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Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il mese di giugno 2026 è uno dei più impegnativi dell’anno fiscale italiano. Con la prima rata IMU in scadenza il 16 giugno, il saldo IRPEF e il primo acconto entro il 30 giugno, le ritenute su lavoro dipendente e autonomo, i contributi INPS e la prosecuzione dell’invio del Modello 730, i contribuenti devono pianificare con attenzione ogni adempimento per evitare sanzioni e maggiorazioni.

In questa guida completa, aggiornata alle disposizioni dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, troverai il calendario dettagliato di tutte le scadenze fiscali di giugno 2026, con indicazioni pratiche su importi, codici tributo F24 e modalità di pagamento. Se hai perso le scadenze del mese precedente, puoi consultare anche il nostro articolo sulle scadenze fiscali di maggio 2026.

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Indice dei contenuti

  1. Calendario completo scadenze giugno 2026
  2. IMU prima rata: acconto 16 giugno 2026
  3. IRPEF, ritenute e addizionali: 16 giugno
  4. IVA mensile maggio: versamento 16 giugno
  5. Contributi INPS giugno 2026
  6. Contributi colf e badanti: 10 giugno
  7. Saldo IRPEF e primo acconto: 30 giugno
  8. Dichiarazione IMU: 30 giugno
  9. Diritto annuale Camera di Commercio
  10. Modello 730: perché conviene inviarlo entro giugno
  11. LIPE primo trimestre: scadenza e sanzioni
  12. Come evitare sanzioni: il ravvedimento operoso
  13. FAQ – Domande frequenti

Calendario completo scadenze fiscali giugno 2026

Ecco il calendario dettagliato di tutte le principali scadenze fiscali di giugno 2026, organizzato giorno per giorno secondo lo Scadenzario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Giugno è un mese particolarmente denso di adempimenti: dal versamento dell’IMU alle imposte sui redditi, dalle ritenute ai contributi previdenziali.

DataAdempimentoChi deve adempiereCodice Tributo
10 giugnoContributi colf, badanti e lavoratori domestici (2a rata trimestrale)Datori di lavoro domesticoMAV/PagoPA INPS
16 giugnoIMU – Prima rata (acconto)Proprietari di immobili (esclusa abitazione principale non di lusso)3912-3916-3918-3925
16 giugnoIRPEF ritenute lavoro dipendente e assimilati (maggio)Sostituti d’imposta (datori di lavoro)1001
16 giugnoIRPEF ritenute lavoro autonomo e provvigioni (maggio)Sostituti d’imposta1040
16 giugnoAddizionali regionali e comunali IRPEF (rata mensile)Sostituti d’imposta3802-3848
16 giugnoIVA mensile – Liquidazione maggioContribuenti IVA mensili6005
16 giugnoContributi INPS gestione separata (committenti, maggio)Committenti e collaboratoriCXX
16 giugnoINPS contributi dipendenti (maggio)Datori di lavoroDM10/UniEmens
25 giugnoINTRASTAT mensile (operazioni maggio)Operatori intracomunitari mensili
30 giugnoSaldo IRPEF 2025 e primo acconto IRPEF 2026Persone fisiche, soci di società di persone4001 (saldo) – 4033 (acconto)
30 giugnoSaldo IRAP 2025 e primo acconto IRAP 2026Soggetti IRAP (imprese, professionisti)3800 (saldo) – 3812 (acconto)
30 giugnoSaldo e primo acconto imposta sostitutiva forfettariContribuenti regime forfettario1792 (saldo) – 1790 (acconto)
30 giugnoContributi INPS artigiani e commercianti (saldo + 1° acconto)Artigiani, commercianti, forfettariDa Redditi PF
30 giugnoContributi INPS gestione separata (saldo + 1° acconto)Professionisti senza cassaDa Redditi PF
30 giugnoDichiarazione IMU per variazioni anno 2025Proprietari con variazioni immobiliari
30 giugnoDiritto annuale Camera di CommercioImprese iscritte al Registro Imprese3850
30 giugnoImposta di bollo fatture elettroniche (1° trimestre, se > 5.000 euro)Soggetti IVA con fattura elettronica2521

Nota importante: quando la scadenza cade di sabato o domenica, il termine viene automaticamente prorogato al primo giorno lavorativo successivo. Nel 2026 il 16 giugno cade di martedì e il 30 giugno di martedì, quindi non ci sono proroghe automatiche.

IMU prima rata 2026: acconto entro il 16 giugno

La scadenza più attesa di giugno è senza dubbio l’IMU – Imposta Municipale Unica. Il 16 giugno 2026 scade il termine per il versamento della prima rata (acconto), pari al 50% dell’imposta dovuta per l’intero anno, calcolata sulle aliquote dell’anno precedente.

Chi deve pagare l’IMU

L’IMU è dovuta da proprietari, titolari di diritti reali (usufrutto, uso, abitazione, superficie) e locatari finanziari su:

  • Seconde case e immobili diversi dall’abitazione principale
  • Abitazioni principali di lusso (categorie catastali A/1, A/8 e A/9)
  • Terreni agricoli (con eccezioni per zone montane e collinari)
  • Aree fabbricabili
  • Immobili commerciali, capannoni, uffici

Esenzione abitazione principale: l’abitazione principale non di lusso (categorie da A/2 ad A/7) e le relative pertinenze (una per ciascuna categoria C/2, C/6, C/7) sono esenti dall’IMU. Questo significa che se possiedi solo la casa dove vivi, non devi pagare nulla.

Come si calcola l’acconto IMU

L’acconto IMU si calcola con questa formula:

Rendita catastale + 5% rivalutazione x moltiplicatore catastale x aliquota comunale / 2 = Acconto IMU

Facciamo un esempio pratico: supponiamo che Mario possieda una seconda casa a Udine con rendita catastale di 500 euro, categoria A/3. Il calcolo sarà:

  • Rendita rivalutata: 500 + 5% = 525 euro
  • Base imponibile: 525 x 160 (moltiplicatore per cat. A) = 84.000 euro
  • IMU annua: 84.000 x 10,6 per mille (aliquota ordinaria) = 890,40 euro
  • Acconto 16 giugno: 890,40 / 2 = 445,20 euro

Codici tributo F24 per l’IMU

Codice TributoTipologia immobile
3912Abitazione principale di lusso e pertinenze (A/1, A/8, A/9)
3916Aree fabbricabili
3918Altri fabbricati (seconde case, uffici, negozi)
3925Immobili categoria D – Quota Stato
3930Immobili categoria D – Quota Comune (incremento)
3914Terreni agricoli

Il versamento si effettua tramite Modello F24, compilando la sezione “IMU e altri tributi locali” con il codice del Comune di ubicazione dell’immobile. È possibile pagare in banca, ufficio postale, oppure online tramite il servizio F24 web dell’Agenzia delle Entrate.

IRPEF, ritenute e addizionali: scadenza 16 giugno

Il 16 giugno 2026 è anche la data in cui i sostituti d’imposta (datori di lavoro, aziende, professionisti che pagano collaboratori) devono versare le ritenute operate nel mese di maggio. Si tratta di un adempimento mensile che riguarda milioni di imprese e professionisti.

Ritenute da versare entro il 16 giugno

  • IRPEF ritenute lavoro dipendente (codice tributo 1001): trattenute sugli stipendi di maggio
  • IRPEF ritenute lavoro autonomo (codice tributo 1040): ritenute d’acconto su compensi a professionisti
  • IRPEF ritenute su provvigioni (codice tributo 1040): per agenti e rappresentanti
  • Addizionali regionali IRPEF (codice tributo 3802): rata mensile dell’addizionale regionale
  • Addizionali comunali IRPEF (codice tributo 3848): rata mensile dell’addizionale comunale in acconto

Tutti i versamenti si effettuano con Modello F24 telematico. I datori di lavoro con più di 15 dipendenti sono obbligati alla presentazione telematica tramite Entratel o Fisconline.

IVA mensile maggio: versamento entro il 16 giugno

I contribuenti IVA con liquidazione mensile devono versare entro il 16 giugno l’IVA risultante dalla liquidazione relativa al mese di maggio 2026. Il codice tributo da utilizzare nel Modello F24 è il 6005 (IVA versamento mensile – maggio).

Sono obbligati alla liquidazione mensile dell’IVA i soggetti che nell’anno precedente hanno realizzato un volume d’affari superiore a 400.000 euro (per attività di servizi) o 800.000 euro (per altre attività). Chi si trova sotto queste soglie, di norma, liquida l’IVA trimestralmente.

I contribuenti in regime forfettario sono invece esenti dalla liquidazione IVA: non addebitano IVA in fattura e non devono effettuare alcun versamento periodico.

Contributi INPS giugno 2026

Il mese di giugno prevede diverse scadenze per i contributi previdenziali INPS, che variano in base alla tipologia di lavoratore e alla gestione di appartenenza.

16 giugno: contributi dipendenti e gestione separata (mensili)

  • Contributi INPS dipendenti: i datori di lavoro versano tramite modello DM10/UniEmens i contributi relativi agli stipendi di maggio
  • Contributi gestione separata (committenti): le aziende che si avvalgono di collaboratori coordinati e continuativi versano la quota di contributi gestione separata del mese di maggio

30 giugno: saldo e primo acconto artigiani, commercianti e gestione separata

I contribuenti che presentano il Modello Redditi PF devono versare entro il 30 giugno:

  • Saldo contributi INPS 2025 (eccedenza minimo per artigiani/commercianti, saldo gestione separata)
  • Primo acconto contributi 2026 (pari al 40% del totale dovuto per l’anno)

Questo vale per artigiani, commercianti e professionisti senza cassa iscritti alla gestione separata INPS. Chi opera in regime forfettario può beneficiare della riduzione contributiva del 35%, ma deve aver presentato apposita domanda all’INPS.

Contributi colf e badanti: scadenza 10 giugno

I datori di lavoro domestico (famiglie che impiegano colf, badanti, babysitter, assistenti familiari) devono versare entro il 10 giugno 2026 la seconda rata trimestrale dei contributi previdenziali INPS, relativa al periodo aprile-maggio-giugno 2026.

Il pagamento si effettua tramite bollettino MAV o PagoPA, disponibili nel portale INPS sezione “Lavoratori domestici”. In alternativa, è possibile utilizzare l’app IO o i canali bancari abilitati a PagoPA. Per una guida completa su come gestire il rapporto di lavoro domestico, consulta il nostro approfondimento dedicato.

Importo indicativo: i contributi per colf e badanti variano in base alla retribuzione oraria effettiva e al numero di ore lavorate. Per una badante convivente con retribuzione di circa 7,50 euro/ora, i contributi trimestrali si aggirano intorno a 300-400 euro.

Saldo IRPEF e primo acconto: la grande scadenza del 30 giugno

Il 30 giugno 2026 è una delle date più importanti dell’anno fiscale: entro questo termine scade il versamento del saldo IRPEF 2025 e del primo acconto IRPEF 2026 per tutti i contribuenti che presentano il Modello Redditi PF. Questa scadenza riguarda partite IVA, liberi professionisti, imprenditori individuali e chiunque abbia redditi non soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta.

Come si calcola il saldo e l’acconto

  • Saldo IRPEF 2025 (codice tributo 4001): differenza tra l’imposta dovuta per il 2025 e quanto già versato con gli acconti durante l’anno
  • Primo acconto IRPEF 2026 (codice tributo 4033): pari al 40% dell’acconto totale dovuto (che è il 100% dell’IRPEF dell’anno precedente se superiore a 51,65 euro)

Differimento al 30 luglio con maggiorazione 0,40%

Chi non riesce a rispettare la scadenza del 30 giugno può versare entro il 30 luglio 2026, applicando una maggiorazione dello 0,40% sull’importo dovuto a titolo di interesse. Ad esempio, su un saldo di 1.000 euro, la maggiorazione sarà di soli 4 euro. È un’opzione utile per chi ha bisogno di qualche settimana in più per organizzare la liquidità.

Esempio pratico: Lucia, freelance con partita IVA forfettaria, ha un saldo imposta sostitutiva 2025 di 2.500 euro e un primo acconto 2026 di 1.200 euro. Se paga entro il 30 giugno, versa 3.700 euro. Se paga entro il 30 luglio, versa 3.700 + 14,80 (0,40%) = 3.714,80 euro.

Dichiarazione IMU: scadenza 30 giugno

Oltre al versamento dell’acconto, il 30 giugno 2026 è anche il termine per la presentazione della dichiarazione IMU relativa alle variazioni avvenute nel corso del 2025. La dichiarazione IMU non va confusa con il pagamento: serve a comunicare al Comune le variazioni che incidono sul calcolo dell’imposta.

Quando è obbligatoria la dichiarazione IMU

La dichiarazione IMU va presentata quando nel corso dell’anno precedente si sono verificate variazioni non conoscibili dal Comune attraverso le banche dati catastali, ad esempio:

  • Immobili che hanno acquisito o perso il diritto all’esenzione (es. cambio di residenza)
  • Immobili concessi in comodato d’uso gratuito a parenti in linea retta (riduzione 50%)
  • Immobili inagibili o inabitabili
  • Aree diventate fabbricabili
  • Immobili di interesse storico/artistico
  • Variazioni di quote di possesso tra comproprietari

La dichiarazione si presenta al Comune dove si trova l’immobile, utilizzando il modello ministeriale approvato con decreto del MEF. La presentazione può avvenire in forma cartacea, raccomandata o tramite PEC.

Diritto annuale Camera di Commercio: 30 giugno

Le imprese iscritte al Registro delle Imprese devono versare entro il 30 giugno 2026 il diritto annuale alla Camera di Commercio di competenza. Il pagamento si effettua tramite Modello F24 con il codice tributo 3850.

L’importo varia in base alla forma giuridica e al fatturato dell’impresa:

  • Imprese individuali: importo fisso di circa 53 euro (per la sede) + 11 euro per ogni unità locale
  • Società di persone: importo variabile in base al fatturato, con un minimo di circa 120 euro
  • Società di capitali: calcolato in base al fatturato con aliquote progressive

Anche per il diritto camerale vale la possibilità di differimento al 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%, in quanto il versamento segue le stesse tempistiche delle imposte sui redditi.

Modello 730: perché conviene inviarlo entro giugno

Anche se la scadenza ufficiale del 730 precompilato 2026 è fissata al 30 settembre 2026, conviene inviare la dichiarazione entro la fine di giugno per un motivo molto pratico: il rimborso IRPEF in busta paga.

L’Agenzia delle Entrate elabora le dichiarazioni in ordine di arrivo. Chi invia il 730 entro giugno riceve il rimborso generalmente nella busta paga di luglio o agosto. Chi invia a settembre potrebbe ricevere il rimborso solo a ottobre o novembre.

Date chiave per il 730/2026

  • 30 aprile 2026: disponibilità 730 precompilato online
  • 20 maggio 2026: inizio invio 730 precompilato
  • Entro giugno: invio consigliato per rimborso rapido
  • 30 settembre 2026: termine ultimo per l’invio

Se hai dubbi su detrazioni fiscali e documenti da presentare, il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione e nell’invio del Modello 730, verificando che tutte le spese detraibili siano correttamente inserite.

LIPE primo trimestre: scadenza e sanzioni

La Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA (LIPE) relativa al primo trimestre 2026 (gennaio-febbraio-marzo) ha scadenza il 31 maggio. Se non è stata inviata in tempo, giugno è il mese per regolarizzare la posizione con il ravvedimento operoso.

Sanzioni per ritardo LIPE

  • Sanzione base: da 500 a 2.000 euro per ogni comunicazione omessa o errata
  • Ravvedimento entro 15 giorni: sanzione ridotta a 1/10 = 50 euro
  • Ravvedimento entro 90 giorni: sanzione ridotta a 1/9 = circa 55,56 euro
  • Ravvedimento entro 1 anno: sanzione ridotta a 1/8 = 62,50 euro

Se la LIPE viene corretta spontaneamente entro 15 giorni dalla scadenza originale, la sanzione è dimezzata a 250 euro (prima dell’applicazione delle riduzioni da ravvedimento). Conviene quindi regolarizzare il prima possibile per minimizzare l’importo.

Come evitare sanzioni: il ravvedimento operoso

Se hai dimenticato una scadenza fiscale o non sei riuscito a pagare in tempo, il ravvedimento operoso è lo strumento che ti permette di regolarizzare la tua posizione pagando sanzioni ridotte. È una delle agevolazioni più importanti del sistema fiscale italiano: più tempestivo è il pagamento, minore sarà la sanzione.

Riduzioni delle sanzioni con ravvedimento

TempisticaRiduzione sanzioneSanzione effettiva
Entro 14 giorni (ravvedimento sprint)1/15 al giorno0,1% per ogni giorno di ritardo
Entro 30 giorni (ravvedimento breve)1/10 del minimo1,5% dell’imposta
Entro 90 giorni (ravvedimento intermedio)1/9 del minimo1,67% dell’imposta
Entro 1 anno (ravvedimento lungo)1/8 del minimo3,75% dell’imposta
Entro 2 anni1/7 del minimo4,29% dell’imposta
Oltre 2 anni1/6 del minimo5% dell’imposta

Esempio pratico: hai dimenticato di pagare l’acconto IMU di 500 euro il 16 giugno. Se paghi entro il 16 luglio (30 giorni), la sanzione sarà 500 x 1,5% = 7,50 euro, più gli interessi legali. Un costo minimo rispetto alle sanzioni piene che possono arrivare al 30% dell’importo.

Per calcolare correttamente il ravvedimento operoso e compilare il Modello F24 con i codici tributo appropriati, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori ti aiuteranno a regolarizzare la posizione nel modo più conveniente possibile.

FAQ – Domande frequenti sulle scadenze fiscali di giugno 2026

Quando scade l’IMU prima rata 2026?

La prima rata IMU 2026 (acconto) scade il 16 giugno 2026. Si versa il 50% dell’imposta annua calcolata sulle aliquote dell’anno precedente, tramite Modello F24.

Posso pagare le imposte del 30 giugno in ritardo?

Sì, puoi versare il saldo IRPEF e il primo acconto entro il 30 luglio 2026 applicando una maggiorazione dello 0,40%. Oltre il 30 luglio, si applica il ravvedimento operoso con sanzioni crescenti.

Chi è esente dall’IMU sulla prima casa?

L’abitazione principale non di lusso (categorie catastali da A/2 ad A/7) e le relative pertinenze (una per ciascuna categoria C/2, C/6, C/7) sono esenti dall’IMU. Pagano solo le abitazioni di lusso (A/1, A/8, A/9).

Quando conviene inviare il 730?

Conviene inviare il 730 precompilato entro la fine di giugno per ricevere il rimborso IRPEF nella busta paga di luglio-agosto. La scadenza ufficiale è il 30 settembre, ma chi aspetta riceve il rimborso più tardi.

Cosa succede se non pago i contributi della colf entro il 10 giugno?

In caso di ritardo nel pagamento dei contributi per colf e badanti, si applicano sanzioni civili (interessi di mora) e una sanzione dal 30% al 60% dei contributi non versati. È possibile regolarizzare con ravvedimento operoso entro termini ragionevoli.

I forfettari devono pagare qualcosa il 30 giugno?

Sì, i contribuenti in regime forfettario devono versare entro il 30 giugno il saldo dell’imposta sostitutiva 2025 (codice tributo 1792) e il primo acconto 2026 (codice tributo 1790), oltre ai contributi INPS (saldo + primo acconto) alla gestione commercianti o separata.

Hai bisogno di assistenza per le scadenze fiscali?

Le scadenze di giugno sono tante e complesse: IMU, IRPEF, IVA, contributi INPS, dichiarazione IMU. Non rischiare sanzioni per una dimenticanza. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a rispettare tutti gli adempimenti, calcolare gli importi corretti e compilare i Modelli F24.

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