CAF, IMU, TASI E MODELLO F24Dichiarazione IMU 2026: Quando è Obbligatoria, Scadenze e SanzioniLa dichiarazione IMU 2026 è uno degli adempimenti fiscali più sottovalutati dai proprietari di immobili: molti la confondono con il versamento dell’imposta, altri non sanno quando è effettivamente obbligatoria presentarla. Eppure omettere questa comunicazione al Comune può costare sanzioni salate, dal 100% al 200% dell’imposta non dichiarata. Se hai acquistato, venduto o modificato l’uso di un immobile nel 2025, devi verificare entro il 30 giugno 2026 se sei tenuto a presentare la dichiarazione IMU. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: i casi in cui è obbligatoria, le scadenze, il modello da usare, come ravvederti se sei in ritardo e le sanzioni previste dalla legge.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cos’è la dichiarazione IMU e a cosa serveL’Imposta Municipale Propria (IMU), disciplinata dall’art. 1, commi 739-783 della Legge 160/2019 (Legge di Bilancio 2020), è un tributo locale che si articola in due distinti adempimenti, spesso confusi tra loro:Il versamento IMU: il pagamento dell’imposta dovuta, effettuato tramite modello F24 in due rate (acconto 16 giugno, saldo 16 dicembre).La dichiarazione IMU: una comunicazione al Comune che informa di variazioni nella situazione dell’immobile non conoscibili automaticamente dagli archivi catastali o fiscali.Questi due obblighi sono indipendenti: puoi dover versare l’IMU senza presentare alcuna dichiarazione, oppure doverti presentare la dichiarazione senza che sia cambiato nulla nel calcolo dell’imposta. La finalità della dichiarazione è esclusivamente informativa: serve a comunicare al Comune fatti e variazioni che influenzano il calcolo corretto dell’IMU o il diritto a riduzioni/esenzioni, ma che l’ente locale non può conoscere autonomamente dalle banche dati a sua disposizione.Il riferimento normativo principale per la dichiarazione IMU è il D.M. 29 luglio 1998 (modello e istruzioni), aggiornato dalle disposizioni introdotte dalla L. 160/2019. Per i chiarimenti sull’obbligatorietà, il MEF ha emanato la Risoluzione n. 1/DF/2022, che ha precisato numerose casistiche di dubbio interpretativo. Approfondisci la guida dichiarazione IMU per un quadro completo degli adempimenti. Quando è obbligatoria la dichiarazione IMU 2026La dichiarazione IMU è obbligatoria quando si verificano variazioni che il Comune non può conoscere autonomamente attraverso i propri sistemi informativi (catasto, banche dati fiscali). In pratica, deve essere presentata ogni volta che il contribuente acquisisce o perde il diritto a un’esenzione, a una riduzione dell’aliquota o a un’agevolazione, e tale variazione non è rilevabile d’ufficio. Di seguito le principali casistiche per il 2026 (riferite a variazioni intervenute nel corso del 2025). 1. Comodato d’uso gratuito a parenti di primo gradoChi concede un immobile in comodato gratuito a un genitore o figlio che lo utilizza come abitazione principale ha diritto alla riduzione del 50% della base imponibile IMU, ai sensi dell’art. 1, comma 747, lett. c) della L. 160/2019. Condizioni: il comodante deve possedere un solo immobile in Italia (oltre a quello già adibito ad abitazione principale), risiedere e avere la dimora abituale nello stesso Comune dell’immobile concesso in comodato, e il contratto deve essere registrato. La dichiarazione IMU è obbligatoria per comunicare questa situazione al Comune, che altrimenti non può applicare la riduzione.2. Immobili inagibili o inabitabiliPer i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, l’IMU si calcola sulla base imponibile ridotta al 50% (art. 1, comma 747, lett. b) L. 160/2019). L’inagibilità deve essere accertata dall’ufficio tecnico comunale con perizia, oppure dal contribuente tramite dichiarazione sostitutiva. La dichiarazione IMU è necessaria per comunicare al Comune l’insorgenza di questa condizione. La stessa regola si applica agli immobili colpiti da calamità naturali (terremoti, alluvioni) formalmente riconosciute.3. Immobili di interesse storico-artisticoGli immobili riconosciuti di interesse storico-artistico ai sensi del D.Lgs. 42/2004 (Codice dei Beni Culturali) beneficiano della riduzione del 50% della base imponibile IMU. Se nel 2025 è intervenuto il riconoscimento ufficiale dell’interesse storico-artistico, il contribuente deve presentare la dichiarazione IMU per comunicare al Comune il diritto alla riduzione.4. Locazioni a canone concordatoGli immobili locati a canone concordato (contratti 3+2 ai sensi della L. 431/1998) beneficiano della riduzione del 25% dell’IMU dovuta. Se nel 2025 hai stipulato o rinnovato un contratto di locazione a canone concordato, devi presentare la dichiarazione IMU al Comune per accedere all’agevolazione. Attenzione: la riduzione si applica sull’imposta finale (non sulla base imponibile), quindi è più conveniente di quanto possa sembrare.5. Immobili rurali strumentaliI fabbricati rurali strumentali all’attività agricola (art. 9, comma 3-bis, D.L. 557/1993) sono esenti dall’IMU. Se nel 2025 un immobile ha acquisito o perso la qualifica di rurale strumentale (ad esempio per cambio di destinazione d’uso o variazione catastale), è necessario presentare la dichiarazione IMU per comunicare al Comune il mutamento.6. Terreni agricoli: variazioni di conduzione o proprietàI terreni agricoli godono di regimi differenziati in base alla conduzione (coltivatori diretti, IAP) e alla localizzazione geografica (montagna, collina, pianura). Se nel 2025 è cambiata la qualifica del conduttore, la proprietà del terreno o la sua destinazione, la dichiarazione IMU terreno edificabile potrebbe essere necessaria. In particolare, la dichiarazione è obbligatoria per i terreni edificabili quando varia il valore venale in commercio che costituisce la base imponibile IMU.7. Immobili ERP e IACP (edilizia residenziale pubblica)Gli immobili appartenenti a enti dell’edilizia residenziale pubblica (IACP e assimilati) godono dell’aliquota ridotta pari a quella per l’abitazione principale con le relative detrazioni. I soggetti titolari di questi immobili devono presentare la dichiarazione IMU per comunicare al Comune la natura degli immobili e le variazioni nella destinazione d’uso.8. Cooperative a proprietà indivisaLe cooperative edilizie a proprietà indivisa che destinano gli alloggi ai soci assegnatari come abitazione principale sono assimilate all’abitazione principale ai fini IMU (esenzione). La dichiarazione è necessaria per comunicare questa condizione al Comune e per segnalare eventuali variazioni nel numero di alloggi assegnati.9. Enti non commerciali: uso misto degli immobiliGli enti non commerciali che utilizzano immobili in parte per attività istituzionali esenti e in parte per attività commerciali devono calcolare l’IMU proporzionalmente alla quota commerciale. La dichiarazione IMU è obbligatoria per questi soggetti, con modalità e tempistiche specifiche.10. Variazioni della rendita catastaleSe nel 2025 è variata la rendita catastale dell’immobile (ad esempio a seguito di ristrutturazione con variazione catastale, o di accatastamento di nuove unità immobiliari), la dichiarazione IMU potrebbe essere necessaria per comunicare la variazione al Comune, specialmente se la nuova rendita non è ancora recepita automaticamente nelle banche dati comunali.Ecco una tabella riepilogativa delle principali casistiche:CasisticaRiduzione/BeneficioDichiarazione obbligatoria?Comodato gratuito a parenti 1° grado-50% base imponibileSìImmobile inagibile/inabitabile-50% base imponibileSìImmobile storico-artistico-50% base imponibileSìLocazione canone concordato-25% imposta finaleSìFabbricato rurale strumentaleEsenzione totaleSìTerreno edificabile: variazione valoreVariazione base imponibileSìIACP/ERPAliquota abitazione principaleSìCooperativa a proprietà indivisaEsenzioneSìEnte non commerciale (uso misto)Proporzionale alla quota commercialeSìVariazione rendita catastale rilevanteVariazione base imponibileSì (se non rilevabile d’ufficio)Quando NON è obbligatoria la dichiarazione IMUNon tutti i proprietari di immobili sono tenuti a presentare la dichiarazione IMU ogni anno. La regola generale è che la dichiarazione non è necessaria quando le variazioni sono già conoscibili dal Comune attraverso le proprie banche dati. In particolare, la dichiarazione IMU non è obbligatoria nei seguenti casi:Abitazione principale ordinaria: l’esenzione dall’IMU per la prima casa (cat. A/1, A/8, A/9 escluse) è automatica e non richiede alcuna dichiarazione, perché il Comune la rileva dalla residenza anagrafica del contribuente.Acquisto o vendita di immobili soggetti a tassazione ordinaria: se acquisti o vendi un immobile non esente e non agevolato, non devi presentare la dichiarazione IMU perché il Comune viene informato automaticamente tramite gli atti notarili e le banche dati catastali.Situazione immutata rispetto all’anno precedente: se non è cambiato nulla nella tua situazione patrimoniale immobiliare e hai già presentato la dichiarazione in anni precedenti (o non eri tenuto a presentarla), non devi ripresentarla ogni anno.Prima presentazione già effettuata: la dichiarazione IMU ha valore permanente. Una volta presentata per una determinata situazione (es. comodato gratuito), non deve essere ripresentata ogni anno se le condizioni restano invariate — solo in caso di modifica delle condizioni.Variazioni conoscibili dal Comune: ad esempio, la costituzione, modifica o estinzione di un diritto reale (usufrutto, uso, abitazione) risultante da atto notarile registrato e trascritto, che il Comune può rilevare autonomamente.Per i IMU 2026 pensionati, la situazione può essere più complessa: i pensionati residenti all’estero (AIRE) beneficiano di un’esenzione IMU su una sola unità abitativa in Italia, ma solo se il Comune ha aderito. In tal caso, la dichiarazione IMU potrebbe essere necessaria per comunicare la residenza estera e il diritto all’esenzione. Scadenze dichiarazione IMU 2026La scadenza per la presentazione della dichiarazione IMU è fissata dalla legge al 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione. Quindi:Anno variazioneScadenza dichiarazione2025 (variazioni intervenute nel 2025)30 giugno 20262026 (variazioni che interverranno nel 2026)30 giugno 20272024 (variazioni del 2024, già scaduta)30 giugno 2025 (già trascorso)Attenzione alle festività: se il 30 giugno cade di sabato o domenica o in un giorno festivo, la scadenza è prorogata al primo giorno lavorativo successivo. Nel 2026, il 30 giugno è un martedì, quindi la scadenza è confermata al 30 giugno 2026.La dichiarazione IMU va presentata al Comune competente, ovvero al Comune nel cui territorio si trovano gli immobili oggetto di dichiarazione. Se si hanno immobili in Comuni diversi, occorre presentare una dichiarazione separata per ciascun Comune.Per conoscere gli altri adempimenti fiscali in scadenza, consulta anche la nostra guida sui tributi locali 2026. Come si presenta la dichiarazione IMU 2026 Il modello ufficialeLa dichiarazione IMU si presenta utilizzando il modello ufficiale approvato con D.M. 29 luglio 1998 e successive modificazioni. Il modello è composto da un frontespizio e da una serie di quadri (A, B, C, D, E) che raccolgono le informazioni sugli immobili oggetto di dichiarazione. Il MEF aggiorna periodicamente il modello e le relative istruzioni; per il 2026 occorre verificare se siano state apportate modifiche rispetto alla versione precedente.Il modello è scaricabile gratuitamente dal sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze (www.mef.gov.it) nella sezione dedicata alla fiscalità locale, oppure può essere richiesto direttamente all’ufficio tributi del Comune.Modalità di presentazioneLa dichiarazione IMU può essere presentata con le seguenti modalità:Consegna diretta allo sportello: presso l’ufficio tributi del Comune competente, che rilascia ricevuta di presentazione.Invio postale: tramite raccomandata con avviso di ricevimento, all’ufficio tributi del Comune. La data di spedizione fa fede per il rispetto della scadenza.Via PEC: in molti Comuni è possibile inviare la dichiarazione all’indirizzo PEC dell’ufficio tributi, allegando il modello in formato PDF. Verifica la disponibilità sul sito del tuo Comune.Portale telematico: alcuni Comuni mettono a disposizione portali online (es. il portale del federalismo fiscale) che consentono la compilazione e presentazione telematica della dichiarazione IMU.Documenti necessariPer compilare correttamente la dichiarazione IMU ti serviranno:Visura catastale dell’immobile (dati catastali: foglio, particella, subalterno, categoria, rendita)Atto di acquisto, donazione, successione o altro titolo di possessoContratto di comodato registrato (se si richiede la riduzione per comodato)Contratto di locazione a canone concordato (se si richiede la riduzione del 25%)Perizia tecnica di inagibilità o dichiarazione sostitutiva (se si richiede la riduzione per inagibilità)Documentazione del vincolo storico-artistico (se applicabile)Codice fiscale del dichiaranteSanzioni per omessa o tardiva dichiarazione IMULe sanzioni per la mancata o tardiva presentazione della dichiarazione IMU sono disciplinate dal D.Lgs. 471/1997 e, in caso di accertamento con adesione, dal D.Lgs. 218/1997. Ecco le principali:ViolazioneSanzioneMinimo assolutoOmessa dichiarazioneDal 100% al 200% dell’imposta dovuta51 euroDichiarazione infedeleDal 50% al 100% della maggiore imposta51 euroTardiva dichiarazione (oltre 90 giorni dalla scadenza)Dal 100% al 200% (come omessa)51 euroTardiva dichiarazione (entro 90 giorni dalla scadenza)1/9 del minimo (ravvedimento)VariabileLe sanzioni si applicano sull’imposta che non è stata correttamente calcolata o comunicata. Se, ad esempio, non hai presentato la dichiarazione per il comodato gratuito a tuo figlio e per questo motivo hai versato meno IMU del dovuto (paradossalmente, potrebbe essere il Comune ad aver applicato l’aliquota ordinaria invece di quella ridotta), le sanzioni vengono calcolate sulla differenza d’imposta.Ravvedimento operoso: come mettersi in regolaSe ti accorgi di aver omesso la dichiarazione IMU, puoi regolarizzare la situazione con il ravvedimento operoso, versando sanzioni ridotte rispetto a quelle applicabili in caso di accertamento d’ufficio. Le riduzioni previste dal D.Lgs. 471/1997 e dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997 sono:Tempistica del ravvedimentoRiduzione sanzioneSanzione effettiva (su base 100%)Entro 30 giorni dalla scadenza1/10 del minimo10%Da 31 a 90 giorni dalla scadenza1/9 del minimo11,11%Entro 1 anno dalla violazione1/8 del minimo12,5%Entro 2 anni dalla violazione1/7 del minimo14,28%Oltre 2 anni dalla violazione1/6 del minimo16,67%Dopo presentazione PVC1/5 del minimo20%Si ricorda che il ravvedimento operoso è possibile solo finché non sia stato notificato un atto di accertamento da parte del Comune. Considera anche la possibilità della rottamazione IMU 2026 per le somme già iscritte a ruolo, che potrebbe consentire l’abbattimento di sanzioni e interessi.Casi pratici: esempi di dichiarazione IMU obbligatoria Caso 1: Comodato gratuito a figlio (riduzione 50%)Situazione: Mario, residente a Udine, possiede un appartamento (cat. A/3) nello stesso Comune. A gennaio 2025 lo ha concesso gratuitamente in comodato al figlio, che ci abita come abitazione principale. Il contratto è stato registrato. Mario ha diritto alla riduzione del 50% della base imponibile IMU.Obbligo dichiarazione: Sì. Entro il 30 giugno 2026, Mario deve presentare la dichiarazione IMU al Comune di Udine, indicando i dati del contratto di comodato e confermando il possesso dei requisiti (un solo immobile oltre la prima casa, stessa residenza nel Comune).Calcolo del risparmio: Se la rendita catastale dell’appartamento è 500 euro, la base imponibile ordinaria è 500 × 168 = 84.000 euro. Con la riduzione del 50% la base scende a 42.000 euro. Applicando l’aliquota ordinaria dell’1% (esempio), Mario pagherebbe 420 euro invece di 840 euro: un risparmio di 420 euro annui.Caso 2: Appartamento reso inagibile da alluvioneSituazione: Luisa possiede un appartamento (cat. A/2) che nel maggio 2025 è stato gravemente danneggiato da un’alluvione. L’ufficio tecnico comunale ha certificato l’inagibilità. L’immobile non è attualmente utilizzabile.Obbligo dichiarazione: Sì. Entro il 30 giugno 2026 Luisa deve presentare la dichiarazione IMU allegando la perizia tecnica comunale che certifica l’inagibilità, per ottenere la riduzione del 50% della base imponibile per il 2025.Nota: Se il Comune ha già rilevato d’ufficio l’inagibilità (es. attraverso i propri uffici tecnici che hanno verificato i danni), potrebbe non essere necessaria la dichiarazione. Verificare con l’ufficio tributi locale.Caso 3: Terreno edificabile con variazione di valoreSituazione: Giuseppe possiede un terreno classificato come edificabile. Nel 2025, il Comune ha approvato una variante urbanistica che ha modificato il valore venale del terreno da 100.000 a 150.000 euro.Obbligo dichiarazione: Sì. Giuseppe deve presentare la dichiarazione IMU terreno edificabile per comunicare la variazione del valore venale, che costituisce la base imponibile IMU. La base imponibile corrispondente salirà da 100.000 a 150.000 euro.Calcolo IMU aggiuntiva: Con aliquota 0,76% (aliquota base legale IMU), l’IMU sul valore aggiuntivo di 50.000 euro è: 50.000 × 0,0076 = 380 euro in più annui.Caso 4: Locazione a canone concordato (riduzione 25%)Situazione: Anna ha stipulato a marzo 2025 un contratto di locazione 3+2 a canone concordato per il suo appartamento (cat. A/3) a Udine. L’accordo è stato sottoscritto dalle associazioni di categoria e registrato regolarmente.Obbligo dichiarazione: Sì. Anna deve presentare la dichiarazione IMU entro il 30 giugno 2026, allegando o indicando i dati del contratto di locazione concordata, per ottenere la riduzione del 25% sull’IMU dovuta per il 2025.Risparmio concreto: Se l’IMU ordinaria dovuta è 800 euro, con la riduzione del 25% diventa 600 euro: 200 euro di risparmio annuo.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sulla dichiarazione IMU 2026La dichiarazione IMU va presentata ogni anno?No. La dichiarazione IMU non va presentata ogni anno, ma solo quando si verifica una variazione rispetto alla situazione già comunicata (o già conoscibile dal Comune). Una volta presentata per una determinata situazione (es. comodato gratuito), vale anche per gli anni successivi senza necessità di rinnovo, a condizione che le circostanze non cambino. Se la situazione rimane invariata, non occorre ripresentare la dichiarazione. Cosa succede se presento la dichiarazione IMU in ritardo?Se presenti la dichiarazione IMU dopo la scadenza del 30 giugno 2026, sei esposto a sanzioni. Se la presenti entro 90 giorni dalla scadenza (quindi entro il 28 settembre 2026), puoi avvalerti del ravvedimento operoso con sanzione ridotta all’1/9 del minimo (circa 11% invece del 100-200%). Oltre i 90 giorni, la sanzione è pari a quella per omessa dichiarazione (100-200% dell’imposta). Presenta la dichiarazione anche se sei in ritardo: è sempre meglio regolarizzarsi autonomamente che attendere un accertamento d’ufficio. Devo presentare la dichiarazione IMU se vendo la mia seconda casa?In generale, la vendita di un immobile soggetto a tassazione ordinaria non richiede la presentazione della dichiarazione IMU, perché il trasferimento di proprietà è già comunicato al Comune attraverso l’atto notarile. Tuttavia, se l’immobile venduto godeva di un’agevolazione (es. era concesso in comodato o era inagibile), la cessazione del beneficio potrebbe richiedere la presentazione della dichiarazione IMU. Consulta l’ufficio tributi del Comune per verificare il tuo caso specifico. Il CAF può presentare la dichiarazione IMU al posto mio?Sì. Il CAF (Centro di Assistenza Fiscale) è abilitato ad assistere il contribuente nella compilazione e presentazione della dichiarazione IMU. I nostri esperti di Centro Fiscale possono verificare se sei tenuto a presentare la dichiarazione, compilare il modello correttamente e trasmetterlo al Comune per tuo conto. Contattaci al 0432 1638640 oppure vieni presso il nostro sportello di Udine in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B. Qual è la differenza tra dichiarazione IMU e versamento IMU?Il versamento IMU è il pagamento dell’imposta, effettuato tramite F24 in due rate (acconto a giugno, saldo a dicembre). La dichiarazione IMU è invece una comunicazione al Comune di variazioni non conoscibili automaticamente, che influenzano il calcolo dell’imposta. Sono due adempimenti separati e indipendenti: potresti dover fare solo il versamento (situazione ordinaria), solo la dichiarazione (es. variazione di aliquota già pagata correttamente) o entrambi. Cosa rischio se non presento la dichiarazione IMU e il Comune la scopre?Se il Comune rileva d’ufficio l’omessa dichiarazione (ad esempio attraverso controlli incrociati tra banche dati), notifica un avviso di accertamento con sanzioni dal 100% al 200% dell’imposta non dichiarata, più interessi moratori. Il minimo assoluto è 51 euro. A quel punto non puoi più avvalerti del ravvedimento operoso (disponibile solo in assenza di accertamenti) e puoi solo aderire all’accertamento con adesione (D.Lgs. 218/1997) per ottenere una riduzione delle sanzioni a 1/3. La tempestiva regolarizzazione spontanea è sempre la scelta più conveniente. Conclusione: hai bisogno di aiuto con la dichiarazione IMU?La dichiarazione IMU 2026 è un adempimento che può generare dubbi e incertezze, soprattutto quando si hanno situazioni immobiliari complesse (comodati, inagibilità, terreni edificabili, locazioni concordate). La scadenza del 30 giugno 2026 è ravvicinata: non aspettare l’ultimo momento per verificare se sei tenuto a presentarla.Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per:Verificare se sei obbligato a presentare la dichiarazione IMUCompilare correttamente il modello ufficialePresentare la dichiarazione al Comune per tuo contoCalcolare l’IMU dovuta e verificare eventuali agevolazioni spettantiAssisterti in caso di accertamenti o sanzioniPuoi contattarci al 0432 1638640, scriverci su WhatsApp al 366 6018121 o inviarci una email a info@centrofiscale.com. Il nostro ufficio si trova in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.Per approfondire altri aspetti legati all’IMU, puoi consultare anche la guida sulla rottamazione quinquies tributi locali, che potrebbe interessarti se hai importi IMU arretrati da regolarizzare. Maggio 29, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-29 08:22:402026-05-31 17:40:53Dichiarazione IMU 2026: Quando è Obbligatoria, Scadenze e Sanzioni
CAFBonus Mobili 2025 per Inquilini e Comodatari: Guida CompletaMolti inquilini e comodatari pensano che il Bonus Mobili 2025 sia riservato solo ai proprietari di casa. In realtà, anche chi vive in affitto o in comodato può beneficiare della detrazione fiscale del 50% sull’acquisto di mobili ed elettrodomestici, a determinate condizioni.Il Bonus Mobili 2025 è una delle agevolazioni fiscali più apprezzate, introdotta nel 2013 e rinnovata dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024). Permette di detrarre dall’IRPEF il 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici nuovi, entro un limite massimo di spesa di 5.000 euro per il 2025.Ma quali sono i requisiti per gli inquilini? Che documentazione serve? E come funziona il legame con gli interventi di ristrutturazione? In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine rispondiamo a tutte le domande e forniamo esempi pratici per aiutarti a ottenere la detrazione anche se non sei proprietario dell’immobile. Indice dei contenutiCos’è il Bonus Mobili 2025 e chi può richiederloLimiti di spesa e detrazione per il 2025Il legame obbligatorio con la ristrutturazioneRequisiti specifici per inquilini: cosa serveRequisiti specifici per comodatariDocumentazione obbligatoria da conservareCosa si può acquistare e cosa noCome richiedere la detrazione nel 730Differenze tra inquilino e comodatarioCos’è il Bonus Mobili 2025 e chi può richiederlo Il Bonus Mobili 2025 è una detrazione fiscale IRPEF del 50% riconosciuta su acquisti di:Mobili nuovi (cucine, divani, letti, armadi, librerie, tavoli, sedie, comodini, materassi, illuminazione, ecc.)Grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A per i forni, alla E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie, alla F per frigoriferi e congelatori (secondo la nuova etichettatura energetica in vigore dal 1° marzo 2021)Chi può richiederlo?Secondo la circolare 29/E del 18 settembre 2013 dell’Agenzia delle Entrate, hanno diritto alla detrazione tutti i soggetti che sostengono le spese di ristrutturazione, anche se non sono proprietari dell’immobile. Rientrano quindi:SoggettoPuò accedere al Bonus?CondizioniProprietario✅ SìSostiene spese di ristrutturazioneInquilino✅ SìCon contratto registrato + consenso proprietarioComodatario✅ SìCon contratto registrato + consenso comodanteUsufruttuario✅ SìCon titolo registratoNudo proprietario✅ SìSe sostiene le speseConvivente more uxorio✅ SìSe sostiene le spese (anche se non intestatario)Fonte normativa: Art. 16-bis DPR 917/1986 (TUIR), Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024), Circolare Agenzia Entrate 29/E/2013.Limiti di spesa e detrazione per il 2025 Per il 2025, il Bonus Mobili prevede:Limite massimo di spesa: 5.000 euro (ridotto rispetto ai precedenti 8.000 euro del 2023-2024)Percentuale di detrazione: 50%Detrazione massima ottenibile: 2.500 euro (50% di 5.000 euro)Ripartizione: in 10 quote annuali di pari importoEsempio pratico n. 1 – Inquilino che acquista cucina:Marco è inquilino di un appartamento a Udine. Nel 2025 effettua interventi di manutenzione straordinaria nel bagno (con consenso del proprietario) per 6.000 euro e acquista una cucina completa per 4.500 euro.Calcolo detrazione:Spesa mobili: 4.500 euro (entro il limite di 5.000 euro)Detrazione 50%: 2.250 euroRipartizione: 225 euro all’anno per 10 anni (dal 2026 al 2035)Marco recupererà quindi 225 euro all’anno nella dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi) per i prossimi 10 anni.Importante: Il limite di 5.000 euro è riferito all’unità immobiliare oggetto di ristrutturazione, non al singolo contribuente. Se più persone (es. coniugi inquilini) effettuano acquisti per la stessa casa, il limite complessivo resta 5.000 euro.Il legame obbligatorio con la ristrutturazione Condizione fondamentale: il Bonus Mobili è accessorio alla detrazione per le ristrutturazioni edilizie (art. 16-bis TUIR). Significa che devi aver sostenuto spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio sull’immobile dove collocherai i mobili.Quali interventi danno diritto al Bonus Mobili?Manutenzione straordinaria (es. rifacimento bagno, sostituzione pavimenti, impianti)Restauro e risanamento conservativoRistrutturazione ediliziaRicostruzione o ripristino immobile danneggiato da eventi calamitosiRestauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia su parti comuni condominiali⚠️ NON danno diritto al Bonus Mobili:Manutenzione ordinaria (es. tinteggiatura, sostituzione piastrelle)Acquisto di mobili senza ristrutturazioneRistrutturazioni iniziate prima del 1° gennaio 2024 (per mobili acquistati nel 2025)Tempistica fondamentale:Gli acquisti di mobili ed elettrodomestici devono essere effettuati tra il 1° gennaio 2025 e il 31 dicembre 2025, ma la data di inizio lavori della ristrutturazione deve essere:Dal 1° gennaio 2024 in poi (per acquisti 2025)Esempio pratico n. 2 – Tempistica corretta:Giulia, inquilina, inizia lavori di ristrutturazione bagno il 15 marzo 2025 (data comunicazione inizio lavori). Acquista mobili per il bagno il 10 maggio 2025. ✅ Tempistica corretta: ha diritto al Bonus.Esempio pratico n. 3 – Tempistica errata:Luca, inquilino, ha effettuato ristrutturazione nel 2023. Acquista mobili a gennaio 2025. ❌ NON ha diritto: i lavori sono troppo vecchi rispetto all’acquisto mobili.Requisiti specifici per inquilini: cosa serve Se sei inquilino e vuoi beneficiare del Bonus Mobili 2025, devi rispettare questi requisiti:1. Contratto di locazione regolarmente registratoIl contratto di affitto deve essere registrato presso l’Agenzia delle Entrate. I contratti non registrati (in nero) non danno diritto alla detrazione.2. Consenso scritto del proprietarioPer effettuare interventi di ristrutturazione, l’inquilino deve avere il consenso formale del proprietario (locatore). Il consenso può essere:Inserito nel contratto di locazioneRilasciato con scrittura privata separataContenuto in una comunicazione scrittaImportante: conserva la documentazione che prova il consenso del proprietario (copia contratto, lettera firmata, email con conferma).3. Fatture e bonifici intestati all’inquilinoLe fatture per i lavori di ristrutturazione e per l’acquisto dei mobili devono essere intestate a te (inquilino che sostiene la spesa), non al proprietario.I pagamenti devono essere effettuati con:Bonifico parlante (bonifico per ristrutturazioni edilizie, codice tributo specifico) per i lavori di ristrutturazioneBonifico bancario o postale, carte di credito/debito o finanziamento a rate per l’acquisto dei mobili ed elettrodomestici⚠️ NON sono ammessi pagamenti in contanti (nemmeno parziali).4. Documentazione lavori di ristrutturazioneDevi conservare:Comunicazione inizio lavori al Comune (CILA, SCIA, permesso di costruire) se necessariaFatture e bonifici parlanti delle spese di ristrutturazioneDichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà (se i lavori non necessitano di titoli abilitativi)Requisiti specifici per comodatari Se vivi in comodato d’uso gratuito (tipicamente immobile concesso da un familiare), puoi accedere al Bonus Mobili con questi requisiti:1. Contratto di comodato registratoIl contratto di comodato deve essere redatto per iscritto e registrato presso l’Agenzia delle Entrate entro 20 giorni dalla stipula. La registrazione ha un costo fisso di 200 euro.Differenza con l’affitto: nel comodato non c’è corrispettivo (canone), ma il contratto deve comunque essere formalizzato e registrato per accedere alle detrazioni fiscali.2. Consenso del comodanteIl comodante (proprietario che concede l’immobile) deve autorizzare il comodatario a effettuare i lavori di ristrutturazione. L’autorizzazione può essere:Inserita nel contratto di comodatoRilasciata con scrittura privata3. Spese intestate al comodatarioCome per gli inquilini, fatture e pagamenti devono essere intestati al comodatario (chi usufruisce dell’immobile e sostiene le spese).Esempio pratico n. 4 – Comodatario figlio:Sara vive in un appartamento di proprietà dei genitori con contratto di comodato registrato. Nel 2025 effettua lavori di rifacimento cucina (con consenso genitori) per 8.000 euro e acquista mobili nuovi per 5.000 euro.Calcolo detrazione:Spesa mobili: 5.000 euro (limite massimo 2025)Detrazione 50%: 2.500 euroRecupero annuale: 250 euro/anno per 10 anniSara recupera la detrazione nella propria dichiarazione dei redditi, non in quella dei genitori proprietari.Documentazione obbligatoria da conservarePer beneficiare del Bonus Mobili 2025 come inquilino o comodatario, devi conservare tutta la documentazione per eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate (fino a 8 anni dalla presentazione della dichiarazione).Documentazione ristrutturazione:✅ Titolo abilitativo (CILA, SCIA, permesso di costruire) se richiesto✅ Dichiarazione sostitutiva se i lavori non necessitano di titolo✅ Fatture delle imprese per i lavori (con ritenuta d’acconto 4% se applicabile)✅ Bonifici parlanti (bonifico per ristrutturazione edilizia art. 16-bis TUIR)✅ Comunicazione ENEA se gli interventi riguardano risparmio energeticoDocumentazione rapporto con proprietario:✅ Contratto di locazione/comodato registrato✅ Ricevuta registrazione contratto✅ Consenso proprietario/comodante per i lavoriDocumentazione acquisto mobili:✅ Fatture d’acquisto intestate a te (con descrizione dettagliata dei beni)✅ Ricevute bonifico/carta di credito (NO contanti)✅ Scheda tecnica elettrodomestici con classe energetica (per grandi elettrodomestici)Consiglio del CAF: conserva tutto in formato digitale (scansioni PDF) e crea una cartella dedicata “Bonus Mobili 2025” con tutti i documenti ordinati per data. Questo faciliterà la compilazione del 730 o del Modello Redditi.Cosa si può acquistare e cosa no Il Bonus Mobili 2025 copre l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici nuovi. Ecco un elenco dettagliato:✅ Mobili ammessi:Letti, materassi, armadi, cassettiere, comodiniLibrerie, scrivanie, tavoli, sedie, divani, poltroneCredenze, cucine componibiliApparecchi di illuminazione (lampadari, lampade, applique)✅ Grandi elettrodomestici ammessi (con requisiti classe energetica):ElettrodomesticoClasse energetica minimaFrigoriferi, congelatoriClasse F o superioreLavatrici, lavasciugatrici, lavastoviglieClasse E o superioreForniClasse A o superioreApparecchi cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamentoSenza vincolo classe (devono essere nuovi)Nota importante: La nuova etichettatura energetica europea è in vigore dal 1° marzo 2021. Le classi vanno ora da A (massima efficienza) a G (minima). Le vecchie classi A+, A++, A+++ non esistono più.❌ NON sono ammessi:Mobili usati o d’antiquariatoPorte, finestre, tende, tendaggiPavimentazioni (parquet, piastrelle)Piccoli elettrodomestici (aspirapolvere, ferri da stiro, robot da cucina)Televisori, computer, smartphoneArredi da giardino (gazebo, sdraio, ombrelloni)Come richiedere la detrazione nel 730La detrazione del Bonus Mobili si richiede nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo all’acquisto. Per spese sostenute nel 2025, la detrazione si richiederà nel 730/2026 o Modello Redditi 2026 (da presentare tra aprile e settembre 2026).Nel Modello 730:Dovrai compilare il Quadro E – Oneri e spese, sezione I “Spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio”:Righi E41-E53: inserisci le spese di ristrutturazione (lavori edili)Righi E57-E59: inserisci le spese per acquisto mobili ed elettrodomestici (collegati alla ristrutturazione)Dovrai indicare:Dati catastali dell’immobileImporto totale spesa mobili (max 5.000 euro)Percentuale detrazione (50%)Numero rate (10)Cosa succede in caso di capienza IRPEF insufficiente?Se l’IRPEF dovuta è inferiore alla quota annuale di detrazione, la parte eccedente NON si recupera. La detrazione non utilizzata si perde.Esempio:Detrazione annuale Bonus Mobili: 250 euroIRPEF dovuta: 150 euroDetrazione effettiva: 150 euro (100 euro si perdono)Suggerimento CAF: se hai IRPEF bassa, valuta se conviene intestare le spese a un altro familiare convivente con reddito più alto (es. coniuge), se anche lui sostiene materialmente le spese.Differenze tra inquilino e comodatario Sebbene inquilini e comodatari abbiano diritto al Bonus Mobili con requisiti simili, ci sono alcune differenze importanti:AspettoInquilino (locazione)Comodatario (comodato)Rapporto contrattualeLocazione a titolo oneroso (con canone)Comodato gratuito (senza canone)Costo registrazione2% canone annuo (min. 67 euro) + imposta di bollo 16 euro ogni 100 righe200 euro fissiDurata minima contratto4+4 anni (libero) o 3+2 (concordato)Nessuna durata minimaObbligo manutenzioni ordinarieA carico inquilinoA carico comodatario (salvo patti contrari)Diritto detrazione ristrutturazioni✅ Sì (con consenso proprietario)✅ Sì (con consenso comodante)Diritto Bonus Mobili✅ Sì✅ SìCaso particolare – Comodato a familiari:Il comodato tra parenti entro il primo grado (genitori-figli) è molto comune. In questo caso:Il comodante (genitore proprietario) può beneficiare di riduzione IMU se l’immobile è adibito ad abitazione principale del comodatarioIl comodatario (figlio) può detrarre le spese di ristrutturazione e Bonus Mobili nella propria dichiarazione📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sul Bonus Mobili per Inquilini e ComodatariPosso ottenere il Bonus Mobili se sono in affitto?Sì, anche gli inquilini possono beneficiare del Bonus Mobili 2025 se hanno un contratto di locazione registrato, il consenso del proprietario per effettuare lavori di ristrutturazione, e sostengono materialmente le spese.Il Bonus Mobili funziona anche senza ristrutturazione?No, il Bonus Mobili è sempre collegato a interventi di ristrutturazione edilizia. Devi aver effettuato lavori di manutenzione straordinaria, restauro o ristrutturazione sull’immobile. Non basta acquistare mobili.Quanto posso detrarre con il Bonus Mobili 2025?Il limite massimo di spesa è 5.000 euro per il 2025. La detrazione è del 50%, quindi puoi recuperare fino a 2.500 euro in 10 anni (250 euro all’anno).Posso pagare i mobili in contanti?No, i pagamenti in contanti non sono ammessi. Devi pagare con bonifico, carta di credito, carta di debito o finanziamento. Conserva sempre le ricevute dei pagamenti tracciabili.Il comodatario può accedere al Bonus Mobili?Sì, anche chi vive in comodato gratuito può ottenere il Bonus Mobili, a condizione che il contratto di comodato sia registrato e ci sia il consenso del comodante (proprietario) per i lavori di ristrutturazione.Quali elettrodomestici danno diritto al bonus?Sono ammessi i grandi elettrodomestici nuovi con specifici requisiti di classe energetica: frigoriferi classe F o superiore, lavatrici e lavastoviglie classe E o superiore, forni classe A o superiore. Piccoli elettrodomestici e TV non rientrano.Le spese devono essere intestate a me o al proprietario?Le fatture e i bonifici devono essere intestati a chi sostiene effettivamente le spese, quindi all’inquilino o al comodatario, non al proprietario. Solo chi paga può detrarre.Fino a quando è valido il Bonus Mobili?Il Bonus Mobili è stato prorogato fino al 31 dicembre 2025 dalla Legge di Bilancio 2025. Gli acquisti devono essere effettuati entro questa data e collegati a ristrutturazioni iniziate dal 1 gennaio 2024 in poi.Il Bonus Mobili 2025 rappresenta un’opportunità concreta anche per inquilini e comodatari, non solo per i proprietari. Con un limite di spesa di 5.000 euro e una detrazione del 50%, puoi recuperare fino a 2.500 euro in 10 anni per rinnovare l’arredamento della tua casa.Ricorda i requisiti fondamentali:✅ Contratto di locazione/comodato registrato✅ Consenso del proprietario/comodante per i lavori di ristrutturazione✅ Spese intestate a te e pagate con metodi tracciabili✅ Ristrutturazione iniziata dal 1° gennaio 2024✅ Acquisti effettuati entro il 31 dicembre 2025La compilazione del 730 o del Modello Redditi può essere complessa, soprattutto per verificare la corretta indicazione di tutti i dati catastali e documentali.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze e detrazioni: una email a settimana con tutto quello che ti serve sapere. Iscriviti GratisNiente spam. Cancellati quando vuoi.Richiedi Assistenza per il Bonus Mobili 2025 Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare i requisiti, preparare la documentazione e compilare correttamente il 730 per ottenere la detrazione Bonus Mobili.I nostri servizi:Verifica requisiti per inquilini e comodatariControllo documentazione (contratto, consenso, fatture, bonifici)Compilazione 730 o Modello Redditi con inserimento dati catastaliAssistenza completa per ristrutturazioni e detrazioni fiscaliContattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF Guide Turistiche: Regime IVA e Fatturazione 2026 Se sei una guida turistica abilitata o stai pensando di intraprendere questa professione, una delle domande più frequenti riguarda il regime IVA applicabile. La normativa fiscale italiana prevede infatti regole specifiche per i servizi delle… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-23 07:52:522026-02-23 07:52:52Guide Turistiche: Regime IVA e Fatturazione 2026CAF Guide Turistiche e Regime IVA: Quando Applicare l’EsenzioneIl regime IVA delle guide turistiche è uno degli aspetti più delicati nella gestione fiscale di questa professione. 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Grazie al supporto whap con Roberta Pubblicato su Alessandra Capello 30/12/2025 Servizio ottimo!!!! Super efficiente!!!!! Operatore molto disponibile e gentile!!!! Soddisfattissima!!!!!! Pubblicato su Samuel R. 27/12/2025 Mi sono rivolto a loro online e Mirsada è riuscita a fare di tutto! Veramente estremamente preparata e competente oltre a professionale. Bravi davvero Pubblicato su Serhii Kovalchuk 22/12/2025 Professionalità e umanità: una combinazione rara. Grazie CAF! Essendo stranieri, affrontare le pratiche burocratiche in Italia può essere molto complesso, ma il vostro CAF è stata una piacevolissima eccezione. Siamo sinceri: io e mia moglie non abbiamo mai incontrato persone così disponibili e gentili come qui. Un ringraziamento speciale va a Sara. È una vera professionista: estremamente competente, precisa ed efficace in ogni questione che le abbiamo sottoposto. La sua disponibilità è stata straordinaria. Apprezziamo moltissimo anche la comodità della comunicazione via WhatsApp. Vivendo a 30 km da Udine, la possibilità di chiarire dubbi e ricevere consulenze rapide online è un enorme vantaggio che facilita tutto il processo. Grazie a tutto il centro per un'assistenza così preziosa e di qualità. Un grazie di cuore a Sara per il suo ottimo lavoro! Pubblicato su SILVIA P 22/12/2025 Ho conosciuto questo centro grazie a un collega per una pratica per mia madre, per la quale mia sorella aveva avuto ben 3 appuntamenti presso altro centro in altra regione, per sentirsi dire che mia madre non me aveva diritto. Qui non solo la pratica è stata evasa, ma in tempi record e senza dovermici recare personalmente. E, da sottolineare, a 3 gg da natale. Perciò grazie e super consigliato. Efficienza e velocità. Ah, non l'ho detto, pratica fatta in giornata. Bravi! Pubblicato su Noura Omrani 22/12/2025 Sono super bravi gentili e professionali consiglio Pubblicato su Moldovan Madalina Ancuta 22/12/2025 Bravissimi, molto cordiali e disponibili, e soprattutto molto veloci. Raccomando volentieri!!😀 Pubblicato su Valentina Simeoni 21/12/2025 Mi sono rivolta a questo patronato per risolvere una questione con il congedo maternità. Sono rimasta estremamente soddisfatta, mi hanno dato appuntamento in brevissimo tempo, il personale é giovane ,preparato e competente. Ho avuto il piacere di conoscere Sara che é stata gentilissima e velocissima nel darmi una mano. Sicuramente mi affiderò a loro per il prossimo ISEE e 730. Pubblicato su Xhoana Lika 19/12/2025 Ho avuto un’ottima esperienza al CAF grazie a Sara. È una ragazza molto preparata, disponibile e paziente, mi ha seguita passo dopo passo chiarendo ogni dubbio e aiutandomi con diverse pratiche in modo preciso e professionale. Si vede che lavora con competenza e attenzione verso le persone. Davvero consigliata! Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleFebbraio 16, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2016/11/bonus-mobili-640x342.jpg 342 640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-16 12:53:042026-05-31 16:50:05Bonus Mobili 2025 per Inquilini e Comodatari: Guida Completa
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