NOTIZIEDetrazioni per spese scolastiche: cosa prevede la normativa e quanto si risparmiaCon l’arrivo del nuovo anno scolastico tornano attuali le domande sulle detrazioni per spese scolastiche: quali costi si possono portare in detrazione nel modello 730? Quanto si risparmia davvero sull’IRPEF? La normativa di riferimento è l’art. 15 del TUIR (DPR 917/1986), che riconosce una detrazione IRPEF del 19% su determinate spese legate all’istruzione dei figli o del contribuente stesso. In questo articolo facciamo chiarezza su regole, limiti e importi aggiornati al 2026.Indice dei contenutiCosa si intende per spese scolastiche detraibiliLe spese detraibili: elenco completoMense scolastiche e trasportoCanone di locazione studenti universitari fuori sedeTasse universitarie e corsi di specializzazioneCome si calcola il risparmio IRPEFDomande frequenti (FAQ)Cosa si intende per spese scolastiche detraibiliLe detrazioni per spese scolastiche sono sconti sull’IRPEF (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) che lo Stato riconosce ai contribuenti che sostengono determinate spese per l’istruzione propria o dei figli a carico. La misura è pari al 19% della spesa sostenuta, con limiti diversi a seconda della tipologia.Queste spese vanno indicate nella dichiarazione dei redditi (modello 730) nel quadro E (oneri detraibili), oppure nel Modello Redditi PF. È importante conservare tutte le ricevute e le fatture come documentazione.Attenzione al reddito: la detrazione del 19% si riduce progressivamente per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 120.000 euro e si azzera sopra i 240.000 euro (salvo alcune eccezioni previste dalla normativa). Le spese detraibili: elenco completoL’art. 15 del TUIR e la normativa collegata individuano diverse categorie di spese scolastiche detraibili. Ecco un riepilogo aggiornato:Tipologia di spesaDetrazioneLimite annuoRette scuole paritarie (infanzia, primaria, secondaria)19%Fino alla spesa equivalente della scuola stataleMensa scolastica19%Senza limite specificoServizi di trasporto scolastico (scuolabus)19%Max 800 euro/anno per figlioCanone locazione studenti universitari fuori sede19%Max 2.633 euro/annoTasse e contributi universitari19%Entro l’importo delle tasse dell’ateneo stataleCorsi di specializzazione post-laurea (es. master)19%Entro importi università statale equivalenteDottorati di ricerca, scuole di specializzazione19%Entro importi università statalePer le scuole paritarie (asili nido privati, scuole elementari, medie e superiori private), la detrazione si applica sulla retta pagata, ma solo fino all’importo che si sarebbe pagato per la stessa tipologia di scuola pubblica statale. In pratica, la parte eccedente non è detraibile. Mense scolastiche e trasportoLe spese di mensa scolastica godono della detrazione del 19% e non hanno un massimale di spesa specifico. Rientrano in questa categoria i pagamenti per la refezione scolastica nelle scuole di ogni ordine e grado, sia pubbliche che paritarie.Per il trasporto scolastico (il classico scuolabus), la detrazione del 19% si applica su una spesa massima di 800 euro per figlio per anno scolastico. Quindi il risparmio massimo per questa voce è di 152 euro per figlio (800 × 19%).Anche l’abbonamento ai trasporti pubblici per andare a scuola può rientrare tra le detrazioni, ma è disciplinato da una norma diversa (art. 15 co. 1-ter TUIR) con un massimale di 250 euro complessivi per nucleo familiare. Canone di locazione studenti universitari fuori sedeQuesta è una delle detrazioni più interessanti per le famiglie con figli all’università in un’altra città. Il canone di locazione pagato per uno studente universitario fuori sede è detraibile al 19%, con un limite di 2.633 euro per anno.Per accedere a questa detrazione devono essere soddisfatte alcune condizioni:Lo studente deve essere iscritto a un corso di laurea presso un’università italiana o stranieraL’università deve trovarsi in un comune diverso da quello di residenza dello studente (o in un comune confinante), e distante almeno 100 chilometriIl contratto di locazione deve essere regolarmente registratoIl figlio deve essere fiscalmente a carico del contribuenteIl risparmio massimo per questa voce è di 500 euro circa (2.633 × 19% ≈ 500,27 euro). Tasse universitarie e corsi di specializzazioneLe tasse e i contributi universitari sono detraibili al 19%. Per le università private o telematiche, però, c’è un vincolo importante: la detrazione si applica solo fino all’importo delle tasse che si sarebbero pagate in un ateneo statale della stessa area geografica per lo stesso corso di laurea. La parte eccedente non è detraibile.Rientrano tra le spese universitarie detraibili anche:Tasse di iscrizione e contributi annualiEsami di Stato (es. abilitazione professionale)Dottorati di ricercaScuole di specializzazione post-laurea (es. scuole di specializzazione mediche)Master di primo e secondo livello organizzati da università statali o equiparateLa detrazione per spese di istruzione universitaria vale sia per le spese del contribuente stesso che per quelle dei figli a carico. Bisogna conservare le ricevute dei pagamenti effettuati alla segreteria dell’ateneo. Come si calcola il risparmio IRPEFIl calcolo è semplice: la detrazione è pari al 19% della spesa sostenuta, nei limiti previsti dalla normativa. Ecco un esempio pratico per chiarire il meccanismo.Esempio famiglia Bianchi (figlio alle superiori private + mensa):Retta scuola privata paritaria: 3.000 euro (limite detraibile corrispondente scuola statale: 1.000 euro)Mensa scolastica: 600 euroScuolabus: 450 euro (sotto il limite di 800 euro)Totale spesa detraibile: 1.000 + 600 + 450 = 2.050 euroDetrazione IRPEF: 2.050 × 19% = 389,50 euroEsempio famiglia Rossi (figlio all’università fuori sede):Tasse universitarie ateneo statale: 1.800 euroCanone locazione fuori sede: 2.633 euro (massimale)Totale spesa detraibile: 1.800 + 2.633 = 4.433 euroDetrazione IRPEF: 4.433 × 19% = 842,27 euroPer sfruttare correttamente tutte le detrazioni disponibili è fondamentale indicarle nella dichiarazione dei redditi 730 o nel Modello Redditi PF. Le spese scolastiche vanno inserite nel quadro E, nella sezione degli oneri detraibili.Ricorda: per le spese detraibili è necessario aver effettuato il pagamento con strumenti tracciabili (bonifico, carta di credito/debito, app di pagamento). I pagamenti in contanti non consentono la detrazione, salvo specifiche eccezioni previste dalla legge.Domande frequenti (FAQ) Le spese per libri scolastici sono detraibili?No. I libri di testo, il materiale scolastico (zaini, astucci, quaderni) e gli strumenti sportivi non rientrano tra le spese detraibili ai sensi dell’art. 15 TUIR. Per le famiglie a basso reddito esistono però misure di supporto come i voucher libri regionali o il bonus nido per i più piccoli.Posso detrarre le spese per i doposcuola o i corsi privati?I doposcuola, i centri estivi e i corsi di lingua o musica privati non sono detraibili come spese scolastiche. Fanno eccezione le attività sportive praticate dai figli (palestre, piscine, associazioni sportive dilettantistiche), che possono godere di una detrazione separata prevista dall’art. 15 TUIR, entro i limiti di spesa fissati dalla normativa vigente.La detrazione vale anche per i figli non fiscalmente a carico?Per la maggior parte delle detrazioni scolastiche (rette, mensa, trasporto), la spesa deve essere sostenuta per un figlio fiscalmente a carico. Se il figlio ha un reddito proprio superiore a 2.840,51 euro annui (4.000 euro fino a 24 anni), non è considerato a carico e il genitore non può detrarre le sue spese scolastiche.Cosa succede se pago la retta con il conto del mio coniuge?La detrazione spetta al soggetto che ha sostenuto la spesa, ovvero chi ha effettuato il pagamento tracciabile. Se la retta viene pagata dall’altro coniuge, sarà lui a poter fruire della detrazione nella propria dichiarazione dei redditi. Per i coniugi con 730 congiunto il problema non si pone.Entro quando devo pagare le spese per poterle detrarre nel 730 2026?Le spese scolastiche detraibili nel modello 730 presentato nel 2026 (relativo all’anno d’imposta 2025) sono quelle pagate nel corso del 2025, indipendentemente dall’anno scolastico di riferimento. Il criterio è la data del pagamento, non l’anno scolastico frequentato.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-03 12:00:002026-09-01 11:05:18Detrazioni per spese scolastiche: cosa prevede la normativa e quanto si risparmia
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIBonus Scuola 2026: Detrazioni Spese Scolastiche, Libri di Testo e Agevolazioni per le FamiglieCon il rientro a scuola che si avvicina, le famiglie italiane si trovano ad affrontare spese importanti: iscrizioni, mensa, libri di testo, materiale scolastico e attività extra. La buona notizia è che nel 2026 esistono diverse agevolazioni fiscali e bonus scuola che possono alleggerire il bilancio familiare. Dalla detrazione delle spese scolastiche nel 730 fino a 152 euro per figlio, ai bonus libri regionali basati sull’ISEE, passando per il bonus asilo nido fino a 3.600 euro: in questa guida trovi tutto quello che devi sapere per non perdere nemmeno un euro di risparmio. Indice dei contenutiDetrazione spese scolastiche nel 730: fino a 152 euro per figlioQuali spese scolastiche sono detraibiliSpese scolastiche NON detraibiliBonus libri di testo regionali: come funzionanoBonus libri Friuli Venezia Giulia: requisiti e domandaDetrazione per attività sportive ragazzi (5-18 anni)Bonus asilo nido 2026: fino a 3.600 euroErogazioni liberali alle scuole: detrazione al 19%Carta Dedicata a Te: supporto per le famiglieCome pagare per avere diritto alla detrazioneDomande frequenti (FAQ)Detrazione spese scolastiche nel 730: fino a 152 euro per figlioLa principale agevolazione per le famiglie con figli a scuola è la detrazione IRPEF del 19% sulle spese di istruzione. Questa detrazione si inserisce nel modello 730 e funziona così:Tetto massimo di spesa detraibile: 800 euro per ciascun figlio (dal 2019, confermato anche per il 2026)Rimborso effettivo: il 19% di 800 euro = 152 euro di risparmio massimo per ogni figlioSi applica a: scuole dell’infanzia (materne), scuole primarie (elementari), scuole secondarie di primo e secondo grado (medie e superiori)In pratica, se hai due figli a scuola e spendi almeno 800 euro per ciascuno in spese ammesse, puoi ottenere un rimborso di 304 euro totali nella dichiarazione dei redditi. Il limite di 800 euro è per figlio, non per famiglia: questo significa che con più figli il risparmio si moltiplica.Esempio pratico: la famiglia Rossi ha 3 figli. Il primo frequenta le superiori (spesa totale 900 euro), il secondo le medie (spesa 650 euro), il terzo le elementari (spesa 400 euro). La detrazione sarà: 19% di 800 euro (tetto) + 19% di 650 euro + 19% di 400 euro = 152 + 123,50 + 76 = 351,50 euro di rimborso.La detrazione spetta per le spese di istruzione detraibili sia presso scuole pubbliche che private paritarie. Per le scuole private non paritarie, la detrazione non è prevista. Quali spese scolastiche sono detraibili nel 2026Non tutte le spese legate alla scuola danno diritto alla detrazione. Ecco l’elenco completo delle spese scolastiche detraibili nel modello 730, secondo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate:Spese di iscrizione e frequenzaTasse di iscrizione e contributi obbligatoriContributi volontari deliberati dagli istituti scolasticiTasse per gli esami di StatoMensa scolasticaLe spese per la mensa scolastica sono detraibili anche se il servizio è fornito dal Comune o da soggetti terzi rispetto alla scuola. Per la documentazione serve l’attestazione del pagamento rilasciata dal Comune, dalla scuola o dal soggetto che eroga il servizio. Il pagamento può avvenire anche in contanti per la mensa (fa eccezione alla regola della tracciabilità), ma è sempre consigliabile pagare con mezzi tracciabili.Gite scolastiche e viaggi di istruzioneI costi per le gite scolastiche, i viaggi di istruzione e gli scambi culturali organizzati dalla scuola sono detraibili. Serve la ricevuta del pagamento intestata alla scuola o al soggetto organizzatore.Assicurazione scolasticaIl premio assicurativo richiesto dalla scuola per coprire gli infortuni degli alunni durante le attività scolastiche è detraibile.Trasporto scolasticoLe spese per il servizio di trasporto scolastico (scuolabus) sono detraibili, anche quando il servizio è erogato dal Comune. Attenzione: il trasporto scolastico dedicato è diverso dall’abbonamento al trasporto pubblico locale, che ha una detrazione a parte (fino a 250 euro).Assistenza al pasto e pre/post scuolaAnche i servizi di pre-scuola e post-scuola integrativi sono detraibili, purché organizzati o deliberati dall’istituto scolastico. Spese scolastiche NON detraibili: cosa resta esclusoÈ importante sapere che alcune spese, pur essendo legate alla scuola, non rientrano tra quelle detraibili nel 730. Ecco cosa NON puoi portare in detrazione:Libri di testo scolastici: i manuali e i libri adottati dalla scuola non sono detraibili (ma possono essere coperti dai bonus libri regionali, come vedremo)Cancelleria e materiale di consumo: quaderni, penne, matite, pennarelli, album da disegnoZaini e astucci: anche se costosi, non sono spese detraibiliAbbigliamento scolastico: grembiuli, divise e scarpe da ginnasticaDispositivi elettronici personali: tablet, computer, calcolatrici acquistati privatamenteRipetizioni private: le lezioni di recupero con insegnanti privati non sono detraibiliPer i libri di testo, che rappresentano spesso la voce di spesa più pesante (specialmente per le superiori), esistono i bonus libri regionali che possono coprire parte o tutto il costo. Continua a leggere per scoprire come funzionano. Bonus libri di testo regionali: come funzionanoPoiché i libri di testo non sono detraibili nel 730, molte Regioni italiane mettono a disposizione un bonus libri (chiamato anche “contributo libri di testo” o “borsa di studio regionale”) per le famiglie con redditi bassi. Ecco come funziona in generale:Chi lo eroga: ogni Regione gestisce autonomamente il proprio bando. Non esiste un bonus libri nazionale unicoRequisito principale: quasi tutte le Regioni richiedono un ISEE sotto una determinata soglia (solitamente tra 10.632 e 15.748 euro, ma varia da Regione a Regione)A chi spetta: famiglie con figli che frequentano le scuole secondarie di primo grado (medie) e secondo grado (superiori). Alcune Regioni includono anche le primarieImporto: variabile, da 150 a 500 euro circa, in base alla fascia ISEE e al grado scolasticoCome si richiede: tramite bando regionale, generalmente con domanda online sul portale della Regione o del Comune di residenzaQuando: i bandi escono di solito tra giugno e settembre, prima del rientro a scuolaConsiglio pratico: controlla il sito della tua Regione o del tuo Comune a partire da giugno-luglio per non perdere la scadenza del bando. Se hai bisogno di un ISEE aggiornato per fare domanda, prenota per tempo al CAF: sotto scadenza i tempi di attesa si allungano.Tabella riassuntiva bonus libri per le principali RegioniLe soglie e gli importi possono variare di anno in anno. Qui riportiamo i valori indicativi basati sui bandi precedenti:RegioneSoglia ISEE indicativaImporto indicativoScuole ammesseEmilia Romagna15.748 eurofino a 200-300 euroMedie e superioriLazio15.493 eurofino a 250 euroMedie e superioriCampania13.300 eurofino a 200 euroMedie e superioriPuglia10.632 eurofino a 200 euroSuperioriFriuli Venezia Giuliavariabilevedi sezione dedicataMedie e superiori Bonus libri Friuli Venezia Giulia: requisiti e come richiederloPer le famiglie residenti in Friuli Venezia Giulia, la Regione prevede un contributo per l’acquisto dei libri di testo e del materiale didattico. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno decine di famiglie nella compilazione della domanda.Requisiti per il bonus libri FVGResidenza: in un Comune del Friuli Venezia GiuliaISEE: è necessario un ISEE in corso di validità. La soglia viene definita dal bando regionale annualeFrequenza scolastica: il figlio deve frequentare una scuola secondaria di primo o secondo grado (pubblica o paritaria)Cittadinanza: cittadini italiani, comunitari e extracomunitari con regolare permesso di soggiornoCome fare domandaPrepara l’ISEE: se non lo hai ancora, puoi farlo al CAF Centro Fiscale di UdineAttendi il bando: la Regione FVG pubblica il bando generalmente tra giugno e luglioPresenta la domanda: la domanda si compila online sul portale della Regione FVG oppure tramite il Comune di residenzaConserva le ricevute: tieni gli scontrini e le fatture dell’acquisto dei libri come documentazioneAttendi l’esito: il contributo viene erogato direttamente sul conto corrente del richiedenteSuggerimento: presso il CAF Centro Fiscale di Udine puoi sia richiedere l’ISEE che ricevere assistenza per la compilazione della domanda del bonus libri regionale. Contattaci per tempo, specialmente nei mesi di luglio e agosto quando le richieste aumentano. Detrazione per attività sportive ragazzi (5-18 anni): fino a 210 euroOltre alle spese scolastiche, le famiglie possono detrarre anche le spese per le attività sportive praticate dai figli. È un’agevolazione spesso dimenticata ma che vale la pena sfruttare.Età del ragazzo: tra 5 e 18 anni compiutiTetto massimo di spesa: 210 euro per ciascun figlioDetrazione: 19% di 210 euro = 39,90 euro di risparmio per figlioStrutture ammesse: associazioni sportive dilettantistiche, palestre, piscine e altre strutture sportive iscritte al registro CONI (ora “Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche”)Documentazione: serve la ricevuta o il bollettino di pagamento intestato al ragazzo, con il codice fiscale, la denominazione della struttura e l’attività svoltaEsempio: Marco ha 12 anni e frequenta un corso di nuoto (costo annuale 350 euro). I genitori potranno detrarre il 19% di 210 euro (tetto), ottenendo 39,90 euro di rimborso nel 730. Se anche la sorella Laura, 8 anni, fa ginnastica artistica (costo 180 euro), si aggiungono altri 19% di 180 euro = 34,20 euro.Questa detrazione è cumulabile con quella per le spese scolastiche: puoi portare in detrazione sia la mensa che il corso sportivo dello stesso figlio. Bonus asilo nido 2026: fino a 3.600 euroPer le famiglie con bambini piccoli (0-3 anni), il bonus asilo nido rappresenta una delle agevolazioni più importanti. Nel 2026 gli importi sono confermati come segue:Importi in base all’ISEEFascia ISEEImporto annuoImporto mensile (11 mesi)Fino a 25.000 euro3.000 euro272,72 euroDa 25.001 a 40.000 euro2.500 euro227,27 euroOltre 40.000 euro1.500 euro136,36 euroMaggiorazione per il secondo figlioLa grande novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 e confermata nel 2026: se hai un secondo figlio (o successivo) sotto i 10 anni, il bonus nido per il figlio che frequenta l’asilo sale a 3.600 euro annui per le famiglie con ISEE fino a 40.000 euro. Si tratta di un aiuto concreto per le famiglie numerose.Come richiedere il bonus nidoLa domanda si presenta sul sito INPS (sezione “Bonus asilo nido”)Serve l’ISEE minorenni in corso di validitàDevi allegare le ricevute di pagamento delle rette mensiliIl rimborso avviene direttamente sul conto corrente indicato nella domandaIl bonus nido è alternativo alla detrazione del 19% per le spese dell’asilo nido nel 730: non puoi usufruire di entrambi per la stessa spesa. In genere il bonus INPS è più conveniente. Per approfondire, leggi la nostra guida completa al bonus nido 2026.Erogazioni liberali alle scuole: detrazione al 19%Se effettui donazioni volontarie (erogazioni liberali) a favore di istituti scolastici di ogni ordine e grado, hai diritto a una detrazione del 19% senza limite di importo. Questa agevolazione è disciplinata dall’art. 15, comma 1, lettera i-octies del TUIR.Finalità ammesse: innovazione tecnologica, ampliamento dell’offerta formativa, edilizia scolastica, attività di ricercaNessun tetto massimo: a differenza delle spese scolastiche (limitate a 800 euro), le erogazioni liberali non hanno un limite di spesa detraibileDocumentazione: serve la ricevuta del versamento effettuato con mezzi tracciabili (bonifico, carta, assegno)Dove indicarla: nel 730, rigo E8/E10 con codice 31Attenzione: le erogazioni liberali alle scuole sono una cosa diversa dai contributi volontari di iscrizione. I contributi di iscrizione rientrano nel tetto degli 800 euro per figlio. Le erogazioni liberali, invece, hanno la loro detrazione separata e senza tetto. Carta Dedicata a Te 2026: supporto per le famiglieLa Carta Dedicata a Te è una carta prepagata da 500 euro destinata alle famiglie con ISEE basso, utilizzabile per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità, carburanti e abbonamenti al trasporto pubblico locale.Requisito ISEE: inferiore a 15.000 euroNucleo familiare: almeno 3 componenti, di cui almeno uno nato entro il 31 dicembre 2009 (o con altri requisiti specifici)Non serve fare domanda: l’INPS individua automaticamente i beneficiari in base all’ISEE e comunica ai Comuni l’elenco delle famiglie aventi dirittoDove ritirarla: presso gli uffici postali indicati dal ComuneAnche se la Carta Dedicata a Te non è specificamente un “bonus scuola”, può aiutare le famiglie a liberare risorse del budget familiare da destinare alle spese scolastiche. Per verificare se ne hai diritto, è fondamentale avere un ISEE aggiornato.Come pagare per avere diritto alla detrazione: la tracciabilità obbligatoriaDal 2020 è obbligatorio effettuare i pagamenti con strumenti tracciabili per poter usufruire delle detrazioni al 19%. Questo vale anche per le spese scolastiche. Se paghi in contanti, perdi il diritto alla detrazione.Metodi di pagamento accettatiBonifico bancario o postale (anche online)Carta di debito (bancomat)Carta di credito o prepagataAssegno bancario o circolareBollettino postalePagoPA (il sistema utilizzato dalla maggior parte delle scuole)Eccezioni alla tracciabilitàCi sono alcune eccezioni importanti in cui il pagamento in contanti è comunque ammesso ai fini della detrazione:Mensa scolastica: se il servizio è reso direttamente dalla scuola pubblica o dal ComuneSpese per servizi pubblici: trasporto scolastico comunaleIn ogni caso, conserva sempre le ricevute per almeno 5 anni dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. Il consiglio è di pagare tutto tramite PagoPA quando la scuola lo prevede: è il metodo più semplice e la ricevuta digitale resta archiviata. Riepilogo: tutte le agevolazioni scuola 2026 a colpo d’occhioAgevolazioneImporto massimoRisparmio effettivoDove richiederlaDetrazione spese scolastiche800 euro/figlio152 euro/figlio730Detrazione attività sportive210 euro/figlio39,90 euro/figlio730Bonus asilo nido3.000-3.600 euroRimborso direttoINPSBonus libri regionali150-500 euroContributo direttoRegione/ComuneErogazioni liberali scuoleNessun limite19% senza tetto730Carta Dedicata a Te500 euroCarta prepagataAutomatica (INPS)Domande frequenti (FAQ) sui bonus scuola 2026I libri di testo sono detraibili nel 730?No, i libri di testo scolastici non sono detraibili nella dichiarazione dei redditi. Tuttavia, molte Regioni offrono un bonus libri specifico per le famiglie con ISEE basso. In Friuli Venezia Giulia puoi fare domanda tramite il bando regionale annuale.Posso detrarre le spese scolastiche anche per le scuole private?Sì, ma solo per le scuole private paritarie. Le scuole private non paritarie (cioè non riconosciute dal Ministero dell’Istruzione) non danno diritto alla detrazione. Il tetto resta sempre di 800 euro per figlio.La mensa scolastica si può detrarre anche se pagata al Comune?Sì. Le spese per la mensa scolastica sono detraibili anche quando il servizio è erogato dal Comune o da un soggetto terzo. Serve l’attestazione del pagamento con l’indicazione della scuola frequentata e i dati dell’alunno.Chi può detrarre le spese scolastiche dei figli?La detrazione spetta al genitore (o al tutore legale) che ha sostenuto effettivamente la spesa. Se i genitori sono separati o divorziati, la detrazione spetta al genitore che ha pagato. Se la spesa è stata divisa, ciascun genitore detrae la propria quota. Per approfondire la questione delle detrazioni fiscali in caso di separazione, consulta le nostre guide dedicate.Il bonus asilo nido è cumulabile con la detrazione per le spese scolastiche?Il bonus asilo nido INPS e la detrazione del 19% nel 730 non sono cumulabili per la stessa spesa. Devi scegliere una delle due opzioni. In genere il bonus INPS è più conveniente perché offre un rimborso diretto più alto rispetto alla detrazione del 19%.Serve l’ISEE per detrarre le spese scolastiche nel 730?No, per la detrazione nel 730 non serve l’ISEE: spetta a tutti i contribuenti indipendentemente dal reddito. L’ISEE serve invece per i bonus libri regionali, il bonus asilo nido e la Carta Dedicata a Te, che sono prestazioni legate al reddito familiare.Hai bisogno di aiuto con le detrazioni scolastiche nel 730?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a non perdere nessuna agevolazione per la tua famiglia. Ti assistiamo nella compilazione del 730 con tutte le detrazioni per spese scolastiche, attività sportive e bonus nido. Possiamo anche aiutarti a richiedere l’ISEE per i bonus libri regionali.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze e detrazioni: una email a settimana con tutto quello che ti serve sapere. Iscriviti Gratis →Niente spam. Cancellati quando vuoi.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Agosto 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-28 08:00:002026-08-17 11:02:27Bonus Scuola 2026: Detrazioni Spese Scolastiche, Libri di Testo e Agevolazioni per le Famiglie
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITINel 730/2026 le Spese di Istruzione Detraibili: Limiti, Soglie e Come Calcolare la DetrazioneLa detrazione del 19% per le spese di istruzione nel 730/2026 è uno degli sgravi fiscali più attesi dalle famiglie italiane, ma anche uno dei più complessi da applicare correttamente. La normativa, contenuta nell’articolo 15, comma 1, lettera e-bis del TUIR (DPR 917/1986), distingue in modo netto tra istruzione non universitaria e istruzione universitaria, imponendo soglie massime differenziate che spesso vengono confuse o applicate in modo errato. In particolare, per la scuola non universitaria (dalle materne alle superiori) il limite massimo di spesa detraibile è di 1.000 euro per studente. Per le spese universitarie, invece, i limiti sono determinati annualmente con decreto ministeriale e variano in base al corso di laurea e alla sede universitaria. Questa guida completa analizza ogni tipologia di spesa detraibile, le soglie vigenti per l’anno fiscale 2025 (modello 730/2026), i requisiti soggettivi e oggettivi, e ti mostra come calcolare concretamente il risparmio fiscale.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiNormativa di riferimento: art. 15 TUIR e istruzioni 730/2026Spese istruzione non universitaria: limite 1.000 euroQuali spese scolastiche sono detraibiliSpese universitarie: soglie differenziate per ateneoChi può detrarre: requisiti soggettivi e familiari a caricoIl limite reddituale: come cambia la detrazione con il redditoCome calcolare la detrazione: esempi pratici e simulazioniTabella riepilogativa: tutti i limiti 2025 (730/2026)Obbligo di tracciabilità: come pagare le speseDove inserire le spese nel modello 730/2026Spese di istruzione NON detraibili: gli errori più comuniDomande frequenti sulle spese di istruzione detraibili Normativa di riferimento: art. 15 TUIR e istruzioni 730/2026La normativa che disciplina la detrazione IRPEF del 19% per le spese di istruzione è contenuta nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), DPR 22 dicembre 1986, n. 917, precisamente all’articolo 15, comma 1, lettera e-bis. Questa norma è stata modificata nel corso degli anni e, per l’anno fiscale 2025 (dichiarazione 730/2026), mantiene una struttura che distingue chiaramente tra due categorie principali: le spese per istruzione non universitaria e le spese per istruzione universitaria.Le istruzioni ministeriali al modello 730/2026 pubblicano ogni anno i criteri aggiornati. In particolare, il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate che approva il modello 730/2026 specifica nei dettagli:Il tetto di 1.000 euro per studente per le spese scolastiche non universitarie (scuole dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado)I limiti specifici per ateneo e tipo di corso per le spese universitarie, distinti tra atenei statali e non stataliL’obbligo di pagamento tracciabile (bonifico, carta di credito/debito, MAV) introdotto dalla Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019)Le specifiche tipologie di spesa ammesse e quelle escluse dalla detrazioneLa Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 7/E del 2021 e i successivi chiarimenti forniscono interpretazioni ufficiali su casi particolari, come le spese per corsi online, le rette di convitti annessi a istituti scolastici, e il trattamento delle borse di studio. Per una corretta compilazione del modello 730/2026, è fondamentale conoscere queste distinzioni. Spese istruzione non universitaria: limite 1.000 euroIl limite massimo di 1.000 euro per studente per le spese di istruzione non universitaria è fissato direttamente dall’articolo 15, comma 1, lettera e-bis del TUIR. Questo significa che, indipendentemente da quante spese scolastiche vengano effettivamente sostenute, la base imponibile su cui calcolare la detrazione del 19% non può superare tale soglia per ciascun figlio (o familiare a carico) iscritto a un istituto scolastico non universitario.Rientrano nella categoria di istruzione non universitaria tutti i percorsi scolastici previsti dall’ordinamento italiano:Scuole dell’infanzia (dai 3 ai 5 anni, sia statali che paritarie)Scuole primarie (ex elementari, classi 1a-5a)Scuole secondarie di primo grado (ex medie, classi 1a-3a)Scuole secondarie di secondo grado (licei, istituti tecnici, istituti professionali, classi 1a-5a)Istituti tecnici superiori (ITS) che rilasciano diplomi di tecnico superioreLa detrazione effettiva massima per studente in istruzione non universitaria è quindi: 1.000 euro x 19% = 190 euro. Si tratta di una riduzione diretta dell’imposta IRPEF dovuta, non di una deduzione dal reddito. Se il reddito complessivo supera determinati livelli, la detrazione potrebbe essere ridotta o azzerata (vedi la sezione dedicata al reddito complessivo).Importante: il limite di 1.000 euro si applica per studente, non per nucleo familiare. Se in famiglia ci sono due figli entrambi iscritti a scuole non universitarie, il limite complessivo diventa 2.000 euro (1.000 per ciascun figlio). Questa distinzione è fondamentale per le famiglie numerose. Per approfondire tutte le spese scolastiche e universitarie detraibili nel 730/2026, consulta la nostra guida completa. Quali spese scolastiche sono detraibiliNon tutte le spese legate alla scuola sono detraibili: la normativa elenca in modo preciso le tipologie di spesa ammesse. Conoscere questa distinzione evita errori nella compilazione del 730 e possibili contestazioni in sede di controllo fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate.Spese ammesse alla detrazioneSono detraibili le seguenti spese per istruzione non universitaria:Tasse scolastiche: quote di iscrizione, frequenza e contributo ministeriale richieste dagli istituti pubblici o paritariContributi scolastici obbligatori: contributi per l’iscrizione e la frequenza richiesti dalla scuola (es. contributo di laboratorio, assicurazione scolastica se richiesta obbligatoriamente)Rette di scuole paritarie private: le somme pagate alle scuole riconosciute paritarie (non le scuole meramente private non paritarie) per frequenza e iscrizioneMensa scolastica: le quote pagate per il servizio di refezione scolastica (mensa), sia che sia gestita dalla scuola stessa sia da enti locali o cooperative convenzionatePre e post scuola: i servizi di pre-accoglienza e doposcuola organizzati o convenzionati con l’istituto scolasticoGite scolastiche: le quote pagate per viaggi d’istruzione e uscite didattiche organizzate dalla scuolaCorsi di lingua straniera: se organizzati dall’istituto scolastico e parte del programma curriculareSpese NON ammesse alla detrazioneNon sono invece detraibili come spese di istruzione:Libri di testo e materiale scolastico (quaderni, penne, zaini, ecc.)Corsi privati extrascolastici: lezioni private, corsi di recupero presso centri privati non riconosciutiTrasporto scolastico: abbonamenti ai mezzi pubblici o scuolabus (salvo diversa agevolazione)Uniformi e divise scolasticheAttività sportive scolastiche extracurriculari (salvo quelle che rientrano nell’esonero sport)Corsi di musica, danza, arti tenuti da soggetti privati non collegati all’istitutoAttenzione alla mensa scolastica: l’Agenzia delle Entrate ha confermato che la spesa per la mensa è detraibile come spesa di istruzione (rientra nel limite 1.000 euro), non come spesa medica o altro. Questo vale anche quando la mensa è gestita dal Comune tramite appalto a terzi, purché il servizio sia erogato presso l’istituto scolastico. Spese universitarie: soglie differenziate per ateneoPer le spese universitarie, la logica è completamente diversa rispetto alla scuola non universitaria. In questo caso, il limite di spesa detraibile non è fisso a 1.000 euro, ma varia in base a:Tipologia di ateneo: statale o non statale (privato)Facoltà e corso di laurea: le soglie sono differenziate per area disciplinareSede universitaria: il Decreto Ministeriale divide l’Italia in tre aree geografiche (Nord, Centro, Sud e Isole)Atenei statali: spese detraibili senza limite massimoPer le università statali, la detrazione del 19% si applica sull’intero importo delle tasse e contributi versati, senza un tetto massimo definito per legge. Questo significa che se uno studente paga 3.000 euro di tasse universitarie all’anno a un ateneo statale, la detrazione sarà: 3.000 x 19% = 570 euro di risparmio fiscale. Rientrano tra le spese detraibili per atenei statali:Tasse di iscrizione annualeContributi universitari (determinati in base all’ISEE dello studente)Tasse per esami singoli o fuori corsoContributi per servizi universitari obbligatori (es. assicurazione universitaria)Atenei non statali: limite variabile per area e corsoPer le università non statali (private), il limite di spesa detraibile è fissato annualmente con Decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR). Per l’anno fiscale 2025 (730/2026), i limiti si basano sul Decreto MUR che individua importi massimi differenziati per area disciplinare e per zona geografica. A titolo esemplificativo, le aree disciplinari sono generalmente:Area medica e sanitaria (medicina, odontoiatria, farmacia, professioni sanitarie)Area tecnico-scientifica (ingegneria, architettura, scienze matematiche, fisiche, naturali)Area umanistica e sociale (giurisprudenza, economia, lettere, scienze politiche, psicologia)Per ciascuna area e zona geografica (Nord, Centro, Sud e Isole), il decreto individua un importo massimo: le spese eccedenti tale soglia non danno diritto alla detrazione. Lo studente iscritto a una università privata deve quindi verificare il proprio importo massimo prima di compilare il 730/2026.Esempio pratico per ateneo non statale: se il limite per la tua area e zona è di 2.500 euro e hai pagato 4.000 euro di retta, la detrazione sarà calcolata solo su 2.500 euro: 2.500 x 19% = 475 euro di detrazione IRPEF.Corsi di specializzazione post-laurea e masterLe spese per corsi di specializzazione, master universitari (I e II livello) e dottorati di ricerca sono detraibili alle stesse condizioni delle spese universitarie, purché i corsi siano organizzati da università statali o non statali riconosciute. Non sono invece detraibili i master erogati da enti privati non universitari, anche se di alta qualità. Chi può detrarre: requisiti soggettivi e familiari a caricoLa detrazione per spese di istruzione può essere fruita sia dal contribuente per le proprie spese sia per le spese sostenute nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico. Questo aspetto è cruciale per le famiglie con figli studenti.Spese per sé stessiIl contribuente può detrarre le spese di istruzione sostenute per la propria formazione, sia che frequenti una scuola superiore (in caso di studenti adulti, corsi serali), sia che sia iscritto a un’università. Non ci sono limiti di età per il contribuente stesso.Spese per familiari a caricoLa normativa permette di detrarre le spese di istruzione per i familiari fiscalmente a carico. Sono considerati a carico i familiari con un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro annui (elevato a 4.000 euro per i figli di età non superiore a 24 anni).I familiari che possono essere considerati a carico includono:Figli (anche adottivi, affidati, naturali riconosciuti)Coniuge non legalmente separatoGenitori e nonniFratelli e sorelleSuoceri, nuore, generiRipartizione tra genitori in caso di figlio a carico al 50%Nel caso più frequente in cui un figlio è considerato a carico di entrambi i genitori al 50%, ciascuno dei due genitori può detrarre la metà delle spese di istruzione sostenute. Il limite di 1.000 euro si applica all’importo totale: quindi ciascun genitore potrà detrarre al massimo 500 euro (ovvero il 19% di 500 euro = 95 euro di detrazione ciascuno).Se invece il figlio è a carico al 100% di uno solo dei genitori (ad esempio in caso di genitore unico o di accordo dichiarato in 730), quel genitore potrà detrarre l’intero importo entro il limite di 1.000 euro. Il limite reddituale: come cambia la detrazione con il redditoLa Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019) ha introdotto una novità significativa per le detrazioni fiscali, inclusa quella per le spese di istruzione: le detrazioni di cui all’articolo 15 del TUIR vengono ridotte progressivamente al crescere del reddito complessivo, fino ad azzerarsi oltre una determinata soglia. Questa modifica ha reso la detrazione per spese di istruzione non più universale, ma income-tested.Scaglioni di reddito e riduzione delle detrazioniPer l’anno fiscale 2025 (modello 730/2026), le regole di riduzione delle detrazioni IRPEF per reddito sono le seguenti:Reddito complessivo fino a 120.000 euro: nessuna riduzione, la detrazione spetta per interoReddito complessivo tra 120.000 e 240.000 euro: la detrazione è ridotta proporzionalmente, calcolando il coefficiente di riduzione come: (reddito complessivo – 120.000) / 120.000Reddito complessivo superiore a 240.000 euro: le detrazioni dell’art. 15 sono azzerate (0 euro di detrazione)Esempio di calcolo con reddito 160.000 euro:Detrazione teorica: 1.000 x 19% = 190 euroCoefficiente di riduzione: (160.000 – 120.000) / 120.000 = 0,333Detrazione spettante: 190 x (1 – 0,333) = 190 x 0,667 = 126,73 euroPer chi ha redditi elevati, è fondamentale effettuare questo calcolo prima di inserire le spese nel 730, per evitare aspettative di rimborso che non si materializzeranno. Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua questo calcolo automaticamente durante la predisposizione del modello 730/2026.Come calcolare la detrazione: esempi pratici e simulazioniVediamo ora come si calcola concretamente la detrazione del 19% per spese di istruzione attraverso esempi pratici che coprono le situazioni più comuni.Caso 1: Figlio alle scuole medie, reddito genitori sotto 120.000 euroSituazione: un genitore ha sostenuto per il figlio alle scuole medie (a carico al 100%) le seguenti spese nel 2025:Contributo iscrizione: 120 euroMensa scolastica: 600 euroGita scolastica: 150 euroPre-scuola: 200 euroTotale spese istruzione: 1.070 euroApplicazione del limite: le spese superano il tetto di 1.000 euro, quindi la base imponibile per la detrazione è 1.000 euro (il limite massimo). Detrazione spettante: 1.000 x 19% = 190 euro.Caso 2: Figlio al liceo, spese totali inferiori al limiteSituazione: genitore con figlio al liceo scientifico, spese 2025:Contributo iscrizione: 80 euroMensa scolastica: 450 euroGita scolastica: 80 euroTotale spese istruzione: 610 euroApplicazione del limite: le spese sono inferiori a 1.000 euro, quindi si detraggono tutte. Detrazione spettante: 610 x 19% = 115,90 euro.Caso 3: Due figli alle scuole superiori, figlio a carico al 50% ciascun genitoreSituazione: due genitori separati, ciascuno ha il figlio a carico al 50%. Spese totali figlio 1 (liceo): 900 euro. Spese totali figlio 2 (istituto tecnico): 1.200 euro.Per ciascun genitore:Figlio 1: spese imputabili 900 / 2 = 450 euro ciascuno → detrazione 450 x 19% = 85,50 euro ciascunoFiglio 2: spese totali 1.200 euro, limite 1.000 euro → spese imputabili 1.000 / 2 = 500 euro ciascuno → detrazione 500 x 19% = 95 euro ciascunoTotale detrazione per genitore: 85,50 + 95 = 180,50 euroCaso 4: Studente universitario in ateneo stataleSituazione: studente iscritto a ingegneria in ateneo statale, tasse universitarie 2025: 2.200 euro. Reddito familiare sotto 120.000 euro. Nessun limite di spesa per atenei statali. Detrazione spettante: 2.200 x 19% = 418 euro.Caso 5: Studente universitario in ateneo privatoSituazione: studente iscritto a psicologia in ateneo privato (area umanistica e sociale), zona Nord Italia. Il decreto MUR fissa il limite massimo per questa combinazione (esempio ipotetico): 2.200 euro. Retta effettiva pagata: 3.500 euro. Spesa detraibile: 2.200 euro (limite decreto). Detrazione spettante: 2.200 x 19% = 418 euro (i restanti 1.300 euro non sono detraibili). Tabella riepilogativa: tutti i limiti 2025 (730/2026)Di seguito una tabella riepilogativa con tutti i limiti e le caratteristiche delle detrazioni per spese di istruzione applicabili nel modello 730/2026 (anno fiscale 2025):TipologiaLimite massimoAliquotaDetrazione maxNoteScuola infanzia / primaria / medie / superiori1.000 euro/studente19%190 euroInclude mensa, pre/post scuola, giteUniversita stataleNessun limite19%19% dell’importo effettivoTutte le tasse e contributiUniversita non statale (privata)Variabile per area e zona19%19% del limite decreto MURVedere decreto MUR annualeMaster universitari I e II livelloCome universita19%Come categoriaSolo atenei riconosciutiITS – Istituti Tecnici Superiori1.000 euro/studente19%190 euroIstruzione non universitariaNota importante: tutti i limiti si applicano prima della riduzione per reddito. Per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 120.000 euro, i limiti effettivi saranno inferiori. Per redditi superiori a 240.000 euro, la detrazione e azzerata. Obbligo di tracciabilità: come pagare le speseDal 1° gennaio 2020, per effetto della Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019, art. 1, comma 679), le spese di istruzione sono soggette all’obbligo di pagamento tracciabile per avere diritto alla detrazione del 19%. Questo significa che non è più possibile detrarre spese pagate in contanti, neanche parzialmente.Modalità di pagamento ammesseSono considerate modalità di pagamento tracciabili ammesse per la detrazione:Bonifico bancario o postale (ordinario, online, domiciliato)Carte di credito o debito (Visa, Mastercard, carte prepagate con IBAN)Assegni bancari o circolariMAV (Mav/bollettino bancario) con addebito su conto correnteBollettino postaleAddebito diretto SEPA (RID/SDD)App di pagamento collegate a conto corrente bancario (es. Satispay, se tracciabile)Modalità di pagamento NON ammesseContanti: qualunque pagamento in contanti, anche parziale, esclude la detraibilità dell’intera spesaVoucher o buoni pasto (salvo specifiche eccezioni)Cripto-valute o altre forme di pagamento non tracciateEccezione importante: i pagamenti alla mensa scolastica tramite il sistema regionale di pagamento dedicato (come i bollettini PAGO PA o piattaforme digitali comunali) sono considerati tracciabili anche se non avvengono tramite bonifico diretto. In caso di dubbio, chiedere alla scuola o al Comune una ricevuta con indicazione della modalità di pagamento.In caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate, il contribuente deve essere in grado di esibire i documenti comprovanti:La ricevuta o fattura della spesa sostenuta (con causale, importo, dati scolastici)Il documento di pagamento tracciabile (estratto conto, contabile del bonifico, ricevuta PagoPa) Dove inserire le spese nel modello 730/2026Per la corretta compilazione del modello 730/2026, le spese di istruzione vanno inserite nel Quadro E – Oneri detraibili, alle righe specifiche dedicate a questa tipologia di spesa. Di seguito le indicazioni precise:Spese istruzione non universitaria: Quadro E, Sezione ILe spese per istruzione non universitaria (scuole dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado, ITS) si inseriscono nel Quadro E, rigo E8/E10, utilizzando il codice onere “12” (spese per frequenza di corsi di istruzione secondaria, universitaria, alta formazione artistica, musicale e coreutica).Attenzione: nelle istruzioni al 730/2026, il codice onere per le spese scolastiche non universitarie potrebbe essere indicato in modo specifico. Si raccomanda di verificare sempre le istruzioni ministeriali ufficiali al modello 730/2026 pubblicati sul sito dell’Agenzia delle Entrate, poiché i codici possono variare di anno in anno.Spese universitarie: Quadro E, Sezione ILe spese universitarie si inseriscono sempre nel Quadro E, rigo E8/E10, con il medesimo codice onere riservato all’istruzione. L’importo da inserire per gli atenei non statali non deve superare il limite previsto dal decreto MUR per l’anno 2025.730 precompilato: le spese già caricate automaticamenteA partire dal 2015, con il 730 precompilato, l’Agenzia delle Entrate carica automaticamente nella dichiarazione alcune tipologie di spese, incluse alcune spese di istruzione comunicate dai soggetti erogatori (scuole, università). Tuttavia, non tutte le spese vengono caricate automaticamente: la mensa scolastica, il pre/post scuola e le gite potrebbero non essere presenti nel precompilato se l’istituto non ha effettuato la comunicazione telematica.Per questo motivo, è fondamentale conservare tutte le ricevute e verificare attentamente il precompilato prima di accettarlo o modificarlo. Il CAF può supportarti nella verifica del precompilato e nell’integrazione delle spese mancanti.Spese di istruzione NON detraibili: gli errori più comuniUno degli errori più frequenti nella compilazione del 730 riguarda il tentativo di detrarre spese che non rientrano tra quelle ammesse dalla normativa. Di seguito gli errori più comuni da evitare:Libri di testo e materiale scolastico: non sono detraibili come spese di istruzione (ne come spese mediche). Anche i libri universitari acquistati in libreria non sono detraibiliCorsi privati di ripetizioni: le lezioni private da insegnanti o centri di recupero privati non sono detraibili, a meno che non siano organizzate dalla scuola stessa come attività di recupero ufficialeTrasporto scolastico: l’abbonamento al trasporto pubblico o lo scuolabus non rientra nelle spese di istruzione detraibiliUniformi e abbigliamento tecnico: anche se obbligatori, non sono detraibili come spese di istruzioneCorsi extrascolastici: musica, danza, sport (salvo esonero sport specifico), lingue straniere tenuti da enti privati non scolasticiCorsi online non universitari: i MOOC e i corsi digitali erogati da piattaforme private (Coursera, Udemy, ecc.) non sono detraibiliPagamenti in contanti: come visto, qualunque spesa pagata in contanti non e detraibile indipendentemente dalla sua naturaSuperamento del limite 1.000 euro: inserire importi superiori al limite per istruzione non universitaria porta a errori che l’Agenzia delle Entrate puo rettificare in sede di liquidazione automatica (art. 36-bis DPR 600/1973)Un caso particolare riguarda i corsi di lingua straniera presso istituti privati: se tenuti da scuole linguistiche certificate (ad esempio con certificazioni MIUR o riconosciute da enti internazionali come British Council, Goethe-Institut), potrebbero non essere detraibili come istruzione, ma potrebbero rientrare in altre categorie di spesa. E opportuno verificare caso per caso con il proprio CAF.Ricorda che le spese per l’istruzione si cumulano con altre detrazioni disponibili nel 730/2026, come quelle per il mutuo o l’affitto, ma ciascuna ha le proprie regole e limiti specifici.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sulle spese di istruzione detraibili nel 730/2026Qual e il limite massimo per detrarre le spese scolastiche nel 730/2026?Il limite massimo di spesa detraibile per l’istruzione non universitaria (dalla scuola dell’infanzia alle superiori) e di 1.000 euro per studente. La detrazione del 19% si calcola su questo importo massimo, quindi la detrazione massima e di 190 euro per studente. Per le spese universitarie presso atenei statali non c’e limite, mentre per gli atenei privati il limite e fissato annualmente dal decreto del Ministero dell’Universita.La mensa scolastica e detraibile nel 730/2026?Si, la mensa scolastica e detraibile come spesa di istruzione. Il costo del servizio mensa rientra nel limite di 1.000 euro per studente per l’istruzione non universitaria. E necessario che il pagamento sia avvenuto con modalita tracciabile (bonifico, carta di credito, PagoPa). L’Agenzia delle Entrate ha confermato la detraibilita anche quando la mensa e gestita dal Comune tramite appalto a terzi, purche il servizio si svolga presso la scuola.Posso detrarre le spese universitarie di mio figlio che frequenta un ateneo privato?Si, ma con un limite. Le spese universitarie presso atenei non statali (privati) sono detraibili al 19%, ma solo entro il limite fissato annualmente dal Decreto del Ministero dell’Universita (MUR). Questo limite varia in base all’area disciplinare (medica, tecnico-scientifica, umanistica) e alla zona geografica dell’ateneo (Nord, Centro, Sud e Isole). La parte di retta che supera questo limite non da diritto alla detrazione.Le spese di istruzione sono detraibili se ho un reddito alto?Le detrazioni per spese di istruzione si riducono progressivamente per redditi superiori a 120.000 euro e si azzerano completamente per redditi superiori a 240.000 euro. Per redditi tra 120.000 e 240.000 euro, la detrazione spettante si calcola con la formula: detrazione teorica x (240.000 – reddito complessivo) / 120.000.Posso detrarre le spese di istruzione pagate in contanti?No. Dal 1 gennaio 2020 (Legge di Bilancio 2020) e obbligatorio pagare le spese di istruzione con modalita tracciabili per poter usufruire della detrazione del 19%. I pagamenti in contanti, anche parziali, escludono la detraibilita dell’intera spesa. Sono ammessi: bonifico, carte di credito/debito, assegni, MAV, bollettino postale, PagoPa.Hai bisogno di assistenza per il 730/2026?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la compilazione del modello 730/2026, la verifica delle detrazioni per spese di istruzione e la predisposizione della dichiarazione dei redditi.Verifica del 730 precompilato e integrazione spese mancantiCalcolo delle detrazioni per spese scolastiche e universitarieAssistenza per detrazioni con redditi alti (calcolo riduzione)Supporto per dichiarazioni congiunte e spese di familiari a caricoContattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come Farla Chiudere la partita IVA è una decisione importante che richiede attenzione ai tempi, ai costi e alle procedure burocratiche. Se hai cessato l'attività o stai valutando di farlo, è fondamentale conoscere tutti gli adempimenti necessari per… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-12 09:00:002026-10-07 17:35:09Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come FarlaCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026 per Pagare Meno Tasse nel 730/2027: la Checklist Completa Tutto ciò che paghi entro il 31 dicembre 2026 può trasformarsi in un risparmio concreto sulla dichiarazione dei redditi dell'anno prossimo. 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È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. 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Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleSettembre 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-13 12:15:492026-09-28 20:57:39Nel 730/2026 le Spese di Istruzione Detraibili: Limiti, Soglie e Come Calcolare la Detrazione
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CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026 per Pagare Meno Tasse nel 730/2027: la Checklist Completa Tutto ciò che paghi entro il 31 dicembre 2026 può trasformarsi in un risparmio concreto sulla dichiarazione dei redditi dell'anno prossimo. Il 730/2027, infatti, riguarda i redditi e le spese del 2026: una volta passata la mezzanotte del… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-28 08:00:002026-09-21 13:44:07Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026 per Pagare Meno Tasse nel 730/2027: la Checklist Completa
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NOTIZIEDetrazioni per spese scolastiche: cosa prevede la normativa e quanto si risparmiaCon l’arrivo del nuovo anno scolastico tornano attuali le domande sulle detrazioni per spese scolastiche: quali costi si possono portare in detrazione nel modello 730? Quanto si risparmia davvero sull’IRPEF? La normativa di riferimento è l’art. 15 del TUIR (DPR 917/1986), che riconosce una detrazione IRPEF del 19% su determinate spese legate all’istruzione dei figli o del contribuente stesso. In questo articolo facciamo chiarezza su regole, limiti e importi aggiornati al 2026.Indice dei contenutiCosa si intende per spese scolastiche detraibiliLe spese detraibili: elenco completoMense scolastiche e trasportoCanone di locazione studenti universitari fuori sedeTasse universitarie e corsi di specializzazioneCome si calcola il risparmio IRPEFDomande frequenti (FAQ)Cosa si intende per spese scolastiche detraibiliLe detrazioni per spese scolastiche sono sconti sull’IRPEF (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) che lo Stato riconosce ai contribuenti che sostengono determinate spese per l’istruzione propria o dei figli a carico. La misura è pari al 19% della spesa sostenuta, con limiti diversi a seconda della tipologia.Queste spese vanno indicate nella dichiarazione dei redditi (modello 730) nel quadro E (oneri detraibili), oppure nel Modello Redditi PF. È importante conservare tutte le ricevute e le fatture come documentazione.Attenzione al reddito: la detrazione del 19% si riduce progressivamente per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 120.000 euro e si azzera sopra i 240.000 euro (salvo alcune eccezioni previste dalla normativa). Le spese detraibili: elenco completoL’art. 15 del TUIR e la normativa collegata individuano diverse categorie di spese scolastiche detraibili. Ecco un riepilogo aggiornato:Tipologia di spesaDetrazioneLimite annuoRette scuole paritarie (infanzia, primaria, secondaria)19%Fino alla spesa equivalente della scuola stataleMensa scolastica19%Senza limite specificoServizi di trasporto scolastico (scuolabus)19%Max 800 euro/anno per figlioCanone locazione studenti universitari fuori sede19%Max 2.633 euro/annoTasse e contributi universitari19%Entro l’importo delle tasse dell’ateneo stataleCorsi di specializzazione post-laurea (es. master)19%Entro importi università statale equivalenteDottorati di ricerca, scuole di specializzazione19%Entro importi università statalePer le scuole paritarie (asili nido privati, scuole elementari, medie e superiori private), la detrazione si applica sulla retta pagata, ma solo fino all’importo che si sarebbe pagato per la stessa tipologia di scuola pubblica statale. In pratica, la parte eccedente non è detraibile. Mense scolastiche e trasportoLe spese di mensa scolastica godono della detrazione del 19% e non hanno un massimale di spesa specifico. Rientrano in questa categoria i pagamenti per la refezione scolastica nelle scuole di ogni ordine e grado, sia pubbliche che paritarie.Per il trasporto scolastico (il classico scuolabus), la detrazione del 19% si applica su una spesa massima di 800 euro per figlio per anno scolastico. Quindi il risparmio massimo per questa voce è di 152 euro per figlio (800 × 19%).Anche l’abbonamento ai trasporti pubblici per andare a scuola può rientrare tra le detrazioni, ma è disciplinato da una norma diversa (art. 15 co. 1-ter TUIR) con un massimale di 250 euro complessivi per nucleo familiare. Canone di locazione studenti universitari fuori sedeQuesta è una delle detrazioni più interessanti per le famiglie con figli all’università in un’altra città. Il canone di locazione pagato per uno studente universitario fuori sede è detraibile al 19%, con un limite di 2.633 euro per anno.Per accedere a questa detrazione devono essere soddisfatte alcune condizioni:Lo studente deve essere iscritto a un corso di laurea presso un’università italiana o stranieraL’università deve trovarsi in un comune diverso da quello di residenza dello studente (o in un comune confinante), e distante almeno 100 chilometriIl contratto di locazione deve essere regolarmente registratoIl figlio deve essere fiscalmente a carico del contribuenteIl risparmio massimo per questa voce è di 500 euro circa (2.633 × 19% ≈ 500,27 euro). Tasse universitarie e corsi di specializzazioneLe tasse e i contributi universitari sono detraibili al 19%. Per le università private o telematiche, però, c’è un vincolo importante: la detrazione si applica solo fino all’importo delle tasse che si sarebbero pagate in un ateneo statale della stessa area geografica per lo stesso corso di laurea. La parte eccedente non è detraibile.Rientrano tra le spese universitarie detraibili anche:Tasse di iscrizione e contributi annualiEsami di Stato (es. abilitazione professionale)Dottorati di ricercaScuole di specializzazione post-laurea (es. scuole di specializzazione mediche)Master di primo e secondo livello organizzati da università statali o equiparateLa detrazione per spese di istruzione universitaria vale sia per le spese del contribuente stesso che per quelle dei figli a carico. Bisogna conservare le ricevute dei pagamenti effettuati alla segreteria dell’ateneo. Come si calcola il risparmio IRPEFIl calcolo è semplice: la detrazione è pari al 19% della spesa sostenuta, nei limiti previsti dalla normativa. Ecco un esempio pratico per chiarire il meccanismo.Esempio famiglia Bianchi (figlio alle superiori private + mensa):Retta scuola privata paritaria: 3.000 euro (limite detraibile corrispondente scuola statale: 1.000 euro)Mensa scolastica: 600 euroScuolabus: 450 euro (sotto il limite di 800 euro)Totale spesa detraibile: 1.000 + 600 + 450 = 2.050 euroDetrazione IRPEF: 2.050 × 19% = 389,50 euroEsempio famiglia Rossi (figlio all’università fuori sede):Tasse universitarie ateneo statale: 1.800 euroCanone locazione fuori sede: 2.633 euro (massimale)Totale spesa detraibile: 1.800 + 2.633 = 4.433 euroDetrazione IRPEF: 4.433 × 19% = 842,27 euroPer sfruttare correttamente tutte le detrazioni disponibili è fondamentale indicarle nella dichiarazione dei redditi 730 o nel Modello Redditi PF. Le spese scolastiche vanno inserite nel quadro E, nella sezione degli oneri detraibili.Ricorda: per le spese detraibili è necessario aver effettuato il pagamento con strumenti tracciabili (bonifico, carta di credito/debito, app di pagamento). I pagamenti in contanti non consentono la detrazione, salvo specifiche eccezioni previste dalla legge.Domande frequenti (FAQ) Le spese per libri scolastici sono detraibili?No. I libri di testo, il materiale scolastico (zaini, astucci, quaderni) e gli strumenti sportivi non rientrano tra le spese detraibili ai sensi dell’art. 15 TUIR. Per le famiglie a basso reddito esistono però misure di supporto come i voucher libri regionali o il bonus nido per i più piccoli.Posso detrarre le spese per i doposcuola o i corsi privati?I doposcuola, i centri estivi e i corsi di lingua o musica privati non sono detraibili come spese scolastiche. Fanno eccezione le attività sportive praticate dai figli (palestre, piscine, associazioni sportive dilettantistiche), che possono godere di una detrazione separata prevista dall’art. 15 TUIR, entro i limiti di spesa fissati dalla normativa vigente.La detrazione vale anche per i figli non fiscalmente a carico?Per la maggior parte delle detrazioni scolastiche (rette, mensa, trasporto), la spesa deve essere sostenuta per un figlio fiscalmente a carico. Se il figlio ha un reddito proprio superiore a 2.840,51 euro annui (4.000 euro fino a 24 anni), non è considerato a carico e il genitore non può detrarre le sue spese scolastiche.Cosa succede se pago la retta con il conto del mio coniuge?La detrazione spetta al soggetto che ha sostenuto la spesa, ovvero chi ha effettuato il pagamento tracciabile. Se la retta viene pagata dall’altro coniuge, sarà lui a poter fruire della detrazione nella propria dichiarazione dei redditi. Per i coniugi con 730 congiunto il problema non si pone.Entro quando devo pagare le spese per poterle detrarre nel 730 2026?Le spese scolastiche detraibili nel modello 730 presentato nel 2026 (relativo all’anno d’imposta 2025) sono quelle pagate nel corso del 2025, indipendentemente dall’anno scolastico di riferimento. Il criterio è la data del pagamento, non l’anno scolastico frequentato.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-03 12:00:002026-09-01 11:05:18Detrazioni per spese scolastiche: cosa prevede la normativa e quanto si risparmia
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIBonus Scuola 2026: Detrazioni Spese Scolastiche, Libri di Testo e Agevolazioni per le FamiglieCon il rientro a scuola che si avvicina, le famiglie italiane si trovano ad affrontare spese importanti: iscrizioni, mensa, libri di testo, materiale scolastico e attività extra. La buona notizia è che nel 2026 esistono diverse agevolazioni fiscali e bonus scuola che possono alleggerire il bilancio familiare. Dalla detrazione delle spese scolastiche nel 730 fino a 152 euro per figlio, ai bonus libri regionali basati sull’ISEE, passando per il bonus asilo nido fino a 3.600 euro: in questa guida trovi tutto quello che devi sapere per non perdere nemmeno un euro di risparmio. Indice dei contenutiDetrazione spese scolastiche nel 730: fino a 152 euro per figlioQuali spese scolastiche sono detraibiliSpese scolastiche NON detraibiliBonus libri di testo regionali: come funzionanoBonus libri Friuli Venezia Giulia: requisiti e domandaDetrazione per attività sportive ragazzi (5-18 anni)Bonus asilo nido 2026: fino a 3.600 euroErogazioni liberali alle scuole: detrazione al 19%Carta Dedicata a Te: supporto per le famiglieCome pagare per avere diritto alla detrazioneDomande frequenti (FAQ)Detrazione spese scolastiche nel 730: fino a 152 euro per figlioLa principale agevolazione per le famiglie con figli a scuola è la detrazione IRPEF del 19% sulle spese di istruzione. Questa detrazione si inserisce nel modello 730 e funziona così:Tetto massimo di spesa detraibile: 800 euro per ciascun figlio (dal 2019, confermato anche per il 2026)Rimborso effettivo: il 19% di 800 euro = 152 euro di risparmio massimo per ogni figlioSi applica a: scuole dell’infanzia (materne), scuole primarie (elementari), scuole secondarie di primo e secondo grado (medie e superiori)In pratica, se hai due figli a scuola e spendi almeno 800 euro per ciascuno in spese ammesse, puoi ottenere un rimborso di 304 euro totali nella dichiarazione dei redditi. Il limite di 800 euro è per figlio, non per famiglia: questo significa che con più figli il risparmio si moltiplica.Esempio pratico: la famiglia Rossi ha 3 figli. Il primo frequenta le superiori (spesa totale 900 euro), il secondo le medie (spesa 650 euro), il terzo le elementari (spesa 400 euro). La detrazione sarà: 19% di 800 euro (tetto) + 19% di 650 euro + 19% di 400 euro = 152 + 123,50 + 76 = 351,50 euro di rimborso.La detrazione spetta per le spese di istruzione detraibili sia presso scuole pubbliche che private paritarie. Per le scuole private non paritarie, la detrazione non è prevista. Quali spese scolastiche sono detraibili nel 2026Non tutte le spese legate alla scuola danno diritto alla detrazione. Ecco l’elenco completo delle spese scolastiche detraibili nel modello 730, secondo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate:Spese di iscrizione e frequenzaTasse di iscrizione e contributi obbligatoriContributi volontari deliberati dagli istituti scolasticiTasse per gli esami di StatoMensa scolasticaLe spese per la mensa scolastica sono detraibili anche se il servizio è fornito dal Comune o da soggetti terzi rispetto alla scuola. Per la documentazione serve l’attestazione del pagamento rilasciata dal Comune, dalla scuola o dal soggetto che eroga il servizio. Il pagamento può avvenire anche in contanti per la mensa (fa eccezione alla regola della tracciabilità), ma è sempre consigliabile pagare con mezzi tracciabili.Gite scolastiche e viaggi di istruzioneI costi per le gite scolastiche, i viaggi di istruzione e gli scambi culturali organizzati dalla scuola sono detraibili. Serve la ricevuta del pagamento intestata alla scuola o al soggetto organizzatore.Assicurazione scolasticaIl premio assicurativo richiesto dalla scuola per coprire gli infortuni degli alunni durante le attività scolastiche è detraibile.Trasporto scolasticoLe spese per il servizio di trasporto scolastico (scuolabus) sono detraibili, anche quando il servizio è erogato dal Comune. Attenzione: il trasporto scolastico dedicato è diverso dall’abbonamento al trasporto pubblico locale, che ha una detrazione a parte (fino a 250 euro).Assistenza al pasto e pre/post scuolaAnche i servizi di pre-scuola e post-scuola integrativi sono detraibili, purché organizzati o deliberati dall’istituto scolastico. Spese scolastiche NON detraibili: cosa resta esclusoÈ importante sapere che alcune spese, pur essendo legate alla scuola, non rientrano tra quelle detraibili nel 730. Ecco cosa NON puoi portare in detrazione:Libri di testo scolastici: i manuali e i libri adottati dalla scuola non sono detraibili (ma possono essere coperti dai bonus libri regionali, come vedremo)Cancelleria e materiale di consumo: quaderni, penne, matite, pennarelli, album da disegnoZaini e astucci: anche se costosi, non sono spese detraibiliAbbigliamento scolastico: grembiuli, divise e scarpe da ginnasticaDispositivi elettronici personali: tablet, computer, calcolatrici acquistati privatamenteRipetizioni private: le lezioni di recupero con insegnanti privati non sono detraibiliPer i libri di testo, che rappresentano spesso la voce di spesa più pesante (specialmente per le superiori), esistono i bonus libri regionali che possono coprire parte o tutto il costo. Continua a leggere per scoprire come funzionano. Bonus libri di testo regionali: come funzionanoPoiché i libri di testo non sono detraibili nel 730, molte Regioni italiane mettono a disposizione un bonus libri (chiamato anche “contributo libri di testo” o “borsa di studio regionale”) per le famiglie con redditi bassi. Ecco come funziona in generale:Chi lo eroga: ogni Regione gestisce autonomamente il proprio bando. Non esiste un bonus libri nazionale unicoRequisito principale: quasi tutte le Regioni richiedono un ISEE sotto una determinata soglia (solitamente tra 10.632 e 15.748 euro, ma varia da Regione a Regione)A chi spetta: famiglie con figli che frequentano le scuole secondarie di primo grado (medie) e secondo grado (superiori). Alcune Regioni includono anche le primarieImporto: variabile, da 150 a 500 euro circa, in base alla fascia ISEE e al grado scolasticoCome si richiede: tramite bando regionale, generalmente con domanda online sul portale della Regione o del Comune di residenzaQuando: i bandi escono di solito tra giugno e settembre, prima del rientro a scuolaConsiglio pratico: controlla il sito della tua Regione o del tuo Comune a partire da giugno-luglio per non perdere la scadenza del bando. Se hai bisogno di un ISEE aggiornato per fare domanda, prenota per tempo al CAF: sotto scadenza i tempi di attesa si allungano.Tabella riassuntiva bonus libri per le principali RegioniLe soglie e gli importi possono variare di anno in anno. Qui riportiamo i valori indicativi basati sui bandi precedenti:RegioneSoglia ISEE indicativaImporto indicativoScuole ammesseEmilia Romagna15.748 eurofino a 200-300 euroMedie e superioriLazio15.493 eurofino a 250 euroMedie e superioriCampania13.300 eurofino a 200 euroMedie e superioriPuglia10.632 eurofino a 200 euroSuperioriFriuli Venezia Giuliavariabilevedi sezione dedicataMedie e superiori Bonus libri Friuli Venezia Giulia: requisiti e come richiederloPer le famiglie residenti in Friuli Venezia Giulia, la Regione prevede un contributo per l’acquisto dei libri di testo e del materiale didattico. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno decine di famiglie nella compilazione della domanda.Requisiti per il bonus libri FVGResidenza: in un Comune del Friuli Venezia GiuliaISEE: è necessario un ISEE in corso di validità. La soglia viene definita dal bando regionale annualeFrequenza scolastica: il figlio deve frequentare una scuola secondaria di primo o secondo grado (pubblica o paritaria)Cittadinanza: cittadini italiani, comunitari e extracomunitari con regolare permesso di soggiornoCome fare domandaPrepara l’ISEE: se non lo hai ancora, puoi farlo al CAF Centro Fiscale di UdineAttendi il bando: la Regione FVG pubblica il bando generalmente tra giugno e luglioPresenta la domanda: la domanda si compila online sul portale della Regione FVG oppure tramite il Comune di residenzaConserva le ricevute: tieni gli scontrini e le fatture dell’acquisto dei libri come documentazioneAttendi l’esito: il contributo viene erogato direttamente sul conto corrente del richiedenteSuggerimento: presso il CAF Centro Fiscale di Udine puoi sia richiedere l’ISEE che ricevere assistenza per la compilazione della domanda del bonus libri regionale. Contattaci per tempo, specialmente nei mesi di luglio e agosto quando le richieste aumentano. Detrazione per attività sportive ragazzi (5-18 anni): fino a 210 euroOltre alle spese scolastiche, le famiglie possono detrarre anche le spese per le attività sportive praticate dai figli. È un’agevolazione spesso dimenticata ma che vale la pena sfruttare.Età del ragazzo: tra 5 e 18 anni compiutiTetto massimo di spesa: 210 euro per ciascun figlioDetrazione: 19% di 210 euro = 39,90 euro di risparmio per figlioStrutture ammesse: associazioni sportive dilettantistiche, palestre, piscine e altre strutture sportive iscritte al registro CONI (ora “Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche”)Documentazione: serve la ricevuta o il bollettino di pagamento intestato al ragazzo, con il codice fiscale, la denominazione della struttura e l’attività svoltaEsempio: Marco ha 12 anni e frequenta un corso di nuoto (costo annuale 350 euro). I genitori potranno detrarre il 19% di 210 euro (tetto), ottenendo 39,90 euro di rimborso nel 730. Se anche la sorella Laura, 8 anni, fa ginnastica artistica (costo 180 euro), si aggiungono altri 19% di 180 euro = 34,20 euro.Questa detrazione è cumulabile con quella per le spese scolastiche: puoi portare in detrazione sia la mensa che il corso sportivo dello stesso figlio. Bonus asilo nido 2026: fino a 3.600 euroPer le famiglie con bambini piccoli (0-3 anni), il bonus asilo nido rappresenta una delle agevolazioni più importanti. Nel 2026 gli importi sono confermati come segue:Importi in base all’ISEEFascia ISEEImporto annuoImporto mensile (11 mesi)Fino a 25.000 euro3.000 euro272,72 euroDa 25.001 a 40.000 euro2.500 euro227,27 euroOltre 40.000 euro1.500 euro136,36 euroMaggiorazione per il secondo figlioLa grande novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 e confermata nel 2026: se hai un secondo figlio (o successivo) sotto i 10 anni, il bonus nido per il figlio che frequenta l’asilo sale a 3.600 euro annui per le famiglie con ISEE fino a 40.000 euro. Si tratta di un aiuto concreto per le famiglie numerose.Come richiedere il bonus nidoLa domanda si presenta sul sito INPS (sezione “Bonus asilo nido”)Serve l’ISEE minorenni in corso di validitàDevi allegare le ricevute di pagamento delle rette mensiliIl rimborso avviene direttamente sul conto corrente indicato nella domandaIl bonus nido è alternativo alla detrazione del 19% per le spese dell’asilo nido nel 730: non puoi usufruire di entrambi per la stessa spesa. In genere il bonus INPS è più conveniente. Per approfondire, leggi la nostra guida completa al bonus nido 2026.Erogazioni liberali alle scuole: detrazione al 19%Se effettui donazioni volontarie (erogazioni liberali) a favore di istituti scolastici di ogni ordine e grado, hai diritto a una detrazione del 19% senza limite di importo. Questa agevolazione è disciplinata dall’art. 15, comma 1, lettera i-octies del TUIR.Finalità ammesse: innovazione tecnologica, ampliamento dell’offerta formativa, edilizia scolastica, attività di ricercaNessun tetto massimo: a differenza delle spese scolastiche (limitate a 800 euro), le erogazioni liberali non hanno un limite di spesa detraibileDocumentazione: serve la ricevuta del versamento effettuato con mezzi tracciabili (bonifico, carta, assegno)Dove indicarla: nel 730, rigo E8/E10 con codice 31Attenzione: le erogazioni liberali alle scuole sono una cosa diversa dai contributi volontari di iscrizione. I contributi di iscrizione rientrano nel tetto degli 800 euro per figlio. Le erogazioni liberali, invece, hanno la loro detrazione separata e senza tetto. Carta Dedicata a Te 2026: supporto per le famiglieLa Carta Dedicata a Te è una carta prepagata da 500 euro destinata alle famiglie con ISEE basso, utilizzabile per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità, carburanti e abbonamenti al trasporto pubblico locale.Requisito ISEE: inferiore a 15.000 euroNucleo familiare: almeno 3 componenti, di cui almeno uno nato entro il 31 dicembre 2009 (o con altri requisiti specifici)Non serve fare domanda: l’INPS individua automaticamente i beneficiari in base all’ISEE e comunica ai Comuni l’elenco delle famiglie aventi dirittoDove ritirarla: presso gli uffici postali indicati dal ComuneAnche se la Carta Dedicata a Te non è specificamente un “bonus scuola”, può aiutare le famiglie a liberare risorse del budget familiare da destinare alle spese scolastiche. Per verificare se ne hai diritto, è fondamentale avere un ISEE aggiornato.Come pagare per avere diritto alla detrazione: la tracciabilità obbligatoriaDal 2020 è obbligatorio effettuare i pagamenti con strumenti tracciabili per poter usufruire delle detrazioni al 19%. Questo vale anche per le spese scolastiche. Se paghi in contanti, perdi il diritto alla detrazione.Metodi di pagamento accettatiBonifico bancario o postale (anche online)Carta di debito (bancomat)Carta di credito o prepagataAssegno bancario o circolareBollettino postalePagoPA (il sistema utilizzato dalla maggior parte delle scuole)Eccezioni alla tracciabilitàCi sono alcune eccezioni importanti in cui il pagamento in contanti è comunque ammesso ai fini della detrazione:Mensa scolastica: se il servizio è reso direttamente dalla scuola pubblica o dal ComuneSpese per servizi pubblici: trasporto scolastico comunaleIn ogni caso, conserva sempre le ricevute per almeno 5 anni dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. Il consiglio è di pagare tutto tramite PagoPA quando la scuola lo prevede: è il metodo più semplice e la ricevuta digitale resta archiviata. Riepilogo: tutte le agevolazioni scuola 2026 a colpo d’occhioAgevolazioneImporto massimoRisparmio effettivoDove richiederlaDetrazione spese scolastiche800 euro/figlio152 euro/figlio730Detrazione attività sportive210 euro/figlio39,90 euro/figlio730Bonus asilo nido3.000-3.600 euroRimborso direttoINPSBonus libri regionali150-500 euroContributo direttoRegione/ComuneErogazioni liberali scuoleNessun limite19% senza tetto730Carta Dedicata a Te500 euroCarta prepagataAutomatica (INPS)Domande frequenti (FAQ) sui bonus scuola 2026I libri di testo sono detraibili nel 730?No, i libri di testo scolastici non sono detraibili nella dichiarazione dei redditi. Tuttavia, molte Regioni offrono un bonus libri specifico per le famiglie con ISEE basso. In Friuli Venezia Giulia puoi fare domanda tramite il bando regionale annuale.Posso detrarre le spese scolastiche anche per le scuole private?Sì, ma solo per le scuole private paritarie. Le scuole private non paritarie (cioè non riconosciute dal Ministero dell’Istruzione) non danno diritto alla detrazione. Il tetto resta sempre di 800 euro per figlio.La mensa scolastica si può detrarre anche se pagata al Comune?Sì. Le spese per la mensa scolastica sono detraibili anche quando il servizio è erogato dal Comune o da un soggetto terzo. Serve l’attestazione del pagamento con l’indicazione della scuola frequentata e i dati dell’alunno.Chi può detrarre le spese scolastiche dei figli?La detrazione spetta al genitore (o al tutore legale) che ha sostenuto effettivamente la spesa. Se i genitori sono separati o divorziati, la detrazione spetta al genitore che ha pagato. Se la spesa è stata divisa, ciascun genitore detrae la propria quota. Per approfondire la questione delle detrazioni fiscali in caso di separazione, consulta le nostre guide dedicate.Il bonus asilo nido è cumulabile con la detrazione per le spese scolastiche?Il bonus asilo nido INPS e la detrazione del 19% nel 730 non sono cumulabili per la stessa spesa. Devi scegliere una delle due opzioni. In genere il bonus INPS è più conveniente perché offre un rimborso diretto più alto rispetto alla detrazione del 19%.Serve l’ISEE per detrarre le spese scolastiche nel 730?No, per la detrazione nel 730 non serve l’ISEE: spetta a tutti i contribuenti indipendentemente dal reddito. L’ISEE serve invece per i bonus libri regionali, il bonus asilo nido e la Carta Dedicata a Te, che sono prestazioni legate al reddito familiare.Hai bisogno di aiuto con le detrazioni scolastiche nel 730?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a non perdere nessuna agevolazione per la tua famiglia. Ti assistiamo nella compilazione del 730 con tutte le detrazioni per spese scolastiche, attività sportive e bonus nido. Possiamo anche aiutarti a richiedere l’ISEE per i bonus libri regionali.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze e detrazioni: una email a settimana con tutto quello che ti serve sapere. Iscriviti Gratis →Niente spam. Cancellati quando vuoi.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Agosto 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-28 08:00:002026-08-17 11:02:27Bonus Scuola 2026: Detrazioni Spese Scolastiche, Libri di Testo e Agevolazioni per le Famiglie
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITINel 730/2026 le Spese di Istruzione Detraibili: Limiti, Soglie e Come Calcolare la DetrazioneLa detrazione del 19% per le spese di istruzione nel 730/2026 è uno degli sgravi fiscali più attesi dalle famiglie italiane, ma anche uno dei più complessi da applicare correttamente. La normativa, contenuta nell’articolo 15, comma 1, lettera e-bis del TUIR (DPR 917/1986), distingue in modo netto tra istruzione non universitaria e istruzione universitaria, imponendo soglie massime differenziate che spesso vengono confuse o applicate in modo errato. In particolare, per la scuola non universitaria (dalle materne alle superiori) il limite massimo di spesa detraibile è di 1.000 euro per studente. Per le spese universitarie, invece, i limiti sono determinati annualmente con decreto ministeriale e variano in base al corso di laurea e alla sede universitaria. Questa guida completa analizza ogni tipologia di spesa detraibile, le soglie vigenti per l’anno fiscale 2025 (modello 730/2026), i requisiti soggettivi e oggettivi, e ti mostra come calcolare concretamente il risparmio fiscale.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiNormativa di riferimento: art. 15 TUIR e istruzioni 730/2026Spese istruzione non universitaria: limite 1.000 euroQuali spese scolastiche sono detraibiliSpese universitarie: soglie differenziate per ateneoChi può detrarre: requisiti soggettivi e familiari a caricoIl limite reddituale: come cambia la detrazione con il redditoCome calcolare la detrazione: esempi pratici e simulazioniTabella riepilogativa: tutti i limiti 2025 (730/2026)Obbligo di tracciabilità: come pagare le speseDove inserire le spese nel modello 730/2026Spese di istruzione NON detraibili: gli errori più comuniDomande frequenti sulle spese di istruzione detraibili Normativa di riferimento: art. 15 TUIR e istruzioni 730/2026La normativa che disciplina la detrazione IRPEF del 19% per le spese di istruzione è contenuta nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), DPR 22 dicembre 1986, n. 917, precisamente all’articolo 15, comma 1, lettera e-bis. Questa norma è stata modificata nel corso degli anni e, per l’anno fiscale 2025 (dichiarazione 730/2026), mantiene una struttura che distingue chiaramente tra due categorie principali: le spese per istruzione non universitaria e le spese per istruzione universitaria.Le istruzioni ministeriali al modello 730/2026 pubblicano ogni anno i criteri aggiornati. In particolare, il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate che approva il modello 730/2026 specifica nei dettagli:Il tetto di 1.000 euro per studente per le spese scolastiche non universitarie (scuole dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado)I limiti specifici per ateneo e tipo di corso per le spese universitarie, distinti tra atenei statali e non stataliL’obbligo di pagamento tracciabile (bonifico, carta di credito/debito, MAV) introdotto dalla Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019)Le specifiche tipologie di spesa ammesse e quelle escluse dalla detrazioneLa Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 7/E del 2021 e i successivi chiarimenti forniscono interpretazioni ufficiali su casi particolari, come le spese per corsi online, le rette di convitti annessi a istituti scolastici, e il trattamento delle borse di studio. Per una corretta compilazione del modello 730/2026, è fondamentale conoscere queste distinzioni. Spese istruzione non universitaria: limite 1.000 euroIl limite massimo di 1.000 euro per studente per le spese di istruzione non universitaria è fissato direttamente dall’articolo 15, comma 1, lettera e-bis del TUIR. Questo significa che, indipendentemente da quante spese scolastiche vengano effettivamente sostenute, la base imponibile su cui calcolare la detrazione del 19% non può superare tale soglia per ciascun figlio (o familiare a carico) iscritto a un istituto scolastico non universitario.Rientrano nella categoria di istruzione non universitaria tutti i percorsi scolastici previsti dall’ordinamento italiano:Scuole dell’infanzia (dai 3 ai 5 anni, sia statali che paritarie)Scuole primarie (ex elementari, classi 1a-5a)Scuole secondarie di primo grado (ex medie, classi 1a-3a)Scuole secondarie di secondo grado (licei, istituti tecnici, istituti professionali, classi 1a-5a)Istituti tecnici superiori (ITS) che rilasciano diplomi di tecnico superioreLa detrazione effettiva massima per studente in istruzione non universitaria è quindi: 1.000 euro x 19% = 190 euro. Si tratta di una riduzione diretta dell’imposta IRPEF dovuta, non di una deduzione dal reddito. Se il reddito complessivo supera determinati livelli, la detrazione potrebbe essere ridotta o azzerata (vedi la sezione dedicata al reddito complessivo).Importante: il limite di 1.000 euro si applica per studente, non per nucleo familiare. Se in famiglia ci sono due figli entrambi iscritti a scuole non universitarie, il limite complessivo diventa 2.000 euro (1.000 per ciascun figlio). Questa distinzione è fondamentale per le famiglie numerose. Per approfondire tutte le spese scolastiche e universitarie detraibili nel 730/2026, consulta la nostra guida completa. Quali spese scolastiche sono detraibiliNon tutte le spese legate alla scuola sono detraibili: la normativa elenca in modo preciso le tipologie di spesa ammesse. Conoscere questa distinzione evita errori nella compilazione del 730 e possibili contestazioni in sede di controllo fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate.Spese ammesse alla detrazioneSono detraibili le seguenti spese per istruzione non universitaria:Tasse scolastiche: quote di iscrizione, frequenza e contributo ministeriale richieste dagli istituti pubblici o paritariContributi scolastici obbligatori: contributi per l’iscrizione e la frequenza richiesti dalla scuola (es. contributo di laboratorio, assicurazione scolastica se richiesta obbligatoriamente)Rette di scuole paritarie private: le somme pagate alle scuole riconosciute paritarie (non le scuole meramente private non paritarie) per frequenza e iscrizioneMensa scolastica: le quote pagate per il servizio di refezione scolastica (mensa), sia che sia gestita dalla scuola stessa sia da enti locali o cooperative convenzionatePre e post scuola: i servizi di pre-accoglienza e doposcuola organizzati o convenzionati con l’istituto scolasticoGite scolastiche: le quote pagate per viaggi d’istruzione e uscite didattiche organizzate dalla scuolaCorsi di lingua straniera: se organizzati dall’istituto scolastico e parte del programma curriculareSpese NON ammesse alla detrazioneNon sono invece detraibili come spese di istruzione:Libri di testo e materiale scolastico (quaderni, penne, zaini, ecc.)Corsi privati extrascolastici: lezioni private, corsi di recupero presso centri privati non riconosciutiTrasporto scolastico: abbonamenti ai mezzi pubblici o scuolabus (salvo diversa agevolazione)Uniformi e divise scolasticheAttività sportive scolastiche extracurriculari (salvo quelle che rientrano nell’esonero sport)Corsi di musica, danza, arti tenuti da soggetti privati non collegati all’istitutoAttenzione alla mensa scolastica: l’Agenzia delle Entrate ha confermato che la spesa per la mensa è detraibile come spesa di istruzione (rientra nel limite 1.000 euro), non come spesa medica o altro. Questo vale anche quando la mensa è gestita dal Comune tramite appalto a terzi, purché il servizio sia erogato presso l’istituto scolastico. Spese universitarie: soglie differenziate per ateneoPer le spese universitarie, la logica è completamente diversa rispetto alla scuola non universitaria. In questo caso, il limite di spesa detraibile non è fisso a 1.000 euro, ma varia in base a:Tipologia di ateneo: statale o non statale (privato)Facoltà e corso di laurea: le soglie sono differenziate per area disciplinareSede universitaria: il Decreto Ministeriale divide l’Italia in tre aree geografiche (Nord, Centro, Sud e Isole)Atenei statali: spese detraibili senza limite massimoPer le università statali, la detrazione del 19% si applica sull’intero importo delle tasse e contributi versati, senza un tetto massimo definito per legge. Questo significa che se uno studente paga 3.000 euro di tasse universitarie all’anno a un ateneo statale, la detrazione sarà: 3.000 x 19% = 570 euro di risparmio fiscale. Rientrano tra le spese detraibili per atenei statali:Tasse di iscrizione annualeContributi universitari (determinati in base all’ISEE dello studente)Tasse per esami singoli o fuori corsoContributi per servizi universitari obbligatori (es. assicurazione universitaria)Atenei non statali: limite variabile per area e corsoPer le università non statali (private), il limite di spesa detraibile è fissato annualmente con Decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR). Per l’anno fiscale 2025 (730/2026), i limiti si basano sul Decreto MUR che individua importi massimi differenziati per area disciplinare e per zona geografica. A titolo esemplificativo, le aree disciplinari sono generalmente:Area medica e sanitaria (medicina, odontoiatria, farmacia, professioni sanitarie)Area tecnico-scientifica (ingegneria, architettura, scienze matematiche, fisiche, naturali)Area umanistica e sociale (giurisprudenza, economia, lettere, scienze politiche, psicologia)Per ciascuna area e zona geografica (Nord, Centro, Sud e Isole), il decreto individua un importo massimo: le spese eccedenti tale soglia non danno diritto alla detrazione. Lo studente iscritto a una università privata deve quindi verificare il proprio importo massimo prima di compilare il 730/2026.Esempio pratico per ateneo non statale: se il limite per la tua area e zona è di 2.500 euro e hai pagato 4.000 euro di retta, la detrazione sarà calcolata solo su 2.500 euro: 2.500 x 19% = 475 euro di detrazione IRPEF.Corsi di specializzazione post-laurea e masterLe spese per corsi di specializzazione, master universitari (I e II livello) e dottorati di ricerca sono detraibili alle stesse condizioni delle spese universitarie, purché i corsi siano organizzati da università statali o non statali riconosciute. Non sono invece detraibili i master erogati da enti privati non universitari, anche se di alta qualità. Chi può detrarre: requisiti soggettivi e familiari a caricoLa detrazione per spese di istruzione può essere fruita sia dal contribuente per le proprie spese sia per le spese sostenute nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico. Questo aspetto è cruciale per le famiglie con figli studenti.Spese per sé stessiIl contribuente può detrarre le spese di istruzione sostenute per la propria formazione, sia che frequenti una scuola superiore (in caso di studenti adulti, corsi serali), sia che sia iscritto a un’università. Non ci sono limiti di età per il contribuente stesso.Spese per familiari a caricoLa normativa permette di detrarre le spese di istruzione per i familiari fiscalmente a carico. Sono considerati a carico i familiari con un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro annui (elevato a 4.000 euro per i figli di età non superiore a 24 anni).I familiari che possono essere considerati a carico includono:Figli (anche adottivi, affidati, naturali riconosciuti)Coniuge non legalmente separatoGenitori e nonniFratelli e sorelleSuoceri, nuore, generiRipartizione tra genitori in caso di figlio a carico al 50%Nel caso più frequente in cui un figlio è considerato a carico di entrambi i genitori al 50%, ciascuno dei due genitori può detrarre la metà delle spese di istruzione sostenute. Il limite di 1.000 euro si applica all’importo totale: quindi ciascun genitore potrà detrarre al massimo 500 euro (ovvero il 19% di 500 euro = 95 euro di detrazione ciascuno).Se invece il figlio è a carico al 100% di uno solo dei genitori (ad esempio in caso di genitore unico o di accordo dichiarato in 730), quel genitore potrà detrarre l’intero importo entro il limite di 1.000 euro. Il limite reddituale: come cambia la detrazione con il redditoLa Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019) ha introdotto una novità significativa per le detrazioni fiscali, inclusa quella per le spese di istruzione: le detrazioni di cui all’articolo 15 del TUIR vengono ridotte progressivamente al crescere del reddito complessivo, fino ad azzerarsi oltre una determinata soglia. Questa modifica ha reso la detrazione per spese di istruzione non più universale, ma income-tested.Scaglioni di reddito e riduzione delle detrazioniPer l’anno fiscale 2025 (modello 730/2026), le regole di riduzione delle detrazioni IRPEF per reddito sono le seguenti:Reddito complessivo fino a 120.000 euro: nessuna riduzione, la detrazione spetta per interoReddito complessivo tra 120.000 e 240.000 euro: la detrazione è ridotta proporzionalmente, calcolando il coefficiente di riduzione come: (reddito complessivo – 120.000) / 120.000Reddito complessivo superiore a 240.000 euro: le detrazioni dell’art. 15 sono azzerate (0 euro di detrazione)Esempio di calcolo con reddito 160.000 euro:Detrazione teorica: 1.000 x 19% = 190 euroCoefficiente di riduzione: (160.000 – 120.000) / 120.000 = 0,333Detrazione spettante: 190 x (1 – 0,333) = 190 x 0,667 = 126,73 euroPer chi ha redditi elevati, è fondamentale effettuare questo calcolo prima di inserire le spese nel 730, per evitare aspettative di rimborso che non si materializzeranno. Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua questo calcolo automaticamente durante la predisposizione del modello 730/2026.Come calcolare la detrazione: esempi pratici e simulazioniVediamo ora come si calcola concretamente la detrazione del 19% per spese di istruzione attraverso esempi pratici che coprono le situazioni più comuni.Caso 1: Figlio alle scuole medie, reddito genitori sotto 120.000 euroSituazione: un genitore ha sostenuto per il figlio alle scuole medie (a carico al 100%) le seguenti spese nel 2025:Contributo iscrizione: 120 euroMensa scolastica: 600 euroGita scolastica: 150 euroPre-scuola: 200 euroTotale spese istruzione: 1.070 euroApplicazione del limite: le spese superano il tetto di 1.000 euro, quindi la base imponibile per la detrazione è 1.000 euro (il limite massimo). Detrazione spettante: 1.000 x 19% = 190 euro.Caso 2: Figlio al liceo, spese totali inferiori al limiteSituazione: genitore con figlio al liceo scientifico, spese 2025:Contributo iscrizione: 80 euroMensa scolastica: 450 euroGita scolastica: 80 euroTotale spese istruzione: 610 euroApplicazione del limite: le spese sono inferiori a 1.000 euro, quindi si detraggono tutte. Detrazione spettante: 610 x 19% = 115,90 euro.Caso 3: Due figli alle scuole superiori, figlio a carico al 50% ciascun genitoreSituazione: due genitori separati, ciascuno ha il figlio a carico al 50%. Spese totali figlio 1 (liceo): 900 euro. Spese totali figlio 2 (istituto tecnico): 1.200 euro.Per ciascun genitore:Figlio 1: spese imputabili 900 / 2 = 450 euro ciascuno → detrazione 450 x 19% = 85,50 euro ciascunoFiglio 2: spese totali 1.200 euro, limite 1.000 euro → spese imputabili 1.000 / 2 = 500 euro ciascuno → detrazione 500 x 19% = 95 euro ciascunoTotale detrazione per genitore: 85,50 + 95 = 180,50 euroCaso 4: Studente universitario in ateneo stataleSituazione: studente iscritto a ingegneria in ateneo statale, tasse universitarie 2025: 2.200 euro. Reddito familiare sotto 120.000 euro. Nessun limite di spesa per atenei statali. Detrazione spettante: 2.200 x 19% = 418 euro.Caso 5: Studente universitario in ateneo privatoSituazione: studente iscritto a psicologia in ateneo privato (area umanistica e sociale), zona Nord Italia. Il decreto MUR fissa il limite massimo per questa combinazione (esempio ipotetico): 2.200 euro. Retta effettiva pagata: 3.500 euro. Spesa detraibile: 2.200 euro (limite decreto). Detrazione spettante: 2.200 x 19% = 418 euro (i restanti 1.300 euro non sono detraibili). Tabella riepilogativa: tutti i limiti 2025 (730/2026)Di seguito una tabella riepilogativa con tutti i limiti e le caratteristiche delle detrazioni per spese di istruzione applicabili nel modello 730/2026 (anno fiscale 2025):TipologiaLimite massimoAliquotaDetrazione maxNoteScuola infanzia / primaria / medie / superiori1.000 euro/studente19%190 euroInclude mensa, pre/post scuola, giteUniversita stataleNessun limite19%19% dell’importo effettivoTutte le tasse e contributiUniversita non statale (privata)Variabile per area e zona19%19% del limite decreto MURVedere decreto MUR annualeMaster universitari I e II livelloCome universita19%Come categoriaSolo atenei riconosciutiITS – Istituti Tecnici Superiori1.000 euro/studente19%190 euroIstruzione non universitariaNota importante: tutti i limiti si applicano prima della riduzione per reddito. Per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 120.000 euro, i limiti effettivi saranno inferiori. Per redditi superiori a 240.000 euro, la detrazione e azzerata. Obbligo di tracciabilità: come pagare le speseDal 1° gennaio 2020, per effetto della Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019, art. 1, comma 679), le spese di istruzione sono soggette all’obbligo di pagamento tracciabile per avere diritto alla detrazione del 19%. Questo significa che non è più possibile detrarre spese pagate in contanti, neanche parzialmente.Modalità di pagamento ammesseSono considerate modalità di pagamento tracciabili ammesse per la detrazione:Bonifico bancario o postale (ordinario, online, domiciliato)Carte di credito o debito (Visa, Mastercard, carte prepagate con IBAN)Assegni bancari o circolariMAV (Mav/bollettino bancario) con addebito su conto correnteBollettino postaleAddebito diretto SEPA (RID/SDD)App di pagamento collegate a conto corrente bancario (es. Satispay, se tracciabile)Modalità di pagamento NON ammesseContanti: qualunque pagamento in contanti, anche parziale, esclude la detraibilità dell’intera spesaVoucher o buoni pasto (salvo specifiche eccezioni)Cripto-valute o altre forme di pagamento non tracciateEccezione importante: i pagamenti alla mensa scolastica tramite il sistema regionale di pagamento dedicato (come i bollettini PAGO PA o piattaforme digitali comunali) sono considerati tracciabili anche se non avvengono tramite bonifico diretto. In caso di dubbio, chiedere alla scuola o al Comune una ricevuta con indicazione della modalità di pagamento.In caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate, il contribuente deve essere in grado di esibire i documenti comprovanti:La ricevuta o fattura della spesa sostenuta (con causale, importo, dati scolastici)Il documento di pagamento tracciabile (estratto conto, contabile del bonifico, ricevuta PagoPa) Dove inserire le spese nel modello 730/2026Per la corretta compilazione del modello 730/2026, le spese di istruzione vanno inserite nel Quadro E – Oneri detraibili, alle righe specifiche dedicate a questa tipologia di spesa. Di seguito le indicazioni precise:Spese istruzione non universitaria: Quadro E, Sezione ILe spese per istruzione non universitaria (scuole dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado, ITS) si inseriscono nel Quadro E, rigo E8/E10, utilizzando il codice onere “12” (spese per frequenza di corsi di istruzione secondaria, universitaria, alta formazione artistica, musicale e coreutica).Attenzione: nelle istruzioni al 730/2026, il codice onere per le spese scolastiche non universitarie potrebbe essere indicato in modo specifico. Si raccomanda di verificare sempre le istruzioni ministeriali ufficiali al modello 730/2026 pubblicati sul sito dell’Agenzia delle Entrate, poiché i codici possono variare di anno in anno.Spese universitarie: Quadro E, Sezione ILe spese universitarie si inseriscono sempre nel Quadro E, rigo E8/E10, con il medesimo codice onere riservato all’istruzione. L’importo da inserire per gli atenei non statali non deve superare il limite previsto dal decreto MUR per l’anno 2025.730 precompilato: le spese già caricate automaticamenteA partire dal 2015, con il 730 precompilato, l’Agenzia delle Entrate carica automaticamente nella dichiarazione alcune tipologie di spese, incluse alcune spese di istruzione comunicate dai soggetti erogatori (scuole, università). Tuttavia, non tutte le spese vengono caricate automaticamente: la mensa scolastica, il pre/post scuola e le gite potrebbero non essere presenti nel precompilato se l’istituto non ha effettuato la comunicazione telematica.Per questo motivo, è fondamentale conservare tutte le ricevute e verificare attentamente il precompilato prima di accettarlo o modificarlo. Il CAF può supportarti nella verifica del precompilato e nell’integrazione delle spese mancanti.Spese di istruzione NON detraibili: gli errori più comuniUno degli errori più frequenti nella compilazione del 730 riguarda il tentativo di detrarre spese che non rientrano tra quelle ammesse dalla normativa. Di seguito gli errori più comuni da evitare:Libri di testo e materiale scolastico: non sono detraibili come spese di istruzione (ne come spese mediche). Anche i libri universitari acquistati in libreria non sono detraibiliCorsi privati di ripetizioni: le lezioni private da insegnanti o centri di recupero privati non sono detraibili, a meno che non siano organizzate dalla scuola stessa come attività di recupero ufficialeTrasporto scolastico: l’abbonamento al trasporto pubblico o lo scuolabus non rientra nelle spese di istruzione detraibiliUniformi e abbigliamento tecnico: anche se obbligatori, non sono detraibili come spese di istruzioneCorsi extrascolastici: musica, danza, sport (salvo esonero sport specifico), lingue straniere tenuti da enti privati non scolasticiCorsi online non universitari: i MOOC e i corsi digitali erogati da piattaforme private (Coursera, Udemy, ecc.) non sono detraibiliPagamenti in contanti: come visto, qualunque spesa pagata in contanti non e detraibile indipendentemente dalla sua naturaSuperamento del limite 1.000 euro: inserire importi superiori al limite per istruzione non universitaria porta a errori che l’Agenzia delle Entrate puo rettificare in sede di liquidazione automatica (art. 36-bis DPR 600/1973)Un caso particolare riguarda i corsi di lingua straniera presso istituti privati: se tenuti da scuole linguistiche certificate (ad esempio con certificazioni MIUR o riconosciute da enti internazionali come British Council, Goethe-Institut), potrebbero non essere detraibili come istruzione, ma potrebbero rientrare in altre categorie di spesa. E opportuno verificare caso per caso con il proprio CAF.Ricorda che le spese per l’istruzione si cumulano con altre detrazioni disponibili nel 730/2026, come quelle per il mutuo o l’affitto, ma ciascuna ha le proprie regole e limiti specifici.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sulle spese di istruzione detraibili nel 730/2026Qual e il limite massimo per detrarre le spese scolastiche nel 730/2026?Il limite massimo di spesa detraibile per l’istruzione non universitaria (dalla scuola dell’infanzia alle superiori) e di 1.000 euro per studente. La detrazione del 19% si calcola su questo importo massimo, quindi la detrazione massima e di 190 euro per studente. Per le spese universitarie presso atenei statali non c’e limite, mentre per gli atenei privati il limite e fissato annualmente dal decreto del Ministero dell’Universita.La mensa scolastica e detraibile nel 730/2026?Si, la mensa scolastica e detraibile come spesa di istruzione. Il costo del servizio mensa rientra nel limite di 1.000 euro per studente per l’istruzione non universitaria. E necessario che il pagamento sia avvenuto con modalita tracciabile (bonifico, carta di credito, PagoPa). L’Agenzia delle Entrate ha confermato la detraibilita anche quando la mensa e gestita dal Comune tramite appalto a terzi, purche il servizio si svolga presso la scuola.Posso detrarre le spese universitarie di mio figlio che frequenta un ateneo privato?Si, ma con un limite. Le spese universitarie presso atenei non statali (privati) sono detraibili al 19%, ma solo entro il limite fissato annualmente dal Decreto del Ministero dell’Universita (MUR). Questo limite varia in base all’area disciplinare (medica, tecnico-scientifica, umanistica) e alla zona geografica dell’ateneo (Nord, Centro, Sud e Isole). La parte di retta che supera questo limite non da diritto alla detrazione.Le spese di istruzione sono detraibili se ho un reddito alto?Le detrazioni per spese di istruzione si riducono progressivamente per redditi superiori a 120.000 euro e si azzerano completamente per redditi superiori a 240.000 euro. Per redditi tra 120.000 e 240.000 euro, la detrazione spettante si calcola con la formula: detrazione teorica x (240.000 – reddito complessivo) / 120.000.Posso detrarre le spese di istruzione pagate in contanti?No. Dal 1 gennaio 2020 (Legge di Bilancio 2020) e obbligatorio pagare le spese di istruzione con modalita tracciabili per poter usufruire della detrazione del 19%. I pagamenti in contanti, anche parziali, escludono la detraibilita dell’intera spesa. Sono ammessi: bonifico, carte di credito/debito, assegni, MAV, bollettino postale, PagoPa.Hai bisogno di assistenza per il 730/2026?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la compilazione del modello 730/2026, la verifica delle detrazioni per spese di istruzione e la predisposizione della dichiarazione dei redditi.Verifica del 730 precompilato e integrazione spese mancantiCalcolo delle detrazioni per spese scolastiche e universitarieAssistenza per detrazioni con redditi alti (calcolo riduzione)Supporto per dichiarazioni congiunte e spese di familiari a caricoContattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come Farla Chiudere la partita IVA è una decisione importante che richiede attenzione ai tempi, ai costi e alle procedure burocratiche. Se hai cessato l'attività o stai valutando di farlo, è fondamentale conoscere tutti gli adempimenti necessari per… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-12 09:00:002026-10-07 17:35:09Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come FarlaCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026 per Pagare Meno Tasse nel 730/2027: la Checklist Completa Tutto ciò che paghi entro il 31 dicembre 2026 può trasformarsi in un risparmio concreto sulla dichiarazione dei redditi dell'anno prossimo. 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È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-13 12:15:492026-09-28 20:57:39Nel 730/2026 le Spese di Istruzione Detraibili: Limiti, Soglie e Come Calcolare la Detrazione
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