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Tag Archivio per: spese detraibili 2026

CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Modello 730 2026: Novità, Spese Detraibili e Deducibili

Dichiarazione dei redditi 730

Modello 730 2026: Novità, Spese Detraibili e Deducibili

Il Modello 730 2026 riguarda i redditi percepiti nel corso del 2025 e porta con sé alcune novità importanti rispetto agli anni precedenti. Tra le principali: il precompilato è disponibile dal 30 aprile 2026 (non più dal 15 aprile come in passato), e il tetto massimo complessivo per la maggior parte delle detrazioni al 19% è stato fissato in 75.000 euro di reddito complessivo, con alcune spese escluse da questo limite. Capire quali spese si possono portare in detrazione e quali si possono dedurre dal reddito è fondamentale per pagare il giusto e non lasciare soldi sul tavolo.

In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che devi sapere: le scadenze 2026, le principali novità normative, l’elenco delle spese detraibili e deducibili più comuni, con gli importi aggiornati e le condizioni per beneficiarne.

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Indice dei contenuti

  1. Le novità del Modello 730 2026
  2. Scadenze del Modello 730 2026
  3. Spese detraibili al 19%: l’elenco completo
  4. Spese deducibili dal reddito: differenza con le detrazioni
  5. Detrazioni per familiari a carico nel 730/2026
  6. Ristrutturazione edilizia e risparmio energetico
  7. Come presentare il 730/2026: le modalità disponibili
  8. Documenti da portare al CAF per il 730
  9. Cosa succede se si sbaglia il 730: ravvedimento e 730 integrativo
  10. Domande frequenti sul Modello 730 2026

Le novità del Modello 730 2026

Il 730/2026 introduce alcune modifiche rispetto agli anni precedenti, sia nelle scadenze sia nelle regole sulle detrazioni. Ecco le principali novità che devi conoscere.

Precompilato disponibile dal 30 aprile (non più dal 15 aprile)

Dal 2026, il 730 precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate è consultabile dal 30 aprile, non più dal 15 aprile come avveniva in passato. Questa modifica è stata introdotta per consentire all’Agenzia di raccogliere più dati dai sostituti d’imposta e dai sistemi di trasmissione delle spese (Sistema Tessera Sanitaria, catasto, ecc.) prima di popolare la dichiarazione.

Scaglioni IRPEF: tre aliquote dal 2024 in poi

Una novità già operativa dal 2024 e confermata per il 2026 riguarda la struttura dell’IRPEF. Prima del 2024 esistevano quattro scaglioni; ora ne esistono tre (riforma introdotta dal D.Lgs. 216/2023):

Scaglione di redditoAliquota IRPEF
Fino a 28.000 euro23%
Da 28.001 a 50.000 euro35%
Oltre 50.000 euro43%

La fascia intermedia (25% tra 15.001 e 28.000 euro) è stata eliminata, unificata nella prima aliquota al 23%. Questo ha portato a un risparmio fiscale per chi ha redditi medio-bassi.

Nuovo tetto di 75.000 euro per le detrazioni al 19%

Dal 2025 (anno d’imposta dichiarato nel 730/2026) è in vigore una nuova regola: la maggior parte delle detrazioni al 19% sono soggette a un limite decrescente al crescere del reddito. Nello specifico:

  • Chi ha un reddito complessivo fino a 75.000 euro può detrarre al 19% in base alle regole ordinarie (salvo il limite individuale per spesa)
  • Chi supera i 75.000 euro vede ridursi progressivamente le detrazioni disponibili
  • Alcune spese sono escluse dal tetto: spese sanitarie, interessi su mutui prima casa stipulati prima del 2025, premi assicurativi vita/infortuni, spese per persone con disabilità. Per questi ultimi il limite non si applica. Puoi leggere l’analisi completa nella nostra guida detrazioni 2026 e limite 75.000 euro.

Scadenze del Modello 730 2026

Ecco le scadenze principali da segnare in agenda per il Modello 730/2026:

AdempimentoScadenza
Disponibilità 730 precompilato30 aprile 2026
Invio definitivo Modello 73030 settembre 2026
Invio Modello Redditi PF (autonomi)30 novembre 2026
730 integrativo (correzione errori)25 ottobre 2026

Chi può presentare il 730? I lavoratori dipendenti, i pensionati, e chi percepisce redditi assimilati (es. collaboratori coordinati e continuativi). Chi ha partita IVA con redditi d’impresa o lavoro autonomo deve invece presentare il Modello Redditi PF entro il 30 novembre 2026.

Se hai già presentato il 730 e hai ricevuto il rimborso sul cedolino, puoi verificare i dettagli nella nostra guida: rimborso 730 2026: quando viene accreditato e come controllarlo. Per i pensionati invece, puoi trovare informazioni specifiche nell’articolo sul rimborso 730 luglio 2026.

Spese detraibili al 19%: l’elenco completo

Le detrazioni fiscali al 19% riducono direttamente l’imposta dovuta (non il reddito imponibile). Significa che se hai una spesa detraibile di 1.000 euro, risparmi 190 euro di tasse. Ecco le principali categorie.

Spese sanitarie

Le spese mediche sono detraibili al 19% sulla parte che supera la franchigia di 129,11 euro. Non c’è un limite massimo di spesa e sono escluse dal tetto dei 75.000 euro.

Rientrano in questa categoria:

  • Visite mediche specialistiche (cardiologo, ortopedico, oculista, ecc.)
  • Esami diagnostici (analisi del sangue, ecografie, TAC, risonanze)
  • Ricoveri e interventi chirurgici
  • Acquisto di farmaci con scontrino farmaceutico intestato
  • Protesi ortopediche, dentarie, acustiche
  • Occhiali da vista e lenti a contatto (con scontrino o fattura)
  • Fisioterapia e terapie riabilitative
  • Spese per disabilità (ausili, carrozzine, montascale) — senza franchigia

Attenzione al pagamento tracciabile: le spese sanitarie devono essere pagate con metodi tracciabili (carta di credito, bancomat, bonifico, app di pagamento). Fanno eccezione i farmaci e i ticket sanitari, che si possono pagare anche in contanti.

Interessi passivi su mutuo per la prima casa

Gli interessi passivi pagati sul mutuo per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa sono detraibili al 19%, con un limite massimo di 4.000 euro per i mutui d’acquisto e di 2.582,28 euro per i mutui di ristrutturazione. Attenzione: per i mutui stipulati prima del 2025, questa detrazione non rientra nel tetto dei 75.000 euro.

Spese per istruzione

Sono detraibili al 19% le spese per:

  • Università pubblica: rette e tasse universitarie integralmente
  • Università privata: fino all’importo delle tasse di una pubblica analoga
  • Asilo nido: fino a 632 euro per figlio
  • Scuola dell’infanzia, primaria e secondaria: fino a 800 euro per figlio
  • Mensa scolastica e spese di trasporto scolastico
  • Conservatori e accademie: spese per l’iscrizione dei figli

Premi assicurativi

I premi per assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni sono detraibili al 19% fino a 530 euro. Sale a 750 euro se il contratto copre il rischio di non autosufficienza. Per le polizze contro gli eventi calamitosi su immobili, il limite è di 1.291,14 euro. Se vuoi approfondire il confronto tra fondi pensione e assicurazioni vita, leggi la nostra guida: fondo pensione o assicurazione vita: quale conviene.

Spese veterinarie

Le spese per le cure degli animali domestici sono detraibili al 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro, fino a un massimo di 550 euro. Anche queste devono essere pagate con metodi tracciabili.

Spese funebri

Le spese per servizi funebri sono detraibili al 19% fino a 1.550 euro per ogni decesso di un familiare a carico.

Erogazioni liberali (donazioni)

Le donazioni a ONLUS, APS e organizzazioni del Terzo Settore sono detraibili al 30% (35% per le ASD) fino a 30.000 euro. Le donazioni a partiti politici sono detraibili al 26% tra 30 e 100.000 euro.

Spese deducibili dal reddito: differenza con le detrazioni

Prima di elencare le spese deducibili, chiariamo la differenza fondamentale rispetto alle detrazioni:

  • Detrazione al 19%: riduce direttamente l’imposta da pagare (l’IRPEF). Se hai una spesa detraibile di 1.000 euro, l’IRPEF scende di 190 euro.
  • Deduzione dal reddito: riduce il reddito imponibile su cui si calcola l’IRPEF. Se hai una deduzione di 1.000 euro e sei nello scaglione al 23%, paghi 230 euro di IRPEF in meno. Se sei nello scaglione al 35%, risparmi 350 euro.

Le deduzioni, quindi, valgono di più per chi ha redditi più alti (perché l’aliquota è più alta). Vediamo le principali.

Contributi previdenziali e assistenziali

I contributi INPS pagati nel 2025 sono integralmente deducibili dal reddito. Rientrano in questa categoria:

  • Contributi alla Gestione Separata INPS (per collaboratori, professionisti senza cassa, ecc.)
  • Contributi artigiani e commercianti
  • Contributi volontari INPS per riscatto anni di studio, ricongiunzione, ecc.
  • Contributi a casse professionali (avvocati, ingegneri, medici, ecc.)
  • Contributi per colf e badanti: il datore può dedurre fino a 1.549,37 euro all’anno

Fondi pensione complementare

I versamenti a fondi pensione integrativi sono deducibili fino a 5.164,57 euro annui. È uno dei meccanismi di risparmio fiscale più potenti disponibili per i lavoratori dipendenti: oltre al risparmio IRPEF immediato, il capitale si accumula con vantaggi fiscali in fase di rendita.

Assegno di mantenimento al coniuge separato

L’assegno periodico corrisposto all’ex coniuge (non quello per i figli) in base a provvedimento dell’autorità giudiziaria è integralmente deducibile. Non si deduce l’assegno per i figli.

Spese mediche per persone con disabilità

Le spese sanitarie sostenute per persone con disabilità grave (legge 104/1992) sono deducibili integralmente dal reddito, senza franchigia e senza limite massimo. Questa categoria comprende anche le spese per assistenza personale.

Erogazioni liberali a enti religiosi

Le donazioni a istituzioni religiose riconosciute (come la CEI, le chiese valdesi, ecc.) sono deducibili fino a 1.032,91 euro per ciascuna istituzione.

Detrazioni per familiari a carico nel 730/2026

Un familiare è considerato “a carico” quando ha un reddito complessivo annuo non superiore a 2.840,51 euro (4.000 euro per i figli fino a 24 anni).

Detrazione per coniuge a carico

La detrazione per il coniuge fiscalmente a carico è pari a 950 euro (aggiornata rispetto al precedente valore di 800 euro) ed è decrescente al crescere del reddito. Si azzera per redditi molto elevati.

Detrazione per figli a carico (over 21 anni)

Per i figli di età superiore a 21 anni (non sostituiti dall’Assegno Unico Universale), la detrazione è di 950 euro per figlio. I figli fino a 21 anni rientrano invece nell’Assegno Unico Universale, prestazione mensile erogata direttamente dall’INPS.

Detrazione per altri familiari a carico

Per genitori, suoceri, fratelli, sorelle e altri familiari conviventi a carico, la detrazione è pari a 750 euro per ciascun familiare, decrescente con il reddito.

Ristrutturazione edilizia e risparmio energetico

Questa categoria di detrazioni interessa moltissimi contribuenti che hanno effettuato lavori in casa nel 2025. Ecco le principali aliquote applicabili nel 730/2026:

Tipologia lavoriDetrazioneLimite spesa (per unità)Rate
Ristrutturazione edilizia (art. 16-bis TUIR)50%96.000 euro10 anni
Bonus mobili ed elettrodomestici (collegato a ristrutturazione)50%5.000 euro10 anni
Ecobonus (risparmio energetico standard)50% o 65%Variabile per intervento10 anni
Sismabonus (aree sismiche)50%-85%96.000 euro per unità5 anni

Nota importante: Il Superbonus al 110% e al 70% (per lavori avviati rispettivamente prima del 2023 e nel 2024) continua a comparire nel 730/2026 per i contribuenti che stanno ancora recuperando le quote annuali in detrazione. Chi ha ceduto il credito o optato per lo sconto in fattura non inserisce nulla in dichiarazione.

Come presentare il 730/2026: le modalità disponibili

Per presentare il Modello 730 hai tre possibilità:

  1. Tramite il CAF (Centro di Assistenza Fiscale): è la modalità più semplice e sicura. Il CAF verifica la documentazione, compila la dichiarazione e la trasmette. In caso di errore del CAF, la responsabilità è del CAF stesso, non del contribuente.
  2. Tramite il datore di lavoro o ente pensionistico (sostituto d’imposta): se il datore di lavoro offre questo servizio, puoi presentare il 730 direttamente.
  3. In autonomia tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate: accedendo al sito con SPID, CIE o CNS, puoi modificare e inviare il 730 precompilato. Richiede però competenza specifica.

Perché scegliere il CAF? Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica la correttezza dei dati, ti aiuta a non dimenticare nessuna spesa detraibile e risponde in caso di eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate. La responsabilità per eventuali errori nella dichiarazione presentata tramite CAF è del CAF stesso.

Documenti da portare al CAF per il 730

Quando prenoti un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine, porta con te:

  • Documento d’identità e codice fiscale (tuo e dei familiari a carico)
  • CU (Certificazione Unica) del datore di lavoro o ente pensionistico
  • Documentazione spese sanitarie: scontrini farmaceutici, fatture medici/strutture sanitarie (il Sistema Tessera Sanitaria ne precarica molte, ma verifica sempre)
  • Documentazione mutuo prima casa: certificato degli interessi passivi rilasciato dalla banca
  • Fatture ristrutturazione edilizia e bonifici parlanti
  • Scontrini/fatture spese scolastiche (rette asilo nido, università, ecc.)
  • Premi assicurativi: polizze vita/infortuni con indicazione del premio annuo
  • Estratti conto fondi pensione con versamenti effettuati nel 2025
  • 730 dell’anno precedente (utile per confronto e per verificare eventuali eccedenze)
  • Per chi ha carichi di famiglia non già presenti in anagrafe: autocertificazione

Cosa succede se si sbaglia il 730: ravvedimento e 730 integrativo

Se ti accorgi di aver commesso un errore nel 730 già inviato, puoi rimediare:

  • 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026: puoi presentare un 730 correttivo tramite CAF o sostituto d’imposta. Se il secondo 730 è a favore del contribuente (maggior rimborso o minor debito), viene elaborato entro novembre 2026.
  • Modello Redditi PF integrativo: se l’errore non è correggibile tramite 730 integrativo (ad esempio perché hai presentato autonomamente o per redditi non inseribili nel 730), puoi presentare il Modello Redditi PF integrativo entro il 30 novembre 2026.
  • Ravvedimento operoso: se hai omesso di presentare la dichiarazione entro il 30 settembre 2026, puoi presentarla in ritardo entro 90 giorni con una sanzione ridotta di 25 euro (1/10 di 250 euro). Oltre i 90 giorni la dichiarazione si considera omessa e le sanzioni sono ben più severe (dal 120% al 240% dell’imposta dovuta).

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Domande frequenti sul Modello 730 2026

Quando è disponibile il 730 precompilato 2026?

Dal 30 aprile 2026 sul sito dell’Agenzia delle Entrate, accessibile con SPID, CIE o CNS. Rispetto agli anni precedenti, la disponibilità è stata posticipata dal 15 aprile al 30 aprile.

Entro quando si deve presentare il Modello 730?

La scadenza è il 30 settembre 2026. Per i chi presenta autonomamente via portale AdE o tramite CAF.

Quali spese non rientrano nel limite dei 75.000 euro?

Sono escluse dal tetto: spese sanitarie, interessi su mutui prima casa stipulati prima del 2025, premi assicurativi vita e infortuni, spese per persone con disabilità e spese di recupero del patrimonio edilizio (ristrutturazioni) già avviate prima del 2025.

Posso detrarre le spese pagate in contanti?

Per la maggior parte delle spese detraibili (sanitarie, veterinarie, scolastiche, ecc.) il pagamento deve essere tracciabile (carta, bonifico, app di pagamento). Fanno eccezione i farmaci e i ticket del Servizio Sanitario Nazionale, che si possono pagare in contanti.

Ho una colf o badante: cosa posso dedurre?

I contributi INPS versati per colf e badanti sono deducibili fino a 1.549,37 euro annui. Se hai sostenuto spese per l’assistenza a un anziano non autosufficiente, puoi detrarre anche le spese di assistenza fino a un massimo di 2.100 euro (al 19%), a condizione che l’assistito abbia un reddito non superiore a 40.000 euro. Per tutti i dettagli leggi la nostra guida specifica: detrazione spese assistenza anziani 2026.

Quando mi viene rimborsato l’importo a credito?

Se hai un rimborso, questo viene erogato dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico con il cedolino di luglio (per i dipendenti) o agosto/settembre (per i pensionati). Per informazioni dettagliate sui tempi consulta il nostro articolo: rimborso 730 2026: quando arriva e come controllarlo.


Hai bisogno di aiuto con il tuo 730? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per compilare e trasmettere la tua dichiarazione dei redditi in modo corretto e senza stress. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine. Puoi contattarci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121. Prenota il tuo appuntamento: la nostra assistenza è personalizzata e professionale.

Luglio 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-02 04:31:352026-07-03 07:54:07Modello 730 2026: Novità, Spese Detraibili e Deducibili
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Detrazione spese assistenza anziani 2026: guida completa per il 730

Dichiarazione dei redditi 730

La detrazione spese assistenza anziani 2026 è un beneficio fiscale che permette di recuperare il 19% delle spese sostenute per pagare una badante o un addetto all’assistenza personale, fino a un massimo di 2.100 euro. Puoi beneficiarne se hai un anziano non autosufficiente in famiglia e un reddito complessivo non superiore a 40.000 euro. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere per compilare correttamente il modello 730 2026 e ottenere il rimborso IRPEF spettante.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è la detrazione spese assistenza anziani 2026
  2. Requisiti per accedere alla detrazione
  3. Importo e calcolo della detrazione
  4. Chi è considerato non autosufficiente
  5. Spese ammesse e documenti necessari
  6. Come compilare il 730: istruzioni pratiche
  7. Tetto detrazioni 2026 per redditi sopra 75.000 euro
  8. Detrazione se l’anziano non è a carico fiscalmente
  9. Tabella riassuntiva: i numeri chiave
  10. Domande frequenti (FAQ)

Cos’è la detrazione spese assistenza anziani 2026

La detrazione spese assistenza anziani 2026 è disciplinata dall’articolo 15, comma 1, lettera i-septies del TUIR (DPR 917/1986). Si tratta di una detrazione IRPEF del 19% sulle spese sostenute per retribuire gli addetti all’assistenza personale di soggetti che non sono in grado di svolgere autonomamente le attività quotidiane di base.

In parole semplici: se hai pagato una badante per assistere un anziano non autosufficiente — che sia un genitore, un nonno, o un altro familiare — puoi portare quella spesa in detrazione nella dichiarazione dei redditi. Il Fisco ti restituisce il 19% delle spese, fino a un massimo calcolato su 2.100 euro. Significa che il rimborso massimo ottenibile è di 399 euro (19% × 2.100 euro).

Questa agevolazione si inserisce nel quadro delle detrazioni fiscali previste per le spese che le famiglie italiane sostengono per far fronte a bisogni essenziali. L’obiettivo del legislatore è alleviare il peso economico di chi si prende cura di un anziano non autosufficiente, una spesa spesso molto elevata e difficilmente evitabile.

Requisiti per accedere alla detrazione

Per poter fruire della detrazione assistenza anziani nel 730 2026, devono ricorrere contemporaneamente alcune condizioni essenziali. Vediamole nel dettaglio.

Il primo requisito riguarda il reddito complessivo del dichiarante. La legge stabilisce che la detrazione spetta soltanto se il reddito complessivo non supera 40.000 euro. Si tratta del reddito complessivo del soggetto che sostiene la spesa, non dell’anziano assistito. Superato questo limite, il beneficio non è accessibile.

Il secondo requisito riguarda la condizione dell’assistito: la persona che riceve le cure deve essere non autosufficiente nel compimento degli atti della vita quotidiana. Non basta una generica difficoltà: occorre che la non autosufficienza sia documentata (vedi sezione dedicata più avanti). L’assistito può essere il dichiarante stesso oppure un familiare — anche non fiscalmente a carico.

Il terzo requisito riguarda la natura delle spese: devono trattarsi di compensi pagati ad addetti all’assistenza personale. Rientrano quindi le retribuzioni pagate alla badante, all’assistente familiare o a qualsiasi altro operatore che svolga concretamente l’assistenza alla persona. Non rientrano, invece, le spese per il ricovero in strutture residenziali (RSA, case di riposo), né i costi per farmaci o visite mediche, che seguono regole diverse.

In sintesi, i requisiti sono:

  • Reddito complessivo del dichiarante: non superiore a 40.000 euro
  • Condizione dell’assistito: non autosufficienza certificata negli atti quotidiani
  • Natura della spesa: compensi per addetti all’assistenza personale (badante, assistente)
  • Tracciabilità del pagamento: le spese devono essere documentate e tracciabili

Importo e calcolo della detrazione

L’art. 15 c. 1 lett. i-septies TUIR stabilisce che la detrazione è pari al 19% delle spese sostenute, calcolata su un importo massimo di 2.100 euro. Questo significa che il risparmio fiscale massimo ottenibile è di 399 euro (calcolato come 19% × 2.100 euro).

Il limite di 2.100 euro è complessivo per l’intero nucleo familiare, non per ogni singola persona assistita. Ciò vuol dire che, anche se in famiglia ci sono due anziani non autosufficienti, la soglia massima su cui calcolare la detrazione rimane 2.100 euro in totale.

Un aspetto importante riguarda la ripartizione della detrazione tra più dichiaranti. Se le spese per la badante vengono sostenute da più familiari (ad esempio, due figli che dividono il costo), ognuno può detrarre la propria quota, ma sempre nel rispetto del limite complessivo di 2.100 euro. In pratica:

  • Fratello A paga 1.000 euro → detrae 19% di 1.000 = 190 euro
  • Fratella B paga 1.100 euro → detrae 19% di 1.100 = 209 euro
  • Totale detratto: 399 euro (il massimo consentito, poiché 1.000 + 1.100 = 2.100 euro)

Se invece uno dei due fratelli pagasse da solo 3.000 euro, potrebbe detrarre solo il 19% di 2.100 euro = 399 euro. La parte eccedente (900 euro) non è detraibile in questa voce. Facciamo un esempio pratico completo:

Esempio pratico: Mario ha un reddito complessivo di 28.000 euro e ha pagato la badante per la madre non autosufficiente 4.800 euro nell’anno 2025. Nel modello 730 2026, Mario può inserire nella riga E41 del quadro E un importo massimo di 2.100 euro. La detrazione spettante sarà 399 euro (2.100 × 19%), che verrà direttamente scalata dall’IRPEF dovuta o rimborsata nel cedolino stipendio di luglio (per i lavoratori dipendenti con sostituto d’imposta).

Chi è considerato non autosufficiente

La normativa fiscale definisce non autosufficiente la persona che non è in grado di compiere autonomamente gli atti della vita quotidiana. Non è richiesta necessariamente una disabilità riconosciuta ai sensi della Legge 104/1992, anche se spesso le due condizioni si sovrappongono.

Le istruzioni ministeriali al modello 730 precisano che la non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana si riferisce all’incapacità di svolgere almeno alcune delle seguenti attività in modo autonomo:

  • Assunzione degli alimenti (alimentarsi da soli)
  • Deambulazione (muoversi autonomamente)
  • Vestirsi e svestirsi
  • Igiene personale (lavarsi, curare la propria persona)
  • Espletamento delle funzioni fisiologiche
  • Interazioni cognitive essenziali

La non autosufficienza deve essere attestata da un medico. Nella pratica, è sufficiente una certificazione medica rilasciata dal medico curante (medico di medicina generale) o da un medico specialista che attesti lo stato di non autosufficienza. Non è necessaria una specifica commissione INPS o ASL, anche se l’eventuale verbale di invalidità civile o la certificazione di handicap grave ex Legge 104 sono certamente documenti validi e facilmente spendibili.

Un punto spesso frainteso: non è necessario che l’anziano abbia un’età minima. La detrazione spetta per qualsiasi persona non autosufficiente, indipendentemente dall’età. Un adulto di 50 anni con grave malattia degenerativa che necessita di assistenza h24 può rientrare nella fattispecie tanto quanto un ultraottantenne.

Analogamente, non è richiesto che l’assistito sia fiscalmente a carico del dichiarante. Anche se l’anziano ha una propria pensione e non risulta fiscalmente a carico del figlio che paga la badante, quest’ultimo può comunque detrarre le spese sostenute. Questo è un aspetto molto importante che spesso le famiglie ignorano.

Spese ammesse e documenti necessari

Non tutte le spese legate alla cura di un anziano sono detraibili con questa voce specifica. È fondamentale capire cosa rientra e cosa no nella detrazione per spese di assistenza personale.

Spese ammesse: rientrano nella detrazione le retribuzioni corrisposte alla badante o all’assistente familiare, compresi i contributi previdenziali INPS pagati dalla famiglia. In particolare sono detraibili:

  • Stipendio netto corrisposto alla badante
  • Contributi INPS per lavoro domestico (quota a carico del datore di lavoro)
  • Compensi ad agenzie di assistenza che forniscono il personale
  • Retribuzioni per assistenti familiari iscritti all’INPS come lavoratori domestici

Spese NON ammesse in questa voce: non rientrano nella detrazione i-septies le spese per:

  • Ricovero in RSA o casa di riposo (segue regole diverse)
  • Farmaci e medicinali (detraibili come spese sanitarie nella lett. c)
  • Visite mediche e specialistiche (lett. c)
  • Protesi e ausili (lett. c)
  • Spese per la casa (adattamenti, ascensori, ecc. — seguono bonus edilizi)

Per quanto riguarda i documenti da conservare, l’Agenzia delle Entrate richiede che il contribuente sia in grado di dimostrare la spesa sostenuta e la condizione di non autosufficienza dell’assistito. In particolare è necessario conservare:

  • Ricevute di pagamento (bonifico bancario, assegno, ricevuta firmata dalla badante)
  • Buste paga della lavoratrice domestica
  • Ricevuta versamento contributi INPS (il bollettino PagoPA/MAV)
  • Certificazione medica attestante la non autosufficienza dell’assistito
  • Contratto di lavoro con la badante (CCNL Lavoro Domestico)

Attenzione alla tracciabilità del pagamento: sebbene la normativa non imponga in modo assoluto il pagamento tracciabile per questa specifica detrazione (a differenza delle spese edilizie e di alcune spese sanitarie), è fortemente consigliato pagare la badante con bonifico bancario o assegno. I pagamenti in contanti, pur non esplicitamente vietati, sono più difficili da documentare in caso di controllo fiscale.

Le spese per colf e badanti hanno un trattamento fiscale complesso. Il CAF Centro Fiscale a Udine è specializzato nella gestione di queste pratiche: dalla stipula del contratto al versamento dei contributi INPS, fino alla corretta compilazione della dichiarazione dei redditi.

Come compilare il 730: istruzioni pratiche

Nella dichiarazione dei redditi 2026 (modello 730/2026 per l’anno d’imposta 2025), la detrazione spese assistenza anziani va inserita nel Quadro E — Oneri e spese, precisamente nella sezione dedicata alle spese per le quali spetta la detrazione del 19%.

La voce specifica è la riga E41 del modello 730, codice spesa 30. In questa riga dovrai indicare:

  • Colonna 1: il codice 30 (spese per addetti all’assistenza personale)
  • Colonna 2: l’importo della spesa sostenuta, fino a un massimo di 2.100 euro

Attenzione: l’importo da inserire è la spesa effettivamente sostenuta, non la detrazione. Il software della dichiarazione precompilata o del CAF calcolerà automaticamente il 19% da applicare. Se hai speso 3.500 euro per la badante, inserisci comunque 2.100 euro (il massimo detraibile).

Un aspetto fondamentale: nel quadro E dovrai anche dichiarare il codice fiscale della persona non autosufficiente assistita. Questa informazione è obbligatoria e permette all’Agenzia delle Entrate di verificare la spettanza della detrazione. Ricorda di averlo pronto al momento della compilazione.

Riguardo al 730 precompilato 2026: dal 30 aprile 2026 (data anticipata rispetto al passato) l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione il modello precompilato. Le spese per la badante potrebbero non essere già presenti nel precompilato, soprattutto se il pagamento è avvenuto in contanti o tramite modalità non comunicata al Fisco. In questo caso dovrai integrare manualmente il dato. Rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per la compilazione corretta del modello 730: i nostri operatori verificano che tutte le detrazioni spettanti siano inserite correttamente.

La scadenza per presentare il 730 2026 è il 30 settembre 2026. Per i lavoratori dipendenti con sostituto d’imposta, il rimborso eventuale viene erogato direttamente nella busta paga (di norma a partire da luglio/agosto). Per i pensionati il rimborso arriva nel cedolino pensione.

Tetto detrazioni 2026 per redditi sopra 75.000 euro

Una novità importante introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) riguarda il tetto massimo alle detrazioni fiscali per i contribuenti con redditi elevati. A partire dall’anno d’imposta 2025 (dichiarazione 2026), chi ha un reddito complessivo superiore a 75.000 euro non può più detrarre liberamente tutte le spese: subisce un limite.

In base al nuovo art. 16-ter TUIR introdotto dalla L. 207/2024, il totale delle detrazioni ammissibili viene limitato a un importo base moltiplicato per un coefficiente familiare:

  • Reddito tra 75.001 e 100.000 euro → importo base 14.000 euro
  • Reddito superiore a 100.000 euro → importo base 8.000 euro

L’importo base viene poi moltiplicato per un coefficiente che dipende dal numero di figli a carico:

  • Nessun figlio a carico → coefficiente 0,50
  • 1 figlio a carico → coefficiente 0,70
  • 2 figli a carico → coefficiente 0,85
  • Più di 2 figli o almeno 1 figlio disabile → coefficiente 1,00

Esempio pratico: Lucia ha un reddito di 90.000 euro e nessun figlio a carico. L’importo base è 14.000 euro, moltiplicato per 0,50 = 7.000 euro. Questo è il massimo totale di detrazioni (al netto degli oneri esclusi) che Lucia può far valere nella dichiarazione 2026.

Attenzione: la detrazione per spese di assistenza personale (lett. i-septies) è inclusa nel computo del tetto. A differenza delle spese sanitarie (lett. c) che sono esplicitamente escluse dal tetto, le spese per la badante rientrano nel calcolo. Questo significa che un contribuente con reddito superiore a 75.000 euro dovrà tenere conto di questo limite anche per la detrazione dell’assistenza anziani.

Va comunque ricordato che la detrazione i-septies ha già un suo requisito di reddito massimo: non spetta a chi supera 40.000 euro. Per questa ragione, il tetto da 75.000 euro nella maggior parte dei casi non interferisce con la detrazione per assistenza anziani, poiché chi ha redditi sopra 40.000 euro già non può fruire di questa voce specifica. Il problema del tetto si pone solo in situazioni marginali (ad esempio, se la detrazione viene fruita da un soggetto che ha un reddito intorno a 40.000 euro in un anno e supera 75.000 in un altro).

Hai dubbi su come interagiscono le diverse detrazioni con il tetto del reddito? Il team del CAF Centro Fiscale di Udine può verificare la tua situazione specifica e ottimizzare la dichiarazione dei redditi.

Detrazione se l’anziano non è a carico fiscalmente

Uno degli aspetti più interessanti e meno noti della detrazione per spese di assistenza personale è che la legge non richiede che l’anziano assistito sia fiscalmente a carico del dichiarante. La norma (art. 15 c. 1 lett. i-septies TUIR) non pone questa condizione.

Questo significa che il figlio che paga la badante per il padre pensionato può detrarre la spesa anche se il padre ha una pensione propria e quindi non è considerato fiscalmente a carico (ricordiamo che si è fiscalmente a carico se il reddito annuo non supera 2.840,51 euro, o 4.000 euro per i figli under 24). Nella pratica, quasi nessun anziano che riceve pensione è fiscalmente a carico del figlio, ma questo non impedisce la detrazione delle spese di assistenza.

In questo scenario il dichiarante deve verificare solo il proprio reddito complessivo (non deve superare 40.000 euro) e le spese sostenute devono essere effettivamente a carico suo — cioè deve essere lui/lei a pagare la badante, non l’anziano stesso.

Un caso frequente: la pensione del padre non autosufficiente non è sufficiente per pagare la badante. I figli integrano la somma mancante. In questo caso, ciascun figlio può detrarre la quota di spesa che ha effettivamente sostenuto (sempre nel rispetto del limite complessivo di 2.100 euro). L’importante è avere la documentazione (bonifici, ricevute) che dimostri chi ha pagato e quanto.

Esistono inoltre deduzioni INPS specifiche per i contributi versati per colf e badanti: si tratta della deduzione dal reddito complessivo dei contributi previdenziali e assistenziali versati per gli addetti ai servizi domestici. Questa deduzione è distinta dalla detrazione i-septies ed è fruibile anche quando il reddito supera 40.000 euro. Il CAF Centro Fiscale a Udine ti aiuta a sfruttare entrambe le agevolazioni.

Tabella riassuntiva: i numeri chiave

Ecco una tabella con tutti i dati essenziali sulla detrazione spese assistenza anziani 2026 da tenere sempre a portata di mano durante la compilazione del 730.

ParametroValore 2026Note
Norma di riferimentoArt. 15 c. 1 lett. i-septies TUIRDPR 917/1986
Aliquota detrazione19%Standard art. 15 TUIR
Spesa massima detraibile2.100 euroLimite complessivo per nucleo
Risparmio fiscale massimo399 euro19% × 2.100 euro
Limite reddito dichiaranteNon superiore a 40.000 euroReddito complessivo annuo
Condizione dell’assistitoNon autosufficiente certificatoCertificazione medica obbligatoria
Anziano a carico?Non richiestoDetrae anche il figlio con padre pensionato
Riga del 730Quadro E, riga E41, codice 30Modello 730/2026
Scadenza 730 202630 settembre 2026Proroga possibile con +0,40%
Tetto redditi > 75.000Si applica (art. 16-ter TUIR)Ma raramente interagisce con questa voce

Domande frequenti (FAQ)

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Conclusione

La detrazione spese assistenza anziani 2026 è un’agevolazione importante per le famiglie che sostengono il costo di una badante per un familiare non autosufficiente. Con un risparmio fiscale massimo di 399 euro e la possibilità di cumulare questa voce con la deduzione dei contributi INPS, si tratta di un beneficio che vale la pena non perdere.

I punti chiave da ricordare: reddito massimo 40.000 euro, spesa massima 2.100 euro, certificazione medica obbligatoria, inserimento in Quadro E riga E41 codice 30 del modello 730. Le spese vanno documentate e, preferibilmente, pagate in modo tracciabile.

Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione dei redditi? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. I nostri esperti verificano che tutte le detrazioni spettanti — compresa quella per la badante — siano correttamente inserite nel tuo 730.
Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Trovi il nostro ufficio in Viale Tullio 13, Udine. Il servizio è disponibile sia in presenza che online in tutta Italia.

Luglio 2, 2026/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-02 03:31:352026-07-02 00:22:09Detrazione spese assistenza anziani 2026: guida completa per il 730
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Detrazioni 2026 sopra 75.000 euro: le spese che non entrano nel tetto

aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni

Le detrazioni 2026 per chi ha un reddito superiore a 75.000 euro funzionano in modo diverso rispetto al passato. Con la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, articolo 1 commi 10-11), è stato introdotto un tetto massimo agli oneri detraibili al 19% per i contribuenti con reddito complessivo elevato: il limite cambia in base al reddito e al numero di figli a carico. Ma attenzione: non tutte le detrazioni fiscali 2026 rientrano in questo meccanismo. Esistono spese e detrazioni completamente escluse dal tetto, che si possono sempre portare in detrazione per l’intero importo, indipendentemente dal reddito. In questo articolo trovi la guida completa: chi è soggetto al limite, come si calcola, quali spese sono escluse e come comportarsi nel modello 730 2026. Se hai bisogno di assistenza nella dichiarazione dei redditi, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione sia in ufficio che online.

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Indice dei Contenuti

  1. Detrazioni 2026 sopra 75.000 euro: cos’è il tetto massimo
  2. Tabella: come cambia il tetto in base al reddito e ai figli
  3. Spese completamente ESCLUSE dal tetto: la lista completa 2026
  4. Come calcolare le detrazioni 2026 con reddito sopra 75.000 euro: esempi pratici
  5. Detrazioni edilizie e Superbonus 2026: si applica il tetto?
  6. Detrazioni IRPEF 2026: le spese soggette al tetto da sapere
  7. Come compilare il 730 2026 con reddito sopra 75.000 euro
  8. Novità della Legge di Bilancio 2025
  9. Domande Frequenti

Indice dei contenuti

  1. Detrazioni 2026 sopra 75.000 euro: cos’è il tetto massimo
  2. Tabella: come cambia il tetto delle detrazioni 2026 in base al reddito e ai figli
  3. Spese completamente ESCLUSE dal tetto delle detrazioni 2026: la lista completa
  4. Come calcolare le detrazioni 2026 con reddito sopra 75.000 euro: esempi pratici
  5. Detrazioni edilizie e Superbonus 2026: si applica il tetto delle detrazioni?
  6. Detrazioni IRPEF 2026: le principali spese soggette al tetto da sapere
  7. Come compilare il 730 2026 con reddito sopra 75.000 euro
  8. Detrazioni 2026 per redditi sopra 75.000 euro: le novità della Legge di Bilancio 2025
  9. Domande Frequenti sulle detrazioni 2026 sopra 75.000 euro

Detrazioni 2026 sopra 75.000 euro: cos’è il tetto massimo

La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha introdotto, a partire dall’anno d’imposta 2025 (dichiarazione 730 presentata nel 2026), un meccanismo che limita l’importo complessivo degli oneri detraibili al 19% per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro.

In pratica, chi guadagna più di 75.000 euro all’anno non potrà più detrarre liberamente tutte le spese al 19%, ma dovrà rispettare un limite massimo calcolato in base al reddito e alla presenza di figli a carico.

Il legislatore ha previsto due soglie di reddito che determinano due livelli di tetto:

  • Reddito complessivo da 75.001 a 100.000 euro: il limite di spese detraibili al 19% è pari a 14.000 euro (senza figli) o 28.000 euro (con figli a carico)
  • Reddito complessivo superiore a 100.000 euro: il limite scende a 8.000 euro (senza figli) o 16.000 euro (con figli a carico)

Questi limiti riguardano il totale cumulativo di tutte le spese detraibili al 19% che rientrano nel meccanismo. Non si tratta di un limite per ogni singola voce, ma del tetto complessivo entro il quale calcolare la detrazione.

Un contribuente con reddito di 80.000 euro e nessun figlio potrà quindi detrarre al massimo 14.000 euro di oneri al 19%, ottenendo una detrazione massima di 2.660 euro (14.000 × 19%). Se ha sostenuto spese superiori a questo importo, la quota eccedente non dà diritto ad alcuna detrazione.

Riferimento normativo: L. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025), art. 1 commi 10-11, che modifica l’art. 15 del TUIR (DPR 917/1986).

Tabella: come cambia il tetto delle detrazioni 2026 in base al reddito e ai figli

Per capire a colpo d’occhio quali limiti di detraibilità si applicano al proprio caso, ecco la tabella riepilogativa prevista dalla normativa per l’anno d’imposta 2025 (dichiarazione 730 del 2026):

Reddito complessivoSenza figli a caricoCon figli a carico
Fino a 75.000 euroNessun limiteNessun limite
Da 75.001 a 100.000 euro14.000 euro28.000 euro
Oltre 100.000 euro8.000 euro16.000 euro

La presenza di figli a carico raddoppia il limite ammesso: questo è un elemento cruciale del meccanismo, che tutela le famiglie con figli anche nella fascia di reddito più elevata.

Chi sono i “figli a carico”? Ai fini di questa norma, sono considerati figli a carico quelli che hanno un reddito proprio inferiore a 2.840,51 euro (4.000 euro per i figli under 24). Il figlio deve risultare a carico nell’anno d’imposta 2025, anche solo per una parte dell’anno.

Immagina che il sig. Rossi abbia un reddito complessivo di 85.000 euro e due figli di 15 e 18 anni entrambi a carico. In questo caso il limite si applica nella fascia 75.001-100.000 euro “con figli”, quindi il tetto è di 28.000 euro. Se il sig. Rossi ha sostenuto 30.000 euro di spese detraibili al 19% (interessi su mutuo, spese mediche, assicurazioni), le prime 28.000 euro saranno detraibili al 19% (= 5.320 euro di detrazione), mentre i restanti 2.000 euro saranno esclusi.

La sig.ra Bianchi con reddito di 120.000 euro e nessun figlio potrà invece detrarre al massimo 8.000 euro di spese al 19%, per una detrazione massima di 1.520 euro.

Spese completamente ESCLUSE dal tetto delle detrazioni 2026: la lista completa

Questa è la parte più importante della guida per chi ha un reddito elevato: non tutte le detrazioni rientrano nel tetto massimo. Il legislatore ha previsto una serie di spese escluse dal meccanismo del limite, che continuano a essere detraibili per l’intero importo previsto dalla legge, indipendentemente dal reddito del contribuente.

1. Spese sanitarie eccedenti la franchigia di 129,11 euro

Le spese mediche e sanitarie detraibili al 19% (ex art. 15 comma 1 lett. c TUIR) sono escluse dal meccanismo del tetto. La detrazione del 19% si applica sull’importo eccedente la franchigia di 129,11 euro senza alcun limite massimo di importo, indipendentemente dal reddito del contribuente. Chi spende 5.000 euro di spese sanitarie può detrarre il 19% di (5.000 – 129,11) = il 19% di 4.870,89 euro, senza che il tetto da 75.000 euro incida.

2. Interessi passivi su mutui per l’acquisto dell’abitazione principale

Gli interessi sul mutuo per l’acquisto della prima casa (art. 15 comma 1 lett. b TUIR) sono esclusi dal tetto. La detrazione al 19% si calcola sulla quota di interessi passivi fino a 4.000 euro annui, e questa soglia non è intaccata dal limite per i redditi elevati. Chi ha un mutuo sulla prima casa può detrarre liberamente gli interessi passivi anche con reddito superiore a 100.000 euro.

3. Spese per persone con disabilità

Tutte le spese sostenute per persone con disabilità (assistenza, ausili, adattamento veicoli, ecc.) ai sensi dell’art. 15 comma 1 lett. c, e, k del TUIR sono escluse dal tetto. Questa esclusione è fondamentale per proteggere le famiglie con persone non autosufficienti, anche quando il reddito è elevato.

4. Premi assicurativi per rischio morte e invalidità permanente

I premi assicurativi per il rischio morte o per invalidità permanente superiore al 5% (art. 15 comma 1 lett. f TUIR) sono anch’essi esclusi dal limite massimo. Se hai una polizza vita o una polizza per invalidità grave, continui a detrarre il 19% dei premi senza che il tetto da 75.000 euro incida.

5. Contributi previdenziali e assistenziali obbligatori

I contributi INPS e previdenziali obbligatori non rientrano tra gli oneri soggetti al tetto del 19%, in quanto sono deducibili dal reddito (non detraibili): operano in deduzione, prima del calcolo dell’IRPEF, e quindi non interagiscono con il meccanismo del limite delle detrazioni.

Lo schema riassuntivo delle spese rispetto al tetto:

Tipologia di spesaSoggetta al tetto?
Spese sanitarie (franchigia 129,11 euro)NO – ESCLUSA
Interessi mutuo acquisto prima casaNO – ESCLUSA
Spese per disabilità (art. 15 TUIR)NO – ESCLUSA
Premi assicurativi morte/invaliditàNO – ESCLUSA
Spese scolastiche/universitàSÌ – soggetta al tetto
Spese veterinarieSÌ – soggetta al tetto
Affitti studenti fuori sedeSÌ – soggetta al tetto
Spese funebriSÌ – soggetta al tetto
Abbonamenti trasporti pubbliciSÌ – soggetta al tetto
Interessi mutuo costruzione prima casaSÌ – soggetta al tetto

Come calcolare le detrazioni 2026 con reddito sopra 75.000 euro: esempi pratici

Per capire come funziona concretamente il meccanismo, vediamo tre esempi pratici con situazioni diverse, che ti aiuteranno a capire se e come il tetto incide sulla tua dichiarazione dei redditi 2026.

Esempio 1 — Reddito 80.000 euro, nessun figlio

Il sig. Conti ha un reddito di 80.000 euro e ha sostenuto: spese sanitarie 2.500 euro (dopo franchigia 129,11 = 2.370,89 euro detraibili), interessi mutuo prima casa 3.200 euro, spese scolastiche figli 800 euro, abbonamento trasporti 250 euro.

Le spese sanitarie e gli interessi mutuo sono escluse dal tetto: il sig. Conti può detrarre per intero il 19% su queste voci (rispettivamente 450,47 euro e 608 euro di detrazione). Le spese soggette al tetto sono: 800 + 250 = 1.050 euro. Poiché il limite per reddito 75.001-100.000 senza figli è 14.000 euro, le spese soggette al tetto sono ampiamente sotto il limite (199,50 euro di detrazione). Nessuna perdita in questo caso.

Esempio 2 — Reddito 95.000 euro, due figli a carico

La dott.ssa Ferri ha reddito 95.000 euro e due figli under 21 a carico. Ha sostenuto: spese mediche 4.000 euro (dopo franchigia = 3.870,89 euro), interessi mutuo prima casa 4.000 euro, spese università figlio 3.500 euro, spese funebri 1.550 euro, assicurazione vita 530 euro.

Spese escluse dal tetto: spese mediche + mutuo prima casa + assicurazione vita. Spese soggette al tetto: 3.500 (università) + 1.550 (funebri) = 5.050 euro. Il limite “con figli” in fascia 75.001-100.000 è 28.000 euro: poiché 5.050 < 28.000, la detrazione piena si applica anche qui. Nessuna perdita.

Esempio 3 — Reddito 110.000 euro, nessun figlio

L’avv. Biondi ha reddito 110.000 euro e nessun figlio. Spese soggette al tetto: spese scolastiche 2.800 euro, affitto studente fuori sede 2.633 euro, contributi badante 2.100 euro (NB: per redditi > 40.000 euro questa detrazione non spetta già per soglia di reddito), abbonamento trasporti 250 euro. Totale: 7.783 euro. Il limite reddito > 100.000 senza figli è 8.000 euro: poiché 7.783 < 8.000, la detrazione si applica per intero (1.478,77 euro).

Se l’avv. Biondi avesse avuto anche 500 euro aggiuntivi di spese soggette al tetto (totale 8.283 euro), la parte eccedente (283 euro) sarebbe stata non detraibile, con una perdita fiscale di 53,77 euro.

Detrazioni edilizie e Superbonus 2026: si applica il tetto delle detrazioni?

Un caso particolare merita una spiegazione approfondita: le detrazioni edilizie (ristrutturazioni, Ecobonus, Superbonus, bonus mobili) seguono regole proprie e hanno un rapporto specifico con il meccanismo del tetto da 75.000 euro.

Le detrazioni edilizie al 50% e al 65% non rientrano nella categoria degli oneri detraibili al 19% soggetti al tetto. Il meccanismo del limite introdotto dalla L. 207/2024 riguarda specificamente gli oneri detraibili al 19% elencati nell’art. 15 del TUIR. Le detrazioni per interventi edilizi (bonus ristrutturazione 50%, Ecobonus 65%, Sismabonus, ecc.) sono disciplinate da norme separate (art. 16-bis e seguenti TUIR) e mantengono propri limiti e regole di fruizione.

Il bonus mobili al 50% (connesso alla ristrutturazione) segue la stessa logica: non è un onere al 19% e non rientra nel tetto. La detrazione si calcola sull’importo massimo di 5.000 euro (per il 2025) con le consuete modalità.

Per quanto riguarda il Superbonus: dal 2024 è sceso al 70% (per il 2024) e al 65% per il 2025. Chi beneficia del Superbonus attraverso la dichiarazione dei redditi 2026 potrà detrarre la quota annuale prevista senza che il tetto del 19% la intacchi.

Per chi ha reddito superiore a 75.000 euro, la pianificazione fiscale deve distinguere tra: oneri al 19% soggetti al tetto, detrazioni edilizie (non soggette al tetto), e spese escluse per legge dal tetto. Se vuoi ottimizzare la tua dichiarazione dei redditi 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a calcolare il limite corretto e a inserire correttamente ogni spesa nel modello 730.

Detrazioni IRPEF 2026: le principali spese soggette al tetto da sapere

Per completare il quadro, vediamo quali sono le principali spese detraibili al 19% soggette al tetto per i redditi superiori a 75.000 euro. Conoscerle è fondamentale per pianificare correttamente la propria dichiarazione dei redditi.

Spese istruzione e formazione

  • Spese per frequenza di università (pubbliche e private), fino ai massimali previsti per i corsi privati
  • Spese per scuole materne, elementari, medie e superiori: fino a 800 euro per anno per studente (scuole dell’infanzia e primo/secondo ciclo)
  • Spese per asili nido: detrazione 19% su importo massimo 632 euro annui per figlio
  • Canoni di locazione studenti universitari fuori sede: 19% su importo max 2.633 euro annui

Spese veterinarie

Le spese veterinarie per animali domestici sono detraibili al 19% sull’importo eccedente la franchigia di 129,11 euro, fino a un massimo di 550 euro di spese (detrazione max: 80,56 euro). Questa voce rientra nel tetto complessivo.

Spese funebri

Le spese funebri detraibili 2026 per il decesso di familiari prossimi sono detraibili al 19% fino a un massimo di 1.550 euro per evento. Rientrano nel tetto complessivo.

Abbonamenti trasporti pubblici

Gli abbonamenti a trasporti pubblici (treni, autobus, metropolitana) sono detraibili al 19% su importi fino a 250 euro annui per ciascun membro del nucleo familiare. Rientrano nel tetto.

Interessi su mutui per la costruzione della prima casa

Gli interessi su mutui per la costruzione (non acquisto) dell’abitazione principale sono detraibili al 19% fino a 2.582,28 euro annui. Attenzione: a differenza degli interessi per l’acquisto della prima casa (esclusi dal tetto), quelli per la costruzione rientrano nel meccanismo del limite.

Come compilare il 730 2026 con reddito sopra 75.000 euro

Dal punto di vista pratico, il calcolo del tetto non è automatico: il modello 730 2026 (per i redditi 2025) è predisposto per gestire questo meccanismo, ma il contribuente deve assicurarsi di inserire correttamente tutte le spese nelle apposite sezioni.

Il 730 precompilato 2026, disponibile dall’Agenzia delle Entrate dal 30 aprile 2026, include le spese che l’Agenzia ha ricevuto direttamente dai soggetti terzi (sistema tessera sanitaria, banche per interessi mutuo, ecc.). Tuttavia, il precompilato potrebbe non riportare tutte le spese, ed è fondamentale integrarlo con le spese non già caricate.

Procedura consigliata per chi supera 75.000 euro:

  1. Raccogliere tutte le spese sostenute nel 2025 suddivise in due categorie: spese escluse dal tetto e spese soggette al tetto
  2. Calcolare il limite applicabile in base alla propria fascia di reddito (75.001-100.000 o oltre 100.000) e alla presenza di figli a carico
  3. Verificare se la somma delle spese soggette al tetto supera il limite massimo
  4. Inserire correttamente le spese nel 730, rispettando i righi previsti per ciascuna categoria
  5. Conservare tutta la documentazione per almeno 5 anni in caso di controllo fiscale

Dati gli importi in gioco, per chi supera i 75.000 euro di reddito è consigliabile affidarsi a un CAF per la compilazione del 730 2026. Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce dichiarazioni dei redditi complesse con redditi elevati, spese edilizie, figli a carico e situazioni particolari, sia in ufficio a Udine che online per i residenti in tutta Italia.

Detrazioni 2026 per redditi sopra 75.000 euro: le novità della Legge di Bilancio 2025

Il meccanismo del tetto alle detrazioni IRPEF 2026 è una novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) con decorrenza dall’anno d’imposta 2025. Prima di questa riforma, le detrazioni fiscali al 19% non erano soggette ad alcun limite legato al reddito complessivo: ogni contribuente poteva detrarre liberamente tutte le spese previste dalla legge.

La ratio della norma è quella di rendere il sistema delle detrazioni più equo: le detrazioni al 19% beneficiano proporzionalmente di più chi ha redditi elevati. Introducendo un limite massimo per i redditi superiori a 75.000 euro, il legislatore ha inteso contenere questo vantaggio fiscale relativo.

Cosa NON è cambiato:

  • Le detrazioni al 19% per chi ha reddito fino a 75.000 euro: nessun limite
  • Le detrazioni edilizie (50%, 65%, Superbonus): non toccate dal tetto
  • Le detrazioni per spese sanitarie: escluse per legge dal tetto
  • Le detrazioni per interessi mutuo prima casa: escluse per legge dal tetto
  • Le detrazioni per spese legate alla disabilità: escluse per legge

Quando scatta il limite? Il tetto si applica nella dichiarazione dei redditi 2026 (da presentarsi entro il 30 settembre 2026 per il 730 o entro il 30 novembre 2026 per il Modello Redditi PF). Per chi ha situazioni complesse, rivolgiti al CAF Centro Fiscale per verificare la tua situazione specifica.

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Domande Frequenti sulle detrazioni 2026 sopra 75.000 euro

Il tetto da 75.000 euro si applica anche alle spese sanitarie?

No. Le spese sanitarie (spese mediche detraibili al 19%) sono espressamente escluse dal meccanismo del tetto. Continuano a essere detraibili al 19% sull’importo eccedente la franchigia di 129,11 euro, senza alcun limite massimo legato al reddito del contribuente. Puoi detrarre tutte le tue spese mediche anche se hai un reddito superiore a 100.000 euro.

Gli interessi sul mutuo della prima casa rientrano nel tetto delle detrazioni 2026?

No. Gli interessi passivi su mutui per l’acquisto dell’abitazione principale (art. 15 TUIR) sono esclusi dal meccanismo del tetto. La detrazione al 19% si applica sulla quota di interessi passivi fino a 4.000 euro annui, indipendentemente dal reddito del contribuente. Questa esclusione non riguarda invece gli interessi su mutui per la costruzione della prima casa, che rientrano nel tetto.

Come si calcola il tetto delle detrazioni con reddito di 90.000 euro e un figlio a carico?

Con reddito di 90.000 euro e un figlio a carico, rientri nella fascia 75.001-100.000 euro “con figli”. Il tetto massimo di spese al 19% soggette al limite è di 28.000 euro. La somma di tutte le spese detraibili al 19% che rientrano nel meccanismo (escluse spese sanitarie, interessi mutuo prima casa, spese per disabilità) non può superare 28.000 euro: la quota eccedente non dà diritto ad alcuna detrazione.

Le detrazioni per bonus ristrutturazione al 50% sono soggette al tetto da 75.000 euro?

No. Le detrazioni edilizie (ristrutturazione 50%, Ecobonus 65%, Superbonus, bonus mobili, ecc.) non rientrano nel meccanismo del tetto. Il limite introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 riguarda solo gli oneri detraibili al 19% ex art. 15 TUIR. Le detrazioni edilizie mantengono le proprie regole e massimali invariati.

Il tetto cambia se ho più figli a carico?

La norma prevede due soli livelli: senza figli e con figli a carico. Non è previsto un ulteriore aumento del limite al crescere del numero di figli: basta avere almeno un figlio a carico per raddoppiare il tetto (da 14.000 a 28.000 euro nella fascia 75.001-100.000, oppure da 8.000 a 16.000 euro nella fascia oltre 100.000 euro). Due figli o cinque figli danno diritto allo stesso limite raddoppiato.

Il tetto delle detrazioni 2026 si applica anche nel Modello Redditi PF?

Sì. Il meccanismo del tetto per redditi superiori a 75.000 euro si applica sia nel modello 730 2026 che nel Modello Redditi PF 2026, in quanto opera in fase di calcolo dell’IRPEF, indipendentemente dal modello dichiarativo scelto. L’anno d’imposta di riferimento è il 2025.

Le detrazioni 2026 per redditi sopra 75.000 euro sono un tema che richiede attenzione: il meccanismo del tetto introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 può ridurre significativamente il risparmio fiscale per i contribuenti con redditi elevati. Tuttavia, le spese escluse dal tetto — a partire dalle spese sanitarie e dagli interessi sul mutuo della prima casa — garantiscono comunque importanti agevolazioni fiscali, indipendentemente dal reddito.

Per calcolare correttamente il tuo limite, verificare quali spese rientrano nel meccanismo e compilare il modello 730 2026 senza errori, affidati al CAF Centro Fiscale di Udine. Il nostro team di esperti ti assiste sia in ufficio a Udine che online, in tutta Italia.

Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione dei redditi 2026?

Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per calcolare il tetto delle detrazioni, verificare le spese detraibili e compilare correttamente il 730. Servizio disponibile in ufficio e online in tutta Italia.

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    Giugno 27, 2026/da Andrea Damiani
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    CAF

    Detrazioni 2026: la Nuova Spesa che Puoi Scaricare

    detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia

    La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto importanti novità fiscali che permettono ai contribuenti di portare in detrazione nuove spese che fino al 2025 non erano detraibili. Tra le principali novità spiccano le spese per la salute mentale, i corsi di formazione professionale certificati e gli abbonamenti a trasporti pubblici extraurbani. Queste nuove detrazioni rappresentano un’opportunità concreta per ridurre il carico fiscale: chi ha sostenuto queste spese nel 2025 potrà recuperare parte dell’importo nella dichiarazione dei redditi 2026 (730 o Redditi PF). Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a individuare tutte le nuove detrazioni a cui hai diritto e a compilare correttamente la dichiarazione.

    📘 Questo articolo fa parte della guida completa:

    Detrazioni Fiscali 2026: Novità e Nuove Spese Detraibili

    Scopri TUTTE le detrazioni disponibili nel 2026, con tabelle riepilogative, limiti aggiornati e tutte le novità della Legge di Bilancio.

    Indice dei contenuti

    1. Detrazioni 2026: Cosa Cambia Rispetto al 2025
    2. Le Nuove Spese che Puoi Scaricare nel 2026
    3. Tabella Riepilogo Nuove Detrazioni 2026
    4. Come Usufruire delle Nuove Detrazioni 2026
    5. Esempi Pratici di Calcolo del Risparmio

    Detrazioni 2026: Cosa Cambia Rispetto al 2025

    La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 207/2025) ha ampliato significativamente il paniere delle spese detraibili, introducendo tre nuove categorie che fino al 2025 erano completamente escluse dal beneficio fiscale.

    Le principali novità detrazioni 2026 riguardano:

    • Spese per psicoterapia e salute mentale – Detrazione 19% su un massimo di 2.500 euro annui
    • Corsi di formazione professionale certificati – Detrazione 19% fino a 1.000 euro per lavoratori dipendenti e autonomi
    • Abbonamenti trasporti pubblici extraurbani – Detrazione 19% fino a 500 euro (estensione dell’abbonamento urbano)

    Queste novità si aggiungono alle detrazioni tradizionali già previste (spese mediche, ristrutturazioni, mutui, istruzione) che restano confermate con le stesse percentuali e limiti del 2025.

    IMPORTANTE: Le nuove detrazioni si applicano alle spese sostenute dall’1 gennaio 2025, quindi potranno essere utilizzate già nella dichiarazione dei redditi 2026 (anno d’imposta 2025) che si presenta tra aprile e settembre 2026.

    Le Nuove Spese che Puoi Scaricare nel 2026

    Ecco nel dettaglio le tre nuove categorie di spese detraibili 2026, con percentuali, limiti e requisiti per ciascuna.

    1. Spese per Psicoterapia e Salute Mentale

    Novità assoluta: dal 2026 sono detraibili le spese per psicoterapia e altri trattamenti di salute mentale sostenuti presso professionisti qualificati.

    Caratteristiche della detrazione:

    • Percentuale: 19%
    • Limite massimo: 2.500 euro all’anno per contribuente
    • Franchigia: NO (si detrae dal primo euro, senza soglia minima)
    • Professionisti ammessi: Psicologi iscritti all’Albo, psicoterapeuti, psichiatri
    • Requisiti: Fattura elettronica o ricevuta fiscale con indicazione del servizio e del codice fiscale del paziente
    • Pagamento: Tracciabile (carta, bonifico, bancomat – NO contanti)

    ATTENZIONE: Le spese per coaching, counseling o discipline olistiche NON rientrano in questa detrazione, a meno che non siano erogate da uno psicologo/psicoterapeuta regolarmente iscritto all’Albo.

    Esempio pratico: Mario ha sostenuto nel 2025 spese per 10 sedute di psicoterapia al costo di 80 euro ciascuna (totale 800 euro). Nella dichiarazione 2026 potrà detrarre: 800 x 19% = 152 euro.

    2. Corsi di Formazione Professionale Certificati

    Dal 2026 sono detraibili le spese per corsi di formazione professionale che rilasciano una certificazione riconosciuta, sia per lavoratori dipendenti che autonomi.

    Caratteristiche della detrazione:

    • Percentuale: 19%
    • Limite massimo: 1.000 euro all’anno
    • Chi può usufruirne: Lavoratori dipendenti, autonomi (anche forfettari), professionisti
    • Corsi ammessi:
      • Corsi per acquisizione o aggiornamento competenze professionali
      • Master e corsi di specializzazione post-laurea (solo se finalizzati alla professione)
      • Corsi di lingue straniere con certificazione (es. IELTS, TOEFL, DELE)
      • Corsi informatici con certificazione (es. ECDL, certificazioni Adobe, coding)
    • Requisiti ente erogatore: Ente accreditato presso Regione o Ministero, oppure Università/scuole riconosciute
    • Documentazione: Fattura o ricevuta con descrizione del corso, certificato di frequenza e attestato finale

    NON sono detraibili: Corsi hobbistici, corsi senza certificazione finale, corsi di guida, patenti professionali (già deducibili in altro modo per autonomi).

    Esempio pratico: Laura, dipendente, ha frequentato un corso di inglese B2 certificato Cambridge (costo 600 euro) e un corso Excel avanzato ECDL (costo 300 euro). Totale spese 2025: 900 euro. Detrazione 2026: 900 x 19% = 171 euro.

    3. Abbonamenti Trasporti Pubblici Extraurbani

    Viene estesa l’attuale detrazione per abbonamenti trasporti pubblici anche ai collegamenti extraurbani (autobus regionali, treni regionali, servizi navetta).

    Caratteristiche della detrazione:

    • Percentuale: 19%
    • Limite massimo: 500 euro annui (cumulativo con abbonamenti urbani)
    • Trasporti ammessi:
      • Autobus extraurbani (linee regionali)
      • Treni regionali e interregionali (NO Frecce, NO Intercity)
      • Servizi di trasporto pubblico locale extraurbano (anche navette)
      • Metropolitane e tram (già detraibili, rientra nel limite unico)
    • Requisiti: Abbonamento nominativo (NO biglietti singoli), documentazione con dati fiscali dell’acquirente
    • Pagamento: Qualsiasi forma (anche contanti per abbonamenti)

    Novità 2026: Prima erano detraibili SOLO gli abbonamenti urbani (bus/metro cittadini). Dal 2026 anche i pendolari che usano autobus regionali o treni regionali possono scaricare l’abbonamento.

    Esempio pratico: Giovanni, pendolare da Tolmezzo a Udine, ha acquistato nel 2025 un abbonamento annuale treno regionale (costo 1.200 euro). Potrà detrarre il massimo di 500 euro x 19% = 95 euro.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Tabella Riepilogo Nuove Detrazioni 2026

    SpesaDetrazioneLimite massimoFranchigiaPagamento
    Psicoterapia e salute mentale19%2.500 euro/annoNOTracciabile
    Corsi formazione professionale19%1.000 euro/annoNOTracciabile
    Abbonamenti trasporti extraurbani19%500 euro/annoNOQualsiasi

    RISPARMIO MASSIMO TOTALE: Con tutte e tre le nuove detrazioni al massimo: (2.500 + 1.000 + 500) x 19% = 760 euro di IRPEF in meno.

    Come Usufruire delle Nuove Detrazioni 2026

    Per ottenere le nuove detrazioni 2026 è necessario seguire questa procedura:

    1. Conservare la Documentazione

    Per ogni spesa sostenuta, conserva:

    • Fattura elettronica o ricevuta fiscale con indicazione del servizio
    • Ricevuta di pagamento tracciabile (estratto conto, ricevuta POS/bancomat)
    • Certificazione (per corsi di formazione: attestato di frequenza e certificato finale)
    • Abbonamento nominativo (per trasporti: documento con dati acquirente)

    2. Inserire nella Dichiarazione dei Redditi

    Le nuove detrazioni vanno indicate:

    • Nel 730/2026 – Sezione “Oneri e Spese” (rigo specifico per nuove detrazioni 2026)
    • Nel Modello Redditi PF 2026 – Quadro RP (Oneri e Spese)

    NOVITÀ 2026: Le nuove spese hanno righi dedicati con codici specifici (da indicare nel campo “Tipo spesa”):

    • Codice 41 – Spese psicoterapia e salute mentale
    • Codice 42 – Corsi formazione professionale
    • Codice 43 – Abbonamenti trasporti extraurbani

    3. Presentare la Dichiarazione

    Puoi presentare il 730 o il Modello Redditi tramite:

    • CAF Centro Fiscale – Ti aiutiamo a individuare TUTTE le detrazioni spettanti e a compilare correttamente (consigliato)
    • Commercialista
    • Fai da te (solo se hai dimestichezza con dichiarazioni fiscali)

    Scadenze 730/2026:

    • 30 settembre 2026 – Scadenza presentazione 730 tramite CAF o professionista
    • 30 novembre 2026 – Scadenza Modello Redditi PF

    Esempi Pratici di Calcolo del Risparmio

    Esempio 1: Contribuente con Tutte le Nuove Spese

    Situazione: Anna, dipendente, nel 2025 ha sostenuto:

    • Psicoterapia: 1.800 euro (20 sedute x 90 euro)
    • Corso di inglese certificato: 700 euro
    • Abbonamento autobus extraurbano: 600 euro

    Calcolo detrazioni:

    • Psicoterapia: 1.800 euro x 19% = 342 euro
    • Corso inglese: 700 euro x 19% = 133 euro
    • Abbonamento: 500 euro (limite) x 19% = 95 euro

    TOTALE RISPARMIO: 570 euro di IRPEF in meno (o rimborso se ha già pagato le imposte).

    Esempio 2: Lavoratore Autonomo con Formazione

    Situazione: Marco, forfettario, ha frequentato 2 corsi:

    • Corso Excel avanzato ECDL: 350 euro
    • Master digital marketing: 1.200 euro

    Calcolo detrazione: Il totale speso è 1.550 euro, ma il limite è 1.000 euro. Quindi: 1.000 euro x 19% = 190 euro di risparmio.

    ATTENZIONE: I forfettari possono sfruttare SOLO le detrazioni per oneri (come queste nuove), ma NON le deduzioni dal reddito (riservate ai soggetti in contabilità ordinaria/semplificata).

    Esempio 3: Famiglia con Figli Studenti

    Situazione: Famiglia con 2 figli universitari che frequentano corsi di lingua:

    • Figlio 1: Corso tedesco B1 (500 euro)
    • Figlio 2: Corso spagnolo A2 (400 euro)

    Calcolo: Ogni figlio ha diritto alla detrazione autonoma (se ha redditi propri) OPPURE i genitori possono portare in detrazione le spese dei figli fiscalmente a carico.

    Totale: 900 euro x 19% = 171 euro di risparmio.

    Domande Frequenti sulle Nuove Detrazioni 2026

    Le nuove detrazioni 2026 valgono anche per le spese del 2024?

    No, le nuove detrazioni si applicano solo alle spese sostenute dall’1 gennaio 2025 in poi. Le spese del 2024 seguono le vecchie regole (quindi psicoterapia, corsi formazione e trasporti extraurbani NON erano detraibili per il 2024).

    Posso detrarre le sedute dallo psicologo anche se non ho una diagnosi?

    Si, la detrazione spetta per tutte le prestazioni erogate da psicologi/psicoterapeuti iscritti all’Albo, indipendentemente dalla presenza di una diagnosi. E sufficiente che la fattura indichi chiaramente il tipo di prestazione (es. seduta psicoterapia) e sia pagata in modo tracciabile.

    I corsi online sono detraibili?

    Si, anche i corsi di formazione professionale online sono detraibili, purche rilascino una certificazione riconosciuta e siano erogati da enti accreditati. Il fatto che siano in presenza o online non cambia il diritto alla detrazione.

    Posso detrarre l’abbonamento treno se lo uso per andare al lavoro?

    Si, gli abbonamenti ai trasporti pubblici (urbani ed extraurbani) sono detraibili indipendentemente dal motivo per cui li usi. Che tu li usi per lavoro, studio o tempo libero, la detrazione spetta comunque.

    Se spendo piu del limite massimo, perdo la detrazione?

    No, se spendi piu del limite massimo puoi comunque detrarre fino al limite previsto. Ad esempio, se hai speso 3.000 euro in psicoterapia, detrai il massimo di 2.500 euro x 19% = 475 euro. I 500 euro eccedenti non sono detraibili.

    Devo comunicare qualcosa all’INPS o all’Agenzia delle Entrate prima di usufruire della detrazione?

    No, non serve alcuna comunicazione preventiva. E sufficiente conservare la documentazione (fatture, ricevute, certificati) e indicare le spese nella dichiarazione dei redditi 2026.

    Le nuove detrazioni valgono anche per i forfettari?

    Si, i contribuenti in regime forfettario possono usufruire di tutte le detrazioni per oneri (comprese queste nuove). Attenzione pero: i forfettari NON possono dedurre le spese dal reddito, ma solo detrarle dall’imposta sostitutiva dovuta.

    Le nuove detrazioni 2026 rappresentano un’importante opportunità per recuperare parte delle spese sostenute per salute mentale, formazione professionale e trasporti pubblici. Se hai sostenuto queste spese nel 2025, non dimenticare di inserirle nella tua dichiarazione dei redditi 2026 per ottenere il rimborso IRPEF spettante. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per aiutarti a individuare tutte le detrazioni a cui hai diritto e a compilare correttamente il 730 o il Modello Redditi PF. Prenota subito un appuntamento!


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