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fatturazione elettronica CAF Udine

Cercare un modello di fattura per il regime forfettario 2026 in formato Word, Excel o PDF è una delle ricerche più frequenti tra le partite IVA forfettarie italiane. La motivazione è chiara: ogni fattura forfettaria ha una struttura specifica, con diciture obbligatorie, codici natura IVA particolari e regole sul bollo che, se sbagliate, possono portare a sanzioni o contestazioni fiscali.

In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che serve: la struttura completa della fattura forfettaria 2026, gli elementi obbligatori, la dicitura corretta dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014, le regole sull’imposta di bollo da 2 euro, tre esempi pratici compilati (B2B, B2C e fattura sotto 77,47 euro) e l’indicazione su come ottenere il modello Word/PDF gratuito.

Premessa: dal 2024 anche i forfettari fanno fattura elettronica

La prima cosa da chiarire è fondamentale: dal 1° gennaio 2024 anche le partite IVA in regime forfettario sono obbligate a emettere fattura elettronica (art. 18 D.L. 36/2022), senza eccezioni di fatturato. Fino al 2023 esisteva una soglia minima (25.000 euro di ricavi) sotto la quale era ancora possibile emettere fattura cartacea, ma nel 2026 questa esenzione non esiste più: tutti i forfettari, anche chi fattura 1.000 euro l’anno, devono usare il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate.

Questo significa che il classico “modello Word” o “modello PDF” della fattura forfettaria non ha più valore fiscale: il documento da emettere e trasmettere al cliente deve essere un file XML con firma digitale, inviato tramite SDI con codice destinatario o PEC.

A cosa serve allora un modello Word o PDF di fattura forfettaria? Ha tre utilità concrete:

  • Riferimento per compilare il software di fatturazione: avere sotto mano un esempio compilato aiuta a riempire correttamente i campi del software (Fatture e Corrispettivi, Aruba, Fatture in Cloud, ecc.) senza dimenticare la dicitura del regime, il codice natura N2.2 o l’imposta di bollo.
  • Uso interno e preventivi: per un preventivo da inviare a un cliente prima dell’incarico, oppure per archivio interno, il formato Word/PDF rimane comodo e veloce.
  • Imparare la struttura corretta: per chi ha appena aperto la partita IVA forfettaria, vedere un modello compilato è il modo più rapido per capire come deve essere fatta una fattura senza IVA con regime agevolato.

Quindi sì, il modello Word/PDF serve ancora, ma per uso pratico e didattico, non come documento fiscale ufficiale. La fattura “vera” deve sempre passare dal SDI in formato XML.

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Elementi obbligatori della fattura forfettaria 2026

Una fattura forfettaria, sia in formato XML che in modello cartaceo di riferimento, deve contenere tutti gli elementi previsti dall’art. 21 del D.P.R. 633/1972, con alcune specificità tipiche del regime agevolato. Ecco la lista completa degli elementi obbligatori:

  1. Numero progressivo: numerazione univoca crescente nell’anno solare (es. 1/2026, 2/2026…). È ammessa anche la numerazione per sezionali (es. 1A/2026, 1B/2026).
  2. Data di emissione: la data in cui la fattura viene emessa e trasmessa al SDI (entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione per fattura immediata, entro il 15 del mese successivo per fattura differita).
  3. Dati emittente: nome e cognome (o ragione sociale), partita IVA, codice fiscale, indirizzo completo (via, CAP, città, provincia).
  4. Dati cliente: nome e cognome o denominazione, P.IVA o codice fiscale, indirizzo, codice destinatario (7 caratteri per chi ha SDI proprio, “0000000” per privati senza PEC) oppure indirizzo PEC.
  5. Descrizione dei beni o servizi: indicare in modo chiaro la natura, qualità e quantità della prestazione (es. “Consulenza fiscale per l’anno 2026” o “Corso online di marketing digitale – 8 ore”).
  6. Quantità e prezzo unitario: per ogni voce, indicare quante unità e il prezzo singolo.
  7. Imponibile: l’importo totale della prestazione, che per il forfettario coincide con il totale lordo (non c’è IVA da scorporare).
  8. Codice natura IVA N2.2: nel campo IVA del file XML va indicato “0,00%” e nel campo “Natura” il codice N2.2 – Non soggette – altri casi.
  9. Dicitura obbligatoria del regime forfettario: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014, regime forfettario – operazione senza applicazione di IVA”.
  10. Imposta di bollo da 2 euro: se l’imponibile supera 77,47 euro, è obbligatoria l’imposta di bollo. Va indicata in fattura con la dicitura “Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi del DM 17/06/2014”.
  11. Totale fattura: somma dell’imponibile più il bollo (se dovuto).
  12. Modalità di pagamento e IBAN: indicare se il pagamento è a vista, a 30 giorni, ecc., e includere l’IBAN per bonifico bancario.
  13. Firma: non obbligatoria per legge nella fattura elettronica (la firma digitale del SDI ha valore legale), ma consigliata nei modelli Word/PDF di riferimento.

Mancare uno di questi elementi può comportare il rigetto della fattura da parte del SDI (con scarto), oppure problemi in caso di controllo fiscale. La dicitura del regime forfettario è fondamentale: senza quella, la fattura potrebbe essere considerata “ordinaria” e teoricamente assoggettata a IVA.

Codice natura IVA N2.2: cos’è e perché si usa nel forfettario

Quando si compila la fattura elettronica forfettaria nel software, il sistema chiede sempre di indicare un codice natura IVA. Per il regime forfettario il codice corretto è N2.2 – Non soggette – altri casi.

Questo codice serve a comunicare al Sistema di Interscambio che l’operazione non è soggetta a IVA non perché esente o fuori campo, ma perché rientra in un regime speciale agevolato. Attenzione: il vecchio codice N2 generico è stato eliminato dal 1° gennaio 2021, sostituito da N2.1 (operazioni non soggette a IVA per mancanza di territorialità) e N2.2 (altri casi, tra cui il regime forfettario).

Nei principali software di fatturazione (Fatture e Corrispettivi, Aruba, Fatture in Cloud, Subito Fatture, ecc.) il codice N2.2 è di solito già preimpostato come default per gli utenti che dichiarano di essere in regime forfettario in fase di configurazione. È comunque sempre buona norma verificare prima dell’invio che nel campo “Natura” della fattura compaia esattamente “N2.2”.

Per approfondire la disciplina IVA del forfettario, leggi anche la nostra guida sull’esigibilità IVA nel regime forfettario 2026, che spiega tutti i casi particolari (reverse charge, acquisti UE, importazioni, OSS).

Imposta di bollo da 2 euro: quando va applicata e come

Una delle peculiarità della fattura forfettaria è l’imposta di bollo da 2 euro. Si tratta di un’imposta sostitutiva (in luogo dell’IVA) che il forfettario deve applicare quando l’imponibile della singola fattura supera 77,47 euro.

Quando si applica il bollo da 2 euro

  • Fattura con imponibile superiore a 77,47 euro: bollo da 2 euro obbligatorio.
  • Fattura con imponibile pari o inferiore a 77,47 euro: bollo non dovuto.
  • La soglia si calcola sul singolo documento, non sul totale annuo.
  • Il bollo si applica anche alle ricevute fiscali e quietanze rilasciate dal forfettario.

Bollo virtuale e versamento trimestrale con F24

Dal 2019, con l’arrivo della fattura elettronica obbligatoria, il bollo si applica in modalità virtuale: non si attacca più la marca da bollo cartacea sulla fattura, ma si versa cumulativamente all’Agenzia delle Entrate con modello F24 ogni trimestre.

I codici tributo F24 da utilizzare per il versamento del bollo virtuale sulle fatture elettroniche sono:

  • 2521 – Imposta di bollo fatture elettroniche – 1° trimestre (gennaio-marzo)
  • 2522 – Imposta di bollo fatture elettroniche – 2° trimestre (aprile-giugno)
  • 2523 – Imposta di bollo fatture elettroniche – 3° trimestre (luglio-settembre)
  • 2524 – Imposta di bollo fatture elettroniche – 4° trimestre (ottobre-dicembre)

Le scadenze di versamento sono il 31 maggio, 30 settembre, 30 novembre e 28 febbraio dell’anno successivo. Se l’importo trimestrale è inferiore a 5.000 euro, il versamento può essere posticipato al trimestre successivo.

Indicazione obbligatoria in fattura

Quando si emette una fattura con bollo, in fattura va sempre indicata la dicitura: “Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi del DM 17/06/2014”. Nel software di fatturazione c’è di solito un flag dedicato che, se attivato, inserisce automaticamente sia l’importo (2 euro) che la dicitura nel file XML.

Il bollo viene addebitato al cliente: il forfettario lo incassa insieme al corrispettivo della prestazione e poi lo riversa all’erario. Quindi se la prestazione è 1.500 euro, il cliente paga 1.502 euro (1.500 + 2 di bollo).

Esempio pratico 1: fattura B2B per consulenza professionale

Vediamo ora un esempio concreto di fattura forfettaria B2B (cliente azienda con partita IVA), che è il caso più frequente per consulenti, commercialisti, avvocati, formatori e professionisti in genere.

Scenario: Mario Rossi, dottore commercialista in regime forfettario, emette fattura a “Alfa SRL” per un incarico di consulenza fiscale per l’anno 2026.

FATTURA N. 12/2026

Data emissione: 11/05/2026

EMITTENTE
Mario Rossi
Dottore Commercialista
Via Roma 12 – 33100 Udine (UD)
P.IVA: 02345678901
C.F.: RSSMRA80A01L483Z
Cassa: CNPADC
CLIENTE
Alfa SRL
Via Garibaldi 45 – 33100 Udine (UD)
P.IVA: 03456789012
C.F.: 03456789012
Codice destinatario: ABCDEF1
DescrizioneQ.tàPrezzo unit.Imponibile
Consulenza fiscale e tributaria – Anno 2026
(servizio continuativo gennaio-dicembre 2026)
1€ 1.500,00€ 1.500,00
Imponibile€ 1.500,00
IVA (Natura N2.2)€ 0,00
Imposta di bollo€ 2,00
TOTALE FATTURA€ 1.502,00

Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014 – regime forfettario – operazione senza applicazione di IVA.
Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi del DM 17/06/2014.

Modalità di pagamento: Bonifico bancario a 30 giorni data fattura

IBAN: IT60 X054 2811 1010 0000 0123 456 – Banca Friuli

Punti chiave dell’esempio:

  • Cliente con partita IVA → cliente “soggetto IVA” (B2B)
  • Codice destinatario di 7 caratteri perché Alfa SRL ha SDI proprio
  • Imponibile 1.500 euro > 77,47 → bollo 2 euro obbligatorio
  • Totale fattura: 1.500 + 2 = 1.502 euro
  • Codice natura IVA: N2.2 (compilato nel software, non visibile sulla rappresentazione cartacea)
  • Dicitura art. 1 c. 58 L. 190/2014 sempre presente

Esempio pratico 2: fattura B2C a un privato (corso online)

Vediamo ora il caso B2C: il forfettario emette fattura a un cliente privato (consumatore finale), che non ha partita IVA né codice destinatario.

Scenario: Giulia Bianchi, formatrice in regime forfettario, vende un corso online di marketing digitale a Luca Verdi, privato cittadino.

FATTURA N. 5/2026

Data emissione: 11/05/2026

EMITTENTE
Giulia Bianchi
Formatrice / Consulente marketing
Via Mazzini 8 – 33100 Udine (UD)
P.IVA: 02567891234
C.F.: BNCGLI85B41L483K
Cassa: Gestione Separata INPS
CLIENTE
Luca Verdi
Via Dante 22 – 33170 Pordenone (PN)
C.F.: VRDLCU90C15G888J
Codice destinatario: 0000000
(privato senza PEC)
DescrizioneQ.tàPrezzo unit.Imponibile
Corso online “Marketing digitale per piccole imprese” – 8 ore
Accesso piattaforma e materiale didattico
1€ 200,00€ 200,00
Imponibile€ 200,00
IVA (Natura N2.2)€ 0,00
Imposta di bollo€ 2,00
TOTALE FATTURA€ 202,00

Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014 – regime forfettario – operazione senza applicazione di IVA.
Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi del DM 17/06/2014.

Modalità di pagamento: Bonifico bancario / PayPal anticipato

IBAN: IT45 K030 6909 6061 0000 0098 765

Punti chiave dell’esempio B2C:

  • Cliente privato → si indica solo il codice fiscale, non la P.IVA
  • Codice destinatario 0000000 (sette zeri): obbligatorio per privati senza PEC
  • La fattura passa comunque dal SDI: il privato la riceve come copia analogica via email o cartacea, oppure può scaricarla dal proprio cassetto fiscale
  • Imponibile 200 euro > 77,47 → bollo 2 euro obbligatorio
  • Totale: 200 + 2 = 202 euro

Importante: per i clienti privati, oltre alla trasmissione SDI, è buona norma consegnare anche una copia analogica (PDF via email, oppure stampata) al momento del pagamento. Il SDI riconsegna la fattura nel cassetto fiscale del privato, ma molti consumatori non sanno come accedervi.

Esempio pratico 3: fattura sotto 77,47 euro (senza bollo)

Terzo caso: fattura di piccolo importo, sotto la soglia dei 77,47 euro. È il classico esempio di una piccola prestazione occasionale o di un acconto, dove l’imposta di bollo NON va applicata.

Scenario: Andrea Costa, grafico freelance in regime forfettario, fattura un piccolo lavoro (logo veloce) a un cliente privato.

FATTURA N. 18/2026

Data emissione: 11/05/2026

EMITTENTE
Andrea Costa
Grafico freelance
Via Aquileia 33 – 33100 Udine (UD)
P.IVA: 02789012345
C.F.: CSTNDR92D10L483W
Cassa: Gestione Separata INPS
CLIENTE
Sara Neri
Via Cavour 7 – 33100 Udine (UD)
C.F.: NRESRA88E55L483B
Codice destinatario: 0000000
DescrizioneQ.tàPrezzo unit.Imponibile
Realizzazione logo personale base
(consegna 1 file PNG + 1 file vettoriale)
1€ 50,00€ 50,00
Imponibile€ 50,00
IVA (Natura N2.2)€ 0,00
Imposta di bollonon dovuta (imp. < 77,47 €)
TOTALE FATTURA€ 50,00

Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014 – regime forfettario – operazione senza applicazione di IVA.

Modalità di pagamento: Bonifico immediato

IBAN: IT78 P020 0805 3640 0000 0654 321

Punti chiave:

  • Imponibile 50 euro < 77,47 → nessuna imposta di bollo
  • Totale fattura = imponibile = 50 euro
  • La dicitura del regime forfettario è comunque obbligatoria
  • Nel software di fatturazione il flag “Imposta di bollo” va lasciato disattivato

Attenzione: la soglia di 77,47 euro si applica al singolo documento. Quindi se nello stesso giorno emetti due fatture da 50 euro ciascuna, in nessuna delle due c’è bollo (anche se la somma è 100 euro). Se invece emetti un’unica fattura da 100 euro, il bollo è dovuto.

Download modello fattura forfettaria Word/PDF gratuito

Il CAF Centro Fiscale di Udine mette a disposizione gratuitamente un modello di fattura forfettaria 2026 in formato Word e PDF, già strutturato con tutti gli elementi obbligatori, le diciture corrette dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014 e i campi pre-impostati per imposta di bollo e codice destinatario.

Cosa contiene il modello scaricabile:

  • Modello Word editabile (.docx) per uso interno e preventivi
  • Modello PDF compilabile (.pdf) come traccia di riferimento
  • Versione con bollo (per fatture > 77,47 euro)
  • Versione senza bollo (per fatture < 77,47 euro)
  • Esempio compilato B2B e B2C
  • Mini-guida con istruzioni di compilazione

Come riceverlo: invia una richiesta via email a successioni@centrofiscale.com indicando nome, cognome e città di residenza. Il modello viene inviato gratuitamente in allegato entro 24-48 ore.

Ricorda: questo modello è valido come strumento di riferimento e per uso interno. Per la fattura ufficiale verso un cliente devi sempre usare un software di fatturazione elettronica che invii il file XML al SDI.

Software gratuiti per fattura elettronica forfettaria

Per emettere fatture elettroniche valide nel 2026, ecco i principali software disponibili sul mercato, con un focus su quelli adatti ai forfettari:

1. “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate (gratuito)

È il portale ufficiale e gratuito dell’Agenzia delle Entrate, accessibile dall’area riservata con SPID/CIE/CNS. Permette di:

  • Compilare e inviare fatture elettroniche con interfaccia web
  • Conservare a norma le fatture emesse e ricevute
  • Visualizzare il proprio cassetto fiscale
  • Calcolare automaticamente il bollo virtuale dovuto

Pro: totalmente gratuito, ufficiale, integrato con SDI.
Contro: interfaccia spartana, poche funzioni di gestione (no scadenzario, no numerazione automatica progettata).

2. Software a pagamento (più completi)

  • Fatture in Cloud (TeamSystem) – Da circa 4 €/mese, una delle soluzioni più usate dai forfettari. Numerazione automatica, scadenzario, gestione bollo, conservazione decennale a norma inclusa.
  • Aruba Fatturazione Elettronica – Da circa 1 €/mese (piano base), molto economico. Buona integrazione con i servizi PEC Aruba.
  • Subito Fatture, FattureGratis, Fattura24 – Altre alternative valide, con prezzi e funzionalità variabili.

Per chi è agli inizi e fattura poco, il portale gratuito dell’Agenzia delle Entrate è più che sufficiente. Quando il volume di fatture cresce, conviene passare a un software dedicato per risparmiare tempo nella gestione.

Errori comuni nella fattura forfettaria (e come evitarli)

Nella nostra esperienza al CAF Centro Fiscale, ecco gli errori più frequenti che troviamo sulle fatture dei forfettari, soprattutto chi ha appena aperto la P.IVA:

  1. Dimenticare la dicitura art. 1 c. 58 L. 190/2014: senza questa frase, la fattura potrebbe essere riqualificata come operazione ordinaria con IVA.
  2. Indicare aliquota IVA invece di N2.2: alcuni software, se non configurati correttamente, mettono di default l’aliquota 22%. Verificare sempre che il campo “Natura” sia N2.2 e l’aliquota 0%.
  3. Bollo non applicato sopra 77,47 euro: dimenticare il bollo significa dover comunque versare l’imposta in F24 più la sanzione (30% dell’imposta non versata).
  4. Bollo applicato anche sotto 77,47 euro: errore opposto, meno grave ma scorretto.
  5. Numerazione non progressiva: ogni fattura deve avere numero univoco crescente. Saltare numeri (es. 1, 2, 4, 5…) o ripetere lo stesso numero è una violazione formale.
  6. Codice destinatario sbagliato: per privati va sempre “0000000” (sette zeri); per imprese, va il codice di 7 caratteri o la PEC del cliente.
  7. Indicare ritenuta d’acconto: il forfettario non è soggetto a ritenuta (art. 1 c. 67 L. 190/2014). Se il cliente la trattiene per errore, va richiesta la riemissione.
  8. Errore sul codice fiscale del cliente privato: 16 caratteri obbligatori. Un errore qui può far scartare la fattura dal SDI.
  9. Mancato versamento bollo trimestrale: dimenticare la scadenza del 31 maggio (1° trim.) o successive comporta sanzioni.
  10. Non conservare le fatture: anche le fatture emesse via SDI vanno conservate per 10 anni a norma. Il portale gratuito Agenzia Entrate include questa conservazione.

Un controllo periodico delle fatture emesse, ancora meglio se affidato a un CAF o a un commercialista, evita la maggior parte di questi errori.

Domande frequenti sulla fattura forfettaria 2026

Posso ancora emettere fattura cartacea nel 2026 se sono forfettario?

No. Dal 1° gennaio 2024 tutti i forfettari, anche con ricavi sotto 25.000 euro, devono emettere fattura elettronica via SDI. La fattura cartacea o il PDF non hanno più valore fiscale come documento ufficiale.

Cosa succede se mando per errore una fattura cartacea?

La fattura non emessa via SDI è considerata “non emessa” ai fini fiscali. La sanzione amministrativa va dal 90% al 180% dell’imposta non documentata, con minimo 250 euro per fattura. È sempre possibile sanare la situazione con il ravvedimento operoso, riducendo le sanzioni.

Quale codice natura IVA usare in fattura forfettaria?

Sempre N2.2 – Non soggette – altri casi. Il vecchio codice N2 generico è stato eliminato dal 2021 e non è più valido.

Devo applicare la ritenuta d’acconto sulle mie fatture?

No. I contribuenti in regime forfettario non sono soggetti a ritenuta d’acconto (art. 1 c. 67 L. 190/2014). Va indicato in fattura: “Non si applica ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1 c. 67 L. 190/2014”. Se il cliente la trattiene per errore, va richiesta la riemissione corretta.

Come faccio a sapere il codice destinatario del mio cliente?

Per le aziende: si chiede direttamente al cliente, che lo comunica al momento della prima fattura. Per i privati: usa “0000000” (sette zeri). Se il cliente fornisce solo la PEC, va inserita nel campo “PEC destinatario” e il codice destinatario va a “0000000”.

Quando devo versare il bollo da 2 euro all’Agenzia delle Entrate?

Il versamento è trimestrale, con questi codici tributo F24: 2521 (1° trim.), 2522 (2° trim.), 2523 (3° trim.), 2524 (4° trim.). Le scadenze sono il 31 maggio, 30 settembre, 30 novembre e 28 febbraio dell’anno successivo. Se l’importo dovuto nel trimestre è inferiore a 5.000 euro, si può rinviare al trimestre successivo.

Se il cliente paga in ritardo, quando devo versare il bollo?

Il bollo si versa in base alla data di emissione della fattura, non alla data di pagamento. Quindi anche se il cliente paga a 90 giorni, il bollo va comunque versato nei termini trimestrali in base a quando è stata emessa la fattura.

Posso usare un modello Word personalizzato come fattura ufficiale?

No. La fattura ufficiale deve essere in formato XML e transitare dal SDI. Il modello Word può servire come bozza interna, preventivo o documento di lavoro, ma non sostituisce la fattura elettronica obbligatoria.

Il CAF può aiutarmi a emettere le fatture?

Sì. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per partite IVA forfettarie: configurazione del software di fatturazione, controllo periodico delle fatture emesse, calcolo e versamento del bollo trimestrale, conservazione a norma. Contatta il CAF per un preventivo personalizzato.

Hai bisogno di aiuto con la fattura forfettaria? Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine

Hai aperto da poco la partita IVA in regime forfettario e non sai come configurare il software di fatturazione? Vuoi un controllo delle fatture emesse per essere sicuro di non aver sbagliato la dicitura, il codice natura o il bollo? Vuoi ricevere il modello Word/PDF gratuito con esempi compilati?

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno centinaia di partite IVA forfettarie nella gestione della fatturazione elettronica, dei versamenti trimestrali del bollo e della dichiarazione dei redditi annuale. Il nostro team segue il forfettario in tutte le sue fasi: dall’apertura della P.IVA alla configurazione del software, dall’emissione corretta della prima fattura al monitoraggio dei limiti di 85.000 e 100.000 euro.

Contattaci per:

  • Ricevere il modello fattura forfettaria 2026 Word/PDF gratuito
  • Configurare il software di fatturazione elettronica
  • Controllare la correttezza delle fatture emesse
  • Calcolare e versare il bollo trimestrale F24
  • Gestire dichiarazione dei redditi e contributi INPS
  • Aprire una nuova partita IVA in regime forfettario

CAF Centro Fiscale Udine
Email: successioni@centrofiscale.com
Sito: centrofiscale.com

Ultimo aggiornamento: maggio 2026. Le informazioni contenute in questo articolo sono basate sulla normativa fiscale italiana vigente al momento della pubblicazione (art. 1 c. 54-89 L. 190/2014, D.M. 17/06/2014, Provvedimento Agenzia Entrate n. 89757/2018). Per situazioni specifiche è sempre consigliato richiedere un parere personalizzato.

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