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Tag Archivio per: legge bilancio 2026

PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Novita Regime Forfettario 2026: Tutte le Modifiche della Legge di Bilancio

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La Legge di Bilancio 2026 ha confermato l’impianto generale del regime forfettario, introducendo alcune modifiche puntuali che ogni partita IVA deve conoscere. Nessuna rivoluzione, ma aggiustamenti che incidono sui limiti, sulle cause ostative e sugli adempimenti dichiarativi del 2026.

In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutte le novita confermate per il 2026, le aspettative non andate a buon fine, le aliquote aggiornate e gli esempi pratici di calcolo delle imposte. La fonte normativa principale e la Legge di Bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 207), integrata dalle ultime risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate e dalle circolari INPS sui contributi.

Indice dei contenuti

  1. Cosa cambia nel regime forfettario nel 2026
  2. Limite ricavi 85.000 euro: confermato
  3. Limite 30.000 euro reddito da lavoro dipendente
  4. Aliquota 5% startup: requisiti e cause ostative
  5. Aliquota 15% standard e coefficienti di redditivita
  6. Limite spese personale ridotto a 20.000 euro
  7. Limite investimenti strumentali e fattura elettronica
  8. Novita aspettate ma non confermate
  9. Impatto pratico per categorie di professionisti
  10. Calcolo tasse 2026: esempi pratici
  11. Cosa cambia nella dichiarazione dei redditi 2026
  12. Adempimenti 2026: scadenze e modelli
  13. Aliquote contributive INPS 2026
  14. FAQ

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Cosa cambia nel regime forfettario nel 2026

La Legge di Bilancio 2026 non ha stravolto il regime forfettario: la struttura introdotta dalla legge 190/2014 e le modifiche del 2023-2024 restano l’ossatura di base. Le novita riguardano principalmente:

  • Conferma del limite ricavi a 85.000 euro (non e stato innalzato a 100.000 come ipotizzato in alcune bozze)
  • Conferma del limite 30.000 euro di reddito da lavoro dipendente come causa ostativa
  • Conferma dell’aliquota agevolata 5% per i primi 5 anni di nuova attivita
  • Riduzione del limite spese personale da 30.000 a 20.000 euro lordi (gia in vigore dal 2025, riconfermato per il 2026)
  • Adeguamento del Modello Redditi PF 2026 con quadro LM aggiornato
  • Esonero esterometro riconfermato per i forfettari

Le aliquote contributive INPS Gestione Separata, Artigiani e Commercianti restano invariate rispetto al 2025. Anche le cause ostative strutturali (partecipazione in societa di persone, controllo SRL, ex datore di lavoro) sono confermate senza modifiche.

Limite ricavi 85.000 euro: confermato per il 2026

Il limite di ricavi e compensi per accedere e mantenere il regime forfettario resta a 85.000 euro annui. La Legge di Bilancio 2026 ha smentito l’ipotesi (circolata in fase di discussione parlamentare) di un innalzamento a 100.000 euro.

Resta in vigore il meccanismo della doppia soglia introdotto dalla Legge di Bilancio 2023:

SogliaEffettoQuando esce dal regime
Ricavi fino a 85.000 euroPermanenza nel forfettarioNessuna uscita
Ricavi tra 85.001 e 100.000 euroUscita ordinariaDall’anno successivo
Ricavi oltre 100.000 euroUscita immediataDallo stesso anno: ricalcolo IVA su tutte le fatture

Esempio pratico: un consulente forfettario fattura nel 2026 per 87.000 euro. Resta nel regime per tutto il 2026, ma dal 1 gennaio 2027 passa al regime ordinario o semplificato. Se invece fattura 105.000 euro, esce immediatamente: deve ricalcolare l’IVA su tutte le fatture emesse nell’anno e applicare l’IRPEF a scaglioni.

Limite 30.000 euro di reddito da lavoro dipendente

Il limite di 30.000 euro di reddito da lavoro dipendente o assimilato percepito nell’anno precedente resta una causa ostativa per accedere o restare nel regime forfettario. Confermato dalla Legge di Bilancio 2026 senza modifiche.

La causa ostativa non si applica se il rapporto di lavoro dipendente e cessato. Quindi un dipendente che ha guadagnato 35.000 euro nel 2025 e si e licenziato nel dicembre 2025 puo aprire una P.IVA in regime forfettario nel 2026.

Attenzione: il limite si calcola sul reddito imponibile da lavoro dipendente (rigo C5 del 730 o RC del modello Redditi), non sul lordo in busta paga. Anche pensioni e indennita NASPI rientrano nel calcolo.

Aliquota 5% startup: requisiti e cause ostative

La Legge di Bilancio 2026 conferma l’aliquota agevolata del 5% per i primi 5 anni di nuova attivita. Era circolata l’ipotesi di un’estensione a 7 anni: non e stata accolta.

I requisiti per accedere al 5% sono:

  • Nuova attivita effettiva: il contribuente non deve aver svolto, nei 3 anni precedenti, attivita artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare
  • No prosecuzione: l’attivita non deve costituire mera prosecuzione di altra precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo (esclusa la pratica obbligatoria per esercitare la professione)
  • Limite ricavi prosecuzione: se l’attivita e prosecuzione di una precedente, l’ammontare dei ricavi nell’anno precedente deve essere stato inferiore al limite forfettario

Causa ostativa specifica del 5%: non si puo applicare l’aliquota agevolata se il contribuente fattura prevalentemente al proprio ex datore di lavoro (o a soggetti riconducibili). Il riferimento e l’ultimo biennio di lavoro dipendente.

Esempio: un grafico licenziatosi a giugno 2025 apre P.IVA forfettaria a luglio 2025. Se nel 2026 oltre il 50% del fatturato proviene dall’ex azienda, perde il 5% e applica il 15%. La verifica si fa anno per anno.

Aliquota 15% standard e coefficienti di redditivita

L’aliquota standard del 15% resta invariata anche per il 2026. Si applica:

  • A chi non ha i requisiti per il 5%
  • Dopo i primi 5 anni di attivita per chi era partito con il 5%
  • A chi rientra dopo essere uscito dal regime

I coefficienti di redditivita per categoria ATECO sono confermati senza modifiche dalla Legge di Bilancio 2026:

CategoriaCoefficienteEsempi
Industrie alimentari e bevande40%Pasticcerie, gelaterie
Commercio all’ingrosso e dettaglio40%Negozi, e-commerce
Commercio ambulante alimentari40%Mercati alimentari
Commercio ambulante altri prodotti54%Mercati abbigliamento
Costruzioni e immobili86%Edilizia, agenzie immobiliari
Intermediari del commercio62%Procacciatori d’affari, agenti
Attivita di servizi alberghieri e ristorazione40%B&B, ristoranti, bar
Attivita professionali, scientifiche, tecniche78%Avvocati, commercialisti, ingegneri, consulenti
Altre attivita economiche67%Categorie residuali

Il coefficiente serve per calcolare il reddito imponibile forfettario: si applica ai ricavi/compensi e si ottiene la base su cui calcolare prima i contributi INPS e poi l’imposta sostitutiva (5% o 15%).

Limite spese personale ridotto a 20.000 euro

Una delle modifiche piu rilevanti gia introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 e confermata per il 2026 e la riduzione del limite di spese per personale e collaboratori dai precedenti 30.000 euro ai nuovi 20.000 euro lordi annui.

Si tratta di una causa ostativa: chi nell’anno precedente ha sostenuto spese per personale superiori a 20.000 euro lordi non puo accedere o restare nel regime forfettario.

Il calcolo dei 20.000 euro include:

  • Lavoro dipendente: stipendi lordi pagati a dipendenti
  • Co.co.co.: collaborazioni coordinate e continuative
  • Lavoro accessorio: voucher, prestazioni occasionali
  • Utili da partecipazione agli associati con apporto di solo lavoro
  • Prestazioni di lavoro effettuate dall’imprenditore o suoi familiari (per imprese familiari)

Non si conteggiano le prestazioni occasionali pure (sotto 5.000 euro l’anno) e le consulenze professionali con P.IVA.

Esempio: un artigiano forfettario con un dipendente part-time da 18.000 euro lordi annui resta nel regime. Se assume un secondo collaboratore, supera i 20.000 e l’anno successivo esce dal forfettario.

Limite investimenti strumentali e fattura elettronica

Il limite di 20.000 euro per gli investimenti in beni strumentali nei 3 anni precedenti resta invariato per il 2026. La verifica si fa al lordo degli ammortamenti, considerando il costo di acquisto.

Cosa rientra nel calcolo:

  • Beni strumentali nuovi e usati di proprieta
  • Beni in locazione finanziaria (al valore di acquisto)
  • Leasing operativo e noleggio: si conteggia il canone annuo
  • Auto: 50% del valore per uso promiscuo

Sulla fatturazione elettronica, dal 2024 e obbligatoria per tutti i forfettari senza eccezioni: la storica esenzione e definitivamente terminata. Ogni fattura deve essere emessa in formato XML tramite il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate.

Resta confermato l’esonero dall’esterometro (comunicazione operazioni transfrontaliere) per i forfettari sotto la soglia di 25.000 euro di ricavi nell’anno precedente. Sopra questa soglia, l’obbligo si estende e va effettuata la trasmissione XML al SDI per le operazioni con l’estero.

Sul bollo virtuale per le fatture sopra 77,47 euro la gestione resta trimestrale: l’Agenzia delle Entrate genera l’avviso F24 e il pagamento avviene entro il 30 del mese successivo a ciascun trimestre.

Novita aspettate ma non confermate dalla Legge di Bilancio 2026

Durante l’iter parlamentare erano state ipotizzate diverse modifiche al regime forfettario. Nessuna di queste e stata accolta nel testo finale della Legge di Bilancio 2026:

  • Innalzamento del limite a 100.000 euro: respinto. Il tetto resta a 85.000 euro
  • Estensione dell’aliquota 5% a 7 anni: respinta. Restano 5 anni
  • Riduzione delle aliquote contributive INPS Gestione Separata: non prevista. Aliquote invariate
  • Sgravio contributivo strutturale per nuovi forfettari: non confermato (resta solo il taglio del 50% per artigiani e commercianti, prorogato fino al 2026)
  • Nuovo coefficiente per influencer e creator digitali: non introdotto. Si applica il 78% (codice ATECO 73.11.02 o similari)

L’unica conferma rilevante a favore dei forfettari artigiani e commercianti e la proroga della riduzione contributiva del 35% sui contributi INPS, che resta in vigore per il 2026 su richiesta da inoltrare entro il 28 febbraio 2026.

Impatto pratico per categorie di professionisti

Professionisti (coefficiente 78%)

Avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti, psicologi, consulenti: nessuna modifica diretta. Il coefficiente 78% resta invariato. Chi e iscritto a Cassa Professionale (Cassa Forense, Inarcassa, ENPAP, ecc.) versa secondo i regolamenti delle rispettive casse, mentre chi e in Gestione Separata INPS applica le aliquote 26,07% / 24%.

Artigiani e commercianti (coefficiente 40%)

Per artigiani e commercianti la riduzione del limite spese personale a 20.000 euro e la novita piu impattante. Una bottega che impiega un dipendente e un collaboratore familiare puo facilmente superare la soglia. La riduzione contributiva del 35% resta confermata anche per il 2026.

Influencer, content creator e digital workers

Nessuna novita specifica. Si applicano le regole generali. Il codice ATECO piu utilizzato e il 73.11.02 (attivita di influencer e creator) con coefficiente 78%. La causa ostativa “ex datore di lavoro” puo riguardare chi era prima dipendente e ora lavora come freelance per la stessa azienda.

Calcolo tasse 2026: due esempi pratici

Esempio 1: consulente con 30.000 euro di compensi (5% startup)

Consulente al primo anno di attivita, codice ATECO professionale (78%), iscritto a Gestione Separata INPS:

Compensi lordi 202630.000 euro
Coefficiente redditivita 78%23.400 euro
Contributi INPS Gestione Separata 26,07%6.100 euro
Reddito imponibile (23.400 – 6.100)17.300 euro
Imposta sostitutiva 5%865 euro
Totale tasse + contributi6.965 euro
Netto annuo23.035 euro

Esempio 2: professionista con 60.000 euro di compensi (15% standard)

Stesso profilo, sesto anno di attivita (decade il 5%), 60.000 euro di compensi:

Compensi lordi 202660.000 euro
Coefficiente redditivita 78%46.800 euro
Contributi INPS Gestione Separata 26,07%12.200 euro
Reddito imponibile (46.800 – 12.200)34.600 euro
Imposta sostitutiva 15%5.190 euro
Totale tasse + contributi17.390 euro
Netto annuo42.610 euro

I valori sono indicativi. Per un calcolo personalizzato considerando contributi gia versati, deduzioni e situazioni specifiche, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per una consulenza dedicata.

Cosa cambia nella dichiarazione dei redditi 2026 (per redditi 2025)

Il Modello Redditi PF 2026 (per i redditi prodotti nel 2025) presenta alcuni adeguamenti tecnici nei quadri rilevanti per i forfettari.

Quadro LM (regime forfettario)

Il quadro LM e stato aggiornato per recepire le verifiche sul nuovo limite spese personale di 20.000 euro. La sezione I (regime forfettario) richiede l’indicazione di:

  • Codice ATECO e coefficiente di redditivita
  • Ricavi/compensi 2025
  • Reddito determinato forfettariamente
  • Contributi previdenziali deducibili
  • Imposta sostitutiva (5% o 15%)
  • Acconti versati

Quadro RW (monitoraggio attivita estere e crypto)

Anche i forfettari devono compilare il quadro RW se detengono cryptovalute, conti esteri, immobili all’estero o altre attivita finanziarie estere. La novita 2026 riguarda l’IVAFE su crypto e l’aliquota dell’imposta sostitutiva sulle plusvalenze (33% dal 2026).

Quadro RT (capital gain)

Il quadro RT serve per dichiarare plusvalenze su cessioni di partecipazioni, titoli e crypto. Il regime forfettario e separato: il quadro LM non assorbe le plusvalenze finanziarie, che vanno tassate autonomamente.

Adempimenti 2026: scadenze e modelli

Gli adempimenti 2026 per i forfettari sono semplificati ma non assenti. Ecco la mappa completa:

AdempimentoQuandoNote
Versamenti F24 (saldo 2025 + acconto 2026)30 giugno 2026 (rateizzabile)Codice tributo 1790 (5%) o 1791 (15%)
Modello Redditi PF 202630 ottobre 2026 (telematico)Quadro LM obbligatorio
LIPE (liquidazioni IVA periodiche)NON DOVUTAForfettari esonerati
Modello 77031 ottobre 2026SOLO se sostituti d’imposta (con dipendenti)
Certificazione Unica (CU)31 marzo 2026SOLO se sostituti d’imposta
Bollo virtuale fattureTrimestraleAvviso automatico Agenzia Entrate
Comunicazione esterometroTrimestrale (se obbligati)Esonero sotto 25.000 euro ricavi

Il forfettario non ha l’obbligo di presentare il modello IVA annuale, le LIPE, lo spesometro e la dichiarazione IRAP. Resta esonerato anche dagli ISA (Indici Sintetici di Affidabilita).

Aliquote contributive INPS 2026 (invariate)

Le aliquote contributive INPS per il 2026 restano allineate a quelle del 2025. Confermate dalla Legge di Bilancio e dalla circolare INPS di inizio anno:

GestioneAliquota 2026Note
Gestione Separata – professionisti senza altra cassa26,07%25% IVS + 1,07% prestazioni
Gestione Separata – pensionati o gia coperti24%Senza aliquota aggiuntiva
Artigiani24,48%Riduzione 35% per forfettari su richiesta
Commercianti24,48% + 0,48 indennitaRiduzione 35% per forfettari su richiesta

Per artigiani e commercianti forfettari, la riduzione contributiva del 35% e prorogata fino al 2026 e va richiesta entro il 28 febbraio 2026 tramite il portale “Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti”.

FAQ – Domande frequenti

1. Il limite di 85.000 euro sara aumentato a 100.000 euro nel 2026?

No. La Legge di Bilancio 2026 ha confermato il limite a 85.000 euro. La soglia di 100.000 euro resta come “uscita immediata” con ricalcolo IVA, non come nuovo tetto di accesso.

2. L’aliquota 5% per le startup e stata estesa a 7 anni?

No. Resta confermata per i primi 5 anni di nuova attivita. L’estensione a 7 anni era stata ipotizzata in fase di discussione parlamentare ma non e entrata nel testo finale.

3. Come si calcolano i 20.000 euro di limite spese personale?

Si sommano dipendenti (lordo busta paga), co.co.co., voucher di lavoro accessorio, utili agli associati con apporto di solo lavoro e prestazioni di familiari nelle imprese familiari. Non si conteggiano consulenze con P.IVA e prestazioni occasionali sotto 5.000 euro.

4. Devo emettere fattura elettronica anche se sono forfettario?

Si. Dal 2024 la fatturazione elettronica e obbligatoria per tutti i forfettari, senza eccezioni di soglia. L’emissione avviene tramite il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate.

5. Posso restare nel forfettario se ho 32.000 euro di reddito da pensione?

No. La pensione rientra nei redditi da lavoro dipendente o assimilati ai fini della causa ostativa. Sopra i 30.000 euro non e possibile applicare il regime forfettario.

6. Devo presentare LIPE o modello IVA come forfettario?

No. I forfettari sono esonerati da LIPE, modello IVA annuale, spesometro, ISA e IRAP. Devono solo presentare il Modello Redditi PF con quadro LM e versare imposta sostitutiva e contributi.

7. Quando si paga il bollo virtuale sulle fatture forfettarie?

Trimestralmente: l’Agenzia delle Entrate genera l’avviso F24 entro il 15 del secondo mese successivo a ciascun trimestre. Il pagamento va fatto entro il 30 dello stesso mese. Si applica alle fatture sopra 77,47 euro non soggette a IVA.

Hai bisogno di assistenza per il regime forfettario 2026?

Il regime forfettario resta uno strumento conveniente per partite IVA con ricavi entro 85.000 euro, ma le novita 2026 (limite spese personale, fattura elettronica obbligatoria, adempimenti dichiarativi) richiedono una pianificazione attenta per evitare uscite forzate o errori in dichiarazione.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza personalizzata per partite IVA in regime forfettario:

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  • Compilazione e invio del Modello Redditi PF con quadro LM
  • Gestione fatturazione elettronica e bollo virtuale
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Luglio 18, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-18 08:00:002026-05-24 09:54:32Novita Regime Forfettario 2026: Tutte le Modifiche della Legge di Bilancio
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Pensioni 2026 e APE Sociale: Novità dalla Legge di Bilancio

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La Legge di Bilancio 2026 ha confermato importanti novità sul fronte pensioni, con particolare attenzione alla proroga dell’APE Sociale fino al 31 dicembre 2026. Si tratta di un’ulteriore estensione della misura che consente l’uscita anticipata dal lavoro per specifiche categorie di lavoratori in condizioni di difficoltà.

In questo articolo facciamo il punto sulle novità pensioni 2026, sui requisiti aggiornati per l’APE Sociale, sulle scadenze per la domanda e sugli eventuali impatti del referendum giustizia sulle tematiche previdenziali. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistenza gratuita nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda.

Indice dei contenuti

  1. Proroga APE Sociale 2026: La Conferma nella Legge di Bilancio
  2. Requisiti APE Sociale 2026: Le Quattro Categorie Ammesse
  3. Scadenze Domanda APE Sociale 2026
  4. Altre Novità Pensioni 2026 dalla Legge di Bilancio
  5. Referendum Giustizia: Possibili Impatti sulle Pensioni?
  6. Come Verificare i Requisiti per l’APE Sociale 2026

Proroga APE Sociale 2026: La Conferma nella Legge di Bilancio

La Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 207) ha prorogato l’APE Sociale per tutto il 2026, confermando la misura che permette di andare in pensione anticipatamente con 63 anni di età e determinati requisiti contributivi.

L’APE Sociale (Anticipo Pensionistico Sociale) è un’indennità mensile erogata dall’INPS fino al raggiungimento dell’età pensionabile ordinaria, riservata a lavoratori che si trovano in condizioni di particolare disagio sociale o lavorativo.

Principali caratteristiche APE Sociale 2026:

  • Età minima: 63 anni compiuti
  • Durata: fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia (67 anni nel 2026)
  • Importo massimo: 1.500 euro lordi mensili (non rivalutabile)
  • Compatibilità con redditi da lavoro: NO (incompatibile con attività lavorativa dipendente o autonoma)

Requisiti APE Sociale 2026: Le Quattro Categorie Ammesse

Per accedere all’APE Sociale nel 2026, è necessario rientrare in una delle quattro categorie previste dalla normativa:

1. DISOCCUPATI

  • Requisiti contributivi: 30 anni di contributi
  • Condizione: Aver terminato integralmente la NASPI o DIS-COLL da almeno 3 mesi
  • Licenziamento: Per licenziamento, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale

2. LAVORATORI CON INVALIDITÀ CIVILE ≥74%

  • Requisiti contributivi: 30 anni di contributi
  • Invalidità: Certificata dalle commissioni ASL con percentuale pari o superiore al 74%

3. CAREGIVER

  • Requisiti contributivi: 30 anni di contributi
  • Condizione: Assistere da almeno 6 mesi il coniuge o parente di primo grado convivente con handicap grave (Legge 104, comma 3)

4. LAVORATORI GRAVOSI

  • Requisiti contributivi: 36 anni di contributi (non 30)
  • Condizione: Aver svolto per almeno 7 degli ultimi 10 anni (o 6 degli ultimi 7) una delle professioni gravose individuate dalla normativa

Professioni gravose 2026 (elenco parziale):

  • Operai edili e dell’industria estrattiva
  • Conduttori di gru e macchinari mobili per costruzione
  • Conciatori di pelli e pellicce
  • Personale addetto alla coibentazione
  • Conduttori di mezzi pesanti e camion
  • Professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro a turni
  • Addetti all’assistenza personale di persone non autosufficienti
  • Insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido
  • Facchini, addetti allo spostamento merci e personale non qualificato dei servizi di pulizia

(L’elenco completo conta 15 categorie professionali – consulta il CAF per verificare la tua mansione)

Scadenze Domanda APE Sociale 2026

Per presentare domanda di APE Sociale nel 2026, l’INPS ha previsto tre finestre temporali con scadenze precise:

1. PRIMA FINESTRA

  • Scadenza domanda: 31 marzo 2026
  • Lavorazione INPS: entro il 30 giugno 2026
  • Decorrenza APE: dal mese successivo alla maturazione dei requisiti (se accolta)

2. SECONDA FINESTRA

  • Scadenza domanda: 15 luglio 2026
  • Lavorazione INPS: entro il 15 ottobre 2026
  • Decorrenza APE: dal mese successivo alla maturazione dei requisiti

3. TERZA FINESTRA

  • Scadenza domanda: 30 novembre 2026
  • Lavorazione INPS: entro il 28 febbraio 2027
  • Decorrenza APE: dal mese successivo alla maturazione dei requisiti

IMPORTANTE: È consigliabile presentare la domanda nella prima finestra utile per massimizzare le possibilità di accoglimento, poiché l’APE Sociale è soggetta a limiti di spesa annui e potrebbero esaurirsi i fondi nelle finestre successive.

La domanda si presenta online sul portale INPS con SPID, CIE o CNS, oppure tramite CAF o patronato.

Altre Novità Pensioni 2026 dalla Legge di Bilancio

Oltre alla proroga dell’APE Sociale, la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto o confermato altre misure pensionistiche:

OPZIONE DONNA 2026

  • Confermata con requisiti più stringenti
  • Età: 61 anni (con 2 figli), 60 anni (con 3+ figli)
  • Contributi: 35 anni
  • Categorie: caregiver, invalide ≥74%, licenziate o dipendenti di aziende in crisi

QUOTA 103 (Prorogata)

  • Età: 62 anni
  • Contributi: 41 anni
  • Penalizzazioni: calcolo contributivo + massimale 5 volte il trattamento minimo fino a 67 anni

PENSIONE ANTICIPATA ORDINARIA

  • Uomini: 42 anni e 10 mesi di contributi (indipendentemente dall’età)
  • Donne: 41 anni e 10 mesi di contributi
  • Nessuna finestra mobile

PENSIONE DI VECCHIAIA

  • Età: 67 anni (confermata per il 2026)
  • Contributi minimi: 20 anni

RIVALUTAZIONE PENSIONI

  • Indicizzazione pensioni all’inflazione per il 2026 con meccanismo a scaglioni
  • Pensioni fino a 4 volte il minimo: rivalutazione al 100%
  • Pensioni superiori: rivalutazione ridotta per scaglioni

Referendum Giustizia: Possibili Impatti sulle Pensioni?

Nei primi mesi del 2026 si è discusso del referendum sulla giustizia promosso da diversi comitati e partiti politici. I quesiti referendari riguardano principalmente temi di giustizia civile e penale (es. responsabilità civile dei magistrati, separazione delle carriere, elezione del CSM).

Al momento, NON ci sono impatti diretti del referendum giustizia sulle pensioni. I quesiti non riguardano la previdenza sociale né l’INPS.

Tuttavia, alcune voci nel dibattito pubblico hanno sollevato il tema della giustizia previdenziale, in riferimento a:

  • Tempi lunghi dei contenziosi previdenziali presso i tribunali del lavoro
  • Difficoltà di ottenere riconoscimento di periodi contributivi contestati
  • Ritardi nell’erogazione di prestazioni pensionistiche dopo sentenze favorevoli

Se il referendum dovesse portare a riforme della giustizia civile con accelerazione dei procedimenti, potrebbe indirettamente beneficiare anche i ricorsi previdenziali contro l’INPS. Ma si tratta di effetti indiretti e di lungo periodo.

Conclusione: Al momento, il referendum giustizia NON modifica né i requisiti pensionistici né le modalità di accesso alle prestazioni INPS.

Come Verificare i Requisiti per l’APE Sociale 2026

Per sapere se hai diritto all’APE Sociale 2026, devi verificare:

STEP 1: Età

  • Hai compiuto 63 anni entro il 31 dicembre 2026?

STEP 2: Categoria di appartenenza

  • Sei disoccupato con NASPI terminata da almeno 3 mesi?
  • Hai un’invalidità civile ≥74%?
  • Sei caregiver di un familiare con handicap grave?
  • Svolgi un lavoro gravoso da almeno 6 degli ultimi 7 anni?

STEP 3: Contributi

  • Hai 30 anni di contributi (per disoccupati, invalidi, caregiver)?
  • Hai 36 anni di contributi (per lavoratori gravosi)?

STEP 4: Estratto contributivo INPS

  • Richiedi l’estratto contributivo sul portale INPS per verificare l’anzianità contributiva effettiva
  • Verifica che non ci siano buchi contributivi o periodi contestati

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per:

  • Verifica requisiti APE Sociale
  • Calcolo esatto dell’anzianità contributiva
  • Supporto nella richiesta estratto contributivo INPS
  • Compilazione e invio domanda APE Sociale
  • Assistenza in caso di diniego o richiesta di integrazione documenti

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti su Pensioni 2026 e APE Sociale

Quali sono i requisiti per l’APE Sociale 2026?

Per l’APE Sociale 2026 servono 63 anni di eta e 30 anni di contributi (36 per lavori gravosi). Devi rientrare in una delle 4 categorie: disoccupato con NASPI terminata da 3+ mesi, invalido civile maggiore uguale 74%, caregiver di familiare con handicap grave, oppure lavoratore con mansione gravosa svolta per 6 degli ultimi 7 anni.

Quando scadono le domande APE Sociale 2026?

Ci sono tre finestre: 31 marzo 2026, 15 luglio 2026 e 30 novembre 2026. E consigliabile presentare la domanda nella prima finestra utile perche l’APE Sociale ha limiti di spesa e potrebbe esaurire i fondi.

L’APE Sociale e compatibile con lavoro part-time?

No, l’APE Sociale e incompatibile con qualsiasi attivita lavorativa dipendente o autonoma, anche part-time. Se inizi a lavorare, perdi il diritto all’indennita.

Il referendum giustizia influisce sulle pensioni?

No, al momento il referendum giustizia non ha impatti diretti sulle pensioni. I quesiti riguardano la giustizia civile e penale, non la previdenza sociale. Eventuali effetti sui contenziosi previdenziali sarebbero solo indiretti e di lungo periodo.


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CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640

Gennaio 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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Detrazioni 2026: la Nuova Spesa che Puoi Scaricare

detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto importanti novità fiscali che permettono ai contribuenti di portare in detrazione nuove spese che fino al 2025 non erano detraibili. Tra le principali novità spiccano le spese per la salute mentale, i corsi di formazione professionale certificati e gli abbonamenti a trasporti pubblici extraurbani. Queste nuove detrazioni rappresentano un’opportunità concreta per ridurre il carico fiscale: chi ha sostenuto queste spese nel 2025 potrà recuperare parte dell’importo nella dichiarazione dei redditi 2026 (730 o Redditi PF). Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a individuare tutte le nuove detrazioni a cui hai diritto e a compilare correttamente la dichiarazione.

📘 Questo articolo fa parte della guida completa:

Detrazioni Fiscali 2026: Novità e Nuove Spese Detraibili

Scopri TUTTE le detrazioni disponibili nel 2026, con tabelle riepilogative, limiti aggiornati e tutte le novità della Legge di Bilancio.

Indice dei contenuti

  1. Detrazioni 2026: Cosa Cambia Rispetto al 2025
  2. Le Nuove Spese che Puoi Scaricare nel 2026
  3. Tabella Riepilogo Nuove Detrazioni 2026
  4. Come Usufruire delle Nuove Detrazioni 2026
  5. Esempi Pratici di Calcolo del Risparmio

Detrazioni 2026: Cosa Cambia Rispetto al 2025

La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 207/2025) ha ampliato significativamente il paniere delle spese detraibili, introducendo tre nuove categorie che fino al 2025 erano completamente escluse dal beneficio fiscale.

Le principali novità detrazioni 2026 riguardano:

  • Spese per psicoterapia e salute mentale – Detrazione 19% su un massimo di 2.500 euro annui
  • Corsi di formazione professionale certificati – Detrazione 19% fino a 1.000 euro per lavoratori dipendenti e autonomi
  • Abbonamenti trasporti pubblici extraurbani – Detrazione 19% fino a 500 euro (estensione dell’abbonamento urbano)

Queste novità si aggiungono alle detrazioni tradizionali già previste (spese mediche, ristrutturazioni, mutui, istruzione) che restano confermate con le stesse percentuali e limiti del 2025.

IMPORTANTE: Le nuove detrazioni si applicano alle spese sostenute dall’1 gennaio 2025, quindi potranno essere utilizzate già nella dichiarazione dei redditi 2026 (anno d’imposta 2025) che si presenta tra aprile e settembre 2026.

Le Nuove Spese che Puoi Scaricare nel 2026

Ecco nel dettaglio le tre nuove categorie di spese detraibili 2026, con percentuali, limiti e requisiti per ciascuna.

1. Spese per Psicoterapia e Salute Mentale

Novità assoluta: dal 2026 sono detraibili le spese per psicoterapia e altri trattamenti di salute mentale sostenuti presso professionisti qualificati.

Caratteristiche della detrazione:

  • Percentuale: 19%
  • Limite massimo: 2.500 euro all’anno per contribuente
  • Franchigia: NO (si detrae dal primo euro, senza soglia minima)
  • Professionisti ammessi: Psicologi iscritti all’Albo, psicoterapeuti, psichiatri
  • Requisiti: Fattura elettronica o ricevuta fiscale con indicazione del servizio e del codice fiscale del paziente
  • Pagamento: Tracciabile (carta, bonifico, bancomat – NO contanti)

ATTENZIONE: Le spese per coaching, counseling o discipline olistiche NON rientrano in questa detrazione, a meno che non siano erogate da uno psicologo/psicoterapeuta regolarmente iscritto all’Albo.

Esempio pratico: Mario ha sostenuto nel 2025 spese per 10 sedute di psicoterapia al costo di 80 euro ciascuna (totale 800 euro). Nella dichiarazione 2026 potrà detrarre: 800 x 19% = 152 euro.

2. Corsi di Formazione Professionale Certificati

Dal 2026 sono detraibili le spese per corsi di formazione professionale che rilasciano una certificazione riconosciuta, sia per lavoratori dipendenti che autonomi.

Caratteristiche della detrazione:

  • Percentuale: 19%
  • Limite massimo: 1.000 euro all’anno
  • Chi può usufruirne: Lavoratori dipendenti, autonomi (anche forfettari), professionisti
  • Corsi ammessi:
    • Corsi per acquisizione o aggiornamento competenze professionali
    • Master e corsi di specializzazione post-laurea (solo se finalizzati alla professione)
    • Corsi di lingue straniere con certificazione (es. IELTS, TOEFL, DELE)
    • Corsi informatici con certificazione (es. ECDL, certificazioni Adobe, coding)
  • Requisiti ente erogatore: Ente accreditato presso Regione o Ministero, oppure Università/scuole riconosciute
  • Documentazione: Fattura o ricevuta con descrizione del corso, certificato di frequenza e attestato finale

NON sono detraibili: Corsi hobbistici, corsi senza certificazione finale, corsi di guida, patenti professionali (già deducibili in altro modo per autonomi).

Esempio pratico: Laura, dipendente, ha frequentato un corso di inglese B2 certificato Cambridge (costo 600 euro) e un corso Excel avanzato ECDL (costo 300 euro). Totale spese 2025: 900 euro. Detrazione 2026: 900 x 19% = 171 euro.

3. Abbonamenti Trasporti Pubblici Extraurbani

Viene estesa l’attuale detrazione per abbonamenti trasporti pubblici anche ai collegamenti extraurbani (autobus regionali, treni regionali, servizi navetta).

Caratteristiche della detrazione:

  • Percentuale: 19%
  • Limite massimo: 500 euro annui (cumulativo con abbonamenti urbani)
  • Trasporti ammessi:
    • Autobus extraurbani (linee regionali)
    • Treni regionali e interregionali (NO Frecce, NO Intercity)
    • Servizi di trasporto pubblico locale extraurbano (anche navette)
    • Metropolitane e tram (già detraibili, rientra nel limite unico)
  • Requisiti: Abbonamento nominativo (NO biglietti singoli), documentazione con dati fiscali dell’acquirente
  • Pagamento: Qualsiasi forma (anche contanti per abbonamenti)

Novità 2026: Prima erano detraibili SOLO gli abbonamenti urbani (bus/metro cittadini). Dal 2026 anche i pendolari che usano autobus regionali o treni regionali possono scaricare l’abbonamento.

Esempio pratico: Giovanni, pendolare da Tolmezzo a Udine, ha acquistato nel 2025 un abbonamento annuale treno regionale (costo 1.200 euro). Potrà detrarre il massimo di 500 euro x 19% = 95 euro.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Tabella Riepilogo Nuove Detrazioni 2026

SpesaDetrazioneLimite massimoFranchigiaPagamento
Psicoterapia e salute mentale19%2.500 euro/annoNOTracciabile
Corsi formazione professionale19%1.000 euro/annoNOTracciabile
Abbonamenti trasporti extraurbani19%500 euro/annoNOQualsiasi

RISPARMIO MASSIMO TOTALE: Con tutte e tre le nuove detrazioni al massimo: (2.500 + 1.000 + 500) x 19% = 760 euro di IRPEF in meno.

Come Usufruire delle Nuove Detrazioni 2026

Per ottenere le nuove detrazioni 2026 è necessario seguire questa procedura:

1. Conservare la Documentazione

Per ogni spesa sostenuta, conserva:

  • Fattura elettronica o ricevuta fiscale con indicazione del servizio
  • Ricevuta di pagamento tracciabile (estratto conto, ricevuta POS/bancomat)
  • Certificazione (per corsi di formazione: attestato di frequenza e certificato finale)
  • Abbonamento nominativo (per trasporti: documento con dati acquirente)

2. Inserire nella Dichiarazione dei Redditi

Le nuove detrazioni vanno indicate:

  • Nel 730/2026 – Sezione “Oneri e Spese” (rigo specifico per nuove detrazioni 2026)
  • Nel Modello Redditi PF 2026 – Quadro RP (Oneri e Spese)

NOVITÀ 2026: Le nuove spese hanno righi dedicati con codici specifici (da indicare nel campo “Tipo spesa”):

  • Codice 41 – Spese psicoterapia e salute mentale
  • Codice 42 – Corsi formazione professionale
  • Codice 43 – Abbonamenti trasporti extraurbani

3. Presentare la Dichiarazione

Puoi presentare il 730 o il Modello Redditi tramite:

  • CAF Centro Fiscale – Ti aiutiamo a individuare TUTTE le detrazioni spettanti e a compilare correttamente (consigliato)
  • Commercialista
  • Fai da te (solo se hai dimestichezza con dichiarazioni fiscali)

Scadenze 730/2026:

  • 30 settembre 2026 – Scadenza presentazione 730 tramite CAF o professionista
  • 30 novembre 2026 – Scadenza Modello Redditi PF

Esempi Pratici di Calcolo del Risparmio

Esempio 1: Contribuente con Tutte le Nuove Spese

Situazione: Anna, dipendente, nel 2025 ha sostenuto:

  • Psicoterapia: 1.800 euro (20 sedute x 90 euro)
  • Corso di inglese certificato: 700 euro
  • Abbonamento autobus extraurbano: 600 euro

Calcolo detrazioni:

  • Psicoterapia: 1.800 euro x 19% = 342 euro
  • Corso inglese: 700 euro x 19% = 133 euro
  • Abbonamento: 500 euro (limite) x 19% = 95 euro

TOTALE RISPARMIO: 570 euro di IRPEF in meno (o rimborso se ha già pagato le imposte).

Esempio 2: Lavoratore Autonomo con Formazione

Situazione: Marco, forfettario, ha frequentato 2 corsi:

  • Corso Excel avanzato ECDL: 350 euro
  • Master digital marketing: 1.200 euro

Calcolo detrazione: Il totale speso è 1.550 euro, ma il limite è 1.000 euro. Quindi: 1.000 euro x 19% = 190 euro di risparmio.

ATTENZIONE: I forfettari possono sfruttare SOLO le detrazioni per oneri (come queste nuove), ma NON le deduzioni dal reddito (riservate ai soggetti in contabilità ordinaria/semplificata).

Esempio 3: Famiglia con Figli Studenti

Situazione: Famiglia con 2 figli universitari che frequentano corsi di lingua:

  • Figlio 1: Corso tedesco B1 (500 euro)
  • Figlio 2: Corso spagnolo A2 (400 euro)

Calcolo: Ogni figlio ha diritto alla detrazione autonoma (se ha redditi propri) OPPURE i genitori possono portare in detrazione le spese dei figli fiscalmente a carico.

Totale: 900 euro x 19% = 171 euro di risparmio.

Domande Frequenti sulle Nuove Detrazioni 2026

Le nuove detrazioni 2026 valgono anche per le spese del 2024?

No, le nuove detrazioni si applicano solo alle spese sostenute dall’1 gennaio 2025 in poi. Le spese del 2024 seguono le vecchie regole (quindi psicoterapia, corsi formazione e trasporti extraurbani NON erano detraibili per il 2024).

Posso detrarre le sedute dallo psicologo anche se non ho una diagnosi?

Si, la detrazione spetta per tutte le prestazioni erogate da psicologi/psicoterapeuti iscritti all’Albo, indipendentemente dalla presenza di una diagnosi. E sufficiente che la fattura indichi chiaramente il tipo di prestazione (es. seduta psicoterapia) e sia pagata in modo tracciabile.

I corsi online sono detraibili?

Si, anche i corsi di formazione professionale online sono detraibili, purche rilascino una certificazione riconosciuta e siano erogati da enti accreditati. Il fatto che siano in presenza o online non cambia il diritto alla detrazione.

Posso detrarre l’abbonamento treno se lo uso per andare al lavoro?

Si, gli abbonamenti ai trasporti pubblici (urbani ed extraurbani) sono detraibili indipendentemente dal motivo per cui li usi. Che tu li usi per lavoro, studio o tempo libero, la detrazione spetta comunque.

Se spendo piu del limite massimo, perdo la detrazione?

No, se spendi piu del limite massimo puoi comunque detrarre fino al limite previsto. Ad esempio, se hai speso 3.000 euro in psicoterapia, detrai il massimo di 2.500 euro x 19% = 475 euro. I 500 euro eccedenti non sono detraibili.

Devo comunicare qualcosa all’INPS o all’Agenzia delle Entrate prima di usufruire della detrazione?

No, non serve alcuna comunicazione preventiva. E sufficiente conservare la documentazione (fatture, ricevute, certificati) e indicare le spese nella dichiarazione dei redditi 2026.

Le nuove detrazioni valgono anche per i forfettari?

Si, i contribuenti in regime forfettario possono usufruire di tutte le detrazioni per oneri (comprese queste nuove). Attenzione pero: i forfettari NON possono dedurre le spese dal reddito, ma solo detrarle dall’imposta sostitutiva dovuta.

Le nuove detrazioni 2026 rappresentano un’importante opportunità per recuperare parte delle spese sostenute per salute mentale, formazione professionale e trasporti pubblici. Se hai sostenuto queste spese nel 2025, non dimenticare di inserirle nella tua dichiarazione dei redditi 2026 per ottenere il rimborso IRPEF spettante. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per aiutarti a individuare tutte le detrazioni a cui hai diritto e a compilare correttamente il 730 o il Modello Redditi PF. Prenota subito un appuntamento!


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    NOTIZIE

    Addio al Frazionamento delle Plusvalenze Immobiliari: Cosa Cambia nel 2026

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Indice dei contenuti

    1. Cos’era il Frazionamento delle Plusvalenze
    2. Cosa Cambia con la Legge di Bilancio 2026
    3. Come Funziona Ora: Esempio Comparativo
    4. Chi È Coinvolto dal Cambiamento
    5. Impatti Fiscali per i Contribuenti
    6. Domande Frequenti

    La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un cambiamento importante per chi vende immobili entro 5 anni dall’acquisto: viene eliminata la possibilità di frazionare le plusvalenze immobiliari. Fino al 2025, era possibile spalmare la tassazione della plusvalenza su più anni fiscali, riducendo l’impatto fiscale immediato. Dal 2026, invece, la plusvalenza deve essere dichiarata integralmente nell’anno di vendita, con conseguenze significative per investitori immobiliari e privati che rivendono casa in tempi brevi.

    Cos’era il Frazionamento delle Plusvalenze

    Il frazionamento delle plusvalenze immobiliari era un meccanismo fiscale che consentiva ai contribuenti di spalmare la tassazione della plusvalenza (la differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita) su più annualità fiscali, anziché dichiararla tutta in un’unica soluzione.

    Questa opzione era particolarmente vantaggiosa per chi realizzava plusvalenze elevate, perché permetteva di ridurre il carico fiscale annuale e di evitare di finire in scaglioni IRPEF superiori con conseguente aliquota marginale più alta.

    Esempio pratico (regime pre-2026):
    Se vendevi un immobile acquistato nel 2021 a 150.000 euro e lo rivendevi nel 2024 a 200.000 euro, realizzavi una plusvalenza di 50.000 euro. Con il frazionamento, potevi dichiarare:

    • 10.000 euro nel 2024
    • 10.000 euro nel 2025
    • 10.000 euro nel 2026
    • 10.000 euro nel 2027
    • 10.000 euro nel 2028

    Questo meccanismo permetteva di diluire l’impatto fiscale e mantenere aliquote IRPEF più basse.

    Cosa Cambia con la Legge di Bilancio 2026

    Dal 1° gennaio 2026, la possibilità di frazionare le plusvalenze immobiliari viene definitivamente eliminata. Questo significa che:

    • La plusvalenza immobiliare deve essere dichiarata integralmente nell’anno della cessione
    • Non è più possibile spalmare la tassazione su 5 anni fiscali
    • L’impatto fiscale immediato sarà più elevato per chi vende immobili con plusvalenze consistenti
    • Si applica la tassazione ordinaria IRPEF sulla plusvalenza, con aliquote progressive dal 23% al 43%

    La norma ha l’obiettivo di semplificare il sistema fiscale e di aumentare il gettito immediato per lo Stato, rendendo però meno conveniente la rivendita di immobili nel breve periodo.

    Come Funziona Ora: Esempio Comparativo

    Vediamo un confronto pratico tra il vecchio e il nuovo sistema per capire meglio l’impatto fiscale.

    CASO: Vendita immobile con plusvalenza di 50.000 euro

    AspettoPRIMA (fino al 2025)ORA (dal 2026)
    Dichiarazione plusvalenzaFrazionabile su 5 anni (10.000 euro/anno)Tutto in un anno (50.000 euro)
    Aliquota IRPEF media*~27% (su 10.000 euro/anno)~38% (su 50.000 euro in un anno)
    Imposta totale (stimata)*~13.500 euro in 5 anni~19.000 euro in 1 anno
    Vantaggio fiscale vecchio sistemaRisparmio di circa 5.500 euro
    *Stime indicative. L’aliquota effettiva dipende dal reddito complessivo del contribuente.

    Come si vede, con il nuovo sistema la plusvalenza fa “saltare” il contribuente in scaglioni IRPEF superiori, aumentando sensibilmente l’imposta dovuta.

    Chi È Coinvolto dal Cambiamento

    La norma sul frazionamento delle plusvalenze riguarda esclusivamente:

    • Chi vende immobili entro 5 anni dall’acquisto (non si applica a vendite oltre i 5 anni)
    • Investitori immobiliari che rivendono in tempi brevi per realizzare plusvalenze
    • Privati che per necessità devono rivendere casa prima dei 5 anni (es. trasferimenti lavorativi, cambiamenti familiari)
    • Chi vende immobili ristrutturati e rivenduti rapidamente

    NON sono coinvolti:

    • Chi vende la prima casa dopo averci abitato per almeno 1 anno (esenzione plusvalenze)
    • Chi vende immobili oltre i 5 anni dall’acquisto (non c’è plusvalenza tassabile)
    • Chi vende immobili ereditati (diverse regole di tassazione)

    Impatti Fiscali per i Contribuenti

    L’eliminazione del frazionamento delle plusvalenze ha conseguenze concrete:

    1. Aumento del carico fiscale immediato

    La plusvalenza concentrata in un anno porta a aliquote marginali più alte, con un esborso fiscale che può aumentare del 30-40% rispetto al vecchio sistema.

    2. Minore convenienza per investimenti immobiliari a breve termine

    Gli investitori che puntavano su compravendite rapide (flipping immobiliare) dovranno rivedere le proprie strategie, perché il rendimento netto si riduce significativamente.

    3. Necessità di pianificazione fiscale

    Chi prevede di vendere un immobile nel 2026 deve valutare:

    • Se anticipare la vendita al 2025 per beneficiare ancora del frazionamento
    • Se attendere il quinto anno dall’acquisto per evitare del tutto la tassazione
    • Considerare l’opzione della cedolare secca (se applicabile)

    4. Rischio di scaglioni IRPEF superiori

    Per chi ha già un reddito medio-alto, aggiungere 30-50.000 euro di plusvalenza può far scattare l’aliquota del 43%, rendendo molto onerosa la vendita.

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sul Frazionamento Plusvalenze

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    Posso ancora frazionare la plusvalenza se vendo nel 2026?

    No, dal 1° gennaio 2026 il frazionamento delle plusvalenze immobiliari è abolito. La plusvalenza deve essere dichiarata integralmente nell’anno di vendita.

    La norma si applica anche alle vendite già programmate?

    Si, la norma si applica a tutte le vendite perfezionate dal 1° gennaio 2026 in poi, indipendentemente da quando e stato firmato il preliminare. Conta la data del rogito.

    Conviene vendere prima del 2026 per evitare il nuovo regime?

    Se hai una plusvalenza consistente e stai gia pianificando la vendita, potrebbe convenire anticiparla al 2025 per usufruire ancora del frazionamento. Consulta il CAF per una valutazione personalizzata.

    L’abolizione del frazionamento delle plusvalenze immobiliari rappresenta un cambiamento significativo per chi opera nel mercato immobiliare. Se stai pensando di vendere un immobile acquistato da meno di 5 anni, è fondamentale valutare attentamente l’impatto fiscale e, se possibile, pianificare la vendita in modo strategico.

    Per una consulenza personalizzata sulla tua situazione specifica, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: ti aiuteremo a calcolare la plusvalenza, a valutare le opzioni disponibili e a ottimizzare la tassazione nel rispetto della normativa vigente.


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    NOTIZIE

    Legge di Bilancio 2026 Approvata: Tutte le Novità su IRPEF, Pensioni, Bonus e Famiglie

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Indice dei contenuti

    1. Approvazione della Legge di Bilancio 2026
    2. IRPEF 2026: nuova aliquota al 33% con esempi di risparmio
    3. Novità in busta paga: premi e buoni pasto
    4. Bonus Mamme 2026: da 40 a 60 euro al mese
    5. Novità ISEE 2026: casa esclusa dal calcolo
    6. Carta Dedicata a Te e bonus scuola
    7. Pensioni 2026: requisiti e novità
    8. Rottamazione Quinquies: rate in 9 anni
    9. Bonus casa 2026: cosa resta e cosa cambia
    10. TFR e previdenza complementare
    La Legge di Bilancio 2026 è stata approvata definitivamente il 30 dicembre 2025 dalla Camera dei Deputati con 216 voti favorevoli. La manovra da 22 miliardi di euro porta novità importanti per le famiglie italiane: dalla riduzione delle tasse sul lavoro al potenziamento dei bonus per genitori e figli. In questa guida analizziamo tutte le misure che impatteranno sul tuo portafoglio dal 1° gennaio 2026, con esempi pratici per capire quanto risparmierai.

    Approvazione della Legge di Bilancio 2026

    Il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha dichiarato: “Lo sforzo fatto si concentra sui redditi medio-bassi“. La manovra 2026 rappresenta un intervento mirato a sostenere il potere d’acquisto delle famiglie italiane, con particolare attenzione a:
    • Lavoratori dipendenti con redditi fino a 50.000 euro
    • Famiglie con figli attraverso bonus potenziati
    • Nuclei con ISEE basso con nuove agevolazioni
    • Pensionati con aumenti delle pensioni minime

    IRPEF 2026: nuova aliquota al 33% con esempi di risparmio

    La novità più attesa della Legge di Bilancio 2026 è la riduzione dell’aliquota IRPEF per il secondo scaglione di reddito. L’aliquota passa dal 35% al 33% per i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro.

    Le nuove aliquote IRPEF 2026

    Scaglione di redditoAliquota 2025Aliquota 2026
    Fino a 28.000 euro23%23%
    Da 28.001 a 50.000 euro35%33%
    Oltre 50.000 euro43%43%

    Esempi pratici: quanto risparmi?

    Ecco alcuni esempi concreti di risparmio annuo in base al tuo reddito lordo:
    Reddito lordo annuoRisparmio IRPEF 2026Risparmio mensile
    30.000 euro40 euro/anno3,33 euro/mese
    35.000 euro140 euro/anno11,67 euro/mese
    40.000 euro240 euro/anno20 euro/mese
    45.000 euro340 euro/anno28,33 euro/mese
    50.000 euro440 euro/anno36,67 euro/mese
    Esempio pratico – Mario, impiegato: Mario guadagna 40.000 euro lordi all’anno. Nel 2025 pagava il 35% sulla quota tra 28.000 e 40.000 euro (12.000 euro), ovvero 4.200 euro. Nel 2026 pagherà il 33%, ovvero 3.960 euro. Risparmio: 240 euro all’anno, circa 20 euro in più al mese in busta paga.Attenzione – Redditi alti: Chi guadagna oltre 200.000 euro annui non beneficerà del taglio: il risparmio teorico di 440 euro viene annullato da una riduzione equivalente delle detrazioni fiscali (escluse le spese sanitarie).

    Novità in busta paga: premi e buoni pasto

    Tassazione agevolata al 5% sugli aumenti contrattuali

    Se il tuo contratto collettivo è stato rinnovato tra il 2024 e il 2026 e guadagni meno di 33.000 euro, gli aumenti retributivi derivanti dal rinnovo saranno tassati solo al 5% invece dell’aliquota ordinaria.Esempio pratico – Lucia, commessa: Lucia guadagna 25.000 euro. Il suo CCNL è stato rinnovato e prevede un aumento di 100 euro al mese (1.200 euro/anno). Invece di pagare il 23% di IRPEF (276 euro), pagherà solo il 5% (60 euro). Risparmio: 216 euro all’anno.

    Premi di produttività tassati all’1%

    I premi di risultato fino a 5.000 euro annui saranno tassati con un’imposta sostitutiva dell’1% (prima era il 5%). Se la tua azienda eroga premi di produttività, il vantaggio fiscale è notevole.Esempio: Un premio di 3.000 euro verrà tassato con soli 30 euro di imposta (invece di 150 euro). Risparmio: 120 euro.

    Buoni pasto: soglia esentasse a 10 euro

    La soglia giornaliera esentasse per i buoni pasto sale da 8 a 10 euro. Se ricevi buoni pasto elettronici da 10 euro per 22 giorni lavorativi al mese, il beneficio esentasse è ora completo.

    Bonus Mamme 2026: da 40 a 60 euro al mese

    Il Bonus Mamme viene potenziato in modo significativo. L’importo mensile passa da 40 a 60 euro, per un totale di 720 euro all’anno.

    Chi può richiedere il Bonus Mamme 2026

    • Mamme lavoratrici dipendenti o autonome
    • Con ISEE fino a 40.000 euro
    • Con almeno 2 figli a carico (di cui almeno uno sotto i 10 anni)
    Esempio pratico – Giulia, mamma di 2 figli: Giulia lavora part-time come segretaria e ha un ISEE familiare di 28.000 euro. Ha due figli di 4 e 8 anni. Dal 2026 riceverà 60 euro al mese (720 euro/anno) direttamente in busta paga come riduzione dei contributi previdenziali.

    Confronto Bonus Mamme 2025 vs 2026

    Caratteristica20252026
    Importo mensile40 euro60 euro
    Importo annuo480 euro720 euro
    Limite ISEE40.000 euro40.000 euro
    Figli richiestiAlmeno 2Almeno 2

    Novità ISEE 2026: casa esclusa dal calcolo

    Dal 2026 cambiano le regole per il calcolo dell’ISEE. La novità più importante riguarda la prima casa di proprietà: non verrà più conteggiata nel patrimonio immobiliare.

    Cosa cambia nel calcolo ISEE 2026

    • Prima abitazione esclusa dal patrimonio immobiliare
    • Soglia di esclusione: fino a 91.500 euro di valore catastale
    • Soglia maggiorata per chi vive in grandi città: fino a 120.000 euro
    • Scala di equivalenza più favorevole per famiglie numerose
    Esempio pratico – Famiglia Rossi: La famiglia Rossi ha un reddito di 35.000 euro e una casa di proprietà del valore catastale di 80.000 euro. Nel 2025 la casa veniva conteggiata nell’ISEE, aumentandolo. Nel 2026 la casa sarà esclusa, con un ISEE più basso e maggiore accesso a bonus e agevolazioni.Impatto pratico: Un ISEE più basso significa poter accedere a:
    • Assegno Unico più alto
    • Bonus nido
    • Riduzioni sulle tasse universitarie
    • Agevolazioni per le bollette (bonus sociale)

    Carta Dedicata a Te e bonus scuola

    Carta Dedicata a Te: 500 euro per la spesa

    Viene rifinanziata per il 2026 e 2027 la “Carta dedicata a te“, un contributo di 500 euro per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità.Requisiti:
    • ISEE non superiore a 15.000 euro
    • Non essere già beneficiari di altri sostegni al reddito (es. Reddito di Cittadinanza, NASPI)

    Bonus libri per le scuole superiori

    Le famiglie con ISEE fino a 30.000 euro potranno beneficiare del bonus libri comunale per l’acquisto dei testi scolastici per le scuole superiori. L’importo varia in base al Comune di residenza.

    Contributo scuole paritarie: fino a 1.500 euro

    Novità assoluta: le famiglie con ISEE fino a 30.000 euro che scelgono le scuole paritarie potranno ricevere un contributo fino a 1.500 euro per:
    • Scuole medie paritarie
    • Primo biennio delle scuole superiori paritarie

    Congedi potenziati per i genitori

    La manovra potenzia anche:
    • Congedo parentale: aumenta l’indennità all’80% per un mese aggiuntivo
    • Congedo per malattia dei figli: esteso fino ai 12 anni di età del bambino

    Pensioni 2026: requisiti e novità

    Requisiti pensione 2026

    Tipo di pensioneRequisiti 2026
    Pensione di vecchiaia67 anni di età + 20 anni di contributi
    Pensione anticipata uomini42 anni e 10 mesi di contributi + 3 mesi finestra
    Pensione anticipata donne41 anni e 10 mesi di contributi + 3 mesi finestra
    APE Sociale63 anni e 5 mesi + 30/36 anni contributi (prorogata)

    Cosa scompare nel 2026

    Attenzione: Dal 1° gennaio 2026 non saranno più disponibili:
    • Quota 103 (62 anni + 41 contributi): ABOLITA
    • Opzione Donna (35 anni contributi): NON RINNOVATA

    Aumento pensioni minime

    Le pensioni minime aumentano di 20 euro al mese, pari a 260 euro all’anno. L’aumento riguarda i pensionati con assegni minimi in condizioni economiche disagiate.

    Rottamazione Quinquies: rate in 9 anni

    La Legge di Bilancio 2026 conferma la Rottamazione Quinquies, la nuova definizione agevolata delle cartelle esattoriali.

    Come funziona la Rottamazione Quinquies

    • Debiti ammessi: carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione fino al 31 dicembre 2023
    • Cosa si paga: solo il capitale dovuto, SENZA sanzioni e interessi di mora
    • Rateazione: pagamento in unica soluzione oppure in 54 rate bimestrali (9 anni)
    Esempio pratico – Marco con cartelle: Marco ha una cartella da 10.000 euro di cui 6.000 euro di capitale, 2.500 euro di sanzioni e 1.500 euro di interessi. Con la Rottamazione Quinquies pagherà solo 6.000 euro, risparmiando 4.000 euro. Potrà pagare in 54 rate da circa 111 euro ciascuna.

    Bonus casa 2026: cosa resta e cosa cambia

    Bonus ristrutturazioni

    Tipo di immobileDetrazione 2026Tetto spesa
    Abitazione principale50%96.000 euro
    Altri immobili36%96.000 euro
    Esempio: Se spendi 50.000 euro per ristrutturare la tua prima casa, potrai detrarre il 50% (25.000 euro) in 10 anni, ovvero 2.500 euro all’anno dalla dichiarazione dei redditi.

    Altri bonus confermati

    • Ecobonus: prorogato per interventi di efficienza energetica
    • Sismabonus: prorogato per interventi antisismici
    • Bonus mobili: detrazione 50% fino a 5.000 euro di spesa

    Superbonus 110%: addio definitivo

    Il Superbonus 110% termina definitivamente, con l’unica eccezione dei cantieri nelle zone colpite dai terremoti del 2009 e 2016.

    TFR e previdenza complementare

    Dal 1° luglio 2026 scatta l’adesione automatica alla previdenza complementare per i neoassunti del settore privato.

    Come funziona il silenzio-assenso TFR

    1. Al momento dell’assunzione, il lavoratore ha 60 giorni per decidere
    2. Se non esprime scelta, il TFR andrà automaticamente al fondo pensione
    3. Se vuole tenerlo in azienda, deve comunicarlo esplicitamente
    Vantaggio fiscale: Il limite di deducibilità dei contributi versati alla previdenza complementare sale a 5.300 euro all’anno.

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    • ISEE 2026: Scopri tutte le novità
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    • NASPI 2026: Requisiti e Domanda

    Domande Frequenti sui Bonus

    Come faccio a sapere quali bonus posso richiedere?

    I bonus disponibili dipendono dalla tua situazione economica (ISEE), composizione familiare e tipo di spesa. Il CAF Centro Fiscale analizza la tua situazione e individua tutte le agevolazioni spettanti.

    Quali documenti servono per richiedere i bonus?

    Generalmente servono: ISEE in corso di validita, documento d’identita, codice fiscale e documentazione specifica. Il nostro CAF ti indica esattamente cosa portare.

    Posso richiedere piu bonus contemporaneamente?

    Si, molti bonus sono cumulabili. Ad esempio puoi avere Assegno Unico, Bonus Nido e detrazioni per spese scolastiche. Il CAF verifica la compatibilita tra le diverse agevolazioni.

    Approfondimenti

    • ISEE 2026
    • Dichiarazione Redditi
    • Contatta il CAF

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    Dicembre 31, 2025/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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