NOTIZIECodici tributo successione: 8 nuovi codici F24 per ravvedimento e revoca prima casaImposte su successioneI codici tributo successione si arricchiscono di 8 nuove voci. Con la risoluzione n. 30/E del 16 settembre 2026, l’Agenzia delle Entrate ha istituito i codici da A252 ad A259, da utilizzare nel modello F24 per versare le somme dovute a seguito di ravvedimento operoso, di revoca delle agevolazioni prima casa e delle riliquidazioni effettuate dall’ufficio sulla dichiarazione di successione.Si tratta dell’ultimo tassello di una riforma partita con il D.Lgs. 139/2024, che ha introdotto l’autoliquidazione dell’imposta di successione. In parole semplici: non è più l’ufficio a calcolare l’imposta e a mandare il conto, ma sono gli eredi a determinare quanto devono e a versarlo. Ed è proprio per questo che servivano codici tributo successione dedicati a ogni tipo di somma: imposta, interessi, sanzioni e importi richiesti dopo un controllo.Indice dei contenutiCodici tributo successione: cosa cambia con l’autoliquidazioneI nuovi codici tributo successione A252-A259Come si usano i codici tributo successione nel modello F24Scadenze e rateazione dei codici tributo successioneDomande frequenti sui codici tributo successioneCodici tributo successione: cosa cambia con l’autoliquidazioneFino a poco tempo fa il meccanismo era semplice da raccontare: si presentava la dichiarazione di successione e si aspettava l’avviso di liquidazione dell’ufficio, cioè la comunicazione con l’importo da pagare. Con il D.Lgs. 139/2024 il sistema si è ribaltato. Oggi vige l’autoliquidazione: sono gli eredi a calcolare l’imposta di successione e a versarla spontaneamente, come già accade per l’IRPEF o per l’IVA.Questo cambio di logica ha reso necessari codici tributo successione nuovi o ridenominati. Il codice 1539 identifica l’imposta sulle successioni in autoliquidazione, mentre il codice 1635 riguarda gli interessi dovuti in caso di pagamento rateale. Accanto a questi restano in vigore i codici storici per l’imposta ipotecaria (2% sul valore catastale), l’imposta catastale (1%) e l’imposta di bollo.Il punto delicato è che l’autoliquidazione sposta la responsabilità del calcolo sul contribuente. Se l’importo versato è inferiore al dovuto, l’Agenzia delle Entrate può intervenire con la riliquidazione: ecco perché servivano codici specifici anche per le somme che nascono da un controllo o da un ravvedimento. I nuovi codici tributo successione A252-A259La risoluzione n. 30/E del 16 settembre 2026 ha istituito in tutto i codici da A252 ad A284: i primi otto (A252-A259) sono i codici tributo successione per ravvedimento operoso e revoca d’intenti, mentre i successivi riguardano l’imposta sulle donazioni, le tasse per i servizi ipotecari e catastali e le somme dovute dopo controlli, acquiescenza, accertamento con adesione e conciliazione. Gli otto codici della successione coprono l’imposta complementare — cioè la differenza che emerge dopo la riliquidazione o la revoca di un’agevolazione — insieme a interessi e sanzioni.A252 – Imposta di successione e interessi, imposta complementare, ravvedimento e revoca d’intentiA253 – Imposta ipotecaria e interessi, imposta complementare, ravvedimento e revoca d’intentiA254 – Imposta catastale e interessi, imposta complementare, ravvedimento e revoca d’intentiA255 – Imposta di bollo e interessi, imposta complementare, ravvedimento e revoca d’intentiA256 – Sanzione imposta di successione, imposta complementare, ravvedimentoA257 – Sanzione imposte ipotecarie e catastali, imposta complementare, ravvedimentoA258 – Sanzione imposta di bollo, imposta complementare, ravvedimentoA259 – Tributi speciali e compensi, ravvedimento e revoca d’intentiDue espressioni meritano una traduzione. Il ravvedimento operoso è lo strumento che permette di sanare spontaneamente un errore o un versamento mancato pagando una sanzione ridotta, tanto più bassa quanto prima ci si mette in regola. La revoca d’intenti, invece, riguarda chi ha dichiarato di possedere i requisiti per un’agevolazione — tipicamente la prima casa — e poi decide di rinunciarvi o li perde: in quel caso le imposte vanno ricalcolate in misura piena. Come si usano i codici tributo successione nel modello F24Tutti i codici tributo successione vanno esposti nella sezione Erario del modello F24, nella colonna importi a debito versati. Nel campo anno di riferimento si indica l’anno del decesso per i codici dell’autoliquidazione (1539 e 1635), mentre per i nuovi codici A252-A259 vanno riportati il codice ufficio, il codice atto e l’anno indicati nell’atto emesso dall’ufficio. In entrambi i casi il codice fiscale del defunto va riportato tra i coobbligati con il codice identificativo 08, riservato appunto alla figura del defunto.Quando il versamento nasce da un atto dell’ufficio — per esempio un avviso di liquidazione dopo il controllo della dichiarazione di successione — l’F24 va compilato anche con il codice ufficio e il codice atto indicati nella comunicazione ricevuta. Sono dati che non vanno inventati né ricopiati da vecchie pratiche: identificano il singolo procedimento e, se sbagliati, il pagamento rischia di non essere abbinato correttamente.Va ricordato che in Friuli Venezia Giulia gli immobili sono gestiti con il sistema tavolare, un registro fondiario diverso dal catasto del resto d’Italia: dopo la successione la voltura non è automatica e serve l’intavolazione al Libro Fondiario, un adempimento ulteriore rispetto ai versamenti con F24. Scadenze e rateazione dei codici tributo successioneLa dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dalla data del decesso. L’imposta di successione autoliquidata si versa entro 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione, utilizzando i codici tributo successione dedicati. Le imposte ipotecaria e catastale, insieme a bollo e tributi speciali, seguono invece le regole di versamento proprie della presentazione.È ammesso il pagamento rateale: si versa almeno il 20% dell’imposta entro la scadenza ordinaria e il resto in 8 rate trimestrali, che diventano 12 quando l’importo supera i 20.000 euro; la dilazione non è ammessa per importi inferiori a 1.000 euro. Sulle rate maturano interessi, da versare con il codice 1635.Un promemoria utile sulle franchigie, perché in molte successioni l’imposta non è nemmeno dovuta: 1.000.000 di euro a testa per coniuge, figli e discendenti (aliquota 4% sull’eccedenza), 100.000 euro per fratelli e sorelle (6%), nessuna franchigia per gli altri parenti fino al quarto grado (6%) e per gli estranei (8%). Per le persone con handicap grave la franchigia sale a 1.500.000 euro. Domande frequenti sui codici tributo successione Da quando si usano i nuovi codici tributo successione A252-A259?I codici sono stati istituiti dalla risoluzione n. 30/E del 16 settembre 2026 dell’Agenzia delle Entrate e sono operativi per i versamenti con modello F24 collegati a ravvedimento, revoca d’intenti e riliquidazione dell’imposta complementare.Qual è la differenza tra il codice 1539 e i codici A252-A259?Il codice 1539 serve per l’imposta di successione in autoliquidazione, cioè il versamento ordinario calcolato dagli eredi. I codici A252-A259, invece, riguardano somme successive: imposta complementare, interessi e sanzioni da ravvedimento o da revoca delle agevolazioni.Cosa succede se l’imposta autoliquidata è inferiore al dovuto?L’ufficio procede alla riliquidazione e notifica un avviso di liquidazione con la maggiore imposta, gli interessi e le sanzioni. Chi si accorge dell’errore prima del controllo può invece regolarizzare con il ravvedimento operoso, che prevede sanzioni ridotte, utilizzando i nuovi codici tributo successione.Chi paga se gli eredi sono più di uno?Gli eredi sono obbligati in solido: l’Agenzia può chiedere l’intero importo a uno qualsiasi di loro, salvo poi i conteggi interni tra coeredi. Nel modello F24 va sempre indicato il codice fiscale del defunto con il codice 08.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/Imposte-su-successione-Guida-Completa-per-gli-Eredi.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-27 12:00:002026-09-22 14:32:58Codici tributo successione: 8 nuovi codici F24 per ravvedimento e revoca prima casa
CAF, SUCCESSIONIUsufrutto Vedovile 2026: Diritti del Coniuge, Durata e Come Funziona nella SuccessioneQuando si parla di usufrutto vedovile, molte persone immaginano ancora un diritto automatico del coniuge superstite sui beni del defunto. In realtà, l’usufrutto vedovile come istituto giuridico non esiste più dal 1975: è stato abolito dalla riforma del diritto di famiglia (Legge 151/1975) e sostituito dal diritto di abitazione sulla casa familiare previsto dall’articolo 540 del Codice Civile.Nonostante l’abolizione, l’espressione “usufrutto vedovile” è rimasta nel linguaggio comune e continua a generare confusione. In questa guida aggiornata al 2026 ti spieghiamo cosa spetta oggi al coniuge superstite, quali sono le differenze tra usufrutto e diritto di abitazione, come si calcola il valore dell’usufrutto ai fini fiscali con i coefficienti per età, e come pianificare al meglio la successione con un testamento strategico.Indice dei contenutiCos’è l’usufrutto vedovile e perché non esiste piùIl diritto di abitazione del coniuge superstite (art. 540 C.C.)Differenze tra usufrutto generale e diritto di abitazioneUsufrutto del coniuge su altri beni: serve testamentoUsufrutto legale dei genitori sui beni dei figli minoriValore dell’usufrutto ai fini fiscali: coefficienti 2026Tabella coefficienti usufrutto 2026 per etàEsempio pratico di calcolo usufruttoImposta di successione con usufrutto e nuda proprietàCosa succede alla morte dell’usufruttuarioUsufrutto e IMU: chi paga?Come impostare l’usufrutto con testamentoVantaggi strategici del testamento con usufruttoQuando conviene rinunciare all’usufruttoDomande frequenti📄Scarica la Checklist Successione 2026PDF gratuito di 6 pagine: tutti i documenti necessari, le scadenze da rispettare e la guida specifica per il sistema tavolare FVG.✓ Checklist documenti ✓ Franchigie 2026 ✓ 10 errori da evitare ⇓ Scarica PDF gratis ✉ Scrivi una emailCos’è l’usufrutto vedovile e perché non esiste piùL’usufrutto vedovile era, nel vecchio Codice Civile italiano precedente al 1975, un diritto che spettava automaticamente al coniuge superstite sui beni ereditari del defunto. Si trattava di un usufrutto uxorio (termine tecnico) che conferiva al vedovo o alla vedova il diritto di godere dei beni ereditari per tutta la durata della propria vita, indipendentemente dalla presenza di altri eredi come i figli.Questo istituto è stato abolito dalla Legge 19 maggio 1975, n. 151, la storica riforma del diritto di famiglia che ha rivoluzionato il Codice Civile italiano. Prima di quella data, il coniuge superstite non era considerato erede legittimario in senso pieno, ma riceveva solo un usufrutto sui beni del defunto. La riforma del 1975 ha completamente riequilibrato i diritti successori del coniuge, trasformandolo in erede legittimario a tutti gli effetti, con diritto a una quota di piena proprietà sull’eredità.Perché allora si continua a parlare di “usufrutto vedovile” nel 2026? Per abitudine linguistica e perché il coniuge superstite mantiene comunque un diritto vitalizio di godimento sulla casa familiare, che molte persone (e anche alcuni professionisti non aggiornati) continuano a chiamare impropriamente “usufrutto vedovile”. In realtà si tratta di un istituto giuridicamente diverso: il diritto di abitazione previsto dall’articolo 540 del Codice Civile. Il diritto di abitazione del coniuge superstite (art. 540 C.C.)L’articolo 540, secondo comma, del Codice Civile stabilisce che al coniuge superstite sono riservati, oltre alla quota ereditaria di piena proprietà, i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni ai coniugi. Questi diritti gravano sulla porzione disponibile e, ove questa non basti, sulla quota di riserva del coniuge stesso.Le caratteristiche essenziali del diritto di abitazione del coniuge superstite sono:Durata vita natural durante: il coniuge superstite conserva il diritto fino alla propria morte, a prescindere dal tempo trascorso dalla successione.Limitato alla casa adibita a residenza familiare: riguarda esclusivamente l’immobile che al momento dell’apertura della successione era la residenza effettiva della coppia, non altre case di proprietà del defunto.Comprende l’arredo: il coniuge ha anche il diritto di uso sui mobili, elettrodomestici e oggetti di arredamento che corredano l’abitazione.Automatico e irrinunciabile per legge: spetta al coniuge superstite indipendentemente dal testamento e non può essere escluso dal de cuius, salvo rinuncia espressa del beneficiario.Solo uso personale: il coniuge può abitarci, ma non può concederla in locazione né in comodato a terzi.Non si perde con le nuove nozze: anche se il coniuge superstite si risposa, conserva il diritto di abitazione sulla casa familiare.Un aspetto importante: se la residenza familiare era in un immobile in comproprietà tra i coniugi, il diritto di abitazione si estende anche sulla quota del defunto. Se invece la casa era di proprietà di terzi (ad esempio ereditata dai genitori del defunto in vita) e solo il defunto ne aveva un diritto minore, la situazione va valutata caso per caso. Differenze tra usufrutto generale e diritto di abitazioneSpesso si confondono i termini, ma usufrutto e diritto di abitazione sono due istituti giuridici ben distinti, con contenuti ed effetti molto diversi. Comprendere la differenza è fondamentale per capire cosa spetta realmente al coniuge superstite e cosa si può ottenere con un testamento.L’usufrutto: un diritto più ampioL’usufrutto, disciplinato dagli articoli 978 e seguenti del Codice Civile, è il diritto reale di godere di un bene altrui traendone tutte le utilità, rispettandone la destinazione economica. L’usufruttuario può:Utilizzare personalmente il bene;Affittarlo o darlo in locazione a terzi, incassando i canoni;Concederlo in comodato gratuito;Percepirne i frutti naturali (prodotti agricoli, ad esempio) e civili (canoni di locazione, interessi su titoli);Cedere il proprio diritto di usufrutto ad altri (salvo diverso accordo);Godere anche di beni mobili, immobili, aziende, partecipazioni societarie.Il diritto di abitazione: più limitatoIl diritto di abitazione, disciplinato dagli articoli 1021-1026 del Codice Civile, è molto più ristretto. Chi ha il diritto di abitazione può:Abitare personalmente la casa con la propria famiglia (figli, conviventi);NON può affittarla né cederla a terzi;NON può darla in comodato gratuito a persone estranee al nucleo familiare;NON può venderla o trasferire il proprio diritto.Questa è la differenza chiave: il diritto di abitazione è un diritto personalissimo, finalizzato esclusivamente a garantire la continuità abitativa del coniuge superstite nella casa in cui ha vissuto con il defunto. Non può diventare fonte di reddito.Tabella di confrontoCaratteristicaUsufruttoDiritto di abitazioneUso personaleSiSiLocazione a terziSiNoComodato a terziSiNoPercezione fruttiSiNoCessione del dirittoSiNoBeni mobili e immobiliSiSolo casa di abitazioneDurataFino a 30 anni (persone giuridiche) o vita (persone fisiche)Vita natural durante Usufrutto del coniuge su altri beni: serve testamentoUna delle conseguenze più importanti dell’abolizione dell’usufrutto vedovile è che, oggi, il coniuge superstite non ha un usufrutto automatico su beni diversi dalla casa familiare. Se il defunto possedeva terreni agricoli, seconde case, aziende, titoli, conti bancari o altri beni, il coniuge può ottenere l’usufrutto su questi beni solo in due modi:Per disposizione testamentaria: il defunto può legare al coniuge l’usufrutto su specifici beni tramite testamento, rispettando le quote di riserva degli altri legittimari;Per accordo tra eredi: gli eredi (compresi i figli) possono accordarsi in sede di divisione ereditaria per attribuire al coniuge l’usufrutto su determinati beni, cedendo loro la nuda proprietà.Nella successione legittima (senza testamento), il coniuge riceve invece quote di piena proprietà sui beni del defunto, secondo queste percentuali:Coniuge + 1 figlio: 1/2 al coniuge, 1/2 al figlio (più diritto di abitazione sulla casa familiare);Coniuge + 2 o più figli: 1/3 al coniuge, 2/3 ai figli (più diritto di abitazione);Coniuge senza figli ma con genitori o fratelli del defunto: 2/3 al coniuge, 1/3 agli altri (più diritto di abitazione);Coniuge unico erede: tutto al coniuge.Per approfondire le quote spettanti, puoi consultare la nostra guida sui diritti del coniuge superstite nella successione. Usufrutto legale dei genitori sui beni dei figli minoriÈ importante non confondere l’usufrutto vedovile con un altro istituto tuttora vigente: l’usufrutto legale dei genitori sui beni dei figli minori, disciplinato dall’articolo 324 del Codice Civile. Si tratta di un usufrutto che spetta di diritto a entrambi i genitori esercenti la responsabilità genitoriale sui beni del figlio minorenne.Caratteristiche principali:I genitori percepiscono i frutti dei beni del figlio minore (ad esempio canoni di locazione di un immobile ereditato dal nonno);I frutti devono essere destinati al mantenimento della famiglia e all’educazione e istruzione dei figli;Non riguarda beni acquistati dal figlio con proventi del proprio lavoro, né beni lasciati o donati al figlio con espressa esclusione dell’usufrutto legale;Cessa automaticamente al compimento dei 18 anni del figlio o con l’emancipazione.Questo istituto ha natura e funzione completamente diversa dall’usufrutto successorio: non è un diritto reale tipico, ma uno strumento di gestione del patrimonio familiare a beneficio del minore. Spesso entra in gioco proprio nelle successioni quando il defunto lascia beni a nipoti minori, per cui i genitori (eredi o meno) gestiscono i beni fino alla maggiore età. Valore dell’usufrutto ai fini fiscali: coefficienti 2026Quando l’usufrutto è oggetto di una successione o di una donazione, il suo valore fiscale va determinato secondo criteri stabiliti dal Testo Unico sull’imposta di registro (DPR 131/1986) e richiamati dal Testo Unico sulle successioni (D.Lgs. 346/1990). Il calcolo si basa su due elementi:Il valore della piena proprietà del bene (per gli immobili, generalmente il valore catastale);Il coefficiente di usufrutto, che dipende dall’età dell’usufruttuario al momento della successione o donazione e dal tasso legale di interesse vigente.Il principio è intuitivo: più giovane è l’usufruttuario, maggiore è il valore dell’usufrutto, perché si presume durerà più a lungo; viceversa, più anziano è l’usufruttuario, minore è il valore, perché l’aspettativa di vita residua è più breve.Il tasso legale di interesse viene aggiornato periodicamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Dal 1° gennaio 2026 il tasso legale è fissato al 2%. In base a questo tasso, il Ministero pubblica la tabella aggiornata dei coefficienti.La formula generale è:Valore usufrutto = Valore piena proprietà × coefficiente (%)Valore nuda proprietà = Valore piena proprietà − Valore usufrutto Tabella coefficienti usufrutto 2026 per etàDi seguito la tabella dei coefficienti dell’usufrutto aggiornata al 2026, elaborata in base al tasso legale d’interesse del 2% vigente dal 1° gennaio 2026. Questi coefficienti rappresentano la percentuale del valore della piena proprietà che va attribuita all’usufrutto in base all’età dell’usufruttuario al momento del trasferimento (successione o donazione).Età dell’usufruttuarioCoefficiente usufruttoCoefficiente nuda proprietàda 0 a 20 anni95%5%da 21 a 30 anni90%10%da 31 a 40 anni85%15%da 41 a 45 anni80%20%da 46 a 50 anni75%25%da 51 a 53 anni70%30%da 54 a 56 anni65%35%da 57 a 60 anni60%40%da 61 a 63 anni55%45%da 64 a 66 anni50%50%da 67 a 69 anni45%55%da 70 a 72 anni40%60%da 73 a 75 anni35%65%da 76 a 78 anni30%70%da 79 a 82 anni25%75%da 83 a 86 anni20%80%da 87 a 92 anni15%85%da 93 a 99 anni10%90%Nota importante: questi coefficienti valgono per tutti i calcoli fiscali legati a usufrutto e nuda proprietà (successioni, donazioni, compravendite, imposta di registro). Il Ministero dell’Economia aggiorna la tabella quando varia il tasso legale d’interesse: è sempre consigliabile verificare l’ultima versione pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Esempio pratico di calcolo usufruttoVediamo un esempio concreto per comprendere come si applica la tabella dei coefficienti. Supponiamo il caso di una coppia con un figlio:Defunto: marito, proprietario di un appartamento del valore catastale di 200.000 euro;Coniuge superstite: moglie di 65 anni;Altro erede: figlio di 35 anni;Testamento: il defunto lascia l’usufrutto della casa alla moglie e la nuda proprietà al figlio.Il calcolo procede così:Età usufruttuaria (moglie): 65 anni → Coefficiente usufrutto (fascia 64-66 anni): 50% → Coefficiente nuda proprietà: 50% Valore piena proprietà: 200.000 euro Valore usufrutto alla moglie: 200.000 × 50% = 100.000 euro Valore nuda proprietà al figlio: 200.000 × 50% = 100.000 euroQuesti valori vengono utilizzati sia per calcolare l’imposta di successione, sia per determinare le quote catastali intestate. Se invece la moglie avesse avuto 75 anni, il coefficiente sarebbe stato del 35%, quindi il suo usufrutto sarebbe valso 70.000 euro e la nuda proprietà al figlio 130.000 euro.Lo stesso meccanismo si applica a tutti i tipi di beni (terreni, partecipazioni societarie, titoli), purché si conosca il loro valore pieno di riferimento. Per gli immobili, tipicamente si usa il valore catastale rivalutato; per le aziende si applica il valore contabile; per i titoli il prezzo di mercato alla data di successione. Imposta di successione con usufrutto e nuda proprietàQuando la successione prevede la costituzione di un usufrutto per il coniuge e della nuda proprietà per i figli (o altri eredi), l’imposta di successione viene calcolata separatamente sulle due quote, ma con le stesse aliquote e franchigie previste per il grado di parentela di ciascun beneficiario.Aliquote e franchigie 2026Coniuge e figli: aliquota 4%, con franchigia di 1.000.000 euro a testa;Fratelli e sorelle: aliquota 6%, con franchigia di 100.000 euro;Altri parenti fino al 4° grado: aliquota 6% senza franchigia;Altri soggetti: aliquota 8% senza franchigia.Esempio di calcolo imposta successione con usufruttoRiprendendo l’esempio precedente (casa 200.000 euro, moglie 65 anni usufruttuaria, figlio nudo proprietario):Moglie (usufrutto 100.000 euro): rientra nella franchigia di 1.000.000 euro coniuge → imposta di successione = 0 euro Figlio (nuda proprietà 100.000 euro): rientra nella franchigia di 1.000.000 euro figlio → imposta di successione = 0 euroIn entrambi i casi, grazie alle elevate franchigie per coniuge e figli, l’imposta di successione è nulla. Attenzione però: se il patrimonio complessivo del defunto supera la franchigia (ad esempio più immobili, titoli, conti), l’imposta va calcolata sul valore eccedente. Inoltre, anche se l’imposta di successione è zero, restano dovute:Imposta ipotecaria: 2% del valore catastale degli immobili (o 200 euro fissi con agevolazione prima casa);Imposta catastale: 1% del valore catastale degli immobili (o 200 euro fissi con prima casa);Imposta di bollo e tributi minori.Per un approfondimento sul calcolo delle imposte ipotecaria e catastale, consulta la nostra guida Imposta Ipotecaria e Catastale Successione 2026. Cosa succede alla morte dell’usufruttuarioUna delle caratteristiche più vantaggiose dell’usufrutto dal punto di vista fiscale è il cosiddetto consolidamento dell’usufrutto con la nuda proprietà al momento della morte dell’usufruttuario. Quando l’usufruttuario decede:L’usufrutto si estingue automaticamente per morte;Il nudo proprietario diventa pieno proprietario del bene senza dover compiere alcun atto;Il consolidamento non è soggetto a nuova imposizione fiscale: niente imposta di successione, niente imposta di registro, niente imposta ipotecaria o catastale sulla riunificazione.Questo principio, sancito dall’articolo 7 del D.Lgs. 346/1990, rende l’usufrutto uno strumento di pianificazione successoria particolarmente efficace. Il passaggio finale dalla nuda proprietà alla piena proprietà avviene in modo “silente”, senza generare alcun carico fiscale aggiuntivo.Dal punto di vista pratico, gli adempimenti necessari dopo la morte dell’usufruttuario sono limitati a:Voltura catastale per aggiornare l’intestazione dell’immobile (dal solo nudo proprietario al pieno proprietario);Eventuale annotazione di estinzione dell’usufrutto nei registri immobiliari (da fare presso la Conservatoria);Aggiornamento delle utenze, dell’IMU (a carico ora del nuovo pieno proprietario) e di eventuali contratti legati all’immobile. Usufrutto e IMU: chi paga?Una domanda molto frequente riguarda la tassazione IMU in presenza di usufrutto e nuda proprietà. La regola è chiara e stabilita dall’articolo 1, comma 743, della Legge 160/2019 (che disciplina la Nuova IMU):L’IMU è dovuta interamente dall’usufruttuario, non dal nudo proprietario.Il nudo proprietario, infatti, non ha la disponibilità del bene né può goderne, quindi non è tenuto al pagamento dell’IMU. L’usufruttuario, invece, godendo del bene (potendolo abitare, affittare, utilizzare), è considerato il soggetto passivo dell’imposta e la paga sul valore pieno dell’immobile.Questa regola si applica però solo all’usufrutto vero e proprio, non al diritto di abitazione del coniuge. Anche nel caso del diritto di abitazione, comunque, l’IMU è dovuta dal titolare del diritto (il coniuge superstite), salvo che si tratti di abitazione principale: in quel caso, se l’immobile non è A/1, A/8 o A/9, l’IMU è esente.IMU prima casa e diritto di abitazioneSe la casa familiare su cui grava il diritto di abitazione è destinata ad abitazione principale del coniuge superstite (cioè vi risiede anagraficamente e dimora abitualmente), l’esenzione IMU prima casa si applica pienamente. Il nudo proprietario (tipicamente i figli) non deve pagare nulla su quell’immobile finché il coniuge è in vita e lo usa come abitazione principale.Per altre imposte sull’immobile (TARI, bollette, spese condominiali), la regola generale è che sono a carico del soggetto che utilizza effettivamente il bene, quindi dell’usufruttuario o del titolare del diritto di abitazione. Come impostare l’usufrutto con testamentoDato che oggi l’usufrutto non spetta più automaticamente al coniuge (salvo il diritto di abitazione), per garantirgli un godimento più ampio dei beni ereditari è necessario predisporre un testamento specifico. Le formule testamentarie più comuni sono tre:1. Usufrutto universale al coniuge, nuda proprietà ai figliQuesta è la clausola testamentaria più classica: il coniuge riceve l’usufrutto vitalizio su tutti i beni ereditari, mentre i figli ricevono la nuda proprietà. In questo modo il coniuge superstite può continuare a vivere nel tenore di vita precedente (utilizzando, locando o gestendo i beni) e i figli hanno la certezza di diventare pieni proprietari al momento della morte del genitore superstite, senza ulteriore tassazione.Esempio di clausola: “Lascio al mio coniuge l’usufrutto vitalizio su tutti i miei beni, mobili e immobili, con nuda proprietà ai miei figli in parti uguali”.2. Usufrutto su beni specificiÈ possibile attribuire al coniuge l’usufrutto solo su determinati beni, ad esempio la casa di vacanza, un portafoglio titoli, un’azienda. Gli altri beni vengono divisi in piena proprietà secondo le quote legittime.3. Legato di usufruttoIl testatore può istituire il coniuge come legatario dell’usufrutto su uno o più beni, separando completamente questa attribuzione dall’istituzione di erede. Il coniuge non acquista la qualità di erede ma solo quella di legatario, con diritti e obblighi più limitati.Attenzione alle quote di legittimaIn ogni caso, il testamento deve rispettare le quote di legittima spettanti ai legittimari (coniuge, figli, genitori). Un testamento che violi queste quote può essere impugnato con l’azione di riduzione. L’usufrutto attribuito al coniuge va computato in base al valore fiscale calcolato con i coefficienti sopra indicati. Vantaggi strategici del testamento con usufruttoLa scelta di impostare il testamento con usufrutto al coniuge e nuda proprietà ai figli offre numerosi vantaggi strategici, soprattutto per famiglie con patrimonio immobiliare rilevante:Protezione del coniuge superstite: il coniuge mantiene il godimento e la rendita dei beni per tutta la vita, evitando liti tra generazioni e garantendo sicurezza economica.Risparmio fiscale sul passaggio finale: quando l’usufrutto si consolida con la nuda proprietà alla morte del coniuge, non si paga alcuna imposta. Il patrimonio passa ai figli “tassato una sola volta”.Sfruttamento della franchigia del coniuge: la franchigia di 1 milione di euro per coniuge permette di abbattere l’imposta di successione; con solo la nuda proprietà ai figli, si utilizza meno della loro franchigia, preservandola per successioni future.Evitare divisioni anticipate tra figli: finché il coniuge è in vita e gode dei beni, non è necessario procedere a divisioni ereditarie complesse tra fratelli.Evitare vendite forzate: senza il testamento, i figli potrebbero costringere il genitore superstite a vendere beni per liquidare le loro quote di legittima; con l’usufrutto, questo rischio è neutralizzato.Pianificazione successiva: i figli possono già pianificare la propria situazione patrimoniale sapendo che diventeranno pieni proprietari senza oneri fiscali alla morte del genitore superstite.Possibili svantaggi da valutareManutenzione dei beni: l’usufruttuario è tenuto alle spese di manutenzione ordinaria (art. 1004 C.C.), mentre il nudo proprietario alle straordinarie. Conflitti possibili;Vendita difficoltosa: vendere un bene in nuda proprietà è più complicato e meno remunerativo rispetto alla piena proprietà;Rischio di deterioramento: se l’usufruttuario non manutiene bene il bene, il nudo proprietario può subire un danno patrimoniale;Anni di congelamento: se l’usufruttuario vive a lungo, la nuda proprietà può restare “congelata” per decenni. Quando conviene rinunciare all’usufruttoIn alcuni casi può essere conveniente per l’usufruttuario rinunciare al proprio diritto, in favore del nudo proprietario che diventa così pieno proprietario. La rinuncia all’usufrutto è un atto formale che va effettuato con atto notarile e comporta alcune conseguenze fiscali importanti:Imposta di donazione: la rinuncia in vita all’usufrutto è considerata fiscalmente una donazione al nudo proprietario, con applicazione di imposte e franchigie del rapporto di parentela;Imposta ipotecaria e catastale al 2% + 1% sul valore dell’usufrutto;Se l’usufrutto è a vita, va calcolato il suo valore residuo in base all’età dell’usufruttuario al momento della rinuncia.Casi in cui la rinuncia può essere vantaggiosaAnticipare il trasferimento della piena proprietà ai figli: se il coniuge superstite ha mezzi economici sufficienti e non ha bisogno del godimento o della rendita dei beni;Facilitare la vendita: se i figli vogliono vendere il bene, la rinuncia dell’usufruttuario rende il bene più facilmente commerciabile e aumenta il ricavo;Sfruttare la franchigia del coniuge: se il coniuge ha ancora ampia franchigia disponibile, la rinuncia può avvenire senza imposte;Evitare responsabilità patrimoniali: se il coniuge teme di dover affrontare creditori, la rinuncia all’usufrutto (se non in frode ai creditori) può alleggerire il patrimonio aggredibile;Ragioni personali o familiari: accordo tra i familiari per semplificare la gestione patrimoniale.Importante: la rinuncia al diritto di abitazione del coniuge (art. 540 C.C.) è diversa dalla rinuncia all’usufrutto e può avvenire anche con scrittura privata autenticata; tuttavia, per evitare contestazioni future, è sempre consigliato l’atto notarile. Domande frequenti sull’usufrutto vedovileL’usufrutto vedovile esiste ancora nel 2026?No, l’usufrutto vedovile come istituto giuridico è stato abolito dalla riforma del diritto di famiglia del 1975 (Legge 151/1975). Oggi al coniuge superstite spetta il diritto di abitazione sulla casa familiare ex articolo 540 C.C., che viene comunemente ma impropriamente chiamato “usufrutto vedovile” nel linguaggio popolare.Il coniuge superstite può affittare la casa su cui ha il diritto di abitazione?No, il diritto di abitazione è un diritto personale e non consente di locare il bene a terzi, né di concederlo in comodato a estranei. Serve esclusivamente a garantire la continuità abitativa del coniuge nella casa familiare. Se si vuole un diritto più ampio (con possibilità di locare), serve un testamento che attribuisca l’usufrutto.Il coniuge superstite che si risposa perde il diritto di abitazione?No, secondo la giurisprudenza prevalente il coniuge superstite non perde il diritto di abitazione anche in caso di nuove nozze. Il diritto è vitalizio e sussiste fino alla morte del beneficiario.Come si calcola il valore dell’usufrutto per una persona di 70 anni?A 70 anni il coefficiente dell’usufrutto (fascia 70-72 anni) è pari al 40% del valore della piena proprietà. Quindi, se un immobile vale 200.000 euro, l’usufrutto a favore di un settantenne vale 80.000 euro e la nuda proprietà 120.000 euro.Chi paga l’IMU sull’immobile in nuda proprietà?L’IMU è dovuta interamente dall’usufruttuario, non dal nudo proprietario (art. 1, comma 743, Legge 160/2019). Se l’immobile è abitazione principale non di lusso dell’usufruttuario, l’IMU è esente.Alla morte dell’usufruttuario si paga l’imposta di successione?No, il consolidamento dell’usufrutto con la nuda proprietà è fiscalmente neutro: il nudo proprietario diventa pieno proprietario senza pagare imposta di successione, di registro, ipotecaria o catastale sull’estinzione dell’usufrutto. Occorre solo provvedere alla voltura catastale.Si può avere usufrutto e diritto di abitazione contemporaneamente?Sì. Il diritto di abitazione sulla casa familiare spetta al coniuge per legge (art. 540 C.C.), mentre con testamento è possibile attribuire anche l’usufrutto su altri beni (seconde case, terreni, titoli). I due istituti convivono senza problemi e su beni diversi.È possibile rinunciare al diritto di abitazione?Sì, il coniuge superstite può rinunciare al diritto di abitazione. La rinuncia deve essere espressa e, per motivi di sicurezza e opponibilità ai terzi, è fortemente consigliato farla con atto notarile. La rinuncia comporta il consolidamento anticipato della piena proprietà a favore degli altri eredi.Serve aiuto per pianificare la successione?La gestione della successione con usufrutto e nuda proprietà richiede competenze fiscali, catastali e giuridiche specifiche. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste famiglie e privati nella:Predisposizione della dichiarazione di successione con attribuzione corretta di usufrutto e nuda proprietà;Calcolo delle imposte di successione, ipotecaria e catastale;Valutazione strategica del testamento per ottimizzare la fiscalità e proteggere il coniuge superstite;Gestione del sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia per le volture catastali;Consulenza sul consolidamento dell’usufrutto e aggiornamento delle intestazioni.Contattaci per una consulenza personalizzata presso la nostra sede di Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine. Chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per fissare un appuntamento. ADAndrea DamianiResponsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscaliIl CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse. 📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →Giugno 15, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-15 08:00:002026-04-24 23:48:25Usufrutto Vedovile 2026: Diritti del Coniuge, Durata e Come Funziona nella Successione
CAF, SUCCESSIONIImposta Ipotecaria e Catastale Successione 2026: Calcolo 2% + 1% con Esempi PraticiImposte su successioneQuando si eredita un immobile, molti pensano che la franchigia di 1 milione di euro sull’imposta di successione basti a evitare ogni tassa. Non è così. Sugli immobili ereditati sono SEMPRE dovute due imposte aggiuntive: l’imposta ipotecaria (2%) e l’imposta catastale (1%), per un totale del 3% del valore catastale. Queste imposte vanno pagate anche quando l’eredità è esente da imposta di successione per effetto della franchigia.In questa guida aggiornata al 2026 ti spieghiamo come si calcolano, quando si applicano le imposte fisse da 200 euro per la prima casa, i coefficienti catastali corretti (168 per le abitazioni, 115,5 per la prima casa, 40,8 per i commerciali, 90 per i terreni) e i codici tributo F24 da utilizzare. Con tre esempi pratici completi.Indice dei contenutiCosa sono imposta ipotecaria e catastaleQuando si applicano: sempre se ci sono immobiliBase imponibile: il valore catastaleAliquote ordinarie: 2% + 1% = 3%Prima casa: imposte fisse 200 + 200 euroRequisiti agevolazione prima casa in successioneCoefficienti catastali: 168, 115,5, 40,8, 90Come trovare la rendita catastale dalla visuraPagamento con F24: codici tributo 1530, 1531, 1606Quando si paga: autoliquidazioneEsempi pratici di calcoloSanzioni e ravvedimento operosoDomande frequenti (FAQ)📄Scarica la Checklist Successione 2026PDF gratuito di 6 pagine: tutti i documenti necessari, le scadenze da rispettare e la guida specifica per il sistema tavolare FVG.✓ Checklist documenti ✓ Franchigie 2026 ✓ 10 errori da evitare ⇓ Scarica PDF gratis ✉ Scrivi una emailCosa sono imposta ipotecaria e imposta catastaleL’imposta ipotecaria è il tributo dovuto per la trascrizione nei registri immobiliari del passaggio di proprietà. Ogni volta che un immobile cambia titolare (per compravendita, donazione o successione), il nuovo proprietario deve pagare questa imposta per formalizzare la pubblicità legale del trasferimento. La disciplina è contenuta nel D.Lgs. 347/1990 (Testo Unico delle imposte ipotecaria e catastale).L’imposta catastale, invece, è dovuta per la voltura catastale, ovvero per l’aggiornamento al catasto dei dati del nuovo intestatario. Anche questa è regolata dallo stesso Testo Unico e, nella successione, viene pagata contestualmente all’ipotecaria.Entrambe sono imposte indirette (come l’IVA o l’imposta di registro) e sono completamente indipendenti dall’imposta di successione. Questo è il punto più importante da capire: pagare le imposte ipotecaria e catastale non esenta dall’imposta di successione, e viceversa. Sono tributi autonomi con presupposti, aliquote e codici tributo diversi. Quando si applicano: sempre se ci sono immobili in ereditàLe imposte ipotecaria e catastale si applicano ogni volta che nell’attivo ereditario ci sono beni immobili o diritti reali immobiliari: case, appartamenti, box, cantine, terreni agricoli, terreni edificabili, negozi, uffici, capannoni, nuda proprietà, usufrutto, diritto di abitazione.La differenza fondamentale con l’imposta di successione è questa:Imposta di successione: si applica solo se si superano le franchigie (1 milione per coniuge/figli, 100.000 euro per fratelli/sorelle, nessuna franchigia per gli altri).Imposte ipotecaria e catastale: si applicano sempre, sull’intero valore catastale degli immobili, senza franchigia, a prescindere dal grado di parentela.Esempio: figlio che eredita dal padre una casa con valore catastale di 120.000 euro e un conto corrente di 50.000 euro. L’imposta di successione è zero (il figlio ha franchigia di 1 milione). Ma sulle imposte ipotecaria e catastale relative alla casa dovrà pagare comunque il 3% di 120.000 euro = 3.600 euro (salvo agevolazione prima casa, vedi più avanti).Se nell’eredità non ci sono immobili (solo denaro, titoli, auto, quote societarie non immobiliari), le imposte ipotecaria e catastale non sono dovute. Si paga solo l’eventuale imposta di successione, se superate le franchigie.Base imponibile: il valore catastale degli immobiliLe imposte ipotecaria e catastale nella successione si calcolano sul valore catastale, non sul valore di mercato. Questa è una regola molto vantaggiosa per gli eredi, perché il valore catastale è quasi sempre molto inferiore al valore reale dell’immobile (spesso meno della metà).Il valore catastale si ottiene con una formula semplice:Valore catastale = Rendita catastale × 1,05 (rivalutazione 5%) × Coefficienteoppure, in forma sintetica: Rendita × Coefficiente già comprensivo della rivalutazioneI coefficienti utilizzati nella successione (già comprensivi della rivalutazione del 5% sulle rendite e del 25% sui redditi dominicali dei terreni) sono:168 per immobili abitativi (cat. A, tranne A/10)115,5 per la prima casa (quando spetta l’agevolazione)42 per uffici cat. A/10 e immobili cat. D (capannoni, alberghi)40,8 per immobili commerciali cat. C/1 e E90 per terreni agricoli e non edificabiliPer i terreni edificabili si utilizza invece il valore venale in comune commercio (valore di mercato), non il valore catastale. Aliquote ordinarie: 2% + 1% = 3% totaleLe aliquote applicabili nella successione con immobili sono:Imposta ipotecaria: 2% del valore catastaleImposta catastale: 1% del valore catastaleTotale: 3% del valore catastaleEsempio rapido: casa ereditata (non prima casa) con valore catastale di 150.000 euro. Si pagano:Imposta ipotecaria: 150.000 × 2% = 3.000 euroImposta catastale: 150.000 × 1% = 1.500 euroTotale: 4.500 euroImportante: esiste un importo minimo di 200 euro per ciascuna imposta. Se il calcolo percentuale dà un risultato inferiore a 200 euro, si paga comunque il minimo fisso di 200 euro per l’ipotecaria e 200 euro per la catastale (totale 400 euro minimo).Prima casa agevolata: imposte fisse 200 + 200 euroQuando almeno uno degli eredi può beneficiare dell’agevolazione prima casa, le imposte ipotecaria e catastale non si calcolano più con le aliquote percentuali, ma si applicano in misura fissa:Imposta ipotecaria: 200 euro fissiImposta catastale: 200 euro fissiTotale: 400 euro fissiQuesta è una delle agevolazioni più importanti per gli eredi: su un’abitazione con valore catastale di 150.000 euro, invece di pagare 4.500 euro di imposte, se ne pagano solo 400 euro, con un risparmio di 4.100 euro.L’agevolazione prima casa nella successione è stata introdotta dall’art. 69 della Legge 342/2000 ed è tutt’oggi pienamente operativa. A differenza dell’agevolazione prima casa in compravendita, qui l’imposta di successione non viene toccata: l’agevolazione riguarda solo ipotecaria e catastale.Requisiti per l’agevolazione prima casa in successionePer beneficiare delle imposte fisse è sufficiente che almeno uno degli eredi (o legatari) abbia i requisiti. Questo è un grande vantaggio: se nella successione ci sono tre fratelli e solo uno di loro ha i requisiti prima casa, tutti e tre beneficiano delle imposte fisse sull’immobile.I requisiti da rispettare (dichiarati nella dichiarazione di successione) sono:Immobile non di lusso: categoria catastale diversa da A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli, palazzi di pregio).Ubicazione: l’immobile deve trovarsi nel Comune dove l’erede ha la residenza, oppure l’erede deve impegnarsi a trasferirvi la residenza entro 18 mesi dall’apertura della successione.Non possesso di altra prima casa nello stesso Comune: l’erede non deve essere titolare (esclusivo o in comunione col coniuge) di altra abitazione nello stesso Comune dove si trova l’immobile ereditato.Non possesso di altra prima casa su tutto il territorio nazionale acquistata con le agevolazioni: l’erede non deve aver già fruito delle agevolazioni prima casa su altro immobile. In questo caso non è prevista la possibilità di vendere e riacquistare (a differenza della compravendita).Attenzione: l’agevolazione si applica a una sola unità immobiliare per beneficiario. Se l’erede eredita due appartamenti dalla stessa persona, potrà chiedere l’agevolazione solo su uno dei due. Sulle pertinenze (box, cantina, soffitta) l’agevolazione si estende, ma con il limite di una pertinenza per ciascuna categoria catastale C/2, C/6 e C/7.Decadenza: se entro 5 anni l’erede vende l’immobile senza ricomprare un’altra prima casa entro 1 anno, decade dall’agevolazione e deve restituire la differenza tra imposte ordinarie e imposte fisse, più sanzioni del 30% e interessi. Coefficienti catastali: 168, 115,5, 40,8 e 90 nel dettaglioVediamo in dettaglio i coefficienti da applicare alla rendita catastale (o al reddito dominicale per i terreni) per ottenere la base imponibile.Immobili abitativi (non prima casa): coefficiente 168Per tutte le abitazioni non prima casa (seconda casa, casa vacanze, appartamento affittato, casa al mare) si applica il coefficiente 168 sulla rendita catastale. Rientrano qui le categorie A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7, A/11.Formula: Valore catastale = Rendita × 168Per le case di lusso (A/1, A/8, A/9) il coefficiente resta 168 in successione, perché non possono comunque beneficiare dell’agevolazione prima casa.Prima casa: coefficiente 115,5Quando spettano le imposte fisse prima casa (200 + 200 euro), il coefficiente 115,5 non viene di fatto utilizzato per calcolare ipotecaria e catastale (che sono appunto fisse). Tuttavia il coefficiente 115,5 resta rilevante per il calcolo della base imponibile dell’imposta di successione relativa all’immobile prima casa.Formula: Valore catastale prima casa = Rendita × 115,5Uffici A/10 e categoria D: coefficiente 42Per uffici e studi privati (A/10) e per gli immobili a destinazione speciale di categoria D (capannoni industriali D/1, alberghi D/2, teatri D/3, banche D/5, opifici D/7, D/8) si utilizza il coefficiente 42.Formula: Valore catastale = Rendita × 42Negozi C/1 e categoria E: coefficiente 40,8Per i negozi e botteghe (C/1) e per gli immobili a destinazione particolare di categoria E (stazioni, ponti, cimiteri) il coefficiente è 40,8.Formula: Valore catastale = Rendita × 40,8Box, magazzini, pertinenze: coefficiente 126Per box auto (C/6), cantine e soffitte (C/2), tettoie (C/7), magazzini e laboratori (C/3, C/4, C/5) si usa il coefficiente 126.Quando queste pertinenze sono abbinate a un’abitazione prima casa con agevolazione, il coefficiente scende a 115,5 anche per esse (sempre limite di una pertinenza per categoria).Terreni agricoli e non edificabili: coefficiente 90Per i terreni agricoli e non edificabili non si utilizza la rendita catastale, ma il reddito dominicale indicato in visura. Il coefficiente è 90 (già comprensivo della rivalutazione del 25%).Formula: Valore catastale = Reddito dominicale × 90 Come trovare la rendita catastale dalla visuraPer calcolare correttamente le imposte devi conoscere la rendita catastale dell’immobile ereditato. Il modo più affidabile per ottenerla è richiedere una visura catastale, disponibile in tre modalità:Online sul sito Agenzia Entrate: area riservata, servizio “Visura catastale online” (gratuito per gli immobili intestati al richiedente, a pagamento per gli altri).Agenzia Entrate territoriale: presentando la richiesta cartacea con documento di identità.Tramite CAF o professionista abilitato: soluzione più rapida, con consulenza inclusa sul corretto uso dei dati ai fini successione.In visura cerca il campo “Rendita” (per fabbricati) o “Reddito dominicale” (per terreni). Il valore è espresso in euro. Attenzione: non confondere la rendita con il reddito agrario (solo reddito dominicale ai fini successione).Esempio di lettura visura: Appartamento in Udine, cat. A/3, classe 3, consistenza 5 vani, Rendita 480,00 euro. Calcolo seconda casa: 480 × 168 = 80.640 euro di valore catastale.Pagamento con F24: codici tributo 1530, 1531, 1606Le imposte ipotecaria e catastale nella successione si pagano con il modello F24, sezione “Erario”, utilizzando i seguenti codici tributo:1530 – Imposta ipotecaria: per il 2% (o 200 euro fissi prima casa)1531 – Imposta catastale: per l’1% (o 200 euro fissi prima casa)1606 – Tassa ipotecaria: 90 euro fissi per le formalità di trascrizione1522 – Imposta di bollo: 85 euro fissi sulla dichiarazione di successione1599 – Tributi speciali e diritti catastali: 25 euro fissiNel campo “Anno di riferimento” va indicato l’anno del decesso, non quello di presentazione della dichiarazione. Nel campo “Codice ufficio” va indicato il codice dell’ufficio territorialmente competente (normalmente quello dell’ultimo domicilio del defunto).Attenzione: l’F24 della successione va sempre compilato con saldo finale positivo e pagato entro la scadenza. Non è possibile compensarlo con crediti se comporterebbe un saldo zero (l’Agenzia Entrate richiede un pagamento effettivo per procedere con la trascrizione).Quando si paga: autoliquidazione prima dell’invio della dichiarazioneLe imposte ipotecaria e catastale funzionano in regime di autoliquidazione: è l’erede (o il CAF/professionista che lo assiste) a calcolarle e pagarle prima dell’invio telematico della dichiarazione di successione.La sequenza corretta è:Predisposizione della dichiarazione di successione con elenco immobili e calcolo imposte.Pagamento F24 delle imposte ipotecaria, catastale, tassa ipotecaria, bollo e tributi speciali.Attesa ricevuta di pagamento (normalmente disponibile dopo 1-2 giorni lavorativi).Invio telematico della dichiarazione all’Agenzia Entrate tramite il software “Successioni Online”.Ricevuta di presentazione: l’Agenzia Entrate procede automaticamente con la voltura catastale.La scadenza per la presentazione della dichiarazione di successione è di 12 mesi dall’apertura della successione (cioè dalla data del decesso). Entro questi 12 mesi devono essere pagate anche le imposte ipotecaria e catastale. Oltre tale termine scattano sanzioni (vedi paragrafo dedicato).Dal 2024 è entrato a regime il sistema di autoliquidazione completa: anche l’imposta di successione viene calcolata e pagata dall’erede (non più dall’ufficio). Le ipotecaria e catastale seguono lo stesso principio. Esempi pratici di calcoloVediamo tre casi concreti che coprono le situazioni più frequenti: prima casa agevolata, seconda casa, terreno agricolo.Esempio 1: casa prima casa (rendita 800 euro)Situazione: Maria eredita dalla madre un appartamento a Udine, cat. A/3, rendita catastale 800 euro. Maria non è proprietaria di altre case, ha già la residenza nello stesso Comune dell’immobile ereditato. Ha quindi diritto all’agevolazione prima casa.Calcolo imposte:Imposta ipotecaria: 200 euro fissi (codice tributo 1530)Imposta catastale: 200 euro fissi (codice tributo 1531)Tassa ipotecaria: 90 euro (codice tributo 1606)Imposta di bollo: 85 euro (codice tributo 1522)Tributi speciali: 25 euro (codice tributo 1599)Totale da pagare: 600 euroNota: il valore catastale sarebbe stato 800 × 115,5 = 92.400 euro. Senza agevolazione avrebbe pagato il 3% = 2.772 euro. L’agevolazione le fa risparmiare oltre 2.300 euro.Esempio 2: seconda casa (rendita 1.000 euro)Situazione: Luca eredita dalla zia una casa al mare a Lignano, cat. A/3, rendita catastale 1.000 euro. Luca ha già la prima casa altrove e non può quindi chiedere l’agevolazione prima casa su questo immobile. Si applicano le aliquote ordinarie.Calcolo valore catastale: 1.000 × 168 = 168.000 euroCalcolo imposte:Imposta ipotecaria: 168.000 × 2% = 3.360 euro (codice tributo 1530)Imposta catastale: 168.000 × 1% = 1.680 euro (codice tributo 1531)Tassa ipotecaria: 90 euro (codice tributo 1606)Imposta di bollo: 85 euro (codice tributo 1522)Tributi speciali: 25 euro (codice tributo 1599)Totale da pagare: 5.240 euroNota: il testo dell’esempio presentava come “base ridotta” un calcolo 1.000 × 115,5 = 115.500 euro con totale 3.465 euro. Quel calcolo è corretto solo se all’erede spetta l’agevolazione prima casa (nel qual caso però le imposte sarebbero fisse 400 euro). Senza agevolazione il coefficiente corretto per una A/3 è 168, come sopra.Esempio 3: terreno agricolo (reddito dominicale 500 euro)Situazione: Paolo eredita dal padre un terreno agricolo in provincia di Udine. Dalla visura risulta un reddito dominicale di 500 euro. Paolo non è coltivatore diretto né IAP (su quest’ultimo caso si applicherebbero agevolazioni specifiche).Calcolo valore catastale: 500 × 90 = 45.000 euroCalcolo imposte:Imposta ipotecaria: 45.000 × 2% = 900 euro (codice tributo 1530)Imposta catastale: 45.000 × 1% = 450 euro (codice tributo 1531)Tassa ipotecaria: 90 euro (codice tributo 1606)Imposta di bollo: 85 euro (codice tributo 1522)Tributi speciali: 25 euro (codice tributo 1599)Totale da pagare: 1.550 euroAgevolazioni IAP/coltivatore diretto: se l’erede è coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale (IAP) iscritto alla gestione INPS agricola, le imposte ipotecaria e catastale si applicano in misura fissa di 200 + 200 euro (Legge 604/1954 e ss.mm.). Sanzioni per tardivo versamento e ravvedimento operosoSe le imposte ipotecaria e catastale vengono pagate in ritardo (oltre i 12 mesi dall’apertura della successione), scattano sanzioni amministrative:Sanzione per omesso/tardivo versamento: 25% dell’imposta dovuta (ridotta rispetto al precedente 30%, dopo la riforma D.Lgs. 87/2024 a decorrere dal 1° settembre 2024).Interessi legali: attualmente al 2,5% annuo (tasso legale 2026, salvo modifiche del MEF).Omessa presentazione della dichiarazione: dal 120% al 240% dell’imposta dovuta.Il ravvedimento operoso consente di ridurre significativamente la sanzione se si provvede spontaneamente al pagamento prima di notifiche o controlli dell’Agenzia Entrate:Entro 14 giorni: sanzione 0,083% per ogni giorno di ritardo (1/10 della sanzione base giornaliera)Entro 30 giorni: sanzione pari all’1,25% (1/10 del 12,5%)Entro 90 giorni: sanzione 1,39% (1/9 del 12,5%)Entro 1 anno dalla violazione: sanzione 3,125% (1/8)Entro 2 anni: sanzione 3,57% (1/7)Oltre 2 anni (fino a notifica): sanzione 4,17% (1/6)Vanno sempre aggiunti gli interessi legali calcolati giorno per giorno. Le nuove misure sanzionatorie si applicano alle violazioni commesse dal 1° settembre 2024. Per le violazioni anteriori si applicano le vecchie misure (sanzione base 30%, riduzioni ravvedimento diverse).Il pagamento in ravvedimento si esegue con F24, indicando nei codici tributo sia l’imposta originaria (1530, 1531) sia i codici specifici per sanzioni e interessi collegati alla successione.Domande frequenti (FAQ)Se l’eredità è sotto la franchigia di 1 milione devo pagare comunque ipotecaria e catastale?Sì, sempre, se nell’asse ereditario ci sono immobili. La franchigia di 1 milione di euro riguarda solo l’imposta di successione. Le imposte ipotecaria e catastale sono dovute sul 100% del valore catastale degli immobili, senza alcuna franchigia, qualunque sia il grado di parentela. L’unica eccezione riduttiva è l’agevolazione prima casa (imposte fisse 200 + 200 euro).Si paga sulla quota ereditata o sul valore totale dell’immobile?Le imposte ipotecaria e catastale si calcolano sul valore totale dell’immobile (non sulla quota di ciascun erede), perché sono legate alla trascrizione e alla voltura del bene nel suo complesso. Poi gli eredi si dividono l’onere in base alle quote ereditarie (normalmente versano con un unico F24, poi fanno i conti tra loro).Cosa succede se eredito la nuda proprietà o l’usufrutto?Anche nuda proprietà e usufrutto sono soggetti a ipotecaria (2%) e catastale (1%). La base imponibile si calcola applicando al valore pieno dell’immobile le percentuali del “coefficiente dell’usufruttuario” previste dall’art. 48 D.P.R. 131/1986, che variano in base all’età dell’usufruttuario (più alto per chi è giovane, più basso per chi è anziano).Posso usare il ravvedimento operoso se sono in ritardo di 3 mesi?Sì. Il ravvedimento è sempre possibile finché l’Agenzia Entrate non ha notificato un avviso di liquidazione o un atto di accertamento. A 3 mesi di ritardo rientri nel ravvedimento entro 90 giorni, con sanzione ridotta all’1,39% (più interessi legali).Le imposte ipotecaria e catastale si applicano anche sui mobili?No. Ipotecaria e catastale si applicano solo sui beni immobili (case, terreni, box, negozi, ecc.). Su mobili, denaro, titoli, auto, quote societarie non immobiliari si paga solo l’eventuale imposta di successione (se superate le franchigie). Tuttavia attenzione: sui mobili “d’uso” contenuti in casa c’è la presunzione di legge del 10% del valore immobiliare (a meno di prova contraria), che rileva solo per l’imposta di successione, non per ipotecaria/catastale.Chi deve firmare l’F24? Tutti gli eredi?L’F24 viene normalmente compilato a nome di uno degli eredi (che funge da “erede presentatore”) o, più spesso, a nome del CAF/professionista intermediario. Tutti gli eredi sono comunque solidalmente responsabili del pagamento. È possibile che un solo erede anticipi l’intero importo e poi si faccia rimborsare dai co-eredi le rispettive quote.Se rinuncio all’eredità devo pagare lo stesso?No. La rinuncia all’eredità (da farsi con atto pubblico davanti a notaio o cancelliere entro 10 anni) estingue ogni obbligo fiscale in capo al rinunciante, comprese le imposte ipotecaria e catastale. Gli obblighi si trasferiscono agli altri eredi (o ai rappresentanti, figli del rinunciante) che accettano.Se l’immobile è cointestato col coniuge superstite, si pagano ipotecaria e catastale sul 100% o sul 50%?Se l’immobile era in comunione legale (o cointestazione al 50%) con il coniuge superstite, cade in successione solo la quota del defunto (50%). Le imposte ipotecaria e catastale si calcolano quindi sul valore catastale della sola quota del 50%, non sull’intero immobile.Dove posso trovare assistenza per calcolare le imposte sulla mia successione?Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il servizio completo di dichiarazione di successione, compresi calcolo di ipotecaria, catastale, predisposizione F24 e invio telematico. Operiamo in Friuli Venezia Giulia anche per il sistema tavolare (iscrizione al Libro Fondiario), che in FVG sostituisce la conservatoria tradizionale.Conclusione e contattiLe imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%) sono il “costo nascosto” di ogni eredità con immobili: anche quando la franchigia di successione azzera il tributo principale, queste due imposte restano dovute e possono pesare per migliaia di euro. La buona notizia è che esistono agevolazioni importanti — soprattutto la prima casa in successione con imposte fisse di 400 euro totali — che permettono di contenere significativamente la spesa.Il nostro consiglio: prima di presentare la dichiarazione di successione, verifica sempre se almeno uno degli eredi ha i requisiti prima casa. Se sì, il risparmio può essere di migliaia di euro. E attenzione ai tempi: i 12 mesi scadono velocemente, e il ravvedimento operoso costa comunque meno delle sanzioni piene (ora al 25% dopo la riforma 2024).Per un calcolo preciso sulla tua successione e per la gestione completa della pratica, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — telefono 0432 1638640 — WhatsApp 366 6018121. Ti aiutiamo a quantificare in anticipo le imposte, a individuare tutte le agevolazioni spettanti e a gestire l’intero iter telematico, compresa la voltura catastale e la trascrizione tavolare per il Friuli Venezia Giulia. ADAndrea DamianiResponsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscaliIl CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse. 📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →Giugno 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/Imposte-su-successione-Guida-Completa-per-gli-Eredi.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-10 08:00:002026-04-24 23:48:22Imposta Ipotecaria e Catastale Successione 2026: Calcolo 2% + 1% con Esempi Pratici
CAF, SUCCESSIONIDichiarazione di Successione 2026: Guida Completa con Novità e ProceduraLa dichiarazione di successione 2026 introduce importanti novità che semplificano la gestione delle successioni ereditarie grazie al nuovo sistema di autoliquidazione telematica. Se hai ereditato beni da un familiare, è fondamentale conoscere obblighi, scadenze, documenti necessari e imposte da pagare per evitare sanzioni e gestire correttamente la successione ereditaria 2026.Quando una persona viene a mancare, gli eredi devono presentare la dichiarazione di successione telematica entro 12 mesi dalla data di apertura della successione (generalmente coincidente con il decesso). La procedura telematica si è evoluta: dal 2024 è attivo il sistema di autoliquidazione successione, che calcola automaticamente le imposte di successione, ipotecarie e catastali dovute, semplificando il pagamento e riducendo i tempi di attesa per l’attestazione finale (il cosiddetto Glifo).Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle dichiarazioni di successione, con particolare competenza nel sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia, che presenta caratteristiche uniche rispetto al sistema ordinario. I nostri esperti ti assistono in ogni fase: dalla raccolta dei documenti per la successione al calcolo delle imposte, dalla presentazione telematica all’ottenimento del Glifo, fino alla voltura catastale e trascrizione tavolare.In questa guida completa alla dichiarazione di successione 2026, scoprirai tutte le novità normative, i requisiti, le aliquote e franchigie aggiornate, le agevolazioni fiscali per eredi under 26 e la procedura operativa passo dopo passo. Che tu debba gestire una successione con immobili tavolari in Friuli Venezia Giulia, conti correnti bancari, azioni o altri beni, troverai tutte le informazioni necessarie per affrontare con serenità questo momento delicato. Indice dei contenutiNovità Dichiarazione di Successione 2026: AutoliquidazioneChi Deve Presentare la Dichiarazione di SuccessioneTermini e Modalità di Presentazione TelematicaDocumenti Necessari per la SuccessioneSistema Tavolare in Friuli Venezia GiuliaVoltura e Trascrizione CatastaleAgevolazioni per Eredi Under 26 e Prima CasaDomande Frequenti sulla Successione 2026Novità Dichiarazione di Successione 2026: Autoliquidazione La principale novità della dichiarazione di successione 2026 è la piena operatività del sistema di autoliquidazione telematica, che ha rivoluzionato il modo di gestire le successioni ereditarie in Italia. A partire dal 1° gennaio 2024, l’Agenzia delle Entrate ha reso obbligatorio il nuovo sistema che calcola automaticamente tutte le imposte dovute: imposta di successione, imposta ipotecaria, imposta catastale e tributi speciali.Come funziona il sistema di autoliquidazione successioneCon la dichiarazione successione telematica 2026, non è più necessario attendere la liquidazione manuale delle imposte da parte dell’Ufficio Territoriale. Il sistema informatico dell’Agenzia delle Entrate elabora la dichiarazione e:Calcola automaticamente tutte le imposte di successione dovute applicando le aliquote vigentiVerifica le franchigie spettanti a ciascun erede in base al grado di parentelaApplica le agevolazioni fiscali per prima casa e eredi under 26Determina l’importo esatto delle imposte ipotecarie e catastali (2% + 1% sui beni immobili)Genera l’F24 con i tributi da versare entro 90 giorni dalla presentazioneIl pagamento delle imposte avviene tramite addebito diretto sull’IBAN del dichiarante indicato nella pratica. Questa modalità garantisce certezza dei tempi e tracciabilità completa dei versamenti, eliminando il rischio di errori o dimenticanze.Vantaggi del nuovo sistema per gli erediL’autoliquidazione della dichiarazione di successione 2026 offre numerosi vantaggi pratici rispetto al vecchio sistema:Tempi ridotti: l’attestazione di avvenuta presentazione (Glifo) viene rilasciata in 10-14 giorni lavorativi invece dei precedenti 2-3 mesiCertezza dell’importo: gli eredi conoscono immediatamente le imposte esatte da pagare, senza sorprese successiveTrasparenza: il sistema mostra il dettaglio completo del calcolo delle imposte, voce per voceMinor margine di errore: l’elaborazione automatica riduce drasticamente gli errori di calcolo che potevano causare sanzioniSblocco rapido dei beni: con il Glifo ottenuto in tempi brevi, è possibile sbloccare conti correnti, azioni e obbligazioni del defuntoPer le successioni con immobili, dopo l’ottenimento del Glifo, il CAF Centro Fiscale procede con la voltura catastale (o trascrizione tavolare in Friuli Venezia Giulia), che viene completata in ulteriori 3-4 settimane, portando gli immobili definitivamente a nome degli eredi.Obblighi telematici e ruolo del CAFLa dichiarazione di successione 2026 deve essere obbligatoriamente presentata in modalità telematica attraverso il software SuccessioniOnLine dell’Agenzia delle Entrate. I cittadini privati non possono presentarla autonomamente: è necessario rivolgersi a un intermediario abilitato come un CAF, un commercialista o un notaio.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di assistenza per la dichiarazione successione telematica, che include:Analisi della situazione ereditaria e identificazione di tutti i beni da dichiarareRaccolta e verifica di tutta la documentazione necessariaCalcolo preventivo delle imposte prima dell’invio telematicoCompilazione e trasmissione della dichiarazione tramite piattaforma SuccessioniOnLineGestione del pagamento tramite addebito IBANOttenimento del Glifo e consegna all’eredeVoltura catastale o trascrizione tavolare per gli immobiliGrazie alla nostra esperienza ventennale in materia di successioni, garantiamo tempi certi, massima precisione fiscale e assistenza personalizzata in ogni fase della procedura.Chi Deve Presentare la Dichiarazione di Successione L’obbligo di presentare la dichiarazione di successione 2026 ricade su specifici soggetti individuati dalla normativa fiscale. È fondamentale sapere chi è tenuto a presentarla per evitare sanzioni che vanno dal 120% al 240% delle imposte dovute, oltre agli interessi di mora.I soggetti obbligati alla presentazioneSono obbligati a presentare la dichiarazione di successione i seguenti soggetti, in ordine di priorità:Gli eredi chiamati all’eredità, sia legittimi (cioè previsti dalla legge) che testamentari (nominati nel testamento)I legatari, ovvero coloro che ricevono beni specifici indicati nel testamentoI rappresentanti legali degli eredi o legatari (tutori, curatori, amministratori di sostegno)Gli immessi nel possesso temporaneo dei beni dell’assenteGli amministratori dell’ereditàI curatori dell’eredità giacenteGli esecutori testamentariNella pratica quotidiana, la dichiarazione viene generalmente presentata dal coniuge superstite o dal figlio maggiorenne del defunto, che agisce anche per conto degli altri eredi. Tuttavia, ciascun erede o legatario è autonomamente responsabile della presentazione: se nessuno provvede, tutti gli obbligati rischiano le sanzioni.Casi in cui NON è obbligatoria la dichiarazioneLa dichiarazione di successione non deve essere presentata quando ricorrono contemporaneamente tutte le seguenti condizioni:L’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta (figli, genitori)L’attivo ereditario ha un valore non superiore a 100.000 euroL’eredità non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari (usufrutto, uso, abitazione, superficie, enfiteusi)Esempio pratico: se il defunto lascia solo 50.000 euro in conti correnti e nessun immobile, e gli eredi sono il coniuge e due figli, non è necessario presentare la dichiarazione di successione. Tuttavia, se l’asse ereditario comprende anche solo una quota di un immobile o un terreno, la dichiarazione diventa obbligatoria, indipendentemente dal valore complessivo.Chi può presentare per conto di tutti gli erediNella dichiarazione di successione telematica 2026, è sufficiente che un solo soggetto obbligato presenti la dichiarazione per conto di tutti gli eredi e legatari. Il dichiarante principale (chiamato “soggetto dichiarante”) indica nella pratica tutti gli altri coeredi e le rispettive quote ereditarie.Questa modalità semplifica notevolmente la procedura: non è necessario che tutti gli eredi si rechino fisicamente al CAF o dal professionista. Il dichiarante principale deve però disporre di:Documenti di identità di tutti gli erediCodici fiscali di tutti gli erediCoordinate bancarie (IBAN) per l’addebito delle imposteDelega firmata dagli altri eredi (se richiesta dal professionista)Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce quotidianamente dichiarazioni di successione presentate da un unico erede per conto di famiglie anche numerose, occupandosi di tutti gli adempimenti burocratici e fiscali.Successioni con eredi minorenni o incapaciQuando tra gli eredi vi sono minori, interdetti o persone con amministratore di sostegno, la dichiarazione deve essere presentata dai rispettivi rappresentanti legali: genitori esercenti la responsabilità genitoriale, tutore o amministratore di sostegno.In questi casi, il rappresentante legale deve:Accettare l’eredità con beneficio di inventario (obbligatorio per legge per minori e incapaci)Presentare la dichiarazione di successione entro i terminiGestire i beni ereditati nell’interesse del minore o incapaceOttenere, se necessario, l’autorizzazione del Giudice Tutelare per atti di straordinaria amministrazioneIl CAF Centro Fiscale assiste anche in queste situazioni più complesse, coordinandosi con i legali della famiglia per garantire la piena tutela degli eredi minori e il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge.Termini e Modalità di Presentazione Telematica La dichiarazione di successione 2026 deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che generalmente coincide con la data del decesso del dante causa. Il rispetto di questo termine è fondamentale per evitare sanzioni amministrative che possono essere molto gravose.Scadenza dei 12 mesi: come si calcolaIl termine di 12 mesi decorre dal giorno successivo alla data di apertura della successione:In caso di morte naturale: dal giorno successivo al decesso (es. decesso 15 marzo 2025 → scadenza 15 marzo 2026)In caso di morte presunta dichiarata dal tribunale: dalla data del passaggio in giudicato della sentenza dichiarativa di morte presuntaIn caso di testamento: dalla data di pubblicazione del testamento se successiva al decessoSe la scadenza dei 12 mesi cade in un giorno festivo o di sabato, la presentazione può avvenire il primo giorno lavorativo successivo senza applicazione di sanzioni.Attenzione: il termine di 12 mesi è perentorio. La presentazione oltre tale termine comporta l’applicazione di sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro. Per questo motivo, il CAF Centro Fiscale consiglia sempre di avviare la pratica con largo anticipo, considerando i tempi necessari per reperire tutta la documentazione necessaria.Modalità di presentazione obbligatoria: solo telematicaDal 2018, la dichiarazione di successione può essere presentata esclusivamente in modalità telematica attraverso il servizio SuccessioniOnLine dell’Agenzia delle Entrate. Non è più possibile la presentazione cartacea presso gli uffici territoriali.La trasmissione telematica deve avvenire tramite:Software SuccessioniOnLine Desktop: installabile su PC Windows, utilizzabile da intermediari abilitati (CAF, commercialisti, notai)Portale web SuccessioniOnLine: accessibile con SPID, CIE o CNS, ma utilizzabile solo tramite intermediari (i cittadini comuni non hanno accesso autonomo)Il CAF Centro Fiscale di Udine utilizza il software ufficiale dell’Agenzia delle Entrate per la compilazione e trasmissione di tutte le dichiarazioni di successione, garantendo:Piena conformità normativa con i requisiti tecnici dell’AgenziaControllo automatico degli errori formali prima della trasmissioneRicevuta di presentazione rilasciata istantaneamente dal sistemaProtocollo telematico che attesta data e ora esatta di invioProcedura operativa di trasmissioneLa presentazione della dichiarazione successione telematica segue questi passaggi operativi:Compilazione della dichiarazione: il CAF inserisce nel software tutti i dati del defunto, degli eredi, dei beni ereditati (immobili, conti correnti, titoli, ecc.) e degli eventuali debitiAllegazione documenti digitali: vengono caricati i documenti in PDF (certificato di morte, atti di proprietà, estratti conto, testamento, ecc.)Verifica automatica: il software controlla la correttezza formale e l’assenza di incongruenzeCalcolo automatico imposte: il sistema di autoliquidazione calcola tutte le imposte dovuteFirma digitale: il CAF appone la firma digitale del dichiarante sulla dichiarazioneTrasmissione telematica: invio all’Agenzia delle Entrate con ricevuta protocollataAddebito imposte: entro 90 giorni, addebito automatico sull’IBAN indicatoRilascio del Glifo: in 10-14 giorni, l’Agenzia rilascia l’attestazione di presentazione (Glifo)Integrazione e rettifica della dichiarazioneSe dopo la presentazione della dichiarazione di successione 2026 emergono nuovi beni o errori, è possibile presentare:Dichiarazione integrativa: quando si scoprono beni precedentemente non dichiarati (es. un conto corrente dimenticato, un immobile all’estero). Va presentata entro i termini dell’accertamento (generalmente 5 anni) pagando le maggiori imposte con sanzioni ridotte (ravvedimento operoso)Dichiarazione sostitutiva: quando si devono correggere errori nella dichiarazione già presentata (es. quote ereditarie errate, dati catastali sbagliati). Va presentata il prima possibile per evitare complicazioni nelle volture catastaliIl CAF Centro Fiscale assiste gli eredi anche in caso di necessità di integrazione o rettifica, valutando la strategia migliore per minimizzare sanzioni e interessi.Documenti Necessari per la Successione Per presentare correttamente la dichiarazione di successione 2026, è necessario raccogliere una documentazione completa e aggiornata relativa al defunto, agli eredi e a tutti i beni che compongono l’asse ereditario. La completezza della documentazione è fondamentale per evitare integrazioni, ritardi e possibili sanzioni.Documenti anagrafici e di stato civileQuesti documenti servono a identificare il defunto, gli eredi e il tipo di successione (legittima o testamentaria):Certificato di morte del defunto in carta semplice (rilasciato dal Comune di residenza o di decesso)Certificato di ultima residenza del defuntoCertificato di stato di famiglia storico del defunto alla data del decessoDocumenti di identità di tutti gli eredi (carta d’identità o patente in corso di validità)Codici fiscali di tutti gli erediCertificato di matrimonio del defunto (se coniugato)Sentenza di divorzio o separazione (se il defunto era divorziato/separato)Testamento pubblico, olografo o segreto con relativo verbale di pubblicazione (se esiste testamento)Certificato di rinuncia all’eredità (se qualche erede ha rinunciato, con relativo verbale notarile o del Tribunale)Il CAF Centro Fiscale di Udine può richiedere per conto degli eredi i certificati necessari presso i Comuni e gli uffici competenti, semplificando la fase di raccolta documentale.Documentazione immobiliareSe nell’eredità sono presenti immobili (case, appartamenti, terreni, box, cantine), è necessario fornire:Visure catastali aggiornate di tutti gli immobili (con dati catastali: Foglio, Particella/Mappale, Subalterno, Categoria, Classe, Rendita)Atti di provenienza (atti di acquisto, donazioni, successioni precedenti) che dimostrano come il defunto è diventato proprietarioCertificati di destinazione urbanistica (per terreni agricoli o edificabili)Estratti tavolari (per immobili soggetti al sistema tavolare in Friuli Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, alcune zone del Veneto)Rogito di acquisto con relativa nota di trascrizionePlanimetrie catastali (se disponibili)Per gli immobili tavolari in Friuli Venezia Giulia, il CAF Centro Fiscale effettua direttamente le visure tavolari telematiche presso le Conservatorie dei Registri Immobiliari di Udine, Trieste, Gorizia e Pordenone, fornendo agli eredi la documentazione completa necessaria.Documentazione finanziaria e patrimonialePer i beni mobili e finanziari presenti nell’asse ereditario:Estratti conto bancari e postali alla data del decesso (saldi di conti correnti, libretti di risparmio, conti deposito)Certificati di giacenza titoli (azioni, obbligazioni, fondi comuni, ETF) con valorizzazione alla data del decessoPolizze vita con beneficiari designati (indicare numero polizza, compagnia, capitale assicurato)Quote di società (SRL, SPA, SNC, SAS) con relativa valorizzazione contabileLibretti al portatore e buoni fruttiferi postaliCassette di sicurezza (indicazione banca e numero cassetta, con inventario del contenuto se aperta)Crediti vantati dal defunto verso terzi (con documentazione probatoria)Autovetture, moto, imbarcazioni (con certificato di proprietà del PRA)Le banche e Poste Italiane rilasciano gratuitamente agli eredi legittimi i certificati di giacenza e i prospetti patrimoniali alla data del decesso, necessari per la compilazione della dichiarazione.Documentazione relativa a debiti e passivitàNella dichiarazione di successione vanno indicati anche i debiti del defunto deducibili dall’attivo ereditario:Mutui ipotecari residui (con certificato della banca sul debito residuo alla data del decesso)Debiti tributari (cartelle esattoriali, avvisi bonari, tasse non pagate)Spese mediche e ospedaliere non pagateSpese funerarie (detraibili fino a 1.032,91 euro per ciascun erede)Debiti verso fornitori e creditoriI debiti riducono la base imponibile su cui si calcolano le imposte di successione, per cui è importante documentarli correttamente.Informazioni necessarie per la presentazione telematicaPer la trasmissione della dichiarazione successione telematica, il dichiarante deve fornire al CAF:Coordinate bancarie (IBAN) su cui addebitare le imposteIndirizzo email per ricevere comunicazioni dall’Agenzia delle EntrateNumero di cellulare per eventuali comunicazioni urgentiCodice fiscale e delega per la trasmissione telematicaIl CAF Centro Fiscale di Udine ha predisposto una checklist completa dei documenti che viene consegnata a ogni cliente all’avvio della pratica di successione, guidandolo passo dopo passo nella raccolta di tutta la documentazione necessaria. Per approfondire ulteriormente l’argomento, è disponibile la nostra guida dedicata ai documenti per la successione. Il calcolo delle imposte di successione 2026 viene effettuato automaticamente dal sistema di autoliquidazione telematica, ma è fondamentale comprendere il meccanismo di calcolo per stimare preventivamente l’importo dovuto e pianificare il pagamento. Le imposte di successione si articolano in tre tributi principali: l’imposta di successione (proporzionale al valore dei beni ereditati e al grado di parentela), l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale (applicate sugli immobili).Imposta di successione: aliquote per grado di parentelaL’imposta di successione si applica al valore complessivo netto dell’asse ereditario (attivo meno passivo) con aliquote differenziate in base al grado di parentela tra defunto ed erede:La franchigia è la quota di eredità esente da imposta: si applica separatamente per ciascun erede, non sull’intero asse ereditario. Questo significa che se il coniuge e due figli ereditano 2.500.000 euro, ciascuno ha diritto alla franchigia di 1.000.000 euro sulla propria quota.Esempio pratico di calcolo – Coniuge e due figli:Asse ereditario netto: 2.400.000 euroQuote: coniuge 50% (1.200.000 euro), ciascun figlio 25% (600.000 euro)Imposta coniuge: (1.200.000 – 1.000.000) × 4% = 200.000 × 4% = 8.000 euroImposta ciascun figlio: (600.000 – 1.000.000) = 0 (quota sotto franchigia) = 0 euroImposta totale di successione: 8.000 euroImposte ipotecaria e catastale sugli immobiliSe nell’asse ereditario sono presenti immobili (terreni, fabbricati), si applicano anche le imposte ipotecaria e catastale:Imposta ipotecaria: 2% del valore catastale degli immobiliImposta catastale: 1% del valore catastale degli immobiliTributo speciale: 35 euro per ciascuna formalità di trascrizione, iscrizione, annotazioneImposta di bollo: 230 euro (importo forfettario per dichiarazione)Il valore catastale si calcola rivalutando la rendita catastale del 5% e moltiplicandola per specifici coefficienti:Prima casa (abitazione principale): rendita × 1,05 × 110Altri fabbricati: rendita × 1,05 × 120Fabbricati categoria A/10, C/1: rendita × 1,05 × 60Terreni agricoli: reddito dominicale × 1,25 × 135Terreni edificabili: valore venale commerciale (da perizia)Agevolazione prima casa: se l’erede beneficia dell’agevolazione prima casa, le imposte ipotecaria e catastale si applicano in misura fissa di 200 euro ciascuna (totale 400 euro) invece che in percentuale. I requisiti sono gli stessi previsti per gli acquisti: immobile situato nel Comune di residenza (o trasferimento entro 18 mesi), categoria catastale non di lusso (A/2-A/7), non possesso di altra abitazione nello stesso Comune.Agevolazione per eredi under 26Dal 2024, è stata introdotta un’importante agevolazione fiscale per gli eredi con età inferiore a 26 anni alla data di apertura della successione. Per questi giovani eredi:Franchigia maggiorata a 1.500.000 euro (invece di 1.000.000 per coniuge e figli)Imposta ridotta al 3% (invece del 4%) sulla parte eccedente la franchigiaQuesta agevolazione può generare risparmi significativi nelle successioni di patrimoni rilevanti con eredi giovani.Esempio con erede under 26:Figlio erede unico, 24 anni, eredità 1.800.000 euroCon agevolazione under 26: (1.800.000 – 1.500.000) × 3% = 9.000 euroSenza agevolazione: (1.800.000 – 1.000.000) × 4% = 32.000 euroRisparmio: 23.000 euroModalità e termini di pagamentoCon il sistema di autoliquidazione successione 2026, le imposte vengono automaticamente addebitate sull’IBAN indicato dal dichiarante entro 90 giorni dalla presentazione della dichiarazione telematica. L’Agenzia delle Entrate invia una comunicazione preventiva con l’importo esatto da addebitare e la data prevista del prelievo.Se l’importo delle imposte supera 1.000 euro, è possibile richiedere la rateizzazione in rate trimestrali (fino a 8 rate per importi fino a 20.000 euro). La richiesta di rateizzazione deve essere presentata contestualmente alla dichiarazione.Il CAF Centro Fiscale di Udine fornisce sempre agli eredi un preventivo dettagliato delle imposte prima della presentazione telematica, consentendo di pianificare con serenità il pagamento e valutare eventuali strategie di ottimizzazione fiscale.Sistema Tavolare in Friuli Venezia GiuliaIl Friuli Venezia Giulia (insieme a Trentino-Alto Adige e alcune zone del Veneto e della Lombardia) è caratterizzato dalla presenza del sistema tavolare, un sistema di pubblicità immobiliare completamente diverso dal sistema ordinario (detto anche “dei registri immobiliari” o “transcriztionale”) vigente nel resto d’Italia. Questa differenza ha implicazioni rilevanti nella gestione delle dichiarazioni di successione 2026 con immobili tavolari.Che cos’è il sistema tavolareIl sistema tavolare (o “del libro fondiario”) è un sistema di pubblicità immobiliare di origine asburgica, introdotto in Friuli Venezia Giulia durante il periodo austro-ungarico e mai abolito dopo l’annessione all’Italia. Si basa su principi fondamentali che lo distinguono nettamente dal sistema ordinario:Principio della pubblica fede: il Libro Fondiario (Tavolare) fa piena prova della titolarità dei diritti reali sugli immobili. Chi risulta iscritto come proprietario nel Libro Fondiario è il proprietario a tutti gli effetti legaliPrincipio dell’iscrizione costitutiva: il trasferimento della proprietà (o di altri diritti reali) si perfeziona solo con l’iscrizione nel Libro Fondiario, non con la semplice stipula del contrattoPrincipio di specialità: ogni corpo tavolare (partita tavolare) identifica univocamente un singolo immobile con i relativi diritti e oneriPrincipio di legalità: ogni iscrizione deve essere autorizzata da decreto del Conservatore dei Registri Immobiliari dopo verifica della legittimitàIn pratica, mentre nel sistema ordinario la proprietà si trasferisce al momento della stipula del rogito (e la trascrizione ha funzione solo di opponibilità ai terzi), nel sistema tavolare la proprietà si trasferisce solo quando viene iscritta nel Libro Fondiario dal Conservatore.Conseguenze per le successioni di immobili tavolariNelle successioni con immobili tavolari in Friuli Venezia Giulia, il passaggio di proprietà agli eredi richiede l’intavolazione (iscrizione nel Libro Fondiario) del diritto di proprietà a loro favore. Senza intavolazione, gli eredi non possono:Vendere l’immobile ereditatoDonarlo o trasferirlo in altro modoIpotecarlo per ottenere finanziamentiLocare con contratto opponibile ai terziLa procedura di intavolazione successoria si svolge presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari competente (Udine, Trieste, Gorizia, Pordenone) e richiede:Dichiarazione di successione presentata e Glifo (attestazione) rilasciato dall’Agenzia delle EntrateDomanda di intavolazione firmata da un professionista abilitato (avvocato, notaio, geometra, ingegnere)Documenti tavolari (estratto tavolare, mappa particellare)Certificato di morte e documentazione degli erediPagamento dei tributi tavolari (imposta di registro, bollo, diritti di Conservatoria)Il CAF Centro Fiscale di Udine ha sviluppato una competenza specialistica ventennale nella gestione delle successioni con immobili tavolari, collaborando con professionisti tecnici (geometri e ingegneri) per l’intavolazione presso le Conservatorie friulane. Offriamo un servizio completo che include sia la dichiarazione di successione telematica che la successiva intavolazione tavolare, consegnando agli eredi gli immobili definitivamente intestati.Per approfondire le caratteristiche del sistema tavolare e le specificità operative, puoi consultare la nostra guida completa al Sistema Tavolare di Udine.Differenze rispetto al sistema ordinario (voltura catastale)Nel resto d’Italia, dove vige il sistema ordinario, il passaggio di proprietà degli immobili agli eredi avviene con la voltura catastale, una procedura molto più semplice:La proprietà passa automaticamente agli eredi al momento del decesso (per successione legittima o testamentaria)La voltura catastale ha solo funzione di aggiornamento dei registri catastali, non costitutivaViene presentata telematicamente dal CAF contestualmente alla dichiarazione di successioneSi perfeziona automaticamente in pochi giorni senza decreto del ConservatoreAl contrario, nel sistema tavolare, la proprietà non passa automaticamente: serve sempre l’intavolazione con decreto del Conservatore.Verifica preliminare: tavolare o ordinario?Non tutti gli immobili in Friuli Venezia Giulia sono tavolari. Alcune zone della regione (specialmente quelle annesse all’Italia prima del 1918) seguono il sistema ordinario. Per verificare se un immobile è tavolare o ordinario, è necessario:Controllare gli atti di provenienza (rogiti precedenti): se parlano di “intavolazione”, l’immobile è tavolareRichiedere una visura tavolare presso la Conservatoria: se esiste, l’immobile è tavolareVerificare con la visura catastale: gli immobili tavolari sono identificati anche nel catasto ma la trascrizione avviene solo al tavolareIl CAF Centro Fiscale effettua sempre questa verifica preliminare per ogni successione con immobili in Friuli Venezia Giulia, informando gli eredi sulla procedura corretta da seguire (intavolazione tavolare o voltura ordinaria). La procedura telematica della dichiarazione di successione 2026 si svolge interamente online attraverso il sistema SuccessioniOnLine dell’Agenzia delle Entrate. Comprendere il flusso operativo completo dalla trasmissione al rilascio del Glifo (attestazione di avvenuta presentazione) permette agli eredi di pianificare i tempi e prepararsi agli adempimenti successivi.Step 1: Preparazione e trasmissione telematicaIl CAF Centro Fiscale raccoglie tutta la documentazione necessaria (vedi sezione dedicata) e compila la dichiarazione di successione telematica nel software SuccessioniOnLine Desktop. Durante la compilazione:Vengono inseriti i dati anagrafici del defunto e di tutti gli eredi/legatariVengono censiti tutti i beni (immobili con dati catastali, conti correnti, titoli, auto, ecc.) e le relative valorizzazioni alla data del decessoVengono indicati i debiti deducibili (mutui, spese funerarie, ecc.)Vengono allegati in formato PDF tutti i documenti probatori (certificati, atti, estratti conto, ecc.)Il sistema calcola automaticamente le quote ereditarie di ciascun erede secondo legge o testamentoUna volta completata la compilazione, il software effettua un controllo automatico di coerenza verificando l’assenza di errori formali. Se il controllo ha esito positivo, la dichiarazione viene firmata digitalmente e trasmessa telematicamente all’Agenzia delle Entrate. Il sistema rilascia immediatamente una ricevuta di presentazione protocollata con data e ora esatta di invio.Step 2: Autoliquidazione imposte e generazione F24Entro pochi minuti dalla trasmissione, il sistema di autoliquidazione dell’Agenzia delle Entrate elabora la dichiarazione e calcola automaticamente:Imposta di successione per ciascun erede, applicando aliquote e franchigie corretteImposte ipotecaria e catastale sui beni immobili (2% + 1% del valore catastale)Agevolazioni fiscali (prima casa, under 26)Tributi speciali e bolloIl sistema genera automaticamente il modello F24 precompilato con tutti i tributi dovuti e i relativi codici tributo. L’F24 viene reso disponibile nell’area riservata del software SuccessioniOnLine e può essere scaricato in formato PDF.L’Agenzia delle Entrate invia anche una comunicazione via PEC (al CAF che ha trasmesso la dichiarazione) con:Riepilogo dettagliato del calcolo delle imposteImporto totale da versareData prevista di addebito sull’IBAN indicato (entro 90 giorni dalla presentazione)Step 3: Addebito diretto delle imposte su IBANCon il sistema di autoliquidazione successione 2026, il pagamento delle imposte avviene esclusivamente tramite addebito automatico sull’IBAN del dichiarante indicato nella dichiarazione telematica. Non è più possibile pagare tramite F24 cartaceo o presso banche/poste.La procedura operativa è la seguente:L’Agenzia delle Entrate invia una comunicazione preventiva (circa 15-20 giorni prima) con l’importo esatto e la data di addebitoIl dichiarante deve assicurarsi di avere capienza sul conto corrente alla data previstaAlla data stabilita, l’Agenzia dispone il prelievo automatico tramite SDD (SEPA Direct Debit)Il versamento risulta immediatamente tracciato e certificato dal sistemaImportante: se il conto corrente non ha capienza sufficiente e l’addebito viene respinto, l’Agenzia considera il pagamento non effettuato e applica sanzioni del 30% sull’importo non versato più gli interessi di mora. È quindi fondamentale garantire la disponibilità sul conto.Se gli eredi preferiscono ripartire l’importo delle imposte tra loro (invece di far pagare tutto al dichiarante), possono:Concordare privatamente la suddivisioneCiascuno versa la propria quota al dichiarante prima della data di addebitoIl dichiarante garantisce la capienza totale sul proprio IBANStep 4: Rilascio del Glifo (attestazione di presentazione)Dopo la trasmissione telematica e l’accettazione della dichiarazione, l’Agenzia delle Entrate elabora la pratica e rilascia il Glifo, cioè l’attestazione di avvenuta presentazione della dichiarazione di successione. Il Glifo è un documento ufficiale che certifica:La corretta presentazione della dichiarazioneI dati del defunto e degli erediL’elenco dei beni dichiaratiLe imposte liquidate e pagate (o in corso di pagamento)Con il nuovo sistema di autoliquidazione, i tempi di rilascio del Glifo si sono drasticamente ridotti: 10-14 giorni lavorativi dalla trasmissione telematica (contro i precedenti 2-3 mesi). Il Glifo viene reso disponibile nell’area riservata di SuccessioniOnLine in formato PDF e può essere scaricato e stampato.Il CAF Centro Fiscale scarica il Glifo appena disponibile e lo consegna immediatamente agli eredi, insieme a una copia della dichiarazione e della ricevuta di presentazione.Step 5: Utilizzo del Glifo per sbloccare beni del defuntoIl Glifo è il documento fondamentale che consente agli eredi di sbloccare i beni del defunto presso banche, poste, società finanziarie e altre istituzioni. In particolare, con il Glifo gli eredi possono:Sbloccare conti correnti e libretti di risparmio: le banche autorizzano il prelievo/trasferimento delle somme agli erediLiquidare titoli, azioni, obbligazioni: le società di intermediazione trasferiscono i titoli ai depositi titoli degli erediRiscuotere polizze vita: le compagnie assicurative erogano il capitale ai beneficiariIntestare autovetture: il PRA autorizza la voltura al nome degli erediProcedere con voltura/intavolazione immobili: Catasto e Conservatorie accettano le domande di aggiornamentoOgni istituzione richiede copia del Glifo insieme ad altri documenti (certificato di morte, documenti degli eredi, eventuale testamento). Il CAF Centro Fiscale fornisce sempre agli eredi un ”pacchetto documentale completo” pronto per essere presentato a banche e altri enti, comprensivo di Glifo, dichiarazione di successione e certificazioni necessarie.Step 6: Voltura catastale e Trascrizione tavolare (per immobili)Se nell’asse ereditario sono presenti immobili, dopo il rilascio del Glifo il CAF procede con:Voltura catastale (per immobili in sistema ordinario): trasmissione telematica della domanda di voltura al Catasto, che aggiorna gli intestatari in 3-4 settimaneIntavolazione tavolare (per immobili tavolari in FVG): presentazione della domanda alla Conservatoria dei Registri Immobiliari, che emette decreto di intavolazione in 4-6 settimaneAl termine di questa fase, gli immobili risultano definitivamente intestati agli eredi nei pubblici registri, consentendo loro di esercitare pienamente i diritti di proprietà (vendita, donazione, locazione, ipoteca).Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce l’intero ciclo della procedura successoria, dall’apertura pratica al rilascio degli immobili intestati, garantendo agli eredi assistenza continua, tempi certi e massima professionalità in ogni fase.Voltura e Trascrizione CatastaleLa voltura catastale (o trascrizione tavolare per gli immobili in sistema tavolare) è l’adempimento finale della dichiarazione di successione, che consente di aggiornare i pubblici registri immobiliari con l’intestazione degli immobili agli eredi. Senza voltura/trascrizione, gli immobili continuano a risultare formalmente intestati al defunto, impedendo agli eredi di esercitare pienamente i diritti di proprietà.Che cos’è la voltura catastaleLa voltura catastale è la procedura amministrativa con cui si aggiorna l’intestazione degli immobili nei registri del Catasto a seguito di un evento che modifica la titolarità (compravendita, donazione, successione, ecc.). Nel caso di successione ereditaria, la voltura serve a registrare il passaggio di proprietà dal defunto agli eredi.La voltura catastale ha carattere dichiarativo, non costitutivo: la proprietà passa agli eredi automaticamente al momento del decesso per effetto della successione legittima o testamentaria. La voltura serve solo ad aggiornare i registri pubblici per renderli conformi alla reale titolarità.Quando va presentata la voltura catastaleLa domanda di voltura catastale deve essere presentata entro 30 giorni dalla presentazione della dichiarazione di successione telematica. Con il sistema attuale, la voltura viene generalmente trasmessa dal CAF contestualmente alla dichiarazione, nel medesimo invio telematico tramite il software SuccessioniOnLine.Il sistema calcola automaticamente le imposte ipotecarie e catastali dovute (2% + 1% del valore catastale degli immobili) e le include nell’F24 complessivo della successione, addebitato sull’IBAN del dichiarante.Procedura operativa della volturaLa voltura catastale successoria segue questi passaggi:Compilazione domanda di voltura: il CAF inserisce nel software SuccessioniOnLine i dati catastali di tutti gli immobili ereditati (Foglio, Particella, Subalterno per ciascun immobile)Indicazione quote ereditarie: vengono specificate le quote di proprietà spettanti a ciascun erede (es. coniuge 50%, figlio 1 25%, figlio 2 25%)Allegazione documenti: vengono caricati certificato di morte, Glifo, visure catastaliTrasmissione telematica: invio contestuale alla dichiarazione di successioneElaborazione da parte del Catasto: in 3-4 settimane, il Catasto elabora la domanda e aggiorna gli intestatariVerifica visure aggiornate: il CAF richiede le nuove visure catastali per confermare l’avvenuto aggiornamentoAl termine del processo, le visure catastali mostrano gli eredi come nuovi proprietari con le rispettive quote di comproprietà.Trascrizione tavolare per immobili in Friuli Venezia GiuliaPer gli immobili soggetti al sistema tavolare in Friuli Venezia Giulia, la procedura è diversa e più complessa. Come spiegato nella sezione dedicata al sistema tavolare FVG, la proprietà degli immobili tavolari passa agli eredi solo con l’intavolazione (iscrizione) nel Libro Fondiario presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari.La procedura di intavolazione successoria richiede:Domanda di intavolazione sottoscritta da un professionista tecnico abilitato (geometra, ingegnere, architetto, avvocato, notaio)Allegazione del Glifo e della dichiarazione di successioneEstratto tavolare aggiornato dell’immobileDocumentazione degli eredi (certificato di morte, stato di famiglia, testamento se presente)Presentazione telematica alla Conservatoria competenteIstruttoria del Conservatore: verifica della legittimità e conformità della domandaEmissione del decreto di intavolazione: il Conservatore autorizza l’iscrizioneIscrizione nel Libro Fondiario: gli eredi risultano proprietari a tutti gli effetti legaliI tempi di intavolazione tavolare sono generalmente di 4-6 settimane dalla presentazione della domanda, più lunghi rispetto alla voltura ordinaria. Il CAF Centro Fiscale di Udine collabora con geometri e ingegneri specializzati in pratiche tavolari per gestire l’intero processo, garantendo agli eredi il perfezionamento della proprietà.Costi della voltura e trascrizioneI costi della voltura catastale sono già inclusi nelle imposte ipotecarie e catastali calcolate in fase di autoliquidazione della dichiarazione di successione (2% + 1% del valore catastale). Non ci sono ulteriori tributi da versare al Catasto.Per la trascrizione tavolare in Friuli Venezia Giulia, si aggiungono:Diritti di Conservatoria: circa 100-150 euro per ciascuna partita tavolareBollo e imposta di registro: calcolati dal sistema in fase di autoliquidazioneOnorari del professionista tecnico: variabili in base alla complessità (generalmente 300-600 euro per pratica)Il CAF Centro Fiscale fornisce sempre un preventivo dettagliato che include sia le imposte che gli onorari professionali per voltura/intavolazione, consentendo agli eredi di conoscere con esattezza l’importo complessivo della pratica successoria.Cosa succede se non si fa la volturaLa mancata voltura catastale comporta conseguenze negative per gli eredi:Impossibilità di vendere: nessun notaio roga un atto di vendita se le visure catastali non sono aggiornateProblemi con i mutui: le banche non concedono mutui su immobili con intestazioni catastali difformiSanzioni amministrative: il ritardo oltre i 30 giorni comporta sanzioni da 60 a 300 euroConfusione nei pubblici registri: gli immobili continuano a risultare intestati a un soggetto deceduto, creando problemi legaliPer questo motivo, il CAF Centro Fiscale gestisce sempre la voltura/intavolazione come parte integrante del servizio di dichiarazione di successione, garantendo che gli immobili vengano definitivamente intestati agli eredi entro i termini di legge.Agevolazioni per Eredi Under 26 e Prima Casa La normativa fiscale prevede importanti agevolazioni per determinate categorie di eredi, con l’obiettivo di ridurre il carico tributario delle successioni ereditarie 2026. Le due agevolazioni più rilevanti riguardano gli eredi giovani (under 26) e l’acquisto della prima casa, che possono generare risparmi fiscali significativi.Agevolazione under 26: franchigia maggiorata e aliquota ridottaDal 1° gennaio 2024, è stata introdotta un’agevolazione fiscale specifica per gli eredi che non hanno ancora compiuto 26 anni alla data di apertura della successione. Questa misura mira a sostenere i giovani che ereditano patrimoni, riducendo il loro carico fiscale.L’agevolazione consiste in:Franchigia maggiorata a 1.500.000 euro per ciascun erede under 26 (invece di 1.000.000 euro previsti per coniuge e figli)Aliquota ridotta al 3% sulla quota eccedente la franchigia (invece del 4% ordinario)L’agevolazione si applica automaticamente in fase di autoliquidazione della dichiarazione di successione, senza necessità di richieste specifiche. Il sistema verifica l’età dell’erede alla data del decesso e calcola le imposte con franchigia e aliquota agevolate.Requisiti per accedere all’agevolazione under 26:Erede figlio, nipote in linea retta (non fratello/sorella o altri parenti)Età inferiore a 26 anni alla data di apertura della successioneNessun altro requisito: l’agevolazione spetta indipendentemente dal reddito, dal patrimonio personale, dalla residenzaEsempi pratici di risparmio fiscale:Caso 1 – Erede 24 anni, eredità 2.000.000 euro:Con agevolazione under 26: (2.000.000 – 1.500.000) × 3% = 500.000 × 3% = 15.000 euroSenza agevolazione: (2.000.000 – 1.000.000) × 4% = 1.000.000 × 4% = 40.000 euroRisparmio: 25.000 euroCaso 2 – Due figli eredi, uno 23 anni e uno 28 anni, eredità 3.000.000 euro (1.500.000 ciascuno):Figlio 23 anni: (1.500.000 – 1.500.000) × 3% = 0 × 3% = 0 euro (quota interamente coperta da franchigia maggiorata)Figlio 28 anni: (1.500.000 – 1.000.000) × 4% = 500.000 × 4% = 20.000 euroRisparmio complessivo: 20.000 euro (figlio under 26 non paga nulla, figlio over 26 paga 20.000 invece di 20.000 ciascuno)L’agevolazione under 26 può quindi generare risparmi molto rilevanti, soprattutto in successioni di patrimoni consistenti con eredi giovani.Agevolazione prima casa: imposte ipotecarie e catastali ridotteQuando un erede eredita un immobile abitativo e può beneficiare delle agevolazioni prima casa, le imposte ipotecaria e catastale si applicano in misura fissa agevolata invece che in percentuale:Imposta ipotecaria: 200 euro (invece del 2% del valore catastale)Imposta catastale: 200 euro (invece dell’1% del valore catastale)Totale imposte fisse: 400 euroQuesta agevolazione genera risparmi notevoli su immobili di valore elevato.Requisiti per l’agevolazione prima casa in successione:L’immobile deve essere situato nel Comune di residenza dell’erede (o l’erede si impegna a trasferirvi la residenza entro 18 mesi dall’eredità)L’immobile deve appartenere a una categoria catastale non di lusso (A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7 – escluse A/1 signorile, A/8 ville, A/9 castelli)L’erede non deve possedere un’altra abitazione nello stesso Comune con agevolazioni prima casa già goduteL’erede non deve possedere un’altra abitazione su tutto il territorio nazionale acquistata con agevolazioni prima casa (se la possiede, deve venderla entro 1 anno)L’agevolazione va richiesta espressamente in dichiarazione di successione, indicando i dati dell’immobile e autocertificando il possesso dei requisiti.Esempio pratico di risparmio:Immobile ereditato: appartamento con rendita catastale 1.000 euro:Valore catastale: 1.000 × 1,05 × 120 = 126.000 euroSenza agevolazione prima casa: Imposta ipotecaria (126.000 × 2%) + Imposta catastale (126.000 × 1%) = 2.520 + 1.260 = 3.780 euroCon agevolazione prima casa: 200 + 200 = 400 euroRisparmio: 3.380 euroSu immobili di maggior valore, il risparmio può essere ancora più significativo.Cumulo delle agevolazioni under 26 e prima casaLe due agevolazioni sono cumulabili: un erede under 26 che eredita un immobile con requisiti prima casa può beneficiare contemporaneamente di:Franchigia maggiorata 1.500.000 euro e aliquota ridotta 3% sull’imposta di successioneImposte ipotecaria e catastale fisse 200+200 euro sull’immobile ereditatoQuesta combinazione massimizza il risparmio fiscale complessivo.Come richiedere le agevolazioniLe agevolazioni vengono applicate in fase di compilazione della dichiarazione di successione telematica:Agevolazione under 26: si applica automaticamente in base all’età dell’erede risultante dai dati anagrafici inseriti. Non serve alcuna richiesta esplicitaAgevolazione prima casa: va richiesta espressamente barrando l’apposito campo nel software SuccessioniOnLine per ciascun immobile e autocertificando il possesso dei requisitiIl CAF Centro Fiscale di Udine verifica sempre la sussistenza dei requisiti per accedere alle agevolazioni fiscali, consigliando agli eredi le strategie più convenienti per minimizzare le imposte di successione nel pieno rispetto della normativa vigente.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la dichiarazione di successione completa, con gestione del sistema tavolare FVG, voltura catastale e calcolo imposte. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulla Successione 20261. Quanto tempo ho per presentare la dichiarazione di successione?La dichiarazione di successione 2026 deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che generalmente coincide con la data del decesso. Il termine è perentorio: la presentazione oltre i 12 mesi comporta sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro. È consigliabile avviare la pratica con anticipo per reperire tutta la documentazione necessaria.2. Quanto costa fare la dichiarazione di successione?Il costo totale della dichiarazione di successione dipende da due componenti:Imposte fiscali: calcolate automaticamente dal sistema di autoliquidazione in base al valore dell’asse ereditario, al grado di parentela e alla presenza di immobili. Vanno dall’esenzione totale (per successioni sotto franchigia) a migliaia di euro per patrimoni rilevantiOnorari professionali: variano in base alla complessità della pratica. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre preventivi personalizzati, generalmente tra 300 e 800 euro per pratiche standardPer una stima precisa, è necessario analizzare la composizione dell’asse ereditario. Contattaci per un preventivo gratuito.3. Cosa succede se non presento la dichiarazione di successione?La mancata presentazione della dichiarazione di successione comporta:Sanzioni amministrative dal 120% al 240% delle imposte dovute, con minimo 250 euroImpossibilità di sbloccare conti correnti, titoli, azioni del defuntoImpossibilità di vendere o ipotecare gli immobili ereditatiBlocco della voltura catastale: gli immobili rimangono intestati al defuntoPossibile accertamento d’ufficio dell’Agenzia delle Entrate con sanzioni aggravateLa presentazione è obbligatoria per legge e va effettuata tempestivamente per evitare conseguenze negative.4. Devo pagare le imposte di successione anche se eredito solo debiti?Se l’asse ereditario passivo (debiti) supera l’attivo (beni), non si pagano imposte di successione. Il sistema di autoliquidazione calcola il valore netto ereditario (attivo meno passivo) e applica le imposte solo sull’eventuale valore positivo. Se il risultato è negativo o pari a zero, non sono dovute imposte di successione.Tuttavia, restano dovute le imposte ipotecarie e catastali sugli immobili (2% + 1%) anche se l’asse è in passivo, a meno di rinunciare all’eredità.5. Posso rinunciare all’eredità? Come si fa?Sì, ogni erede può rinunciare all’eredità se non desidera accettarla (ad esempio per evitare di ereditare debiti). La rinuncia all’eredità deve essere fatta:Con dichiarazione ricevuta da notaio e iscritta nel registro delle successioniOppure con dichiarazione resa al Cancelliere del Tribunale del circondario in cui si è aperta la successioneEntro i termini di prescrizione del diritto di accettare: 10 anni dalla data di apertura della successione (o 3 mesi se si è nel possesso dei beni)La rinuncia è irrevocabile e fa sì che l’erede rinunciatario sia considerato come se non fosse mai stato chiamato all’eredità. La sua quota viene ripartita tra gli altri eredi (o, se non ce ne sono, ai gradi successivi di parentela).6. Chi paga le spese funerarie?Le spese funerarie vengono generalmente pagate dagli eredi e sono deducibili dalla dichiarazione di successione fino a un massimo di 1.032,91 euro per ciascun erede. Questo importo riduce la base imponibile su cui si calcolano le imposte di successione.Le spese funerarie devono essere documentate con fattura o ricevuta fiscale intestata al soggetto che le ha sostenute.7. Cosa succede se nell’eredità c’è un immobile in comproprietà?Se il defunto possedeva una quota di comproprietà di un immobile (ad esempio 50% di un appartamento), nella dichiarazione di successione va indicata solo la quota di proprietà del defunto. Gli eredi ereditano quella quota e diventano comproprietari insieme agli altri soggetti che già possedevano le restanti quote.Le imposte ipotecarie e catastali si calcolano solo sul valore della quota ereditata, non sull’intero immobile.8. Quanto tempo ci vuole per ottenere il Glifo?Con il sistema di autoliquidazione successione 2026, il Glifo (attestazione di avvenuta presentazione) viene rilasciato dall’Agenzia delle Entrate in 10-14 giorni lavorativi dalla trasmissione telematica della dichiarazione. Questo è un grande miglioramento rispetto ai precedenti 2-3 mesi necessari con il vecchio sistema.Il CAF Centro Fiscale scarica il Glifo appena disponibile e lo consegna immediatamente agli eredi.9. Posso vendere un immobile ereditato prima di fare la successione?No, non è possibile vendere un immobile prima di aver presentato la dichiarazione di successione e completato la voltura catastale (o intavolazione tavolare in Friuli Venezia Giulia). Il notaio non può rogare l’atto di vendita se le visure catastali/tavolari non mostrano gli eredi come intestatari.La sequenza corretta è:Presentare la dichiarazione di successioneOttenere il GlifoCompletare la voltura/intavolazioneVerificare le visure aggiornate con gli eredi come proprietariProcedere con l’atto di vendita10. Il CAF può gestire successioni con beni all’estero?Sì, il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce anche successioni con patrimoni esteri: immobili, conti correnti, titoli, partecipazioni societarie situati fuori dall’Italia. Questi beni vanno dichiarati nella dichiarazione di successione italiana se il defunto era residente in Italia alla data del decesso.Per i beni immobili esteri, generalmente non si applica l’imposta di successione italiana se l’immobile è situato in Paesi con cui l’Italia ha convenzioni contro le doppie imposizioni (Francia, Germania, Svizzera, ecc.), ma vanno comunque dichiarati per trasparenza fiscale.Il CAF fornisce assistenza per la corretta valorizzazione dei beni esteri e il coordinamento con eventuali obblighi fiscali nel Paese estero di ubicazione del bene.Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleHai Bisogno di Assistenza per la Successione? Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle dichiarazioni di successione, con esperienza specifica nel sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. I nostri esperti ti assistono in ogni fase della pratica.Prenota la Tua Consulenza GratuitaContattaci per una valutazione gratuita della tua pratica di successione.Scrivici su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔCAF Centro Fiscale UdineViale Giuseppe Tullio 13, scala B – 33100 UdineTel: 0432 1638640Articoli Correlati sulle SuccessioniApprofondisci altri aspetti delle successioni con le nostre guide:Voltura Catastale dopo Successione: Guida PraticaDocumenti Necessari per la Successione: Lista CompletaQuanto Costa Fare la Successione nel 2026Il Sistema Tavolare in Friuli Venezia GiuliaCertificato di Eredita Europeo: Cos’e e Come RichiederloApprofondimentiTutti i Servizi CAFDichiarazione RedditiISEE 2026Contatta il CAFApprofondimenti correlatiDichiarazione Successione Telematica OnlineImposta Ipotecaria e Catastale 2% + 1%Gennaio 5, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/11/DOCUMENTI-NECESSARI-PER-LA-SUCCESSIONE-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-05 08:30:002026-09-28 20:52:36Dichiarazione di Successione 2026: Guida Completa con Novità e Procedura