NOTIZIEPensione senza contributi: le opzioni per chi non ha mai versato nel 2026Non aver mai versato un contributo INPS non significa restare senza alcuna tutela una volta raggiunta l’età anziana. In Italia, accanto alla pensione contributiva, esistono infatti misure di natura assistenziale pensate proprio per chi non ha una posizione previdenziale alle spalle. Parliamo di pensione senza contributi in senso improprio, perché non si tratta tecnicamente di una pensione, ma di prestazioni economiche erogate in base al reddito e all’età anagrafica. Capire la differenza tra questi due mondi è il primo passo per orientarsi correttamente ed evitare aspettative sbagliate su importi e tempistiche.Indice dei contenutiPensione contributiva e prestazioni assistenziali: la differenzaAssegno sociale 2026: requisiti per chi non ha versato contributiInvalidità civile e altre tutele per chi non ha contributiCome costruire una pensione contributiva da zeroCosa fare in pratica: a chi rivolgersiDomande frequentiPensione contributiva e prestazioni assistenziali: la differenzaLa pensione contributiva nasce dai versamenti effettuati durante la vita lavorativa: ogni mese di lavoro dipendente, autonomo o parasubordinato genera contributi che, accumulati nel tempo, danno diritto a un assegno calcolato sulla base dei versamenti stessi. Senza un numero minimo di anni di contribuzione, questo tipo di pensione semplicemente non matura.Le prestazioni assistenziali funzionano in modo diverso: non richiedono alcun versamento contributivo, ma si basano su requisiti di reddito, età e residenza. Rientrano in questa categoria l’assegno sociale, le indennità legate all’invalidità civile e, per le famiglie in difficoltà economica, l’Assegno di Inclusione, che dal 2024 ha sostituito il reddito di cittadinanza. Chi non ha mai lavorato, o ha avuto una carriera lavorativa molto discontinua, deve quindi guardare a queste misure come primo paracadute, prima di valutare eventuali strade per costruire comunque una posizione contributiva. Assegno sociale 2026: requisiti per chi non ha versato contributiL’assegno sociale è la principale tutela economica per chi arriva alla terza età senza aver mai versato contributi, o con una posizione contributiva insufficiente per una pensione vera e propria. Non è una pensione in senso tecnico, ma una prestazione assistenziale erogata dall’INPS a chi si trova in condizioni economiche disagiate.I requisiti principali per il 2026 sono i seguenti:Età anagrafica: aver compiuto 67 anni, requisito unico per uomini e donneResidenza: risiedere effettivamente e continuativamente in Italia da almeno 10 anniCittadinanza: essere cittadini italiani, comunitari o extracomunitari con permesso di soggiorno di lungo periodoLimiti di reddito: non superare determinate soglie reddituali personali, che si alzano se si è coniugati (verifica gli importi aggiornati, rivalutati ogni anno)L’importo dell’assegno sociale viene rivalutato annualmente in base all’inflazione e per il 2026 risulta superiore a 540 euro mensili per 13 mensilità, ma è sempre consigliabile verificare la cifra esatta pubblicata dall’INPS, perché può variare in base al reddito personale e a quello del coniuge, se presente. A differenza della pensione, l’assegno sociale non è reversibile ai familiari e decade se le condizioni reddituali cambiano nel tempo. Invalidità civile e altre tutele per chi non ha contributiOltre all’assegno sociale, esistono altre forme di sostegno che non richiedono alcun versamento contributivo pregresso. La più diffusa è l’invalidità civile, riconosciuta a chi presenta una riduzione della capacità lavorativa o dell’autonomia personale accertata da apposita commissione medica. In base alla percentuale di invalidità riconosciuta, si può avere diritto a un assegno mensile, all’esenzione dal ticket sanitario o ad altre agevolazioni.Chi non ha ancora raggiunto i 67 anni e si trova in condizione di povertà, con nucleo familiare che comprende minori, persone con disabilità o over 60, può inoltre valutare l’Assegno di Inclusione, una misura legata all’ISEE e non alla posizione contributiva. Va ricordato che chi perde il lavoro, anche senza aver mai maturato molti contributi, può avere diritto a tutele diverse a seconda della propria condizione: per capire quando si è formalmente considerati disoccupati per la legge, è utile conoscere i criteri applicati anche ai fini di concorsi pubblici e altre prestazioni. Come costruire una pensione contributiva da zeroChi preferisce puntare su una vera e propria pensione contributiva, anche partendo da un’età avanzata e senza versamenti pregressi, ha comunque alcune strade percorribili. Non tutte sono adatte a chi non ha mai lavorato in assoluto, perché alcune richiedono un minimo di storia contributiva pregressa, ma vale la pena conoscerle per valutare la propria situazione specifica.Riscatto di periodi non coperti da contribuzione: come gli anni di laurea, tramite il cosiddetto riscatto agevolato, accessibile anche a chi non ha ancora contributi versati, dietro pagamento di un onere calcolato dall’INPSVersamenti volontari INPS: permettono di proseguire la contribuzione in autonomia quando si interrompe il lavoro, ma per essere autorizzati richiedono generalmente un minimo di contribuzione pregressa (cinque anni di contributi, oppure tre anni nel quinquennio precedente la domanda; per gli iscritti alla Gestione Separata è sufficiente un anno di contribuzione effettiva negli ultimi cinque anni), quindi non sono la prima strada percorribile per chi parte davvero da zeroRendita vitalizia: consente di regolarizzare periodi effettivamente lavorati ma non coperti da contributi, ad esempio per lavoro irregolare del passato, se documentabileLavoro part-time o occasionale regolare: anche poche ore settimanali, se dichiarate correttamente, generano contribuzione utile ad avvicinarsi ai requisiti minimi per una pensione, sia pure di importo contenutoChi ha lavorato per periodi limitati, anche in modo stagionale, dovrebbe verificare con attenzione come vengono gestiti a fine rapporto i contributi accantonati: un approfondimento utile riguarda proprio il TFR per i lavoratori stagionali, tra busta paga e fondo pensione, per capire come non disperdere quanto già maturato.In generale, per una pensione di vecchiaia contributiva servono sia un requisito anagrafico sia un numero minimo di anni di contribuzione, che variano in base alla normativa vigente: per questo motivo è sempre importante verificare i requisiti aggiornati pubblicati dall’INPS, perché possono cambiare di anno in anno anche in base all’aspettativa di vita. Cosa fare in pratica: a chi rivolgersiDistinguere tra pensione senza contributi in senso proprio (che non esiste) e le prestazioni assistenziali realmente disponibili è fondamentale per non perdere tempo prezioso. Chi si trova in questa situazione dovrebbe prima di tutto verificare la propria posizione contributiva presso l’INPS, per capire con precisione quanti anni di versamenti risultano effettivamente accreditati, anche parziali o dimenticati nel tempo.In Italia, i patronati offrono assistenza gratuita proprio per questo tipo di verifica: un controllo dell’estratto conto contributivo può far emergere periodi di lavoro mai regolarizzati o contributi versati e dimenticati, che potrebbero fare la differenza tra l’accesso a una pensione contributiva, seppur minima, e il ricorso esclusivo a misure assistenziali come l’assegno sociale. Domande frequentiChi non ha mai versato contributi può comunque ricevere qualcosa dall’INPS a 67 anni?Sì, se rispetta i requisiti di reddito e residenza, può accedere all’assegno sociale, una prestazione assistenziale non legata ai contributi versati.L’assegno sociale è uguale alla pensione minima?No. La pensione minima presuppone una storia contributiva, mentre l’assegno sociale è una misura assistenziale erogata anche a chi non ha mai versato nulla, con importi e regole differenti.Si può ancora costruire una pensione contributiva dopo i 50 o 60 anni senza aver mai lavorato?In teoria sì, attraverso lavoro regolare, riscatti agevolati o rendite vitalizie per periodi effettivamente lavorati, ma servono comunque anni sufficienti a raggiungere i requisiti minimi previsti dalla normativa vigente.I versamenti volontari INPS sono accessibili a chi non ha mai avuto un lavoro regolare?Non sempre: l’autorizzazione ai versamenti volontari richiede generalmente un minimo di contribuzione pregressa, quindi non è la prima soluzione per chi parte davvero da zero.L’invalidità civile richiede contributi versati?No, l’invalidità civile si basa sull’accertamento medico della riduzione della capacità lavorativa o dell’autonomia personale, non sulla storia contributiva.Cosa succede se dopo i 67 anni il reddito supera le soglie previste per l’assegno sociale?In quel caso il diritto alla prestazione decade o viene ridotto, perché l’assegno sociale è una misura strettamente legata alle condizioni economiche del beneficiario, verificate periodicamente.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-13 19:00:002026-09-09 11:13:43Pensione senza contributi: le opzioni per chi non ha mai versato nel 2026
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOVersamenti Volontari INPS 2026: Dal 2026 Solo Online, Guida Completa alla ProceduraDal 1° gennaio 2026, i versamenti volontari INPS si possono effettuare esclusivamente online, tramite il portale istituzionale dell’INPS o attraverso i canali telematici autorizzati. Questa novità — introdotta per semplificare e digitalizzare le procedure contributive — riguarda tutti i lavoratori che hanno ottenuto l’autorizzazione ai contributi volontari e intendono continuare a versare per maturare il diritto alla pensione o per incrementare l’importo dell’assegno previdenziale. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che devi sapere: chi può fare i versamenti volontari, come funziona la nuova procedura online, quali importi si versano nel 2026 e cosa succede se si saltano le scadenze.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCosa sono i versamenti volontari INPSChi può fare versamenti volontari INPSLa novità 2026: solo procedura onlineCome eseguire i versamenti online: guida praticaImporti dei versamenti volontari 2026Scadenze e termini di versamentoCome richiedere l’autorizzazione ai contributi volontariEffetti dei versamenti volontari sulla pensioneCasi pratici e simulazioniDomande frequenti Cosa sono i versamenti volontari INPSI versamenti volontari INPS sono contributi previdenziali che il lavoratore versa spontaneamente — ovvero non per obbligo di legge — all’INPS al fine di colmare periodi scoperti di contribuzione, raggiungere i requisiti minimi per la pensione o aumentare l’importo dell’assegno pensionistico futuro. Si tratta di uno strumento fondamentale per chi ha interruzioni nella carriera lavorativa: periodi di disoccupazione, lavoro in nero, lavoro all’estero non coperto da convenzioni bilaterali, maternità non coperta, periodi di studio, oppure semplicemente lacune contributive dovute a lavori saltuari o atipici.I contributi volontari si distinguono da altre forme di copertura contributiva come il riscatto della laurea (che copre gli anni di studio universitario), la ricongiunzione contributiva (che unisce contributi versati in diverse gestioni INPS o casse previdenziali) e la rendita vitalizia per lavoro prestato in età minore. I versamenti volontari riguardano invece periodi di mancata occupazione o contribuzione, e devono essere preceduti da una formale autorizzazione rilasciata dall’INPS.Il meccanismo è semplice: una volta ottenuta l’autorizzazione, il lavoratore versa periodicamente dei contributi calcolati sulla propria media retributiva degli ultimi anni di lavoro. Questi contributi vengono accreditati sul conto previdenziale individuale e concorrono al calcolo della pensione esattamente come i contributi obbligatori versati durante l’attività lavorativa. Chi può fare versamenti volontari INPSNon tutti i lavoratori possono accedere ai versamenti volontari INPS. La normativa prevede requisiti specifici che devono essere verificati prima di presentare la domanda di autorizzazione. In linea generale, possono richiedere l’autorizzazione ai contributi volontari:Lavoratori dipendenti che hanno cessato o interrotto il rapporto di lavoro e che abbiano maturato almeno 5 anni di contributi (260 settimane) oppure, in alternativa, almeno 3 anni di contribuzione (156 settimane) negli ultimi 5 anni precedenti la domandaLavoratori autonomi iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti che abbiano almeno 3 anni di contribuzione nel quinquennio precedente la domandaLavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, professionisti senza cassa, ecc.) con almeno 5 anni di contribuzione accumulatiAgricoltori e lavoratori del settore agricolo con requisiti contributivi specifici per la loro gestioneSoggetti con periodi di contribuzione mista, ovvero distribuita su più gestioni INPS, che abbiano complessivamente i requisiti minimi richiestiEsistono però dei casi di esclusione: non possono fare versamenti volontari coloro che sono già pensionati (salvo eccezioni per chi percepisce assegni di invalidità), chi ha già raggiunto i requisiti minimi per la pensione senza aver ancora fatto domanda, e chi risulta ancora occupato con rapporto di lavoro obbligatoriamente assicurato. Anche la Gestione Separata ha regole particolari: i versamenti volontari sono ammessi ma il calcolo degli importi segue modalità diverse rispetto alla gestione ordinaria.Attenzione: il requisito dei 5 anni di contributi (o dei 3 anni nel quinquennio) deve essere verificato con cura prima di presentare domanda. Un errore nella valutazione del requisito porta al rigetto della domanda e alla perdita di tempo prezioso. Per questo motivo, è sempre consigliabile rivolgersi a un patronato o CAF per una verifica preliminare gratuita dell’estratto contributivo. La novità 2026: solo procedura onlineLa novità più rilevante del 2026 riguarda le modalità di pagamento dei versamenti volontari INPS. A partire dal 1° gennaio 2026, l’INPS ha disposto che i contributi volontari possano essere versati esclusivamente tramite canali digitali, eliminando definitivamente la possibilità di pagamento allo sportello fisico degli uffici INPS o presso le sedi postali con il bollettino MAV cartaceo tradizionale.Questa decisione si inquadra nel più ampio processo di digitalizzazione dei servizi previdenziali avviato dall’INPS negli ultimi anni, accelerato dalle linee guida del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che prevede la progressiva migrazione di tutti i servizi pubblici verso piattaforme digitali. L’obiettivo dichiarato è ridurre i tempi di lavorazione, eliminare errori di registrazione e rendere più tracciabile il flusso dei contributi versati.In concreto, dal 2026 i canali ammessi per il pagamento dei versamenti volontari INPS sono:Portale MyINPS (myinps.inps.it) con accesso tramite SPID, CIE o CNS, utilizzando il servizio di pagamento integrato con pagoPAApp INPS Mobile disponibile per iOS e Android, con le stesse funzionalità del portale webIntermediari abilitati: CAF, patronati, consulenti del lavoro, che possono effettuare il pagamento per conto del contribuente tramite i propri sistemi gestionaliBanche e istituti di pagamento abilitati al circuito pagoPA, con il codice avviso generato dal sistema INPSPoste Italiane online (portale BancoPosta o app) con il codice pagoPA, ma NON più allo sportello fisico con bollettino cartaceoLa modifica è stata comunicata dall’INPS con la circolare operativa di fine 2025 e ha effetto su tutti i nuovi versamenti a partire dal 2026. I versamenti effettuati con le vecchie modalità (bollettino MAV cartaceo, versamento diretto allo sportello) non saranno più accettati e potrebbero non essere correttamente imputati al conto previdenziale del contribuente. Come eseguire i versamenti online: guida praticaEseguire i versamenti volontari INPS online non è difficile, ma richiede di avere a disposizione gli strumenti giusti e di seguire la procedura corretta. Di seguito trovi una guida passo passo per effettuare il pagamento in autonomia tramite il portale INPS.Passaggio 1: accedi a MyINPS con identità digitaleIl primo requisito è disporre di un’identità digitale per accedere al portale INPS. Le credenziali accettate sono:SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello 2 o superiore — è la modalità più diffusa e può essere ottenuto gratuitamente presso provider accreditati come Poste Italiane, Aruba, TIM, ecc.CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN e lettore NFC — disponibile per chi ha già rinnovato la carta d’identità in formato digitaleCNS (Carta Nazionale dei Servizi) o smart card rilasciata da enti abilitatiSe non disponi ancora di SPID, puoi ottenerlo gratuitamente recandoti presso un ufficio postale, un CAF abilitato o direttamente online tramite riconoscimento video. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per l’attivazione dello SPID.Passaggio 2: trova il servizio “Contributi volontari”Una volta effettuato l’accesso a MyINPS, devi navigare verso la sezione dedicata ai contributi volontari. Il percorso è:Accedi a myinps.inps.it con le tue credenziali SPID/CIE/CNSDal menu principale, seleziona “Pensione e previdenza”Cerca la voce “Versamenti volontari” o usa la barra di ricerca interna con il termine “contributi volontari”Nella sezione dedicata, troverai il tuo fascicolo previdenziale con lo storico dei versamenti e la possibilità di generare nuovi avvisi di pagamentoPassaggio 3: genera l’avviso pagoPAIl cuore del nuovo sistema è la generazione dell’avviso pagoPA. Il portale INPS ti mostra i periodi contributivi da coprire e l’importo corrispondente a ciascun trimestre. Puoi scegliere:Versamento trimestrale: il sistema genera un avviso per ogni trimestre (modalità standard per lavoratori dipendenti)Versamento mensile: possibile per alcune gestioni (Artigiani, Commercianti)Versamento cumulativo: per coprire più periodi arretrati in una sola transazione (soggetto a limiti temporali)Dopo aver selezionato il periodo da coprire, il sistema genera un codice avviso pagoPA con numero IUV (Identificativo Univoco Versamento). Questo codice è fondamentale: non perderlo, perché serve per effettuare il pagamento e per verificarne il buon esito.Passaggio 4: effettua il pagamentoCon il codice avviso pagoPA in mano, puoi pagare attraverso diversi canali:Direttamente sul portale INPS: clic su “Paga ora” e seleziona il metodo di pagamento tra carta di credito/debito, bonifico bancario, o wallet digitalePortale della tua banca: accedi all’homebanking e cerca la funzione “Paga pagoPA” o “F24/pagoPA”, inserisci il codice avvisoApp Poste Italiane o portale BancoPosta: usa la funzione “Pagamenti” e inserisci il codice pagoPATabaccherie e ricevitorie abilitate al circuito Sisal/Lottomatica/MOONEY che supportano pagoPAATM bancari di banche convenzionate con il circuito pagoPAAl termine del pagamento riceverai una ricevuta telematica che costituisce prova dell’avvenuto versamento. Conservala per eventuali verifiche future. Il pagamento viene normalmente registrato sul conto previdenziale entro 2-5 giorni lavorativi. Importi dei versamenti volontari 2026L’importo dei versamenti volontari INPS non è fisso: viene calcolato sulla base della retribuzione media imponibile del lavoratore nel periodo di riferimento, moltiplicata per l’aliquota contributiva vigente per la specifica gestione previdenziale.Calcolo per i lavoratori dipendenti (Gestione IVS)Per i lavoratori dipendenti iscritti alla gestione IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti), l’importo trimestrale del versamento volontario si calcola come segue:Base di calcolo = retribuzione media settimanale degli ultimi anni di lavoro effettivo (calcolata dall’INPS in fase di autorizzazione)Aliquota 2026 per lavoratori dipendenti = 33% (aliquota ordinaria IVS, invariata rispetto agli anni precedenti)La formula applicata è: retribuzione media settimanale × 13 settimane (trimestre) × 33%Esempio pratico: se la retribuzione media settimanale è di 500 euro, il versamento trimestrale ammonta a: 500 × 13 × 33% = 2.145 euro per trimestre.Esiste tuttavia un importo minimo: nel 2026 il contributo settimanale minimo per la Gestione IVS non può essere inferiore a quello calcolato sulla retribuzione convenzionale minima settimanale stabilita annualmente dall’INPS con apposita circolare. Per il 2026, tale valore minimo di riferimento è stato aggiornato in base ai coefficienti ISTAT.Calcolo per artigiani e commerciantiPer gli artigiani e commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS, il calcolo è leggermente diverso. L’importo del versamento volontario si basa sul reddito medio dichiarato nelle ultime dichiarazioni dei redditi e sull’aliquota contributiva specifica per la loro categoria. Per il 2026, le aliquote sono:Artigiani: aliquota del 24,48% sul reddito imponibile (inclusa la quota aggiuntiva per l’allineamento delle aliquote)Commercianti: aliquota del 24,78% sul reddito imponibileAnche in questo caso esiste un minimale e un massimale stabiliti annualmente: il versamento non può essere inferiore a quello calcolato sul minimale reddituale INPS (pari al reddito minimo annuo imponibile fissato per il 2026) né superiore a quello calcolato sul massimale contributivo.Calcolo per la Gestione SeparataPer i lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, professionisti senza cassa, lavoratori a progetto), l’importo del versamento volontario si basa sul reddito medio degli ultimi anni di iscrizione alla gestione. L’aliquota applicata per il 2026 è del 35,03% (aliquota ordinaria per i soggetti privi di altra tutela previdenziale).Per i contributi previdenziali deducibili nel regime forfettario, ricorda che i versamenti volontari INPS sono deducibili dal reddito complessivo, riducendo la base imponibile ai fini IRPEF: un beneficio fiscale da non trascurare, analogo a quanto previsto per i contributi previdenziali deducibili nel regime forfettario. Scadenze e termini di versamentoI versamenti volontari INPS devono essere effettuati entro precisi termini di scadenza. Il mancato rispetto delle scadenze comporta la perdita del trimestre contributivo, che non potrà più essere recuperato (salvo eccezioni specifiche). Ecco le scadenze principali per il 2026:TrimestrePeriodo copertoScadenza pagamento1° trimestreGennaio – Marzo 202630 Giugno 20262° trimestreAprile – Giugno 202630 Settembre 20263° trimestreLuglio – Settembre 202631 Dicembre 20264° trimestreOttobre – Dicembre 202631 Marzo 2027Regola fondamentale: ogni trimestre può essere versato entro i 3 mesi successivi alla fine del trimestre stesso. Questo significa che hai un margine di tempo relativamente ampio, ma non illimitato. Se salti un trimestre, quel periodo andrà in bianco nel tuo estratto conto previdenziale, con conseguente riduzione dell’importo della pensione futura.Versamenti arretrati: esiste la possibilità di versare contributi per trimestri già scaduti, ma solo entro 12 mesi dalla scadenza originaria (c.d. versamenti tardivi). In questo caso, l’INPS applica una maggiorazione per interessi calcolata sulla base del tasso legale vigente. Oltre i 12 mesi, il recupero non è più possibile.Come richiedere l’autorizzazione ai contributi volontariPrima di poter effettuare qualsiasi versamento volontario, è necessario ottenere dall’INPS una formale autorizzazione. Questa autorizzazione certifica che il lavoratore ha i requisiti minimi per accedere ai versamenti volontari e fissa la base imponibile di calcolo dei contributi. Senza autorizzazione, i versamenti non vengono accettati o non vengono correttamente imputati.La domanda di autorizzazione si presenta esclusivamente online — e su questo punto non ci sono novità introdotte nel 2026, la procedura telematica era già obbligatoria da anni — tramite il portale MyINPS seguendo il percorso:Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNSVai su “Pensione e previdenza” → “Contributi” → “Richiesta autorizzazione versamento contributi volontari”Compila il modulo online con i tuoi dati anagrafici, fiscali e contributiviAllega la documentazione richiesta (copia documento identità, estratto conto contributivo se richiesto)Invia la domanda e conserva il numero di protocollo che ti viene assegnatoIn alternativa, la domanda può essere presentata tramite patronato abilitato (come il CAF Centro Fiscale di Udine), che effettua l’operazione in nome e per conto del richiedente. Questa è la modalità consigliata se hai difficoltà con gli strumenti digitali o se vuoi una verifica preventiva dei requisiti.L’INPS elabora la domanda e comunica l’esito entro un termine variabile (generalmente 60-90 giorni, ma in alcuni periodi dell’anno i tempi possono allungarsi). Il provvedimento di autorizzazione indica:Il periodo a partire dal quale è possibile iniziare i versamentiLa retribuzione di riferimento su cui calcolare i contributiL’importo trimestrale indicativo del versamentoLa gestione previdenziale di pertinenzaValidità dell’autorizzazione: l’autorizzazione ai versamenti volontari ha durata illimitata, salvo che il lavoratore non riprenda un’attività lavorativa obbligatoriamente assicurata o non raggiunga i requisiti per la pensione. In caso di ripresa del lavoro, i versamenti volontari si interrompono automaticamente, ma è possibile riprenderli in caso di nuova cessazione dell’attività. Effetti dei versamenti volontari sulla pensioneCapire l’effetto concreto dei versamenti volontari sulla pensione è fondamentale per valutare se conviene davvero investire in questa forma di contribuzione. Gli impatti sono molteplici e dipendono dalla situazione previdenziale individuale.Effetto sul raggiungimento dei requisiti pensionisticiIl primo effetto, e spesso il più importante, è il raggiungimento dei requisiti minimi per accedere alla pensione. In Italia, le principali forme di pensionamento prevedono:Pensione di vecchiaia: 67 anni di età + 20 anni di contributi (1.040 settimane)Pensione anticipata: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne (indipendentemente dall’età)Quota 103 (prorogata al 2026): 62 anni di età + 41 anni di contributiAPE Sociale: 63 anni e 5 mesi + almeno 30 o 36 anni di contributi (a seconda della categoria)I versamenti volontari contribuiscono al raggiungimento di tutti questi requisiti contributivi, rendendoli uno strumento prezioso per chi si trova a pochi mesi o pochi anni dal traguardo pensionistico. Per informazioni specifiche sull’APE Sociale e i requisiti applicabili, puoi consultare la nostra guida dedicata.Effetto sull’importo della pensioneIl secondo effetto riguarda direttamente l’importo mensile della pensione. Con il sistema contributivo (applicato a tutti coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996 e, pro-quota, per gli altri), ogni contributo versato aumenta il montante contributivo individuale, che viene poi trasformato in rendita applicando specifici coefficienti di conversione legati all’età al momento del pensionamento.In termini pratici, versare contributi volontari per un anno intero (4 trimestri) può aumentare la pensione futura di alcune decine di euro al mese — un importo che, capitalizzato per tutta la durata della pensione, rappresenta un beneficio economico significativo. Tuttavia, è fondamentale confrontare il costo dei versamenti (l’importo che si paga oggi) con il beneficio atteso (l’aumento della pensione futura), tenendo conto anche dell’aspettativa di vita e dell’attuale tasso di rendimento implicito del sistema previdenziale.Deducibilità fiscale dei versamenti volontariUn vantaggio spesso sottovalutato è la deducibilità fiscale dei versamenti volontari INPS. I contributi versati sono deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF, senza limite di importo (a differenza dei fondi pensione integrativi, che hanno un tetto di 5.164,57 euro annui). Questo significa che chi è in uno scaglione IRPEF elevato (23%, 35% o 43%) ottiene un risparmio fiscale proporzionale all’aliquota marginale applicata.Esempio: se versi 8.580 euro di contributi volontari in un anno e sei nello scaglione IRPEF al 35%, risparmierai circa 3.003 euro di imposte, riducendo significativamente il costo netto effettivo del versamento. La deducibilità si esercita in sede di dichiarazione dei redditi 730 o nel Modello Redditi, indicando l’importo nella sezione apposita. Casi pratici e simulazioniPer capire meglio come funzionano i versamenti volontari INPS nella pratica, vediamo alcuni scenari concreti che illustrano le diverse situazioni in cui questo strumento può risultare utile o conveniente.Caso 1: lavoratrice che ha smesso di lavorare per accudire figliScenario: Maria, 52 anni, ha lavorato come dipendente per 15 anni, poi ha smesso di lavorare per occuparsi dei figli. Oggi ha 780 settimane di contributi (15 anni), ma per la pensione di vecchiaia ne servono 1.040 (20 anni). Le mancano 260 settimane, ovvero 5 anni di contribuzione.Soluzione: Maria ottiene l’autorizzazione ai versamenti volontari INPS e inizia a versare ogni trimestre. Con la sua retribuzione media di riferimento (supponiamo 400 euro settimanali), il versamento trimestrale è: 400 × 13 × 33% = 1.716 euro a trimestre, ovvero circa 6.864 euro all’anno. In 5 anni, spenderà circa 34.320 euro in contributi volontari, ma potrà andare in pensione di vecchiaia a 67 anni invece di attendere (con solo 15 anni di contributi) la pensione con verifica dei requisiti contributivi minimi.Beneficio aggiuntivo: grazie alla deducibilità, se Maria è nello scaglione al 23%, ogni anno risparmia circa 1.579 euro di IRPEF, riducendo il costo netto a circa 5.285 euro l’anno.Caso 2: freelance con anni di contribuzione bassaScenario: Luca, 45 anni, è un libero professionista iscritto alla Gestione Separata INPS da 10 anni. Ha però avuto 4 anni di redditi molto bassi (sotto il minimale) durante cui ha versato pochissimi contributi. Ha quindi un “buco” di circa 2 anni equivalenti nel suo percorso contributivo.Soluzione: Luca non può recuperare direttamente quei periodi passati con versamenti volontari (i contributi volontari coprono periodi futuri, non passati già trascorsi senza versamento), ma può iniziare a fare versamenti volontari per i periodi attuali di bassa contribuzione o per integrare il montante. In alternativa, può valutare il riscatto di periodi non coperti se ammesso dalla sua gestione.Caso 3: prossimo alla pensione, mancano pochi mesiScenario: Antonio, 66 anni, ha 19 anni e 9 mesi di contributi. Per la pensione di vecchiaia a 67 anni gli mancano 3 mesi di contributi (13 settimane). Non lavora più da 2 anni e ha già l’autorizzazione ai versamenti volontari.Soluzione: Antonio versa 1 solo trimestre di contributi volontari (circa 1.500-2.000 euro a seconda della sua retribuzione di riferimento), raggiunge i 20 anni di contribuzione e può presentare domanda di pensione di vecchiaia, indicando anche le coordinate per l’accredito dell’assegno pensionistico. In questo caso, il versamento di poche migliaia di euro sblocca anni di pensione: la convenienza è indiscutibile.Cosa cambia concretamente con il passaggio al digitaleAl di là degli aspetti tecnici, è utile capire cosa significa nella pratica il passaggio ai versamenti volontari INPS esclusivamente online per le diverse tipologie di contribuenti. Le principali implicazioni sono:Chi è già digitalizzato: nessun cambiamento sostanziale. Chi usava già l’homebanking o i portali digitali per pagare le bollette o le tasse troverà la procedura molto simile. Il sistema pagoPA è lo stesso usato per molti altri pagamenti alla pubblica amministrazioneChi usava il bollettino MAV cartaceo: deve necessariamente adeguarsi e imparare a usare il portale INPS o delegare il pagamento a un intermediario abilitato (CAF, patronato). Il bollettino MAV per i versamenti volontari non viene più emesso dall’INPS dal 2026Chi non ha SPID o dimestichezza digitale: può rivolgersi al patronato per farsi assistere sia nell’ottenere l’identità digitale, sia nell’effettuare i pagamenti tramite intermediarioChi vive all’estero: può effettuare i pagamenti tramite bonifico internazionale alle coordinate bancarie INPS indicate nell’avviso pagoPA, oppure tramite portali bancari online internazionali che supportano il circuito pagoPAImportante per gli anziani o persone con difficoltà digitali: l’INPS ha specificato che i versamenti tramite intermediari abilitati (patronati, CAF) rimangono pienamente validi e accessibili. Rivolgersi al CAF o al patronato di fiducia è quindi la soluzione ideale per chi non riesce a gestire autonomamente le procedure online. Vantaggi e svantaggi dei versamenti volontari INPSCome ogni strumento previdenziale, i versamenti volontari INPS presentano sia vantaggi che svantaggi che è importante valutare prima di decidere se procedere.VantaggiFlessibilità: non c’è obbligo di versare ogni trimestre. Se un mese hai difficoltà economiche, puoi saltare il trimestre (entro i 12 mesi di recupero) senza penalità formaliDeducibilità fiscale piena: i contributi sono interamente deducibili dal reddito, con un risparmio fiscale immediato che riduce il costo nettoEffetto certo sulla pensione: a differenza dei fondi pensione integrativi (soggetti a rischi di mercato), i contributi INPS si traducono in un aumento certo del montante previdenzialeStrumento per raggiungere i requisiti: se ti mancano pochi anni o pochi mesi alla pensione, i versamenti volontari sono spesso l’unico modo per colmare il gapPossibilità di cumulare con altri strumenti come la ricongiunzione contributivaSvantaggiCosto elevato: gli importi trimestrali possono essere significativi (spesso sopra i 1.500-2.000 euro), soprattutto per chi ha avuto redditi elevati in passatoRendimento incerto a lungo termine: se sei ancora giovane e ti mancano molti anni alla pensione, il rendimento implicito del sistema INPS potrebbe essere inferiore ad alternative di investimentoNon recuperabile se interrotto prima: i versamenti già effettuati non vengono rimborsati se si decide di interrompere il programma prima di raggiungere la pensioneSoggezione alle riforme future: le regole pensionistiche possono cambiare nel tempo, e i contributi versati oggi potrebbero avere un valore diverso da quello attesoObbligo digitale dal 2026: per chi non ha familiarità con gli strumenti digitali, la nuova procedura esclusivamente online può rappresentare una barriera📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sui Versamenti Volontari INPSDal 2026 i versamenti volontari INPS sono davvero solo online?Si, dal 1 gennaio 2026 i versamenti volontari INPS si effettuano esclusivamente tramite canali digitali: portale MyINPS con pagoPA, app INPS Mobile, banca online o intermediari abilitati (CAF, patronati). Il bollettino MAV cartaceo e i pagamenti allo sportello fisico non sono piu accettati.Quanti contributi ho bisogno per richiedere l’autorizzazione ai versamenti volontari?Per i lavoratori dipendenti servono almeno 5 anni di contributi (260 settimane) oppure almeno 3 anni nel quinquennio precedente la domanda. Per artigiani e commercianti bastano 3 anni nel quinquennio. Per la Gestione Separata sono richiesti 5 anni di contribuzione totale.I versamenti volontari INPS sono deducibili dalle tasse?Si, i versamenti volontari INPS sono interamente deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF, senza limite massimo di importo. Questo significa che chi versa contributi volontari riduce la propria base imponibile e paga meno imposte nell’anno del versamento.Cosa succede se salto un trimestre di versamenti volontari?Se non versi entro la scadenza ordinaria (3 mesi dopo la fine del trimestre), puoi ancora recuperarlo entro 12 mesi con una maggiorazione per interessi. Oltre i 12 mesi, il trimestre e perso definitivamente e non potra essere recuperato.Posso fare i versamenti volontari INPS se non ho SPID?Si. Puoi delegare il pagamento a un patronato o CAF abilitato che effettua l’operazione per conto tuo. In alternativa, puoi ottenere lo SPID gratuitamente con l’assistenza del nostro CAF Centro Fiscale di Udine. Lo SPID si attiva anche in formato digitale senza bisogno di uscire di casa.Hai bisogno di assistenza per i versamenti volontari INPS?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in tutto il percorso: dalla verifica dei requisiti, alla domanda di autorizzazione, fino al pagamento online dei contributi volontari. Puoi anche affidarci l’intera procedura di versamento.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Pensione dopo la NASpI: Come si Calcola l’Importo con i Figurativi Hai percepito la NASpI e ti stai chiedendo quale sarà l'importo della tua pensione? Una delle domande più frequenti che riceviamo al nostro CAF riguarda proprio l'impatto dei contributi figurativi accreditati durante il periodo di disoccupazione… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-15 15:00:002026-10-10 07:59:25Pensione dopo la NASpI: Come si Calcola l’Importo con i FigurativiPATRONATO Sede INPS Udine 2026: Orari, Prenotazione e Servizi (Quando Andare al Patronato) Sede INPS Udine 2026: Orari, Prenotazione e Servizi — Quando Conviene Andare al PatronatoSe devi sbrigare una pratica INPS a Udine — dalla pensione alla NASPI, dall'assegno unico all'invalidità — hai due strade: recarti direttamente… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-18 09:00:002026-08-17 11:03:35Sede INPS Udine 2026: Orari, Prenotazione e Servizi (Quando Andare al Patronato)PATRONATO Bonus Assunzioni 2026: Incentivi per Datori di Lavoro(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});Questo articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/calcolo-pensione-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-18 06:00:002026-09-30 08:01:44Bonus Assunzioni 2026: Incentivi per Datori di LavoroCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleSettembre 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-11 10:47:162026-05-31 17:10:28Versamenti Volontari INPS 2026: Dal 2026 Solo Online, Guida Completa alla Procedura
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Pensione dopo la NASpI: Come si Calcola l’Importo con i Figurativi Hai percepito la NASpI e ti stai chiedendo quale sarà l'importo della tua pensione? Una delle domande più frequenti che riceviamo al nostro CAF riguarda proprio l'impatto dei contributi figurativi accreditati durante il periodo di disoccupazione… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-15 15:00:002026-10-10 07:59:25Pensione dopo la NASpI: Come si Calcola l’Importo con i Figurativi
PATRONATO Sede INPS Udine 2026: Orari, Prenotazione e Servizi (Quando Andare al Patronato) Sede INPS Udine 2026: Orari, Prenotazione e Servizi — Quando Conviene Andare al PatronatoSe devi sbrigare una pratica INPS a Udine — dalla pensione alla NASPI, dall'assegno unico all'invalidità — hai due strade: recarti direttamente… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-18 09:00:002026-08-17 11:03:35Sede INPS Udine 2026: Orari, Prenotazione e Servizi (Quando Andare al Patronato)
PATRONATO Bonus Assunzioni 2026: Incentivi per Datori di Lavoro(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});Questo articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/calcolo-pensione-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-18 06:00:002026-09-30 08:01:44Bonus Assunzioni 2026: Incentivi per Datori di Lavoro
NOTIZIEPensione senza contributi: le opzioni per chi non ha mai versato nel 2026Non aver mai versato un contributo INPS non significa restare senza alcuna tutela una volta raggiunta l’età anziana. In Italia, accanto alla pensione contributiva, esistono infatti misure di natura assistenziale pensate proprio per chi non ha una posizione previdenziale alle spalle. Parliamo di pensione senza contributi in senso improprio, perché non si tratta tecnicamente di una pensione, ma di prestazioni economiche erogate in base al reddito e all’età anagrafica. Capire la differenza tra questi due mondi è il primo passo per orientarsi correttamente ed evitare aspettative sbagliate su importi e tempistiche.Indice dei contenutiPensione contributiva e prestazioni assistenziali: la differenzaAssegno sociale 2026: requisiti per chi non ha versato contributiInvalidità civile e altre tutele per chi non ha contributiCome costruire una pensione contributiva da zeroCosa fare in pratica: a chi rivolgersiDomande frequentiPensione contributiva e prestazioni assistenziali: la differenzaLa pensione contributiva nasce dai versamenti effettuati durante la vita lavorativa: ogni mese di lavoro dipendente, autonomo o parasubordinato genera contributi che, accumulati nel tempo, danno diritto a un assegno calcolato sulla base dei versamenti stessi. Senza un numero minimo di anni di contribuzione, questo tipo di pensione semplicemente non matura.Le prestazioni assistenziali funzionano in modo diverso: non richiedono alcun versamento contributivo, ma si basano su requisiti di reddito, età e residenza. Rientrano in questa categoria l’assegno sociale, le indennità legate all’invalidità civile e, per le famiglie in difficoltà economica, l’Assegno di Inclusione, che dal 2024 ha sostituito il reddito di cittadinanza. Chi non ha mai lavorato, o ha avuto una carriera lavorativa molto discontinua, deve quindi guardare a queste misure come primo paracadute, prima di valutare eventuali strade per costruire comunque una posizione contributiva. Assegno sociale 2026: requisiti per chi non ha versato contributiL’assegno sociale è la principale tutela economica per chi arriva alla terza età senza aver mai versato contributi, o con una posizione contributiva insufficiente per una pensione vera e propria. Non è una pensione in senso tecnico, ma una prestazione assistenziale erogata dall’INPS a chi si trova in condizioni economiche disagiate.I requisiti principali per il 2026 sono i seguenti:Età anagrafica: aver compiuto 67 anni, requisito unico per uomini e donneResidenza: risiedere effettivamente e continuativamente in Italia da almeno 10 anniCittadinanza: essere cittadini italiani, comunitari o extracomunitari con permesso di soggiorno di lungo periodoLimiti di reddito: non superare determinate soglie reddituali personali, che si alzano se si è coniugati (verifica gli importi aggiornati, rivalutati ogni anno)L’importo dell’assegno sociale viene rivalutato annualmente in base all’inflazione e per il 2026 risulta superiore a 540 euro mensili per 13 mensilità, ma è sempre consigliabile verificare la cifra esatta pubblicata dall’INPS, perché può variare in base al reddito personale e a quello del coniuge, se presente. A differenza della pensione, l’assegno sociale non è reversibile ai familiari e decade se le condizioni reddituali cambiano nel tempo. Invalidità civile e altre tutele per chi non ha contributiOltre all’assegno sociale, esistono altre forme di sostegno che non richiedono alcun versamento contributivo pregresso. La più diffusa è l’invalidità civile, riconosciuta a chi presenta una riduzione della capacità lavorativa o dell’autonomia personale accertata da apposita commissione medica. In base alla percentuale di invalidità riconosciuta, si può avere diritto a un assegno mensile, all’esenzione dal ticket sanitario o ad altre agevolazioni.Chi non ha ancora raggiunto i 67 anni e si trova in condizione di povertà, con nucleo familiare che comprende minori, persone con disabilità o over 60, può inoltre valutare l’Assegno di Inclusione, una misura legata all’ISEE e non alla posizione contributiva. Va ricordato che chi perde il lavoro, anche senza aver mai maturato molti contributi, può avere diritto a tutele diverse a seconda della propria condizione: per capire quando si è formalmente considerati disoccupati per la legge, è utile conoscere i criteri applicati anche ai fini di concorsi pubblici e altre prestazioni. Come costruire una pensione contributiva da zeroChi preferisce puntare su una vera e propria pensione contributiva, anche partendo da un’età avanzata e senza versamenti pregressi, ha comunque alcune strade percorribili. Non tutte sono adatte a chi non ha mai lavorato in assoluto, perché alcune richiedono un minimo di storia contributiva pregressa, ma vale la pena conoscerle per valutare la propria situazione specifica.Riscatto di periodi non coperti da contribuzione: come gli anni di laurea, tramite il cosiddetto riscatto agevolato, accessibile anche a chi non ha ancora contributi versati, dietro pagamento di un onere calcolato dall’INPSVersamenti volontari INPS: permettono di proseguire la contribuzione in autonomia quando si interrompe il lavoro, ma per essere autorizzati richiedono generalmente un minimo di contribuzione pregressa (cinque anni di contributi, oppure tre anni nel quinquennio precedente la domanda; per gli iscritti alla Gestione Separata è sufficiente un anno di contribuzione effettiva negli ultimi cinque anni), quindi non sono la prima strada percorribile per chi parte davvero da zeroRendita vitalizia: consente di regolarizzare periodi effettivamente lavorati ma non coperti da contributi, ad esempio per lavoro irregolare del passato, se documentabileLavoro part-time o occasionale regolare: anche poche ore settimanali, se dichiarate correttamente, generano contribuzione utile ad avvicinarsi ai requisiti minimi per una pensione, sia pure di importo contenutoChi ha lavorato per periodi limitati, anche in modo stagionale, dovrebbe verificare con attenzione come vengono gestiti a fine rapporto i contributi accantonati: un approfondimento utile riguarda proprio il TFR per i lavoratori stagionali, tra busta paga e fondo pensione, per capire come non disperdere quanto già maturato.In generale, per una pensione di vecchiaia contributiva servono sia un requisito anagrafico sia un numero minimo di anni di contribuzione, che variano in base alla normativa vigente: per questo motivo è sempre importante verificare i requisiti aggiornati pubblicati dall’INPS, perché possono cambiare di anno in anno anche in base all’aspettativa di vita. Cosa fare in pratica: a chi rivolgersiDistinguere tra pensione senza contributi in senso proprio (che non esiste) e le prestazioni assistenziali realmente disponibili è fondamentale per non perdere tempo prezioso. Chi si trova in questa situazione dovrebbe prima di tutto verificare la propria posizione contributiva presso l’INPS, per capire con precisione quanti anni di versamenti risultano effettivamente accreditati, anche parziali o dimenticati nel tempo.In Italia, i patronati offrono assistenza gratuita proprio per questo tipo di verifica: un controllo dell’estratto conto contributivo può far emergere periodi di lavoro mai regolarizzati o contributi versati e dimenticati, che potrebbero fare la differenza tra l’accesso a una pensione contributiva, seppur minima, e il ricorso esclusivo a misure assistenziali come l’assegno sociale. Domande frequentiChi non ha mai versato contributi può comunque ricevere qualcosa dall’INPS a 67 anni?Sì, se rispetta i requisiti di reddito e residenza, può accedere all’assegno sociale, una prestazione assistenziale non legata ai contributi versati.L’assegno sociale è uguale alla pensione minima?No. La pensione minima presuppone una storia contributiva, mentre l’assegno sociale è una misura assistenziale erogata anche a chi non ha mai versato nulla, con importi e regole differenti.Si può ancora costruire una pensione contributiva dopo i 50 o 60 anni senza aver mai lavorato?In teoria sì, attraverso lavoro regolare, riscatti agevolati o rendite vitalizie per periodi effettivamente lavorati, ma servono comunque anni sufficienti a raggiungere i requisiti minimi previsti dalla normativa vigente.I versamenti volontari INPS sono accessibili a chi non ha mai avuto un lavoro regolare?Non sempre: l’autorizzazione ai versamenti volontari richiede generalmente un minimo di contribuzione pregressa, quindi non è la prima soluzione per chi parte davvero da zero.L’invalidità civile richiede contributi versati?No, l’invalidità civile si basa sull’accertamento medico della riduzione della capacità lavorativa o dell’autonomia personale, non sulla storia contributiva.Cosa succede se dopo i 67 anni il reddito supera le soglie previste per l’assegno sociale?In quel caso il diritto alla prestazione decade o viene ridotto, perché l’assegno sociale è una misura strettamente legata alle condizioni economiche del beneficiario, verificate periodicamente.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-13 19:00:002026-09-09 11:13:43Pensione senza contributi: le opzioni per chi non ha mai versato nel 2026
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOVersamenti Volontari INPS 2026: Dal 2026 Solo Online, Guida Completa alla ProceduraDal 1° gennaio 2026, i versamenti volontari INPS si possono effettuare esclusivamente online, tramite il portale istituzionale dell’INPS o attraverso i canali telematici autorizzati. Questa novità — introdotta per semplificare e digitalizzare le procedure contributive — riguarda tutti i lavoratori che hanno ottenuto l’autorizzazione ai contributi volontari e intendono continuare a versare per maturare il diritto alla pensione o per incrementare l’importo dell’assegno previdenziale. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che devi sapere: chi può fare i versamenti volontari, come funziona la nuova procedura online, quali importi si versano nel 2026 e cosa succede se si saltano le scadenze.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCosa sono i versamenti volontari INPSChi può fare versamenti volontari INPSLa novità 2026: solo procedura onlineCome eseguire i versamenti online: guida praticaImporti dei versamenti volontari 2026Scadenze e termini di versamentoCome richiedere l’autorizzazione ai contributi volontariEffetti dei versamenti volontari sulla pensioneCasi pratici e simulazioniDomande frequenti Cosa sono i versamenti volontari INPSI versamenti volontari INPS sono contributi previdenziali che il lavoratore versa spontaneamente — ovvero non per obbligo di legge — all’INPS al fine di colmare periodi scoperti di contribuzione, raggiungere i requisiti minimi per la pensione o aumentare l’importo dell’assegno pensionistico futuro. Si tratta di uno strumento fondamentale per chi ha interruzioni nella carriera lavorativa: periodi di disoccupazione, lavoro in nero, lavoro all’estero non coperto da convenzioni bilaterali, maternità non coperta, periodi di studio, oppure semplicemente lacune contributive dovute a lavori saltuari o atipici.I contributi volontari si distinguono da altre forme di copertura contributiva come il riscatto della laurea (che copre gli anni di studio universitario), la ricongiunzione contributiva (che unisce contributi versati in diverse gestioni INPS o casse previdenziali) e la rendita vitalizia per lavoro prestato in età minore. I versamenti volontari riguardano invece periodi di mancata occupazione o contribuzione, e devono essere preceduti da una formale autorizzazione rilasciata dall’INPS.Il meccanismo è semplice: una volta ottenuta l’autorizzazione, il lavoratore versa periodicamente dei contributi calcolati sulla propria media retributiva degli ultimi anni di lavoro. Questi contributi vengono accreditati sul conto previdenziale individuale e concorrono al calcolo della pensione esattamente come i contributi obbligatori versati durante l’attività lavorativa. Chi può fare versamenti volontari INPSNon tutti i lavoratori possono accedere ai versamenti volontari INPS. La normativa prevede requisiti specifici che devono essere verificati prima di presentare la domanda di autorizzazione. In linea generale, possono richiedere l’autorizzazione ai contributi volontari:Lavoratori dipendenti che hanno cessato o interrotto il rapporto di lavoro e che abbiano maturato almeno 5 anni di contributi (260 settimane) oppure, in alternativa, almeno 3 anni di contribuzione (156 settimane) negli ultimi 5 anni precedenti la domandaLavoratori autonomi iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti che abbiano almeno 3 anni di contribuzione nel quinquennio precedente la domandaLavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, professionisti senza cassa, ecc.) con almeno 5 anni di contribuzione accumulatiAgricoltori e lavoratori del settore agricolo con requisiti contributivi specifici per la loro gestioneSoggetti con periodi di contribuzione mista, ovvero distribuita su più gestioni INPS, che abbiano complessivamente i requisiti minimi richiestiEsistono però dei casi di esclusione: non possono fare versamenti volontari coloro che sono già pensionati (salvo eccezioni per chi percepisce assegni di invalidità), chi ha già raggiunto i requisiti minimi per la pensione senza aver ancora fatto domanda, e chi risulta ancora occupato con rapporto di lavoro obbligatoriamente assicurato. Anche la Gestione Separata ha regole particolari: i versamenti volontari sono ammessi ma il calcolo degli importi segue modalità diverse rispetto alla gestione ordinaria.Attenzione: il requisito dei 5 anni di contributi (o dei 3 anni nel quinquennio) deve essere verificato con cura prima di presentare domanda. Un errore nella valutazione del requisito porta al rigetto della domanda e alla perdita di tempo prezioso. Per questo motivo, è sempre consigliabile rivolgersi a un patronato o CAF per una verifica preliminare gratuita dell’estratto contributivo. La novità 2026: solo procedura onlineLa novità più rilevante del 2026 riguarda le modalità di pagamento dei versamenti volontari INPS. A partire dal 1° gennaio 2026, l’INPS ha disposto che i contributi volontari possano essere versati esclusivamente tramite canali digitali, eliminando definitivamente la possibilità di pagamento allo sportello fisico degli uffici INPS o presso le sedi postali con il bollettino MAV cartaceo tradizionale.Questa decisione si inquadra nel più ampio processo di digitalizzazione dei servizi previdenziali avviato dall’INPS negli ultimi anni, accelerato dalle linee guida del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che prevede la progressiva migrazione di tutti i servizi pubblici verso piattaforme digitali. L’obiettivo dichiarato è ridurre i tempi di lavorazione, eliminare errori di registrazione e rendere più tracciabile il flusso dei contributi versati.In concreto, dal 2026 i canali ammessi per il pagamento dei versamenti volontari INPS sono:Portale MyINPS (myinps.inps.it) con accesso tramite SPID, CIE o CNS, utilizzando il servizio di pagamento integrato con pagoPAApp INPS Mobile disponibile per iOS e Android, con le stesse funzionalità del portale webIntermediari abilitati: CAF, patronati, consulenti del lavoro, che possono effettuare il pagamento per conto del contribuente tramite i propri sistemi gestionaliBanche e istituti di pagamento abilitati al circuito pagoPA, con il codice avviso generato dal sistema INPSPoste Italiane online (portale BancoPosta o app) con il codice pagoPA, ma NON più allo sportello fisico con bollettino cartaceoLa modifica è stata comunicata dall’INPS con la circolare operativa di fine 2025 e ha effetto su tutti i nuovi versamenti a partire dal 2026. I versamenti effettuati con le vecchie modalità (bollettino MAV cartaceo, versamento diretto allo sportello) non saranno più accettati e potrebbero non essere correttamente imputati al conto previdenziale del contribuente. Come eseguire i versamenti online: guida praticaEseguire i versamenti volontari INPS online non è difficile, ma richiede di avere a disposizione gli strumenti giusti e di seguire la procedura corretta. Di seguito trovi una guida passo passo per effettuare il pagamento in autonomia tramite il portale INPS.Passaggio 1: accedi a MyINPS con identità digitaleIl primo requisito è disporre di un’identità digitale per accedere al portale INPS. Le credenziali accettate sono:SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello 2 o superiore — è la modalità più diffusa e può essere ottenuto gratuitamente presso provider accreditati come Poste Italiane, Aruba, TIM, ecc.CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN e lettore NFC — disponibile per chi ha già rinnovato la carta d’identità in formato digitaleCNS (Carta Nazionale dei Servizi) o smart card rilasciata da enti abilitatiSe non disponi ancora di SPID, puoi ottenerlo gratuitamente recandoti presso un ufficio postale, un CAF abilitato o direttamente online tramite riconoscimento video. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per l’attivazione dello SPID.Passaggio 2: trova il servizio “Contributi volontari”Una volta effettuato l’accesso a MyINPS, devi navigare verso la sezione dedicata ai contributi volontari. Il percorso è:Accedi a myinps.inps.it con le tue credenziali SPID/CIE/CNSDal menu principale, seleziona “Pensione e previdenza”Cerca la voce “Versamenti volontari” o usa la barra di ricerca interna con il termine “contributi volontari”Nella sezione dedicata, troverai il tuo fascicolo previdenziale con lo storico dei versamenti e la possibilità di generare nuovi avvisi di pagamentoPassaggio 3: genera l’avviso pagoPAIl cuore del nuovo sistema è la generazione dell’avviso pagoPA. Il portale INPS ti mostra i periodi contributivi da coprire e l’importo corrispondente a ciascun trimestre. Puoi scegliere:Versamento trimestrale: il sistema genera un avviso per ogni trimestre (modalità standard per lavoratori dipendenti)Versamento mensile: possibile per alcune gestioni (Artigiani, Commercianti)Versamento cumulativo: per coprire più periodi arretrati in una sola transazione (soggetto a limiti temporali)Dopo aver selezionato il periodo da coprire, il sistema genera un codice avviso pagoPA con numero IUV (Identificativo Univoco Versamento). Questo codice è fondamentale: non perderlo, perché serve per effettuare il pagamento e per verificarne il buon esito.Passaggio 4: effettua il pagamentoCon il codice avviso pagoPA in mano, puoi pagare attraverso diversi canali:Direttamente sul portale INPS: clic su “Paga ora” e seleziona il metodo di pagamento tra carta di credito/debito, bonifico bancario, o wallet digitalePortale della tua banca: accedi all’homebanking e cerca la funzione “Paga pagoPA” o “F24/pagoPA”, inserisci il codice avvisoApp Poste Italiane o portale BancoPosta: usa la funzione “Pagamenti” e inserisci il codice pagoPATabaccherie e ricevitorie abilitate al circuito Sisal/Lottomatica/MOONEY che supportano pagoPAATM bancari di banche convenzionate con il circuito pagoPAAl termine del pagamento riceverai una ricevuta telematica che costituisce prova dell’avvenuto versamento. Conservala per eventuali verifiche future. Il pagamento viene normalmente registrato sul conto previdenziale entro 2-5 giorni lavorativi. Importi dei versamenti volontari 2026L’importo dei versamenti volontari INPS non è fisso: viene calcolato sulla base della retribuzione media imponibile del lavoratore nel periodo di riferimento, moltiplicata per l’aliquota contributiva vigente per la specifica gestione previdenziale.Calcolo per i lavoratori dipendenti (Gestione IVS)Per i lavoratori dipendenti iscritti alla gestione IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti), l’importo trimestrale del versamento volontario si calcola come segue:Base di calcolo = retribuzione media settimanale degli ultimi anni di lavoro effettivo (calcolata dall’INPS in fase di autorizzazione)Aliquota 2026 per lavoratori dipendenti = 33% (aliquota ordinaria IVS, invariata rispetto agli anni precedenti)La formula applicata è: retribuzione media settimanale × 13 settimane (trimestre) × 33%Esempio pratico: se la retribuzione media settimanale è di 500 euro, il versamento trimestrale ammonta a: 500 × 13 × 33% = 2.145 euro per trimestre.Esiste tuttavia un importo minimo: nel 2026 il contributo settimanale minimo per la Gestione IVS non può essere inferiore a quello calcolato sulla retribuzione convenzionale minima settimanale stabilita annualmente dall’INPS con apposita circolare. Per il 2026, tale valore minimo di riferimento è stato aggiornato in base ai coefficienti ISTAT.Calcolo per artigiani e commerciantiPer gli artigiani e commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS, il calcolo è leggermente diverso. L’importo del versamento volontario si basa sul reddito medio dichiarato nelle ultime dichiarazioni dei redditi e sull’aliquota contributiva specifica per la loro categoria. Per il 2026, le aliquote sono:Artigiani: aliquota del 24,48% sul reddito imponibile (inclusa la quota aggiuntiva per l’allineamento delle aliquote)Commercianti: aliquota del 24,78% sul reddito imponibileAnche in questo caso esiste un minimale e un massimale stabiliti annualmente: il versamento non può essere inferiore a quello calcolato sul minimale reddituale INPS (pari al reddito minimo annuo imponibile fissato per il 2026) né superiore a quello calcolato sul massimale contributivo.Calcolo per la Gestione SeparataPer i lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, professionisti senza cassa, lavoratori a progetto), l’importo del versamento volontario si basa sul reddito medio degli ultimi anni di iscrizione alla gestione. L’aliquota applicata per il 2026 è del 35,03% (aliquota ordinaria per i soggetti privi di altra tutela previdenziale).Per i contributi previdenziali deducibili nel regime forfettario, ricorda che i versamenti volontari INPS sono deducibili dal reddito complessivo, riducendo la base imponibile ai fini IRPEF: un beneficio fiscale da non trascurare, analogo a quanto previsto per i contributi previdenziali deducibili nel regime forfettario. Scadenze e termini di versamentoI versamenti volontari INPS devono essere effettuati entro precisi termini di scadenza. Il mancato rispetto delle scadenze comporta la perdita del trimestre contributivo, che non potrà più essere recuperato (salvo eccezioni specifiche). Ecco le scadenze principali per il 2026:TrimestrePeriodo copertoScadenza pagamento1° trimestreGennaio – Marzo 202630 Giugno 20262° trimestreAprile – Giugno 202630 Settembre 20263° trimestreLuglio – Settembre 202631 Dicembre 20264° trimestreOttobre – Dicembre 202631 Marzo 2027Regola fondamentale: ogni trimestre può essere versato entro i 3 mesi successivi alla fine del trimestre stesso. Questo significa che hai un margine di tempo relativamente ampio, ma non illimitato. Se salti un trimestre, quel periodo andrà in bianco nel tuo estratto conto previdenziale, con conseguente riduzione dell’importo della pensione futura.Versamenti arretrati: esiste la possibilità di versare contributi per trimestri già scaduti, ma solo entro 12 mesi dalla scadenza originaria (c.d. versamenti tardivi). In questo caso, l’INPS applica una maggiorazione per interessi calcolata sulla base del tasso legale vigente. Oltre i 12 mesi, il recupero non è più possibile.Come richiedere l’autorizzazione ai contributi volontariPrima di poter effettuare qualsiasi versamento volontario, è necessario ottenere dall’INPS una formale autorizzazione. Questa autorizzazione certifica che il lavoratore ha i requisiti minimi per accedere ai versamenti volontari e fissa la base imponibile di calcolo dei contributi. Senza autorizzazione, i versamenti non vengono accettati o non vengono correttamente imputati.La domanda di autorizzazione si presenta esclusivamente online — e su questo punto non ci sono novità introdotte nel 2026, la procedura telematica era già obbligatoria da anni — tramite il portale MyINPS seguendo il percorso:Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNSVai su “Pensione e previdenza” → “Contributi” → “Richiesta autorizzazione versamento contributi volontari”Compila il modulo online con i tuoi dati anagrafici, fiscali e contributiviAllega la documentazione richiesta (copia documento identità, estratto conto contributivo se richiesto)Invia la domanda e conserva il numero di protocollo che ti viene assegnatoIn alternativa, la domanda può essere presentata tramite patronato abilitato (come il CAF Centro Fiscale di Udine), che effettua l’operazione in nome e per conto del richiedente. Questa è la modalità consigliata se hai difficoltà con gli strumenti digitali o se vuoi una verifica preventiva dei requisiti.L’INPS elabora la domanda e comunica l’esito entro un termine variabile (generalmente 60-90 giorni, ma in alcuni periodi dell’anno i tempi possono allungarsi). Il provvedimento di autorizzazione indica:Il periodo a partire dal quale è possibile iniziare i versamentiLa retribuzione di riferimento su cui calcolare i contributiL’importo trimestrale indicativo del versamentoLa gestione previdenziale di pertinenzaValidità dell’autorizzazione: l’autorizzazione ai versamenti volontari ha durata illimitata, salvo che il lavoratore non riprenda un’attività lavorativa obbligatoriamente assicurata o non raggiunga i requisiti per la pensione. In caso di ripresa del lavoro, i versamenti volontari si interrompono automaticamente, ma è possibile riprenderli in caso di nuova cessazione dell’attività. Effetti dei versamenti volontari sulla pensioneCapire l’effetto concreto dei versamenti volontari sulla pensione è fondamentale per valutare se conviene davvero investire in questa forma di contribuzione. Gli impatti sono molteplici e dipendono dalla situazione previdenziale individuale.Effetto sul raggiungimento dei requisiti pensionisticiIl primo effetto, e spesso il più importante, è il raggiungimento dei requisiti minimi per accedere alla pensione. In Italia, le principali forme di pensionamento prevedono:Pensione di vecchiaia: 67 anni di età + 20 anni di contributi (1.040 settimane)Pensione anticipata: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne (indipendentemente dall’età)Quota 103 (prorogata al 2026): 62 anni di età + 41 anni di contributiAPE Sociale: 63 anni e 5 mesi + almeno 30 o 36 anni di contributi (a seconda della categoria)I versamenti volontari contribuiscono al raggiungimento di tutti questi requisiti contributivi, rendendoli uno strumento prezioso per chi si trova a pochi mesi o pochi anni dal traguardo pensionistico. Per informazioni specifiche sull’APE Sociale e i requisiti applicabili, puoi consultare la nostra guida dedicata.Effetto sull’importo della pensioneIl secondo effetto riguarda direttamente l’importo mensile della pensione. Con il sistema contributivo (applicato a tutti coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996 e, pro-quota, per gli altri), ogni contributo versato aumenta il montante contributivo individuale, che viene poi trasformato in rendita applicando specifici coefficienti di conversione legati all’età al momento del pensionamento.In termini pratici, versare contributi volontari per un anno intero (4 trimestri) può aumentare la pensione futura di alcune decine di euro al mese — un importo che, capitalizzato per tutta la durata della pensione, rappresenta un beneficio economico significativo. Tuttavia, è fondamentale confrontare il costo dei versamenti (l’importo che si paga oggi) con il beneficio atteso (l’aumento della pensione futura), tenendo conto anche dell’aspettativa di vita e dell’attuale tasso di rendimento implicito del sistema previdenziale.Deducibilità fiscale dei versamenti volontariUn vantaggio spesso sottovalutato è la deducibilità fiscale dei versamenti volontari INPS. I contributi versati sono deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF, senza limite di importo (a differenza dei fondi pensione integrativi, che hanno un tetto di 5.164,57 euro annui). Questo significa che chi è in uno scaglione IRPEF elevato (23%, 35% o 43%) ottiene un risparmio fiscale proporzionale all’aliquota marginale applicata.Esempio: se versi 8.580 euro di contributi volontari in un anno e sei nello scaglione IRPEF al 35%, risparmierai circa 3.003 euro di imposte, riducendo significativamente il costo netto effettivo del versamento. La deducibilità si esercita in sede di dichiarazione dei redditi 730 o nel Modello Redditi, indicando l’importo nella sezione apposita. Casi pratici e simulazioniPer capire meglio come funzionano i versamenti volontari INPS nella pratica, vediamo alcuni scenari concreti che illustrano le diverse situazioni in cui questo strumento può risultare utile o conveniente.Caso 1: lavoratrice che ha smesso di lavorare per accudire figliScenario: Maria, 52 anni, ha lavorato come dipendente per 15 anni, poi ha smesso di lavorare per occuparsi dei figli. Oggi ha 780 settimane di contributi (15 anni), ma per la pensione di vecchiaia ne servono 1.040 (20 anni). Le mancano 260 settimane, ovvero 5 anni di contribuzione.Soluzione: Maria ottiene l’autorizzazione ai versamenti volontari INPS e inizia a versare ogni trimestre. Con la sua retribuzione media di riferimento (supponiamo 400 euro settimanali), il versamento trimestrale è: 400 × 13 × 33% = 1.716 euro a trimestre, ovvero circa 6.864 euro all’anno. In 5 anni, spenderà circa 34.320 euro in contributi volontari, ma potrà andare in pensione di vecchiaia a 67 anni invece di attendere (con solo 15 anni di contributi) la pensione con verifica dei requisiti contributivi minimi.Beneficio aggiuntivo: grazie alla deducibilità, se Maria è nello scaglione al 23%, ogni anno risparmia circa 1.579 euro di IRPEF, riducendo il costo netto a circa 5.285 euro l’anno.Caso 2: freelance con anni di contribuzione bassaScenario: Luca, 45 anni, è un libero professionista iscritto alla Gestione Separata INPS da 10 anni. Ha però avuto 4 anni di redditi molto bassi (sotto il minimale) durante cui ha versato pochissimi contributi. Ha quindi un “buco” di circa 2 anni equivalenti nel suo percorso contributivo.Soluzione: Luca non può recuperare direttamente quei periodi passati con versamenti volontari (i contributi volontari coprono periodi futuri, non passati già trascorsi senza versamento), ma può iniziare a fare versamenti volontari per i periodi attuali di bassa contribuzione o per integrare il montante. In alternativa, può valutare il riscatto di periodi non coperti se ammesso dalla sua gestione.Caso 3: prossimo alla pensione, mancano pochi mesiScenario: Antonio, 66 anni, ha 19 anni e 9 mesi di contributi. Per la pensione di vecchiaia a 67 anni gli mancano 3 mesi di contributi (13 settimane). Non lavora più da 2 anni e ha già l’autorizzazione ai versamenti volontari.Soluzione: Antonio versa 1 solo trimestre di contributi volontari (circa 1.500-2.000 euro a seconda della sua retribuzione di riferimento), raggiunge i 20 anni di contribuzione e può presentare domanda di pensione di vecchiaia, indicando anche le coordinate per l’accredito dell’assegno pensionistico. In questo caso, il versamento di poche migliaia di euro sblocca anni di pensione: la convenienza è indiscutibile.Cosa cambia concretamente con il passaggio al digitaleAl di là degli aspetti tecnici, è utile capire cosa significa nella pratica il passaggio ai versamenti volontari INPS esclusivamente online per le diverse tipologie di contribuenti. Le principali implicazioni sono:Chi è già digitalizzato: nessun cambiamento sostanziale. Chi usava già l’homebanking o i portali digitali per pagare le bollette o le tasse troverà la procedura molto simile. Il sistema pagoPA è lo stesso usato per molti altri pagamenti alla pubblica amministrazioneChi usava il bollettino MAV cartaceo: deve necessariamente adeguarsi e imparare a usare il portale INPS o delegare il pagamento a un intermediario abilitato (CAF, patronato). Il bollettino MAV per i versamenti volontari non viene più emesso dall’INPS dal 2026Chi non ha SPID o dimestichezza digitale: può rivolgersi al patronato per farsi assistere sia nell’ottenere l’identità digitale, sia nell’effettuare i pagamenti tramite intermediarioChi vive all’estero: può effettuare i pagamenti tramite bonifico internazionale alle coordinate bancarie INPS indicate nell’avviso pagoPA, oppure tramite portali bancari online internazionali che supportano il circuito pagoPAImportante per gli anziani o persone con difficoltà digitali: l’INPS ha specificato che i versamenti tramite intermediari abilitati (patronati, CAF) rimangono pienamente validi e accessibili. Rivolgersi al CAF o al patronato di fiducia è quindi la soluzione ideale per chi non riesce a gestire autonomamente le procedure online. Vantaggi e svantaggi dei versamenti volontari INPSCome ogni strumento previdenziale, i versamenti volontari INPS presentano sia vantaggi che svantaggi che è importante valutare prima di decidere se procedere.VantaggiFlessibilità: non c’è obbligo di versare ogni trimestre. Se un mese hai difficoltà economiche, puoi saltare il trimestre (entro i 12 mesi di recupero) senza penalità formaliDeducibilità fiscale piena: i contributi sono interamente deducibili dal reddito, con un risparmio fiscale immediato che riduce il costo nettoEffetto certo sulla pensione: a differenza dei fondi pensione integrativi (soggetti a rischi di mercato), i contributi INPS si traducono in un aumento certo del montante previdenzialeStrumento per raggiungere i requisiti: se ti mancano pochi anni o pochi mesi alla pensione, i versamenti volontari sono spesso l’unico modo per colmare il gapPossibilità di cumulare con altri strumenti come la ricongiunzione contributivaSvantaggiCosto elevato: gli importi trimestrali possono essere significativi (spesso sopra i 1.500-2.000 euro), soprattutto per chi ha avuto redditi elevati in passatoRendimento incerto a lungo termine: se sei ancora giovane e ti mancano molti anni alla pensione, il rendimento implicito del sistema INPS potrebbe essere inferiore ad alternative di investimentoNon recuperabile se interrotto prima: i versamenti già effettuati non vengono rimborsati se si decide di interrompere il programma prima di raggiungere la pensioneSoggezione alle riforme future: le regole pensionistiche possono cambiare nel tempo, e i contributi versati oggi potrebbero avere un valore diverso da quello attesoObbligo digitale dal 2026: per chi non ha familiarità con gli strumenti digitali, la nuova procedura esclusivamente online può rappresentare una barriera📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sui Versamenti Volontari INPSDal 2026 i versamenti volontari INPS sono davvero solo online?Si, dal 1 gennaio 2026 i versamenti volontari INPS si effettuano esclusivamente tramite canali digitali: portale MyINPS con pagoPA, app INPS Mobile, banca online o intermediari abilitati (CAF, patronati). Il bollettino MAV cartaceo e i pagamenti allo sportello fisico non sono piu accettati.Quanti contributi ho bisogno per richiedere l’autorizzazione ai versamenti volontari?Per i lavoratori dipendenti servono almeno 5 anni di contributi (260 settimane) oppure almeno 3 anni nel quinquennio precedente la domanda. Per artigiani e commercianti bastano 3 anni nel quinquennio. Per la Gestione Separata sono richiesti 5 anni di contribuzione totale.I versamenti volontari INPS sono deducibili dalle tasse?Si, i versamenti volontari INPS sono interamente deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF, senza limite massimo di importo. Questo significa che chi versa contributi volontari riduce la propria base imponibile e paga meno imposte nell’anno del versamento.Cosa succede se salto un trimestre di versamenti volontari?Se non versi entro la scadenza ordinaria (3 mesi dopo la fine del trimestre), puoi ancora recuperarlo entro 12 mesi con una maggiorazione per interessi. Oltre i 12 mesi, il trimestre e perso definitivamente e non potra essere recuperato.Posso fare i versamenti volontari INPS se non ho SPID?Si. Puoi delegare il pagamento a un patronato o CAF abilitato che effettua l’operazione per conto tuo. In alternativa, puoi ottenere lo SPID gratuitamente con l’assistenza del nostro CAF Centro Fiscale di Udine. Lo SPID si attiva anche in formato digitale senza bisogno di uscire di casa.Hai bisogno di assistenza per i versamenti volontari INPS?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in tutto il percorso: dalla verifica dei requisiti, alla domanda di autorizzazione, fino al pagamento online dei contributi volontari. Puoi anche affidarci l’intera procedura di versamento.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Pensione dopo la NASpI: Come si Calcola l’Importo con i Figurativi Hai percepito la NASpI e ti stai chiedendo quale sarà l'importo della tua pensione? Una delle domande più frequenti che riceviamo al nostro CAF riguarda proprio l'impatto dei contributi figurativi accreditati durante il periodo di disoccupazione… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-15 15:00:002026-10-10 07:59:25Pensione dopo la NASpI: Come si Calcola l’Importo con i FigurativiPATRONATO Sede INPS Udine 2026: Orari, Prenotazione e Servizi (Quando Andare al Patronato) Sede INPS Udine 2026: Orari, Prenotazione e Servizi — Quando Conviene Andare al PatronatoSe devi sbrigare una pratica INPS a Udine — dalla pensione alla NASPI, dall'assegno unico all'invalidità — hai due strade: recarti direttamente… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-18 09:00:002026-08-17 11:03:35Sede INPS Udine 2026: Orari, Prenotazione e Servizi (Quando Andare al Patronato)PATRONATO Bonus Assunzioni 2026: Incentivi per Datori di Lavoro(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});Questo articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/calcolo-pensione-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-18 06:00:002026-09-30 08:01:44Bonus Assunzioni 2026: Incentivi per Datori di LavoroCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 11, 2026/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-11 10:47:162026-05-31 17:10:28Versamenti Volontari INPS 2026: Dal 2026 Solo Online, Guida Completa alla Procedura
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CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOVersamenti Volontari INPS, dal 2026 Saranno Solo Online: Come EseguirliDal 1° gennaio 2026 i versamenti volontari INPS possono essere effettuati esclusivamente online: addio definitivo ai bollettini postali cartacei e al modello F24 presso gli sportelli fisici. La novità, introdotta con il Messaggio INPS n. 4050 del 19 dicembre 2025, rappresenta un cambiamento sostanziale per tutti i lavoratori che usano la contribuzione volontaria per colmare i buchi contributivi e raggiungere i requisiti pensionistici. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: chi può versare volontariamente, come fare domanda di autorizzazione, gli importi e le aliquote 2026, le scadenze trimestrali e i canali digitali da utilizzare.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCosa sono i versamenti volontari INPSNovità 2026: pagamento esclusivamente onlineChi può versare volontariamente: requisiti e categorieCome fare la domanda di autorizzazione INPSCome eseguire i versamenti online dal 2026Importi e aliquote 2026 per gestioneScadenze trimestrali: quando pagareVantaggi e svantaggi dei contributi volontariDifferenze con riscatto, pace contributiva e ricongiunzioneErrori da evitareDomande frequenti Cosa sono i versamenti volontari INPSI versamenti volontari INPS (denominati anche contributi volontari) sono contributi previdenziali che il lavoratore paga autonomamente, di propria iniziativa, per coprire periodi in cui non ha svolto attività lavorativa e quindi non ha maturato contribuzione obbligatoria. Si tratta di uno strumento pensionistico fondamentale per chi ha avuto interruzioni di carriera, periodi di disoccupazione, lavoro part-time o attività non coperte da contribuzione INPS.L'obiettivo principale è raggiungere il numero di anni contributivi necessari per accedere alla pensione oppure aumentare l'importo dell'assegno pensionistico. I contributi volontari confluiscono nella gestione previdenziale di appartenenza del lavoratore (Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, Gestione Separata, Gestione Artigiani e Commercianti) e producono gli stessi effetti dei contributi obbligatori ai fini pensionistici.Non si tratta di una soluzione per tutti: per poter versare volontariamente occorre essere stati preventivamente autorizzati dall'INPS e aver maturato una minima anzianità contributiva pregressa. L'autorizzazione ha effetto retroattivo dalla data della domanda e non si prescrive: una volta ottenuta, l'assicurato può versare in qualsiasi momento. Novità 2026: pagamento esclusivamente onlineIl cambiamento più significativo del 2026 riguarda le modalità di pagamento. Con il Messaggio INPS n. 4050 del 19 dicembre 2025, l'Istituto ha comunicato che, a partire dal 1° gennaio 2026, i versamenti dei contributi volontari devono essere effettuati esclusivamente attraverso canali telematici. Vengono definitivamente eliminati:Bollettini postali cartacei (modello MAV e bollettino Freccia): non più accettati dagli uffici postaliModello F24 in forma cartacea consegnato presso sportelli bancari o postali senza conto correntePagamenti allo sportello INPS in contanti o assegnoLa digitalizzazione forzata del processo rientra nel più ampio piano di modernizzazione dei servizi INPS avviato negli ultimi anni, in linea con le direttive del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e con la transizione al digitale della Pubblica Amministrazione. L'INPS ha gradualmente eliminato i canali cartacei per quasi tutti i versamenti contributivi: i versamenti volontari erano uno degli ultimi a non essere stati completamente digitalizzati.Cosa cambia nella pratica? Gli assicurati autorizzati ai contributi volontari ricevono ogni trimestre il piano di versamento telematico attraverso il portale MyINPS o via email (se hanno attivato le notifiche). Il pagamento avviene esclusivamente tramite i canali digitali indicati nella sezione dedicata di questo articolo. Chi può versare volontariamente: requisiti e categorieNon tutti i lavoratori possono accedere ai versamenti volontari INPS. È necessario soddisfare specifici requisiti contributivi minimi che variano in base alla gestione previdenziale di appartenenza. Ecco le categorie ammesse e i requisiti:Lavoratori dipendenti (FPLD)Per i lavoratori iscritti al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, il requisito minimo è di 5 anni di contribuzione effettiva (260 settimane) oppure, per chi non ha raggiunto questo limite, almeno 3 anni di contribuzione nel quinquennio precedente la domanda. Sono ammessi sia i lavoratori che hanno interrotto temporaneamente il rapporto di lavoro, sia coloro che hanno cessato definitivamente l'attività.Lavoratori autonomi (artigiani e commercianti)Gli artigiani e i commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS possono richiedere l'autorizzazione ai versamenti volontari dopo aver maturato almeno 5 anni di iscrizione e contribuzione alla gestione di riferimento. L'autorizzazione è necessaria anche per chi ha cessato l'attività autonoma e desidera proseguire la contribuzione.Iscritti alla Gestione SeparataI lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, professionisti senza cassa, lavoratori occasionali) devono aver versato contributi per almeno 5 anni di contribuzione effettiva. La base imponibile per il calcolo dei contributi volontari viene determinata sulla media dei redditi imponibili degli ultimi 12 mesi di attività.Casalinghe e casalinghiUna categoria spesso trascurata ma importante: anche chi svolge lavoro di cura domestica non retribuito può iscriversi al Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavoro di cura non retribuito (il cosiddetto "fondo casalinghe"), versando contributi volontari a partire da 25,82 euro al mese. Non è richiesta contribuzione pregressa per questa gestione specifica.Attenzione: i periodi coperti da versamenti volontari non sono compatibili con periodi di lavoro subordinato o autonomo per i quali vige l'obbligo assicurativo. In altre parole, non puoi versare volontariamente per un periodo in cui hai lavorato e hai già contributi obbligatori. Come fare la domanda di autorizzazione INPSPrima di poter effettuare qualsiasi versamento, è obbligatorio ottenere l'autorizzazione dall'INPS. Senza autorizzazione preventiva, i versamenti non vengono riconosciuti ai fini pensionistici. Ecco la procedura passo per passo.Procedura online (unica modalità dal 2026)Accedi al portale MyINPS su www.inps.it con SPID, CIE o CNSVai alla sezione “Prestazioni e servizi” → “Servizi” → “Contributi volontari”Seleziona “Domanda di autorizzazione ai versamenti volontari”Compila il modulo indicando la gestione di appartenenza e i periodi da coprireAllega la documentazione richiesta (estratto contributivo, eventuale documentazione del periodo da coprire)Invia la domanda e attendi la comunicazione di accoglimentoL'INPS esamina la domanda e verifica il possesso dei requisiti. Se l'autorizzazione viene concessa, viene comunicata per iscritto all'assicurato. L'autorizzazione decorre dalla data di presentazione della domanda: è importante presentarla tempestivamente, poiché retroattivamente non potrai coprire periodi antecedenti alla data di protocollo della domanda (con alcune eccezioni per contribuzione figurativa).Hai bisogno di assistenza per la domanda di autorizzazione? Il CAF Centro Fiscale di Udine supporta il patronato per la presentazione della domanda all'INPS, la verifica dei requisiti contributivi e la stima dei vantaggi pensionistici. Contattaci per una consulenza personalizzata. Come eseguire i versamenti online dal 2026Una volta ottenuta l'autorizzazione, ogni trimestre l'INPS mette a disposizione il piano di versamento telematico con gli importi dovuti. Dal 2026 i canali abilitati per il pagamento sono esclusivamente i seguenti.Portale MyINPSIl canale principale è il portale MyINPS (myinps.inps.it). Dopo l'accesso con SPID, CIE o CNS, nella sezione “Contributi volontari” → “Paga contributi volontari” trovi i bollettini trimestrali precompilati con gli importi esatti. Il pagamento avviene direttamente online tramite:Carta di credito/debito (Visa, Mastercard, Maestro)Bonifico bancario onlinePagoPA (il sistema unificato di pagamento alla PA)App IOLa app IO (il wallet digitale del cittadino per i servizi pubblici) consente di ricevere notifiche di scadenza e pagare i contributi volontari INPS direttamente dallo smartphone. Nella sezione “Pagamenti” dell'app trovi i bollettini INPS e puoi saldarli con carta o con il saldo prepagato dell'app. È il metodo più comodo per chi vuole gestire tutto da mobile.PagoPA (canale bancario online)In alternativa, puoi pagare tramite PagoPA attraverso il home banking della tua banca o posta, inserendo il codice di avviso che trovi nel piano di versamento. Quasi tutte le banche italiane supportano PagoPA: cerca la voce “Pagamenti PA” o “PagoPA” nell'area pagamenti del tuo internet banking. Anche Poste Italiane supporta il pagamento PagoPA tramite app BancoPosta o sito postepay.it.Modello F24 online (ancora ammesso)Il modello F24 rimane valido, ma solo nella versione telematica: tramite i servizi dell'Agenzia delle Entrate (F24 Web su Entratel/Fiscoline) oppure attraverso il proprio istituto bancario tramite home banking. Il codice tributo da utilizzare varia in base alla gestione di appartenenza. L'F24 cartaceo consegnato allo sportello è invece definitivamente abolito per questi versamenti dal 2026.Cosa fare se non si è pratici di strumenti digitali? È possibile delegare un CAF, un patronato o un consulente a effettuare i pagamenti per proprio conto. Il CAF Centro Fiscale fornisce assistenza completa anche per la gestione dei pagamenti telematici dei contributi volontari. Importi e aliquote 2026 per gestioneIl calcolo degli importi dei versamenti volontari 2026 dipende dalla gestione previdenziale di appartenenza, dalla retribuzione o reddito di riferimento e dall'aliquota contributiva applicabile. Vediamo i dettagli per ciascuna categoria.Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD)Per i lavoratori dipendenti, la base di calcolo è la retribuzione media settimanale degli ultimi 12 mesi di lavoro retribuito (o degli ultimi 24 mesi se più favorevole). L'aliquota applicata è quella in vigore per i lavoratori dipendenti, pari al 33% della retribuzione imponibile. Tale aliquota, nei contributi obbligatori suddivisa tra datore e lavoratore, viene pagata interamente dall'assicurato nei versamenti volontari.La retribuzione settimanale minima per il 2026, che rappresenta la base minima di calcolo, è aggiornata annualmente dall'INPS in base alla variazione del costo della vita. Per il 2026 la retribuzione convenzionale minima giornaliera è fissata in circa 51,83 euro (aggiornamento con circolare INPS inizio anno).Gestione ArtigianiPer gli artigiani, i contributi volontari si calcolano applicando le stesse aliquote dei contributi obbligatori al reddito medio degli ultimi 12 mesi di attività. Le aliquote 2026 per la Gestione Artigiani sono:24% del reddito imponibile (quota IVS – Invalidità, Vecchiaia, Superstiti) per i titolariAliquota aggiuntiva dello 0,48% per la maternità e malattiaMinimale 2026: circa 3.983 euro trimestrali (contributo fisso sul minimale di reddito)Gestione CommerciantiPer i commercianti, le aliquote 2026 sono lievemente superiori:24,48% del reddito imponibile (quota IVS) per i titolariAliquota aggiuntiva dello 0,48% per malattiaMinimale 2026: circa 4.054 euro trimestraliGestione SeparataPer gli iscritti alla Gestione Separata, l'aliquota per i versamenti volontari è quella applicata ai collaboratori e professionisti senza altra previdenza obbligatoria. Per il 2026 l'aliquota è del 26,23% (comprensiva di aliquota DIS-COLL e maternità). La base imponibile è la media dei redditi da lavoro degli ultimi 12 mesi di contribuzione effettiva.Tabella riepilogativa delle aliquote 2026:Gestione INPSAliquota IVS 2026Base di calcoloLavoratori dipendenti (FPLD)33%Retribuzione media settimanale ultimi 12/24 mesiArtigiani24%Reddito medio ultimi 12 mesiCommercianti24,48%Reddito medio ultimi 12 mesiGestione Separata26,23%Media redditi ultimi 12 mesi di contribuzioneFondo casalingheFissoDa 25,82 a 51,65 euro al mese Scadenze trimestrali: quando pagareI versamenti volontari INPS hanno cadenza trimestrale. Ogni trimestre è riferito a un periodo specifico dell'anno e deve essere pagato entro una data precisa. Il rispetto delle scadenze è fondamentale: i versamenti effettuati fuori termine non vengono riconosciuti per i periodi corrispondenti.Trimestre di riferimentoScadenza di pagamento1° trimestre (gennaio-marzo)Entro il 30 giugno2° trimestre (aprile-giugno)Entro il 30 settembre3° trimestre (luglio-settembre)Entro il 31 dicembre4° trimestre (ottobre-dicembre)Entro il 31 marzo dell'anno successivoIn sintesi, ogni versamento va effettuato entro il terzo mese successivo alla fine del trimestre di riferimento. Esempio pratico: il contributo per il primo trimestre 2026 (gennaio-marzo 2026) deve essere pagato entro il 30 giugno 2026.Versamenti tardivi o parziali: se si salta un trimestre, non è possibile recuperarlo versando in un trimestre successivo. L'INPS valuta la continuità dei versamenti: periodi non coperti rimangono scoperti e non contribuiscono al maturare del diritto pensionistico. Tuttavia, non esiste un obbligo di versare ogni trimestre: l'autorizzazione non decade se si salta un periodo, ma ovviamente quel trimestre non sarà coperto contributivamente. Vantaggi e svantaggi dei contributi volontariPrima di decidere se conviene avviare i versamenti volontari INPS, è utile fare una valutazione costi-benefici onesta. Non sempre è la scelta più conveniente: dipende da età, situazione lavorativa, reddito e obiettivi pensionistici.VantaggiCopertura dei buchi contributivi: permette di raggiungere i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata colmando anni di contribuzione mancantiAumento dell'assegno pensionistico: più contributi equivalgono a una pensione più alta nel sistema contributivoDeducibilità fiscale IRPEF: i contributi volontari versati all'INPS sono integralmente deducibili dal reddito imponibile IRPEF (art. 10, comma 1, lett. e) del TUIR). Ogni euro versato riduce l'imponibile fiscale, con un risparmio proporzionale alla tua aliquota marginale IRPEFNessun vincolo di versamento continuo: puoi saltare trimestri senza perdere l'autorizzazioneCumulabilità con la NASPI: in molti casi compatibile con l'indennità di disoccupazione (verifica caso per caso con il CAF)SvantaggiCosto elevato: soprattutto per i dipendenti (aliquota 33%), il costo per coprire un anno intero può superare i 10.000 euro, a seconda della retribuzione di riferimentoRendimento incerto: nel sistema contributivo il valore della pensione dipende dai coefficienti di trasformazione e dall'età di pensionamento. Versare oggi non garantisce un ritorno proporzionaleNon recupera periodi antecedenti la domanda: l'autorizzazione vale dalla data di presentazione, non può coprire periodi già passatiAlternativa al riscatto più costosa per alcuni periodi: per la laurea o il servizio militare, il riscatto agevolato può essere più convenienteDigitalizzazione obbligatoria dal 2026: serve SPID o CIE attivo, o appoggiarsi a un intermediario abilitatoConsiglio del CAF: prima di avviare i versamenti volontari, è fondamentale richiedere all'INPS il proprio estratto contributivo aggiornato e farsi fare una simulazione pensionistica. In questo modo potrai valutare quanti anni mancano, quanto costerebbe la contribuzione volontaria e se alternative come la pensione anticipata siano più adatte alla tua situazione.Differenze con riscatto, pace contributiva e ricongiunzioneI versamenti volontari non sono l'unico strumento per integrare la contribuzione previdenziale. È importante conoscere le differenze con gli altri istituti disponibili, per scegliere quello più adatto alla propria situazione.Riscatto dei periodiIl riscatto permette di far valere ai fini pensionistici periodi che non sono coperti da contribuzione obbligatoria ma che sono stati ufficialmente riconosciuti (es. anni di laurea, servizio militare, anni di aspettativa non retribuita). A differenza dei versamenti volontari:Il riscatto riguarda periodi specifici e predefiniti, non periodi genericiIl costo del riscatto si calcola sulla retribuzione attuale moltiplicata per l'aliquota e gli anni da riscattareIl riscatto della laurea ha una versione agevolata con aliquota ridotta per chi è nel sistema contributivo puroÈ possibile rateizzare il pagamento del riscatto fino a 10 anni senza interessiPace contributiva (riscatto agevolato dei periodi vuoti)La pace contributiva consente di riscattare, con un costo agevolato, i periodi di vuoto contributivo compresi tra il 1° gennaio 1996 e il 31 dicembre 2023, fino a un massimo di 5 anni. A differenza dei versamenti volontari:Si possono coprire periodi già passati (retroattività totale fino a 5 anni, nel limite temporale previsto)Il costo è calcolato con l'aliquota della gestione moltiplicata per il reddito dell'anno precedenteÈ detraibile al 50% dall'IRPEF (non deducibile, a differenza dei versamenti volontari)Non richiede la stessa anzianità contributiva minima dei versamenti volontariRicongiunzioneLa ricongiunzione è uno strumento per unificare contributi versati in diverse gestioni previdenziali (es. hai lavorato come dipendente e poi come autonomo, oppure hai contributi in una cassa professionale e nell'INPS). La ricongiunzione trasferisce tutti i contributi in un'unica gestione:Può essere onerosa (a pagamento) o gratuita a seconda dei casiNon aggiunge contributi: sposta quelli già esistenti da una gestione all'altraÈ alternativa al cumulo contributivo gratuito (legge Fornero) che in molti casi è più convenienteIn estrema sintesi: i versamenti volontari coprono periodi futuri e vuoti recenti; il riscatto e la pace contributiva coprono periodi passati specifici; la ricongiunzione consolida contributi già esistenti. Spesso la strategia ottimale combina più strumenti. Affidati al CAF Centro Fiscale per una valutazione complessiva della tua posizione previdenziale, anche in vista della dichiarazione dei redditi 730 dove potrai dedurre i contributi versati.Errori da evitare con i versamenti volontari INPSDalla nostra esperienza come CAF e patronato, ecco gli errori più frequenti che i lavoratori commettono nella gestione dei versamenti volontari INPS:Versare senza autorizzazione: i contributi versati prima di ottenere l'autorizzazione INPS non vengono riconosciuti. Presentate sempre prima la domandaConfondere la data di decorrenza: l'autorizzazione vale dalla data di presentazione della domanda, non da quando si inizia a versare. Ogni giorno di ritardo nella domanda è un periodo coperto in menoVersare per periodi già coperti da contribuzione obbligatoria: il versamento verrebbe rimborsato ma senza interessi, con perdita di tempo e burocraziaNon verificare la prescrizione dei periodi: in alcuni casi i periodi possono essere già prescritti (10 anni per le gestioni autonome)Dal 2026: tentare di pagare con bollettini cartacei: il pagamento non sarà accettato. Assicurati di avere SPID o CIE attivi prima delle scadenze trimestraliNon portare in deduzione i contributi volontari: molti dimenticano di indicarli nella dichiarazione dei redditi 730. Si perde un risparmio fiscale IRPEF importanteNon fare una simulazione pensionistica prima: versare per anni scoprendo poi che non conviene è uno spreco di risorse. Richiedi prima una consulenza al CAF Centro Fiscale📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sui Versamenti Volontari INPSDal 2026 come si pagano i versamenti volontari INPS?Dal 1 gennaio 2026 i versamenti volontari INPS si pagano esclusivamente online: tramite il portale MyINPS, l’app IO, il sistema PagoPA attraverso la propria banca online, oppure con modello F24 telematico. I bollettini postali cartacei e il modello F24 cartaceo agli sportelli non sono piu accettati. La modifica e stata introdotta con il Messaggio INPS n. 4050 del 19 dicembre 2025.Quanti anni di contributi servono per l’autorizzazione ai versamenti volontari?Per i lavoratori dipendenti (FPLD) servono almeno 5 anni di contribuzione effettiva (260 settimane), oppure almeno 3 anni nel quinquennio precedente la domanda. Per gli autonomi (artigiani e commercianti) servono 5 anni di iscrizione e contribuzione alla gestione. Per la Gestione Separata sono richiesti 5 anni di contribuzione effettiva.I versamenti volontari INPS sono deducibili dal reddito?Si, i contributi volontari versati all’INPS sono integralmente deducibili dal reddito imponibile IRPEF ai sensi dell’art. 10 del TUIR. Vanno indicati nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF) nel quadro degli oneri deducibili. Il risparmio fiscale e proporzionale all’aliquota marginale IRPEF del contribuente.Cosa succede se salto il pagamento di un trimestre?L’autorizzazione rimane valida a tempo indeterminato. Semplicemente quel trimestre non sara coperto da contribuzione e non contribuira alla maturazione del diritto pensionistico. Non e possibile recuperare il trimestre saltato versando importi maggiori in seguito. L’autorizzazione non decade per omissione di versamenti.Qual e la differenza tra versamenti volontari e riscatto della laurea?I versamenti volontari coprono periodi di vuoto contributivo dalla data di autorizzazione in poi. Il riscatto della laurea permette di far valere gli anni di studio universitario come contribuzione, indipendentemente da quando si e conseguita. Il riscatto agevolato della laurea ha un costo ridotto per chi e nel sistema contributivo puro ed e rateizzabile. I due strumenti sono complementari, non alternativi.Richiedi Assistenza per i Versamenti Volontari INPSIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la domanda di autorizzazione INPS, la simulazione pensionistica e la gestione dei pagamenti online.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Pensione dopo la NASpI: Come si Calcola l’Importo con i Figurativi Hai percepito la NASpI e ti stai chiedendo quale sarà l'importo della tua pensione? 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Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-11 10:47:162026-05-31 17:54:11Versamenti Volontari INPS, dal 2026 Saranno Solo Online: Come Eseguirli
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