Menu
CAF Centro Fiscale
  • SERVIZI FISCALI
        • Modello ISEE
        • Dichiarazione dei Redditi Modello 730 / Redditi
        • Dichiarazione dei Redditi per le Criptovalute
        • Pratica ENEA
        • Contratti di Locazione
        • Dichiarazione di Successione
        • Calcolo IMU
        • Cessione del Credito per Ristrutturazione
        • Gestione COLF e Badanti
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Modello 770 e Certificazioni Uniche
  • PATRONATO
        • NASPI / Disoccupazione
        • Richiesta NASpI Anticipata
        • Disoccupazione Agricola
        • Dimissioni Online
        • Elenco bonus Maternità INPS
          • Bonus Asilo Nido
        • Calcolo Pensione
        • Riscatto Anni Laurea: Agevolato e Ordinario
        • Invalidità Civile / Handicap (Legge 104) 
  • COLF E BADANTI
  • PARTITA IVA
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Gestione Partita IVA ordinaria
        • Gestione completa Partita IVA Agricola
  • BLOG
        • CAF – NOTIZIE FISCALI
        • PATRONATO
        • PARTITA IVA
        • NOTIZIE
  • Menu Menu
CAF Centro Fiscale
PATRONATO

Assegno di Inclusione 2026: Requisiti, Importo e Domanda INPS

calcolo pensione CAF Udine

L’Assegno di Inclusione (ADI) e la nuova misura di sostegno economico che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 2024. Nel 2026 e riservato a nuclei familiari con componenti fragili (minori, disabili, anziani over 60) e prevede l’obbligo di adesione a percorsi di attivazione.

Cos’e l’Assegno di Inclusione

L’ADI e una prestazione di sostegno al reddito destinata a famiglie in condizioni di poverta assoluta con presenza di:

  • Minori
  • Disabili
  • Persone con almeno 60 anni
  • Persone in condizione di svantaggio e inserite in programmi di cura/assistenza

A differenza del RdC, l’ADI NON e accessibile a tutti, ma solo a nuclei con fragilita specifiche.



Requisiti Assegno di Inclusione 2026

1. Composizione nucleo familiare

Il nucleo deve includere almeno uno tra:

  • Minorenne
  • Persona con disabilita (con certificazione invalidita civile, handicap L.104, non autosufficienza)
  • Persona di almeno 60 anni
  • Persona in condizioni di grave disagio seguita dai servizi sociali

2. Requisiti economici (ISEE)

ISEE familiare: massimo 9.360 euro annui (2026)

3. Requisiti patrimoniali

  • Patrimonio immobiliare: massimo 30.000 euro (esclusa prima casa)
  • Patrimonio mobiliare: massimo 6.000 euro (aumentato di 2.000 euro per ogni componente oltre il primo, fino a max 10.000 euro)

4. Reddito familiare

Reddito familiare annuo: massimo 6.000 euro, moltiplicato per la scala di equivalenza

5. Cittadinanza e residenza

  • Cittadinanza italiana, UE o permesso soggiorno lungo periodo
  • Residenza in Italia da almeno 5 anni (di cui ultimi 2 continuativi)



Importo Assegno di Inclusione 2026

Calcolo importo

L’importo dipende dalla scala di equivalenza e dalla composizione del nucleo.

Formula base:

ADI = (6.000 euro × Scala equivalenza) – Reddito familiare

Importo mensile = ADI annuo / 12

Scala di equivalenza ADI

Componente nucleoCoefficiente
Primo adulto1,00
Adulto ulteriore (max +1)+0,50
Minorenne (max +2)+0,15 ciascuno
Disabile grave+0,50

Massimo scala equivalenza: 2,30

Esempio calcolo

Nucleo con:

  • 2 adulti (1,00 + 0,50 = 1,50)
  • 1 minore (+0,15)
  • Totale scala: 1,65

Reddito familiare: 2.000 euro/anno

ADI annuo = (6.000 × 1,65) – 2.000 = 9.900 – 2.000 = 7.900 euro

ADI mensile = 7.900 / 12 = 658 euro/mese

Contributo affitto

Se il nucleo vive in affitto, puo ricevere un contributo integrativo fino a:

  • 3.360 euro/anno (280 euro/mese)



Come Fare Domanda ADI

  1. Preparare ISEE 2026 aggiornato
  2. Accedere a inps.it con SPID/CIE/CNS
  3. Compilare domanda online Assegno di Inclusione
  4. Allegare:
    • ISEE corrente
    • Certificazione disabilita (se presente)
    • Contratto affitto (per contributo locazione)
  5. Inviare domanda

Tempi istruttoria

L’INPS esamina la domanda entro 30 giorni e comunica l’esito.

Decorrenza

L’ADI decorre dal mese successivo alla presentazione della domanda.



Patto di Attivazione Digitale (PAD)

I componenti attivabili del nucleo (18-59 anni, occupabili) devono firmare un Patto di Attivazione Digitale presso:

  • Centri per l’Impiego (per percorsi lavorativi)
  • Servizi sociali (per percorsi socio-assistenziali)

Obblighi PAD

  • Adesione a corsi di formazione
  • Partecipazione a tirocini o progetti utili alla comunita
  • Accettazione offerte di lavoro congrue
  • Colloqui periodici con operatori

Sanzioni: il mancato rispetto comporta riduzione o revoca dell’ADI.



Durata e Rinnovo

Durata

L’ADI e erogato per 18 mesi continuativi.

Sospensione e rinnovo

Dopo 18 mesi, c’e una pausa di 1 mese, poi si puo rinnovare per altri 12 mesi.

Il rinnovo richiede nuova domanda e ISEE aggiornato.

Compatibilita e Incompatibilita

Compatibile con:

  • Assegno Unico Universale
  • Bonus asilo nido
  • Pensione invalidita civile
  • Accompagnamento

Incompatibile con:

  • NASPI, DIS-COLL
  • Reddito di Cittadinanza (sostituito dall’ADI)
  • Pensione diretta superiore ai limiti



Domande Frequenti

Posso lavorare con l’ADI?

Si, ma i redditi da lavoro vengono considerati e riducono l’importo ADI.

L’ADI e compatibile con il lavoro occasionale?

Si, fino a 3.000 euro/anno di redditi da prestazioni occasionali.

Cosa succede se non rispetto il PAD?

Prima sanzione: riduzione del 50% per 1 mese. Seconda sanzione: sospensione 1 mese. Terza: decadenza definitiva.

Posso ricevere ADI se ho un’auto?

Si, purche non di grossa cilindrata (max 1.600 cc benzina, 2.000 cc diesel, e non immatricolata nei 6 mesi precedenti).

L’ADI conta per l’ISEE?

Si, l’importo percepito viene considerato reddito nell’ISEE dell’anno successivo.

Conclusioni

L’Assegno di Inclusione 2026 rappresenta un sostegno essenziale per famiglie fragili in poverta assoluta. Con requisiti piu selettivi rispetto al RdC, richiede impegno attivo nei percorsi di reinserimento sociale e lavorativo.

Hai bisogno di assistenza per pratiche pensionistiche e welfare?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con:

  • Domande INPS e pratiche previdenziali
  • Calcolo requisiti pensionistici
  • Simulazioni importi e date di accesso
  • Assistenza completa dalla domanda all’erogazione

Contattaci per una consulenza:

Telefono: 0432 1638640
WhatsApp: 366 6018121
Email: info@centrofiscale.com
Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

Prenota Appuntamento

📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa Pensioni 2026 per una panoramica completa.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Agosto 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/calcolo-pensione-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-25 09:00:002026-08-17 11:02:18Assegno di Inclusione 2026: Requisiti, Importo e Domanda INPS
PATRONATO

TFR 2026: Calcolo, Tassazione, Anticipo e Quando Spetta

SERVIZI CAF Centro Fiscale

Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) rappresenta una delle voci piu importanti della retribuzione differita. Scopri come funziona, come calcolarlo e quando puoi richiederlo nel 2026.

Indice

  1. Cose il TFR
  2. Calcolo del TFR
  3. Tassazione
  4. Anticipo TFR
  5. TFR vs Fondo Pensione
  6. FAQ

Cose il TFR

Il TFR e una quota della retribuzione accantonata annualmente dal datore di lavoro per il dipendente.

Calcolo del TFR

Formula: TFR annuo = Retribuzione annua lorda / 13,5

Esempio: RAL 30.000 euro = TFR annuo di 2.222 euro.

Tassazione del TFR

Il TFR beneficia della tassazione separata, piu vantaggiosa rispetto allIRPEF ordinaria.

Anticipo TFR

Possibile richiedere fino al 70% per: spese sanitarie, acquisto prima casa, congedo parentale. Requisito: 8 anni di anzianita.

TFR vs Fondo Pensione

Il fondo pensione offre tassazione agevolata (9-15%) e deducibilita fino a 5.164 euro annui.

FAQ

Entro quanto viene pagato il TFR? Entro 30-45 giorni dalla cessazione.

Il TFR si perde se lazienda fallisce? No, e garantito dal Fondo di Garanzia INPS.


Contatta il CAF Centro Fiscale Udine: Tel 0432 1638640 – WhatsApp 366 6018121

Leggi anche

  • Riscatto Laurea 2026: Costi, Calcolo e Quando Conviene per l…
  • Pensione di Vecchiaia 2026: Requisiti di Eta e Contributi, C…
  • Opzione Donna 2026: Requisiti, Novità e Alternative alla Pen…
  • Quota 103 nel 2026: Requisiti, Calcolo Pensione e Come Fare …

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Agosto 24, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/12/SERVIZI-CAF-3.png 780 1000 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-24 09:00:002026-08-17 11:02:17TFR 2026: Calcolo, Tassazione, Anticipo e Quando Spetta
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Pagamento Pensioni Settembre 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPS

Pensione 2026 INPS

Il pagamento delle pensioni di settembre 2026 arriva puntuale il 1° settembre, che nel 2026 cade di martedì: un giorno bancabile a tutti gli effetti. Questo significa che chi riceve la pensione su conto corrente bancario o postale vedrà l’accredito direttamente il martedì 1° settembre 2026, senza anticipi né ritardi. Anche chi ritira allo sportello di Poste Italiane potrà iniziare dal 1° settembre, seguendo il consueto calendario alfabetico per cognome. In questa guida completa trovi tutte le date di accredito, gli importi aggiornati con la rivalutazione pensioni 2026, le eventuali trattenute IRPEF dal modello 730, il rimborso 730 e le istruzioni per consultare il cedolino pensione su MyINPS.

Indice dei contenuti

  1. Data Accredito Pensione Settembre 2026
  2. Calendario Ritiro Poste Italiane Settembre 2026
  3. Importi Pensioni Settembre 2026 con Rivalutazione
  4. Pensione Minima e Maggiorazione Sociale Settembre 2026
  5. Trattenute IRPEF e Conguagli su Pensione Settembre 2026
  6. Rimborso 730 su Pensione: Chi lo Riceve a Settembre
  7. Come Consultare il Cedolino Pensione Settembre 2026
  8. Domande Frequenti

Data Accredito Pensione Settembre 2026: Quando Arriva

La data ufficiale di pagamento delle pensioni di settembre 2026 è il 1° settembre 2026, come previsto dal calendario INPS che fissa l’accredito al primo giorno bancabile del mese. Poiché il 1° settembre 2026 cade di martedì, giorno lavorativo a tutti gli effetti, non ci sono anticipi: il pagamento avviene regolarmente nella data prevista.

Ecco nel dettaglio le date di accredito in base al canale di riscossione:

  • Conto corrente bancario: accredito il martedì 1° settembre 2026
  • Conto corrente postale (BancoPosta): accredito il martedì 1° settembre 2026
  • Libretto postale: accredito il martedì 1° settembre 2026
  • Carta Postepay Evolution: accredito il martedì 1° settembre 2026
  • Ritiro in contanti allo sportello Poste: dal martedì 1° settembre 2026 secondo calendario alfabetico

Chi ha la pensione accreditata direttamente su conto corrente, sia bancario che postale, potrà disporre della somma già dalla mattina del 1° settembre. È importante verificare sempre il proprio estratto conto, poiché in rari casi l’accredito potrebbe avvenire con qualche ora di ritardo a causa dei tempi tecnici interbancari.

Calendario Ritiro Poste Italiane Settembre 2026

I pensionati che ritirano la pensione in contanti allo sportello di Poste Italiane devono seguire il calendario alfabetico stabilito per evitare assembramenti. Il ritiro del pagamento pensioni settembre 2026 inizia direttamente martedì 1° settembre, poiché il primo del mese cade in un giorno feriale.

Ecco il calendario alfabetico di settembre 2026 per il ritiro allo sportello:

GiornoDataCognomi dalla lettera
Martedì1 settembre 2026A – B
Mercoledì2 settembre 2026C – D
Giovedì3 settembre 2026E – K
Venerdì4 settembre 2026L – O
Sabato5 settembre 2026P – R
Lunedì7 settembre 2026S – Z

Ricorda che il calendario è indicativo e puoi ritirare la pensione anche nei giorni successivi a quello assegnato alla tua iniziale del cognome. Il calendario serve solo a evitare code eccessive e garantire un servizio più ordinato agli sportelli. Se non riesci a presentarti nel giorno previsto, puoi recarti in ufficio postale in qualsiasi giorno lavorativo successivo, entro la fine del mese.

Importi Pensioni Settembre 2026 con Rivalutazione

Gli importi delle pensioni di settembre 2026 includono la rivalutazione ISTAT applicata a partire da gennaio 2026. La perequazione automatica, ovvero l’adeguamento delle pensioni al costo della vita, segue il meccanismo stabilito dalla Legge di Bilancio 2026 con aliquote differenziate in base all’importo della pensione.

Ecco le fasce di rivalutazione applicate nel 2026 in base al trattamento minimo INPS (che nel 2026 è pari a 603,40 euro mensili):

Fascia di pensioneImporto mensileRivalutazione 2026
Fino a 4 volte il minimoFino a 2.413,60 euro100% dell’indice ISTAT
Da 4 a 5 volte il minimoDa 2.413,61 a 3.017,00 euro90% dell’indice ISTAT
Da 5 a 6 volte il minimoDa 3.017,01 a 3.620,40 euro75% dell’indice ISTAT
Da 6 a 8 volte il minimoDa 3.620,41 a 4.827,20 euro50% dell’indice ISTAT
Da 8 a 10 volte il minimoDa 4.827,21 a 6.034,00 euro40% dell’indice ISTAT
Oltre 10 volte il minimoOltre 6.034,00 euro32% dell’indice ISTAT

In pratica, chi percepisce una pensione fino a circa 2.400 euro mensili lordi riceve la rivalutazione piena, mentre per le pensioni più alte l’adeguamento è parziale. Il cedolino di settembre 2026 riflette già questi importi aggiornati, confermati dall’INPS nella circolare di inizio anno. Per un approfondimento completo sulle opzioni di uscita dal lavoro, consulta la nostra guida sulle pensioni 2026.

Pensione Minima e Maggiorazione Sociale Settembre 2026

La pensione minima, chiamata tecnicamente “trattamento minimo”, rappresenta l’importo base garantito dall’INPS a chi ha maturato i requisiti contributivi minimi. Per il 2026, la pensione minima INPS è pari a 603,40 euro al mese (lordi), per 13 mensilità.

Oltre al trattamento minimo, i pensionati con redditi bassi possono beneficiare della maggiorazione sociale, un’integrazione economica che aumenta l’importo della pensione. I requisiti per ottenerla sono:

  • Età compresa tra 60 e 64 anni: maggiorazione fino a 25,83 euro al mese, con limite di reddito personale di circa 6.898 euro annui
  • Età tra 65 e 69 anni: maggiorazione fino a 82,64 euro al mese, con limite di reddito personale di circa 8.642 euro annui
  • Età dai 70 anni in su: maggiorazione fino a 136,44 euro al mese (cosiddetto “incremento al milione”), con limite di reddito personale di circa 9.560 euro annui

La maggiorazione sociale viene erogata automaticamente dall’INPS se i requisiti reddituali sono soddisfatti, ma è sempre consigliabile verificare il proprio cedolino per accertarsi che venga correttamente applicata. Se noti anomalie nell’importo della tua pensione di settembre 2026, puoi rivolgerti al Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine per un controllo gratuito.

Trattenute IRPEF e Conguagli su Pensione Settembre 2026

Il cedolino della pensione di settembre 2026 è uno dei mesi più “caldi” per le trattenute fiscali. Settembre rappresenta infatti il mese chiave per i conguagli IRPEF derivanti dal modello 730/2026: l’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, applica le trattenute o i rimborsi risultanti dalla dichiarazione dei redditi.

Le principali trattenute che potresti trovare nel cedolino di settembre sono:

  • Conguaglio IRPEF a debito dal 730: se dalla dichiarazione risulta un’imposta aggiuntiva da versare, l’INPS trattiene l’importo direttamente dalla pensione. Settembre è il mese principale per questo conguaglio, soprattutto per chi ha presentato il 730 precompilato 2026 tra giugno e luglio
  • Addizionale regionale IRPEF: la quota annuale viene ripartita in rate mensili (generalmente da marzo a novembre) e trattenuta dal cedolino
  • Addizionale comunale IRPEF: analogamente, viene trattenuta mensilmente in base al Comune di residenza, sia come saldo dell’anno precedente sia come acconto per il 2026
  • Seconda o terza rata del conguaglio: se il debito IRPEF dal 730 è stato rateizzato, a settembre arriva una delle rate successive alla prima (applicata ad agosto)
  • Trattenute per cessione del quinto: se hai attivato un prestito con cessione del quinto sulla pensione, la rata viene detratta mensilmente

Se il conguaglio IRPEF a debito è particolarmente elevato, l’INPS lo rateizza automaticamente nei mesi da agosto a novembre, per evitare che la pensione netta si riduca in modo eccessivo in un solo mese. Controlla attentamente il cedolino e, in caso di dubbi sulle trattenute, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per una verifica gratuita.

Rimborso 730 su Pensione: Chi lo Riceve a Settembre 2026

La buona notizia per molti pensionati è che il cedolino di settembre 2026 potrebbe contenere il rimborso IRPEF derivante dal modello 730. Se dalla dichiarazione dei redditi risulta un credito a tuo favore, l’INPS lo eroga direttamente come maggiorazione sulla pensione.

Settembre è il mese in cui arrivano i rimborsi per la maggior parte dei pensionati che hanno presentato il 730 tra giugno e luglio. Ecco il calendario indicativo:

  • 730 presentato entro maggio 2026: rimborso già erogato nel cedolino di agosto 2026
  • 730 presentato a giugno 2026: rimborso nel cedolino di agosto o settembre 2026
  • 730 presentato a luglio 2026: rimborso nel cedolino di settembre 2026
  • 730 presentato ad agosto-settembre 2026: rimborso nei mesi successivi (ottobre-novembre)

Il rimborso compare nel cedolino come voce distinta, generalmente indicata come “conguaglio 730” con segno positivo. L’importo dipende dalle detrazioni fiscali spettanti: spese mediche, interessi sul mutuo, spese per ristrutturazione, bonus edilizi, spese scolastiche e universitarie, e così via.

Se non hai ancora presentato il 730, ricorda che la scadenza è il 30 settembre 2026. C’è ancora tempo, ma presentarlo prima significa ricevere il rimborso prima. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione e invio, assicurandosi che tutte le detrazioni spettanti siano correttamente inserite per massimizzare il tuo rimborso.

Come Consultare il Cedolino Pensione Settembre 2026

Il cedolino della pensione di settembre 2026 è consultabile online sul portale MyINPS generalmente a partire da una decina di giorni prima della data di accredito, quindi indicativamente da metà agosto in poi. Ecco la procedura passo dopo passo per visualizzare il tuo cedolino:

  1. Accedi al sito www.inps.it
  2. Clicca su “Accedi ai servizi” in alto a destra
  3. Autenticati con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
  4. Cerca il servizio “Cedolino pensione e servizi collegati” nella barra di ricerca
  5. Seleziona il mese di settembre 2026 dal menu a tendina
  6. Visualizza e scarica il cedolino in formato PDF

Sul cedolino troverai tutte le voci che compongono il tuo pagamento: l’importo lordo della pensione, le trattenute fiscali (IRPEF, addizionali regionali e comunali), eventuali conguagli dal 730, trattenute per cessione del quinto e l’importo netto che riceverai.

A settembre, è particolarmente importante controllare il cedolino perché è il mese in cui confluiscono la maggior parte dei conguagli fiscali: potresti trovare sia trattenute aggiuntive sia rimborsi derivanti dal 730. Se non hai le credenziali SPID o incontri difficoltà, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine può accedere al tuo cedolino e spiegarti ogni singola voce. Il servizio è completamente gratuito.

Domande Frequenti sul Pagamento Pensioni Settembre 2026

Quando viene pagata la pensione di settembre 2026?

La pensione di settembre 2026 viene accreditata il martedì 1° settembre 2026 per chi riceve su conto corrente bancario o postale. Per il ritiro allo sportello di Poste Italiane, il calendario alfabetico inizia dallo stesso giorno, 1° settembre, con le lettere A-B.

Perché la pensione di settembre è più bassa del solito?

Se la tua pensione di settembre risulta inferiore rispetto ai mesi precedenti, molto probabilmente è a causa del conguaglio IRPEF dal modello 730. L’INPS trattiene direttamente dalla pensione le imposte aggiuntive risultanti dalla dichiarazione dei redditi. Controlla il cedolino per verificare la voce “conguaglio 730”. Se hai dubbi, rivolgiti al CAF per una verifica.

Il rimborso del 730 arriva con la pensione di settembre?

Sì, se hai presentato il modello 730/2026 tra giugno e luglio, il rimborso IRPEF viene erogato dall’INPS nel cedolino di settembre come voce aggiuntiva con segno positivo. Se il 730 è stato presentato ancora prima, il rimborso potrebbe essere già arrivato ad agosto.

Entro quando devo presentare il 730 per avere il rimborso?

La scadenza per la presentazione del modello 730/2026 è il 30 settembre 2026. Tuttavia, prima lo presenti, prima riceverai l’eventuale rimborso sulla pensione. Chi presenta entro luglio riceve il rimborso già a settembre; chi presenta a settembre lo riceverà nei mesi successivi.

Come posso controllare il cedolino della pensione di settembre?

Puoi consultare il cedolino online accedendo al servizio “Cedolino pensione” sul portale MyINPS con SPID, CIE o CNS. In alternativa, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per la consultazione e la spiegazione di ogni voce.

La pensione minima di settembre 2026 a quanto ammonta?

La pensione minima INPS per il 2026 è di 603,40 euro mensili lordi. A questa cifra possono aggiungersi le maggiorazioni sociali per chi ha un reddito basso e un’età superiore ai 60 anni, con incrementi che possono arrivare fino a 136,44 euro al mese per gli over 70.


Hai Dubbi sulla Tua Pensione? Il CAF Centro Fiscale di Udine Ti Aiuta

Se hai domande sul pagamento della pensione di settembre 2026, sulle trattenute nel cedolino, sul rimborso del 730 o sulle addizionali IRPEF, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. I nostri operatori qualificati possono:

  • Verificare il tuo cedolino e spiegarti ogni voce, inclusi i conguagli 730
  • Controllare che la rivalutazione sia stata applicata correttamente
  • Assistere nella compilazione del modello 730 entro la scadenza del 30 settembre
  • Verificare il diritto alla maggiorazione sociale e alle integrazioni
  • Gestire pratiche di pensione, Quota 41 e APE Sociale
Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

Oppure compila il modulo per essere ricontattato:

    Il tuo nome (*)

    La tua email (*)

    Il tuo telefono (*)

    Richiesta (eventuale)

    Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

    CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze e detrazioni: una email a settimana con tutto quello che ti serve sapere.

    Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

    Agosto 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-20 14:00:002026-08-17 11:02:15Pagamento Pensioni Settembre 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPS
    ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATO

    Pagamento Assegno Unico Settembre 2026: Date INPS, Importi e Calendario

    ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

    Quando arriva l’Assegno Unico di settembre 2026? In questa guida aggiornata trovi le date di pagamento INPS previste, gli importi per ogni fascia ISEE, le maggiorazioni spettanti e come verificare lo stato del tuo pagamento. L’Assegno Unico e Universale (AUU) viene erogato mensilmente dall’INPS a tutte le famiglie con figli a carico fino a 21 anni (senza limiti di età per i figli con disabilità) ed è il principale sostegno economico per i nuclei familiari italiani. Il mese di settembre è particolarmente importante per le famiglie: coincide con la ripresa scolastica e con la scadenza del 30 settembre per la presentazione del 730. Inoltre, per chi non ha ancora rinnovato l’ISEE, settembre rappresenta l’ultimo periodo utile per ottenere il ricalcolo prima della fine dell’anno.

    Indice dei contenuti

    1. Indice dei Contenuti
    2. Date di Pagamento Assegno Unico Settembre 2026
    3. Importi Assegno Unico Settembre 2026 per Fascia ISEE
    4. Maggiorazioni Assegno Unico Settembre 2026: Chi Ha Diritto
    5. Conguagli e Arretrati Assegno Unico Settembre 2026
    6. Promemoria: Scadenza 730 il 30 Settembre 2026
    7. Come Verificare il Pagamento Assegno Unico su MyINPS
    8. Cosa Fare se il Pagamento dell’Assegno Unico Non Arriva
    9. Domande Frequenti sull’Assegno Unico Settembre 2026
    10. Link Utili e Articoli Correlati

    Indice dei Contenuti

    1. Date di Pagamento Settembre 2026
    2. Importi per Fascia ISEE 2026
    3. Maggiorazioni: Chi Ha Diritto
    4. Conguagli e Arretrati di Settembre
    5. Promemoria: Scadenza 730 il 30 Settembre
    6. Come Verificare il Pagamento su MyINPS
    7. Cosa Fare se il Pagamento Non Arriva
    8. Domande Frequenti

    Date di Pagamento Assegno Unico Settembre 2026

    L’INPS segue un calendario consolidato per l’erogazione dell’Assegno Unico. Per il mese di settembre 2026, le date previste sono le seguenti:

    • 16-17-18 settembre 2026: pagamento per i beneficiari che già percepiscono l’Assegno Unico con domanda in essere e ISEE valido. Questa è la finestra principale e riguarda la maggior parte delle famiglie italiane. Con la ripresa post-estiva, i pagamenti di settembre tornano nella fascia a metà mese tipica del calendario INPS
    • Fine settembre 2026 (28-30 settembre): pagamento per le nuove domande presentate nei mesi precedenti e per i casi che hanno richiesto verifiche aggiuntive da parte dell’INPS. L’ultimo giorno lavorabile del mese (mercoledì 30 settembre) è la data di riferimento per i nuovi beneficiari
    • Pagamenti straordinari: eventuali conguagli e arretrati derivanti dall’aggiornamento dell’ISEE possono essere erogati in qualsiasi momento del mese

    Nota importante: le date possono variare di 1-2 giorni lavorativi in base all’istituto bancario o postale del beneficiario. Poste Italiane generalmente accredita con 1-2 giorni di anticipo rispetto alle banche tradizionali. Verifica sempre la disposizione di pagamento su MyINPS per avere la conferma ufficiale.

    Importi Assegno Unico Settembre 2026 per Fascia ISEE

    Gli importi dell’Assegno Unico 2026 sono stati rivalutati dello 0,8% rispetto al 2025, in linea con l’adeguamento ISTAT al costo della vita. Ecco la tabella aggiornata degli importi mensili per ciascun figlio minorenne a carico:

    Fascia ISEEImporto mensile per figlio
    Fino a 17.090,61 euro199,40 euro
    Da 17.090,62 a 20.000 euroDa 199,40 a 175 euro (decrescente)
    Da 20.001 a 25.000 euroDa 175 a 145 euro
    Da 25.001 a 30.000 euroDa 145 a 120 euro
    Da 30.001 a 35.000 euroDa 120 a 100 euro
    Da 35.001 a 40.000 euroDa 100 a 80 euro
    Da 40.001 a 45.810,71 euroDa 80 a 57 euro
    Oltre 45.810,71 euro o senza ISEE57 euro

    Importante: chi non presenta l’ISEE o lo presenta in ritardo riceve l’importo minimo di 57 euro per figlio. Una volta presentato l’ISEE aggiornato, l’INPS ricalcola automaticamente l’importo e eroga gli arretrati dalla data di presentazione della DSU. Per una panoramica completa degli importi medi erogati dall’INPS, consulta la nostra guida sull’Assegno Unico 2026: Tabella Importi.

    Maggiorazioni Assegno Unico Settembre 2026: Chi Ha Diritto

    Oltre all’importo base indicato nella tabella, l’Assegno Unico prevede diverse maggiorazioni che possono aumentare significativamente la somma percepita ogni mese. Vediamo nel dettaglio chi ne ha diritto e a quanto ammontano.

    Maggiorazione per figli con disabilità

    Le famiglie con figli disabili hanno diritto a importi maggiorati in base al grado di disabilità e all’età del figlio:

    • Figli minorenni con disabilità: maggiorazione da 91,20 a 113,50 euro per figlio, in base al grado di disabilità (non autosufficienza, grave, media)
    • Figli maggiorenni 18-20 anni disabili: importo fisso di 96,90 euro in aggiunta all’assegno base
    • Figli disabili oltre i 21 anni: importo base di 91,20 euro (indipendente dall’ISEE) senza limiti di età

    Maggiorazione per famiglie numerose

    Le famiglie con 3 o più figli beneficiano di una maggiorazione aggiuntiva che va da 17,10 a 96,90 euro per figlio, calcolata in base alla fascia ISEE. Inoltre, i nuclei con 4 o più figli ricevono un forfait aggiuntivo di 159,60 euro mensili, indipendente dall’ISEE, come misura di sostegno extra per le famiglie molto numerose.

    Maggiorazione per entrambi i genitori lavoratori

    Se entrambi i genitori hanno un reddito da lavoro (dipendente o autonomo), spetta una maggiorazione fino a 34,10 euro per figlio minorenne per le famiglie con ISEE fino a 17.090,61 euro. Questa maggiorazione diminuisce progressivamente all’aumentare dell’ISEE fino ad azzerarsi oltre i 45.810,71 euro.

    Maggiorazione per madri under 21

    Le madri con meno di 21 anni al momento della nascita del figlio ricevono una maggiorazione di 22,80 euro per figlio, indipendente dalla fascia ISEE. Questa misura è pensata per sostenere le giovani madri nel percorso di crescita dei figli.

    Conguagli e Arretrati Assegno Unico Settembre 2026

    Il mese di settembre è un periodo chiave per i conguagli dell’Assegno Unico. Dopo la pausa estiva, l’INPS riprende a pieno regime l’elaborazione dei ricalcoli e delle pratiche arretrate. Se hai aggiornato l’ISEE durante l’estate, è probabile che con il pagamento di settembre riceverai un importo diverso dal solito. Ecco i principali motivi:

    • Conguaglio ISEE aggiornato: chi ha presentato l’ISEE 2026 tra giugno e agosto potrebbe ricevere a settembre il ricalcolo degli importi dei mesi precedenti. Se il nuovo ISEE è più basso del precedente, riceverai arretrati positivi; se è più alto, potresti ricevere un importo leggermente ridotto
    • Rivalutazione ISTAT: eventuali conguagli residui legati alla rivalutazione annuale dello 0,8% applicata da gennaio 2026 vengono solitamente completati entro settembre
    • Variazioni nucleo familiare: nascita di un nuovo figlio, compimento dei 18 o 21 anni, separazione o cambio di residenza possono generare ricalcoli con conseguenti arretrati o riduzioni
    • Nuove domande accolte: chi ha presentato domanda di Assegno Unico tra luglio e agosto 2026 riceverà a settembre anche gli arretrati dalla data di presentazione della domanda
    • Conguagli post-730: con la scadenza del 730 fissata al 30 settembre, molte famiglie avranno aggiornato la propria situazione reddituale. Eventuali variazioni reddituali si rifletteranno nell’ISEE corrente dopo l’aggiornamento della DSU

    Per verificare se il tuo pagamento include conguagli, accedi alla sezione “Consulta e gestisci” su MyINPS e controlla il dettaglio del calcolo per il mese di settembre. Troverai la voce “Conguaglio” con il relativo importo positivo o negativo.

    Promemoria: Scadenza 730 il 30 Settembre 2026

    Settembre è un mese cruciale anche per un altro adempimento fiscale fondamentale: il 30 settembre 2026 è la scadenza ultima per la presentazione del modello 730. Ecco perché questa data è importante anche per chi percepisce l’Assegno Unico:

    • Rimborsi IRPEF in busta paga: chi presenta il 730 entro settembre riceverà eventuali rimborsi IRPEF nelle buste paga di ottobre o novembre. Presentarlo prima significa ricevere prima il rimborso
    • Detrazioni figli a carico: nel 730 si possono indicare le detrazioni per figli a carico maggiorenni (over 21 che non percepiscono più l’Assegno Unico). Ricorda che per i figli fino a 21 anni le detrazioni sono state sostituite dall’Assegno Unico
    • ISEE e redditi: i redditi dichiarati nel 730 influenzano l’ISEE dell’anno successivo. Un corretto 730 oggi significa un ISEE più preciso domani, con importi dell’Assegno Unico adeguati alla tua reale situazione economica
    • Spese detraibili per i figli: nel 730 puoi detrarre spese mediche, sportive, scolastiche e universitarie sostenute per i figli. Non dimenticare di raccogliere tutte le ricevute prima della scadenza

    Non hai ancora presentato il 730? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per elaborare la dichiarazione dei redditi. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121 per fissare un appuntamento. Per verificare quali documenti ti servono, consulta la nostra checklist documenti 730 2026. Se vuoi verificare il 730 precompilato dell’Agenzia delle Entrate, leggi la nostra guida sul 730 precompilato 2026.

    Come Verificare il Pagamento Assegno Unico su MyINPS

    Per controllare lo stato del tuo pagamento Assegno Unico di settembre 2026 e verificare la data esatta di accredito, segui questa procedura passo passo:

    1. Accedi a MyINPS: vai su www.inps.it e accedi con SPID, CIE o CNS
    2. Cerca “Assegno Unico”: nella barra di ricerca, digita “Assegno Unico e Universale” e seleziona il servizio dedicato
    3. Sezione “Consulta e gestisci”: qui trovi il riepilogo completo della tua domanda con stato, importo calcolato e storico pagamenti
    4. Dettaglio per figlio: per ogni figlio a carico puoi visualizzare l’importo base e le eventuali maggiorazioni riconosciute
    5. Storico pagamenti: elenco completo dei pagamenti effettuati con data di disposizione, importo lordo e importo netto accreditato
    6. Fascicolo previdenziale: nella sezione “Prestazioni” > “Pagamenti” trovi la conferma dell’avvenuto accredito con la data valuta

    Stato della domanda: verifica che risulti “Accolta” e “In pagamento”. Se risulta “In istruttoria” o “Sospesa”, potrebbe essere necessario integrare la documentazione o attendere le verifiche dell’INPS. Per approfondire cosa fare in caso di blocco, leggi la nostra guida su Assegno Unico bloccato: cosa fare.

    Cosa Fare se il Pagamento dell’Assegno Unico Non Arriva

    Se entro il 20 settembre 2026 non hai ricevuto l’accredito dell’Assegno Unico, non allarmarti subito: i pagamenti possono subire ritardi fisiologici di qualche giorno. Ecco cosa verificare e come agire passo dopo passo.

    Verifiche preliminari

    • Controlla MyINPS: accedi al portale e verifica nella sezione “Pagamenti” se la disposizione è stata emessa. Se lo stato indica “Pagamento disposto”, l’accredito è in lavorazione dalla banca o da Poste Italiane
    • Verifica l’IBAN: assicurati che l’IBAN associato alla domanda sia corretto e attivo. Un conto chiuso o un IBAN errato blocca l’accredito
    • Controlla lo stato della domanda: se risulta “Sospesa” o “In evidenza”, l’INPS potrebbe aver richiesto documentazione integrativa
    • Verifica l’ISEE: se l’ISEE è scaduto o presenta anomalie (come omissioni o difformità), il pagamento potrebbe essere bloccato in attesa di regolarizzazione. Leggi la nostra guida sull’Assegno Unico con ISEE scaduto

    Come contattare l’INPS

    Se dopo le verifiche il problema persiste, puoi contattare l’INPS attraverso questi canali:

    • Contact Center INPS: chiama il numero 803 164 (gratuito da fisso) o 06 164 164 (da cellulare, a pagamento). Con la ripresa post-estiva, il servizio è attivo a pieno regime
    • MyINPS – Richiesta online: nella sezione “INPS Risponde” puoi inviare un quesito specifico con risposta entro 15-30 giorni
    • Patronato: rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine che può verificare la tua posizione e sollecitare l’INPS attraverso i canali dedicati ai patronati

    Nella maggior parte dei casi, i ritardi sono dovuti a verifiche interne dell’INPS o a problemi con l’IBAN. Una volta risolto il problema, l’INPS eroga anche gli arretrati delle mensilità non pagate. Per chi percepisce anche la NASPI, ricordiamo che l’Assegno Unico è completamente cumulabile con l’indennità di disoccupazione.

    Domande Frequenti sull’Assegno Unico Settembre 2026

    Quando viene pagato l’Assegno Unico di settembre 2026?

    Per i beneficiari con domanda già in essere, le date di pagamento previste sono il 16, 17 e 18 settembre 2026. Per le nuove domande, il pagamento avviene a fine mese, indicativamente tra il 28 e il 30 settembre. Le date possono variare di 1-2 giorni in base alla banca di accredito.

    Quanto spetta di Assegno Unico senza ISEE a settembre 2026?

    Senza ISEE valido, l’importo erogato è quello minimo: 57 euro per figlio al mese. Presentando l’ISEE, l’importo viene ricalcolato in base alla fascia di appartenenza, fino a un massimo di 199,40 euro per figlio con ISEE sotto i 17.090,61 euro. Se non hai ancora presentato l’ISEE 2026, fallo il prima possibile: il ricalcolo decorrerà dal mese di presentazione della DSU.

    Perché l’importo di settembre è diverso dai mesi precedenti?

    Le variazioni di importo a settembre possono dipendere da: aggiornamento dell’ISEE con fascia diversa, conguagli per mesi precedenti, variazioni del nucleo familiare (nascita, compimento 18 o 21 anni), o rivalutazione ISTAT. Verifica il dettaglio nella sezione “Consulta e gestisci” su MyINPS.

    Il 730 influisce sull’Assegno Unico di settembre?

    Non direttamente. L’Assegno Unico si basa sull’ISEE, non sul reddito dichiarato nel 730. Tuttavia, i redditi dichiarati nel 730 influenzano l’ISEE dell’anno successivo. Inoltre, se hai figli maggiorenni over 21, le detrazioni per figli a carico vanno indicate nel 730 (e non nell’Assegno Unico). La scadenza del 730 è il 30 settembre 2026.

    Posso ancora presentare l’ISEE a settembre?

    Sì, puoi presentare l’ISEE in qualsiasi momento dell’anno. Tuttavia, se lo presenti dopo il 30 giugno, il ricalcolo dell’Assegno Unico decorre solo dal mese di presentazione della DSU, senza arretrati per i mesi da marzo a giugno. In ogni caso, presentare l’ISEE a settembre ti garantisce l’importo pieno da settembre in poi, anziché il minimo di 57 euro.

    Come modifico l’IBAN per l’accredito dell’Assegno Unico?

    Puoi modificare l’IBAN accedendo alla tua domanda su MyINPS, sezione “Modifica domanda” > “Modalità di pagamento”. La modifica ha effetto dalla mensilità successiva all’elaborazione. Ti consigliamo di effettuare la modifica almeno 15 giorni prima della data di pagamento prevista.

    L’Assegno Unico spetta anche per i figli maggiorenni?

    Sì, l’Assegno Unico spetta anche per i figli maggiorenni fino a 21 anni, a condizione che: frequentino un percorso di formazione scolastica o professionale, svolgano un tirocinio o il servizio civile, siano disoccupati e iscritti al Centro per l’Impiego, oppure abbiano un reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui. L’importo per i figli maggiorenni è generalmente ridotto rispetto ai minorenni. Per i figli con disabilità, non c’è limite di età.

    Link Utili e Articoli Correlati

    Per approfondire l’argomento Assegno Unico e le prestazioni INPS correlate, ti consigliamo di consultare:

    • Assegno Unico Universale: Guida Completa – tutto quello che devi sapere sull’AUU
    • Assegno Unico Agosto 2026: Date e Importi – il pagamento del mese precedente
    • Assegno Unico Luglio 2026: Date e Importi – il pagamento di luglio
    • Tabella Importi Assegno Unico 2026 per Fascia ISEE – importi dettagliati per ogni fascia
    • Calcolo Assegno Unico 2026 – simulatore e calcolo personalizzato
    • Arretrati Assegno Unico 2026 – come funzionano e quando arrivano
    • Assegno Unico Bloccato: Cosa Fare – guida alla risoluzione dei problemi
    • Assegno Unico con ISEE Scaduto – cosa succede e come rinnovare
    • Assegno Unico Figli Disabili 2026 – maggiorazioni e importi
    • ISEE 2026: Guida al Calcolo – come ottenere l’ISEE aggiornato
    • Bonus Nido 2026 – un’altra agevolazione per le famiglie con figli
    • 730 Dichiarazione Redditi – per le detrazioni figli a carico nel 730
    • Documenti 730 2026: Checklist Completa – preparati per la scadenza del 30 settembre

    Hai bisogno di assistenza con l’Assegno Unico o il rinnovo dell’ISEE? Il CAF Centro Fiscale di Udine elabora l’ISEE gratuitamente e ti assiste nella domanda e gestione dell’Assegno Unico. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze e detrazioni: una email a settimana con tutto quello che ti serve sapere.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

    Agosto 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-20 08:00:002026-08-17 11:02:09Pagamento Assegno Unico Settembre 2026: Date INPS, Importi e Calendario
    ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATO

    Conguaglio Assegno Unico 2026: Cos’è, Come Funziona e Come Vederlo su INPS

    ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

    Il conguaglio assegno unico è una delle voci che più genera dubbi tra i genitori che ricevono l’Assegno Unico e Universale. Capita infatti che l’importo accreditato in un certo mese sia più alto o più basso del solito, senza che nulla sia cambiato nella domanda presentata. In molti casi la spiegazione è proprio questa: l’INPS ha ricalcolato quanto ti spettava e ha sistemato la differenza.

    In questa guida spieghiamo in modo semplice cos’è il conguaglio dell’Assegno Unico, perché l’INPS lo effettua, come vedere il conguaglio sul portale INPS e cosa succede quando è a credito (soldi in più per te) oppure a debito (somme che l’Istituto deve recuperare). Vedremo anche come muoverti se il conguaglio assegno unico ti sembra sbagliato e a chi rivolgerti per una verifica.

    Ti anticipiamo una cosa rassicurante: nella grande maggioranza dei casi il conguaglio non è un errore, ma il normale funzionamento di una prestazione che si adegua alla situazione economica e familiare aggiornata. Serve però capire i numeri per non trovarsi spiazzati a fine mese.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il conguaglio assegno unico e perché l’INPS lo effettua
    2. Perché l’INPS ricalcola l’importo: le 4 cause più frequenti
    3. Come vedere il conguaglio assegno unico sul portale INPS
    4. Conguaglio assegno unico a credito: quando ricevi soldi in più
    5. Conguaglio assegno unico a debito: come l’INPS recupera le somme
    6. Cosa fare se il conguaglio assegno unico sembra errato
    7. Quando avvengono i conguagli: le tempistiche tipiche
    8. Domande frequenti sul conguaglio assegno unico
    9. Assistenza per il conguaglio assegno unico: affidati al CAF

    Cos’è il conguaglio assegno unico e perché l’INPS lo effettua

    Il conguaglio assegno unico è l’operazione con cui l’INPS mette a confronto gli importi che ti ha già pagato con quelli che, in base ai dati aggiornati, ti spettavano davvero. Se emerge una differenza, l’Istituto la sistema: ti versa la somma mancante oppure recupera quella pagata in eccesso.

    La parola “conguaglio” può suonare tecnica, ma il concetto è semplice. Immagina di aver pagato un anticipo su una bolletta: a fine periodo il fornitore calcola i consumi reali e ti chiede la differenza o ti restituisce l’eccedenza. Il conguaglio dell’Assegno Unico funziona allo stesso modo, solo che al posto dei consumi ci sono l’ISEE, la composizione del nucleo familiare e le maggiorazioni riconosciute.

    Il motivo di fondo è che l’Assegno Unico è una misura “dinamica”: l’importo non è fisso per sempre, ma dipende da elementi che possono cambiare durante l’anno. L’INPS, infatti, paga ogni mese sulla base dei dati disponibili in quel momento; quando arrivano informazioni nuove o corrette, l’Istituto rielabora le mensilità già erogate e calcola le differenze, sia positive sia negative. È esattamente questa rielaborazione a generare il conguaglio assegno unico.

    Un aspetto importante da chiarire subito: il conguaglio non è una sanzione e non significa che hai sbagliato qualcosa. È un meccanismo fisiologico previsto dalla normativa sull’Assegno Unico (D.Lgs. 230/2021), pensato proprio per garantire che ogni famiglia riceva l’importo corretto rispetto alla propria condizione reale.

    Perché l’INPS ricalcola l’importo: le 4 cause più frequenti

    Capire da dove nasce il ricalcolo aiuta a leggere correttamente il pagamento. Vediamo le situazioni che, nella pratica quotidiana del nostro sportello, generano più spesso un conguaglio assegno unico.

    1. Aggiornamento dell’ISEE durante l’anno

    È di gran lunga la causa più comune. L’ISEE è l’indicatore che misura la situazione economica del nucleo familiare e determina l’importo dell’Assegno Unico: più è basso, più l’assegno è alto. Chi non presenta l’attestazione ISEE riceve invece l’importo minimo previsto.

    Facciamo un esempio concreto. Supponiamo che Marco, papà di due bambini, non abbia presentato la DSU (la Dichiarazione Sostitutiva Unica, cioè il modulo da cui si ricava l’ISEE) a gennaio: da quel mese l’INPS gli paga l’importo minimo. Ad aprile Marco si rivolge al CAF per il calcolo dell’ISEE e ottiene un’attestazione con un valore basso. A quel punto l’INPS ricalcola anche le mensilità di gennaio, febbraio e marzo con il nuovo indicatore: nasce un conguaglio a credito a favore di Marco.

    Attenzione al meccanismo inverso: se il nuovo ISEE è più alto di quello utilizzato in precedenza, l’assegno mensile si riduce e le somme già erogate in eccesso vengono recuperate. Anche in questo caso il ricalcolo riguarda i mesi precedenti dello stesso anno.

    2. Variazioni della composizione del nucleo familiare

    L’importo dipende anche da quanti figli compongono il nucleo e dalla loro età. Ogni cambiamento incide sul calcolo e può far scattare un ricalcolo:

    • Nascita di un figlio: l’assegno spetta dal mese di presentazione della domanda o, per i neonati, con decorrenza dal settimo mese di gravidanza secondo le regole vigenti
    • Compimento dei 18 o dei 21 anni di un figlio: cambiano gli importi spettanti e le condizioni di accesso
    • Figlio che inizia a lavorare superando le soglie di reddito previste per i maggiorenni
    • Separazione o modifica dell’affidamento, che incide su come l’assegno viene ripartito tra i genitori
    • Uscita di un componente dal nucleo familiare rilevante ai fini ISEE

    Questi eventi non sempre vengono registrati nel mese esatto in cui si verificano: quando l’aggiornamento arriva con qualche settimana di ritardo, l’INPS sistema le mensilità già pagate tramite conguaglio.

    3. Maggiorazioni riconosciute in ritardo

    Le maggiorazioni sono somme aggiuntive che si sommano all’importo base in presenza di determinate condizioni. Capita spesso che vengano riconosciute dopo qualche mese, quando l’INPS completa le verifiche o riceve la documentazione: da qui nasce un conguaglio a credito con gli arretrati.

    Le principali maggiorazioni che generano ricalcoli sono:

    • Maggiorazione per nuclei con 4 o più figli: 150 euro mensili forfettari per nucleo (non per singolo figlio), riconosciuta alle famiglie numerose
    • Maggiorazione per genitori entrambi titolari di reddito da lavoro, spettante quando entrambi lavorano
    • Maggiorazione per figli con disabilità, di importo variabile in base al grado di non autosufficienza riconosciuto
    • Maggiorazione per madri di età inferiore ai 21 anni

    Se ad esempio la certificazione di disabilità viene acquisita ad aprile ma la condizione era già presente a gennaio, l’Istituto riconosce gli arretrati dei mesi precedenti sotto forma di conguaglio.

    4. Arretrati da domande presentate in ritardo

    Chi presenta la domanda di Assegno Unico dopo l’inizio dell’anno, o chi aggiorna la propria posizione entro i termini previsti per gli arretrati, può vedersi riconoscere le mensilità pregresse in un’unica soluzione. Anche questo importo compare come conguaglio assegno unico nel dettaglio dei pagamenti, spesso con una cifra sensibilmente più alta della mensilità ordinaria.

    Come vedere il conguaglio assegno unico sul portale INPS

    La domanda che ci sentiamo rivolgere più spesso è: “come vedere il conguaglio assegno unico e capire da dove arriva quella cifra?”. La buona notizia è che l’INPS mette a disposizione il dettaglio completo di ogni pagamento, con l’indicazione delle somme aggiuntive e delle eventuali trattenute.

    L’informazione si trova nell’area riservata del sito inps.it, accessibile con le credenziali digitali (SPID, CIE o CNS), all’interno della sezione dedicata ai sostegni alle famiglie oppure nel Fascicolo previdenziale del cittadino. Nel dettaglio della domanda di Assegno Unico è presente lo storico mese per mese: per ciascuna mensilità vengono indicati l’importo teorico spettante, quello effettivamente liquidato e le voci di conguaglio, positive o negative.

    Cosa cercare concretamente nella ricevuta di pagamento? Ecco gli elementi che raccontano la storia del tuo conguaglio assegno unico:

    • La riga con la mensilità di competenza, che indica a quale mese si riferisce l’importo (può essere diverso dal mese di accredito)
    • L’importo lordo spettante per ciascun figlio, calcolato in base all’ISEE in vigore
    • Le maggiorazioni riconosciute, elencate separatamente
    • La voce di conguaglio a credito, che si somma al pagamento del mese
    • La voce di recupero o trattenuta, che riduce l’importo accreditato nel caso di conguaglio a debito

    Le stesse informazioni sono consultabili anche tramite l’app INPS Mobile, comoda per un controllo rapido dallo smartphone. Va detto però che la schermata è sintetica e non sempre chiarisce perché l’importo è cambiato: per ricostruire il calcolo servono i dati dell’ISEE e del nucleo familiare.

    Se preferisci non muoverti tra menu e sezioni, o se il dettaglio non ti torna, la strada più rapida è farti assistere. Il CAF Centro Fiscale a Udine accede alla tua posizione, stampa il dettaglio dei pagamenti e ti spiega voce per voce come si è formato il conguaglio, in ufficio oppure online. È il modo più sicuro per non fraintendere i numeri.

    Ricorda anche che l’accredito dell’Assegno Unico segue un calendario preciso: se vuoi sapere quando aspettarti il pagamento del mese in corso, puoi consultare il calendario pagamenti Assegno Unico agosto 2026 e, più in generale, il calendario pagamenti INPS di agosto.

    Conguaglio assegno unico a credito: quando ricevi soldi in più

    Il conguaglio assegno unico a credito è la situazione più piacevole: significa che l’INPS ti ha pagato meno di quanto ti spettava e ora ti versa la differenza. Si tratta quindi di arretrati o importi aggiuntivi dovuti al cittadino.

    Le cause tipiche le abbiamo già viste: un ISEE presentato dopo l’inizio dell’anno che abbassa l’indicatore, una maggiorazione riconosciuta in ritardo, la registrazione tardiva di un nuovo figlio nel nucleo. In tutti questi casi l’Istituto rifà i conti sui mesi già liquidati e restituisce quanto non era stato erogato.

    Quanto alle modalità di pagamento, il conguaglio a credito viene generalmente erogato in un’unica soluzione, sommato alla mensilità ordinaria del mese in cui l’INPS completa il ricalcolo. Per questo motivo capita di ricevere un accredito nettamente superiore al solito: non è un errore, è la mensilità corrente più gli arretrati. In alcuni casi, quando la rielaborazione riguarda molti mesi, l’accredito può avvenire con un bonifico distinto rispetto a quello ordinario.

    Vediamo un esempio numerico semplificato. Supponiamo che Laura, mamma di un bambino, abbia ricevuto da gennaio l’importo minimo previsto per chi non ha presentato l’ISEE. A maggio presenta la DSU e ottiene un ISEE inferiore alla soglia di 17.468,51 euro, che dà diritto all’importo pieno di 203,80 euro mensili per figlio. L’INPS ricalcola i mesi precedenti e le riconosce la differenza tra quanto percepito e quanto spettante, versandola come conguaglio.

    Una nota pratica importante: non devi fare nulla per ottenere un conguaglio a credito. Non serve presentare domande aggiuntive né sollecitare l’Istituto. L’unica azione utile — anzi, decisiva — è avere l’ISEE aggiornato e i dati del nucleo corretti, perché è da lì che parte il ricalcolo.

    Conguaglio assegno unico a debito: come l’INPS recupera le somme

    Il conguaglio assegno unico a debito è la situazione opposta e, comprensibilmente, quella che preoccupa di più le famiglie. Significa che l’INPS ha erogato somme superiori a quelle effettivamente spettanti e deve quindi recuperare la differenza.

    Le cause più frequenti sono due. La prima è un ISEE non aggiornato o rettificato: se durante l’anno emerge un indicatore più alto rispetto a quello utilizzato per i pagamenti, l’assegno spettante si riduce anche per i mesi passati. La seconda riguarda dati del nucleo non corretti o non aggiornati, ad esempio un figlio che ha compiuto 21 anni, un cambio di affidamento non comunicato o una maggiorazione attribuita e poi revocata dopo le verifiche.

    Come avviene concretamente il recupero? Nella prassi ordinaria l’INPS non chiede un versamento immediato, ma opera una trattenuta sulle mensilità successive di Assegno Unico. La compensazione avviene cioè direttamente sull’assegno che continui a ricevere: per alcuni mesi l’importo accreditato sarà più basso, fino al recupero completo della somma.

    Un punto che tranquillizza molti genitori: quando l’importo da recuperare è consistente, la trattenuta viene generalmente distribuita su più rate mensili, proprio per evitare di azzerare completamente il pagamento e lasciare la famiglia senza sostegno. L’obiettivo è rendere il recupero sostenibile.

    Ci sono però due situazioni in cui il meccanismo cambia:

    • Se il diritto all’Assegno Unico è cessato (ad esempio perché i figli hanno superato i limiti di età), non ci sono mensilità future su cui trattenere: in questo caso l’INPS notifica un provvedimento di recupero e indica le modalità di restituzione
    • Se l’importo è particolarmente elevato, è possibile valutare con l’Istituto un piano di recupero rateale, con avvisi di pagamento dedicati

    Il concetto di conguaglio a debito, del resto, non è esclusivo dell’Assegno Unico: lo stesso meccanismo di ricalcolo e trattenuta si ritrova, con logiche analoghe, nei conguagli su cedolino pensione. Anche in quel caso l’INPS confronta quanto erogato con quanto dovuto e sistema la differenza sulle mensilità.

    Cosa fare se il conguaglio assegno unico sembra errato

    Non tutti i conguagli sono corretti. Un dato inserito male nella DSU, una variazione del nucleo registrata in modo impreciso o una maggiorazione non riconosciuta possono produrre un conguaglio assegno unico che non rispecchia la tua reale situazione. In questi casi hai pieno diritto di far verificare il calcolo.

    Il primo passo è capire su quali dati l’INPS ha basato il ricalcolo. Gli elementi da controllare sono essenzialmente tre:

    • L’attestazione ISEE utilizzata: valore dell’indicatore, data di rilascio, eventuali annotazioni o difformità segnalate
    • La composizione del nucleo familiare risultante dalla DSU e dai dati anagrafici, con particolare attenzione a figli e coniuge
    • Le maggiorazioni attribuite o negate rispetto a quelle che effettivamente ti spettano

    È fondamentale controllare anche le comunicazioni INPS presenti nell’area riservata: l’Istituto spesso notifica il motivo del ricalcolo o l’eventuale difformità rilevata sulla DSU. Se l’ISEE presenta annotazioni (ad esempio uno scostamento tra i dati dichiarati e quelli in possesso dell’Agenzia delle Entrate), potrebbe essere necessario rettificare la dichiarazione.

    Se dalla verifica emerge un errore, esistono strumenti concreti per intervenire: la correzione della DSU, la richiesta di riesame della pratica e, nei casi più complessi, il ricorso amministrativo contro il provvedimento di recupero. Si tratta però di passaggi che richiedono precisione: un ricorso presentato male o fuori termine rischia di compromettere il diritto.

    Per questo il consiglio è di non procedere in autonomia. Il Patronato CAF Centro Fiscale ricostruisce il calcolo del conguaglio, individua l’eventuale errore e cura direttamente le pratiche di rettifica o di ricorso, occupandosi di ogni passaggio con l’INPS.

    Quando avvengono i conguagli: le tempistiche tipiche

    Sapere quando aspettarsi un conguaglio assegno unico aiuta a leggere con serenità gli accrediti. Non esiste una data fissa valida per tutti, perché il ricalcolo dipende da eventi individuali, ma alcuni periodi sono statisticamente più “caldi”.

    Il primo momento critico è l’inizio dell’anno. L’attestazione ISEE ha validità dal 1° gennaio al 31 dicembre: con il passaggio alla nuova annualità occorre presentare una nuova DSU. Chi non la rinnova subito riceve provvisoriamente l’importo minimo e, appena l’ISEE viene acquisito, l’Istituto ricalcola i mesi già pagati. Da qui la concentrazione di conguagli tra la primavera e l’inizio dell’estate.

    Il secondo momento chiave è legato al termine per gli arretrati: chi presenta l’ISEE aggiornato entro il 30 giugno ottiene il ricalcolo con effetto retroattivo da gennaio. Chi lo presenta dopo, invece, vede applicato il nuovo importo solo dal mese successivo, perdendo gli arretrati dei mesi precedenti. È una scadenza da non sottovalutare, perché può valere diverse centinaia di euro.

    Ci sono poi i conguagli “in corso d’anno”, che possono verificarsi in qualsiasi mese:

    • Dopo la presentazione di una nuova DSU o la rettifica di una precedente
    • In seguito a variazioni del nucleo familiare comunicate o rilevate d’ufficio
    • Al termine dei controlli INPS sulle maggiorazioni riconosciute
    • Dopo l’accoglimento di una domanda presentata in ritardo, con erogazione degli arretrati

    In generale, il ricalcolo segue di poche settimane l’evento che lo ha determinato. Se hai aggiornato l’ISEE e non vedi ancora variazioni dopo un paio di mensilità, vale la pena far controllare la posizione: potrebbe esserci un disallineamento tra la DSU e la domanda di Assegno Unico.

    Domande frequenti sul conguaglio assegno unico

    Il conguaglio arriva sempre insieme alla mensilità?

    Nella maggior parte dei casi sì: il conguaglio a credito viene sommato all’accredito ordinario del mese, che risulterà quindi più alto del solito. Quando la rielaborazione riguarda molte mensilità arretrate, però, l’INPS può disporre un pagamento separato rispetto a quello mensile. Per capire come è composto l’importo ricevuto occorre consultare il dettaglio dei pagamenti.

    Posso rifiutare un conguaglio a debito?

    No, il recupero delle somme non spettanti è un atto dovuto per l’INPS e non può essere semplicemente rifiutato. Puoi però contestarlo se ritieni che il calcolo sia errato, chiedendo il riesame della pratica o presentando ricorso. Se invece il debito è corretto ma l’importo è pesante, si può valutare una modalità di recupero più sostenibile. In entrambi i casi è opportuno farsi assistere prima di agire.

    Il conguaglio a debito può azzerare completamente la mensilità?

    Di norma no. L’INPS tende a distribuire la trattenuta su più rate mensili proprio per evitare che il pagamento si azzeri e la famiglia resti senza sostegno. Può però accadere che, per debiti particolarmente elevati o per situazioni specifiche, l’importo accreditato risulti molto ridotto per alcuni mesi. Se ti trovi in questa condizione, conviene far verificare subito la correttezza del calcolo.

    Devo fare qualcosa per ricevere il conguaglio a credito?

    No, il conguaglio a credito viene erogato d’ufficio dall’INPS senza necessità di presentare domande aggiuntive. L’unica cosa davvero importante è avere un ISEE valido e aggiornato e i dati del nucleo familiare corretti: senza questi elementi l’Istituto non ha le informazioni per ricalcolare l’importo a tuo favore.

    Quanto tempo ha l’INPS per effettuare il conguaglio?

    I ricalcoli avvengono generalmente entro poche settimane dall’evento che li ha generati, ad esempio l’acquisizione di una nuova attestazione ISEE. L’Istituto può però effettuare rielaborazioni anche a distanza di mesi, soprattutto al termine dei controlli sulle prestazioni erogate. Per questo può capitare di ricevere un conguaglio relativo a mensilità piuttosto lontane nel tempo.

    Il conguaglio dell’Assegno Unico va dichiarato nel 730?

    No. L’Assegno Unico e Universale non concorre alla formazione del reddito imponibile e non va indicato nella dichiarazione dei redditi. Di conseguenza, anche gli importi ricevuti a titolo di conguaglio non sono soggetti a tassazione IRPEF e non incidono sul calcolo del 730.

    Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

    Assistenza per il conguaglio assegno unico: affidati al CAF

    Il conguaglio assegno unico, lo abbiamo visto, non è un errore ma il modo in cui l’INPS allinea gli importi pagati alla situazione reale della famiglia. Capire se il ricalcolo è corretto, però, richiede di leggere insieme ISEE, composizione del nucleo e maggiorazioni: un lavoro tecnico che difficilmente si risolve guardando solo la cifra accreditata sul conto.

    Il CAF Centro Fiscale a Udine ti affianca in ogni fase: elaborazione e aggiornamento dell’ISEE, verifica del dettaglio dei pagamenti INPS, ricostruzione del conguaglio a credito o a debito e gestione delle eventuali pratiche di rettifica. I nostri operatori si occupano di tutto, evitandoti errori che potrebbero costare mensilità intere.

    Un ultimo consiglio pratico: se hai avuto variazioni nel nucleo familiare o nella situazione economica, non aspettare di vedere un conguaglio inatteso. Aggiornare per tempo l’ISEE è il modo più efficace per ricevere subito l’importo corretto ed evitare recuperi futuri. Puoi prenotare un appuntamento in sede oppure richiedere assistenza online, con un preventivo personalizzato in base alla tua situazione.

    Hai bisogno di assistenza per il conguaglio dell’Assegno Unico o per l’aggiornamento dell’ISEE? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio in Viale Tullio 13 che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

    Agosto 19, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-19 09:00:002026-08-13 09:12:32Conguaglio Assegno Unico 2026: Cos’è, Come Funziona e Come Vederlo su INPS
    CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

    Assegno Sociale 2026: Importo, Requisiti e Come Fare Domanda

    calcolo pensione CAF Udine

    L’assegno sociale è una prestazione assistenziale destinata a cittadini in condizioni economiche disagiate che hanno compiuto 67 anni. Nel 2026 l’importo è stato rivalutato e rappresenta un sostegno fondamentale per chi non ha maturato una pensione.

    Cos’è l’Assegno Sociale

    L’assegno sociale (ex pensione sociale) è una prestazione economica non contributiva erogata dall’INPS a persone anziane prive di reddito o con redditi molto bassi.

    Non richiede contributi versati, ma solo il raggiungimento dell’età e requisiti reddituali.



    Requisiti Assegno Sociale 2026

    1. Età

    67 anni (età pensionabile ordinaria 2026)

    2. Cittadinanza e residenza

    • Cittadini italiani residenti in Italia
    • Cittadini UE residenti in Italia
    • Stranieri extraUE con permesso di soggiorno CE lungo periodo

    Residenza continuativa: almeno 10 anni in Italia

    3. Reddito

    Il reddito personale e familiare deve essere inferiore a limiti specifici.

    Limiti reddituali 2026 (indicativi)

    SituazioneLimite reddito annuo
    Richiedente non coniugatoFino a 6.947 euro
    Richiedente coniugatoFino a 13.894 euro (reddito coppia)

    Nota: se il reddito è inferiore al limite ma non zero, l’assegno viene ridotto proporzionalmente.



    Importo Assegno Sociale 2026

    Importo pieno

    Circa 534 euro al mese (importo indicativo, rivalutato annualmente)

    Pagato per 13 mensilità all’anno.

    Importo ridotto

    Se il richiedente ha redditi propri (ma sotto il limite), l’assegno viene proporzionalmente ridotto.

    Formula: Assegno = Importo pieno – Reddito personale

    Esempio:

    • Reddito personale: 200 euro/mese
    • Assegno pieno: 534 euro/mese
    • Assegno ridotto: 534 – 200 = 334 euro/mese

    Maggiorazioni

    Sono previste maggiorazioni per:

    • Età superiore a 70 anni
    • Disagio economico grave
    • Invalidi civili totali

    Le maggiorazioni possono arrivare fino a 650-700 euro/mese totali.



    Come Fare Domanda

    1. Accedi a inps.it con SPID/CIE/CNS
    2. Cerca Domanda di Assegno Sociale
    3. Compila il modulo con:
      • Dati anagrafici e residenza
      • Dichiarazione redditi personali e del coniuge
      • IBAN per accredito
    4. Allega eventuale documentazione (es. permesso soggiorno per stranieri)
    5. Invia domanda

    Tempi di risposta

    L’INPS esamina la domanda entro 60-90 giorni e comunica l’accoglimento o il rigetto.

    Decorrenza

    L’assegno decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda.



    Rinnovo Annuale

    L’assegno sociale NON è definitivo: ogni anno l’INPS verifica i requisiti reddituali.

    Il beneficiario deve:

    • Presentare dichiarazione reddituale annuale (modello RED o ISEE)
    • Comunicare variazioni di reddito, residenza o stato civile

    Se i redditi superano i limiti, l’assegno viene ridotto o revocato.



    Assegno Sociale e Pensione

    Differenze con la pensione di vecchiaia

    AspettoAssegno SocialePensione Vecchiaia
    Contributi richiestiNOSì (minimo 20 anni)
    Limite redditoSìNo
    ReversibilitàNOSì
    Esportabilità esteroNOSì

    Cumulo con pensione

    L’assegno sociale non è cumulabile con la pensione di vecchiaia. Se maturi una pensione, l’assegno sociale viene sostituito.

    Domande Frequenti

    L’assegno sociale è reversibile agli eredi?

    No, è una prestazione personale e non reversibile.

    Posso trasferirmi all’estero mantenendo l’assegno?

    No, l’assegno sociale è sospeso se ti trasferisci all’estero per più di 30 giorni.

    L’assegno conta per l’ISEE?

    Sì, è considerato reddito ai fini ISEE.

    Posso lavorare percependo l’assegno sociale?

    Sì, ma i redditi da lavoro vengono sommati e possono ridurre o azzerare l’assegno se superano i limiti.

    Cosa succede se eredito dei beni?

    I redditi derivanti da beni ereditati (es. affitti, rendite) sono considerati per il calcolo e possono ridurre l’assegno.



    Conclusioni

    L’assegno sociale 2026 è un sostegno fondamentale per anziani in difficoltà economica senza pensione. Con requisiti accessibili e importi rivalutati annualmente, rappresenta una rete di protezione sociale importante.

    Hai bisogno di assistenza per pratiche pensionistiche e welfare?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con:

    • Domande INPS e pratiche previdenziali
    • Calcolo requisiti pensionistici
    • Simulazioni importi e date di accesso
    • Assistenza completa dalla domanda all’erogazione

    Contattaci per una consulenza:

    Telefono: 0432 1638640
    WhatsApp: 366 6018121
    Email: info@centrofiscale.com
    Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

    Prenota Appuntamento

    📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa Pensioni 2026 per una panoramica completa.

    Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

    Agosto 18, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/calcolo-pensione-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-18 09:00:002026-08-17 11:02:03Assegno Sociale 2026: Importo, Requisiti e Come Fare Domanda
    CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

    Contributi Volontari INPS 2026: Guida Completa e Calcolo Costo

    calcolo pensione CAF Udine

    I contributi volontari INPS permettono di continuare a versare contributi anche quando non si lavora più, per maturare il diritto alla pensione o aumentarne l’importo. Nel 2026 rappresentano un’opzione strategica per coprire periodi scoperti.

    Cosa Sono i Contributi Volontari

    La prosecuzione volontaria consente ai lavoratori che hanno interrotto l’attività di continuare a versare contributi INPS volontariamente, mantenendo la propria posizione assicurativa attiva.

    A cosa servono

    • Raggiungere i requisiti minimi per la pensione (es. 20 anni)
    • Aumentare l’importo della pensione futura
    • Coprire periodi di disoccupazione o inattività
    • Evitare “buchi” contributivi che riducono la pensione



    Chi Può Versare Contributi Volontari

    Possono richiedere l’autorizzazione ai volontari:

    Requisito contributivo

    Aver versato almeno 5 anni (260 settimane) di contributi obbligatori in tutta la vita lavorativa, oppure:

    • 3 anni (156 settimane) negli ultimi 5 anni prima della domanda

    Situazioni tipiche

    • Disoccupati senza NASPI o altre indennità
    • Lavoratori licenziati o dimissionari
    • Liberi professionisti che hanno cessato l’attività
    • Pensionati che vogliono aumentare la pensione con il supplemento

    Attenzione: NON puoi versare volontari se stai già lavorando e versando contributi obbligatori.



    Quanto Costano i Contributi Volontari 2026

    Il costo dipende dalla retribuzione media degli ultimi anni e dall’aliquota contributiva della tua gestione.

    Calcolo per lavoratori dipendenti

    Formula: Media retribuzioni ultime 52 settimane × 33%

    Esempio:

    • Retribuzione media settimanale: 600 euro
    • Contributo settimanale: 600 × 33% = 198 euro
    • Contributo mensile (4,33 settimane): 198 × 4,33 = 857 euro
    • Contributo annuale: 10.290 euro circa

    Calcolo per autonomi (Artigiani/Commercianti)

    Aliquota 2026: 24% circa

    Il costo si basa sul reddito medio dichiarato negli ultimi anni.

    Versamento

    Puoi versare:

    • Con bollettini MAV trimestrali inviati dall’INPS
    • Tutto l’anno in anticipo
    • Solo alcuni trimestri (non sei obbligato a versare tutti)



    Come Richiedere l’Autorizzazione

    1. Accedi a inps.it con SPID/CIE/CNS
    2. Cerca Domanda di autorizzazione alla prosecuzione volontaria
    3. Compila il modulo indicando:
      • Data cessazione ultimo lavoro
      • Gestione di riferimento (FPLD, artigiani, ecc.)
      • Ultime retribuzioni/redditi
    4. Invia la domanda

    Tempi di risposta

    L’INPS esamina la domanda entro 30-60 giorni e comunica l’autorizzazione o l’eventuale diniego (con motivazioni).

    Validità autorizzazione

    Una volta ottenuta, l’autorizzazione è valida a vita. Puoi versare contributi volontari fino al pensionamento.



    Convenienza dei Contributi Volontari

    Conviene SE:

    • Ti mancano pochi anni alla pensione: i contributi volontari ti permettono di raggiungere i requisiti minimi
    • Vuoi aumentare la pensione: ogni anno versato incrementa l’assegno futuro
    • Hai liquidità disponibile: puoi permetterti il costo annuale

    NON conviene SE:

    • Mancano molti anni alla pensione (meglio investire altrove)
    • Il costo è troppo alto rispetto al beneficio atteso
    • Puoi coprire i periodi in altro modo (es. cumulo, totalizzazione)

    Calcolo convenienza

    Esempio:

    • Costo 3 anni volontari: 30.000 euro
    • Incremento pensione: 200 euro/mese = 2.600 euro/anno
    • Break-even: 30.000 / 2.600 = 11,5 anni

    Se vivi da pensionato più di 11,5 anni, recuperi l’investimento.



    Alternative ai Contributi Volontari

    1. Riscatto periodi scoperti

    Es. riscatto laurea, pace contributiva (più costoso ma valorizza periodi specifici).

    2. Cumulo gratuito

    Unisci contributi di diverse gestioni senza costi aggiuntivi.

    3. Totalizzazione internazionale

    Somma contributi esteri con quelli italiani.

    Domande Frequenti

    Posso versare contributi volontari se percepisco NASPI?

    No, durante la percezione di indennità di disoccupazione non puoi versare volontari (i contributi NASPI sono già figurativi).

    I contributi volontari sono deducibili?

    Sì, sono deducibili dal reddito imponibile IRPEF.

    Posso interrompere i versamenti?

    Sì, non c’è obbligo di continuità. Puoi versare solo quando vuoi.

    I contributi volontari valgono per tutte le pensioni?

    Sì: vecchiaia, anticipata, invalidità, superstiti.

    Posso versare volontari anche se ho ripreso a lavorare?

    No, i volontari sono incompatibili con il versamento di contributi obbligatori.



    Conclusioni

    I contributi volontari INPS 2026 sono uno strumento utile per chi ha interrotto l’attività lavorativa e vuole continuare a costruire la propria pensione. Valuta attentamente costi e benefici prima di avviare i versamenti.

    Hai bisogno di assistenza per pratiche pensionistiche e welfare?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con:

    • Domande INPS e pratiche previdenziali
    • Calcolo requisiti pensionistici
    • Simulazioni importi e date di accesso
    • Assistenza completa dalla domanda all’erogazione

    Contattaci per una consulenza:

    Telefono: 0432 1638640
    WhatsApp: 366 6018121
    Email: info@centrofiscale.com
    Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

    Prenota Appuntamento

    📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa Pensioni 2026 per una panoramica completa.
    Agosto 14, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/calcolo-pensione-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-14 09:00:002026-03-17 19:07:26Contributi Volontari INPS 2026: Guida Completa e Calcolo Costo
    CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO

    Pensione e Tasse: Quanto Resta in Tasca Davvero nel 2026 (Esempi Reali)

    Pensione 2026 INPS

    Quanto resta davvero in tasca da una pensione lorda nel 2026? Tra IRPEF, addizionali regionali, addizionali comunali e detrazioni, il netto effettivo può variare anche del 25-30% rispetto al lordo. Per il 2026 gli scaglioni IRPEF sono confermati a 3 (23%, 35%, 43%), c’è una no-tax area pensionati a 8.500 € e per le pensioni minime sono previsti bonus aggiuntivi. Vediamo esempi reali con 4 profili di pensionato.

    Hai bisogno di assistenza per la tua pensione?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con cedolini, calcoli, ricorsi e domande INPS. Chiama 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.

    Lordo vs netto pensione 2026

    Il netto pensione si ottiene sottraendo dal lordo:

    • IRPEF lorda (su scaglioni 2026).
    • Meno detrazioni (lavoro pensionato, familiari a carico).
    • Meno addizionale regionale IRPEF.
    • Meno addizionale comunale IRPEF.
    • Eventualmente meno trattenute volontarie (cessione quinto, sindacato).

    Scaglioni IRPEF 2026 applicati a pensioni

    Reddito imponibileAliquota IRPEF
    fino a 28.000 €23%
    da 28.000 a 50.000 €35%
    oltre 50.000 €43%

    Addizionale regionale: tabella 2026 per regione

    • Friuli VG: aliquota base 1,23% (esenzione per redditi sotto 15.000 €).
    • Lombardia: 1,23% per scaglioni base, progressiva fino 1,73%.
    • Veneto: 1,23% standard, 1,40% scaglioni alti.
    • Emilia-Romagna: 1,33-2,03% progressiva.
    • Sud (Campania, Calabria): aliquote più alte, fino 2,03%.

    Addizionale comunale: come si applica

    L’addizionale comunale viene fissata dal singolo Comune, in genere da 0,2% a 0,8%. A Udine l’aliquota 2026 è dello 0,80% sui redditi sopra la soglia di esenzione. Si applica al reddito complessivo dell’anno precedente, suddivisa in 9 rate da marzo a novembre.

    No-tax area pensionati 2026

    I pensionati hanno una no-tax area di 8.500 € di reddito complessivo: chi si trova sotto questa soglia non paga IRPEF grazie alle detrazioni applicate. Per importi appena sopra la soglia, l’IRPEF effettiva è molto bassa per la combinazione di scaglione 23% + detrazioni pensionato.

    4 esempi reali (1.000/1.500/2.000/3.000 € lordi)

    Lordo mensileLordo annuo (13 mensilità)IRPEF effettivaNetto mensile stimato
    1.000 €13.000 €~ 8% (no-tax + detrazioni)~ 920 €
    1.500 €19.500 €~ 15%~ 1.270 €
    2.000 €26.000 €~ 19%~ 1.620 €
    3.000 €39.000 €~ 27%~ 2.190 €

    Gli importi sono indicativi e dipendono da: regione di residenza, aliquota comunale, detrazioni familiari, eventuali trattenute volontarie. Il cedolino mensile mostra il calcolo esatto.

    Bonus 100 euro pensionati low income

    La Legge di Bilancio 2026 può prevedere bonus straordinari per pensionati con reddito personale fino a 2 volte il trattamento minimo (~15.870 €). Importi e modalità sono variabili anno per anno. Verifica su MyINPS o presso il CAF la spettanza per la tua situazione specifica.

    Vedi anche guida perché la pensione di luglio è più alta per gli effetti combinati di quattordicesima + bonus.

    FAQ

    Quanto IRPEF su pensione 1.500 €?

    Su pensione lorda 1.500 €/mese (~19.500 € annui) l’IRPEF effettiva è circa il 15%, con netto mensile intorno a 1.270 € (dipende da regione e Comune).

    Pensione minima paga tasse?

    La pensione minima 2026 (611,85 €/mese = ~7.954 € annui) è sotto la no-tax area di 8.500 € quindi non paga IRPEF. Può però essere soggetta a addizionali in alcuni casi.

    Addizionali quando si pagano?

    Addizionale regionale: 11 rate da marzo dell’anno corrente a gennaio successivo. Addizionale comunale: 9 rate da marzo a novembre.

    No-tax area 2026 importo?

    8.500 € di reddito complessivo per pensionati: sotto questa soglia non si paga IRPEF grazie alle detrazioni.

    Vuoi un controllo personalizzato della tua pensione?

    Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti analizzano cedolino, contributi e diritti per garantirti la pensione corretta.

    Tel: 0432 1638640  |  WhatsApp: 366 6018121

    Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

    Agosto 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-13 07:00:002026-08-13 07:00:00Pensione e Tasse: Quanto Resta in Tasca Davvero nel 2026 (Esempi Reali)
    CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

    Pensione Casalinghe 2026: Requisiti, Importo e Come Richiederla

    calcolo pensione CAF Udine

    La pensione per casalinghe è una prestazione previdenziale destinata a chi svolge attività domestica non retribuita. Nel 2026 offre la possibilità di costruire una pensione autonoma con contributi volontari accessibili.

    Cos’è la Pensione Casalinghe INPS

    Il Fondo Casalinghe INPS è una gestione previdenziale separata creata per garantire copertura pensionistica a chi si dedica alla cura della casa e della famiglia senza percepire reddito da lavoro.

    A chi è rivolta

    • Casalinghe e casalinghi
    • Coniugi che si occupano esclusivamente della famiglia
    • Persone che assistono familiari anziani o disabili
    • Chi non ha altre coperture previdenziali obbligatorie



    Requisiti per Iscriversi

    Possono iscriversi al Fondo Casalinghe 2026:

    • Età: tra 16 e 65 anni
    • Residenza: in Italia
    • Attività: lavoro domestico non retribuito (cura casa, famiglia)
    • Non iscritti ad altre gestioni previdenziali obbligatorie

    L’iscrizione è volontaria e può essere effettuata in qualsiasi momento.



    Quanto si Versa nel 2026

    I contributi sono volontari e flessibili:

    Contributo minimo mensile

    25,82 euro per ogni mese di contribuzione accreditato (art. 2 D.Lgs. 565/1996). L’importo è libero: l’INPS accredita tanti mesi quanti sono i multipli di 25,82 euro versati nell’anno (chi versa 110 euro ottiene, ad esempio, 4 mesi).

    Per maturare un anno intero

    Versamento annuale: 309,84 euro (12 mesi × 25,82 euro). Non esiste un massimale: versando di più cresce il montante e quindi la pensione futura.

    Contributi deducibili

    I contributi versati sono deducibili dal reddito ai fini IRPEF (se la casalinga è a carico fiscale del coniuge che li paga).



    Pensione di Vecchiaia Casalinghe

    Requisiti 2026

    I requisiti sono quelli specifici del Fondo (art. 3 D.Lgs. 565/1996), diversi da quelli della pensione di vecchiaia ordinaria:

    • Contributi minimi: 5 anni (60 mesi) versati al Fondo, in entrambe le ipotesi
    • A 57 anni: solo se la pensione maturata è almeno pari a 1,2 volte l’assegno sociale
    • A 65 anni: senza alcun limite di importo

    Con 5 anni di contributi spetta anche la pensione di inabilità, in caso di assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa. La pensione del Fondo non è integrabile al trattamento minimo.

    Importo pensione

    La pensione viene calcolata con il sistema contributivo:

    Formula: Montante contributivo × Coefficiente di trasformazione

    Il montante è la somma dei contributi versati (al netto del 2% trattenuto per le spese di gestione), rivalutata ogni anno in base al PIL. I coefficienti di trasformazione sono quelli specifici del Fondo, fissati con decreto ministeriale per le età da 57 a 65 anni, e crescono con l’età di pensionamento.

    Con i soli versamenti minimi l’assegno resta modesto: l’importo cresce solo se si versano contributi maggiori o per più anni. Per una simulazione personalizzata conviene chiedere al patronato.



    Come Iscriversi al Fondo Casalinghe

    1. Accedi a inps.it con SPID/CIE/CNS
    2. Vai in Prestazioni → Domanda di iscrizione Fondo Casalinghe
    3. Compila il modulo con dati anagrafici e dichiarazione attività domestica
    4. Invia la domanda

    L’iscrizione è immediata e gratuita.

    Versamento contributi

    Dopo l’iscrizione, puoi versare i contributi:

    • Dal Portale dei Pagamenti INPS, sezione “Fondo Casalinghe e Casalinghi”, con avviso pagoPA (dal 1° ottobre 2026 è l’unico canale ammesso)
    • In qualsiasi momento dell’anno, in unica soluzione o in più versamenti



    Vantaggi della Pensione Casalinghe

    1. Indipendenza previdenziale

    Costruisci una pensione autonoma, senza dipendere dalla reversibilità del coniuge.

    2. Contributi flessibili

    Decidi quanto e quando versare, senza obblighi fissi.

    3. Deducibilità fiscale

    Se il coniuge paga i contributi per la casalinga a carico, può dedurli dal proprio reddito.

    4. Tutela in caso di inabilità

    Con almeno 5 anni di contributi il Fondo riconosce anche la pensione di inabilità. Attenzione, però: i contributi del Fondo non sono ricongiungibili, totalizzabili né cumulabili con quelli di altre gestioni (ad esempio da lavoro dipendente prima del matrimonio): per la pensione del Fondo valgono solo i versamenti fatti al Fondo (circolare INPS n. 223/2001).

    Pensione ai Superstiti: cosa prevede il Fondo

    Il Fondo Casalinghe eroga solo la pensione di vecchiaia e quella di inabilità: non è prevista la pensione ai superstiti (reversibilità o indiretta) a favore dei familiari dell’iscritto (art. 3 D.Lgs. 565/1996, circolare INPS n. 223/2001). È un limite da considerare nel valutare l’iscrizione, che resta comunque compatibile con la titolarità di una pensione ai superstiti maturata dal coniuge in un’altra gestione.



    Domande Frequenti

    Posso iscrivermi se ho già lavorato in passato?

    Sì, se attualmente non lavori e ti dedichi esclusivamente alla famiglia.

    I contributi sono obbligatori dopo l’iscrizione?

    No, l’iscrizione non comporta obblighi. Versi solo se e quando vuoi.

    Posso cumulare con altri contributi?

    No. I contributi del Fondo Casalinghe non sono ricongiungibili, totalizzabili né cumulabili con quelli versati in altre gestioni: la pensione del Fondo si calcola solo sui versamenti fatti al Fondo.

    Chi può pagare i contributi?

    La casalinga stessa o il coniuge/familiare (che beneficia della deducibilità se la casalinga è a carico).

    Serve un ISEE basso?

    No, l’iscrizione è aperta a tutti, senza limiti di reddito familiare.

    Conclusioni

    La pensione casalinghe 2026 è uno strumento utile per garantire copertura previdenziale a chi si dedica alla cura della famiglia. Con contributi accessibili e flessibili, permette di costruire una pensione autonoma e indipendente.

    Hai bisogno di assistenza per pratiche pensionistiche e welfare?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con:

    • Domande INPS e pratiche previdenziali
    • Calcolo requisiti pensionistici
    • Simulazioni importi e date di accesso
    • Assistenza completa dalla domanda all’erogazione

    Contattaci per una consulenza:

    Telefono: 0432 1638640
    WhatsApp: 366 6018121
    Email: info@centrofiscale.com
    Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

    Prenota Appuntamento

    📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa Pensioni 2026 per una panoramica completa.
    Agosto 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/calcolo-pensione-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-11 09:00:002026-09-09 11:37:50Pensione Casalinghe 2026: Requisiti, Importo e Come Richiederla
    CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, ESTRATTO CONTRIBUTIVO

    Verifica Posizione Contributiva INPS 2026: ECOCERT, Estratto Conto e Buchi

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    La verifica della posizione contributiva INPS 2026 è il primo controllo da fare prima di andare in pensione: lo strumento principale è l’ECOCERT (estratto conto certificato) accessibile gratuitamente su MyINPS. Permette di individuare eventuali buchi contributivi da recuperare prima del pensionamento. Ti guidiamo nella lettura, nell’identificazione delle 5 cause più comuni di buchi e nelle soluzioni di riscatto.

    Hai bisogno di assistenza per la tua pensione?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con cedolini, calcoli, ricorsi e domande INPS. Chiama 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.

    ECOCERT vs estratto conto: differenze

    • Estratto conto contributivo: documento informativo che mostra i contributi versati per periodi. Non ha valore certificativo.
    • ECOCERT (Estratto Conto Certificato): documento ufficiale rilasciato da INPS che certifica la posizione contributiva e ha valore probatorio. Si chiede gratuitamente su MyINPS.

    Scaricare da MyINPS in 4 passi

    1. Accedi a inps.it con SPID, CIE o CNS.
    2. Cerca “ECOCERT” o “Richiedi estratto conto certificato”.
    3. Compila la richiesta indicando il motivo (verifica pensione, ricongiunzione, riscatto).
    4. Attendi l’invio (3-6 mesi per ECOCERT certificato, immediato per estratto informativo).

    Lettura periodo per periodo

    L’estratto conto mostra:

    • Settimane lavorate per ogni anno.
    • Gestione previdenziale (FPLD dipendenti, gestione separata, artigiani, commercianti).
    • Tipologia contributo: obbligatorio, figurativo (malattia/maternità), volontario, riscattato.
    • Retribuzione di riferimento usata per il calcolo.

    Buchi contributivi: 5 cause tipiche

    1. Datore di lavoro inadempiente: trattenuti ma non versati a INPS.
    2. Periodi di lavoro nero: nessuna registrazione.
    3. Periodi all’estero non totalizzati: bisogna richiedere riconoscimento.
    4. Periodi di formazione/studio: laurea, corsi non riscattati.
    5. Periodi figurativi mancanti: maternità, malattia non accreditate.

    Come segnalare e correggere

    • Datore non versato: documenta con buste paga e segnala a INPS con istanza online. INPS si rivale sul datore (entro prescrizione 5 anni).
    • Periodi mancanti formali: presenta certificazione datore di lavoro o atti.
    • Periodi figurativi: richiedi accredito tramite domanda specifica con documenti (es. certificato maternità).
    • Periodi esteri: domanda di totalizzazione/cumulo.

    Riscatto periodi non versati

    • Riscatto laurea: corso di studi universitario; costo varia da migliaia a decine di migliaia di euro.
    • Riscatto laurea agevolato: per chi era inattivo, costi ridotti.
    • Riscatto periodi non coperti (L. 4/2019): possibile per periodi tra il 1996 e oggi, max 5 anni.
    • Versamenti volontari: per chi vuole versare contributi senza lavorare, su autorizzazione INPS.

    Patronato: assistenza gratuita

    Il patronato CAF Centro Fiscale Udine offre:

    • Richiesta gratuita ECOCERT.
    • Analisi posizione contributiva e individuazione buchi.
    • Valutazione convenienza riscatto/versamenti volontari.
    • Domanda telematica per correzioni e riscatti.

    Vedi anche guida ricalcolo pensione e guida ricongiunzione.

    FAQ

    Ogni quanto verificare contributi?

    Almeno una volta ogni 5 anni. Tassativo controllare ECOCERT 1-2 anni prima della pensione per individuare e correggere buchi in tempo.

    Buco contributivo si recupera?

    Dipende dalla causa: se è inadempienza datore, INPS si rivale entro prescrizione 5 anni. Se è periodo non versato, serve riscatto o versamenti volontari (a pagamento).

    ECOCERT vale come certificato?

    Sì, l’ECOCERT è documento certificato con valore probatorio, utilizzabile per tutte le pratiche pensionistiche.

    Errori INPS come correggere?

    Tramite istanza telematica su MyINPS o tramite patronato, allegando documentazione probatoria (buste paga, CUD, certificati).

    Vuoi un controllo personalizzato della tua pensione?

    Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti analizzano cedolino, contributi e diritti per garantirti la pensione corretta.

    Tel: 0432 1638640  |  WhatsApp: 366 6018121

    Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

    Agosto 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-11 07:00:002026-08-11 07:00:00Verifica Posizione Contributiva INPS 2026: ECOCERT, Estratto Conto e Buchi
    Pagina 2 di 38‹1234›»

    Ultime notizie

    • regime forfettario partita iva
      Fiscozen alternative 2026: FlexTax o CAF? Guida ai costi per la partita IVA forfettariaSettembre 29, 2026 - 4:00 pmin: PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      ISEE Corrente FVG 2026: Quando Conviene Rifarlo per Bonus Regionali e AgevolazioniSettembre 29, 2026 - 2:00 pmin: CAF, ISEE
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Assegno di invalidità e stipendio: perché scatta il conguaglio IRPEF in busta pagaSettembre 29, 2026 - 12:00 pmin: NOTIZIE
    Search Search

    Seguici su Facebook

    Categorie Articoli

    Ultimi Articoli

    • regime forfettario partita iva
      Fiscozen alternative 2026: FlexTax o CAF? Guida ai costi per la partita IVA forfettariaSettembre 29, 2026 - 4:00 pm
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      ISEE Corrente FVG 2026: Quando Conviene Rifarlo per Bonus Regionali e AgevolazioniSettembre 29, 2026 - 2:00 pm
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Assegno di invalidità e stipendio: perché scatta il conguaglio IRPEF in busta pagaSettembre 29, 2026 - 12:00 pm
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Opposizione decreto ingiuntivo: cosa cambia davvero con la riforma del processo civileSettembre 29, 2026 - 10:00 am
    • Pensione 2026 INPS
      Pensione nuovo lavoro: l’INPS può recuperare i rateiSettembre 29, 2026 - 8:00 am
    • ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026
      Rottamazione quinquies, Comuni e Regioni aderenti: dove si cancellano sanzioni e interessiSettembre 28, 2026 - 7:22 pm
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Partita IVA Igienista Dentale 2026: Guida Completa in 7 PuntiSettembre 28, 2026 - 7:00 pm
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Istanza di Rateizzazione: il Contribuente Può Ancora Contestare il DebitoSettembre 28, 2026 - 6:54 pm
    CAF Udine Centro Assistenza Fiscale Udine

    Contatti

    Viale Giuseppe Tullio 13, scala B - Udine
    Email: info@centrofiscale.com
    Telefono: 0432 1638640
    WhatsApp CAF Udine: 366 6018121
    WhatsApp Patronato: 324 7411699

    Ultimi Articoli

    • regime forfettario partita iva
      Fiscozen alternative 2026: FlexTax o CAF? Guida ai costi per la partita IVA forfettariaSettembre 29, 2026 - 4:00 pm
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      ISEE Corrente FVG 2026: Quando Conviene Rifarlo per Bonus Regionali e AgevolazioniSettembre 29, 2026 - 2:00 pm
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Assegno di invalidità e stipendio: perché scatta il conguaglio IRPEF in busta pagaSettembre 29, 2026 - 12:00 pm
    © Copyright - CAF Centro Fiscale Udine è un brand di Be Smart srls | P.Iva: 03031220308 |Viale Giuseppe Tullio 13 scala B, 33100 Udine
    mail: info@centrofiscale.com | Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121 | Privacy Policy
    • Collegamento a Facebook
    • Collegamento a Instagram
    • Collegamento a Rss questo sito
    Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto