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Tag Archivio per: addizionale regionale IRPEF

NOTIZIE

IRPEF, arriva la stretta “su misura”: le Regioni potranno azzerare l’addizionale

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Una delle novità più rilevanti della riforma fiscale in corso riguarda l’addizionale IRPEF regionale: con le nuove norme che stanno prendendo forma, le Regioni italiane potrebbero ottenere la facoltà di abbassare – fino ad azzerare – questa voce che pesa ogni anno sulle buste paga e sui redditi dei contribuenti. Una flessibilità finora mai concessa, che apre scenari inediti nell’autonomia tributaria territoriale.

Indice dei contenuti

  • Che cos’è l’addizionale regionale IRPEF
  • Cosa prevede la nuova riforma
  • Chi ci guadagna e chi rischia
  • Quando entreranno in vigore le modifiche
  • Domande e risposte

Che cos’è l’addizionale regionale IRPEF

L’addizionale regionale all’IRPEF è un’imposta che si aggiunge all’IRPEF nazionale e viene pagata dai contribuenti a favore della propria Regione di residenza. In parole semplici: oltre alle tasse che versate allo Stato per il vostro reddito, ne versate un’altra quota alla Regione dove vivete.

L’aliquota base è fissata per legge all’1,23% del reddito imponibile, ma ogni Regione può applicare una maggiorazione aggiuntiva fino a 2,10 punti percentuali (aliquota massima complessiva: 3,33%). Nella pratica, quasi tutte le Regioni applicano aliquote superiori al minimo, con alcune che arrivano vicino al tetto. Per sapere quanta addizionale state pagando oggi, potete consultare la nostra guida completa: Addizionali IRPEF 2026: Guida Completa a Regionale e Comunale.

Cosa prevede la nuova riforma

Secondo quanto riportato da Commercialista Telematico il 27 agosto 2026, il processo di riforma fiscale in atto sta ridisegnando i rapporti tra Stato centrale e Regioni in materia di IRPEF. La novità chiave è la seguente: alle Regioni verrebbe attribuita la facoltà di modulare l’addizionale IRPEF in modo più flessibile rispetto ad oggi, inclusa la possibilità – mai prevista finora – di portarla fino a zero.

In sostanza, una Regione potrebbe decidere di non applicare alcuna addizionale IRPEF ai propri residenti, rinunciando a questa entrata fiscale in cambio di altri vantaggi competitivi (attrazione di residenti, investimenti, lavoratori). Si tratta di una logica di competizione fiscale tra territori, analoga a quella già esistente in altri Paesi europei con sistemi federali.

La riforma prevede anche la possibilità di differenziare le aliquote per scaglioni di reddito a livello regionale, creando una vera e propria IRPEF “su misura” per ogni territorio. Questo significa che una Regione potrebbe scegliere di azzerare l’addizionale per i redditi bassi e mantenerla (o alzarla) per i redditi più alti, oppure viceversa.

Chi ci guadagna e chi rischia

L’impatto di questa riforma dipenderà in larga misura dalle scelte che ogni singola Regione farà. Possiamo individuare due scenari principali:

  • Regioni che abbassano (o azzerano) l’addizionale: i contribuenti residenti avranno un beneficio diretto in busta paga o nel conguaglio fiscale annuale. Per un reddito medio di 25.000 euro, ogni punto percentuale di addizionale vale circa 250 euro l’anno. Un azzeramento completo potrebbe quindi tradursi in un risparmio significativo.
  • Regioni che mantengono o alzano l’addizionale: non cambierà nulla per i contribuenti, oppure potrebbero subire un aggravio se la Regione decide di sfruttare la nuova flessibilità al rialzo.

Il rischio principale della riforma è quello di aumentare le disparità territoriali: i contribuenti residenti in Regioni ricche e con bilanci in ordine potrebbero godere di sgravi fiscali, mentre quelli in Regioni con deficit sanitari o sociali potrebbero trovarsi con addizionali più alte. Un tema molto dibattuto nel contesto del più ampio progetto di autonomia differenziata.

Per chi è pensionato, il discorso è rilevante: l’addizionale regionale viene trattenuta sulla pensione e incide sull’importo netto mensile. Se siete curiosi di capire quante tasse pagate sulla pensione, leggete: Pensione e Tasse: Quanto Resta in Tasca Davvero nel 2026.

Quando entreranno in vigore le modifiche

Al momento, la riforma è ancora in fase di definizione legislativa. Le norme dovranno essere recepite con appositi decreti attuativi e, successivamente, ogni Regione dovrà adottare le proprie delibere per modificare le aliquote dell’addizionale. I tempi non sono ancora certi, ma è ragionevole ipotizzare che gli effetti concreti sui contribuenti potrebbero arrivare non prima del 2027, con delibere regionali da adottare entro le scadenze previste dalla legge.

Nel frattempo, per il 2026, le aliquote dell’addizionale regionale restano quelle già deliberate da ciascuna Regione. Se volete sapere cosa state pagando oggi nella vostra Regione, il punto di riferimento rimane la nostra guida: Addizionali IRPEF 2026: tutte le aliquote aggiornate.

Domande e risposte

Le Regioni possono davvero azzerare l’addizionale IRPEF?

Con la riforma fiscale in corso, sì: alle Regioni verrebbe attribuita la facoltà di portare l’addizionale IRPEF anche a zero. Finora questa possibilità non era prevista: il minimo era l’aliquota base dell’1,23%. La nuova norma è ancora in fase di approvazione definitiva.

Quando potrei vedere meno trattenute in busta paga?

Non prima del 2027, e solo se la tua Regione decide di ridurre o azzerare l’addizionale. Per il 2026 le aliquote restano invariate rispetto a quelle già deliberate.

Come si calcola l’addizionale regionale IRPEF?

L’addizionale si calcola applicando l’aliquota deliberata dalla tua Regione al reddito imponibile IRPEF. Ad esempio, con un reddito di 25.000 euro e un’aliquota del 2%, l’addizionale regionale annua è di 500 euro.

Tutte le Regioni azzereranno l’addizionale?

Non necessariamente. La riforma dà la facoltà, non l’obbligo. Le Regioni con bilanci in difficoltà potrebbero mantenere o addirittura aumentare l’addizionale per non perdere entrate fondamentali destinate a sanità e servizi sociali.


Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Agosto 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-27 19:08:002026-08-27 18:25:57IRPEF, arriva la stretta “su misura”: le Regioni potranno azzerare l’addizionale
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Addizionali IRPEF 2026: Guida Completa a Regionale e Comunale in 7 Punti

aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni

Le addizionali IRPEF 2026 sono quelle voci che compaiono ogni mese in fondo alla busta paga e che spesso vengono lette di sfuggita, senza capire davvero di cosa si tratti. Eppure incidono sul netto in busta di milioni di lavoratori dipendenti e pensionati italiani. Si tratta di due imposte locali, l’addizionale regionale e l’addizionale comunale, che si aggiungono all’IRPEF nazionale e il cui gettito finisce nelle casse della Regione e del Comune in cui risiedi.

Capire come funzionano non è un esercizio da esperti contabili: serve a sapere quanto paghi realmente di tasse, a verificare che le trattenute siano corrette e a non farsi cogliere impreparati quando, con la dichiarazione dei redditi, arriva il conguaglio. In questa guida ti spieghiamo in parole semplici cosa sono le addizionali IRPEF 2026, come si calcolano, quando vengono trattenute e chi può essere esente. E se hai dubbi sulle cifre che vedi sul tuo cedolino, il CAF Centro Fiscale di Udine può verificarle insieme a te, sia in ufficio che online.

Indice dei contenuti

  1. Cosa Sono le Addizionali IRPEF 2026
  2. Addizionale Regionale e Comunale: Le Differenze
  3. Come si Calcolano le Addizionali IRPEF 2026
  4. Quando e Come si Pagano le Addizionali IRPEF
  5. Chi Paga le Addizionali IRPEF 2026 e Chi è Esente
  6. Come Leggere le Trattenute in Busta Paga e sul Cedolino
  7. Addizionali IRPEF a Udine e in Friuli Venezia Giulia
  8. Domande Frequenti sulle Addizionali IRPEF 2026

Cosa Sono le Addizionali IRPEF 2026

Le addizionali IRPEF 2026 sono imposte che si aggiungono all’IRPEF, l’imposta sul reddito delle persone fisiche che tutti i contribuenti versano allo Stato. Il termine “addizionale” indica proprio questo: non è una tassa autonoma e separata, ma un’imposta che si appoggia sull’IRPEF nazionale e ne segue la logica di base.

La differenza fondamentale rispetto all’IRPEF ordinaria sta nella destinazione del gettito. Mentre l’IRPEF nazionale finisce nel bilancio dello Stato, le addizionali IRPEF alimentano direttamente i bilanci degli enti locali: l’addizionale regionale finanzia la Regione (in particolare la spesa sanitaria), mentre l’addizionale comunale finanzia il Comune di residenza, contribuendo a servizi come trasporti locali, servizi sociali, manutenzione stradale e scuole.

Un principio importante da tenere a mente: le addizionali sono dovute solo se per lo stesso anno risulta dovuta l’IRPEF. Detto in parole semplici, se il tuo reddito è così basso da non generare alcuna imposta netta da versare (ad esempio perché le detrazioni azzerano completamente l’IRPEF), allora non paghi neanche le addizionali. È una tutela pensata proprio per i redditi più modesti.

Facciamo un esempio pratico. Immagina che Marco sia un impiegato residente in un Comune del Nord Italia. Ogni mese, sulla sua busta paga, oltre all’IRPEF trattenuta dal datore di lavoro, compaiono due righe: “addizionale regionale” e “addizionale comunale”. Sono importi generalmente contenuti, spesso di poche decine di euro al mese, ma sommati su dodici mesi possono rappresentare alcune centinaia di euro l’anno. Ecco perché vale la pena capirle.

Addizionale Regionale e Comunale: Le Differenze

Le due addizionali IRPEF vengono spesso citate insieme, ma hanno regole, soggetti impositori e tempistiche diverse. Vediamo di distinguerle con chiarezza.

L’addizionale regionale all’IRPEF

L’addizionale regionale è istituita e disciplinata dalle singole Regioni (e dalle Province autonome di Trento e Bolzano). Esiste un’aliquota base fissata a livello nazionale, ma ogni Regione ha la facoltà di aumentarla entro limiti stabiliti dalla legge. Il risultato è che le aliquote variano da regione a regione: chi vive in una Regione che ha applicato la maggiorazione massima paga più di chi risiede in una Regione che si è mantenuta vicina all’aliquota base.

Molte Regioni, inoltre, hanno adottato aliquote progressive a scaglioni, ricalcando la struttura dell’IRPEF nazionale: chi ha redditi più alti paga una percentuale maggiore. Alcune Regioni prevedono anche agevolazioni specifiche, ad esempio per famiglie numerose o per persone con disabilità a carico.

L’addizionale comunale all’IRPEF

L’addizionale comunale è invece deliberata dal singolo Comune di residenza. Qui la variabilità è ancora maggiore: ci sono Comuni che non l’hanno istituita affatto (in questo caso i residenti non la pagano), Comuni che applicano un’aliquota unica e Comuni che hanno scelto aliquote differenziate per scaglioni di reddito. Anche in questo caso esiste un tetto massimo fissato dalla normativa nazionale, entro il quale ogni amministrazione decide autonomamente.

Riassumendo, ecco le differenze principali tra le due addizionali IRPEF 2026:

  • Chi la istituisce: la Regione per l’addizionale regionale, il Comune per quella comunale
  • Destinazione: bilancio regionale (soprattutto sanità) contro bilancio comunale (servizi locali)
  • Obbligatorietà: la regionale è sempre dovuta almeno nella misura base, la comunale solo se il Comune l’ha deliberata
  • Esenzioni: molti Comuni fissano soglie di reddito sotto le quali l’addizionale comunale non si paga
  • Modalità di versamento: la regionale è dovuta in un’unica soluzione a saldo, senza acconto (pur essendo poi trattenuta in più rate mensili), mentre la comunale prevede acconto e saldo

Un elemento comune a entrambe è il criterio del domicilio fiscale: quello che conta è dove risiedi al 1° gennaio dell’anno di riferimento. Su questo punto torneremo, perché genera molti dubbi in chi cambia casa.

Come si Calcolano le Addizionali IRPEF 2026

Il calcolo delle addizionali IRPEF 2026 segue una logica in due passaggi: prima si determina la base imponibile, poi si applica l’aliquota deliberata dalla propria Regione e dal proprio Comune.

La base imponibile è il reddito complessivo ai fini IRPEF, al netto degli oneri deducibili. Chiariamo subito questi termini: il reddito complessivo è la somma di tutti i redditi percepiti nell’anno (stipendio, pensione, redditi da lavoro autonomo, affitti e così via). Gli oneri deducibili sono invece quelle spese che si sottraggono dal reddito prima di calcolare l’imposta, come i contributi previdenziali obbligatori o i contributi versati alla previdenza complementare. Attenzione a non confonderli con le detrazioni, che invece si sottraggono dall’imposta già calcolata e che non riducono la base imponibile delle addizionali.

Ed è proprio qui che nasce una situazione che sorprende molti contribuenti: puoi avere detrazioni elevate che abbassano di molto l’IRPEF, ma la base su cui si calcolano le addizionali resta comunque quella del reddito al netto delle sole deduzioni. Le addizionali, quindi, si comportano in modo un po’ più “rigido” rispetto all’imposta principale.

Sul fronte delle aliquote, la regola d’oro è una sola: non esiste un’aliquota unica valida per tutta Italia. Le percentuali cambiano da regione a regione e da comune a comune, e spesso sono articolate a scaglioni progressivi. Questo significa che due lavoratori con lo stesso identico stipendio lordo, residenti in città diverse, possono ritrovarsi con un netto in busta paga differente proprio a causa delle addizionali IRPEF.

Per conoscere l’aliquota esatta che si applica al tuo caso è quindi indispensabile verificare la delibera della tua Regione e del tuo Comune. Il Dipartimento delle Finanze pubblica gli elenchi ufficiali aggiornati delle aliquote comunali e regionali. Se preferisci evitare la ricerca tra tabelle e delibere, gli operatori del CAF Centro Fiscale di Udine verificano per te l’aliquota corretta e ricalcolano le trattenute applicate.

Quando e Come si Pagano le Addizionali IRPEF

Le addizionali IRPEF 2026 non si pagano con un bollettino separato: per lavoratori dipendenti e pensionati vengono trattenute direttamente alla fonte dal sostituto d’imposta. Il sostituto d’imposta è semplicemente chi ti paga lo stipendio o la pensione (il datore di lavoro o l’INPS) e che per legge trattiene le imposte e le versa allo Stato al posto tuo.

Le tempistiche dell’addizionale regionale

L’addizionale regionale viene determinata in sede di conguaglio di fine anno sul reddito effettivamente percepito, e viene poi trattenuta in busta paga in modo rateale nell’anno successivo. Il prelievo è frazionato in un massimo di undici rate a partire dal periodo di paga successivo a quello in cui viene effettuato il conguaglio: quando il conguaglio cade a dicembre, le rate vanno quindi in genere da gennaio a novembre: significa che l’addizionale regionale che vedi trattenuta oggi si riferisce, di norma, al reddito dell’anno precedente.

Questo spiega un fenomeno che genera parecchia confusione: capita di vedere una trattenuta di addizionale regionale anche in mesi in cui si è lavorato poco, oppure di vedere l’importo scomparire dal cedolino a dicembre. Non è un errore, è semplicemente il meccanismo della rateizzazione che si è concluso.

Le tempistiche dell’addizionale comunale

L’addizionale comunale funziona in modo diverso, perché prevede due momenti distinti:

  • L’acconto, trattenuto durante l’anno di riferimento, pari al 30% dell’addizionale calcolata applicando l’aliquota comunale dell’anno precedente al reddito imponibile dell’anno precedente
  • Il saldo, determinato a conguaglio e trattenuto nell’anno successivo, calcolato sul reddito effettivo dell’anno di riferimento e al netto dell’acconto già versato

Anche in questo caso il prelievo viene frazionato in più rate mensili, così da non pesare tutto in una sola busta paga. Il numero preciso di rate dipende dalla gestione del sostituto d’imposta e dal momento in cui il conguaglio viene effettuato.

Le addizionali nel 730 e nel Modello Redditi

Chi presenta il modello 730 ritrova le addizionali IRPEF nel prospetto di liquidazione, il documento riepilogativo che mostra imposte dovute, trattenute già subite e risultato finale (a debito o a credito). Le somme dovute a saldo e in acconto vengono poi trattenute o rimborsate direttamente dal sostituto d’imposta, di norma a partire dalla retribuzione di luglio. Per i pensionati le operazioni partono generalmente da agosto (o da settembre per le dichiarazioni trasmesse più tardi), per i tempi tecnici necessari all’ente previdenziale.

Chi invece presenta il Modello Redditi Persone Fisiche (tipicamente lavoratori autonomi e titolari di partita IVA in regime ordinario) versa le addizionali autonomamente tramite F24, insieme al saldo IRPEF, secondo le scadenze ordinarie. Anche in questa ipotesi, la compilazione richiede attenzione: un errore nel domicilio fiscale o nell’aliquota comporta versamenti sbagliati e possibili sanzioni. Il CAF si occupa dell’intero calcolo e della predisposizione dei versamenti.

Chi Paga le Addizionali IRPEF 2026 e Chi è Esente

Le addizionali IRPEF 2026 riguardano una platea molto ampia di contribuenti. In linea generale le paga chiunque produca redditi che rientrano nella base imponibile IRPEF e che, per quell’anno, risulti debitore di IRPEF.

  • Lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato, con trattenuta operata dal datore di lavoro
  • Pensionati, con trattenuta operata direttamente sul cedolino dall’ente previdenziale
  • Lavoratori autonomi e professionisti in regime ordinario, con versamento tramite F24
  • Titolari di redditi diversi soggetti a IRPEF, come alcuni redditi da locazione in regime ordinario

Sul fronte delle esenzioni occorre fare massima chiarezza, perché è il punto su cui circolano più informazioni imprecise. Non esiste una soglia di esenzione nazionale unica per l’addizionale comunale: ogni Comune può stabilire, con propria delibera, una soglia di reddito al di sotto della quale l’addizionale non è dovuta. Alcuni Comuni la prevedono, altri no, e l’importo di questa soglia cambia da amministrazione ad amministrazione. Per questo diffida di chi ti indica una cifra valida ovunque: quella cifra non esiste.

Una precisazione importante sulle soglie comunali: quando sono previste funzionano generalmente come una soglia “secca”. Significa che se il tuo reddito la supera anche di poco, l’addizionale è dovuta sull’intero imponibile e non solo sulla parte eccedente. È un dettaglio tecnico che spiega perché a volte un piccolo aumento di reddito produce un effetto sproporzionato sulla trattenuta.

Esiste poi una categoria di esenzione “naturale”: chi rientra nella cosiddetta no tax area, cioè chi ha un reddito talmente contenuto da non generare IRPEF netta, non paga alcuna addizionale. Lo stesso vale per chi percepisce esclusivamente redditi esenti o assoggettati a imposta sostitutiva o a ritenuta a titolo d’imposta, come vedremo parlando del regime forfettario.

Come Leggere le Trattenute in Busta Paga e sul Cedolino

Sapere dove guardare è il primo passo per capire quanto stai effettivamente pagando di addizionale regionale e comunale in busta paga. Le due voci si trovano nella sezione dedicata alle ritenute fiscali, generalmente subito sotto la riga dell’IRPEF netta e sopra il calcolo del netto in busta.

Le diciture più frequenti che potresti trovare sono queste:

  • “Add. regionale” o “Addizionale regionale IRPEF”: la rata mensile riferita all’anno precedente
  • “Add. comunale acconto”: la quota di acconto relativa all’anno in corso
  • “Add. comunale saldo”: il conguaglio dell’anno precedente
  • “Add. reg./com. da 730”: le somme derivanti dal prospetto di liquidazione della dichiarazione

La distinzione tra acconto e saldo è quella che crea più perplessità. L’acconto è un anticipo calcolato su dati passati, il saldo è la sistemazione dei conti quando il reddito effettivo è noto. Se durante l’anno il tuo reddito è cresciuto, il saldo sarà a debito; se è diminuito, potresti addirittura ritrovarti un credito a rimborso.

Per i pensionati il funzionamento è analogo, con le voci riportate sul cedolino della pensione emesso dall’ente previdenziale. Se vuoi approfondire quanto incidono le trattenute fiscali sull’assegno, trovi utili le nostre guide su pensione e tasse nel 2026 e sugli importi del cedolino di agosto 2026. Se invece noti trattenute anomale o recuperi che non riconosci, può esserti utile l’approfondimento sulle trattenute e il recupero degli indebiti.

Il controllo più utile che puoi fare è confrontare la Certificazione Unica con quanto risulta dalle buste paga: la CU riepiloga tutte le addizionali trattenute nell’anno. Se i conti non tornano, portare i documenti al CAF permette di individuare subito l’anomalia, che spesso deriva da un Comune di residenza aggiornato in ritardo nei sistemi del datore di lavoro.

Addizionali IRPEF a Udine e in Friuli Venezia Giulia

Chi vive a Udine e in provincia si trova in un contesto con alcune particolarità. Il Friuli Venezia Giulia è una Regione a statuto speciale, con una propria autonomia in materia di finanza locale: le scelte sull’addizionale regionale IRPEF e le eventuali agevolazioni seguono quindi le delibere regionali, che possono differire dalle Regioni a statuto ordinario.

Sul fronte comunale, il territorio friulano è composto da moltissimi Comuni di piccole dimensioni, ciascuno con la propria delibera: tra un comune e quello confinante l’addizionale comunale può essere diversa, o presente in uno e assente nell’altro. Per chi lavora a Udine ma risiede in un comune limitrofo, quello che conta è sempre il Comune di residenza al 1° gennaio, non quello in cui si trova il posto di lavoro.

Il CAF Centro Fiscale di Udine, in Viale Tullio 13, segue quotidianamente lavoratori e pensionati del territorio nella verifica delle addizionali IRPEF 2026 e nella presentazione del modello 730. Il servizio è disponibile sia in ufficio che online, così puoi scegliere la modalità più comoda.

Domande Frequenti sulle Addizionali IRPEF 2026

Le addizionali IRPEF sono uguali in tutta Italia?

No, e questa è la caratteristica principale delle addizionali IRPEF 2026. Ogni Regione e ogni Comune delibera la propria aliquota entro i limiti fissati dalla legge nazionale, spesso con scaglioni progressivi. Due persone con lo stesso stipendio ma residenti in città diverse possono quindi pagare importi differenti. Per conoscere l’aliquota esatta occorre verificare le delibere della propria Regione e del proprio Comune.

Cosa succede se cambio residenza durante l’anno?

Il riferimento è il domicilio fiscale al 1° gennaio dell’anno cui si riferisce l’addizionale. Se ti trasferisci a marzo, per quell’anno le addizionali restano dovute al Comune e alla Regione in cui risiedevi a inizio anno; il nuovo Comune rileverà dall’anno successivo. È importante comunicare tempestivamente il cambio di residenza al datore di lavoro, perché trattenute basate su un Comune sbagliato generano conguagli e correzioni.

Le addizionali si pagano anche con il regime forfettario?

No. Chi opera in regime forfettario applica un’imposta sostitutiva, cioè una tassa unica che prende il posto di IRPEF, addizionali regionale e comunale e IRAP. Su quei redditi, quindi, le addizionali non sono dovute. Attenzione però: se nello stesso anno percepisci anche altri redditi soggetti a IRPEF ordinaria (ad esempio un lavoro dipendente part-time o una pensione), su quei redditi le addizionali si applicano regolarmente.

Posso avere un rimborso se ho pagato più addizionale del dovuto?

Sì. Se le trattenute subite superano quanto effettivamente dovuto, il credito emerge dal prospetto di liquidazione del 730 e viene rimborsato direttamente in busta paga o sul cedolino della pensione. Succede spesso a chi ha avuto una riduzione di reddito o a chi ha subito trattenute basate su un Comune errato. Trovi maggiori dettagli nella nostra guida ai rimborsi dal modello 730.

I pensionati pagano le addizionali IRPEF sulla pensione?

Sì, la pensione è un reddito assimilato a quello di lavoro dipendente e concorre alla base imponibile IRPEF. L’ente previdenziale opera quindi le trattenute delle addizionali IRPEF direttamente sul cedolino. Restano valide le esenzioni: chi ha un assegno così contenuto da non generare IRPEF netta non paga addizionali, così come chi rientra in una eventuale soglia di esenzione deliberata dal proprio Comune.

Perché in alcuni mesi la trattenuta cambia importo?

Perché sullo stesso cedolino possono convivere voci diverse: la rata dell’addizionale regionale riferita all’anno precedente, l’acconto dell’addizionale comunale dell’anno in corso e il saldo a conguaglio. Nei mesi in cui si sovrappongono più voci l’importo complessivo cresce, mentre quando una rateizzazione si conclude la trattenuta si riduce o sparisce. Non è un errore, ma il normale funzionamento del meccanismo.

Addizionali IRPEF 2026: Fatti Aiutare dal CAF

Le addizionali IRPEF 2026 sono uno degli elementi meno trasparenti della busta paga: aliquote che cambiano da un comune all’altro, acconti e saldi che si sovrappongono, soglie di esenzione decise localmente. Districarsi da soli tra delibere regionali e comunali è complicato, ma con il giusto supporto diventa semplice avere il quadro chiaro di quanto paghi e verificare che le trattenute siano corrette.

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca nella presentazione del 730, nel controllo delle addizionali regionale e comunale in busta paga e nella verifica di eventuali crediti a rimborso. Porta con te la Certificazione Unica e le ultime buste paga: i nostri operatori ricostruiscono la tua posizione e ti spiegano ogni voce in parole semplici. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.

Hai bisogno di assistenza per le addizionali IRPEF e la dichiarazione dei redditi? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


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    CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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    Alexandra Bala
    04/09/2026
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    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    Lady
    01/09/2026
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    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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    Giulia Guida
    25/08/2026
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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    Agosto 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/04/aliquote-irpef-2024-e-calcolo-detrazioni-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-20 09:00:002026-08-13 09:21:28Addizionali IRPEF 2026: Guida Completa a Regionale e Comunale in 7 Punti
    NOTIZIE

    IRPEF, arriva la stretta “su misura”: le Regioni potranno azzerare l’addizionale

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Una delle novità più rilevanti della riforma fiscale in corso riguarda l’addizionale IRPEF regionale: con le nuove norme che stanno prendendo forma, le Regioni italiane potrebbero ottenere la facoltà di abbassare – fino ad azzerare – questa voce che pesa ogni anno sulle buste paga e sui redditi dei contribuenti. Una flessibilità finora mai concessa, che apre scenari inediti nell’autonomia tributaria territoriale.

    Indice dei contenuti

    • Che cos’è l’addizionale regionale IRPEF
    • Cosa prevede la nuova riforma
    • Chi ci guadagna e chi rischia
    • Quando entreranno in vigore le modifiche
    • Domande e risposte

    Che cos’è l’addizionale regionale IRPEF

    L’addizionale regionale all’IRPEF è un’imposta che si aggiunge all’IRPEF nazionale e viene pagata dai contribuenti a favore della propria Regione di residenza. In parole semplici: oltre alle tasse che versate allo Stato per il vostro reddito, ne versate un’altra quota alla Regione dove vivete.

    L’aliquota base è fissata per legge all’1,23% del reddito imponibile, ma ogni Regione può applicare una maggiorazione aggiuntiva fino a 2,10 punti percentuali (aliquota massima complessiva: 3,33%). Nella pratica, quasi tutte le Regioni applicano aliquote superiori al minimo, con alcune che arrivano vicino al tetto. Per sapere quanta addizionale state pagando oggi, potete consultare la nostra guida completa: Addizionali IRPEF 2026: Guida Completa a Regionale e Comunale.

    Cosa prevede la nuova riforma

    Secondo quanto riportato da Commercialista Telematico il 27 agosto 2026, il processo di riforma fiscale in atto sta ridisegnando i rapporti tra Stato centrale e Regioni in materia di IRPEF. La novità chiave è la seguente: alle Regioni verrebbe attribuita la facoltà di modulare l’addizionale IRPEF in modo più flessibile rispetto ad oggi, inclusa la possibilità – mai prevista finora – di portarla fino a zero.

    In sostanza, una Regione potrebbe decidere di non applicare alcuna addizionale IRPEF ai propri residenti, rinunciando a questa entrata fiscale in cambio di altri vantaggi competitivi (attrazione di residenti, investimenti, lavoratori). Si tratta di una logica di competizione fiscale tra territori, analoga a quella già esistente in altri Paesi europei con sistemi federali.

    La riforma prevede anche la possibilità di differenziare le aliquote per scaglioni di reddito a livello regionale, creando una vera e propria IRPEF “su misura” per ogni territorio. Questo significa che una Regione potrebbe scegliere di azzerare l’addizionale per i redditi bassi e mantenerla (o alzarla) per i redditi più alti, oppure viceversa.

    Chi ci guadagna e chi rischia

    L’impatto di questa riforma dipenderà in larga misura dalle scelte che ogni singola Regione farà. Possiamo individuare due scenari principali:

    • Regioni che abbassano (o azzerano) l’addizionale: i contribuenti residenti avranno un beneficio diretto in busta paga o nel conguaglio fiscale annuale. Per un reddito medio di 25.000 euro, ogni punto percentuale di addizionale vale circa 250 euro l’anno. Un azzeramento completo potrebbe quindi tradursi in un risparmio significativo.
    • Regioni che mantengono o alzano l’addizionale: non cambierà nulla per i contribuenti, oppure potrebbero subire un aggravio se la Regione decide di sfruttare la nuova flessibilità al rialzo.

    Il rischio principale della riforma è quello di aumentare le disparità territoriali: i contribuenti residenti in Regioni ricche e con bilanci in ordine potrebbero godere di sgravi fiscali, mentre quelli in Regioni con deficit sanitari o sociali potrebbero trovarsi con addizionali più alte. Un tema molto dibattuto nel contesto del più ampio progetto di autonomia differenziata.

    Per chi è pensionato, il discorso è rilevante: l’addizionale regionale viene trattenuta sulla pensione e incide sull’importo netto mensile. Se siete curiosi di capire quante tasse pagate sulla pensione, leggete: Pensione e Tasse: Quanto Resta in Tasca Davvero nel 2026.

    Quando entreranno in vigore le modifiche

    Al momento, la riforma è ancora in fase di definizione legislativa. Le norme dovranno essere recepite con appositi decreti attuativi e, successivamente, ogni Regione dovrà adottare le proprie delibere per modificare le aliquote dell’addizionale. I tempi non sono ancora certi, ma è ragionevole ipotizzare che gli effetti concreti sui contribuenti potrebbero arrivare non prima del 2027, con delibere regionali da adottare entro le scadenze previste dalla legge.

    Nel frattempo, per il 2026, le aliquote dell’addizionale regionale restano quelle già deliberate da ciascuna Regione. Se volete sapere cosa state pagando oggi nella vostra Regione, il punto di riferimento rimane la nostra guida: Addizionali IRPEF 2026: tutte le aliquote aggiornate.

    Domande e risposte

    Le Regioni possono davvero azzerare l’addizionale IRPEF?

    Con la riforma fiscale in corso, sì: alle Regioni verrebbe attribuita la facoltà di portare l’addizionale IRPEF anche a zero. Finora questa possibilità non era prevista: il minimo era l’aliquota base dell’1,23%. La nuova norma è ancora in fase di approvazione definitiva.

    Quando potrei vedere meno trattenute in busta paga?

    Non prima del 2027, e solo se la tua Regione decide di ridurre o azzerare l’addizionale. Per il 2026 le aliquote restano invariate rispetto a quelle già deliberate.

    Come si calcola l’addizionale regionale IRPEF?

    L’addizionale si calcola applicando l’aliquota deliberata dalla tua Regione al reddito imponibile IRPEF. Ad esempio, con un reddito di 25.000 euro e un’aliquota del 2%, l’addizionale regionale annua è di 500 euro.

    Tutte le Regioni azzereranno l’addizionale?

    Non necessariamente. La riforma dà la facoltà, non l’obbligo. Le Regioni con bilanci in difficoltà potrebbero mantenere o addirittura aumentare l’addizionale per non perdere entrate fondamentali destinate a sanità e servizi sociali.


    Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

    Agosto 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-27 19:08:002026-08-27 18:25:57IRPEF, arriva la stretta “su misura”: le Regioni potranno azzerare l’addizionale
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Addizionali IRPEF 2026: Guida Completa a Regionale e Comunale in 7 Punti

    aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni

    Le addizionali IRPEF 2026 sono quelle voci che compaiono ogni mese in fondo alla busta paga e che spesso vengono lette di sfuggita, senza capire davvero di cosa si tratti. Eppure incidono sul netto in busta di milioni di lavoratori dipendenti e pensionati italiani. Si tratta di due imposte locali, l’addizionale regionale e l’addizionale comunale, che si aggiungono all’IRPEF nazionale e il cui gettito finisce nelle casse della Regione e del Comune in cui risiedi.

    Capire come funzionano non è un esercizio da esperti contabili: serve a sapere quanto paghi realmente di tasse, a verificare che le trattenute siano corrette e a non farsi cogliere impreparati quando, con la dichiarazione dei redditi, arriva il conguaglio. In questa guida ti spieghiamo in parole semplici cosa sono le addizionali IRPEF 2026, come si calcolano, quando vengono trattenute e chi può essere esente. E se hai dubbi sulle cifre che vedi sul tuo cedolino, il CAF Centro Fiscale di Udine può verificarle insieme a te, sia in ufficio che online.

    Indice dei contenuti

    1. Cosa Sono le Addizionali IRPEF 2026
    2. Addizionale Regionale e Comunale: Le Differenze
    3. Come si Calcolano le Addizionali IRPEF 2026
    4. Quando e Come si Pagano le Addizionali IRPEF
    5. Chi Paga le Addizionali IRPEF 2026 e Chi è Esente
    6. Come Leggere le Trattenute in Busta Paga e sul Cedolino
    7. Addizionali IRPEF a Udine e in Friuli Venezia Giulia
    8. Domande Frequenti sulle Addizionali IRPEF 2026

    Cosa Sono le Addizionali IRPEF 2026

    Le addizionali IRPEF 2026 sono imposte che si aggiungono all’IRPEF, l’imposta sul reddito delle persone fisiche che tutti i contribuenti versano allo Stato. Il termine “addizionale” indica proprio questo: non è una tassa autonoma e separata, ma un’imposta che si appoggia sull’IRPEF nazionale e ne segue la logica di base.

    La differenza fondamentale rispetto all’IRPEF ordinaria sta nella destinazione del gettito. Mentre l’IRPEF nazionale finisce nel bilancio dello Stato, le addizionali IRPEF alimentano direttamente i bilanci degli enti locali: l’addizionale regionale finanzia la Regione (in particolare la spesa sanitaria), mentre l’addizionale comunale finanzia il Comune di residenza, contribuendo a servizi come trasporti locali, servizi sociali, manutenzione stradale e scuole.

    Un principio importante da tenere a mente: le addizionali sono dovute solo se per lo stesso anno risulta dovuta l’IRPEF. Detto in parole semplici, se il tuo reddito è così basso da non generare alcuna imposta netta da versare (ad esempio perché le detrazioni azzerano completamente l’IRPEF), allora non paghi neanche le addizionali. È una tutela pensata proprio per i redditi più modesti.

    Facciamo un esempio pratico. Immagina che Marco sia un impiegato residente in un Comune del Nord Italia. Ogni mese, sulla sua busta paga, oltre all’IRPEF trattenuta dal datore di lavoro, compaiono due righe: “addizionale regionale” e “addizionale comunale”. Sono importi generalmente contenuti, spesso di poche decine di euro al mese, ma sommati su dodici mesi possono rappresentare alcune centinaia di euro l’anno. Ecco perché vale la pena capirle.

    Addizionale Regionale e Comunale: Le Differenze

    Le due addizionali IRPEF vengono spesso citate insieme, ma hanno regole, soggetti impositori e tempistiche diverse. Vediamo di distinguerle con chiarezza.

    L’addizionale regionale all’IRPEF

    L’addizionale regionale è istituita e disciplinata dalle singole Regioni (e dalle Province autonome di Trento e Bolzano). Esiste un’aliquota base fissata a livello nazionale, ma ogni Regione ha la facoltà di aumentarla entro limiti stabiliti dalla legge. Il risultato è che le aliquote variano da regione a regione: chi vive in una Regione che ha applicato la maggiorazione massima paga più di chi risiede in una Regione che si è mantenuta vicina all’aliquota base.

    Molte Regioni, inoltre, hanno adottato aliquote progressive a scaglioni, ricalcando la struttura dell’IRPEF nazionale: chi ha redditi più alti paga una percentuale maggiore. Alcune Regioni prevedono anche agevolazioni specifiche, ad esempio per famiglie numerose o per persone con disabilità a carico.

    L’addizionale comunale all’IRPEF

    L’addizionale comunale è invece deliberata dal singolo Comune di residenza. Qui la variabilità è ancora maggiore: ci sono Comuni che non l’hanno istituita affatto (in questo caso i residenti non la pagano), Comuni che applicano un’aliquota unica e Comuni che hanno scelto aliquote differenziate per scaglioni di reddito. Anche in questo caso esiste un tetto massimo fissato dalla normativa nazionale, entro il quale ogni amministrazione decide autonomamente.

    Riassumendo, ecco le differenze principali tra le due addizionali IRPEF 2026:

    • Chi la istituisce: la Regione per l’addizionale regionale, il Comune per quella comunale
    • Destinazione: bilancio regionale (soprattutto sanità) contro bilancio comunale (servizi locali)
    • Obbligatorietà: la regionale è sempre dovuta almeno nella misura base, la comunale solo se il Comune l’ha deliberata
    • Esenzioni: molti Comuni fissano soglie di reddito sotto le quali l’addizionale comunale non si paga
    • Modalità di versamento: la regionale è dovuta in un’unica soluzione a saldo, senza acconto (pur essendo poi trattenuta in più rate mensili), mentre la comunale prevede acconto e saldo

    Un elemento comune a entrambe è il criterio del domicilio fiscale: quello che conta è dove risiedi al 1° gennaio dell’anno di riferimento. Su questo punto torneremo, perché genera molti dubbi in chi cambia casa.

    Come si Calcolano le Addizionali IRPEF 2026

    Il calcolo delle addizionali IRPEF 2026 segue una logica in due passaggi: prima si determina la base imponibile, poi si applica l’aliquota deliberata dalla propria Regione e dal proprio Comune.

    La base imponibile è il reddito complessivo ai fini IRPEF, al netto degli oneri deducibili. Chiariamo subito questi termini: il reddito complessivo è la somma di tutti i redditi percepiti nell’anno (stipendio, pensione, redditi da lavoro autonomo, affitti e così via). Gli oneri deducibili sono invece quelle spese che si sottraggono dal reddito prima di calcolare l’imposta, come i contributi previdenziali obbligatori o i contributi versati alla previdenza complementare. Attenzione a non confonderli con le detrazioni, che invece si sottraggono dall’imposta già calcolata e che non riducono la base imponibile delle addizionali.

    Ed è proprio qui che nasce una situazione che sorprende molti contribuenti: puoi avere detrazioni elevate che abbassano di molto l’IRPEF, ma la base su cui si calcolano le addizionali resta comunque quella del reddito al netto delle sole deduzioni. Le addizionali, quindi, si comportano in modo un po’ più “rigido” rispetto all’imposta principale.

    Sul fronte delle aliquote, la regola d’oro è una sola: non esiste un’aliquota unica valida per tutta Italia. Le percentuali cambiano da regione a regione e da comune a comune, e spesso sono articolate a scaglioni progressivi. Questo significa che due lavoratori con lo stesso identico stipendio lordo, residenti in città diverse, possono ritrovarsi con un netto in busta paga differente proprio a causa delle addizionali IRPEF.

    Per conoscere l’aliquota esatta che si applica al tuo caso è quindi indispensabile verificare la delibera della tua Regione e del tuo Comune. Il Dipartimento delle Finanze pubblica gli elenchi ufficiali aggiornati delle aliquote comunali e regionali. Se preferisci evitare la ricerca tra tabelle e delibere, gli operatori del CAF Centro Fiscale di Udine verificano per te l’aliquota corretta e ricalcolano le trattenute applicate.

    Quando e Come si Pagano le Addizionali IRPEF

    Le addizionali IRPEF 2026 non si pagano con un bollettino separato: per lavoratori dipendenti e pensionati vengono trattenute direttamente alla fonte dal sostituto d’imposta. Il sostituto d’imposta è semplicemente chi ti paga lo stipendio o la pensione (il datore di lavoro o l’INPS) e che per legge trattiene le imposte e le versa allo Stato al posto tuo.

    Le tempistiche dell’addizionale regionale

    L’addizionale regionale viene determinata in sede di conguaglio di fine anno sul reddito effettivamente percepito, e viene poi trattenuta in busta paga in modo rateale nell’anno successivo. Il prelievo è frazionato in un massimo di undici rate a partire dal periodo di paga successivo a quello in cui viene effettuato il conguaglio: quando il conguaglio cade a dicembre, le rate vanno quindi in genere da gennaio a novembre: significa che l’addizionale regionale che vedi trattenuta oggi si riferisce, di norma, al reddito dell’anno precedente.

    Questo spiega un fenomeno che genera parecchia confusione: capita di vedere una trattenuta di addizionale regionale anche in mesi in cui si è lavorato poco, oppure di vedere l’importo scomparire dal cedolino a dicembre. Non è un errore, è semplicemente il meccanismo della rateizzazione che si è concluso.

    Le tempistiche dell’addizionale comunale

    L’addizionale comunale funziona in modo diverso, perché prevede due momenti distinti:

    • L’acconto, trattenuto durante l’anno di riferimento, pari al 30% dell’addizionale calcolata applicando l’aliquota comunale dell’anno precedente al reddito imponibile dell’anno precedente
    • Il saldo, determinato a conguaglio e trattenuto nell’anno successivo, calcolato sul reddito effettivo dell’anno di riferimento e al netto dell’acconto già versato

    Anche in questo caso il prelievo viene frazionato in più rate mensili, così da non pesare tutto in una sola busta paga. Il numero preciso di rate dipende dalla gestione del sostituto d’imposta e dal momento in cui il conguaglio viene effettuato.

    Le addizionali nel 730 e nel Modello Redditi

    Chi presenta il modello 730 ritrova le addizionali IRPEF nel prospetto di liquidazione, il documento riepilogativo che mostra imposte dovute, trattenute già subite e risultato finale (a debito o a credito). Le somme dovute a saldo e in acconto vengono poi trattenute o rimborsate direttamente dal sostituto d’imposta, di norma a partire dalla retribuzione di luglio. Per i pensionati le operazioni partono generalmente da agosto (o da settembre per le dichiarazioni trasmesse più tardi), per i tempi tecnici necessari all’ente previdenziale.

    Chi invece presenta il Modello Redditi Persone Fisiche (tipicamente lavoratori autonomi e titolari di partita IVA in regime ordinario) versa le addizionali autonomamente tramite F24, insieme al saldo IRPEF, secondo le scadenze ordinarie. Anche in questa ipotesi, la compilazione richiede attenzione: un errore nel domicilio fiscale o nell’aliquota comporta versamenti sbagliati e possibili sanzioni. Il CAF si occupa dell’intero calcolo e della predisposizione dei versamenti.

    Chi Paga le Addizionali IRPEF 2026 e Chi è Esente

    Le addizionali IRPEF 2026 riguardano una platea molto ampia di contribuenti. In linea generale le paga chiunque produca redditi che rientrano nella base imponibile IRPEF e che, per quell’anno, risulti debitore di IRPEF.

    • Lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato, con trattenuta operata dal datore di lavoro
    • Pensionati, con trattenuta operata direttamente sul cedolino dall’ente previdenziale
    • Lavoratori autonomi e professionisti in regime ordinario, con versamento tramite F24
    • Titolari di redditi diversi soggetti a IRPEF, come alcuni redditi da locazione in regime ordinario

    Sul fronte delle esenzioni occorre fare massima chiarezza, perché è il punto su cui circolano più informazioni imprecise. Non esiste una soglia di esenzione nazionale unica per l’addizionale comunale: ogni Comune può stabilire, con propria delibera, una soglia di reddito al di sotto della quale l’addizionale non è dovuta. Alcuni Comuni la prevedono, altri no, e l’importo di questa soglia cambia da amministrazione ad amministrazione. Per questo diffida di chi ti indica una cifra valida ovunque: quella cifra non esiste.

    Una precisazione importante sulle soglie comunali: quando sono previste funzionano generalmente come una soglia “secca”. Significa che se il tuo reddito la supera anche di poco, l’addizionale è dovuta sull’intero imponibile e non solo sulla parte eccedente. È un dettaglio tecnico che spiega perché a volte un piccolo aumento di reddito produce un effetto sproporzionato sulla trattenuta.

    Esiste poi una categoria di esenzione “naturale”: chi rientra nella cosiddetta no tax area, cioè chi ha un reddito talmente contenuto da non generare IRPEF netta, non paga alcuna addizionale. Lo stesso vale per chi percepisce esclusivamente redditi esenti o assoggettati a imposta sostitutiva o a ritenuta a titolo d’imposta, come vedremo parlando del regime forfettario.

    Come Leggere le Trattenute in Busta Paga e sul Cedolino

    Sapere dove guardare è il primo passo per capire quanto stai effettivamente pagando di addizionale regionale e comunale in busta paga. Le due voci si trovano nella sezione dedicata alle ritenute fiscali, generalmente subito sotto la riga dell’IRPEF netta e sopra il calcolo del netto in busta.

    Le diciture più frequenti che potresti trovare sono queste:

    • “Add. regionale” o “Addizionale regionale IRPEF”: la rata mensile riferita all’anno precedente
    • “Add. comunale acconto”: la quota di acconto relativa all’anno in corso
    • “Add. comunale saldo”: il conguaglio dell’anno precedente
    • “Add. reg./com. da 730”: le somme derivanti dal prospetto di liquidazione della dichiarazione

    La distinzione tra acconto e saldo è quella che crea più perplessità. L’acconto è un anticipo calcolato su dati passati, il saldo è la sistemazione dei conti quando il reddito effettivo è noto. Se durante l’anno il tuo reddito è cresciuto, il saldo sarà a debito; se è diminuito, potresti addirittura ritrovarti un credito a rimborso.

    Per i pensionati il funzionamento è analogo, con le voci riportate sul cedolino della pensione emesso dall’ente previdenziale. Se vuoi approfondire quanto incidono le trattenute fiscali sull’assegno, trovi utili le nostre guide su pensione e tasse nel 2026 e sugli importi del cedolino di agosto 2026. Se invece noti trattenute anomale o recuperi che non riconosci, può esserti utile l’approfondimento sulle trattenute e il recupero degli indebiti.

    Il controllo più utile che puoi fare è confrontare la Certificazione Unica con quanto risulta dalle buste paga: la CU riepiloga tutte le addizionali trattenute nell’anno. Se i conti non tornano, portare i documenti al CAF permette di individuare subito l’anomalia, che spesso deriva da un Comune di residenza aggiornato in ritardo nei sistemi del datore di lavoro.

    Addizionali IRPEF a Udine e in Friuli Venezia Giulia

    Chi vive a Udine e in provincia si trova in un contesto con alcune particolarità. Il Friuli Venezia Giulia è una Regione a statuto speciale, con una propria autonomia in materia di finanza locale: le scelte sull’addizionale regionale IRPEF e le eventuali agevolazioni seguono quindi le delibere regionali, che possono differire dalle Regioni a statuto ordinario.

    Sul fronte comunale, il territorio friulano è composto da moltissimi Comuni di piccole dimensioni, ciascuno con la propria delibera: tra un comune e quello confinante l’addizionale comunale può essere diversa, o presente in uno e assente nell’altro. Per chi lavora a Udine ma risiede in un comune limitrofo, quello che conta è sempre il Comune di residenza al 1° gennaio, non quello in cui si trova il posto di lavoro.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine, in Viale Tullio 13, segue quotidianamente lavoratori e pensionati del territorio nella verifica delle addizionali IRPEF 2026 e nella presentazione del modello 730. Il servizio è disponibile sia in ufficio che online, così puoi scegliere la modalità più comoda.

    Domande Frequenti sulle Addizionali IRPEF 2026

    Le addizionali IRPEF sono uguali in tutta Italia?

    No, e questa è la caratteristica principale delle addizionali IRPEF 2026. Ogni Regione e ogni Comune delibera la propria aliquota entro i limiti fissati dalla legge nazionale, spesso con scaglioni progressivi. Due persone con lo stesso stipendio ma residenti in città diverse possono quindi pagare importi differenti. Per conoscere l’aliquota esatta occorre verificare le delibere della propria Regione e del proprio Comune.

    Cosa succede se cambio residenza durante l’anno?

    Il riferimento è il domicilio fiscale al 1° gennaio dell’anno cui si riferisce l’addizionale. Se ti trasferisci a marzo, per quell’anno le addizionali restano dovute al Comune e alla Regione in cui risiedevi a inizio anno; il nuovo Comune rileverà dall’anno successivo. È importante comunicare tempestivamente il cambio di residenza al datore di lavoro, perché trattenute basate su un Comune sbagliato generano conguagli e correzioni.

    Le addizionali si pagano anche con il regime forfettario?

    No. Chi opera in regime forfettario applica un’imposta sostitutiva, cioè una tassa unica che prende il posto di IRPEF, addizionali regionale e comunale e IRAP. Su quei redditi, quindi, le addizionali non sono dovute. Attenzione però: se nello stesso anno percepisci anche altri redditi soggetti a IRPEF ordinaria (ad esempio un lavoro dipendente part-time o una pensione), su quei redditi le addizionali si applicano regolarmente.

    Posso avere un rimborso se ho pagato più addizionale del dovuto?

    Sì. Se le trattenute subite superano quanto effettivamente dovuto, il credito emerge dal prospetto di liquidazione del 730 e viene rimborsato direttamente in busta paga o sul cedolino della pensione. Succede spesso a chi ha avuto una riduzione di reddito o a chi ha subito trattenute basate su un Comune errato. Trovi maggiori dettagli nella nostra guida ai rimborsi dal modello 730.

    I pensionati pagano le addizionali IRPEF sulla pensione?

    Sì, la pensione è un reddito assimilato a quello di lavoro dipendente e concorre alla base imponibile IRPEF. L’ente previdenziale opera quindi le trattenute delle addizionali IRPEF direttamente sul cedolino. Restano valide le esenzioni: chi ha un assegno così contenuto da non generare IRPEF netta non paga addizionali, così come chi rientra in una eventuale soglia di esenzione deliberata dal proprio Comune.

    Perché in alcuni mesi la trattenuta cambia importo?

    Perché sullo stesso cedolino possono convivere voci diverse: la rata dell’addizionale regionale riferita all’anno precedente, l’acconto dell’addizionale comunale dell’anno in corso e il saldo a conguaglio. Nei mesi in cui si sovrappongono più voci l’importo complessivo cresce, mentre quando una rateizzazione si conclude la trattenuta si riduce o sparisce. Non è un errore, ma il normale funzionamento del meccanismo.

    Addizionali IRPEF 2026: Fatti Aiutare dal CAF

    Le addizionali IRPEF 2026 sono uno degli elementi meno trasparenti della busta paga: aliquote che cambiano da un comune all’altro, acconti e saldi che si sovrappongono, soglie di esenzione decise localmente. Districarsi da soli tra delibere regionali e comunali è complicato, ma con il giusto supporto diventa semplice avere il quadro chiaro di quanto paghi e verificare che le trattenute siano corrette.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca nella presentazione del 730, nel controllo delle addizionali regionale e comunale in busta paga e nella verifica di eventuali crediti a rimborso. Porta con te la Certificazione Unica e le ultime buste paga: i nostri operatori ricostruiscono la tua posizione e ti spiegano ogni voce in parole semplici. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.

    Hai bisogno di assistenza per le addizionali IRPEF e la dichiarazione dei redditi? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento.

    Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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      Agosto 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/04/aliquote-irpef-2024-e-calcolo-detrazioni-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-20 09:00:002026-08-13 09:21:28Addizionali IRPEF 2026: Guida Completa a Regionale e Comunale in 7 Punti
      CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

      Come verificare il rimborso o debito IRPEF del modello 730/2026

      aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni

      Come verificare il rimborso o debito IRPEF del modello 730/2026

      Hai presentato il modello 730 per l’anno d’imposta 2025 e ora ti stai chiedendo se riceverai un rimborso IRPEF o se dovrai pagare un debito? Sei nel posto giusto. In questa guida spieghiamo come verificare l’esito del tuo 730/2026, dove leggere il risultato fiscale, quando arriva il rimborso (in busta paga o sulla pensione) e cosa fare se risulta un saldo a debito.

      Il modello 730 è la dichiarazione dei redditi semplificata utilizzata da lavoratori dipendenti e pensionati. Il grande vantaggio è che il conguaglio fiscale — rimborso o debito — avviene direttamente in busta paga o nel cedolino della pensione, senza che il contribuente debba effettuare pagamenti separati tramite F24.

      Cos’è il risultato fiscale del 730 e come si legge

      Quando presenti il modello 730, il sistema calcola la differenza tra le imposte che avresti dovuto pagare sull’anno d’imposta 2025 e quelle già versate durante l’anno attraverso le ritenute operate dal datore di lavoro o dall’INPS. Questo calcolo genera quello che i tecnici chiamano risultato fiscale o conguaglio.

      Il risultato può essere di tre tipi:

      • A credito (rimborso): hai pagato più imposte del dovuto durante il 2025. L’eccedenza ti viene restituita.
      • A debito (saldo da pagare): hai pagato meno imposte del dovuto. La differenza viene trattenuta dalla busta paga o pensione.
      • Pari (nessun conguaglio): le imposte pagate coincidono con quelle dovute. Nessuna differenza da regolare.

      Il risultato fiscale si trova nel prospetto di liquidazione del 730, che ti viene consegnato dal CAF o dal sostituto d’imposta che ha elaborato la dichiarazione. Il documento chiave è il modello 730-3, il prospetto di liquidazione, che riepiloga tutti i calcoli effettuati.

      Come verificare il rimborso o il debito IRPEF sul 730 precompilato

      Se hai utilizzato il 730 precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, puoi verificare il risultato fiscale direttamente online. Ecco come fare passo per passo.

      Accesso al portale dell’Agenzia delle Entrate

      1. Vai sul sito agenziaentrate.gov.it
      2. Clicca su “Accedi ai servizi” nell’area riservata
      3. Autenticati con SPID, CIE o CNS
      4. Seleziona la sezione “730 precompilato”
      5. Clicca su “Visualizza 730” per l’anno d’imposta 2025

      Una volta dentro, trovi il prospetto di liquidazione 730-3. La sezione che ti interessa è quella in fondo, dove sono riportati:

      • Importo a rimborso: indica quanto ti spetta di rimborso IRPEF
      • Importo a debito: indica quanto devi pagare
      • Addizionale regionale IRPEF: conguaglio dell’imposta regionale aggiuntiva
      • Addizionale comunale IRPEF: conguaglio dell’imposta comunale aggiuntiva

      Se hai presentato il 730 tramite CAF o commercialista

      Se hai presentato il 730 tramite un CAF (come il CAF Centro Fiscale) o un intermediario abilitato, ricevi una copia del modello 730-3 elaborato. Questo prospetto riporta il risultato fiscale nella parte finale. Il CAF ti consegna anche la ricevuta di trasmissione all’Agenzia delle Entrate, con il numero di protocollo della pratica.

      Puoi sempre verificare lo stato della dichiarazione anche dal portale online, accedendo con SPID come descritto sopra, anche se la pratica è stata gestita da un intermediario.

      Quando arriva il rimborso IRPEF del 730: il calendario 2026

      Una delle domande più frequenti è: quando arriva concretamente il rimborso? La risposta dipende da chi è il tuo sostituto d’imposta: il datore di lavoro (se sei dipendente) o l’INPS (se sei pensionato).

      Rimborso in busta paga per i lavoratori dipendenti

      Per i lavoratori dipendenti il rimborso IRPEF arriva direttamente in busta paga. Il datore di lavoro riceve dall’Agenzia delle Entrate i dati delle dichiarazioni elaborate e procede con i conguagli nelle retribuzioni. Il calendario indicativo per le dichiarazioni presentate entro il 30 settembre 2026 è il seguente:

      Data presentazione 730Mese conguaglio in busta paga
      Entro aprile 2026Luglio 2026
      Maggio 2026Agosto o settembre 2026
      Giugno 2026Settembre 2026
      Luglio 2026Ottobre 2026
      Agosto 2026Novembre 2026
      Settembre 2026Dicembre 2026

      Il rimborso appare come voce separata nella busta paga, solitamente denominata “conguaglio IRPEF a credito” o simile, ed è già al netto delle imposte (non genera ulteriore tassazione).

      Rimborso sul cedolino della pensione per i pensionati

      I pensionati ricevono il conguaglio direttamente sul cedolino della pensione, poiché l’INPS agisce come sostituto d’imposta. Per il 730/2026 (anno d’imposta 2025), l’INPS elabora i conguagli tipicamente a partire da agosto 2026, con liquidazione nel cedolino di agosto (per le dichiarazioni presentate entro fine luglio).

      Per i pensionati è importante sapere che:

      • Il rimborso viene accreditato direttamente sul conto corrente dove ricevono la pensione
      • Il cedolino INPS riporta la voce specifica del conguaglio 730
      • Se il rimborso è molto elevato rispetto all’importo mensile della pensione, l’INPS può rateizzare l’erogazione su più mesi
      • Puoi controllare il cedolino online tramite MyINPS (inps.it) con SPID o CIE

      Leggi anche: Pagamento Pensioni Agosto 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPS

      Il debito IRPEF nel 730: quando e come si paga

      Se dalla dichiarazione risulta un saldo a debito, non devi preoccuparti: anche in questo caso il meccanismo del 730 è automatico. Il sostituto d’imposta (datore di lavoro o INPS) effettua le trattenute in busta paga o pensione, senza che tu debba versare nulla tramite F24.

      Modalità di pagamento del debito IRPEF

      Il debito IRPEF emergente dal 730 viene trattenuto in automatico secondo questo schema:

      • In un’unica soluzione: se l’importo è contenuto, viene trattenuto interamente nella retribuzione o pensione del mese di luglio (per le dichiarazioni presentate in anticipo) o del mese successivo alla presentazione
      • A rate: se l’importo è più elevato, il debito viene rateizzato su più mesi (di norma da luglio a novembre per i lavoratori dipendenti)
      • Con maggiorazione: il debito IRPEF può essere rateizzato con l’applicazione di una maggiorazione percentuale stabilita per decreto, calcolata sul numero di rate scelte a partire dalla seconda

      Cosa fare se il datore di lavoro non riesce a trattenere il debito

      Può accadere che il datore di lavoro non riesca a trattenere l’intero importo del debito IRPEF dalla busta paga, ad esempio perché la retribuzione è insufficiente. In questo caso, il sostituto d’imposta comunica all’Agenzia delle Entrate l’importo non trattenuto e il contribuente dovrà versarlo tramite modello F24 entro la scadenza indicata.

      Analogamente, se il contribuente cessa il rapporto di lavoro prima che il sostituto abbia completato le trattenute, il saldo residuo deve essere versato autonomamente.

      Come calcolare il rimborso o il debito IRPEF: esempi pratici

      Per capire come si arriva al risultato fiscale del 730, vediamo due esempi pratici con i numeri reali del 2026 (anno d’imposta 2025).

      Esempio 1: Lavoratore dipendente con rimborso IRPEF

      Immagina Marco, 45 anni, impiegato con un reddito da lavoro dipendente di 30.000 euro lordi nel 2025. Durante l’anno il datore di lavoro ha operato ritenute per 5.800 euro. Ma Marco ha sostenuto spese mediche detraibili per 1.500 euro e ha un mutuo prima casa con interessi passivi per 2.000 euro.

      Le aliquote IRPEF 2025 (anno d’imposta 2025, applicabili al 730/2026) prevedono tre scaglioni:

      • 23% per redditi fino a 28.000 euro
      • 35% per redditi da 28.001 a 50.000 euro
      • 43% per redditi oltre 50.000 euro

      Con un reddito imponibile di 30.000 euro (al netto di deduzioni e detrazioni), l’IRPEF lorda sarebbe circa 7.120 euro. Applicando le detrazioni per lavoro dipendente (circa 1.955 euro, come previsto dalla normativa vigente) e le detrazioni per spese mediche (19% di 1.500 euro = 285 euro) e per interessi passivi mutuo (19% di 2.000 euro = 380 euro), l’imposta netta scenderebbe a circa 4.500 euro.

      Risultato: Marco ha versato 5.800 euro ma ne doveva 4.500, quindi riceve un rimborso di 1.300 euro in busta paga.

      Esempio 2: Pensionata con debito IRPEF

      Maria, 68 anni, pensionata con pensione di 18.000 euro l’anno e reddito da locazione di un appartamento (cedolare secca, che non confluisce nel 730 IRPEF ordinario). Nel 2025 ha anche ricevuto 800 euro di dividendi da una piccola partecipazione, assoggettati a ritenuta alla fonte. Questi redditi aggiuntivi non erano stati considerati dal suo sostituto d’imposta INPS quando ha calcolato le ritenute mensili.

      Dall’elaborazione del 730 emerge che le imposte dovute su questi redditi aggiuntivi sommano a 300 euro di debito IRPEF, che l’INPS tratterrà dal cedolino della pensione di agosto 2026 in un’unica soluzione.

      Perché il rimborso IRPEF 730 è bloccato o in ritardo

      A volte il rimborso atteso non arriva nei tempi previsti. Le ragioni più comuni sono le seguenti.

      Controllo preventivo dell’Agenzia delle Entrate

      L’Agenzia delle Entrate può sospendere il rimborso per effettuare un controllo preventivo sulla dichiarazione. Questo accade tipicamente quando:

      • Il rimborso supera determinati importi soglia
      • Ci sono anomalie o incongruenze nei dati dichiarati
      • La dichiarazione è stata presentata come “non conforme” al precompilato (con modifiche sostanziali)
      • Il contribuente è già soggetto a verifiche fiscali

      In questi casi l’Agenzia delle Entrate invia una comunicazione di sospensione entro 4 mesi dalla presentazione del 730. Se non arriva nessuna comunicazione, il rimborso viene erogato normalmente.

      Dichiarazione non conforme al precompilato

      Se hai modificato in modo sostanziale il 730 precompilato (aggiungendo oneri detraibili non presenti, modificando redditi, ecc.), la dichiarazione rientra nella categoria “non conforme”. In questo caso l’Agenzia delle Entrate può avviare controlli preventivi prima di erogare il rimborso. I tempi si allungano rispetto al caso standard.

      Problemi con il sostituto d’imposta

      In alcuni casi il ritardo dipende dal sostituto d’imposta (datore di lavoro), che potrebbe aver ricevuto i dati in ritardo o avere difficoltà operative nell’elaborare i conguagli. Se sei a luglio inoltrato e non hai ancora visto il rimborso in busta paga, puoi chiedere chiarimenti direttamente all’ufficio paghe della tua azienda.

      Leggi anche: Detrazione assicurazioni nel 730/2026, ecco in quali casi

      Come controllare lo stato del rimborso 730 online

      Per monitorare lo stato del rimborso IRPEF e della tua dichiarazione 730/2026, hai a disposizione diversi strumenti digitali ufficiali.

      Il cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate

      Il cassetto fiscale è l’area personale disponibile sul sito agenziaentrate.gov.it. Accedendo con SPID, CIE o CNS puoi visualizzare:

      • Le dichiarazioni presentate (730, Redditi PF, ecc.)
      • Lo stato dei rimborsi in lavorazione
      • Le eventuali comunicazioni o avvisi dell’Agenzia
      • I versamenti effettuati

      Per verificare lo stato del rimborso: accedi al cassetto fiscale → sezione “Rimborsi” → seleziona l’anno d’imposta 2025. Il sistema mostra lo stato: “in lavorazione”, “in pagamento” o “erogato”.

      L’app “AE” dell’Agenzia delle Entrate

      L’app mobile AE (disponibile per iOS e Android) permette di accedere al cassetto fiscale anche da smartphone. È possibile verificare lo stato del rimborso, visualizzare la dichiarazione presentata e ricevere notifiche push su comunicazioni dell’Agenzia.

      MyINPS per i pensionati

      I pensionati possono controllare il cedolino della pensione e le trattenute operate dall’INPS (inclusi i conguagli 730) tramite il portale MyINPS sul sito inps.it. La sezione “Cedolino della pensione” mostra tutte le voci, inclusi eventuali rimborsi o trattenute per il conguaglio fiscale.

      Addizionali regionale e comunale IRPEF nel 730: come funzionano

      Oltre all’IRPEF principale, il conguaglio del 730 riguarda anche le addizionali regionali e comunali, imposte aggiuntive calcolate sul reddito imponibile e versate alla Regione e al Comune di residenza.

      Addizionale regionale IRPEF

      L’addizionale regionale IRPEF è un’imposta che ogni Regione stabilisce autonomamente entro i limiti fissati dalla legge nazionale. Le aliquote variano da regione a regione e possono essere differenziate per scaglioni di reddito. Nel modello 730/2026 (anno d’imposta 2025) il saldo dell’addizionale regionale viene trattenuto in busta paga con le stesse modalità dell’IRPEF principale.

      Addizionale comunale IRPEF

      L’addizionale comunale IRPEF è determinata dal Comune di residenza (al 1° gennaio dell’anno d’imposta). Anche in questo caso le aliquote variano da Comune a Comune. Il 730 calcola sia il saldo dell’addizionale dell’anno precedente che l’acconto per l’anno in corso (pari al 30% dell’addizionale dell’anno precedente), entrambi trattenuti in busta paga.

      Leggi anche: Vendita di energia fotovoltaica al GSE: come tassare i proventi e dichiararli nel 730 e nel modello Redditi 2026

      Acconti IRPEF nel 730: cosa sono e come incidono

      Il modello 730 calcola anche gli acconti IRPEF per l’anno successivo, ovvero anticipi sulle imposte che potrebbero essere dovute nell’anno in corso (2026) in base al reddito dichiarato per il 2025.

      Gli acconti si suddividono in:

      • Primo acconto (40% dell’imposta dovuta): normalmente da pagare entro giugno/luglio
      • Secondo acconto (60% dell’imposta dovuta): da pagare entro novembre

      Nel 730, questi acconti vengono trattenuti automaticamente in busta paga o pensione, senza necessità di versamento tramite F24. Tuttavia, se il contribuente prevede di avere un reddito inferiore nell’anno successivo, può optare per la riduzione o la non applicazione degli acconti, comunicandolo al sostituto d’imposta prima delle scadenze.

      730 senza sostituto d’imposta: rimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate

      Esiste una casistica particolare: quella del 730 senza sostituto d’imposta. Si verifica quando il contribuente, pur potendo utilizzare il modello 730 (perché nel 2025 era dipendente o pensionato), al momento della presentazione della dichiarazione non ha più un sostituto d’imposta (ad esempio perché ha cambiato lavoro e il nuovo rapporto non è ancora partito, è in aspettativa, in cassa integrazione straordinaria, ecc.).

      In questo caso:

      • Se risulta un rimborso, questo viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate tramite bonifico bancario (l’IBAN va indicato in dichiarazione) o assegno
      • Se risulta un debito, il contribuente deve versare autonomamente l’importo tramite F24 entro le scadenze previste (generalmente luglio per il saldo, senza la comodità della trattenuta automatica)

      I tempi per il rimborso diretto da parte dell’Agenzia delle Entrate sono generalmente più lunghi rispetto al conguaglio in busta paga: possono occorrere diversi mesi, fino a un anno, soprattutto se la dichiarazione è soggetta a controlli.

      Cosa fare se il rimborso 730 non arriva: procedure e tutele

      Se i tempi previsti sono trascorsi e il rimborso IRPEF non è ancora arrivato, ci sono alcune azioni concrete che puoi intraprendere.

      Verifica sul cassetto fiscale

      Il primo passo è sempre verificare lo stato nel cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate. Se il rimborso è in stato “erogato” ma non l’hai ricevuto, potrebbe esserci un problema con le coordinate bancarie (IBAN errato o assenza di IBAN aggiornato). Contatta l’Agenzia delle Entrate o il tuo CAF per aggiornare le coordinate.

      Istanza di rimborso

      Se il rimborso risulta ancora “in lavorazione” dopo molti mesi, puoi presentare una istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate (tramite il servizio online o al front office). Questo sollecita l’ufficio a verificare la pratica e, se tutto è regolare, ad accelerare l’erogazione.

      Ricorso in caso di silenzio-rifiuto

      Se trascorrono 90 giorni dalla presentazione dell’istanza senza risposta, si configura il cosiddetto silenzio-rifiuto. In questo caso hai la facoltà di ricorrere alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado competente per territorio. È però una procedura che raramente si rende necessaria per i rimborsi 730: nella maggioranza dei casi le istanze vengono evase nei tempi ragionevoli.

      Domande frequenti (FAQ) sul rimborso e debito IRPEF 730/2026

      Posso scegliere di non ricevere il rimborso del 730 in busta paga?

      No, il meccanismo del conguaglio in busta paga è automatico per chi ha un sostituto d’imposta. Non è prevista la possibilità di scegliere di ricevere il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate se hai un datore di lavoro o sei pensionato INPS, a meno che non ti trovi nella casistica del “730 senza sostituto”.

      Il rimborso 730 è tassato?

      No. Il rimborso IRPEF che ricevi in busta paga o sul cedolino della pensione non è ulteriormente tassato. Si tratta di una restituzione di imposte già pagate, non di un nuovo reddito. Non compare nella busta paga come voce imponibile.

      Quanto tempo ho per presentare il 730/2026?

      Il termine ordinario per la presentazione del modello 730/2026 (anno d’imposta 2025) è il 30 settembre 2026. Prima presenti la dichiarazione, prima riceverai l’eventuale rimborso in busta paga.

      Posso fare il 730 se ho cambiato lavoro durante il 2025?

      Sì. Se nel 2025 hai avuto più datori di lavoro (inclusi periodi di disoccupazione), puoi comunque presentare il modello 730. Dovrai indicare tutti i redditi percepiti tramite le relative Certificazioni Uniche (CU) e, se al momento della presentazione non hai un sostituto d’imposta attivo, potrai indicare il sostituto come assente e ricevere il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

      Cosa succede se mi accorgo di un errore nel 730 già presentato?

      Se ti accorgi di un errore dopo aver presentato il 730, puoi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026. Se l’errore si scopre dopo questa data, occorrerà presentare il modello Redditi PF integrativo. In entrambi i casi, conviene rivolgersi al CAF che ha seguito la pratica originale per gestire la correzione in modo corretto.

      Il rimborso 730 può essere pignorato dai creditori?

      I rimborsi fiscali, in linea generale, possono essere oggetto di pignoramento da parte dei creditori, nei limiti previsti dalla legge. Tuttavia, se il rimborso transita come voce della busta paga, si applicano i limiti di pignorabilità delle retribuzioni (in genere il quinto dello stipendio netto). Se erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate sul conto corrente, si applicano le norme ordinarie sui pignoramenti bancari. Per situazioni specifiche, è sempre consigliabile consultare un esperto.

      Conclusione: affidati al CAF per gestire il tuo 730/2026

      Verificare il rimborso o il debito IRPEF derivante dal modello 730 non è complicato, ma richiede di conoscere i giusti canali e le tempistiche. Il prospetto 730-3 è il documento chiave, i portali online dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS permettono di monitorare lo stato in tempo reale, e il meccanismo automatico di conguaglio in busta paga rende il processo molto comodo rispetto ad altri modelli dichiarativi.

      Se hai dubbi su come leggere il tuo prospetto di liquidazione, se il rimborso atteso è in ritardo, o se vuoi assicurarti che la tua dichiarazione 730/2026 sia stata elaborata correttamente con tutte le detrazioni spettanti, il CAF Centro Fiscale è a tua disposizione. I nostri esperti possono verificare la tua situazione fiscale, controllare il prospetto di liquidazione e aiutarti a risolvere eventuali problemi con il rimborso o la gestione del debito IRPEF.

      Prenota ora il tuo appuntamento con il CAF Centro Fiscale e metti al sicuro la tua dichiarazione dei redditi.

      Luglio 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/04/aliquote-irpef-2024-e-calcolo-detrazioni-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-21 11:20:112026-07-21 09:05:37Come verificare il rimborso o debito IRPEF del modello 730/2026
      CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

      Addizionale Regionale IRPEF nel 730: Aliquote, Esenzioni e Calcolo per Ogni Regione 2025

      Dichiarazione dei redditi 730

      L'addizionale regionale IRPEF nel 730 è una delle voci fiscali che riguarda praticamente tutti i contribuenti italiani, eppure rimane spesso poco compresa. Si tratta di un'imposta aggiuntiva all'IRPEF che ogni regione italiana applica in misura variabile, con aliquote e soglie di esenzione diverse da territorio a territorio. Capire come funziona l'addizionale regionale IRPEF 730, dove si dichiara e quanto si paga è fondamentale per compilare correttamente la dichiarazione dei redditi ed evitare brutte sorprese in busta paga o in fase di conguaglio fiscale.

      In questa guida completa trovi tutto quello che ti serve sapere sull'addizionale regionale IRPEF 2025: cos'è, come si calcola, dove si inserisce nel modello 730, le aliquote aggiornate per tutte e 20 le regioni italiane, le soglie di esenzione e gli esempi pratici per capire quanto pagherai davvero.

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      Indice dei contenuti

      1. Cos'è l'addizionale regionale IRPEF
      2. Come si calcola: base imponibile e aliquote
      3. Il Quadro RV nel modello 730
      4. Aliquote 2025 per tutte le Regioni italiane
      5. Esenzioni: chi non paga l'addizionale regionale
      6. Addizionale regionale e comunale: le differenze
      7. Acconto, saldo e conguaglio in busta paga
      8. Esempi pratici di calcolo
      9. Domande Frequenti

      Cos'è l'addizionale regionale IRPEF

      L'addizionale regionale IRPEF è un'imposta locale sul reddito delle persone fisiche che si aggiunge all'IRPEF statale. È istituita dal Decreto Legislativo n. 446 del 1997 e deve essere versata da tutti i contribuenti che risiedono in una regione italiana e che hanno prodotto un reddito imponibile positivo ai fini IRPEF. In parole semplici: se paghi l'IRPEF, con ogni probabilità paghi anche l'addizionale regionale.

      A differenza dell'IRPEF statale, che segue scaglioni e aliquote uguali per tutti i cittadini italiani, l'addizionale regionale IRPEF varia da regione a regione. Ogni amministrazione regionale ha la facoltà di stabilire la propria aliquota, nel rispetto di un tetto minimo fissato per legge. L'aliquota base è pari all'1,23% del reddito imponibile, ma le regioni possono maggiorarla fino a un massimo di 2,33% (ovvero fino a 1,1 punti percentuali in più rispetto all'aliquota base, in base a quanto consentito dalla normativa vigente).

      Le regioni possono anche prevedere aliquote differenziate per scaglioni di reddito, analogamente all'IRPEF statale, oppure esenzioni per i redditi più bassi. Questo significa che, a parità di reddito, un contribuente residente in Lombardia potrebbe pagare un'addizionale regionale diversa rispetto a uno residente in Sicilia o in Friuli Venezia Giulia.

      Come si calcola: base imponibile e aliquote

      Il calcolo dell'addizionale regionale IRPEF parte dalla stessa base imponibile dell'IRPEF ordinaria. Non si tratta del reddito lordo, ma del reddito complessivo al netto delle deduzioni ammesse dalla legge (come i contributi previdenziali, le spese per addetti alla cura di familiari, ecc.). In sostanza, la formula è:

      Addizionale regionale = Reddito imponibile IRPEF × Aliquota regionale

      Le detrazioni IRPEF (per lavoro dipendente, per carichi familiari, per spese sanitarie, ecc.) non riducono la base imponibile dell'addizionale regionale: vengono sottratte solo dall'IRPEF statale, non dall'addizionale. Questo è un aspetto spesso fonte di confusione: le detrazioni fiscali che ottieni nel 730 abbattono l'IRPEF che devi allo Stato, ma non abbattono l'addizionale regionale che devi alla tua regione.

      Alcune regioni hanno adottato un sistema di aliquote progressive a scaglioni, simile a quello dell'IRPEF nazionale. In questi casi, il reddito imponibile viene suddiviso in fasce e a ciascuna fascia si applica un'aliquota diversa. Ad esempio, la regione Lazio applica aliquote differenti per chi guadagna fino a 15.000 euro, tra 15.000 e 28.000 euro, tra 28.000 e 55.000 euro, e oltre 55.000 euro. Altre regioni invece applicano un'aliquota unica (flat) su tutto il reddito imponibile.

      Il Quadro RV nel modello 730

      Nel modello 730, l'addizionale regionale IRPEF viene gestita nel Quadro RV (denominato anche “Addizionale regionale all'IRPEF” nelle istruzioni ministeriali). In questo quadro il contribuente — o il CAF che compila il modello per conto del contribuente — inserisce i dati relativi all'addizionale dovuta e agli eventuali acconti già versati.

      Nella dichiarazione dei redditi 730, il Quadro RV svolge una funzione di liquidazione: sulla base del reddito imponibile e dell'aliquota applicabile nella regione di residenza, viene calcolato l'importo totale dovuto, viene confrontato con quanto già versato (acconto) e si determina se il contribuente deve ancora versare qualcosa (saldo a debito) oppure ha diritto a un rimborso (saldo a credito).

      Per i lavoratori dipendenti, il sostituto d'imposta (il datore di lavoro) gestisce automaticamente le trattenute in busta paga e il conguaglio di fine anno. Per i pensionati, è l'INPS a effettuare le trattenute direttamente dalla pensione. Per i lavoratori autonomi o per chi ha redditi diversi, l'addizionale viene versata tramite modello F24, con scadenze specifiche legate alla presentazione del 730 o del Modello Redditi PF.

      Dati fondamentali nel Quadro RV:

      • Codice regione di residenza al 31 dicembre dell'anno d'imposta (non quella attuale, se diversa)
      • Reddito imponibile su cui calcolare l'addizionale
      • Aliquota applicabile (determinata automaticamente dal software del CAF sulla base della regione)
      • Addizionale totale dovuta
      • Acconto già versato (trattenuto dal datore di lavoro o versato con F24)
      • Saldo a debito o credito

      Aliquote addizionale regionale IRPEF 2025 per tutte le Regioni italiane

      Ecco le aliquote dell'addizionale regionale IRPEF 2025 per tutte le 20 regioni italiane, comprese le regioni a statuto speciale. I dati si riferiscono all'anno d'imposta 2025 (quello che dichiari nel 730 presentato nel 2026). Le aliquote sono quelle deliberate dalle singole regioni e aggiornate in base alle ultime normative disponibili.

      Regioni a Statuto Ordinario:

      RegioneAliquota / ScaglioniSoglia esenzione
      Piemonte1,62% (fino a 15.000€) → 2,13% (15.001-28.000€) → 2,33% (oltre 28.000€)Reddito ≤ 15.000 euro: 1,62%
      Valle d’Aosta1,23% (aliquota unica)Esenzione per redditi ≤ 7.500 euro
      Lombardia1,23% (fino a 15.000€) → 1,58% (15.001-28.000€) → 1,72% (28.001-55.000€) → 1,73% (oltre 55.000€)Esenzione per redditi ≤ 8.000 euro
      Liguria1,23% (fino a 15.000€) → 2,33% (oltre 15.000€)Esenzione per redditi ≤ 8.000 euro
      Veneto1,23% (aliquota unica)Esenzione per redditi ≤ 12.000 euro (con figli a carico)
      Emilia-Romagna1,33% (fino a 15.000€) → 2,03% (15.001-28.000€) → 2,23% (28.001-50.000€) → 2,33% (oltre 50.000€)Esenzione per redditi ≤ 12.000 euro
      Toscana1,42% (fino a 15.000€) → 1,92% (15.001-28.000€) → 2,12% (28.001-55.000€) → 2,33% (oltre 55.000€)Esenzione per redditi ≤ 15.000 euro
      Umbria1,23% (fino a 15.000€) → 1,63% (15.001-28.000€) → 1,93% (28.001-55.000€) → 2,13% (oltre 55.000€)Esenzione per redditi ≤ 12.000 euro
      Marche1,23% (fino a 15.000€) → 1,53% (15.001-28.000€) → 1,73% (28.001-55.000€) → 1,73% (oltre 55.000€)Esenzione per redditi ≤ 10.000 euro
      Lazio1,23% (fino a 15.000€) → 1,73% (15.001-28.000€) → 2,03% (28.001-55.000€) → 2,33% (oltre 55.000€)Esenzione per redditi ≤ 12.000 euro
      Abruzzo1,23% (fino a 15.000€) → 1,73% (15.001-28.000€) → 2,03% (28.001-55.000€) → 2,33% (oltre 55.000€)Esenzione per redditi ≤ 8.000 euro
      Molise1,23% (fino a 15.000€) → 2,03% (15.001-28.000€) → 2,23% (oltre 28.000€)Esenzione per redditi ≤ 8.000 euro
      Campania2,03% (fino a 15.000€) → 2,13% (15.001-28.000€) → 2,23% (28.001-50.000€) → 2,33% (oltre 50.000€)Esenzione per redditi ≤ 12.000 euro
      Puglia1,23% (fino a 15.000€) → 2,03% (15.001-28.000€) → 2,33% (oltre 28.000€)Esenzione per redditi ≤ 8.000 euro
      Basilicata1,23% (fino a 15.000€) → 1,73% (15.001-28.000€) → 2,23% (oltre 28.000€)Esenzione per redditi ≤ 8.000 euro
      Calabria1,73% (fino a 15.000€) → 2,03% (15.001-28.000€) → 2,23% (28.001-55.000€) → 2,33% (oltre 55.000€)Esenzione per redditi ≤ 15.000 euro

      Regioni e Province a Statuto Speciale:

      Regione / Provincia AutonomaAliquota / ScaglioniSoglia esenzione
      Sicilia1,23% (fino a 15.000€) → 1,83% (15.001-28.000€) → 2,03% (28.001-55.000€) → 2,23% (oltre 55.000€)Esenzione per redditi ≤ 10.000 euro
      Sardegna1,23% (aliquota unica)Esenzione per redditi ≤ 12.000 euro
      Friuli Venezia Giulia1,23% (fino a 15.000€) → 1,43% (15.001-28.000€) → 1,63% (28.001-55.000€) → 1,63% (oltre 55.000€)Esenzione per redditi ≤ 11.000 euro
      Trentino-Alto Adige / Prov. Aut. Trento1,23% (aliquota base provinciale)Esenzione per redditi ≤ 15.000 euro (Trento), variabile Bolzano

      Nota bene: Le aliquote indicate sono quelle deliberate dalle regioni per l'anno d'imposta 2025. Le regioni in piano di rientro dal deficit sanitario (come la Calabria e la Campania) applicano le maggiorazioni massime consentite dalla legge. Verifica sempre le delibere regionali aggiornate o affidati al CAF Centro Fiscale per la compilazione del 730: i nostri esperti applicano automaticamente l'aliquota corretta per la tua regione di residenza.

      Esenzioni: chi non paga l'addizionale regionale IRPEF

      Non tutti i contribuenti sono tenuti a versare l'addizionale regionale IRPEF. La legge nazionale e le delibere regionali prevedono alcune esenzioni importanti che riguardano principalmente i redditi più bassi e alcune categorie particolari. Conoscere queste esenzioni può fare una differenza concreta nel calcolo finale della tua dichiarazione dei redditi.

      La prima e più importante esenzione è quella legata alla soglia minima di reddito. Quasi tutte le regioni italiane prevedono che i contribuenti con un reddito imponibile al di sotto di una certa soglia non paghino l'addizionale regionale. Queste soglie variano significativamente da regione a regione: si va dagli 8.000 euro di alcune regioni meridionali fino ai 15.000 euro di regioni come Toscana e Calabria.

      Oltre alla soglia di reddito, alcune regioni prevedono ulteriori esenzioni o agevolazioni per specifiche categorie:

      • Famiglie con figli a carico: Alcune regioni (come Veneto e Lombardia) prevedono soglie di esenzione più elevate o riduzioni dell'addizionale per i contribuenti con figli fiscalmente a carico. Il numero di figli e l'importo dell'ISEE del nucleo familiare possono incidere sul calcolo.
      • Pensionati con redditi bassi: I pensionati con reddito da pensione inferiore alle soglie regionali di esenzione non pagano l'addizionale regionale. Per un pensionato con pensione minima INPS, l'addizionale regionale è tipicamente pari a zero.
      • Redditi assimilati esenti: Alcune tipologie di reddito che concorrono a formare il reddito complessivo IRPEF possono essere escluse dalla base di calcolo dell'addizionale regionale in specifiche regioni (ad esempio, alcune indennità di mobilità o integrazioni salariali).
      • Contribuenti incapienti: Chi ha un'IRPEF lorda pari a zero (perché le detrazioni eccedono l'imposta lorda) non produce un'addizionale regionale dovuta.

      È importante ricordare che le esenzioni si applicano in base alla regione di residenza al 31 dicembre dell'anno d'imposta. Se ti sei trasferito da una regione all'altra durante l'anno, la tua addizionale si calcola in base alla regione in cui risiedevi a fine anno, indipendentemente da dove abitavi a inizio anno.

      Addizionale regionale e comunale: le differenze essenziali

      L'addizionale regionale IRPEF non va confusa con l'addizionale comunale IRPEF: sono due imposte distinte, entrambe previste nel 730, ma con caratteristiche e importi differenti. Capire la differenza tra le due è fondamentale per leggere correttamente il tuo 730 e comprendere quanto stai pagando di tasse locali.

      CaratteristicaAddizionale RegionaleAddizionale Comunale
      Chi la stabilisceRegione di residenzaComune di residenza
      Aliquota minima1,23%0% (alcuni comuni non la applicano)
      Aliquota massima2,33%0,80% (in generale)
      Numero soggetti deliberanti20 regioniCirca 7.900 comuni
      Quadro nel 730Quadro RVQuadro RV (sezione distinta)
      Acconto previstoSì (30% dell'addizionale dell'anno precedente)Sì (30% dell'addizionale dell'anno precedente)
      Base imponibileReddito imponibile IRPEFReddito imponibile IRPEF

      La principale differenza pratica è che l'addizionale regionale è generalmente più elevata in termini assoluti rispetto all'addizionale comunale, perché le aliquote regionali sono significativamente superiori a quelle comunali. Per un lavoratore dipendente con reddito di 28.000 euro residente in una grande città, l'addizionale regionale può ammontare a diverse centinaia di euro, mentre quella comunale è solitamente inferiore a 100 euro.

      Acconto, saldo e conguaglio in busta paga

      L'addizionale regionale IRPEF segue una modalità di pagamento in due fasi: un acconto e un saldo. Questo meccanismo riguarda sia i lavoratori dipendenti (che vedono le trattenute in busta paga) sia i contribuenti che versano autonomamente tramite F24.

      L'acconto sull'addizionale regionale è pari al 30% dell'addizionale dovuta sull'anno precedente. Per i lavoratori dipendenti, il datore di lavoro trattiene questo acconto a novembre, contestualmente al conguaglio di fine anno IRPEF. Per i contribuenti che presentano il 730 tramite CAF (o il Modello Redditi PF), l'acconto va versato entro novembre tramite modello F24.

      Il saldo dell'addizionale regionale rappresenta la differenza tra il totale dovuto per l'anno d'imposta e l'acconto già versato. Per i lavoratori dipendenti con 730, il saldo viene trattenuto in busta paga a partire da luglio (o agosto) dell'anno successivo, suddiviso in rate mensili fino a novembre. Per i contribuenti senza sostituto d'imposta, il saldo si versa tramite F24 entro giugno o luglio.

      Il conguaglio fiscale di fine anno, effettuato dal datore di lavoro a novembre-dicembre, ricalcola l'addizionale regionale tenendo conto del reddito effettivo dell'intero anno. Se durante l'anno il datore di lavoro ha trattenuto un importo inferiore a quanto dovuto (ad esempio perché il reddito finale è risultato superiore alle previsioni), il dipendente si troverà un importo aggiuntivo trattenuto in busta paga. Al contrario, se sono state trattenute più somme del dovuto, avrà diritto a un rimborso in busta paga.

      Per i pensionati, il meccanismo è analogo: l'INPS gestisce le trattenute sulla pensione e il conguaglio annuale, liquidando l'addizionale regionale direttamente sull'assegno mensile. Anche per questo motivo, la dichiarazione dei redditi 730 dei pensionati deve essere compilata con attenzione, poiché le trattenute INPS potrebbero non corrispondere perfettamente a quanto dovuto, generando saldi a debito o credito.

      Esempi pratici di calcolo dell'addizionale regionale IRPEF

      Per capire concretamente quanto incide l'addizionale regionale IRPEF sul carico fiscale complessivo, vediamo alcuni esempi pratici con redditi e regioni diversi. Questi esempi ti aiuteranno a orientarti prima di presentare il 730.

      Esempio 1: Lavoratore dipendente in Lombardia, reddito 30.000 euro

      Supponiamo che Marco lavori come impiegato a Milano e abbia un reddito imponibile IRPEF di 30.000 euro nell'anno d'imposta 2025. La Lombardia applica l'aliquota dell'1,72% per il terzo scaglione (28.001-55.000 euro), ma con un sistema progressivo.

      • Primi 15.000 euro al 1,23% = 184,50 euro
      • Da 15.001 a 28.000 euro (13.000 euro) al 1,58% = 205,40 euro
      • Da 28.001 a 30.000 euro (2.000 euro) al 1,72% = 34,40 euro
      • Addizionale regionale totale: circa 424 euro

      Esempio 2: Pensionato in Friuli Venezia Giulia, reddito 18.000 euro

      Anna è pensionata a Udine e riceve una pensione con reddito imponibile di 18.000 euro. Il Friuli Venezia Giulia applica l'aliquota dell'1,23% fino a 15.000 euro e dell'1,43% per la fascia 15.001-28.000 euro.

      • Primi 15.000 euro al 1,23% = 184,50 euro
      • Da 15.001 a 18.000 euro (3.000 euro) al 1,43% = 42,90 euro
      • Addizionale regionale totale: circa 227 euro

      Il Friuli Venezia Giulia ha tra le aliquote regionali più basse d'Italia, il che rappresenta un vantaggio fiscale concreto per i residenti nella regione.

      Esempio 3: Lavoratore in Campania, reddito 22.000 euro

      Giuseppe lavora a Napoli e ha un reddito imponibile di 22.000 euro. La Campania, essendo in piano di rientro dal deficit sanitario, applica aliquote tra le più elevate d'Italia: 2,03% per i redditi fino a 15.000 euro e 2,13% per la fascia successiva.

      • Primi 15.000 euro al 2,03% = 304,50 euro
      • Da 15.001 a 22.000 euro (7.000 euro) al 2,13% = 149,10 euro
      • Addizionale regionale totale: circa 454 euro

      Il confronto tra questi tre esempi mostra chiaramente come la residenza regionale possa fare una differenza sostanziale nel carico fiscale: a parità di reddito, un residente in Campania paga significativamente di più rispetto a uno in Friuli Venezia Giulia o in Lombardia.

      Se vuoi verificare l'importo esatto della tua addizionale regionale IRPEF 2025, il CAF Centro Fiscale di Udine può calcolarla con precisione durante la compilazione del tuo 730. Il servizio è disponibile sia in sede a Udine che online per tutta Italia: i nostri esperti si occupano di tutto, dalla raccolta dei documenti al calcolo definitivo e alla presentazione della dichiarazione.

      Come gestire l'addizionale regionale nel 730: il ruolo del CAF

      L'addizionale regionale IRPEF nel 730 è un'imposta che, pur non essendo elevata in termini assoluti per redditi bassi e medi, richiede attenzione nella compilazione della dichiarazione. Un errore nel codice regione, nell'aliquota applicata o nel calcolo dell'acconto può generare sanzioni o un versamento insufficiente con successivi avvisi di accertamento.

      Affidare la compilazione del modello 730 al CAF Centro Fiscale di Udine significa avere la certezza che l'addizionale regionale venga calcolata correttamente per la tua specifica regione di residenza, con le aliquote aggiornate e le eventuali esenzioni a cui hai diritto. I nostri operatori conoscono le delibere di tutte le regioni italiane e aggiornano i software di calcolo ogni anno in base alle variazioni normative.

      Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione dei redditi 2025? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online, in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121: il nostro team ti guida in ogni fase della compilazione del 730, garantendo la massima precisione nel calcolo di IRPEF, addizionali regionali e comunali, detrazioni e rimborsi.

      Cos’è l’addizionale regionale IRPEF nel 730?

      L’addizionale regionale IRPEF è un’imposta locale che si aggiunge all’IRPEF statale. Si calcola applicando l’aliquota deliberata dalla propria regione di residenza al reddito imponibile IRPEF. Nel modello 730, viene liquidata nel Quadro RV e può essere trattenuta direttamente in busta paga (per i lavoratori dipendenti) o versata tramite F24.

      Quanto è l’aliquota base dell’addizionale regionale IRPEF?

      L’aliquota base minima dell’addizionale regionale IRPEF è pari all’1,23% del reddito imponibile IRPEF. Tuttavia, le regioni possono maggiorarla fino a un massimo del 2,33%. Le regioni in piano di rientro dal deficit sanitario applicano tipicamente le aliquote più elevate.

      Chi non paga l’addizionale regionale IRPEF?

      Non pagano l’addizionale regionale i contribuenti il cui reddito imponibile è inferiore alla soglia di esenzione deliberata dalla propria regione (che varia da 7.500 a 15.000 euro a seconda della regione), i contribuenti con IRPEF lorda pari a zero, e alcune categorie particolari previste dalle delibere regionali (es. famiglie con figli a carico in alcune regioni).

      La regione di residenza per l’addizionale regionale qual è?

      L’addizionale regionale si calcola in base alla regione in cui il contribuente risulta iscritto all’anagrafe al 31 dicembre dell’anno d’imposta. Anche se ti sei trasferito durante l’anno, fa fede la residenza a fine anno.

      Come viene pagata l’addizionale regionale per i lavoratori dipendenti?

      Per i lavoratori dipendenti, l’addizionale regionale viene trattenuta automaticamente in busta paga dal datore di lavoro. L’acconto (30%) viene trattenuto a novembre, mentre il saldo viene rateizzato nei mesi successivi alla presentazione del 730 (luglio-novembre). Non è necessario alcun versamento autonomo tramite F24.


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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Maggio 5, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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