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Tag Archivio per: scadenze IMU 2026

CAF, IMU, TASI E MODELLO F24

Acconto IMU 2026: scadenza 16 giugno, calcolo, aliquote e versamento F24

calcolo imu CAF Udine

Indice dei contenuti

  1. Acconto IMU 2026: la scadenza del 16 giugno
  2. Chi deve pagare l’acconto IMU 2026
  3. Esenzioni e riduzioni IMU 2026
  4. Come si calcola l’acconto IMU 2026
  5. Aliquote IMU 2026: base nazionale e variazioni comunali
  6. Codici tributo F24 per il versamento dell’IMU 2026
  7. Esempio pratico: acconto IMU 2026 a Udine
  8. Ravvedimento operoso se paghi l’IMU in ritardo
  9. Domande frequenti sull’acconto IMU 2026

L’acconto IMU 2026 è una delle scadenze fiscali più importanti dell’anno per chi possiede immobili in Italia. Il prossimo 16 giugno 2026 milioni di proprietari dovranno versare la prima rata dell’Imposta Municipale Propria, pari al 50% dell’imposta annuale dovuta. Riguarda seconde case, fabbricati commerciali, terreni edificabili, capannoni e in alcuni casi anche immobili di lusso adibiti ad abitazione principale.

In questa guida pratica vediamo nel dettaglio come calcolare l’acconto IMU 2026, quali sono le aliquote IMU 2026 applicabili, i codici tributo F24 da usare per il pagamento, le esenzioni previste e un esempio concreto per il Comune di Udine. Se hai dubbi su quanto devi versare, alla fine trovi l’invito a richiedere assistenza al CAF Centro Fiscale di Udine, che si occupa di calcolo e compilazione del modello F24 sia in sede che online.

Acconto IMU 2026: la scadenza del 16 giugno

La scadenza dell’acconto IMU 2026 è fissata per martedì 16 giugno 2026. Si tratta della prima delle due rate previste dalla legge: l’acconto a giugno e il saldo entro il 16 dicembre 2026. La regola generale è semplice: con l’acconto si versa il 50% dell’imposta annuale, calcolato sulla base delle aliquote deliberate dal Comune nell’anno precedente. A dicembre, invece, si conguaglierà la differenza tenendo conto delle eventuali nuove aliquote 2026 approvate dal Comune entro il 28 ottobre.

Questa regola è importante per evitare confusione: a giugno si paga sempre sulle aliquote 2025, anche se l’anno d’imposta è il 2026. Solo a dicembre si applicheranno le aliquote definitive del 2026, recuperando o restituendo eventuali differenze. Chi preferisce semplificare può anche versare l’intera IMU annuale in un’unica soluzione entro il 16 giugno, ma in questo caso si rinuncia alla possibilità di aggiornare i conti a fine anno.

L’IMU si paga esclusivamente tramite modello F24, compilabile in forma cartacea (banca, posta) oppure telematica (home banking, portale Agenzia Entrate, intermediari abilitati come il CAF). Non sono ammessi altri canali di pagamento: niente bonifico diretto al Comune, niente bollettino postale. Solo F24, con i corretti codici tributo che vedremo più avanti.

Chi deve pagare l’acconto IMU 2026

L’acconto IMU 2026 riguarda tutti i soggetti che, al 1° gennaio 2026, risultano titolari di un diritto reale su un immobile soggetto all’imposta. Più precisamente, sono tenuti al versamento:

  • i proprietari di fabbricati, aree edificabili e terreni agricoli;
  • i titolari di diritto di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi o superficie;
  • il locatario di immobili concessi in leasing (dalla data della stipula del contratto);
  • il concessionario di aree demaniali;
  • il coniuge superstite che ha ricevuto il diritto di abitazione per legge sulla casa coniugale.

Un punto fondamentale dell’IMU prima casa 2026 è l’esenzione generale: chi possiede un’abitazione principale non di lusso non paga l’IMU. Le categorie catastali esentate sono tutte tranne A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi storici). Quindi se vivi nella tua casa di residenza in categoria A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 o A/7, non devi versare nulla. L’esenzione si estende anche alle pertinenze (cantina, garage, soffitta) classificate C/2, C/6 o C/7, ma solo una per categoria.

Diverso il discorso per la IMU seconda casa: qui l’imposta è sempre dovuta, indipendentemente dal fatto che sia una casa vacanza, un appartamento dato in affitto, una casa ereditata o un immobile sfitto. In caso di comproprietà, ogni comproprietario paga la propria quota in base alla percentuale di possesso e ai mesi dell’anno in cui è stato titolare. Ad esempio, se due fratelli ereditano una seconda casa al 50% ciascuno, ognuno pagherà metà dell’imposta totale.

Esenzioni e riduzioni IMU 2026

Oltre all’esenzione per l’abitazione principale non di lusso, la normativa prevede diverse casistiche di esenzione e riduzione dell’IMU. Conoscerle è importante perché permette di non pagare imposte che non sono dovute. Vediamo le principali.

Immobili totalmente esenti

  • Abitazione principale non di lusso (categorie A/2-A/7) e relative pertinenze;
  • Terreni agricoli situati in zone montane o di collina svantaggiate;
  • Terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali (IAP) iscritti alla previdenza agricola;
  • Fabbricati rurali strumentali all’attività agricola;
  • Immobili di interesse storico, artistico o culturale destinati a uso non commerciale;
  • Fabbricati destinati a uso esclusivamente religioso da enti ecclesiastici;
  • Immobili occupati abusivamente, a condizione che il proprietario abbia presentato regolare denuncia all’autorità giudiziaria.

Casi di riduzione del 50% della base imponibile

In alcune situazioni la legge consente di dimezzare la base imponibile IMU, riducendo così sensibilmente l’importo da versare:

  • Fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, previa perizia tecnica;
  • Fabbricati di interesse storico o artistico riconosciuti ai sensi del D.Lgs. 42/2004;
  • Unità immobiliari concesse in comodato d’uso gratuito a parenti in linea retta entro il primo grado (genitori e figli), con contratto registrato e a condizione che il comodante possieda massimo un altro immobile destinato a propria abitazione principale nello stesso Comune.

Riduzione del 25% per gli immobili in locazione a canone concordato

Per gli immobili concessi in locazione a canone concordato (legge 431/1998) l’imposta è ridotta al 75% (sconto del 25%). È una misura pensata per incentivare i proprietari a praticare canoni calmierati, soprattutto nelle aree ad alta tensione abitativa.

Come si calcola l’acconto IMU 2026

Il calcolo IMU 2026 segue una formula precisa che parte dalla rendita catastale dell’immobile (per i fabbricati) o dal reddito dominicale (per i terreni). La rendita catastale è il valore fiscale attribuito dal Catasto e si trova sulla visura catastale. Vediamo passo passo come si arriva all’importo da versare.

Passaggio 1: rivalutazione della rendita catastale

Il primo step è rivalutare la rendita catastale del 5% per i fabbricati e del 25% per i terreni. È un coefficiente fisso previsto dalla legge che serve ad aggiornare il valore catastale all’inflazione. In pratica, se la rendita catastale del tuo appartamento è 600 euro, la rendita rivalutata sarà 600 × 1,05 = 630 euro.

Passaggio 2: applicazione del moltiplicatore catastale

Al valore rivalutato si applica un moltiplicatore che varia in base alla categoria catastale dell’immobile. Il risultato è la base imponibile IMU su cui poi calcolare l’imposta. I principali moltiplicatori sono:

  • 160 per fabbricati abitativi (categoria A, escluso A/10), pertinenze (C/2, C/6, C/7) e magazzini;
  • 140 per collegi, scuole, caserme, ospedali pubblici (categoria B) e laboratori (C/3, C/4, C/5);
  • 80 per banche, uffici e studi privati (A/10 e D/5);
  • 65 per immobili a destinazione produttiva categoria D (esclusi D/5);
  • 55 per negozi e botteghe (C/1);
  • 135 per terreni agricoli (sul reddito dominicale rivalutato del 25%).

Continuando l’esempio precedente, se la rendita catastale rivalutata è 630 euro e l’immobile è in categoria A/3 (abitazione di tipo economico), la base imponibile IMU sarà 630 × 160 = 100.800 euro. Questo è il valore fiscale dell’immobile ai fini IMU, da non confondere con il valore di mercato.

Passaggio 3: applicazione dell’aliquota comunale

Sulla base imponibile si applica l’aliquota IMU 2026 deliberata dal Comune. La formula completa è quindi:

IMU annuale = Rendita catastale × 1,05 × Moltiplicatore × Aliquota comunale

Una volta ottenuta l’IMU annuale, per calcolare l’acconto IMU 2026 basta dividere per due: a giugno si versa il 50% dell’imposta totale. Il risultato va inoltre proporzionato ai mesi di possesso: se hai posseduto l’immobile per meno di 12 mesi (ad esempio l’hai ereditato a marzo o venduto a settembre), devi calcolare l’IMU solo per i mesi in cui sei stato proprietario. Si considera il mese intero se il possesso supera i 15 giorni.

Aliquote IMU 2026: base nazionale e variazioni comunali

Le aliquote IMU 2026 non sono uguali in tutti i Comuni d’Italia. La legge fissa un’aliquota base nazionale dello 0,86% (8,6 per mille), ma ogni Comune ha il potere di aumentarla fino a un massimo dell’1,06% (10,6 per mille) o di ridurla, anche fino allo zero. Per questo è fondamentale verificare la delibera del proprio Comune prima di fare il calcolo.

Per l’acconto del 16 giugno 2026, come abbiamo già detto, si applicano le aliquote già deliberate nel 2025. Solo entro fine ottobre 2026 il Comune potrà pubblicare le nuove aliquote in vigore per l’anno corrente, di cui si terrà conto in sede di saldo a dicembre. Vediamo le principali aliquote di riferimento:

  • Aliquota base fabbricati: 0,86% (modificabile dai Comuni tra 0% e 1,06%);
  • Abitazione principale di lusso (A/1, A/8, A/9): 0,50% di base, fino allo 0,60% nei Comuni che decidono di aumentarla, con detrazione di 200 euro;
  • Fabbricati rurali strumentali all’attività agricola: 0,10% (riducibile fino allo zero, mai aumentabile);
  • Fabbricati merce (costruiti dall’impresa per la vendita e non locati): esenti dal 2022;
  • Immobili categoria D (capannoni industriali, alberghi): 0,86% di cui 0,76% destinato allo Stato e la parte eccedente al Comune.

Le delibere comunali sono pubblicate sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze, nella sezione dedicata alla fiscalità locale. Per essere efficaci nell’anno in corso, devono essere approvate entro il 28 ottobre e pubblicate entro il 14 novembre. In assenza di delibera valida, si applicano le aliquote dell’anno precedente.

Codici tributo F24 per il versamento dell’IMU 2026

Per pagare l’acconto IMU 2026 serve compilare correttamente il modello F24, indicando il codice catastale del Comune, il codice tributo giusto per la tipologia di immobile e l’anno di riferimento (2026). Sbagliare codice tributo significa che il pagamento non viene attribuito correttamente e il Comune potrebbe segnalare un mancato versamento.

Ecco la tabella dei principali codici tributo F24 IMU da utilizzare nel 2026:

  • 3912: IMU su abitazione principale di lusso (A/1, A/8, A/9) e relative pertinenze;
  • 3913: IMU su fabbricati rurali a uso strumentale;
  • 3914: IMU su terreni agricoli;
  • 3916: IMU su aree fabbricabili;
  • 3918: IMU su altri fabbricati (è il codice più usato: seconde case, uffici, negozi, garage non pertinenziali);
  • 3925: IMU su immobili a uso produttivo categoria D – quota Stato;
  • 3930: IMU su immobili categoria D – quota Comune (eccedenza rispetto allo 0,76%);
  • 3923: interessi da ravvedimento operoso;
  • 3924: sanzioni da ravvedimento operoso.

Nella sezione “IMU e altri tributi locali” del modello F24, oltre al codice tributo, va indicato l’anno di riferimento (2026), il numero di immobili e va barrata la casella “Acconto”. Se versi in un’unica soluzione, va barrata sia “Acconto” sia “Saldo”. Va sempre inserito il codice catastale del Comune in cui si trova l’immobile (ad esempio L483 per Udine), reperibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Importante: i contribuenti residenti all’estero (AIRE) e i titolari di partita IVA devono obbligatoriamente usare la modalità telematica del modello F24, mentre i privati cittadini possono ancora utilizzare il cartaceo presso banca o ufficio postale, ma solo se il saldo finale è positivo (cioè non ci sono compensazioni con crediti).

Esempio pratico: acconto IMU 2026 a Udine

Vediamo un caso pratico di IMU comune Udine 2026. Supponiamo che Mario possieda al 100% una seconda casa a Udine, categoria catastale A/3, con rendita catastale di 700 euro. Mario è residente altrove e usa questa casa come abitazione di villeggiatura. Vediamo passo passo come calcolare il suo acconto IMU 2026.

  • Rendita rivalutata: 700 × 1,05 = 735 euro;
  • Base imponibile IMU: 735 × 160 = 117.600 euro;
  • Aliquota IMU altri fabbricati a Udine (ipotesi 10,6 per mille = 1,06%, da verificare sempre la delibera comunale aggiornata): 117.600 × 1,06% = 1.246,56 euro IMU annuale;
  • Acconto IMU 2026 (50%): 1.246,56 / 2 = 623,28 euro, arrotondabili a 623 euro.

Mario dovrà quindi versare entro il 16 giugno 2026, tramite modello F24, l’importo di 623 euro con codice tributo 3918 (altri fabbricati) e codice catastale L483 (Udine). Le aliquote effettive applicate dal Comune di Udine possono variare di anno in anno: è sempre prudente verificarle sul sito del MEF prima del versamento, oppure rivolgersi al CAF per il calcolo personalizzato.

In Friuli Venezia Giulia, ricordiamo, vige il sistema tavolare per la registrazione degli immobili: si tratta di un sistema catastale diverso dal resto d’Italia, basato sul Libro Fondiario. Questo non incide direttamente sul calcolo dell’IMU (che si basa sulla rendita catastale), ma può creare difficoltà nei casi di successione recente, dove la voltura non è automatica e l’erede potrebbe non risultare ancora intavolato. Anche in questa situazione, comunque, l’IMU 2026 va comunque versata dall’erede, dal momento in cui è subentrato nel possesso.

Il CAF Centro Fiscale di Udine conosce in modo approfondito le delibere dei Comuni del Friuli Venezia Giulia e gestisce ogni anno migliaia di pratiche IMU. Se non hai mai calcolato l’IMU da solo o se la tua situazione è complessa (più immobili, comproprietà, eredità, comodato d’uso), conviene affidarsi a un professionista per evitare errori e sanzioni.

Ravvedimento operoso se paghi l’IMU in ritardo

Se per qualunque motivo non riesci a versare l’acconto IMU 2026 entro il 16 giugno, hai la possibilità di sanare il ritardo con il ravvedimento operoso. Questa procedura consente di pagare l’imposta dovuta più una sanzione ridotta e gli interessi legali, in proporzione al ritardo. È sempre preferibile al lasciare la pratica scoperta, perché in caso di accertamento del Comune la sanzione ordinaria parte dal 25% dell’imposta non versata (sanzione ridotta dal 30% al 25% dal D.Lgs. 87/2024, in vigore dal 1° settembre 2024).

Le riduzioni delle sanzioni con ravvedimento operoso sono articolate in base al ritardo:

  • Ravvedimento sprint (entro 14 giorni): sanzione pari a 0,0833% per ogni giorno di ritardo (1/10 di 1/30 del 25%);
  • Ravvedimento breve (dal 15° al 30° giorno): sanzione del 1,25%;
  • Ravvedimento medio (dal 31° al 90° giorno): sanzione del 1,39%;
  • Ravvedimento lungo (entro 1 anno): sanzione del 3,125%;
  • Ravvedimento biennale (entro 2 anni): sanzione del 3,572%;
  • Ravvedimento ultra-biennale (oltre 2 anni): sanzione del 4,17%.

A questi importi vanno aggiunti gli interessi legali calcolati al tasso annuo vigente (per il 2026 il tasso legale è cambiato rispetto agli anni precedenti: verifica sempre il valore aggiornato sul sito del Ministero dell’Economia). Il versamento del ravvedimento si fa sempre con F24, indicando il codice tributo dell’imposta dovuta (es. 3918) per la parte IMU, il codice 3924 per la sanzione e il codice 3923 per gli interessi.

Il ravvedimento operoso non è ammesso se nel frattempo è già arrivato un avviso di accertamento dal Comune. Per questo, se sei in ritardo, conviene attivarsi subito: prima paghi, minore è la sanzione. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a calcolare con precisione sanzioni e interessi, evitando errori che potrebbero invalidare il ravvedimento stesso.

Domande frequenti sull’acconto IMU 2026

Devo pagare l’acconto IMU 2026 anche se la mia casa e’ la prima abitazione?

Se la tua abitazione principale e’ in categoria catastale A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 o A/7 e ci hai stabilito la residenza anagrafica e dimora abituale, sei esente dall’IMU. Non devi versare nulla ne’ a giugno ne’ a dicembre. L’esenzione si estende a una pertinenza per ciascuna categoria C/2, C/6 e C/7. Se invece la tua casa e’ di lusso (A/1, A/8, A/9), devi pagare l’IMU con l’aliquota agevolata e detrazione di 200 euro.

Cosa succede se non pago l’IMU entro il 16 giugno 2026?

Se non paghi entro la scadenza, puoi sanare la posizione con il ravvedimento operoso, versando l’imposta dovuta piu’ una sanzione ridotta e gli interessi. Piu’ tardi paghi, maggiore e’ la sanzione. Se non sani la posizione, il Comune puo’ notificarti un avviso di accertamento con sanzione del 25% e interessi, oltre alle spese di notifica.

Come faccio a sapere l’aliquota IMU 2026 del mio Comune?

Le aliquote IMU sono pubblicate sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Portale del Federalismo Fiscale) e sul sito istituzionale del tuo Comune. Per l’acconto IMU 2026 del 16 giugno si applicano le aliquote del 2025. Se non hai dimestichezza con il calcolo, il CAF puo’ fornirti l’importo esatto da versare in pochi minuti.

Posso pagare tutto in un’unica soluzione invece di dividere in due rate?

Si’, la legge consente di versare l’intera IMU annuale entro il 16 giugno 2026. In questo caso, sul modello F24 va barrata sia la casella Acconto sia Saldo. Attenzione pero’: pagando tutto a giugno si applicano le aliquote 2025. Se il Comune aumenta le aliquote nel 2026, non potrai piu’ recuperare la differenza in sede di saldo.

L’IMU sulla casa data in affitto e’ dovuta?

Si’, l’IMU sulla casa data in affitto e’ sempre dovuta dal proprietario, indipendentemente dal fatto che ci viva l’inquilino. Solo nel caso di locazione a canone concordato l’imposta e’ ridotta del 25%. Se l’affitto e’ a canone libero, si applica l’aliquota piena deliberata dal Comune per gli altri fabbricati.

Assistenza CAF Centro Fiscale Udine per l’acconto IMU 2026

Calcolare correttamente l’acconto IMU 2026 richiede attenzione: serve verificare le delibere comunali aggiornate, applicare il moltiplicatore catastale giusto, considerare riduzioni ed esenzioni, compilare correttamente il modello F24 con i codici tributo esatti. Un errore può comportare sanzioni anche pesanti. Per questo conviene affidarsi a chi gestisce queste pratiche tutti i giorni.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di calcolo IMU e compilazione del modello F24, sia in ufficio in Viale Tullio 13 a Udine, sia online per chi preferisce non spostarsi. Conosciamo le delibere dei Comuni del Friuli Venezia Giulia, gestiamo pratiche per proprietari di più immobili, eredi, comproprietari e situazioni complesse. Contattaci per fissare un appuntamento e ricevere un preventivo personalizzato.

Hai bisogno di assistenza per il calcolo dell’acconto IMU 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121: ti aiutiamo a calcolare l’importo esatto, scegliere i codici tributo corretti e versare in serenità entro il 16 giugno 2026.


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Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con il calcolo dell’acconto IMU 2026, la compilazione del modello F24 e il ravvedimento operoso in caso di ritardo.

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    9. Domande frequenti sull’acconto IMU 2026

    L’acconto IMU 2026 è una delle scadenze fiscali più importanti dell’anno per chi possiede immobili in Italia. Il prossimo 16 giugno 2026 milioni di proprietari dovranno versare la prima rata dell’Imposta Municipale Propria, pari al 50% dell’imposta annuale dovuta. Riguarda seconde case, fabbricati commerciali, terreni edificabili, capannoni e in alcuni casi anche immobili di lusso adibiti ad abitazione principale.

    In questa guida pratica vediamo nel dettaglio come calcolare l’acconto IMU 2026, quali sono le aliquote IMU 2026 applicabili, i codici tributo F24 da usare per il pagamento, le esenzioni previste e un esempio concreto per il Comune di Udine. Se hai dubbi su quanto devi versare, alla fine trovi l’invito a richiedere assistenza al CAF Centro Fiscale di Udine, che si occupa di calcolo e compilazione del modello F24 sia in sede che online.

    Acconto IMU 2026: la scadenza del 16 giugno

    La scadenza dell’acconto IMU 2026 è fissata per martedì 16 giugno 2026. Si tratta della prima delle due rate previste dalla legge: l’acconto a giugno e il saldo entro il 16 dicembre 2026. La regola generale è semplice: con l’acconto si versa il 50% dell’imposta annuale, calcolato sulla base delle aliquote deliberate dal Comune nell’anno precedente. A dicembre, invece, si conguaglierà la differenza tenendo conto delle eventuali nuove aliquote 2026 approvate dal Comune entro il 28 ottobre.

    Questa regola è importante per evitare confusione: a giugno si paga sempre sulle aliquote 2025, anche se l’anno d’imposta è il 2026. Solo a dicembre si applicheranno le aliquote definitive del 2026, recuperando o restituendo eventuali differenze. Chi preferisce semplificare può anche versare l’intera IMU annuale in un’unica soluzione entro il 16 giugno, ma in questo caso si rinuncia alla possibilità di aggiornare i conti a fine anno.

    L’IMU si paga esclusivamente tramite modello F24, compilabile in forma cartacea (banca, posta) oppure telematica (home banking, portale Agenzia Entrate, intermediari abilitati come il CAF). Non sono ammessi altri canali di pagamento: niente bonifico diretto al Comune, niente bollettino postale. Solo F24, con i corretti codici tributo che vedremo più avanti.

    Chi deve pagare l’acconto IMU 2026

    L’acconto IMU 2026 riguarda tutti i soggetti che, al 1° gennaio 2026, risultano titolari di un diritto reale su un immobile soggetto all’imposta. Più precisamente, sono tenuti al versamento:

    • i proprietari di fabbricati, aree edificabili e terreni agricoli;
    • i titolari di diritto di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi o superficie;
    • il locatario di immobili concessi in leasing (dalla data della stipula del contratto);
    • il concessionario di aree demaniali;
    • il coniuge superstite che ha ricevuto il diritto di abitazione per legge sulla casa coniugale.

    Un punto fondamentale dell’IMU prima casa 2026 è l’esenzione generale: chi possiede un’abitazione principale non di lusso non paga l’IMU. Le categorie catastali esentate sono tutte tranne A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi storici). Quindi se vivi nella tua casa di residenza in categoria A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 o A/7, non devi versare nulla. L’esenzione si estende anche alle pertinenze (cantina, garage, soffitta) classificate C/2, C/6 o C/7, ma solo una per categoria.

    Diverso il discorso per la IMU seconda casa: qui l’imposta è sempre dovuta, indipendentemente dal fatto che sia una casa vacanza, un appartamento dato in affitto, una casa ereditata o un immobile sfitto. In caso di comproprietà, ogni comproprietario paga la propria quota in base alla percentuale di possesso e ai mesi dell’anno in cui è stato titolare. Ad esempio, se due fratelli ereditano una seconda casa al 50% ciascuno, ognuno pagherà metà dell’imposta totale.

    Esenzioni e riduzioni IMU 2026

    Oltre all’esenzione per l’abitazione principale non di lusso, la normativa prevede diverse casistiche di esenzione e riduzione dell’IMU. Conoscerle è importante perché permette di non pagare imposte che non sono dovute. Vediamo le principali.

    Immobili totalmente esenti

    • Abitazione principale non di lusso (categorie A/2-A/7) e relative pertinenze;
    • Terreni agricoli situati in zone montane o di collina svantaggiate;
    • Terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali (IAP) iscritti alla previdenza agricola;
    • Fabbricati rurali strumentali all’attività agricola;
    • Immobili di interesse storico, artistico o culturale destinati a uso non commerciale;
    • Fabbricati destinati a uso esclusivamente religioso da enti ecclesiastici;
    • Immobili occupati abusivamente, a condizione che il proprietario abbia presentato regolare denuncia all’autorità giudiziaria.

    Casi di riduzione del 50% della base imponibile

    In alcune situazioni la legge consente di dimezzare la base imponibile IMU, riducendo così sensibilmente l’importo da versare:

    • Fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, previa perizia tecnica;
    • Fabbricati di interesse storico o artistico riconosciuti ai sensi del D.Lgs. 42/2004;
    • Unità immobiliari concesse in comodato d’uso gratuito a parenti in linea retta entro il primo grado (genitori e figli), con contratto registrato e a condizione che il comodante possieda massimo un altro immobile destinato a propria abitazione principale nello stesso Comune.

    Riduzione del 25% per gli immobili in locazione a canone concordato

    Per gli immobili concessi in locazione a canone concordato (legge 431/1998) l’imposta è ridotta al 75% (sconto del 25%). È una misura pensata per incentivare i proprietari a praticare canoni calmierati, soprattutto nelle aree ad alta tensione abitativa.

    Come si calcola l’acconto IMU 2026

    Il calcolo IMU 2026 segue una formula precisa che parte dalla rendita catastale dell’immobile (per i fabbricati) o dal reddito dominicale (per i terreni). La rendita catastale è il valore fiscale attribuito dal Catasto e si trova sulla visura catastale. Vediamo passo passo come si arriva all’importo da versare.

    Passaggio 1: rivalutazione della rendita catastale

    Il primo step è rivalutare la rendita catastale del 5% per i fabbricati e del 25% per i terreni. È un coefficiente fisso previsto dalla legge che serve ad aggiornare il valore catastale all’inflazione. In pratica, se la rendita catastale del tuo appartamento è 600 euro, la rendita rivalutata sarà 600 × 1,05 = 630 euro.

    Passaggio 2: applicazione del moltiplicatore catastale

    Al valore rivalutato si applica un moltiplicatore che varia in base alla categoria catastale dell’immobile. Il risultato è la base imponibile IMU su cui poi calcolare l’imposta. I principali moltiplicatori sono:

    • 160 per fabbricati abitativi (categoria A, escluso A/10), pertinenze (C/2, C/6, C/7) e magazzini;
    • 140 per collegi, scuole, caserme, ospedali pubblici (categoria B) e laboratori (C/3, C/4, C/5);
    • 80 per banche, uffici e studi privati (A/10 e D/5);
    • 65 per immobili a destinazione produttiva categoria D (esclusi D/5);
    • 55 per negozi e botteghe (C/1);
    • 135 per terreni agricoli (sul reddito dominicale rivalutato del 25%).

    Continuando l’esempio precedente, se la rendita catastale rivalutata è 630 euro e l’immobile è in categoria A/3 (abitazione di tipo economico), la base imponibile IMU sarà 630 × 160 = 100.800 euro. Questo è il valore fiscale dell’immobile ai fini IMU, da non confondere con il valore di mercato.

    Passaggio 3: applicazione dell’aliquota comunale

    Sulla base imponibile si applica l’aliquota IMU 2026 deliberata dal Comune. La formula completa è quindi:

    IMU annuale = Rendita catastale × 1,05 × Moltiplicatore × Aliquota comunale

    Una volta ottenuta l’IMU annuale, per calcolare l’acconto IMU 2026 basta dividere per due: a giugno si versa il 50% dell’imposta totale. Il risultato va inoltre proporzionato ai mesi di possesso: se hai posseduto l’immobile per meno di 12 mesi (ad esempio l’hai ereditato a marzo o venduto a settembre), devi calcolare l’IMU solo per i mesi in cui sei stato proprietario. Si considera il mese intero se il possesso supera i 15 giorni.

    Aliquote IMU 2026: base nazionale e variazioni comunali

    Le aliquote IMU 2026 non sono uguali in tutti i Comuni d’Italia. La legge fissa un’aliquota base nazionale dello 0,86% (8,6 per mille), ma ogni Comune ha il potere di aumentarla fino a un massimo dell’1,06% (10,6 per mille) o di ridurla, anche fino allo zero. Per questo è fondamentale verificare la delibera del proprio Comune prima di fare il calcolo.

    Per l’acconto del 16 giugno 2026, come abbiamo già detto, si applicano le aliquote già deliberate nel 2025. Solo entro fine ottobre 2026 il Comune potrà pubblicare le nuove aliquote in vigore per l’anno corrente, di cui si terrà conto in sede di saldo a dicembre. Vediamo le principali aliquote di riferimento:

    • Aliquota base fabbricati: 0,86% (modificabile dai Comuni tra 0% e 1,06%);
    • Abitazione principale di lusso (A/1, A/8, A/9): 0,50% di base, fino allo 0,60% nei Comuni che decidono di aumentarla, con detrazione di 200 euro;
    • Fabbricati rurali strumentali all’attività agricola: 0,10% (riducibile fino allo zero, mai aumentabile);
    • Fabbricati merce (costruiti dall’impresa per la vendita e non locati): esenti dal 2022;
    • Immobili categoria D (capannoni industriali, alberghi): 0,86% di cui 0,76% destinato allo Stato e la parte eccedente al Comune.

    Le delibere comunali sono pubblicate sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze, nella sezione dedicata alla fiscalità locale. Per essere efficaci nell’anno in corso, devono essere approvate entro il 28 ottobre e pubblicate entro il 14 novembre. In assenza di delibera valida, si applicano le aliquote dell’anno precedente.

    Codici tributo F24 per il versamento dell’IMU 2026

    Per pagare l’acconto IMU 2026 serve compilare correttamente il modello F24, indicando il codice catastale del Comune, il codice tributo giusto per la tipologia di immobile e l’anno di riferimento (2026). Sbagliare codice tributo significa che il pagamento non viene attribuito correttamente e il Comune potrebbe segnalare un mancato versamento.

    Ecco la tabella dei principali codici tributo F24 IMU da utilizzare nel 2026:

    • 3912: IMU su abitazione principale di lusso (A/1, A/8, A/9) e relative pertinenze;
    • 3913: IMU su fabbricati rurali a uso strumentale;
    • 3914: IMU su terreni agricoli;
    • 3916: IMU su aree fabbricabili;
    • 3918: IMU su altri fabbricati (è il codice più usato: seconde case, uffici, negozi, garage non pertinenziali);
    • 3925: IMU su immobili a uso produttivo categoria D – quota Stato;
    • 3930: IMU su immobili categoria D – quota Comune (eccedenza rispetto allo 0,76%);
    • 3923: interessi da ravvedimento operoso;
    • 3924: sanzioni da ravvedimento operoso.

    Nella sezione “IMU e altri tributi locali” del modello F24, oltre al codice tributo, va indicato l’anno di riferimento (2026), il numero di immobili e va barrata la casella “Acconto”. Se versi in un’unica soluzione, va barrata sia “Acconto” sia “Saldo”. Va sempre inserito il codice catastale del Comune in cui si trova l’immobile (ad esempio L483 per Udine), reperibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

    Importante: i contribuenti residenti all’estero (AIRE) e i titolari di partita IVA devono obbligatoriamente usare la modalità telematica del modello F24, mentre i privati cittadini possono ancora utilizzare il cartaceo presso banca o ufficio postale, ma solo se il saldo finale è positivo (cioè non ci sono compensazioni con crediti).

    Esempio pratico: acconto IMU 2026 a Udine

    Vediamo un caso pratico di IMU comune Udine 2026. Supponiamo che Mario possieda al 100% una seconda casa a Udine, categoria catastale A/3, con rendita catastale di 700 euro. Mario è residente altrove e usa questa casa come abitazione di villeggiatura. Vediamo passo passo come calcolare il suo acconto IMU 2026.

    • Rendita rivalutata: 700 × 1,05 = 735 euro;
    • Base imponibile IMU: 735 × 160 = 117.600 euro;
    • Aliquota IMU altri fabbricati a Udine (ipotesi 10,6 per mille = 1,06%, da verificare sempre la delibera comunale aggiornata): 117.600 × 1,06% = 1.246,56 euro IMU annuale;
    • Acconto IMU 2026 (50%): 1.246,56 / 2 = 623,28 euro, arrotondabili a 623 euro.

    Mario dovrà quindi versare entro il 16 giugno 2026, tramite modello F24, l’importo di 623 euro con codice tributo 3918 (altri fabbricati) e codice catastale L483 (Udine). Le aliquote effettive applicate dal Comune di Udine possono variare di anno in anno: è sempre prudente verificarle sul sito del MEF prima del versamento, oppure rivolgersi al CAF per il calcolo personalizzato.

    In Friuli Venezia Giulia, ricordiamo, vige il sistema tavolare per la registrazione degli immobili: si tratta di un sistema catastale diverso dal resto d’Italia, basato sul Libro Fondiario. Questo non incide direttamente sul calcolo dell’IMU (che si basa sulla rendita catastale), ma può creare difficoltà nei casi di successione recente, dove la voltura non è automatica e l’erede potrebbe non risultare ancora intavolato. Anche in questa situazione, comunque, l’IMU 2026 va comunque versata dall’erede, dal momento in cui è subentrato nel possesso.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine conosce in modo approfondito le delibere dei Comuni del Friuli Venezia Giulia e gestisce ogni anno migliaia di pratiche IMU. Se non hai mai calcolato l’IMU da solo o se la tua situazione è complessa (più immobili, comproprietà, eredità, comodato d’uso), conviene affidarsi a un professionista per evitare errori e sanzioni.

    Ravvedimento operoso se paghi l’IMU in ritardo

    Se per qualunque motivo non riesci a versare l’acconto IMU 2026 entro il 16 giugno, hai la possibilità di sanare il ritardo con il ravvedimento operoso. Questa procedura consente di pagare l’imposta dovuta più una sanzione ridotta e gli interessi legali, in proporzione al ritardo. È sempre preferibile al lasciare la pratica scoperta, perché in caso di accertamento del Comune la sanzione ordinaria parte dal 25% dell’imposta non versata (sanzione ridotta dal 30% al 25% dal D.Lgs. 87/2024, in vigore dal 1° settembre 2024).

    Le riduzioni delle sanzioni con ravvedimento operoso sono articolate in base al ritardo:

    • Ravvedimento sprint (entro 14 giorni): sanzione pari a 0,0833% per ogni giorno di ritardo (1/10 di 1/30 del 25%);
    • Ravvedimento breve (dal 15° al 30° giorno): sanzione del 1,25%;
    • Ravvedimento medio (dal 31° al 90° giorno): sanzione del 1,39%;
    • Ravvedimento lungo (entro 1 anno): sanzione del 3,125%;
    • Ravvedimento biennale (entro 2 anni): sanzione del 3,572%;
    • Ravvedimento ultra-biennale (oltre 2 anni): sanzione del 4,17%.

    A questi importi vanno aggiunti gli interessi legali calcolati al tasso annuo vigente (per il 2026 il tasso legale è cambiato rispetto agli anni precedenti: verifica sempre il valore aggiornato sul sito del Ministero dell’Economia). Il versamento del ravvedimento si fa sempre con F24, indicando il codice tributo dell’imposta dovuta (es. 3918) per la parte IMU, il codice 3924 per la sanzione e il codice 3923 per gli interessi.

    Il ravvedimento operoso non è ammesso se nel frattempo è già arrivato un avviso di accertamento dal Comune. Per questo, se sei in ritardo, conviene attivarsi subito: prima paghi, minore è la sanzione. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a calcolare con precisione sanzioni e interessi, evitando errori che potrebbero invalidare il ravvedimento stesso.

    Domande frequenti sull’acconto IMU 2026

    Devo pagare l’acconto IMU 2026 anche se la mia casa e’ la prima abitazione?

    Se la tua abitazione principale e’ in categoria catastale A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 o A/7 e ci hai stabilito la residenza anagrafica e dimora abituale, sei esente dall’IMU. Non devi versare nulla ne’ a giugno ne’ a dicembre. L’esenzione si estende a una pertinenza per ciascuna categoria C/2, C/6 e C/7. Se invece la tua casa e’ di lusso (A/1, A/8, A/9), devi pagare l’IMU con l’aliquota agevolata e detrazione di 200 euro.

    Cosa succede se non pago l’IMU entro il 16 giugno 2026?

    Se non paghi entro la scadenza, puoi sanare la posizione con il ravvedimento operoso, versando l’imposta dovuta piu’ una sanzione ridotta e gli interessi. Piu’ tardi paghi, maggiore e’ la sanzione. Se non sani la posizione, il Comune puo’ notificarti un avviso di accertamento con sanzione del 25% e interessi, oltre alle spese di notifica.

    Come faccio a sapere l’aliquota IMU 2026 del mio Comune?

    Le aliquote IMU sono pubblicate sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Portale del Federalismo Fiscale) e sul sito istituzionale del tuo Comune. Per l’acconto IMU 2026 del 16 giugno si applicano le aliquote del 2025. Se non hai dimestichezza con il calcolo, il CAF puo’ fornirti l’importo esatto da versare in pochi minuti.

    Posso pagare tutto in un’unica soluzione invece di dividere in due rate?

    Si’, la legge consente di versare l’intera IMU annuale entro il 16 giugno 2026. In questo caso, sul modello F24 va barrata sia la casella Acconto sia Saldo. Attenzione pero’: pagando tutto a giugno si applicano le aliquote 2025. Se il Comune aumenta le aliquote nel 2026, non potrai piu’ recuperare la differenza in sede di saldo.

    L’IMU sulla casa data in affitto e’ dovuta?

    Si’, l’IMU sulla casa data in affitto e’ sempre dovuta dal proprietario, indipendentemente dal fatto che ci viva l’inquilino. Solo nel caso di locazione a canone concordato l’imposta e’ ridotta del 25%. Se l’affitto e’ a canone libero, si applica l’aliquota piena deliberata dal Comune per gli altri fabbricati.

    Assistenza CAF Centro Fiscale Udine per l’acconto IMU 2026

    Calcolare correttamente l’acconto IMU 2026 richiede attenzione: serve verificare le delibere comunali aggiornate, applicare il moltiplicatore catastale giusto, considerare riduzioni ed esenzioni, compilare correttamente il modello F24 con i codici tributo esatti. Un errore può comportare sanzioni anche pesanti. Per questo conviene affidarsi a chi gestisce queste pratiche tutti i giorni.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di calcolo IMU e compilazione del modello F24, sia in ufficio in Viale Tullio 13 a Udine, sia online per chi preferisce non spostarsi. Conosciamo le delibere dei Comuni del Friuli Venezia Giulia, gestiamo pratiche per proprietari di più immobili, eredi, comproprietari e situazioni complesse. Contattaci per fissare un appuntamento e ricevere un preventivo personalizzato.

    Hai bisogno di assistenza per il calcolo dell’acconto IMU 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121: ti aiutiamo a calcolare l’importo esatto, scegliere i codici tributo corretti e versare in serenità entro il 16 giugno 2026.


    Richiedi Assistenza per il Calcolo IMU 2026

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con il calcolo dell’acconto IMU 2026, la compilazione del modello F24 e il ravvedimento operoso in caso di ritardo.

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      Tributi locali tra modifiche attuate e prospettive di riforma

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      Il sistema dei tributi locali in Italia sta vivendo una stagione di profondo cambiamento. Tra modifiche già attuate con la riforma fiscale (Legge delega n. 111/2023) e prospettive di riforma ancora aperte, l’intero impianto delle entrate comunali e regionali e sotto la lente del legislatore. IMU, TARI, addizionali IRPEF, imposta di soggiorno e canone unico patrimoniale: ognuno di questi tributi e oggi al centro di un dibattito che intreccia esigenze di gettito, semplificazione amministrativa e tutela del contribuente.

      In questa guida aggiornata al 2026 analizziamo lo stato dell’arte: cosa è già cambiato, cosa sta per cambiare e quali sono i nodi ancora da sciogliere. Un quadro indispensabile per cittadini, professionisti, amministratori e operatori CAF che ogni giorno si confrontano con la fiscalità locale.

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      Indice dei contenuti

      1. Il quadro generale dei tributi locali nel 2026
      2. IMU 2026: aliquote, scadenze e novità
      3. TARI 2026: il nuovo metodo ARERA (MTR-2)
      4. Addizionale comunale e regionale IRPEF
      5. Imposta di soggiorno: novità 2026
      6. Canone unico patrimoniale (ex TOSAP/COSAP)
      7. La riforma fiscale dei tributi locali (L. 111/2023)
      8. Prospettive: super-IMU, IRPEF locale e nuova riscossione
      9. Tabella riassuntiva scadenze 2026
      10. Caso pratico: calcolo IMU + TARI per famiglia tipo
      11. Domande frequenti

      Il quadro generale dei tributi locali nel 2026

      I tributi locali rappresentano la principale fonte di finanziamento autonomo di Comuni, Province e Regioni. Secondo i dati IFEL-ANCI relativi all’ultimo monitoraggio della finanza locale, le entrate tributarie comunali superano i 40 miliardi di euro annui, con IMU e TARI che insieme coprono oltre il 60% del gettito.

      I principali tributi locali vigenti nel 2026 sono:

      • IMU (Imposta Municipale Propria) – L. 160/2019 art. 1 c. 738-783
      • TARI (Tassa sui Rifiuti) – L. 147/2013 art. 1 c. 639 e ss.
      • Addizionale comunale IRPEF – D.Lgs. 360/1998
      • Addizionale regionale IRPEF – D.Lgs. 446/1997 art. 50
      • Imposta di soggiorno – D.Lgs. 23/2011 art. 4
      • Canone unico patrimoniale – L. 160/2019 art. 1 c. 816-836 (ha sostituito TOSAP, COSAP, ICP, CIMP)
      • IRAP (per le Regioni) – D.Lgs. 446/1997
      • IPT (Imposta Provinciale di Trascrizione)
      • RC Auto provinciale

      L’asse portante della riforma fiscale 2023-2026 e la Legge delega 9 agosto 2023, n. 111, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 189 del 14 agosto 2023. L’articolo 14 della legge delega contiene i principi e i criteri direttivi specifici per i tributi regionali e locali. I decreti attuativi sono in corso di emanazione e quelli relativi alla riscossione hanno trovato concretizzazione nel D.Lgs. 29 luglio 2024, n. 110.

      IMU 2026: aliquote, scadenze e novità

      L’IMU resta il tributo locale per eccellenza e nel 2026 conferma il suo impianto consolidato con la Legge 160/2019 (commi 738-783). Si tratta di un’imposta patrimoniale dovuta da proprietari di immobili (e titolari di diritti reali) sul valore catastale rivalutato moltiplicato per i coefficienti di legge.

      Aliquote IMU 2026

      Tipologia immobileAliquota baseAliquota massima comunale
      Fabbricati ordinari (no abit. principale)0,86%1,14% (con maggiorazione 0,08%)
      Abitazione principale lusso (A/1, A/8, A/9)0,50%0,60%
      Fabbricati rurali strumentali0,10%azzerabile dai Comuni
      Immobili categoria D0,86% (quota Stato 0,76%)1,06%
      Terreni agricoli (non esenti)0,76%1,06%
      Aree fabbricabili0,86%1,06%

      Scadenze IMU 2026

      • Acconto IMU 2026: 16 giugno 2026 (50% imposta annua calcolata con aliquote 2025)
      • Saldo IMU 2026: 16 dicembre 2026 (conguaglio sulla base delle aliquote deliberate dal Comune per il 2026)
      • Dichiarazione IMU 2026: entro il 30 giugno 2027 per le variazioni intervenute nel 2026

      Esenzioni e principali agevolazioni

      • Abitazione principale non di lusso: esente
      • Terreni agricoli ubicati in Comuni montani e parzialmente montani (circolare MEF n. 9/1993): esenti
      • Coltivatori diretti e IAP iscritti alla previdenza agricola: esenti per i terreni di loro proprietà
      • Immobili in comodato gratuito a genitori/figli: riduzione 50% base imponibile (con condizioni)
      • Immobili a canone concordato (L. 431/1998): riduzione 25% dell’imposta
      • Pensionati esteri (AIRE) titolari di pensione estera: nel 2026 non e prevista la riduzione del 50% (abrogata dal 2023)

      Codici tributo F24 per IMU

      • 3912 – Abitazione principale (categorie di lusso)
      • 3913 – Fabbricati rurali strumentali
      • 3914 – Terreni agricoli
      • 3916 – Aree fabbricabili
      • 3918 – Altri fabbricati
      • 3925 – Immobili categoria D (quota Stato)
      • 3930 – Immobili categoria D (quota Comune)

      Novità IMU 2026

      Tra le novità rilevanti per il 2026 segnaliamo l’obbligo per i Comuni di pubblicare le delibere sulle aliquote IMU entro il 14 ottobre 2026 sul Portale del Federalismo Fiscale del MEF, con efficacia retroattiva al 1° gennaio. Se la delibera non viene pubblicata entro tale termine, si applicano le aliquote dell’anno precedente. Resta confermato anche l’obbligo di compilazione del prospetto delle aliquote secondo il decreto MEF 7 luglio 2023, requisito sostanziale per la validita della delibera.

      TARI 2026: il nuovo metodo ARERA (MTR-2)

      La TARI (Tassa sui Rifiuti) finanzia integralmente il servizio di gestione dei rifiuti urbani. Dal 2020 e l’ARERA (Autorita di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) a fissare il Metodo Tariffario Rifiuti. Nel 2026 e pienamente operativo il MTR-2 (Metodo Tariffario per il secondo periodo regolatorio 2022-2025, con proroga e aggiornamento al 2026 ai sensi della deliberazione ARERA 389/2023/R/rif).

      Cos’e il MTR-2 e cosa cambia

      • PEF (Piano Economico Finanziario) pluriennale: l’ente territorialmente competente (di norma l’Ente di Governo dell’Ambito – EGA) approva un PEF su base pluriennale
      • Limite alla crescita tariffaria: parametro di contenimento basato su inflazione + recupero produttivita + qualita
      • Qualita del servizio: con la deliberazione ARERA 15/2022/R/rif (TQRIF) sono fissati standard qualitativi vincolanti su reclami, sportello, raccolta
      • Trasparenza tariffaria: con la deliberazione 444/2019/R/rif sono obbligatori contenuti minimi del documento di riscossione (avviso TARI)

      Calcolo TARI: parte fissa e parte variabile

      La TARI si compone di:

      • Parte fissa: copre costi del servizio (spazzamento, lavaggio strade, costi generali). Parametro: superficie calpestabile in mq.
      • Parte variabile: copre costi di raccolta e smaltimento. Parametro: numero componenti nucleo familiare (utenze domestiche) o coefficienti potenziali di produzione (utenze non domestiche)
      • Tributo provinciale: 5% (modificabile dalla Provincia, da 1% a 5%) della TARI base, art. 19 D.Lgs. 504/1992

      Scadenze TARI 2026

      Le scadenze TARI non sono fissate per legge a livello nazionale: ogni Comune (con regolamento) decide il numero e la cadenza delle rate. Tipicamente si articolano in 2-4 rate con prima scadenza tra aprile e maggio e ultima a novembre/dicembre 2026. La normativa nazionale (art. 15-bis D.L. 34/2019) impone almeno due rate annuali a scadenza semestrale.

      Riduzioni TARI ricorrenti

      • Compostaggio domestico: riduzione fino al 30% della parte variabile
      • Abitazione tenuta a disposizione (non residenza): riduzione a quota fissa unica (varia per Comune)
      • Distanza dal punto di raccolta > 1 km: riduzione tra 30% e 60%
      • Famiglie disagiate (bonus sociale rifiuti): introdotto con DPCM 21/2023, riconosciuto in automatico tramite ISEE entro la soglia stabilita

      Bonus sociale rifiuti 2026

      Il bonus sociale rifiuti e riconosciuto in automatico ai nuclei familiari con ISEE non superiore a 9.530 euro (o 20.000 euro con almeno 4 figli a carico). L’agevolazione consiste in una riduzione tariffaria del 25% ed e gestita dal SGAte (Sistema di Gestione delle Agevolazioni sulle Tariffe Energetiche) integrato con ARERA. Per riceverlo basta presentare la DSU ISEE aggiornata: i CAF come Centro Fiscale di Udine seguono la procedura completa.

      Addizionale comunale e regionale IRPEF

      Le addizionali IRPEF (comunale e regionale) costituiscono una quota di prelievo aggiuntiva sul reddito complessivo IRPEF di residenti in un determinato territorio. Sono dovute da tutti i contribuenti tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi o titolari di reddito di lavoro dipendente/pensione (trattenuta direttamente dal sostituto d’imposta).

      Addizionale regionale IRPEF 2026

      • Aliquota base: 1,23% (D.Lgs. 446/1997 art. 50)
      • Aliquota massima: 3,33% (sino al 2026), con possibilita di differenziazione per scaglioni
      • Friuli Venezia Giulia: aliquota ridotta per i redditi piu bassi (variabile per scaglione), 1,23% sugli scaglioni superiori, secondo legge regionale di stabilita aggiornata annualmente

      La Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023, art. 1 c. 7-bis) ha introdotto il riallineamento degli scaglioni dell’addizionale regionale ai nuovi scaglioni IRPEF nazionali (3 scaglioni: 23%, 35%, 43%). Le Regioni hanno tempo fino al 15 maggio 2026 per allineare le proprie aliquote agli scaglioni nazionali, pena il ricorso allo scaglione di salvaguardia.

      Addizionale comunale IRPEF 2026

      • Aliquota massima: 0,8% (D.Lgs. 360/1998 art. 1 c. 3-bis)
      • Soglia esenzione: i Comuni possono stabilire una soglia di reddito al di sotto della quale l’addizionale non si applica
      • Acconto: 30% dell’addizionale dovuta sull’anno precedente, versato entro il termine del saldo IRPEF (30 giugno o 16 luglio con maggiorazione 0,40%)
      • Saldo: versato in 9 rate da marzo a novembre dell’anno successivo (per dipendenti e pensionati)

      Codici tributo F24 addizionali

      • 3801 – Addizionale regionale (autoliquidazione)
      • 3844 – Addizionale comunale (saldo)
      • 3843 – Addizionale comunale (acconto)

      Imposta di soggiorno: novità 2026

      L’imposta di soggiorno e disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23/2011. Possono istituirla i Comuni capoluogo di Provincia, le Unioni di Comuni e i Comuni inclusi negli elenchi regionali delle localita turistiche o citta d’arte. L’importo varia tra 0 e 5 euro per persona/notte, modulato in base alla categoria della struttura ricettiva.

      Comuni con tassi più elevati nel 2026

      I Comuni a maggior pressione turistica (Roma, Venezia, Firenze, Milano) hanno strutturato tariffe articolate fino al massimale di 5 euro/notte per le strutture di lusso (con maggiorazioni straordinarie a Roma per il Giubileo 2025 e per Venezia con il contributo di accesso di 5 euro/giorno per turisti pendolari (in via sperimentale), introdotto con deliberazione del Consiglio Comunale n. 11/2024 e confermato nel 2026).

      Obblighi del gestore della struttura

      • Riscossione: il gestore della struttura agisce come responsabile d’imposta (D.L. 34/2020, art. 180)
      • Dichiarazione: presentazione telematica entro il 30 giugno dell’anno successivo (Modello 21)
      • Versamento: solitamente trimestrale o quadrimestrale, varia per Comune
      • Sanzioni: in caso di omessa riscossione, sanzione amministrativa pari al 30% dell’imposta non versata (art. 13 D.Lgs. 471/1997)

      Riforma in corso: ipotesi tetti differenziati

      Nell’ambito della riforma fiscale e in discussione l’introduzione di tetti massimi differenziati per categoria di Comune (con un range fino a 25 euro/notte per le citta ad altissima pressione turistica) e l’obbligo di destinazione vincolata del gettito a infrastrutture turistiche, mobilita sostenibile e tutela del patrimonio. Il decreto attuativo e atteso entro fine 2026 secondo il calendario indicato dal MEF.

      Canone unico patrimoniale (ex TOSAP/COSAP)

      Il canone unico patrimoniale, introdotto dall’art. 1 c. 816-836 della Legge 160/2019 e operativo dal 1° gennaio 2021, ha unificato in un unico prelievo:

      • TOSAP (Tassa per l’Occupazione di Spazi e Aree Pubbliche)
      • COSAP (Canone per l’Occupazione di Spazi e Aree Pubbliche)
      • Imposta Comunale sulla Pubblicita (ICP)
      • Canone per l’Installazione dei Mezzi Pubblicitari (CIMP)
      • Canone per le concessioni nei mercati (canone mercatale)

      Chi paga il canone unico

      Sono soggetti al canone unico:

      • Esercenti che occupano suolo pubblico (dehors, plateatici, tavolini, espositori)
      • Soggetti che effettuano scavi su suolo pubblico (utility, telecom)
      • Soggetti che installano insegne, manifesti, cartelloni pubblicitari
      • Operatori dei mercati e fiere
      • Operatori delle attivita ambulanti

      Tariffe e modalita di calcolo

      Le tariffe del canone unico sono stabilite con regolamento comunale e si articolano in:

      • Tariffa standard annua: parametrata in euro/mq per le occupazioni permanenti
      • Tariffa standard giornaliera: per occupazioni temporanee (mercati, eventi)
      • Coefficiente di valutazione economica della disponibilita del bene pubblico
      • Coefficiente di tipologia di attivita svolta

      Per il 2026, secondo i dati IFEL aggiornati, le tariffe medie comunali oscillano tra 30 e 70 euro/mq/anno per occupazioni permanenti in zone centrali di Comuni capoluogo, con maggiorazioni per le aree di pregio storico-artistico.

      La riforma fiscale dei tributi locali (L. 111/2023)

      La Legge delega 9 agosto 2023, n. 111 (Delega al Governo per la riforma fiscale) all’articolo 14 contiene principi e criteri direttivi per la riforma dei tributi regionali, provinciali e comunali. Il termine per l’esercizio della delega e stato prorogato dalla Legge 213/2023 (Legge di Bilancio 2024) e successivamente esteso.

      Principi guida della riforma

      • Semplificazione e razionalizzazione del sistema dei tributi locali, con accorpamento di prelievi sovrapposti
      • Maggiore autonomia tributaria degli enti locali nel rispetto della Costituzione
      • Codificazione in un unico Testo Unico dei tributi locali, da emanarsi nei prossimi anni
      • Tutela del contribuente con riduzione degli adempimenti e contenzioso
      • Razionalizzazione del catasto (rinviata a successiva riforma)
      • Riforma della riscossione locale (gia attuata in parte dal D.Lgs. 110/2024)

      Decreti attuativi gia emanati o in cantiere

      • D.Lgs. 209/2023: Fiscalita internazionale
      • D.Lgs. 219/2023: Statuto del contribuente
      • D.Lgs. 220/2023: Contenzioso tributario
      • D.Lgs. 110/2024: Riforma della riscossione (incluso il riordino dell’agente nazionale)
      • Decreto attuativo tributi locali: in fase di approvazione finale presso il Consiglio dei Ministri

      Cosa cambia subito per i contribuenti

      Sebbene il Testo Unico dei tributi locali sia ancora in itinere, alcune modifiche operative sono gia state attuate:

      • Dilazione fino a 84 rate per debiti tributari locali iscritti a ruolo e affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (D.Lgs. 110/2024)
      • Termine unico per il versamento delle entrate locali con F24
      • Riduzione termini di prescrizione per alcuni tributi accessori
      • Maggiore trasparenza degli atti di accertamento
      • Compensazione automatica tra debiti e crediti dello stesso ente

      Prospettive: super-IMU, IRPEF locale e nuova riscossione

      Sul tavolo della riforma fiscale ci sono ancora diverse ipotesi che potrebbero cambiare radicalmente il volto dei tributi locali nei prossimi anni:

      1. Super-IMU (o IMU unica)

      Si tratta dell’ipotesi – allo studio in sede tecnica – di accorpare in un unico prelievo immobiliare l’IMU e l’eventuale residuo di altri prelievi su immobili (con la possibile inclusione di una quota TARI per la parte fissa). L’obiettivo dichiarato sarebbe la semplificazione della tassazione patrimoniale con un unico avviso bonario annuale. La proposta e oggetto di confronto con ANCI e IFEL e non ha ancora forma di disegno di legge.

      2. IRPEF locale unificata

      Alcuni studi tecnici (Banca d’Italia, Ufficio Parlamentare di Bilancio) hanno proposto l’unificazione delle due addizionali IRPEF (comunale e regionale) in un’unica “sovrimposta locale”, semplificando il calcolo per il contribuente e razionalizzando la riscossione. Si tratta tuttavia di un’ipotesi tecnica, non ancora tradotta in atti normativi.

      3. Nuova riscossione enti locali

      Il D.Lgs. 110/2024 ha gettato le basi per un sistema di riscossione piu efficiente. Sono attesi ulteriori decreti correttivi nel 2026 per:

      • Discarico automatico dopo 5 anni delle cartelle non riscosse (in via sperimentale gia avviato)
      • Sistema unico di gestione delle entrate locali tramite piattaforma nazionale
      • Strumenti deflattivi potenziati (accertamento con adesione, conciliazione)
      • Notifica digitale obbligatoria tramite SEND (Servizio Notifiche Digitali) per privati che hanno aderito

      4. Riforma del catasto

      La riforma del catasto, pilastro storico della tassazione immobiliare, e stata rinviata a successivi interventi normativi. Resta tuttavia un nodo aperto: gli attuali valori catastali sono in molti casi disallineati rispetto ai valori di mercato. Una loro revisione comporterebbe effetti significativi su IMU, imposte di registro, ipotecaria, catastale, ISEE e altre prestazioni assistenziali.

      Tabella riassuntiva scadenze 2026

      TributoAdempimentoScadenza 2026
      IMUAcconto16 giugno 2026
      IMUSaldo16 dicembre 2026
      IMUDichiarazione variazioni 202530 giugno 2026
      TARIRate (variabili per Comune)2-4 rate aprile-dicembre 2026
      Addizionale comunale IRPEFAcconto 30% (autonomi)30 giugno 2026 (o 16 luglio +0,40%)
      Addizionale regionale IRPEFSaldo (autonomi)30 giugno 2026
      Imposta di soggiornoDichiarazione annuale30 giugno 2026 (per anno 2025)
      Canone unicoVersamento (variabile per Comune)31 marzo 2026 (in linea di massima)
      Delibere comunali aliquotePubblicazione MEF14 ottobre 2026

      Caso pratico: calcolo IMU + TARI per famiglia tipo

      Scenario: famiglia di 4 componenti residente a Udine, proprietaria della prima casa (categoria A/3, rendita catastale 600 euro) e di una seconda casa al mare (A/3, rendita 450 euro), entrambe in Friuli Venezia Giulia.

      IMU prima casa (Udine)

      L’abitazione principale categoria A/3 e esente IMU (non e di lusso). IMU dovuta: 0 euro.

      IMU seconda casa

      • Base imponibile: 450 × 1,05 (rivalutazione) × 160 (coeff. A/3) = 75.600 euro
      • Aliquota Comune (ipotesi 1,06%): 75.600 × 1,06% = 801,36 euro
      • Acconto 16/06/2026 (50%): 400,68 euro
      • Saldo 16/12/2026 (50%): 400,68 euro

      TARI prima casa (Udine, ipotesi 90 mq)

      • Parte fissa: 90 mq × tariffa fissa 1,15 euro/mq = 103,50 euro
      • Parte variabile (4 componenti): 235,00 euro (tariffa indicativa)
      • Totale TARI base: 338,50 euro
      • Tributo provinciale 5%: 16,93 euro
      • TARI 2026 totale: circa 355,43 euro

      Addizionali IRPEF (ipotesi reddito complessivo 30.000 euro)

      • Addizionale regionale FVG (aliquota 1,23%): 30.000 × 1,23% = 369,00 euro
      • Addizionale comunale Udine (aliquota 0,8% ipotetica): 30.000 × 0,8% = 240,00 euro

      TOTALE tributi locali stimato per la famiglia: circa 1.765 euro/anno. Si ricordi che le aliquote sono indicative: per il calcolo reale sono necessarie le delibere comunali aggiornate (pubblicate sul Portale del Federalismo Fiscale del MEF).

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      Domande frequenti

      1. Quando scadono IMU e TARI nel 2026?

      L’acconto IMU scade il 16 giugno 2026 e il saldo il 16 dicembre 2026. La TARI non ha scadenze fisse nazionali: dipende dal regolamento comunale, con almeno due rate semestrali (D.L. 34/2019).

      2. Cosa cambia con la riforma fiscale dei tributi locali?

      La Legge delega 111/2023 e i decreti attuativi (D.Lgs. 110/2024 per la riscossione) introducono semplificazione, dilazione fino a 84 rate, termine unico di versamento con F24 e maggiore trasparenza degli atti. Il Testo Unico dei tributi locali e in fase di approvazione.

      3. L’abitazione principale paga IMU nel 2026?

      No, l’abitazione principale non di lusso (cioe diversa dalle categorie A/1, A/8, A/9) e esente IMU. Per gli immobili A/1, A/8, A/9 si applica l’aliquota base dello 0,50% (modificabile dai Comuni fino allo 0,60%) con detrazione di 200 euro.

      4. Cos’e il MTR-2 e cosa cambia per la TARI?

      Il MTR-2 e il Metodo Tariffario Rifiuti definito da ARERA che disciplina la determinazione della TARI nel periodo 2022-2025, con proroga al 2026 (Deliberazione ARERA 389/2023/R/rif). Introduce PEF pluriennale, limiti alla crescita tariffaria e standard di qualita del servizio (TQRIF, Delibera 15/2022/R/rif).

      5. Si possono dilazionare i debiti per tributi locali?

      Si. Con il D.Lgs. 110/2024 e possibile chiedere la dilazione fino a 84 rate mensili (7 anni) per debiti tributari locali iscritti a ruolo e affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione, in linea con le nuove regole della riscossione nazionale. La rateazione e concessa in via amministrativa, senza necessita di documentare la difficolta economica fino a soglie definite.

      6. Cos’e il canone unico patrimoniale e chi lo paga?

      Il canone unico patrimoniale (L. 160/2019 c. 816-836) ha sostituito dal 2021 TOSAP, COSAP, ICP e CIMP. E dovuto da chi occupa suolo pubblico (dehors, plateatici, scavi), installa pubblicita (insegne, cartelloni) o opera nei mercati.

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      Fonti normative e ufficiali consultate: Legge 160/2019; Legge 147/2013; Legge 111/2023 (Gazz. Uff. n. 189/2023); D.Lgs. 110/2024; D.Lgs. 446/1997; D.Lgs. 360/1998; D.Lgs. 23/2011; Deliberazione ARERA 389/2023/R/rif; Deliberazione ARERA 15/2022/R/rif; Deliberazione ARERA 444/2019/R/rif; Portale del Federalismo Fiscale MEF (finanze.gov.it); IFEL-ANCI (fondazioneifel.it); circolare MEF n. 9/1993.

      Maggio 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-22 18:44:562026-05-31 17:46:21Tributi locali tra modifiche attuate e prospettive di riforma
      CAF

      Scadenze IMU 2026: Date, F24 e Come Pagare

      calcolo imu CAF Udine

      Conoscere le scadenze IMU 2026 e fondamentale per evitare sanzioni e interessi. L’imposta municipale unica si paga in due rate annuali tramite il modello F24, con codici tributo specifici per ogni tipologia di immobile. In questa guida vediamo le date esatte, come compilare il modello di pagamento e cosa fare in caso di ritardo. Per calcolare l’importo dovuto, consulta la nostra guida completa al calcolo IMU 2026.

      Indice dei contenuti

      1. Date di scadenza IMU 2026
      2. Acconto del 16 giugno: come si calcola
      3. Saldo del 16 dicembre: conguaglio con aliquote definitive
      4. Pagamento unico a giugno: quando conviene
      5. Compilazione del modello F24 per l’IMU
      6. Codici tributo per tipologia di immobile
      7. Ravvedimento operoso per ritardato pagamento
      8. Domande frequenti

      Date di scadenza IMU 2026

      Le scadenze IMU per l’anno 2026 sono fissate dalla legge e restano invariate rispetto agli anni precedenti:

      • Acconto (prima rata): entro il 16 giugno 2026 (martedi)
      • Saldo (seconda rata): entro il 16 dicembre 2026 (mercoledi)

      Se la scadenza cade di sabato o giorno festivo, il termine slitta al primo giorno lavorativo successivo. Nel 2026 entrambe le date cadono in giorno feriale, quindi non ci sono proroghe automatiche.

      E importante segnare queste date in agenda: il mancato rispetto comporta l’applicazione automatica di sanzioni e interessi legali, anche se il ritardo e di un solo giorno.

      Acconto del 16 giugno: come si calcola

      L’acconto IMU di giugno e pari al 50% dell’imposta annua, calcolata applicando le aliquote dell’anno precedente (2025). Il motivo e semplice: a giugno i Comuni potrebbero non aver ancora approvato le nuove aliquote per il 2026.

      Per calcolare l’acconto:

      1. Determina la base imponibile dell’immobile (rendita catastale rivalutata x coefficiente)
      2. Applica le aliquote 2025 del tuo Comune
      3. Dividi il risultato per 2

      Se nel corso del 2026 ci sono state variazioni (acquisto, vendita, eredita), l’imposta va rapportata ai mesi di effettivo possesso. Un mese si conta come intero se il possesso supera i 15 giorni.

      Saldo del 16 dicembre: conguaglio con aliquote definitive

      Il saldo di dicembre rappresenta il conguaglio finale. A questa data, i Comuni hanno gia deliberato le aliquote definitive per il 2026 (la scadenza per le delibere comunali e il 14 ottobre, con pubblicazione entro il 28 ottobre).

      Il calcolo del saldo prevede:

      1. Calcolare l’IMU totale annua con le aliquote 2026 definitive
      2. Sottrarre quanto gia versato a giugno come acconto
      3. Il risultato e l’importo del saldo

      Se le aliquote 2026 sono aumentate rispetto al 2025, il saldo sara superiore all’acconto. Se sono diminuite, il saldo sara inferiore. In casi rari, se l’aliquota e stata ridotta significativamente, potresti aver pagato piu del dovuto a giugno: il credito verra compensato nel saldo.

      Pagamento unico a giugno: quando conviene

      La legge consente di versare l’intera IMU annua in un’unica soluzione entro il 16 giugno. Questa opzione puo essere conveniente se:

      • Il tuo Comune ha gia deliberato le aliquote 2026 entro maggio
      • Preferisci un unico adempimento invece di due
      • Le aliquote del tuo Comune non sono cambiate da anni

      Attenzione: se paghi tutto a giugno ma le aliquote 2026 vengono poi aumentate dal Comune, dovrai effettuare un versamento integrativo entro il 16 dicembre per la differenza. Se invece le aliquote diminuiscono, avrai un credito da compensare negli anni successivi o da chiedere a rimborso.

      Compilazione del modello F24 per l’IMU

      L’IMU si paga esclusivamente tramite il modello F24 (ordinario o semplificato). Non si puo pagare con bollettino postale. Ecco come compilare la sezione IMU e altri tributi locali:

      • Codice ente/codice comune: il codice catastale del Comune dove si trova l’immobile (es. L483 per Udine)
      • Ravv.: barrare solo in caso di ravvedimento operoso
      • Acc.: barrare se si versa l’acconto
      • Saldo: barrare se si versa il saldo (per il pagamento unico, barrare entrambi)
      • Numero immobili: quanti immobili nello stesso Comune con lo stesso codice tributo
      • Anno di riferimento: 2026
      • Importi a debito versati: l’importo da pagare arrotondato all’euro

      Il modello F24 si puo presentare presso banche, uffici postali o tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel/Fisconline). Per importi superiori a 1.000 euro, il pagamento telematico e obbligatorio. Se hai bisogno di assistenza nella compilazione, il CAF Centro Fiscale di Udine puo preparare il modello per te.

      Codici tributo per tipologia di immobile

      Ogni tipologia di immobile ha un codice tributo specifico da indicare nel modello F24. Ecco i principali:

      Quota Comune (tutti gli immobili):

      • 3912 – Abitazione principale e pertinenze (solo categorie A/1, A/8, A/9)
      • 3914 – Terreni
      • 3916 – Aree fabbricabili
      • 3918 – Altri fabbricati (seconde case, uffici, negozi, ecc.)

      Quota Stato (solo immobili categoria D):

      • 3925 – Immobili ad uso produttivo categoria D – quota Stato
      • 3930 – Immobili ad uso produttivo categoria D – incremento Comune

      Per gli immobili di categoria D (capannoni, alberghi, centri commerciali), l’IMU si suddivide in quota Stato (aliquota 7,6 per mille) e quota Comune (eventuale incremento fino al 10,6 per mille). Per tutti gli altri immobili, l’IMU va interamente al Comune.

      Ravvedimento operoso per ritardato pagamento

      Se non riesci a pagare l’IMU entro la scadenza, puoi ricorrere al ravvedimento operoso, uno strumento che consente di regolarizzare la propria posizione pagando una sanzione ridotta piu gli interessi legali. Le sanzioni variano in base al ritardo:

      • Entro 14 giorni: sanzione dello 0,1% per ogni giorno di ritardo (ravvedimento sprint)
      • Dal 15 al 30 giorno: sanzione dell’1,5% (ravvedimento breve)
      • Dal 31 al 90 giorno: sanzione dell’1,67%
      • Entro 1 anno: sanzione del 3,75% (ravvedimento lungo)
      • Oltre 1 anno e fino a 2 anni: sanzione del 4,29%
      • Oltre 2 anni: sanzione del 5%

      A queste sanzioni si aggiungono gli interessi legali calcolati giorno per giorno (tasso 2026: 2%). Il ravvedimento e molto conveniente rispetto all’attesa dell’avviso di accertamento, che comporta una sanzione del 30% sull’imposta dovuta. Per la dichiarazione dei redditi e altri adempimenti fiscali, il CAF puo verificare la tua posizione complessiva.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande frequenti sulle scadenze IMU 2026

      Cosa succede se pago l’IMU in ritardo di un giorno?

      Anche un solo giorno di ritardo comporta l’applicazione della sanzione (seppur minima con il ravvedimento sprint: 0,1%). Conviene regolarizzare immediatamente con il ravvedimento operoso per limitare i costi aggiuntivi.

      Posso pagare l’IMU a rate?

      L’IMU si paga in massimo due rate (acconto e saldo) o in un’unica soluzione. Non e prevista una rateizzazione in piu tranche. Tuttavia, se il Comune emette un avviso di accertamento, e generalmente possibile richiedere la rateizzazione del debito accertato.

      Devo pagare l’IMU anche se l’immobile e sfitto?

      Si, l’IMU e dovuta indipendentemente dall’utilizzo dell’immobile. Che sia sfitto, in ristrutturazione o inutilizzato, l’imposta resta dovuta. Alcuni Comuni prevedono un’aliquota ridotta per gli immobili locati a canone concordato.

      Come posso verificare le aliquote IMU del mio Comune?

      Le aliquote comunali sono pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze (Portale del Federalismo Fiscale) e sul sito istituzionale del Comune. Il CAF Centro Fiscale di Udine puo verificare le aliquote aggiornate per il tuo Comune.

      L’IMU si paga anche sulla prima casa?

      L’abitazione principale e le relative pertinenze sono esenti dall’IMU, a meno che non siano classificate nelle categorie catastali di lusso (A/1, A/8, A/9). Per queste categorie l’IMU e dovuta ma con aliquota ridotta e una detrazione di 200 euro.


      Non sei sicuro di come compilare il modello F24 per l’IMU? Il CAF Centro Fiscale di Udine puo calcolare l’importo esatto, preparare il modello di pagamento e verificare se hai diritto a esenzioni o riduzioni. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121. Ci trovi in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine.

      Maggio 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-17 09:00:002026-05-31 17:51:33Scadenze IMU 2026: Date, F24 e Come Pagare
      CAF

      Calcolo IMU 2026: Guida con Aliquote, Scadenze ed Esenzioni

      calcolo imu CAF Udine

      L’IMU (Imposta Municipale Unica) è la principale tassa sulla proprietà immobiliare in Italia. Se possiedi una seconda casa, un terreno edificabile o un immobile di lusso, quasi certamente devi fare i conti con questa imposta. In questa guida completa sul calcolo IMU 2026 ti spieghiamo passo dopo passo come funziona la formula, quali sono le aliquote aggiornate, le scadenze da rispettare e tutte le esenzioni previste dalla legge. Non servono competenze da commercialista: con le informazioni giuste, puoi calcolare l’IMU in autonomia o rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per un’assistenza personalizzata.

      Indice dei contenuti

      1. Cos’è l’IMU e chi deve pagarla
      2. La formula di calcolo IMU 2026
      3. Coefficienti per categoria catastale
      4. Aliquote IMU 2026: base e variazioni comunali
      5. Esenzioni IMU 2026: chi non paga
      6. Scadenze IMU 2026: acconto e saldo
      7. Pagamento con modello F24: codici tributo
      8. IMU seconda casa: come si calcola
      9. IMU su immobili ereditati
      10. IMU e comodato d’uso gratuito: riduzione del 50%
      11. IMU per coniugi con residenze diverse
      12. Tabella aliquote IMU principali comuni italiani
      13. Domande frequenti (FAQ)

      Cos’è l’IMU e chi deve pagarla

      L’IMU è l’imposta municipale propria, istituita dal D.Lgs. 23/2011 e profondamente riformata dalla Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019), che ha unificato la vecchia IMU con la TASI. Si tratta di un tributo locale: il gettito va direttamente nelle casse del Comune dove si trova l’immobile (con l’eccezione degli immobili di categoria D, per i quali una quota va allo Stato).

      Chi deve pagare l’IMU? Sono soggetti passivi:

      • I proprietari di fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli
      • I titolari di diritti reali di godimento: usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie
      • Il genitore assegnatario della casa familiare in caso di separazione o divorzio
      • Il concessionario di aree demaniali
      • Il locatario per immobili in leasing finanziario, fin dalla data di stipula del contratto

      In parole semplici: se sei proprietario di un immobile diverso dalla tua abitazione principale (tranne le categorie di lusso), devi pagare l’IMU. Se hai ereditato un immobile, possiedi un terreno o hai una seconda casa al mare, l’IMU ti riguarda.

      La formula di calcolo IMU 2026

      Il calcolo dell’IMU 2026 segue una formula precisa che, una volta compresa, è piuttosto semplice da applicare. Ecco come funziona:

      IMU = Rendita catastale x 1,05 x Coefficiente catastale x Aliquota comunale

      Vediamo ogni elemento nel dettaglio:

      1. Rendita catastale: è il valore attribuito al tuo immobile dall’Agenzia del Territorio (oggi Agenzia delle Entrate). La trovi nella visura catastale, che puoi richiedere gratuitamente online sul sito dell’Agenzia delle Entrate o presso il CAF.
      2. Rivalutazione del 5% (x 1,05): la rendita catastale viene sempre rivalutata del 5%. Questo coefficiente fisso è invariato da anni.
      3. Coefficiente catastale: è un moltiplicatore che varia in base alla categoria catastale dell’immobile (A, B, C, D, ecc.). Lo vediamo nella sezione successiva.
      4. Aliquota comunale: è la percentuale stabilita dal Comune dove si trova l’immobile. Ogni Comune può fissare aliquote diverse entro i limiti di legge.

      Esempio pratico: Supponiamo che Marco possieda una seconda casa (categoria A/2) a Udine con rendita catastale di 600 euro. Ecco il calcolo:

      • Rendita rivalutata: 600 x 1,05 = 630 euro
      • Base imponibile: 630 x 160 (coefficiente per cat. A) = 100.800 euro
      • IMU annua: 100.800 x 1,06% (aliquota Udine seconda casa) = 1.068,48 euro
      • Acconto (giugno): 1.068,48 / 2 = 534,24 euro
      • Saldo (dicembre): 534,24 euro (salvo variazioni aliquota)

      Coefficienti per categoria catastale

      Il coefficiente catastale (detto anche “moltiplicatore”) è fondamentale per il calcolo IMU 2026. Serve a trasformare la rendita catastale rivalutata nella base imponibile su cui si applica l’aliquota. Ecco la tabella completa dei coefficienti aggiornati:

      Categoria catastaleDescrizioneCoefficiente
      A (escluso A/10)Abitazioni (da A/1 a A/9, A/11)160
      A/10Uffici e studi privati80
      BCollegi, convitti, ospedali, uffici pubblici140
      C/1Negozi e botteghe55
      C/2, C/6, C/7Magazzini, stalle, garage, tettoie160
      C/3, C/4, C/5Laboratori, palestre, stabilimenti balneari140
      D (escluso D/5)Immobili produttivi (capannoni, alberghi, centri commerciali)65
      D/5Istituti di credito, cambio e assicurazione80

      Come leggere la tabella: Se il tuo immobile è un’abitazione (da A/1 a A/9), il coefficiente è 160. Se è un negozio (C/1), il coefficiente è 55 – e così via. La categoria catastale del tuo immobile è indicata nella visura catastale.

      Aliquote IMU 2026: base e variazioni comunali

      Le aliquote IMU 2026 sono fissate a livello base dalla legge, ma ogni Comune ha la facoltà di variarle entro determinati limiti. Ecco le aliquote di riferimento:

      Aliquota base ordinaria: 0,86% (8,6 per mille). Il Comune può aumentarla fino a un massimo dell’1,06% (10,6 per mille) oppure ridurla fino allo 0%.

      Aliquota abitazione principale di lusso (categorie A/1, A/8, A/9): 0,5% (5 per mille), con detrazione fissa di 200 euro. Il Comune può aumentarla fino allo 0,6% o azzerarla.

      Aliquota immobili categoria D: quota statale fissa allo 0,76%. Il Comune può aggiungere fino allo 0,30%, portando il totale a un massimo dell’1,06%.

      Attenzione: A partire dal 2025, i Comuni che non hanno adottato il nuovo sistema di diversificazione delle aliquote previsto dal MEF (Decreto 6 settembre 2024) non possono più variare le aliquote rispetto a quelle in vigore nel 2024. Questo significa che molti Comuni applicano le stesse aliquote dello scorso anno. Verifica sempre sul sito del tuo Comune o chiedi al CAF.

      Esenzioni IMU 2026: chi non paga

      Non tutti devono pagare l’IMU. La legge prevede diverse esenzioni IMU 2026 che possono farti risparmiare completamente il pagamento dell’imposta. Ecco i casi principali:

      Abitazione principale (prima casa)

      La principale esenzione riguarda l’abitazione principale, cioè l’immobile in cui il proprietario ha la residenza anagrafica e la dimora abituale. Se la tua prima casa rientra nelle categorie catastali da A/2 ad A/7, sei completamente esente dall’IMU.

      Eccezione importante: Le abitazioni principali di categoria catastale A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi) pagano l’IMU anche se sono prima casa, con aliquota ridotta e detrazione di 200 euro.

      L’esenzione si estende anche alle pertinenze della prima casa (garage, cantina, soffitta), nel limite di una pertinenza per ciascuna categoria C/2, C/6 e C/7.

      Terreni agricoli in zone montane e collinari

      Sono esenti dall’IMU i terreni agricoli situati nei Comuni classificati come totalmente montani nella circolare MEF n. 9/1993. Sono esenti anche i terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti (CD) e imprenditori agricoli professionali (IAP) iscritti alla previdenza agricola, indipendentemente dalla loro ubicazione.

      Fabbricati rurali strumentali

      I fabbricati rurali ad uso strumentale (categoria D/10), cioè quelli utilizzati per l’attività agricola (stalle, fienili, depositi attrezzi), sono esenti dall’IMU.

      Altre esenzioni

      • Immobili dello Stato, delle Regioni, Province e Comuni destinati a compiti istituzionali
      • Immobili di enti non commerciali (chiese, oratori, scuole paritarie) destinati esclusivamente ad attività assistenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative, sportive o di culto
      • Fabbricati con destinazione a usi culturali (musei, biblioteche, archivi)
      • Fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili: riduzione del 50% della base imponibile (non esenzione totale)
      • Immobili Fondo Innovazione Sociale e immobili assegnati al Terzo settore (con specifiche condizioni)

      Scadenze IMU 2026: acconto e saldo

      Le scadenze IMU 2026 sono due, come ogni anno:

      RataScadenzaCome si calcola
      Acconto (prima rata)16 giugno 202650% dell’IMU dovuta, calcolata con le aliquote dell’anno precedente (2025)
      Saldo (seconda rata)16 dicembre 2026Conguaglio sulla base delle aliquote definitive 2026. Si paga la differenza tra il totale dovuto e l’acconto già versato

      Nota importante: Se la scadenza cade di sabato o in un giorno festivo, il pagamento slitta al primo giorno lavorativo successivo. Nel 2026, il 16 giugno cade di martedì e il 16 dicembre cade di mercoledì, quindi non ci sono slittamenti.

      È possibile anche effettuare il pagamento in un’unica soluzione entro il 16 giugno, versando l’intero importo annuo. Questa opzione è utile per chi preferisce togliersi il pensiero in una volta sola.

      Cosa succede se paghi in ritardo? Se superi la scadenza, puoi regolarizzare la tua posizione con il ravvedimento operoso, pagando una sanzione ridotta proporzionale ai giorni di ritardo più gli interessi legali. Più aspetti, più aumenta la sanzione. Il CAF Centro Fiscale può aiutarti a calcolare l’importo esatto del ravvedimento.

      Pagamento con modello F24: codici tributo

      Il pagamento dell’IMU avviene tramite il modello F24, nella sezione “IMU e altri tributi locali”. Devi compilare una riga per ogni immobile e per ogni Comune, indicando il codice tributo corretto. Ecco i codici tributo IMU 2026 da utilizzare:

      Codice tributoDescrizione
      3912IMU – Abitazione principale (cat. A/1, A/8, A/9) e pertinenze – COMUNE
      3913IMU – Fabbricati rurali ad uso strumentale – COMUNE
      3914IMU – Terreni – COMUNE
      3916IMU – Aree fabbricabili – COMUNE
      3918IMU – Altri fabbricati – COMUNE
      3925IMU – Immobili cat. D – STATO
      3930IMU – Immobili cat. D – Incremento COMUNE

      Come compilare il modello F24:

      1. Nella sezione “IMU e altri tributi locali”, indica il codice catastale del Comune (es. L483 per Udine)
      2. Barra la casella “Acconto” o “Saldo” a seconda della rata
      3. Inserisci il numero immobili e il codice tributo corretto
      4. Indica l’anno di riferimento (2026)
      5. Inserisci l’importo a debito

      Il modello F24 può essere pagato presso banche, uffici postali, oppure online tramite il servizio F24 Web dell’Agenzia delle Entrate o il tuo home banking. Per gli immobili di categoria D, ricorda che servono due righe separate: una con codice 3925 (quota Stato) e una con codice 3930 (quota Comune).

      IMU seconda casa: come si calcola

      La seconda casa è il caso più comune di pagamento IMU per le famiglie italiane. Che si tratti della casa al mare, dell’appartamento ereditato dai genitori o di un immobile dato in affitto, l’IMU si calcola sempre con la stessa formula:

      IMU seconda casa = Rendita catastale x 1,05 x 160 x Aliquota comunale

      La maggior parte dei Comuni applica l’aliquota massima dell’1,06% (10,6 per mille) per le seconde case. Alcuni Comuni turistici possono avere aliquote ancora più elevate se hanno adottato la maggiorazione TASI (fino all’1,14%).

      Esempio pratico: Anna possiede una seconda casa (cat. A/3) a Lignano Sabbiadoro con rendita catastale di 450 euro:

      • Base imponibile: 450 x 1,05 x 160 = 75.600 euro
      • IMU annua (aliquota 1,06%): 75.600 x 1,06% = 801,36 euro
      • Acconto giugno: 400,68 euro
      • Saldo dicembre: 400,68 euro

      Seconda casa affittata a canone concordato: Se affitti la tua seconda casa con un contratto a canone concordato (3+2), hai diritto a una riduzione del 25% dell’IMU. L’aliquota viene moltiplicata per il coefficiente 0,75. Nel nostro esempio: 801,36 x 0,75 = 601,02 euro (risparmio di 200 euro).

      IMU su immobili ereditati

      Quando si eredita un immobile, l’obbligo di pagare l’IMU sorge dal momento dell’apertura della successione (cioè dalla data del decesso). Non è necessario attendere la trascrizione dell’accettazione dell’eredità o la presentazione della dichiarazione di successione.

      Casi comuni per l’IMU su immobili ereditati:

      • Coniuge superstite con diritto di abitazione: Il coniuge che continua a vivere nella casa coniugale gode del diritto di abitazione (art. 540 c.c.) e, se vi mantiene la residenza, è esente dall’IMU come abitazione principale
      • Più eredi comproprietari: L’IMU si paga in proporzione alla quota ereditaria. Se erediti il 50% dell’immobile, paghi il 50% dell’IMU
      • Immobile ereditato lasciato vuoto: Si paga l’IMU come seconda casa, con aliquota ordinaria del Comune
      • Immobile ereditato dato in affitto: Si paga l’IMU come immobile locato, con eventuale riduzione per canone concordato

      Dichiarazione IMU: In caso di successione, è obbligatorio presentare la dichiarazione IMU al Comune entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui è avvenuta la variazione. Ad esempio, se il decesso è avvenuto nel 2025, la dichiarazione va presentata entro il 30 giugno 2026.

      In Friuli Venezia Giulia, le pratiche di successione hanno una complessità in più a causa del sistema tavolare, un registro catastale diverso dal resto d’Italia. Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle successioni con sistema tavolare e può assisterti in ogni fase.

      IMU e comodato d’uso gratuito: riduzione del 50%

      Una delle agevolazioni più importanti per le famiglie è la riduzione del 50% della base imponibile IMU per gli immobili concessi in comodato d’uso gratuito a parenti in linea retta di primo grado (genitori-figli). In pratica, se presti gratuitamente una casa a tuo figlio (o viceversa), puoi pagare la metà dell’IMU.

      Requisiti per la riduzione del 50%:

      • Il contratto di comodato deve essere registrato presso l’Agenzia delle Entrate
      • Il comodante (chi presta l’immobile) deve risiedere anagraficamente nello stesso Comune dove si trova l’immobile dato in comodato
      • Il comodante non deve possedere altri immobili in Italia, ad eccezione della propria abitazione principale (nello stesso Comune). In totale, quindi, può possedere al massimo 2 immobili ad uso abitativo nello stesso Comune
      • L’immobile dato in comodato deve essere ad uso abitativo e non deve appartenere alle categorie di lusso (A/1, A/8, A/9)
      • Il comodatario (chi riceve l’immobile) deve utilizzarlo come propria abitazione principale

      Esempio: Roberto possiede due appartamenti a Udine: uno dove abita e uno che dà in comodato gratuito al figlio Luca, che vi stabilisce la residenza. Se l’IMU sull’immobile in comodato sarebbe di 1.000 euro, con la riduzione Roberto paga solo 500 euro.

      IMU per coniugi con residenze diverse

      Il tema dell’IMU per i coniugi con residenze diverse è stato al centro di una storica sentenza della Corte Costituzionale (sentenza n. 209 del 13 ottobre 2022) che ha cambiato le regole a favore dei contribuenti.

      Prima della sentenza: Se marito e moglie avevano la residenza in due Comuni diversi (ad esempio, uno a Udine per lavoro e l’altro a Trieste), nessuno dei due poteva usufruire dell’esenzione IMU per l’abitazione principale. Una regola palesemente ingiusta.

      Dopo la sentenza 209/2022: La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima questa limitazione. Ora ciascun coniuge ha diritto all’esenzione IMU per l’immobile in cui ha la residenza anagrafica e la dimora abituale, indipendentemente da dove risiede l’altro coniuge. Questo vale sia per i coniugi che per i partner di unione civile.

      Cosa fare in pratica:

      • Ogni coniuge può indicare il proprio immobile come abitazione principale
      • L’esenzione spetta a condizione che vi sia effettiva residenza e dimora abituale
      • Se hai pagato l’IMU ingiustamente negli anni passati (dal 2017 in poi), puoi chiedere il rimborso al Comune. Il termine per la richiesta è di 5 anni dal pagamento
      • Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella presentazione dell’istanza di rimborso

      Tabella aliquote IMU principali comuni italiani

      Le aliquote IMU variano significativamente da Comune a Comune. Ecco una panoramica delle aliquote IMU 2026 applicate dai principali comuni italiani per le seconde case (altri fabbricati):

      ComuneAliquota seconda casaAliquota ab. principale (lusso)
      Roma1,06%0,60%
      Milano1,06%0,60%
      Napoli1,06%0,60%
      Torino1,06%0,60%
      Bologna1,06%0,60%
      Firenze1,06%0,60%
      Udine1,06%0,50%
      Trieste0,96%0,50%
      Padova1,06%0,60%
      Verona1,06%0,60%
      Genova1,06%0,60%
      Palermo1,06%0,60%
      Bari1,06%0,50%
      Catania1,06%0,60%

      Nota: Le aliquote sopra riportate sono indicative e soggette a conferma da parte dei singoli Comuni. Per conoscere l’aliquota esatta del tuo Comune, puoi consultare la sezione dedicata sul sito del Dipartimento delle Finanze del MEF (www.finanze.gov.it) oppure rivolgerti al CAF Centro Fiscale.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande frequenti (FAQ)

      Come si calcola l’IMU 2026?

      La formula e: Rendita catastale x 1,05 x Coefficiente catastale x Aliquota comunale. La rendita catastale si trova nella visura catastale, il coefficiente dipende dalla categoria dell’immobile (160 per le abitazioni) e l’aliquota e stabilita dal Comune. Ad esempio, per una seconda casa con rendita 500 euro a Roma: 500 x 1,05 x 160 x 1,06% = 890,40 euro all’anno.

      Quando si paga l’IMU 2026?

      L’IMU 2026 si paga in due rate: acconto entro il 16 giugno 2026 e saldo entro il 16 dicembre 2026. E possibile pagare tutto in un’unica soluzione entro il 16 giugno.

      Chi e esente dall’IMU nel 2026?

      Sono esenti dall’IMU: i proprietari che vivono nella loro prima casa (tranne categorie A/1, A/8, A/9), i proprietari di terreni agricoli in zone montane, i fabbricati rurali strumentali (D/10) e gli immobili degli enti non commerciali usati per attivita istituzionali.

      Come si paga l’IMU con il modello F24?

      Compila la sezione “IMU e altri tributi locali” del modello F24 con: codice catastale del Comune, numero immobili, codice tributo (es. 3918 per altri fabbricati, 3912 per abitazione principale di lusso), anno 2026 e importo. Puoi pagare in banca, posta o online.

      Si paga l’IMU sulla casa data in comodato al figlio?

      Si, ma con una riduzione del 50%. Il contratto di comodato deve essere registrato, il comodante deve risiedere nello stesso Comune dell’immobile e non possedere altri immobili abitativi in Italia (oltre alla propria prima casa nello stesso Comune).

      I coniugi con residenze diverse pagano l’IMU?

      No, grazie alla sentenza della Corte Costituzionale n. 209/2022. Ora ciascun coniuge puo beneficiare dell’esenzione IMU per l’immobile in cui ha residenza e dimora abituale, anche se il coniuge risiede altrove. Chi ha pagato ingiustamente dal 2017 puo chiedere il rimborso.

      Quanto costa l’IMU sulla seconda casa?

      Dipende dalla rendita catastale e dal Comune. La maggior parte dei Comuni applica l’aliquota massima dell’1,06%. Per una seconda casa con rendita 600 euro: 600 x 1,05 x 160 x 1,06% = 1.068,48 euro all’anno. Se affittata a canone concordato, si riduce del 25%.


      Conclusione

      Il calcolo IMU 2026 puo sembrare complesso, ma con le informazioni giuste diventa un’operazione gestibile. Ricorda i punti fondamentali: la formula base (rendita x 1,05 x coefficiente x aliquota), le scadenze del 16 giugno e del 16 dicembre, e le esenzioni a cui potresti avere diritto.

      Se hai dubbi sul calcolo, se devi gestire situazioni particolari come immobili ereditati, comodati d’uso o residenze separate tra coniugi, non esitare a chiedere aiuto. Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per calcolare l’IMU esatta dei tuoi immobili e verificare se hai diritto a riduzioni o esenzioni.

      Contatta il CAF Centro Fiscale:

      • Telefono: 0432 1638640
      • WhatsApp: 366 6018121
      • Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
      • Email: info@centrofiscale.com

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      Maggio 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-12 09:00:002026-05-31 14:09:10Calcolo IMU 2026: Guida con Aliquote, Scadenze ed Esenzioni
      CAF

      Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo 730, IVA, IMU e Contributi INPS

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Il mese di giugno 2026 è uno dei più impegnativi dell’anno fiscale italiano. Con la prima rata IMU in scadenza il 16 giugno, il saldo IRPEF e il primo acconto entro il 30 giugno, le ritenute su lavoro dipendente e autonomo, i contributi INPS e la prosecuzione dell’invio del Modello 730, i contribuenti devono pianificare con attenzione ogni adempimento per evitare sanzioni e maggiorazioni.

      In questa guida completa, aggiornata alle disposizioni dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, troverai il calendario dettagliato di tutte le scadenze fiscali di giugno 2026, con indicazioni pratiche su importi, codici tributo F24 e modalità di pagamento. Se hai perso le scadenze del mese precedente, puoi consultare anche il nostro articolo sulle scadenze fiscali di maggio 2026.

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      Indice dei contenuti

      1. Calendario completo scadenze giugno 2026
      2. IMU prima rata: acconto 16 giugno 2026
      3. IRPEF, ritenute e addizionali: 16 giugno
      4. IVA mensile maggio: versamento 16 giugno
      5. Contributi INPS giugno 2026
      6. Contributi colf e badanti: 10 giugno
      7. Saldo IRPEF e primo acconto: 30 giugno
      8. Dichiarazione IMU: 30 giugno
      9. Diritto annuale Camera di Commercio
      10. Modello 730: perché conviene inviarlo entro giugno
      11. LIPE primo trimestre: scadenza e sanzioni
      12. Come evitare sanzioni: il ravvedimento operoso
      13. FAQ – Domande frequenti

      Calendario completo scadenze fiscali giugno 2026

      Ecco il calendario dettagliato di tutte le principali scadenze fiscali di giugno 2026, organizzato giorno per giorno secondo lo Scadenzario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Giugno è un mese particolarmente denso di adempimenti: dal versamento dell’IMU alle imposte sui redditi, dalle ritenute ai contributi previdenziali.

      DataAdempimentoChi deve adempiereCodice Tributo
      10 giugnoContributi colf, badanti e lavoratori domestici (2a rata trimestrale)Datori di lavoro domesticoMAV/PagoPA INPS
      16 giugnoIMU – Prima rata (acconto)Proprietari di immobili (esclusa abitazione principale non di lusso)3912-3916-3918-3925
      16 giugnoIRPEF ritenute lavoro dipendente e assimilati (maggio)Sostituti d’imposta (datori di lavoro)1001
      16 giugnoIRPEF ritenute lavoro autonomo e provvigioni (maggio)Sostituti d’imposta1040
      16 giugnoAddizionali regionali e comunali IRPEF (rata mensile)Sostituti d’imposta3802-3848
      16 giugnoIVA mensile – Liquidazione maggioContribuenti IVA mensili6005
      16 giugnoContributi INPS gestione separata (committenti, maggio)Committenti e collaboratoriCXX
      16 giugnoINPS contributi dipendenti (maggio)Datori di lavoroDM10/UniEmens
      25 giugnoINTRASTAT mensile (operazioni maggio)Operatori intracomunitari mensili–
      30 giugnoSaldo IRPEF 2025 e primo acconto IRPEF 2026Persone fisiche, soci di società di persone4001 (saldo) – 4033 (acconto)
      30 giugnoSaldo IRAP 2025 e primo acconto IRAP 2026Soggetti IRAP (imprese, professionisti)3800 (saldo) – 3812 (acconto)
      30 giugnoSaldo e primo acconto imposta sostitutiva forfettariContribuenti regime forfettario1792 (saldo) – 1790 (acconto)
      30 giugnoContributi INPS artigiani e commercianti (saldo + 1° acconto)Artigiani, commercianti, forfettariDa Redditi PF
      30 giugnoContributi INPS gestione separata (saldo + 1° acconto)Professionisti senza cassaDa Redditi PF
      30 giugnoDichiarazione IMU per variazioni anno 2025Proprietari con variazioni immobiliari–
      30 giugnoDiritto annuale Camera di CommercioImprese iscritte al Registro Imprese3850
      30 giugnoImposta di bollo fatture elettroniche (1° trimestre, se > 5.000 euro)Soggetti IVA con fattura elettronica2521

      Nota importante: quando la scadenza cade di sabato o domenica, il termine viene automaticamente prorogato al primo giorno lavorativo successivo. Nel 2026 il 16 giugno cade di martedì e il 30 giugno di martedì, quindi non ci sono proroghe automatiche.

      IMU prima rata 2026: acconto entro il 16 giugno

      La scadenza più attesa di giugno è senza dubbio l’IMU – Imposta Municipale Unica. Il 16 giugno 2026 scade il termine per il versamento della prima rata (acconto), pari al 50% dell’imposta dovuta per l’intero anno, calcolata sulle aliquote dell’anno precedente.

      Chi deve pagare l’IMU

      L’IMU è dovuta da proprietari, titolari di diritti reali (usufrutto, uso, abitazione, superficie) e locatari finanziari su:

      • Seconde case e immobili diversi dall’abitazione principale
      • Abitazioni principali di lusso (categorie catastali A/1, A/8 e A/9)
      • Terreni agricoli (con eccezioni per zone montane e collinari)
      • Aree fabbricabili
      • Immobili commerciali, capannoni, uffici

      Esenzione abitazione principale: l’abitazione principale non di lusso (categorie da A/2 ad A/7) e le relative pertinenze (una per ciascuna categoria C/2, C/6, C/7) sono esenti dall’IMU. Questo significa che se possiedi solo la casa dove vivi, non devi pagare nulla.

      Come si calcola l’acconto IMU

      L’acconto IMU si calcola con questa formula:

      Rendita catastale + 5% rivalutazione x moltiplicatore catastale x aliquota comunale / 2 = Acconto IMU

      Facciamo un esempio pratico: supponiamo che Mario possieda una seconda casa a Udine con rendita catastale di 500 euro, categoria A/3. Il calcolo sarà:

      • Rendita rivalutata: 500 + 5% = 525 euro
      • Base imponibile: 525 x 160 (moltiplicatore per cat. A) = 84.000 euro
      • IMU annua: 84.000 x 10,6 per mille (aliquota ordinaria) = 890,40 euro
      • Acconto 16 giugno: 890,40 / 2 = 445,20 euro

      Codici tributo F24 per l’IMU

      Codice TributoTipologia immobile
      3912Abitazione principale di lusso e pertinenze (A/1, A/8, A/9)
      3916Aree fabbricabili
      3918Altri fabbricati (seconde case, uffici, negozi)
      3925Immobili categoria D – Quota Stato
      3930Immobili categoria D – Quota Comune (incremento)
      3914Terreni agricoli

      Il versamento si effettua tramite Modello F24, compilando la sezione “IMU e altri tributi locali” con il codice del Comune di ubicazione dell’immobile. È possibile pagare in banca, ufficio postale, oppure online tramite il servizio F24 web dell’Agenzia delle Entrate.

      IRPEF, ritenute e addizionali: scadenza 16 giugno

      Il 16 giugno 2026 è anche la data in cui i sostituti d’imposta (datori di lavoro, aziende, professionisti che pagano collaboratori) devono versare le ritenute operate nel mese di maggio. Si tratta di un adempimento mensile che riguarda milioni di imprese e professionisti.

      Ritenute da versare entro il 16 giugno

      • IRPEF ritenute lavoro dipendente (codice tributo 1001): trattenute sugli stipendi di maggio
      • IRPEF ritenute lavoro autonomo (codice tributo 1040): ritenute d’acconto su compensi a professionisti
      • IRPEF ritenute su provvigioni (codice tributo 1040): per agenti e rappresentanti
      • Addizionali regionali IRPEF (codice tributo 3802): rata mensile dell’addizionale regionale
      • Addizionali comunali IRPEF (codice tributo 3848): rata mensile dell’addizionale comunale in acconto

      Tutti i versamenti si effettuano con Modello F24 telematico. I datori di lavoro con più di 15 dipendenti sono obbligati alla presentazione telematica tramite Entratel o Fisconline.

      IVA mensile maggio: versamento entro il 16 giugno

      I contribuenti IVA con liquidazione mensile devono versare entro il 16 giugno l’IVA risultante dalla liquidazione relativa al mese di maggio 2026. Il codice tributo da utilizzare nel Modello F24 è il 6005 (IVA versamento mensile – maggio).

      Sono obbligati alla liquidazione mensile dell’IVA i soggetti che nell’anno precedente hanno realizzato un volume d’affari superiore a 400.000 euro (per attività di servizi) o 800.000 euro (per altre attività). Chi si trova sotto queste soglie, di norma, liquida l’IVA trimestralmente.

      I contribuenti in regime forfettario sono invece esenti dalla liquidazione IVA: non addebitano IVA in fattura e non devono effettuare alcun versamento periodico.

      Contributi INPS giugno 2026

      Il mese di giugno prevede diverse scadenze per i contributi previdenziali INPS, che variano in base alla tipologia di lavoratore e alla gestione di appartenenza.

      16 giugno: contributi dipendenti e gestione separata (mensili)

      • Contributi INPS dipendenti: i datori di lavoro versano tramite modello DM10/UniEmens i contributi relativi agli stipendi di maggio
      • Contributi gestione separata (committenti): le aziende che si avvalgono di collaboratori coordinati e continuativi versano la quota di contributi gestione separata del mese di maggio

      30 giugno: saldo e primo acconto artigiani, commercianti e gestione separata

      I contribuenti che presentano il Modello Redditi PF devono versare entro il 30 giugno:

      • Saldo contributi INPS 2025 (eccedenza minimo per artigiani/commercianti, saldo gestione separata)
      • Primo acconto contributi 2026 (pari al 40% del totale dovuto per l’anno)

      Questo vale per artigiani, commercianti e professionisti senza cassa iscritti alla gestione separata INPS. Chi opera in regime forfettario può beneficiare della riduzione contributiva del 35%, ma deve aver presentato apposita domanda all’INPS.

      Contributi colf e badanti: scadenza 10 giugno

      I datori di lavoro domestico (famiglie che impiegano colf, badanti, babysitter, assistenti familiari) devono versare entro il 10 giugno 2026 la seconda rata trimestrale dei contributi previdenziali INPS, relativa al periodo aprile-maggio-giugno 2026.

      Il pagamento si effettua tramite bollettino MAV o PagoPA, disponibili nel portale INPS sezione “Lavoratori domestici”. In alternativa, è possibile utilizzare l’app IO o i canali bancari abilitati a PagoPA. Per una guida completa su come gestire il rapporto di lavoro domestico, consulta il nostro approfondimento dedicato.

      Importo indicativo: i contributi per colf e badanti variano in base alla retribuzione oraria effettiva e al numero di ore lavorate. Per una badante convivente con retribuzione di circa 7,50 euro/ora, i contributi trimestrali si aggirano intorno a 300-400 euro.

      Saldo IRPEF e primo acconto: la grande scadenza del 30 giugno

      Il 30 giugno 2026 è una delle date più importanti dell’anno fiscale: entro questo termine scade il versamento del saldo IRPEF 2025 e del primo acconto IRPEF 2026 per tutti i contribuenti che presentano il Modello Redditi PF. Questa scadenza riguarda partite IVA, liberi professionisti, imprenditori individuali e chiunque abbia redditi non soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta.

      Come si calcola il saldo e l’acconto

      • Saldo IRPEF 2025 (codice tributo 4001): differenza tra l’imposta dovuta per il 2025 e quanto già versato con gli acconti durante l’anno
      • Primo acconto IRPEF 2026 (codice tributo 4033): pari al 40% dell’acconto totale dovuto (che è il 100% dell’IRPEF dell’anno precedente se superiore a 51,65 euro)

      Differimento al 30 luglio con maggiorazione 0,40%

      Chi non riesce a rispettare la scadenza del 30 giugno può versare entro il 30 luglio 2026, applicando una maggiorazione dello 0,40% sull’importo dovuto a titolo di interesse. Ad esempio, su un saldo di 1.000 euro, la maggiorazione sarà di soli 4 euro. È un’opzione utile per chi ha bisogno di qualche settimana in più per organizzare la liquidità.

      Esempio pratico: Lucia, freelance con partita IVA forfettaria, ha un saldo imposta sostitutiva 2025 di 2.500 euro e un primo acconto 2026 di 1.200 euro. Se paga entro il 30 giugno, versa 3.700 euro. Se paga entro il 30 luglio, versa 3.700 + 14,80 (0,40%) = 3.714,80 euro.

      Dichiarazione IMU: scadenza 30 giugno

      Oltre al versamento dell’acconto, il 30 giugno 2026 è anche il termine per la presentazione della dichiarazione IMU relativa alle variazioni avvenute nel corso del 2025. La dichiarazione IMU non va confusa con il pagamento: serve a comunicare al Comune le variazioni che incidono sul calcolo dell’imposta.

      Quando è obbligatoria la dichiarazione IMU

      La dichiarazione IMU va presentata quando nel corso dell’anno precedente si sono verificate variazioni non conoscibili dal Comune attraverso le banche dati catastali, ad esempio:

      • Immobili che hanno acquisito o perso il diritto all’esenzione (es. cambio di residenza)
      • Immobili concessi in comodato d’uso gratuito a parenti in linea retta (riduzione 50%)
      • Immobili inagibili o inabitabili
      • Aree diventate fabbricabili
      • Immobili di interesse storico/artistico
      • Variazioni di quote di possesso tra comproprietari

      La dichiarazione si presenta al Comune dove si trova l’immobile, utilizzando il modello ministeriale approvato con decreto del MEF. La presentazione può avvenire in forma cartacea, raccomandata o tramite PEC.

      Diritto annuale Camera di Commercio: 30 giugno

      Le imprese iscritte al Registro delle Imprese devono versare entro il 30 giugno 2026 il diritto annuale alla Camera di Commercio di competenza. Il pagamento si effettua tramite Modello F24 con il codice tributo 3850.

      L’importo varia in base alla forma giuridica e al fatturato dell’impresa:

      • Imprese individuali: importo fisso di circa 53 euro (per la sede) + 11 euro per ogni unità locale
      • Società di persone: importo variabile in base al fatturato, con un minimo di circa 120 euro
      • Società di capitali: calcolato in base al fatturato con aliquote progressive

      Anche per il diritto camerale vale la possibilità di differimento al 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%, in quanto il versamento segue le stesse tempistiche delle imposte sui redditi.

      Modello 730: perché conviene inviarlo entro giugno

      Anche se la scadenza ufficiale del 730 precompilato 2026 è fissata al 30 settembre 2026, conviene inviare la dichiarazione entro la fine di giugno per un motivo molto pratico: il rimborso IRPEF in busta paga.

      L’Agenzia delle Entrate elabora le dichiarazioni in ordine di arrivo. Chi invia il 730 entro giugno riceve il rimborso generalmente nella busta paga di luglio o agosto. Chi invia a settembre potrebbe ricevere il rimborso solo a ottobre o novembre.

      Date chiave per il 730/2026

      • 30 aprile 2026: disponibilità 730 precompilato online
      • 20 maggio 2026: inizio invio 730 precompilato
      • Entro giugno: invio consigliato per rimborso rapido
      • 30 settembre 2026: termine ultimo per l’invio

      Se hai dubbi su detrazioni fiscali e documenti da presentare, il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione e nell’invio del Modello 730, verificando che tutte le spese detraibili siano correttamente inserite.

      LIPE primo trimestre: scadenza e sanzioni

      La Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA (LIPE) relativa al primo trimestre 2026 (gennaio-febbraio-marzo) ha scadenza il 31 maggio. Se non è stata inviata in tempo, giugno è il mese per regolarizzare la posizione con il ravvedimento operoso.

      Sanzioni per ritardo LIPE

      • Sanzione base: da 500 a 2.000 euro per ogni comunicazione omessa o errata
      • Ravvedimento entro 15 giorni: sanzione ridotta a 1/10 = 50 euro
      • Ravvedimento entro 90 giorni: sanzione ridotta a 1/9 = circa 55,56 euro
      • Ravvedimento entro 1 anno: sanzione ridotta a 1/8 = 62,50 euro

      Se la LIPE viene corretta spontaneamente entro 15 giorni dalla scadenza originale, la sanzione è dimezzata a 250 euro (prima dell’applicazione delle riduzioni da ravvedimento). Conviene quindi regolarizzare il prima possibile per minimizzare l’importo.

      Come evitare sanzioni: il ravvedimento operoso

      Se hai dimenticato una scadenza fiscale o non sei riuscito a pagare in tempo, il ravvedimento operoso è lo strumento che ti permette di regolarizzare la tua posizione pagando sanzioni ridotte. È una delle agevolazioni più importanti del sistema fiscale italiano: più tempestivo è il pagamento, minore sarà la sanzione.

      Riduzioni delle sanzioni con ravvedimento

      TempisticaRiduzione sanzioneSanzione effettiva
      Entro 14 giorni (ravvedimento sprint)1/15 al giorno0,1% per ogni giorno di ritardo
      Entro 30 giorni (ravvedimento breve)1/10 del minimo1,5% dell’imposta
      Entro 90 giorni (ravvedimento intermedio)1/9 del minimo1,67% dell’imposta
      Entro 1 anno (ravvedimento lungo)1/8 del minimo3,75% dell’imposta
      Entro 2 anni1/7 del minimo4,29% dell’imposta
      Oltre 2 anni1/6 del minimo5% dell’imposta

      Esempio pratico: hai dimenticato di pagare l’acconto IMU di 500 euro il 16 giugno. Se paghi entro il 16 luglio (30 giorni), la sanzione sarà 500 x 1,5% = 7,50 euro, più gli interessi legali. Un costo minimo rispetto alle sanzioni piene che possono arrivare al 30% dell’importo.

      Per calcolare correttamente il ravvedimento operoso e compilare il Modello F24 con i codici tributo appropriati, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori ti aiuteranno a regolarizzare la posizione nel modo più conveniente possibile.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      FAQ – Domande frequenti sulle scadenze fiscali di giugno 2026

      Quando scade l’IMU prima rata 2026?

      La prima rata IMU 2026 (acconto) scade il 16 giugno 2026. Si versa il 50% dell’imposta annua calcolata sulle aliquote dell’anno precedente, tramite Modello F24.

      Posso pagare le imposte del 30 giugno in ritardo?

      Sì, puoi versare il saldo IRPEF e il primo acconto entro il 30 luglio 2026 applicando una maggiorazione dello 0,40%. Oltre il 30 luglio, si applica il ravvedimento operoso con sanzioni crescenti.

      Chi è esente dall’IMU sulla prima casa?

      L’abitazione principale non di lusso (categorie catastali da A/2 ad A/7) e le relative pertinenze (una per ciascuna categoria C/2, C/6, C/7) sono esenti dall’IMU. Pagano solo le abitazioni di lusso (A/1, A/8, A/9).

      Quando conviene inviare il 730?

      Conviene inviare il 730 precompilato entro la fine di giugno per ricevere il rimborso IRPEF nella busta paga di luglio-agosto. La scadenza ufficiale è il 30 settembre, ma chi aspetta riceve il rimborso più tardi.

      Cosa succede se non pago i contributi della colf entro il 10 giugno?

      In caso di ritardo nel pagamento dei contributi per colf e badanti, si applicano sanzioni civili (interessi di mora) e una sanzione dal 30% al 60% dei contributi non versati. È possibile regolarizzare con ravvedimento operoso entro termini ragionevoli.

      I forfettari devono pagare qualcosa il 30 giugno?

      Sì, i contribuenti in regime forfettario devono versare entro il 30 giugno il saldo dell’imposta sostitutiva 2025 (codice tributo 1792) e il primo acconto 2026 (codice tributo 1790), oltre ai contributi INPS (saldo + primo acconto) alla gestione commercianti o separata.

      Hai bisogno di assistenza per le scadenze fiscali?

      Le scadenze di giugno sono tante e complesse: IMU, IRPEF, IVA, contributi INPS, dichiarazione IMU. Non rischiare sanzioni per una dimenticanza. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a rispettare tutti gli adempimenti, calcolare gli importi corretti e compilare i Modelli F24.

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        Aprile 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-28 14:00:002026-05-31 17:59:57Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo 730, IVA, IMU e Contributi INPS

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