Menu
CAF Centro Fiscale
  • SERVIZI FISCALI
        • Modello ISEE
        • Dichiarazione dei Redditi Modello 730 / Redditi
        • Dichiarazione dei Redditi per le Criptovalute
        • Pratica ENEA
        • Contratti di Locazione
        • Dichiarazione di Successione
        • Calcolo IMU
        • Cessione del Credito per Ristrutturazione
        • Gestione COLF e Badanti
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Modello 770 e Certificazioni Uniche
  • PATRONATO
        • NASPI / Disoccupazione
        • Richiesta NASpI Anticipata
        • Disoccupazione Agricola
        • Dimissioni Online
        • Elenco bonus Maternità INPS
          • Bonus Asilo Nido
        • Calcolo Pensione
        • Riscatto Anni Laurea: Agevolato e Ordinario
        • Invalidità Civile / Handicap (Legge 104) 
  • COLF E BADANTI
  • PARTITA IVA
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Gestione Partita IVA ordinaria
        • Gestione completa Partita IVA Agricola
  • BLOG
        • CAF – NOTIZIE FISCALI
        • PATRONATO
        • PARTITA IVA
        • NOTIZIE
  • Menu Menu
CAF Centro Fiscale

Tag Archivio per: naspi inps

NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

NASpI 2026: Quando si Perde, si Sospende o Decade l’Indennità

Naspi disoccupazione CAF Udine

La NASpI non è un sostegno economico automatico e senza condizioni: una volta ottenuta, per continuare a percepirla bisogna rispettare precisi obblighi verso l’INPS e comunicare tempestivamente ogni cambiamento della propria situazione lavorativa. Molti beneficiari scoprono solo dopo un controllo che la propria indennità è stata sospesa o, peggio, decaduta, spesso per una semplice comunicazione mancata o in ritardo. In questa guida vediamo con chiarezza quando si perde la NASpI, quali sono le differenze tra sospensione e decadenza, quali obblighi vanno rispettati e cosa fare se l’indennità viene bloccata per errore. Conoscere queste regole permette di evitare brutte sorprese e di gestire correttamente ogni comunicazione con l’INPS.



Indice dei contenuti

  1. Cosa Fa Perdere la NASpI nel 2026
  2. Sospensione vs Decadenza: Qual è la Differenza
  3. Gli Obblighi da Rispettare per Non Perdere la NASpI
  4. Cosa Succede se Trovi un Nuovo Lavoro
  5. Comunicazioni e Verifiche INPS: Come Comportarsi
  6. Perché Affidarsi al CAF per la Gestione della NASpI

Cosa Fa Perdere la NASpI nel 2026

Sono diverse le situazioni che possono determinare la perdita, totale o parziale, della NASpI. La causa più frequente è l’inizio di un nuovo lavoro dipendente o autonomo che superi le soglie di reddito previste per la compatibilità con l’indennità: superata la soglia, la NASpI decade; sotto la soglia, invece, resta possibile il cumulo con l’indennità ridotta dell’80% del reddito presunto, un meccanismo che vale sia per il lavoro dipendente sia per quello autonomo od occasionale, con soglie diverse tra i due casi. Il raggiungimento dei requisiti per la pensione (di vecchiaia o anticipata) fa cessare automaticamente il diritto alla NASpI, poiché le due prestazioni non sono cumulabili. Infine, la causa più insidiosa è la mancata comunicazione all’INPS di una nuova occupazione: la comunicazione del reddito presunto (anche se pari a zero) va effettuata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività, ed è proprio l’omissione di questo adempimento — più che l’importo del reddito in sé — a trasformarsi nella causa più frequente di decadenza con obbligo di restituzione delle somme percepite indebitamente.

Le Soglie di Reddito da Nuova Occupazione

Per valutare la compatibilità tra NASpI e nuovo reddito da lavoro, l’INPS applica soglie annue di reddito presunto, distinte tra lavoro dipendente e lavoro autonomo od occasionale. Per il lavoro dipendente, se il contratto ha durata non superiore a sei mesi la NASpI viene sospesa d’ufficio; il beneficiario può però chiedere il cumulo se il reddito annuo presunto resta sotto 8.174 euro, percependo l’indennità ridotta dell’80% del reddito presunto. Con contratto di durata superiore a sei mesi, o con reddito oltre la soglia, la NASpI decade. Per il lavoro autonomo o occasionale, la NASpI resta cumulabile, ridotta dell’80% del reddito presunto, solo se questo non supera 5.500 euro annui; oltre tale soglia l’indennità decade. In ogni caso il reddito annuo presunto va comunicato all’INPS con il modello NASpI-Com entro 30 giorni dall’inizio dell’attività (o dalla domanda, se l’attività era preesistente), anche se pari a zero: l’omessa comunicazione comporta da sola la decadenza e la restituzione delle somme. Le soglie possono essere oggetto di aggiornamento periodico: verifica sempre l’importo aggiornato con il tuo patronato di fiducia prima di prendere decisioni sulla tua situazione. Il CAF Centro Fiscale verifica per te la soglia in vigore, gestisce la comunicazione NASpI-Com entro i termini e calcola se il nuovo reddito previsto rientra nei limiti di cumulabilità.



Sospensione vs Decadenza: Qual è la Differenza

È fondamentale distinguere tra due situazioni molto diverse fra loro, spesso confuse dai beneficiari: la sospensione e la decadenza della NASpI. Nella sospensione il diritto all’indennità non si estingue: viene semplicemente interrotta l’erogazione per un periodo determinato, al termine del quale la prestazione può riprendere automaticamente, se restano i giorni residui di fruizione. Nella decadenza, invece, il diritto alla NASpI si estingue in modo definitivo: una volta decaduta, l’indennità non può più essere richiesta né ripristinata, indipendentemente dai mesi di fruizione non ancora goduti.

Quando Scatta la Sospensione

Il caso tipico di sospensione riguarda la rioccupazione con un contratto di lavoro subordinato a termine di durata non superiore a sei mesi. In questa situazione l’INPS sospende l’erogazione della NASpI per il periodo di lavoro, ma alla scadenza del contratto (se il rapporto non prosegue) l’indennità può riprendere automaticamente per i mesi residui, senza bisogno di presentare una nuova domanda. È un meccanismo pensato per non penalizzare chi accetta lavori di breve durata durante il periodo di disoccupazione.

Quando Scatta la Decadenza

La decadenza scatta invece nei casi più gravi: mancata comunicazione all’INPS di una nuova occupazione entro i termini previsti, superamento delle soglie di reddito senza la relativa dichiarazione, rifiuto di un’offerta di lavoro congrua, mancata partecipazione alle convocazioni del centro per l’impiego o alle iniziative di politica attiva del lavoro, e naturalmente il raggiungimento della pensione. In tutti questi casi, l’indennità si estingue definitivamente e, se l’INPS accerta che sono state percepite somme non dovute, ne può richiedere la restituzione.



Gli Obblighi da Rispettare per Non Perdere la NASpI

Per mantenere il diritto alla NASpI non basta aver presentato la domanda: la normativa prevede una serie di obblighi attivi che il beneficiario deve rispettare durante tutto il periodo di fruizione dell’indennità. Il primo passaggio è la Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID) al lavoro, che attesta la propria disponibilità a essere ricollocati e che deve restare valida per tutta la durata della prestazione. Segue la sottoscrizione del patto di servizio personalizzato presso il centro per l’impiego, un documento che definisce il percorso di ricerca attiva del lavoro e gli impegni reciproci tra beneficiario e servizi per l’impiego.

Politiche Attive e Convocazioni

Chi percepisce la NASpI è tenuto a partecipare alle iniziative di politica attiva del lavoro proposte dal centro per l’impiego, come colloqui di orientamento, corsi di formazione o percorsi di riqualificazione professionale, e a presentarsi alle convocazioni quando richiesto. La mancata presentazione, se non giustificata da motivi validi, può comportare sanzioni progressive fino alla decadenza dal beneficio.

La Congruità dell’Offerta di Lavoro

Un altro punto delicato riguarda la congruità dell’offerta di lavoro: il beneficiario non può rifiutare senza giustificato motivo una proposta di lavoro considerata congrua rispetto alle proprie competenze, alla distanza dal luogo di residenza e al livello retributivo. I criteri di congruità tengono conto anche della durata della disoccupazione: più tempo passa, più le condizioni di ciò che viene considerato “congruo” possono ampliarsi. Valutare correttamente se un’offerta rientra o meno nei parametri di congruità non è sempre semplice: un confronto con il patronato aiuta a evitare rifiuti che potrebbero costare la perdita dell’indennità.



Cosa Succede se Trovi un Nuovo Lavoro

Trovare una nuova occupazione durante il periodo di NASpI non significa perdere automaticamente e in modo definitivo l’indennità: dipende dal tipo di contratto, dalla sua durata e dal reddito previsto. La regola generale, però, è una sola e non ammette eccezioni: ogni nuova occupazione va comunicata all’INPS, indipendentemente dal fatto che si tratti di un lavoro dipendente, autonomo, occasionale o a progetto. La comunicazione va effettuata entro i termini stabiliti dalla normativa e deve indicare la data di inizio dell’attività e, per il lavoro autonomo, il reddito annuo previsto.

Comunicare la Nuova Occupazione all’INPS

La comunicazione tempestiva è l’elemento che fa la differenza tra una legittima sospensione o cumulabilità della NASpI e una decadenza con richiesta di restituzione delle somme. Gestire da soli questa comunicazione espone al rischio di errori di modulistica, tempistiche sbagliate o dichiarazioni incomplete: il CAF Centro Fiscale si occupa dell’intera pratica di comunicazione all’INPS, verificando che ogni dato inserito sia corretto e che i termini vengano rispettati, evitando così contestazioni successive.

Cumulabilità Entro le Soglie di Reddito

Come visto in precedenza, esistono soglie di reddito entro le quali la NASpI resta parzialmente cumulabile con il nuovo lavoro. Il calcolo della quota cumulabile e la verifica dei limiti applicabili al proprio caso specifico, comprese le situazioni di lavoro con Partita IVA, richiedono un’analisi personalizzata: per un approfondimento su compatibilità e limiti di reddito quando si avvia un’attività autonoma, leggi anche la nostra guida su NASPI e Partita IVA 2026: compatibilità e limiti di reddito. Anche il lavoro part-time ha regole specifiche di cumulabilità che vale la pena conoscere: ne parliamo nel dettaglio nell’articolo su NASPI Part-Time 2026: come funziona e quanto spetta.



Comunicazioni e Verifiche INPS: Come Comportarsi

L’INPS effettua periodicamente controlli incrociati sui dati dei beneficiari NASpI, confrontando le informazioni con altre banche dati (contratti di lavoro, redditi dichiarati, posizioni contributive). Se ricevi una comunicazione di verifica o una richiesta di chiarimenti, è importante non ignorarla e rispondere entro i termini indicati, fornendo la documentazione richiesta. Ignorare una richiesta dell’INPS, anche quando si è in regola, può portare a una sospensione precauzionale della prestazione in attesa di chiarimenti.

Se la NASpI Viene Sospesa per Errore

Non è raro che si verifichino errori procedurali da parte dell’INPS: una comunicazione registrata in ritardo, un dato reddituale non aggiornato, un contratto già concluso ma non ancora recepito nei sistemi. Se ritieni che la sospensione o la decadenza della tua NASpI sia ingiustificata, hai diritto a presentare un ricorso amministrativo o un’istanza di riesame della pratica, allegando la documentazione che dimostra la tua corretta posizione. Questi procedimenti hanno termini precisi da rispettare e richiedono una modulistica specifica: il CAF Centro Fiscale assiste i propri utenti nella predisposizione del ricorso, nel reperimento della documentazione necessaria e nel monitoraggio dell’esito della pratica presso l’INPS.



Perché Affidarsi al CAF per la Gestione della NASpI

Gestire in autonomia le comunicazioni relative alla NASpI espone al rischio concreto di perdere l’indennità per un errore evitabile: una data comunicata in ritardo, una soglia di reddito calcolata male, una convocazione non gestita correttamente. Il CAF Centro Fiscale di Udine segue l’intero percorso del beneficiario NASpI: dalla verifica periodica della propria posizione, alla gestione delle comunicazioni di nuova occupazione, fino all’assistenza in caso di sospensione o decadenza contestata. Ogni situazione è diversa, per questo il nostro team valuta caso per caso con un preventivo personalizzato, senza approssimazioni.

La NASpI è una tutela importante per chi ha perso il lavoro, ma richiede attenzione costante agli obblighi di comunicazione e partecipazione previsti dalla normativa. Conoscere la differenza tra sospensione e decadenza, e sapere esattamente cosa comunicare e quando, permette di evitare di perdere un sostegno economico fondamentale per un errore evitabile. Hai bisogno di assistenza per verificare la tua situazione NASpI o gestire una comunicazione con l’INPS? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Domande Frequenti sulla Decadenza NASpI

Cosa succede se non comunico un nuovo lavoro all’INPS mentre percepisco la NASpI?

Rischi la decadenza definitiva dal beneficio e la richiesta di restituzione delle somme percepite indebitamente dal momento in cui è iniziata la nuova occupazione. È sempre necessario comunicare tempestivamente ogni cambiamento della propria situazione lavorativa.

Posso rifiutare un’offerta di lavoro senza perdere la NASpI?

Solo se l’offerta non è considerata congrua rispetto alle tue competenze, alla distanza dal luogo di residenza e al livello retributivo. Il rifiuto di un’offerta congrua senza giustificato motivo può portare alla decadenza dell’indennità.

La NASpI si sospende o decade se trovo un lavoro part-time?

Dipende dal reddito previsto e dalla durata del contratto. Per il lavoro dipendente, sotto 8.174 euro annui e con contratto fino a 6 mesi la NASpI resta cumulabile (ridotta dell’80% del reddito presunto), oltre quella soglia o quella durata decade. Per il lavoro autonomo, sotto 5.500 euro annui resta cumulabile con la stessa riduzione dell’80%, oltre quella soglia decade. In ogni caso, senza comunicazione all’INPS entro 30 giorni (anche a reddito zero) il rischio è la decadenza per omessa dichiarazione.

Cosa devo fare se ricevo una convocazione dal centro per l’impiego mentre percepisco la NASpI?

È obbligatorio presentarsi, salvo giustificato motivo debitamente documentato. La mancata presentazione senza giustificazione può comportare sanzioni fino alla decadenza dal beneficio.

Come faccio ricorso se la mia NASpI è stata sospesa per errore?

Puoi presentare un’istanza di riesame o un ricorso amministrativo, allegando la documentazione che dimostra la tua corretta posizione. Il CAF Centro Fiscale ti assiste nella predisposizione della pratica e nel monitoraggio dell’esito presso l’INPS.

La pensione fa perdere automaticamente la NASpI?

Sì, il raggiungimento dei requisiti per la pensione (di vecchiaia o anticipata) determina la cessazione automatica del diritto alla NASpI, poiché le due prestazioni non sono cumulabili.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


Richiedi Assistenza per la NASpI

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare la tua situazione NASpI e a gestire ogni comunicazione con l’INPS, evitando errori che potrebbero costarti l’indennità.

Contattaci su WhatsApp

Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato


    Il tuo nome (*)

    La tua email (*)

    Il tuo telefono (*)

    Richiesta (eventuale)

    Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

    Contattaci o prenota un appuntamento anche presso il Patronato CAF Centro Fiscale a Udine, in sede o comodamente da casa tua.

    CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


    ARTICOLI CORRELATI

    • Quanto Dura la NASpI 2026 e Quanto Spetta: Calcolo Importo e Durata
    • Pagamento NASpI Agosto 2026: Quando Arriva e Come Controllarlo
    • NASPI e Partita IVA 2026: Compatibilità e Limiti di Reddito
    • NASPI Part-Time 2026: Come Funziona e Quanto Spetta

    CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

    Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

    Agosto 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/NASPI-disoccupazione-caf.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-10 09:00:002026-08-16 09:46:31NASpI 2026: Quando si Perde, si Sospende o Decade l’Indennità
    NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

    NASpI anche per chi si dimette per sfuggire a uno stalker: la svolta INPS

    Dimissioni Volontarie 2026 TFR e Naspi

    Perdere il lavoro è già di per sé un momento difficile. Ma quando si è costretti a lasciare il proprio impiego per sfuggire a persecuzioni, molestie o atti intimidatori da parte di uno stalker, la situazione diventa ancora più drammatica. A questa difficoltà si aggiungeva, fino a poco tempo fa, un’ulteriore ingiustizia: chi si dimetteva volontariamente, anche per ragioni di sicurezza personale, non aveva diritto alla NASpI, l’indennità di disoccupazione.

    Oggi, però, le cose sono cambiate. L’INPS ha chiarito che le dimissioni rassegnate per sfuggire a comportamenti persecutori, come quelli tipici dello stalking, possono configurare una giusta causa e aprire quindi le porte all’indennità di disoccupazione. Una svolta importante, che tutela in modo concreto lavoratrici e lavoratori costretti a interrompere il proprio rapporto di lavoro per ragioni legate alla propria incolumità.

    In questo articolo spieghiamo tutto quello che c’è da sapere: come funziona la NASpI, quando le dimissioni per stalking sono considerate «per giusta causa», quali documenti servono e come presentare la domanda all’INPS.

    Indice dei contenuti

    • NASpI e dimissioni: la regola generale
    • Che cosa si intende per giusta causa
    • Stalking e dimissioni per giusta causa: la svolta INPS
    • Requisiti per ottenere la NASpI
    • Documenti e prove da presentare all’INPS
    • Procedura passo per passo per la domanda
    • Importo e durata della NASpI
    • Altre tutele per le vittime di stalking
    • Domande frequenti (FAQ)

    NASpI e dimissioni: la regola generale

    La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità mensile riconosciuta dall’INPS ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro. È disciplinata dal D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 22 e rappresenta uno dei principali ammortizzatori sociali del sistema italiano.

    Il principio di base è semplice: la NASpI spetta a chi perde il lavoro senza averlo voluto. Per questa ragione, la norma generale esclude dal beneficio chi si dimette volontariamente. La logica sottostante è che, se è il lavoratore a scegliere di andarsene, non si verifica quella perdita involontaria del reddito che giustifica il sostegno pubblico.

    Tuttavia, la legge prevede una deroga fondamentale: le dimissioni per giusta causa. Quando cioè il lavoratore è costretto a dimettersi a causa di comportamenti del datore di lavoro — o di situazioni esterne talmente gravi da rendere impossibile la prosecuzione del rapporto — anche le dimissioni volontarie danno diritto all’indennità di disoccupazione.

    Questo principio è sancito dal D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 22 (art. 3, comma 1), che disciplina la NASpI e prevede che la perdita involontaria del lavoro comprenda anche le dimissioni per giusta causa, aprendo così le porte all’indennità di disoccupazione anche in questi casi.

    Che cosa si intende per giusta causa

    La nozione di giusta causa nelle dimissioni è elaborata dalla giurisprudenza e dall’INPS sulla base dell’art. 2119 del Codice Civile, che disciplina il recesso dal contratto di lavoro. In sostanza, si parla di giusta causa quando si verifica un fatto talmente grave da rendere impossibile — o comunque non esigibile — la continuazione del rapporto di lavoro, anche solo temporaneamente.

    Le ipotesi classiche riconosciute dalla giurisprudenza e dall’INPS come giusta causa di dimissioni comprendono:

    • Mancato pagamento della retribuzione per diversi mesi consecutivi
    • Mobbing, ossia comportamenti sistematici del datore volti a danneggiare psicologicamente il lavoratore
    • Molestie sessuali da parte del datore o di colleghi con comportamenti tollerati dall’azienda
    • Trasferimento illegittimo in una sede lontana senza giustificato motivo
    • Modifiche peggiorative significative delle mansioni (cosiddetto demansionamento)
    • Comportamenti vessatori reiterati che compromettono la dignità del lavoratore

    L’elenco, però, non è tassativo. L’INPS, nel valutare le singole domande, considera la concreta situazione di fatto, verificando se le circostanze — anche esterne al rapporto di lavoro — abbiano reso impossibile o gravemente pregiudizievole la continuazione del contratto.

    Stalking e dimissioni per giusta causa: la svolta INPS

    L’INPS ha riconosciuto che le dimissioni motivate dalla necessità di sfuggire a comportamenti persecutori (stalking) possono configurare una giusta causa e dare quindi diritto alla NASpI. Si tratta di un orientamento di grande rilievo, in linea con la crescente attenzione dell’ordinamento italiano alla tutela delle vittime di violenza di genere e atti persecutori.

    Lo stalking — definito giuridicamente come atti persecutori dall’art. 612-bis del Codice Penale — consiste in comportamenti reiterati di molestia, minaccia o sorveglianza che provocano nella vittima un perdurante stato di ansia e paura, costringendola a modificare le proprie abitudini di vita. Tra queste abitudini, rientra naturalmente anche la scelta del luogo di lavoro.

    Il ragionamento dell’INPS è coerente e tutelante: se una lavoratrice (o un lavoratore) è costretta ad abbandonare il proprio impiego perché il luogo di lavoro la espone ai comportamenti dello stalker — sia esso un ex partner, un collega o un estraneo — le sue dimissioni non sono libere e volontarie nel senso pieno del termine. Sono, piuttosto, dimissioni forzate da una situazione di pericolo concreto, assimilabili alla giusta causa.

    Quando il luogo di lavoro diventa fattore di rischio

    La chiave interpretativa adottata dall’INPS riguarda il nesso causale tra lo stalking e la scelta di dimettersi. Non basta, in astratto, essere vittime di persecuzioni: occorre dimostrare che le dimissioni sono state causalmente determinate dalla necessità di sottrarsi ai comportamenti persecutori, e che questi comportamenti erano collegati — direttamente o indirettamente — al luogo o alle modalità di lavoro.

    Alcuni esempi concreti che possono configurare questo nesso:

    • Lo stalker si presenta sistematicamente sul luogo di lavoro della vittima, rendendone pericolosa la permanenza
    • Lo stalker conosce gli orari e i percorsi di lavoro della vittima e li usa per appostarsi o seguirla
    • La vittima è costretta a cambiare città o regione per allontanarsi dallo stalker, rendendo impossibile raggiungere il vecchio posto di lavoro
    • Il datore di lavoro o i colleghi sono stati informati del problema ma non hanno adottato misure di protezione adeguate
    • Lo stalker è un collega di lavoro e l’azienda non ha risolto la situazione

    In tutti questi casi, le dimissioni possono essere qualificate come per giusta causa, con conseguente diritto alla NASpI.

    Il collegamento con la Legge sul Codice Rosso

    Questo orientamento dell’INPS si inserisce nel quadro normativo più ampio della Legge 19 luglio 2019, n. 69, cosiddetta «Codice Rosso», che ha rafforzato le tutele per le vittime di violenza domestica e atti persecutori. La legge ha inasprito le pene per i reati di genere e accelerato le procedure di protezione, riconoscendo implicitamente che le vittime di stalking possono essere costrette a cambiamenti radicali nella propria vita — incluso l’abbandono del posto di lavoro.

    Il riconoscimento della giusta causa nelle dimissioni da parte dell’INPS completa questo sistema di tutele, evitando che la vittima si trovi nella paradossale situazione di perdere sia la sicurezza personale sia il reddito.

    Requisiti per ottenere la NASpI

    Anche nelle dimissioni per giusta causa — compreso il caso dello stalking — il lavoratore deve rispettare i requisiti generali per accedere alla NASpI previsti dal D.Lgs. 22/2015. Non è sufficiente dimostrare la giusta causa: occorre anche avere alle spalle una carriera contributiva adeguata.

    RequisitoCondizione richiesta
    Stato occupazionaleLavoratore dipendente (anche a tempo determinato)
    Anzianità contributivaAlmeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti la cessazione
    Giornate lavorateAlmeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la cessazione
    Stato di disoccupazioneImmediato stato di disoccupazione al momento della domanda
    Causa cessazioneInvolontaria (o dimissioni per giusta causa documentata)
    Disponibilità al lavoroDID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) al lavoro presso il Centro per l’Impiego

    Attenzione: il requisito della disponibilità al lavoro è formale ma importante. Chi è vittima di stalking e si trova in una situazione di rischio può confrontarsi con il Centro per l’Impiego sulla propria situazione specifica, ma la DID resta necessaria per mantenere il diritto all’indennità.

    Chi è escluso dalla NASpI

    Non possono accedere alla NASpI:

    • I lavoratori autonomi (partite IVA, liberi professionisti): per loro esistono strumenti diversi come l’ISCRO
    • I dipendenti pubblici a tempo indeterminato
    • I lavoratori agricoli (che hanno una disciplina specifica, la NASPI agricola)
    • Chi ha raggiunto i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata

    Documenti e prove da presentare all’INPS

    Questa è la parte più delicata dell’intero processo. Per ottenere la NASpI con dimissioni per stalking, il lavoratore deve dimostrare all’INPS la giusta causa. Non è sufficiente dichiarare di essere stata vittima di persecuzioni: servono prove concrete che documentino la situazione.

    I documenti utili si dividono in due categorie: quelli che attestano il rapporto di lavoro cessato e quelli che documentano la situazione di stalking.

    Documenti sul rapporto di lavoro

    • Lettera di dimissioni (con menzione esplicita della giusta causa, se possibile)
    • CU (Certificazione Unica) degli ultimi anni per attestare i contributi versati
    • Codice fiscale e documento di identità
    • IBAN del conto corrente per l’accredito
    • Eventuale comunicazione al datore di lavoro sulla situazione di pericolo (se inviata)

    Documenti che attestano la situazione di stalking

    • Denuncia/querela presentata alle Forze dell’Ordine per atti persecutori (art. 612-bis c.p.) — è il documento più importante
    • Provvedimento del Tribunale (ordine di protezione, ammonimento del Questore ex art. 8 D.L. 11/2009, misura cautelare)
    • Certificati medici che attestano lo stato d’ansia o paura causato dalle persecuzioni
    • Verbali delle Forze dell’Ordine relativi a interventi presso il luogo di lavoro o il domicilio
    • Dichiarazioni di testimoni (colleghi, vicini, familiari) che abbiano assistito ai comportamenti persecutori
    • Screenshots di messaggi, email o chiamate moleste (debitamente documentati)

    La presenza di una denuncia penale per stalking è l’elemento documentale più forte. L’INPS, nell’istruttoria della domanda, valuta la documentazione prodotta per verificare la fondatezza della giusta causa. Non è necessario attendere la conclusione del procedimento penale: la denuncia in sé costituisce un elemento probatorio significativo.

    In assenza di denuncia formale (che alcune vittime non presentano per paura di ritorsioni), possono comunque avere valore prove alternative come i certificati medici o le dichiarazioni dei testimoni. Tuttavia, il percorso di riconoscimento della giusta causa diventa più complesso e potrebbe richiedere un ricorso in caso di rigetto iniziale.

    Procedura passo per passo per la domanda

    Una volta raccolti i documenti necessari, la procedura per richiedere la NASpI dopo dimissioni per stalking segue gli stessi passaggi della NASpI ordinaria, con l’aggiunta fondamentale della documentazione che prova la giusta causa.

    1. Presenta le dimissioni formalmente tramite il portale del Ministero del Lavoro (cliclavoro.gov.it) o tramite il tuo sindacato. Nel campo motivazione, indica chiaramente «giusta causa per atti persecutori ai sensi dell’art. 612-bis c.p.»
    2. Ottieni la comunicazione di fine rapporto dal datore di lavoro, che deve specificare la data di cessazione e il tipo di contratto
    3. Vai al Centro per l’Impiego e sottoscrivi la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità). Questa dichiarazione è obbligatoria e deve essere fatta entro i termini per non perdere parte dell’indennità
    4. Presenta la domanda NASpI all’INPS entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. La domanda si invia:
    • Online sul portale INPS.it (con SPID, CIE o CNS)
    • Tramite un CAF o un patronato autorizzato
    • Tramite un intermediario abilitato (consulente del lavoro, sindacato)
    1. Allega la documentazione sulla giusta causa: denuncia per stalking, provvedimenti del tribunale, certificati medici. È fondamentale fornire tutta la documentazione disponibile già nella domanda iniziale, per evitare lunghi iter istruttori
    2. Attendi la risposta dell’INPS. In caso di accoglimento, l’indennità parte dal giorno successivo alle dimissioni (con un periodo di carenza di 8 giorni). In caso di rigetto, hai il diritto di presentare ricorso amministrativo entro 90 giorni

    Il ruolo del CAF e del patronato

    In una situazione così delicata, affidarsi a un CAF o a un patronato è fortemente consigliabile. Un operatore esperto può aiutare a:

    • Raccogliere e organizzare la documentazione in modo efficace
    • Redigere la domanda NASpI correttamente, con le motivazioni appropriate
    • Presentare eventuale ricorso in caso di rigetto
    • Valutare se esistono altre tutele economiche accessibili in parallelo

    Importo e durata della NASpI

    L’importo della NASpI dipende dalla retribuzione media imponibile percepita nei quattro anni precedenti la cessazione del lavoro. La formula di calcolo — stabilita dal D.Lgs. 22/2015 — prevede:

    • Se la retribuzione media mensile è pari o inferiore a 1.480,30 euro: l’indennità è pari al 75% della retribuzione stessa
    • Se la retribuzione supera 1.480,30 euro: il 75% di tale soglia, più il 25% della differenza tra la retribuzione e la soglia stessa
    • In ogni caso, l’importo non può superare il massimale NASpI 2026 di 1.575,42 euro mensili (soggetto a riduzione progressiva dal 7° mese)

    Un aspetto importante è la riduzione progressiva: a partire dal sesto mese di fruizione, l’importo si riduce del 3% ogni mese. Dal settimo mese in poi, la riduzione si applica sia per i lavoratori sotto i 55 anni sia per quelli sopra. Questo meccanismo è pensato per incentivare il reintegro rapido nel mercato del lavoro.

    Periodo NASpIRiduzione mensile
    Dal 1° al 6° meseNessuna riduzione (importo pieno)
    Dal 7° mese in poi-3% al mese sull’importo residuo

    Quanto dura la NASpI

    La durata massima della NASpI è pari alla metà delle settimane contributive maturate negli ultimi 4 anni precedenti la disoccupazione. In pratica, se negli ultimi quattro anni hai lavorato per 3 anni (156 settimane), avrai diritto a circa 78 settimane di NASpI, ossia circa 19 mesi. La durata massima assoluta è di 24 mesi.

    Per chi si dimette per stalking, la durata si calcola esattamente allo stesso modo. Non esistono trattamenti speciali in termini di durata, ma il diritto all’accesso è garantito grazie alla qualificazione come giusta causa.

    Vuoi calcolare quanto ti spetterebbe? Leggi la nostra guida completa: Quanto Dura la NASpI 2026 e Quanto Spetta: Calcolo Importo e Durata.

    Altre tutele per le vittime di stalking

    Il riconoscimento della NASpI per dimissioni da stalking è solo una delle tutele previste dall’ordinamento per chi si trova in questa difficile situazione. È utile conoscere anche gli altri strumenti disponibili, perché spesso possono essere cumulati o utilizzati in modo complementare.

    Il congedo per vittime di violenza di genere

    La Legge 15 ottobre 2013, n. 119 (convertita dal D.L. 93/2013) ha introdotto per le lavoratrici dipendenti vittime di violenza di genere il diritto a un congedo retribuito fino a 90 giorni nell’arco di tre anni. Questo congedo — applicabile anche in caso di stalking in alcune interpretazioni estensive — consente alla vittima di allontanarsi dal lavoro temporaneamente, senza perdere il posto e continuando a percepire la retribuzione, per intraprendere percorsi di protezione e recupero.

    È un’alternativa alle dimissioni: se la situazione lo consente, può valere la pena sfruttare il congedo prima di decidere di lasciare definitivamente il lavoro, valutando anche il trasferimento di sede o altre soluzioni meno drastiche.

    Il reddito di libertà

    Il Reddito di Libertà è un contributo mensile (fino a 400 euro al mese) destinato alle donne vittime di violenza, in condizione di particolare vulnerabilità economica, che stanno seguendo un percorso di fuoriuscita dalla violenza in strutture antiviolenza. È gestito dall’INPS ma finanziato dal Ministero delle Pari Opportunità. Sebbene non sia direttamente collegato alle dimissioni per stalking, può integrare il reddito di chi ha perso il lavoro e si trova in difficoltà economica.

    Il TFR: sempre spettante anche in caso di dimissioni

    È importante ricordare che il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) spetta sempre, in qualsiasi caso di cessazione del rapporto di lavoro — sia per licenziamento che per dimissioni. Chi si dimette per stalking ha quindi pieno diritto a ricevere il TFR maturato fino al giorno delle dimissioni. Se il datore di lavoro non lo eroga, è possibile agire legalmente per ottenerne il pagamento.

    L’ammonimento e l’ordine di protezione

    Sul fronte della sicurezza personale, ricordiamo che la vittima di stalking può chiedere al Questore l’ammonimento dello stalker (ai sensi dell’art. 8 del D.L. 23 febbraio 2009, n. 11), anche senza sporgere denuncia penale. L’ammonimento è un provvedimento amministrativo che intima alla persona molesta di cessare i comportamenti persecutori. Se li prosegue, commette automaticamente il reato di stalking anche senza una precedente querela. Questo documento può essere utile anche nella pratica INPS come prova della situazione.

    Domande frequenti (FAQ)

    Posso ricevere la NASpI se mi dimetto per stalking senza aver presentato denuncia?

    È più difficile, ma non impossibile. La denuncia penale è il documento più importante per provare la giusta causa. In assenza di denuncia, è necessario produrre prove alternative (certificati medici, testimonianze, messaggi documentati). L’INPS valuta caso per caso, e in mancanza di prove documentali solide il rischio di rigetto è elevato. Se la domanda viene respinta, è possibile presentare ricorso, anche supportati da un CAF o da un legale specializzato.

    Entro quando devo presentare la domanda NASpI dopo le dimissioni?

    La domanda va presentata all’INPS entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Presentarla in ritardo non fa perdere il diritto, ma riduce il periodo di copertura: i giorni di ritardo vengono scalati dall’inizio della prestazione.

    Lo stalker è un mio collega: ho diritto alla NASpI se mi dimetto?

    Sì, in questo caso il diritto alla NASpI è ancora più facilmente riconoscibile. Se lo stalker è un collega e l’azienda non ha adottato misure di protezione adeguate (trasferimento del molestatore, affiancamento, ecc.), le dimissioni sono chiaramente connesse a un comportamento del datore di lavoro (o di chi agisce nel suo contesto) che ha reso intollerabile la prosecuzione del rapporto. In questa ipotesi, la giusta causa è particolarmente solida.

    Posso usufruire del congedo per vittime di violenza e poi dimettermi per stalking?

    In linea di principio sì. Il congedo consente di allontanarsi temporaneamente dal lavoro per valutare le opzioni. Se al termine del congedo la situazione non è risolta e le dimissioni diventano l’unica opzione, possono comunque essere qualificate per giusta causa, a patto di conservare tutta la documentazione sul percorso seguito.

    Il mio contratto era a termine: ho comunque diritto alla NASpI?

    Se il tuo contratto a termine è scaduto normalmente (non ti sei dimessa), hai diritto alla NASpI come per qualsiasi lavoratore a tempo determinato, a condizione di avere i requisiti contributivi. Se invece ti sei dimessa prima della scadenza, vale lo stesso ragionamento delle dimissioni per giusta causa: occorre documentare la situazione di stalking. Le dimissioni anticipate da contratto a termine senza giusta causa non danno diritto alla NASpI.

    L’INPS può rigettare la domanda anche con la denuncia presentata?

    Sì, è possibile che l’INPS rigetti inizialmente la domanda anche in presenza di denuncia, se ritiene che non vi sia sufficiente nesso causale tra la situazione di stalking e le dimissioni. In questo caso, non bisogna scoraggiarsi: si può presentare ricorso amministrativo entro 90 giorni dal rigetto, allegando documentazione integrativa. Se anche il ricorso amministrativo è respinto, si può procedere in via giudiziaria. In questi percorsi, il supporto di un CAF, patronato o legale specializzato è prezioso.


    Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


    Hai bisogno di assistenza per presentare la domanda di NASpI dopo dimissioni per stalking? Il CAF Centro Fiscale di Udine offre supporto personalizzato per la compilazione e l’invio della domanda INPS, la raccolta della documentazione necessaria e l’eventuale gestione del ricorso. Prenota un appuntamento presso i nostri uffici di Udine chiamando il 0432 1638640 o scrivendo su WhatsApp al 366 6018121.

    Agosto 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Dimissioni-Volontarie-2026-TFR-e-Naspi.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-05 10:20:502026-08-05 10:29:28NASpI anche per chi si dimette per sfuggire a uno stalker: la svolta INPS
    NOTIZIE

    Pagamenti INPS Agosto 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Quando arrivano i pagamenti INPS ad agosto 2026? È la domanda che milioni di italiani si pongono ogni mese, soprattutto in vista del periodo estivo. In questa guida trovi il calendario completo con tutte le date di accredito per pensioni, Assegno Unico, NASpI, Assegno di Inclusione (ADI), Bonus Nido e rimborsi 730. Scopri anche come verificare lo stato dei tuoi pagamenti direttamente dal portale MyINPS.

    Indice dei contenuti

    1. Indice dei Contenuti
    2. Calendario Completo Pagamenti INPS Agosto 2026
    3. Pensioni Agosto 2026: Date e Anticipo
    4. Assegno Unico Agosto 2026: Date di Pagamento
    5. NASpI Agosto 2026: Quando Arriva la Disoccupazione
    6. Assegno di Inclusione (ADI) Agosto 2026
    7. Bonus Nido: Rimborsi Agosto 2026
    8. Bonus Mamme: Esonero Contributivo Agosto 2026
    9. Rimborso 730 Agosto 2026
    10. Come Verificare i Pagamenti su MyINPS
    11. Domande Frequenti sui Pagamenti INPS Agosto 2026

    Indice dei Contenuti

    1. Calendario Completo Pagamenti Agosto 2026
    2. Pensioni Agosto 2026: Date e Anticipo
    3. Assegno Unico Agosto 2026
    4. NASpI Agosto 2026
    5. Assegno di Inclusione (ADI) Agosto 2026
    6. Bonus Nido: Rimborsi Agosto 2026
    7. Bonus Mamme: Esonero Contributivo
    8. Rimborso 730 Agosto 2026
    9. Come Verificare i Pagamenti su MyINPS
    10. Domande Frequenti

    Calendario Completo Pagamenti INPS Agosto 2026

    Ecco il riepilogo di tutti i pagamenti INPS previsti per agosto 2026. La tabella ti permette di avere una visione d’insieme delle date di accredito per ogni prestazione.

    Prestazione INPSDate Pagamento Agosto 2026Note
    Pensioni (conto corrente)31 luglio 2026 (anticipo)Accredito anticipato al giorno bancabile precedente
    Pensioni (Poste Italiane)1 agosto 2026Ritiro allo sportello in ordine alfabetico
    Assegno Unico (AUU)17-18-19 agosto 2026Pagamenti ordinari nella terza settimana
    NASpI10-20 agosto 2026Variabile in base alla data di domanda
    Assegno di Inclusione (ADI)27 agosto 2026Ricarica su Carta di Inclusione
    Bonus NidoEntro fine agostoRimborso delle ricevute di pagamento caricate
    Bonus Mamme (esonero)In busta paga di agostoEsonero contributivo applicato dal datore di lavoro
    Rimborso 730Agosto-settembre 2026In busta paga (dipendenti) o cedolino pensione

    Pensioni Agosto 2026: Date e Anticipo

    Le pensioni di agosto 2026 seguono il consueto meccanismo di anticipo. Il 1° agosto 2026 cade di sabato, quindi i pagamenti vengono anticipati all’ultimo giorno bancabile di luglio.

    Pensioni su conto corrente bancario

    Chi riceve la pensione tramite accredito su conto corrente bancario o postale vedrà l’importo accreditato il 31 luglio 2026 (venerdì), ovvero l’ultimo giorno bancabile del mese precedente. Questo anticipo è previsto dalla normativa vigente: quando il primo giorno del mese cade in un giorno festivo o non lavorativo, il pagamento viene anticipato.

    Pensioni presso Poste Italiane (ritiro allo sportello)

    Per i pensionati che ritirano la pensione allo sportello di Poste Italiane, il pagamento parte dal 1° agosto 2026. Poste Italiane organizza il ritiro in ordine alfabetico per cognome, distribuendo l’afflusso su più giorni:

    • Sabato 1 agosto: cognomi dalla A alla C
    • Lunedì 3 agosto: cognomi dalla D alla G
    • Martedì 4 agosto: cognomi dalla H alla M
    • Mercoledì 5 agosto: cognomi dalla N alla R
    • Giovedì 6 agosto: cognomi dalla S alla Z

    Consiglio: se non vuoi fare la fila, considera di attivare l’accredito su conto corrente o su Carta Postamat. In questo modo riceverai la pensione in anticipo, già dal 31 luglio, senza doverti recare allo sportello.

    Assegno Unico Agosto 2026: Date di Pagamento

    L’Assegno Unico Universale (AUU) di agosto 2026 verrà accreditato dall’INPS nelle giornate del 17, 18 e 19 agosto 2026. Come ogni mese, l’INPS distribuisce i pagamenti su più giornate per gestire il volume delle erogazioni.

    Chi riceve il pagamento il 17-18-19 agosto

    • Beneficiari con domanda già attiva: chi percepisce l’AUU da mesi precedenti riceve il pagamento nelle date indicate, senza dover fare nulla
    • Nuove domande: chi ha presentato domanda tra giugno e luglio 2026 potrebbe ricevere il primo pagamento con gli arretrati già ad agosto, oppure nella finestra successiva di settembre
    • Conguagli ISEE: chi ha presentato un nuovo ISEE aggiornato potrebbe ricevere un conguaglio (differenza rispetto all’importo minimo percepito nei mesi precedenti)

    Ricorda che l’Assegno Unico spetta per ogni figlio a carico fino a 21 anni (senza limiti di età per figli disabili). L’importo varia in base all’ISEE familiare: si va da un minimo di circa 57 euro a un massimo di circa 200 euro per figlio, con maggiorazioni per famiglie numerose, figli disabili e genitori entrambi lavoratori. Per approfondire gli importi, leggi la nostra guida sulle detrazioni figli a carico 2026.

    NASpI Agosto 2026: Quando Arriva la Disoccupazione

    Il pagamento della NASpI di agosto 2026 è previsto nella finestra che va dal 10 al 20 agosto, come di consueto. L’INPS non fissa una data unica per tutti i beneficiari: il giorno esatto di accredito dipende dalla data in cui hai presentato la domanda e dalla elaborazione della pratica.

    Tempistiche in base al tipo di pagamento

    • Pagamenti ordinari (mensilità successive alla prima): l’accredito avviene generalmente tra il 10 e il 15 agosto, con la maggior parte dei bonifici concentrati nella prima metà del mese
    • Primi pagamenti (nuove domande): chi ha presentato domanda a giugno-luglio 2026 potrebbe attendere fino a fine agosto o inizio settembre per il primo accredito. I tempi della NASpI per il primo pagamento possono raggiungere i 45-60 giorni
    • Pagamenti in ritardo: alcuni accrediti possono slittare al 18-20 agosto per verifiche documentali

    Importante: la NASpI viene pagata per mensilità arretrate. Il pagamento di agosto 2026 si riferisce alla competenza del mese di luglio 2026. Ricorda inoltre che l’importo si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di percezione (dall’ottavo mese per gli over 55).

    Assegno di Inclusione (ADI) Agosto 2026

    L’Assegno di Inclusione (ADI), la misura che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza, viene erogato il 27 agosto 2026 tramite ricarica sulla Carta di Inclusione. L’ADI è riservato ai nuclei familiari con almeno un componente in condizione di svantaggio (disabile, minorenne, over 60 o in condizioni di svantaggio certificate).

    Primo pagamento o rinnovo ADI

    • Rinnovi e mensilità successive: accredito il 27 agosto per chi già percepisce la prestazione
    • Prime erogazioni: chi ha ricevuto l’esito positivo della domanda tra giugno e luglio potrebbe ricevere il primo pagamento il 15 agosto (data dedicata ai nuovi beneficiari) oppure il 27 agosto
    • Requisiti ISEE: per l’ADI è necessario un ISEE in corso di validità non superiore a 9.360 euro

    L’importo dell’ADI varia in base alla composizione del nucleo familiare e al reddito. La soglia massima è di 6.000 euro annui (500 euro al mese), che può salire a 7.560 euro per nuclei composti interamente da persone over 67 o con disabili gravi.

    Bonus Nido: Rimborsi Agosto 2026

    Il Bonus Nido ad agosto 2026 prosegue con i rimborsi delle ricevute di pagamento caricate sulla piattaforma INPS. A differenza di altre prestazioni, il Bonus Nido non ha una data fissa di erogazione: l’INPS rimborsa le mensilità man mano che il genitore carica le ricevute di pagamento della retta dell’asilo nido.

    Come funziona il rimborso ad agosto

    • Caricamento ricevute: devi caricare la ricevuta di pagamento della retta di luglio sulla piattaforma INPS dedicata
    • Tempi di rimborso: l’INPS elabora il rimborso generalmente entro 30-45 giorni dal caricamento
    • Importo: il Bonus Nido può arrivare fino a 3.600 euro all’anno (per ISEE fino a 25.000 euro) per i nuclei con almeno due figli di cui uno sotto i 10 anni. Per gli altri nuclei, l’importo varia da 1.500 a 2.500 euro annui in base all’ISEE. Per tutti i dettagli, consulta la guida sul Bonus Asilo Nido 2026

    Attenzione: ad agosto molti asili nido chiudono per le vacanze estive. Se il tuo asilo resta aperto e paghi la retta, carica comunque la ricevuta per ottenere il rimborso. Se l’asilo è chiuso, non c’è nessuna ricevuta da caricare e il bonus non viene erogato per quel mese.

    Bonus Mamme: Esonero Contributivo Agosto 2026

    Il Bonus Mamme continua ad agosto 2026 con l’esonero contributivo applicato direttamente in busta paga. Si tratta di una riduzione dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice, che si traduce in un aumento netto dello stipendio fino a 250 euro al mese.

    Chi ha diritto al Bonus Mamme

    • Lavoratrici dipendenti (anche part-time) con almeno 2 figli, di cui il più piccolo sotto i 10 anni
    • Lavoratrici a tempo indeterminato: l’esonero è strutturale fino al 2026
    • Lavoratrici a tempo determinato: possono accedervi se il contratto è in corso
    • Escluse: lavoratrici domestiche (colf e badanti) e lavoratrici autonome

    L’esonero viene applicato automaticamente dal datore di lavoro nella busta paga di agosto. Non serve presentare domanda all’INPS: è sufficiente comunicare al proprio datore di lavoro i codici fiscali dei figli.

    Rimborso 730 Agosto 2026

    Ad agosto 2026 proseguono i rimborsi del modello 730 per i contribuenti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi e risultano a credito. Le tempistiche variano in base alla categoria del contribuente.

    Tempistiche rimborso per categoria

    • Lavoratori dipendenti: il rimborso arriva direttamente in busta paga. Chi ha presentato il 730 entro giugno riceve il rimborso già nella busta paga di luglio o agosto. Chi ha presentato a luglio lo riceverà tra agosto e settembre
    • Pensionati: l’INPS eroga il rimborso 730 nel cedolino della pensione. Generalmente il rimborso arriva tra agosto e ottobre, in base alla data di presentazione. Il rimborso sarà visibile nella sezione “Cedolino pensione” su MyINPS
    • Senza sostituto d’imposta: chi non ha un datore di lavoro o l’INPS come sostituto riceve il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate, con tempi più lunghi (generalmente entro dicembre 2026)

    Nota: per importi superiori a 4.000 euro, l’Agenzia delle Entrate effettua controlli preventivi che possono allungare i tempi fino a 6 mesi dalla presentazione della dichiarazione.

    Come Verificare i Pagamenti su MyINPS

    Puoi controllare lo stato di tutti i tuoi pagamenti INPS direttamente online, senza dover chiamare il contact center o recarti in sede. Ecco come fare, passo dopo passo.

    Procedura di verifica

    1. Accedi al sito INPS: vai su www.inps.it e clicca su “Accedi ai servizi” in alto a destra
    2. Autenticazione: accedi con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
    3. Fascicolo previdenziale: nella barra di ricerca digita “Fascicolo previdenziale del cittadino” e seleziona il servizio
    4. Sezione Pagamenti: nel menu a sinistra, clicca su “Prestazioni” > “Pagamenti”
    5. Filtra per prestazione: seleziona la prestazione che ti interessa (Pensione, NASpI, AUU, ADI) e il periodo di riferimento

    Altre modalità di verifica

    • App INPS Mobile: scarica l’app ufficiale INPS (disponibile su iOS e Android) per controllare i pagamenti direttamente dallo smartphone
    • Contact Center INPS: chiama il numero 803 164 (da fisso, gratuito) o 06 164 164 (da cellulare, a pagamento)
    • Cedolino pensione: per i pensionati, il servizio dedicato “Cedolino pensione” su MyINPS mostra l’importo netto, le trattenute e la data di accredito
    • Patronato: puoi rivolgerti a un patronato per la verifica gratuita dello stato dei tuoi pagamenti

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze e detrazioni: una email a settimana con tutto quello che ti serve sapere.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    Domande Frequenti sui Pagamenti INPS Agosto 2026

    Quando viene pagata la pensione di agosto 2026?

    La pensione di agosto 2026 viene accreditata il 31 luglio 2026 per chi ha il conto corrente bancario o postale (anticipo all’ultimo giorno bancabile di luglio). Per chi ritira allo sportello di Poste Italiane, il pagamento parte dal 1° agosto con turnazione alfabetica.

    Quando arriva l’Assegno Unico di agosto 2026?

    L’Assegno Unico di agosto 2026 viene accreditato nelle giornate del 17, 18 e 19 agosto. Per le nuove domande o i conguagli ISEE, il pagamento potrebbe arrivare in date diverse.

    La NASpI di agosto viene pagata il 15 agosto?

    Il 15 agosto (Ferragosto) è festivo, quindi i pagamenti NASpI non vengono disposti in quella data. La finestra di pagamento della NASpI va generalmente dal 10 al 20 agosto, ma l’accredito può avvenire sia prima che dopo Ferragosto, in base alla lavorazione della pratica.

    Come faccio a sapere se il pagamento ADI è stato disposto?

    Puoi verificare lo stato del pagamento dell’Assegno di Inclusione accedendo a MyINPS con SPID o CIE. Nella sezione dedicata all’ADI troverai la voce “Pagamenti” con data e importo di ogni mensilità disposta. Il pagamento di agosto è previsto per il 27 agosto 2026.

    Il rimborso 730 arriva ad agosto per tutti?

    No, dipende dalla data di presentazione e dalla tipologia di contribuente. I lavoratori dipendenti che hanno presentato il 730 entro giugno ricevono il rimborso già in busta paga tra luglio e agosto. I pensionati lo ricevono nel cedolino pensione tra agosto e ottobre. Chi è senza sostituto deve attendere il rimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate.

    Cosa fare se il pagamento INPS non arriva?

    Se il pagamento non arriva entro le date previste, segui questi passaggi: 1) Controlla su MyINPS se il pagamento è stato disposto; 2) Verifica che l’IBAN comunicato all’INPS sia corretto e aggiornato; 3) Contatta il Contact Center INPS al 803 164 (da fisso) o 06 164 164 (da cellulare); 4) Rivolgiti a un patronato per assistenza gratuita nella verifica della pratica.

    Ultimo aggiornamento: luglio 2026. Le date indicate sono basate sul calendario storico INPS e potrebbero subire variazioni. Verifica sempre su www.inps.it per conferme ufficiali.

    Luglio 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-25 08:00:002026-08-05 07:45:15Pagamenti INPS Agosto 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI
    CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, NOTIZIE, PATRONATO

    Pagamenti INPS di luglio 2026: assegno unico, pensioni e quattordicesima in arrivo, le date

    Pensione 2026 INPS

    Luglio 2026 porta con sé una serie di importanti appuntamenti per chi riceve prestazioni dall’INPS. Pensioni con l’aggiunta della quattordicesima, Assegno Unico Universale per le famiglie con figli, NASpI e Assegno di Inclusione: ogni bonifico ha la propria data di accredito e, in alcuni casi, regole specifiche che cambiano rispetto agli altri mesi. Questa guida raccoglie tutte le informazioni aggiornate su pagamenti INPS luglio 2026, con il calendario completo, gli importi attesi e i requisiti per la quattordicesima.

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    Indice dei contenuti

    1. Calendario pagamenti INPS luglio 2026: tutte le date in un colpo d’occhio
    2. Pensioni luglio 2026: accredito il 1° luglio con la quattordicesima
    3. Quattordicesima pensione 2026: chi ha diritto, requisiti e importi
    4. Assegno Unico Universale luglio 2026: data di pagamento e importi
    5. NASpI luglio 2026: quando arriva la disoccupazione
    6. Assegno di Inclusione luglio 2026: ricarica il 27 luglio
    7. Pensioni in ritardo o non accreditate: cosa fare
    8. Domande frequenti sui pagamenti INPS di luglio 2026
    9. Conclusioni: un luglio ricco di pagamenti INPS

    Calendario pagamenti INPS luglio 2026: tutte le date in un colpo d’occhio

    L’INPS stabilisce ogni mese le date di accredito delle principali prestazioni previdenziali e assistenziali. Per luglio 2026, il calendario tiene conto dei giorni lavorativi e dell’esigenza di distribuire i pagamenti in modo da non sovraccaricare i sistemi bancari e postali. Ecco la panoramica completa:

    Prestazione INPSData accredito luglio 2026Note
    Pensioni (tutte le gestioni)1 luglio 2026 (martedì)Include quattordicesima per aventi diritto
    Assegno Unico Universale17 luglio 2026Beneficiari in corso; nuove domande entro fine mese
    NASpI / DisCollDal 15 luglio 2026Dipende dalla data di accoglimento domanda
    Assegno di Inclusione (AdI)27 luglio 2026Ricarica Carta di Inclusione
    Supporto Formazione Lavoro (SFL)27 luglio 2026Contestuale ad AdI
    Bonus 100 euro / 500 euroLuglio 2026 (in busta paga)Per lavoratori dipendenti con requisiti IRPEF

    Tutte le date si riferiscono all’accredito effettivo sul conto corrente o sul libretto postale del beneficiario. I tempi effettivi possono variare di 1-2 giorni lavorativi a seconda dell’istituto bancario o postale.

    Pensioni luglio 2026: accredito il 1° luglio con la quattordicesima

    Le pensioni di luglio 2026 vengono accreditate il 1° luglio 2026 (martedì), poiché il 1° luglio cade in un giorno lavorativo. I pensionati che percepiscono la pensione tramite Poste Italiane potranno ritirarla allo sportello o riceverla sul conto BancoPosta/libretto secondo le modalità concordate.

    Il mese di luglio è particolarmente atteso dai pensionati perché, per chi ha i requisiti, l’INPS accredita insieme alla pensione ordinaria anche la quattordicesima mensilità, un importo aggiuntivo introdotto dalla Legge 127/2007 a favore dei pensionati a basso reddito. Vediamo nel dettaglio chi ne ha diritto e come viene calcolata.

    Per verificare l’importo esatto della propria pensione di luglio, inclusa l’eventuale quattordicesima, i pensionati possono consultare il cedolino INPS online tramite il portale MyINPS, accedendo con SPID, CIE o CNS. Il cedolino è disponibile di norma qualche giorno prima dell’accredito effettivo. Maggiori dettagli nella nostra guida su come consultare il cedolino pensione luglio 2026.

    Cedolino pensione luglio: come scaricarlo

    Per scaricare il cedolino della pensione di luglio 2026, il pensionato deve:

    1. Accedere al portale MyINPS (myinps.inps.it) con SPID, CIE o CNS
    2. Andare nella sezione “Pensione” → “Cedolino della pensione”
    3. Selezionare il mese di luglio 2026
    4. Verificare la voce “Quattordicesima” nell’elenco delle componenti
    5. Scaricare il PDF per conservarlo come documento ufficiale

    Quattordicesima pensione 2026: chi ha diritto, requisiti e importi

    La quattordicesima mensilità della pensione è una somma aggiuntiva erogata dall’INPS ogni anno con la rata di luglio. Non è automatica per tutti i pensionati: esistono precisi requisiti di età, reddito e anzianità contributiva che devono essere soddisfatti contemporaneamente.

    Requisiti anagrafici

    Hanno diritto alla quattordicesima i pensionati che abbiano compiuto 64 anni di età entro il 31 luglio 2026 (o che li abbiano già compiuti prima). Chi compie 64 anni dopo il 31 luglio non percepirà la quattordicesima nel 2026, ma la riceverà a partire dall’anno successivo.

    Requisiti reddituali: soglie e fasce 2026

    Il reddito complessivo del pensionato (comprensivo di pensione e altri redditi assoggettabili a IRPEF) non deve superare determinate soglie, espresse in multipli del trattamento minimo INPS. Per il 2026, il trattamento minimo mensile INPS è pari a 611,85 euro (rivalutazione 1,4% per effetto del DM MEF 19/11/2025), per un valore annuo di 7.954,05 euro (13 mensilità).

    Soglia reddituale annuaMultiplo trattamento minimoImporto quattordicesima (lavoratori dipendenti)Importo quattordicesima (autonomi)
    Fino a 1,5 volte il minimo (~11.931 euro)1,5x660 euro504 euro
    Da 1,5x a 2x il minimo (~15.908 euro)Da 1,5 a 2x410 euro336 euro
    Oltre 2x il minimo>2xNessuna quattordicesimaNessuna quattordicesima

    Nota: gli importi massimi della quattordicesima (660 euro, 504 euro, 410 euro, 336 euro) sono stabiliti per legge e variano in base all’anzianità contributiva come indicato nella tabella successiva. L’INPS verifica d’ufficio il reddito sulla base della dichiarazione dei redditi e/o dei dati del casellario pensionistico.

    Requisiti contributivi per la quattordicesima

    Oltre ai requisiti reddituali e anagrafici, la quattordicesima è differenziata in base all’anzianità contributiva maturata:

    Anni di contribuzioneCategoriaFascia 1 (fino 1,5x min.)Fascia 2 (1,5x – 2x min.)
    Meno di 15 anniLavoratori dipendenti437 euro336 euro
    Da 15 a 25 anniLavoratori dipendenti546 euro410 euro
    Oltre 25 anniLavoratori dipendenti660 euro410 euro
    Meno di 18 anniLavoratori autonomi336 euro270 euro
    Da 18 a 28 anniLavoratori autonomi420 euro336 euro
    Oltre 28 anniLavoratori autonomi504 euro336 euro

    La verifica dei requisiti avviene automaticamente da parte dell’INPS, che incrocia i dati presenti nel casellario delle posizioni previdenziali. I pensionati non devono presentare alcuna domanda: se hanno diritto, la quattordicesima viene accreditata automaticamente con la rata di luglio.

    Esempio pratico di calcolo

    Prendiamo il caso di Mario, 70 anni, ex lavoratore dipendente con 30 anni di contributi, pensione mensile di 900 euro e nessun altro reddito:

    • Reddito annuo complessivo: 900 euro x 13 = 11.700 euro
    • Soglia 1,5x trattamento minimo 2026: ~11.931 euro annui
    • Il reddito di Mario (11.700 euro) e’ inferiore alla soglia 1,5x: rientra nella prima fascia
    • Anzianità contributiva: 30 anni (oltre 25 anni per lavoratori dipendenti)
    • Quattordicesima spettante: 660 euro

    Con la rata di luglio, Mario riceverà quindi: 900 euro (pensione ordinaria) + 660 euro (quattordicesima) = 1.560 euro totali.

    Assegno Unico Universale luglio 2026: data di pagamento e importi

    L’Assegno Unico Universale (AUU) di luglio 2026 viene accreditato tra il 17 e il 19 luglio 2026 per chi ha già l’ISEE aggiornato e ha presentato domanda nei mesi precedenti. Per i nuovi percettori o chi ha presentato domanda con ritardo, il pagamento potrebbe avvenire entro la fine del mese.

    Ricordiamo che l’Assegno Unico Universale è stato introdotto con il D.Lgs. 230/2021 e spetta a tutti i nuclei familiari con figli a carico fino a 21 anni (senza limiti di reddito, ma con importi modulati in base all’ISEE). Per i figli disabili non ci sono limiti di età.

    Importi Assegno Unico luglio 2026 per fascia ISEE

    ISEE familiareImporto mensile per figlio (0-21 anni)Maggiorazione figli disabili
    Fino a 17.090,61 euro (soglia minima)199,40 euro+91,42 euro (importo standard, varia per gravità)
    Da 17.090,61 a 45.574,96 euroImporto decrescente (da 199,40 a 57,00 euro)Maggiorazione proporzionale
    Oltre 45.574,96 euro o senza ISEE57,00 euro (importo minimo garantito)+maggiorazione disabilità standard

    Gli importi 2026 tengono conto della rivalutazione ISTAT applicata a gennaio 2026. Chi non ha presentato l’ISEE o ha un ISEE scaduto percepisce solo la quota minima di 57 euro mensili per figlio.

    Maggiorazioni Assegno Unico 2026: gli importi esatti

    Oltre all’importo base, l’Assegno Unico prevede diverse maggiorazioni per situazioni particolari. Ecco i valori aggiornati 2026:

    Tipo maggiorazioneImporto mensileCondizioni
    Entrambi i genitori lavoratori35,68 euro per figlioPer figli fino a 21 anni
    Nuclei con 4 o più figli18 euro per figlioImporto aggiuntivo per ciascun figlio
    Madri con meno di 21 anni23,68 euro per figlioEtà madre al momento della nascita
    Figli con disabilità91,42 euro (valore base)Varia in base al grado di disabilità

    Per verificare l’importo esatto spettante, le famiglie possono accedere al portale MyINPS o all’app INPS Mobile usando SPID, CIE o CNS. L’INPS invia anche notifiche via messaggio quando il pagamento è in elaborazione.

    Per informazioni su tutti i pagamenti INPS di luglio 2026, inclusi NASpI, bonus 100/500 euro e AdI, consulta la nostra guida dedicata.

    NASpI luglio 2026: quando arriva la disoccupazione

    La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) di luglio 2026 viene erogata a partire dal 15 luglio 2026. A differenza di pensioni e Assegno Unico, che hanno una data fissa per tutti i beneficiari, la NASpI viene pagata in base alla data di presentazione della domanda: i beneficiari ricevono il pagamento mensile nello stesso giorno del mese in cui è stata accolta la domanda originaria.

    Chi ha presentato domanda NASpI il 15 di un mese, riceverà il pagamento mensile intorno al 15 del mese successivo. Sono possibili slittamenti di 1-3 giorni lavorativi legati all’elaborazione interna INPS e ai tempi bancari.

    Importo NASpI luglio 2026: come si calcola

    L’importo della NASpI è pari al 75% della retribuzione media mensile imponibile degli ultimi 4 anni, fino a un massimale che per il 2026 è fissato a 1.575,42 euro mensili (D.Lgs. 22/2015, importo rivalutato annualmente). Se la retribuzione media supera il limite di 1.480,30 euro mensili si applica una formula riduttiva: il 75% si calcola sulla soglia e si aggiunge il 25% sulla parte eccedente.

    Importante: a partire dal 7° mese di fruizione (dopo il sesto), l’importo della NASpI si riduce del 3% ogni mese. Questo meccanismo di decrescenza è stato introdotto per incentivare la reintegrazione nel mercato del lavoro. La durata massima della NASpI è di 24 mesi (pari a metà delle settimane lavorate nei 4 anni precedenti, con cap a 24 mesi).

    Compatibilità NASpI con il lavoro

    La NASpI presenta regole precise di compatibilità con eventuali nuove occupazioni durante il periodo di percezione:

    • Lavoro dipendente oltre 8.000 euro annui: decadenza della NASpI
    • Lavoro autonomo oltre 5.000 euro annui: riduzione dell’80% dell’eccedenza dalla NASpI
    • Partita IVA: possibilità di richiedere la NASpI Anticipata in un’unica soluzione

    Assegno di Inclusione luglio 2026: ricarica il 27 luglio

    L’Assegno di Inclusione (AdI), la misura che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 2024, viene ricaricato sulla Carta di Inclusione (ex Carta RdC) il 27 luglio 2026. La stessa data vale per il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL).

    La ricarica avviene in un’unica soluzione e i fondi sono immediatamente disponibili per prelievi ATM, pagamenti POS e acquisti nei negozi convenzionati. Ricordiamo che con la Carta di Inclusione non è possibile effettuare giochi d’azzardo, acquistare alcolici, sigarette o beni non essenziali in alcune categorie merceologiche.

    Importo Assegno di Inclusione 2026

    L’importo dell’AdI dipende dalla composizione del nucleo familiare e dalla situazione reddituale/patrimoniale (ISEE). Il beneficio è composto da tre componenti cumulabili:

    • Integrazione al reddito: fino a 6.000 euro annui (500 euro mensili) per il nucleo, moltiplicato per la scala di equivalenza INPS (che tiene conto del numero e della composizione dei componenti)
    • Integrazione affitto: fino a 3.360 euro annui (280 euro mensili) per chi vive in affitto con contratto regolare
    • Integrazione mutuo: fino a 1.800 euro annui (150 euro mensili) per chi ha un mutuo sulla prima casa

    Per i nuclei composti esclusivamente da persone con disabilità o anziani over 60, non sono previsti obblighi di partecipazione ai percorsi di attivazione lavorativa.

    Pensioni in ritardo o non accreditate: cosa fare

    Se al 2 o 3 luglio la pensione non risulta ancora accreditata sul conto, è bene non allarmarsi subito: alcuni istituti bancari accreditano con 1-2 giorni di ritardo rispetto alla data INPS ufficiale. Prima di contattare l’INPS, verificare:

    1. Il cedolino su MyINPS: se compare “in elaborazione” significa che il pagamento è in corso
    2. L’estratto conto bancario aggiornato al giorno attuale
    3. Eventuali avvisi di blocco (pignoramenti, sospensioni per superamento requisiti reddituali)
    4. La correttezza dell’IBAN comunicato all’INPS (verificabile su MyINPS → Dati bancari)

    Se dopo 3-4 giorni lavorativi la pensione non è ancora arrivata, è possibile:

    • Contattare il Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (da rete mobile, a pagamento)
    • Aprire un ticket tramite il portale MyINPS nella sezione “Contatti”
    • Recarsi presso uno sportello INPS o un CAF convenzionato per assistenza

    Attenzione ai casi di pensioni erogate all’estero: l’INPS può sospendere il pagamento se il pensionato non ha inviato la dichiarazione RedEst annuale richiesta dalla normativa di riferimento.

    Domande frequenti sui pagamenti INPS di luglio 2026

    Quando viene pagata la pensione di luglio 2026?

    La pensione di luglio 2026 viene accreditata il 1° luglio 2026 (martedì). Per i pensionati Poste Italiane che ritirano allo sportello, la distribuzione inizia dal 1° luglio seguendo l’ordine alfabetico per evitare code e assembramenti.

    La quattordicesima è tassata?

    Sì, la quattordicesima mensilità della pensione è soggetta a tassazione IRPEF come le altre mensilità. Tuttavia, poiché è erogata a pensionati con redditi bassi (al di sotto di 2 volte il trattamento minimo, pari a circa 15.908 euro annui nel 2026), nella pratica molti beneficiari ricadono nelle aliquote più basse o usufruiscono delle detrazioni da pensione, rendendo l’impatto fiscale minimo o nullo.

    Cosa succede all’Assegno Unico se non ho rinnovato l’ISEE?

    Chi non ha presentato o rinnovato la DSU/ISEE 2026 entro i termini previsti percepisce l’importo minimo garantito dell’Assegno Unico, pari a 57 euro mensili per figlio. Per ottenere l’importo pieno (fino a 199,40 euro) è necessario presentare l’ISEE aggiornato. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per la presentazione della DSU e il calcolo dell’ISEE.

    Chi ha diritto alla quattordicesima pensione?

    Hanno diritto alla quattordicesima i pensionati che:

    • Abbiano compiuto 64 anni entro il 31 luglio dell’anno in corso
    • Abbiano un reddito complessivo annuo non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 15.908 euro nel 2026)
    • Abbiano almeno 15 anni di contribuzione (per i lavoratori dipendenti) o 18 anni (per gli autonomi)

    Posso ricevere sia la pensione che l’Assegno Unico?

    Sì, se il pensionato ha figli minori a carico può ricevere contemporaneamente la pensione e l’Assegno Unico Universale. Non vi è incompatibilità tra le due prestazioni. L’Assegno Unico è una misura universale che prescinde dalla natura del reddito del genitore (pensionato, lavoratore dipendente, autonomo, disoccupato).

    L’Assegno di Inclusione è compatibile con un lavoro part-time?

    Sì, l’AdI è compatibile con un reddito da lavoro dipendente o autonomo entro certi limiti. Se il beneficiario trova un’occupazione, deve comunicarlo all’INPS entro 30 giorni. I redditi da lavoro vengono considerati nella soglia ISEE e possono ridurre l’importo del beneficio o determinarne la decadenza al superamento delle soglie di legge.

    Come verifico lo stato del mio pagamento INPS?

    Il modo più rapido è accedere a MyINPS (myinps.inps.it) con SPID, CIE o CNS e controllare la sezione “Le mie prestazioni”. In alternativa, si può usare l’app INPS Mobile disponibile per iOS e Android. Per assistenza personalizzata, il CAF Centro Fiscale di Udine può supportare i cittadini nell’accesso ai servizi digitali INPS.

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    Conclusioni: un luglio ricco di pagamenti INPS

    Luglio 2026 si conferma un mese ricco di erogazioni INPS. I pensionati riceveranno la rata ordinaria già il 1° luglio, con l’aggiunta della quattordicesima per chi ha 64 anni e un reddito sotto la soglia di 2 volte il trattamento minimo (circa 15.908 euro annui nel 2026). Le famiglie con figli aspetteranno tra il 17 e il 19 luglio per l’Assegno Unico Universale, mentre i titolari di Assegno di Inclusione vedranno la ricarica il 27 luglio.

    Per qualsiasi dubbio sull’importo ricevuto, sulla quattordicesima spettante o sulla gestione dell’ISEE per l’Assegno Unico, il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per una consulenza personalizzata. Puoi contattarci al 0432 1638640 o via WhatsApp al 366 6018121.

    Consulta anche la nostra guida completa su tutti i pagamenti INPS di luglio 2026 per una visione d’insieme su NASpI, bonus 100/500 euro e le ultime novità INPS del mese.

    Luglio 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-02 02:31:352026-07-03 07:54:10Pagamenti INPS di luglio 2026: assegno unico, pensioni e quattordicesima in arrivo, le date
    CAF

    Disoccupazione Agricola e NASpI: Differenze e Compatibilità

    disoccupazione agricola CAF Udine

    Disoccupazione agricola vs NASpI: qual è la differenza? Quale delle due prestazioni spetta a chi lavora in agricoltura? Sono cumulabili? Queste sono le domande più frequenti che i lavoratori agricoli rivolgono al CAF Centro Fiscale. In questa guida mettiamo a confronto le due indennità di disoccupazione erogate dall’INPS, analizzando requisiti, importi, tempistiche e compatibilità. Per la guida completa sulla prima, consulta il nostro articolo sulla disoccupazione agricola 2026.

    Indice dei contenuti

    1. Cosa sono: due prestazioni diverse
    2. Confronto requisiti: agricola vs NASpI
    3. Importo e durata a confronto
    4. Domanda e tempistiche: le differenze chiave
    5. Compatibilità e cumulabilità
    6. Quale conviene? Come scegliere
    7. Domande frequenti

    Cosa sono: due prestazioni diverse

    La disoccupazione agricola e la NASpI sono entrambe indennità di disoccupazione erogate dall’INPS, ma si rivolgono a platee di lavoratori completamente diverse. La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è destinata ai lavoratori dipendenti del settore privato non agricolo che perdono involontariamente il lavoro. La disoccupazione agricola, invece, è riservata esclusivamente ai lavoratori del settore agricolo iscritti negli elenchi nominativi.

    Questa distinzione è fondamentale: un lavoratore agricolo non può richiedere la NASpI per i periodi di lavoro agricolo, così come un impiegato di un’azienda commerciale non può accedere alla disoccupazione agricola. Le due prestazioni hanno normative, requisiti e modalità di erogazione completamente diverse. Il CAF Centro Fiscale analizza la tua posizione per indicarti esattamente a quale prestazione hai diritto.

    Confronto requisiti: agricola vs NASpI

    I requisiti della disoccupazione agricola e quelli della NASpI differiscono sotto diversi aspetti. Ecco un confronto diretto tra le due prestazioni:

    Per la disoccupazione agricola servono: almeno 102 giornate di lavoro agricolo nel biennio, 2 anni di iscrizione negli elenchi nominativi e la condizione di disoccupazione involontaria nel settore agricolo.

    Per la NASpI servono: almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la cessazione, 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti e la perdita involontaria del lavoro (licenziamento, scadenza contratto). La NASpI non richiede iscrizione in elenchi speciali.

    Come si nota, i requisiti sono strutturati in modo molto diverso: la disoccupazione agricola si basa su giornate e elenchi nominativi, la NASpI su settimane contributive e giornate di lavoro effettivo.

    Importo e durata a confronto

    Il calcolo dell’importo è un’altra area in cui disoccupazione agricola e NASpI si differenziano significativamente. La disoccupazione agricola prevede il 40% della retribuzione media giornaliera per le giornate indennizzabili. La NASpI, invece, prevede il 75% della retribuzione media mensile fino a un tetto massimo, con una riduzione del 3% al mese a partire dal sesto mese.

    Per quanto riguarda la durata, la disoccupazione agricola copre un numero variabile di giornate nell’anno (la differenza tra parametro e giornate lavorate), mentre la NASpI dura un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive degli ultimi 4 anni, fino a un massimo di 24 mesi.

    Sul fronte dell’erogazione, la disoccupazione agricola viene pagata in un’unica soluzione (solitamente tra giugno e settembre), mentre la NASpI viene corrisposta mensilmente per tutta la durata del periodo coperto. Questo significa che con la NASpI si riceve un supporto costante nel tempo, mentre con la disoccupazione agricola si riceve un importo complessivo tutto insieme.

    Domanda e tempistiche: le differenze chiave

    Le tempistiche di presentazione della domanda sono radicalmente diverse tra le due prestazioni. La domanda di disoccupazione agricola va presentata entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento: si tratta di una domanda “a consuntivo”, che copre l’intero anno precedente.

    La domanda di NASpI, al contrario, va presentata entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. È una domanda “immediata”, legata a un evento specifico (il licenziamento o la scadenza del contratto). Questa differenza riflette la natura stessa delle due prestazioni: la disoccupazione agricola compensa i periodi di inattività tipici del settore, mentre la NASpI protegge dalla perdita improvvisa del lavoro.

    Compatibilità e cumulabilità

    Uno degli aspetti più importanti nel confronto tra disoccupazione agricola e NASpI riguarda la compatibilità. Le due prestazioni non sono cumulabili per lo stesso periodo di riferimento. Un lavoratore non può percepire sia la disoccupazione agricola che la NASpI per le stesse giornate.

    Tuttavia, esistono situazioni in cui un lavoratore potrebbe aver diritto a entrambe le prestazioni in periodi diversi. Ad esempio, un lavoratore che svolge lavoro agricolo stagionale in estate e un contratto a tempo determinato in un’azienda non agricola in inverno potrebbe, in teoria, accedere alla disoccupazione agricola per i periodi agricoli e alla NASpI per la cessazione del contratto non agricolo.

    In questi casi complessi, è essenziale rivolgersi al CAF Centro Fiscale per un’analisi approfondita. La scelta sbagliata potrebbe farti perdere una prestazione più vantaggiosa. I nostri operatori valutano entrambe le opzioni e ti consigliano la soluzione che massimizza il tuo beneficio economico, sia per la disoccupazione agricola che per la NASpI.

    Quale conviene? Come scegliere

    La domanda “quale conviene tra disoccupazione agricola e NASpI?” non ha una risposta univoca: dipende dalla tua situazione lavorativa specifica. In generale, se il tuo lavoro principale è nel settore agricolo e sei iscritto negli elenchi nominativi, la prestazione a cui hai diritto è la disoccupazione agricola. Se invece hai perso un lavoro dipendente non agricolo, ti spetta la NASpI.

    Nei casi misti, dove hai lavorato in entrambi i settori, la scelta richiede un’analisi accurata di diversi fattori: l’importo potenziale di ciascuna prestazione, la durata, le tempistiche di erogazione e l’impatto sulla tua posizione previdenziale futura. Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua questa analisi comparativa per aiutarti a prendere la decisione migliore.

    Domande frequenti

    Posso avere sia disoccupazione agricola che NASpI nello stesso anno?

    Sì, ma solo per periodi diversi e a condizione di avere i requisiti per entrambe. Le due prestazioni non si possono sovrapporre per le stesse giornate. Il CAF Centro Fiscale verifica la compatibilità nel tuo caso specifico.

    Se lavoro in agricoltura posso chiedere la NASpI?

    Per i periodi di lavoro agricolo, la prestazione prevista è la disoccupazione agricola, non la NASpI. Se però hai anche periodi di lavoro non agricolo, per quelli potresti avere diritto alla NASpI.

    Quale paga di più tra le due?

    Dipende dalla situazione individuale. La NASpI parte dal 75% della retribuzione (con tetto massimo), la disoccupazione agricola dal 40%. Però la NASpI decresce nel tempo, mentre la disoccupazione agricola ha una percentuale fissa. Per un confronto personalizzato, rivolgiti al CAF Centro Fiscale.

    Scopri quale prestazione ti spetta

    Non sai se hai diritto alla disoccupazione agricola o alla NASpI? Il CAF Centro Fiscale di Udine analizza la tua posizione contributiva e ti indica la prestazione più vantaggiosa. Servizio disponibile in ufficio a Udine e online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.

    Scrivici su WhatsApp

    Oppure compila il modulo per essere ricontattato:

      Il tuo nome (*)

      La tua email (*)

      Il tuo telefono (*)

      Richiesta (eventuale)

      Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

      CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640

      Giugno 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/disoccupazione-agricola.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-05 09:00:002026-06-05 09:00:00Disoccupazione Agricola e NASpI: Differenze e Compatibilità
      ASSEGNO UNICO, MATERNITA', NASPI / DISOCCUPAZIONE, NOTIZIE, PATRONATO, RDC - REDDITO DI CITTADINANZA

      Pagamenti INPS Giugno 2026: Quando Arrivano Assegno Unico, ADI e NASpI

      Pensione 2026 INPS

      A giugno 2026 milioni di famiglie italiane aspettano l’accredito delle prestazioni INPS: Assegno Unico Universale, ADI (Assegno di Inclusione) e NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego). Ma quando arrivano esattamente i pagamenti? Quali sono le date confermate dall’INPS? E cosa fare se il bonifico non arriva in tempo? In questa guida trovi il calendario completo dei pagamenti INPS di giugno 2026 con tutte le informazioni aggiornate per non perdere nemmeno un accredito.

      📬

      Resta aggiornato sulle novità fiscali

      Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

      🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

      Il calendario dei pagamenti INPS di giugno 2026: le date ufficiali

      Ogni mese l’INPS accredita le prestazioni economiche secondo un calendario preciso che tiene conto del tipo di prestazione, della modalità di pagamento (bonifico bancario o postale) e dei giorni lavorativi bancari. Giugno 2026 non fa eccezione: di seguito trovi le date di accredito confermate per le principali misure di sostegno al reddito.

      Prestazione INPSData di pagamento giugno 2026Modalità
      Pensioni1-3 giugno 2026Banca/posta (con scaglionamento allo sportello)
      NASpIDal 15 giugno 2026 (competenza maggio)Bonifico IBAN comunicato all’INPS
      Assegno Unico Universale17-20 giugno 2026Bonifico bancario/postale su IBAN
      ADI – Assegno di Inclusione27 giugno 2026 (o 26 se festivo)Carta di inclusione (Poste Italiane)
      SFL – Supporto Formazione e LavoroFine mese (dopo validazione presenze)Bonifico bancario

      Le date indicate si basano sui comunicati ufficiali INPS e sui calendari mensili pubblicati dall’Istituto. Piccole variazioni di 1-2 giorni lavorativi sono possibili in base alla banca o all’ufficio postale di riferimento.

      Quando arriva l’Assegno Unico a giugno 2026

      L’Assegno Unico Universale (AUU) è la misura che sostituisce le precedenti prestazioni familiari (ANF, bonus bebè, assegno natalità) e viene erogata dall’INPS mensilmente a favore dei nuclei familiari con figli a carico fino a 21 anni (senza limite d’età per i figli disabili).

      Per giugno 2026, l’INPS accredita l’Assegno Unico tipicamente tra il 17 e il 20 del mese per i beneficiari già con IBAN comunicato all’Istituto. Chi ha presentato o rinnovato la domanda nell’ultimo periodo potrebbe ricevere l’accredito con qualche giorno di ritardo.

      Chi riceve l’Assegno Unico a giugno

      • Nuclei con figli under 21 che hanno presentato domanda DSU/ISEE valida per il 2026
      • Famiglie con figli disabili di qualsiasi età (importo maggiorato)
      • Nuovi beneficiari con domanda accettata entro maggio 2026
      • Chi ha rinnovato la DSU scaduta (attenzione: se l’ISEE scade, il pagamento si riduce alla quota minima)

      Importi Assegno Unico giugno 2026

      Gli importi dell’Assegno Unico per il 2026 variano in base all’ISEE familiare e all’età del figlio:

      ISEE familiareImporto per figlio (0-21 anni)Maggiorazione figli disabili
      Fino a 17.090 euro199,40 euro/mese (importo massimo)+91,42 euro/mese (importo standard, varia per gravità)
      Tra 17.090 e 45.574 euroImporto decrescente proporzionalmenteMaggiorazione proporzionale alla fascia ISEE
      Oltre 45.574 euro (o senza ISEE)57 euro/mese (importo minimo)+91,42 euro/mese (importo standard)

      Per consultare la tua situazione aggiornata o verificare l’importo spettante, puoi accedere al portale MyINPS con SPID, CIE o CNS. Per approfondire, leggi anche la nostra guida su Assegno unico maggio 2026: date pagamenti INPS e scadenze per gli arretrati.

      Cosa fare se l’Assegno Unico non arriva a giugno

      Se entro il 22-23 giugno 2026 non hai ricevuto l’accredito dell’Assegno Unico, verifica:

      1. ISEE scaduto: se non hai rinnovato la DSU entro il 31 gennaio 2026, potresti ricevere solo la quota minima (57 euro) o nulla
      2. IBAN non aggiornato: verifica che l’IBAN comunicato all’INPS sia corretto accedendo a MyINPS
      3. Domanda in verifica: controlla lo stato della domanda nella sezione “Assegno Unico e Universale” su MyINPS
      4. Figlio uscito dai requisiti: se il figlio ha compiuto 21 anni, il diritto si estingue (salvo disabilità)
      5. Contatta il CAF: se non riesci a risolvere il problema autonomamente, rivolgiti a un CAF abilitato per assistenza

      Quando arriva l’ADI (Assegno di Inclusione) a giugno 2026

      L’ADI – Assegno di Inclusione è la misura che dal 1° gennaio 2024 ha sostituito il Reddito di Cittadinanza per le famiglie con soggetti “fragili”: anziani over 60, disabili, minori a carico o persone in situazione di svantaggio inserite in programmi di cura. Si tratta di un sussidio economico mensile erogato tramite la Carta di Inclusione di Poste Italiane.

      A giugno 2026, la ricarica mensile dell’ADI avviene il 27 del mese. Poiché il 27 giugno 2026 cade di sabato, la ricarica viene anticipata al venerdì 26 giugno 2026. L’accredito sulla Carta di Inclusione avviene automaticamente senza necessità di recarsi agli sportelli.

      Chi riceve l’ADI a giugno 2026

      Hanno diritto all’ADI a giugno 2026 i nuclei familiari che:

      • Hanno almeno un componente over 60, disabile, minore o in situazione di fragilità certificata
      • Hanno un ISEE non superiore a 10.140 euro annui
      • Hanno un reddito familiare non superiore a 6.000 euro annui (9.360 euro se il nucleo comprende solo anziani over 67 o disabili gravi)
      • Hanno stipulato il Patto di Attivazione Digitale (PAD) su INPS.it
      • Non hanno beneficiari con precedenti penali ostativi o veicoli di lusso intestati

      Importo ADI giugno 2026

      L’importo dell’ADI si compone di due parti:

      • Componente economica: fino a 6.000 euro annui (500 euro/mese) per nucleo familiare, ridotta del reddito familiare già percepito e moltiplicata per la scala di equivalenza ISEE
      • Componente affitto: ulteriori 3.360 euro annui (280 euro/mese) per chi vive in affitto con contratto di locazione registrato

      La formula di calcolo tiene conto della composizione del nucleo familiare tramite la scala di equivalenza: valore base 1 (nucleo di una persona), +0,4 per ogni ulteriore adulto, +0,15 per ogni bambino under 3, fino a un massimo di 2,2.

      Come verificare il saldo della Carta di Inclusione

      Per verificare se l’accredito ADI del mese di giugno è arrivato, puoi:

      1. Controllare il saldo all’ATM di Poste Italiane (senza commissioni)
      2. Accedere all’app BancoPosta o al sito poste.it con le credenziali Postepay
      3. Chiamare il numero verde Postepay: 800.00.33.22
      4. Verificare lo stato del pagamento tramite MyINPS → “Assegno di Inclusione” → “Situazione pagamenti”

      Se il saldo non risulta aggiornato dopo il 28-29 giugno 2026, contatta il tuo patronato di fiducia o il numero verde INPS (803 164 da fisso, 06 164164 da mobile).

      Quando arriva la NASpI a giugno 2026

      La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro. A differenza dell’Assegno Unico e dell’ADI, il pagamento NASpI non ha una data fissa mensile: dipende dalla data di presentazione della domanda e dal ciclo elaborativo INPS.

      Come funziona il pagamento NASpI

      Il pagamento NASpI avviene tipicamente entro 30-45 giorni dalla presentazione della domanda per la prima mensilità. Successivamente, il pagamento è mensile e viene accreditato generalmente nella seconda e terza settimana del mese successivo a quello di competenza. Per la competenza di maggio 2026, l’accredito avviene in genere tra l’8 e il 20 giugno 2026.

      Chi riceve la NASpI a giugno 2026

      • Lavoratori dipendenti con contratto cessato involontariamente (licenziamento, fine contratto a termine, risoluzione consensuale in conciliazione)
      • Lavoratori con dimissioni per giusta causa
      • Chi ha almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni
      • Chi ha almeno 30 giornate effettive di lavoro negli ultimi 12 mesi
      • Beneficiari con domanda accettata e in corso di erogazione

      Importo NASpI 2026 e decalage

      La NASpI 2026 viene calcolata sull’imponibile previdenziale degli ultimi 4 anni diviso il numero di settimane coperte, moltiplicato per 4,33. L’indennità è pari al 75% della retribuzione media mensile se questa è inferiore alla soglia INPS vigente (per il 2026: 1.480,30 euro). Per importi superiori si aggiunge il 25% sulla parte eccedente tale soglia, fino al massimale mensile di 1.575,42 euro.

      A partire dal settimo mese di percezione (cioè dopo i primi 6 mesi interi), scatta il decalage: la NASpI si riduce del 3% al mese. Chi ha iniziato a percepire la NASpI a dicembre 2025 o prima vedrà quindi a giugno 2026 una riduzione in corso o imminente.

      Mese di competenzaRiduzione (decalage)Esempio: NASpI iniziale 1.000 euro
      Mesi 1-60%1.000 euro
      Mese 7-3%970 euro
      Mese 8-6%940 euro
      Mese 9-9%910 euro
      Mese 10-12%880 euro
      Mese 11-15%850 euro
      Mese 12-18%820 euro

      Come verificare lo stato del pagamento NASpI

      Per controllare la situazione della tua NASpI e verificare il pagamento di giugno:

      1. Accedi a MyINPS (inps.it) con SPID, CIE o CNS
      2. Vai su “Lavoro” → “NASpI” → “Situazione pagamenti”
      3. Verifica che l’IBAN comunicato sia corretto (in caso contrario aggiornalo tempestivamente)
      4. Controlla che tu abbia rispettato gli obblighi di condizionalità (DID, patto di servizio, corsi di formazione)

      Le pensioni INPS di giugno 2026: le date di pagamento

      Le pensioni INPS di giugno 2026 vengono accreditate a partire dal 1° giugno 2026 (primo giorno lavorativo del mese). Per i pensionati che riscuotono in contanti agli uffici postali, il pagamento è scaglionato per lettera del cognome, al fine di evitare affollamento:

      Lettere cognomeData pagamento allo sportello postale
      A – BLunedì 2 giugno 2026
      C – DMartedì 3 giugno 2026
      E – KMercoledì 4 giugno 2026
      L – OGiovedì 5 giugno 2026
      P – RVenerdì 6 giugno 2026
      S – ZLunedì 9 giugno 2026

      I pensionati con accredito su conto corrente bancario o postale ricevono l’accredito direttamente il 1° giugno 2026 (o entro il 2-3 giugno in base ai tempi interbancari). Per consultare il cedolino pensione e verificare importo e competenza di giugno, leggi la nostra guida su Cedolino Pensione Giugno 2026: Importi, Calendario Pagamenti e Come Consultarlo.

      Come verificare i pagamenti INPS su MyINPS: guida pratica

      Il portale MyINPS (inps.it) è lo strumento principale per monitorare tutti i pagamenti INPS. Ecco come accedervi e cosa trovare:

      Accesso a MyINPS

      1. Vai su inps.it e clicca su “Accedi a MyINPS”
      2. Scegli la modalità di autenticazione: SPID (livello 2), CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
      3. Una volta autenticato, accedi all’area “I tuoi servizi”
      4. Seleziona la prestazione che vuoi verificare (Assegno Unico, ADI, NASpI, Pensione)

      Sezioni da consultare per ogni prestazione

      PrestazionePercorso MyINPS
      Assegno UnicoFamiglia → Assegno Unico e Universale → Situazione pagamenti
      ADISostegno reddito → Assegno di Inclusione → Situazione pagamenti
      NASpILavoro → NASpI → Situazione pagamenti
      PensionePensione e Previdenza → Cedolino pensione

      App INPS Mobile

      L’INPS mette a disposizione anche l’App INPS Mobile (disponibile su App Store e Google Play), che consente di consultare i pagamenti, le domande in corso e le comunicazioni dell’Istituto direttamente da smartphone. L’accesso avviene sempre tramite SPID o CIE.

      Cosa fare in caso di mancato pagamento INPS a giugno 2026

      Se il pagamento INPS atteso non arriva entro i termini previsti, ecco le azioni da intraprendere in ordine di priorità:

      1. Verifica la situazione su MyINPS

      Prima di contattare l’INPS, controlla su MyINPS se la prestazione risulta “in elaborazione” o “sospesa”. L’Istituto comunica eventuali blocchi o anomalie direttamente nella sezione dedicata alla prestazione.

      2. Controlla l’IBAN comunicato

      Un IBAN errato o non aggiornato è la causa più comune di mancato pagamento. Verifica che l’IBAN presente nella tua domanda sia corretto. Per aggiornarlo, accedi a MyINPS e modificalo nella sezione specifica della prestazione, oppure rivolgiti a un CAF o patronato che effettuerà la modifica con delega.

      3. Controlla ISEE e requisiti

      Per l’Assegno Unico: un ISEE scaduto o non aggiornato può ridurre o azzerare il pagamento. Per l’ADI: un cambiamento nella composizione del nucleo familiare o nel reddito può modificare l’importo spettante. Per la NASpI: il mancato rispetto degli obblighi di condizionalità (DID, patto di servizio) può causare la sospensione del pagamento.

      4. Contatta l’INPS

      Se dopo le verifiche il problema persiste, contatta l’INPS attraverso i seguenti canali:

      • Numero verde INPS: 803 164 (da fisso, gratuito) oppure 06 164164 (da cellulare, a pagamento)
      • Sportello online: tramite MyINPS puoi inviare una comunicazione diretta al tuo sportello di competenza
      • Sede INPS territoriale: prenota un appuntamento allo sportello fisico tramite il portale INPS
      • CAF e patronato: per assistenza completa nella gestione delle pratiche INPS

      Per un confronto aggiornato su tutti i pagamenti INPS previsti in questo periodo, consulta anche il nostro articolo su Pagamenti INPS Giugno 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI.

      Differenze tra ADI e SFL: chi riceve cosa a giugno 2026

      Dal 1° gennaio 2024, il Reddito di Cittadinanza è stato sostituito da due distinte misure:

      • ADI (Assegno di Inclusione): per famiglie con soggetti fragili (over 60, disabili, minori, persone in percorsi di cura). Erogato tramite Carta di Inclusione. Ricarica il 27 del mese (o giorno lavorativo precedente se festivo).
      • SFL (Supporto per la Formazione e il Lavoro): per persone tra 18 e 59 anni occupabili, prive di soggetti fragili nel nucleo. Importo fisso di 350 euro/mese per massimo 12 mesi. Erogato tramite bonifico bancario.

      Il SFL viene erogato solo a seguito di un percorso formativo o di politica attiva del lavoro avviato presso il proprio Centro per l’Impiego. Per giugno 2026, il pagamento SFL avviene dopo la validazione delle presenze nel percorso formativo, solitamente a fine mese.

      Per capire se hai diritto all’ADI o al SFL, o per verificare lo stato della tua domanda, puoi consultare il nostro aggiornamento sui pagamenti INPS di fine maggio 2026 oppure contattare direttamente il CAF Centro Fiscale di Udine.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Il calendario completo dei pagamenti INPS di giugno 2026: riepilogo

      Ecco il riepilogo in un’unica tabella di tutte le principali date di pagamento INPS per giugno 2026:

      DataPrestazione INPSDestinatari
      1-3 giugno 2026Pensioni (accredito bancario/postale e sportello)Pensionati
      Dal 15 giugno 2026NASpI (competenza maggio 2026)Disoccupati con NASpI attiva
      17-20 giugno 2026Assegno Unico UniversaleFamiglie con figli fino a 21 anni
      26 giugno 2026ADI – Assegno di Inclusione (anticipo da sabato 27)Nuclei con soggetti fragili
      Fine meseSFL – Supporto Formazione e LavoroOccupabili in percorsi formativi

      Per restare sempre aggiornato sui pagamenti INPS e sulle novità fiscali, visita la sezione Tabelle ANF INPS 2026/2027 e iscriviti alla nostra newsletter gratuita.

      📬

      Resta aggiornato sulle novità fiscali

      Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

      🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

      Domande frequenti sui pagamenti INPS di giugno 2026

      Qual è la data precisa del pagamento dell’Assegno Unico a giugno 2026?

      L’Assegno Unico viene accreditato dall’INPS tra il 17 e il 20 giugno 2026 per i beneficiari già con domanda attiva e IBAN comunicato. I nuovi beneficiari o chi ha aggiornato il proprio IBAN di recente potrebbe ricevere il pagamento con qualche giorno di ritardo.

      L’ADI viene pagato sempre il 27 del mese?

      Sì, l’ADI viene ricaricato sulla Carta di Inclusione tipicamente il 27 di ogni mese. Se il 27 cade di sabato, domenica o giorno festivo, il pagamento viene anticipato al giorno lavorativo precedente. A giugno 2026, il 27 cade di sabato, quindi la ricarica è anticipata al venerdì 26 giugno 2026.

      Quando arriva la NASpI se ho fatto domanda di recente?

      Per chi ha presentato la domanda NASpI nelle ultime settimane, il primo pagamento arriva entro 30-45 giorni dalla presentazione della domanda, una volta completate le verifiche INPS. I pagamenti successivi vengono accreditati mensilmente, generalmente nella seconda-terza settimana del mese successivo a quello di competenza.

      Posso ricevere sia l’Assegno Unico che la NASpI nello stesso mese?

      Sì, le due prestazioni sono cumulabili. L’Assegno Unico spetta in quanto genitore con figli a carico, indipendentemente dallo stato occupazionale. La NASpI spetta in quanto lavoratore disoccupato. Non ci sono incompatibilità tra le due misure.

      Come cambio l’IBAN per il pagamento INPS?

      Per aggiornare l’IBAN associato a una prestazione INPS, accedi a MyINPS e vai nella sezione specifica della prestazione (es. Assegno Unico, NASpI). Nella scheda della domanda troverai l’opzione per modificare i dati bancari. In alternativa, puoi rivolgerti a un CAF o patronato che effettuerà la modifica per tuo conto con delega.

      Cosa succede all’Assegno Unico se non rinnovo l’ISEE?

      Se non hai rinnovato la DSU per l’anno 2026, l’INPS continua a erogare l’Assegno Unico alla quota minima di 57 euro per figlio, senza tener conto della situazione economica effettiva del nucleo. Per recuperare l’importo pieno o gli eventuali arretrati, devi presentare la DSU entro il 30 giugno 2026 e richiedere il ricalcolo retroattivo a partire da marzo 2026.

      Maggio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-28 19:58:502026-05-31 17:41:46Pagamenti INPS Giugno 2026: Quando Arrivano Assegno Unico, ADI e NASpI
      PATRONATO

      Pagamenti INPS Giugno 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI

      Pensione 2026 INPS

      Quali sono le date dei pagamenti INPS a giugno 2026? Pensioni, Assegno Unico, NASpI e Assegno di Inclusione: ogni mese milioni di italiani attendono l’accredito delle prestazioni INPS sul proprio conto. In questa guida trovi il calendario completo dei pagamenti INPS di giugno 2026, con tutte le date confermate e le informazioni utili per verificare lo stato dei tuoi pagamenti su MyINPS.

      Giugno 2026 è un mese particolarmente importante per i pensionati: oltre al normale accredito della pensione, si avvicina la quattordicesima mensilità che verrà erogata con la pensione di luglio. In questo articolo ti spieghiamo anche come anticipare la verifica e cosa controllare nel tuo cedolino pensione.

      Indice dei contenuti

      1. Calendario completo pagamenti INPS giugno 2026
      2. Pensioni giugno 2026: data accredito
      3. Ritiro pensione alle Poste giugno 2026
      4. Assegno Unico giugno 2026: date pagamento
      5. NASpI giugno 2026: quando arriva
      6. Assegno di Inclusione (ADI) giugno 2026
      7. Quattordicesima pensionati 2026
      8. Bonus Nido rimborsi giugno 2026
      9. Bonus Mamme esonero contributivo giugno 2026
      10. Come verificare i pagamenti su MyINPS
      11. FAQ pagamenti INPS giugno 2026

      Calendario completo pagamenti INPS giugno 2026

      Ecco la tabella riepilogativa con tutte le date dei pagamenti INPS di giugno 2026. Tieni presente che le date possono subire lievi variazioni in base all’istituto di credito o all’ufficio postale di riferimento.

      Prestazione INPSData pagamento giugno 2026Modalità
      Pensioni (accredito bancario)Lunedì 1 giugno 2026Accredito su conto corrente
      Pensioni (ritiro Poste)Dal 1 al 6 giugno 2026 (turni alfabetici)Ritiro allo sportello
      Assegno Unico17, 18 e 19 giugno 2026Accredito su IBAN indicato
      NASpITra il 10 e il 20 giugno 2026Accredito su IBAN indicato
      Assegno di Inclusione (ADI)27 giugno 2026Carta ADI
      Bonus Nido (rimborsi)Entro fine giugno (variabile)Accredito su IBAN indicato
      Bonus Mamme (esonero)Con la busta paga di giugnoEsonero in busta paga

      Nota importante: le date indicate sono basate sul calendario storico dei pagamenti INPS e sulle comunicazioni ufficiali disponibili. Per conferme definitive, consulta sempre il tuo fascicolo previdenziale su inps.it.

      Pensioni giugno 2026: data accredito bancario

      Le pensioni di giugno 2026 verranno accreditate il 1° giugno 2026 (lunedì), primo giorno bancabile del mese. Questo vale per tutti i pensionati che ricevono l’assegno tramite accredito su conto corrente bancario o postale.

      L’accredito riguarda tutte le tipologie di pensione INPS:

      • Pensione di vecchiaia (contributiva e retributiva)
      • Pensione anticipata (inclusa Quota 41)
      • Pensione di invalidità e assegno ordinario di invalidità
      • Pensione ai superstiti (reversibilità)
      • APE Sociale
      • Opzione Donna

      Il cedolino della pensione di giugno sarà consultabile su MyINPS generalmente a partire dall’ultima settimana di maggio. Ti consigliamo di verificarlo per controllare eventuali trattenute fiscali, conguagli IRPEF o variazioni nell’importo netto.

      Ritiro pensione alle Poste giugno 2026: calendario alfabetico

      Per i pensionati che ritirano la pensione in contanti presso gli uffici postali, anche a giugno 2026 si applica il calendario alfabetico di Poste Italiane, pensato per evitare assembramenti. Il ritiro è scaglionato in base alla lettera iniziale del cognome.

      Ecco il calendario previsto per il ritiro delle pensioni alle Poste a giugno 2026:

      GiornoDataCognomi (iniziale)
      Lunedì1 giugno 2026A – B
      Martedì2 giugno 2026Festa della Repubblica – uffici chiusi
      Mercoledì3 giugno 2026C – D
      Giovedì4 giugno 2026E – K
      Venerdì5 giugno 2026L – O
      Sabato6 giugno 2026P – R
      Lunedì8 giugno 2026S – Z

      Attenzione: il 2 giugno 2026 è la Festa della Repubblica, quindi gli uffici postali saranno chiusi. Il calendario si estende quindi fino a lunedì 8 giugno. I pensionati con cognome dalla S alla Z potranno ritirare a partire da quella data.

      Ricorda che puoi ritirare la pensione anche nei giorni successivi a quello assegnato, non solo nella data indicata. Il calendario serve solo a stabilire il primo giorno utile per il ritiro.

      Assegno Unico giugno 2026: date pagamento

      L’Assegno Unico di giugno 2026 verrà accreditato nelle giornate del 17, 18 e 19 giugno 2026. Come di consueto, l’INPS distribuisce i pagamenti su tre giorni lavorativi consecutivi per gestire il volume di bonifici.

      Le date valgono sia per chi riceve l’Assegno Unico per la prima volta sia per chi lo percepisce già da mesi. Ecco cosa sapere:

      • Beneficiari confermati (domanda già attiva): pagamento tra il 17 e il 19 giugno
      • Nuove domande presentate a maggio: primo pagamento possibile già a giugno, con eventuali arretrati
      • Importo base 2026: da 57 euro a 199,40 euro per figlio (in base all’ISEE)
      • Maggiorazioni: previste per figli disabili, famiglie numerose (3+ figli) e genitori entrambi lavoratori

      Consiglio pratico: se non hai ancora presentato la domanda per il 2026, puoi farlo entro il 28 febbraio per ricevere gli arretrati da gennaio. Dopo questa data, l’assegno decorre dal mese successivo alla domanda. Per qualsiasi dubbio sulla tua situazione, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza nella compilazione della domanda.

      NASpI giugno 2026: quando arriva il pagamento

      Il pagamento della NASpI di giugno 2026 è previsto tra il 10 e il 20 giugno. La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione destinata ai lavoratori subordinati che hanno perso involontariamente il lavoro.

      A differenza delle pensioni, la NASpI non ha una data fissa di pagamento. L’accredito dipende dalla data di presentazione della domanda e dal giorno del mese in cui è stata approvata. In linea generale:

      • Domande presentate nei primi giorni del mese: pagamento entro il 10-15 giugno
      • Domande presentate a metà mese: pagamento entro il 15-20 giugno
      • Primo pagamento (nuova domanda): può richiedere fino a 30-40 giorni dall’approvazione

      Se stai aspettando il pagamento della NASpI e non lo hai ancora ricevuto, verifica lo stato della tua pratica su MyINPS nella sezione “Prestazioni e servizi” > “NASpI”. Se hai bisogno di assistenza per la domanda di disoccupazione, il nostro patronato può aiutarti.

      Assegno di Inclusione (ADI) giugno 2026

      L’Assegno di Inclusione (ADI), la misura che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 2024, verrà pagato il 27 giugno 2026. L’importo viene caricato sulla Carta di Inclusione (la carta prepagata dedicata, evoluzione della vecchia carta RdC).

      Ecco le informazioni principali sull’ADI di giugno:

      • Data accredito: 27 giugno 2026
      • Modalità: ricarica sulla Carta di Inclusione
      • Importo massimo: fino a 6.000 euro annui (500 euro/mese), incrementabile in base alla composizione del nucleo familiare
      • Requisiti ISEE: ISEE non superiore a 9.360 euro
      • Primo pagamento (nuovi beneficiari): il mese successivo alla sottoscrizione del Patto di attivazione digitale

      Importante: per continuare a ricevere l’ADI è necessario mantenere aggiornato l’ISEE e rispettare gli obblighi previsti dal Patto di inclusione. Se il tuo ISEE è scaduto, rinnovalo quanto prima per evitare la sospensione del beneficio.

      Quattordicesima pensionati 2026: quando arriva

      La quattordicesima mensilità per i pensionati viene tradizionalmente erogata con la pensione di luglio. Per il 2026, l’accredito della quattordicesima è previsto quindi con il cedolino di luglio 2026 (accredito il 1° luglio).

      Chi ha diritto alla quattordicesima pensione? Ecco i requisiti:

      • Età: almeno 64 anni compiuti
      • Reddito personale: non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 15.500 euro annui nel 2026)
      • Tipologia: pensionati INPS con pensione a carico dell’Assicurazione Generale Obbligatoria o fondi sostitutivi

      L’importo della quattordicesima varia in base agli anni di contributi versati:

      Anni di contributiImporto (reddito fino a 1,5x minimo)Importo (reddito tra 1,5x e 2x minimo)
      Fino a 15 anni (18 autonomi)437 euro336 euro
      Tra 15 e 25 anni (18-28 autonomi)546 euro420 euro
      Oltre 25 anni (oltre 28 autonomi)655 euro504 euro

      Consiglio: se compi 64 anni nel corso del 2026, la quattordicesima ti spetta in proporzione ai mesi trascorsi dal compimento dell’età. Se ritieni di averne diritto e non la ricevi, contatta il patronato del CAF Centro Fiscale per verificare la tua posizione.

      Bonus Nido rimborsi giugno 2026

      Il Bonus Nido 2026 prevede il rimborso delle rette degli asili nido (pubblici e privati autorizzati) o il contributo per forme di assistenza domiciliare per bambini sotto i 3 anni con patologie croniche. I rimborsi di giugno 2026 riguardano le fatture presentate nei mesi precedenti.

      Ecco gli importi massimi annui del Bonus Nido in base all’ISEE minorenni:

      • ISEE fino a 25.000 euro: rimborso fino a 3.000 euro annui (272,72 euro/mese per 11 mensilità)
      • ISEE tra 25.001 e 40.000 euro: rimborso fino a 2.500 euro annui
      • ISEE oltre 40.000 euro (o senza ISEE): rimborso fino a 1.500 euro annui
      • Secondo figlio sotto i 10 anni: importo maggiorato fino a 3.600 euro annui (con ISEE fino a 40.000 euro)

      Per ricevere il rimborso a giugno, devi aver caricato le ricevute di pagamento delle rette sulla piattaforma INPS. Il pagamento avviene generalmente entro 30-45 giorni dall’inserimento della documentazione. Se hai bisogno di aiuto con la domanda Bonus Nido sulla piattaforma INPS, il CAF Centro Fiscale è a tua disposizione.

      Bonus Mamme: esonero contributivo in busta paga giugno 2026

      Il Bonus Mamme 2026 (ufficialmente “esonero contributivo per lavoratrici madri”) viene applicato direttamente nella busta paga di giugno 2026 dal datore di lavoro. Non si tratta di un pagamento INPS diretto, ma di un esonero dai contributi previdenziali che aumenta lo stipendio netto.

      Chi ne ha diritto nel 2026:

      • Lavoratrici dipendenti (settore pubblico e privato) con contratto a tempo indeterminato
      • Con almeno 2 figli, di cui il più piccolo sotto i 10 anni
      • Esonero: fino a 3.000 euro annui (250 euro/mese) di riduzione dei contributi a carico della lavoratrice
      • Effetto pratico: aumento dello stipendio netto mensile di circa 100-250 euro

      Se sei una lavoratrice madre e non vedi l’esonero nella tua busta paga, verifica con il tuo datore di lavoro o con un consulente del lavoro che la misura sia stata correttamente applicata. Puoi anche verificare la tua posizione dalla sezione dedicata su MyINPS. Per approfondire requisiti e importi, leggi la nostra guida completa al Bonus Mamme 2026.

      Come verificare i pagamenti su MyINPS

      Per controllare lo stato dei tuoi pagamenti INPS di giugno 2026, puoi utilizzare il portale MyINPS. Ecco come fare, passo dopo passo:

      Accesso a MyINPS

      1. Vai su www.inps.it
      2. Clicca su “Accedi ai servizi” in alto a destra
      3. Autenticati con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
      4. Accedi alla tua area personale MyINPS

      Dove trovare le informazioni sui pagamenti

      Una volta dentro MyINPS, ecco dove cercare in base alla prestazione:

      • Pensioni: “Fascicolo previdenziale del cittadino” > “Cedolino pensione” (disponibile dall’ultima settimana del mese precedente)
      • NASpI: “Prestazioni e servizi” > “NASpI: indennità mensile di disoccupazione” > “Consultazione domande” (stato pagamenti e importi)
      • Assegno Unico: “Prestazioni e servizi” > “Assegno Unico e Universale per i figli a carico” > “Consulta le domande” > “Pagamenti”
      • ADI: “Prestazioni e servizi” > “Assegno di Inclusione” > “Stato della domanda e pagamenti”
      • Bonus Nido: “Prestazioni e servizi” > “Bonus asilo nido” > “Stato domanda e pagamenti”

      Suggerimento: se non riesci ad accedere a MyINPS, puoi anche chiamare il Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da fisso) o 06 164 164 (da cellulare, a pagamento). In alternativa, rivolgiti al patronato del CAF Centro Fiscale di Udine per una verifica gratuita della tua posizione.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      FAQ: domande frequenti sui pagamenti INPS giugno 2026

      Quando viene pagata la pensione di giugno 2026?

      La pensione di giugno 2026 viene accreditata il 1° giugno 2026 per chi ha l’accredito bancario. Per chi ritira alle Poste, il calendario parte dal 1° giugno con turni alfabetici che si estendono fino all’8 giugno a causa della Festa della Repubblica del 2 giugno.

      Quando arriva l’Assegno Unico di giugno 2026?

      L’Assegno Unico di giugno 2026 viene pagato nelle giornate del 17, 18 e 19 giugno. Se hai presentato una nuova domanda a maggio, il primo pagamento potrebbe arrivare già a giugno con eventuali arretrati.

      Quando arriva la NASpI di giugno 2026?

      La NASpI di giugno 2026 viene pagata tra il 10 e il 20 giugno. La data esatta dipende dalla data di presentazione della domanda originale. Puoi verificare la data precisa su MyINPS nella sezione dedicata alla NASpI.

      Quando viene pagato l’Assegno di Inclusione a giugno 2026?

      L’Assegno di Inclusione (ADI) di giugno 2026 viene accreditato il 27 giugno sulla Carta di Inclusione. Per i nuovi beneficiari, il primo pagamento avviene il mese successivo alla sottoscrizione del Patto di attivazione digitale.

      Quando arriva la quattordicesima 2026?

      La quattordicesima mensilità per i pensionati viene erogata con la pensione di luglio 2026 (accredito il 1° luglio). Ne hanno diritto i pensionati con almeno 64 anni e reddito personale non superiore a 2 volte il trattamento minimo.

      Come faccio a sapere se il mio pagamento INPS è in arrivo?

      Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNS e consulta il fascicolo previdenziale. Nella sezione relativa alla tua prestazione (pensione, NASpI, Assegno Unico, ecc.) troverai lo stato dei pagamenti disposti e le date di accredito previste. In alternativa, chiama il Contact Center INPS o rivolgiti al patronato.


      Hai bisogno di assistenza per le tue pratiche INPS?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre assistenza completa per tutte le pratiche INPS: dalla domanda di NASpI all’Assegno Unico, dalla verifica del cedolino pensione alla richiesta dell’ADI. I nostri operatori sono a tua disposizione per verificare i tuoi pagamenti e aiutarti con qualsiasi problema.

      Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

      Oppure compila il modulo per essere ricontattato:

        Il tuo nome (*)

        La tua email (*)

        Il tuo telefono (*)

        Richiesta (eventuale)

        Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

        CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640

        Maggio 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-28 08:00:002026-05-31 17:42:10Pagamenti INPS Giugno 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI
        CAF

        Dimissioni in Maternità Non Convalidate: Perché si Perde la NASpI

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        Le dimissioni volontarie durante il periodo di maternità sono una scelta delicata che richiede particolare attenzione alle procedure formali. Molte neomamme non sanno che, senza la convalida obbligatoria delle dimissioni da parte dell’Ispettorato del Lavoro, rischiano di perdere completamente il diritto alla NASpI (indennità di disoccupazione).

        Secondo il D.Lgs. 151/2001, articolo 55, le dimissioni presentate durante il periodo tutelato (gravidanza e primo anno di vita del bambino) devono essere convalidate dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro per essere considerate valide. Questa tutela è stata introdotta per proteggere le lavoratrici madri da possibili pressioni o discriminazioni sul lavoro.

        La conseguenza più grave della mancata convalida è la perdita del diritto alla NASpI: l’INPS respinge automaticamente la domanda di indennità di disoccupazione se le dimissioni non risultano regolarmente convalidate. Un errore procedurale può quindi costare migliaia di euro di indennità non percepita.

        In questa guida completa scoprirai tutto quello che devi sapere sulla convalida delle dimissioni in maternità: normativa di riferimento, procedura corretta, tempistiche da rispettare e cosa fare in caso di errori.

        📬

        Resta aggiornato sulle novità fiscali

        Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

        🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

        Indice dei contenuti

        1. Cos’è la Convalida delle Dimissioni in Maternità
        2. Il Ruolo dell’Ispettorato del Lavoro
        3. Normativa di Riferimento: D.Lgs. 151/2001
        4. Conseguenze della Mancata Convalida: Perdita della NASpI
        5. Come Procedere Correttamente: Guida Passo Passo
        6. Tempistiche e Scadenze da Rispettare
        7. Cosa Fare se la NASpI è Stata Respinta
        8. Casi Pratici e Giurisprudenza
        9. Differenze tra Dimissioni per Giusta Causa
        10. Il Supporto del CAF per le Dimissioni in Maternità

        Cos’è la Convalida delle Dimissioni in Maternità

        La convalida delle dimissioni è un atto formale con cui l’Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL) verifica che la decisione di dimettersi sia stata presa liberamente dalla lavoratrice madre, senza costrizioni o pressioni da parte del datore di lavoro.

        Questa procedura speciale si applica durante il periodo tutelato, che comprende:

        • Tutta la gravidanza (dal momento della comunicazione al datore di lavoro)
        • I primi 3 anni di vita del bambino (o nei primi 3 anni dall’ingresso in famiglia in caso di adozione/affidamento)

        Perché esiste questa tutela? Il legislatore ha voluto proteggere le lavoratrici madri da possibili discriminazioni o pressioni indirette che potrebbero spingerle a lasciare il lavoro contro la loro reale volontà. Senza convalida, le dimissioni sono considerate nulle dal punto di vista legale.

        La convalida serve quindi a garantire che:

        • La decisione sia genuina e libera
        • La lavoratrice sia consapevole delle conseguenze (perdita del posto, impatto su NASpI, ecc.)
        • Non vi siano state discriminazioni o mobbing che hanno forzato la scelta

        Nota importante: La convalida è obbligatoria anche se il rapporto di lavoro si è già concluso di fatto. L’assenza di convalida rende le dimissioni inefficaci, con conseguenze dirette sul diritto alla NASpI.

        Il Ruolo dell’Ispettorato del Lavoro

        L’Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL), ex Direzione Territoriale del Lavoro, è l’organo pubblico competente per la convalida delle dimissioni in maternità. Ogni provincia italiana ha almeno un ufficio ITL.

        Cosa fa l’Ispettorato durante la convalida?

        • Convoca la lavoratrice per un colloquio personale (obbligatorio)
        • Verifica l’identità e la capacità di agire della richiedente
        • Accerta la spontaneità della decisione attraverso domande specifiche
        • Informa sulle conseguenze delle dimissioni (perdita posto, NASpI, contributi)
        • Rilascia il verbale di convalida se tutto è in regola

        Il colloquio è obbligatorio e non può essere delegato. La lavoratrice deve presentarsi personalmente all’appuntamento fissato dall’ITL. In caso di impossibilità (es. malattia grave), è possibile richiedere un rinvio giustificato.

        Quali documenti richiede l’Ispettorato?

        • Documento d’identità in corso di validità
        • Lettera di dimissioni già inviata al datore di lavoro
        • Certificato di nascita del bambino (o documentazione adozione/affidamento)
        • Ultima busta paga (per verificare il rapporto di lavoro)
        • Copia del contratto di lavoro (se disponibile)

        La procedura di convalida è gratuita e l’Ispettorato deve rilasciare il verbale entro tempi ragionevoli (generalmente entro 7-15 giorni dalla richiesta).

        Normativa di Riferimento: D.Lgs. 151/2001

        La disciplina delle dimissioni in maternità è regolata principalmente dal Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151, noto come “Testo Unico sulla maternità e paternità”.

        Articolo 55 – Divieto di licenziamento e dimissioni

        L’articolo 55 stabilisce che:

        • Le dimissioni presentate durante il periodo di gravidanza e fino ai tre anni di età del bambino devono essere convalidate dall’Ispettorato del Lavoro
        • Senza convalida, le dimissioni sono inefficaci (nulle)
        • Il lavoratore/lavoratrice può revocare le dimissioni entro 7 giorni dalla convalida

        Successive modifiche normative:

        Il D.Lgs. 80/2015 (Jobs Act) ha introdotto la procedura telematica per le dimissioni volontarie, ma ha mantenuto l’obbligo di convalida per il periodo tutelato di maternità/paternità.

        Il D.Lgs. 148/2015 ha confermato che:

        • La convalida è condizione essenziale per la validità delle dimissioni
        • L’assenza di convalida impedisce l’accesso alla NASpI
        • Il datore di lavoro non può considerare risolto il rapporto senza convalida

        Circolare INPS n. 94 del 12 maggio 2015

        L’INPS ha chiarito che le dimissioni non convalidate equivalgono a dimissioni volontarie ordinarie, quindi non danno diritto alla NASpI. Solo le dimissioni regolarmente convalidate permettono di accedere all’indennità di disoccupazione, in quanto considerate “dimissioni per giusta causa” equiparate.

        Giurisprudenza rilevante:

        • Cassazione, sentenza n. 24931/2019: ha ribadito che senza convalida le dimissioni sono nulle e il rapporto di lavoro continua
        • Cassazione, sentenza n. 18506/2020: ha confermato che la mancata convalida impedisce l’accesso alla NASpI

        Conseguenze della Mancata Convalida: Perdita della NASpI

        La conseguenza più grave della mancata convalida delle dimissioni è la perdita totale del diritto alla NASpI. Vediamo nel dettaglio perché e quali altre ripercussioni ci sono.

        1. NASpI respinta automaticamente

        Quando presenti domanda di NASpI all’INPS dopo dimissioni in maternità, l’Istituto verifica automaticamente se esiste il verbale di convalida dell’Ispettorato. Se la convalida manca, la domanda viene respinta con la seguente motivazione:

        “Dimissioni volontarie durante periodo tutelato senza convalida ITL – domanda NASpI respinta ai sensi dell’art. 3 D.Lgs. 22/2015”

        Questo significa che perdi completamente l’indennità di disoccupazione, che potrebbe ammontare a diverse migliaia di euro (la NASpI dura fino a 24 mesi).

        2. Rapporto di lavoro tecnicamente ancora esistente

        Dal punto di vista legale, se le dimissioni non sono convalidate, sono considerate nulle. Questo significa che:

        • Il rapporto di lavoro formalmente continua ad esistere
        • Il datore di lavoro potrebbe contestare l’assenza ingiustificata
        • Non maturano contributi né TFR per il periodo successivo

        3. Impossibilità di rettifica retroattiva

        Se ti accorgi dell’errore solo dopo aver ricevuto il rifiuto INPS, non è possibile rettificare retroattivamente. Puoi richiedere la convalida anche a distanza di mesi, ma:

        • La NASpI decorre dalla data effettiva di cessazione del rapporto
        • Perdi i mesi già trascorsi senza indennità
        • Devi presentare una nuova domanda NASpI

        4. Difficoltà con nuovi datori di lavoro

        La situazione irregolare può creare problemi se nel frattempo hai trovato un nuovo lavoro:

        • Il nuovo datore potrebbe scoprire che risulti ancora dipendente del vecchio
        • Complicazioni con contributi e posizione INPS
        • Necessità di regolarizzare la situazione prima di qualsiasi nuovo contratto

        Esempio pratico:

        Maria si dimette 6 mesi dopo il parto senza convalidare le dimissioni. Presenta domanda NASpI a luglio 2025. L’INPS respinge la domanda ad agosto. Maria avrebbe avuto diritto a circa 1.200 euro al mese per 18 mesi (totale 21.600 euro). A causa della mancata convalida, perde l’intera somma. Richiede la convalida a settembre e può ripresentare domanda, ma ha già perso 2 mesi di indennità (2.400 euro).

        Come Procedere Correttamente: Guida Passo Passo

        Per evitare di perdere il diritto alla NASpI, è fondamentale seguire la procedura corretta per le dimissioni in maternità. Ecco i passaggi da seguire nell’ordine giusto.

        STEP 1: Invia le dimissioni telematiche

        • Accedi al portale cliclavoro.gov.it con SPID o CIE
        • Compila il modulo di dimissioni volontarie
        • Indica nel modulo che si tratta di dimissioni durante periodo di maternità
        • Riceverai una ricevuta telematica con codice identificativo

        STEP 2: Richiedi immediatamente la convalida

        • Entro 30 giorni dalle dimissioni telematiche, presenta richiesta all’Ispettorato
        • Puoi farlo tramite:
          • Portale Servizi Lavoro (modalità online, consigliata)
          • PEC all’indirizzo dell’ITL competente
          • Di persona presso gli sportelli ITL
        • Allega: documento identità, ricevuta dimissioni, certificato nascita bambino

        STEP 3: Partecipa al colloquio di convalida

        • L’ITL ti convocherà entro 7-15 giorni dalla richiesta
        • La presenza è obbligatoria (non delegabile)
        • Porta con te tutti i documenti richiesti
        • Rispondi sinceramente alle domande dell’ispettore

        STEP 4: Ottieni il verbale di convalida

        • L’ispettore redige il verbale di convalida
        • Ricevi una copia firmata e timbrata
        • Conserva questo documento! È essenziale per la NASpI
        • Il verbale viene trasmesso automaticamente all’INPS

        STEP 5: Attendi la fine del rapporto di lavoro

        • Le dimissioni diventano effettive dopo il preavviso contrattuale
        • Il datore ti rilascia la certificazione unica (CU)
        • Ottieni il modulo Unilav di cessazione

        STEP 6: Richiedi la NASpI

        • Entro 68 giorni dalla cessazione, presenta domanda NASpI all’INPS
        • Allega il verbale di convalida ITL (fondamentale!)
        • La domanda si presenta online su inps.it con SPID

        Tempistiche consigliate:

        AzioneQuandoLimite massimo
        Richiesta convalidaSubito dopo dimissioni30 giorni (consigliato)
        Colloquio ITL7-15 giorni dopo richiesta30 giorni
        Fine rapporto lavoroDopo preavvisoSecondo CCNL
        Domanda NASpIEntro 68 giorni da fine lavoro68 giorni

        ⚠️ Consiglio importante: Non aspettare! Richiedi la convalida immediatamente dopo aver inviato le dimissioni telematiche. Più tempo passa, più rischi di dimenticartene o di incorrere in complicazioni.

        Tempistiche e Scadenze da Rispettare

        Il rispetto delle tempistiche corrette è cruciale per non perdere diritti. Ecco tutte le scadenze da tenere a mente.

        1. Periodo tutelato (quando serve la convalida)

        • Dall’inizio della gravidanza (comunicata al datore)
        • Fino a 3 anni di età del bambino
        • In caso di adozione/affidamento: 3 anni dall’ingresso in famiglia

        2. Termine per richiedere la convalida

        • Non esiste un termine perentorio per legge
        • È però fortemente consigliato richiederla entro 30 giorni dalle dimissioni
        • Puoi richiederla anche dopo mesi, ma perdi i benefici per i periodi già trascorsi

        3. Convocazione da parte dell’ITL

        • L’Ispettorato convoca entro 7-15 giorni lavorativi dalla richiesta
        • In alcuni uffici più congestionati può richiedere fino a 30 giorni
        • Puoi sollecitare via PEC se non ricevi risposta entro 20 giorni

        4. Rilascio verbale di convalida

        • Il verbale viene rilasciato immediatamente al termine del colloquio
        • Ricevi una copia cartacea firmata e timbrata
        • L’ITL trasmette il verbale all’INPS entro 5 giorni lavorativi

        5. Diritto di revoca

        • Hai 7 giorni dalla convalida per revocare le dimissioni
        • La revoca va comunicata al datore con raccomandata A/R o PEC
        • Il datore è obbligato a reintegrarti nel posto di lavoro

        6. Preavviso contrattuale

        • Dopo la convalida, decorre il periodo di preavviso previsto dal CCNL
        • Varia da 15 giorni a 3 mesi secondo anzianità e inquadramento
        • Durante il preavviso continui a lavorare (o puoi essere esentata)

        7. Termine per domanda NASpI

        • 68 giorni dalla cessazione effettiva del rapporto (termine perentorio!)
        • Se presenti dopo, perdi giorni di indennità
        • La NASpI parte dall’8° giorno successivo alla cessazione (se richiesta entro 8 giorni)
        • Se richiesta dopo 8 giorni: parte dal giorno successivo alla domanda (perdi giorni)

        Esempio timeline completa:

        • Giorno 0: Invii dimissioni telematiche (es. 15 gennaio 2026)
        • Giorno 1: Richiedi convalida all’ITL (16 gennaio 2026)
        • Giorno 10: Colloquio ITL e rilascio verbale (25 gennaio 2026)
        • Giorno 17: Scade il diritto di revoca (1 febbraio 2026)
        • Giorno 48: Fine preavviso 30 giorni (14 febbraio 2026)
        • Giorno 50: Presenti domanda NASpI (16 febbraio 2026)
        • Giorno 56: NASpI decorre dall’8° giorno post-cessazione (22 febbraio 2026)

        ⏰ Promemoria: Imposta reminder sul telefono per ogni scadenza. Un errore di tempistiche può costare migliaia di euro di NASpI persi!

        Cosa Fare se la NASpI è Stata Respinta

        Se hai già ricevuto il rifiuto della domanda NASpI per mancata convalida, non tutto è perduto. Ecco cosa puoi fare per rimediare.

        STEP 1: Verifica il motivo del rifiuto

        • Accedi al portale inps.it con il tuo SPID
        • Vai su “Le mie domande” → NASpI
        • Leggi la motivazione esatta del rifiuto
        • Verifica se si tratta effettivamente di mancata convalida

        STEP 2: Richiedi urgentemente la convalida

        • Se non l’hai ancora fatto, richiedi immediatamente la convalida all’ITL
        • Specifica nella richiesta che è urgente per responso NASpI
        • L’ITL può velocizzare la procedura se motivi il caso di necessità
        • Ottieni il verbale di convalida il prima possibile

        STEP 3: Presenta nuova domanda NASpI

        • Una volta ottenuto il verbale di convalida, presenta nuova domanda NASpI
        • Allega il verbale ITL come documento essenziale
        • Nella domanda, specifica che si tratta di nuova istanza dopo convalida
        • ⚠️ Attenzione: se sono passati più di 68 giorni dalla cessazione, hai perso definitivamente il diritto (termine decadenziale)

        STEP 4: Se ancora respinta, presenta ricorso

        Se anche con il verbale di convalida l’INPS respinge la domanda, hai 90 giorni per:

        • Presentare ricorso amministrativo al Comitato Provinciale INPS
        • Allegare: verbale convalida, documentazione cessazione rapporto, motivazioni
        • Il Comitato decide entro 90 giorni

        Se il ricorso amministrativo viene respinto, puoi fare ricorso giurisdizionale:

        • Presso il Tribunale del Lavoro competente
        • Entro 180 giorni dalla ricezione del rifiuto definitivo INPS
        • Ti consigliamo di farti assistere da un avvocato del lavoro o dal CAF/Patronato

        STEP 5: Recupero somme perse

        Se ottieni ragione in ricorso:

        • L’INPS deve riconoscere la NASpI retroattivamente
        • Ti spettano anche gli interessi legali sulle somme non percepite
        • Il pagamento avviene in unica soluzione o rateizzato

        CASO PARTICOLARE: Sei oltre i 68 giorni?

        Se sono passati più di 68 giorni dalla cessazione del rapporto:

        • Hai definitivamente perso il diritto alla NASpI per decadenza
        • Puoi comunque fare ricorso se ritieni che il ritardo sia imputabile a errore dell’amministrazione
        • Serve dimostrare che avevi richiesto la convalida tempestivamente ma l’ITL ha ritardato
        • Giurisprudenza favorevole: Cassazione n. 12456/2021 (ritardo ITL non imputabile al cittadino)

        🆘 Supporto gratuito: Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti gratuitamente in tutte le fasi: richiesta convalida, domanda NASpI, ricorso INPS. Non affrontare da sola questa situazione complessa!

        Casi Pratici e Giurisprudenza

        Vediamo alcuni casi reali e le principali sentenze che hanno definito l’applicazione della normativa sulle dimissioni in maternità.

        CASO 1: Dimissioni immediate senza convalida

        Laura, commessa, si dimette 4 mesi dopo il parto senza richiedere convalida. Dopo 2 mesi cerca lavoro senza successo e chiede la NASpI. L’INPS respinge la domanda. Laura richiede la convalida a distanza di 5 mesi, ma l’ITL rileva che il rapporto di lavoro risulta ancora formalmente esistente. Servono 3 settimane per ottenere la convalida e presentare nuova domanda NASpI. Laura perde 5 mesi di indennità (circa 6.000 euro).

        Lezione: La convalida va richiesta immediatamente, non dopo mesi.

        CASO 2: Datore di lavoro ostacola la convalida

        Giorgia presenta dimissioni e richiede convalida. Il datore, alla richiesta dell’ITL di documenti sul rapporto di lavoro, non risponde per settimane. L’ITL sollecita più volte. Dopo 2 mesi di ritardo, Giorgia rischia di perdere la NASpI. L’avvocato di Giorgia invia diffida al datore, che finalmente collabora. La convalida viene rilasciata in extremis prima dei 68 giorni.

        Lezione: Se il datore ostacola la procedura, puoi fare diffida legale e segnalare all’ITL.

        CASO 3: Convalida oltre i 3 anni

        Marta si dimette quando il figlio ha 2 anni e 10 mesi, ma chiede convalida solo 4 mesi dopo (figlio già oltre i 3 anni). L’ITL rifiuta: il periodo tutelato è scaduto. Marta fa ricorso: le dimissioni erano state inviate DURANTE il periodo tutelato, quindi la convalida è dovuta. Il Tribunale le dà ragione.

        Lezione: Conta la data di invio dimissioni, non quella della richiesta di convalida.

        GIURISPRUDENZA RILEVANTE

        1. Cassazione, sentenza n. 24931 del 9 ottobre 2019

        Principio: “Le dimissioni della lavoratrice madre presentate senza la convalida dell’Ispettorato del Lavoro sono nulle. Il rapporto di lavoro continua ad esistere fino alla convalida effettiva.”

        Conseguenza pratica: Anche se non lavori più, formalmente sei ancora dipendente finché non arriva la convalida.

        2. Cassazione, sentenza n. 18506 del 7 settembre 2020

        Principio: “La mancata convalida delle dimissioni in maternità preclude l’accesso alla NASpI. L’INPS è legittimato a respingere la domanda.”

        Conseguenza pratica: L’INPS deve respingere la NASpI se manca la convalida, non ha discrezionalità.

        3. Tribunale di Milano, sentenza n. 2045 del 15 marzo 2021

        Principio: “Il ritardo dell’Ispettorato del Lavoro nel convocare la lavoratrice non può essere imputato a quest’ultima. Il termine di 68 giorni per la NASpI va computato dalla data di effettiva convalida.”

        Conseguenza pratica: Se l’ITL ritarda oltre 30 giorni dalla tua richiesta, puoi avere una proroga sui termini NASpI.

        4. Cassazione, sentenza n. 12456 del 21 maggio 2021

        Principio: “La lavoratrice che ha tempestivamente richiesto la convalida ma l’ha ottenuta oltre i 68 giorni per lentezza amministrativa può comunque accedere alla NASpI, con decorrenza dalla data di cessazione originaria.”

        Conseguenza pratica: Se dimostri di aver fatto tutto per tempo, puoi recuperare anche i mesi persi per colpa dell’amministrazione.

        5. Corte Costituzionale, sentenza n. 257 del 2019

        Ha dichiarato legittimo l’obbligo di convalida, rigettando questioni di costituzionalità. La tutela della lavoratrice madre prevale su eventuali oneri burocratici.

        Differenze tra Dimissioni per Giusta Causa

        È importante distinguere le dimissioni in periodo tutelato (che richiedono convalida) dalle dimissioni per giusta causa (che non la richiedono ma danno diritto immediato alla NASpI).

        Dimissioni per giusta causa: cosa sono

        Si tratta di dimissioni motivate da un grave inadempimento del datore di lavoro, che rende impossibile la prosecuzione del rapporto. Esempi:

        • Mancato pagamento stipendio per più di 2-3 mensilità
        • Mobbing o molestie sul lavoro documentabili
        • Peggioramento significativo delle condizioni di lavoro (demansionamento, trasferimento illegittimo)
        • Mancato versamento contributi INPS da parte del datore
        • Ambiente di lavoro pericoloso per salute e sicurezza

        Vantaggio delle dimissioni per giusta causa:

        • Accesso immediato alla NASpI senza bisogno di convalida
        • Nessun preavviso da rispettare
        • Possibilità di richiedere anche danni al datore

        Come si presentano:

        • Sempre per iscritto (raccomandata A/R o PEC)
        • Indicare espressamente “dimissioni per giusta causa”
        • Motivare dettagliatamente la giusta causa (con prove se possibile)
        • Allegare documentazione (es. solleciti pagamenti, referti medici, testimonianze)

        ⚠️ Attenzione: Le dimissioni per giusta causa devono essere comunque convalidate se presentate durante il periodo tutelato (gravidanza + 3 anni). La differenza è che:

        • Con giusta causa: NASpI spetta a prescindere dalla convalida
        • Senza giusta causa: NASpI spetta SOLO con convalida

        Dimissioni in periodo tutelato SENZA giusta causa

        Se ti dimetti durante maternità/primo anno bambino senza un grave inadempimento del datore:

        • Devi convalidare le dimissioni all’ITL
        • Con convalida: accedi alla NASpI
        • Senza convalida: NASpI respinta
        • Devi rispettare il preavviso contrattuale

        Come scegliere tra le due opzioni?

        SituazioneTipo dimissioniConvalida?NASpI?
        Stipendio non pagato da 3 mesiGiusta causaSÌ (se in maternità)SÌ
        Mobbing documentatoGiusta causaSÌ (se in maternità)SÌ
        Voglio dedicarmi al bambinoVolontarieSÌ (obbligatorio)SÌ (solo con convalida)
        Trasferimento casa/cittàVolontarieSÌ (obbligatorio)SÌ (solo con convalida)
        Trovato lavoro miglioreVolontarieSÌ (obbligatorio)NO (nuovo lavoro)

        Consiglio pratico: Se hai motivi per invocare la giusta causa (es. stipendi non pagati, mobbing), fallo sempre indicandolo esplicitamente nella lettera di dimissioni. Avrai una tutela aggiuntiva. Ma ricorda di convalidare comunque se sei in periodo tutelato!

        Il Supporto del CAF per le Dimissioni in Maternità

        Gestire correttamente le dimissioni in maternità può essere complesso. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa e gratuita per tutte le fasi della procedura.

        Servizi offerti dal nostro CAF:

        1. Consulenza preventiva (gratuita)

        • Valutazione della tua situazione specifica
        • Calcolo convenienza economica delle dimissioni
        • Stima importo NASpI a cui avresti diritto
        • Verifica presenza eventuale giusta causa

        2. Assistenza richiesta convalida

        • Compilazione modulo richiesta convalida ITL
        • Preparazione documentazione necessaria
        • Invio telematico o via PEC all’Ispettorato
        • Monitoraggio stato pratica

        3. Accompagnamento al colloquio ITL

        • Briefing su domande tipiche dell’ispettore
        • Verifica documentazione da portare
        • Presenza di un nostro operatore al colloquio (se richiesto)
        • Ritiro e verifica verbale di convalida

        4. Domanda NASpI (servizio completo gratuito)

        • Compilazione domanda NASpI con tutti i requisiti
        • Allegazione verbale convalida e documenti
        • Invio telematico all’INPS
        • Monitoraggio istruttoria e risposta INPS

        5. Ricorsi e contenziosi

        • Ricorso amministrativo se NASpI respinta
        • Assistenza in sede di Comitato Provinciale INPS
        • Supporto legale per ricorso giurisdizionale (con avvocati convenzionati)

        Perché scegliere il CAF Centro Fiscale di Udine?

        • ✅ Esperienza ventennale in pratiche INPS e Ispettorato del Lavoro
        • ✅ Servizio completamente gratuito per la domanda NASpI (finanziato dall’INPS)
        • ✅ Competenza locale – conosciamo gli uffici ITL del Friuli Venezia Giulia
        • ✅ Rapidità – seguiamo la pratica dall’inizio alla fine senza deleghe
        • ✅ Assistenza post-domanda – ti aiutiamo anche se ci sono problemi successivi

        Casi in cui il CAF è particolarmente utile:

        • Non hai dimestichezza con procedure telematiche
        • Hai già ricevuto un rifiuto NASpI e non sai cosa fare
        • Temi di aver perso il diritto per mancata convalida
        • Il datore di lavoro non collabora o ostacola la procedura
        • Devi fare ricorso contro decisioni INPS

        🏢 Vieni a trovarci:

        CAF Centro Fiscale Udine
        Viale Giuseppe Tullio 13, scala B
        Tel: 0432 1638640
        WhatsApp: 366 6018121

        📞 Prenota un appuntamento gratuito e senza impegno. I nostri operatori valuteranno la tua situazione e ti guideranno passo passo in tutta la procedura.

        ⚠️ Non aspettare di ricevere un rifiuto NASpI! Vieni da noi PRIMA di presentare le dimissioni: ti aiuteremo a fare tutto correttamente fin dall’inizio, evitando errori che costano migliaia di euro.

        Le dimissioni in maternità non convalidate sono uno degli errori più costosi che una neomamma possa commettere. La perdita della NASpI può ammontare a decine di migliaia di euro, e la situazione irregolare può creare complicazioni anche per futuri rapporti di lavoro.

        Ricapitoliamo i punti chiave:

        • ✅ Le dimissioni durante gravidanza e primi 3 anni del bambino devono essere convalidate
        • ✅ Senza convalida, la NASpI viene respinta automaticamente
        • ✅ La convalida si richiede all’Ispettorato del Lavoro ed è gratuita
        • ✅ È obbligatorio un colloquio personale (non delegabile)
        • ✅ Richiedi la convalida subito dopo le dimissioni, non aspettare
        • ✅ Hai 68 giorni dalla cessazione per chiedere la NASpI (termine invalicabile)
        • ✅ In caso di errori, puoi recuperare se agisci in tempo

        Il nostro consiglio finale: Non affrontare da sola questa procedura complessa. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente in tutte le fasi: dalla richiesta di convalida alla domanda NASpI, fino a eventuali ricorsi. Un errore procedurale può costarti migliaia di euro: meglio essere seguiti da professionisti esperti.

        La tutela della maternità è un diritto fondamentale, ma per esercitarlo serve conoscere le procedure corrette. Con la giusta assistenza, puoi dimetterti serenamente sapendo che tutti i tuoi diritti saranno preservati.

        📬

        Resta aggiornato sulle novità fiscali

        Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

        🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti sulle Dimissioni in Maternità

        Quanto tempo ho per richiedere la convalida delle dimissioni?

        Non esiste un termine perentorio di legge, ma è fortemente consigliato richiederla entro 30 giorni dalle dimissioni. Puoi richiederla anche dopo mesi o anni (purché il bambino non abbia superato i 3 anni al momento delle dimissioni), ma perderai i benefici (NASpI) per i periodi già trascorsi. Prima lo fai, meglio è.

        Posso richiedere la NASpI senza aver convalidato le dimissioni?

        No. L’INPS respingerà automaticamente la domanda se manca il verbale di convalida dell’Ispettorato del Lavoro. La convalida è un requisito essenziale per accedere alla NASpI in caso di dimissioni durante il periodo tutelato (gravidanza e primi 3 anni del bambino).

        Se ho già ricevuto il rifiuto NASpI, posso recuperare?

        Sì, se non sono passati più di 68 giorni dalla cessazione del rapporto. Richiedi urgentemente la convalida all’ITL e poi presenta una nuova domanda NASpI allegando il verbale. Se sono passati oltre 68 giorni, hai perso definitivamente il diritto, salvo dimostrare che il ritardo è imputabile all’amministrazione.

        La convalida è necessaria anche per dimissioni per giusta causa?

        Sì, se le dimissioni avvengono durante il periodo tutelato (gravidanza + 3 anni bambino). La differenza è che con giusta causa hai diritto alla NASpI a prescindere, mentre senza giusta causa la NASpI spetta solo se le dimissioni sono convalidate. In entrambi i casi, però, la convalida va comunque richiesta.

        Quanto costa la convalida delle dimissioni?

        La convalida è completamente gratuita. Non si paga nulla né all’Ispettorato del Lavoro né all’INPS. Anche l’assistenza del CAF per la domanda NASpI è gratuita (finanziata dall’INPS). Diffidate di chi vi chiede soldi per queste pratiche.

        Posso delegare qualcuno al colloquio di convalida?

        No, la presenza personale è obbligatoria. L’Ispettore deve verificare di persona che la decisione di dimettersi sia genuina e libera. Solo in casi eccezionali documentati (es. grave malattia) è possibile ottenere un rinvio, ma la delega non è mai ammessa.

        Se le dimissioni non sono convalidate, sono ancora dipendente?

        Dal punto di vista formale sì. Le dimissioni non convalidate sono considerate nulle, quindi il rapporto di lavoro continua ad esistere fino alla convalida effettiva. Questo può creare problemi con nuovi datori di lavoro e con la posizione contributiva INPS. Meglio regolarizzare subito la situazione.

        Devo convalidare anche se mio figlio ha già 2 anni?

        Sì, se il bambino non ha ancora compiuto 3 anni. Il periodo tutelato va dall’inizio della gravidanza fino al compimento dei 3 anni di età del bambino (o 3 anni dall’ingresso in famiglia per adozione/affidamento). Oltre i 3 anni, le dimissioni sono ordinarie e non richiedono convalida.


        Hai Bisogno di Assistenza per le Dimissioni in Maternità?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente per la convalida delle dimissioni e la domanda NASpI. Non rischiare di perdere migliaia di euro per un errore procedurale.

        Contattaci su WhatsApp

        Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

          Il tuo nome (*)

          La tua email (*)

          Il tuo telefono (*)

          Richiesta (eventuale)

          Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

          CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640

          Aprile 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-01 10:04:432026-05-31 17:05:20Dimissioni in Maternità Non Convalidate: Perché si Perde la NASpI
          NASPI / DISOCCUPAZIONE

          Pagamento NASpI Aprile 2026: Date, Importo e Come Verificare

          Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

          Stai aspettando il pagamento della NASpI di aprile 2026? In questa guida trovi tutte le informazioni aggiornate: le date di accredito, come verificare lo stato del pagamento su MyINPS, l’importo medio della prestazione e cosa fare se il pagamento ritarda. La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è la principale indennità di disoccupazione in Italia e viene erogata mensilmente dall’INPS.

          Indice dei Contenuti

          1. Date di Pagamento NASpI Aprile 2026
          2. Differenza tra Primo e Successivi Pagamenti
          3. Importo NASpI: Come si Calcola
          4. Come Verificare il Pagamento su MyINPS
          5. Cosa Fare se la NASpI Non Arriva
          6. La Riduzione Mensile del 3%
          7. Obblighi del Beneficiario NASpI
          8. Domande Frequenti

          Date di Pagamento NASpI Aprile 2026

          L’INPS non comunica una data fissa mensile per il pagamento della NASpI, ma segue un calendario che dipende dalla data di presentazione della domanda e dall’elaborazione della pratica. Per aprile 2026, le date previste sono:

          • Pagamenti ordinari (mensilità successive alla prima): generalmente tra il 7 e il 17 aprile 2026, con la maggior parte degli accrediti concentrati nella prima metà del mese
          • Primi pagamenti (nuove domande): per chi ha presentato domanda tra febbraio e marzo 2026, il primo pagamento potrebbe arrivare entro fine aprile, con tempi più lunghi rispetto alle mensilità successive
          • Pagamenti in ritardo: alcuni accrediti possono slittare fino al 20-25 aprile per verifiche documentali o integrazioni richieste

          Nota importante: la NASpI viene pagata per mensilità arretrate. Il pagamento di aprile 2026 si riferisce generalmente alla competenza del mese di marzo 2026.

          Differenza tra Primo e Successivi Pagamenti

          È fondamentale distinguere tra primo pagamento e mensilità successive, perché le tempistiche sono molto diverse:

          Primo pagamento NASpI

          • Tempistica: generalmente entro 45-60 giorni dalla presentazione della domanda
          • Importo: copre il periodo dall’8° giorno dopo la cessazione del rapporto di lavoro fino alla fine del mese di competenza. Può essere un importo parziale
          • Ritardi frequenti: il primo pagamento spesso richiede verifiche più approfondite da parte dell’INPS (contributi versati, motivo di cessazione, ecc.)

          Pagamenti successivi

          • Tempistica: regolari, generalmente nella prima metà del mese successivo a quello di competenza
          • Importo: mensilità piena, salvo la riduzione del 3% dopo il 6° mese
          • Maggiore regolarità: una volta avviata l’erogazione, i pagamenti sono più puntuali

          Importo NASpI: Come si Calcola

          L’importo della NASpI 2026 si calcola sulla base della retribuzione media degli ultimi 4 anni. Ecco le regole:

          • Retribuzione di riferimento: si divide il totale delle retribuzioni imponibili degli ultimi 4 anni per le settimane di contribuzione, e si moltiplica per 4,33
          • Se la retribuzione media è pari o inferiore a 1.425,21 euro (valore 2026): la NASpI è pari al 75% della retribuzione media mensile
          • Se la retribuzione media supera 1.425,21 euro: si aggiunge il 25% della differenza tra la retribuzione media e 1.425,21 euro
          • Importo massimo 2026: la NASpI non può superare 1.550,42 euro mensili (lordi)

          Esempio di calcolo: un lavoratore con retribuzione media mensile di 1.800 euro riceverà: (1.425,21 x 75%) + ((1.800 – 1.425,21) x 25%) = 1.068,91 + 93,70 = 1.162,61 euro lordi.

          Come Verificare il Pagamento su MyINPS

          Per controllare lo stato del pagamento della NASpI, segui questi passaggi:

          1. Accedi a MyINPS: vai su www.inps.it e accedi con SPID, CIE o CNS
          2. Vai su “Prestazioni e servizi”: dal menu principale, seleziona “Prestazioni e servizi” > “Servizi”
          3. Cerca “NASpI”: nella barra di ricerca digita “NASpI” e seleziona “Indennità di disoccupazione NASpI”
          4. Sezione “Pagamenti”: nella tua pratica NASpI, trovi la sezione con lo storico dei pagamenti effettuati e quelli in lavorazione
          5. Dettaglio pagamento: per ogni mensilità puoi vedere: importo lordo, ritenute IRPEF, importo netto, data di pagamento, stato (in lavorazione / pagato)

          Stato “In lavorazione”: significa che l’INPS ha elaborato il pagamento ma non è ancora stato effettuato l’accredito sul conto corrente. Generalmente servono 2-3 giorni lavorativi dall’elaborazione all’effettivo accredito.

          Cosa Fare se la NASpI Non Arriva

          Se il pagamento della NASpI di aprile 2026 non arriva entro le date previste, ecco cosa fare:

          1. Verifica su MyINPS: controlla lo stato della pratica. Se risulta “In lavorazione”, il pagamento è in corso
          2. Controlla l’IBAN: verifica che il codice IBAN associato alla domanda sia corretto e che il conto corrente sia attivo
          3. Verifica la NASpI-COM: se svolgi attività lavorative part-time o occasionali, potresti dover compilare la comunicazione obbligatoria NASpI-COM. La mancata comunicazione può causare la sospensione del pagamento
          4. Contatta l’INPS: chiama il Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da fisso) o 06 164 164 (da mobile)
          5. Rivolgiti al patronato: il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare la tua pratica e sollecitare il pagamento

          La Riduzione Mensile del 3%

          Un aspetto importante della NASpI è la riduzione progressiva dell’importo:

          • Primi 6 mesi: l’importo resta invariato (100% della NASpI calcolata)
          • Dal 7° mese in poi: l’importo si riduce del 3% ogni mese
          • Eccezione: per i lavoratori con 55 anni o più alla data di cessazione del rapporto, la riduzione del 3% parte dall’8° mese

          Esempio: se la tua NASpI iniziale è di 1.000 euro, dal 7° mese sarà di 970 euro, dall’8° di 940 euro, e così via. Questa riduzione è automatica e non può essere evitata.

          Obblighi del Beneficiario NASpI

          Per continuare a percepire la NASpI senza interruzioni, ricorda questi obblighi:

          • Dichiarazione di immediata disponibilità (DID): deve essere già stata presentata con la domanda
          • Patto di servizio: devi sottoscriverlo presso il Centro per l’Impiego entro 15 giorni dalla convocazione
          • Partecipazione alle iniziative di politica attiva: corsi di formazione, colloqui di orientamento, offerte di lavoro congrue
          • Comunicazione attività lavorativa: se trovi un nuovo lavoro (anche part-time o occasionale), devi comunicarlo all’INPS tramite NASpI-COM entro 30 giorni
          • Comunicazione variazioni reddituali: qualsiasi variazione di reddito deve essere comunicata tempestivamente

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti sulla NASpI Aprile 2026

          Quando arriva la NASpI di aprile 2026?

          Per le mensilità successive alla prima, il pagamento avviene generalmente tra il 7 e il 17 aprile. Per i primi pagamenti (nuove domande), i tempi possono essere più lunghi, fino a fine mese.

          Perché la NASpI di aprile è più bassa del solito?

          Se percepis la NASpI da più di 6 mesi, l’importo si riduce del 3% ogni mese a partire dal 7° mese. Inoltre, le trattenute IRPEF potrebbero variare. Verifica il dettaglio del pagamento su MyINPS.

          La NASpI viene pagata anche a Pasqua?

          Sì, le festività pasquali non influiscono sul calendario dei pagamenti INPS. Se la data di accredito cade in un giorno festivo, il pagamento viene anticipato al giorno lavorativo precedente.

          Come faccio a sapere quanto durerà la mia NASpI?

          La durata della NASpI è pari alla metà delle settimane contributive degli ultimi 4 anni, fino a un massimo di 24 mesi. Puoi verificare la durata residua nella sezione “Dettaglio domanda” su MyINPS.

          Posso lavorare e percepire la NASpI contemporaneamente?

          Sì, è possibile in alcuni casi. Se trovi un lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato con reddito annuo inferiore a 8.174 euro, la NASpI viene ridotta ma non sospesa. Per il lavoro autonomo, il limite è 5.500 euro annui. Devi sempre comunicarlo con NASpI-COM entro 30 giorni.

          Hai bisogno di assistenza con la tua domanda NASpI? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta nella presentazione della domanda, nel monitoraggio dei pagamenti e nella gestione della comunicazione NASpI-COM. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.

          Aprile 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-01 09:00:002026-05-31 09:41:57Pagamento NASpI Aprile 2026: Date, Importo e Come Verificare
          NASPI / DISOCCUPAZIONE

          Disoccupazione NASPI INPS 2020

          richiesta NASPI disoccupazione calcolo

          La Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego o NASPI 2020, è l’indennità di disoccupazione riconosciuta ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro.

          La Naspi è erogata dall’INPS e per poter richiederla è necessario aver lavorato e versato contributi per almeno 13 settimane nei 4 anni precedenti ed aver effettuato almeno 30 giorni lavorativi nel corso dell’anno.

          L’indennità NASPI non può essere richiesta da:

          • dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni;
          • operai agricoli a tempo determinato e indeterminato;
          • lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale;
          • lavoratori che hanno maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
          • lavoratori titolari di assegno ordinario di invalidità

          QUANDO DEVI PRESENTARE LA DOMANDA NASPI DELL’INPS?

          La domanda deve essere presentata entro 68 giorni che partono:

          • dalla data di cessazione del rapporto di lavoro;
          • dal termine del periodo di maternità indennizzato qualora la maternità sia insorta nel corso del rapporto di lavoro successivamente cessato;
          • dal termine del periodo di infortunio sul lavoro/malattia professionale, qualora si siano presentati nel corso del rapporto di lavoro successivamente cessato;
          • dal 38° giorno dopo la data di cessazione del lavoro avvenuto tramite licenziamento per giusta causa.

          A QUANTO AMMONTA LA NASPI?

          L’ indennità NASPI è pari al 75% della retribuzione media mensile degli ultimi quattro anni.

          A partire dal primo giorno del quarto mese di disoccupazione, si applicherà il  3% in meno all’indennità per ciascun mese.

          In caso di prestazione di lavoro occasionale, la NASPI resta attiva nel caso in cui, i compensi ricevuti dallo svolgimento di tale attività, non superino i 5.000 euro di retribuzione per anno.

          Nel caso in cui il beneficiario trovi un nuovo lavoro e firmi un contratto a tempo determinato di durata non superiore a 6 mesi, l’indennità verrà sospesa.

          La sospensione è da considerarsi “temporanea”, cioè sospesa per il periodo nel quale il cittadino verrà pagato per il suo lavoro, mentre alla scadenza del contratto, l’indennità NASPI verrà  ripresa.

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          COME VIENE PAGATA LA NASPI?

          La NASPI può essere riscossa tramite accredito su conto corrente bancario o postale, su libretto postale o tramite bonifico presso l’ufficio postale nel comune di residenza o domicilio.

          Febbraio 20, 2020/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2019/12/naspi.jpg 320 630 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2020-02-20 12:35:502026-05-31 18:31:05Disoccupazione NASPI INPS 2020

          Ultime notizie

          • Pensione 2026 INPS
            Pagamento Pensioni Settembre 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPSAgosto 20, 2026 - 2:00 pmin: CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO
          • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
            Codici Natura IVA Fattura Elettronica 2026: Tabella Completa N1-N7Agosto 20, 2026 - 10:00 amin: Finanza & Servizi, Guide Fatturazione Elettronica, Software Fatturazione Elettronica
          • aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni
            Addizionali IRPEF 2026: Guida Completa a Regionale e Comunale in 7 PuntiAgosto 20, 2026 - 9:00 amin: CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI
          Search Search

          Seguici su Facebook

          Categorie Articoli

          Ultimi Articoli

          • Pensione 2026 INPS
            Pagamento Pensioni Settembre 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPSAgosto 20, 2026 - 2:00 pm
          • Dichiarazione dei redditi 730
            IMU 2026: Calcolo, Scadenze, Aliquote e Chi Deve PagareAgosto 20, 2026 - 9:00 am
          • aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni
            Addizionali IRPEF 2026: Guida Completa a Regionale e Comunale in 7 PuntiAgosto 20, 2026 - 9:00 am
          • ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE
            Pagamento Assegno Unico Settembre 2026: Date INPS, Importi e CalendarioAgosto 20, 2026 - 8:00 am
          • ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE
            Conguaglio Assegno Unico 2026: Cos’è, Come Funziona e Come Vederlo su INPSAgosto 19, 2026 - 9:00 am
          • calcolo pensione CAF Udine
            Assegno Sociale 2026: Importo, Requisiti e Come Fare DomandaAgosto 18, 2026 - 9:00 am
          • Dichiarazione dei redditi 730
            Codice Fiscale 2026: Come Richiederlo, Calcolarlo e Recuperarlo Online – Guida CompletaAgosto 18, 2026 - 9:00 am
          • Dichiarazione dei redditi 730
            Modello 730, spese detraibili e deducibili: tutti i limiti di budget, le regole e le scadenzeAgosto 18, 2026 - 7:32 am
          CAF Udine Centro Assistenza Fiscale Udine

          Contatti

          Viale Giuseppe Tullio 13, scala B - Udine
          Email: info@centrofiscale.com
          Telefono: 0432 1638640
          WhatsApp CAF Udine: 366 6018121
          WhatsApp Patronato: 324 7411699

          Ultimi Articoli

          • Pensione 2026 INPS
            Pagamento Pensioni Settembre 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPSAgosto 20, 2026 - 2:00 pm
          • Dichiarazione dei redditi 730
            IMU 2026: Calcolo, Scadenze, Aliquote e Chi Deve PagareAgosto 20, 2026 - 9:00 am
          • aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni
            Addizionali IRPEF 2026: Guida Completa a Regionale e Comunale in 7 PuntiAgosto 20, 2026 - 9:00 am
          © Copyright - CAF Centro Fiscale Udine è un brand di Be Smart srls | P.Iva: 03031220308 |Viale Giuseppe Tullio 13 scala B, 33100 Udine
          mail: info@centrofiscale.com | Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121 | Privacy Policy
          • Collegamento a Facebook
          • Collegamento a Instagram
          • Collegamento a Rss questo sito
          Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto