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Tag Archivio per: irpef 2026

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Come Leggere la Busta Paga: Guida Completa 2026

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Capire come leggere la busta paga è fondamentale per ogni lavoratore dipendente. Quel foglio che ricevi ogni mese contiene informazioni importanti sul tuo stipendio, le trattenute e i contributi versati. Eppure, per molti resta un documento misterioso, pieno di sigle e numeri apparentemente incomprensibili.

In questa guida completa ti spieghiamo voce per voce come interpretare la busta paga nel 2026, con un esempio pratico commentato riga per riga. Se vuoi approfondire il calcolo dello stipendio netto, ti consigliamo di leggere anche la nostra guida al calcolo dello stipendio netto 2026.

Indice dei contenuti

  1. La struttura della busta paga: header, corpo e piede
  2. Le voci retributive: paga base, contingenza, scatti e superminimo
  3. Trattenute INPS: i contributi previdenziali
  4. Trattenute IRPEF e addizionali regionali e comunali
  5. Anticipi TFR e altre trattenute
  6. Competenze vs trattenute: il saldo della busta paga
  7. Come si arriva al netto in busta
  8. Esempio pratico: busta paga commentata riga per riga
  9. Il bonus 100 euro (ex bonus Renzi): dove si vede
  10. Errori comuni nella lettura della busta paga
  11. Domande frequenti

La struttura della busta paga: header, corpo e piede

La busta paga si divide in tre sezioni principali, ognuna con informazioni specifiche. Capire questa suddivisione è il primo passo per orientarsi nel documento.

Header (intestazione)

La parte superiore della busta paga contiene i dati identificativi di azienda e lavoratore:

  • Dati dell’azienda: ragione sociale, indirizzo, codice fiscale e partita IVA, posizione INPS e INAIL
  • Dati del lavoratore: nome e cognome, codice fiscale, data di assunzione, qualifica e livello contrattuale
  • CCNL applicato: il contratto collettivo nazionale (ad esempio Commercio, Metalmeccanico, Pubblico Impiego)
  • Periodo di riferimento: il mese e l’anno a cui si riferisce la busta paga

Questa sezione ti permette di verificare subito che i tuoi dati siano corretti. Controlla sempre il livello contrattuale: da esso dipende la tua paga base.

Corpo (parte centrale)

Il corpo della busta paga è la sezione più articolata. Qui trovi il dettaglio di tutte le voci retributive (quello che guadagni) e delle trattenute (quello che ti viene sottratto). Include ore lavorate, straordinari, ferie godute, permessi e assenze.

Piede (parte inferiore)

Il piede riassume i totali e riporta informazioni cumulative dall’inizio dell’anno:

  • Imponibile previdenziale: la base su cui si calcolano i contributi INPS
  • Imponibile fiscale: la base su cui si calcola l’IRPEF
  • TFR maturato: il trattamento di fine rapporto accantonato
  • Netto in busta: l’importo che effettivamente ricevi sul conto corrente
  • Progressivi annui: totali dall’inizio dell’anno per retribuzione, contributi e imposte

Le voci retributive: paga base, contingenza, scatti e superminimo

Le voci retributive sono gli elementi che compongono il tuo stipendio lordo mensile. Vediamole una per una.

Paga base (o minimo tabellare)

La paga base è l’importo minimo stabilito dal CCNL per il tuo livello di inquadramento. Ad esempio, un impiegato di 4° livello del Commercio nel 2026 ha una paga base di circa 1.092 euro mensili. Questo importo viene aggiornato periodicamente con i rinnovi contrattuali.

Indennità di contingenza

L’indennità di contingenza è un elemento retributivo storico, nato per adeguare gli stipendi all’inflazione. Oggi è un importo fisso (congelato dal 1992) che varia in base al livello contrattuale. Per il 4° livello del Commercio ammonta a circa 524 euro.

Scatti di anzianità

Gli scatti di anzianità sono aumenti automatici che maturano ogni 2-3 anni di servizio presso la stessa azienda (la cadenza dipende dal CCNL). Ogni scatto ha un valore fisso: ad esempio, nel Commercio ogni scatto del 4° livello vale circa 20 euro. Si possono accumulare fino a un massimo previsto dal contratto (generalmente 10 scatti).

Superminimo

Il superminimo è un importo aggiuntivo rispetto ai minimi contrattuali. Può essere:

  • Assorbibile: viene ridotto quando il CCNL aumenta la paga base
  • Non assorbibile (o ad personam): resta invariato anche dopo i rinnovi contrattuali

Verifica sempre nel tuo contratto individuale se il superminimo è assorbibile o meno: fa una grande differenza negli anni.

Altre voci retributive

In busta paga puoi trovare anche: elemento distinto della retribuzione (EDR) pari a 10,33 euro fissi, indennità di funzione, premio di produzione, straordinari (con maggiorazione dal 15% al 50% a seconda dell’orario), indennità di turno e trasferte.

Trattenute INPS: i contributi previdenziali

La prima grande voce di trattenuta nella busta paga è quella dei contributi INPS. Questi contributi servono a finanziare la tua pensione futura, la cassa integrazione, la disoccupazione (NASPI) e altre prestazioni sociali.

Come funzionano i contributi INPS

I contributi previdenziali si calcolano sull’imponibile previdenziale, che comprende praticamente tutte le voci retributive. L’aliquota totale per un dipendente del settore privato nel 2026 varia generalmente tra il 32% e il 33% del lordo.

Tuttavia, la parte che trovi nella tua busta paga come trattenuta è solo la quota a carico del lavoratore, pari al 9,19% dell’imponibile previdenziale. Il resto (circa il 23-24%) lo paga il datore di lavoro, ma non compare come trattenuta nella tua busta paga.

In pratica, se il tuo imponibile previdenziale mensile è di 1.800 euro, la trattenuta INPS sarà: 1.800 x 9,19% = 165,42 euro.

Riduzione contributiva 2026

Per il 2026 il Governo ha confermato un esonero contributivo parziale per i lavoratori con redditi fino a 35.000 euro annui. Questo significa che potresti vedere un’aliquota effettiva inferiore al 9,19% nella tua busta paga. L’esonero viene indicato come voce separata (ad esempio “esonero IVS L. 197/2022” o denominazione analoga).

Trattenute IRPEF e addizionali regionali e comunali

Dopo i contributi INPS, la trattenuta più significativa è l’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche). Questa imposta si calcola sull’imponibile fiscale, che si ottiene sottraendo i contributi INPS dal lordo.

Come si calcola l’IRPEF in busta paga

Nel 2026 le aliquote IRPEF sono organizzate su tre scaglioni:

  • Fino a 28.000 euro: aliquota del 23%
  • Da 28.001 a 50.000 euro: aliquota del 35%
  • Oltre 50.000 euro: aliquota del 43%

Il datore di lavoro agisce come sostituto d’imposta: calcola ogni mese l’IRPEF stimata sul tuo reddito annuo presunto e la trattiene direttamente dallo stipendio. A fine anno (o con il 730), eventuali differenze vengono conguagliate.

Detrazioni da lavoro dipendente

Nella busta paga l’IRPEF lorda viene ridotta dalle detrazioni da lavoro dipendente. Per il 2026, la detrazione base ammonta a 1.955 euro annui per redditi fino a 15.000 euro, e decresce progressivamente fino ad azzerarsi a 50.000 euro. Queste detrazioni vengono distribuite mensilmente.

Addizionali regionali e comunali

Oltre all’IRPEF, in busta paga trovi due ulteriori trattenute fiscali:

  • Addizionale regionale IRPEF: varia da Regione a Regione (ad esempio, in Friuli Venezia Giulia l’aliquota base nel 2026 è dello 0,70% per i redditi fino a 15.000 euro). Viene trattenuta da gennaio a novembre dell’anno successivo a quello di riferimento
  • Addizionale comunale IRPEF: varia da Comune a Comune (a Udine, ad esempio, l’aliquota nel 2026 si aggira intorno allo 0,6-0,8%). Viene trattenuta in acconto e saldo

Queste addizionali non vengono trattenute tutte nello stesso mese: la regionale si distribuisce su 11 rate (gennaio-novembre), la comunale in acconto (9 rate da marzo a novembre) e saldo (11 rate l’anno successivo).

Anticipi TFR e altre trattenute

Nel piede della busta paga trovi anche informazioni sul TFR (Trattamento di Fine Rapporto), comunemente chiamato “liquidazione”.

TFR: come si calcola

Il TFR viene accantonato ogni mese dal datore di lavoro. Il calcolo base prevede che si accantoni 1/13,5 della retribuzione annua lorda (pari a circa il 7,41% del lordo). Non viene trattenuto dalla busta paga come le imposte: è un importo che il datore mette da parte per te.

Nella busta paga vedrai una voce che indica il TFR maturato nel mese e il TFR progressivo dall’inizio dell’anno o dall’inizio del rapporto di lavoro.

Destinazione del TFR

Il TFR può essere destinato a:

  • Azienda: resta in azienda fino alla cessazione del rapporto (per aziende sotto 50 dipendenti)
  • Fondo INPS: per aziende con oltre 50 dipendenti, il TFR viene versato al Fondo Tesoreria INPS
  • Fondo pensione: se hai scelto la previdenza complementare, il TFR va al tuo fondo pensione

Altre possibili trattenute

In busta paga puoi trovare anche: trattenute sindacali (se iscritto a un sindacato), cessione del quinto (rata di un prestito trattenuta dallo stipendio), pignoramenti, quote associative e rimborsi di anticipi ricevuti.

Competenze vs trattenute: il saldo della busta paga

Per capire come leggere la busta paga correttamente, devi avere chiara la distinzione tra competenze e trattenute.

Le competenze (quello che guadagni)

Le competenze sono tutte le voci positive, ovvero gli importi che ti spettano:

  • Paga base + contingenza + scatti + superminimo
  • Straordinari e maggiorazioni
  • Indennità varie (turno, trasferta, reperibilità)
  • Premio di produzione
  • Tredicesima e quattordicesima (nei mesi di erogazione)
  • Bonus 100 euro (trattamento integrativo)

Le trattenute (quello che ti viene sottratto)

Le trattenute sono le voci negative:

  • Contributi INPS (9,19% dell’imponibile previdenziale)
  • IRPEF (al netto delle detrazioni)
  • Addizionale regionale IRPEF
  • Addizionale comunale IRPEF
  • Eventuali altre trattenute (sindacali, cessione quinto, ecc.)

La formula base è semplice: Totale Competenze – Totale Trattenute = Netto in busta. Tuttavia, il calcolo effettivo è più articolato perché IRPEF e contributi si calcolano su basi imponibili diverse.

Come si arriva al netto in busta

Ecco il percorso completo dal lordo al netto, passo dopo passo:

  1. Retribuzione lorda mensile = somma di tutte le voci retributive
  2. Imponibile previdenziale = retribuzione lorda (quasi sempre coincide)
  3. Contributi INPS a carico lavoratore = imponibile previdenziale x 9,19% (meno eventuali esoneri)
  4. Imponibile fiscale = retribuzione lorda – contributi INPS
  5. IRPEF lorda = imponibile fiscale x aliquota per scaglione
  6. Detrazioni = detrazione lavoro dipendente + detrazioni per familiari a carico
  7. IRPEF netta = IRPEF lorda – detrazioni
  8. Addizionali = regionale + comunale (quote mensili)
  9. Netto in busta = retribuzione lorda – contributi INPS – IRPEF netta – addizionali + bonus 100 euro (se spettante) – altre trattenute

Per un approfondimento con tabelle e simulatore, leggi la nostra guida al calcolo dello stipendio netto 2026.

Esempio pratico: busta paga commentata riga per riga

Vediamo un esempio concreto. Marco è un impiegato di 4° livello del CCNL Commercio, assunto a tempo indeterminato, con 6 anni di anzianità. Lavora a Udine. Ecco la sua busta paga di marzo 2026, commentata voce per voce.

Sezione competenze di Marco

VoceImportoSpiegazione
Paga base1.092,46 euroMinimo tabellare 4° livello Commercio
Contingenza524,22 euroIndennità congelata dal 1992
Scatti anzianità (3)62,49 euro3 scatti x 20,83 euro (uno ogni 3 anni)
Superminimo non assorbibile150,00 euroImporto concordato all’assunzione
EDR10,33 euroElemento distinto della retribuzione
Totale competenze1.839,50 euroRetribuzione lorda mensile

Sezione trattenute di Marco

VoceImportoSpiegazione
Contributi INPS (9,19%)169,05 euro1.839,50 x 9,19%
Esonero contributivo-36,79 euroRiduzione 2 punti per redditi < 35.000 euro
INPS netta132,26 euroContributo effettivamente trattenuto
Imponibile fiscale1.707,24 euro1.839,50 – 132,26
IRPEF lorda392,66 euro1.707,24 x 12 mesi = 20.486,88 annui → aliquota 23%
Detrazione lavoro dipendente-123,17 euroQuota mensile della detrazione annua
IRPEF netta269,49 euroImposta effettivamente trattenuta
Addizionale regionale FVG11,24 euroRata mensile dell’anno precedente
Addizionale comunale Udine8,95 euroRata acconto + saldo
Totale trattenute421,94 euro

Il netto di Marco

1.839,50 – 421,94 + 100,00 (bonus) = 1.517,56 euro netti

Marco riceve 1.517,56 euro sul conto corrente. Il suo stipendio lordo di 1.839,50 euro si è ridotto del 23% circa tra contributi, imposte e addizionali, ma il bonus 100 euro ha parzialmente compensato le trattenute.

Il bonus 100 euro (ex bonus Renzi): dove si vede

Il trattamento integrativo, conosciuto come “bonus 100 euro” o “ex bonus Renzi”, è un’agevolazione che spetta ai lavoratori dipendenti con reddito complessivo annuo fino a 15.000 euro. Per redditi tra 15.001 e 28.000 euro, spetta solo se la somma delle detrazioni supera l’imposta lorda (una condizione piuttosto specifica).

Nella busta paga lo trovi indicato con diverse denominazioni a seconda del software paghe utilizzato dall’azienda:

  • “Trattamento integrativo L. 21/2020”
  • “Bonus DL 3/2020”
  • “Credito L. 21/2020” o semplicemente “Bonus 100”

L’importo massimo è di 100 euro al mese (1.200 euro annui). Si tratta di un credito che il datore anticipa e poi recupera in compensazione: per questo motivo appare come voce positiva nel calcolo del netto, dopo le trattenute fiscali.

Attenzione: se a fine anno il tuo reddito risulta superiore ai limiti, potresti dover restituire il bonus in sede di conguaglio (dicembre) o con il 730. Il datore di lavoro eroga il bonus mese per mese sulla base del reddito presunto, ma il calcolo definitivo avviene a fine anno.

Errori comuni nella lettura della busta paga

Ecco gli errori più frequenti che i lavoratori commettono quando leggono la busta paga:

  1. Confondere lordo e netto: quando ti viene proposto uno stipendio, chiedi sempre se è lordo o netto. La differenza può essere del 25-35%
  2. Ignorare il livello contrattuale: un errore nel livello significa una paga base sbagliata. Verifica sempre che corrisponda a quanto concordato
  3. Non controllare le ore: controlla che le ore lavorate, gli straordinari, le ferie e i permessi corrispondano alla realtà
  4. Dimenticare le addizionali: molti lavoratori si stupiscono delle trattenute di gennaio-febbraio senza sapere che sono le rate delle addizionali dell’anno precedente
  5. Non verificare il TFR: controlla periodicamente il progressivo TFR. Se hai scelto il fondo pensione, verifica che i versamenti siano effettivi

Se noti anomalie o errori nella busta paga, rivolgiti prima all’ufficio paghe della tua azienda. Se non ottieni chiarimenti, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificare la correttezza dei calcoli.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il controllo della tua busta paga, verifica contributi INPS, ferie e detrazioni. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti sulla busta paga

Quanto tempo devo conservare le buste paga?

Le buste paga vanno conservate per almeno 5 anni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Tuttavia, per motivi pensionistici, è consigliabile conservarle indefinitamente: in caso di errori nei contributi INPS, le buste paga sono la prova documentale per le rettifiche.

Il datore di lavoro è obbligato a consegnare la busta paga?

Sì. La Legge 5 gennaio 1953 n. 4 obbliga il datore di lavoro a consegnare al lavoratore un prospetto paga al momento del pagamento della retribuzione. La mancata consegna è punibile con una sanzione amministrativa da 150 a 900 euro per ogni lavoratore interessato.

Cosa significa “RAL” nella busta paga?

RAL sta per Retribuzione Annua Lorda. Non compare direttamente nella busta paga mensile, ma puoi calcolarla moltiplicando la retribuzione lorda mensile per il numero di mensilità (13 o 14 a seconda del CCNL). Nell’esempio di Marco: 1.839,50 x 14 = circa 25.753 euro di RAL.

Perché lo stipendio di gennaio è diverso dagli altri mesi?

A gennaio inizia il nuovo anno fiscale. Le detrazioni vengono ricalcolate, le addizionali dell’anno precedente iniziano a essere trattenute in rate, e l’esonero contributivo viene riapplicato da zero. Questo può causare variazioni di 50-100 euro rispetto ai mesi successivi.

Come posso verificare se i contributi INPS sono corretti?

Puoi controllare l’Estratto Conto Contributivo sul sito INPS (sezione “MyINPS”). Confronta i contributi versati con quelli indicati nelle buste paga. Se noti discrepanze, segnalale al datore di lavoro e, se necessario, al CAF Centro Fiscale per un’assistenza nella verifica.

La busta paga vale come documento di reddito?

La busta paga non è un documento ufficiale di reddito. Per certificare il reddito servono il CUD (Certificazione Unica) rilasciato dal datore di lavoro entro il 16 marzo di ogni anno, oppure il modello 730 o Redditi PF. Tuttavia, molti enti (banche, proprietari di immobili) accettano le ultime buste paga come prova di reddito corrente.


Hai bisogno di aiuto per verificare la tua busta paga o per il calcolo dello stipendio netto? Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza personalizzata per la verifica dei cedolini e per tutte le pratiche fiscali. Contattaci al 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento.

Aprile 6, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
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Calcolo IRPEF con Excel: Formule e Modello Pratico 2026

aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni

Indice dei contenuti

  1. Perché calcolare l’IRPEF con Excel
  2. Scaglioni IRPEF 2026: le aliquote da applicare
  3. Formule Excel per il calcolo dell’imposta lorda
  4. Detrazioni da lavoro dipendente e pensione
  5. Esempio pratico: calcolo IRPEF step-by-step
  6. Struttura del modello Excel consigliata
  7. Quando è utile calcolare l’IRPEF in autonomia

Il calcolo dell’IRPEF con Excel è uno strumento pratico per verificare l’imposta sul reddito prima della dichiarazione dei redditi o per simulare scenari fiscali. Grazie alle formule Excel, è possibile automatizzare il calcolo degli scaglioni IRPEF 2026 e delle detrazioni fiscali, ottenendo un risultato preciso in pochi secondi.

In questa guida ti spiego come creare un modello Excel per l’IRPEF, quali formule utilizzare e come applicarle al tuo caso concreto.

Perché calcolare l’IRPEF con Excel

Calcolare l’IRPEF autonomamente con un foglio di calcolo Excel offre diversi vantaggi:

  • Simulare scenari fiscali prima di prendere decisioni (es. cambio lavoro, pensionamento anticipato)
  • Verificare la correttezza del calcolo del sostituto d’imposta o del commercialista
  • Pianificare le entrate nette mensili e annuali
  • Comprendere meglio il funzionamento del sistema fiscale italiano

Un modello Excel IRPEF ben strutturato diventa uno strumento riutilizzabile negli anni, aggiornando solo le aliquote.

Scaglioni IRPEF 2026: le aliquote da applicare

Dal 1° gennaio 2024 sono in vigore tre scaglioni IRPEF (riforma fiscale 2024), confermati per il 2026:

Reddito imponibileAliquotaImposta
Fino a 28.000 €23%23% del reddito
Da 28.001 € a 50.000 €35%6.440 + 35% sulla parte eccedente 28.000
Oltre 50.000 €43%14.140 + 43% sulla parte eccedente 50.000

Questi scaglioni IRPEF 2026 si applicano al reddito complessivo, cioè la somma di tutti i redditi percepiti (lavoro dipendente, pensione, autonomo, fabbricati, ecc.).

Formule Excel per il calcolo dell’imposta lorda

Per calcolare l’imposta lorda IRPEF in base agli scaglioni, puoi usare una formula Excel con funzioni SE annidate o la funzione CERCA.VERT.

Metodo 1: Funzione SE (IF) annidati

Supponiamo che il reddito imponibile sia nella cella B2. La formula per calcolare l’imposta lorda è:

=SE(B2<=28000; B2*23%; SE(B2<=50000; 6440+(B2-28000)*35%; 14140+(B2-50000)*43%))

Spiegazione:

  • Se il reddito è fino a 28.000 € → applica 23% sul totale
  • Se è tra 28.001 e 50.000 € → 6.440 € fissi + 35% sulla parte eccedente 28.000
  • Se supera 50.000 € → 14.140 € fissi + 43% sulla parte eccedente 50.000

Metodo 2: CERCA.VERT con tabella ausiliaria

Crea una tabella con gli scaglioni in un’altra area del foglio e usa CERCA.VERT per recuperare l’imposta base e l’aliquota corretta. Questo metodo è più flessibile se devi aggiornare frequentemente gli scaglioni.

Detrazioni da lavoro dipendente e pensione

L’imposta lorda calcolata con le formule precedenti va ridotta con le detrazioni fiscali. Le principali sono:

Detrazione lavoro dipendente

Per redditi da lavoro dipendente, la detrazione massima è 1.955 € (per redditi fino a 15.000 €), che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi oltre 50.000 €.

Formula Excel detrazione lavoro dipendente:

=SE(B2<=15000; 1955; SE(B2<=28000; 1910+1190*((28000-B2)/13000); SE(B2<=50000; 1910*((50000-B2)/22000); 0)))

Detrazione pensione

Per i pensionati, la detrazione massima è 1.955 € (fino a 8.500 € di reddito), ridotta progressivamente fino a 50.000 €.

Le detrazioni per familiari a carico (coniuge, figli) vanno aggiunte separatamente, in base alla situazione personale.

Esempio pratico: calcolo IRPEF step-by-step

Vediamo un esempio concreto di calcolo IRPEF con Excel:

Dati:

  • Reddito complessivo: 35.000 €
  • Tipologia: Lavoro dipendente
  • Familiari a carico: Nessuno

Step 1: Calcolo imposta lorda

Reddito 35.000 € → scaglione da 28.001 a 50.000 €

Imposta lorda = 6.440 + (35.000 – 28.000) × 35% = 6.440 + 2.450 = 8.890 €

Step 2: Calcolo detrazione lavoro dipendente

Detrazione = 1.910 × (50.000 – 35.000) / 22.000 = 1.302 €

Step 3: IRPEF netta

IRPEF netta = 8.890 – 1.302 = 7.588 €

Aliquota effettiva: 7.588 / 35.000 = 21,68% (inferiore all’aliquota marginale del 35% grazie alle detrazioni)

Con Excel, questo calcolo richiede pochi secondi modificando semplicemente il valore del reddito nella cella di input.

Struttura del modello Excel consigliata

Un modello Excel IRPEF efficace dovrebbe avere questa struttura:

Area INPUT (celle gialle)

  • Reddito complessivo (cella B2)
  • Tipo di reddito (lavoro dipendente / pensione / autonomo)
  • Familiari a carico (numero figli, coniuge, ecc.)

Area CALCOLO (formule nascoste)

  • Imposta lorda (formula SE annidati)
  • Detrazione per tipologia (lavoro dipendente, pensione)
  • Detrazioni familiari (se applicabili)
  • Altre detrazioni (es. mutuo prima casa, spese sanitarie)

Area OUTPUT (celle verdi)

  • IRPEF netta annua
  • IRPEF mensile (diviso 12 o 13 mensilità)
  • Aliquota effettiva %
  • Reddito netto annuo (reddito – IRPEF – contributi)

Puoi anche aggiungere un grafico a torta per visualizzare la ripartizione tra reddito netto, IRPEF e contributi INPS.

Quando è utile calcolare l’IRPEF in autonomia

Il calcolo IRPEF con Excel è particolarmente utile in questi casi:

  • Cambio di lavoro o pensionamento: per simulare il reddito netto con il nuovo stipendio
  • Verificare la busta paga: controllare che le ritenute IRPEF applicate dal datore di lavoro siano corrette
  • Pianificazione finanziaria: capire quanto pagherai di tasse con un eventuale reddito aggiuntivo (es. affitto, lavoro autonomo occasionale)
  • Confronto offerte lavorative: valutare il netto reale di diverse proposte di lavoro
  • Supporto al commercialista: arrivare preparato alla consulenza con simulazioni già fatte

Tuttavia, il calcolo Excel IRPEF è una simulazione: per la dichiarazione dei redditi ufficiale (730 o Modello Redditi) è sempre consigliabile rivolgersi a un CAF o commercialista, che può applicare tutte le detrazioni e deduzioni spettanti e verificare adempimenti complessi.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sul Calcolo IRPEF con Excel

Come si calcola l’IRPEF con Excel?

Per calcolare l’IRPEF con Excel serve una formula SE annidati che applichi le aliquote degli scaglioni IRPEF 2026: 23% fino a 28.000 euro, 35% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. Poi si sottraggono le detrazioni per lavoro dipendente o pensione.

Quali sono gli scaglioni IRPEF 2026?

Gli scaglioni IRPEF 2026 sono tre: 23% fino a 28.000 euro, 35% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. Si applicano a scaglioni progressivi, non sul reddito totale.

Qual è la formula Excel per l’imposta lorda IRPEF?

La formula è: =SE(B2<=28000; B2*23%; SE(B2<=50000; 6440+(B2-28000)*35%; 14140+(B2-50000)*43%)) dove B2 contiene il reddito imponibile.

Come si calcolano le detrazioni da lavoro dipendente in Excel?

La detrazione massima per lavoro dipendente è 1.955 euro (fino a 15.000 euro di reddito) e diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi oltre 50.000 euro. Serve una formula SE annidati per calcolare l’importo corretto in base al reddito.

Il calcolo IRPEF Excel è affidabile?

Il calcolo IRPEF con Excel è affidabile per simulazioni e verifiche indicative, ma per la dichiarazione dei redditi ufficiale è necessario rivolgersi a un CAF o commercialista che applichi tutte le detrazioni spettanti e verifichi gli adempimenti fiscali.

Ora sai come creare un modello Excel per il calcolo dell’IRPEF e applicare le formule corrette per gli scaglioni 2026. Questo strumento ti permette di simulare scenari fiscali e verificare le ritenute applicate, ma ricorda che la dichiarazione dei redditi ufficiale richiede sempre l’assistenza di un professionista.

Per la tua dichiarazione dei redditi 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre assistenza completa con verifica di tutte le detrazioni spettanti e ottimizzazione fiscale.


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Come Leggere la Busta Paga: Guida Completa 2026

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Capire come leggere la busta paga è fondamentale per ogni lavoratore dipendente. Quel foglio che ricevi ogni mese contiene informazioni importanti sul tuo stipendio, le trattenute e i contributi versati. Eppure, per molti resta un documento misterioso, pieno di sigle e numeri apparentemente incomprensibili.

In questa guida completa ti spieghiamo voce per voce come interpretare la busta paga nel 2026, con un esempio pratico commentato riga per riga. Se vuoi approfondire il calcolo dello stipendio netto, ti consigliamo di leggere anche la nostra guida al calcolo dello stipendio netto 2026.

Indice dei contenuti

  1. La struttura della busta paga: header, corpo e piede
  2. Le voci retributive: paga base, contingenza, scatti e superminimo
  3. Trattenute INPS: i contributi previdenziali
  4. Trattenute IRPEF e addizionali regionali e comunali
  5. Anticipi TFR e altre trattenute
  6. Competenze vs trattenute: il saldo della busta paga
  7. Come si arriva al netto in busta
  8. Esempio pratico: busta paga commentata riga per riga
  9. Il bonus 100 euro (ex bonus Renzi): dove si vede
  10. Errori comuni nella lettura della busta paga
  11. Domande frequenti

La struttura della busta paga: header, corpo e piede

La busta paga si divide in tre sezioni principali, ognuna con informazioni specifiche. Capire questa suddivisione è il primo passo per orientarsi nel documento.

Header (intestazione)

La parte superiore della busta paga contiene i dati identificativi di azienda e lavoratore:

  • Dati dell’azienda: ragione sociale, indirizzo, codice fiscale e partita IVA, posizione INPS e INAIL
  • Dati del lavoratore: nome e cognome, codice fiscale, data di assunzione, qualifica e livello contrattuale
  • CCNL applicato: il contratto collettivo nazionale (ad esempio Commercio, Metalmeccanico, Pubblico Impiego)
  • Periodo di riferimento: il mese e l’anno a cui si riferisce la busta paga

Questa sezione ti permette di verificare subito che i tuoi dati siano corretti. Controlla sempre il livello contrattuale: da esso dipende la tua paga base.

Corpo (parte centrale)

Il corpo della busta paga è la sezione più articolata. Qui trovi il dettaglio di tutte le voci retributive (quello che guadagni) e delle trattenute (quello che ti viene sottratto). Include ore lavorate, straordinari, ferie godute, permessi e assenze.

Piede (parte inferiore)

Il piede riassume i totali e riporta informazioni cumulative dall’inizio dell’anno:

  • Imponibile previdenziale: la base su cui si calcolano i contributi INPS
  • Imponibile fiscale: la base su cui si calcola l’IRPEF
  • TFR maturato: il trattamento di fine rapporto accantonato
  • Netto in busta: l’importo che effettivamente ricevi sul conto corrente
  • Progressivi annui: totali dall’inizio dell’anno per retribuzione, contributi e imposte

Le voci retributive: paga base, contingenza, scatti e superminimo

Le voci retributive sono gli elementi che compongono il tuo stipendio lordo mensile. Vediamole una per una.

Paga base (o minimo tabellare)

La paga base è l’importo minimo stabilito dal CCNL per il tuo livello di inquadramento. Ad esempio, un impiegato di 4° livello del Commercio nel 2026 ha una paga base di circa 1.092 euro mensili. Questo importo viene aggiornato periodicamente con i rinnovi contrattuali.

Indennità di contingenza

L’indennità di contingenza è un elemento retributivo storico, nato per adeguare gli stipendi all’inflazione. Oggi è un importo fisso (congelato dal 1992) che varia in base al livello contrattuale. Per il 4° livello del Commercio ammonta a circa 524 euro.

Scatti di anzianità

Gli scatti di anzianità sono aumenti automatici che maturano ogni 2-3 anni di servizio presso la stessa azienda (la cadenza dipende dal CCNL). Ogni scatto ha un valore fisso: ad esempio, nel Commercio ogni scatto del 4° livello vale circa 20 euro. Si possono accumulare fino a un massimo previsto dal contratto (generalmente 10 scatti).

Superminimo

Il superminimo è un importo aggiuntivo rispetto ai minimi contrattuali. Può essere:

  • Assorbibile: viene ridotto quando il CCNL aumenta la paga base
  • Non assorbibile (o ad personam): resta invariato anche dopo i rinnovi contrattuali

Verifica sempre nel tuo contratto individuale se il superminimo è assorbibile o meno: fa una grande differenza negli anni.

Altre voci retributive

In busta paga puoi trovare anche: elemento distinto della retribuzione (EDR) pari a 10,33 euro fissi, indennità di funzione, premio di produzione, straordinari (con maggiorazione dal 15% al 50% a seconda dell’orario), indennità di turno e trasferte.

Trattenute INPS: i contributi previdenziali

La prima grande voce di trattenuta nella busta paga è quella dei contributi INPS. Questi contributi servono a finanziare la tua pensione futura, la cassa integrazione, la disoccupazione (NASPI) e altre prestazioni sociali.

Come funzionano i contributi INPS

I contributi previdenziali si calcolano sull’imponibile previdenziale, che comprende praticamente tutte le voci retributive. L’aliquota totale per un dipendente del settore privato nel 2026 varia generalmente tra il 32% e il 33% del lordo.

Tuttavia, la parte che trovi nella tua busta paga come trattenuta è solo la quota a carico del lavoratore, pari al 9,19% dell’imponibile previdenziale. Il resto (circa il 23-24%) lo paga il datore di lavoro, ma non compare come trattenuta nella tua busta paga.

In pratica, se il tuo imponibile previdenziale mensile è di 1.800 euro, la trattenuta INPS sarà: 1.800 x 9,19% = 165,42 euro.

Riduzione contributiva 2026

Per il 2026 il Governo ha confermato un esonero contributivo parziale per i lavoratori con redditi fino a 35.000 euro annui. Questo significa che potresti vedere un’aliquota effettiva inferiore al 9,19% nella tua busta paga. L’esonero viene indicato come voce separata (ad esempio “esonero IVS L. 197/2022” o denominazione analoga).

Trattenute IRPEF e addizionali regionali e comunali

Dopo i contributi INPS, la trattenuta più significativa è l’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche). Questa imposta si calcola sull’imponibile fiscale, che si ottiene sottraendo i contributi INPS dal lordo.

Come si calcola l’IRPEF in busta paga

Nel 2026 le aliquote IRPEF sono organizzate su tre scaglioni:

  • Fino a 28.000 euro: aliquota del 23%
  • Da 28.001 a 50.000 euro: aliquota del 35%
  • Oltre 50.000 euro: aliquota del 43%

Il datore di lavoro agisce come sostituto d’imposta: calcola ogni mese l’IRPEF stimata sul tuo reddito annuo presunto e la trattiene direttamente dallo stipendio. A fine anno (o con il 730), eventuali differenze vengono conguagliate.

Detrazioni da lavoro dipendente

Nella busta paga l’IRPEF lorda viene ridotta dalle detrazioni da lavoro dipendente. Per il 2026, la detrazione base ammonta a 1.955 euro annui per redditi fino a 15.000 euro, e decresce progressivamente fino ad azzerarsi a 50.000 euro. Queste detrazioni vengono distribuite mensilmente.

Addizionali regionali e comunali

Oltre all’IRPEF, in busta paga trovi due ulteriori trattenute fiscali:

  • Addizionale regionale IRPEF: varia da Regione a Regione (ad esempio, in Friuli Venezia Giulia l’aliquota base nel 2026 è dello 0,70% per i redditi fino a 15.000 euro). Viene trattenuta da gennaio a novembre dell’anno successivo a quello di riferimento
  • Addizionale comunale IRPEF: varia da Comune a Comune (a Udine, ad esempio, l’aliquota nel 2026 si aggira intorno allo 0,6-0,8%). Viene trattenuta in acconto e saldo

Queste addizionali non vengono trattenute tutte nello stesso mese: la regionale si distribuisce su 11 rate (gennaio-novembre), la comunale in acconto (9 rate da marzo a novembre) e saldo (11 rate l’anno successivo).

Anticipi TFR e altre trattenute

Nel piede della busta paga trovi anche informazioni sul TFR (Trattamento di Fine Rapporto), comunemente chiamato “liquidazione”.

TFR: come si calcola

Il TFR viene accantonato ogni mese dal datore di lavoro. Il calcolo base prevede che si accantoni 1/13,5 della retribuzione annua lorda (pari a circa il 7,41% del lordo). Non viene trattenuto dalla busta paga come le imposte: è un importo che il datore mette da parte per te.

Nella busta paga vedrai una voce che indica il TFR maturato nel mese e il TFR progressivo dall’inizio dell’anno o dall’inizio del rapporto di lavoro.

Destinazione del TFR

Il TFR può essere destinato a:

  • Azienda: resta in azienda fino alla cessazione del rapporto (per aziende sotto 50 dipendenti)
  • Fondo INPS: per aziende con oltre 50 dipendenti, il TFR viene versato al Fondo Tesoreria INPS
  • Fondo pensione: se hai scelto la previdenza complementare, il TFR va al tuo fondo pensione

Altre possibili trattenute

In busta paga puoi trovare anche: trattenute sindacali (se iscritto a un sindacato), cessione del quinto (rata di un prestito trattenuta dallo stipendio), pignoramenti, quote associative e rimborsi di anticipi ricevuti.

Competenze vs trattenute: il saldo della busta paga

Per capire come leggere la busta paga correttamente, devi avere chiara la distinzione tra competenze e trattenute.

Le competenze (quello che guadagni)

Le competenze sono tutte le voci positive, ovvero gli importi che ti spettano:

  • Paga base + contingenza + scatti + superminimo
  • Straordinari e maggiorazioni
  • Indennità varie (turno, trasferta, reperibilità)
  • Premio di produzione
  • Tredicesima e quattordicesima (nei mesi di erogazione)
  • Bonus 100 euro (trattamento integrativo)

Le trattenute (quello che ti viene sottratto)

Le trattenute sono le voci negative:

  • Contributi INPS (9,19% dell’imponibile previdenziale)
  • IRPEF (al netto delle detrazioni)
  • Addizionale regionale IRPEF
  • Addizionale comunale IRPEF
  • Eventuali altre trattenute (sindacali, cessione quinto, ecc.)

La formula base è semplice: Totale Competenze – Totale Trattenute = Netto in busta. Tuttavia, il calcolo effettivo è più articolato perché IRPEF e contributi si calcolano su basi imponibili diverse.

Come si arriva al netto in busta

Ecco il percorso completo dal lordo al netto, passo dopo passo:

  1. Retribuzione lorda mensile = somma di tutte le voci retributive
  2. Imponibile previdenziale = retribuzione lorda (quasi sempre coincide)
  3. Contributi INPS a carico lavoratore = imponibile previdenziale x 9,19% (meno eventuali esoneri)
  4. Imponibile fiscale = retribuzione lorda – contributi INPS
  5. IRPEF lorda = imponibile fiscale x aliquota per scaglione
  6. Detrazioni = detrazione lavoro dipendente + detrazioni per familiari a carico
  7. IRPEF netta = IRPEF lorda – detrazioni
  8. Addizionali = regionale + comunale (quote mensili)
  9. Netto in busta = retribuzione lorda – contributi INPS – IRPEF netta – addizionali + bonus 100 euro (se spettante) – altre trattenute

Per un approfondimento con tabelle e simulatore, leggi la nostra guida al calcolo dello stipendio netto 2026.

Esempio pratico: busta paga commentata riga per riga

Vediamo un esempio concreto. Marco è un impiegato di 4° livello del CCNL Commercio, assunto a tempo indeterminato, con 6 anni di anzianità. Lavora a Udine. Ecco la sua busta paga di marzo 2026, commentata voce per voce.

Sezione competenze di Marco

VoceImportoSpiegazione
Paga base1.092,46 euroMinimo tabellare 4° livello Commercio
Contingenza524,22 euroIndennità congelata dal 1992
Scatti anzianità (3)62,49 euro3 scatti x 20,83 euro (uno ogni 3 anni)
Superminimo non assorbibile150,00 euroImporto concordato all’assunzione
EDR10,33 euroElemento distinto della retribuzione
Totale competenze1.839,50 euroRetribuzione lorda mensile

Sezione trattenute di Marco

VoceImportoSpiegazione
Contributi INPS (9,19%)169,05 euro1.839,50 x 9,19%
Esonero contributivo-36,79 euroRiduzione 2 punti per redditi < 35.000 euro
INPS netta132,26 euroContributo effettivamente trattenuto
Imponibile fiscale1.707,24 euro1.839,50 – 132,26
IRPEF lorda392,66 euro1.707,24 x 12 mesi = 20.486,88 annui → aliquota 23%
Detrazione lavoro dipendente-123,17 euroQuota mensile della detrazione annua
IRPEF netta269,49 euroImposta effettivamente trattenuta
Addizionale regionale FVG11,24 euroRata mensile dell’anno precedente
Addizionale comunale Udine8,95 euroRata acconto + saldo
Totale trattenute421,94 euro

Il netto di Marco

1.839,50 – 421,94 + 100,00 (bonus) = 1.517,56 euro netti

Marco riceve 1.517,56 euro sul conto corrente. Il suo stipendio lordo di 1.839,50 euro si è ridotto del 23% circa tra contributi, imposte e addizionali, ma il bonus 100 euro ha parzialmente compensato le trattenute.

Il bonus 100 euro (ex bonus Renzi): dove si vede

Il trattamento integrativo, conosciuto come “bonus 100 euro” o “ex bonus Renzi”, è un’agevolazione che spetta ai lavoratori dipendenti con reddito complessivo annuo fino a 15.000 euro. Per redditi tra 15.001 e 28.000 euro, spetta solo se la somma delle detrazioni supera l’imposta lorda (una condizione piuttosto specifica).

Nella busta paga lo trovi indicato con diverse denominazioni a seconda del software paghe utilizzato dall’azienda:

  • “Trattamento integrativo L. 21/2020”
  • “Bonus DL 3/2020”
  • “Credito L. 21/2020” o semplicemente “Bonus 100”

L’importo massimo è di 100 euro al mese (1.200 euro annui). Si tratta di un credito che il datore anticipa e poi recupera in compensazione: per questo motivo appare come voce positiva nel calcolo del netto, dopo le trattenute fiscali.

Attenzione: se a fine anno il tuo reddito risulta superiore ai limiti, potresti dover restituire il bonus in sede di conguaglio (dicembre) o con il 730. Il datore di lavoro eroga il bonus mese per mese sulla base del reddito presunto, ma il calcolo definitivo avviene a fine anno.

Errori comuni nella lettura della busta paga

Ecco gli errori più frequenti che i lavoratori commettono quando leggono la busta paga:

  1. Confondere lordo e netto: quando ti viene proposto uno stipendio, chiedi sempre se è lordo o netto. La differenza può essere del 25-35%
  2. Ignorare il livello contrattuale: un errore nel livello significa una paga base sbagliata. Verifica sempre che corrisponda a quanto concordato
  3. Non controllare le ore: controlla che le ore lavorate, gli straordinari, le ferie e i permessi corrispondano alla realtà
  4. Dimenticare le addizionali: molti lavoratori si stupiscono delle trattenute di gennaio-febbraio senza sapere che sono le rate delle addizionali dell’anno precedente
  5. Non verificare il TFR: controlla periodicamente il progressivo TFR. Se hai scelto il fondo pensione, verifica che i versamenti siano effettivi

Se noti anomalie o errori nella busta paga, rivolgiti prima all’ufficio paghe della tua azienda. Se non ottieni chiarimenti, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificare la correttezza dei calcoli.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il controllo della tua busta paga, verifica contributi INPS, ferie e detrazioni. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti sulla busta paga

Quanto tempo devo conservare le buste paga?

Le buste paga vanno conservate per almeno 5 anni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Tuttavia, per motivi pensionistici, è consigliabile conservarle indefinitamente: in caso di errori nei contributi INPS, le buste paga sono la prova documentale per le rettifiche.

Il datore di lavoro è obbligato a consegnare la busta paga?

Sì. La Legge 5 gennaio 1953 n. 4 obbliga il datore di lavoro a consegnare al lavoratore un prospetto paga al momento del pagamento della retribuzione. La mancata consegna è punibile con una sanzione amministrativa da 150 a 900 euro per ogni lavoratore interessato.

Cosa significa “RAL” nella busta paga?

RAL sta per Retribuzione Annua Lorda. Non compare direttamente nella busta paga mensile, ma puoi calcolarla moltiplicando la retribuzione lorda mensile per il numero di mensilità (13 o 14 a seconda del CCNL). Nell’esempio di Marco: 1.839,50 x 14 = circa 25.753 euro di RAL.

Perché lo stipendio di gennaio è diverso dagli altri mesi?

A gennaio inizia il nuovo anno fiscale. Le detrazioni vengono ricalcolate, le addizionali dell’anno precedente iniziano a essere trattenute in rate, e l’esonero contributivo viene riapplicato da zero. Questo può causare variazioni di 50-100 euro rispetto ai mesi successivi.

Come posso verificare se i contributi INPS sono corretti?

Puoi controllare l’Estratto Conto Contributivo sul sito INPS (sezione “MyINPS”). Confronta i contributi versati con quelli indicati nelle buste paga. Se noti discrepanze, segnalale al datore di lavoro e, se necessario, al CAF Centro Fiscale per un’assistenza nella verifica.

La busta paga vale come documento di reddito?

La busta paga non è un documento ufficiale di reddito. Per certificare il reddito servono il CUD (Certificazione Unica) rilasciato dal datore di lavoro entro il 16 marzo di ogni anno, oppure il modello 730 o Redditi PF. Tuttavia, molti enti (banche, proprietari di immobili) accettano le ultime buste paga come prova di reddito corrente.


Hai bisogno di aiuto per verificare la tua busta paga o per il calcolo dello stipendio netto? Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza personalizzata per la verifica dei cedolini e per tutte le pratiche fiscali. Contattaci al 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento.

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Calcolo IRPEF con Excel: Formule e Modello Pratico 2026

aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni

Indice dei contenuti

  1. Perché calcolare l’IRPEF con Excel
  2. Scaglioni IRPEF 2026: le aliquote da applicare
  3. Formule Excel per il calcolo dell’imposta lorda
  4. Detrazioni da lavoro dipendente e pensione
  5. Esempio pratico: calcolo IRPEF step-by-step
  6. Struttura del modello Excel consigliata
  7. Quando è utile calcolare l’IRPEF in autonomia

Il calcolo dell’IRPEF con Excel è uno strumento pratico per verificare l’imposta sul reddito prima della dichiarazione dei redditi o per simulare scenari fiscali. Grazie alle formule Excel, è possibile automatizzare il calcolo degli scaglioni IRPEF 2026 e delle detrazioni fiscali, ottenendo un risultato preciso in pochi secondi.

In questa guida ti spiego come creare un modello Excel per l’IRPEF, quali formule utilizzare e come applicarle al tuo caso concreto.

Perché calcolare l’IRPEF con Excel

Calcolare l’IRPEF autonomamente con un foglio di calcolo Excel offre diversi vantaggi:

  • Simulare scenari fiscali prima di prendere decisioni (es. cambio lavoro, pensionamento anticipato)
  • Verificare la correttezza del calcolo del sostituto d’imposta o del commercialista
  • Pianificare le entrate nette mensili e annuali
  • Comprendere meglio il funzionamento del sistema fiscale italiano

Un modello Excel IRPEF ben strutturato diventa uno strumento riutilizzabile negli anni, aggiornando solo le aliquote.

Scaglioni IRPEF 2026: le aliquote da applicare

Dal 1° gennaio 2024 sono in vigore tre scaglioni IRPEF (riforma fiscale 2024), confermati per il 2026:

Reddito imponibileAliquotaImposta
Fino a 28.000 €23%23% del reddito
Da 28.001 € a 50.000 €35%6.440 + 35% sulla parte eccedente 28.000
Oltre 50.000 €43%14.140 + 43% sulla parte eccedente 50.000

Questi scaglioni IRPEF 2026 si applicano al reddito complessivo, cioè la somma di tutti i redditi percepiti (lavoro dipendente, pensione, autonomo, fabbricati, ecc.).

Formule Excel per il calcolo dell’imposta lorda

Per calcolare l’imposta lorda IRPEF in base agli scaglioni, puoi usare una formula Excel con funzioni SE annidate o la funzione CERCA.VERT.

Metodo 1: Funzione SE (IF) annidati

Supponiamo che il reddito imponibile sia nella cella B2. La formula per calcolare l’imposta lorda è:

=SE(B2<=28000; B2*23%; SE(B2<=50000; 6440+(B2-28000)*35%; 14140+(B2-50000)*43%))

Spiegazione:

  • Se il reddito è fino a 28.000 € → applica 23% sul totale
  • Se è tra 28.001 e 50.000 € → 6.440 € fissi + 35% sulla parte eccedente 28.000
  • Se supera 50.000 € → 14.140 € fissi + 43% sulla parte eccedente 50.000

Metodo 2: CERCA.VERT con tabella ausiliaria

Crea una tabella con gli scaglioni in un’altra area del foglio e usa CERCA.VERT per recuperare l’imposta base e l’aliquota corretta. Questo metodo è più flessibile se devi aggiornare frequentemente gli scaglioni.

Detrazioni da lavoro dipendente e pensione

L’imposta lorda calcolata con le formule precedenti va ridotta con le detrazioni fiscali. Le principali sono:

Detrazione lavoro dipendente

Per redditi da lavoro dipendente, la detrazione massima è 1.955 € (per redditi fino a 15.000 €), che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi oltre 50.000 €.

Formula Excel detrazione lavoro dipendente:

=SE(B2<=15000; 1955; SE(B2<=28000; 1910+1190*((28000-B2)/13000); SE(B2<=50000; 1910*((50000-B2)/22000); 0)))

Detrazione pensione

Per i pensionati, la detrazione massima è 1.955 € (fino a 8.500 € di reddito), ridotta progressivamente fino a 50.000 €.

Le detrazioni per familiari a carico (coniuge, figli) vanno aggiunte separatamente, in base alla situazione personale.

Esempio pratico: calcolo IRPEF step-by-step

Vediamo un esempio concreto di calcolo IRPEF con Excel:

Dati:

  • Reddito complessivo: 35.000 €
  • Tipologia: Lavoro dipendente
  • Familiari a carico: Nessuno

Step 1: Calcolo imposta lorda

Reddito 35.000 € → scaglione da 28.001 a 50.000 €

Imposta lorda = 6.440 + (35.000 – 28.000) × 35% = 6.440 + 2.450 = 8.890 €

Step 2: Calcolo detrazione lavoro dipendente

Detrazione = 1.910 × (50.000 – 35.000) / 22.000 = 1.302 €

Step 3: IRPEF netta

IRPEF netta = 8.890 – 1.302 = 7.588 €

Aliquota effettiva: 7.588 / 35.000 = 21,68% (inferiore all’aliquota marginale del 35% grazie alle detrazioni)

Con Excel, questo calcolo richiede pochi secondi modificando semplicemente il valore del reddito nella cella di input.

Struttura del modello Excel consigliata

Un modello Excel IRPEF efficace dovrebbe avere questa struttura:

Area INPUT (celle gialle)

  • Reddito complessivo (cella B2)
  • Tipo di reddito (lavoro dipendente / pensione / autonomo)
  • Familiari a carico (numero figli, coniuge, ecc.)

Area CALCOLO (formule nascoste)

  • Imposta lorda (formula SE annidati)
  • Detrazione per tipologia (lavoro dipendente, pensione)
  • Detrazioni familiari (se applicabili)
  • Altre detrazioni (es. mutuo prima casa, spese sanitarie)

Area OUTPUT (celle verdi)

  • IRPEF netta annua
  • IRPEF mensile (diviso 12 o 13 mensilità)
  • Aliquota effettiva %
  • Reddito netto annuo (reddito – IRPEF – contributi)

Puoi anche aggiungere un grafico a torta per visualizzare la ripartizione tra reddito netto, IRPEF e contributi INPS.

Quando è utile calcolare l’IRPEF in autonomia

Il calcolo IRPEF con Excel è particolarmente utile in questi casi:

  • Cambio di lavoro o pensionamento: per simulare il reddito netto con il nuovo stipendio
  • Verificare la busta paga: controllare che le ritenute IRPEF applicate dal datore di lavoro siano corrette
  • Pianificazione finanziaria: capire quanto pagherai di tasse con un eventuale reddito aggiuntivo (es. affitto, lavoro autonomo occasionale)
  • Confronto offerte lavorative: valutare il netto reale di diverse proposte di lavoro
  • Supporto al commercialista: arrivare preparato alla consulenza con simulazioni già fatte

Tuttavia, il calcolo Excel IRPEF è una simulazione: per la dichiarazione dei redditi ufficiale (730 o Modello Redditi) è sempre consigliabile rivolgersi a un CAF o commercialista, che può applicare tutte le detrazioni e deduzioni spettanti e verificare adempimenti complessi.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sul Calcolo IRPEF con Excel

Come si calcola l’IRPEF con Excel?

Per calcolare l’IRPEF con Excel serve una formula SE annidati che applichi le aliquote degli scaglioni IRPEF 2026: 23% fino a 28.000 euro, 35% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. Poi si sottraggono le detrazioni per lavoro dipendente o pensione.

Quali sono gli scaglioni IRPEF 2026?

Gli scaglioni IRPEF 2026 sono tre: 23% fino a 28.000 euro, 35% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. Si applicano a scaglioni progressivi, non sul reddito totale.

Qual è la formula Excel per l’imposta lorda IRPEF?

La formula è: =SE(B2<=28000; B2*23%; SE(B2<=50000; 6440+(B2-28000)*35%; 14140+(B2-50000)*43%)) dove B2 contiene il reddito imponibile.

Come si calcolano le detrazioni da lavoro dipendente in Excel?

La detrazione massima per lavoro dipendente è 1.955 euro (fino a 15.000 euro di reddito) e diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi oltre 50.000 euro. Serve una formula SE annidati per calcolare l’importo corretto in base al reddito.

Il calcolo IRPEF Excel è affidabile?

Il calcolo IRPEF con Excel è affidabile per simulazioni e verifiche indicative, ma per la dichiarazione dei redditi ufficiale è necessario rivolgersi a un CAF o commercialista che applichi tutte le detrazioni spettanti e verifichi gli adempimenti fiscali.

Ora sai come creare un modello Excel per il calcolo dell’IRPEF e applicare le formule corrette per gli scaglioni 2026. Questo strumento ti permette di simulare scenari fiscali e verificare le ritenute applicate, ma ricorda che la dichiarazione dei redditi ufficiale richiede sempre l’assistenza di un professionista.

Per la tua dichiarazione dei redditi 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre assistenza completa con verifica di tutte le detrazioni spettanti e ottimizzazione fiscale.


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CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Cedolino Pensione Marzo 2026: Data Pagamento, Importi e Novita INPS

Pensione 2026 INPS

Il cedolino pensione marzo 2026 è disponibile sul portale INPS. Questo mese porta con sé alcune novità importanti per i pensionati italiani: dai conguagli IRPEF alle addizionali regionali e comunali, fino agli eventuali arretrati della rivalutazione. Ecco tutto quello che devi sapere su date di pagamento, importi e trattenute.

Indice dei contenuti

  1. Data Pagamento Pensioni Marzo 2026
  2. Come Consultare il Cedolino INPS
  3. Cosa Contiene il Cedolino di Marzo 2026
  4. Novità Pensioni Marzo 2026
  5. Importi Pensioni 2026: Tabella Rivalutazione
  6. Differenze tra Cedolino di Febbraio e Marzo
  7. Problemi Comuni con il Cedolino
  8. FAQ: Domande Frequenti
  9. Assistenza CAF Centro Fiscale

Data Pagamento Pensioni Marzo 2026

Il 1 marzo 2026 cade di domenica, quindi le date di pagamento slittano:

Pagamento su Conto Corrente Bancario

Per chi riceve la pensione tramite accredito bancario, il pagamento avverrà lunedi 2 marzo 2026, primo giorno bancabile del mese.

Pagamento alle Poste Italiane

Per chi ritira la pensione in contanti agli sportelli postali, si applica il calendario alfabetico per evitare assembramenti:

CognomiData ritiro
A – BLunedi 2 marzo 2026
C – DMartedi 3 marzo 2026
E – KMercoledi 4 marzo 2026
L – OGiovedi 5 marzo 2026
P – RVenerdi 6 marzo 2026
S – ZSabato 7 marzo 2026

Nota: Il calendario puo variare leggermente in base alle comunicazioni ufficiali di Poste Italiane. Si consiglia di verificare presso il proprio ufficio postale.

Come Consultare il Cedolino INPS

Puoi visualizzare e scaricare il tuo cedolino pensione marzo 2026 attraverso diversi canali:

1. Portale INPS Online

  • Accedi a www.inps.it
  • Autenticati con SPID, CIE (Carta d’Identita Elettronica) o CNS
  • Vai su MyINPS e clicca su “Cedolino pensione e servizi collegati”
  • Seleziona il mese di marzo 2026
  • Scarica il PDF del cedolino

2. App INPS Mobile

L’app ufficiale INPS, disponibile per iOS e Android, permette di consultare il cedolino direttamente dallo smartphone. Dopo l’autenticazione con SPID, trovi il cedolino nella sezione dedicata.

3. Tramite CAF o Patronato

Se hai difficolta con l’accesso digitale, puoi rivolgerti a un CAF o Patronato. Gli operatori possono visualizzare il tuo cedolino e spiegarti ogni voce, aiutandoti a capire sé ci sono anomalie o trattenute inattese.

Cosa Contiene il Cedolino di Marzo 2026

Il cedolino pensione di marzo 2026 riporta diverse voci importanti:

Importo Lordo e Netto

La prima sezione mostra l’importo lordo della pensione (prima delle trattenute) e l’importo netto effettivamente accreditato o pagato.

Trattenute IRPEF

L’INPS applica le ritenute IRPEF in base agli scaglioni di reddito 2026:

Scaglione di redditoAliquota IRPEF
Fino a 28.000 euro23%
Da 28.001 a 50.000 euro35%
Oltre 50.000 euro43%

Le aliquote IRPEF 2026 confermano la struttura a tre scaglioni introdotta dalla riforma fiscale.

Addizionali Regionali e Comunali

A partire da marzo, l’INPS inizia a trattenere le addizionali regionali e comunali IRPEF dovute per l’anno precedente. Queste trattenute vengono distribuite su 11 mensilita (da marzo a gennaio dell’anno successivo).

Per il Friuli Venezia Giulia, l’addizionale regionale varia dallo 0,70% al 1,23% in base al reddito.

Conguagli Fiscali da Modello 730/2025

Se hai presentato il Modello 730/2025 con sostituto d’imposta INPS, eventuali debiti o crediti fiscali residui vengono gestiti nel cedolino. A marzo potrebbero comparire:

  • Trattenute per debito IRPEF non ancora completamente recuperato
  • Rimborsi sé erano previsti crediti

Bonus e Integrazioni

Nel cedolino potrebbero figurare anche:

  • Trattamento integrativo (ex bonus Renzi) per redditi fino a 15.000 euro
  • Quattordicesima (se spettante, solitamente a luglio)
  • Maggiorazione sociale per pensioni basse
  • Assegno al nucleo familiare (per chi ne ha ancora diritto)

Novità Pensioni Marzo 2026

Rivalutazione ISTAT 2026

Dal 1 gennaio 2026 le pensioni sono state rivalutate in base all’indice ISTAT di inflazione. La rivalutazione provvisoria 2026 e stata fissata intorno allo 0,8%, in linea con il raffreddamento dell’inflazione rispetto agli anni precedenti.

La rivalutazione viene applicata con il meccanismo a fasce:

Fascia di pensionePercentuale rivalutazione
Fino a 4 volte il minimo (circa 2.394 euro)100% (0,8%)
Da 4 a 5 volte il minimo90% (0,72%)
Da 5 a 6 volte il minimo75% (0,60%)
Oltre 6 volte il minimo50% (0,40%)

Pensione Minima 2026

La pensione minima 2026 e stata rivalutata a circa 598,61 euro mensili (importo indicativo, soggetto a conferma INPS). Per gli over 75, la maggiorazione porta l’importo a circa 616 euro.

Inizio Trattenute Addizionali

Marzo 2026 segna l’inizio delle trattenute per addizionali regionali e comunali relative al 2025. Questo spiega perché molti pensionati noteranno un importo netto leggermente inferiore rispetto a febbraio.

Conguagli Legge di Bilancio

La Legge di Bilancio 2026 ha confermato alcune misure per i pensionati. Eventuali arretrati o conguagli derivanti da ricalcoli potrebbero comparire nel cedolino di marzo o nei mesi successivi.

Importi Pensioni 2026: Tabella Rivalutazione

Ecco una tabella indicativa degli importi pensionistici 2026 dopo la rivalutazione:

Tipo pensioneImporto 2025Importo 2026Aumento mensile
Pensione minima593,83 euro598,61 euro+4,78 euro
Pensione 1.000 euro1.000 euro1.008 euro+8 euro
Pensione 1.500 euro1.500 euro1.512 euro+12 euro
Pensione 2.000 euro2.000 euro2.016 euro+16 euro
Pensione 3.000 euro3.000 euro3.018 euro+18 euro (0,6%)

Nota: Gli importi sono indicativi e al lordo delle trattenute fiscali. L’importo netto dipende dalla situazione fiscale individuale.

Differenze tra Cedolino di Febbraio e Marzo 2026

Confrontando il cedolino di marzo con quello di febbraio, potresti notare alcune differenze:

Importo Netto Inferiore

E normale che l’importo netto di marzo sia leggermente inferiore rispetto a febbraio. Le cause principali sono:

  1. Inizio trattenute addizionali regionali e comunali – da marzo vengono trattenute mensilmente
  2. Conguagli fiscali – eventuali debiti IRPEF residui dal 730/2025
  3. Recupero somme – sé l’INPS ha erogato importi in eccesso nei mesi precedenti

Voci Nuove nel Cedolino

A partire da marzo potresti vedere nuove voci come:

  • “Addizionale regionale IRPEF”
  • “Addizionale comunale IRPEF”
  • “Conguaglio anno precedente”

Come Verificare la Correttezza

Per verificare che il cedolino sia corretto:

  1. Confronta l’importo lordo con il mese precedente (deve essere uguale o rivalutato)
  2. Verifica le trattenute IRPEF in base al tuo scaglione
  3. Controlla che le addizionali corrispondano alle aliquote del tuo Comune e Regione
  4. Se hai dubbi, rivolgiti al CAF per una verifica gratuita

Problemi Comuni con il Cedolino Pensione

Pensione Non Accreditata

Se la pensione non risulta accreditata entro le date previste:

  1. Verifica che l’IBAN comunicato all’INPS sia corretto
  2. Controlla sul portale INPS sé ci sono comunicazioni
  3. Attendi 2-3 giorni lavorativi per eventuali ritardi bancari
  4. Se il problema persiste, contatta l’INPS o un Patronato

Importo Diverso dal Previsto

Un importo diverso puo dipendere da:

  • Inizio nuove trattenute (addizionali)
  • Conguagli fiscali
  • Modifica delle detrazioni
  • Recupero indebiti da parte dell’INPS
  • Errori (rari ma possibili)

In caso di dubbi, e sempre consigliabile far controllare il cedolino da un esperto.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

FAQ: Domande Frequenti sul Cedolino Marzo 2026

Quando arriva la pensione di marzo 2026?

La pensione di marzo 2026 viene accreditata lunedi 2 marzo per chi ha il conto in banca. Per chi ritira alle Poste, si segue il calendario alfabetico dal 2 al 7 marzo.

Perché l’importo di marzo e diverso da febbraio?

Da marzo iniziano le trattenute per le addizionali regionali e comunali IRPEF relative all’anno precedente. Inoltre potrebbero esserci conguagli fiscali dal 730/2025.

Come scaricare il cedolino pensione PDF?

Accedi al portale INPS con SPID, vai su MyINPS, clicca su “Cedolino pensione”, seleziona marzo 2026 e clicca su “Scarica PDF”. In alternativa, usa l’app INPS Mobile.

Chi puo aiutarmi a leggere il cedolino?

Puoi rivolgerti a un CAF o Patronato. Gli operatori possono spiegarti ogni voce del cedolino e verificare che gli importi siano corretti.

Cosa fare sé manca il pagamento della pensione?

Attendi 2-3 giorni lavorativi, poi verifica sul portale INPS. Se il problema persiste, contatta il numero verde INPS 803 164 (da fisso, gratuito) o 06 164 164 (da cellulare) oppure recati presso un Patronato.

La rivalutazione 2026 e già applicata a marzo?

Si, la rivalutazione ISTAT 2026 e applicata dal 1 gennaio. Se nel cedolino di gennaio o febbraio non èra ancora visibile, potrebbero esserci arretrati nel cedolino di marzo.

Leggi anche: Assegno Unico di marzo 2026 – date, importi aggiornati e come verificare lo stato dell’accredito INPS.

Hai Bisogno di Assistenza sul Cedolino Pensione?

Se hai dubbi sul tuo cedolino pensione di marzo 2026, non èsitare a contattarci. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per:

  • Verifica correttezza importi e trattenute
  • Controllo rivalutazione applicata
  • Spiegazione voci del cedolino
  • Segnalazione anomalie all’INPS
  • Pratiche di ricorso sé necessario
Chiama 0432 1638640
WhatsApp 366 6018121

Vieni a trovarci: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

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Guide Approfondite sulle Pensioni INPS

Per approfondire ulteriormente il tema delle pensioni INPS, consulta le nostre guide complete:

  • Come Leggere il Cedolino Pensione INPS: guida completa a tutte le voci
  • Calendario Pagamento Pensioni 2026: tutte le date mese per mese
  • Pensioni 2026: aumenti e rivalutazione da marzo
  • Perché la Pensione Netta Cambia Ogni Mese
  • Conguaglio Fiscale Pensione 2026: cos’e e come verificarlo sul cedolino
  • Taglio IRPEF e Arretrati nel Cedolino di Marzo

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    Febbraio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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    CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO

    Addizionali Comunali Pensione 2026: Quando Partono le Trattenute

    Con l’arrivo di marzo 2026, molti pensionati noteranno una voce in piu sul proprio cedolino INPS: le addizionali comunali. Ma cosa sono esattamente queste trattenute? Perche iniziano proprio a marzo? E soprattutto, quanto incidono sull’importo netto della pensione?

    In questa guida completa ti spieghiamo tutto quello che devi sapere sulle addizionali comunali pensione 2026, dalla base normativa al calcolo pratico, con esempi concreti per diverse fasce di reddito.

    Indice dei contenuti

    1. Cosa sono le addizionali comunali sulla pensione
    2. La base normativa: DL 78/2010, art. 38 comma 7
    3. Quando iniziano le trattenute nel 2026
    4. Come vengono calcolate: le 9 rate da marzo a novembre
    5. Differenza tra acconto e saldo
    6. Come verificare le trattenute sul cedolino INPS
    7. Esempi pratici per fasce di reddito
    8. Domande frequenti
    Addizionali comunali pensione 2026

    Cosa sono le addizionali comunali sulla pensione

    Le addizionali comunali sono imposte locali che si aggiungono all’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche). Ogni Comune italiano puo stabilire un’aliquota propria, che varia generalmente dallo 0% allo 0,8% del reddito imponibile.

    Per i pensionati, queste imposte vengono trattenute direttamente dall’INPS sulla pensione, che agisce come sostituto d’imposta. Questo significa che non devi preoccuparti di pagarle autonomamente: l’Istituto le calcola e le trattiene automaticamente.

    E importante distinguere tra:

    • Addizionale comunale: imposta stabilita dal singolo Comune di residenza
    • Addizionale regionale: imposta stabilita dalla Regione (trattata separatamente)

    Nota bene: L’aliquota applicata dipende dal tuo Comune di residenza al 1 gennaio dell’anno di riferimento. Se ti sei trasferito nel corso del 2025, l’addizionale 2026 sara calcolata in base alla residenza che avevi il 1 gennaio 2025.

    La base normativa: DL 78/2010, art. 38 comma 7

    Il meccanismo di trattenuta delle addizionali comunali sulle pensioni e regolato dal Decreto Legge 78/2010, convertito con modificazioni dalla Legge 122/2010. In particolare, l’articolo 38, comma 7 stabilisce le modalita di rateizzazione.

    La norma prevede che:

    • Le addizionali comunali (e regionali) siano trattenute in rate mensili
    • La rateizzazione avvenga su un numero massimo di 11 mensilita
    • Le trattenute inizino a partire dal mese di marzo
    • Si concludano entro il mese di novembre (o dicembre per casi particolari)

    Questa disposizione e stata introdotta per evitare che i pensionati subissero trattenute troppo pesanti concentrate in pochi mesi, distribuendo il carico fiscale in modo piu equilibrato durante l’anno.

    Quando iniziano le trattenute nel 2026

    Nel 2026, le trattenute per le addizionali comunali partono con il cedolino di marzo, che viene pagato (a seconda della modalita di accredito):

    • 1 marzo 2026 (sabato) per chi riceve la pensione il primo giorno bancabile del mese
    • 2 marzo 2026 (lunedi) per chi ritira in contanti alle Poste

    Le trattenute proseguono poi per i mesi successivi fino a novembre 2026, per un totale di 9 rate mensili.

    Perche proprio marzo? L’INPS ha bisogno dei primi mesi dell’anno per:

    1. Ricevere i dati aggiornati dai Comuni sulle aliquote deliberate
    2. Effettuare il conguaglio fiscale di fine anno (gennaio-febbraio)
    3. Calcolare correttamente acconto e saldo delle addizionali

    Per approfondire tutte le novita sul cedolino di marzo, leggi la nostra guida: Pensioni marzo 2026: taglio IRPEF e arretrati.

    Come vengono calcolate: le 9 rate da marzo a novembre

    Il calcolo delle addizionali comunali sulla pensione segue questo schema:

    Formula di calcolo

    Addizionale annua = Reddito imponibile x Aliquota comunale

    L’importo annuo viene poi diviso in 9 rate uguali, trattenute da marzo a novembre.

    Esempio pratico

    Supponiamo un pensionato con:

    • Pensione lorda annua: 24.000 euro
    • Aliquota comunale: 0,8% (aliquota massima)

    Calcolo:

    • Addizionale annua: 24.000 x 0,8% = 192 euro
    • Rata mensile: 192 / 9 = 21,33 euro/mese

    Questa trattenuta si aggiunge all’IRPEF mensile e all’eventuale addizionale regionale.

    Tabella rateizzazione 2026

    MeseRataData pagamento
    Marzo 20261/91-2 marzo
    Aprile 20262/91 aprile
    Maggio 20263/91 maggio
    Giugno 20264/91 giugno
    Luglio 20265/91 luglio
    Agosto 20266/91 agosto
    Settembre 20267/91 settembre
    Ottobre 20268/91 ottobre
    Novembre 20269/91 novembre

    Differenza tra acconto e saldo

    Le addizionali comunali prevedono un meccanismo di acconto e saldo, simile a quello dell’IRPEF:

    Saldo anno precedente

    Da marzo a novembre viene trattenuto il saldo delle addizionali dovute per l’anno precedente (2025). Questo importo rappresenta la differenza tra quanto effettivamente dovuto e quanto gia versato come acconto nel corso del 2025.

    Acconto anno corrente

    Contemporaneamente, a partire da marzo, inizia anche la trattenuta dell’acconto per l’anno in corso (2026). L’acconto e calcolato generalmente nella misura del 30% dell’addizionale dovuta per l’anno precedente.

    Schema riassuntivo

    VocePeriodoCalcolo
    Saldo 2025Marzo – Novembre 2026Addizionale dovuta 2025 – Acconto versato 2025
    Acconto 2026Marzo – Novembre 202630% addizionale dovuta 2025

    Attenzione: Se hai avuto variazioni di reddito significative tra il 2025 e il 2026, potresti avere conguagli (positivi o negativi) nei mesi successivi.

    Come verificare le trattenute sul cedolino INPS

    Per controllare le addizionali comunali trattenute sulla tua pensione, puoi consultare il cedolino pensione sul sito INPS.

    Procedura passo-passo

    1. Accedi al sito www.inps.it con SPID, CIE o CNS
    2. Cerca “Cedolino pensione” nella barra di ricerca
    3. Seleziona il mese che vuoi visualizzare (marzo 2026 in poi)
    4. Scorri fino alla sezione “Ritenute fiscali”

    Dove trovare la voce nel cedolino

    Nel cedolino INPS, le addizionali comunali sono indicate nella sezione “Ritenute” con diciture come:

    • “Add.le Comunale – Saldo”: saldo dell’anno precedente
    • “Add.le Comunale – Acconto”: acconto dell’anno corrente

    Se hai difficolta a leggere il cedolino o noti importi anomali, consulta la nostra guida completa sulle pensioni 2026 o rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per un controllo gratuito.

    Esempi pratici per fasce di reddito

    Vediamo ora alcuni esempi concreti di trattenute per addizionali comunali, considerando diverse fasce di reddito pensionistico e un’aliquota comunale media dello 0,6%.

    Pensione minima (circa 615 euro/mese)

    • Reddito annuo lordo: 8.000 euro
    • Addizionale comunale (0,6%): 48 euro/anno
    • Rata mensile: 5,33 euro (marzo-novembre)

    Pensione media (circa 1.200 euro/mese)

    • Reddito annuo lordo: 15.600 euro
    • Addizionale comunale (0,6%): 93,60 euro/anno
    • Rata mensile: 10,40 euro (marzo-novembre)

    Pensione medio-alta (circa 1.800 euro/mese)

    • Reddito annuo lordo: 23.400 euro
    • Addizionale comunale (0,6%): 140,40 euro/anno
    • Rata mensile: 15,60 euro (marzo-novembre)

    Pensione alta (circa 2.500 euro/mese)

    • Reddito annuo lordo: 32.500 euro
    • Addizionale comunale (0,6%): 195 euro/anno
    • Rata mensile: 21,67 euro (marzo-novembre)

    Ricorda: Questi sono esempi indicativi. L’importo effettivo dipende dall’aliquota del tuo Comune di residenza, che puo variare dallo 0% allo 0,8%. Alcuni Comuni applicano anche soglie di esenzione per redditi bassi.

    Domande frequenti

    Perche da marzo la mia pensione e diminuita?

    Se noti un calo della pensione netta da marzo, e molto probabile che siano iniziate le trattenute per le addizionali comunali (e regionali). Queste imposte vengono trattenute in 9 rate da marzo a novembre, quindi nei primi due mesi dell’anno la pensione netta risulta piu alta.

    Come faccio a sapere l’aliquota del mio Comune?

    Puoi verificare l’aliquota dell’addizionale comunale del tuo Comune consultando il sito del Dipartimento delle Finanze (Fiscalita Locale) oppure il sito istituzionale del tuo Comune. In alternativa, il CAF Centro Fiscale puo verificarlo per te.

    Posso chiedere di non trattenere le addizionali?

    No, le addizionali comunali sono imposte obbligatorie e l’INPS e tenuto per legge a trattenerle come sostituto d’imposta. Non e possibile richiedere l’esenzione o il pagamento autonomo, salvo casi particolari previsti dalla normativa.

    Se mi trasferisco in un altro Comune, cambia l’aliquota?

    L’addizionale comunale viene calcolata in base al Comune di residenza al 1 gennaio dell’anno di riferimento. Se ti trasferisci nel corso dell’anno, la nuova aliquota si applichera dall’anno successivo. Per il 2026, conta la residenza al 1 gennaio 2026.

    Le addizionali si applicano anche alla tredicesima?

    No, le addizionali comunali vengono trattenute solo sulle 9 mensilita da marzo a novembre. La tredicesima (pagata a dicembre) e le mensilita di gennaio e febbraio non subiscono questa trattenuta.

    Hai dubbi sulle trattenute della tua pensione?

    Se noti variazioni anomale nel tuo cedolino pensione o vuoi verificare che le addizionali comunali siano state calcolate correttamente, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione.

    I nostri esperti possono:

    • Controllare il tuo cedolino pensione INPS
    • Verificare le aliquote applicate
    • Identificare eventuali errori nelle trattenute
    • Assisterti nelle pratiche di rettifica

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    Febbraio 15, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/12/BOX-PENSIONI.png 788 940 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-15 09:00:002026-05-30 01:01:23Addizionali Comunali Pensione 2026: Quando Partono le Trattenute
    NOTIZIE

    Legge di Bilancio 2026 Approvata: Tutte le Novità su IRPEF, Pensioni, Bonus e Famiglie

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Indice dei contenuti

    1. Approvazione della Legge di Bilancio 2026
    2. IRPEF 2026: nuova aliquota al 33% con esempi di risparmio
    3. Novità in busta paga: premi e buoni pasto
    4. Bonus Mamme 2026: da 40 a 60 euro al mese
    5. Novità ISEE 2026: casa esclusa dal calcolo
    6. Carta Dedicata a Te e bonus scuola
    7. Pensioni 2026: requisiti e novità
    8. Rottamazione Quinquies: rate in 9 anni
    9. Bonus casa 2026: cosa resta e cosa cambia
    10. TFR e previdenza complementare
    La Legge di Bilancio 2026 è stata approvata definitivamente il 30 dicembre 2025 dalla Camera dei Deputati con 216 voti favorevoli. La manovra da 22 miliardi di euro porta novità importanti per le famiglie italiane: dalla riduzione delle tasse sul lavoro al potenziamento dei bonus per genitori e figli. In questa guida analizziamo tutte le misure che impatteranno sul tuo portafoglio dal 1° gennaio 2026, con esempi pratici per capire quanto risparmierai.

    Approvazione della Legge di Bilancio 2026

    Il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha dichiarato: “Lo sforzo fatto si concentra sui redditi medio-bassi“. La manovra 2026 rappresenta un intervento mirato a sostenere il potere d’acquisto delle famiglie italiane, con particolare attenzione a:
    • Lavoratori dipendenti con redditi fino a 50.000 euro
    • Famiglie con figli attraverso bonus potenziati
    • Nuclei con ISEE basso con nuove agevolazioni
    • Pensionati con aumenti delle pensioni minime

    IRPEF 2026: nuova aliquota al 33% con esempi di risparmio

    La novità più attesa della Legge di Bilancio 2026 è la riduzione dell’aliquota IRPEF per il secondo scaglione di reddito. L’aliquota passa dal 35% al 33% per i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro.

    Le nuove aliquote IRPEF 2026

    Scaglione di redditoAliquota 2025Aliquota 2026
    Fino a 28.000 euro23%23%
    Da 28.001 a 50.000 euro35%33%
    Oltre 50.000 euro43%43%

    Esempi pratici: quanto risparmi?

    Ecco alcuni esempi concreti di risparmio annuo in base al tuo reddito lordo:
    Reddito lordo annuoRisparmio IRPEF 2026Risparmio mensile
    30.000 euro40 euro/anno3,33 euro/mese
    35.000 euro140 euro/anno11,67 euro/mese
    40.000 euro240 euro/anno20 euro/mese
    45.000 euro340 euro/anno28,33 euro/mese
    50.000 euro440 euro/anno36,67 euro/mese
    Esempio pratico – Mario, impiegato: Mario guadagna 40.000 euro lordi all’anno. Nel 2025 pagava il 35% sulla quota tra 28.000 e 40.000 euro (12.000 euro), ovvero 4.200 euro. Nel 2026 pagherà il 33%, ovvero 3.960 euro. Risparmio: 240 euro all’anno, circa 20 euro in più al mese in busta paga.Attenzione – Redditi alti: Chi guadagna oltre 200.000 euro annui non beneficerà del taglio: il risparmio teorico di 440 euro viene annullato da una riduzione equivalente delle detrazioni fiscali (escluse le spese sanitarie).

    Novità in busta paga: premi e buoni pasto

    Tassazione agevolata al 5% sugli aumenti contrattuali

    Se il tuo contratto collettivo è stato rinnovato tra il 2024 e il 2026 e guadagni meno di 33.000 euro, gli aumenti retributivi derivanti dal rinnovo saranno tassati solo al 5% invece dell’aliquota ordinaria.Esempio pratico – Lucia, commessa: Lucia guadagna 25.000 euro. Il suo CCNL è stato rinnovato e prevede un aumento di 100 euro al mese (1.200 euro/anno). Invece di pagare il 23% di IRPEF (276 euro), pagherà solo il 5% (60 euro). Risparmio: 216 euro all’anno.

    Premi di produttività tassati all’1%

    I premi di risultato fino a 5.000 euro annui saranno tassati con un’imposta sostitutiva dell’1% (prima era il 5%). Se la tua azienda eroga premi di produttività, il vantaggio fiscale è notevole.Esempio: Un premio di 3.000 euro verrà tassato con soli 30 euro di imposta (invece di 150 euro). Risparmio: 120 euro.

    Buoni pasto: soglia esentasse a 10 euro

    La soglia giornaliera esentasse per i buoni pasto sale da 8 a 10 euro. Se ricevi buoni pasto elettronici da 10 euro per 22 giorni lavorativi al mese, il beneficio esentasse è ora completo.

    Bonus Mamme 2026: da 40 a 60 euro al mese

    Il Bonus Mamme viene potenziato in modo significativo. L’importo mensile passa da 40 a 60 euro, per un totale di 720 euro all’anno.

    Chi può richiedere il Bonus Mamme 2026

    • Mamme lavoratrici dipendenti o autonome
    • Con ISEE fino a 40.000 euro
    • Con almeno 2 figli a carico (di cui almeno uno sotto i 10 anni)
    Esempio pratico – Giulia, mamma di 2 figli: Giulia lavora part-time come segretaria e ha un ISEE familiare di 28.000 euro. Ha due figli di 4 e 8 anni. Dal 2026 riceverà 60 euro al mese (720 euro/anno) direttamente in busta paga come riduzione dei contributi previdenziali.

    Confronto Bonus Mamme 2025 vs 2026

    Caratteristica20252026
    Importo mensile40 euro60 euro
    Importo annuo480 euro720 euro
    Limite ISEE40.000 euro40.000 euro
    Figli richiestiAlmeno 2Almeno 2

    Novità ISEE 2026: casa esclusa dal calcolo

    Dal 2026 cambiano le regole per il calcolo dell’ISEE. La novità più importante riguarda la prima casa di proprietà: non verrà più conteggiata nel patrimonio immobiliare.

    Cosa cambia nel calcolo ISEE 2026

    • Prima abitazione esclusa dal patrimonio immobiliare
    • Soglia di esclusione: fino a 91.500 euro di valore catastale
    • Soglia maggiorata per chi vive in grandi città: fino a 120.000 euro
    • Scala di equivalenza più favorevole per famiglie numerose
    Esempio pratico – Famiglia Rossi: La famiglia Rossi ha un reddito di 35.000 euro e una casa di proprietà del valore catastale di 80.000 euro. Nel 2025 la casa veniva conteggiata nell’ISEE, aumentandolo. Nel 2026 la casa sarà esclusa, con un ISEE più basso e maggiore accesso a bonus e agevolazioni.Impatto pratico: Un ISEE più basso significa poter accedere a:
    • Assegno Unico più alto
    • Bonus nido
    • Riduzioni sulle tasse universitarie
    • Agevolazioni per le bollette (bonus sociale)

    Carta Dedicata a Te e bonus scuola

    Carta Dedicata a Te: 500 euro per la spesa

    Viene rifinanziata per il 2026 e 2027 la “Carta dedicata a te“, un contributo di 500 euro per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità.Requisiti:
    • ISEE non superiore a 15.000 euro
    • Non essere già beneficiari di altri sostegni al reddito (es. Reddito di Cittadinanza, NASPI)

    Bonus libri per le scuole superiori

    Le famiglie con ISEE fino a 30.000 euro potranno beneficiare del bonus libri comunale per l’acquisto dei testi scolastici per le scuole superiori. L’importo varia in base al Comune di residenza.

    Contributo scuole paritarie: fino a 1.500 euro

    Novità assoluta: le famiglie con ISEE fino a 30.000 euro che scelgono le scuole paritarie potranno ricevere un contributo fino a 1.500 euro per:
    • Scuole medie paritarie
    • Primo biennio delle scuole superiori paritarie

    Congedi potenziati per i genitori

    La manovra potenzia anche:
    • Congedo parentale: aumenta l’indennità all’80% per un mese aggiuntivo
    • Congedo per malattia dei figli: esteso fino ai 12 anni di età del bambino

    Pensioni 2026: requisiti e novità

    Requisiti pensione 2026

    Tipo di pensioneRequisiti 2026
    Pensione di vecchiaia67 anni di età + 20 anni di contributi
    Pensione anticipata uomini42 anni e 10 mesi di contributi + 3 mesi finestra
    Pensione anticipata donne41 anni e 10 mesi di contributi + 3 mesi finestra
    APE Sociale63 anni e 5 mesi + 30/36 anni contributi (prorogata)

    Cosa scompare nel 2026

    Attenzione: Dal 1° gennaio 2026 non saranno più disponibili:
    • Quota 103 (62 anni + 41 contributi): ABOLITA
    • Opzione Donna (35 anni contributi): NON RINNOVATA

    Aumento pensioni minime

    Le pensioni minime aumentano di 20 euro al mese, pari a 260 euro all’anno. L’aumento riguarda i pensionati con assegni minimi in condizioni economiche disagiate.

    Rottamazione Quinquies: rate in 9 anni

    La Legge di Bilancio 2026 conferma la Rottamazione Quinquies, la nuova definizione agevolata delle cartelle esattoriali.

    Come funziona la Rottamazione Quinquies

    • Debiti ammessi: carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione fino al 31 dicembre 2023
    • Cosa si paga: solo il capitale dovuto, SENZA sanzioni e interessi di mora
    • Rateazione: pagamento in unica soluzione oppure in 54 rate bimestrali (9 anni)
    Esempio pratico – Marco con cartelle: Marco ha una cartella da 10.000 euro di cui 6.000 euro di capitale, 2.500 euro di sanzioni e 1.500 euro di interessi. Con la Rottamazione Quinquies pagherà solo 6.000 euro, risparmiando 4.000 euro. Potrà pagare in 54 rate da circa 111 euro ciascuna.

    Bonus casa 2026: cosa resta e cosa cambia

    Bonus ristrutturazioni

    Tipo di immobileDetrazione 2026Tetto spesa
    Abitazione principale50%96.000 euro
    Altri immobili36%96.000 euro
    Esempio: Se spendi 50.000 euro per ristrutturare la tua prima casa, potrai detrarre il 50% (25.000 euro) in 10 anni, ovvero 2.500 euro all’anno dalla dichiarazione dei redditi.

    Altri bonus confermati

    • Ecobonus: prorogato per interventi di efficienza energetica
    • Sismabonus: prorogato per interventi antisismici
    • Bonus mobili: detrazione 50% fino a 5.000 euro di spesa

    Superbonus 110%: addio definitivo

    Il Superbonus 110% termina definitivamente, con l’unica eccezione dei cantieri nelle zone colpite dai terremoti del 2009 e 2016.

    TFR e previdenza complementare

    Dal 1° luglio 2026 scatta l’adesione automatica alla previdenza complementare per i neoassunti del settore privato.

    Come funziona il silenzio-assenso TFR

    1. Al momento dell’assunzione, il lavoratore ha 60 giorni per decidere
    2. Se non esprime scelta, il TFR andrà automaticamente al fondo pensione
    3. Se vuole tenerlo in azienda, deve comunicarlo esplicitamente
    Vantaggio fiscale: Il limite di deducibilità dei contributi versati alla previdenza complementare sale a 5.300 euro all’anno.

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    • ISEE 2026: Scopri tutte le novità
    • Bonus Mamme: Come Funziona
    • NASPI 2026: Requisiti e Domanda

    Domande Frequenti sui Bonus

    Come faccio a sapere quali bonus posso richiedere?

    I bonus disponibili dipendono dalla tua situazione economica (ISEE), composizione familiare e tipo di spesa. Il CAF Centro Fiscale analizza la tua situazione e individua tutte le agevolazioni spettanti.

    Quali documenti servono per richiedere i bonus?

    Generalmente servono: ISEE in corso di validita, documento d’identita, codice fiscale e documentazione specifica. Il nostro CAF ti indica esattamente cosa portare.

    Posso richiedere piu bonus contemporaneamente?

    Si, molti bonus sono cumulabili. Ad esempio puoi avere Assegno Unico, Bonus Nido e detrazioni per spese scolastiche. Il CAF verifica la compatibilita tra le diverse agevolazioni.

    Approfondimenti

    • ISEE 2026
    • Dichiarazione Redditi
    • Contatta il CAF

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    Dicembre 31, 2025/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2025-12-31 18:35:112026-05-30 00:53:14Legge di Bilancio 2026 Approvata: Tutte le Novità su IRPEF, Pensioni, Bonus e Famiglie
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