NOTIZIELettere compliance Agenzia Entrate ricavi 2023: fatture e corrispettivi non dichiarati in RF, RG e LML’Agenzia delle Entrate ha definito, con il provvedimento prot. n. 271072/2026 del 5 ottobre 2026, le regole delle lettere compliance Agenzia Entrate ricavi 2023. Sono comunicazioni rivolte a chi nel 2023 ha emesso fatture elettroniche o trasmesso corrispettivi telematici senza farli confluire, in tutto o in parte, nel reddito d’impresa indicato nei quadri RF, RG e LM del modello Redditi 2024. Le lettere arrivano via PEC e permettono di sistemare l’anomalia con il ravvedimento operoso.In sintesiChi riguarda: chi nel 2023 ha emesso fatture elettroniche e/o trasmesso corrispettivi senza riportarli (in tutto o in parte) nei quadri RF, RG o LM del Redditi 2024.Come arriva: tramite PEC al domicilio digitale; i dettagli sono nell’area riservata, sezione «L’Agenzia scrive».Come rispondere: anche tramite l’intermediario incaricato; la PEC mittente non accetta risposte.Come regolarizzare: con il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997), con sanzioni ridotte in base al tempo trascorso.Indice dei contenutiCosa sono le lettere di compliance sui ricavi 2023?Chi riceve le lettere compliance e come arrivano?Cosa contiene la comunicazione dell’Agenzia?Come si può rispondere alla lettera di compliance?Come si regolarizza con il ravvedimento operoso?Chi può vedere questi dati e per quanto tempo restano conservati?Domande frequenti sulle lettere compliance ricavi 2023FontiCosa sono le lettere di compliance sui ricavi 2023?Le lettere di compliance sono comunicazioni con cui l’Agenzia delle Entrate segnala al contribuente una possibile anomalia e lo invita a correggerla spontaneamente, prima di eventuali controlli. Non sono un accertamento: servono a promuovere l’adempimento spontaneo, cioè la correzione volontaria di errori o omissioni.In questo caso l’Agenzia confronta due insiemi di dati. Da una parte ci sono le fatture elettroniche emesse e i corrispettivi giornalieri memorizzati e trasmessi telematicamente dai soggetti passivi IVA per il periodo d’imposta 2023. Dall’altra c’è il reddito d’impresa dichiarato nei quadri RF, RG e LM del modello Redditi 2024. Se le operazioni non risultano concorrere alla determinazione del reddito, scatta la segnalazione.I tre quadri corrispondono a regimi diversi. Il quadro RF riguarda le imprese in contabilità ordinaria, il quadro RG quelle in contabilità semplificata, il quadro LM chi applica il regime forfettario (o, in via residuale, il regime di vantaggio dei «minimi»). La base normativa è l’articolo 1, commi 634-636, della legge 190/2014. Chi riceve le lettere compliance e come arrivano?Ricevono la comunicazione i contribuenti che nel 2023 hanno emesso fatture elettroniche e/o trasmesso corrispettivi telematici senza che queste operazioni abbiano concorso, in tutto o in parte, al reddito d’impresa dichiarato. Il provvedimento non indica il numero dei destinatari.L’Agenzia invia la lettera tramite Posta Elettronica Certificata all’indirizzo di domicilio digitale del contribuente, cioè la PEC comunicata ai sensi dell’art. 16, commi 6 e 7, del DL 185/2008 e dell’art. 5, comma 1, del DL 179/2012. Per questo è importante controllare con regolarità la propria casella PEC: una comunicazione non letta resta comunque disponibile.Lettera e informazioni di dettaglio si trovano anche nell’area riservata del sito dell’Agenzia, nella sezione «L’Agenzia scrive», presente sia nel Cassetto fiscale sia nel portale «Fatture e Corrispettivi». Si accede con le modalità previste dalla normativa. Cosa contiene la comunicazione dell’Agenzia?Il provvedimento elenca gli elementi che la lettera deve mettere a disposizione del contribuente, per capire da dove nasce la segnalazione:codice fiscale, denominazione oppure cognome e nome;numero identificativo e data della comunicazione, codice atto e periodo d’imposta;data e protocollo telematico della dichiarazione dei Redditi trasmessa per il periodo d’imposta 2023 (modello Redditi 2024);modalità per chiedere informazioni o segnalare elementi, fatti e circostanze non conosciuti dall’Agenzia;modalità per regolarizzare errori o omissioni e ottenere la riduzione delle sanzioni.In pratica, la lettera non si limita a contestare: indica anche il canale per replicare. Immagina un negozio che nel 2023 ha trasmesso i corrispettivi di dicembre, ma ha riportato nel quadro RG ricavi più bassi di quelli risultanti dai dati telematici. La comunicazione evidenzia la differenza e lascia al titolare la possibilità di spiegarla oppure di correggerla. Come si può rispondere alla lettera di compliance?Il contribuente può chiedere informazioni o segnalare all’Agenzia eventuali elementi che essa non conosce. Può farlo anche tramite gli intermediari incaricati della trasmissione delle dichiarazioni (art. 3, comma 3, DPR 322/1998), seguendo le modalità indicate nella comunicazione stessa.Attenzione a un dettaglio pratico: alla PEC da cui parte la lettera non si può rispondere, perché la casella non è abilitata a ricevere messaggi in entrata. Una risposta inviata a quell’indirizzo andrebbe persa. Vale solo il canale indicato nella lettera. Come si regolarizza con il ravvedimento operoso?Chi ha ricevuto la lettera può correggere errori od omissioni con il ravvedimento operoso, previsto dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997, come modificato dal D.Lgs. 87/2024. Il ravvedimento è lo strumento che consente di pagare spontaneamente imposta e sanzioni, beneficiando di una riduzione delle sanzioni in ragione del tempo trascorso dalla violazione: prima si interviene, meno si paga.Il provvedimento precisa che la regolarizzazione è possibile anche se la violazione è già stata constatata o se sono iniziati accessi, ispezioni o verifiche di cui il contribuente ha avuto formale conoscenza. Si ferma però davanti a tre situazioni:notifica di un atto di liquidazione, di irrogazione delle sanzioni o, in generale, di accertamento;ricezione di comunicazioni di irregolarità ai sensi dell’art. 36-bis DPR 600/1973 e dell’art. 54-bis DPR 633/1972;esiti del controllo formale di cui all’art. 36-ter DPR 600/1973.Il provvedimento non riporta le percentuali di riduzione: la misura dipende dal momento in cui si regolarizza, secondo la disciplina dell’art. 13. Chi può vedere questi dati e per quanto tempo restano conservati?Gli elementi e le informazioni sono resi disponibili anche alla Guardia di Finanza tramite strumenti informatici. La Guardia di Finanza li tratta in modo autonomo, come titolare di un diverso trattamento. Questo è un motivo in più per non ignorare la comunicazione.Quanto ai tempi, l’Agenzia conserva i dati delle fatture fino al 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione di riferimento, oppure fino alla definizione di eventuali giudizi. I dati delle dichiarazioni sono conservati fino al 31 dicembre dell’undicesimo anno successivo, salvo termini maggiori per procedimenti giurisdizionali.Domande frequenti sulle lettere compliance ricavi 2023La lettera di compliance è un accertamento?No. È una comunicazione per promuovere l’adempimento spontaneo: segnala una presunta anomalia e offre al contribuente la possibilità di fornire chiarimenti o di regolarizzare.Dove trovo i dettagli della comunicazione?Nell’area riservata del sito dell’Agenzia, sezione «L’Agenzia scrive», all’interno del Cassetto fiscale e del portale «Fatture e Corrispettivi».Posso rispondere direttamente alla PEC ricevuta?No. La PEC mittente non è abilitata a ricevere messaggi in entrata. Occorre usare le modalità indicate nella comunicazione, anche tramite un intermediario incaricato.Si può usare il ravvedimento operoso dopo aver ricevuto la lettera?Sì, secondo l’art. 13 del D.Lgs. 472/1997, purché non sia stato notificato un atto di liquidazione, di irrogazione delle sanzioni o di accertamento, né ricevute le comunicazioni di irregolarità o gli esiti del controllo formale indicati nel provvedimento. FontiProvvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate prot. n. 271072/2026 del 5 ottobre 2026: attuazione dell’art. 1, commi 634-636, L. 190/2014, comunicazioni per la promozione dell’adempimento spontaneo (periodo d’imposta 2023)D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, art. 13 (ravvedimento operoso), NormattivaQuesto articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Ottobre 6, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-06 18:00:002026-10-06 08:25:47Lettere compliance Agenzia Entrate ricavi 2023: fatture e corrispettivi non dichiarati in RF, RG e LM
Finanza & Servizi, Guide Fatturazione ElettronicaConservazione Fattura Elettronica 10 Anni 2026: Obblighi, Software e Come ScegliereDal 2024 tutti i titolari di partita IVA — compresi i forfettari — devono emettere fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SDI). Ma l’obbligo non finisce con l’emissione: la legge impone di conservare ogni fattura elettronica per almeno 10 anni. Sapere come adempiere a questo obbligo, e scegliere la soluzione giusta, ti evita sanzioni salate e problemi in caso di controllo fiscale.In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: la norma di riferimento, le tre opzioni disponibili (servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate, conservazione tramite software di fatturazione, conservazione proprietaria), i costi e — soprattutto — cosa succede se cambi software a metà strada.Indice dei contenutiObbligo di conservazione 10 anni: cosa dice la leggeLe tre opzioni per conservare le fatture elettronicheConfronto tra le soluzioniRequisiti tecnici per la conservazione sostitutiva validaCosa succede se cambio software di fatturazione?Cosa controllare nel contratto del software prima di sottoscrivereSanzioni per mancata conservazioneCome regolarizzarsi se non hai mai conservato correttamenteFAQ — Domande frequenti sulla conservazione delle fatture elettronicheConclusione: scegli subito la tua soluzioneObbligo di conservazione 10 anni: cosa dice la legge L’obbligo di conservazione delle scritture contabili e dei documenti fiscali deriva da due fonti:Art. 2220 del Codice Civile: le scritture contabili obbligatorie devono essere conservate per 10 anni dalla data dell’ultimo atto registrato.Art. 8 del DM 17 giugno 2014 (Decreto Semplificazione Fiscale): specifica le regole tecniche per la conservazione sostitutiva dei documenti informatici a rilevanza tributaria, tra cui le fatture elettroniche.La norma madre della fatturazione elettronica — il D.Lgs. 127/2015 — conferma che le fatture elettroniche trasmesse via SDI devono essere conservate secondo le modalità previste dal DM 2014. In pratica: non basta archiviare il file XML sul computer. La legge richiede un processo di conservazione sostitutiva che garantisca integrità, autenticità e leggibilità del documento nel tempo.Cosa si intende per conservazione sostitutivaLa conservazione sostitutiva è un processo informatico che attribuisce valore legale permanente ai documenti digitali. Prevede:Firma digitale del documento da parte del Responsabile della ConservazioneMarca temporale (timestamp) che certifica la data del processoPacchetto di archiviazione (SIP/AIP) conforme allo standard UNI SInCROConservazione per almeno 10 anni su supporti che ne garantiscano la leggibilitàAttenzione: semplicemente scaricare i file XML dall’area riservata AdE e salvarli in una cartella sul PC non costituisce conservazione sostitutiva valida ai fini di legge.Le tre opzioni per conservare le fatture elettroniche Opzione 1 — Servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate (15 anni)L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un servizio gratuito di conservazione sostitutiva per le fatture elettroniche transitate attraverso lo SDI. Il servizio prevede la conservazione per 15 anni (superiore all’obbligo legale di 10).Come attivarlo: accedendo all’area riservata sul portale dell’Agenzia delle Entrate (Fatture e Corrispettivi), bisogna aderire esplicitamente all’accordo di servizio. L’adesione non è automatica: se non hai mai accettato i termini, le tue fatture non vengono conservate legalmente dall’AdE.Vantaggi:Gratuito, senza costi aggiuntivi15 anni di conservazione (supera il minimo legale)Gestito direttamente dall’ente pubblicoLimiti e attenzioni:Copre solo le fatture transitate via SDI: non include eventuali fatture in formato diverso o documenti analogiciL’adesione deve essere rinnovata periodicamente (verificare le condizioni sul portale)Non è possibile accedere con facilità ai file in caso di controllo: bisogna scaricarli dall’area riservataSe hai fatture ante-2019 (periodo in cui l’obbligo non era ancora universale) o fatture su carta, queste non sono incluseOpzione 2 — Conservazione integrata nel software di fatturazioneLa maggior parte dei software di fatturazione elettronica include — o propone come opzione — un modulo di conservazione sostitutiva. In questo caso è il software stesso (o il suo conservatore accreditato AgID) a gestire l’intero processo.Vantaggi:Automatico: le fatture vengono conservate senza intervento manualeAccesso diretto ai file dall’interfaccia del softwareSpesso include anche fatture passive (ricevute dai fornitori)Facile ricerca e download in caso di controlloQuando conviene: se emetti un volume significativo di fatture (anche passive), se hai anche fatture cartacee da conservare, o se vuoi tutto in un unico pannello senza accedere a portali separati.Costi: varia da software a software. Alcuni includono la conservazione in tutti i piani (es. fatturazioneitalia.it la include senza costi extra, con piani da 49 € + IVA l’anno, 59,78 € IVA inclusa, e prezzo bloccato 3 anni per contratto; le fatture restano conservate a norma per 10 anni anche dopo la disdetta), altri la propongono come modulo aggiuntivo a pagamento separato.Opzione 3 — Conservazione proprietaria (notaio/conservatore aggiuntivo)Alcune aziende o professionisti con esigenze particolari (es. studi legali, notai, PA) si affidano a un conservatore accreditato AgID indipendente o a un notaio per la conservazione. Questa opzione è generalmente più costosa e adatta a realtà strutturate.Confronto tra le soluzioni CriterioServizio AdE gratuitoSoftware fatturazioneConservatore indip.CostoGratuitoIncluso o modulo extraTariffario separatoDurata conservazione15 anniAlmeno 10 anniAlmeno 10 anniFatture passiveSolo se via SDISì (attive + passive)SìAttivazioneManuale (accordo AdE)AutomaticaContrattualePortabilitàDownload da portale AdEDipende dal softwareContrattualeIdeale perForfettari, volume bassoProfessionisti e PMIStrutture complesseRequisiti tecnici per la conservazione sostitutiva valida Il processo di conservazione sostitutiva, per essere valido ai fini fiscali, deve rispettare le specifiche tecniche del DPCM 3 dicembre 2013 (Regole tecniche in materia di sistema di conservazione) e del Codice del Consumo Digitale (CAD). I requisiti minimi sono:Firma digitale o firma elettronica qualificata del Responsabile della Conservazione al termine del processoMarca temporale (timestamp qualificato) per certificare data e ora del pacchetto di archiviazioneProcesso di conservazione conforme allo standard UNI SInCRO 11386:2020Leggibilità garantita nel tempo (obbligo di aggiornamento del formato se il vecchio diventa obsoleto)Accessibilità in caso di richiesta da parte dell’Amministrazione FinanziariaI software di fatturazione che offrono conservazione integrata si avvalgono di un conservatore accreditato AgID (Agenzia per l’Italia Digitale), che gestisce questi passaggi tecnici per conto dell’utente. Questo è il caso più comune per professionisti e PMI.Cosa succede se cambio software di fatturazione?Questo è il punto critico che molti professionisti sottovalutano. Se hai conservato le fatture tramite il tuo software di fatturazione e decidi di cambiare fornitore, hai un problema: le fatture conservate restano “prigioniere” nel vecchio sistema.In pratica, prima di migrare devi verificare:Export delle fatture conservate: il vecchio software ti consente di scaricare i pacchetti di conservazione (file .zip conformi SInCRO)? Alcuni software rendono questa operazione difficile o a pagamento.Import nel nuovo software: il nuovo sistema accetta i pacchetti del precedente? Non tutti i formati sono compatibili.Periodo di sovrapposizione: per le fatture degli anni ancora sotto obbligo, potrebbe essere necessario mantenere attivo l’abbonamento al vecchio software anche dopo la migrazione, esclusivamente per garantire l’accesso al pacchetto di conservazione.Soluzione alternativa — Servizio AdE come rete di sicurezza: se attivi (o hai attivato) il servizio gratuito AdE in parallelo al software, hai sempre una copia “di riserva” delle fatture attive emesse via SDI, indipendentemente dal software usato.Questa è una delle ragioni per cui molti professionisti scelgono software che garantiscano portabilità dei dati e stabilità del servizio nel tempo — evitando lock-in che rendono difficile il cambio. Un software con prezzo stabile negli anni (es. fatturazioneitalia.it, prezzo bloccato 3 anni per contratto) riduce la necessità di migrazioni forzate da aumenti di prezzo.Conta anche quanto è facile entrare nel nuovo programma. Fatturazione Italia, per esempio, ha un’area dedicata al cambio programma: chi viene da Aruba carica lo ZIP scaricato da Aruba e ritrova fatture inviate e ricevute con XML e PDF originali, rubrica clienti e numerazione che continua; da Fatture in Cloud o da Excel si portano clienti, fornitori, prodotti e fatture, che diventano fatture “storiche” e contano nel fatturato e nella soglia. Nessuna fattura importata viene rimandata allo SDI. Due promemoria onesti: scarica da Aruba i file conservati prima che il servizio scada (entro 90 giorni) e cambia il codice destinatario su Fatture e Corrispettivi.Cosa controllare nel contratto del software prima di sottoscrivereLa conservazione è inclusa nel piano o è un modulo extra a pagamento?Chi è il conservatore accreditato AgID partner del software?Cosa succede se non rinnovi l’abbonamento: le fatture rimangono accessibili?Come puoi esportare i pacchetti di conservazione?Il piano prevede un limite al numero di fatture conservate?Il prezzo del servizio di conservazione può variare nel tempo?Sanzioni per mancata conservazione La mancata o irregolare conservazione delle scritture contabili e dei documenti fiscali può comportare:Sanzione da 1.000 a 8.000 euro (art. 9 D.Lgs. 471/1997) per irregolare tenuta delle scritture contabiliImpossibilità di fornire prova in caso di accertamento: se non riesci a produrre le fatture richieste dall’Agenzia delle Entrate, la verifica si complica notevolmentePresunzione di evasione su operazioni non documentateLa conservazione regolare è dunque una delle poche spese che si ripagano da sole in termini di protezione legale.Come regolarizzarsi se non hai mai conservato correttamenteSe hai emesso fatture elettroniche dal 2019 (inizio obbligo per le partite IVA ordinarie) o dal 2024 (forfettari) senza aver attivato un sistema di conservazione sostitutiva:Verifica subito se hai aderito al servizio AdE: accedi all’area “Fatture e Corrispettivi” e controlla se l’accordo di servizio è attivo. Se sì, le fatture transitarie dallo SDI sono già conservate.Attiva immediatamente il servizio AdE o un software con conservazione inclusa per le fatture future.Per le fatture passate non conservate: consigliamo di rivolgerti a un commercialista o al tuo CAF per valutare la posizione e le possibili azioni correttive.FAQ — Domande frequenti sulla conservazione delle fatture elettronicheDevo conservare anche le fatture che ricevo (passive)?Sì. L’obbligo riguarda sia le fatture emesse (attive) sia quelle ricevute (passive). Il servizio gratuito AdE conserva solo quelle transitate via SDI in cui sei il destinatario; un software di fatturazione ti permette di gestire entrambe le tipologie.I forfettari sono obbligati alla conservazione sostitutiva?Sì. Dal 2024, con l’obbligo di fatturazione elettronica universale esteso ai forfettari, l’obbligo di conservazione sostitutiva si applica anche a loro. Il servizio gratuito AdE è la soluzione più comoda per chi ha un volume basso di fatture.Posso conservare le fatture su un hard disk esterno?No, non è sufficiente. Salvare i file XML sul PC o su un hard disk non costituisce conservazione sostitutiva valida. Serve un processo certificato con firma digitale e marca temporale.Se cambio commercialista, chi deve conservare le fatture?L’obbligo di conservazione è sempre in capo al titolare della partita IVA (il contribuente). Il commercialista può gestire il processo per conto del cliente, ma la responsabilità legale rimane del contribuente.Il servizio gratuito AdE copre anche i self-employed con Regime Forfettario?Sì, se hanno aderito all’accordo di servizio. L’aver usato lo SDI per l’emissione non implica automaticamente che le fatture siano conservate: l’adesione all’accordo è un passaggio separato e volontario.Conclusione: scegli subito la tua soluzioneL’obbligo di conservare le fatture elettroniche per 10 anni non è una formalità: è un requisito legale con sanzioni concrete. Le tue opzioni sono chiare:Servizio gratuito AdE: ideale per forfettari con pochi documenti, ma richiede attivazione manuale e ha limitazioni sulla portabilità.Software di fatturazione con conservazione inclusa: la scelta più comoda per chi vuole tutto automatizzato. Verifica che sia inclusa nel piano base e che il contratto preveda portabilità dei dati.Conservatore indipendente: per strutture complesse con esigenze specifiche.Per qualsiasi dubbio sulla tua situazione specifica — specialmente se non hai mai conservato correttamente le fatture degli anni passati — rivolgiti al CAF Centro Fiscale per una consulenza personalizzata: prenota un appuntamento.Vuoi un software di fatturazione con conservazione inclusa e prezzo stabile nel tempo? fatturazioneitalia.it include la conservazione sostitutiva in tutti i piani, senza costi aggiuntivi, con prezzo bloccato 3 anni per contratto e fatture conservate a norma per 10 anni anche dopo la disdetta. Piani da 49 € + IVA l’anno (59,78 € IVA inclusa), prova gratuita di 14 giorni senza carta. Scopri di più.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-03 10:00:002026-10-11 22:31:33Conservazione Fattura Elettronica 10 Anni 2026: Obblighi, Software e Come Scegliere