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Tag Archivio per: SCIA salone parrucchiere

PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Partita IVA Parrucchiere e Barber Shop 2026: Guida Apertura e Tasse

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
  • Poltrone professionali: 400-1.500 euro l’una
  • Specchiere: 200-800 euro l’una
  • Lavatesta: 600-2.000 euro l’una
  • Asciugacapelli professionali: 80-300 euro l’uno
  • Tagliacapelli e regolabarba: 50-250 euro l’uno
  • Ferri arricciacapelli/piastre: 50-200 euro l’uno
  • Sterilizzatore UV o autoclave: 200-1.500 euro
  • Casco asciugacapelli: 300-800 euro

Aprire la partita IVA come parrucchiere o gestire un barber shop nel 2026 significa entrare in una professione artigianale regolamentata dalla Legge n. 174/2005, che disciplina l’attivita di acconciatore richiedendo una qualifica professionale specifica e l’iscrizione all’Albo Artigiani. Sia il parrucchiere unisex tradizionale, sia il barbiere, sia il moderno barber shop sono inquadrati come imprese artigiane, con obbligo di iscrizione all’INPS Artigiani anche in regime forfettario.

In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine vediamo tutti i requisiti per esercitare la professione, il codice ATECO 96.02.01, le differenze tra parrucchiere, barbiere e barber shop, la scelta tra forfettario e regime ordinario, i contributi INPS Artigiani 2026 con la riduzione del 35%, gli obblighi di SCIA e responsabile tecnico, e i calcoli concreti su fatturati di 40.000, 65.000 e 85.000 euro.

Indice dei contenuti

  1. Chi e l’acconciatore: professione regolamentata Legge 174/2005
  2. Requisiti per esercitare: qualifica professionale
  3. L’esame di abilitazione
  4. Parrucchiere, barbiere e barber shop: differenze
  5. SCIA al Comune e autorizzazione ASL
  6. Responsabile tecnico obbligatorio
  7. Requisiti igienico-sanitari del salone
  8. Codice ATECO parrucchiere 96.02.01
  9. Scelta del regime fiscale: artigiano o forfettario
  10. Ditta individuale artigiana ordinaria
  11. Forfettario per parrucchiere: coefficiente 67%
  12. Quando scegliere SRL o SAS per barber shop con soci
  13. Contributi INPS Artigiani 2026
  14. Riduzione 35% contributi per forfettari
  15. Quando conviene forfettario vs ordinario
  16. Attrezzature e costi apertura salone
  17. Tariffe tipiche di taglio, colore e barba
  18. Fatturazione e corrispettivi telematici
  19. Registratore di cassa telematico 2026
  20. Dipendenti, apprendisti e CCNL Acconciatura
  21. Appuntamenti online: Fresha, Treatwell e gestione fiscale
  22. Vendita prodotti retail in salone
  23. Pubblicita, Instagram e TikTok per il barber shop
  24. Esempi di calcolo tasse: 40K, 65K, 85K
  25. FAQ

Chi e l’acconciatore: professione regolamentata Legge 174/2005

L’attivita di parrucchiere e barbiere e disciplinata dalla Legge 17 agosto 2005, n. 174, che ha unificato le due figure professionali sotto la denominazione di acconciatore. La legge definisce questa professione come comprendente “tutti i trattamenti e i servizi volti a modificare, migliorare, mantenere e proteggere l’aspetto estetico dei capelli, ivi compresi i trattamenti tricologici complementari, che non implichino prestazioni di carattere medico, curativo o sanitario, nonche il taglio e il trattamento estetico della barba”.

La Legge 174/2005 ha rappresentato una vera rivoluzione: prima del 2005 esistevano due qualifiche separate (parrucchiere per uomo/barbiere e parrucchiere per donna), con percorsi formativi distinti. Dal 2005 esiste un’unica figura professionale, l’acconciatore, che puo esercitare indifferentemente su clientela maschile, femminile e mista.

I trattamenti che rientrano nella professione di acconciatore comprendono:

  • Taglio dei capelli e della barba
  • Acconciature e messa in piega
  • Colore (tinte, meches, balayage, decolorazioni)
  • Permanente e trattamenti di stiratura
  • Trattamenti tricologici complementari (impacchi, maschere)
  • Rasatura e regolazione barba
  • Vendita di prodotti per capelli e accessori

Sono invece esclusi dalla professione i trattamenti medico-curativi (cure tricologiche con farmaci, trapianti di capelli, mesoterapia), che richiedono qualifiche sanitarie. Sono escluse anche le prestazioni tipiche dell’estetista (manicure, pedicure, trattamenti viso e corpo): per queste serve la qualifica estetista regolata dalla Legge 1/1990.

Requisiti per esercitare: qualifica professionale

Per aprire la partita IVA come parrucchiere e gestire l’attivita in proprio o come responsabile tecnico, e obbligatoria la qualifica professionale di acconciatore. Senza questa qualifica non e possibile aprire un salone, ne in forma individuale ne come responsabile tecnico di una societa.

La Legge 174/2005 prevede due percorsi alternativi per ottenere la qualifica di acconciatore:

Percorso 1: Diploma + esame di abilitazione

  • Corso triennale di Istruzione e Formazione Professionale (IFP) presso enti accreditati dalle Regioni
  • Al termine del corso si consegue la qualifica professionale di operatore del benessere – acconciatura
  • Per esercitare in autonomia (titolare o responsabile tecnico) e necessario sostenere e superare l’esame di abilitazione dopo:
  • Un anno di lavoro presso impresa di acconciatura abilitata, OPPURE
  • Un corso di specializzazione post-qualifica di almeno 2 anni

Percorso 2: Esperienza lavorativa qualificata

In alternativa al diploma triennale, e possibile ottenere la qualifica di acconciatore con:

  • 3 anni di lavoro come dipendente qualificato in salone di acconciatura
  • Periodo che deve essere svolto nell’arco di 5 anni
  • Lavoro a tempo pieno con inquadramento contrattuale qualificato (non apprendistato)
  • Al termine si accede direttamente all’esame di abilitazione

Questo secondo percorso e particolarmente utilizzato da chi inizia a lavorare giovane in salone e vuole poi mettersi in proprio: dopo 3 anni di lavoro qualificato si puo sostenere l’esame senza dover frequentare il corso triennale.

L’esame di abilitazione

L’esame di abilitazione e organizzato dalle Regioni (a Udine dalla Regione Friuli Venezia Giulia) e rappresenta lo step fondamentale per esercitare in autonomia. Senza superare questo esame non e possibile aprire un salone proprio o essere responsabile tecnico di un’impresa di acconciatura.

L’esame si compone tipicamente di:

  • Prova teorica: tricologia, chimica dei prodotti, anatomia di cuoio capelluto e capelli, normativa di settore (Legge 174/2005), igiene e sicurezza, gestione d’impresa
  • Prova pratica: esecuzione di tagli, colorazioni, acconciature, trattamenti barba davanti alla commissione
  • Colloquio orale sui contenuti teorici e sulla pratica eseguita

Il superamento dell’esame da diritto al rilascio dell’attestato di abilitazione professionale per acconciatore, valido su tutto il territorio nazionale e indispensabile per:

  • Aprire un salone come ditta individuale
  • Essere responsabile tecnico di una societa di acconciatura
  • Iscriversi all’Albo delle Imprese Artigiane presso la Camera di Commercio

Parrucchiere, barbiere e barber shop: differenze

Una delle domande piu frequenti riguarda le differenze tra parrucchiere unisex, barbiere tradizionale e moderno barber shop. Dal punto di vista normativo e fiscale, sono tutte e tre la stessa cosa: imprese artigiane di acconciatura, regolate dalla Legge 174/2005 e classificate con il codice ATECO 96.02.01. Le differenze sono pratiche e di mercato.

Parrucchiere unisex tradizionale

  • Servizi rivolti a clientela femminile, maschile e mista
  • Offerta ampia: tagli, colore, meches, permanente, acconciature da cerimonia
  • Tariffe medie: taglio donna 30-80 euro, colore 50-150 euro
  • Layout salone: postazioni miste, area lavaggio, area colore
  • Cliente target: ampio e generalista

Barbiere tradizionale

  • Servizi esclusivamente maschili: taglio, rasatura, regolazione barba
  • Tariffe contenute: taglio uomo 15-25 euro, barba 10-20 euro
  • Layout sobrio, atmosfera tradizionale
  • Cliente target: uomini di tutte le eta, fascia popolare/media

Barber shop (moderno)

  • Evoluzione moderna del barbiere, con forte identita visiva e brand
  • Servizi premium: taglio uomo 25-40 euro, barba con asciugamano caldo 20-30 euro, pacchetti combo 40-60 euro
  • Atmosfera vintage/industrial, arredo curato (poltrone in pelle, mobili in legno)
  • Forte presenza social (Instagram, TikTok), prenotazione online
  • Cliente target: uomini 18-45 anni, attenti allo stile
  • Spesso vendita di prodotti grooming professionali (cere, oli, balsami barba)

Il barber shop e oggi una delle attivita artigianali in piu forte crescita in Italia: dal 2015 al 2025 il numero di barber shop e quintuplicato, con un trend trainato dalla riscoperta della cura della barba e dall’influenza dei social media. La marginalita e generalmente piu alta rispetto al parrucchiere unisex grazie a tariffe premium e clientela fidelizzata.

SCIA al Comune e autorizzazione ASL

Per aprire un salone di acconciatura e necessario presentare la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attivita) al Comune dove si trova il locale. La SCIA va presentata prima dell’avvio dell’attivita e consente l’inizio immediato dell’esercizio, salvo successivi controlli.

Documenti da allegare alla SCIA

  • Visura camerale dell’iscrizione all’Albo Artigiani
  • Attestato di abilitazione di acconciatore (proprio o del responsabile tecnico)
  • Planimetria del locale in scala 1:100 firmata da tecnico abilitato
  • Relazione tecnico-sanitaria sul rispetto dei requisiti igienico-sanitari
  • Titolo di disponibilita del locale (contratto di affitto o atto di proprieta)
  • Certificato di destinazione d’uso commerciale del locale
  • Documentazione impianto elettrico a norma (DM 37/2008)
  • Conformita impianti idrico e fognario

Autorizzazione ASL e parere igienico-sanitario

L’ASL verifica il rispetto dei requisiti igienico-sanitari del salone tramite sopralluogo. In molte Regioni il parere ASL e preliminare alla SCIA, mentre in altre l’ASL effettua un sopralluogo successivo. A Udine la prassi e quella di richiedere il parere preventivo prima dell’apertura, per evitare problemi a posteriori.

I controlli ASL piu frequenti riguardano:

  • Superficie minima del locale (variabile per Regolamento comunale, generalmente 25-30 mq)
  • Altezza minima dei locali (2,70 m in genere)
  • Presenza di servizi igienici per clienti e personale
  • Spogliatoio per il personale separato dall’area lavoro
  • Lavandino con acqua calda e fredda per ogni postazione
  • Sterilizzatore per gli strumenti (forbici, rasoi, pettini)
  • Pavimenti e pareti lavabili e disinfettabili
  • Aerazione e illuminazione adeguate

Responsabile tecnico obbligatorio

La Legge 174/2005 impone che ogni salone di acconciatura abbia un responsabile tecnico abilitato. Questa figura e obbligatoria in ogni impresa di acconciatura, indipendentemente dalla forma giuridica:

  • Ditta individuale: il titolare deve essere acconciatore abilitato e svolge anche il ruolo di responsabile tecnico
  • SAS o SNC: almeno un socio (preferibilmente accomandatario in SAS) deve essere abilitato
  • SRL: deve essere nominato un responsabile tecnico (puo essere un socio o un dipendente abilitato)
  • Aperture in piu sedi: ogni unita locale deve avere il proprio responsabile tecnico

Il responsabile tecnico deve essere presente in salone durante l’attivita o garantire una supervisione effettiva. La sua assenza prolungata o la mancata nomina possono comportare sanzioni amministrative e, nei casi piu gravi, la sospensione dell’attivita.

Questa norma rende indispensabile, per chi vuole investire in un barber shop senza essere acconciatore (ad esempio un imprenditore o un investitore), la collaborazione con un acconciatore abilitato da assumere o associare come responsabile tecnico.

Requisiti igienico-sanitari del salone

I saloni di acconciatura sono soggetti a controlli igienico-sanitari periodici da parte dell’ASL. La normativa di riferimento e composta dai Regolamenti comunali di igiene, dal D.M. 110/2011 (sterilizzazione strumenti) e dalla normativa regionale di settore.

Sterilizzazione strumenti

  • Forbici, rasoi, pettini: devono essere disinfettati dopo ogni cliente
  • Strumenti che tagliano la cute (rasoi, lame): sterilizzazione con autoclave o disinfettanti chimici di alto livello
  • Asciugamani, mantelle: sostituzione per ogni cliente, lavaggio a 60 gradi
  • Tenuta del registro di sterilizzazione con date e modalita

Smaltimento rifiuti

  • Capelli tagliati: rifiuto urbano speciale, smaltimento in sacchi separati
  • Tinture e prodotti chimici esauriti: rifiuti speciali pericolosi, contratto con ditta autorizzata
  • Lame monouso: contenitori rigidi anti-puntura

HACCP e prodotti chimici

I parrucchieri non sono soggetti all’HACCP alimentare, ma devono rispettare il D.Lgs. 81/2008 sulla sicurezza sul lavoro e il Regolamento CE 1223/2009 sui prodotti cosmetici. Le tinture, decoloranti e prodotti per permanente devono essere conservati correttamente, nel rispetto delle schede di sicurezza, e il personale deve essere formato sull’uso in sicurezza.

Codice ATECO parrucchiere 96.02.01

Il codice ATECO specifico per parrucchieri, barbieri e barber shop e:

96.02.01 – Servizi dei parrucchieri e di altri trattamenti estetici

Questo codice comprende:

  • Lavaggio, taglio e acconciatura dei capelli
  • Tintura, schiaritura e altri trattamenti
  • Permanente e stiratura
  • Rasatura e regolazione barba
  • Trattamenti tricologici complementari
  • Servizi di acconciatura per uomo, donna e bambino

Da non confondere con:

  • 96.02.02 – Servizi degli istituti di bellezza (estetiste, cura del corpo)
  • 96.02.03 – Servizi di manicure e pedicure

Per i fini del regime forfettario, il codice ATECO 96.02.01 rientra nel gruppo “Altre attivita economiche” con coefficiente di redditivita del 67%. Questo significa che, in forfettario, il 67% del fatturato e considerato reddito imponibile, mentre il 33% e abbattimento forfettario per costi.

Scelta del regime fiscale: artigiano o forfettario

Il parrucchiere/barbiere e per natura un artigiano: l’iscrizione alla Camera di Commercio (sezione Albo Artigiani) e all’INPS Gestione Artigiani e Commercianti e obbligatoria, indipendentemente dal regime fiscale scelto.

Tuttavia, dal punto di vista fiscale (cioe come vengono tassati i redditi prodotti), il parrucchiere puo scegliere tra due regimi:

  • Regime ordinario semplificato (ditta individuale artigiana ordinaria): IVA al 22%, IRPEF a scaglioni, deducibilita reale dei costi
  • Regime forfettario: niente IVA, imposta sostitutiva 5% (primi 5 anni) o 15%, costi forfettizzati al 33%

Attenzione: anche scegliendo il forfettario, l’iscrizione all’INPS Artigiani resta obbligatoria, con i contributi minimi previsti. La sola differenza e la possibilita di richiedere la riduzione del 35% sui contributi (ne parliamo piu avanti).

Ditta individuale artigiana ordinaria

La ditta individuale artigiana in regime ordinario e la forma classica per parrucchieri con fatturato superiore a 85.000 euro o con elevati costi deducibili (locale di proprieta in ammortamento, dipendenti, attrezzature costose).

Caratteristiche fiscali

  • IVA al 22% applicata ai servizi e alle vendite
  • Diritto alla detrazione IVA sugli acquisti (prodotti, attrezzature, affitto se locazione commerciale con IVA)
  • Costi deducibili: affitto, utenze, prodotti, attrezzature in ammortamento, dipendenti, marketing, formazione
  • IRPEF a scaglioni progressivi: 23% fino a 28K, 35% da 28K a 50K, 43% oltre 50K
  • Addizionali regionale e comunale (FVG: addizionale regionale 1,23%, comunale variabile)
  • IRAP: esonerata per ditte individuali dal 2022
  • Obbligo di contabilita semplificata (registri IVA acquisti/vendite, beni ammortizzabili)

Quando conviene

  • Fatturato superiore a 85.000 euro (limite forfettario)
  • Elevati costi documentati (oltre il 33% di abbattimento forfettario)
  • Attivita strutturata con piu dipendenti e investimenti importanti
  • Necessita di scaricare l’IVA su acquisti significativi
  • Vendita prodotti retail con margini significativi

Forfettario per parrucchiere: coefficiente 67%

Il regime forfettario e la scelta piu diffusa per chi apre un nuovo salone, soprattutto barber shop di medie dimensioni con un singolo titolare. Il forfettario presenta caratteristiche favorevoli, ma con alcuni limiti.

Caratteristiche del forfettario per parrucchieri

  • Limite fatturato: 85.000 euro/anno (decadenza con superamento del 50%, cioe 100.000 euro, durante l’anno)
  • Coefficiente di redditivita: 67% (gruppo “Altre attivita economiche”)
  • Imposta sostitutiva: 5% per i primi 5 anni (start-up), poi 15%
  • Niente IVA sulle prestazioni: il prezzo praticato al cliente e gia il prezzo finale
  • Niente detrazione IVA sugli acquisti
  • Niente IRAP, niente IRPEF a scaglioni, niente studi di settore/ISA
  • Costi deducibili al 33% in modo forfettario (33% = 100% – 67% coefficiente di redditivita)
  • Possibilita di richiedere la riduzione 35% INPS Artigiani

Calcolo reddito imponibile

Il reddito imponibile in forfettario si calcola applicando il coefficiente di redditivita del 67% al fatturato lordo:

Reddito imponibile = Fatturato x 67%

Esempio con fatturato 50.000 euro:

  • Reddito imponibile = 50.000 x 67% = 33.500 euro
  • Contributi INPS deducibili (circa 4.500 euro) = base imponibile fiscale 29.000 euro
  • Imposta sostitutiva 15% = 4.350 euro (oppure 5% start-up = 1.450 euro)

Quando scegliere SRL o SAS per barber shop con soci

Quando il barber shop coinvolge piu soci (esempio: due barbieri amici che aprono insieme, oppure investitore + responsabile tecnico), la ditta individuale non e piu adatta. Le opzioni sono:

SAS (Societa in Accomandita Semplice)

  • Costi costituzione contenuti (1.500-2.500 euro)
  • Soci accomandatari: rispondono illimitatamente, gestiscono l’attivita (almeno uno deve essere acconciatore abilitato)
  • Soci accomandanti: rispondono solo per il capitale conferito, non possono gestire
  • Tassazione per trasparenza: gli utili sono attribuiti ai soci pro-quota e tassati IRPEF
  • Iscrizione INPS Artigiani per i soci che lavorano
  • Adatta a: due partner che vogliono lavorare insieme con divisione utili

SRL (Societa a Responsabilita Limitata)

  • Costi costituzione: 2.500-4.000 euro (notaio + Camera di Commercio)
  • Capitale sociale: minimo 1 euro (SRLS) o 10.000 euro (SRL ordinaria)
  • Responsabilita limitata al patrimonio sociale
  • Tassazione: IRES 24% sull’utile + IRAP 3,9% (in FVG aliquota 3,9%)
  • Soci che lavorano: iscritti INPS Artigiani con minimale
  • Distribuzione dividendi: tassati al 26% in capo al socio
  • Obbligo di contabilita ordinaria, bilancio depositato
  • Adatta a: barber shop con piu sedi, investitori esterni, aperture su catena

Per un primo barber shop con 2-3 soci la SAS e generalmente piu conveniente della SRL grazie ai costi di gestione piu bassi. La SRL diventa interessante quando il volume d’affari supera i 200.000 euro/anno, quando si vogliono limitare i rischi patrimoniali, o quando si pensa di aprire piu sedi.

Contributi INPS Artigiani 2026

I parrucchieri sono iscritti alla Gestione Artigiani INPS (Cassa Artigiani), che prevede contributi previdenziali calcolati su un reddito minimale e sull’eventuale eccedenza.

Aliquote 2026

  • Aliquota base: 24% per titolari, soci collaboratori, coadiuvanti
  • Aliquota collaboratori under 21: 23,25% (riduzione di 0,75 punti)
  • Massimale: 87.000 euro circa (riferimento INPS 2026)
  • Contributo aggiuntivo maternita: 7,44 euro/anno

Reddito minimale 2026

Il reddito minimale Artigiani 2026 e fissato in circa 17.500 euro. Sotto questa soglia di reddito, l’artigiano paga comunque i contributi sul minimale:

Contributo minimo Artigiani 2026 = 17.500 x 24% = circa 4.200 euro/anno

Questo importo e dovuto in 4 rate trimestrali (16 febbraio, 16 maggio, 16 agosto, 16 novembre) anche con fatturato zero.

Eccedenza sul minimale

Sul reddito che eccede il minimale (17.500 euro), si paga il 24% calcolato a saldo + acconto con il modello Redditi:

  • Esempio: reddito 33.500 euro (forfettario su 50K)
  • Eccedenza = 33.500 – 17.500 = 16.000 euro
  • Contributo eccedenza = 16.000 x 24% = 3.840 euro
  • Totale INPS = 4.200 + 3.840 = 8.040 euro

Riduzione 35% contributi per forfettari

I parrucchieri in regime forfettario possono richiedere la riduzione del 35% sui contributi INPS Artigiani, ai sensi dell’art. 1 c. 77 della Legge 190/2014. Si tratta di un’agevolazione molto vantaggiosa, ma con conseguenze previdenziali da considerare.

Come funziona

  • La riduzione si applica al 35% del contributo dovuto
  • Contributo minimo ridotto: 4.200 x 65% = circa 2.730 euro/anno
  • Il risparmio sul minimale e di circa 1.470 euro/anno
  • La riduzione si applica anche all’eccedenza sopra il minimale
  • La domanda va presentata entro il 28 febbraio dell’anno per cui si chiede l’agevolazione (per il 2026: entro 28 febbraio 2026)
  • Per le nuove attivita: domanda contestuale all’iscrizione INPS Artigiani

Conseguenze previdenziali

La riduzione comporta una corrispondente riduzione del valore previdenziale dei periodi accreditati. In pratica, pagando il 35% in meno, si accumula il 35% in meno di contribuzione utile per la pensione futura. La scelta va quindi ponderata:

  • Conviene per giovani in fase di start-up con cash flow limitato
  • Conviene per chi pensa di chiudere il forfettario in pochi anni e tornare al regime ordinario
  • Sconsigliata per chi e gia avanti con gli anni e vicino alla pensione
  • Sconsigliata per chi punta a una pensione adeguata e ha pochi altri anni di contributi

Quando conviene forfettario vs ordinario

La scelta tra forfettario e ordinario dipende dalla struttura dei costi reali. Vediamo le situazioni tipiche.

Conviene il forfettario

  • Fatturato sotto 85.000 euro
  • Costi reali inferiori al 33% del fatturato (struttura snella)
  • Lavoratore singolo senza dipendenti, o con un solo apprendista
  • Locale in affitto a canone modesto (sotto i 1.000 euro/mese)
  • Attrezzature gia ammortizzate o di valore contenuto
  • Vendita prodotti retail marginale o assente
  • Primi 5 anni di attivita (aliquota 5% start-up)

Conviene l’ordinario

  • Fatturato superiore a 85.000 euro
  • Costi reali superiori al 33% del fatturato
  • Affitto commerciale alto (oltre 1.500 euro/mese)
  • Investimenti rilevanti in attrezzature (oltre 30.000 euro)
  • Piu di 2 dipendenti o apprendisti
  • Vendita prodotti retail con margine significativo
  • Necessita di scaricare l’IVA su acquisti consistenti

Una regola pratica: se i costi reali superano i 28.000 euro su un fatturato di 85.000 (cioe oltre il 33%), il regime ordinario inizia a essere piu vantaggioso. Per fatturati inferiori a 60.000 euro, il forfettario e quasi sempre la scelta migliore per parrucchieri.

Attrezzature e costi apertura salone

Aprire un salone di acconciatura comporta un investimento iniziale che varia molto in base alla tipologia (parrucchiere unisex, barbiere classico, barber shop premium) e alla zona. Vediamo i costi medi.

Investimenti tipici (range 15.000-80.000 euro)

  • Cauzione e affitto locale: 3-6 mensilita anticipo (3.000-15.000 euro)
  • Ristrutturazione e adeguamento sanitario: 5.000-25.000 euro (impianti, pavimenti, idraulica)
  • Arredo: 5.000-25.000 euro (poltrone, specchiere, mobili reception)
  • Attrezzature: 3.000-12.000 euro (asciugacapelli, ferri, tagliacapelli, sterilizzatore)
  • Stock prodotti professionali: 1.500-5.000 euro
  • Insegna e branding: 1.000-5.000 euro
  • Software gestionale e POS: 500-1.500 euro
  • Pratiche burocratiche, SCIA, consulenze: 1.000-2.000 euro
  • Marketing iniziale e social: 1.000-5.000 euro

Attrezzature dettaglio

  • Poltrone professionali: 400-1.500 euro l’una
  • Specchiere: 200-800 euro l’una
  • Lavatesta: 600-2.000 euro l’una
  • Asciugacapelli professionali: 80-300 euro l’uno
  • Tagliacapelli e regolabarba: 50-250 euro l’uno
  • Ferri arricciacapelli/piastre: 50-200 euro l’uno
  • Sterilizzatore UV o autoclave: 200-1.500 euro
  • Casco asciugacapelli: 300-800 euro

Deducibilita in forfettario

Attenzione: in regime forfettario le attrezzature, l’arredo, gli stock di prodotti e tutte le altre spese di apertura NON sono deducibili dal reddito. L’abbattimento del 33% e gia incluso nel coefficiente di redditivita 67%, e non si possono dedurre costi reali in aggiunta.

Questo significa che se gli investimenti iniziali sono molto alti (oltre 30.000 euro), conviene valutare il regime ordinario che permette di ammortizzare le attrezzature in 5-7 anni e dedurre tutti i costi reali, oppure di scaricare l’IVA al 22% sugli acquisti.

Tariffe tipiche di taglio, colore e barba

Le tariffe medie praticate in Italia variano molto per zona geografica e tipologia di salone. Ecco un riferimento generale aggiornato al 2026.

Tariffe parrucchiere unisex

  • Taglio donna: 30-80 euro (capelli corti/lunghi)
  • Taglio uomo: 20-40 euro
  • Piega: 20-50 euro
  • Taglio bambino/bambina: 15-25 euro
  • Colore radici: 40-80 euro
  • Colore lunghezze: 60-120 euro
  • Meches/Balayage: 80-200 euro
  • Permanente: 60-130 euro
  • Trattamenti speciali (cheratina, botox capelli): 100-300 euro

Tariffe barber shop

  • Taglio uomo: 25-40 euro (barber shop premium)
  • Rasatura tradizionale con asciugamano caldo: 20-30 euro
  • Regolazione barba: 15-25 euro
  • Pacchetto taglio + barba: 40-60 euro
  • Pacchetto VIP (taglio, barba, asciugamano caldo, massaggio cuoio): 50-80 euro
  • Taglio bambino: 15-25 euro
  • Colorazione barba: 25-40 euro

Tariffe barbiere tradizionale

  • Taglio uomo: 15-25 euro
  • Rasatura: 10-15 euro
  • Barba: 8-15 euro
  • Taglio + barba: 20-35 euro

Fatturazione e corrispettivi telematici

I parrucchieri/barbieri operano principalmente con clientela privata, e per ogni prestazione devono emettere un documento fiscale. Le opzioni sono due:

Corrispettivo telematico (la prassi)

  • E il sistema standard per i parrucchieri che lavorano con clientela privata
  • Si emette un documento commerciale tramite registratore di cassa telematico (RT)
  • I corrispettivi vengono trasmessi automaticamente all’Agenzia delle Entrate ogni giorno
  • Il cliente riceve uno scontrino/documento commerciale per il pagamento
  • Per il forfettario: niente IVA, ma comunque obbligo di emissione del documento commerciale

Fattura elettronica (per richiesta o B2B)

  • Solo se il cliente la richiede esplicitamente (per detrazioni, spese aziendali)
  • Va emessa tramite SDI (Sistema di Interscambio)
  • Forfettari obbligati alla fattura elettronica dal 2024 (per chi ha fatturato 2022 superiore a 25.000 euro)
  • Nel 2025 e 2026: obbligo esteso a tutti i forfettari, indipendentemente dal fatturato

Registratore di cassa telematico 2026

Il registratore di cassa telematico (RT) e obbligatorio per tutti i parrucchieri/barbieri dal 2020. Trasmette automaticamente i corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate, sostituendo lo scontrino fiscale tradizionale.

Caratteristiche e costi

  • Costo nuovo RT: 700-1.500 euro
  • Adattamento RT esistente: 250-400 euro
  • Canone manutenzione annuale: 80-150 euro
  • Verifica periodica: ogni 2 anni circa, costo 60-100 euro
  • Software gestionale opzionale per integrazione: 30-100 euro/mese

Bonus fiscale RT

Per l’acquisto o l’adattamento del registratore di cassa telematico e prevista una detrazione IRPEF:

  • 50% del costo in 5 quote annuali
  • Massimale 250 euro per nuovo acquisto, 50 euro per adattamento
  • Si recupera direttamente nel modello Redditi (non spettante in forfettario perche niente IRPEF)
  • Per i forfettari: vantaggio limitato, ma comunque utile per la detrazione IVA al 22% sull’acquisto se in regime ordinario

Pagamenti elettronici e POS

Dal 30 giugno 2022 e obbligatorio accettare pagamenti con carte per tutti gli esercizi commerciali. Il salone deve dotarsi di POS, integrato con il registratore di cassa per semplificare le operazioni di cassa.

  • Sanzione mancata accettazione: 30 euro + 4% del valore della transazione
  • Costi medi POS: 0,5%-2% di commissioni + canone mensile 5-25 euro
  • Soluzioni alternative: SumUp, MyPos, Square, iZettle (POS mobile a costi ridotti)

Dipendenti, apprendisti e CCNL Acconciatura

I parrucchieri e barber shop applicano il CCNL Acconciatura, Estetica, Tricologia non curativa, Tatuaggio, Piercing e Centri Benessere, sottoscritto da Confartigianato, CNA, Casartigiani con CGIL, CISL, UIL e altre sigle. E il riferimento contrattuale obbligatorio per tutti i dipendenti del settore.

Inquadramenti tipici

  • Apprendista (3 anni durata massima): retribuzione progressiva, contributi ridotti per il datore
  • Operatore qualificato (livello 2): acconciatore qualificato senza esame di abilitazione
  • Tecnico qualificato (livello 3): acconciatore abilitato (con esame)
  • Tecnico specializzato (livello 4): acconciatore con specializzazione (es. colorista esperto)
  • Responsabile tecnico (livello 5): titolare o coordinatore di salone

Apprendistato

L’apprendistato professionalizzante e la formula piu utilizzata per assumere un giovane parrucchiere/barbiere. I vantaggi:

  • Durata massima 3 anni
  • Sottoinquadramento di 2 livelli rispetto alla qualifica finale
  • Contributi previdenziali ridotti per il datore (5% nei primi 3 anni in molti casi)
  • Sgravi regionali aggiuntivi (in FVG bando regionale apprendistato)
  • Costo orario ridotto rispetto al qualificato

Costi medi dipendente parrucchiere

  • Apprendista: 900-1.300 euro netti/mese, costo aziendale 1.300-1.700 euro
  • Tecnico qualificato: 1.300-1.700 euro netti/mese, costo aziendale 2.200-2.700 euro
  • Tecnico specializzato: 1.500-2.000 euro netti/mese, costo aziendale 2.500-3.300 euro

Appuntamenti online: Fresha, Treatwell e gestione fiscale

Le piattaforme di prenotazione online sono ormai uno standard per parrucchieri e barber shop. Le piu diffuse in Italia sono Fresha (gratuito), Treatwell (commissioni), Booksy (canone). Tutte permettono ai clienti di prenotare 24/7 e gestiscono in automatico le riconferme.

Fresha (gratuito + opzionali)

  • Software gratuito: agenda, gestione clienti, promozioni
  • Pagamenti integrati con commissione 1,29% + 0,30 euro
  • Marketplace clienti nuovi: 20% di commissione sul primo appuntamento di ogni nuovo cliente generato dal marketplace
  • Vantaggio fiscale: l’incasso dal cliente arriva sul conto del salone, da emettere documento commerciale come da prassi

Treatwell e Booksy

  • Treatwell: commissioni 30% sui clienti generati, oppure abbonamento per clientela propria
  • Booksy: canone fisso mensile (39-99 euro), no commissioni
  • Da inserire le commissioni come costi nei registri IVA (regime ordinario) o ininfluenti in forfettario

Vendita prodotti retail in salone

Molti saloni e barber shop affiancano alla prestazione la vendita di prodotti professionali: shampoo, balsami, oli da barba, cere, pomate, accessori. La vendita retail e una fonte di reddito accessoria importante con marginalita superiori al 50%.

Aspetti fiscali

  • La vendita e compresa nel codice ATECO 96.02.01 come attivita complementare
  • Regime ordinario: IVA al 22% sulla vendita, IVA detraibile sull’acquisto da fornitori, costi deducibili
  • Regime forfettario: incluso nel fatturato totale (limite 85.000 euro), tassato al 67% di redditivita
  • Margini tipici: 50-60% sul prezzo di acquisto

Quando conviene

La vendita retail conviene soprattutto:

  • Nei barber shop premium, dove il cliente associa il prodotto al servizio (oli da barba, cere)
  • Per saloni con brand riconoscibile e clientela fidelizzata
  • Quando si dispone di spazio espositivo dedicato (vetrine, scaffali)
  • Con linee professionali esclusive non disponibili nelle catene retail

Pubblicita, Instagram e TikTok per il barber shop

I parrucchieri e soprattutto i barber shop hanno trovato nei social media il canale di marketing piu efficace e a basso costo. Instagram e TikTok sono diventati strumenti fondamentali per acquisire clientela, soprattutto giovane.

Instagram per parrucchieri

  • Foto before/after di tagli e colori: il contenuto piu efficace
  • Reels di tagli/colorazioni in time-lapse: alta visibilita organica
  • Stories quotidiane con il dietro le quinte del salone
  • Hashtag locali: #parrucchiereudine, #barbershopudine, #fvg
  • Collaborazioni con micro-influencer locali
  • Funzione “Prenota” integrata con Fresha/Treatwell

TikTok per barber shop

  • Trasformazioni di taglio: contenuto virale per eccellenza
  • Tutorial brevi su tagli e barba
  • “Day in the life” del barbiere
  • Trend music + taglio: alta probabilita di virale
  • Reach organico ancora elevato (a differenza di Instagram)

Aspetti normativi e fiscali

  • Pubblicare foto di clienti richiede consenso esplicito per privacy (firma modulo o consenso digitale)
  • Spese pubblicitarie deducibili in regime ordinario (Facebook Ads, Instagram Ads, Google Ads)
  • In forfettario, niente deducibilita ma neanche obblighi particolari
  • Le collaborazioni con influencer richiedono fattura del compenso (anche se in cambio di servizi gratuiti, va valorizzato come permuta)

Esempi di calcolo tasse: 40K, 65K, 85K

Vediamo tre scenari concreti per capire quanto guadagna realmente un parrucchiere/barber shop al netto di tasse e contributi nel 2026, con confronto tra forfettario e regime ordinario.

Scenario 1: barber shop start-up – 40.000 euro fatturato

Forfettario start-up (5%, riduzione 35% INPS):

  • Reddito imponibile = 40.000 x 67% = 26.800 euro
  • INPS Artigiani con riduzione 35% = circa 2.730 euro (sul minimale di 17.500 x 24% x 65%)
  • Reddito al netto INPS = 26.800 – 2.730 = 24.070 euro
  • Imposta sostitutiva 5% = 24.070 x 5% = 1.203 euro
  • Costi reali (affitto, utenze, prodotti): stimati 8.000 euro (non deducibili in forfettario)
  • Netto in tasca = 40.000 – 8.000 – 2.730 – 1.203 = 28.067 euro

Regime ordinario:

  • Reddito = 40.000 – 8.000 (costi reali) = 32.000 euro lordi
  • INPS Artigiani senza riduzione = circa 4.700 euro (4.200 minimale + eccedenza)
  • Reddito al netto INPS = 32.000 – 4.700 = 27.300 euro
  • IRPEF: 23% fino a 28.000 = 6.279 euro – detrazioni circa 1.880 euro = circa 4.400 euro
  • Addizionali = circa 600 euro
  • Netto in tasca = 40.000 – 8.000 – 4.700 – 4.400 – 600 = 22.300 euro

Verdetto: forfettario start-up vince di circa 5.700 euro/anno

Scenario 2: barber shop rodato – 65.000 euro fatturato

Forfettario (15%, riduzione 35% INPS):

  • Reddito imponibile = 65.000 x 67% = 43.550 euro
  • INPS Artigiani con riduzione 35% sull’eccedenza:
  • Minimale ridotto = 2.730 euro
  • Eccedenza = 43.550 – 17.500 = 26.050 x 24% x 65% = 4.064 euro
  • Totale INPS = 2.730 + 4.064 = circa 6.800 euro
  • Reddito al netto INPS = 43.550 – 6.800 = 36.750 euro
  • Imposta sostitutiva 15% = 36.750 x 15% = 5.512 euro
  • Costi reali stimati: 18.000 euro (locale piu grande, 1 dipendente part-time, prodotti)
  • Netto in tasca = 65.000 – 18.000 – 6.800 – 5.512 = 34.688 euro

Regime ordinario:

  • Reddito = 65.000 – 18.000 = 47.000 euro lordi
  • INPS Artigiani = circa 11.300 euro
  • Reddito al netto INPS = 47.000 – 11.300 = 35.700 euro
  • IRPEF: 23% fino 28K + 35% da 28K a 35.700 = 6.440 + 2.695 = 9.135 – detrazioni 1.880 = circa 7.250 euro
  • Addizionali = circa 800 euro
  • Netto in tasca = 65.000 – 18.000 – 11.300 – 7.250 – 800 = 27.650 euro

Verdetto: forfettario vince di circa 7.000 euro/anno

Scenario 3: salone strutturato – 85.000 euro fatturato (limite forfettario)

Forfettario (15%, riduzione 35% INPS):

  • Reddito imponibile = 85.000 x 67% = 56.950 euro
  • INPS Artigiani con riduzione 35%:
  • Minimale ridotto = 2.730 euro
  • Eccedenza = 56.950 – 17.500 = 39.450 x 24% x 65% = 6.154 euro
  • Totale INPS = 2.730 + 6.154 = circa 8.880 euro
  • Reddito al netto INPS = 56.950 – 8.880 = 48.070 euro
  • Imposta sostitutiva 15% = 48.070 x 15% = 7.210 euro
  • Costi reali stimati: 30.000 euro (2 dipendenti, locale ampio, prodotti)
  • Netto in tasca = 85.000 – 30.000 – 8.880 – 7.210 = 38.910 euro

Regime ordinario:

  • Reddito = 85.000 – 30.000 = 55.000 euro lordi
  • INPS Artigiani = circa 13.200 euro
  • Reddito al netto INPS = 55.000 – 13.200 = 41.800 euro
  • IRPEF: 23% fino 28K + 35% da 28K a 41.800 = 6.440 + 4.830 = 11.270 – detrazioni 1.880 = circa 9.400 euro
  • Addizionali = circa 950 euro
  • Netto in tasca = 85.000 – 30.000 – 13.200 – 9.400 – 950 = 31.450 euro

Verdetto: forfettario vince di circa 7.500 euro/anno

Importante: questi calcoli ipotizzano costi reali pari al 33-35% del fatturato. Se i costi reali superano significativamente il 33% (ad esempio in saloni con grandi locali, piu dipendenti, attrezzature di alta gamma), il regime ordinario diventa piu conveniente. Si consiglia di fare due conti precisi prima della scelta.

FAQ – Domande frequenti

Posso aprire un barber shop senza essere parrucchiere?

Si, ma e necessario nominare un responsabile tecnico abilitato (acconciatore con esame di abilitazione superato), che deve essere presente nel salone durante l’attivita o garantirne la supervisione effettiva. La forma giuridica tipica in questo caso e la SAS o la SRL, dove l’investitore detiene quote ma il responsabile tecnico e dipendente o socio operativo.

Qual e il coefficiente forfettario corretto per il parrucchiere?

Il codice ATECO 96.02.01 (Servizi dei parrucchieri) rientra nel gruppo “Altre attivita economiche” del regime forfettario, con coefficiente di redditivita del 67%. Significa che il 67% del fatturato e considerato reddito imponibile, mentre il 33% e abbattimento forfettario per i costi. Lo stesso coefficiente vale anche per le estetiste (96.02.02).

Quanto costa aprire un barber shop a Udine?

L’investimento iniziale per un barber shop di medie dimensioni a Udine va da 25.000 a 60.000 euro: cauzione e ristrutturazione locale 8.000-20.000, arredo e attrezzature 10.000-25.000, stock prodotti 2.000-5.000, marketing iniziale 2.000-5.000, pratiche burocratiche 1.000-2.000. Per un barber shop premium con location centrale si puo arrivare a 80.000 euro.

I 3 anni di lavoro come dipendente per la qualifica devono essere consecutivi?

No, devono essere svolti nell’arco di 5 anni ma non necessariamente in modo continuativo. Il requisito e di 3 anni di lavoro qualificato (non apprendistato) come dipendente in salone di acconciatura. Si possono cumulare periodi presso datori diversi, purche la qualifica contrattuale sia adeguata e attestata dalla busta paga.

Posso lavorare a domicilio come parrucchiere?

Si, la Legge 174/2005 ha aperto alla possibilita di esercitare anche presso il domicilio del cliente o presso il proprio domicilio (con specifici requisiti igienici). Resta comunque obbligatoria la qualifica di acconciatore abilitato, l’iscrizione all’Albo Artigiani e la SCIA al Comune di residenza. La tipologia “domiciliare” e adatta soprattutto a chi inizia l’attivita con investimenti minimi.

Devo iscrivermi all’INPS Artigiani anche se sono in forfettario?

Si, sempre. L’iscrizione all’INPS Gestione Artigiani e Commercianti e obbligatoria per natura dell’attivita (artigiano), indipendentemente dal regime fiscale. In forfettario si puo richiedere la riduzione del 35% sui contributi (entro 28 febbraio dell’anno), ma il contributo minimo annuale (circa 2.730 euro ridotto, 4.200 euro intero) e dovuto comunque, anche con fatturato pari a zero.

Quale forma giuridica scegliere per due barbieri che aprono insieme?

Per due barbieri amici/colleghi che vogliono aprire insieme, la SAS (Societa in Accomandita Semplice) e generalmente la scelta migliore: costi di costituzione contenuti (1.500-2.500 euro), tassazione per trasparenza (utili divisi e tassati IRPEF), gestione semplice. Entrambi possono essere soci accomandatari (gestori) con responsabilita limitata al capitale conferito. La SRL diventa preferibile per fatturati oltre 200.000 euro o aperture multi-sede.

Le commissioni di Fresha e Treatwell sono deducibili?

In regime ordinario si: le commissioni delle piattaforme (Treatwell 30% sui clienti generati, Fresha 20% solo sul primo appuntamento, Booksy canone fisso) sono costi deducibili dal reddito d’impresa, e l’IVA e detraibile. Le piattaforme estere emettono fattura con reverse charge (autoliquidazione IVA). In regime forfettario, le commissioni non sono deducibili (l’abbattimento e gia incluso nel coefficiente 67%).

Posso aprire un barber shop con la formula della partita IVA forfettaria sotto i 25 anni?

Si, sotto i 35 anni (e in alcuni bandi regionali sotto i 40) sono disponibili incentivi specifici per giovani imprenditori: ON Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero (Invitalia), Resto al Sud (per Friuli VG limitato a Sappada), bandi regionali del Friuli Venezia Giulia per artigiani giovani. Il forfettario start-up al 5% nei primi 5 anni e gia di per se molto vantaggioso e si applica indipendentemente dall’eta, a condizione di non aver svolto attivita d’impresa nei 3 anni precedenti.

Quale CCNL si applica al mio dipendente parrucchiere?

Si applica il CCNL Acconciatura, Estetica, Tricologia non curativa, Tatuaggio, Piercing e Centri Benessere, sottoscritto dalle associazioni datoriali artigiane (Confartigianato, CNA, Casartigiani) e dai sindacati confederali (CGIL, CISL, UIL). Prevede 5 livelli di inquadramento, dall’apprendista al responsabile tecnico, con tabelle retributive aggiornate periodicamente. La forma di assunzione piu utilizzata per i giovani e l’apprendistato professionalizzante (durata 3 anni).

Conclusioni: aprire un parrucchiere o barber shop nel 2026

Aprire la partita IVA come parrucchiere o barber shop nel 2026 e una scelta imprenditoriale solida ma articolata, che richiede una qualifica professionale specifica (acconciatore abilitato per Legge 174/2005), un investimento iniziale significativo (15.000-80.000 euro) e una pianificazione fiscale attenta tra forfettario e regime ordinario.

Il regime forfettario al 67% di redditivita con riduzione INPS del 35% e generalmente la scelta piu conveniente per fatturati fino a 85.000 euro, soprattutto nei primi 5 anni grazie all’aliquota start-up al 5%. Per fatturati superiori, attivita strutturate con piu dipendenti o investimenti rilevanti, conviene il regime ordinario con deducibilita reale dei costi.

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste parrucchieri, barbieri e barber shop di Udine e provincia in tutte le fasi: valutazione preliminare del business plan, scelta della forma giuridica (ditta individuale, SAS, SRL), iscrizione all’Albo Artigiani e all’INPS Gestione Artigiani, gestione contabile in regime ordinario o forfettario, dichiarazione redditi annuale, gestione dipendenti e apprendisti, consulenza per aperture multiple e franchising.

Per una consulenza personalizzata, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine, telefono 0432 1638640, WhatsApp 366 6018121, email info@centrofiscale.com.

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Giugno 18, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-18 08:00:002026-05-23 07:42:21Partita IVA Parrucchiere e Barber Shop 2026: Guida Apertura e Tasse

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