NOTIZIEPensione a 64 anni nel sistema misto: ipotesi e taglio stimato del 10,6%Il tema della pensione a 64 anni nel sistema misto torna al centro del dibattito dopo le parole del sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, che il 9 settembre 2026, durante un evento della Lega dedicato alla prossima legge di bilancio, ha quantificato per la prima volta una proposta finora rimasta generica. L’idea è estendere il canale di uscita anticipata a 64 anni anche ai lavoratori del cosiddetto sistema misto, cioè a chi ha versato i primi contributi prima del 1996 e che oggi resta escluso da questa via di pensionamento. Secondo lo schema circolato, l’apertura sarebbe però condizionata a un ricalcolo interamente contributivo dell’intero assegno, comprese le quote di carriera oggi calcolate con il più favorevole metodo retributivo.Non è la prima proposta di questo tipo: nei giorni scorsi il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha aperto alla proposta della Lega su un possibile ampliamento dei requisiti di uscita, mentre altre ipotesi di flessibilità in uscita come quota 104 restano anch’esse allo stadio di proposta. Restano però ancora molti punti da chiarire prima che la proposta diventi legge.Indice dei contenutiCos’è la proposta di Durigon sulla pensione a 64 anni nel sistema mistoQuanto costa il taglio: le simulazioni CGILPerché il taglio varia da lavoratore a lavoratoreLe regole attuali (2026) per la pensione contributiva a 64 anniCosa resta da decidere nella Legge di Bilancio 2027Cosa cambia dal 2027 per tutte le pensioniDomande frequenti sulla pensione a 64 anni nel sistema mistoCos’è la proposta di Durigon sulla pensione a 64 anni nel sistema mistoLa proposta di Durigon sulle pensioni riguarda una platea finora esclusa dalla pensione contributiva anticipata: i lavoratori del sistema misto, che hanno una parte di carriera calcolata con il metodo retributivo (più generoso) e una parte con il metodo contributivo. L’apertura ai 64 anni sarebbe una scelta volontaria del lavoratore: chi accetta rinuncia al calcolo retributivo sulla quota di anzianità maturata prima del 1996 e accetta che l’intero assegno venga ricalcolato con il metodo contributivo, generalmente meno favorevole.Durigon ha stimato in circa 80.000 le pensioni aggiuntive attivabili con la misura, per un costo di circa 1,5 miliardi di euro l’anno, nell’ambito di una sperimentazione triennale. Lo schema politico circolato indica in 25 anni di contributi l’anzianità minima richiesta, soglia giudicata insufficiente da altre forze politiche e sindacati, che ne chiedono almeno 40. Va detto con chiarezza: nessuno di questi elementi è ancora legge. Anzianità minima definitiva, eventuale soglia di importo minimo dell’assegno, data di decorrenza e coperture finanziarie restano tutti da fissare nella prossima legge di bilancio. Quanto costa il taglio: le simulazioni CGILIl nodo più delicato della proposta riguarda l’impatto economico sull’assegno. Le simulazioni dell’Osservatorio previdenza CGIL, aggiornate al 6 settembre 2026, stimano una riduzione del 10,6% della pensione per tre profili tipo con 40 anni di contributi complessivi, di cui 9 maturati entro il 1995. La percentuale di ricalcolo contributivo pensione è identica nei tre casi: a cambiare è solo il valore assoluto della perdita mensile.Retribuzione annuaPensione sistema misto attualePensione con ricalcolo contributivoPerdita mensilePerdita annua stimata35.000 €1.726,15 €1.543,38 €-182,77 €circa -2.376 €50.000 €2.465,93 €2.204,84 €-261,09 €circa -3.394 €70.000 €3.452,31 €3.086,77 €-365,54 €circa -4.752 €Si tratta di una perdita permanente, che si ripete ogni mese per tutta la durata della pensione. Proiettando il taglio sull’attesa di vita, la CGIL stima una rinuncia cumulata di circa 42.800 euro nel profilo da 35.000 euro e di circa 85.500 euro in quello da 70.000 euro, a valori nominali. Nel profilo più basso, inoltre, l’assegno ricalcolato di 1.543,38 euro resterebbe sotto la soglia minima richiesta oggi per l’uscita contributiva a 64 anni: mancherebbero circa 95,34 euro al mese, colmabili solo con un apporto di TFR trasformato in rendita stimato in circa 24.360 euro. Un meccanismo simile, che permetteva di sommare la rendita della previdenza complementare alla prima rata di pensione, era stato introdotto dalla Legge 207/2024 ma è stato abrogato dalla Legge 199/2025, non avendo mai trovato applicazione per mancanza del decreto attuativo. Perché il taglio varia da lavoratore a lavoratoreL’entità del taglio dipende dall’anzianità contributiva maturata al 31 dicembre 1995. Chi a quella data aveva già almeno 18 anni di contributi conserva il calcolo retributivo fino al 31 dicembre 2011, per effetto dell’articolo 24, comma 2, del Decreto Legge 201/2011. Chi invece aveva meno di 18 anni di contributi si vede bloccare la quota retributiva proprio al 1995, con una conseguenza diretta sull’entità del ricalcolo contributivo.Questo dettaglio tecnico spiega perché la platea interessata dalla proposta sulla pensione 64 anni sistema misto sarà quasi interamente composta da lavoratori con la quota retributiva più contenuta. Un lavoratore che compie 64 anni nel 2027 è nato nel 1963: per avere già 18 anni di contributi entro il 1995 avrebbe dovuto iniziare a lavorare a 14 anni, cioè nel 1977, un caso più unico che raro. La maggior parte di chi rientrerebbe nella misura ha quindi un’anzianità contributiva al 1995 inferiore ai 18 anni, e per questo subirebbe l’impatto più marcato del ricalcolo. Le regole attuali (2026) per la pensione contributiva a 64 anniÈ importante non confondere la proposta Durigon con le regole già in vigore. Oggi, in base all’articolo 24, comma 11, del Decreto Legge 201/2011, la pensione contributiva a 64 anni è riservata ai soli contributivi puri, cioè ai lavoratori senza alcun contributo versato prima del 1996. Per loro i requisiti richiesti nel 2026 sono i seguenti.Età minima di 64 anniAlmeno 20 anni di contribuzione effettiva, esclusi i contributi figurativiPrima rata di pensione almeno pari a 3 volte l’assegno sociale, cioè 1.638,72 euro mensili nel 2026Soglia ridotta per le lavoratrici madri: 2,8 volte l’assegno sociale con un figlio, 2,6 volte con due o più figliFinestra mobile di 3 mesi tra la maturazione dei requisiti e la decorrenza dell’assegnoLe regole per le lavoratrici, in particolare, si intrecciano con altre misure dedicate: per un quadro più ampio delle opzioni disponibili rimandiamo all’approfondimento su pensione donne 2026. Chi ha invece contributi versati prima del 1996 rientra nel sistema misto e oggi resta escluso dal canale dei 64 anni: è esattamente questa la platea a cui guarda la proposta di Durigon. Cosa resta da decidere nella Legge di Bilancio 2027Al momento la proposta sulla pensione 64 anni sistema misto resta uno schema politico, non un testo di legge. Diversi punti sono ancora aperti e verranno definiti, se confermati, solo con la Legge di Bilancio 2027.L’anzianità contributiva minima richiesta: 25 anni secondo l’ipotesi Durigon, ma altre forze chiedono almeno 40 anniL’eventuale soglia minima di importo dell’assegno ricalcolatoLa data di decorrenza effettiva della sperimentazioneLe coperture finanziarie, a fronte di una spesa stimata in 1,5 miliardi di euro l’anno per tre anniFino a quando questi elementi non saranno definiti nel testo della manovra, la proposta va considerata un’ipotesi di lavoro e non una misura operativa. È probabile che il dibattito si intensifichi nelle prossime settimane, in vista della presentazione della legge di bilancio. Cosa cambia dal 2027 per tutte le pensioniIndipendentemente dall’esito della proposta sul sistema misto, dal 1° gennaio 2027 scatterà comunque un mese aggiuntivo di adeguamento alla speranza di vita, come previsto dalla Legge 199/2025 e confermato dalla Circolare INPS n. 28/2026. La pensione di vecchiaia salirà così a 67 anni e 1 mese. Anche il canale contributivo a 64 anni per i contributivi puri sarà toccato dall’adeguamento: dal 2027 richiederà 64 anni e 1 mese di età e 20 anni e 1 mese di contribuzione effettiva.Questo significa che, a prescindere dalla proposta sul sistema misto, tutti i requisiti pensionistici legati all’aspettativa di vita si irrigidiranno leggermente. Un elemento da tenere presente per chiunque stia pianificando l’uscita dal lavoro nei prossimi anni.FontiDecreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, art. 24 (commi 2 e 11: calcolo contributivo e pensione anticipata contributiva a 64 anni) – NormattivaDomande frequenti sulla pensione a 64 anni nel sistema mistoChi può già andare in pensione a 64 anni nel 2026?Solo i lavoratori contributivi puri, senza contributi versati prima del 1996, con almeno 20 anni di contribuzione effettiva e un assegno di almeno 1.638,72 euro mensili (3 volte l’assegno sociale).Di quanto si riduce la pensione con il ricalcolo contributivo?Secondo le simulazioni CGIL, la riduzione stimata è del 10,6% dell’assegno, con perdite mensili che vanno da circa 183 a circa 366 euro a seconda della retribuzione di riferimento.Quando entrerà in vigore la misura per il sistema misto?Non c’è ancora una data certa. La proposta dovrà essere formalizzata ed eventualmente approvata nella Legge di Bilancio 2027, con anzianità minima, soglie e coperture finanziarie ancora da definire.Cos’è il sistema misto?È il regime previdenziale di chi ha versato i primi contributi prima del 1996: la pensione viene calcolata in parte con il metodo retributivo (sulla carriera fino al 1995 o fino al 2011, a seconda dell’anzianità) e in parte con il metodo contributivo.Perché il taglio non è uguale per tutti i lavoratori del sistema misto?Perché dipende dall’anzianità contributiva maturata al 31 dicembre 1995: chi aveva già 18 anni di contributi conserva il calcolo retributivo fino al 2011, chi ne aveva meno lo vede bloccato al 1995, con un impatto maggiore del ricalcolo.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. Settembre 20, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-20 19:00:002026-09-30 08:43:48Pensione a 64 anni nel sistema misto: ipotesi e taglio stimato del 10,6%
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOCome Calcolare la Pensione nel 2026: Guida Completa ai 3 SistemiCapire come calcolare la pensione nel 2026 è il primo passo per programmare con serenità il proprio futuro. Molti lavoratori scoprono solo a pochi anni dal traguardo che l’importo dell’assegno pensionistico dipende da un metodo di calcolo preciso, che cambia in base a quando si è iniziato a versare i contributi. Non esiste infatti un’unica formula uguale per tutti: chi ha cominciato a lavorare negli anni Ottanta segue regole diverse rispetto a chi ha iniziato dopo il 1996.In questa guida ti spieghiamo con parole semplici come calcolare la pensione nel 2026, illustrando i tre sistemi di calcolo previsti dalla legge italiana: il sistema retributivo, il sistema contributivo e il sistema misto. Vedremo cos’è il montante contributivo, come funziona il coefficiente di trasformazione e useremo esempi pratici per rendere tutto più chiaro. L’obiettivo è aiutarti a orientarti, ricordando che per un calcolo preciso e personalizzato è sempre utile affidarsi a un patronato esperto.Indice dei contenutiCome Calcolare la Pensione 2026: perche il metodo cambia in base ai contributiIl sistema retributivo: come si calcola l’importoIl sistema contributivo: montante e coefficiente di trasformazioneIl sistema misto: la somma delle due quoteEsempi pratici per capire come calcolare la pensione 2026Come calcolare la pensione con l’uscita anticipataDomande frequenti su come calcolare la pensione 2026Affidati al CAF per calcolare la tua pensione 2026Come Calcolare la Pensione 2026: perché il metodo cambia in base ai contributi Quando ci si chiede come calcolare la pensione nel 2026, la prima cosa da capire è che l’Italia ha attraversato una grande riforma previdenziale nel 1995, la cosiddetta Riforma Dini (Legge 335/1995). Questa riforma ha cambiato il modo di calcolare le pensioni, introducendo un nuovo sistema basato sui contributi effettivamente versati. Da quel momento, il metodo di calcolo dell’importo dipende da una data spartiacque: il 31 dicembre 1995.In pratica, per sapere come calcolare la pensione serve rispondere a una domanda: quando ho iniziato a versare i contributi e quanti ne avevo accumulati alla fine del 1995? A seconda della risposta, rientri in uno dei tre sistemi. Vediamo insieme le tre finestre temporali che determinano il tuo metodo di calcolo.Sistema retributivo: riservato a chi al 31 dicembre 1995 aveva già maturato almeno 18 anni di contributi. Per costoro il retributivo si applica sulle anzianità fino al 2011.Sistema misto: per chi aveva iniziato a versare prima del 1996 ma con meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995. Si combinano due quote di calcolo.Sistema contributivo: per chi ha iniziato a versare contributi dal 1° gennaio 1996 in poi (oppure per chi sceglie volontariamente questa opzione).Se non sai in quale sistema rientri, la risposta si trova nel tuo estratto conto contributivo INPS, il documento che riepiloga tutti i contributi versati nel corso della tua carriera. Capire come calcolare la pensione nel 2026 parte proprio da qui.Il sistema retributivo: come si calcola l’importo Il sistema retributivo è il metodo più “generoso” e lega l’importo della pensione agli ultimi stipendi percepiti dal lavoratore. In parole semplici, questo sistema calcola l’assegno partendo dalla retribuzione media degli ultimi anni di lavoro (per i dipendenti) o dei redditi migliori (per gli autonomi), aggiornata con la rivalutazione, cioè un adeguamento che tiene conto dell’aumento del costo della vita nel tempo.Su questa retribuzione media viene applicata un’aliquota di rendimento per ogni anno di contributi versati. L’aliquota di rendimento è una percentuale (generalmente attorno al 2% annuo) che indica quanta parte dello stipendio “si trasforma” in pensione per ciascun anno lavorato. Più anni si lavorano, più alta sarà la percentuale complessiva accumulata.Il calcolo con il sistema retributivo si basa quindi su tre elementi principali che il patronato analizza con attenzione:La retribuzione media pensionabile, cioè la media degli stipendi (o redditi) degli ultimi anni, rivalutata.L’anzianità contributiva, cioè il numero di anni di contributi utili al calcolo.L’aliquota di rendimento, la percentuale annua che determina la quota di pensione maturata.È importante ricordare che, dal 2012, anche chi rientrava nel retributivo ha iniziato a maturare la pensione con il sistema contributivo per le anzianità successive. Questo significa che, di fatto, quasi tutti oggi hanno una pensione che unisce più metodi di calcolo, come vedremo parlando del sistema misto.Il sistema contributivo: montante e coefficiente di trasformazione Il sistema contributivo è il metodo che si applica a chi ha iniziato a lavorare dal 1996 in poi, ed è quello che riguarderà la maggior parte dei futuri pensionati. A differenza del retributivo, qui l’importo non dipende dagli ultimi stipendi, ma da tutti i contributi versati durante l’intera vita lavorativa. Capire come calcolare la pensione nel 2026 con questo sistema richiede di conoscere due concetti chiave: il montante contributivo e il coefficiente di trasformazione.Cos’è il montante contributivoIl montante contributivo è la somma di tutti i contributi versati anno dopo anno, rivalutati nel tempo. Immagina il montante come un salvadanaio virtuale: ogni anno vi si aggiunge una quota di contributi e l’intero capitale accumulato viene aumentato di anno in anno grazie a un tasso di capitalizzazione. Questo tasso corrisponde alla media quinquennale del PIL nominale (cioè la crescita economica media del Paese negli ultimi cinque anni), un dato ufficiale calcolato dall’INPS su base ISTAT.Ogni anno il lavoratore accantona una quota di contributi pari a una percentuale del proprio reddito, chiamata aliquota di computo. Per i lavoratori dipendenti l’aliquota di computo è pari al 33% del reddito da lavoro. Attenzione a non confonderla con lo stipendio netto: si tratta di una percentuale figurativa usata per calcolare quanto viene messo da parte per la pensione. Per i lavoratori autonomi (artigiani e commercianti) l’aliquota di computo è pari al 24%, così come per gli iscritti alla Gestione Separata INPS, anch’essa fissata al 24% ai soli fini del calcolo pensionistico. È bene ricordare che l’aliquota di computo (quella usata per costruire il montante) non coincide sempre con l’aliquota di finanziamento effettivamente versata, che varia in base alla gestione previdenziale di appartenenza e viene aggiornata periodicamente: per i valori aggiornati alla tua posizione conviene sempre verificare con il patronato.Per sapere a quanto ammonta il tuo montante puoi consultare l’estratto conto contributivo INPS 2026: è il documento ufficiale dove trovi tutti i contributi accreditati. Se vuoi anche una stima della pensione futura, è utile l’estratto contributivo con verifica pensione 2026.Il coefficiente di trasformazioneUna volta calcolato il montante, per ottenere l’importo della pensione annua lo si moltiplica per il coefficiente di trasformazione. Questo coefficiente è una percentuale che dipende dall’età a cui si va in pensione: più si va in pensione tardi, più il coefficiente è alto e quindi più elevata sarà la pensione. Il motivo è semplice: chi va in pensione più tardi avrà, statisticamente, un numero minore di anni da coprire, quindi riceve un assegno annuo più generoso.I coefficienti vengono aggiornati periodicamente con decreto ministeriale. Nella tabella seguente trovi i coefficienti di trasformazione ufficiali in vigore per il biennio 2025-2026, per alcune fasce di età, stabiliti con Decreto Direttoriale del Ministero del Lavoro del 20 novembre 2024. Per il calcolo esatto della tua pensione resta sempre necessario partire dal montante contributivo aggiornato indicato nell’estratto conto INPS.Età al pensionamentoCoefficiente di trasformazione (biennio 2025-2026)62 anni4,795%65 anni5,250%66 anni5,423%67 anni5,608%68 anni5,808%69 anni6,024%70 anni6,258%71 anni6,510%Coefficienti di trasformazione ufficiali per il biennio 2025-2026 (Decreto Direttoriale Ministero del Lavoro 20 novembre 2024, di concerto con il MEF). Il montante contributivo va comunque verificato con l’estratto conto INPS.Nel 2026 l’età per la pensione di vecchiaia resta fissata a 67 anni. Per approfondire i requisiti di accesso puoi leggere la nostra guida sulla pensione di vecchiaia 2026, mentre in questo articolo ci concentriamo solo sul metodo di calcolo dell’importo.Il sistema misto: la somma delle due quote Il sistema misto è oggi il caso più diffuso e riguarda chi ha iniziato a versare contributi prima del 1996 ma con meno di 18 anni di anzianità al 31 dicembre 1995. In questo caso la pensione si ottiene sommando due quote distinte, calcolate con metodi diversi a seconda del periodo. Si parla in questi casi di calcolo pro-rata, cioè proporzionale ai periodi.Quota retributiva: calcolata con il sistema retributivo per i contributi versati fino al 31 dicembre 1995 (e, per alcuni, fino al 2011).Quota contributiva: calcolata con il sistema contributivo per i contributi versati dal 1° gennaio 1996 in poi, sulla base del montante e del coefficiente di trasformazione.La pensione finale nel sistema misto è dunque la somma delle due quote. Proprio per questa combinazione di regole, il calcolo diventa più complesso e richiede attenzione: un errore nel conteggio degli anni o nella rivalutazione può cambiare l’importo dell’assegno. Ecco perché conoscere come calcolare la pensione nel 2026 in questi casi è più semplice affidandosi al supporto di un patronato specializzato come il CAF Centro Fiscale di Udine.Esempi pratici per capire come calcolare la pensione 2026 Gli esempi aiutano a capire meglio come calcolare la pensione nel 2026. I numeri che seguono sono volutamente semplificati e servono solo a illustrare il meccanismo: il calcolo reale è più articolato e va sempre verificato con i dati ufficiali dell’estratto conto.Esempio 1 – Sistema contributivo. Immagina che Marco vada in pensione a 67 anni con un montante contributivo accumulato di 300.000 euro. Applicando il coefficiente di trasformazione a 67 anni (5,608%), la pensione annua lorda sarà di circa 16.824 euro, cioè circa 1.294 euro lordi al mese su 13 mensilità. Se Marco decidesse di andare in pensione più tardi, con un coefficiente più alto, l’importo mensile crescerebbe.Esempio 2 – Effetto del montante. Supponiamo che Laura vada in pensione sempre a 67 anni ma con un montante inferiore, pari a 200.000 euro. Con lo stesso coefficiente del 5,608%, la sua pensione annua lorda sarà di circa 11.216 euro, cioè circa 863 euro lordi al mese. Questo mostra quanto sia decisivo il montante contributivo: più contributi si versano nel corso della carriera, più alta sarà la pensione.Questi esempi sono puramente esemplificativi e non tengono conto di tutti i fattori (rivalutazioni annuali, tassazione, eventuali quote retributive nel sistema misto). Per una stima attendibile della tua pensione, la cosa migliore è richiedere una consulenza dedicata al patronato, che analizza il tuo estratto conto reale.Come calcolare la pensione con l’uscita anticipataChi non attende i 67 anni ma esce prima con la pensione anticipata deve sapere che uscire in anticipo, nel sistema contributivo, comporta un coefficiente di trasformazione più basso e quindi un assegno mensile inferiore. Per approfondire questo aspetto puoi leggere la nostra guida su pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi 2026, dove spieghiamo quanto si può perdere anticipando l’uscita.Un altro elemento che incide sul montante e quindi sul calcolo sono i contributi figurativi, cioè quei periodi (come la disoccupazione o la maternità) in cui non hai versato contributi ma che l’INPS accredita comunque. Per sapere quali valgono ai fini della pensione, ti rimandiamo all’articolo sui contributi figurativi validi per la pensione anticipata 2026. Questi periodi possono fare la differenza nel calcolo dell’importo finale.Domande frequenti su come calcolare la pensione 2026 Affidati al CAF per calcolare la tua pensione 2026Come hai visto, sapere come calcolare la pensione nel 2026 richiede di individuare il sistema giusto (retributivo, contributivo o misto) e di conoscere elementi tecnici come il montante contributivo, l’aliquota di computo e il coefficiente di trasformazione. Un piccolo errore nel calcolo può tradursi in un assegno più basso di quello che ti spetta, per questo è fondamentale affidarsi a professionisti esperti.Il CAF Centro Fiscale di Udine analizza il tuo estratto conto contributivo, individua il sistema di calcolo corretto e ti fornisce una stima chiara e personalizzata della tua futura pensione. Che tu sia un lavoratore dipendente, un autonomo o un iscritto alla Gestione Separata, i nostri esperti ti accompagnano passo dopo passo. Per una consulenza dedicata puoi fissare un appuntamento e ricevere un preventivo personalizzato.Hai bisogno di assistenza per il calcolo della tua pensione? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio a Udine (Viale Tullio 13) che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Luglio 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/calcolo-pensione-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-17 17:00:002026-07-16 09:45:06Come Calcolare la Pensione nel 2026: Guida Completa ai 3 Sistemi