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Tag Archivio per: fattura elettronica 2026

Guide Fatturazione Elettronica

Reverse Charge Interno 2026: Guida Fatturazione con IVA al 0% per Edilizia, Rottami e Cellulari

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il reverse charge interno e’ una procedura IVA che si applica in alcuni settori specifici per evitare frodi fiscali. Nel 2026, le regole sono aggiornate e i codici natura da indicare in fattura elettronica vanno dal N6.1 al N6.9, ognuno per una categoria diversa: rottami, oro, edilizia, cellulari, console, energia. Capire quando applicare il reverse charge e’ fondamentale per chi opera in questi settori, perche’ un errore nel codice puo’ costare sanzioni importanti.

In questa guida completa scoprirai cos’e’ il reverse charge interno, in quali settori si applica nel 2026, come compilare correttamente la fattura elettronica con IVA al 0%, quali sono i codici natura corretti e cosa cambia per i forfettari. Trovi anche esempi pratici e XML compilato per non sbagliare.

Hai dubbi sull’applicazione del reverse charge alla tua attivita’? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella gestione corretta della fatturazione e dei codici natura.

Indice dei contenuti

  1. Cos’e’ il reverse charge interno e come funziona
  2. Differenza tra reverse charge interno ed esterno
  3. Base normativa: art. 17 DPR 633/1972
  4. Settori con reverse charge interno 2026 e codici natura N6
  5. Come emettere una fattura con reverse charge interno
  6. Esempio pratico di XML compilato
  7. Cosa deve fare il committente che riceve la fattura
  8. Reverse charge e regime forfettario
  9. Esempi pratici di reverse charge interno
  10. Cosa succede se sbagli il codice natura
  11. Reverse charge solo B2B: attenzione ai privati
  12. Differenza tra reverse charge e split payment
  13. Domande frequenti sul reverse charge interno

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Cos’e’ il reverse charge interno e come funziona

Il reverse charge interno, chiamato anche inversione contabile, e’ un meccanismo IVA particolare. In una vendita normale, il venditore applica l’IVA sulla fattura, la incassa dal cliente e poi la versa allo Stato. Con il reverse charge, invece, succede l’opposto: il venditore non applica l’IVA sulla fattura, e l’obbligo di gestire l’imposta passa al compratore.

In pratica, il cliente che riceve una fattura in reverse charge deve auto-fatturarsi l’IVA: la calcola, la registra nel registro IVA acquisti (per portarla in detrazione) e contemporaneamente nel registro IVA vendite (per versarla in liquidazione). L’operazione e’ neutra sul piano dell’imposta dovuta, ma serve a tracciare il movimento e a evitare frodi.

Perche’ lo Stato ha introdotto questo meccanismo? Semplice: in alcuni settori particolarmente esposti a frodi (rottami, edilizia, cellulari) capitava che il venditore incassasse l’IVA dal cliente e poi non la versasse allo Stato, sparendo. Spostando l’obbligo sul compratore – che di solito e’ un’azienda strutturata – il rischio si azzera.

Riassunto del meccanismo del reverse charge

  • Venditore: emette fattura senza IVA con causale specifica
  • Compratore: riceve fattura, integra l’IVA, la versa e la detrae
  • Effetto fiscale netto: zero (operazione neutra)
  • Tracciabilita’: totale, perche’ l’operazione passa due volte nei registri

Differenza tra reverse charge interno ed esterno

Esistono due tipi di reverse charge ed e’ importante non confonderli, perche’ si applicano in situazioni diverse e con codici natura diversi.

Il reverse charge esterno riguarda le operazioni con soggetti esteri: fornitori UE o extra-UE che vendono beni o prestano servizi a un’azienda italiana. In questo caso, il fornitore estero emette fattura senza IVA e l’azienda italiana deve integrare l’imposta italiana tramite autofattura o integrazione (codici natura N6 generici e N3.X). Per approfondire come funziona quando sei tu a fatturare all’estero, leggi la guida su come fatturare all’estero in regime forfettario.

Il reverse charge interno, invece, riguarda operazioni che avvengono tutte in Italia, tra due soggetti italiani con partita IVA. Si applica solo a settori specifici elencati dall’art. 17 commi 5 e 6 del DPR 633/1972, e ognuno ha un codice natura preciso (da N6.1 a N6.9).

Tabella riassuntiva delle differenze

CaratteristicaReverse charge internoReverse charge esterno
SoggettiEntrambi italianiUno italiano, uno estero
SettoriSolo elencatiGenerale per import servizi/beni UE
Codice naturaN6.1 – N6.9N6 generico o N3.X
NormaArt. 17 c. 5 e 6 DPR 633/72Art. 17 c. 2 DPR 633/72

Base normativa: art. 17 DPR 633/1972

La normativa di riferimento per il reverse charge interno e’ contenuta nell’articolo 17 commi 5 e 6 del DPR 633/1972, il decreto che disciplina l’IVA in Italia. Negli anni questi commi sono stati ampliati con vari provvedimenti per includere nuovi settori a rischio frode.

  • Art. 17 c. 5: introduce il reverse charge per cessioni di oro da investimento
  • Art. 17 c. 6 lett. a: subappalto edilizio
  • Art. 17 c. 6 lett. a-bis: cessione di fabbricati strumentali
  • Art. 17 c. 6 lett. a-ter: prestazioni edili nel settore servizi
  • Art. 17 c. 6 lett. b: cessioni di telefoni cellulari B2B
  • Art. 17 c. 6 lett. c: cessioni di console giochi, PC e laptop B2B
  • Art. 17 c. 6 lett. d-bis, d-ter, d-quater: settore energetico
  • Art. 74 c. 7-8: rottami e materiali di recupero

Una novita’ importante per il 2026 e’ la conferma dell’estensione del reverse charge ai contratti di appalto e subappalto nel settore della logistica e del trasporto merci, gia’ introdotta nel 2024 dalla Legge di Bilancio (L. 213/2023) e operativa per i committenti che svolgono attivita’ di logistica, movimentazione e trasporto.

Settori con reverse charge interno 2026 e codici natura N6

Vediamo nel dettaglio i nove settori in cui si applica il reverse charge interno nel 2026, ognuno con il proprio codice natura da indicare nella fattura elettronica.

N6.1 – Cessione di rottami e materiali di recupero

Disciplinata dall’art. 74 commi 7 e 8 del DPR 633/72, riguarda la vendita di rottami ferrosi, cascami, sottoprodotti, carta da macero, plastica e altri materiali destinati al riciclo. E’ uno dei settori storicamente piu’ colpiti da frodi IVA, motivo per cui il legislatore ha introdotto il reverse charge gia’ molti anni fa.

N6.2 – Cessione di oro da investimento

Riguarda la cessione di oro da investimento (lingotti, monete) ai sensi dell’art. 17 c. 5 del DPR 633/72. Si applica quando il cedente ha optato per il regime di imponibilita’. L’obiettivo e’ contrastare le frodi nel settore dei metalli preziosi.

N6.3 – Subappalto edilizio

E’ uno dei casi piu’ frequenti di applicazione del reverse charge interno. Si applica quando un subappaltatore emette fattura nei confronti dell’appaltatore principale per lavori edili. Attenzione: il reverse charge si applica solo nel rapporto subappaltatore-appaltatore, non quando l’appaltatore fattura al committente finale.

Esempio: un’impresa edile vince l’appalto per costruire un capannone. Affida l’impianto idraulico a un idraulico subappaltatore. L’idraulico fattura all’impresa edile in reverse charge (codice N6.3). L’impresa edile, a sua volta, fattura al committente finale con IVA ordinaria (perche’ tra appaltatore e committente non c’e’ reverse charge).

N6.4 – Cessione di fabbricati strumentali

Riguarda la cessione di fabbricati strumentali (capannoni, uffici, negozi) tra soggetti IVA quando il cedente ha optato per l’imponibilita’ IVA. Anche in questo caso, l’acquirente integra la fattura con IVA al 22% (o aliquota applicabile).

N6.5 – Cessione di telefoni cellulari B2B

Si applica alle cessioni di telefoni cellulari tra soggetti IVA (B2B). Importante: non si applica nelle vendite al consumatore finale. Il reverse charge scatta solo se acquisti cellulari per rivenderli o per uso aziendale.

N6.6 – Cessione di console giochi, PC, laptop B2B

Stessa logica del codice N6.5, ma applicato a console videogiochi, PC desktop, laptop, tablet e microprocessori. Vale solo per cessioni B2B effettuate nelle fasi precedenti la vendita al dettaglio. Quando un negozio vende un PC al consumatore finale, applica IVA ordinaria.

N6.7 – Prestazioni edili nel settore servizi

Riguarda le prestazioni di servizi di pulizia, demolizione, installazione di impianti e completamento di edifici. Si applica nei rapporti tra imprese del settore edile, anche al di fuori del subappalto. Esempio classico: un’impresa di pulizie che lavora per un’impresa edile durante un cantiere.

N6.8 – Cessioni nel settore energetico

Si applica alle cessioni di gas e energia elettrica a un soggetto passivo-rivenditore, ai certificati verdi, ai titoli di efficienza energetica e ai certificati similari (art. 17 c. 6 lett. d-bis, d-ter, d-quater). E’ un settore esposto a frodi carosello, motivo per cui il legislatore ha applicato il reverse charge.

N6.9 – Altri casi specifici

Codice generico per altri casi specifici di reverse charge interno previsti da normative speciali, come ad esempio il reverse charge applicato in via sperimentale ad alcuni settori particolari o le operazioni introdotte da decreti ministeriali successivi.

Tabella riepilogativa codici natura N6

CodiceSettoreNorma
N6.1Rottami e materiali di recuperoArt. 74 c. 7-8
N6.2Oro da investimentoArt. 17 c. 5
N6.3Subappalto edilizioArt. 17 c. 6 lett. a
N6.4Fabbricati strumentaliArt. 17 c. 6 lett. a-bis
N6.5Telefoni cellulari B2BArt. 17 c. 6 lett. b
N6.6PC, console, laptop B2BArt. 17 c. 6 lett. c
N6.7Servizi edili (pulizia, demolizione)Art. 17 c. 6 lett. a-ter
N6.8Settore energetico (gas, energia)Art. 17 c. 6 lett. d-bis
N6.9Altri casi specificiNorme speciali

Come emettere una fattura con reverse charge interno

Emettere una fattura con reverse charge interno e’ piu’ semplice di quanto sembri, basta seguire alcuni passaggi precisi e indicare i codici corretti nella fattura elettronica.

I 5 passi per la fattura corretta

  1. Vendi senza IVA: non addebitare IVA al cliente
  2. Indica la dicitura in fattura: “Operazione soggetta a reverse charge ex art. 17 c. X DPR 633/72” (sostituisci X con il comma corretto)
  3. Inserisci il codice natura: N6.1, N6.2, N6.3… a seconda del settore
  4. Imponibile: indica l’importo netto
  5. IVA: 0% (campo aliquota = 0,00)

Tutti i principali software di fatturazione elettronica (Aruba, Fattura24, FatturaInCloud, Libero SiStudio) gestiscono automaticamente questi codici: basta selezionare il tipo di operazione e il programma compila correttamente i campi XML.

Cosa scrivere nel corpo della fattura

  • Descrizione operazione: precisa e dettagliata
  • Imponibile: importo netto
  • Aliquota IVA: 0%
  • IVA: 0,00 EUR
  • Riferimento normativo: in calce o nella descrizione
  • Codice natura: N6.X (selezionato automaticamente dal software)

Esempio pratico di XML compilato

Vediamo concretamente come si presenta una fattura elettronica in reverse charge interno a livello di file XML. Supponiamo che un idraulico subappaltatore (Mario Rossi, P.IVA 12345678901) emetta fattura a un’impresa edile (Costruzioni SpA, P.IVA 98765432109) per 5.000 EUR di lavori di subappalto.

<DatiBeniServizi>
  <DettaglioLinee>
    <NumeroLinea>1</NumeroLinea>
    <Descrizione>Lavori di subappalto impianto idraulico</Descrizione>
    <PrezzoUnitario>5000.00</PrezzoUnitario>
    <PrezzoTotale>5000.00</PrezzoTotale>
    <AliquotaIVA>0.00</AliquotaIVA>
    <Natura>N6.3</Natura>
    <RiferimentoNormativo>Art. 17 c. 6 lett. a) DPR 633/72</RiferimentoNormativo>
  </DettaglioLinee>
  <DatiRiepilogo>
    <AliquotaIVA>0.00</AliquotaIVA>
    <Natura>N6.3</Natura>
    <ImponibileImporto>5000.00</ImponibileImporto>
    <Imposta>0.00</Imposta>
    <RiferimentoNormativo>Reverse charge ex art. 17 c. 6 lett. a) DPR 633/72</RiferimentoNormativo>
  </DatiRiepilogo>
</DatiBeniServizi>

I campi fondamentali sono tre: AliquotaIVA a 0,00 (zero), Natura con il codice corretto (N6.3 in questo caso) e RiferimentoNormativo con la base giuridica precisa. Se uno solo di questi campi e’ compilato male, la fattura risulta scartata dallo SDI o passa controlli successivi dell’Agenzia Entrate.

Cosa deve fare il committente che riceve la fattura

Quando ricevi una fattura in reverse charge interno, hai degli obblighi precisi da rispettare entro pochi giorni. Vediamo cosa devi fare passo per passo.

  1. Ricevi la fattura dal fornitore tramite SDI
  2. Auto-fatturati l’IVA (procedura di integrazione): calcola l’IVA dovuta applicando l’aliquota corretta (di solito 22%) sull’imponibile
  3. Registra la fattura sia nel registro IVA acquisti (per detrarre) sia nel registro IVA vendite (per versare)
  4. Versa l’IVA in liquidazione mensile o trimestrale
  5. Detrai la stessa IVA nella stessa liquidazione: l’effetto e’ neutro

L’integrazione si fa generando un documento di tipo TD16 – Integrazione fattura reverse charge interno, con i dati del fornitore originale e l’aggiunta dell’IVA calcolata. Il documento va trasmesso allo SDI.

Tempi per l’integrazione

  • Termine massimo: entro il mese successivo a quello di ricezione
  • Liquidazione: nella liquidazione del periodo di registrazione
  • Detrazione: contestuale, nello stesso periodo

Reverse charge e regime forfettario

I forfettari hanno regole particolari quando interagiscono con il reverse charge interno. Vediamo i due scenari principali.

Forfettario che VENDE in reverse charge

Il regime forfettario prevede normalmente che il forfettario non addebiti IVA in fattura, indicando il codice natura N2.2 (operazione non soggetta – altri casi). Ma cosa succede se il forfettario vende in un settore soggetto a reverse charge interno (es. un idraulico forfettario che subappalta a un’impresa edile)?

In questo caso il forfettario emette comunque fattura senza IVA, ma deve usare il codice natura specifico del reverse charge (N6.3 per il subappalto edilizio, N6.7 per i servizi edili) invece di N2.2. La sostanza non cambia (niente IVA in fattura), ma e’ importante per la tracciabilita’ fiscale.

Forfettario che RICEVE fattura reverse charge

Se il forfettario riceve una fattura in reverse charge da un fornitore (caso meno comune, ma possibile), NON deve auto-fatturarsi l’IVA nel modo classico, perche’ non ha una posizione IVA aperta da gestire. Tuttavia, deve versare l’IVA dovuta tramite F24 entro il 16 del mese successivo, usando il codice tributo specifico.

I forfettari sono esonerati dalla LIPE (Liquidazione Periodica IVA) e dalla dichiarazione IVA annuale, ma il versamento dell’IVA per le operazioni in reverse charge ricevute resta obbligatorio. E’ un punto spesso trascurato che puo’ costare sanzioni.

Esempi pratici di reverse charge interno

Vediamo tre esempi concreti di applicazione del reverse charge interno, con il codice natura corretto da usare in ciascun caso.

Esempio 1 – Idraulico subappalta a impresa edile

Marco e’ un idraulico in regime forfettario e lavora in subappalto per un’impresa edile (Costruzioni Friuli SpA) che sta ristrutturando una casa privata. Marco fattura 3.500 EUR per i lavori di impianto idraulico.

  • Codice natura corretto: N6.3 (subappalto edile)
  • Norma: Art. 17 c. 6 lett. a) DPR 633/72
  • IVA in fattura: 0% (Marco e’ forfettario E in reverse charge)
  • Cosa fa Costruzioni Friuli: integra fattura, calcola IVA al 22% (770 EUR), la versa in liquidazione e la detrae

Esempio 2 – Vendita di cellulari B2B

TechShop Srl rivende cellulari business a un’azienda di logistica (Trasporti Veloci Srl) che li distribuira’ ai dipendenti. Importo: 12.000 EUR per 30 smartphone.

  • Codice natura corretto: N6.5 (cellulari B2B)
  • Norma: Art. 17 c. 6 lett. b) DPR 633/72
  • IVA in fattura: 0%
  • Cosa fa Trasporti Veloci: integra fattura con IVA al 22% (2.640 EUR), versa e detrae

Esempio 3 – Demolitore vende rottami metallici

Una ditta di demolizione (Demolizioni Udine Srl) vende 8.000 EUR di rottami ferrosi a un’acciaieria (Ferriere Friulane SpA).

  • Codice natura corretto: N6.1 (rottami)
  • Norma: Art. 74 c. 7-8 DPR 633/72
  • IVA in fattura: 0%
  • Cosa fa Ferriere Friulane: integra con IVA al 22% (1.760 EUR), versa e detrae

Cosa succede se sbagli il codice natura

Sbagliare il codice natura nel reverse charge interno non e’ un errore banale. Le conseguenze possono essere pesanti, sia per chi emette fattura sia per chi la riceve.

Possibili contestazioni dell’Agenzia Entrate

  • Recupero dell’IVA non applicata: se l’AdE riqualifica l’operazione come non soggetta a reverse charge
  • Sanzioni amministrative: dal 90% al 180% dell’imposta non applicata correttamente
  • Sanzione fissa per errore formale: da 250 EUR a 2.000 EUR per fatture irregolari
  • Indetraibilita’: il committente potrebbe non poter detrarre l’IVA

L’Agenzia Entrate ha intensificato i controlli sulla corretta applicazione dei codici natura grazie ai dati delle fatture elettroniche, che permettono incroci automatici. Un codice natura sbagliato puo’ attivare un alert nei sistemi dell’AdE.

Come evitare errori

  • Verifica sempre il settore della tua attivita’ e quale codice natura si applica
  • Usa software di fatturazione aggiornati che gestiscono automaticamente i codici
  • In caso di dubbio, chiedi al CAF o al commercialista PRIMA di emettere fattura
  • Conserva la documentazione che giustifica l’applicazione del reverse charge (contratto di subappalto, ordine, ecc.)

Reverse charge solo B2B: attenzione ai privati

Una regola fondamentale del reverse charge interno: si applica solo nelle operazioni B2B, cioe’ tra due soggetti con partita IVA. Mai con i privati.

Esempio: un imbianchino fa lavori di tinteggiatura in un appartamento di un cliente privato. Anche se l’attivita’ e’ “edile”, il reverse charge non si applica perche’ il cliente non ha partita IVA. L’imbianchino emette fattura con IVA ordinaria (10% per ristrutturazione, 22% in altri casi).

Stessa cosa per la vendita di cellulari: in un negozio al dettaglio, quando un cliente privato compra un telefono, l’IVA si applica normalmente al 22%. Il codice N6.5 si usa solo nelle vendite B2B nelle fasi precedenti la vendita al consumatore finale.

Caso particolare: cliente con partita IVA che compra per uso privato

Cosa succede se un imprenditore con partita IVA compra un cellulare per uso personale? Il reverse charge si applica solo se l’acquisto rientra nell’attivita’ d’impresa. Se e’ uso strettamente personale, l’operazione torna a essere assimilata a B2C e si applica IVA ordinaria. La distinzione si basa sull’intestazione della fattura: se intestata alla persona fisica come privato, no reverse charge; se intestata alla P.IVA come imprenditore, si’.

Differenza tra reverse charge e split payment

Spesso il reverse charge interno viene confuso con lo split payment, ma sono due meccanismi diversi pensati per situazioni diverse.

Lo split payment (scissione dei pagamenti) si applica quando un fornitore privato fattura alla Pubblica Amministrazione o a societa’ a controllo pubblico. Il fornitore emette fattura con IVA addebitata, ma la PA paga al fornitore solo l’imponibile e versa direttamente l’IVA allo Stato. Codice nei dati di pagamento: “S” o “I”.

Il reverse charge invece, come abbiamo visto, prevede che il fornitore emetta fattura senza IVA e che il cliente integri l’imposta. Si applica tra privati B2B in settori specifici.

Tabella di confronto reverse charge vs split payment

CaratteristicaReverse charge internoSplit payment
SoggettiB2B privatiPrivato vs PA
IVA in fattura0% (non addebitata)Addebitata normalmente
Chi versa l’IVAIl cliente (in liquidazione)La PA direttamente
EffettoOperazione neutraSolo gestione del pagamento
Codice naturaN6.XN/A (IVA addebitata)

Domande frequenti sul reverse charge interno

Il reverse charge interno si applica anche tra forfettari?

Si’, se il settore rientra tra quelli previsti (subappalto edile, rottami, ecc.) e l’operazione e’ tra due soggetti IVA, anche se entrambi sono forfettari. Il forfettario venditore usa il codice natura specifico (es. N6.3) invece di N2.2. Il forfettario acquirente dovra’ versare l’IVA con F24, anche se non gestisce normalmente la liquidazione.

Come si compila la LIPE con operazioni in reverse charge?

Le operazioni in reverse charge ricevute vanno indicate nella LIPE sia tra le operazioni passive (per la detrazione) sia tra le attive (per il versamento dell’imposta integrata). Per chi e’ soggetto a LIPE, il software gestionale di solito fa tutto in automatico se i codici natura sono corretti.

Cosa rischio se applico il reverse charge in un settore non previsto?

Rischi che l’AdE riqualifichi l’operazione come imponibile IVA ordinaria. Devi quindi versare l’IVA non applicata, piu’ sanzioni dal 90% al 180% e interessi. Per evitare il problema, applica il reverse charge solo nei casi tassativamente elencati dall’art. 17 c. 5-6 e art. 74 del DPR 633/72.

Posso emettere una nota di credito su una fattura in reverse charge?

Si’, con le stesse modalita’ della fattura originaria: nota di credito senza IVA, codice natura N6.X, riferimento normativo all’art. 17 DPR 633/72. Il committente dovra’ rettificare anche l’integrazione IVA effettuata in precedenza.

Il reverse charge si applica al noleggio di attrezzature edili?

No. Il reverse charge edile (N6.3 e N6.7) si applica alle prestazioni di lavori (subappalto, pulizia, demolizione, installazione impianti), non al semplice noleggio di attrezzature o macchinari. Per il noleggio si applica IVA ordinaria al 22%.

Quale codice TipoDocumento usare per l’integrazione?

Il codice corretto per l’integrazione di una fattura ricevuta in reverse charge interno e’ TD16 – Integrazione fattura reverse charge interno. Per il reverse charge esterno (UE) si usa TD17 (servizi UE) o TD18 (cessioni intra-UE).

Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine

Il reverse charge interno e’ uno dei meccanismi IVA piu’ tecnici e piu’ soggetti a errori. Tra 9 codici natura diversi, settori specifici, regole speciali per i forfettari e differenze con lo split payment, e’ facile sbagliare. E gli errori, come abbiamo visto, possono costare sanzioni dal 90% al 180% dell’imposta.

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta nella corretta applicazione del reverse charge: dalla verifica della tua attivita’ alla compilazione delle fatture, dalla gestione della LIPE alla risoluzione di eventuali contestazioni dell’Agenzia Entrate.

Servizi correlati: apertura partita IVA, consulenza regime forfettario, gestione fatturazione elettronica, dichiarazione IVA annuale.

Contattaci per una consulenza personalizzata sul tuo settore e sull’applicazione corretta del reverse charge interno.

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Giugno 30, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-30 14:00:002026-05-24 09:54:37Reverse Charge Interno 2026: Guida Fatturazione con IVA al 0% per Edilizia, Rottami e Cellulari
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Codice Destinatario Fattura Elettronica 2026: Come Trovarlo e Usarlo Correttamente

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Quando emetti una fattura elettronica, il codice destinatario è il dato più importante: senza il codice corretto, la fattura non arriva mai al cliente o, peggio, finisce nelle mani sbagliate. Si tratta di un indirizzo telematico univoco di sette caratteri che il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate utilizza per recapitare il documento al destinatario giusto.

In questa guida pratica vedremo cos’è il codice destinatario, dove va inserito nell’XML, quali codici usare nei diversi casi (privato, azienda, PEC, Pubblica Amministrazione, cliente estero), come ottenere quello del cliente e come gestire il tuo per ricevere fatture dai fornitori. Troverai anche gli errori più comuni e come evitarli.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il codice destinatario della fattura elettronica
  2. Dove si inserisce: il tag CodiceDestinatario nell’XML
  3. I 5 tipi di destinatario: quale codice usare
  4. Come ottenere il codice destinatario del cliente
  5. Cosa succede se sbagli il codice destinatario
  6. Come verificare il codice destinatario di una PA
  7. Il tuo codice destinatario: come riceverlo dai fornitori
  8. Errori comuni da evitare
  9. Privati e cassetto fiscale: come consultare le fatture
  10. Domande frequenti (FAQ)

Cos’è il codice destinatario della fattura elettronica

Il codice destinatario è un indirizzo telematico univoco di 7 caratteri alfanumerici che identifica il “canale” attraverso cui il Sistema di Interscambio recapita la fattura elettronica al cliente. È l’equivalente digitale di un indirizzo postale: senza, la lettera (in questo caso la fattura) non sa dove andare.

Ogni soggetto che riceve fatture elettroniche (azienda, professionista, ente pubblico) può scegliere come riceverle:

  • Tramite un codice destinatario assegnato dal proprio software di fatturazione (cassetto fiscale, gestionali, intermediari);
  • Tramite PEC (in questo caso il codice destinatario è “0000000”);
  • Tramite l’area riservata dell’Agenzia delle Entrate, se non si è registrato un canale telematico (anche qui codice “0000000”).

Il codice è diverso dalla partita IVA e dal codice fiscale: è un identificativo tecnico che riguarda solo il flusso telematico, non l’identità anagrafica del cliente. Un’azienda può cambiare codice destinatario in qualsiasi momento (ad esempio cambiando software gestionale), senza modificare la propria P.IVA.

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Dove si inserisce: il tag CodiceDestinatario nell’XML

La fattura elettronica è un file XML strutturato secondo le specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate. All’interno del tracciato, il codice destinatario è obbligatorio e va inserito nel tag:

<DatiTrasmissione>
   <IdTrasmittente>...</IdTrasmittente>
   <ProgressivoInvio>...</ProgressivoInvio>
   <FormatoTrasmissione>FPR12</FormatoTrasmissione>
   <CodiceDestinatario>ABC1234</CodiceDestinatario>
</DatiTrasmissione>

In quasi tutti i software di fatturazione (Fattura24, Fatture in Cloud, Aruba, Libero SiFattura, ecc.) non devi modificare l’XML manualmente: ti basta inserire il codice nel campo “Codice destinatario” o “Codice univoco” del cliente nell’anagrafica, e il software lo riporterà automaticamente nel tag corretto.

Il FormatoTrasmissione indica anche il tipo di destinatario:

  • FPR12: fattura verso privati (B2B/B2C);
  • FPA12: fattura verso Pubblica Amministrazione.

I 5 tipi di destinatario: quale codice usare

Esistono cinque casistiche principali a seconda del cliente che ricevi fattura. Vediamole una per una con il codice da usare.

1. Cliente privato (cittadino comune senza P.IVA)

Quando emetti fattura a un consumatore finale (un privato che non ha P.IVA), devi usare:

  • Codice destinatario: 0000000 (sette zeri);
  • Inserisci il codice fiscale del cliente (non la P.IVA, perché non ce l’ha);
  • Lascia vuoto il campo PEC.

Lo SDI in questo caso recapita la fattura nell’area riservata del cliente sul sito dell’Agenzia delle Entrate, e tu come emittente sei tenuto a consegnare al cliente una copia analogica (cartacea o PDF). Il privato può consultare la fattura nel proprio cassetto fiscale accedendo con SPID o CIE alla sezione “Fatture e Corrispettivi”.

2. Cliente azienda o professionista con codice univoco

È il caso più frequente nelle operazioni B2B. Il cliente (azienda, ditta individuale, professionista con P.IVA) ha attivato un canale telematico tramite il proprio software di fatturazione e dispone di un codice destinatario di 7 caratteri alfanumerici (esempio: ABC1234, M5UXCR1, USAL8PV).

  • Codice destinatario: i 7 caratteri forniti dal cliente;
  • Va richiesto al cliente prima di emettere la prima fattura;
  • Il cliente lo trova nel proprio software di fatturazione o nel cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate.

Questa è l’opzione più rapida: la fattura viene recapitata in tempo reale nel gestionale del cliente, senza passaggi intermedi.

3. Cliente azienda con PEC (senza codice univoco)

Se il cliente B2B non ha un codice univoco ma vuole ricevere la fattura sulla propria casella di Posta Elettronica Certificata:

  • Codice destinatario: 0000000;
  • Compila il campo PECDestinatario con l’indirizzo PEC del cliente;
  • Lo SDI recapita la fattura direttamente nella PEC indicata.

Questa modalità è frequente tra partite IVA in regime forfettario e piccole attività che non usano gestionali avanzati.

4. Pubblica Amministrazione (PA)

Le fatture verso enti pubblici (Comuni, ASL, scuole, ministeri) hanno regole particolari:

  • Codice destinatario: 6 caratteri alfanumerici (esempio: UF12X3);
  • FormatoTrasmissione: FPA12 (non FPR12);
  • Il codice si trova sul sito ufficiale indicepa.gov.it (Indice delle Pubbliche Amministrazioni).

Attenzione: ogni PA può avere più uffici, ognuno con un codice diverso. Devi usare quello dell’ufficio che ti ha conferito l’incarico (es. “Ufficio Ragioneria” del Comune X), non un codice generico dell’ente. Il codice della PA è obbligatoriamente diverso da quello del trasmittente.

5. Cliente non residente in Italia (estero UE o extra-UE)

Per le operazioni transfrontaliere la regola è cambiata dal 2022: oggi tutte le fatture verso l’estero passano dallo SDI ed è obbligatorio l’esterometro tramite XML. Il codice da usare è:

  • Codice destinatario: XXXXXXX (sette X maiuscole);
  • Lo SDI riconosce automaticamente l’operazione come transfrontaliera e gestisce la trasmissione ai fini dell’esterometro;
  • Per operazioni B2B intra-UE: indica l’identificativo IVA del cliente (es. DE123456789) e applica il reverse charge (Natura N6 o operazione non imponibile art. 41 DL 331/93);
  • Per operazioni extra-UE: operazione non imponibile art. 7-ter o 8 DPR 633/72 a seconda del caso.

Come ottenere il codice destinatario del cliente

Prima di emettere fattura a un nuovo cliente, devi conoscere il suo codice destinatario. Le strade sono tre:

  1. Chiederlo direttamente al cliente. È la via più veloce: il cliente lo conosce (o dovrebbe). In genere viene comunicato insieme ai dati di fatturazione (ragione sociale, P.IVA, sede legale, codice destinatario o PEC).
  2. Verificare nel cassetto fiscale del cliente, se hai delega come professionista o intermediario abilitato.
  3. Se il cliente non ha un canale telematico: usa 0000000 abbinato alla sua PEC (per aziende) o al codice fiscale (per privati).

Una buona pratica è inserire nel contratto o preventivo un campo dedicato per “Codice destinatario / PEC”, in modo da raccogliere il dato all’inizio della collaborazione e non dover rincorrere il cliente al momento della fattura.

Cosa succede se sbagli il codice destinatario

Le conseguenze di un errore dipendono dal tipo di sbaglio:

Codice formalmente non valido (errore 00417)

Se inserisci un codice destinatario che non rispetta il formato (lunghezza diversa da 7 caratteri per privati o da 6 per PA, caratteri non ammessi), lo SDI scarta la fattura con il codice di errore 00417 – “CodiceDestinatario non valido”. La fattura non viene mai recapitata e tu hai 5 giorni di tempo per correggere e ritrasmettere il file XML.

Codice formalmente valido ma errato (cliente diverso)

Questo è il caso più pericoloso. Se inserisci un codice di 7 caratteri esistente ma appartenente a un altro soggetto, lo SDI recapita correttamente la fattura… ma al cliente sbagliato! Il tuo cliente non la riceverà e potresti avere:

  • Problemi di privacy (dati commerciali finiti a terzi);
  • Mancato pagamento perché il cliente non si accorge della fattura;
  • Necessità di emettere nota di credito e rifare la fattura corretta.

Per questo è fondamentale verificare due volte il codice prima di trasmettere la fattura, soprattutto la prima volta che si fattura a un nuovo cliente.

Codice 0000000 senza PEC: cosa succede?

Se invii una fattura con codice destinatario 0000000 ma senza compilare il campo PEC (e il cliente è un soggetto B2B), la fattura viene comunque accettata dallo SDI e messa a disposizione nell’area riservata del cliente sull’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, il cliente potrebbe non accorgersene se non controlla il cassetto fiscale: meglio sempre indicare PEC o codice univoco quando il cliente li ha.

Come verificare il codice destinatario di una PA

Per le fatture alla Pubblica Amministrazione, il codice destinatario di 6 caratteri si verifica sul sito ufficiale indicepa.gov.it (IPA). La procedura è:

  1. Vai su indicepa.gov.it;
  2. Cerca l’ente per denominazione, codice fiscale o codice IPA;
  3. Apri la scheda dell’ente e individua la sezione “Servizi di fatturazione elettronica”;
  4. Annota il codice univoco ufficio di 6 caratteri (es. UF12X3) corrispondente all’ufficio che ti ha conferito l’incarico.

Se il codice non è pubblicato o trovi più uffici, chiedi conferma scritta all’ente prima di emettere fattura: una fattura PA con codice errato viene scartata e bisogna ritrasmetterla, con conseguenti ritardi nei pagamenti (che per le PA sono già lunghi di loro).

Il tuo codice destinatario: come riceverlo dai fornitori

Anche tu, in quanto soggetto IVA, devi avere un codice destinatario per ricevere le fatture dai fornitori. Hai tre opzioni:

  1. Codice destinatario fornito dal software di fatturazione: la maggior parte dei gestionali (Aruba, Fatture in Cloud, Fattura24, Libero SiFattura, TeamSystem, Zucchetti) assegna automaticamente un codice di 7 caratteri al momento dell’attivazione. Lo trovi nel pannello di amministrazione del software.
  2. PEC + codice 0000000: se non usi un gestionale o vuoi ricevere le fatture direttamente sulla PEC. Soluzione tipica per regime forfettario e piccoli professionisti.
  3. Solo cassetto fiscale: se non comunichi né PEC né codice destinatario, lo SDI mette comunque le fatture nella tua area riservata sull’Agenzia delle Entrate, ma rischi di non accorgerti subito di nuove fatture in arrivo.

Una volta che hai il tuo codice (o PEC), comunicalo a tutti i fornitori: aggiornalo nei rapporti commerciali esistenti, indicalo nel piè di pagina delle email, sui contratti e sui preventivi. Puoi anche registrarlo nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate in “Fatture e Corrispettivi → Servizi disponibili → Registrazione dell’indirizzo telematico”, in modo che lo SDI lo usi automaticamente anche se il fornitore inserisce 0000000.

Forfettari: cosa fare

Dal 2024 anche i contribuenti in regime forfettario sono obbligati a fattura elettronica. Per molti la scelta più semplice è:

  • Codice destinatario: 0000000;
  • Comunicare ai fornitori la propria PEC;
  • Registrare la PEC nel servizio “Registrazione dell’indirizzo telematico” dell’Agenzia delle Entrate.

Errori comuni da evitare

Nella pratica quotidiana ricorrono alcuni errori tipici:

  • Confondere codice destinatario con altri identificativi (P.IVA, codice fiscale, REA): sono dati distinti, non vanno mai mischiati.
  • Inserire la P.IVA al posto del codice destinatario: la P.IVA va nel campo IdFiscaleIVA, non nel CodiceDestinatario.
  • Riutilizzare il codice univoco di una società del gruppo: ogni ragione sociale ha (può avere) il proprio codice, non sono trasferibili.
  • Usare 0000000 senza compilare PEC per clienti aziende: la fattura passa, ma il cliente potrebbe non accorgersene fino al controllo del cassetto fiscale.
  • Usare codice di 7 caratteri per la PA: per la Pubblica Amministrazione il codice è di 6 caratteri e il FormatoTrasmissione è FPA12.
  • Dimenticare il codice XXXXXXX per l’estero: senza, lo SDI non identifica correttamente la transazione transfrontaliera.
  • Non aggiornare il codice quando il cliente cambia software: se il cliente cambia gestionale, anche il codice destinatario può cambiare. Verificalo periodicamente.

Privati e cassetto fiscale: come consultare le fatture

Quando ricevi una fattura come privato consumatore (codice 0000000 + codice fiscale), il documento finisce nella tua area riservata sull’Agenzia delle Entrate. Per consultarla:

  1. Vai su agenziaentrate.gov.it e accedi con SPID, CIE o CNS;
  2. Entra nel cassetto fiscale e poi nel servizio “Fatture e Corrispettivi”;
  3. Nella sezione “Consultazione → Fatture elettroniche e altri dati IVA” trovi tutte le fatture ricevute (e quelle eventualmente emesse, se sei una P.IVA);
  4. Puoi scaricare il file XML, una versione PDF e visualizzare i dettagli.

L’emittente è comunque obbligato a consegnarti una copia analogica (cartacea o PDF via email) al momento dell’operazione, ai sensi dell’art. 1, comma 909, L. 205/2017. La copia analogica ha lo stesso valore probatorio della fattura elettronica per le tue eventuali detrazioni fiscali (730, spese mediche, ecc.).

Domande frequenti (FAQ)

Il codice destinatario è uguale al codice univoco?

Sì, sono sinonimi. “Codice destinatario”, “codice univoco” e “codice univoco ufficio” (quest’ultimo per la PA) indicano lo stesso campo: l’indirizzo telematico univoco usato dallo SDI per recapitare la fattura. Per i soggetti privati è di 7 caratteri, per la PA di 6.

Posso usare 0000000 anche se il cliente ha un codice destinatario?

Tecnicamente sì, la fattura non viene scartata. Ma se il cliente ha registrato il proprio codice destinatario o PEC nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate, lo SDI userà quello e bypasserà il tuo 0000000. Meglio comunque inserire il codice corretto: il recapito è più rapido e il cliente lo riceve direttamente nel proprio gestionale.

Cosa cambia tra codice destinatario e PEC?

Sono due canali alternativi. Il codice destinatario è un canale “dedicato” gestito dal software di fatturazione del cliente (più veloce, integrato nei gestionali). La PEC è una casella email certificata (più semplice da attivare ma meno integrata). Quando usi la PEC, il codice destinatario nell’XML è 0000000.

Il codice destinatario di un’azienda può cambiare nel tempo?

Sì. Se l’azienda cambia software di fatturazione o intermediario, il codice destinatario può essere diverso. Per questo è buona norma verificare i dati di fatturazione con il cliente almeno una volta l’anno, soprattutto se non emetti fatture spesso a quel cliente.

Cosa succede se il cliente è un forfettario senza P.IVA estera?

Se il cliente è un forfettario italiano, è comunque un soggetto IVA con P.IVA italiana, quindi rientra nel caso “azienda B2B”. Tipicamente i forfettari usano 0000000 + PEC. Se invece intendi un cliente estero senza identificativo IVA italiano, vale la regola del codice XXXXXXX.

Posso modificare una fattura già accettata dallo SDI con codice errato?

No, una fattura elettronica accettata dallo SDI non si può modificare. L’unica strada è emettere una nota di credito a storno totale e poi rifare la fattura corretta con il codice destinatario giusto. Per questo, prima di trasmettere, controlla sempre due volte il codice.

Hai dubbi sulla fattura elettronica? Il CAF Centro Fiscale ti aiuta

Il codice destinatario è un dettaglio tecnico ma fondamentale: un errore può bloccare i pagamenti, far perdere il controllo dei dati commerciali o costringere a rifare il lavoro. Ogni tipo di cliente (privato, azienda, PA, estero) richiede un codice diverso e regole specifiche.

Se hai una partita IVA, soprattutto in regime forfettario, e vuoi essere sicuro di emettere e ricevere fatture elettroniche correttamente, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a:

  • Configurare correttamente il tuo software di fatturazione e il codice destinatario;
  • Verificare i dati dei tuoi clienti prima dell’emissione;
  • Gestire fatture verso PA, esteri e regimi speciali;
  • Risolvere eventuali scarti SDI e pratiche di rettifica.

Prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale in Viale Giuseppe Tullio 13, Udine. Chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121: ti aiutiamo a mettere ordine nella tua fatturazione e a evitare errori che costano tempo e soldi.

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Giugno 26, 2026/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-26 14:00:002026-05-24 09:54:40Codice Destinatario Fattura Elettronica 2026: Come Trovarlo e Usarlo Correttamente
Guide Fatturazione Elettronica

Codici Natura IVA Fattura Elettronica 2026: Guida N1-N7 con Esempi

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Compilare correttamente il codice Natura nella fattura elettronica e una delle operazioni piu critiche per imprese, partite IVA forfettarie, esportatori e professionisti. Un errore in questo campo XML determina lo scarto della fattura da parte del Sistema di Interscambio (SdI), con conseguenze che vanno dalle sanzioni ai mancati pagamenti. In questa guida aggiornata al 2026 trovi la tabella completa dei codici N1-N7, esempi pratici per ogni casistica e indicazioni operative per i principali software di fatturazione (Aruba, Fatture in Cloud, software gestionali).

La guida copre tutti i sotto-codici introdotti dall’Agenzia delle Entrate: dalle operazioni escluse ex art. 15 (N1) alle vendite intracomunitarie (N3.2), dal reverse charge edilizio (N6.7) al regime del margine per auto usate (N5). Trovi inoltre un esempio XML completo del tag <Natura> e una sezione FAQ con i casi piu controversi.

Indice dei contenuti

  1. Codice Natura nella fattura elettronica: cos’e
  2. Dove si trova il codice Natura nell’XML
  3. Quando si deve usare il codice Natura
  4. Tabella completa codici Natura 2026 (N1-N7)
  5. N1 – Operazioni escluse ex art. 15
  6. N2 – Operazioni non soggette (N2.1, N2.2)
  7. N3 – Operazioni non imponibili (N3.1-N3.6)
  8. N4 – Operazioni esenti
  9. N5 – Regime del margine
  10. N6 – Reverse charge (N6.1-N6.9)
  11. N7 – IVA assolta in altro Stato UE
  12. Esempi pratici per categoria professionale
  13. Errore comune: aliquota 0% invece del codice Natura
  14. Cosa succede se sbagli: scarto SDI
  15. Compilazione nei principali software
  16. Aggiornamenti normativi 2026
  17. Esempio XML completo con tag Natura
  18. Domande frequenti

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Codice Natura nella fattura elettronica: cos’e

Il codice Natura e un identificativo alfanumerico (da N1 a N7, con sotto-codici come N2.2, N3.1, N6.7) che indica il regime IVA dell’operazione fatturata quando questa non prevede l’applicazione dell’aliquota ordinaria (4%, 5%, 10%, 22%). E stato introdotto dall’Agenzia delle Entrate con il provvedimento del 30 aprile 2018 e successivi aggiornamenti, in attuazione dell’obbligo di fatturazione elettronica fra privati.

Il codice Natura serve al Sistema di Interscambio e all’Agenzia delle Entrate per classificare correttamente le operazioni ai fini IVA: distinguere ad esempio una vendita esente (medico) da una vendita non imponibile (esportatore) o da un’operazione fuori campo IVA (forfettario). Senza questa classificazione l’incrocio dei dati nelle dichiarazioni precompilate (LIPE, dichiarazione IVA annuale) non sarebbe possibile.

Dove si trova il codice Natura nell’XML

Nel tracciato XML della fattura elettronica (formato FatturaPA versione 1.2.2 o successive), il codice Natura si inserisce nel tag <Natura> all’interno del blocco <DatiBeniServizi>/<DettaglioLinee> e/o nel blocco <DatiRiepilogo>.

La regola fondamentale e questa: il tag <Natura> e alternativo al tag <AliquotaIVA> con valore diverso da zero. In pratica:

  • Se l’operazione e imponibile al 4%, 5%, 10% o 22% → compili solo <AliquotaIVA>, NON compili <Natura>
  • Se l’operazione e non imponibile, esente, non soggetta o in reverse charge → compili <AliquotaIVA>0.00</AliquotaIVA> E <Natura> con il codice corretto

Mettere insieme un’aliquota positiva e un codice Natura, oppure dichiarare aliquota 0,00 senza specificare la Natura, genera scarto SDI con codice di errore 00400 o 00401.

Quando si deve usare il codice Natura

Il codice Natura va indicato solo per le operazioni che non scontano IVA con aliquota ordinaria. Le casistiche sono cinque macro-categorie, che corrispondono ai codici N1-N7:

  • Operazioni escluse da IVA ex art. 15 DPR 633/72 (rimborsi spese, anticipazioni in nome e per conto)
  • Operazioni non soggette per mancanza di un presupposto IVA (territoriale, soggettivo)
  • Operazioni non imponibili (esportazioni, cessioni intracomunitarie, San Marino)
  • Operazioni esenti ex art. 10 DPR 633/72 (sanitarie, didattiche, finanziarie)
  • Operazioni in reverse charge o regime speciale (margine, autotrasportatori, IVA per cassa)

Se sei una partita IVA in regime ordinario e fatturi 100 euro + IVA 22% a un cliente italiano, NON devi mettere alcun codice Natura. Compili semplicemente <AliquotaIVA>22.00</AliquotaIVA> e l’imposta di 22 euro. Il codice Natura sarebbe un errore.

Tabella completa codici Natura 2026 (N1-N7)

Ecco la tabella ufficiale dei codici Natura validi nel 2026, comprensiva di tutti i sotto-codici. La tabella e conforme alle specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate per la fatturazione elettronica.

CodiceDescrizioneEsempio tipico
N1Escluse ex art. 15 DPR 633/72Rimborso bollo, anticipazione spese in nome e per conto
N2.1Non soggette ad IVA art. 7-bis e seguentiServizio prestato a privato extra-UE
N2.2Non soggette – altri casiForfettario verso cliente italiano, marca da bollo 2 euro
N3.1Non imponibili – esportazioniVendita beni a cliente USA
N3.2Non imponibili – cessioni intracomunitarieVendita beni a P.IVA tedesca con VIES attivo
N3.3Non imponibili – cessioni verso San MarinoVendita beni a societa sammarinese
N3.4Non imponibili – operazioni assimilate alle esportazioniForniture a navi e aeromobili (art. 8-bis)
N3.5Non imponibili – dichiarazione di intentoVendita a esportatore abituale (lettera di intento)
N3.6Non imponibili – altre operazioniOperazioni con Citta del Vaticano, depositi IVA
N4Esenti ex art. 10 DPR 633/72Visita medica, lezioni private, locazione abitativa
N5Regime del margine / IVA non espostaVendita auto usata, opera d’arte, antiquariato
N6.1Reverse charge – cessione rottamiVendita rottami ferrosi a recuperatore
N6.2Reverse charge – cessione oro e argentoVendita oro da investimento
N6.3Reverse charge – subappalto edilizioSubappaltatore verso appaltatore principale
N6.4Reverse charge – cessione fabbricatiVendita immobile strumentale tra imprese
N6.5Reverse charge – cessione cellulariVendita ingrosso smartphone tra imprese
N6.6Reverse charge – cessione PC, consoleVendita ingrosso PC, tablet, console
N6.7Reverse charge – prestazioni edili settore serviziPulizie, demolizioni, installazione impianti edili
N6.8Reverse charge – settore energeticoCessione gas, energia elettrica certificati verdi
N6.9Reverse charge – altri casiCasi residuali introdotti da decreti successivi
N7IVA assolta in altro Stato UEVendite a distanza B2C, servizi telecomunicazioni OSS

N1 – Operazioni escluse ex art. 15

Il codice N1 identifica le operazioni escluse dalla base imponibile IVA ai sensi dell’articolo 15 del DPR 633/1972. Si tratta di importi che, pur transitando in fattura, non costituiscono corrispettivo di una cessione di beni o prestazione di servizi.

  • Anticipazioni in nome e per conto del cliente: tipico esempio sono i bolli, i diritti camerali, le imposte di registro pagate dal commercialista per conto del cliente
  • Interessi di mora per ritardato pagamento
  • Penalita contrattuali
  • Imballaggi a rendere con cauzione
  • Cessioni di beni in transito sul territorio dello Stato

Esempio pratico: un commercialista anticipa per il cliente 50 euro di tassa di concessione governativa. In fattura, oltre al proprio compenso (con IVA 22%), inserisce una riga separata di 50 euro con codice N1 e nessuna IVA. Anche il bollo da 2 euro applicato alle fatture in regime di esenzione/non imponibilita, quando addebitato al cliente, va con codice N1.

N2 – Operazioni non soggette (N2.1, N2.2)

Il codice N2 riguarda le operazioni non soggette ad IVA per mancanza di un presupposto (territoriale o soggettivo). Dal 2021 e suddiviso in due sotto-codici obbligatori.

N2.1 – Non soggette ad IVA art. 7-bis e seguenti

Si usa per le operazioni che non rispettano il presupposto della territorialita IVA. I casi tipici sono:

  • Servizi resi a privati consumatori extra-UE (es. consulenza online a cliente svizzero)
  • Servizi B2B con cliente UE/extra-UE (per i quali il debitore d’imposta e il cliente)
  • Cessioni di beni gia esistenti all’estero

N2.2 – Non soggette – altri casi (incluso forfettario)

Questo e il codice piu utilizzato in Italia, perche e quello che devono indicare tutti i contribuenti in regime forfettario quando emettono fattura a clienti italiani. Il forfettario non addebita IVA in rivalsa, ma deve comunque emettere fattura elettronica con codice N2.2.

Altri casi che rientrano in N2.2:

  • Regime di vantaggio (vecchi minimi ancora attivi)
  • Cessioni di denaro e crediti
  • Conferimenti d’azienda o di rami d’azienda
  • Passaggi di beni tra societa fuse o scisse

N3 – Operazioni non imponibili (N3.1-N3.6)

Il codice N3 raggruppa le operazioni non imponibili IVA: cessioni che hanno il presupposto IVA ma per le quali la legge prevede l’esenzione da imposta per ragioni di neutralita fiscale (esportazioni) o di armonizzazione comunitaria (cessioni intra-UE). Dal 2021 e obbligatorio specificare il sotto-codice esatto.

N3.1 – Esportazioni

Cessioni di beni a clienti residenti in Paesi extra-UE (USA, Cina, UK post-Brexit, Svizzera, Canada). Richiedono prova dell’avvenuta uscita dei beni (bolletta doganale MRN). Esempio: azienda di mobili italiana vende un container di sedie a un importatore di New York. Codice N3.1.

N3.2 – Cessioni intracomunitarie

Vendite di beni a soggetti passivi IVA di altri Stati membri UE, con partita IVA registrata al VIES. Esempio: produttore di parmigiano vende a distributore tedesco con P.IVA DE. Codice N3.2.

N3.3 – Cessioni verso San Marino

Vendite di beni verso operatori sammarinesi. Dal 2022 anche queste fatture transitano via SdI con tracciato dedicato. Codice N3.3.

N3.4 – Operazioni assimilate alle esportazioni

Forniture a navi che effettuano traffico internazionale, aeromobili, sedi diplomatiche, organismi internazionali (art. 8-bis e 72 DPR 633/72). Codice N3.4.

N3.5 – Dichiarazione di intento (esportatori abituali)

Vendita a un cliente italiano che ha lo status di esportatore abituale e ha trasmesso telematicamente all’Agenzia delle Entrate una dichiarazione di intento. In fattura va riportato anche il protocollo della dichiarazione di intento. Codice N3.5.

N3.6 – Altre operazioni non imponibili

Casi residuali: operazioni con la Citta del Vaticano, depositi IVA, prestazioni connesse a beni in deposito, alcune operazioni triangolari. Codice N3.6.

N4 – Operazioni esenti

Il codice N4 identifica le operazioni esenti da IVA ex articolo 10 del DPR 633/72. La differenza con le operazioni non imponibili e fondamentale: le operazioni esenti non danno diritto alla detrazione IVA sugli acquisti correlati, mentre quelle non imponibili si.

I casi piu frequenti che richiedono codice N4:

  • Prestazioni sanitarie: medici, dentisti, fisioterapisti, psicologi, infermieri, ostetriche
  • Prestazioni didattiche: scuole, lezioni private (con limiti), corsi di formazione professionale riconosciuti
  • Operazioni finanziarie e assicurative: gestione finanziamenti, polizze assicurative, intermediazione
  • Locazioni di immobili abitativi (con eccezioni per le imprese costruttrici che hanno optato per il regime imponibile)
  • Cessioni di immobili abitativi da soggetti diversi dai costruttori entro 5 anni
  • Prestazioni di trasporto urbano con mezzi pubblici
  • Servizi postali universali

Esempio: un medico di base emette fattura al paziente per una visita di 80 euro. La fattura riporta 80 euro con codice N4 e marca da bollo da 2 euro (se l’importo supera 77,47 euro) addebitata con codice N1.

N5 – Regime del margine / IVA non esposta

Il codice N5 e riservato al regime speciale del margine previsto dal DL 41/1995, applicabile a:

  • Auto usate e altri beni mobili usati acquistati da privati
  • Opere d’arte, oggetti di antiquariato e da collezione (francobolli, monete, libri rari)
  • Agenzie di viaggio (regime speciale art. 74-ter)
  • Editoria (regime monofase)

In questo regime l’IVA si applica solo sul margine (differenza fra prezzo di vendita e prezzo di acquisto) e non viene esposta separatamente in fattura. Esempio: un concessionario d’auto vende un’auto usata acquistata da privato per 8.000 euro a 10.000 euro. La fattura riporta 10.000 euro con codice N5, mentre l’IVA viene calcolata internamente sul margine di 2.000 euro.

N6 – Reverse charge (N6.1-N6.9)

Il codice N6 identifica le operazioni in inversione contabile (reverse charge), ossia quei casi in cui il debitore dell’IVA non e il fornitore ma il cliente. Dal 2021 e obbligatorio indicare il sotto-codice specifico fra N6.1 e N6.9.

CodiceCasisticaEsempio
N6.1Cessione rottami e materiali di recuperoVendita di rottami ferrosi tra operatori
N6.2Cessione oro e argento puroVendita oro da investimento (purezza > 325/1000 per argento, > 995/1000 per oro)
N6.3Subappalto in ediliziaImpresa edile subappalta a impresa edile
N6.4Cessione fabbricati strumentaliVendita capannone industriale tra imprese (con opzione)
N6.5Cessione cellulari e dispositiviVendita all’ingrosso smartphone
N6.6Cessione PC, tablet, consoleVendita all’ingrosso microprocessori e PC
N6.7Prestazioni edili e settore serviziPulizie, demolizioni, installazione impianti su edifici
N6.8Settore energeticoCessione gas, energia elettrica, certificati verdi
N6.9Altri casi residualiCasi specifici introdotti da decreti successivi

In tutti i casi N6 il fornitore emette fattura senza IVA con codice Natura, e il cliente integra la fattura applicando l’IVA con doppia annotazione (vendite e acquisti).

N7 – IVA assolta in altro Stato UE

Il codice N7 si applica alle operazioni per le quali l’IVA e dovuta in un altro Stato membro UE, tipicamente attraverso il regime speciale OSS/IOSS (One Stop Shop / Import One Stop Shop). Casi tipici:

  • Vendite a distanza B2C intra-UE oltre la soglia di 10.000 euro annuali
  • Servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione ed elettronici (TTE) verso privati UE
  • Servizi digitali (software, e-book, streaming) verso consumatori UE

Esempio: un e-commerce italiano vende a un consumatore privato francese tramite il regime OSS. Sulla fattura italiana indica codice N7, mentre l’IVA francese viene versata trimestralmente tramite la dichiarazione OSS unificata.

Esempi pratici per categoria professionale

Vediamo i casi piu ricorrenti per categoria, con il codice Natura corretto da inserire nella fattura elettronica.

Categoria / OperazioneCodice NaturaNote
Forfettario verso cliente italianoN2.2Bollo da 2 euro se importo > 77,47 euro
Forfettario verso privato extra-UEN2.1Mancanza presupposto territoriale
Esportatore vende beni in USA/CinaN3.1Serve prova uscita beni (MRN)
Vendita a P.IVA tedesca con VIESN3.2Modello Intrastat obbligatorio
Vendita a societa di San MarinoN3.3Trasmissione SdI obbligatoria dal 2022
Architetto B2B verso cliente UEN2.1Reverse charge nel paese del committente
Medico/dentista fattura pazienteN4Esente art. 10 n.18 DPR 633/72
Idraulico in subappalto edileN6.7Reverse charge prestazioni servizi edili
Concessionario vende auto usataN5Regime del margine
Locazione abitativa privatiN4Esente, con eccezione costruttori
Vendita rottami a recuperatoreN6.1Sempre reverse charge
E-commerce verso privato francese (OSS)N7Oltre soglia 10.000 euro
Insegnante lezioni private riconosciuteN4Solo per discipline scolastiche/universitarie
Esportatore abituale (lett. intento)N3.5Indicare protocollo dichiarazione
Commercialista anticipa bolliN1Solo riga anticipazione

Errore comune: aliquota 0% invece del codice Natura

L’errore piu frequente riscontrato dal Sistema di Interscambio e dichiarare aliquota IVA pari a zero senza specificare il codice Natura. Il software di compilazione (specialmente quelli generici, non dedicati alla fatturazione elettronica) accetta apparentemente la fattura, ma SDI la scarta entro 5 giorni con codice di errore.

Errore concettuale di base: l’aliquota 0% non esiste nell’ordinamento IVA italiano. Le operazioni che non scontano IVA hanno una qualificazione giuridica precisa (escluse, non soggette, non imponibili, esenti, in reverse charge) e devono essere identificate con il codice Natura corrispondente. Diversamente l’Agenzia delle Entrate non puo distinguere fra un’esportazione e una prestazione esente.

L’unica eccezione che usa l’aliquota 0% sono alcune fatture in regime di franchigia all’importazione, ma anche in quel caso va sempre accompagnata dal codice Natura corretto.

Cosa succede se sbagli: scarto SDI

Se il codice Natura e mancante o errato, SDI scarta la fattura entro 5 giorni dalla trasmissione con uno dei seguenti codici di errore:

Codice erroreDescrizioneCausa frequente
004002.2.1.14 Aliquota IVA non valida o non coerenteAliquota e Natura entrambi presenti o entrambi assenti
004012.2.1.14 Natura con AliquotaIVA diversa da zeroIndicato codice Natura con aliquota 22%
004202.2.2.1 Natura non presente a fronte di AliquotaIVA pari a zeroAliquota 0 senza codice Natura
004212.2.2.1 Natura con AliquotaIVA diversa da zero (riepilogo)Codice N esposto in DatiRiepilogo con IVA non zero
00444Tipo documento non coerente con codice NaturaCodice TD17/TD18/TD19 con N non coerente

In caso di scarto la fattura e considerata come non emessa: occorre correggere il file XML e ritrasmetterlo entro 5 giorni dalla notifica per evitare sanzioni per omessa fatturazione (dal 90% al 180% dell’IVA). Se hai gia trasmesso al cliente una copia di cortesia, devi avvisarlo che la versione fiscale e quella ritrasmessa.

Compilazione nei principali software

Vediamo come si imposta il codice Natura nei software di fatturazione elettronica piu diffusi in Italia.

Aruba Fatturazione Elettronica

Nel pannello di compilazione fattura, sezione “Riga di dettaglio”, trovi un menu a tendina dedicato ai codici Natura. Selezionato il codice (es. N2.2), il sistema disabilita automaticamente il campo aliquota IVA. Aruba offre anche template precompilati per forfettari (N2.2 default) e esportatori (N3.1 default).

Fatture in Cloud (TeamSystem)

Per i forfettari l’impostazione e automatica: in fase di onboarding selezioni il regime e il software applica N2.2 a tutte le fatture verso clienti italiani. Per altri codici Natura li puoi associare a singoli articoli/servizi del catalogo o impostarli manualmente per ciascuna fattura.

Software Agenzia Entrate (gratuito)

L’app web “Fatture e Corrispettivi” del portale Fatture e Corrispettivi prevede campi guidati: nella riga “Aliquota IVA / Natura” si seleziona la natura dal menu, e il campo aliquota viene azzerato automaticamente.

Compilazione manuale dell’XML

Se compili l’XML manualmente o lo generi via gestionale, il tag corretto e:

<Natura>N2.2</Natura>

Va inserito sia nel <DettaglioLinee> sia nel <DatiRiepilogo>. Attento a usare il punto (“.”) come separatore decimale del sotto-codice e non la virgola.

Aggiornamenti normativi 2026

Per il 2026 i codici Natura sono confermati invariati nella loro struttura N1-N7. Le specifiche tecniche di riferimento restano quelle del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate aggiornate da ultimo a fine 2024. Le novita riguardano:

  • Ampliamento casistiche reverse charge introdotte dal decreto legislativo 2025 in materia di IVA, con nuove fattispecie che rientrano nel codice N6.9 (casi residuali)
  • Conferma del regime forfettario con codice N2.2 e soglia 85.000 euro
  • Aggiornamento dei controlli SDI sui codici di errore 00400-00444 con maggiore severita su incongruenze tipo documento/Natura
  • Nuovi tipi documento (TD28 per estrazione da deposito IVA) gia operativi dal 2024 e confermati nel 2026
  • OSS e IOSS: confermato il codice N7 per le operazioni transfrontaliere B2C, con piattaforme che effettuano controllo automatico sulla soglia 10.000 euro

Per i forfettari del 2026 nessuna novita: continuano a emettere fattura elettronica con codice N2.2 verso clienti italiani, indipendentemente dal volume d’affari.

Esempio XML completo con tag Natura

Ecco un estratto del tracciato XML di una fattura elettronica emessa da un forfettario italiano verso un cliente italiano (codice N2.2). Include i blocchi rilevanti.

<FatturaElettronicaBody>
  <DatiGenerali>
    <DatiGeneraliDocumento>
      <TipoDocumento>TD01</TipoDocumento>
      <Divisa>EUR</Divisa>
      <Data>2026-06-23</Data>
      <Numero>2026/0042</Numero>
      <ImportoTotaleDocumento>500.00</ImportoTotaleDocumento>
      <Causale>Operazione effettuata in regime forfettario art. 1 commi 54-89 L. 190/2014</Causale>
    </DatiGeneraliDocumento>
  </DatiGenerali>
  <DatiBeniServizi>
    <DettaglioLinee>
      <NumeroLinea>1</NumeroLinea>
      <Descrizione>Consulenza fiscale mese giugno 2026</Descrizione>
      <Quantita>1.00</Quantita>
      <PrezzoUnitario>500.00</PrezzoUnitario>
      <PrezzoTotale>500.00</PrezzoTotale>
      <AliquotaIVA>0.00</AliquotaIVA>
      <Natura>N2.2</Natura>
    </DettaglioLinee>
    <DatiRiepilogo>
      <AliquotaIVA>0.00</AliquotaIVA>
      <Natura>N2.2</Natura>
      <ImponibileImporto>500.00</ImponibileImporto>
      <Imposta>0.00</Imposta>
      <RiferimentoNormativo>Operazione non soggetta IVA art. 1 c. 54-89 L. 190/2014</RiferimentoNormativo>
    </DatiRiepilogo>
  </DatiBeniServizi>
</FatturaElettronicaBody>

Nota come <AliquotaIVA>0.00</AliquotaIVA> sia sempre accompagnato da <Natura>N2.2</Natura> sia nella riga di dettaglio sia nel riepilogo. Il <RiferimentoNormativo> completa l’informazione richiesta dalle specifiche.

Domande frequenti sui codici Natura

Sono forfettario, devo sempre usare N2.2?

Si, nella maggior parte dei casi. Verso clienti italiani usi sempre N2.2. Verso clienti UE B2B usi N2.1 (servizi) o N3.2 (beni). Verso clienti extra-UE usi N2.1 (servizi) o N3.1 (beni). Per le anticipazioni in nome e per conto del cliente (bolli, registri) usi N1.

Differenza fra N3 (non imponibile) e N4 (esente)?

Sostanziale. Le operazioni N3 (non imponibili: esportazioni, intra-UE) danno diritto alla detrazione IVA sugli acquisti e contribuiscono alla formazione del plafond per gli esportatori abituali. Le operazioni N4 (esenti: sanitarie, didattiche) non danno diritto a detrazione e generano il problema del pro-rata IVA per chi svolge sia operazioni esenti sia imponibili.

Posso usare il vecchio codice N6 senza sotto-codice?

No. Dal 1 gennaio 2021 e obbligatorio specificare i sotto-codici per N2 (N2.1, N2.2), N3 (N3.1-N3.6) e N6 (N6.1-N6.9). I codici generici N2, N3, N6 senza sotto-codice provocano scarto SDI.

Cosa succede se metto il codice Natura sbagliato ma SDI accetta la fattura?

SDI fa controlli formali, non sostanziali. Se il codice e formalmente valido (es. N2.2) ma errato per la specifica operazione (es. dovevi usare N3.1), la fattura passa il controllo SDI ma resta errata ai fini fiscali. L’errore puo emergere in fase di dichiarazione IVA o di controllo dell’Agenzia. Sanzione minima: dal 90% al 180% dell’IVA dovuta o non dovuta, con possibilita di ravvedimento operoso.

Architetto fattura cliente UE B2B: N2.1 o reverse charge?

L’architetto italiano che fattura una prestazione a un cliente B2B UE applica il codice N2.1 (operazione non soggetta per mancanza del presupposto territoriale, art. 7-ter). E il cliente UE che applica l’IVA del proprio Stato in reverse charge. La fattura italiana riporta inoltre la dicitura “Inversione contabile” come riferimento normativo. Questa fattura va anche nel modello Intrastat servizi.

Bollo da 2 euro in fattura forfettaria: che codice Natura?

Quando il forfettario addebita al cliente il bollo di 2 euro (per fatture > 77,47 euro), la riga del bollo va con codice N1 (esclusa ex art. 15) perche e una rivalsa di un’imposta. Il corpo della fattura resta con N2.2.

Ho una fattura con piu codici Natura: e ammesso?

Si. Una fattura puo contenere righe con codici Natura diversi (es. una riga N2.2 per la prestazione del forfettario e una riga N1 per il bollo addebitato). Nel <DatiRiepilogo> il sistema crea automaticamente blocchi separati per ciascun codice Natura.

Le fatture verso PA con split payment hanno codice Natura?

No. Lo split payment (scissione dei pagamenti) verso PA non si identifica con un codice Natura, ma con il campo <EsigibilitaIVA>S</EsigibilitaIVA>. La fattura ha aliquota IVA ordinaria normalmente esposta, ma il pagamento dell’IVA viene fatto direttamente dalla PA all’erario.

Conclusione: sicurezza e correttezza nella fatturazione elettronica

La corretta indicazione del codice Natura in fattura elettronica non e solo un adempimento formale: e l’elemento che permette all’Agenzia delle Entrate di classificare correttamente le tue operazioni e di non contestarti errori in fase di controllo. Per i forfettari basta ricordare N2.2 verso clienti italiani; per gli esportatori la sequenza e N3.1 per extra-UE e N3.2 per intra-UE; per il reverse charge attenzione sempre al sotto-codice corretto da N6.1 a N6.9.

Se hai dubbi su quale codice Natura applicare alla tua specifica operazione, oppure hai gia ricevuto uno scarto SDI e non sai come correggere la fattura, il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella corretta compilazione delle fatture elettroniche, nella gestione delle dichiarazioni di intento e nelle pratiche di reverse charge. Contattaci per una consulenza personalizzata sulla tua situazione fiscale.

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Giugno 23, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-23 14:00:002026-05-24 09:54:42Codici Natura IVA Fattura Elettronica 2026: Guida N1-N7 con Esempi
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