NOTIZIEBonus energia macchinari salvavita: come funziona e come ottenerloChi utilizza a casa un macchinario elettromedicale salvavita, come un ventilatore polmonare, una macchina per la dialisi o un concentratore di ossigeno, sostiene ogni mese costi molto elevati in bolletta elettrica. Per alleviare questo peso esiste il bonus energia macchinari salvavita, un’agevolazione pensata per le famiglie che hanno tra i propri componenti una persona con gravi condizioni di salute. Si tratta di uno sconto diretto sulla bolletta della luce, riconosciuto dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) a prescindere dal reddito del nucleo familiare.A differenza di altre agevolazioni, infatti, il bonus energia per macchinari salvavita non richiede la presentazione dell’ISEE: ciò che conta è la certificazione medica che attesta la necessità di utilizzare l’apparecchiatura. Vediamo nel dettaglio come funziona, chi può richiederlo e quali sono i passaggi previsti per ottenerlo.Indice dei contenutiCos’è il bonus energia per chi usa macchinari salvavitaChi ha diritto al bonus energia macchinari salvavitaQuanto vale il bonus energia macchinari salvavitaCome ottenere il bonus energia macchinari salvavitaDomande frequenti sul bonus energia macchinari salvavitaCos’è il bonus energia per chi usa macchinari salvavitaIl bonus energia macchinari salvavita, noto anche come bonus per disagio fisico, rientra nel più ampio sistema dei bonus sociali sulle utenze domestiche. Mentre il bonus sociale per disagio economico dipende dal valore dell’ISEE, questa misura nasce per compensare i maggiori consumi elettrici generati da apparecchiature elettromedicali indispensabili alla sopravvivenza o alla cura di una persona.In pratica, lo Stato riconosce che chi ha bisogno di tenere accesi ventilatori polmonari, macchine per la dialisi o altri dispositivi salvavita anche per molte ore al giorno consuma molta più energia rispetto a una famiglia media. Per questo motivo è previsto uno sconto proporzionale, applicato direttamente sulla bolletta elettrica, che va a ridurre il costo dei consumi legati a questi apparecchi. Chi ha diritto al bonus energia macchinari salvavitaIl bonus energia macchinari salvavita spetta ai nuclei familiari in cui è presente una persona che, per la propria condizione di salute, deve utilizzare in modo continuativo un’apparecchiatura elettromedicale ad alto consumo energetico. Le apparecchiature elettromedicali che danno diritto al bonus sono individuate dal Decreto del Ministero della Salute del 13 gennaio 2011: tra quelle più diffuse rientrano:Ventilatori polmonari e apparecchi per la ventilazione assistita, compresi i dispositivi CPAPMacchine per la dialisi peritoneale o per l’emodialisi domiciliareConcentratori di ossigeno e apparecchi per l’ossigenoterapiaNutripompe utilizzate per l’alimentazione artificialeMaterassi antidecubito, carrozzine elettriche e sollevatori elettrici, mobili o fissiLa necessità di utilizzare uno di questi macchinari deve essere attestata dalla ASL di competenza, che rilascia una certificazione sanitaria da allegare alla domanda. Non basta quindi possedere l’apparecchio in casa: occorre una certificazione medica che confermi l’effettiva necessità terapeutica del suo utilizzo continuativo.Chi si trova ad affrontare situazioni di disabilità può inoltre valutare altre forme di tutela economica, come i bonus disabilità ottenibili anche tramite giudice e tribunale, spesso complementari a questa agevolazione sull’energia elettrica. Quanto vale il bonus energia macchinari salvavitaL’importo del bonus energia macchinari salvavita non è uguale per tutti, ma varia in base a tre elementi: la potenza impegnata del contratto di fornitura elettrica, la tipologia di apparecchiatura utilizzata e il numero di ore di utilizzo giornaliero del macchinario. In generale, più il dispositivo richiede energia e più a lungo resta acceso nell’arco della giornata, maggiore sarà lo sconto riconosciuto in bolletta.L’agevolazione viene calcolata su fasce di consumo aggiuntivo rispetto a un’utenza domestica standard e viene ripartita sulle bollette dei dodici mesi successivi alla presentazione della domanda, così da distribuire il beneficio nel tempo anziché erogarlo in un’unica soluzione. Gli importi in vigore dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, definiti nelle tabelle ufficiali ARERA, vanno da 142,35 euro all’anno nella fascia minima (extra consumo fino a 600 kWh/anno e potenza fino a 3 kW) a 463,55 euro all’anno nella fascia massima (extra consumo oltre 1.200 kWh/anno e potenza da 4,5 kW in su); nella fascia media, tra 600 e 1.200 kWh/anno aggiuntivi, il bonus va da 284,70 a 335,80 euro annui a seconda della potenza impegnata. Per conoscere lo sconto esatto applicabile al proprio caso è quindi indispensabile fare riferimento alle tabelle in vigore al momento della domanda, che vengono periodicamente rivalutate. Come ottenere il bonus energia macchinari salvavitaPer ottenere il bonus energia macchinari salvavita è necessario presentare una domanda specifica, diversa da quella prevista per il bonus sociale legato al reddito. La richiesta va indirizzata al Comune di residenza, oppure a un altro ente indicato dal Comune stesso, utilizzando l’apposito modulo comunemente indicato come modulo B.Per completare la pratica servono in genere alcuni documenti fondamentali:Certificazione rilasciata dalla ASL che attesta la necessità del macchinario salvavitaModulo di richiesta compilato con i dati dell’utenza elettrica intestataDocumento di identità del richiedente e, se diverso, del beneficiario dell’apparecchiaturaCodice fiscale della persona che utilizza il macchinario elettromedicaleUna volta accolta la domanda, il fornitore di energia elettrica applica automaticamente lo sconto sulle bollette successive, senza che il beneficiario debba presentare ulteriori richieste per ogni fattura. Il bonus per disagio fisico, inoltre, non deve essere rinnovato: viene erogato fino al cessato uso delle apparecchiature elettromedicali. Se cambiano i macchinari utilizzati o le ore di utilizzo giornaliero è possibile presentare una domanda di variazione con lo stesso modulo B, mentre quando le apparecchiature non vengono più usate occorre informare tempestivamente il proprio venditore di energia elettrica. Domande frequenti sul bonus energia macchinari salvavitaIl bonus energia macchinari salvavita richiede l’ISEE?No. A differenza del bonus sociale per disagio economico, il bonus energia per macchinari salvavita non dipende dal reddito o dall’ISEE del nucleo familiare, ma dalla presenza di un componente che utilizza un’apparecchiatura elettromedicale salvavita.Quali documenti servono per richiedere il bonus energia macchinari salvavita?Servono principalmente la certificazione ASL che attesta la necessità del macchinario, il modulo di domanda con i dati dell’utenza elettrica e i documenti di identità del richiedente e del beneficiario.Il bonus energia macchinari salvavita va rinnovato ogni anno?No. ARERA chiarisce che il bonus per disagio fisico non deve essere rinnovato e viene erogato fino al cessato uso delle apparecchiature elettromedicali. Va invece presentata una domanda di variazione se cambiano le apparecchiature utilizzate o le ore di utilizzo giornaliero.Il bonus energia macchinari salvavita è cumulabile con altre agevolazioni?Sì, in linea generale può essere cumulato con il bonus sociale per disagio economico legato all’ISEE, poiché si tratta di due misure con presupposti diversi: una legata al reddito, l’altra alla condizione di salute.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. Settembre 8, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/Bonus-Energia.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-08 19:00:002026-09-05 19:19:31Bonus energia macchinari salvavita: come funziona e come ottenerlo
NOTIZIEEnergia elettrica ai massimi del mese: PUN in rialzo oggi a 0,206 €/kWh – 27 Agosto 2026Giovedì 27 agosto 2026 il Prezzo Unico Nazionale (PUN) dell’energia elettrica tocca il livello più alto del mese, attestandosi a 0,206 euro per kilowattora. Il dato, rilevato sul mercato all’ingrosso italiano GME (Gestore Mercati Energetici), segna un rialzo significativo rispetto ai giorni precedenti e riaccende l’attenzione sulle bollette della luce per famiglie e piccole imprese.In questo articolo analizziamo le cause del rialzo, il confronto con i valori recenti di agosto 2026 e i consigli pratici per chi vuole ottimizzare i consumi o valutare un’offerta sul mercato libero.Indice dei contenutiCos’è il PUN e perché conta per la tua bollettaPUN oggi, 27 agosto 2026: 0,206 €/kWh ai massimi del meseCause del rialzo: perché il prezzo è salitoConfronto storico: andamento PUN ad agosto 2026Impatto sulla bolletta: cosa significa per le famiglieCome risparmiare sulla luce quando il PUN saleDomande frequenti (FAQ)Cos’è il PUN e perché conta per la tua bolletta Il PUN, acronimo di Prezzo Unico Nazionale, è la quotazione media dell’energia elettrica scambiata ogni giorno sul Mercato del Giorno Prima (MGP) gestito dal GME. Si tratta, in parole semplici, del prezzo a cui le compagnie elettriche acquistano energia all’ingrosso prima di rivenderla ai consumatori finali.Perché dovrebbe interessarti? Per due ragioni principali:Mercato tutelato (TUTELE GRADUALI): il prezzo che paghi per la componente energia nella bolletta è aggiornato trimestralmente da ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) e si basa proprio sull’andamento del PUN nei mesi precedenti.Mercato libero con indicizzazione: molte offerte a prezzo variabile sul mercato libero sono direttamente agganciate al PUN giornaliero o mensile. Quando il PUN sale, sale anche la tua bolletta.Monitorare il PUN ti permette quindi di capire come si muove il mercato dell’energia e di valutare il momento giusto per cambiare offerta o fornitore.PUN oggi, 27 agosto 2026: 0,206 €/kWh ai massimi del mese Nella giornata di mercoledì 27 agosto 2026, il PUN ha registrato un valore di 0,206 euro per kilowattora (€/kWh), il livello più alto toccato nel corso del mese di agosto. Il dato rappresenta un aumento rispetto ai giorni immediatamente precedenti: solo il 25 agosto il PUN si era attestato a 0,191 €/kWh (fonte: rilevazione PUN del 25 agosto 2026).DataPUN (€/kWh)Variazione25 agosto 20260,191–27 agosto 20260,206+7,9%Un incremento di circa il 7,9% in due giorni, che riporta il prezzo sopra la soglia psicologica dei 20 centesimi per kWh. Soglia che, lo ricordiamo, era già stata superata più volte nella prima metà dell’anno, ma che durante l’estate era rimasta prevalentemente al di sotto.Cause del rialzo: perché il prezzo è salito Il rialzo del PUN al 27 agosto 2026 è riconducibile a una combinazione di fattori tipici dei periodi di fine estate:Ripresa della domanda industriale: con la riapertura delle attività produttive dopo la pausa ferragostana, la domanda di energia elettrica dalle imprese è tornata a crescere, aumentando la pressione sul mercato all’ingrosso.Riduzione della produzione rinnovabile: i giorni di fine agosto spesso registrano un calo nella produzione fotovoltaica rispetto ai picchi di luglio, complice una minore irradiazione solare nelle ore centrali della giornata. Questo obbliga il sistema a ricorrere di più alle centrali termoelettriche, che hanno costi marginali più alti.Andamento del gas naturale: il prezzo del gas sul mercato europeo (TTF) influenza direttamente il costo di produzione dell’energia termoelettrica. Eventuali tensioni sul mercato del gas si trasferiscono rapidamente sul PUN.Scambi con l’estero: le interconnessioni con i mercati francese, svizzero e sloveno influenzano il prezzo finale. Quando i prezzi esteri sono elevati, anche il PUN italiano tende a salire per effetto degli arbitraggi commerciali.Questi fattori, presi singolarmente, sarebbero gestibili. La loro combinazione simultanea ha però amplificato il rialzo, portando il PUN ai livelli più alti registrati nell’intero mese.Confronto storico: andamento PUN ad agosto 2026 Per capire la portata di questo rialzo è utile contestualizzarlo nell’andamento del PUN nel corso di agosto 2026. Il mese ha mostrato un’evoluzione in due fasi:Prima metà di agosto: prezzi tendenzialmente più contenuti, con il PUN che ha oscillato tra 0,170 e 0,190 €/kWh grazie alla forte produzione rinnovabile (solare e eolica) e alla domanda ancora ridotta per le ferie estive.Fine agosto: progressiva ripresa verso l’alto, accelerata nella giornata del 27 con il picco mensile a 0,206 €/kWh.Il valore di 0,206 €/kWh resta comunque inferiore ai picchi storici registrati durante la crisi energetica del 2022, quando il PUN aveva superato anche 0,50 €/kWh. Tuttavia, rispetto al 2024, i prezzi del 2026 si mantengono su livelli strutturalmente più elevati, riflettendo le tensioni ancora presenti sui mercati internazionali del gas e la maggiore domanda di elettricità legata alla transizione energetica (veicoli elettrici, pompe di calore, data center).Impatto sulla bolletta: cosa significa per le famigliePer le famiglie italiane, il rialzo del PUN si traduce in modo diverso a seconda del tipo di contratto energetico:Mercato tutelato (Tutele Graduali): il prezzo dell’energia viene aggiornato da ARERA ogni trimestre. Il rialzo di fine agosto influencerà quindi il prezzo del quarto trimestre 2026 (ottobre-dicembre), che sarà definito nelle prossime settimane. Le famiglie in tutela non subiscono oscillazioni immediate, ma dovranno aspettarsi un aggiornamento a ottobre.Offerta a prezzo fisso sul mercato libero: chi ha sottoscritto un’offerta con prezzo bloccato non risente delle variazioni giornaliere del PUN. Il prezzo rimane stabile per la durata del contratto.Offerta a prezzo variabile (indicizzata al PUN): è la categoria più esposta. Le famiglie con questo tipo di contratto vedranno riflesso l’aumento del PUN nelle prossime bollette, generalmente con un mese di ritardo.Per un nucleo familiare medio che consuma circa 2.700 kWh all’anno (225 kWh al mese), un aumento del PUN di 0,015 €/kWh (come quello registrato tra il 25 e il 27 agosto) si traduce in circa 3,40 euro in più al mese sulla componente energia. Una cifra apparentemente contenuta, ma che su base annua può pesare se i prezzi restano elevati per diversi mesi. Come risparmiare sulla luce quando il PUN saleQuando il prezzo dell’energia è in rialzo, ci sono alcune strategie concrete che le famiglie possono adottare per limitare l’impatto sulle bollette:Spostare i consumi nelle ore notturne o nei weekend: il PUN orario varia durante la giornata. Lavatrice, lavastoviglie e altri elettrodomestici ad alto consumo costano meno se usati di notte (23:00-7:00) o nel weekend, quando il prezzo orario è generalmente più basso.Valutare un’offerta bioraria o multioraria: alcune offerte del mercato libero prevedono tariffe diverse in base alla fascia oraria. Se usi i grandi elettrodomestici fuori dai picchi, puoi risparmiare anche il 15-20% sulla componente energia.Confrontare le offerte disponibili: il comparatore offerte luce 2026 di Centro Fiscale ti permette di valutare le soluzioni più convenienti sul mercato libero in base ai tuoi consumi reali.Ridurre i consumi in stand-by: televisori, decoder, router e caricabatterie sempre inseriti nella presa possono incidere per il 10-15% dei consumi totali. Usa prese multiple con interruttore per spegnerli completamente quando non li usi.Verificare se hai diritto al Bonus Energia: famiglie con ISEE fino a 9.796 euro (20.000 euro per nuclei con almeno 4 figli) hanno diritto al bonus energia elettrica che riduce automaticamente la bolletta. Verifica i requisiti aggiornati con il tuo CAF.Domande frequenti (FAQ) Il PUN di 0,206 €/kWh è il prezzo che pago in bolletta?No, il PUN è il prezzo all’ingrosso dell’energia. La bolletta che paghi include anche la distribuzione, il trasporto, le imposte (IVA e accise) e i servizi di sistema. Il prezzo finale per il consumatore è sempre superiore al PUN.Quanto durerà questo rialzo del PUN?Il PUN è un indice giornaliero molto volatile. Non è possibile prevedere con certezza la durata di questo rialzo. Generalmente, con il ritorno della piena attività produttiva di settembre e l’eventuale aumento della produzione da fonti rinnovabili, i prezzi potrebbero stabilizzarsi. Tuttavia, eventuali tensioni sul mercato del gas europeo possono mantenere i prezzi elevati.Devo passare al mercato libero per risparmiare?Non esiste una risposta universale. Il mercato libero può offrire risparmi interessanti, soprattutto con offerte a prezzo fisso quando il PUN è basso. Tuttavia, le offerte a prezzo variabile possono risultare più costose in periodi di rialzo come quello attuale. Prima di cambiare, confronta attentamente le offerte disponibili e valuta il tuo profilo di consumo.Dove posso trovare il PUN aggiornato ogni giorno?Il dato ufficiale è pubblicato quotidianamente dal GME (Gestore Mercati Energetici) sul sito mercatoelettrico.org. Centrofiscale.com aggiorna regolarmente le rilevazioni del PUN con analisi e confronti per aiutarti a capire l’andamento del mercato.Il bonus energia è ancora attivo ad agosto 2026?Sì, il bonus energia elettrica (è detto anche sconto in bolletta) è un’agevolazione strutturale per i nuclei familiari con basso ISEE. La soglia aggiornata dal 1° gennaio 2026 è 9.796 euro di ISEE (20.000 euro per famiglie con almeno 4 figli), come stabilito da ARERA con delibera 2/2026/R/com. Non ha una scadenza annuale fissa: viene confermato o aggiornato nelle Leggi di Bilancio. Per verificare i requisiti e presentare domanda, rivolgiti a un CAF abilitato.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Agosto 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/Bonus-Energia.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-28 12:00:002026-08-28 10:35:54Energia elettrica ai massimi del mese: PUN in rialzo oggi a 0,206 €/kWh – 27 Agosto 2026
NOTIZIERitenute e utili grandi gruppi energetici: versamenti anticipati 2026I grandi gruppi del settore energetico sono chiamati a effettuare versamenti anticipati di somme commisurate alle ritenute sugli utili deliberati. Una misura che incide direttamente sulla gestione finanziaria delle società energetiche e che riflette la volontà del legislatore di anticipare il gettito fiscale legato alla distribuzione degli utili. Ecco tutto quello che c’è da sapere.Indice dei contenutiCosa sono i versamenti anticipati sulle ritenuteChi sono i grandi gruppi energetici coinvoltiCome funziona la norma: meccanismo e base imponibileScadenze e modalità di versamentoDomande frequenti Cosa sono i versamenti anticipati sulle ritenuteQuando una società distribuisce utili ai propri soci o azionisti, deve applicare una ritenuta fiscale sull’importo distribuito e versarla all’Erario. In condizioni ordinarie questo versamento avviene nel momento in cui gli utili vengono effettivamente erogati.La normativa introdotta per i grandi gruppi energetici prevede invece un meccanismo diverso: l’obbligo di versare anticipatamente somme commisurate alle ritenute su utili che sono stati già deliberati dall’assemblea dei soci, ma non ancora materialmente corrisposti. In parole semplici: la società deve pagare le tasse sugli utili prima ancora di distribuirli effettivamente.Questo meccanismo di anticipo del gettito fiscale è stato introdotto per assicurare allo Stato risorse in tempi più rapidi, sfruttando la capacità finanziaria dei grandi operatori del comparto energia. Chi sono i grandi gruppi energetici coinvoltiLa norma si rivolge specificamente ai grandi gruppi societari del settore energetico. Non riguarda, quindi, le piccole imprese o i singoli professionisti, ma le realtà aziendali di dimensioni rilevanti che operano nella produzione, distribuzione e commercializzazione di energia (elettrica, gas e altri combustibili).Rientrano tipicamente nell’ambito di applicazione le società che:Fanno parte di un gruppo consolidato ai sensi della normativa fiscale e civilistica italianaOperano prevalentemente nel settore energetico (codici ATECO del comparto energia, gas, vapore)Superano determinate soglie dimensionali in termini di fatturato o utili deliberatiDeliberano la distribuzione di utili significativi ai propri sociPer i privati cittadini e le piccole partite IVA che investono in titoli energetici quotati, le regole ordinarie sulla tassazione dei dividendi restano invariate: la ritenuta del 26% viene applicata dalla banca o dall’intermediario finanziario al momento dell’accredito degli utili. Come funziona la norma: meccanismo e base imponibileIl meccanismo del versamento anticipato funziona in modo abbastanza tecnico, ma proviamo a spiegarlo in modo semplice. Immagina che una grande società energetica decida, in assemblea, di distribuire 100 milioni di euro di utili ai propri azionisti.In condizioni normali, la ritenuta verrebbe versata all’Erario quando gli utili vengono effettivamente pagati agli azionisti (ad esempio entro 30 giorni dalla delibera). Con la nuova norma, invece, la società deve procedere al versamento anticipato già al momento della delibera, o entro termini molto ravvicinati rispetto ad essa.La base imponibile su cui calcolare le somme da versare in anticipo è rappresentata dall’ammontare complessivo degli utili deliberati. Le aliquote applicabili sono quelle ordinarie previste dalla normativa italiana sulle ritenute alla fonte:26% sulla quota di utili distribuiti a soci persone fisiche non imprenditori (ritenuta a titolo d’imposta)1,20% sulla quota di utili distribuiti a società residenti in Italia soggette a IRES (ritenuta d’acconto)Aliquote specifiche per soggetti non residenti, in base alle convenzioni internazionali contro la doppia imposizioneIl versamento anticipato viene poi scomputato dall’imposta dovuta al momento della distribuzione effettiva. In pratica funziona come un acconto: la società non paga due volte, ma anticipa semplicemente i tempi. Scadenze e modalità di versamentoLe modalità operative per il versamento anticipato prevedono l’utilizzo del modello F24, con codici tributo specifici indicati dall’Agenzia delle Entrate per questa tipologia di pagamento.In linea generale, il versamento anticipato deve essere effettuato entro termini ravvicinati rispetto alla data della delibera assembleare di distribuzione degli utili. Le società energetiche coinvolte devono quindi prestare particolare attenzione alla pianificazione finanziaria, coordinando i tempi delle assemblee con quelli dei flussi di cassa necessari per l’anticipazione fiscale.Per i gruppi con strutture societarie articolate (holding, subholding, società operative), è fondamentale individuare con precisione il soggetto obbligato al versamento anticipato e i relativi importi, evitando duplicazioni o omissioni che potrebbero generare sanzioni. Domande frequentiI versamenti anticipati riguardano anche le piccole imprese energetiche?No. La norma si applica specificamente ai grandi gruppi energetici che superano determinate soglie dimensionali. Le piccole e medie imprese del settore, come pure i singoli professionisti, non sono soggetti a questi obblighi di versamento anticipato.Il versamento anticipato è un’imposta aggiuntiva?No, non si tratta di un’imposta aggiuntiva. Il versamento anticipato è un anticipo delle ritenute che la società sarebbe comunque tenuta a versare al momento della distribuzione effettiva degli utili. Viene poi scomputato dall’importo dovuto, quindi la società non subisce un aggravio fiscale complessivo, ma solo uno spostamento temporale del pagamento.Come vengono calcolate le ritenute sugli utili distribuiti dai gruppi energetici?Le aliquote applicabili sono quelle ordinarie previste dalla normativa italiana. Per i soci persone fisiche si applica generalmente la ritenuta del 26% a titolo d’imposta. Per le società residenti soggette a IRES la ritenuta è dell’1,20% a titolo d’acconto. Per i soggetti non residenti si applicano le aliquote previste dalle convenzioni internazionali.Cosa succede se il versamento anticipato non viene effettuato nei termini?Il mancato o tardivo versamento del tributo anticipato può comportare l’applicazione di sanzioni amministrative e interessi di mora, analogamente a quanto previsto per gli altri tributi. È quindi essenziale che le società coinvolte monitorino attentamente le scadenze previste dalla normativa.Dove trovare le istruzioni operative dell’Agenzia delle Entrate?L’Agenzia delle Entrate pubblica periodicamente circolari e risoluzioni con le istruzioni operative. È consigliabile consultare il portale ufficiale agenziaentrate.gov.it o rivolgersi a un professionista abilitato per l’applicazione corretta della norma nel caso specifico.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Agosto 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/Bonus-Energia.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-28 02:06:002026-08-28 00:30:58Ritenute e utili grandi gruppi energetici: versamenti anticipati 2026
CAF, ISEEScadenza Bonus Energia 2020è stato recentemente stabilito da Arera, l’Autorità’di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, il posticipo della scadenza per richiedere il rinnovo del Bonus Energia per le famiglie economicamente disagiate.ARERA, tenendo conto delle difficoltà logistiche dovute al coronavirus, ha deciso di posticipare le scadenze per la richiesta di rinnovo del Bonus Energia 2020.In particolare, il posticipo è valido per i cittadini cui Bonus scade tra l’ 1 Marzo e il 30 Aprile 2020. Ricordiamo che il bonus è destinato alle famiglie economicamente disagiate cui ISEE non superi € 8,107.4.Inoltre, fra le altre misure, ARERA ha stanziato un fondo di 1 milione e mezzo a sostegno dell’emergenza COVID-19.Per maggiori informazioni, vi invitiamo a leggere il seguente articolo.”Ci teniamo a queste comunicazioni in quanto annualmente vengono ricevute solo il 30% delle potenziali domande di chi rientra in tale fascia ISEE per mancata informazione. Per compilare il modello Isee a Udine puoi contattarci per un appuntamento, anche online. Domande Frequenti sui Bonus Come faccio a sapere quali bonus posso richiedere?I bonus disponibili dipendono dalla tua situazione economica (ISEE), composizione familiare e tipo di spesa. Il CAF Centro Fiscale analizza la tua situazione e individua tutte le agevolazioni spettanti.Quali documenti servono per richiedere i bonus?Generalmente servono: ISEE in corso di validita, documento d’identita, codice fiscale e documentazione specifica. Il nostro CAF ti indica esattamente cosa portare.Posso richiedere piu bonus contemporaneamente?Si, molti bonus sono cumulabili. Ad esempio puoi avere Assegno Unico, Bonus Nido e detrazioni per spese scolastiche. Il CAF verifica la compatibilita tra le diverse agevolazioni.ApprofondimentiISEE 2026Dichiarazione RedditiContatta il CAFAffidati al CAF Centro Fiscale di UdineOltre 30 anni di esperienza al servizio di privati e aziende del Friuli Venezia Giulia.PRENOTA APPUNTAMENTOAprile 15, 2020/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2020-04-15 20:44:412026-05-30 00:47:11Scadenza Bonus Energia 2020