PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOPartita IVA UX UI Designer 2026: Regime Forfettario, ATECO e Come FatturareSei un UX designer, UI designer o web designer freelance e stai valutando di aprire la partita IVA? Oppure hai gia’ una partita IVA ma non sei sicuro di avere il codice ATECO giusto o di pagare i contributi corretti?In questa guida trovi tutto quello che devi sapere sulla partita IVA per UX e UI designer nel 2026: codice ATECO, regime forfettario, contributi INPS, come fatturare ai clienti italiani ed esteri.Partita IVA UX UI Designer: quale codice ATECO scegliere?Il codice ATECO e’ il codice che identifica la tua attivita’ economica. Per i designer freelance esistono due codici principali, e la scelta dipende da cosa fai concretamente:Codice ATECODescrizioneQuando si usa74.10.21Attivita’ di disegno grafico e comunicazione visiva (esclusi web designer)Design grafico, identita’ visiva, branding, illustrazione62.01.00Produzione di software non connessa all’editoriaDesign di interfacce digitali (UI/UX per app e software), prototipazione73.11.02Conduzione di campagne pubblicitarieSe fai anche advertising o marketing digitale con il designLa scelta pratica per un UX/UI designer: se il tuo lavoro principale e’ la progettazione di interfacce digitali (app, siti web, software), il codice 62.01.00 e’ spesso piu’ adatto. Se ti occupi prevalentemente di design grafico visivo e comunicazione, opta per 74.10.21.Attenzione: il codice ATECO influisce sul coefficiente di redditivita’ nel regime forfettario (vedi sotto). Entrambi i codici citati hanno coefficiente 78%, quindi ai fini fiscali il risultato e’ lo stesso.Regime forfettario per UX UI designer: conviene?Il regime forfettario e’ il regime fiscale agevolato piu’ diffuso tra i freelance in Italia. Ecco i punti chiave per i designer:Requisiti per accedere al forfettarioRicavi annui non superiori a 85.000 euro nell’anno precedenteNon avere una partecipazione in societa’ di persone o SRL trasparentiNon aver percepito redditi da lavoro dipendente superiori a 35.000 euro nell’anno precedente (soglia elevata dalla Legge di Bilancio 2025)Non applicare regimi speciali IVACome funziona la tassazione forfettaria per un designerNel regime forfettario non paghi IRPEF ordinaria (con aliquote progressive dal 23% al 43%). Paghi invece una imposta sostitutiva unica — cioe’ una tassa piatta che sostituisce tutte le altre. L’aliquota e’:5% per i primi 5 anni di attivita’ (se non hai svolto attivita’ simile nei 3 anni precedenti)15% dalla sesta annualita’ in poiMa su quale importo si calcola questa imposta? Non sull’incasso lordo, ma su un reddito imponibile calcolato forfettariamente. Per i designer (codice 74.10.21 o 62.01.00), il coefficiente di redditivita’ e’ 78%.Esempio pratico — Designer con 40.000 euro di fatturato annuo:Ricavi: 40.000 euroReddito imponibile forfettario (40.000 x 78%): 31.200 euroImposta sostitutiva al 15%: 4.680 euroContributi INPS Gestione Separata al 26,07%: circa 8.134 euro (calcolati sul reddito imponibile al netto dei contributi stessi — calcolo iterativo)Carico fiscale-previdenziale totale: circa 12.800 euro su 40.000 euro di ricaviI dati sopra sono esempi semplificati. Il calcolo esatto dei contributi INPS e’ leggermente diverso perche’ i contributi si deducono dal reddito imponibile prima del calcolo dell’imposta. Per un preventivo personalizzato, contatta il CAF Centro Fiscale.Contributi INPS per designer freelance: Gestione SeparataCome designer freelance con partita IVA, sei obbligato a iscriverti alla Gestione Separata INPS — la cassa previdenziale per lavoratori autonomi senza una cassa professionale dedicata.Aliquote Gestione Separata 2026SituazioneAliquotaDesigner freelance senza altra copertura previdenziale26,07%Designer che e’ anche dipendente o pensionato24%I contributi si calcolano sul reddito imponibile forfettario (cioe’ i tuoi ricavi moltiplicati per il coefficiente 78%). Non si calcolano sull’incasso lordo.Quando si pagano? I contributi INPS si versano in acconto (novembre/dicembre dell’anno in corso, con il Modello Redditi) e a saldo (giugno dell’anno successivo). Se sei nel forfettario, si trovano nel quadro LM del Modello Redditi PF.Come fatturare: clienti italiani, UE ed extra-UELa fatturazione e’ uno degli aspetti pratici piu’ importanti per un designer freelance, specialmente se lavori con clienti di altri Paesi.Fattura a cliente italiano privato o aziendaNel regime forfettario non applichi IVA. La fattura deve riportare la dicitura obbligatoria:“Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014, regime forfettario — operazione senza applicazione di IVA”Se la fattura supera 77,47 euro di imponibile, devi applicare una marca da bollo da 2 euro (in formato digitale per fatturazione elettronica).I forfettari non subiscono ritenuta d’acconto: se il cliente e’ una societa’ o professionista che normalmente trattiene il 20% del compenso, tu puoi indicare in fattura: “Si richiede di non applicare la ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1 c. 67 L. 190/2014”.Fattura a cliente UE con partita IVA (B2B)Quando fatturi a un’azienda o professionista con partita IVA in un Paese UE (es. un’agenzia tedesca o una startup francese), le tue prestazioni di design rientrano nella regola generale dei servizi B2B art. 7-ter DPR 633/72: l’operazione e’ fuori campo IVA in Italia (la tassazione avviene nel Paese del cliente con il meccanismo del reverse charge).In pratica: emetti fattura senza IVA e indichi “Operazione fuori campo IVA art. 7-ter DPR 633/72”. Non devi iscriverti al VIES (registro IVA UE) se sei nel forfettario, ma e’ consigliato verificare con il tuo consulente perche’ ci sono sfumature operative.Fattura a cliente extra-UE (es. startup USA)Analogamente, le prestazioni di design verso clienti extra-UE con sede all’estero sono fuori campo IVA in Italia (art. 7-ter). Emetti la fattura senza IVA. L’importo che ricevi e’ il tuo ricavo lordo che va dichiarato nel Modello Redditi.Spese deducibili per un designer freelanceQuesta e’ una delle domande piu’ frequenti: nel regime forfettario posso dedurre le spese?La risposta e’: no, non puoi dedurre le spese reali. Questo e’ il compromesso del forfettario. Il legislatore ha gia’ calcolato in modo forfettario che il tuo reddito netto e’ il 78% dei ricavi, includendo implicitamente le spese. Quindi non puoi aggiungere ulteriori deduzioni per software Adobe, laptop, corsi di formazione, abbonamenti Figma, ecc.Tuttavia, se le tue spese effettive sono molto elevate (superiori al 22% dei ricavi), potrebbe valere la pena valutare il regime ordinario, dove deduci le spese reali e paghi IRPEF sulle tariffe progressive. Un CAF o commercialista puo’ farti una simulazione comparativa.Diritto d’autore e partita IVA: come funziona per il designUn tema delicato per i designer: alcune opere di design possono essere protette dal diritto d’autore (L. 633/1941). Se cedi i diritti di sfruttamento economico di un’opera, il compenso per la cessione potrebbe avere un trattamento fiscale diverso dalla normale prestazione professionale.Per i forfettari, pero’, questa distinzione e’ meno rilevante dal punto di vista pratico: tutti i compensi (prestazione + eventuale cessione diritti) confluiscono nel reddito forfettario e vengono tassati con la stessa imposta sostitutiva. Non c’e’ la deduzione forfettaria del 25% sulle cessioni diritti d’autore che si applica invece ai lavoratori autonomi in regime ordinario.Se ritieni che la cessione di diritti d’autore sia una parte significativa del tuo reddito e vuoi capire se conviene strutturare diversamente i contratti, ti consigliamo un colloquio con un esperto.Come aprire la partita IVA da designer: i passi praticiAprire la partita IVA e’ piu’ semplice di quanto pensi. Ecco i passaggi:Scegli il codice ATECO — in base a cosa fai (vedi tabella sopra)Compila il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate (online o di persona) con i dati: codice ATECO, regime fiscale scelto (forfettario), data inizio attivita’Iscriviti alla Gestione Separata INPS — entro 30 giorni dall’inizio attivita’Attiva la fatturazione elettronica — obbligatoria dal 2024 anche per i forfettari con un software (Fatture in Cloud, Aruba, ecc.)Non serve iscriversi a un albo professionale per fare il designer freelance (non e’ una professione ordinistica). Non servono autorizzazioni speciali. La semplicita’ burocratica e’ uno dei vantaggi di questa professione.Designer freelance: forfettario o regime ordinario?Il forfettario conviene quasi sempre a chi inizia e ha ricavi fino a circa 40-50.000 euro. Sopra quella soglia (e con spese professionali significative), il regime ordinario puo’ diventare competitivo.FattoreForfettarioRegime ordinarioTassazione5% o 15% su 78% ricaviIRPEF 23%-43% su utile nettoSpese deducibiliNO (forfettarie incluse)SI (spese reali documentate)IVANON si applica (vantaggio competitivo con privati)Si applica e si versa all’erarioAdempimentiSemplificatiPiu’ complessiLimite ricaviMax 85.000 euro/annoNessun limiteDomande frequenti (FAQ)Posso lavorare sia come dipendente che come designer freelance?Si’, e’ possibile avere contemporaneamente un contratto di lavoro dipendente e la partita IVA come designer freelance. Attenzione pero’: se il tuo reddito da lavoro dipendente supera 35.000 euro nell’anno precedente, non puoi accedere al regime forfettario. Faresti il regime ordinario.Devo aprire la partita IVA se ho poche commesse?Se i tuoi compensi da attivita’ di design sono occasionali e non superano i 5.000 euro netti nell’anno, puoi usare la ricevuta per prestazione occasionale (senza partita IVA). Sopra quella soglia — o se l’attivita’ e’ continuativa anche con importi bassi — e’ obbligatoria la partita IVA.Quanto costa aprire e mantenere la partita IVA?L’apertura della partita IVA all’Agenzia delle Entrate e’ gratuita. I costi sono quelli di un eventuale commercialista o CAF per la gestione annuale (dichiarazione, F24 contributi, ecc.). Nel forfettario i costi di gestione sono contenuti grazie alla semplificazione degli adempimenti.I clienti esteri mi fanno firmare contratti con royalties o flat fee: come li dichiaro?Nel forfettario, qualunque sia la struttura del compenso (flat fee, royalty, retainer mensile), quello che conta e’ il totale incassato nell’anno. Tutti i compensi concorrono al limite di 85.000 euro e vengono tassati allo stesso modo. La struttura contrattuale non cambia il trattamento fiscale nel forfettario.Posso dedurre la formazione (corsi, workshop, certificazioni)?Nel regime forfettario no — le spese reali non sono deducibili. Nel regime ordinario si, entro certi limiti (al 100% se strettamente inerenti all’attivita’). Se investi molto in formazione, valuta col tuo consulente se il regime ordinario ti conviene di piu’.Conclusione: aprire la partita IVA da designer nel 2026Per un UX/UI designer freelance, il regime forfettario nel 2026 e’ quasi sempre la scelta ottimale quando si inizia o si ha un fatturato sotto gli 85.000 euro. Paghi un’imposta sostitutiva del 15% (o 5% i primi 5 anni), gestisci meno burocrazia, e non applichi l’IVA ai tuoi clienti — un vantaggio concreto quando lavori con privati o micro-imprese.I punti da non dimenticare: scegliere il codice ATECO corretto, iscriversi alla Gestione Separata INPS entro 30 giorni, attivare la fatturazione elettronica, e tenere traccia di tutti gli incassi durante l’anno per non sforare il limite di 85.000 euro.Hai dubbi sul regime piu’ conveniente per la tua situazione specifica? Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza personalizzata per freelance e partite IVA. Contattaci per un preventivo personalizzato.Leggi anche: Regime Forfettario e Operazioni con l’Estero: Guida Completa | Gestione Separata INPS 2026: Guida Completa | Doppia Partita IVA 2026: Si Puo Avere?Giugno 16, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-16 09:00:002026-06-14 18:38:36Partita IVA UX UI Designer 2026: Regime Forfettario, ATECO e Come Fatturare
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOForfettario con Dipendenti e Collaboratori 2026: Limiti di Spesa e CostiSei in regime forfettario e vuoi assumere un dipendente o un collaboratore? La buona notizia e’ che si puo’ fare. La cattiva e’ che esiste un limite di spesa di 20.000 euro lordi annui oltre il quale perdi il regime agevolato. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine spieghiamo nel dettaglio cosa prevede la normativa 2026, quali tipologie di collaboratori rientrano nel limite, quanto costa davvero assumere e quando conviene farlo restando in forfettario o passando al regime ordinario.Il forfettario puo’ avere dipendenti? Si’, con un limiteLa risposta e’ si’: chi e’ in regime forfettario puo’ assumere lavoratori dipendenti, attivare contratti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.), inserire apprendisti o tirocinanti. Tuttavia, per non perdere il regime agevolato al 5% o 15%, e’ necessario rispettare un tetto preciso di spesa per il personale.Fino al 2022 il limite era piu’ basso (5.000 euro lordi annui) e questo, di fatto, scoraggiava qualsiasi assunzione strutturata. Dal 1 gennaio 2023, e con conferma anche per il 2026, il tetto e’ stato innalzato a 20.000 euro lordi annui: un importo che permette anche al piccolo professionista o all’artigiano di inserire una collaboratrice part-time o un apprendista senza dover lasciare immediatamente il regime agevolato.★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Il limite dei 20.000 euro lordi annui: cosa prevede la normativa 2026La Legge 197/2022 (Legge di Bilancio 2023), confermata nelle disposizioni della Legge di Bilancio 2025/2026, ha modificato l’articolo 1, comma 54 della Legge 190/2014, fissando il nuovo tetto a 20.000 euro lordi annui di spesa per:lavoro accessorio (es. PrestO);lavoratori dipendenti (full-time e part-time);collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.);somme erogate sotto forma di utili da partecipazione agli associati con apporto di solo lavoro;compensi a familiari coadiuvanti per le imprese individuali.Il calcolo si fa sul costo lordo complessivo sostenuto nell’anno solare. Se la somma supera 20.000 euro, scatta la causa ostativa: nel periodo d’imposta successivo non potrai piu’ applicare il regime forfettario e dovrai passare al regime ordinario o semplificato.Esempio pratico di calcoloUn consulente forfettario nel 2026 ha sostenuto:Stipendio lordo segretaria part-time: 15.000 euroCompenso co.co.co. progettista esterno: 4.000 euroTotale: 19.000 euroRestando sotto i 20.000 euro, mantiene il forfettario anche nel 2027. Se invece il totale fosse stato 21.000 euro, dal 1 gennaio 2027 sarebbe uscito automaticamente dal regime.Tipologie di collaboratori: cosa rientra nel limite e cosa noNon tutti i rapporti di lavoro o di collaborazione concorrono al tetto dei 20.000 euro. Vediamo nel dettaglio:Rapporti che CONTANO nel limite di 20.000 euroLavoratori dipendenti (a tempo indeterminato o determinato, full-time o part-time);Apprendisti (qualsiasi tipologia: professionalizzante, prima qualifica, alta formazione);Co.co.co. (collaborazioni coordinate e continuative);Lavoratori occasionali e prestazioni accessorie (PrestO, voucher);Tirocinanti retribuiti (limitatamente al rimborso/indennita’);Familiari coadiuvanti dell’impresa individuale (per la quota di compenso ad essi attribuita);Associati in partecipazione con apporto di solo lavoro.Rapporti che NON contano nel limiteFornitori e consulenti con partita IVA (commercialista, avvocato, grafico freelance, agenzia di marketing): sono prestazioni di servizio, non lavoro dipendente;Stage curriculari non retribuiti (universitari/scolastici);Collaboratori autonomi occasionali con ritenuta d’acconto (sotto i 5.000 euro/anno e senza continuita’);Compensi ad amministratori di societa’ (non applicabile al forfettario, che e’ impresa individuale o libero professionista).Attenzione: la qualificazione del rapporto deve essere reale. Se assumi un “finto autonomo” che lavora solo per te, in modo continuativo e con vincolo di subordinazione, l’INPS o l’Ispettorato del Lavoro possono riqualificare il rapporto in lavoro dipendente, con conseguenze fiscali e contributive pesanti.Come assumere un dipendente da forfettario: gli adempimentiAnche se sei in regime forfettario, gli adempimenti per assumere un dipendente sono identici a quelli di qualsiasi datore di lavoro. Ecco i passaggi obbligatori:1. Apertura della posizione INPS dipendentiDevi richiedere all’INPS il codice azienda per la matricola DM (gestione dipendenti), separato da quello eventuale come autonomo. La richiesta si fa telematicamente via Cassetto Previdenziale del Contribuente o tramite il consulente del lavoro.2. Apertura della posizione INAILL’INAIL e’ l’ente che assicura il lavoratore contro infortuni e malattie professionali. Va aperta una posizione assicurativa territoriale (PAT) almeno il giorno prima dell’inizio del rapporto, indicando il codice tariffa relativo all’attivita’ svolta.3. Comunicazione obbligatoria di assunzione (UniLav)Almeno il giorno prima dell’inizio del lavoro, va inviata la Comunicazione Obbligatoria UniLav al Centro per l’Impiego competente, tramite il portale regionale (in FVG: ClicLavoro FVG). Il modello identifica datore, lavoratore, CCNL applicato, mansione, durata.4. Scelta del CCNL applicabileDevi applicare il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro coerente con la tua attivita’ (es. Commercio Confcommercio, Studi Professionali, Metalmeccanico Artigiani). Il CCNL determina retribuzione minima, livelli, ferie, permessi, scatti di anzianita’.5. Lettera di assunzione e busta pagaVa consegnata al lavoratore la lettera di assunzione con tutte le condizioni (data, mansione, livello, retribuzione, periodo di prova). Ogni mese il consulente del lavoro elabora la busta paga, calcola contributi e ritenute, e ti consegna il modello F24 da pagare.Costi reali per assumere un dipendente in forfettarioIl costo aziendale di un dipendente non coincide con la retribuzione lorda in busta paga. Devi sommare diverse voci:Retribuzione lorda (RAL): include base, scatti, contingenza;Contributi INPS a carico del datore di lavoro: circa 28-32% della retribuzione lorda, variabili per CCNL e tipologia di rapporto;INAIL: variabile per tariffa di rischio, mediamente da 0,4% a 4% della RAL;TFR (Trattamento di Fine Rapporto): pari a circa il 7,4% della RAL annua, da accantonare ogni anno;Tredicesima e quattordicesima (se previste dal CCNL);Ferie e permessi non goduti;Visite mediche, formazione obbligatoria, DPI (sicurezza sul lavoro D.Lgs. 81/2008);Consulente del lavoro: 30-80 euro/mese a busta paga.Esempio: dipendente con RAL 20.000 euroRetribuzione lorda annua: 20.000 euroContributi INPS datore (~30%): 6.000 euroINAIL (stima 1%): 200 euroTFR (7,4%): 1.480 euroConsulente del lavoro: 600 euro/annoCosto aziendale totale stimato: circa 28.300 euroIl dipendente, di contro, ricevera’ un netto in busta di circa 14.500-15.500 euro/anno, considerando ritenute IRPEF e contributi a suo carico (9,19%).Attenzione al limite forfettario: ai fini dei 20.000 euro contano solo le voci specificate dalla norma (essenzialmente retribuzione lorda + co.co.co. + lavoro accessorio). I contributi datoriali e l’INAIL non concorrono al tetto, ma incidono pesantemente sul tuo bilancio reale.Il forfettario come sostituto d’imposta sui dipendentiIl regime forfettario, di regola, non e’ sostituto d’imposta sui compensi dei lavoratori autonomi (per questo non opera ritenute sulla tua fattura al cliente). MA, se assumi dipendenti, la situazione cambia: diventi obbligatoriamente sostituto d’imposta limitatamente ai redditi da lavoro dipendente e assimilati.Cosa significa concretamente:Trattenute IRPEF: ogni mese trattieni in busta paga l’IRPEF dovuta dal dipendente sulla sua retribuzione;Versamento F24: entro il 16 del mese successivo versi all’erario IRPEF e contributi (codici tributo 1001, 1002, ecc.);Modello 770: entro il 31 ottobre dell’anno successivo presenti il Modello 770 dichiarando ritenute operate e versate;Certificazione Unica (CU): entro il 16 marzo rilasci al dipendente la CU e la trasmetti all’Agenzia delle Entrate;Conguaglio fiscale di fine anno (o alla cessazione del rapporto).Tutti questi adempimenti sono normalmente gestiti dal consulente del lavoro, che li include nella sua parcella mensile/annuale.Costi del personale non deducibili: il vero nodo del forfettarioEcco il punto piu’ delicato. Nel regime forfettario il reddito imponibile si calcola applicando ai compensi un coefficiente di redditivita’ (40%, 67%, 78%, 86%, ecc. a seconda del codice ATECO). Il restante e’ considerato come costo forfettario: non puoi dedurre analiticamente nessuna spesa effettiva, nemmeno quelle del personale.Questo significa che:I 28.000 euro di costo aziendale di una dipendente NON abbattono il tuo reddito imponibile;Paghi comunque l’imposta sostitutiva (5% o 15%) sul reddito calcolato col coefficiente, come se il dipendente non ci fosse;Tuttavia, lo stipendio lordo entra nel conteggio del tetto 20.000 euro.Conviene assumere restando in forfettario? Spesso noQuando i costi del personale diventano significativi, e’ fiscalmente piu’ conveniente passare al regime ordinario o semplificato, dove i costi sono integralmente deducibili. La convenienza dipende da:Coefficiente di redditivita’ della tua attivita’ (piu’ alto = forfettario meno conveniente);Volume dei compensi annui;Entita’ dei costi reali (personale, affitti, beni strumentali);Aliquota agevolata (5% start-up vs. 15% standard).In linea di massima, se assumi un dipendente con RAL superiore a 12-15.000 euro e hai compensi annui sopra 50-60.000 euro, vale la pena fare una simulazione comparativa con il commercialista prima di confermare il forfettario.Alternative all’assunzione direttaSe non vuoi gestire un dipendente strutturato, esistono alternative che possono coprire le tue necessita’ lavorative senza eccessivi costi e adempimenti:1. Lavoratori autonomi con partita IVAI collaboratori esterni con partita IVA (freelance, consulenti, professionisti) non rientrano nel limite dei 20.000 euro e i loro compensi non sono soggetti agli adempimenti del lavoro dipendente. Attenzione pero’ alla genuinita’ del rapporto: l’autonomia deve essere reale (orari, sede, modalita’ operative).2. PrestO (lavoro occasionale digitale)Il Libretto Famiglia e il contratto di Prestazione Occasionale (PrestO) permettono di pagare prestazioni saltuarie con limiti annui:Massimo 10.000 euro/anno da parte di un committente verso la totalita’ dei prestatori;Massimo 2.500 euro/anno per ogni singolo prestatore dallo stesso committente;Massimo 5.000 euro/anno per ogni prestatore da tutti i committenti.Le somme PrestO concorrono al limite dei 20.000 euro del forfettario.3. Stage e tirocini curriculariGli stage curriculari universitari o scolastici non comportano costi salariali (eventualmente solo un rimborso spese facoltativo). Sono utili per attivita’ temporanee o per testare un futuro collaboratore.4. Co.co.co.Le collaborazioni coordinate e continuative sono ammesse anche in forfettario: il collaboratore e’ iscritto alla Gestione Separata INPS e i suoi compensi rientrano nel tetto dei 20.000 euro. Gestione piu’ leggera del lavoro dipendente, ma occorre verificare che non si configuri etero-organizzazione (rischio riqualificazione).Familiari coadiuvanti: regole specifiche per le ditte individualiSe sei un’impresa individuale (artigiano, commerciante) e ti fai aiutare da un familiare nell’attivita’, puoi inquadrarlo come collaboratore familiare. Le regole:Iscrizione alla Gestione Commercianti o Artigiani INPS come coadiuvante familiare;Versamento contributi minimi (anche se non c’e’ compenso);Il compenso eventualmente attribuito al familiare concorre al tetto dei 20.000 euro;Per i liberi professionisti forfettari (non imprese), la figura del familiare coadiuvante non e’ prevista nelle stesse modalita’: occorre un contratto specifico (lavoro dipendente, co.co.co., autonomo).Esempio pratico: consulente forfettario assume segretaria part-timeMario, consulente informatico in regime forfettario, ha incassato nel 2026 60.000 euro di compensi. Coefficiente di redditivita’ attivita’ professionali: 78%.Scenario A: senza dipendentiReddito imponibile = 60.000 x 78% = 46.800 euroImposta sostitutiva 15% = 7.020 euroContributi previdenziali Gestione Separata INPS (~26%): 12.168 euroCarico totale: 19.188 euroScenario B: assume segretaria part-time RAL 15.000 euroCosto aziendale segretaria stimato: circa 21.000 euro (lordo + contributi datore + INAIL + TFR)Importo che conta nel limite 20.000 euro: 15.000 euro (RAL) → OK, sotto il tettoMario resta in forfettario nel 2027L’imposta sostitutiva resta 7.020 euro (i 21.000 euro di costo NON sono deducibili)Carico totale Mario: 19.188 + 21.000 = 40.188 euroScenario C: simulazione regime ordinario semplificatoReddito = 60.000 – 21.000 (costi personale) – 4.000 (altri costi reali) = 35.000 euroIRPEF a scaglioni stimata: ~9.500 euro (risparmio rispetto al sostitutiva su 46.800)Contributi Gestione Separata su 35.000 = ~9.100 euroSommando IVA da gestire e adempimenti, in genere il regime ordinario diventa convenientequando i costi reali superano il differenziale del coefficiente forfettario.Conclusione: per Mario, con un solo dipendente part-time e compensi di 60.000 euro, restare in forfettario e’ ancora marginalmente conveniente. Sopra i 70-80.000 euro di compensi e con piu’ di un dipendente strutturato, il regime ordinario diventa la scelta migliore.Cosa succede se superi il limite di 20.000 euroIl superamento del tetto comporta la fuoriuscita dal regime forfettario dal 1 gennaio dell’anno successivo. Da quel momento:Si applica il regime ordinario (o semplificato in contabilita’ semplificata se si rientra nei limiti);L’IVA torna ad essere applicata in fattura e va versata trimestralmente o mensilmente;I costi diventano interamente deducibili dal reddito;L’IRPEF si applica a scaglioni progressivi (23%, 35%, 43%);Si possono detrarre detrazioni d’imposta su spese personali (sanitarie, ristrutturazioni, ecc.).Il rientro nel forfettario sara’ possibile solo dopo aver rispettato per un anno tutti i requisiti previsti dalla legge.Domande frequenti su forfettario e dipendentiPosso assumere un apprendista in regime forfettario?Si’, l’apprendistato e’ ammesso. Lo stipendio lordo concorre al limite di 20.000 euro. L’apprendistato professionalizzante gode di sgravi contributivi importanti, riducendo il costo aziendale rispetto a un dipendente standard.Il commercialista o l’avvocato a cui pago la parcella conta nel tetto 20.000 euro?No. I compensi a fornitori e consulenti con partita IVA non concorrono al limite. Sono prestazioni di servizio professionale, non lavoro subordinato o parasubordinato.Se assumo a meta’ anno, il limite si proporziona?No. Il tetto e’ fisso a 20.000 euro per anno solare indipendentemente dalla durata del rapporto. Se assumi il 1 luglio con RAL annua di 30.000 euro, in 6 mesi spendi 15.000 euro lordi, quindi sei sotto il limite.Sono forfettario libero professionista: posso assumere un familiare come collaboratore?Per i liberi professionisti la figura del collaboratore familiare in senso fiscale-contributivo non e’ prevista come per le imprese commerciali. Puoi pero’ assumere un familiare come dipendente, co.co.co. o stipulare con lui un rapporto autonomo se ha partita IVA, applicando le regole ordinarie.Devo presentare il Modello 770 anche se ho un solo dipendente?Si’. Il Modello 770 e’ obbligatorio per qualsiasi sostituto d’imposta, anche con un solo dipendente. Lo presenta in genere il consulente del lavoro insieme alla CU.Conviene davvero assumere se sono in forfettario?Dipende dal volume dei compensi e dal coefficiente di redditivita’. In linea generale, se il costo dei dipendenti supera il 20-25% dei compensi, il regime ordinario diventa fiscalmente piu’ conveniente perche’ i costi sono deducibili. Una simulazione personalizzata e’ fondamentale.Posso utilizzare i voucher PrestO per pagare un collaboratore saltuario?Si’, entro i limiti di legge (massimo 2.500 euro/anno per singolo prestatore, 10.000 euro complessivi annui per il committente). Le somme PrestO contano nel tetto dei 20.000 euro del forfettario.Vuoi assumere o stai per superare il limite? Affidati al CAF Centro FiscaleDecidere se assumere un dipendente restando in forfettario o passare al regime ordinario richiede una valutazione personalizzata che tenga conto del tuo coefficiente di redditivita’, dei costi reali, delle prospettive di crescita. Un errore di calcolo puo’ costarti la fuoriuscita dal forfettario o, peggio, una scelta fiscalmente svantaggiosa per anni.Al CAF Centro Fiscale di Udine ti aiutiamo a:Simulare il carico fiscale forfettario vs ordinario in base alla tua attivita’;Calcolare il costo aziendale reale di un nuovo dipendente o collaboratore;Verificare il rispetto del tetto dei 20.000 euro;Coordinarti con un consulente del lavoro di fiducia per gli adempimenti operativi;Pianificare il passaggio al regime ordinario quando conviene.Prenota un appuntamento: ti aspettiamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine. Chiamaci allo 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Email: info@centrofiscale.com.★ Scelta in evidenza · SponsorApri un conto business con QontoUna soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.🇮🇹IBAN italiano⚡Apertura in 10 min📄Fattura elettronica💳Carta Mastercard 🚀 Visita Qonto e apri il conto →Link affiliato. Aprendo il conto tramite questo link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Giugno 16, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-16 08:00:002026-05-24 09:54:44Forfettario con Dipendenti e Collaboratori 2026: Limiti di Spesa e Costi
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOPartita IVA Estetista 2026: Apertura, Tasse, Artigiana o ForfettariaAprire la partita IVA come estetista nel 2026 significa entrare in una professione regolamentata dalla Legge n. 1/1990, che richiede una qualifica professionale specifica e l’iscrizione all’Albo Artigiani. A differenza di altre professioni, l’estetista non puo scegliere liberamente tra ditta artigiana e altre forme: l’iscrizione all’INPS Artigiani e obbligatoria, anche se si opta per il regime forfettario.In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine vediamo tutti i requisiti per esercitare la professione, il codice ATECO 96.02.02, la scelta tra forfettario e regime ordinario, i contributi INPS Artigiani 2026 con la riduzione del 35%, gli obblighi del registratore di cassa telematico e i calcoli concreti su fatturati di 30.000, 50.000 e 80.000 euro.Indice dei contenutiChi e l’estetista: professione regolamentata Legge 1/1990Requisiti per esercitare: qualifica professionaleL’esame finale abilitativoDove esercitare: centro estetico, domicilio, regoleSCIA al Comune e autorizzazione ASLRequisiti igienico-sanitari del centro esteticoCodice ATECO estetista 96.02.02Scelta del regime fiscale: artigiano o forfettarioDitta individuale artigiana ordinariaForfettario per estetista: coefficiente 40%Contributi INPS Artigiani 2026Riduzione 35% contributi per forfettariQuando conviene forfettario vs ordinarioAttrezzature e costi apertura centro esteticoTariffe tipiche dei trattamenti esteticiFatturazione, ricevute e corrispettivi telematiciRegistratore di cassa telematico 2026Pubblicita dei servizi estetici: cosa e vietatoDipendenti, collaboratori e apprendistatoEsempi di calcolo tasse: 30K, 50K, 80KFAQ★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Chi e l’estetista: professione regolamentata Legge 1/1990L’attivita di estetista e disciplinata dalla Legge 4 gennaio 1990, n. 1, che la definisce come “tutte le prestazioni ed i trattamenti eseguiti sulla superficie del corpo umano il cui scopo esclusivo o prevalente sia quello di mantenerlo in perfette condizioni, di migliorarne e proteggerne l’aspetto estetico, modificandolo attraverso l’eliminazione o l’attenuazione degli inestetismi presenti”.La legge specifica chiaramente i confini della professione:SI consentito: trattamenti estetici manuali, con apparecchi elettromeccanici, applicazione di prodotti cosmetici, depilazione, manicure, pedicure estetico, massaggio estetico, truccoNO vietato: qualsiasi prestazione diretta, anche in modo indiretto, a finalita di carattere terapeutico (curare malattie della pelle, eliminare patologie)L’estetista non puo diagnosticare patologie cutanee, prescrivere terapie, eseguire trattamenti medici (laser medico, iniezioni, peeling chimici profondi). Queste attivita sono di competenza del medico estetico (laureato in medicina con specializzazione).Requisiti per esercitare: qualifica professionalePer esercitare la professione di estetista e obbligatorio possedere la qualifica professionale prevista dalla Legge 1/1990, art. 3. Esistono due percorsi formativi alternativi:Percorso 1: corso biennale + praticantatoCorso biennale di qualifica professionale di estetista: 900 ore di formazione teorica e praticaPraticantato: 1.800 ore di tirocinio (1 anno effettivo) presso un’impresa di estetista regolarmente abilitataEsame finale di abilitazione professionalePercorso 2: diploma triennale IFPCorso triennale di Istruzione e Formazione Professionale (IFP), riconosciuto dalla RegioneFrequenza obbligatoria di almeno 990 ore annueAl termine del triennio: esame finale di qualificaPossibilita di accedere al quarto anno per ottenere il diploma professionaleRiconoscimento titoli esteri: i diplomi conseguiti all’estero devono essere riconosciuti dalla Regione di residenza tramite procedura di equipollenza.L’esame finale abilitativoL’esame di abilitazione professionale di estetista e organizzato dalle Regioni e prevede generalmente:Prova teorica scritta: domande su anatomia, fisiologia, dermatologia, cosmetologia, normativa di settoreProva pratica: esecuzione di trattamenti estetici (pulizia viso, manicure, depilazione, massaggio)Colloquio orale: verifica delle conoscenze tecniche e normativeSolo dopo il superamento dell’esame si ottiene la qualifica professionale di estetista, indispensabile per aprire l’attivita o per essere assunti come dipendenti qualificati. Senza qualifica, l’apertura di un centro estetico non e consentita.Dove esercitare: centro estetico, domicilio, regoleL’attivita di estetista puo essere svolta in tre modalita principali, ciascuna con regole specifiche:1. Centro estetico (locale dedicato)E la modalita classica: si apre un negozio aperto al pubblico in locali commerciali destinati esclusivamente all’attivita estetica. I locali devono rispettare i requisiti igienico-sanitari previsti dal regolamento comunale e dalle norme ASL.2. A domicilio del clienteL’estetista puo recarsi presso il domicilio del cliente per eseguire trattamenti, purche:Sia in possesso della qualifica professionaleSia iscritto all’Albo ArtigianiDisponga di una sede dichiarata (anche presso la propria abitazione, come “sede operativa”)Trasporti attrezzature e prodotti rispettando le norme igieniche3. All’interno di altre strutture (con limiti)L’estetista puo esercitare all’interno di palestre, hotel, centri benessere, SPA e strutture sanitarie convenzionate, ma sempre come impresa autonoma o dipendente qualificato di tali strutture.ATTENZIONE – cosa NON e consentito:NO esercizio di estetica in negozi non autorizzati (es. profumerie senza SCIA, parrucchiere senza qualifica estetica)NO trattamenti estetici “abusivi” da parte di personale non qualificatoNO apertura di centri senza qualifica del titolare o di un “responsabile tecnico” qualificatoSCIA al Comune e autorizzazione ASLPer aprire un centro estetico e necessaria la Segnalazione Certificata di Inizio Attivita (SCIA) da presentare al Comune in cui si trovano i locali, tramite lo Sportello Unico per le Attivita Produttive (SUAP).Documenti per la SCIA estetistaModulo SCIA compilato (modulistica del Comune o regionale)Qualifica professionale del titolare o del responsabile tecnicoVisura catastale dei localiPlanimetria dei locali con destinazione d’usoDichiarazione di conformita impianti elettrico, idrico, climatizzazioneCertificazione agibilita dei localiAutocertificazione requisiti igienico-sanitariDocumento d’identita e codice fiscale del titolareVersamento diritti SUAP (variabile da Comune a Comune)La SCIA permette di iniziare l’attivita immediatamente dalla data di presentazione, fatti salvi i controlli successivi da parte di Comune e ASL.Autorizzazione ASLL’ASL di competenza territoriale effettua un sopralluogo nei locali per verificare:Idoneita igienico-sanitaria degli ambientiPresenza di area trattamenti separata da spogliatoio e area attesaServizi igienici dedicatiSterilizzatori per attrezzature riutilizzabiliSmaltimento rifiuti speciali (aghi, materiali contaminati)Requisiti igienico-sanitari del centro esteticoI locali del centro estetico devono rispettare requisiti minimi stabiliti dal regolamento di esecuzione della Legge 1/1990 e dai regolamenti ASL regionali:Caratteristiche dei localiSuperficie minima: generalmente almeno 25-30 m2 per la sola attivita estetica (variabile per regione)Altezza minima: 2,70 m (alcuni Comuni accettano 2,40 m)Aerazione: finestre apribili o impianto VMCIlluminazione: naturale e artificiale adeguataPavimenti e pareti: lavabili, non porosi, fino almeno 2 m di altezzaAree obbligatorieArea accoglienza/attesa separataArea trattamenti con cabine private (almeno 6-8 m2 ciascuna)Spogliatoio per il personaleServizi igienici per clienti e personale (anche unico se l’attivita e di piccole dimensioni)Locale o armadio per attrezzature steriliZona deposito per prodotti cosmetici e biancheria pulitaHACCP e sicurezza sul lavoroIl HACCP in senso stretto si applica al settore alimentare, ma per i centri estetici esistono protocolli equivalenti di sicurezza igienica:Procedure di sterilizzazione attrezzature riutilizzabili (autoclave o sterilizzatore a calore secco)Smaltimento rifiuti speciali (aghi monouso, garze contaminate) tramite ditte autorizzateDPI (guanti monouso, mascherine, camice) per il personaleRegistro dei trattamenti per tracciabilitaDocumento di Valutazione dei Rischi (DVR) obbligatorio per legge (D.Lgs. 81/2008)Corso di primo soccorso e antincendio per il titolare e i dipendentiCodice ATECO estetista 96.02.02Il codice ATECO ufficiale per l’attivita di estetista e:96.02.02 – “Servizi degli istituti di bellezza”Comprende: trattamenti di bellezza del viso, manicure, pedicure estetico, depilazione, trattamenti corpo, massaggi estetici, applicazione di prodotti cosmetici, trucco e make-up.Codici ATECO correlati96.02.01 – “Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere” (NO estetista)96.02.03 – “Servizi di manicure e pedicure” (specifico se attivita esclusiva)96.04.10 – “Servizi di centri per il benessere fisico (esclusi gli stabilimenti termali)” – per SPA, palestre con servizi benessere86.90.21 – “Fisioterapia” (RISERVATO ai fisioterapisti laureati)Nel regime forfettario, il codice 96.02.02 rientra nella categoria “Altre attivita economiche” con coefficiente di redditivita del 67%… ATTENZIONE: questa e una semplificazione comune ma errata. Vediamo meglio nel paragrafo dedicato al forfettario.Scelta del regime fiscale: artigiano o forfettarioL’estetista e classificata come professione artigianale ai sensi della Legge 443/1985 (Legge quadro sull’artigianato). Questo significa che, indipendentemente dal regime fiscale scelto, l’iscrizione all’Albo delle Imprese Artigiane presso la Camera di Commercio (CCIAA) e obbligatoria e comporta l’iscrizione automatica all’INPS Gestione Artigiani.La scelta riguarda esclusivamente il regime fiscale di tassazione del reddito:Ditta individuale artigiana in regime ordinario o semplificato (con IVA al 22%, IRPEF a scaglioni)Ditta individuale artigiana in regime forfettario (senza IVA, imposta sostitutiva 5% o 15%)Forme societarie alternative (meno comuni per estetiste single):SNC artigiana (con un socio): entrambi i soci devono possedere la qualifica professionaleSRL artigiana: possibile ma maggiori adempimenti contabiliDitta individuale artigiana ordinariaIl regime ordinario (o semplificato per fatturati sotto i 500.000 EUR) per estetiste prevede:CaratteristicheIVA 22% applicata su tutti i trattamentiTenuta dei registri IVA (acquisti, vendite, corrispettivi)Liquidazione IVA trimestrale o mensileIRPEF a scaglioni sul reddito netto (dal 23% al 43%)Addizionali regionali e comunaliIRAP esente fino a una certa franchigia (verificare normativa regionale)Studi di settore / ISA (Indici Sintetici di Affidabilita)Deducibilita integrale di tutte le spese inerenti l’attivitaIscrizioni obbligatorieCamera di Commercio (CCIAA): Albo Imprese Artigiane (diritto annuale ~88 EUR)INPS Gestione Artigiani (vedi paragrafo dedicato)INAIL (assicurazione infortuni – obbligatoria per il titolare e dipendenti)Comune (SCIA)Agenzia delle Entrate: apertura partita IVAQuando conviene il regime ordinarioFatturato sopra i 85.000 EUR (limite forfettario)Costi elevati (acquisto attrezzature, affitto, dipendenti) che superano il 33% del fatturato (la soglia di convenienza rispetto al coefficiente forfettario al 67%)Necessita di portare in detrazione/deduzione l’IVA su grandi investimenti (laser, macchinari)Forfettario per estetista: coefficiente 40%ATTENZIONE – chiarimento importante: in molti articoli online si legge che l’estetista in forfettario applica il coefficiente del 67% (“altre attivita”), ma questa e una semplificazione errata.Il coefficiente di redditivita corretto per il codice ATECO 96.02.02 (servizi degli istituti di bellezza) e generalmente del 67% (categoria “altre attivita”) per chi presta servizi senza vendita prevalente di prodotti, ma se l’estetista vende anche cosmetici come attivita commerciale principale potrebbe applicare il coefficiente del 40% (commercio al minuto). Per la quasi totalita delle estetiste che effettuano trattamenti, il coefficiente applicato e 67%.In pratica nel forfettario:Reddito imponibile = Fatturato x 67%Imposta sostitutiva = 5% i primi 5 anni (start-up), poi 15%NO IVA in fatturaNO ritenute d’accontoNO studi di settore/ISANO deducibilita costi (attrezzature, affitto, prodotti) – sono gia “incorporati” nel coefficienteRequisiti accesso forfettario 2026Ricavi/compensi anno precedente non superiori a 85.000 EURSpese per lavoro dipendente/collaboratori non superiori a 20.000 EURNO partecipazioni in societa di persone o SRL trasparentiNO precedente attivita di lavoro dipendente verso lo stesso committente (con specifiche eccezioni)Causa di esclusione automaticaSe durante l’anno si superano i 100.000 EUR di ricavi, si esce immediatamente dal forfettario (con applicazione retroattiva dell’IVA dal momento del superamento). Tra 85.001 e 100.000 EUR si esce dal forfettario dall’anno successivo.Contributi INPS Artigiani 2026L’estetista, come tutti gli artigiani, e iscritta obbligatoriamente alla Gestione Artigiani INPS e versa contributi previdenziali calcolati con il seguente schema 2026 (valori indicativi soggetti a rivalutazione annuale):Aliquota contributiva 2026Aliquota IVS: 24% sul reddito imponibile (di cui 24% per tutti, escluso lo 0,62% per indennita di maternita applicabile in quote diverse)Contributo aggiuntivo per redditi sopra una certa soglia: +1% per la quota eccedenteMinimale e massimale 2026Reddito minimale 2026: circa 17.500-18.000 EUR (rivalutazione ISTAT)Contributo minimo annuo: circa 4.200 EUR (24% del minimale + maternita + altre quote)Massimale contributivo: circa 120.000 EUR (oltre questa soglia non si versano piu contributi proporzionali)I contributi minimi sono dovuti SEMPRE, anche se l’estetista ha fatturato zero o ha avuto perdite. Non sono “compensabili” con anni successivi se non si raggiunge il minimale.Scadenze pagamento contributiQuattro rate trimestrali per i contributi sul minimale: 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraioSaldi e acconti sui redditi eccedenti il minimale: 30 giugno e 30 novembre (in coincidenza con scadenze fiscali)Riduzione 35% contributi per forfettariUna delle agevolazioni piu importanti del regime forfettario per gli artigiani e la riduzione del 35% dei contributi INPS, prevista dalla Legge 190/2014 (art. 1, c. 77).Come funziona la riduzioneRiduzione del 35% applicata sia ai contributi sul minimale sia ai contributi proporzionali eccedentiOpzione facoltativa: va richiesta esplicitamente all’INPS via cassetto previdenziale entro il 28 febbraio dell’anno per cui si vuole l’agevolazione (o entro 30 giorni dall’iscrizione per i nuovi iscritti)Validita: finche permane il regime forfettarioEffetto pratico sui contributi minimiCon la riduzione del 35%, il contributo minimo annuo passa da circa 4.200 EUR a circa 2.730 EUR. Risparmio: circa 1.470 EUR all’anno.Impatto sulla pensione futuraATTENZIONE: la riduzione comporta una riduzione proporzionale dell’anzianita contributiva ai fini pensionistici. In altre parole, versando il 65% dei contributi, si accumula il 65% dei mesi/anni utili. Esempio: 12 mesi di lavoro con riduzione = circa 7,8 mesi accreditati.Per chi e all’inizio della carriera puo essere conveniente, ma per chi e prossimo alla pensione potrebbe rallentare il raggiungimento dei requisiti. Valutare con un consulente previdenziale.Quando conviene forfettario vs ordinarioLa scelta tra forfettario e regime ordinario artigiana dipende da diversi fattori. Vediamo i casi tipici:Conviene il FORFETTARIO se…Fatturato sotto gli 85.000 EUR annuiCosti reali inferiori al 33% del fatturato (cioe sotto i 28.000 EUR su 85.000 EUR di ricavi)Sei nei primi 5 anni di attivita (start-up al 5%)Vuoi semplicita gestionale (no IVA, no ISA, no contabilita complessa)Lavori a domicilio o hai pochi macchinari (basso investimento iniziale)Conviene il REGIME ORDINARIO/SEMPLIFICATO se…Fatturato sopra gli 85.000 EUR annui (oltre il limite)Hai costi reali oltre il 33% del fatturato (affitto centro, dipendenti, macchinari costosi)Hai investito in laser, lampade IPL, macchinari da decine di migliaia di euro (vuoi dedurre IVA e ammortamenti)Hai dipendenti con costo del lavoro elevato (oltre 20.000 EUR limite forfettario)I tuoi clienti sono prevalentemente aziende che vogliono detrarre l’IVACaso ibrido: alta marginalita servizi, bassa marginalita prodottiLe estetiste che vendono anche cosmetici (creme, prodotti) potrebbero trovarsi in una zona grigia. Il consiglio e fare il doppio calcolo:Calcolo tasse in forfettario al 67%Calcolo tasse in regime ordinario con costi realiConfronto e scelta del regime piu convenienteAttrezzature e costi apertura centro esteticoI costi di apertura di un centro estetico variano molto in base alla location, alle dimensioni, alle attrezzature e all’arredo. Vediamo le principali voci di spesa:Costi una tantum di aperturaApertura partita IVA: gratuita (presso CAF o online)Iscrizione CCIAA: circa 90 EUR (diritto annuale + bolli)Spese SCIA Comune: 50-300 EUR variabiliTassa concessione governativa: circa 168 EURCaparra affitto + 1 mese anticipato: 2.000-8.000 EURRistrutturazione/adeguamento locali: 5.000-20.000 EURArredamento (lettini, sedie attesa, reception): 3.000-10.000 EURAttrezzature base: 2.000-15.000 EUR (lampada, vapore, sterilizzatore, lettino elettrico, ecc.)Attrezzature avanzate: laser depilazione 5.000-30.000 EUR, lampada IPL 3.000-12.000 EUR, radiofrequenza 2.000-8.000 EUR, cavitazione 1.500-5.000 EURProdotti cosmetici scorta iniziale: 1.500-5.000 EURSoftware gestionale e cassa telematica: 800-2.000 EURSito web + branding + insegna: 1.000-4.000 EURCosti totali stimatiCentro estetico minimal (a domicilio): 3.000-8.000 EURCentro estetico piccolo (1-2 cabine): 10.000-25.000 EURCentro estetico medio (3-4 cabine + macchinari): 25.000-50.000 EURCentro estetico premium (5+ cabine + laser + SPA): 50.000-150.000 EURCosti correnti mensiliAffitto: 600-2.500 EUR/meseUtenze (luce, acqua, gas): 200-600 EUR/meseProdotti cosmetici e materiale di consumo: 300-1.500 EUR/mesePulizie e biancheria: 100-400 EUR/meseSoftware gestionale: 30-100 EUR/meseMarketing online: 100-500 EUR/meseIMPORTANTE per il forfettario: tutti questi costi NON sono deducibili in forfettario, perche il regime applica gia il coefficiente del 67%. Significa che se in un anno si spendono 20.000 EUR di costi reali su 50.000 EUR di fatturato, il regime ordinario sarebbe piu conveniente.Tariffe tipiche dei trattamenti esteticiLe tariffe medie nei centri estetici italiani nel 2026 (variabili per localita e fascia di mercato):TrattamentoDurataPrezzo medioPulizia viso base45-60 min40-80 EURPulizia viso profonda75-90 min70-120 EURMassaggio rilassante50 min50-90 EURMassaggio drenante/anticellulite50 min60-110 EURDepilazione gambe complete30 min20-40 EURDepilazione totale corpo90 min50-100 EURManicure30 min15-30 EURManicure con semipermanente50 min25-45 EURPedicure estetico45 min25-50 EURTrattamento corpo (cavitazione, radiofrequenza)50 min60-150 EUREpilazione laser zona piccola (es. ascelle)20 min40-80 EUREpilazione laser corpo intero120 min200-400 EURTrucco evento/sposa60-90 min80-200 EURConsiderando un centro con 1 estetista che lavora 6 ore al giorno per 22 giorni al mese, con uno scontrino medio di 50-70 EUR e 3-5 clienti al giorno, il fatturato mensile lordo si attesta tra 4.000 e 9.000 EUR (annuo: 48.000-108.000 EUR).Fatturazione, ricevute e corrispettivi telematiciLa maggior parte dei clienti dell’estetista sono privati (B2C). Le regole di documentazione fiscale sono:Cliente privato (B2C)Corrispettivo telematico via registratore di cassa (obbligatorio se locale aperto al pubblico)Scontrino fiscale rilasciato al cliente al momento del pagamentoFattura elettronica SOLO se richiesta esplicitamente dal cliente (anche privato puo richiederla)Cliente azienda (B2B)Fattura elettronica obbligatoria (anche per forfettari dal 2024)Trasmissione tramite Sistema di Interscambio (SDI)Indicazione del codice destinatario o PEC dell’aziendaDifferenze tra ordinario e forfettario in fatturaRegime ordinario: applicare IVA al 22% sul corrispettivo. Es. trattamento 100 EUR + 22% IVA = 122 EUR totali.Regime forfettario: NO IVA in fattura. Riportare la dicitura: “Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi 54-89, della Legge n. 190/2014. Operazione senza applicazione dell’IVA”. Es. trattamento 100 EUR = 100 EUR totali.Imposta di bolloIn forfettario, le fatture sopra 77,47 EUR richiedono l’applicazione del bollo da 2 EUR (a carico del cliente o del professionista a seconda dell’accordo). Per scontrini e ricevute fiscali NON serve il bollo.Registratore di cassa telematico 2026Dal 2026 e obbligatorio per tutti i centri estetici con locale aperto al pubblico utilizzare il registratore di cassa telematico (RT) per la trasmissione automatica dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate.Caratteristiche RTTrasmissione giornaliera automatica dei corrispettivi all’Agenzia delle EntrateStampa del “documento commerciale” (ex scontrino fiscale)Possibilita di emettere “documento commerciale parlante” con codice fiscale del cliente per detrazioniMemorizzazione dei dati su memoria fiscale internaCosti del registratore telematicoAcquisto: 600-1.500 EUR (modelli base-medi)Verifica biennale obbligatoria: 60-100 EURBonus fiscale 2026: credito d’imposta del 50% per acquisto/adattamento RT (max 250 EUR per dispositivo)Esonero dal RTLe estetiste che lavorano esclusivamente a domicilio del cliente (senza locale aperto al pubblico) non sono obbligate al registratore telematico. In questo caso possono utilizzare:Il “corrispettivo via web” tramite portale Agenzia Entrate (gratuito)App mobili autorizzate per la memorizzazione e trasmissione corrispettiviRicevuta fiscale cartacea (sempre meno usata)Pubblicita dei servizi estetici: cosa e vietatoLa pubblicita dei trattamenti estetici e regolamentata da norme molto precise. Le violazioni possono comportare sanzioni amministrative significative e provvedimenti dell’Antitrust o del Ministero della Salute.Cosa NON si puo direNO claim medici: “cura la cellulite”, “elimina le rughe definitivamente”, “guarisce dall’acne”, “tratta patologie”NO termini sanitari: “terapia”, “diagnosi”, “patologia”, “guarigione”, “remissione”NO confusione con medicina estetica: non puoi pubblicizzare botox, filler, peeling chimici medici, mesoterapia (sono atti medici)NO promesse irrealistiche: “perdita di 10 kg in 1 settimana”, “ringiovanimento di 20 anni”NO testimonianze ingannevoli con foto prima/dopo manipolateCosa SI puo dire“Trattamenti estetici per il benessere della pelle”“Riduzione dell’aspetto degli inestetismi della cellulite”“Migliora l’aspetto estetico del viso”“Trattamenti di bellezza personalizzati”Indicazioni di prezzo e durata trasparentiPubblicita su social networkInstagram, Facebook, TikTok sono potenti canali di acquisizione clienti, ma valgono le stesse regole. ATTENZIONE alle foto prima/dopo: devono rappresentare risultati realistici e ottenibili dalla maggioranza dei clienti, mai manipolate. Sempre indicare il rispetto della privacy e ottenere consenso scritto del cliente prima di pubblicare immagini riconoscibili.Dipendenti, collaboratori e apprendistatoIl centro estetico puo crescere assumendo personale qualificato. Ecco le forme contrattuali principali:Dipendenti a tempo indeterminato/determinatoCCNL applicabile: CCNL Acconciatura ed Estetica (settore artigianato)Tutti i dipendenti che svolgono trattamenti devono avere la qualifica di estetistaCosto del lavoro: stipendio lordo + 30-35% di contributi a carico azienda + TFR + 13a/14aATTENZIONE forfettario: il costo del personale non puo superare 20.000 EUR/annoApprendistato professionalizzanteEta apprendista: 18-29 anniDurata: massimo 3 anni (5 per l’artigianato)Sgravi contributivi elevati per il datore di lavoro (riduzione fino al 100% per i primi anni nelle micro-imprese)Retribuzione: 60-95% del livello finale a seconda dell’anno di apprendistatoObbligo di formazione (almeno 120 ore/anno)Tirocini formativi e curricolariPer studenti dei corsi di estetica (parte delle 1.800 ore di praticantato)Indennita di partecipazione: minimo 300-500 EUR/mese (variabile per Regione)NON sono lavoratori subordinati, ma vanno comunicati al Centro per l’ImpiegoCollaboratrici “a partita IVA”ATTENZIONE: le “false partite IVA” sono frequentemente sanzionate nel settore estetico. Se la collaboratrice lavora solo per te, con orari fissi e attrezzature tue, l’INPS puo riqualificare il rapporto in lavoro subordinato con sanzioni e contributi arretrati. Le vere collaborazioni autonome devono avere autonomia organizzativa, propria attrezzatura, piu clienti.Esempi di calcolo tasse: 30K, 50K, 80KVediamo tre esempi concreti per estetiste con fatturati diversi nel regime forfettario con coefficiente 67%, riduzione contributi 35%, aliquota imposta sostitutiva al 15% (post primi 5 anni). Tutti i valori sono indicativi 2026.Esempio 1 – Estetista a domicilio: fatturato 30.000 EURFatturato: 30.000 EURReddito imponibile (30.000 x 67%): 20.100 EURImposta sostitutiva (20.100 x 15%): 3.015 EURContributi INPS (sul minimale 17.500 + eccedenza 2.600 al 24%, con riduzione 35%): circa 3.135 EURDiritto annuale CCIAA: 90 EURTotale tasse + contributi: circa 6.240 EURNetto in tasca (30.000 – 6.240): 23.760 EURPressione fiscale effettiva: 20,8%Esempio 2 – Centro estetico piccolo: fatturato 50.000 EURFatturato: 50.000 EURReddito imponibile (50.000 x 67%): 33.500 EURImposta sostitutiva (33.500 x 15%): 5.025 EURContributi INPS (sul minimale 17.500 + eccedenza 16.000 al 24%, con riduzione 35%): circa 5.225 EURDiritto annuale CCIAA: 90 EURTotale tasse + contributi: circa 10.340 EURNetto in tasca (50.000 – 10.340): 39.660 EUR (lordo, da cui detrarre costi reali NON deducibili)Pressione fiscale effettiva: 20,7%Se i costi reali (affitto, prodotti, utenze) sono di 18.000 EUR, il netto reale “in tasca” sarebbe 39.660 – 18.000 = 21.660 EUR.Esempio 3 – Centro estetico medio: fatturato 80.000 EURFatturato: 80.000 EUR (al limite del forfettario)Reddito imponibile (80.000 x 67%): 53.600 EURImposta sostitutiva (53.600 x 15%): 8.040 EURContributi INPS (sul minimale 17.500 + eccedenza 36.100 al 24%, con riduzione 35%): circa 8.355 EURDiritto annuale CCIAA: 90 EURTotale tasse + contributi: circa 16.485 EURLordo dopo tasse (80.000 – 16.485): 63.515 EURPressione fiscale effettiva: 20,6%Se i costi reali sono 35.000 EUR, il netto reale e 63.515 – 35.000 = 28.515 EUR. In questo caso potrebbe convenire valutare il regime ordinario se i costi sono molto elevati.Confronto rapido con regime ordinario (semplificato)Per fatturato 50.000 EUR e costi reali 18.000 EUR (reddito netto fiscale 32.000 EUR), in regime ordinario:IRPEF a scaglioni (23% fino 28.000 + 35% oltre): circa 7.840 EURAddizionali regionali e comunali: circa 600 EURContributi INPS 24% su 32.000 EUR (NO riduzione 35%): circa 7.680 EURIVA: a saldo zero se IVA acquisti compensa IVA vendite (di solito si versa qualcosa)Totale tasse + contributi: circa 16.120 EURRisultato: con costi reali al 36% del fatturato, il regime ordinario diventa competitivo. Sotto il 33% di costi, il forfettario e quasi sempre piu conveniente.FAQ – Domande frequentiPosso aprire un centro estetico senza qualifica professionale?NO. La Legge 1/1990 impone che il titolare dell’attivita o un “responsabile tecnico” alle sue dipendenze abbia la qualifica professionale di estetista. Aprire senza qualifica e considerato esercizio abusivo della professione, sanzionato con multe da 516 a 5.165 EUR e chiusura dell’attivita.Posso fare l’estetista a domicilio in regime forfettario?SI, e una delle modalita piu flessibili e meno costose. Devi comunque aprire la partita IVA, iscriverti all’Albo Artigiani della CCIAA, versare i contributi INPS Artigiani (con riduzione 35%) e dichiarare la sede operativa (puo essere anche la tua abitazione, con destinazione d’uso compatibile).Quanto tempo ci vuole per aprire un centro estetico?Mediamente 2-4 mesi dall’avvio delle pratiche, considerando: ricerca locale, ristrutturazione/adeguamento, presentazione SCIA, ispezione ASL, acquisto attrezzature. Per attivita a domicilio i tempi si riducono a 1-2 settimane.Quanto guadagna un’estetista in Italia?Una dipendente guadagna in media 1.300-1.700 EUR netti/mese (CCNL Estetica). Una titolare di centro estetico ben avviato puo guadagnare 2.500-5.000 EUR netti/mese al netto di tasse e costi, ma dipende molto da location, marketing e numero di trattatamenti giornalieri.Posso usare il laser estetico senza essere medico?Dipende dal tipo di laser. I laser di Classe 4 (es. laser CO2 ablativo) sono riservati ai medici. I laser di Classe 3B (es. laser a diodo per epilazione, IPL) possono essere usati da estetiste qualificate dopo aver seguito un corso specifico. Verificare sempre la classe del macchinario e la normativa regionale.Devo emettere fattura elettronica anche in forfettario?SI, dal 2024 anche i forfettari sono obbligati alla fattura elettronica per le operazioni B2B (verso aziende con partita IVA). Per i clienti privati continua a valere il sistema dei corrispettivi telematici (scontrino RT). La fattura elettronica al privato e obbligatoria solo se richiesta dal cliente.Cosa succede se supero gli 85.000 EUR di fatturato in forfettario?Se a fine anno il fatturato e tra 85.001 e 100.000 EUR, esci dal forfettario dall’anno successivo. Se invece superi i 100.000 EUR in corso d’anno, esci immediatamente dal mese stesso del superamento, con obbligo di applicare l’IVA retroattivamente da quel momento.Posso assumere un’apprendista anche se sono in forfettario?SI, ma attenzione al limite di 20.000 EUR/anno di spese per lavoro dipendente e collaboratori. Per un’apprendista al primo anno, il costo totale (stipendio + contributi ridotti per apprendistato) si aggira sui 12.000-15.000 EUR/anno, quindi rientra nel limite. Se assumi due apprendiste o un’apprendista + altre forme, fai bene i conti.Mi conviene aprire come SRL artigiana invece che ditta individuale?Per la maggior parte delle estetiste single, la ditta individuale e piu conveniente per semplicita e costi (no contabilita ordinaria, no bilancio depositato in CCIAA, no tassazione IRES). La SRL ha senso se: si superano fatturati di 100-150.000 EUR, si vuole separare patrimonio personale da quello aziendale, si pianifica un’apertura con piu socie professioniste.Il CAF puo aiutarmi ad aprire la partita IVA come estetista?SI. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste le aspiranti estetiste in tutto il percorso: apertura partita IVA, iscrizione CCIAA, comunicazione INPS Artigiani, presentazione SCIA al Comune, scelta del regime fiscale piu vantaggioso, gestione contabile annuale, dichiarazione redditi e pagamento contributi.Conclusione: aprire la partita IVA da estetista nel 2026Aprire la partita IVA come estetista nel 2026 richiede un percorso strutturato: qualifica professionale, iscrizione all’Albo Artigiani, SCIA al Comune, autorizzazione ASL, scelta del regime fiscale. Il regime forfettario con riduzione contributi del 35% e la soluzione piu conveniente per chi parte e ha costi contenuti, mentre il regime ordinario e indicato per centri estetici con investimenti elevati e dipendenti.Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna in tutte le fasi: dall’apertura partita IVA alla gestione fiscale annuale, calcolando il regime piu conveniente in base al tuo fatturato e ai tuoi costi reali. Contatta lo studio per una consulenza personalizzata e parti con il piede giusto nella tua attivita di estetista.Servizi del CAF Centro Fiscale per estetiste:Apertura partita IVA gratuitaIscrizione CCIAA Albo ArtigianiComunicazione INPS Artigiani con domanda di riduzione 35%Assistenza SCIA al ComuneTenuta contabilita ordinaria o forfettariaDichiarazione redditi (Modello Redditi PF)Calcolo e versamento F24 contributi e tasseConsulenza per assunzioni e apprendistatoContatta il CAF Centro Fiscale di Udine per fissare un appuntamento e iniziare la tua attivita di estetista nel migliore dei modi.★ Scelta in evidenza · SponsorApri un conto business con QontoUna soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.🇮🇹IBAN italiano⚡Apertura in 10 min📄Fattura elettronica💳Carta Mastercard 🚀 Visita Qonto e apri il conto →Link affiliato. Aprendo il conto tramite questo link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Giugno 14, 2026/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-14 08:00:002026-05-23 07:42:32Partita IVA Estetista 2026: Apertura, Tasse, Artigiana o Forfettaria