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Tag Archivio per: mutuo prima casa

PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Forfettario e Mutuo Casa 2026: Come Ottenerlo con Partita IVA Forfettaria

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Il problema dei forfettari con il mutuo: percezione vs realta
  2. Come le banche valutano il reddito di un forfettario
  3. Esempio pratico: dal compenso alla rata massima
  4. Come migliorare la propria posizione prima di chiedere il mutuo
  5. Banche piu aperte ai forfettari nel 2026
  6. Mutuo prima casa under 36 e garanzia Consap 2026
  7. Documentazione necessaria per il mutuo del forfettario
  8. Strategia: alzare il reddito imponibile in vista del mutuo
  9. Casi particolari: startup, consolidato, dipendente
  10. Alternative al mutuo per chi non riesce a ottenerlo
  11. Costi del mutuo per un forfettario
  12. Detrazione interessi mutuo: il forfettario non ne usufruisce
  13. Esempio completo: il caso di Marco
  14. Domande frequenti (FAQ)

Sei un forfettario e vuoi comprare casa nel 2026 con un mutuo, ma le banche ti dicono che il tuo reddito non basta? Non sei solo: migliaia di partite IVA forfettarie ogni anno si trovano davanti a uno scenario paradossale. Tu fatturi 50.000 euro l’anno, ma la banca ne vede appena 32.000. La rata massima che ti propongono e la meta di quella che potresti realmente sostenere.

Il motivo? Le banche non guardano i tuoi compensi reali, ma il reddito imponibile indicato nel Modello Redditi PF, Quadro LM. E nel regime forfettario questo reddito e sempre piu basso del fatturato, perche tiene conto del coefficiente di redditivita e dei contributi previdenziali versati.

In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo come funziona davvero la valutazione bancaria di un forfettario, come migliorare la tua posizione prima di chiedere il mutuo, quali banche sono piu aperte alle partite IVA forfettarie, come funziona la garanzia Consap per gli under 36 e quali documenti preparare. Con esempi numerici concreti per capire ogni passaggio.

Il problema dei forfettari con il mutuo: percezione vs realta

Il regime forfettario e nato per semplificare la fiscalita delle piccole partite IVA con un’aliquota agevolata (5% per i primi 5 anni di attivita, 15% a regime). Il problema e che la stessa semplificazione che ti fa pagare poche tasse ti penalizza quando devi dimostrare il tuo reddito a terzi: banche, locatori, finanziarie.

La banca, quando valuta una richiesta di mutuo, deve seguire criteri prudenziali stabiliti dalla normativa di vigilanza. Non puo basarsi sul tuo “fatturato lordo” ne sui movimenti del tuo conto corrente. Deve guardare il reddito imponibile fiscalmente accertato, quello che risulta nel Quadro LM del Modello Redditi PF.

E qui arriva il paradosso: un forfettario che fattura 50.000 euro l’anno, sul Modello Redditi PF non ha un reddito imponibile di 50.000 euro, ma molto meno. Le banche lo sanno e applicano i loro parametri di sostenibilita su quella cifra ridotta, dimezzando di fatto la rata massima che potresti permetterti.

Il risultato pratico? Tanti forfettari con redditi reali piu che dignitosi si vedono rifiutare il mutuo o ottengono cifre lontane dalle loro esigenze, costretti a rinunciare all’acquisto della casa o a ripiegare su soluzioni meno convenienti.

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Come le banche valutano il reddito di un forfettario

Per capire come uscire dal paradosso, dobbiamo prima capire cosa esattamente guarda la banca. La valutazione del merito creditizio per un forfettario si basa su tre elementi:

  • Reddito imponibile dichiarato nel Quadro LM del Modello Redditi PF degli ultimi 2-3 anni
  • Continuita dell’attivita (almeno 2 anni di partita IVA, meglio 3)
  • Stabilita dei flussi (estratti conto bancari coerenti con i compensi dichiarati)

Come si calcola il reddito imponibile forfettario

La formula e semplice ma decisiva:

Reddito imponibile = (Compensi incassati x Coefficiente di redditivita) – Contributi previdenziali versati

Il coefficiente di redditivita e una percentuale stabilita per legge in base al codice ATECO della tua attivita. Le piu comuni:

  • Professionisti (consulenti, avvocati, architetti, ingegneri): 78%
  • Commercio al dettaglio: 40%
  • Intermediari del commercio: 62%
  • Costruzioni e immobiliare: 86%
  • Servizi di alloggio e ristorazione: 40%
  • Altre attivita economiche: 67%

Significa che, indipendentemente dalle spese reali sostenute, il fisco ti riconosce solo una percentuale fissa di “reddito” sui tuoi compensi. Le spese effettive non contano: il regime forfettario e proprio “forfettario” perche non ammette deduzioni analitiche.

La regola del terzo: come la banca calcola la rata massima

Una volta determinato il reddito imponibile annuo, la banca applica il principio della sostenibilita finanziaria: la rata mensile del mutuo non deve superare circa 1/3 del reddito mensile netto. Alcune banche sono piu prudenti (1/4) o piu permissive (40%), ma 33% e lo standard.

La formula approssimativa e:

Rata massima sostenibile = (Reddito imponibile annuo / 12) x 33%

Esempio pratico: dal compenso alla rata massima

Vediamo concretamente come si trasforma un compenso reale in rata massima approvabile. Prendiamo Laura, una consulente forfettaria con codice ATECO professionale (coefficiente 78%).

Dati di partenza:

  • Compensi annui incassati: 50.000 euro
  • Coefficiente di redditivita: 78%
  • Contributi INPS Gestione Separata versati: 7.000 euro

Calcolo del reddito imponibile:

  • 50.000 x 78% = 39.000 euro (reddito lordo forfettario)
  • 39.000 – 7.000 (contributi) = 32.000 euro reddito imponibile

Calcolo della rata massima bancaria:

  • 32.000 / 12 = 2.666 euro reddito mensile
  • 2.666 x 33% = circa 890 euro di rata massima sostenibile

Cosa significa nella pratica? Con una rata di 890 euro al mese, a un tasso del 3,5% su 25 anni, Laura puo ottenere un mutuo di circa 178.000 euro. Se vuole comprare una casa da 250.000 euro, deve mettere di tasca propria almeno 72.000 euro (oltre alle imposte di acquisto e alle spese notarili).

Eppure Laura, sul suo conto, vede entrare 50.000 euro all’anno. Sente di poter sostenere ben piu di 890 euro al mese. Ma per la banca quei 50.000 non esistono: esistono solo i 32.000 del Quadro LM. Questo e il cuore del problema dei forfettari.

Come migliorare la propria posizione prima di chiedere il mutuo

La buona notizia e che, con una pianificazione di 12-24 mesi, un forfettario puo migliorare significativamente le sue chance di ottenere un mutuo adeguato alle sue reali capacita. Ecco le 5 strategie piu efficaci:

1. Anticipo del 30% (riduce il loan-to-value)

Il Loan-to-Value (LTV) e il rapporto tra mutuo richiesto e valore dell’immobile. Le banche sono molto piu disponibili a finanziare al massimo l’80% del valore (LTV 80%), e ancora piu generose se il LTV scende al 70% o meno.

Mettere un anticipo del 30% (anziche del 20% standard) significa: meno rischio per la banca, condizioni piu favorevoli (tasso piu basso), maggiore probabilita di approvazione anche con reddito imponibile basso.

2. Documentazione completa e ben organizzata

Non basta presentare l’ultimo Modello Redditi. Per dimostrare la solidita reale dell’attivita, conviene preparare un dossier che includa:

  • Modelli Redditi PF degli ultimi 3 anni (non solo l’ultimo)
  • Modelli F24 dei contributi previdenziali versati
  • Fatturato medio annuo degli ultimi 3 anni con grafico in crescita
  • Estratti conto bancari degli ultimi 12 mesi
  • Elenco dei principali clienti (committenti stabili = piu rassicurazione)
  • Eventuali contratti di collaborazione pluriennali

3. Stabilita lavorativa: minimo 2-3 anni di partita IVA

Le banche guardano con sospetto chi ha aperto la partita IVA da meno di un anno. La regola standard e almeno 2 anni di attivita continuativa, meglio 3. Se hai aperto da poco, conviene aspettare prima di chiedere il mutuo, oppure presentarti con un coniuge dipendente come cointestatario.

4. Avere un coniuge dipendente: il dual income

Questa e probabilmente la strategia piu efficace per un forfettario. Se il coniuge ha un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, cointestare il mutuo cambia completamente la situazione:

  • I redditi si sommano (dual income)
  • La banca considera il dipendente come “ancora di stabilita”
  • Il rischio percepito si abbassa drasticamente
  • Si sblocca il diritto alle detrazioni IRPEF per gli interessi (ne parliamo dopo)

5. Fideiussione o garante: un parente dipendente o pensionato

Se non hai un coniuge dipendente, puoi chiedere a un genitore o parente con reddito stabile di fare da fideiussore (garante) sul mutuo. Il garante non diventa proprietario dell’immobile, ma si impegna a pagare la rata se tu non riesci. Per la banca, questo abbassa il rischio e rende piu facile l’approvazione.

Banche piu aperte ai forfettari nel 2026

Non tutte le banche valutano i forfettari allo stesso modo. Alcune sono particolarmente restrittive (richiedono 3 anni di attivita e redditi imponibili sopra i 25.000 euro), altre sono piu flessibili e hanno prodotti specifici per partite IVA.

Sulla base delle esperienze raccolte dai nostri clienti CAF e dalle policy commerciali pubbliche, queste sono le banche piu aperte ai forfettari nel 2026:

  • BPER Banca – generalmente disponibile, valuta caso per caso, prodotti dedicati alle partite IVA
  • Credit Agricole Italia – storicamente attenta ai professionisti, anche forfettari
  • Banca Sella – flessibile, soprattutto per professionisti consolidati
  • Banca Mediolanum / Webank – mutui online competitivi, valutazione meno rigida sulla forma del reddito
  • Intesa Sanpaolo – dipende molto dalla filiale e dal direttore, ma con un buon dossier puo aprire
  • UniCredit – selettiva, ma con anticipo del 30% e 3 anni di attivita valuta

Strategia consigliata: non chiedere preventivi a una sola banca. Presenta il tuo dossier ad almeno 3-4 istituti diversi, anche tramite un mediatore creditizio autorizzato OAM, che conosce le politiche commerciali aggiornate di ogni banca e sa quale prodotto proporre.

Tieni presente che le politiche cambiano spesso: una banca che oggi e chiusa ai forfettari puo aprirsi tra 6 mesi, e viceversa. La situazione del 2026 e generalmente piu favorevole rispetto al passato grazie alla crescita strutturale del numero di partite IVA in Italia (oltre 1,7 milioni di forfettari attivi).

Mutuo prima casa under 36 e garanzia Consap 2026

Se hai meno di 36 anni e vuoi acquistare la prima casa, esiste una via privilegiata che vale anche per i forfettari: il Fondo di garanzia per la prima casa gestito da Consap (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici) per conto del Ministero dell’Economia.

Cos’e e come funziona la garanzia Consap

Lo Stato, tramite Consap, offre alla banca una garanzia pubblica fino all’80% del capitale erogato. Questo significa che se anche il mutuo richiesto supera l’80% del valore dell’immobile (fino al 100% in alcuni casi), la banca e tutelata e puo concedere il finanziamento con maggiore tranquillita.

Requisiti per accedere nel 2026

  • Eta: meno di 36 anni al momento della richiesta
  • ISEE: non superiore a 40.000 euro (per accedere a condizioni piu agevolate)
  • Importo mutuo: fino a 250.000 euro
  • Immobile: deve essere prima casa, non di lusso (categorie escluse A/1, A/8, A/9)
  • Categoria professionale: aperta anche ai lavoratori autonomi e ai forfettari

Vantaggi concreti per il forfettario under 36

  • Possibilita di ottenere fino al 100% del valore dell’immobile (LTV 100%) senza anticipo
  • Tassi di interesse calmierati per ISEE sotto i 40.000 euro
  • Esenzione da imposta sostitutiva sul mutuo
  • Esenzione da imposta di registro, ipotecaria e catastale (se compri da privato)

Importante: la garanzia Consap non sostituisce la valutazione bancaria. La banca deve comunque approvare la pratica in base al merito creditizio. Ma sapere che c’e la garanzia pubblica abbassa il rischio percepito e aumenta sensibilmente le probabilita di accettazione, anche per un forfettario.

Le agevolazioni under 36 sono state confermate e prorogate piu volte: verifica sempre la scadenza in vigore al momento della richiesta (tipicamente fine anno), perche ogni Legge di Bilancio puo modificare le condizioni.

Documentazione necessaria per il mutuo del forfettario

Quando ti presenti in banca per chiedere un mutuo da forfettario, la lista dei documenti richiesti e piu ampia rispetto a un dipendente. Prepararla in anticipo, ben organizzata, fa la differenza in fase di valutazione.

Documenti fiscali (i piu importanti)

  • Modello Redditi PF degli ultimi 3 anni (con quietanze di trasmissione)
  • Quadro LM evidenziato (e quello che la banca legge per capire il reddito imponibile)
  • Modelli F24 dei contributi INPS o casse private versati negli ultimi 3 anni
  • Modelli F24 dell’imposta sostitutiva pagata (saldo e acconti)
  • Eventuali ricevute di pagamento delle marche da bollo sulle fatture

Documenti dell’attivita

  • Visura camerale aggiornata (se sei ditta individuale iscritta al Registro Imprese)
  • Certificato di attribuzione partita IVA
  • Eventuale iscrizione all’albo professionale
  • Fatture rappresentative dell’attivita (campione di 10-15 fatture recenti)
  • Elenco dei principali clienti con contratti di collaborazione (se esistono)

Documenti bancari

  • Estratti conto degli ultimi 12 mesi (alcune banche chiedono 24 mesi)
  • Documentazione di eventuali finanziamenti in corso (rate auto, prestiti personali)
  • Estratti conto delle carte di credito revolving
  • Eventuali patrimoni mobiliari (BTP, polizze, fondi)

Documenti personali

  • Documento di identita e codice fiscale
  • Stato di famiglia
  • Eventuale separazione o divorzio (sentenze)
  • ISEE aggiornato (se chiedi agevolazioni under 36)

Documenti dell’immobile da acquistare

  • Compromesso o proposta di acquisto
  • Visura catastale
  • Planimetria catastale
  • Atto di provenienza del venditore
  • APE (Attestato di Prestazione Energetica)
  • Eventuale perizia di parte (alcune banche la richiedono prima dell’erogazione)

Strategia: alzare il reddito imponibile in vista del mutuo

Ecco un consiglio fondamentale che molti forfettari non conoscono: nei 2-3 anni precedenti la richiesta di mutuo, conviene “alzare” il reddito imponibile per migliorare la valutazione bancaria. Non si tratta di evadere o di dichiarare il falso, ma di scegliere strategicamente come compilare il Modello Redditi.

Opzione 1: incassare di piu prima del mutuo

Se hai possibilita di pianificare le incassature dei tuoi clienti, programma di incassare quanto piu possibile nei 2-3 anni che precedono la richiesta. Pagherai un po’ piu di tasse, ma il reddito imponibile salira e con esso la rata sostenibile.

Esempio: se di solito fatturi a fine anno e incassi a gennaio dell’anno dopo, in vista del mutuo conviene farti pagare entro il 31 dicembre. Cosi il reddito entra nell’anno fiscale piu utile.

Opzione 2: NON dedurre tutti i contributi previdenziali

Questa e una strategia poco conosciuta ma perfettamente legale. Nel regime forfettario puoi scegliere se dedurre dal reddito imponibile tutti i contributi previdenziali versati oppure solo una parte. Se ne deduci di meno, il reddito imponibile sale.

Tornando all’esempio di Laura:

  • Caso A (deduce tutto): 39.000 – 7.000 = 32.000 reddito imponibile -> rata max 890 euro
  • Caso B (non deduce): 39.000 – 0 = 39.000 reddito imponibile -> rata max 1.072 euro

Nel caso B, Laura paga circa 1.000 euro in piu di imposta sostitutiva al 15% (1.050 euro per la precisione, calcolata sui 7.000 contributi non dedotti), ma in cambio puo richiedere un mutuo significativamente piu alto. Per chi compra casa una volta nella vita, e un investimento che vale la pena valutare.

Opzione 3: presentare un dossier “esteso”

Anche se la banca guarda principalmente il Quadro LM, puoi arricchire la pratica con documentazione che mostri la solidita complessiva della tua attivita: contratti pluriennali, lettere di intenti dei clienti, fatturato in crescita costante. Questo non cambia il calcolo formale, ma puo influenzare positivamente il direttore di filiale che decide.

Importante: queste strategie vanno valutate con un commercialista o con il tuo CAF. Il CAF Centro Fiscale di Udine aiuta i forfettari a pianificare la dichiarazione in vista di esigenze come il mutuo, facendo simulazioni numeriche per capire quale opzione conviene davvero.

Casi particolari: startup, consolidato, dipendente

La situazione del forfettario di fronte al mutuo cambia molto in base alla fase della sua attivita. Vediamo i tre profili tipici.

Forfettario startup (aliquota 5%, primi 5 anni)

Chi rientra nel regime startup forfettario con aliquota agevolata al 5% e nei primi 5 anni di attivita. La situazione di fronte al mutuo e particolarmente difficile:

  • Storico dichiarativo limitato (1-2 anni di Modelli Redditi)
  • Reddito imponibile spesso molto basso (i primi anni di attivita sono di assestamento)
  • Difficolta a dimostrare la continuita

Cosa fare? Aspettare di avere almeno 2-3 anni di Modelli Redditi alle spalle, oppure presentarsi con un cointestatario dipendente (coniuge o genitore). Senza queste due leve, ottenere il mutuo e quasi impossibile.

Forfettario consolidato (aliquota 15%, oltre 5 anni)

Il forfettario “veterano”, quello con almeno 5 anni di attivita continuativa e aliquota standard al 15%, ha una situazione molto piu favorevole:

  • Storico fiscale solido (5+ anni di Modelli Redditi)
  • Trend di fatturato dimostrabile (idealmente in crescita)
  • Flussi bancari stabili e prevedibili
  • Reputazione professionale consolidata

Per questo profilo, le banche piu aperte (BPER, Credit Agricole, Sella, Mediolanum) offrono spesso condizioni quasi paragonabili a quelle di un dipendente, soprattutto se il reddito imponibile supera i 30.000 euro annui.

Forfettario + dipendente (in famiglia)

Questo e il caso ideale. Se nella coppia c’e un forfettario e un dipendente, la strategia migliore e cointestare il mutuo tra i due, oppure intestarlo solo al dipendente. In entrambi i casi:

  • Il dipendente porta stabilita e affidabilita percepita
  • I redditi si sommano (se cointestato)
  • Si sblocca la detrazione IRPEF degli interessi (di cui il forfettario solo non puo beneficiare)
  • La banca approva piu facilmente

Spesso la soluzione ottimale e: mutuo cointestato 50/50, immobile cointestato, detrazione interessi al 50% per il coniuge dipendente sui suoi 4.000 euro annui detraibili.

Alternative al mutuo per chi non riesce a ottenerlo

Se anche dopo aver provato tutte le strategie il mutuo bancario resta fuori portata, esistono alternative meno conosciute ma valide per acquisire la prima casa.

Affitto con riscatto (rent-to-buy)

Strumento contrattuale regolato dal D.L. 133/2014. Il rent-to-buy permette di:

  • Vivere nella casa pagando un canone mensile
  • Una parte del canone viene accantonata come acconto per il futuro acquisto
  • Dopo un periodo concordato (3-5 anni), si decide se acquistare o rinunciare
  • Nel frattempo, il forfettario consolida il suo storico e puo arrivare al mutuo con dossier piu solido

Leasing immobiliare

Il leasing immobiliare e una strada piu adatta a forfettari con codici ATECO professionali o di impresa, soprattutto se l’immobile ha anche destinazione d’uso strumentale (ad esempio uno studio professionale). Permette di:

  • Pagare canoni periodici alla societa di leasing
  • Riscattare l’immobile a fine contratto a prezzo agevolato
  • Dedurre fiscalmente parte dei canoni (per le imprese, non per il forfettario puro)

Acquisto tramite societa (SRL semplificata)

Per chi ha disponibilita di liquidita ma reddito imponibile basso, una strada percorribile e costituire una SRL semplificata e acquistare l’immobile in capo alla societa. La SRL puo accedere a finanziamenti dedicati alle imprese, con criteri di valutazione diversi dal mutuo prima casa.

Attenzione: questa strategia ha implicazioni fiscali e amministrative significative (gestione della societa, costi annui, doppia tassazione utili). Va valutata solo con un commercialista in casi specifici, non come scorciatoia rispetto al mutuo personale.

Costi del mutuo per un forfettario

I costi di un mutuo per un forfettario sono identici a quelli per un dipendente in termini di voci, ma il TAEG (tasso effettivo) puo essere leggermente piu alto, perche le banche applicano uno spread maggiorato per il maggior rischio percepito. Vediamo le voci principali.

Tasso fisso vs variabile

  • Tasso fisso: rata invariata per tutta la durata. Conviene quando i tassi di mercato sono bassi e si prevede che salgano
  • Tasso variabile: rata legata all’Euribor. Conveniente in scenari di tassi in calo, ma rischiosa per chi ha redditi non garantiti
  • Tasso misto: parte fissa e parte variabile, soluzione di compromesso

Per un forfettario, generalmente conviene il tasso fisso: la rata costante permette una pianificazione finanziaria piu prevedibile, importante per chi non ha un cedolino fisso ogni mese.

Spese di istruttoria

Sono i costi che la banca chiede per analizzare la pratica. Variano da 0 (in alcuni mutui online) a 1.000-1.500 euro nelle banche tradizionali. Per i forfettari, l’istruttoria e generalmente piu lunga e costosa per la maggiore documentazione richiesta.

Imposta sostitutiva sul mutuo

  • 0,25% sul capitale erogato per la prima casa
  • 2% sul capitale erogato per seconde case o immobili non agevolati
  • Esenzione totale se accedi alla garanzia Consap under 36 con ISEE sotto 40.000 euro

Altri costi tipici

  • Perizia tecnica: 200-400 euro per la valutazione dell’immobile
  • Polizza incendio e scoppio obbligatoria: 200-400 euro all’anno
  • Polizza vita o sulle malattie gravi: facoltativa, ma spesso “consigliata” dalla banca
  • Spese notarili: 1.500-3.000 euro tra mutuo e atto
  • Spese di gestione annuale: 0-100 euro/anno per la pratica

Totale costi accessori per un mutuo medio da 200.000 euro: tra 4.000 e 8.000 euro al momento dell’erogazione, oltre alle polizze annuali.

Detrazione interessi mutuo: il forfettario non ne usufruisce

Una delle agevolazioni piu importanti sul mutuo prima casa e la detrazione IRPEF degli interessi passivi. Vediamo perche per il forfettario rappresenta un problema specifico.

Come funziona la detrazione (in generale)

I contribuenti italiani possono detrarre dall’IRPEF il 19% degli interessi passivi pagati sul mutuo prima casa, fino a un massimo di 4.000 euro di interessi all’anno (quindi una detrazione massima di 760 euro annui).

Su un mutuo medio di 200.000 euro a tasso 3,5%, gli interessi pagati nei primi anni sono circa 6.500-7.000 euro, ma il tetto di 4.000 euro fa scattare la detrazione massima da 760 euro all’anno. Su 25 anni di mutuo, sono circa 15.000-18.000 euro di IRPEF risparmiata.

Il forfettario non paga IRPEF, quindi non detrae

Qui sta il problema. Il forfettario non paga IRPEF: paga la imposta sostitutiva (al 5% o al 15%) che sostituisce IRPEF e addizionali. Le detrazioni fiscali si applicano solo all’IRPEF, non all’imposta sostitutiva.

Conseguenza pratica: il forfettario che intesta il mutuo solo a se stesso perde la detrazione del 19% sugli interessi. Su 25 anni, e una perdita di 15.000-18.000 euro netti.

La soluzione: cointestare al coniuge dipendente

Se il coniuge ha un reddito da lavoro dipendente o pensione (paga IRPEF), cointestare il mutuo permette al coniuge di portare in detrazione il 50% degli interessi sulla sua dichiarazione, recuperando 380 euro all’anno (su 4.000 euro di interessi annui condivisi).

Ancora meglio: intestare il mutuo solo al coniuge dipendente (se il suo reddito basta da solo), per portare l’intera detrazione del 19% su 4.000 euro = 760 euro all’anno. Per 25 anni, fa 19.000 euro di IRPEF risparmiata.

Attenzione: per portare la detrazione, il coniuge deve essere proprietario (almeno in parte) dell’immobile e cointestatario (almeno in parte) del mutuo. Va pianificato bene con il commercialista o il CAF prima di firmare il rogito.

Esempio completo: il caso di Marco

Mettiamo insieme tutto quanto detto in un esempio numerico realistico. Marco e un forfettario consulente IT a Udine, ha 32 anni, vuole comprare una casa da 250.000 euro insieme a sua moglie Sara, dipendente in azienda.

La situazione di partenza

  • Marco: forfettario da 4 anni, codice ATECO 62.02.00 (consulenza IT, coefficiente 67%), compensi annui 60.000 euro
  • Sara: dipendente a tempo indeterminato, RAL 28.000 euro
  • Risparmi della coppia: 75.000 euro
  • Casa target: 250.000 euro a Udine

Calcolo del reddito Marco

  • 60.000 x 67% = 40.200 euro reddito lordo
  • 40.200 – 7.500 contributi INPS = 32.700 reddito imponibile

Scenario 1: mutuo solo intestato a Marco

  • Reddito mensile: 32.700 / 12 = 2.725 euro
  • Rata massima sostenibile: 2.725 x 33% = 900 euro
  • Mutuo ottenibile a tasso 3,5% su 25 anni: circa 180.000 euro
  • Anticipo necessario: 70.000 euro (poco sotto i risparmi disponibili)
  • Detrazione interessi: 0 euro (Marco non paga IRPEF)
  • Costo perdita detrazioni in 25 anni: -18.000 euro

Scenario 2: mutuo cointestato a Marco e Sara

  • Reddito netto Marco: ~32.700 – 5.000 imposte = 27.700 euro
  • Reddito netto Sara (dipendente RAL 28K): ~21.000 euro
  • Reddito familiare netto: 48.700 euro
  • Reddito mensile: 48.700 / 12 = 4.060 euro
  • Rata massima sostenibile: 4.060 x 33% = 1.340 euro
  • Mutuo ottenibile a tasso 3,3% su 25 anni: circa 270.000 euro (con anticipo del 30%, 175.000 di mutuo richiesto)
  • Detrazione interessi (50% per Sara): 380 euro/anno
  • Risparmio in 25 anni: +9.500 euro

Decisione finale

Marco e Sara optano per lo scenario 2: mutuo cointestato 50/50, casa cointestata 50/50, anticipo del 30% (75.000 euro). Richiedono il mutuo a BPER, presentando il dossier completo: 4 Modelli Redditi di Marco, 4 CU di Sara, estratti conto bancari, lista clienti di Marco, contratto di lavoro di Sara.

Aggiungono la garanzia Consap under 36 (Marco ha 32 anni, ISEE familiare sotto 40.000 euro). Ottengono un mutuo da 175.000 euro al 3,3% fisso, rata di 855 euro/mese, esenzione dall’imposta sostitutiva. Risultato: casa acquistata con condizioni ottimali e detrazione interessi attiva.

Domande frequenti (FAQ)

Posso ottenere un mutuo prima casa se sono forfettario da meno di 2 anni?

Molto difficile da soli: la maggior parte delle banche richiede almeno 2 dichiarazioni dei redditi consolidate (quindi 2 anni di partita IVA). Se hai meno storico, le strade sono: aspettare e accumulare almeno 24 mesi di attivita, oppure presentarti con un cointestatario dipendente o con un fideiussore solido. La garanzia Consap under 36 aiuta, ma non sostituisce la valutazione di stabilita reddituale.

Conviene aprire una SRL per ottenere il mutuo piu facilmente?

Quasi mai. Il mutuo intestato alla SRL non e un mutuo prima casa (non vale la detrazione, non vale l’imposta sostitutiva 0,25%, non vale la garanzia Consap). I costi annuali della SRL (gestione contabile, IRES, IRAP, doppia tassazione utili) superano spesso i benefici. Conviene solo in casi specifici, come acquisto di immobili strumentali per l’attivita.

Quanto incidono gli estratti conto bancari sulla decisione della banca?

Molto. La banca controlla la coerenza tra reddito dichiarato e movimenti reali e cerca segnali di stabilita: entrate periodiche regolari, assenza di scoperti frequenti, capacita di accantonamento mensile. Un estratto conto “in ordine” puo compensare in parte un reddito imponibile basso. Un estratto conto caotico (continui rossi, pignoramenti, pagamenti rateali) puo affossare anche una pratica con buon reddito.

Posso usare l’ISEE basso per accedere a mutui agevolati?

L’ISEE basso (sotto 40.000 euro per la garanzia Consap under 36) ti da accesso a condizioni piu favorevoli (tassi calmierati, esenzione imposta sostitutiva sul mutuo, garanzia pubblica fino al 100%). Ma non aumenta la rata massima approvabile: la banca continua a guardare il reddito imponibile per la sostenibilita. ISEE basso = tante agevolazioni accessorie, non significa “automaticamente mutuo piu alto”.

Se non deduco i contributi nel Modello Redditi, perdo il diritto di averli pagati?

No. I contributi previdenziali versati restano validi ai fini pensionistici indipendentemente dal fatto che tu li deduca o meno fiscalmente. La scelta di non dedurli (o dedurli parzialmente) influenza solo il reddito imponibile dichiarato, non il tuo montante INPS o cassa privata. La pensione futura non cambia.

Quanti anni dovrei pianificare in anticipo prima di chiedere il mutuo?

L’ideale e 2-3 anni di pianificazione. In questo arco di tempo puoi: stabilizzare la partita IVA, alzare strategicamente il reddito imponibile, accumulare l’anticipo del 30%, costruire estratti conto puliti, ottenere eventuali contratti pluriennali con clienti. Chi pianifica con anticipo ha tassi migliori, somme piu alte, meno rifiuti.

Il CAF Centro Fiscale puo aiutarmi nella pratica del mutuo?

Si, in piu modi: predisposizione del Modello Redditi PF ottimizzato per la richiesta di mutuo, simulazioni di scenari (deducendo o non deducendo contributi), preparazione del dossier documentale completo, calcolo dell’ISEE per la garanzia under 36, consulenza sulla cointestazione coniugale per le detrazioni. Non siamo mediatori creditizi (non trattiamo direttamente con le banche), ma costruiamo la base fiscale ottimale per presentarti al meglio. Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine: studiamo insieme la strategia migliore per il tuo caso.

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Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 08:00:002026-05-24 09:54:39Forfettario e Mutuo Casa 2026: Come Ottenerlo con Partita IVA Forfettaria
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Mutuo Prima Casa Cointestato: Detrazione Interessi Solo per la Propria Quota?

Hai acquistato casa insieme al tuo partner o a un familiare e avete stipulato un mutuo cointestato per la prima casa? In fase di dichiarazione dei redditi, una delle domande più frequenti che riceviamo al CAF Centro Fiscale di Udine è proprio questa: ciascun cointestatario può detrarre il 100% degli interessi passivi o solo la propria quota?

La risposta, nel caso generale, è netta: ognuno detrae esclusivamente la propria quota di interessi passivi, in proporzione alla sua percentuale di intestazione del mutuo. Ma esistono eccezioni importanti, in particolare per il coniuge fiscalmente a carico, che permettono di ottimizzare la detrazione complessiva del nucleo familiare. Conoscere queste regole con precisione può fare una differenza concreta sul rimborso IRPEF.

In questa guida aggiornata al 2026 analizziamo nel dettaglio la normativa (art. 15 del TUIR), i casi pratici con esempi numerici, le eccezioni previste dalla legge e i documenti necessari per non perdere nemmeno un euro di detrazione.

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Indice dei contenuti

  1. La detrazione interessi passivi sul mutuo: il principio generale
  2. Mutuo cointestato: la regola della quota proporzionale
  3. Eccezione: coniuge fiscalmente a carico
  4. Esempi pratici con calcoli numerici
  5. Casi particolari: intestazioni asimmetriche
  6. Spese accessorie detraibili
  7. Documenti necessari per la detrazione
  8. Il termine dei 12 mesi tra acquisto e mutuo
  9. Come indicare il mutuo cointestato nel 730/2026
  10. Domande frequenti

La detrazione interessi passivi sul mutuo: il principio generale

Il diritto alla detrazione degli interessi passivi sul mutuo per la prima casa trova il suo fondamento nell’articolo 15, comma 1, lettera b) del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi, D.P.R. 917/1986). La norma prevede una detrazione IRPEF del 19% sugli interessi passivi e gli oneri accessori corrisposti in dipendenza di mutui ipotecari stipulati per l’acquisto dell’abitazione principale.

Il limite massimo degli interessi detraibili è fissato a 4.000 euro per anno fiscale. Questo significa che la detrazione massima ottenibile è pari a 760 euro (il 19% di 4.000 euro). Questo tetto riguarda ciascun contribuente individualmente, non il nucleo familiare nel suo insieme: un punto fondamentale da tenere a mente quando il mutuo è cointestato.

Per avere diritto alla detrazione, è necessario che ricorrano contemporaneamente queste condizioni:

  • Il mutuo deve essere di tipo ipotecario (con garanzia ipotecaria sull’immobile)
  • Il mutuo deve essere stato stipulato per l’acquisto dell’abitazione principale (quella dove il contribuente ha la residenza anagrafica e dimora abitualmente)
  • L’acquisto dell’immobile deve avvenire nell’anno in cui è stipulato il mutuo oppure nell’anno precedente o successivo (entro 12 mesi)
  • Il contribuente deve utilizzare l’immobile come abitazione principale entro 12 mesi dall’acquisto
  • L’immobile deve rimanere abitazione principale per tutta la durata del godimento della detrazione

La detrazione spetta anche se il mutuo è stato stipulato per la costruzione dell’abitazione principale, con un limite però distinto di 2.582,28 euro di interessi detraibili (art. 15, comma 1-ter TUIR).

Mutuo cointestato: la regola della quota proporzionale

Quando il mutuo per la prima casa è cointestato tra più soggetti (tipicamente due coniugi, conviventi di fatto, familiari o soci), si applica il principio della titolarità proporzionale: ciascun cointestatario può detrarre solo gli interessi passivi riferiti alla propria quota di partecipazione al contratto di mutuo.

Questa regola è confermata dall’Agenzia delle Entrate in numerose circolari e risoluzioni, tra cui la Circolare n. 7/E del 2021 e le istruzioni al modello 730. Il criterio è chiaro: la detrazione spetta pro quota in base alla percentuale di intestazione del contratto di mutuo.

Nel caso più comune di mutuo cointestato al 50% tra due persone, ciascuna detrae il 50% degli interessi pagati nell’anno, nel limite del proprio tetto di 2.000 euro di interessi (che corrisponde al 50% del limite massimo di 4.000 euro). La detrazione massima individuale sarà quindi di 380 euro (il 19% di 2.000 euro).

Attenzione: il tetto dei 4.000 euro è per singolo contribuente, non per singolo immobile. Quindi se entrambi i cointestatari hanno redditi propri e dichiarano ciascuno la propria quota, il limite massimo aggregato della coppia è di 8.000 euro di interessi detraibili, con una detrazione complessiva massima di 1.520 euro.

ScenarioQuota mutuoLimite interessi detraibiliDetrazione max (19%)
Cointestatario A (50%)50%2.000 euro380 euro
Cointestatario B (50%)50%2.000 euro380 euro
Totale coppia100%4.000 euro760 euro

Eccezione: coniuge fiscalmente a carico

La regola della quota proporzionale prevede una importante eccezione quando uno dei cointestatari del mutuo è fiscalmente a carico dell’altro. Questa eccezione è espressamente prevista dall’art. 15, comma 1, lett. b) del TUIR e interpretata dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare n. 15/E del 2005 e successivamente confermata nelle istruzioni annuali al modello 730.

Il meccanismo funziona così: se il coniuge cointestatario del mutuo è fiscalmente a carico del dichiarante (cioè ha un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro lordi annui, ovvero 4.000 euro per i figli fino a 24 anni), allora il coniuge con reddito può detrarre l’intera quota di interessi passivi di competenza del coniuge a carico, in aggiunta alla propria.

In pratica, se il mutuo è cointestato 50/50 e uno dei due coniugi non ha redditi propri significativi (o li ha molto bassi), il coniuge “capofamiglia” con reddito può detrarre fino a 4.000 euro di interessi complessivi nel proprio 730, invece dei soli 2.000 euro della sua quota.

Questa eccezione è molto rilevante nella pratica: molte coppie in cui uno dei partner lavora part-time, è disoccupato o percepisce solo piccoli redditi possono beneficiarne per massimizzare il risparmio fiscale complessivo. Il limite resta comunque di 4.000 euro totali (la quota propria + quella del coniuge a carico), per una detrazione massima di 760 euro.

Situazione coniugeChi detraeLimite interessiDetrazione max
Entrambi con reddito autonomoCiascuno la propria quota2.000 euro ciascuno380 euro ciascuno
Coniuge B fiscalmente a carico di ASolo il coniuge A4.000 euro totali760 euro (solo A)
Coniuge B con reddito minimo (es. 1.000 euro)A detrae la quota di B, B non detrae4.000 euro totali per A760 euro (solo A)

Attenzione: L’eccezione si applica solo al coniuge (anche unito civilmente), non ai conviventi di fatto o ad altri cointestatari (es. genitore e figlio). In quei casi si applica sempre e solo la regola della quota proporzionale, senza possibilità di trasferire la detrazione tra i cointestatari.

Esempi pratici con calcoli numerici

Vediamo alcuni scenari reali con calcoli precisi per capire come applicare le regole nella compilazione del modello 730.

Esempio 1: Coppia cointestata 50/50, entrambi con reddito

Marco e Giulia hanno un mutuo cointestato al 50% per l’acquisto della prima casa nel 2020. Il mutuo è di 200.000 euro, durata 25 anni. Nel 2025 hanno pagato complessivamente 6.500 euro di interessi passivi alla banca.

  • Quota Marco (50%): 6.500 x 50% = 3.250 euro di interessi di sua competenza. Poiché supera il limite di 2.000 euro (50% del tetto 4.000), Marco detrae al massimo 2.000 euro → detrazione = 19% x 2.000 = 380 euro
  • Quota Giulia (50%): stessa situazione → detrazione = 380 euro
  • Risparmio fiscale totale della coppia: 380 + 380 = 760 euro

Esempio 2: Coppia cointestata 50/50, interessi bassi

Anna e Luigi, mutuo cointestato al 50%. Nel 2025 hanno pagato solo 2.400 euro di interessi complessivi (mutuo quasi estinto o a tasso basso).

  • Quota Anna (50%): 2.400 x 50% = 1.200 euro → detrazione = 19% x 1.200 = 228 euro
  • Quota Luigi (50%): stessa situazione → detrazione = 228 euro
  • Risparmio fiscale totale: 456 euro

Esempio 3: Coniuge a carico – massimizzazione della detrazione

Roberto e Chiara, mutuo cointestato 50/50. Nel 2025 interessi totali: 5.200 euro. Chiara lavora part-time con reddito complessivo di 2.100 euro annui (sotto il limite di 2.840,51 euro: risulta fiscalmente a carico di Roberto).

  • Scenario A (senza applicare l’eccezione): Roberto detrae 19% x 2.000 = 380 euro. Chiara non ha capienza IRPEF, perde la detrazione. Totale coppia: 380 euro
  • Scenario B (con eccezione coniuge a carico): Roberto detrae la propria quota (2.000 euro) + la quota di Chiara (2.000 euro) = 4.000 euro totali. Detrazione = 19% x 4.000 = 760 euro
  • Risparmio aggiuntivo applicando l’eccezione: 380 euro in più nel rimborso IRPEF di Roberto

Questo terzo esempio mostra chiaramente perché è fondamentale verificare la situazione reddituale del coniuge cointestatario prima di compilare il 730. La differenza tra applicare o non applicare l’eccezione può valere centinaia di euro.

Casi particolari: intestazioni asimmetriche

Non sempre il mutuo e la proprietà dell’immobile coincidono perfettamente. Esistono situazioni particolari che meritano un’analisi specifica.

Caso A: Mutuo cointestato ma immobile di proprietà di uno solo

Succede talvolta che il mutuo venga stipulato da due persone (es. coppia non sposata o genitore e figlio), ma l’immobile acquistato risulti intestato a uno solo dei mutuatari. In questo caso, secondo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate, la detrazione spetta solo a chi è proprietario dell’immobile, anche se il contratto di mutuo è cointestato.

Il soggetto che paga le rate del mutuo ma non è proprietario dell’immobile non può detrarre gli interessi passivi di sua competenza, poiché manca il requisito della “destinazione ad abitazione principale” in capo a lui. Questa situazione crea un’inefficienza fiscale significativa.

Caso B: Immobile cointestato ma mutuo solo a nome di uno dei comproprietari

La situazione inversa è quella in cui l’immobile è acquistato in comproprietà (es. 50/50) ma il mutuo è stipulato da uno solo dei comproprietari. In questo caso, la detrazione spetta solo a chi ha sottoscritto il contratto di mutuo e paga effettivamente le rate, nel limite del 100% del tetto (4.000 euro), poiché lui è l’unico titolare del contratto.

L’altro comproprietario, che è proprietario dell’immobile ma non è parte del contratto di mutuo, non ha diritto ad alcuna detrazione sugli interessi passivi, anche se contribuisce informalmente al pagamento delle rate.

Caso C: Quote asimmetriche (es. 70/30 o 80/20)

Se il mutuo è cointestato in quote diverse dal 50/50 (ad esempio 70% e 30%), la detrazione segue proporzionalmente le quote. Con interessi totali di 5.000 euro:

  • Cointestatario 70%: interessi di competenza = 5.000 x 70% = 3.500 euro. Limite applicabile: min(3.500, 4.000 x 70%) = min(3.500, 2.800) = 2.800 euro. Detrazione = 19% x 2.800 = 532 euro
  • Cointestatario 30%: interessi di competenza = 5.000 x 30% = 1.500 euro. Limite: min(1.500, 4.000 x 30%) = min(1.500, 1.200) = 1.200 euro. Detrazione = 19% x 1.200 = 228 euro

Nota importante: Il limite di 4.000 euro deve essere applicato proporzionalmente alla quota di ciascuno, non come limite fisso per ognuno. Lo chiarisce l’Agenzia delle Entrate nelle istruzioni al modello 730: il tetto massimo di interessi detraibili per ciascun cointestatario è pari a 4.000 euro moltiplicato per la propria quota percentuale di partecipazione al mutuo.

Spese accessorie detraibili

Oltre agli interessi passivi in senso stretto, la detrazione fiscale del 19% si applica anche agli oneri accessori strettamente connessi all’ottenimento del mutuo ipotecario. Anche queste spese, se il mutuo è cointestato, seguono la regola della quota proporzionale.

Le principali spese accessorie detraibili insieme agli interessi passivi sono:

  • Spese di istruttoria bancaria: le commissioni pagate alla banca per la pratica di mutuo
  • Perizia tecnica: il costo della perizia sull’immobile richiesta dalla banca
  • Spese notarili per l’atto di mutuo (non per il rogito di compravendita): l’onorario del notaio per la stipula dell’atto di mutuo ipotecario rientra tra gli oneri accessori detraibili
  • Imposta sostitutiva sul mutuo: l’imposta pagata alla banca al momento dell’erogazione del mutuo (pari allo 0,25% o al 2% a seconda del regime agevolato)
  • Polizza vita e polizza incendio: le polizze assicurative obbligatorie o richieste dalla banca come condizione per l’erogazione del mutuo rientrano negli oneri accessori detraibili
  • Spese di mediazione creditizia: se ci si è avvalsi di un mediatore creditizio (broker mutui), la sua parcella è detraibile

Non detraibili invece le spese notarili per il rogito di compravendita dell’immobile, le imposte di registro, ipotecaria e catastale pagate sull’acquisto, e le spese di intermediazione immobiliare (agenzia).

Tutte le spese accessorie detraibili vengono sommate agli interessi passivi e il totale è soggetto al medesimo limite di 4.000 euro (applicato pro quota in caso di mutuo cointestato).

Documenti necessari per la detrazione

Per beneficiare correttamente della detrazione interessi passivi mutuo prima casa nel modello 730 o nel modello Redditi PF, è fondamentale conservare e presentare al CAF tutta la documentazione richiesta. In caso di mutuo cointestato, ciascun dichiarante dovrà avere la propria copia dei documenti o almeno i dati rilevanti per la propria quota.

  • Contratto di mutuo: l’atto notarile originale con indicazione dell’importo, della durata, dei soggetti cointestatari e delle rispettive quote
  • Quietanze di pagamento delle rate: i documenti bancari che attestano il pagamento delle rate (estratto conto bancario, o il documento rilasciato annualmente dalla banca denominato “comunicazione interessi passivi”)
  • Certificazione degli interessi (documento rilasciato dalla banca entro il 28 febbraio dell’anno successivo): attesta l’importo totale degli interessi passivi pagati nell’anno, suddivisi per cointestatario se la banca lo indica
  • Atto di compravendita (rogito): per verificare che l’immobile sia effettivamente la prima casa e la data di acquisto
  • Certificato di residenza o altra documentazione che attesti l’utilizzo dell’immobile come abitazione principale
  • Fatture notarili e bancarie per le spese accessorie (istruttoria, perizia, polizze obbligatorie)

Il documento più importante nella pratica quotidiana del CAF è la certificazione degli interessi passivi rilasciata dalla banca. Le banche sono obbligate a inviarla entro il 28 febbraio di ogni anno (art. 7 del D.P.R. 600/1973) e riporta il totale degli interessi passivi pagati nell’anno precedente, con il nome del/i intestatario/i del contratto.

Il termine dei 12 mesi tra acquisto e mutuo

Una condizione fondamentale per accedere alla detrazione è il rispetto del termine temporale di 12 mesi tra la stipula del contratto di mutuo e l’acquisto dell’immobile. Questo requisito è indicato esplicitamente nell’art. 15, comma 1, lett. b) del TUIR.

Le due situazioni ammesse sono:

  • Mutuo stipulato PRIMA dell’acquisto: il rogito di compravendita deve avvenire entro i 12 mesi successivi alla stipula del mutuo. Questa situazione si verifica ad esempio con le compravendite di immobili in costruzione, dove il mutuo viene erogato prima del completamento e della consegna
  • Mutuo stipulato DOPO l’acquisto: il contratto di mutuo deve essere stipulato entro i 12 mesi successivi alla data del rogito di compravendita. Questa è la situazione più comune: si acquista l’immobile con atto notarile e successivamente si stipula il mutuo ipotecario

Se il mutuo viene stipulato oltre 12 mesi dall’acquisto (o viceversa), il contribuente perde il diritto alla detrazione degli interessi passivi. In tal caso, il mutuo è considerato per “altri scopi” e non per l’acquisto della prima casa.

Altrettanto importante è il requisito che l’immobile acquistato divenga l’abitazione principale entro 12 mesi dall’acquisto. Il contribuente deve trasferire la residenza anagrafica nell’immobile entro questo termine. Eccezioni sono previste per motivi di lavoro documentati o per impedimenti di forza maggiore (es. lavori di ristrutturazione dell’immobile).

Come indicare il mutuo cointestato nel 730/2026

Nella dichiarazione dei redditi 2026 (anno d’imposta 2025), la detrazione interessi passivi mutuo prima casa si inserisce nel Rigo E7 del quadro E (Oneri e Spese).

Per il mutuo cointestato, ogni contribuente deve compilare il proprio rigo E7 indicando:

  • Colonna 1 (Tipo): inserire il codice “1” per mutui stipulati dal 1° gennaio 1993 per acquisto abitazione principale
  • Colonna 2 (Soggetto): lasciare vuoto se il dichiarante è il solo titolare della propria quota; inserire “1” se si sta detraendo anche la quota del coniuge a carico
  • Colonna 3 (Interessi passivi): inserire l’importo degli interessi passivi di propria competenza (la propria quota del totale indicato nella certificazione bancaria)

Esempio pratico di compilazione: Mutuo cointestato 50/50 con interessi totali 2025 pari a 3.800 euro (attestati dalla banca). Ogni cointestatario riporta nel proprio rigo E7 colonna 3 l’importo di 1.900 euro (il 50% di 3.800 euro), non 3.800 euro.

Con il coniuge a carico: Se il coniuge B è a carico, il coniuge A riporta nel rigo E7 l’intero importo degli interessi proporzionali a entrambe le quote, ma non può superare il limite di 4.000 euro. Con interessi totali di 3.800 euro, A indica 3.800 euro (il 100%), nel limite di 4.000 euro. La detrazione spettante ad A sarà 19% x 3.800 = 722 euro.

Affidarsi a un CAF abilitato per la compilazione del modello 730 garantisce che questi calcoli vengano eseguiti correttamente, massimizzando il rimborso IRPEF spettante. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno migliaia di contribuenti nella corretta applicazione delle detrazioni fiscali.

Sintesi e punti chiave da ricordare

Ricapitolando le regole fondamentali sul mutuo prima casa cointestato e la detrazione degli interessi passivi:

  • Regola generale: ogni cointestatario detrae SOLO la propria quota di interessi (proporzionale alla quota di intestazione del mutuo)
  • Limite individuale: 4.000 euro di interessi detraibili per ciascun contribuente, da applicarsi pro quota (es. 2.000 euro per una quota 50%)
  • Eccezione coniuge a carico: il coniuge con reddito può detrarre fino a 4.000 euro totali se l’altro coniuge è fiscalmente a carico (reddito sotto 2.840,51 euro)
  • Proprietà e mutuo devono coincidere: chi non è proprietario dell’immobile non detrae, chi non è intestatario del mutuo non detrae
  • Termine 12 mesi: l’acquisto dell’immobile deve avvenire entro/dopo 12 mesi dalla stipula del mutuo
  • Spese accessorie incluse nel tetto: istruttoria, perizia, notarile mutuo, imposta sostitutiva, polizze obbligatorie

La corretta applicazione di queste regole richiede attenzione e conoscenza normativa. Per non perdere nemmeno un euro di detrazione a cui hai diritto, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri esperti verificheranno la tua situazione specifica e compileranno il 730 nel modo più vantaggioso possibile.

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Domande Frequenti sul Mutuo Cointestato e la Detrazione Interessi

Con un mutuo cointestato al 50%, ognuno puo detrarre fino a 4.000 euro di interessi?

No. Il limite di 4.000 euro e il massimo complessivo per singolo contribuente, ma nel mutuo cointestato va applicato proporzionalmente alla quota. Con quota 50%, il limite individuale e di 2.000 euro di interessi detraibili, per una detrazione massima di 380 euro (19% di 2.000 euro). L’altro cointestatario ha lo stesso limite di 2.000 euro. Solo se il coniuge e a carico fiscale, l’altro puo detrarre fino a 4.000 euro totali.

Il convivente non sposato puo beneficiare dell’eccezione del coniuge a carico?

No. L’eccezione del coniuge fiscalmente a carico si applica esclusivamente ai coniugi (unioni civili incluse), non ai conviventi di fatto. Per le coppie non sposate, si applica sempre e solo la regola della quota proporzionale: ognuno detrae la propria quota di interessi, senza possibilita di trasferire la detrazione all’altro convivente.

Cosa succede se la banca non rilascia la certificazione degli interessi passivi?

La banca e obbligata per legge a rilasciare la certificazione degli interessi passivi entro il 28 febbraio dell’anno successivo. Se non la ricevi, puoi richiederla direttamente alla banca (allo sportello o via homebanking nella sezione documenti fiscali). In mancanza, puoi usare l’estratto conto bancario che riporta il dettaglio delle rate pagate con la quota di interessi. Il CAF puo aiutarti a calcolare correttamente la quota interessi dalla certificazione ricevuta.

Se l’immobile viene venduto e acquisto una nuova prima casa con nuovo mutuo, posso detrarre?

Si, ma la detrazione sul vecchio mutuo cessa dall’anno successivo alla vendita. Se entro un anno dalla vendita acquisti una nuova abitazione principale e stipuli un nuovo mutuo ipotecario, puoi detrarre gli interessi sul nuovo mutuo. Se il nuovo mutuo e per riscatto o rinegoziazione del precedente, continuano le stesse regole. Il CAF Centro Fiscale puo verificare la tua situazione specifica, specialmente in caso di mutuo cointestato e separazione o divorzio.

In caso di separazione, chi puo detrarre gli interessi del mutuo cointestato?

In caso di separazione legale o divorzio, le regole cambiano. Se uno dei coniugi lascia l’immobile, perde il requisito dell’abitazione principale e non puo piu detrarre (salvo eccezioni per la casa assegnata ai figli). Il coniuge che rimane nell’immobile come abitazione principale e intestatario del mutuo puo detrarre la propria quota. Per le situazioni di separazione con mutuo cointestato, e fortemente consigliato rivolgersi al CAF per una verifica personalizzata, data la complessita delle casistiche.

Le spese del notaio per il rogito sono detraibili insieme agli interessi del mutuo?

No. Le spese notarili per il rogito di compravendita dell’immobile NON sono detraibili come oneri accessori del mutuo. Sono invece detraibili le spese notarili per l’atto di mutuo ipotecario (documento separato dal rogito). Anche le imposte di registro, ipotecaria e catastale pagate sull’acquisto non sono detraibili. Sono invece detraibili: istruttoria bancaria, perizia, imposta sostitutiva sul mutuo, polizze obbligatorie richieste dalla banca, spese di mediazione creditizia.


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    Indice dei contenuti

    1. Il problema dei forfettari con il mutuo: percezione vs realta
    2. Come le banche valutano il reddito di un forfettario
    3. Esempio pratico: dal compenso alla rata massima
    4. Come migliorare la propria posizione prima di chiedere il mutuo
    5. Banche piu aperte ai forfettari nel 2026
    6. Mutuo prima casa under 36 e garanzia Consap 2026
    7. Documentazione necessaria per il mutuo del forfettario
    8. Strategia: alzare il reddito imponibile in vista del mutuo
    9. Casi particolari: startup, consolidato, dipendente
    10. Alternative al mutuo per chi non riesce a ottenerlo
    11. Costi del mutuo per un forfettario
    12. Detrazione interessi mutuo: il forfettario non ne usufruisce
    13. Esempio completo: il caso di Marco
    14. Domande frequenti (FAQ)

    Sei un forfettario e vuoi comprare casa nel 2026 con un mutuo, ma le banche ti dicono che il tuo reddito non basta? Non sei solo: migliaia di partite IVA forfettarie ogni anno si trovano davanti a uno scenario paradossale. Tu fatturi 50.000 euro l’anno, ma la banca ne vede appena 32.000. La rata massima che ti propongono e la meta di quella che potresti realmente sostenere.

    Il motivo? Le banche non guardano i tuoi compensi reali, ma il reddito imponibile indicato nel Modello Redditi PF, Quadro LM. E nel regime forfettario questo reddito e sempre piu basso del fatturato, perche tiene conto del coefficiente di redditivita e dei contributi previdenziali versati.

    In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo come funziona davvero la valutazione bancaria di un forfettario, come migliorare la tua posizione prima di chiedere il mutuo, quali banche sono piu aperte alle partite IVA forfettarie, come funziona la garanzia Consap per gli under 36 e quali documenti preparare. Con esempi numerici concreti per capire ogni passaggio.

    Il problema dei forfettari con il mutuo: percezione vs realta

    Il regime forfettario e nato per semplificare la fiscalita delle piccole partite IVA con un’aliquota agevolata (5% per i primi 5 anni di attivita, 15% a regime). Il problema e che la stessa semplificazione che ti fa pagare poche tasse ti penalizza quando devi dimostrare il tuo reddito a terzi: banche, locatori, finanziarie.

    La banca, quando valuta una richiesta di mutuo, deve seguire criteri prudenziali stabiliti dalla normativa di vigilanza. Non puo basarsi sul tuo “fatturato lordo” ne sui movimenti del tuo conto corrente. Deve guardare il reddito imponibile fiscalmente accertato, quello che risulta nel Quadro LM del Modello Redditi PF.

    E qui arriva il paradosso: un forfettario che fattura 50.000 euro l’anno, sul Modello Redditi PF non ha un reddito imponibile di 50.000 euro, ma molto meno. Le banche lo sanno e applicano i loro parametri di sostenibilita su quella cifra ridotta, dimezzando di fatto la rata massima che potresti permetterti.

    Il risultato pratico? Tanti forfettari con redditi reali piu che dignitosi si vedono rifiutare il mutuo o ottengono cifre lontane dalle loro esigenze, costretti a rinunciare all’acquisto della casa o a ripiegare su soluzioni meno convenienti.

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    Come le banche valutano il reddito di un forfettario

    Per capire come uscire dal paradosso, dobbiamo prima capire cosa esattamente guarda la banca. La valutazione del merito creditizio per un forfettario si basa su tre elementi:

    • Reddito imponibile dichiarato nel Quadro LM del Modello Redditi PF degli ultimi 2-3 anni
    • Continuita dell’attivita (almeno 2 anni di partita IVA, meglio 3)
    • Stabilita dei flussi (estratti conto bancari coerenti con i compensi dichiarati)

    Come si calcola il reddito imponibile forfettario

    La formula e semplice ma decisiva:

    Reddito imponibile = (Compensi incassati x Coefficiente di redditivita) – Contributi previdenziali versati

    Il coefficiente di redditivita e una percentuale stabilita per legge in base al codice ATECO della tua attivita. Le piu comuni:

    • Professionisti (consulenti, avvocati, architetti, ingegneri): 78%
    • Commercio al dettaglio: 40%
    • Intermediari del commercio: 62%
    • Costruzioni e immobiliare: 86%
    • Servizi di alloggio e ristorazione: 40%
    • Altre attivita economiche: 67%

    Significa che, indipendentemente dalle spese reali sostenute, il fisco ti riconosce solo una percentuale fissa di “reddito” sui tuoi compensi. Le spese effettive non contano: il regime forfettario e proprio “forfettario” perche non ammette deduzioni analitiche.

    La regola del terzo: come la banca calcola la rata massima

    Una volta determinato il reddito imponibile annuo, la banca applica il principio della sostenibilita finanziaria: la rata mensile del mutuo non deve superare circa 1/3 del reddito mensile netto. Alcune banche sono piu prudenti (1/4) o piu permissive (40%), ma 33% e lo standard.

    La formula approssimativa e:

    Rata massima sostenibile = (Reddito imponibile annuo / 12) x 33%

    Esempio pratico: dal compenso alla rata massima

    Vediamo concretamente come si trasforma un compenso reale in rata massima approvabile. Prendiamo Laura, una consulente forfettaria con codice ATECO professionale (coefficiente 78%).

    Dati di partenza:

    • Compensi annui incassati: 50.000 euro
    • Coefficiente di redditivita: 78%
    • Contributi INPS Gestione Separata versati: 7.000 euro

    Calcolo del reddito imponibile:

    • 50.000 x 78% = 39.000 euro (reddito lordo forfettario)
    • 39.000 – 7.000 (contributi) = 32.000 euro reddito imponibile

    Calcolo della rata massima bancaria:

    • 32.000 / 12 = 2.666 euro reddito mensile
    • 2.666 x 33% = circa 890 euro di rata massima sostenibile

    Cosa significa nella pratica? Con una rata di 890 euro al mese, a un tasso del 3,5% su 25 anni, Laura puo ottenere un mutuo di circa 178.000 euro. Se vuole comprare una casa da 250.000 euro, deve mettere di tasca propria almeno 72.000 euro (oltre alle imposte di acquisto e alle spese notarili).

    Eppure Laura, sul suo conto, vede entrare 50.000 euro all’anno. Sente di poter sostenere ben piu di 890 euro al mese. Ma per la banca quei 50.000 non esistono: esistono solo i 32.000 del Quadro LM. Questo e il cuore del problema dei forfettari.

    Come migliorare la propria posizione prima di chiedere il mutuo

    La buona notizia e che, con una pianificazione di 12-24 mesi, un forfettario puo migliorare significativamente le sue chance di ottenere un mutuo adeguato alle sue reali capacita. Ecco le 5 strategie piu efficaci:

    1. Anticipo del 30% (riduce il loan-to-value)

    Il Loan-to-Value (LTV) e il rapporto tra mutuo richiesto e valore dell’immobile. Le banche sono molto piu disponibili a finanziare al massimo l’80% del valore (LTV 80%), e ancora piu generose se il LTV scende al 70% o meno.

    Mettere un anticipo del 30% (anziche del 20% standard) significa: meno rischio per la banca, condizioni piu favorevoli (tasso piu basso), maggiore probabilita di approvazione anche con reddito imponibile basso.

    2. Documentazione completa e ben organizzata

    Non basta presentare l’ultimo Modello Redditi. Per dimostrare la solidita reale dell’attivita, conviene preparare un dossier che includa:

    • Modelli Redditi PF degli ultimi 3 anni (non solo l’ultimo)
    • Modelli F24 dei contributi previdenziali versati
    • Fatturato medio annuo degli ultimi 3 anni con grafico in crescita
    • Estratti conto bancari degli ultimi 12 mesi
    • Elenco dei principali clienti (committenti stabili = piu rassicurazione)
    • Eventuali contratti di collaborazione pluriennali

    3. Stabilita lavorativa: minimo 2-3 anni di partita IVA

    Le banche guardano con sospetto chi ha aperto la partita IVA da meno di un anno. La regola standard e almeno 2 anni di attivita continuativa, meglio 3. Se hai aperto da poco, conviene aspettare prima di chiedere il mutuo, oppure presentarti con un coniuge dipendente come cointestatario.

    4. Avere un coniuge dipendente: il dual income

    Questa e probabilmente la strategia piu efficace per un forfettario. Se il coniuge ha un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, cointestare il mutuo cambia completamente la situazione:

    • I redditi si sommano (dual income)
    • La banca considera il dipendente come “ancora di stabilita”
    • Il rischio percepito si abbassa drasticamente
    • Si sblocca il diritto alle detrazioni IRPEF per gli interessi (ne parliamo dopo)

    5. Fideiussione o garante: un parente dipendente o pensionato

    Se non hai un coniuge dipendente, puoi chiedere a un genitore o parente con reddito stabile di fare da fideiussore (garante) sul mutuo. Il garante non diventa proprietario dell’immobile, ma si impegna a pagare la rata se tu non riesci. Per la banca, questo abbassa il rischio e rende piu facile l’approvazione.

    Banche piu aperte ai forfettari nel 2026

    Non tutte le banche valutano i forfettari allo stesso modo. Alcune sono particolarmente restrittive (richiedono 3 anni di attivita e redditi imponibili sopra i 25.000 euro), altre sono piu flessibili e hanno prodotti specifici per partite IVA.

    Sulla base delle esperienze raccolte dai nostri clienti CAF e dalle policy commerciali pubbliche, queste sono le banche piu aperte ai forfettari nel 2026:

    • BPER Banca – generalmente disponibile, valuta caso per caso, prodotti dedicati alle partite IVA
    • Credit Agricole Italia – storicamente attenta ai professionisti, anche forfettari
    • Banca Sella – flessibile, soprattutto per professionisti consolidati
    • Banca Mediolanum / Webank – mutui online competitivi, valutazione meno rigida sulla forma del reddito
    • Intesa Sanpaolo – dipende molto dalla filiale e dal direttore, ma con un buon dossier puo aprire
    • UniCredit – selettiva, ma con anticipo del 30% e 3 anni di attivita valuta

    Strategia consigliata: non chiedere preventivi a una sola banca. Presenta il tuo dossier ad almeno 3-4 istituti diversi, anche tramite un mediatore creditizio autorizzato OAM, che conosce le politiche commerciali aggiornate di ogni banca e sa quale prodotto proporre.

    Tieni presente che le politiche cambiano spesso: una banca che oggi e chiusa ai forfettari puo aprirsi tra 6 mesi, e viceversa. La situazione del 2026 e generalmente piu favorevole rispetto al passato grazie alla crescita strutturale del numero di partite IVA in Italia (oltre 1,7 milioni di forfettari attivi).

    Mutuo prima casa under 36 e garanzia Consap 2026

    Se hai meno di 36 anni e vuoi acquistare la prima casa, esiste una via privilegiata che vale anche per i forfettari: il Fondo di garanzia per la prima casa gestito da Consap (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici) per conto del Ministero dell’Economia.

    Cos’e e come funziona la garanzia Consap

    Lo Stato, tramite Consap, offre alla banca una garanzia pubblica fino all’80% del capitale erogato. Questo significa che se anche il mutuo richiesto supera l’80% del valore dell’immobile (fino al 100% in alcuni casi), la banca e tutelata e puo concedere il finanziamento con maggiore tranquillita.

    Requisiti per accedere nel 2026

    • Eta: meno di 36 anni al momento della richiesta
    • ISEE: non superiore a 40.000 euro (per accedere a condizioni piu agevolate)
    • Importo mutuo: fino a 250.000 euro
    • Immobile: deve essere prima casa, non di lusso (categorie escluse A/1, A/8, A/9)
    • Categoria professionale: aperta anche ai lavoratori autonomi e ai forfettari

    Vantaggi concreti per il forfettario under 36

    • Possibilita di ottenere fino al 100% del valore dell’immobile (LTV 100%) senza anticipo
    • Tassi di interesse calmierati per ISEE sotto i 40.000 euro
    • Esenzione da imposta sostitutiva sul mutuo
    • Esenzione da imposta di registro, ipotecaria e catastale (se compri da privato)

    Importante: la garanzia Consap non sostituisce la valutazione bancaria. La banca deve comunque approvare la pratica in base al merito creditizio. Ma sapere che c’e la garanzia pubblica abbassa il rischio percepito e aumenta sensibilmente le probabilita di accettazione, anche per un forfettario.

    Le agevolazioni under 36 sono state confermate e prorogate piu volte: verifica sempre la scadenza in vigore al momento della richiesta (tipicamente fine anno), perche ogni Legge di Bilancio puo modificare le condizioni.

    Documentazione necessaria per il mutuo del forfettario

    Quando ti presenti in banca per chiedere un mutuo da forfettario, la lista dei documenti richiesti e piu ampia rispetto a un dipendente. Prepararla in anticipo, ben organizzata, fa la differenza in fase di valutazione.

    Documenti fiscali (i piu importanti)

    • Modello Redditi PF degli ultimi 3 anni (con quietanze di trasmissione)
    • Quadro LM evidenziato (e quello che la banca legge per capire il reddito imponibile)
    • Modelli F24 dei contributi INPS o casse private versati negli ultimi 3 anni
    • Modelli F24 dell’imposta sostitutiva pagata (saldo e acconti)
    • Eventuali ricevute di pagamento delle marche da bollo sulle fatture

    Documenti dell’attivita

    • Visura camerale aggiornata (se sei ditta individuale iscritta al Registro Imprese)
    • Certificato di attribuzione partita IVA
    • Eventuale iscrizione all’albo professionale
    • Fatture rappresentative dell’attivita (campione di 10-15 fatture recenti)
    • Elenco dei principali clienti con contratti di collaborazione (se esistono)

    Documenti bancari

    • Estratti conto degli ultimi 12 mesi (alcune banche chiedono 24 mesi)
    • Documentazione di eventuali finanziamenti in corso (rate auto, prestiti personali)
    • Estratti conto delle carte di credito revolving
    • Eventuali patrimoni mobiliari (BTP, polizze, fondi)

    Documenti personali

    • Documento di identita e codice fiscale
    • Stato di famiglia
    • Eventuale separazione o divorzio (sentenze)
    • ISEE aggiornato (se chiedi agevolazioni under 36)

    Documenti dell’immobile da acquistare

    • Compromesso o proposta di acquisto
    • Visura catastale
    • Planimetria catastale
    • Atto di provenienza del venditore
    • APE (Attestato di Prestazione Energetica)
    • Eventuale perizia di parte (alcune banche la richiedono prima dell’erogazione)

    Strategia: alzare il reddito imponibile in vista del mutuo

    Ecco un consiglio fondamentale che molti forfettari non conoscono: nei 2-3 anni precedenti la richiesta di mutuo, conviene “alzare” il reddito imponibile per migliorare la valutazione bancaria. Non si tratta di evadere o di dichiarare il falso, ma di scegliere strategicamente come compilare il Modello Redditi.

    Opzione 1: incassare di piu prima del mutuo

    Se hai possibilita di pianificare le incassature dei tuoi clienti, programma di incassare quanto piu possibile nei 2-3 anni che precedono la richiesta. Pagherai un po’ piu di tasse, ma il reddito imponibile salira e con esso la rata sostenibile.

    Esempio: se di solito fatturi a fine anno e incassi a gennaio dell’anno dopo, in vista del mutuo conviene farti pagare entro il 31 dicembre. Cosi il reddito entra nell’anno fiscale piu utile.

    Opzione 2: NON dedurre tutti i contributi previdenziali

    Questa e una strategia poco conosciuta ma perfettamente legale. Nel regime forfettario puoi scegliere se dedurre dal reddito imponibile tutti i contributi previdenziali versati oppure solo una parte. Se ne deduci di meno, il reddito imponibile sale.

    Tornando all’esempio di Laura:

    • Caso A (deduce tutto): 39.000 – 7.000 = 32.000 reddito imponibile -> rata max 890 euro
    • Caso B (non deduce): 39.000 – 0 = 39.000 reddito imponibile -> rata max 1.072 euro

    Nel caso B, Laura paga circa 1.000 euro in piu di imposta sostitutiva al 15% (1.050 euro per la precisione, calcolata sui 7.000 contributi non dedotti), ma in cambio puo richiedere un mutuo significativamente piu alto. Per chi compra casa una volta nella vita, e un investimento che vale la pena valutare.

    Opzione 3: presentare un dossier “esteso”

    Anche se la banca guarda principalmente il Quadro LM, puoi arricchire la pratica con documentazione che mostri la solidita complessiva della tua attivita: contratti pluriennali, lettere di intenti dei clienti, fatturato in crescita costante. Questo non cambia il calcolo formale, ma puo influenzare positivamente il direttore di filiale che decide.

    Importante: queste strategie vanno valutate con un commercialista o con il tuo CAF. Il CAF Centro Fiscale di Udine aiuta i forfettari a pianificare la dichiarazione in vista di esigenze come il mutuo, facendo simulazioni numeriche per capire quale opzione conviene davvero.

    Casi particolari: startup, consolidato, dipendente

    La situazione del forfettario di fronte al mutuo cambia molto in base alla fase della sua attivita. Vediamo i tre profili tipici.

    Forfettario startup (aliquota 5%, primi 5 anni)

    Chi rientra nel regime startup forfettario con aliquota agevolata al 5% e nei primi 5 anni di attivita. La situazione di fronte al mutuo e particolarmente difficile:

    • Storico dichiarativo limitato (1-2 anni di Modelli Redditi)
    • Reddito imponibile spesso molto basso (i primi anni di attivita sono di assestamento)
    • Difficolta a dimostrare la continuita

    Cosa fare? Aspettare di avere almeno 2-3 anni di Modelli Redditi alle spalle, oppure presentarsi con un cointestatario dipendente (coniuge o genitore). Senza queste due leve, ottenere il mutuo e quasi impossibile.

    Forfettario consolidato (aliquota 15%, oltre 5 anni)

    Il forfettario “veterano”, quello con almeno 5 anni di attivita continuativa e aliquota standard al 15%, ha una situazione molto piu favorevole:

    • Storico fiscale solido (5+ anni di Modelli Redditi)
    • Trend di fatturato dimostrabile (idealmente in crescita)
    • Flussi bancari stabili e prevedibili
    • Reputazione professionale consolidata

    Per questo profilo, le banche piu aperte (BPER, Credit Agricole, Sella, Mediolanum) offrono spesso condizioni quasi paragonabili a quelle di un dipendente, soprattutto se il reddito imponibile supera i 30.000 euro annui.

    Forfettario + dipendente (in famiglia)

    Questo e il caso ideale. Se nella coppia c’e un forfettario e un dipendente, la strategia migliore e cointestare il mutuo tra i due, oppure intestarlo solo al dipendente. In entrambi i casi:

    • Il dipendente porta stabilita e affidabilita percepita
    • I redditi si sommano (se cointestato)
    • Si sblocca la detrazione IRPEF degli interessi (di cui il forfettario solo non puo beneficiare)
    • La banca approva piu facilmente

    Spesso la soluzione ottimale e: mutuo cointestato 50/50, immobile cointestato, detrazione interessi al 50% per il coniuge dipendente sui suoi 4.000 euro annui detraibili.

    Alternative al mutuo per chi non riesce a ottenerlo

    Se anche dopo aver provato tutte le strategie il mutuo bancario resta fuori portata, esistono alternative meno conosciute ma valide per acquisire la prima casa.

    Affitto con riscatto (rent-to-buy)

    Strumento contrattuale regolato dal D.L. 133/2014. Il rent-to-buy permette di:

    • Vivere nella casa pagando un canone mensile
    • Una parte del canone viene accantonata come acconto per il futuro acquisto
    • Dopo un periodo concordato (3-5 anni), si decide se acquistare o rinunciare
    • Nel frattempo, il forfettario consolida il suo storico e puo arrivare al mutuo con dossier piu solido

    Leasing immobiliare

    Il leasing immobiliare e una strada piu adatta a forfettari con codici ATECO professionali o di impresa, soprattutto se l’immobile ha anche destinazione d’uso strumentale (ad esempio uno studio professionale). Permette di:

    • Pagare canoni periodici alla societa di leasing
    • Riscattare l’immobile a fine contratto a prezzo agevolato
    • Dedurre fiscalmente parte dei canoni (per le imprese, non per il forfettario puro)

    Acquisto tramite societa (SRL semplificata)

    Per chi ha disponibilita di liquidita ma reddito imponibile basso, una strada percorribile e costituire una SRL semplificata e acquistare l’immobile in capo alla societa. La SRL puo accedere a finanziamenti dedicati alle imprese, con criteri di valutazione diversi dal mutuo prima casa.

    Attenzione: questa strategia ha implicazioni fiscali e amministrative significative (gestione della societa, costi annui, doppia tassazione utili). Va valutata solo con un commercialista in casi specifici, non come scorciatoia rispetto al mutuo personale.

    Costi del mutuo per un forfettario

    I costi di un mutuo per un forfettario sono identici a quelli per un dipendente in termini di voci, ma il TAEG (tasso effettivo) puo essere leggermente piu alto, perche le banche applicano uno spread maggiorato per il maggior rischio percepito. Vediamo le voci principali.

    Tasso fisso vs variabile

    • Tasso fisso: rata invariata per tutta la durata. Conviene quando i tassi di mercato sono bassi e si prevede che salgano
    • Tasso variabile: rata legata all’Euribor. Conveniente in scenari di tassi in calo, ma rischiosa per chi ha redditi non garantiti
    • Tasso misto: parte fissa e parte variabile, soluzione di compromesso

    Per un forfettario, generalmente conviene il tasso fisso: la rata costante permette una pianificazione finanziaria piu prevedibile, importante per chi non ha un cedolino fisso ogni mese.

    Spese di istruttoria

    Sono i costi che la banca chiede per analizzare la pratica. Variano da 0 (in alcuni mutui online) a 1.000-1.500 euro nelle banche tradizionali. Per i forfettari, l’istruttoria e generalmente piu lunga e costosa per la maggiore documentazione richiesta.

    Imposta sostitutiva sul mutuo

    • 0,25% sul capitale erogato per la prima casa
    • 2% sul capitale erogato per seconde case o immobili non agevolati
    • Esenzione totale se accedi alla garanzia Consap under 36 con ISEE sotto 40.000 euro

    Altri costi tipici

    • Perizia tecnica: 200-400 euro per la valutazione dell’immobile
    • Polizza incendio e scoppio obbligatoria: 200-400 euro all’anno
    • Polizza vita o sulle malattie gravi: facoltativa, ma spesso “consigliata” dalla banca
    • Spese notarili: 1.500-3.000 euro tra mutuo e atto
    • Spese di gestione annuale: 0-100 euro/anno per la pratica

    Totale costi accessori per un mutuo medio da 200.000 euro: tra 4.000 e 8.000 euro al momento dell’erogazione, oltre alle polizze annuali.

    Detrazione interessi mutuo: il forfettario non ne usufruisce

    Una delle agevolazioni piu importanti sul mutuo prima casa e la detrazione IRPEF degli interessi passivi. Vediamo perche per il forfettario rappresenta un problema specifico.

    Come funziona la detrazione (in generale)

    I contribuenti italiani possono detrarre dall’IRPEF il 19% degli interessi passivi pagati sul mutuo prima casa, fino a un massimo di 4.000 euro di interessi all’anno (quindi una detrazione massima di 760 euro annui).

    Su un mutuo medio di 200.000 euro a tasso 3,5%, gli interessi pagati nei primi anni sono circa 6.500-7.000 euro, ma il tetto di 4.000 euro fa scattare la detrazione massima da 760 euro all’anno. Su 25 anni di mutuo, sono circa 15.000-18.000 euro di IRPEF risparmiata.

    Il forfettario non paga IRPEF, quindi non detrae

    Qui sta il problema. Il forfettario non paga IRPEF: paga la imposta sostitutiva (al 5% o al 15%) che sostituisce IRPEF e addizionali. Le detrazioni fiscali si applicano solo all’IRPEF, non all’imposta sostitutiva.

    Conseguenza pratica: il forfettario che intesta il mutuo solo a se stesso perde la detrazione del 19% sugli interessi. Su 25 anni, e una perdita di 15.000-18.000 euro netti.

    La soluzione: cointestare al coniuge dipendente

    Se il coniuge ha un reddito da lavoro dipendente o pensione (paga IRPEF), cointestare il mutuo permette al coniuge di portare in detrazione il 50% degli interessi sulla sua dichiarazione, recuperando 380 euro all’anno (su 4.000 euro di interessi annui condivisi).

    Ancora meglio: intestare il mutuo solo al coniuge dipendente (se il suo reddito basta da solo), per portare l’intera detrazione del 19% su 4.000 euro = 760 euro all’anno. Per 25 anni, fa 19.000 euro di IRPEF risparmiata.

    Attenzione: per portare la detrazione, il coniuge deve essere proprietario (almeno in parte) dell’immobile e cointestatario (almeno in parte) del mutuo. Va pianificato bene con il commercialista o il CAF prima di firmare il rogito.

    Esempio completo: il caso di Marco

    Mettiamo insieme tutto quanto detto in un esempio numerico realistico. Marco e un forfettario consulente IT a Udine, ha 32 anni, vuole comprare una casa da 250.000 euro insieme a sua moglie Sara, dipendente in azienda.

    La situazione di partenza

    • Marco: forfettario da 4 anni, codice ATECO 62.02.00 (consulenza IT, coefficiente 67%), compensi annui 60.000 euro
    • Sara: dipendente a tempo indeterminato, RAL 28.000 euro
    • Risparmi della coppia: 75.000 euro
    • Casa target: 250.000 euro a Udine

    Calcolo del reddito Marco

    • 60.000 x 67% = 40.200 euro reddito lordo
    • 40.200 – 7.500 contributi INPS = 32.700 reddito imponibile

    Scenario 1: mutuo solo intestato a Marco

    • Reddito mensile: 32.700 / 12 = 2.725 euro
    • Rata massima sostenibile: 2.725 x 33% = 900 euro
    • Mutuo ottenibile a tasso 3,5% su 25 anni: circa 180.000 euro
    • Anticipo necessario: 70.000 euro (poco sotto i risparmi disponibili)
    • Detrazione interessi: 0 euro (Marco non paga IRPEF)
    • Costo perdita detrazioni in 25 anni: -18.000 euro

    Scenario 2: mutuo cointestato a Marco e Sara

    • Reddito netto Marco: ~32.700 – 5.000 imposte = 27.700 euro
    • Reddito netto Sara (dipendente RAL 28K): ~21.000 euro
    • Reddito familiare netto: 48.700 euro
    • Reddito mensile: 48.700 / 12 = 4.060 euro
    • Rata massima sostenibile: 4.060 x 33% = 1.340 euro
    • Mutuo ottenibile a tasso 3,3% su 25 anni: circa 270.000 euro (con anticipo del 30%, 175.000 di mutuo richiesto)
    • Detrazione interessi (50% per Sara): 380 euro/anno
    • Risparmio in 25 anni: +9.500 euro

    Decisione finale

    Marco e Sara optano per lo scenario 2: mutuo cointestato 50/50, casa cointestata 50/50, anticipo del 30% (75.000 euro). Richiedono il mutuo a BPER, presentando il dossier completo: 4 Modelli Redditi di Marco, 4 CU di Sara, estratti conto bancari, lista clienti di Marco, contratto di lavoro di Sara.

    Aggiungono la garanzia Consap under 36 (Marco ha 32 anni, ISEE familiare sotto 40.000 euro). Ottengono un mutuo da 175.000 euro al 3,3% fisso, rata di 855 euro/mese, esenzione dall’imposta sostitutiva. Risultato: casa acquistata con condizioni ottimali e detrazione interessi attiva.

    Domande frequenti (FAQ)

    Posso ottenere un mutuo prima casa se sono forfettario da meno di 2 anni?

    Molto difficile da soli: la maggior parte delle banche richiede almeno 2 dichiarazioni dei redditi consolidate (quindi 2 anni di partita IVA). Se hai meno storico, le strade sono: aspettare e accumulare almeno 24 mesi di attivita, oppure presentarti con un cointestatario dipendente o con un fideiussore solido. La garanzia Consap under 36 aiuta, ma non sostituisce la valutazione di stabilita reddituale.

    Conviene aprire una SRL per ottenere il mutuo piu facilmente?

    Quasi mai. Il mutuo intestato alla SRL non e un mutuo prima casa (non vale la detrazione, non vale l’imposta sostitutiva 0,25%, non vale la garanzia Consap). I costi annuali della SRL (gestione contabile, IRES, IRAP, doppia tassazione utili) superano spesso i benefici. Conviene solo in casi specifici, come acquisto di immobili strumentali per l’attivita.

    Quanto incidono gli estratti conto bancari sulla decisione della banca?

    Molto. La banca controlla la coerenza tra reddito dichiarato e movimenti reali e cerca segnali di stabilita: entrate periodiche regolari, assenza di scoperti frequenti, capacita di accantonamento mensile. Un estratto conto “in ordine” puo compensare in parte un reddito imponibile basso. Un estratto conto caotico (continui rossi, pignoramenti, pagamenti rateali) puo affossare anche una pratica con buon reddito.

    Posso usare l’ISEE basso per accedere a mutui agevolati?

    L’ISEE basso (sotto 40.000 euro per la garanzia Consap under 36) ti da accesso a condizioni piu favorevoli (tassi calmierati, esenzione imposta sostitutiva sul mutuo, garanzia pubblica fino al 100%). Ma non aumenta la rata massima approvabile: la banca continua a guardare il reddito imponibile per la sostenibilita. ISEE basso = tante agevolazioni accessorie, non significa “automaticamente mutuo piu alto”.

    Se non deduco i contributi nel Modello Redditi, perdo il diritto di averli pagati?

    No. I contributi previdenziali versati restano validi ai fini pensionistici indipendentemente dal fatto che tu li deduca o meno fiscalmente. La scelta di non dedurli (o dedurli parzialmente) influenza solo il reddito imponibile dichiarato, non il tuo montante INPS o cassa privata. La pensione futura non cambia.

    Quanti anni dovrei pianificare in anticipo prima di chiedere il mutuo?

    L’ideale e 2-3 anni di pianificazione. In questo arco di tempo puoi: stabilizzare la partita IVA, alzare strategicamente il reddito imponibile, accumulare l’anticipo del 30%, costruire estratti conto puliti, ottenere eventuali contratti pluriennali con clienti. Chi pianifica con anticipo ha tassi migliori, somme piu alte, meno rifiuti.

    Il CAF Centro Fiscale puo aiutarmi nella pratica del mutuo?

    Si, in piu modi: predisposizione del Modello Redditi PF ottimizzato per la richiesta di mutuo, simulazioni di scenari (deducendo o non deducendo contributi), preparazione del dossier documentale completo, calcolo dell’ISEE per la garanzia under 36, consulenza sulla cointestazione coniugale per le detrazioni. Non siamo mediatori creditizi (non trattiamo direttamente con le banche), ma costruiamo la base fiscale ottimale per presentarti al meglio. Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine: studiamo insieme la strategia migliore per il tuo caso.

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    Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 08:00:002026-05-24 09:54:39Forfettario e Mutuo Casa 2026: Come Ottenerlo con Partita IVA Forfettaria
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Mutuo Prima Casa Cointestato: Detrazione Interessi Solo per la Propria Quota?

    Hai acquistato casa insieme al tuo partner o a un familiare e avete stipulato un mutuo cointestato per la prima casa? In fase di dichiarazione dei redditi, una delle domande più frequenti che riceviamo al CAF Centro Fiscale di Udine è proprio questa: ciascun cointestatario può detrarre il 100% degli interessi passivi o solo la propria quota?

    La risposta, nel caso generale, è netta: ognuno detrae esclusivamente la propria quota di interessi passivi, in proporzione alla sua percentuale di intestazione del mutuo. Ma esistono eccezioni importanti, in particolare per il coniuge fiscalmente a carico, che permettono di ottimizzare la detrazione complessiva del nucleo familiare. Conoscere queste regole con precisione può fare una differenza concreta sul rimborso IRPEF.

    In questa guida aggiornata al 2026 analizziamo nel dettaglio la normativa (art. 15 del TUIR), i casi pratici con esempi numerici, le eccezioni previste dalla legge e i documenti necessari per non perdere nemmeno un euro di detrazione.

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    Indice dei contenuti

    1. La detrazione interessi passivi sul mutuo: il principio generale
    2. Mutuo cointestato: la regola della quota proporzionale
    3. Eccezione: coniuge fiscalmente a carico
    4. Esempi pratici con calcoli numerici
    5. Casi particolari: intestazioni asimmetriche
    6. Spese accessorie detraibili
    7. Documenti necessari per la detrazione
    8. Il termine dei 12 mesi tra acquisto e mutuo
    9. Come indicare il mutuo cointestato nel 730/2026
    10. Domande frequenti

    La detrazione interessi passivi sul mutuo: il principio generale

    Il diritto alla detrazione degli interessi passivi sul mutuo per la prima casa trova il suo fondamento nell’articolo 15, comma 1, lettera b) del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi, D.P.R. 917/1986). La norma prevede una detrazione IRPEF del 19% sugli interessi passivi e gli oneri accessori corrisposti in dipendenza di mutui ipotecari stipulati per l’acquisto dell’abitazione principale.

    Il limite massimo degli interessi detraibili è fissato a 4.000 euro per anno fiscale. Questo significa che la detrazione massima ottenibile è pari a 760 euro (il 19% di 4.000 euro). Questo tetto riguarda ciascun contribuente individualmente, non il nucleo familiare nel suo insieme: un punto fondamentale da tenere a mente quando il mutuo è cointestato.

    Per avere diritto alla detrazione, è necessario che ricorrano contemporaneamente queste condizioni:

    • Il mutuo deve essere di tipo ipotecario (con garanzia ipotecaria sull’immobile)
    • Il mutuo deve essere stato stipulato per l’acquisto dell’abitazione principale (quella dove il contribuente ha la residenza anagrafica e dimora abitualmente)
    • L’acquisto dell’immobile deve avvenire nell’anno in cui è stipulato il mutuo oppure nell’anno precedente o successivo (entro 12 mesi)
    • Il contribuente deve utilizzare l’immobile come abitazione principale entro 12 mesi dall’acquisto
    • L’immobile deve rimanere abitazione principale per tutta la durata del godimento della detrazione

    La detrazione spetta anche se il mutuo è stato stipulato per la costruzione dell’abitazione principale, con un limite però distinto di 2.582,28 euro di interessi detraibili (art. 15, comma 1-ter TUIR).

    Mutuo cointestato: la regola della quota proporzionale

    Quando il mutuo per la prima casa è cointestato tra più soggetti (tipicamente due coniugi, conviventi di fatto, familiari o soci), si applica il principio della titolarità proporzionale: ciascun cointestatario può detrarre solo gli interessi passivi riferiti alla propria quota di partecipazione al contratto di mutuo.

    Questa regola è confermata dall’Agenzia delle Entrate in numerose circolari e risoluzioni, tra cui la Circolare n. 7/E del 2021 e le istruzioni al modello 730. Il criterio è chiaro: la detrazione spetta pro quota in base alla percentuale di intestazione del contratto di mutuo.

    Nel caso più comune di mutuo cointestato al 50% tra due persone, ciascuna detrae il 50% degli interessi pagati nell’anno, nel limite del proprio tetto di 2.000 euro di interessi (che corrisponde al 50% del limite massimo di 4.000 euro). La detrazione massima individuale sarà quindi di 380 euro (il 19% di 2.000 euro).

    Attenzione: il tetto dei 4.000 euro è per singolo contribuente, non per singolo immobile. Quindi se entrambi i cointestatari hanno redditi propri e dichiarano ciascuno la propria quota, il limite massimo aggregato della coppia è di 8.000 euro di interessi detraibili, con una detrazione complessiva massima di 1.520 euro.

    ScenarioQuota mutuoLimite interessi detraibiliDetrazione max (19%)
    Cointestatario A (50%)50%2.000 euro380 euro
    Cointestatario B (50%)50%2.000 euro380 euro
    Totale coppia100%4.000 euro760 euro

    Eccezione: coniuge fiscalmente a carico

    La regola della quota proporzionale prevede una importante eccezione quando uno dei cointestatari del mutuo è fiscalmente a carico dell’altro. Questa eccezione è espressamente prevista dall’art. 15, comma 1, lett. b) del TUIR e interpretata dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare n. 15/E del 2005 e successivamente confermata nelle istruzioni annuali al modello 730.

    Il meccanismo funziona così: se il coniuge cointestatario del mutuo è fiscalmente a carico del dichiarante (cioè ha un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro lordi annui, ovvero 4.000 euro per i figli fino a 24 anni), allora il coniuge con reddito può detrarre l’intera quota di interessi passivi di competenza del coniuge a carico, in aggiunta alla propria.

    In pratica, se il mutuo è cointestato 50/50 e uno dei due coniugi non ha redditi propri significativi (o li ha molto bassi), il coniuge “capofamiglia” con reddito può detrarre fino a 4.000 euro di interessi complessivi nel proprio 730, invece dei soli 2.000 euro della sua quota.

    Questa eccezione è molto rilevante nella pratica: molte coppie in cui uno dei partner lavora part-time, è disoccupato o percepisce solo piccoli redditi possono beneficiarne per massimizzare il risparmio fiscale complessivo. Il limite resta comunque di 4.000 euro totali (la quota propria + quella del coniuge a carico), per una detrazione massima di 760 euro.

    Situazione coniugeChi detraeLimite interessiDetrazione max
    Entrambi con reddito autonomoCiascuno la propria quota2.000 euro ciascuno380 euro ciascuno
    Coniuge B fiscalmente a carico di ASolo il coniuge A4.000 euro totali760 euro (solo A)
    Coniuge B con reddito minimo (es. 1.000 euro)A detrae la quota di B, B non detrae4.000 euro totali per A760 euro (solo A)

    Attenzione: L’eccezione si applica solo al coniuge (anche unito civilmente), non ai conviventi di fatto o ad altri cointestatari (es. genitore e figlio). In quei casi si applica sempre e solo la regola della quota proporzionale, senza possibilità di trasferire la detrazione tra i cointestatari.

    Esempi pratici con calcoli numerici

    Vediamo alcuni scenari reali con calcoli precisi per capire come applicare le regole nella compilazione del modello 730.

    Esempio 1: Coppia cointestata 50/50, entrambi con reddito

    Marco e Giulia hanno un mutuo cointestato al 50% per l’acquisto della prima casa nel 2020. Il mutuo è di 200.000 euro, durata 25 anni. Nel 2025 hanno pagato complessivamente 6.500 euro di interessi passivi alla banca.

    • Quota Marco (50%): 6.500 x 50% = 3.250 euro di interessi di sua competenza. Poiché supera il limite di 2.000 euro (50% del tetto 4.000), Marco detrae al massimo 2.000 euro → detrazione = 19% x 2.000 = 380 euro
    • Quota Giulia (50%): stessa situazione → detrazione = 380 euro
    • Risparmio fiscale totale della coppia: 380 + 380 = 760 euro

    Esempio 2: Coppia cointestata 50/50, interessi bassi

    Anna e Luigi, mutuo cointestato al 50%. Nel 2025 hanno pagato solo 2.400 euro di interessi complessivi (mutuo quasi estinto o a tasso basso).

    • Quota Anna (50%): 2.400 x 50% = 1.200 euro → detrazione = 19% x 1.200 = 228 euro
    • Quota Luigi (50%): stessa situazione → detrazione = 228 euro
    • Risparmio fiscale totale: 456 euro

    Esempio 3: Coniuge a carico – massimizzazione della detrazione

    Roberto e Chiara, mutuo cointestato 50/50. Nel 2025 interessi totali: 5.200 euro. Chiara lavora part-time con reddito complessivo di 2.100 euro annui (sotto il limite di 2.840,51 euro: risulta fiscalmente a carico di Roberto).

    • Scenario A (senza applicare l’eccezione): Roberto detrae 19% x 2.000 = 380 euro. Chiara non ha capienza IRPEF, perde la detrazione. Totale coppia: 380 euro
    • Scenario B (con eccezione coniuge a carico): Roberto detrae la propria quota (2.000 euro) + la quota di Chiara (2.000 euro) = 4.000 euro totali. Detrazione = 19% x 4.000 = 760 euro
    • Risparmio aggiuntivo applicando l’eccezione: 380 euro in più nel rimborso IRPEF di Roberto

    Questo terzo esempio mostra chiaramente perché è fondamentale verificare la situazione reddituale del coniuge cointestatario prima di compilare il 730. La differenza tra applicare o non applicare l’eccezione può valere centinaia di euro.

    Casi particolari: intestazioni asimmetriche

    Non sempre il mutuo e la proprietà dell’immobile coincidono perfettamente. Esistono situazioni particolari che meritano un’analisi specifica.

    Caso A: Mutuo cointestato ma immobile di proprietà di uno solo

    Succede talvolta che il mutuo venga stipulato da due persone (es. coppia non sposata o genitore e figlio), ma l’immobile acquistato risulti intestato a uno solo dei mutuatari. In questo caso, secondo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate, la detrazione spetta solo a chi è proprietario dell’immobile, anche se il contratto di mutuo è cointestato.

    Il soggetto che paga le rate del mutuo ma non è proprietario dell’immobile non può detrarre gli interessi passivi di sua competenza, poiché manca il requisito della “destinazione ad abitazione principale” in capo a lui. Questa situazione crea un’inefficienza fiscale significativa.

    Caso B: Immobile cointestato ma mutuo solo a nome di uno dei comproprietari

    La situazione inversa è quella in cui l’immobile è acquistato in comproprietà (es. 50/50) ma il mutuo è stipulato da uno solo dei comproprietari. In questo caso, la detrazione spetta solo a chi ha sottoscritto il contratto di mutuo e paga effettivamente le rate, nel limite del 100% del tetto (4.000 euro), poiché lui è l’unico titolare del contratto.

    L’altro comproprietario, che è proprietario dell’immobile ma non è parte del contratto di mutuo, non ha diritto ad alcuna detrazione sugli interessi passivi, anche se contribuisce informalmente al pagamento delle rate.

    Caso C: Quote asimmetriche (es. 70/30 o 80/20)

    Se il mutuo è cointestato in quote diverse dal 50/50 (ad esempio 70% e 30%), la detrazione segue proporzionalmente le quote. Con interessi totali di 5.000 euro:

    • Cointestatario 70%: interessi di competenza = 5.000 x 70% = 3.500 euro. Limite applicabile: min(3.500, 4.000 x 70%) = min(3.500, 2.800) = 2.800 euro. Detrazione = 19% x 2.800 = 532 euro
    • Cointestatario 30%: interessi di competenza = 5.000 x 30% = 1.500 euro. Limite: min(1.500, 4.000 x 30%) = min(1.500, 1.200) = 1.200 euro. Detrazione = 19% x 1.200 = 228 euro

    Nota importante: Il limite di 4.000 euro deve essere applicato proporzionalmente alla quota di ciascuno, non come limite fisso per ognuno. Lo chiarisce l’Agenzia delle Entrate nelle istruzioni al modello 730: il tetto massimo di interessi detraibili per ciascun cointestatario è pari a 4.000 euro moltiplicato per la propria quota percentuale di partecipazione al mutuo.

    Spese accessorie detraibili

    Oltre agli interessi passivi in senso stretto, la detrazione fiscale del 19% si applica anche agli oneri accessori strettamente connessi all’ottenimento del mutuo ipotecario. Anche queste spese, se il mutuo è cointestato, seguono la regola della quota proporzionale.

    Le principali spese accessorie detraibili insieme agli interessi passivi sono:

    • Spese di istruttoria bancaria: le commissioni pagate alla banca per la pratica di mutuo
    • Perizia tecnica: il costo della perizia sull’immobile richiesta dalla banca
    • Spese notarili per l’atto di mutuo (non per il rogito di compravendita): l’onorario del notaio per la stipula dell’atto di mutuo ipotecario rientra tra gli oneri accessori detraibili
    • Imposta sostitutiva sul mutuo: l’imposta pagata alla banca al momento dell’erogazione del mutuo (pari allo 0,25% o al 2% a seconda del regime agevolato)
    • Polizza vita e polizza incendio: le polizze assicurative obbligatorie o richieste dalla banca come condizione per l’erogazione del mutuo rientrano negli oneri accessori detraibili
    • Spese di mediazione creditizia: se ci si è avvalsi di un mediatore creditizio (broker mutui), la sua parcella è detraibile

    Non detraibili invece le spese notarili per il rogito di compravendita dell’immobile, le imposte di registro, ipotecaria e catastale pagate sull’acquisto, e le spese di intermediazione immobiliare (agenzia).

    Tutte le spese accessorie detraibili vengono sommate agli interessi passivi e il totale è soggetto al medesimo limite di 4.000 euro (applicato pro quota in caso di mutuo cointestato).

    Documenti necessari per la detrazione

    Per beneficiare correttamente della detrazione interessi passivi mutuo prima casa nel modello 730 o nel modello Redditi PF, è fondamentale conservare e presentare al CAF tutta la documentazione richiesta. In caso di mutuo cointestato, ciascun dichiarante dovrà avere la propria copia dei documenti o almeno i dati rilevanti per la propria quota.

    • Contratto di mutuo: l’atto notarile originale con indicazione dell’importo, della durata, dei soggetti cointestatari e delle rispettive quote
    • Quietanze di pagamento delle rate: i documenti bancari che attestano il pagamento delle rate (estratto conto bancario, o il documento rilasciato annualmente dalla banca denominato “comunicazione interessi passivi”)
    • Certificazione degli interessi (documento rilasciato dalla banca entro il 28 febbraio dell’anno successivo): attesta l’importo totale degli interessi passivi pagati nell’anno, suddivisi per cointestatario se la banca lo indica
    • Atto di compravendita (rogito): per verificare che l’immobile sia effettivamente la prima casa e la data di acquisto
    • Certificato di residenza o altra documentazione che attesti l’utilizzo dell’immobile come abitazione principale
    • Fatture notarili e bancarie per le spese accessorie (istruttoria, perizia, polizze obbligatorie)

    Il documento più importante nella pratica quotidiana del CAF è la certificazione degli interessi passivi rilasciata dalla banca. Le banche sono obbligate a inviarla entro il 28 febbraio di ogni anno (art. 7 del D.P.R. 600/1973) e riporta il totale degli interessi passivi pagati nell’anno precedente, con il nome del/i intestatario/i del contratto.

    Il termine dei 12 mesi tra acquisto e mutuo

    Una condizione fondamentale per accedere alla detrazione è il rispetto del termine temporale di 12 mesi tra la stipula del contratto di mutuo e l’acquisto dell’immobile. Questo requisito è indicato esplicitamente nell’art. 15, comma 1, lett. b) del TUIR.

    Le due situazioni ammesse sono:

    • Mutuo stipulato PRIMA dell’acquisto: il rogito di compravendita deve avvenire entro i 12 mesi successivi alla stipula del mutuo. Questa situazione si verifica ad esempio con le compravendite di immobili in costruzione, dove il mutuo viene erogato prima del completamento e della consegna
    • Mutuo stipulato DOPO l’acquisto: il contratto di mutuo deve essere stipulato entro i 12 mesi successivi alla data del rogito di compravendita. Questa è la situazione più comune: si acquista l’immobile con atto notarile e successivamente si stipula il mutuo ipotecario

    Se il mutuo viene stipulato oltre 12 mesi dall’acquisto (o viceversa), il contribuente perde il diritto alla detrazione degli interessi passivi. In tal caso, il mutuo è considerato per “altri scopi” e non per l’acquisto della prima casa.

    Altrettanto importante è il requisito che l’immobile acquistato divenga l’abitazione principale entro 12 mesi dall’acquisto. Il contribuente deve trasferire la residenza anagrafica nell’immobile entro questo termine. Eccezioni sono previste per motivi di lavoro documentati o per impedimenti di forza maggiore (es. lavori di ristrutturazione dell’immobile).

    Come indicare il mutuo cointestato nel 730/2026

    Nella dichiarazione dei redditi 2026 (anno d’imposta 2025), la detrazione interessi passivi mutuo prima casa si inserisce nel Rigo E7 del quadro E (Oneri e Spese).

    Per il mutuo cointestato, ogni contribuente deve compilare il proprio rigo E7 indicando:

    • Colonna 1 (Tipo): inserire il codice “1” per mutui stipulati dal 1° gennaio 1993 per acquisto abitazione principale
    • Colonna 2 (Soggetto): lasciare vuoto se il dichiarante è il solo titolare della propria quota; inserire “1” se si sta detraendo anche la quota del coniuge a carico
    • Colonna 3 (Interessi passivi): inserire l’importo degli interessi passivi di propria competenza (la propria quota del totale indicato nella certificazione bancaria)

    Esempio pratico di compilazione: Mutuo cointestato 50/50 con interessi totali 2025 pari a 3.800 euro (attestati dalla banca). Ogni cointestatario riporta nel proprio rigo E7 colonna 3 l’importo di 1.900 euro (il 50% di 3.800 euro), non 3.800 euro.

    Con il coniuge a carico: Se il coniuge B è a carico, il coniuge A riporta nel rigo E7 l’intero importo degli interessi proporzionali a entrambe le quote, ma non può superare il limite di 4.000 euro. Con interessi totali di 3.800 euro, A indica 3.800 euro (il 100%), nel limite di 4.000 euro. La detrazione spettante ad A sarà 19% x 3.800 = 722 euro.

    Affidarsi a un CAF abilitato per la compilazione del modello 730 garantisce che questi calcoli vengano eseguiti correttamente, massimizzando il rimborso IRPEF spettante. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno migliaia di contribuenti nella corretta applicazione delle detrazioni fiscali.

    Sintesi e punti chiave da ricordare

    Ricapitolando le regole fondamentali sul mutuo prima casa cointestato e la detrazione degli interessi passivi:

    • Regola generale: ogni cointestatario detrae SOLO la propria quota di interessi (proporzionale alla quota di intestazione del mutuo)
    • Limite individuale: 4.000 euro di interessi detraibili per ciascun contribuente, da applicarsi pro quota (es. 2.000 euro per una quota 50%)
    • Eccezione coniuge a carico: il coniuge con reddito può detrarre fino a 4.000 euro totali se l’altro coniuge è fiscalmente a carico (reddito sotto 2.840,51 euro)
    • Proprietà e mutuo devono coincidere: chi non è proprietario dell’immobile non detrae, chi non è intestatario del mutuo non detrae
    • Termine 12 mesi: l’acquisto dell’immobile deve avvenire entro/dopo 12 mesi dalla stipula del mutuo
    • Spese accessorie incluse nel tetto: istruttoria, perizia, notarile mutuo, imposta sostitutiva, polizze obbligatorie

    La corretta applicazione di queste regole richiede attenzione e conoscenza normativa. Per non perdere nemmeno un euro di detrazione a cui hai diritto, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri esperti verificheranno la tua situazione specifica e compileranno il 730 nel modo più vantaggioso possibile.

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    Domande Frequenti sul Mutuo Cointestato e la Detrazione Interessi

    Con un mutuo cointestato al 50%, ognuno puo detrarre fino a 4.000 euro di interessi?

    No. Il limite di 4.000 euro e il massimo complessivo per singolo contribuente, ma nel mutuo cointestato va applicato proporzionalmente alla quota. Con quota 50%, il limite individuale e di 2.000 euro di interessi detraibili, per una detrazione massima di 380 euro (19% di 2.000 euro). L’altro cointestatario ha lo stesso limite di 2.000 euro. Solo se il coniuge e a carico fiscale, l’altro puo detrarre fino a 4.000 euro totali.

    Il convivente non sposato puo beneficiare dell’eccezione del coniuge a carico?

    No. L’eccezione del coniuge fiscalmente a carico si applica esclusivamente ai coniugi (unioni civili incluse), non ai conviventi di fatto. Per le coppie non sposate, si applica sempre e solo la regola della quota proporzionale: ognuno detrae la propria quota di interessi, senza possibilita di trasferire la detrazione all’altro convivente.

    Cosa succede se la banca non rilascia la certificazione degli interessi passivi?

    La banca e obbligata per legge a rilasciare la certificazione degli interessi passivi entro il 28 febbraio dell’anno successivo. Se non la ricevi, puoi richiederla direttamente alla banca (allo sportello o via homebanking nella sezione documenti fiscali). In mancanza, puoi usare l’estratto conto bancario che riporta il dettaglio delle rate pagate con la quota di interessi. Il CAF puo aiutarti a calcolare correttamente la quota interessi dalla certificazione ricevuta.

    Se l’immobile viene venduto e acquisto una nuova prima casa con nuovo mutuo, posso detrarre?

    Si, ma la detrazione sul vecchio mutuo cessa dall’anno successivo alla vendita. Se entro un anno dalla vendita acquisti una nuova abitazione principale e stipuli un nuovo mutuo ipotecario, puoi detrarre gli interessi sul nuovo mutuo. Se il nuovo mutuo e per riscatto o rinegoziazione del precedente, continuano le stesse regole. Il CAF Centro Fiscale puo verificare la tua situazione specifica, specialmente in caso di mutuo cointestato e separazione o divorzio.

    In caso di separazione, chi puo detrarre gli interessi del mutuo cointestato?

    In caso di separazione legale o divorzio, le regole cambiano. Se uno dei coniugi lascia l’immobile, perde il requisito dell’abitazione principale e non puo piu detrarre (salvo eccezioni per la casa assegnata ai figli). Il coniuge che rimane nell’immobile come abitazione principale e intestatario del mutuo puo detrarre la propria quota. Per le situazioni di separazione con mutuo cointestato, e fortemente consigliato rivolgersi al CAF per una verifica personalizzata, data la complessita delle casistiche.

    Le spese del notaio per il rogito sono detraibili insieme agli interessi del mutuo?

    No. Le spese notarili per il rogito di compravendita dell’immobile NON sono detraibili come oneri accessori del mutuo. Sono invece detraibili le spese notarili per l’atto di mutuo ipotecario (documento separato dal rogito). Anche le imposte di registro, ipotecaria e catastale pagate sull’acquisto non sono detraibili. Sono invece detraibili: istruttoria bancaria, perizia, imposta sostitutiva sul mutuo, polizze obbligatorie richieste dalla banca, spese di mediazione creditizia.


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    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare correttamente il 730/2026, verificando che tutte le detrazioni sul mutuo prima casa cointestato vengano applicate nel modo piu vantaggioso per te e il tuo nucleo familiare.

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