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Tag Archivio per: sanzioni iva

Guide Fatturazione Elettronica

Ravvedimento Operoso Fattura Tardiva 2026: Calcolo Sanzioni e Interessi

fatturazione elettronica CAF Udine

Hai emesso una fattura elettronica oltre i termini previsti dalla normativa? Niente panico: il ravvedimento operoso ti permette di sanare la violazione pagando spontaneamente una sanzione ridotta e gli interessi legali, evitando il rischio di sanzioni piene fino al 90% dell’IVA dovuta. In questa guida aggiornata al 2026 trovi termini di emissione, calcolo delle sanzioni ridotte (1/10, 1/9, 1/8, 1/7, 1/6, 1/5), interessi legali al 2,5%, codici tributo F24 (8911 sanzione e 1991 interessi) ed esempi pratici di calcolo passo passo.

Articolo a cura del CAF Centro Fiscale di Udine. Aggiornato a maggio 2026 con interessi legali fissati al 2,5% annuo dal D.M. MEF.

Indice dei contenuti

  1. Cosa fare quando hai emesso in ritardo una fattura elettronica
  2. Termini di emissione: immediata e differita
  3. Cosa succede se emetti oltre i termini: sanzioni ordinarie
  4. Ravvedimento operoso: cos’è e come funziona
  5. Calcolo della sanzione ridotta (tabella 2026)
  6. Interessi legali 2026 al 2,5%
  7. Esempi pratici di calcolo
  8. Come si versa: F24 e codici tributo
  9. Compilazione F24 passo passo
  10. Cosa fare operativamente in 3 step
  11. Attenzione: onere della prova
  12. Quando il ravvedimento NON è applicabile
  13. Forfettario e sanzioni: stesse regole
  14. Come evitare la tardività in futuro
  15. FAQ

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Cosa fare quando hai emesso in ritardo una fattura elettronica

Se ti accorgi di aver superato i termini di emissione di una fattura elettronica, la regola operativa è una sola: emetti subito la fattura con la data corretta e regolarizza la posizione tramite ravvedimento operoso. Più aspetti, più alto sarà il coefficiente di riduzione applicato e maggiori saranno gli interessi legali maturati.

La buona notizia è che il legislatore italiano premia la spontaneità: chi sana la violazione prima di accertamenti, controlli o PVC paga molto meno di chi attende l’iniziativa dell’Agenzia delle Entrate. In molti casi, per una fattura tardiva di pochi giorni, bastano 25 euro di sanzione + pochi centesimi di interessi.

Termini di emissione: immediata e differita

Prima di parlare di sanzioni, ricordiamo i termini ordinari previsti dal DPR 633/72 e dal D.L. 119/2018:

  • Fattura immediata: deve essere emessa e trasmessa al Sistema di Interscambio (SdI) entro 12 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione (consegna del bene o ultimazione del servizio).
  • Fattura differita: per cessioni di beni accompagnate da DDT o per prestazioni di servizi documentate, va emessa entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione, con riferimento allo stesso mese.
  • Autofatture e reverse charge: termini specifici (in genere 15 del mese successivo) — verifica la fattispecie prima di applicare il ravvedimento.

Per un approfondimento dedicato puoi leggere la nostra guida sui termini di emissione della fattura elettronica 2026.

Importante: ai fini del rispetto del termine fa fede la data di trasmissione allo SdI e non la data di compilazione del documento. Se il file XML viene scartato, hai 5 giorni per ritrasmetterlo conservando la data originaria.

Cosa succede se emetti oltre i termini: sanzioni ordinarie

Le sanzioni applicabili in caso di tardiva o omessa emissione della fattura sono disciplinate dall’art. 6 del D.Lgs. 471/1997 e si articolano così:

  • Tardiva emissione che NON incide sulla liquidazione IVA: sanzione fissa da 250 euro a 2.000 euro per documento (situazione tipica della fattura emessa con qualche giorno di ritardo ma all’interno dello stesso periodo di liquidazione).
  • Tardiva o omessa fatturazione che incide sulla liquidazione IVA: sanzione dal 70% al 100% dell’imposta non documentata (in vigore dal 2024 — prima era 90%-180%), con un minimo di 250 euro per ciascuna operazione.
  • Omessa fatturazione di operazione esente, non imponibile o reverse charge: sanzione dal 5% al 10% dei corrispettivi non documentati, con minimo 500 euro; se la violazione non rileva ai fini della liquidazione IVA si applica la sanzione fissa da 250 a 2.000 euro.

In sintesi: per la maggior parte dei casi pratici di fattura tardiva, la sanzione di riferimento per il calcolo del ravvedimento è 250 euro per documento (sanzione minima edittale). Su questo importo si applica il coefficiente di riduzione previsto dall’art. 13 del D.Lgs. 472/97.

Ravvedimento operoso: cos’è e come funziona

Il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997) è lo strumento che consente al contribuente di regolarizzare spontaneamente una violazione tributaria pagando una sanzione ridotta. Più la regolarizzazione è tempestiva, più alto è lo sconto.

Per essere valido, il ravvedimento richiede tre azioni contestuali da parte del contribuente:

  1. Rimozione della violazione: emissione effettiva della fattura tardiva (se non era stata emessa) o trasmissione corretta allo SdI.
  2. Pagamento della sanzione ridotta tramite F24, codice tributo 8911.
  3. Pagamento degli interessi legali maturati dal giorno successivo al termine ordinario fino al giorno del versamento, codice tributo 1991.

Se l’IVA della fattura tardiva era già confluita nella liquidazione del periodo (perché contabilizzata in modo corretto pur senza fattura emessa), non c’è IVA omessa da versare. Diversamente, anche l’IVA non versata va sanata con codice tributo dedicato (es. 6001-6012 per liquidazioni mensili).

Calcolo della sanzione ridotta (tabella 2026)

Ecco la tabella aggiornata al 2026 dei coefficienti di riduzione della sanzione minima (250 euro nel caso della fattura tardiva ordinaria):

Quando ravvediRiduzioneSanzione ridotta (su 250 euro)Riferimento
Entro 30 giorni dalla violazione1/10 della sanzione minima25,00 euroart. 13 c.1 lett. a-bis
Entro 90 giorni dalla violazione1/927,78 euro (~28 euro)art. 13 c.1 lett. a-bis
Entro 1 anno (o entro la dichiarazione)1/831,25 euro (~31 euro)art. 13 c.1 lett. b
Entro 2 anni (o dichiarazione anno successivo)1/735,71 euro (~36 euro)art. 13 c.1 lett. b-bis
Oltre 2 anni1/641,67 euro (~42 euro)art. 13 c.1 lett. b-ter
Dopo PVC / accertamento (se ancora ammesso)1/550,00 euroart. 13 c.1 lett. b-quater

Attenzione: i coefficienti 1/7, 1/6 e 1/5 si applicano solo se la violazione non è stata constatata con accertamento o avviso bonario notificato. Una volta arrivata la comunicazione, il ravvedimento si chiude.

Ravvedimento sprint (entro 14 giorni): per i versamenti tributari c’è una riduzione ulteriore (1/10 con 1/15 per ogni giorno di ritardo). Per la fatturazione tardiva non si applica il ravvedimento “sprint” perché la violazione non è di omesso versamento ma di tardiva fatturazione.

Interessi legali 2026 al 2,5%

Oltre alla sanzione, il ravvedimento richiede il versamento degli interessi legali calcolati al tasso annuo fissato annualmente dal Ministero dell’Economia. Per il 2026 il tasso è del 2,5% annuo (rivalutato a fine anno con D.M. MEF, decorrenza 1° gennaio).

La formula di calcolo è:

Interessi = Imposta IVA × giorni di ritardo × tasso / 365

I giorni si contano dal giorno successivo alla scadenza ordinaria fino al giorno effettivo di versamento. Se il ritardo attraversa più anni con tassi diversi, occorre frazionare il calcolo applicando il tasso vigente in ciascun periodo.

Storico tassi recenti (utile per ravvedimenti pluriennali): 2023 = 5%, 2024 = 2,5%, 2025 = 2%, 2026 = 2,5%.

Attenzione: gli interessi si calcolano solo sull’IVA effettivamente non versata. Se la fattura tardiva è stata comunque ricompresa nella liquidazione IVA del periodo (ipotesi frequente), gli interessi possono essere zero o simbolici.

Esempi pratici di calcolo

Vediamo due casi tipici per capire quanto si paga davvero con il ravvedimento operoso.

Esempio 1: fattura tardiva di 20 giorni — IVA 220 euro su imponibile 1.000 euro

Mario Rossi, idraulico forfettario in regime IVA ordinario, esegue un intervento il 1° aprile 2026. Avrebbe dovuto emettere fattura entro il 13 aprile (12 giorni). La emette invece il 21 aprile, con 8 giorni di effettivo ritardo, ma decide di ravvedersi versando il 3 maggio. Sono passati 20 giorni complessivi dal termine ordinario.

  • Sanzione ordinaria: minimo 250 euro
  • Ravvedimento entro 30 giorni (1/10): 250 / 10 = 25,00 euro
  • Interessi legali: 220 × 20 × 2,5% / 365 = 220 × 20 × 0,025 / 365 = 0,30 euro
  • Totale da versare con F24: 25,00 + 0,30 = 25,30 euro

Per una fattura da 1.000 euro emessa con 20 giorni di ritardo, il ravvedimento costa meno di un caffè in più al giorno. È sempre conveniente regolarizzare.

Esempio 2: fattura omessa da 6 mesi — IVA 880 euro

Lucia, consulente in regime IVA ordinario, dimentica di fatturare una consulenza svolta il 1° gennaio 2026 (imponibile 4.000 euro, IVA 880 euro). Si accorge dell’errore il 1° luglio 2026 (180 giorni dopo la scadenza dei 12 giorni) e si ravvede.

  • Sanzione ordinaria (omessa fattura che incide sulla liquidazione): 90% di 880 = 792 euro (con minimo 250 euro)
  • Sanzione di riferimento per il ravvedimento: nei casi in cui la sanzione minima edittale sia 250 euro, si applica il coefficiente sul minimo
  • Ravvedimento entro 1 anno (1/8 di 250): 250 / 8 = 31,25 euro
  • Interessi legali: 880 × 180 × 2,5% / 365 = 880 × 180 × 0,025 / 365 = ~10,85 euro
  • Totale (sanzione + interessi): 31,25 + 10,85 = ~42,10 euro

IMPORTANTE: a questi importi si aggiunge l’eventuale ravvedimento dell’IVA non versata in liquidazione, se la fattura tardiva ha modificato il debito IVA del periodo. In quel caso si versa anche il codice tributo 6001-6012 (a seconda del mese) con sanzione ridotta calcolata sul 30% del tributo non versato.

Come si versa: F24 e codici tributo

Sanzione e interessi del ravvedimento si pagano con modello F24 telematico (Entratel, F24 web Agenzia delle Entrate o home banking abilitato). I codici tributo da utilizzare per la fatturazione tardiva sono:

Codice tributoDescrizioneSezione F24
8911Sanzione pecuniaria per ravvedimento — altre violazioni tributarieErario
1991Interessi sul ravvedimento — IVAErario
6001-6012IVA mensile (mese di riferimento) — solo se IVA non versataErario
6031-6034IVA trimestrale (trimestre di riferimento) — solo se IVA non versataErario

L’anno di riferimento da indicare nei codici 8911 e 1991 è quello in cui è stata commessa la violazione (es. 2026 per una fattura tardiva del 2026), non l’anno in cui si effettua il versamento.

Compilazione F24 passo passo

Ecco come compilare correttamente il modello F24 ELIDE / F24 ordinario per il ravvedimento di una fattura tardiva:

  1. Sezione “Contribuente”: codice fiscale, dati anagrafici e domicilio fiscale del titolare di partita IVA.
  2. Sezione “Erario” — riga sanzione:
    • Codice tributo: 8911
    • Anno di riferimento: anno della violazione (es. 2026)
    • Importi a debito: importo della sanzione ridotta (es. 25,00)
  3. Sezione “Erario” — riga interessi:
    • Codice tributo: 1991
    • Anno di riferimento: 2026
    • Importi a debito: importo degli interessi (es. 0,30)
  4. Eventuale riga IVA non versata (se applicabile): codice 6001-6012 o 6031-6034 con anno di riferimento.
  5. Totale da versare e firma. Il pagamento può essere effettuato anche con compensazione di crediti fiscali, fermi i limiti di compensazione vigenti.

Suggerimento operativo: conserva sempre la ricevuta telematica F24 insieme alla copia della fattura tardiva. In caso di controllo, la documentazione cartacea/digitale è la prova della spontaneità della regolarizzazione.

Cosa fare operativamente in 3 step

Sintetizziamo l’iter pratico per chiudere correttamente un ravvedimento operoso da fattura tardiva:

  1. Emetti subito la fattura tardiva. Trasmetti il file XML allo SdI con la data effettiva di operazione (anche se passata) o, se il termine “data documento” non lo consente, con la data corrente indicando in descrizione la data reale dell’operazione. Ciò chiude la violazione formale.
  2. Calcola e versa F24 con codici tributo 8911 (sanzione) e 1991 (interessi). Aggiungi eventuale IVA omessa con codice 6001-6012/6031-6034.
  3. Conserva ricevute SdI (consegnata/MC), F24 e calcolo interessi. Annota la regolarizzazione nel registro IVA vendite e nel libro giornale (per chi è in contabilità ordinaria).

Tutti e tre i passaggi devono essere contestuali: la giurisprudenza ha più volte ribadito che il ravvedimento è valido solo se la rimozione della violazione e il pagamento di sanzione e interessi avvengono nello stesso arco temporale.

Attenzione: onere della prova

Il ravvedimento non è automatico: in caso di controllo, l’onere della prova ricade sul contribuente. Devi essere in grado di dimostrare:

  • La data effettiva della prestazione o della cessione (DDT, contratti, e-mail di conferma, timesheet, ricevute di pagamento).
  • La spontaneità del ravvedimento, ossia che il versamento è avvenuto prima di qualsiasi notifica di accertamento, PVC o avviso bonario.
  • La correttezza del calcolo di sanzione e interessi (utile predisporre un foglio di calcolo allegato alla pratica).

Se la data dell’operazione è incerta o contestabile, il rischio è che l’Agenzia ricalcoli giorni di ritardo e coefficienti, riportando il ravvedimento alla sanzione piena. Documentare bene è fondamentale.

Quando il ravvedimento NON è applicabile

Il ravvedimento operoso è precluso nei seguenti casi:

  • Dopo la notifica di un atto di accertamento, di una cartella di pagamento o di un avviso bonario riferito alla stessa violazione.
  • Dopo la consegna di un processo verbale di constatazione (PVC) della Guardia di Finanza o dell’Agenzia delle Entrate, salvo il ravvedimento “lungo” 1/5 per le violazioni non oggetto di rilievo.
  • Per violazioni penalmente rilevanti (es. emissione/utilizzo di fatture per operazioni inesistenti — D.Lgs. 74/2000).
  • Per fatture false, frode IVA o altre fattispecie di particolare gravità tributaria e penale.

Negli altri casi (semplice tardività, dimenticanze, errori formali) il ravvedimento è la strada più conveniente per chiudere la posizione con il minimo aggravio economico.

Forfettario e sanzioni: stesse regole

I contribuenti in regime forfettario non addebitano IVA in fattura, ma restano soggetti agli stessi obblighi formali di emissione e trasmissione elettronica. Quindi:

  • Si applica la sanzione fissa minima di 250 euro per fattura tardiva (anche se non c’è IVA esposta).
  • Il ravvedimento operoso funziona con gli stessi coefficienti (1/10, 1/9, 1/8 ecc.).
  • Gli interessi legali di norma sono pari a zero (non c’è IVA da versare in ritardo), salvo casi di ritenute o ulteriori tributi collegati.
  • Si versa con F24, codice 8911 per la sanzione (interessi 1991 spesso non dovuti).

Per molti forfettari, quindi, la sanzione minima pratica è di 25 euro entro 30 giorni. Una cifra che giustifica sempre la regolarizzazione, evitando rischi di accertamento e di applicazione della sanzione piena (250-2.000 euro per documento).

Come evitare la tardività in futuro

Prevenire è meglio che ravvedere. Alcune buone pratiche per non incorrere più in fatture fuori termine:

  • Software di fatturazione elettronica con promemoria automatici sui DDT non ancora fatturati e sui giorni residui per l’emissione (Aruba, Fatture in Cloud, Danea, TeamSystem, Buffetti).
  • Fatturazione automatica al raggiungimento di milestone contrattuali (es. consegna, accettazione, mensilità ricorrenti).
  • Calendario fiscale condiviso con il commercialista o il CAF: scadenze IVA, F24, fatturazione differita del mese.
  • Controllo settimanale dei DDT non ancora fatturati per chi vende beni (regola dei 12 giorni / del 15 del mese successivo).
  • Backup delle ricevute SdI e archivio PEC: in caso di scarto, hai 5 giorni per ritrasmettere senza tardività.

Un buon software riduce drasticamente il rischio di tardività e ti avvisa automaticamente prima della scadenza. Per i forfettari, vale la pena valutare anche il bollo a forfait e i servizi di archivio sostitutivo.

FAQ — Domande frequenti

Quanto costa il ravvedimento per una fattura tardiva di 5 giorni?

Per una fattura tardiva di pochi giorni la sanzione ridotta è 25 euro (1/10 di 250), più gli interessi legali al 2,5% sull’eventuale IVA. Su importi modesti, gli interessi sono pochi centesimi: il totale si aggira sui 25-26 euro.

Posso ravvedermi se la fattura tardiva non incide sulla liquidazione IVA?

Sì. La sanzione di riferimento è la fissa minima di 250 euro e si applicano i coefficienti standard (1/10, 1/9, 1/8…). Gli interessi sono pari a zero perché non c’è IVA da versare in ritardo.

Se l’XML della fattura viene scartato dallo SdI sono in tardiva emissione?

No, se ritrasmetti il file corretto entro 5 giorni dalla notifica di scarto la fattura conserva la data originaria e non sei in tardiva emissione. Oltre i 5 giorni scatta la violazione e devi ravvederti.

Il ravvedimento operoso si applica anche dopo l’avviso bonario?

No. La notifica di un atto impositivo (avviso bonario, accertamento, cartella) preclude il ravvedimento per la violazione contestata. È invece ancora possibile sanare violazioni diverse e non rilevate, applicando il coefficiente 1/5 (post-PVC).

Devo ravvedere anche l’IVA se la fattura tardiva era già stata inserita in liquidazione?

No. Se hai già contabilizzato e versato l’IVA nella liquidazione corretta, devi ravvedere solo la sanzione formale (codice 8911) e gli eventuali interessi sono nulli o simbolici. Se invece l’IVA non è stata versata, occorre ravvedere anche l’imposta con i codici tributo 6001-6012 / 6031-6034.

Posso compensare il ravvedimento con un credito IVA?

Sì. Sanzione (8911), interessi (1991) ed eventuale IVA possono essere compensati orizzontalmente in F24 con crediti d’imposta disponibili, nel rispetto dei limiti di legge (es. visto di conformità per crediti IVA superiori a 5.000 euro annui).

Quali sono i codici tributo F24 per il ravvedimento di una fattura tardiva?

I codici principali sono 8911 (sanzione) e 1991 (interessi) in sezione Erario. Per l’eventuale IVA non versata si usano i codici 6001-6012 (mensili) o 6031-6034 (trimestrali) a seconda della periodicità di liquidazione.

Sono forfettario: cambia qualcosa per il ravvedimento di una fattura tardiva?

Le regole sono le stesse: sanzione minima 250 euro ridotta secondo i coefficienti standard. Gli interessi legali sono di norma pari a zero (niente IVA esposta). Anche per il forfettario, l’obbligo di emissione tempestiva della fattura elettronica è pieno.

Hai bisogno di aiuto con un ravvedimento operoso?

Calcolare correttamente sanzioni e interessi, compilare l’F24 con i codici giusti e conservare la documentazione probatoria è essenziale per chiudere il ravvedimento senza errori. Se hai emesso una fattura in ritardo o sei nel dubbio, il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta con:

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Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Settembre 4, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-04 14:00:002026-08-17 11:02:53Ravvedimento Operoso Fattura Tardiva 2026: Calcolo Sanzioni e Interessi
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Versamento IVA 2026: Scadenze, Codici Tributo F24 e Ravvedimento

Indice dei contenuti

  1. Chi deve versare l’IVA nel 2026
  2. Scadenze versamento IVA 2026: calendario completo
  3. Come si calcola l’IVA da versare
  4. Codici tributo per il versamento IVA
  5. Sanzioni per ritardato o omesso versamento IVA
  6. Ravvedimento operoso IVA: come ridurre le sanzioni
  7. Novità normative 2026 sul versamento IVA

Il versamento IVA 2026 rappresenta uno degli adempimenti fiscali più importanti per chi ha partita IVA. Che tu sia un contribuente mensile o trimestrale, conoscere le scadenze IVA 2026, i codici tributo da utilizzare nel modello F24 e le modalità di calcolo è fondamentale per evitare sanzioni.

In questa guida completa ti spieghiamo tutto quello che devi sapere sul versamento dell’IVA nel 2026: dalle date da segnare in calendario ai metodi di pagamento, fino al ravvedimento operoso per chi ha dimenticato una scadenza.

L’IVA (Imposta sul Valore Aggiunto) è un’imposta indiretta che grava sul consumatore finale, ma viene riscossa dal titolare di partita IVA che la versa poi all’Agenzia delle Entrate. La periodicità del versamento dipende dal regime contabile adottato: mensile, trimestrale o annuale.


Chi deve versare l’IVA nel 2026

Sono tenuti al versamento dell’IVA tutti i soggetti titolari di partita IVA che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi soggette all’imposta. In particolare:

Contribuenti mensili – Devono versare l’IVA entro il 16 del mese successivo a quello di riferimento. Rientrano in questa categoria i soggetti con volume d’affari superiore a determinati limiti o che hanno optato volontariamente per la liquidazione mensile.

Contribuenti trimestrali – Possono liquidare e versare l’IVA con cadenza trimestrale se rispettano specifici requisiti di volume d’affari. Le scadenze trimestrali IVA 2026 sono fissate al 16 del secondo mese successivo alla chiusura del trimestre.

Contribuenti annuali – Alcune categorie particolari possono effettuare un unico versamento annuale, ma si tratta di casi specifici e limitati.

È importante sottolineare che i contribuenti forfettari non applicano l’IVA in fattura e quindi non devono effettuare versamenti periodici. Se hai un regime forfettario, sei esonerato da questo adempimento.


Scadenze versamento IVA 2026: calendario completo

Le scadenze del versamento IVA 2026 variano in base alla periodicità di liquidazione. Ecco il calendario completo da tenere sempre a portata di mano.

Scadenze IVA mensile 2026

Per i contribuenti mensili, l’IVA deve essere versata entro il 16 del mese successivo a quello di riferimento. Se il 16 cade di sabato o festivo, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo successivo.

Periodo di riferimentoScadenza versamento
Gennaio 202616 febbraio 2026
Febbraio 202616 marzo 2026
Marzo 202616 aprile 2026
Aprile 202616 maggio 2026
Maggio 202616 giugno 2026
Giugno 202616 luglio 2026
Luglio 202616 agosto 2026
Agosto 202616 settembre 2026
Settembre 202616 ottobre 2026
Ottobre 202616 novembre 2026
Novembre 202616 dicembre 2026
Dicembre 202616 gennaio 2027

Scadenze IVA trimestrale 2026

I contribuenti trimestrali devono versare l’IVA entro il 16 del secondo mese successivo alla fine del trimestre. Alle somme dovute va applicata una maggiorazione dell’1% (0,40% per chi opera nel settore agricoltura).

TrimestrePeriodoScadenza versamento
I Trimestre 2026Gennaio – Marzo 202616 maggio 2026
II Trimestre 2026Aprile – Giugno 202616 agosto 2026
III Trimestre 2026Luglio – Settembre 202616 novembre 2026
IV Trimestre 2026Ottobre – Dicembre 202616 febbraio 2027

Attenzione: Se l’importo da versare per il trimestre è inferiore a 25,82 euro, il versamento può essere effettuato insieme a quello del trimestre successivo.


Come si calcola l’IVA da versare

Il calcolo dell’IVA da versare si basa sulla differenza tra l’IVA a debito (quella incassata sulle vendite) e l’IVA a credito (quella pagata sugli acquisti).

Formula di calcolo

IVA da versare = IVA a debito – IVA a credito

  • IVA a debito: l’IVA che hai applicato sulle tue fatture emesse (vendite)
  • IVA a credito: l’IVA che hai pagato sulle fatture ricevute (acquisti)

Se il risultato è positivo, hai un debito IVA da versare all’Erario. Se il risultato è negativo, hai un credito IVA che puoi utilizzare in compensazione o chiedere a rimborso.

Esempio pratico 1: Contribuente mensile

Marco è un consulente informatico con liquidazione IVA mensile. Nel mese di gennaio 2026:

  • Ha emesso fatture per 20.000 euro + IVA 22% = 4.400 euro di IVA a debito
  • Ha ricevuto fatture per acquisti di 5.000 euro + IVA 22% = 1.100 euro di IVA a credito

Calcolo IVA da versare:

  • IVA a debito: 4.400 euro
  • IVA a credito: 1.100 euro
  • IVA da versare: 3.300 euro (entro il 16 febbraio 2026)

Marco dovrà compilare il modello F24 con codice tributo 6001 (IVA mensile) e versare 3.300 euro entro il 16 febbraio 2026.

Esempio pratico 2: Contribuente trimestrale

Giulia gestisce un negozio di abbigliamento con liquidazione IVA trimestrale. Nel I trimestre 2026 (gennaio-marzo):

  • Ha emesso fatture per 60.000 euro + IVA 22% = 13.200 euro di IVA a debito
  • Ha ricevuto fatture per acquisti di 25.000 euro + IVA 22% = 5.500 euro di IVA a credito

Calcolo IVA da versare:

  • IVA a debito: 13.200 euro
  • IVA a credito: 5.500 euro
  • IVA netta: 7.700 euro
  • Maggiorazione 1%: 77 euro
  • Totale da versare: 7.777 euro (entro il 16 maggio 2026)

Giulia dovrà compilare il modello F24 con codice tributo 6002 (IVA trimestrale) e versare 7.777 euro entro il 16 maggio 2026.


Codici tributo per il versamento IVA

Per effettuare il versamento IVA con F24, è fondamentale utilizzare il codice tributo corretto. L’Agenzia delle Entrate ha previsto codici specifici per ogni casistica.

Tabella completa codici tributo IVA 2026

Codice tributoDescrizioneUtilizzo
6001IVA mensileVersamento IVA per contribuenti mensili
6002IVA trimestraleVersamento IVA per contribuenti trimestrali
6003IVA annualeVersamento IVA annuale (dichiarazione)
6031Acconto IVAVersamento acconto IVA (dicembre)
6099Sanzioni IVAPagamento sanzioni per violazioni IVA
1668Interessi IVAInteressi per ritardato versamento IVA
6013IVA split paymentVersamento IVA da scissione pagamenti (PA)

Come compilare il modello F24

Per versare l’IVA tramite modello F24, devi compilare la sezione Erario indicando:

  1. Codice tributo – scegli quello appropriato dalla tabella sopra
  2. Rateazione – lasciare vuoto (0101) per versamento unico
  3. Anno di riferimento – indica 2026
  4. Importo a debito versato – inserisci l’importo da pagare

Il pagamento F24 può essere effettuato:

  • Online tramite il servizio F24 web dell’Agenzia delle Entrate (gratuito)
  • Home banking del tuo istituto di credito
  • Tramite intermediario (commercialista, CAF)

Se hai un partita IVA con movimentazione annua superiore a determinate soglie, sei obbligato al versamento telematico.


Sanzioni per ritardato o omesso versamento IVA

Il mancato versamento IVA o il versamento oltre la scadenza comporta l’applicazione di sanzioni e interessi che possono essere anche molto pesanti.

Sanzione ordinaria

La sanzione base per omesso o tardivo versamento IVA è pari al:

  • 25% dell’importo non versato (sanzione ordinaria, art. 13 D.Lgs. 471/97 come modificato dal D.Lgs. 87/2024)
  • Ridotta al 12,5% se si paga entro 90 giorni dalla violazione

A questa sanzione vanno aggiunti gli interessi di mora calcolati al tasso legale (per il 2026 pari all’1,60% annuo, stabilito dal DM MEF 10/12/2025), proporzionati al periodo di ritardo.

Esempio pratico: sanzione per ritardo

Caso: Marco doveva versare 3.300 euro di IVA entro il 16 febbraio 2026 (mensile gennaio), ma si dimentica e paga il 10 marzo 2026 (22 giorni di ritardo).

Sanzione ordinaria:

  • Base: 3.300 euro × 25% = 825 euro
  • Ridotta (entro 90 gg): 3.300 euro × 12,5% = 412,50 euro

Interessi di mora (22 giorni):

  • 3.300 euro × 1,60% × (22/365) = 3,18 euro

Totale da pagare:

  • IVA: 3.300 euro
  • Sanzione ridotta: 412,50 euro
  • Interessi: 3,18 euro
  • TOTALE: 3.715,68 euro

Marco ha pagato oltre 415 euro in più per un ritardo di soli 22 giorni. Per questo è fondamentale rispettare le scadenze o, se ci si accorge del ritardo subito, ricorrere al ravvedimento operoso.


Ravvedimento operoso IVA: come ridurre le sanzioni

Il ravvedimento operoso è uno strumento che permette di regolarizzare versamenti IVA omessi o tardivi beneficiando di una riduzione delle sanzioni. Più velocemente si interviene, minore sarà la sanzione da pagare.

Tipologie di ravvedimento operoso

Tipo ravvedimentoTermineSanzione ridotta
SprintEntro 14 giorni0,0833% per ogni giorno
BreveDal 15° al 30° giorno1,25%
IntermedioDal 31° al 90° giorno1,39%
LungoDal 91° giorno a 1 anno3,125%
BiennaleDal 1° anno a 2 anni3,572%
Oltre 2 anniDopo 2 anni4,17%

Esempio pratico: ravvedimento operoso IVA

Caso: Giulia doveva versare 7.777 euro di IVA trimestrale entro il 16 maggio 2026, ma si accorge del dimenticato versamento il 30 maggio 2026 (14 giorni di ritardo).

Può ricorrere al ravvedimento sprint (entro 14 giorni).

Calcolo ravvedimento:

  • IVA da versare: 7.777 euro
  • Sanzione ridotta: 7.777 euro × 0,0833% × 14 giorni = 90,68 euro
  • Interessi (14 giorni): 7.777 euro × 1,60% × (14/365) = 4,77 euro

Totale da versare:

  • IVA: 7.777 euro (codice tributo 6002)
  • Sanzione: 90,68 euro (codice tributo 8904)
  • Interessi: 4,77 euro (codice tributo 1991)
  • TOTALE: 7.872,45 euro

Risparmio rispetto alla sanzione ordinaria:

  • Sanzione ordinaria (25%): 1.944,25 euro
  • Sanzione ravvedimento sprint: 90,68 euro
  • Risparmio: 1.853,57 euro

Grazie al ravvedimento operoso, Giulia risparmia oltre 1.850 euro di sanzioni. Ecco perché è fondamentale intervenire subito in caso di ritardo.

Come effettuare il ravvedimento

Per regolarizzare con ravvedimento operoso:

  1. Calcola l’importo: IVA + sanzione ridotta + interessi
  2. Compila 3 righe F24 separate:
    • Riga 1: IVA (codice tributo 6001 o 6002)
    • Riga 2: Sanzione (codice tributo 6099)
    • Riga 3: Interessi (codice tributo 1668)
  3. Versa entro i termini del tipo di ravvedimento scelto

Se hai dubbi sul calcolo o sulla compilazione, il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella regolarizzazione.


Novità normative 2026 sul versamento IVA

Per il 2026, il quadro normativo relativo al versamento IVA resta sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, ma è importante tenere d’occhio alcune novità in materia di fatturazione elettronica e adempimenti.

Fatturazione elettronica obbligatoria

A partire dal 1° gennaio 2024 (confermato per il 2026), la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i titolari di partita IVA, inclusi i forfettari che superano i 25.000 euro di ricavi annui. Questo ha un impatto anche sulla liquidazione IVA, che si basa sui dati delle fatture elettroniche.

Registratore telematico

I soggetti che effettuano operazioni al dettaglio devono trasmettere i corrispettivi telematici giornalmente all’Agenzia delle Entrate tramite registratore telematico. Questa norma, in vigore da anni, resta confermata anche per il 2026.

Controlli automatizzati

L’Agenzia delle Entrate sta potenziando i controlli automatizzati sulle liquidazioni IVA, incrociando i dati delle fatture elettroniche con quelli dichiarati. Per questo è fondamentale verificare attentamente che tutti i dati siano corretti prima di effettuare il versamento.

Split payment

Lo split payment (scissione dei pagamenti) resta in vigore per le forniture alla Pubblica Amministrazione. In questo caso, l’IVA viene versata direttamente dall’ente pubblico all’Erario, e il fornitore deve utilizzare il codice tributo 6013 per la liquidazione.

Scadenze invariate

Le scadenze del versamento IVA 2026 restano confermate al 16 del mese (o secondo mese) successivo, senza proroghe al momento previste. Resta valida anche la regola dello slittamento al primo giorno lavorativo se il 16 cade di sabato o festivo.


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Domande Frequenti sul Versamento IVA 2026

Cosa succede se non verso l’IVA entro la scadenza?

Se non versi l’IVA entro la scadenza, scatta una sanzione del 25% sull’importo non versato (ridotta dal 30% pre-riforma per effetto del D.Lgs. 87/2024, applicabile alle violazioni commesse dal 1° settembre 2024), ridotta al 12,5% se paghi entro 90 giorni. A questa si aggiungono gli interessi di mora al tasso legale (per il 2026 pari all’1,60% annuo). Per ridurre le sanzioni, puoi ricorrere al ravvedimento operoso: più rapido è l’intervento, minore sarà la sanzione (dallo 0,0833% al giorno nei primi 14 giorni, fino al 4,17% dopo 2 anni).

Posso compensare l’IVA a credito con altri tributi?

Sì, se hai un credito IVA puoi utilizzarlo in compensazione orizzontale con altri debiti fiscali (IRPEF, INPS, IMU, ecc.) tramite modello F24. Tuttavia, per compensazioni superiori a 5.000 euro annui, è necessario il visto di conformità da parte di un commercialista o CAF. In alternativa, puoi chiedere il rimborso del credito IVA all’Agenzia delle Entrate.

I forfettari devono versare l’IVA?

No, i contribuenti che aderiscono al regime forfettario non applicano l’IVA in fattura (regime di franchigia IVA) e quindi non devono effettuare versamenti periodici IVA. Questo è uno dei principali vantaggi del regime forfettario: niente liquidazioni mensili o trimestrali, niente dichiarazioni IVA annuali.

Come si calcola la maggiorazione dell’1% per i trimestrali?

I contribuenti trimestrali devono applicare una maggiorazione dell’1% sull’IVA da versare (0,40% per agricoltori). Questa maggiorazione si calcola sull’importo dell’IVA netta dovuta. Esempio: se devi versare 5.000 euro di IVA per il trimestre, la maggiorazione è 5.000 × 1% = 50 euro. Quindi verserai complessivamente 5.050 euro.

Posso passare da liquidazione mensile a trimestrale?

Sì, puoi passare dalla liquidazione mensile alla trimestrale (e viceversa) comunicandolo all’Agenzia delle Entrate. Il passaggio a liquidazione trimestrale è possibile se rispetti i limiti di volume d’affari previsti (generalmente 400.000 euro per cessioni di beni e 400.000 euro per prestazioni di servizi). La scelta va comunicata con il modello AA7/10 o in dichiarazione IVA e ha effetto dall’anno successivo.

Dove trovo la mia liquidazione IVA periodica?

Puoi trovare la tua liquidazione IVA nel registro IVA tenuto dal tuo commercialista o dal tuo software di contabilità. Se utilizzi la fatturazione elettronica, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un servizio che elabora automaticamente le liquidazioni periodiche sulla base delle fatture elettroniche emesse e ricevute. Puoi consultarle accedendo al tuo cassetto fiscale sul sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID o CIE.

Il CAF può aiutarmi con il versamento IVA?

Sì, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la gestione della tua partita IVA, inclusi i versamenti periodici dell’IVA. Possiamo occuparci della registrazione delle fatture, del calcolo della liquidazione IVA, della compilazione del modello F24 e del versamento telematico. Se hai dimenticato una scadenza, ti assistiamo anche nel ravvedimento operoso per regolarizzare la tua posizione con le sanzioni ridotte.


Il versamento IVA 2026 è un adempimento fiscale fondamentale per chi ha partita IVA. Rispettare le scadenze, utilizzare i codici tributo corretti e calcolare correttamente l’importo dovuto è essenziale per evitare sanzioni che possono essere anche molto pesanti.

Se hai dubbi sulla tua liquidazione IVA, se hai dimenticato un versamento o se vuoi verificare se puoi passare da liquidazione mensile a trimestrale, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per fornirti assistenza completa.

Ricorda che intervenire tempestivamente in caso di ritardo, attraverso il ravvedimento operoso, può farti risparmiare centinaia o addirittura migliaia di euro di sanzioni.


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