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CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

730 Precompilato 2026: Disponibile dal 30 Aprile, Come Accedere e Inviare

Dichiarazione dei redditi 730

Il 730 precompilato 2026 sarà disponibile a partire dal 30 aprile 2026 sul portale dell’Agenzia delle Entrate. Quest’anno oltre 30 milioni di contribuenti italiani potranno consultare la propria dichiarazione dei redditi già compilata con i dati in possesso del Fisco: redditi da lavoro dipendente e pensione, spese sanitarie, interessi sui mutui, premi assicurativi e molto altro.

Ma come si accede al 730 precompilato? Cosa contiene esattamente? E soprattutto, conviene accettarlo così com’è oppure è meglio modificarlo? In questa guida ti spieghiamo passo dopo passo tutto quello che devi sapere per gestire il tuo 730 precompilato 2026 in modo semplice e senza errori. Se preferisci affidarti a un professionista, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti nella verifica e nell’invio.

Indice dei contenuti

  1. Quando è Disponibile il 730 Precompilato 2026
  2. Come Accedere al 730 Precompilato 2026
  3. Cosa Contiene il 730 Precompilato
  4. Come Verificare e Modificare i Dati
  5. Vantaggi del 730 Precompilato Accettato Senza Modifiche
  6. 730 Precompilato vs 730 Ordinario: Quale Scegliere
  7. Come Inviare il 730 Precompilato 2026
  8. Cosa Fare se Mancano Dati o ci Sono Errori
  9. Tutte le Scadenze del 730 Precompilato 2026
  10. Assistenza CAF per il 730 Precompilato
  11. Domande Frequenti

Quando è Disponibile il 730 Precompilato 2026

Il 730 precompilato 2026 (relativo ai redditi 2025) sarà messo a disposizione dei contribuenti dall’Agenzia delle Entrate a partire dal 30 aprile 2026. Da quella data potrai accedere al portale e consultare la tua dichiarazione precompilata in modalità di sola lettura.

Le date chiave da segnare in calendario sono tre:

  • 30 aprile 2026 — il 730 precompilato diventa consultabile online sul sito dell’Agenzia delle Entrate
  • 20 maggio 2026 — da questa data è possibile modificare, accettare e inviare la dichiarazione
  • 30 settembre 2026 — scadenza ultima per l’invio del 730 (ordinario o precompilato)

Se vuoi conoscere tutte le scadenze fiscali del mese, consulta il nostro calendario scadenze fiscali maggio 2026. Per un quadro completo delle tempistiche del precompilato puoi leggere anche la nostra guida al calendario 730 precompilato 2026.

Come Accedere al 730 Precompilato 2026

Per visualizzare il tuo 730 precompilato 2026 devi accedere all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate. L’indirizzo diretto è infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it. L’accesso è possibile esclusivamente con una delle seguenti identità digitali:

SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)

Lo SPID è il sistema di autenticazione più diffuso. Se non lo possiedi ancora, puoi richiederlo gratuitamente presso uno dei provider accreditati (Poste Italiane, Aruba, Infocert e altri) oppure attivarlo direttamente al nostro sportello: il CAF Centro Fiscale offre il servizio di attivazione SPID con assistenza dedicata.

CIE (Carta d’Identità Elettronica)

Se hai una Carta d’Identità Elettronica di nuova generazione (con il microchip), puoi usarla per accedere. Ti servirà l’app CieID sul tuo smartphone e il PIN ricevuto al momento del rilascio della carta.

CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

La CNS è una smart card (spesso coincide con la Tessera Sanitaria abilitata) che richiede un lettore di smart card collegato al computer. È meno utilizzata rispetto a SPID e CIE, ma resta un’opzione valida.

Consiglio pratico: se non hai ancora nessuna di queste credenziali, lo SPID è la soluzione più rapida e versatile. Una volta ottenuto, potrai usarlo non solo per il 730 ma per accedere a tutti i servizi della Pubblica Amministrazione, compreso il portale INPS per la NASPI e l’Assegno Unico.

Cosa Contiene il 730 Precompilato 2026

Il 730 precompilato viene compilato automaticamente dall’Agenzia delle Entrate utilizzando i dati trasmessi da datori di lavoro, enti previdenziali, banche, assicurazioni, farmacie e strutture sanitarie. Ecco nel dettaglio cosa troverai già inserito:

Redditi precaricati

  • Redditi da lavoro dipendente e assimilati — dalla Certificazione Unica (CU) inviata dal datore di lavoro
  • Redditi da pensione — dalla CU inviata dall’INPS o dall’ente pensionistico
  • Compensi per lavoro autonomo occasionale — se comunicati dal committente
  • Redditi da fabbricati — dati catastali e canoni di locazione (se con cedolare secca)
  • Alcuni redditi di capitale — interessi bancari, dividendi

Spese detraibili e deducibili

  • Spese sanitarie — visite mediche, farmaci, analisi (trasmesse dal Sistema Tessera Sanitaria)
  • Interessi passivi sui mutui — comunicati dalla banca
  • Premi assicurativi — polizze vita, infortuni, rischio non autosufficienza
  • Contributi previdenziali — contributi INPS, contributi per colf e badanti, fondi pensione
  • Spese universitarie — tasse e contributi universitari
  • Spese funebri — se pagate con mezzi tracciabili
  • Bonus edilizi — rate di detrazioni per ristrutturazioni, ecobonus, sismabonus (da comunicazioni ENEA e amministratori di condominio)
  • Erogazioni liberali — donazioni a ONLUS, partiti politici, istituzioni religiose

Per sapere esattamente quali documenti preparare prima di verificare il precompilato, ti consigliamo di consultare la nostra checklist documenti per il 730 2026.

Come Verificare e Modificare i Dati del 730 Precompilato

Una volta effettuato l’accesso, il primo passo è controllare con attenzione tutti i dati inseriti dall’Agenzia delle Entrate. Anche se il precompilato è generalmente affidabile, non è perfetto: alcune spese potrebbero mancare, altre potrebbero essere errate.

Cosa controllare con attenzione

  1. Dati anagrafici — residenza, stato civile, familiari a carico. Verifica che il coniuge e i figli a carico siano correttamente indicati (con relativo codice fiscale)
  2. Redditi — confronta gli importi con la tua Certificazione Unica. Se hai avuto più datori di lavoro nel 2025, verifica che ci siano tutte le CU
  3. Spese sanitarie — controlla l’importo totale con gli scontrini e le ricevute che hai conservato. A volte mancano le spese pagate in contanti dal medico (sotto la soglia) o quelle di strutture che non hanno trasmesso i dati
  4. Interessi mutuo — verifica l’importo con la certificazione annuale della banca
  5. Spese non presenti — le spese per attività sportive dei figli, le spese veterinarie, gli abbonamenti al trasporto pubblico e altre voci potrebbero non essere state comunicate automaticamente

Come apportare le modifiche

Dal 20 maggio 2026 potrai passare dalla modalità consultazione alla modalità modifica. Il sistema ti permette di:

  • Aggiungere spese o redditi mancanti
  • Modificare importi errati
  • Eliminare voci inserite per errore
  • Integrare quadri aggiuntivi (ad esempio il quadro per i redditi da locazione)

Attenzione: nel momento in cui modifichi anche un solo dato, il 730 precompilato perde il vantaggio dei controlli ridotti (ne parliamo nella prossima sezione). Per questo motivo, se hai dubbi su cosa modificare, è consigliabile rivolgersi a un professionista.

Vantaggi del 730 Precompilato Accettato Senza Modifiche

Se decidi di accettare il 730 precompilato così com’è, senza apportare alcuna modifica, ottieni un vantaggio importante: l’Agenzia delle Entrate non effettuerà controlli documentali sulle spese detraibili e deducibili già inserite.

In pratica, questo significa che:

  • Non ti verrà chiesto di esibire scontrini o ricevute per le spese sanitarie
  • Non ci saranno verifiche sugli interessi del mutuo o sui premi assicurativi
  • I dati comunicati da terzi (banche, farmacie, ospedali) sono considerati definitivi

Tuttavia, ci sono alcune eccezioni importanti: i controlli sui redditi dichiarati restano possibili (il Fisco può comunque verificare se hai omesso redditi) e i controlli formali sono esclusi solo per i dati precaricati, non per quelli che aggiungi tu.

Conviene accettare senza modifiche? Solo se sei ragionevolmente sicuro che tutti i dati siano corretti e completi. Se mancano spese rilevanti (ad esempio hai sostenuto spese mediche importanti non tracciate), potresti rinunciare a detrazioni che ti spettano. In molti casi, modificare il precompilato conviene perché ti permette di recuperare più soldi in sede di rimborso IRPEF.

730 Precompilato vs 730 Ordinario: Quale Scegliere

Il 730 ordinario è la dichiarazione dei redditi compilata interamente dal contribuente (o dal CAF/professionista), senza partire dai dati precaricati dall’Agenzia delle Entrate. Ecco le differenze principali:

Caratteristica730 Precompilato730 Ordinario
CompilazioneDati già inseriti dal FiscoCompilazione da zero
AccessoOnline con SPID/CIE/CNSTramite CAF o commercialista
Controlli ridottiSì (se accettato senza modifiche)No
Scadenza invio30 settembre 202630 settembre 2026
CostoGratuito (fai da te)A pagamento (CAF/professionista)
Ideale perSituazioni semplici (1 CU, poche spese)Situazioni complesse (più redditi, immobili, detrazioni articolate)

Quando conviene il precompilato: se hai un solo datore di lavoro, poche spese detraibili e non possiedi immobili in affitto, il precompilato è la scelta più semplice e veloce.

Quando conviene l’ordinario (tramite CAF): se hai una situazione fiscale più articolata — ad esempio redditi da più fonti, partita IVA in regime forfettario, immobili, detrazioni per ristrutturazioni o figli a carico con l’Assegno Unico — è meglio affidarsi a un professionista che verifichi tutto e ottimizzi le detrazioni.

Come Inviare il 730 Precompilato 2026

L’invio del 730 precompilato può avvenire in tre modi diversi. Scegli quello più adatto alla tua situazione:

1. Invio autonomo online

Dal 20 maggio 2026 puoi inviare la dichiarazione direttamente dal portale dell’Agenzia delle Entrate. Dopo aver verificato (ed eventualmente modificato) i dati, clicca su “Invia”. Riceverai una ricevuta di avvenuta presentazione con numero di protocollo.

2. Invio tramite CAF o professionista

Puoi delegare l’invio a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o a un commercialista abilitato. In questo caso, il professionista apporrà il visto di conformità, assumendosi la responsabilità della correttezza dei dati. Questa è la scelta consigliata se hai modificato il precompilato o se la tua situazione fiscale è complessa.

3. Invio tramite sostituto d’imposta

Se il tuo datore di lavoro offre assistenza fiscale diretta, puoi presentare il 730 tramite il sostituto d’imposta. Questa opzione è sempre meno diffusa ma resta tecnicamente disponibile.

Cosa Fare se Mancano Dati o ci Sono Errori nel 730 Precompilato

Il 730 precompilato non è infallibile. Ecco le situazioni più comuni in cui potresti trovare dati mancanti o errati, e come risolverle:

Spese sanitarie mancanti

Alcune spese mediche potrebbero non comparire nel precompilato se il professionista sanitario non ha trasmesso i dati al Sistema Tessera Sanitaria, oppure se hai esercitato l’opposizione all’utilizzo dei dati. In questi casi, puoi aggiungere manualmente le spese conservando gli scontrini e le ricevute come prova documentale.

CU mancante (più datori di lavoro)

Se nel 2025 hai lavorato per più datori di lavoro e una delle Certificazioni Uniche non compare, è probabile che il datore di lavoro l’abbia trasmessa in ritardo. Puoi attendere qualche giorno (il precompilato viene aggiornato periodicamente) oppure inserire i dati manualmente dalla CU cartacea.

Errori negli importi

Se noti che un importo è diverso da quello che risulta dai tuoi documenti (ad esempio, gli interessi del mutuo non corrispondono alla certificazione della banca), modifica il dato nel precompilato inserendo l’importo corretto. Conserva sempre la documentazione di supporto.

Se hai presentato il 730 e successivamente scopri un errore, puoi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026 (se a tuo favore) oppure un Modello Redditi correttivo entro il 30 novembre 2026.

Tutte le Scadenze del 730 Precompilato 2026

Ecco il riepilogo completo delle date da ricordare per il 730 precompilato 2026:

DataEvento
16 marzo 2026Scadenza invio CU da parte dei datori di lavoro
30 aprile 2026730 precompilato disponibile online in consultazione
20 maggio 2026Inizio periodo per modificare, accettare e inviare il 730
Luglio-Agosto 2026Rimborsi IRPEF in busta paga (per chi presenta entro giugno)
30 settembre 2026Scadenza ultima per l’invio del 730 (precompilato o ordinario)
25 ottobre 2026Scadenza per il 730 integrativo (a favore del contribuente)
30 novembre 2026Scadenza Modello Redditi correttivo/integrativo

Consiglio: presentare il 730 precompilato il prima possibile (tra maggio e giugno) ti permette di ottenere i rimborsi IRPEF già a luglio in busta paga o nel cedolino della pensione. Chi presenta a settembre dovrà attendere tempi più lunghi.

Assistenza CAF per il 730 Precompilato 2026

Anche se il 730 precompilato è pensato per essere gestito in autonomia, molti contribuenti preferiscono affidarsi a un CAF per avere la certezza che tutto sia corretto. Ecco cosa può fare il CAF Centro Fiscale di Udine per te:

  • Verifica completa di tutti i dati presenti nel precompilato
  • Integrazione delle spese mancanti (sanitarie, veterinarie, sportive, scolastiche)
  • Ottimizzazione delle detrazioni: il CAF conosce tutte le agevolazioni disponibili e può aiutarti a non perderne nessuna
  • Visto di conformità: il CAF si assume la responsabilità della dichiarazione, tutelandoti in caso di controlli
  • Invio telematico della dichiarazione all’Agenzia delle Entrate
  • Assistenza post-invio per eventuali avvisi bonari o richieste di chiarimenti

Portare il 730 precompilato al CAF non significa rinunciare ai vantaggi del precompilato: il CAF può partire dai dati già presenti, verificarli e integrarli, risparmiandoti tempo e garantendoti la massima accuratezza.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sul 730 Precompilato 2026

Quando sarà disponibile il 730 precompilato 2026?

Il 730 precompilato 2026 sarà disponibile in consultazione dal 30 aprile 2026 sul portale dell’Agenzia delle Entrate. Dal 20 maggio 2026 sarà possibile modificarlo e inviarlo.

Come si accede al 730 precompilato online?

L’accesso avviene tramite il sito infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it utilizzando SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

Cosa succede se accetto il 730 precompilato senza modifiche?

Se accetti il precompilato senza modifiche, l’Agenzia delle Entrate non effettuerà controlli documentali sulle spese detraibili e deducibili già inserite. Restano possibili i controlli sui redditi dichiarati.

Posso modificare il 730 precompilato dopo averlo inviato?

Sì, fino al 20 giugno 2026 puoi annullare l’invio e presentare una nuova dichiarazione. Dopo tale data, puoi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026 (se le modifiche sono a tuo favore) oppure un Modello Redditi correttivo entro il 30 novembre 2026.

Entro quando si può inviare il 730 precompilato 2026?

La scadenza per l’invio del 730 precompilato 2026 è il 30 settembre 2026. Tuttavia, è consigliabile presentarlo prima possibile per ottenere eventuali rimborsi IRPEF già a luglio-agosto.

Conviene fare il 730 da soli o tramite il CAF?

Se la tua situazione fiscale è semplice (un solo reddito, poche detrazioni), il fai-da-te è fattibile. Se invece hai più redditi, immobili, detrazioni per ristrutturazioni o familiari a carico, il CAF ti garantisce maggiore precisione e ti tutela con il visto di conformità.

Hai Bisogno di Assistenza per il 730 Precompilato 2026?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare, modificare e inviare il tuo 730 precompilato 2026 in modo sicuro e veloce. I nostri operatori controllano ogni dato, integrano le spese mancanti e si assicurano che tu ottenga tutte le detrazioni a cui hai diritto.

Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato:

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    Aprile 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-17 14:00:002026-05-31 18:02:41730 Precompilato 2026: Disponibile dal 30 Aprile, Come Accedere e Inviare
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    TFR e Dimissioni Volontarie 2026: Quando Spetta e Tempi

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Le dimissioni volontarie sono una scelta importante e spesso accompagnata da molti dubbi, soprattutto quando si tratta del TFR (Trattamento di Fine Rapporto). La domanda più frequente è: se mi dimetto, perdo il TFR? La risposta è chiara: no, il TFR spetta sempre, indipendentemente dal motivo della cessazione del rapporto di lavoro. In questa guida ti spieghiamo tutto quello che devi sapere su TFR e dimissioni volontarie nel 2026: quando viene pagato, come si calcola l’ultima mensilità e cosa fare se l’azienda non paga.

    Indice dei contenuti

    1. Il TFR spetta con le dimissioni volontarie?
    2. Tempi di pagamento del TFR dopo le dimissioni
    3. Calcolo del TFR e ultima mensilità
    4. TFR e preavviso non lavorato
    5. Dimissioni online: la procedura telematica 2026
    6. Cosa fare se l’azienda non paga il TFR
    7. FAQ: Domande frequenti su TFR e dimissioni

    Il TFR spetta con le dimissioni volontarie?

    Sì, il TFR spetta sempre, anche in caso di dimissioni volontarie. Si tratta di un diritto maturato dal lavoratore durante tutto il rapporto di lavoro, previsto dall’articolo 2120 del Codice Civile. Il TFR non è un “premio” concesso dal datore di lavoro, ma una quota della retribuzione che viene accantonata ogni anno.

    Questo significa che il TFR ti spetta in ogni caso di cessazione del rapporto:

    • Dimissioni volontarie (scelta libera del lavoratore)
    • Dimissioni per giusta causa (gravi inadempienze del datore)
    • Licenziamento (anche per giusta causa o giustificato motivo)
    • Scadenza del contratto a termine
    • Pensionamento
    • Risoluzione consensuale

    In pratica, non esiste nessuna situazione in cui il lavoratore perde il diritto al TFR. L’unica differenza riguarda i tempi di pagamento, che possono variare.

    Tempi di pagamento del TFR dopo le dimissioni

    Uno degli aspetti più importanti da conoscere riguarda quando riceverai il TFR dopo le dimissioni. I tempi variano in base al settore:

    Settore privato

    Nel settore privato, la legge non fissa un termine preciso, ma la prassi consolidata e la maggior parte dei CCNL (Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro) prevedono il pagamento del TFR entro 30-45 giorni dall’ultimo giorno di lavoro. Molte aziende lo inseriscono nell’ultima busta paga o nel cedolino del mese successivo alla cessazione.

    Settore pubblico (Pubblica Amministrazione)

    Per i dipendenti pubblici, i tempi sono decisamente più lunghi e variano in base al motivo della cessazione:

    • Dimissioni volontarie: il TFR (o TFS, Trattamento di Fine Servizio) viene pagato entro 24 mesi dalla cessazione, più ulteriori 3 mesi per la liquidazione effettiva
    • Raggiungimento limiti di età: entro 12 mesi + 3 mesi
    • Cessazione per inabilità: entro 105 giorni

    Se il TFR supera i 50.000 euro, viene pagato in rate annuali (fino a 3 rate per importi superiori a 100.000 euro).

    Calcolo del TFR e ultima mensilità

    Il calcolo del TFR segue una formula precisa. Per ogni anno di lavoro, il datore accantona una quota pari alla retribuzione annua divisa per 13,5. Le quote accantonate vengono poi rivalutate ogni anno con un tasso composto da:

    • Tasso fisso: 1,5% annuo
    • Tasso variabile: 75% dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo

    Esempio pratico: Marco ha lavorato 5 anni con una retribuzione annua lorda di 30.000 euro. La quota annua di TFR è circa 30.000 / 13,5 = 2.222 euro. Dopo 5 anni, senza considerare la rivalutazione, il TFR lordo è di circa 11.110 euro. Il netto dipenderà dalla tassazione separata applicata.

    Nell’ultima busta paga troverai anche:

    • Ferie non godute: le ferie maturate ma non utilizzate vengono pagate
    • Ratei di tredicesima e quattordicesima (se prevista dal contratto)
    • Eventuali straordinari o competenze arretrate

    TFR e preavviso non lavorato

    Quando ti dimetti, il contratto collettivo prevede un periodo di preavviso che devi rispettare. Ma cosa succede se il datore di lavoro ti esonera dal preavviso?

    Esistono due scenari:

    • Il lavoratore non rispetta il preavviso: il datore può trattenere dalla busta paga finale l’indennità sostitutiva del preavviso, cioè l’equivalente della retribuzione per i giorni di preavviso non lavorati. Questo importo viene detratto dal TFR e dalle competenze finali
    • Il datore esonera dal preavviso: deve pagare al lavoratore l’indennità sostitutiva del preavviso. In questo caso, il periodo di preavviso non lavorato ma pagato incide sul calcolo del TFR, facendolo aumentare leggermente

    Attenzione: l’indennità sostitutiva del preavviso è soggetta a contributi previdenziali e va inclusa nella base di calcolo del TFR solo se è il datore a rinunciarvi.

    Dimissioni online: la procedura telematica 2026

    Dal 2016, le dimissioni volontarie devono essere presentate esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale del Ministero del Lavoro. Questa procedura serve a prevenire le cosiddette “dimissioni in bianco”.

    Ecco i passaggi da seguire:

    1. Accedi al portale servizi.lavoro.gov.it con SPID o CIE
    2. Compila il modulo con i dati del rapporto di lavoro (codice fiscale datore, data assunzione, CCNL)
    3. Indica la data di decorrenza delle dimissioni (ultimo giorno di lavoro + 1)
    4. Invia il modulo: il sistema genera una ricevuta con marca temporale
    5. Puoi revocare le dimissioni entro 7 giorni dalla trasmissione

    In alternativa, puoi rivolgerti a un patronato o al CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza nella compilazione. Il servizio presso il patronato è gratuito.

    Importante: le dimissioni non presentate in forma telematica sono considerate nulle e non producono effetti.

    Cosa fare se l’azienda non paga il TFR

    Se l’azienda non paga il TFR nei tempi previsti, hai diversi strumenti per tutelare i tuoi diritti:

    1. Sollecito formale: invia una raccomandata A/R o PEC al datore di lavoro, chiedendo il pagamento entro 15 giorni
    2. Tentativo di conciliazione: puoi rivolgerti all’Ispettorato del Lavoro per un tentativo di conciliazione stragiudiziale
    3. Decreto ingiuntivo: tramite un avvocato, puoi richiedere al Giudice del Lavoro un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo. I tempi sono generalmente rapidi (30-60 giorni)
    4. Fondo di Garanzia INPS: se l’azienda è insolvente o fallita, puoi richiedere il pagamento del TFR al Fondo di Garanzia INPS. Questo fondo copre il TFR maturato negli ultimi 12 mesi del rapporto di lavoro (e in molti casi l’intero importo)

    Il diritto al TFR si prescrive in 5 anni dalla data di cessazione del rapporto. Dopo questo termine, non puoi più richiederlo. Per questo è fondamentale agire tempestivamente.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    FAQ: Domande frequenti su TFR e dimissioni

    Se mi dimetto perdo il TFR?

    No, il TFR spetta sempre, indipendentemente dal motivo delle dimissioni. È un diritto maturato durante il rapporto di lavoro e il datore è obbligato a pagarlo.

    Quanto tempo ha l’azienda per pagare il TFR dopo le dimissioni?

    Nel settore privato, generalmente 30-45 giorni (verifica il tuo CCNL). Nel settore pubblico, fino a 24 mesi + 3 mesi per le dimissioni volontarie.

    Il TFR viene pagato nell’ultima busta paga?

    Nella maggior parte dei casi nel settore privato, il TFR viene incluso nell’ultima busta paga o nel cedolino del mese successivo alla cessazione, insieme a ferie non godute e ratei.

    Posso chiedere un anticipo del TFR prima di dimettermi?

    Sì, se hai almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore. L’anticipo del TFR può essere richiesto per spese sanitarie, acquisto prima casa o congedo parentale, fino al 70% del TFR maturato.

    Le dimissioni durante il periodo di prova danno diritto al TFR?

    Sì, anche le dimissioni durante il periodo di prova danno diritto al TFR maturato, proporzionato ai giorni lavorati. Non è richiesto preavviso in questo caso.

    Hai bisogno di assistenza per il TFR o le dimissioni?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare il calcolo del TFR e a presentare le dimissioni telematiche in modo corretto. Contattaci per una consulenza personalizzata.

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    Oppure vieni a trovarci: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel: 0432 1638640

    Aprile 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-17 09:00:002026-05-31 17:13:03TFR e Dimissioni Volontarie 2026: Quando Spetta e Tempi
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    Rivalutazione TFR 2026: Coefficienti ISTAT e Calcolo

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    La rivalutazione TFR 2026 è un meccanismo fondamentale che protegge il Trattamento di Fine Rapporto dall’erosione dell’inflazione. Ogni anno, il TFR accantonato dal datore di lavoro viene rivalutato applicando una formula precisa che combina una quota fissa e una variabile legata all’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Capire come funziona la rivalutazione del TFR ti permette di sapere esattamente quanto cresce la tua liquidazione anno dopo anno.

    In questa guida trovi i coefficienti ISTAT aggiornati al 2026, la formula di calcolo con esempi pratici e le informazioni sulla tassazione della rivalutazione. Per un quadro completo sul trattamento di fine rapporto, leggi anche la nostra guida completa al TFR 2026: calcolo, anticipo e tassazione.

    Indice dei contenuti

    1. Come Funziona la Rivalutazione del TFR
    2. La Formula: 1,5% Fisso + 75% Indice ISTAT
    3. Coefficienti ISTAT per la Rivalutazione TFR 2026
    4. Esempio Pratico di Calcolo Rivalutazione TFR
    5. Tassazione della Rivalutazione TFR: Imposta Sostitutiva 17%
    6. Domande Frequenti

    Come Funziona la Rivalutazione del TFR

    La rivalutazione del TFR è disciplinata dall’articolo 2120 del Codice Civile e si applica automaticamente al fondo TFR accantonato in azienda al 31 dicembre di ogni anno. Il meccanismo è pensato per proteggere il potere d’acquisto della liquidazione nel tempo, agganciandolo parzialmente all’andamento dei prezzi.

    In pratica, il TFR maturato fino all’anno precedente viene incrementato ogni anno sulla base dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) pubblicato dall’ISTAT. Questo adeguamento avviene a dicembre con riferimento all’indice di dicembre dell’anno precedente. La rivalutazione TFR 2026 si calcola quindi confrontando l’indice FOI di dicembre 2025 con quello di dicembre 2026.

    È importante sottolineare che la rivalutazione si applica solo al TFR già accantonato, non alla quota maturata nell’anno corrente. Se hai iniziato a lavorare a gennaio 2026, la prima rivalutazione verrà applicata a dicembre 2027 sulla quota accantonata nel 2026. Se il TFR è stato destinato a un fondo pensione, la rivalutazione non si applica: i rendimenti dipendono dalla gestione finanziaria del fondo.

    La Formula: 1,5% Fisso + 75% Indice ISTAT

    La formula per la rivalutazione TFR è composta da due elementi distinti che si sommano tra loro. Il primo elemento è una quota fissa dell’1,5% annuo, che rappresenta il rendimento minimo garantito dalla legge indipendentemente dall’inflazione. Anche in un anno di deflazione (prezzi in calo), il TFR cresce almeno dell’1,5%.

    Il secondo elemento è una quota variabile pari al 75% dell’incremento dell’indice ISTAT FOI rispetto all’anno precedente. Questo significa che se l’inflazione annua è del 2%, il contributo variabile sarà 2% x 75% = 1,5%. La formula completa è quindi:

    Rivalutazione TFR = 1,5% + (75% x variazione indice ISTAT FOI)

    Facciamo un esempio numerico semplice. Se l’inflazione ISTAT nel 2026 è del 2,0%, la rivalutazione sarà: 1,5% + (75% x 2,0%) = 1,5% + 1,5% = 3,0%. Su un TFR accantonato di 30.000 euro, questo significa un incremento di 900 euro lordi. In periodi di alta inflazione, come nel 2022 quando l’indice FOI superò l’8%, la rivalutazione può essere particolarmente generosa.

    Coefficienti ISTAT per la Rivalutazione TFR 2026

    I coefficienti di rivalutazione TFR 2026 vengono aggiornati mensilmente dall’ISTAT sulla base dell’indice FOI. Servono principalmente per calcolare il TFR in caso di cessazione del rapporto di lavoro durante l’anno (dimissioni, licenziamento, pensionamento).

    Mese 2026Indice FOI (base 2015=100)Coefficiente rivalutazione
    GennaioIn attesa pubblicazione ISTAT0,125% + quota variabile
    FebbraioIn attesa pubblicazione ISTAT0,250% + quota variabile
    MarzoIn attesa pubblicazione ISTAT0,375% + quota variabile
    AprileIn attesa pubblicazione ISTAT0,500% + quota variabile
    MaggioIn attesa pubblicazione ISTAT0,625% + quota variabile
    GiugnoIn attesa pubblicazione ISTAT0,750% + quota variabile
    LuglioIn attesa pubblicazione ISTAT0,875% + quota variabile
    AgostoIn attesa pubblicazione ISTAT1,000% + quota variabile
    SettembreIn attesa pubblicazione ISTAT1,125% + quota variabile
    OttobreIn attesa pubblicazione ISTAT1,250% + quota variabile
    NovembreIn attesa pubblicazione ISTAT1,375% + quota variabile
    DicembreIn attesa pubblicazione ISTAT1,500% + quota variabile

    Nota: La quota fissa mensile si calcola come 1,5% / 12 = 0,125% al mese. La quota variabile dipende dalla variazione percentuale dell’indice FOI dal dicembre precedente al mese di riferimento, moltiplicata per il 75%. Questa tabella verrà aggiornata man mano che l’ISTAT pubblicherà i dati ufficiali 2026.

    Esempio Pratico di Calcolo Rivalutazione TFR

    Vediamo un esempio concreto di calcolo della rivalutazione TFR per rendere tutto più chiaro. Supponiamo che Laura abbia un TFR accantonato al 31 dicembre 2025 di 25.000 euro e che l’indice ISTAT FOI di dicembre 2026 sia cresciuto del 1,8% rispetto a dicembre 2025.

    Applichiamo la formula di rivalutazione TFR 2026:

    • Quota fissa: 1,5% di 25.000 euro = 375 euro
    • Quota variabile: 75% x 1,8% = 1,35% di 25.000 euro = 337,50 euro
    • Rivalutazione totale lorda: 375 + 337,50 = 712,50 euro
    • Percentuale rivalutazione: 1,5% + 1,35% = 2,85%

    Il TFR di Laura al 31 dicembre 2026 sarà quindi di 25.712,50 euro lordi, a cui va aggiunta la quota TFR maturata nel 2026 (la retribuzione lorda annua divisa per 13,5). Attenzione però: sulla rivalutazione si applica un’imposta sostitutiva del 17%, di cui parliamo nella sezione successiva. Per approfondire come calcolare l’intero TFR, consulta la guida al calcolo TFR 2026.

    Tassazione della Rivalutazione TFR: Imposta Sostitutiva 17%

    La tassazione della rivalutazione TFR funziona in modo diverso dalla tassazione del TFR stesso. Sulla rivalutazione annua si applica un’imposta sostitutiva del 17%, che il datore di lavoro trattiene e versa direttamente all’Erario. Questa aliquota, aumentata dal 11% al 17% dal 2015, è rimasta invariata nel 2026.

    Riprendendo l’esempio di Laura, la rivalutazione lorda è di 712,50 euro. L’imposta sostitutiva sarà: 712,50 x 17% = 121,13 euro. La rivalutazione netta effettiva è quindi di 591,37 euro. È importante sapere che questa imposta viene anticipata dal datore di lavoro entro il 16 dicembre di ogni anno (acconto del 90%) e il saldo entro il 16 febbraio dell’anno successivo.

    Un aspetto spesso trascurato: l’imposta del 17% sulla rivalutazione è definitiva. Questo significa che al momento dell’erogazione del TFR, la rivalutazione già tassata non viene più inclusa nella base imponibile per la tassazione separata. In sostanza, sulla rivalutazione paghi il 17% e basta, mentre sul TFR (esclusa la rivalutazione) si applica l’aliquota media IRPEF. Se vuoi confrontare questa tassazione con quella del fondo pensione, che gode di aliquote dal 15% al 9%, leggi la nostra guida dedicata.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti

    Quanto viene rivalutato il TFR nel 2026?

    La rivalutazione TFR 2026 dipende dall’inflazione ISTAT. La formula prevede l’1,5% fisso annuo più il 75% dell’incremento dell’indice FOI. Con un’inflazione stimata intorno all’1,5-2%, la rivalutazione totale si aggira tra il 2,6% e il 3,0%.

    Che imposta si paga sulla rivalutazione del TFR?

    Sulla rivalutazione annua del TFR si paga un’imposta sostitutiva del 17%. Questa imposta è trattenuta e versata dal datore di lavoro ed è definitiva: la rivalutazione non viene più tassata al momento dell’erogazione del TFR.

    Dove trovo i coefficienti ISTAT aggiornati?

    I coefficienti ISTAT per la rivalutazione del TFR vengono pubblicati mensilmente dall’ISTAT sul proprio sito ufficiale (istat.it). In alternativa, puoi consultare le tabelle aggiornate su questa pagina o contattare il CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza nel calcolo.

    La rivalutazione si applica anche al TFR nel fondo pensione?

    No. La rivalutazione con la formula 1,5% + 75% ISTAT si applica solo al TFR lasciato in azienda. Il TFR conferito a un fondo pensione viene investito sui mercati finanziari e il rendimento dipende dalla linea di investimento scelta, che può essere superiore o inferiore alla rivalutazione legale.

    Come si calcola la rivalutazione TFR in caso di dimissioni a metà anno?

    In caso di cessazione del rapporto durante l’anno, la rivalutazione del TFR si calcola proporzionalmente ai mesi lavorati, utilizzando il coefficiente mensile (1,5% / 12 = 0,125% al mese per la quota fissa, più la quota variabile ISTAT). Le frazioni di mese uguali o superiori a 15 giorni contano come mese intero.

    Comprendere la rivalutazione TFR 2026 ti permette di valutare con precisione quanto cresce la tua liquidazione nel tempo. Se hai bisogno di un calcolo personalizzato del tuo TFR o vuoi valutare se conviene destinarlo a un fondo pensione, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione: contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

    Aprile 16, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-16 09:00:002026-05-31 16:29:30Rivalutazione TFR 2026: Coefficienti ISTAT e Calcolo
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    Lavoro Domestico: Guida Completa per Assumere Colf, Badante o Babysitter 2026

    colf e badanti CAF Udine

    Indice dei contenuti

    1. Tipologie di Lavoratori Domestici: Colf, Badante, Babysitter
    2. CCNL Lavoro Domestico 2026: Livelli e Retribuzioni Minime
    3. Obblighi del Datore di Lavoro Domestico: Contratto e Comunicazioni INPS
    4. Contributi INPS Colf e Badanti 2026: Importi e Scadenze Trimestrali
    5. Busta Paga e Tredicesima Mensilità per Colf e Badanti
    6. TFR Lavoro Domestico: Calcolo e Liquidazione del Trattamento di Fine Rapporto
    7. Ferie, Permessi, Malattia e Maternità nel Lavoro Domestico
    8. Detrazioni Fiscali 730 per Colf, Badanti e Babysitter
    9. Dimissioni e Licenziamento nel Lavoro Domestico: Preavviso e Procedure
    10. Sanzioni per Lavoro Nero e Irregolarità nel Lavoro Domestico

    Assumere una colf, una badante o una babysitter è una scelta che molte famiglie italiane devono affrontare per gestire la casa, assistere un anziano non autosufficiente o prendersi cura dei bambini. Si tratta di un rapporto di lavoro domestico che comporta precisi obblighi legali, contributivi e fiscali.

    In Italia, il lavoro domestico è regolato dal CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) specifico per il settore, che stabilisce i livelli retributivi, gli orari, i permessi, le ferie e tutti i diritti del lavoratore. Il datore di lavoro domestico – ossia la famiglia che assume – ha l’obbligo di comunicare l’assunzione all’INPS entro 24 ore, versare i contributi previdenziali trimestrali, rilasciare la busta paga e rispettare le norme sul TFR, la tredicesima e le ferie.

    Molte famiglie sottovalutano questi adempimenti, rischiando sanzioni pesanti per lavoro nero o irregolarità contributive. Inoltre, chi assume regolarmente una colf o una badante può beneficiare di importanti detrazioni fiscali nel 730, recuperando fino a 2.100 euro l’anno.

    Questa guida completa spiega passo dopo passo come gestire correttamente un rapporto di lavoro domestico nel 2026: dai livelli del CCNL ai contributi INPS, dalle detrazioni fiscali alle procedure di assunzione e licenziamento. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in tutte le pratiche INPS e fiscali per assumere in regola.

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    Tipologie di Lavoratori Domestici: Colf, Badante, Babysitter

    Il lavoro domestico comprende diverse figure professionali, ognuna con mansioni specifiche:

    Colf (Collaboratrice Familiare)

    • Si occupa delle pulizie domestiche, della cucina, del bucato, della stiratura e della gestione generale della casa.
    • Può lavorare a tempo pieno (oltre 30 ore settimanali), part-time o a ore.
    • Livelli CCNL: da A (collaboratore generico) a B (collaboratore con esperienza).

    Badante (Assistente Familiare)

    • Assiste persone anziane, disabili o non autosufficienti, aiutandole nelle attività quotidiane (igiene personale, alimentazione, mobilità).
    • Può essere convivente (vive presso la famiglia) o non convivente (con orario definito).
    • Livelli CCNL: da BS (assistenza di base) a DS (assistenza a persone non autosufficienti con specializzazione).
    • La badante convivente ha diritto a vitto e alloggio (valorizzati economicamente).

    Babysitter (Assistente per l’Infanzia)

    • Si prende cura dei bambini: gioco, pasti, accompagnamento a scuola, supporto compiti.
    • Livelli CCNL: da C (babysitter occasionale) a CS (babysitter con qualifica o esperienza pluriennale).

    Altre figure:

    • Autista domestico
    • Giardiniere
    • Governante (coordinamento del personale domestico)

    Tutte queste figure rientrano nel CCNL lavoro domestico e richiedono regolare assunzione con versamento contributi INPS.

    CCNL Lavoro Domestico 2026: Livelli e Retribuzioni Minime

    Il CCNL lavoro domestico (rinnovato nel 2020 e aggiornato periodicamente) stabilisce i minimi retributivi in base al livello di inquadramento e alle ore lavorate.

    Tabella Livelli CCNL 2026 (Retribuzione Minima Mensile Lorda):

    LivelloMansioneRetribuzione Lorda Mensile*
    ACollaboratore generico€ 1.020
    ASCollaboratore con esperienza€ 1.110
    BCollaboratore qualificato€ 1.200
    BSAssistente a persone autosufficienti€ 1.260
    CBabysitter€ 1.150
    CSBabysitter qualificata€ 1.310
    DAssistente a persone non autosufficienti€ 1.420
    DSAssistente specializzata€ 1.550

    *Per 40 ore settimanali (convivente) o 54 ore settimanali (convivente effettivo). Per part-time, calcolo proporzionale.

    Maggiorazioni:

    • Lavoro notturno (22:00 – 6:00): +20% sulla retribuzione oraria
    • Lavoro festivo: +60%
    • Straordinario: +25% (prime 40 ore mensili), +35% (oltre 40 ore)
    • Vitto e alloggio (per conviventi): valorizzati forfettariamente (circa € 350/mese)

    Orari di lavoro:

    • Convivente: massimo 54 ore settimanali (con riposi giornalieri e settimanali)
    • Non convivente: massimo 40 ore settimanali
    • Part-time: orario ridotto concordato

    Importante: Pagare meno del minimo CCNL espone a sanzioni e il lavoratore può rivendicare le differenze retributive.

    Obblighi del Datore di Lavoro Domestico: Contratto e Comunicazioni INPS

    Chi assume una colf, badante o babysitter diventa datore di lavoro domestico e ha precisi obblighi legali:

    1. Lettera di Assunzione (Contratto Scritto)

    • Obbligatoria dal primo giorno di lavoro.
    • Deve contenere: dati anagrafici, mansioni, livello CCNL, retribuzione, orario, data inizio, eventuale periodo di prova (max 8 giorni lavorativi per rapporti fino a 6 mesi, max 30 giorni oltre 6 mesi).
    • Consegnare copia al lavoratore.

    2. Comunicazione Obbligatoria INPS (COAP)

    • Entro 24 ore dall’inizio del rapporto, va comunicata l’assunzione all’INPS tramite il portale INPS.it (sezione Cassetto Previdenziale Lavoratori Domestici).
    • Dati richiesti: codice fiscale datore e lavoratore, data inizio, retribuzione, ore settimanali.
    • Sanzione per ritardo: da € 250 a € 2.500.

    3. Iscrizione alla Gestione Separata INPS

    • Contestualmente alla comunicazione, l’INPS assegna una matricola al datore di lavoro.
    • Il lavoratore viene iscritto alla Gestione Separata Lavoratori Domestici.

    4. Libro Unico del Lavoro (LUL)

    • Non obbligatorio per i rapporti di lavoro domestico, ma consigliato tenere un registro presenze per dimostrare orari e assenze.

    5. Polizza INAIL

    • Obbligatoria solo se il lavoratore svolge mansioni che comportano rischio infortuni (es. uso di scale, macchine pericolose).
    • Per colf e badanti normalmente non è obbligatoria, ma può essere stipulata volontariamente.

    6. Consegna Busta Paga

    • Mensile, con indicazione di: retribuzione lorda, eventuali trattenute, netto da pagare, ore lavorate, ferie maturate.
    • Conservare le copie per eventuali controlli.

    Documenti da richiedere al lavoratore:

    • Codice fiscale e documento d’identità
    • Permesso di soggiorno (se extracomunitario)
    • Eventuale Nulla Osta al lavoro

    Contributi INPS Colf e Badanti 2026: Importi e Scadenze Trimestrali

    Il datore di lavoro domestico deve versare trimestralmente i contributi INPS per il lavoratore. L’importo varia in base alla retribuzione oraria effettiva e alle ore lavorate.

    Contributi 2026: Aliquota e Ripartizione

    • Aliquota contributiva totale: circa 33% della retribuzione lorda.
    • A carico del datore: circa 26%
    • A carico del lavoratore: circa 7% (trattenuto in busta paga)

    Tabella Contributi INPS Orari 2026 (Importi Indicativi)

    Retribuzione Oraria EffettivaContributo Orario TotaleA carico DatoreA carico Lavoratore
    Fino a € 8,00/h€ 1,44€ 1,13€ 0,31
    Da € 8,01 a € 10,00/h€ 1,65€ 1,29€ 0,36
    Oltre € 10,00/h€ 1,98€ 1,55€ 0,43

    *Valori soggetti ad aggiornamento annuale INPS. Verificare sempre sul sito INPS.it.*

    Scadenze Contributi Trimestrali 2026:

    TrimestrePeriodo di RiferimentoScadenza Pagamento
    I TrimestreGennaio – Marzo10 aprile 2026
    II TrimestreAprile – Giugno10 luglio 2026
    III TrimestreLuglio – Settembre10 ottobre 2026
    IV TrimestreOttobre – Dicembre10 gennaio 2027

    Come si calcolano i contributi:

    Esempio: Badante livello CS, 25 ore settimanali, retribuzione oraria € 8,50.

    • Ore totali nel trimestre: 25 ore/sett. × 13 settimane = 325 ore
    • Contributo orario (fascia € 8,01-10,00): € 1,65
    • Contributo totale trimestre: 325 × € 1,65 = € 536,25
    • A carico datore: 325 × € 1,29 = € 419,25
    • A carico lavoratore (trattenuto): 325 × € 0,36 = € 117,00

    Modalità di pagamento:

    • Online tramite INPS.it (Cassetto Previdenziale Lavoratori Domestici)
    • Bollettino MAV (ricevuto per posta o scaricabile online)
    • Presso sportelli bancari/postali abilitati

    Sanzioni per ritardo:

    • Versamento tardivo: sanzioni civili (maggiorazioni) e penali (omissione contributiva).
    • L’INPS può contestare l’irregolarità anche a distanza di anni.

    Busta Paga e Tredicesima Mensilità per Colf e Badanti

    Il datore di lavoro domestico deve consegnare ogni mese la busta paga (anche chiamata prospetto paga) al lavoratore, indicando tutte le voci retributive e contributive.

    Voci della Busta Paga:

    1. Retribuzione Lorda

    • Calcolata su ore lavorate × paga oraria (o mensile se full-time).
    • Include eventuali maggiorazioni (festivi, straordinari, notturni).

    2. Vitto e Alloggio (solo conviventi)

    • Valorizzati forfettariamente come previsto dal CCNL.
    • Costituiscono parte della retribuzione ai fini contributivi.

    3. Trattenute Contributive

    • Quota INPS a carico lavoratore (circa 7%).
    • Non ci sono trattenute IRPEF se il reddito è sotto la soglia di esenzione (€ 8.500/anno circa).

    4. Netto da Pagare

    • Retribuzione lorda – trattenute.

    Tredicesima Mensilità

    La tredicesima è obbligatoria per tutti i lavoratori domestici e si matura mensilmente:

    • 1/12 della retribuzione mensile per ogni mese lavorato.
    • Si paga entro il 21 dicembre di ogni anno.
    • In caso di cessazione del rapporto, si paga proporzionalmente ai mesi lavorati.

    Esempio calcolo tredicesima:

    • Badante con retribuzione lorda € 1.200/mese
    • Lavora tutto l’anno (12 mesi)
    • Tredicesima: € 1.200 × 12/12 = € 1.200

    Se il rapporto è iniziato a marzo:

    • Mesi lavorati: 10 (marzo-dicembre)
    • Tredicesima: € 1.200 × 10/12 = € 1.000

    Ferie maturate e non godute:
    Se le ferie non vengono godute, vanno pagate in aggiunta alla retribuzione (o liquidate alla cessazione del rapporto).

    TFR Lavoro Domestico: Calcolo e Liquidazione del Trattamento di Fine Rapporto

    Anche nel lavoro domestico, il lavoratore ha diritto al TFR (Trattamento di Fine Rapporto), che si accumula mese per mese e viene liquidato alla cessazione del rapporto.

    Come si calcola il TFR:

    Il TFR si calcola secondo la formula:

    TFR annuo = Retribuzione annua lorda / 13,5

    Ogni anno, la quota di TFR maturata viene rivalutata con un indice ISTAT (tasso fisso 1,5% + 75% dell’inflazione).

    Esempio calcolo TFR:

    Badante con retribuzione lorda € 1.300/mese:

    • Retribuzione annua lorda: € 1.300 × 12 = € 15.600
    • TFR maturato nell’anno: € 15.600 / 13,5 = € 1.155,56

    Dopo 5 anni di lavoro:

    • TFR totale (senza rivalutazione): € 1.155,56 × 5 = € 5.777,80
    • Con rivalutazione ISTAT (stimata +2% annuo): circa € 6.050

    Quando si liquida il TFR:

    • Alla cessazione del rapporto (dimissioni, licenziamento, pensionamento).
    • Anticipazione TFR: il lavoratore può richiedere un’anticipazione (fino al 70%) dopo almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore, per:
      • Acquisto prima casa (per sé o figli)
      • Spese sanitarie straordinarie

    Tassazione TFR:

    • Il TFR è soggetto a tassazione separata (aliquota mediamente 23-27%).
    • La tassazione avviene al momento della liquidazione.

    Importante:

    • Il TFR non va versato mensilmente: resta “virtualmente” accantonato e si liquida solo alla fine.
    • In caso di decesso del lavoratore, il TFR spetta agli eredi.
    • Il datore deve versare il TFR entro i termini previsti dalla cessazione (solitamente entro 60 giorni).

    Ferie, Permessi, Malattia e Maternità nel Lavoro Domestico

    Il CCNL lavoro domestico riconosce al lavoratore diritti fondamentali su ferie, permessi, malattia e maternità.

    Ferie Annuali

    • 26 giorni lavorativi all’anno (per contratti full-time).
    • Per part-time: proporzionali alle ore lavorate.
    • Maturano 1/12 ogni mese (circa 2,16 giorni al mese).
    • Devono essere godute entro l’anno successivo (o pagate se non godute).
    • Il datore stabilisce il periodo delle ferie, concordandolo con il lavoratore.

    Permessi Retribuiti

    • 16 ore all’anno per riduzione orario di lavoro (ex festività soppresse).
    • Permessi per malattia figli (se previsto da accordo).
    • Permessi Legge 104 (se il lavoratore assiste un familiare disabile).

    Malattia

    • Il lavoratore domestico ha diritto a conservare il posto per:
      • 10 giorni nell’anno solare (per anzianità fino a 6 mesi).
      • 45 giorni nell’anno solare (per anzianità oltre 6 mesi).
    • Retribuzione durante la malattia:
      • Per conviventi: 50% della retribuzione per i primi 3 giorni (carenza), 100% dal 4° giorno.
      • Per non conviventi: nessuna retribuzione (salvo diverso accordo).
    • Certificato medico obbligatorio da inviare entro 2 giorni.
    • Nessuna indennità INPS: l’INPS non eroga indennità di malattia per i lavoratori domestici (a differenza di altri settori).

    Maternità

    • La lavoratrice domestica ha diritto al congedo di maternità (5 mesi totali: 2 mesi prima del parto + 3 mesi dopo, o diverse combinazioni).
    • Indennità INPS: l’INPS paga l’80% della retribuzione per tutta la durata del congedo.
    • Il datore deve conservare il posto per tutta la durata del congedo.
    • Divieto di licenziamento dall’inizio della gravidanza fino al compimento di 1 anno del bambino.

    Infortunio sul Lavoro

    • Se non c’è polizza INAIL, il datore deve continuare a pagare la retribuzione durante l’infortunio (nei limiti previsti dal CCNL).
    • Consigliabile stipulare una polizza INAIL volontaria.

    Detrazioni Fiscali 730 per Colf, Badanti e Babysitter

    Chi assume regolarmente una colf, badante o babysitter può beneficiare di importanti detrazioni fiscali nella dichiarazione dei redditi 730 o modello Redditi PF.

    Detrazione per Spese di Assistenza Personale (Badanti)

    Importo detraibile:

    • 19% delle spese sostenute, fino a un massimo di € 2.100 di spesa.
    • Detrazione massima effettiva: € 2.100 × 19% = € 399.

    Requisiti:

    • Il contribuente (o un familiare a carico) deve essere non autosufficiente (certificato dalla ASL o medico curante).
    • La badante deve essere regolarmente assunta con versamento contributi INPS.
    • Le spese devono essere pagate con mezzi tracciabili (bonifico, assegno, carta, MAV INPS).
    • Limite di reddito del contribuente: la detrazione spetta solo se il reddito complessivo non supera € 40.000 annui.

    Spese detraibili:

    • Retribuzione della badante (buste paga).
    • Contributi INPS versati.
    • Tredicesima, TFR, ferie.

    Non detraibili:

    • Spese per colf o babysitter (salvo casi particolari di assistenza a persone con disabilità).

    Documentazione da conservare:

    • Buste paga della badante.
    • Ricevute pagamento contributi INPS.
    • Certificazione medica di non autosufficienza.
    • Bonifici/ricevute pagamenti.

    Esempio pratico:

    Caso: Famiglia che assume badante per anziano non autosufficiente.

    • Retribuzione annua: € 18.000
    • Contributi INPS annui: € 6.000
    • Totale spese: € 24.000
    • Spesa detraibile: € 2.100 (massimo ammesso)
    • Detrazione effettiva: € 2.100 × 19% = € 399

    Deduzione Contributi Previdenziali

    In alternativa (o in aggiunta, per le spese non coperte dalla detrazione), i contributi INPS versati per collaboratori domestici possono essere dedotti dal reddito complessivo, fino a un massimo di € 1.549,37 annui.

    La deduzione abbatte il reddito imponibile IRPEF (conveniente per redditi alti).

    Attenzione:

    • Non si può ottenere sia detrazione che deduzione sulla stessa spesa: bisogna scegliere l’opzione più conveniente.
    • Per redditi bassi/medi: meglio la detrazione.
    • Per redditi alti: meglio la deduzione.

    Come inserire le spese nel 730:

    • Sezione Oneri e Spese → Spese per assistenza personale.
    • Indicare: codice fiscale badante, totale spese, estremi pagamenti.

    Il CAF Centro Fiscale ti assiste nella compilazione del 730 e nel calcolo della detrazione/deduzione più vantaggiosa.

    Dimissioni e Licenziamento nel Lavoro Domestico: Preavviso e Procedure

    La cessazione del rapporto di lavoro domestico può avvenire per dimissioni del lavoratore o licenziamento da parte del datore.

    Dimissioni Volontarie

    Il lavoratore domestico può dimettersi in qualsiasi momento, rispettando il preavviso previsto dal CCNL:

    Tempi di preavviso per dimissioni:

    Anzianità di ServizioPreavviso ConviventePreavviso Non Convivente
    Fino a 5 anni15 giorni8 giorni
    Oltre 5 anni30 giorni15 giorni
    • Se il lavoratore non rispetta il preavviso, il datore può trattenere dal TFR l’indennità sostitutiva pari alla retribuzione del periodo di preavviso.
    • Le dimissioni devono essere comunicate per iscritto (raccomandata, PEC, o consegna a mano con ricevuta).
    • Dal 2016, le dimissioni vanno convalidate online sul portale Lavoro.gov.it (anche tramite CAF, patronato o sindacato).

    Licenziamento

    Il datore può licenziare il lavoratore domestico per:

    1. Giusta causa (licenziamento immediato, senza preavviso):

    • Furto, danneggiamenti volontari, insubordinazione grave, abbandono del posto.
    • Violazione obblighi contrattuali gravi.

    2. Giustificato motivo (con preavviso):

    • Motivi oggettivi: cessazione necessità (es. anziano deceduto, trasferimento famiglia).
    • Motivi soggettivi: inadempimento contrattuale non grave (es. ripetute assenze ingiustificate).

    Tempi di preavviso per licenziamento:

    Anzianità di ServizioPreavviso ConviventePreavviso Non Convivente
    Fino a 5 anni15 giorni8 giorni
    Oltre 5 anni30 giorni15 giorni
    • Se il datore non rispetta il preavviso, deve pagare l’indennità sostitutiva al lavoratore.

    Comunicazione Cessazione Rapporto

    Il datore deve comunicare la cessazione del rapporto all’INPS entro 5 giorni tramite:

    • Portale INPS.it (Cassetto Previdenziale Lavoratori Domestici).
    • Patronato o CAF.

    Liquidazione Finale

    Alla cessazione, il datore deve liquidare:

    • Ultima retribuzione (comprensiva di ferie non godute).
    • Tredicesima maturata.
    • TFR (Trattamento di Fine Rapporto).
    • Eventuale indennità sostitutiva del preavviso (se non dato).

    Il pagamento va effettuato entro 60 giorni dalla cessazione.

    Tutele del Lavoratore

    Il lavoratore domestico non ha diritto alla NASPI (indennità di disoccupazione), in quanto escluso dalla normativa.

    Tuttavia, se il licenziamento è illegittimo (discriminatorio, ritorsivo, senza giusta causa), il lavoratore può fare ricorso al giudice e ottenere un risarcimento.

    Sanzioni per Lavoro Nero e Irregolarità nel Lavoro Domestico

    Assumere una colf, badante o babysitter in nero (senza regolare contratto e senza versare i contributi INPS) espone il datore di lavoro a sanzioni pesanti, sia amministrative che penali.

    Sanzioni per Lavoro Nero

    1. Sanzioni Amministrative INPS

    • Omessa comunicazione di assunzione (COAP):
      • Da € 250 a € 2.500 (per ogni lavoratore).
      • Se la comunicazione è tardiva oltre 30 giorni: sanzione raddoppiata.

    2. Sanzioni per Omissione Contributiva

    • Mancato versamento contributi INPS:
      • Recupero integrale dei contributi non versati (anche a distanza di anni).
      • Interessi di mora (tasso legale + maggiorazioni).
      • Sanzioni civili: dal 30% al 60% dei contributi non versati.
    • Sanzione penale (se omissione grave):
      • Reclusione fino a 3 anni e multa fino a € 10.329 (art. 2 DL 463/1983).

    3. Sanzioni per Irregolarità Contrattuale

    • Mancata consegna lettera di assunzione: da € 250 a € 1.500.
    • Mancata consegna buste paga: da € 150 a € 900 (per ogni mese).
    • Violazione orari/riposi: da € 150 a € 900.

    4. Danno al Lavoratore

    • Il lavoratore in nero può citare in giudizio il datore e ottenere:
      • Riconoscimento del rapporto di lavoro.
      • Pagamento arretrati retributivi.
      • Versamento contributi INPS (a carico del datore).
      • Risarcimento danni.

    5. Esclusione da Agevolazioni Fiscali

    • Chi non è in regola con i contributi non può detrarre le spese per badanti nel 730.
    • Non può accedere a bonus o agevolazioni legate al lavoro domestico.

    6. Rischi Assicurativi

    • Se il lavoratore in nero subisce un infortunio domestico, il datore può essere ritenuto responsabile civilmente e penalmente.
    • Nessuna copertura assicurativa (INAIL non interviene se non c’è regolare assunzione).

    Ispezioni e Controlli

    L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) può effettuare controlli anche su segnalazione del lavoratore o di terzi:

    • Verifica presenza comunicazione INPS.
    • Verifica versamento contributi.
    • Verifica rispetto CCNL (retribuzioni, orari).

    In caso di irregolarità:

    • Diffida immediata a regolarizzare.
    • Sanzioni cumulative (amministrative + penali).
    • Possibilità di sequestro beni per recupero crediti contributivi.

    Come Mettersi in Regola

    Se hai assunto in nero e vuoi regolarizzare:

    1. Comunicare subito l’assunzione all’INPS (anche se tardiva).
    2. Versare i contributi arretrati (con interessi/sanzioni ridotte se versamento volontario).
    3. Rilasciare lettera di assunzione retroattiva.
    4. Affidarsi a un CAF o patronato per gestire la pratica.

    La regolarizzazione volontaria riduce le sanzioni e tutela sia il datore che il lavoratore.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella regolarizzazione di rapporti di lavoro domestico irregolari.

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sul Lavoro Domestico

    Quanto costa assumere una badante regolarmente?

    Il costo dipende dal livello CCNL e dalle ore lavorate. Per una badante livello CS (qualificata) a 25 ore settimanali, il costo mensile totale è circa: retribuzione lorda € 750 + contributi INPS € 180 circa = € 930/mese. A fine anno vanno aggiunti tredicesima e TFR. Le spese sono parzialmente recuperabili con le detrazioni fiscali nel 730.

    Posso assumere una colf senza versare i contributi INPS?

    No, è vietato. Ogni rapporto di lavoro domestico deve essere comunicato all’INPS entro 24 ore dall’inizio e i contributi devono essere versati trimestralmente. Il lavoro nero espone a sanzioni da 250 a 2.500 euro, recupero contributi con interessi e sanzioni penali fino a 3 anni di reclusione.

    Come si calcola la tredicesima per una badante?

    La tredicesima si calcola dividendo la retribuzione mensile lorda per 12 e moltiplicando per i mesi lavorati. Esempio: badante con retribuzione € 1.200/mese che lavora tutto l’anno: tredicesima = € 1.200 × 12/12 = € 1.200. Se lavora solo 8 mesi: € 1.200 × 8/12 = € 800.

    Le spese per la colf sono detraibili nel 730?

    Solo se la colf assiste una persona non autosufficiente (certificata dalla ASL), allora le spese sono detraibili al 19% fino a massimo € 2.100 (detrazione massima € 399). Per colf generica che fa solo pulizie non c’è detrazione, ma i contributi INPS versati sono deducibili fino a € 1.549 annui.

    Quanto preavviso deve dare una badante per dimettersi?

    Per badante convivente: 15 giorni di preavviso se ha lavorato meno di 5 anni, 30 giorni se oltre 5 anni. Per non convivente: 8 giorni fino a 5 anni, 15 giorni oltre. Se non rispetta il preavviso, il datore può trattenere l’indennità sostitutiva dal TFR.

    La badante ha diritto alla malattia pagata?

    Sì, ma solo per badanti conviventi: i primi 3 giorni (carenza) sono pagati al 50%, dal 4° giorno al 100% della retribuzione. Per non conviventi il CCNL non prevede retribuzione durante la malattia (salvo accordi individuali). L’INPS non eroga indennità di malattia per i lavoratori domestici.

    Come si comunica l’assunzione di una colf all’INPS?

    Entro 24 ore dall’inizio del rapporto, tramite il portale INPS.it (Cassetto Previdenziale Lavoratori Domestici). Serve: codice fiscale datore e lavoratore, data inizio, retribuzione, ore settimanali. In alternativa, ci si può rivolgere a un CAF o patronato che effettua la comunicazione.

    Gestire correttamente un rapporto di lavoro domestico – che si tratti di una colf, una badante o una babysitter – richiede attenzione agli aspetti legali, contributivi e fiscali. Rispettare il CCNL, versare i contributi INPS nei tempi previsti, rilasciare le buste paga e garantire i diritti del lavoratore (ferie, tredicesima, TFR) non è solo un obbligo di legge, ma anche una tutela per il datore di lavoro, che evita sanzioni e contenziosi.

    Inoltre, assumere regolarmente consente di accedere alle detrazioni fiscali nel 730, recuperando parte delle spese sostenute (fino a € 399 per assistenza a persone non autosufficienti).

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca in tutte le pratiche relative al lavoro domestico: dalla comunicazione INPS al calcolo e versamento dei contributi trimestrali, dalla compilazione del 730 con detrazioni badante alla gestione di dimissioni e cessazioni. Affidati a professionisti esperti per essere sempre in regola e ottimizzare i benefici fiscali.


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    • Comunicazione assunzione all’INPS entro 24 ore
    • Calcolo e versamento contributi trimestrali
    • Redazione buste paga mensili
    • Gestione TFR, tredicesima, ferie
    • Detrazioni fiscali nel 730 per badanti
    • Dimissioni e cessazioni rapporto
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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
       

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      Aprile 15, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-15 12:05:052026-09-28 20:20:19Lavoro Domestico: Guida Completa per Assumere Colf, Badante o Babysitter 2026
      CAF

      Spese Sport Detraibili 730: Guida Completa al Rimborso IRPEF

      associazioni sportive dilettantistiche

      Le spese sport detraibili nel 730 rappresentano un’importante agevolazione fiscale per le famiglie italiane che iscrivono i propri figli a corsi e attivita sportive. La detrazione IRPEF per le spese sportive consente di recuperare parte delle somme versate alle associazioni e societa sportive dilettantistiche, alleggerendo il carico fiscale delle famiglie. Con la dichiarazione dei redditi 2026 (anno d’imposta 2025), e fondamentale conoscere quando spetta il rimborso IRPEF, quali sono i limiti di eta, gli importi massimi detraibili e la documentazione necessaria. Questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine ti fornisce tutte le informazioni aggiornate per richiedere correttamente la detrazione e massimizzare il risparmio fiscale.

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      Indice dei contenuti

      1. Cosa Sono le Spese Sport Detraibili nel 730
      2. Requisiti di Eta per la Detrazione Spese Sportive
      3. Importi Massimi Detraibili e Calcolo del Rimborso IRPEF
      4. Documenti Necessari per Detrarre le Spese Sportive
      5. Come Inserire le Spese Sport nel 730
      6. Quando Arriva il Rimborso IRPEF per le Spese Sportive
      7. Associazioni Sportive Ammesse alla Detrazione
      8. Cumulo con Altri Bonus e Agevolazioni Sport
      9. Controlli e Verifiche dell’Agenzia delle Entrate

      Cosa Sono le Spese Sport Detraibili nel 730

      Le spese sport detraibili nel 730 sono le somme versate per l’iscrizione e la frequenza di corsi e attivita sportive dilettantistiche da parte di ragazzi di eta compresa tra 5 e 18 anni.

      La detrazione IRPEF spettante e pari al 19% delle spese sostenute, entro il limite massimo di 210 euro per ciascun ragazzo. Questo significa che il risparmio fiscale massimo ottenibile e di 39,90 euro per figlio (19% di 210 euro).

      Normativa di riferimento: L’agevolazione e disciplinata dall’articolo 15, comma 1, lettera i-quinquies del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), come modificato dalla Legge di Stabilita 2018 e successive integrazioni.

      La detrazione si applica alle spese sostenute per:

      • Iscrizione annuale o periodica alle associazioni sportive dilettantistiche
      • Abbonamenti a palestre, piscine e impianti sportivi
      • Frequenza di corsi e attivita sportive organizzate
      • Partecipazione a campionati, tornei e attivita agonistiche giovanili

      IMPORTANTE: La detrazione spetta solo per le attivita sportive dilettantistiche, NON per quelle professionistiche. Le associazioni e societa devono essere regolarmente iscritte al Registro CONI delle associazioni e societa sportive dilettantistiche o al Registro delle ASD/SSD presso l’Agenzia delle Entrate.

      Requisiti di Eta per la Detrazione Spese Sportive

      Il requisito fondamentale per poter detrarre le spese sportive nel 730 e che il ragazzo abbia un’eta compresa tra 5 e 18 anni al momento del sostenimento della spesa.

      ATTENZIONE: L’eta va verificata nell’anno in cui la spesa e stata sostenuta, non nell’anno di presentazione della dichiarazione.

      Esempio pratico:

      • Se la spesa e stata sostenuta nel 2025 per un ragazzo nato nel 2007, bisogna verificare che nel corso del 2025 il ragazzo abbia avuto un’eta compresa tra 5 e 18 anni
      • Un ragazzo nato il 15 marzo 2007 ha compiuto 18 anni il 15 marzo 2025, quindi le spese sostenute fino a quella data sono detraibili, quelle successive NO

      Importi Massimi Detraibili e Calcolo del Rimborso IRPEF

      L’importo delle spese sport detraibili nel 730 e soggetto a un limite massimo annuale di 210 euro per ciascun ragazzo. La detrazione spettante e pari al 19% della spesa sostenuta, nel limite dei 210 euro.

      Rimborso massimo per figlio: 210 euro x 19% = 39,90 euro

      ATTENZIONE: Se la spesa supera i 210 euro, non si perde la detrazione, semplicemente si applica il 19% sul limite massimo di 210 euro.

      Documenti Necessari per Detrarre le Spese Sportive

      Per poter detrarre le spese sport nel 730, e necessario essere in possesso di documentazione fiscalmente valida che attesti il pagamento e la natura della spesa.

      Documenti OBBLIGATORI richiesti:

      1. Ricevuta fiscale o fattura intestata al genitore che detrae la spesa
      2. Bollettino postale o bonifico bancario con causale che indichi la natura della spesa
      3. Certificazione rilasciata dalla ASD/SSD che attesti l’iscrizione del ragazzo e l’importo versato

      Dal 2020, per poter beneficiare delle detrazioni fiscali, i pagamenti devono essere effettuati con mezzi di pagamento tracciabili. NON e piu possibile detrarre spese pagate in contanti.

      Mezzi di pagamento AMMESSI:

      • Bonifico bancario o postale (tracciabile)
      • Carta di credito o debito
      • Assegno bancario o circolare
      • Bollettino postale
      • Pagamenti elettronici (POS, app di pagamento, PayPal, ecc.)

      Come Inserire le Spese Sport nel 730

      L’inserimento delle spese sportive nel Modello 730 avviene nella Sezione I del Quadro E, dedicata agli “Oneri e spese” detraibili al 19%.

      Procedura passo-passo:

      1. Aprire il Modello 730 (compilazione online o tramite CAF)
      2. Accedere al Quadro E – Oneri e spese
      3. Individuare la Sezione I – Spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19%
      4. Cercare il rigo specifico per “Spese per attivita sportive praticate dai ragazzi” (codice onere: 16)
      5. Inserire l’importo totale delle spese sostenute (nel limite di 210 euro per figlio)

      Codice onere da utilizzare: 16

      Nel 730 precompilato, le spese sportive potrebbero NON essere automaticamente inserite dall’Agenzia delle Entrate, in quanto le ASD/SSD non hanno l’obbligo di trasmissione telematica dei dati. Verifica sempre e integra manualmente se necessario.

      Quando Arriva il Rimborso IRPEF per le Spese Sportive

      Il rimborso IRPEF derivante dalla detrazione delle spese sportive nel 730 viene erogato con tempistiche diverse a seconda della modalita di presentazione della dichiarazione e del sostituto d’imposta.

      Tempistiche di rimborso:

      • 730 con sostituto d’imposta (dipendenti/pensionati): Rimborso in busta paga/cedolino a luglio-agosto
      • 730 senza sostituto: Accredito su IBAN a dicembre-gennaio successivo
      • Modello Redditi PF: Accredito entro 6-12 mesi dalla presentazione

      Esempio pratico (lavoratore dipendente):

      • Dichiarazione 730/2026 presentata a maggio 2026
      • Rimborso IRPEF accreditato nella busta paga di luglio o agosto 2026

      Associazioni Sportive Ammesse alla Detrazione

      Non tutte le associazioni sportive danno diritto alla detrazione. Per essere ammesse, le ASD/SSD devono possedere requisiti specifici e essere regolarmente riconosciute.

      Requisiti OBBLIGATORI delle associazioni:

      1. Iscrizione al Registro CONI delle ASD/SSD oppure
      2. Iscrizione al Registro delle associazioni sportive dilettantistiche tenuto dall’Agenzia delle Entrate
      3. Affiliazione a Federazioni Sportive Nazionali o Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal CONI

      La detrazione spetta per qualsiasi disciplina sportiva, purche praticata in forma dilettantistica presso associazioni riconosciute: calcio, nuoto, tennis, pallavolo, basket, arti marziali, ginnastica, danza sportiva, atletica, e molte altre.

      Cumulo con Altri Bonus e Agevolazioni Sport

      La detrazione delle spese sportive nel 730 puo essere cumulata con altre agevolazioni e bonus riconosciuti per le attivita sportive dei ragazzi.

      Alcune Regioni e Comuni erogano contributi o voucher per favorire la pratica sportiva dei minori. Questi bonus sono generalmente cumulabili con la detrazione IRPEF, a condizione che il bonus copra solo una parte della spesa e la parte rimanente a carico della famiglia sia comunque detraibile.

      Le detrazioni per figli a carico e le detrazioni per spese sportive sono indipendenti e cumulabili. Hai diritto a entrambe e si sommano nel calcolo del totale IRPEF da rimborsare.

      Controlli e Verifiche dell’Agenzia delle Entrate

      L’Agenzia delle Entrate puo effettuare controlli e verifiche sulle detrazioni indicate nel 730, comprese le spese sportive.

      Come difendersi:

      1. Conservare SEMPRE tutta la documentazione per 5 anni
      2. Rispondere tempestivamente alle richieste dell’Agenzia
      3. Farsi assistere da un CAF o commercialista per la predisposizione della documentazione
      4. In caso di errore, valutare il ravvedimento operoso per sanzioni ridotte

      Se l’Agenzia accerta una detrazione indebita, le sanzioni vanno dal 90% al 180% dell’importo, riducibili significativamente con il ravvedimento operoso spontaneo.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sulle Spese Sport Detraibili nel 730

      Posso detrarre le spese sportive di mio figlio di 4 anni?

      No, la detrazione spetta solo per ragazzi di eta compresa tra 5 e 18 anni. Le spese per attivita sportive di bambini sotto i 5 anni (come corsi di acquaticita o psicomotricita) non danno diritto alla detrazione IRPEF del 19%.

      Se ho pagato in contanti posso comunque detrarre le spese sportive?

      No, dal 2020 i pagamenti in contanti non sono piu ammessi per le detrazioni fiscali. Devi utilizzare mezzi di pagamento tracciabili come bonifico, carta di credito o debito, assegno o bollettino postale. Conserva sempre le ricevute dei pagamenti elettronici.

      Mio figlio ha compiuto 18 anni a giugno 2025, posso detrarre tutte le spese dell anno?

      No, puoi detrarre solo le spese sostenute fino al giorno del compimento dei 18 anni. Richiedi all associazione una certificazione separata che indichi chiaramente le quote pagate prima del compleanno. Le spese successive non sono detraibili.

      Qual e l importo massimo che posso detrarre per le spese sportive?

      Puoi detrarre un massimo di 210 euro per ciascun figlio. La detrazione spettante e del 19%, quindi il rimborso massimo IRPEF per figlio e di 39,90 euro (210 x 19%). Se hai speso di piu, l eccedenza non e detraibile.

      Quando ricevero il rimborso IRPEF per le spese sportive?

      Se presenti il 730 con sostituto d imposta (dipendente o pensionato), il rimborso arriva in busta paga a luglio-agosto. Se presenti il 730 senza sostituto, il rimborso viene accreditato sul conto corrente tra dicembre e gennaio successivo.


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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Aprile 15, 2026/0 Commenti/da Edison Baron
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/01/associazioni-sportive-dilettantistiche.png 924 1640 Edison Baron https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Edison Baron2026-04-15 09:05:052026-09-28 20:20:39Spese Sport Detraibili 730: Guida Completa al Rimborso IRPEF
        CAF

        TFR in Azienda o Fondo Pensione: Cosa Conviene nel 2026

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        Scegliere se lasciare il TFR in azienda o destinarlo a un fondo pensione è una delle decisioni finanziarie più importanti per ogni lavoratore dipendente. Nel 2026, con le nuove aliquote e i rendimenti aggiornati, questa scelta merita un’analisi attenta. Il TFR azienda o fondo pensione non è solo una questione di rendimento: entrano in gioco la tassazione, i rischi, la deducibilità fiscale e la flessibilità nell’accesso al capitale.

        In questa guida confrontiamo in modo chiaro e pratico le due opzioni, con una tabella comparativa e consigli personalizzati per ogni situazione. Se hai dubbi sulla destinazione del TFR, qui trovi tutte le risposte che cerchi. Per un quadro completo sul trattamento di fine rapporto, ti consigliamo anche la nostra guida completa al TFR 2026.

        Indice dei contenuti

        1. TFR in Azienda o Fondo Pensione: Le Differenze Principali
        2. Vantaggi Fiscali del Fondo Pensione nel 2026
        3. Tassazione TFR: Azienda vs Fondo Pensione a Confronto
        4. Rischi del TFR in Azienda: Fallimento e Fondo Garanzia INPS
        5. Tabella Confronto: TFR Azienda vs Fondo Pensione
        6. Quando Conviene Lasciare il TFR in Azienda
        7. Come Cambiare la Destinazione del TFR
        8. Domande Frequenti

        TFR in Azienda o Fondo Pensione: Le Differenze Principali

        Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) è una somma che il datore di lavoro accantona ogni anno, pari a circa il 6,91% della retribuzione annua lorda. Ogni lavoratore dipendente deve decidere dove destinare questo importo: lasciarlo in azienda oppure trasferirlo a un fondo pensione complementare.

        Le differenze fondamentali tra TFR in azienda e fondo pensione riguardano tre aspetti chiave. In primo luogo, il rendimento: il TFR lasciato in azienda si rivaluta ogni anno con un tasso fisso dell’1,5% più il 75% dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Il fondo pensione, invece, investe sui mercati finanziari e può offrire rendimenti superiori nel lungo periodo, ma con una componente di rischio variabile.

        In secondo luogo, la tassazione: è qui che il fondo pensione offre un vantaggio netto e misurabile. Il TFR in azienda viene tassato con l’aliquota media IRPEF degli ultimi 5 anni (minimo 23%), mentre il fondo pensione gode di una tassazione agevolata dal 15% al 9%, che diminuisce con gli anni di permanenza. Infine, la disponibilità: il TFR in azienda è accessibile solo alla fine del rapporto di lavoro (o con anticipo dopo 8 anni), mentre il fondo pensione prevede regole specifiche per anticipi e riscatti.

        Vantaggi Fiscali del Fondo Pensione nel 2026

        Il principale motivo per cui il fondo pensione conviene nella maggior parte dei casi è il trattamento fiscale estremamente favorevole. Nel 2026, i vantaggi fiscali del fondo pensione si articolano su tre livelli distinti, che insieme creano un beneficio complessivo significativo.

        Il primo vantaggio è la deducibilità dei contributi. I versamenti al fondo pensione, incluso il TFR conferito, sono deducibili dal reddito fino a un massimo di 5.164,57 euro all’anno. Questo significa che ogni euro versato riduce la base imponibile IRPEF, generando un risparmio fiscale immediato. Ad esempio, un lavoratore con reddito lordo di 30.000 euro che versa 3.000 euro al fondo pensione risparmia circa 750-1.050 euro di IRPEF all’anno, a seconda dello scaglione.

        Il secondo vantaggio riguarda la tassazione dei rendimenti. I guadagni maturati nel fondo pensione sono tassati al 20%, un’aliquota inferiore rispetto al 26% applicato alla maggior parte degli investimenti finanziari. Per i titoli di Stato presenti nel fondo, l’aliquota scende addirittura al 12,5%.

        Il terzo e forse più importante vantaggio è la tassazione finale agevolata. Quando ricevi la prestazione dal fondo pensione (rendita o capitale), la tassazione parte dal 15% e scende dello 0,30% per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo, fino a raggiungere il minimo del 9% dopo 35 anni. Confrontata con la tassazione del TFR in azienda (minimo 23%), la differenza è enorme.

        Tassazione TFR: Azienda vs Fondo Pensione a Confronto

        La tassazione del TFR rappresenta la differenza più significativa tra le due opzioni e merita un approfondimento dedicato. Capire come funziona la tassazione ti aiuta a prendere una decisione consapevole sulla destinazione del TFR azienda o fondo pensione.

        Il TFR lasciato in azienda viene tassato al momento dell’erogazione con il meccanismo della tassazione separata. L’Agenzia delle Entrate calcola l’aliquota media IRPEF degli ultimi 5 anni di lavoro e la applica all’intero importo. In pratica, per la maggior parte dei lavoratori dipendenti, l’aliquota effettiva oscilla tra il 23% e il 35%, a seconda del reddito medio. Un lavoratore con reddito medio di 28.000 euro pagherà circa il 27% sul TFR.

        Il TFR nel fondo pensione, invece, beneficia di una tassazione completamente diversa. L’aliquota massima è del 15% e diminuisce con l’anzianità di iscrizione al fondo. Dopo 15 anni di partecipazione, per ogni anno in più si sottrae lo 0,30%, fino al minimo del 9%. Facciamo un esempio concreto: Marco ha 35 anni, versa il TFR al fondo pensione e lo riscuote a 65 anni (30 anni di partecipazione). La sua aliquota sarà: 15% – (15 anni x 0,30%) = 10,5%. Se avesse lasciato il TFR in azienda, avrebbe pagato circa il 27%. Su un TFR di 50.000 euro, la differenza è di oltre 8.000 euro netti in più.

        Rischi del TFR in Azienda: Fallimento e Fondo Garanzia INPS

        Un aspetto spesso sottovalutato nella scelta tra TFR azienda o fondo pensione riguarda i rischi legati alla solidità dell’azienda. Quando il TFR resta in azienda, il datore di lavoro lo utilizza come forma di autofinanziamento: in pratica, quei soldi non sono “da parte” in un conto separato, ma fanno parte del patrimonio aziendale.

        In caso di fallimento dell’azienda, il lavoratore diventa un creditore privilegiato e deve attendere la procedura concorsuale per recuperare il proprio TFR. I tempi possono essere molto lunghi, anche diversi anni. Esiste il Fondo di Garanzia INPS, istituito dalla Legge 297/1982, che interviene a tutela dei lavoratori pagando il TFR non corrisposto dal datore insolvente. Tuttavia, la procedura richiede tempo e non copre automaticamente eventuali rivalutazioni o interessi di mora.

        Il fondo pensione, al contrario, offre una protezione strutturale molto superiore. Il patrimonio del fondo è separato da quello della società di gestione: anche se quest’ultima dovesse avere problemi finanziari, i soldi dei lavoratori restano al sicuro. Inoltre, i fondi pensione sono vigilati dalla COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione) e devono rispettare regole stringenti di diversificazione e trasparenza. Per chi lavora in una piccola o media impresa, questo aspetto dovrebbe pesare molto nella decisione.

        Tabella Confronto: TFR Azienda vs Fondo Pensione

        Per rendere più immediato il confronto tra TFR in azienda e fondo pensione, abbiamo preparato una tabella sintetica che riassume tutti gli aspetti chiave della scelta nel 2026.

        CriterioTFR in AziendaFondo Pensione
        Rendimento1,5% fisso + 75% inflazione ISTATVariabile (media storica 3-5% annuo)
        Tassazione finaleAliquota media IRPEF (23-43%)Dal 15% al 9% (cala con anzianità)
        Deducibilità contributiNoSì, fino a 5.164,57 euro/anno
        Tassazione rendimenti17% imposta sostitutiva20% (12,5% su titoli di Stato)
        Rischio fallimentoFondo Garanzia INPS (tempi lunghi)Patrimonio separato, vigilanza COVIP
        AnticipoDopo 8 anni (casa, spese mediche)Dopo 8 anni + ulteriori casistiche
        LiquiditàSolo alla cessazione del rapportoRiscatto parziale/totale in casi specifici
        Contributo datoreNoSì (contratto collettivo)

        Come emerge dalla tabella, il fondo pensione risulta vantaggioso nella maggior parte degli scenari, soprattutto per la tassazione agevolata e la deducibilità. Il TFR in azienda può essere preferibile solo in situazioni molto specifiche, che analizziamo nella sezione seguente.

        Quando Conviene Lasciare il TFR in Azienda

        Nonostante i vantaggi evidenti del fondo pensione, esistono situazioni in cui lasciare il TFR in azienda può essere la scelta migliore. La prima riguarda i lavoratori vicini alla pensione (meno di 5-7 anni): in questo caso, il breve orizzonte temporale non permette di beneficiare appieno della riduzione dell’aliquota del fondo pensione, e il rendimento garantito del TFR in azienda offre maggiore certezza.

        Un altro caso è quello di chi lavora in un’azienda molto solida (grande gruppo, ente pubblico, multinazionale) e preferisce la certezza del rendimento fisso legato all’inflazione. In periodi di alta inflazione, il TFR in azienda può performare meglio di un fondo pensione con linea di investimento conservativa.

        Conviene inoltre valutare il TFR in azienda se prevedi di avere bisogno di liquidità a breve termine, ad esempio per l’acquisto della prima casa. L’anticipo del TFR in azienda è più semplice da ottenere in certi contesti rispetto al riscatto del fondo pensione. Infine, chi ha già una buona pianificazione previdenziale e non necessita di ulteriore previdenza complementare potrebbe preferire la semplicità del TFR aziendale.

        Come Cambiare la Destinazione del TFR

        Se hai già fatto una scelta ma vuoi cambiare la destinazione del TFR, le regole sono chiare ma asimmetriche. Chi ha il TFR in azienda può decidere in qualsiasi momento di destinarlo a un fondo pensione: basta compilare il modulo di adesione al fondo scelto e comunicarlo al datore di lavoro. La scelta ha effetto dal mese successivo e riguarda solo il TFR futuro (quello già maturato resta in azienda, salvo trasferimento volontario).

        Attenzione però: il percorso inverso non è possibile. Una volta destinato il TFR al fondo pensione, non puoi tornare indietro e farlo confluire in azienda. Questa irrevocabilità è un aspetto fondamentale da considerare prima di decidere. Per chi non ha mai espresso una scelta, vale il meccanismo del silenzio-assenso: dopo 6 mesi dall’assunzione, se non hai fatto nulla, il TFR viene automaticamente destinato al fondo pensione previsto dal contratto collettivo di lavoro.

        Per procedere con il cambio, devi rivolgerti all’ufficio risorse umane della tua azienda oppure contattare direttamente il fondo pensione di riferimento. Se hai bisogno di assistenza nella scelta del fondo più adatto alla tua situazione, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a valutare le opzioni disponibili: chiamaci al 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il controllo della tua busta paga, verifica contributi INPS, ferie e detrazioni. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti

        Conviene mettere il TFR nel fondo pensione?

        Nella maggior parte dei casi sì, conviene. Il fondo pensione offre una tassazione agevolata (dal 15% al 9% contro il 23%+ del TFR in azienda), la deducibilità dei contributi e una maggiore protezione del capitale. Per i giovani lavoratori con un orizzonte temporale lungo, il vantaggio fiscale complessivo può superare i 10.000 euro su un TFR medio.

        Cosa succede al TFR se l’azienda fallisce?

        Se l’azienda fallisce, il Fondo di Garanzia INPS interviene per pagare il TFR non corrisposto ai lavoratori. Tuttavia, i tempi di recupero possono essere molto lunghi (anche 2-3 anni). Nel fondo pensione, il patrimonio è separato e protetto anche in caso di problemi della società di gestione.

        Posso spostare il TFR dal fondo pensione all’azienda?

        No, la scelta di destinare il TFR al fondo pensione è irrevocabile. Puoi invece fare il percorso inverso: passare dall’azienda al fondo pensione in qualsiasi momento. Per questo motivo, è importante valutare bene prima di decidere.

        Quanto viene tassato il TFR nel 2026?

        Il TFR in azienda viene tassato con l’aliquota media IRPEF degli ultimi 5 anni (minimo 23%). Il TFR nel fondo pensione gode di un’aliquota agevolata che va dal 15% al 9%, a seconda degli anni di partecipazione al fondo.

        Come si calcola il TFR annuo?

        Il TFR annuo si calcola dividendo la retribuzione annua lorda per 13,5 (pari a circa il 6,91%). Su uno stipendio lordo annuo di 28.000 euro, il TFR accantonato è di circa 2.074 euro all’anno. Per approfondire il calcolo, consulta la nostra guida completa al TFR 2026.

        La scelta tra TFR azienda o fondo pensione nel 2026 dipende dalla tua situazione personale, ma i numeri parlano chiaro: per la maggior parte dei lavoratori, il fondo pensione offre vantaggi fiscali significativi che si traducono in migliaia di euro in più al momento della pensione. Se vuoi un’analisi personalizzata della tua situazione, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione: contattaci al 0432 1638640 per un appuntamento gratuito.

        Aprile 15, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-15 09:00:002026-05-31 18:03:40TFR in Azienda o Fondo Pensione: Cosa Conviene nel 2026
        CAF

        Scadenze Fiscali Maggio 2026: Calendario Completo 730, IVA e INPS

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        Indice dei contenuti

        1. Calendario completo scadenze maggio 2026
        2. Modello 730/2026: scadenze e novita
        3. Liquidazioni IVA maggio 2026
        4. Contributi INPS maggio 2026
        5. F24 e ravvedimento operoso
        6. Altre scadenze fiscali di maggio
        7. Come organizzarsi per le scadenze fiscali
        8. FAQ – Domande frequenti

        Il mese di maggio 2026 rappresenta un periodo particolarmente intenso per i contribuenti italiani. Tra la presentazione del Modello 730 precompilato, i versamenti IVA, i contributi INPS per artigiani e commercianti e numerosi altri adempimenti, e fondamentale avere un quadro chiaro di tutte le scadenze per evitare sanzioni e maggiorazioni.

        In questa guida completa, aggiornata alle ultime disposizioni dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, troverai il calendario dettagliato di tutte le scadenze fiscali di maggio 2026, con indicazioni pratiche su importi, codici tributo e modalita di pagamento.

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        Calendario completo scadenze maggio 2026

        Ecco il calendario dettagliato di tutte le principali scadenze fiscali del mese di maggio 2026, organizzato giorno per giorno secondo lo Scadenzario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.

        DataAdempimentoChi deve adempiereCodice Tributo
        15 maggio730 precompilato: inizio modifiche e invioTutti i contribuenti–
        18 maggio*Versamento IVA mensile (aprile 2026)Contribuenti mensili6004
        18 maggio*Versamento IVA 1° trimestre 2026Contribuenti trimestrali6031
        18 maggio*Ritenute IRPEF lavoro dipendenteSostituti d’imposta1001
        18 maggio*Ritenute IRPEF lavoro autonomoSostituti d’imposta1040
        18 maggio*Contributi INPS artigiani/commercianti (1° rata)Artigiani e commerciantiAF/CF
        18 maggio*Contributi INPS Gestione SeparataCommittentiCXX/C10
        20 maggioContributi ENASARCO 1° trimestreAgenti e rappresentanti–
        31 maggioImposta di bollo fatture elettroniche 1° trim.Soggetti IVA2501
        1 giugno**LIPE 1° trimestre 2026Soggetti IVA–

        * Il 16 maggio 2026 cade di sabato, la scadenza slitta al 18 maggio (lunedi).
        ** Il 31 maggio cade di domenica, la scadenza LIPE slitta al 1° giugno.

        Modello 730/2026: scadenze e novita

        Il Modello 730/2026 rappresenta l’adempimento fiscale piu diffuso tra i contribuenti italiani. Ecco tutto quello che devi sapere sulle scadenze e le modalita di presentazione, secondo le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate.

        Calendario 730 precompilato 2026

        • 30 aprile 2026: disponibilita del 730 precompilato per la consultazione
        • 15 maggio 2026: possibilita di modificare e inviare la dichiarazione
        • 20 giugno 2026: termine ultimo per annullare il 730 gia inviato
        • 30 settembre 2026: scadenza finale per la presentazione del 730

        Modalita di presentazione

        Il Modello 730/2026 puo essere presentato attraverso diverse modalita:

        1. Direttamente online: tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (730 precompilato)
        2. Tramite sostituto d’imposta: se il datore di lavoro ha comunicato entro il 15 gennaio di prestare assistenza fiscale
        3. Tramite CAF: come il CAF Centro Fiscale di Udine, che offre assistenza completa
        4. Tramite professionista abilitato: commercialista, consulente del lavoro

        Documenti necessari per il 730/2026

        Per una corretta compilazione del 730, e fondamentale raccogliere:

        • CU 2026 (Certificazione Unica) rilasciata dal datore di lavoro o dall’INPS
        • Spese mediche: scontrini farmacia, fatture medici/specialisti, ticket sanitari
        • Spese per interessi passivi: certificazione banca per mutuo prima casa
        • Spese scolastiche e universitarie: ricevute pagamento rette
        • Spese funebri: fatture fino a 1.550 euro per deceduto
        • Bonus edilizi: documentazione per ristrutturazioni, ecobonus, sismabonus
        • Assicurazioni vita: certificazione premi versati
        • Contributi previdenziali: INPS, colf/badanti, fondi pensione

        Importante: inviare il 730 prima possibile garantisce rimborsi piu rapidi. Chi invia entro maggio/giugno riceve generalmente il rimborso nella busta paga di luglio o nella pensione di agosto.

        Liquidazioni IVA maggio 2026

        Il mese di maggio 2026 prevede importanti scadenze per i versamenti IVA, sia per i contribuenti mensili che per quelli trimestrali. Ecco il dettaglio completo.

        Contribuenti IVA mensili

        I soggetti passivi IVA con liquidazione mensile devono versare l’imposta relativa al mese di aprile 2026 entro il 18 maggio 2026 (la scadenza originaria del 16 slitta per il sabato).

        Codice tributo:6004 (IVA aprile)
        Sezione F24:Erario
        Anno di riferimento:2026

        Contribuenti IVA trimestrali

        I contribuenti con liquidazione trimestrale devono versare l’IVA del 1° trimestre 2026 (gennaio-marzo) entro il 18 maggio 2026, con una maggiorazione dell’1% a titolo di interessi.

        ⚠️ Attenzione alla maggiorazione: I contribuenti trimestrali devono applicare l’1% sull’IVA netta dovuta. Ad esempio, su 5.000 euro di IVA, la maggiorazione e di 50 euro, per un totale di 5.050 euro.
        Codice tributo:6031 (IVA 1° trimestre)
        Maggiorazione 1%:Da indicare nello stesso rigo

        LIPE 1° trimestre 2026

        La Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA (LIPE) del primo trimestre 2026 deve essere trasmessa telematicamente entro il 31 maggio 2026. Poiche questa data cade di domenica, la scadenza slitta al 1° giugno 2026.

        Contributi INPS maggio 2026

        Maggio 2026 segna una scadenza fondamentale per i contributi INPS di artigiani, commercianti e iscritti alla Gestione Separata. Ecco tutti i dettagli aggiornati secondo la Circolare INPS n. 14/2026.

        Artigiani e commercianti: 1° rata 2026

        Entro il 18 maggio 2026 scade il termine per il versamento della prima delle quattro rate dei contributi fissi sul minimale di reddito.

        VoceArtigianiCommercianti
        Reddito minimale 202618.808,00 euro18.808,00 euro
        Aliquota contributiva24%24,48%
        Contributo annuo fisso4.521,36 euro4.611,64 euro
        Rata trimestrale (1/4)1.130,34 euro1.152,91 euro
        Contributo maternita0,62 euro/mese0,62 euro/mese

        Scadenze rate 2026

        • 1° rata: 18 maggio 2026
        • 2° rata: 20 agosto 2026
        • 3° rata: 16 novembre 2026
        • 4° rata: 16 febbraio 2027

        Agevolazioni disponibili

        • Over 65 pensionati: riduzione del 50% dei contributi
        • Regime forfettario: riduzione del 35% su richiesta all’INPS

        Gestione Separata INPS

        I committenti che utilizzano collaboratori iscritti alla Gestione Separata devono versare i contributi entro il 18 maggio 2026. Le aliquote 2026, stabilite dalla Circolare INPS n. 8/2026, sono:

        Pensionato/altra gestione24%
        Titolare P.IVA non pensionato26,07%
        Non P.IVA con DIS-COLL35,03%
        Non P.IVA senza DIS-COLL33,72%

        F24 e ravvedimento operoso

        Se hai saltato una scadenza fiscale, puoi regolarizzare la tua posizione tramite il ravvedimento operoso. Il 2026 porta importanti novita su sanzioni e interessi.

        Tasso di interesse legale 2026

        Dal 1° gennaio 2026, il tasso di interesse legale e sceso all’1,60% annuo (dal precedente 2%), come stabilito dal Decreto MEF 10 dicembre 2025 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 289 del 13/12/2025.

        Sanzioni ridotte con il D.Lgs. 87/2024

        Il Decreto Sanzioni ha ridotto le penalita per omessi versamenti:

        Tipo di ravvedimentoTermineSanzione ridotta
        SprintEntro 14 giorni0,0833% per giorno
        BreveEntro 30 giorni1,25%
        IntermedioDa 31 a 90 giorni1,39%
        LungoEntro 1 anno3,125%
        UltrannualeEntro 2 anni3,57%
        LunghissimoOltre 2 anni4,17%

        Esempio pratico di calcolo

        Supponiamo di dover regolarizzare un versamento IVA di 1.000 euro con 20 giorni di ritardo:

        • Imposta dovuta: 1.000,00 euro
        • Sanzione ridotta (1,25%): 12,50 euro
        • Interessi (1,60% x 20/365): 0,88 euro
        • Totale da versare: 1.013,38 euro
        ✅ Consiglio: Il ravvedimento operoso deve essere effettuato in un’unica soluzione tramite F24. Il pagamento rateizzato non e ammesso e la violazione resterebbe aperta.

        Altre scadenze fiscali di maggio 2026

        Imposta di bollo fatture elettroniche

        Entro il 31 maggio 2026 scade il termine per il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche emesse nel primo trimestre 2026.

        • Importo: 2 euro per ogni fattura superiore a 77,47 euro esente IVA
        • Codice tributo F24: 2501
        • Soglia differimento: se l’importo totale e inferiore a 5.000 euro, il pagamento puo essere differito al 30 settembre

        L’elenco delle fatture soggette a bollo e disponibile nell’area “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate entro il 15 aprile.

        Contributi ENASARCO

        Gli agenti e rappresentanti di commercio devono versare i contributi ENASARCO del primo trimestre 2026 entro il 20 maggio 2026.

        Ritenute fiscali

        I sostituti d’imposta devono versare entro il 18 maggio 2026:

        • Ritenute IRPEF lavoro dipendente (cod. 1001)
        • Ritenute IRPEF lavoro autonomo (cod. 1040)
        • Addizionali regionali IRPEF (cod. 3802)
        • Addizionali comunali IRPEF (cod. 3848)

        Come organizzarsi per le scadenze fiscali

        Gestire correttamente le scadenze fiscali richiede organizzazione e pianificazione. Ecco alcuni consigli pratici per non farsi cogliere impreparati.

        Checklist maggio 2026

        • ☐ Verificare disponibilita 730 precompilato (dal 30 aprile)
        • ☐ Raccogliere documenti per la dichiarazione dei redditi
        • ☐ Controllare importi F24 per IVA e ritenute
        • ☐ Verificare contributi INPS nel Cassetto Previdenziale
        • ☐ Controllare elenco bollo fatture elettroniche
        • ☐ Predisporre liquidita per versamenti del 18 maggio
        • ☐ Trasmettere LIPE primo trimestre entro fine mese

        Strumenti utili

        • Cassetto Fiscale: per consultare la propria posizione con l’Agenzia delle Entrate
        • Cassetto Previdenziale INPS: per scaricare i modelli F24 precompilati
        • Fatture e Corrispettivi: per il bollo sulle fatture elettroniche
        • App IO: per ricevere notifiche sulle scadenze

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        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        FAQ – Domande frequenti sulle scadenze maggio 2026

        Hai bisogno di assistenza per le scadenze fiscali?

        Se hai dubbi sulla compilazione del Modello 730, sui versamenti IVA o sui contributi INPS, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per offrirti assistenza personalizzata.

        📞 Contatta il CAF Centro Fiscale

        Telefono: 0432 1638640

        WhatsApp: 366 6018121

        Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

        Siamo aperti dal lunedi al venerdi, 9:00-13:00 e 15:00-18:00

        Fonti ufficiali citate in questo articolo:

        • Scadenzario Agenzia delle Entrate
        • Guida 730/2026 – Agenzia delle Entrate
        • Circolare INPS n. 14/2026 – Contributi artigiani e commercianti
        • Decreto MEF 10 dicembre 2025 – Tasso interesse legale (G.U. n. 289/2025)
        • D.Lgs. n. 87/2024 – Decreto Sanzioni

        Articolo aggiornato al 15 aprile 2026. Le informazioni contenute sono a scopo informativo e non costituiscono consulenza fiscale professionale. Per casi specifici, rivolgiti a un professionista abilitato o al CAF Centro Fiscale.

        Aprile 15, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-15 08:05:052026-05-31 16:24:49Scadenze Fiscali Maggio 2026: Calendario Completo 730, IVA e INPS
        CAF

        Documenti per 730 2026: Checklist Completa per il CAF

        Modello 730 Dichiarazione dei redditi CAF Udine

        Documenti per 730 2026: Checklist Completa per il CAF

        Scorrere alla sezione successiva Scorrere alla sezione successiva

        Indice dei contenuti

        1. Documenti Obbligatori per Tutti
        2. Documenti per Spese Sanitarie
        3. Documenti per Spese di Istruzione
        4. Documenti per Bonus Casa e Ristrutturazioni
        5. Documenti per Familiari a Carico
        6. Documenti per Detrazione Canone Affitto
        7. Altri Documenti Utili per Detrazioni
        8. Checklist Finale: Come Organizzare i Documenti
        9. Domande Frequenti sui Documenti 730

        Presentare la dichiarazione 730 2026 richiede una preparazione accurata della documentazione. Avere tutti i documenti per 730 pronti e organizzati ti permette di evitare errori, massimizzare le detrazioni fiscali e ottenere il rimborso più alto possibile.

        Con le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, alcune regole sulle detrazioni sono cambiate: dai pagamenti tracciabili obbligatori per i farmaci alle nuove soglie per il bonus casa, è fondamentale presentarsi al CAF con la documentazione completa e corretta.

        In questa guida trovi la checklist completa dei documenti necessari per il 730 2026, suddivisi per categoria. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella raccolta e organizzazione di tutti i documenti, garantendoti una dichiarazione precisa e ottimizzata.

        📋 Vuoi conoscere tutte le novità fiscali del 2026? Leggi la nostra guida completa al 730 2026.



        Documenti Obbligatori per Tutti

        Indipendentemente dalle detrazioni che vuoi richiedere, ci sono alcuni documenti obbligatori che DEVI portare al CAF per presentare il 730 2026.

        Certificazione Unica (CU) 2026

        La Certificazione Unica è il documento più importante per il 730. Ti viene rilasciata dal tuo datore di lavoro o dall’ente pensionistico (INPS) entro il 16 marzo 2026.

        Cosa contiene la CU:

        • Redditi da lavoro dipendente o pensione percepiti nel 2025
        • Ritenute IRPEF già versate dal sostituto d’imposta
        • Addizionali regionali e comunali trattenute
        • Detrazioni già applicate in busta paga
        • Bonus e premi ricevuti (es. welfare aziendale)

        Attenzione: Se hai cambiato lavoro nel 2025 o hai avuto più datori di lavoro, devi portare TUTTE le Certificazioni Uniche ricevute. Anche quella del lavoro che hai lasciato a gennaio!

        Codici Fiscali

        Porta i codici fiscali di:

        • Tuo codice fiscale (tessera sanitaria)
        • Coniuge (anche se non a carico)
        • Figli (tutti, anche maggiorenni non a carico)
        • Altri familiari a carico (genitori, fratelli, nonni)

        I codici fiscali servono per le detrazioni familiari e per intestare correttamente le spese detraibili.

        Coordinate IBAN

        Se hai diritto a un rimborso IRPEF, l’Agenzia delle Entrate ti accredita direttamente sul conto corrente. Porta:

        • Codice IBAN completo (27 caratteri)
        • Intestato al dichiarante (o cointestato)

        Consiglio: Usa lo stesso IBAN dell’anno scorso per evitare ritardi nell’accredito.

        Dichiarazione 730/2025 (anno precedente)

        Porta la copia del 730 dell’anno scorso. Serve per:

        • Verificare rate residue di detrazioni pluriennali (bonus casa, ristrutturazioni)
        • Controllare acconti versati
        • Confrontare dati anagrafici e situazione familiare



        Documenti per Spese Sanitarie

        Le spese sanitarie sono tra le detrazioni più utilizzate nel 730. Dal 2026 ci sono nuove regole sui pagamenti tracciabili.

        Farmaci e Parafarmaci

        Per i farmaci acquistati in farmacia devi portare:

        • Scontrini parlanti (con codice fiscale, descrizione farmaco, dicitura “medicinale”)
        • Prova di pagamento tracciabile: estratto conto carta/bancomat

        ⚠️ NOVITÀ 2026: I farmaci senza ricetta medica (es. antinfiammatori, integratori classificati come farmaci) sono detraibili SOLO se pagati con carta, bancomat o app. I pagamenti in contanti NON sono più detraibili.

        Farmaci con ricetta: Detraibili anche se pagati in contanti (ma è comunque consigliato pagare tracciabile).

        Visite Mediche e Specialistiche

        Per visite mediche private porta:

        • Fatture o ricevute fiscali intestate con CF
        • Descrizione della prestazione (es. “visita cardiologica”, “ecografia”)
        • Ricevuta pagamento (se richiesta tracciabilità)

        Esami Diagnostici e Analisi

        Conserva:

        • Ricevute di laboratori privati (esami del sangue, TAC, risonanze)
        • Ticket SSN pagati (detraibili al 19%)
        • Fatture radiografie, ecografie

        Spese Dentistiche

        Le cure odontoiatriche sono tra le spese più alte. Porta:

        • Fattura dettagliata del dentista (con descrizione interventi)
        • Ricevute pagamenti (anche rateali)
        • Bonifici o estratti conto per pagamenti tracciabili

        Novità 2026: Anche implantologia e ortodonzia invisibile (es. apparecchi trasparenti) sono detraibili.

        Occhiali e Lenti

        Per occhiali da vista e lenti a contatto:

        • Scontrino parlante ottico con CF e descrizione
        • Ricetta medica (non sempre richiesta, ma utile)

        Altre Spese Sanitarie Detraibili

        Non dimenticare:

        • Fisioterapia e riabilitazione
        • Psicoterapia (anche online, novità 2026)
        • Protesi e ausili (apparecchi acustici, busti ortopedici)
        • Ricoveri ospedalieri privati
        • Cure termali (con prescrizione medica)
        • Spese veterinarie (limite 550 euro, franchigia 129,11 euro)



        Documenti per Spese di Istruzione

        Le spese scolastiche e universitarie danno diritto a detrazione del 19% con limiti specifici.

        Scuole dell’Infanzia, Primarie e Secondarie

        Per asili, elementari, medie e superiori (pubbliche e private) porta:

        • Ricevute rette scolastiche (iscrizione, frequenza)
        • Ricevute mensa scolastica
        • Ricevute trasporto scolastico
        • Ricevute pre-scuola e post-scuola
        • Ricevute gite scolastiche (novità 2026)

        Limite massimo 2026: 1.000 euro per studente (aumento da 800 euro).

        Università Pubbliche e Private

        Per le tasse universitarie:

        • Ricevuta pagamento tasse (MAV, bollettini, bonifici)
        • Attestazione importo versato rilasciata dall’ateneo
        • Ricevute contributi obbligatori (marca da bollo, assicurazione)

        Università pubbliche: Nessun limite di spesa.
        Università private: Limite variabile in base all’area geografica e tipo di corso (consulta il CAF).

        Master e Corsi Post-Laurea

        Novità 2026: Sono detraibili anche master universitari, dottorati di ricerca e corsi di specializzazione post-laurea.

        Libri Scolastici

        I libri di testo per scuole secondarie di primo e secondo grado (medie e superiori) NON sono detraibili nel 730, ma potrebbero esserci bonus regionali separati.



        Documenti per Bonus Casa e Ristrutturazioni

        Se hai sostenuto spese per ristrutturazioni, efficientamento energetico o acquisto mobili, conserva tutta la documentazione.

        Bonus Ristrutturazione (36%)

        Per lavori di ristrutturazione edilizia porta:

        • Fatture complete dei lavori (con dettaglio prestazioni e materiali)
        • Bonifici parlanti (causale: “Bonus ristrutturazione art. 16-bis TUIR”, CF beneficiario, P.IVA ditta)
        • Titolo abilitativo: CILA, SCIA o permesso di costruire
        • Comunicazione ENEA (per alcuni interventi)
        • Visure catastali (per prima detrazione)

        Attenzione: Se hai iniziato lavori nel 2024 (aliquota 50%), porta anche la dichiarazione 730/2025 per verificare le rate residue.

        Bonus Mobili (50%)

        Per mobili ed elettrodomestici legati a ristrutturazione:

        • Fatture di acquisto mobili (con descrizione dettagliata)
        • Fatture grandi elettrodomestici (con classe energetica A o superiore)
        • Bonifici o pagamenti tracciabili
        • Documentazione ristrutturazione collegata (il bonus mobili richiede lavori edilizi nello stesso immobile)

        Limite 2026: Massimo 5.000 euro di spesa (detrazione max 2.500 euro in 10 anni).

        Ecobonus (50%)

        Per interventi di efficientamento energetico:

        • Fatture lavori (caldaie, infissi, cappotti termici, pompe di calore)
        • Bonifici parlanti (causale: “Ecobonus art. 1 commi 344-347 L. 296/2006”)
        • Certificazione energetica APE (prima e dopo intervento)
        • Comunicazione ENEA obbligatoria (entro 90 giorni da fine lavori)
        • Asseverazione tecnica (per interventi complessi)

        Superbonus (rate residue)

        Se hai Superbonus 110% da anni precedenti, porta:

        • Comunicazione opzione sconto/cessione (se hai ceduto il credito)
        • 730 anni precedenti con rate residue
        • Documenti originali lavori (se richiesti dall’Agenzia Entrate)



        Documenti per Familiari a Carico

        Se hai familiari fiscalmente a carico, devi dimostrarlo con apposita documentazione.

        Coniuge a Carico

        Il coniuge è a carico se ha reddito annuo non superiore a 2.840,51 euro. Porta:

        • Codice fiscale coniuge
        • Dichiarazione sostitutiva redditi coniuge (se non ha presentato dichiarazione)
        • CU del coniuge (se ha avuto redditi)

        Figli a Carico

        Per figli maggiori di 21 anni a carico (i minori hanno Assegno Unico):

        • Codice fiscale figlio
        • Dichiarazione redditi figlio (se ha redditi sotto soglia 2.840,51 euro, o 4.000 euro se under 24)
        • Certificato di iscrizione università (per studenti universitari)

        Altri Familiari a Carico

        Per genitori, nonni, fratelli, suoceri a carico:

        • Codice fiscale
        • Dichiarazione sostitutiva che attesti convivenza o mantenimento
        • Certificati redditi (devono avere reddito sotto 2.840,51 euro)

        Familiari con Disabilità

        Per familiari disabili a carico porta:

        • Certificato invalidità INPS (legge 104)
        • Verbale commissione medica
        • Documentazione spese assistenza (badanti, centri diurni)

        Attestazione ISEE

        Anche se non obbligatoria per il 730, l’attestazione ISEE può essere utile per:

        • Verificare redditi familiari complessivi
        • Documentare situazione patrimoniale
        • Eventuali bonus collegati (Assegno Unico, bonus nido)



        Documenti per Detrazione Canone Affitto

        Se sei inquilino in affitto, puoi detrarre parte del canone nel 730 2026.

        Contratto di Locazione

        Porta:

        • Contratto di affitto registrato (copia con marca da bollo Agenzia Entrate)
        • Ricevute canone 2025 (tutti i mesi)
        • Bonifici o assegni di pagamento (consigliato tracciabile)

        Tipologie di Detrazione Affitto

        La detrazione varia in base alla tua situazione:

        SituazioneDetrazione annua
        Inquilini under 31 anni (reddito max 15.493,71 euro)991,60 euro
        Lavoratori trasferiti per lavoro991,60 euro
        Inquilini reddito 15.493-30.987 euro495,80 euro
        Inquilini reddito oltre 30.987 euro247,90 euro

        Attenzione: Per gli under 31 c’è una maggiorazione fino ai primi 4 anni di contratto.

        Altri Documenti Utili per Detrazioni

        Ci sono altre detrazioni fiscali che potresti non conoscere. Ecco i documenti da portare.

        Previdenza Complementare (Fondi Pensione)

        Se versi a un fondo pensione integrativo:

        • Certificazione contributi versati nel 2025
        • Importo deducibile (limite 5.500 euro dal 2026)

        Beneficio: Deduzione dal reddito (non detrazione), quindi risparmio maggiore per aliquote IRPEF alte.

        Donazioni a ONLUS, ONG, Enti Religiosi

        Per erogazioni liberali porta:

        • Ricevute donazioni con causale specifica
        • Bonifici o pagamenti tracciabili (obbligatorio)
        • Dati ente beneficiario (CF o P.IVA, denominazione)

        Detrazione: 30% su donazioni fino a 30.000 euro (o deduzione 10% reddito, a scelta).

        Assicurazioni Vita e Infortuni

        Per polizze assicurative:

        • Ricevute premi versati 2025
        • Tipologia polizza (vita, infortuni, malattia, LTC)

        Limite: 530 euro annui (750 euro per assicurazioni persone con disabilità grave).

        Interessi Mutuo Prima Casa

        Se hai un mutuo per acquisto abitazione principale:

        • Certificazione interessi passivi rilasciata dalla banca
        • Atto di acquisto immobile (per prima detrazione)
        • Visura catastale (per prima detrazione)

        Detrazione: 19% su massimo 4.000 euro di interessi (under 36: limite 8.000 euro).

        Spese Funebri

        Se hai sostenuto spese funerarie nel 2025:

        • Fattura impresa funebre
        • Ricevute pagamenti

        Limite: 1.550 euro per ciascun decesso.

        Attività Sportive Ragazzi (5-18 anni)

        Per iscrizioni sportive figli:

        • Ricevute associazioni sportive dilettantistiche
        • Ricevute palestre, piscine

        Limite: 210 euro per ragazzo (detrazione max 39,90 euro).



        Checklist Finale: Come Organizzare i Documenti

        Per presentare il 730 2026 in modo efficiente, segui questa checklist organizzativa.

        1. Crea Cartelle per Categoria

        Organizza i documenti fisici (o digitali) in cartelle separate:

        • 📁 Documenti base (CU, CF, IBAN, 730 anno scorso)
        • 📁 Spese sanitarie (scontrini, fatture mediche, dentista)
        • 📁 Spese istruzione (università, scuola, mensa)
        • 📁 Bonus casa (fatture lavori, bonifici, ENEA)
        • 📁 Familiari a carico (CF, dichiarazioni, certificati)
        • 📁 Affitto (contratto, ricevute canone)
        • 📁 Altre detrazioni (fondi pensione, donazioni, assicurazioni)

        2. Verifica Completezza Documenti

        Prima di andare al CAF, controlla di avere:

        • ✅ Tutte le Certificazioni Uniche (anche di lavori part-time o collaborazioni)
        • ✅ Scontrini parlanti farmacia con CF leggibile
        • ✅ Bonifici parlanti per ristrutturazioni (con causale corretta)
        • ✅ Comunicazione ENEA inviata (conserva ricevuta)
        • ✅ Fatture mediche intestate e dettagliate

        3. Digitalizza Tutti i Documenti

        Novità 2026: L’Agenzia delle Entrate incentiva la conservazione digitale. Scansiona o fotografa:

        • Scontrini farmacia (tendono a sbiadire)
        • Ricevute e fatture
        • Bonifici e pagamenti

        Conserva le copie digitali su cloud o hard disk per almeno 5 anni (termine accertamenti Agenzia Entrate).

        4. Evidenzia Pagamenti Tracciabili

        Per ogni spesa, verifica di avere la prova di pagamento tracciabile:

        • Estratto conto bancario con addebito
        • Ricevuta POS
        • Bonifico (per lavori casa)

        Regola 2026: Quasi tutte le detrazioni (tranne poche eccezioni) richiedono pagamento NON in contanti.

        5. Prepara un Riepilogo Scritto

        Crea un elenco riassuntivo con:

        • Totale spese sanitarie
        • Totale spese istruzione
        • Totale lavori casa (con tipo bonus: ristrutturazione, ecobonus, mobili)
        • Familiari a carico (nomi, CF, redditi)

        Questo aiuta il CAF a compilare velocemente e correttamente il 730.

        6. Prenota Appuntamento al CAF per Tempo

        Il periodo marzo-giugno è molto affollato nei CAF. Prenota in anticipo per evitare code e avere più tempo per la compilazione.

        Consiglio: Prenota già a fine marzo, non appena ricevi la Certificazione Unica.

        Domande Frequenti sui Documenti 730

        Cosa succede se dimentico un documento per il 730?

        Se dimentichi un documento puoi presentare un 730 integrativo entro il termine di presentazione (30 settembre 2026 se fai da solo, 30 giugno se tramite CAF). In alternativa, puoi presentare un Modello Redditi correttivo entro il 30 novembre 2026. Il CAF ti aiuta a valutare la soluzione migliore.

        Posso portare gli scontrini farmacia sbiaditi?

        Gli scontrini farmacia tendono a sbiadire nel tempo. Se sono illeggibili, portali comunque al CAF insieme agli estratti conto che dimostrano i pagamenti con carta. La combinazione scontrino + estratto conto è sufficiente per la detrazione.

        Devo portare documenti anche per detrazioni già in busta paga?

        Sì, anche se alcune detrazioni (es. familiari a carico) sono già applicate dal datore di lavoro, devi confermarle nel 730 portando la documentazione. Questo serve per verificare che le detrazioni siano state applicate correttamente e aggiornare eventuali cambiamenti.

        Cosa serve per detrarre le spese di un familiare non a carico?

        Per detrarre spese sanitarie di familiari non fiscalmente a carico (novità 2026 per patologie gravi) servono: certificazione medica della patologia, prova di pagamento tracciabile, fatture intestate al familiare. Limite massimo 6.000 euro annui.

        Quanto tempo prima devo prenotare l’appuntamento al CAF?

        Prenota l’appuntamento al CAF almeno 2-3 settimane prima della scadenza (30 giugno 2026). Il periodo aprile-maggio è il più affollato. Prenotando a fine marzo (appena ricevi la CU) hai più disponibilità di orari e assistenza dedicata.

        Preparare correttamente la documentazione per il 730 2026 è fondamentale per massimizzare le detrazioni fiscali e ottenere il rimborso più alto possibile. Con le novità della Legge di Bilancio 2026 (pagamenti tracciabili, nuove soglie bonus casa, detrazioni sanitarie ampliate), avere tutti i documenti in ordine fa la differenza.

        Segui la checklist completa di questa guida, organizza i documenti per categoria e prenota per tempo l’appuntamento al CAF. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella raccolta e verifica di tutta la documentazione, garantendoti una dichiarazione precisa, completa e ottimizzata.

        📋 Vuoi conoscere nel dettaglio tutte le novità fiscali 2026? Leggi la nostra guida completa al 730 2026.



        Hai Tutti i Documenti ma Non Sai Come Organizzarli?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti guida passo passo nella preparazione e compilazione del 730 2026. I nostri esperti verificano la completezza della documentazione e ottimizzano le detrazioni per massimizzare il tuo rimborso.

        Servizi per il 730:

        • Verifica documentazione completa
        • Compilazione 730 precompilato o ordinario
        • Massimizzazione detrazioni fiscali
        • Assistenza per bonus casa, spese sanitarie, familiari a carico
        • Invio telematico e assistenza post-presentazione

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          CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640

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          Alexandra Bala
          04/09/2026
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          ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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          paolino servidio
          03/09/2026
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          Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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          Lady
          01/09/2026
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          Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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          Giulia Guida
          25/08/2026
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          Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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          Paola Zilli
          07/08/2026
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          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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          Jacqueline B.
          06/08/2026
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          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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          Maura Masutto
          06/08/2026
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          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
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          Molto gentile
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          Sibongile Moyana
          30/07/2026
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          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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          Sabrina Cirina
          23/07/2026
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          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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          Aprile 15, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
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          Bonus Giovani fino a 650 Euro: Guida Completa al Decreto Primo Maggio 2025

          Indice dei contenuti

          1. Cos’è il Bonus Giovani fino a 650 Euro
          2. Il Decreto Primo Maggio 2025: novità principali
          3. Requisiti per accedere al Bonus Giovani
          4. Importi e calcolo dell’esonero contributivo
          5. Chi può assumere con il Bonus Giovani
          6. Tipologie di contratto ammesse
          7. Durata del beneficio
          8. Come richiederlo: procedura passo per passo
          9. Cumulabilità con altri incentivi
          10. Esclusioni e cause di decadenza
          11. Domande Frequenti sul Bonus Giovani

          Il Bonus Giovani fino a 650 euro introdotto dal Decreto Primo Maggio 2025 rappresenta uno degli incentivi più rilevanti per favorire l’occupazione giovanile in Italia. Si tratta di un esonero contributivo riconosciuto ai datori di lavoro che assumono under 35 con contratto a tempo indeterminato, con un risparmio mensile che può arrivare fino a 650 euro per ogni lavoratore assunto. In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutte le informazioni su requisiti, importi, procedura di richiesta e compatibilità con altri benefici fiscali.

          Cos’è il Bonus Giovani fino a 650 Euro

          Il Bonus Giovani è un esonero contributivo riconosciuto ai datori di lavoro privati che assumono lavoratori under 35 che non abbiano mai avuto un contratto a tempo indeterminato. Il beneficio consiste nell’azzeramento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (con esclusione dei premi INAIL), entro un limite massimo di 650 euro mensili per ogni lavoratore.

          La misura rientra nell’ambito degli incentivi all’occupazione giovanile previsti dal pacchetto di agevolazioni varato dal Governo, con l’obiettivo di ridurre la disoccupazione nella fascia 18-34 anni. L’incentivo è cumulabile con altri strumenti di politica attiva del lavoro, ampliando notevolmente la convenienza per le imprese che scelgono di investire in nuove assunzioni stabili.

          In sintesi, i punti chiave del Bonus Giovani:

          • Esonero totale dei contributi previdenziali datoriali (esclusi INAIL)
          • Tetto massimo: 650 euro al mese per lavoratore
          • Durata: 24 mesi (36 mesi per assunzioni nel Mezzogiorno)
          • Target: under 35 mai assunti a tempo indeterminato
          • Applicabile a contratti a tempo indeterminato e apprendistato professionalizzante

          Il Decreto Primo Maggio 2025: novità principali

          Il Decreto Primo Maggio 2025 (Decreto Lavoro) ha introdotto e potenziato diversi strumenti di sostegno all’occupazione giovanile. Il provvedimento, convertito in legge con modificazioni, ha rafforzato il bonus assunzioni giovani esistente, innalzando il tetto dell’esonero contributivo e ampliando la platea dei beneficiari.

          Le principali novità del Decreto Primo Maggio 2025 in materia di incentivi all’occupazione sono:

          • Innalzamento del tetto dell’esonero da 500 a 650 euro mensili per lavoratore
          • Estensione della durata del beneficio fino a 36 mesi per le regioni del Mezzogiorno
          • Ampliamento della platea: inclusi lavoratori fino a 34 anni e 364 giorni
          • Semplificazione procedurale per la richiesta tramite portale INPS
          • Cumulabilità con la detrazione per figli a carico e con l’Assegno Unico
          • Nuove tutele contro le assunzioni fittizie con obblighi di mantenimento occupazionale

          Il decreto ha anche previsto misure specifiche per le imprese del settore turismo e ristorazione con un bonus aggiuntivo per le assunzioni a tempo indeterminato. La misura si inserisce nel più ampio pacchetto di agevolazioni che comprende anche il Bonus Prima Casa per under 36, pensato per agevolare l’accesso alla proprietà abitativa dei giovani lavoratori.

          Requisiti per accedere al Bonus Giovani

          Per accedere al Bonus Giovani 650 euro, devono essere soddisfatti requisiti sia da parte del datore di lavoro che del lavoratore assunto. Vediamo nel dettaglio tutti i criteri richiesti.

          Requisiti del lavoratore

          • Età: under 35 anni al momento dell’assunzione (fino a 34 anni e 364 giorni)
          • Assenza di contratto a tempo indeterminato precedente, con qualsiasi datore di lavoro privato
          • Non aver già beneficiato del medesimo incentivo in rapporti di lavoro precedenti
          • Residenza in Italia o status di lavoratore comunitario o extracomunitario regolarmente residente

          Requisiti del datore di lavoro

          • Datore di lavoro privato (escluse le Pubbliche Amministrazioni)
          • Regolarità contributiva: il datore deve essere in regola con il DURC
          • Rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008)
          • Assenza di licenziamenti nei 6 mesi precedenti per la stessa qualifica nella stessa unità produttiva
          • Rispetto dei contratti collettivi nazionali e territoriali
          • Incremento netto dell’occupazione rispetto alla media dei 12 mesi precedenti

          Attenzione: il requisito dell’incremento occupazionale netto è uno degli elementi più delicati. Il datore di lavoro deve dimostrare che la nuova assunzione determina un effettivo aumento del numero di dipendenti, non una semplice sostituzione di lavoratori cessati. Il calcolo considera la media del personale nei 12 mesi antecedenti all’assunzione agevolata.

          Importi e calcolo dell’esonero contributivo

          Il Bonus Giovani 650 euro si traduce in un esonero totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, calcolati sulla retribuzione mensile del lavoratore, fino al tetto massimo previsto. I contributi previdenziali ordinariamente a carico del datore di lavoro ammontano a circa il 23-25% della retribuzione lorda. Con il Bonus Giovani, questo importo viene azzerato fino al tetto di 650 euro al mese.

          Esempi pratici di calcolo

          • Per un RAL di 20.000 euro (circa 1.667 euro lordi/mese): contributi datoriali circa 400 euro/mese → esonero totale
          • Per un RAL di 25.000 euro (circa 2.083 euro lordi/mese): contributi datoriali circa 500 euro/mese → esonero totale
          • Per un RAL di 30.000 euro (circa 2.500 euro lordi/mese): contributi datoriali circa 625 euro/mese → esonero quasi totale
          • Per un RAL superiore a 33.000 euro: contributi datoriali superano 650 euro/mese → esonero parziale al tetto

          Il risparmio annuale per il datore di lavoro può arrivare fino a 7.800 euro per ogni giovane assunto (650 euro x 12 mesi) nel primo biennio di rapporto. Per i contratti part-time, il tetto mensile viene ridotto proporzionalmente: un part-time al 50% ha un tetto di 325 euro mensili.

          Esonero nel Mezzogiorno

          Per le assunzioni nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia), la durata dell’esonero è estesa a 36 mesi, con un risparmio potenziale complessivo di 23.400 euro per assunzione (650 euro x 36 mesi). Questo rende il bonus assunzioni giovani uno degli incentivi più generosi mai introdotti per il Sud Italia.

          Chi può assumere con il Bonus Giovani

          Il Bonus Giovani è rivolto a tutti i datori di lavoro privati, indipendentemente dalla dimensione aziendale e dal settore di attività. Possono accedere all’incentivo:

          • Imprese di qualsiasi dimensione (micro, piccole, medie e grandi imprese)
          • Studi professionali (avvocati, commercialisti, medici, ecc.)
          • Associazioni e fondazioni private che svolgono attività commerciale
          • Cooperative e loro consorzi
          • Imprenditori agricoli (per assunzioni nel settore primario)
          • Artigiani e lavoratori autonomi con dipendenti

          Sono esclusi i datori di lavoro del settore pubblico: ministeri, enti locali, aziende sanitarie pubbliche e università statali non possono beneficiare di questo incentivo. Per i datori di lavoro privati che adottano il regime forfettario con dipendenti, le modalità di calcolo dell’incremento occupazionale seguono regole specifiche INPS.

          Tipologie di contratto ammesse

          Il Bonus Giovani 650 euro si applica alle seguenti tipologie contrattuali:

          • Contratto a tempo indeterminato (sia full time che part time)
          • Contratto di apprendistato professionalizzante
          • Trasformazione da contratto a tempo determinato a contratto a tempo indeterminato

          Non sono ammessi al beneficio: contratti a tempo determinato, contratti di lavoro intermittente (a chiamata), collaborazioni coordinate e continuative, stage e tirocini extracurriculari, contratti di lavoro domestico (colf, badanti, baby sitter).

          Il caso della trasformazione del contratto merita attenzione: se un lavoratore under 35 viene assunto con contratto a termine e successivamente trasformato in indeterminato, il datore può richiedere l’incentivo dalla data della trasformazione. Questo aspetto va valutato anche in sede di dichiarazione dei redditi aziendale.

          Durata del beneficio

          La durata dell’esonero contributivo varia in base alla localizzazione dell’unità produttiva in cui viene inserito il lavoratore:

          • 24 mesi per le assunzioni nelle regioni del Centro-Nord
          • 36 mesi per le assunzioni nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia)

          Il beneficio decorre dal primo giorno del mese in cui viene stipulato il contratto. In caso di trasformazione da tempo determinato a indeterminato, la durata si calcola dalla data della trasformazione. Al termine del periodo agevolato, il datore dovrà versare i contributi nella misura ordinaria. Il lavoratore mantiene il rapporto a tempo indeterminato e il datore può valutare la gestione del TFR maturato dal dipendente e le agevolazioni fiscali ordinarie.

          Come richiederlo: procedura passo per passo

          La procedura per richiedere il Bonus Giovani 650 euro prevede diversi passaggi da seguire con attenzione per evitare la perdita del beneficio. Ecco la guida completa step by step.

          Step 1: Verifica dei requisiti

          Prima di procedere con l’assunzione, il datore di lavoro deve verificare che il candidato soddisfi i requisiti soggettivi (età under 35, assenza di precedenti contratti a tempo indeterminato). Questa verifica avviene tramite dichiarazione sostitutiva del lavoratore, che attesta di non aver mai avuto un contratto a tempo indeterminato.

          Step 2: Comunicazione obbligatoria di assunzione (COA)

          Entro le ore 24:00 del giorno antecedente l’inizio del rapporto di lavoro, il datore deve inviare la comunicazione obbligatoria di assunzione (COA) attraverso il portale del Ministero del Lavoro. In questa comunicazione deve essere indicato il tipo di contratto e la qualifica del lavoratore.

          Step 3: Domanda all’INPS

          Dopo l’assunzione, il datore deve presentare la domanda di ammissione al beneficio attraverso il portale INPS (MyINPS o tramite intermediari abilitati come il CAF). La domanda deve essere inoltrata prima dell’utilizzo del beneficio in denuncia contributiva e deve contenere: dati del datore di lavoro (codice fiscale, matricola INPS), dati del lavoratore (codice fiscale, data di nascita), data di inizio del rapporto, tipo di contratto e sede di lavoro.

          Step 4: Utilizzo in compensazione F24

          Una volta ottenuta l’autorizzazione dall’INPS, il datore può iniziare a portare in compensazione i contributi agevolati nel modello F24 tramite il codice tributo specifico comunicato dall’INPS. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per tutta la procedura, dalla verifica dei requisiti all’invio della domanda e al monitoraggio del corretto utilizzo del beneficio.

          Cumulabilità con altri incentivi

          Una delle caratteristiche più interessanti del Bonus Giovani 650 euro è la possibilità di cumularlo con altri strumenti di sostegno all’occupazione. Tuttavia, esistono specifiche regole di compatibilità fondamentali da conoscere.

          Incentivi cumulabili

          • Incentivo donne svantaggiate: per le lavoratrici under 35 disoccupate da almeno 6 mesi
          • Bonus NEET: per i giovani tra 15 e 29 anni che non lavorano, non studiano e non sono in formazione, potenziato con contributi aggiuntivi del Programma GOL
          • Incentivi regionali FVG: il Friuli Venezia Giulia ha misure aggiuntive di sostegno all’occupazione giovanile – per i dettagli consulta il CAF di riferimento
          • Credito d’imposta formazione 4.0: per le attività di formazione dei neoassunti in ambito digitale e Industry 4.0

          Incompatibilità e limiti

          • Non cumulabile con la decontribuzione Sud per lo stesso lavoratore (si sceglie il beneficio più conveniente)
          • Non cumulabile con l’esonero contributivo per l’assunzione di lavoratori beneficiari di disoccupazione/NASPI
          • Limite de minimis: per alcune categorie di imprese il cumulo con altri aiuti di Stato è soggetto al regolamento de minimis (200.000 euro nel triennio)

          Esclusioni e cause di decadenza

          Conoscere le cause che possono determinare la perdita del Bonus Giovani è fondamentale per evitare spiacevoli sorprese in sede di verifica INPS. Le principali cause di decadenza sono:

          • Licenziamento del lavoratore agevolato prima della scadenza del periodo di esonero (il beneficio cessa e devono essere restituiti i contributi non versati)
          • Dimissioni del lavoratore (il beneficio cessa dalla data di cessazione, senza obbligo di restituzione)
          • Irregolarità contributiva: il DURC irregolare fa perdere il diritto al beneficio per tutto il periodo di irregolarità
          • Licenziamenti collettivi nei 6 mesi precedenti l’assunzione agevolata nella stessa unità produttiva per la medesima qualifica
          • Mancato incremento occupazionale netto: se al termine dell’esercizio non vi è stato effettivo aumento dei dipendenti, l’INPS può recuperare i contributi agevolati
          • False dichiarazioni sui requisiti del lavoratore (età, assenza di precedenti contratti a tempo indeterminato)

          In caso di licenziamento prima della scadenza del periodo agevolato, il datore deve comunicare all’INPS la cessazione e provvedere al versamento dei contributi non corrisposti durante il periodo agevolato, maggiorati delle sanzioni di legge. Per approfondire le agevolazioni fiscali per il lavoro dipendente, consulta la nostra guida sulle detrazioni familiari a carico.

          Domande Frequenti sul Bonus Giovani 650 Euro

          Il Bonus Giovani si applica anche ai contratti a termine trasformati in indeterminato?

          Si, il Bonus Giovani 650 euro si applica anche alle trasformazioni da contratto a tempo determinato a contratto a tempo indeterminato, a condizione che il lavoratore abbia meno di 35 anni e non abbia mai avuto precedentemente un contratto a tempo indeterminato con qualsiasi datore di lavoro. Il beneficio decorre dalla data della trasformazione.

          Un lavoratore che ha avuto un contratto a tempo indeterminato in passato puo beneficiare del bonus?

          No. Il requisito fondamentale e che il lavoratore non abbia mai avuto un contratto a tempo indeterminato con qualsiasi datore di lavoro privato, anche se quel rapporto si e concluso. Anche un brevissimo periodo di lavoro a tempo indeterminato in passato esclude il lavoratore dal beneficio. LINPS verifica questo requisito incrociando i dati dei Modelli Uniemens.

          Il tetto di 650 euro e mensile o annuale?

          Il tetto di 650 euro e mensile. Il beneficio annuale massimo per ogni lavoratore assunto e quindi di 7.800 euro (650 euro x 12 mesi). Per le assunzioni nel Mezzogiorno, dove la durata e di 36 mesi, il beneficio totale massimo puo arrivare a 23.400 euro per lavoratore.

          Cosa succede se assumo un under 35 con contratto part-time?

          Per le assunzioni part-time, il tetto mensile di 650 euro viene ridotto proporzionalmente all orario di lavoro. Ad esempio, per un contratto part-time al 50% dell orario full time, il limite massimo scende a 325 euro al mese. Il beneficio rimane conveniente poiche anche in caso di part-time i contributi previdenziali datoriali vengono azzerati entro il tetto ridotto.

          Posso cumulare il Bonus Giovani con altri incentivi?

          Dipende dall incentivo. Il Bonus Giovani e cumulabile con gli incentivi per le donne svantaggiate, con i bonus NEET, con gli incentivi regionali (come quelli del Friuli Venezia Giulia) e con il credito d imposta formazione 4.0. Non e invece cumulabile con la decontribuzione Sud (si sceglie il piu conveniente) ne con l incentivo NASPI per lo stesso lavoratore. E consigliabile verificare caso per caso con un consulente del lavoro o con il CAF.


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          Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare i requisiti, preparare la documentazione e seguire la procedura INPS per ottenere il Bonus Giovani 650 euro. Contattaci per una consulenza personalizzata.

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            04/09/2026
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            ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            Lady
            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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            Aprile 14, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/03/bonus-acquisto-prima-casa-fondo-prima-casa-2020-giovani-coppie-agevolazioni.jpg 500 850 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-14 17:07:422026-04-14 18:21:23Bonus Giovani fino a 650 Euro: Guida Completa al Decreto Primo Maggio 2025
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            Bonus Prima Casa Giovani Under 36 2026: Requisiti ISEE, Agevolazioni e Come Richiederlo

            Indice dei contenuti

            1. Cos’è il Bonus Prima Casa Giovani Under 36
            2. Requisiti del Bonus Prima Casa Under 36 nel 2026
            3. Quando Vale l’ISEE: La Regola del Momento dell’Istanza
            4. Agevolazioni Incluse nel Bonus Under 36
            5. Garanzia Mutuo Consap per Under 36
            6. Esenzione Imposta di Registro e Imposte Ipotecarie
            7. Credito d’Imposta sull’IVA per Acquisto da Costruttore
            8. Come Richiedere il Bonus Prima Casa Under 36
            9. Documenti Necessari per il Bonus Under 36
            10. Casi Pratici ed Esempi Reali
            11. Errori da Evitare per Non Perdere il Bonus
            12. Domande Frequenti sul Bonus Prima Casa Giovani

            Stai per acquistare la tua prima casa e hai meno di 36 anni? Il bonus prima casa giovani under 36 ti permette di risparmiare migliaia di euro su imposte, mutuo e agevolazioni fiscali. Nel 2026 questa agevolazione è ancora attiva e particolarmente conveniente per i giovani acquirenti. Ma c’è una domanda che molti si pongono: quale ISEE conta per accedere al bonus? Quello al momento dell’istanza al notaio o quello successivo?

            La risposta è fondamentale perché può fare la differenza tra ottenere o perdere l’agevolazione del valore di migliaia di euro. In questa guida completa analizziamo tutto quello che devi sapere: requisiti ISEE, agevolazioni fiscali previste, garanzia mutuo Consap, esenzioni imposta di registro e la procedura per richiedere il bonus nel 2026.

            Cos’è il Bonus Prima Casa Giovani Under 36

            Il bonus prima casa giovani under 36 è una misura agevolativa introdotta dal Decreto Sostegni Bis (D.L. 73/2021) e prorogata negli anni successivi. Si tratta di un pacchetto di agevolazioni fiscali riservato ai giovani acquirenti che non hanno ancora compiuto 36 anni alla data del rogito notarile e che hanno un ISEE non superiore a 40.000 euro.

            L’obiettivo della misura è chiaro: favorire l’accesso alla prima casa per le nuove generazioni, riducendo il carico fiscale legato all’acquisto immobiliare. Il bonus si compone di diverse agevolazioni che possono cumularsi tra loro, rendendo l’acquisto della prima abitazione molto più accessibile rispetto alle condizioni standard.

            Il bonus si applica agli acquisti di immobili ad uso abitativo che soddisfano i requisiti “prima casa” previsti dalla normativa fiscale italiana. Non si tratta quindi solo di un’agevolazione sull’imposta di registro: il pacchetto comprende anche esenzioni sulle imposte ipotecarie e catastali, un credito d’imposta sull’IVA per gli acquisti da costruttore e la possibilità di accedere alla garanzia mutuo Consap fino all’80% del valore dell’immobile.

            Requisiti del Bonus Prima Casa Under 36 nel 2026

            Per accedere al bonus prima casa under 36 nel 2026 è necessario soddisfare contemporaneamente tutti i seguenti requisiti. Vediamoli nel dettaglio:

            Requisito anagrafico: età inferiore a 36 anni

            Il requisito dell’età deve essere verificato alla data del rogito notarile (atto di compravendita definitivo). Non conta la data del preliminare o della proposta di acquisto. Se compi 36 anni il giorno del rogito, non hai diritto al bonus: devi aver compiuto al massimo 35 anni e 364 giorni.

            Requisito reddituale: ISEE non superiore a 40.000 euro

            L’ISEE del nucleo familiare non deve superare i 40.000 euro. Questo valore viene verificato all’atto dell’istanza presentata al notaio (vedi sezione successiva per i dettagli fondamentali su questo punto). Il calcolo dell’ISEE tiene conto del reddito e del patrimonio di tutti i componenti del nucleo familiare.

            Requisiti “prima casa”

            L’immobile acquistato deve rispettare tutti i requisiti “prima casa” previsti dalla Nota II-bis dell’art. 1 della Tariffa Parte Prima allegata al D.P.R. 131/1986:

            • Categoria catastale: l’immobile non deve rientrare nelle categorie A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (ville) o A/9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici)
            • Ubicazione: l’immobile deve trovarsi nel comune dove l’acquirente ha o intende stabilire la propria residenza entro 18 mesi dall’acquisto, oppure nel comune dove l’acquirente svolge la propria attività lavorativa
            • Assenza di altri immobili: l’acquirente non deve essere titolare, nemmeno per quote o in comunione, di altri diritti di proprietà su abitazioni acquistate con le agevolazioni “prima casa”
            • Non titolare di diritti su altri immobili: l’acquirente non deve essere titolare, neanche per quote, di altra abitazione nello stesso comune dove acquista

            Questi requisiti devono essere dichiarati nell’atto notarile mediante apposita dichiarazione. Il notaio è responsabile di verificarne la correttezza prima di applicare le agevolazioni.

            Quando Vale l’ISEE: La Regola del Momento dell’Istanza

            Questo è il punto più importante e spesso frainteso del bonus prima casa under 36. La domanda che tutti si fanno è: quale ISEE vale? Quello che ho oggi, quello che avrò al rogito, o quello che presenterò al momento dell’istanza?

            La risposta ufficiale è chiara e precisa: l’ISEE che vale è quello vigente al momento della presentazione dell’istanza al notaio, ovvero al momento della stipula dell’atto di compravendita (rogito). Questo principio è stato confermato dall’Agenzia delle Entrate con diversi documenti di prassi, tra cui la Circolare n. 12/E del 2021.

            Cosa significa “momento dell’istanza”

            Con “momento dell’istanza” si intende la data del rogito notarile, cioè il momento in cui l’acquirente firma l’atto definitivo di compravendita davanti al notaio e richiede formalmente l’applicazione delle agevolazioni under 36.

            Questo significa che:

            • Se il tuo ISEE scade tra il compromesso e il rogito, devi rinnovarlo prima del rogito per poter presentare un ISEE valido non superiore a 40.000 euro
            • Se il tuo ISEE scade durante il 2026, devi verificare se riuscirai a presentare il rogito entro la scadenza della DSU in corso
            • Non puoi presentare un ISEE successivo al rogito per “sanare” la mancanza di ISEE al momento dell’atto
            • Il preliminare di compravendita non è sufficiente: l’ISEE deve essere valido alla data del rogito definitivo

            Cosa fare se l’ISEE scade prima del rogito

            Se il tuo ISEE scade prima del rogito, devi assolutamente rinnovare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) prima della data dell’atto notarile. Il rinnovo annuale dell’ISEE può essere effettuato:

            • Presso un CAF autorizzato (come il CAF Centro Fiscale di Udine) che elabora la DSU gratuitamente
            • Direttamente sul portale INPS online accedendo con SPID, CIE o CNS
            • Tramite il proprio commercialista o consulente fiscale

            Ricorda che la presentazione della DSU all’INPS richiede alcuni giorni lavorativi per l’elaborazione. Non aspettare l’ultimo momento prima del rogito: pianifica con anticipo il rinnovo dell’ISEE per evitare di perdere il bonus.

            Agevolazioni Incluse nel Bonus Under 36

            Il bonus prima casa under 36 non è una singola agevolazione ma un pacchetto completo di benefici fiscali che si cumulano tra loro. Ecco nel dettaglio cosa comprende:

            1. Esenzione dall’imposta di registro

            Per gli acquisti da privati (non soggetti IVA), l’acquirente under 36 beneficia dell’esenzione totale dall’imposta di registro. Normalmente, per le agevolazioni “prima casa” standard, l’imposta di registro è pari al 2% del valore catastale. Con il bonus under 36, questa imposta è azzerata completamente.

            2. Esenzione dalle imposte ipotecaria e catastale

            Anche le imposte ipotecaria e catastale, normalmente fisse a 50 euro ciascuna per le agevolazioni prima casa standard, sono azzerate per gli under 36 con ISEE idoneo.

            3. Credito d’imposta sull’IVA per acquisto da costruttore

            Se acquisti una prima casa direttamente da un costruttore o da una società immobiliare (operazione soggetta a IVA), non puoi beneficiare dell’esenzione dall’imposta di registro. In questo caso, il bonus under 36 ti riconosce un credito d’imposta pari all’IVA pagata sull’acquisto. Questo credito può essere:

            • Utilizzato in compensazione con imposte e contributi dovuti nelle dichiarazioni dei redditi successive
            • Portato in detrazione nella prima dichiarazione dei redditi utile (es. nel 730 precompilato 2026)
            • Non è rimborsabile in denaro ma può essere sfruttato negli anni successivi

            Garanzia Mutuo Consap per Under 36

            Uno dei benefici più importanti e meno conosciuti del bonus prima casa giovani è la possibilità di accedere al Fondo di Garanzia Prima Casa gestito da Consap (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici).

            Grazie a questa garanzia statale, i giovani under 36 con ISEE sotto i 40.000 euro possono ottenere un mutuo ipotecario fino all’80% del valore dell’immobile (in alcuni casi anche superiore), con la garanzia dello Stato che copre fino al 50% della quota capitale del mutuo in caso di insolvenza.

            Vantaggi della garanzia Consap

            • Accesso facilitato al credito: la garanzia statale permette di ottenere mutui anche con un risparmio personale limitato (l’anticipo richiesto dalla banca è ridotto)
            • Condizioni più favorevoli: molte banche applicano spread più bassi per i mutui coperti da garanzia Consap
            • Categorie prioritarie: le famiglie con figli a carico, i genitori single e i giovani under 36 hanno accesso prioritario al fondo
            • Copertura fino all’80%: la garanzia copre un LTV (Loan to Value) fino all’80%, con possibilità di superarlo per le categorie prioritarie

            Come richiedere la garanzia Consap

            La garanzia Consap non si richiede direttamente: è la banca erogatrice del mutuo che presenta la domanda per conto del cliente. Quando fai richiesta di mutuo prima casa, specifica che vuoi beneficiare del Fondo di Garanzia Prima Casa Consap per under 36. La banca verificherà i requisiti e presenterà la domanda di ammissione alla garanzia.

            Le banche aderenti al fondo Consap sono numerose e distribuite su tutto il territorio nazionale, incluse quelle attive in Friuli Venezia Giulia. Verifica con il tuo istituto di credito se aderisce al programma prima di presentare la domanda di mutuo.

            Esenzione Imposta di Registro e Imposte Ipotecarie

            Approfondiamo il calcolo del risparmio fiscale derivante dall’esenzione dall’imposta di registro e dalle imposte ipotecarie e catastali per gli under 36.

            Calcolo del risparmio rispetto alle agevolazioni standard

            Consideriamo un acquisto di prima casa da privato del valore catastale di 100.000 euro:

            • Senza agevolazioni prima casa: imposta di registro 9% = 9.000 euro + 50 euro ipotecaria + 50 euro catastale = 9.100 euro
            • Con agevolazioni prima casa standard: imposta di registro 2% = 2.000 euro + 50 euro ipotecaria + 50 euro catastale = 2.100 euro
            • Con bonus under 36: imposta di registro = 0 + imposte ipotecaria e catastale = 0 = ZERO euro

            Il risparmio rispetto alle agevolazioni prima casa standard è di 2.100 euro per ogni 100.000 euro di valore catastale. Su immobili con valori catastali più alti, il risparmio è proporzionalmente maggiore.

            Questi risparmi possono essere significativi anche per le detrazioni familiari a carico che il giovane acquirente potrà sfruttare nella dichiarazione dei redditi successiva.

            Credito d’Imposta sull’IVA per Acquisto da Costruttore

            Se acquisti la tua prima casa direttamente da un costruttore o da una impresa edile, l’operazione è soggetta a IVA e non a imposta di registro. In questo caso, l’agevolazione under 36 non si traduce in esenzione dall’imposta di registro, ma in un credito d’imposta pari all’IVA versata.

            Aliquote IVA applicabili

            Per l’acquisto di prima casa da costruttore, l’IVA applicabile è:

            • 4% per immobili che beneficiano delle agevolazioni “prima casa”
            • 10% per immobili di nuova costruzione che non rientrano in categoria A/1, A/8, A/9 ma non godono delle agevolazioni prima casa
            • 22% per immobili di lusso (categorie A/1, A/8, A/9)

            Come utilizzare il credito d’imposta

            Il credito d’imposta pari all’IVA pagata può essere utilizzato in diversi modi:

            • In compensazione con le imposte dovute nelle dichiarazioni fiscali successive (modello Redditi, 730)
            • Come detrazione dall’IRPEF dovuta nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo all’acquisto
            • In compensazione con altre imposte e contributi tramite modello F24

            Il credito non scade: può essere utilizzato nelle dichiarazioni successive fino al suo completo utilizzo. Per capire come sfruttarlo al meglio, è consigliabile rivolgersi a un CAF o a un professionista fiscale.

            Come Richiedere il Bonus Prima Casa Under 36

            La procedura per ottenere il bonus prima casa giovani under 36 è relativamente semplice ma richiede attenzione ai dettagli. Ecco i passaggi fondamentali:

            Step 1: Ottieni o rinnova il tuo ISEE

            Prima di tutto, assicurati di avere un ISEE valido e aggiornato con un valore non superiore a 40.000 euro. L’ISEE ha validità annuale (solitamente dall’1 gennaio al 31 dicembre). Se stai acquistando casa nel 2026, verifica che il tuo ISEE sia riferito all’anno in corso o presenti una DSU ancora valida alla data del rogito.

            Step 2: Scegli l’immobile che soddisfa i requisiti

            Verifica che l’immobile che intendi acquistare soddisfi tutti i requisiti “prima casa”: categoria catastale idonea, ubicazione nel comune di residenza o di lavoro, assenza di altri immobili acquistati con agevolazioni.

            Step 3: Comunica al notaio di voler beneficiare del bonus under 36

            Al momento del rogito, dichiara espressamente al notaio di voler beneficiare delle agevolazioni under 36. Il notaio inserirà le dichiarazioni necessarie nell’atto di compravendita e verificherà che tutti i requisiti siano soddisfatti. Presenta l’attestazione ISEE aggiornata al notaio.

            Step 4: Presenta il certificato ISEE aggiornato

            Porta con te al rogito la certificazione ISEE in corso di validità. Il notaio la allegherà o ne prenderà nota per la corretta applicazione delle agevolazioni. Senza questo documento, non è possibile applicare le agevolazioni under 36.

            Documenti Necessari per il Bonus Under 36

            Per beneficiare del bonus prima casa giovani under 36, dovrai presentare i seguenti documenti al notaio al momento del rogito:

            • Documento di identità in corso di validità (carta d’identità o passaporto)
            • Codice fiscale
            • Attestazione ISEE in corso di validità con valore non superiore a 40.000 euro (rilasciata da INPS o CAF autorizzato)
            • Documentazione urbanistica dell’immobile (atto di provenienza, planimetrie catastali, visura catastale)
            • Certificato di agibilità dell’immobile (se richiesto)
            • Per acquisti con mutuo: offerta vincolante della banca con riferimento alla garanzia Consap (se applicabile)
            • Stato di famiglia per verificare la composizione del nucleo familiare ISEE

            Il notaio potrebbe richiedere ulteriore documentazione a seconda della specificità del caso (es. atti di provenienza, visure ipotecarie, ecc.). È sempre consigliabile contattare il notaio prima del rogito per una lista completa dei documenti necessari.

            Casi Pratici ed Esempi Reali

            Ecco alcuni casi pratici che aiutano a capire come funziona il bonus prima casa under 36 in situazioni concrete.

            Caso 1: Marco, 32 anni, ISEE 28.000 euro, acquisto da privato

            Marco ha 32 anni e acquista un appartamento da un privato per 180.000 euro. Il valore catastale rivalutato è 90.000 euro. Con il bonus under 36, Marco non paga né l’imposta di registro (che sarebbe stata 1.800 euro al 2%) né le imposte ipotecaria e catastale (100 euro totali). Risparmio totale: circa 1.900 euro.

            Caso 2: Giulia, 34 anni, ISEE 35.000 euro, acquisto da costruttore

            Giulia acquista un appartamento di nuova costruzione direttamente dal costruttore per 220.000 euro + IVA al 4% = 8.800 euro. Con il bonus under 36, Giulia non evita il pagamento dell’IVA (che rimane dovuta al costruttore), ma matura un credito d’imposta di 8.800 euro che potrà utilizzare nelle successive dichiarazioni dei redditi.

            Caso 3: ISEE scaduto prima del rogito

            Luca ha firmato il compromesso a settembre 2025 con ISEE valido. Il rogito è previsto per marzo 2026, ma il suo ISEE è scaduto il 31 dicembre 2025. Luca deve rinnovare la DSU prima del rogito di marzo 2026. Se non lo fa, al rogito non potrà presentare un ISEE valido e perderà il bonus. La soluzione: presentarsi al CAF a gennaio-febbraio 2026 per rinnovare l’ISEE con i dati del 2025.

            Errori da Evitare per Non Perdere il Bonus

            Questi sono i 5 errori più comuni che possono far perdere il diritto al bonus prima casa under 36:

            • ISEE scaduto al momento del rogito: non rinnovare la DSU in tempo è l’errore più frequente. Controlla la scadenza del tuo ISEE e aggiornalo almeno 2-3 settimane prima del rogito
            • ISEE superiore a 40.000 euro: se il tuo nucleo familiare ha subito variazioni (es. nuovo reddito, patrimonio) che portano l’ISEE oltre la soglia, perdi il diritto al bonus
            • Acquisto di immobile di lusso: le categorie catastali A/1, A/8 e A/9 non danno diritto alle agevolazioni prima casa, indipendentemente dall’età e dall’ISEE
            • Non dichiarare al notaio: le agevolazioni non si applicano automaticamente. Devi dichiarare esplicitamente al notaio di voler beneficiare del bonus under 36 nell’atto
            • Compiere 36 anni prima del rogito: se compi 36 anni anche solo il giorno del rogito, non hai più diritto al bonus. Pianifica con cura la tempistica dell’acquisto

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande Frequenti sul Bonus Prima Casa Giovani

            Il bonus prima casa under 36 è ancora attivo nel 2026?

            Sì, il bonus prima casa under 36 è confermato anche per il 2026. La misura è stata prorogata con la Legge di Bilancio 2025 e si applica agli atti di compravendita stipulati entro il 31 dicembre 2026. I requisiti rimangono gli stessi: eta inferiore a 36 anni al rogito e ISEE non superiore a 40.000 euro.

            Se l’ISEE supera i 40.000 euro dopo il rogito, perdo il bonus?

            No. Il requisito ISEE deve essere soddisfatto solo al momento dell’istanza (rogito notarile). Se successivamente il tuo ISEE supera i 40.000 euro per effetto di variazioni reddituali o patrimoniali, il bonus che hai già ottenuto non viene revocato. L’Agenzia delle Entrate ha confermato questo principio con apposite circolari.

            Posso usare il bonus under 36 anche per un garage o posto auto?

            Il bonus prima casa under 36 si applica anche all’acquisto di pertinenze della prima casa (categoria catastale C/2, C/6, C/7) nella misura di una per ciascuna categoria, a condizione che siano contestualmente acquistate insieme all’abitazione principale o con atto separato ma con dichiarazione di pertinenzialità. Anche le pertinenze godono delle stesse esenzioni fiscali.

            Posso richiedere il bonus se acquisto con il mio partner over 36?

            Se acquistate in comproprietà, il bonus si applica alla quota dell’acquirente under 36 con ISEE idoneo. L’acquirente over 36 non beneficia delle agevolazioni sulla propria quota. Tuttavia, per la garanzia mutuo Consap, i requisiti devono essere verificati in capo all’intestatario principale del mutuo.

            Cosa succede se non trasferisco la residenza entro 18 mesi?

            Se non trasferisci la residenza nel comune dell’immobile acquistato entro 18 mesi dall’atto, decadi dalle agevolazioni prima casa e devi pagare le imposte nella misura ordinaria, aumentate di una sovrattassa del 30% e degli interessi. Questo vale sia per le agevolazioni standard che per il bonus under 36.


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            Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con il calcolo dell’ISEE, la verifica dei requisiti e la preparazione della documentazione per il bonus prima casa under 36.

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              Hai visto la voce “conguaglio” nel pagamento dell’Assegno Unico e non sai cosa significa? Ecco perché l’INPS ricalcola gli importi, come vedere il conguaglio a credito o a debito e cosa fare se il calcolo sembra sbagliato.
              Agosto 19, 2026
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              ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATO

              Maggiorazioni Assegno Unico 2026: 8 Casi Particolari da Conoscere

              Guida completa alle maggiorazioni dell'Assegno Unico 2026: figli con disabilità, nuclei numerosi, entrambi i genitori lavoratori, madri under 21 e maggiorazione transitoria. Scopri quali sono automatiche, quali vanno richieste e gli errori che ti fanno perdere soldi.
              Agosto 2, 2026
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              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-02 09:00:002026-08-02 08:31:15Maggiorazioni Assegno Unico 2026: 8 Casi Particolari da Conoscere

              CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

              ECCELLENTE
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              In base a 920 recensioni
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              Alexandra Bala
              04/09/2026
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              ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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              paolino servidio
              03/09/2026
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              Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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              Lady profile picture
              Lady
              01/09/2026
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              Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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              Giulia Guida
              25/08/2026
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              Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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              Paola Zilli
              07/08/2026
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              Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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              Jacqueline B.
              06/08/2026
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              Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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              Maura Masutto
              06/08/2026
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              Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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              Issam Elhefnawi
              31/07/2026
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              Molto gentile
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              Sibongile Moyana
              30/07/2026
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              Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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              Sabrina Cirina profile picture
              Sabrina Cirina
              23/07/2026
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              Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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              Aprile 14, 2026/0 Commenti/da pio.galasso
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/03/bonus-acquisto-prima-casa-fondo-prima-casa-2020-giovani-coppie-agevolazioni.jpg 500 850 pio.galasso https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png pio.galasso2026-04-14 16:07:422026-05-31 16:58:28Bonus Prima Casa Giovani Under 36 2026: Requisiti ISEE, Agevolazioni e Come Richiederlo
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