi costi, apertura rapida, ideale per importi bassiLimiti su prelievi/depositi, meno serviziSolo intestata al pensionatoNota sul libretto postale: il libretto di risparmio postale nominativo non dispone di un IBAN nel formato standard bancario. Per l’accredito della pensione su libretto postale, le coordinate vengono inserite tramitè un sistema specifico di Poste Italiane (codice conto corrente postale). Il cambio da conto bancario a libretto postale (o viceversa) richiede comunque la procedura di variazione coordinate bancarie INPS.Documenti necessari per la variazioneIndipendentemente dal canale scelto per la variazione delle coordinate bancarie INPS, è fondamentale avere a portata di mano la documentazione corretta. Una documentazione incompleta o errata è una delle cause più frequenti di ritardi e rigetti della richiesta.Documento di identita in corso di validita: carta di identita (anche quella scaduta e accettata in alcuni casi, ma meglio avere quella valida) o passaportoCodice fiscale: tesserino plastificato o certificato attribuzione del codice fiscaleCodice IBAN del nuovo conto: il codice e composto da 27 caratteri per i conti italiani (IT + 2 cifre + 5 cifre ABI + 5 cifre CAB + 12 cifre numero conto). Si trova sull’estratto conto, nell’app della banca, sul documento di apertura conto o richiedendolo allo sportelloProva di intestazione del conto: in alcuni casi potrebbe essere richiesto un documento che attesti che il conto e intestato al pensionato (es. lettera di benvenuto della banca, foglio di apertura conto, estratto conto intestato)Numero di pensione o cedolino INPS (facoltativo ma utile): accelera la ricerca della posizione previdenzialePer la presentazione tramite patronato e sufficiente portare i documenti sopra elencati: sara l’operatore a gestire tutta la procedura telematica. Per la procedura online autonoma basta avere SPID o CIE funzionanti e il codice IBAN a portata di mano. Errori comuni e come evitarliEcco gli errori più frequenti commessi dai pensionati quando cambiano l’IBAN per l’accredito della pensione INPS, con i relativi consigli per evitarli:Chiudere il vecchio conto prima che il nuovo IBAN sia attivo: questo e l’errore più grave. Il pagamento finisce su un conto inesistente e viene restituito all’INPS, causando ritardi di 1-2 mesi. Aspetta sempre la conferma dell’attivazione del nuovo IBAN prima di chiudere il precedente conto.Digitare l’IBAN in modo errato: trascrivere manualmentè un IBAN di 27 caratteri è rischioso. Usa il copia-incolla dall’app della banca, oppure fai verificare il codice all’operatore prima di confermare.Comunicarè un IBAN di conto cointestato per pensioni superiori a 1.000 euro: la richiesta verra rigettata dall’INPS. Verifica prima se la tua pensione rientra nel limite o apri un conto personale.Non conservare la ricevuta della richiesta: il numero di protocollo è fondamentale in caso di contestazioni o per verificare lo stato della pratica. Stampa o salva sempre la ricevuta.Aspettarsi il cambio immediato nel mese in corso: la variazione non ha effetto immediato. Se la tua banca sta chiudendo il conto a fine mese, informa immediatamente il patronato o l’INPS e chiedi di accelerare la procedura.Usarè un IBAN estero non SEPA: l’INPS paga in area SEPA (Unione Europea + alcuni paesi associati). Per pensionati residenti fuori dall’area SEPA, le modalità di pagamento sono differenti e vanno verificate con la sede INPS competente per l’estero.Ignorare la comunicazione INPS di sospensione del pagamento: se l’INPS invia una comunicazione di anomalia sul pagamento, è fondamentale rispondere tempestivamente. Le comunicazioni arrivano via raccomandata o tramite il fascicolo previdenziale su myINPS. Come fare in modo che vada tutto liscioCambiare l’IBAN per l’accredito della pensione INPS non è un’operazione complicata, ma richiede attenzione nei dettagli e tempistiche adeguate. Il consiglio più importante e di non aspettare l’ultimo momento: avvia la procedura di variazione con almeno 2-3 mesi di anticipo rispetto alla chiusura del vecchio conto. In questo modo avrai tutto il tempo per verificare che il nuovo IBAN sia stato correttamente registrato e attivato dall’INPS prima che il vecchio conto venga chiuso.Se hai dubbi sulla procedura corretta, sulla compatibilita del tuo conto o sull’intestazione, rivolgiti al patronato o al CAF: il servizio è gratuito, veloce e gestito da professionisti esperti nelle pratiche INPS. Il pagamento puntuale della pensione ogni mese dipende dalla correttezza delle coordinate bancarie registrate dall’INPS: non lasciare niente al caso.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti su Come Cambiare IBAN Pensione INPSQuanto tempo ci vuole per cambiare l’IBAN della pensione INPS?Di norma la variazione del conto di accredito pensione INPS richiede da 1 a 2 mesi lavorativi dalla data della richiesta. La procedura online tramite SPID e generalmente la più rapida. Il modulo cartaceo AP04 presentato allo sportello puo richiedere fino a 3-4 mesi.Posso accreditare la pensione INPS su un conto cointestato?Si, ma solo se l’importo mensile della pensione e uguale o inferiore a 1.000 euro. Per importi superiori, la normativa antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007) impone che il conto sia intestato esclusivamente al pensionato.Come faccio a sapere se il mio nuovo IBAN è stato registrato dall’INPS?Puoi verificare l’aggiornamento dell’IBAN accedendo alla tua area personale su myINPS con SPID o CIE, nella sezione ‘Cedolino pensione’ o ‘Variazione coordinate bancarie’. In alternativa, puoi chiamare il Contact Center INPS al numero 803 164 o rivolgerti al patronato.Posso accreditare la pensione su una carta prepagata con IBAN?Si, è possibile accreditare la pensione INPS su una carta prepagata con IBAN (come Postepay Evolution, Hype, N26) a condizione che sia intestata solo al pensionato e che l’importo mensile non superi i limiti della carta stessa. Verifica le condizioni specifiche della carta con l’emittente.Cosa devo fare se ho inserito un IBAN sbagliato?Se ti accorgi di aver inserito un IBAN errato, contatta immediatamente il patronato o la sede INPS per correggere la richiesta. Se il pagamento e già stato effettuato su un IBAN errato o inesistente, segnalalo all’INPS e alla tua banca: i fondi vengono di norma restituiti all’INPS e riaccreditati nel mese successivo dopo la correzione.Posso cambiare IBAN pensione INPS senza SPID?Si. Puoi utilizzare la CIE (Carta di Identita Elettronica) o la CNS (Carta Nazionale dei Servizi) per accedere ai servizi INPS online. In alternativa, puoi rivolgerti al patronato o al CAF (gratuitamente), oppure presentare il modello AP04 direttamente allo sportello INPS.Quanto costa cambiare l’IBAN per la pensione INPS?La variazione delle coordinate bancarie per l’accredito della pensione INPS e completamente gratuita, sia che si utilizzi il portale online, sia tramite patronato, CAF, app mobile o Contact Center. I patronati sono finanziati dall’INPS e non possono richiedere compensi per questo servizio.Hai bisogno di assistenza per cambiare IBAN pensione INPS?Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza di patronato gratuita per la variazione delle coordinate bancarie INPS, la gestione di pratiche pensionistiche e molto altro. I nostri operatori ti seguono in ogni fase della procedura.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Pagamento Pensioni Luglio 2026: Date di Accredito, Quattordicesima e Calendario INPS Il pagamento pensioni luglio 2026 è il mese più atteso dell'anno per milioni di pensionati italiani. Il motivo? Insieme alla mensilità ordinaria, a luglio arriva la quattordicesima, il bonus economico che può valere… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-20 14:00:002026-04-18 10:38:49Pagamento Pensioni Luglio 2026: Date di Accredito, Quattordicesima e Calendario INPSCALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Rimborso 730 Pensionati 2026: Quando Arriva e Quanto Tempo AttendereRimborso 730 Pensionati 2026: Quando Arriva e Quanto Tempo Attendere. 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Essendo stranieri, affrontare le pratiche burocratiche in Italia può essere molto complesso, ma il vostro CAF è stata una piacevolissima eccezione. Siamo sinceri: io e mia moglie non abbiamo mai incontrato persone così disponibili e gentili come qui. Un ringraziamento speciale va a Sara. È una vera professionista: estremamente competente, precisa ed efficace in ogni questione che le abbiamo sottoposto. La sua disponibilità è stata straordinaria. Apprezziamo moltissimo anche la comodità della comunicazione via WhatsApp. Vivendo a 30 km da Udine, la possibilità di chiarire dubbi e ricevere consulenze rapide online è un enorme vantaggio che facilita tutto il processo. Grazie a tutto il centro per un'assistenza così preziosa e di qualità. Un grazie di cuore a Sara per il suo ottimo lavoro! Pubblicato su SILVIA P 22/12/2025 Ho conosciuto questo centro grazie a un collega per una pratica per mia madre, per la quale mia sorella aveva avuto ben 3 appuntamenti presso altro centro in altra regione, per sentirsi dire che mia madre non me aveva diritto. Qui non solo la pratica è stata evasa, ma in tempi record e senza dovermici recare personalmente. E, da sottolineare, a 3 gg da natale. Perciò grazie e super consigliato. Efficienza e velocità. Ah, non l'ho detto, pratica fatta in giornata. Bravi! Pubblicato su Noura Omrani 22/12/2025 Sono super bravi gentili e professionali consiglio Pubblicato su Moldovan Madalina Ancuta 22/12/2025 Bravissimi, molto cordiali e disponibili, e soprattutto molto veloci. Raccomando volentieri!!😀 Pubblicato su Valentina Simeoni 21/12/2025 Mi sono rivolta a questo patronato per risolvere una questione con il congedo maternità. Sono rimasta estremamente soddisfatta, mi hanno dato appuntamento in brevissimo tempo, il personale é giovane ,preparato e competente. Ho avuto il piacere di conoscere Sara che é stata gentilissima e velocissima nel darmi una mano. Sicuramente mi affiderò a loro per il prossimo ISEE e 730. Pubblicato su Xhoana Lika 19/12/2025 Ho avuto un’ottima esperienza al CAF grazie a Sara. È una ragazza molto preparata, disponibile e paziente, mi ha seguita passo dopo passo chiarendo ogni dubbio e aiutandomi con diverse pratiche in modo preciso e professionale. Si vede che lavora con competenza e attenzione verso le persone. Davvero consigliata! Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-07 14:00:442026-05-31 16:22:55Come Cambiare IBAN e Conto di Accredito Pensione INPS: Guida Completa 2026
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