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Il bonus barriere architettoniche 2026 ha subito una trasformazione radicale rispetto agli anni precedenti. La detrazione del 75% introdotta dalla Legge di Bilancio 2022 (art. 119-ter del DL 34/2020) non e piu applicabile alle spese sostenute dopo il 31 dicembre 2025, salvo casi particolari legati a lavori gia avviati con specifiche condizioni. Per il 2026, chi vuole eliminare le barriere architettoniche nella propria abitazione deve orientarsi su percorsi alternativi: principalmente la detrazione del 50% prevista dall’art. 16-bis del TUIR per le ristrutturazioni edilizie, oppure la detrazione ridotta al 36% valida per immobili diversi dalla prima casa. Questa guida aggiornata spiega nel dettaglio cosa e ancora possibile, quali interventi rientrano, come calcolare il risparmio fiscale e quali documenti preparare.

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Cosa e cambiato dal 2024 al 2026: addio al bonus 75%

Il bonus barriere architettoniche al 75% e stato introdotto dall’articolo 119-ter del Decreto Legge 34/2020 (Decreto Rilancio), in origine previsto per le spese sostenute nel 2022. Successivamente prorogato e modificato, ha subito un drastico ridimensionamento attraverso due interventi legislativi fondamentali:

  • Decreto Legge 212/2023 (convertito con Legge 17/2024): ha introdotto per la prima volta paletti significativi, limitando la cessione del credito e lo sconto in fattura per il bonus 75% e restringendo il perimetro degli interventi ammissibili.
  • Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024): ha sancito la definitiva scadenza del bonus 75% al 31 dicembre 2025, senza proroghe. Dal 1° gennaio 2026, la detrazione del 75% non e piu applicabile per le nuove spese, salvo lavori in corso con condizioni specifiche.

In pratica, nessuna spesa sostenuta nel 2026 per l’eliminazione di barriere architettoniche puo beneficiare della detrazione al 75%. Chi ha avviato lavori entro il 31 dicembre 2025 e li ha completati (con relativa spesa sostenuta entro tale data) puo ancora fruire del vecchio incentivo in dichiarazione dei redditi. Per tutti gli altri, la strada obbligata passa per la detrazione ordinaria sulle ristrutturazioni edilizie, disciplinata dall’art. 16-bis del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi).

Detrazione 50% e 36%: come funziona nel 2026

Dal 2026, l’agevolazione fiscale per l’eliminazione delle barriere architettoniche si articola su due aliquote principali, entrambe previste dall’art. 16-bis del TUIR e dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024):

Detrazione del 50% (prima casa)

La detrazione del 50% si applica alle spese per interventi di ristrutturazione edilizia sostenute su unita immobiliari adibite ad abitazione principale (prima casa). Questa aliquota e valida per il 2025 e il 2026 grazie alla Legge di Bilancio 2025, che ha confermato il mantenimento del 50% (anziche il ritorno al 36% previsto dalla normativa base) per le abitazioni principali. Gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche rientrano pienamente tra le ristrutturazioni edilizie agevolabili ai sensi dell’art. 16-bis, comma 1, lettera e) del TUIR.

Detrazione del 36% (altri immobili)

La detrazione del 36% si applica invece alle spese sostenute su immobili diversi dall’abitazione principale: seconde case, immobili locati, immobili di proprieta non utilizzati come dimora abituale. Questa aliquota e quella “base” prevista dall’art. 16-bis del TUIR, tornata applicabile per tutti gli immobili diversi dalla prima casa a partire dal 2025, con la fine delle proroghe che storicamente avevano mantenuto il 50% per tutte le tipologie.

In entrambi i casi, la detrazione si porta in dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF) in 10 quote annuali di pari importo, a partire dall’anno in cui la spesa e sostenuta.

Quali interventi sono ammessi nel 2026

Gli interventi ammessi dalla detrazione sulle ristrutturazioni edilizie (art. 16-bis TUIR) comprendono tutte le opere finalizzate all’eliminazione delle barriere architettoniche, vale a dire quegli ostacoli fisici che impediscono o rendono difficoltosa la vita quotidiana a persone con disabilita motoria, sensoriale o cognitiva. Non e necessario che il richiedente sia portatore di handicap: la detrazione spetta a tutti i contribuenti che eseguono tali lavori.

Gli interventi piu comuni agevolabili nel 2026 comprendono:

  • Installazione di ascensori e montacarichi: installazione ex novo o ampliamento di impianti elevatori in edifici privi di ascensore o con cabine non conformi alle norme di accessibilita.
  • Installazione di servoscala e montascale: dispositivi elettromeccanici che permettono la salita e la discesa lungo scale esistenti a persone con difficolta motorie.
  • Costruzione di rampe di accesso: realizzazione di percorsi in pendenza che sostituiscono gradini all’ingresso dell’edificio o all’accesso ai vari locali.
  • Adeguamento dei bagni: installazione di maniglioni antipanico, allargamento delle porte, realizzazione di docce a pavimento (walk-in shower), sostituzione di vasca con box doccia accessibile.
  • Allargamento di porte e varchi: ampliamento di porte o finestre-porta per consentire il passaggio di carrozzine (larghezza minima 75-80 cm).
  • Modifica di pavimentazioni: realizzazione di pavimenti antisdrucciolo, rimozione di dislivelli, installazione di segnaletica tattile a pavimento.
  • Adeguamento degli spazi interni: modifiche agli ambienti domestici per rendere i percorsi fruibili da persone su sedia a rotelle (corridoi, cucine, camere).
  • Impianti di automazione: sistemi domotici per l’apertura automatica di porte, finestre, tapparelle, a vantaggio di chi ha limitazioni motorie agli arti superiori.

Limiti di spesa e tetti agevolabili

I limiti di spesa per la detrazione ex art. 16-bis TUIR sono unici per tutte le tipologie di intervento e si applicano per unita immobiliare. Il tetto massimo di spesa agevolabile e pari a 96.000 euro per unita immobiliare per ciascun anno solare. Questo limite si riferisce all’importo complessivo di tutte le spese di ristrutturazione edilizia sostenute nell’anno sull’immobile: se hai gia eseguito altri lavori (es. rifacimento bagno, tinteggiatura, cambio infissi), le spese per le barriere architettoniche si sommano agli altri interventi fino al raggiungimento del tetto.

Riepilogo limiti e detrazioni massime ottenibili:

Tipologia immobileAliquota detrazioneSpesa massima agevolabileDetrazione massima totaleDetrazione annua (10 anni)
Prima casa (abitazione principale)50%96.000 euro48.000 euro4.800 euro/anno
Seconda casa / altri immobili36%96.000 euro34.560 euro3.456 euro/anno

Nota importante: il limite di 96.000 euro e per unita immobiliare e per anno. Se l’immobile e in comproprietà, ogni comproprietario puo detrarre le spese in proporzione alla sua quota di proprieta. Ad esempio, due coniugi comproprietari al 50% che spendono 60.000 euro possono detrarre ciascuno il 50% di spesa, cio 30.000 euro, con una detrazione del 50% pari a 15.000 euro a testa (1.500 euro/anno per 10 anni).

Requisiti tecnici: il DM 236/1989

Per beneficiare della detrazione fiscale, gli interventi devono essere conformi ai requisiti tecnici minimi previsti dal Decreto Ministeriale 14 giugno 1989, n. 236 (“Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilita, l’adattabilita e la visitabilita degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata”). Questo decreto, ancora in vigore e applicabile anche nel 2026, stabilisce le misure minime per la piena accessibilita delle abitazioni.

I requisiti tecnici principali da rispettare riguardano:

  • Porte: larghezza minima di 75 cm per le porte interne, 80 cm per la porta d’ingresso. Lo spazio di manovra laterale alla porta deve essere almeno 60 cm sul lato maniglia e 15 cm sul lato cerniere.
  • Corridoi e disimpegni: larghezza minima di 100 cm; punti di allargamento a 150 cm ogni 10 metri per consentire l’inversione di marcia della carrozzina.
  • Rampe: pendenza massima dell’8%, larghezza minima 90 cm, con corrimani su entrambi i lati a 90 cm di altezza. Per rampe oltre i 10 metri, obbligo di ripiani orizzontali intermedi.
  • Ascensori: cabina minima di 130 cm di profondita e 95 cm di larghezza. La porta deve avere una luce di almeno 80 cm. Pulsantiera entro 120 cm da terra, preferibilmente con Braille.
  • Bagni accessibili: spazio di manovra antistante wc e doccia di almeno 80×150 cm, maniglioni di sostegno a 80 cm da terra, doccia a livello del pavimento senza piatto rialzato.
  • Pavimentazioni: materiali antisdrucciolo certificati con coefficiente di attrito dinamico non inferiore a 0,40 in condizioni asciutte.

L’agenzia delle Entrate, con varie circolari (tra cui la Circolare 43/E del 2016 e i successivi chiarimenti), ha confermato che il mancato rispetto dei requisiti tecnici del DM 236/1989 comporta la decadenza dal beneficio fiscale. E quindi fondamentale che l’impresa esecutrice rilasci un’asseverazione tecnica che attesti la conformita dei lavori al decreto.

Cessione del credito e sconto in fattura nel 2026

La cessione del credito e lo sconto in fattura per gli interventi di ristrutturazione edilizia ordinaria (compresa l’eliminazione di barriere architettoniche in regime 50%/36%) sono stati definitivamente bloccati dalla Legge di Bilancio 2023 (art. 1, comma 538, Legge 197/2022) e confermati nella loro impossibilita di utilizzo anche per il 2026.

In sostanza, nel 2026 per gli interventi di eliminazione barriere architettoniche agevolati al 50% o 36%:

  • NON e possibile cedere il credito fiscale a banche, intermediari o altri soggetti terzi.
  • NON e possibile optare per lo sconto diretto in fattura applicato dall’impresa edile.
  • L’unica modalita e la fruizione diretta in dichiarazione dei redditi, in 10 quote annuali.

Questo rappresenta un cambiamento sostanziale rispetto al vecchio bonus 75%, per il quale era ancora possibile (in specifici casi) la cessione del credito fino alla sua scadenza. Nel 2026, chi non ha sufficiente capienza fiscale per utilizzare la detrazione puo rischiare di perdere in parte il beneficio: la detrazione, infatti, non e rimborsabile se supera l’imposta dovuta.

Eccezione importante per i soggetti IRPEF a basso reddito: le persone con redditi molto bassi o esenti (es. chi percepisce solo pensione minima o redditi inferiori alla no-tax area) potrebbero non riuscire a sfruttare appieno la detrazione. In questi casi, e opportuno valutare con attenzione il costo/beneficio dell’intervento prima di procedere, oppure optare per finanziamenti agevolati.

Esempi pratici di calcolo del risparmio fiscale

Vediamo in concreto quanto si risparmia con la detrazione per l’eliminazione delle barriere architettoniche nel 2026, attraverso esempi numerici su diverse tipologie di intervento e di immobile.

Esempio 1: installazione montascale su prima casa (spesa 15.000 euro)

Un contribuente proprietario della propria prima casa installa un servoscala per l’accesso all’appartamento al primo piano. La spesa complessiva, comprensiva di installazione e materiali, e di 15.000 euro.

  • Aliquota applicabile: 50% (prima casa)
  • Detrazione totale: 15.000 x 50% = 7.500 euro
  • Quota annua detraibile: 7.500 / 10 = 750 euro/anno per 10 anni
  • Risparmio fiscale immediato (primo anno): 750 euro in meno di IRPEF

Esempio 2: installazione ascensore su seconda casa (spesa 50.000 euro)

Un proprietario installa un ascensore in un edificio bifamiliare che non e la propria abitazione principale. La spesa complessiva e di 50.000 euro.

  • Aliquota applicabile: 36% (immobile non prima casa)
  • Detrazione totale: 50.000 x 36% = 18.000 euro
  • Quota annua detraibile: 18.000 / 10 = 1.800 euro/anno per 10 anni

Esempio 3: ristrutturazione bagno e rampe su prima casa (spesa 30.000 euro)

Intervento combinato: adeguamento del bagno (doccia walk-in, maniglioni, allargamento porta) + costruzione rampa di accesso esterno. Spesa totale: 30.000 euro sulla prima casa.

  • Aliquota applicabile: 50% (prima casa)
  • Detrazione totale: 30.000 x 50% = 15.000 euro
  • Quota annua detraibile: 15.000 / 10 = 1.500 euro/anno per 10 anni

Esempio 4: spesa al limite massimo su prima casa (spesa 96.000 euro)

Intervento complesso che esaurisce il tetto massimo agevolabile: ristrutturazione totale dell’immobile con ascensore, rifacimento totale dei bagni, rampe, allargamento porte e sistema domotico. Spesa: 96.000 euro (limite massimo).

  • Aliquota applicabile: 50% (prima casa)
  • Detrazione totale massima: 96.000 x 50% = 48.000 euro
  • Quota annua detraibile: 48.000 / 10 = 4.800 euro/anno per 10 anni

Documenti necessari: asseverazione, bonifico e fatture parlanti

Per fruire della detrazione fiscale per le barriere architettoniche nel 2026, e indispensabile conservare e produrre una serie di documenti obbligatori. La loro assenza o irregolarita puo comportare il disconoscimento della detrazione in sede di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

1. Bonifico bancario “parlante” (obbligatorio)

Il pagamento deve avvenire esclusivamente tramite bonifico bancario o postale specificamente dedicato alle ristrutturazioni edilizie (il cosiddetto “bonifico parlante”). Il bonifico deve contenere obbligatoriamente:

  • Causale di versamento con riferimento esplicito all’art. 16-bis del DPR 917/1986 (o art. 1, L. 449/1997 – la dicitura dipende dal software bancario)
  • Codice fiscale del beneficiario della detrazione (chi paga)
  • Codice fiscale o P.IVA dell’impresa esecutrice che riceve il pagamento

Le banche e le Poste applicano su questo tipo di bonifico una ritenuta d’acconto dell’8% (ex art. 25 DL 78/2010) sull’importo corrisposto all’impresa. Questo importo viene poi portato in compensazione dall’impresa stessa in sede di dichiarazione. E importante sapere che la ritenuta e automatica e non influenza il calcolo della detrazione, che si applica sull’intero importo pagato (al lordo della ritenuta).

2. Fatture “parlanti”

Le fatture emesse dall’impresa devono specificare chiaramente la natura dei lavori eseguiti e l’indirizzo dell’immobile oggetto degli interventi. Le fatture generiche che indicano solo “lavori edili” o “prestazioni varie” non sono sufficienti: devono descrivere in modo inequivocabile che si tratta di interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

3. Asseverazione tecnica

L’asseverazione tecnica e un documento firmato da un tecnico abilitato (geometra, ingegnere o architetto) che attesta la conformita dei lavori eseguiti ai requisiti tecnici del DM 236/1989. Non e richiesta la presentazione all’Agenzia delle Entrate in via preventiva, ma deve essere conservata dal contribuente per esibirla in caso di controllo. Per installazioni di ascensori o impianti elevatori, serve anche il collaudo dell’ENEA e la dichiarazione di conformita dell’impianto.

4. Altri documenti da conservare

  • Titolo abilitativo: DIA (Dichiarazione di Inizio Attivita), SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attivita) o permesso di costruire, a seconda della tipologia di intervento e del comune. Per interventi di manutenzione straordinaria, normalmente basta la CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata).
  • Comunicazione al Comune (se richiesta dalla normativa locale)
  • Contratto con l’impresa esecutrice e preventivo dettagliato
  • Estratti conto bancari che attestano i pagamenti tramite bonifico parlante
  • Documentazione fotografica prima/dopo i lavori (utile in caso di contestazioni)

Tutti questi documenti devono essere conservati per almeno 10 anni dalla data della dichiarazione dei redditi in cui si porta la prima quota di detrazione. In caso di trasferimento dell’immobile, il diritto alla detrazione (per le quote non ancora utilizzate) si trasferisce automaticamente all’acquirente.

Tabella riepilogativa: confronto tra le detrazioni disponibili

Di seguito un confronto schematico tra il vecchio bonus 75% e le detrazioni disponibili nel 2026, per avere un quadro chiaro della situazione attuale:

CaratteristicaBonus 75% (scaduto 31/12/2025)Detrazione 50% (prima casa 2026)Detrazione 36% (altri immobili 2026)
Base normativaArt. 119-ter DL 34/2020Art. 16-bis TUIR + L. 207/2024Art. 16-bis TUIR
Aliquota75%50%36%
Limite spesa50.000 euro (singolo), 40.000 (condominio), 30.000 (condominii >8 unita)96.000 euro per unita96.000 euro per unita
Cessione del creditoBloccata dal 17/02/2023Non disponibileNon disponibile
Sconto in fatturaBloccato dal 17/02/2023Non disponibileNon disponibile
Quote di detrazione5 anni10 anni10 anni
Applicabile nel 2026NO (scaduto)SI (prima casa)SI (altri immobili)
Requisiti DM 236/1989SiSiSi

Come si vede chiaramente dalla tabella, il bonus 75% e definitivamente scaduto per le spese del 2026. Il vantaggio fiscale massimo ottenibile ora e la detrazione del 50%, spalmata pero su 10 anni anziche 5. Dal punto di vista del valore attuale netto (VAN) del beneficio fiscale, la differenza tra il vecchio 75% in 5 anni e il nuovo 50% in 10 anni dipende molto dall’aliquota fiscale individuale e dal tasso di sconto applicato.

La detrazione per le barriere architettoniche si inserisce nella dichiarazione dei redditi – sia nel modello 730 che nel modello Redditi PF – nel quadro dedicato alle spese detraibili. In particolare:

  • Nel modello 730: nel quadro E, sezione III-A (“Spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio”), con il codice spesa specifico per ristrutturazioni edilizie art. 16-bis TUIR.
  • Nel modello Redditi PF: nel quadro RP, con le stesse modalita.

Se l’immobile e in condominio e i lavori sono stati deliberati dall’assemblea condominiale, spetta all’amministratore di condominio comunicare ai singoli condomini la quota di spesa di loro pertinenza tramite la Certificazione Unica o apposita comunicazione scritta. Il condomino inserisce poi la propria quota nella dichiarazione dei redditi. Per i lavori su parti comuni condominiali, il tetto di 96.000 euro si moltiplica per il numero di unita abitative presenti nell’edificio.

Domande frequenti sul bonus barriere architettoniche 2026

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Il bonus barriere architettoniche 75% esiste ancora nel 2026?

No. Il bonus barriere architettoniche al 75% (art. 119-ter DL 34/2020) e scaduto il 31 dicembre 2025. Non e stato prorogato dalla Legge di Bilancio 2025. Per le spese sostenute dal 1 gennaio 2026 in poi, non e piu possibile applicare questa aliquota. Chi ha effettuato e pagato lavori entro il 31/12/2025 puo ancora fruire del 75% nelle dichiarazioni dei redditi relative a quegli anni.

Cosa posso detrarre per le barriere architettoniche nel 2026?

Nel 2026 puoi detrarre le spese per l’eliminazione delle barriere architettoniche con l’aliquota del 50% se l’immobile e la tua prima casa (abitazione principale), oppure con l’aliquota del 36% per seconde case e altri immobili. La detrazione avviene in 10 quote annuali con un tetto massimo di spesa di 96.000 euro per unita immobiliare. Non sono piu disponibili la cessione del credito ne lo sconto in fattura.

Quali lavori rientrano nella detrazione barriere architettoniche 2026?

Rientrano ascensori, montascale, servoscala, rampe di accesso, adeguamento dei bagni (doccia a livello pavimento, maniglioni, allargamento porte), allargamento di porte e corridoi, pavimentazioni antisdrucciolo, sistemi domotici per l’apertura automatica di porte e finestre. I lavori devono rispettare i requisiti tecnici minimi del DM 236/1989 per poter beneficiare della detrazione.

Devo avere una disabilita per accedere alla detrazione barriere architettoniche?

No. La detrazione per l’eliminazione delle barriere architettoniche spetta a tutti i contribuenti che eseguono questi interventi, indipendentemente dalla presenza di persone con disabilita in famiglia. E sufficiente che i lavori siano funzionali all’eliminazione di ostacoli fisici e rispettino i requisiti tecnici del DM 236/1989.

Come pago per ottenere la detrazione barriere architettoniche 2026?

Il pagamento deve avvenire esclusivamente con bonifico bancario o postale parlante, contenente: causale con riferimento all’art. 16-bis DPR 917/1986, codice fiscale del beneficiario della detrazione, codice fiscale o P.IVA dell’impresa esecutrice. Non sono ammessi pagamenti in contanti, assegni o carte di credito. Le banche applicano automaticamente una ritenuta d’acconto dell’8% sull’importo del bonifico.


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Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare se i tuoi lavori rientrano nella detrazione, a predisporre tutta la documentazione necessaria e a inserire correttamente le spese nella dichiarazione dei redditi. Ti affianchiamo anche nella valutazione dell’ISEE e di altri bonus abbinabili.

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    Il bonus barriere architettoniche al 75% e stato introdotto dall’articolo 119-ter del Decreto Legge 34/2020 (Decreto Rilancio), in origine previsto per le spese sostenute nel 2022. Successivamente prorogato e modificato, ha subito un drastico ridimensionamento attraverso due interventi legislativi fondamentali:

    • Decreto Legge 212/2023 (convertito con Legge 17/2024): ha introdotto per la prima volta paletti significativi, limitando la cessione del credito e lo sconto in fattura per il bonus 75% e restringendo il perimetro degli interventi ammissibili.
    • Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024): ha sancito la definitiva scadenza del bonus 75% al 31 dicembre 2025, senza proroghe. Dal 1° gennaio 2026, la detrazione del 75% non e piu applicabile per le nuove spese, salvo lavori in corso con condizioni specifiche.

    In pratica, nessuna spesa sostenuta nel 2026 per l’eliminazione di barriere architettoniche puo beneficiare della detrazione al 75%. Chi ha avviato lavori entro il 31 dicembre 2025 e li ha completati (con relativa spesa sostenuta entro tale data) puo ancora fruire del vecchio incentivo in dichiarazione dei redditi. Per tutti gli altri, la strada obbligata passa per la detrazione ordinaria sulle ristrutturazioni edilizie, disciplinata dall’art. 16-bis del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi).

    Detrazione 50% e 36%: come funziona nel 2026

    Dal 2026, l’agevolazione fiscale per l’eliminazione delle barriere architettoniche si articola su due aliquote principali, entrambe previste dall’art. 16-bis del TUIR e dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024):

    Detrazione del 50% (prima casa)

    La detrazione del 50% si applica alle spese per interventi di ristrutturazione edilizia sostenute su unita immobiliari adibite ad abitazione principale (prima casa). Questa aliquota e valida per il 2025 e il 2026 grazie alla Legge di Bilancio 2025, che ha confermato il mantenimento del 50% (anziche il ritorno al 36% previsto dalla normativa base) per le abitazioni principali. Gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche rientrano pienamente tra le ristrutturazioni edilizie agevolabili ai sensi dell’art. 16-bis, comma 1, lettera e) del TUIR.

    Detrazione del 36% (altri immobili)

    La detrazione del 36% si applica invece alle spese sostenute su immobili diversi dall’abitazione principale: seconde case, immobili locati, immobili di proprieta non utilizzati come dimora abituale. Questa aliquota e quella “base” prevista dall’art. 16-bis del TUIR, tornata applicabile per tutti gli immobili diversi dalla prima casa a partire dal 2025, con la fine delle proroghe che storicamente avevano mantenuto il 50% per tutte le tipologie.

    In entrambi i casi, la detrazione si porta in dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF) in 10 quote annuali di pari importo, a partire dall’anno in cui la spesa e sostenuta.

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    Gli interventi ammessi dalla detrazione sulle ristrutturazioni edilizie (art. 16-bis TUIR) comprendono tutte le opere finalizzate all’eliminazione delle barriere architettoniche, vale a dire quegli ostacoli fisici che impediscono o rendono difficoltosa la vita quotidiana a persone con disabilita motoria, sensoriale o cognitiva. Non e necessario che il richiedente sia portatore di handicap: la detrazione spetta a tutti i contribuenti che eseguono tali lavori.

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    • Installazione di ascensori e montacarichi: installazione ex novo o ampliamento di impianti elevatori in edifici privi di ascensore o con cabine non conformi alle norme di accessibilita.
    • Installazione di servoscala e montascale: dispositivi elettromeccanici che permettono la salita e la discesa lungo scale esistenti a persone con difficolta motorie.
    • Costruzione di rampe di accesso: realizzazione di percorsi in pendenza che sostituiscono gradini all’ingresso dell’edificio o all’accesso ai vari locali.
    • Adeguamento dei bagni: installazione di maniglioni antipanico, allargamento delle porte, realizzazione di docce a pavimento (walk-in shower), sostituzione di vasca con box doccia accessibile.
    • Allargamento di porte e varchi: ampliamento di porte o finestre-porta per consentire il passaggio di carrozzine (larghezza minima 75-80 cm).
    • Modifica di pavimentazioni: realizzazione di pavimenti antisdrucciolo, rimozione di dislivelli, installazione di segnaletica tattile a pavimento.
    • Adeguamento degli spazi interni: modifiche agli ambienti domestici per rendere i percorsi fruibili da persone su sedia a rotelle (corridoi, cucine, camere).
    • Impianti di automazione: sistemi domotici per l’apertura automatica di porte, finestre, tapparelle, a vantaggio di chi ha limitazioni motorie agli arti superiori.

    Limiti di spesa e tetti agevolabili

    I limiti di spesa per la detrazione ex art. 16-bis TUIR sono unici per tutte le tipologie di intervento e si applicano per unita immobiliare. Il tetto massimo di spesa agevolabile e pari a 96.000 euro per unita immobiliare per ciascun anno solare. Questo limite si riferisce all’importo complessivo di tutte le spese di ristrutturazione edilizia sostenute nell’anno sull’immobile: se hai gia eseguito altri lavori (es. rifacimento bagno, tinteggiatura, cambio infissi), le spese per le barriere architettoniche si sommano agli altri interventi fino al raggiungimento del tetto.

    Riepilogo limiti e detrazioni massime ottenibili:

    Tipologia immobileAliquota detrazioneSpesa massima agevolabileDetrazione massima totaleDetrazione annua (10 anni)
    Prima casa (abitazione principale)50%96.000 euro48.000 euro4.800 euro/anno
    Seconda casa / altri immobili36%96.000 euro34.560 euro3.456 euro/anno

    Nota importante: il limite di 96.000 euro e per unita immobiliare e per anno. Se l’immobile e in comproprietà, ogni comproprietario puo detrarre le spese in proporzione alla sua quota di proprieta. Ad esempio, due coniugi comproprietari al 50% che spendono 60.000 euro possono detrarre ciascuno il 50% di spesa, cio 30.000 euro, con una detrazione del 50% pari a 15.000 euro a testa (1.500 euro/anno per 10 anni).

    Requisiti tecnici: il DM 236/1989

    Per beneficiare della detrazione fiscale, gli interventi devono essere conformi ai requisiti tecnici minimi previsti dal Decreto Ministeriale 14 giugno 1989, n. 236 (“Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilita, l’adattabilita e la visitabilita degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata”). Questo decreto, ancora in vigore e applicabile anche nel 2026, stabilisce le misure minime per la piena accessibilita delle abitazioni.

    I requisiti tecnici principali da rispettare riguardano:

    • Porte: larghezza minima di 75 cm per le porte interne, 80 cm per la porta d’ingresso. Lo spazio di manovra laterale alla porta deve essere almeno 60 cm sul lato maniglia e 15 cm sul lato cerniere.
    • Corridoi e disimpegni: larghezza minima di 100 cm; punti di allargamento a 150 cm ogni 10 metri per consentire l’inversione di marcia della carrozzina.
    • Rampe: pendenza massima dell’8%, larghezza minima 90 cm, con corrimani su entrambi i lati a 90 cm di altezza. Per rampe oltre i 10 metri, obbligo di ripiani orizzontali intermedi.
    • Ascensori: cabina minima di 130 cm di profondita e 95 cm di larghezza. La porta deve avere una luce di almeno 80 cm. Pulsantiera entro 120 cm da terra, preferibilmente con Braille.
    • Bagni accessibili: spazio di manovra antistante wc e doccia di almeno 80×150 cm, maniglioni di sostegno a 80 cm da terra, doccia a livello del pavimento senza piatto rialzato.
    • Pavimentazioni: materiali antisdrucciolo certificati con coefficiente di attrito dinamico non inferiore a 0,40 in condizioni asciutte.

    L’agenzia delle Entrate, con varie circolari (tra cui la Circolare 43/E del 2016 e i successivi chiarimenti), ha confermato che il mancato rispetto dei requisiti tecnici del DM 236/1989 comporta la decadenza dal beneficio fiscale. E quindi fondamentale che l’impresa esecutrice rilasci un’asseverazione tecnica che attesti la conformita dei lavori al decreto.

    Cessione del credito e sconto in fattura nel 2026

    La cessione del credito e lo sconto in fattura per gli interventi di ristrutturazione edilizia ordinaria (compresa l’eliminazione di barriere architettoniche in regime 50%/36%) sono stati definitivamente bloccati dalla Legge di Bilancio 2023 (art. 1, comma 538, Legge 197/2022) e confermati nella loro impossibilita di utilizzo anche per il 2026.

    In sostanza, nel 2026 per gli interventi di eliminazione barriere architettoniche agevolati al 50% o 36%:

    • NON e possibile cedere il credito fiscale a banche, intermediari o altri soggetti terzi.
    • NON e possibile optare per lo sconto diretto in fattura applicato dall’impresa edile.
    • L’unica modalita e la fruizione diretta in dichiarazione dei redditi, in 10 quote annuali.

    Questo rappresenta un cambiamento sostanziale rispetto al vecchio bonus 75%, per il quale era ancora possibile (in specifici casi) la cessione del credito fino alla sua scadenza. Nel 2026, chi non ha sufficiente capienza fiscale per utilizzare la detrazione puo rischiare di perdere in parte il beneficio: la detrazione, infatti, non e rimborsabile se supera l’imposta dovuta.

    Eccezione importante per i soggetti IRPEF a basso reddito: le persone con redditi molto bassi o esenti (es. chi percepisce solo pensione minima o redditi inferiori alla no-tax area) potrebbero non riuscire a sfruttare appieno la detrazione. In questi casi, e opportuno valutare con attenzione il costo/beneficio dell’intervento prima di procedere, oppure optare per finanziamenti agevolati.

    Esempi pratici di calcolo del risparmio fiscale

    Vediamo in concreto quanto si risparmia con la detrazione per l’eliminazione delle barriere architettoniche nel 2026, attraverso esempi numerici su diverse tipologie di intervento e di immobile.

    Esempio 1: installazione montascale su prima casa (spesa 15.000 euro)

    Un contribuente proprietario della propria prima casa installa un servoscala per l’accesso all’appartamento al primo piano. La spesa complessiva, comprensiva di installazione e materiali, e di 15.000 euro.

    • Aliquota applicabile: 50% (prima casa)
    • Detrazione totale: 15.000 x 50% = 7.500 euro
    • Quota annua detraibile: 7.500 / 10 = 750 euro/anno per 10 anni
    • Risparmio fiscale immediato (primo anno): 750 euro in meno di IRPEF

    Esempio 2: installazione ascensore su seconda casa (spesa 50.000 euro)

    Un proprietario installa un ascensore in un edificio bifamiliare che non e la propria abitazione principale. La spesa complessiva e di 50.000 euro.

    • Aliquota applicabile: 36% (immobile non prima casa)
    • Detrazione totale: 50.000 x 36% = 18.000 euro
    • Quota annua detraibile: 18.000 / 10 = 1.800 euro/anno per 10 anni

    Esempio 3: ristrutturazione bagno e rampe su prima casa (spesa 30.000 euro)

    Intervento combinato: adeguamento del bagno (doccia walk-in, maniglioni, allargamento porta) + costruzione rampa di accesso esterno. Spesa totale: 30.000 euro sulla prima casa.

    • Aliquota applicabile: 50% (prima casa)
    • Detrazione totale: 30.000 x 50% = 15.000 euro
    • Quota annua detraibile: 15.000 / 10 = 1.500 euro/anno per 10 anni

    Esempio 4: spesa al limite massimo su prima casa (spesa 96.000 euro)

    Intervento complesso che esaurisce il tetto massimo agevolabile: ristrutturazione totale dell’immobile con ascensore, rifacimento totale dei bagni, rampe, allargamento porte e sistema domotico. Spesa: 96.000 euro (limite massimo).

    • Aliquota applicabile: 50% (prima casa)
    • Detrazione totale massima: 96.000 x 50% = 48.000 euro
    • Quota annua detraibile: 48.000 / 10 = 4.800 euro/anno per 10 anni

    Documenti necessari: asseverazione, bonifico e fatture parlanti

    Per fruire della detrazione fiscale per le barriere architettoniche nel 2026, e indispensabile conservare e produrre una serie di documenti obbligatori. La loro assenza o irregolarita puo comportare il disconoscimento della detrazione in sede di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

    1. Bonifico bancario “parlante” (obbligatorio)

    Il pagamento deve avvenire esclusivamente tramite bonifico bancario o postale specificamente dedicato alle ristrutturazioni edilizie (il cosiddetto “bonifico parlante”). Il bonifico deve contenere obbligatoriamente:

    • Causale di versamento con riferimento esplicito all’art. 16-bis del DPR 917/1986 (o art. 1, L. 449/1997 – la dicitura dipende dal software bancario)
    • Codice fiscale del beneficiario della detrazione (chi paga)
    • Codice fiscale o P.IVA dell’impresa esecutrice che riceve il pagamento

    Le banche e le Poste applicano su questo tipo di bonifico una ritenuta d’acconto dell’8% (ex art. 25 DL 78/2010) sull’importo corrisposto all’impresa. Questo importo viene poi portato in compensazione dall’impresa stessa in sede di dichiarazione. E importante sapere che la ritenuta e automatica e non influenza il calcolo della detrazione, che si applica sull’intero importo pagato (al lordo della ritenuta).

    2. Fatture “parlanti”

    Le fatture emesse dall’impresa devono specificare chiaramente la natura dei lavori eseguiti e l’indirizzo dell’immobile oggetto degli interventi. Le fatture generiche che indicano solo “lavori edili” o “prestazioni varie” non sono sufficienti: devono descrivere in modo inequivocabile che si tratta di interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

    3. Asseverazione tecnica

    L’asseverazione tecnica e un documento firmato da un tecnico abilitato (geometra, ingegnere o architetto) che attesta la conformita dei lavori eseguiti ai requisiti tecnici del DM 236/1989. Non e richiesta la presentazione all’Agenzia delle Entrate in via preventiva, ma deve essere conservata dal contribuente per esibirla in caso di controllo. Per installazioni di ascensori o impianti elevatori, serve anche il collaudo dell’ENEA e la dichiarazione di conformita dell’impianto.

    4. Altri documenti da conservare

    • Titolo abilitativo: DIA (Dichiarazione di Inizio Attivita), SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attivita) o permesso di costruire, a seconda della tipologia di intervento e del comune. Per interventi di manutenzione straordinaria, normalmente basta la CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata).
    • Comunicazione al Comune (se richiesta dalla normativa locale)
    • Contratto con l’impresa esecutrice e preventivo dettagliato
    • Estratti conto bancari che attestano i pagamenti tramite bonifico parlante
    • Documentazione fotografica prima/dopo i lavori (utile in caso di contestazioni)

    Tutti questi documenti devono essere conservati per almeno 10 anni dalla data della dichiarazione dei redditi in cui si porta la prima quota di detrazione. In caso di trasferimento dell’immobile, il diritto alla detrazione (per le quote non ancora utilizzate) si trasferisce automaticamente all’acquirente.

    Tabella riepilogativa: confronto tra le detrazioni disponibili

    Di seguito un confronto schematico tra il vecchio bonus 75% e le detrazioni disponibili nel 2026, per avere un quadro chiaro della situazione attuale:

    CaratteristicaBonus 75% (scaduto 31/12/2025)Detrazione 50% (prima casa 2026)Detrazione 36% (altri immobili 2026)
    Base normativaArt. 119-ter DL 34/2020Art. 16-bis TUIR + L. 207/2024Art. 16-bis TUIR
    Aliquota75%50%36%
    Limite spesa50.000 euro (singolo), 40.000 (condominio), 30.000 (condominii >8 unita)96.000 euro per unita96.000 euro per unita
    Cessione del creditoBloccata dal 17/02/2023Non disponibileNon disponibile
    Sconto in fatturaBloccato dal 17/02/2023Non disponibileNon disponibile
    Quote di detrazione5 anni10 anni10 anni
    Applicabile nel 2026NO (scaduto)SI (prima casa)SI (altri immobili)
    Requisiti DM 236/1989SiSiSi

    Come si vede chiaramente dalla tabella, il bonus 75% e definitivamente scaduto per le spese del 2026. Il vantaggio fiscale massimo ottenibile ora e la detrazione del 50%, spalmata pero su 10 anni anziche 5. Dal punto di vista del valore attuale netto (VAN) del beneficio fiscale, la differenza tra il vecchio 75% in 5 anni e il nuovo 50% in 10 anni dipende molto dall’aliquota fiscale individuale e dal tasso di sconto applicato.

    La detrazione per le barriere architettoniche si inserisce nella dichiarazione dei redditi – sia nel modello 730 che nel modello Redditi PF – nel quadro dedicato alle spese detraibili. In particolare:

    • Nel modello 730: nel quadro E, sezione III-A (“Spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio”), con il codice spesa specifico per ristrutturazioni edilizie art. 16-bis TUIR.
    • Nel modello Redditi PF: nel quadro RP, con le stesse modalita.

    Se l’immobile e in condominio e i lavori sono stati deliberati dall’assemblea condominiale, spetta all’amministratore di condominio comunicare ai singoli condomini la quota di spesa di loro pertinenza tramite la Certificazione Unica o apposita comunicazione scritta. Il condomino inserisce poi la propria quota nella dichiarazione dei redditi. Per i lavori su parti comuni condominiali, il tetto di 96.000 euro si moltiplica per il numero di unita abitative presenti nell’edificio.

    Domande frequenti sul bonus barriere architettoniche 2026

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    Il bonus barriere architettoniche 75% esiste ancora nel 2026?

    No. Il bonus barriere architettoniche al 75% (art. 119-ter DL 34/2020) e scaduto il 31 dicembre 2025. Non e stato prorogato dalla Legge di Bilancio 2025. Per le spese sostenute dal 1 gennaio 2026 in poi, non e piu possibile applicare questa aliquota. Chi ha effettuato e pagato lavori entro il 31/12/2025 puo ancora fruire del 75% nelle dichiarazioni dei redditi relative a quegli anni.

    Cosa posso detrarre per le barriere architettoniche nel 2026?

    Nel 2026 puoi detrarre le spese per l’eliminazione delle barriere architettoniche con l’aliquota del 50% se l’immobile e la tua prima casa (abitazione principale), oppure con l’aliquota del 36% per seconde case e altri immobili. La detrazione avviene in 10 quote annuali con un tetto massimo di spesa di 96.000 euro per unita immobiliare. Non sono piu disponibili la cessione del credito ne lo sconto in fattura.

    Quali lavori rientrano nella detrazione barriere architettoniche 2026?

    Rientrano ascensori, montascale, servoscala, rampe di accesso, adeguamento dei bagni (doccia a livello pavimento, maniglioni, allargamento porte), allargamento di porte e corridoi, pavimentazioni antisdrucciolo, sistemi domotici per l’apertura automatica di porte e finestre. I lavori devono rispettare i requisiti tecnici minimi del DM 236/1989 per poter beneficiare della detrazione.

    Devo avere una disabilita per accedere alla detrazione barriere architettoniche?

    No. La detrazione per l’eliminazione delle barriere architettoniche spetta a tutti i contribuenti che eseguono questi interventi, indipendentemente dalla presenza di persone con disabilita in famiglia. E sufficiente che i lavori siano funzionali all’eliminazione di ostacoli fisici e rispettino i requisiti tecnici del DM 236/1989.

    Come pago per ottenere la detrazione barriere architettoniche 2026?

    Il pagamento deve avvenire esclusivamente con bonifico bancario o postale parlante, contenente: causale con riferimento all’art. 16-bis DPR 917/1986, codice fiscale del beneficiario della detrazione, codice fiscale o P.IVA dell’impresa esecutrice. Non sono ammessi pagamenti in contanti, assegni o carte di credito. Le banche applicano automaticamente una ritenuta d’acconto dell’8% sull’importo del bonifico.


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    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare se i tuoi lavori rientrano nella detrazione, a predisporre tutta la documentazione necessaria e a inserire correttamente le spese nella dichiarazione dei redditi. Ti affianchiamo anche nella valutazione dell’ISEE e di altri bonus abbinabili.

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      Bonus Mobili

      Il bonus mobili 2026 è una delle agevolazioni fiscali più interessanti per chi sta ristrutturando casa. Si tratta di una detrazione IRPEF del 50% sulle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, fino a un importo massimo di 5.000 euro. In questa guida completa ti spieghiamo cos’è, quali sono i requisiti per ottenerlo, quali mobili ed elettrodomestici rientrano nell’agevolazione, come pagare correttamente e come inserire la detrazione nel modello 730/2026.

      Indice dei contenuti

      1. Cos’è il Bonus Mobili 2026
      2. Importo Massimo e Detrazione
      3. Requisiti per il Bonus Mobili 2026
      4. Quali Mobili Sono Ammessi
      5. Quali Elettrodomestici Sono Ammessi
      6. Come Pagare: Metodi di Pagamento Ammessi
      7. Documenti Necessari per la Detrazione
      8. Come Inserire il Bonus Mobili nel 730/2026
      9. Differenza tra Bonus Mobili e Bonus Ristrutturazione
      10. Esempi Pratici di Calcolo
      11. Errori Comuni da Evitare
      12. Domande Frequenti (FAQ)
      13. Assistenza del CAF Centro Fiscale

      Cos’è il Bonus Mobili 2026

      Il bonus mobili è un’agevolazione fiscale introdotta dall’articolo 16, comma 2, del D.L. 63/2013 e prorogata dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024) anche per il 2026. Consiste in una detrazione IRPEF del 50% sulle spese sostenute per l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata, destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione edilizia.

      In parole semplici, se stai facendo lavori di ristrutturazione a casa tua, puoi ottenere un rimborso del 50% su quello che spendi per comprare mobili e grandi elettrodomestici nuovi, fino a un tetto di spesa di 5.000 euro. Questo rimborso avviene direttamente nella tua dichiarazione dei redditi 730, distribuito in 10 rate annuali di pari importo.

      È importante sottolineare che il bonus mobili non è un contributo a fondo perduto: si tratta di una detrazione dall’IRPEF, cioè riduce l’importo delle tasse che devi pagare. Per questo motivo, ne beneficia solo chi ha un reddito soggetto a IRPEF (non è utile, ad esempio, per chi è in regime forfettario, che paga un’imposta sostitutiva).

      Importo Massimo e Detrazione: Quanto Si Risparmia

      L’importo massimo di spesa detraibile per il bonus mobili 2026 è pari a 5.000 euro. Questo significa che la detrazione massima ottenibile è di 2.500 euro (il 50% di 5.000), ripartita in 10 rate annuali da 250 euro ciascuna.

      Ecco come è cambiato il tetto di spesa negli ultimi anni:

      AnnoImporto massimo di spesaDetrazione massima (50%)
      202116.000 euro8.000 euro
      202210.000 euro5.000 euro
      20238.000 euro4.000 euro
      20245.000 euro2.500 euro
      20255.000 euro2.500 euro
      20265.000 euro2.500 euro

      Il limite di 5.000 euro si riferisce alla singola unità immobiliare oggetto di ristrutturazione. Se stai ristrutturando due appartamenti diversi, puoi beneficiare del bonus mobili per ciascuno di essi, fino a 5.000 euro per immobile.

      Requisiti per il Bonus Mobili 2026

      Per ottenere il bonus mobili 2026 è necessario rispettare alcuni requisiti fondamentali. Il più importante è che l’acquisto dei mobili deve essere collegato a interventi di ristrutturazione edilizia.

      Requisito principale: la ristrutturazione

      Il bonus mobili spetta solo a chi ha in corso (o ha completato) lavori di ristrutturazione sull’immobile dove andranno i nuovi mobili o elettrodomestici. I lavori che danno diritto al bonus includono:

      • Manutenzione straordinaria su singole unità immobiliari (rifacimento bagno, sostituzione impianto elettrico o idraulico, installazione scala interna)
      • Restauro e risanamento conservativo (interventi su edifici storici o degradati)
      • Ristrutturazione edilizia vera e propria (demolizioni e ricostruzioni, modifiche strutturali)
      • Manutenzione ordinaria e straordinaria su parti comuni condominiali (tinteggiatura facciate, sostituzione portone, rifacimento tetto)

      Attenzione: la semplice manutenzione ordinaria su un singolo appartamento (come tinteggiare le pareti o sostituire i pavimenti senza modificare la struttura) non dà diritto al bonus mobili. Serve un intervento di manutenzione straordinaria come minimo.

      Tempistica: date dei lavori e degli acquisti

      Per il bonus mobili 2026, la data di inizio dei lavori di ristrutturazione deve essere non anteriore al 1° gennaio 2025. La data di inizio lavori deve risultare da eventuali abilitazioni amministrative (CILA, SCIA, permesso di costruire), comunicazione preventiva all’ASL o dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

      Importante: non è necessario che le spese per i mobili siano sostenute dopo quelle per la ristrutturazione. L’acquisto dei mobili può avvenire anche prima del pagamento dei lavori, purché i lavori siano già iniziati.

      Quali Mobili Sono Ammessi al Bonus Mobili

      Il bonus mobili copre l’acquisto di mobili nuovi (non usati) destinati ad arredare l’immobile oggetto di ristrutturazione. Ecco l’elenco completo:

      • Letti (singoli, matrimoniali, a castello, divani letto)
      • Armadi e guardaroba
      • Cassettiere e comò
      • Librerie e scaffalature
      • Scrivanie e tavoli
      • Sedie e poltrone
      • Comodini
      • Divani
      • Materassi
      • Credenze e madie
      • Cucine (la struttura e i mobili della cucina)
      • Mobili da bagno
      • Apparecchi di illuminazione che costituiscono arredo (lampadari, applique, piantane)

      Non sono ammessi: porte, pavimenti e rivestimenti (rientrano nella ristrutturazione), tende e complementi tessili, mobili usati o di seconda mano, oggetti di antiquariato.

      Quali Elettrodomestici Sono Ammessi e Classi Energetiche Minime

      Oltre ai mobili, il bonus copre anche l’acquisto di grandi elettrodomestici nuovi, purché rispettino determinate classi energetiche minime. Dal 1° marzo 2021 l’Unione Europea ha introdotto nuove etichette energetiche (da A a G).

      ElettrodomesticoClasse energetica minima
      Forni e forni a microondeClasse A
      LavatriciClasse E
      LavasciugaClasse E
      LavastoviglieClasse E
      AsciugatriciClasse A
      Frigoriferi e congelatoriClasse F
      Apparecchi di cottura (piani cottura)Nessuna classe richiesta
      Stufe elettriche e radiatoriNessuna classe richiesta
      Ventilatori e condizionatoriNessuna classe richiesta

      Consiglio pratico: prima di acquistare un grande elettrodomestico, verifica sempre l’etichetta energetica. Se la classe non rispetta il minimo richiesto, non potrai portare la spesa in detrazione. Conserva l’etichetta come prova.

      Come Pagare: Metodi di Pagamento Ammessi

      Per ottenere il bonus mobili 2026 è fondamentale pagare con i metodi corretti. L’Agenzia delle Entrate accetta esclusivamente i seguenti metodi di pagamento:

      • Bonifico bancario o postale (anche non “parlante”)
      • Carta di credito
      • Carta di debito (bancomat)
      • Finanziamento a rate, a condizione che la società finanziaria paghi con le modalità sopra indicate

      Non sono ammessi: contanti, assegni bancari o circolari, altri mezzi di pagamento non tracciabili.

      Nota importante: per il bonus mobili, a differenza del bonus ristrutturazione, non è obbligatorio utilizzare il “bonifico parlante” (quello con causale specifica, codice fiscale e partita IVA). Va bene anche un bonifico ordinario. La data del pagamento è quella che fa fede: per il bonifico conta la data di effettuazione, per la carta conta la data della transazione (non quella dell’addebito sul conto).

      Documenti Necessari per la Detrazione nel 730

      Per ottenere la detrazione nel 730/2026, devi conservare e presentare al CAF una serie di documenti. Ecco la checklist completa:

      • Fattura o scontrino fiscale di acquisto dei mobili/elettrodomestici, con indicazione della natura, qualità e quantità dei beni e i dati del compratore
      • Ricevuta del bonifico bancario o postale (se pagato con bonifico)
      • Ricevuta di avvenuta transazione con carta di credito/debito e relativo estratto conto
      • Documentazione della ristrutturazione: CILA, SCIA o permesso di costruire
      • Comunicazione all’ASL (se obbligatoria per il tipo di lavori)
      • Dichiarazione sostitutiva con data di inizio lavori e dati catastali dell’immobile
      • Etichetta energetica degli elettrodomestici

      Consiglio: crea una cartellina dedicata dove raccogliere tutti questi documenti man mano che fai gli acquisti. Al momento della dichiarazione dei redditi avrai tutto pronto.

      Come Inserire il Bonus Mobili nel 730/2026

      La detrazione per il bonus mobili si inserisce nel modello 730/2026 (relativo ai redditi 2025) nella sezione dedicata alle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio:

      1. Le spese vanno indicate nel Quadro E, Sezione III C – “Spese per l’arredo degli immobili ristrutturati”
      2. Nella Riga E57 devi indicare il numero della riga della Sezione III A o III B dove hai indicato le spese di ristrutturazione collegate, e l’importo delle spese sostenute
      3. Il software calcola automaticamente la detrazione del 50% e la divide in 10 rate annuali

      Se utilizzi il 730 precompilato, l’Agenzia delle Entrate potrebbe aver già inserito alcune spese. È comunque consigliabile verificare e, se necessario, integrare i dati con l’aiuto di un professionista del CAF.

      Differenza tra Bonus Mobili e Bonus Ristrutturazione

      È fondamentale non confondere il bonus mobili con il bonus ristrutturazione, anche se sono strettamente collegati. Ecco le principali differenze:

      CaratteristicaBonus MobiliBonus Ristrutturazione
      OggettoMobili e grandi elettrodomesticiLavori di ristrutturazione edilizia
      Aliquota50%50% (prima casa 2025-2026) / 36% (altre)
      Tetto di spesa5.000 euro96.000 euro (2025) / variabile
      Rate annuali1010
      PagamentoBonifico ordinario o cartaBonifico parlante obbligatorio
      CollegamentoRichiede ristrutturazione in corsoAutonomo

      In sintesi: i due bonus sono complementari e si possono sommare. Puoi ottenere fino a 2.500 euro di detrazione per i mobili in aggiunta alla detrazione per i lavori di ristrutturazione.

      Esempi Pratici di Calcolo della Detrazione

      Esempio 1: Marco ristruttura il bagno

      Marco sta rifacendo il bagno (manutenzione straordinaria, lavori iniziati a marzo 2025). Acquista un mobile bagno sospeso (800 euro), una lavatrice classe E (600 euro) e un materasso nuovo (500 euro).

      Totale spesa: 1.900 euro | Detrazione 50%: 950 euro | Rata annuale: 95 euro per 10 anni

      Esempio 2: Laura arreda la cucina

      Laura ha ristrutturato la cucina (rifacimento impianti). Acquista cucina completa (3.200 euro), frigorifero classe F (700 euro), lavastoviglie classe E (500 euro) e forno classe A (400 euro).

      Totale spesa: 4.800 euro | Detrazione 50%: 2.400 euro | Rata annuale: 240 euro per 10 anni

      Esempio 3: Paolo supera il tetto

      Paolo acquista mobili per 7.000 euro. Poiché il tetto è 5.000 euro: importo detraibile 5.000 euro, detrazione 2.500 euro, rata annuale 250 euro per 10 anni. I restanti 2.000 euro non sono detraibili.

      Errori Comuni da Evitare

      Ecco gli errori più frequenti che possono farti perdere il diritto alla detrazione del bonus mobili:

      1. Pagare in contanti o con assegno: il pagamento deve essere tracciabile
      2. Acquistare mobili senza ristrutturazione: senza un intervento edilizio in corso, non hai diritto al bonus
      3. Non conservare i documenti: fatture, ricevute e CILA devono essere conservate per almeno 15 anni
      4. Comprare elettrodomestici con classe energetica troppo bassa: verifica sempre l’etichetta
      5. Superare il limite pensando di detrarre tutto: il tetto è 5.000 euro
      6. Acquistare mobili usati: il bonus vale solo per mobili nuovi
      7. Non collegare le spese alla pratica di ristrutturazione: nel 730 devi indicare il riferimento

      Domande Frequenti (FAQ) sul Bonus Mobili 2026

      Posso ottenere il bonus mobili senza ristrutturazione?

      No. Il bonus mobili è strettamente collegato a interventi di ristrutturazione edilizia. Senza una pratica di ristrutturazione in corso (almeno manutenzione straordinaria), non puoi accedere al bonus.

      Il bonus mobili vale anche per la seconda casa?

      Sì. Il bonus mobili si applica a qualsiasi immobile residenziale oggetto di ristrutturazione, incluse seconde case e case vacanza. Il limite di 5.000 euro vale per ogni singola unità immobiliare ristrutturata.

      Posso comprare i mobili prima di iniziare la ristrutturazione?

      No. La data di inizio dei lavori deve essere antecedente o coincidente con la data di acquisto dei mobili. Puoi però acquistare i mobili prima di aver pagato i lavori, purché i lavori siano già formalmente iniziati.

      Il materasso rientra nel bonus mobili?

      Sì. I materassi rientrano tra i beni ammessi al bonus mobili. Anche letti, divani letto e reti a doghe sono inclusi. Devono essere nuovi e il pagamento deve essere tracciabile.

      Come funziona il bonus mobili per chi ha una partita IVA forfettaria?

      Chi è in regime forfettario paga un’imposta sostitutiva e non l’IRPEF ordinaria. Poiché il bonus mobili è una detrazione IRPEF, i forfettari non possono beneficiarne direttamente. Tuttavia, se il forfettario ha anche altri redditi soggetti a IRPEF (lavoro dipendente, fabbricati), può sfruttare la detrazione su quei redditi.

      Cosa succede se cambio casa dopo aver ottenuto il bonus?

      Se vendi l’immobile ristrutturato, le rate residue della detrazione restano a te (non si trasferiscono al nuovo proprietario), a meno che non concordiate diversamente nell’atto di vendita. In caso di decesso, le rate si trasferiscono all’erede che conserva la detenzione dell’immobile.

      Hai Bisogno di Assistenza per il Bonus Mobili? Contatta il CAF Centro Fiscale

      Gestire correttamente la detrazione per il bonus mobili richiede attenzione ai documenti, ai metodi di pagamento e alla compilazione del 730. Se vuoi essere sicuro di non commettere errori e ottenere il massimo rimborso possibile, affidati ai professionisti del CAF Centro Fiscale di Udine.

      I nostri operatori ti aiuteranno a verificare che i tuoi acquisti rientrino nel bonus, controllare la documentazione necessaria, compilare correttamente il modello 730 con la detrazione e gestire il bonus in combinazione con la detrazione per ristrutturazione.

      Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato:

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        CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
        Tel: 0432 1638640 | Email: info@centrofiscale.com

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        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        Oggi 17 marzo 2026 è l’ultimo giorno utile per l’invio della comunicazione delle spese condominiali 2025 all’Agenzia delle Entrate. Questa comunicazione è obbligatoria per permettere ai condòmini di ottenere la detrazione fiscale del 50% sui lavori condominiali effettuati nel 2025, da indicare nel 730/2026 o nel Modello Redditi.

        Se l’amministratore di condominio non rispetta la scadenza, i condòmini rischiano di perdere il diritto alla detrazione, con conseguenze economiche rilevanti. Vediamo nel dettaglio cosa fare e come verificare che l’adempimento sia stato corretto.

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        Cos’è la Comunicazione delle Spese Condominiali

        La comunicazione delle spese condominiali è un adempimento telematico introdotto dall’articolo 1, comma 20, Legge 205/2017. L’amministratore del condominio deve trasmettere all’Agenzia delle Entrate, entro il 17 marzo di ogni anno, i dati relativi alle spese sostenute nell’anno precedente per interventi sulle parti comuni dell’edificio che danno diritto a detrazioni fiscali.

        Queste spese includono:

        • Ristrutturazioni edilizie (bonus ristrutturazione 50%)
        • Efficientamento energetico (ecobonus 50-65%)
        • Adozione misure antisismiche (sismabonus)
        • Installazione impianti fotovoltaici
        • Recupero patrimonio edilizio

        La comunicazione contiene per ogni condòmino:

        • Codice fiscale
        • Importo delle spese sostenute
        • Quota millesimale
        • Tipologia di intervento
        • Dati dei bonifici effettuati

        Senza questa comunicazione, i condòmini non possono inserire la detrazione nel 730 precompilato e rischiano di perdere il beneficio fiscale.

        Chi Deve Inviare la Comunicazione

        L’obbligo di invio spetta esclusivamente all’amministratore del condominio. I singoli condòmini non devono fare nulla, se non verificare che l’amministratore abbia adempiuto correttamente.

        L’amministratore deve:

        • Raccogliere i dati delle spese sostenute nel 2025
        • Compilare il modello telematico predisposto dall’Agenzia delle Entrate
        • Inviare la comunicazione tramite Entratel o Fisconline (canali telematici ufficiali)
        • Conservare la ricevuta di avvenuta trasmissione
        • Informare i condòmini dell’avvenuto invio

        Se il condominio non ha amministratore (edifici fino a 8 condòmini), l’obbligo ricade su uno dei condòmini, che deve essere delegato dall’assemblea.

        In caso di cambio amministratore durante l’anno, l’obbligo spetta a chi era in carica al 31 dicembre 2025.

        Scadenza e Conseguenze del Mancato Invio

        La scadenza per l’invio della comunicazione delle spese condominiali relative al 2025 è 17 marzo 2026 (oggi). Questa data è perentoria e non prorogabile.

        Conseguenze del mancato invio:

        • Perdita della detrazione: I condòmini non potranno detrarre le spese condominiali nel 730/2026
        • Sanzione amministrativa: L’amministratore rischia una sanzione da 100 a 200 euro per condominio (DL 78/2010)
        • Responsabilità civile: I condòmini possono chiedere il risarcimento del danno all’amministratore inadempiente
        • Revoca incarico: L’assemblea può deliberare la revoca dell’amministratore per grave inadempienza

        Cosa fare se la scadenza è passata:

        Se l’amministratore non ha inviato la comunicazione entro oggi, i condòmini possono ancora procedere autonomamente alla detrazione nel 730, ma dovranno:

        • Conservare documenti: Delibera assembleare, fatture, bonifici parlanti
        • Compilare manualmente il quadro E del 730 (non sarà precompilato)
        • Rischio controlli: Maggiore probabilità di ricevere richieste di chiarimenti dall’Agenzia

        Come Verificare se l’Amministratore Ha Inviato

        I condòmini possono verificare l’avvenuto invio della comunicazione in diversi modi:

        1. Richiesta diretta all’amministratore

        Chiedere all’amministratore di:

        • Mostrare la ricevuta di trasmissione telematica
        • Fornire copia della comunicazione inviata
        • Comunicare il protocollo di presentazione

        2. Accesso al 730 precompilato (da aprile 2026)

        Dal 15 aprile 2026, quando sarà disponibile il 730 precompilato, i condòmini potranno verificare se le spese condominiali sono già inserite nel quadro E. Se presenti, significa che l’amministratore ha inviato correttamente.

        3. Cassetto fiscale

        Accedendo al proprio cassetto fiscale sul sito dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione “Consultazione” sarà visibile l’elenco delle detrazioni comunicate da terzi.

        4. Assemblea condominiale

        L’amministratore è tenuto a dare comunicazione all’assemblea dell’avvenuto invio, solitamente nella prima riunione utile dopo la scadenza.

        Se l’amministratore non fornisce riscontro o non ha adempiuto, i condòmini possono:

        • Sollecitare formalmente via PEC o raccomandata
        • Convocare assemblea straordinaria
        • Rivolgersi al CAF per assistenza nella compilazione manuale del 730

        Come i Condòmini Recuperano i Dati per il 730

        Una volta inviata la comunicazione dall’amministratore, i dati delle spese condominiali vengono trasmessi all’Agenzia delle Entrate e resi disponibili ai condòmini in due modi:

        1. 730 precompilato (automatico)

        Dal 15 aprile 2026, le spese condominiali appariranno automaticamente nel quadro E del 730 precompilato, con:

        • Codice intervento (3 = spese condominiali)
        • Importo detraibile
        • Percentuale detrazione (50%, 65%, ecc.)
        • Numero rata (le detrazioni si spalmeranno in 10 anni)

        Il condòmino dovrà solo verificare la correttezza dei dati e confermare.

        2. Attestato dall’amministratore

        L’amministratore è tenuto a rilasciare a ogni condòmino un “certificato di attribuzione spese” che riporta:

        • Descrizione intervento
        • Importo totale lavori
        • Quota millesimale del condòmino
        • Importo detraibile
        • Estremi bonifici

        Questo documento serve come prova in caso di controlli fiscali e va conservato per 10 anni (durata della detrazione).

        Cosa fare se i dati non appaiono nel 730 precompilato:

        • Verificare con l’amministratore se la comunicazione è stata inviata
        • Richiedere l’attestato cartaceo
        • Compilare manualmente il quadro E con assistenza di un CAF
        • Conservare tutta la documentazione (delibera, fatture, bonifici)

        Domande Frequenti sulle Spese Condominiali

        Cosa succede se l’amministratore non invia la comunicazione entro il 17 marzo?

        I condomini rischiano di perdere la detrazione fiscale del 50% sui lavori condominiali. L’amministratore puo essere sanzionato con multe da 100 a 200 euro e i condomini possono chiedere risarcimento danni. E comunque possibile compilare manualmente il 730 conservando tutta la documentazione.

        Come faccio a sapere se il mio amministratore ha inviato la comunicazione?

        Puoi chiedere direttamente all’amministratore la ricevuta di trasmissione, oppure verificare dal 15 aprile 2026 se le spese condominiali appaiono nel tuo 730 precompilato (quadro E). In alternativa, controlla il cassetto fiscale sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

        Posso inviare io la comunicazione se l’amministratore non lo fa?

        No, l’obbligo spetta solo all’amministratore del condominio. Tuttavia, puoi sollecitarlo formalmente via PEC, convocare un’assemblea straordinaria per revocarlo, oppure rivolgerti a un CAF per compilare manualmente il 730 conservando delibera, fatture e bonifici.

        Quali spese condominiali danno diritto alla detrazione del 50%?

        Le spese detraibili al 50% includono: ristrutturazioni edilizie sulle parti comuni, efficientamento energetico (ecobonus), sismabonus, installazione fotovoltaico, recupero patrimonio edilizio. Sono escluse le spese di manutenzione ordinaria (es. pulizie, giardinaggio).

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        finanziamenti e prestiti CAF Centro Fiscale

        Stai pensando di ristrutturare casa nel 2026? I bonus ristrutturazione 2026 offrono importanti detrazioni fiscali per chi investe nella propria abitazione. La Legge di Bilancio 2026 conferma incentivi come il bonus casa 50%, l’ecobonus 65% e il bonus mobili, ma con regole più restrittive rispetto agli anni precedenti.

        Se hai bisogno di liquidità per avviare i lavori prima di recuperare le detrazioni fiscali, scopri le soluzioni di prestiti per ristrutturazione disponibili nel 2026.

        In questa guida completa, il CAF Centro Fiscale di Udine spiega quali bonus sono ancora attivi, come ottenerli, quali documenti servono e come finanziare i lavori in attesa del rimborso IRPEF.

        Bonus Ristrutturazione 2026: Detrazione 50% per Interventi Edilizi

        Il bonus ristrutturazione 2026 è la principale agevolazione fiscale per chi esegue lavori di manutenzione straordinaria, restauro e ristrutturazione edilizia sulla propria abitazione.

        Aliquota e Massimale di Spesa

        Per il 2026, la detrazione è pari al 50% delle spese sostenute, fino a un massimale di 96.000 euro per unità immobiliare. La detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi PF).

        Esempio pratico:

        • Spesa totale: 50.000 euro
        • Detrazione spettante (50%): 25.000 euro
        • Quota annuale detraibile: 2.500 euro per 10 anni

        Questo significa che per 10 anni consecutive potrai ridurre l’IRPEF dovuta di 2.500 euro annui, recuperando gradualmente l’investimento effettuato.

        Lavori Ammessi al Bonus Ristrutturazione

        Il bonus casa 50% copre una vasta gamma di interventi edilizi:

        • Manutenzione straordinaria: rifacimento bagni, cucina, pavimenti, tinteggiature straordinarie
        • Impianti: sostituzione impianto elettrico, idraulico, riscaldamento, climatizzazione
        • Infissi e serramenti: sostituzione finestre, porte blindate, persiane, scuri
        • Risparmio energetico: isolamento termico, cappotto, caldaie a condensazione
        • Sicurezza: sistemi antifurto, videocitofoni, porte blindate
        • Eliminazione barriere architettoniche: rampe, ascensori, montascale
        • Cablatura: impianti per fibra ottica, wi-fi, domotica
        • Fotovoltaico: installazione pannelli solari (con limiti specifici)

        Attenzione: La manutenzione ordinaria (piccole riparazioni, tinteggiature semplici) è ammessa solo per parti comuni condominiali, non per singole abitazioni.

        Chi Può Richiedere il Bonus

        Possono beneficiare del bonus ristrutturazione 2026:

        • Proprietari dell’immobile
        • Titolari di diritto reale (usufrutto, uso, abitazione, superficie)
        • Locatari e comodatari (con consenso del proprietario)
        • Familiari conviventi del proprietario
        • Conviventi more uxorio (coppie di fatto)

        IMPORTANTE: Chi sostiene la spesa deve essere titolare di un diritto reale sull’immobile o comunque avere un titolo giuridico che giustifichi l’esecuzione dei lavori.

        Detrazione in 10 Anni: Come Funziona

        La detrazione del 50% viene recuperata tramite la dichiarazione dei redditi in 10 rate annuali di uguale importo. Le rate iniziano dall’anno successivo a quello in cui è stata sostenuta la spesa.

        Esempio:

        • Lavori completati e pagati nel 2026
        • Prima rata detraibile: dichiarazione 2027 (redditi 2026)
        • Ultima rata: dichiarazione 2036 (redditi 2035)

        Se vendi l’immobile prima di aver goduto di tutte le 10 rate, le quote residue si trasferiscono automaticamente all’acquirente, salvo diverso accordo scritto nell’atto di compravendita.

        Ecobonus 2026: Detrazione 65% per Efficientamento Energetico

        L’ecobonus 2026 è la detrazione fiscale dedicata agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Permette di recuperare il 65% delle spese sostenute (in alcuni casi anche il 50%) per lavori che migliorano l’efficienza energetica dell’abitazione.

        Interventi Ammessi all’Ecobonus

        I principali interventi che rientrano nell’ecobonus 2026 sono:

        • Cappotto termico: isolamento delle pareti esterne (detrazione 65% fino a 60.000 euro)
        • Sostituzione caldaia: installazione caldaie a condensazione classe A+ (detrazione 65% fino a 30.000 euro)
        • Pompe di calore: impianti ad alta efficienza per riscaldamento/raffrescamento (65%)
        • Infissi e serramenti: finestre con vetrocamera, tripli vetri (50% fino a 60.000 euro)
        • Schermature solari: tende da sole, tapparelle, persiane orientabili (50%)
        • Pannelli solari termici: per produzione acqua calda (65%)
        • Sistemi di building automation: domotica per gestione energia (65%)

        Requisiti Tecnici e Asseverazioni

        Per accedere all’ecobonus 65% è necessario rispettare precisi requisiti tecnici:

        • Asseverazione tecnica: certificazione di un tecnico abilitato che attesta il rispetto dei requisiti energetici
        • Comunicazione ENEA: invio telematico dei dati entro 90 giorni dalla fine lavori sul portale ENEA (enea.it)
        • APE: Attestato di Prestazione Energetica (obbligatorio per alcuni interventi)

        Attenzione: Senza la comunicazione ENEA entro i 90 giorni dalla fine lavori, si perde il diritto alla detrazione.

        Combinazione Ecobonus e Bonus Ristrutturazione

        È possibile combinare ecobonus e bonus ristrutturazione nello stesso immobile, ma non sugli stessi lavori. Ad esempio:

        • Cappotto termico → ecobonus 65%
        • Rifacimento bagno → bonus ristrutturazione 50%

        Se un intervento rientra in entrambe le agevolazioni (es. sostituzione infissi), il contribuente può scegliere quale bonus applicare. Conviene valutare caso per caso con il supporto del CAF.

        Bonus Mobili 2026: Detrazione 50% fino a 5.000 Euro

        Il bonus mobili 2026 permette di detrarre il 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici ad alta efficienza energetica, fino a un massimo di 5.000 euro.

        Mobili ed Elettrodomestici Ammessi

        Mobili ammessi:

        • Letti, materassi, armadi, cassettiere, comodini
        • Librerie, scrivanie, tavoli, sedie
        • Divani, poltrone
        • Cucine componibili
        • Credenze, madie, comò

        Elettrodomestici ammessi:

        • Frigoriferi e congelatori (classe energetica minima E)
        • Lavatrici, lavasciugatrici, asciugatrici (classe E)
        • Lavastoviglie (classe E)
        • Forni (classe A)
        • Piani cottura elettrici
        • Cappe aspiranti

        IMPORTANTE: Non sono ammessi porte, pavimenti, tende, complementi d’arredo non elencati sopra.

        Collegamento con Ristrutturazione

        Il bonus mobili è vincolato all’esecuzione di lavori di ristrutturazione edilizia. Per accedervi è necessario:

        • Aver avviato lavori di ristrutturazione a partire dal 1° gennaio 2025
        • Gli acquisti devono essere effettuati dopo l’inizio dei lavori o nello stesso anno
        • I pagamenti devono avvenire con bonifico bancario o carta di credito/debito (non in contanti)

        Esempio pratico:

        • Lavori di ristrutturazione iniziati: marzo 2026
        • Acquisto cucina nuova: maggio 2026 (ammesso)
        • Acquisto divano: dicembre 2026 (ammesso)
        • Spesa totale mobili: 8.000 euro
        • Detrazione: 50% di 5.000 euro = 2.500 euro (il limite è 5.000)

        La detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo, come per il bonus ristrutturazione.

        Superbonus 2026: Solo Lavori Già Avviati

        Il Superbonus, l’agevolazione che ha caratterizzato gli anni 2020-2025 con detrazioni al 110%, è ormai in fase di esaurimento nel 2026.

        Situazione 2026: Ultimi Cantieri

        Nel 2026, il Superbonus è ancora applicabile solo per lavori già avviati entro il 31 dicembre 2025, con le seguenti condizioni:

        • Condomini: lavori con SAL (Stato Avanzamento Lavori) al 60% entro 31/12/2023 → Superbonus 110% fino al 31/12/2025, poi 65% per lavori conclusi entro 31/03/2026
        • Villette unifamiliari: il Superbonus è terminato il 31/12/2023 (salvo rarissime eccezioni)
        • IACP (case popolari): 65% fino al 31/12/2025

        Dal 1° gennaio 2026, non è più possibile avviare nuovi interventi con il Superbonus.

        Alternative per Chi Non Rientra più nel Superbonus

        Chi aveva programmato lavori con il Superbonus ma non rientra più nei termini può optare per:

        • Ecobonus 65% per interventi di efficientamento energetico
        • Bonus ristrutturazione 50% per lavori edilizi generici
        • Sismabonus per interventi antisismici (detrazione dal 50% al 85%)

        Queste alternative hanno percentuali inferiori ma sono ancora valide e convenienti, soprattutto se combinate con soluzioni di finanziamento per ristrutturazione.

        Come Finanziare i Lavori in Attesa del Rimborso Fiscale

        Uno dei principali ostacoli per chi vuole ristrutturare casa è la liquidità immediata. Le detrazioni fiscali del bonus ristrutturazione 2026 vengono recuperate in 10 anni, ma i lavori vanno pagati subito.

        Soluzioni di Finanziamento Disponibili

        1. Prestiti Personali per Ristrutturazione

        I prestiti personali dedicati alla ristrutturazione offrono importi elevati (fino a 50.000-75.000 euro) con tassi agevolati rispetto ai prestiti generici. Vantaggi:

        • Erogazione rapida (anche in 7-10 giorni)
        • Importo elevato
        • Durata fino a 10 anni
        • Rimborso graduale mentre recuperi le detrazioni

        2. Cessione del Quinto dello Stipendio/Pensione

        La cessione del quinto è ideale per dipendenti pubblici, privati e pensionati. Permette di ottenere liquidità immediata rimborsando una rata fissa pari al 20% dello stipendio/pensione netta.

        Vantaggi:

        • Nessuna garanzia richiesta
        • Approvazione rapida anche per over 65
        • Rate trattenute direttamente in busta paga/cedolino

        3. Prestiti con Garanzia Ipotecaria

        Per importi molto elevati (oltre 75.000 euro), si può valutare un mutuo di ristrutturazione con garanzia ipotecaria sull’immobile. Tassi molto competitivi ma iter più lungo.

        4. Anticipazione del Rimborso Fiscale

        Alcune banche e finanziarie offrono prodotti che anticipano il rimborso fiscale delle detrazioni, cedendo il credito. Attenzione: verificare costi e condizioni.

        Per approfondire tutte le opzioni di finanziamento e trovare la soluzione più adatta alle tue esigenze, visita la nostra guida completa sui prestiti per ristrutturazione.

        Documenti e Adempimenti Obbligatori

        Per accedere al bonus ristrutturazione 2026 è fondamentale rispettare precisi adempimenti documentali. La mancanza anche di un solo documento può comportare la perdita della detrazione.

        Bonifico Parlante: Come Funziona

        Tutti i pagamenti relativi ai lavori devono essere effettuati tramite bonifico bancario o postale parlante, un bonifico speciale che riporta:

        • Causale: “Bonifico per detrazione prevista dall’art. 16-bis del DPR 917/1986” (o riferimento all’ecobonus)
        • Codice fiscale del beneficiario della detrazione (chi paga)
        • Codice fiscale o Partita IVA del destinatario (impresa che esegue i lavori)

        Esempio di causale corretta:

        “Pagamento ristrutturazione edilizia art. 16-bis DPR 917/86 – CF beneficiario: RSSMRA80A01H501Z – P.IVA ditta: 01234567890”

        ATTENZIONE: Un bonifico ordinario (non parlante) fa perdere il diritto alla detrazione. La banca trattiene una ritenuta d’acconto dell’8% che viene versata direttamente all’Erario.

        Comunicazione ENEA per Interventi Energetici

        Per lavori che rientrano nell’ecobonus è obbligatorio inviare la comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori tramite il portale ufficiale:

        • Sito: detrazionifiscali.enea.it
        • Documenti da allegare: scheda descrittiva intervento, asseverazione tecnica

        La comunicazione ENEA va inviata anche per interventi di risparmio energetico che rientrano nel bonus ristrutturazione (es. caldaia a condensazione).

        Asseverazioni Tecniche

        Per alcuni interventi è necessaria l’asseverazione di un tecnico abilitato (ingegnere, architetto, geometra) che attesti:

        • Il rispetto dei requisiti tecnici previsti dalla norma
        • La conformità dei lavori al progetto approvato
        • Il miglioramento della classe energetica (per ecobonus)

        L’asseverazione va conservata insieme alla documentazione fiscale.

        Conservazione Fatture e Documenti

        Tutti i documenti relativi ai lavori vanno conservati per almeno 10 anni (durata della detrazione):

        • Fatture delle imprese
        • Ricevute dei bonifici parlanti
        • Comunicazione preventiva ASL (se prevista)
        • Titolo abilitativo comunale (CILA, SCIA, permesso di costruire)
        • Asseverazioni tecniche
        • Ricevuta comunicazione ENEA

        In caso di controlli fiscali, l’Agenzia delle Entrate può richiedere tutta la documentazione per verificare la legittimità della detrazione.

        Errori Comuni da Evitare

        Molti contribuenti perdono il diritto al bonus ristrutturazione a causa di errori evitabili. Ecco i più frequenti:

        1. Bonifico Non Parlante

        Utilizzare un bonifico ordinario invece del bonifico parlante è l’errore più comune. Conseguenze:

        • Perdita totale della detrazione
        • Impossibilità di rimediare a posteriori

        Soluzione: Verifica sempre che il bonifico sia di tipo “per ristrutturazione edilizia” e contenga tutti i dati obbligatori.

        2. Mancata Comunicazione ENEA nei 90 Giorni

        Dimenticare di inviare la comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori comporta la perdita dell’ecobonus. Non esistono proroghe o sanatorie.

        Soluzione: Affidati a un tecnico che si occupi anche degli adempimenti ENEA, oppure segna la scadenza in agenda appena terminano i lavori.

        3. Lavori Non Detraibili

        Non tutti i lavori rientrano nel bonus ristrutturazione. Ad esempio:

        • Manutenzione ordinaria (tinteggiature semplici, piccole riparazioni) su singole abitazioni
        • Acquisto mobili usati (ammessi solo nuovi)
        • Elettrodomestici senza etichetta energetica conforme

        Soluzione: Prima di iniziare i lavori, verifica con il CAF quali interventi sono ammessi.

        4. IBAN Errato per Rimborso Diretto

        Chi non ha un sostituto d’imposta (es. pensionati senza pensione, autonomi) deve indicare l’IBAN nella dichiarazione dei redditi per ricevere il rimborso. Un IBAN errato blocca il pagamento.

        Soluzione: Verifica sempre l’IBAN inserito nel 730 o Modello Redditi. L’IBAN deve essere intestato al contribuente che richiede la detrazione.

        5. Pagamento in Contanti o Assegno

        Pagare i lavori in contanti o con assegno (anche bancario) fa perdere la detrazione. L’unico metodo ammesso è il bonifico parlante (per lavori) e bonifico/carta per acquisto mobili.

        Cessione del Credito 2026: Situazione Attuale

        Una delle principali novità degli ultimi anni riguarda la cessione del credito e lo sconto in fattura, meccanismi che permettevano di cedere la detrazione fiscale a terzi (banche, imprese) o di ottenere uno sconto immediato sui lavori.

        Divieto Generale di Cessione del Credito

        Dal 2024, la cessione del credito e lo sconto in fattura sono stati aboliti per la quasi totalità dei bonus edilizi, inclusi:

        • Bonus ristrutturazione 50%
        • Ecobonus 65%
        • Bonus mobili
        • Sismabonus (salvo casi specifici)

        Questo significa che nel 2026 non è più possibile:

        • Cedere il credito fiscale a banche, poste o intermediari finanziari
        • Ottenere lo sconto in fattura dall’impresa edile

        Eccezioni Residue

        La cessione del credito rimane possibile solo per:

        • Barriere architettoniche (75%) – ma il bonus scade il 31/12/2025
        • Superbonus per lavori già avviati con comunicazione di inizio lavori entro specifiche scadenze

        Per tutti gli altri interventi, la detrazione è utilizzabile solo in dichiarazione dei redditi.

        Solo Detrazione in Dichiarazione Redditi

        Nel 2026, chi beneficia del bonus ristrutturazione deve:

        • Pagare i lavori per intero con bonifico parlante
        • Recuperare la detrazione in 10 anni tramite il modello 730 o Redditi PF
        • Eventualmente richiedere un finanziamento per coprire le spese immediate

        Questa modifica normativa ha reso fondamentale pianificare con attenzione la disponibilità finanziaria per i lavori di ristrutturazione.

        Domande Frequenti

        Serve l’ISEE per ottenere il bonus ristrutturazione 2026?

        No, il bonus ristrutturazione 2026 (detrazione 50%) non richiede alcun requisito ISEE. La detrazione spetta a tutti i contribuenti proprietari o titolari di diritto reale sull’immobile, indipendentemente dal reddito.

        Posso cumulare bonus ristrutturazione ed ecobonus sullo stesso immobile?

        Si, e possibile beneficiare sia del bonus ristrutturazione che dell’ecobonus sullo stesso immobile, ma non per gli stessi lavori. Ad esempio, puoi detrarre il rifacimento bagno con il bonus ristrutturazione 50% e il cappotto termico con l’ecobonus 65%.

        Quanto tempo ho per completare i lavori di ristrutturazione?

        Non esiste un termine massimo per completare i lavori. La detrazione spetta per le spese sostenute (pagate) nell’anno fiscale. Puoi iniziare i lavori nel 2026 e completarli nel 2027, detraendo le spese anno per anno in base ai pagamenti effettuati.

        Il rimborso del bonus ristrutturazione e immediato?

        No, il bonus ristrutturazione non prevede rimborsi immediati. La detrazione viene recuperata in 10 quote annuali tramite la dichiarazione dei redditi, riducendo l’IRPEF dovuta o aumentando il rimborso spettante. Per avere liquidita immediata, valuta un prestito per ristrutturazione.

        Cosa succede se vendo casa prima di aver usato tutte le 10 rate?

        Se vendi l’immobile prima di aver goduto di tutte le 10 rate, le quote residue di detrazione si trasferiscono automaticamente all’acquirente, salvo diverso accordo scritto formalizzato nell’atto di compravendita.

        Come posso finanziare i lavori se non ho liquidita immediata?

        Puoi richiedere un prestito personale per ristrutturazione, una cessione del quinto dello stipendio o pensione, oppure un mutuo di ristrutturazione. Visita la nostra guida completa sui prestiti per ristrutturazione per confrontare le soluzioni disponibili.

        Il bonus ristrutturazione 2026 rappresenta un’opportunità importante per chi vuole migliorare la propria abitazione beneficiando di detrazioni fiscali significative. Tra bonus casa 50%, ecobonus 65% e bonus mobili, le agevolazioni disponibili permettono di recuperare una parte consistente dell’investimento, a patto di rispettare tutti i requisiti documentali e procedurali.

        Se hai bisogno di liquidità immediata per avviare i lavori prima di recuperare le detrazioni, scopri le soluzioni di finanziamento per ristrutturazione disponibili nel 2026.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assistenza completa su tutti gli aspetti fiscali della ristrutturazione.


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        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con tutte le pratiche per ottenere il bonus ristrutturazione 2026, l’ecobonus e il bonus mobili. Ti seguiamo passo per passo per massimizzare le detrazioni fiscali.

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          CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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          Domande Frequenti sui Bonus

          Come faccio a sapere quali bonus posso richiedere?

          I bonus disponibili dipendono dalla tua situazione economica (ISEE), composizione familiare e tipo di spesa. Il CAF Centro Fiscale analizza la tua situazione e individua tutte le agevolazioni spettanti.

          Quali documenti servono per richiedere i bonus?

          Generalmente servono: ISEE in corso di validita, documento d’identita, codice fiscale e documentazione specifica. Il nostro CAF ti indica esattamente cosa portare.

          Posso richiedere piu bonus contemporaneamente?

          Si, molti bonus sono cumulabili. Ad esempio puoi avere Assegno Unico, Bonus Nido e detrazioni per spese scolastiche. Il CAF verifica la compatibilita tra le diverse agevolazioni.

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          Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

          La Legge di Bilancio 2026 conferma i bonus casa con aliquote differenziate: 50% per la prima casa e 36% per le altre abitazioni. Si tratta dell’ultima opportunita per usufruire della detrazione al 50% sulla ristrutturazione dell’abitazione principale, prima che le percentuali scendano ulteriormente nel 2027. L’ISEE non e richiesto: il beneficio spetta a tutti i contribuenti proprietari o titolari di diritto reale sull’immobile.

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          Bonus Casa 2026: Cosa Prevede la Legge di Bilancio

          La Manovra 2026, approvata in via definitiva dalla Camera dei Deputati con 216 voti favorevoli, conferma per un altro anno il sistema delle detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica.

          Le aliquote previste per il 2026 sono:

          • 50% per spese relative a interventi sull’abitazione principale
          • 36% per spese su altri immobili (seconde case, immobili locati o in uso gratuito)

          Il limite massimo di spesa resta fissato a 96.000 euro per unita immobiliare, da recuperare in 10 quote annuali di pari importo. In pratica, chi spende 96.000 euro sulla prima casa potra detrarre 4.800 euro all’anno per 10 anni (50% di 96.000 diviso 10).

          Aliquota 50%: Requisiti per la Prima Casa

          Per beneficiare della detrazione al 50%, non basta essere proprietari dell’immobile. La normativa specifica che l’agevolazione spetta ai proprietari o titolari di diritto reale (usufrutto, uso, abitazione) che utilizzano l’unita immobiliare come abitazione principale.

          In altre parole, e necessaria la coincidenza tra:

          • L’immobile oggetto dei lavori di ristrutturazione
          • La residenza anagrafica del contribuente

          Un aspetto importante riguarda la tempistica: se l’immobile non e abitazione principale all’avvio dei lavori ma lo diventa al termine degli interventi, e comunque possibile accedere all’aliquota del 50%. Per le seconde case, case vacanza o immobili dati in locazione si applica invece l’aliquota ridotta del 36%, sempre con tetto di 96.000 euro.

          Lavori Ammessi al Bonus Ristrutturazione 2026

          Il Bonus Casa 2026 copre un’ampia gamma di interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia. Tra i lavori ammessi rientrano:

          • Rifacimento bagni e cucina
          • Sostituzione infissi e serramenti
          • Realizzazione o rifacimento impianti (elettrico, idraulico, riscaldamento)
          • Consolidamento statico e antisismico
          • Installazione ascensori e scale di sicurezza
          • Realizzazione di autorimesse o posti auto
          • Efficientamento energetico (cappotto termico, caldaie a condensazione, pompe di calore)
          • Cablatura edifici e installazione impianti fotovoltaici

          Per gli interventi su parti comuni condominiali valgono le stesse aliquote: 50% se il condominio e composto prevalentemente da abitazioni principali dei condomini, 36% negli altri casi.

          Come Funziona la Detrazione in 10 Rate Annuali

          La detrazione fiscale del Bonus Casa 2026 viene recuperata attraverso la dichiarazione dei redditi in 10 quote annuali di pari importo.

          Esempio pratico: supponiamo di spendere 60.000 euro per ristrutturare l’abitazione principale nel 2026.

          • Spesa totale: 60.000 euro
          • Detrazione spettante (50%): 30.000 euro
          • Importo annuale detraibile: 3.000 euro (30.000 / 10)

          Nel modello 730 o Redditi PF degli anni dal 2027 al 2036, si potra indicare una detrazione di 3.000 euro annui, che ridurra l’IRPEF dovuta o aumentera il rimborso spettante.

          Importante: a differenza degli anni scorsi, non e piu possibile cedere il credito a terzi o ottenere lo sconto in fattura. Il beneficio e utilizzabile esclusivamente come detrazione nella propria dichiarazione dei redditi.

          Bonus Mobili 2026: Confermato al 50% con Tetto 5.000 Euro

          Insieme al Bonus Casa, la Legge di Bilancio 2026 conferma anche il Bonus Mobili ed Elettrodomestici.

          L’agevolazione permette di detrarre il 50% delle spese sostenute per acquisto di mobili nuovi (cucine, letti, armadi, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, divani) e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata (frigoriferi A+, lavatrici A, lavastoviglie A).

          Il limite di spesa e fissato a 5.000 euro per unita immobiliare. Requisito fondamentale: gli acquisti devono essere collegati a lavori di ristrutturazione iniziati a partire dal 1 gennaio 2025.

          Cosa Cambia dal 2027: Aliquote in Calo

          Il 2026 rappresenta l’ultima opportunita per usufruire della detrazione al 50% sulla ristrutturazione dell’abitazione principale. Dal 2027 in poi, infatti, le aliquote subiranno un progressivo ridimensionamento.

          Calendario delle riduzioni:

          • 2027: 36% per la prima casa, 30% per le altre abitazioni
          • Dal 2028: 30% per tutte le abitazioni (senza distinzione)

          Per questo motivo, chi ha in programma lavori di ristrutturazione importanti potrebbe valutare di anticiparli al 2026 per beneficiare dell’aliquota piu vantaggiosa.

          Superbonus e Bonus Barriere: Fine Corsa nel 2025

          La Legge di Bilancio 2026 segna la definitiva chiusura di due agevolazioni che hanno caratterizzato gli ultimi anni.

          Superbonus: non e prevista alcuna proroga oltre il 2025. Gli ultimi interventi condominiali ancora in corso si concludono entro il 31 dicembre 2025 con aliquota al 65%. Dal 1 gennaio 2026 il Superbonus non sara piu disponibile.

          Bonus Barriere Architettoniche (75%): anche questa detrazione scade il 31 dicembre 2025 senza proroghe. Gli interventi finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche potranno comunque rientrare nel Bonus Ristrutturazione ordinario al 50% o 36%, ma senza l’aliquota maggiorata del 75%.

          Bonifico Parlante e Documentazione Obbligatoria

          Per accedere al Bonus Casa 2026 e fondamentale rispettare precisi adempimenti documentali.

          Bonifico parlante: tutti i pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico bancario o postale dedicato alle ristrutturazioni edilizie, che riporta:

          • Causale del versamento con riferimento normativo (articolo 16-bis DPR 917/86)
          • Codice fiscale del beneficiario della detrazione
          • Codice fiscale o partita IVA del destinatario del pagamento

          Documentazione da conservare: fatture dei lavori, ricevute dei bonifici parlanti, comunicazione preventiva ASL (se prevista), titolo abilitativo comunale (CILA, SCIA, permesso di costruire), asseverazioni tecniche per interventi di efficientamento energetico.

          Domande Frequenti

          Serve l’ISEE per il Bonus Casa 2026?

          No, il Bonus Casa 2026 (detrazione 50% o 36% per ristrutturazioni) non richiede alcun requisito ISEE. L’agevolazione spetta a tutti i contribuenti proprietari o titolari di diritto reale sull’immobile, indipendentemente dal reddito.

          Posso usare il Bonus Casa sulla seconda casa?

          Si, il Bonus Casa 2026 e valido anche per le seconde case, ma con aliquota ridotta al 36% anziche 50%. Il tetto di spesa resta 96.000 euro per unita immobiliare, con detrazione in 10 quote annuali.

          Quali sono le scadenze per i lavori nel 2026?

          I lavori possono essere eseguiti in qualsiasi momento del 2026. Per fruire della detrazione e necessario che le spese siano sostenute (pagate) entro il 31 dicembre 2026. La detrazione si recuperera dal 2027 in poi in 10 rate annuali.

          Il Bonus Casa 2026 e cumulabile con altri bonus?

          Il Bonus Casa (ristrutturazione) non e cumulabile con l’Ecobonus sugli stessi lavori. E invece cumulabile con il Bonus Mobili se collegato a interventi di ristrutturazione. Non e possibile cumulo con Superbonus o Bonus Barriere (scaduti nel 2025).

          Cosa succede se vendo casa prima di aver usato tutte le 10 rate?

          In caso di vendita dell’immobile, le quote residue di detrazione non ancora utilizzate si trasferiscono automaticamente all’acquirente, salvo diverso accordo tra le parti formalizzato nell’atto di compravendita.


          Fonti: Legge di Bilancio 2026, Agenzia delle Entrate – Guida Bonus Casa

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          bonus per la casa per i lavori di ristrutturazione edilizia vengono confermati e potenziati dalla prossima Legge di Bilancio.Le modifiche dovrebbero riguardare tutti i crediti di imposta che già esistono:
          1. ristrutturazioni semplici al 50%
          2. risparmio energetico al 65%
          3. sismabonus, con punte di agevolazione all’85%

          Le agevolazioni coinvolte con il Bonus casa 2018

          • Detrazione del 50% per ristrutturazione edilizia fino ad un tetto complessivo di 96mila euro di spesa (sia per le singole abitazioni sia i lavori in condominio, manutenzione ordinaria compresa)
          • Detrazione del 65% per interventi di efficienza energetica: la proposta è quella di prorogarla per altri 5 anni.
          • Detrazione del 50% sull’Iva pagata per acquisti dal costruttore di case in classe A o B
          • Cedolare secca al 10% sugli affitti a canone concordato.

          Novità Sismabonus

          La nuova agevolazione fiscale può essere richiesta per gli interventi iniziati a partire dal 1° gennaio 2017 fino a al 31 dicembre 2021. La quota di detrazione è variabile in funzione dell’efficacia dell’intervento e della tipologia di immobile e comprende anche la detraibilità della diagnosi sismica dell’edificio.

          Domande Frequenti sui Bonus

          Come faccio a sapere quali bonus posso richiedere?

          I bonus disponibili dipendono dalla tua situazione economica (ISEE), composizione familiare e tipo di spesa. Il CAF Centro Fiscale analizza la tua situazione e individua tutte le agevolazioni spettanti.

          Quali documenti servono per richiedere i bonus?

          Generalmente servono: ISEE in corso di validita, documento d’identita, codice fiscale e documentazione specifica. Il nostro CAF ti indica esattamente cosa portare.

          Posso richiedere piu bonus contemporaneamente?

          Si, molti bonus sono cumulabili. Ad esempio puoi avere Assegno Unico, Bonus Nido e detrazioni per spese scolastiche. Il CAF verifica la compatibilita tra le diverse agevolazioni.

          Approfondimenti

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          Oltre 30 anni di esperienza al servizio di privati e aziende del Friuli Venezia Giulia.

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